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Credito l’abruzzo a passo di gambero

ambientE E SVILUPPO mobilitazione contro le trivelle

CONFIDI FILIERA PIù SEMPLICE CON LA FEDART


sommario / maRZo ’13

La manifestazione contro le trivellazioni in un’immagine di Sabrina Dei Nobili

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EDITORIALE / Le quattro emergenze per il fine legislatura CREDITO / Abruzzo a passo di gambero EXPORT / Segno negativo per le esportazioni regionali ECONOMIA / Il 2012, anno orribile dell’artigianato FEDART / Una filiera per semplificare l’accesso al credito ALIMENTARE / Il boom del gelato d’autore AMBIENTE / Adriatico a rischio trivellazioni ANTICHI MESTIERI / Si rinnova l’arte dei panificatori AREE DISMESSE / Pescara, esplode il caso ex-Cofa MESTIERI / Arriva il frigoriferista doc INTERNET / All’Aquila e Chieti anziani e nipoti in rete

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EDITORIALE di Graziano Di Costanzo

UNA ROAD MAP DI FINE LEGISLATURA

S Credito alle imprese, spesa dei fondi nazionali e comunitari più veloce, snellimento della burocrazia e riduzione delle tasse: ecco le nostre proposte

iamo arrivati a meno di un anno dal termine della legislatura regionale e, così come stiamo facendo da tempo, riteniamo opportuno indicare alcune azioni strategiche che il governo regionale dovrebbe mettere in campo per attenuare la gravissima crisi che ormai sta strangolando le imprese e le famiglie abruzzesi. L’emergenza delle emergenze rimane il credito. Tutti gli studi e i dati del 2012, oltre a quelli tendenziali per il primo trimestre del 2013, fotografano una situazione caratterizzata da una forte stretta creditizia operata dalle banche, soprattutto nei confronti delle imprese. Al 30 settembre scorso, le aziende hanno subito una restrizione del credito di 525 milioni di euro, dato non solo molto rilevante in cifra assoluta, ma anche percentualmente superiore (-3,22%) rispetto all’andamento nazionale (-2,95%) già pesantemente negativo. La prima e più immediata azione che deve dunque mettere in campo la Regione riguarda la possibilità di favorire l’accesso al credito alle imprese, attraverso interventi di potenziamento dei consorzi fidi. Occorre una cifra complessiva di almeno 50 milioni di euro che potrebbero generare nuova finanza per le imprese per un importo di 500/700 milioni di euro. Insomma un intervento che, se già realizzato, avrebbe potuto evitare il taglio praticato dalle banche che così tanti danni e problemi ha causato e sta causando alle imprese abruzzesi. Bisogna dire che la Regione non ha sottovalutato questo problema: tant’è che erano previste,

e sono previste, misure importanti per le imprese attraverso i confidi, a valere su fondi Fas (nazionali) e Por Fesr (comunitari): 24 milioni di euro nel primo caso e 18,5 nel secondo. Il problema è però la lentezza con cui queste azioni si trasformano in misure concrete, anche se ora sembra si sia arrivati all’emanazione dei bandi e quindi all’atto finale dopo una corsa a ostacoli disseminata pure di ricorsi al Tar. La seconda questione riguarda la velocizzazione della spesa dei fondi comunitari (Por - Fesr - Fse) e nazionali (Fas) 2007/2013. Si tratta di risorse ingentissime, molte centinaia di milioni di euro, che immesse nell’economia regionale darebbero una boccata di ossigeno decisiva ad un mercato ormai asfittico. Anche queste misure però registrano un colpevole ed incomprensibile ritardo. La estrema farraginosità delle misure e degli adempimenti introduce il terzo aspetto su cui vogliamo richiamare l’attenzione del governo regionale in quest’ultimo scorcio della legislatura: il funzionamento della macchina burocratica e lo snellimento e semplificazione delle procedure. Non è più pensabile né tollerabile che si possa continuare a creare ostacoli alla competitività delle imprese e di un territorio, solo perché non si è capaci di fare una riforma, seria e moderna, della pubblica amministrazione: che la renda efficiente, amica delle imprese e dei cittadini, che attui tutti gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie per fare prima e fare meglio.  segue a pagina 22


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Credito alle imprese l’abruzzo a passo di gambero Il peggiore risultato degli ultimi dieci anni: 525 milioni di euro erogati in meno Aldo Ronci e, a destra, il presidente della Cna regionale Italo Lupo

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ei primi nove mesi del 2012 il credito, in Abruzzo, ha subito una restrizione di 503 milioni di euro, realizzando il peggior risultato degli ultimi 10 anni. E a segnare il passo, stavolta, dopo aver garantito per anni ossigeno al sistema produttivo, sono state soprattutto le piccole banche, con il territorio pescarese in condizioni di particolare sofferenza e tutto ciò mentre i tassi di interesse volano. Lo dice uno studio realizzato da Aldo Ronci per la Cna abruzzese, secondo cui a fare le spese di una così massiccia restrizione del credito sono state esclusivamente le imprese, alle quali sono stati erogati 525 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente; insomma, se non ci fosse stato un lieve incremento del credito concesso alle famiglie consumatrici (+22 milioni), il risultato sarebbe stato ancor più disastroso. Le piccole banche - illustra così lo studio - hanno ridotto

il credito di ben 372 milioni di euro; le restanti, ovvero quelle di maggiori dimensioni, di 131. Tuttavia, in valore percentuale, il decremento del credito concesso dalle piccole banche, in Abruzzo, è stato del 2,87% contro il 5,47% nazionale: «Nella nostra regione - spiega Ronci - i piccoli istituti hanno erogato il 52% del credito totale, a fronte del 22% nazionale. Insomma, si è evitata una flessione di gran lunga superiore a quella che si sarebbe realizzata se i piccoli istituti avessero tenuto la stessa media nazionale (-5,47%): ci saremmo trovati di fronte a un vero e proprio salasso, perché la flessione sarebbe stata di 709 milioni rispetto a 372». Tra i territori, come detto, la provincia di Pescara è quella che ha manifestato i dati più allarmanti: -222 milioni di euro, con Teramo (-136), Chieti (-106) e L’Aquila (-39) attestate su quote più modeste. Tra i settori produttivi, il solo a ottenere un incremento è stato quello dei

servizi (+49 milioni), mentre l’industria ha subito una flessione molto pesante (-321 milioni), al pari di famiglie produttrici (artigianato, ndr) ed edilizia, che hanno subito un decremento rispettivamente di 141 e 118 milioni. Male anche il capitolo relativo a tassi di interesse e “sofferenze”, ovvero i crediti che le banche non riescono più a incassare dai propri clienti. Nel primo caso, il sistema bancario abruzzese ha erogato finanziamenti con un tasso medio di interesse dell’8,9%, a fronte di una media nazionale del 6,73%, e dunque con uno spread di ben 2,23 punti percentuali. Da parte loro, invece, le “sofferenze”, nei primi nove mesi del 2012, hanno registrato un lieve incremento (64 milioni di euro); valore molto più basso rispetto a quelli degli anni precedenti, ma comunque alto se si considera il rapporto tra sofferenze ed impieghi (9,25% contro il 6,93% nazionale). Quanto ai pochi dati positivi,


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è stato il credito alle famiglie consumatrici a far segnare un incremento di 22 milioni, frutto però della somma tra acquisto di abitazione (in picchiata: -713 milioni) e consistente incremento del credito per “altri acquisti” (+735). Resta da dire dei depositi e del risparmio postale, infine: rispetto ai primi nove mesi 2011, hanno realizzato un’inversione di tendenza, passando da un decremento di 180 milioni ad un incremento di 966. «La verità che emerge da questi dati è che l’Italia va male, ma l’Abruzzo va ancora peggio. Le imprese muoiono non perché incapaci di fare il proprio lavoro, ma perché non incassano il dovuto: come all’Aquila, dove cen-

tinaia di piccole imprese, che hanno realizzato interventi sulla ricostruzione, aspettano ancora il pagamento del dovuto». Così il direttore regionale della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo, commentando i dati elaborati da Aldo Ronci sul credito nei primi nove mesi del 2012: «In queste condizioni - sottolinea le parole rischiano di non avere più senso, perché il tempo della discussione è finito e ora si tratta solo di passare ai fatti. Con le altre associazioni d’impresa abbiamo chiesto alla Regione - che si è impegnato direttamente con il presidente Chiodi davanti ai componenti del Patto per lo sviluppo - di utilizzare 24 milioni di fondi Fas per il sostegno all’atti-

vità dei confidi. Mentre per altri 18, disponibili sul Por-Fesr, si è in attesa di uno sblocco dopo una vertenza giudiziaria. Forse, senza voler fare processi a nessuno, se queste somme fossero già state messe a disposizione del mondo delle imprese, non ci troveremmo oggi di fronte a dati così negativi sul credito». Sulla stessa falsariga il presidente della Cna abruzzese, Italo Lupo: «Nella forte restrizione del credito concesso alle imprese – dice – impossibile non cogliere un riflesso di disperazione che prende tanti piccoli imprenditori, per i quali non vale più nemmeno la pena rivolgersi al sistema bancario per chiedere prestiti».


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export che non va in un anno perso un milione al giorno

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recentoquarantotto milioni di euro in meno rispetto al 2011, con una crescita esponenziale dello spread che divide ormai l’andamento delle esportazioni regionali dalla media nazionale e con segnali di affanno sempre più gravi provenienti dall’area delle due ruote. Si chiude con un dato negativo (poco meno di un milione di euro di perdite al giorno) il 2012 dell’export per le imprese che hanno sede in Abruzzo: secondo un’indagine condotta per la Cna regionale da Aldo Ronci, le esportazioni regionali hanno subito una flessione del 4,8%, contro un incremento medio nazionale del 3.7%: quindi con una differenza negativa di ben 8,5 punti percentuali. In crisi, svela la ricerca realizzata su dati dell’Istat, c’è soprattutto il comparto delle moto, ovvero uno dei gioielli produttivi insediati in Abruzzo, e segnatamente nella provincia di Chieti: il volume complessivo delle esportazioni,

che nel 2011 era stato di 502 milioni di euro, in soli dodici mesi è calato a 337, con una variazione negativa del 32,9%. Tutto il contrario di quanto accaduto a livello nazionale nello stesso comparto (+4,4%) ma anche nel settore della produzione di mezzi di trasporto a quattro ruote, altra punta di diamante dell’export regionale: variazione percentuale identica alla media Italia (poco più del 3%) con “solo” 79 milioni di euro in meno di export (2.479 milioni nel 2012 contro 2.558 dell’anno prima). Insomma, è proprio l’andamento della produzione di auto, moto e veicoli industriali realizzati delle multinazionali insediate nella provincia di Chieti a fornire la cifra tecnica dell’andamento dell’export abruzzese nel 2012. Insieme, infatti, i due settori mettono assieme quasi 3 miliardi di euro, su un totale di poco inferiore a 7 miliardi (dunque, oltre il 37%), laddove a livello nazionale rappresentano appena l’8%.

GLI ALTRI SU I FARMACEUTICI GIù GLI ALIMENTARI Per tutti gli altri settori produttivi, il bilancio si presenta con luci ed ombre: contrazione del 2,5% (contro un aumento medio nazionale del 4,1%), volume che scende di 104 milioni (4.081 milioni contro 4.185) e note significative solo per articoli farmaceutici (+48 milioni, con il 16% in più), macchinari (24; 3,4%) e mobili (11; 12,2%). Segnali negativi, al contrario, arrivano dai comparti della gomma e della plastica, dall’abbigliamento e dai prodotti chimici. Quanto infine ai prodotti agricoli, discreta la performance del 2012, con un incremento di 6 milioni sul 2011 (da 49 a 55 milioni, con ben il 12,7% di crescita) mentre i prodotti alimentari hanno fatto segnare una lieve caduta (da 431 a 430 milioni).


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ARTIGIANATO 2012: INDIETRO DI DIECI ANNI SALDO NEGATIVO DI 825 IMPRESE MALE L’AQUILANO E L’EDILIZIA

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n salto all’indietro di dieci anni, che all’inizio del 2013 fa ritrovare l’artigiano abruzzese nelle stesse dimensioni del 2004. Procede a passo di gambero il mondo della micro-impresa regionale, a lungo descritta come autentica spina dorsale del sistema economico regionale, ma oggi costretta a fare i conti con una crisi che in poco tempo ne ha falcidiato i numeri, costringendo alla resa migliaia di piccoli imprenditori. Lo rivela l’elaborazione, condotta da Aldo Ronci per conto della Cna abruzzese su dati Infocamere, il sistema informatico delle Camere di commercio italiane, sull’anno appena trascorso. A fine dicembre, complessivamente, il numero delle imprese artigiane della nostra regione ammontava a poco meno di 35mila (34.909), ovvero quasi le stesse (erano 34.761) dell’ormai lontano 2004. Un’autentica débacle, insomma, che affonda le proprie ragioni soprattutto nella stasi degli ultimi anni: nel 2012, in-

fatti, non solo le iscrizioni (2.331 contro 2.557) sono state largamente inferiori all’anno precedente, ma anche le cancellazioni (3.156 contro 2.791) sono state nettamente superiori al 2011. Così, la differenza negativa tra iscrizioni e cancellazioni nel 2012 (825) finisce per oscurare i dati, pure negativi, dei due anni precedenti (-216 nel 2009 e -234 nel 2011), ma anche per relegare la media regionale in posizione assai più negativa di quella nazionale, che pure non sorride: -2,28% contro -1,39%, con la sola Sardegna in una posizione peggiore della nostra regione. Il decremento della piccola e micro-impresa ha colpito tutte e quattro le province abruzzese, ma in modo assai più marcato Aquilano (-274; -3,33%) e Teramano (-270; -2,82%). Mentre Pescarese (-136; -1,65) e Chietino (-145; -1,42%) hanno subito flessioni più modeste. Quanto ai settori, pesantissimo il calo delle Costruzioni (-443 unità), ma a destare ancora più allar-

me è il fatto che la caduta più forte, dopo il Teramano (-171) si concentri in provincia dell’Aquila (-135): ovvero, almeno in quest’ultimo caso, il territorio interessato da una ricostruzione post-terremoto che resta ancora largamente virtuale. Crisi dell’Aquilano, d’altra parte, che si conferma nel Manifatturiero (-60), un settore che mostra segni pesanti di caduta anche nel Teramano (56) e Chietino (-59). «Il mondo dei piccoli vive uno stato di grande sofferenza, e dati come il mancato avvio della ricostruzione del cratere sismico finiscono per accentuare la crisi dell’artigianato, generando frustrazione e senso di smarrimento» commenta il presidente regionale della Cna, Italo Lupo. A chiamare in causa le responsabilità della politica è invece il direttore regionale della confederazione artigiana, Graziano Di Costanzo: «E’ come se nel 2012 avesse chiuso un’azienda grande come la Micron, ma nessuno se ne accorge, e soprattutto nessuno sembra voler prendere la strada adeguata per combattere questa situazione. In un momento come questo, alla politica chiediamo di inserire al primo posto della propria agenda quelle misure - credito, abbattimento della pressione fiscale regionale, avvio della ricostruzione, ripresa di politiche industriali - che ragionevolmente possono rappresentare un contrasto all’attuale deriva».


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OCCUPAZIONE Fine anno: più ombre che luci L’occupazione nelle grandi imprese al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni ha segnato a dicembre una variazione nulla rispetto a novembre. Al netto dei dipendenti in Cig l’occupazione e’ aumentata dello 0,1%. E’ quanto certifica l’Istat, sottolineando che - al netto degli effetti di calendario - il numero di ore lavorate per dipendente, senza considerare quelli in Cassa integrazione guadagni – è calato, rispetto alla stessa data del 2011, del 2,7%. L’incidenza delle ore di Cig utilizzate è risultata pari a 40,1 ore ogni mille ore lavorate, con un aumento di 4,7 ore ogni mille rispetto allo stesso periodo del 2011. E, sempre a dicembre, la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) ha registrato un aumento dell’1,4% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l’“indice grezzo” è cresciuto del 6,6%; rispetto a dicembre 2011 la retribuzione lorda per dipendente è salita del 2% e il costo del lavoro per dipendente dell’1,7%. Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente e’ aumentata, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dell’1,6%. Nell’intero anno 2012 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro sono cresciuti, nel confronto con l’anno precedente, rispettivamente dell’1,2% e dell’1,1%. Sabrina Dei Nobili


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credito & confidi Una filiera più SEMPLICE grazie al progetto Fedart

L’IDEA è STATA ILLUSTRATA IN UN INCONTRO CON LE STRUTTURE DI GARANZIA

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emplificare la filiera delle garanzie concesse alle imprese. Questo il senso del seminario tenuto a Pescara nella sala Camplone della Camera di Commercio, promosso dalla Federazione nazionale unitaria dei confidi “Fedart Fidi”, organismo partecipato delle strutture di garanzia di Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai. L’incontro ha visto la partecipazione di diverse personalità istituzionali abruzzesi, tra cui l’assessore regionale alle Attività produttive, Alfredo Castiglione; il presidente dell’Unione delle Province d’Italia-Abruzzo, Enrico Di Giuseppantonio; i presidenti delle quattro Camere di commercio della regione; i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei Comuni (Anci). A loro, e agli operatori delle diverse strutture di garanzia associate a

LA RICERCA Il sistema dei confidi si conferma, ancora una volta, come il principale strumento di accesso al credito per le imprese artigiane e le Pmi: in Italia sono oltre 700mila le imprese del comparto associate ai 133 confidi artigiani, di cui 25 iscritti all’elenco speciale degli intermediari finanziari. Lo conferma la Ricerca condotta da Fedart, e giunta ormai alla sua 16esima edizione. Grazie alla garanzia prestata, che per il periodo di riferimento ammonta a 6,8 miliardi, e alla consulenza finanziaria di base offerta, le imprese hanno potuto accedere a finanziamenti per un valore totale di 14,8 miliardi di euro. In totale, i confidi hanno garantito circa un quinto delle erogazioni alle imprese artigiane. Le evidenze riscontrate nel 2011 mostrano con chiarezza la contrazione del credito che ha visto diminuire i finanziamenti erogati dal sistema bancario alle imprese artigiane da 57 a 55 miliardi.

Fedart Fidi, è stato lo stesso presidente nazionale, Leonardo Nafissi (nella foto), ad illustrare i contenuti del progetto “Architettura e filiera ottimale della garanzia retail”, presentato in occasione della pubblicazione della Ricerca annuale sui Confidi, alla presenza dei principali interlocutori a carattere nazionale. La nuova configurazione – alla cui stesura ha collaborato anche la Kpgm, e che è stata illustrata in vari incontri avuti con le principali istituzioni pubbliche di riferimento, prime fra tutte la Banca d’Italia tende a razionalizzare e semplificare la filiera del sistema di garanzia, articolandola su tre soli livelli, in luogo dei cinque attuali. Il piano prevede la valorizzazione della funzione “pilastro” dei confidi, grazie al quale le risorse utilizzate potranno beneficiare del miglior effetto leva possibile. I Confidi - dice Fedart Fidi - offrono servizi aggiuntivi alle imprese come la consulenza, consentono maggiori volumi di finanziamento al costo più basso, presentano un tasso di “sofferenza” più contenuto rispetto al valore medio di mercato. Occorre invece razionale un panorama dell’offerta caratterizzato dalla sovrapposizione di enti che intervengono con proprie risorse, ma con il risultato di neutralizzare il potenziale impatto positivo dei fondi messi a disposizione. Catalizzare invece le risorse attraverso lo strumento dei Confidi può aumentare esponenzialmente gli interventi a favore del sistema delle imprese.


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elato artigianale, la qualità abita qui. E’ lo slogan scelto il 24 marzo scorso dai gelatai aquilani, protagonisti della prima giornata europea del gelato artigianale, istituita dal Parlamento di Strasburgo e organizzata in 12 Paesi dell’Unione europea. «Le nostre gelaterie - spiega il direttore della Cna dell’Aquila, Agostino Del Re - hanno aderito all’evento, esponendo la locandina identificativa della produzione artigianale di qualità, un modo come un altro per difendere il food made in Italy». Analizzando un po’ più da vicino i dati sulla produzione e il consumo del gelato in Italia si scopre che questo settore è in crescita, in particolare in Abruzzo, regione in cui si è avuto un incremento di gelaterie pari al 4,4%. In Italia l’incidenza delle gelaterie artigiane sulla popolazione è pari a 62 aziende ogni 100mila abitanti. Imponenti i numeri legati alla produzione del gelato: nel 2012 sono state acquistate 220mila tonnellate di latte, 64mila di zuccheri e 21mila di frutta. «L’aumento del numero di gelaterie artigiane – dice ancora Del Re - conferma che gli italiani continuano a preferire la qualità e la genuinità del nostro prodotto». Il gelato artigianale rappresenta uno dei simboli del

il gusto di piacere Il gelato d’autore protagonista della riscossa del food italiano made in Italy, la cui produzione merita di essere sostenuta e valorizzata: «Proprio per tutelate e promuovere la lavorazione rigorosamente artigianale del gelato, e garantire la genuinità di un prodotto simbolo della cultura alimentare italiana nel mondo, i gelatieri di Cna sottolineano la necessità di un’adeguata qualificazione professionale per gli operatori del settore» avverte ancora il direttore della Cna aquilana. «Il sistema di qualificazione professionale - conclude - deve garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi inderogabili: rispetto delle norme igieniche e tutela della salute del consumatore; elevazione degli standard qualitativi dei prodotti trasformati; creatività ed innovazione dell’offerta». Sabrina Dei Nobili

i consumatori continuano a preferire la qualità e la genuinità


CNAABRUZZO AMBIENTE

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ecologia & sviluppo Via le trivelle dall’Adriatico Alcune immagini del serpentone che si è snodato per le vie di Pescara (fotoservizio Sabrina Dei Nobili)

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n piazza in migliaia contro il rischio di trasformare le coste abruzzesi in una selva di trivelle. è successo a Pescara il 13 marzo scorso, per iniziativa di una foltissima platea di associazione ambientaliste, di semplici comitati di cittadini, di amministratori locali, cui si sono uniti istituzioni locali, associazioni d’impresa e movimenti: tutto, per dire “no” alla petrolizzazione dell’Abruzzo, una parola che potrà forse suonare anche male, ma che nasconde un progetto di portata devastante, ovvero trasformare un pezzo della regione verde d’Europa in una gigantesca trivella. Anche la Cna abruzzese ha deciso di aderire alla manifestazione. Una scelta, quella della confederazione artigiana, dettata dalla necessità di «qualificare le politiche di sviluppo abruzzesi verso una linea coerente con il modello di Regione verde d’Europa. Un modello vincente scelto in passato, in ragione della presenza in Abruzzo di una dotazione, unica nel Vecchio Continente, di parchi e riserve naturali; ma che tuttavia non ha trovato ancora una coerente politica di sostegno da parte degli enti

pubblici, di attività di sviluppo sostenibili, soprattutto in quelle aree di pregio (costa, zone interne) che si prestano ad essere valorizzate. Scelta che comporta anche una coerente visione delle politiche energetiche». Una strada, quella della Cna abruzzese, coerente ed in linea con le scelte, sempre a proposito della “petrolizzazione” abruzzese, adottate negli anni scorsi: già nel 2009, infatti, aveva presentato, assieme ai balneatori della Fab-Cna, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una specifica osservazione contro la realizzazione della perforazione del pozzo per idrocarburi “ELSA “ presentato dalla società Vega Oil SpA. Particolare attenzione, da parte degli organizzatori della manifestazione pescarese è stata dedicata, ai rischi collegati ai potenziali incidenti provocati dalla presenza, in prossimità delle coste, di impianti per la ricerca petrolifera: studi recenti, realizzati da diverse autorità internazionali, hanno diffuso cifre incontestabili sui problemi connessi alla presenza di trivelle, raffinerie e navi petroliere.


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I FORNAI DEL FUTURO Tradizione e innovazionE eCCO IL NUOVO PANE ABRUZZESE

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ievitazione naturale, resa e qualità della farina, tecnica dell’impasto, cucina alcalina, innovazione, marketing. Sono queste alcune delle parole chiave dei fornai abruzzesi del futuro, evocate più volte ieri durante l’evento conclusivo del corso per la formazione e l’aggiornamento dei panificatori promosso dal Polo di innovazione Agire, il consorzio delle piccole e grandi imprese dell’agroalimentare d’Abruzzo, insieme all’Università di Teramo. Il corso, il primo di questo genere organizzato con l’ateneo, si è concluso con la consegna degli attestati e una dimostrazione pratica dei talenti e delle capacità acquisite dai partecipanti. La cerimonia si è svolta presso il “Molino Fratelli Candelori”, l’azienda di Casoli di Atri (Teramo) dove i corsisti hanno effettuato lo stage (le lezioni teoriche si sono invece tenute nella facoltà di Agraria, a Teramo). Erano presenti, tra gli altri, l’amministratore delegato di Agire, Donato De Falcis, il prorettore vicario dell’Università degli studi di Teramo, Dino Mastrocola (già preside della facoltà di Agraria), e il tecnologo alimentare Attilio Di Sciascio. Nell’occasione i corsisti (ai quali sono stati consegnati attestati di partecipazione) hanno offerto alla degustazione dei presenti i loro prodotti, preparati in base alle nozioni apprese durante il corso. Ecco i loro nomi: Elisabetta Daniele, Massimiliano Della Quercia Peracchia, Giovanni Di Rocco, Gabriele D’Ignazio, Fiorenzo Ferretti, Luisa Forese, Luca Forti, Emanuele Mazzone, Alessandro Musumarra, Marco Sacchini, Valentino Tiberio. «Siamo soddisfatti – spiega De Falcis - di aver portato a termine in Abruzzo la prima vera esperienza di collaborazione

scheda IL POLO AGIRE

tra imprese e mondo accademico nel settore della panificazione e ci auguriamo che, anche attraverso le successive edizioni, il Polo Agire possa contribuire a far nascere una nuova linea di pane abruzzese ancora più legato al nostro territorio e alle sue tradizioni». «Il corso – dice Mastrocola – ha messo a confronto esperienza e innovazione nell’ambito di un settore che, nonostante la crisi, ha una parte significativa nella produzione del nostro Pil. La collaborazione tra mondo delle imprese e Università è sicuramente vincente, come dimostra questa esperienza. E la formazione può essere il volano per la costruzione di una vera e propria filiera». (Nicola Catenaro)

La società consortile “AGIRE – AGroIndustria Ricerca Ecosostenibilità” è il soggetto gestore del Polo di Innovazione Agroalimentare per la Regione Abruzzo. È composto da 83 soci (tra i quali la Cna di Teramo) rappresentanti aziende agricole, agroalimentari ed agroindustriali, che effettuano trasformazione primaria, di servizi per l’agroindustria, produttrici di macchinari ed attrezzature per il settore, produttrici di energia da biomassa, fornitrici di materia prima e packaging, Università e Centri di ricerca aventi almeno una sede nella territorio abruzzese. Il Polo AGIRE è un diffusore di innovazioni nel settore agroindustriale, trasforma le esigenze del mercato interno ed internazionale, in proposte sintonizzate con il valore della domanda di prodotti e servizi agroindustriali. (da www.poloagire.it)


CNAABRUZZO VARIE

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AUTORIPARATORI

Depositate le nuove tariffe per il 2013

Sono state depositate nelle quattro Camere di commercio abruzzesi le tariffe, per il 2013, relative alle prestazioni effettuate da officine e carrozzerie associate alla Cna regionale. Il nuovo tariffario affronta tutti i diversi aspetti relativi alle riparazioni: preventivi documentati, fornitura di ricambi, trasparenza dei prezzi.

mIcrocredito

Boom di domande per il Fondo 2013

FINANZIAMENTI INAIL

A Teramo seminario della Cna per spiegare il bando Isi 2012

Oltre 3 milioni di euro per finanziare i progetti d’investimento e adottare modelli organizzati e di responsabilità sociale. Sono a disposizione delle imprese della nostra regione, grazie al bando Isi Inail 2012, che prevede contributi in conto capitale (fino al 50% dei costi del progetto, e per un massimo erogabile pari a 100mila euro) finalizzati a realizzare interventi di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Delle modalità tecniche per accedere ai benefici previsti dal bando si è parlato a Teramo, nel corso di un seminario (nella foto) organizzato dalla Cna provinciale. Con il direttore provinciale della confederazione artigiana, Gloriano Lanciotti, erano presenti Nicola Negri (direttore dell’Inail di Teramo), Maria Ceci (vicario della sede) e Serafino Ferroni (della direzione Inail regionale).

cna nazionalE Al via la nuova campagna immagine

Oltre milletrecento domande pervenute il primo giorno di presentazione. E’ il numero delle richieste formulate nell’ambito del “Fondo Microcredito FSE - PO Abruzzo 20072013”: a darne notizia è stato l’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti, secondo cui la percentuale dei potenziali ammissibili si attesta intorno al 90 per cento dei richiedenti.

“I suoi sogni, la nostra responsabilità”. E’ il tema scelto nel 2013 dalla Cna nazionale per la sua campagna-immagine, che come lo scorso anno punta i riflettori sul rapporto tra le generazioni, e dunque sul futuro stesso di una nazione: ecco così giovanissimi protagonisti vestire i panni del costrutture, dello scienziato, del progettista. Immagini di speranza, dunque, ma anche - come detto - un messaggio ispirato al principio della responsabilità sociale: quello che le imprese vivono ogni giorno sulle proprie spalle.


CNAABRUZZO INFRASTRUTTURE

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ex cofa prove di dialogo «L’

area ex Cofa resta di valore strategico per il futuro della città, e proprio per questo siamo preoccupati dalla stasi che si è determinata dopo le ultime vicende». Lo afferma la presidenza della Cna di Pescara, secondo cui «il rischio reale che la città ha di fronte a sé, e quello di un rinvio a tempo indeterminato del processo di riqualificazione dell’area, che pure riveste un interesse strategico per diverse attività, a cominciare da quella del Marina di Pescara». La Cna di Pescara, in questo modo, con un documento messo a punto dalla sua presidenza, prova a riannodare i fili di un percorso interrotto bruscamente all’indomani della mancata ratifica, da parte del Consiglio comunale della città, dell’accordo di programma con la Camera di commercio. Stop che ha provocato da una parte la stizzita reazione del presidente dell’ente camerale, Daniele Becci, è un fiume di polemiche tra maggioranza e opposizione all’interno della massima assise comunale, oltre alla dura presa di posizione delle principali associazioni d’impresa della città. Ed è proprio dall’amministrazione cittadina, secondo la Cna pescarese, che occorre ripartire per riannodare i fili interrotti del dialogo: «Il principale attore istituzionale della città, il Comune, ha il dovere di verificare, attraverso l’avvio di un nuovo confronto che sgombri il campo da posizioni pregiudiziali e

sterili polemiche, la possibilità di pervenire a una soluzione positiva» dice per questo il documento. All’ente guidato da Becci, la Cna riconosce un merito: «La Camera di commercio ha avuto il grande merito di riportare all’attenzione della città e dell’opinione pubblica intera il destino di un’area decisiva, interessata da anni da un processo di degrado inaccettabile, cui colpevolmente le altre istituzioni interessate non hanno mai posto riparo. «Tuttavia, dice la presidenza della Cna pescarese, l’interesse diretto dell’ente camerale in ordine al futuro assetto dell’ex Cofa, risiedere nella necessità di razionalizzare gli spazi di sua proprietà che insistono sull’area. In particolare, con l’ampliamento del padiglione espositivo, che soffre per la ristrettezza delle sue dimensioni; ma anche con la ricerca, da parte della stessa Camera di commercio, di un’ulteriore apertura verso la città del porto turistico. Una “perla” del medio Adriatico, che non riesce ancora ad affermare un vera sinergia con la città». «E’ compito del Comune – conclude così la nota – promuovere un’azione positiva per coinvolgere interlocutori pubblici e privati, tenendo conto che già il Piano particolareggiato che ingloba l’ex Cofa prevede destinazioni assolutamente compatibili con gli interventi che abbiamo prefigurato». (s.d’a)

Luigi Albore Mascia «Una esigua minoranza ha impedito l’approvazione di un atto teso a garantire lo sviluppo del nostro territorio» Guerino Testa «Attorno all’area dell’ex Cofa si gioca il futuro di Pescara e la città non può perdere tempo prezioso»


CNAABRUZZO INFRASTRUTTURE

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La Cna di Pescara: si tratta di un’area strategica per il porto turistico

Enzo Del Vecchio «L’amministrazione cittadina ha dimostrato un’assoluta mancanza di autonomia e potere decisionale»

Massimiliano Pignoli «Quell’area deve diventare un polo di attrazione turistica per far ripartire l’economia cittadina»

L’area Ex Cofa in un’immagine aerea di Federico Deidda In alto Daniele Becci presidente della Camera di Commercio di Pescara e Carmine Salce

LA DENUNCIA «Così impossibile fare impresa» «Le associazioni di categoria e sindacali, nell’esprimere la propria condivisione su tutte le scelte operate dalla Giunta camerale, nel corso del lungo e laborioso confronto che la Camera di commercio ha condotto in questi anni con gli enti interessati, ed in particolare con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara, ritengono coerente ed inevitabile condividere la scelta dello stesso ente camerale di svincolarsi dagli impegni assunti nel protocollo d’intesa firmato il 31 agosto del 2012». E’ un documento sottoscritto da ben 15 sigle, tra associazioni espressione del mondo dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio, della piccola impresa, dei servizi, dei consumatori, dei lavoratori (Cna, Confartigianato, Coldiretti, Cia, Confindustria, Confapi, Confesercenti, Confcooperative, Legacoop, Federpesca, Impresa Pesca Coldiretti, Adoc Uil, Arcoconsumatori, Uil e Cisl) a suggellare, con la parola “fine” (almeno per ora) il lungo braccio di ferro sul destino dell’ex mercato ortofrutticolo che ha visto contrapporsi, sui banchi del consiglio comunale pescarese, maggioranza e opposizione. Contrapposizione suggellata da una lunghissima seduta dell’assise civica, tenuta allo scadere dei termini fissati per l’approvazione dell’accordo di programma tra i diversi enti interessati, segnata dall’ostruzionismo delle opposizioni. Ed è proprio a questo difficile contesto istituzionale in cui il mondo dell’impresa pescarese è costretto ad operare, che il testo, particolarmente duro nella sua seconda parte, allude senza usare perifrasi o giri di parole: « Gli accadimenti degli ultimi giorni e gli esiti determinatisi – scandisce la nota – offrono uno spaccato del contesto in cui le forze produttive sane sono costrette quotidianamente ad operare. Una iniziativa di valenza storica per la città di Pescara, che avrebbe dovuto trovare alta condivisione ben al di sopra dei colori politici, ridotta ad un mercato di posizioni nel quale si è tentato di coinvolgere anche l’ente camerale, quasi ponendolo sul banco degli imputati». «Il divario che oggi si frappone tra la vita reale ed il contesto politico – prosegue polemicamente la nota congiunta – ha raggiunto oggi a Pescara la sua massima espressione». «La consapevolezza della necessità di una modifica radicale nell’amministrazione della cosa pubblica – conclude il documento – è, quindi, l’unica eredità positiva che rimane all’esito dell’iniziativa della Camera di commercio sulle aree ex Cofa». Parole amare, ma anche la denuncia di uno stato di cose ormai non più sostenibile.


CNAABRUZZO MESTIERI

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«I

cittadini facciano attenzione: d’ora in avanti, per la riparazione, la manutenzione o l’installazione del frigorifero o dell’impianto di aria condizionata di casa, occorrerà rivolgersi a un tecnico munito di una specifica autorizzazione. Lo afferma Franco Muffo, presidente regionale di Cna Installazione e Impianti, secondo il quale «la novità – che interessa tanto i cittadini quanto le imprese del settore – è contenuta nel testo del regolamento CE n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra, pubblicato circa un anno fa sulla Gazzetta Ufficiale, ma divenuto operativo nelle scorse settimane, con l’istituzione del Registro provvisorio degli operatori». Insomma, per poter operare in questo settore, occorrerà d’ora innanzi “certificare” la professione dell’operatore e dell’impresa, che dovrà conseguire un vero e proprio “patentino”. «Si tratta - prosegue Muffo - di un’area piuttosto ampia di interventi, che vanno dalla refrigerazione al condizionamento d’aria, dalle pompe di calore ai sistemi di protezione antincendio che contengono gas fluorurati ad effetto serra». «In attesa del conseguimento della certificazione - conclude - le imprese possono richiedere una certificazione provvisoria per le persone fisiche che svolgono l’attività di frigorista all’interno dell’impresa; la certifica-

frigoriferi ecco il tecnico con la patente

zione provvisoria ha una durata di 6 mesi, tempo entro il quale le persone dovranno provvedere ad ottenere la certificazione vera e propria, con il superamento dell’esame teorico e pratico previsto dalla legge. Come Cna

Abruzzo siamo già al lavoro per attivare corsi di formazione per il conseguimento del patentino, ma anche per ottenere le previste certificazioni provvisorie». I corsi, messi a punto da Ecipa Abruzzo, su www.cnaabruzzo.it.


CNAABRUZZO SOCIALE

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Navigare senza età Anziani in rete con i ragazzi docenti A

vvicinare all’uso dell’informatica il mondo della terza età, ricorrendo all’aiuto dei giovanissimi. E’ l’obiettivo dell’originale progetto voluto dalla Cna di Chieti e dell’Aquila, realizzato in collaborazione con Ecipa Abruzzo, l’ente di formazione della Cna Abruzzo e Impresa Sensibile: attraverso un ruolo attivo degli studenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Galiani-De Sterlich” di Chieti, e la scuola media statale “Dante Alighieri”, dell’Aquila, proverà a trasferire competenze in materia informatica, tra la prima generazione “digitale” e quelli che potrebbero essere i loro nonni. «Abbiamo pensato a questo corso – spiega il presidente nazionale di Cna Impresa Sensibile, Franco Cambi - per favorire l’inserimento di una vasta fascia di età nella società dell’informazione, migliorandone così la qualità della vita, cioè aiutando le persone anziane a uscire da quella condizione di isolamento che segna purtroppo questa fase della vita. Voglio perciò ringraziare i ragazzi, che sono i protagonisti di questa bella esperienza, ma anche la struttura della scuole, che l’hanno resa possibile: la dirigente scolastica Candida Stigliani, il professor Pasquale Santone, l’assistente tecnico Nadia Di Nardo a Chieti, il preside

dell’istituto aquilano, Giuliano Tomassi». Tanto il corso di Chieti che quello dell’Aquila sono dedicati all’informatica di base e all’uso dei social network. Ampio il ventaglio delle materie d’insegnamento: dalla comunicazione (uso dei social network, navigazione su internet, uso della posta elettronica) alla videoscrittura (come trattare tesi e immagini), fino all’uso corretto dei fogli elettronici. «Con questa iniziativa - dice la direttrice della Cna di Chieti, Letizia Scastiglia – abbiamo voluto mettere a disposizione delle persone anziane uno strumento utile per stabilire un rapporto diretto con la Pubblica Amministrazione, gli enti di previdenza, i servizi socio-assistenziali e sanitari: ovvero realtà sempre più abituate a stabilire con i propri utenti un rapporto “digitale”». Ad aiutare gli anziani in questo singolare percorso percorso formativo, grazie alla disponibilità concessa dalle due scuole di Chieti e L’Aquila, sono i più giovani, ovvero quella prima generazione “digitale” che segna la formazione di milioni di ragazze e ragazzi: per una volta in cattedra, nelle vesti di docenti, quasi tutti formati “sul campo” all’uso di internet, ma forse proprio per questo più in grado di trasferire, senza tecnicismi inutili, competenze e saperi.

le cifre

Un rapporto non facile Secondo uno studio pubblicato qualche anno fa da Il Sole 24 Ore qualche anno fa, l’uso del pc tra gli anziani nella fascia compresa tra 60 e 64 anni è passato dal 13,8% del 2005 al 25% nel 2009, e dal 5,5% al 9,9% per la fascia 65-74 anni. Nello stesso arco di tempo, inoltre, l’uso di internet è schizzato dal 10,8% al 22,8% per i 60-64enni e dal 3,9% all’8,5% per i 65-74enni. Pesa, secondo gli studiosi, la scarsa diffusione delle nuove tecnologie nelle famiglie: il 79% delle famiglie italiane con almeno un minore possiede un pc ed i nonni, il più delle volte, imparano con i nipoti.


CNAABRUZZO VARIE

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CNAABRUZZO magazine periodico online della Cna Abruzzo ANNO I - NUMERO I

Direttore responsabile Sergio D’Agostino Editore CNA ABRUZZO Presidente ITALO LUPO Via Cetteo Ciglia 8, 65128 Pescara www.cnaabruzzo.it Tel. 085 4326919 Progetto grafico e impaginazione: Sabrina Dei Nobili Fotografie Federico Deidda Informazioni e contatti Redazioni: ufficiostampa@cnaabruzzo.it Pubblicità: segreteria@cnaabruzzo.it

EDITORIALE di Graziano Di Costanzo

UNA ROAD MAP DI FINE LEGISLATURA  segue DALLa pagina 5

Penso al tema fondamentale della digitalizzazione ed alla possibilità quindi di poter fare seguire adempimenti e tante procedure stando comodamente seduti dietro un computer. Si tratta di una sfida enorme ma, trattandosi di una rivoluzione che non costa soldi ma porta solo benefici, avrebbe effetti positivi straordinari sulla comunità economica abruzzese costituita per il 97% da imprese con meno di 10 addetti. La quarta questione riguarda le tasse. Qui la Regione ha dato un importante segnale positivo, restituendo a imprese e cittadini un terzo delle imposte pagate con le addizionali Irpef ed Irap per il noto buco nei conti generato dal deficit della sanità. Bisogna continuare con impegno e determinazione su questa strada in modo da eliminare, possibilmente, entro quest’anno tutte le addizionali che

continuano a pesare sulla comunità abruzzese per oltre 100 milioni di euro. Insieme a queste però vanno riviste decisamente le aliquote dell’Imu sugli immobili di proprietà in cui gli imprenditori svolgono direttamente la loro attività. In questo caso l’aliquota deve essere equiparata a quella della prima casa. E’ vero, si tratta di tasse di competenza esclusiva di Stato e Comuni, ma la Regione dovrebbe esercitare tutta la sua influenza perché si realizzasse questa condizione. Infatti se si manterranno le aliquote adottate nel 2012, quasi tutte nei comuni abruzzesi al 1,06% contro lo 0,4% medio della prima casa, a cui dovremo aggiungere ben presto la nuova Tares, allora si verificherà una vera e propria ecatombe delle micro e piccole imprese abruzzesi. E questo non può e non deve accadere.


Investiamo in chi investe.

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Marzo 2013