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Abruzzo Impresa il mensile del manager • numero 85 • gennaio 2014 • anno VIII • Copia Omaggio

numero

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la nuova opportunità per “fare rete”

Il futuro di ogni azienda passa dalla sua capacità di “fare rete”. ASSOIMPRESA ha come preciso intento quello di favorire nuove opportunità con servizi dedicati.

ASSOIMPRESA facilita nuove iniziative da sviluppare fra associati.

www.assoimpresaitaliana.it


direttore responsabile

Eleonora Lopes

redattori Denia Di Giacomo, Laura Tinari, Marcella Pace hanno collaborato a questo numero Riccardo D’Alessandro, Luigi Carunchio, Simone D’Alessandro, Antonio Teti, Filippo Paolini, Lorenzo Pierfelice, Andrea Bonanni Caione, mauro di cola, Marina Tristani, Elisa Antonioni, Nicola Negri, Leonardo Mastrangelo, Elena Prizzi, Nicola Catenaro, anna cutilli di silvestre, NICOLA BOSCHETTI, Pietro campanaro ufficio grafico

Fabio de Vincentiis editore ABRUZZO IMPRESA

Vincenzo Sulpizio

ufficio fotografico

CLIZIA FORCELLA

Coordinatore web-TV

Gianluigi Tiberi

stampa

PrinterGroup Italia srl - Na

editore

Fabio De Vincentiis

Abruzzo Impresa il mensile del manager

gennaio 2014 n°85

anno IX

numero chiuso in redazione il 31 gennaio 2014

in copertina Federico Scardecchia, Ernesto Petricca, Lucio Girinelli e Dino Gavioli foto Vincenzo Sulpizio

sito WEB

www.abruzzoimpresa.it

e-mail:

redazione@abruzzoimpresa.it grafica@abruzzoimpresa.it commerciale@abruzzoimpresa.it

indirizzo

Abruzzo Impresa SP. Lungofino complesso Ibisco B5/6 65013 Città Sant’Angelo - Pescara

telefono e fax

t. 085 9508161 / f. 085 9508157

ABRUZZO IMPRESA è il mensile del manager, nato nel maggio 2006, è edito da Fabio de Vincentiis. Servizi, interviste ai protagonisti dell’economia regionale, reportage che documentano le azioni volte a sostenere il mondo dell’imprenditoria sono i principali contenuti della rivista, diretta da Eleonora Lopes. Al corpo redazionale interno si aggiungono collaborazioni di alto profilo, espressione del mondo professionale e accademico abruzzese. Parlare d’impresa e finanza in maniera concreta e diretta, evitando tecnicismi, ha consentito ad ABRUZZO IMPRESA di conseguire negli anni ottimi risultati. Nelle pagine della rivista trovano spazio anche articoli dedicati alla innovazione, al marketing, al lavoro e allo sviluppo locale. Corposa l’area riservata a eventi, convegni e seminari, che offre uno spaccato sulle iniziative organizzate dagli attori economici della nostra regione. Le pagine di chiusura ospitano la sezione “Buono e Bello”, dove si parla di arte, musica, moda, enogastronomia e attrattive turistiche della nostra regione. ABRUZZO IMPRESA tratta temi di strettissima attualità, incorniciati da una veste grafica sempre attenta alla tendenza del design e soprattutto ai contenuti. Il mensile ABRUZZO IMPRESA viene distribuito attraverso la spedizione in Posta Target.

ABRUZZO IMPRESA è registrato con il n. 04 del 07/04/2006 presso il Tribunale di Pescara. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al n° 22296 La 1a pubblicazione mensile è del mese di maggio 2006. Copyright© 2006/2014 tutti i diritti riservati. abruzzO IMPRESa - Pescara - Italia Nessuna parte della rivista può essere riprodotta in qualsiasi forma o rielaborata con uso di sistemi elettronici o diffusa, senza l’autorizzazione scritta da parte dell’editore. Manoscritti e foto inviati al giornale, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Servizio abbonamenti Per informazioni scrivi a Abruzzo Impresa servizio abbonamenti SP. Lungofino complesso Ibisco B 5/6 65013 Città Sant’Angelo - Pescara o invia una mail a abbonamenti@abruzzoimpresa.it o invia un fax al numero 085.9508157 precisando il proprio recapito postale. Il servizio è aperto da lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. L’abbonamento entrerà in corso dal primo numero raggiungibile e può avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. Il costo dell’abbonamento per tutto il territorio nazionale è di soli Euro 28,90 più 7,16 Euro Iva inclusa per spedizioni postali per la somma totale di Euro 36,06 per ricevere 12 numeri di Abruzo Impresa. L’importo va versato tramite: bonifico bancario sul conto iban IT 07 T 05748 77252 100000002016 con causale “ABBONAMENTO ABRUZZO IMPRESA”. Il cambio dell’indirizzo dell’abbonato è gratuito. Informare almeno 30 giorni prima comunicando i nuovi dati e indirizzo completo. I dati relativi ai lettori sono utilizzati esclusivamente ai fini della spedizione postale, l’editore garantisce riservatezza al trattamento dei dati ai sensi dell’art. 13 del D. leg. 196/2003. Il lettore può richiedere gratuitamente la rettifica dei dati scrivendo a ABRUZZO IMPRESA, SP. Lungofino complesso Ibisco B 5/6 65013 Città Sant’Angelo - Pescara Il lettore può richiedere gratuitamente di non voler più ricevere la rivista scrivendo a ABRUZZO IMPRESA, SP. Lungofino complesso Ibisco B 5/6 - 65013 Città Sant’Angelo - Pescara

MEETING

Per affrontare insieme un futuro che si prospetta sempre più competitivo il meeting FARE IMPRESA ha il compito di far crescere il tessuto economico, politico e formativo regionale affinché possa finalmente conoscersi, confrontarsi e stringere interessanti rapporti. Il meeting FARE IMPRESA promosso ed organizzato dal mensile ABRUZZO IMPRESA, ha come obiettivo quello di affiancare e favorire la crescità di tutti i protagonisti dell’imprenditoria e della politica abruzzese. Nel corso della serata sarà consegnato il premio “Aquila Reale”, un riconoscimento al valore delle ultime copertine del mensile ABRUZZO IMPRESA.

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Capitani d’Impresa

Dino Gavioli Passione Amo il canto e la buona musica, e suono il pianoforte sin da ragazzino. Oggi mi diletto nelle serate con gli amici, da ragazzo suonavo con un gruppo. Ho la passione per il ballo, il mare, la buona cucina, amo tutto ciò che è bello partendo dall’arte.

GAVIOLI E GIRinELLI: Sport Ho il pallino per le auto sportive, ho abbastanza esperienza alle spalle e mi diletto a provare auto da corsa su piste automobilistiche nazionali.

Lucio Girinelli Sport Ho sempre fatto sport, prima come calciatore a livello amatoriale poi come runner. New York, Parigi, Vienna, Roma, Milano e Venezia sono le maratone più importanti alle quali ho partecipato. Mi piace molto anche andare in bici.

Tempo libero Le mie origini sono contadine, e amando molto gli animali e la natura, il sogno è tornare alle origini.

«IL NOSTRO IMPEGNO PER EDILCASSA» DINO GAVIOLI nasce a Montorio al Vomano. Proveniente da una famiglia di imprenditori edili, nel ’72 avvia un’attività in proprio, sempre nel campo dell’edilizia con la Gavioli Dino, ditta individuale che poi si trasformerà in Gavioli Arte e Restauri srl, per poi costituire la Gavioli Restauri srl specializzata nel consolidamento e restauro di opere d’arte ed edifici storici vincolati dal Ministero dei Beni Culturali. Nei primi anni il lavoro era concentrato sul recupero fabbricati storici e privati, ma nel ‘76 quando l’azienda ottiene l’iscrizione all’albo nazionale costruttori, il geometra Dino Gavioli decide di focalizzare il suo operato sul recupero e restauro di edifici storici. Oggi la Gavioli Restauri srl, grazie all’apporto di validi collaboratori insiti nell’organico aziendale ed al ruolo svolto dal figlio Nino, rappresenta una delle realtà nazionali più all’avanguardia del settore. Negli anni, per questo intraprendente imprenditore arrivano anche i premi: nel 1997 riceve come titolare d’impresa il riconoscimento della CCIAA di Teramo per “Fedeltà al lavoro e progresso economico” e nel 2003 viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica. Diversi anche gli incarichi ricoperti; attualmente oltre ad essere presidente Edilcassa Abruzzo è anche, consigliere Api Teramo, consigliere cda BCC di Basciano e componente consiglio camerale CCIAA di Teramo. In passato ha assunto il ruolo di: presidente Apiedil Abruzzo, vice presidente ANIEM (associazione Nazionale delle piccole e medie imprese edili), vice presidente nazionale del comitato CIR (comitato imprese restauro), e componente regionale del comitato ANC (albo nazionale costruttori). LUCIO GIRINELLI. Nato a Pescara nel 1963 vive da sempre a Francavilla al Mare. Figlio di contadini, e ci tiene ad evidenziarlo, si diploma in Ragioneria ad Ortona. Dopo piccole e brevi esperienze lavorative, nel 1986 ottiene il suo primo impiego stabile con l’impresa del costruttore Emidio Luciani come impiegato nel settore Arredamento e Infissi. Il lavoro gli piace, ma proprio in questi anni Girinelli si avvicina come volontario al mondo sindacale, una passione quella per i diritti dei lavoratori che poi diventerà il suo lavoro. Nel 1991 infatti inizia un periodo di prova nella Federazione Filca-Cisl di Chieti come operatore sindacale. Nello stesso anno si trasferisce a Teramo sempre per la Filca - Cisl, inizia così la vera esperienza ricoprendo il ruolo di operatore e poi di responsabile provinciale a L’Aquila e successivamente di nuovo a Teramo poi a Chieti e oggi a Pescara. Dal 2009 Girinelli ricopre il ruolo di segretario regionale, e da un mese ha anche la responsabilità politica della regione Molise. Dal 2011 è vice presidente Edilcassa Abruzzo. Sposato con Marika Lupo, impiegata di Poste Italiane, ha l’hobby per tutti gli sport che si praticano all’aria aperta con la passione per la maratona.

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Abruzzo ImpresA il mensile del manager • Gennaio 2013 • numero 73 • anno Viii • www.AbruzzoImpresA.It • CopIA omAggIo

numero

ISSN 1973-5383

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NUMERO

ABRUZZO IMPRESA il mensile del manager • NUMERO 85 • gennaio 2014 • ANNO VIII • COPIA OMAGGIO

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3° MEETING

FARE IMPRESA GLI OPERATORI ECONOMICI ABRUZZESI SI INCONTRANO

Premio Aquila Reale

IL PREMIO PIÙ AMBITO DA CHI FA IMPRESA. Riconoscimento alle ultime 12 copertine di Abruzzo Impresa

con il patrocinio di La scorsa edizione è stata patrocinata da

COMUNE DI MONTESILVANO

INFO • tel. 085.9508161 _ fax 085 9508157 _ info@assoimpresaitaliana.it _ www.assoimpresaitaliana.it


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NINO GERMANO prima della consegna del PREMIO “AQUILA REALE” Riconoscimento alle ultime copertine del mensile Abruzzo Impresa

2 La TORTA del SECONDO MEETING “FARE IMPRESA” Gli IMPRENDITORI e MANAGER che hanno ricevuto

3 il PREMIO “AQUILA REALE”

GIGLI DELLA EDIMAC 4 ALEX INSIEME AI DIRIGENTI DELL’AQUILA CALCIO

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Il presidente della Regione Gianni Chiodi con il prof. Nicola Mattoscio e il presidente della Camera di Commercio di Pescara Daniele Becci

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i tavoli della serata di gala del meeting “fare Impresa”

In primo piano Michele Amoroso amministratore delegato di Generazione Vincente SpA


L’editore Fabio De Vincentiis «Ci avviamo alla terza edizione del meeting FARE IMPRESA. Obiettivo di quest’anno affrontare insieme un futuro sempre più competitivo. Il meeting 2014 nasce con l’obiettivo di mettere insieme tutti gli attori del tessuto economico, politico e formativo regionale affinchè durante l’arco della serata possano conoscersi, confrontarsi e stringere relazioni proficue. Il meeting FARE IMPRESA è promosso e organizzato dal mensile ABRUZZO IMPRESA. Come di consueto, nel corso dell’evento, sarà consegnato il premio “Aquila Reale”, un riconoscimento alle ultime copertine del mensile ABRUZZO IMPRESA».

www.galenoweb.it

INFO • tel. 085.9508161 _ fax 085 9508157 _ info@assoimpresaitaliana.it _ www.assoimpresaitaliana.it


sommario _ anno IX n°85 _ gennaio 2014

opinioni&rubriche finoaquituttobene editoriale ctrl s

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Abruzzo che produce lavoro in corso il mondo dei rifiuti a tutta formazione

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Meno rimpasti più pasti Gocce d’inchiostro Tendenze, fatti persone «Sviluppo, libertà economica e coesione sociale per il bene della nostra regione» Jobs Act, una prima lettura in attesa del testo definitivo Raccolta differenziata, il modo più sostenibile per smaltire i nostri rifiuti Dall’istruzione alla formazione, un percorso no stop

primo piano territorio ambiente lavoro

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Giuliante, un assessore in prima linea Bussi, la discarica della vergogna La rinascita della Nuova Legatoria

cover story

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Edilcassa Abruzzo

37

Edilcassa Abruzzo: «al fianco delle imprese e dei lavoratori»

grandi storie Oscar Farinetti

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Eataly: il successo della semplicità

storie&persone

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Romana Maria Caldarelli

50

Romana Maria Caldarelli, grinta da vendere

incarichi&carriere

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Consiglio Regionale/Forza Italia/ NCD/BPER

43

Tenaglia / Pagano / Chiavaroli / Fornaciari

Rotary/Lancianofiera/Tink-Tank

45

Marrollo / Ferrante / Cianciotta e Addari

Edilcassa/Comune L’Aquila/ Imprenditoria femminile

47

Scardecchia e Petricca / Trifuoggi / Kechoud

tematiche d’impresa fisco ict

141 00 86

creatività norme&leggi

52 54 56 58

La cosiddetta rottamazione delle cartelle Controllare la concentrazione? Ci pensa Google! Invertising: rovesciamo i paradigmi della pubblicità Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento

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sommario _ anno IX n°85 _ gennaio 2014

credito&finanza BPER

formazione

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digitalizzazione agroalimentare aziende aziende creatività cinema

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BPER, ospita Telefisco 2014

focus 73 74 76 79 83 86 91

“Formiamo in Ci.Tra” La telematizzazione dei servizi INAIL Le eccellenze agroalimentari protagoniste al MotoGp Universal Caffè, 50 anni di torrefazione Cinquina, il sole d’Abruzzo Non chiamatele babbione! L’uomo dei sogni: Federico Fellini

seminari&convegni innovazione comunicazione giovani imprenditori

La risposta alla crisi è l’aggregazione: trasformiamo l’Abruzzo in una Smart Region Nimby, Abruzzo 5a regione italiana per numero di impianti contestati Europa, occasione di crescita continua per l’Abruzzo

93 94 97 eventi

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territorio riconoscimenti moda segue a pagina

99 100 102

Protezione civile, salvaguardia, ambiente La camera di commercio di Teramo premia il coraggio degli imprenditori La Rodrigo cambia veste

105           

99

PERCORSI DI GUSTO, CULTURA, TURISMO E TRADIZIONE

a cura di Denia Di Giacomo

112 Tartufo: il fungo delle meraviglie

100 114 FUD esperimenti di gusto

La differenza che vedi

102

STRATEGIA CREATIVA

PUBBLICITA’ ORGANIZZAZIONE EVENTI WEB COMMUNICATION UFFICIO STAMPA Tel. 0873 762001 - info@commasrl.com - www.commaadv.it

107 109 119 125

117 La “potenza” degli alimenti invernali

Papille Traparentesi Francia: esempio e riflessione Abruzzo Cool

121 Il moderno surrealismo

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professioni

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gocce d’inchiostro / editoriale

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ggi i giovani non perdono tempo a chiedersi il perchè della crisi economica. Le teorie degli economisti sulla disoccupazione poco gli interessano: il tempo di una giornata è tutto impiegato a trovare o ad inventarsi un lavoro. Ma tra questi giovani, c’è anche chi questa forza non la trova, tanto da arrivare a compiere gesti estremi. E proprio la mancanza di lavoro sarebbe il motivo all’origine del suicidio di un 23enne di Pescara, che qualche giorno fa si è tolto la vita nella sua abitazione. Il giovane, mentre era solo in casa, si è impiccato con un foulard alla grata di una finestra. Non sono stati trovati biglietti, ma i genitori hanno riferito agli agenti delle difficoltà incontrate dal ragazzo nel trovare un lavoro. Questo è solo uno dei numerosi episodi del dramma della disoccupazione, un fenomeno in continua crescita che non accenna ad arrestarsi. La disoccupazione “tarpa le ali” ai ragazzi, impedendo loro di progettare e costruire il proprio futuro. E se non si è supportati da una rete di salvataggio, da parenti e amici, se non si dispone di adeguate risorse proprie, si rischia di ritrovarsi in un’esclusione sociale dalla quale è difficile fare ritorno.

Eleonora Lopes, direttore

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a per fortuna, non mancano le buone notizie. Quella del mese è certamente la storia a lieto fine della Legatoria D’Ancona. 10 ex dipendenti di questa azienda, che aveva chiuso i battenti lo scorso settembre con il rischio di mettere in mobilità 22 dipendenti, hanno deciso di scommettere sulla loro professionalità e sull’esperienza acquisita, accettando l’invito della Provincia di Pescara ad aderire al progetto Linfa finalizzato alla ricollocazione dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. Dopo un periodo di affiancamento, svolto con la collaborazione dei professionisti del settore lavoro, i 10 ex dipendenti hanno costituito una cooperativa artigiana di quella che era una delle più importanti legatorie del centro Italia, e che conta clienti di grande prestigio. La Nuova Legatoria d’Ancona, questo è oggi il nome dell’azienda, per poter ricominciare l’attività, che dai primi di gennaio è ripresa a ritmi serrati, ha investito il 50% del proprio trattamento di fine rapporto e tutta l’indennità di mobilità che i lavoratori avrebbero dovuto percepire dall’INPS. Un’iniezione di fiducia e coraggio in questo difficile momento.

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n questo numero abbiamo raccontato due volti diversi del mondo del lavoro, uno disperato e debole e un altro forte e coraggioso. Ed è proprio su quest’ultimo, per fortuna, raro, ma non isolato che vogliamo riflettere. Non è un momento sereno per la nostra regione, con i fatti di Rimborsopoli, per l’ennesima volta, siamo rimbalzati sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali. Un’inchiesta che conta 25 indagati: il presidente della Regione Gianni Chiodi, il presidente del Consiglio Nazario Pagano e altri 23 politici tra assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione e i reati sono, a vario titolo, truffa, peculato e falso ideologico. Al momento parliamo di avvisi di garanzia, che sono notifiche di indagine e non sentenze anticipate, e sarà la magistratura a stabilire le responsabilità. Di una cosa però siamo convinti, che l’Abruzzo meriterebbe più dignità , perchè è una regione di gente per bene, dove ex dipendenti diventano imprenditori investendo il guadagno di una vita per continuare a lavorare. Una storia questa di nobiltà e coraggio che ci piacerebbe leggere sulla cronaca nazionale.

direttore@abruzzoimpresa.it

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Antonio Teti devolve i compensi del suo ultimo libro per finanziare una borsa di studio in Computer Science al Technion di Haifa

In virtù dei rapporti di collaborazione in essere con il Technion, Israel Institute of Technology di Haifa, Antonio Teti ha deciso di devolvere i compensi derivanti dalle vendite del suo ultimo libro “Technology Intelligence”, edito da Pearson, per il finanziamento di una borsa di studio presso la facoltà di Ingegneria Informatica (Computer Science Department) dell’università israeliana. Nei prossimi mesi sarà in Israele per la presentazione del progetto che è riservato a studenti italiani meritevoli ed eccellenti, con conoscenza fluente della lingua inglese, che desiderano studiare al Technion presso la facoltà di Computer Science. Il Technion risale al 1912. Dopo l’interruzione dovuta alla prima guerra mondiale ha iniziato a operare nel 1924, prima della fondazione dello Stato d’Israele (maggio 1948). Il Technion è la prima università e il primo centro di ricerca scientifico in Israele. I suoi studenti possono scegliere tra 19 facoltà che offrono oltre 100 programmi nei tre cicli di insegnamento superiore. Il Technion collabora con le grandi multinazionali come, ad esempio, Google, Microsoft, Intel, Yahoo, Microsoft, IBM, TEVA le quali vantano i laureati di questo Istituto nel proprio staff dirigenziale. Ad aprile p.v., l’autore sarà ospite della prestigiosa università di Haifa per presentare la ricerca che ha condotto alla realizzazione del testo e per suggellare l’iniziativa con i vertici accademici del Technion. SALONE DELLA RICOSTRUZIONE, ENTRA NEL VIVO OFFICINA L’AQUILA

È stato presentato ufficialmente il Salone della Ricostruzione 2014 che l’Ance Abruzzo, insieme ai 4 enti provinciali e a Carsa realizzano con l’intento di imprimere una forte spinta alla ricostruzione secondo criteri di qualità e sostenibilità. Il Salone della Ricostruzione segna un’evoluzione rispetto alle precedenti edizioni e offre la concretezza di attività che vanno ben oltre il semplice evento espositivo. “Officina L’Aquila”, frutto di una partnership strategica tra Ance Abruzzo e alcuni tra i maggiori gruppi del panorama nazionale e internazionale di prodotti per le costruzioni, rappresenta, infatti, il laboratorio per una ricostruzione di qualità. «Un progetto – ha commentato Roberto Di Vincenzo, coordinatore del Salone – che vuole dare un suo contributo a un concetto più ampio di rinascita e garantire una ricostruzione di qualità attraverso interventi di formazione e di assistenza tecnica e con prodotti di altissima qualità a prezzi convenzionati». Gli incontri, incentrati sull’installazione dei prodotti e sull’utilizzo dei materiali, si svolgeranno nei mesi di febbraio e marzo e saranno rivolti agli installatori e posatori da una parte e alle imprese Ance e ai progettisti dall’altra. Nell’ambito del Salone della Ricostruzione verrà anche costituito un Comitato dei Promotori, attraverso cui le rappresentanze del mondo associativo, istituzionale e della ricerca e i soggetti organizzatori si troveranno a condividere le scelte strategiche del progetto e a lavorare assieme per una ricostruzione di qualità del territorio Aquilano. NEL 2013 IL SALDO DELLE IMPRESE ABRUZZESI CONTINUA A PEGGIORARE

Per la prima volta le cessazioni superano le iscrizioni, infatti tra gennaio e dicembre dello scorso anno i Registri delle Camere di commercio hanno rilevato in Abruzzo la nascita di 9.599 imprese e la cessazione di 10.768, con un saldo di fine anno pari a -345 (al netto delle cancellazioni d’ufficio) che portano a 149.334 il totale dello stock di imprese esistenti al 31 dicembre 2013. È quanto riportato nel CRESA Informa n. 1-2014 che analizza i dati Infocamere. «La situazione di crisi risulta evidentissima dato che dal 2006 questo è il primo anno che fa registrare un saldo e un tasso di crescita negativo, evidenziando come l’economia regionale si trovi ancora in una fase di contrazione» afferma il presidente del CRESA, Lorenzo Santilli. Considerando i settori si evidenzia il calo ormai consueto delle imprese del settore agricolo con il peggior saldo negativo (-1.310) tra tutti i settori. Nell’ambito del secondario diminuiscono le imprese manifatturiere (-148) e soprattutto quelle delle costruzioni (-530) mentre aumentano quelle della fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+13). Nel settore dei servizi si riscontra il lieve aumento delle imprese del commercio di alloggio e ristorazione attività immobiliari e quelle del noleggio e agenzie di viaggi. Per l’artigianato il 2013 è stato un anno molto difficile con 987 imprese in meno: le 2.054 nuove iscrizioni non sono riuscite a compensare le 3.041 cancellazioni con un tasso di crescita molto negativo.

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tendenze fatti persone

NEVE IN ABRUZZO? CHIUSURA IMMEDIATA DEI CASELLI AUTOSTRADALI E DISASTRO DELLA VIABILITÀ IN APERTURA DEI TELEGIORNALI NAZIONALI

Federturismo Abruzzo e Anef Abruzzo (Associazione Esercenti Funiviari Abruzzesi) hanno espresso ancora una volta il più forte sconcerto e disappunto sulle modalità di gestione della viabilità sulla Strada dei Parchi e sulla conseguente situazione di “ disagio” verificatasi in occasione della nevicata di fine gennaio. «Stessa storia, che si ripete puntualmente ogni anno, e sempre senza risposte da parte di chi ne è responsabile. - Sostengono i presidenti di Federturismo Abruzzo, Dario Colecchi, e dell’Anef Abruzzo, Fabrizio Di Muzio - La neve che in tutte le Regioni turistiche Italiane rappresenta il presupposto indispensabile per una ricca stagione che consente l’apertura degli impianti, il boom delle presenze, per l’Abruzzo continua a rappresentare un disagio. Disagi autostradali inspiegabili soprattutto in un’area che dovrebbe essere ben attrezzata per affrontare tali situazioni di avversità meteorologica - se così si possono definire pochi centimetri di neve - anche a fronte dei notevoli costi di gestione sostenuti per garantire la viabilità e la sicurezza in condizioni meteo avverse. Continuiamo a ribadire da anni ormai al Governo Regionale - sostengono i presidenti - che l’Autostrada dei Parchi, così gestita, rischia di danneggiare la nostra immagine turistica: turismo, infrastrutture, trasporti adeguati, rappresentano infatti l’elemento centrale per la valorizzazione e la riqualificazione del territorio, la cui carenza o inadeguatezza incidono pesantemente sui flussi turistici e sull’accessibilità territoriale: tutto ciò a discapito degli innumerevoli tentativi di promozione, volti al rilancio del turismo della nostra Regione. Anche quest’anno la nostra Regione è finita infatti in apertura dei telegiornali per i disagi ed i blocchi stradali conseguenza della pseudo nevicata… tutto questo è vergognoso ma cerchiamo comunque, ancora una volta, di coglierne gli indiretti effetti pubblicitari!». IN ABRUZZO SI GESTISCE LA RICCHEZZA IN MODO CAUTO, PREDILIGENDO ATTIVITÀ LIQUIDE: ECCO L’IDENTIKIT DEL RISPARMIATORE ABRUZZESE

Il secondo Osservatorio UniCredit - Pioneer Investments analizza il comportamento dei risparmiatori in

Abruzzo e mette in luce le dinamiche, passate e prospettiche, di risparmio, consumi e ricchezza delle famiglie. Lo studio si basa sui dati raccolti dal 1995 al 2012 e su indicazioni predittive per il 2013. Sul fronte dei consumi si assiste, nonostante il calo del 3,2% previsto per il 2013, a un miglioramento rispetto all’anno precedente. Confrontando invece i dati sui consumi delle famiglie abruzzesi con la media italiana si evince che da noi la spesa media pro-capite è inferiore di circa 1.700€ nel 2013. In termini prospettici, in Abruzzo non esiste ancora un modello di economia export-oriented, che potrebbe essere un elemento chiave per favorire nei prossimi anni una ripresa del reddito disponibile. Per quanto concerne la ricchezza (intesa coma somma delle attività finanziarie) delle famiglie abruzzesi si può notare come il valore pro-capite stimato per il 2013 appare in crescita rispetto ai livelli pre crisi del 2010, nel 2013 +2% vs 2010. Tale variazione percentuale risulta superiore rispetto a quella registrata a livello nazionale. Circa la ripartizione della ricchezza emerge come i risparmiatori in Abruzzo abbiano un approccio finanziario più cauto rispetto alla media nazionale, caratterizzato da portafogli posizionati per quasi il 60% su attività liquide. Ne emerge un’esposizione di portafoglio complessiva orientata verso strumenti finanziari semplici, con un profilo di rischio contenuto ma anche poco remunerativo. Una strategia che ha consentito di proteggere meglio la ricchezza in fasi di turbolenza dei mercati, ma che non è detto possa rappresentare la scelta ottimale in un contesto di loro graduale normalizzazione.

MUORE ARISTIDE MALAVOLTA, IL RE DEI SURGELATI

Si è spento, dopo una lunga malattia, Aristide Romano Malavolta, 83 anni. Fondatore di una delle più

importanti holding del settore alimentare, negli anni d’oro il terzo gruppo italiano dopo i colossi Parmalat e Barilla. Aristide Romano Malavolta, con i suoi surgelati, ha segnato un’epoca, in Abruzzo e in mezza Italia. Alla fine degli anni ’90, il gruppo industriale Malavolta era tra i primi in Italia nel suo settore e terzo in Europa. Sempre in quegli anni d’oro, la holding fatturava oltre 300 milioni di euro all’anno, contava centinaia di dipendenti con stabilimenti in Abruzzo, Lazio, Marche, Friuli Venezia Giulia. La Malavolta Corporate è stata fino al 2007 padrona del mercato dei surgelati in Italia. Poi, il rapido declino, con i fallimenti delle aziende sparse in tutta Italia. Un periodo funestato, nell’aprile 2012, anche dalla morte del figlio Romano Malavolta, già presidente del Teramo calcio. Aristide Malavolta lascia i figli Mario, Rita e Andrea, oltre alla moglie Amabilia.

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CONFINDUSTRIA GRAN SASSO, VERSO LA FUSIONE DI L’AQUILA E TERAMO

Con il primo Consiglio allargato di Confindustria Gran Sasso, Confindustria Teramo e Confindustria L’Aquila hanno concretamente avviato il processo di aggregazione nell’unica associazione territoriale denominata Confindustria Gran Sasso. Il progetto presentato a giugno del 2012 ad Assergi, ideale punto di incontro a metà strada fra i due rispettivi capoluoghi e le due associazioni che, ad oggi, rappresentano circa 700 aziende ha lo scopo di rafforzare la rete a sostegno della realtà produttiva. Le prime concrete iniziative verso l’aggregazione che si completerà nel 2017, come ribadito nel corso dell’incontro dai direttori delle due associazioni, Nicola Di Giovannantonio per Teramo e Carlo Imperatore e Antonio Cappelli per L’Aquila, saranno rappresentate dalla costituzione del Comitato Piccola Industria e del Comitato Giovani Imprenditori di Confindustria Gran Sasso, che di fatto consisterà nell’unione operativa dei gruppi già attivi all’interno delle due associazioni e nella designazione di un unico presidente per ciascun gruppo. Il secondo passaggio sarà invece rappresentato dall’unione delle sezioni merceologiche e dalla costituzione di eventuali nuove sezioni (terziario, sanità, agroalimentare, energia, metalmeccanico, telecomunicazioni). I Consigli Direttivi hanno designato primo presidente di Confindustria Gran Sasso Fabio Spinosa Pingue che ha dichiarato: «Ci auguriamo che il nostro processo possa essere contaminante per gli altri stakeholders regionali anche nella direzione dello sviluppo di quella “resilienza” che gli studiosi dell’Ocse ritengono centrale per la competitività di un territorio». L’API PESCARA-CHIETI METTE IN CAMPO LA TASK FORCE ANTI CRISI

«L’anno 2014 non poteva iniziare sotto i peggiori auspici, infatti oltre alla cronica lentezza nei pagamenti da parte degli enti pubblici, accompagnata ad una burocrazia farraginosa e a volte di stampo “bizantina”, si aggiungono situazioni a dir poco imbarazzanti, come la “vicenda Decathlon” (con decine di piccole aziende che rischiano di non vedersi pagare il proprio lavoro) e, ciliegina sulla torta, la “bomba d’acqua” (nel vero senso della parola) della vicenda del concordato ACA». È questa la premessa fatta dal direttore di Api PescaraChieti, Ernesto Petricca che ha portato alla costituzione di un tavolo permanente di concertazione, una sorta di Task Force contro la crisi, una struttura di supporto dedicata al difficile contesto socio-economico attuale. «L’Api Pescara-Chieti – sottolinea il direttore Petricca - sentite le numerose aziende associate che, purtroppo, loro malgrado sono vessate da quanto appena indicato, hanno chiesto (e l’Api Pescara-Chieti si è subito messa a disposizione dei propri associati) di concertare con il pool di legali che sono già all’opera sul caso Decathlon e ACA di istituire un tavolo permanente al fine di “affiancare” e sostenere le aziende che sono al collasso, con l’ormai certo taglio di numerosi posti di lavoro (con le conseguenze “sociali” che si possono ben immaginare)». Il tavolo permanente e l’unità anticrisi permetteranno di affrontare per tempo le criticità delle piccole e medie imprese del comprensorio oltre a porsi strumento per instaurare un dialogo con tutte le parti in causa. AMMORTIZZATORI IN DEROGA, SOTTANELLI PRESENTA INTERROGAZIONE AL MINISTRO DEL LAVORO

Chiedere la copertura finanziaria delle istanze di cassa integrazione e mobilità in deroga riferite all’anno

2013 e ancora inevase e assicurare le risorse stanziate per il 2014 per l’Abruzzo. E’ questo in sintesi l’argomento dell’interrogazione che il deputato abruzzese di Scelta Civica per l’Italia Giulio Sottanelli ha rivolto al Ministero del Lavoro. «Le risorse assegnate all’Abruzzo non sono sufficienti a coprire le richieste di cassa integrazione e mobilità in deroga presentate dai lavoratori fino al 31 dicembre scorso -ha spiegato Sottanelli-. Il problema mi è stato sollecitato dall’assessorato regionale al Lavoro e dalle associazioni di categoria e sindacali per questo ho presentato l’interrogazione sperando che sia un primo passo verso la risoluzione del problema, mi attiverò affinché sulla questione si apra una trattativa istituzionale con tutte le parti in causa». All’appello mancano, infatti, ancora 35 milioni di euro. «Come Scelta Civica sosteniamo che al sistema degli ammortizzatori sociali, e quindi degli strumenti di sostegno passivo al lavoro che spesso vengono anche usati in modo improprio, bisogna parallelamente affiancare politiche attive del lavoro che permettano ai lavoratori, in occasione delle sospensioni dell’attività aziendale, di spendere le proprie competenze e ricollocarsi in modo autonomo. Nel caso abruzzese queste risorse sono più che mai necessarie anche perché relative ad istanze già presentate dai lavoratori, se questi fondi non dovessero arrivare si andrebbe ad aggravare una situazione già molto difficile per tanti lavoratori e tante imprese».

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tendenze fatti persone

TASSA DI SOGGIORNO, FEDERTURISMO E FEDERALBERGHI ELOGIANO I COMUNI CHE NON L’HANNO APPLICATA

Dario Colecchi, presidente di Federturismo Abruzzo e Giammarco Giovannelli, presidente di Fe-

deralberghi Abruzzo, elogiano le amministrazioni comunali che in Abruzzo non hanno applicato la Tassa di Soggiorno. «Un “accordo di responsabilità” - ha affermato Antonio Centi, responsabile nazionale del Turismo per l’Anci Abruzzo - era stato siglato nel Giugno 2012 da Regione Abruzzo, Anci Abruzzo e Associazioni di Categoria del Turismo proprio per evitare che l’applicazione “incontrollata” di tale imposta compromettesse gravemente i flussi turistici regionali». «L’applicazione della tassa di soggiorno – secondo Colecchi e Giovannelli - ha pesanti ricadute su tutto il territorio regionale e come conseguenza immediata quella di rendere fuori mercato i nostri alberghi, come già avvenuto in molte regioni Italiane, proprio perché determina un incremento dei prezzi di gran lunga superiore alla sopportazione del mercato in recessione, con pesanti conseguenze anche sull’occupazione. Al riguardo si specifica che le imprese alberghiere hanno finora applicato dei prezzi competitivi proprio per evitare il tracollo delle presenze turistiche. Sarà forte - continuano i presidenti - la collaborazione e la sinergia delle Associazioni di Categoria del Turismo Abruzzese nella programmazione dello sviluppo turistico territoriale e regionale con i Comuni che hanno mostrato forte sensibilità verso le profonde difficoltà delle imprese turistiche e che hanno saputo guardare non solo le loro casse anemiche, ma anche quelle degli albergatori rese tali dai pesanti costi della Tarsu, dell’Imu, da una crisi economica senza precedenti e da Istituzioni che rifiutano l’accordo di responsabilità di un intero Sistema».

BANCA DELL’ADRIATICO: EXPORT IN DIFFICOLTA’ PER I DISTRETTI INDUSTRIALI D’ABRUZZO

L’Abruzzo è la regione che presenta le maggiori difficoltà sul fronte dell’export, in controtendenza rispetto

al buon andamento dei distretti del Mezzogiorno, secondo i dati emersi dal Monitor dei distretti dell’Abruzzo curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico. Nel terzo trimestre 2013, infatti, restano nel complesso ancora in territorio negativo le esportazioni dei cinque distretti abruzzesi con il -9,4%. Ad incidere negativamente su questa performance è il calo dei valori esportati in particolare dall’abbigliamento sud abruzzese (-37,2%) e della pasta di Fara (-2,6%). Risulta sempre più in difficoltà anche il polo ICT dell’Aquila (-70,6%) che accusa un’ulteriore contrazione dei flussi commerciali, soprattutto negli Stati Uniti. Andamento positivo, invece, per le esportazioni degli altri tre distretti, con in testa l’abbigliamento nord abruzzese (+25,7%). Seguono i vini di Montepulciano che con il +6,6% rappresentano l’unico polo produttivo abruzzese ad aver superato ampiamente nel primo semestre 2013 i livelli pre-crisi del corrispondente periodo del 2008 e il mobilio abruzzese (+4,99). La riduzione dei flussi commerciali è consistente verso i principali mercati di riferimento europei ed extra-europei (Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Canada e Giappone) e verso un importante mercato emergente come quello russo (terza meta commerciale) non controbilanciati dalla ripresa delle esportazioni in alcuni mercati maturi (Belgio e Svizzera) e in nuovi mercati come Cina, Emirati Arabi Uniti e Ucraina.

AEROPORTO D’ABRUZZO, DA GIUGNO VOLI PER MOSCA

È Mosca la capitale che da giugno potrà essere raggiunta direttamente da Pescara. L’aeroporto d’Abruzzo inaugurerà, infatti, un collegamento con la Russia, frutto di un accordo stretto tra la Saga, la Regione Abruzzo e il Centro estero Camere di commercio d’Abruzzo con il quarto tour operator russo che opera sul mercato italiano, la Intourist del Gruppo Thomas Cook. Il primo volo da Mosca per Pescara partirà il 14 giugno, l’ultimo il 13 settembre. È previsto un volo charter una volta a settimana con Airbus 720 con 180 posti, per un totale di 24 voli. «L’ingresso del mercato russo apre nuove prospettive per il turismo regionale – ha dichiarato l’assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio -. Saga ha lavorato molto bene e con attenzione per avviare un accordo essenzialmente turistico con la Intourist di grande respiro, che non era affatto scontato. I risvolti turistici dell’accordo sono straordinari per l’Abruzzo – ha aggiunto Di Dalmazio – e tutti d’accordo che non possiamo perdere questa occasione. Ma attenzione affinché questa nuova possibilità di crescita del turismo abruzzese non si trasformi in un boomerang soprattutto se il territorio non riesce a conformare servizi e offerte secondo le necessità che il mercato russo richiede e cerca. Questa è la vera sfida e in questo senso le Dmc del territorio risponderanno a queste esigenze. Da qui la necessità – conclude Di Dalmazio – di elevare la qualità e il livello dei servizi turistici, perché non basta avere attrattori turistici sul territorio per far arrivare turisti, è necessario invece approdare sul mercato presentando un alto profilo di servizi e di offerta».

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abruzzo che produce

Riccardo D’Alessandro, presidente regionale giovani imprenditori Confindustria Abruzzo

«Sviluppo, libertà economica e coesione sociale per il bene della nostra regione»

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bbiamo atteso il 2014 con la convinzione che questo possa essere l’anno della ripresa, ma stando alle premesse, dal confronto con i primi dati disponibili, siamo lontani dal poter cogliere segnali confortanti di risveglio. Il 2013 si è chiuso infatti registrando uno scenario segnato in larga parte ancora da forti criticità come la mancanza di liquidità, il numero di imprese che si riduce, un tasso di  disoccupazione in pericoloso aumento, la crescita nel ricorso agli ammortizzatori sociali e una preoccupante flessione anche sul fronte export, considerato fino a non molto tempo fa come unica vera ancora di salvezza per le imprese abruzzesi. Appare evidente pertanto l’importantissimo ruolo delle Istituzioni nell’indirizzo delle politiche di sviluppo territoriali e in questo senso anche i giovani imprenditori ribadiscono  la  necessità  affinchè tutte le espressioni politiche si adoperino sinergicamente nelle opportune sedi istituzionali a garantire gli strumenti e risorse adeguati per un pronto ritorno alla crescita ed allo sviluppo dell’economia abruzzese. A tale scopo tuttavia occorre agire presto anche per scongiurare  quella minaccia di deindustrializzazione che, in assenza di immediati provvedimenti o eventi che possano invertire la situazione di crisi in essere, è destinata a realizzarsi, con conseguenze drammatiche per il tessuto economico, occupazionale e sociale regionale. E non mancano i segnali: il moltiplicarsi delle resistenze campanilistiche, retaggio di logiche passate e superate, che

ostacolano le strategie di programmazione e di sviluppo ma soprattutto l’abbandono sul campo di una generazione di giovani precari o senza lavoro che vede nella conseguente fuga dal territorio l’unica via d’uscita. Questo disagio non risparmia nessuna città o provincia. Le cifre indicano che il fenomeno è in continuo aumento, e che la maggior parte di chi sceglie di emigrare all’estero ha un’età media compresa tra i 35 e i 40 anni. Nel mondo, i Paesi in crescita sono più di quelli in declino. Il nostro Paese non è uno di questi perché attualmente o incapace di scegliere o lo fa ma con tempi di risposta troppo lunghi. Occorre dunque una pronta e chiara progettualità di sviluppo che possa scongiurare di mandare al macero un’intera generazione. Ben vengano le razionalizzazioni di spesa ma la prima lotta agli sprechi dev’essere quella sui costi della politica: non dobbiamo cedere ai privilegi non produttivi, a quelle attività parassitarie che non giovano ne’ alla politica nè , tantomeno, allo sviluppo. È importante che la vera motivazione per chi sceglie l’impegno in politica sia l’orgoglio di servire il proprio territorio e per questo non condividiamo l’idea delle cariche pubbliche come scorciatoia e privilegio personale. Per i giovani imprenditori gli ideali restano quelli di sempre: perseguire insieme sviluppo, libertà economica e coesione sociale per il bene della nostra regione

www.confindustria.abruzzo.it

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Gianfranco Giuliante

Giuliante, un assessore in prima linea Per quasi tre anni alla guida di uno degli assessorati più delicati della Giunta regionale. Un confronto a 360 gradi con Gianfranco Giuliante » di Laura Tinari / foto di Andrea Del Cotto

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ianfranco Giuliante, una vita spesa nelle istituzioni, una carriera politica iniziata tra gli scranni del Consiglio comunale di L’Aquila appena ventenne e per ora cul-

minata come assessore regionale. Esponente dell’ambientalismo di destra ha presieduto il Parco della Majella e Federparchi. Ha accompagnato queste sue molteplici attività dando vita e gestendo una società di servizi.


Primo piano

Intervista a Gianfranco Giuliante  Lei è responsabile di una delega,

quella alla Protezione civile, molto delicata e di cui in Abruzzo si sente sempre più il bisogno. Tracciamo un bilancio di questi 2 anni e mezzo. «Non è stato un percorso facile: ho vissuto una parte dell’emergenza terremoto all’Aquila, con tutte le sue conseguenze, a cui si sono affiancati altri momenti difficili come l’alluvione che ha interessato alcune zone della nostra città. A questo si aggiungono poi le alluvioni che ormai avvengono in modo sistematico sulla costa e nel versante teramano. In ogni modo, siamo riusciti a cogliere l’obiettivo del riconoscimento dello stato di calamità nazionale per il teramano e lavorato con tutto il volontariato nelle diverse emergenze».

 Qual è l’importanza del fattore

tecnologico e di quello umano nel processo di Protezione civile? «Sono sinergici: il fattore tecnologico ha una sua oggettiva importanza

fronteggiare situazioni difficili e contestualmente rendere più sicura la popolazione nel momento in cui vive un dramma e perde proba-

«Oggi gran parte dell’economia, anche internazionale, individua nella “green economy” un modello di sviluppo possibile, un modello che tra l’altro non sta scontando la crisi come altri settori» nella fase della prevenzione per la rilevazione degli indicatori e per dare in breve tempo una risposta alle emergenze da affrontare; il fattore umano - che riguarda il mondo del volontariato nel suo insieme concerne una buona preparazione che si coniuga con la capacità di

bilmente quella lucidità nel saper dare risposte immediate che in altre circostanze avrebbe».

 Lei è stato protagonista di due

eventi che si sono tenuti a L’Aquila sul tema del rapporto tra protezione civile e comunicazione.

Uno dei mezzi in dotazione alla Protezione Civile

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Sede di Castiglione M. Raimondo Viale Umberto I 64034 Castiglione M.R. (TE) Tel. 0861/9941 Fax. 0861/994215

Filiale di Rosciano Via Roscio da Montechiaro 65020 Rosciano (PE) Tel. 085/8509142 Fax. 085/8509853

Tesoreria di Città S.Angelo C.so Vittorio Emanuele II 65013 Città S.Angelo(TE) Tel. 085/969343 Fax. 085/9699748

Filiale di Pianella Piazza De’ Vestini 65019 Pianella (PE) Tel. 085/972626 Fax. 085/971456

Tesoreria di Villa Bozza Viale Risorgimento 64030 Montefino (TE) Tel . 0861/996300 - Fax. 0861/996273

Filiale di Elice Contrada Sant’Agnello, 193/2 65010 Elice (PE) Tel. 085/9609006 Fax. 085/9609825

Filiale di Piane di Castiglione M. R. Fraz. Piane di Castiglione M. R.. 64034 Castiglione M.R. (TE) Tel. 0861/909150 Fax. 0861/909818

Filiale di Penne Circonvallazione A. Moro 65017 Penne (PE) Tel. 085/8278386 Fax. 085/8210200

Filiale di Marina Città Sant’Angelo Via Tito de Caesaris, 4 65013 Marina Città S. Angelo (PE) Tel. 085/9506431 Fax. 085/9506824

Filiale di Cerratina Via Trieste, 12 - 65010 Cerratina (PE) Tel. 085/9771919 - Fax. 085/9772234 Filiale di Loreto Aprutino Via Mameli - 65014 Loreto Aprutino (PE) Tel. 085/8290611 - Fax. 085/8509853 Filiale di Silvi Marina Via Roma, 285 - 64029 Silvi Marina (TE) Tel. 085/9359724 - Fax. 085/9354798 Filiale di Pineto SS. 16 - C. De Titta 64025 Pineto (TE) Tel. 085/9493471 - Fax. 085/9493374


Primo piano

Come valuta quest’ultimo fattore in un’emergenza? «In questi due momenti abbiamo affrontato il tema della comunicazione nelle fase pre-emergenziale, emergenziale e post emergenziale. Nella prima, che ritengo sia quella più difficile, è necessario tarare le risposte senza creare allarmismi ingiustificati, ma senza sottovalutare la possibilità di rischio che in quel momento si sta correndo. Questo è un tema che soprattutto a L’Aquila ha dimostrato di essere centrale e su cui bisogna soffermarsi di più. Durante l’emergenza, la comunicazione è finalizzata a creare, in una situazione di oggettiva difficoltà, meno disagi possibili e condizioni per le quali la crisi stessa non si tramuti in moltiplicatore di rischio per le persone che vengono soccorse o evacuate a seconda delle circostanze. L’ultima è rivolta alle persone “stressate” da un evento calamitoso, cittadini che vorrebbero avere risposte immediate, che non sempre sono possibili e quindi bisogna creare condizioni per poterli soddisfare».

quennio. «È stato una periodo difficile, durante questi 5 anni abbiamo subito una serie di accadimenti: il terremoto, le emergenze legate al maltempo, la crisi economica, la necessità di risollevare le sorti di una regione che veniva considerata “canaglia” da parte del Governo perché aveva sforato tutti i parametri a cominciare da quelli della sanità. A distanza

di cinque anni sono stati messi in atto processi di risanamento e colti molti obiettivi ma le ristrettezze finanziarie non ci hanno permesso di “mixare” al meglio le esigenze ragionieristiche con la necessità di dare risposte sempre sollecite a un territorio complesso come il nostro che ha province molto estese e comunità che sono al di fuori del circuito sanitario»

 Il valore dell’ambiente, altra sua

delega la Pianificazione, tutela e valorizzazione del territorio: come è possibile coniugare la difesa e lo sviluppo di un territorio? «Viviamo in una regione che molti anni fa ha scelto di diventare la “regione verde d’Europa”, dotandosi di un importante numero di aree protette quali parchi e riserve. Oggi gran parte dell’economia, anche internazionale, individua nella “green economy” un modello di sviluppo possibile, un modello che tra l’altro non sta scontando la crisi come altri settori. Il momento della salvaguardia del territorio va sempre coniugato con la possibilità di un suo sviluppo per evitare che le zone tutelate diventino dei deserti».

 Luci e ombre di questo quin-

L’assessore Giuliante nella sala operativa della Protezione civile a L’Aquila

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Bussi, la discarica della vergogna Scoperta nel 2007 dal Corpo forestale dello Stato, la discarica di Bussi è stata definita la più grande d’Europa e per la prima volta in Italia la Corte d’Assise dovrà giudicare diciannove persone per reati ambientali. Breve racconto di una vicenda che ha danneggiato fortemente l’immagine della nostra regione e soprattutto la nostra salute » di Denia Di Giacomo

Un’immagine del fiume Pescara

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i sono argomenti particolarmente scomodi da trattare, ma che purtroppo esistono e non si può far finta di nulla perché riguardano tutti noi e soprattutto la nostra salute. Uno di questi è quello inerente la discarica di

Bussi, che si è meritata roboanti titoloni da parte delle maggiori testate nazionali e non solo. Partiamo dalle origini e ripercorriamola insieme tentando di comporre il puzzle degli eventi nel modo più imparziale possibile, anche se dinnanzi a certe cose è

Fonti: www3.corpoforestaledellostato.it - www.primadanoi.it - www.contropiano.org - http://radicaliliberi.eu

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Primo piano

davvero difficile non indignarsi.

I DATI DELL’INQUINAMENTO Sul sito di Bussi sono state scoperte ben 4 discariche L’ORRIBILE SCOPERTA abusive. La prima ad essere stata individuata venne utiQuasi un decennio fa, nel corso di una operazione denolizzata dal 1963 al 1972 sul terreno allora di proprietà minata “Blue River”, sul controllo delle acque di scarico della Montedison - Edison, è la più grande e si trova industriali e civili nei fiumi della Provincia di Pescara, a 20 metri di distanza dalla sponda destra del fiume portata a termine dal Comando Provinciale di PescaPescara. Era qui che avvenivano lo smaltimento “illera del Corpo forestale dello Stato, nel fiume Pescara gale sistematico di ogni genere di rifiuti”, parole tratsono rinvenuti inte dalla ricostruzione genti quantitativi di del P.M. Aldo Aceclorometanoderivati, to e riconfermate L’ Ispra ha stimato un danno ambientale sostanze tossiche di dal P.M. Anna Rita di 8,5 miliardi di Euro e una contaminazione derivazione  induMantini che lo ha poi di circa 2 milioni di metri cubi di terreni, striale. sostituito,“soprattutto Questo  campanello le cosiddette peci clooltre a quella relativa all’acqua di falda d’allarme, fortunatarurate ovvero residui mente non ignorato, derivanti dalla miscedopo più di un anno lazione del cloro con il di indagini porta al riscontro di sufficienti elementi di metano”. E fino al 1963 c’erano anche i rifiuti scaricati reato per sequestrare il sito vicino al polo industriale direttamente, allo stato liquido, nel fiume. chimico di Bussi sul Tirino, e denunciare i presunti reLa seconda e la terza discarica, per un totale di circa 50 sponsabili dell’inquinamento. E così, nella primavera mila metri quadrati, si trovano più a monte e in esse fino del 2007, il personale del Comando Provinciale di Peall’aprile del 1990, sono stati smaltiti rifiuti tossico nociscara del Corpo forestale dello Stato, guidato dell’alvi contenenti mercurio, piombo, zinco, tetracloroetilene, lora Comandante Guido Conti, scopre, sepolta nella idrocarburi leggeri e pesanti. florida Valle del fiume Pescara, la discarica abusiva L’ultima e quarta discarica – ma non per importanza di rifiuti tossici considerata la più grande d’Europa, purtroppo- è adiacente alle due precedenti ed è anche con una superficie grande come venti campi di calcio, la più vecchia, costruita negli anni 60 è di circa 30 mila per un totale di quasi 250 mila tonnellate di rifiuti. Una metri quadri e in essa venivano smaltiti “in modo indifquantità immensa di veleni che -secondo gli inquirentiferenziato” tutti i rifiuti prodotti dai processi di lavorasono il risultato di decenni di sversamenti operati almezione del polo chimico. no fino agli anni ‘90. Proprietaria del sito all’epoca della 4 tombe, che per decenni hanno illegalmente accumumisfatta la Montedison. lato oltre 100 mila tonnellate di scarti di lavorazione Elemento ancora più grave è che i veleni a ridosso del chimiche e industriali. Un disastro ambientale che ha fiume, hanno contaminato pesantemente anche l’acmeritato l’epiteto di “una delle più grandi discariche naqua potabile distribuita ai Pescaresi, infiltrandosi nelle scoste di sostanze tossiche e pericolose mai trovate”. sorgenti dalle quali si attinge per l’approvigionamento L’ Ispra, (Istituto Superiore per la. Protezione e la idrico di tutta la Val Pescara. È infatti da evidenziaRicerca Ambientale), per conto dell’Avvocatura dello re che la discarica si trova in un collo di imbuto che Stato, ha stimato un danno ambientale di 8,5 miliarraccoglie le acque di un terzo della regione, punto di di di euro e una contaminazione di circa 2 milioni di confluenza delle acque che provengono dal Gran Sasmetri cubi di terreni, oltre a quella relativa all’acqua so e dalla Maiella. Ed è proprio in quello strategico di falda. punto, un’area che dovrebbe essere estremamente salvaguardata, che invece si trova la fonte dei peggiori veleni I PROTAGONISTI in circolazione. Ad aggravare ulteriormente il quadro è Il seguito di questa storia sono gli inevitabili risvolti che alcuni documenti sequestrati nel corso delle indagiudiziari, ma, ad oggi, tutto è ancora da decidere. I gini pare confermino che gli enti pubblici sapevano ma numeri parlano di diciannove imputati, trenta parti hanno taciuto. civili, centocinque faldoni e oltre centomila pagine di accusa.

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Primo piano

Ad aprile 2013 il giudice per le indagini preliminari, venti di bonifica su piccole aree. Tali dati si riferiscono Luca De Ninis ha rinviato a giudizio 19 imputati tra esclusivamente all’attuale area di proprietà Solvay e ex amministratori e vertici della Montedison, mentre ad alcuni pozzi posti a valle dell’area industriale, più è arrivata l’assoluzione per i vertici di Ato e Aca. Per esattamente nella Valle del Pescara alla confluenza tra quest’ultimi e in particolare per Giorgio D’Ambrosio, il fiume Tirino e il Pescara e da loro emerge che il siex presidente Ato, Brustema di trattamento è no Catena, ex presidente in grado di ridurre draAca, Giovanni Di Bartosticamente il livello delDiciannove imputati, trenta parti civili, lomeo, direttore generale la contaminazione, ma centocinque faldoni e oltre Aca, Lorenzo Livello, che tra il 2007 e il 2012, direttore tecnico Aca e nove parametri sono ricentomila pagine di accusa Roberto Rongione, resultati comunque oltre la sponsabile Sian Asl di soglia di contaminazione Pescara, il pm Mantini per la falda superficiale e aveva chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di somtre per la falda profonda, mentre alcune sostanzecontiministrazione di sostanze adulterate e avvelenamento nuano a fuoriuscire dal sito nonostante il trattamento. di acqua per aver immesso l’acqua avvelenata nell’acPer quanto concerne l’aspetto giudiziario è stata quedotto, ma per il gup De Ninis non si può parlare di rinviata al 31 gennaio 2014 l’udienza davanti alla avvelenamento delle acque, poiché i valori al rubinetCorte d’Assise di Chieti. Nel frattempo anche il fiuto sarebbero rimasti entro il limite di legge grazie alla me Tordino sembra essere stato gravemente inquinato, miscelazione con acqua pura, ma di adulterazione delle infatti il WWF di Teramo ha presentato un esposto acque che è reato più lieve, gli imputati sono dunque nel quale vengono segnalati due casi di presunta altestati prosciolti perché il reato non sussiste. razione delle sue acque. Non possiamo che augurarci una situazione meno grave di quella scoperta a Bussi. E ADESSO? Ad oggi la situazione sulla vicenda della discarica di Oggi il sito appartiene all’azienda Solvay Spa, che nel Bussi è dunque ancora aperta ed è soprattutto ancofrattempo si è costituita parte civile nel processo pera da scrivere il capitolo inerente i danni permanenti nale in corso, la quale ha posto in essere due sistemi alla salute derivanti da questo disastro ambientale, un di messa in sicurezza d’emergenza sia sulla falda sucapitolo che e sarà certamente lungo e doloroso per perficiale che per quella profonda nonché alcuni intermolti

Un’altra immagine del fiume

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I neo imprenditori con l’assessore Antonio Martorella e il consulente aziendale

La rinascita della Nuova Legatoria Dopo la chiusura della Legatoria D’Ancona di Cepagatti, dieci dipendenti, grazie al progetto Linfa, diventano imprenditori creando una società artigiana tutta nuova » di Marcella Pace / foto concesse da Pescara Lavoro

È

una storia a lieto fine, una favola dove l’eroe è il coraggio. Quello che 10 dipendenti di una storica legatoria abruzzese hanno dimostrato rimettendosi in gioco. Fondata 40 anni fa, prima a Pescara, poi trasferitasi a Sambuceto e negli anni ‘90 a Cepagatti, in un capannone da 1200 metri quadrati nella frazione di Vallemare, per iniziativa di Gabriele D’Ancona,

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l’omonima legatoria viene travolta dalla crisi. È il 30 settembre 2013 quando, dopo soli 7 giorni di preavviso, la Legatoria D’Ancona spegne le sue macchine, mandando a casa 21 dipendenti. «La crisi era nell’aria da tempo – spiega Carmine Del Mastro - . Il ritmo di lavoro era sceso, le commesse diminuite. Siamo passati dai 35 dipendenti di circa cinque anni fa ai 21 dello scorso settembre. Ma mai avremmo pensato


Primo piano

acquisita, si rimboccano le maniche e costituiscono che l’azienda avrebbe chiuso così di corsa. Abbiamo la “Nuova Legatoria”, una società artigiana, preiniziato le trattative per la cassa integrazione con la sieduta proprio da Del Mastro, nata sulle ceneri proprietà, i sindacati, Confindustria e l’assessorato della precedente azienda. «Non volevamo essere al lavoro della Provincia di Pescara». Ed è intorno a di peso alla società, quei tavoli che Carmiallo Stato. Potevamo ne Del Mastro e i suoi cullarci con la cassa colleghi sentono parla«Dopo un periodo di affiancamento svolto integrazione e poi la re del progetto Linfa con la collaborazione dei professionisti del mobilità ma non accet(Lavoro Formazione tavamo di disperdere Innovazione in Abruzsettore lavoro, i dieci dipendenti hanno le competenze matuzo), l’iniziativa procostituito la cooperativa artigiana, che lo rate in tanti anni di lamossa dalla Provincia scorso 2 gennaio ha riacceso le macchine voro. Ci siamo riusciti, di Pescara finalizzata con l’aiuto determialla ricollocazione dei di quella che è una delle più importanti nante della Provincia. lavoratori espulsi dal legatorie del centro Italia» L’assessore Antonio mercato del lavoro. Martorella è stato al «Abbiamo lanciato la nostro fianco in ogni nostra proposta – profase di quest’avventura. La Provincia non ha fondi a segue – e la Provincia ci ha immediatamente suppordisposizione, ma ci ha dato un grande supporto motati». Carmine Del Mastro e altri nove dipendenti, rale e offrendo la professionalità di due consulenti Massimo Fringuelli, Paolo Giammarino, Davide che hanno seguito l’iter del progetto». Dopo un peCentorame, Camillo Ricci, Fabrizio D’Alessanriodo di affiancamento svolto con la collaborazione dro, Annarita D’Ancona, Marco Sbaraglia, Dodei professionisti del settore lavoro, i dieci dipendenmenico Orsini e Francesco Silvaggio, scommetti hanno costituito la cooperativa artigiana, che tendo sulla loro professionalità e sull’esperienza

Una fase della rilegatura

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Edici Civili ed Industriali

Restauro e ristrutturazione

Costruzioni Generali

Sport e tempo libero

Energia ed Ambiente

SEDE LEGALE Piazza Buenos Aires n.14 00198 Roma

SEDE OPERATIVA Via Giosué Carducci, n° 32/D - 67100 L’Aquila T. +39 06.371360 / F. +39 06. 37359881

SEDE AMMINISTRATIVA S.S. 17Km 150+400 - 67031 Castel di Sangro (AQ) T. +39 06.371360 / F. +39 06. 37359881


Primo piano

lo scorso 2 gennaio ha riacceso le macchine di quella che è una delle più importanti legatorie del centro Italia. Abruzzo, Marche, Molise. Sono moltissime le aziende di prestigio, clienti di un’azienda che fa della professionalità il marchio di fabbrica nella rilegatura di opuscoli e cataloghi. Il grosso della legatoria realizzata dalla società di Cepagatti è di tipo commerciale e copre quantitativi di ogni entità. «Inizia tutto con il taglio dei fogli stampati che arrivano in azienda. Dal taglio si passa alla piega, utilizzando macchinari differenti a seconda del tipo di formato da rilegare. La cucitura e l’applicazione della copertina completano la catena». Per poter ricominciare l’attività, che dai primi di gennaio è ripresa a ritmi serrati, la Nuova Legatoria ha investito il 50% del proprio trattamento di fine rapporto e tutta l’indennità di mobilità che i lavoratori avrebbero dovuto percepire dall’INPS. In questo modo hanno acquistato in leasing le macchine e le attrezzature esistenti, e affittato l’immobile del capannone della vecchia proprietà. «Gran parte dei macchinari – dice ancora il presidente della società - sono quelli precedenti, come ad esempio quello adatto alla rubricatura, che nel centro Italia possediamo noi e un’azienda

La Nuova Legatoria

di Camerino. In altri casi abbiamo dovuto arricchire le nostre attrezzature. Credo che la storia di questa azienda e la qualità del lavoro svolto negli anni passati siano una garanzia per i nostri clienti, che stanno tutti tornando da noi. Le responsabilità di questo passo sono moltissime. Non ci sono orari. Nel bene e nel male abbiamo coinvolto le nostre famiglie. Ci stiamo reinvestendo, scommettendo su noi stessi e sul nostro futuro»

L’intervista ad Antonio Martorella Assessore Martorella, ricordiamo, cos’è Linfa? «Linfa è un progetto promosso dalla Provincia di Pescara e finalizzato a ricollocare sul mercato del lavoro, dopo un percorso articolato, i percettori di ammortizzatori sociali residenti sul territorio Pescarese. Il progetto, che ci consente di essere più incisivi nelle vertenze sindacali, rappresenta una sperimentazione, del tutto inedita nel territorio regionale abruzzese, di modalità innovative di gestione/soluzione delle situazioni di crisi aziendale, basata sull’integrazione tra Centri per l’Impiego provinciali, Agenzie Private per il Lavoro, e Organismi di Formazione accreditati, per favorire la permanenza o il reinserimento nel mercato del lavoro di percettori di ammortizzatori sociali, attraverso l’attuazione di un percorso integrato di accoglienza, orientamento, formazione e ricollocazione». La Nuova Legatoria è uno dei primi risultati di questo progetto. Una bella soddisfazione... «Direi che la prima ciambella è uscita con il buco. Il progetto Linfa è partito con il piede giusto, visto che il primo tentativo ha già prodotto un grande risultato. Aver supportato i lavoratori per farli diventare imprenditori è una grande cosa. E’ la conclusione positiva di una vicenda che merita attenzione perché sia di esempio a tanti altri lavoratori in difficoltà. Non si deve aver paura di rimettersi in gioco e non bisogna disperdere la professionalità acquisita in campi specialistici, soprattutto quando le istituzioni sono vicine e sono in grado di supportare i lavoratori. Il caso di questa azienda è emblematico. Io auguro che, tra un anno, questi dieci lavoratori possano assumere altro personale». Quali sono i prossimi passi di Linfa? «La Provincia resterà al fianco dei lavoratori della Nuova Legatoria ancora per alcuni mesi, per garantire un giusto avvio dell’attività. Non solo, la struttura di via Passolanciano è già al lavoro per la formazione e ricollocazione dei lavoratori della Real Aromi (ex Aurum) e Roman Style e della Solvay. Altri lavoratori ai quali cercheremo di offrire una nuova opportunità, con la collaborazione di Agenzie private per il lavoro e Agenzie Formative accreditate».

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Da sinistra: il direttore di Edilcassa Abruzzo Federico Scardecchia, il presidente Dino Gavioli, il vice presidente Lucio Girinelli e il vice direttore Ernesto Petricca

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EDILCASSA ABRUZZO:

«AL FIANCO DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI» Da quasi 25 anni, l’Ente paritetico fornisce in Abruzzo un servizio puntuale ed efficiente alle aziende e ai lavoratori del settore edile

I

» di Eleonora Lopes / foto di Vincenzo Sulpizio

mpresa e sindacato insieme per lo sviluppo del settore edile. È quello che accade da sempre nell’Edilcassa Abruzzo. L’Edilcassa è infatti l’Ente Bilaterale per la gestione del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti del settore edile e per le piccole e medie imprese dell’industria, per gli artigiani e per la cooperazione. La cassa è stata costituita in Abruzzo nel 1990 dalle organizzazioni dei datori di lavoro unitamente ai Sindacati dei lavoratori delle costruzioni, le quali hanno congiuntamente stipulato il contratto di lavoro che determina la costituzione di Edilcassa. L’attuazione del contratto collettivo nazionale del lavoro e degli accordi integrativi locali hanno come risultato l’erogazione di tutti gli istituti previsti nella missione di Edilcassa. Storicamente la prima Cassa di Mutualità Edile è stata istituita a Milano nel 1919. Da allora molta strada è stata percorsa e oggi le Casse edili, gestite pariteticamente dai rappresentanti degli imprenditori e degli operai, con il trascorrere del tempo hanno allargato sempre più i compiti istituzionali e i servizi offerti. Ad oggi le Casse fungono anche da osservatorio del settore edile e provvedono alla certificazione della correttezza e regolarità delle imprese che assumono appalti pubblici. Edilcassa Abruzzo è guidata da Dino Gavioli, imprenditore teramano nel settore del consolidamento e restauro di edifici vincolati, e dal vice presidente il sindacalista della Cisl Lucio Girinelli. Alla direzione dell’ente Bilaterale, da pochi mesi c’è Federico Scardecchia affiancato dal vice direttore Ernesto Petricca dell’area Confapi. Edilcassa ha in Abruzzo cinque sedi: Teramo, Pescara, Chieti,

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Lo staff di Edilcassa Abruzzo

Il consiglio di amministrazione

L’Aquila e Vasto, ma l’obbiettivo è sicuramente espandersi in maniera capillare. Edilcassa Abruzzo, ci tiene ad evidenziare il consiglio d’amministrazione, nonostante la crisi che sta sopprimendo il settore, (nel 2013 a livello nazionale sono sparite 12.878 imprese di costruzioni, dati Unioncamere), ha fatto registrare ugualmente in questi ultimi anni numeri importanti. Sono circa 1900 le imprese iscritte e circa 8500 i lavoratori attivi. Alla base di questi risultati c’è una gestione oculata, attenta, ma soprattutto scelte lungimiranti, scegliere 24 anni fa di costituire un’Edilcassa regionale e non provinciale come le Casse Edili, si è rivelata nel tempo un’intuizione vincente. Un altro aspetto fondamentale è che Edilcassa Abruzzo rilascia il DURC, Documento Unico di Regolarità Contributiva che è relativo a pagamenti e adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi.

A Edilcassa aderisce la Edilformas Abruzzo, la scuola edile regionale che forma i lavoratori italiani e stranieri con lo scopo di far accrescere le competenze in un settore professionale molto amplio e complesso come è quello delle costruzioni. Entrando nello specifico delle funzioni, oltre alla scuola edile, con l’adesione all’Edilcassa sia l’impresa che i lavoratori accedono ad una gamma di servizi e prestazioni supplementari appositamente modulati sulle loro specifiche esigenze grazie alle sinergie che le Organizzazioni dei datori di lavoro della piccola e media impresa ANIEM-CONFAPI, dell’artigianato CNA, C.L.A.A.I. e A.C.A.I., della cooperazione LEGA DELLE COOPERATIVE, CONFCOOPERATIVE e A.G.C.I. e dei lavoratori FenealUIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL, profondono in un costante e costruttivo dialogo teso anche alla individuazione e soluzione dei problemi direttamente legati alla gestione del territorio.

I SERVIZI DI EDILCASA ABRUZZO  Attuazione della normativa contrattuale nazionale ed integrativa provinciale per le materie ad essa demandate;  Mutualità ed assistenza integrativa a favore dei lavoratori attraverso la concessione di sussidi specifici estendibili, in alcuni casi, anche ai familiari;  gestione contrattuale dei fondi A.P.E. (Anzianità Professionale Edile) ed erogazione delle relative prestazioni;  Rilascio, alle imprese iscritte, delle certificazioni previste dalle Leggi 19.3.1990, n.55 (normativa antimafia) e 8.8.1995, n. 341 (riduzione contributiva nel settore edilizia) -attestanti il rispetto degli obblighi contrattuali e dei conseguenti adempimenti contributivi nei confronti dell’Edilcassa;  Sostegno e collaborazione con gli Enti Paritetici collegati per la formazione professionale specifica di settore e per l’attuazione di programmi di intervento nella prevenzione contro gli infortuni in base ai D.L. nn. 626/94 e 242/96.

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Alcuni collaboratori di Edilformas Abruzzo

La sede all’Aquila


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IL CDA DI EDILCASSA ABRUZZO Dino Gavioli Lucio Girinelli Federico Scardecchia Ernesto Petricca

Presidente Vice Presidente Direttore Vice Direttore

COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Stefano Papa, Giuseppe Del Cane, Fernando Conti, Massimo De Luca, Dino Gavioli, Marco Medori, Nicolò Giorgio Cerretano, Graziano Di Costanzo, Luca Di Domenico, Luigi Ciulli, Alessia Antenucci, Dovi Aloumon, Giovanni Panza, Berardo Di Donato, Louis Panza, Antonio Ciccarini, Lucio Girinelli, Camillo Antonucci.

CONSIGLIO GENERALE Fiorenzo Polisini Giuseppe Ferrazzoli Corrado Tocci

Silvio Amicucci Fabrizio Corti Stefano Rebba

COMPONENTI DEL COLLEGIO SINDACALE Giuseppe Calarota Ivan Di Cesare Paolo Savino

Presidente Componente Componente

Un collaboratore a lavoro nella sede di Pescara

Massimo Passalacqua

EDILIZIA, LA RIPRESA È VICINA? di Federico Scardecchia L’edilizia in Italia nel periodo compreso tra il 1998 ed il 2007 ha avuto (dati Cresme) una produzione fisica di: 3,1miliardi di m3 di nuove costruzioni (in Il direttore di Edilcassa Abruzzo totale), 53 m3 Federico Scardecchia procapite (per ogni italiano). Una quantità al di fuori di ogni logica e non in linea con quanto il mercato “reale” potesse sostenere, in quel periodo si è pensato esclusivamente a produrre senza considerare le gravi lacune insite del processo produttivo dell’edilizia e, in un panorama di prezzi crescenti, si è fatto pagare il prezzo dell’inefficienza al cliente finale. Dal 2009 abbiamo iniziato a fare i conti con un colossale stock abitativo invenduto, con dei prezzi che escludono ampie fasce di reddito e con una la stretta dei finanziamenti. Il 2012 rispetto al 2006 ha fatto registrare un calo delle abitazioni ultimate pari ad un meno 55% (dati Cresme). Una crisi senza precedenti che dovrebbe finire nel 2016 con una timida ripresa. Una ripresa determinata dalla riqualificazione del costruito e del territorio che non potrà garantire mai più livelli toccati nel 2006, un nuovo mercato dove saranno vincenti le imprese che sapranno migliorare le proprie performances, ottimizzando il proprio processo produttivo. In tempo di crisi l’inefficienza non è più tollerabile. Trovo anacronistico inseguire la possibilità di costruire con nuovi parametri nei centri cittadini o rendere edificabile il suolo residuo, il futuro passa per la riqualificazione del costruito di singole abitazioni o interi quartieri. Deve nascere un nuovo livello di interlocuzione tra le imprese, i progettisti e gli amministratori pubblici, gli interventi devono avere come principio ispiratore la qualità totale del prodotto edile e non solamente il possibile profitto da conseguire. Un ente come l’Edilcassa con la propria struttura formativa Edilformas deve accompagnare questo processo di trasformazione: fornendo alle imprese le conoscenze tecnologiche ed organizzative necessarie per essere vincenti nel nuovo mercato ed ai lavoratori la formazione necessaria per gestire i cantieri di un nuovo modello abitativo, antisismico, tecnologico ed a impatto zero.

La sede di Pescara

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a tu per tu con Dino Gavioli e Lucio Girinelli

 Presidente Gavioli, che momento sta attraversando l’edilizia oggi?

«Sebbene il Governo continui a

pronosticare un accenno di ripartenza, l’edilizia continua ad arrancare in maniera pesante, i segnali incoraggianti sono davvero pochi. È doveroso ricordare che in Abruzzo abbiamo il più grande cantiere d’Europa; attraverso la ricostruzione della città de L’Aquila e dei cinquantasette Comuni del cratere, le imprese e le maestranze che vi parteciperanno, potranno acquisire una fondamentale innovazione tecnologica che significherà un’importante patrimonio per le future generazioni imprenditoriali, da poter eventualmente esportare in una prospettiva di internazionalizzazione di imprese».

 Quali sono le richieste delle imprese e dei lavoratori alle quali risponde Edilcassa Abruzzo?

«E

dilcassa Abruzzo, ancor di più in questo particolare momento per il settore, si sta attivando per soddisfare con maggior puntualità i bisogni e le esigenze delle imprese e dei lavoratori. Da qualche mese c’è stato un passaggio importante per l’ente con l’avvento del nuovo direttore, Federico Scardecchia, che ha preso il posto del vecchio direttore, ora in pensione, Flavio Di Giacinto, che ringrazio per il lavoro svolto. La nuova governance

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dell’Edilcassa sa che il settore necessita di politiche e strumenti chiari e per quanto ci è possibile cerchiamo di fare la nostra parte. Spesso sui giornali si sente parlare di bilateralità, ridurre il costo del lavoro passando anche attraverso una razionalizzazione complessiva del sistema bilaterale, rivedere il numero di questi enti, attualmente oltre 120 in Italia. Forse in futuro, non credo così prossimo, tali enti verranno aboliti, ma potrebbero aver ragione di esistere ancora se la loro efficienza in alcuni servizi risulterà importante e vincente per le aziende, che indipendentemente dall’obbligo normativo ne avranno bisogno e vorranno avvalersene. Questo è quello che la nostra Cassa vuole rappresentare per le aziende iscritte, un punto di riferimento costante!».

 Cosa occorre a suo avviso per rilanciare il settore?

«Semplificazione burocratica, innovazione e coinvolgimento giovani, sono le tre parole d’ordine, ad esempio a breve sarà attivo il nuovo gestionale che migliorerà ancor di più i nostri servizi e renderà sempre più agevole il rapporto tra ente, imprese e consulenti. Bisogna far tornare i nostri ragazzi a credere e ad investire il loro futuro su quel lavoro nobile che è sempre stato l’edilizia, tutti i dati negativi che segnano questo comparto hanno scoraggiato e allontanato i giovani dal settore. Per risollevarci è necessario attivare un nuovo modello abitativo, non possiamo continuare a costruire nuove abitazioni, se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto che il territorio è saturo. Dobbiamo concentrarci invece sul recupero delle emergenze architettoniche meritevoli e delle tante aree degradate, insicure, inquinate, vittime di un patrimonio immobiliare energivoro. Demolizione e ricostruzione di queste aree, recuperando spazi destinati anche all’edilizia sociale. Si avrebbero ef-

fetti incredibilmente positivi a livello, sociale, ambientale ed economico».

 Vice presidente Girinelli, quanto conta in Edilcassa la formazione?

«L a Edilaformas Abruzzo, la Scuola edile che ci rappresenta è fondamentale per la formazione. I corsi per i lavoratori, non si limitano alle attività di muratura, ma a tutte quelle inerenti il comparto dell’edilizia con particolare attenzione alla sicurezza sul lavoro, all’utilizzo di macchine operatrici e mezzi complessi e con la priorità di soddisfare le richieste delle imprese iscritte e di professionalizzare le maestranze. L’ente ha come obiettivo lo studio dei problemi inerenti la prevenzione agli infortuni sul lavoro, e in generale il miglioramento dell’ambiente di lavoro. Le imprese attraverso la formazione accrescono il valore della propria azienda. Ci tengo a sottolineare che oltre ai corsi, Edilcassa organizza anche convegni e seminari sulla sicurezza sul lavoro per sensibilizzare le aziende».

 In tema di norme, cosa comporta l’iscrizione a questa cassa?

«Compito della Edilcassa è quello di fornire ai lavoratori dipendenti dalle imprese edili della Piccola Industria e atigiane una serie di prestazioni che garantiscano all’operaio edile un trattamento salariale migliore di quello goduto dagli occupati negli altri settori economici. Edilcassa serve per avere la certezza di una corretta e puntuale applicazione delle norme contrattuali di settore evitando l’insorgere di possibili controversie. E questo perché con l’iscrizione all’Edilcassa l’impresa certifica la propria collocazione in un ambito imprenditoriale qualificato, trasparente ed omogeneo favorendo così un sano e solido sviluppo del settore. Insieme al presidente Gavioli siamo

orgogliosi che nonostante questo difficile momento siamo stati in grado di mantenere le iscrizioni dello scorso anno, la collaborazione e il dialogo con le imprese sane e serie è per noi una componente costante».

 A suo avviso, come è

migliorata la figura dell’operaio edile negli anni?

«N

el corso di questi anni il lavoro e le tutele per i nostri lavoratori sono notevolmente migliorati. Con l’obbligo dell’iscrizione nelle Casse Edili dei lavoratori è migliorata la capacità di controllo da parte di tutti sia sul rispetto della Contrattazione Collettiva Nazionale e territoriale e come si diceva sulla prevenzione e sicurezza attraverso una maggiore sensibilizzazione sia dei lavoratori stessi sia delle imprese. Un altro aspetto da evidenziare è la costituzione e l’implementazione dei RLST (responsabili lavoratori sicurezza territoriale) previsto dal D.lgs. 81/08 e dalla contrattazione collettiva che permette a tutti i lavoratori e a tutte le imprese di avvalersi di figure specializzate in tema di sicurezza. Sicuramente per il futuro molto si dovrà fare, soprattutto in termini di servizi extracontrattuali da offrire ai lavoratori in termini di prestazioni salariali, di formazione professionale e di gestione del mercato del lavoro, questo sarà possibile solo attraverso il rafforzamento degli Enti Bilaterali, vero strumento di crescita del settore. Tornare indietro come qualcuno ipotizza o probabilmente spera significa far tornare il settore nella piena illegalità, senza regole e senza controllo a tutto vantaggio delle imprese senza pedigree e pertanto del momento. Noi crediamo e pensiamo che il mercato debba ragionare al rialzo, cioè un settore che qualifichi sempre più la buona impresa e un lavoro che sia stabile, sicuro e professionale per i nostri lavoratori»

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incarichi & carriere

CONSIGLIO REGIONALE, ENTRA RAFFAELE TENAGLIA

Dopo l’arresto di Luigi De Fanis, ex assessore regionale alla cultura e la sua sospensione da consigliere regionale, entra al suo posto, il primo dei non eletti. Si tratta di Raffaele Tenaglia, 63 anni, direttore della clinica urologica della Santissima Annunziata di Chieti. Tenaglia, che nel 2008 prese 2.580 voti nelle liste del Pdl della circoscrizione di Chieti, resterà in consiglio fino a quando permarranno le condizioni per la sospensione di De Fanis.

NAZARIO PAGANO COORDINATORE REGIONALE FORZA ITALIA

«È una soddisfazione personale immensa che accetto con estremo senso di responsabilità, spirito di servizio e gratitudine». Così Nazario Pagano, attuale presidente del Consiglio regionale, ha commentato la sua nomina a presidente regionale di Forza Italia. Pagano è stato nominato dal presidente Silvio Berlusconi, a Roma, nel corso di una riunione nella sede del partito in piazza San Lorenzo in Lucina. «Lo considero un impegno importante in un momento politico ed economico altrettanto importante per la nostra regione – ha proseguito il neo presidente-: siamo alla vigilia di una lunga campagna elettorale per le prossime elezioni regionali e amministrative, dove in Abruzzo torneranno al voto Comuni come Pescara e Teramo. Ora si aprirà una nuova fase politica per il centrodestra abruzzese. Ringrazio Silvio Berlusconi per la fiducia concessami e tutti coloro che in Forza Italia - conclude Nazario Pagano - collaboreranno fattivamente per la crescita del nostro partito».

NUOVO CENTRO DESTRA, FEDERICA CHIAVAROLI COORDINATRICE REGIONALE

Federica Chiavaroli è il coordinatore regionale di Nuovo Centrodestra per l’Abruzzo. La senatrice, vice capogruppo a Palazzo Madama di Ncd, guiderà il partito negli appuntamenti elettorali di maggio nei quali gli abruzzesi saranno chiamati a rinnovare la Regione e le amministrazioni di capoluoghi di provincia come Pescara e Teramo. «L’Abruzzo sta rispondendo con entusiasmo, energia e grande spirito partecipativo al progetto politico lanciato dal Nuovo Centrodestra – ha dichiarato la Chiavaroli-. Questo primo risultato mi dà soddisfazione e rende l’incarico di coordinatore regionale che mi è stato affidato particolarmente stimolante. Dar voce ai territori, esprimere le potenzialità dei giovani e delle loro idee in politica e realizzare le riforme necessarie per garantire la stabilità e ridare slancio al paese sono le nostre priorità».

BPER, CAMBIO DELLA GUARDIA ALLA DIREZIONE TERRITORIALE L’AQUILA

Tarcisio Fornaciari è il nuovo direttore territoriale L’Aquila di BPER. Il direttore territoriale Vittorio Iannucci, già direttore generale di Cassa di Risparmio dell’Aquila e in precedenza di Banca Popolare di Aprilia, è stato chiamato, infatti, presso la Direzione Generale BPER a Modena, per mettere a disposizione il suo bagaglio di esperienza e professionalità utile al fine di delineare un nuovo progetto che implementerà il modello operativo delle Direzioni Territoriali nell’ambito del percorso di razionalizzazione del Gruppo. L’obiettivo è raggiungere sempre più elevati livelli di efficienza rafforzando al contempo il saldo radicamento nei territori serviti. A lui subentra Tarcisio Fornaciari, dirigente del Gruppo BPER di comprovata esperienza e capacità, già direttore generale di Emil.Ro, società di factoring del Gruppo, e dal marzo 2013 vice direttore generale di Banca Popolare di Ravenna.

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Alessandro Carbone:

Redazionale

«La politica per amore del mio territorio»

Lei ha iniziato ad avvicinarsi in politica da giovanissimo, cosa l’ha spinto a seguire questo mondo? «Sono sempre stato attratto da questo mondo, è un qualcosa che probabilmente appartiene al mio Dna, la mia prima campagna elettorale risale a 34 anni fa nella pancia di mia madre, lei è stata un importante amministratore negli anni ‘80 e ‘90 nelle file della DC. Ho sempre respirato questo mondo, ho imparato cos’è lo spirito di servizio alla comunità e cosa significa mettersi al servizio della stessa, essere presente sul proprio territorio, ascoltare i problemi della gente e cercare di risolverli. Fin da giovanissimo ho militato nei movimenti giovanili fino a diventare coordinatore provinciale della Giovane Italia e da lì la mia prima candidatura e elezione nel mio Comune a Chieti all’età di 28 anni. Credo che i giovani che vogliano impegnarsi in politica debbano essere preparati

per amministrare la cosa pubblica e soprattutto debbano avere una propria professionalità». L’Abruzzo negli ultimi anni è stato travolto da varie bufere giudiziarie che hanno visto coinvolti diversi politici. In quale modo, a suo avviso, è possibile recuperare fiducia nei cittadini? «La fiducia nei cittadini si recupera soltanto con i fatti, dimostrando fino in fondo che il mandato che gli elettori ci affidano deve essere svolto nel solo interesse della cosa pubblica e della comunità che rappresentiamo all’interno delle istituzioni. In questo momento è vero che i cittadini sono sfiduciati, ma la sfiducia e la protesta, spesso legittima, non devono prendere il sopravvento nei confronti della razionalità e del buon senso». Mi indichi quattro azioni che vorrebbe realizzare per la sua

regione... «Penso che sia necessario intervenire creando posti di lavoro con quattro azioni fondamentali: la prima creando infrastrutture che colleghino la nostra regione al resto del paese, all’ Europa e agli altri continenti in maniera veloce, facendo interventi sul nostro aeroporto d’Abruzzo, sul porto di Ortona nodo importantissimo per il commercio mercantile. E ancora, potenziando la rete ferroviaria. Come seconda azione, introdurrei una tassazione agevolata sia per le nuove attività in apertura, sia creando un menu Abruzzo da proporre alle aziende che voglio investire in questa regione. Terza azione, valorizzare la bellezza del nostro territorio incrementando il marketing turistico dei nostri luoghi dal mare alla montagna così da rivitalizzare l’economia turistica. E infine, quarta azione, potenziare i nostri centri di cultura, le nostre università, i nostri centri di formazione e so-

prattutto i nostri prodotti dall’agroalimentare all’artigianato tipico valorizzando le nostre eccellenze e facendole conoscere all’estero». Quale sarà il suo impegno nelle prossime elezioni?E quale apporto intende dare in prima persona? «Il mio impegno sarà quello di dare un contributo instancabile alla rinascita di questa regione pensando soprattutto alla mia generazione con uno sguardo in prospettiva alle generazioni future. Immagino un Abruzzo nel 2024 diverso, nei prossimi dieci anni questa regione dovrà affrontare un cambiamento globale aprirsi all’Europa e al mondo, l’impegno più grande sarà quello di dimostrare ai nostri figli che questa sarà la regione su cui puntare, nella quale studiare, in cui trovare lavoro, nella quale investire. Penso davvero che questa sia la sfida più grande che dobbiamo assolutamente vincere».

IL MIO MOTTO “Tra vent’anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete mai fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.” ( Mark Twain )

Alessandro Carbone - telefono: (+39) 392.7960983 - email: mail@alessandrocarbone.it - web: www.alessandrocarbone.it - Chieti


incarichi & carriere

ROTARY, ANTONELLA MARROLLO SARà LA PRESIDENTE PER L’ANNO 2015-2016

Sarà Antonella Marrollo a presiedere il Rotary Club di Vasto nell’anno rotariano 2015-2016. L’elezione è avvenuta da parte dell’assemblea dei soci, convocata dall’attuale presidente, Pierpaolo Andreoni, la quale ha scelto Adri Cesaroni, Luca Mastrangelo, Luigi Alfiero Medea ed Emma Columbro quali membri del direttivo. Antonella Marrollo, che è figlia di. Riccardo Calogero Marrollo, governatore del distretto 2090 nell’anno 2001-2002, e moglie di Francesco Ottaviano, governatore del Distretto 2090 nell’anno 2011-2012, è la prima donna ad essere eletta alla guida del club vastese, che il 7 giugno 2013 ha celebrato il quarantennale della fondazione. Durante l’assemblea il presidente incoming Angelo Muraglia ha presentato la sua squadra di lavoro che subentrerà nel mese di luglio, all’inizio del nuovo anno rotariano 2014-2015, e sarà formata, oltre che dai membri eletti dall’assemblea nel mese di gennaio 2013, Gianfranco Rastelli, Anna Pia Pace, Emma Columbro e Luigi Alfiero Medea, dai soci, scelti direttamente dallo stesso Muraglia: Sandro Valentini (vice-presidente), Emma Columbro (segretaria), Adri Cesaroni (tesoriere), Beniamino Di Domenica (prefetto).

LANCIANOFIERA, SI INSEDIA IL NUOVO CDA

Franco Ferrante è stato riconfermato all’unanimità presidente del Consiglio di amministrazione di Lancianofiera. Il cda è composto per la prima volta da 5 consiglieri, così come disposto dal nuovo Statuto di Lancianofiera. Ferrante, indicato dal Comune di Lanciano, sarà affiancato alla vice presidenza da Fabrizio Bomba, nominato dalla Regione Abruzzo, e dai consiglieri Gabriele Umberto Giannico, rappresentante della Provincia di Chieti, Giuseppe Torricella, confermato dalla Camera di Commercio di Chieti e Alberto Paone, riconfermato dalla Bper. Dell’organo di controllo, invece, entrano a far parte Gabriele Tupone, Caterina Ciarelli e Sergio Amore. «Ci siamo già messi al lavoro con l’entusiasmo di chi si appresta a disegnare una strada diversa. Gli impegni che ci attendono sono tanti e non semplici - commenta il presidente Ferrante - ma siamo convinti che l’intesa e la concentrazione su obiettivi comuni, ci permetteranno di centrare risultati importanti. Ringrazio i consiglieri per la fiducia che hanno voluto riporre in me, e ringrazio i soci del Consorzio che continuano a credere in questa Fiera».

CIANCIOTTA E ADDARI nel tHINK - TANK ITALIANO

Ci saranno anche gli abruzzesi Stefano Cianciotta e Alessandro Addari all’interno di Competere, il think-tank italiano nato per elaborare e implementare politiche e pratiche per lo sviluppo sostenibile. Stefano Cianciotta, giornalista economico e docente di Comunicazione di Crisi aziendale all’Università di Teramo e Alessandro Addari, imprenditore, esperto in Internazionalizzazione e Reti d’Impresa e attuale presidente di Confindustria Servizi Innovativi Chieti-Pescara e dell’Associazione APP Abruzzo, si occuperanno rispettivamente di Crisis Communication e di Internazionalizzazione d’impresa e Semplificazione Amministrativa. «Non possiamo che essere grati al coordinamento scientifico di Competere per il prestigioso incarico – dichiarano Cianciotta e Addari – che certifica anche la qualità del percorso professionale che abbiamo svolto in questi anni. Competere ha un taglio meramente economico e vuole candidarsi a laboratorio di idee a supporto delle istituzioni e delle imprese. Si regge sull’iniziativa volontaria di individui e gruppi che condividono uno stesso modo di operare e che vogliono contribuire ad innovare il mercato attraverso prodotti e servizi nuovi, e la società attraverso iniziative sociali sostenibili». I due nuovi ingressi faranno parte del nutrito gruppo di fellow del pensatoio, composto in gran parte da professionisti e docenti universitari.

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incarichi & carriere

SCARDECCHIA E PETRICCA NOMINATI ALLA DIREZIONE DI EDILCASSA

Federico Scardecchia ed Ernesto Petricca sono stati nominati rispettivamente direttore e vice direttore di Edilcassa Abruzzo, ente paritetico bilaterale dell’edilizia. Classe 1966, Scardecchia ha ricoperto diversi incarichi nel settore dell’edilizia per la Cna e non solo, e ha lavorato anche per aziende private. Laureato in Scienze Politiche a Bologna, Petricca è direttore di Api Pescara-Chieti dal settembre 2005. Da agosto 2011 è amministratore unico nonché responsabile direzione corsi e supervisione delle attività formative della FORMAPI srl, ente accreditato alla Regione Abruzzo.

CIALENTE NOMINA TRIFUOGGI VICESINDACO

Nicola Trifuoggi, già procuratore distrettuale antimafia de L’Aquila e poi a capo della Procura della Repubblica di Pescara, è il nuovo vice sindaco del capoluogo abruzzese. Lo ha annunciato il sindaco, Massimo Cialente, nel corso della conferenza stampa nella quale ha ritirato le dimissioni, che aveva presentato dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto per la prima volta il comune dell’Aquila in seguito all’inchiesta della procura aquilana su presunte tangenti per la ricostruzione postsisma. In particolare Trifuoggi si occuperà di legalità e sotto al suo vaglio passeranno tutti gli atti relativi sia alle imprese appaltanti che all’andamento degli appalti stessi per la ricostruzione post-sisma. Inoltre all’ex procuratore è stata affidata anche la delega all’ispettorato urbanistico. «Cialente mi ha chiesto di dargli una mano – ha dichiarato il vice sindaco-. Devo dire che non ci ho riflettuto molto e ho accettato subito con soddisfazione. Ho detto sì al sindaco per la stima e per l’onestà che nutro nei confronti di Massimo e della compagine governativa. Ma anche per l’indignazione nell’aver letto sui giornali rappresentazioni nelle quali L’Aquila appariva come città del malaffare. Qui ci sono solo persone perbene, bisogna liberarsi da qualche pecora di colore oscuro che è normale possa trovarsi in qualsiasi contesto. A Cialente ho posto solo una condizione: che lavorassi totalmente gratis per il comune. Spero di essere utile e che nel giro di qualche mese si possano già vedere i primi risultati».

RINNOVATO IL COMITATO IMPRENDITORIA FEMMINILE DI PESCARA

E’ stato rinnovato il Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Pescara. Alla presidente uscente, Elena Petruzzi, subentra la neo eletta Leila Kechoud (confesercenti) che verrà affiancata dalla vicepresidente Liliana Di Rocco (confindustria). L’organo è inoltre composto da Sonia Di Naccio (confesercenti), Linda D’Agostino (Cna), Alessandra Fiore (Coldiretti), Elena Petruzzi (confcommercio), Beatrice Tortora (Cia), Luisa Carota (Api), Nunziatina Di Nunzio (confartigianato), Cristina D’Aprile (confcooperative), Alessandra D’Incecco (casartigiani). E’ stato riconfermato Segretario del Comitato, Paolo Di Lullo. Il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci ha dichiarato: «Mi complimento con il Comitato che ha ben lavorato con iniziative mirate e di successo e con a capo una presidentessa capace che lascerà, a chi la succederà, un grande eredità». Elena Petruzzi, prima di far riunire il Comitato per l’elezione del nuovo Organo, ha relazionato con un report dettagliato sul lavoro svolto nel triennio 2010-2013, menzionando le principali attività. “Dall’iniziativa “Impresa in Rosa: che Storia” alla realizzazione di un corso di formazione rivolto alle aspiranti imprenditrici, dall’evento denominato “Uscire dalla crisi si può: parola di donna” alla convenzione bancaria per lo start-up delle imprese. «A chi mi ha chiesto un consiglio da rivolgere alla nuova presidente – ha detto Elena Petruzzi – ho risposto grande impegno, determinazione e molta passione per questo lavoro».

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Grandi storie » a cura della redazioneo

Oscara Farinetti fondatore di Eataly

EATALY: IL SUCCESSO DELLA SEMPLICITA’ Strano pensare che dalla vendita di qualche sparuto elettrodomestico possa poi nascere un impero nel settore nell’enogastronomia di qualità. Eppure è questo il miracolo imprenditoriale che è riuscito a compiere Natale Farinetti, in arte Oscar, fondatore di Eataly ed ex proprietario della catena di grande distribuzione UniEuro

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artiamo dalle origini di quello che oggi è considerato uno dei più importanti imprenditori italiani nel mondo. Oscar Farinetti nasce ad Alba nel 1954, figlio di Paolo Farinetti, partigiano, imprenditore e politico nonché proprietario di una panetteria, «Mio papà faceva la pasta, mio nonno era un mugnaio, ci siamo occupati di farina per tre generazioni – questo racconta in un’intervista pubblicata su i-italy.org - Nasco in mezzo a quaranta sacchi di semola, il mio primo ricordo olfattivo è l’acidità della semola». Ma dopo aver concluso il liceo classico e abbandonato la facoltà di economia e commercio dell’Università di Torino, a 24 anni Oscar si ritrova a dover rinunciare a quell’odore “di semola” a lui tanto caro per gestire un compartimento dell’ipermercato di suo padre dedicato agli elettrodomestici e così comincia la sua prima vera avventura imprenditoriale. «Era un repartino di 5x4 metri con quattro lavatrici, sei frigoriferi una decina di televisori in bianco e nero, delle radio e degli stereo di allora… Avrei preferito occuparmi di cibo, ma accettai. L’indole poetica, che c’era e c’è sempre stata in me, prevale su tutto e mi fa innamorare anche di questi prodotti». Un repartino che tra l’89 e 2002 si trasforma nella più grande catena di elettrodomestici bianchi in Italia: UniEuro, poi Trony… «Nel 2002 avevo circa 1 mld di euro di giro d’affari, 3000 dipendenti, una quarantina di dirigenti… Insomma andava benissimo». Poi il giovane Oscar diviene adulto e crescono anche i suoi 3 figli ed è per loro che Oscar Farinetti tira fuori dal cassetto il suo primo vero amore, quello per il cibo e si rimette in gioco vendendo Unieuro

alla public company di vendita al dettaglio di elettronica di consumo Dixons Retail (Regno Unito) e fondando con il ricavato una nuova catena di distribuzione alimentare di eccellenza: Eataly. Eataly nasce ufficialmente nel 2004 dopo una lunga analisi di mercato «L’analisi è la parte più importante, che non devi mai sbagliare. Se tu sbagli l’analisi parti nella direzione sbagliata e sei fottuto. Se indovini l’analisi e poi sbagli la costruzione non è un problema: torni indietro qualche mese e la rifai», questo afferma Oscar… ed è appunto da questa valutazione che viene fuori la necessità di creare un posto informale ma autorevole, dove la gente potesse sentirsi a proprio agio senza per questo rinunciare alla qualità dei prodotti, alla trasparenza, all’informazione e alla professionalità. Poche parole ma con dentro il succo di Eataly, «Ho capito che se riusciamo a fare studiare il prodotto nel momento dell’acquisto è il massimo della vita. E quindi ho creato un luogo basato sul cibo italiano che integrasse mercato con ristorazione e didattica». Ristorazione didattica, un concetto molto semplice ma essenziale ai fini del successo, ecco spiegati i 19 punti vendita della catena Eataly, 9 in Italia, 9 in Giappone e una a New York, ognuno con una filosofia diversa ma tutti con un solo fondamentale pilastro: la semplicità. «Il vero marketing che funziona è quello della verità. Nei momenti di crisi soprattutto, il furbettino non ha la meglio. Quando mi chiedono: che idee mi dà per fare un buon mercato? Io rispondo: dì la verità. Dire la verità paga», parole di Oscar Farinetti

Fonti: http://www.i-italy.org/16167/pane-tre-generazioni-oscar-farinetti-e-la-poesia-di-eataly - www.wikipedia.org - www.repubblica.it

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di Denia Di Giacomo / foto concesse da Romana Maria Caldarelli

«A volte mi paragono ad un “trabocco”: sembra stia per arrendersi alle onde che gli danno addosso e invece è sempre lì»

Romana Maria Caldarelli a Las Vegas

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l talento femminile rappresenta una risorsa importante, in grado di esprimere enormi potenzialità nelle imprese e nel mondo del lavoro, così è stato per Romana Maria Caldarelli, 48 anni, grinta da vendere, una donna che è riuscita a prendere in mano la propria vita conducendola verso percorsi estremamente impegnativi ma sempre pieni di mille soddisfazioni, ma partiamo dal principio… Romana nasce a San Giovanni Teatino e dopo le superiori si trasferisce ad Urbino per laurearsi in Lettere seguendo anche una scuola di giornalismo, «Mi è sempre piaciuto scrivere…», racconta. Ma la vita è imprevedibile e dopo aver concluso un corso postlauream ed uno stage viene chiamata a lavorare in Clementoni come Product Manager. Da quel momento comincia la sua ascesa nel settore del marketing e del licensing, una crescita personale e professionale che dopo alcuni anni la porta a far parte della grande squadra della Walt Disney Company come Category Manager, nella sede di Milano, dove si trasferisce. «È stata un’esperienza davvero indimenticabile – ricorda – seguivo lo sviluppo di licenze per diverse categorie di prodotto tra cui: giocattolo, cartoleria e scuola, accessori sportivi. Lavorare per la Walt Disney mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con un’azienda che investe e crede moltissimo nei propri collaboratori. Durante quel periodo ho frequentato anche un corso presso la SDA Bocconi, ho avuto modo di aprire i miei orizzonti al mercato internazionale e inoltre sono cresciuta anche sotto il profilo personale». L’esperienza con il mondo Disney porta Romana Caldarelli ad acquisire un’esperienza invidiabile anche nell’internazionalizzazione dei prodotti, e così al richiamo di una azienda come la Ferrari Spa in qualità di Licensing Manager Romana non riesce a resistere e si trasferisce a Lugano per confrontarsi anche con il mito della rossa più amata d’Italia. Basterebbe già questa iniziale parte del suo curriculum per far strabuzzare gli occhi e farci rendere conto di quanta strada è riuscita a fare una giovane donna in così poco tempo partendo da Sambuceto! Ma la sua storia non finisce qui, anzi, è solo all’inizio, perché la bravura può non avere confini soprattutto se accompagnata da una buona dose di intraprendenza e così è stato per Romana che dopo l’esperienza in Ferrari cambia completamente lavoro rimettendosi di nuovo in gioco e questa volta nel Gruppo Rinascente Spa di Milano. «In Rinascente ero una buyer, ovvero mi occupavo di ricerca, selezione e acquisto dei prodotti di diverse categorie, è stato un ruolo certamente stimolante che mi ha permesso di ottenere molti contatti, poi il mio ex capo, una donna in gamba, scegli di andare a lavorare in Trussardi e dopo poco tempo mi chiama per seguirla proponendomi un posto come Marketing & Licensing Manager. Non ho esitato, la proposta era molto allettante». Dopo l’esperienza nella Trussardi


storie&persone

Lo stand C.L.A. alla fiera del Licensing di Bologna a marzo 2013

Romana Maria Caldarelli, grinta da vendere Raccontiamo la storia di questa nativa abruzzese che vive e lavora a Milano. Una donna che ha raggiunto gradini molto alti e qualificanti di managerialità in diverse e ben note aziende di livello internazionale, fino a maturare la propria indipendenza intellettuale e decidere di farcela da sola Spa e poi nella Unoaerre Spa ad Arezzo per Romana comincia un momento di vera difficoltà. «Durante il mio lavoro in Unoaerre a causa della crisi sono stata messa in cassa integrazione e da li è cominciato un periodo molto particolare della mia vita. Decisi di prendermi un po’ di tempo per staccare e, nello stesso tempo, approfondire alcune tematiche importanti per il mio lavoro. Partii quindi per gli Stati Uniti dove trascorsi alcuni mesi (a San Diego, in California) frequentando un nuovo corso di Comunicazione. Quel periodo per me fu molto importante perché mi diede l’opportunità di aggiornarmi, raccogliere nuove idee, conoscere nuove persone e, soprattutto, mi caricò di positività! Per questo motivo considero San Diego la mia seconda patria e ci torno ogni volta che posso!». Ed è proprio da questo viaggio che Romana Maria Caldarelli partorisce l’idea di diventare leader di se stessa e di aprire la C.L.A. Caldarelli Licensing Agency. La C.L.A. è una realtà specializzata nello sviluppo di progetti

di licensing, co-branding e attività di comunicazione con sede a Milano. Nata nel marzo 2011 C.L.A. vanta già un invidiabile portfolio clienti collaborando con brand del mondo della Moda e dello Sport, rappresentando alcuni characters del mondo dell’ Entertainment e diversi fotografi e artisti internazionali. In pratica C.L.A. cura direttamente l’identificazione della property ideale per i propri clienti lavorando a stretto contatto sia con i licienziatari, i licenzianti e gli artisti, su tutti gli aspetti che comprendono il progetto, supportandoli passo dopo passo. Una realtà nuova ma vincente che vede tutte le competenze che Romana ha acquisito messe a pieno frutto con tanta passione quanta ne merita un progetto che nasce dal proprio sudore e dalla propria convinzione. «A volte mi paragono ad un “trabocco”: sembra stia per arrendersi alle onde che gli danno addosso e invece è sempre lì», ci confessa. Ecco cosa significa credere in se stessi, guardare il lato positivo delle situazioni e soprattutto non dimenticare mai che da una crisi può sempre sbocciare un’opportunità

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» di Luigi Carunchio

La cosiddetta rottamazione

delle cartelle

La nuova legge di stabilità consente, tra le altre agevolazioni introdotte, la possibilità di “rottamare” le cartelle Equitalia

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l 27 dicembre 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, con validità dal 01/01/2014 la c.d. Legge di Stabilità, L. 147/2013. La legge di stabilità consente, tra le altre agevolazioni introdotte a sostegno della particolare situazione economica e finanziaria che caratterizza il nostro paese, la possibilità di “ROTTAMARE” le cartelle Equitalia a ruolo fino al 31.12.2013. Si tratta della possibilità introdotta nei commi che vanno dal 615 al 624 dell’articolo 1 della Legge. In pratica relativamente ai carichi inclusi in ruoli emessi dagli uffici statali, agenzie fiscali, regioni, provincie, comuni, con esclusione di quelli emessi dalla Corte dei Conti, ed affidati ad un agente di riscossione fino alla data del 31.12.2013, i rispettivi debiti possono essere estinti mediante il pagamento di una somma pari all’intero importo originariamente iscritto a ruolo o a quello residuo. Non sono dovuti gli interessi per ritardata iscrizione e gli interessi moratori. Restano comunque le somme dovute a titolo di remunerazione previste dall’articolo 17 del D.Lgs 112/99, ovvero l’aggio al concessionario della riscossione sulle somme iscrit-

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te. Oltre che per le somme iscritte a ruolo fino al 31.12.2013, l’agevolazione è prevista anche per gli avvisi esecutivi emessi dalle agenzie fiscali fino alla data del 31.10.2013. Mentre l’iscrizione a ruolo è la comunicazione che l’ente creditore fa all’ente di riscossione mediante l’invio dell’elenco dei soggetti debitori indicandone generalità, somme dovute e titoli che hanno generato il credito, l’avviso esecutivo è l’intimazione ad adempiere al pagamento entro il termine di 60 giorni dalla notifica. Trascorsi ulteriori 30 giorni da tale ultima scadenza l’ente di riscossione può iniziare l’esecuzione forzata. Il debitore che vorrà aderire alla ROTTAMAZIONE, dovrà effettuare il pagamento in una unica soluzione entro il 28.02.2014. Nelle prime versioni della legge, il testo licenziato dal Senato, prevedeva il pagamento in due soluzioni e da effettuare entro fine maggio 2014. Inoltre era previsto l’obbligo per l’ente di riscossione di inviare preventivamente al contribuente debitore un’apposita comunicazione. Tale onere avrebbe comportato un allungamento dei termini in favore del contribuente e un onere non indifferente per l’amministrazione chia-


fisco

Pochi saranno i debitori che potranno permettersi mata ad inviare via posta una comunicazione a tutti nella pratica di procedere alla rottamazione di tali i contribuenti. somme a meno che non vi sarà un nuovo provvediSarà l’agente della riscossione a comunicare agli enti mento che cambia la norma appena licenziata. creditori di eliminare dalle proprie scritture patriConsiderando che le agevolaziomoniali i rispettivi crediti ni previste dalla legge di stabilirottamati dal contribuente, Il debitore che vorrà aderire tà, insieme a quelle previste dal trasmettendo inoltre entro il c.d. Decreto del Fare convertito 30.06.2014 l’elenco dei debitoalla ROTTAMAZIONE, dovrà in legge 98/2013 dovevano preri che hanno effettuato il vereffettuare il pagamento vedere“…nuove disposizioni in samento nei termini previsti. materia di riscossione… finalizSempre entro il 30.06.2014 in una unica soluzione zate principalmente ad agevolagli agenti della riscossione inentro il 28.02.2014 re i contribuenti che nell’attuale formeranno mediante lettera fase economica si trovano in difordinaria tutti i debitori che ficoltà o in momentanea carenza di liquidità… così avranno effettuato il pagamento, dell’avvenuta estincome recita a pagina 41 la Guida alle semplificazioni zione del debito iniziale. del decreto del Fare che grazie ad un accordo con le Al fine di registrare tutti i pagamenti, la riscossione Camere di Commercio Italiane è stata fatta recapitadei carichi è comunque sospesa fino al 15.03.2014, ivi re alle imprese da parte del Ministro per la Pubblica compresi i termini di prescrizione. Amministrazione e le Semplificazioni, i testi licenziaOra nella sostanza appare poco agevole per il contriti dagli organi di governo sembrerebbero restare belle buente procedere al pagamento in una unica soluzioparole scritte sui testi di legge ne del dovuto e entro un termine, il 28.02, così esiguo.

e-mail: info@valoreassociati.it

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» di Antonio Teti

Controllare la concentrazione?

Ci pensa Google!

A pochi mesi dall’annuncio dell’introduzione del Google Glass, l’occhiale “intelligente” prodotto dall’azienda di Mountain View, dalla Tufts University arriva una nuova implementazione applicabili a questo prodotto e destinata ad aumentare il livello di integrazione uomo-macchina. Ma siamo sicuri che tanta tecnologia “integrata” sia a tutto beneficio dell’individuo?

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appiamo bene che la ricerca scientifica è naturalmente incessante e inarrestabile, ma alle volte le innovazioni tecnologiche corrono il rischio di scatenare una vera e propria gara tra competitor, il cui obiettivo comune è quello di accaparrarsi vecchie e nuove aree di mercato. Dopo l’annuncio di Google sulla commercializzazione dei Glass (vedi articolo n. 77 di Abruzzo Impresa), gli innovativi occhiali “intelligenti” in grado di consentire a chi li indossa di avere informazioni sulla realtà che li circonda (realtà aumentata), l’interesse del pubblico mondiale è stato così rilevante da spingere altri “big” del settore, come Apple e Microsoft, a sviluppare dei device proprietari in grado di competere con il rivoluzionario prodotto dell’azienda di Mountain View. Anche Sony sembra che abbia messo in cantiere un prodotto anti-Glass. E di certo non sono rimaste al palo le altre aziende del settore, come Recon Jet, Vuzix, Oakley e Baidu. Insomma sembra proprio che nei prossimi anni il mercato degli “indossabili” sia destinato a crescere in maniera esponenziale. Ma l’ultima delle news sull’argomento, ci giunge dalla Tufts University di Medford, nel Massachusetts: alcuni ricercatori avrebbero sviluppato un sistema che grazie all’utilizzo di impulsi di luce, sarebbe in grado di monitorare l’attività cerebrale

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dell’individuo. E a quanto si apprende dai media, sembra che i ricercatori che si sono resi protagonisti di questa innovazione, siano intenzionati ad installarla proprio sui Glass di Google. A capo del progetto di ricerca c’è il prof. Don Afergan che, come riportato in un articolo del NewScientist, avrebbe ideato la realizzazione di un dispositivo che utilizza degli impulsi di luce (12 al secondo) per indirizzarli sulla corteccia prefrontale dell’individuo. Scopo: misurare i fotoni riflessi dall’emoglobina ossigenata e deossigenata presente nel sangue. Il rilevamento consentirebbe di misurare il livello di concentrazione di chi lo indossa, e quindi il livello di attenzione dell’individuo per comprendere il grado di efficienza sul lavoro. Anche se può apparire complesso, il sistema si basa su un concetto relativamente semplice: le attività cerebrali più complesse necessitano di un maggiore afflusso di sangue ossigenato al cervello, modificando, di conseguenza, l’assorbimento e la riflessione della luce. Il software elaborato dal team di Afergan non fa altro che interpretare questi segnali registrati, illustrandoli in tempo reale all’individuo, notificandogli, nel contempo, il suo effettivo livello di concentrazione. È una tecnica che prende il nome di spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso. Anche se il dispositivo appare abbastanza imponente da un punto di


ICT

potrebbe trasformarsi in una estensione del novista dimensionale (l’ingombro sarebbe riconducibistro sistema cerebrale, migliorandone le caratterile alle fibre ottiche che si collegano ad una matrice stiche e rendendolo più funzionale e attivo in ogni a led che va posizionata sulla fronte del soggetto da occasione. Secondo una lettura superficiale, basata monitorare, oltre a un congegno che converte gli imsull’esaltazione delle tecnologie quale elemento per pulsi luminosi in segnali elettrici), Afergan appare il miglioramento della vita dell’uomo, questa innomolto fiducioso sulla possibilità di miniaturizzare vazione potrebbe annunciarsi come “straordinaria” il sistema, al punto tale da integrarlo con l’occhiale o “esaltante”, a patto che non siano presi in esami intelligente di Google. Inoltre, il team della Tufts alcuni aspetti, come il rispetto della privacy o l’utiUniversity sta anche sviluppando un sistema di lizzo maldestro dei dispositivi tecnologici. Tanto per navigazione per le automobili in grado di verificasoffermarci su quest’ultimo aspetto, va ricordato re, nello stesso tempo, anche il livello di attenzione che, ad esempio, il Ministero dei Trasporti britandel guidatore. Il funzionamento sarebbe il seguente: nico ha già vietato l’uso del Google Glass prima anquando il guidatore si trova alla massima concencora che sia iniziata la sua commercializzazione. La trazione, il sistema si limita all’illustrazione delle motivazione è di vietare ai conducenti di usare gli informazioni utili per la navigazione; nel momento occhiali intelligenti quanin cui si rilevano distrado sono alla guida, poizioni o mancanza di conSembra proprio che nei prossimi ché potrebbero distrarre centrazione, il sistema, l’utilizzatore dalla guida mediante avvisi sonori, anni il mercato degli “indossabili” dell’autovettura al punto è in grado di “svegliarsia destinato a crescere in maniera tale da portarlo a causare lo” fornendogli avvisi incidenti stradali. aggiuntivi. Come se non esponenziale Altro aspetto importanbastasse, i ricercatori te è quello della privacy. universitari hanno in Essendo munito di sistema GPS, Google Glass è in programma anche l’integrazione della loro applicagrado di “tracciare” costantemente l’esatta ubicaziozione con Google Now, il programma sviluppato per ne del suo utilizzatore. Dal controllo della posizione notificare all’utente una serie di informazioni sulla a quello delle funzionalità del sistema cerebrale, il propria città, sui negozi, sul traffico, la sicurezza, tutto su di un dispositivo permanentemente interetc.. In questo modo, l’utente potrebbe accedere a connesso ad Internet… Nel prossimo futuro, sarà il queste informazioni quando la mente è maggiormenCyberspazio a stabilire il valore di una persona? Ai te rilassata… posteri l’ardua sentenza In breve, l’occhiale intelligente di Mountain View,

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» di Simone D’Alessandro

Invertising: rovesciamo

i paradigmi della pubblicità Questo il messaggio del libro di Paolo Iabichino, executive creative director di OgilvyOne e OgilvyAction Italia

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re con il quale marche e prodotti devono mettersi in na delle regole, se vogliamo, più evidenti relazione, superando la logica del bisogno per sposare e banali di un creativo consistono nel rol’etica del servizio. L’autore ha scritto un libro intitovesciamento dialettico di un concetto. In lato come sopra e giunto oramai alla terza ristampa; altre parole, per trovare una buona idea in alcuni è possibile leggere il primo capitolo gratuitamente, casi basterebbe applicare al contrario una vecchia collegandosi al sito www.invertising.it e scrivendo un idea, rovesciandone le implicazioni, i significati. Ma post con il meccanismo del pay per tweet. L’ennesima cosa succede quando un intero settore come l’advertistrategia di marketing editoriasing viene rovesciato nelle le, penserete voi lettori? Un imsue regole di base? Non si bellettamento gattopardesco: un tratta di sradicare la pubcambiar d’abito per non cambiar blicità, bensì di ripensarla, sostanza? Forse che si, forse che riconsegnandola ai luoghi no, risponderebbe un redivivo che l’hanno permeata sin Gabriele D’Annunzio (l’immadalle sue origini: l’arte, la ginifico, uno dei primi copywrisperimentazione di nuovi ter italiani, la sapeva lunga in codici espressivi e le dinafatto di advertising). Una cosa miche del cambiamento soè certa: l’advertising così com’è ciale. Mutare l’anima della rischia il decesso per mancanza pubblicità intercettando di ossigeno. Da una parte il calo i disagi delle persone che degli investimenti, dall’altra vorrebbero la “decrescita l’incremento di un consumatore anche dal punto di vista sempre più infedele alle marche delle inserzioni pubblicitache pretende più informazione rie” liete di spurgarsi da La copertina del libro Invertising di Paolo Iabichino e meno evocazione, stanco dei un uso eccessivo e spesso falsi bisogni e in cerca di senso volgare dell’annuncio. La estetico e ideale. Stufo, per di più, di essere chiamato nuova parola d’ordine è Invertising ed è venuta in consumatore o cliente. Dietro il target c’è una permente a Paolo Iabichino, executive creative director sona! Per intercettare questo (nuovo?) “attore”, la di OgilvyOne e OgilvyAction Italia, le agenzie del pubblicità deve tornare alle origini della sua parola Gruppo Ogilvy specializzate nel digital e one-to-one verso quella radice che ha a che vedere con la “cosa marketing, e nel consumer & trade activation. Iabipubblica”, l’utilità generale. Accade, quindi, un po’ chino gestisce campagne comunicazione per imporper scelta, un po’ per costrizione, che i pubblicitari tanti marche italiane ed è convinto che la pubblicità si interroghino sul loro ruolo per avvicinarsi alle non abbia bisogno di un target, ma di un interlocuto-

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creatività

esigenze della persona, considerando l’acquirente un soggetto con il quale costruire un percorso partecipato. I consulenti diventerebbero due: da una parte il cliente che vuole risultati e che direbbe qualsiasi cosa pur di piazzare il prodotto; dall’altra colui che compra e non vuole essere turlupinato. Per convincerci della bontà di questo sentiero, l’autore analizza l’evoluzione della pubblicità moderna ripartendo dagli anni ’50. Se allora un sociologo americano come Packard poteva scrivere un libro dal titolo I persuasori occulti, relegando i pubblicitari a servi subdoli dell’ideologia consumista pianificata attraverso messaggi subliminari, con il passare dei decenni le evoluzioni di questo piccolo grande mestiere hanno costituito un tassello importante del sistema culturale e simbolico. La pubblicità non è servita soltanto ad alimentare abitudini patologiche da shopping compulsivo. Né semplicemente ad affinare le armi del capitalismo. L’advertising ha prodotto innovazioni artistiche e di design, campagne di sensibilizzazione su temi di interesse generale e tanto altro. In Italia abbiamo avuto esempi di grande qualità: da Carosello a Pubblicità Progresso; dalla comunicazione futurista di Depero, disegnatore della nota bottiglietta Campari (ancora oggi oggetto di culto), alle reclame di scrittori e intellettuali di prim’ordine come Grazia Deledda o Baricco. Come non dimenticare, poi, la stagione dei comunicatori “impegnati” che lavoravano per Olivetti, consapevoli del fatto che scienza e cultura d’impresa potessero essere divulgate in modo accattivante? Tutto questo è stato stravolto dalle evoluzioni tecnologiche dei giorni nostri. Forse il vero capovolgimento di paradigma si è avuto con la pubblicazione del libro “No-logo” di Naomi Klien. Un bestseller mondiale che ha stimolato se non la nascita senz’altro la “codifica simbolica” del movimento no-global. Ma anche No-Logo trae il suo successo da una strategia di comunicazione di contro-pubblicità pianificata con scaltrezza e retorica. Del resto “No-Logo” è un logo. È impensabile uscire dal gioco delle identità e ogni brand si tira dietro la sua: persino quello che

Paolo Iabichino

odia tutti gli altri brand! Quindi non se ne esce? Il problema non è uscire dalla pubblicità, cosa di fatto impossibile e forse neanche auspicabile. Il tema è: ridiscutere il patto sottoscritto tra produttore e consumatore cercando nuove motivazioni e più trasparenza. Rinunciando talvolta a qualche profitto pur di rimanere marche credibili e icone dei nostri giorni. Invertising è un libro scritto da un professionista che cerca di comprendere il periodo storico in cui si trova. Lo hanno fatto altri prima di lui e forse dicendo cose simili, ma gli argomenti trattati sono centrali e importanti soprattutto per gli imprenditori del nuovo millennio. Invertising è una guida alle mutazioni della pubblicità che accompagnano le mutazioni delle imprese del futuro

Iabichino gestisce campagne comunicazione per importanti marche italiane ed è convinto che la pubblicità non abbia bisogno di un target, ma di un interlocutore con il quale marche e prodotti devono mettersi in relazione

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» di Filippo Paolini

Indennizzo da ritardo

nella conclusione del procedimento È una delle misura del Decreto del Fare, analizziamola da vicino

“N

ascosta” tra le tante misure contenute nel famoso Decreto del Fare (D.L. 69/2013), precisamente tra quelle riguardanti la semplificazione amministrativa, ne troviamo una di particolare interesse denominata “indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento”, già in vigore dallo scorso mese di agosto esclusivamente per le domande riguardanti l’avvio e l’esercizio delle attività d’impresa. Vediamo da vicino di cosa si tratta. Come noto, la Pubblica Amministrazione deve concludere i propri procedimenti entro un termine predefinito, che, in base alla fondamentale Legge 241/1990, è pari di norma a trenta giorni, anche se, per specifici procedimenti, si può arrivare a termini più lunghi ed in genere non superiori a novanta giorni. Ebbene, che cosa succede se questi termini non vengono rispettati? Prima della sopra indicata norma, l’unico strumento a disposizione del privato istante era quella di rivolgersi al Giudice Amministrativo per ottenere la condanna della Pubblica Amministrazione a pronunciarsi. Oggi esiste un’ulteriore e diversa freccia nell’arco del cittadino, vale a dire la possibilità di chiedere un indennizzo per il solo verificarsi del ritardo.

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Ed, infatti, l’art. 28 del D.L. 69/2013 prevede che, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo iniziato ad istanza di parte, per il quale sussiste l’obbligo di pronunziarsi, con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, le pubbliche amministrazioni inadempienti corrispondono all’interessato, a titolo di indennizzo per il mero ritardo, una somma pari a trenta euro per ogni giorno di ritardo con decorrenza dalla data di scadenza del termine del procedimento, comunque complessivamente non superiore a duemila euro. Attenzione, però, una cosa è l’indennizzo altra è il risarcimento del danno. Il secondo esiste già da tempo - ed ovviamente continua ad esistere - ma deve fare i conti con l’effettiva sussistenza (e la prova) del pregiudizio prodotto: così, ad esempio, a fronte di una richiesta di concessione amministrativa avanzata ad un ente locale, laddove quest’ultimo si pronunci con ritardo ma adottando comunque un provvedimento di diniego, è molto difficile che si configuri un danno per l’istante. Diversamente, l’indennizzo esiste a prescindere dal


norme & leggi

verificarsi di un pregiudizio per il privato, in quanto sorge in via esclusiva con la sussistenza del ritardo. Attenzione, però, la liquidazione dell’indennizzo non è immediato. Infatti, entro venti giorni dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento, l’interessato deve sollecitare il responsabile, appositamente nominato dall’amministrazione (titolare del potere sostitutivo), affinché lo stesso provveda a concludere il procedimento nella metà del tempo originariamente previsto. Se non provvede, il medesimo responsabile deve liquidare l’indennizzo sopra indicato e, laddove non lo facesse, ci si può rivolgere al TAR che condannerà l’amministrazione al pagamento, comunicandolo peraltro alla Corte dei Conti e al titolare dell’azione disciplinare verso i dipendenti pubblici interessati dal procedimento amministrativo.

In verità, la figura del così detto “dirigente sostitutivo” era stata già introdotta da qualche anno ma non aveva dato grandi risultati ed, allora, la previsione dell’indennizzo va letta come un ulteriore passo per indurre le pubbliche amministrazioni e, più direttamente, i pubblici dipendenti, al rispetto tassativo dei tempi del procedimento amministrativo, pena, come visto, ripercussioni di carattere economico. In conclusione, è bene rimarcare come la nuova misura operi attualmente in via sperimentale, per 18 mesi e, come già detto, solo ed esclusivamente domande riguardanti l’avvio e l’esercizio delle attività d’impresa; dopo tale termine, con decreto del Presidente del Consiglio, sentite le Regioni e i Comuni, verrà stabilita la conferma o meno dell’indennizzo, la sua rimodulazione o estensione, anche graduale, a procedimenti amministrativi ulteriori

Oggi esiste un’ulteriore e diversa freccia nell’arco del cittadino, vale a dire la possibilità di chiedere un indennizzo per il solo verificarsi del ritardo

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Niente rompicapi, afdati alla nostra esperienza.

Strada Vecchia Fontanelle, 84/6 · 65129 Pescara Uff. Amm.: Tel. 085.4465554 · Fax 085.4409935 Uff. Traff.: Tel. 085.4462666 · Fax 085.4464075 e-mail: amministrazione@mazzocchettitrasporti.it

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lavoro in corso » di Andrea Bonanni Caione (Avvocato - managing partner LabLaw)

Jobs Act, una prima lettura in attesa del testo definitivo

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a proposta di Matteo Renzi ha il merito di riaprire il dibattito sulla necessaria revisione del diritto del lavoro, entrata in uno stato di quiescenza dopo l’infelice esperienza del Governo Tecnico. Pochi punti, specifici, sui quali ragionare insieme, in attesa del testo definitivo. Semplificazione delle norme. L’idea di accorpare in un unico testo il complesso delle regole di governo del rapporto di lavoro appare apprezzabile. Non può che favorire la necessaria coerenza del sistema, troppo spesso messa in crisi da interventi normativi succedutisi nel tempo senza una logica unitaria, rendendo gravosa l’opera ermeneutica di coloro che sono chiamati ad applicare ogni giorno la disciplina di settore. Riduzione delle forme contrattuali. Sotto questo profilo, occorre non dimenticare l’eredità del Libro Bianco sul Lavoro. La realtà aziendale oggi è troppo complessa per essere gestita tramite un modello normativo unico imposto dall’alto. L’esperienza insegna che in questo modo non si crea buona occupazione e si spinge verso il sommerso parte di quei lavoratori che sono “venuti a galla” grazie alle felici intuizioni di Marco Biagi. La Riforma Fornero insegna che l’adozione di un modello contrattuale non può essere il frutto di una imposizione normativa, ma deve rispondere ad esigenze concrete degli operatori. Sotto questo profilo, ben venga l’idea di un contratto di lavoro subordinato a tutele progressivamente crescenti, ma ciò senza eliminare le altre forme contrattuali esistenti. Sarà l’esperienza di tutti i giorni a dimostrare se questo schema è la risposta alle esigenze del mercato del lavoro: se così sarà, si assisterà alla naturale e progressiva

disapplicazione degli altri modelli contrattuali esistenti. Assegno universale ed obblighi di rendicontazione delle risorse impiegate in formazione. Subordinare l’erogazione di un assegno di sostenimento (anche in favore di chi oggi non ne goda) all’obbligo di partecipare a corsi di formazione e di accettare nuove proposte di lavoro è sicuramente una idea vincente. Ancor più se legata all’obbligo di documentare e rendicontare l’impiego dei fondi erogati a titolo formativo. La formazione è l’unico strumento realmente in grado di garantire la allocazione e/o la riallocazione delle persone nel mercato del lavoro. Non può che condividersi l’idea di stimolarne un impiego consapevole da parte sia dei lavoratori che delle aziende. Agenzia unica di coordinamento dei centri per l’impiego. È uno strumento della cui utilità si può dubitare. In realtà l’unico vero player del mercato del lavoro che ha dimostrato capacità di incidere positivamente sono le Agenzie per il lavoro, operatori specializzati fortemente orientati all’incrocio tra domanda e offerta, alla formazione ed all’outplacement. Proseguire il disegno di privatizzazione impostato da Marco Biagi appare senza dubbio la scelta migliore. Sotto questo profilo, occorre prestare infine attenzione a non confondere – ancora una volta – il tema della Somministrazione di lavoro ex d.lgs. n. 276/2003 con quello delle tipologie di contratto di lavoro subordinato, al fine di non rischiare di incidere su di uno dei pochi istituti che ha dimostrato di saper introdurre quote di buona occupazione nel mercato del lavoro

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il mondo dei rifiuti » di Leonardo Mastrangelo (Ecolologica Valtrigno Srl)

Raccolta differenziata, il modo più sostenibile per smaltire i nostri rifiuti

I

toner esauriti sono particolari categorie di rifiuti che non possono essere assimilate ai comuni rifiuti solidi urbani. Il loro trattamento può essere eseguito esclusivamente da parte di soggetti autorizzati ed il cittadino privato deve provvedere a conferire questi rifiuti presso appositi centri di raccolta che li indirizzeranno verso il loro corretto smaltimento. Per quanto riguarda la raccolta e il recupero di questi rifiuti speciali, è obbligatorio l’utilizzo dei cosiddetti “eco box”, ovvero imballi non pallettizzati dotati di coperchio e sigillo. Questi contenitori sono realizzati in modo tale da impedire che liquidi e polveri si possano disperdere nell’ambiente. Gli eco box vanno collocati in luoghi asciutti e protetti dagli eventi atmosferici, ed in particolare dagli sbalzi di temperatura. Quando si estrae dalla confezione un nuovo toner per sostituirne uno esaurito, quest’ultimo va avvolto nell’imballo di plastica  e depositato nell’eco box. In questo contenitore possono anche essere conferiti i toner esauriti delle fotocopiatrici, con l’accortezza di avvolgerli in una busta di plastica per evitare che inchiostro o polvere possano disperdersi. È bene inoltre ricordare che, per i possessori di partita IVA, è necessario essere in possesso della documentazione  relativa allo  smaltimento dei rifiuti esausti da stampa informatica fra i quali anche inkjet e nastri a impatto. Alcuni esempi: Ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno: se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone Per produrre 1 kg di  alluminio, occorrono 15 kwh di energia elettrica; per produrre 1 kg di alluminio riciclato, servono invece 0,8 kwh; Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono

15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di energia elettrica; per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano invece 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh di energia elettrica; La raccolta differenziata del vetro  permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di  petrolio Se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici Lo Sai Quanto Tempo Serve A Smaltire… Una bottiglia di plastica = 5000 anni Una bottiglia di vetro = 400 anni Una lattina di alluminio = 50 anni Una buccia di banana = 4 settimane Un filtro di sigaretta = 10 anni Un fazzoletto di carta = 3 mesi Una gomma da masticare = 5 anni Un contenitore di polistirolo = 50 anni Un rotolo di carta igienica = 2 mesi Un giornale quotidiano = 1 mese E Se I Rifiuti Sono Gettati In Acqua Un fazzoletto di carta = 3 mesi Un fiammifero = 6 mesi Un mozzicone di sigaretta = da 1 a 5 anni Una busta di plastica = da 10 a 20 anni Una lattina di alluminio = 500 anni Una bottiglia di vetro = 1000 anni Un imballaggio in polistirolo = 1000 annici, ed altro (circa 20% del residuo); • Biodiesel per trazione, carburante altamente biodegradabile; • Altri usi industriali, la produzione di mastici, collanti e saponi industriali. Continua...

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Scrivi la tua storia con noi

numero

Abruzzo Impresa il mensile del manager • numero 85 • gennaio 2014 • anno IX • Copia Omaggio

85

da maggio 2006 per 85 volte

Il primo e unico mensile dedicato Al Manager Ai protagonisti dell’economia regionale. Nelle 130 pagine della rivista trovano spazio le storie dei capitani d’impresa, gli articoli di attualità, quelli dedicati a innovazione, marketing, lavoro e sviluppo locale. Corposa l’area riservata a eventi, convegni e seminari, che offre uno spaccato sulle iniziative più rilevanti organizzate dagli attori economici della nostra regione. Le pagine di chiusura ospitano la sezione “Buono&Bello”, dove si parla di enogastronomia, turismo, territorio, cultura, tradizioni, arte, musica e moda.

Diventa artefice della tua crescita insieme ad ABRUZZO IMPRESA


A tutta Formazione » di Elisa Antonioni

Dall’istruzione alla formazione, un percorso no stop

I

n questa nuova rubrica vogliamo delineare il volto della formazione confrontando il sistema Italia, con la Germania e la California, perché dal confronto nascono sempre nuove idee, e intendiamo aprire un dialogo con i lettori sul tema. Chiunque voglia dare un contributo potrà scriverci una mail. Se pensiamo alla formazione come un accelleratore del cambiamento, un mezzo per raggiungere prima un obiettivo, ne comprendiamo subito il valore in un’epoca in cui la risorsa sempre scarsa è il tempo. Ma per raggiungere quale obiettivo? I casi sono essenzialmente tre: la ricerca di un lavoro, la ricerca di un nuovo lavoro, innovare un processo lavorativo. È evidente dunque che formazione e lavoro sono due ingranaggi dello stesso motore, un motore che dà potenza e velocità al percorso professionale di ognuno di noi, ovvero valore professionale e capacità di reagire al cambiamento. Ma osserviamo da vicino la formazione nelle due forme che la caratterizzano: la formazione professionale, che risponde al primo e al secondo obiettivo, e la formazione continua, orientata al raggiungimento di migliori performance nell’ambito dell’azienda in cui si opera. Nel panorama italiano le risorse e gli attori non fanno parte di un sistema integrato, le iniziative sono lasciate alla volontà del singolo. Nell’istruzione professionale è ormai consolidato il progetto alternanza scuolalavoro rivolto alle scuole superiori, che si traduce nel-

Elisa Antonioni direttore di Sinergie Education

la possibilità di alternare ore di formazione in aula a ore trascorse all’interno delle aziende, per garantire agli studenti esperienza “sul campo” e superare il gap “formativo” tra mondo del lavoro e mondo scolastico. Nell’a.s. 2012-2013 in Abruzzo 79 scuole hanno attivato 168 percorsi di alternanza scuola-lavoro. Anche per la formazione professionale manca un’azio ne di sistema che generi un’offerta in risposta ad una precisa domanda di mercato. Sono state avviate iniziative territoriali e regionali importanti, ma ad oggi sta al singolo reperire informazioni sulle iniziative e le opportunità in atto. Province e Regioni sono senz’altro i primi interlocutori pronti ad offrire anche tramite il web un’informazione costante. Più vivace il panorama della formazione continua, per la quale non mancano le opportunità di finanziamento. Ma puntiamo lo sguardo sul mercato. Le aziende medie e grandi da diversi anni progettano piani annuali per la formazione aziendale, cercando di anticipare o di adattarsi alle mutevoli regole del mercato, prevedendo corsi su temi strategici quali la gestione del cambiamento, l’internazionalizzazione, il risparmio energetico e l’applicazione del modello lean in produzione e nelle organizzazioni, orientati al miglioramento e all’efficienza dei processi produttivi e ad un’organizzazione aziendale più snella e veloce. Continua...

Inviate commenti o quesiti all’indirizzo elisa@sinergieducation.it

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energia...al passo con i tempi

l’

PRODUZIONE - DISTRIBUZIONE - FOTOVOLTAICO - IDROELETTRICO - COGENARAZIONE

www.zeccaonline.it


redazionale

MANUTENZIONE IMPIANTI FOTOVOLTAICI Il servizio di manutenzione degli impianti fotovoltaici offerto da Neveroil Srl - società del Gruppo Zecca interamente dedicata alle rinnovabili e all’efficienza energetica - prevede un ampio ventaglio di proposte per dare piena soddisfazione alle esigenze del Cliente. Ogni pacchetto di servizi è pensato e calibrato in base alle specifiche richieste sia in termini di costo sia in termini di articolazione delle attività ed ha come obiettivo quello di garantire la massima redditività dell’impianto fotovoltaico. Si parte dal pacchetto base con la semplice pulizia dei pannelli, che viene effettuata utilizzando acqua demineralizzata ed evitando l’abrasione - e relativa opacizzazione - delle superfici vetrate. Al servizio di pulizia si può aggiungere un contratto di manutenzione ordinaria dell’impianto con verifiche a cadenze programmate e con l’ausilio delle analisi termografiche. L’assistenza può essere completata integrando il servizio di manutenzione straordinaria e pronto intervento, con reperibilità continua e risposta entro le 24 ore del personale specializzato. La risoluzione di criticità complesse è garantita entro le 48 ore. Per il Cliente più esigente, Neveroil Srl ha strutturato un servizio di Conduzione e Manutenzione che include, oltre alla manutenzione ordinaria, anche la manutenzione straordinaria, il monitoraggio della produzione e la minimizzazione del fermo impianto.

COGENERAZIONE Il processo di conversione di un combustibile produce una significativa quantità di energia termica di risulta che può essere efficacemente recuperata per generare, anche in un unico processo, altre tipologie utili ed immediatamente utilizzabili di energia. L’ideazione, la progettazione e la realizzazione di un impianto cogenerativo necessitano di competenze ingegneristiche ben più importanti rispetto ad altre tecnologie di produzione di energia. Un impianto di cogenerazione può conferire calore già disponibile a edifici - pubblici o privati - e a processi. Il Gruppo Zecca forte della sua centenaria esperienza nella produzione di energia e da sempre attento al rispetto dell’ambiente e agli sviluppi tecnologici, può soddisfare richieste di tipo EPC (Engineering Procurement and Construction) potendo fare affidamento su uno staff altamente competente. Anche grazie alla consociata Neveroil Srl è in grado di proporrae al Cliente pacchetti all-inclusive per fornitura, manutenzione e assistenza post-vendita di impianti cogenerativi di qualsiasi dimensione e tipologia. L’assistenza al Cliente può essere prestata anche nelle fasi autorizzative e nei rapporti contrattuali GSE (Gestore Servizi Energetici) sia prima sia dopo la costruzione dell’impianto.

ZECCA ENTRA IN SMART

ARRIVA LA SOA OG10

ZECCA MIGLIORA L’EFFICIENZA DELLE RETI DI DISTRIBUZIONE A VANTAGGIO DELL’ AMBIENTE

Con l’adesione al Consorzio Smart Scarl - soggetto gestore del Polo di Innovazione Smart, Dominio Energia - Zecca conferma di essere una delle realtà imprenditoriali italiane più attente all’innovazione tecnologica e alle evoluzioni del settore energetico. L’interazione intensiva con altre 2 aziende tra le circa 70 imprese aderenti ha consentito la concretizzazione del progetto di ricerca Energy Owl dedicato alle cosiddette “Smart Grids”, le reti intelligenti capaci di coniugare l’utilizzo di tecnologie tradizionali con soluzioni digitali innovative. Per la realizzazione del progetto, che vede la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica dell’Università dell’Aquila, i parteners del progetto Energy Owl hanno previsto un investimento pari a circa 548 mila euro.

Per la partecipazione agli appalti pubblici la Società Odoardo Zecca Srl si è dotata di attestazione SOA, categoria OG10 che riguarda la costruzione, la manutenzione o la ristrutturazione degli interventi a rete che sono necessari per la distribuzione ad alta e media tensione e per la trasformazione e distribuzione a bassa tensione all’utente finale di energia elettrica e la costruzione, la manutenzione e la ristrutturazione degli impianti di pubblica illuminazione, da realizzare all’esterno degli edifici. La Certificazione conferma i requisiti di affidabilità e solidità dell’azienda.

Dopo oltre un secolo di attività il gruppo Zecca ha maturato esperienze in ogni segmento della catena energetica. Con gli interventi di efficentamento sulle proprie reti di distribuzione in media tensione risponde all’esigenza di tutela ambientale oltre a consentire ad una notevole riduzione dei costi. La riclassificazione delle reti storiche aziendali permetterà una forte riduzione delle perdite di rete e rende i tempi di recupero dell’investimento molto brevi. In questo modo verranno risparmiate all’ambiente circa 182 t/ anno di CO2.

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Le flotte Peugeot e tutti i servizi dedicati alle aziende di Energie srl.

La mobilità che conta per i professionisti e le aziende Fleet Consulting, è la nuova società di Pasquarelli Auto e Energie che si occupa della gestione del parco auto aziendale e del noleggio a lungo termine di autovetture aziendali e di veicoli commerciali

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er la gestione del parco auto aziendale e del noleggio a lungo termine di autovetture aziendali e di veicoli commerciali, è sempre auspicabile cercare la collaborazione di società di consulenza specializzata in grado di supportare le funzioni acquisto: parliamo del Fleet Consulting. Pasquarelli Auto e Energie hanno compreso l’importanza di garantire questa tipologia di servizio alla propria clientela business ed è così che hanno implementato offerte dedicate a piccole, medie e grandi imprese, ditte individuali, liberi professionisti, artigiani. Il reparto dedicato alle Flotte aziendali offre prodotti e servizi

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“su misura” per soddisfare i bisogni di mobilità dell’azienda e dei suoi collaboratori. Oltre alla possibilità di scegliere tra l’acquisto, il noleggio a lungo termine e il leasing sono a disposizione delle aziende una serie di servizi personalizzati relativi ai finanziamenti, coperture assicurative, contratti di manutenzione e vetture sostitutive. Per i veicoli commerciali propone una gamma completa di veicoli dedicata ai professionisti e studiata per soddisfare qualsiasi esigenza di trasporto: 4x4, elettrici, microibridi eHdi. Il personale specializzato è a completa disposizione del professionista per identificare la migliore soluzione in termini di


» redazionale in collaborazione con Pasquarelli auto

Pasquarelli Auto srl è anche Seat a Vasto, Via G.Impastato 1.

prestazioni, comfort e consumi contenuti e relativamente alla tipologia di business. Inoltre, tutti i veicoli commerciali possono essere allestiti con equipaggiamenti speciali, nel rispetto delle vigenti normative di legge: Furgonature (rigide, telonate, centinate con o senza pedane ribaltabili); Celle frigorifere (freddo/fresco, soluzioni per ogni tipo di attività); Semplici Coibentazioni; Cassoni ribaltabili; Trasporto Disabili; Carri attrezzi; Vasche e Compattatori rifiuti (waste management) e Auto Mediche. Quello che è di capitale importanza valutare riguarda la possibilità di poter contare anche sul servizio post vendita di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che sulla fornitura di ricambi originali. Esiste la possibilità di valutare l’acquisto di pacchetti di manutenzione dalla prima fase di acquisto e finanziabili con il totale. I contratti di manutenzione coprono tutti gli interventi programmati sul veicolo: manodopera, lubrificanti e ricambi. I contratti sono flessibili, si adattano alle esigenze e al chilometraggio percorso. Nessuna spesa imprevista, il miglior rapporto qualità/prezzo, grande know-how dei tecnici della rete Pasquarelli e qualità dei La sede Energie srl e Pasquarelli Auto srl per vendita e service ufficiale Peugeot e Kia per le provincie di Chieti e Pescara, via po 17/a, San Giovanni Teatino (CH).

Le flotte Kia e tutti i servizi dedicati alle aziende di Pasquarelli Auto Srl

ricambi originali. Tutto questo con il vantaggio che in caso di trasferimento di proprietà del veicolo, è possibile trasferire anche il contratto di manutenzione. Tra tutti, va posto in risalto il pacchetto pneumatici che include il servizio di smontaggio, montaggio, riparazione e sostituzione dei pneumatici, oltre naturalmente allo stoccaggio nell’avvicendarsi delle stagioni estate/inverno. Da non sottovalutare anche l’aspetto della sicurezza: nell’offerta Pasquarelli Auto e Energie c’è la possibilità di disporre di pacchetti con servizi specifici e rate mensili contenute. Tra i molteplici citiamo: la copertura Estensione di Garanzia/ Assistenza Stradale valida sia sul veicolo nuovo che usato; Identicar per l’identificazione univoca e immediata della vettura contro i furti; l’assicurazione sul credito per il rimborso totale o parziale del finanziamento; i contratti di manutenzione per coprire tutti gli interventi programmati sul veicolo. La copertura Estensione di Garanzia/Assistenza Stradale ad esempio, offre la possibilità di prolungare la durata della garanzia del veicolo e ottenere l’assistenza stradale 24 ore su 24 sia sul nuovo che sull’usato. Una soluzione che assicura la tranquillità nell’affrontare imprevisti in caso di guasto al veicolo, garantendone il valore nel tempo. La garanzia comprende i costi di parti di ricambio e manodopera in caso di guasti meccanici, elettrici o elettronici ed è valida su tutto il territorio europeo. Una corretta politica di fleet management garantisce alle aziende e ai professionisti di poter disporre di soluzioni al passo con le esigenze specifiche di funzionalità ed economicità degli investimenti, oltre che di prevenzione contro imprevisti che potrebbero pregiudicare l’efficienza della propria offerta commerciale. L’attento monitoraggio dell’anzianità del parco veicoli, gli aggiornamenti in materia di normativa fiscale e offerte parametrate agli obiettivi a breve e lungo termine, fanno la differenza nell’offerta business di Pasquarelli Auto e Energie.

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credito & finanza » a cura della redazione

BPER,

ospita Telefisco 2014 L’iniziativa promossa da Il Sole 24 Ore torna ad essere un momento di confronto con imprese e professionisti

La sede della Carispaq all’Aquila che ha ospitato il Telefisco

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nche quest’anno BPER ha ospitato a L’Aquila, nella sede centrale, l’iniziativa “Telefisco 2014”, attraverso un collegamento in teleconferenza con l’annuale omonimo convegno promosso da “Il Sole 24 Ore”. L’evento de “L’Esperto Risponde - Il Sole 24 Ore” è ormai giunto alla 23esima edizione e intende continuare ad essere un momento di confronto con imprese e professionisti. All’ordine del giorno, infatti, erano tutte le novità fiscali del 2014.

Un anno particolarmente intenso sotto il profilo delle norme tributarie introdotte dai provvedimenti soprattutto negli ultimi mesi, con le quali professionisti e imprese dovranno confrontarsi da qui in avanti. Riproponendo anche quest’anno tale iniziativa BPER ha inteso offrire a tutti gli operatori del settore l’opportunità di sciogliere i principali dubbi, con una formula ormai collaudata, con gli approfondimenti degli esperti de Il Sole 24 Ore e il coinvolgimento dei dirigenti dell’agenzia delle Entrate

Il logo di Telefisco 2014

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consulenti dell’innovazione Un team di professionisti, un modo innovativo di fare consulenza ed un prodotto software vincitore di numerosi premi e riconoscimenti

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ata dall’aggregazione di professionisti con pluriennale esperienza nella consulenza organizzativa maturata presso le Aziende, gli Enti Pubblici e di Certificazione, SI&T offre una consulenza globale e diversificata nella ricerca della crescita e dell’innovazione dei propri Clienti. Ciascun consulente SI&T è leader in tematiche specifiche, ma tutti condividono l’approccio attraverso la Gestione del Rischio. In tale ottica, il Cliente e i suoi processi organizzativi sono posti al centro

del processo di consulenza: le norme e le prescrizioni oggetto di analisi rappresentano il mezzo per migliorare l’efficienza dell’Organizzazione e, al tempo stesso, per tenere sotto controllo i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, per l’ambiente esterno, rispondere alle esigenze del Cliente e gestire i rischi in forma socialmente responsabile. Un servizio supportato da un software gestionale pluripremiato.


focus » di Mauro Di Cola

“Formiamo in Ci.Tra” Grazie a questo progetto promosso dalla Formapi srl, 15 dipendenti della Ci.tra Trasporti srl di Vasto hanno potuto aggiornare le competenze dei propri operatori nel settore della logistica e del trasporto integrato

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ncora un successo per la Formapi srl, ente accreditato alla Regione Abruzzo per la formazione continua e superiore, con il progetto “FORMIAMO IN CI.TRA”, (finanziato dalla Provincia di Chieti, con i fondi comunitari del FSE), brillantemente conclusosi recentemente e che ha permesso, a ben 15 dipendenti della Ci.tra Trasporti srl di Vasto, di aggiornare le competenze dei propri operatori nel settore della logistica e del trasporto integrato. «Il progetto prevedeva -sottolinea l’ing. Giacomo Colabattista della Formapi- il rafforzamento delle conoscenze al fine di creare un sistema organizzato e consapevole delle maestranze implementate, in grado di poter affrontare nel breve-lungo periodo una nuova domanda legata ad una ripresa della economia reale. I destinatari del Piano Formativo sono stati i dipendenti di una realtà composta esclusivamente da trasportatori che dedicano la loro attività lavorativa al trasporto di diverse tipologie di merci da quelli industriali a quelli alimentari non deperibili». Il contributo che il Piano Formativo ha inteso apportare al contesto aziendale di riferimento, tenendo conto dell’analisi dei fabbisogni formativi espressi dalla Direzione dell’azienda, è stato quello di rendere il personale dipendente “formato” sempre più consapevole e competente nel settore di appartenenza. Il risultato ottenuto dal piano formativo è stato quello di continuare a creare quelle condizioni positive grazie ad un processo sistematico e organizzato di apprendimento continuo delle conoscenze che ha permesso al personale di Ci.tra Trasporti srl di essere sempre più competitivo rispetto alla concorrenza anche straniera. La preparazione del personale ha permesso non solo ai collaboratori di acquisire informazioni in grado di allargare il campo delle conoscenze (dall’evoluzione normativa nel settore della sicurezza e dell’ambiente, a conoscere gli sviluppi e l’evoluzione continua della normativa dell’autotrasporto sia a livello nazionale

L’Ing. Giacomo Colabattista, direttore della FORMAPI

che internazionale, a conoscere il sistema di controllo della normativa e della legislazione sia a livello nazionale che comunitario), ma di incrementare il loro processo di consapevolezza legato al vero valore del proprio lavoro e quindi ad una conquista giornaliera del proprio posto di lavoro. «Il progetto ha proposto, -continua ancora l’Ing. Colabattista-, un percorso formativo innovativo rispetto a classici corsi di formazione per aziende, dal momento che ha inteso approfondire alcuni concetti ritenuti più che innovativi oltre che fondamentali per mantenere il personale costantemente preparato e aggiornato alle evoluzioni del settore. Infatti, i dipendenti di Ci.tra Trasporti srl hanno accumulato esperienze e professionalità anche all’estero, e in particolare nei paesi dell’Unione Europea, grazie ad un ufficio che si dedica esclusivamente all’estero, e ai processi di internazionalizzazione in materia sempre di trasporto merci; a tale fine, è necessario un costante e continuo aggiornamento delle professionalità, dal momento che la normativa in essere sul trasporto delle merci è in continua evoluzione, in particolare quelle europea dove i dipendenti della Ci.tra spendono molta della loro professionalità acquisita»

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» di Nicola Negri, direttore regionale vicario INAIL Abruzzo

La telematizzazione dei servizi INAIL Un excursus sull’evoluzione telematica dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

L’

esperienza dell’Inail in tema di telematizzazione dei servizi all’utenza affonda le radici nei primi anni ‘90, in quegli anni infatti fu introdotta la cd. autoliquidazione del premio assicurativo, ai sensi della Circ. 12 del 5 febbraio 1991.Tuttavia solo in epoca molto più recente il legislatore ha sancito il generale diritto dei cittadini e delle imprese a richiedere e ottenere l’uso delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni, come disposto dall’art.3 del Codice dell’amministrazione digitale d.lgs. 82 del 7 marzo 2005. Il completamento del quadro normativo di riferimento è avvenuto successivamente alla pubblicazione del Cad, con l’emanazione del DPCM del

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22 luglio 20111 in virtù del quale sono state adottate le modalità di attuazione dell’art.5-bis del Cad ed è stato fissato il 1 luglio 2013 quale termine per l’adozione esclusiva delle modalità telematiche nelle comunicazioni fra imprese e pubbliche amministrazioni. In applicazione della predetta normativa l’INAIL ha intrapreso il cammino verso la completa digitalizzazione dei servizi all’utenza, forte dell’esperienza già maturata a riguardo, individuando un primo gruppo di dichiarazioni ed istanze effettuabili esclusivamente con modalità telematica. L’elenco di tali attività è stato oggetto dell’emanazione di una prima Circ. la n. 1 del 10 gennaio 2012 denominata “Utilizzo esclusivo dei servizi telematici dell’ Inail. Prima attuazione” in cui


focus

sono state individuate quelle dichiarazioni ed istanze che per prime hanno subito la totale digitalizzazione soprattutto in ragione del fatto che per esse il ricorso a modalità informatizzate da parte dell’utenza era già pratica ampiamente diffusa. Al fine di supportare gli utenti nel passaggio alle nuove modalità di fruizione dei propri servizi, l’Inail ha reso disponibili i seguenti supporti informativi: Inail risponde per informazioni e chiarimenti sui servizi on-line, Chat che offre agli utenti assistenza attraverso messaggi istantanei, Web collaboration per risolvere le problematiche dei servizi telematici attraverso la condivisione del proprio desktop con gli operatori del CCM, Skype per consentire agli utenti una conversazione telefonica via internet con gli operatori del CCM. Il secondo passo verso la totale digitalizzazione dei servizi offerti dall’Istituto ha avuto inizio con la determina del Comm. Straord. 216 del 5 luglio 2012 di approvazione del “Programma generale di informatizzazione delle comunicazioni con le imprese previsto dall’art.2, comma 3 del DPCM 22 luglio 2011”. Tale cronoprogramma ha preliminarmente previsto l’adozione della modalità informatica per gli adempimenti inerenti al rapporto assicurativo e solo successivamente per gli adempimenti relativi all’ambito delle prestazioni erogate dall’Istituto nei confronti degli assicurati. Segue in ordine cronologico l’emanazione della Circ. 43 del 14 settembre 2012, con la quale un ulteriore tranche di servizi, a partire dal 28 settembre 2012, è stata devoluta alla gestione attraverso il canale telematico. In data 31 ottobre 2012 è poi stata emanata la Circ. 59 che segna la data di entrata in vigore dell’esclusiva modalità telematica per l’istanza di esonero dalla denuncia di nuovo lavoro temporaneo e per la denuncia di iscrizione polizza speciale facchini. Come riportato nella Circ. n. 68 del 21 dicembre 2012, la telematizzazione ha investito con decorrenza

2 gennaio 2013 anche le domande di riduzione del tasso OT24 e OT20, nonché la richiesta di Durc. Il 27 giugno 2013 l’Inail ha emanato la circ. n. 34 relativa alla telematizzazione del settore prestazioni, in virtù della quale, a decorrere dal 1 luglio 2013 le denunce /comunicazioni di infortunio e di malattia professionale devono essere effettuare unicamente attraverso il canale

La pagina dei contatti sul sito Inail

informatico dell’Istituto. Recentissima è infine l’emanazione della circ. n. 3 del 2014 con la quale è stato stabilito che, a partire dal 17 gennaio 2014, le denunce e le comunicazioni per i ricorsi per oscillazione del tasso, le domande per la rettifica dell’inquadramento e della classificazione e la richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa laser del Libro unico del lavoro dovranno essere effettuate con modalità esclusivamente telematiche. Un ulteriore tassello del mosaico volto a facilitare i rapporti fra l’utenza e l’Inail è stato così inserito nel più ampio programma di telematizzazione dell’ Istituto, all’insegna altresì della Customer Satisfaction

1. “Comunicazioni con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’articolo 5-bis del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e s.m.i.”

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» di Eleonora Lopes - foto concesse da WantEat

Le eccellenze agroalimentari protagoniste al MotoGp “In Viaggio con WantEat” è un’iniziativa della dinamica società Wanit che offre la possibilità alle aziende abruzzesi di presentare i propri prodotti in uno dei contesti più emozionanti del mondo sportivo: il MotoGp

Un momento della conferenza stampa che ha presentato il progetto

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n’occasione molto ghiotta quella si presenta alle aziende agroalimentari abruzzesi: la giovane start up Wanit.it darà la possibilità alle imprese che aderiranno di partecipare al Paddock del Moto GP 2014. Come? Lo scopriamo subito. Il progetto dal nome “In viaggio con WantEat” ha l’obiettivo di promuovere il nostro splendido territorio ed i suoi prodotti all’interno dell’area hospitality delle 19 tappe del Moto Gp. L’iniziativa è ideata dalla giovane società abruzzese in collaborazione con il Centro

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estero delle Camere di Commercio abruzzesi e dal Polo di Innovazione Agire, con il patrocinio della Regione Abruzzo. “In viaggio con WantEat” è stato presentato con una conferenza stampa presso la Regione alla quale hanno preso parte: l’amministratore delegato e il direttore generale di Wanit.it, rispettivamente Marco Manzo e Nico Sacchini, Marta Edda Valente del Polo Agire, Sara Napoleone del Centro estero delle Camere di Commercio e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione. Il costo di partecipazione è di 1.500 euro. Il


focus

Centro estero e il Polo di innovazione hanno dichiarato che sosteranno le aziende che intendono aderire con un contributo economico, nello specifico il Polo erogherà 750 euro, il Centro estero 500 euro. “In viaggio con WantEat” prevede 19 tappe in 14 Paesi di tutto il mondo, in cui sarà allestito uno spazio per la preparazione e la degustazione dei prodotti direttamente all’interno dell’area riservata al hospitality, e dove sarà possibile presentare, incontrare e vendere prodotti ad importatori, buyer e broker. Gli chef di WantEat - primo sistema di social commerce italiano dedicato all’enogastronomia www.wanteat.it - organizzeranno cooking show ed eventi di degustazione e promozione utilizzando gli alimenti e le bevande delle aziende che aderiranno al progetto. Il personale del hospitality, inoltre, si prenderà cura di rappresentare le imprese per sfruttare al massimo le opportunità offerte dall’iniziativa “In Viaggio con WantEant”. «Vogliamo sostenere l’economia abruzzese, -ha detto Marco Manzo- difendere l’occupazione e promuovere la nostra regione. Rappresenteremo le eccellenze abruzzesi nel mondo. La trattativa curata da professionisti del settore, durerà tre giorni e siamo convinti che le nostre eccellenze otterranno risultati importanti». «Quando i giovanissimi talenti di Wanit.it –ha dichiarato l’assessore Castiglione- mi hanno presentato il progetto ho subito capito che questa sarebbe stata un’occasione unica per le nostre aziende e che, in particolare, il Polo Agire avrebbe potuto giocare un ruolo determinante nel coordinamento. Sarebbe impensabi-

Lo stand di Want Eat al Cheese 2013 a Bra

le, infatti, proporre la partecipazione ad una vetrina mondiale così importante alle singole aziende: è qui che viene fuori tutta la forza del fare rete. Per misurarsi con questi prestigiosi contesti internazionali ed avere un peso contrattuale maggiore è fondamentale fare squadra». «Non dimentichiamo - ha spiegato Nico Sacchini- che la regione Abruzzo sarà l’unica realtà presente al paddock del Moto GP 2014 con le proprie eccellenze agroalimentari, una vetrina unica ed esclusiva per le nostre aziende in un connubio vincente quale quello di sport e cibo». Numerose le aziende che hanno deciso di aderire, ma le adesioni sono ancora aperte, per info: support@wanteat.it

La App di Want Eat

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Perso in un labirinto di offerte?

Dagli inizi degli anni 2000 è iniziato un processo, tuttora in corso di liberalizzazioni nel settore delle pubbliche utilità. Le nuove aziende che si sono affacciate su questo mercato per proporre i loro servizi hanno reti di agenti ed agenzie che si occupano della promulgazione del loro marchio e della stipula contrattuale. Ma quali di loro offrono le condizioni più vantaggiose? Come capire quali sono i fornitori di servizi più adatti alle proprie esigenze? Capirlo è come trovare la via di uscita da un labirinto. Noi di Prince Group possiamo rispondere a queste domande per te, siamo in grado, grazie alla nostra esperienza, di studiare la soluzione ottimale per il risparmio di tutte quelle imprese che per mancanza di tempo o per paura di affrontare il cambiamento delle forniture non sanno quanto potrebbero risparmiare su energia, telefonia… con garanzia di assistenza post-vendita. Dalle fatture delle utenze noi possiamo trovare la strada giusta per uscire dal labitinto di offerte e far risparmiare davvero la tua impresa.

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focus » di Marcella Pace / foto concesse da Universal Caffè

Universal Caffè, 50 anni di torrefazione

Natascia Camiscia ripercorre la storia di successo di un caffè dall’aroma irresistibile

Uno dei momenti di formazione teorica della scuola della Universal Caffè

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asta aprire la porta a vetri della Universal Caffè per essere investiti da un irresistibile aroma che ti costringe ad assaggiare, nel curatissimo salottino-bar posto all’ingresso dell’azienda, almeno un espresso. Quell’aroma ti accompagna sino ai piani alti dell’azienda di Moscufo, dove si trova il luminoso ed elegante ufficio di Natascia Camiscia, la titolare di un’impresa dedita alla torrefazione del caffè, dalla storia cinquantennale. «La Universal Caffè nacque nel 1963 su iniziativa del mio papà, Raffaele Camiscia, che ebbe questa intuizione abbastanza insolita – racconta questa riservata imprenditrice che ripercorre con delicatezza la storia dell’azienda -. La sua era una famiglia modesta di contadini, che ebbe un primo approccio nel mondo del commercio con un’azienda alimentare. Mio padre ri-

mase affascinato dal prodotto caffè e così creò questa impresa che all’inizio era di piccolissime dimensioni. Avevamo lo stabilimento sotto casa. Di notte lui tostava e imbustava il caffè, che poi distribuiva di giorno nei bar della zona». La crescita di quest’azienda, dal nome premonitore, perché come spiega la stessa imprenditrice suo padre «era un sognatore e immaginava che il suo caffè avrebbe raggiunto tutto il mondo», non tarda ad arrivare e nel 1965 la Universal Caffè compie il primo salto significativo, trasferendosi nel primo vero stabilimento industriale, a Montesilvano. Ma solo cinque anni dopo, il fondatore Raffaele Camiscia scompare prematuramente. «E’ stato un momento molto difficile per la mia famiglia – ricorda Natascia Camiscia – . Io ero piccolina, ma la mia mamma, Irma, è stata bravissima a gestire l’impresa». Natascia affianca ben presto

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focus

sua madre in azienda e oggi ne è l’amministratrice. Nel 1999 inizia la costruzione dello stabilimento di Moscufo che dal 2000 ospita l’azienda, che distribuisce nel settore Horeca (alberghiero e della ristorazione) ed esporta i propri prodotti in oltre 25 paesi, dispone di macchinari all’avanguardia e conta in Italia oltre cinquanta dipendenti, tra diretti, impiegati all’interno dello stabilimento e indiretti, ossia tutta la rete di agenti di vendita. «Abbiamo scelto di non intraprendere la strada della grande distribuzione per mantenere degli standard elevati. La nostra filosofia è quella di lavorare su un prodotto di qualità, mantenendo una correttezza e un’onestà nei confronti dei nostri clienti. Ed è proprio l’affidabilità, la lealtà e la passione che mettiamo nel nostro lavoro che ci hanno premiato nel corso di questi anni, regalandoci continue soddisfazioni». «Noi siamo dei trasformatori – spiega ancora la titolare, entrando nel dettaglio della fase di produzione-. Il caffè è un prodotto della terra. Noi importiamo le nostre materie prime dal Centro-America, dall’Africa e negli ultimi tempi moltissimo anche dal Vietnam. Il segreto di ogni torrefazione è saper miscelare le varietà e tostare il caffè per far esprimere nel migliore dei modi il gusto, l’aroma, il profumo, senza rovinare la materia prima stessa». In questi 50 anni l’azienda si è affermata notevolmente non solo grazie ai continui investimenti per la modernizzazione degli impianti, ma anche grazie ad un grande impegno sociale. «Ho la fortuna di fare un lavoro che amo e desidero condividere questa fortuna con chi ha più bisogno. Per questo motivo ho sempre cercato di impegnare l’azienda in iniziative legate al sociale». Tra i progetti più significativi sposati dalla Universal Caffè si pone l’inaugurazione nel 2009, nell’ambito di una collaborazione avviata nel 2003 con “Trenta ore per la vita”, di una Casa-Alloggio per i pazienti del reparto di Onco-Ematologia pediatrica dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara, che consente ai genitori di non separarsi dai figli durante la loro degenza. Nell’ambito dello stesso progetto, “Il Caffè... per la Vita”, è stata anche finanziata una borsa di studio per una psicologa, in grado di offrire un supporto ai genitori e ai fratelli dei bimbi colpiti da queste dure malattie. L’azienda, inoltre, dal 2007 aderisce ai progetti equosolidali del circuito internazionale Fair Trade, destinati a sostenere le popolazioni che vivono nelle aree più svantaggiate del mondo. L’acquisto di caffè crudi Fair Trade consente di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle cooperative dei piccoli coltivatori e al finanziamento della costruzione di scuole per i loro figli. Ma è anche un altro l’aspetto che sta profondamente a cuore a questa eccellenza abruzzese. La Universal Caffè è infatti sede di una scuola legata al mondo del caffè ma anche del food and drink più generico, rivolto ai suoi clienti o a futuri baristi. Da oltre cinque anni, la

Lo stabilimento di torrefazione

La sede centrale nella zona industriale di Moscufo

sede di Moscufo ospita una serie di corsi, spesso gratuiti, tenuti da formatori interni o esterni all’azienda, che propongono un vero e proprio percorso per essere dei professionisti, formando non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche da quello della consulenza. E mentre nell’ambito della produzione, confessa la Camiscia, la Universal Caffè si prepara ad immettere sul mercato un «caffè con caratteristiche fuori dagli schemi, in quello della distribuzione cercheremo di rinforzare la nostra presenza nei mercati esteri, perché là fuori c’è un mondo affamato di Made in Italy»

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focus » di Marcella Pace / foto concesse da Cinquina

Cinquina, il sole d’Abruzzo Da oltre 30 anni, quest’azienda di Lanciano produce olio d’oliva e prodotti dal sapore mediterraneo

Uno dei titolari, Alessandro Cinquina

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ono più di trent’anni che la famiglia Cinquina porta il sole d’Abruzzo nelle case degli italiani e non solo. La storia di questa impresa a conduzione famigliare inizia nel 1982, quando Saverio Cinquina fonda un’azienda, alla quale dà il suo nome, che si occupa di produzione di olio, olive e tante sfiziosità dal sapore mediterraneo per consumare antipasti o pranzi veloci. A lui ben presto si affiancano i suoi quattro figli, Alessandro, Pasquale, Mario e Luciano, che curando ciascuno un settore ben definito, hanno contribuito all’ampliamento dell’azienda. Se Mario coordina la fase di produzione e Luciano quella degli acquisti, le vendite vengono gestite da Alessandro e Pasquale che si occupano rispettivamente del mercato italiano e di quello estero. Scegliendo accuratamente, con passione e dedizione, le olive migliori sulle colline frentane, ai piedi della Maiella, è nello stabilimento della zona industriale di Lanciano, che la famiglia Cinquina trasforma, unendo la tradizione alla tecnologia, le materie prime in gustosi prodotti dalla qualità certificata. «La storia della nostra famiglia, l’attenzione ad ogni momento della produzione e il monitoraggio di ogni singola fase di lavorazione, unita ad un’impiantistica moderna

Uno dei pratici packaging delle olive Cinquina

e all’avanguardia – specifica Alessandro Cinquina, uno dei quattro titolari – hanno rappresentato i punti di forza della nostra realtà. Siamo sempre profondamente attenti ai gusti del cliente, che cerchiamo di soddisfare of-

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focus

L’ultima campagna pubblicitaria dell’azienda frentana

Soledoro, l’olio extra vergine d’oliva Novello

frendo loro prodotti costantemente diversi da affiancadotti Cinquina, infatti, raggiungono tutta la penisola, re ai nostri prodotti di punta». Fiore all’occhiello della soprattutto il centro Nord, nella grande distribuzione, produzione Cinquina sono le olive, disponibili in varie e per un buon 60% dei nostri quantitativi anche gli qualità. Ma regine indiscusse della lavorazione di quest’azienda «La scelta di puntare molto sul mercato estero frentana sono le olive leccino. «Intere o denocciolate – spiega Alessi è dimostrata vincente. Soprattutto in questa fase sandro Cinquina – le olive leccino sono molto apprezzate nella cudi crisi economica. Se i consumi hanno subito un calo cina e rappresentano un’ottima nel mercato italiano, le piazze straniere si sono rivelate alternativa alle olive taggiasche della zona ligure». un ottimo investimento. Ecco perché continueremo Patè, verdure grigliate, capperi, la nostra espansione su questi mercati, ai quali carciofi alla contadina, pomodorini secchi, lupini, originali conben presto affiancheremo anche Cina ed Indonesia» dimenti per le bruschette e ovviamente olio e olive. Tutti i prodotti Stati Uniti, il Brasile, l’Australia e il Nord Europa. «La Cinquina vengono confezionati in un pratico packaging scelta di puntare molto sul mercato estero – spiega anche conserva integralmente la loro originale genuinità, cora Alessandro – si è dimostrata vincente. Soprattutto studiato per preservare i prodotti da aria, luce e caloin questa fase di crisi economica. Se i consumi hanno re, così da essere distribuiti e gustati in tutto il mondo. subito un calo nel mercato italiano, le piazze straniere si «Dal 2000, circa – ricorda Cinquina – abbiamo puntato sono rivelate un ottimo investimento. Ecco perché contimolto sul confezionamento. Il nostro obiettivo era prenueremo la nostra espansione su questi mercati, ai quali servare l’ottima qualità dei nostri prodotti, in modo da ben presto affiancheremo anche Cina ed Indonesia» permettere la loro distribuzione non solo in Italia». I pro-

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» di Denia Di Giacomo foto concesse da The Babbionz

Babbionz con Milonga Vintage

Non chiamatele babbione! Cosa succede se mescoliamo creatività, artigianato e grinta al femminile? Nascono le The Babbionz, un gruppo di ragazze pescaresi che hanno fatto di ferri e uncinetto il loro moderno mestiere

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n’idea originale, che si mescola al talento, alla voglia di fare e all’abilità manuale. Sono questi gli ingredienti delle Babbione, pardon, delle The Babbionz. Si sono date questo ironico nome le 4 ragazze pescaresi che hanno voluto dare nuovo lustro alle antiche lavorazioni imparate da bisnonne (crochet), nonne (ricamo) e mamme (tricot) diventando ferri/uncinetto-dipendenti. Loro sono: Valentina Natarelli, Jessica Basile, Giovanna Eliantonio e Claudia Ferri, quest’ultima motore dell’iniziativa, e le loro creazioni sono manufatti che raccolgono di tutto di più, dai gilet ai vestitini, dai cuscini alle mutande in un multiforme e multicolor insieme di lavori, che hanno in comune la rivisitazione moderna e ironica del nostro tradizionale artigianato.

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Ma queste moderne babbione non si sono messe in gioco solo per la semplice voglia di guadagnare qualcosa – di certo c’è anche quella – ma anche per portare avanti l’idea che l’artigiano può ancora regalare tanto, basta crederci. Ecco dunque nascere addirittura dei corsi/laboratori presso il loro studio a Pescara Portanuova ed ecco sbocciare addirittura articoli e menzioni da parte di Vanity Fair, Radio Dj o il Corriere. I loro prodotti si trovano soprattutto su internet, tra i portali più importanti c’è AlittleMarket.com, la community online dove sono iscritte oltre 100 le artigiane, designer e creative abruzzesi…dunque internet può davvero funzionare ed essere un ottimo veicolo anche per le buone cose di una volta… ma in chiave 2.0!


focus

Intervista a CLAUDIA FERRI delle The Babbionz

 Come e quando nasce la vostra idea? «Abbiamo iniziato con dei piccoli mercatini casalinghi, di lì sono nate la pagina Facebook (The Babbionz) e il sito bbbz.it, due nostri punti di riferimento. Nella nostra città abbiamo organizzato dei laboratori presso La Designeria; l’ingresso nel circuito hand-made nazionale è avvenuto dopo aver partecipato ad alcuni mercatini nel nord Italia, come Band Loch, Bugs Festival e Minni Market. Siamo anche negli e-commercedi A Little Market, Etsy e Buru-Buru ma anche presenti offline da Milonga Vintage a Pescara. Da circa un anno lavoriamo in un piccolo studio dove organizziamo dei laboratori sul tema dell’uncinetto, del ricamo e del cucito».  Quali erano e vostre precedenti occupazioni prima di diventare Babbionz? «Le occupazioni di prima erano anche quelle di adesso: fotografa, web designer, illustratrice, video editor. Il progetto Babbionz ci occupa solo una metà delle nostre giornate. Il tutto è nato da questa passione in comune e da lì è stata una reazione a catena che non si è mai arrestata. Noi ci consideriamo più come un

Le presine realizzate da The Babbionz

collettivo di creative piuttosto che socie di un’attività».  Vi sentite di poter affermare che è stata una buona idea imprenditoriale? «A tre anni dal debutto i riscontri sono stati eccellenti ma per quanto riguarda il successo imprenditoriale pensiamo che la strada sia ancora lunga. In un periodo di recessione crediamo ci siano degli ostacoli quasi insormontabili per chi voglia avviare un’attività. Faccio un esempio: quattro artigiane con partita IVA solo di INPS pagano un minimo di 3.347 euro annui a persona, per un totale di 13.388 euro, e questo anche se l’attività va male. E’ stato calcolato che la somma della pressione fiscale e contributiva, diretta e indiretta, per un artigiano sia quasi del 60%. Se poi sommiamo a questo gli studi di settore, è inevitabile che sia tanta la voglia di lasciar perdere tutto oppure di lavorare totalmente in nero. La maggior parte di noi, infatti, non riesce ad andare oltre la posizione di hobbysta».  Qual è stata la soddisfazione più grande e quali i progetti futuri? «La nostra grande soddisfazione è stata quella di aver intuito che ri-

scoprire il proprio territorio, le tradizioni e la qualità dei materiali può essere la chiave per salvare la piccola e media impresa italiana. A parte il successo personale la nostra speranza è quella di inserirci in un processo di rivalutazione della figura dell’artigiano. Crediamo che sia proprio da qui che possa ripartire una rinascita culturale ed economica del nostro paese: dalla valorizzazione della creatività giovanile, dalla riscoperta delle tradizioni locali, dal valore aggiunto della manodopera, caratteristiche apprezzate a livello unanime. Il nostro tentativo in questo senso è stato quello di svecchiare alcuni luoghi comuni legati alla vecchia concezione dell’artigianato, e dimostrare che tecniche antiche possano esprimersi con un linguaggio e dei contenuti estremamente all’avanguardia. Le nostre soddisfazioni non sono di essere uscite su Vanity Fair, Radio Dj o il Corriere, né quello di ricevere commesse dalla Francia o Stati Uniti, ma se una ragazzina delle scuole medie grazie a noi arriva a pensare che lavorare a maglia sia “cool” e non una cosa da vecchie zitelle, avremo raggiunto un piccolo traguardo»

Un quadretto “punto croce”

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focus » di Elena Prizzi

L’uomo dei sogni: Federico Fellini All’Aurum, una lezione speciale tenuta dal prof. Giovanbattista Benedicenti sul Maestro Fellini, il suo legame con l’Abruzzo e la sua collaborazione con Ennio Flaiano

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er i 94 anni dalla nascita del Maestro Fellini, all’Aurum, il prof. Giovanbattista Benedicenti ha dedicato il suo appuntamento culturale, sulle arti del ‘900, all’immaginifico regista italiano. Poliedrico rappresentante del cinema del ‘900 e dei cineasti che hanno fatto la storia, Fellini ha avuto un forte legame con la terra abruzzese, grazie alla corroborante collaborazione con Ennio Flaiano, sceneggiatore de La Strada, I Vitelloni, La Dolce vita e di 8 e ½. La potenza espressiva ed artistica di Fellini è stata dettagliatamente tratteggiata, dal prof. Benedicenti, in un’appassionata carrellata descrittiva delle numerose pellicole del cineasta. Federico Fellini giunto a Roma nel 1939, entrò in contatto con i maggiori esponenti del movimento culturale neorealista cinematografico, come Visconti, De Sica, Lattuada e Rossellini. Con quest’ultimo collaborò per le sceneggiature dei film Roma città Aperta (1945) e Paisà (1946), grazie al quale Fellini fece il suo primo lavoro dietro la macchina da presa. La prima vera regia di Fellini fu però Lo Sceicco Bianco (1952), parodia surreale di Rodolfo Valentino, magistralmente interpretato da Alberto Sordi e che vide Ennio Flaiano coautore della sceneggiatura. Come ha ricordato il prof. Giampiero Consoli -nel suo mirato intervento su I Vitelloni ed 8 e 1/2.- “il sodalizio professionale Fellini – Flaiano durò dal 1950 al 1965, e venne sottovalutato dai critici per importanza ed efficacia. Infatti il primo successo del regista riminese fu il film I Vitelloni (1953), sceneggiato da Flaiano. Lo stesso nome Vitelloni, trae origine dal dialetto pescarese u’ Vitellò”. “Vitelloni vengono chiamati, in qualche città di provincia, quei giovani di buona famiglia che passano la loro giornata nell’ozio più completo, tra il caffè, il biliardo, la passeggiata, gli inutili amori, i progetti vani. Brillano nei tre mesi della stagione balneare la cui attesa e i cui ricordi occupano tutto il resto dell’anno…” (F.Fellini).

I personaggi del film, in parte fittizi, rappresentarono un modo d’essere dei giovani della città di Pescara degli anni cinquanta, espressione della forte disoccupazione e del modo di porsi locale: “Uhè vitellò cum’a sti?”

Il prof. Benedicenti durante la lezione

Ennio Flaiano e Federico Fellini

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focus

Il prof. Consoli ha inoltre evidenziato come “anche il di Mezzo e vincitore del premio Oscar. film 8 e 1/2 sia intriso dell’impronta di Flaiano, dei Indimenticabili poi i film miliari come Le notti di Casuoi ricordi d’infanzia presso il collegio marchigiano di biria, La Dolce Vita, Boccaccio ’70, Clowns e Roma, monache nonchè per il neologismo da lui coniato: papadove Fellini rappresentò la catabasi della città eterna razzo. Il termine fu creato dallo scenografo osservando di quegli anni. Come contro altare di quella realtà in le vongole abruzzesi “le paparazze”; che impaurite si decadenza propose la speranza per il futuro e la prochiudono su se stesse come lo scatto di una macchina rompente vitalità femminile, incarnate dalla sensuale e fotografica”. rigogliosa bellezza di Anita Ekberg, memorabile inter8 e 1/2 nacque da un nebuloso progetto cinematografico prete di alcune di queste pellicole. dello stesso Fellini, che nel girarlo perse il filo condutGli ultimi capolavori felliniani, invece, furono i più intore del copione: tale stato mentale divenne proprio la trospettivi ed autocritici nei confronti del libertinismo trama del film. Questa pellicola divenne così trasognata, rappresentando l’infinita soggettività Un grande successo che ha unito ancora una volta Fellini della modernità, l’accettazione l’Abruzzo è stato La Strada (1954), girato di tutta l’umanità, con le sue peculiarità ed i suoi difetti. 8 e ½ a Rocca di Mezzo e vincitore del premio Oscar rappresentò l’apice dello stravolgimento del racconto, espressione di un flusso di coscienza in bilico tra un’opera aperta del tempo e del frastuono quotidiano, a favore di una alla Joyce e le maschere pirandelliane, poiché “con Felnecessaria ricerca del silenzio e della contemplazione lini -come ha sottolineato il Prof. Benedicenti- ciò che della natura. Ricordiamo Amarcord, Il Casanova, l’Inera impossibile nella vita, diventava possibile nei suoi tervista, dai tratti autobiografici, ed il suo ultimo lavoro film”. La voce della Luna, ritenuto il suo testamento artistico Un grande successo che ha unito ancora una volta Fellidall’epilogo emblematico: “se tutti facessimo un po’ di ni e l’Abruzzo è stato La Strada (1954), girato a Rocca silenzio qualcosa potremmo capire”

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Una scena del film La Strada girato a Rocca di Mezzo

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seminari & convegni » a cura della redazione

I relatori intervenuti al convegno

L’intervento di Rocco Micucci

La risposta alla crisi è l’aggregazione:

trasformiamo l’Abruzzo in una Smart Region Fare sistema per aumentare la propria competitività e uscire dalla crisi, è questo l’obiettivo del Polo Smart, emerso dal 1° Meeting dell’Energia, che si è tenuto presso il Museo La Civitella di Chieti

L’

incontro, organizzato dal nuovo Polo e coordinato dall’agenzia Virgolacom, ha approfondito le dinamiche legate al funzionamento dei poli di innovazione, al mercato e alla green economy. Ai saluti dell’assessore regionale all’agricoltura Mauro Febbo, dell’assessore alle Politiche energetiche della Provincia di Pescara Angelo D’Ottavio e di Gennaro Zecca, presidente della sezione Energia di Confindustria Chieti-Pescara, hanno fatto seguito la presentazione del rapporto 2013 “GreenItaly

– Nutrire il Futuro” da parte del direttore di Symbola, Domenico Sturabotti e gli interventi di alcuni rappresentanti di Poli di Innovazione già attivi per un utile scambio di esperienze: Loredana Torsello coordinatrice del Polo Energia Toscana “Pierre”, Mauro Zenobi presidente del Polo “Umbria Energia”, Giuseppe Cappiello, presidente del Polo “Ict Abruzzo” ed Ercole Cauti, direttore del Polo chimico-farmaceutico “Capitank”. «Siamo convinti che la migliore risposta alla crisi sia fare network – ha dichiarato il presidente del Polo Smart, Rocco Micucci

– per questo abbiamo costituito un sistema organizzativo di supporto al consolidamento innovativo delle imprese e al trasferimento delle tecnologie, radicato sui bisogni veri degli imprenditori. Abbiamo un potenziale straordinario – ha sottolineato Micucci - e se sapremo collaborare tutti, possiamo davvero trasformare l’Abruzzo in una Smart region, perché esiste un modello di sviluppo economico e sociale sostenibile, che fa leva sulla creatività e sui saperi e premia chi investe su conoscenze, capitale umano e innovazione»

IL POLO SMART Il Polo Smart, si è costituito nel luglio 2013, a seguito dell’aggiudicazione da parte della società consortile Smart della gestione del Polo di Innovazione – Dominio Energia, nell’ambito del POR FESR 2007/2013. Oggi aggrega 114 imprese che operano nel settore energia-ambiente e che rappresentano in maniera significativa il comparto energetico regionale, con un livello occupazionale di oltre 3500 dipendenti e un fatturato complessivo di circa 350 milioni, ma anche università e organismi di ricerca pubblici e privati.

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» a cura della redazione

Il tavolo dei relatori

Nimby, Abruzzo 5a regione italiana per numero di impianti contestati Giornata di studi all’Università degli Studi di Teramo con comunicatori, amministratori pubblici, manager, economisti, per valutare in che modo favorire la partecipazione delle comunità locali alla realizzazione delle infrastrutture

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li impianti per l’estrazione di idrocarburi al largo della costa teatina e teramana, la filovia che congiunge Montesilvano e Pescara, il metanodotto della Snam in Valle Peligna, l’elettrodotto di Terna che unirà Italia e Montenegro, la realizzazione di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, le centrali a biomasse. L’Abruzzo non è immune dalla sindrome di Nimby, l’opposizione a impianti, infrastrutture, opere pubbliche, che ha raggiunto soglie critiche anche nella nostra regione, al quinto posto tra le regioni italiane per numero di impianti contestati, come risulta dall’ultimo report dell’Osservatorio Nimby Forum (www.nimbyforum. it), promosso dall’associazione no

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profit Aris – Agenzia di Ricerche Informazione e Società. Secondo l’Osservatorio Nimby Forum, infatti, nel 2012 in Italia sono stati contestati 354 impianti, 27 dei quali in Abruzzo, pari al 7,4% degli impianti complessivi, un numero considerevole che costituisce la metà degli impianti contestati in Lombardia (54) e Veneto (52), e che fa il paio con quelli avversati in Toscana (38) ed Emilia Romagna (30). Le contestazioni in Italia riguardano molte tipologie di insediamenti industriali sul territorio, compresi gli impianti a fonti rinnovabili come le centrali a biomasse, che sono state in Abruzzo tra le opere più contestate nel 2012 e nel 2013. Al fenomeno del Nimby e alle stra-

tegie di comunicazione che devono essere pianificate quando si intende realizzare un’opera per dialogare con gli stakeholders, il corso di Comunicazione di crisi aziendale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Teramo e lo Spin off dell’Università di Teramo Cisrem, ha dedicato una giornata di studi, che si è svolta presso la facoltà di Scienze della Comunicazione nel Campus di Coste Sant’Agostino. Dopo i saluti del rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Luciano D’Amico, del vicepreside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Stefano Traini e di Stefano Cianciotta, docente di Comunicazione di crisi aziendale, la relazione introduttiva del presidente del Nimby Forum Alessandro Beulcke, che ha fatto


seminari & convegni

Stefano Cianciotta, docente di Comunicazione di crisi aziendale

focus su quanto sta accadendo in tema di Nimby in Abruzzo, Italia e Europa. A seguire si sono svolte due tavole rotonde, moderate dal direttore del quotidiano Il Centro, Mauro Tedeschini. Nella prima, dal titolo Dal modello inclusivo del Rab ai No Tav: il ruolo della comunicazione istituzionale, è stato analizzato il peso delle strategie di comunicazione per promuovere la partecipazione delle comunità locali. Ad illustrarle sono stati chiamati Claudio Urciuolo, il direttore Relazioni Esterne di Snam Rete Gas, Riccardo Finelli, capo Ufficio Stampa di Hera Spa, Nicola Di Tullio, responsabile Public Affairs Weber & Shandwick Italia e Giacomo Natali, strategic planner della società di Relazioni Pubbliche Segest. Weber & Shandwick Italia e Segest Spa sono le società di consulenza che stanno lavorando a fianco delle imprese di costruzioni che stanno realizzando la Tav in Piemonte e il gasdotto Tap in Puglia. Gli approfondimenti della seconda tavola rotonda hanno riguardato, invece, il caso della filiera degli idrocarburi in Abruzzo, con la par-

Nicola Di Tullio, responsabile Public Affairs Weber & Shandwick Italia

tecipazione dei rappresentanti delle categorie produttive favorevoli e contrarie ai nuovi insediamenti, come Paolo Primavera ed Enzo Giammarino, rispettivamente presidente regionale di Confindustria e direttore di Confesercenti Abruzzo, i docenti universitari Luciano Fratocchi e Angelo Cichelli, Mario Di Pietro, sindaco di Bellante, e Antonio Sorgi, direttore del Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo. «Le strategie di comunicazione –ha spiegato Stefano Cianciottadevono essere inserite all’interno del processo di realizzazione di un’opera fin dalle fasi preliminari

della progettazione. Le azioni di comunicazione per coinvolgere il territorio vengono sottovalutate soprattutto dalle imprese, che spesso intervengono solo quando la crisi è già in atto. Il quadro delle contestazioni in Abruzzo, con i fronti aperti degli idrocarburi, delle biomasse e dei termovalorizzatori, dà la misura della paralisi che attraversa tutta l’Italia. Una paralisi che le aziende, i lavoratori e le istituzioni non possono più permettersi e su cui è sempre più urgente intervenire, a partire dalla riforma dell’articolo V della Costituzione e dall’introduzione di meccanismi di autentico coinvolgimento dei territori»

Gli altri relatori intervenuti

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seminari & convegni » a cura della redazione

Da sinistra: Giammaria De Paulis, Antonella Ballone, Gianni Chiodi e Lara Comi

La sala affollata di Confindustria Teramo

Europa, occasione di crescita continua per l’Abruzzo I Giovani Imprenditori di Confindustria Teramo a confronto con l’europarlamentare Lara Comi e il governatore Gianni Chiodi: cogliere insieme le opportunità della Ue

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rima i suggerimenti sui Paesi insieme ai quali avviare progettidestinati ad avere «una corsia preferenziale» (Croazia, Polonia, Romania, Bulgaria e Austria), quindi i consigli sui programmi da tenere d’occhio per non farsi sfuggire le opportunità più interessanti (il Cosme sulla competitività delle aziende, l’Erasmus Plus per gli scambi di giovani tra imprese di diversa nazionalità e il Life, solo per citarne alcuni). L’europarlamentare Lara Comi – a soli trent’anni tra le più giovani esponenti dell’assise UE, a cui è approdata dopo essersi laureata con lode in Economia alla Bocconi e aver svolto alcune significative esperienze di lavoro come brand manager in varie aziende - ha parlato di cose concrete all’incontro organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Teramo. Nella sede dell’associazione degli industriali, affollatissima come lo è solo nelle grandi occasioni, si è

svolto infatti il terzo appuntamento di “Aperitivo con…”, la rassegna di incontri con alcuni tra i protagonisti del mondo economico e produttivo a livello locale e nazionale. «Dobbiamo lavorare tutti insieme – l’appello di Lara Comi alla platea – affinché l’Europa non sia più solo un’unione monetaria ma anche un’unione fiscale e politica. Se ci daremo delle scadenze precise avendo a mente questi obiettivi, riusciremo a vincere le prossime sfide che ci attendono». Impresa, Europa, giovani, economia, ma anche programmi e strategie per allontanare con coraggio e determinazione le ombre che ruotano intorno all’Abruzzo che, come emerge dall’ultimo rapporto sull’economia, conferma purtroppo una situazione di enorme difficoltà. Ospite dei Giovani Imprenditori, insieme alla Comi, anche il governatore Gianni Chiodi, il quale ha sottolineato i risultati ottenuti dall’Abruzzo: «È stato speso –ha ricordato – un miliardo

di euro di fondi europei in cinque anni, quelle europee sono state le sole risorse che abbiamo potuto utilizzare data la situazione del bilancio». «Abbiamo analizzato – ha spiegato a fine incontro il presidente del Gruppo GI di Teramo, Giammaria de Paulis, intervenuto insieme alla vice presidente Antonella Ballone – le opportunità che, tramite la prossima programmazione dei Fondi strutturali europei 2014-2020, potranno essere sicuramente colte e messe a disposizione del nostro territorio. Inoltre abbiamo preso accordi per una missione esplorativa a Bruxelles che vedrà protagoniste proprio le imprese teramane. Il nostro “Aperitivo con”, che vedrà prossimamente presenti anche altri esponenti del mondo politico, per esaminare punti di vista diversi, intende infatti favorire il dibattito sulle best practice e sulle idee, sale della crescita e dello sviluppo economico»

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eventi » di Laura Tinari / foto concesse dall’associazione “ROCCARASOè”

Un momento del convegn

Protezione civile, salvaguardia, ambiente Tre concetti strettamente legati e da leggere nella direzione di uno sviluppo dell’industria turistica locale, ma anche del valore della “cittadinanza attiva” proprio in vista della creazione di una associazione di volontari della Protezione civile nell’area di Roccaraso

«L’

ambiente, soprattutto la montagna abruzzese, è un volano per rimettere in moto l’economia e il mondo del lavoro duramente colpiti dalla crisi e dalle sbagliate scelte amministrative del passato», ha esordito così Alessandro Amicone, consigliere di minoranza del Comune di Roccaraso e promotore del convegno “Protezione Civile e Salvaguardia dell’Ambiente. La tutela del patrimonio ambientale come fonte di rilancio turistico-economico”, organizzato dall’associazione culturale ‘ROCCARASOè’ nella frazione di Pietransieri. Il convegno si è rivelato anche l’occasione per promuovere l’avvio dell’iter per la creazione della costituenda associazione di volontari della Protezione civile locale. All’evento hanno partecipato Francesca Aloisio, Legambiente Abruzzo, Antonella D’Orazio, consulente di progettazione e sviluppo territoriale, Gianfranco Giuliante, assessore regionale alla Protezione civile, Rita Salvatore, sociologa del turismo dell’Università di Teramo, Salvatore Santangelo, giornalista e saggista. A tenere le conclusioni è stato il senatore Altero Matteoli. «Nella serrata competizione tra territori, il vero “valore aggiunto” sta nella qualità degli amministratori locali e nella loro capacità progettuale» ha sottolineato Santangelo, a cui è spettato anche il compito di moderare l’incontro. «Questa nostra iniziativa - ha proseguito Amicone - ha come obiettivo scompaginare la comune mentalità che vede nell’ambiente un mezzo da sfruttare per produrre ricchezza personale

Il sen. Altero Matteoli rende omaggio alle vittime dell’Eccidio di Limmari

a scapito del bene comune, che al contrario va considerato come un patrimonio da valorizzare e tutelare. Questo è avvenuto anche a causa di politiche comunali passate più centrate su particolarismi e interessi personali, pertanto vigileremo attentamente per evitare che si ripetano eventuali speculazioni ai danni del territorio, soprattutto ora che l’attuale Amministrazione si accinge ad approvare il nuovo piano regolatore». Prima del convegno il Senatore Matteoli, accompagnato dall’Assessore Giuliante e dal consigliere Amicone, ha reso omaggio alle vittime dell’Eccidio di Limmari, deponendo una corona nel Sacrario di Pietransieri

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» a cura della redazione - foto concesse dalla CCIAA di Teramo

Tutti i premiati in una foto di gruppo

La camera di commercio di Teramo premia il coraggio degli imprenditori Grande partecipazione per l’edizione 2013 dei riconoscimenti alla “Fedeltà al lavoro e al Progresso economico” organizzata dalla CCIAA di Teramo. Tra i big premiati, Luciano Campitelli e Attilio, Marcello e Tiziana Di Sante

I

n un momento così delicato per l’economia provinciale, caratterizzato da incertezze e difficoltà competitive, la Camera di Commercio di Teramo, con l’edizione 2013 dei “Riconoscimenti alla Fedeltà al lavoro e al Progresso economico”, ha voluto testimoniare l’importanza che il lavoro dell’uomo e delle organizzazioni hanno nel definire le traiettorie di sviluppo dei sistemi economici locali. Nonostante le grandi trasformazioni che in questo lasso di tempo, hanno riguardato la società, l’economia ed il mondo del lavoro, gli evidenti significati simbolici di questa cerimonia sono rimasti inalterati. Ogni premiato, infatti, porta con sé un bagaglio prezioso di esperienze umane e professionali, frutto di un encomiabile e generoso impegno, che concorre a rendere più ricca la nostra comunità. Queste le motivazioni che spingono

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questo rilevante e storico premio. Soddisfatto per il successo dell’evento il presidente della CCIAA di Teramo Giustino Di Carlantonio: «La crisi economica in atto sta mettendo a dura prova il sistema imprenditoriale locale ed è proprio in questo momento storico così difficile, che la Camera di Commercio di Teramo premia i protagonisti del successo del nostro territorio, per gli sforzi ed i sacrifici compiuti nel far progredire le proprie imprese e con esse l’economia. I segnali di inversione del ciclo sono ancora troppo deboli per parlare di ripresa, però è sempre l’uomo, con la sua fantasia e la sua voglia di intraprendere, che potrà assecondare con i tempi giusti gli stimoli di ripresa provenienti dai mercati». In una sala gremita di persone, alla presenza di diverse auto-


eventi

La sala affollata della CCIAA di Teramo

La famiglia Di Sante al completo insieme a Luciano Campitelli

rità, sono stati consegnati i tanto ambiti riconoscimenti. Ecco i nomi dei premiati. Per la categoria dei dirigenti d’azienda è stato premiato Mauro Di Sabatino di Basciano, operante nel settore edilizio. Per la categoria lavoratori dipendenti i premiati sono stati Ferdinando Montecchia di Castellalto, responsabile vendita della Di Sante Mobili, Giuliano De Iuliis, Giovanni Tentarelli, responsabile di produzione della Torrefazione Adriatica, e Francesca Menaguale di Teramo, fra i responsabili dell’Unione degli industriali della provincia, Franco Pala di Tossicia, della società Conglomerati bituminosi Vomano di Oscar di Sabatino. Nella sezione imprenditori agricoli troviamo Davide Vicentini di Colledara, Urbano Amore di Basciano e Renato Gasparroni di Alba, responsabile della Cantine Torri. Fiorenzo Lombi di Tortoreto, tra i fondatori del Cogevo Abruzzo (Consorzio gestione vongolare), è stato premiato nel settore della pesca. Per la categoria industria, riconoscimenti sono andati a Silvestro Marcozzi di Giulianova, responsabile del settore del caffè, ed Ercole Fulminis di Roseto, della Plastica Vomano srl. Nella categoria commercio e turismo i premiati sono stati Gianni Scarfato, l’assessore Giacomo Agostinelli, Brunilde Bruni, Filomena Oronzio, Ezio Torelli, Roberto Bonavita, Francesco Carnessale, il libraio Antonio Topitti, tutti di Teramo; Claudio Ciarroni, Dante Di Salvatore, Tiziana Di Francesco e Luigi Ciabattoni di Giulianova, titolare di un negozio di elettrodomestici, Irene Zucchetti di Alba Adriatica, Vincenzo Gentili di Torricella Sicura, Gabriele Di Giannandrea di Campli, Luigi Di Giovannantonio di Castellalto, proprietario di uno dei più antichi mulini del teramano e Giancarlo Iannetti di Notaresco, titolare del campeggio Stella Maris di Cologna Spiaggia. Tra gli artigiani i premiati sono stati il barbiere Belfino D’Aviera di Castiglione Messer Raimondo, la corniciaia Annalucia Di Bartolomeo, il pasticciere Sabatino Flamminii ed il sarto Bruno

Di Martino di Teramo e Pasqualino Forti di Roseto, mentre gli agenti di commercio premiati sono stati Marco D’Ercole di Teramo e Michele Cataldo di Villa Rosa. Leonarda Alonzo di Giulianova e Giammaria De Paulis di Teramo, grande esperto del web, sono gli insigniti del settore terziario; tra le imprese il premio è andato a: A&G srl di Attilio e Marcello Di Sante e alla A.T.M. srl di Tiziana di Di Sante, figli del cav. Giandomenico Di Sante, patron di Di Sante Mobili e presidente della Banca dell’Adriatico, e ancora a Minervini snc di Montorio, ATM srl ed A&G di S. Nicolò, Creazioni Italia, Coltelleria Di Attanasio e Carla Vallone di Teramo, Biagio Iezzi e Fratelli Del Rocino di Pineto, Rosanna Di Febo di Basciano, il ristorante La tacchinella di Canzano e l’Hotel Zunica di Civitella. Nel corso della manifestazione è stato conferito un “Premio Speciale“, all’imprenditore Luciano Campitelli che, con opere concrete, ha dato un rilevante e significativo contributo al progresso civile, economico, sociale e sportivo della comunità provinciale, mentre Pasquale Pezzi è stato insignito per i 25 anni di attività all’interno della Camera di commercio

L’intervento del presidente della CCIAA di Teramo Giustino Di Carlantonio

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» di Eleonora Lopes

La nuova collezione Rodrigo allestita presso la Tenuta Di Sipio

La Rodrigo cambia veste Lo storico brand con il centauro è stato assorbito dalla new company Siac Fashion srl con a capo tre imprenditori abruzzesi

N

uova veste per la Rodrigo. L’azienda tessile di Chieti, nota per il suo brand “il centauro”, negli ultimi anni in gravi difficoltà, è stata assorbita dalla Siac Fashion srl. A capo della new company, l’amministratore unico Marco Merlino, suo zio Giuseppe Melino e Stefano Pierini. Dalla fine di luglio, infatti, è cominciato un avvicendamento societario che ha portato il marchio sotto la guida della Siac Fashion srl. La famiglia Merlino è già titolare della Montaliani di San Giovanni Teatino, storica azienda di camice su misura. «Siamo riusciti ad ottenere –ha spiegato Marco Merlino- il fitto d’azienda del ramo Rodrigo nell’ambito della procedura di concordato della società proprietaria I.A.C. (Industria Adriatica Confezioni), proprietà da cui attendiamo il trasferimento alla Siac con l’omologa del concordato». Innovazione, qualità, ricerca, ma senza trascurare il passato,

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questi gli elementi per rilanciare nel mondo il noto marchio abruzzese. Il nuovo progetto aziendale e la collezione Rodrigo 2014 sono stati presentati agli agenti e alla stampa presso la splendida Tenuta Di Sipio di Ripa Teatina. «Siamo molto soddisfatti di questa collezione, -ha commentato Paola Mucci, responsabile vendite Italia- che abbiamo intitolato “Il rinnovamento della tradizione”. Con l’avvicendamento societario che ha visto l’ingresso della Siac, il tempo per realizzare nuovi capi è stato davvero poco, ma siamo riusciti a fare un buon lavoro creando un interessante connubio tra le linee storiche e l’inserimento di elementi glamour e giovanili». Il capo di punta, hanno fatto sapere i nuovi titolari, resterà la camicia che rappresenta circa il 40% del fatturato, ma nulla verrà trascurato: la nuova collezione è dotata sia di capi basici che di articoli più fashion. «I nostri capi- ha continuato


eventi

Un momento della presentazione dei capi

Le note camicie a marchio Rodrigo

la Mucci- devono avere grande versatilità, la nostra clientela maschile va dal quarantenne al sessantenne “periodico” ma questa collezione intende aprire la strada ai più giovani, anche perchè c’è un elemento importante da non trascurare e cioè che la fascia di prezzo resterà pressoché invariata». «In merito alla produzione, -ha spiegato l’amministratore delegato- la nuova società ha lasciato inalterata l’organizzazione che c’era prima del nostro ingresso, sostituendo solo qualche fornitore esterno; ad oggi Siac si occupa della progettazione dei capi e affida ai fasonisti il confezionamento degli stessi, in aggiunta ci sarà il servizio “su misura” come la Montaliani. Attualmente abbiamo 48 impiegati, ma l’obbiettivo è sicuramente di crescere rafforzando soprattutto l’aspetto commerciale». Oggi la Rodrigo vanta sul territorio tre store monamarca a Chieti Scalo, San Benedetto del Tronto e Lanciano, quest’ultimo aperto lo scorso ottobre. È presente in tutta Italia con

altri dodici negozi monomarca a cui se ne aggiungeranno entro marzo altri quattro, due in Liguria e due in Sardegna. Inoltre rifornisce, tramite gli agenti, ben 250 negozi multibrand italiani. Ma l’obiettivo principale sono i mercati esteri, Rodrigo è già presente in Grecia e hanno da poco ricevuto la richiesta di apertura di un monobrand in Iran, a Tehran; inoltre da inizio anno la collezione è appena approdata negli USA, un mercato da sempre molto appetibile. «La prima forma di comunicazione –ha spiegato Stefano Pierini- sono gli store, sono loro che ci rappresentano in tutto il mondo, poi verranno le fiere, le riviste ed eventuali testimonial. Siamo orgogliosi di aver recuperato questo brand e del fatto che chi sta credendo ed investendo in questa realtà sia abruzzese, ma oggi tutta la nostra energia deve essere dirottata sul ramo commerciale per fidelizzare sempre di più la clientela»

L’incontro tra il nuovo management Rodrigo e gli agenti di commercio

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PERCORSI DI GUSTO, CULTURA, TURISMO E TRADIZIONE

a cura di Denia Di Giacomo

112 Tartufo: il fungo delle meraviglie

114 FUD esperimenti di gusto 107 109 119 125

117 La “potenza” degli alimenti invernali

Papille Traparentesi Francia: esempio e riflessione Abruzzo Cool

121 Il moderno surrealismo


PAPILLE

L’ARTE DEL CIBO È SEMPRE PIù IN VOGA

» di Denia Di Giacomo

“Non c’è amore più sincero di quello per il cibo” (George Bernard Shaw)

L’

enogastronomia abruzzese sembra stia superando quella sorta di complesso di inferiorità che da molti anni ormai ne faceva il fanalino di coda nel panorama nazionale. Non per mancanza di potenzialità, che anzi ci sono sempre state riconosciute, ma piuttosto per la mancanza di una lungimirante programmazione di marketing territoriale, in un mondo in cui purtroppo valgono più le parole in vetrina che la sostanza dei fatti. Ma sembra quasi che tutto questo stia finendo, e lo si può intuire da tanti piccoli sentori come ad esempio quello sprigionato dai tartufi. Il profumatissimo fungo che molti adorano ma che in pochi si possono permettere, fino a non molti anni fa andava a riempire il “paniere” delle altre regioni, che spacciavano molti dei nostri tartufi per i loro. Oggi, nonostante questo avvenga ancora

per pure opportunità commerciali, sembra che la questione si stia evolvendo e che finalmente l’Italia intera ci riconosca come una delle regioni più ricche nella produzione e raccolta di tartufi. A tal proposito abbiamo intervistato Marco Marinucci, titolare di L’Aquila Tartufi, impegnata nel settore da trent’anni. E restiamo sempre nell’ambito del cibo parlando di una originale iniziativa “Fud”. Si tratta di un’associazione fondata dai giovani Francesco Cinapri, il presidente e dalla sua compagna Annalisa Colangeli, vicepresidente, che porta con sé l’ambito intento di rendere il cibo e il rito del mangiare un vero e proprio momento di arricchimento culturale. Fud vuole diventare un laboratorio di cucina, dove proporre corsi, incontri, dibattiti e soprattutto dove conoscere a fondo quello che la cucina può regalare anche grazie alla spiegazione delle ricette passo dopo passo da parte degli chef. «L’intento di Fud è quello di mettere in piedi dei veri laboratori culturali in cui lo scambio di idee, basato su punti di vista diversi, possa incontrarsi e dare vita ad un nuovo modo di vi­vere il cibo, abbandonando l’accezione semplicistica di “mangiare” e facendo nascere una nuova prospettiva: “pensare, studiare, amare, produrre, curare, gustare mangiare e condividere”»,

queste le parole di Francesco. E dal cibo al vino il passo è molto breve, ecco perché vi proponiamo, seppur brevemente, la lunga storia della cantina San Lorenzo di Castilenti. 150 ettari disposti in un unico appezzamento su tre splendidi crinali collinari, una storia famigliare impegnata nella vitivinicoltura dal 1890, vini che rappresentano la nostra migliore tradizione, ma sempre accompagnati dalla freschezza di un’idea originale, questo è San Lorenzo. Ovviamente non possono mancare i nostri cari collaboratori con le loro squisite rubriche, partendo dal nutrizionista Pietro Campanaro, che in questo numero ci parla delle qualità dei cibi invernali, ricchissimi di molte vitamine essenziali per farci superare indenni questi mesi d’inverno che ancora ci attendono. Si passa poi alle lucide analisi del Maestro sommelier Nicola Boschetti che prende spunto dalla Francia per raccontarci di come spesso una politica attenta e una collaborazione tra produttori potrebbe risollevare le sorti delle piccole imprese in difficoltà. Non può mancare la sezione dedicata all’arte con la signora Anna Cutilli di Silvestre che ci farà sognare in un viaggio nell’arte di Luciano Lupoletti, un moderno surrealista dalle straordinarie doti espressive

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Cuore nobile.

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In ogni bottiglia di vino è racchiuso il cuore più nobile della terra d’Abruzzo, che le sapienti mani dei nostri viticoltori hanno saputo coltivare con tradizione e passione, per arrivare a produrre “Orsetto Oro” una linea di vini dal gusto moderno ed elegante, riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

Casal Thaulero | Ortona (Abruzzo) Italy


TRAPARENTESI

SPETTACOLO

“UN MEDICO IN FAMIGLIA” SULLA MAIELLA Lo scorso 9 gennaio le riprese di “Un medico in Famiglia” (ed. 2014) sono partite in una stupenda location abruzzese: gli impianti di “Majelletta we” (ex Mamma Rosa). Infatti per un episodio della nona serie della celebre fiction Rai, i cui due attori protagonisti sono Flavio Parenti (Lorenzo Martini, nipote di nonno Libero) e Valentina Corti (Sara Levi, sorella di Marco) che vivranno la storia d’amore principale della serie, è stato scelta l’area di Majelletta we come set per la bellissima posizione geografica ed il panorama unico: dalla montagna al mare. Questo testimonia il fascino e l’attrattività delle risorse regionali, puntate da non perdere dunque!

CONCORSI

Contest “La carta dei vini d’Abruzzo”

Sono Maria Grazia Di Foglio, di Vasto, e Achille Splendore, di Milano, i vincitori della prima edizione del contest “La carta dei vini d’Abruzzo” che si è conclusa a Pescara. La commissione del concorso giornalistico indetto dal quotidiano d’Abruzzo “Il Centro” in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, il Consorzio di Tutela Colline Teramane e il Movimento Turismo del Vino d’Abruzzo, ha scelto, tra le decine di racconti pervenuti, uno di un concorrente abruzzese e di uno di fuori regione. L’obiettivo è individuare come i vini abruzzesi siano valorizzati nelle carte dei vini dei ristoranti in Abruzzo e in Italia. Maria Grazia Di Foglio e, per conto di Achille Splendore, Alessandro Leardi, hanno ritirato un “assegno” pari a 112 mila e 500 millilitri di vino doc abruzzese, che sarà tradotto in 150 bottiglie in dono.

EVENTI

Artintype: tra tradizione e innovazione

Lo scorso 11 gennaio, presso l’Hotel Calabresi di San Benedetto del Tronto si è svolta la presentazione del Calendario 2014 dalle Grafiche Martintype, un’iniziativa che rientra nel Progetto Artintype, giunto ormai alla sua X Edizione, attraverso il quale l’azienda di Colonnella genera quella sinergia tra privato e pubblico, tra imprese e scuole necessaria per rilanciare e favorire la rinascita del nostro paese. Quest’anno per la X Edizione del Progetto Artintype è stata messa in luce l’Accademia delle Belle Arti di Carrara, riconosciuta come una delle scuole più prestigiose e rappresentative d’Italia per quanto riguarda la scultura e le arti visive. Anna Cirillo, Federico Falleni, Sofia Rondelli e Giorgio Tomasi sono i quattro giovani allievi selezionati e le loro opere sono state riprodotte mese dopo mese nelle pagine del Calendario, toccando poetiche e tematiche che non lasciano certo indifferenti.

Oltre 800 libri si aggiungono alla libreria di Chirurgia pediatrica

SOLIDARIETA’

L’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica dell’ospedale Spirito Santo di Pescara ha altri 800 libri (e più) per i bambini ricoverati, libri raccolti durante l’undicesimo Festival delle Letterature dell’Adriatico, che si è svolto a Pescara a novembre 2013. Adesso sono circa 1300 i libri di narrativa per l’infanzia e l’adolescenza a disposizione dei piccoli degenti di Chirurgia pediatrica. Vanno ad aggiungersi a quelli già contenuti nella Piccola Biblioteca Solidale, allestita lo scorso luglio nel corridoio dietro volontà del Festival in partnership con l’azienda Marifarma per l’iniziativa “Chi dona un libro regala un sorriso”. Al momento della consegna, effettuata stamane dai Volontari del Festival, erano presenti il direttore artistico del Festival Vincenzo D’Aquino, il fondatore del Festival Giovanni Di Iacovo, il direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica Pierluigi Lelli Chiesa con parte del suo staff, e le maestre della scuola in ospedale operanti nel reparto.

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GASTRONOMIA

È ABRUZZESE IL CAMPIONE ITALIANO DI PASTICCERIA

È Emmanuele Forcone, 30 anni, di San Valentino e operante a Vasto, il nuovo campione italiano di pasticceria seniores, proclamato al SIGEP 2014 di Rimini con i patrocini dell’Accademia Maestri Pasticceri, Conpait e Relais Dessert. Come si legge nella nota stampa, “Maestro nell’utilizzo di zucchero, creme e cioccolato, Forcone è sicuramente uno dei talenti più splendenti della pasticceria italiana. Pur così giovane, ha già maturato diverse esperienze all’estero ed in particolare in Australia, dove sta ottenendo un grande successo”. vIl campionato aveva anche l’obiettivo di selezionare la squadra che rappresenterà l’Italia alla Coupe du monde della Patisserie in programma a Lione nel 2015. Oltre a Emmanuele Forcone (zucchero), a Lione ci saranno anche il 24enne salernitano Francesco Boccia per la prova cioccolato e, da Ciampino (Roma), Fabrizio Donatone per la prova ghiaccio. Un premio della Stampa è stato assegnato a Riccardo De Petris. Un altro bel successo abruzzese è il secondo posto conquistato dalla squadra italiana capitanata dal gelatiere aquilano Stefano Biasini alla Coppa del mondo della Gelateria!

TERRITORIO POLO DELLA BIRRA, COMUNE DI SPOLTORE E BIRRABRUZZO FIRMANO L’INTESA Un protocollo d’intesa per dar vita al Polo della Birra è stato stipulato tra il Comune di Spoltore e l’associazione “BirrAbruzzo”, presieduta da Marco Leardi. Con l’accordo, le parti firmatarie si impegneranno a organizzare seminari birro-gastronomici e un Festival nel centro storico della città. L’Amministrazione comunale si occuperà del coordinamento delle iniziative e promuoverà il Festival, inteso come un contenitore di eventi culturali e ricreativi, incentrati sulla produzione della birra, sulle tradizioni e sul mondo della cucina ad essa connesso. L’associazione, dal canto suo, dovrà supportare il Comune nella definizione delle azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi; si occuperà della parte organizzativa e gestionale degli eventi e di tutti gli aspetti inerenti la progettazione e lo svolgimento delle serate. «Il progetto - ha affermato il sindaco Luciano Di Lorito - si pone l’obiettivo di caratterizzare la città di Spoltore per la produzione di birra artigianale di qualità e di valorizzare questa eccellenza, per far ripartire l’economia e attuare una efficace promozione turistica del territorio». «Prima di essere imprenditori siamo dei grandi appassionati ed è per questo che abbiamo deciso di avviare questo percorso – ha aggiunto Leardi -. Credo che lavorando bene insieme riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi». Alla firma erano presenti oltre al sindaco e al birraio, l’assessore alle Attività Produttive Chiara Trulli e i titolari degli altri birrifici spoltoresi, Jurij Ferri (Almond 22) e Arrigo De Simone (Desmond).

EVENTI

A te Pumpa me ad Alfedena “A te Pumpa me”, un Antico rito propiziatorio che risale all’epoca dei sanniti per allontanare l’inverno e favorire l’arrivo dell’estate, si terrà il 28 febbraio ad Alfedena e sarà un evento allietato da numerosi gruppi di ragazzi che percorreranno le vie del paese rumoreggiando con i campanacci per scacciare l’inverno ed invocare la primavera. Un modo molto carino per vivere in allegria gli ultimi giorni dell’inverno.

ARTE ORAFA

In Belgio pulsa il Cuore di Pietransieri Una grande vetrina per le eccellenze abruzzesi. Ecco il resoconto di una settimana memorabile per l’agenzia Eventury di Mariangela Nerone in terra fiamminga. Il nuovo gioiello che racconta la storia locale viene da Pietransieri. Lo ha creato il Maestro d’Arte Orafa Franco Coccopalmeri, ormai avvezzo a progetti che esaltano le località dall’alto valore storico. Dopo la Pulsatilla di Roccaraso e lo Sgarbizio di Castel di Sangro, gioiello simbolo del Comune sangrino, arriva ora l’opera che riscopre la storia di Pietransieri: un cuore che già era presente nello stemma della località abruzzese ai tempi di quando era Comune, come ricorda l’ingegner Maurizio Di Padova, principale promotore dell’iniziativa. Vivi apprezzamenti sono stati espressi dall’ambasciatore italiano in Belgio, Alfredo Bastianelli. La presentazione ufficiale del gioiello è avvenuta nei pressi di Bruxelles, alla presenza dell’amministrazione comunale di Nivelles, a testimoniare l’interesse del Benelux nei

confronti dell’Abruzzo.

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TRAPARENTESI

EVENTI

IL CACIOTORNEO A MAGLIANO DEI MARSI Dallo scorso 6 gennaio fino al 4 marzo a Magliano dei Marsi c’è il caciotorneo. Il cacio torneo è tra le manifestazioni folcloristiche maglianesi di maggior rilevanza. Si tratta di un antichissimo gioco a squadre con pezze di formaggio pecorino stagionato che devono attraversare la circonvallazione del paese seguendo regole ben precise di un vero e proprio torneo. Quasi due mesi di gare molto partecipate fino ad arrivare alla serata finale con l’ambita premiazione. INFO: 0863.516201

ARTE

MutaForma: la Prima Biennale di Arte Giovane Abruzzese

Dall’9 marzo al 13 aprile, presso il Museo Michetti Mu.Mi. di Francavilla al Mare, sarà la volta di MutaForma, la prima biennale di Arte contemporanea dedicata ai giovani abruzzesi. Lo scopo è presentare 22 artisti abruzzesi, con un occhio attento ai giovani talenti, collocandoli in un dialogo aperto e costante alle nuove tecnologie. Undici giovani artisti abruzzesi interagiranno in coppia con altrettante personalità più grandi e affermate, residenti fuori regione, che contribuiranno ad affinare la loro conoscenza con gli usi di linguaggi differenti. Pittura, architettura, scultura, robotica, netart, teatro biomeccanico, sound engineering e lighting design, saranno alcuni degli elementi che racconteranno un percorso d’interazione, concepito in strutture articolate, in movimento e contaminazione, disposte a rinnovare paesaggi visivi e sensoriali. L’evento è voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Francavilla al Mare, in collaborazione con Communite srl e A.c. Contemporary, a cura di Lucia Zappacosta.

EVENTI

Te cumpà me Dal 26 al 28 febbraio a Scontrone si svolgerà la manifestazione “Te cumpà me”, un evento quasi spontaneo che ogni anno si rinnova con gruppi di pupazzi muniti di corni e campanelli che quasi in una sorta di rito propiziatorio festeggiano l’imminente arrivo della primavera. La manifestazione è dedicata alla Dea Pomona, divinità italica della campagna nonché protettrice di giardini e frutteti. Al termine dell’evento vengono bruciati i pupazzi e si degustano piatti tipici e vin brulè.

TEATRO

A CITTà SANT’ANGELO VINCE IL TEATRO

Molto interessante la stagione teatrale promossa dal Teatro Immediato di Pescara presso il Teatro Comunale di Città Sant’Angelo. Tra i prossimi spettacoli ci sono 3 eventi che rientrano nell’iniziativa “I classici all’ora del the”, ovvero grandi opere della letteratura d’ogni tempo che vengono rilette ripercorrendo contemporaneamente la storia narrata dall’opera e alcune vicende biografiche dell’autore, il tutto contornato da the e pasticcini alle ore 17.30. I tre eventi in programma sono: il 2 marzo La dannazione creativa - Storia di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe; il 23 marzo Il baule smarrito - Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar e per ultimo il 30 marzo La condanna- Lo straniero di Albert Camus. La stagione si chiude l’11 aprile con Tana per me e libera tutti con la regia di Sandro Cianci della storica compagnia abruzzese del Piccolo Teatro del ME-TI. Ma uno spazio c’è anche per i più piccoli con gli spettacoli a cura de L’Uovo che si tengono alle ore 17.

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TARTUFO: IL FUNGO

DELLE MERAVIGLIE Tutti lo osannano ma pochi se lo possono permettere. L’Abruzzo ne è ricco ma solo da pochi anni i nostri tartufi si stanno facendo conoscere agli occhi dei consumatori. Abbiamo intervistato il titolare di un’azienda aquilana che li lavora da ben trent’anni » di Denia Di Giacomo / foto concesse da L’Aquila Tartufi

I

l Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche lo utilizzò come mezzo diplomatico, mentre Gioacchino Rossini lo definì “Il Mozart dei funghi”, lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività e Alexandre Dumas lo chiamò il Sancta Santorum della tavola… in tantissimi lo hanno osannato, ma soprattutto gustato e questo sin dai tempi più antichi (Sumeri,Egizi, Greci e Romani già ne parlavano). È il tartufo, il prezioso fungo a forma di tubero che vive sotto terra e di cui la nostra regione è molto ricco. Questo profumato prodotto è diventato famoso soprattutto intorno agli anni ‘50, quando un albergatore e ristoratore di Alba intuì la possibilità di renderlo oggetto di culto a livello internazionale dandogli un nome “Tartufo d’Alba” e regalandolo ogni anno a noti personaggi internazionali. I tartufi d’Abruzzo hanno invece una storia differente, infatti per molti anni la nostra terra è stata quasi esclusivamente oggetto di conquista di raccoglitori di tartufi provenienti da fuori regione, ma solo negli ultimi 30 anni è cresciuta la consapevolezza delle grandi potenzialità del nostro territorio, questo soprattutto da parte di coloro che vivono nelle zone particolarmente vocate alla raccolta del tartufo, con la conseguenza di un considerevole incremento del numero dei raccoglitori locali (oggi stimato in diverse migliaia) e alla nascita di varie attività imprenditoriali legate al commercio, alla trasformazione e alla vendita delle produzioni tipiche. Naturalmente una parte consistente della nostra produzione regionale va ancora a rimpinguare i mercati di altre regioni italiane, ma lentamente la notorietà dei

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» I tartufi bianchi nostri prodotti si fa sempre più vasta e anche il tartufo abruzzese sta conquistando una propria identità agli occhi dei consumatori, un po’ come è accaduto per il nostro Montepulciano, prima utilizzato come vino da taglio e ora ben noto in tutto il mondo. Sono numerose le aree tartufigene presenti nella nostra regione e in ognuna di esse si trovano differenti tipologie di tartufo, ad esempio i tartufi neri si trovano in abbondanza in provincia de L’Aquila, si parte da Sud della Val Roveto passando sugli altopiani della Marsica compresa la zona del Fucino, la Conca dell’Aquila sino alle pendici del Gran Sasso. Altre zone tartufigene sono la Conca di Capestrano, la Valle Peligna e l’Altopiano dei Navelli. Molto importante è la produzione di tartufo bianco pregiato della Val di Sangro dal comune di Castel di Sangro a scendere lungo i corsi dei fiumi Sangro e Trigno toccando i comuni di Rosello, Borrello, Pizzoferrato, Quadri, Torrebruna, Carunchio, questi ultimi in provincia di Chieti e sempre in questa provincia per i tartufi neri troviamo Casoli, Guardiagrele, Fara San Martino e Lama dei Peligni. In provincia di Pescara si raccolgono diversi tipi di tartufo; ricordiamo le zone lungo il fiume Pescara partendo da Popoli e Bussi sul Tirino fino ad arrivare a tutte le zone collinari. I centri più importanti sono Loreto Aprutino, Penne. Infine anche la Provincia di Teramo è una importante realtà tartufigena poiché si raccoglie in quasi tutto il territorio. Oggi esistono numerose realtà imprenditoriali dedicate al prezioso tubero, noi abbiamo intervistato Marco Marinucci, titolare di “L’Aquila Tartufi” di Colle di Sassa, che vanta un’esperienza ventennale nella raccolta e lavorazione dei tartufi.


STORIE & SAPORI

» Marco Marinucci, titolare de L’Aquila Tartufi

» Il pregiato tartufo nero

Intervista a Marco Marinucci, titolare di L’Aquila Tartufi Srl

Qual è l’origine del vostro business? «Tutto è cominciato 30 anni fa, quando papà Franco decise di impiantare una tartufaia nei terreni di Colle di Sassa, piccolo paese dell’entroterra aquilano, dove la terra sabbiosa e il clima mite estivo e rigido invernale offrono un posto ideale per lo sviluppo di un frutto speciale e molto esigente, il “Tuber Melanosporum Vitt.”, più comunemente noto come “tartufo nero pregiato”, il più prelibato e stimato dei tartufi neri. L’Aquila Tartufi nasce dal connubio di 20 anni di esperienza nel settore della conservazione alimentare e dalla spiccata passione per la tartuficoltura in terra abruzzese. Utilizzando prodotti di prima scelta e metodi produttivi studiati per ottenere risultati di alta qualità, siamo riusciti a conquistarci un posto di primaria importanza nel campo della ristorazione». Qual è il vostro mercato di riferimento? «Per il momento i mercati principali sono l’Italia per il prodotto conservato, l’Inghilterra, la Francia e l’Australia per il prodotto fresco, in prevalenza tartufo uncinato, nero pregiato aquilano e tartufo bianco

pregiato». Quali sono le principali lavorazioni cui viene sottoposto un tartufo dopo la sua raccolta? «La prima cosa è la selezione per pezzatura, forma e maturazione, dopodiché a seconda degli ordini i tartufi vengono indirizzati e smistati. Il tartufo venduto fresco viene lavato, messo sottovuoto in apposite buste con ghiaccio secco e spedito, e grazie a validi corrieri in 24 ore consegniamo in tutta Europa, mentre per i paesi extra europei e per l’Australia occorrono circa 72 ore per la consegna. Quest’ultimo paese è senza dubbio uno dei più ostici e difficili da penetrare, basta pensare che i tartufi vengono controllati alla dogana uno ad uno al microscopio prima di farli entrare, fortunatamente grazie alla selezione accurata non ci è mai stata fatta obiezione. Per quanto riguarda la lavorazione i tartufi vengono lavati, tritati o fatti a fettine a seconda della lavorazione, preparati in salse, creme o carpacci, invasettati, sterilizzati in autoclave e successivamente etichettati e immagazzinati». Dove raccogliete i vostri tartufi e di che tipologie sono? «Per quanto riguarda i tartufi neri

utilizziamo solo quelli Aquilani, anche perché ce ne sono in abbondanza, basta pensare che le regioni limitrofe per anni hanno utilizzato questo prodotto appropriandosene ingiustamente, il cosiddetto “tartufo nero di Norcia” (tartufo nero pregiato) famoso in tutto il mondo, è per la maggior parte coltivato e prodotto nella nostra provincia, ma venduto con un altro nome. Mentre per quanto riguarda i tartufi bianchi ci spingiamo con la raccolta verso la valle roveto, e comunque sempre nella provincia aquilana». Come si collocano nel panorama nazionale i tartufi abruzzesi? «L’Abruzzo è la seconda regione italiana per quantitativo prodotto, ma mi duole dire che è una delle ultime nelle vendite per euro/kg venduto, questo è dovuto alla mancanza di appoggio da parte delle istituzioni per la valorizzazione di questo prodotto, a tal proposito insieme all’associazione ATAR Associazione tartufai Aquilani “il Raspino”, si sta cercando di organizzare una fiera del tartufo nero pregiato proprio a L’Aquila, per cercare di dare il giusto valore a questo diamante cha la terra ci ha offerto»

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FUD ESPERIMENTI DI GUSTO Nasce l’Associazione Enogastronomica “Fud” Espressioni di gusto. A guidare il primo vero Cooking Lab in Abruzzo, i giovanissimi Francesco Cinapri e Annalisa Colangeli » di Eleonora Lopes / foto concesse da Francesco Cinapri

» Un momento della serata in cui è stato protagonista lo giovane chef Nicola Fossaceca

N

on è un ristorante e neppure la solita associazione di enogastronomia, ma è un laboratorio fondato con l’intento di comunicare il cibo, questo è “Fud”. La passione per il buon cibo e la buona tavola, la delirante attrazione per tutto ciò che è convivio, sono gli ingredienti segreti alla base di questo nuovo progetto ideato dal vulcanico Francesco Cinapri fondatore e presidente dell’associazione e da Annalisa Colangeli (vicepresidente) sua compagna di vita e di lavoro. Dallo scorso ottobre, nello Spazio BR1 a Montesilvano Colle, Fud organizza eventi capaci di mettere in comunicazione i professionisti della ristorazione con i semplici appassionati mediante l’organizzazione di cooking show. «Fud nasce con l’idea di fondare –ci spiega Cinapri- il primo vero “Cooking Lab” in Abruzzo, ovvero un luogo in cui la passione, la professionalità e la voglia di interagire sono poste sullo stesso piano abbattendo quelle che sono le barriere che si hanno in un classico ristorante. L’intento di Fud è quello di mettere in piedi dei veri laboratori culturali in cui lo scambio di idee, basato su punti di vista diversi, possa incontrarsi e dare vita ad un nuovo modo di vi­vere il cibo, abbandonando l’accezione semplicistica di “mangiare” e facendo nascere una nuova prospettiva: “pensare, studiare, amare, produrre, curare, gustare mangiare e condividere”». 34 anni, direttore creativo dell’agenzia di comunicazione Creo Advertising, Francesco Cinapri, non è un cuoco professionista, ma un grande appassionato di questo mondo.

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» Insalata di mare e granita di finocchio «Tutto è iniziato –racconta il giovane creativo- con un semplice blog di cucina, “CucinaMente”, sul quale pubblicavo foto delle mie ricette sperimentate in seguito a diversi viaggi in giro per l’Italia e all’estero». Poi arriva per Francesco la partecipazione alla trasmissione “La prova del cuoco” su Rai1. Nel periodo del sisma cucina in Spagna per una cena di beneficenza per i terremotati, insieme allo chef Luca Mastromattei. E ancora lo scorso anno partecipa con Annalisa al Cooking Race del Cafè Les Paillotes. Lo scorso anno hanno cucinato per i fornelli di Fud gli chef 1 stella Michelin: Mar­cello Spadone del ristorante “La Bandiera” e Nicola Fossaceca del ristorante “Al Metrò”. Il 2014 darà spazio a chef abruzzesi emergenti, si parte con: Cristian Di Tillio de “Il ritrovo d’Abruzzo di Civitella Casanova”; Cinzia Mancini de “La bottega culinaria Biologica di San Vito”; Guido Angelucci della “Vineria Ciavolich di Miglianico”; Sabatino Lattanzi di “Zunica 1880” di Civitella Del Tronto; Emanuela Tommolini dell’osteria “Esprì”


STORIE & SAPORI

» Francesco Cinapri e Annalisa Colangeli

“Fud è ill primo vero “Cooking Lab”

portale di informazione in collabodi Colonnella e Mario Ciano di “Ninì” in Abruzzo, ovvero un luogo in cui razione con Circle Studio, giovane Montesilvano. la passione, la professionalità e la studio di Pescara che seguirà tutto «L’obiettivo di Fud è quello di affervoglia di interagire sono poste sullo l’operato di Fud, un portale interatmarsi –continua Francesco- in modo stesso piano abbattendo quelle che tivo nel quale chiunque potrà coninusuale nel mondo dell’enogastrosono le barriere che si hanno in un dividere e proporre le proprie idee nomia “artistica”. Fud non è, e non classico ristorante” che verranno accolte e organizzate sarà mai un ristorante, ma è un condall’associazione. cetto nuovo di vivere la cucina. Nei progetti futuri ci sono Un’altra figura importante in questo progetto è Bruno laboratori di formazione e corsi amatoriali di cu­cina». Peca, proprietario del BR1, uno spazio multiculturale Tra i progetti in cantiere c’è anche la realizzazione di un dove si svolge­vano mostre d’arte, reading e presentazioni di libri. «Da quando nell’aprile scorso -conclude Cinapriall’in­terno del BR1 è stata montata una cucina di design, lo spazio ha assunto una connota­zione “foodesca”, era la location ideale per i nostri eventi e da lì è nata la mia proposta che Bruno ha accolto immediatamente. Bruno è un partner speciale con cui siamo in piena sintonia». Il format proposto da Fud vede lo chef protagonista della serata che microfonato spiega passaggio per passaggio le ricette, parlando degli ingredienti e interagendo con il pubblico presente. Vista la sensibilità di Fud verso l’arte, accanto agli chef, ci sono anche gli artisti che di volta in volta hanno la possibilità di esporre i loro lavori in questi spazi e i titolari delle cantine che spiegano gli abbinamen» Il baccalà di Marcello Spadone ti dei propri vini ai piatti proposti durante la serata

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Un nuo vo mo n

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IL PRIMO BIO-SPUMANTE

METODO CLASSICO D’ABRUZZO

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salus, il cibo per vivere meglio » di Pietro Campanaro

La stagione invernale col freddo e il cielo grigio sembra essere meno vivace anche sotto l’aspetto alimentare, specialmente per quanto riguarda i cibi reperibili in questo periodo che rispetto alla frutta e verdura estiva così carica di colori e sapori sembrano quasi di “serie B”, ma non è affatto così! Gli alimenti invernali hanno preziosissime proprietà per la nostra salute proprio perché sono abituati a “combattere” il freddo e allora vediamo come cavoli, verze, finocchi, zucche e frutta fresca e secca di questa stagione possono dare un valido contributo al nostro organismo che in questo periodo sembra vivere “frenato” rispetto all’esuberanza primaverile o estiva. Partiamo dalla frutta secca, inserire nella dieta invernale noci, mandorle e nocciole aiuta a combattere gli effetti biologici dello stress tipici dell’inverno apportando anche acidi grassi polinsaturi e minerali come magnesio e zinco che in questo periodo aiutano a combattere meglio quella sensazione di stanchezza abbastanza tipica e le noci in particolare sono ricche di fosfolipidi che migliorano l’efficienza del sistema nervoso sia per chi deve studiare sia per chi passa molto tempo davanti a un terminale. La frutta secca è anche molto calorica per cui attenzione a

LA “POTENZA” DEGLI ALIMENTI INVERNALI non abusare nelle quantità e conviene consumarla preferibilmente nella prima parte della giornata; due, tre noci o nocciole o quattro cinque mandorle al mattino a colazione oppure triturate in una bella insalata mista apportano le sostanze giuste senza creare problemi alla dieta. Molto “potenti” in questo periodo sono tutte le verdure appartenenti alla famiglia delle crucifere (cavoli, verze, cavoletti di Bruxelles, broccoli, ecc.) perché contengono importanti molecole solforate ad azione antiossidante che ripuliscono costantemente il nostro organismo dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e della minor efficienza del sistema immunitario che in questo modo è più esposto alle malattie da raffreddamento. Cicoria e insalate amarognole tipo scarola (o indivia) migliorano molto la funzionalità del fegato detossicandolo e anche la zucca fa la sua parte in quanto e molto ricca di acqua e fibre, di vitamina A e caroteni (antiossidanti) e contiene elevate quantità di minerali come ferro, calcio e fosforo di cui il nostro organismo ha molta necessità proprio in questi periodi. Molto ricchi di acqua e fibre e molto poco calorici anche i finocchi da mangiare sia crudi che cotti. Immancabili i legumi che

con il loro prezioso carico di minerali e vitamine potenziano ancor di più il nostro organismo durante la stagione fredda e la frutta invernale con gli agrumi ricchi di vitamina C per proteggersi dai raffreddori ma anche cachi e fichi secchi per l’apporto di altri utili minerali e vitamine. Qualche esempio di utilizzo? Pasta e legumi, farro oppure orzo e lenticchie, minestroni con cereali, pasta con i broccoli o con la zucca, verze e patate e poi dei bei contorni completi come ad esempio un bella insalata mista di indivia, puntarelle di cicoria, carote, finocchi, tocchettini di arance e kiwi, spicchi di mandarini e un paio di noci sminuzzate, il tutto condito con un cucchiaio di olio extravergine di oliva a testa e se gradito un po’ di aceto balsamico; un tripudio di colori, profumi e sapori per caricarsi di tutta la potenza degli alimenti invernali!

Dr. Pietro Campanaro Medico-Chirurgo Nutrizionista, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Fitoterapeuta Giulianova - Teramo - Pescara - Ascoli Piceno - Fermo www.fitomedicina.it - info@fitomedicina.it gruppo su Facebook: Nutraceutica e Fitomedicina Blog http://nutraceuticafitomedicina.wordpress.com - canale Youtube: Pietro Campanaro

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divino & non solo

FRANCIA: ESEMPIO E RIFLESSIONE I nostri cugini d’oltralpe hanno escogitato un ottimo modo per non svendere le loro bottiglie e salvare l’immagine del vino francese…da prendere ad esempio

SCELTO PER VOI

» di Nicola Boschetti - Master Sommelier / giornalista - Consulenze & Servizi Wine & Food

eggendo tra le varie recensioni patinate dei tanti pseudo tuttologi dell’enogastronomia che riempiono siti web, riviste, testate ecc. (facendoci rimpiangere i tempi in cui personaggi come Veronelli o Gianni Mura erano solo alcuni di quei pochi che ci raccontavano verità vere, constatate di persona, dopo aver percorso centinaia di chilometri lungo lo stivale) un articolo serio, a fondo pagina ha catturato la mia attenzione. Ovviamente poi ho approfondito l’argomento con tutti i mezzi a mia disposizione, mezzi veritieri e professionali, non quelli del dentista di turno (con tutto il rispetto per la categoria) che siccome capisce di internet, subito si reputa un Gastronauta navigato, dimenticandosi che alla fine, il buon Dio ci ha donato i 5 sensi, e vanno usati tutti per fare esperienza e magari poi dare un giudizio spassionato, “giudizio” non “condanna”. In breve, nel corso del 2012 anche la Francia ha avuto una forte crisi e un forte calo nei consumi di tutti i suoi blasonati territori e vini. La produzione francese è fatta di tanti piccoli produttori che lavorano pochi ettari di vigna, e se il clima o la crisi creasse loro dei problemi, finirebbero per scomparire. Per quanto riguarda il clima, lo stato francese da sempre tutela con leggi severe le produzioni e relative assicurazioni, ma per la crisi economica ci hanno pensato le grandi Maison. Onde evitare che questi piccoli produttori fossero costretti a svendere i loro vini a sciacalli di nuova generazione ( vedi importatori Russi, Cinesi, Arabi) le grandi case Francesi hanno ben pensato di ricomprare i vini di chi non ancora li riusciva a vendere, in modo da tutelare il piccolo produttore, ma soprattutto tutelare loro stessi, la loro storia e il prestigio di tutta la Francia enologica. Chissà se certe cose fanno riflettere i nostri produttori quando vedono un Montepulciano, un trebbiano, un Cerasuolo, o altro messo su uno scaffale al prezzo di poco più di 1euro e poco importa sei nostri contadini preferiscono il fotovoltaico a vigne vecchie e storiche, ma questo ai nostri “in-prenditori“ di vino poco interessa, e il nostro assessore all’agricoltura ha troppe mail da inviare per salvare la sua reputazione, senza sapere che va salvata tutta la regione da avventurieri e politici sbagliati. W la France!

Grillo terre di Sicilia i.g.t. 2012. Il grillo è uno dei vitigni più antichi del mediterraneo, basti pensare che grazie a lui nasce lo storico marsala. Vitigno a frutto giallo molto diffuso in regione, a volte da taglio e a volte in purezza. Questa bottiglia ha un bel colore giallo oro, luminoso, dal naso agrumato, come se volesse ricordarci la sua provenienza. In bocca esplode di freschezza e mineralità, con ottime sensazioni di ananas e frutta dolce, dalla lunga persistenza e ben compensa in struttura. Sembra un bambino, nonostante l’annata passata e promette di reggere ancora per un paio d’anni. Ma il gruppo Farnese che gestisce questa azienda, ci ha ormai abituato a scoperte piacevoli e come in questo caso a commoventi rapporti qualità/prezzo. Ottimo con pasta tonno e pomodoro. Da bere freddo sui 7/8 gradi.

Info Azienda Zabu, Sambuca di Sicilia Gruppo Farnese Vini Distribuito da Geldi SPA Prezzo indicativo 10 Euro

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Arte & Co.

IL MODERNO SURREALISMO

Linguaggio surrealista, immagini irreali e libertà espressiva. Analisi del profondo e critica sociale nell’arte di Luciano Lupoletti » di Anna Cutilli Di Silvestre - foto concesse da Luciano Lupoletti

È

per esprimere i moti del suo animo, esternarne le vibrazioni, proiettare i nodi psichici e liberarsi di tensioni e domande sulla vita, come per oggettivare i suoi pensieri ed eventualmente esprimere critiche su ciò che lo circonda, è per tutto questo che Luciano Lupoletti svolge la sua produzione artistica nella massima libertà di espressione per quel che riguarda le tecniche e i materiali, che egli dilata notevolmente. Fare arte per lui risponde a un bisogno intimo di libertà, al desiderio di dare sfogo alla sua fervida fantasia, sottolineata spesso da ironia, per sperimentarsi in tanti modi e rinnovarsi di continuo. Provare quindi costantemente il tormento del nuovo ma anche la soddisfazione e il piacere del risultato. Nel tessuto magmatico e scuro dell’inconscio tra pulsioni innate, desideri e ricordi rimossi , aspirazioni confuse, si crea un’energia che non segue le norme del pensiero razionale ma che ugualmente spinge all’azione. E proprio queste forze istintive, il movimento del surrealismo ha esaltato. Da poco si era affermata la psicoanalisi di Freud e il successo si attribuisce anche alla momentanea crisi del razionalismo dovuta al sorgere della geometria non euclidea. Il linguaggio scelto da Luciano Lupoletti è quello surrealista, quindi come un Dalì o Magritte, egli crea immagini irreali, figure umane deformate con lineamenti alterati, a volte visi con più occhi e strabuzzati creando quindi atmosfere di straniamento e di mistero. In questi casi egli attua il dettato di Piero Manzoni per cui gli artisti non devono fare più gli “arredatori” creando opere “belle”, devono invece realizzare idee. Ma i dipinti di Lupoletti realizzati negli anni ‘80 con le cromie accese caratteristiche della Transavanguardia, sono piacevoli per il fascino dei colori. Già Kandisky aveva notato l’influenza delle tinte sulla psiche dell’osservatore, tinte ormai emancipate dalle corrispondenze naturalistiche. Ad esempio, la Nike ortopedica ha la finezza della poesia. La dea indossa un ricercato ed elegante abito celeste di grande sartoria. Le morbide pieghe del vestito ricordano i panneggi nei dipinti del Cinquecento. Il S. Sebastiano terremotato è un ricordo del terremoto de L’Aquila nel 2009. In quest’opera la deformazione del corpo vuole ricordare il movimento causato dalla scossa. Ancora sulle calamità naturali ma con una tecnica diversa, quella dell’impasto materico spesso e rugoso ad indicare il mare agitato tutto scuro, quasi nero per rendere l’orrore della tragedia del rovesciamento di una “carretta del mare”. Punti rossi ad indicare i corpi dei naufraghi. Il titolo è ironico “… e il naufragar mi è dolce in questo mare“. L’effervescente attività di Lupoletti spazia anche nella scultura e un’opera realizzata insieme a Ivo Galassi, in arte Asso, Medusa in ferro e pietra, riportata sul catalogo Mondadori numero 48. Essa ha un aspetto più composto, severo, distaccato e quasi regale della Medusa di Caravaggio che invece ha un’espressione terrifica, urlante e sconvolta mentre il sangue stilla dal collo reciso. Particolarmente interessanti anche per la novità, sono le opere non grandi, dipinte ad olio e ricoperte da un foglio di plastica, rifiuto di tipografia. Sono opere spesse, un po’ convesse, originali e, direi misteriose con i colori che traspaiono sotto i caratteri della scrittura ancora visibili. Un esempio di ready-made proposto da Lucio Fontana: il riuso dei rifiuti contro lo sfrenato consumismo della nostra società industrializzata. Autore indefesso, creativo e ricco di mestiere, Luciano Lupoletti ha ben meritato i numerosi premi attribuitigli

» Grande fratello - olio su tela 40x50cm - 2010

» Il lupo cattivo - tecnica mista su tela e tavola - 40x40cm - 2012

» Medusa, scultura in ferro

e pietra - 15x36cm - 2012

Luciano Lupoletti Luciano Lupoletti vive e lavora ad Atri, sua città natale. Autodidatta e tutto dedito all’arte, vanta ambìti riconoscimenti. Grande sperimentatore, tra gli ultimi cicli di opere: “L’estetica non è statica”, “Amabili resti”, “Ante mortem”. Studio in Atri, via dei Calanchi 14. Cell.: 328-3163351

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MERAVIGLIE D’ABRUZZO

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OINOS Montepulciano d’Abruzzo DOCG. Rosso intenso. Un vino unico per concentrazione e finezza, al naso si apre con bellissimi sentori di frutta matura, amarena caffè cioccolata. Al gusto è estremamente equilibrato, giustamente tannico, caldo, morbido, di grande struttura e persistenza aromatica e con un ottimo dosaggio del legno.

2 AZIENDA AGRICOLA SAN LORENZO La storia della cantina San Lorenzo inizia nel 1890 quando i loro avi, scelsero di mettere a dimora qui, sulle colline teramane, le prime barbatelle. La scelta fu fatta con lungimiranza e saggezza poiché la poca distanza dal Gran Sasso d’Italia (20 km) e la vicinanza al mare (20 km dalle rive dell’adriatico) garantiscono le condizioni climatiche ideali per temperatura e ventilazione. Il terreno, poi, ha caratteristiche uniche grazie alla conformazione calcareo argillosa e all’acqua sorgiva che scorre copiosa in profondità. Oggi, la cantina San Lorenzo è la più grande azienda vinicola familiare del teramano con i suoi 150 ettari che formano un unico grande appezzamento che si estende su tre crinali di collina. Gli impianti di vigne, sia d’origine autoctona sia internazionale, si susseguono a perdita d’occhio, incastonando tra le loro geometrie tre laghetti  di color verde intenso. Nell’ampia tenuta antichi  casolari  ristrutturati con cura e collegati tra loro da stradine di campagna bordate di ritti cipressi, vengono destinati all’accoglienza degli ospiti e ai   momenti di convivialità. Ovviamente non basta una grande storia alle spalle per fare di un’azienda un successo, ma occorre anche una spiccata attitudine all’innovazione, al cambiamento ed è per questo che hanno scelto di impiegare lieviti naturali in fase fermentativa, applicare il controllo completo della temperatura durante tutto il processo di vinificazione e ricorrere alla criomacerazione per ottenere risultati d’eccellenza. Il tutto senza dimenticare che è proprio l’equilibrio tra la tradizione, da cui ci confermano di trarre riflessioni, e le tecniche più d’avanguardia, a fare la vera differenza e a permettere loro di proporre vini di assoluta qualità, come ad esempio l’Escol docg riserva, zero solfiti e il pecorino spumante brut. La struttura familiare dell’azienda, garantisce un’attenzione particolare al prodotto, grazie ad uno scrupoloso controllo di tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione del vigneto agli aspetti enologici, all’imbottigliamento fino alla vendita. Sono queste le radici del loro successo, testimoniato anche dalla rete di negozi a marchio San Lorenzo dove oltre ai vini è possibile trovare alcune delle migliori eccellenze del nostro straordinario territorio.

Pecorino IGT – Colli Aprutini. Colore giallo paglierino; al naso si presenta molto intenso con sentori di frutta fresca matura, mela verde, mandorla, floreale. In bocca, molto caldo, intenso, supportato da una bella vena acida, si presenta rotondo e di corpo.

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ROSATO SANLORENZO Rosato IGT – Colli Aprutini. Rosa brillante, profumo intenso e delicato, di fiori bianchi e frutta fresca, morbido e persistente in bocca.

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CASABIANCA Montepulciano d’Abruzzo DOC Rosso rubino intenso con riflessi violacei. La sua fermentazione spontanea garantisce un bouquet ampio e persistente; i profumi rivelano la prugna e i frutti di bosco. Al gusto è morbido, equilibrato e persistente, leggermente tannico.

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La soluzione al rebus del manager

La copertina numero 85 di ABRUZZO IMPRESA con Edilcassa Abruzzo

La serata di gala di FARE IMPRESA e il matching durante il meeting di FARE IMPRESA.

Informazione • Comunicazione • Matching

ASSOIMPRESA propone una duplice soluzione alle realtà imprenditoriali che vogliono crescere e mettersi in gioco: ABRUZZO IMPRESA, il mensile dell’informazione dedicato alle realtà economiche regionali e il meeting “FARE IMPRESA” ideato per favorire nuove e proficue relazioni.


abruzzo cool

 La cena di fine anno dei soci AIDP 

 I fratelli Di Sante ricevono il premio “Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico” 2013 

 Alcune serate organizzate da FUD presso lo spazio BR1 

 La presentazione della nuova collezione Rodrigo presso la Cantina Di Sipio 

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Contributors

Riccardo D’Alessandro Abruzzo che produce

Antonio Teti ict È responsabile del supporto tecnico informatico della Direzione Generale dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Lureato in Economia si è specializzato in Information Technology presso la ELEA Knowledge Integration. È docente di Cyberspace Sciences alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Chieti. Esperto di ICT Governance, ICT Security, ha accumulato un’esperienza trentennale in studi, ricerche e consulenze in aziende pubbliche, private e istituzioni governative. È stato docente di Computer Science presso diverse università italiane tra le quali l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’Università di Teramo e l’Università della Calabria. E’ stato invited speaker all’Università Politecnica di Valencia con la quale ha collaborato per la realizzazione di master di Informatica. È Presidente Onorario della Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche e Accademico dell’European Academy of Sciences and Arts e della New York Academy of Sciences. Autore di numerosi libri e pubblicazioni scientifiche, collabora con diversi quotidiani, riviste e periodici del settore, e partecipa a convegni nazionali ed internazionali in qualità di opinion leader.

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Nato ad Ortona il 29 ottobre 1978, laureato in chimica. Dopo un’esperienza negli USA entra a tempo pieno nell’azienda di famiglia, il Gruppo Galeno di Ortona, dove svolge attività di consulente nei settori della sicurezza e dell’ambiente. È revisore e consulente ambientale EMAS e Auditor ambientale di terza parte. È iscritto all’Ordine dei Chimici di Roma (Abruzzo, Lazio, Molise, Umbria). Particolarmente coinvolto nei temi legati all’impresa, da circa 1 anno è presidente regionale dei GI di Confinustria ed è componente di giunta di Confindustra Abruzzo.

Simone D’Alessandro creatività È Dottore di Ricerca, Docente universitario, Copywriter, Consulente.  Coordinatore del progetto di ricerca Turn 2.0 promosso dal Polo d’Innovazione dei Servizi Avanzati della Regione Abruzzo www.polosa. it; Project Manager della Fabbrica della Conoscenza www.fabbricadellaconoscenza.com animatore del Premio Confindustria Abruzzo Green www.confindustria.abruzzo.it. Tra le più recenti pubblicazioni: The relational organisation, Carsa Ed., 2013; Sociology and the 21st Century, in World Future, 2012; Creatività: Normalissima Improbabilità? Per un dialogo Sociologico tra problema e soluzione”, Aracne, Roma, 2010 con pref. di Domenico De Masi. www.simonedalessandro. com.

Luigi Carunchio fisco

Andrea Bonanni Caione

Socio Fondatore dello studio “Valore” Professionisti Associati in Lanciano, struttura associata tra commercialisti che ha creduto sin dall’inizio  nell’organizzazione dell’attività professionale in gruppo. Si occupa da sempre delle problematiche di categoria. È stato Presidente Nazionale dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti. Attualmente è componente delle Giunta esecutiva nazionale di Confprofessioni in qualità di rappresentante dell’area economica e lavoro con la delega per il fisco e la giustizia tributaria. Si occupa di consulenza per le aziende private ed enti Pubblici in materia di analisi finanziaria, controllo di gestione, diritto societario e tributario. Tra i soci fondatori di Sistemi Locali, ha creduto sin dall’inizio allo sviluppo di una società tra professionisti in ambito regionale nella convinzione che alla base di tutto debba esserci l’alta qualità del servizio offerto ai propri clienti. Fa parte del consiglio di amministrazione.

Andrea Bonanni Caione è avvocato e il Managing Partner dello Studio Legale LABLAW di Pescara. Entra in LABLAW a ottobre 2011 dopo un’esperienza di 3 anni maturata come partner dello studio legale associato Lamparelli Bonanni Caione e dopo un’esperienza di 8 anni come Partner nell’Associazione Professionale “Carboni-Paolucci”. Si occupa in via esclusiva di tutela giudiziale e assistenza stragiudiziale in favore delle imprese, in materia commerciale, civile e del lavoro. In tale ultimo ambito ha maturato significative esperienze in materia di somministrazione di manodopera ex d.lgs. n. 276/2003, profili giusalavoristici connessi al compimento di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasferimenti d’azienda), contrattualistica inerente i rapporti di lavoro subordinato a termine e gestione dei rapporti di agenzia.

lavoro in corso

Filippo Paolini norme&leggi Nello studio legale di cui è titolare, esercita la professione forense prevalentemente nel ramo del diritto commerciale. È consulente giuridico di diverse aziende, abruzzesi e non, in materia di contratti, diritto societario e crisi dell’impresa. È consulente giuridico, dal 2003, dell’Ufficio Legale Federazione Italiana Giuoco Calcio – A.I.A. Laureato in Giurisprudenza a soli 23 anni, è iscritto dal 2001 all’Albo degli Avvocati presso il Tribunale di Avezzano.

Alessio Pelusi messa in sicurezza Il dott. Alessio Pelusi si occupa di sicurezza sul lavoro e gestione della qualità da 8 anni. Ha un Master in Safety Management presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, dove ha conseguito le qualifiche di RSPP per i macrosettori B4-B5B6-B7-B9. Ha un Master in giornalismo, presso la Eidos Communications di Roma; la qualifica di Valutatore di sistemi di gestione della qualità del RINA training factory ed una Laurea quinquennale in Scienze della comunicazione, presa all’Università “La Sapienza” di Roma. È autore del romanzo “La moleskine nera” (Tracce 2009).

Nicola Boschetti Di vino e non solo Nicola Boschetti Maitre-sommelier professionista 4 livello Ais. Dopo 27 anni trascorsi al Villa Maiella di Guardiagrele, ora si occupa di selezione, consulenza e formazione del mondo beverage per gli agenti e clienti della Geldi SPA. Esperto di enogastronomia, giornalista pubblicista, collabora con diverse riviste e guide del settore. Organizza e collabora nella realizzazione di eventi, sportivi,culturali ed enogastronomici. Crea formazione a ragazzi e ragazze che vogliono avviarsi nel servizio di sala /bar e aspiranti sommelier, con corsi su: cibo/vino/olio/caffè e distillati,oltre alle tecniche del servizio. Coinvolto nei progetti scolastici delle scuole elementari alla riscoperta dell’educazione alimentare e del galateo a tavola.


Abruzzo impresa gennaio 2014 n째85 anno VIII in copertina Edilcassa Abruzzo

da maggio 2006 per 85 volte


per il futuro del vostro business Gli associati

Branmedia srl Via U. Postiglione, 23 67028 San Demetrio nei Vestini (AQ) tel.e fax 0862811046 - mob. 3346983195 info@branmedia.it commerciale@branmedia.it

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Le dichiarazioni dell’associato ingegner Mario Tasso

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«La cultura nel mattone esiste ancora in Italia e gli italiani sanno bene che questo genere di investimento non tradisce mai nel tempo. Io sono un costruttore e posso sembrare di parte ma il mattone non perde mai valore, questo è abbastanza palese. Ecco perché spingo all’acquisto in questo specifico momento, questa crisi in alcuni casi è più nella testa che nella realtà e spesso anche i media contribuiscono ad esasperare questa situazione»

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Gennaio 2014  

Abruzzo Impresa, il mensile del manager