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magazine

banche l’anno nero del credito

chieti protestano le piccole imprese

autostrade stangata di inizio anno


sommario / gennaio ’14

In copertina: foto Public Domaine Picture.it

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REGIONE 05 06 08 10 12 13 14 17 18 20 22

EDITORIALE / Piccole imprese: la pazienza è finita BANCHE / Sale la raccolta ma scende il credito STANGATE / Autostrade, rincari senza freni TERRITORI / In scena a Chieti la rabbia dei piccoli FORMAZIONE / Un progetto contro l’emarginazione MACROREGIONE / Sindacati e imprese scrivono all’Ue CARROZZIERI / In campo contro “Destinazione Italia” BRASILE / Confronto a Teramo sul mercato carioca LAVORO / Premiati a Chieti i veterani dell’impegno STANGATA TARES / La Cna scrive ai comuni PRIVILEGI / Battaglia in Regione sui doppi vitalizi

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CNAABRUZZO ATTUALITà

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EDITORIALE di Sergio D’Agostino

piccole imprese la pazienza è finita

I dall’estate in tutto l’Abruzzo segnali di disagio che la politica non ha saputo o voluto interpretare

l sole declina sull’ultima parte della legislatura regionale, con riflessi decisamente crepuscolari. L’inchiesta su “Rimborsopoli”, l’incapacità strutturale di porre qualche limite ragionevole ai privilegi di casta, sono le facce di una sola medaglia che segnala la distanza “siderale” tra aspettative dei cittadini e risposte delle istituzioni e della politica. Il grado di pazienza del mondo delle imprese, poi, è arrivato al punto limite. Perché la crisi morde ancora forte i redditi di imprese e famiglie. Perché l’uscita dal tunnel è ancora lontana. Perché (come spiega un servizio pubblicato in questo numero) i rubinetti del credito restano ancora ben serrati, facendo della nostra regione un caso nazionale vero e proprio di quel banchetto – il credit crunch – in cui si divorano risorse che potrebbero portare sviluppo. Perché gli aumenti delle tariffe – vedi alla voce “autostrade” continuano a falcidiare, con percentuali impressionanti, le tasche di chi lavora. Le immagini di questi giorni, diffuse “a reti unificate”, delle lunghe file agli uffici postali per pagare l’ultimo dei balzelli in ordine di tempo - quella Tares, la tassa sui rifiuti, che si nutre di bollettini a quattro/cinque cifre – o per contestare gli errori in serie commessi dai Comuni, rendono bene l’idea di quanto stia accadendo. Da mesi, il mondo dell’impresa

non sa più come segnalare alla politica e alle istituzioni il proprio disagio. Avevano iniziato in estate tutte le associazioni d’impresa pescaresi, ricorrendo alla esplicita immagine della corda prossima a spezzarsi, e una mobilitazione massiccia, per spiegare la condizione di difficoltà che regna sovrana in un’area, un tempo più ricca di servizi e attività terziarie della regione. Hanno proseguito, nei giorni scorsi, le piccole imprese di Chieti: anche in questo caso una immagine simbolica (la riconsegna delle chiavi dei propri esercizi commerciali e artigianali al primo cittadino) e una imponente mobilitazione di piazza per dire che no, così non si può davvero continuare. Mentre sullo sfondo si avvita senza fine la mancata ricostruzione dell’Aquila, costate insieme alle tante vittime della tragedia dell’aprile 2009 anche la “morte civile” di centinaia di micro imprese. Con la politica, anche nel capoluogo abruzzese, spesso più impegnata a guardarsi allo specchio e ad avvitarsi su stessa, piuttosto che impegnata a risolvere i problemi di imprese e cittadini. La verità è che si è perso, si perde ancora troppo tempo. Ma di tempo, questo dicono le imprese abruzzesi, davvero non ce n’è più. Come per la pazienza, ormai finita in riserva da tempo.


CNAABRUZZO BANCHE

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Credito sull’ottovolante sale il risparmio, giù gli impieghi

C

resce il risparmio in Abruzzo, mentre al contrario le banche continuano a erogare sempre meno credito a imprese e famiglie, oltretutto a tassi di interesse altissimi, con la sola eccezione degli istituti più piccoli; con la provincia di Chieti, ovvero il cuore industriale e produttivo della regione, ormai in vera e propria emergenza. E’ quanto emerge dallo studio realizzato per la Cna abruzzese da Aldo Ronci, su dati della Banca d’Italia, relativi ai primi nove mesi del 2013. A destare sorpresa, innanzi tutto, sono le cifre dei depositi nelle banche abruzzesi: tra giugno e settembre dell’anno scorso - rivela l’indagine - hanno segnato un aumento di ben 219 milioni (23 miliardi e un milione di euro contro 22 miliardi e 782 milioni), che in percentuale rappresenta un incremento di circa un punto (+0,96%), a fronte di una media nazionale modestissima (+0,04%). Ma è sul fronte degli impieghi, nonostante la robusta iniezione di denaro garantita dai risparmiatori, che il sistema bancario continua a fare acqua. «Perché se è vero che nel terzo trimestre del 2013 qualche segnale di ripresa c’è stato – illustra Ronci – è vero anche che tra gennaio e settembre la caduta è stata fragorosa, con ben 624 milioni di euro erogati in meno

(di cui 488 alle imprese e 136 alle famiglie), peggior risultato da dieci anni a questa parte». Una politica di restrizione, questa, che le banche associano a una pesantissima applicazione dei tassi di interesse sul prestito di denaro: in Abruzzo, infatti, i tassi di interesse nel periodo considerato dalla ricerca della Cna hanno viaggiato alla media del 8,75%, contro una media nazionale del 6,83%. E dunque con un differenziale negativo, per imprese e famiglie, di quasi due punti. Per la verità, quanto agli impieghi, il terzo trimestre dell’anno passato qualche tenue segnale positivo lo aveva anche dato, con un decremento decisamente più contenuto rispetto ai mesi precedenti: -151 milioni di euro, dati dalla performance negativa del Chietino (-130 milioni), da quelle più contenute dell’Aquilano (-23) e del Teramano (-8), ma anche del segno “+” che ha fatto bella mostra di sé nel Pescarese (+10). Numeri, questi, che tradotti sul fronte del credito alle imprese, dicono che la crisi si concentra quasi tutta in provincia di Chieti (-114 milioni), meno in quella dell’Aquila (-9), con importanti segnali di ripresa tanto nel Teramano (+9) che, soprattutto, nel Pescarese (+29). Magra consolazione, tuttavia, il fatto che a livello nazionale le cose

IInteressi alle stelle, crisi nel Chietino Tra giugno e settembre raccolta record con le piccole banche sugli scudi vadano molto peggio: Abruzzo a -0,56%, Italia a -1,24%. Dunque, segnali contraddittori. Come quelli legati all’erogazione del credito per dimensione delle banche: bene le piccole (+16), male le grandi (-167). Con il Chietino in controtendenza negativa anche in questo settore, visto che quegli istituti di minori dimensioni che nelle altre tre province continuano a navigare con il segno positivo (+22 all’Aquila; +9 a Teramo; +23 a Pescara), nella provincia più a sud dell’Abruzzo hanno diminuito il credito di ben 38 milioni di euro. Le piccole banche, in Abruzzo, tuttavia, continuano a detenere una quota del 40% del credito, quasi doppia di quella nazionale (22%). Segnali contraddittori, infine, arrivano anche sul fronte dei settori economici: perché se va male alle attività industriali (-117 milioni), artigiani e commercianti (-13), c’è una timida ripresa del credito erogato all’edilizia (+14) e ai servizi (+27).


CNAABRUZZO BANCHE

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IL COMMENTO Il nodo dei piccoli istituti Il rallentamento della stretta creditizia nel terzo trimestre è dovuto alle piccole banche che, nonostante l’assorbimento di Carispaq e Bls in un grande gruppo nazionale, svolgono ancora un ruolo molto importante nel settore bancario, visto che erogano il 40% del credito a fronte del 22% italiano. Tra le piccole banche che operano in Abruzzo si distinguono, tra quelle rimaste “abruzzesi”, la Carichieti (con 61 sportelli), la Tercas (con 73 sportelli), la Caripe (con 43 sportelli). E tra quelle non abruzzesi la Banca dell’Adriatico con 84 sportelli. Nel terzo trimestre dell’anno scorso, le piccole banche hanno sostenuto la sofferente economia regionale incrementando il credito di 16 milioni di euro, pari allo 0,17% in controtendenza con il dato nazionale che lo ha invece diminuito dello 2,23%. Le restanti banche, invece, hanno ridotto il credito di ben 167 milioni di euro, e in valori percentuali (-1,15%) hanno fatto peggio del dato nazionale (-0,57%). Nelle province abruzzesi le piccole banche hanno diminuito il credito solo a Chieti (di 38 milioni) mentre nelle altre province lo hanno incrementato all’Aquila di 22, a Teramo di 9 e a Pescara di 23. Nel terzo trimestre 2013 sono andate malissimo le “sofferenze” che hanno registrato un incremento di ben 216 milioni di euro e che hanno fatto sì che il rapporto tra le sofferenze e gli impieghi raggiungesse quota 13% a fronte dell’ 8,71% nazionale. Segnando così un differenziale di ben 4,29 punti percentuali. Aldo Ronci


CNAABRUZZO INFRASTRUTTURE

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autostrade per roma lA stangata è servita

L

e tratte autostradali servite dalla Strada dei Parchi sono tra le più care d’Italia per i mezzi pesanti. Lo rivela, cifre alla mano, uno studio realizzato dalla Fita-Cna abruzzese, che ha provato a comparare le tariffe applicate su sette diverse tratte autostradali, gestite da società differenti, ma con caratteristiche (pendenza, presenza di viadotti e gallerie) piuttosto simili. Così, nello studio messo a punto da William Facchinetti per l’associazione presieduta da Gianluca Carota, risulta che il record del “caro pedaggio” sia privilegio - si fa per dire - della Parma-La Spezia, gestita dall’Autocamionale della Cisa e dalla Società Autostrade Ligure-Toscana: ebbene, per percorrere l’impervio tratto che attraversa l’Appennino tra Liguria e Toscana, un mezzo con 5 e più assi - dunque: un bisonte della strada - si arrivano a sborsare 0,33 euro, di media, per ciascuno dei 108 chilometri complessivi, per un totale di 34,90 euro. Subito dopo, nella speciale classifica del “caro-pedaggi”, tocca proprio alle due tratte comprese tra Abruzzo e Lazio. Percorrere infatti i 147 chilometri tra San Gabriele Colledara e Roma est o i 145 che uniscono i caselli di Sulmona Pratola Peligna e Roma est, al guidatore di un Tir costa nel primo caso 34,90 euro, nel secondo 34,40. Con una identica incidenza, calcolata a chilometro, di 0,24 euro. Decisamente più contenute, al contrario, le tariffe applicate su altre tratte. I 150 chilometri (molti

dei quali in galleria o su viadotti) che uniscono ad esempio Vasto nord a Pedaso - e siamo in territorio di Autostrade per l’Italia - si pagano in media “appena” 0,18 euro a chilometro nei 150 di distanza tra l’estremo lembo meridionale dell’Abruzzo e il sud delle Marche. E tariffe ancora più basse sono quelle applicate tanto sulla Genova ovest-Milano ovest (gestione Autostrade per l’Italia, con Milano Serravalle e Milano Tangenziali) che sulla Firenze Peretola-Pisa nord (Autostrade per l’Italia): 0,17 euro a chilometro. Meno cara di tutte, infine, nell’analisi della Fita-Cna Abruzzo è l’Autostrada del Brennero: tra Campogalliano e Rovereto Sud si pagano, in media, 0,16 euro a chilometro. «Le cifre che presentiamo, nude e crude – commenta il presidente della Fita Cna – sono state diffuse proprio nel giorno in cui il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha convocato le associazioni dell’autotrasporto per discutere l’applicazione di possibili sconti, dopo la pazTRATTA

zesca impennata di rincari in vigore, sulle tratte autostradali italiane, dall’1 gennaio scorso. Rincari che hanno visto il record assoluto, superiore addirittura all’8 per cento, proprio sulle due arterie che collegano Roma con l’Abruzzo». E sconti per gli autotrasportatori, la Fita-Cna abruzzese e quella nazionale, a Strada dei Parchi li hanno chiesti nel corso di un incontro tenuto a metà gennaio a Roma: dal vertice della SpA, per il momento, nessun segnale di apertura: «Restiamo convinti – afferma Carota - che i concessionari debbano fare uno sforzo di buona volontà, riconoscenAUTOSTRADA

KM.

A24

147

A25/A24

145

Parma Ovest – La Spezia

A15

108

Vasto Nord – Pedaso

A14

150

Campogalliano (Mo) – Rovereto Sud

A22

146

Genova Ovest – Milano Ovest

A7

137

Firenze Peretola – Pisa Nord

A11

82

S. Gabriele Colledara – Roma Est Sulmona Pratola Peligna – Roma Est


CNAABRUZZO INFRASTRUTTURE

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LA TRATTATIVA

Lupi delude le associazioni degli autotrasportatori

Rincari record suLL’AUTOStrada dei Parchi Uno studio della Fita-Cna svela: I costi a chilometro su A24 e A25 SONO DIVENTATI insostenibili do alle nostre imprese sconti ai caselli per recuperare, almeno in parte, aumenti non sempre giustificati, ma soprattutto intollerabili per i conti delle aziende. Sui fondi pubblici, a valere sui pedaggi attualmente destinati ai consorzi di servizi, è necessario un cambiamento radicale per agevolare il più possibile le nostre imprese che hanno gravissimi problemi di liquidità». PEDAGGIO

In alto, un’immagine dell’Autostrada dei Parchi, a destra Gianluca Carota presidente regionale della Fita-Cna

COSTO AL KM PER MEZZI CON 5 e + ASSI

3 ASSI 19.10

4 ASSI 29.40

5 e + ASSI 34.90

18.80

28.90

34.40

0.24

19.20

29.60

34.10

0.32

15.10

22.80

26.90

0.18

13.30

19.80

23.30

0.16

13.20

19.80

23.30

0.17

7.80

11.79

13.80

0.17

0.24

sabrina dei nobili

«Deludente». E’ il giudizio espresso dal presidente regionale della Fita-Cna Abruzzo, Gianluca Carota, in relazione alle risposte formulate dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, nel corso del question time dedicato al tema degli aumenti delle tariffe autostradali in vigore dall’1 gennaio scorso. Aumenti che hanno investito - in misura superiore (oltre l’8 per cento) alla media nazionale - anche le due autostrade che collegano l’Abruzzo con Roma, la A24 e la A25, gestite da Strada dei Parchi SpA. Con Lupi, tuttavia, le associazioni che rappresentano il mondo dell’autotrasporto sono decise a tornare alla carica: in agenda, infatti, figura un confronto ravvicinato con il ministero dei Trasporti e delle infrastruttura. A chiederlo, per la Fita-Cna, la presidentessa Cinzia Franchini, che ha invitato l’esponente del governo Letta a convocare le rappresentanze dell’autotrasporto, «affinché vengano date precise rassicurazioni rispetto all’inclusione del trasporto merci in conto terzi nella proposta di abbonamenti per l’utenza ricorrente». La vertenza per la riduzione delle tariffe, intanto, finisce anche nei palazzi istituzionali: il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione che impegna il presidente della Regione, Gianni Chiodi a intervenire sul governo nazionale, affinché l’Anas rinegozi la concessione con la società “Strada dei Parchi” e blocchi gli aumenti dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25. sabrina dei nobili


CNAABRUZZO TERRITORIO

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Alcune immagini della manifestazione di artigiani e commercianti di Chieti

scene da una protesta in piazza a Chieti la rabbia dei piccoli

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anno simbolicamente riconsegnato le chiavi dei propri esercizi al Primo cittadino, Umberto Di Primio, perché «non vogliono morire di tasse». È stata questa la scritta che ha aperto il corteo di commercianti, artigiani, piccoli imprenditori della provincia di Chieti, che per la prima volta sono scesi in piazza, il 22 gennaio scorso, per protestare contro l’aumento delle tasse locali che, in alcuni comuni della provincia come lo stesso capoluogo, ha raggiunto punte record del 300 per cento. A volere la manifestazione – che la sera successiva ha trovato un’importante cassa di risonanza nella trasmissione Rai “Virus” condotta da Nicola Porro - sono state le principali associazioni provinciali di imprese: Confesercenti, Cna, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio. Le associazioni hanno chiamato a raccolta i propri aderenti in piaz-

za Vico, nel centro della città di Chieti, per poi sfilare lungo corso Marrucino e raggiungere piazza Valignani, dove di fronte alla sede provvisoria del Comune si sono alternati al microfono i presidenti ed i direttori delle associazioni, gli associati, i rappresentanti dei consorzi di via. «Il mercato è crollato, ma le amministrazioni locali sembrano non averlo ancora capito – ha detto Lido Legnini, direttore provinciale di Confesercenti Chieti, aprendo la serie degli interventi – e le nostre imprese continuano ad essere considerate come dei bancomat. Ma non abbiamo più la forza per sostenere tali pretese: oggi riconsegniamo simbolicamente le chiavi delle attività perché gli amministratori capiscano che imporre aumenti così elevati è fuori da ogni razionalità». «Le scelte più pesanti nei confronti della piccola impresa stanno arrivando proprio dalle istituzioni che dovrebbero

essere più vicine alle nostre esigenze ed ai nostri problemi, e cioè i Comuni, che conoscono più del governo centrale l’importanza del nostro ruolo, e che nonostante ciò hanno scelto di applicare una tassazione punitiva nei confronti delle nostre attività» ha aggiunto Letizia Scastiglia, direttrice di Cna Chieti. «È evidente - ha sottolineato poi Daniele Giangiulli, direttore di Confartigianato - che sottrarre quel poco di liquidità che le aziende mantengono per sopravvivere, equivale a condannarle a morte nel giro di pochi mesi». «Ci sono Comuni che lo hanno compreso: altri no. Ed è per questa ragione - ha illustrato, da parte sua, Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio - che oggi, simbolicamente, riconsegniamo proprio al Comune le chiavi delle nostre attività». «Senza le nostre attività e senza le tasse che abbiamo sempre pagato, i


CNAABRUZZO TERRITORIO

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LETIZIA SCASTIGLIA «Le scelte più pesanti nei confronti della piccola impresa arrivano dalle istituzioni»

LIDO LEGNINI

«Il mercato è crollato, ma le amministrazioni locali sembrano non averlo ancora capito»

DANIELE GIANGIULLI

«Sottrarre la poca liquidità che le aziende mantengono per sopravvivere equivale a condannarle a morte»

MARISA TIBERIO

«Alcuni Comuni hanno compreso, altri no. Per questo, simbolicamente, riconsegniamo le chiavi delle nostre attività»

Comuni andrebbero in default» ha affermato Americo Di Menno Di Bucchianico presidente di Casartigiani, «ed oggi per la prima volta siamo in piazza». «Non la daremo vinta a nessuno - ha annunciato infine Franco Menna, presidente provinciale di Confesercenti - e non abbasseremo le nostre saracinesche. Le nostre imprese sono il cuore pulsante dell’economia italiana e non ci arrenderemo». Alla fine della manifestazione commercianti e artigiani, come detto, hanno depositato simbolicamente le chiavi delle proprie attività in una cassa che è stata consegnata al sindaco di Chieti Umberto Di Primio.

IL DOCUMENTO

«Vogliamo lavorare e creare lavoro non morire di tasse» Siamo consapevoli della difficoltà di bilancio delle amministrazioni comunali, chiamate a far fronte a tagli continui da parte dello Stato centrale. Ma siamo altrettanto consapevoli che non possiamo essere noi, piccoli imprenditori del commercio, del turismo, dell’artigianato, dei servizi, a fare da bancomat per i Comuni della provincia di Chieti. Il ruolo, invece, al quale siamo chiamati oggi è proprio questo: dare soldi ai Comuni. Sotto forma di tasse, imposte, canoni, balzelli di ogni natura, cresciuti in alcuni casi ed in alcuni Comuni, come lo stesso capoluogo di provincia, fino al 300 per cento. È evidente che si tratta di aumenti insostenibili e incivili, che minano il già estremamente precario rapporto di fiducia fra le istituzioni e le imprese, e che rischiano di dare seriamente il colpo finale all’economia delle nostre città. Nella nostra provincia sono attive oltre 41 mila piccole e medie imprese che danno lavoro a quasi 100 mila persona. Numeri che fanno comprendere che i veri motori dell’economia di questi territori siamo noi, che tutti i giorni con coraggio, determinazione, forza di volontà, spirito di servizio e grande ottimismo apriamo i nostri negozi, i capannoni, le botteghe, gli uffici. Manteniamo vive le nostre città e i nostri quartieri, forniamo un servizio indispensabile per la qualità della vita delle nostre comunità, continuiamo a dare lavoro a intere famiglie di nostri concittadini. Alle istituzioni non abbiamo chiesto mai nulla, se non il rispetto del diritto fondamentale a poter lavorare. E in queste condizioni, lavorare sta diventando impossibile. Siamo amareggiati perché le scelte più pesanti nei confronti della piccola impresa stanno arrivando proprio dalle istituzioni che dovrebbero essere più vicine alle nostre esigenze ed ai nostri problemi, e cioè i Comuni, che conoscono più del governo centrale l’importanza del nostro ruolo, e che nonostante ciò hanno scelto di applicare una tassazione punitiva nei confronti delle nostre attività. In una situazione di grave crisi, a qualunque famiglia – e le nostre sono famiglie, prima che aziende – sarebbe stato concesso almeno il diritto alla rateizzazione: a noi, invece, molti Comuni hanno negato persino questo diritto, chiedendo dunque di pagare in un’unica soluzione tassazioni che essi stessi hanno accresciuto anche del 300 per cento. È evidente che sottrarre quel poco di liquidità che le aziende mantengono per sopravvivere, equivale a condannarle a morte nel giro di pochi mesi. Ci sono Comuni che lo hanno compreso: altri no. Ed è per questa ragione che oggi, simbolicamente, riconsegniamo proprio al Comune le chiavi delle nostre attività. Non lo facciamo contro la politica “in generale”, perché siamo imprenditori realisti, con i piedi per terra e consapevoli del momento che stiamo vivendo. Lo facciamo, invece, con estrema cognizione di causa, perché senza le nostre attività e senza le tasse che abbiamo sempre pagato, i Comuni andrebbero in default. Ed anziché trovare di fronte a noi amministratori pronti a darci una mano per tornare a creare occupazione e benessere, veniamo indicati come i bancomat cui attingere le ultime banconote disponibili. Ai Comuni della nostra provincia poniamo dunque una domanda: dopo averci sottratto queste ultime risorse, dopo averci fatto chiudere, a chi chiederete di pagare in una unica soluzione cartelle esattoriali aumentate del 300 per cento? Con quali risorse continuerete a mantenere le vostre strutture amministrative? Chi pagherà i servizi dei cittadini?.


CNAABRUZZO SOCIALE

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battere l’eSCLUSIone RECUPERARE ATTRAVERSO IL LAVORO:

AL VIA a Teramo un progetto formativo IL PROGETTO 250 ore di formazione in aula, altre 150 in laboratorio. Questo il piano formativo di “Indipendentemente Green”, il corso per addetto alle coltivazioni arboree, erbacee e ortofrutticole che vedrà protagoniste figure a forte rischio di esclusione sociale. Tra gli obiettivi, trasferire “competenze tecnicoprofessionali in merito al trattamento del terreno e delle acque, di manutenzione di piante arboree, erbacee e ortofrutticole, di utilizzo di macchine e attrezzature, trasformazione e gestione del prodotto”.

I

l recupero e la reintegrazione lavorativa di chi è a rischio di emarginazione sociale ed esclusione dal mercato del lavoro. E’ l’obiettivo di un importante progetto, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, in programma a Teramo, nella sede della Cna provinciale. Ad organizzarlo un raggruppamento variegato di enti e associazioni, composto da Ecipa Abruzzo (l’ente di formazione della Cna Abruzzo ne è capofila); Smile Abruzzo (ente di formazione della Cgil regionale); agenzie di lavoro come “Quanta SpA”; strutture del “privato sociale”, cooperative e comunità terapeutiche impegnate da anni nell’attività di recupero e integrazione di ex tossicodipendenti (Ceis, Cled, Clematis). Tutto ciò, con il Sert (servizio per le tossicodipendenze dell’Asl) di Giulianova e l’Ente d’ambito per il sociale dell’area “Tordino” nelle vesti di supporti attivi al progetto. A completare l’importante cartello che sostiene “Indipendentemente Green”, provvedono l’Istituto Agrario di Teramo e la Confederazione Italiana Agricoltori. Per un anno, dodici allievi - due dei quali nelle vesti di “uditori” - con

un passato o un presente legato alla tossicodipendenza, e una dura realtà di disoccupazione o inoccupazione da affrontare - saranno impegnati in un mixer di attività (orientamento, formazione, tirocini, esperienze di incrocio tra domanda offerta di lavoro) che ha proprio l’obiettivo di favorire il loro ingresso nel mercato del lavoro. Il progetto è stato preparato da una lunga e intensa attività di “monitoraggio” delle opportunità presenti sul territorio e compatibili con le attività di recupero in corso. Opportunità, oltretutto, che devono fare i conti con le particolari condizioni di complessità e difficoltà che ha rivelato il territorio di riferimento dell’iniziativa: oltre 88mila abitanti di età compresa tra i 15 ed i 64 anni; il più alto carico di lavoro tra i Sert abruzzesi (105 utenti per ciascun operatore); un numero di persone assistite molto alto (953, solo 72 delle quali, appena l’8%, inserite in percorsi terapeutico-riabilitativi in strutture residenziali; con le restanti 881 (92%) assistite direttamente dal Sert; una durata media del periodo di trattamento di due anni. Un progetto che vuole essere, soprattutto, un invito concreto alla speranza.


CNAABRUZZO PROGRAMMAZIONE

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Macro regione adriatico-ionica imprese e sindacati scrivono all’Ue

«L

’Abruzzo ha la possibilità di rilanciare la sua identità adriatica in una funzione nazionale ed europea», e in questo contesto diventa strategico il prolungamento a tutta la dorsale dell’Alta Velocità ferroviaria: una partita ancora possibile, a condizione che questa infrastruttura decisiva entri a pieno titolo nella programma della nascente Macroregione adriatico-ionica. Lo sostengono associazioni d’impresa del mondo industriale, del commercio, dell’artigianato, della piccola impresa e dell’agricoltura (Api, Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confesercenti, Confindustria) e sindacati dei lavoratori (Cgil, Cisl, Ugl, Uil) che nelle scorse settimane hanno messo “nero su bianco” le proprie osservazioni, partecipando ufficialmente alla consultazione aperta dall’Unione europea con istituzioni locali e mondo dell’impresa per la messa a punto del Piano d’azione della stessa Macroregione. Un documento di programmazione, questo, determinante per le scelte future: impossibile, insomma, immaginare nuovi investimenti legati al potenziamento e all’estensione dell’Alta velocità ferroviaria sulla dorsale adriatica se non vi fossero inseriti. E’ quindi una vera e propria mappa delle priorità, quella indicata da imprese e sindacati. Che punta con decisione - innanzi tutto - al collegamento dell’Abruzzo con il Corridoio V (Kiev-SarajevoPloce): «Un collegamento mancante nella rete trasportistica europea, la “TEN-T” - sottolinea il testo - che può essere pienamente soddisfatto recuperando

il ruolo di “land bridge” naturale tra la penisola iberica e i Balcani, valorizzando l’unica rete trasportistica di rilievo già esistente tra l’Adriatico e il Tirreno: quella dell’Abruzzo verso Roma/Civitavecchia». Obiettivo possibile, questo, perché già figurava nella programmazione strategica nazionale per le infrastrutture per il periodo 2007-2013. Al collegamento est-ovest tra le diverse aree continentali, il documento di osservazioni salda naturalmente – ecco dunque spiegato il ruolo dell’Alta Velocità - la direttrice nord-sud: «La connessione con Ploce e la realizzazione del collegamento Adriatico-Tirreno, con il prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico, mette l’Abruzzo al crocevia di vie continentali Nord-Sud ed Est-Ovest. L’attuale definizione, che vede questo Corridoio finire a Ravenna, deve essere superata, per recuperare il Mare Adriatico nella

sua interezza dentro il Corridoio Adriatico-Baltico. È interesse europeo (macroregionale), nazionale, nonché regionale dell’Abruzzo, ripristinare un ruolo di punto d’incontro di direttrici est-ovest e nord-sud, di ponte tra i Balcani, l’Adriatico e il Tirreno». Insomma, l’Abruzzo punta a diventare snodo centrale di una rete di connessioni oggi ancora tutta da realizzare. Perché - affermano ancora i firmatari del documento - «in particolare per quel che riguarda i Corridoi Europei, l’Abruzzo e l’intera area medio adriatica, che va da Ancona a Bari, scontano ritardi nazionali e propri».

depositate le osservazionI per la redazione del Piano d’azione: Alta velocità strategica


CNAABRUZZO PROTESTE

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carrozzieri in campo contro “Destinazione Italia” Fronte comune contro la “forma specifica” del risarcimento. L’adesione dei parlamentari abruzzesi

Alcune immagini dell’incontro tenuto a Pescara

L

e norme contenute nel Decreto “Destinazione Italia” rischiano di mettere in ginocchio migliaia di artigiani, e di rappresentare l’ennesimo regalo alle compagnie assicuratrici. Lo hanno gridato centinaia di carrozzieri italiani, che il 15 gennaio scorso hanno dato vita a una manifestazione nazionale di protesta, a Roma, seguita da una quarantina di parlamentari in rappresentanza di tutti i gruppi politici. Nel mirino delle principali sigle della categoria, Casartigiani, Cna e Confartigianato, che rappresentano qualcosa come 14mila delle 17mila imprese operanti sul mercato, alcune norme della riforma Rc Auto previste nel Decreto ed entrate in vigore lo scorso 24 dicembre. Pochi giorni prima, a Pescara, era stato il responsabile nazionale di Cna Servizi alla Co-


CNAABRUZZO PROTESTE

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munità, Mario Turco, a spiegare a una platea di operatori convocati dalle stesse sigle promotrici della protesta (oltre che dalla Claai) le ragioni degli artigiani: «Vogliamo arrivare a una modifica del decreto che metta finalmente su un piano di parità le esigenze dei consumatori, delle imprese e delle compagnie assicuratrici, attraverso una differente procedura sulla valutazione del danno da incidente, che sia condivisa tra le parti e non, come nell’attuale formulazione della “forma specifica”, indirizzata solo a tutela degli interessi delle lobby assicurative» ha sintetizzato a nome delle diverse sigle presenti. Turco ha attaccato la stessa filosofia del provvedimento, destinato - se approvato senza modifiche – ad assestare un colpo mortale alla libera concorrenza, a condizionare i consumatori e a conferire alle assicu-

razioni un potere sconfinato, permettendo loro di «realizzare business non solo sulle attività di propria competenza, ma anche sul lavoro degli altri. Perché il loro obiettivo è indirizzare tutte le riparazioni verso un gruppo ristretto di officine convenzionate, tenute perennemente sotto ricatto con tariffe irrisorie». Dati alla mano, e citando fonti delle stesse compagnie assicuratrici, Turco ha rovesciato quelli che per i carrozzieri sono luoghi comuni: «Non è vero che il costo delle polizze assicurative sia determinato dal prezzo eccessivo delle riparazioni, non è vero che sui risarcimenti post-incidente sia questa la voce più consistente e onerosa. Perché il 65% dei risarcimenti riguarda i danni fisici, il 20% altri costi indiretti, e solo il 15% le riparazioni. Percentuale, questa, assorbita per oltre il 60% dal costo dei materiali, lasciando al costo del lavoro una parte irrisoria». A Pescara, per sostenere le ragioni dei carrozzieri, sono intervenuti quattro parlamentari eletti in Abruzzo: Maria Amato e Vittoria D’Incecco del Pd, Giulio Sottanelli di Scelta Civica e Federica Chiavaroli di Nuovo Centro Destra. Inoltre, messaggi di adesione erano arrivati anche da Paolo Tancredi di Nuovo Centro Destra, Gianni Melilla di Sel, Antonio Castricone del Pd e Andrea Colletti del M5S. Una mobilitazione che sembra aver dato i frutti sperati, se è vero che proprio in queste ore una parte consistente della maggioranza parlamentare propone di stralciare da “Destinazione Italia”, proprio l’articolo riguardante il risarcimento in forma specifica.


CNAABRUZZO MERCATI

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confronto a Teramo sulle vie del business con istituzioni e imprese del Paese sudamericano

te lo do io il brasile TANTI I PUNTI A FAVORE DI UN RAPPORTO PRIVILEGIATO

COME LA FORTE PRESENZA DELLA COMUNITà ITALIANA

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nformare le imprese del settore delle costruzioni e del polo agroalimentare, sulle opportunità offerte dal mercato brasiliano, che si presenta in straordinaria espanzione. E creare, nello stesso tempo, un sistema di relazioni stabile con le istituzioni economiche e le imprese del Paese sudamericano. Sono questi gli obiettivi delineati da “B2B, Business to Brasil”, l’evento organizzato dalla Cna di Teramo e dalla locale Camera di commercio - in collaborazione con il Polo “Agire” – in programma nel capoluogo teramano il 10 e 11 febbraio prossimo, nella sala convegni della Cna provinciale, in via Franchi. Il Brasile figura al quinto posto, nel mondo, per dimensioni e numero di abitanti; il suo prodotto interno lordo lo piazza al sesto posto assoluto nella classifica mondiale delle grandi potenze economiche, figurando così (assieme a Russia, India, Cina e Sudafrica) nel novero dei Paesi in forte crescita e con maggiori potenzialità. Secondo uno studio della “Digital luxury Group”, lo scorso anno il mercato del lusso brasiliano ha movimentato dodici miliardi di dollari (+ 24%

rispetto al 2011) e lo stesso settore - secondo un rapporto della società di consulenza Bain & company - dovrebbe ampliarsi di un altro venticinque nel prossimo quinquennio. Insomma, davvero un Paese con il vento in poppa e forti possibilità di espansione. A favore di un rapporto forte tra Italia e Brasile, oltretutto, gioca la storica affinità culturale tra i due Paesi: in Brasile, infatti, è radicata la presenza di una comunità italiana tra le più numerose, con circa 30 milioni di persone: «La Cna e la Camera di Commercio di Teramo - spiega il direttore della Cna teramana, Gloriano Lanciotti, presentando l’evento di metà febbraio - intendono costruire canali relazionali stabili e duraturi con istituzioni e operatori dei mercati potenzialmente interessanti. Vogliamo sperimentare forme di collaborazione finalizzate a offrire opportunità di business al nostro territorio, una missione che distingue ormai la nostra associazione da anni, consapevoli della necessità, soprattutto per il mondo delle piccole imprese, di guardare oltre confine per le proprie produzioni».

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE Apertura degli incontri, il 10 febbraio, alle 10, dedicata all’illustrazione del mercato brasiliano e delle sue opportunità e agli enti di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese, affidata a Franco Marchetti, presidente della Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Brasile. Dopo di lui, interverranno Antonio Petillo, fondatore della “Pres Construções”, impresa di costruzione e immobiliare nello Stato di San Paolo; Fausto Guilherme Longo, dirigente “Fiesp”, ovvero l’associazione degli industriali di San Paolo; Alessandro Nicodemi, imprenditore vitivinicolo e presidente del consorzio Docg “Colline teramane”. Seconda parte della giornata dedicata a tavoli di lavoro specifici per agroalimentare ed edilizia, mentre il giorno 11 sarà la volta di confronti diretti tra imprese dei due Paesi presenti.


CNaABRUZZO pREgIONE

CNAABRUZZO RICONOSCIMENTI

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fedeltà al lavoro FedeLTà aL LaVOrO premiato l’impegno di una vita pREmIATO L’ImpEgNO dI UNA vITA

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ettantadue imprenditori sono succeduti esponenti delle e lavoratori dipendenti diverse categorie professionaimprenditori della provincia di Chieti li -ettantadue oltre a quelle citate anchee lavoratori dipendenti della protagonisti della cerimonia di dell’agricoltura e della coopeprovincia di Chieti protagopremiazione della diciannove- razione - accolti dal presidennistitedella cerimonia di premiazione sima edizione del Concorso per dell’ente camerale, Silvio Di della diciannovesima edizione la Fedeltà al Lavoro e al Pro- Lorenzo, che tuttavia non sidel è gresso Economico, la tradiziolimitatoper sololaagli aspettialformali. Concorso Fedeltà Lavoro nale manifestazione che ogni Nel suo intervento introduttivo, e al Progresso Economico, la traanno assegna ai “veterani” del infatti, ha illustrato diverse dizionale manifestazioneleche ogni lavoro declinato sotto le sue più messe campo per annoazioni assegna ai in“veterani” delrafladiverse forme - imprenditori, forzare il tessuto imprenditoriavoro declinato sotto le sue più diartigiani, commercianti, lavora- le della provincia e contrastare verse - imprenditori, artigiani, tori dipendenti – uno speciale la forme crisi, che proprio nel Chietino commercianti, lavoratori dipendenti attestato dedicato all’impegno mostra alcuni dei segni più in– uno speciale di una vita intera. Una vita dequietanti (vediattestato il serviziodedicato a pagiall’impegno di una vita intera. Una dicata al lavoro e all’impegno na 6 sull’andamento del credito, vita ndr). dedicata lavoro e all’impegno quotidiano. Così,alDi Lorenzo ha sottoCosì, sul palco del Teatro Marlineato l’impegno per la realizquotidiano. rucino di Chieti, a dicembre, siCosì, zazione del Campus Automosul palco del Teatro Marru-

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cino di Chieti, a dicembre, si sono succeduti esponenti delle diverse categorie professionali - oltre a quelle citate anche dell’agricoltura

tive, che consentirà alle Pmi di superare la semplice condiziopresidente dell’ente camerale, Silne di subfornitori per diventare vio Di Lorenzo, che tuttavia imprese innovative, oltre che non di si è limitato solo agli aspetti formali. consolidare e sviluppare la quosuo intervento introduttivo, ta Nel nei mercati; la realizzazione infatti, ha illustrato le diverse dell’Azienda Speciale dei Porti aziodiniOrtona conper l’obiettimesseeinVasto, campo rafforzare il vo dichiarato di rilanciare i porti tessuto imprenditoriale della provinattraverso il coordinamento cia e contrastare la crisi, chedei proprio fondi nazionali ed europei; nel Chietino mostra alcuni deiil segni progetto di valorizzazione della più inquietanti (vedi il servizio a paCosta dei Trabocchi per il rilangina 6 sull’andamento del credito, cio turistico del comprensorio, ndr). Così, Di Lorenzo ha sottolineaattraverso il riuso e la riconverto l’impegno per la realizzazione sione dell’ex tracciato ferrovia- del Campus Automotive, consentirio della linea adriatica; che le azioni alle Pmi dei di superare la semplice diràmarketing centri urbani di Chieti, Lanciano, Vasto, Ortona condizione di subfornitori per divenetare Sanimprese Salvo. Centri nei quali innovative, oltrelache di

consolidare e sviluppare la quota nei mercati; la realizzazione dell’Azienda Speciale dei Porti di Ortona e Vasto, con l’obiettivo dichiarato


CNaABRUZZO pREmIAZIONI

CNAABRUZZO RICONOSCIMENTI

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gli attestati

i premi speCiali

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Camera di commercio sta stuAlcuni momenti gli attestati della Camera dellaefficaci camera della cerimonia diando strategie per di Chietiad aziende e a lavoratori commercio di premiazione rivitalizzare lediattività economi-di chieti di commercio oltre ai premi assegnati dipendenti, di Chieti che situate nei centri storici. a imprenditori, artigiani a imprenditori, quest’anno sonoartigiani, stati assegnati quattro premi speciali a commercianti e dipendenti Diverse le autorità istituzionali personalità originarie della provincia di Chieti che si sono distinte commercianti presenti all’appuntamento con in campo culturale e artistico, in campo economico e nel campo e dipendenti il lavoro: il sindaco di Chieti, dell’imprenditoria. si tratta di Vittorio Bruni, pittore, scultore e grafico Umberto Di Primio; il prefetto fondi nazionali ed di fama internazionale, che ha esposto le sue opere in importanti I PREMI SPECIALI Roccoordinamento De Marinis; lìdei assessogallerie in Francia, Germania, israele, italia, stati Uniti e svizzera, europei; il progetto di valorizzaziore al Turismo della Provincia, Oltre ai premi assegnati ad aziende e a lavoratori dipendenti, ed è stato insignito diquattro numerosi premi internazionali; e di Nicola ne della Costa dei Trabocchi per il Remo Di Martino. quest’anno sono stati assegnati premi speciali a Cerrone, ovvero uno dei massimi rappresentanti dell’arte rilancio turistico del comprensorio, Numerosa, all’interno dell’epersonalità originarie della provincia di Chieti che si sono distinte della gioielliera nel continente australiano conecreazioni che gli sono valse attraverso il riuso e la riconversione lenco dei premiati, come del in campo culturale e artistico, in campo economico nel campo resto era avvenuto anche negli l’appellativo di “re dei diamanti”; marcello De Cecco, dell’ex tracciato ferroviario della lidell’imprenditoria. Si tratta di Vittorio Bruni, pittore, scultore e economista, anni precedenti, la “pattuglia” grafico di fama internazionale, che hain esposto sue opere tra i più importanti esperti tema dilegenesi e delinfunzionamento dei nea adriatica; le azioni di marketing rappresentata daurbani artigiani, com- Lanciano, importanti mercati gallerie in Francia, Germania, Israele, Italia, Stati Uniti e delle politiche monetarie e finanziarie; roberto spadaccini, dei centri di Chieti, mercianti e piccoli imprenditori e Svizzera,imprenditore ed è stato insignito numerosiche premi internazionali; e un vivo edile indiaustralia ha saputo mantenere Vasto, Ortona e San Salvo. Centri iscritti alla Cna di Chieti. Si tratdi Nicola Cerrone, ovvero uno dei massimi rappresentanti dell’arte rapporto con la comunità di origine in abruzzo. all’appuntamento con nei quali la Camera di commercio ta di Luciano e Claudio Gentile; della gioielliera nel continente australianoerano con creazioni cheBruni gli che Cerrone. la premiazione, al marrucino, presenti sia sta studiando strategie efficaci per Rocco Cicchini; Franco Muffo; sono valse l’appellativo di “Re dei diamanti”; Marcello De Cecco, rivitalizzare le attività Antonio Di Noè; Rocco Di Prin-economiche economista, tra i più importanti esperti in tema di genesi e del situate nei Nicola centri storici. zio; Maria Ruzzi; Frasca funzionamento dei mercati e delle politiche monetarie e finanziarie; Diverse le autorità pre- glia” Nellehaimmagini rappresentata da artigiani, com- che e Giuseppe Di Cicco; Gino istituzionali Del Roberto Spadaccini, imprenditore edile in Australia saputo alcuni momenti all’appuntamento con il lavoro: il mercianti piccoli con imprenditori iscritti Casale;senti Luigi Cocciaglia; Antomantenere un vivoerapporto la comunità di origine in Abruzzo. nio Altieri; Nicola Costantino; cerimonia sindaco di Chieti, Umberto Di Primio; il alla Cna dicon Chieti. Si tratta di Luciano e della All’appuntamento la premiazione, al Marrucino, erano presenti Meccanica Aventino sia BruniClaudio che Cerrone. prefetto Rocco srl. De Marinis; lì assessoGentile; Rocco Cicchini; Fran- di premiazione

re al Turismo della Provincia, Remo Di Martino. Numerosa, all’interno dell’elenco dei premiati, come del resto era avvenuto

co Muffo; Antonio Di Noè; Rocco Di Prinzio; Maria Ruzzi; Nicola Frasca e Giuseppe Di Cicco; Gino Del Casale; Luigi Cocciaglia; Antonio Altieri; Nicola


CNAABRUZZO BALZELLI

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rifiuti astangata peso d’oro Tares, la Cna scrive ai Comuni: sospendete il pagamento

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ospendere subito il pagamento della Tares, per consentire di correggere i numerosi errori materiali commessi a danno di famiglie e imprese, evitando così che dopo essere state tartassate dall’Imu, adesso le piccole imprese vengano messe definitivamente ko. da questo ennesimo balzello. Lo chiede il direttore della Cna di Pescara, Carmine Salce, ai sindaci dei principali comuni dell’area metropolitana: Pescara, Montesilvano, Spoltore, Città Sant’Angelo. Salce chiede «di poter rivedere i parametri applicati alle attività produttive», e si dice «vivamente impressionato dalla quantità di proteste sollevate da più parti contro i tanti errori materiali contenuti nelle cartelle». Proteste che hanno subissato le diverse sedi della confederazione artigiana, con

le lamentele sollevate da decine e decine di piccoli imprenditori, di artigiani e di commercianti, sgomenti di fronte alle cifre enormi che si sono visti recapitare con le cartelle esattoriali. «In questo modo – attacca Salce – l’economia di questo territorio viene messa in ginocchio, perché i piccoli imprenditori si trovano davvero nell’impossibilità materiale di pagare». Ai quattro Comuni, Salce chiede di istituire, con le associazioni d’impresa, tavoli per la definizione di nuovi parametri per la tassa: «Non è possibile pagare importi raddoppiati o triplicati rispetto al 2013, dopo la mazzata già ricevuta sull’Imu, che ha portato ad aumenti superiori al 100% dei vecchi importi pagati con l’Ici. Occorre dunque che i Comuni accolgano subito la nostra richiesta».

SI TRATTA CON I COMUNI SULLE CONCESSIONI L’apertura di un tavolo di concertazione, con l’obiettivo dichiarato di cercare di mitigare e modificare le tariffe e i periodi di applicazione della Tares. Lo ha chiesto la Fab Cna Balneatori ai sindaci dei centri costieri della regione (Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto, Pineto, Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Ortona, San Vito, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Rocca San Giovanni, Vasto, San Salvo), perché «grande è la preoccupazione nel mondo della piccola impresa degli stabilimenti balneari e dei concessionari demaniali ricadenti nei comuni costieri abruzzesi». «Si tratta di una imposizione iniqua – spiega il segretario regionale dei Balneatori della Cna, Cristiano Tomei, ricordando quanto già detto al livello nazionale da Rete Imprese Italia - con pesanti aumenti rispetto alla tassa precedente, la Tarsu. Con la crisi che grava sulle aziende, non siamo più in grado di sostenere ulteriori costi, ne va della stessa sopravvivenza della piccola e media impresa». In particolare, le piccole imprese turistiche chiedono ai primi cittadini costieri la revisione della norma, laddove non sia previsto l’effettivo utilizzo dei locali o dell’area che di fatto non è utilizzata da ottobre ad aprile dai titolari di concessioni demaniali marittime. Inoltre, anche durante il periodo di effettivo utilizzo dell’area in concessione (l’arenile), la Fab Cna Balneatori chiede l’applicazione della tariffa esclusivamente per la superficie derivante dal perimetro impiegato per la posa degli ombrelloni. (s.d.n)


CNAABRUZZO VARIE

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riCostruzione Ecco il Salone 2014 Presentate all’Aquila nei giorni scorsi (nella foto) le novità del Salone della Ricostruzione edizione 2014,che l’Ance Abruzzo, insieme alle associazioni dei costruttori di Confindustria dell’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, oltre che con Carsa, realizza con l’intento di imprimere una forte spinta alla ricostruzione, secondo criteri di qualità e sostenibilità. Ricostruzione che, nonostante la crisi, registra la presenza di oltre 200 cantieri nel centro storico del capoluogo e 1.500 nella zone periferiche, oltre 11.500 addetti occupati e 1.400 imprese impegnate negli interventi edilizi. Nei comuni del cratere sono 560 i cantieri nelle periferie e 40 nei centri storici.Il Salone della Ricostruzione segna un’evoluzione rispetto alle precedenti edizioni e offre la concretezza di attività che vanno ben oltre il semplice evento espositivo per diventare un progetto per la qualità del territorio, attraverso due importanti novità strettamente connesse tra di loro. “Officina L’Aquila”, laboratorio per una ricostruzione di qualità, frutto di una partnership strategica tra Ance Abruzzo e alcuni tra i maggiori gruppi del panorama nazionale e internazionale di materiali per le costruzioni.

Rete Imprese Italia/1

Rete Imprese Italia/2

Il 18 febbraio manifestazione a Roma

Ad Avezzano Franca Sanità presidente

Una grande mobilitazione nazionale, perché “senza impresa non c’è Italia”. E’ il senso del grande appuntamento lanciato per il 18 febbraio prossimo, a Roma, da R.E TE. Imprese Italia provinciale, l’associazione unitaria delle piccole imprese dell’artigianato e del commercio, «per chiedere con forza al governo e al parlamento una svolta urgente di politica economica». «La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale intollerabili – ha spiegato il presidente di turno, Marco Venturi (nella foto) - rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie». Nella Capitale, in occasione dell’appuntamento di metà febbraio, convergeranno delegazioni provenienti da ogni parte d’Italia, organizzate da Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.

La presidentessa della Cna provinciale di Avezzano, Franca Sanità (nella foto) è la nuova presidente portavoce di turno di R.E TE. Imprese Italia provinciale, l’associazione unitaria delle piccole imprese dell’artigianato e del commercio (con Cna, ne fanno parte anche Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti). Imprenditrice del settore dei servizi, Franca Sanità è stata chiamata a ricoprire l’importante incarico con il consenso unanime dei dirigenti provinciali delle altre associazioni promotrici.


CNAABRUZZO CASTA

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doppi vitalizi

la Regione scriva la parola “fine” a un assurdo privilegio

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bolire i doppi vitalizi, riducendo i privilegi del ceto politico. Lo chiede la Cna abruzzese al Consiglio regionale, che da mesi - è la tesi dell’associazione degli artigiani presieduta da Italo Lupo - «evita accuratamente di votare il disegno di legge presentato da Maurizio Acerbo». Eppure, afferma il direttore regionale Graziano Di Costanzo, «continua ad essere

CNAABRUZZO magazine periodico online della Cna Abruzzo ANNO II - NUMERO VIII

sotto gli occhi di tutti la distanza enorme che separa i palazzi della politica, con il loro corredo di privilegi inaccettabili, e la vita delle persone normali, delle famiglie e delle imprese. Distanza che qualche gesto dall’alto valore simbolico, come l’abolizione di doppi privilegi, quali indennità maturate dopo pochissimi anni di versamenti contributivi, potrebbe almeno in parte accor-

Direttore responsabile: Sergio D’Agostino Editore: CNA ABRUZZO Presidente: ITALO LUPO Via Cetteo Ciglia 8, 65128 Pescara www.cnaabruzzo.it - Tel. 085 4326919

ciare». «Dignità della politica vorrebbe che all’indecente balletto di rinvii – conclude il direttore regionale della Cna, ritornando su un tema più volte sollevato nei mesi passati dalla confederazione artigiana abruzzese e dalle altre sigle del mondo imprenditoriale - fosse messa finalmente la parola “fine”, attraverso una chiara assunzione di responsabilità».

Progetto grafico e impaginazione: Sabrina Dei Nobili Informazioni e contatti Redazioni: ufficiostampa@cnaabruzzo.it Pubblicità: segreteria@cnaabruzzo.it



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