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QUINDICINALE INDIPENDENTE DI GIUGLIANO E DINTORNI Questo giornale non riceve contributi economici, né da enti pubblici, né da enti privati

Fondato nel 1998 - Direttore: Sergio Pacilio - Anno XV - N. 9 - Sabato 21 Aprile 2012

PROROGATA LA SCADENZA DEL BANDO COMUNALE PER INCENTIVARE I GIOVANI

A Giugliano c’è poca voglia di impresa

Il Comune mette a disposizione 600mila euro per sostenere l’avvio di nuove attività, ma solo in tre presentano la domanda per accedere al credito agevolato. I destinatari verranno selezionati in base all’idea più innovativa e originale, concorrendo a ricevere tra i 20 e i 25mila euro a progetto Giovani sfiduciati, poche le richieste per accedere al prestito a tasso agevolato messo a disposizione dal Comune con Finetica: solo tre domande su trenta potenziali, presentate a pochi giorni dalla scadenza del bando, fissata per il 30 aprile. E il Comune ci riprova rilanciando con un nuovo progetto di formazione per gli studenti. In più, allunga la durata del concorso, in scadenza a breve fino all’esaurimento del capitale da investire sui giovani, pari a 600 mila euro. Insomma, ai giovani di Giugliano fare impresa sembra arduo. Molti ragazzi si sono recati allo sportello per chiedere informazioni, ma solo in tre hanno formalizzato la proposta. SERVIZIO a pagina 3

POLITICA / GIUGLIANO

Prove tecniche di campagna elettorale

A un anno dal voto si inasprisce il dibattito in aula. Maggioranza compatta vota, l’opposizione protesta Nonostante il clima invernale di questo atipico aprile, quello dell’aula consiliare ha raggiunto temperature febbrili nell’ultima seduta di consiglio comunale. Sarà la campagna elettorale, saranno le ultime dichiarazioni del sindaco di non volersi ricandidare, fatto sta che l’atmosfera è stata veramente incandescente. Sette punti all’ordine del giorno: tutti hanno trovato approvazione. SERVIZI a pagina 5

LA PROTESTA

INCHIESTA

SECONDO MEMORIAL

Protestano i cittadini delle periferie e la politica si propone di ridiscutere il piano su tariffe e strisce bianche

Nel mirino della magistratura presunte irregolarità nella concessione di licenze edilizie a Qualiano

Sul podio tre giovani marocchini. Ospiti d’onore i familiari del podista, ex presidente dell’Atletica Giugliano

Sono passate circa due settimane da quando il parchimetro, quella macchinetta che per diverso tempo era diventata ricettacolo di rifiuti ha cominciato a funzionare.

La Procura di Napoli sta indagando su presunte irregolarità di alcune pratiche riguardanti l'ufficio tecnico del Comune di Qualiano. Nel mirino degli inquirenti, in seguito ad un sopralluogo effettuato il 12 aprile, è finito il Settore 10 - Edilizia Privata, su cui da alcuni giorni, la Procura sta tenendo delle verifiche che metterebbero al centro dell’attenzione alcune pratiche edilizie atipiche, per riscontrarne la liceità, conservate all’interno di cartelle rinvenute presso lo stesso settore, prelevate e spostate in seguito a ragioni di sicurezza, in altra sede sempre all’interno dell’ente di P.zza del Popolo. A far scattare la scintilla è stata la denuncia scaturita da un privato cittadino. Tre gli avvisi di garanzia, che sono stati fatti recapitare ad un dipendente e ad altri due tecnici esterni implicati nel caso che reca l’accusa ai reati di concussione e abuso di ufficio.

Si torna a correre a Giugliano per la X edizione dedicata al podista giuglianese Giuseppe Iacolare. Ottocentoquaranta gli atleti che, domenica 15 aprile, si sono sfidati nella gara di corsa veloce su strada di 10 chilometri. L’evento ha coinvolto sportivi di tutte le età e sesso. “La corsa unisce”: così tuona lo slogan della manifestazione pensata dagli organizzatori, dalla società ASD Atletica Giugliano e dall’amministrazione comunale, come un momento di promozione di un’attività agonistica concepita come aggregazione sociale.

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Parchimetri, 840 atleti in strada 007 in azione tutti scontenti nell’ufficio tecnico in ricordo di Iacolare


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Attualità

N. 9 del 21 Aprile 2012

Cultura & Società

“Mi racconto”: il primo volume delle memorie dell’onorevole Esterino Mallardo di MARIO RISPETTO

I nonni rappresentano i pozzi più importanti da cui attingere sorsi di conoscenza. Da piccolo, questa sete di sapere, mi induceva a tempestare mio nonno di domande su come si vivesse a Giugliano

Un tuffo nel passato dal trampolino dei ricordi di uno degli uomini che hanno segnato la vita politica di Giugliano nel secolo scorso tempo fa. Ricordo che un personaggio veniva evocato con maggior frequenza degli altri. Si tratta dell’avvocato Esterino Mallardo, consigliere comunale dal 1960 al 1994, nonché vicegovernatore della Campania intorno agli anni ’80. Fortuna ha voluto che un paio di giorni fa capitasse tra le mie mani una bozza del libro, di prossima pubblicazione, dell’on. Mallardo, intitolato “Mi racconto”, la cui lettura ha scosso la mia coscienza di giovane catapultato nel secolo del benessere dove si ha fede nel “Dio Apparire”. Preciso di non aver interessi materiali derivanti dalla futura vendita del libro (gli incassi saranno devoluti in beneficenza), ma questo articolo rappresenta un umile tentativo di far assurgere il libro al titolo di opera educativa, avendo riscontrato in esso, oltre ai classici intrighi comico-amorosi, molte tematiche interessanti.

La fame, ossia l’ambizione, è stata la motivazione che ha spinto i giovani delle generazioni passate ad emergere e a ribellarsi contro i privilegi dei proprietari terrieri. Tant’è vero che il giovane Esterino, con caparbietà, riuscì a terminare gli studi fino al conseguimento della laurea in giurisprudenza con specializzazione in diritto agrario, allo scopo di combattere le vessazioni cui il mondo contadino era stato sottoposto. Ai giorni nostri, la faida tra “figli di papà” e “figli di nessuno” è scesa di tono. Chi ha fame di arrivare è arrendevole e non ha i denti, mentre per chi non ce l’ha c’è qualcuno pronto ad imboccarlo. Descritte con maniacale precisione sono le figure dei familiari, su tutte quella del padre e della madre, da cui discerne l’implicito tentativo dell’autore di consacrare la sacralità della famiglia e di bacchettare i ragazzi d’oggi, rei di pe-

renni mancanze di rispetto e ingratitudine nei confronti dei propri genitori. Seguono pagine dedicate ai protagonisti della politica giuglianese del secolo scorso, trai quali l’on. Raffaele Di Nardo, Francesco Frezza, Andrea Taglialatela. Ciò che l’autore tende a sottolineare è che questi uomini, di diversa fede politica, avevano come unica prerogativa il bene della nostra città. Ci sarebbero tante altre cose di cui parlare come il tentativo, da parte dell’Istituto delle Case Popolari, di portare a Giugliano quei 90mila vani che poi sono stati impiantati a Scampia. Insomma, la biografia dell’on. Mallardo è da leggere, perché dilettevole e ricca di nozioni di vita non scaturite dalla presunzione “di saperne più degli altri”, ma dall’alto dei suoi “Ottanta voglia di vivere” come ironicamente asserisce nella prefazione al libro.


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Attualità

N. 9 del 21 Aprile 2012

Il caso

A Giugliano i giovani non fanno impresa di TONIA LIMATOLA

Giovani sfiduciati, poche le richieste per accedere al prestito a tasso agevolato messo a disposizione dal Comune con Finetica: solo tre domande su trenta potenziali, presentate a pochi giorni dalla scadenza del bando, fissata per

Prorogata la scadenza del bando comunale

Ecco come accedere al credito concesso dalla Banca Finetica Microcredito e imprese, è stato pubblicato a gennaio un bando pubblico per assegnare 600 mila euro per la creazione di venticinque nuove piccole imprese, finanziate con il Fondo nazionale contro l’usura. Scade il 30 aprile, ma è stato prorogato fino al completo utilizzo del fondo. I destinatari verranno selezionati in base all’idea più innovativa e originale, concorrendo a ricevere tra i 20 e i 25 mila euro, da restituire in cinque anni a tasso agevolato. Un’opportunità da cogliere al volo per tutti quei giovani che non hanno la possibilità di fornire garanzie alle banche o che non possono contare sui risparmi dei loro genitori per intraprendere un’iniziativa imprenditoriale e sottrarsi all’inevitabile e mortificante esperienza di vedersi chiudere le porte chiuse in faccia per il posto fisso, che ormai non c’è più, o per i prestiti bancari. Si tratta di un progetto sociale attuato dal Comune che ha sottoscritto una convenzione con Finetica, la quale dispone di risorse che arrivano dal Fondo nazionale per la prevenzione dell’usura. A disposizione dei giovani di Giugliano mette 300 mila euro, che si moltiplicano grazie alla convenzione col Banco di Napoli e Cooperfin. L’obiettivo: presentare a fine 2012 le nuove aziende che nasceranno come modello per i progetti degli anni successivi. I giovani verranno accompagnati in tutte le fasi, dallo sviluppo dell’idea alla sua concretizzazione e anche in una fase di start up iniziale per verificare il rispetto dell’idea originaria. Il vantaggio? Innanzitutto il tasso del 5 per cento contro il 10 o 12, richiesto solitamente dalle banche.

Il Comune mette a disposizione 600mila euro e solo in tre presentano le domande per accedere ai finanziamenti

il 30 aprile. E il Comune ci riprova investendo in kit d’impresa, in collaborazione con Il Denaro, e rilanciando con un nuovo progetto di formazione per gli studenti. In più, allunga la durata del concorso, in scadenza a breve fino all’esaurimento del capitale da investire sui giovani, pari a 600 mila euro. Insomma, ai giovani di Giugliano fare impresa sembra arduo. Molti ragazzi tra i 18 e i 29 anni, la fascia d’età a cui era dedicato il progetto, si sono recati allo sportello per chiedere informazioni, ma solo in tre hanno formalizzato la proposta progettuale, con tanto di business plan e idea originale per fare impresa. Il contenuto delle buste e, quindi, la fattibilità dei progetti restano ancora un mistero, però, visto che la commissione esaminatrice è costretta ad aspettare la scadenza per poterle aprire e valutare. E solo dopo un attento esame stabilirà se sono attività che possono meritare di essere finanziate. “Gestiamo fondi pubblici- dice Nello Tuorto, Finetica- E quindi siamo attenti nel ricercare persone intraprendenti e intenzionati a fare bene“. Alla presentazione delle nuove iniziative, assieme alla dirigente welfare Rosa Ariano, con la partecipazione di molti professionisti e operatori culturali. È stato anche presentato un nuovo progetto “Giugliano giovani”, finanzaiato dall’Anci e dal dipartimento delle politiche giovanili della presidenza del Consiglio, che prevede corsi creativi di formazione per 60 giovani, dai 14 ai 30 anni,che si

metteranno in gara per farsi finanziare l’dea più bella. Poca pubblicità o scarsa fiducia dei giovani? “L'unico comune che ha aderito al progetto è Giugliano. Non è progetto assistenziale e abbiamo aderito al progetto regionale offrendo anche beni e terreni confiscati ai clan”, dice l’assessore Mario Delfino. In tempi di crisi, i ragazzi non apprezzano l’opportunità di fare impresa per trovare lavoro, nonostante la percentuale, oltre il 45 per cento, di giovani ancora a caccia di prima occupazione. Fare impresa a Giugliano è senz’altro difficile. “Il terziario soffre della crisi economica da lungo tempo e senza un’idea innovativa diventa difficile stare sul mercato”, dice Raffaele Russo, presidente Ascom. E puntare sulle attività culturali rischia di diventare un azzardo. “Forse non basta un fondo comunale, di cui comunque bisogna ca-

pire le caratteristiche. C'è molta sfiducia – dice Antonio Menna, autore di “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” - Ci vuole un sistema, intorno, integro. Fanno paura burocrazia e corruzione. Fa paura il degrado. Fa paura la camorra. Non mi sento di dare torto a chi ha timore di infilarsi in certi tunnel”. Non solo preoccupati, quindi, della carenza di risorse. Quelli che lanciano in nuove esperienze, sono quelli che tentano di sopravvivere sul mercato mettendo in rete le esperienze. “Così è nata l’esperienza di co-working sfociata intorno all’Hub napolinord a palazzo Palumbo”, dice uno dei promotori Armando Di Nardo. Scoraggiano anche i limiti d’età. “Forse il limite è troppo basso e taglia fuori troppi aspiranti imprenditori senza tenere conto delle agevolazioni concesse dall’ultima finanziaria fino ai 35 anni”, dice il commercialista Giovanni Granata.

Innovazione sociale e co-working

Giovani professionisti diventano hubbers, in città la prima iniziativa Una rete che aggrega diverse professionalità nella sede di Palazzo Palumbo È nato a Giugliano il primo progetto di innovazione sociale dell'area a nord di Napoli. HUB campania è un’associazione no-profit che ha il compito di incoraggiare e favorire la costituzione di HUB per l’innovazione sociale in Italia e all’estero. L’associazione HUB campania ha sostenuto l’avvio del primo HUB napolinord, una società che ha sede nello storico Palazzo Palumbo, già dei Principi Colonna di Stigliano, nel comune di Giugliano in Campania,dove saranno realizzate postazioni di co-working, servizi di incubazione d’impresa, attività di learning, iniziative di socializzazione e sarà costituito un ampio network di relazioni condivise. Chi è un innovatore sociale? "Ogni persona che guarda ad un problema da un punto di vista diverso, ha avuto un’idea nuova per risolverlo e l’ha trasformata in una soluzione reale e duratura", spiegano i promotori. Mentre un Hub è un network di aggregazione di talenti, innovatori e visionari che si pongono come obiettivo principale l’innovazione sociale intesa “come la capacità, l’abilità, la forza di una società di comprendere, analizzare, affrontare e risolvere i suoi problemi socio-ambientali”. In pratica, si aggirano le difficoltà maggiori che i giovani con idee e progetti innovativi incontrano nel percorso realizzativo delle loro intuizioni ed ambizioni sopperendo alla mancanza di spazi di lavoro, di contatti e relazioni con le persone che condividono le stesse competenze ed esperienze, della possibilità di comunicare con la rete di imprese che già opera sul mercato oltre che di capitali per affrontare i costi insiti in ogni start-up.


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Politica

N. 9 del 21 Aprile 2012

Urbanistica & Bilancio

E in aula i politici giocano al gatto e al topo di MARIA ROSARIA FERRARA mariarosariaferrara@live.it

Nonostante il clima invernale di questo atipico aprile, quello dell’aula consiliare ha raggiunto temperature febbrili nell’ultima seduta di consiglio comunale. Sarà la campagna elettorale, saranno le ultime dichiarazioni del sindaco di non volersi ricandidare, fatto sta

Il consiglio approva tutto: dalla salvaguardia delle masserie all’alienazione del patrimonio immobiliare. Ma litigano sul provvedimento contro la corruzione

che l’atmosfera è stata veramente incandescente. Sette punti all’ordine del giorno ed, eccetto il rinvio dei primi due, tutti hanno trovato approvazione. Approvata la modifica al regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare che prevede una vendita all’asta - al

Diario di bordo

Una poltrona per 100mila di TONIA LIMATOLA

Uno, nessuno, centomila. “No, io no”, dice beffardo un politico davanti al bar. “E perché mai non io”, si risente un altro che incontro per strada. “E tu, perché non lo fai tu?”, replica ad un altro un consigliere non interrogato, mostrandosi persino offeso. La domanda è la stessa per tutti, ai rappresentanti di maggioranza e opposizione: ma chi sarà il prossimo candidato a sindaco? Ne viene fuori il dialogo surreale di un giorno qualsiasi a Giugliano, a un anno dalla campagna elettorale in un Comune che, come dice la manager Rossella Grasso, vuole diventare città mettendo online dati e delibere, votandosi ad un bel progetto di trasparenza - presentato in pompa magna per ricordarci che Giugliano non è una città normale - e dove, a testimonianza di questo, il voto in aula sulle liste elettorali pulite fa litigare i politici. Rassegniamoci: nulla è cambiato. Questo territorio diventa cantiere aperto sotto elezione, gli incontri pubblici proliferano a poca distanza dal voto. E la società civile? Nicchia, indifferente. Se i giovani sono sfiduciati e non approfittano manco di un’occasione ghiot-

ta come un bando di concorso che distribuisce fino a 25 mila euro a fondo perduto a chi dimostra di avere un’idea innovativa di impresa, i loro genitori sono duramente provati da vent’anni di campagna elettorale fatta con gli stessi programmi e stessi proclami. Programmi fotocopia, direbbe qualcuno. L’unico passo in avanti, e non è roba da poco, è il vantaggio che ha il centrodestra nello sventolare l’avanzamento dell’iter per il Puc (l’ex piano regolatore); mentre il centrosinistra può portare acqua al proprio mulino puntando il dito sui disservizi del servizio di rimozione dei rifiuti, dei ritardi della raccolta differenziata e dei disastri delle strade (con voragini anche dove sono state appena rifatte). E mentre il popolo degli aspiranti consiglieri si infiamma contando voti e chances, su Facebook si fanno le solite, ormai trite e ritrite, proposte, tirando in ballo i bei volti noti per poter fare nomi senza doversi vergognare. Fuori dal clamore, invece, per strada si aggirano, ignari, due possibili candidati a sindaco. Hanno la faccia contenta e potrebbero anche dire di sì.

rialzo - di beni immobili comunali divenuti lotti edificati abusivamente, dando un diritto di prelazione al conduttore del lotto. Approvata anche la valorizzazione delle antiche masserie e le modifiche al regolamento per il servizio di distribuzione dell’acqua potabile. È passata infine, l’integrazione al piano regolatore cimiteriale riguardo le cappelle gentilizie. Ma più dei temi discussi, sono stati altri i momenti salienti che hanno catturato l’attenzione dei presenti. Due bagarre si sono susseguite scatenando subbuglio all’interno e all’esterno dell’emiciclo. Dopo una lunga discussione sui beni immobili, portata avanti dal Pd che chiedeva di porre un vincolo sui suoli di proprietà del comune per trasformarli in servizi e parchi pubblici, il consigliere Pietro Ciccarelli chiede la parola per presentare una proposta di ordine del giorno sulla corruzione. Proposta che prevede l’interdizione dai pubblici uffici per tutti gli accusati di questo reato. Ed è qui che ha inizio il primo contraddittorio. Tutti d’accordo, tutti favorevoli a votarla. E allora perché disquisire? L’inghippo sorge sul “quando” votare la proposta. In quello stesso istante, come volevano i promotori, o alla fine della seduta di consiglio, come reclamava la maggioranza? Gli uni probabilmente per approvare la propria proposta e abbandonare l’aula e gli altri per assicurarsi il numero legale e proseguire così i lavori del consiglio? Sembra giocassero al gatto e al topo. Uno stratagemma andato a buon fine per la maggioranza. Fli infatti, con l’ausilio dei democratici e in seguito dell’Udc, ha abbando-

nato l’aula, mettendo a serio rischio la tenuta del numero legale, mantenuto solo grazie alla presenza di due consiglieri di minoranza: Di Falco e Domenico Taglialatela. Nel mentre dei lavori del consiglio, accade però un fatto che destabilizza l’ordine, già poco stabile, dell’aula. Un componente del pubblico, che precedentemente aveva già tentato di attirare su di sé l’attenzione, lancia offese nei confronti del consigliere Aruta, il quale, provocato, risponde. Il clima si infiamma, il consigliere richiede l’espulsione del soggetto che, dopo aver opposto resistenza e disquisito con toni vivi, per usare un eufemismo, con il presidente Guarino viene accompagnato fuori dall’aula. «Questioni di fascia costiera», dicono, sia stato il motivo scatenante dell’escandescenza dei protagonisti. Per i due cittadini è stata chiesta la diffida dai Consigli comunali da parte del Pdl. «Queste persone puntualmente offendono il consesso civico, i consiglieri comunali, rasentando il vilipendio» tuonano. Sulle vicende è intervenuto anche il sindaco Pianese che, per assicurare la tranquillità necessaria in aula, ha proposto la visione del consiglio attraverso un video posto nella hall del palazzo comunale. «Troppo spesso è accaduto che chiunque ha oltrepassato l’emiciclo e ritenuto di poter minacciare un consigliere comunale nell’esercizio delle sue funzioni ha commentato - Bisogna assicurare una tranquillità psicologica che permetta di fare interventi e votazioni scevri da pressioni». Riguardo poi la proposta anticorruzione, approvata pur senza i promotori, e l’uscita di scena della minoranza dall’aula, il primo cittadino ha aggiunto: «È inaccettabile una imposizione del tipo “O si fa come dico io o me ne vado” ed è altrettanto inaccettabile che si trovino scuse pur di abbandonare l’aula. Siamo tutti d’accordo sul principio giuridico, ma arriviamoci secondo le norme, senza ergerci a capipopolo o primi della classe. Sulle questioni di camorra, di concussione credo nessuno di noi accetti lezioni da altri».


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Cronaca

N. 9 del 21 Aprile 2012

Dopo l’arresto dell’ultimo componente della banda del buco, resta alto l’allarme

L’inferno di Giugliano, la città delle rapine di MONICA D’AMBROSIO

Il maggior numero di rapine e di rapinatori, il principale centro di produzione di monete false. La zona dove si concentra la più alta percentuale di scarichi abusivi e incendi tossici. La terra con il maggior numero di soldati della mala-

Dopo un trend che sembrava positivo, torna a crescere il numero di colpi denunciati negli ultimi mesi vita ed un numero ancora più spaventoso di irriconoscibili colletti bianchi, pronti a svendere dignità e onore pur di servire la camorra locale, pronta a colmare i paurosi vuoti lasciati dallo Stato. Giugliano: centoventimila abitanti e l’onore, e l’onere, di essere il comune non capoluogo di provincia più popolato d’Italia. È una città cresciuta troppo in fretta, con la popolazione raddoppiata in meno di vent’anni. Troppe case, poche strutture, pochissimo lavoro. E tanti rapinatori. Diverse bande in collegamento spesso diretto con la criminalità organizzata pronte a tutto. Nell’ultimo anno in questo territorio sono state denunciate circa ottocento rapine. E non bisogna scandalizzarsi il trend era più o meno positivo fino ad inizio 2012, dato che i colpi sembravano dimezzati negli ultimi quattro anni, poi, una nuova inversione di tendenza.

In sei, la sera del 26 marzo scorso fecero irruzione nei locali sperando di mettere le mani su un consistente bottino

Colpo alle poste di via 1° Maggio: preso l’ultimo bandito

Raffaele Smarrazzo era l’unico a mancare all’appello. Ora i carabinieri tentano di incastrare un altro presunto complice

Arrestato l'ultimo componente della banda del buco, protagonista lo scorso 26 marzo, della tentata rapina all'ufficio postale di via Primo Maggio. Si tratta di Raffaele Smarrazzo, 40 anni. Si chiude così il cerchio delle indagini dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casoria guidati dal capitano Gianluca Migliozzi. La banda aveva tentato l’assalto ai locali dal caveau dell’ufficio postale irrompendo direttamente nei locali quando oramai era orario di chiusura, alle 18.50. Ad attenderli però, inaspettatamente per i malviventi, c’era una squadra speciale di carabinieri pronti a sventare l’assalto. Ci furono momenti di confusione ed attimi di panico, con spari in aria per tentare di arrestare la fuga dei malviventi. Ma della banda, furono arrestati praticamente in flagranza i tre “pali” Pasquale Maisto, 40 anni, gommista, ti-

tolare dell'officina utilizzata per calarsi nelle fogne, Nicola Frascogna, 31 anni, rintracciato all'esterno dell'ufficio con una radiolina, Paolo Palma. Per gli altri quattro invece, Giuseppe Palumbo, pregiudicato di 22 anni, il primo ad entrare armato nell’ufficio, Alfredo Pirozzi, coetaneo del primo, Dario Frascogna, di appena 19 anni e Raffaele Smarrazzo, di 40, con precedenti specifici, incaricati di costruire il tunnel ed il successivo buco, si diedero alla fuga attraverso le fogne. I carabinieri stanno cercando di dimostrare che anche Fabio Frascogna, 24 anni arrestato giorni dopo per la rapina ai danni della gioielleria Pennacchio, aveva fatto parete della banda. Il giovane con la refurtiva del colpo ai danni della nota gioielleria si era fatto realizzare occhiali dal valore di 20 mila euro.

Dalle coppiette alle prostitute, dai supermercati alle banche, dai furgoni portavalori agli uffici postali, un campionario vastissimo che spiega come mai molti rapinatori decidono di andare a mettere a segno altrove i propri colpi, lontano da luoghi dove potrebbero essere facilmente riconosciuti. Basta davvero poco per impugnare un’arma e maneggiarla all’occorrenza. Banditi pronti a tutto, anche ad uccidere pur di mettere le mani su un bottino molte volte magro. Banche e poste sono oramai tutte dotate di sistemi di sicurezza a tempo, per cui il contante disponibile è sempre scarso, o almeno non tale da giustificare la violenza di alcuni assalti. Numerosi quelli nei quali le guardie giurate a presidio degli istituti, han provato a fare il proprio lavoro fino in fondo, finendo col rimanere feriti dai malviventi o, nella migliore delle ipotesi, privati delle pistole d’ordinanza. Ancora rapine a persone a negozi e soprattutto gioiellerie. Ne sa qualcosa il noto gioielliere di corso Campano, Pennacchio che da solo ha subito ben tre raid de-

linquenziali in meno di due anni, durante uno dei quali costretto a lanciarsi dalla finestra del proprio negozio per evitare di misurarsi con la furia dei malviventi. Malviventi esperti, professionisti ma dalle mosse spesso imprevedibili. Capaci di percorrere per chilometri il sottosuolo della città trascinandosi lungo le condutture fognarie fino a fare irruzione nei punti obiettivo dei loro assalti. Qualche tempo fa, i carabinieri arrestarono tre presunti componenti della oramai famigerata banda del buco. Per due di loro, gli unici pregiudicati e interlocutori di un’intercettazione nella quale confessavano i loro raid, furono scarcerati perché per il Tribunale del Riesame era stato sbagliato il metodo investigativo. Ci ha pensato la Cassazione a ripristinare le misure chieste dal Gip di fronte ad ulteriori prove raccolte a carico di uno degli indagati, peraltro vicinissimo al clan Mallardo. In quel caso si pensò di aver smantellato la banda che per anni aveva terrorizzato gli esercenti del centro spuntando in goni momento del suolo, e con il placet del clan locale. Ed invece, gli ultimi clamorosi arresti, messi a segno grazie all’intervento in flagranza di gruppo speciali dei carabinieri, hanno dimostrato che le mappe del sottosuolo giuglianese, sono finite nelle mani di più bande specializzate in questo tipo di rapine. Eppure nessuno ha accennato ad una reazione. I commercianti invocano tutele e sicurezze, si appellano alle istituzioni locali e sovracomunali. Ma l’unica risposta al momento è stata fornita dai carabinieri, a loro volta troppo sottodimensionati per poter assicurare ai cittadini che i colpi dalle fogne siano terminati con quello fallito alle poste di via Primo Maggio.

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Hanno collaborato a questo numero: Tonia Limatola, Valentina Angelini, Marco Aragno, Angela Ariano, Chiara Buonavolontà, Ivana Ciccarelli, Emmanuele Coppola, Monica D’Ambrosio, Antonio D’Angelo, Valentina Di Lauro, Barbara Donisi, Maria Rosaria Ferrara, Elio Guerriero, Francesco Saverio Iacolare, Serena Li Calzi, Francesca Ortese, Arianna Pacilio, Carla Pacilio, Eduardo Pellegrino, Lello Pianese, Giuliano Russo, Renato Scalfaro. Grafica e Concessionario per la pubblicità: GRAPHISTAR s.r.l. - Via 4 Giornate, 40 - 80014 Giugliano (Napoli) Stampa: GRAPHIC PROCESSING s.r.l. - Acerra (Napoli) Registrazione Tribunale di Napoli N. 44 del 26-04-2004 - N. Iscrizione ROC 11606

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Attualità

N. 9 del 21 Aprile 2012

La polemica

Giugliano: un mega parcheggio a pagamento anche in periferia di IVANA CICCARELLI

Sono passate circa due settimane da quando il parchimetro, quella macchinetta che per diver-

Ancora una volta a finire al centro delle polemiche sono i parcheggi a pagamento, questa volta però la questione riguarda le “strisce blu” so tempo era diventata ricettacolo di rifiuti ha cominciato a funzionare, ma da allora, nonostante l’importante innovazione per la sosta a pagamento numerose sono state le polemiche sorte tra i cittadini giuglianesi. Dopo le proteste e le incomprensioni nate in seguito all’assunzione di altri ausiliari del traffico e alla conseguente riduzione di stipendio prevista per i dipendenti, emblematica sembra la vicende delle cosiddette “strisce blu” che nell’arco di poco tempo hanno fatto si che Giugliano diventasse un mega parcheggio a pagamento. Il nuovo piano di sosta gestito dalla TMP srl prevede 1119 stalli blu, 640 bianchi e 96 riservati ai

Nuovo piano sosta: la politica continua a discutere

Sosta a pagamento, proposte sette modifiche

Presentata una proposta trasversale di ordine del giorno per apportare modifiche al nuovo piano sosta

Torna a far discutere il nuovo piano di sosta a pagamento a Giugliano. La polemica sembra non essersi mai placata, ma stavolta, dopo addetti e commercianti, a discuterne è la politica. Una proposta di ordine del giorno, contenente sette modifiche all’attuale piano, è stata presentata dal consigliere Luigi Sequino (Udc) e ha trovato approvazione trasversale. È stata sottoscritta infatti da Aruta Udc, Pd, Fli, Idv e dai consiglieri di maggioranza D’Alterio e Mallardo. «Ho riscontrato delle anomalie – dichiara Sequino - che mi hanno portato a presentare delle richieste di modifica attuabili e non onerose, né per l’amministrazione né per la ditta, su questioni che attualmente arrecano disagio ai cittadini». La prima delle sette proposte prevede la diminuzione dell’importo mensile delle tariffe degli abbonamenti per commercianti e residenti. Attualmente 80 euro per i primi e 20 per i secondi. Cifre lievitate rispetto al precedente piano che prevedeva un unico esborso di soli 36 euro annui, senza distinzione alcuna tra commercianti e residenti. Proprio su questa differenziazione verte la seconda proposta. Piuttosto che effettuare una distinzione tra commercianti e residenti, si propone un distinguo tra residenti e non residenti. L’obiettivo sarebbe quello di applicare una tariffa inferiore a favore di questi ultimi, costretti a recarsi in città con una automobile perché commercianti, professionisti o impiegati. Questa modifica, si legge dalla proposta, potrebbe incentivare il commercio e un mag-

giore afflusso di cittadini provenienti dai paesi limitrofi. Riguardo le tariffe, anche queste oggetto di accese polemiche, la proposta prevede l’abolizione della tariffa minima di 50 centesimi per 30 minuti, per permettere il pagamento di importi inferiori per soste di durata inferiore. Per una sosta di 15 minuti, ad esempio, un pagamento di soli 25 centesimi. Quarto e quinto punto interessano invece parchimetri e stalli. Per i primi se ne richiede la modifica, dato che quelli installati non erogano resto e ciò provocherebbe disagi economici ai cittadini. Per quanto riguarda gli stalli, invece, la numerazione per verificare se il numero complessivo corrisponde a quanto previsto dal capitolato d’appalto. Dalla proposta risulta poi una irregolarità. Pare infatti che molti degli stalli siano tracciati ad una distanza inferiore ai 5 metri dagli incroci. Per questo i firmatari chiedono che sia aumentato lo spazio tra strisce e aree di intersezione, rispettando quanto previsto dal codice della strada. Ultima ma non meno scottante, la questione delle strisce bianche. Di stalli non a pagamento infatti pare non se ne vedano più in città, soprattutto lungo le vie principali. Per questo la proposta ne chiede una ridistribuzione. In aula dunque, al prossimo consiglio, dovrebbe riaprirsi il capitolo sosta a pagamento e vedremo se qualcuna di queste modifiche sarà approvata e apportata. Maria Rosaria Ferrara

disabili, ma almeno per il momento le “zone blu” hanno preso il sopravvento ed è possibile trovarle anche nelle zone più periferiche e impensabili della città. Oltre a coloro i quali sono soliti sostare in seconda fila e cercano di fare a meno del ticket, buona parte dei cittadini chiosa di preferire il parchimetro al fatidico grattino perché è possibile utilizzarlo in qualunque momento e basterebbe avere qualche “spicciolo” nel portafogli, ma nonostante il consenso favorevole di alcuni anche qui sembrano esserci intoppi: il parchimetro non da resto. Un clima di nervosismo e malcontento si è creato soprattutto tra i commercianti e i residenti di alcune zone che dovranno far fronte al consistente aumento previsto per gli abbonamenti mensili. Per i residenti la tariffa è di 20 € mensili rispetto ai 36 € annuali,per i commercianti il costo è di 80 € mensili ovvero 960 € annuali, ragion per cui in molti preferiscono parcheggiare la propria auto in garage privati: “L’aumento che c’è stato ci ha lasciato sbalorditi ma arrivati a questo punto con gli stessi soldi preferiamo pagare un garage privato anziché sostare per strada”. Curiosa è la vicenda di alcuni residenti di via degli Innamorati che dicono di avere grosse difficoltà sia a causa degli stalli bianchi perennemente occupati da commercianti e lavoratori della

zona ma soprattutto perché i costosi abbonamenti saranno disponibili tra una quindicina di giorni e già un mese per evitare di prendere qualche multa salata si vedono costretti a dove cambiare il ticket più volte al giorno. Considerando che la fase evolutiva dall’ era “grattino” a quella “parchimetro” non è stata accolta con molto entusiasmo il responsabile della Polizia Stradale Magg. Dott. Carmine Petraio farà luce su alcune questioni e provvederà a trovare un accordo con la ditta stessa affinché riduca il costo degli abbonamenti in maniera tale da venire incontro alle difficoltà di alcuni cittadini, con l’auspicio di riscontrare maggiore successo.


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Il personaggio

Presentazione del libro “Troppe coincidenze” di ANGELA ARIANO

Martedì 17 Aprile, presso la caffetteria 5 Stelle in piazza Gramsci, è avvenuta la presentazione del libro “Troppe coincidenze” del magistrato antimafia e politico italiano Giuseppe Maria Ayala. Siciliano di nascita, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza all’Università di Palermo, ha esercitato numerosi impieghi: sostituto procuratore della Repubblica, pubblico ministero al primo maxiprocesso, consigliere di Cassazione, è stato poi eletto alla Camera dei Deputati nel 1992, poco prima dell’omicidio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino diventando deputato del Partito Repubblicano Italiano. Alla luce dello scandalo di Tangentopoli, Ayala è stato partecipe attivamente, così come alla crisi del PRI, passando poi ad Alleanza Democratica e confermando il seggio alla Camera dei deputati nel 1994. Eletto senatore nel 2001 fino al 2006 nel partito dei Democratici di Sinistra, sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia durante il governo Prodi I, l’incarico gli fu riconfermato anche nei successivi governi D’Alema I e II. Conclusa l’esperienza politica, rientra in magistratura, attualmente è consigliere presso la Corte di Appello dell’Aquila.

Il Magistrato Antimafia Ayala: «Questo è un paese nella merda»

Dopo autori come Pino Aprile, Massimo Cacciapuoti, Pino Imperatore e Silvana Giacobini, ancora una volta a proporre sul territorio questo genere di incontri è l’edicola-libreria ‘Claudio’ di via Aniello Palumbo. Inoltre presenti alla medesima presentazione sono stati la presidente dell’associazione antiracket SOS Impresa di Napoli Tecla Magliacano, Giacomo Pirozzi dell’associazione Libera Giugliano e Mariano Fellico redattore di Cronache di Napoli. “Troppe coincidenze” ripercorre le stragi di mafia vent’anni dopo, il titolo, spiega l’ex pm Giuseppe

il ritratto

L’Italia che non cambia di MARCO ARAGNO

Tutti aspettano devotamente la parola di conforto, il segno della speranza, da chi è uscito vittorioso da tante battaglie condotte in nome della legalità. C’è una scolaresca che ascolta in religioso silenzio, i foglietti stretti nelle mani con le domande da fare, i giovani dell’associazione Libera. Ma Giuseppe Ayala non fa sconti, non concede nulla al buonismo di circostanza. “L’Italia è un Paese nella merda”. Lo dice in giacca a cravatta, il baffo curato da siciliano d’altri tempi, l’immagine dei Falcone e Borsellino stampata nella memoria. La sentenza che emette nei confronti alla Seconda Repubblica è dura. il giudice istruttore del maxi-processo dell’87 vede sprofondare l’Italia nello stesso abisso di scandali, corruzioni e connivenze che hanno portato a Tangentopoli e alle stragi di mafia di vent’anni fa. “Ma non sono un disfattista”, precisa, “è solo la realtà di oggi”. Allora, per farsi capire, ricorre alla crudezza dei numeri, come se le parole fossero poco credibili, logorate dalle ipocrisie della classe politica degli ultimi tempi: “70 miliardi di euro l’anno bruciati in corruzione, 140 miliardi capitalizzati dalla criminalità organizzata, 130 miliardi di evasione fiscale”. Le cita a memoria, sono le cifre che inchiodano l’Italia ad un deficit civile prima che economico. “Ma la gente è migliore dei suoi governanti. Ho girato il Paese da Bolzano a Brindisi, ho visto la parte sana che osserva

le regole, si sveglia ogni mattina, si guadagna il pane onestamente”. Le connivenze, però, fra politica e criminalità restano lo stigma della nostra storia. “È un problema culturale”, assicura, “che riguarda non solo la politica, ma anche la pubblica amministrazione”. Così lo tsunami di illegalità cresce e travolge ogni angolo del Paese: “il Nord si è meridionalizzato. Comuni come Bordighera o Desio sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa. Era impensabile dieci anni fa”. Il discorso non può che cadere sul familismo amorale della Lega e sull’inchiesta alla Regione Lombardia. “È la linea della palma di cui parlava Sciascia, sale di anno in anno rendendo tutta l’Italia un’estensione della Sicilia”. Piovono gli applausi. Lo scroscio delle mani copre il rumore più sordo, gli smottamenti che fanno sussultare il pubblico. La batosta è difficile da incassare. Poi spunta un dito alzato, un bambino, che ringrazia timidamente, s’impappina un po’, con un filo di voce prova a chiedere del futuro: “i giovani possono cambiare questo Paese?”. Ultima, abissale domanda. La risposta è catoniana: “occorre un cambiamento di mentalità: bisogna capire che ai diritti corrispondono altrettanti doveri. Quando i cittadini, tutti, metabolizzeranno questo, allora l’Italia potrà veramente cambiare”. Ayala ci lascia così, con una via d’uscita dal tunnel. Da seguire, fino in fondo.

Ayala, in Sicilia può diventare sinonimo di verità ancora nell’ombra a distanza di un ventennio, verità sull’ultimo segmento della complessa, complicata storia del rapporto mafia-politica. Il libro esce nel ventesimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio e ne analizza prodromi e conseguenze. Per Ayala, il 41 bis c’entra poco con gli omicidi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lei propone, all’interno del libro, un lungo excursus dagli anni ’90 ad oggi, ma rispetto a quegli anni, qualcosa è cambiato? «Faccio fatica a pensare che rispetto agli anni, in particolar modo, 92-94, la situazione sia la stessa, soprattutto se si pensa che quelli sono stati anni molto particolari, le uccisioni di Falcone e Borsellino, Tangentopoli: un autentico tsunami che demolì un sistema di potere politico che aveva governato, nel bene e nel male, questo paese da circa 50 anni; durante questa fase ci sono le stragi del ’93 che non vanno mai dimenticate, di Roma, Firenze e Milano e poi si passa al ’94 con la legge elettorale, un nuovo partito, per tanti versi una data di partenza dopo una fase traumatica. Fermando l’excursus nel tempo, al momento attuale, è bene sottolineare come il fatturato della corruzione in questo paese, ad oggi, viene stimato in 70 miliardi di euro l’anno, è un paese dove l’evasione fiscale viene stimata in 130 miliardi di lire l’anno, un paese in cui le varie mafie fatturano circa 140 miliardi di lire l’anno, sapete qual è la sintesi del mio pensiero? “Questo è un paese nella merda, tecnicamente parlando”. Parlare chiaro, a volte può essere un pregio, a volte un difetto, nella mia carriera ad esempio, è stato un difetto, ma a me non importa, non ho mai campato di politica. Per cui, alla domanda iniziale, io rispondo che avendo ormai toccato il fondo(sperando che sia il fondo), non ci tocca che risalire, ho avuto modo di girare tutta l’Italia, peccherò di presunzione nel dire che è più facile trovare un posto dove io non sia mai stato che il contrario e posso assicurare che questo paese è migliore rispetto a quanto noi immaginiamo che sia: c’è una parte consistente della popolazione

italiana che è sana, che la mattina si alza, va a lavorare, ha la percezione delle regole, del rispetto. Il paese non è malato». Lei è stato amico di due icone importanti della legalità italiana: Falcone e Borsellino, il volontariato antimafia che c’è oggi, c’era anche all’epoca o era poco diffuso? «C’era, quando in maniera del tutto casuale, questo gruppo antimafia stava nascendo, io ero un pubblico ministero, per molti anni sono stato il pubblico ministero di Falcone: abbiamo cominciato insieme senza avere idee chiare neanche noi, ho avuto fiducia nelle sue intuizioni, maturate già precedentemente. In Sicilia, c’era un’assoluta ignoranza per quanto riguarda il fenomeno mafioso, era per certi versi incoraggiata da quella, così definita “colpevole indifferenza” dei siciliani. Morale della favola? Ancora nella fine degli anni ’70, inizio anni ’80, della mafia non si conosceva niente, addirittura c’era chi si chiedeva se davvero esistesse questa mafia o se invece non si trattasse solo di semplici criminali che si trovano un po’ ovunque. A seguito del lavoro nostro, un contributo maggiore va a Falcone e Borsellino, siamo arrivati con la sentenza del maxiprocesso; di fronte alla conoscenza che ha fatto fatica a circolare ma che è circolata, è nata anche una presa di coscienza e una consapevolezza della gravità del fenomeno, questo è stato l’incentivo che ha portato alla nascita di una selezione di gruppi di volontariato che non prendono stipendi ma che lottano per combattere questa criminalità. È la società che deve convivere con la mafia, è un problema culturale, un grande scrittore siciliano Gesualdo Bufalino, non si stancò mai di ripetere: “la mafia si combatte nelle biblioteche e nelle scuole”». Lei pensa che sia forte il rapporto disagio economico-criminalità, oggi? “È fortissimo, attraverso l’usura ad esempio, che è la scelta economica che la crisi incentiva, la difficoltà economica fa scattare inevitabilmente il meccanismo ancor più accentuato della criminalità organizzata. Non è un problema solo del meridione d’Italia, anche se nessuno può negare che qui sia nata. D’altronde cinquanta anni fa, lo scrittore Leonardo Sciascia citò: “Incredibile è l’Italia, e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia, forse tutta l’Italia sta diventando Sicilia». Che futuro possono avere i giovani che vivono in un paese corrotto, con politici corrotti? «Alla domanda: ma la mafia dov’è? Io non ho mai saputo rispondere, non so dove sia, forse ovunque. Ma so sicuramente dove non c’è: “Dove non ci sono soldi e dove c’è legalità”. Costruiamo il futuro».


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Botta & Risposta

Assessore Rispo: «Non trovo che il sindaco sia un accentratore» Pubblicato sul numero 8 del 7 aprile di AbbiAbbé un articolo del Professore Francesco Saverio Iacolare, intitolato “Pianese finalmente saggio”, all’interno del quale ci sono osservazioni sulla sua nomina di assessore di BARBARA DONISI

Cosa pensa quando, riferendosi a lei, dice - “Al posto di Castelluccio si nomina Angela Ri-

Protagonisti del progetto anche studenti del Galvani e del Marconi

Giovani e politica: terza tappa di “Semi di legalità” al liceo Cartesio Iniziativa per promuovere coscienza civile e cultura della legalità

Si è svolto giovedì 19 aprile presso il liceo classico e scientifico “Renato Cartesio” il terzo incontro dell’iniziativa “Semi di Legalità” organizzata dall’associazione “Modavi onlus” e dal comune di Giugliano in Campania. Dopo il progetto “operazione naso rosso” volto alla sensibilizzazione dei ragazzi rispetto all’uso di alcool e sostanze stupefacenti, è la volta di Semi di Legalità un’iniziativa di ampio respiro indirizzata agli studenti delle scuole medie di I e II grado del comune di Giugliano in Campania volta a promuovere la coscienza civile, svilupparne il senso di legalità, e sollecitare la pratica della cittadinanza attiva. A seguire il progetto che ha coinvolto tre istituti superiori tra cui il Marconi e il Galvani sono il coordinatore Emanuele Bifaro e Giovanna Sestile. Durante i primi due incontri avvenuti rispettivamente a febbraio e marzo si è ampiamente discusso sul tema “camorra”analizzando della fattispecie due importanti omicidi avvenuti sotto gli occhi di tutti cercando di mettere in risalto l’omertà di alcuni cittadini. Al terzo appuntamento hanno preso parte due ospiti d’eccezione ossia Alfonso Sequino consigliere comunale del Pdl e presidente della prima commissione e Giuseppe Di Girolamo di sinistra ed ecologia,presidente della terza commissione consiliare ed ex assessore all’ambiente nella precedente giunta Taglialatela. Ad attenderli un’aula gremita di alunni della 1ª A scientifico e 4ª A ginnasio del classico, alle undici circa ha inizio il confronto, tanti i dubbi, le perplessità e le domande a cui i politici hanno dovuto far fronte ma nonostante qualche domanda inaspettata il clima amichevole creatosi ha fatto si che le due ore volassero. Cosa intendete per legalità? Cosa vi ha spinto a fare politica? Cosa pensate di chi

sfrutta la propria posizione usufruendo del denaro pubblico? Varie e numerose le domande, il primo a proferire parola è stato il Di Girolamo che ha chiosato: “Cercare di contribuire affinchè potremmo vivere in una città a misura d’uomo è quello che mi ha spinto e chi mi spinge tutt’oggi a fare politica. Se vogliamo costruire una nazione diversa che abbia legalità e bene comune dobbiamo assicurarci che chi ricopre una carica lo fa solo ed esclusivamente a servizio della cittadinanza, il nostro voto serve per poter cercare di portare avanti persone disposte a dare un contributo al paese. Chi si ferma è perduto, voi siete le nuove generazioni e dovete credere fortemente nello studio, nei valori e nella legalità”. Nonostante la risposta esaustiva a parlare è Sequino che per cercare di capire il punto di vista degli studenti fa loro qualche domanda e poi aggiunge: “Per amministrare una città ci vuole passione, ci sono oneri ed onori,dopo mio nonno e mio zio ho deciso di entrare in politica per la voglia di provare a cambiare, a correggere quello che fino ad oggi sembrava scorretto, questa è la volontà di tutti gli amministratori a volte le difficoltà scoraggiano ma la chiave della politica è non abbattersi mai” inoltre aggiunge “La legalità è quella linea sottile che passa tra noi e gli altri non è facile rispettare gli altri ma è giusto trovare un equilibrio con il prossimo e con le cose altrui affinché si possa raggiungere un grande livello di legalità”. A concludere l’incontro sono stati gli alunni e i coordinatori che dopo aver ringraziato i consiglieri hanno donato loro una pianta come simbolo di speranza affinchè Giugliano possa diventare una città disintossicata dal male dell’illegalità. Ivana Ciccarelli

spo, facendola illudere che la nomina sia stata fatta per i suoi meriti, che certamente ha, ma perché non riconosciti al tempo opportuno? Povera ragazza, non sarebbe mai stata nominata se la prefettura non avesse indicato di dare spazio ad una donna per rispettare la quota rosa”. «Non ho il piacere di conoscere personalmente il prof. Francesco Saverio Iacolare. Non credo nelle femminilizzazioni. Detesto il colore rosa da quando ero bambina e, se parliamo di pari opportunità, allora l’idea di quota rosa, ad oggi, dovrebbe essere superata. Dobbiamo offrire a tutti, uomini e donne, la possibilità di accedere al mondo del lavoro, della politica, dell’economia, dell’imprenditoria, superando ogni ostacolo che possa in qualche modo limitare la partecipazione di tutti. Limitare alla quota rosa, l’inserimento di una donna in una giunta, è riduttivo». Più avanti si legge ancora “Qualcuno ha pensato che Pianese abbia avuto un moto di generosità nella nomina della Rispo”. Perché ha accettato l’incarico di assessore? «Sono stata chiamata al servizio della mia città ed ho accettato. Pianese ha chiesto il mio contributo in termini di professionalità, disponibilità e dedizione. Ha pensato di inserire una sensibilità e una intelligenza differente, per offrire a Giugliano maggiori possibilità nell’ambito della cultura. Ho considerato la sua proposta, e quella del Prefetto, come una sollecitazione ad una partecipazione femminile che vuole valorizzare una differenza culturale, che si distingue dal mondo maschile e che, contemporaneamente, si integra ad esso. Ben venga tutto ciò che è un arricchimento, anche in un Ente così importante come quello in cui viviamo». Si è insediatala poco più di un mese ed è già definita “vittima dell’impolitica”: “[…]Purtroppo, la sua voglia di fare cultura (che mai farà) l’ha resa vittima della vecchia grammatica dell’impolitica del paesone, che da sempre, viene poterizzata squallidamente da un sistema che sta per morire, per fare spazio alla speranza come leva del cambiamento condiviso”. Riuscirà a fare cultura a Giugliano? «Sicuramente il tempo è limitato. Non ho la pretesa di riuscire in un anno a costruire la cultura della cultura. Giugliano è un florilegio di associazioni e cittadini che hanno voglia di fare e creare. Fino ad og-

gi hanno lavorato bene, ma non c’era una rete di cui potersi servire. Attraverso una sinergia di intenti e azioni, riusciremo insieme a produrre qualcosa di buono. Abbiamo già progettato con le scuole una serie di incontri. Lunedì scorso c’è stata la prima visita guidata al Gram, che coinvolge gli alunni degli istituti superiori di Giugliano e che terminerà il 27 di questo mese. Invece, per i piccoli allievi della scuola primaria e secondaria di primo grado, abbiamo bandito un concorso, “Giugliano in erba, una città per le bambini e i bambini”. Lo scopo è invitarli a scrivere un componimento, o a realizzare un disegno, grazie al quale potranno esprimere liberamente l’idea di città nella quale vorrebbero vivere. Raccoglieremo le loro indicazioni, ci riuniremo con commissione per premiare, il prossimo 26 maggio presso il Primo Circolo Didattico di Piazza Gramsci, i più meritevoli. I loro lavori saranno raccolti in un opuscoletto, che conserveremo e metteremo a disposizione di chi vorrà consultarlo». Il prof. Iacolare prevede che il suo operato sarà inconcludente dicendo: «La Rispo presto si renderà conto che la sua volontà di fare cultura sarà ostacolata dall’ignoranza porcile di coloro i quali detengono il potere come “cosa nostra”, un potere privatistico ove nessuno può entrare, perché gli altri “non devono pensare”». Alcuni descrivono il sindaco come un accentratore, capace di condizionare la sua giunta, conferma? «La sua osservazione sottintende una convinzione, quasi come fossi strumento nelle mani di qualcuno. Sono un mezzo sì, ma di esempio nei fatti, per muovere interesse intorno alla cultura. Non trovo che il sindaco sia un accentratore. Ha sicuramente una visione strategica, riesce a guardare il problema a 360°. È un riferimento per noi, ha una grande capacità di ascolto, riceve tutti, valuta ogni istanza, ma la nostra gestione è totalmente democratica. Ci accordiamo con lui, seguendo in ogni caso la nostra strada».


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Sport & Società

“La corsa unisce”: in strada 840 atleti di BARBARA DONISI

Si torna a correre a Giugliano per la X edizione dedicata al podista giuglianese Giuseppe Iacolare. Ottocentoquaranta gli atleti che, domenica 15 aprile, si sono sfidati

Decima edizione in memoria del podista giuglianese Giuseppe Iacolare. Sul podio tre ragazzi marocchini. Per le donne trionfa Annamaria Vanacore nella gara di corsa veloce su strada di 10 chilometri. L’evento ha coinvolto sportivi di tutte le età e sesso. “La corsa unisce”: così tuona lo slogan della manifestazione pensata dagli organizzatori, dalla società ASD Atletica Giugliano e dall’amministrazione comunale, come un momento di promozione di un’attività agonistica concepita come aggregazione sociale. Prima dell’inizio della competizione il parroco della chiesa di S. Pio X, Tommaso D’Ausilio, ha benedetto i partecipanti, poi la folla commossa ha voluto ricordare Peppe Iacolare e il calciatore Piermario Morsini con un lungo applauso.

Parla la moglie dell’atleta scomparso a 49 anni

«Non giocava a lotto perché si riteneva fortunato»

La signora Elisa coi figli Ciro e Ilaria ospiti d’onore della manifestazione

Giuseppe Iacolare, classe 1956, il 18 aprile avrebbe compiuto 56 anni. Era il 14 gennaio del 2006 quando il campione giuglianese di atletica percorse per l’ultima volta 21 chilometri. Si allenava quotidianamente e quel sabato mattina, come sua abitudine, aveva raggiunto la zona del Lago di Patria. Si preparava per la gara a cui avrebbe partecipato il giorno dopo, e anche in quella occasione ci sarebbero stati i suoi più grandi tifosi a sostenerlo: Elisa, Ciro e Ilaria. Conosceva Elisa dal ‘69, diventata poi la sua consorte. L’amava, così come amava i suoi figli, Ciro, primogenito di 28 anni e Ilaria, di 20. Aveva la passione per lo sport e adorava il suo lavoro. Guardia giurata di professione. Era in servizio la notte tra il 14 e il 15 gennaio. Una telefonata gelò la famiglia durante le prime ore di quella domenica invernale. Il suo cuore aveva smesso di battere. Un infarto o forse un aneurisma. Nessuna autopsia a confermare. Peppe, così come lo chiamavano tutti, era sempre sotto controllo, perché lui correva, era preparato fisicamente. «Pesava 69 chili, si teneva in forma, non fumava, né beveva alcolici, vino, conduceva una vita misurata» - dice Elisa . Una storia quella di Peppe che oggi conosciamo attraverso le parole di sua moglie. «Era un perfezionista, riservato, timido, taciturno. Alle parole e al chiacchiericcio preferiva i fatti. La sua azione era correre ed ha dato prova di essere un grande atleta. Si iscriveva ad ogni campionato podistico. Ha vinto medaglie, trofei, coppe di ogni misura e grandezza. Sempre primo alle gare nazionali, regionali e comunali. Avevo nove anni quando ci siamo incontrati, lui tredici. L’amicizia con gli anni si è trasformata in amore. Era il ’69 e partecipammo ai giochi della gioventù, una iniziativa organizzata dal Prof. Curci, che offriva ai giovanissimi un’alternativa alla strada. Una passione quella sportiva manifestata sin da piccolo e maturata nel tempo. Mio marito era abile nei giochi ginnici. Si esprimeva soprattutto attraverso la maratona. Vinse nel 1973 la sua prima competizione regionale e dopo due anni la seconda alla gara Roma-Ostia. Non aveva nemici ed era stimato da tutti. Ricordo che il 22 gennaio del 2006 durante la gara di Sant’Antonio Abate, oltre mille atleti campani, indossarono, fino al traguardo, una t-shirt sulla quale era stampata la sua foto. Non era competitivo, si misurava solo con se stesso. Ed è questo che lo rendeva forte e gli permetteva di vincere. Ha insegnato a me e ai nostri figli l’amore per lo sport, attraverso l’umiltà e la tenacia. Mi di-

Un folto pubblico a fare il tifo già dallo start d’inizio gara, avvenuto poco dopo le 9, nei pressi della villa comunale, centro operativo dell’equipe. Gli atleti filano veloci sin dal primo giro da 5 chilometri, grazie anche all’assenza di pioggia, aspetto che aveva preoccupato lo staff, più dei corridori. Volano uno dietro l’altro seguono il tracciato di gara, attraversando un percorso a forma di quadrilatero. Corso Campano, via Barracano, Epitaffio, viale dello Scorpione, via Selva, via I° Maggio e poi di nuovo al capolinea. Già dal primo giro fino al traguardo, hanno tenuto il ritmo di gara i marocchini Hamza Sahli, giovane stella del team Laghetto di S. Giovanni a Peduccio e Mourid Morad, podista della Cava Picentini, seguiti da Ismail Adim, Napoli nord Marathon. Il ventunenne Sahli chiude con 30 minuti e 12 secondi. Morad con 19 secondi e terzo posto per Adim. La gara in rosa, invece, è stata diversa. Un testa a testa tra due donne, Annamaria Vanacore e la casertana Alessandra Insogna. Hanno gareggiato molto meglio degli uomini, trionfando la Vanacore

con 30 minuti e 27 secondi. Terzo posto per Loredana Brusciano, Arca Atl. A tenere compagnia ai tifosi la voce di Marco Cascone, speaker e vice-direttore del sito internet podistidoc.it. L’evento sportivo si è concluso con un coro di voci bianche e la consegna dei premi, alla presenza di Mimmo Aprovitola, presidente ASD Atletica Giugliano, di Franco Tesone, principale organizzatore, Angela Rispo, assessore alla pubblica istruzione e dei consiglieri comunali consigliere comunali Alfonso Sequino, pdl, e Francesco Mallardo, Nuovo PSI. In palio per i primi sei vincitori premi da 250 euro fino ai 50 euro, sia per la categoria femminile che maschile, dal sesto in poi, invece, in regalo.

Stracittadina: un vero successo ceva sempre: “Sai perché non gioco a lotto? Perché sono un uomo fortunato, ho te e i nostri ragazzi. Non desidero altro. ” Peppe era anche combattivo. Come presidente dell’Atletica Giugliano si è impegnato affinché si realizzassero le gare Fidal nella sua città. A distanza di cinque anni hanno dedicato in suo onore la IX edizione di “Correre è vita” e quest’anno anche la X. Sarebbe orgoglioso dei risultati che oggi Giugliano ha raggiunto. Il suo sogno era portare qui una stracittadina come quella che si è svolta domenica 15 aprile. Ringrazio gli organizzatori, l’amministrazione comunale, la società ASD Atletica Giugliano che hanno voluto omaggiarlo». «Papà ci protegge e veglia sempre su di noi dice Ilaria - ho questa convinzione. Lo sentiamo vicino in ogni momento. Mio fratello una volta espresse il desiderio di voler tentare di trovare lavoro come dipendente alle Poste. Poco dopo è stato assunto. Al termine della maturità scientifica, invece io ero indecisa sul mio percorso di studi. Non sapevo quale facoltà scegliere. Sentì l’impulso di provare i test di idoneità a Scienze motorie. Lessi la prima domanda e mi commossi. Dovevo rispondere al nome del campione di atletica leggera della maratona alle Olimpiadi di Atene del 2004. Quella vittoria la guardai in tv con papà. Ho pensato che fosse con me in quel momento. Mi stava indicando la strada. Ero la sua principessa. Ho iniziato da piccola a danzare, diplomandomi qualche anno fa in questa disciplina. In famiglia tutti amiamo lo sport. Eravamo coinvolti da papà, quando gareggiava ci portava con sé. Ogni volta mi torna in mente l’immagine di quando lo aspettavamo a bordo strada. Poco prima di giungere al traguardo, ci guardava, si avvicinava, batteva il cinque sulla mia mano… E vinceva». Barbara Donisi

Un successo inatteso quello della stracittadina di quest’anno, che ha soddisfatto Aldo Balbi, Fidal, Domenico Aprovitola pres. dell’Atletica Giugliano, gli organizzatori Franco Tesone e Antonio Fogliano. Nonostante il manto stradale non fosse perfetto, sono stati molti i complimenti da parte degli atleti per il team e il percorso. L’amministrazione comunale aveva programmato interventi per il rifacimento di alcuni tratti di strada, ma le forti precipitazioni avevano impedito agli operai di lavorare. L’opinione condivisa, durante la conferenza stampa di presentazione all’evento, tenuta lo scorso 12 aprile, è stata quella di promuovere la competizione sportiva tra i giovanissimi. Quest’anno si è stati costretti a chiudere le iscrizioni rispetto alla IX edizione di “Correre è vita” e questo è il segno di un grande consenso pubblico. «Rispetto alla scorsa edizione è aumentato vertiginosamente il numero dei partecipanti, più del doppio sono gli atleti in gara – afferma Domenico Aprovitola, pres. ASD Atletica Giugliano – Questo successo è dovuto anche al sostegno dell’amministrazione comunale». «L’amministrazione è stata ben lieta di accogliere questa iniziativa e sostenerla – dice l’assessore Angela Rispo – Lo sport è salute e benessere psico-fisico. Mi piace l’idea che questa sia una gara di aggregazione, senza distinzione di età e sesso. Avvicinare uomini, donne e ragazzi allo sport, attraverso una stracittadina come quella che si è svolta, significa avvicinarli alla loro città, per viverla pienamente con l’entusiasmo e la gioia che solo uno sportivo sa mettere in alcune cose». «Tengo particolarmente alla stracittadina dedicata al nostro amico Peppe Iacolare – dice il consigliere pdl Alfonso Sequino – Non so se molte gare della Provincia di Napoli siano in grado di bloccare le iscrizioni ad ottocento e questo è il segno che tale manifestazione è fortemente sentita nel nostro territorio. L’amministrazione comunale ha l’obbligo di sponsorizzarla. La politica deve pensare anche al futuro e, per il futuro, mi piacerebbe immaginare una gara podistica di 21 km., che inizi dalle colonne di Giugliano ed arrivi fino al Lago di Patria. È una cosa difficilissima da realizzare, ma credo che sia il sogno di tutti gli atleti». Barbara Donisi


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Pensiero libero

Il Lamento di Dio dal paesone di FRANCESCO SAVERIO IACOLARE francescosaverioiaco@libero.it Blog: francesco saverio iacolare

La chiesa degli scandali, della finanza, del potere, una chiesa questa incapace di dialogare con la “Libertà”. A proposito di Libertà, il grande servita, Davide Maria Turoldo ripeteva spesso nelle sue omelie: “Libertà, ecco il vero nome di Dio”

È questo il grido di dolore che il Padre emana, giorno per giorno, dalla periferia del cuore dell’umanità ove, nonostante tutto, continua ad abitare. Egli vaga negli oscuri luoghi di miseria e squallore morale, nei luoghi di corruzione e di indifferenza, nei luoghi di consumismo e di grande povertà, nei luoghi ove è stata dichiarata la Sua morte, nei luoghi di usurai fatti di spregevoli individui affetti dalla peste mafiosa sociale e politica. Nel Suo lungo vagare è arrivato dalle parti del paesone, rimanendo sconvolto nel constatare come terre da paradiso, siano state ridotte a discariche miste tra il sociale, il morale, il politico. Con disperazione si chiede: “Perché i miei figli hanno sporcato il mio Amore?”. Ha cominciato ad interrogare i poveri, i derelitti, gli ammalati, gli ultimi, per cercare di capire le cause di tanti disastri. Questi, unanimemente, hanno risposto: Padre, la Tua chiesa non ha più profeti, i tuoi sacerdoti, come ha ribadito il Papa, sono legati al dio mammona e il loro ruolo è quello di “funzionari di Dio” come recita il famoso libro di Eugen Drewerman. La conseguenza è: l’elemosina ha sostituito la Carità e la libertà evangelica viene tacitata dalla coscienza inquieta di hegeliana memoria. La Tua Parola non ha lo stesso significato se viene detta alla tavola di Epulone, noi non capiamo il vangelo dei ricchi, noi come Te siamo gli ultimi. Molti tuoi sacerdoti siedono da Epulone e pochi sono al fianco di noi ultimi, pertanto il Vangelo è diventato una sorte di educazione civica. Essi sono affetti da sonnolenza mammonica che li ha resi incapaci di esprimere sia amore, che sentimenti. Una volta si potevano

Figlio mio, figlio mio, perché mi hai abbandonato individuare i colori dell’anima attraverso la speranza dell’attuazione del Concilio Vaticano secondo, speranza uccisa dalla lunga crisi vocazionale di coloro che dovevano realizzarlo, ma anche dai poteri curiali che hanno creato una chiesa parallela e più potente di quella di noi ultimi, quella che noi abbiamo sempre rifiutato. La chiesa degli scandali, della finanza, del potere, una chiesa questa incapace di dialogare con la “Libertà”. A proposito di Libertà, il grande servita, Davide Maria Turoldo ripeteva spesso nelle sue omelie: “Libertà, ecco il vero nome di Dio”. Un nome terribile, incomprensibile, terrificante per coloro che hanno scambiato da sempre la loro schiavitù, derivante dalla devianza necrofila di mammona, come unica libertà. Turoldo amava la libertà, come la libertà amava Turoldo, ovvero si lasciava amare da Dio. Vedi Padre, Tu sai bene che questa chiesa non ha mai ama-

훭 I nostri profeti continuano ad illuminarci con la luce dei colori dell’animo, noi continuiamo a credere nella libertà perché Tu Sei la libertà 훯 to profeti come Turoldo, Balducci, Milani, Mazzolari, Tonino Bello e tanti altri, anzi li ha posti tra i cattivi ma loro erano contenti perché dialogavano con Te, con la parola del Vangelo che questa chiesa non conosce. Per questo molti fratelli hanno sporcato il Tuo Amore perché non è stato loro annunciato con la testimonianza dell’azione di Carità, ma solo con la parola dell’ipocrisia del potere. I nostri profeti continuano ad illuminarci con la luce dei colori dell’animo, noi continuiamo a credere nella libertà perché Tu Sei la libertà. A noi liberi cristiani il potere, con la sua paura, non ci appartiene. Il buon Dio interrogava ancora chiedendo se avesse sbagliato e in che cosa. Uno degli interlocutori, guardandosi intorno e rivolgendosi al Padre gli disse. Padre l’amore che ci è stato “raccontato” non è l’Amore che Tu hai dato, quelli hanno interpretato il Tuo Amore, noi cerchiamo di vivere il Tuo Amore. Tu non hai sbagliato perché il Tuo non è stato un grande Amore, né un piccolo Amore, solo Amore, senza aggettivi. Gli aggettivi non possano avere citta-

dinanza nell’Assoluto, questi lo rendono relativo. Non hai sbagliato perché i nostri fratelli infelice hanno inventato gli aggettivi per aggredire l’Assoluto. Ti sei fidato il che non è sbagliare, questi non sono stati in grado di comprendere, cioè prendere con sé l’affido totale. Tu, non essendo né tempo, né storia, ma, Eterno avevi pensato che noi creature potevamo essere avvolti nel mistero del Tuo Amore Eterno. Nel Tuo essere Padre e Madre, in modo antropomorfico perché diversamente non potevi, hai mostrato la Tua debolezza nel momento in cui ci hai scaraventati nell’universo della “Libertà”, senza fornirci gli “strumenti” per amare, ma solo con il desiderio di avere, la dimensione del “dare” ci è ancora sconosciuta. Noi creature siamo fatti di tempo e storia, consapevoli della nostra finitudine, quindi dei nostri limiti, per questo incapaci di amare. Per questo motivo, o libertà, Ti chiediamo di restare nel nostro paesone affinchè, con il Tuo Amore, possano dialogare chiesa e politica insieme a noi popolo di Dio. Purtroppo, la grande povertà morale, dovuta alla falsa libertà, ha confuso molti nostri fratelli facendoli credere immortali. Essi detengono e amministrano la chiesa allo stesso modo dei mercanti, con la differenza che quelli avevano il pudore di stare fuori dal tempio, questi sono entrati nel Tempio spezzando ogni forma di convivenza fraterna e comunitaria. Il Vangelo fa paura perché è scomodo, di conseguenza manca la libertà intesa come coraggio di testimonianza senza condizioni. Un impegno che appartiene a tutti, ma che puntualmente ignoriamo. L’uomo è stato creato per continuare la cooperazione alla creazione, ma molti rifiutano la dimensione del Cireneo per contribuire al compimento del sacrificio di Cristo per la salvezza dell’umanità. Il Padre ascoltava questo “ricco”, ultimo della terra, meravigliandosi di tanta libertà e gli disse: ”Ma allora non tutti i miei figli mi hanno abbandonato, tu sei uno dei tanti che credi nella mia Parola”. Questi rivolgendosi al Padre disse: ”Vedi Padre, Tu sai bene che nel passato i tuoi rappresentanti ci hanno impedito di leggere la Tua Parola, come nel caso di Papa Giulio III° il quale durante il concilio di Trento, nella IVª sessione dell’otto aprile del 1546 diceva: ”…a nessuno venga consentito, né oggi, né in futuro, la lettura, anche solo frammentaria, del Vangelo”. Questi, per secoli ci hanno raccontato la loro

parola, frutto del loro potere, non ci hanno testimoniato la Tua parola, frutto del Tuo amore. Noi siamo gli ultimi perché cerchiamo in Te la libertà, una libertà che non corrisponde al potere della legge degli uomini. Perché siamo ultimi? Noi non accettiamo compromessi così come Tuo figlio, anche egli ultimo, perseguitato, deriso, offeso e messo in croce. Egli è stato glorificato sul Tabor dimostrando come gli ultimi saranno i primi. Noi abbiamo seguito i colori dell’animo e siamo stati spinti a seguire la loro luce seguendo le tracce del Tuo cammino. Noi ultimi vorremmo chiederti di restare nel nostro paesone perché v’è un mondo virtuale con una moltitudine di religioni fai date e, un altro, quello politico ove si pratica un potere che esclude gli ultimi. Tu sai bene che il popolo Tuo è molto più avanti di questi due mondi gestiti da un unico potere, cioè quello dell’egoismo. Essi convivono nella

훭 L’uomo è stato creato per continuare la cooperazione alla creazione, ma molti rifiutano la dimensione del Cireneo per contribuire al compimento del sacrificio di Cristo per la salvezza dell’umanità 훯 totale ipocrisia anche se ogni tanto qualcuno dei tuoi sacerdoti alza la voce, dopo tutto tace. Purtroppo molti fratelli sono stati narcotizzati dal consumismo, dall’ipocrisia, dall’egoismo, dalla differenza tra la Tua parola parlata e quella testimoniata. Ciò ha provocato l’abitudine di comportamenti religiosi che poco hanno a che fare con la Parola del Vangelo. La stessa cosa si è verificato nella politica egoistica che ha permesso di arricchire individui che non avranno mai la dimensione di Persona. Per questi motivi, Padre, resta con noi prima che scenda la notte dell’anima. Fa che tra noi escano dal torpore i tanti cirenei “chiamati” inconsapevolmente a collaborare nell’opera di compimento del Regno. Forse l’inconsapevolezza del Cireneo che ancora abita in noi ci rende schiavi, noi ti chiediamo di renderci consapevoli e amarti chiamandoti per nome “LIBERTÀ.


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Attualità

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QUALIANO / Nel mirino degli inquirenti tre dipendenti comunali

Licenze edilizie, la Procura indaga su presunte irregolarità dell’ufficio tecnico di ANTONIO D’ANGELO

A far scattare l’allarme la denuncia di un comune cittadino La Procura di Napoli sta indagando su presunte irregolarità di alcune pratiche riguardanti l'ufficio tecnico del Comune di Qualiano. Nel mirino degli inquirenti, in seguito ad un sopralluogo effettuato la mattina del 12 aprile, è finito il Settore 10-Edilizia Privata, su cui da alcuni giorni, la Procura sta tenendo diverse verifiche che metterebbero al centro dell’attenzione alcune pratiche edilizie atipiche, per riscontrarne la liceità, conser-

VILLARICCA / Secondo l’opposizione la chiusura di numerose attività commerciali è dovuta proprio alla mancanza di parcheggi

Fermi i lavori per il centro storico e il quartiere Sant’Aniello Il cantiere rischia di diventare oggetto infinito di querelle in aula consiliare

Ancora fermi i lavori a Villaricca per la riqualificazione del centro storico. Il dibattito che rischia di diventare una disputa eterna, oggetto di campagna elettorale prima e questione ricorrente poi, riaccende gli animi e divide sempre più l’amministrazione comunale. Il punto di vista della minoranza è chiaro: secondo l’opposizione la chiusura di numerose attività commerciali è dovuta proprio alla mancanza di parcheggi. Per sopperire a questa mancanza è stata proposta la realizzazione di un'area di sosta in via Micillo, alle spalle del Palazzo Baronale. Secondo Francesco Guarino, il progetto " consentirebbe di aumentare a basso costo i posti auto in centro” evitando così l’impatto ambientale. Di diverso parere è la maggioranza che attraverso le parole del consigliere Castrese Napolano ha affermato: “bisogna far ritornare questo luogo al suo stato naturale di giardino, piuttosto che trasformarlo in un parcheggio". Ma Luigi Sarraci-

no non condivide l’atteggiamento della maggioranza che prima parla di impatto ambientale e poi taglia tutti gli alberi in piazza Maione. Per quanto riguarda il quartiere Sant'Aniello, invece, anche lì la situazione è ancora bloccata. Durante le prime settimane di marzo Raffaele Cacciapuoti, assessore ai lavori pubblici, aveva garantito la ripresa dei lavori sulla spinta dei finanziamenti regionali ed europei. La questione, inoltre, rappresenta un importante rilancio dell’immagine della zona: previsti, infatti, sedici nuovi appartamenti, un cortile, una fontana ed un garage con settantasei posti auto. Secondo l’opposizione lo stato delle cose è fermo per una ragione ben precisa: i lavori sono iniziati prima dell’autorizzazione sismica del genio civile. Per questo motivo, afferma la minoranza, il cantiere è stato chiuso ed ora la ditta di costruzione chiederà i risarcimenti del caso. Infine, la questione del trasporto pubblico scolastico a Villaricca.

La gara d'appalto, aggiudicata con un ribasso minimo dello 0,001% dall'unica ditta partecipante, è apparso come “un affare di famiglia” secondo il consigliere Pdl Francesco Guarino. Questo perché a gestire il trasporto pubblico scolastico sarà un membro della stessa famiglia che gestisce il servizio da quasi venti anni. Precedentemente, il padre si aggiudicò la gara con un ribasso dello 0,002%, mentre oggi il figlio, in collaborazione con altre imprese, ha vinto la gara con un ribasso dello 0,001%. Questo è ciò che si legge dal blog del consigliere pidiellino. Ma secondo l’assessore Molino, l’atteggiamento dei consiglieri di opposizione dovrebbe essere quello di “denunciare eventuali anomalie ed irregolarità a chi di competenza, piuttosto che limitarsi a fare segnalazioni attraverso blog o pagine facebook perché altrimenti tutto si riduce ad un semplice spot elettorale". Giuliano Russo

vate all’interno di cartelle rinvenute presso lo stesso settore, prelevate e spostate in seguito a ragioni di sicurezza, in altra sede sempre all’interno dell’ente di P.zza del Popolo. A far scattare la scintilla è stata la denuncia scaturita da un privato cittadino. Tre gli avvisi di garanzia, che sono stati fatti recapitare ad un dipendente e ad altri due tecnici esterni implicati nel caso che reca l’accusa ai reati di concussione e abuso di ufficio. La vicenda sembra procedere di pari passo con un’altra questione spinosa circa la progettazione del nuovo PUC che sostituirà l’ex piano regolatore, rivelatosi fallimentare alla portata del paese, e che in principio fu il pomo della discordia fra le forze politiche locali. L’episodio, intanto, ha suscitato scalpore tra i cittadini, e cautela da parte della Procura impegnata nel corso di eventuali e nuovi possibili accertamenti, mentre le indagini procedono con massima riservatezza e attraverso una minuziosa ed empirica scrupolosità.


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Attualità

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Il libro

Va tutto bene: il nuovo romanzo di Massimo Cacciapuoti di GIULIANO RUSSO

Va tutto bene. Non la solita risposta alla domanda “Come stai?”, ma il titolo del nuovo libro di Massimo Cacciapuoti. Nato a Giugliano nel 1970, vissuto nel paese d’origine, poi Roma, Calabria e infine di nuovo qui, nel suo paese d’origine. Infermiere prima, studente di Filosofia poi, si è imposto al pubblico con i romanzi Pater Familias (Ca-

È stato presentato nell’auditorium dell’istituto Marconi, dove l’autore era stato studente stelvecchi), diventato film con la regia di Francesco Patierno, L’ubbidienza (Rizzoli), L’abito da sposa (Garzanti), Esco presto la mattina (Garzanti) e Non molto lontano da qui (Garzanti). Nell’auditorium dell’IPIA Guglielmo Marconi di Giugliano, dove anni prima lo scrittore è stato studente, la collaboratrice di Abbì Abbè Valentina Ottavia di Lauro ha moderato l’incontro con lo scrittore campano, con la presenza del dirigente scolastico, ingegnere Francesco De Rosa. Un lunedì pomeriggio ricco di domande, osservazioni, curiosità. Al centro delle tematiche di Cacciapuoti c’è l’uomo e la sua personalissima dimensione emotiva. Il romanzo ha un contenuto del tutto spontaneo: pubblicato senza la supervisione di un editor, è scritto così come concepito dall’autore. Se in una prima fase della sua esperienza si era concentrato sul genere pulp, descrivendo

Evento culturale a Pomigliano d’Arco

la realtà di Napoli, lo scrittore campano nei romanzi successivi ha delineato le trame di un conflitto generazionale tra i suoi personaggi persistente. Molto forte il ruolo interpretato dai personaggi femminili, spesso consapevoli, determinati e risoluti, contrariamente ai protagonisti maschili, in balia degli eventi e aleatoriamente sospesi. La trama non è particolarmente complicata. Marco non ha voglia di fermarsi: è una bella mattina di maggio e corre sulla statale della costiera tirrenica, in Calabria, verso la sua casa di vacanza. Il ragazzo è un pubblicitario e sta lavorando ad un progetto. Ha bisogno di tranquillità per concentrarsi: si è separato da poco con Olga, il più grande amore della sua vita dalla quale ha avuto due figlie. Corre per dimenticare, perché il dolore della separazione gli è diventato insopportabile. Torna in gola tutto il suo passato. I momenti del di-

stacco dalla sua famiglia, le continue assenze. Ad un tratto tutto diventa bianco. Si risveglia la sera in ospedale e non sa neppure come ci è finito. L’infermiera gli dice che l’ha accompagnato una giovane donna che l’ha visto accasciato in mezzo all’erba. Marco potrebbe tornare a casa, ma su quel tratto non ci sono taxi, mezzi pubblici. Rimane la notte in ospedale. Il mattino successivo chiede a Giulia, la ragazza che l’ha accompagnato in ospedale e che è venuta a trovarlo per accertarsi delle sue condizioni di salute, se può accompagnarlo. Lei accetta e inizia per loro una settimana che li porterà in giro per la Calabria alla ricerca di se stessi e del loro passato. Olga e Giulia si confondono nella sua mente, quasi fossero una sola persona. Come andrà a finire? Leggendo “ Va tutto bene” (Barbera Ed., 111 pp. 13 euro) si potrà rispondere a questa domanda.

Intervista alla docente che ha organizzato l’evento

«Pater familias è stato girato qua» Le Fiabe a colori di Lavinio Sceral a Rosanna Scialò, docente di diritto presso l’Istituto IPIA “G. Marconi” di Giugliano, nonché promotrice dell’evenall’XI Rassegna triennale del Libro per Ragazzi Intervista to “Parole e voci della Nostra Terra - La scuola incontra l’autore”

Si inaugura a Pomigliano d’Arco, alle ore 18 di sabato 21 aprile 2012, presso il Centro Giorgio La Pira di Via Terracciano, l’XI edizione della Rassegna triennale del Libro per ragazzi denominata ‘‘Assenze di Campo’’. L’indomani, alla stessa ora, si terrà l’incontro-dibattito sul tema ‘‘Il futuro del Paese nel cuore dei giovani’’, dove si confronteranno i giovani delle diverse molteplici realtà culturali della città. La Rassegna è dedicata al ‘‘comunicare’’, alle sue possibilità e difficoltà: un tema attualissimo e che si fonda sulla constatazione che «galleggiamo - si legge nel programma - su una società liquida, dove tutto scivola sulla nostra pelle, dove è problematico incontrarsi, dove un ‘‘io’’ smisurato inquina e falsifica i rapporti con gli altri. Un deficit di comunicazione ad ogni livello, da quello interpersonale a quello intergenerazionale, che va colmato con la ricerca costante nel migliorare i modi e i tempi del comunicare, con un riposizionamento culturale e personale che elimini le assenze di campo e ci consenta di ripristinare ‘‘il collegamento’’». Questa Rassegna triennale del libro per ragazzi è particolarmente importante, perché non si riduce ad essere un appuntamento occasionale di qualche giorno. Infatti, fino a giugno, e poi da settembre a dicembre, si susseguiranno percorsi di lettura e confronto che coinvolgeranno esperti, scrittori, docenti e soprattutto ragazzi, e riguarderanno diverse tematiche, ovvero: - la storia, come memoria del passato, in particolare la storia raccontata ai ragazzi; - il rapporto tra reale e immaginario tradotto nelle ispirazioni e nelle suggestioni reciproche tra cinema e letteratura; - i nuovi modelli e le nuove tecnologie di comunicazione, con il loro inevitabile  confronto generazionale; - la comunicazione delle storie illustrate;

- l’amore per l’avventura, carattere distintivo  della letteratura per ragazzi di ogni epoca; - la vita, i modelli culturali, i disagi e le opportunità dei ragazzi delle periferie fisiche e culturali; - la crisi come momento di riflessione e di rinascita; - il mondo editoriale e le riviste per l’infanzia e l’adolescenza. Questo straordinario evento culturale, promosso dal Centro Giorgio La Pira e dalla Biblioteca dei Ragazzi ‘‘I Care’’, è organizzato con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Pomigliano d’Arco, avvalendosi della collaborazione del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile, del Centro Giovanile Salesiano, della Fondazione Pomigliano Infanzia, dell’Ufficio della Diocesi di Nola per il Progetto Culturale CEI e dell’Associazione ‘‘Il Tutto nel Frammento’’. Nell’ambito della tematica ‘‘La comunicazione delle storie illustrate’’, segnaliamo la presenza dell’artista scenografo Lavinio Sceral, che vi terrà esposte le sue tavole originali realizzate per illustrare le cinquanta fiabe di ‘‘Lo cunto de li cunti’’, che abbiamo già avuto modo di ammirare a Giugliano, due anni fa, nella mostra allestita presso l’Istituto dei Fratelli Maristi in occasione della terza edizione del Progetto ‘‘Giugliano la Città della Fiaba’’. Le cinquanta tavole si ritrovano come illustrazioni (purtroppo in tonalità di grigio) delle Fiabe del Basile ridotte in lingua italiana, da Emmanuele Coppola, per i ragazzi delle Scuole Medie ed Elementari. Il libro è stato pubblicato nell’ottobre 2007 da AbbìAbbè Edizioni. Lavinio Sceral è affascinato dall’ispirazione fiabesca che gli deriva dall’approcccio culturale che ha avuto già da molti anni con Giovan Battista Basile, avendo curato anche la scenografia della terza edizione del Progetto Basile a Giugliano, già nel 1998. Carla Pacilio

Prof.ssa, come ha conosciuto Massimo Cacciapuoti? «Ho saputo di Massimo Cacciapuoti in occasione delle riprese del film “Pater Familias”. Allora, attraverso amici comuni, venni contattata dal regista del film, Francesco Patierno, per la realizzazione, all'interno della scuola, di alcune riprese degli alunni, con lo scopo di scegliere gli attori protagonisti. Assistetti così alla Prima del film (Mostra d'Oltremare, 2003), alla presentazione che si tenne a Giugliano(Sala teatro 1^ Circolo Didattico) e da lì ho continuato a seguirlo, fino alle sue ultime produzioni.» Cosa la colpisce, particolarmente, dei suoi libri? «Mi piace l'immediatezza del linguaggio, la semplicità e l'umanità dei personaggi: veri, fragili, complessi, spesso inadeguati e irrisolti rispetto alla vita e ai sentimenti.» Cosa significa, per gli alunni dell’istituto, l’incontro con un autore ormai affermato che in passato ha frequentato la loro stessa scuola? «Beh! Questa è stata la molla principale che mi ha spinto ad invitare Massimo a scuola. I nostri alunni hanno bisogno di modelli positivi, forse più di altri adolescenti. Ho ritenuto, quindi, estremamente calzante proporre loro Questo Autore, che ha ricevuto la medesima formazione culturale e che ha "sfondato", pur con tutte le difficoltà del caso, unicamente grazie ai meriti e alle capacità che noi tutti Gli riconosciamo, io in primis.» Quali aggettivi userebbe per definire l’ultimo romanzo di Cacciapuoti, “Va tutto bene”? «Selvaggio, romantico, forte.» Valentina Ottavia Di Lauro

Venerdì 20 Aprile 2012 alle ore 11:30-13:00 presso la Sala Conferenze del Comune di Giugliano si è tenuta la presentazione dei

KIT CREAIMPRESA

per progettare 85 nuove attività e del programma di MICROCREDITO rivolto ai GIOVANI che vogliono mettersi in proprio per realizzare o sviluppare attività di lavoro autonomo.

Erano presenti: il caporedattore de “Il DENARO” dott. Enzo Agliardi, il direttore generale di “FINETICA” dott. Nello Tuorto e l’assessore al Welfare del COMUNE di GIUGLIANO prof. Mario Delfino.


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Scuola

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Sicurezza stradale

Studenti provetti piloti nelle postazioni in cortile di TONIA LIMATOLA

In 250 al Galvani si sono cimentati con diversi livelli di difficoltà, anche per capire cosa succede a chi guida sotto l’effetto di alcol e droga Test e simulazioni, ecco cosa succede a chi guida sotto l’effetto di alcol e droga. Lo hanno appreso dal vero i 250 studenti di quarta e quinta, dell’Iti Galvani, che lunedì scorso hanno partecipato alla campagna promossa da Ania, Provincia e Arma dei carabinieri. L’iniziativa ha messo in campo test pratici e simulazioni di guida all’interno di un mezzo attrezzato con sei postazioni. L’iniziativa è stata accolta nell’ambito del progetto della Legalità dell’istituto, diretto da Giuseppe Pezza, che ha portato nei mesi scorsi nell’aula magna il magistrato Cantone e che è andato con le lezioni degli agenti di polizia stradale. Parcheggiato il mezzo mobile nel cortile di via Marche-

Progetti culturali

Giovani alla scoperta dell’Aeronautica

Lo scorso lunedì 40 allievi del De Carlo hanno visitato la base militare di Licola

Al via il nuovo progetto culturale, accordato tra il sindaco Giovanni Pianese, Angela Rispo, assessore alla pubblica istruzione e pari opportunità, il Ten. Col. Sergio Cannas che, fino al 27 Aprile, offre la possibilità a duecentocinquanta studenti degli istituti superiori di Giugliano di visitare, gratuitamente, il 22° Gruppo Radar dell’aeronautica di Licola. Il viaggio all’interno della base militare è iniziato lo scorso lunedì con quaranta allievi del liceo scientifico A. M. De Carlo. I liceali del quinto anno hanno raggiunto, con due bus disposti dal comandante del 22° GRAM, la sede operativa, accompagnati dai propri docenti, Francesco Cuozzo prof. di storia e filosofia e Giovanni Rascato, di religione. Un briefing d’inizio, dove ragazzi ed organizzatori, hanno ricevuto doni da parte del Tenente Cannes, il quale teneva all’idea che la base strategica per la difesa militare aerea, diventasse nota alle nuove generazioni del territorio. È stato un percorso nel cuore dell’aeronautica. Due giovani ufficiali hanno guidato gli studenti prima nella sala computer e in quella operativa, poi nel sistema radar ed infine, hanno mostrato le attività del personale, che lavora ventiquattro ore al giorno. Una esplorazione entusiasmante per tutti i presenti. Commenti positivi da parte dei professori, del sindaco, del comandante della municipale Antonio Baldi. «È stata una esperienza significativa - dice l’assessore Angela Rispo - È come avessimo uno scudo invisibile di protezione e ci si rende conto dell’incessante lavoro di controllo e difesa che svolgono i nostri militari. Bella anche la conclusione con il buffet che i ragazzi hanno molto apprezzato». «Provo a tirare le somme di una delle giornate più suggestive che potessi vivere - dice Marco Ortica, Vª E - Sono stato colpito dalla passione di chi, con grande sacrificio, lavora all’interno della base militare. La si leggeva sui volti. Le parole della nostra accompagnatrice, una giovane donna ufficiale, sono state per noi testimonianza di uno stile di vita diverso da quello comune. Sono stati gentili a rispondere alle nostre curiosità. Per permetterci la comprensione hanno usato un linguaggio sempli-

sella, i ragazzi sono diventati dei provetti piloti, cimentandosi con vari ostacoli e diversi livelli di difficoltà. Con questa preparazione, poi, potranno registrasi al sito dell’Ania e proseguire la formazione online. I trecento più bravi, selezionati tra le diverse scuole del napoletano in gara, riceveranno un premio: andranno a seguire un corso di guida sicura, con tanto di attestato, a Misano Adriatico assieme a dei piloti esperti. Intanto, ieri, dalle 9 alle 15, gli studenti hanno verificato quali sono i rischi alla guida. “I ragazzi hanno indossato degli occhiali deformanti che simulano l’effetto sulla visione dello stato di alterazione dall’alcol spiega Giorgio Maresca, Ania Poi, a gruppi sono stati ospitati sul truck, con sei postazioni per cimentarsi con prove di guida”. In pratica, gli occhiali mostrano ai giovani l’impatto sulla loro lucidità degli alcolici. Come gadget un etilometro e una t-shirt con la scritta “Brindo con prudenza”.

Al progetto di legalità, coordinato dalla docente, Caterina Maisto, ieri hanno preso parte nella qualità di esperti il capitano Carmine Baruffo, del nucleo radiomobile di Napoli, e il vicecomandante della polizia municipale di Giugliano, Carmine Petraio. Poi, sono state fatte dimostrazioni con etilometro e rivelatore d'uso di stupefacenti da carabinieri dei nuclei radiomobili di Napoli e Giugliano. Nel progetto sono coinvolte altre scuole. Oggi il progetto coinvolgerà gli studenti del Moscati di Sant’Antimo, per poi proseguire nelle scuole di Pomigliano, Afragola, Volla, Portici, Torre del Greco, Castellammare di Stabia e Sorrento. L'iniziativa si inserisce tra quelle previste dal Protocollo d’Intesa siglato a dicembre 2010 tra la Provincia di Napoli e la Fondazione ANIA, la Onlus delle compagnie di assicurazione nata per contribuire a ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali.

Educazione ambientale

“Differenziati... Differenziando”, tre giorni per sensibilizzare i giovani Primo evento il 21 aprile, concerto il 27 e chiusura il 18 maggio. È un progetto dell’assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Pari Opportunità, in collaborazione con Ufficio Ambiente, Senesi, Italia Ricicla, SOSRifiuti, Garby e con le scuole di Giugliano ce, mostrandoci anche delle slide per ogni argomento. Hanno mantenuto sempre quel rigore richiesto dall’uniforme, ma disponibili a spiegare l’efficacia del proprio lavoro. Siamo stati nella sala di controllo mentre effettuavano una simulazione di dirottamento ed attentato alle torri gemelle. Era una simulazione, ma nell'aria si respirava tensione». «Passione, sacrificio e dedizione è ciò che accomuna i militari che abbiamo conosciuto – dice Federica Cioffo della Vª C - Il ricordo che porto di questa esperienza è straordinario. Non mi aspettavo che nel nostro territorio ci fosse una realtà del genere. È stata una piacevole scoperta conoscere le attività che si svolgono all’interno della base di Licola, così come è stato interessante capire il fervore di chi svolge un ruolo di protezione e sicurezza. Mi è dispiaciuto che solo quaranta di noi abbiano avuto la possibilità di visitare il 22° GRAM. Siamo stati scelti in base al voto in condotta del primo quadrimestre. È una realtà locale che pochi conoscono e quindi sarebbe stato meglio offrire a tutti». «Questa è una delle poche cose buone che credo il Comune di Giugliano abbia organizzato in collaborazione con le forze armate - dice il rappresentante di istituto Marco Cirillo della Vª F - Conoscere cosa fanno i nostri militari è interessante, soprattutto per coloro che vorranno intraprendere un percorso del genere. Non ero tra i quaranta compagni di scuola che hanno visitato la base, ma spero che ci saranno ulteriori eventi per noi giovani studenti». Barbara Donisi

Un insieme di idee che tende alla sensibilizzazione ed al raggiungimento di un unico obiettivo: incentivare ad una più corretta raccolta differenziata. “Differenziati... Differenziando” è lo slogan del Comune. “Questo progetto, con l’aiuto dei giovani che saranno la linfa del futuro, intende attivare percorsi di sensibilizzazione, promozione e cura dell’ambiente e delle sue risorse, cercando di sviluppare al massimo atteggiamenti di responsabilità e consapevolezza. Gli studenti vivranno, nelle giornate dedicate, momenti pratici, approfondendo direttamente le conoscenza delle materie prime e della loro importanza. Inoltre, il loro coinvolgimento attivo permetterà di dare vita ad un percorso originale di educazione ambientale, condiviso con gli esperti, avvicinando le giovanissime generazioni al tema, in maniera positiva”, dice l’assessore Angela Rispo. Ecco il calendario degli appuntamenti. Il 21 aprile, alle ore 10, presso l’I.T.I.S. Galvani di Giugliano, riflessione sulla giornata di sensibilizzazione con conferimento dei materiali elettrici ed informatici. Il 27 aprile, alle ore 10, presso il Primo Circolo Didattico di Giugliano dove i bambini di scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado della Città, conferiscono carta e plastica per poi seguirne le successive fasi di riciclaggio. Mentre il 4 maggio alle ore 10 presso il Quarto Circolo Didattico di Giugliano sarà la volta dei bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado della fascia costiera della città. Si chiude il 18 maggio presso l’I.T.I.S. Galvani di Giugliano conclusione del progetto ambientale a cura di tutti gli studenti con proiezione di un filmato su tema prodotto dagli studenti del Galvani. Maria Antonietta D’Ausilio


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Attualità

N. 9 del 21 Aprile 2012

Oggi il Redditometro è diventato lo strumento riservato solo a pochi

Il nuovo strumento per misurare il reddito: “il Poverometro” di LELLO PIANESE pianeseraf@libero.it

Il “Poverometro”, piccola invenzione, senza brevetto, di questa testata per poter dare un’idea di ciò che ci accingeremo a subire, anche se qualcuno vuole farci credere che siamo già in piena recessione e di contro, in piena stangata. Ma non è così, anzi il “bello” deve ancora venire. Vuoi sapere come? • Tutti i carburanti sono aumentati in modo spaventoso non per colpa della materia prima, ma per le accise che continuano a moltiplicarsi; e inoltre, il governo si è premunito di avvisarci che da subito, i comuni potranno introdurre una nuova accisa di 5 centesimi in caso di calamità.

Dopo i rincari di luce e carburanti, arrivano le stangate sulla casa e l’aumento dell’aliquota dell’Iva • Entro il 16 giugno prossimo si dovrà pagare la prima rata dell’IMU sulle prime e seconde case. La seconda rata entro il 16 settembre e la terza entro il 16 dicembre a conguaglio in base all’aliquota che il comune di residenza decide. Sulla prima casa si dovrà versare un primo e un secondo acconto sulla base minima del 4‰, sulla seconda casa il 7,6‰, che potranno arrivare fino al 6‰ per la prima casa e fino al 10,50‰ per la seconda. Il guaio però non finisce con la sola IMU, ma bisogna tener conto della nuova rivalutazione degli estimi catastali; ovvero, bisogna aggiungere un 50-60% di valore aggiunto, di conseguenza, chi con la vecchia l’ICI su di una prima casa di 120 mq, tassata al 4‰, pagava l’importo di circa 300 € , ora con l’IMU pagherebbe circa 800 € . • Dal 1° settembre l’IVA passerà dal 21 al 23%. Sembra una cosa irrisoria, invece no! Perché se su ogni prodotto che acquistiamo si applica tale percentuale, alla fine tutto ricadrà sulla nostra pelle. Immaginate poi come sguazzeranno gli speculatori; sicuramente i

Servizi per chi cerca lavoro nella sede di corso Campano

due punti di IVA li arrotonderanno a 5 o a 10 punti, dipende dal valore del prodotto. Addirittura, prima ancora di entrare nel previsto “settembre oscuro”, alcuni grandi disonesti distributori stanno già aumentando i prezzi per poi vendersi l’immagine futura fingendo di non aumentare. • Dal 1° maggio il gas subirà un aumento del 1,8% e l’energia elettrica del 9,8. Nel frattempo, i servizi, tra cui trasporti, pedaggio autostradale, bollo documenti anagrafici, addizionale regionale e comunale sono già aumentati e di conseguenza il potere d’acquisto dei nostri soldi è diminuito di 6 punti. Intanto i denari a fiume, che foraggiano la cosa pubblica, tra cui i partiti, sono diventati orticelli privati da investire e utilizzare in modo personale e ad ufo alla faccia di chi non può mangiare. Le auto blu continuano a circolare senza vergogna anche a scopi privati, gli stipendi dei parlamentari continuano ad arricchirli, il loro numero, inutilmente, continua ad essere 945, i privilegi non sono stati ancora toccati, le provincie continuano ad

esistere, gli incarichi a consulenti esterni agli Enti pubblici continuano a favorire i soliti privilegiati, le banche, su placet del governo, una volta arraffato il malloppo dalla BCE, continuano a non mollare l’osso nei confronti dei poveri piccoli imprenditori ecc. e noi continuiamo a sacrificarci fino al dissanguamento e a volte al suicidio. Ma questa sorta di “purificatori a-bbuffoni”, venuti dalle caste e sopravvissuti alle intemperie del tempo, come fanno a perdere raziocinio e sintesi allo stesso tempo; come fanno a non accorgersi che i salassi producono solo povertà e come fanno a non accorgersi che nel giro di tre mesi il 50% della popolazione ha rinunciato a tutto limitandosi solo a cibarsi per sopravvivere. Ma dove stanno i tagli alla spesa pubblica? Dice bene Beppe Grillo: “Mandiamoli tutti a casa, ma prima giudichiamoli in un tribunale del popolo e condanniamoli a restituirci ciò che hanno e continuano a rubarci, dopo di che, li facciamo lavorare nel sociale con un mini-mo vitalizio, e per evitare il peg-gio, non dovranno nemmeno lamentarsi”.

In piazza il 21 e 22 aprile

Lo sportello “Informagiovani” incontra le scuole “Fiori d’Azzurro” in Piazza Municipio Informazioni aggiornate, affidabili e pluralistiche per le nuove generazioni

Le attività dello sportello “Informagiovani” di Giugliano, nell’ultimo mese, oltre il lavoro di back-office e frontoffice di routine, si sono incentrate nella programmazione ed organizzazione di incontri con rappresentanze di studenti delle classi quinte, dei licei e degli istituti superiori della città, al fine di presentare i servizi offerti ai giovani ed illustrare il sito internet dello sportello (www.informagiovanigiugliano.it), motore principale di consultazione, ricerca ed informazione. Lo sportello “Informagiovani” di Giugliano, fortemente voluto dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Giugliano, il Prof. Mario Delfino, e dalla Dirigente, Dott.ssa Rosa Ariano, vuole soddisfare uno dei bisogni più importanti dei giovani, quello di possedere una conoscenza piena, esauriente ed articolata delle possibilità offerte dai vari enti e/o istituzioni con i quali avviare rapporti di interazione, al fine di sapersi districare ed orientare nella ragnatela delle informazioni che, spesso, non essendo opportunamente raccolte e trattate, rischiano di disperdersi e di non risultare utili. Fondamentale, dunque, per l’Assessorato alle Politiche Sociali, la presenza sul nostro territorio di un luogo, efficiente e dinamico, che possa costituire un punto di riferimento strutturale e relazionale significativo, in un’ottica di prevenzione del disagio giovanile.

Tutti i servizi forniti dallo sportello “Informagiovani” sono rivolti prevalentemente ai giovani cittadini di età compresa fra i 14 e i 32 anni; questa fascia di età non è, in ogni caso, limitativa e può accedere alle informazioni qualsiasi cittadino interessato. I principali servizi offerti riguardano le seguenti aree tematiche: scuola/università, lavoro in Italia e all’estero, cultura e spettacolo, società e tempo libero. I giovani possono usufruire di un servizio gratuito di accoglienza, informazione ed orientamento formativo o lavorativo, sostenendo colloqui individuali e/o di gruppo con le operatrici dello sportello, possono avere assistenza per la compilazione di curriculum vitae e relativa lettera di presentazione, nonché per la compilazione di domande di ammissione a concorsi pubblici e privati e possono usufruire di postazioni internet gratuite. Lo sportello “Informagiovani”, sito in Corso Campano 329, è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 9.30/12.30 e dalle 16.30/19.30. Roberta Marano

Scegliere il fiore di Telefono Azzurro per aiutare bambini e adolescenti in difficoltà

Per il secondo anno consecutivo, la Pro Loco Città di Giugliano scende in piazza con la campagna nazionale “Fiori d’Azzurro” - organizzata dall’Associazione Telefono Azzurro - e quest’anno in collaborazione con lo sportello “Informagiovani” di Giugliano. Oggi e domani (21 e 22 Aprile), in Piazza Municipio, volontari ed operatori dello sportello illustreranno i tanti progetti e le numerose attività che, quotidianamente, Telefono Azzurro favorisce e supporta per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, all’interno di scuole, istituti penitenziari e ogni qualvolta un minore chiede aiuto. Inoltre, donando un’offerta, sarà possibile ricevere, oltre il materiale informativo, palloncini e gadget, la calancola, una piccola pianta semigrassa e multicolore, originaria del Madagascar, quest’anno appunto simbolo della campagna nazionale. Con un semplice gesto, dunque, si può contribuire alle molteplici attività dell’Associazione, si possono sostenere concretamente le linee di ascolto e di intervento e le attività dei centri territoriali. Bambini scomparsi, maltrattamenti, bullismo e cyberbullismo, pericoli legati alle nuove tecnologie, comportamenti a rischio nell’adolescenza: dal 1987 Telefono Azzurro continua a dar voce al disagio di bambini e adolescenti non solo attraverso le quattro linee telefoniche di ascolto e di emergenza – ma anche con laboratori ospitati presso i numerosi centri territoriali dell’Associazione e attraverso progetti e servizi per l’infanzia negli istituti penitenziari dove sono ospitati i figli di detenute madri. L’attività principale dell’associazione è l’ascolto, a partire dal quale è stato articolato un modello di risposta che prevede l’intervento a tutela dei minori, anche in condizioni di emergenza. Oggi Telefono Azzurro gestisce quattro linee telefoniche: 1.96.96 (linea gratuita per bambini e adolescenti); 199 15 15 15 (linea ascolto per adulti); 114 (emergenza infanzia); 116.000 (linea per bambini e adolescenti scomparsi). Il Centro Nazionale di Ascolto è il cuore dell’attività di Telefono Azzurro e rappresenta un osservatorio privilegiato delle dinamiche e delle problematiche che investono l’infanzia e l’adolescenza in Italia. Roberta Marano


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Attualità

Un concittadino ci guarda da lontano e cerca di capire quello che succede a Giugliano

Il Progetto Basile naviga in cattive acque Il Parco Commerciale Auchan si è tirato indietro di GIOVANNI GUARINO

Seguo con interesse da diversi anni, come credo facciano molti nostri concittadini, la tormentata questione di Giovan Battista Basile, che ormai non si riferisce più alla controversia sul luogo della sua nascita, da quando il dott. Emmanuele Coppola, mortificando le pretese di Napoli e Parete, ci ha fermamente rassicurati che il grande autore di ‘‘Lo cunto de li cunti’’ nacque a Giugliano nel 1566. Ebbi modo di leggere quel saggio sul Basile, che il Direttore della Biblioteca ha pubblicato circa trent’anni fa, ed ho poi seguito le tante manifestazioni culturali che ne avrebbero dovuto esaltare ancor più il nome e la memoria, certamente a beneficio della città di Giugliano, che può così vantarsi di qualcosa di concreto, e non più delle mele annurche e del suo terzo posto nella classifica dei luoghi più sovraffollati della regione Campania. La ‘‘tormentata questione’’ di Giovan Battista Basile a mio parere non è altro che la nostra incapacità di renderci veramente orgogliosi di averlo avuto come nostro concittadino, essendo conosciuto studiato e tradotto in tutto il mondo come autore della più bella e corposa raccolta di Fiabe. Seguendo le affannose manifestazioni culturali che i soliti pochi e benemeriti volenterosi hanno cercato di organizzare nel migliore dei

Orari dal Lunedì al Venerdì

LUNEDÌ MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ

dalle dalle dalle dalle dalle

10:00 10:00 10:00 16:00 09:30

alle alle alle alle alle

12:00 e dalle 15:30 alle 18:30 12:00 12:00 19:00 12:30 e dalle 17:00 alle 19:00

Gli organizzatori assicurano che si andrà avanti ma non possono dire ancora con quali e quanti soldi modi negli ultimi quindici anni, sempre nel nome di Giovan Battista Basile, mi sono reso conto che noi non abbiamo idea di che cosa sia un progetto culturale a servizio di una città, che riesca cioè ad esaltarla al di là dei suoi confini territoriali. Ma probabilmente noi non abbiamo idea di che cosa sia la Cultura, se fino ad ora ci siamo lasciati sfuggire questa grandissima opportunità. Ma dico io, ce la siamo lasciata sfuggire oppure non ce ne siamo mai accorti? Ricordo che si sono fatte tre o quattro edizioni nazionali del Premio Basile, se non sbaglio al tempo di quando era sindaco Giacomo Gerlini. Poi più o meno non si è fatto più niente, se non un occasionale sperpero di denaro, quattro o cinque anni fa, e che fu veramente imponente se si ricorda che allora furono spesi circa centomila euro senza lasciare una minima traccia di operazione culturale. Addirittura mi pare che si dissociarono quelli che si erano sempre veramente occupati del Basile quando non c’erano i soldi. Lo lessi sui giornali, ma non ricordo di preciso per quale motivo. Del Progetto Basile o delle sue diverse interpretazioni negli ultimi quattro o cinque anni se ne sono occupati gli operatori di alcune associazioni culturali, che sono riusciti a barcamenarsi in tante ovvie difficoltà con il patrocinio del Comune di Giugliano e con il sostegno determinante del Parco Commerciale Auchan. Si è però trattato sempre di un progetto costruito sulle basi di una scarsa attenzione politica, evidentemente con pochi soldi, con i quali gli organizzatori a mio parere sono riusciti a salvare soltanto la faccia in presenza di un fallimento che se ne stava sempre lì, nascosto dietro la porta. Diciamo allora che queste attività culturali sono state tirate coi denti giusto per tenere accesa la speranza che l’anno successivo si sarebbe potuto fare di più continuando a bussare alle porte del Comune e Parco commerciale Auchan. In sostanza si è fatto molto, per quello che si poteva fare; ma non si è fatto quasi niente di quello che si sarebbe dovuto fare giocando sul nome di Giovan Battista Basile. Gli organizzatori si sono dati molto da fare in questi ultimi anni

puntando da principio sui bambini delle scuole elementari e facendo soprattutto numero in tutte le loro manifestazioni di piazza, ovviamente sostenuti sempre sia dal Comune che dal Parco Commerciale Auchan. Per dare comunque una buona impronta culturale a queste ridotte manifestazioni scolastiche i responsabili dell’Associazione N’Azione Napoletana si sono giocate le carte buone di alcuni collaboratori considerati da sempre come validi conoscitori del Basile, in particolare il Direttore della Biblioteca comunale Emmanuele Coppola e l’attrice Teresa Barretta, che avevano gestito quelle lontane edizioni nazionali del Premio Basile. Ricordo poi che due anni fa si è cercato di fare un bel salto di qualità con il gemellaggio tra Giovan Battista Basile e Gianni Rodari, tenendo un corso di formazione sulla fiaba aperto ad oltre cento insegnanti nell’Auditorium dei Fratelli Maristi, facendo intervenire come regista e attore il prof. Ettore Massarese dell’Università di Napoli ed allestendo un bella mostra con le tavole dell’artista e scenografo Lavinio Sceral. Tutto questo lo riuscirono a fare con il contributo del Comune e di Auchan. L’anno scorso gli organizzatori tentarono una virata sostanziale con il Progetto Teatro Cultura e Scuola, coinvolgendo i ragazzi delle Scuole Medie nella rappresentazione delle fiabe del Basile, e si fece una grande manifestazione finale nel giardino del Convento francescano con l’intervento di tante autorità locali e con il sindaco Giovanni Pianese che accolse le ragazze e i ragazzi venuti da Zungoli, in provincia di Avellino, accompagnati dal loro dirigente scolastico, dai docenti e dal sindaco Armando Zevola. Dopo un mese i ragazzi e le ragazze del laboratorio teatrale della Scuola Media Impastato furono ospitati a Zungoli per confermare il Gemellaggio culturale che era stato costituito con la città di Giugliano. Per realizzare tutte queste manifestazioni gli organizzatori dovettero fare i conti con il solo sostegno del Parco Commerciale Auchan. Dicono che il Comune si era impegnato a dare il contributo promesso ma che poi non si sono riu-

sciti a trovare i soldi, col risultato che i collaboratori alla fine avevano lavorato gratis. Mi sono informato su quello che si riuscì a fare l’anno scorso, perché mi è stato detto che quest’anno all’ultimo momento sono quasi saltate tutte le attività programmate, e questa volta per il fatto che a venir meno all’ultimo momento è stato il Parco Commerciale Auchan. Personalmente non riesco a capire come possa succedere una cosa del genere, che uno sponsor così bene rappresentato negli ultimi quattro anni all’improvviso decide di mollare tutti e di fare affogare un Progetto culturale che ha contribuito certamente a qualificare la sua presenza sul territorio come operatore culturale e non semplicemente come un’azienda di affari commerciali. Io credo che il bilancio sulle questioni culturali non si dovrebbe fare contando soltanto i soldi da spendere o da non spendere, ma sulla dignità delle scelte che si dovrebbero privilegiare. Questo lo dico riferendomi al caso eclatante del Parco Commerciale Auchan, ma lo penso anche riferendomi al Comune di Giugliano, se è vero che non riesce a trovare un po’ di denaro utile per riscattare la vergogna di una città che per tanti e troppi anni ha trascurato Giovan Battista Basile, cioè l’unica cosa di cui sarebbe dovuta andare fiera. Mi hanno detto che il Progetto Giugliano Città della Fiaba quest’anno andrà comunque avanti e che gli organizzatori stanno facendo i salti mortali per cercare di fare qualcosa. Dicono che faranno delle trasmissioni televisive a Tele Club Italia con delle sfide sulle fiabe tra i ragazzi e le ragazze delle Scuole Medie. Dicono che ospiteranno i ragazzi e le ragazze di Zungoli per la festa di Pentecoste e che la manifestazione finale si farà nel Chiostro del Convento francescano con delle rappresentazioni teatrali. Dicono che poi i nostri studenti andranno a rappresentare la loro Fiaba a Zungoli. Questo ed altro dicono gli organizzatori, e probabilmente lo dicono per farsi coraggio. Ma io non saprei dire come andrà a finire, visto che tutti sanno che senza soldi non si cantano messe.


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Attualità

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Eventi & Tradizione

Tammurriata, torna in piazza Annunziata di SERENA LI CALZI

Nel difficile momento culturale che l’Italia sta vivendo, il valore delle nostre origini ed il recupero della tradizione è diventato un aspetto fondamentale del nostro territorio. La ricerca del passato e renderlo ancora vivo, unisce la cultura locale generando un sentimento di aggregazione in via di

Il 21 i carri allegorici stazioneranno lungo corso Campano dalle 17 per poi dare il via alle danze tipiche estinzione. Ecco perché Giugliano, in occasione del Martedì in Albis, riprende la sua tradizione che si esprime al massimo nella così detta “Tammurriata Giuglianese”, legata alla festa rituale che si svolge il primo lunedì dopo Pasqua a Sant' Anastasia presso il Santuario dedicato alla Madonna dell'Arco. La Tammurriata Giuglianese presenta alcune particolarità legate sia alla musica che alla danza. A primo impatto risulta essere di grande spettacolarità per chi la osserva. È diventata una danza di folklore molto apprezzata indistintamente da diverse generazioni, per il suo peculiare fascino ipnotico e oggetto di studio dagli appassionati della cultura popolare che negli ultimi tempi interessa soprattutto un pubblico giovane. Il termine

“Tammurriata” viene da “tammurro” o ” tammorra” l'antico tamburo a cornice autoctono che da secoli accompagna la voce del popolo campano, per devozione o per esprimere i canti del disagio sociale. La tammorra consta di una cornice circolare, sulla quale viene applicata una pelle solitamente di capra, e dei cembali di latta adattati alla cornice. Attraverso un'attenta visione dei reperti iconografici, la tammorra riporta ad origini antichissime e precristiane ed era uno strumento presente in diverse regioni del Mediterraneo, suonato per propiziare raccolti fecondi ed auspicare continuità nei passaggi stagionali. A Giugliano l'espressione “Tammurriata” può essere sostituita con “Siscarata” poiché oltre alla tam-

Dal festival di Recanati nel ’93 ad oggi

Martedì 17 Aprile 2012, Caserta ha ospitato un grande artista di fama internazionale: Gianmaria Testa

In occasione della rassegna “Luoghi Musicali” che si sta svolgendo al Black Cat di Caserta, incontriamo il cantautore Piemontese. Ripercorriamo con Testa la carriera, il significato della “canzone” giungendo all’ultimo album “Vitamia”

Dal primo riconoscimento che giunge nel ’93, Festival di Recanati, fino ad oggi, hai suonato in Francia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portogallo. In Italia è stato più difficile trovare spazio. Secondo te per quale motivo? «Il mio inizio è stato casuale. Inviai una cassetta a Recanati nel ’93. Vinsi il Festival. Ebbi proposte in Italia ma non erano, dal mio punto di vista, dignitosamente accettabili. Siccome lavoravo come ferroviere non mi sono posto dei problemi. Nel ’94 partecipai di nuovo al Festival che rivinsi. Quel secondo anno c’era una produttrice francese che mi chiamò dopo qualche mese, voleva occuparsi di me per la Francia. Ma io avevo lavoro, famiglia e non intendevo assoggettarmi a proposte che non mi corrispondevano. Dopo altri due mesi mi ricontattò e mi disse che c’erano 3 case discografiche interessate a quello che facevo e mi suggerì un’etichetta che oggi non c’è più. Da li ho registrato il primo disco a Parigi. Una realtà che mi ha proiettato molto più avanti di Roma o Milano poiché l’area francofona è molto vasta. Se fai un buon “Olimpià” ti vogliono a Montreal, Bruxel, Ginevra e così via. Il perché della scelta del pubblico non saprei dirlo. All’estero il mio pubblico non ha origini italiane ma è autoctono. Aiuta molto la nostra bella lingua, percepita all’estero come lingua musicale per eccellenza. La canzone ha una capacità di penetrazione emotiva immediata. La gente comprende se sei li per raccontare la tua piccolissima verità o se sei li per fare spettacolo. Io non faccio “spettacolo”, faccio concerti». Non credi che in Italia la difficoltà di comprensione sia nell’abitudine ad ascoltare musica “urlata” rispetto alla Francia, abituata ad un certo tipo di musica sussurrata? «Il discorso è ben diverso: nel ’95 in Francia, nel mio primo disco, la canzone entrava

ancora nell’ambito della cosiddetta cultura. Io da italiano in Francia ho beneficiato dei fondi per la cultura. Quando ho registrato il disco, la casa discografica lo ha inviato ad alcuni critici che ne hanno scritto molto bene. Arrivò il mio primo concerto nella “Maison De La Culture d’Amiens”, luoghi che dipendono direttamente dal ministero della cultura e non dalle municipalità. C’è un direttore artistico che stila una programmazione. La Maison de la culture d’Amiens ha due sale, una da 1200 posti e una da 300. Quando giunsi ad Amiens mi accorsi di essere in programmazione nella sala grande. Il direttore mi spiegò che la gente non veniva per me ma per una proposta loro. La gente si fidava della programmazione ed infatti il teatro era pieno. Se tu non hai niente da dire finisce li, fortunatamente per me è andata bene. Ma io ho approfittato dell’investimento collettivo, in Italia questo non succede da tanto. Investimenti della cultura sono quasi nulla. Nello 0.19% destinato alla cultura c’è di tutto quindi è impossibile fare qualsiasi discorso. Nel governo nuovo non ho mai sentito dire la parola “cultura”, non c’è un pensare in questa direzione. In Francia questo non succedeva, anche se è cambiato molto anche lì». Parliamo dell’album “Altre Latitudini” del 2003. Sono 14 canzoni d’amore. Ma quanto può far male o far rinascere un amore?

«Credo di sapere cosa non so fare. Non so raccontare gli stati estremi dell’anima. Un amore vissuto non ha bisogno di essere cantato perché dentro c’è tutto quel che serve. Così come la disperazione di un amore perso non ha bisogno di essere detto. Provo a scrivere sugli stati intermedi del vivere la condizione d’innamoramento che a me pare essere una delle poche cose che ci collegano, individualmente, con l’infinito. Di qualunque estrazione sociale siamo abbiamo l’incredibile possibilità di vivere una quotidianità molto dura che poi viene improvvisamente rialzata perché c’innamoriamo. Sentiamo meno la fame, la disoccupazione e l’amore diviene la nostra droga». L’album “Da questa parte del mare” vince La Targa Tenco del 2007. Dedicato alle migrazioni moderne. L’Italia attraversa un periodo in cui la colpa, spesso, di ogni problema sociale è dell’immigrato, dimenticando che noi siamo stati un popolo di emigranti. «Esistono vero e proprie città italiane all’estero. Purtroppo non bisognerebbe dimenticare il passato, proprio perché imparando dal passato si può immaginare un futuro. Siamo caduti in una trappola di demagogia ed assurdità etica da dimenticare che noi siamo stati il paese occidentale che più ha fornito di emigranti il mondo». Il 17 Ottobre 2011, giorno del tuo compleanno, il nuovo album “Vitamia”. «La misura del tempo è molto piccola, se ti dico “Ci vediamo l’anno prossimo” sembra una distanza enorme. Se ci vediamo dopodomani, sai quando è. Il giorno e la notte è un tempo ben connotato. Una misura di tempo molto piccola per permettere a qualcuno di rubarcela o a noi stessi di sprecarla. “Vitamia “sono appunti di vita privata che ho deciso di condividere col pubblico». Serena Li Calzi

morra ed alla voce, strumenti coprotagonisti, nella Giuglianese, è il Sisco, becco di un flauto dolce con innestata la parte armonica costruita con una canna di lago, ad essere il vero pilastro portante. Non tutte le canne di lago sono adatte a costruire questo strumento, e rimane gelosamente custodito il segreto per la selezione e la lavorazione artigianale. La canna si dice debba essere maschio per poter suonare e non tutti la possono riconoscere. A differenza delle altre forme di ballo sul tamburo presenti nella nostra regione, lo stile giuglianese presenta presenta un ritmo particolarmente incalzante, un canto largo e melismatico dal registro marcatamente acuto ed una danza piuttosto concitata. La “giuglianese” può essere accompagnata da più tammorre, sincronizzate nei passaggi dalle frasi melodiche dettate dal flauto di canna. La “votata”, cioè il climax coreutico ed allo stesso tempo momento di rigenerazione per coloro che danzano, è sottolineato dalle note insistenti del “sisco” che poi riporterà le tammorre ad accompagnare il canto ed il suo incessante ripetersi. La “semplicità” e la ciclicità dell'antica filosofia contadina, legata ai tempi di semina e raccolto, si manifestano in questa forma espressiva con grande sincerità. Oggi l'interpretazione di questa antica forma coreutico musicale è nelle mani di pochi esecutori autoctoni che sono poi i veri conoscitori e suonatori del flauto di canna. L'esponente maggiormente conosciuto è Don Peppino di Febbraio che tiene viva con la sua “paranza” questa specialissima forma espressiva al suono del suo inconfondibile sisco. Le altre “tammurriate” presenti nella zona dell'agro- nocerino-sarnese consistono solitamente di un ritmo più lento, il cantore canta il testo in modo maggiormente cadenzato, ed il ballo simula una sorta di corteggiamento tra uomo e donna. Chi osserva può percepire, nelle movenze della donna così come nel maschio, dei movimenti molto più dolci rispetto a quelli della danza giuglianese. Nella danza di Giugliano, infatti, la presenza di soli uomini o sole donne già denota che non si tratta di un corteggiamento ma di una sfida. A ritmo di musica si svolge la lotta, soltanto chi resisterà di più sarà il vincitore. Il “popolare” è una presa di coscienza delle nostre origini. Chi decide di abbracciare questa cultura impara a conoscerne il senso più profondo. Ogni gestualità, ogni suono ed ogni passo ha il suo significato che va ricercandosi nelle più profonde origini della storia. L’Italia si nutre di storia. Beve dal suo popolo che ne ha reso una Nazione ricca di cultura ed arte in tutti i campi. Il popolare è la massima espressione di un popolo che ricerca nella tradizione un’identità che l’ ”evoluzione” culturale, purtroppo, sta oscurando.


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Attualità

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Agopuntura, omeopatia e benessere: ecco i consigli dell’esperto Continua l’appuntamento con il pranoterapeuta Piero Di Martino, in onda tutte le mattine su Radio Crc con una rubrica in cui risponde alle domande della redazione e degli ascoltatori, formulate in studio dalla giornalista Iolanda Stella Corradino, fornendo consigli utili per un “cammino del benessere”. A lui abbiamo rivolto alcune domande di IOLANDA STELLA CORRADINO

Con il cambio di stagione arriva lo stress... la pranoterapia può aiutare a combatterlo? «Assodato che siamo un unicum inscindibile di energia che si concretizza nelle nostre cellule e nei nostri pensieri ed emozioni, è naturale che il variare dell’energia ambientale, così come il variare dell’energia del cibo che noi introduciamo, provochi cambiamenti anche emotivi. Le stagioni sono determinate dall’inclinazione dell’asse terrestre, quindi varia la nostra posizione rispetto al sole. In relazione al nostro stato di salute, al luogo in cui abitiamo, al nostro stile di vita, le frequenze cosmiche che ci raggiungono possono incidere notevolmente sulla nostra condizione psicofisica determinando reazioni tanto più violente quanto più la distribuzione dell'energia nel nostro organismo è squilibrata. La pranoterapia, tecnica terapeutica energetica antica quanto l’uomo ed efficace se esercitata con professionalità e doti personali, può riequilibrare con successo le distonie che ci affliggono, specialmente in primavera ed in autunno». Cos’è l’agopuntura e quanto fa veramente bene? «L’agopuntura è una antichissima tecnica terapeutica che affonda

le sue radici nella cultura cinese e che si presume risalga a più di 4000 anni fa. L’agopuntura utilizza aghi molto sottili e di varia foggia che vengono infissi in punti precisi del nostro corpo localizzati sui “meridiani di energia”, una sorta di percorsi invisibili attraverso i quali l’energia vitale scorre nel nostro corpo. Forse proprio per l’invisibilità la cultura medica occidentale ha volutamente ignorato tale pratica, trincerata nella convinzione che esiste solo ciò che si vede. Per fortuna e per merito delle menti aperte che, senza riserve mentali, l’hanno adottata e diffusa anche in occidente l’agopuntura ha potuto dimostrare la sua validità terapeutica in molte patologie e con successo sempre crescente... Rimane intatta la sua validità in molte patologie di origine neurovegetativa, nelle sindromi artrosiche, e in tutte quelle patologie che risentono degli squilibri energetici dell’uomo moderno e sarebbe auspicabile una maggiore integrazione con la medicina convenzionale nell’interesse dei pazienti. Ma questa è un’altra storia, la solita. Nella nostra società non è l’uomo al centro ma il denaro delle multinazionali del farmaco». Omeopatia e benessere quotidiano. I farmaci antibiotici fanno davvero così male? «L’omeopatia è un altro metodo di cura che tutela l’integrità dell’essere umano e che nasce dall’intuizione di un grande medico che ne ha codificato l’applicazione. Samuel Hahnemann ha intuito che curando la malattia con la sostanza che la procurava ma fortemente diluita, si induceva il nostro organismo a reagire e a raggiungere la guarigione con le sue stesse potenzialità. Lo scontro fra i sostenitori e i denigratori è tuttora in atto, ma questo non inficia i risultati che l’omeopatia ha ottenuto ed ottiene. Forse, ancor più che in altre pratiche medi-

che, deve essere praticata, per avere successo, da medici che abbiano una preparazione scientifica notevole unita ad un’apertura mentale e capacità di relazionarsi con il malato che non viene richiesta ai medici convenzionali. Tra i farmaci che pure hanno avuto molti meriti e che hanno anche molte colpe ci sono proprio gli antibiotici (anti bios = anti vita). Sempre perché dall’uso prudente si è passati all’abuso sfrenato. In tal modo si è danneggiato il sistema immunitario delle persone e trasmesso geneticamente un in-

debolimento sempre più marcato nelle nuove generazioni. È un circolo vizioso che proprio l’omeopatia, magari associata ad altre modalità terapeutiche naturali a matrice energetica, potrebbe spezzare». Il cammino del benessere è in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 7 del mattino su Radio Crc Targato Italia. È possibile entrare in contatto con la redazione o con il dott. Di Martino scrivendo a: redazione@radiocrc.com, pierodimartino@libero.it o cercandoci su facebook.

il veterinario risponde a cura del Dr. FRANCESCO MORLANDO

Rub rica

Salute & Società

Gentile dott. Morlando, sono Alberto, qualche giorno fa ho trovato una zecca sul mio cane, non sapendo cosa fare l’ho tirata via con una pinza, però non so se ho fatto bene. Salve Alberto, innanzitutto in linea di massima se trova parassiti come le zecche sulla cute del suo cane non dovrebbe tirarle via, perché ciò può causare un infezione in seguito, ma dovrebbe applicare un antiparassitario di efficacia comprovata in modo da favorire la caduta della zecca in poche ore (24/36 h). In particolare l’antiparassitario va applicato una volta al mese con regolarità, perché parassiti come la zecca sono veicolo di malattie molto gravi come Erhlichia Canis, pertanto nei prossimi tempi se dovesse ravvisare qualche comportamento o sintomo strano sul suo cane non esiti a rivolgersi al suo veterinario.    Gentile dott. Morlando, sono Caterina, il mio cane Shitzu di 8 anni è un periodo di tempo che lo vedo bere ed urinare in maniera eccessiva, in più credo stia dimagrendo in maniera evidente... cosa potrebbe essere? Salve Caterina, la poliuria e polidipsia sono sintomi molto generici ed indice di possibili varie disfunzioni organiche, come diabete mellito, patologia renale e ancora una dozzina di problematiche sulle quali bisognerebbe indagare a fondo per capire cosa causa questo problema. In ogni caso le consiglio vivamente di portare a visita il suo cane per approfondire la cosa... a tale scopo posso consigliarle di andare a visita sapendo già quanto effettivamente beve il suo cane, mettendogli a disposizione quotidianemente una quantità nota di acqua, 1 litro ad esempio, per avere un parametro di riferimento Scrivete a: ilveterinariorisponde@gmail.com


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Sport

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il GUERRiER

sportivo

Dopo la morte si torna a giocare La fine di Piermario Morosini fa riflettere. Ci saranno più controlli sulla salute dei calciatori

Quando un atleta muore mentre gioca è sempre una grande tragedia, che esso sia un calciatore o un pallavolista poco importa. Spenti i riflettori, il dramma rimane nell’ambito della famiglia e dei parenti più stretti, i giornali scrivono, radio e televisione parlano, e poi? La Procura locale apre il solito fascicolo, vi sono delle indagini, poi chissà. Certo sta, che la fine del giovane calciatore del Livorno,

Iniziativa per i bambini del Reparto Oncologico del 1° Policlinico di Napoli

100 volte Ti Amo per regalare un sorriso Nelle sofferenze ti tempri, quando vivi queste realtà direttamente capisci il perché delle cose. Parole e musica di Nello Odierna, presentatore di programmi televisivi dedicati al Napoli ma soprattutto un uomo con un cuore grande. Lo senti parlare e capisci che ci crede davvero nelle cose che dice: sogni, progetti realizzati, progetti in divenire o realtà di tutti i giorni. Poi c’è un qualcosa di più importante che non possiamo definire progetto ma missione, la missione di far tornare il sorriso a tutti quei bambini del Reparto Oncologico del 1° Policlinico di Napoli, la missione che quei bambini vivono ogni giorno dando loro fiducia ai genitori, la missione del Napoli che è riuscito ad entrare in ogni ambito sociale. 100 volte Ti Amo nasce per regalare un sorriso ed esprimere emozioni azzurre, azzurre come il cielo, azzurre come il mare, azzurre come il Napoli. Già il Napoli, bella storia. Poi si apre il botta e risposta sulla questione S.S.C. Napoli tra presente e futuro, sogni e speranze. L’unico punto di domanda è Ezequiel Lavezzi, a quasi 27 anni è inevitabile che cerchi il contratto della vita, Chelsea, Real Madrid, PSG, Man Utd e Man City lo tentano con offerte faraoniche. Mazzarri e De Laurentiis potrebbero dirsi addio se gli intenti non coincideranno ed il nome buono potrebbe arrivare da Catania, Vincenzo Montella. Il 20 maggio si capirà il futuro del Napoli, la parola al campo perché per le chiacchiere ci sarà tempo. Il cielo azzurro sopra di me, la legge di Diego dentro di me... quando il calcio diventa filosofia. Napoli sei come il sole, risorgi ed illumina tutto... quando il calcio diventa speranza. Il Napoli è una fede, non la puoi rinnegare, puoi solo seguirla, esserne devoto... quando Napoli dicono di te che sei vita. Francesca Flavio

Morosini, fa riflettere, la sua morte aveva suscitato commozione in tutto il mondo, eppure non era uno famoso e non giocava in grandi club, il Livorno addirittura in serie B. Però vedere in televisione le immagini dell’ambulanza e i medici che si davano un grandaffare attorno al povero atleta aveva impressionato molto gli italiani e la tragedia consumatosi in diretta aveva avuto eco mondiale. Ricordiamo che si giocava Pescara-Livorno e fino al momento del dramma la squadra di Morosini stava vincendo 2-0, era sabato 14 aprile. La Federcalcio naturalmente fermava le partite di serie A in programma il 15 aprile per rispetto del Livorno, si recupera mercoledì 25 aprile, ma di già martedì vi sono gli anticipi di Atalanta-Chievo e Cagliari-Catania alle 18,30. Adesso dopo la morte in campo ci saranno più controlli medici sulla salute dei calciatori, che già sono rigorosi. In passato si erano già verificati di giocatori deceduti mentre giocvano. Il 30 ottobre 1977 a Perugia moriva Renato Curi, di anni 24, il forte centrocampista perugino si accasciò durante una gara contro la Juventus di Trapattoni. Ma dobbiamo fare un passo indietro, nel 1969 ci lasciava le penne Giuliano Taccola che giocava nella Roma. Lionello Manfredonia, invece, fu più fortunato, i giocatore della Lazio finì a terra fermato da attacco cardiaco durante una partita a Bologna, subito soccorso e portato in ospedale si salvò. Buena suerte. Il fatto successe 23 anni fa. Anche all’estero è morto più d’un calciatore, Fehèr del Benfica ad esempio il 25 gennaio 2004, o anche il camerunense del Mancheset City Marc Foè di 28 anni. E ancora lo spagnolo Antonio Puerta del Siviglia. Era l’anno 1977. Diverso il caso di Antonio Cassano, il milanista s’era sentito male mentre tornava a casa dopo una partita, immediati i soccorsi e il trasferimento in ospedale. Operato al cuore l’attaccante dopo mesi di convalescenza e accurati controlli è tornato a calcare i manti erbosi. E, chissà a giugno potrebbe essere anche a disposizione di Prandelli in Nazionale per prende-

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re parte agli Europei in Poland e Ukraine. Intanto l’attuale presidente dell’Internapoli Marano ha proposto un torneo di calcio con Massese e Lazio per omaggiare la scomparsa di Giorgione Chinaglia, ex attaccante della Lazio e della Nazionale, morto a 65 anni nella sua casa a Miami, in Florida. Il torneo potrebbe farsi a fine campionato. Chinaglia, lo ricordiamo giocò nell’Internapoli dal 1967

al 1969 per poi essere acquistato dalla Lazio. Nessuno aveva scritto che Chinaglione fece anche il commentatore televisivo per la RAI alle partite di calcio, tanto da diventare giornalista, iscritto all’Ordine del Lazio ed abitava a Formello. Poi in seguito si fece cancellare perché nel frattempo si trasferì di nuovo negli Stati Uniti. Elio Guerriero

elio.guerriero@libero.it

SPORT VARI / Tennis e Marathon Napoli

Ecco il Torneo al Circolo Tennis in Villa Comunale

È cominciato sabato 21 aprile il Torneo di tennis internazionale al Circolo di Villa Comunale. La manifestazione si concluderà domenica 29 con la finale con ingresso gratis come anche negli altri giorni. La conferenza stampa si è svolta giovedì 19 aprile nel Salone ovviamente del Circolo Tennis a mezzogiorno. A fare gli onori di casa il presidente Serra. Ogni anno il Torneo Cup Napoli riscuote molto successo, anche se per organizzarlo si va incontro alle solite difficoltà, puntualmente riferite in conferenza.   

Domenica 22 aprile con partenza a Piazza del Plebiscito si corre la Mezza Maratona di Napoli-Trofeo Banco di Napoli. La partenza è fissata alle ore 9. Sono 21 i chilometri da percorrere e i maratoneti attraverseranno il Lungomare fino a Fuorigrotta (Mostra d’Oltremare), poi Piazza Garibaldi, si passerà davanti al Maschio Angioino, Teatro San Carlo e arrivo all’altezza di Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito. Questo più o meno il percorso, evitando di elencare le altre strade che inevitabilmente portano fino al traguardo di Piazza del Plebiscito. Il “Centro Maratona” è stato aperto giovedì 19 e tale resterà fino a domenica 22. Al “Villaggio” si potrà andare anche per sottoporsi a visite mediche. Gratis. Tutto il programma è stato comunicato in conferenza stampa tenutasi a Palazzo San Giacomo. E.Gu.

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21

Sport

N. 9 del 21 Aprile 2012

“Baskettando” con la scuola Azzurra Piccoli automobilisti crescono di RAFFAELE SILVESTRI

Don Angelo Parisi con gli allievi della scuola Azzurra

Prosegue il progetto "Baskettando" patrocinato dall'amministrazione comunale giuglianese, con cui il Basket Club Giugliano del presidente Andrea D'Alterio porta nelle scuole - attraverso il gioco della pallacanestro - le regole del vivere civile. La scuola dell'infanzia e primaria "Azzurra" di via Donizetti è uno degli istituti che ha deciso di aderire all'iniziativa, come evidenzia il titolare Nicola Ponticiello: "abbiamo circa 150 bambini nella nostra scuola, e siamo molto sensibili a questi progetti che permettono loro di scoprire il territorio che li cir-

Via Campana, 226 - QUALIANO (NA) - Tel. 081 8189187

Corso Campano, 75 - Tel. 081 8951003 - GIUGLIANO (NA) Via Casacelle, 125 - Tel. 081 8959158 - GIUGLIANO (NA)

conda, e le altre realtà cittadine; mi piace pensare al Basket come una sana alternativa alla vita sedentaria, ed è per questo che ho subito accolto con gradimento la proposta del presidente D'Alterio; siamo una scuola aperta alle novità, e accettiamo sempre di buon grado ogni iniziativa che permetta ai nostri allievi di scoprire il mondo che li circonda; mi piace a tal proposito ricordare il progetto della chiesa di San Marco Evangelista che, attraverso don Angelo Parisi, ci invita a vivere il nostro territorio a 360 gradi". "La pallacanestro è una importante esperienza di gruppo" precisa la docente Giuseppina Panico "che non solo allena il corpo, ma abitua al rispetto delle regole e dell'altro, guida verso una sana competizione e favorisce la socializzazione; è per questo che apprezziamo molto questo sport e siamo felici di poterlo proporre, sia nella nostra struttura che nelle occasioni in cui siamo stati ospiti della società al palazzetto". Ed è proprio nell'ambito di "Baskettando" che la scuola Azzurra ha vissuto alcune lezioni speciali, in cui materia di studio è diventato il codice della strada: "siamo tra le pochissime scuole che hanno inserito nei loro programmi la materia Cittadinanza e Costituzione" precisa la coordinatrice delle attività didattiche Agnese Ponticiello, "insegniamo ai nostri ragazzi l'importanza dei segnali, delle regole stradali, e loro si sono subito appassionati alla materia, mostrando un forte spirito critico e di osservazione per i casi in cui queste regole non vengono rispettate". Una di queste lezioni si è tenuta nella sede delle Autoscuole Sud di via Casacelle, insegnante d'eccezione uno dei titolari, Francesco Gerundo, che con Eleonora Viscione e Nicola Cuciniello gestisce anche l'esercizio di Corso Campano: "faccio i miei complimenti alla scuola Azzurra e al corpo docente, i bambini sono preparatissimi e motivati, è stato bello lavorare con quelli che si accingo-

no a diventare i cittadini e gli automobilisti di domani" commenta Gerundo, "grazie al presidente D'Alterio avremo ancora modo di vederci, poiché è in programma una giornata di festa al PalaTecfi dove simuleremo una vera e propria città fatta di piste ciclabili, arredi urbani efficienti, tutti elementi che ci piacerebbe vedere anche nella nostra Giugliano". Lezione interessante e piena di

I giovani cestisti giuglianesi con i campioni della Juve Caserta

spunti, quella che Francesco Gerundo ha tenuto con i piccoli allievi della scuola Azzurra: "ho notato un grande senso civico, e non nascondo che in qualche occasione mi hanno messo in difficoltà; un bambino mi ha chiesto come mai, se in caso di lavori in corso sono previsti una segnaletica e delle transenne, poi nella realtà ciò non avviene? un altro si domandava come mai gli automobilisti accelerassero in prossimità delle strisce pedonali, quando dal codice è previsto l'esatto contrario; ciò dimostra che i bambini ci osservano, e per fortuna sanno capire quando noi adulti diamo il cattivo esempio... sono sicuro che, da grandi, sapranno essere una generazione migliore".

A sinistra: Francesco Gerundo, titolare delle Autoscuole Sud. A destra: la lezione all'Autoscuola Sud

Gestione Centro Ricerche Cangiano


Abbi Abbè, 21 aprile 2012  

Abbi Abbè, 21 aprile 2012

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