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[Luglio/Agosto 2011]

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Regione

Chieti

Teramo

4/5 Alimentari

1 3 Economia Un forum sullo stato di crisi della provincia teatina

18 Globalizzazione

Imprese alla sfida della certificazione

6 Aeroporto

19 Territorio

La Cna chiede di entrare nella Saga Spa 7 Formazione A Guardiagrele feste finale del “maggioformativo” 11 Turismo Mercato interno sugli scudi nelle settimane clou dell’estate 12 Rete Imprese Italia Il presidente della Cna Malavasi alla guida del network

Un progetto di cooperazione con la metropoli cinese di Tianjin Due province alleate per lo sviluppo delle piccole imprese

Pescara

L’Aquila

16 Asse attrezzato

20 Post-sisma

Le associazioni d’impresa fanno fronte comune contro il pedaggio

Cna protagonista al Salone della ricostruzione 21

Insediamenti

A Monticchio una casa per

le piccole imprese aquilane

22 Mostre

Di scena a Pescara l’occhio virtuale di Bruno Imbastaro

Foto di copertina: La filiera alimentare al centro di un nuovo quadro normativo

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Imprese alimentari alla sfida della certificazione La filiera agroalimentare presenta punti di forza per le imprese, come il legame con il territorio di riferimento o l’elevata qualità dei prodotti Sono circa 2mila e 300 le imprese abruzzesi del food, la maggior parte delle quali di piccole dimensioni, interessate all’introduzione delle nuove norme in materia di certificazione dei prodotti agro-alimentari: un percorso, questo, destinato a modificare profondamente i rapporti con il mercato, con la clientela e con i concorrenti. Sono alcuni degli aspetti approfonditi nel corso del convegno «Certificare i prodotti alimentari: un fattore decisivo per la competitività delle imprese» che la Cna abruzzese ha organizzato il 7 luglio scorso per fare il punto, con il supporto di esperti - tra gli altri Sergio Iacoboni dell’Arssa; Silvana Marchese di Certiquality; Matthias Laubenstein e Angela Incani del Laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso – di imprenditori, di rappresentanti istituzionali, sulle diverse novità legislative introdotto di recente nel settore, ma anche sull’apporto che la ricerca scientifica può fornire. Nello scenario di Palazzo Corvo ad Ortona, sede dell’Enoteca regionale abruzzese, sono state affrontate così le problematiche che la certificazione di qualità introduce in una filiera, come quella dell’agroalimentare, composta in prevalenza di micro-aziende produttrici di vino, olio, prodotti da forno, dolciarie, di conserve, di pasta e liquori. Un comparto che rappresenta circa il 4/


Confronto a tutto campo sulle novità nel campo della certificazione

Le nuove norme nel tempo possono favorire un minore impatto della concorrenza estera rispetto alle nostre imprese 24% delle imprese del settore manifatturiero regionale. Al centro della discussione, il forte legame tra certificazione e sviluppo della ricerca e dell’innovazione: «La filiera agro-alimentare, ha detto tra l’altro nel suo intervento Silvio Calice, della Cna di Chieti illustrando le opportunità di finanziamento, anche di carattere comunitario, come il progetto “Wide” del programma “Med”, per le imprese che decidono di affrontare la sfida della certificazione, presenta alcuni indubbi punti di forza: l’elevata qualità dei prodotti, l legame spesso inscindibile con il territorio di riferimento, i suoi valori storico-paesaggistici, le attività artigianali presenti. Senza dimenticare il vantaggio costituito dal minor impatto che la concorrenza estera rappresenta rispetto alle nostre imprese in questo settore».

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Aeroporto d’Abruzzo La Cna: soci della Saga Lupo: «Lo scalo rappresenta un punto importante per lo sviluppo turistico della nostra regione. Il suo futuro va quindi sostenuto» L’aereostazione (foto RaBoe/Wikipedia)

La Cna abruzzese ha esercitato la sua «manifestazione di interesse all’aumento del capitale sociale della Saga SpA. La confederazione artigiana presieduta da Italo Lupo, in dettaglio, ha proposto la sottoscrizione di 2910 azioni, del valore di 5,16 euro l’una, per un importo complessivo di oltre 15mila euro. La SpA presieduta da Carla Mannetti – il cui consiglio di amministrazione si riserva, in ogni caso, di decidere in via definitiva entro il 30 settembre prossimo sulle diverse manifestazioni d’interesse

presentate dai potenziali nuovi soci – aveva pubblicato il 16 giugno scorso un avviso per la collocazione di un importo di 365mila 864 euro, pari a oltre 70mila azioni. In sostanza, il 20% riservato all’azionariato diffuso in base alla delibera dello scorso dicembre che aveva deciso l’aumento del capitale sociale. «Coerentemente con le nostre posizioni espresse anche di recente sul futuro dello scalo e le sue prospettive – illustra il presidente della Cna, Italo Lupo – alla prima occasione utile abbia-

mo deciso di passare dalle parole ai fatti, proponendoci dunque quali nuovi soci della Saga. In più occasioni abbiamo sollecitato il mondo dell’imprenditoria abruzzese a farsi parte attiva nel sostenere la vita dell’aeroporto, una struttura in forte espansione di traffico, decisiva per lo sviluppo turistico regionale. Uno sviluppo che interessa da vicino quelle piccole imprese di cui noi siamo espressione. Mi auguro che questa strada sia seguita con interesse dalla vasta galassia del mondo dell’impresa regionale».

Chiodi inaugura un nuovo spazio nel terminal del Liberi L’aeroporto d’Abruzzo si dota di nuovi spazi. E’ stata inaugurata, alla presenza tra gli altri del presidente della Regione, Gianni Chiodi, una nuova area dello scalo pescarese, che arricchisce il terminal di altri di 1.500 metri quadrati, portando la disponibilità complessiva a 7.800, per un costo complessivo che sfiora i 3,5 milioni di euro. Tutto pronto, dunque, per fronteggiare al meglio il previsto aumento del traffico in arrivo e in partenza, che dovrebbe comportare, entro la fine dell’anno, il superamento dello storico traguardo dei 500mila passeggeri 6/


Festa di piazza per il «Maggioformativo» L’artigianato che forma si fa arte e va tra la gente a festeggiare i suoi successi. E’ quanto accaduto al «maggio formativo», l’originale percorso formativo voluto da Ecipa-Cna, struttura formativa della confederazione artigiana abruzzese, che proprio sugli aspetti legati alle produzioni artistiche e di qualità ha incrociato la competenza e la professionalità dell’Ente Mostra dell’artigianato artistico abruzzese di Guardiagrele. Il 10 luglio scorso il suggestivo scenario di piazza Santa Maria Maggiore, nel centro storico della cittadina alle pendici della Maiella, ha fatto da sfondo alla cerimonia conclusiva della manifestazione: cerimonia che ha permesso di illustrare i contenuti e i risultati dell’importante percorso formativo realizzato (migliaia di ore di formazione, con centinaia di allievi) ed ancor meglio illustrati, se possibile, dalla mostra-mercato che ha accompagnato l’evento, proponendo l’acquisto di prodotti eno-gastronomici e dell’artigianato artistico realizzati dagli allievi dei corsi. Una scelta che avuto anche il sapore della solidarietà, visto che i fondi raccolti (500 euro) sono stati devoluti alla nobile causa dell’Ail, l’associazione da sempre in prima fila

In una mostra-mercato, i prodotti dell’artigianato artistico creati dagli allievi del percorso formativo voluto dalla Cna nell’assistenza ai malati di leucemia e alle loro famiglie. Tra gli interventi, quelli di Franco Cambi e Lorenza Di Giulio, presidente e responsabile di Ecipa Abruzzo; Tina Di Prinzio e Gian-

franco Marsibilio dell’Ente Mostra di Guardigrele; di docenti protagonisti del corso, come Giuseppe Liberati, Domenico Scotti Del Greco, Giuseppe Di Crescenzo. /7


Politica e privilegi «Con la decisione assunta dal Consiglio regionale di vietare il cumulo di vitalizi ai consiglieri regionali che assumono incarichi in altri enti, la politica mostra finalmente di seguire un atteggiamento coerente lungo la strada della riduzione di sprechi e privilegi». Lo afferma il presidente della Cna abruzzese, Italo Lupo, secondo il quale «la misura votata dall’assemblea regionale si somma con altre, precedenti, dello stesso tenore, anche quelle tese alla riduzione dei costi della politica». «Si tratta – aggiunge – di misure dal forte impatto, che mirano a ridurre la distanza che corre tra i normali cittadini e quanti vengono chiamati ad assumere ruoli istituzionali. Ruoli che quasi sempre sono stati identificati come la conquista di privilegi e benefici di status, distanti anni luce dalla vita delle persone normali e delle imprese». «Non spetta a noi – prosegue il presidente regionale della Cna – valutare il merito dei provvedimenti, ma il loro senso. E se la dotazione di privilegi resta ancora sostanzialmente intatta, non saremo certo noi a giudicare in modo negativo i piccoli passi che vengono compiuti. Da anni, anche a costo di essere giudicati impopolari nei palazzi della politica e senza guardare agli schieramenti di turno – conclude – la nostra organizzazione si batte per avvicinare, anche attraverso la riduzione o l’abolizione di assurdi privilegi di casta, la distanza che separa i cittadini e le imprese dalle istituzioni. Un compito che in epoca di crisi ci pare ancora più doveroso, e che continueremo a perseguire con tenacia e coerenza».

Premi Inail Sono riaperti i termini, relativi all’anno 2011, per l’esame da parte dell’Inail delle richieste di riduzione dei premi pagati dalle imprese artigiane assicurate. La decisione è stata assunta in seguito alla pressione esercitata dalle associazioni datoriali del settore, tra cui la Cna, in relazione all’eseguità delle domande di riduzione del premio presentate nel 2010. E’ stato così messo a punto un servizio online, che sarà disponibile già a partire dal 15 settembre prossimo; il termine ultimo per la presentazione delle istanze scadrà invece il 30 settembre 2011.

Laurea «La relazione fra sistema azienda e sistema ambiente; il ruolo delle Associazioni di categoria. Il caso della Cna di Chieti», è il titolo della interessante tesi discussa da Laura Vitale (nella foto), fresca di laurea specialistica in Organizzazione e relazioni sociali alla Facoltà di Scienze sociali dell’Università d’Annunzio di Chieti. La tesi (relatore il professor Michele Samuele Borgia) è stata preparata con un lungo stage all’interno della confederazione artigiana teatina, che ha permesso alla neo dottoressa di studiare più da vicino l’organizzazione di un’associazione d’impresa e capire il punto di vista degli imprenditori. Nel suo lavoro, la Vitale è stata seguita, per la Cna, da Andrea Buffone (che ha svolto le funzioni di tutor) e dalla direttrice Letizia Scastiglia.

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Rete Impresa Italia Ivan Malavasi, presidente nazionale della Cna (nella foto), è dal 1° luglio scorso il presidente portavoce di R.ETE. Imprese Italia, l’associazione unitaria delle cinque principali organizzazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese e dell’impresa diffusa (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) che raccolgono insieme oltre 2,5 milioni di imprese. Malavasi, che reggerà per sei mesi l’incarico, succede a Giorgio Guerrini e a Carlo Sangalli, che lo hanno preceduto in questo prestigioso incarico.

Pianeta anziani

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Protestano i pensionati del lavoro autonomo abruzzese contro la manovra economica varata dal governo e approvata poi dai due rami del Parlamento. Siamo consapevoli e pronti ad accettare i sacrifici che gli impegni assunti in sede europea ed il rigore dei conti pubblici impongono al nostro Paese, a condizione però che gli stessi siano equamente ripartiti e tengano nella dovuta considerazione la situazione dei pensionati e delle classi sociali piÚ deboli affermano i pensionati del Cupla, il Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo costituito dalle associazioni e dai sindacati dei pensionati di Confartigianato, Cna, Casartigiani, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcommercio e Confesercenti. Accogliendo l’invito del presidente della Repubblica alla coesione, alla rapidità delle decisioni ed al dialogo tra le forze politiche e sociali – hanno detto durante il dibattito parlamentare - condividiamo l’obiettivo di giungere alla definitiva approvazione della manovra entro pochi giorni, ma ribadiamo nello stesso tempo l’assoluta necessità di rivedere alcune misure che rischiano di aggravare ulteriormente la già difficile situazione in cui versano le fasce deboli della popolazione, cioè gli anziani ed i pensionati.


Piace soprattutto agli abruzzesi il mare di questi giorni d’estate. Lo rivela un sondaggio condotto dalla FabCna tra i propri associati, secondo il quale rispetto all’anno passato crescono le fila dei vacanzieri della domenica: una crescita delle presenze che la Fab stima non inferiore al 6-7%. Insomma, in questi caldi giorni d’estate, a incrementare sulle spiagge l’uso di sdraio e ombrelloni sono stati soprattutto i vacanzieri della porta accanto, ovvero gli abruzzesi. A detta della Federazione autonoma dei balneatori abruzzesi, l’aumento delle presenze negli stabilimenti conferma un andamento generale del mercato del turismo, che già a Pasqua aveva mostrato le sue tendenze: contrazione dei giorni di presenza, aumento degli arrivi (più persone, ndr) ma per un minor numero di giorni. «Lo stesso – conferma il segretario regionale Cristiano Tomei – si è verificato nei giorni di inizio luglio, che sono coincisi pure con il vero e proprio inizio meteorologico dell’estate, dopo le incertezze climatiche di giugno». Si delinea insomma un nuovo tipo di turismo familiare: si tende a fare più week-end, ma a contrarre i giorni di vacanza. Insomma, come già aveva mostrato il mercato pasquale, si fa di tutto per spendere meno sulla mobilità, si opta per località vicine, a tutto vantaggio di un giorno in più da passare in spiaggia». A detta della Fab, le strategie comunicative per le settimane clou della stagione estiva dovranno puntare alla cattura di quel 25% di indecisi, rimasti ancora alla finestra, che le statistiche

Mare d’estate crescono i turisti della domenica mostrano ancora disponibili a qualche giorno di relax: «La Regione, in particolare attraverso le proprie agenzie

come l’Aptr, deve tentare di penetrare questo mercato con proposte mirate e fortemente concorrenziali».

«Strada Parking» una soluzione improvvistata Troppa improvvisazione sulla gestione dei parcheggi dedicati al turismo balneare da parte dell’amministrazione comunale di Pescara. E’ la critica mossa dalla Fab-Cna alle misure straordinarie per la sosta delle auto nei giorni festivi adottate dalla giunta comunale di Pescara. Misure che si sono tradotte nell’apertura al parcheggio delle auto della cosiddetta “strada-parco”, l’ex tracciato della ferrovia, ribattezzato per l’occasione “strada parking”. «Se è giusto preservare i marciapiedi della riviera nord dall’invasione di auto e motorini – ha detto la Fab – la decisione di dirottare nei giorni festivi le auto lungo la stradaparco appare di dubbia efficacia, mentre logica avrebbe voluto che l’amministrazione cittadina procedesse nei mesi passati a una ricognizione attenta di tutte le aree di sosta disponibili nel perimetro urbano (come l’area di risulta dell’ex stazione, nella foto), e creando un sistema integrato efficace di parcheggi e bus navetta, in grado di sconsigliare l’uso dell’auto privata con costi ridotti».

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Economia, rilancio in cinque mosse

Rilanciare gli strumenti che avevano posto la provincia di Chieti all’avanguardia della programmazione territoriale. Puntare su un modello di sviluppo eco-compatibile che favorisca la promozione del turismo. Investire nelle fonti energetiche rinnovabili. Istituire un fondo di garanzia per aiutare le imprese, soprattutto le più piccole, in debito d’ossigeno. Intensificare il confronto istituzionale con le imprese. Sono cinque le mosse indicate dalla Cna di Chieti per rilanciare l’economia provinciale: ad illustrarle, nel corso del forum tenuto il 28 giugno scorso nella sala rossa della Camera di commercio, è stata la direttrice provin-

Al forum promosso a giugno dalla Cna tante proposte concrete per superare il periodo di crisi ciale della confederazione artigiana di Chieti, Letizia Scastiglia. «Istituiamo i gruppi di lavoro, intensifichiamo i momenti di confronto e ampliamo la partecipazione ai sindaci dei comuni di quelle aree della provincia particolarmente colpite dalla crisi» ha detto riferendosi all’attività della Consulta provinciale per il lavoro e l’economia, di fronte ad una platea composta da imprenditori, rappresentanti del mondo delle imprese e delle

istituzioni, come il presidente della commissione Sviluppo economico della Provincia, Federico Fioriti, e il sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese. Nel suo intervento, Scastiglia ha rilanciato inoltre la richiesta di maggiore «coordinamento dei tre Patti territoriali, per creare momenti di condivisione sulle buone prassi, sulle strategie, sugli strumenti e le azioni da mettere in campo». Dedicati a un modello di sviluppo eco-compatibile, i passaggi del suo intervento sul modello economico, con scelte energetiche e turismo i primo piano: «La Cna crede in un modello di sviluppo eco-compatibile / 13


Scastiglia: bisogna puntare su programmazione, credito, ambiente, energia pulita e concertazione e sostiene tutte quelle iniziative che tendono a valorizzare il nostro patrimonio paesaggistico e a promuoverlo. Una scelta che fa il paio con il nostro giudizio positivo, in materia energetica, sulla sottoscrizione da parte di 104 Comuni della provincia, del Patto dei Sindaci. Saremo al fianco di queste virtuose amministrazioni per sensibilizzare e finanziare quelle imprese che vorranno investire in energie da fonti rinnovabili. Non è più condivisibile una politica schizofrenica che da un lato promuove la “Costa dei trabocchi”, ma dall’altro lascia spazi a progetti che mettono a rischio il nostro patrimonio naturale». Sulla questione del credito, infine, la Cna di Chieti propone l’istituzione di un fondo di garanzia intersettoriale a livello provinciale per la concessione 14 /


Tutti i numeri della crisi Dal centro studi regionale della Confederazione degli artigiani, dati shock sulla crisi del territorio

Confronto a più voci sullo stato di salute dell’economia provinciale. In alto, Ronci e Scastiglia

di garanzie integrative, magari da utilizzare per il ripiano contributivo previdenziale. Nel suo intervento di saluto, il presidente della Cna provinciale, Savino Saraceni, si è invece soffermato soprattutto sul valore sociale del fare impresa («Parole come ‘lasciare morti per strada’ non ci piacciono quando si parla di crisi, nessuno deve essere lasciato senza aiuto. La chiusura anche di una sola azienda è un dramma per imprenditori e dipendenti») e sulla necessità che il mondo delle piccole imprese si dia una sola voce: «Con Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti è il momento di lanciare anche nella nostra provincia la fase costituente di Rete Imprese Italia, per poter finalmente parlare con una sola voce».

La provincia che ha trainato per anni l’economia abruzzese si scopre in grave affanno. E’ quanto emerso dall’analisi che la Cna di Chieti ha presentato all’attenzione delle istituzioni locali e delle associazioni del mondo dell’impresa, in occasione del forum dal titolo «Economia: Abruzzo regione in sofferenza, Chieti provincia in crisi». Secondo lo studio realizzato da Aldo Ronci, gli indicatori dello stato di sofferenza della provincia chietina sono almeno quattro: flessione del numero di imprese, calo dell’occupazione, caduta del credito, stagnazione della popolazione. I dati, elaborati dal centro studi regionale della Cna su diverse fonti ufficiali (Istat, Bankitalia, Infocamere) dicono così che nel biennio 2009-2010, il mercato del lavoro ha subito un arretramento impressionante. La caduta dell’occupazione nel territorio provinciale ha raggiunto percentuali da shock, con ben 11.311 unità in meno, ovvero quasi il 50% dell’intero dato regionale, gran parte dei quali forniti dall’industria e dall’area dei servizi. Valori assoluti confermati anche dall’andamento del tasso di occupazione, fermo al 53,4%, contro una media nazionale del 56,9. Caduta dell’occupazione che, ovviamente, porta ad una impennata nel numero dei disoccupati: tra 2009 e 2010, i senza lavoro sono stati 5.996, di cui 3.253 nel 2009 e 2.743 nel 2010 (tasso di disoccupazione oltre il 10%). Al quadro fortemente problematico fornito dallo studio della Cna arriva una conferma dell’andamento delle imprese: a fronte di incrementi abbastanza significativi nelle altre tre province d’Abruzzo (L’Aquila +838 unità; Teramo +649; Pescara +697), la sola a far registrare nel biennio 2009-2010 una totale stagnazione e quella di Chieti, ferma ad appena +25. Presenta luci ed ombre, nello stesso biennio, la dinamica delle imprese artigiane (con la crescita all’Aquila e Pescara), ma una flessione a Teramo e – manco a dirlo - a Chieti. Pressoché nulla, sempre nel Chietino, la crescita del credito, che invece ha contraddistinto l’andamento delle altre province della regione. Nei primi nove mesi del 2010, è stato infatti l’unico territorio sostanzialmente “immune” dal benefico vento di ripresa di cui hanno beneficiato soprattutto le famiglie, e che ha fatto segnare all’Aquila un aumento di 364 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a Teramo di 576 milioni, a Pescara di 601 e a Chieti di appena 134. A farne le spese sono state, in modo particolare, le imprese: segno “+” davanti al dato delle altre tre province della regione, contro il profondo rosso del Chietino, come dimostra il -211 milioni registrato. Gravissimo, a completare il quadro fosco che il credito produce, l’andamento delle “sofferenze”, ovvero le somme che le banche non riescono più a ottenere dalla propria clientele: nei primi nove mesi del 2010, in provincia di Chieti hanno subito un incremento di 177 milioni, pari al 68,92%, percentuale che mette la provincia ai primi posti a livello nazionale. Ferma l’economia, in provincia di Chieti ristagna pure la popolazione: a fronte della crescita demografica, nel decennio 2001-2010 di Pescara (+1992 unità), di Teramo e dell’Aquila (+556 e +649), il Chietino “guadagna” l’ultima posizione con appena 271 unità.

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Costituire un asse contro il pedaggio Due mesi per organizzare al meglio Fronte comune delle associazioni le ragioni di quanti chiedono di esenuna battaglia che si annuncia difficile, tare l’asse attrezzato Chieti-Pescara d’impresa quella per scongiurare l’introduziodal pagamento del pedaggio, ritenuto ne del pedaggio sull’asse-attrezzato «una scelta irragionevole e sbagliata» per scongiurare il balzello Chieti-Pescara. Sessanta giorni a diè un agguerrito pool di sigle (sono sull’arteria Chieti-Pescara. sposizione di parlamentari e forze quindici: Adoc-Cgil-Cia-Cisl-CnaIl confronto si sposta nelle aule Coldiretti-Confapi-Confartigianatosociali, per evitare un nuovo prelievo dalle tasche degli abruzzesi. Confcommercio-Confesercenti-Condel Parlamento Proprio un nutrito fronte di forze findustria-Federconsumatori-Ugl-Uil) imprenditoriali e sociali dell’area adriatica, nei giorni calche rappresentano il mondo dell’impresa, dei consumatori dissimi del mese di luglio ha organizzato una dura battaglia e dei sindacati dei lavoratori abruzzesi. per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica, ma anL’11 luglio scorso hanno dato vita a un confronto serrato, che delle istituzioni locali, un problema che il calendario dei alla presenza di esponenti politici e istituzionali, nella sala lavori parlamentari ha per il momento deciso di «rinviare a Camplone della Camera di commercio, con l’unico obietsettembre». Contenuta in un primo momento nel testo della tivo di cancellare i chilometri dell’arteria che corre dalla manovra economica approvata dal governo prima, e dalle costa verso la Val Pescara dalla previsione di introduzione aule di Senato e Camera dopo, la norma che introduce il del pedaggio e ai suoi frequentatori di mettere mano al porpagamento del pedaggio lungo l’asse attrezzato e altri ractafogli: una scelta – hanno spiegato gli organizzatori - che cordi autostradali gestiti dall’Anas, è stata per il momento può essere scongiurata solo ricorrendo alla riclassificazione stralciata. In attesa di essere definitivamente messa a punto dell’elenco dei raccordi autostradali, co il “declassamento” in settembre. dell’arteria abruzzese. A chiedere a parlamentari e istituzioni locali di sostenere Per meglio spiegare le proprie ragioni alla contrarietà di

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introdurre un nuovo balzello sull’asse-attrezzato Chieti-Pescara, i promotori del forum hanno votato anche un ordine del giorno conclusivo, che richiama le ragioni più significative dell’opposizione al pedaggio e invita alla mobilitazione: inglobamento nella viabilità urbana dell’area Chieti-Pescara della strada; utilizzo prevalente da parte di pendolari che quotidianamente si spostano all’interno dei centri che ne fanno parte; funzione solo marginale come collegamento al casello dell’Autostrada A25 da e per Roma, suffragata dai dati sull’utenza; rischi di natura ambientale per i comuni interessati da un prevedibile aumento del traffico. Diverse le figure istituzionali che hanno risposto positivamente all’invito del pool di sigle promotrici del con-

fronto: il senatore Giovanni Legnini (che ha presentato a Palazzo Madama diversi emendamenti ed è sicuramente il punto di riferimento istituzionali della battaglia parlamentare); i consiglieri regionali Franco Caramanico e Marinella Sclocco (presentatrice nel gennaio scorso di un ordine del giorno votato dall’assemblea di Palazzo dell’Emciclo); i presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa (la cui amministrazione aveva impugnato lo scorso anno, innanzi alla giustizia amministrativa, l’introduzione del pedaggio); il vicesindaco di Chieti, Bruno Di Paolo; il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli; il vicesindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente.

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Imprese teramane protagoniste di un progetto con la metropoli cinese di Tianjin. Lanciotti: «Un colpo anche al mercato fiorente della contraffazione» Un pezzo del tessuto imprenditoriale della provincia teramana potrebbe diventare protagonista di un importante progetto economico cinese. E’ quello che porterà all’apertura nell’immensa municipalità di Tianjin, quarta in assoluto dell’immenso paese asiatico, di un mega centro commerciale, parte del quale dovrebbe essere dedicato ai temi classici del “Brand Italia” e diretta a rappresentare lo stile e il gusto italiano più famoso al mondo. Con negozi, pizzerie, aree destinate a valorizzare l’enogastronomia regionale italiana, la gioiellerie, la pelletteria e la moda, fino a diventare l’unico sportello dei prodotti “made in Italy” in Cina. Al progetto sono interessate l’amministrazione provinciale, la Camera di commercio e la Cna di Teramo, che hanno aderito all’accordo denominato Amicizia tra la zona industriale di Tianjin e la Provincia di Teramo. Un primo incontro c’è stato, con una delegazione cinese guidata dal referente in Italia Liù Wijiung e alcuni imprenditori che operano nel settore delle energie rinnovabili interessati ad un interscambio commerciale con le aziende teramane del settore. Al primo appuntamento erano presenti il presidente e il direttore della Cna di Teramo, Gianfredo De Santis e Gloriano Lanciotti, oltre al responsabile dell’Ufficio tecnico Fausto Leone. «Il progetto – illustra Lanciotti - è stato avviato nell’ambito dello scambio economico e culturale tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese, promosso dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e dal Sindaco di Tianjin, che ha avviato un programma di riqualificazione del quartiere “Marco Polo”, conservandone il tessuto urbano, preservandone i monumenti, i palazzi e l’architettura di inconfondibile stile

Sulla rotta di Marco Polo

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italiano nel cuore di una metropoli di particolare rilevanza economica». Tra le peculiarità inserite dalla Cna teramana nel progetto di interscambio, le imprese aderenti a Federmoda Cna, l’unione che concentra i settori della pelletteria, del tessile e abbigliamento, della calzatura, pellicceria, della sartoria e dell’oggettistica: «Il progetto

permetterà alle nostre imprese – dice ancora Lanciotti - una presenza stabile nel mercato cinese e a prezzi contenuti rispetto a quelli sostenuti per le fiere tradizionali. Soprattutto, si fonda sulla garanzia dalla volontà politica cinese di cooperare con le nostre aziende tutelandone l’originalità a svantaggio della contraffazione».


Piceno-aprutino un Quadrilatero per il rilancio Anche la Cna provinciale protagonista del progetto che punta a creare legami più stabili tra i due territori “gemelli” Un momento dell’incontro tra i promotori

E’ vero, nell’epoca augustea la regione non aveva una denominazione ufficiale, ma era già conosciuta come Regio V Picenum, dal nome della popolazione che qui abitava prima della conquista romana, i Piceni. A rilanciare molti secoli dopo le ragioni di una comune appartenenza per i territori che abbracciano a nord del Tronto l’area della provincia ascolana, e a sud quella teramana, sono soprattutto le ragioni delle piccole e medie imprese, che in questo angolo di

Italia centrale hanno sempre trovato un comune spazio vitale. A dar corpo al progetto sono le due Camere di commercio di Ascoli Piceno e Teramo, che assieme a quattro banche presenti nel territorio, alla Cna e alla Confindustria delle due province, alla Confartigianato ascolana e a ben sedici centri di Val Vibrata e costa teramana stanno provando a mettere a punto una strategia comune, scommettendo sui tratti – e gli interessi – condivisi tra i due territori. Nasce sotto questi auspici il progetto del “Quadrilatero piceno-aprutino”, che l’associazione interregionale “Picap” che ha messo a punto – in una fase pure caratterizzata dal dibattito sul superamento dell’attuale assetto territoriale basato sulle Province – con un interessante laboratorio innovativo, che promette di presentare a breve importanti novità. In cima all’agenda degli impegni programmatici dei componenti, la promozione soprattutto delle piccole e piccolissime imprese presenti sul territorio, l’innovazione tecnologica, l’avvio di una presenza significativa e condivisa sui mercati internazionali. Un capitolo particolarmente dolente, quest’ultimo, anche in considerazione dell’esigua presenza all’estero che l’intera area esercita. Da Augusto, dunque, ai mercati globali: la scommessa è tutta qui. / 19


Ricostruzione il salone della speranza Oltre 7mila visitatori. E’ il bilancio lusinghiero della prima edizione del «Salone della Ricostruzione: restauro innovazione green economy», organizzato all’Aquila dal 7 al 9 luglio scorso. La tre giorni espositiva è stata promossa da Ance Abruzzo (l’associazione delle imprese di costruzione aderente a Confindustria) e dall’agenzia di comunicazione Carsa Srl negli spazi dell’ex Agriformula, all’interno del nucleo industriale Caselle di Bazzano. Di scena anche la Cna aquilana alla manifestazione dedicata alla ricostruzione «La qualità e la varietà espositiva, l’alto livello culturale aquilano. La forza di questa iniziativa Bilancio positivo del programma convegnistico, la pre- sta nell’essere riusciti a concentrare senza di relatori di spessore, gli spun- conoscenze di livello nazionale e in- della tre giorni espositiva ti di riflessione e i contributi raccolti ternazionale in grado di favorire un voluta a Bazzano in occasione dei numerosi incontri e avanzamento qualitativo nel processo dibattiti – riflettono gli organizzatori di ricostruzione nella nostra regione».  da Ance Abruzzo e Carsa - sono stati premiati con un’alta affluenza di pubblico e con un grande interesse da parte delle istituzioni e dei media». All’appuntamento non è voluta mancare la Cna dell’Aquila, che si è voluta distinguere dedicando il proprio spazio al tema del restauro e della conservazione, temi evidentemente al centro del dibattito sulla ricostruzione post-sisma del capoluogo: «Abbiamo voluto dare un chiaro segnale dell’importanza che assume il tema del recupero – spiega il direttore Agostino Del Re - per il consorzio di imprese che abbiamo creato. Un’attenzione che si riflette non solo sul recupero degli edifici del centro storico ma di tutto il territorio inserito nel cratere». «Nei giorni di fiera – dicono ancora gli organizzatori - si è respirata un’aria positiva, di speranza per il futuro di questa città e dell’intero territorio colpito dal sisma. Abbiamo constatato che è possibile fare guardando avanti. È fondamentale cogliere e condividere questa opportunità preziosa per un territorio complesso come quello 20 /


Monticchio un’area per le Pmi Del Re: «Siamo di fronte alla domanda sempre più diffusa da parte delle imprese che hanno bisogno di nuovi spazi dove reinsediare le proprie attività» Quaranta aziende coinvolte, in grado di mettere in campo un centinaio di posti di lavoro. E’ molto più di una scommessa il progetto, presentato dalla Cna dell’Aquila, all’inizio dello scorso mese di luglio, per la realizzazione del «Parco produttivo artigianale aquilano» di Monticchio, nella zona est della città. Il progetto, come illustra il presidente della confederazione artigiana aquilana, Giorgio Stringini, «nasce dalla volontà della Cna di mettere a punto un percorso che aiuti le attività economiche, danneggiate dalle disastrose conseguenze del sisma del

6 aprile del 2009, a ritrovare insieme all’identità, anche un luogo dove dare un senso alla ripresa delle rispettive attività produttive». «Siamo di fronte a una domanda diffusa, in particolare modo dalle piccole e medie imprese che avevano sede nel centro storico, per la ricerca di nuovi locali dove reinsediare le proprie attività. Tra le misure previste a sostegno delle attività produttive dopo il sisma, manca infatti una politica volta a assicurare alle imprese spazi idonei» gli fa eco il direttore provinciale Agostino Del Re.

In dettaglio, il nuovo insediamento produttivo messo a punto dall’architetto Pierluigi Baraggia (nelle immagini pubblicate nel servizio alcuni particolari dell’insediamento), sorgerà su una superficie di oltre 23 mila metri quadrati, di cui ben il 75% - ecco un fiore all’occhiello del progetto - sarà dedicato ad aree verdi e spazi comuni – mentre la parte restante (che si svilupperà invece su una superficie di circa 7mila metri quadrati) sarà messa a disposizione degli artigiani. Tempo di realizzazione dell’insediamento, circa 12 mesi.

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Incontrarsi attraverso le immagini Dodici fotografie per un incontro. Sono quelle che il fotografo abruzzese Bruno Imbastaro ha proposto a Pescara, dal 7 al 29 luglio scorso, all’interno dei locali di City Lights Libreria Caffè, in via del Porto 18 a Pescara. Nato a Francavilla, Imbastaro può vantare un prestigioso curriculum professionale: dalla collaborazione con Vittorugo Contino al Centro sperimentale di fotografia nel cinema di Roma, fino alla presenza attiva in diverse edizioni di «L’Aquila città in cinema», impegnato nei laboratori curati da Luciano Tovoli, Nestor Almendros, Vittorio Storaro. Nel 1980, Imbastaro ha curato un servizio fotografico sul terremoto dell’Irpinia, mentre per la Fondazione Michetti ha curato le riproduzioni di alcune edizioni del catalogo. Il fotografo abruzzese ha inoltre curato la grafica e l’impaginazione di diversi volumi dedicati ad autori del cinema italiano (come Maurizio Nichetti) o ad artisti contemporanei. 22 /

L’arte della fotografia protagonista della personale di Imbastaro



Cna Abruzzo luglio-agosto