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cna le idee per la regione che verrĂ

banche sale la raccolta giĂš il credito

export abruzzo il quinquennio orribile


sommario / feb-mar-apr ’14

In copertina le elezioni in Abruzzo (illustrazione di Sabrina Dei Nobili)

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REGIONE 05 06 09 10 12 14 17 21

EDITORIALE / Appunti per le prossime elezioni BANCHE / Sale la raccolta, scende il credito CORSI / Torna il Maggioformativo di Ecipa EXPORT / I cinque anni orribili del made in Abruzzo TURISMO / Un voucher per scoprire le spiagge della regione TERZA ETà / Esplorare la rete con i nipoti in cattedra VERSO LE ELEZIONI / Idee della Cna per la Regione che verrà IN BREVE / Notizie dall’Abruzzo

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CNAABRUZZO ATTUALITà

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L’EDITORIALE di Graziano Di Costanzo *

una regione a misura di cittadini e imprese

I Costare di meno non significa solo tagliare i cosiddetti “costi della politica” ma anche quelli di una macchina vorace e inefficiente

l prossimo 25 maggio, come è a tutti noto, si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e, in Abruzzo, del Consiglio regionale e di importanti amministrazioni locali. Si tratta di appuntamenti molto significativi, non solo per la vita democratica di queste comunità, ma anche perché dopo sei anni di crisi profonda e devastante, soprattutto per l’Italia e per l’Abruzzo, c’è bisogno di un deciso cambio di passo. A questo sarà chiamato in particolare il nuovo Parlamento Europeo, e soprattutto la Commissione che dovrà dare un indirizzo diverso alle politiche comunitarie, superando quella esclusiva e a senso unico del rigore, e puntando invece con più decisione verso quelle orientate alla crescita e allo sviluppo. Per quanto riguarda le elezioni regionali abruzzesi, abbiamo elaborato un documento - che viene integralmente riportato in questo numero - in cui vengono elencate ed illustrate le azioni, necessarie a nostro avviso, per rilanciare l’economia regionale. Naturalmente siamo consapevoli che uno stabile sviluppo economico del nostro territorio dipenderà in buona parte dalla ripresa dell’Europa e dell’Italia, ma il futuro governo regionale dovrà assumere tutte le iniziative possibili e praticabili a questo scopo e farlo in un tempo piuttosto breve. Cominciamo dunque da qui, da queste scarne considerazioni, dalla sfida del futuro. Le cose da fare sono note, sono state discusse molte volte, e lo

stesso numero di volte inevitabilmente rimandate, proprio perché per farle c’è bisogno di rompere schemi, pigrizie, incrostazioni e privilegi che nel corso degli anni hanno costituito un ostacolo quasi insormontabile al cambiamento. Abbiamo scritto a caratteri cubitali nel nostro documento che “la Regione dovrà costare di meno e funzionare di più”. Costare di meno non significa solo tagliare i cosiddetti “costi della politica” ma anche quelli di una macchina vorace e inefficiente, con migliaia di dipendenti che a volte non si sa bene neanche cosa facciano. Dobbiamo perciò ripartire da quello che è il punto essenziale: la Regione deve essere al servizio di cittadini e imprese; queste ultime devono essere al centro delle sue politiche, destinatarie di iniziative di rilancio e sviluppo. E se la strutture a ciò destinate non si rivelassero in grado di farlo, andrebbero smantellate e sostituite. Costare di meno, essere più efficienti significa abbassare le tasse a imprese e cittadini che con la crisi non ce la fanno più, e pagare di meno: ciò vale dieci volte di più che aspettare un incentivo futuro. E questo vale ancora più in una regione che per effetto dell’enorme debito sanitario accumulato ha dovuto subire il pagamento di addizionali pesanti su Irpef e Irap. Oggi, va detto, questa pressione comincia ad essere alleggerita, ma si tratta ancora di un taglio modesto.  segue a pagina 22


CNAABRUZZO BANCHE

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Depositi record credito a picco

in due anni “bruciato” oltre un miliardo Risparmio alle stelle ma rubinetti chiusi Chieti e L’Aquila IN PICCHIATA, male edilizia ed artigianato I depositi crescono, confermando la propensione al risparmio, ma i finanziamenti a imprese e famiglie scendono inesorabilmente. Tutto ciò, mentre in Abruzzo il costo del denaro veleggia con interessi di quasi due punti in più della media nazionale. Così, uno studio realizzato da Aldo Ronci per la Cna abruzzese fotografa l’andamento del credito nella nostra regione nel 2013: in soli due anni, considerando anche il 2012, sono stati sottratti alle attività produttive qualcosa come un miliardo e 163 milioni di euro. La chiusura dei rubinetti operata dal sistema bancario abruzzese, in realtà, stride con l’andamento dei depositi: nella “pancia” del sistema bancario regionale, infatti, tra gennaio e dicembre dell’anno passato i depositi hanno registrato una crescita record di 781 milioni di euro (con un incremento percentuale del 3,47%, contro una media nazionale del 3.3%), mentre nello stesso arco di tempo il credito a famiglie e imprese ha subito una restrizione di ben 758 milioni. A soffrire di più del taglio, sul piano territoriale, è stata la provincia di Chieti, ovvero la più forte dal punto di vista produttivo, in condizioni di gravissima sofferenza: all’appello mancano infatti ben 279 milioni di euro. Ma restrizioni significative, anche se più contenute, sono pure quelle che hanno colpito l’Aquilano (-133), cioè il territorio ancora alle prese con i problemi della ricostruzione postsisma, Pescara (-101) e Teramo (-56). Nelle due province in maggior affanno, i valori percentuali dei tagli sono stati superiori alla media nazionale: con -5,67%, sia Chieti che L’Aquila si attestano al di

sopra della media Italia, ferma a qualche frazione di decimale inferiore (-5,54%). Male sono andati un po’ tutti i settori produttivi, come illustra il curatore della ricerca: «Peggio di tutti se l’è passata l’industria, con una restrizione di 312 milioni. Ma tagli pesanti hanno subito pure le costruzioni (-168), le micro imprese (-27) e i servizi (-75)». «Consapevoli della drammaticità dello scenario, e nonostante alcuni atteggiamenti a dir poco singolari che provengono dai vertici del mondo bancario regionale – dice il direttore della Cna regionale, Graziano Di Costanzo – nel documento che abbiamo messo a punto per le elezioni regionali abbiamo sostenuto che la strada da seguire resta quella della patrimonializzazione dei confidi. Nell’ambito della programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari e di quelli per la coesione e lo sviluppo, riteniamo sia questa la sola via per imprimere una svolta, e far sì che il sistema bancario riapra i rubinetti. In Abruzzo le banche praticano un tasso d’interesse sulle operazioni a revoca pari all’’8,57%, a fronte del 6,84% nazionale, e dunque con uno spread di 1,73 punti percentuali, certo anche a fronte di una maggiore quantità di crediti non esigibili, le cosiddette “sofferenze”». «Tutto questo – conclude Di Costanzo – accade nel momento in cui si conferma la propensione al risparmio, come dice l’incremento dei depositi bancari, aumentati di 781 milioni di euro. Ecco, è di questi dati e di queste dinamiche che vorremmo discutere con il sistema bancario regionale, per ricreare, insieme, le condizioni per una reale ripresa dell’economia del nostro territorio».


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CNAABRUZZO TASSE

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IL NODO Addizionali tagliate: avanti su questa strada «La pressione fiscale statale, regionale e locale è diventata in questi anni il peggior incubo degli imprenditori e di centinaia di migliaia di famiglie abruzzesi. Se in Abruzzo ci sono le condizioni per ridurre le tasse, lo si faccia in maniera strutturale, decisa, duratura nel tempo, ridando fiato alle aziende a conduzione familiare che già hanno pagato un prezzo altissimo alla crisi e continuano a dare un contributo determinante, attraverso le imposte, al miglioramento dei conti pubblici regionali». Lo hanno affermato in una nota congiunta, diffusa all’indomani della comunicazione, da parte del presidente della Regione Gianni Chiodi, del via libera alla riduzione per il 2013 delle addizionali, Cna, Confartigianato e Confesercenti. «Per questo dopo averlo chiesto ad alta voce, anche scendendo in piazza in diverse città abruzzesi – dicono le tre associazioni - ora apprezziamo l’inizio di un percorso di riduzione delle tasse da parte della Regione, assolutamente insufficiente sul piano quantitativo, ma certamente capace di far intravvedere quell’inversione di tendenza per la quale ci battiamo. Vigileremo ogni giorno affinché a questa riduzione non corrispondano aumenti equivalenti di altre tasse ed altri balzelli, e faremo di tutto affinché dopo le elezioni non ci sia un brusco risveglio, ma un alleggerimento più deciso che non si può più rinviare».


CNAABRUZZO FORMAZIONE

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maggioformativo un mese di corsi per imprese e cittadini

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alla comunicazione attraverso i social network e la rete, per migliorare le prestazioni dell’azienda, alla manutenzione della propria bicicletta. Dalle opportunità offerte dal made in Italy alla posa in opera degli infissi. Dalle norme civili e penali per una gestione più efficace dell’impresa, al racconto sull’arte di produrre cocktail indimenticabili. Dai segreti del design alla gestione degli impianti termici e il risparmio energetico, fino alle opportunità che possono derivare, nella professione, dalla capacità di tenere un colloquio in inglese. Sono alcuni dei percorsi formativi proposti dall’edizione 2014 del “Maggioformativo”, la manifestazione dedicata ai temi dalla formazione, organizzata dall’Ecipa-Cna, in collaborazione con Digital Borgo e l’Istituto professionale Pomilio di Chieti, in programma dal 5 al 30 maggio. E’ proprio l’originalità della formula “open” – l’apertura dei corsi, tutti gratuiti, tanto al mondo delle imprese che a semplici cittadini – una delle chiavi del succes-

so, dalla prima edizione ad oggi, dell’evento formativo. Giunto alla sua quarta edizione, il “Maggioformativo” presenta, anche quest’anno, numeri importanti: ben 22 diversi percorsi formativi, 70 ore di formazione, una presenza stimata di circa 400 allievi, tra imprese e semplici cittadini. Tra le novità dell’edizione 2014, figura “A scuola di imprese European business game”, evento che prevede la presentazione delle quattro idee imprenditoriali, sviluppate nell’ambito del progetto di simulazione d’impresa, da parte degli alunni dell’Istituto Pomilio: i migliori, tra i partecipanti, prenderanno parte alla finale nazionale che si terrà a Ravenna il 31 maggio prossimo. Una vetrina di prestigio destinata ad accrescere la curiosità dei partecipanti. Maggiori informazioni sui corsi e sulle modalità di iscrizione sono disponibili consultando la sezione dedicata al “Maggioformativo” sul sito internet della Cna Abruzzo, all’indirizzo www.cnaabruzzo.it

IL PROGRAMMA

L’inglese a portata di mano Come disimpegnarsi in una semplice telefonata. Oppure scrivere una e-mail. Fino ad azioni un tantino più complesse, come gestire una trattativa per la propria azienda o presentare l’attività di cui si è protagonisti. Scommette sulla possibilità di rendere l’inglese accessibile davvero a tutti, nella gestione dei rapporti commerciali e di impresa uno dei corsi che caratterizzano in modo più marcato il “Maggioformativo” 2014 organizzato da Ecipa-Cna Abruzzo. Destinatari, manco a dirlo, artigiani e commercianti , piccoli imprenditori, produttori di beni e servizi, venditori. Fino ad arrivare, è evidente, anche ai semplici curiosi.


CNAABRUZZO EXPORT

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Esportazioni in crisi di nervi i cinque anni orribili del made in Abruzzo I

n cinque anni, tra il 2008 e il 2013, l’export abruzzese ha segnato un spread negativo di 18 punti rispetto a quello nazionale, e a farne le spese sono stati soprattutto i settori produttivi diversi dai mezzi di trasporto. Lo rivela uno studio realizzato da Aldo Ronci per la Cna abruzzese: nello stesso arco di tempo, mentre il fronte delle esportazioni italiane ha fatto registrare una crescita del 6%, il valore regionale si è attestato a quota -12%. A piangere, sono state soprattutto le attività più strettamente legate alla filiera produttiva locale ed al mondo delle piccole e medie aziende: «Tra il 2008 e il 2013 - spiega Ronci - l’export dei mezzi di trasporto, in valori percentuali, ha segnato un decremento del 7%, assai vicino a quello nazionale, che è stato del 6%. Al contrario, le esportazioni dei prodotti diversi dai mezzi di trasporto, nella nostra regione hanno segnato una flessione del 15%, mentre l’Italia registra un incremento del 17%, per cui lo spread negativo è addirittura di 32 punti». In sostanza, mentre la “forbice” resta accettabile nel comparto dei mezzi di trasporto, che vede in Abruzzo la presenza di grandi multinazionali del settore (Sevel, Honda), diventa addirittura «vertiginosa - spiega ancora il curatore dello studio – in tutti gli altri settori, rappresentati per la gran parte dalle imprese locali abruzzesi. E la tendenza appare quella di una divaricazione progressiva». A confermare che la direzione di marcia sia questa, d’altra parte, concorrono i dati riepilogativi del 2013. Lo scorso anno, infatti,

le esportazioni abruzzesi hanno totalizzato 6.734 milioni di euro, mentre nel 2012 ammontavano a 6.900: con una flessione, dunque, di 166 milioni di euro. Anche in questo caso, negativo il confronto con l’andamento nazionale: in percentuale, l’export abruzzese ha subito una riduzione del 2,4%, contro appena lo 0,1% italiano. Quanto alla composizione interna del paniere dell’export, l’andamento dei mezzi di trasporto è rimasto stazionario (con 2.815 milioni di euro), mentre gli altri prodotti esportati dalle imprese abruzzesi (di cui una fetta consistente è di piccole dimensioni) hanno visto ridurre di 166 milioni di euro la propria quota. In valori percentuali, l’export abruzzese dei mezzi di trasporto rimane invariato, mentre quello nazionale cresce del 2,4%. Le esportazioni degli altri prodotti segnano decremento del 4,1%,

valore di gran lunga superiore al dato nazionale che decresce solo dello 0,3%. Gli incrementi più significativi (superiori a 10 milioni) si sono verificati nei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli (+79 milioni), i prodotti in metallo (+56), gli apparecchi elettrici (+35), gli articoli in gomma e plastica (+34), i prodotti alimentari (+17), i prodotti chimici (+12). I decrementi più importanti (superiori a 10 milioni) sono stati di 123 milioni nella produzione di articoli farmaceutici, di 109 per gli apparecchi e componenti elettronici, di 79 per gli autoveicoli, di 75 per l’abbigliamento, di 18 per gli articoli in pelle. Nota a parte, infine, per il comparto dell’agro-alimentare: pur presentando un saldo positivo, nel 2013, di 22 milioni di euro (da 485 a 507) realizza una percentuale di crescita del 4,4% inferiore a quella nazionale, attestata al 4,8%.

IL CASO: L’AMBASCIATORE MONTEPULCIANO Il vino abruzzese come “ambasciatore” della nostra regione sui mercati internazionali. Lo confermano i buoni dati, relativi al quarto trimestre del 2013, secondo i quali si consolidano le ottime performance del comparto viti-vinicolo: e se è vero che i numeri del comparto, in confronto ad altri settori produttivi, sono certamente più piccoli nei loro valori assoluti, è pur vero che la tendenza del barometro resta stabilmente quella del “bel tempo”. Lo dimostra il fatto che, nel 2013, le vendite hanno fatto registrare un valore di oltre 120 milioni di euro, con un incremento del 12,3% rispetto al 2012. In sostanza, un trend positivo costante che dal 2010 ha permesso ai nostri vini - Montepulciano, Trebbiano, Cerasuolo, solo per citare i vitigni più conosciuti - di diventare un prodotto riconosciuto e riconoscibile a livello internazionale. Alla fine del 2013, le cifre dicono che si è arrivati a oltre 127 milioni di euro di scambi commerciali, con un variazione del +7% rispetto all’anno precedente. SABRINA DEI NOBILI


CNAABRUZZO TURISMO

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un voucher per le spiagge

la strategia della Fab per l’estate 2014 con un unico biglietto ombrellone e sdraio in nove centri diversi per una settimana Tomei: noi studiamo il mercato, ma le istituzioni ci hanno lasciato soli

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l lunedì a Martinsicuro. Il giovedì a Vasto. E magari il sabato e la domenica a Pescara. Nasce, per la stagione balneare 2014, l’“open voucher”: permetterà ai bagnanti di “spendere”, per ora in nove diverse località abruzzesi, un accesso ai servizi degli stabilimenti balneari convenzionati, pagando però una sola volta il biglietto d’ingresso. E’ la principale novità proposta dalla Fab-Cna Abruzzo, l’associazione delle imprese del turismo costiero, per la stagione ormai alle porte. E se l’estate 2013 era stata segnata dal progetto dell’ombrellone condiviso, quella in arrivo potrebbe nascere proprio sotto il segno del buono da utilizzare su più spiagge: «Pagando una sola volta – spiega il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei – un cliente potrà scegliere dove passare un settimana di vacanza: in sostanza, avrà facoltà di spostarsi da una località all’altra tra i vari stabilimenti che aderiscono all’iniziativa. Un modo per offrire ai bagnanti, senza complicazioni burocratiche, e mantenendo i costi di ombrelloni e sdraio fermi alle tariffe dell’anno passato, la facoltà di muoversi liberamente sul litorale abruzzese». I centri scelti per importare in Abruzzo un modello già sperimentato su alcuni dei tratti della costa italiana più gettonati dal turismo, come la Romagna, sono nove: Martinsicuro, Alba Adriatica, Pineto e Silvi per la provincia di Teramo; Montesilvano e il capoluogo adriatico per la provincia pescarese; Francavilla, Casalbordino e Vasto per la provincia di Chieti. In ciascu-

no di essi (tranne Pescara, dove gli stabilimenti balneari interessati sono due) sarà possibile usufruire dei servizi concessi dalla struttura convenzionata. Il ticket si potrà ritirare nello stabilimento o attraverso l’agenzia che si occuperà anche dell’assistenza ai turisti interessati. Dice Tomei: «Occorre muovere le acque stagnanti dell’offerta turistica, in un settore che per fortuna, rispetto ad altri e nonostante le incertezze che gravano sul futuro delle concessioni balneari marittime, ancora mostra una certa tenuta. La possibilità di muoversi liberamente sulle spiagge della regione permetterà di realizzare sinergie tra i vari centri, di promuovere le peculiarità di ciascuno, di favorire perfino la scoperta dell’Abruzzo interno o dei centri storici». Lo stabilimento, insomma, si candida a trasformarsi in un luogo dove usufruire di più servizi: tra gli altri, nel programma dalla Fab-Cna per l’estate in arrivo, ci sono anche le escursioni in bicicletta: «Grazie alla convenzione con l’associazione “Bike life”, il turista sarà prelevato direttamente davanti allo stabilimento ed accompagnato nella sua escursione da guide specializzate» dice Tomei. Critico, il segretario della Fab-Cna è invece sull’assenza di una regia


pubblica in grado di sostenere l’azione delle imprese: «Ci siamo inventati questa formula analizzando le tendenze del mercato. I turisti si muovono ormai per periodi di tempo brevi; la figura del cliente affezionato, che non si muove da un posto, non esiste quasi più. Oggi prevale la figura del turista alla ricerca di più opportunità, si chiede di poter pianificare una vacanza che crei, in sostanza, più occasioni e più divertimento. Senza adeguare l’offerta a queste nuove tendenze non c’è futuro. Peccato, però, che su questo terreno le imprese siano costrette a muoversi praticamente senza alcun supporto istituzionale». E, sempre a proposito di rapporti tra turismo costiero e istituzioni, la Fab-Cna sollecita la Regione a coordinare l’azione di risanamento dei fiumi con la salute delle acque di balneazione, superando la grave condizione di inerzia delle istituzioni pubbliche. «I dati nega-

tivi pubblicati nelle scorse settimane, relativi al peggioramento della qualità delle acque di balneazione abruzzesi – attacca Tomei - rischiano di generare una pesante ricaduta sull’offerta turistica dell’estate ormai alle porte. Per scongiurare questo esito, occorre intervenire drasticamente sul risanamento dei fiumi e degli altri corsi d’acqua, cioè svolgere una forte azione di prevenzione. Alla Regione, in sede di discussione sul “Piano di tutela delle acque”, in corso di redazione, abbiamo chiesto di cancellare la sciagurata richiesta all’Unione europea, di prorogare al 2027 l’entrata in vigore dei parametri di qualità continentali sulle acque di balneazione. Una richiesta cui ci opponiamo e che contrasteremo in tutte le sedi, perché le proroghe non risolvono i problemi ma finiscono solo con aggravarli, come dimostrano i dati negativi sulle nostre acque». SABRINA DEI NOBILI

La Fab-Cna sollecita la Regione a coordinare l’azione di risanamento dei fiumi, come dimostrano gli scarichi abusivi ancora esistenti. Nella pagina accanto Cristiano Tomei


«te lo do io il computer» generazioni a confronto

su web e social network

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ipoti” in cattedra per insegnare ai “nonni” i segreti dell’informatica, della rete e dei social network”. Sono gli obiettivi degli originali corsi tenuti a Chieti, Lanciano e San Salvo, realizzati in collaborazione tra la Cna provinciale, Cna Pensionati, l’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Galiani-De Sterlich” del capoluogo, l’Istituto Tecnico e Tecnologico frentano “Enrico Fermi” e l’Istituto commerciale

“Raffaele Mattioli” di San Salvo. Caratteristica del progetto - i corsi tenuti a Chieti si sono appena conclusi, mentre quelli di Lanciano e San Salvo sono in pieno svolgimento – la miscela originale tra generazioni diverse e lontanissime per età, accomunate dalla passione per internet, la rete e i sociali network: con gli anziani nelle vesti di allievi, ed i ragazzi in quella di docenti, in grado di trasferire saperi e competenze.

I ragazzi di Chieti, Lanciano e San Salvo salgono in cattedra per insegnaRE agli anziani i segreti della rete «Per la nostra associazione affermano il direttore della Cna di Chieti, Letizia Scastiglia, e il regionale di Cna Pensionati, Franco Cambi, che ha messo a punto il progetto “Athena Onlus”, specificamente dedicato al mondo della Terza Età - si tratta di una iniziativa in linea con altre, di analogo, contenuto, tenute negli anni passati. Il nostro obiettivo è favorire l’inserimento di una vasta fascia di età nella società dell’informazione,


migliorandone così la qualità della vita, ed aiutando le persone anziane a uscire da quella condizione di isolamento che segna purtroppo questa fase della vita. Oltretutto, ormai, enti previdenziali e pubblica amministrazione dialogano solo attraverso internet, e dunque l’uso del computer si è trasformato in una necessità». Così, ad avvicinare gli anziani ai segreti dell’informatica ci ha pensato la generazione “2.0”, con gli allievi dei tre istituti nelle vesti di docenti attenti e competenti. Ricco il ventaglio dell’offerta formativa: dalla comunicazione, con l’uso dei social network, la navigazione su internet, l’uso della posta elettronica, alla videoscrittura (come trattare tesi e immagini), fino all’uso corretto dei fogli elettronici.


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VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DEL 25 MAGGIO

Le proposte per far ripartire l’Abruzzo

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risorsa preziosa e niente affatto ’imminente conclusione LE RIFLESSIONI inesauribile. Chiediamo perciò di della legislatura regionale DELLA CNA procedere, soprattutto nel came l’avvicinarsi delle nuove IN VISTA po dell’edilizia, al potenziamento elezioni ci inducono a formulare DELLe PROSSIME delle politiche di ristrutturazioalcune riflessioni, e a tracciare ne degli edifici, rendendoli semun bilancio sui cinque anni che ELEZIONI pre più intelligenti ed efficienti si chiudono. Soprattutto a svolPER IL RINNOVO dal punto di vista energetico, gere alcune considerazioni sulle DELLA GIUNTA e di puntare sempre meno sulcose indispensabili da fare per REGIONALE le nuove costruzioni. In questo aiutare la nostra regione ad usciambito integrando magari gli inre dalla crisi. centivi previsti dalla legislazione In questo documento, volunazionale sulle ristrutturazioni. tamente scarno e sintetico, ci Va rilanciato, poi, il tema delproponiamo di guardare avanti, prediligendo la proposta all’analisi. Tuttavia, un le aree interne: parchi, beni storico-archiaccenno alla situazione dell’Abruzzo va fatto. tettonici e turismo montano devono rientrare Osservando i principali indicatori economici nell’agenda delle priorità del nostro Abruzzo, (Pil, dinamicità delle imprese, export, credito) attraverso politiche mirate di promozione e la nostra regione presenta dati peggiori rispet- sostegno. Va rilanciato il tema dello sviluppo to all’Italia. Quindi l’assunto da cui partiamo è: legato ai parchi e alle aree protette che fanno in un’Italia che va male c’è un Abruzzo dell’Abruzzo un’anomalia positiva del nostro che va peggio. Perciò il nuovo governo re- Paese (regione con la più alta percentuale di gionale dovrà attuare una politica straordinaria territorio tutelato d’Italia). Anche per questo per rilanciare lo sviluppo basato essenzialmen- vanno potenziate e ulteriormente sviluppate le te su due fattori: riformare radicalmente la grandi opportunità di attrazione turistica e di Regione; spendere bene e velocemente produzione di ricchezza del più importante bacino sciistico d’Italia dopo le Alpi. Parlando di le risorse a disposizione. Il principio che chiediamo venga posto aree protette, va attivato rapidamente il “Paralla base della nuova politica e’ che la re- co della Costa Teatina”, altro elemento fongione, e gli enti collegati, costino molto damentale per il rilancio turistico della regione. In questo ambito, ancora, occorre dare rameno e garantiscano contestualmente standard di efficienza e produttività mol- pida attuazione ai progetti per il rilancio delle “aree di crisi” (Trigno/Sinello – Valle Pelito più elevati. I prossimi cinque anni dovranno, innanzi tutto, gna - ValPescara – ValVibrata) impegnando imprimere una forte accelerazione al proces- e spendendo le risorse messe a disposizione. L’Abruzzo va dotato di un’area metropolitana so di ricostruzione dell’Aquila e dei centri colpiti dal sisma del 2009: una condizione in- in grado di competere con più efficacia con le dispensabile per far ripartire l’intera economia grandi città dell’Adriatico: in questa direzione, regionale, su cui grava la ferita di una ricostru- sono da sostenere e valorizzare i progetti legati alla “Grande Pescara”, che ne farebbero zione ancora largamente da completare. Il tema della ricostruzione ci sollecita a chie- la più grande ed importante città dell’Adriatico dere di mettere al centro delle politiche di pro- dopo Bari e Venezia, ed insieme un polo di svigrammazione regionale un uso più razionale luppo e di crescita molto importante per l’intedel territorio, superando la cultura del consu- ra regione. Non è un caso che tutte le politiche mo illimitato fatta sin qui, poiché si tratta di una europee individuino nelle aree urbane il più


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potente motore di crescita dell’economia nei prossimi anni. In questo ambito occorre dare piena attuazione ai progetti per la realizzazione delle “smart city”. Bisogna rilanciare le politiche per lo sviluppo della “manifattura” e per l’attrazione di nuovi investimenti. L’Abruzzo è la prima regione europea per percentuale di ricchezza prodotta dall’industria: questa caratteristica va esaltata e difesa con politiche e azioni che favoriscano la permanenza dei grandi gruppi industriali sul nostro territorio. In questo ambito vanno rapidamente completate le opere di collegamento viario in Valdisangro e sostenuto il progetto per la creazione del “Campus Automotive”. Il giudizio su questi 5 anni di governo Chiodi è contenuto nella relazione che il presidente Italo Lupo ha illustrato nella nostra assemblea elettiva tenuta a Pescara il 6 ottobre 2013. In estrema sintesi, possiamo confermare l’idea che “la Giunta regionale, pur avendo messo in campo azioni e iniziative positive, non ha centrato quelli che erano gli obiettivi strategici per il rilancio dello sviluppo della regione. Cioè fare dell’Abruzzo una regione moderna, efficiente, dialogante con altri territori e regioni, capace di attrarre nuovi investimenti, vicina a imprese e cittadini”. Un punto per noi prioritario e fondamentale riguarda le tasse, e in particolare le addizionali Irap e Irpef che imprese e famiglie pagano in Abruzzo per coprire il deficit della sanità. Si tratta di somme molto rilevanti - circa 130 milioni di euro l’anno - sottratte direttamente dalle tasche dei contribuenti e che continuano a deprimere il già asfittico mercato interno regionale. Su questo piano non devono esserci più alibi. Dopo un primo significativo atto della Giunta Regionale che ha ridotto di circa 1/3 (valore 40 milioni di euro) le addizionali nel 2012, nel 2013 si è registrato uno stop che proseguirà anche nel 2014; così, si finisce per gettare seri dubbi sulla validità del piano di rientro dal debito sanitario con la conseguenza di ricollocare la nostra tra le sei Regioni con la pressione fiscale più alta d’Italia. Ciononostante riconosciamo alla Giunta regionale di aver svolto un lavoro molto importante nel ridurre il debito sanitario e portare i conti sostanzialmente in pareggio. Tra le misure da adottare, proponiamo la predisposizione di un nuovo piano sanitario regionale che indichi, tra gli altri, l’obiettivo di creare un’unica Asl regionale. Per avere un’idea degli importi di cui stiamo parlando, a proposito del prelievo fiscale, basta dire che l’ammontare complessivo delle addizionali negli anni 2007/2013 è stato di oltre 800 milioni di euro: una cifra che si avvicina

al totale delle risorse che l’Abruzzo ha avuto a disposizione attraverso i fondi Fas e quelli europei nello stesso periodo. Con la differenza che mentre i primi sono stati già tolti ai contribuenti e incamerati dal Fisco, per i secondi buona parte deve essere ancora spesa. L’abbassamento delle tasse è uno dei fattori decisivi per la ripresa dello sviluppo. Così come è fondamentale l’eliminazione di accise su benzina, luce e gas che vengono prelevate dalle tasche di cittadini e imprese per far fronte ai costi inarrestabili della vorace macchina regionale. Pur trattandosi di ambiti diversi, il nuovo governo regionale dovrà esercitare una forte pressione politica anche sui comuni, affinché si arrivi a una consistente riduzione di IMU (da quest’anno IUC E TASI) e TARES (da quest’anno TARI): imposte aumentate rispetto alle vecchie ICI e TARSU del 100% e, in alcuni casi, del 300% per le imprese nel 2013. Analogamente, andranno radicalmente cambiate le regole di spesa per i nuovi fondi della programmazione comunitaria e nazionale 2014/2020, non solo dando priorità a pochi e selezionati interventi (per esempio nelle azioni che pure indichiamo in questa nota) ma soprattutto velocizzando enormemente i tempi della spesa. Dobbiamo evitare infatti quello che è successo nell’ultima programmazione. Per i fondi Fas, alla fine del 2013 la spesa effettiva non arrivava al 10% del totale. I nuovi fondi invece, proprio per avere un effetto-rilancio dell’economia, dovranno essere impegnati e spesi in tempi molto rapidi. In attesa di riavere risorse regionali da impegnare, questo può essere un elemento decisivo per far uscire l’Abruzzo dalla crisi devastante in cui si trova. Altri temi prioritari sono energia, rifiuti e acqua. Per l’energia, obiettivo principale è abbassarne il costo, in modo da collocarci alla pari delle imprese che operano nelle altre regioni; e, per quanto riguarda l’Italia, a quello degli altri paesi europei. Su questo aspetto bisogna proseguire con decisione e determinazione sulla strada dell’efficientamento energetico e del potenziamento delle “rinnovabili” puntando su solare termico, fotovoltaico ed eolico: modi puliti di produrre energia su cui, in Abruzzo, si sono create troppe resistenze strumentali. Per i rifiuti bisogna potenziare la raccolta differenziata e introdurre tecnologie innovative, in modo da ridurne il conferimento nelle discariche. E occorre eliminare la tassazione per le imprese che producono rifiuti speciali e che provvedono direttamente e a proprie spese a smaltirli. Per quanto riguarda la gestione dell’acqua,


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occorre superare un sistema, come quello attuale, che produce sprechi e inefficienze giganteschi (come la perdita nelle reti di distribuzione che tocca in alcuni casi il 70%) con costi ribaltati interamente sugli utenti, siano essi cittadini o imprese. Bisogna passare perciò a forme organizzative più efficienti nella gestione e nella distribuzione, mantenendo pubblica la proprietà della risorsa e le politiche di tariffazione che devono diventare più convenienti a mano a mano che si realizzano le efficienze programmate. Per questo crediamo occorra creare una società unica regionale. Infine, anche alla luce di quanto sta emergendo in questi giorni, occorre potenziare i controlli evitando qualsiasi rischio per la salute dei cittadini. La difficoltà di accesso al credito continua a rappresentare uno dei problemi principali per le imprese (nei primi 9 mesi del 2013 c’è stata in Abruzzo una contrazione del credito di 624 milioni di euro). E’ anche il settore in cui la Giunta Regionale ha realizzato le iniziative migliori. Bisogna proseguire in questa direzione, confermando gli interventi importanti per la patrimonializzazione dei confidi nell’ambito della programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari e di quelli per la coesione e lo sviluppo (Fsc). Nella situazione di crisi attuale è l’unica strada per far riaprire i rubinetti delle banche verso il sistema produttivo. Bisogna proseguire con decisione anche sulle politiche di sviluppo legate ai poli di innovazione e alle reti d’impresa, aspetti questi su cui abbiamo espresso e continuiamo ad esprimere un giudizio positivo. Bisognerà in futuro premiare quelli efficienti che producono vera utilità per le imprese socie. L’innovazione e l’internazionalizzazione non sono mai stati così determinanti per la sopravvivenza e il successo di un’azienda. I mercati cambiano rapidamente e cresce la competizione da parte delle economie emergenti. E’ noto che intraprendere un percorso di ricerca e sviluppo per trasformare in realtà le idee innovative e allargarsi su nuovi mercati è più difficile per le microimprese di quanto non lo sia per le aziende di medie e grandi dimensioni. Queste, infatti non hanno a disposizione le risorse economiche e le competenze interne necessarie per centrare questi obiettivi. Bisogna perciò costruire, con la Regione, un percorso grazie al quale le micro e piccole imprese possano fruire e beneficiare dei processi di innovazione e ricerca e affacciarsi con successo su nuovi mercati, prevedendo un’azione integrata con quelle svolte dai poli di innovazione, dalle agenzie delle Camere di commercio e dalle altre agenzie di sviluppo. In questo contesto si potrebbe prevedere un ruolo anche delle associazioni di categoria che

contribuirebbero ad aumentare la competitività dei sistemi territoriali. La semplificazione amministrativa, che oggi resta un miraggio, è la madre di tutte le battaglie, perché nuove complicazioni hanno sempre vanificato i tentativi di snellimento delle procedure. Il problema è assumere, come centrali, le esigenze di cittadini e imprese, rovesciando un funzionamento della macchina burocratica modellato solo sulle esigenze del personale (inamovibilità dei dirigenti e dei dipendenti, promozioni delle carriere fondate solo sull’anzianità e non sul merito). L’efficienza del sistema va misurata, in modo certo e verificabile, sulla base del rapporto tra obiettivi fissati e risultati ottenuti. Bisogna poi introdurre forti livelli di modernizzazione attraverso la digitalizzazione della Pubblica amministrazione: tutti gli atti devono poter essere reperiti online, imprese e cittadini devono impiegare pochi minuti per compiere adempimenti che oggi richiedono settimane, talvolta mesi se non addirittura anni. Con il risultato di mettere in fuga chi ancora oggi abbia voglia di fare o investire nella nostra Regione. Sosteniamo da tempo, poi, che occorre introdurre nei bandi che la Regione emana per destinare risorse alle varie attività delle imprese, un principio di “reciprocità”. E cioè l’ente pubblico deve avere a disposizione lo stesso tempo richiesto alle imprese per partecipare al bando, per l’espletamento di tutti gli atti e la pubblicazione delle graduatorie. Non vogliamo più assistere alla vanificazione di iniziative, anche importanti, solo perché dalla chiusura del bando alla erogazione dei fondi alle imprese passano mesi e mesi, se non addirittura anni. Con la conseguenza che quando le risorse vengono messe realmente a disposizione forse non esistono più l’impresa o l’investimento da fare. Sul capitolo Infrastrutture, se vogliamo che l’Abruzzo diventi più attrattivo, e le nostre imprese più competitive, abbiamo bisogno di un territorio che sia facile da raggiungere. Da nord e da sud, da est come da ovest. Stiamo discutendo da tempo su questo tema e sull’assenza del corridoio adriatico dalle reti europee TEN-T (quello Baltico-Adriatico si ferma a Ravenna e quello Helsinki-La Valletta ad Ancona). Siamo convinti che un pezzo importante del nostro futuro si giocherà all’interno della strategia della macroregione adriatico-jonica, facendo diventare l’Abruzzo una delle principali porte d’accesso verso i Balcani. In questo ambito è determinante che la Regione operi scelte precise sulle infrastrutture strategiche, che preveda il rilancio dell’aeroporto d’Abruzzo, e un piano portuale regionale dove siano indicate le specializzazioni (commerciale e passegge-


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ri) partendo dal porto di Ortona e dal Porto di Pescara. Bisogna dare piena funzionalità all’interporto di Manoppello realizzando i collegamenti viari e ferroviari. L’apertura dl casello autostradale di Manoppello è un primo passo importante. Bisogna mettere in funzione gli autoporti, condizionando qualunque nuovo impiego di risorse, al fatto che ci siano soggetti, preferibilmente privati, disponibili a gestirli. Infine, tra le infrastrutture “immateriali” è di fondamentale importanza completare l’estensione della banda larga a tutto il territorio regionale con particolare riferimento alle aree con importanti insediamenti produttivi. Va confermato il blocco delle aperture della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) visto il primato nazionale di concentrazione detenuto dalla nostra regione. Per quanto riguarda le società operative della Regione (partecipate e controllate) va operata una vera e propria rivoluzione, verificando innanzi tutto la loro utilità e la loro capacità di assistenza e servizio alle imprese. Fatto questo, occorre poi procedere a una riforma che si fondi sull’accorpamento o la fusione di società che operano nello stesso campo (come nei trasporti, con Arpa, Gtm e Sangritana; o nell’area dello sviluppo economico con Fira e Abruzzo Sviluppo; o ancora nella ricerca); sulla nomina ai vertici di manager e consigli di amministrazione di provata capacità e competenza; sull’apertura a soggetti privati. In questo ambito si inserisce la predisposizione di una vera e propria riforma del “trasporto pubblico locale” basata sull’eliminazione degli sprechi e su un servizio che sia veramente a misura degli utenti, soprattutto delle aree interne. Costi della politica. La Regione, oltre a costare di meno, dovrà improntare la sua azione a un principio inderogabile di sobrietà. Siamo dunque per una decisa riduzione delle indennità percepite dagli organi istituzionali, per l’eliminazione di quegli odiosi privilegi (come i doppi vitalizi) che tanto hanno contribuito ad allontanare i cittadini dalla politica. Vanno inoltre ridotte drasticamente le auto blu e grigie, regolamentato il regime dei rimborsi ai componenti degli organi istituzionali (anche alla luce delle recenti inchieste), eliminate tutte le indennità aggiuntive di qualsiasi titolo e natura. Anche alla luce degli episodi verificatisi nel corso della legislatura va portata avanti una azione forte, decisa e coordinata contro la corruzione. In definitiva tutte le nostre proposte sulla riorganizzazione della macchina regionale e le politiche per lo sviluppo devono tener conto, in primo luogo, della dimensione delle imprese che operano nel territorio. Le microimprese

non rappresentano solo il 97% del totale, ma danno lavoro a oltre il 50% degli occupati e producono la maggior parte della ricchezza regionale. Perciò sono quelle che hanno bisogno di più della semplificazione amministrativa, di risorse e azioni specifiche per la ricerca e l’innovazione, per l’assistenza all’export, di formazione manageriale, di confidi che le aiutino ad avere credito a condizioni accettabili. Sono quelle per cui l’Europa, qualche anno fa, ha varato lo Small Business Act (SBA) la cui principale regola ispiratrice è quella che tutta l’azione della pubblica amministrazione e dei decisori istituzionali debba essere improntata a facilitare le imprese di minori dimensioni, proprio perché sono quelle che hanno maggiori svantaggi e difficoltà ad essere competitive. In questo contesto, proponiamo di rilanciare alcune azioni contenute nella legge-quadro per l’Artigianato e che riguardano l’aiuto allo start up e la trasmissione d’impresa, iniziative molto importanti finora inattuate. Formazione e capacità imprenditoriale. Gli imprenditori rappresentano la chiave per creare occupazione e dare slancio alla crescita e alla competitività dell’economia regionale, anche negli anni a venire. Per questo una delle priorità dell’UE è quella di suscitare nei giovani il desiderio di diventare imprenditori. Oggi, più che mai, l’accesso alla conoscenza e alle informazioni aggiornate sono fondamentali per la competitività dell’Abruzzo e per creare lavoro. Diventa strategico quindi investire nel capitale umano, fattore decisivo per superare la crisi e garantire futuro alle imprese. la Regione deve orientare le ingenti disponibilità finanziarie nel campo della formazione al sostegno di queste finalità. Nell’attuazione degli interventi formativi va data priorità; allo snellimento e alla semplificazione delle procedure; ad una maggiore integrazione tra politiche della formazione e politiche attive del lavoro; alla qualità della formazione che deve essere sempre più personalizzata e flessibile; alla formazione manageriale degli imprenditori; all’orientamento formativo derivante dai fabbisogni professionali rilevati. In questo contesto va assegnata grande importanza alle esperienze formative realizzate all’interno delle aziende favorendo l’inserimento di giovani attraverso lo strumento della Bottega Scuola e dell’apprendistato. Infine, è necessario predisporre il repertorio regionale dei profili e delle qualifiche professionali che permetterebbe di creare un raccordo decisivo e strutturale con il mondo della scuola e il mondo del lavoro. La Regione deve inoltre recepire le direttive comunitarie sui requisiti professionali in modo da permettere l’attivazione di percorsi formativi per qualifiche specifiche.


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pescara

Occasione Croazia

Bene la scelta della Camera di commercio pescarese di investire per il rilancio del traffico passeggeri con la Croazia, ma adesso le istituzioni locali devono assecondare questa scelta, impedendo il ripetersi delle condizioni che hanno reso per tre anni inagibile il porto pescarese, e aprendo finalmente la strada per una definitiva affermazione dello scalo come porto passeggeri d’Abruzzo. Lo afferma il presidente della Cna di Pescara, Italo Lupo, secondo cui «la scelta dell’ente camerale presieduto da Daniele Becci di investire 200mila euro per il rilancio dei collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico, crea le condizioni per ripartire da dove si era lasciato: ovvero gli oltre 23mila passeggeri (tra arrivi e partenze) transitati attraverso il porto della città nell’estate del 2010, considerati la premessa per un ulteriore allargamento del traffico».

avezzano

Una Rete anti abusivi

Al via il tavolo istituzionale proposto da Rete Imprese Italia di Avezzano per contrastare il fenomeno del lavoro nero, l’abusivismo, la contraffazione nelle attività delle piccole e medie imprese dell’artigianato, del commercio e dei servizi. Numerose le autorità presenti in rappresentanza delle istituzioni e degli enti interessati. La presidente Franca Sanità (seconda a sinistra nella foto) aprendo i lavori ha illustrato i motivi che hanno indotto Rete Imprese Italia a convocare l’incontro e cioè per organizzare al meglio una «risposta istituzionale e condivisa da tutte le parti sociali per contrastare i fenomeni dell’abusivismo, del lavoro nero e della contraffazione, mettendo in campo azioni concrete di verifiche per sconfiggere tali fenomeni». «Occorre mettere in campo azioni di vera e propria promozione culturale - ha detto ancora Sanità - verso i cittadini clienti e verso le giovani generazioni. Solo in questo modo riusciremo a debellare questa piaga della concorrenza sleale e dell’esercizio illegale di molte attività».

giulianova Una nuova casa per la Cna «La nuova sede della Cna significa maggiori servizi ai nostri associati ed innovazione di qualità mediante percorsi mirati e continui». Con queste parole il direttore provinciale della Cna di Teramo, Gloriano Lanciotti, ha aperto la cerimonia di inaugurazione della nuova sede della confederazione artigiana di Giulianova, che ha sede all’interno del centro commerciale “I Portici” di via D’Annunzio (nella foto). Nel suo intervento, inoltre, Lanciotti ha rivolto un monito alle banche locali affinché garantiscano maggiore sostegno al mondo dell’artigianato e agli imprenditori in generale. All’inaugurazione, con Lanciotti, hanno preso parte il presidente della Cna provinciale, Gianfredo De Santis e il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro.


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L’EDITORIALE di Graziano Di Costanzo *

una regione a misura di cittadini e imprese

 segue da pagina 5

Funzionare di più vuol dire che le azioni che si mettono in campo arrivano velocemente ai destinatari, che le risorse europee e nazionali vanno spese bene e soprattutto celermente. Siamo stanchi delle solite statistiche che parlano di percentuali di spesa elevate, salvo poi constatare che le risorse si sono fermate a livelli intermedi e non sono arrivate alle imprese. Funzionare meglio significa avere competenza, ma anche flessibilità, in modo da riprogrammare rapidamente le risorse e le azioni sulla base del mutato quadro economico. E in modo da dare alle imprese le risorse per le attività di cui hanno bisogno e nel momento in cui ne hanno bisogno. In questo breve articolo non ho volutamente parlato di azioni specifiche: il documento ne contiene

molte, tutte importanti. Qui mi interessa di più far capire ai futuri amministratori che il tempo delle parole è finito. Se si vuole cambiare veramente l’Abruzzo, rilanciare l’economia e l’occupazione, ridare speranza e futuro alla comunità, allora bisogna passare davvero ai fatti. E i fatti, a nostro avviso, passano innanzitutto da una riforma radicale della sgangherata macchina regionale, da un deciso abbassamento delle tasse, dal superamento di piccole logiche di campanile e da una nuova politica infrastrutturale, solo per fare qualche significativo esempio. Serviranno insomma visione, coraggio e determinazione. Ci auguriamo, per il nostro bene, che i protagonisti in campo ne siate dotati. * Direttore della Cna Abruzzo

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ANNO II - NUMERO iX

Direttore responsabile: Sergio D’Agostino Editore: CNA ABRUZZO Presidente: ITALO LUPO

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Feb-mar-apr 2014  
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