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VARIE

100 anni fa il primo trasporto italiano di posta aerea

I

l 19 settembre 1911 il diciannovenne aviatore veneziano Achille Dal Mistro (1892-1917), decollato da Bologna con un Deperdussin, effettuò il primo trasporto italiano di un plico di corrispondenza fino a Venezia. Il volo avvenne a seguito di una iniziativa del Resto del Carlino che aveva promosso per i giorni 17-20 settembre un circuito aereo sul percorso Bologna-Venezia-Rimini-Bologna, circuito al quale partecipavanono dieci iscritti e durante il quale doveva appunto essere effettuato il primo trasporto aereo di corrispondenza in Italia. Dal Mistro, ricevuto il sacchetto dal cav. Bottarina, direttore delle RR. Poste di Bologna, decollò alle 15,24, passò su Ferrara alle 15,50 a 800 m di quota, alle 16.52 su Polesella, alle 17,00 su Rovigo, venti minuti dopo su Adria e alle 17.38 era su Venezia, la sua città, fra l’ammirazione di un numeroso pubblico presente in Piazza San Marco.

Il Deperdussin

Si diresse quindi, planando, all’atterraggio sulla spiaggia davanti all’Hotel Excelsior del Lido, ma - per evitare due persone che vi sostavano - tentò di riprendere quota senza riuscirvi:

l’aereo urtò con la coda contro uno steccato precipitando poi nell’acqua capovolgendosi. L’aviatore, rimasto fortunatamente incolume in quanto gettatosi fuori dal Deperdussin prima dell’impatto, recuperò subito il sacchetto postale consegnandolo tra gli applausi dei presenti all’ispettore Ostedich, funzionario delle RR. Poste di Venezia in attesa davanti all’Excelsior. Complessivamente il volo, di 145 km, ebbe la durata di 88 minuti. A Dal Mistro, che morirà poi nel corso della prima guerra mondiale a Medeazza durante una missione di recapito ordini per la quale si era offerto volontario, fu decretata una Medaglia d’oro in ricordo del primo trasporto di posta aerea in Italia avvenuto a breve distanza dal primo esperimento mondiale che aveva avuto luogo in Inghilterra il precedente 9 settembre. La corrispondenza portata da Dal Mistro non aveva particolari bolli commemorativi (come invece avvenne successivamente): si distingue solo per l’annullo “Bologna Campo d’aviazione 19 sett. 11” sull’affrancatura di 40 centesimi e costituisce una eccezionale rarità filatelica. È da ricordare in proposito che poche settimane dopo avvenne il primo trasporto pubblico di posta aerea in Italia. Il 29 ottobre 1911, infatti, ebbe luogo una prova aviatoria sul percorso Milano-Torino-Milano sulla base di una disposizione del ministero delle Poste che invitava gli uffici di Torino e Milano «a raccoglere in speciali cassette cartoline illustrate che, munite di bollo speciale, saranno affidate ad aeroplani».

In quella occasione, le cartoline furono annullate con il primo bollo recante la scritta “Posta Aerea”. Nel maggio 1917, in piena prima guerra mondiale, che dette anch’essa un notevole impulso al trasporto aereo di corrispondenza per evitare le più lente vie marittime o terrestri, fu deciso di tentare un collegamento a lunga distanza sulla rotta RomaTorino. Il volo ebbe luogo il 22 maggio, e in quella occasione fu emesso il primo francobollo di Posta Aerea al mondo con, sovrastampata sul francobollo “Espresso” da 25 centesimi, la dicitura “Esperimento Posta Aerea Maggio 1917 Torino-Roma-Roma-Torino”. L’aereo impiegato, un Pomilio PC, era pilotato da Mario de Bernardi, allora collaudatore della Pomilio, che con un volo di circa quattro ore portò all’andata 68 kg di corrispondenza e 200 giornali e al ritorno, avvenuto per problemi tecnici solo il 27 maggio, 61 kg. La strada della posta aerea era ormai tracciata e nel giro di pochi mesi si tentò un nuovo col legam ent o, quello Napoli-Palermo-Napoli con idrovolante. E, a proposito di posta aerea, è infine da ricordare, se non altro a titolo di curiosità, che il 30 novembre 1941, in occasione del volo del Campini-Caproni CC-1 da Milano a Guidonia effettuato da Mario de Bernardi, furono trasportati alcuni aerogrammi annullati con appositi timbri tondi: l’evento costituisce il primo trasporto di posta aerea con velivolo a reazione e tali aerogrammi sono ancora oggi una preziosa rarità per i collezionisti.

L’NFH ha appontato per la prima volta su nave Cavour Il 20 luglio il primo esemplare di elicottero NH-90 nella versione NFH, da poco entrato in servizio nella Marina Militare, Ha appontato per la prima volta sulla portaerei Cavour al largo di La Spezia. La macchina, il cui equipaggio era formato da piloti e specialisti del Centro Sperimentale Aeromarittimo che ha sede presso la Stazione Elicotteri della Marina Militare (Maristaeli) di Luni-Sarzana, ha effettuato una serie di “touch and go” sul ponte di volo della nave ammiraglia di quella Forza Armata. È da ricordare in proposito che la MM ha programmato l’acquisizione di 56 elicotteri NH-90, dei quali dieci in versione trasporto TTH (Tactical Transport Helicopter) e 46 in quella NFH (Naval Fregate Helicopter) ASW/ASUW per missioni antisommergibile e antinave. La MM è il secondo cliente a ricevere l’NH-90 in Italia dopo l’Esercito che ne ha ordinati 60 esemplari nella versione TTH.

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AERONAUTICA 8-9/2011

agosto-settembre 2011  
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