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magazine

credito il 2012 anno orribile

infrastrutture confronto con lupi

edilizia forum sulla sicurezza


sommario / LUGLio ’13

In copertina il convegno su sicurezza e immigrazione in edilizia (foto Valerio Simeone)

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REGIONE 05 06 07 09 10 12 13 16 18 19 20 22

EDITORIALE / La Cna che verrà, al via le assemblee CREDITO 1 / Un anno orribile per le imprese CREDITO 2 / Rinnovato l’accordo Pmi-Abi EDILIZIA / Confermati gli eco-bonus SICUREZZA & CANTIERI / Un progetto a favore degli stranieri INFRASTRUTTURE / Confronto con il governo Letta TURISMO / Le tante novità dell’estate EXPORT/ Dai motori la riscossa del made in Abruzzo FORMAZIONE / A San Salvo confronto tra scuola e imprese RICOSTRUZIONE / All’Aquila, bene il Salone 2013 ACCONCIATORI / La poltrona ora si affitta OCCUPAZIONE / Un bando per le piccole imprese

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CNAABRUZZO ATTUALITà

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EDITORIALE di Italo Lupo *

dalle assemblee cna un messaggio alle imprese

S Servono soluzioni che diano la possibilità agli associati di affrontare il nuovo scenario competitivo

ta per concludersi nella Cna la stagione delle Assemblee elettive provinciali,che avrà come conclusione naturale l’Assemblea elettiva regionale, e infine quella nazionale, così come prevede lo statuto. La tendenza, fino a questo momento, è stata quella di riconfermare i vari presidenti provinciali per il secondo mandato. I quattro anni che ci siamo lasciati alle spalle sono stati quelli in cui tutto è stato più difficile, in cui tutto il sistema associativo della Cna è stato chiamato a risolvere problemi più ardui rispetto alle esperienze acquisite in precedenza. Anni in cui ci si è resi conto che molto è cambiato e molto c’è ancora da cambiare. Riconfermare i presidenti provinciali e i relativi direttori significa dare continuità alle azioni perseguite, con la certezza che - con le esperienze acquisite - si diano le corrette e necessarie linee guida per il raggiungimento degli obiettivi strategici. La strategia da adottare deve necessariamente adeguarsi al cambiamento in atto. Bisogna aiutare le imprese artigiane a crescere ed a strutturarsi. Crescono quindi le responsabilità e i compiti delle associazioni di categoria, di fronte alle quali si apre uno scenario in cui maggior peso dovrà avere la capacità di

formare gli imprenditori, di proporre nuove soluzioni, di ascoltare le esigenze delle imprese associate, di far crescere la capacità di aggregare, perché da soli in questa crisi non si va da nessuna parte. Di facilitare, infine, il raggiungimento degli obiettivi proposti: ovvero crescere ulteriormente e strutturarsi in modo sempre più stabile. Servono soluzioni che diano la possibilità alle nostre imprese di affrontare positivamente il nuovo scenario competitivo, che forniscano loro gli strumenti necessari a percorre nuove strade, a realizzare nuove idee imprenditoriali. Le piccole imprese possono crescere dal punto di vista imprenditoriale facendo sistema, condividendo le competenze, creando in maniera partecipata nuove idee e nuovi progetti, facendo squadra: in una parola, insomma, facendo rete. Da questo punto di vista le reti di imprese rappresentano uno strumento utile per le aziende che vogliono avere maggiore forza sul mercato, senza doversi necessariamente fondere. Esse forniscono un’occasione di collaborazione, sia all’interno della stessa filiera che tra aziende di settori complementari.

* presidente regionale della Cna Abruzzo


CNAABRUZZO BANCHE

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Il credito negato Nel 2012 rubinetti a secco Dati Cna: 619 milioni in meno all’economia, è il risultato peggiore del decennio

Nella foto Aldo Ronci

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eicentodiciannove milioni di euro in meno per lo sviluppo della nostra regione, mentre i tassi di interesse praticati sui prestiti continuano ad essere nettamente più alti del resto d’Italia. E’ il bollettino di guerra tracciato da una ricerca realizzata da Aldo Ronci per Cna Abruzzo, relativa agli effetti devastanti del cosiddetto “credit crunch” nel 2012. I dati riepilogativi dello studio, ricavati da Bankitalia (Bollettini Statistici e Base Informativa Pubblica) descrivono una continua, preoccupante «erosione della solidità finanziaria del sistema produttivo, ai minimi storici dell’ultimo decennio». A fare infatti le spese della contrazione del credito concesso dal sistema bancario, è soprattutto il mondo delle imprese: sono loro, infatti, a subire la chiusura dei cordoni della borsa (minor credito per 594 milioni di euro), mentre per le famiglie il dato appare più complesso. Infatti, il. decremento di 25 milioni, registrato a fine dicembre, è il risultato di variazioni di segno opposto: da una parte una forte riduzione del credito per acquisto di abitazione (-568), dall’altra un consistente incremento del credito per gli altri acquisti (+543). Tra i settori produttivi sottoposti a cura dimagrante, spicca l’industria, che ha subito una flessione molto pesante (ben 316 milioni), mentre l’edilizia e le famiglie produttrici (artigianato, ndr) hanno segnato un decremento consistente, rispettivamente di 201 e 130 milioni. Solo i servizi, caso unico in questo panorama “lacrime e sangue” hanno ottenuto un incremento di 49 milioni di euro. Sul piano territoriale, maglia nera al territorio pescarese (-203 milioni di euro), seguito da Chieti (-181), mentre flessioni più modeste sono state registrate a Teramo (-127) e all’Aquila (-108).

Nota dolente, ancora, i tassi di interesse: sulle operazioni “a revoca”: il sistema bancario abruzzese ha praticato (ma in questo caso il dato è riferito al solo quarto trimestre dell’anno) una media dell’8,38% a fronte del 6,62% nazionale, e dunque con uno spread di 1,76 punti percentuali. Resta da dire del ruolo esercitato dalle piccole banche, che hanno sì ridotto il credito di 422 milioni di euro, (contro i 197 delle restanti banche), con un decremento percentuale del 3,25% contro il 6,34% nazionale, e con un valore complessivo delle erogazioni pari al 52% del credito, a fronte del 22% nazionale. Si fossero mai allineate alla media nazionale, le piccole banche in Abruzzo avrebbero insomma generato un vero e proprio salasso, con una flessione di 822 milioni doppia dei 422 realizzati. Un processo virtuoso su cui aleggiano, minacciosi, vorticosi processi di fusioni e incorporazioni. Le sofferenze, poi, ovvero i crediti che le banche non riescono più a ottenere dai propri clienti. In Abruzzo - dice a questo proposito lo studio della Cna - hanno subito nel 2012 un incremento di ben 387 milioni pari al 18,08% e il rapporto tra sofferenze e credito, che è uno degli elementi che determina il livello dei tassi d’interesse, ha raggiunto quota 10,32% contro l’8,24% nazionale. Di particolare rilievo, appare infine il dato relativo all’aumento dei depositi bancari e postali: nel 2012 sono cresciuti infatti in Abruzzo di un miliardo e 255 milioni di euro, con un aumento percentuale sull’anno precedente del 5,42%, ed un punto circa al di sotto della media nazionale. Una crescita evidente che conferma, nonostante la crisi, la propensione al risparmio delle famiglie, ma nello stesso tempo poco giustifica la contrazione del credito operata dal sistema bancario.


CNAABRUZZO BANCHE

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ABI

Siglato l’accordo con le piccole imprese è in vigore dal primo luglio scorso il nuovo accordo per il 2013 tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e un folto gruppo di associazioni (tra cui la Cna) che rappresentano il mondo della piccola e della micro impresa di diverse aree produttive. Gli interventi previsti sono di tre tipi: operazioni di sospensione dei finanziamenti; operazioni di allungamento dei finanziamenti; misure per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività. Nel primo caso rientrano la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”. Possono essere ammesse alla sospensione le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario delle imprese che non abbiano già usufruito di analogo beneficio concesso ai sensi delle “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012. Nel secondo caso è invece prevista la possibilità di allungare la durata dei mutui, in misura maggiore rispetto al precedente accordo; di spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all’anticipazione di crediti certi ed esigibili; di allungare per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione. Infine, le banche si impegnano a valutare la concessione di un finanziamento proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. Il testo integrale dell’accordo su www.cna.it v


CNAABRUZZO EDILIZIA

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Nel 2011 in Abruzzo 4mila domande e investimenti DI 41 milioni per il miglioramento energetico degli edifici

bonus ristrutturazioni occasione da non perdere

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ono stati i limiti di reddito a frenare in Abruzzo un uso più massiccio delle detrazioni fiscali per il miglioramento energetico degli edifici e le ristrutturazioni degli immobili. Lo affermano i presidenti regionali di Cna Costruzioni e Cna Installazione e Impianti, Franco Carmine Santilli e Franco Muffo, secondo i quali «il decreto legge approvato dal governo, con la proroga al 31 dicembre prossimo di due provvedimenti di grande interesse per il settore edilizio, potrebbero contribuire anche nella nostra regione al rilancio del settore». Per Santilli e Muffo, «l’effetto della proroga e l’aumento della percentuale della detrazione - con l’innalzamento al 65% delle detrazioni fiscali (prima era il 55%) per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici; e al 50% (prima era 36%) delle soglie di detrazione Irpef per le spese per ristrutturazioni edilizie, fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96mila euro per immobile - possono dare un forte

impulso all’economia del settore. In particolare al comparto dell’edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale, E concorrere, in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell’occupazione ed allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile. A detta della Cna, i risultati prodotti negli anni recenti, soprattutto per quel che riguarda la riqualificazione energetica degli edifici (che comprende diverse voci, tra cui installazione di nuovi infissi, climatizzatori invernali, pannelli per il solare termico) sono tutt’altro che disprezzabili. In base ai dati diffusi dall’Enea, nel 2011 le pratiche depositate in Abruzzo all’Agenzia delle Entrate erano state 3.907, ovvero l’1,4% del totale nazionale. Per un costo totale di oltre 41 milioni di euro, con 22,6 milioni portati in detrazione, un costo medio per intervento di poco superiore ai 10.500 euro, fino a generare un risparmio di 2.216 kg/anno di anidride carbonica (CO2 ) per singolo residente e di oltre 13,7 milioni di

chilowattora. A frenare un maggiore utilizzo di questi importanti strumenti, secondo la Cna, sono stati soprattutto fattori legati al reddito. E se un esame “a prima vista” degli stessi dati diffusi dall’Enea conferma un atteggiamento più virtuoso delle regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna sono infatti le prime aree quanto a domande presentate), il rapporto tra domande presentate e reddito disponibile rovescia invece la piramide a favore delle regioni del Sud, tra cui l’Abruzzo: che infatti figura al settimo posto assoluto (alle prime tre piazze ci sono Campania, Sicilia e Calabria) nel rapporto tra investimenti sostenuti e reddito disponibile per abitante, con una media superiore a quella nazionale. Un rapporto che dunque potrebbe migliorare ulteriormente, solo che gli interventi di riqualificazione degli edifici e di risparmio energetico potessero contare su un maggior sostegno del sistema bancario. Sabrina Dei Nobili


Sicurezza e immigrazione

la tecnologia sbarca in cantiere

Relatori e pubblico al convegno

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na nuova tecnologia, come il “Qr code”, al servizio della sicurezza nei cantieri edili; ma soprattutto di quei lavoratori immigrati che in Abruzzo sono ormai un quarto della forza lavoro impiegata nelle costruzioni, ma alla cui integrazione fanno da ostacolo barriere invisibili, come

le difficoltà di integrazione linguistica. Confronto a tutto campo sui temi dell’immigrazione e della sicurezza nei cantieri edili, nel corso del convegno dal titolo “Immigrati: informazione e sicurezza”, tenuto nello spazio Arte di via delle Caserme di Pescara. Organizzato da Cna Abruzzo e Ance, l’associazione delle imprese edili di Confindustria, l’incontro ha messo a confronto associazioni d’impresa, sindacati dei lavoratori, mondo della ricerca e dell’università. Appuntamento conclusivo di un progetto di informazione e formazione dal titolo omonimo, avviato all’inizio del 2012 dall’Ud’Anet,

società tecnologica partecipata dall’Università d’Annunzio, l’incontro è servito a fare il punto sullo stato di sicurezza dei cantieri edili abruzzesi, in particolare per quel che riguarda l’utilizzo di lavoratori stranieri. Un fenomeno in continua crescita numerica («In dieci anni, dal 2003 al 2013, la forza lavoro straniera impiegata in provincia di Pescara è passata dal 12% al 28% del totale» ha riassunto il presidente di Formedil Roberto Chiola), che pone alle associazioni d’impresa ed alle diverse istituzioni pubbliche coinvolte, un livello sempre maggiore di attenzione ed impegno. Il progetto, cofinanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “Immigrati: informazione e sicurezza” è stato avviato da una indagine esplorativa che ha coinvolto imprese associate ad Ance


CNAABRUZZO LAVORO

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CAPANI Con GLI strumenti tradizionali come le lezioni frontali in aula, difficilmente avremmo potuto coinvolgere i diretti protagonisti

RONCONI La sicurezza è un valore che va spiegato a imprese e lavoratori CON un percorso di crescita della Consapevolezza

SANTILLI Tra IL 2011 e IL 2012, ABBIAMO FATTO FORMAZIONE A 1371 LAVORATORI DELL’ediliZIA: DI QUESTI ben 480 PROVENIVANO DA PAESI ESTERI

polcinI e Cna, 131 lavoratori immigrati, strutture di formazione. «In questo modo - ha detto concludendo i lavori il professor Fabio Capani – responsabile scientifico del progetto - abbiamo potuto scoprire l’efficacia delle nuove tecnologie applicate alla formazione di lavoratori immigrati. Con gli strumenti tradizionali, come le lezioni frontali in aula, ben difficilmente avrebbero potuto essere coinvolti direttamente, come attori protagonisti, di un progetto che li riguarda da vicino». «Abbiamo creato un percorso all’interno dei cantieri interessati - ha illustrato Francesco Polcini - realizzando una serie di test in prossimità di specifici punti formativi. Poi, grazie a un tablet o un telefonino e alla tecnologia “Qr code”, i lavoratori hanno potuto valutare quali fossero le specifiche norme di sicurezza obbligatorie in quel determinato punto, quale l’abbigliamento richiesto, quale il loro grado di preparazione». La sicurezza, ha detto il direttore regionale dell’Ance, Fausto Ronconi «non può essere applicata solo attraverso l’imposizione di sanzioni e l’obbligo di rispettare una burocrazia invasiva: è un valore che va spiegato a imprese e lavoratori attraverso un percorso

Grazie a uno smartphone e alla tecnologia “Qr code”, i lavoratori hanno potuto valutare le specifiche norme di sicurezza

Un altro momento del convegno

di informazione e crescita della consapevolezza, perché su questo spesso si gioca una partita di concorrenza sleale tra chi è in regola e chi no». Tante le voci dei lavoratori immigrati (Ledian Kalliri, albanese e Murat Thaci del Kosovo, che hanno partecipato al progetto), ma anche in rappresentanza delle organizzazioni sindacali. Dovi Aloumon, del Togo, da undici anni in Abruzzo, ed ora dirigente della Fillea-Cgil pescarese: «La formazione linguistica è uno dei nodi

fondamentali per consentire ai lavoratori di essere protagonisti di un percorso di sicurezza» ha suggerito. «Metteremo a disposizione il nostro lavoro – ha promesso Christian Sciarretta dell’Ud’Anet – delle strutture che si occupano di formazione in edilizia, affinché possa trovare una applicazione di massa». E quanto rilevi il fenomeno lo ha assicura Franco Carmine Santilli, presidente dell’Edilformas Abruzzo: «Tra 2011 e 2012, su 1371 lavoratori edili formati, ben 480 erano stranieri».


CNAABRUZZO REGIONE

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INFRASTRUTTURE l’Agenda delle piccole imprese «S

ulla velocizzazione della linea ferroviaria adriatica, l’incontro con il ministro Lupi è stato deludente. Adesso occorre, con atti coerenti, significativi e rapidi, concretizzare il progetto inserendolo nel Piano nazionale per le infrastrutture, il cui aggiornamento è fissato dal ministero entro il 15 settembre prossimo». Lo sostengono le sette associazioni dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e della cooperazione, firmatarie di un documento congiunto consegnato al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, nel corso nella riunione della Consulta del Patto regionale per lo sviluppo tenuta a Pescara a inizio giugno. Al presidente della Regione, Gianni Chiodi, i rappresentanti di Cia, Cna, Coldiretti, Confapi, Confartigianato, Confcooperative e Confesercenti

hanno chiesto di «sostenere la richiesta di investire risorse, secondo quanto emerso dall’incontro nel capoluogo pugliese sull’Alta velocità delle scorse settimane: in quell’occasione, il costo di una velocizzazione della tratta Bologna-Bari (fino a 200 km/h) era stato stimato, dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, nella “ragionevole” cifra di un miliardo di euro. Una scelta che permetterebbe di accorciare sensibilmente i tempi di percorrenza, tanto che occorrerebbero, da Pescara, poco più di due ore per arrivare a Bologna e meno di quattro per Milano». E risposte insufficienti, sempre nell’incontro con Lupi - che pure nei giorni immediatamente successivi all’incontro abruzzese ha avviato una trattativa con l’Ue per l’inserimento organico del nostro Paese


CNAABRUZZO TRASPORTI

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Velocizzare la linea Adriatica, potenziare porti e aeroporto: Lo scenario europeo

LE PAROLE DEL MINISTRO

nelle grandi reti di comunicazione europea, secondo un piano che va dal 2014 al 2020 - sono arrivate sul tema dell’Alta velocità, elemento decisivo per la competitività dell’area adriatica: per essere realizzata, occorrono non solo ingenti risorse finanziarie, ma soprattutto l’inserimento nelle grandi reti europee (Ten-T) della stessa dorsale, con il prolungamento fino a Brindisi del Corridoio Baltico-Adriatico, ora limitato a Ravenna. Condizione necessaria per fare di questa parte dell’Italia davvero la porta d’ingresso per i Balcani e il Mar Nero. «Ma intanto - incalzano le sette associazioni - bisogna guardare alla scadenza di settembre per la redazione del Piano nazionale per le infrastrutture, strumento all’interno del quale deve trovare risposta il progetto di una prima velocizzazione». Al componente del Governo Letta, durante i lavori del Tavolo, era stato il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, ad illustrare a nome dei sette firmatari i contenuti del testo, che punta con de-

cisione a un rafforzamento dell’attuale dotazione infrastrutturale della nostra regione, alla luce soprattutto delle novità scaturite in sede europea con l’istituzione della macro regione adriatico jonica. Per quel che riguarda i porti, il documento sostiene che «gli investimenti ipotizzati nell’Accordo Quadro sulle Infrastrutture per l’Abruzzo (porti di Ortona e Pescara, ndr) devono essere inseriti organicamente nel progetto di rilancio delle cosiddette “Autostrade del Mare”, secondo quanto previsto dal ministero stesso». Infine, sul fronte aeroportuale, le sette associazioni chiedono «al Governo l’impegno per una positiva conclusione dell’iter relativo all’approvazione del Piano degli aeroporti, con la conferma al suo interno dell’inserimento dello scalo abruzzese, come del resto già previsto nella proposta all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Conferma cui deve far seguito l’avvio, rapido e certo, dei lavori di potenziamento ed adeguamento delle sue infrastrutture».

Pochi giorni prima dell’incontro in Abruzzo, il ministro aveva usato queste parole nell’audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati: “...Nessuna politica, tantomeno quella infrastrutturale e trasportistica, può muoversi più in ambito nazionale”; “la lunga recessione non deve portarci a dimensionare le esigenze infrastrutturali e a definire scelte di politica dei trasporti sulla base di scenari sbagliati o, addirittura, di scenari in cui vengono sottovalutate le evoluzioni di ambiti dell’Europa come area balcanica o il Mar Nero, ambiti che non possono essere estranei a un processo di crescita….”; “l’obiettivo che intendo perseguire è quello di evitare che nel Paese ci siano servizi di serie A e servizi di serie B, ci siano - ancora peggio aree territoriali di serie A e di serie B”.


CNAABRUZZO TURISMO

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SPIAGGE E CRISI

LE IDEE DELLA FAB PER L’ESTATE 2013 ombrellone condiviso e info meteo UNA STAGIONE nel segno di risparmio e sicurezza

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rrivano sulle spiagge abruzzesi gli ombrellone “condivisi” e “part time”. Gli utenti del mare potranno così sperimentare una seria di nuovi servizi offerti dagli stabilimenti balneari, secondo una linea che fa dell’Abruzzo una delle regioni all’avanguardia nella lotta contro il carovita. Esperimenti che hanno destato la curiosità anche degli organi di informazione nazionali. «Il primo di questi provvedimenti - dice il segretario regionale dei balneatori Cna, Cristiano Tomei è l’introduzione dell’ombrellone “condiviso”: famiglie diverse e che neppure si conoscono potranno usufruire degli stessi servizi in spiaggia, ma con orari differenti. Magari bambini e anziani al matti-

no, più giovani nel pomeriggio». E con l’ombrellone “condiviso”, arriva anche quello part-time: affitto non necessariamente per la stagione, ma anche a ore, giorni, week-end, per venire incontro alle esigenze degli utenti “mordi e fuggi”. «I nuovi servizi si affiancheranno a quelli tradizionali come il salvamento, la sicurezza in spiaggia, l’animazione e i giochi per i più piccoli, gli intrattenimenti serali. Il tutto senza variazioni dei prezzi, uguali da ormai tre stagioni» - sottolinea con soddisfazione Tomei. Tra le altre novità annunciate, la definitiva messa a punto del sistema di allerta-meteo: «Sulle spiagge abruzzesi, negli stabilimenti associati alla Fab-Cna (che sono oltre 300, ndr) - dice Tomei - sarà possi-


CNAABRUZZO TURISMO

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IL PROGETTO IL LIBRO SBARCA IN SPIAGGIA

Una trentina, tra stabilimenti balneari e hotel coinvolti tra Pescara, Montesilvano, Francavilla al Mare e Silvi. E’ il biglietto da visita di un singolare progetto di invito alla lettura, “Un libro... al sole”, nato dalla collaborazione tra Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo di Pescara, associazione culturale Form-Art, e promosso dai Comuni di Pescara e Montesilvano (nella foto, con Cristiano Tomei, l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Giovanna Porcaro). Il progetto, che ha preso il via l’8 luglio scorso si concluderà l’8 settembre: dotazione di partenza, per gli scaffali fronte spiaggia, circa 30mila volumi. bile ricevere in tempo reale tutte le informazioni relative all’andamento del tempo. Come? Grazie alla convenzione sottoscritta con l’Anci e con Abruzzo Meteo, i gestori dei nostri stabilimenti riceveranno notizie sull’andamento meteo in tempo reale. Chi vorrà, le potrà ricevere anche sul computer, il telefonino. Se poi, come promesso dalla Regione, sarà attivo anche il servizio di wi-fi, allora la ricezione sarà gratuita per tutti. In ogni caso, anche per evitare il ripetersi di incidenti, come quello della fine di agosto dello scorso anno, con il fuggi-fuggi generale dalla costa abruzzese provocato da una improvvisa tromba d’aria, i nostri gestori grazie a questo servizio comunicheranno in tempo reale ai bagnanti l’evoluzione del meteo».

Il CASO CERRANO Il letto di un fiume deviato, il Torrente Cerrano, a Silvi Marina. Con la conseguenze che un ampio tratto di spiaggia libera e di concessioni balneari si vede “invaso” dal corso d’acqua, con danni al turismo e agli operatori della piccola pesca, che si ritrovano loro malgrado le barche in secca. Lo denuncia la Fab-Cna, Cristiano Tomei che chiede un intervento urgente alla Guardia Costiera per valutare i provvedimenti da prendere. Già negli anni passati la condizione di quel tratto di spiaggia era stata infatti denunciata dagli organi di stampa: il letto del torrente appare deviato dal suo alveo naturale, per finire la sua corsa in mare, non direttamente, ma solo dopo un giro innaturale sulla spiaggia: con quali danni per le attività è facile immaginare.


CNAABRUZZO MERCATI

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l’EXPORT RIACCENDE I MOTORI

ma è crisi per il made in Abruzzo Nei primi tre mesi dell’anno bene le aziende produTTRICI DI mezzi di trasporto, Male il comparto abbigliamento

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egnali di risveglio per l’export abruzzese nei primi tre mesi dell’anno, nonostante in cassa ci siano i quattro milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012. E meno male che, a generare un certo clima di ottimismo, provvedono le buone performance delle grandi multinazionali del trasporto, mentre al contrario va decisamente peggio per i prodotti realizzati dalle imprese abruzzesi, con l’abbigliamento a picco. Lo rileva una ricerca effettuata su dati pubblicati dall’Istat l’11 giugno scorso, e relativi al primo trimestre 2013, da Aldo Ronci per la Cna abruzzese. Secondo lo studio, nel primo trimestre dell’anno l’ammontare complessivo delle esportazioni abruzzesi è stato pari a 1.716 milioni di euro, mentre nel primo trimestre del 2012 era stato di 1.720: con una flessione, quindi, di 4 milioni di euro e un valore percentuale che subisce una riduzione dello 0,2%, più lieve di quella nazionale (0,7%). «Il risultato di questi mesi - avverte tuttavia il curatore della ricerca - è frutto di una forte ripresa delle esportazioni di autoveicoli e di altri mezzi di trasporto, che nell’anno 2012 avevano segnato pesantissime flessioni; ma anche di un forte decremento degli altri prodotti. In sostanza, volendo tradurre in nomi, vanno bene Sevel ed Honda; male le imprese abruzzesi». Per capire quanto il settore del trasporto influenzi le nostre esportazioni, ricorda ancora Ronci «basta dire

che esse rappresentano, insieme, il 43% del totale dell’export; mentre a livello nazionale gli stessi settori contano per appena il 9%. E che mentre a livello nazionale l’export degli autoveicoli cresce di appena l’1,9%, quello regionale vola al +10,3% (con 60 milioni in più in termini assoluti), e il settore delle due ruote prodotte in Abruzzo sale addirittura a quota +15,3% (con 14 milioni in più), in controtendenza rispetto alla media Italia: -5,3%». In termini assoluti, il valore delle esportazioni generate dai mezzi di trasporto prodotti in Abruzzo (furgoni e moto) lievita, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, di 74 milioni di euro; l’esatto contrario di quanto accaduto per i prodotti esportati dalle imprese autoctone, che si riduce di 78 milioni di euro, con una tendenza negativa (-7,4%), nello stesso periodo, largamente superiore alla media nazionale (-0,5%). Da cui si spiega la differenza negativa di quattro milioni di euro sul totale. I decrementi più importanti (oltre i 5 milioni), ovvero quelli che hanno determinato la flessione dell’export, sono stati di 39 milioni (-39,7%) per l’abbigliamento; di 28 (-30,8%) per i prodotti farmaceutici, che pure nel corso degli anni recenti avevano contribuito a sostenere la nostra economia; di 13 (-99,6%) per i prodotti dell’estrazione di cave; e di 8 (-30,1%) per gli articoli in pelle. Quanto al settore agricolo ed agro-alimentare, infine, tradizionali punte di diamante del nostro


CNAABRUZZO SOCIETà

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sistema produttivo, per il primo si registra un incremento di un milione di euro (da 17 a 18 milioni), mentre per il secondo la crescita è di tre milioni (da 107 a 110). Diversa la prospettiva se l’angolazione diventa quella percentuale: mentre i prodotti agricoli registrano un incremento pari a 8,4%, ben superiore a quello italiano (-0,2%), l’export dei prodotti alimentari segna un incremento pari al 2,4%, ma largamente inferiore al dato nazionale (+6,9%). «Se non ci fossero le multinazionali a tenere alti i numeri, parleremmo di autentico disastro - commenta il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo - perché questa è una realtà in cui non si fanno politiche attive né per la grande impresa né per le piccole. Da anni questo

territorio non riesce ad attrarre nuovi grandi insediamenti, e fatica perfino a conservare quelli che ha. Perché? La nostra dotazione di infrastrutture è carente, il territorio non attrae anche per questo. Manca l’Alta velocità ferroviaria, i porti non sono attrezzati per il sistema produttivo, grandi infrastrutture come l’Interporto di Manoppello sono chiuse. Ancora, importanti iniziative, come il campus per l’automotive in Val di Sangro, di cui si parla da anni, sono ferme al palo. Quanto alle piccole e medie imprese, occorre rafforzare poli d’innovazione e reti, strumenti attraverso i quali può trovare spazio un processo per l’espansione verso i mercati esteri, molti dei quali sono pure interessati da processi di crisi».


CNAABRUZZO FORMAZIONE

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ORIENTAMENTO & lavoro la scuola incontra l’impresa

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ffrire agli studenti la possibilità di maturare un’esperienza sul campo, a diretto contatto con il mondo del lavoro, acquisendo competenze specifiche dei settori, organizzative e relazionali. Obiettivo centrato per il progetto di alternanza tra scuola e lavoro che ha visto protagonisti, a San Salvo, un istituto superiore della città, il “Raffaele Mattioli”, forte al proprio interno di un istituto Tecnico-commerciale e di un Liceo scientifico. A fine anno scolastico, un workshop si è incaricato di fare il punto dell’iniziativa, che secondo gli organizzatori «ha assolto anche una essenziale funzione di orientamento, portando i tirocinanti a riflettere sulle proprie attitudini, sui propri punti di forza e sulle criticità, in modo da consentire loro di operare scelte formative future più consapevoli e diventare “imprenditori di se stessi”». E’ toccato alle due docenti responsabili del progetto, Annarosa Costantini e Angela Evangelista, tratteggiare di fron-

te a una folta platea – presente anche il sindaco della città, Tiziana Magnacca, cui ha fatto gli onori di casa la dirigente scolastica Maria Luisa Di Mucci - gli scenari di riferimento e le modalità organizzative attraverso cui ha preso piede: «Fondamentale, sia per le attività di tirocinio, sia per il workshop - hanno detto - è stata la presenza delle aziende ospitanti e di alcuni esperti esterni. La realizzazione dei progetti presentati dalla scuola è stata possibile grazie alla disponibilità delle imprese che hanno accolto gli studenti di San Salvo e hanno permesso loro di maturare nuove competenze e orientarsi verso un percorso universitario più consapevole». E, che in effetti, il parterre di imprese coinvolte sia stato importante, lo confermano i numeri presentati a consuntivo del progetto. Sono state infatti ben 42 le aziende e gli enti interessati, impegnati nei settori più diversi: dalla produzione industriale al commercio; dagli studi professionali tecnici, legali e commerciali alla comunicazione; dal campo farmaceutico e sanitario alle associazioni di categoria (tra cui la Cna), fino all’ente locale.

IL PROGRAMMA ECCO I TEMI TRATTATI Tanti, come detto, e di sicuro fortemente impegnativi, i temi che hanno fatto da sfondo al percorso formativo dei ragazzi impegnati nel progetto voluto dal “Mattioli”. Dalla nutrizione allo sport e integrazione; dalla sicurezza sui luoghi di lavoro alla comunicazione efficace; dagli scenari per un’architettura urbana ecologica alla sostenibilità dell’ambiente costruito; dai piani triennale delle opere pubbliche del Comune di San Salvo al marketing della grande distribuzione, dal ruolo e funzioni delle associazioni di categoria all’orientamento nel mondo del lavoro.


CNAABRUZZO TERRITORIO

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ricostruzione Confronto sul futuro dell’Aquila D

ai progetti di rinascita del centro storico alla sostenibilità di materiali e cantieri. Sono solo alcuni dei temi che hanno caratterizzato la terza edizione del “Salone della ricostruzione”, tenuto nelle scorse settimane all’Aquila all’interno del complesso ex Italtel di Pile. “L’Aquila riparte” è il titolo scelto dagli organizzatori (l’Ance abruzzese e dell’Aquila) per un evento che può vantare, al suo attivo, qualcosa come 10mila visitatori e l’adesione di 200 espositori, tra cui la Cna dell’Aquila Il programma, fitto e partecipato, si è snodato attorno a convegni e incontri che hanno fornito anticipazioni e novità sul futuro della ricostruzione nell’intero cratere. Significativa, grazie al contributo offerto al Salone dal rapporto avviato con Bologna-Fiere e il Saie la collaborazione avviata tra territori colpiti dal terremoto e in fase di rinascita: un’alleanza che proseguirà nei prossimi anni e che permetterà di mettere a confronto le buone pratiche di ricostruzione. «Avvertiamo l’esigenza di costruire un’identità positiva dell’Aquila e del suo territorio perché entrambi diventino più attrattivi, anche a livello nazionale» ha detto Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa Srl, società che ha curato l’organizzazione dell’evento. «Nell’attività promozionale si è percepito un forte senso di sfiducia circa la possibilità che la ricostruzione decolli realmente perché i messaggi che arrivano a livello nazionale sono fortemente contraddittori e questo finisce

col rendere la città meno interessante anche da un punto di vista turistico». «L’edizione di quest’anno è stata quella dell’unione, dimostrando come la sinergia sia la strada da seguire per contare di più e raggiungere l’obiettivo comune di vedere L’Aquila ricostruita» afferma da parte sua Gianni Frattale, presidente di Ance L’Aquila. Aprendo la manifestazione, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini ha rilevato che «quando si ha di fronte un obiettivo difficile si deve creare un senso di comunità e adesione all’obiettivo che sia condiviso, di consapevolezza degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ogni momento come questo è utile per la causa dell’Aquila, della ricostruzione, del cratere e della regione. Il senso di sfiducia si deve superare: quando un Governo e un Parlamento, in un momento di grande difficoltà, riescono a reperire una risorsa iscritta al bilancio dello Stato e destinata in modo specifico, la sfiducia deve lasciare spazio alla fiducia». Per il primo cittadino, Massimo Cialente, in città la ricostruzione sta partendo, ma quello che è urgente è la ricostruzione sociale. Un motivo, questo, per invitare le forze economiche cittadine a contribuirvi con un fondo di solidarietà che possa aiutarci a liberare la città dagli spettri che fino ad oggi non le hanno consentito di avere un futuro». di esperienza maturato in questi due anni. Sabrina Dei Nobili


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POLTRONA IN AFFITTO INIZIATIVA DI PaRRUCCHIERI ED ESTETISTI PER CONTRASTARE IL LAVORO NERO

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e forbici, i pettini ed il phon ora si potranno anche affittare. Sono Pescara, Avezzano, Spoltore e Penne i primi comuni abruzzesi che sperimenteranno la “poltrona in affitto”, il meccanismo che permette a parrucchieri ed estetiste di poter esercitare la propria attività nei locali e con le attrezzature di un altro operatore, dopo aver stipulato un contratto “chiavi in mano” per la fornitura dei materiali e dei locali. La mini-rivoluzione del settore, destinata però a cambiare sensibilmente anche le abitudini di un pubblico molto vasto, dovrebbe facilitare l’emersione del lavoro nero, tradizionale piaga del settore, che che studi nazionali delle associazioni di categoria descrivono come un autentico buco nero, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Nello stesso tempo, il meccanismo favorirà l’ingresso, nel mercato del lavoro, di operatori - soprattutto i più giovani che, pur in regola con i requisiti professionali richiesti per poter esercitare una attività, non possono ancora permettersi una sede e attrezzature tutte proprie. «Grazie alla “poltrona in affitto” – osserva Renato Giancaterino, responsabile regionale di Cna Benessere e Sanità, l’associazione che ha promosso la campagna per la diffusione di questa nuova opportunità, come documentano le immagini dell’assemblea tenuta a Spoltore – ci sarà un vantaggio evidente anche

per l’operatore che concede in uso attrezzature e sede, perché potrà operare un consistente risparmio sui propri costi di gestione: aspetto che, in un’epo-

parte in alcuni centri della regione il nuovo modello PROMOSSO DA CNA BENESSERE E SANITà

ca di crisi profonda anche delle attività di servizi alla persona, certo non può essere né sottovalutato né tralasciato. E proprio per favorire l’incrocio tra


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formazione Al job village l’intervista si fa in inglese Un colloquio di lavoro tutto in inglese. E’ la novità principale presentata da Ecipa Abruzzo, l’ente formativo della Cna regionale, al job village “PescaraLavoro”, la manifestazione organizzata dal Settore Lavoro e Formazione della Provincia per facilitare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro e per informare sulle attività intraprese dall’assessorato guidato da Antonio Martorella e finanziate con il Fondo Sociale Europeo. Ecipa Cna ha preso parte all’evento con la simulazione del colloquio di lavoro in inglese:le imprese, interessate ai processi di internazionalizzazione che investono l’economia, chiedono ormai con sempre maggiore frequenza una conoscenza diretta e approfondita della lingua inglese. Da qui l’interessante esperimento.

calamità naturali Cambia il sistema dei risarcimenti «Occorre ripensare tutto il sistema di Protezione Civile, anche attraverso una possibile partnership pubblico-privato che veda le assicurazioni svolgere un ruolo di forte valore sociale nel processo di definizione e liquidazione degli indennizzi». Lo ha detto l’ingegner Sergio Ginocchietti, della direzione nazionale dell’Unipol, nella sua relazione al convegno (nella foto) dal titolo “Gestione delle calamità naturali. Il ruolo delle assicurazioni per una partnership pubblicoprivato”, organizzato dal consiglio regionale Unipol per l’Abruzzo. domanda e offerta, abbiamo messo a disposizione un’area del nostro sito internet regionale per stimolare i possibili partner».

Terza età Cambi al vertice dei pensionati Cna Franco Cambi, qui ritratto con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è il nuovo presidente regionale di Cna Pensionati. Lo ha eletto il congresso dell’associazione: prende il posto di Pasquale Gentile, che ha ricoperto l’incarico negli anni passati. Forte di oltre 7mila e 600 associati (con Chieti punta di diamante del sistema associativo), Cna Pensionati è una delle realtà più forti del mondo della terza età in Abruzzo, in particolare per quel che riguarda il lavoro autonomo. Della nuova presidenza, fanno parte anche i presidenti provinciali Augusto Di Bastiano, Giuseppe Ficara, Silvano Paci, Gaetano Deplano e Vera D’Ambrosio.


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CNAABRUZZO magazine periodico online della Cna Abruzzo ANNO I - NUMERO III

Direttore responsabile Sergio D’Agostino

LAVORARE IN ABRUZZO

La Cna alla Regione: daTe risposte Alle piccole imprese

Editore CNA ABRUZZO Presidente ITALO LUPO Via Cetteo Ciglia 8, 65128 Pescara www.cnaabruzzo.it Tel. 085 4326919 Progetto grafico e impaginazione: Sabrina Dei Nobili Fotografie Federico Deidda

Informazioni e contatti Redazioni: ufficiostampa@cnaabruzzo.it Pubblicità: segreteria@cnaabruzzo.it

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ra la Regione dia una risposta positiva anche alle centinaia di micro-aziende che si sono viste respingere, per mancanza di fondi, le richieste di nuove assunzioni formulate attraverso il progetto “Lavorare in Abruzzo 3”. Lo afferma la Cna abruzzese, secondo cui, «se da una parte va salutata come un fatto positivo, insieme alla disponibilità delle imprese ad assumere in un momento di crisi, la possibilità - offerta dal bando - di dare lavoro a oltre 850 persone, dall’altra tuttavia va considerato che si tratta di assunzioni concentrate in appena 75 aziende». «Leggendo la graduatoria - afferma infatti la confederazione artigiana si scopre, infatti, che il grosso delle risorse disponibili (8 milioni di euro) si concentra in appena una dozzina di richieste, in grado da sole di as-

sorbire oltre 7 milioni di euro, ovvero quasi il 90% del totale. Per lasciare così le briciole alle altre aziende ammesse a contributo e proprio nulla alle altre 1.168 domande, presentate in larghissima misura da micro e piccole aziende abruzzesi, che avrebbero generato circa 2mila nuove assunzioni». A questo punto, sempre secondo la Cna, sarebbe fondamentale - da parte dell’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti - «individuare nuove risorse finanziarie da destinare a un nuovo bando. Risorse in grado di soddisfare una importante disponibilità delle imprese ad assumere nuovo personale; ciò, in considerazione del fatto che, in un momento di crisi che colpisce soprattutto il mondo della micro-impresa, avere a disposizione fondi in tempo reale rappresenta un’occasione unica».


Luglio 2013  

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