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SETTIMANALE INDIPENDENTE DI GIUGLIANO E DINTORNI Questo giornale non riceve contributi economici, né da enti pubblici, né da enti privati

Fondato nel 1998 - Direttore: Sergio Pacilio - Anno XV - N. 2 - Sabato 28 Gennaio 2012

ANCHE IN CITTÀ I RIFLESSI DELLA CRISI ECONOMICA NAZIONALE

Giugliano in tilt tra scioperi, traffico assalti a distributori e alimentari ECOSISTEM

La determina delle polemiche Troppi soldi riconosciuti dal Comune alla ditta inadempiente. Il balletto di cifre al centro delle accuse che arrivano dai banchi dell’opposizione. Se ne discuterà anche in Consiglio Ancora i soldi pubblici al centro delle polemiche. Dopo i generosi cachet corrisposti agli artisti impegnati nell’ultima rassegna teatrale, ora anche il 2012 sembra cominciare all’insegna dello spreco. Stavolta a beneficiare di ‘soldi facili’, secondo alcuni consiglieri comunali, sarebbe stata l’Ecosistem, la ditta che subentrò all’Ecologia SaBa nel servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. È rimasta al lavoro solo un anno: da maggio 2010 a maggio dell’anno successivo. SERVIZIO a pagina 5

CAOS & SCIOPERI

SCUOLA & LEGALITÀ

CRONACA

Esortazione ai giovani da parte del magistrato Raffaele Cantone nel corso dei festeggiamenti dell’Istituto Maristi

«Basta sangue e omertà». Amministratori e cittadini in corteo per le strade di Melito, teatro degli scontri a fuoco

E c’è anche qualcuno che decide di affidarsi al self-service, rifornendosi dal serbatoio delle auto in sosta

Colpi in canna e caricatori pieni: le armi trovate e sequestrate ieri dai carabinieri in uno dei quartieri fortino del clan degli scissionisiti, erano pronte a sparare. Un vero e proprio arsenale nascosto nel vuoto del vano nel quale corre l’ascensore, è lì che qualcuno l’aveva frettolosamente nascosto. A scoprire il nascondiglio ci hanno pesato i carabinieri della tenenza di Melito.

Quando si dice che la benzina è andata a ruba. I rincari hanno fatto diventare il carburante un bene prezioso: nei giorni in cui il liquido scarseggiava si sono registrati addirittura dei furti di benzina. Alla nostra redazione è arrivata la denuncia di un signore di 36 anni, derubato all’indomani di un pieno di 60 euro. Ma non è stata l’unica vittima.

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«Meno tifosi In marcia contro e più giocatori» la mattanza di camorra

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Tutti in coda per la benzina

ZONA A TRAFFICO LIMITATO

Ingorghi e caos nel centro cittadino

«Questo piano di viabilità è tutto da rifare, mancano controlli e parcheggi». La protesta dei commercianti

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Politica

N. 2 del 28 Gennaio 2012

Rincari Tarsu & proteste

Determina Ecosistem, una polemica da quasi due milioni di euro di MARCO ARAGNO

Ancora i soldi pubblici al centro delle polemiche. Dopo i generosi cachet corrisposti agli artisti impegnati nell’ultima rassegna teatrale, anche il 2012 sembra cominciare all’insegna dello spreco. Stavolta a beneficiare di ‘soldi facili’, secondo alcuni consiglieri comunali,

La ditta incaricata della raccolta e dello smaltimento rifiuti incassa una buonuscita a sei zeri. Per i consiglieri Luigi Sequino e Di Girolamo: anomalia da verificare. Per il dirigente Baldi nessuna irregolarità sarebbe l’Ecosistem, la ditta che subentrò all’Ecologia SaBa nel servizio di raccolta e smaltimento rifiuti fra il maggio 2010 ed il maggio dell’anno successivo. Sul ban-

Diario di bordo

La fabbrica del consenso in azione: partiti pronti a sfidarsi alle prossime amministrative Il centrodestra annuncia da tempo il rimpasyo e provvedimenti sull’urbanistica, l’opposizione lavora per scegliere un unico candidato a sindaco. Sarà battaglia su ambiente ed edilizia di TONIA LIMATOLA

Per le comunali si voterà nel 2013, ma a Giugliano la campagna elettorale sembra essere cominciata da mesi. Un gioco in anticipo che nasce dalla sensazione che la partita, coi milioni di euro di finanziamenti in arrivo, sia troppo importante per perderla a tavolino. Così – anche a causa della sensazione che il mandato sarebbe scaduto anzitempo, sia per la crisi politica che per le questioni legate alla raccolta differenziata- adesso i partiti prendono posizione sullo scacchiere e si giovano tutte le carte per accaparrarsi uomini e voti. La strategia va studiata con cura. Mentre l’amministrazione comunale è alle prese con le polemiche sui ritardi della raccolta differenziata, l’incubo inceneritore e il dissenso per l’addebito della Nu sulla bolletta della luce, il centrodestra si rifà sulle emergenze annunciando l’avvio del progetto per il nuovo Puc (ex Prg) che dovrebbe dare sfogo all’edilizia affossata dai controlli contro gli abusi edilizi, il piano spiagge per la riqualificazione del litorale, i mega interventi di adeguamento delle infrastrutture tra Licola, Varcaturo e Lago Patria (strade, fogne, illuminazione, collegamenti) finanziati con 60 milioni di euro in occasione dell’apertura della cittadella Nato, a cui si aggiungono gli altri quasi 40 di Piu Europa. E gli accordi su questi progetti si potrebbero tramutare presto in un nuovo assetto del governo: la nuova giunta alla quale si lavora da mesi potrebbe essere, salvo imprevisti dell’ultima ora, quasi cosa fatta. I nomi di Pdl, Nuovo Psi, Repubblicani, CdL e i due tecnici del sindaco Pianese sarebbero pronti e in giunta ci sarebbe anche – dicono al Comune- una donna autorevole. Dal canto loro, i rappresentanti dell’opposizione tentano la carta della “condivisione del progetto politico” e proseguono sul percorso tracciato a marzo scorso dalla “PrimaVera politica”, movimento nato come espressione di associazioni e partiti e che coinvolge molti giovani e pezzi della cosiddetta società civile. Il prossimo 20 marzo cadrà il primo anniversario dalla fondazione. Dodici mesi nei quali Pd, Udc, Rifondazione, Sel, Psi, IdV, Fabbrica di Nichi, attivisti dell’ambiente e associazionismo cattolico sembra abbiano imparato a

convivere allo stesso tavolo, pare archiviando le animosità interne che avevano lasciato campo libero al centrodestra alle ultime amministrative. A sentire le dichiarazioni dei vari rappresentanti, l’intesa e l’affiatamento non mancherebbero, almeno in questa fase. Resta da vedere se si troverà – come anelanoun accordo veramente condiviso sul candidato a sindaco. Un unico nome, in pratica, per tutto lo schieramento senza ricorrere alle primarie. C’è chi solleva qualche dubbio sulla capacità di esprimere una qualche scelta condivisa in tutta serenità. Una prima bozza per l’identikit sarebbe pronta: esperienza politica, novità, determinazione e personalità. Criteri fin troppo generici e variamente interpretabili per cominciare a escludere o includere qualcuno nella lista dei papabili. L’ultima riunione si è svolta nella sede del Pd, la prossima si terrà, come di consueto, nel “Condominio 49” in via Veneto. Conclusione della riunione: tra due settimane saranno pronte le priorità per “restituire normalità a Giugliano”. Poi, con cadenza quindicinale, i gruppi di lavoro continueranno a incontrarsi per scrivere le proposte che confluiranno in un eventuale programma elettorale, proposte che verranno ampliate col contributo delle associazioni di categoria. Tempo cinque sei mesi e sarà tutto pronto. Dopodiché comincerà la caccia al candidato a sindaco. Resta isolato al momento Fli. Troppo critici col centrodestra per ritornare con loro, troppo lontani culturalmente per entrare nel dibattito della PrimaVera. Vedremo. Chissà.

co degli imputati è finita la determina dirigenziale n. 1534 che porta la firma del Responsabile dell’Ufficio Ambiente Antonio Baldi. Nel documento si apprende che nell’aprile del 2011 la ditta mise in mora il Comune per il mancato pagamento di determinati servizi, fra i quali quelli di ‘smaltimento di ingombranti ed altre frazioni differenziate’. Una pioggia di fatture che secondo i legali della società varrebbe un credito di più di due milioni di euro (2.344.182, 17). Di fronte all’esorbitante cifra, l’ente di Corso Campano ha però evitato lo scontro in tribunale, scegliendo la strada dell’accordo transattivo per un totale che si aggira intorno al milione (1124.243, 84). Milioni che diventano due se si aggiungono i 330.000 euro già liquidati al momento della diffida a titolo di anticipazione, ed ad altri 515.840, 82, corrisposti nel mese di dicembre (1.970.084, 86). I conti fatti dall’Ufficio Ambiente, tuttavia, non convincono alcuni consiglieri comunali. Giuseppe Di Girolamo (Idv), in un’osservazione notificata all’amministrazione, precisa che dalla determina non risulta ‘chiaro il servizio reso’, ‘le relative fatturazioni’, e soprattutto ‘non si evince alcun atto iniziale’ con cui sia stato dato incarico alla ditta di smaltire le frazioni merceologiche citate. ‘Non trovando copertura finanziaria nel bilancio’, continua l’osservazione, l’importo liquidato sarebbe da considerarsi ‘fuori bilancio’. Se così fosse, la legge parla chiaro: ai sensi dell’art. 194 del T.U. degli enti locali la legittimità dei debiti fuori bilancio va riconosciuta con delibera del consiglio. Risultato: la determina finita sotto accusa sarebbe illegittima. Molte le perplessità espresse anche da Luigi Sequino, consigliere Udc, che è stato il primo a sollevare la questione dal suo blog e

che ha protocollato un’interpellanza per portare il caso in consiglio comunale. “E’ anomalo che siano stati riconosciute le spettanze alla ditta con tanta tempestività e a distanza di soli 8 mesi dalla messa in mora – ringhia il consigliere –. Una questione del genere avrebbe dovuto essere oggetto di un giudizio, visto che c’era la possibilità di contestare all’Ecosistem le inefficienti modalità con le quali ha espletato i suoi compiti in piena emergenza rifiuti”. Dunque ‘cornuti e mazziati’, secondo Sequino: non solo la ditta sarebbe stata regolarmente pagata durante il suo rapporto di lavoro subendo solo “una piccola penale di 40mila euro a fronte di tutti i disservizi prodotti”, ma adesso intascherebbe altri quattrini dal Comune per dei servizi di smaltimento tutti da verificare. Intanto, dal proprio ufficio il dirigente Antonio Baldi respinge ogni accusa. In un’intervista rilasciata a TgClub, sostiene che la polemica sarebbe nata da un equivoco aritmetico: l’effettivo importo liquidato alla ditta tramite determina sarebbe di poco superiore al milione, e si riferirebbe principalmente alle attività di smaltimento di ingombranti. Se il Comune avesse scelto la strada del tribunale, aggiunge, avrebbe dovuto liquidare verosimilmente l’intero importo richiesto dalla ditta. A condire la polemica, infine, una maliziosa coincidenza: i due milioni versati in totale all’Ecosistem fra aprile e dicembre 2011 ricordano i famosi due milioni e più di euro che sono stati caricati sull’accisa dell’ultima bolletta Enel per compensare l’aumento dei costi della Nu. I giuglianesi a natale hanno versato soldi in più per pagare una ditta che in piena emergenza rifiuti ha prodotto un servizio inefficiente? Il dubbio c’è. Ora aspettiamo che dal Comune arrivino risposte.


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Attualità

N. 2 del 28 Gennaio 2012

Traffico e ingorghi nel centro storico

ZTL: piano da rifare

di BARBARA DONISI

Nel riquadro: il presidente dell’Ascom di Giugliano, Raffaele Russo

Isola pedonale, manutenzione ordinaria, una seria politica di rilancio del centro storico, sicurezza e marketing territoriale sono i punti principali del progetto accordato tra l’amministrazione e associazioni di categoria. Un documento a testimoniare il mancato impegno da parte dell’amministrazione comunale e che ha portato, i membri dell’Ascom di Giugliano, a convocare un incontro per discutere sulle strategie da adottare. È Raffaele Russo, presidente dell’Ascom, a far sapere dell’assemblea monotematica sulla questione isola pedonale, fissata con le associazioni di categoria per martedì prossimo, alle 20:30, nella sede di Corso Campano. «Il 21 gennaio doveva partire il piano del documento depositato all’amministrazione comunale, ma ad oggi ciò che è visibile, è solo il mancato accordo. Assenza di sicurezza per i commer-

Orari dal Lunedì al Venerdì Lu NEDÌ MARTEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ

dalle dalle dalle dalle

10:00 10:00 16:00 09:30

alle alle alle alle

12:00 e dalle 15:30 alle 18:30 12:00 19:00 12:30 e dalle 17:00 alle 19:00

L’Ascom ha organizzato martedi sera un’assemblea monotematica per discutere sulle strategie da adottare cianti, totale confusione sulla questione viabilità che crea problemi anche ai colleghi esercenti, che hanno le proprie attività fuori dall’isola pedonale - dice il presidente Russo -. Il problema è che non c’è stata una vera e propria pianificazione del traffico, è aumentata la difficoltà di accedere ai parcheggi. Si è verificata un’improvvisazione della zona a traffico limitato». Via Veneto e via Licoda diventano ingorghi principali durante i weekend di isola pedonale e gli automobilisti sono costretti a trascorrere delle ore nel traffico, oppure a provare strade alternative, allungando il proprio tragitto. Non sono mancate le proteste dei commercianti del centro storico e di via Roma sabato scorso. Luci spente e serrande abbassate come forma di ribellione di un mal funzionamento della zona a traffico limitato. «Se prima già si lavorava poco dice Monica Cascelli, commerciante di via Roma - adesso ancora meno. Nei giorni festivi e nei fine settimana di isola pedonale per strada non c’è nessuno, il corso è deserto, perché i clienti non sanno dove parcheggiare le proprie auto. Siamo anche disposti a restare aperti la domenica, ma si deve aprire il parcheggio dei giardini del Primo Circolo di piazza Gramsci, così come l’amministrazione aveva promesso. Sabato come forma di protesta abbiamo spento i fari dei negozi e affisso dei volantini sulle vetrine. Una Ztl così realizzata, non la vogliamo. Siamo pronti a continuare la protesta». La rabbia e l’esasperazione dei esercenti li ha portati a chiedere una totale revisione del piano previsto. Un attacco anche alle associazioni di categoria quello dello scorso fine settimana. Sul volantino c’è scritto: «Protesta contro amministratori sordi, associazioni di categoria e scarsa sicurezza. Il risultato, commercio in ginocchio, quindi, no alla Ztl che uccide il centro storico per favorire la grande distribuzione». «I commercianti prima vogliono l’isola pedonale, poi protestano per non averla - dice Antonio Baldi, comandante dei vigili - penso che ci dovrebbe essere una maggiore compattezza da parte dei commercianti e delle associazioni di categoria. Con le poche risorse disponibili in bilancio, proviamo nel migliore dei modi a rendere i controlli più efficaci e stiamo puntando ad un sistema telematico per far sì che sirispetti il divieto di transito». Il presidente dell’Ascom, dando ragione al comandante Baldi, dichiara - «Dobbiamo essere compatti nelle decisioni e nelle operatività. Più volte ho detto ai colleghi commercianti che dobbiamo essere uniti, perché possiamo ottenere dei risultati. Non siamo stati informati sulla protesta di sabato scorso, ed è passata sotto gamba continua Raffaele Russo -. Inoltre, i vigili non hanno strumenti, per

mancanza di fondi e non c’è un piano viabilità che includa quello della zona a traffico limitato». Sulla questione dell’insuccesso dell’isola pedonale è scoppiata anche la polemica politica. A farsi sentire il consigliere Carmine Maisto, Fli, che ha presentato un’interpellanza e chiederà in Consiglio comunale chiarimenti circa la disorganizzazione che sta scontentando i commercianti e il segretario Pd di Giugliano, Giovanni Francesco Russo, da sempre fiero sostenitore della pedonalizzazione dei centri delle città. È il segretario Russo a raccontare sul suo blog del peggior spettacolo a cui ha assistito durante lo scorso weekend. «Sabato l’isola sembrava un porto

di naufraghi - scrive Russo - Non si può avviare un’isola permanente per tutti i sabato solo con il classico manifesto blu istituzionale. Quando si parte con un’operazione del genere in una città morta come la nostra, c’è bisogno di un sostegno, di creare attrazioni. La polizia municipale non sapeva dove andare a parare e, come spesso accade, vi erano zone completamente scoperte e altre piene di agenti. I varchi potrebbero essere vigilati anche da volontari delle associazioni lasciando ai vigili il compito di evitare gli ingorghi tutt’intorno. Altra nota dolente i parcheggi - continua Russo - si era detto che il Primo Circolo avrebbe accolto gli automobilisti, ma sabato era chiuso».

Caos viabilità

Semafori a Giugliano: ecco un altro miraggio Manca anche la segnaletica e i cittadini chiedono interventi per una circolazione più sicura

Tra i segnali luminosi il semaforo è forse quello più antico, ma di sicuro, anche il più semplice da interpretare. Rosso: stop; giallo: rallentare; verde: via libera. Questa regola fa eccezione, però, a Giugliano, dove i semafori sono perennemente “colorati” di giallo lampeggiante. Succede in pieno centro, sul corso Campano all’incrocio con via 1° maggio per esempio, ma anche sul litorale. Di mattina alle 12 si trovano ancora spenti; di sera alle 19, ecco di nuovo comparire il giallo. Sono davvero poche le ore in cui gli apparecchi che dovrebbero regolare la circolazione stradale presso incroci e passaggi pedonali funzionano. I frutti della negligenza di alcuni sono le vittime dei disastri automobilistici. Dunque, il semaforo, è o non è il garante della sicurezza stradale? La risposta pare essere negativa. Un mese sì e l’altro pure i paletti a tre luci sono distrutti. E se alla mancanza dei semafori si aggiunge quella del vigile, c’è chi il traffico lo dirige da sé: infatti, ogni giorno la viabilità è una continua sfida a chi “fa prima”, in cui si ignorano precedenze e divieti. Chi ne paga le conseguenze: il pedone, che deve scongiurare per ottenere la prelazione, in un dribbling continuo tra auto parcheggiate in doppia fila e l’orchestra di clacson che entra in gioco non appena scatta il verde. Laddove il semaforo sia in funzione, bisogna constatare che non sia “tarocco”: infatti, si è scoperto che in 300 comuni italiani i t-red, che fotografano il passaggio dal giallo al rosso, agivano un po’ “troppo” velocemente, da non permettere al guidatore di fermarsi in tempo. Secondo un’indagine IPSOS (una società di ricerche di mercato), la maggior parte della popolazione ritiene che autovelox (rilevatori dei veicoli che oltrepassano i limiti di velocità) e t-red servano ad incrementare le tasche comunali, grazie alle multe dei presunti violatori del Codice stradale. Morale della favola: al volante la prudenza non è mai troppa, specialmente quando il pericolo proviene da un’apparecchiatura nata per combatterlo. Mariantonietta D’Ausilio


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Cronaca

N. 2 del 28 Gennaio 2012

Da inizio anno sono 5 i morti uccisi. Modalità atroci che lasciano intuire la ripresa delle ostilità

Melito: camorra, mattanza e ribellione di MONICA D’AMBROSIO

Colpi in canna e caricatori pieni: le armi trovate e sequestrate ieri dai carabinieri in uno dei quartieri fortino del clan degli scissionisiti, erano pronte a sparare. Un vero e proprio arsenale nascosto nel vuoto del vano nel quale corre l’ascensore, è lì che qualcuno l’aveva frettolosamente nascosto. A scoprire il nascondiglio però, ci hanno pesato i carabinieri della tenenza di Melito che da quando è iniziata la faida non hanno smesso di puntare i riflettori sulle piazze di spaccio contese tra i protagonisti della mattanza criminale iniziata assieme al 2012 e che ha già lasciato a terra cinque morti. Così ieri, un blitz nel rione 219 ha portato al maxisequestro di due pistole semiautomatiche Beretta calibro 9, identiche a quelle utilizzate dalle forze dell'ordine, entrambe con colpo in canna e con 11 e 8 cartucce nel caricatore, nonchè una pistola semiautomatica Beretta calibro 9, con matricola abrasa, colpo in canna e 8 cartucce nel caricatore. I controlli all’alba, in una palazzina al civico 12 di via Lussemburgo, nel bel mezzo del rione 219, fiorente piazza di spaccio controllata dagli scissionisti. Un duro colpo per il clan degli scissionisti. Il sequestro delle armi di ieri, le quindici ordinanze di arresto della scorsa settimana, rappresentano la risposta dello Stato alle cinque esecuzioni che hanno avuto luogo da inizio gennaio e che, secondo gli investigatori, rappresentano il chiaro ed inequivocabile segnale di una spaccatura interna al clan

Resta alta l’attenzione della Procura. Politica e società civile in marcia per le vie del centro: «Basta sangue e omertà» fra fazioni che si contendono il controllo assoluto delle piazze di spaccio di Melito. Qualcuno dice che il peggio deve ancora arrivare, altri invece sperano che quella che ha inaugurato il 2012 non sia una vera mattanza. Il sangue scorso è quello di 5 affiliati. Il primo, Rosario Tripicchio, 31 anni, ammazzato il 5 gennaio scorso sotto casa, in via San Vito, a due passi dall’abitazione di un noto luogotenente del clan Mallardo evidentemente consenziente con l’esecuzione di un pregiudicato che stava tentando di farsi strada nel clan col traffico di droga, ma che, ipotizzano gli inquirenti, probabilmente ha commesso un errore di calcolo tradendo un patto. Con chi? Con i boss emergenti che dalla decapitazione del clan degli scissionisti stanno tentando di affermare il proprio monopolio sulle principali piazze di spaccio, velleità in contrasto con quelle del genero di Cesare Pagano che avrebbe risposto alle presunte e assurde pretese degli aspiranti boss, ordinando le successive morti. I primi due a morire (lo accerteranno gli esiti degli esami del Dna eseguiti sui cadaveri) potrebbero essere Raffaele Stanchi e Luigi Mondò, suo braccio destro. Spariti da casa la sera dell’8 gennaio a bordo di una Smart. La Smart fu trovata bruciata, nelle ore successive fu date alle fiamme un’altra auto, una Fiat Punto risultata rubata e all’interno due cadaveri resi irriconoscibili dalle fiamme. Un dettaglio consolida l’ipotesi sulle loro identità: il ritrovamento di una catenina d’oro che indossava uno dei due cadaveri e riconosciuta dalla compagna di Mondò. Due giorni dopo, muore ucciso sotto casa, Patrizio Serrao, ex Lo Russo, poi avvicinatosi agli scissionisti, ma, evidentemente, alla fazione sbagliata. Poi, lunedì scorso, Fortunato Scognamiglio, ammazzato come un boss: i killer, hanno scaricato addosso i caricatori di entrambe le pistole di cui erano armati, anche quando erano oramai sicuri di averlo ucciso. Un massacro che assieme al quinto morto di camorra da inizio anno lascia un messaggio inequi-

vocabile: è faida. L’esecuzione non è stata impeccabile, una pattuglia di carabinieri richiamata dalle grida della gente, ha fatto in tempo a sparare in aria per tentare di arrestare la fuga dei malviventi che hanno abbandonato sul luogo del delitto, pistole e moto ora reperti fondamentali per risalire ai killer. Scognamiglio, con in capo una condanna per diversi reati legati proprio al traffico di stupefacenti, era uscito dal carcere nell’aprile del 2010. Poi, fino alla sua uccisione, un buco nella sua storia personale che ora gli investigatori provano a riempire raccogliendo notizie e testimonianze. La quinta vittima della mattanza scissionista potrebbe aver guadagnato la fiducia e l’investitura a luogotenente della piazza melitese da vecchi boss con velleità tutte nuove di ascesa criminale. Pre-

tese che si sarebbero scontrate con quelle di Mariano Riccio, latitante da maggio scorso e nipote di Cesare Pagano, l’ultimo capo della vecchia scissione finito in galera dopo un periodo di latitanza. La vita di Scognamiglio dunque, potrebbe essere stata il prezzo da pagare per aver favorito un nuovo aspirante boss piuttosto che un altro. Anche dalla società civile della città teatro dei cruenti fatti di camorra arriva una reazione. Una passeggiata per la legalità alla quale hanno partecipato associazioni, scuole e politici, è partita ieri mattina alle ore 10, 30 da via Marrone. Il corteo si è sciolto nei pressi del comune dove, per il pomeriggio è stata convocata una seduta di consiglio straordinaria e monotematica per discutere iniziative che facciano capire che Melito è contro la camorra.

Camorra & Politica

Il Casalese, tra una settimana sarà in libreria la terza edizione Aggiornamento necessario dopo la seconda di arresto per Cosentino Fa discutere, si aggancia e si nutre continuamente della cronaca di questi giorni tanto che è già pronta per essere distribuita persino la terza edizione. In pratica, piace il dibattito su “Camorra, Politica e Giornalismo” che nasce in occasione di ogni presentazione del libro “il Casalese”, edito da Cento Autori, la piccola casa editrice di Villaricca, nata da una costola dell’Associazione Ali di Pietro Valente. Tanti i casi illustrati nel libro e che raccontano di intrecci pericolosi. Specie nell’affaire rifiuti. “Abbiamo registrato la straordinaria convergenza di interessi tra centrosinistra e centrodestra sulla centrale di Sparanise e questo - dice Amato - sottolinea la compromissione tra economia e rappresentanza politica. C’è un filo continuo tra il ‘94 a oggi, un modello più simili a quello mafioso che turba le regole mercato, inquina la politica in un territorio ad altissima densità criminale. I casalesi hanno intrecciato rapporti profondi con imprenditoria e politica, facendo svaporare i confini tra i tre ambiti”. Mario Rispetto


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Attualità

N. 2 del 28 Gennaio 2012

Economia & Crisi

Caos e disagi per lo sciopero degli autotrasportatori di MARIANTONIETTA D’AUSILIO

Quando si dice che la benzina è andata a ruba. I rincari hanno fatto diventare il carburante un bene prezioso e a Giugliano la realtà supera ogni immaginazione: nei giorni in cui il liquido scarseggiava si sono registrati addirittura dei

File ai distributori. E in città persino furti di gasolio

furti di benzina. Alla nostra redazione è arrivata la denuncia di un signore di 36 anni, derubato all’indomani di un pieno di 60 euro. È successo mercoledì 25 gennaio nel rione Casacelle: il giovane, volendosi recare a lavoro, accende il

motore della propria auto e si accorge dell’inganno. “Mi sono bastati pochi metri per accorgermi che stranamente la lancetta mi segnalava che ero di nuovo a secco”, racconta. Lancetta sul rosso e rabbia a mille, in pratica. “Mi sono

sentito vittima di un doppio danno: ho perso dei soldi e anche la possibilità di recarmi al lavoro”, aggiunge l’uomo. Tutto sommato anche la vittima dello scarso era solidale con le ragioni dello sciopero, ma nel suo caso la necessità di qualcuno di non restare “a piedi” è andata a suo sfavore. Il rischio è che questi atti vandalici concorrano a disegnare un quadro di disperazione che porterà all’inciviltà e alla barbarie. Probabilmente questi facinorosi - ladri di benzina hanno una visione distorta del self-service: servirsi da sé impropriamente della tanica di benzina per appropriarsi della benzina altrui è la norma che prevale. Inoltre, al danno proveniente dall’aumento di gasolio si unisce la beffa di chilometriche file al distributore di benzina (non meno di un’ora), alla fine delle quali e giunto il proprio turno ci si sente dire «gasolio finito».

Evento esclusivo presso Russauto

Occupazione & Convegni

Nuova Panda, in prova anche a Giugliano

Anfap e formazione: presto un incontro coi Comuni

La city car è stata ammirata da centinaia di curiosi e appassionati Che la presentazione della nuova Fiat Panda si avvenuta negli stabilimenti di Pomigliano d’Arco, dove verrà prodotta la rinnovata citycar del Lingotto, sembra essere stato studiato a tavolino. L’auto italiana più importante (per volumi di vendita) del 2012 sta già accompagnando i giornalisti, pronti a riportare le prime impressioni della novità più attesa di Casa Fiat - dal simbolo di Fabbrica Italia verso Napoli, attraversando anche le manifestazioni dei sindacati che protestano sia contro le strategie industriali di Sergio Marchionne, sia contro la manovra Salva Italia varata dal governo. Se la presentazione della 500 fece da sottofondo al rilancio della Fiat come azienda, quella della Panda cade in un momento in cui è l'intero Paese ad avere bisogno di essere rilanciato. Per sottolineare l'importanza commerciale della nuova Panda, la cui produzione torna in patria dopo la parentesi, peraltro molto positiva, dello stabilimento polacco di Tychy, già a dicembre a Pomigliano erano presenti i vertici del Lingotto e le maggiori cariche politiche: Sergio Marchionne e John Elkann. L’incontro con De Magistris fondamentale per legare il brand Panda alla città con lo slogan "La Panda e' Napoli". Anche sul nostro territorio

Nuove opportunità di lavoro sul patrimonio immobiliare

la presentazione della citycar appare singolarissima: la concessionaria RussAuto l’ha fatto prima con l’evento esclusivo “a porte chiuse” per tutti i partner, gli affiliati e i dipendenti dello scorso sabato 21, mentre si prepara ad un sabato e una domenica non-stop in cui apre le porte con la presentazione al pubblico, cui sono invitati a partecipare non solo i più appassionati, ma anche chi è interessato o semplicemente curioso di vedere da vicino o provare La Panda di Pomigliano. Valentina Angelini

Si è svolto sabato scorso, presso il ristorante la “Lanterna - il Casale” di Villaricca, il convegno dell’ANFAP (associazione nazionale di formazione artigianale e professionale) sul tema: Nuove opportunità di lavoro sul patrimonio immobiliare. In una sala affollata di imprenditori, cittadini e rappresentanti istituzionali (i sindaci di Villaricca, Francesco Gaudieri, Qualiano, Salvatore Onofaro, di Calvizzano Giuseppe Granata, di Mugnano Giovanni Porcelli e di Giugliano, Giovanni Pianese, il presidente del consiglio comunale di Giugliano Luigi Guarino). Gli amministratori comunali, oltre ad elogiare l’iniziativa, hanno manifestato l’interesse verso questo progetto dell’ANFAP e hanno chiesto ad Andrea Pianese, socio fondatore e responsabile della formazione, di organizzare un incontro con tutte le amministrazioni per creare un progetto o più progetti formativi di specializzazioni di figure nuove come il manutentore di ascensori, o nel settore della sicurezza e dell’energia alternativa. Inoltre è intervenuto a nome dell’Assessore Severino Nappi, Vincenzo Vitale, funzionario della Regione Campania al lavoro e alla formazione, che ha dato la piena disponibilità da parte della Regione ad incontri costruttivi con l’ANFAP per utilizzare i fondi regionali finanziati appositamente per la formazione. L’incontro è stato presentato dal presidente Lucia Iodice e dal vice presidente Alfonso Eramo, con l’intervento di Andrea Pianese sulla formazione e le opportunità di lavoro. Tra i temi affrontati, aspetti legali, con l’avvocato Raffaele Amoroso, e fiscali con lo studio fiscale del commercialista Michele Cantone, con l’ingegnere Massimiliano Faiella la sicurezza sul lavoro e per il risparmio energetico l’ingegnere Gianni Roberto. Mariantonietta D’Ausilio


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Attualità

N. 2 del 28 Gennaio 2012

Liberalizzazioni & Società

Professione giornalista, il dibattito si fa acceso sul futuro dell’Ordine di GIULIANO RUSSO

Roma. Continua il serrato dibattito sul futuro dei giornalisti. La nota fatta girare in internet da Franco Abruzzo è rimbalzata sotto

AbbiAbbè ha partecipato all’incontro che si è svolto nella sede romana della Federazione Nazionale della Stampa italiana gli occhi tutti, comprese le figure che contano. Dopo la risposta del presidente nazionale del consiglio dell’Ordine dei Giornalisti Iacopino e la contro risposta immediata di Abruzzo, il dibattito ha raggiunto toni forti ed elevati livelli di incomprensione. Panico tra i collaboratori, tra i pubblicisti, incertezze derivanti da Monti e dalle liberalizzazioni. A sciogliere il bandolo della matassa ci ha provato ieri il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) Roberto Natale in un incontro tenutosi nella sede del sindacato. A moderare l’incontro è intervenuto Simone D’Antonio, presidente di Youth press Italia, ramo nazionale di una associazione mondiale di giovani giornalisti che girano per il mondo. Decisivo il contributo di Enrico Paissan, vicepresidente

dell’Ordine dei Giornalisti, di Valeria Calicchio ed Emilio Torsello, autori dei blog Errori di stampa e Diritto di Critica. Ad accendere il dibattito sono stati subito i due bloggers, risoluti nel sostenere come all’interno dell’Ordine i giovani non siano realmente rappresentati data la diversità anagrafica dei suoi componenti. L’interrogativo posto al vice presidente Paissan, inoltre, è quello relativo al fatto che una “corporazione come quella dell’Ordine non esiste in altri paesi europei”. Inoltre, come i lavoratori a Castelvolturno hanno manifestato per una migliore retribuzione, la Calicchio sostiene la necessità di una protesta che metta in luce lo scarso compenso ottenuto dai giornalisti. Il presidente Natale ricollegandosi a quanto detto ha fatto emergere la necessità di una riforma dell’Ordine e come questo insieme al Fnsi rappresenti per i giornalisti una opportunità. Ha dichiarato: «Tutti coloro che hanno maturato diritti dovranno essere posti in condizione di esigerli e su questo hanno dalla loro parte sia l’Ordine sia il Fnsi».

Natale è chiaro nella sua spiegazione. Come si studia anni per diventare medici, avvocati, ingegneri, riconosce nello studio un criterio di avvio alla professione di fondamentale rilevanza.«Il canale di accesso resta lo studio: una laurea specialistica.» Ancora irrisolto, dunque, il mistero della laurea triennale. Servirà a qualcosa? Ma questa è un’altra storia. Intanto le repliche dal pubblico sono forti. C’è chi ha lavorato per anni a L’Unità e ha percepito un compenso pari a 3 -4 euro per articolo. «Con tutto il rispetto, una colf guadagna più di noi» è stato il commento sarcastico di qualche giornalista particolarmente arrabbiato. Paissan in conclusione ha cercato di rispondere ai dubbi dei presenti mettendo enfasi sull’importanza di un cambiamento nel mondo del giornalismo. I tempi prevedono un mutamento entro agosto e la richiesta di un tavolo di discussione specifico sul giornalismo è stata più volte avanzata al Parlamento senza riscontro. «Il clima pesante da “Boia chi molla”di questi giorni è un segnale inquietante: bisogna agire e bisogna farlo ora».

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Hanno collaborato a questo numero: Valentina Angelini, Marco Aragno, Angela Ariano, Chiara Buonavolontà, Ivana Ciccarelli, Emmanuele Coppola, Monica D’Ambrosio, Antonio D’Angelo, Valentina Di Lauro, Barbara Donisi, Maria Rosaria Ferrara, Elio Guerriero, Francesco Saverio Iacolare, Serena Li Calzi, Tonia Limatola, Giovanni Mauriello, Francesca Ortese, Arianna Pacilio, Carla Pacilio, Eduardo Pellegrino, Lello Pianese, Giuliano Russo, Renato Scalfaro. Grafica e Concessionario per la pubblicità: GRAPHISTAR s.r.l. - Via 4 Giornate, 40 - 80014 Giugliano (Napoli) Stampa: GRAPHIC PROCESSING s.r.l. - Acerra (Napoli) Registrazione Tribunale di Napoli N. 44 del 26-04-2004 - N. Iscrizione ROC 11606


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Attualità

N. 2 del 28 Gennaio 2012

Settimana culturale per i festeggiamenti dell’80° anniversario dei Maristi

«Meno tifosi e più giocatori» di VALENTINA ANGELINI

Le problematiche sociali dalle radici prossime o lontane, le tante, anzi le troppe piaghe che affliggono il paese di Giugliano lo frenano e lo costringono a rimanere tale: “paese” appunto e non ancora “città”. Anzi questo “paesone” oggi

L’invito del magistrato Cantone per diventare “onesti cittadini” della nostra Giugliano. Incontro in Istituto per gli 80 anni dei Maristi conta circa 130mila abitanti, 130 mila cittadini. Per una volta cerchiamo di immaginare più di centomila anime che si scrollino di dosso il passato e che da mattina a sera svolgano i loro compiti “solo seguendo il senso si giustizia”, sarebbe un esercito, una potenza, una bomba. Fermiamoci un attimo ora. Chi ogni mattina pensa “Io oggi voglio solo recare danno ad altrui persona pensando solo a ciò che è meglio per me”? La maggior parte dei giuglianesi di certo non lo pensa. Venendo al punto: ciò che può sembrare giusto o giustificabile per una persona può non esserlo per un’altra, per non parlare dei tanti che agiscono inconsapevolmente. Molto spesso è il contesto in cui si vive, l’educazione familiare, l’istruzione o l’ignoranza a determinare le scelte individuali. In questo discorso, critico è quindi il

ruolo della scuola e dei singoli insegnanti. “Come educare oggi degli onesti cittadini?”. Questa è la domanda che si sono fatti più di una volta i Fratelli Maristi e nella settimana della “cultura” in onore dei loro 80 anni qui a Giugliano, hanno chiamato a rispondere proprio un figlio della loro scuola, il magistrato Raffaele Cantone. L’istituto dei Fratelli Maristi, almeno per chi l’ha vissuto da alunno, è sempre stato un’oasi nel deserto, ma quello che è stato messo in evidenza dal magistrato è proprio l’attuale difficoltà di “fare rete” tra le diverse realtà che si oppongono ai fenomeni criminali. Gli è stato insegnato già dai primi anni di vita che il rispetto di una piccola regola per etica personale, per propria dignità e non per divieto è il primo tassello per implementare

una società solida. Quando questo tassello viene a mancare si va a costituire quello che è un brodo di coltura per i fenomeni criminali e le organizzazioni. Le piccole possibilità che si aprono davanti ai singoli non saranno di certo risolutive di fronte ai grandi problemi, ma sicuramente devono essere affrontate secondo un senso di Giustizia, come dire, “universale”. La conoscenza non limitata al nozionismo e l’acquisizioni di valori già da piccoli è compito della scuola e degli insegnanti per fra fronte a situazioni in cui nell’ignoranza si radicando fenomeni di criminalità. Crescere prima come persone, poi come cittadini e eventualmente come cristiani, solo così si può ricostruire il volto di questo “paesone senza identità”, facendo delle difficoltà la propria ragione d’orgoglio.

Sembrava di essere a New York!

Invito rivolto a tutti

Quasi un riepilogo della settimana culturale

E il 28 gennaio la riunione degli ex alunni

una breve rassegna delle attività svolte presso i Maristi

un pomeriggio di incontro, di festa e di celebrazione

“Non mi sembra vero; oggi nella mia Giugliano sono uscito nel pomeriggio per assistere alla presentazione di un libro, nella storica cornice di palazzo Palumbo, poi sono andato dai Maristi per visitare la mostra con le foto di 80 anni di vita dell’istituto, e dopo cena mi sono gustato un concerto di musica gospel da favola, sempre nella cappella dell’Istituto. Mi sembrava di essere a New York!”. Sono le parole di un nostro amico, raccolte in un intervallo degli eventi… Abbiamo la convinzione di aver portato, nel panorama culturale della nostra cittadina, una ventata di occasioni e di novità di tutto rilievo. In questa settimana abbiamo vissuto concerti di alto livello, rappresentazioni teatrali per gli alunni, due conferenze con personaggi di prestigio, il nostro magistrato Cantone e il coraggioso don Luigi Merola. Siamo sicuri che l’avere offerto simili occasioni di confronto, di ascolto e di partecipazione sia il modo migliore per aiutare il territorio a crescere e a confrontarsi con una visione impegnata e responsabile della vita. Anche quando poi la partecipazione evidenzia la difficoltà, persino a livello istituzionale, di saper approfittare di tali eventi. Ma alle lagnanze preferiamo l’impegno propositivo e concludiamo ricordando due

Ricordiamo a tutti gli ex-alunni che oggi pomeriggio (sabato 28), dalle ore 15 l’Istituto resterà aperto per accogliere i tanti ex-alunni che nel corso degli anni hanno partecipato a questo viaggio avventuroso dell’Istituto marista. Il programma, elaborato dagli ex-alunni stessi, prevede un incontro informale con un buon numero di fratelli e insegnanti che si sono avvicendati nel corso degli anni. È previsto un incontro nell’Aula Magna della scuola, dove verrà presentata e proposta a tutti la nuova associazione di ex-alunni: rivivremo insieme alcuni momenti significativi di questi 80 anni di esperienza educativa, con carrellate di ricordi, immagini e testimonianze dei vari protagonisti. Alle 18.30 parteciperemo insieme ad una s.messa concelebrata da alcuni ex-alunni sacerdoti che hanno vissuto i primi passi della loro formazione proprio nel nostro istituto. La serata si concluderà con una cena (chi desidera partecipare può prenotarsi nel pomeriggio stesso) vissuta in semplicità e spirito di famiglia. Per rivivere questa settimana speciale, per vedere le foto e le notizie, visitate il sito della scuola:

suggerimenti significativi che i nostri relatori ci hanno regalato. Il magistrato Cantone ci ha suggerito di mettere da parte la tifoseria da stadio o il “diventare fan” in versione Facebook dei personaggi-simbolo della lotta alla camorra: meno tifosi e più cittadini. E anche don Merola ci ha ricordato il dovere forte di ogni buon cristiano: essere “semplicemente” cittadini, consapevoli e responsabili del proprio agir. Il che non è certo semplice! Giorgio Banaudi

www.maristi.eu/giu


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N. 2 del 28 Gennaio 2012

Inchiesta / Prima parte

DOSSIER. Cultura e strutture territoriali Ricominciamo a parlare di quel Teatro che non c’è di EMMANUELE COPPOLA

Tenori e Soprani dell’Accademia Musicale Liliarium che si sono esibiti in Concerto il 22 gennaio 2012: Orazio Taglialatela Scafati, Giuseppe Taglialatela, Mary Massarelli, Imma Cardone e Marianna Tortora

Scarico la responsabilità su altri, che mi hanno indotto a scrivere ancora dell’Accademia Musicale Liliarium, dopo averne quasi preannunziato il necrologio sull’ultimo numero di questo giornale periodico. Ma non sarò così catastrofico, perché ho visto allontanarsi le note esiziali del Coro mozartiano nell’enfatica e suggestiva esecuzione del Concerto che si è tenuto domenica scorsa, il 22 gennaio 2012, nella Chiesa del Convento francescano Santa Maria delle Grazie. Non a caso, quel Concerto - al quale nessuno più credeva di potere assistere - si è voluto intitolare ‘‘Ritorno in Lirica e Classico Napoletano’’, perché - al di là di qualsiasi altra intenzionalità - quello è stato un ritorno, forse il ritorno dell’Accademia Liliarium in una piazza più o meno culturalmente deserta, che comunque ha saputo apprezzare l’impegno decennale profuso in un crescendo di accla-

Ritorno in Lirica dell’Accademia Liliarium. Altro Concerto in Sant’Anna alle ore 18:30 di sabato 28 gennaio mata professionalità. Si era preannunziato un ritorno in sordina, senza un minimo accenno di pubblicità, per corrispondere doverosamente alle attese dell’Amministrazione comunale, e si temeva, pertanto, tra gli associati dell’Accademia, di ritrovarsi a cantare al cospetto dei banchi vuoti. Invece, la navata della chiesa francescana si è presto gremita di concittadini, e gli ultimi arrivati si sono dovuti accontentare di stare in piedi, se volevano sentire di nuovo le Voci soliste della Liliarium. É stato un Concerto organizzato in cinque o sei giorni, quindi senza avere la possibilità di preparare il Coro, che ha sempre costituito, nell’insieme di tutte le sue Voci, la vera pregnante identità culturale dell’Accademia Musicale Liliarium. Per questa evidente motivazione, il ‘‘Ritorno in Lirica e Classico Napoletano’’ è stato fiduciosamente caricato sulle cinque Voci soliste che al momento - senza una ripresa di preparazione aggiuntiva avrebbero potuto sfidare le attese di un pubblico, abituato ogni volta ad avere il meglio. Altri solisti del Coro avrebbero potuto dare voce e prestigio al Concerto, senza protagonismi di sorta; ma quei cinque stavano lì a rappresentare tutta l’Accademia. Per questo, la stessa dr.ssa Anna Auciello, nel ruolo di Presidente, non ha voluto esibirsi. Non è il caso di profondersi nei particolari delle singole esibizioni canore, perché il Concerto è stato una continua provocazione di ap-

VILLARICCA. Iniziativa di Cittadinanzattiva e illimitarte

Un caffè con l’autore un’amicizia tra un sindacalista e un boss camorristico: questo il nuovo libro di Gennaro Costanzo

In una cittadina affranta dagli svariati problemi,presa dalla frenesia,imbottigliata dal traffico prosegue nello splendido scenario della biblioteca comunale di Villaricca l’iniziativa di animazione culturale “Un caffè con l’Autore”. Napoli Nord, Cittadinanza Attiva, Sociale in rete onlus, associazione culturale Illimitarte, il collettivo teatrale “l’anima e il suo doppio” sono le associazioni che da tempo hanno proposto quest’iniziativa dedicando così un giorno a settimana alla celebrazione della cultura. Lo scorso mercoledì il coordinatore Salvatore Salatiello e le note del Maestro Massimo Capocotta hanno accolto le numerosissime persone accorse per la presentazione dell’ultimo romanzo di Gennaro Costanzo: Sindacalista. L’autore noto imprenditore caseario e padre di cinque figli , da sempre appassionato di scrittura esordì nel 1980 con il suo primo romanzo “ Raggi di Sole”, a distanza di cinque anni pubblicò “Mare” per poi giungere ad una lunga pausa durata circa diciassette anni durante la quale scrisse il suo terzo romanzo “I Figli di Dio” pubblicatò nel 2002 e successivamente tradotto in lingua inglese.

Dopo sei esce “L’albero e il cielo” ed infine il suo ultimo capolavora “Sindacalista”. “Lo scrittore è colui che posando l’orecchio a terra riesce ad avvertire le stonature del mondo ed io cerco di fare proprio questo, nei romanzi non mi ispiro a personaggi realmente esistiti ma cerco di rapportarli alla realtà”. Il libro racconta la storia di Ive unico figlio maschio di una delle famiglie più ricche del tempo che contro il volere sella sua famigla decide di diventare sindacalista, e di Lorenzo sua amico di sempre che intraprendere una strada differente ossia quella della camorra. Quella che sembrerà una storia già scritta assume una piega inaspettata che porterà i due protagonisti verso una nuova vita. Una storia di amicizia e valori , una fuga dai mali del mondo nel segno della speranza e della fiducia.

Ivana Ciccarelli

plausi. Per la cronaca, è comunque doveroso ricordare i nomi, per altro ormai notissimi alla vasta platea dei concittadini che hanno seguito l’Accademia negli ultimi dieci anni: i Soprani Imma Cardone, Mary Massarelli e Marianna Tortora; i tenori Giuseppe Taglialatela ed Orazio Taglialatela Scafati. L’Orchestra di accompagnamento professionale era formata dai seguenti cinque Maestri: Nunzio Avallone, piano; Rino De Felice e Rosario Laino, violini; Tina De Felice, viola; Vladimir Kocaqi, violoncello. Inoltre, sono stati associati all’Orchestra, nell’esecuzione di alcuni brani, Antonia Perga, Francesco Antacido e Salvatore Ciccarelli, giovanissimi allievi del Liceo Musicale Franz Schubert, diretto dal M° Avallone. L’evidente straordinaria accoglienza di questo Concerto ha imposto all’Accademia Musicale Liliarium di replicarlo sabato 28 gennaio, dalle ore 18:30, nella Chiesa di Sant’Anna, grazie all’immediata disponibilità manifestata dal parroco Don Massimo Del Prete. Da quest’ultima annotazione mi deriva quasi l’obbligo di continuare a scrivere, perché mi si era chiesto di commentare la grave situazione di disagio che si vive ordinariamente a Giugliano, in riferimento alla quasi inesistente disponibilità di strutture nelle quali si possa fare Cultura. Intanto, plaudo a tutte le poche cose buone che si riescono a fare in questa landa, perché esse ci alimentano la determinazione a non demordere davanti al plateale sfilacciamento dell’attenzione, contro il quale non si è avuta ancora la capacità di riconoscere che le cosiddette ‘‘pezze a colori’’ non servono a niente. Sostenere l’opportunità sociologica di andare incontro a chi manifesta uno stato di bisogno, il più delle volte serve solo a fare assistenzialismo pseudo-psicologico. In tal senso, come presupposto, si confondono le cosiddette ‘‘politiche sociali’’ con quelle più evanescenti, che sono le cosiddette ‘‘politiche culturali’’. Purtroppo, lo stato assistenziale �� dovuto, mentre l’attenzione culturale viene considerata un optional, cioè un di più. Non a caso, qualcuno, a livello nazionale, stando con la calcolatrice in mano, qualche tempo fa ha autorevolmente dichiarato che la Cultura non si mangia. Questo è l’errore di fondo che la politica ha genericamente propalato per assolversi dall’incapacità di far germogliare le idee, per cui si è preferito non seminarle. Volendo approfondire da lontano la situazione di stallo che più ci interessa, si può dire che Giugliano si rispecchia storicamente in questa fattispecie di superficialità, che io ho avuto modo di monitorare fin dal 1975, cioè da quando cominciai a scriverne sul periodico ‘‘Piccola Ribalta’’, redatto - presso il Con-

vento francescano Santa Maria delle Grazie - da una motivata schiera di giovani studenti universitari che si appellavano ad una auspicata sensibilità dell’Amministrazione comunale per sollecitare l’inizio di una progettualità di taglio squisitamente culturale. Si reclamavano, allora, degli spazi sufficienti e funzionali per far nascere un dibattito tra le associazioni che stentavano a rappresentarsi sul territorio. Stiamo parlando di oltre trentacinque anni fa, di quando Giugliano non aveva quasi niente da offrire, se non due Sale cinematografiche, che alla bisogna si sarebbero potute utilizzare come Teatri. C’erano, poi, le strutture associative annesse alle Chiese parrocchiali ed alla Collegiata di Santa Sofia. Il volontariato sociale, quello gratuito e veramente solidale, si organizzava presso le stesse Chiese. Per le attività sportive ci si arrangiava, avendo a disposizione qualche campetto parrocchiale e quello della San Gerardo, il giardino del Primo Circolo di Piazza Gramsci ed il vecchio Stadio De Cristofaro, quando le attività agonistiche erano di esclusivo appannaggio dell’Arci Uisp. In seguito si è risvegliata l’attenzione politica sulla necessità di dotare il paese (che stentava a fregiarsi del nome di città) di Scuole e strutture sportive, cioè di palestre scolastiche, di un palazzetto dello sport in Via Casacelle, distrutto due volte prima di essere inaugurato, di un megastadio mai utilizzato nel pieno delle sue potenzialità ricettive, di un microcentro sportivo intenzionalmente privatizzato in Via Campopannone, di una bella piscina comunale affidata alla gestione manageriale privata, di un’altra piscina da inaugurare, di una contestata e poi ristrutturata villa comunale, e ancora di qualche altra cosa, mentre si privavano i cittadini di quel centralissimo storico spazio ludico che era il vecchio Stadio De Cristofaro. Si direbbe, dunque, che le diverse Amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi venticinque anni abbiano fatto tanto e molto per dotare Giugliano di quelle strutture che avrebbero dovuto facilitare ed incrementare i processi associativi della popolazione in crescita spropositata. Questo, più o meno, è vero; anzi, non può essere contestato, se non nelle diverse modalità di realizzazione e gestione. Ma non basta, perché non era questo che noi volevamo trentacinque anni fa, e non era questo che noi abbiamo continuato a chiedere negli anni successivi. Noi volevamo il Teatro, un grande spazio coperto dove ritrovarci a vivere con le nostre tensioni culturali, dove i giovani avrebbero dovuto imparare a pesarsi e a confrontarsi. (Fine Prima Parte)


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N. 2 del 28 Gennaio 2012

In poco più di undici anni, da “cantiere” a bomboniera

Nella chiesa Madonna delle Grazie c’è aria di Basilica di LELLO PIANESE pianeseraf@libero.it

Il parroco don Francesco Russo nel periodo prenatalizio ha voluto impreziosire ancora di più la chiesa Madonna delle Grazie facendo abbellire lo sfondo dietro l’altare maggiore con un’opera mastodontica del valore di oltre 15.00,00 € realizzata dai maestri Cristiano e Patrizio De Biase da Portici e membri dell’Intendenza alle belle Arti. La pala che misura 40 mq, è una delle prime opere preventivate per completare

Celebrazioni

San Giuliano martire, festeggiato il 390° anniversario da Patrono Originario della Dalmazia, si trasferì in Campania sin dall’età giovanile con un solo scopo nella vita: evangelizzare i popoli, e ci riuscì, se si pensa alla devozione che ancora oggi, a distanza di quasi quattro secoli, mostrano i suoi fedeli. La comunità di Santa Sofia si è mobilitata tutta la settimana fino 27 Gennaio, giorno del martirio del Santo Patrono, quando sono state celebrate le messe da don Massimo Del Prete parroco di Sant’Anna; da padre Domenico D’Alia e da monsignore Luigi Ronca, rettore di Santa Sofia. Di sera la solenne celebrazione presieduta dal monsignor Angelo Spinillo, vescovo della Diocesi di Aversa. Dopo la liturgia, a cura della Schola Cantorum dell’Azione Cattolica San Gerardo Majella, hanno chiuso i festeggiamenti i fuochi d’artificio.

il veterinario risponde a cura del Dr. FRANCESCO MORLANDO

Rub rica

Mariantonietta D’Ausilio

Gentile dott. Morlando, sono Antonio, il mio cane di razza Corso di 6 mesi presenta da 2 giorni una pallina sull’occhio destro che fouriesce da sotto la palpebra provocandogli una lacrimazione molto abbondante. Cosa potrebbe essere? Salve Antonio, vista l’età e la razza mi verrebbe da pensare alla ghiandola della terza palpebra che in alcune razze ed in età giovanile può estrudere all’esterno, ed in alcuni casi il problema può essere bilaterale. Data l’importanza di questa ghiandola per la produzione del film lacrimale la risoluzione è di tipo chirurgico, esistono più tecniche operatorie che permettono l’eliminazione del problema, ogni modo quella che più da garanzie sulla riuscita consiste nel riposizionamento della stessa ghiandola all’interno della tasca che la contiene.   

Gentile dott. Morlando, sono Elisa, il mio Maltese di 1 anno presenta una macchia senza pelo di piccole dimensioni nella zona alla base della coda, si mordicchia spesso la parte e da qualche giorno la vedo più arrossata. Cosa mi consiglia? Salve Elisa, le dico subito che i problemi dermatologici sono molto complessi e richiedono pazienza per la loro risoluzione. Ad ogni modo, spesso ci troviamo di fronte ad allergie alimentari nella nostra casistica quotidiana, e i Maltesi sono sono soggetti che spesso si dimostrano allergici a particolari proteine contenuti nei cibi. Ma devo aggiungere che sono solo supposizioni e per questo tipo di problemi e consigliabile che lei consulti il proprio veterinario di fiducia per un controllo diretto. Scrivete a: ilveterinariorisponde@gmail.com

Due maestri di Portici hanno, con questa prima opera d’arte, dato inizio ad un progetto ambizioso un programma ben preciso, ed è realizzata con pittura ad olio su legno in cui si vedono raffigurati: in alto Dio che guarda il suo popolo, un po’ più sotto due angeli, al centro Gesù crocifisso, a destra e a sinistra quattro imponenti figure rappresentanti i quattro padri della Chiesa; ovvero: da sinistra S. Gregorio Magno, S. Agostino vescovo, S. Ambrogio vescovo e S. Girolamo. S. Gregorio Magno dottore della Chiesa, nacque a Roma nel 540. Ancora giovanissimo era già “Praefectus urbis”. In seguito fu inviato come “Nunzio” a Costantinopoli. Al ritorno, nel 590, fu eletto pontefice fino al 604. Amministrò la cosa pubblica con equità supplendo all’incuria dei funzionari pubblici; curò gli acquedotti, favorì l’insediamento dei coloni ed eliminò ogni residuo di servitù della Gleba. Creò canti liturgici che ancora oggi sono ricordati come “i canti gregoriani”. Il secondo, S. Agostino dottore della Chiesa, nacque a Tagaste in Tunisia nel 354. Maestro, teologo, filosofo, moralista e apologista. Sulle soglie della giovinezza volle sperimentare le contraddizioni del suo spirito e si lascia sedurre dall’errore. Su insistenza della madre si converte al cristianesimo e a 29 anni arriva in Italia. A Milano incontra S. Ambrogio che lo battezza e ritornato in Africa viene consacrato sacerdote e poi vescovo di Ippona. Amato e venerato per le umanissime doti di cuore e di intelligenza, muore il 28 agosto del 430 a Bona in Algeria. Il terzo, S. Ambrogio dottore della Chiesa, nacque a Treviri nel 340. Il 7 dicembre del 374 fu eletto vescovo di Milano, si dedicò soprattutto al suo popolo e allo studio della Bibbia. Ottimo amministratore e padre spirituale di giovanissimi imperatori tra cui il temibile Teodosio, Ambrogio è il simbolo della Chiesa rinascente dopo i sofferti anni di nascondimento e delle persecuzioni. Morì a Milano il 4 aprile del 397. Nell’ultimo riquadro è

La pala, olio su legno, ultimata prima di Natale

raffigurato S. Girolamo dottore della Chiesa, a lui si deve la traduzione in latino del Vecchio e Nuovo Testamento. Filosofo, grammatico, poliglotta, è di una personalità fortissima: ovunque si rechi suscita rumori di consensi o di polemiche. A Roma

fustiga vizi e ipocrisie, fu soprannominato “leone del deserto” perché spesso si recava a Betlem e anche da lì, ruggiva contro il conformismo e l’ipocrisia. Fu eletto cardinale, ma rifiutò l’abito. Mori a Betlem nel 420 all’età di 72 anni.

QuALIANO

Appuntamento fisso con l’arte in via Roma Ancora una volta, di domenica, la terza consecutiva, Qualiano accoglie l’arte in Via Roma. Un’arte ‘’nascosta’’, o, per meglio dire privata, che gli artisti (pittori, scultori, poeti) hanno potuto disporre in mostra grazie al patrocinio dell’associazione Helios. Una grande esposizione di quadri, vecchie foto, sculture, poesie, opere create con materiali riciclati bandiscono i marciapiedi, in quello che può essere considerato un vero e proprio museo all’aperto che offre partecipazione e curiosità ai passanti. Ogni domenica, una mostra. Semplice. La kermesse, partita la domenica di Natale, sta riscuotendo tanto successo, riuscendo a captare l’attenzione di chi magari si trova a passare di lì, o, di chi, su preavviso, spontaneamente si va a fare un giro, proprio in Via Roma. L’arte non è solo masturbazione mentale e appagamento dell’io più nascosto, che ogni opera incarna tramite il suo autore, l’arte avvicina al bello, ti permette di cogliere l’estetismo di una realizzazione, l’arte educa ed è storia. Un occhio di riguardo, va sempre riservato anche all’arte privata, quella personale, che ogni artista conserva in casa come un tesoro prezioso… Un’arte che presenta tutti i tratti del folklore e della tradizione, e, che grazie all’iniziativa presa dall’associazione Helios può occupare la scena qualianese ogni domenica, facendo conoscere al pubblico i vari artisti locali. Antonio D’Angelo

Aula consiliare come museo in attesa del recupero della chiesa del Purgatorio

Terminato il restauro della tela di Carlo Mercurio L’opera d’arte sarà riconsegnata alla città il 31 gennaio prossimo

Martedì 31 Gennaio, alle ore 9, alla presenza del Dott. Giovanni Barrella, responsabile di area della Soprintendenza B.A.P.S.A.E., sarà effettuata dalla ditta restauratrice Tatafiore s.a.s. la riconsegna della tela del pittore Carlo Mercurio, raffigurante “La Madonna della Purità con San Gregorio Magno e le anime del Purgatorio”. Dopo circa due anni di accurati interventi di restauro, anche questa tela, dipinta nel 1656, è tornata al suo antico splendore e sarà collocata provvisoriamente nella Sala Consiliare del Comune di Giugliano, accanto alle altre due tele, restaurate in precedenza, opera del pittore Nicola Cacciapuoti e raffiguranti la “Sacra Famiglia” e la “Crocifissione”, databili intorno agli anni 1738-1744. Queste tre opere d’arte, collocate originariamente nella Chiesa di Santa Maria della Purità (o delle Anime

del Purgatorio), furono salvate dall’incuria e dall’abbandono e trasportate alla sede del Comando dei Vigili Urbani, dove furono custodite per alcuni anni. Grazie all’impegno della Pro Loco Città di Giugliano e alla sensibilità dell’Amministrazione Comunale, che ha contribuito con uno stanziamento straordinario, le tre tele sono state poi affidate ad una ditta specializzata che si è dedicata al restauro. Adesso i tre quadri attendono di essere riportati nel proprio luogo di origine in attesa di ristrutturazione: solo una speranza, questa, per il momento, fortemente sentita dal Presidente della Pro Loco, Mimmo Savino, che si augura che un giorno - non troppo lontano - la Chiesa di Santa Maria della Purità, uno dei più bei capolavori settecenteschi di questa città, possa tornare a splendere nel suo aspetto originario. Roberta Marano


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N. 2 del 28 Gennaio 2012

Scuola & Società

La mia storia, generazioni a confronto nelle scuole di ANTONIO MANGIONE

Coinvolti gli studenti delle superiori. Scopo del progetto: i ragazzi devono essere una risorsa e non un problema per la società “I giovani devono essere una risorsa e non un problema”. Questo lo slogan con cui l’associazione Generazione senza confini, in collaborazione con l’organizazione americana ‘One hope’, finanziatrice dell’iniziativa in Italia, sta presentando in diversi istituti del territorio giuglianese il progetto ‘La mia storia’, un magazine di 30 pagine incentrato sulle tematiche giovanili che toccano le problematiche più profonde della generazione giovanile. Decine di studenti del liceo A.M. De Carlo, dell’Isis Minzoni, dell’Itis Luigi Galvani e dell’istituto Bernardino Roccia hanno incontrato i ragazzi di Gsc, ascoltando le loro storie e soprattutto i loro consigli. Entusiasti i dirigenti scolastici e i docenti ma soprattutto gli alunni,

visibilmente emozionati nel sentire il racconto e le testimonianze dei rappresentanti di Gsc. “Li abbiamo spronati a credere nei loro sogni, ad andare al di là di quelle che sono le apparenze umane, esortandoli a non avere paura a raccontare i loro problemi, le loro difficoltà afferma l’avvocato Vincenzo Abbate -. La rivista, completamente gratuita, piace a tanti perché si rispecchiano in alcune delle problematiche trattate: problemi familiari e dipendenze da alcool e droga”. ‘La mia storia’ è magazine molto interattivo, con storie che continuano grazie al sistema del bar code sul sito internet creato ad hoc, realizzato sulla base di ricerche di mercato che effettuate sugli adolescenti un po’ di tutta Europa

dove sono emerse le maggiori problematiche che toccano il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza. “Il numero delle adesioni e degli apprezzamenti - continua Vincenzo - cresce di giorno in giorno e non è escluso che entreremo anche in altri istituti di Napoli e provincia. Nei prossimi giorni ritorneremo nella succursale del Minzoni e all’Ipia Marconi”. Lo stesso progetto si sta svolgendo contemporaneamente in altre città italiane, (Milano, Catania e Roma) grazie all’apporto dell’organizzazione americana ‘One hope’ che da anni investe soldi per programmi che riguardano l'infanzia e l'adolescenza realizzando book, riviste, opuscoli, video e altri prodotti che riguardano il mondo dei ragazzi e le loro problematiche.

Libri / Attualità

Concorsi letterari

Presentato allo Chalet Cinque Stelle “Giù al sud”, la nuova opera di Pino Aprile

Il racconto nel cassetto, bando in scadenza a fine gennaio

«Il sud non ha voce, o voci piccole e sparse. Mentre tutti guardano al nord, ricco e potente, alle loro spalle, al sud, credo stia nascendo l'Italia di domani, un'Italia migliore» È stato presentato, mercoledì 25 aprile, presso la Caffetteria Cinque stelle di Giugliano, “Giù al Sud”, l’ultimo capolavoro di Pino Aprile, scrittore e giornalista pugliese. L’incontro organizzato dall’associazione culturale Ibris, in collaborazione con l’edicola Claudio, ha coinvolto un folto numero di persone, incuriosite di ascoltare la voce di chi dà voce al sud Italia. Le cinquecento pagine raccontano di un viaggio intrapreso dall’autore in meridione, percorso da cima a fondo, che mira alla scoperta di terre dimenticate, quelle di cui si parla solo in negativo, ma che possono rappresentare un punto di partenza per le sorti del Paese, “perché i terroni salveranno l’Italia”: questo è il sottotitolo del nuovo libro. Si tratta di una provocazione dell’autore, che dice - «il nostro Paese è a due velocità, una parte più assistita nelle sue aziende, nelle sue infrastrutture, nelle strade, nelle ferrovie, negli aeroporti, un’altra, invece, trascurata e fino a centocinquanta anni fa, privata di quello che aveva. Si tratta di un sistema voluto così, a mano armata, quindi solo i meridionali, i terroni potranno lavorare per fare dell’Italia un sistema più giusto. Ogni euro in più prodotto in meridione, viene moltiplicato al nord grazie al sud. Mentre tutti guardano al nord, ricco e potente, alle loro spalle, al sud, credo stia nascendo l’Italia di domani, un’Italia migliore». Barbara Donisi

Nella foto di Wrong, un momento della presentazione promossa dall’associazione Ibris

Per gli aspiranti scrittori: 10mila euro in palio e la pubblicazione delle opere vincitrici. Due le sezioni: racconti e fiabe Un po’ di sana, buona competizione arriva anche dalle nostre parti. Non ci sono scuse, adesso è il momento di mettersi in gioco. Se avete sempre sognato di scrivere un libro, questo è il vostro momento. L’Associazione Libera Italiana (Ali) dà il via alla nona edizione del concorso letterario “Il racconto nel cassetto”, al fine di mettere in luce giovani talenti e far conoscere al grande pubblico i nuovi narratori di oggi. Due le sezioni a cui partecipare: “Racconti e romanzi brevi” e “Fiabe e storie per bambini”. Ma c’è da affrettarsi: il manoscritto dovrà essere consegnato all’Associazione entro il 31 gennaio. Se non ci si sente abbastanza motivati, basterà ricordare che chi salirà sul podio avrà diritto ad un sostanzioso premio economico: il montepremi, infatti, è di diecimila euro. Per la sezione “Racconti e romanzi brevi”, seimila euro saranno così ripartiti: tremila al primo classificato, duemila al secondo e mille al terzo. Per la sezione “Fiabe e storie per bambini”, invece, le ripartizioni saranno più contenute: duemila euro al primo, milleduecento al secondo e ottocento al terzo. Chi stabilirà i vincitori? Una prima fase composta da una giuria popolare selezionerà sei finalisti: tre per la sezione “Racconti e romanzi brevi”, tre per la sezione “Fiabe e storie per bambini”. Le opere finaliste saranno, in seguito, valutate da una giuria tecnica, composta da professionisti e specialisti del settore. Sarà quest’ultima a stabilire l’ordine dei vincitori del Concorso per entrambe le sezioni. A diffondere le opere, poi, ci penserà la casa Editrice Cento Autori, partner dell’ALI, che pubblicherà le tre opere premiate per ogni sezione. “Verba volant scripta manent”, non originale ma di sicuro efficace. E voi, cosa state aspettando? Giuliano Russo



Abbi Abbè - 28 gennaio 2012