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Direzione, Redazione, Amministrazione - via Marcantonio Colonna, 23 - 00192 Roma

La Pattuglia acrobatica francese in volo sui castelli della Loira.

Anno LVI - N.8-9 AGOSTO-SETTEMBRE 2011 Poste Italiane - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 art. 1 comma 1 del 01/02/2011 - Roma


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AGOSTO-SETTEMBRE 2011 ANNO LVI

In copertina Gli astronauti col. Roberto Vittori e ing. Paolo Nespoli hanno riportato al capo dello Stato Giorgio Napolitano il Tricolore recato nello spazio. All’evento è dedicato il servizio a pag. 4.

AERONAUTICA Anno di fondazione 1956 Pubblicazione mensile edita dall’Associazione Arma Aeronautica Direttore editoriale GIANBORTOLO PARISI Direttore responsabile SILVANO BRONCHINI Direzione, Redazione, Amministrazione 00192 - Roma, via Marcantonio Colonna, 23 Tel. 06/3215145 - Tel. e Fax 06/3216882 C.F. 80248150585 – Partita IVA n. 10925071002 e-mail: assoaerorivista@libero.it (per il periodico sociale) e-mail:assoaeroamministra@libero.it (per l’amministrazione) www.assoaeronautica.it (per l’Associazione) www.cesmaweb.org (per il Centro Studi Militari Aeronautici) c/c.p. ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA, 310003 c/c. banc. n. 000000136949 Banca Popolare di Lodi Ag. 4 via Pompeo Magno, 25 - 00192 Roma IBAN: IT20 F 05164 03204 000000136949 Realizzazione grafica e stampa Raia srl - 00166 Roma, via G. B. Impallomeni, 66 Tel. 06/6690252 - Fax 06/5599675 - e-mail: a.raia@raiaweb.eu Registr. Tribunale di Roma n. 5315 del 12.7.56 Iscrizione al R.O.C. n. 6972 “Aeronautica” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla L. 7/8/1990, n. 250 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Gli articoli rispecchiano esclusivamente le opinioni degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica riservata. Per le riproduzioni, anche se parziali, dei testi, è fatto obbligo citare la fonte. I testi delle collaborazioni - che si intendono comunque inviati a titolo di liberalità - anche se non pubblicati, non si restituiscono. Chiuso in redazione il 12 settembre 2011.

In IV di copertina La Pattuglia acrobatica francese in volo sui castelli della Loira. (foto internet)

Il periodico sarà inviato in omaggio a “sostenitori” che verseranno almeno una somma annuale di € 21,00; il predetto invio si riferisce al solo territorio nazionale. Per spedizioni all’estero si invita a prendere contatti con l’amministrazione. La quota associativa fissata dal Consiglio Direttivo Nazionale AAA per il 2011 è comprensiva della spedizione in abbonamento postale (pari a € 8,00) del periodico sociale “Aeronautica". ISSN: 0391-7630

Soci aeromodellisti La riproduzione, in scala 1:48 di un SR-71 Blackbird statunitense realizzata dal socio dr. Emilio Villani della sezione di Piacenza.

Gregory Alegi e Alessandro Cornacchini (a cura di), Al Lupo! Al Lupo!, Roma, Aviator/Edizioni Rivista Aeronautica, 2011. Cm 28 x 24, pp. 224. Euro 49,00.

Sin dal titolo, ispirato al grido del 4° Stormo, che non ha mai usato il classico Gheregheghez, i curatori dichiarano l’intento di evitare di fare doppione di Quelli del Cavallino Rampante, l’opera in due volumi di Antonio Duma che ha vinto l’ultima edizione del Premio Letterario AAA. Il nuovo libro è quindi incentrato sul periodo successivo agli anni Sessanta (dove si arrestava Duma, che qui firma la prefazione) e sullo spirito che fece del reparto il Quarto. Così, pur trattando l’intero arco storico del prestigioso reparto, dalla sua nascita a Gorizia fino alle più recenti operazioni in Libia, il libro (al quale hanno collaborato Paolo Varriale, con alcune schede su Baracca, Amedeo d’Aosta e l’insegna del Cavallino, e David Cenciotti, soprattutto per l’ultimo periodo di servizio dell’F104) è una storia dello stormo completa nonostante i limiti di spazio imposti dal bilinguismo italiano/inglese. Al libro hanno contribuito con ricordi e testimonianze anche Ferdinando Sguerri, gregario sinistro della pattuglia acrobatica del 1957, Mario De Paolis, comandante del 9° Gruppo all’introduzione dell’F-104, Silvano Bronchini, direttore di questo giornale e già addetto stampa della 4a Aerobrigata, Uccio Catalanotto, giornalista aeronautico di lungo corso. Molto ricca l’iconografia, particolarmente avvincente per quanto riguarda l’Eurofighter, con vicende di stretta attualità alle quali si rifà il col. Michele Morelli, attuale comandante di Grosseto, nella sua introduzione. (FG) Disponibile presso Aviator Edizioni (via Gianfilippo Usellini 434, 00125 Roma; fax 06 89280466; www.aviatorzone.com)

Marco Mattioli, I falchi di Mussolini, Roma, IBN Istituto Bibliografico Napoleone 2011, Cm 17 x 23,5, pp. 270. Euro 19,00.

Antonio Castellani, May Day! Allarme nei cieli, Roma, IBN Istituto Bibliografico Napoleone 2011, Cm 17 x 24, pp. 287. Euro 23,00.

I reparti da caccia dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana 1943-1945 è il sottotitolo di questo volume che si aggiunge ora alla pubblicistica sui reparti da caccia della Repubblica Sociale Italiana che nel periodo considerato combatterono al Nord per la difesa dei cieli italiani dalle sempre più massicce incursioni alleate. Dopo un esame delle origini dell’ANR il volume riporta, giorno per giorno, i riassunti delle attività del 1° Gruppo caccia “Asso di Bastoni”, del 2° Gruppo caccia e del 3° Gruppo caccia “Francesco Baracca” tratte dai diari storici di tali reparti. Attività che, anche attraverso gli stralci delle relazioni personali di molti piloti, ricordano la composizione delle formazioni in esse impegnate, i tipi dei velivoli impiegati, i combattimenti sostenuti, le vittorie conseguite, le dolorose perdite subite. Il testo, con molte fotografie tratte da numerosi archivi, riporta anche, oltre a varie considerazioni sul comportamento del nostro personale nei confronti dei tedeschi - che, tra l’alto, cercarono senza successo di trasformare l’ANR in una “Legione aerea italiana” alle dipendenze della Luftwaffe con il piano noto come “operazione Phoenix” - le attività dei reparti autonomi dell’ANR stessa. Completano il volume alcune appendici tra le quali l’elenco degli “assi” dei piloti italiani della Regia Aeronautica poi combattenti con l’ANR. (SB)

Il libro di Castellani, docente di discipline aerospaziale presso atenei e consulente tecnico in molte indagini relative a incidenti aerei, ed il cui titolo è costituito dall’appello internazionale di soccorso in fonia, prende in esame 119 di questi casi accaduti nell’aviazione commerciale di tutto il mondo, dai primordi di tale attività ai giorni nostri. Suddivisi secondo le cause che li hanno provocati – ma non mancano riferimenti ad alcuni “misteri” rimasti tali – gli incidenti sono descritti in base alle relative relazioni di inchiesta, relazioni che l’autore ha trattato il più semplicemente possibile rendendo l’opera di facile lettura anche per coloro che non sono addentro alla specifica materia. Avarie ai motori, cedimenti strutturali, collisioni a terra e in volo, effetti ambientali quali ghiaccio, nebbia e vento, cause tecniche, errori umani ed altro ancora sono gli aspetti più significativi dei casi presi in esame e suddivisi in tredici capitoli che comprendono anche alcuni incidenti aerei occorsi a velivoli italiani ed il cui ricordo è ancora vivo, come quello che coinvolse i calciatori del Torino e al quale è dedicata l’immagine nella copertina riproducente una tavola della Domenica del Corriere. Per molti degli incidenti, infine, sono indicati i provvedimenti poi adottati per evitare il loro ripetersi, indicazioni che danno la misura di quanto gli organi competenti hanno fatto per rendere sempre più sicuro il trasporto aereo, divenuto oggi certamente il più diffuso mezzo di collegamento rapido tra i diversi continenti. (SB)

Disponibile presso l’editore IBN, Via Mingazzini n. 7, 00161 Roma,telefono 06 4452275, e.mail: ibn@aviolibri.it

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L’Aeronautica Militare

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Le attività dell’AM in Libia A Washington gli OET tra l’AM e l’USAF Qualificata la prima donna “guida caccia” dell’AM Cambi di comando e assunzioni d’incarico nell’AM

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Festeggiati a Rivolto gli 85 anni del 2° Stormo

Scienza, tecnica e industria

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O

2011, alla conquista del Cosmo di Luca Rizzi Lanciata verso Giove la sonda Juno della NASA

Sul filo dei ricordi

M 16

Avieri ed alpini in Val d’Aosta di Petronio Malagoli

Varie

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M A

“Frecce”, Club, e … bustine azzurre di Gianbortolo Parisi

R

Comandanti, artisti, arredatori … di Giancarlo Naldi Cento anni fa il primo trasporto italiano di posta aerea

Legislazione, pensionistica e trattamenti economici

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L’Associazione Arma Aeronautica

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Libri

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Il capo dello Stato ha ricevuto gli astronauti Vittori e Nespoli

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l 13 luglio, al Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto gli astronauti col, pil. Roberto Vittori e ing. Paolo Nespoli reduci da due missioni spaziali che, per la prima volta nella storia, hanno visto la contemporanea presenza sulla Stazione spaziale internazionale (ISS) di due italiani (v. anche pag. 22 di Aeronautica n. 6/2011). Nel corso dell’incontro - al quale erano presenti il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (ASI) Enrico Saggese, e il direttore per i voli abitati dell’Agenzia spaziale europea ESA), Thomas Reiter - i due astronauti hanno riconsegnato al capo dello Stato il Tricolore che era stato da lui affidato a Vittori a Reggio Emilia il 7 gennaio, in occasione della Giornata nazionale della bandiera per il 150° dell’Unità d’Italia e riportato sulla Terra da Nespoli il 24 maggio al rientro dalla sua lunga permanenza sulla ISS.

L’AM in Libia

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el sottolineare, ancora una volta, il riserbo mantenuto dagli enti competenti sulle missioni svolte dai velivoli italiani in Libia nell’ambito dell’operazione NATO “Unified Protector”, riportiamo comunque quanto - in proposito - è stato pubblicato dagli organi d’informazione che hanno ripreso comunicati o dichiarazioni rese da fonti ufficiali. Il 12 agosto, per la prima volta, sono stati impiegati gli aerei a pilotaggio remoto Predator B del 32° Stormo per attività d’imposizione del divieto di sorvolo e del blocco navale, attività che hanno «assorbito 34 missioni, una delle quali appannaggio del Predator e le altre di cacciabombardieri Tornado e AMX, caccia F-16 e aerifornitori KC-767A e KC-130J». Il Corriere della sera del 23 agosto che cita il ministro della Difesa Ignazio La Russa - ha riportato che in Libia vi è stato il martellamento continuo dei caccia della NATO e in questo campo «il contributo italiano è rilevante. Marina e Aeronautica hanno schierato i loro mezzi fin dal 28 marzo» e «Eurofighter, F-16, Tornado dell’Aeronautica e gli Harrier a decollo verticale della Marina che partivano dalla nave Garibaldi hanno compiuto, fino ad oggi (22 agosto, NdR) 901 missioni (7.500 i raid complessivi della Nato)». Il numero degli obiettivi contro i quali hanno sganciato bombe non viene fornito, ma si calcola che siano circa 300 i target presi di mira dai velivoli italiani, e cioè carri, mitragliatrici, aerei di Gheddafi e altri bersagli ritenuti pericolosi per i civili. Il 25 agosto lo stesso ministro della Difesa, in visita a Trapani al Task Group Air (TGA), l’unità operativa

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costituita dall’Aeronautica Militare per garantire la sostenibilità delle operazioni in Libia, dopo aver assistito ad un briefing sulle attività svolte da quell’unità ha incontrato il personale della stessa esprimendo «parole di vivo apprezzamento per la dedizione al servizio e l’alta professionalità dimostrate quotidianamente, sottolineando l’eccellente livello addestrativo raggiunto dagli equipaggi dell’Aeronautica Militare ed il ruolo di rilievo rappresentato dalla base aerea di Trapani Birgi, anche in considerazione del supporto fornito alle componenti aeree delle altre Nazioni coinvolte nell’Operazione NATO». «L’intervento dei militari italiani e la disponibilità delle nostre basi - ha evidenziato poi il ministro - sono state decisive nella condotta delle operazioni, evitando che la situazione divenisse ancor più grave e che potesse avvenire una carneficina». Il 26 agosto si è appreso da una nota dello Stato maggiore AM, corredata da immagini riprese dai velivoli, che «dal 10 agosto 2011, giorno della prima missione sulla Libia, i velivoli a pilotaggio remoto Predator B dell’Aeronautica Militare, in dotazione al 32° Stormo sono impiegati dalla NATO in attività di ricognizione e sorveglianza nell’ambito della missione Unified Protector. Il Predator B è, in ordine di tempo, l’ultimo assetto dell’Aeronautica Militare messo a disposizione dal governo italiano all’Alleanza Atlantica per concorrere al raggiungimento di uno dei principali obiettivi operativi fissati sulla base delle risoluzioni ONU, ovvero l’istituzione ed il mantenimento di una “no fly zone” per la protezione della popolazione libica» Il 31 agosto, ancora, il TAG ha emesso un comunicato nel quale, rilevato

che il reparto, «ha raggiunto dopo cinque mesi di intensa attività il traguardo delle 5.000 ore di volo» precisa che «dalla base siciliana si sono alzati in volo, senza soluzione di continuità, i caccia Eurofighter 2000 Typhoon del 4° Stormo di Grosseto e del 36° Stormo di Gioia del Colle (BA), i cacciabombardieri/ricognitori Tornado IDS del 6° Stormo di Ghedi (BS) ed i Tornado ECR del 50° Stormo di Piacenza, i cacciabombardieri/ricognitori AMX Ghibli del 32° Stormo di Amendola (FG) e del 51° Stormo di Istrana (TV). Il velivolo a pilotaggio remoto Predator “B” del 32° Stormo di Amendola (FG), pur inserito nella T.G.A., ha invece operato dalla Base pugliese. A questi assetti vanno aggiunti i caccia intercettori F-16 Fighting Falcon del 37° Stormo di Trapani che, negli ultimi quattro mesi, hanno assicurato oltre 1000 delle 5000 ore di volo effettuate, garantendo un’adeguata cornice di sicurezza nello spazio aereo dell’operazione. I due traguardi sono stati raggiunti grazie all’impegno e alla professionalità di equipaggi, specialisti e di tutto il personale del TGA. oltre all’imprescindibile supporto fornito dal 37° Stormo. L’Operazione “Unified Protector” continua al fine di garantire quanto previsto dalle risoluzioni 1970 e 1973 dell’ONU». Sugli interventi della NATO in Libia, infine, è da riportare la dichiarazione che il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen ha fatto il 5 settembre sulle operazioni aeree finora svolte. Egli ha affermato che la NATO «ha messo in atto il suo mandato con una precisione senza precedenti» e che «nessuna operazione aerea simile nella storia è stata così accurata e così attenta ad evitare danni ai civili».

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Encomio solenne collettivo alla 2ª Divisione del Comando Logistico AM

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l 7 luglio, a Roma, il Comandante Logistico dell’AM, gen. SA Giuseppe Marani, ha tributato un encomio solenne collettivo alla 2ª Divisione del Comando Logistico attualmente comandata dal gen. DA Fabio Molteni. Nella lunga motivazione di tale riconoscimento, premesso che si tratta di una «articolazione di assoluto pregio del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare, sorta da una lunga e solida tradizione di eccellenza nonché di eccezionale professionalità del proprio personale» si legge che la Divisione si è distinta «per lo straordinario impegno, l’abnegazione e l’altissimo senso del dovere dimostrato nell’organizzazione e nell’esecuzione di numerose attività svolte nell’ultimo triennio» soprattutto per «assicurare l’indispensabile supporto logistico alle linee di volo dell’Aeronautica Militare, in un periodo caratterizzato dal moltiplicarsi degli impegni nazionali ed internazionali e da una costante contrazione delle risorse, sia umane che materiali» riuscendo «a coniugare pragmatismo ed oculatezza di gestione per ottenere il massimo del rendimento da tutte le sue componenti,

assicurando il più elevato livello di efficienza possibile, sia in Patria che al di fuori dei confini nazionali». Evidenziati poi alcuni dei settori nei quali l’attività della Divisione ha ottenuto eccellenti risultati, la motivazione sottolinea, in particolare, che «sfruttando appieno le conoscenze ed esperienze in campo manutentivo e del rifornimento, sia in senso tecnico che amministrativo, realizzava il Sistema Logistico Eurofighter, per la gestione dell’omonimo Sistema d’Arma, evolutosi poi nel Sistema Informativo Logistico Integrato per la Gestione dei Sistemi Complessi ed esteso alla quasi totalità dei servizi logistici di Forza Armata» e realizzava «un Air Terminal Operations Center (ATOC) di tipo rischierabile, presso l’aeroporto di Pratica di Mare». «Dimostratasi capace di incarnare al meglio lo spirito di servizio e di abnegazione propri della condizione militare e dell’appartenenza alle Istituzioni», «la 2ª Divisione conclude l’encomio - dimostrava, con i fatti, di aver pienamente compreso il suo ruolo all’interno dell’organizzazione elevando il prestigio del Comando Logistico e dell’Aeronautica Militare».

A Washington gli OET tra l’AM e l’USAF

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l 13 e il 14 luglio, al Pentagono di Washington, hanno avuto luogo gli Operator Engagement Talks (OET) tra l’Aeronautica Militare e l’United States Air Force, colloqui volti a consentire ai rappresentanti delle due forze armate di confrontarsi sui principali temi che caratterizzano la cooperazione in atto. Da parte italiana, oltre alla delegazione guidata dal capo del 3° Reparto dello Stato Maggiore AM, gen. BA Giovanni Fantuzzi, era presente all’incontro anche il sottocapo di SM, gen. SA Maurizio Lodovisi - che, nell’occasione, ha avuto anche un incontro ristretto con il vice capo di Stato Maggiore dell’USAF, gen. Philip M. Breedlove - mentre da parte statunitense la delegazione era guidata dal magg. gen. Richard Deveraux, direttore dell’Operational Planning, Policy and Strategy. Nel corso dell’incontro quest’ultimo ha tenuto ad evidenziare, in particolare, «l’assoluto apprezzamento per lo sforzo compiuto dall’Aeronautica Militare nelle operazioni nei diversi teatri operativi e, soprattutto, l’efficiente supporto professionale fornito ai reparti dell’USAF impegnati nell’operazione “Unified Protector”». 
Gli OET hanno consentito di analizzare lo stato di alcuni programmi di comune interesse e di ribadire la volontà di condividere esperienze a livello aeronautico sui programmi per il Joint Strike Fighter (JSF) e per l’aerorifornitore KC-767, programmi che saranno presto oggetto di specifici “Subject meeting of Experts”, nonché di esaminare le prospettive nel settore spaziale, «dove si ritiene perseguibile una collaborazione nella capacità di lancio di micro e nano satelliti e la possibilità di intensificare gli scambi di esperienze nel settore dei Remote Piloted System, anche attraverso uno studio comune sui sistemi MALE (Medium Altitude Long Endurance)».

Qualificata la prima donna “guida caccia”

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l 15 luglio, il cap. AAran Liliana Capano è stata la prima donna ad essere qualificata ufficiale “guida caccia” dell’AM al termine del 10’ Corso “Controllo Intercettori” svoltosi al Reparto Addestramento Controllo Spazio Aereo (RACSA) di Pratica di Mare. La cerimonia per la consegna degli attestati agli ufficiali e ai sottufficiali neo-qualificati è stata presieduta dal gen. SA Tommaso Ferro, vice comandante della Squadra Aerea e dal col. Gennaro Lo Console, comandante del RACSA. Ricordiamo che i controllori di intercettazione - “guida caccia” come

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vengono chiamati in gergo tecnico sono incaricati di controllare missioni aero-tattiche complesse di vario genere, sia addestrative che reali, nonché fornire assistenza a missioni di rifornimento in volo e alla navigazione dei traffici operativi. In particolare, nell’ambito della missione svolta dall’AM per garantire in maniera continuativa la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale attraverso un sistema integrato di radar e velivoli intercettori, il compito principale dei “guida caccia” è quello di controllare le missioni di intercettazione aerea, ovvero il decollo

immediato (“scramble”) dei caccia intercettori della Forza Armata dirigendoli verso il velivolo “sospetto” allo scopo di accertarne visivamente l’identità e intervenendo, ove necessario, per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo di competenza.

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Cambi di comando e assunzioni d’incarico

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l 6 luglio il gen. isp. capo (aus.) CCrn Corrado Santoloci è stato nominato direttore generale dell’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo (ANSV). Santoloci, che ha concluso il servizio il 30 giugno 2011 quale capo del III Reparto della Direzione generale del personale militare (Persomil) del ministero della Difesa, ha prestato servizio in vari incarichi, compreso quello di membro effettivo della Commissione permanente per gli incidenti occorsi ad aeromobili militari.

Il 15 luglio, a Milano, il gen. BA Roberto Nordio ha assunto il comando delle Forze di Combattimento (CFC) dell’Aeronautica Militare subentrando al gen. DA Enzo Vecciarelli che il successivo 21 luglio è subentrato al pari grado Settimo Caputo nell’incarico di capo di Stato Maggiore del Comando della Squadra Aerea. Il 25 luglio Il gen. DA (aus.) Carlo Landi, che ha terminato il servizio attivo per raggiunti limiti di età, è stato nominato Direttore generale dell’Aero Club d’Italia. Il 29 Luglio, a Roma, il gen. brig. AAran Giuseppe Li Causi ha sostituito il gen. sq. AAran Stenio Vecchi nell’incarico di capo del Servizio dei Supporti del Comando Logistico AM. Il 31 luglio, a Roma, il gen. SA Gianfranco Trinca ha sostituito il pari grado Luciano Massetti, che ha lasciato il servizio per raggiunti limiti di età, nell’incarico di capo dell’Ufficio attività aerea del Dipartimento della protezione civile. Il 1° agosto, a Centocelle, il gen. DA Settimo Caputo, ha assunto l’incarico di capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) subentrando al gen. SA Roberto Corsini. Il 1° agosto, a Centocelle, il gen. BA Eugenio Lupinacci è subentrato al pari grado Germano Quattrocioc-

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chi nell’incarico di capo del Reparto Piani del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) Il 9 agosto, sulla base di Camp Arena a Herat, in Afghanistan, il col. CCrn Guglielmo Sibilia ha sostituito il pari grado Luigi Parrella nell’incarico di direttore del Centro Amministrativo d’Intendenza Interforze (CAI-I). Il 31 agosto, a Centocelle, il gen. DA Carlo Magrassi ha assunto l’incarico di vice comandante della Squadra Aerea in sostituzione del gen. SA Tommaso Ferro. Il 1° settembre, a Roma, il brig. gen. CCrn Arnaldo D’Orazio è subentrato al gen. isp. CCrn. Raffaele Tortora nell’incarico di capo del Servizio di Commissariato ed Amministrazione del Comando Logistico AM.

Il 5 settembre, a Roma, il gen. SA Roberto Corsini ha assunto l’incarico di sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare in sostituzione del pari grado Maurizio Lodovisi. Il generale Corsini, nato a Cividale del Friuli nel 1954, dopo la frequenza dell’Accademia Aeronautica con il corso Orione 3° ed il conseguimento del brevetto di pilota militare con succesiva abilitazione all’F-104 viene assegnato quale pilota “combat ready” al 154° Gruppo del 6° Stormo e, successivamente, alla Scuola Volo Avanzato Aviogetti quale istruttore. Trasferito poi al 28° Gruppo del 3° Stormo, dove ricopre anche gli incarichi di comandante di Gruppo e di capo Ufficio operazioni di Stormo, nel 1991, durante la Guerra del Golfo, è comandante del Distaccamento caccia ricognitori rischierati in Turchia. Nel corso della sua carriera, oltre a prestare servizio al 3° Reparto dello Stato

Maggiore dell’Aeronautica, ove si è interessato principalmente di problematiche operative, è stato comandante del 2° Stormo con il quale ha partecipato alle Operazioni “Allied Force” in Kosovo e “Joint Force” in Bosnia. Tra il 2003 ed il 2004 è stato “Italian Senior National Representative” presso il “Central Command” di Tampa in Florida (USA) e, successivamente, vice capo del 4° Reparto SMA dove ha seguito la fase iniziale dell’acquisizione e dell’operatività dei Predator. Dal 2005 al 2007 ha svolto l’incarico di vice capo e responsabile dell’area Pianificazione generale del 3° Reparto dello Stato Maggiore Difesa. Dal settembre all’ottobre 2007 è stato comandante dei Comando “Aquila” di Milano e “Drago” di Bari, avendo alle dipendenze tutti gli Stormi da combattimento dell’Aeronautica Militare. Dal novembre 2007 al giugno 2010 ha ricoperto l’incarico di comandante delle Forze da Combattimento, struttura in cui sono confluite le competenze dei citati “Aquila” e “Drago”, incarico che lascia per quello di capo di Stato Maggiore del Comando Operativo Interforze (COI). Il gen. Corsini ha frequentato numerosi corsi di specializzazione in Italia e all’estero, ha conseguito la laurea in Scienze aeronautiche, quella in Scienze internazionali e diplomatiche e il dottorato in Scienze strategiche. Ha al suo attivo oltre 3.300 ore di volo tutte su velivoli da combattimento.

Il 5 settembre, a Roma, il gen. SA Paolo Magro è subentrato al pari grado Orazio Stefano Panato nell’incarico di titolare della Direzione per l’Impiego del Personale dell’Aeronautica Militare (DIPMA). Il gen. Magro, nato a Udine nel 1952, dopo la frequenza dell’Accademia Aeronautica con il corso Marte 3° ed il conseguimento del brevetto di pilota militare, è stato assegnato al 9°

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Stormo dove, conseguita la qualifica di “combat ready” su F-104S, ha prestato un lungo servizio rivestendo in successione gli incarichi di comandante della 84ª e della 91ª Squadriglia, capo Sezione operazioni, comandante del 10° Gruppo, capo Ufficio sicurezza volo e capo Ufficio operazioni. Nel 1989 viene assegnato al 3° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica quale capo della Sezione Difesa Aerea e Valutazioni Tattiche, incarico che lascia nel 1994 per assumere il comando del 32° Stormo che sta iniziando la conversione sull’AMX. Nel 1995 ritorna allo SMA con l’incarico di capo del neocostituito 4° Ufficio Cooperazione Internazionale e, successivamente, del 3° Ufficio Addestramento. Nel 1997, a seguito alla ristrutturazione del 3° Reparto, assume l’incarico di capo del 2° Ufficio Operazioni e Addestramento che lascia l’anno dopo perché nominato addetto per l’Aeronautica all’Ambasciata italiana a Londra. Nel 2001 diviene vice comandante della Divisione caccia intercettori e nel 2002 vice capo del 3° Reparto dello Stato Maggiore Difesa fino al 2004 quando viene assegnato allo SMA prima quale vice e poi quale capo del 3° Reparto. Nel 2009 è nominato capo del 3° Reparto dello Stato Maggiore Difesa che lascia nel giugno 2011 in quanto destinato a breve all’attuale incarico. Il gen. Magro, che ha frequentato numerosi corsi di specializzazione in Italia e all’estero, ha al suo attivo oltre 2.500 ore di volo, prevalentemente su velivoli a getto monoposto.

Il 6 settembre, nel corso di una cerimonia svoltasi a Pratica di Mare, il gen. SA Maurizio Lodovisi ha assunto l’incarico di Comandante Logistico dell’Aeronautica Militare in sostituzione del pari grado Giuseppe Marani che ha lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età. Il generale Lodovisi, nato a Camugnano (Bologna) nel 1953, dopo la frequenza dell’Accademia Aeronautica con il corso Nibbio 3° e il conseguimento del brevetto di pilota militare presta servizio presso il 6° Stormo CB. Nel maggio 1981 viene

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assegnato al Reparto Sperimentale Volo (RSV) fino all’ottobre dello stesso anno, quando viene inviato a frequentare il corso “Test Pilot School” sulla base aerea di Edwards in California. Rientrato in patria nel 1982 presta un successivo lungo servizio presso il RSV quale pilota collaudatore assumendovi poi, nel 1988, l’incarico di comandante del 311° Gruppo Volo e, nel 1994, quello di comandante. Due anni dopo è assegnato al 4° Reparto dello Stato Maggiore AM quale capo del 1° Ufficio e, l’anno successivo, di capo del 2° Ufficio. Nel periodo maggio-agosto del 1997 comanda il 2° Reparto Operativo Autonomo dell’AM sulla base aerea di Pristina (Kosovo). Nel settembre 2000 viene assegnato al Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale Armamenti (SGD/DNA) come vice capo del 4° Reparto, incarico che lascia nell’ottobre del 2002 per quello di capo del 4° Reparto dello SMA. Nell’ottobre 2006 diviene capo del 4° Reparto di SGD/DNA in qualità di responsabile di tutti i programmi di armamento della Difesa. Dal 1° novembre 2009 assume l’incarico di vice comandante della Squadra Aerea di Roma, incarico che lascia il 18 febbraio 2010 per assumere quello di sottocapo di S.M. dell’AM. Ha all’attivo circa 5.000 ore di volo su più di 50 tipi di velivoli sia ad ala fissa che rotante.

Il 7 settembre, a Roma, il gen. SA Orazio Stefano Panato è divenuto presidente del Centro Alti Studi Difesa (CASD) in sostituzione dell’amm. sq. Marcantonio Trevisani. Il gen. Panato, nato a Boschi Sant’Anna (Verona) nel 1950, dopo la frequenza dell’Accademia Aeronautica con il corso Ibis 3° e il conseguimento del brevetto di pilota militare, ha prestato servizio quale pilota “combat ready” su F-104 alla 3ª Aerobrigata. Successiva-

mente, dopo il corso di collaudatore all’Empire Test Pilots’ School in Gran Bretagna, ha operato presso il Reparto Sperimentale di Volo di Pratica di Mare dove ha collaborato, tra l’altro, alle prove in volo dei velivoli Tornado e AMX ed è stato dimostratore in volo dei velivoli Tornado e G.222 in numerose manifestazioni in Italia e all’estero. Nel corso della sua carriera, oltre a ricoprire incarichi di Stato Maggiore, ove si è interessato di programmi di sviluppo di nuovi velivoli fra cui l’Eurofighter e d’investigazione di incidenti di volo, è stato comandante del 311° Gruppo Sperimentazioni di volo, comandante del 6° Stormo, comandante in 2ª dell’Accademia Aeronautica e comandante della Divisione Aerea a Milano, ente che raggruppa i velivoli da attacco e da ricognizione dell’AM. Ha inoltre diretto per più di due anni l’Ufficio del capo di Stato Maggiore dell’AM e dal 1999 al 2002 è stato Consigliere militare presso la Rappresentanza permanente d’Italia al Consiglio Atlantico a Bruxelles. Dal 2004 al 2006 è stato sottocapo di Stato Maggiore dell’AM e, successivamente, vice direttore del Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare (SISMI) e dell’Agenzia per le Informazioni e la Sicurezza Esterna (AISE). Dal 28 febbraio 2011 era responsabile della Direzione per l’Impiego del Personale dell’Aeronautica Militare (DIPMA). Oltre a frequentare corsi di scuola di guerra, di sicurezza del volo e di management, ha conseguito la laurea in Scienze aeronautiche e quella in Scienze internazionali e diplomatiche. Ha al suo attivo oltre 3.800 ore di volo su numerosi tipi di velivoli a getto e convenzionali. Il 7 settembre, a Roma, il gen. BA Stefano Vito Salamida ha sostituito il brig. gen. CCrn Bernardo Gallo nell’incarico di capo del 6° Reparto Affari economici e finanziari dello Stato Maggiore Aeronautica.

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“Basco blu” a nuovi “Fucilieri dell’aria” dell’AM

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l 12 Luglio, a Martina Franca, ha avuto luogo la cerimonia per la consegna del “basco blu” ai militari dell’AM che hanno frequentato con successo l’11° corso per la qualifica di “Fucilieri dell’aria” e che, ora, andranno ad alimentare il gruppo “Protezio-

ne delle Forze” del 9° Stormo di Grazzanise e il Battaglione Fucilieri dell’aria del 16° Stormo di Martina Franca. All’evento - presieduto dal comandante della 1ª Brigata Aerea “Operazioni Speciali, gen. BA Roberto La Manna e dal comandante del 16° Stormo, col. Paolo Citta - erano presenti, oltre a numerosi familiari dei corsisti, il comandante del 9° Stormo col. Marino Francavilla, il comandante del 17° Stormo, col. Riccardo Rinaldi, il sindaco di Cisternino Donato Baccaro e le rappresentanze con Labari delle Associazioni d’arma locali. Il “basco blu” è stato consegnato ai neo-fucilieri dagli istruttori dell’11° cor-

so che, dal 22 febbraio scorso, hanno curato l’addestramento degli aspiranti, qualificando soltanto quelli che hanno dimostrato spirito di adattabilità, equilibrio, prontezza, nonché capacità di operare nei diversi scenari per tempi prolungati.

Visite straniere a enti e reparti dell’AM Il capo di Stato Maggiore della Força Aérea Portuguesa a Elmas

Il capo di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi Bassi a Decimomannu

Il 12 luglio il gen. José António de Magalhães Araújo Pinheiro, capo di Stato Maggiore della Força Aérea Portuguesa, ha compiuto un visita al Distaccamento dell’Aeronautica Militare di Elmas in occasione dell’avvicendamento tra i propri equipaggi che dal 15 marzo operano, a fasi alterne, sulla base sarda con gli aerei C-295M nelle attività di volo relative all’operazione “Poseidon”. Ricordiamo che la “Poseidon” - disposta dall’Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa alle Frontiere Esterne (FRONTEX), della quale l’Italia è uno dei Paesi membri - ha lo scopo di pattugliare alcune aree del Mediterraneo al fine di controllare i flussi migratori provenienti dal Nord Africa.

Il 27 luglio, il generale Peter van Uhm, capo di Stato maggiore della Difesa dei Paesi ha incontrato il personale della Forza aerea olandese che, nell’ambito dell’operazione “Unified Protector” in Libia, opera presso il Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA) di Decimomannu. Il segretario di Stato del Regno Unito a Gioia del Colle Il 31 luglio il segretario di Stato del Regno Unito, Liam Fox, ha visitato la base aerea di Gioia del Colle dove ha incontrato il personale del 906th Expeditionary Air Wing britannico colà dislocato con i Tornado e i Typhoon per partecipare alle operazioni aeree in Libia.

Il ministro della Difesa francese a Sigonella Il 27 luglio il ministro della Difesa francese Gerard Longuet, accompagnato dal capo di Stato Maggiore dell’Armée de l’Air generale Jean-Paul Paloméros e dall’ambasciatore francese in Italia Jean-Marc de la Sabliére, ha visitato la base aerea di Sigonella dove è rischierato il distaccamento francese di velivoli Rafale impegnato nell’operazione “Unified Protector” in Libia.

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Il ministro della Difesa danese al 41° Stormo L’8 agosto, il ministro della Difesa danese, signora Bech Gitte Lillelund, è stato in visita all’aeroporto di Sigonella, sede del 41° Stormo, dove - con una delegazione di parlamentari del suo Paese - ha incontrato il personale della forza aerea danese colà rischierato nell’ambito della partecipazione

all’operazione “Unified Protector” in Libia. Il capo di Stato Maggiore delle forze aeree svedesi a Sigonella Il 16 agosto, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare svedese, generale Anders Silwer, è stato in visita all’aeroporto militare di Sigonella dove ha incontrato il personale del distaccamento svedese ivi rischierato per svolgere attività di volo nel contesto dell’operazione “Unified Protector”. Il ministro della Difesa del Belgio a Poggio Renatico Il 5 e 6 settembre, il ministro della Difesa belga, Pieter De Crem, è stato in visita al Comando Operazioni Aeree (COA) e Combined Air Operations Center 5 (CAOC5) di Poggio Renatico dove ha espresso il suo vivo ringraziamento per il supporto continuo che la base di Poggio Renatico fornisce al personale belga impiegato nello staff dell’operazione “Unified Protector” in Libia. Successivamente il ministro ha incontrato il ten. gen. Ralph J. Jodice dell’USAF, comandante il Combined Forces Air Component (CFAC) attivato nell’ambito della citata “Unified Protector”.

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Festeggiati con un raduno gli 85 anni del 2° Stormo

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l 9 settembre il personale  che ha fatto parte del 2° Stormo si è radunato sull’aeroporto di Rivolto in occasione dell’85° anniversario della costituzione del reparto che - denominato del “Cavaliere Nero” dal personaggio raffigurato nel suo distintivo, il valoroso “cavaliere dei cavalieri” Breus ricordato anche in una poesia del Pascoli - è, ad oggi, il più antico tra quelli dell’Aeronautica Militare. 
 L a giornata, aperta dalla cerimonia per l’alzabandiera solenne e dalla de-

posizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti del reparto, è proseguita con la visita alle varie mostre statiche allestite per l’occasione con l’esposizione di velivoli ed apparati missilistici con la contemporanea proiezione di video e alla mostra fotografica dedicata alla storia del reparto la cui Bandiera di guerra è decorata con una medaglia d’argento al Valor Militare e di una medaglia di bronzo al Valor Civile. La mattinata è stata conclusa dall’esibizione, nel corso di un volo di addestramento, degli MB.339 della Pattuglia Acrobatica Nazionale che, tra il 2002 ed il 2007, ha svolto le proprie attività alle dipendenze del 2° Stormo. Missione delle Stormo è assicurare e mantenere la prevista prontezza operativa della componente missilistica attraverso l’attuale assegnazione della 1ª e 2ª Squadriglia SPADA; assicurare il regolare svolgimento dei servizi aeroportuali ed il mantenimento delle infrastrutture e degli impianti, anche a favore del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico operante sulla base e

Nuovi piloti militari dell’AM

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l 2 settembre, al 61° Stormo di Galatina di Lecce, nel corso di una cerimonia presieduta dal comandante delle Scuole AM-3ª Regione Aerea, gen. SA Pasquale Preziosa, sette allievi ufficiali piloti del corso Falco V ed uno del corso Eolo V hanno ricevuto l’”aquila turrita” che ha sancito il conseguimento del brevetto di pilota militare. Alla cerimonia, conclusa dal passaggio di una formazione di velivoli MB.339 sul luogo dell’evento, erano presenti numerose autorità civilie militari del luogo oltre ai familiari degli allievi neo-brevettati.

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quant’altro necessario per il transito di altri velivoli; concorrere, nel rispetto delle direttive emanate dalle superiori autorità, al servizio di Difesa Aerea.

L’A.M. per l’emergenza nel Corno d’Africa

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u richiesta della Croce Rossa Italiana, l’Aeronautica Militare ha disposto - per il tramite della Sala Situazioni del 3° Reparto SMA - l’impiego di un velivolo C-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa per il trasporto di un veicolo Iveco Icarus dall’aeroporto di Pratica di Mare a quello di Nairobi in Kenya, da utilizzare nelle operazioni per far fronte alla grave emergenza in atto nel Corno d’Africa.

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Promossi marescialli gli allievi del corso Onùris della SMAM di Viterbo

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l 9 settembre, alla Scuola marescialli dell’AM (SMAM) di Viterbo comandata dal col. nav. Antonio Gaetano Coppola, si è svolta la cerimonia per la consegna dei gradi di maresciallo di 3ª classe ai 127 frequentatori del 12° corso Onùris, gradi che - caso unico nella storia della Forza Armata e significativa testimonianza della vicinanza dell’Aeronautica Militare alle famiglie molti di essi hanno ricevuto dai propri genitori. Nel corso dell’evento il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa,

La benedizione dei gradi e della sciabola d’onore

il gruppo di 100 persone che ogni anno sfila il 3 settembre per le vie della città trasportando la pesante “macchina della Santa”, ha consegnato la sciabola d’onore al capocorso Vincenzo Nicassio, sciabo- La consegna dei la sulla quale gradi da parte dei sarà inciso il sim- genitori bolo del Sodalizio stesso a testimonianza del forte lega-

me tra la cittadinanza di Viterbo e la SMAM. I neo-marescialli permarranno un’ulteriore anno presso la Scuola ove continueranno a frequentare le lezioni del corso di laurea di 1° livello in Scienze organizzative e Gestionali presso l’università della Tuscia o, per quelli della categoria Sanità, il corso di Infermieristica presso la sede distaccata di Viterbo dell’università La Sapienza di Roma, svolgendo contemporaneamente anche i corsi di specialità, finalizzati a fornire una qualificata preparazione per i futuri incarichi del grado.

Lo schieramento dei neo marescialli

6° corso per ufficiali AM addetti alla PI

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resso l’Istituto Studi Militari Aeronautici (ISMA) di Firenze a avuto luogo il 6° Corso per ufficiali dell’AM addetti alla “Pubblica Informazione” (PI) ed il relativo tirocinio pratico ai quali hanno preso parte 23 frequentatori provenienti da vari enti e reparti della Forza Armata. Il Corso - aperto dai saluti di benvenuto del comandante dell’ISMA, gen. BA Claudio Salerno, e del capo dell’Ufficio pubblica informazione dell’Ufficio generale del capo di SM

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dell’AM (UGCSMA) organizzatore del Corso stesso, col. pil. Achille Cazzaniga - ha avuto lo scopo di preparare il personale destinato ad operare nel settore della PI qualificandolo a far pervenire ai cittadini, tramite i mezzi di comunicazione di massa, le informazioni sull’Aeronautica Militare che possono essere di interesse per l’opinione pubblica: dalla specifica competenza della Forza Armata nel settore aerospaziale alle molteplici attività svolte quotidianamente presso i suoi reparti in Patria e all’estero, fino alle iniziative umanitarie condotte in varie parti del mondo, garantendo che tali informazioni siano diffuse nel rispetto dei tempi e dei criteri tipici del settore giornalistico composto da giornali, riviste specializzate, radio, televisioni e nuovi media e caratterizzato da propri linguaggi, tempi e meccanismi di funzionamento. I frequentatori del Corso - che entreranno a far parte della complessa

organizzazione che l’AM ha da tempo costituita e che, composta da personale con funzioni di “addetto stampa”, e presente negli organismi centrali e negli enti e reparti dislocati sull’intero territorio nazionale - hanno seguito lezioni, esercitazioni e simulazioni tenute da personale qualificato dell’AM e da alcuni giornalisti professionisti su diversi temi: dal quadro teorico-normativo riguardante la comunicazione istituzionale all’organizzazione della PI nell’ambito della Difesa, dagli strumenti dell’addetto stampa all’uso delle nuove tecnologie per l’informazione, dal monitoraggio dei media al Centro Produzioni Audiovisivi dello Stato Maggiore della Forza Armata. 
Il tirocinio pratico, infine, ha consentito ai frequentatori di applicare concretamente le conoscenze acquisite producendo le azioni e i documenti di volta in volta richiesti dal verificarsi di eventi simulati nel corso di un’ipotetica esercitazione.

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2011, alla conquista del Cosmo di Luca Rizzo

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l 2011 sarà certamente un anno che entrerà nella storia dell’esplorazione spaziale, grazie alle conquiste scientifiche e tecnologiche che stanno portando l’umanità fino ai limiti del Sistema Solare, in un meraviglioso intreccio tra la tecnologia più avanzata del XXI secolo e la “vecchia” tecnologia degli anni ’70, che dopo un quarantennio torna in auge e riserva sorprese straordinarie all’intera comunità scientifica mondiale. Per la prima volta nella storia, nel marzo scorso la sonda Messenger della NASA è entrata in orbita attorno a Mercurio, il Pianeta più vicino al Sole e relativamente poco distante dalla Terra, ma quanto mai affascinante e misterioso. Era il lontano 1975 quando la sonda Mariner 10 della NASA sorvolò per tre volte il pianeta, svelandoci in realtà solo il 40% della sua superficie. Sono dovuti passare più di trenta anni per colmare questa immensa lacuna e fare in modo che una sonda non facesse dei semplici sorvoli (fly-by) ma si mettesse in orbita attorno al pianeta. Per raggiungere questo risultato sono state brillantemente risolte tutte quelle problematiche tecniche che avevano impedito nei primi cinquanta anni di esplorazione spaziale di andare alla conquista del “messaggero degli dei”, partendo da una attenta e saggia pianificazione della traiettoria del volo interplanetario fino ad arrivare alla sopravvivenza all’interno dell’ambiente mercuriano, tutt’altro che accogliente data la vicinanza alla nostra stella. Lasciando le alte temperature del Sistema Solare interno, la conquista è proseguita con un altro straordinario successo, la messa in orbita della sonda Dawn della NASA attorno all’asteroide Vesta, appartenente alla Fascia Principale che si trova tra Marte e Giove, e che probabilmente deve la sua esistenza proprio al Pianeta Gigante, il quale con la sua enorme attrazione gravitazionale si ritiene abbia impedito l’aggregazione di un pianeta lasciando spazio alla fascia asteroidale, costellata di una grande vastità di frammenti rocciosi di varie dimensioni. La missione assume una straordina-

ria importanza per tutta una serie di motivazioni; è infatti la prima volta che una sonda spaziale entra in orbita attorno ad un asteroide, e Dawn ha raggiunto questo incredibile risultato sfruttando una tecnologia ed una pianificazione di missione del tutto innovativa: la propulsione ionica (che garantisce una spinta lentamente crescente nel tempo ma duratura, certamente adatta ad una serie di viaggi interplanetari per veicoli non abitati) e la cattura gravitazionale da parte del corpo centrale. Gli obiettivi della missione sono molteplici, e vanno dalla mappatura fotografica della superficie del corpo celeste fino alla determinazione della sua struttura interna. Dawn avrà un anno di tempo per raggiungere questi risultati scientifici, trascorsi i quali dovrà lasciare l’asteroide e riaccendere i motori per dirigersi verso il pianeta nano Cerere, attorno al quale entrerà in orbita nel febbraio 2015. I dati che la sonda raccoglierà in questo suo tour della fascia asteroidale saranno certamente preziosi per l’intera comunità scientifica e saranno una solida base sulla quale preparare lo sbarco di astronauti su un asteroide, che secondo i piani dell’Amministrazione del Presidente USA Obama dovrà avvenire attorno al 2025. Oltrepassata la Fascia Principale, la conquista spaziale prosegue puntando al pianeta Giove, il più grande corpo planetario del Sistema Solare che con la sua attrazione gravitazionale ha modellato in modo significativo la geografia dell’angolo di Universo nel quale l’umanità ha trovato la sua culla natale. La missione Juno, sempre guidata dalla NASA nell’ambito del programma di esplorazione New Frontiers, ha l’ambizioso obiettivo di raggiungere il pianeta nel luglio 2016, dopo cinque anni di viaggio, per entrare in un’orbita polare nella quale rimarrà per un anno. La missione avrà il compito di svelare le origini e la storia evolutiva del pianeta gigante, studiando in particolare l’atmosfera gioviana, di cui si vuole stabilire la composizione e l’evoluzione meteorologica, la magnetosfera ed il cam-

po gravitazionale del pianeta. Per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale, una sonda opererà nel Sistema Solare esterno (oltre la fascia degli asteroidi) senza ricorrere all’energia nucleare ma sfruttando l’energia solare, fortemente attenuata a quelle distanze dal Sole (pari a circa 1/25 di quella presente alla distanza media della Terra). La sonda dovrà sempre mantenere i suoi enormi pannelli solari di ben 60 metri quadrati costantemente puntati verso il Sole, esclusa una breve eclissi di pochi minuti che si verificherà nell’ottobre 2013 in occasione della manovra di fly-by gravitazione attorno alla nostra Terra. Superato Giove, l’esplorazione prosegue e diventa forse ancora più affascinante se si pensa che ad esserne protagoniste sono le sonde Voyager 1 e 2, lanciate nel lontano 1977 e che dopo quasi 34 anni stanno varcando le colonne d’Ercole del Sistema Solare, lanciandosi all’interno dello spazio interstellare. Nel momento in cui vengono battute queste righe, il sito della NASA rivela che Voyager 1 si trova ad una distanza pari a 118 volte quella che separa la Terra dal Sole (detta Unità Astronomica, UA), ovverosia quasi 18 miliardi di chilometri dal nostro pianeta. Sono numeri da capogiro, smisuratamente grandi e che contrastano in modo spaventoso con quelli immensamente piccoli che descrivono la potenza di calcolo del processore di bordo della sonda: appena 68K, di gran lunga inferiore rispetto alle capacità di un comune telefono cellulare. Eppure, nonostante le limitate risorse a disposizione e la distanza dalla Terra, Voyager 1 continua a lavorare egregiamente e insieme alla “sorella”, la Voyager 2, distante poco più di 96 UA, sta fornendo agli scienziati preziose informazioni con le quali si stanno rimodellando la forma e la geometria dei confini del Sistema Solare nella regione immediatamente a monte della gigantesca onda d’urto (Bow Shock) che separa l’Eliosfera dal mezzo interstellare. Lungi dall’essere tranquilla e silenziosa, la zona che stanno attraversando le sonde è quanto mai caotica segue

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e fatta di enormi “bolle” magnetiche che interagiscono con le radiazioni cosmiche fortemente energetiche. Il 2011 infine si chiuderà con un altro tassello fondamentale nell’ambito dell’esplorazione del Sistema Solare, la conquista del Pianeta Marte, già visitato da diverse sonde in orbita e da rover che ne analizzano la superficie (ad agosto Opportunity ha raggiunto la sua destinazione finale, il cratere Endeavour, dopo ben sette anni di “viaggio” sul pianeta), e tuttavia ancora misterioso ed affascinante. È prevista per novembre la partenza della missione Mars Science Laboratory che porterà il rover Curiosity ad esplorare il Pianeta Rosso a partite dal Gale Crater, allo scopo di condurre una serie di misurazioni in situ con un livello di dettaglio ed una precisione mai raggiunta nelle molteplici missioni precedenti, dando risposte ad interrogativi legati

alla presenza della vita sul Pianeta Rosso (v. pag. 23 di Aeronautica n. 6/2011 e articoli precedenti ivi richiamati). Insomma, dopo cinquant’anni dall’inizio dell’avventura spaziale, il nome NASA è ancora sinonimo di successi e di conquiste nell’esplorazione del nostro Universo. Tuttavia, parte di questo successo è merito della nostra piccola grande Italia, che nel 150° anniversario dell’Unità Nazionale può festeggiare tra le stelle il raggiungimento di una serie di brillanti traguardi. Diversi sono infatti gli strumenti made in Italy imbarcati sulle sonde summenzionate. Tra questi spiccano lo spettrometro ad infrarosso JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper) ed il dispositivo di radio-scienza KaT (KaBand Translator) a bordo della sonda Juno, e lo spettrometro VIR (Visible and InfraRed mapping

Lanciata vero Giove la sonda Juno della NASA

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lle 18,25 (ora italiana) del 5 agosto, dal poligono di Cape Canaveral la NASA, nell’ambito del programma “New frontiers”, ha lanciato verso Giove, con un vettore Atlas V551, la sonda spaziale Juno il cui arrivo su quel pianeta è previsto per il luglio 2016 dopo un viaggio di 2,7 miliardi di km. La sonda, che pesa oltre 1.600 kg ed è alimentata da tre grandi pannelli solari, è destinata a indagare - per mezzo di dieci strumenti - struttura, atmosfera e campo magnetico di Giove, noto anche come il “gigante gassoso” del sistema solare, intorno al quale effettuerà non meno di 30 orbite. È da sottolineare in proposito che due di tali strumenti, il Jiram e il KaT, sono di concezione e realizzazione italiane in quanto progettati rispettivamente dall’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) di Roma e dall’università “La Sapienza” di Roma e costruiti il primo da Selex Galileo e il secondo da Thales Alenia Space Italia per conto dell’Agenzia spaziale italiana (ASI). In particolare il Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) è legato alla comprensione della dinamica e della composizione chimica delle zone “aurorali” di Giove e allo studio della composizione della sua atmosfera mentre il Kat (Ka-Band Translator) effettuerà esperimenti di radioscienza in grado di fornire informazioni sulla composizione interna del pianeta e sul suo campo gravitazionale. A bordo, oltre a una targa dedicata a Galilei, anche tre piccole statuine Lego di circa 4 cm ciascuna riproducenti le immagini di Galileo Galilei (che scoprì le quattro lune medicee del pianeta), di Giove e di sua moglie Juno che da appunto il nome alla sonda. Le statuine sono state create dalla Lego, di concerto con la stessa NASA, nell’ambito di un programma volto a stimolare nei giovani l’interesse per i temi scientifici.

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spectrometer) imbarcato sulla sonda Dawn. Sono questi strumenti, realizzati dalla Selex Galileo e dalla Thales Alenia Space Italia ad essere la più viva testimonianza delle reali potenzialità dell’industria nazionale e dell’ingegneria italiana, che pur in un momento di profonda crisi economica a livello mondiale riescono a mostrare una freschezza ed una brillantezza senza dubbio entusiasmanti. Possiamo certamente essere orgogliosi dei successi del nostro Paese e degni eredi di coloro che secoli addietro con i piccoli strumenti allora a disposizione iniziarono a scrutare il cielo e ad avventurarsi tra le meraviglie del Cosmo, certamente sognando di osservare quello che oggi la tecnologia ci permette di vedere, stando comodamente seduti davanti al nostro pc o al nostro smartphone.

Il rover Curiosity scenderà nel cratere marziano di Gale

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l rover Curiosity, che la NASA ha progettato per l’esplorazione di Marte in sostituzione delle sonde Spirit e Opportunity (v. pag. 23 di Aeronautica n. 6/2011) atterrerà nel cratere Gale del Pianeta rosso. La NASA ha reso noto che il lancio di Curiosity, delle dimensioni di un’automobile e conosciuto anche come Mars Science Laboratory (MSL), è stato programmato per un giorno compreso tra il 25 novembre e il 18 dicembre 2011. Nell’occasione l’Agenzia spaziale statunitense ha confermato che la missione primaria del rover, della durata di un anno marziano (circa due anni terrestri), è di acquisire, tramite la sua complessa strumentazione, ogni dato utile a comprendere se la zona di atterraggio abbia avuto condizioni favorevoli per lo sviluppo di microorganismi e se conservi eventuali tracce di forme di vita.

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Risultati positivi per la missione DAMA sulla ISS

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ono stati recentemente resi noti i risultati ottenuti nei dodici esperimenti scientifici italiani portati dal nostro astronauta col. Roberto Vittori sulla Stazione spaziale internazionale (ISS) con la missione STS-134 della NASA - e denominati DAMA (Dark MAtter - v. pag. 8 di Aeronautica n. 5/2011), esperimenti che presentano complessivamente una conclusione altamente positiva per questo programma realizzato congiuntamente dall’Aeronautica Militare e dall’Agenzia spaziale italiana (ASI). In particolare: APE (Astronaut Personal Eye progettato da G&A Engineering di Oricola L’Aquila) relativo ad un micro veicolo da utilizzare quale supporto alle attività umane spaziali anche extraveicolari, ha effettuato con successo tutte le operazioni programmate ed i dati acquisiti sono in corso di analisi da parte degli ingegneri di G&A. ENOS (Electronic NOse for Space exploration curato dal Dipartimento di elettronica della facoltà di ingegneria dell’università Tor Vergata di Roma), ha utilizzato per 78 ore i suoi tre “nasi elettronici” per monitorare la qualità dell’aria in diversi ambienti dell’ISS raccogliendo dati che sono già all’esame dei ricercatori. FOAM (Foam Shape Memory, una schiuma polimerica brevettata dal dipartimento di meccanica della facoltà d’Ingegneria dell’università di Roma Tor Vergata) e portata nello spazio per indagare sul processo di recupero di forma di sostanze in assenza di gravità. L’esperimento è consistito nel riscaldare per 15 minuti ad una temperatura di 100°C le resine in un forno in miniatura ed ha consentito di valutare il recupero di forma di tre campioni di geometria differente. NIGHT VISION (ideato dal dipartimento di progettazione molecolare dell’Istituto di cristallografia/CNR di Montelibretti - Roma) ha riguardato lo studio del comportamento in micro-

gravità di speciali pigmenti contenuti in alghe selezionate in grado, nel futuro, di proteggere la retina degli astronauti dalle radiazioni cosmiche che possono causare temporanee diminuzioni delle capacità visive. I primi risultati dell’esame dei campioni, già sottoposti ad una immediata analisi al Kennedy Space Center e poi a quella, ancora in corso, nei laboratori di cristallografia del CNR, indicano una capacità del materiale biologico di tollerare le condizioni estreme dello spazio. VIABLE ISS (eValuatIon And monitoring of microBiofiLms insidE International Space Station del dipartimento di agrobiologia e agrochimica dell’università della Tuscia di Viterbo). Consiste nel monitoraggio dei vari generi di biocontaminazione da batteri e funghi presenti sulla ISS - in un periodo di circa tre anni - e nell’analisi dei possibili sistemi di controllo dei biofilm. BIOKIS (BIOKonISS) I sette esperimenti relativi a questo programma, portati sulla ISS in due container realizzati per l’ASI dalla Kayser Italia SpA di Livorno e relativi al settore della biologia cellulare e della radioprotezione, sono stati tutti effettuati con successo. Sono stati, infatti, estratti i campioni dai relativi contenitori, campioni che, con i dati e le misurazioni acquisite, sono stati consegnati ai rispettivi responsabili scientifici che, per alcuni di essi, hanno già reso noto di aver acquisito utili e promettenti indicazioni. Ricordiamo che i sette diversi esperimenti riguardavano: - BioS-PORE (dipartimento di farmacologia, università di Firenze) volto a studiare l’interazione di due genomi diversi durante il processo di sporificazione e germinazione delle spore; - Photo-Evolution (Istituto di cristallografia, CNR), per verificare la possibilità di produrre ossigeno in modo naturale durante le missioni spaziali di esplorazione umana;

- HiDOSE (Heavy Ions DOSimetry Experiment del dipartimento di scienze fisiche, università “Federico II” di Napoli) per il monitoraggio della radiazione cosmica primaria; - TARDIKISS (TARDIgrades in Space del dipartimento di biologia animale, università di Bologna e Reggio Emilia) che ha utilizzato i Tardigradi (organismi multicellulari in grado di colonizzare gli ambienti più inospitali della Terra) per studiare quali geni, molecole o meccanismi sono coinvolti nella capacità di sopravvivere in condizioni di stress estremo quali quelle dell’ambiente spaziale; - 3DISS (Diamond Dosimeters onboard ISS del dipartimento di astronomia e scienze dello spazio, università di Firenze) che ha avuto lo scopo di misurare la dose di radiazioni assorbita durante una missione spaziale di breve durata, valutare il danno genetico sofferto dal soggetto e correlare il danno biologico con le misure dosimetriche; - nDOSE (neutrons DOSimetry Experiment dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, sezione di Torino) è un sistema di misurazione di radiazioni per lo sviluppo di nuove applicazioni come dosimetri a neutroni utilizzabili in viaggi intercontinentali o da popolazioni che vivono in alta quota; - Arabidops-ISS (dipartimento di ortoflorofrutticultura, università di Firenze), condotto su piantine normali e mutanti quali l’arabidops per chiarire alcune delle fasi della risposta fisiologica delle piante allo stress da assenza di gravità e, quindi di verificare la possibilità di coltivare le piante nelle missioni spaziali a lungo termine. Ricordiamo ancora che ai 12 esperimenti di cui sopra si è affiancato anche l’“ASIA for Human Flight”, progettato dall’Information Technologies Services srl e dal Campus Biomedico di Roma, nella prospettiva applicativa in future missioni spaziali nel settore della prognostica medica.

Provata con successo una nuova testata russa

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l 4 settembre, dal poligono di Plesetsk nell’Arkhangelsk, la Russia ha effettuato con successo la prova di una nuova testata a bordo di un missile intercontinentale balistico RS-12M Topol (v. anche pag. 21 di Aeronautica n. 1/2005) che, ha colpito il suo bersaglio nella penisola della Kamchatka.

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SCIENZA, SPAZIO, TECNICA E INDUSTRIA

La Russia conferma che realizzerà un albergo nello spazio

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pag. 10 di Aeronautica n. 10/2010 questo giornale dava notizia dell’intenzione della Russia di costruire una stazione spaziale commerciale (Commercial Space Station - CSS), cioè una struttura con caratteristiche di un vero e proprio albergo da mettere a disposizione di privati. E alla metà di agosto la società aerospaziale russa Orbital Technologies ha confermato di voler realizzare entro il 2016, in collaborazione con il gruppo statale Energhija, che da 40 anni progetta e produce razzi vettore, «il primo albergo intergalattico con vista Terra» in grado di accogliere i suoi primi turisti. L’albergo, battezzato con il nome di Commercial Space Station Hotel e costituito da una struttura basata su tecnologie d’avanguardia, verrà messo in orbita a 349 chilometri di altezza e potrà ospitare fino a sette persone, in quattro cabine con grandi finestre da cui poter ammirare il nostro Pianeta. Il viaggio di andata e ritorno, della

Lanciato dalla Russia il radiotelescopio Spektr-R

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’8 luglio la Russia ha posto in orbita il radiotelescopio Spektr-R per mezzo di un un vettore Zenit-3M/FregatSB lanciato dal cosmodromo di Baikonur. Lo Spektr-R è un osservatorio astrofisico automatico unico al mondo nato per esplorare i confini dell’universo e che verrà impiegato, in particolare, per l’osservazione di fenomeni al di fuori della nostra galassia quali, ad esempio, oggetti extragalattici remoti, e di studiare buchi neri, stelle a neutroni nella Via Lattea, quasar e pulsar. Il radiotelescopio resterà in volo per almeno cinque anni a circa 340mila km d’altitudine, e seguirà un’orbita insolita, che terrà conto dell’impatto della gravitazionale lunare «ellittica e più vicina all’orbita della Luna» (che comunque si trova a 50mila km di distanza). Grazie all’influenza della Luna, l’orbita cambierà angolazione, consentendo a Spektr - che opererà congiuntamente con i telescopi radio sulla Terra - di scansionare lo spazio creando così anche un sistema comune per ricevere le immagini, le coordinate e i movimenti angolari di vari oggetti nell’universo.

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durata di due giorni, avverrà con una apposita Soyuz e la permanenza nell’hotel spaziale sarà di cinque giorni; il tutto ad un costo di circa 600.000 euro che, fanno notare gli ideatori, è notevolmente inferiore ai 25 milioni di dollari pagati mediamente da ciascuno dei cinque “turisti”, tra i quali una donna, che sulla Stazione spaziale internazionale (ISS) hanno finora goduto di un soggiorno di una settimana (v. pag. 9 di Aeronautica n. 5/2007). Anche le comodità offerte, è stato precisato dal direttore di Orbital Technologies Serghej Kostenko, sono migliori di quelle sulla ISS: i visitatori, ad esempio, potranno scegliere di dormire in letti orizzontali o verticali, la zona bagni ha docce con un sistema per il riciclo delle acque reflue (sulla ISS gli astronauti devono accontentarsi di lavarsi con un panno umido), l’aria verrà filtrata per rimuovere gli odori e i batteri per poi ritornare in circolo pulita come prima e, ancora, è prevista l’utilizzazione dell’urina che, entrando nel sistema di riciclaggio, potrà essere addirittura trasformata in acqua potabile. L’unica cosa che, forse, non accontenterà in pieno i turisti saranno i pasti in quanto i cibi, preparati a terra, saranno poi riscaldati in un forno a microonde. Ricordiamo che la CSS è progettata per consentire l’attracco di ogni tipo di navicelle quali le russe Soyuz e Progress, la Shenzhou cinese e la Dragon statunitense.

Fallito il 44° lancio della navetta russa Progress

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l 24 agosto la navicella spaziale senza equipaggio Progress M-12M, giunta alla sua 44ª missione per il trasporto di oltre 2,9 tonnellate di cibo, carburante e rifornimenti vari alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), è andata distrutta precipitando nella provincia meridionale di Altai in Siberia 5 minuti e mezzo dopo il lancio in quanto il razz o vettore Soyuz-U non è riuscito a mandarla in orbita per il malfunzionamento del suo stadio superiore. Un fallimento che, il giorno dopo, ha indotto la Roscosmos, l’Agenzia spaziale russa, a rinviare la prossima missione Soyuz TMA-22, originariamente prevista per il 22 settembre, fino a quando non saranno state accertate le cause dell’incidente. È da ricordare in proposito che, attualmente, le Soyuz russe sono le uniche capsule con equipaggio in grado di raggiungere la ISS dopo il ritiro della flotta degli Space Shuttle della NASA.

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SCIENZA, SPAZIO, TECNICA E INDUSTRIA

Scelto l’Atlas V per il lancio della CST-100

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a Boeing ha recentemente ufficializzato la scelta del razzo Atlas V - prodotto dalla United Launch Alliance, società paritaria tra la stessa Boeing e Lockheed Martin quale vettore della capsula Crew Space Transportation 100 (CST-100) oggetto del programma “Commercial Crew” con il quale la NASA tende a riavere, dopo il “pensionamento” degli shuttle, la possibilità di accedere alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con mezzi propri senza ricorrere a quelli di altri paesi come la Russia (v. anche pag. 11 di Aeronautica n. 7/2011). Secondo quanto reso noto in proposito, esteriormente la CST-100 è molto simile alla Orion, il veicolo spaziale in costruzione per la NASA da Lockheed Martin (v. pag. 11 di Aeronautica n. 3/2011), ma le sue dimensioni esatte non sono state comunicate. Tuttavia, in base a indiscrezioni trapelate in proposito, essa sarebbe più grande del modulo di comando Apollo delle missioni sulla Luna e più piccolo della Orion, ma in grado di recare comunque a bordo fino a sette persone, di rimanere in orbita fino a sette mesi e riutilizzabile per un massimo di dieci missioni. La CST-100, infine, sarebbe compatibile, oltre all’Atlas V, con altri vettori multipli quali il Delta IV e il Falcon 9. La Boeing ha affermato che, qualora la NASA dovesse assegnarle un contratto di sviluppo del progetto CST-100 che sta portando avanti in collaborazione con la Bigelow Aerospace, potrebbe effettuare già nel 2015 un volo orbitale autonomo, un lancio di prova transonico abortito e un lancio con equipaggio a bordo.

Provato dagli USA il STSS

Accordo per l’IXV

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l 21 luglio è stata effettuata con esito positivo la prova del dimostratore dell’STSS che la Northrop Grumman sta sviluppando per la Missile Defence Agency (MDA) degli Stati Uniti. Lo Space Tracking and Surveillance System (STSS - v. anche pag. 11 di Aeronautica n. 5/2009) è il sistema di sorveglianza dello spazio che, costituito da una costellazione di satelliti a raggi infrarossi posti in orbita bassa dovrà rilevare e monitorare i missili balistici di qualsiasi origine in tutte le fasi del loro volo allo scopo di permettere ai sistemi antimissili statunitensi di intercettarli ed abbatterli qualora costituissero una minaccia. Il dimostratore ora provato è stato in grado di acquisire e seguire uno Short-Range Air-Launched Target (SRALT), razzo monostadio a propellente solido, sganciato da un C17 nel Pacific Ocean Test Range presso la San Nicolas Island, al largo della costa californiana.

È di Lufthansa il primo volo di linea con biocarburanti

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l 15 luglio la tedesca Lufthansa ha inaugurato con un Airbus A321 il primo volo di linea utilizzante biocarburanti. Nell’occasione la compagnia ha annunciato che per sei mesi saranno effettuati con quel tipo di aereo quattro voli giornalieri andata-ritorno sulla tratta Amburgo-Francoforte, voli nel corso dei quali i propulsori IAE V2500 degli A321 bruceranno una miscela di biocarburanti composta per metà da kerosene e per metà da esteri e acidi grassi idrotrattati (HEFA). I voli sono programmati anche per raccogliere dati sulle conseguenze dell’uso sistematico dei biocarburanti sostenibili sulle prestazioni degli aeromobili.

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hales Alenia Space ha firmato con l’Agenzia spaziale europea (ESA) l’accordo per la produzione del dimostratore di rientro atmosferico IXV (Intermediate eXperimenting Vehicle - v. anche pag. 9 di Aeronautica n. 7/2009) e del suo segmento di terra. Ricordiamo che il progetto intende sviluppare un mezzo autonomo europeo di rientro dallo spazio, caratterizzato da elevata aerodinamicità, da un sistema di controllo ad alte prestazioni e da un innovativo sistema di protezione termica durante il rientro nell’atmosfera.

Collaudato il J-2X

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l nuovo motore J-2X che la Pratt & Whitney Rocketdyne ha sviluppato per la NASA e che potrebbe equipaggiare lo stadio superiore di un futuro vettore pesante spaziale statunitense, ha iniziato le prime prove di accensione presso il banco prova A-2 dello Stannis Space Center nel Mississippi, ente tra l’altro utilizzato originariamente per le prove dei motori del Saturn V e poi modificato negli anni ’70 per quelle relative ai motori SSME degli shuttle. Il J-2X, versione potenziata del J2, alimentato da ossigeno e idrogeno liquidi, è in grado di generare una spinta di 1.300 kN in modalità primaria, consentendo così il trasporto di una navicella in orbite basse, o - cambiando la quantità di propellente di 1.075 kN in modalità secondaria ed essere così utilizzato nelle missioni in partenza dalle orbite basse, come quelle verso la Luna, asteroidi o altre destinazioni spaziali. È da ricordare in proposito che il J-2X ha la possibilità di essere riacceso diverse volte, in modo tale da supportare un ampio range di requisiti di missione.

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SUL FILO DEI RICORDI A seguito della lettura dell’articolo “Alpino o aviatore” pubblicato a pag. 14 di Aeronautica n. 5/2011 un socio ci ha inviato il seguente suo ricordo sul tema della “affinità” che lega le due categorie.

Avieri ed alpini in Val d’Aosta di Petronio Malagoli

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a vita aeronautica mi soddisfaceva. Il lavoro era gratificante e poco importava in quegli anni se lo stipendio era del tutto inadeguato. Per lo Stato avevo lo stesso coefficiente retributivo di un “inserviente dei Giardini Reali di Palermo”. L’aspetto che maggiormente mi piaceva era il cameratismo tra i colleghi e la cordialità dei rapporti con superiori ed inferiori di grado. Credo che l’Aeronautica sia riuscita, sino dalle origini, ad instaurare tra il personale un clima di schietta cordialità, mai lesiva nei rapporti di natura gerarchica, perché improntata sul reciproco rispetto. I ragazzi di leva, dopo un breve periodo, guarivano dalla sindrome “gonne della mamma” e si inserivano a pieno titolo nella “Grande Famiglia”, anche se spesso le gonne, un po’ più corte e più variopinte, costituivano per loro sempre un problema. In occasione di un viaggio in Val d’Aosta ebbi l’opportunità di rendermi conto dell’attaccamento dei giovani all’Arma Azzurra anche dopo il loro congedo. In collaborazione con il Soccorso Alpino stavamo censendo e mappando tutti i possibili eliporti di fortuna nelle valli aostane con e senza innevamento: un lavoro particolarmente impegnativo ed anche faticoso. Oltre gli spiazzi più idonei sotto il profilo della sicurezza al volo, si dovevano individuare e riportare sulla carta strade e sentieri di accesso. Di giorno raggiungevamo in volo le località scelte dai soccorritori locali, trasbordavamo manichini dai toboga alle barelle di bordo e simulavamo il trasferimento all’ospedale, alla sera riportavamo sulle carte gli appunti e gli schizzi redatti frettolosamente sull’elicottero o su un tavolo improvvisato. Dopo una decina di giorni chiesi al Capo Missione il permesso di trascorrere a Milano il fine settimana per risolvere anch’io un problema di gonne. Il permesso fu accordato e mi fu anche suggerito di approfittare per il rientro del camion che trasportava il carburante e l’olio per i velivoli. Al circolo del Comando Aeronautico di Milano rintracciai l’autista del mezzo e concordammo di partire il pomeriggio della domenica. Risolti felicemente i miei problemi, mi presentai puntuale all’appunta-

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mento. Un messaggio giunto poco prima, ci fece modificare l’itinerario: dovevamo passare dal Deposito di Gallarate per ritirare delle parti di ricambio per gli Agusta-Bell. L’autista, un esuberante e simpaticissimo maresciallo valtellinese, con una verve insolita per la gente di montagna, mi assicurò che, dato il carico, avremmo effettuato un viaggio in tutta tranquillità. Dopo alcuni chilometri mi mise anche a parte dei suoi buoni propositi: voleva farsi perdonare dal Capo Servizio lo sfortunato trasporto da Vigna di Valle a Torino dello SVA di Gabriele D’Annunzio che, per la sua guida un po’ allegra e la chiusura difettosa di una sponda, in una curva era volato via. Come professionista l’episodio lo aveva amareggiato molto ma non poteva ancora fare a meno di trovare divertente il fatto di essere riuscito dove avevano fallito gli Austriaci in occasione del volo su Vienna. A Gallarate l’allegro autista mi propose un’altra deviazione necessaria per evitare il traffico dei vacanzieri torinesi provenienti dal Lago Maggiore, sottolineò anche che la strada tortuosa ma pittoresca si snodava tra amene colline dove sorgevano celebri luoghi sacri: Madonna della Fontana, Santuario di Cavallero, Abbazia di Campiglia, Santuario di Graglia e, dulcis in fundo: Oropa. Tanto fervore religioso mi convinse e con pia devozione lasciammo la Strada Statale n° 142 decisamente troppo laica. Il camion con il suo carico di venti fusti e sette casse, arrancava sulla salita che porta ai 1.382 metri delle Bocche di Sessero ed ogni mezz’ora era necessaria, secondo il conducente, una breve sosta per dare fiato al motore. Il luogo più idoneo era sempre in prossimità di un’osteria, dove si potevano effettuare i rabbocchi d’acqua per il radiatore e di vino per il conduttore. Dopo l’ennesimo rifornimento idrico ed etilico, notai una Guzzi che ci seguiva, ci sorpassava, ci affiancava e rallentava per seguirci nuovamente. Il motociclista, un giovane sui trent’anni, quando era alla nostra altezza, guardava all’interno della cabina e procedeva senza manifestare indicazioni sul suo strano comportamento. L’autista, troppo intento a

cercare nuovi santuari, non si era accorto delle manovre del centauro. All’imbrunire trovammo una trattoria per consumare la cena a cui, secondo il regolamento, avevamo diritto. Tutti i piatti proposti dal gestore erano gustosi e particolarmente invitanti. Optammo per la polenta con capriolo, le bevande le scelse il valtellinese. Le porzioni di cibo erano abbondanti, le bottiglie invece, dal vetro terribilmente spesso e di piccola taglia, esaurivano il loro contenuto rapidamente ed in breve il tavolo si riempì di vuoti. Gli avventori, a cui si era unito il giovane motociclista, intenti a bere al banco, vollero offrire agli aviatori una bottiglia di “quello buono”. Ringraziammo e ricambiammo con altre due. Per semplificare gli scambi li invitammo al nostro tavolo ed al canto di “Dove sei stato mio bello alpino” e “Gira, gira l’elica” brindammo a tutto ciò che di più bello c’era al mondo: le montagne, gli aerei, le donne, i muli, gli elicotteri, la polenta con il capriolo senza dimenticare la Barbera e la grappa. Ci salutammo traballanti e commossi. Appena usciti, il giovane della Guzzi si presentò: - Aviere scelto telescriventista... Emozionato, non riuscì a proseguire e solo dopo una vigorosa stretta di mano, calmatosi, si profuse in sperticati ringraziamenti per l’immenso piacere arrecatogli dalla nostra festosa partecipazione alla magnifica serata. Ci parlò del mestiere imparato all’aeroporto di Cameri e praticato, dopo il congedo, presso una grande industria elettronica di Ivrea e dei tanti amici con cui, dopo dieci anni, manteneva regolari, periodici rapporti. Salutandoci chiarì anche i motivi dei suoi ringraziamenti. Nella valle ed in quelle circostanti era guardato con sufficienza dagli ex alpini perché aveva chiesto ed ottenuto di prestare il servizio militare in Aeronautica, una specie di educandato femminile, secondo loro. Il nostro intervento aveva rivelato anche ai “veci” del paese come la tempra degli aviatori non fosse seconda a quella delle penne nere, quando si trattava di mangiare, bere e far casino. Puntualissimi e freschi come due rose, alle 7,30 del mattino fermammo il camion sul piazzale dell’aeroporto di Aosta.

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“Frecce”, Club, e… bustine azzurre di Gianbortolo Parisi

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hi, assistendo ad un’esibizione, o semplicemente ad un sorvolo con fumate tricolori della nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale, non si è sentito così coinvolto da provare perfino un brivido di emozione lungo la schiena? Certo, le figure acrobatiche che i nostri piloti disegnano con grande perfezione, l’improvviso erompere nella scena del solista con le figure più impensate, il disegnare nel cielo il tricolore più lungo del mondo, sono cose che commuovono profondamente anche chi può vantare una pluriennale appartenenza al mondo del volo. Difficile dire quali stimoli possono essere alla base di un così completo coinvolgimento che può giungere fino a provocare le lacrime, che anche i vecchi motoristi di lungo corso, abituati a ben altre emozioni, fanno talvolta fatica a nascondere. Forse qualche psicologo potrebbe vedere in questo fatto qualcosa che supera il semplice aspetto tecnico o estetico: qualche richiamo ancestrale… un ideale di perfezione… una sfida alle forze della natura… il fascino sempre presente del rischio. Sta di fatto che le nostre “Frecce” ci entusiasmano, ci emozionano, insomma ci piacciono. Sono sentimenti che noi aviatori condividiamo con tutti gli italiani (e gli stranieri) che fanno ressa per assistere alle loro manifestazioni. Manifestazioni che, è inutile dirlo, sono concepite ed effettuate per il grosso pubblico come “biglietto da visita”, di grande significato promozionale per la Forza Armata, per la nostra Aeronautica Militare. Alcuni appassionati, molti che forse più degli altri sentono il richiamo delle “Frecce”, per poter meglio condividere questi sentimenti di ammirazione si riuniscono in circoli ristretti: si ritrovano per rivedere le riprese delle manifestazioni, si organizzano per trasferirsi dove sono previste esibizioni, insomma coltivano in gruppo il loro entusiasmo e il loro attaccamento alle nostre “Frecce”. Nascono così i tanti “Club Frecce Tricolori”: gruppi di persone appartenenti a diversi ceti sociali, di ogni età e sesso e di ogni regione d’Italia che hanno in comune un genuino senso di entusiasmo ed ammirazione per le “Frecce” e, indirettamente, per la Forza Armata di cui esse fanno parte. Naturalmente spesso, partendo da questa base comune, si condividono

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altri interessi, si scopre che si sta bene insieme e si allarga il campo di attività ad altri settori, culturali, turistici od altro. Ma il punto principale di riferimento rimangono sempre loro: le “Frecce” verso le quali permangono sempre quei sentimenti genuini e disinteressati che spesso costituiscono la motivazione per molti giovani ad avvicinarsi al mondo dell’aviazione. È chiaro che questo “avvicinarsi” rientra pienamente nelle finalità della Pattuglia, che trova nei Club un valido supporto. Spesso i Club contribuiscono anche a formare movimento d’opinione. Quando qualche frangia politica, improntata a un malinteso pacifismo, o dichiarato antimilitarismo, assume atteggiamenti di chiara opposizione alle “Frecce”, fino a proporne, o addirittura chiederne, lo scioglimento (è successo), reagiscono presso gli ambienti politici o della pubblica opinione; e le loro reazioni sono spesso tanto più efficaci proprio perché provengono da contesti che alla Forza Armata sono del tutto estranei. L’Aeronautica, le Frecce Tricolori, ricambiano la simpatia e l’affetto dei Club. Mantengono dei rapporti a livello informale con ognuno di essi e, una volta all’anno, il primo maggio, li invitano per la presentazione del programma annuale che apre la nuova stagione. Per i Club è una buona occasione per incontrarsi, conoscersi scambiarsi opinioni e impressioni sull’attività della Pattuglia e, per la Forza Armata, per riunire tutti gli appassionati in una sola giornata, evitando frequenti visite che costituirebbero altrettanti impegni gravosi per il Reparto. È una bella rimpatriata per gli aficionados, in cui al sempre affascinante spettacolo delle “Frecce” fa riscontro, a terra, una variopinta kermesse di giovani e vecchi appassionati con ombrelloni, barbecue, spesso con la partecipazione, più o meno evidente, di qualche furgone attrezzato per la vendita di panini, bibite, ecc. In sintesi, in tutte le loro manifestazioni i Club agiscono come cassa di risonanza della Pattuglia, contribuendo a diffondere il messaggio di simpatia e di stima per la Forza Armata che è affidato alle nostre “Frecce”. Tutto ciò non può non far piacere a tutti coloro che, come noi, hanno vissuto e continuano a vivere l’Aeronautica come scelta di vita. Purtroppo, tuttavia, c’è chi, fra di noi, mostra di non apprezzare l’atteggia-

mento della Forza Armata nei riguardi dei Club. Si tende, talvolta, a contrapporre la figura istituzionale del socio dell’Associazione Arma Aeronautica, che per un periodo più o meno breve della sua vita ha vestito la divisa azzurra, a quella del socio del Club che all’Aeronautica è legato soltanto dall’ammirazione per le “Frecce”. Questo atteggiamento, che si traduce spesso in mugugno, e talvolta perfino in rimostranze formali (è successo), è decisamente fuori luogo. Chi lo assume dimostra di non capire la differenza che c’è fra chi, situato al di fuori del contesto militare aeronautico (il socio del Club), ammira e manifesta la sua ammirazione per un particolare reparto dell’A.M., e chi, facendo parte dell’Aeronautica (il socio dell’A.A.A.), sente profondamente stima ed affetto per tutte le unità e i reparti che la costituiscono e nei quali spesso ha operato, compresa, naturalmente, la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale. Deve essere chiaro a tutti che chi sceglie di far parte della nostra Associazione, lo fa per continuare a vivere in quello spirito aeronautico che ci hanno insegnato quando per la prima volta abbiamo indossato la nostra divisa, per continuare nei limiti delle nostre possibilità, a servire la nostra Forza Armata che, come e quando può, ci è vicina e non ci nega il suo affetto: lo abbiamo visto e percepito tutti anche nel raduno nazionale di Torino, quando le nostre “Frecce” ci hanno portato il loro affettuoso saluto. Noi, che dell’Aeronautica siamo stati, e in un certo senso siamo ancora dei protagonisti, non dobbiamo confrontarci con coloro che, pur svolgendo un funzione apprezzabile per la Forza Armata, sono e rimangono degli spettatori; pur sempre graditi, ma spettatori. Con tutta l’ammirazione per le nostre “Frecce”, delle quali siamo profondamente orgogliosi, dobbiamo essere convinti che esse non sono per noi l’unico punto di riferimento dell’Aeronautica Militare, che comprende unità gloriose dei quali tutti dobbiamo essere orgogliosi e che spesso vengono visitate dalle nostre sezioni. E siamo sicuri che anche la vista di un Tornado o di un Typhoon, o della bandiera di guerra di uno stormo, potrà strappare, all’ombra della sua bustina azzurra, qualche lacrima di commozione, al nostro vecchio motorista di lungo corso.

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Comandanti, artisti, arredatori... di Giancarlo Naldi

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o sempre amato l’Accademia. Sono passati 46 anni da quando arrivai per la prima volta sul piazzale Medaglie d’Oro dell’Istituto, contornato da quegli stupendi edifici la cui eleganza superava ampiamente l’immaginario che mi ero costruito nella mente guardando i pieghevoli pubblicitari prima dell’arruolamento. L’alternativa per me, in caso di non superamento del concorso sarebbe stata la facoltà di architettura e questo spiega perché, appena sceso dal pullman che ci aveva raccolti all’Istituto Medico Legale di via Posillipo, ero attratto in egual misura sia dal G.91 monumentato davanti al Circolo Ufficiali tra una serie di alberelli appena trapiantati sia dalla bellezza degli edifici Oltre alla leggiadrissima struttura della “Palazzina Comando” che si affacciava sul golfo di Pozzuoli, ero affascinato dalla volumetria degli “Istituti Scientifici” con il planetario e con tutto ciò che si nascondeva sotto di loro e sotto all’adiacente piazzale Nibbio, e cioè: una cappella, un teatro da 500 posti e giganteschi corridoi sui quali si affacciavano anche le celle. La cappella, per chi non la conoscesse, è a pianta circolare con una serie di colonne che, come in tutto l’edificio superiore, distano circa 70 cm dalle pareti esterne in modo da consentire che sulle stesse vi siano in tutto l’edificio delle ampie finestrature senza soluzione di continuità. In chiesa queste finestre sono realizzate con delle vetrate tipo cattedrale che riportano gli stemmi dei corsi d’Accademia. L’altare è (era!) costituito da un grosso parallelepipedo di lava grigio scuro con al centro una croce templare ricoperta con splendide tessere di madreperla verdastra, opera degli abili maestri di Castellammare di Stabia. Anche sul basamento dell’altare è (era) riportata una striscia in madreperla verdastra con il compito di dare evidenza all’altare divenendo un elemento di discontinuità, gradevolissimo per la sua luminosità, tra la monotonia del rosso pompeiano del pavimento in linoleum ed il grigio della pietra lavica. Sull’altare vi era un bel crocefisso in ottone e madreperla verdastra, caratterizzato da un’altezza notevole del braccio verticale di sostegno in rapporto agli altri e da un braccio superiore abbastanza corto. Il tutto si

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traduceva in un prezioso oggetto, con design tipico di quegli anni Sessanta, molto gradevole alla vista. Il tabernacolo non era eccezionale, a dir la verità, in quanto si trattava di una cassaforte cubica di circa 45 cm di lato, appoggiata sull’altare, ma pur sempre rivestita con tessere di madreperla verdastra che riportava al centro un’ostia in madreperla bianca con raggi giallastri dello stesso materiale. Ma il vero capolavoro della cappella era, ed è ancora, costituito da un gruppo scultoreo costitituito da una Madonna di Loreto di circa due metri di altezza in madreperla policroma con attorno due angeli uno dei quali regge la Santa Casa mentre l’altro libera delle colombe. Le tre statue sono applicate sulla parete dietro all’altare, opportunamente distanziate dalla stessa per dare l’immagine della leggerezza e del volo. L’arredo della cappella consisteva in pochissimi banchi in stile svedese, tipico di quegli anni, posti al centro della sala cricolare. Non ne occorrevano di più. Infatti, all’epoca si assisteva obbligatoriamente alla S. Messa in piedi ed a corsi inquadrati. Dopo un po’ di tempo arrivò l’illuminazione del gruppo scultoreo dell’altare con un sottile neon rosato che le illuminava dal retro. L’effetto, purtroppo un po’ kitsch, fu quello di attenuare la luminosità della madreperla che andava, semmai, illuminata dalla parte frontale.

Essendo la cappella considerata anche un sacrario era giocoforza mettere una lapide con i nomi dei Caduti. Anzi, vista la consistenza dell’elenco (purtroppo!) ne furono messe due, molto grandi, simmetriche rispetto all’altare, in travertino e lettere in bronzo. Sulla sommità delle due lapidi furono collocati due altorilievi in legno color noce scuro rappresentanti un’aquila che tiene tra gli artigli lo stemma dell’Accademia. Se ben ricordo furono realizzate da un dipendente della locale falegnameria, ma di questo non ho certezza. Le due sculture sono belle e vigorose. Per tale motivo ho finito per accettarle anche se totalmente fuori posto come stile rispetto alla cappella. Quello che, invece, continuo a non accettare è che qualcuno abbia deciso di inserire nello scudo ligneo con lo stemma dell’Accademia degli spadini dorati veri, opportunamente sezionati, quasi che l’artista non fosse stato capace di scolpirli sul legno, tra l’altro con immaginabili problemi di scarico da parte del locale magazzino M.O. Poco tempo dopo il cappellano pensò bene di mettere mano al prezioso crocefisso in madreperla di cui prima parlavo facendo segare via, in un’officina dell’Accademia, circa 10 cm del braccio verticale, compromettendo la bellezza armonica di quelle dissimmetrie. In seguito, disturbato dal tabernacolo che impediva la visibilità di quello che avveniva sull’altare da parte dei fedeli,

1967. La foto evidenzia la sobrietà dell'altare in lava con la semplice croce templare. Il tabernacolo già è stato collocato alle spalle del sacerdote

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1993. La foto evidenzia il nuovo pavimento e la nuova gradinata in marmo azzurro

egli decise di inserirlo nel muro alle sue spalle, al di sotto della Madonna. Fatto fare un buco nel sottile tramezzo che separava la cappella dalla sacrestia, applicata una cassetta di legno per contenerlo ed una cornice di ottone cromata con dei raggi a croce sul fronte esterno, il tabernacolo trovò una sua nuova collocazione, senza, peraltro che fosse rispettato, almeno in parte, lo stile generale della chiesa. Ma non fu l'ultima perchè solo recentemente qualcuno si è accorto che il sacerdote dava le spalle al tabernacolo per cui è stato nuovamente spostato in una posizione laterale. Ma, tornando al gruppo scultoreo in madreperla, dopo una decina d'anni dalla sua realizzazione un comandante intuì che l'illuminazione era completamente sbagliata per cui fece eliminare il famoso neon rosato ma, anziché fare installare qualche spot nascosto per illuminare le statue, fece realizzare al centro del soffitto un castelletto di tubi metallici al quale appese una serie di fari che raggiunsero sì lo scopo, ma che diedero al soffitto della chiesa un aspetto un po' troppo da teatro Bagaglino. Desideroso di fare ancora qualcosa per la cappella acquistò un grande crocifisso in peltro di discutibile gusto, cui abbinò un leggio e degli scranni (ce n'era, invero, bisogno) altrettanto kitsch, in legno di mogano e peltro. Passano gli anni ed i primi lavori di restauro si rendono indispensabili. Trattandosi di una cappella sacrario non si poteva lesinare ed ecco che al posto del linoleum del pavimento e dei gradini in graniglia compare un bellis-

simo e costoso pavimento in marmo celeste con gradini dello stesso colore. Nulla da dire in questo se non ci fosse stata la necessità di rispettare il leit-motif della chiesa e cioè la lavorazione in madreperla, in particolare quella del basamento dell’altare che, sopraffatta dallo splendore del marmo, scompare letteralmente. Scompare in questo restauro il traliccio al centro della chiesa con i relativi fari e l’illuminazione viene razionalizzata, il che non è stato un male. Scompaiono anche i pochi banchi in stile svedese, testimoni di un’epoca, sostituiti con un numero eccessivo di banchi in noce scuro nel tipico stile inizi Ottocento.

Un disastro estetico, secondo il mio modesto avviso. Dopo alcuni anni, compaiono le stazioni delle Via Crucis in bronzo, che richiamano la vista in pianta di un velivolo, opera di un noto scultore militare. Passi! Il passaggio successivo è sotto il profilo architettonico, artistico e, soprattutto, teologico, disastroso perché va a toccare una cosa che avrebbe dovuto essere considerata inviolabile e cioè l’altare. Rimossa la croce templare in madreperla, tutto il frontale viene ricoperto con una lastra di arenaria lucida grigio scura sulla quale, con una tecnica mista fatta di intarsi di marmi colorati e bronzo a rilievo (mah?!) viene realizzato quello che io considero un vero e proprio “fumettone”: le ali stilizzate che escono dallo spadino dello stemma accademico fanno, infatti, una virata cabrata per poi piombare dentro il calice retto da un angelo e da lì uscire sotto forma di aeroplani. Di teologico non c’è nulla. Voglio credere che l’artista intendesse riferirsi al fatto che il passaggio attraverso l’esperienza religiosa possa completare al meglio la formazione umana durante la permanenza in Accademia. Ma gli aeroplani che c’entrano? Tra l’altro per diventare piloti militari ci vuole del manico e, soprattutto, si deve fare una full immersion nel dash-one e non nel vino consacrato. Diamo a Cesare quel che è di Cesare! Ora, questo grande fumettone, ricco di colori e di dettagli, risulta, come dicono a Napoli, eccessivamente “chiassoso” e distrae. L’altare ha perso la sua solennità e la sua sobrietà. Che fine ha fatto la croce templare che era

Primo piano del paliotto dell'altare e nuovo spostamento del tabernacolo in una posizione laterale segue

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La nuova impermeabilizzazione rosso fuoco del tetto degli Istituti Scientifici

applicata sul frontale dell’altare? È divenuta parte integrante del sostegno di un lume rosso da tabernacolo appeso a fianco dell’altare e realizzato cannibalizzando, oltre alla croce, anche parte dei candelieri in madreperla che erano originariamente sull’altare. Con la medesima lastra grigia applicata sull’altare, è stato poi realizzato un ambone dove due semiali di pietra reggono il leggio. Scomparsa la luminosità della madreperla, l’oggetto è complessivamente assai triste. Usciamo dalla chiesa, dopo questa arrabbiatura, e gustiamoci il panorama degli edifici. Ma che è successo al planetario? La bella e luminosa cupola argentea che dominava l’edifico è stata impermeabilizzata con uno strato protettivo color rosso fuoco, e con lei tutti i tetti degli edifici dell’Accademia. Questo colore è talmente visibile da disturbare sul piano estetico anche ogni visione panoramica dell’Accademia, da qualsiasi parte del golfo la si voglia guardare. Infatti, tutti gli edifici utilizzano dei colori pastello assolutamente delicati (grigio chiaro e rosa antico per i rivestimenti, verde chiaro per le veneziane) in perfetta armonia col paesaggio napoletano. Sempre guardando gli edifici non posso non ricordare che le grandi finestrature della “Palazzina Comando” e degli “Istituti Scientifici”, ora impostate su tre moduli uguali, erano all’origine impostate su due moduli, uno grande ed uno piccolo, che si alternavano in modo da richiamare l’alternanza delle forme cubiche del rivestimento a rilievo. Anziché di 6 mm il vetro di queste finestre fu

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fatto, per risparmiare, di 3 mm e non c’era temporale o burrasca sul golfo che non causasse la rottura di qualche finestra, come ben ricordano quelli della mia generazione. Soluzione: non mettere vetri dello spessore previsto, ma fare mettere delle traverse di alluminio in modo da trasformare i moduli grandi in due moduli. Risultato: eliminazione del gradevole gioco di alternanza tra le vetrate e, se ben ricordo, giustificatissime lamentele da parte del progettista. Non mi è dato sapere se queste siano poi confluite in una querela, ma a mio avviso ci sarebbero stati dei validi motivi per un’azione del genere. Ho voluto prendere ad esempio l’Accademia perché nel suo caso abbiamo messo mano ad un gioiello senza avvederci dei danni, spesso irreparabili, che si stavano procurando. In buona sostanza, ci siamo permessi di sostituire la tappezzeria e le rifiniture di una Rolls Royce con quelle di un’utilitaria. Un po’ come fare baffi alla Gioconda. Mi rendo conto che siamo cresciuti a questa scuola. Non c’è comandante, me compreso, che non abbia chiuso o fatto aprire una finestra od una porta durante il suo periodo di comando o che non abbia messo mano all’arredo del circolo servendosi spesso del consiglio della propria consorte ma quasi mai di quello prezioso di un esperto. Qualcuno mi dirà che, invece, non ha fatto nulla di tutto ciò, ma certamente c’è chi ha fatto di peggio. Durante la mia permanenza alla Scuola di Guerra Aerea (SGA) di Firenze in qualità di comandante in 2ª ho potuto apprendere che uno dei primi comandanti di quell’i-

stituto ritenne doveroso eliminare parte degli affreschi del Colacicchi che decoravano l’accesso al Circolo Ufficiali facendoli coprire con una mano di calce. In questo modo riuscì a reperire uno spazio idoneo per appendervi uno splendido orologio con planisfero, donato da un gerarca del tempo che voleva farsi bello agli occhi di Balbo ma, ovviamente, suscitò le ire del maestro che non tornò mai più alla SGA. Gli affreschi in questione, per chi non lo sapesse, rappresentano una serie di vedute sulle città realizzate dal Duce, contornate da tendaggi che danno l’impressione di trovarsi all’interno di una loggia con ampie finestrature panoramiche. L’intervento maldestro fece eliminare parte dei tendaggi e solo grazie all’impegno di un illuminato comandante ed alla valentia di un team di restauratori di eccezionale abilità è possibile ora riammirare gli affreschi nella loro interezza. Ancora, grazie a questo comandante è stato possibile riportare alla luce la scritta riportata sul cornicione in travertino di Rapolano della palazzina “Italia”, coperta al cadere del fascismo, che richiama la rapidità della costruzione dell’imponente complesso oltre che citare, naturalmente il Duce ed il Re. Come si può facilmente intuire, la cosa non passò sotto silenzio e provocò la patetica reazione di una sigla sindacale la quale non capì che la scritta era in realtà un elogio alle maestranze che avevano portato a termine l’opera in soli nove mesi. Restando alla SGA non posso non ricordare con tristezza la sostituzione degli infissi realizzati a suo tempo con un prezioso e rarissimo legno di ginepro, con finestre in alluminio anodizzato, mentre ricordo con intima gratitudine lo sforzo del mio predecessore nel ricercare tra le tante fornaci toscane, quella che utilizzava la stessa terra creta impiegata a suo tempo per il rivestimento di un edificio in corso di restauro, evitando così diverse tonalità di cotto. Mi rendo conto che questo articolo è tardivo. Infatti molti danni sono già stati fatti un po’ dappertutto, ma fortunatamente, sono state fatte anche tante cose positive. Quello che vorrei sottolineare è la necessità di un comportamento univoco e ciò può avvenire solo se vi è al riguardo una forte direzione dal centro. Non possiamo dimenticare che ogni bene mobile ed immobile della Difesa non appartiene alla Forza Armata ma allo Stato e spetta a noi preservarlo dalle ingiurie del tempo e dai nuovi vandali. La normativa in materia è molto chiara. Il

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Una veduta degli affreschi del Colacicchi dopo il delicato restauro

Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”, il cosiddetto Decreto Urbani, stabilisce all’art. 1 che i “soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale”. E ancora, all’art. 2 si legge che “Sono beni culturali le cose immobili e mobili che (...) presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà”. E come si tutelano questi beni? L’art. 3 ci dice che “La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione”. Occorre, dunque, partire con un’attività ricognitiva. Un primo criterio per stabilire cosa sia da considerarsi un bene culturale è stabilito dall’art. 10 che riporta un lun-

go elenco di beni che hanno interesse culturale, o anche dall’art. 12 che individua un possibile interesse per quei beni che abbiano almeno 50 anni di vita. Tale norma è stata successivamente modificata ed il limite portato a 75 anni per evitare che venissero poste sotto verifica dell’interesse culturale anche tutte le orribili costruzioni degli anni Sessanta ingolfando le Sovraintendenze di pratiche inutili. Accertato quindi il dovere della FA di preservare e tutelare i beni culturali a sua disposizione riterrei utile incrementare presso il Servizio Commissariato e Amministrazione e presso il Comando Logistico - Servizio Infrastrutture il controllo sulla gestione dei beni mobili ed immobili, attivando degli stretti canali di comunicazione con la Sovraintendenza per il riconoscimento di quei beni che hanno una valenza culturale per il nostro Paese, così come previsto dalle norme. Non posso non pensare ai danni perpetrati negli anni Sessanta con la dismissione del mobilio d’ufficio del palazzo AM che ora sarebbe di antiquariato, o con quello della citata SGA all’epoca dell’alluvione. Ricordo lo sforzo, effettuato purtroppo tardivamente, di

recuperare, restaurare e rimettere in uso mobilio fuori uso o giacente negli scantinati della Scuola, sforzo fruttuoso se si pensa che parte di quel mobilio arreda oggi le aree nobili del palazzo AM. Sono certo che la FA si sia già attivata per adempiere a tutti gli obblighi di legge previsti in materia, ma personalmente ritengo si possa fare ancora di più. È del tutto evidente che vi sono beni, come appunto è il caso dell’Accademia, o più semplicemente un archivio fotografico di Reparto, che, anche se non lo sono ancora, sono destinati a divenire beni culturali e quindi devono essere sottoposti a tutela anche se non hanno raggiunto i 50 anni di vita. Questi vanno valutati con lungimiranza, catalogati e dichiarati tali subito in modo che vengano evitati nel tempo deterioramenti o distruzioni. All’approvazione degli Enti Centrali sopra citati dovrebbero risalire, per un preventivo benestare, tutti i vari tipi di interventi connessi a questo patrimonio. Sono certo che attraverso la collaborazione dei Comandi periferici, non sarebbe difficile pervenire alla formulazione di elenchi aggiornati dei vari beni con le valutazioni, tra l’altro, dello stato di conservazione. Ciò richiederebbe un po’ di tempo ma permetterebbe di evitare errori in futuro e di concentrare le modeste risorse disponibili su quegli interventi manutentivi che salvaguardino veramente il nostro patrimonio. L’art. 6 del citato DL prevede anche la promozione della conoscenza dei beni culturali. Dal mio punto di vista, promuovere la conoscenza del nostro patrimonio significherebbe sensibilizzare al riguardo i nostri allievi magari facendo toccare loro con mano qualche progetto di recupero in modo che crescano con la sensibilità dovuta per questo genere di problemi. Tra questi progetti nel mio cuore vi è il recupero e l’esposizione di tutti quei piani di edilizia aeroportuale degli anni Trenta che sono la chiara testimonianza di quel glorioso passato aeronautico di cui non possiamo non essere fieri. Me esistono ancora negli scantinati? Voglio sperare di sì.

Collage con l’intero affresco del Colacicchi che decora l’atrio del Circolo

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l tradizionale appuntamento biennale con la kermesse aviatoria austriaca di Zeltweg si è svolta nei primi giorni di luglio con la consueta nutrita presenza di velivoli militari e civili. Fra le novità assolute di quest’anno la prima apparizione in Europa della pattuglia acrobatica dei Saudi Hawks, la compagine ufficiale delle Reali Forze Aeree Saudite, che si è esibita assieme alle rappresentative militari di Svizzera, Turchia, Croazia e alle nostre Frecce Tricolori. Nelle nove ore consecutive di esibizioni in volo previste dal programma si sono alternati velivoli storici, Fokker DR I, Bf109, P-38L, F4U-4, Me. 262, B-25, T-6, velivoli postbellici, Mig-15 e Hunter, fino ai più moderni velivoli a getto, L-159, JAS-39, Mig-29, F-16, F-18, Typhoon.

Completa la partecipazione dell’esercito austriaco che ha presentato tutti i mezzi aerei a sua disposizione simulando anche un massiccio aviosbarco appoggiato da numerosi elicotteri. Spettacolare come sempre l’esibizione del C-27J del nostro Reparto sperimentale di volo che ha dato ottima prova di sé fra le strette valli in cui Zeltweg è collocata, così come la PAN che ha avuto l’onore di chiudere la manifestazione in entrambe le giornate, ammirata e applaudita dal numerosissimo pubblico stimato in circa 300.000 persone. (Testo e foto di Nicola Foschia)

Team Alouette III

Saab 105O

H. Hunter

F4F-U

Me. 262

Fokker DR 1

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Blanik Team

EF 2000

Mi 24 Hind

F-16 Aeronautica Belga

F-16 Aeronautica Olandese

Saudi Hawk

C-27J RSV

Turkish Stars

Anche altre foto erano di Nicola Foschia Nella presentazione delle fotografie relative alla manifestazione “Jesolo Air Extreme” pubblicate a pag. 27 di Aeronautica n. 7/2011, per un salto di riga non è apparsa l’indicazione che alcune delle immagini riportate erano da attribuire, oltre che a Luigi Sani, a Nicola Foschia che ringraziamo per la cortese collaborazione.

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VARIE Il C-27J dell’AM ha vinto due premi

Il “Royal International Air Tattoo”

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’Aeronautica Militare ha partecipato alla 40ª edizione del Royal International Air Tattoo (RIAT), conclusasi il 17 luglio in Gran Bretagna, con un Tornado IDS ed un C-27J del Reparto Sperimentale Volo che hanno affiancato la tradizionale esibizione delle “Frecce Tricolori”. A questa edizione del “Tattoo” - che costituisce il più importante air show militare a livello mondiale - l’equipaggio del nostro C-27J, composto dai maggiori Severino De Luca e Francesco Ferreri e dal 1° m.llo Ugo Sabeni, ha ricevuto ben due trofei su cinque aggiudicandosi il “The Sir Douglas Bader Trophy” come miglior presentazione solista (premio peraltro già vinto nel 1989 e nel 1997) ed il “As the Crow Flies Trophy”, offerto dall’associazione “Friends of RIAT” per la migliore presentazione in volo, trofeo, questo, che un equipaggio italiano non aveva mai vinto. Ricordiamo che il RIAT è stato organizzato dal Royal Air Force Charitable Trust Enterprises (RAFCTE), con il supporto del ministero della Difesa britannico tramite la RAF, per promuovere attività benefiche a favore di iniziative volte ai più bisognosi oltre all’accrescimento del senso della Patria e della difesa nazionale nei giovani e per incrementare lo spirito di cooperazione ed amicizia tra i partecipanti dei vari Paesi. Di seguito alcune immagini della manifestazione Foto di Aldo Bidini

C-27J RSV AM

Formazione di Hawker Hunter

OV-10B Bronco

Rafale commemorativo 30.000 ore di volo

IL-76 Al momento dell’impatto del carrello

SU-27 Ucraina

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VARIE C-130H R. Jordanian

A-10A Thunderbolt II

L-100-30 Saudi Arabian

DH-84A Dragon 3

Airbus A-330-243

Gloster Meteor NF-11

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Avro 698 Vulcan B2

Decollo PAN dell’A.M.

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RADOM ha celebrato quest’anno, nei giorni 27/28 agosto, la 12a edizione con un buon programma e la graditissima sorpresa di varie pattuglie miste di MiG-29 e Sukhoi Su-22 in formazione con i più recenti F-16DJ Fighting Falcon ed un emozionante “Dog Fight” fra due generazioni di caccia (MiG-29 e F-16) dell’aviazione militare polacca. Aldo Bidini

PZL-130 TC Orlik

PZL-Mielec B11 Iskra

C-130E Aeronautica polacca

MIL Mi-14 PL

MiG-23MF

MiG-21M

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VARIE “Dog Fight”

SU-22

F-16 Aeronautica Belga

F-16 Aeronautica Greca

P-38

Fomazione di MiG-29 polacchi

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PZL Mielec SBL LM-2 (MiG -15 UTI)

Esibizione pattuglia acrobatica francese

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100 anni fa il primo trasporto italiano di posta aerea

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l 19 settembre 1911 il diciannovenne aviatore veneziano Achille Dal Mistro (1892-1917), decollato da Bologna con un Deperdussin, effettuò il primo trasporto italiano di un plico di corrispondenza fino a Venezia. Il volo avvenne a seguito di una iniziativa del Resto del Carlino che aveva promosso per i giorni 17-20 settembre un circuito aereo sul percorso Bologna-Venezia-Rimini-Bologna, circuito al quale partecipavanono dieci iscritti e durante il quale doveva appunto essere effettuato il primo trasporto aereo di corrispondenza in Italia. Dal Mistro, ricevuto il sacchetto dal cav. Bottarina, direttore delle RR. Poste di Bologna, decollò alle 15,24, passò su Ferrara alle 15,50 a 800 m di quota, alle 16.52 su Polesella, alle 17,00 su Rovigo, venti minuti dopo su Adria e alle 17.38 era su Venezia, la sua città, fra l’ammirazione di un numeroso pubblico presente in Piazza San Marco.

Il Deperdussin

Si diresse quindi, planando, all’atterraggio sulla spiaggia davanti all’Hotel Excelsior del Lido, ma - per evitare due persone che vi sostavano - tentò di riprendere quota senza riuscirvi:

l’aereo urtò con la coda contro uno steccato precipitando poi nell’acqua capovolgendosi. L’aviatore, rimasto fortunatamente incolume in quanto gettatosi fuori dal Deperdussin prima dell’impatto, recuperò subito il sacchetto postale consegnandolo tra gli applausi dei presenti all’ispettore Ostedich, funzionario delle RR. Poste di Venezia in attesa davanti all’Excelsior. Complessivamente il volo, di 145 km, ebbe la durata di 88 minuti. A Dal Mistro, che morirà poi nel corso della prima guerra mondiale a Medeazza durante una missione di recapito ordini per la quale si era offerto volontario, fu decretata una Medaglia d’oro in ricordo del primo trasporto di posta aerea in Italia avvenuto a breve distanza dal primo esperimento mondiale che aveva avuto luogo in Inghilterra il precedente 9 settembre. La corrispondenza portata da Dal Mistro non aveva particolari bolli commemorativi (come invece avvenne successivamente): si distingue solo per l’annullo “Bologna Campo d’aviazione 19 sett. 11” sull’affrancatura di 40 centesimi e costituisce una eccezionale rarità filatelica. È da ricordare in proposito che poche settimane dopo avvenne il primo trasporto pubblico di posta aerea in Italia. Il 29 ottobre 1911, infatti, ebbe luogo una prova aviatoria sul percorso Milano-Torino-Milano sulla base di una disposizione del ministero delle Poste che invitava gli uffici di Torino e Milano «a raccoglere in speciali cassette cartoline illustrate che, munite di bollo speciale, saranno affidate ad aeroplani».

In quella occasione, le cartoline furono annullate con il primo bollo recante la scritta “Posta Aerea”. Nel maggio 1917, in piena prima guerra mondiale, che dette anch’essa un notevole impulso al trasporto aereo di corrispondenza per evitare le più lente vie marittime o terrestri, fu deciso di tentare un collegamento a lunga distanza sulla rotta RomaTorino. Il volo ebbe luogo il 22 maggio, e in quella occasione fu emesso il primo francobollo di Posta Aerea al mondo con, sovrastampata sul francobollo “Espresso” da 25 centesimi, la dicitura “Esperimento Posta Aerea Maggio 1917 Torino-Roma-Roma-Torino”. L’aereo impiegato, un Pomilio PC, era pilotato da Mario de Bernardi, allora collaudatore della Pomilio, che con un volo di circa quattro ore portò all’andata 68 kg di corrispondenza e 200 giornali e al ritorno, avvenuto per problemi tecnici solo il 27 maggio, 61 kg. La strada della posta aerea era ormai tracciata e nel giro di pochi mesi si tentò un nuovo col legam ent o, quello Napoli-Palermo-Napoli con idrovolante. E, a proposito di posta aerea, è infine da ricordare, se non altro a titolo di curiosità, che il 30 novembre 1941, in occasione del volo del Campini-Caproni CC-1 da Milano a Guidonia effettuato da Mario de Bernardi, furono trasportati alcuni aerogrammi annullati con appositi timbri tondi: l’evento costituisce il primo trasporto di posta aerea con velivolo a reazione e tali aerogrammi sono ancora oggi una preziosa rarità per i collezionisti.

L’NFH ha appontato per la prima volta su nave Cavour Il 20 luglio il primo esemplare di elicottero NH-90 nella versione NFH, da poco entrato in servizio nella Marina Militare, Ha appontato per la prima volta sulla portaerei Cavour al largo di La Spezia. La macchina, il cui equipaggio era formato da piloti e specialisti del Centro Sperimentale Aeromarittimo che ha sede presso la Stazione Elicotteri della Marina Militare (Maristaeli) di Luni-Sarzana, ha effettuato una serie di “touch and go” sul ponte di volo della nave ammiraglia di quella Forza Armata. È da ricordare in proposito che la MM ha programmato l’acquisizione di 56 elicotteri NH-90, dei quali dieci in versione trasporto TTH (Tactical Transport Helicopter) e 46 in quella NFH (Naval Fregate Helicopter) ASW/ASUW per missioni antisommergibile e antinave. La MM è il secondo cliente a ricevere l’NH-90 in Italia dopo l’Esercito che ne ha ordinati 60 esemplari nella versione TTH.

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Celebrato a Gorizia l’80° del 4° Stormo

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’1 e il 2 settembre sono state delle giornate particolarmente significative per la città di Gorizia in occasione dell’80° anniversario di fondazione del 4° Stormo Caccia Terrestre. Le celebrazioni, organizzate dal Comune di Gorizia, dall’Associazione Culturale 4° Stormo e dalla sezione AAA di Gorizia, si sono svolte in un’atmosfera di intensa ed affettuosa partecipazione tra i rappresentanti della Forza Armata, gli ex-militari ed i civili. Il giovedì, nella sede del Municipio, sono stati ricordati l’evento nonché i 30 anni del gemellaggio fra la città di Gorizia, nel cui aeroporto lo Stormo ebbe i natali, e la città di Grosseto che oggi ospita la famosa unità dell’AM. Nel suo indirizzo di saluto il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ha sottolineato che il gemellaggio fra le due città è l’unico esempio, fra le più ampie casistiche di gemellaggio, che abbia come motivazione un reparto dell’Aeronautica Militare. Erano presenti, tra gli altri, il prefetto di Gorizia Maria A. Marrosu, il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, l’at-

tuale comandante dello Stormo col. Michele Morelli con una rappresentanza del reparto, il com.te Fulvio Chianese presidente dell’Associazione Culturale 4° Stormo, il presidente della sezione AAA di Gorizia Claudio Marega, il prof. Giovanni Battista Carulli, consigliere nazionale AAA in rappresentanza del presidente nazionale gen. Gianbortolo Parisi, impegnato all’estero, molti piloti dai capelli bianchi ed un folto pubblico. Le cerimonie sono proseguite l’indomani sull’aeroporto di Merna, ove si costituì il 4° Stormo, con lo scoprimento della targa identificante la via dedicata al col. pil. MOVM Ernesto Botto (1907-1984). - conosciuto come “Gamba di Ferro” per l’arto artificiale applicatogli, in sostituzione di quello perduto in combattimento aereo in Spagna, per continuare a volare - che, proveniente dal Reparto Alta Velocità, giunse al 4° Stormo nel 1936 ove assunse il comando della 84ª e della 73ª Squadriglia e della Scuola Caccia di Gorizia. Il col. Botto si distinse particolarmente nelle missioni di guerra nei cieli di Malta e dell’Africa.

È seguito lo scoprimento di una lapide dedicata al serg. pil. Clemente Bonfanti (1916-1940), istruttore della Scuola Caccia di Gorizia aggregata al 4° Stormo, e la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti del 1° e 4° Stormo e a quello del duca d’Aosta che ne fu comandante.

Presenti a questi eventi, con le autorità sopracitate, anche i Labari di varie sezioni e nuclei dell’AAA nonché quelli di altre Associazioni combattentistiche e d’arma, G.B.C.

Presentato il Sukhoi T-50

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l 17 agosto la Russia ha ufficialmente presentato al pubblico il Sukhoi T50, il suo primo caccia in configurazione stealth sviluppato congiuntamente con l’India. La presentazione ha avuto luogo sull’aeroporto di Zhukovsky, vicino Mosca, in occasione del salone MAKS 2011 che, dal 16 al 21 agosto, si è svolto in quella località. L’aereo, noto anche come PAK FA (Perspektivn’iy Aviazionn’iy Kompleks Frontovoy Aviazii, sistema aeronautico a lungo termine per l’aviazione tattica) o Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA) per la versione indiana, è il prototipo di un caccia bireattore multiruolo monoposto di 5ª generazione con caratteristiche stealth sviluppato da Sukhoi per l’aeronautica russa e destinato a sostituire i MiG-29 Fulcrum e Su-27 Flanker e confrontarsi con i rivali statunitensi F-22 Raptor ed F-35 Lightning II (JSF). Del T-50 è anche prevista una versione navale da imbarcare sulla portaerei Admiral Kuznetsov e, in prospettiva, sulle future porterei russe. La Russia prevede di produrre nei prossimi anni fino a un migliaio di esemplari del T-50 dei quali 200 destinati all’India. Secondo una previsione ottimistica l’aereo, che ha compiuto il suo primo volo il 29 gennaio 2010 e che per motivi tecnici ha subito alcuni ritardi nel corso del suo sviluppo, potrebbe entrare in servizio già nel 2013, mentre nel 2015 inizierà la sua produzione su larga scala.

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In volo il primo P-8A di serie

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l 7 luglio il primo esemplare di serie del Boeing P-8A Poseidon, il nuovo aereo da pattugliamento marittimo dell’US.Navy (conosciuto in origine come Multimission Maritime Aircraft o MMA - v. anche pag. 21 di Aeronautica n. 5/2005) e destinato a sostituire il Lockheed P-3 Orion, ha compiuto il suo primo volo trasferendosi da Renton a Seattle per l’allestimento e l’installazione dei sistemi. Si tratta del primo dei sei velivoli previsti dal contratto iniziale e la Boeing prevede di consegnare il Poseidon nel 2012 in vista del conseguimento della capacità operativa iniziale nel 2013. Ricordiamo che il P-8A ha la stessa architettura del bireattore civile Boeing 737, la cui cellula è stata modificata per sviluppare questo nuovo pattugliatore marittimo.

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LEGISLAZIONE, PENSIONISTICA E TRATTAMENTI ECONOMICI (a cura di Michele Mascia)

Manovra finanziaria 2011 - 2014 Come già anticipato nel numero 7/2011 di Aeronautica, il decreto legge n. 98/2011 recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanza pubblica” ha introdotto alcune innovazioni in materia pensionistica e previdenziale nonché sul trattamento economico del personale del pubblico impiego. Detto decreto è stato convertito, con modificazioni, in legge n. 111/2011, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n 164 del 16 luglio 2011. Qui di seguito riportiamo sinteticamente le novità più importanti e di maggiore interesse.

Pensioni e Previdenza Contributo di solidarietà (art. 18, comma 22-bis) A decorrere dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014 è stato introdotto un contributo di perequazione (o di solidarietà) da applicarsi sui trattamenti pensionistici i cui importi complessivi (compresi quelli derivanti dal cumulo di più pensioni, riferiti allo stesso soggetto) superino i 90.000 euro annui lordi. In particolare il contributo sarà computato nella misura del 5% sulla parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150.000 euro annui lordi e del 10%, sulla parte eccedente i 150.000 euro annui lordi. La ritenuta sarà applicata, sul trattamento pensionistico complessivo annuo lordo, in via preventiva (mensilmente) salvo conguaglio a fine anno di riferimento. Modifica del sistema di rivalutazione automatica annuale delle pensioni (art. 18, comma 3) Tale norma, modificando quanto stabilito con il decreto legge 78/2011 (vds n.7/20011 di Aeronautica), ha sospeso, per il biennio 2012-2013, la perequazione annuale stabilita dall’art. 34, comma 1, della legge 448/1998, delle pensioni superiori a 5 volte il minimo INPS (oltre 2337,15 euro lordi mensili), salvo il 70% della rivalutazione ISTAT corrispondente a 3 volte il minimo INPS (1402,29). Per le pensioni inferiori a 5 volte il minimo INPS non vi è stata alcuna innovazione, pertanto la perequazione continuerà ad operare come per gli anni precedenti, vale a dire nella misura del 100% dell’indice ISTAT per i trattamenti pensionistici fino a 3 volte il minimo INPS (fino a 1402,29 euro lordi mensili) e nella misura del 90% dello stesso indice per i trattamenti pensionistici compresi tra 3 e 5 volte il minimo IINPS (tra 1402,29 e 2337,15 euro lordi mensili). Riduzione pensioni di reversibilità (art. 18, comma 5) Le pensioni ai superstiti, con decorrenza 1 gennaio 2012, sono ridotte del 10 % per ogni anno di matrimonio, rispetto al numero di 10, nel caso in cui il dante causa abbia contratto matrimonio ad un’età superiore a 70 anni e la differenza di età fra i coniugi sia superiore a 20 anni (c.d. matrimoni di interesse). La riduzione non si applica in presenza di figli di minore età, studenti, ovvero inabili. Resta confermato il regime di cumulabilità previsto dall’art. 1, comma 41 della legge 335/95 (vds n.1/2011 di Aeronautica). Allungamento della c.d. “finestra mobile” per l’accesso al trattamento pensionistico con il possesso del solo requisito della massima anzianità contributiva (art. 18, comma 22-ter) Coloro che maturano nel 2012 il diritto a pensione con il solo requisito della massima anzianità contributiva (40 anni a prescindere dall’età anagrafica) potrà accedere al pensionamento decorsi 13 mesi dal raggiungimento di detto requisito (12 mesi per la c.d. finestra mobile prevista dalla legge 122/2010 - vds n. 2/2011 di Aeronautica - più un mese di ulteriore posticipo). Chi maturerà gli stessi requisiti nel 2013 e nel 2014 potrà accedere al pensionamento decorsi rispettivamente 14 mesi e 15 mesi dalla data di conseguimento del diritto a pensione.

Trattamento economico Proroga del blocco delle retribuzioni del personale del pubblico impiego (art. 16, comma 1, lettera b) La norma prevede la proroga (dal 31 dicembre 2013) fino al 31 dicembre 2014 delle vigenti disposizioni che bloccano l’aumento del trattamento economico (già cristallizzato al 31 dicembre 2010) del personale delle pubbliche amministrazioni, ivi compreso il personale militare. Modifica criteri calcolo vacanza contrattuale (art. 16, comma 1, lettera c) La disposizione dispone che dovranno essere riviste le modalità di calcolo relative alla erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per gli anni dal 2015 al 2017. (Riguarda tutto il personale contrattualizzato della pubblica amministrazione, ivi compreso il personale militare).

Manovra finanziaria bis 2011 - 2014 Con decreto legge 138/2011 del 13 agosto 2011 sono state emanate ”Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria” contenenti, tra l’altro, alcune norme che riguardano il trattamento economico e previdenziale del personale comparto sicurezza (Forze armate, Polizia di Stato e Vigili del fuoco) in servizio ed in pensione. Appena il decreto sarà convertito in legge illustreremo i contenuti sui prossimi numeri della rivista.

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l’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA In occasione della riunione autunnale dell’EPAA

L’AAA al Centenario dell’Aeronautica bulgara di Gaetano Battaglia e Vincenzo Baldassarre

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na delegazione del nostro Sodalizio ha partecipato alle celebrazioni del centenario della Bulgarian Air Force (BAF) avvenute sulla base aerea di Krumovo, circa 20 km a sud della cittadina di Plovdiv, il 3 settembre scorso. Il presidente nazionale, gen. Gianbortolo Parisi, si è recato infatti in Bulgaria, accompagnato dal gen. Gaetano Battaglia e dal col. Vincenzo Baldassarre, per effettuare la riunione autunnale dell’EPAA (European Partnership of Air Force Associations) che, come deciso nella riunione primaverile di Torino (v. pag. 28 di Aeronautica n. 6/2011) è stata convocata a Plovdiv proprio in occasione delle celebrazioni del centenario. Con la delegazione italiana erano presenti anche quelle EPAA di Bulgaria, Francia, Germania, Romania, Svizzera e Repubblica Ceca. Dopo aver assistito ad una breve presentazione sulla BAF fatta dal comandante della stessa, magg. gen Costantine Popov, i convenuti si sono spostati sulla linea di volo dove hanno assistito, per tutta la giornata, ad una manifestazione aerea. L’Aeronautica bulgara è in fase di ristrutturazione necessaria per tener conto delle limitate risorse finanziarie e della necessità di poter disporre di una forza armata piccola ma efficace e flessibile, in grado di far fronte non solo a compiti militari ma anche a necessità della comunità civile. Uno degli strumenti che consentirà al comandante Popov di poter operare efficacemente è il passaggio della responsabilità del bilancio dal ministro della Difesa ai singoli comandanti di Forza Armata. La ristrutturazione prevede il passaggio dalle attuali

L’esibizione del MiG-29 russo

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cinque basi principali a due basi principali e due basi operative avanzate. Inoltre, la BAF, che attualmente conta su un parco velivoli di circa 180 macchine di vario tipo e di varia costruzione (russa, ceka, statunitense, italiana, ecc.) continuerà ad operare per rendere la propria linea volo più efficiente e moderna. Proprio nel corso dell’Air Show, il vice ministro della Difesa bulgaro, Valentin Radev, ha siglato un’intesa con l’industria russa Mikoyan-Gurevich (MiG) per la manutenzione della flotta dei 16 MiG-29 Fulcrum e dei quattro addestratori MiG-29UB. La BAF che ha ammodernato la componente trasporti con due C-27J acquistati da Alenia Aeronautica, è alla ricerca di un moderno caccia di quarta generazione per sostituire la flotta di MiG-21. L’Air Show ha visto l’esibizione di numerosi elicotteri e velivoli bulgari e di altre nazionalità che si sono succeduti nel corso delle assolate e calde giornate di sabato e domenica. Tra le tante sortite di volo che hanno visto le esibizioni di elicotteri, paracadutisti e velivoli di vario tipo, sia bulgari che stranieri, da evidenziare le esibizioni di un Eurofighter dell’Aeronautica tedesca, di un MiG-29 russo colorato con una particolare ed appariscente livrea rossa, bianca e blu, uno Jas Gripen 39 svedese, la pattuglia acrobatica svizzera su nove velivoli PC-9 Pilatus ed una pattuglia civile rumena di cinque velivoli. Particolare entusiasmo ha suscitato l’esibizione del MiG-29 russo che ha effettuato alcune difficili ed entusiasmanti manovre, tra cui la vite rovescia e il “morso del Cobra”. Erano presenti, solo in mostra statica, anche due Eurofighter del 36° Stormo di Gioia del Colle. Alla manifestazione, denominata Festival aeronautico di Plovdiv, erano presenti molte migliaia di spettatori. La riunione EPAA La riunione dei presidenti delle Associazioni dell’EPAA è stata preceduta dal briefing del comandante dell’Aeronautica bulgara. Il gen. Parisi, presidente di turno dell’EPAA per il 2011-2012, prima di proseguire con gli argomenti previsti dall’agenda ha voluto esprimere il più vivo ringraziamento a nome dell’EPAA al comandante dell’Aeronautica Bulgara magg. gen. Popov ed ai membri dell’Associazione bulgara, ten. gen. Georgev e Mr Stavrev, per l’ottima organizzazione e la squisita ospitalità. Il rappresentante della Germania magg. gen. Graber ha presentato la nuova struttura dell’associazione tedesca che vede un nuovo Consiglio direttivo con la partecipa-

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RINNOVO CARICHE Presidenza regionale del Friuli Venezia Giulia Il 25 luglio l’assemblea straordinaria delle sezioni del Friuli Venezia Giulia ha eletto quale presidente regionale AAA il col. Rino Romano, attuale presidente della sezione di Monfalcone.

Giovinazzo Il lgt. Raffaele Turturro è stato nominato capo nucleo di Giovinazzo, sodalizio dipendente dalla sezione di Modugno.

Trapani

Un momento della riunione EPAA

zione di personale del mondo politico, industriale e aeronautico. In merito al seminario EPAA da effettuare in Italia nell’autunno 2012, la presidenza italiana ha presentato tre proposte predisposte dal CESMA su argomenti tecnicoscientifici di interesse. Il primo, intitolato “Cybersecurity”, che intende fare un punto di situazione sulle azioni europee, ed in particolare delle Forze Aeree dei paesi EPAA, per fronteggiare la minaccia cybernetica; il secondo riguarda la situazione nel settore degli Unmanned Air System (UAS) per quanto concerne lo sviluppo della normativa per operare in spazi aerei non segregati e la situazione nei vari paesi EPAA; il terzo riguarda il futuro dell’Ala Rotante alla luce dei requisiti futuri. I componenti EPAA valuteranno le proposte ed eventualmente ne proporranno delle altre per procedere poi alla scelta dell’argomento specifico da parte di un apposito gruppo di lavoro. E’ stato, comunque, deciso che tutti i seminari EPAA avranno il titolo del primo di essi, “Air Forces & Europe: Upcoming Challenges”, effettuato a Parigi il 10 ottobre 2008. Il sottotitolo indicherà l’argomento specifico che si intenderà trattare. Si è poi discusso sulle modalità da attuare nel prossimo futuro per consentire una maggiore flessibilità e capacità operativa all’EPAA: si è deciso di studiare alcune modifiche allo Statuto ed al relativo Regolamento di attuazione. La riunione si è conclusa fissando il prossimo appuntamento per la primavera 2012 a Roma.

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Presidente onorario: aiut. Vincenzo Reina; presidente: col. pil. Guido Tartamella; vice presidenti: aiutanti Enrico Totano e Giovanni Saverino; segretario: aiut. Giovanni Di Mercurio; tesoriere: aiut. Matteo Lazzara; consiglieri: lgt. Filippo Cannizzo, m.llo 1ª cl. Sergio D’Amico, aiut. Augusto Onorati e aiut. Natale Lagumina; rappresentante dei soci aggregati: sig.ra Rosalba Gregorio; capo nucleo di Alcamo: aiut. Salvatore Mulé.

Trino Presidente: Carlo Mezzano; vice presidenti: Ermanno Cattaneo e Remo Rondano; segretario: Antonio Ogliara; tesoriere: Alan Ardissimo; consiglieri: Enrico Michelone, Luigi Piccolo e Romano Valle; rappresentante dei soci aggregati: Pier Felice Allorio.

Varese Presidente: Annibale Cattagnoli; vice presidenti: Lucio Della Torre e Angelo Uboldi (anche segretario); consiglieri: Severino Daverio, Mario Fava, Aldo Madaschi e Sergio Panosetti; rappresentante dei soci aggregati: Paolo Perrucci.

NUOVI INDIRIZZI Rimini La sezione ha ora il seguente indirizzo: C/O Villaggio Azzurro – Via Marecchiese,140 – 47922 Rimini, telef. 0541 719227, e.mail: assoaeronautica.rn@virgotel.it

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Caro amico, dove sei? l socio Luigi Dicintio del nucleo di Noicattaro, nel 47° anniversario dell’arruolamento del 2° contingente della classe 1943, gradirebbe trovare i commilitoni che, dal 13 giugno al 15 luglio 1964 erano con lui al CAR del 46° Reggimento Fanteria Reggio CAR Palermo alla Caserma “Ciro Scianna” nella 11ª Compagnia, 1° Plotone, 4ª Riga. Contattare Luigi Dicintio, capo nucleo AAA di Noicattaro, Via Carlo Pisacane 4, 70016 Noicattaro (Bari). telef, 080 4793033, cell. 392 7212802.

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Allo scopo di organizzare una eventuale “rimpatriata”, il socio Franco Venturini del nucleo di Noventa Vicentina desidera contattare i commilitoni che hanno fraquentato con lui il 24° corso Aiuto Operatori Telex a Caserta dal 10 maggio al 6 luglio 1966 ed in particolare coloro che sono stati poi destinati alla R.I.V. di Campino. Contattarlo allo 041/5442108.

APPELLI E RICERCHE Alla ricerca di soci “radioamatori” Il socio 1° m.llo Aldo Trabucchi della sezione di Ciampino, insieme ad altri colleghi, ha costituito, con l’autorizzazione del 5° Ufficio dello SMA, il Gruppo Radioamatori Aeronautica Militare Italiana (GRAMI) ed è alla ricerca di altri “radioamatori” iscritti al nostro sodalizio. Quanti sono interessati ad aderire al GRAMI – sul quale possono essere assunte informazioni accedendo al sito web http://radioamatoriam.jimdo.com/ - sono invitati a contattare il presidente del Gruppo, 1° m.llo Aldo Trabucchi, Via M. Pantaleoni n.12, 00044 Frascati (Roma), tel. 06 9425486, cell. 3471518040.

Per notizie sull’incidente di un Ro.37bis a Maiocca di Codogno nel 1940? Il lettore piacentino Daniele Gatti sta cercando documentazione, fotografie e notizie sull’incidente di volo che il 16 settembre 1940 coinvolse un Ro.37bis precipitato in località Maiocca – Comune di Codogno (Lodi) con la morte del pilota, serg. magg. Gino Polezzi da Cortona, e del cap. osservatore dell’Esercito Vittorio Sforzini da Macerata anche tramite i loro parenti o amici ancora viventi. Quanti possono aiutare il lettore Gatti nelle sue ricerche sono pregati di contattarlo all’indirizzo e.mail danielegatti@alice.it o al cellulare 331.6013966.

Chi ha le foto dei primi comandanti del 13° Stormo BT a San Damiano? Il socio Luigi Buratti della sezione di Piacenza sta raccogliendo documentazioni sull’aeroporto piacentino “Gaetano Mazza” di San Damiano, già sede del 13° Stormo da bombardamento terrestre nel periodo 19391941. In tale ambito sta cercando le fotografie dei primi comandanti di tale reparto che erano: col. pil. Arturo Giordano, nato a Caserta il 27 aprile 1895, comandante del 13° a S. Damiano (dal marzo 1938 al maggio 1939); col. pil. Carlo De Cappa, nato a Campobasso il 5 maggio 1896 (dal maggio 1939 al febbraio 1941); col. pil. Antonio Pirino, nato a Sassari il 25 luglio 1896 (dal febbraio al luglio 1941). Il socio Buratti – nella speranza che tra i lettori di Aeronautica vi siano familiari o parenti di amici dei tre comandanti citati in possesso di loro fotografie – prega quanti siano in grado di aiutarlo nella ricerca di contattarlo ai seguenti recapiti: Luigi Buratti, Via XX Settembre n. 45 – 29017 Fiorenzuola d’Arda (PC), tel.0523 982646, cell. 338 7136037, email: cburatti@ilibero.it

Per documentazione su due aviatori di Afragola La sezione AAA di Afragola intende onorare gli scomparsi piloti militari afragolesi aiutante di battaglia Biagio Castiello e sergente Augusto Sassolino, entrambi decorati di medaglia d’argento al Valor Militare, e, a tale scopo, è alla ricerca di materiale cartaceo e fotografico riguardante la vita e la carriera militare di tali valorosi aviatori. Quanti sono in possesso di notizie in merito sono vivamente pregati di inviarle alla sezione interessata il cui indirizzo e-mail è : aeronautica.afragola@libero.it

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( AV V E N I M E N T I L I E T I ( PROMOZIONI A tenente colonnello - Antonio Bertolini (sezione di Vallo di Diano). A maggiore - Federico Stella (nucleo di Alto Astico e Posina). A 1° maresciallo - Damiano Cosimo Diaferio Azzellino (sezione di Canosa di Puglia); - Crescenzo Fatigati (sezione di Chioggia); - Amedeo Rizzo (sezione di Maglie). CONFERIMENTO ONORIFICENZE OMRI A cavaliere - 1° m.llo Antonio Liuni (sezione di Canosa di Puglia); - ten. col. Salvatore Sperti (sezione di Maglie). MEDAGLIA MAURIZIANA - lgt. Rocco Perrone (sezione di Spongano). NOMINE A SOCIO BENEMERITO - 1° m.llo Angelo Ascone (sezione di Cassino); - aiut. Angelo Cicconi e aiut. Giovanni Menon (sezone di Vicenza). SOCI CHE SI FANNO ONORE - I soci 1° m.llo Giuseppe Bisignano e m.llo 1ª cl. Domenico Pica della sezione di Vallo di Diano hanno ricevuto l’attestato di pubblica benemerenza dal Dipartimento della protezione civile. - Il socio 1° cap. Francesco Pariset della sezione di Roma ha frequentato il XXXI Corso Nazionale di Formazione Istruttori di Diritto Internazionale Umanitario conseguendo la qualifica di Istruttore D.I.U. della Croce Rossa Italiana. - I soci Giancarlo Bianchini e Vincenzo De Rosa

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del nucleo di Codroipo sono stati eletti rispettivamente assessore e consigliere del comune di quella cittadina. - Il socio av. Gustavo Ravera della sezione di Albenga è stato nominato presidente dell’UNI 3 – Università della terza età di quella città. - Il socio col. pil. Renzo Scarso, capo del nucleo di San Daniele del Friuli, è stato eletto vice sindaco di quel comune. - Il socio gen. brig. Elia Rubino, presidente della sezione di Caserta, è stato nominato delegato regionale per la Campania dell’Associazione nazionale “Nastro Verde” tra i decorati di Medaglia Mauriziana. - Il socio aiut. Raffaele Cappabianca della sezione di S. Maria Capua Vetere è stato eletto consigliere di quel comune.

del socio lgt. Pasquale (sezione di Manfredonia). In ingegneria elettronica - Francesco Papale, figlio del socio m.llo sc. Antonio (sezione di Santa Maria Capua Vetere). In legge, specializzazione notarile - Vito Rocco Dellerba figlio del socio Giuseppe (sezione di Montréal). In lettere e filosofia - Valeria Nerone, figlia del socio Emilio (sezione di Santa Maria Capua Vetere). In management e comunicazione d’impresa - socio cap. Angelo Mattei (sezione di Campi Salentina); - socio m.llo 1ª cl. Pietro Romano (nucleo di Martellago).

LAUREE In architettura - David Varone, figlio del socio m.llo Antonio (sezione di Latina).

In medicina e chirurgia - Claudia Basile, figlia della socia Teresa Lauro (sezione di Cassino); - Fabrizio Tufano, figlio del socio m.llo Aldo (sezione di Latina).

In biotecnologie farmaceutiche - Luca Di Renzo, figlio del socio Berardino (sezione di Latina).

In medicina veterinaria - Sabrina Scaramazza, figlia del socio Luciano (sezione di Gioia del Colle).

In economia aziendale - Cosimo Orlandino, figlio del socio Antonio (sezione di Ostuni).

In ottica e optometria - Elisa Attanasi, figlia del socio aiut. Giuseppe (sezione di Soleto).

In European bachelor of sciente in design - Irene Pecchenino, figlia del socio m.llo sc. Luigi (sezione di Mondovì).

In scienze delle comunicazioni - socio ten. col. Aldo Di Fiore (sezione di Spongano); - Andrea Mastrofrancesco, figlio del socio 1° av. Cataldo (sezione di Frosinone). In scienze motorie - Felice Giglio figlio del socio aiut. Francesco (nucleo di S. Donà di Piave).

In farmacia - Miriam Chionna, figlia dei soci Domenico e Vita (sezione di San Vito dei Normanni). In giurisprudenza - Nicola D’Apolito, figlio

NOZZE D’ORO Le hanno felicemente festeggiate: - il socio cap. (to) Ottavio Afflisio con la signora Giulia (sezione di Rimini); - il socio Alfonso Bais con la signora Erta (nucleo di Cervignano). - il socio Alfredo Borzi con la signora Lina (sezione di Ghedi); - il socio Mariano Concato con la signora Lucia (sezione di Campoformido); - il socio m.llo Luigi Di Rollo con la signora Rosa (sezione di Cassino); - il socio Carlo Geminiani con la signora Liana (sezione di Novi Ligure); - il socio Augusto Gentile con la socia signora Anna (sezione di Cassino); - il presidente di sezione m.llo Pompeo Giottoli con la signora Francesca (sezione di Salò); - il socio m.llo sc. Luigi Intragna con la signora Angela (sezione di Ladispoli-Cerveteri); - il socio Dino Scarpini con la signora Aviana (sezione di Campoformido); - il socio av. Pier Giorgio Turci con la signora Anna Maria (sezione di Rimini). NOZZE Si sono uniti in matrimonio: - il socio Giulio Bernardini e la signorina Letizia Cianciolo (sezione di Parma); - il socio av. capo Crescenzo Calabrese e la signorina Cinzia Vitolo (sezione di Sarno); - il socio 1° av. capo Peppe D’Antoni e la signorina Stefania Agnello (sezione di Vizzini); - il socio 1° m.llo Paolo Iocolano e la signorina Stefania De Luca (sezione di Vizzini); - il socio Salvatore Lazoi e la signorina Laura Colaci (sezione di San Cesario di Lecce).

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CULLE - la socia Cristina Maci e il consorte Roberto Ingrosso annunciano la nascita di Giulia (sezione di Campi Salentina). - Il socio Claudio Cescutti e la signora Paola annunciano la nascita del secondogenito Lorenzo (sezione di Campoformido). - Il socio col. pil. Andrea Amadori e la signora Giulia annunciano la nascita della primogenita Vittoria (nucleo di Postioma). - Il socio Francesco Dalla Zanna e la signora Denise annunciano la nascita

del primogenito Kevin (nucleo di Postioma). - Il socio Fabio Sangermani e la signora Sara annunciano la nascita di Camilla (nucleo di Robbio Lomellina). - il socio m.llo Gianvito Poto e la signora Manuela annunciano la nascita della primogenita Amanda (sezione di San Cesario di Lecce). - il socio av. sc. Ivano De Siena e la signora Mirella Nuzzo annunciano la nascita di Giuseppe (sezione di Spongano) - il socio Leonardo Betti e

la signora Elena annunciano la nascita della primogenita Viola (sezione di Viareggio). IL SOCIO CLAUDIO CERA È STATO ORDINATO SACERDOTE L’11 settembre, a Tuili (Medio Campidano) il socio lgt. Claudio Cera della sezione di San Gavino Monreale è stato ordinato sacerdote nel corso di una solenne cerimonia che - presieduta dal vescovo di Ales-Terralba mons. Giovanni Dettori – ha visto anche la affettuosa

partecipazione, con Labaro, di una nutrita rappresentanza di commilitoni di questo aviatore che dopo un lungo servizio nell’Arma Azzurra e una apprezzata appartenenza all’AAA ha lasciato ora l’uniforme sociale per vestire, seguendo una vocazione da tempo sentita, l’abito talare. A don Claudio Cera, che il giorno successivo ha celebrato la sua prima messa solenne, l’augurio più sincero per ogni più ampia soddisfazione nella sua nuova, alta missione pastorale.

SEZIONI E NUCLEI LOMBARDIA

FRIULI-VENEZIA GIULIA

“Piccole ali sul lago”

Campoformido

Il 27 e 28 agosto ha avuto luogo a Biandronno, sul lago di Varese, il 17° Idromeeting internazionale “Piccole ali sul lago” dedicato alle esibizioni in volo libero e vincolato di aeromodelli di idrovolanti. La manifestazione - che si è svolta con il patrocinio dell’Aero Club Varese, del-

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la sezione AAA di Gallarate e del Comune e della Pro Loco di Biandronno – ha visto la presenza di un folto pubblico che ha seguito con entusiasmo i voli degli aeromodelli tra i quali le perfette riproduzioni in scala di famosi idrocorsa.

Il 12 luglio, a cura della locale sezione AAA, si è svolta presso la Base Logistica dell’aeroporto di Campoformido una cerimonia commemorativa in ricordo dei Caduti del 63° Gruppo O.A. Dopo la S. Messa celebrata nella cappella della Base dal Cappellano Militare del 2° Stormo don Albino

D’Orlando, è stata deposta una corona d’alloro presso la lapide dedicata ai Caduti di quel reparto. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il comandante del 2° Stormo col. pil. Enrico Frasson, Il presidente della sezione di Campoformido m.llo Antonio Petrucci e una folta rappresentanza di soci.

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EMILIA ROMAGNA Lugo di Romagna La sezione ha ricordato, presso il monumento eretto nella città e al Sacello di Nervesa della Battaglia,

il 93° anniversario della morte dell’Eroe Francesco Baracca.

TOSCANA

pellano militare dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) di Firenze, sono stati scoperti la scultura di una “bambina”, affiancata da due eliche, e “l’albero del volo”. La scultura è dorata per ricordare le 13 medaglie d’oro al V.M. (Kindu) e le quattro medaglie d’oro al Merito Civile (Torsoli) ed ha i capelli al vento mosse dal flusso delle eliche in direzione dell’“albero del volo”, che rappresenta la richiesta di soccorso del bosco all’uomo, per preservarlo dal pericolo del fuoco.

Presenti alla cerimonia – che ha compreso la sfilata dei partecipanti preceduta dal Corteo storico di Signa e dalla Fanfara dell a 1ª Regi one Aerea – i sindaci di Signa e di Greve i n Chi anti, Alberto Cristianini e Alberto Bencistà con i rispettivi Gonfaloni, il gen. SA Valtero Pomponi, presidente del Cub 46, il col. pil. Michel e Mamb el l i in rappresentanza della 46ª BA, le rappresentanze di varie A s s oci azi oni d’arma e combattentistiche e numerosi cittadini.

Ripristinati a Signa i “Giardini dei Caduti del Congo e di Torsoli” Su iniziativa del socio col. Vito Gentile e con la collaborazione, tra gli altri, del comune di Signa, della sezione AAA di Firenze e del Club 46 della 46ª Brigata Aerea, il 10 luglio ha avuto luogo al Villaggio Scolastico Artigiano di Signa una cerimonia in ricordo degli aviatori caduti nell’eccidio di Kindu dell’11 novembre 1961, di quello deceduto in Congo in un incidente di volo avvenuto sei giorni dopo l’eccidio e dei quattro deceduti nell’incidente del 10 luglio 1982 a Torsoli dove perse la vita l’equipaggio di un

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G.222 impegnato in un’operazione antincendio. Nell’occasione sono stati ripristinati i “Giardini del Congo e di Torsoli” dove diciotto cipressi piantati a suo tempo ricordano nuovamente, con relative targhe nominative, gli aviatori periti negli eventi di cui sopra, giardini che furono abbandonati nel 1993 dopo la chiusura del Villaggio sopracitato e che ora si chiamano “I giardini dei Caduti del Congo e di Torsoli”. Insieme al ripristino del luogo, benedetto dal cap-

Viareggio Iniziativa per il monumento “La velocità” Gli aviatori della Versilia hanno dato incarico al socio Renzo Maggi - noto artista già autore del Monumento all’Aviatore eretto sulla Passeggaiata a Mare di Viareggio e che ha ottenuto un grande successo nella sua recente esposizione di disegni e sculture nella Galleria “La Meridiana” della città d’arte di Pietrasanta – di

realizzare un’opera statuaria di rilevanti dimensioni avente come tema “La Velocità”. La relativa inaugurazione, di cui questo giornale darà doverosa notizia a evento avvenuto, è prevista nella prossima primavera sul piazzale antistante il teatro - arena “Giacomo Puccini” di Torre del Lago.

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MARCHE Loreto Concerto della Fanfara della 1ª Regione Aerea Il 24 luglio, ha avuto luogo il concerto della Fanfara della 1ª Regione Aerea che la sezione, presieduta dal gen. Sergio Grisolia, ha organizzato in collaborazione con la locale amministrazione Comunale. La Fanfara, diretta dal 1° m.llo Antonio Macciomei, ha eseguito con la consueta bravura un programma comprendente brani operistici e moderni nonché

musiche risalenti al Risorgimento italiano che sono stati lungamente applauditi da un numeroso pubblico tra il quale erano anche l’arcivescovo di Loreto, Mons. Giovanni Tonucci, il vice sindaco Paolo Casali, il comandante della Scuola lingue estere AM col. Angelo Balestrino e altre autorità civili e militari del luogo.

hanno partecipato numerose autorità civili e militari, è stata aperta dal rito religioso, seguito da un corteo lungo le vie cittadine che, preceduto dal locale Gruppo bandistico, dal Gonfalone della città, da numerosi Labari di Associazioni d’arma e combattentistiche e da una rappresentanza del 72° Stormo, ha raggiunto il Monumento “Caduti dell’Aria” dove è stata deposta una corona d’alloro. La cerimonia è stata conclusa dagli interventi del presidente della sezione, col.

Giorgio Rea, del presidente regionale AAA m.llo sc. Orfeo Furzi e del sindaco Bruno Vano e dalla consegna di una targa ricordo ai familiari dei Caduti. Nell’occasione la Sezione ha inaugurato una mostra a carattere aeronautico, dove oltre ad oggetti e foto appartenuti ai due commemorati, sono stati esposti documenti storici, cimeli e una collezione di aeromodelli rappresentativa di tutti i velivoli in dotazione alla nostra Forza Armata dalla sua costituzione fino ad oggi.

Zagarolo

LAZIO Arpino Commemorati due aviatori arpinati nel Cinquantenario della loro scomparsa Il 30 agosto la sezione ha commemorato il 50° anniversario della scomparsa degli aviatori s.ten. pil. Mauro Venturini del 313° Gruppo, avvenuta a Rivolto con un F-86E durante

un’esercitazione da solista, e del 1° av. mont. Italo Quadrini della 46ª AB, avvenuta a Luluabourg durante una missione ONU con un C-119G. La cerimonia, alla quale

Commemorati i soci Patriarca e Fuda deceduti per incidente di volo Il 17 luglio, nel primo anniversario della loro scomparsa, la sezione ha commemorato i soci m.llo Antonio Patriarca, all’epoca presidente di quel sodalizio, e il cap. Stefano Fuda deceduti in un incidente di volo. Alla cerimonia, che ha visto la celebrazione di un rito religioso officiato all’aperto da mons. Giovanni Verginelli davanti al Monumento all’aviatore erano presenti, tra gli al-

tri, il sindaco Giovanni Paniccia, il presidente nazionale dell’AAA gen. Gianbortolo Parisi, varie autorità civili locali, numerose rappresentanze con labari delle sezioni AAA del Lazio e molti amici ed estimatori dei due commemorati le cui figure sono state ricordate negli interventi con i quali il presidente di sezione col. Massimo Cosi, il sindaco Paniccia e il gen. Parisi hanno concluso la segue

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cerimonia stessa mentre tre velivoli della Fly Roma sorvolavano il luogo. Successivamente i parteci-

panti si sono recati al cimitero dove hanno deposto un omaggio floreale sulle tombe dei due scomparsi.

il sindaco di Melfi Livio Valvano, alcuni membri della giunta comunale e il presidente regionale AAA gen. Giuseppe Genghi. La giornata si è conclusa con lo scambio di crest alle autorità, medaglie ricordo ai

partecipanti e un arrivederci all’anno prossimo per la seconda edizione con la medesima formula, prima in mostra statica presso la sede associativa e poi sul campo in volo.

PUGLIA Bari Intitolato al cap. pil. MOVA Umberto Oriolo il “meeting nazionale città di Bari” di atletica leggera

BASILICATA Melfi Il 10 luglio ha avuto luogo nello stadio comunale la prima edizione di Airmodelshow, la manifestazione di aerodellismo con la presenza dei campioni italiani delle due specialità, aereo ed elicottero, che si sono esibiti assieme ai soci radio modellisti della sezione e ai radio modelli-

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sti dell’associazione intitolata a Mario de Bernardi del circondario e di San Severo (Foggia). Ad ammirare le evoluzioni dei vari modelli oltre ad un folto pubblico, tra cui molti ragazzi che hanno avuto la possibilità di provare il volo radiocomandato con il doppio comando,

La sezione, d’intesa con la presidenza regionale FIDAL, ha ottenuto che da quest’anno il Meeting Nazionale Città di Bari di atletica leggera, fosse permanentemente intitolato al compianto “Cap. Pil. Umberto Oriolo, Medaglia d’Oro al Valor Civile”. L’evento sportivo, che con il sostegno del comandante delle Scuole AM-3ª Regione Aerea, gen. SA Pasquale Preziosa, ha avuto luogo il 14 luglio con la partecipazione di ben 350 iscritti alle varie specialità in gara tra cui una qualificata rappresentanza di atleti del Gruppo Sportivo AM

Prima delle gare, nel corso di una breve cerimonia, è stato commemorato l’eroico ufficiale istruttore che il 16 giugno 1994 mentre era in volo con l’allievo Paolo Ceccato rinunciava ad abbandonare il proprio velivolo in emergenza evitando che lo stesso cadesse su un centro abitato. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, i genitori dei due piloti, il citato comandante delle Scuole AM-3ª RA, molte autorità civili e sportive locali e le rappresentanze con labari di varie sezioni AAA della Puglia.

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SEZIONI E NUCLEI

VISITE DI AGGIORNAMENTO TECNICO E G I T E T U R I S T I C O - C U LT U R A L I

Albenga in località varie della Sicilia

Alto Garda e Cavedine alla “Base Tuono” a Passo Coe di Folgaria

Foligno e Cannara a Venezia

Gaiarine a Salò e al Vittoriale degli italiani

Ivrea e Canavese alla 46a Brigata Aerea

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Parma al terminale marino della rete NIPS NATO a La Spezia

Perugia a nave Cavour nel porto di La Spezia

Reggio Emilia al Centro Aeronautica Militare di Montagna (CAMM) di Monte Cimone Tarcento al 3° Stormo O.S.

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HANNO CHIUSO LE ALI Roberto “Fiorellino” Crespi Il 17 agosto è deceduto a Varese il gen. DA Roberto Crespi. Nato nel 1918 e divenuto sottotenente pilota di complemento, aveva poi prestato servizio in vari reparti distinguendosi in particolare nel secondo conflitto mondiale come aerosiluratore su S.79 meritando una medaglia d’argento al valor militare, tre croci al merito di guerra e una promozione per meriti di guerra. Era affettuosamente conosciuto con il soprannome di “Fiorellino” con cui aveva battezzato il bombardiere Martin M.187 Baltimore sul quale aveva combattuto durante la guerra di liberazione. Successivamente aveva comandato l’8° Gruppo della 2ª Aerobrigata, era stato vice comandante della 6ª Aerobrigata e comandante del reparto volo della 1ª Regione Aerea. Dopo il congedo dalla Forza Armata era divenuto capo del servizio di assistenza tecnica della Macchi e socio della sezione AAA varesina della quale aveva retto la presidenza con entusiasmo e dedizione dal 1981 al 1989. Aveva recentemente pubblicato il libro di ricordi “Il Gobbo maledetto ed il Baltimore”.

- m.llo arm. Giancarlo Sandroni (sezione di Arezzo); - Lorenzo Gabriele (sezione di Arpino); - Michele Tossani (sezione di Bologna); - Vittorino Carmagnani, socio fondatore e benemerito (sezione di Bovolone); - Avelino Marcato (nucleo di Bussolengo); - m.llo sc. Renato Faustino, m.llo sc. Aniello Mazza (sezione di Brescia); - m.llo sc. Gianni Milani, 1° m.llo Giuseppe Tronu (sezione di Cagliari); - Nadir Voltolina (sezione di Camisano Vicentino); - m.llo 2ª cl. pil. Vittorio Gobbo (sezione di Campoformido); - Giuseppe Mercandelli (sezione di Casale Monferrato); - Francesco Petrillo (sezione di Cassino); - av. Agatino Fobert (sezione di Catania); - av. sc. Enrico Colaci, atleta del Centro sportivo AM di Vigna di Valle (sezione di Cavallino); - Romano Amadori, m.llo 1ª cl. Giannino Montagnani (sezione di Cesena); - Giancarlo Molteni (sezione di Como); - av. VAM Luigi Scappini (nucleo di Dorno Lombardia); - sig.ra Maria Vittoria Polacci (nucleo di Forte dei Marmi); - m.llo sc. Comingio Finoia (sezione di Frosinone); - Aldo Capparoni (sezione di Gorizia); - m.llo sc. Ercole Fulcheri, m.llo Ferruccio Maionchi (sezione di Grosseto); - Antonio Mancarella, socio benemerito, sig.ra Alfonsina Prospero, m.llo sc. Alberto Teglia (sezione di Guidonia); - av. Raffaele Bettoli (sezione di Lanciano);

- m.llo sc. Pasquale Sorrentino (sezione di Latina); - m.llo Giovanni Colonna, socio fondatore (sezione di Monteroni); - av. sc. Silvano Menon (sezione di Manzano); - 1° av. Filippo Cavalleri, col. Alessandro Citterio, cap. Bruno Martinetti (sezione di Milano) - Aldo Clerico (sezione di Mondovì); - m.llo 1ª cl. Sergio Fioravanti (sezione di Mortara); - geom. capo Vito Calò (sezione di Napoli); - m.llo Ottavio Melpignano, socio fondatore (sezione di Ostuni); - Lelio Gambarelli, rappresentante soci aggregati, av. Emilio Correggi (sezione di Reggio Emilia); - col. Angiolo Tesei (sezione di Roma); - sig.ra Lucia Guerini (nucleo di Romano di Lombardia); - av. sc. Angelo Buffolo (sezione di Sacile); - m.llo sc. Antonio Ragosta (sezione di Sarno); - av. sc. Antonio Alpini, ten. pil. Olindo Santilli (sezione di Terni); - ten. Riccardo Bartolini, capo nucleo (nucleo di Valdarno Superiore); - Piero Ciocchetti (nucleo di Valle Elvo); - av. sc. Creminio De Anna (nucleo di Valvasone); - Guido Ruschetta, vice presidente di sezione (sezione di Verbania). - ten. Renato Bastianelli, socio fondatore e benemerito, Elio Ceragioli, socio fondatore (sezione di Viareggio); - col. Fausto Savini (sezione di Vicenza); - Antonio Bontempi, Primo Zanoni (nucleo di Vobarno).

Il presidente nazionale dell’A.A.A., ricordando le elette virtù di questi commilitoni che ci hanno lasciato, a nome proprio e di tutti i soci esprime ai familiari degli scomparsi il più sentito cordoglio.

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Libri a cura di Gregory Alegi Eugène Bellet, Breguet XIV. Des tranchées à l’Aéropostale. Toulouse, Editions Privat, 2011. Cm 30,5 x 24,5, pp. 144. Euro 32,00.

Il Breguet XIV è uno degli aerei più importanti in assoluto nella storia dell’aviazione, prodotto in 8.000 esemplari dal 1916 al 1926 ed esportato in decine di paesi, compresa, sia pure in piccolo numero, l’Italia. A questa longevità contribuì anche l’impiego su vasta scala dell’alluminio, sia pure per strutture ancora a traliccio. Nel dopoguerra la robustezza ed ampia disponibilità del Breguet XIV ne fecero il cavallo di battaglia delle prime compagnie aeree francesi, compresa la mitica Aéropostale di Mermoz e Saint-Exupery. Proprio questa epopea ha portato Bellet a concepire nel 1992 l’idea di costruirne uno e ripercorrervi la rotta postale da Tolosa fino a Cap Juby, in Marocco. Il libro racconta questo volo (avvenuto nel 2010, ben 17 anni dopo), la costruzione (8.000 ore di lavoro, primo decollo nel 2003) e per ultima la storia del tipo. Il formato ad album valorizza le evocative immagini a colori del raid e quelle in bianco/nero d’archivio. Il racconto dell’avventura è in francese, ma il suo senso è universale. Per chi vorrebbe veder rivolare uno SVA fino a Tokio o un S.55 fino a New York questo libro è più che indispensabile: è una lezione.

Disponibile presso Editions Privat (10 rue des Arts, 31080 Tolosa Cedex 6, Francia; www.editions-privat.com)

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Giancarlo Silva, Piccole storie di grandi aeroplani. Roma, in proprio, 2011. Cm 14 x 21, pp. 256. Fuori commercio.

Tanto privato da non essere neppure messo in vendita, eppure immediatamente comprensibile a chiunque ami il volo. Si può riassumere così il libro di Giancarlo Silva, ingegnere, pilota di complemento, volovelista (e come tale campione d’Italia), pilota di linea (con Alisarda e Alitalia) e infine sui Canadair antincendio della Protezione Civile. Dal biplano Stampe al caccia F-86E, dal monomotore a elica AL.60 al bireattore DC-9 il racconto si snoda tra piccoli episodi legati da passione e irrequietezza, con frequenti cambiamenti di luogo, compagnia aerea, vita. Ci si imbatte così nel volo sportivo in Francia, nella vita al 4° Stormo (resa “principesca” grazie alla presenza dell’attendente), nella traversata dell’Africa, nella nascita di Alisarda, nel passaggio di gestione del servizio antincendio ed in tante altre schegge di una vita intensa. Ad aiutare Silva, in un momento difficile, a raccoglierle in un volume in piccola tiratura destinato a lasciare un ricordo ai nipotini è stato Giannetto Valli, al quale l’autore non lesina i ringraziamenti. Il risultato è molto personale ma, per molti aspetti, universale.

Disponibile presso l’autore (Viale delle Accademie 79, 00147 Roma; silvagc@vodafone.it)

Michele Palermo, Le battaglie aeree in Africa settentrionale (NovembreDicembre 1941), Roma, IBN Istituto Bibliografico Napoleone 2011, Cm 17 x 23,5, pp. 352. Euro 24,50.

I combattimenti aerei che ebbero luogo nei cieli dell’Africa settentrionale negli ultimi due mesi del 1941 sono l’oggetto di questo libro che l’autore ha scritto attingendo minuziosamente ai diari storici e ai rapporti ufficiali delle forze aeree dell’Asse e del Commonwealth, soprattutto quelle della South African Air Force, impegnate nelle operazioni che culminarono con la nota “Crusader”. Corredato da 131 fotografie, grafici, tabelle e cartine delle zone interessate ai combattimenti, il volume, con testo in italiano e inglese, riporta dettagliatamente – giorno per giorno – quanto avvenne in quegli scontri arrivando perfino a citare il numero dei colpi sparati da molti piloti dei caccia italiani CR.42, MC 200 e 202 e G.50 partecipanti, spesso insieme ai Me.109 tedeschi, alle missioni condotte contro i bombardieri nemici Maryland, Boston e Blenheim sempre ben scortati dai caccia P.40 e Hurricane. Un’opera, quindi, di particolare interesse per quanti desiderano conoscere numerosi e maggiori dettagli sulle battaglie aeree che nello scorcio di tempo citato ebbero come protagonisti anche tanti nostri valorosi piloti. (SB) Disponibile presso l’editore IBN, Via Mingazzini n. 7, 00161 Roma,telefono 06 4452275, e.mail: ibn@aviolibri.it

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AGOSTO-SETTEMBRE 2011 ANNO LVI

In copertina Gli astronauti col. Roberto Vittori e ing. Paolo Nespoli hanno riportato al capo dello Stato Giorgio Napolitano il Tricolore recato nello spazio. All’evento è dedicato il servizio a pag. 4.

AERONAUTICA Anno di fondazione 1956 Pubblicazione mensile edita dall’Associazione Arma Aeronautica Direttore editoriale GIANBORTOLO PARISI Direttore responsabile SILVANO BRONCHINI Direzione, Redazione, Amministrazione 00192 - Roma, via Marcantonio Colonna, 23 Tel. 06/3215145 - Tel. e Fax 06/3216882 C.F. 80248150585 – Partita IVA n. 10925071002 e-mail: assoaerorivista@libero.it (per il periodico sociale) e-mail:assoaeroamministra@libero.it (per l’amministrazione) www.assoaeronautica.it (per l’Associazione) www.cesmaweb.org (per il Centro Studi Militari Aeronautici) c/c.p. ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA, 310003 c/c. banc. n. 000000136949 Banca Popolare di Lodi Ag. 4 via Pompeo Magno, 25 - 00192 Roma IBAN: IT20 F 05164 03204 000000136949 Realizzazione grafica e stampa Raia srl - 00166 Roma, via G. B. Impallomeni, 66 Tel. 06/6690252 - Fax 06/5599675 - e-mail: a.raia@raiaweb.eu Registr. Tribunale di Roma n. 5315 del 12.7.56 Iscrizione al R.O.C. n. 6972 “Aeronautica” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla L. 7/8/1990, n. 250 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Gli articoli rispecchiano esclusivamente le opinioni degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica riservata. Per le riproduzioni, anche se parziali, dei testi, è fatto obbligo citare la fonte. I testi delle collaborazioni - che si intendono comunque inviati a titolo di liberalità - anche se non pubblicati, non si restituiscono. Chiuso in redazione il 12 settembre 2011.

In IV di copertina La Pattuglia acrobatica francese in volo sui castelli della Loira. (foto internet)

Il periodico sarà inviato in omaggio a “sostenitori” che verseranno almeno una somma annuale di € 21,00; il predetto invio si riferisce al solo territorio nazionale. Per spedizioni all’estero si invita a prendere contatti con l’amministrazione. La quota associativa fissata dal Consiglio Direttivo Nazionale AAA per il 2011 è comprensiva della spedizione in abbonamento postale (pari a € 8,00) del periodico sociale “Aeronautica". ISSN: 0391-7630

Soci aeromodellisti La riproduzione, in scala 1:48 di un SR-71 Blackbird statunitense realizzata dal socio dr. Emilio Villani della sezione di Piacenza.

Gregory Alegi e Alessandro Cornacchini (a cura di), Al Lupo! Al Lupo!, Roma, Aviator/Edizioni Rivista Aeronautica, 2011. Cm 28 x 24, pp. 224. Euro 49,00.

Sin dal titolo, ispirato al grido del 4° Stormo, che non ha mai usato il classico Gheregheghez, i curatori dichiarano l’intento di evitare di fare doppione di Quelli del Cavallino Rampante, l’opera in due volumi di Antonio Duma che ha vinto l’ultima edizione del Premio Letterario AAA. Il nuovo libro è quindi incentrato sul periodo successivo agli anni Sessanta (dove si arrestava Duma, che qui firma la prefazione) e sullo spirito che fece del reparto il Quarto. Così, pur trattando l’intero arco storico del prestigioso reparto, dalla sua nascita a Gorizia fino alle più recenti operazioni in Libia, il libro (al quale hanno collaborato Paolo Varriale, con alcune schede su Baracca, Amedeo d’Aosta e l’insegna del Cavallino, e David Cenciotti, soprattutto per l’ultimo periodo di servizio dell’F104) è una storia dello stormo completa nonostante i limiti di spazio imposti dal bilinguismo italiano/inglese. Al libro hanno contribuito con ricordi e testimonianze anche Ferdinando Sguerri, gregario sinistro della pattuglia acrobatica del 1957, Mario De Paolis, comandante del 9° Gruppo all’introduzione dell’F-104, Silvano Bronchini, direttore di questo giornale e già addetto stampa della 4a Aerobrigata, Uccio Catalanotto, giornalista aeronautico di lungo corso. Molto ricca l’iconografia, particolarmente avvincente per quanto riguarda l’Eurofighter, con vicende di stretta attualità alle quali si rifà il col. Michele Morelli, attuale comandante di Grosseto, nella sua introduzione. (FG) Disponibile presso Aviator Edizioni (via Gianfilippo Usellini 434, 00125 Roma; fax 06 89280466; www.aviatorzone.com)

Marco Mattioli, I falchi di Mussolini, Roma, IBN Istituto Bibliografico Napoleone 2011, Cm 17 x 23,5, pp. 270. Euro 19,00.

Antonio Castellani, May Day! Allarme nei cieli, Roma, IBN Istituto Bibliografico Napoleone 2011, Cm 17 x 24, pp. 287. Euro 23,00.

I reparti da caccia dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana 1943-1945 è il sottotitolo di questo volume che si aggiunge ora alla pubblicistica sui reparti da caccia della Repubblica Sociale Italiana che nel periodo considerato combatterono al Nord per la difesa dei cieli italiani dalle sempre più massicce incursioni alleate. Dopo un esame delle origini dell’ANR il volume riporta, giorno per giorno, i riassunti delle attività del 1° Gruppo caccia “Asso di Bastoni”, del 2° Gruppo caccia e del 3° Gruppo caccia “Francesco Baracca” tratte dai diari storici di tali reparti. Attività che, anche attraverso gli stralci delle relazioni personali di molti piloti, ricordano la composizione delle formazioni in esse impegnate, i tipi dei velivoli impiegati, i combattimenti sostenuti, le vittorie conseguite, le dolorose perdite subite. Il testo, con molte fotografie tratte da numerosi archivi, riporta anche, oltre a varie considerazioni sul comportamento del nostro personale nei confronti dei tedeschi - che, tra l’alto, cercarono senza successo di trasformare l’ANR in una “Legione aerea italiana” alle dipendenze della Luftwaffe con il piano noto come “operazione Phoenix” - le attività dei reparti autonomi dell’ANR stessa. Completano il volume alcune appendici tra le quali l’elenco degli “assi” dei piloti italiani della Regia Aeronautica poi combattenti con l’ANR. (SB)

Il libro di Castellani, docente di discipline aerospaziale presso atenei e consulente tecnico in molte indagini relative a incidenti aerei, ed il cui titolo è costituito dall’appello internazionale di soccorso in fonia, prende in esame 119 di questi casi accaduti nell’aviazione commerciale di tutto il mondo, dai primordi di tale attività ai giorni nostri. Suddivisi secondo le cause che li hanno provocati – ma non mancano riferimenti ad alcuni “misteri” rimasti tali – gli incidenti sono descritti in base alle relative relazioni di inchiesta, relazioni che l’autore ha trattato il più semplicemente possibile rendendo l’opera di facile lettura anche per coloro che non sono addentro alla specifica materia. Avarie ai motori, cedimenti strutturali, collisioni a terra e in volo, effetti ambientali quali ghiaccio, nebbia e vento, cause tecniche, errori umani ed altro ancora sono gli aspetti più significativi dei casi presi in esame e suddivisi in tredici capitoli che comprendono anche alcuni incidenti aerei occorsi a velivoli italiani ed il cui ricordo è ancora vivo, come quello che coinvolse i calciatori del Torino e al quale è dedicata l’immagine nella copertina riproducente una tavola della Domenica del Corriere. Per molti degli incidenti, infine, sono indicati i provvedimenti poi adottati per evitare il loro ripetersi, indicazioni che danno la misura di quanto gli organi competenti hanno fatto per rendere sempre più sicuro il trasporto aereo, divenuto oggi certamente il più diffuso mezzo di collegamento rapido tra i diversi continenti. (SB)

Disponibile presso l’editore IBN, Via Mingazzini n. 7, 00161 Roma,telefono 06 4452275, e.mail: ibn@aviolibri.it

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Direzione, Redazione, Amministrazione - via Marcantonio Colonna, 23 - 00192 Roma

La Pattuglia acrobatica francese in volo sui castelli della Loira.

Anno LVI - N.8-9 AGOSTO-SETTEMBRE 2011 Poste Italiane - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 art. 1 comma 1 del 01/02/2011 - Roma


agosto-settembre 2011  
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