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Le ristrutturazioni dei lettori

Casa Teulada

Antonio e Cristina hanno trasformato un vecchio rudere situato sulla costa sud-occidentale della Sardegna in una dimora di charme coinvolgendo nel loro bellissimo progetto di recupero anche la loro piccola Sara, di soli dieci anni. di Antonella Padularosa

È

sempre piacevole sentire dalla voce dei lettori de La Casa di una Volta il racconto di una loro ristrutturazione, dell’entusiasmo, del lavoro e dell’impegno che vi hanno profuso. Il racconto si fa avvincente quando i proprietari-restauratori sono degli architetti, ma ancora più coinvolgente e ricco di stimoli è il racconto di una ristrutturazione fatta da “profani” del settore, da persone che hanno semplicemente la passione per le case di una

volta e per il recupero e che si dedicano al loro progetto di ristrutturazione “anima e corpo”, riuscendo a trasformare dei relitti architettonici in case calde, accoglienti e vive. Questo è il caso di Antonio, assistente di volo per la compagnia di bandiera, e Cristina, manager presso una ditta in Svizzera, e del loro riuscito esperimento sardo: una casa che non solo resta fedele alle tradizioni costruttive del luogo, che si inserisce perfettamente nello splendido paesaggio naturalistico di dune e

L’immobile è una tipica casa di corte campidanese sarda, risale a circa 150 anni fa ed era originariamente un’abitazione rurale la cui corte esterna era impiegata come area per gli animali e la parte ad L su due livelli dove ora sorge il primo appartamento, erano in origine l’aia e la stalla

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spiagge “selvagge”, ma che ci ha sorpresi per le numerose e fantasiose idee di recupero e riciclo creativo che contiene. La lettera di Antonio è arrivata in redazione proprio mentre eravamo alle prese con la realizzazione del menabò di questo numero e la straordinarietà del progetto ci è balzata immediatamente agli occhi, per questo vi proponiamo la casa e la storia della famiglia Bortolotti, confidando che dalle prossime pagine saprete trarre ispirazione anche per le vostre ristrutturazioni. Cristina e Antonio Bortolotti sono arrivati in Sardegna con pochi soldi e un grande sogno. L’intenzione di creare un rifugio per lo spirito ed il corpo, un luogo in cui sentirsi a casa lontano da casa, li ha spinti verso una zona ancora poco sviluppata, autentica e incontaminata, qual’è la costa sud-occidentale dell’isola.

Antonio e Cristina Bortolotti: “Il mare per noi è gioia, il sole è vita e il giusto clima è energia, perciò da sempre abbiamo coltivato il sogno di poterci costruire un angolo di paradiso in un’isola meravigliosa, in cui potessimo godere di questi tre fattori ogni volta che ne sentissimo la necessità”. 90 | La casa di una volta

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Gli stessi ossidi e gli stessi tre colori, giallo, arancio e azzurro, impiegati sulla facciata esterna, sono stati utilizzati in maniera però uniforme, per le colorazioni degli interni, al fine di creare ambienti caldi, accoglienti e confortevoli.

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Qui hanno trovato un antico rudere, situato nel centro di un paese a pochissima distanza da una splendida costa disseminata di spiagge idilliache ed ancora poco visitate, iniziando così a dare forma ad un progetto cullato da tempo. “Alcuni nostri amici stranieri avevano da poco acquistato una casa da queste parti e ci informarono di un’abitazione in vendita. Prendemmo contatti con il proprietario e una volta vista la casa rimanemmo davvero stregati, immaginando già come sarebbe potuta diventare, dopo un’accurata ristrutturazione”, racconta Antonio del primo incontro con la dimora. L’idea era quella di creare un luogo per i sensi, un perfetto rifugio per romantiche fughe a due o per indimenticabili momenti con i propri figli. Così Cristina e Antonio hanno ristrutturato con passione la vecchia dimora campidanese, unendo al rispetto per i particolari architettonici locali di una volta, la passione per lo stile rustico e la ricerca di un’armonia con gli innumerevoli oggetti di arredamento collezionati in oltre vent’anni di viaggi attorno al mondo.

La ristrutturazione

I mobili, se non creati o “reinventati” da Antonio e Cristina, provengono per la maggior parte dall’India.

Al momento dell’acquisto, l’immobile versava in condizioni pessime, ma rimaneva intatta la struttura originaria. È stato necessario rifare completamente tutti i tetti, recuperando travi originali di ginepro, decidendo per il cannicciato in bambù, quale elemento altamente suggestivo e naturale per una casa, e recuperando le tegole originarie. Le mura sono quelle portanti, in pietra, con uno spessore di quasi un metro, che dunque contribuisce attraverso apposita inguainatura esterna e copertura ulteriore con calce e mattoni, a mantenere una temperatura ottimale a seconda della stagione (fresco in estate e caldo in inverno). Sono state ag-

La decorazione in pietra, originale sarda, che orna il camino rappresenta verosimilmente una figura nuragica, probabilmente raffigurante un essere mitologico che congiunge la terra al cielo, ritrovata grazie ad alcuni amici, mentre la decorazione lignea è una trave di ginepro di recupero. La casa di una volta | 93


Per ottenere una maggiore luminosità sono state aggiunte varie finestre come questa circolare sopra la navata centrale della zona notte, chiusa poi con un vecchio oblò da barca a vela, rinvenuto in un cantiere nautico e riadattato appositamente.

Ciò che resta di una vecchia scala è utilizzato come portateli.

Il rosso della facciata esterna è ottenuto mescolando calce bianca, cemento bianco, sabbia e ossidi gialli, aranci e azzurri e con diverse stesure.

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giunte inoltre delle finestre per aumentare la luminosità e donare calore agli ambienti e Antonio e Cristina hanno optato per una soluzione open space per esaltare al massimo gli spazi interni, dotandoli di spaziosità, luminosità e ariosità. Antonio spiega: “Abbiamo ridotto l’esistenza di pareti interne al minimo, sostanzialmente solo per la zona bagno, resa così assolutamente privata, e anche nel secondo appartamento, posto al primo piano del corpo centrale abitativo, le pareti delimitanti la stan-

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Il cotto dei pavimenti è stato in parte rinvenuto nell’abitazione originaria, in parte realizzato da artigiani locali.

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za da letto sono lasciate aperte e ondulate nella loro parte superiore, proprio per permette all’aria di circolare, alla luce di entrare, alla sensazione di spaziosità, oltre che dare continuità agli ordini di architravi che caratterizzano tutti i soffitti”. Il risultato è Casa Teulada, una dimora di charme realizzata per una prima parte nel 2007 e completata l’estate scorsa, sulla base dei progetti disegnati da lo-

ro stessi, assieme alla figlia Sara, di soli 10 anni. “In famiglia abbiamo indetto una sorta di gara a chi avrebbe presentato il progetto migliore per ogni stanza da ristrutturare, facendo vincere sempre l’idea più bella e funzionale. Così, quando nostra figlia Sara ci ha raccontato il suo progetto per una delle sale da pranzo, immaginato un po’ per gioco, un po’ seriamente, essendo stata la sua idea quella più

adatta fra quelle sortite durante la “gara”, io e mia moglie non abbiamo potuto fare altro che concretizzare fedelmente la sua proposta!”, racconta Antonio a proposito dell’esperienza della ristrutturazione, trasmettendoci molto dell’entusiasmo con il quale l’intera famiglia ha partecipato a quest’avventura. La funzionalità, la praticità, il recupero dei materiali originari sono motivi dominanti nella casa.

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“L’idea dei mobili in muratura risponde essenzialmente a criteri di praticità oltre che estetica e funzionalità: non si possono danneggiare, così come sono facilmente pulibili, non generano sporcizia e si insinuano perfettamente nella geometria dell’ambiente. In più sono economici e consentono anche un risparmio di tempo nella ricerca del mobile giusto”, spiega Antonio.

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Ogni spazio è curato nei minimi dettagli, ogni stanza, ogni mobile, ogni utensile è pensato per essere utilizzato al meglio, i colori sono studiati per trasmettere una sensazione di serenità, armonia e gioia di vivere, mentre alcune aggiunte, come la presenza di barbecue esterni in muratura, per godere della possibilità di cucinare all’aperto nella splendida corte, o le due docce calde esterne, protette da pareti di pietre a secco, assicurano il massimo confort. I complementi d’arredo sono pezzi unici, alcuni dei quali sono stati realizzati direttamente da Antonio e Cristina a partire da materiali naturali trovati in loco e reinventandone l’uso: piccoli tronchi di legno rinvenuti sulle spiagge della zona sono stati trasformati in lampade, canne di bambù, reti da pesca, funi e conchiglie sono state unite insieme a formare baldacchini sospesi, antiche porte si sono trasformate in ante per gli armadi scavati nelle spesse mura portanti, vecchie travi di pregiato ginepro recuperate formano ordini di capriate a vista, scale contadine sono supporti

I camini, interamente disegnati da Antonio e Cristina, sono in pietra, legno, sasso, calce e cemento. Per questo camino hanno utilizzato antichi travi cinquecentenari provenienti dall’India, facenti parte della cornice di un portale.

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sui quali agganciare utensili da cucina o poggiare gli asciugamani delle sale da bagno. Nulla dunque è stato lasciato al caso e la famiglia Bortolotti continua la loro opera di perfezionamento: presto la vecchia barca da pesca situata nella splendida corte privata della loro dimora verrà trasformata in un comodo e accogliete divano per godere della frescura nelle sere d’estate.

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Le ristrutturazioni dei lettori Casa Teulada è saldamente presente nelle prime posizioni delle dimore private più amate d’Italia dai fruitori di Holiday-Rentals.com e disponibile per coloro che desiderassero passare una vacanza indimenticabile in un angolo di paradiso ancora intatto e genuino. Il sito internet dedicato, al momento disponibile solo in lingua inglese, è www.casateulada.com. Per informazioni potete scrivere a info@casateulada.com “

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