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Le conserve per l’inverno

OTTOBRE 2011

Riaccendiamo il forno

Giro d’Italia tra formaggi e vini

tanadelconiglio.blogspot.com

FREE MAGAZINE DI CUCINA DAI FOOD BLOGGER E DAL WEB


ilgattogoloso.blogspot.com


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Ottobre e Novembre sono i nostri mesi.

{ L’editoriale {

Sì perché noi siamo due bimbe dell’autunno, nate entrambe sotto il segno dello scorpione. Dicono di noi che siamo donne curiose, intense, appassionate, piene di desideri, amanti delle cose buone e belle della vita. Cose buone, come anche una semplice e croccante fetta di pane può essere, Magari condita con un filo di olio nuovo. Piccoli attimi vissuti tra le mura di casa, il profumo del forno, il calore delle cene con gli amici. Cose belle, come uno “stormo” di rosse foglie che il vento fa volare in cielo. L’autunno, i suoi colori, i suoi frutti. Decadenti, ma così drammaticamente romantici. Sarà per questi motivi che siamo state in sintonia fin da subito? Sarà per la nostra passione per la cucina che abbiamo conservato nel tempo la nostra amicizia? Sarà per tutto ciò che abbiamo pensato di ideare questo magazine? Non sappiamo se c’entrano gli astri con tutto questo, e pensiamo che anzi tanti di voi, leggendo queste righe, si siano ritrovati nelle frasi che abbiamo scritto. Passioni comuni ... voglia di semplicità, voglia delle cose buone e belle della vita!

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contenuti

{ 07 } Fichi e uva

{ 31 } Libri da regalare e regalarsi

{ 17 } Le conserve per l’inverno

{ 43 } Arrosto che delizia

{ 25 } Facciamo la passata?

{ 53 } Costruire una lampada

per le foto

{ 59 } Italia golosa

{ 81 } Giro d’Italia tra formaggi e vini

{ 63 } Riaccendiamo il forno

{ 91 } Il sapore dei ricordi

{ 73 } La tavola si veste d’autunno

{ 97 } Merende gluten free

IL MIELE oro liquido per la dieta del rientro { 34 }


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CONTEST

fichi e uva

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Tartelettes di frolla integrale ai fichi caramellati e noci

trattoriadamartina.blogspot.com


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Torta fredda al miele, mandorle e fichi

amarantomelograno.blogspot.com

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Fichi gratinati al profumo di timo

leivinvita.blogspot.com


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Antipasto sfizioso con l’uva divertirsimangiando.blogspot.com

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Crostatine con marmellata di fichi, uva fragola e cannella

torteriatasti.wordpress.com


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Bicchierini di crema e uva fragola

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Tartelettes di frolla integrale ai fichi caramellati e noci

Torta fredda al miele, mandorle e fichi

Fichi gratinati al profumo di timo

Ingredienti per 4 tartelettes (di 10 cm di diametro) Per la Pasta Frolla integrale: 170g di farina integrale / 80g di farina bianca 00 / 50g di zucchero muscovado (lo zucchero di canna quello dall’aspetto umidiccio) / 50g di zucchero semolato / 1 uovo e 1 tuorlo / 125g di burro / 1/2 cucchiaino di lievito istantaneo Per la salsa di fichi caramellati: 4 fichi sbucciati e tagliati a pezzettini / 1 cucchiaio di vino bianco secco / 1 cucchiaio pieno di zucchero / 4 fichi bianchi e qualche noce per guarnire

Ingredienti per 8 persone: (Difficoltà : media - Tempo : 1 ora e mezzo + 5 ore di riposo in congelatore) 10 fichi / qualche cucchiaio di miele / 1 cucchiaio di liquore amaretto (opzionale) Ingredienti per la dacquoise alle mandorle: 200 gr di mandorle spellate / 6 albumi d’uovo / 110 gr di zucchero / 60 gr di zucchero a velo / 50 gr di farina Ingredienti per la crema di mascarpone al miele: 3 tuorli d’uovo / 110 gr di miele / 500 gr di mascarpone / 400 gr di panna montata / 2 o 3 cucchiai di liquore amaretto (in sostituzione va bene anche il cointreau)

Ingredienti: 10 fichi / lardo pancettato q.b. / 3 cucchiai di olio / 1 cucchiaio di aceto balsamico / 1 cucchiaio di miele / timo / nocciole tritate q.b.

Per la frolla: setacciare le due farine e unirvi il burro freddo ma lavorabile mescolando fino ad ottenere un composto sabbioso. Unire lo zucchero e mescolare brevemente. Formare una fontana e mettere al cento le uova. Lavorare il minimo indispensabile ad ottenere un composto compatto e omogeneo. Formare una palla, copritela con la pellicola e mettete in frigo per almeno mezz’ora. nel frattempo preparate la salsa di fichi caramellati unendo lo zucchero, il vino e i fichi e cuocendoli per circa dieci minuti, cercando di schiacciare i fichi in modo da ottenere una sorta di marmellata. Lasciar raffreddare.

Per la dacquoise: Tritate molto finemente le mandorle con un frullatore o con un minipimer. Montate a neve gli albumi, poi aggiungete lo zucchero continuando a mescolare. Versate anche lo zucchero a velo, poi le mandorle tritate e infine la farina amalgamando bene il tutto. Con questo impasto (che risulterà un po’ liquido) formate 3 cerchi, di circa 18cm di diametro l’uno, in una teglia rivestita di carta da forno. Infornate per 25 minuti o fino a quando la dacquoise non sarà pronta e leggermente dorata. Tolta dal forno lasciatela raffreddare completamente. Per la crema di mascarpone - Mettete i tuorli e il miele in un piatto fondo o in una ciotola resistente al calore e fateli amalgamare a bagno maria per una decina di minuti mescolando di tanto in tanto. Trasferite il composto nel mixer, montatelo finchè non sarà chiaro e spumoso, e lasciatelo raffreddare. In una ciotola mischiate il mascarpone con l’amaretto, poi aggiungete la panna che avrete precedentemente montato, e unite il tutto alla spuma di tuorli e miele. Prendere una teglia a cerniera di 20-25 cm di diametro e adagiate sul fondo uno dei tre

Tirare fuori la frolla dal frigo e stenderla all’altezza di mezzo cm. Adagiatela sugli stampi imburrati, bucherellatela con i rebbi della forchetta, stendete uno strato di salsa di fichi caramellati di circa mezzo cm. Tagliate ogni fico in 5 spicchi e adagiateli sulla salsa e guarnite con dei pezzetti di noce. Infornate a 180° in forno caldo per circa 15 minuti.

Ho scelto 10 fichi piuttosto grossi e sodi, li ho lavati e tagliati in 4 spicchi senza arrivare fino in fondo, poi li ho avvolti in una fetta di lardo pancettato. Li ho disposti in una teglia, piuttosto stretti per evitare che si aprano durante la cottura. Ho preparato un’emulsione con 3 cucchiai di olio, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 1 cucchiaio di miele e delle foglioline di timo con cui ho cosparso i fichi. Ho spolverizzato con delle nocciole tritate e ho messo in forno a 200°C per circa 10 minuti, facendoli infine gratinare per pochi minuti. Serviteli tiepidi.

strati di dacquoise. Ricoprite tutto con la crema al mascarpone e posizionate sopra il secondo strato. Ricoprite ancora con la crema, aggiungete il terzo strato e coprite tutto con la crema rimasta. Mettete la teglia in freezer per almeno 5 ore e rimuovetela solo 15-20 minuti prima di servirla. Togliete la parte laterale della teglia, tagliate in quattro ogni fico e posizionate gli spicchi sopra la torta (se volete potete prima marinare gli spicchi di fico con un cucchiaio di amaretto per 10 minuti). Infine fate colare un po’ di miele sopra a tutto. Se vi dovesse avanzare potete tranquillamente conservarla in frigorifero per 2-3 giorni.


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Antipasto sfizioso con l’uva Ingredienti per 3/4 persone: 2 melanzane / 200gr d’uva / 6 gherigli di noci / aceto di mele / povere di rosmarino / sale Lavate le melanzane, privatele dell’estremità e tagliatele a cubetti piccoli. In una padella capiente, fate saltare i cubetti di melanzane con un filo d’olio, quando iniziano ad assorbire l’olio aggiungete un bicchiere d’acqua e cuocete a fuoco lento fino a che l’acqua non sia evaporata. Lavate l’uva e tagliate ogni acino in 6 parti, togliendo il più della buccia (quello che riuscite a togliere). Tagliate in tanti pezzetti i gherigli di noci. Unite alle melanzane i pezzetti d’uva, le noci e un cucchiaio di aceto di mele. Aggiungete un pizzico di polvere di rosmarino, salate e mescolate bene. Togliete dal fuoco quando l’uva inizia a divenare morbida. Riempite le vaschette d’alluminio (simili ai pirottini) del composto e comprimente con una forchetta. Servite su di un piatto rovesciando le vaschette e sopra mettete un acino d’uva tagliato in due.

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Crostatine con Bicchierini di crema marmellata di fichi, e uva fragola uva fragola e cannella Per la Pasta Frolla: 200 g di farina di grano tenero 00 / 100 g di zucchero / 100 g di burro / 1 uovo e 1 tuorlo Per la marmellata**: La qualità della frutta deve essere eccellente: frutta fresca, maturata sulla pianta. Compratela direttamente dal produttore e vedrete che enorme differenza! 1 kg di fichi / 500 g di uva fragola / da 500 g a 1 kg di zucchero (a seconda del periodo di conservazione desiderato) / cannella in polvere Per la Pasta Frolla: Mescolare la farina con lo zucchero. Aggiungere le uova e per ultimo il burro (non ammorbidito) tagliato a pezzetti. Impastare il più velocemente possibile in modo che l’impasto non si surriscaldi. Quando la frolla è omogenea coprirla con la pellicola e riporla in frigorifero. Per la marmellata: Dopo averli lavati togliere il picciolo ai fichi e pelarli. Porli in un tegame a bordi alti e aggiungere gli acini di uva fragola. Cuocere a fuoco lento per circa venti minuti; mentre la frutta cuoce, schiacciarla con un mestolo di legno. Togliere dal fuoco e passare al setaccio per togliere le bucce e i semi (volendo è possibile passare con il minipimer per una consistenza più omogenea). Rimettere sul fuoco ed aggiungere lo zucchero (un chilo se si pensa di conservare la marmellata oltre l’anno) e una spolverata generosa di cannella. Dopo almeno mezz’ora controllare il grado di cottura. Per realizzare le pastefrolle la cottura verrà ultimata nel forno quindi consiglio

Ingredienti: 1 cucchiaio di Maraschino / 1 foglio di gelatina / 2 cucchiai di fruttosio / 125 g di crema di yogurt / 200 g di ricotta freschissima / 1 uovo / uva fragola Sciacquate l’uva fragola e tamponatela bene con la carta assorbente da cucina. Nel frattempo si prepara la crema. La prima operazione da fare è mettere a bagno la gelatina nell’acqua fredda. Poi si lavorano lo yogurt con la ricotta e il fruttosio. Si aggiungono le uova e si monta il tutto con le fruste elettriche. Si strizza la gelatina e la si fa sciogliere in un pentolino assieme al Maraschino, su fiamma molto dolce. Quindi si spegne e si lascia raffreddare. Una volta intiepidita si aggiunge alla crema. Mettete un paio di chicchi d’uva sul fondo dei bicchierini e con l’aiuto di un cucchiaino riempiteli quasi completamente. Lasciate mezzo centimetro di spazio vuoto, in modo da poterli decorare con qualche chicco d’uva. Mettete in frigo e lasciateli al fresco fino al momento di servire.

di togliere ora la quantità necessaria per le crostatine e lasciar finire la cottura alla restante marmellata che potrà essere consumata nei giorni a venire oppure messa sottovuoto per deliziare il prossimo inverno. Preparare le crostatine: usando appositi stampini (o uno stampo per muffin) creare dei piccoli contenitori in pastafrolla. Lasciare la Frolla spessa almeno mezzo centimetro. Riempire di marmellata e decorare con striscioline di pasta. Infornare per circa 30 minuti a 180ºC.


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le conserve per l’inverno

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Marmellata di mirtili [ www.onegirlinthekitchen.com ]

per circa 6-7 vasetti medi mirtilli 2 kg / zucchero 600 gr / limoni 2 / mele verdi 2 Lavare i mirtilli e mescolarli con lo zucchero e il succo dei limoni. Coprirli con pellicola e lasciarli riposare in frigo per una notte. Il giorno successivo metterli in una larga pentola insieme alla buccia delle mele verdi. Cuocere a fuoco medio-basso, mescolando ogni tanto

e schiumando all’occorrenza, finchÊ la marmellata raggiunge la consistenza desiderata (circa 45-60 minuti). Eliminare la buccia delle mele, invasare la marmellata ancora calda nei barattoli di vetro precedentemente sterilizzati, chiuderli per bene ed immergerli in una pentola piena di acqua, facendoli bollire per circa 20 minuti. Spegnere il fuoco e far raffreddare i barattoli nella stessa acqua in modo da creare il sottovuoto.


about food Ingredienti: 1 kg di melone, sbucciato e privato dei semi / 500 gr di zucchero / 2 limoni, non trattati / 1/8 di cucchiaino di cannella, appena macinata / 1/8 di cucchiaino circa di peperoncino in polvere, da dosarsi a seconda della piccantezza Tagliare a pezzi il melone, unire zucchero, il succo e la scorza grattugiata dei limoni e lasciar riposare qual-

che ora. Portare il tutto a ebollizione, quindi coprire e lasciar riposare al fresco per almeno una notte, ma anche 24 ore andranno benone. Frullare grossolanamente il composto e rimetterlo sul fuoco, aggiungere il peperoncino, la cannella e portare a cottura effettuando la prova piattino per verificarne la consistenza. Imbarattolare in vasetti sterilizzati, chiuderli, capovolgerli e lasciarli raffreddare.

Marmellata di melone alla cannella e peperoncino [ www. kitchenbloodykitchen.com ]

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about food Ingredienti: 3 kg di zucchine chiare e piccole / 1 litro di aceto di vino bianco / 1 litro di vino bianco secco / 4 cucchiai di sale fino / 2 cucchiai di zucchero / aglio (a piacere, io ne ho messi 2 spicchi) / origano secco (a piacere) / olio extravergine di oliva q.b. / sale, pepe Lavate le zucchine, spuntatele e riducetele a dadini non troppo grandi che dovranno essere il più possibili di uguali dimensioni. In una casseruola abbastanza capiente da poter contenere le zucchine versate l’aceto, il vino, il sale e lo zucchero. Portate ad ebollizione e mescolate bene per far sciogliere questi ultimi. Aggiungete le zucchine a dadini e fatele bollire per circa 4 minuti mescolando con un cucchiaio di legno, dovranno essere ancora sode. Scolatele e fatele asciugare per una notte su

[ www.fiordifrolla.it ]

Zucchine

all’origano sott’olio

di un telo pulito, avendo cura di non sovrapporle. Trascorso questo tempo trasferitele in una ciotola e conditele con aglio a fettine e origano secco in quantità a piacere, sale (poco, casomai assaggiatele) e pepe nero macinato al momento. Aiutandovi con un cucchiaio mettete le zucchine così condite all’interno dei vasi che avrete precedentemente sterilizzato, quindi sbatteteli più volte per cercare di livellare bene le zucchine stesse. Coprite bene con l’olio extravergine di oliva, sbattete di nuovo per eliminare le bolle d’aria (l’olio dovrà penetrare ovunque, senza lasciare spazi), se necessario rabboccate con altro olio, e chiudete con l’apposito tappo ermetico. Consumatele dopo almeno 2 settimane, durante i primi giorni dalla preparazione controllate il livello dell’olio di oliva e, se necessario, rabboccate.


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Nduja vegetale [ unafinestradifronte.blogspot.com ] 100 g pomodori secchi / 2 cucchiai olio e.v.o. 1 cucchiaino polvere di peperoncino dolce (o paprika dolce) / 1 cucchiaino polvere di peperoncino piccante (o paprika piccante) Preparazione. Dissalare i pomodori secchi, tenendoli a bagno in acqua dolce, strizzarli e passarli in forno caldo e spento (già utilizzato per altre preparazioni), per eliminare l’umidità acquisita che potrebbe essere

causa di muffe. Frullare in un cutter con l’olio e.v.o. (quel poco che basta per emulsionare la massa) e la polvere di peperoncino (sembra eccessivo al momento, ma è giustificato dal fatto che qualche giorno dopo il pomodoro tende a prevaricare sul peperoncino), finché il composto non si presenta cremoso ma compatto e trasferire nei vasetti precedentemente sterilizzati. Si conserva in luogo fresco e buio per più due mesi

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Liquirizino [ ilgattogoloso.blogspot.com ]

Ingredienti per 3 litri di liquore: 1 litro di alcool a 95° / 900 g di zucchero / 200 g di liquirizia in polvere / 1,4 litri di acqua In una pentola a bordi alti versare l’acqua, lo zucchero e portare quasi ad ebollizione; togliere dal fuoco e versare lentamente la liquirizia in polvere mescolando con una frusta in modo che si sciolga completamente ed evitare la formazione di grumi. Lasciar completamente

raffreddare a temperatura ambiente e versare l’alcool; mescolare sempre con la frustina o un cucchiao in modo che l’alcool si amalgami bene con lo sciroppo. Filtrare e imbottigliare in bottiglie ben asciutte e pulite. Non c’è bisogno di sterilizzare nulla, agli eventuali batteri ci pensa l’alcool puro :) È possibile berlo anche subito, ma se lo lasciate riposare un mesetto prima di servirlo il liquore sarà ancora più profumato. Servire freddo.


about food Ingredienti: 1/2 litro di alcol a 90° / 20/25 foglie di alloro verdi / 600 ml di acqua / 400 g di zucchero Intanto lavare e asciugare le foglie di alloro e riporle in un vaso capiente di vetro insieme all’alcol. Chiudere e lasciare riposare per 10 giorni circa, avendo cura di agitare il vaso di tanto in tanto.

Trascorso il tempo di riposo, scaldare l’acqua con lo zucchero [mescolando continuamente con una frusta] fino a ché si trasformerà in uno sciroppo [non deve bollire]. Spegnere il fuoco e lasciar completamente raffreddare. Filtrare l’alcol eliminando le foglie di alloro e aggiungere lo sciroppo freddo.; mescolare e versare in bottigliette. Riporre in un luogo buio. Servire freddo.

Liquore all’alloro [ ilgattogoloso.blogspot.com ]

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il momento che in assoluto preferivo era quello in cui si dovevano fare “i buttigghi� ovvero la passata di pomodoro...

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Tradizioni da “conservare” A CURA DI ANGELA (laricettadellafelicita.blogspot.com)

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facciamo la passata? Uno dei miei ricordi più vivi dell’infanzia è legato al periodo di fine estate, quando ci si preparava ad affrontare un lungo inverno cercando di custodire sott’olio, sott’aceto, sotto vetro i tesori preziosi della bella stagione: melanzane, zucchine, pesche, peperoncini, prugne e quant’altro, venivano frullati, bolliti, pigiati, seccati pur di poterli conservare a dovere. Ma il momento che in assoluto preferivo era quello in cui si dovevano fare “i buttigghi” ovvero la passata di pomodoro: un rito che assolutamente coinvolgeva tutte le famiglie “di ogni ordine e grado”, quindi anche noi bambini. Ci si alzava eccitatissimi che ancora era buio e già i grandi erano al lavoro: i po-

dalla Redazione

modori venivano lavati il giorno prima e messi ad asciugare in grandi ceste rettangolari poco profonde, le “sparrazze”, e poi le donne di casa cominciavano a tagliarli in 2 o 4 pezzi a seconda se si faceva la passata o il pomodoro a pezzettoni. Quelli destinati alla passata venivano messi subito a bollire in grandi pentoloni, le “caddhare”, per una ventina di minuti e poi messi a scolare il loro liquido su un lenzuolo bianco legato sopra una grossa tinozza come fosse uno scolapasta, quindi il pomodoro più asciutto veniva poi passato nella macchinetta a manovella, per estrarne il succo: una faticaccia ... specialmente quando si dovevano passare le bucce la seconda e a volte anche la terza volta!

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Tutto il succo del pomodoro veniva raccolto e ben miscelato e quindi con un piccolo imbuto e un mestolo si procedeva a imbottigliarlo in vasetti o bottiglie già aromatizzate con qualche foglia di basilico. Il rito si concludeva con la chiusura dei vasetti ad opera degli uomini e quindi si procedeva alla bollitura. Per i pomodori a pezzettoni il lavoro era riservato a noi bimbi: mia nonna tagliava i pomodori e noi faceva-

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mo a gara a chi riusciva a riempire prima la propria bottiglia, schiacciando bene i pezzi con dei lunghi bastoncini di legno o con il manico delle cucchiarelle. Più si schiacciava e più i pomodori mandavano fuori l’acqua che poi fuoriusciva dalle bottiglie: che divertimento! E nonna urlava.... Quando tutto era pronto si procedeva alla bollitura che avveniva fuori casa, nei giardini o in qualche spazio adatto: si faceva la pila di legna sotto un trepiedi di ferro (u’ triporu) che sosteneva l’enorme calderone che conteneva le bottiglie, sistemate meticolosamente e protette da pezzi di stoffa incastrate tra l’una e l’altra per evitare che durante la bollitura si potessero rompere. Si versava l’acqua fino a ricoprire l’ultima bottiglia e si accendeva il fuoco.


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i pomodori venivano lavati il giorno prima e messi ad asciugare in grandi ceste rettangolari poco profonde, le “sparrazze�...

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Per i pomodori a pezzettoni il lavoro era riservato a noi bimbi: mia nonna tagliava i pomodori e noi facevamo a gara a chi riusciva a riempire prima la propria bottiglia...


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Era ormai mattina quando cominciavano a bollire e dopo circa un’ora si spegneva tutto. Spesso tra quelle ceneri calde si sistemavano patate e peperoni che diventavano il nostro golosissimo pranzo, ben condite e accompagnate da bruschette. Oggi molte cose sono cambiate, la macchinetta a manovella è stata sostituita da quella elettrica e alla legna si preferisce il gas... ma il resto è rimasto uguale ad allora. E’ ovvio che comprare la passata al super è più facile e veloce ... e quindi sono poche le persone che ancora hanno la possibilità e il tempo per mantenere viva questa tradizione. Io sono fortunata. Tra questi ci sono anche i miei suoceri. Per cui quando stamattina alle 5,00 mi è suonata la sveglia che mi ricordava che dovevo andare a raggiungerli in campagna per fare queste foto, ho dovuto ripensare a tutto questo ... per evitare di farla volare dalla finestra ... la sveglia!

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libri da regalare e regalarsi I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare. Umberto Eco

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Listino: € 18,00

Listino € 25,00

Listino: € 16,90

Autore: Pliteri Lorenza

Autore: Jody Vassallo

Autore: Cagnoni Licia

Editore: Ponte alle Grazie

Editore: Guido Tommasi

Editore: Food Editore

Data uscita: 14/07/2011

Data uscita: 14/07/2011

Data uscita: 07/07/2011

Pagine: 256, brossura

Pagine: 256, brossura, Illustrato

Pagine: 368, brossura

Lingua: Italiano

Lingua: Italiano

Lingua: Italiano

Cannella e zafferano

Le basi delle confetture

Apro il frigo e... cucino!

Da sempre le spezie, ingredienti mitici e spesso poco e conosciuti in Europa, hanno stuzzicato la fantasia dell’immaginario collettivo. Cannella e coriandolo, zenzero e zafferano passando dal peperoncino rosso, la spezia più potente: sono tutte fragranze e aromi diversi che giustificano la passione per le spezie e le avvolgono in un’ atmosfera quasi magica. Ricette, storie, miti, leggende, curiosità, insomma tutto quello che avreste voluto sapere sul magico mondo delle spezie in un libro del Lettore goloso, ricco di informazioni e, naturalmente, di ricette.

«Preparare confetture o altre conserve, come le gelatine, le curds o i chutney è un’attività rilassante e che fa bene all’umore. È molto gratificante mescolare la frutta che sobbolle in un pentolone con un cucchiaio di legno e versarne poi il prezioso contenuto in lindi vasetti di vetro pronti per essere aperti e condivisi con gli amici a colazione, serviti come accompagnamento a un tagliere di formaggi o per dare quel tocco in più a piatti esotici». Di solito usiamo il termine «marmellata» per indicare qualsiasi composto a base di frutta e zucchero ma in realtà la differenza c’è ed è sancita addirittura da una direttiva dell’Unione Europea. Questo libro è un manuale indispensabile per il moderno confetturiere: sbizzarritevi a preparare confetture a base di frutta o verdura, e spingetevi fino al confezionamento delle gelatine gommose, sì, avete capito bene, proprio quelle che mangiavamo da bambini, quelle morbide, piene di gusto e con lo zucchero che scricchiola piacevolmente sotto i denti. Scegliete gli utensili adatti, ingredienti di prima qualità e lanciatevi nel colorato e saporito universo delle conserve.

Il frigo piange ma la fame chiama? Tante idee e consigli per cucinare con pochi ingredienti freschi da combinare con gli “indispensabili” della dispensa: pasta, olio, farina e zucchero… Il libro è suddiviso in capitoli dedicati ciascuno a un ingrediente base da conservare in frigorifero: uova, formaggi, salumi, carne, pesce, verdura e frutta. Le ricette sono tutte facili da realizzare e preparate con pochi ingredienti di facile reperibilità. Una ricca introduzione iniziale da pratici suggerimenti al lettore su come organizzare la dispensa e il frigorifero di casa: cosa non può mancare, dove e come conservarlo. Completa il volume una dettagliata appendice dedicata al recupero degli avanzi, per trasformare gli arrosti in polpette, paste in frittate e frutta in deliziose puree e dolci, agli stratagemmi per “sopravvivere” anche se il frigo è vuoto, e ai trucchi per guadagnare tempo organizzando al meglio il congelatore. Oltre all’indice alfabetico delle ricette, un praticissimo indice per ingrediente aiuta il lettore a cercare con facilità la ricetta più adatta alle proprie esigenze.


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Listino: € 18,00

Prezzo: € 11,50

Prezzo: € 13,00

Autore: Tachis Giacomo

Autore: Payany Esterelle

Autore: Visentini Mirna

Editore: Mondadori

Editore: Guido Tommasi

Editore: Nuovi Equilibri

Data uscita: 21/09/2010

Data uscita: 19/05/2011

Data uscita: 20/07/2011

Pagine: 176, rilegato

Pagine: 64, rilegato

Pagine: 176, brossura

Lingua: Italiano

Lingua: Italiano

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Sapere di vino

Smoothies

La dieta comica

Il piemontese Giacomo Tachis, diplomatosi in enologia presso la Scuola di specializzazione di Alba nel 1954 e protagonista indiscusso della rinascita enoica in Italia (per più di trent’anni è stato direttore tecnico della casa vinicola Antinori) accompagna il lettore in un viaggio raffinato e pieno di “gusto” attorno a segreti e misteri del vino. Un percorso fisico e mentale tra vigneti e paesaggi, tradizioni storiche e geografiche, cultura gastronomica e creatività made in Italy, alla ricerca di quella virtù estetica che dovrebbe governare le scelte di tutti, anche e soprattutto quando si parla di vini. Prolifico collaboratore di riviste del settore vitivinicolo e membro dell’Accademia dei Georgofili, l’autore non si stanca di ricordarci che è pur sempre meglio “vivere vicino a un albero che vicino a un palazzo”. Grazie ai suoi consigli, i suoi ammonimenti contro le mode e gli inganni del marketing, grazie al fascino di un’erudizione sterminata e poliedrica, Giacomo Tachis ci fa conoscere e apprezzare una cultura millenaria come quella vinicola, che affonda le proprie radici nel cuore della sensibilità mediterranea e latina.

Più denso di un semplice succo, non esattamente un milkshake (anche se a volte si aggiungono prodotti a base di latte, non si utilizza il gelato), non è un cocktail (è privo di alcol). Sono la morbidezza e la ricchezza vitaminica i tratti salienti dello smoothie! “Smooth” in inglese indica qualcosa di liscio e vellutato ed è un aggettivo perfetto per descrivere questi composti naturali a base di frutta e/o verdura. In un frullatore – utensile indispensabile e molto pratico – si mescolano a piacere frutti e verdure, freschi o surgelati, interi o sottoforma di succo, insieme a latte (di mucca, di capra, ma anche vegetale!), yogurt, spezie… L’immaginazione è l’unico limite per queste bevande! Quanto ai cubetti di ghiaccio, servono per rendere gli smoothies spumosi e, soprattutto, per amalgamare in modo efficace tutti gli ingredienti. Bere uno smoothie vuol dire farsi del bene con una sorsata: niente aromi artificiali, niente zucchero (o molto poco, se i frutti sono davvero acidi), è l’anti bibita frizzante per eccellenza. Sazia, è ricco di benefici, si gusta tranquillamente ed è un mini-pasto: potete consumarlo anche da solo a colazione o a merenda. Allora… pronti con i vostri frullatori? 1,2,3… smooothiesss!

Come abbinare gli alimenti per digerirli senza fatica? Come sfruttarne al meglio le proprietà nutritive? Nel libro sono contenute informazioni e spunti per modificare senza fatica l’alimentazione e migliorare la propria salute nel rispetto del pianeta e degli animali. Si rivolge a onnivori, vegetariani, vegani, a chiunque voglia stare bene ed essere o tornare in forma attraverso consigli facilmente attuabili, espressi in uno stile accessibile e colloquiale ma con precisione e competenza. Vengono anche suggeriti menu-tipo, alimenti inconsueti, alternative sane e gustose ai pasti frettolosi e non bilanciati tipici di chi lavora.


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il miele:

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Miele cibo degli Dei. Una ragione ci sarà se quei furbacchioni di Zeus & co. se ne cibavano insieme all’ambrosia! La sapevano lunga.. ve lo dico io! Glucosio, fruttosio, acqua e polline costituiscono questo concentrato di energia dai poteri ricostituenti della pelle, dei muscoli e dei tessuti in genere: è ricco di oligoelementi, dal rame al ferro, passando per cromo e manganese; contiene vitamine (dalla A alla K compreso il complesso delle B) e come se non bastasse ha proprietà battericide e antibiotiche (avete presente il famoso cucchiaino di miele nel latte caldo contro la tosse o mescolato a qualche goccia di limone per il mal di gola???) . Che vogliamo di più per 300 Kcal ogni 100gr ??? Quale miglior alleato dunque per la nostra dieta quotidiana “del rientro” e non solo, soprattutto in questo periodo di cambio di stagione che oltre che i nostri armadi sconquassa anche il nostro sistema immunitario? Un menù quindi tutto dedicato a questo piccolo gioiello della natura, da adottare non solo in questo periodo, ma da tenere presente durante tutto l’anno, per raggiungere facilmente i fatidici 30 gr di prodotto al giorno (razione consigliata) ed avere sempre pelle luminosa, capelli forti, muscolatura tonica …. Insomma meglio di una beauty farm!


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Perle di pera al formaggio e miele [ arabafeliceincucina.blogspot.com ] Ingredienti: pere / miele, il vostro preferito / formaggio grattugiato (ho usato ricotta salata, ma va benissimo pecorino, parmigiano, o quello che volete) / poco pepe (facoltativo)

Scavare delle palline dalle pere dopo averle sbucciate. Con un pennellino da pasticceria velarle con uno strato leggero di miele da ogni lato, e passarle nel formaggio grattugiato pressando un poco. Inserire uno stecchino, oppure se lo avete un piccolo rametto di origano o rosmarino, e tenere in frigo, ma tirare fuori una ventina di minuti prrima di servire, con una leggera spolverata di pepe. NOTA: Le pere vengono, per cosÏ dire, impermeabilizzate dal miele. Ciò fa si che non scuriscano tanto in fretta. Ho testato personalmente che tengono perfettamente anche 4 ore, di piÚ non ho provato.


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Risotto ai mirtilli e miele [ www.ilpastonudo.it ] Ingredienti: Per il brodo vegetale: 500 gr d’acqua oligominerale / qualche costina interna di sedano / 1 carota / 1 piccola cipolla di tropea / 2 spicchi di aglio fresco / qualche fogliolina di basilico genovese / qualche rametto di timo fresco per il risotto: 200 gr di riso originario / 100 gr di mirtilli neri / 1 cucchiaio di erba cipollina / il brodo di cui sopra / 1/2 bicchiere di vino rosso fermo / 2 cucchiai di miele / olio extra vergine d’oliva / sale e pepe Date una sciacquata alle verdure e alle erbe aromatiche e mettetele tutte in una pentola piccola con l’acqua fredda. Accendete il fuoco a fiamma molto bassa, coprite e lasciate sobbollire pianissimo, ci vorrà una mezz’oretta o tre quarti d’ora, fino a quando il brodo non avrà un profumo delizioso. A questo punto togliete le verdure e lasciate il brodo nella pentola bollente, sempre chiusa con il coperchio. Prendete una padella di media grandezza, accomodatela sulla fiamma molto bassa, coprite appena il fondo con l’olio, e appena sarà caldo aggiungete il riso e l’erba cipollina, mescolate e lasciate tostare il riso per qualche minuto, sempre a fiamma lieve. Quando vedrete che i chicchi saranno diventati quasi trasparenti versate il vino, alzate la fiamma per farlo sfumare e mescolate fino a quando il riso lo avrà assorbito completamente. Adesso riabbassate la fiamma e aggiungete il brodo un pochino alla volta, facendolo assorbire tutto dal riso. Intanto lavate e asciugate i mirtilli e frullateli con il minipimer lasciandone qualcuno per decorare il piatto. Quando il riso sarà a tre minuti dalla cottura aggiungete il purè di mirtilli, mescolate e finite la cottura. Non fate asciugare troppo perché anche

quando avrete tolto il risotto dal fuoco continuerà ad assorbire un pochino il liquido. Prendete un bel coppapasta e impiattate il riso premendolo un po’ per fargli prendere la forma. Aggiungete sulla superficie i mirtilli rimanenti, versate a filo un po’ di miele (io ci ho messo quello di acacia ma potete sbizzarrirvi), qualche fogliolina di menta e, se vi piace, una spolverata di pepe bianco.

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Spiedini di pollo e finocchi, caramellati con miele e limone [ kittyskitchen.it ] Ingredienti: 200 gr di petto di pello / 40 gr di finocchio / 1 cucchiaio abbondante di miele d’acacia / succo di 1/2 di limone / olive taggiasche denocciolate / olio evo / sale / rosmarino Tagliare il petto di pollo a pezzi piuttosto regolari. Lavare le foglie di finocchio, non usare quelle centrali troppo sottili, ma centrali di medio spessore, tagliarle anche queste a pezzi piuttosto uniformi. Denocciolare le olive. Infilzare sugli stecchini, inumiditi con acqua, la carne alternando con olive e finocchi. Scaldare una piastra, e quando sarà ben calda scottare gli spiedini. Simone Rugiati insegna che scottarli prima in padella serve a sigillare l’esterno della carne rendendola più controccante fuori anche la cottura così violenta non fa si che l’inteno si cuocia alla perfezione. Quindi è necessario accendere il forno a 200° e finire la cottura lì 15-20 min. Prelevare gli spiedini dalla piastra dopo averli girati da tutti i lati e salati, nel frattempo in una terrina mescolate il miele e il limone amalgamandoli. A questo punto, spostare gli spiedini in una teglia da forno, cospargerli con il composto di miele e limone, un filo d’olio, ancora un pò di sale. Lavare il rosmarino, aggiungere anche questo e ultimare la cottura.


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Gelato al miele e timo limone [ pane-miele.blogspot.com ] Ingredienti: 250 ml di latte / 250 ml di panna fresca / 4 tuorli / 4-5 rametti di timo limone o timo normale / 160 gr di miele di acacia (oppure di timo) / 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata Portate a ebollizione in una casseruola il latte, la panna e i rametti di timo limone. Spegnete la fiamma, incoperchiate e lasciate a riposare per circa 10 minuti. Filtrate la preparazione. In una ciotola lavorate i tuorli con il miele fino ad ottenere un composto liscio e cremoso, poi versate un pò di latte nei tuorli, mescolate bene e poi versate il tutto lentamente nel composto di latte e panna. Accendete di nuovo la fiamma e riscaldate il latte con i tuorli (non fare bollire!) fino a quando il composto si addensa un pò (come la crema pasticcera). Trasferite il composto nel frigorifero per 12 ore. Riprendete il composto e trasferitelo nella vostra gelatiera.

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Rotolo al cacao con ganache al miele di acacia [ cappuccinoandcornetto.blogspot.com ]

Pasta bisquit: 80 gr di farina (miscela di farina e amido) / 2 cucchiai di cacao / 2 uova / 60 gr di zucchero / 15 gr di burro Ganache al miele: 80 gr di cioccolato fondente / 30 gr di burro / 50 ml di panna / 40 gr di miele di acacia / 150 ml di panna montata (questa verrà aggiunta dopo, quando la ganache si sarà raffreddata) Per decorare: 50 gr di cioccolato fondente / granella di nocciole

Per il bisquit: Dividete i tuorli dagli albumi, montate a neve ben ferma quest’ultimi e teneteli da parte. Sbattete i rossi d’uovo con lo zucchero fino ad avere un bel composto denso e spumoso. Mescolate i tuorli con gli albumi aggiungendo la farina e il cacao setacciati. Poco per volta aggiungete un po’ di albumi e un cucchiaio di farina e continuate alternando farina e albumi mescolando con piccoli movimenti dal basso verso l’alto fino al completo miscelamento di tutti gli ingredienti. Foderate una placca con carta forno bagnata e strizzata in modo da far aderire per bene il composto. Versate la miscela sulla placca e livellatelo dando una forma rettangolare (con questa dose avrete un rettangolo 25x15). Cuocete in forno a 160° per 1012 minuti (regolatevi cmq con il vostro forno). Dovrà risultate morbido e spugnoso. Tolto il bisquit dal forno capovolgetelo su un panno leggermente bagnato e arrotolatelo su se stesso con delicatezza. Lasciatelo raffreddare e nel frattempo preparate la farcitura.

Per la ganache: Mettete a riscaldare in un pentolino la panna (50 ml) con il miele, non deve bollire. Spezzettate il cioccolato fondente e versate il liquido sul cioccolato a pezzetti, aggiungete il burro morbido e mescolate tutti gli ingredienti fino ad amalgamarli per bene. Montate la panna (100 ml) e quando la ganache al miele si sarà freddata aggiungete la panna e mescolate i due composti. A questo punto potete farcire il rotolo. Mettete sul piano da lavoro un foglio di carta argentata, spargete sulla superficie della carta un bel po’ di cacao amaro e posizionate il rotolo sopra il cacao, farcitelo con un abbondante strato di ganache. Aiutandovi con la carta argentata richiudete il rotolo e tenetelo in frigo per un’oretta. Il rotolo può essere già mangiato così, tolto dalla carta argentata e tagliato semplicemente a fette, oppure potete decorarlo come ho fatto io creando dei mini dolcini da the o da fine pasto. Spezzettate e sciogliete a bagnomaria l’ultima parte di cioccolato fondente. Tagliate il rotolo in fette spesse circa 3,5 cm. Posizionate la fetta su un pirottino (o un vassoietto monoporzione), aiutandovi con una sac a poche mono uso o un cono di carta fate delle striscette di cioccolato fondente sulla girella e poi cospargete con un po’ di granella di nocciole a piacere.

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CONTEST

Arrosto che delizia

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Girello in crosta con cipolline in agrodolce

myszkincucina.blogspot.com


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Arrosto di vitello con la pentola a pressione

pasticcigourmet.blogspot.com

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Fusi di pollo arrosto con marinata agrodolce

www.l-appetito-vien-leggendo.com


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Polpettone di carne

blog.giallozafferano.it/paciulina

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Arrosto al cognac fiordirosmarino.blogspot.com


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Arrosto di filetto al the al bergamotto

lacucinadimamma-loredana.blogspot.com


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Girello in crosta con cipolline in agrodolce Ingredienti: Per l’arrosto: 1/2 kg di girello di vitello / 2 cucchiai di mostarda (tipo Dijon) / 1 cipolla bianca / mollica di 2 paninetti / olio, sale e pepe / 3 cucchiai di burro Per le cipolline in agrodolce: 300 gr cipolline / 3-4 cucchiai di aceto / 4-5 cucchiaini di zucchero / olio, sale Prima di tutto iniziate a tagliare la cipolla a pezzettini molto piccoli. Poi scaldate una padella con del burro e passate il magatello in padella per un 5-10 minuti a fuoco alto. Non dovete cuocerlo ma solo creare quella crosticina esterna che lo protegge durante la cottura. Tirate fuori la carne, salatela e pepatela a dovere. Accendete il forno a 180 gradi. Nella padella dove avete scottato la carne, aggiungete un po’ di burro con le cipolle e fatele cuocere. Mettete il magatello in una teglia oliata e spalmate la parte superiore di mostarda. Quando le cipolle sono cotte togliete dal fuoco e aggiungete la mollica del panino spezzettata aggiungendo un po’ di sale e di pepe. Usate questa mistura per ricoprire la parte superiore del magatello dove avete messo la mostarda. Infornate e fate cuocere per una mezz’ora. Quando la cipolla con la mollica hanno creato la crosta tirate fuori dal forno e lasciate raffreddare prima di tagliare l’arrosto. Nel frattempo prepariamo le cipolline in agrodolce. Togliete la pelle esterna delle cipolline e mettete in padella con un po’ d’olio e di sale. Spolverate con un paio di cucchiaini di zucchero. Quando si sono leggermente caramellate aggiungete l’aceto e coprite. Quando l’aceto si è assorbito dovete assaggiare il sughetto e continuare a aggiungere zucchero e poi aceto fino a raggiungere il

Arrosto di vitello con la pentola a pressione

Fusi di pollo arrosto con marinata agrodolce

Ingredienti per 2 persone: 500 gr di polpa o noce di vitello / 1 spicchio d’aglio / mezzo bicchiere di vino bianco 2 bicchieri di brodo / aromi misti: rosmarino, salvia, ginepro, alloro, origano, timo, maggiorana e basilico / olio EVO / sale

Ingredienti per 2 persone: 4 piccoli fusi di pollo / 1 spicchio di aglio / 3 cucchiai di sciroppo d’acero / 1 cucchiaio di olio e.v.o. / 1 cucchiaio scarso di Senape di Digione(io uso la maille) / rosmarino / succo di mezzo limone / 3 patate medie / sale fino pepe nero

Velate il fondo della pentola a pressione con l’olio EVO e rosolate bene la carne su tutti i lati. Quando la carne é abbastanza rosolata, mettete lo spicchio d’aglio, gli aromi e salate e rosolate ancora per qualche minuto. Sfumate con il vino bianco, lasciate evaporare, togliete l’aglio, aggiungete il brodo e chiudete la pentola a pressione. A partire dal fischio, cuocete su fiamma medio-alta per 35 minuti. Fate raffreddare la carne e tagliatela a fettine sottili. Se il sughetto dovesse essere troppo liquido, fatelo restringere oppure aggiungeteci mezzo cucchiaino di fecola di patate setacciata. (come farei io, ma non fa la mia mamma). Rimettete le fettine di carne nella pentola, scaldate e servite con delle patatine novelle arrosto.

Ricoprire una pirofila che possa andare in forno con della carta da forno bagnata e strizzata. In una ciotola unire lo sciroppo d’acero, l’olio, la senape, gli aghi di rosmarino tritati, il succo di limone, e mescolare. Sistemare i fusi di pollo nella teglia, cospargerli della salsa preparata e farli insaporire per un’ora girandoli di tanto in tanto. Nel frattempo sbucciare le patate e ridurle a piccoli spicchi. Sistemare le patate nella pirofila con i fusi, unire uno spicchio d’aglio vestito, mescolare per far si che le patate si ricoprano di salsa e mettere in forno caldo a 200° per circa 50 minuti e fino a quando i fusi e le patate non saranno cotti. Passare la pirofila per un paio di minuti sotto il grill del forno per la doratura finale e servire ben caldi.

Per le patate: Vi do due suggerimenti per averle croccanti fuori e morbide dentro, anche se la qualità delle patate non è ottima: 1) Lavatele, pelatele e tagliatele a tocchetti. Mettetele in ammollo in acqua per ca. 1 oretta scarsa...così perdono parte dell’amido. 2) Cuocetele a vapore per 4-5 minuti, poi mettetele in forno. sapore giusto (dolce ma acido). A questo punto se le cipolline non sono ancora cotte aggiungete un po’ d’acqua e copritele fino a cottura a fuoco basso. Per avere una cottura ottimale tutte le cipolline dovrebbero essere della stessa grandezza.


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Polpettone di carne Ingredienti per 6 persone: 250 g di carne di vitello macinata / 250 g di carne di maiale macinata / 250 g di mollica di pane raffermo / 4 uova / 50 g di parmigiano grattugiato / 1/2 spicchio d’aglio / 1 manciata di prezzemolo fresco tritato / 50 ml di olio extravergine di oliva / sale q.b. / 100 g di prosciutto cotto / 150 g di provola affumicata Mescolate in una ciotola la carne tritata con la mollica precedentemente sbriciolata. Unite le uova, lo spicchio d’aglio, il parmigiano, il sale, il prezzemolo e l’olio. Partendo dal lato più corto, stendete un primo strato di provola, continuate con un secondo strato di prosciutto cotto affettato sottile. Amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma modellabile, che stenderete su un foglio di carta da forno dandogli una forma rettangolare. Aiutandovi con le estremità della carta da forno arrotolate su se stesso il rettangolo di carne partendo dal lato più lungo. Sigillate bene i bordi e date all’impasto la tipica forma affusolata del polpettone. Disponetelo in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e spennellatelo con l’olio di oliva. Infornate a 220° per circa 45 minuti.

Arrosto al cognac

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Arrosto di filetto al the al bergamotto

Ingredienti per 2 persone: 500 g di carne di vitello per arrosto (cappello del prete) / 1 carota / 1 scalogno / 1 spicchio di aglio / ½ costa di sedano / 2 rametti di rosmarino / 2 rametti di timo / 1 bicchierino di cognac / 1 bicchierino di brodo vegetale / Olio evo / Sale alle erbe

Ingredienti per 4 persone: 800 gr filetto di maiale / 1 cucchiaino di thè al bergamotto / 3 chiodi di garofano / 180 gr di prosciutto crudo a fette / salvia 4 foglie / 30 gr di burro / 1/2 cucchiaino di fecola di patate 2 dl di vino rosso / sale qb / pepe

Tritare la carota, lo scalogno, l’aglio e il sedano. Soffriggere il trito nell’olio per qualche minuto quindi aggiungere la carne e farla rosolare bene da tutte le parti. Unire il cognac e far evaporare a fiamma alta, dopodichè abbassare il fuoco al minimo, bagnare con il brodo, aggiungere il rosmarino e il timo, coprire e cuocere per un’oretta. Verso fine cottura se necessario salare (consiglio di assaggiare prima perchè il brodo insaporisce parecchio). Lasciare raffreddare, affettare e servire caldo con la sua salsina. Se si preferisce una salsa più cremosa passare nel frullatore il fondo di cottura con le verdurine.

Scaldare mezzo bicchiere di acqua con i chiodi di garofano , lasciare in infusione il the per 3 minuti, quindi filtrare e unire il vino; versare il liquido sul filetto e lasciar marinare al fresco per 30 minuti. Sgocciolare la carne, tamponarla con carta assorbente, salare pochissimo, pepare e avvolgere con le fette di prosciutto. Rosolare il filetto in un tegame con il burro, una volta pronto trasferirlo in un altro contenitore e porre in forno caldo a 170°, unire la salvia e cuocere per 30 minuti coperto con un foglio di alluminio. Stemperare la fecola con un pò di marinata, diluirla con il resto del liquido e versarla nel tegame in cui ha rosolato il filetto, farlo restringere . Servire il filetto a fette con il fondo di cottura ben ristretto.


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dalla Redazione

costruire una lampada per le foto

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Aiutanti creativi A CURA DI GAIA (lapatataingiacchetta.com)

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costruire una lampada per le foto La mia idea era di fare una cosa simile alla Lowel Ego Light anche come feeling. Per questo motivo non ho scelto la via piÚ economica – vale a dire montare la lampadina in una qualunque abat-jour e arrotolarla nella carta da forno per fare da diffusore. Voi potete farlo e spendere anche zero, ma rimane poco elegante‌


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la lista della spesa: • 2 lastre di plexiglas bianco latte, lucido, misure 25×35 cm. Potete usare qualunque altro materiale, anche il compensato o il cartone. Ho scelto il plexiglas perché è duro, immarcescibile, facilmente lavorabile e soprattutto si trova già bianco e riflettente, una caratteristica importante visto che la nostra GaiaLight, com’è stata ribattezzata la luce, deve concentrare la luminosità in un arco frontale. Il plexiglas si trova al taglio nelle migliori ferramenta (come mi piace dirlo!), oppure nei negozi specializzati in profilati plastici, o ancora (leggermente più caro ma sempre al taglio), nelle catene tipo Obi, BricoIo, Castorama, ecc. In genere in fondo in fondo a destra, vicino al legname… • almeno 8 vitine, con altrettanti dadini e rondelline. Costo: 2-3 euro? Se le rimediate in casa anche zero. • 2 staffe a ‘L’, piccole, con 4 fori ciascuna. Io le ho prese in ottone. Costo: boh! 50 centesimi l’una? • 2-3 metri di cavo elettrico. Costo: 1 euro • 1 impanatura per lampadine E27 (non è roba che si mangia). Io l’ho presa in simil-

ceramica con supporto già incorporato (in pratica è un’altra minuscola staffettina a L fatta per avvitare poi la lampadina dove vi pare (comodo). Costo 2 euro circa • 1 foglio di plastica spessore 1 mm, opaco. Questo è stato un colpo di culo. Siccome la GaiaLight deve avere un diffusore avevo pensato alla carta da forno. Poi in un Obi ho trovato questo foglio, perfettamente opaco, ma che lascia filtrare bene la luce, diffondendola appunto. Cercate qualcosa di simile – al limite – alla giusta distanza dalla lampadina – va bene anche la vile carta da forno. Costo 2,40 euro • 1 spina (normalissima). Costo 1,60 • 1 stecchina angolare – non so come cavolo chiamarla, per rifinire la costola posteriore formata dalle due lastre di plexiglas.(1 metro di lunghezza, poi segata) Costo: 1 euro • 1 stecchina tipo quella per rilegare al volo le tesine (senza colla, solo da infilare). Mi è servita, segata a misura, a tenere in posizione il foglio di plastica opaco. Costo 90 centesimi

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come si procede? Montate ad angolo retto le due Scegliete un punto in basso e 1 lastre di plexiglas, accostando 3 vicino all’angolo e fate – con i due lati lunghi. Mettete all’inla massima attenzione – un terno dell’angolo le due staffette a ‘L’, piccolo foro in una delle due lastre prendete le misure dei fori, trapanate di plexiglas per permettere poi al filo con una punta adatta e tanta cautela elettrico di passare. il plexiglas e poscia fissate tutto con le viti. Se avete capito a questo punto dovreste avere una strutturina fatta a tetto, dove le staffe a ‘L’ tengono insieme le due lastre di plexiglas. Il tutto solidamente avvitato.

Tagliate a misura e mettete la 2 stecchina angolare a rifinire. Lasciate 15 centimetri in più se volete una sorta di maniglia di trasporto.

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Montate il supporto della lampadina, cioè l’impanatura dentro all’angolo delle due


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lastre di plexiglas. Potete farlo sfruttando come ho fatto io le viti già presenti. In pratica ho avvitato un supportino di plastica fatto a ‘T’ ad una lastra di plexiglas (ma va bene usare una cosa qualunque anche raccattata in casa, oppure direttamente utilizzando il supporto dell’impanatura). Potreste in teoria perfino usare della colla. Orientate però l’impanatura in modo che possa accogliere una lampadina facilmente, senza contorsionismi. Occhio a considerare il calore eventualmente prodotto dalla lampadina e meglio se non fate fare contatti con nessuna parte metallica diretta, non si sa mai…

za montate sul cavo elettrico l’interruttore a pedale e la spina. Sistemate il vostro foglio di plastica trasparente sul davanti. Io ho dovuto incidere una linea ai due bordi corti del foglio di plastica in modo da poterli piegare un po’ senza romperli e li ho infilati dentro la stecchina tipo rilegatura. Tiene che è una meraviglia. Sennò con un po’ di fantasia mettete la carta da forno (Scotch? Colla? Elastici?).

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È tutto. Al solito è più complicato da dire che da fare.

Collegate il cavo elettrico all’impanatura e fatelo passare dal foro fatto in precedenza. Sistemate il filo in modo che non dia noia, tipo con fascette o roba simile, e ad una giusta lunghez-

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Piccolo disclaimer – Il sottoscritto non si prende alcuna responsabilità; le mie indicazioni sono a puro scopo didattico e illustrativo. Se tutto vi esplode in una nube atomica non è colpa mia.

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Italia golosa

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Appuntamenti da non perdere dedicati agli amanti delle manifestazioni gastronomiche, per degustare deliziosi prodotti tipici locali.

»» NH GRAND HOTEL PALAZZO

»» VALLE DI MADDALONI (CE)

»» MAMOIADA (NU)

»» LIVORNO

»» 28-29-30 Ottobre 2011

»» dal 4 al 6 Novembre 2011

»» 22-23 Ottobre 2011 Livorno Food III° Edizione del Festival del gusto La più importante e ricercata kermesse enogastronomica della Costa Tirrenica. Da protagonisti gli Espositori daranno vita ad un viaggio incentrato sui sapori e sui gusti che solo l’alta qualità e la genuinità delle nostre produzioni sanno regalare. La riscoperta di antichi sapori e la nostra ferrea volontà a valorizzare la tipicità dei prodotti del nostro territorio sono i cardini sui quali si basa la manifestazione e le motivazioni che ci spingono a dare il massimo perché tutto sia all’altezza delle aspettative. Tantissimi i prodotti da degustare, assaporare e acquistare direttamente: olio, vino, formaggi, sushi, champagne, cioccolato, salumi, confetture, dolci, liquori, salse, pasta, pane, spezie e molto altro ancora. All’interno una sala è dedicata alla ristorazione. info: info@pegaso-eventi.com tel. 0586 887017

Sagra della Mela Annurca XIX Edizione

Sas Tappas ‘in Mamujada (in oc-

La Sagra si propone come obiettivo principale quello di valorizzare un prodotto locale, appunto la mela Annurca, che rappresenta l’orgoglio dei produttori e dell’intera cittadina di Valle di Maddaloni. Ma è anche un’occasione per conoscere ed apprezzare le bellezze naturali e architettoniche, nonché le tradizioni culturali del luogo. Concerti all’aperto, sfilate di artisti di strada e spettacoli vari fanno da cornice agli stand allestiti nei giorni della Sagra: naturalmente le mele Annurca, pronte da mordere, fanno bella mostra di sé in ampi cesti, ma ai turisti viene proposto anche l’assaggio di squisiti dolci preparati artigianalmente con il prezioso frutto. Sapori che non sarà facile dimenticare…

La manifestazione Sas Tappas in Mamujada è stata un successo già dal primo anno di adesione al circuito “Autunno in Barbagia”. Nel 2003 è nata l’idea innovativa di creare un percorso eno-gastronomico e artigianale che riprendesse la tradizione mamoiadina di fare “tappa” (sosta) nelle cantine e nelle case degli amici a degustare un pezzo di formag-

info: www.prolocovalle.it tel. 0823 336552

casione di Autunno in Barbagia)

gio, pane e un bicchiere di vino. Così è nato questo percorso nel cuore del paese, che associa da un lato la tradizione culinaria mamoiadina che vanta tra l’altro ricette originali e una tradizione dolciaria di tutto rispetto e dall’altro la tradizione artigianale che spazia dalla realizzazione delle maschere dei Mamuthones alla lavorazione del coltello, dai lavori di intaglio del legno alla lavorazione del costume tradizionale e da svariate lavorazioni artistiche nate in questi ultimi anni sulla scia della manifestazione. A completare il quadro ovviamente non

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può mancare l’esibizione per le vie del centro storico dei Mamuthones e Issohadores che da sempre affascinano i visitatori. Da qualche anno vengono ospitate “tappas” straniere, creando così uno scambio culturale e un confronto con realtà diverse. info: www.tappasinmamujada.it Pro Loco Mamoiada tel. 0784 569032

»» CAVOUR (TO) »» dal 5 al 13 Novembre 2011 Tuttomele - 32^ edizione Manifestazione sulla frutticoltura, gastronomia, turismo e artigianato locale. Vengono riconfermate le iniziative che riscuotono di anno in anno un crescente successo: la SETTIMANA GASTRONOMICA della mela nei principali ristoranti di Cavour con menu interamente a base di mele; TUTTOMELE SELF il selfservice per una pasto veloce ed economico nelle due domeniche; RASSEGNE sulla frutta; i laboratori di SLOW FOOD; La grandissima produzione delle FRITTELLE di TUTTOMELE™, dolci, croccanti, inimitabili… info: www.cavour.info

»» BOLOGNA »» dal 16 al 20 Novembre 2011 Cioccoshow La Magia del Cioccolato VII edizione 7 come le note musicali, 7 come i Re di Roma, 7 come i nani di Biancaneve, 7

come i giorni della settimana, 7 come le meraviglie del mondo, 7 come i peccati capitali...e 7ª è l’edizione 2011 di Cioccoshow - La magia del cioccolato! Il numero 7 è da sempre considerato un numero magico e quella di quest’anno si propone come un’edizione speciale, con tutti i presupposti per diventare la più bella edizione della manifestazione dedicata al cioccolato più attesa dell’anno. Cioccolato e gola (uno dei 7 peccati capitali) saranno il motivo più ricorrente dell’evento che come tutti gli anni vedrà la partecipazione dei più importanti produttori di cioccolato artigianale a livello nazionale ed internazionale. Anche il programma degli eventi collaterali alla kermesse sarà arricchito da coinvolgenti novità che vi permetteranno di partecipare attivamente all’evento. info: www.cioccoshow.it

»» GIANO DELL’UMBRIA (PG) »» 26-27 Novembre 2011 Festa della Frasca La “festa della Frasca” era una tradizione contadina tipica di diverse zone rurali dell’Umbria centrale, legata al periodo della raccolta e lavorazione delle olive. Una volta terminata la fase della raccolta si celebrava la cosiddetta “buonfinita”, allestendo sulle aie dei casali rurali delle feste improvvisate addobbando con piccoli doni, destinati in genere al padrone o al “caposcala” (il coordinatore degli operai), un tralcio di olivo (chiamato in dialetto umbro “la frasca”). Intorno alla pianta addobbata si racco-

glievano per la festa tutti i protagonisti della raccolta. Al suono degli organetti si ballava il “salterello”, si recitavano stornelli, accompagnati dal vino generoso e si degustavano i piatti semplici della cucina contadina. Per vestire l’olivo a festa si utilizzavano gli oggetti più svariati, dai nastri colorati alla frutta, caramelle e piccoli giochi per i bambini, compresi i piccoli doni per i festeggiati, come ad esempio calze o cravatte. A Giano dell’Umbria tale tradizione è rimasta viva fino alla fine degli anni 50. A partire dal 1996 il Comune di Giano l’ha rievocata all’interno della manifestazione “Le Vie dell’Olio”, che si tiene ogni anno alla fine di novembre. Oggi la festa della Frasca viene rievocata con una sfilata che attraversa le vie del piccolo borgo medievale di Giano dell’Umbria. Un carro, tirato dai buoi, trasporta la “frasca” addobbata fino alla piazza principale del paese, accompagnata dai coglitori in abiti d’epoca come il “guazzarone” (una sorta di tunica che veniva utilizzata per ripararsi dall’umidità, dalla nebbia e dai rigori invernali frequenti in epoca di raccolta) e con strumenti originali (come i rastrelli di legno e il “cojituio”) e da un gruppo folkloristico che rievoca i canti e le danze della tradizione contadina umbra. In piazza del municipio si concentra tutta la festa con degustazioni gratuite della tradizionale “bruschetta” con l’olio novello e di altri prodotti tipici, come le frittelle di pane e i dolci, il tutto accompagnato dall’ottimo vino delle colline gianesi. La festa incomincia alle 14.30 e prosegue fino a sera. info: www.leviedellolio.info


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»» CASTEL D’ARIO (MN) »» dal 7 all’11 Dicembre 2011 Festa dell’Osso La manifestazione si propone come festa in piazza per riscoprire, in termini culinari, la cultura e le tradizioni del paese. Uccidere il maiale durante il periodo invernale è ancora un ricordo vivo in buona parte della popolazione. Il maiale era ricchezza per la famiglia, significava carne dopo tanta polenta, niente veniva gettato: le ossa, il muso (con le sue sei qualità di carne), la coda, i gelatinosi nervetti, tutto veniva cotto per ore ed ore e servito fumante agli esultanti commensali. Riproporre l’usanza è ritornare a raccontare delle radici, una storia, una cultura. La manifestazione non è partecipata solo da persone nostalgiche e di una certa età; forse la novità, la semplicità, la storia che vive nella festa la rende un momento eccezionale anche per i giovani. Un menu vecchio stile con sampet, grugnin, oreci, polenta e grepole, fagioli con le cotiche, ossi di maiale, coin, cotechino, braciole ma anche il tradizionale risotto alla pilota e costine. info: Pro Loco Castel d’Ario Tel. 0376 660438

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CONTEST

Riaccendiamo il forno

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Tortino di patate viola

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Sformatini di patate in cocotte

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Treccia di salmone in salsa di peperoni dolci

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Rondelle di zucchine impanate al forno

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Crostatine ai mirtilli con frolla alle nocciole

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Tortine di melette selvatiche

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Tortino di patate viola Ingredienti: 500 g di patate viola / 100 g di panna montata / 100 g di parmigiano / 1 uovo / sale / pepe / burro e pangrattato per infarinare lo stampo Mettete a bollire le patate e quando saranno morbide sbucciatele a caldo e passatele allo schiacciapatate. Fatele freddare e intato imburrate e passate il pangrattato negli stampini. Quando le patate saranno fredde aggiungete il formaggio, il sale, il pepe, l’uovo e infine la panna montata dolcemente. Mettete nello stampino e cuocete in forno preriscaldato per 20 minuti a 180 gradi. Facile vero??? Fate attenzione quando lo sformate perchè è molto delicato.

Sformatini di patate in cocotte

Treccia di salmone in salsa di peperoni dolci

Ingredienti (per 4 cocotte da 10cm di diametro e 1 cocotte più grande da 20cm): 1kg di patate tipo Bologna (o patate da purè) / 300/350g di latte / 30g di burro / 30g di parmigiano reggiano + quello per spolverare sulla superficie / noce moscata / sale, pepe / 500g di macinato misto manzo/maiale / 1 carota / 1 cipolla di tropea + 1 pezzetto di cipolla dorata / vino bianco

Ingredienti per 4 persone 600 g di filetto di salmone / 200 g di peperoni dolci (ho usato i gialli) / 60 g di cipolle / 1 dl di vino bianco / 100 g di panna fresca / 50 g di burro / sale, pepe bianco (io ho usato il pepe nero) q.b.

Tagliate le carote a piccoli dadini e tritate finemente la cipolla. Soffriggete carota e cipolla finché si saranno ammorbidite bene, poi aggiungete il macinato facendolo rosolare bene, aggiustate di sale. Sfumate con il vino bianco e fate cuocere sgranando bene la carne. Aggiungete una spruzzata di pepe e spegnete il fuoco quando la carne sarà bene insaporita. Fate bollire le patate con la buccia e portatele a cottura (circa 20/30 minuti), poi lasciatele raffreddare un po’, sbucciatele e schiacciatele finemente con lo schiacciapatate. A questo punto mettete le papate in una pentola capiente e ponetela sul fuoco basso, aggiungete, il burro e poi il latte a poco a poco mescolando di continuo finché avrete ottenuto un purè liscio, gonfio e omogeneo. In ultimo aggiungete il parmigiano, il sale, il pepe e la noce moscata. Accendete il forno e portatelo a 180° con la funzione grill. Riempite le cocotte piccole e quella più grande con uno strato di carne alto circa 1 cm, versateci il purè e livellate il bordo con una spatola o con il dorso di un cucchiaio. Spolverate la superficie degli sformatini con il parmigiano. Infornate gli sformati per circa 5 o 10 minuti, il tempo necessario perché si formi una crosticina croccante e abbrustolita sulla superficie. Sono buoni sia caldi che freddi.

Spellate il salmone, togliendo bene tutte le lische, e tagliatelo obliquamente a fette di 1 cm, nel senso della larghezza. Con due o tre fette, formate delle trecce, che disporrete in una pirofila imburrata. Salate, pepate e bagnate con metà del vino bianco. In una pentola rosolate le cipolle, tagliate grossolanamente, con il burro. Aggiungete i peperoni puliti, lavati e tagliati a pezzi. Lasciate stufare per cinque minuti, quindi bagnate col vino restante, facendo evaporare, e proseguento ancora la cottura. Nel caso serva, aggiungete dell’acqua calda. A fine cottura unite la panna, il pepe, il sale e portate a ebollizione per alcuni minuti. Frullate la salsa, passatela al colino e conservatela in caldo. Ora passate alla cottura del salmone che metterete in forno per 10 minuti a 180°C. Una volta pronto, potete impiattare: versate su ogni piatto della salsa di peperoni ed adagiatevi una treccia di salmone. Potete accompagnare con verdure cotte al vapore.

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Rondelle di zucchine impanate al forno

Crostatine ai mirtilli con frolla alle nocciole

Ingredienti (dose per 1 persona; moltiplicare le dosi in base al numero degli invitati): 1 zucchina / 1 albume / 1 cucchaio di pangrattato / 1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato / sale e pepe nero /olio e.v.o.

Ingredienti: 150 gr di farina 00 Molino Chiavazza / 120 gr di nocciole finemente tritate o farina di nocciole / 70 gr di zucchero / 100 gr di burro freddo / 1 uovo / 1 cucchiaino di lievito per dolci / 300 gr circa di mirtilli (rossi e blu) / 150 gr di marmellata di mirtilli

Lavare la zucchina e tagliarla a rondelle. In una ciotolina mischiare il pangrattato, il parmigiano, il sale e il pepe. Passare le rondelle prima nell’albume sbattuto e poi nel mix di pangrattato. Disporre le rondelle su una teglia ricoperta di cartaforno, irrorare con un filo d’olio e cuocere in forno a 180° fino a quando si formerà una crosticina croccante. Servire su carta gialla o in barattolini rivestiti di cartaforno... croccanti ma non fritte, gustose e light!

Scaldate il forno a 180°C. Mischiate la farina 00 con la farina di nocciole, il lievito e lo zucchero. Disponete il composto a fontana e unite il burro, ben freddo da frigo, tagliato a tocchetti. Lavorate il tutto molto velocemente fino ad ottenere un composto sabbioso e privo di grumi. Potete eventualmente semplificare questa operazione utilizzando un robot da cucina. Ovviamente i tempi di lavorazione devono essere molto ridotti per non surriscaldare l’impasto. A questo punto aggiungete un uovo e impastate fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea. Ponetela a riposare in frigorifero, all’interno di una ciotola, per almeno 30 minuti. Infarinate un piano di lavoro e stendete la pasta molto delicatamente. Essendo una frolla estremamente morbida sarà molto probabile che vi si rompa. In questo caso disponetela direttamente nello stampo, che avrete foderato con carta forno, e stendetela con cura fino ad ottenere uno spessore omogeneo di almeno 3 mm. Una volta foderato lo stampo, bucate la pasta con i rebbi di una forchetta e fate cuocere per circa 15 minuti in forno già caldo a 180°C. Riempite quindi i gusti di pasta frolla semi cotta con i mirtilli, versateci sopra la marmellata (meglio se la fate scaldare velocemente nel caso in cui sia molto compatta). Completate con dei ritagli di pasta frolla che avrete avanzato e ponete nuovamente in forno per completare la cottura per altri 30 minuti circa o finchè la pasta non risulta ben cotta. Fate attenzione che non si colorisca troppo. Lasciate raffreddare e servite accompagnando con panna montata.

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Tortine di melette

selvatiche

Ingredienti: 125g di burro / 1 Kg circa di melette pulite, tagliate in due e senza torsolino (lo sò è un lavoraccio!!!) e bagnate con un cucchiaio di succo di limone e 1 cucchiaio di zucchero di canna / la scorza grattugiata di mezzo limone / 400g di farina / 3 cucchiaini di lievito vanigliato / 300g di zucchero / 1 pizzico di sale / 4 uova medie / 1/2 tazza di latte (circa 50 ml) / 50g di mandorle tagliate grossolanamente / zucchero a granella (a piacere) / gelatina di albicocca per lucidare

Far sciogliere il burro e lasciarlo raffreddare. Mescolare la farina e il lievito, lo zucchero, il sale e lavorando con uno sbattitore poco per volta le uova, il latte, la scorza di limone e il burro fuso. Imburrare gli stampini e infarinarli, incorporare 2/3 delle melette all’impasto e distribuire il composto negli stampini. Sistemarci sopra le melette rimanenti, le mandorle e lo zucchero granellato. Infornare a 180° per 20/30 min finchè non saranno ben dorate, lasciare raffreddare. Scaldare la gelatina di albicocche e con un pennellino da cucina spennellare le tortine. Servire con un buon tè!


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dalla Redazione

fai da te: come decorare la tavola Chiara

[lefrufrublog.blogspot.com] Le Frufrù è un profumo di fiori, le matrioske tutte in fila, è un rossetto rosso lampone, un ricamo. Le Frufrù nasce dalla voglia di condividere idee e ispirazioni, emozioni e mood. Le Frufrù è Chiara e le cose che la circondano. Chiara è: planning, hand made e ispirazioni.

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Aiutanti creativi A CURA DI CHIARA ( lefrufrublog.blogspot.com )

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la tavola si veste d’autunno! La mia filosofia è “poca spesa, massima resa” e quando ho dovuto pensare ad un progetto fai da te mi è stato subito chiaro il materiale che avrei usato: la carta! In modo particolare la carta craft, o carta pacchi che dir si voglia, è una grande risorsa per le piccole e le grandi decorazioni. Complice il suo colore caldo adatto al periodo autunnale, l’ho scelta per creare una ghirlanda che può diventare un

centrotavola d’effetto e che una volta finito il pranzo può decorare una parete di casa. Realizzarla è davvero facile e molto economico. Tutto quello che ci servirà sarà un rotolo di carta pacchi, forbici, nastro biadesivo e qualche stuzzicadenti.


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come fare? Dopo aver ritagliato un anello di cartone del diametro di circa 20 cm, andremo a creare dei sostegni che incolleremo sul suo fondo per permettere alla ghirlanda di acquisire profonditĂ . Procediamo con il ritagliare le foglie dal rotolo di carta pacchi. Potrete scegliere il tipo di foglia che preferite e personalizzare cosĂŹ il progetto in base ai vostri gusti.

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A questo punto con il nastro biadesivo andremo ad attaccare le foglie all’anello. Si possono creare diversi centrotavola di piccole dimensioni oppure creare una versione maxi come ho scelto di fare io.


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...e con le foglie rimaste?

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Con le stesse foglie della ghirlanda ho creato il segnaposto. Semplicemente attaccando una foglia ad uno stuzzicadenti ed inserendola in un panino ecco risolto in un colpo solo il segnaposto e la “questione pane�. Potremmo ulteriormente per-

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IDEA UNO sonalizzare il segnaposto usando per ogni panino una decorazione diversa. Io mi sono sbizzarrita con le spezie:dal rosmarino alle erbe provenzali, dai semi di sesamo bianchi a quelli neri, dal sale marino grosso ai semi di papavero.


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Il menù trova posto sul dispencer del sale e la bottiglia è “vestita” da un salva macchia d’eccezione e in padant con l’intera composizione.

IDEA DUE


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Redazione + blogger

giro d’Italia tra formaggi e vini

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Mangiare & Bere

SCHEDE FORMAGGI E RICETTE A CURA DI LEDA ( gustosamente.blogspot.com ) ABBINAMENTI E SCHEDE VINI A CURA DI RICCARDO ( riccardopastore.wordpress.com )

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giro d’Italia tra formaggi e vini Viaggiamo da nord a sud e selezioniamo 3 formaggi e 3 vini.. Vi presentiamo tre ricette per godere al meglio dei sapori della nostra nazione. Tantissime potevano essere le scelte, cosÏ numerose che questa rubrica potrebbe essere infinita.

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Assaggiamo la montagna formaggio: Taleggio DOP Zona di produzione: in Lombardia nei comuni di Bergamo, Brescia, Como, Milano, Lodi, Pavia, Cremona; in Veneto a Treviso; in Piemonte a Novara. Lavorazione: prodotto con latte vaccino intero scaldato a 30° addizionato di lattofermento e caglio di vitello; la cagliata ridotta a frammenti viene sgrondata dal siero e posta in stampi di forma quadrata; il formaggio viene quindi posto in ambienti altamente umidi in modo che la fermentazione elimini il siero in eccesso; segue la salatura a secco. Stagionatura: circa 40 giorni. Caratteristiche: formaggio a pasta cruda, più morbido in prossimità della crosta, più compatto verso il centro della forma; dal sapore dolce con possibili note acidule, aromatico con una buona sapidità, in alcune produzioni ha un sentore tartufato; la crosta è rosata, rugosa e morbida. Degustazione: perfetto come condimento per paste asciutte, gnocchi e per mantecare risotti. Ottimo da servire con polenta o purè di patate. Al naturale si combina molto bene con le noci.

vino: Cantina Sociale Bergamasca - Valcalepio Bianco DOC 2010 Ottenuto da uve di Pinot Bianco e Chardonnay dal 50 all’80% e da uve di Pinot Grigio per il restante. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto risulta deciso, piacevole, persistente, caratteristico. Al palato, aroma fresco, sapido, fruttato, minerale con sentori di mandorla. Di buona struttura. Inizia delicato e piacevole per poi lasciare posto ad una sensazione calda, morbida e avvolgente. Decisamente un vino ben abbinabile a diverse pietanze, dagli antipasti, alla pasta, alle carni bianche, al pesce e in grado di equilibrare perfettamente il Taleggio. Ottimo come vino estivo. Gradazione alcolica: 12% Temperatura di servizio: 11-12° Costo: circa 5 €

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Insolita insalata con Taleggio [ gustosamente.blogspot.com ]

Ingredienti (2 porzioni): due fette di Taleggio 1 pera williams 2 coste di sedano 1 piccola barbabietola precotta 8 gherigli di noce olio extravergine d’oliva succo di limone sale pepe Tagliate a cubetti la barbabietola. Mondate il sedano levandogli i filamenti e tagliatelo a fettine. Lavate la pera e affettatela sottilmente senza sbucciarla. Preparate un’emulsione con sale, pepe, olio e pochissimo succo di limone. Tagliate a pezzetti le fette di Taleggio. Su un lato del piatto disponete a ventaglio le fettine di pera. Al centro mettete il Taleggio e i cubetti di barbabietola. Sull’altro lato disponete le fettine di sedano. Distribuitevi sopra le noci leggermente spezzettate. Irrorate tutto con l’emulsione di olio e servite.

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Profumo tuo di vacanze romane formaggio: Pecorino Romano DOP Zona di produzione: Lazio, Sardegna, provincia di Grosseto in Toscana. Lavorazione: prodotto con latte intero di pecora da allevamenti delle zone di produzione, innestato di caglio di agnello; il latte coagulato viene rotto in frammenti grandi quanto chicchi di riso, successivamente cotto e pressato in stampi. Le forme vengono quindi marchiate e passano alla salagione a secco o in salamoia. Stagionatura: minima di 5 mesi per il pecorino da tavola, massima di 18 mesi per formaggio da grattugia. Caratteristiche: la pasta è compatta o leggermente occhiata, con colore che varia dal bianco al paglierino; il sapore è aromatico e pieno ed aumenta di piccantezza con la stagionatura; la crosta di colore avorio può essere ricoperta da protettivi di colore nero. Degustazione: in magnifico contrasto con sapori dolci come pere o zucca, che mettono in risalto le note aromatiche del formaggio. Se servito al naturale si può accompagnare con mieli dal retrogusto amarognolo oppure con confetture di frutta.

vino: Tenuta di Pietra Porzia - Frascati Superiore Secco DOC 2010 Ottenuto da uve Malvasia di Candia - Trebbiano, Malvasia del Lazio, Bombino, Greco. Colore giallo paglierino intenso. Aroma intenso e fruttato con sentori tipici di pera matura. Sapore fresco e brioso, secco e ammandorlato. Ottimo come aperitivo, compagno insostituibile per piatti leggeri. Gradazione alcolica: 13% Temperatura di servizio: 14-15°C Costo: circa 5 €

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Spaghetti cacio e pepe con zucca croccante [ gustosamente.blogspot.com ] Ingredienti (2 porzioni): 180 gr di spaghetti 60 gr di pecorino romano un pezzo di zucca lunga pepe nero in grani olio per friggere sale q.b. Lessate la pasta ben al dente in acqua leggermente salata. Sbucciate la zucca e tagliatela a fettine sottilissime. Fate scaldare una tazza di olio in un padellino e poi friggetevi le fettine di zucca finché diventano croccanti. Scolatele su carta da cucina per far perdere l’unto in eccesso. Scolate la pasta ma non troppo scrupolosamente, deve mantenere un po’ dell’acqua di cottura, e mettetela in una ciotola con il pecorino grattugiato e abbondante pepe macinato fresco (sarebbe meglio pestarlo al mortaio perché si deve sentire sotto i denti). Iniziate quindi a mescolare per far sciogliere il pecorino ed amalgamarlo bene agli spaghetti. Se dovesse servire potete aggiungere ancora qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Suddividete gli spaghetti nei piatti, disponete sopra ogni porzione le fettine di zucca fritta e macinate a piacere altro pepe.

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La Sicilia ci fa... sciogliere

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formaggio: Ragusano DOP Zona di produzione: Sicilia nella provincia di Ragusa; nella provincia di Siracusa nei comuni di Noto, Palazzolo Acreide e Rosolini. Lavorazione: prodotto esclusivamente con latte vaccino crudo intero da allevamenti che rispettano il disciplinare; il latte viene coagulato a circa 34° con caglio in pasta di agnello. Dopo la spezzatura della cagliata, la massa viene pressata, lasciata asciugare per circa 20 ore, poi tagliata a fette e lavorata in acqua ad elevata temperatura fino a farla filare. La pasta viene poi inserita in contenitori di legno detti “mastredde” che conferiranno al formaggio la caratteristica forma di parallelepipedo. Le forme vengono appese in coppia a sostegni di legno, in locali umidi e ventilati, a temperatura di 14-16°. Se il formaggio è destinato a lunga stagionatura, si procede alla cappatura con olio d’oliva.

Stagionatura: minima di 3 mesi, massima di 12 mesi. Caratteristiche: la pasta è di colore bianco o giallo paglierino; l’odore è caratteristico di sapore dolce, gradevole e con note delicate, tende ad insaporirsi con la stagionatura; la crosta è di colore giallo-marrone. Degustazione: ideale in abbinamento a cime di rapa, cipolle e spinaci. Merita di essere degustato anche in purezza accompagnato con pane locale. vino: Feudo Principi di Butera - Deliella IGT 2006 Nero d’Avola in purezza. rosso rubino brillante, ben strutturato, ampio, deciso, persistente, rotondo, speziato, morbido e intenso. Sentori di cacao, chiodi di garofano, frutti rossi, liquirizia. Semplicemente divino! La maturazione (18 mesi) in tonneaux da 350 litri e in botti di rovere di Slavonia da 30 Hl. Affinamento di 12 mesi in bottiglia. Si abbina perfettamente a carni rosse e selvaggina, arrosti e formaggi stagionati. Gradazione alcolica: 13,5% Temperatura di servizio: 18° Costo: dai 30 ai 40 €

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Cipolle rosse gratinate al Ragusano [ gustosamente.blogspot.com ]

Ingredienti (2 porzioni): 4 cipolle rosse di media grandezza 100 gr di formaggio Ragusano 1 tuorlo d’uovo 30 gr di burro un ciuffo di menta noce moscata sale e pepe Sbucciate le cipolle e fatele lessare il acqua leggermente salata per circa 20 minuti. Lasciatele raffreddare, tagliate da ognuna la calotta superiore e svuotatele per 2/3 della polpa interna facendo attenzione a non bucarle (potete aiutarvi con uno scavino). Tritate finemente la polpa asportata con le foglie di menta, aggiungete un pizzico di sale e pepe, una grattugiata abbondante di noce moscata e il ragusano tagliato a cubetti. Unite il tuorlo d’uovo e mescolate bene per legare il tutto. Riempite con il composto le cipolle e disponetele in un tegame da forno. Se vi è avanzato del ripieno mettetelo sul fondo del tegame aggiungendo qualche cucchiaio di acqua. Distribuite sopra ogni cipolla qualche ciuffetto di burro e infornate a 180° per circa 20 minuti.

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dai blog

il sapore dei ricordi

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Il sapore dei ricordi A CURA DI SILVIA ( www.kitchenqb.it )

le mele cotogne La mela cotogna mi ha sempre in- dolce che si chiama cotognata, un dolcuriosito, non so se fu prima o dopo ce molto buono che piace al tuo papà, aver riposto il panierino di vimini sostituito dalla cartella bianca con i cuoricini rossi, ma fatto sta che il lontano ricordo mi riporta indietro, nella cucina della nonna intenta a sbucciare queste strane mele dall’intenso profumo. Le avevo scrutate il giorno prima, stavano lì, dentro la fruttiera al centro del tavolo e avevano un aspetto così curioso, erano sbilenche e non somigliavano affatto alle mele che per me erano tanto familiari. Ne presi una, aveva la buccia lucida di colore giallo scuro, ma erano molto dure e pesanti, lontane dal frutto dove potevi affondare i denti. Così quel giorno di ottobre inoltrato, assaggiai la mia  prima mela cotogna era coriacea ma molto profumata e non mi convinse per niente, tanto da non riuscirmi a spiegare come mai la nonna se le faceva sempre mettere da parte... le piacevano così tanto? “Vedi - mi diceva - servono per fare un

si trovano solo in questo periodo. “ Osservai i movimenti dolci e rotatori mentre rimestava la composta nella  pentola che sobbolliva, il profumo era invitante, penetrante e si sposava  perfettamente con il rumore della pioggia che batteva sui vetri. “Non so se mi piacerà questo dolce nonna, ha un’aria da grandi” le dissi mentre intaccava al coltello dei quadrotti. “Vedrai che ti piacerà, se apprezzi il profumo, pensa quando lo mangerai...” Così in quella stanza silenziosa, quel pomeriggio d’autunno, scostai l’anta della credenza e sollevai il tovagliolo di lino ricamato che copriva la cotognata ricoperta di zucchero, l’assaggiai e in un certo senso ho avuto l’impressione che quella gelatina dal caldo colore, proprio come aveva detto la nonna, mi piaceva.  E, in un certo senso, non me ne separai più...


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gelatine di mele cotogne, limone e zenzero

(cotognata) [ www.kitchenqb.it ]

Mele cotogne 1kg / Acqua 200ml / Zucchero 600g / Limone 1 (biologico) / Radice di zenzero qb 1 .Sbucciate il limone con un pela patate privandolo della buccia possibilmente senza parti bianche, spremete il succo dell’agrume e mettete tutto quanto da parte. 2. Prendete le mele cotogne, lavatele bene, tagliatele a metà e poi in quarti, ripulitele privandole dei semi, ma non della buccia. Ponetele dentro un tegame e aggiungete l’acqua e il succo del limone. Lasciatele andare a fiamma dolce per circa 30 minuti o fino a quando non risultano morbide. 3. Nel frattempo frullate in un piccolo mixer da cucina, la buccia del limone con 4/5 cucchiai di zucchero, fatto questo, unite quello che avete ottenuto nel resto dello zucchero, mescolate e mettete da parte. 4. Una volta intiepidite, prendete le cotogne cotte e trasferitele in un passaverdure, passatele per ottenere la polpa. Riversate la polpa nel tegame insieme allo zucchero aromatizzato e fate cuocere, sempre a fiamma dolce, fino a raggiungere il bollore. 5. Appena la polpa comincia a essere più consistente e il colore diventa più ambrato, potete ottenere la confettura trasferendo il composto in dei vasetti sterilizzati. 6. Per la cotognata e le gelatine invece, continuate a mescolare, questa volta a fiamma vivace senza lasciare mai il tegame, tende ad attaccarsi. Appena l’impasto diventa ancora più consistente e comincia staccarsi dai bordi, la cotognata è pronta. A questo punto, unite un poco di zenzero grattugiato al momento, mescolate e trasferite tutto quanto in delle pirofile in precedenza bagnate, livellate e fate raffreddare. 7. Coprite con un canovaccio e fate asciugare per almeno una notte. Staccate il composto ormai solidificato dalla teglia e ponetelo in un tagliere, tagliatelo in piccoli rettangoli per le cotognatine e in quadretti per le geleés che passerete in una ciotola con dello zucchero semolato.

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dalla Redazione

Merende gluten free Simonetta

[glu-fri.blogspot.com] Simonetta, milanese, una laurea in scienze politiche, molti vagabondaggi per il mondo, celiaca e golosa. Sono approdata tre anni fa Buenos Aires dove é nato il blog Glu-fri, latinizzando la parola free e contraendo il gluten. Come mi è venuta l’idea di questo nome strano, veramente non saprei dirlo. So che cercavo qualcosa che andasse bene sia in spagnolo che in italiano, le due lingue in cui è scritto il blog. Quando ho scoperto di essere celiaca ho reagito impastando pizze e pani e sperimentando strani mix farinosi, ricerco alternative facili e gustose affinché tutti possano cucinare senza glutine.

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Consigli gluten free A CURA DI SIMONETTA ( glu-fri.blogspot.com )

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la merenda dei piccoli senza glutine? Si può! Iniziano le scuole, riprendono gli impegni extrascolastici, gli inviti tra amichetti e si ripresenta l’eterno dilemma: che cosa proporre per merenda ai bambini? La merenda è sempre stata un fonte di dubbi: le meredine fanno bene o male? Meglio il salato o il dolce? Industriali o casalinghe? La merenda però è un piccolo pasto importante, che a metà mattina e metà pomeriggio aiuta a non spiluccare costan-

tengono glutine: panini, focacce, merendine, biscotti, ma attualmente ci sono in commercio, anche nei comuni supermercati, tantissimi snack senza glutine che possono risolvere il problema merenda soprattutto quanto si ha poco tempo per cucinare o per qualche invito improvvisato. La frutta è una alleata preziosa: fresca tagliata a dadini, è la merenda ideale. Se irrorata con un po’ di succo di limone per non farla annerire può essere trasportata

temente e offre una carica energetica e nutrizionale che consente di non arrivare al pranzo o alla cena affamati. Nessuno dovrebbe saltare la merenda e per i bambini intolleranti al glutine è necessaria solo qualche attenzione in più. La regola generale, suggerita da dietologi e nutrizionisti, è alternare, offrire varie alternative salate e dolci. Ovviamente per una merenda gluten free sono da scartare tutti i prodotti che con-

facilmente in contenitori di plastica. La frutta secca e disidratata è un ottima fonte di energia ma non deve essere infarinata Yogurt e latte sono una buona alternativa, è necessario verificare che lo yogurt con contenga glutine. Unire frutta e latte in frullati e smoothies consente di apportare vitamine e calcio oltre che gusto. E anche succhi di frutta e spremute aiu-


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tano a integrare i liquidi. Panini e tramezzini senza glutine devono essere farciti rigorosamente con materie prime senza glutine e possibilmente anche con qualche verdura come una foglia di insalata o un pomodoro che apporta umidità al pane e impedisce di asciugarsi troppo, soprattutto

non è sempre così facile trovare prodotti senza glutine da acquistare. Ma facciamo una richiesta e diamo un consiglio alle mamme: cercate di proporre una merenda uguale per utti i bambini: celiaci e non. I bambini litigano tra loro per il colore di un bicchiere, immaginiamoci per una me-

quando li si porta a scuola. Il cioccolato, di buona qualità e rigorosamente senza glutine, può essere un’alternativa golosa de energica, a patto di non esagerare. Il gelato, merenda completa soprattutto nel periodo estivo, deve essere senza glutine per cui è necessario verificare la presenza del logo gluten free per i prodotti industriali e informarsi sulla presenza di glutine per quelli artigianali. Ovviamente il gelato va servito in coppette di carta, di plastica o di vetro o sullo stecchino di legno. Per verificare se i prodotti non contengono glutine si può consultare il prontuario della Associazione Italiana di Celiachia. I bambini celiaci non devono assaggiare le merende degli altri bambini, soprattutto a scuola: anche se apparentemente non contengono glutine, le materie prime con cui sono state realizzate potrebbero averlo. Per quanto riguarda la merenda fuori casa in genere i bambini con intolleranza al glutine hanno sempre la merenda con sé, in quanto

renda diversa. Anche se i bambini celiaci sono abituati a gestire la propria alimentazione, proporre la stessa golosità, oltre a essere un atto di sensibilità, semplifica a noi adulti la vita. Come scritto sopra le alternative sono tante, sane e valide per tutti, e se si hanno dubbi chiedete alle mamme dei bambini intolleranti. Ultima raccomandazione: la merenda va preparata in un ambiente e con utensili non contaminati da glutine, ossia puliti e senza tracce di briciole o residui di farina o altri ingredienti che contengono questa proteina. Insomma con qualche piccola attenzione tutti possono preparare una gustosa merenda senza glutine e ci sono tantissime ricette dolci e salate senza glutine da preparare in casa per essere sicuri di proporre ai nostri bambini una merenda sana, gustosa e fatta con tutto l’amore che meritano. Noi proponiamo tre ricette che sono 3 valide alternative di merenda dolce e che tutti possono realizzare facilmente: una crostatina, un petit-pots, un frutto goloso.

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Divento ancora pi첫 e divertente se mi decori con tanti zuccherini colorati . . . per fare merenda in allegria!

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Banana

caramellata Ingredienti: 1 banana per ogni bambino / 15 gr di burro per ogni banana / 25 gr di zucchero per ogni banana Pelare le banane. In una padella sciogliere il burro e dorare le banane. Aggiungere lo zucchero scuotendo un po’ la padella. Quando saranno leggermente dórate servirle in un piatto. Si possono accompagnare con gelato o cioccolato.

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natilla

La è un típico dolce cremoso spagnolo, compagno di merenda tradizionale.

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Petit pots di

natilla

Ingredienti: 1 litro di latte / 5 tuorli d’uovo (a seconda delle dimensioni) / 150 grammi di zucchero / un pezzetto di scorza di limone / una stecca di vaniglia / 40 grammi di amido di mais (*) Mettete il latte in una casseruola, tranne una tazza in cui sciogliere l’amido di mais. Unire al latte con la scorza di limone, vaniglia e portare ad ebollizione. Nel frattempo in una ciotola capiente, versare i tuorli e lo zucchero, sbattere fino a che siano ben spumosi e poi incorporare il latte con l’amido di mais sciolto e mescolare bene. Quando il latte inizia a bollire, togliere dal fuoco e lasciare un paio di minuti in infusione il limone e la vaniglia poi rimuoverli e integrare il composto con le uova nella casseruola con il latte. Rimettere sul fuoco e cuocere a fuoco lento, mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando la consistenza della crema è ispessita. A questo punto, versare la crema in piccoli vasetti, lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi conservarli in frigorifero.

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Un dolcetto classico che piace a tutti i bambini. La marmellata deve essere senza glutine, e se fatta in casa ovviamente è molto piú buona‌ glu-fri.blogspot.com


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Crostatine Ingredienti: 250 gr di farina senza glutine (100 gr di amido di mais, 75 gr di farina di riso, 75 gr di fecola di mandioca (tapioca) o di patate, 5 gr di xantano) (*) / 125 gr di burro 1 uovo / 80 gr di zucchero / 1 pizzico di sale / la buccia grattugiata di 1/2 limone / marmellata di pesche q.b. (*) (*) senza glutine, consultare il prontuario dell’AIC Se non si usa una farina pronta senza glutine, preparare il mix di farine mescolando tutti gli ingredienti. Unire la farina, lo zucchero, la buccia di limone grattugiata e il pizzico di sale. Se si prepara la pasta frolla a mano: formare una corona e nel centro mettere il burro tagliato a pezzetti e l’uovo leggermente battuto, impastare velocemente gli ingredienti. Se necessario aggiungere un po’ d’acqua, pochissima, a cucchiai e formare una palla compatta. Coprirla con una pellicola e farla riposare in frigo per almeno mezz’ora. Se usate il mixer unire prima burro, zucchero, la scorza grattugiata di limone e l’uovo e poi il mix di farine con il sale. Stendere la spasta su una superficie leggeremente infarinata con il mix senza glutine o solo con amido di mais e con il mattarello infarinato. La pasta sarà molto friabile, quindi se si rompe si può poi ricomporre direttamente negli stampini imburrati e leggeremente infarinati con farina senza glutine o amido di mais. Mettere gli stampini in frigo. Scaldare in forno a 180 gradi e preparare la decorazione con la pasta frolla restante. Tirare fuori dal frigo gli stampini, coprire la base con la marmellata e aggiungere la decorazione. Cuocere per 20 minuti circa.

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{ Nel prossimo numero { Piatti speziati per scaldarci nelle fredde giornate invernali. Il Natale arriva . . . con dolcezza! Di che colore sarà la nostra tavola delle feste? Bollicine e sfiziosità per festeggiare l’anno nuovo. Confezioniamo in casa deliziosi cioccolatini.

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