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ChiaroScuro

Giornale scolastico Liceo Artistico “Enzo Rossi”


Indice pag.1 Editoriale

Voce agli studenti pag.3

Proposte pag.9 Spazio aperto pag. 12

Diverso da chi pag. 17 Stanze dell’arte pag. 22

Angoli di memoria pag. 27 Variazioni pag. 36

Titolo: ChiaroScuro Numero: 7 Progetto 2012-2013 Data: gennaio 2013 Presidente: Mariagrazia Dardanelli Direttore responsabile: Silvia Coletti Direttore di redazione: Andrea Bonavoglia Redazione collaboratori: Giancarla Goracci, Giovanna Nosarti, Giorgio Calabria, Annalisa Vecchiarelli, Martina Palmieri IV P, Silvia Coletti, Valeria Venza, Maira Fucci, Mariagrazia Dardanelli, Elena Andreozzi, Nunzia Puglisi Univ. Roma TRE, Stefania Capogna Univ. Roma TRE, classi IA-B, IIA-C, IIIA-B-G, IVA-B-M, VB-M, Cinzia Villanucci, Francesca Cresci Psicologa Univ. Roma TRE, Lidia Tommolillo, Maria Palomba IVP, Lucia Brongo, Flavia Garzia. Ideazione, progettazione e impaginazione: Silvia Coletti Immagini, disegni e fotografie: Cinzia Villanucci, Andrea Bonavoglia, Silvia Coletti, Annalisa Vecchiarelli, Maira Fucci, Alessandro Reale, Simonetta Pinna,Valeria Venza, Giancarla Goracci, classi IF- IIIM, Scimia Simona IIA, Mirko De Caneva IIA, Resparambia Matteo IIA, Pascolini Daniele IIA, Nieto Santa Cruz Riccardo IIA, D’Ubaldo Matteo IIA, Giulia Tortora IIA, Camilla Corradi IIA, Alessia Bellonte IIA, Jacopo Cipriani IIA, Paola D’Arrigo IIA, Valeria Rossetti IIA, Ludovica Muraca IIA, Francesca Todaro IIA, Angela IIA, Giorgia Tavaglione IIA, Michael Lemma IIA, Matteo Bellezza IIA, Monia Iacomucci, ex alunni (Francesca Zurli, Flavia Colantoni, Cristina Mandarini, Lavinia Morrone, Claudia Sancilio, Veronica De Laurentis, Alessia Silvestri). Immagine di copertina: progetto di riqualificazione degli edifici storici scolastici del docente architetto Cinzia Villanucci e della classe III M Editore: Liceo Artistico Statale “Enzo Rossi” Curatore grafico di immagini: Silvia Coletti, Andrea Bonavoglia, Maira Fucci, Simonetta Pinna Stampa: Tipolitografia Spedim, Via Serrante 137, Monte Compatri Loghi Sponsor: Liceo Artistico Statale “Enzo Rossi”, Photoclub Controluce, ArteFutura


Editoriale - Tra fotografia e arte Segni di Luce Nelle parole del grande scrittore, Jorge Luis Borges, sensi e memoria sembrano concertati in un tutto armonico - il libro - che poi diventa stimolo a pensare, informazione e cultura. Le FotoGrafie di Segni di luce sono un po’ come un libro che noi scriviamo e riscriviamo continuamente e che poi leggiamo agli altri e a noi stessi con toni e illustrazioni diverse. Scrive Borges: “Tra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è senza dubbio il libro. Gli altri strumenti sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della voce; poi ci sono l’aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Tuttavia, il libro è un’altra cosa: il libro è una estensione della memoria e della immaginazione”. Molti sono gli itinerari da percorrere per tentare di definire i processi mentali che producono l’intelligenza creativa del fare e dell’osservare, dell’artista e del fruitore. Sono itinerari della filosofia, della psicologia, delle scienze fisiche che si sono intersecati e intrecciati nel corso dell’intera storia umana. Oggi, attraverso le FotoGrafie di Mariagrazia Dardanelli, osserviamo l’importanza sempre crescente delle nuove tecnologie. Il campo della robotica e della intelligenza artificiale rappresentano non solo la filosofia sperimentale del nostro tempo, ma anche il messaggio scientifico che dagli scatti di Segni di Luce possiamo ricavare. Se pensiamo alla fisica classica per esempio, raramente esiste un punto privilegiato, un osservatore esplicito: tuttavia le percezioni vengono definite in base all’osservatore. Anche nelle esperienze della vita di tutti i giorni, trascurare di specificare il sistema di riferimento sottende conclusioni spesso erronee. I soggetti delle opere di Mariagrazia Dardanelli mostrano proprio questo e vi aggiungono un’operazione di identificazione psicologica, quello che viene comunemente denominato transfert: il colpo di scena finale e l’effetto di controcampo sono causati proprio dalla spostamento del sistema di riferimento. Tratto dall’articolo “Tra fotografia e arte. Segni di luce” di Silvia Coletti, Prometeo, rivista trimestrale di scienze e storia, giugno 2012 Arnoldo Mondadori Editore

Opera di Mariagraza Dardanelli - Fili nel blu

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Voce agli studenti

Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Acquario e Vergine ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

Considero valore… a cura della Prof.ssa Giancarla Goracci L’inizio dell’anno è sempre un trampolino di lancio per nuove iniziative, nuovi sogni, trepidanti attese. E così, tornati dalle vacanze natalizie, sulla scia del brano di ERRI DE LUCA, VALORE (* vedi nota), ho chiesto ai miei studenti e alle mie studentesse quali fossero nella loro adolescenza i valori a loro cari, malgrado e oltre la crisi epocale che stiamo vivendo e quella fisiologica che li attraversa. Con emozione ho letto e condiviso insieme a loro questi pensieri, classe per classe e con altrettanta emozione e il loro assenso li vogliamo condividere, con chi vorrà leggerli, in questo spazio comune, che è il giornalino online CHIARO-SCURO, che la collega, Prof.ssa Coletti, cura fedelmente da anni. Colgo l’occasione per ringraziarla e con lei ringrazio tutti i miei studenti/esse, che hanno tratteggiato aspetti della nostra società occidentale con spirito ironico e che, esprimendo il loro autentico mondo interiore, con le loro parole, come calligrammi nel cielo, hanno lasciato in me scie di intensa luce. * :VALORE Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

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Voce

agli

studenti

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual’è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza (Erri De Luca)

CONSIDERO VALORE….. : CLASSI 1A-1B L’amore, il sentimento più forte che esiste al mondo, niente è paragonabile ad esso; amare i nostri cari, amare le persone che ci conoscono da molto tempo, amare una persona a cui si tiene più della vita stessa; l’amore è la cosa più importante nella vita; bisogna amare nel passato, nel presente e nel futuro, amare per sempre, amare il prossimo. Insomma l’amore è un sentimento importante che ogni persona dovrebbe avere, anche l’amore per il perdono; quindi qualsiasi cosa succeda nella vita, l’amore c’è sempre. La vita, che in ogni caso è bella; gli occhi delle persone, perché sono lo specchio dell’anima; la musica che è l’unico elemento in grado di colpirci senza farci male e anche la poesia e l’arte che riescono a combattere il tempo che passa. Considero valore la mia famiglia e tutte quelle famiglie come la mia. Le stelle, che pur essendo lontane si vedono. I miei sogni, il mio futuro. Tutto ciò che sto vivendo nella mia vita dalla prima all’ultima cosa credo che mi possa servire a qualcosa, …come –imparare-. Le cose che per me sono importanti sono le esperienze, l’amicizia, la famiglia. L’impegno allo studio, l’impegno a casa nell’aiutare i miei genitori e per ultimo un valore grandissimo, ovvero quello dell’amicizia. Avere delle persone accanto che siano sincere e che ti vogliono bene proprio come degli amici. Ogni minimo particolare che ogni giorno costituisce la nostra vita: dettagli che spesso non vengono nemmeno considerati. Io credo che la parola –felicità-, per quanto possa essere corta, trasmetta appunto

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Voce agli studenti la felicità, ti fa star bene e spesso uno sente la mancanza di questo ingrediente invece fondamentale; altre volte è presente invece una sensazione, a dir poco, meravigliosa e unica. L’amicizia, l’amore, il rispetto, la vita, le persone che mi accettano così come sono, i professori anche se molte volte non li rispetto, i nonni, il mio ragazzo Luigi, i miei genitori, l’educazione, tutto ciò che ho, la natura. Ciò che vorrei quest’anno è una cosa, anzi una persona, che mi manca tanto. Questa ragazza prima veniva a scuola con me e l’altro ieri si è ritirata. (…) una ragazza stupenda, la mia migliore amica e l’unica cosa che vorrei è che tornasse a scuola per rivederci e rifrequentarci come una volta. Mi manca tantissimo. L’amore fra due persone, l’amicizia, lo stare in pace; considero valore tutto ciò che è buono e giusto nella vita. Il rispetto, l’amicizia e l’amore ma soprattutto la famiglia. Vivere appieno la vita, riuscire a fidanzarmi; passare l’anno senza troppi problemi; far sì che la mia famiglia possa continuare la sua storia. Sincerità, creatività, gioia, simpatia. La serenità. La Tranquillità, la gioia, la sincerità, la creatività, la fiducia. La felicità. L’amicizia: quella che c’è tutt’ora e quelle che vi erano prima tra due persone e che ora non c’è più; il percorso dell’amore che ti guida sempre sulla strada più giusta e l’impegno che può far rinascere. I viaggi. Desidero un anno di serenità e sincerità. L’amore. Il divertimento, l’unione (lo stare insieme), il coraggio. Serenità e gioia. L’oltre La persona La libertà CLASSI 2A - 2C Riuscire a dire “Ti amo” ad una persona amata.. La capacità di riconoscere quando sbagli…Il coraggio di una madre nell’allevare un figlio da sola…Il saper dire “ti voglio bene” ad un amico. - Il canto del vento che fischia fra le foglie, la volpe vermiglia che ronfa fra le radici, il luccichio che imperla le onde del mare e il gabbiano speranzoso che scruta l’orizzonte. Considero valore la sabbia del deserto e la scia che la vipera lascia su questa. Il canto della madre e il bambino che teneramente stringe al seno. La danza dei delfini e le acque che li ospitano.

- (..); le mie amiche; l’amore, portare rispetto a tutti ma non troppo; la salute, Dio. - Un vecchio che cammina per la strada. Un barbone che dorme su un cartone; qualcuno che ci insegna a vivere. - Il fatto che (..) quando si sente triste, si stringe a me, dicendomi –ti voglio bene- ; i momenti che passo assieme a colei che amo; una ragazza bellissima di nome (..). - Me stesso.

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Voce agli studenti - Nel 2012 vorrei che i valori semplici non fossero sottovalutati, …come la gioia di vivere, il rispetto reciproco. Considero valore il 2012 stesso, cioè che la vita del mondo continua; considero valore lo sguardo innocente di un bambino, il futuro sereno; considero la speranza un dono immenso, considero il cielo il valore più grande di qualsiasi cosa. - La vita, gli amici, i sogni, le ambizioni, le passioni, l’infatuazione, la felicità. - Lo studio, l’amicizia, i sogni, i progetti, la play 3, super (..). - L’amicizia, la mia famiglia. - I miei cari e l’amicizia. - La mia adolescenza, la mia famiglia, le amiche che giocano, la brezza del vento, che porta con sé tutte le cose brutte; un uccellino che dà da mangiare al figlio; i colori dell’arcobaleno, il mio amore. - La serenità, l’amore, tutto ciò che ci circonda. - La felicità. CLASSI 3A - 3B - 3G - Amare le persone, stare in gruppo invece di stare isolato; ogni mia fragilità, che considero risorsa per crescere; tutto ciò che mi circonda (natura, vento, cielo, ecc.) - Vita, stanchezza, amore, sentimenti, educazione. - Trovare la serenità che da sempre cerco e che non ho mai ricevuto, abbracciare un padre, baciarlo in guancia e finalmente ritornare a ridere insieme. - Cuore, famiglia, amici, gruppo, amore, la pace, una cosa che viene dal di dentro di una persona. - Un sorriso sincero, l’amicizia, l’amore per chi si vuole bene, il coraggio di rischiare, la fedeltà, il MIO amore, il ricordo. - La salute delle persone a me più care. - L’amore e la gentilezza. - Credere in qualsiasi cosa, che sia un’idea, un pensiero, un sogno, la fede; il rispetto per le idee altrui. - Amare le persone per me significative, importanti, rinnovare sempre ogni anno l’amicizia. - La mia famiglia, i mie amici, i miei interessi, la mia vita, tutto ciò che ho, la mia fede. - La famiglia, la vita, la libertà e i viaggi. - Amare, la sincerità, l’aiuto ai bisognosi, avere fede, la felicità. - L’impegno scolastico efficace. - Le persone a cui voglio e non voglio bene; se mi restano accanto nei momenti belli e brutti…Considero valore l’amore che c’è fra me e il mio ragazzo, anche se litighiamo, l’impegno a cercare di fare il possibile nella scuola, nello sport…nella vita, anche se fai una grande fatica a farlo… e ti stanchi, ti butti giù, ma poi ti riprendi, grazie alla tua forza. Considero valore la forza, che ho dentro, di andare avanti tutti i giorni e affrontare tutto e tutti. Il ruolo del genitore, quello di far crescere un figlio/a il meglio possibile anche se non si arriva a fine mese…tutto questo considero valore…La forza di affrontare la vita ! - Il treno delle occasioni…occasioni perse e occasioni vissute. Ogni frase rivolta a me, bella o brutta che sia, perché tutto nella vita va ascoltato e vissuto, perché sono del parere che anche una brutta parola o una brutta esperienza faccia crescere, anzi forse anche di più di una parola d’amore. - Il rispetto per il prossimo; l’amore per una ragazza. - L’amore per una persona speciale, che da poco è entrata a far parte della mia vita; la passione per la cosa che più mi piace fare al mondo e che nessuno potrà mai togliermi: ballare. La mia famiglia. Mi sono resa conto di essere più che fortunata. - L’amicizia, il rispetto per le altre persone, essere sempre disponibili con chi ha bisogno, anche solo per un abbraccio; la passione per un lavoro; sforzarmi di fare cose, che non mi piacciono. - La compagnia di un amico, di una persona cara; la pace incontrastata della natura, una carezza, un gesto di affetto; una cascata in mezzo al bosco; la sicurezza della mia casa; tutto ciò che ci circonda ha un valore e

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Voce agli studenti ognuno di noi ne vede un aspetto. Ciò che ha valore per me può non avere valore per qualcun altro. Considero valore l’arrivo di una notizia, la musica; tutto ciò che mi circonda, svolgendo il suo compito in questa vita. - I baci, gli abbracci e le carezze; la purezza dell’acqua, il silenzio e le lacrime, il calore familiare; i ricordi belli e brutti; i colori caldi; l’amore. - L’orgoglio di mia madre nei miei confronti; un abbraccio non aspettato, le luci del periodo natalizio; i sacrifici della famiglia, la forza di cambiare; l’amore tra due razze che siano uomini o animali. - Un’amicizia serena; i capelli, perché ognuno ha i suoi; un sorriso sincero pieno di gioia; un amore puro. - I sogni, che ti permettono di “vivere” ciò che vorresti; gli oggetti personali in cui ci si riconosce; l’innamorarsi; gli errori fatti nella vita, che ti permettono di migliorare. Essere riuscito a scrivere ciò che pensavo. - La possibilità di essere guidati da un buon governo. La famiglia; … per tutto il resto c’è Mastercard ! - L’arte, la musica, la felicità ingiustificata, i piccoli gesti impulsivi dettati dal cuore; le trame che la vita stessa tesse con armonia intorno a noi; la libertà; correre in un prato a primavera, sentire l’odore dell’erba e i sogni nascosti nella corteccia di un salice; considero valore l’armonia così totale, la perfezione apparentemente così casuale dell’esistenza, le persone brillanti, le poche menti eccelse presenti al mondo in grado di emanare tanta energia; considero valore i bambini, la pace con sé stessi, con il mondo, con tutto; un lungo viaggio senza meta, senza tempo, senza perché; la conoscenza. Tutto ciò che è riuscito ad attrarre la mia attenzione, i miei occhi, le mie lacrime, il mio sorriso. Considero valore la vita, la morte e la felicità. In parole povere considero valore le emozioni. - Ha valore per me un bambino. CLASSI 4A - 4B - 4M - Una cosa che penso che ha valore e che desidero tanto è il miglioramento di Roma, troppo dispersiva. Il conoscere le persone, l’amicizia con i compagni. - “ Shemà Israel, Adonai Elohenu, Adonai Echad: (Ascolta Israele, il Signore è nostro D-io, il Signore è uno). (…) Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze”(Deuteronomio 6, 4-5); “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Levitico 19, 18). Il valore più grande per me è, oltre la fede, la VERA NATURADELL’UOMO. Nel mondo si è perso il significato della parola AMORE. Ormai tutto è relativo. Ma non è tutto relativo… Avere rapporti sessuali prima o dopo il matrimonio non è la stessa cosa. Abortire o meno non è la stessa cosa. Considero valore la persona che SA NON ESSERE SUPERFICIALE, che è aperta e ha l’orecchio pronto a ricercare il parere altrui. Considero valore una famiglia costruita su mattoni che non sono fatti di denaro o benessere materiale; considero valore i figli: uno, due, cinque, dieci; considero i figli colonne della famiglia. Più colonne ci sono e più la casa è solida. Considero valore andare incontro ad un amico che ha perso le speranze; considero valore chi sa comprendere che cosa voglia dire veramente GODERSI LA VITA. - Famiglia, amore, amicizia, vento che soffia, luce del sole, il tempo, la vita, il nonno, l’artista, volare. “Cercare la verità nelle cose che faccio, anzi una risposta”, “Se Dio mi voleva bene certe cose non me le faceva fare (senso negativo)”. - Continuare amicizie con le persone veramente importanti per me. - Poter essere più presente per coloro che amo e a coloro a cui voglio bene. Essere un punto di appoggio per loro e aiutarli sempre. Inoltre un grande desiderio è quello di trovare qualcuno che possa amarmi come mio padre amava me. - Crescita, coraggio, sicurezze, il mio dolce cane che dorme, la decisione. - *Una bella promozione per dare una soddisfazione ai miei genitori. * Continuare la mia storia d’amore serenamente con lo scopo di amarci come facciamo ora, forse un po’ di più. - Ho già tutto ciò che mi rende felice. Non mi serve altro ! - Trovare un’amicizia vera e fedele, quello che ho sempre desiderato. - Riuscire a conoscere me stesso, a dare spiegazioni alle mie emozioni, vorrei che vicine a me ci

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studenti

fossero solo persone vere, disposte a fare quanto io farei pe loro; avere meno momenti di debolezza rispetto all’anno scorso. - Non perdere l’amicizia e l’amore; fortificarli; il lavoro; uscire dalla scuola con buoni voti - Considero una fortuna avere una famiglia speciale come la mia, soprattutto avendo due fratelli in grado di farti crescere come persona, sotto tutti i punti di vista, specie quello umano, facendoti capire i reali valori della vita. - L’unione con tutti; l’amore per tutti; la pace in me stessa; l’allegria; i tanti bei momenti, soprattutto la mia festa. - Essere più vicina a mia nonna; mi sento viva insieme alla mia famiglia; mi sento bene e libera dai problemi quando ballo; impegnarmi di più a scuola per il mio futuro. - Capire chi sono in questo mondo e cosa voglio dalla mia vita. - Considero valore che (..) guarisca presto - Un abbraccio inaspettato, lo sguardo fisso di un bambino, il sole che sorge, una lacrima di gioia, una famiglia unita, il piacere dettato da un sapore, una farfalla che si posa su un fiore, la speranza di chi sa aspettare. - La salute, la sincerità, soprattutto verso sé stessi, le persone care, la felicità, la libertà, l’onestà, la perseveranza. - L’insicurezza che fa tremare…il cuore che batte forte, guardarsi allo specchio e sorridere…emozionarsi, il sorriso di un bambino, il respiro di una persona; chiudere gli occhi, sognare e svegliarsi; la fiducia, l’ascoltare, il guardare negli occhi, una lacrima. - Un bambina appena nata che va in cerca del suo tesoro, della sua fata: la mamma. Un povero barbone in cerca di qualcosa che lo farà star bene per una giornata o anche una settimana. CLASSI 5B – 5M - La gioia e la speranza di chi sembra non poterne avere, la determinazione, l’amore incondizionato della famiglia, i legami tra persone (amicizia), la voglia di voler crescere in tutti i sensi (maturare), conoscere il mondo e ciò che ci circonda. - Per me l’amicizia è molto importante, specialmente quando vuoi veramente bene ad una persona. - L’amicizia, l’affetto, il pensiero, la voglia di fare, la voglia di non mollare, il coraggio, la personalità. - La famiglia, l’amore, il rispetto,, l’amicizia, la sfera a spicchi, l’umiltà, il silenzio, il presente, il giudizio. - L’amicizia, la famiglia, l’amore, la vita, la sincerità, la coerenza, la speranza, un sorriso. - La mia famiglia, i miei amici, la mia vita, il mio futuro, la luce del sole. - L’unità, l’esserci l’uno per l’altro, l’amore, il rispetto, il sentimento. - Un compleanno di un mio amico a gennaio. - Il legame familiare, il ‘grazie’ di un amico. - La mia famiglia e l’amore; aiutare i più bisognosi, anche se non riesco; cercare di essere una buona amica anche se … a volte ti tocca dire delle bugie. - Considero valore tutto ciò che mi circonda, che mi è più caro e vicino nei momenti giusti e sbagliati. Il valore, se si vuole, lo si può trovare anche nelle piccole cose. Noi abbiamo un valore: la nostra anima. Il sentimento che può essere bello o brutto, come l’amore e l’odio. Grazie al tempo scopriremo il valore in tutte le cose, anche le più banali apparentemente. - Il valore di una persona, dell’anima; dell’amicizia; della vita, di ciò che fai.

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Proposte

Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Leone e Scorpione ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

Esperienza di consulenza filosofica presso il Liceo Artistico “Enzo Rossi” a cura di Stefania Capogna e Nunzia Puglisi La consulenza filosofica L’idea base della consulenza filosofica è che ognuno di noi ha una propria visione del mondo che sottende alle nostre scelte, ai nostri atteggiamenti, e che una maggiore consapevolezza di tale visione può aggiungere qualità alla nostra vita. Al centro c’è dunque l’esistenza, come nucleo di pensiero, emozione e azione. La consulenza filosofica può aiutare ad orientare la persona focalizzando aspetti a volte controversi, favorendo la comprensione del modo di reagire di fronte alle situazioni, ai desideri, alle paure, permettendo alla persona di accrescere la consapevolezza di sé. Il progetto dell’ Università Roma Tre Il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tre ha proposto nel 2011 un progetto di consulenza filosofica rivolto a giovani delle scuole laziali per favorire - attraverso un aperto confronto dialogico- la crescita dei valori democratici della solidarietà, del rispetto tra diversi, della cura dell’ambiente.

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Proposte Il progetto si è proposto di: • Potenziare nei giovanissimi un pensare consapevole, critico e personale per rafforzare la capacità dialogica fra fra giovani di provenienze etniche e culturali diverse. • Valorizzare il territorio laziale mettendo in collegamento le diverse realtà regionali del Lazio mediante l’organizzazione di un convegno iniziale per promuovere la Consulenza Filosofica nella Regione, e un convegno conclusivo in cui saranno presentati i risultati a tutti gli operatori della formazione giovanile e della pratica Filosofica. Rischi del progetto • Disinteresse dei giovani, sottovalutazione della pratica della Consulenza filosofica da parte dei docenti. • Difficoltà di trovare orari compatibili con l’attività di insegnamento della scuola. • Bullismo La scuola di riferimento Da circa quarant’anni presente sul territorio, il Liceo Artistico “Enzo Rossi”, unico in Italia per la decorazione e l’arredo della chiesa, continua quell’ attività che lo ha sempre visto attento alle esigenze di formazione necessarie alla produzione, valorizzazione e tutela del patrimonio artistico e culturale della città. I corsi del Liceo Artistico, finalizzati alla formazione di particolari professionalità hanno una precisa fisionomia all’interno dell’istruzione superiore, essi infatti sono caratterizzati dall’integrazione tra preparazione storico-umanistica e conoscenze tecniche ed artistiche ben qualificate. L’attività didattica fa riferimento a cinque Sezioni Artistiche o indirizzi dell’Area Compositiva: Decorazione Pittorica, Decorazione Plastica, Architettura e Arredamento, Arte dell’ Oreficeria e dei Metalli, Arte del Tessuto/Moda e Costume. L’organizzazione dell’intervento L’intervento tenuto da Stefania Capogna e Nunzia Puglisi ha visto la partecipazione di 18 studenti dell’istituto appartenenti a classi diverse con la collaborazione delle docenti Silvia Coletti e Lea Di Lallo. L’intervento è stato progettato in riferimento a: • Tipologia di scuola • Numerosità degli studenti • Interesse dimostrato in itinere • Tematiche considerate con maggiore attenzione Dopo un introduzione al progetto è seguita una parte di “breaking ice” dedicata esclusivamente a creare un clima di fiducia con l’obiettivo di curare al massimo la delicatissima parte iniziale dell’intervento, creando i presupposti per facilitarne il coinvolgimento dei ragazzi. L’attività è seguita in due sottogruppi definiti in base alle preferenza espresse dai ragazzi. I due gruppi hanno proseguito le attività con le due consulenti per complessive 18 ore. Le insegnanti, che hanno accolto e sponsorizzato il progetto con molto entusiasmo, hanno completamente garantito l’organizzazione logistica del progetto. Gli obiettivi generali Le consulenti hanno impostato le attività facilitando l’emersione di temi e valori fondamentali. Gli obietti sono stati: • Sollecitare la discussione di problematiche adolescenziali comunemente avvertite. • Focalizzare gli aspetti di discussione più sentiti cercando di innescare ragionamenti più ampi e approfonditi.

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Proposte • Facilitare una comprensione più profonda delle problematiche, rendendo evidenti aspetti e punti di vista nuovi, seppur di non immediata condivisione. • Sostenere il valore del rispetto della vita, sensibilizzando i partecipanti sull’importanza dei suoi valori fondanti. • Far riconoscere l’importanza delle emozioni nei rapporti interpersonali con particolare riferimento al tema dell’amicizia. Temi trattati I temi trattati definiti in base all’interesse dei ragazzi e alle loro problematiche più sentite hanno riguardato in maniera più approfondita l’amicizia e la relazione interpersonale. Una particolare attenzione è stata data al concetto di percezione di sé stessi e degli altri e sull’impatto di queste sull’emozioni. Altri temi trattati: • Amicizia • Amore • Paura • Futuro • Società

Strumenti metodologici Strumenti didattici • Ascolto e dialogo guidati sul tema dell’amicizia • Riflessioni guidate • Utilizzo del testo Il profeta di Khalil Gibran Tecniche utilizzate • Giochi di ruolo Elaborazione dei questionari • Parliamo di noi … • Che animale scelgo e perché • Mi metto al posto del mio compagno …e mi presento. • Rappresento il mio compagno e l’amicizia con un elaborato artistico La qualità della partecipazione e i risultati percepiti I ragazzi durante gli incontri hanno dimostrato un interesse genuino e una partecipazione spontanea. Sono riusciti ad esprimere liberamente le loro sensazioni dimostrando di apprezzare alcune conclusioni tratte sui valori considerati. La qualità della partecipazione è senza dubbio anche collegata all’ambiente scolastico, percepito come sano e stimolante; gli insegnanti, ma anche la preside, in generale godono di buona fama tra i ragazzi. In particolare le due professoresse referenti del progetto, sono state considerate delle figure molto valide e soprattutto un riferimento concreto. E’ evidente quindi che i ragazzi hanno riposto, forse ancor prima di conoscere le attività effettive, buona fiducia nell’esperienza, probabilmente contagiati dall’entusiasmo delle due insegnanti e dall’interesse della preside. L’esperienza di consulenza filosofica all’Istituto d’Arte si è rivelata quindi un’esperienza positiva completamente esente da rischi considerati nell’ambito del complessivo progetto regionale. I ragazzi hanno condiviso in linea di massima modalità e contenuti.

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Spazio

aperto

Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Bilancia e Cancro ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

I segni zodiacali Rivisitazione in chiave pittorica dei segni zodiacali da parte degli alunni della IIA a cura della docente Simona Pinna

Acquario - Lavoro di Giulia Tortora sezione discipline pittoriche

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Spazio aperto

Ariete - Lavoro di Camilla Corradi sezione discipline pittoriche

Cancro - Lavoro di Jacopo Cipriani sezione discipline pittoriche

Bilancia - Lavoro di Valeria Rossetti sezione discipline pittoriche

Ariete - Lavoro di Alessia Belmonte sezione discipline pittoriche

Bilancia - Lavoro di Paola D’Arrigo sezione discipline pittoriche

Bilancia - Lavoro di Ludovica Muraca sezione discipline pittoriche

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Spazio

aperto

Sagittario - Lavoro di Matteo D’Ubaldo sezione discipline pittoriche Gemelli - Lavoro di Matteo D’Ubaldo sezione discipline pittoriche

Leone - Lavoro di Matteo Resparambia sezione discipline pittoriche

Pesci - Lavoro di Giulia Tortora sezione discipline pittoriche

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Leone - Lavoro di Simona Scimia sezione discipline pittoriche

Pesci - Lavoro di Francesca Todaro sezione discipline pittoriche


Spazio aperto

Pesci - Lavoro di Riccardo Nieto Santa Cruz sezione discipline pittoriche

Sagittario - Lavoro di Giorgia Tavaglione sezione discipline pittoriche

Scorpione - Lavoro di Michael Lemma sezione discipline pittoriche

Sagittario - Lavoro di Angela sezione discipline pittoriche

Sagittario - Lavoro di Matteo D’Ubaldo sezione discipline pittoriche

Scorpione - Lavoro di Mirko De Caneva sezione discipline pittoriche

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Spazio

aperto

Toro - Lavoro di Ludovica Muraca sezione discipline pittoriche

Toro - Lavoro di Matteo Bellezza sezione discipline pittoriche

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Vergine - Lavoro di Matteo D’Ubaldo sezione discipline pittoriche

Vergine - Lavoro di Matteo Resparambia sezione discipline pittoriche


Diverso da chi

Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Sagittario e Toro ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

LAVORO SUL DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS CON GLI STUDENTI DEL LICEO ARTISTICO “ENZO ROSSI” a cura di Francesca Cresci L’adolescenza è considerata come il periodo di “tempesta” della vita, poiché comporta numerosi cambiamenti. Come la stessa etimologia della parola implica, ADOLESCERE, significa in latino “crescere”. Questa fase della vita è sicuramente quella in cui i cambiamenti sono più acuti e visibili. L’adolescente sperimenta drastici cambiamenti, sul piano biologico, ma anche su quello sociale e psicologico. Il passaggio attraverso l’adolescenza non si svolge secondo una direzione lineare e con un ritmo uniforme: al contrario le finalità e le conquiste psichiche che caratterizzano le varie fasi del processo adolescenziale, spesso seguono direzioni contraddittorie e sono qualitativamente eterogenee; si evidenziano cioè alternativamente progressi, deviazioni, regressi. L’adolescente può percorrere velocemente queste varie fasi, oppure può elaborare variazioni infinite di qualcuna di esse, ma non può tuttavia saltare le trasformazioni psichiche essenziali delle varie fasi.

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L’adolescenza rappresenta un periodo di aumentata vulnerabilità ai trauma, questo per una serie di ragioni: le spinte pulsionali diventano particolarmente intense; il distacco psicologico dalle figure genitoriali può determinare fragilità; il possibile riemergere di traumi infantili, rimasti a lungo nascosti, per effetto di traumi attuali. Esperienze traumatiche vissute in adolescenza, non solo possono compromettere il processo evolutivo individuale, ma possono anche influenzare il passato, in una fase della vita caratterizzata da un continuo rimaneggiamento delle esperienze passate infantili. L’Istituto d’Arte Roma 2 è stato coinvolto in un progetto di ricerca, avente l’obiettivo di valutare l’impatto di eventi stressanti e/o traumatici sul funzionamento emotivo/comportamentale e sulla possibile insorgenza di una psicopatologia nell’adolescenza. In particolare, in tale ricerca sono stati presi in considerazione due tipi di disturbi, che sono normalmente quelli maggiormente correlati ad eventi stressanti o traumatici: DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS (PTSD). Si tratta di una costellazione di sintomi che derivano direttamente dall’esposizione a un fattore traumatico esterno. La risposta della persona all’evento deve comprendere paura intensa e la sensazione di essere impotente e senza possibilità di fuga. I sintomi presenti in questo disturbo, comprendono: 1- rivivere continuamente l’evento, attraverso sogni, pensieri, flashback; 2- l’evitamento di qualsiasi stimolo associato al trauma; 3riduzione della reattività generale. DISTURBO DISSOCIATIVO. La caratteristica fondamentale è la perdita di continuità dell’esperienza soggettiva. L’esperienza cosciente del Sé è interrotta da lacune della memoria, stati alterati della coscienza o da bruschi cambiamenti dell’umore, di cui il soggetto a posteriori ricorda poco o nulla. In particolare, alla ricerca ha partecipato un gruppo di 139 studenti (99 femmine; 40 maschi), inserito in un campione ancora più vasto di adolescenti (183), che sono stati suddivisi nelle tre fasce dell’età adolescenziale: prima fascia (13-14 anni); seconda fascia (15-16 anni); terza fascia (17-18 anni). Ai soggetti sono stati somministrati 4 questionari scientifici: - INVENTARIO DEGLI EVENTI STRESSANTI E/0 TRAUMATICI DELLA VITA. Strumento che permette di rilevare la presenza di simili eventi e di valutare l’importanza e l’intensità degli stessi, così come percepite dal soggetto; - YOUTH SELF REPORT (YSR). Permette di eseguire una valutazione sullo sviluppo emotivo e comportamentale e sull’eventuale presenza di problemi internalizzanti (ad esempio ansia e depressione) e problemi esternalizzanti, (ad esempio comportamenti delinquenziali e aggressivi). - IMPACT OF EVENT SCALE-REVISED (IES-R). è un questionario che consente di rilevare l’eventuale presenza di un Disturbo Post-Traumatico da Stress. - DISSOCIATIVE EXPERIENCE SCALE (A-DES). Permette di individuare l’eventuale presenza di sintomi dissociativi. I dati che sono emersi dalla ricerca, possono essere messi in relazione con un ampio filone di studi empirici. Il principale aspetto emerso dalla nostra analisi è l’esistenza di un’associazione significativa tra la presenza di eventi traumatici e stressanti e i sintomi sia del PTSD che dissociativi e i problemi sia internalizzanti che esternalizzanti e che questo sia vero soprattutto, quando siamo in presenza di più di tre di questi eventi. Infatti, i soggetti che hanno indicato di aver vissuto più di tre esperienze traumatiche nel corso della loro vita, che nel nostro campione totale (N=183) risultano essere 66 (36,1%), sono coloro che presentano in misura maggiore una psicopatologia. Attraverso studi empirici è stato calcolato che nel 30% dei casi, le conseguenze immediate e a lungo termine di esperienze traumatiche provocano il Disturbo Post-traumatico da Stress. Nello specifico, i soggetti che presentano un chiaro PTSD, sono 23 (34,8%), mentre 43 soggetti (65,2%), presentano solo qualche sintomo, ma non un conclamato disturbo post-traumatico. Dalle nostre analisi è emerso, che l’evento principalmente in grado di predire tale disturbo, sia la molestia sessuale. Come è emerso da molteplici studi, un’altra possibile conseguenza di esperienze traumatiche, riguarda lo sviluppo di sintomi dissociativi. Nel nostro campione i soggetti che presentano tali sintomi sono 19 (10,4%), e abbiamo osservato come in questo caso, il disturbo sia predetto con maggiore probabilità dalla molestia sessuale, ma anche dalla trascuratezza fisica. Questi dati trovano riscontro nella

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Diverso da chi letteratura. Infatti, sono sempre più numerose le prove empiriche che confermano l’evidenza clinica di come esperienze traumatiche di abuso o di maltrattamento nell’età evolutiva, siano importanti fattori di rischio, non solo per l’emergere di una psicopatologia, ma anche per gravi alterazioni comportamentali. Dalla nostra ricerca è emerso anche come eventi stressanti e/o traumatici, abbiano un certo impatto anche sui problemi internalizzanti e/o esternalizzanti. Infatti, i soggetti che riferiscono di aver vissuto almeno un evento stressante o traumatico, riportano punteggi maggiori rispetto a questi problemi. Ciò è stato ulteriormente confermato, quando ci siamo focalizzati sul sottocampione di soggetti che ha mostrato di aver vissuto più di tre di questi eventi, e che riporta un numero maggiore di problemi internalizzanti e/o esternalizzanti. Per quanto riguarda invece gli eventi in grado di predire i problemi esternalizzanti, tra i quali rientrano il comportamento aggressivo, oppositivo o delinquenziale, vi è solo una parziale concordanza con la letteratura scientifica, la quale pone in primo piano l’abuso fisico. L’analisi da noi condotta, ha invece individuato come predittori dei problemi esternalizzanti, accanto all’aggressione, anche l’incarcerazione di una figura significativa. Nell’area dei problemi internalizzanti, che riguardano più propriamente gli stati ansiosi e depressivi, dai nostri dati è emerso invece, che gli eventi maggiormente in grado di provocare simili stati sono la trascuratezza emotiva e fisica, la molestia sessuale e la malattia o disagio grave. La letteratura scientifica ha da sempre affermato, che le femmine tendono ad essere maggiormente vulnerabili rispetto ad eventi traumatici e anche maggiormente a rischio di sviluppare una psicopatologia. La nostra ricerca si pone solo in parte il linea con questi dati: nell’intero campione non sono state infatti riscontrate delle differenze legate al genere nella presenza di eventi di vita significativi e di una conseguente psicopatologia, ma quando abbiamo considerato il sottocampione di soggetti che presenta una chiara sintomatologia post-traumatica (N=66), abbiamo potuto constatare, come questa sia presente in prevalenza nelle femmine. Differenze di genere non sono state riscontrate invece per la sintomatologia dissociativa. Molti studiosi sono concordi nell’affermare che i meccanismi dissociativi presenti in adolescenza, non sono necessariamente indicatori di un eventuale disturbo psicopatologico in atto. Più che altro indicano delle difficoltà di integrazione tra il funzionamento emotivo e quello cognitivo, che sono tipiche della fase adolescenziale. È solo infatti alla fine dell’adolescenza, che l’integrazione emotivacognitiva può realizzarsi completamente. I meccanismi dissociativi si collocano tra la normalità e la patologia. Infatti, di fronte a reazioni di rabbia o a conflitti, spesso presenti tra gli adolescenti, l’attivazione di strategie difensive dissociative, può permettere di salvaguardare il senso di continuità e l’integrità del Sé. Alcuni studi hanno indicato, che i fenomeni dissociativi tendono a ridursi dopo i vent’anni, confermando in tal modo la tesi secondo cui, in adolescenza la dissociazione può essere utilizzata per fronteggiare i conflitti tipici di questa fase. Questo dato però non è stato confermato nella nostra ricerca, dove non sono emerse delle differenze tra le diverse fasi dell’adolescenza. Differenze di genere sono state rilevate da diversi studi anche sul funzionamento emotivocomportamentale, per cui i problemi internalizzanti riguarderebbero in misura maggiore il sesso femminile, mentre quelli esternalizzanti il sesso maschile. Tuttavia, condotte di tipo internalizzante o esternalizzante non sono necessariamente indicative di una psicopatologia. Infatti, tali condotte vengono utilizzate, per gestire le difficoltà, che caratterizzano questa fase del ciclo vitale. Ad esempio, comportamenti aggressivi e oppositivi (condotte esternalizzanti), possono essere utilizzati per l’affermazione personale e la costruzione dell’identità individuale, mentre gli stati depressivi (stati internalizzanti), possono essere utilizzati come difese rispetto al completo investimento nella realtà e al confronto con i suoi aspetti più contraddittori. Nella nostra ricerca sono emerse delle differenze di genere solo per quanto riguarda il versante internalizzante, con le femmine che presentano maggiormente tali problematiche rispetto ai maschi. Non sono emerse delle differenze invece, rispetto all’età. La letteratura ha mostrato evidenze empiriche circa l’aumento di sintomi e problemi internalizzanti e/o esternalizzanti con l’età, ma i dati da noi ricavati, indicano un andamento simile di questi in tutte le fasi adolescenziali. Recenti studi empirici hanno evidenziato come il trauma nell’età adolescenziale, accentui tutta una serie di sintomi tipici del processo evolutivo. Ciò che non è facile inferire con certezza, è se tali sintomi rientrino ancora nell’area della “normalità” o si spostino nell’area della “patologia”, soprattutto se siano indicativi della presenza di un Disturbo Post-Traumatico da Stress. Infatti, tale disturbo rappresenta il più semplice, ma nello stesso tempo il più complesso disturbo d’ansia: il più semplice

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Diverso da chi perché la causa scatenante tale disturbo, ossia lo stress, dovrebbe essere facilmente identificabile, il più complesso per l’imprevedibilità dei sintomi a cui dà luogo e per la molteplicità dei processi psicologici che vengono coinvolti. Ricerche empiriche hanno inoltre dimostrato, che non sussiste un collegamento necessario tra trauma e sintomi psicopatologici, rilevando che nel 70% dei casi gli eventi traumatici non determinano sintomi durevoli. La nostra ricerca ha mostrato l’esistenza di una significativa associazione tra sintomi dissociativi e PTSD, dato emerso anche da altri studi empirici. Ciò permetterebbe di confermare la tesi secondo cui, la dissociazione rappresenti un fattore di mediazione tra l’evento traumatico e la comparsa di una psicopatologia. Il rapporto tra il trauma e la dissociazione non è mostrato solo da studi epidemiologi e dall’esperienza clinica, che da più di cent’anni associano tali fenomeni, ma anche dal fatto che il trauma per definizione produce un’azione di disconnessione e disintegrazione. Un’altra caratteristica del potere disintegrante dell’esperienza traumatica è la difficoltà o impossibilità di dare ad essa un significato unitario e coerente. L’esperienza traumatica poiché dissociante, non riesce ad essere collocata nel sistema ordinato di memorie e non riesce ad integrarsi con le altre informazioni e significati di cui un individuo normalmente dispone e che vanno a costituire il senso del sé e la sua identità. Altre volte lo stato dissociativo scompone la memoria di eventi traumatici nelle sue diverse componenti (somatica, sensoriale, cognitiva, emotiva), impedendone una registrazione unitaria. Come mostrato dalla nostra ricerca, la presenza di un Disturbo Post-Traumatico da Stress è associata non solo ai sintomi dissociativi, ma anche a problemi emotivocomportamentali. Tali problemi inoltre, risultano associati anche alla presenza di sintomi dissociativi e più in generale alla presenza di eventi stressanti e/o traumatici. La letteratura scientifica inoltre, ha messo in evidenza il fatto che, esperienze traumatiche vissute in adolescenza, accentuino tutta una serie di sintomi, che sono tipici del processo evolutivo in corso. Il problema che si pone, è proprio la difficoltà di valutare, se tali sintomi rientrino ancora nell’area della “normalità”, oppure se si spostino nell’area, tra l’altro difficile da definire ed identificare della “patologia”.

Concorso poesia e fotografia - Docente Maira Fucci Tipologia di foto polarizzata o a forte contrasto

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Diverso da chi La libertà è un respiro dell’anima … di Martina Palmieri 4P Ognuno di noi possiede un bene prezioso, un qualcosa che è indispensabile per la nostra vita, l’elemento fondamentale che condiziona, in qualche modo, la nostra quotidianità: la libertà. La libertà indica l’essere libero, la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni e non è confinato. Purtroppo, spesso ci rendiamo conto di possedere questo bene solo quando lo perdiamo, per un motivo o per un altro. E pensare che questa nostra libertà, che a noi oggi sembra una cosa dovuta e scontata, sia costata nel corso della storia, la vita e il sacrificio di milioni e milioni di persone. Quante guerre, quanti intrighi, tradimenti, quante ingiustizie in nome della libertà. Quante persone non hanno mai potuto dire di essere liberi, di possedere questo bene prezioso, tanto sognato e agognato; e oggi? Che cos’è la libertà? La libertà in senso più ampio è la facoltà dell’uomo di agire e di pensare in piena autonomia, secondo le proprie scelte. Si può dire che si è liberi quando si ha la possibilità di scelta, di compie un’azione spontanea non dannosa agli altri. La libertà è inoltre la qualità fondamentale e specifica dell’uomo, che lo costituisce come persona, e che consiste, nel non essere assoggettato a un ordine chiuso e precostituito, ma nell’avere una natura aperta, che, pur nei suoi limiti, dalla sua caratteristica di essere finito, gli consente di auto progettarsi e ad auto realizzarsi in base alle scelte che compie. Tutti siamo liberi di esporre le nostre opinioni, non c’è nessuno che può vietarci questo . Anzi, le leggi in vigore sono a favore di questo privilegio, lo esaltano insieme ad altri diritti inalienabili dell’umanità. Viviamo in un Paese in cui è proclamata la libertà di parola, eppure non è proprio così. A ostacolarla sono le conseguenze che la società mette in atto. Si tratta di un meccanismo che si attiva ogni qualvolta, qualcuno decide di manifestare un proprio parere personale. Noi ragazzi, di fronte a una provocazione o a un’argomentazione, ci possiamo trovare sul punto di controbattere o concordare, ma il timore delle conseguenze che possono derivare dalle nostre parole ci blocca, lasciandoci in balìa delle nostre riflessioni su ciò che è più saggio fare. Siamo tutti condizionati dalla moda, da tante cose che ci vengono imposte, e se non siamo come gli amici o come la massa, se non assomigliamo a chi detta i canoni della moda non siamo nessuno. In questa società in balia del consumismo e di altre “piaghe sociali”, dove tutti predicano la libertà, chi è libero davvero? Restare in silenzio e tenere per sé la propria opinione oppure correre il rischio di esporre il proprio pensiero? Ciò capita ogni giorno e spesso nemmeno ce ne rendiamo conto. E ribadendo quello che disse Martin Luther King, la mia libertà finisce nel momento in cui inizia la libertà di qualcun altro, non esiste la vera libertà perché tutto ruota intorno alla distinzione fra bene e male: la libertà è anche sottostare a determinate regole, morali o etiche, ma pur sempre delle regole che impediscono il predominio degli egoismi individuali. Se ognuno di noi pensasse all’altro e alle conseguenze delle malevoli azioni, avrebbe aperto la strada verso la vera libertà.

Concorso poesia e fotografia Docente Maira Fucci Tipologia di foto polarizzata o a forte contrasto

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Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Pesci ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

ARCHITETTURA E PITTURA: IL RAZIONALISMO DI MONDRIAN NELLA RIQUALIFICAZIONE a cura della docente Cinzia Villanucci Nel Programma del Corso Michelangelo di “Architettura ed Arredo”, tra vari argomenti, è previsto anche lo studio della Città quale organismo creato dall’attività umana. In occasione del completamento della ristrutturazione dell’edificio storico della scuola, il docente di Progettazione ha scelto di proporre agli alunni della sezione di Architettura della classe 3 M, lo studio della Città attraverso l’analisi della nascita della Borgata Tiburtino III. Tra i servizi annessi al quartiere realizzati sin dalla sua inaugurazione nel 1939, anche l’Edificio Scolastico che ospita attualmente il Liceo Artistico Roma 2. Il lavoro ha preso spunto dalla proposta del Dirigente Scolastico, professoressa Mariagrazia Dardanelli, (legata da un profondo affetto alla scuola e a tutto ciò che ne fa parte), di valorizzare esteticamente il prefabbricato allestito nel giardino interno del complesso. Messo in opera per consentire la ristrutturazione per lotti dell’edificio storico, ha ospitato, a rotazione, tutte i laboratori e le aule delle sezioni artistiche dell’istituto. Con il completamento dei lavori, i locali al suo interno sono stati destinati all’ampliamento della sezione di Scultura e Decorazione Plastica, ospitando alcune aule di “Discipline Plastiche” e di “Progettazione”. Durante l’anno scolastico 2010/2011, gli studenti hanno quindi svolto approfondimenti e realizzato elaborati grafici (contenenti immagini e commenti) per illustrare le relazioni esistenti: o fra la Città (Roma) ed una sua Borgata (il Tiburtino III); o fra Tiburtino III ed un suo elemento di servizio: la Scuola di Avviamento al Lavoro; o fra l’Edificio Storico del Liceo Artistico ed i plessi di sua pertinenza. Il titolo scelto per la presentazione del lavoro svolto è appunto “Città e Borgata: Roma e Tiburtino III”, e gli elaborati realizzati dagli studenti sono i seguenti:

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Tavola 1 – planimetria fuori scala di Roma con indicazione dei tracciati delle mura, sviluppi successivi, individuazione delle “borgate ufficiali”, commenti sulla nascita delle borgate. Il primo passo è stato quello di invitare i ragazzi a svolgere ricerche guidate sugli interventi urbanistici operati nel Ventennio Fascista nel centro storico di Roma per la sistemazione dell’”Urbe Imperiale”: gli “sventramenti” di via dell’Impero, di Piazza Augusto Imperatore, dell’Ara Coeli e la distruzione delle spine di Borgo per realizzare via della Conciliazione. Come conseguenza vennero costruite nelle lontane periferie, ad opera dell’Istituto delle Case Popolari, le cosiddette “borgate ufficiali”: un vero e proprio “sradicamento” della popolazione dal proprio contesto sociale ed economico.

Tavola 1

Tavola 2 – ingrandimento fuori scala di una planimetria catastale con l’individuazione della scuola e di tutti gli edifici che ne fanno parte, commenti sull’inaugurazione della borgata Nella seconda fase è stato individuato l’oggetto dell’approfondimento: la Borgata Tiburtino III, o Santa Maria del Soccorso. Progettata dall’ingegnere Giuseppe Nicolosi nel 1935, realizzata nel 1937 ed inaugurata nel 1939 personalmente dal Duce, destinata ai “deportati” provenienti dalle abitazioni demolite del centro e dagli operai impiegati dalle nascenti industrie sulla via Tiburtina. Andava dalla via Tiburtina a via Grotta di Gregna, e comprendeva venti fabbricati con 515 alloggi, di diversa tipologia edilizia (edifici a due piani, a più piani, ad un solo piano, con corte interna e giardini esterni); al centro, era presente una stecca di servizi che, partendo dalla via Tiburtina, comprendeva: una Casa del Fascio, un insieme di costruzioni adibite a scuole e relativi servizi sanitari e refettori, palestra ed una scuola all’aperto composta di un padiglione, un nido materno, un laboratorio femminile della Scuola di Avviamento al lavoro, una piscina scoperta circondata da arenile. Era stata inoltre messa a dimora una pineta, di cui una parte organizzata a parco pubblico per gli abitanti del quartiere, a circondare tutto il complesso.

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Tavola 2

Tavola 3 – testimonianze fotografiche della zona della scuola nel giorno dell’inaugurazione e nei giorni nostri ridisegnate dagli alunni della classe, commenti sugli edifici di servizio della borgata Il terzo ed ultimo momento di approfondimento è stato lo studio degli edifici scolastici, dei servizi annessi e le relazioni con la borgata, attraverso ricerche su documenti dell’epoca. In questa fase è stata una preziosa fonte per gli alunni il testo pubblicato in occasione del Quarantennale dell’Istituto a cura di Daniela De Angelis: “Istituto Statale d’Arte e Liceo Artistico Roma 2: UNA SCUOLA L’edificio storico dell’Istituto D’arte Roma 2"

Tavola 4 – rilievo in scala 1:100 e progetto di riqualificazione del prefabbricato interno, commenti sulle trasformazioni del complesso scolastico e sulla proposta di intervento progettuale. La quarta fase, quella più operativa per gli allievi, li ha visti direttamente impegnati in un lavoro di rilievo del prefabbricato. Dopo aver rilevato le dimensioni dei quattro prospetti sono stati impegnati nella loro rappresentazione in scala 1:50. Il docente, prof. Cinzia Villanucci ha dato indicazioni, dopo aver impartito lezioni di taglio monografico, di seguire come fonte ispirativa l’Astrattismo di Mondrian ed il Neoplasticismo di Rietveld. Dopo la lettura e l’assimilazione di alcune opere dei due artisti, ognuno degli alunni ha proposto una ipotesi di progetto per la decorazione delle facciate.

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Tavola 3

Tavola 4

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Al termine dell’esperienza individuale, gli allievi, insieme, hanno proceduto ad un esame complessivo di tutti gli elaborati, e, sintetizzando le diverse proposte, ne hanno elaborato una collettiva in scala 1:100. Per una opportuna verifica della validità dell’ipotesi progettuale, gli stessi allievi guidati e successivamente hanno poi sottoposto l’elaborato al giudizio della prof. Mariagrazia Dardanelli, docente di Discipline Pittoriche prima che Dirigente Scolastico. coordinati dal docente di Esercitazioni di Laboratorio, prof. Lucia Coscione, hanno realizzato un plastico tridimensionale in scala, nel quale sono stati riportati gli interventi cromatici proposti.

Mostra del Progetto a fine anno

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Angoli di memoria

Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Capricorno ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

PROGETTO ROMA PER VIVERE ROMA PER PENSARE coordinamento Giovanna Nosarti Il tema è sulla responsabilità, 6 manifesti 1 sul tema della mafia, 1 sul tema degli anni di piombo, 4 tratti da un’esperienza sintesi di un percorso sul corpo delle donne 1- Manifesto tematica Anni di piombo Prodotto dalla classe 1F Sezione GRAFICA coordinata da Maira Fucci Docenti coinvolti Valeria Venza, Giovanna Nosarti. 2- Manifesto tematica Regoliamoci, beni confiscati alla mafia Prodotto dalla classe 1B Sezione GRAFICA coordinata da Maira Fucci Docenti coinvolti Giovanna Nosarti, Silvia Coletti, Giancarla Goracci, Annalisa Vecchiarelli, Monia Iacomucci, Elena Andreozzi. Manifesti sulla responsabilità femminile Sintesi del backstage realizzato per il corto “corpi velati, corpi svelati” omaggio all’artista Shirin Neshat, ed alle poetesse Hamda Khamis e Joumana Haddad. Progetto grafico: Francesca Zurli 5 N coordinata da Maira Fucci Fotografie Cristiana Mandarini, Flavia Colantoni, Lavinia Morrone 4 L Moda, Claudia Sancilio Hanno posato: Francesca Zurli, Alessia Silvestri, Claudia Sancilio, Veronica De Laurentis e classe 5P

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Angoli di memoria Ideazione del corto Elena Andreozzi, Lucia Brongo Docenti coinvolti:Flavia Garzia, Maira Fucci, Giovanna Nosarti, Elena Andreozzi, Lucia Brongo.

Manifesto tematica Anni di piombo

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Manifesto tematica Regoliamoci, beni confiscati alla mafia

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Angoli di memoria Io sono come un’orchidea: bella, delicata e forte Io sono unica, libera e bella Io sono un mare in tempesta Io non amo la quiete Io sono indignata Io sono gioia e tristezza, forza e fragilità Io mi dipingo da sola Io non sono in vendita Io non mi arrendo Voglio vivere il mio corpo liberamente e con dignità Il mio corpo è come un’onda Il mio corpo è un orizzonte inesplorato Il mio sguardo raggiunge l’infinito Le curve del mio corpo non sono una pista Non calpestare Donna: amore, dolore, passione La vita è donna

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orgoglio…orgoglio…orgoglio… coraggio…coraggio…coraggio… libertà…libertà…libertà… dignità…dignità…dignità… indignazione…indignazione…indignazione… rivolta…rivolta…rivolta… lotta…lotta…lotta… diritti…diritti…diritti… passione…passione…passione… bellezza…bellezza…bellezza… vita…vita…vita… pace…pace…pace… armonia…armonia…armonia… gioia…gioia…gioia… forza…forza…forza…

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Angoli di memoria Concorso “Violenza sulle donne” a cura della docente di progettazione pittorica Lidia Tommolillo Il sopruso La sopraffazione dell’uomo è totale e l’illuminazione del corpo prevale senza ritegno e sfacciato è l’abuso che si svela smodato, incoerente ed ottuso. La mano brandita che causa i fendenti è consequenziale di istinti violenti e la donna che giace oppressa e sgomenta, estesa nel tempo e destinata a durare come eterna trafila di uno scempio da fare … Cosa resta negli occhi di chi vive l’orrore? Il ribrezzo di un atto carente d’amore con il gesto proteso al riparo dal vile nell’ultima posa di uno strazio servile. di Maria Palomba 4P Progetto di formazione sul Linguaggio Audiovisivo e Scenografico a cura di Annalisa Vecchiarelli e Valeria Venza Le attività di seminario sono state svolte dall’Istituto “Rossellini” ed hanno previsto una serie di incontri, durante i quali noi corsisti abbiamo partecipato a laboratori focalizzati sulle principali fasi di produzione di un audiovisivo. Ispirandosi al tema del seminario, “Utopia e disincanto: costruzione e rappresentazione dell’Italia unita”, i laboratori di sceneggiatura, ripresa e montaggio, integrando le altre attività programmate presso la Casa del Cinema, hanno consentito di affrontare e risolvere una serie di problematiche inerenti la didattica dell’audiovisivo nell’ottica del project work. Paolo Musu è stato il docente incaricato al coordinamento del Seminario con gli altri docenti del Rossellini, il Dirigente Scolastico prof.ssa Marano, e l’ispettrice Lauretta. Nel Seminario era previsto un laboratorio di sceneggiatura; la sceneggiatura è infatti il coronamento di un percorso creativo. Le giornate del Seminario erano divise in tre laboratori di sceneggiatura. Nel corso della prima giornata è stato importante prendere visione degli ambienti e delle scenografie messi a disposizione, e che hanno fatto da cornice alle storie che abbiamo messo in scena. Riprese e ambienti: le riprese si sono svolte a rotazione in tre luoghi distinti. Una scena è stata ambientata in un appartamento contemporaneo ricostruito nel teatro di posa dell’Istituto, un’altra è stata girata nel secondo teatro di posa dotato di un green screen, un ultimo ambiente è stato scelto nell’edificio scolastico (un’aula, il campo da basket esterno, il cortile..). Noi siamo stati gli attori: siamo andati in scena e abbiamo recitato mettendoci in gioco in prima persona. Noi docenti siamo stati guidati dal personale del “Rossellini” nelle varie fasi del percorso realizzativo. Ogni gruppo giovava della collaborazione, spesso in compresenza, di docenti di Linguaggio Cinematografico, Ripresa, Suono, Montaggio. Il mezzo di ripresa previsto è stato televisivo in alta definizione. Il suono stato registrato in presa diretta e arricchito da effetti e brani musicali di repertorio in post-produzione. I professionisti del settore hanno avuto durante tutto il seminario la capacità di far sembrare semplici i risultati di procedimenti che scaturivano da flussi di lavoro molto complessi.

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VVa ar irai az izoi no ni i

Lavoro di Daniele Pascolini 2A segni zodiacali ( Ariete e Gemelli ) docente Simonetta Pinna - sezione discipline pittoriche

PENSIERI E PAROLE a cura di Annalisa Vecchiarelli IRONIA Il nostro amore è come una rosa rossa rossissima e una spina un poco lunghissima! Cheri je t’aime, cheri je t’ador come la pasta col pomodoro! The Mask Nel film The Mask si tratta in modo ironico il concetto di amore. Questo è un film che ti fa capire, o almeno a me, che nell’amore serve essere ironici per costruire una vera coppia. Sapersi prendere in giro è la “ciliegina sulla torta” per un rapporto, saper accettare i propri difetti e quelli dell’altro/a scherzandoci su senza prendersela. Alla fine, un po’ tutta la vita va presa con ironia, certo sempre quanto basta, senza mai esagerare, ma serve e io credo che serva anche per far vedere agli altri che sai scherzare e non te la prendi se qualcuno ti dice qualcosa, che può darti l’impressione che te lo dica con cattiveria. Devo dire che vedendo questo film ho capito molte cose, ad esempio quando mi dicono qualcosa, essendo molto permalosa, non riesco a vedere il lato ironico e me la prendo subito, invece ora ho capito che non bisogna fare così, ma che l’ironia è OK, specialmente se è una persona che ti vuole bene veramente a dirtelo. Chiara Papacci II D

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Variazioni LE SHOPPER-BAGS MADE IN REBIBBIA PROGETTO “DONNE DENTRO E FUORI” Il progetto “Donne Dentro e Fuori” promosso dal Liceo Artistico “Enzo Rossi” è stato fortemente voluto dal Dirigente Scolastico prof.ssa Mariagrazia Dardanelli e coordinato dal prof. Alessandro Reale e dall’ Unicoop Tirreno; è stato sostenuto dal Garante dei detenuti della Regione Lazio e dall’Assessorato alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma. Presentato nella Sala delle Colonne – Palazzo Marini a Roma. L’iniziativa è stata patrocinata dalla Camera dei Deputati, dal Ministero della Giustizia, dall’Assessorato all’Istruzione e Politiche giovanili Regione Lazio, dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico Comune di Roma. Borse per la spesa in cotone con una veste artistica e un’anima solidale, ideate dalle allieve del Corso di Decorazione Pittorica – Casa Circondariale Femminile Rebibbia (Roma). La promozione delle borse nei punti vendita, è stato assicurato da postazioni informative gestite dai soci Coop. Il ricavato è stato reinvestito nella formazione laboratoriale delle allieve anche attraverso il riconoscimento di borse di studio.

“Donne Dentro e Fuori è un’iniziativa preziosa all’interno di un percorso di riconciliazione con il mondo reale” ha dichiarato la Dott.ssa Lucia Zainaghi, Direttrice della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia. “Per Coop contribuire alla realizzazione di iniziative mirate al diritto di cittadinanza della popolazione carceraria di Rebibbia è una occasione di valore inestimabile” “i nostri soci credono fermamente al riscatto sociale attraverso il lavoro” ha sottolineato Massimo Favilli, Direttore Politiche Sociali Unicoop Tirreno “La formazione e il lavoro sono due capisaldi della funzione di recupero sociale cui dovrebbe ispirarsi la detenzione. In carcere il tempo troppo spesso si ferma. Questo progetto ha il merito di rimettere in moto le lancette, e di dare a tante donne una speranza per il futuro”, ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni

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Variazioni

Tipologia di shopper-bag Segnalibro Progetto

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Si ringraziano gli sponsor:

Il mensile di cultura e attualità dei Castelli romani e Prenestini www.controluce.it

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Liceo Artistico “Enzo Rossi” www.liceoartisticoenzorossi.it

Arte Futura - Università Popolare Arte Musica e Spettacolo www.uniporoma.it

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school magazine