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In Sicilia è in atto uno scontro politico “titanico” basato sul “non detto” per quanto improbabile. La stessa finta battaglia per l’autonomia da Roma presente nel PDL è aperta da tempo nel PD che adesso marcia in ordine sparso con una navigazione a vista che, di fatto, continua a dare “ossigeno” a Lombardo, ma aprendo una serie di contraddizioni veramente devastanti per l’intera sinistra, politica e sociale. Intanto, s’impongono alcuni nodi al pettine delle presunte politiche innovative del Governo regionale sul campo della Sanità dove si è aperto un conflitto tra l’assessore Massimo Russo e i medici, i sindacati e diversi ambienti del PD. Non si può non rilevare, facendo un minimo di memoria, che questi critici dell’ultima ora vorrebbero dare a bere alla gente che la Riforma – poco tempo fa considerata il fiore all’occhiello della parziale collaborazione tra Governo e Opposizione, adesso fa sentire i suoi effetti negativi solo per colpa del cattivo di turno, nella persona dell’assessore Russo, che adesso, come lo accusano, farà pure gli interessi politici di Lombardo, ma che è stato anche considerato dal PD e dal Sindacato un interlocutore affidabile per capacità gestionale e autonomia politica. La domanda è se nei provvedimenti di riforma, anzi nei diverse provvedimenti di riforma sposati nel tempo dall’assessore, erano presenti elementi tecnico-politici per prevedere questi esiti. Se la risposta è positiva, c’è il rischio che tanti oppositori di oggi, forse, possono dimostrare di essere in buona fede, ma giammai di essere stati accorti ed intelligenti. Insomma, rischiano di dimostrarsi gli oppositori, gli innovatori, i legalisti, addirittura i rivoluzionari che tanto piacciono al furbo Lombardo. Sull’altro fronte caldo della Scuola, particolarmente falcidiata in Sicilia dalla cura Germini, il Presidente Lombardo, generosamente accorso a visitare i precari in sciopero della fame, come estrema protesta contro i tagli occupazionali indiscriminati, ha dovuto fare i conti con la rabbia di quanti non credono alla favoletta del Governatore solidale contro un altro cattivo di turno – stavolta il governo nazionale – come se

nali allo stabilimento Italtel di Carini, colpito da una crisi definita dal management, invero senza troppa convinzione, di tipo con-

si potesse tenere impunemente questo ruolo in bilico tra rapporto

giunturale. E’ appena il caso di ricordare che se non si salva-

privilegiato con Berlusconi e atteggiamento autonomistico – pro-

guarderanno urgentemente i livelli tecnologici ed occupazionali

testatario.

dell’Italtel si rischia di fare scomparire definitivamente un seg-

E, se non bastasse, come se la Regione Siciliana non avesse pre-

mento di impresa, ormai più unico che raro in Sicilia, di avan-

cise competenze e, quindi, responsabilità nella gestione della

zato livello tecnologico ad alto valore aggiunto.

Scuola Pubblica regionale. Continuando la via crucis della situa-

Insomma, la posta in palio è drammaticamente alta e i “gioca-

zione socio-economica dell’Isola, si aspetta un autunno caldissimo

tori” sembrano pensare ad altro come se la vicenda li riguar-

dopo l’ormai quasi completata distruzione dell’impresa siciliana,

dasse relativamente, almeno per quanto riguarda gli effetti delle

anche quella di pregio e tecnologicamente avanzata. Tanto per

loro azioni o omissioni.

fare qualche domanda su fatti eclatanti, ma non isolati. Che fine

A tal proposito, viene in mente la storiella dei giocatori d’az-

hanno fatto i provvedimenti strutturali per riavviare una politica in-

zardo estremamente tranquilli al tavolo verde semplicemente

dustriale, da decenni inesistente in Sicilia, riguardante la metal-

per il fatto che qualcuno giocava con soldi falsi e altri con as-

meccanica cantieristica e automobilistica? E che fine hanno fatto

segni scoperti. Ancora una volta ha ragione il caustico Flaiano:

perfino gli interventi tampone come l’attribuzione di progetti regio-

<< la situazione è grave, ma non seria >>.

6settembre2010 asud’europa

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asud'europa anno 4 n.31  

La battaglia dei Fas

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