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La produzione orafa abruzzese di tipo tradizionale è caratterizzata, nei secoli, sia dalla realizzazione di manufatti in filigrana che dalle tecniche della fusione, dello sbalzo e del cesello. Comunque, più che nelle tecniche, si differenzia nei modelli, spesso ispirati al mondo della natura con riferimenti decorativi magico-simbolici ed apotropaici. Attualmente, presso i centri di Pescocostanzo, Sulmona e Guardiagrele, prevale la lavorazione della filigrana, mentre a Scanno viene preferita la micro-fusione ed è utilizzato anche l’argento. Gli esemplari tradizionalmente ricorrenti sono: la "cannatora", collana girocollo formata da sfere realizzate in filigrana o stampate a sbalzo; le "ciarcèlle" o le "sciacquajje", orecchini a navicella in lamina traforata, caratteristici di Pescocostanzo e Scanno e la "presentosa", un medaglione a forma di stella contornato da arabeschi in filigrana. Al centro di questo ciondolo figura spesso il motivo del cuore o dei cuori uniti da una mezzaluna, simbolo e promessa di amore e, come tale, dono destinato alle innamorate. I gioielli scannesi, invece, derivano dagli antichi accessori presenti nell’abbigliamento tradizionale, sia maschile che femminile, come bottoni e fermagli vari. Infine, sono da segnalare i numerosi amuleti che, soprattutto in passato, venivano riservati alla protezione magica dei bambini; tra le forme ricorrenti figurano la ranocchiella, la chiave, la stella a cinque punte, la mezzaluna, il cuore, il cornetto. Attualmente, questo tipo di produzione è stata affiancata da una serie di gioielli innovativi che, mutuando i motivi tradizionali, diventano sintesi emblematica di creatività e tecnologia.

Oriferia Artigianale  

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