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Teul ada (CA), l a rina scita di una splendida ca sa di corte ca mpidanese

Benvenuti a Casa Teulada La costruzione è emblema di un’incantevole e irrefrenabile creatività Antonio Bortolotti: “Cristina e io cercavamo un angolo di paradiso sul mare” Negli interni, oggetti raccolti in numerosi viaggi fra Oriente e Occidente La dimora è una delle case-vacanza più gettonate sul sito Holiday-Rentals “E’ una zona piena di potenzialità. E la nostra esperienza avrà un seguito” testo e foto di Antonio Bortolotti - introduzione di Antonio Bianchi casantica

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Casa Teulada è una tipica abitazione di corte campidanese sarda. Risale a circa 130 anni fa e originariamente era utilizzata come abitazione di contadini. All’interno sono stati ricavati due appartamenti. L’esterno si caratterizza per l’originale cromatismo (“Abbiamo usato colori misti a calce e intonaci irregolari per dar vita a un effetto sfumato unico nel suo genere”), per gli infissi

azzurri (“Omaggio alle isole greche, come Santorini”) e per il tocco rustico dei decori in mattoncini e pietra. Al centro della corte è stato collocato un olivo secolare che regala un inconfondibile tocco di mediterraneità. “Attorno all’olivo abbiamo pensato a una zona in cui sedersi, per godere dell’ombra delle fronde. C’è anche un’antica barca da pesca, recuperata quale relitto abbandonato in una secca non lontano da casa. In un futuro molto prossimo, vorremmo ristrutturare la barca e trasformarla in una zona lounge dedicata al relax serale: diventerà un divano con comodi cuscini e con tavolini in paiolato per richiamare l’atmosfera marina”, ci ha raccontato Antonio.

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i sono interlocutori che nel rievocare la loro passione per l’antico comunicano un’insolita gioia e un piglio a dir poco vulcanico. E’ il caso di Antonio Bortolotti. Qualche mese fa ci ha scritto in redazione per presentarci Casa Teulada. La costruzione, che si trova a Teulada (Cagliari), risale al 1870 ed è un bellissimo esempio di tipica casa di corte Campidanese. “Insieme a mia moglie, ho recentemente finito di ristrutturare un vecchio rudere in Sardegna, dando vita a Casa Teulada – ci ha scritto Antonio – Questa struttura ci sta dando enormi soddisfazioni, incontrando il favore di un numero sempre crescente di ospiti italiani e internazionali, che hanno contribuito a posizionare Casa Teulada ai primi posti nella classifica delle dimore italiane più amate dai fruitori di Holiday-Rentals, il primo sito inglese di affitti di case vacanza. Siamo assidui lettori della vostra rivista. Ci permettiamo di scrivervi poiché saremmo onorati di poter apparire su un numero di CasAntica”. Sulla e-mail era segnalato un sito Internet su cui ci siamo prontamente dirottati. Ed è stato amore a prima

C a r at t e r i d e l l a c a s a r u r a l e d e l C a m p i d a n o

Le case rurali del Campidano (la più vasta pianura della Sardegna) rappresentano una fra le più interessanti tipologie dell’architettura popolare sarda, emblematiche dell’economia agro-pastorale che ha caratterizzato il territorio prima della ventata modernista anni ’50-60. Si tratta di case a cortile chiuso, formulate come microcosmi autosufficienti. L’ingresso è incorniciato da un grande varco arcuato chiuso da massicci battenti (“Su Pottabi”) che preclude lo sguardo dall’esterno. Varcando l’ingresso ci si imbatte in un cortile (“Sa Prazza”) cinto da altri ambienti di lavoro (stalle, magazzini, cantina…). Alle stanze della casa vera e propria si accedeva mediante uno spazio coperto aperto su almeno una facciata. Senza questa sorta di “loggiato” (“sa lolla”) non si dovrebbe parlare di casa campidanese. Il piano superiore era

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spesso adibito a magazzino o granaio. Dal punto di vista costruttivo, le strutture murarie portanti erano in mattoni di argilla crudi (il “ladiri”). Solo nelle dimore più abbienti si trovano porzioni in mattone cotto. I solai erano in legno, con un’imponente capriata in tronco di ginepro (o altra essenza dura) che sorreggeva il tetto a due spioventi. In assenza di controsoffittatura, l’orditura e l’incannucciato erano visibili dall’interno. Si tratta di pochi cenni su una tipologia architettonica oggetto di interessanti ricerche. Per chi volesse esplorare più compiutamente l’argomento, consigliamo l’interessante ricerca di Paolo Lallai, intitolata “Aspetti formali dei materiali da costruzione della casa rurale del Campidano di Cagliari”, sul sito Internet www.assemini.net


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vista. Per l’incantevole cromatismo della facciata, per la conformazione inusuale, per l’incredibile creatività adottata negli interni e per il contesto geografico (la meravigliosa Sardegna è stata raramente presentata sulle pagine di CasAntica). Insomma: c’erano tutti gli ingredienti per un servizio coi fiocchi. Così abbiamo prontamente contattato telefonicamente Antonio per scambiare quattro chiacchiere. Abbiamo scoperto che vive a Ispra, sul Lago Maggiore, con la moglie Cristina Benincasa e la loro bimba, Sara. Con Antonio, la sintonia è scattata al volo e il servizio ha preso forma in quattro e quattr’otto, con una spontaneità, un entusiasmo e un pragmatismo inaspettati. Antonio aveva già foto adatte alla pubblicazione. Per il testo scritto sarebbe 46

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bastata una semplice chiacchierata. Ma Antonio ci ha preceduti, allegando alle foto un’articolata e accuratissima relazione scritta appositamente per noi. Una testimonianza diretta, senza mediazioni, raccontata dalla viva voce del proprietario (in sintonia con ciò che abbiamo spesso auspicato per CasAntica) e rievocata con incantevole fluidità linguistica. Solo alla vigilia dell’ingresso in tipografia abbiamo scoperto che Antonio è autore di un paio di libri: il primo, autoprodotto, si intitola Un altro punto di vista – In viaggio tra la Cina di Terzani e la Thailandia del dopo Tsunami (2005); il secondo, che Antonio ha curato a quattro mani con Massimo De Martino, si intitola Dentro di noi – Parlano i lettori di Tiziano Terzani (Tea – Tascabili degli Editori


Associati, Milano 2006). “Antonio Bortolotti, fiorentino, inizia a viaggiare prestissimo – si legge nelle note biografiche del volume più recente -. La sua passione per le lingue lo porta a vivere in America, Asia e Australia, lavorando come interprete, traduttore e guida turistica. Dopo aver studiato Giurisprudenza, lavora come avvocato in Germania, per poi cambiare direzione e seguire la vocazione per i viaggi, la scrittura e la fotografia. Suoi lavori sono apparsi su riviste italiane e straniere. Attualmente lavora in qualità di flight attendant”. La passione per i viaggi è confluita anche in Casa Teulada, come scoprirete leggendo il resoconto di Antonio, che pubblichiamo di seguito (ci siamo limitati a sintetizzare e ad accorpare alcuni punti). Siamo certi che tanti appassionati

L’ingresso del primo appartamento. Gli interni sono pieni di riferimenti all’Oriente ed evocano con chiarezza la passione per i viaggi del proprietario. Sopra, uno dei camini disegnati da Cristina e Antonio e realizzati in pietra, legno, sasso, calce e

cemento. La trave è in ginepro. La decorazione in pietra originale sarda collocata sulla cappa rappresenta una figura nuragica. “Probabilmente si tratta di un essere mitologico che congiunge la terra al cielo”, racconta Antonio.

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In queste pagine la cucina e la living room del primo appartamento. La configurazione a open space accentua la luminosità e regala adeguato risalto allo straordinario soffitto, realizzato con travi originali di ginepro e can-

nicciato di bambù. Le pareti interne sono ridotte al minimo, ma senza intaccare la privacy. Il divano della foto a destra costituisce anche la testata del letto. E chi si trova nella zona giorno non può vedere chi è nella zona notte.

troveranno spunti preziosi, dispensati con la consapevolezza e l’esperienza maturata da un talentuoso amico che ha coronato brillantemente il sogno di una casa antica.

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bbiamo scelto la Sardegna per la sua bellezza e per la presenza di aree ancora incontaminate, poco toccate dal turismo di massa. Cristina e io eravamo in cerca di un luogo autentico e che non fosse troppo distante dall’aeroporto (Cagliari) per ovvie esigenze di comodità, dato che viviamo nel nord Italia, sul Lago Maggiore (io sono fiorentino e mia moglie è milanese). Inoltre, date le risorse economiche non ingenti, abbiamo optato per una zona economicamente vantaggiosa. Il mare per noi è gioia, il sole è vita e il giusto clima è energia. Da sempre abbiamo coltivato il sogno di costruire un angolo di paradiso in un’isola meravigliosa in cui potessimo godere di tutti e tre questi fattori ogni volta che ne sentissimo la necessità. Casa Teulada è un primo passo. Vorremmo

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applicare questa nostra filosofia anche ad altri posti di mare. Crediamo molto nelle potenzialità di questa parte della Sardegna. Siamo convinti che questa possa essere, a buon titolo, la nuova Costa Smeralda. Ci auguriamo che i piani di sviluppo già presenti, di imprenditori collaudati a livello nazionale, possano contribuire a far decollare un nuovo gioiello italiano, senza intaccarne l’essenza e la bellezza che sono i suoi punti di forza. Abbiamo trovato questa casa grazie ad alcuni amici stranieri che conoscevano già la zona e ci hanno indicato l’esistenza di un rudere in vendita nel paese. Siamo andati a vederlo e ce ne siamo innamorati a prima vista, immaginandolo già finito. La costruzione è una tipica casa di corte campidanese sarda, risalente a circa 130 anni fa e originariamente utiliz50

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zata come abitazione di contadini. La corte esterna ospitava gli animali. Mentre la parte a “L” laterale - in cui ora sorge il primo appartamento – fungeva da aia e stalla. Gli interventi strutturali

La costruzione era piuttosto malandata, ma la struttura originaria era intatta. Abbiamo dovuto rifare i tetti, recuperando travi originali di ginepro, decidendo per il cannicciato di bambù per una casa e per assi di legno naturale nella seconda casa, recuperando tutte le tegole originarie. Le mura sono quelle portanti, in pietra. Hanno uno spessore di quasi un metro che contribuisce – con un’apposita inguainatura interna e copertura ulteriore con calce e mattoni – a mantenere sempre una temperatura ottimale: fresco


in estate e caldo in inverno. Oltre all’apertura di nuove finestre, abbiamo esaltato la spaziosità, la luminosità e l’ariosità degli interni optando per una configurazione a open space, perfetta per entrambe le strutture. La prima posta su due livelli digradanti che seguono la pendenza del terreno, sviluppando la parte a “L” del casolare sulla longitudine e quindi permettendoci di immaginare una zona notte posta nella parte superiore del primo appartamento e una zona giorno che si sviluppa procedendo verso il basso dell’appartamento e si conclude con la cucina. Le pareti interne sono ridotte al minimo - sostanzialmente riguardano il solo bagno – per non intaccare il colpo d’occhio delle arcate del tetto. Anche nel secondo appartamento, posto al primo piano del corpo centrale, le pareti della stan-

La camera del primo appartamento e alcuni scorci dei bagni. La stanza da letto, straordinaria, è illuminata da una finestra circolare. “L’abbiamo chiusa con un vecchio oblò da barca a vela rinvenuto in un cantiere nautico – ci ha raccontato Antonio - Questa finestrella, oltre ad apportare luce, esalta ogni particolare del soffitto e

ogni sfumatura di colore del legno di copertura”. La camera si caratterizza per un’altra presenza importante. Si tratta di un portale indiano, che chiude l’armadio a muro e che regala un fortissimo carattere all’ambiente. Le pareti interne sono ridotte al minimo e, praticamente, delimitano le sole stanze da bagno.

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Sopra, una terrazza di Casa Teulada. Cristina e Antonio hanno saputo esaltare fino in fondo tutte le potenzialità di fruizione degli esterni. Ogni angolo della casa è all’insegna della vivibilità. Lo dimostrano

le strutture barbecue (in muratura e pietra), le docce esterne (in pietra) e i tavolini. Nella pagina a fianco, l’ingresso della cucina del secondo appartamento, ricavato nel corpo centrale di Casa Teulada.

za da letto sono lasciate aperte e ondulate nella parte superiore per permettere all’aria di circolare, alla luce di entrare, alla sensazione di spaziosità di permanere forte negli occhi di chi vive l’appartamento, oltre che dare continuità agli ordini di architravi che caratterizzano tutti i soffitti. U n a tav o l o z z a i n a l l e g r i a

Abbiamo usato colori misti a calce e intonaci irregolari per creare un effetto sfumato unico nel suo genere. La scelta dell’azzurro per gli infissi si rifà alle splendide case delle isole greche, quale Santorini, che, con quei colori così vivaci, evocano allegria e gioia di vivere. Lo stesso vale per il rosso dell’esterno, ottenuto mediante una mescola di calce bianca, cemento bianco, sabbia e ossidi gialli, arancio e azzurro passati a più mani per rendere tonalità diverse ed evidenziare il passaggio della mano dell’uomo sulla parete. I decori in mattoncini e pietra della facciata evocano il sapore rustico 52

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dei vecchi casolari toscani (tenuto conto delle mie origini), il fascino della Provenza e le immagini di porte e finestre memorizzate nei nostri viaggi. Gli stessi ossidi e gli stessi tre colori della facciata – giallo, arancio e azzurro – sono stati utilizzati in maniera uniforme per gli interni. Uno sguardo agli esterni

Tutte le vie del paese avevano in passato una pavimentazione in pietre rotonde, oggi nascoste dall’asfalto. Sapendo che la nostra casa si trova nel cuore antico del paese e tenuto conto del fatto che la via che costeggia la dimora è l’unica rimasta intatta, abbiamo deciso di riportare alla luce il selciato originario, in omaggio e nel rispetto di una cultura che si va perdendo. Abbiamo integrato le pietre con mattoni e sassi, formando disegni geometrici, simboli e apposite aree, quali le scalinate di accesso alla corte, alle terrazze e al corpo centrale dell’edificio. Nel centro della corte, abbiamo posizionato un olivo secolare, capace di regalare un inconfondibile tocco di mediterraneità. Attorno all’olivo abbiamo pensato a una zona in cui sedersi, per godere dell’ombra delle fronde. Per accentuare le potenzialità di fruizione degli esterni, abbiamo creato delle strutture barbecue in muratura e pietra indipendenti per ogni abitazione, due docce esterne anch’esse in pietra e diversi tavolini in legno o ferro battuto. Ogni angolo della casa è all’insegna della vivibilità.


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Il soffitto del secondo appartamento si differenzia dal primo. Qui è in travi in ginepro e – al posto del cannicciato di bambù - in assi di legno naturale. Il camino è stato realizzato con elementi di un antichissimo portale indiano. Nella

pagina a fianco, il salottino del secondo appartamento. L’idea dei mobili in muratura risponde a criteri di praticità, oltre che di estetica: “Sono facilmente ripulibili, assecondano la geometria dell’ambiente e, in più, sono economici”.

A l l a s c o p e rta d e g l i i n t e r n i

I pavimenti interni sono in antico cotto sardo, in parte preesistente e in parte recuperato da artigiani locali. Le porte sono state realizzate da un eccellente falegname della zona. Impossibile recuperare quelle originali, troppo malridotte. Le scale sono state aggiunte per venire incontro alla conformazione del terreno. I camini sono stati interamente disegnati da noi e realizzati in pietra, legno, sasso, calce e cemento. Grazie ad alcuni amici abbiamo rinvenuto la decorazione in pietra originale sarda collocata sul camino del primo appartamento. Questa decorazione rappresenta una figura nuragica, probabilmente un essere mitologico che congiunge la terra al cielo. La trave portante del camino del primo appartamento è in ginepro, così come quello della cucina. Per il camino del secondo appartamento, invece, abbiamo recuperato travi cinquecentenarie provenienti dall’India. Erano parte della cornice di un portale meraviglioso che abbiamo acquistato da un mercante, così come lo splendido armadio indiano del soggiorno. Questo portale ha costituito l’elemento principale dell’armadio a muro che abbiamo ideato e ricavato in una parete della stanza da letto 54

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e che costituisce una presenza di forte impatto e grande maestosità in tutta la casa. L’idea dei mobili in muratura risponde a criteri di praticità, oltre che di estetica. Divani, letti e armadi a muro non si possono rubare né danneggiare, sono facilmente ripulibili, necessitano di scarsa manutenzione, non generano sporcizia (qui non serve pulire sotto il letto o sotto il divano) e assecondano perfettamente la geometria dell’ambiente. In più sono economici e consentono un risparmio di tempo nella ricerca del mobile giusto (specie considerando che le risorse economiche a nostra disposizione erano abbastanza modeste e i tempi che ci eravamo imposti piuttosto stretti). Inoltre, la progettazione delle strutture in muratura ci ha consentito di assicurare un più che accettabile livello di privacy per il primo appartamento, nonostante la concezione dell’open space. Il divano costituisce anche la testata del letto. E chi si trova da basso, nella zona giorno, non può vedere chi è nella zona notte. E viceversa. Armadi, portali, tavoli e sedie non creati o reinventati da noi provengono dall’India. Gli oggetti e i complementi d’arredo del primo appartamento sono in buona parte dell’Asia. Quelli del secondo appartamento provengono da altre parti del mondo, con una predominanza di oggetti rustici locali (stoviglie, attrezzi in rame, piatti, tazze…). Li abbiamo scovati nei mercatini o nel corso di numerosi viaggi: statue balinesi, divinità orientali, Buddha thailandesi, oggetti indiani, suppellettili cinesi, vasi messicani, scale provenzali. I tessuti che decorano con drappi alcune pareti provengono dall’isola indonesiana di Lombok. Per i letti, abbiamo preferito coperte e lenzuola in cotone, lino e materiali naturali lavorati in Italia o in Francia.


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p e r i n f o r m a z i o n i e c o n tat t i Casa Teulada si trova a Teulada, in provincia di Cagliari, nella zona sud-occidentale della Sardegna. La dimora è un tipico esempio di casa rurale del Campidano incastonata nella splendida Costa del Sud, con spiagge meravigliose e un paesaggio interno selvaggio e incontaminato. I proprietari, Antonio Bortolotti e la moglie Cristina Benincasa, vi hanno trasposto tutta la loro creatività, occupandosi in prima persona del progetto, del design e degli arredi.

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Il risultato si è rivelato talmente brillante che Casa Teulada, da qualche tempo, è fra le dimore italiane più amate dai fruitori di HolidayRentals, il primo sito inglese di affitti di case vacanza. Per uno sguardo approfondito, consigliamo il bel sito Internet www.casateulada.com (in inglese). Per chi volesse ulteriori informazioni, l’indirizzo e-mail è info@casateulada.com

La camera da letto del secondo appartamento. Le pareti sono lasciate aperte e ondulate nella parte superiore per accentuare la luminosità e le asperità delle superfici. L’ambiente si caratterizza per i numerosi riferimenti al mare. Si tratta di un’autentica passione di Cristina, milanese, e Antonio, fiorentino. I due vivono, con la loro piccola Sara, a Ispra, sul lago Maggiore. “Il mare per noi è gioia, il sole è vita e il giusto clima è energia – raccontano - Da sempre abbiamo coltivato il sogno di costruire un angolo di paradiso in un’isola meravigliosa come la Sardegna”. Probabilmente, Casa Teulada è solo il primo passo. “Siamo convinti che questa zona possa diventare la nuova Costa Smeralda – ci ha raccontato Antonio – E vorremmo applicare questa nostra filosofia anche ad altri posti di mare”.

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c a s a n t i c a 4 2 testo e foto di Antonio Bortolotti - introduzione di Antonio Bianchi Teulada (CA), la rinascita di una splendida casa...

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