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magazine

INSERTO REDAZIONALE ALLEGATO AL NUMERO ODIERNO DI

ARTIGIANATO mORTE SILENZIOSA PER 600 IMPRESE

REGIONE AUMENTA LA FORBICE TRA COSTA E INTERNO

rICOSTRUZIONE LE IMPRESE SCRIVONO A MONTI


sommario / DICEMBRE ’12

Immagine di copertina di Federico Deidda

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REGIONE 05 06 08 09 11 13 14 16 17 18 20 22

EDITORIALE / Fare rete per far fronte alla crisi Artigianato / In nove mesi addio a 600 imprese TERRITORIO / Cresce lo squilibrio tra costa ed entroterra CREDITO/ Fondi erogati con il contagocce PROTESTA / Le imprese alla Regione: abbassate l’Irap BALNEATORI/ Sfila a Pescara la rabbia dei concessionari ZONA FRANCA / Pescara attende il via libera AREE DI CRISI/ Val Vibrata, promesse non mantenute ROSETO/ Rischio-stangata per le imprese dell’area artigiana RICOSTRUZIONE/ Proposte delle Pmi per il rilancio del Cratere AVEZZANO/ Week end all’insegna del gusto e non solo TRIBUTI / Novità su Iva e assunzioni

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CNAABRUZZO ATTUALITà

EDITORIALE di Nicola Mattoscio

Presidente corso di laurea di Management e Sviluppo socio-economico dell’Università D’Annunzio

artigiani tra congiunturA e dinamiche strutturali

I Occorre UN intreccio tra tradizione e innovazione che sappia interpretare la modernizzazione nell’unico modo possibile: fare davvero sistema in rete

dati sull’andamento congiunturale dell’economia abruzzese confermano che la regione è ancora pienamente alle prese con la sua ormai lunga fase di grave recessione, con tendenze per i prossimi 2-3 trimestri di ulteriori allarmi, secondo la maggior parte degli indicatori esaminati dal Cresa. Già l’esordiente rilevamento congiunturale sul commercio, realizzato per la prima volta e con riferimento al primo semestre 2012, rivela una riduzione di fatturato nel settore di oltre il 10%, con conseguente calo anche dei suoi livelli d’impiego (- 4,2%). Tali criticità hanno sicuri effetti indotti negli altri comparti di attività, posto che il commercio in Abruzzo produce un valore aggiunto di circa 2,5 miliardi di euro, con un’incidenza del 12% sul totale regionale. Identico peso hanno i suoi addetti, mentre è quasi doppio quello del numero di imprese, pari al 23% con le sue 35.046 unità a fine giugno 2012. In un contesto così negativo e ad ampia diffusione, che provoca in modo fisiologico l’andamento ciclico del commercio, la recente indagine sulla congiuntura industriale manifatturiera, svolta per il terzo trimestre su un campione di 435 imprese con almeno 10 addetti, registra una calo medio di produzione nel settore del 5,3%. La contrazione rispetto allo stesso periodo 2011 è più pronunciata (- 5,6%) per le imprese piccole e medie (10-249 addetti) rispetto

a quelle grandi (- 4,7%). Le medie imprese (50-249 addetti), nell’essere le sole ad evidenziare un lieve incremento tendenziale del fatturato estero (0,9%) e, nel contempo, quelle che subiscono la minore contrazione del fatturato totale, si mostrano comparativamente appena più solide. Per il complesso delle imprese manifatturiere abruzzesi diminuisce il fatturato estero del 3,2% sul precedente trimestre e del 4,3% come flessione tendenziale (con riferimento allo stesso trimestre dell’anno precedente), mentre il fatturato totale nei medesimi confronti diminuisce del 6,6% e del 3,9%. In particolare, si segnala l’accentuarsi delle difficoltà delle piccole imprese (10 – 49 addetti) che, rispetto al precedente trimestre, diminuiscono significativamente sia il fatturato totale (- 6,4%) che quello estero (- 7,8% riguardo al – 2% per le medie e al 2,8% per le grandi). Tali maggiori difficoltà ne preludono ulteriori nell’immediato prossimo, posto che la tipologia delle piccole imprese subisce un vero primato nella riduzione degli ordinativi interni (- 6,5% a fronte del – 6,4% delle medie e del 3,9% delle grandi) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, che si ripete pure per gli ordinativi esteri nel confronto con il trimestre precedente (6%, a fronte del – 2,9% delle medie e del – 3,6% delle grandi).  SEGUE A PAGINA 22


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artigianato, morte silenziosa per 613 imprese L Il centro studi: peggior risultato decennale La Cna: investire su start-up e ricambio

a crisi del sistema economico è più forte nel settore dell’artigianato e in generale per il mondo delle micro-imprese, che soffrono in particolare per la scarsa propensione all’innovazione, per la presenza di un forte indebitamento a breve termine e per la restrizione creditizia in atto. Con il risultato di consegnare all’artigianato abruzzese la peggiore performance dell’ultimo decennio. E’ la sintesi che emerge dallo studio realizzato per la Cna abruzzese da Aldo Ronci, che ha preso in esame l’andamento delle imprese artigiane abruzzesi nei primi nove mesi dell’anno. Tra gennaio e settembre 2012 il numero delle imprese artigiane ha subito una flessione di ben 613 unità, frutto della differenza tra le 1861 imprese iscritte e le 2474 cancellate; assai peggio, dunque, di quanto accaduto nel 2009, quando il segno “meno” si era attestato a quota 216. La distribuzione tra i tre diversi trimestri (gennaio-marzo; aprile-giugno; luglio-settembre) svela, oltretutto, come dopo la prima, timidissima ripresa del secondo trimestre (+21) che aveva fatto seguito all’inizio orribile dell’anno (-580) dei primi tre mesi, il barometro delle sorti della piccola impresa abruzzesi torni a segnalare burrasca (-54). In percentuale, il decremento delle imprese artigiane è stato dell’1,69%: ovvero un valore doppio rispetto alla media nazionale (-0,87%). Sul piano territoriale, va decisamente peggio nell’Aquilano e nel Teramano, con diminuzioni rispettivamente di 217 e 203 unità. Mentre a Pescara e Chieti è andata un po’ meglio, visto che le cadute sono di 108 e 85. E se il segno “meno” l’ha

fatta da padrone in tutto il territorio regionale tra le imprese artigiane, stessa sorte hanno seguito i diversi comparti produttivi, con flessioni più marcate nelle costruzioni (-313 unità), seguite da industria manifatturiera (-167), servizi (-67), riparazioni (-60), agricoltura (-11). Con le sole attività ricettive (+3) in lievissima controtendenza. Tra le province, fa spicco la flessione del comparto edilizio della piccola impresa a Teramo (-130), L’Aquila (-96) e Pescara (-58); mentre le diminuzioni più consistenti nell’industria manifatturiera appartengono a Chieti (-39), L’Aquila (-60), Teramo (-46) e Pescara (-22). Nel settore delle riparazioni delle auto e dei prodotti per la casa i decrementi non sono stati molto elevati a Teramo (-18), all’Aquila (-18), a Pescara (-17). un po’ meno a Chieti (-7). A detta della Cna, occorrono a questo punto misure innovative e investimenti su trasmissione d’impresa e start-up per frenare il declino della piccola e della microimpresa, puntando a quei pochi settori produttivi (come le attività ricettive) che mostrano segni di controtendenza rispetto allo crisi, o su quei pochi strumenti innovativi a disposizione: come i poli di innovazione e le reti d’impresa. «Le performance negative doppie rispetto alla media italiana - osserva così il direttore regionale Graziano Di Costanzo - svelano più di qualsiasi altro dato la situazione di sofferenza che vivono le piccole imprese di questa regione. La crescita doppia alla media nazionale che per un decennio ha caratterizzato il mondo delle piccole e delle micro-imprese abruzzesi è solo un ricordo palli-


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do». A detta di Di Costanzo, la crisi dell’artigianato regionale cammina di pari passo con alcuni dei segni di maggiore arretratezza del nostro sistema produttivo: «Basta prendere ad esempio la crisi del settore dell’edilizia nell’Aquilano - osserva per comprendere come il ritardo nel processo di ricostruzione del capoluogo trascini con sé la caduta di un intero comparto. Se la ricostruzione fosse più avanti non staremmo a contare le perdite». Punta con decisione il dito verso un più forte intervento sui settori innovativi il presidente regionale della Cna, Italo Lupo: «Il turismo può rappresentare un formidabile volano per la nostra economia, e che ben si concilia con le esigenze dell’artigianato e della piccola impresa. Penso poi agli effetti positivi che possono dispiegare esperienze come le reti d’impresa e i poli di innovazione, capaci di agire soprattutto su quei capitoli, come l’internazionalizzazione e lo sviluppo della ricerca, che

da sempre rappresentano il tallone d’Achille dell’artigianato». Di fronte all’accentuarsi degli elementi di crisi, per la Cna l’unico segno di speranza arriva dalle cifre assolute: «A fine anno, secondo le proiezioni effettuate sui primi nove mesi dell’anno, le nuove attività dovrebbero essere circa 2500, ma il problema è come farle rimanere sul mercato: avevamo proposto alla Regione una misura specifica sui fondi comunitari che residuano, perché a nostro giudizio occorre assicurare un aiuto efficace allo start-up, ovvero alla fase d’avvio dell’attività dell’impresa: i primi anni di vita sono decisivi per la vita di una piccola impresa, eppure da ben cinque anni sul capitolo di bilancio della Regione, a questa voce corrispondono zero euro. E una azione incisiva deve essere fatta anche per la trasmissione d’impresa, che va sostenuta: ci sono tante attività fiorenti costrette a chiudere per mancanza di ricambio generazionale».

Ombre sull’artigianato abruzzese. In alto, Aldo Ronci. Nella pagina accanto, il direttore della Cna abruzzese Graziano Di Costanzo (in alto) e il presidente Italo Lupo


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SETTORI CHI SALE E CHI SCENDE Tra i settori, è l’agricoltura (-515 unità in totale, e con la provincia di Chieti a pagare il dazio maggiore a causa delle 305 imprese in meno) l’area produttiva che continua a registrare le perdite più pesanti, ma pure i settori delle costruzioni (-124) e dell’industria manifatturiera (-85) segnalano decrementi consistenti e diffusi a macchia di leopardo. Incrementi di un certo rilievo, al contrario, si verificano in settori come i servizi (+311, con la migliore performance assegnata a Teramo, grazie a un saldo di 120 imprese in più), le attività ricettive (+282, con Pescara leader grazie a 86 nuove imprese), il commercio (+71) e l’energia (+55).

REGIONE SPACCATA L’economia riproduce il dualismo tra la costa e l’entroterra

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n un Abruzzo a “crescita zero” aumenta la disuguaglianza tra costa ed aree interne. Per Aldo Ronci, che per conto della Cna abruzzese redige periodicamente ricerche e analisi sull’andamento della nostra economia, il dato desta sorpresa sì, ma fino a un certo punto. Ecco spiegato il perché: «In Abruzzo, dopo che per due anni, il 2010 e il 2011, si era registrata una crescita elevata del totale delle imprese, nei primi nove mesi del 2012 -osserva - si è verificato un incremento di appena 4 unità. Una cifra che segna il risultato peggiore degli ultimi dieci anni, e che si traduce in una crescita percentuale pari a zero, contro un incremento nazionale dello 0,33%». «La minor crescita dei primi nove mesi del 2012 rispetto al valore nazionale - prosegue il curatore della ricerca - non è un evento episodico ed isolato, ma la conferma di un trend che continua da anni. Infatti, tra il 2001 e il 2011 le imprese sono cresciute in Abruzzo del 6,07%, mentre in Italia del 7,71%: con uno spread negativo per la nostra regione, rispetto alla media dell’Italia, di 1,64 punti percentuali». Epicentro di questa vero e proprio

andamento a “crescita zero” del mondo delle imprese che si è registrato in Abruzzo sono, dunque, le aree interne della regione: ovvero, quelle contenute nel perimetro di una provincia montana tradizionale, come L’Aquila; e di un’altra, come Chieti, che ospita proprio nel suo entroterra i più importanti e solidi insediamenti produttivi, come accade ad esempio per il comparto della meccanica nell’area della Val di Sangro. Sono loro, infatti, a realizzare i peggiori risultati, con 195 e 119 unità in meno; mentre Teramano e Pescarese, ovvero territori nei quali la presenza costiera è nettamente predominante nell’economia soprattutto nell’area metropolitana adriatica, sono cresciuti rispettivamente di 120 e 198 unità. «Ma pure in questo caso - conclude Ronci - non si tratta di un evento episodico ma di un trend che dura da anni: tra il 2001 e il 2011 le imprese di Pescara (+10,91%) e Teramo (+9,52%) sono aumentate più di quelle italiane (+7,71%) mentre quelle dell’Aquila (+6,73%) e soprattutto di Chieti (+0,11%) sono cresciute assai meno».


CNAABRUZZO BANCHE E DINTORNI

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CREDITO IN APNEA MALE I PRIMI MESI DEL 2012 Tra gennaio e giugno 130 milioni di euro in meno, soprattutto alle imprese. Bene il risparmio

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i restringono in Abruzzo le maglie del credito, e a farne le spese sono soprattutto le imprese. E meno male che a garantire un minimo di ossigeno all’economia regionale sono le piccole banche locali, mentre diminuiscono le esposizioni dei clienti verso gli istituti di credito e il risparmio si conferma pietra miliare del comportamento virtuoso delle famiglie. E’ quanto rivela l’analisi condotta da Aldo Ronci per la Cna abruzzese, sui dati relativi all’andamento del credito nella nostra regione nel primo semestre del 2012. Tra gennaio e giugno di quest’anno, dice la ricerca condotta su dati della Banca d’Italia, il credito abruzzese ha subito una restrizione di 130 milioni di euro, realizzando il peggior risultato degli ultimi dieci anni, con una performance negativa pari solo a quella realizzata nel 2009; in percentuale, la riduzione è stata pari allo 0,52% valore comunque inferiore a quello nazionale (1,06%). Le piccole banche, tra cui quelle con un “cuore” abruzzese (Tercas, Caripe, Carichieti, Carispaq, Bls) hanno confermato la propria attenzione al territorio, garantendo l’erogazione del 52% del credito complessivo, a fronte di una media nazionale del 22%. Questo non ha impedito loro di ridurre il credito erogato di 28 milioni di euro, mentre le restanti banche (di maggiori dimensioni) lo hanno diminuito di ben 102; in valore percentuale, il decremento del credito delle piccole banche in Abruzzo è stato dello 0,21% contro l’1,79% nazionale, mentre

per le altre banche in Abruzzo ha segnato lo 0,85% (0,83% in Italia). «Se dunque le piccole banche abruzzesi avessero ristretto il credito con lo stesso valore percentuale dell’Italia (-1,06%) osserva Ronci - si sarebbe verificato un vero e proprio tracollo, perché in quel caso la flessione sarebbe stata più che doppia, pari a 266 milioni». «Il sostegno delle piccole banche al sistema economico abruzzese - aggiunge - non è un fatto episodico se si pensa che esse, nel periodo che va dal 2000 al 2011, hanno contribuito in maniera determinante a far sì che il credito alle imprese abruzzesi (+131%) crescesse molto più di quello medio italiano (+110%)». A fare le spese della forte restrizione creditizia, come detto, sono state soprattutto le imprese: nei loro confronti la riduzione è stata pari a 108 milioni di euro, a fronte di una diminuzione alle famiglie consumatrici per 22 milioni. Tra i settori, incrementi solo per i servizi (92 milioni di euro), decrementi per industria, edilizia, famiglie produttrici (95; 8; 19 milioni di euro). Nel territorio, segno positivo per la sola provincia di Chieti (+0,60%), negativo a Pescara (-1,24%), Teramo (-1%), L’Aquila (-0,58%). Capitolo “sofferenze”, ovvero le esposizioni dei clienti che gli istituti di credito non riescono più a incassare. L’analisi della Cna rivela che nel primo semestre dell’anno hanno subito una diminuzione di 80 milioni di euro, anche se resto alto il loro rapporto con gli impieghi: 8,57%, contro una media nazionale del 7,01%. I depositi e il risparmio postale hanno registrato, infine, una incremento di 146 milioni di euro, segnando una netta inversione di tendenza rispetto al 2011, quando erano diminuiti di ben 212 milioni.

«La Regione investa sui confidi» «L’export può contribuire a innescare un processo di crescita che riesca a far recuperare alla nostra regione il differenziale negativo cumulato in undici anni in termine di prodotto interno lordo rispetto al valore nazionale (-5,9%) e a quello del Mezzogiorno (-1,9%)». Secondo Aldo Ronci, questo può avvenire si, ma a patto che si realizzino alcune condizioni particolari, in grado di far uscire l’area dell’export, almeno per quel che riguarda le aziende abruzzesi, da una fase ancora un tantino immatura: «Sicuramente si, ma occorre stimolare il sistema produttivo regionale, composto per la gran parte da piccole e piccolissime imprese che per motivi strutturali hanno una scarsa propensione all’innovazione». Come ha affermato di recente uno studioso della nostra economia, come il professor Alessandro Sarra, osserva ancora Ronci, «bisogna uscire da un approccio “artigianale” fatto di esportazioni occasionali più che di percorsi strategici mirati. In sostanza, occorre fornire alle imprese gli strumenti conoscitivi necessari; assicurare sostegno nella definizione di obiettivi realistici e strategie praticabili; aiutarle a valutare pro e contro delle alternative a disposizione e ad apprezzarne correttamente i rischi. Infine, lavorare al consolidamento di canali distributivi stabili, ai quali anche i piccoli possano accedere in condizioni non penalizzanti, e alla ricerca di partner stranieri affidabili».


CNAABRUZZO REGIONE

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FORMAZIONE

le impresE: «SANITà RISANATA ORA GIù L’IRAP» In un documento inviato alla REGIONE la richiesta di abbassare l’aliquota applicata

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li sconti fiscali possibili grazie al risanamento dei debiti provocati dal sistema sanitario, devono essere applicati in misura paritetica tanto alle famiglie che alle imprese. Lo chiedono, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Gianni Chiodi, all’assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, ai componenti del Patto per lo sviluppo, un folto gruppo di associazioni d’impresa abruzzesi, in rappresentanza del mondo dell’industria, dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura, della cooperazione, dei servizi: un pool di sigle che vede, con la Cna, anche Agci, Ance, Casartigiani, Cia,

Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Confcommercio, Confapi, Confartigianato, Confesercenti, Confindustria, Copagri, Legacoop. La riduzione delle tasse, resa possibile dall’avvio del rientro dal debito sanitario, certificato dagli incontri tenuti a Roma tra i rappresentanti della Regione Abruzzo e i tecnici del ministero dell’Economia, a detta delle associazioni d’impresa dovrebbe riguardare anche una delle imposte più tipiche e contestate a carico delle imprese, ovvero l’Irap. «Se è importante rilanciare la domanda interna con la diminuzione delle aliquote Irpef - scrivono tra l’altro i firmatari della nota alle autorità regionali - è altrettanto fondamentale, soprattutto in un momento di crisi finanziaria come l’attuale, ridare fiato alle imprese, in particolare alle micro e piccole, con una diminuzione degli oneri fiscali».

Entro la fine di dicembre sarà possibile iscriversi ai corsi per l’utilizzo dei cinquanta voucher formativi gratuiti per le imprese aderenti a Fondartigianato, il fondo interprofessionale che finanzia la formazione dei dipendenti delle imprese. Li mette a disposizione Ecipa Abruzzo, che organizza nelle prossime settimane tre corsi dedicati rispettivamente ad “Addetto ai controlli non distruttivi UNI EN473:2008 ISO 9712” (10 voucher); “Responsabile tecnico per la revisione di veicoli a motore” (20 voucher); “Patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici” (20 voucher). I corsi, come detto, sono riservati a dipendenti di imprese aderenti a Fondartigianato (il fondo che promuove e finanzia iniziative che, attraverso la formazione, sostengono lo sviluppo e l’innovazione per imprese e lavoratori) assunti con contratto a tempo indeterminato o determinato superiore a 9 mesi. E’ stato inoltre pubblicato l’invito 2-2012 dello stesso Fondartigianato, relativo a diverse voci di intervento: sviluppo territoriale, politiche di settore, azioni mirate. Per l’Abruzzo sono stati messi a disposizione, complessivamente, circa 175mila euro: la prima scadenza per le imprese che intendono presentare progetti è fissata per il 21 dicembre prossimo. Per informazioni: Ecipa Abruzzo 0854326919; ecipa@cnaabruzzo.it


CNAABRUZZO TERRITORIO

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LA MARCIA SU PESCARA IN CORTEO A MIGLIAIA GLI OPERATORI TURISTICI COSTIERI

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n corteo pieno di colori, per manifestare la rabbia e la paura di decine e decine di piccole imprese a rischio chiusura. E’ stata Pescara, a metà ottobre, la sede scelta dalle sigle principali del mondo dei balneatori abruzzesi (Assobalneari Confindustria, Cna Balneatori, Fiba Confesercenti, Sib Confcommercio) per rappresentare di fronte alla pubblica opinione la propria opposizione al decceto Gnudi che, se fosse presentato e approvato in Consiglio dei Ministri, manderebbe a bando l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime: una operazione che interessa 30mila imprese italiane, oltre 600 delle quali presenti in Abruzzo. Con il risultato di demolire un sistema economico costiero che ha rappresentato una vera e propria unicità in Europa. Ad aprire il corteo, che ha visto confluire nella città adriatica migliaia di persone, i sindaci (con tanto di fascia tricolore) di

tutti i comuni rivieraschi abruzzesi e i presidenti delle Province costiere, oltre a diversi esponenti del Consiglio regionale e al parlamentare Amedeo Ciccanti. Per l’occasione, i balneatori abruzzesi hanno sfoggiato bandiere giallorosse: nessun riferimento al calcio, ma alla bandiera spagnola, visto che il governo di quel Paese ha addirittura esteso a ben 75 anni la durata delle concessioni marittime che insistono sul suolo ispanico. A detta delle sigle promotrici della manifestazione, il danno che si creerebbe per l’economia della nostra nazione e dei nostri comuni costieri sarebbe gravissimo, con la scomparsa dal mondo produttivo di tanti piccoli imprenditori e delle loro famiglie. Con il risultato di non veder remunerare i capitali investiti, dissolta un’attività peculiare che ha contribuito a costituire e conservare un patrimonio culturale e sociale tipico delle coste italiane.


CNAABRUZZO MERCATO

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Zona Franca

Pescara attende il via libera Salce: riduzioni e esenzioni nel versamento di imposte e contributi previdenziali

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corsa contro il tempo per restituire a Pescara la Zona Franca Urbana, prima istituita, poi cancellata, infine terminata su un binario morto in attesa di essere riportata nell’elenco delle città beneficiarie. Perché Pescara, per ora, è fuori dall’elenco individuato nel cosiddetto “Decreto sviluppo”: nella lista messa a punto dal ministro Fabrizio Barca, solo solo 12 (sulle 22 che componevano il vecchio elenco) i centri inclusi nel provvedimento: a meno che, un emendamento presentato da diversi parlamentari (diversi iscritti al gruppo del Pd) non faccia rientrare dalla finestra – purché entro il

4 dicembre prossimo – ciò che era uscito dalla porta. A lanciare l’Sos Zona Franca è stato un cartello di associazioni d’impresa e sindacati dei lavoratori - Ap i,Casartigiani,Cgil,Cisl,Claai,Cna,C onfartigianato,Confcommercio,Con fesercenti,Confindustria e Uil – che ha lavorato per ritessere la trama dei rapporti istituzionali con Regione, Parlamento, Comune della città adriatica. E la Cna provinciale, per unanime riconoscimento dei diversi protagonisti, è stata un po’ il punto di riferimento generale di questa battaglia. Spiega dunque il direttore della confederazione artigiana, Carmine


CNAABRUZZO Opportunità

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Mobilitazione generale promossa da imprese e sindacati Salce: «Per prima cosa, abbiamo dovuto chiedere ai parlamentari abruzzesi di presentare emendamenti, in sede di conversione del decreto, che reinserissero Pescara e le altre città cancellate dalla previsione di insedimanento della Zfu. Poi, con la Regione abbiamo concordato un percorso che impegna l’ente presieduto da Gianni Chiodi a individuare le risorse necessarie alla copertura finanziaria». Sul piatto della bilancia, l’eventuale istituzione della Zona Franca Urbana (un territorio che prevede all’interno del suo perimetro 300 strade comprese tra i quartieri di San Donato e Villa Del Fuoco, passando per via Tirino e via Tiburtina) mette misure destinate alle piccole imprese di grande impatto: «Si tratta di un consistente pacchetto di riduzioni, tutte fruibili – dice ancora

Salce - attraverso il meccanismo di pagamento “F24”: ampie riduzioni e esenzioni nel versamento delle imposte sui redditi, l’Irap; l’Imu, i contributi previdenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente». Istituita dal governo Berlusconi, la Zfu pescarese era stata poi - di fatto - cancellata dallo stesso esecutivo, nonostante la città comparisse nella ripartizione dei fondi deliberata dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Addirittura, l’allora ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, aveva convocato i primi cittadini dei centri interessati (22 in totale) promettendo di “staccare l’assegno” quanto prima: correva l’anno 2009 e l’amministrazione comunale pescarese aveva già da tempo inaugurato in pompa magna la sede della Zona Franca Urbana.

Nella pagina accanto la perimetrazione della Zfu. Sopra, Salce


CNAABRUZZO AREE DI CRISI

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Val Vibrata Le imprese alla Regione: disattesi gli impegni

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inacciano di ritirare la propria firma dal Patto per lo sviluppo della Val Vibrata perché è «forte la preoccupazione per la mancata definizione, da parte della Regione Abruzzo, di una dotazione finanziaria specifica per la Val Vibrata, la cui mancanza farebbe venir meno il lavoro di questi mesi portato avanti dal tavolo appositamente istituito». E’ il grido d’allarme lanciato da una folta platea di associazioni d’impresa e sindacati dei lavoratori della provincia teramana, firmatari del Patto per lo sviluppo dell’area vibratina, che hanno messo nero su bianco al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e a quello della Provincia, Valter Catarra, le proprie preoccupazioni. «Fatichiamo a comprendere come altri territori abruzzesi – scrivono i firmatari del documento - su iniziative similari possano fare affidamento sul sostegno di finanziamenti regionali, mentre per la Val Vibrata, ad oggi, non è stato assunto nessun provvedimento. Appare evidente che in assenza di una dotazione da parte della Regione, chiedere al Governo la messa a disposizione di soli fondi propri è sicuramente un’impresa improba». Il Patto per lo sviluppo della Val

Vibrata è nato nel 2008 al ministero dello Sviluppo economico: in quell’occasione fu siglato un accordo per il rilancio produttivo dell’area teramana assieme a quello della contigua area del Tronto Piceno, nell’Ascolano. Poi, una serie di passaggi politico-istituzionali successivi, fino alla sigla, nell’estate del 2010, del Protocollo oggi sotto osservazione, che pure nel 2011 la Regione ha definito (sempre assieme alla vicina area marchigiana) come “un’unica grande area di crisi industriale complessa, in quanto ricadente nella fattispecie di crisi di crisi che “coinvolgono una o più imprese di grandi o medie dimensioni, con effetti sull’indotto”. Ma senza che questo sfoggio di prosa abbia sin qui prodotto alcunché in termini concreti. Eppure, concludono i firmatari del documento, «la Provincia ha già deliberato la messa a disposizione di una somma pari a 100mila per la cantierabilità dei progetti, il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha assicurato un sostegno finanziario per il sistema impresa della Vibrata, con i Fondi Fas di circa 20 milioni di euro. Un elenco di impegni, dunque, in cui è proprio la Regione il grande assente.

Anche il segretario Pd Bersani al capezzale dell’area

LA PROTESTA ECCO I PROMOTORI Tanti i firmatari del documento inviato al Governatore Gianni Chiodi, che riporta all’attenzione dell’opinione pubblica abruzzese, dopo il silenzio calato negli ultimi tempi, la grave condizione del comprensorio della Val Vibrata, interessato da forti fenomeni di deindustrializzazione e crisi del sistema produttivo, con danni particolarmente evidenti al tessuto di piccola e media impresa. Si tratta delle organizzazioni provinciali di Confindustria, Associazione Costruttori Edili, Associazione Piccole e Media Imprese, Cna, Apa Casartigiani Confcooperative AbruzzoConficooperative, Legacoop Abruzzo, oltre alle segreterie territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.


CNAABRUZZO AREE DI CRISI

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ArEa artigianale espropri a peso d’oro a roseto insorgono le piccole imprese insediate vicinO All’autoporto

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n maxi risarcimento - quasi due milioni di euro, che secondo alcune stime potrebbero però diventare addirittura cinque – destinato a pesare come un macigno sulle spalle di una trentina di piccoli imprenditori. E’ la vicenda dell’area artigianale adiacente l’autoporto di Roseto degli Abruzzi, riportata alla ribalta da decisioni recenti della magistratura: decisioni che rischiamo ora di scrivere la parola “fine” sulla vita di un’area produttiva che doveva essere fiore all’occhiello dell’imprenditorialità e della produttività del centro rivierasco teramano, ma che rischia ora di trasformarsi in un deserto se non si troverà una sensata via d’uscita. Un’area, oltretutto, nata a ridosso di un autoporto costato 13 miliardi di vecchie lire, collaudato nel 2001, privo di servizi appropriati e mai entrato in funzione, fino a diventare nell’immaginario collettivo un autentico monumento agli sperperi. A pesare, adesso, è però soprattutto la somma obiettivamente spropositata fissata dalla Corte d’Appello dell’Aquila, pari alla differenza tra il prezzo fissato all’epoca dell’acquisto dei terreni e quello fissato ora dal perito nominato dai giudici per il pagamento degli espropri ai proprietari delle aree: qualcosa come un aumento di oltre il 300% rispetto alla cifra originale. «E’ del tutto evidente – mette in chiaro il direttore provinciale della Cna te-

ramana, Gloriano Lanciotti – che gli imprenditori non potranno far fronte alla spesa, ma la beffa investirà loro e con loro tutti i 200 addetti occupati cui dà lavoro l’insediamento artigianale». A chiedere un forte impegno istituzionale – tradottosi intanto nella decisione dell’amministrazione comunale rosetana di impugnare innanzi alla Suprema Corte la decisione dei giudici aquilani – era stata peraltro la stessa direzione provinciale della Cna, all’inizio di ottobre, con un ordine del giorno che denunciava «la propria preoccupazione per la sorte delle aziende rosetane, i lunghissimi tempi della giustizia», ed invocando nello stesso tempo anche la ricerca di una soluzione bonaria tra le parti e la sospensione dei pagamenti previsti. Una battaglia, dunque, ancora tutta da giocare.

la storia Nell’Ottobre del 2004, all’incontro con le imprese assegnatarie dei lotti, fu l’allora amministrazione comunale a sostenere di aver rimosso tutti gli ostacoli, di ordine giuridico, che si frapponevano tra i proprietari dei terreni e le ditte assegnatarie, aprendo così la strada alla realizzazione dei capannoni previsti all’interno dell’insediamento produttivo. Insediamento che, oltretutto, avrebbe dovuto trarre vantaggio proprio dal vicino autoporto. Oggi, a distanza di tanti anni, autoporto chiuso e imprese a rischio stangatarisarcimenti


CNAABRUZZO POST-TERREMOTO

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ricostruzione

E’ lite sul ruolo della Cassa Depositi e prestiti

l’iniziativa congiunta ha lo scopo di richiamare l’attenzione sul mancato rifinanziamento Non piacciono alle imprese alcune scelte del governo Monti

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inacciano di non partecipare più ai diversi tavoli di concertazione realizzati per la ricostruzione, se i diritti della comunità aquilana non verranno riconosciuti. E’ il senso della lettera inviata nelle scorse settimane al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, da un folto gruppo di associazioni d’impresa del capoluogo: Ance, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confindustria, Confesercenti, Apindustria, CCDD, Cia – questo è l’elenco dei sottoscrittori – hanno preso carta e penna per certificare il proprio dissenso rispetto ad alcune decisioni dell’Esecutivo. Sotto accusa, i rappresenti dei diversi organismi economici e associativi – la lettera, tecnicamente inviata all’ingegner Aldo

Mancurti, capo dipartimento dello Sviluppo economico della presidenza del Consiglio, porta la firma del presidente stesso della Camera di commercio del capoluogo, Lorenzo Santilli – il mancato rifinanziamento del fondo Cassa Depositi e Prestiti denominato “Finanziamento agevolato”: un percorso apprezzato dalle forze sociali, ma che l’Esecutivo - sono parole del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca - ha dichiarato «chiuso per sempre» in un incontro pubblico tenuto all’Aquila a metà novembre. Le associazioni firmatarie della dura presa di posizione, fanno invece del rifinanziamento del fondo speciale un problema di “principi costituzionali di dignità sociale e di uguaglianza che

costituiscono il fondamento del nostro Stato democratico”: in mancanza del rifinanziamento, non se la sentono più di “partecipare ad incontri che verranno organizzati sull’argomento (la ricostruzione post-sisma, ndr) e finalizzati alla condivisione di responsabilità”. I firmatari, nella lettera, respingono eventuali insinuazioni circa una loro possibile mancanza di senso di responsabilità: al contrario, la dura levata di scudi ha l’obiettivo di “richiamare l’attenzione per sottolineare come tanto il Governo che la politica in generale, non abbiano tenuto conto di quei principi costituzionali di dignità sociale e di eguaglianza che costituiscono i fondamenti della vita democratica del Paese”.


CNAABRUZZO VARIE

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IMPIANTISTI

Frigoriferi, arriva il riparatore doc

Il patentino del frigorista e le novità legislative del settore sono state al centro del seminario tecnico tenuto all’Aquila il 13 novembre scorso, alla presenza del responsabile nazionale di Cna Installazioni e Impianti, Guido Pesaro. Nel corso dell’incontro, che ha visto una folta partecipazione di aziende del settore, sono stati numerosi i temi affrontati, a cominciare dalle diverse, rilevante novità introdotte dalle nuove norme in vigore dal gennaio scorso.

ACCONCIATORI

Arriva la poltrona in affitto

Lotta all’abusivismo, ma anche strumenti innovativi per il settore dell’estetica e dell’acconciatura come “la poltrona in affitto”. Se ne è parlato all’Aquila nel corso del convegno tenuto all’Aquila il 5 novembre scorso. Organizzato da Cna Benessere e Sanità, il confronto a più voci ha visto la presenza, tra gli altri, del vice presidente nazionale di Cna Benessere e Sanità, Antonio Stocchi; del direttore provinciale dell’Inps, Magda Micheli; del capitano Luca Russo, comandante della Compagnia della Guardia di Finanza dell’Aquila. Oltre alla battaglia per l’emersione del lavoro nero e la lotta agli abusivi, il confronto si è incentrato – come detto – sulle importanti novità introdotte della norma sulla cosiddetta “poltrona in affitto”: grazie a questo meccanismo, infatti, gli acconciatori privi di sedi potranno usufruire, “chiavi in mano” di locali e attrezzature messe a disposizione dai propri colleghi, pagando appunto un affitto.

PENSIONATI Difendere lo stato sociale Pensionati e mondo della terza età protagonisti, all’Aquila, del confronto organizzato nella sede della Cna provinciale il 7 novembre scorso. I temi legati allo stato sociale, al potere d’acquisto delle pensioni, all’assistenza sanitaria, sono stati affrontati nel corso del confronto tenuto alla presenza, tra gli altri, del direttore provinciale della Cna, Agostino Del Re, della responsabile provinciale dei Pensionati Cna, Luciana Di Bartolomeo, del vicepresidente nazionale della Cna, Franco Cambi.


CNAABRUZZO ECCELLENZE

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tipicità e territorio

la sfida della qualità

Di scena ad Avezzano gusti e sapori D’AUTORE

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alorizzare il territorio e le sue prelibatezze eno-gastronomiche. Questo il senso dell’iniziativa voluta dalla cooperativa “Imprese in Città” e della Cna di Avezzano, che il 24 e 25 novembre scorso ha offerto negli spazi espositivi della Galleria Saila di via Saturnini, un interessante percorso a base di vino e prodotti della gastronomia locale. «Si tratta della prima di una serie di iniziative dedicate al nostro territorio, per valorizzare il lavoro delle imprese che in esso operano» spiegano gli organizzatori. Gli eventi in programma – patrocinati dal Comune di Avezzano e dalla Camera di commercio dell’Aquila si svolgeranno tutti i terzi week-end del mese, e sempre nello stesso scenario della Galleria Saila, con inizio alle 10 del mattino e chiusura alle 20: ai visitatori sarà data la possibilità di immergersi di volta in volta in ambienti e scenari diversi, scanditi dall’alternarsi delle stagioni a loro volta caratterizzate da sapori e curiosità differenti. Primo appuntamento, come det-

to, quello con il vino e le delizie gastronomiche, fiore all’occhiello della nostra regione: un autentico susseguirsi di emozioni che ha visto coinvolti i cinque sensi, grazie anche all’accompagnamento assicurato dei raffinati suoni jazz eseguiti dal vivo. «Si tratta di un percorso enogastronomico – dice la presidentessa della Cna provinciale Franca Sanità - che consentirà di assaporare e scoprire in un ambiente elegante e moderno, tutte quelle prelibatezze che rendono unico il nostro territorio, ed anche di conoscere tutti gli aspetti culturali connessi». Le fa eco Annamaria Casaccia, presidentessa della Cooperativa Imprese in Città: «Verranno valorizzate le abilità dei produttori, le tecniche per ottenere la miglior qualità da offrire ai consumatori e soprattutto la passione che essi mettono nel creare i loro capolavori del gusto. Siamo certi che queste nostre iniziative siano per le imprese ed i cittadini, un modo per avvicinarsi ancora di più, in un ottica di scambio reciproco di idee e di relazioni».


CNAABRUZZO NORME E TROBUTI

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novità per l’iva si paga per cassa

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ovità importanti per le imprese e i professionisti in materia di Iva. Arrivano direttamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha messo a punto il testo del decreto che fissa criteri e modalità per l’applicazione della liquidazione dell’”Iva per cassa”: in sostanza, in caso di mancato pagamento del corrispettivo da parte del cessionario o del committente, le imprese e i professionisti (a differenza di quanto accade oggi) non saranno più tenuti ad anticipare il versamento dell’Imposta sul valore aggiunto. Versamento che, dunque, sarà effettuato solo al momento dell’effettivo incasso del corrispettivo, con un evidente beneficio per il contribuente. La novità scaturisce da un emendamento, fortemente voluto dalla Cna, e fatto proprio dal testo, presentato in fase di conversione del cosiddetto “Decreto sviluppo”: con questa formula permetterà di dare una boccata d’ossigeno agli imprenditori in crisi di liquidità e che subiscono sistematici ritardi di pa-

DATORI DI LAVORO

Incentivi per chi assume

gamento da parte dei committenti, oltre tutto costretti ad anticipare somme non effettivamente percepite. Il testo della nuova normativa prevede tuttavia alcune restrizioni nella sua applicazione, soprattutto per quel che riguarda la platea dei possibili beneficiari: potranno infatti avvalersi del regime agevolato solo i soggetti con un volume d’affari inferiore ai due milioni di euro l’anno. Il beneficio, inoltre, non vale per le operazioni effettuate da quanti si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta (margine dei beni usati) e alle operazioni verso cessionari o committenti che assolvono l’imposta con il sistema dell’inversione contabile.

ASSEMBLEA NAZIONALE cna

I datori di lavoro che entro il 31 marzo 2013 stabilizzano rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata (anche in modalità progetto) e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro - in corso oppure cessati nei sei mesi precedenti l’assunzione - possono essere ammessi a un incentivo pari a 12mila euro. Incentivi di importo minore possono essere riconosciuti a chi instaura, sempre entro il 31 marzo 2013, rapporti di lavoro a tempo determinato di durata minima di 12 mesi. L’incentivo riguarda gli uomini che non hanno ancora compiuto i 30 anni di età alla data della trasformazione/assunzione e le donne di qualunque età.

Il punto sullo stato dell’economia italiana Successo dell’assemblea nazionale della Cna, tenuta a Roma il 15 novembre scorso. Al centro della relazione del presidente Malavasi (nella foto) lo stato dell’economia italiana e la difficile situazione del mondo della piccola e media impresa


CNAABRUZZO VARIE

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EDITORIALE

di Nicola Mattoscio

Le imprese artigiane abruzzesi tra congiuntura e dinamiche strutturali  SEGUE DA PAGINA 5

Purtroppo, le difficoltà congiunturali dell’economia abruzzese si sommano ad altre ancora più rilevanti di tipo strutturali. Infatti, nel periodo successivo alla fuoriuscita della Regione dallo spazio europeo delle aree sottosviluppate ricadenti nel cosiddetto Obiettivo 1, il reddito medio pro-capite dei suoi abitanti rispetto a quello europeo è diminuito tra i 17 ed i 20 punti base, secondo le diverse ipotesi di stima. L’influenza della fase recessiva originatasi nel 2007, con una riduzione cumulata del Pil regionale alla fine del 2011 di poco più del 4%, ha di certo contribuito al decremento della ricchezza relativa degli abruzzesi, ma non quanto hanno negativamente provocato le cause di lungo periodo. Dunque, vi sono ragioni strutturali di crisi non sottovalutabili che fanno il paio con lo spread negativo (1,64%) che si è delineato nell’ultimo decennio, tra la dinamica di crescita del numero di imprese artigianali abruzzesi (6,07%) e quella per l’Italia (7,71%). In tale performance si riflettono gravi squilibri territoriali, con gli estremi nell’esperienza della provincia di Chieti, che registra uno stock quasi stagnante, e di quella di Pescara con una numerosità in aumento di quasi l’11%. Tale crescita veicola, peraltro, una pronunciata riconversione tra rami di attività con imprese artigiane produttrici di “beni” a quelli con unità produttrici

di “servizi”. Ma quello che più preoccupa è l’ormai inversione di tendenza della stessa consistenza totale di questa fascia di microimprese. Infatti, nei primi nove mesi dell’anno 2012, esse subiscono un decremento di 613 unità, con un’incidenza negativa abruzzese doppia sul dato medio italiano (rispettivamente -1,69% e -0,87%). In breve, la crisi del sistema economico abruzzese si evidenzia significativamente sia negli aspetti strutturali che in quelli congiunturali, coinvolgendo in modo diffuso tutte le tipologie di imprese, anche se appaiono maggiormente in grado di resistere quelle medie e meno le numerose imprese artigianali marginali. La prospettiva per rigenerare percorsi virtuosi è quella di raccogliere la sfida dell’innovazione a tutto campo. Il salto logico è comunque quello di provare a fare rete, anche con la definizione di partenariati diffusi. Per l’artigianato, in specifico, occorre sempre più un intreccio contaminante tra tradizione e innovazione, che sappia interpretare la modernizzazione nell’unico modo possibile nell’era della globalizzazione: fare davvero sistema in rete. Sono sicuro che ciascuna impresa artigiana, con l’aiuto anche delle associazioni di categoria, sarà sollecitata a farsi interprete di una necessità così ambiziosa anche per la propria sopravvivenza.

In redazione: Sergio D’Agostino Progetto grafico e impaginazione: Sabrina Dei Nobili Fotografie: Federico Deidda

L’AGENDA DELL’ARTIGIANO a cura di Massimo Della Torre e William Facchinetti)

17 DICEMBRE LUNEDI’ SOSTITUTI DI IMPOSTA - Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente ed assimilati corrisposti nel mese precedente. - Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente. CONTRIBUENTI IVA MENSILI Liquidazione e versamento dell’IVA relativa al mese precedente. PROPRIETARI DI BENI IMMOBILI O TITOLARI DI DIRITTI REALI DI GODIMENTO SUGLI STESSI Versamento del saldo dell’Imposta Municipale Propria (Imu).

27 DICEMBRE LUNEDI’ CONTRIBUENTI IVA MENSILI E TRIMESTRALI Versamento dell’acconto IVA relativo all’anno 2012. - Versamento della 2° rata, dell’Iva relativa al 2011 risultante dalla dichiarazione annuale, maggiorata dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo 16/03/2012 - 16/06/2012, con l’ulteriore maggiorazione dello 0,40% e con applicazione degli interessi nella misura dello 0,31%.


Dicembre 2012  

Cna Abruzzo dicembre 2012

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