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2017 15 febbraio 9 anno XXX N° oderna.com www.donnam ELENA E GIULIA SELLA 27 ANNI, ARCHITETTO E DESIGNER DI INTERNI

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DI’ LA TUA

APPUNTI

di Annalisa Monfreda

Chi sono gli odiatori? Ormai lo sappiamo: sono le persone della porta accanto, come la casalinga di Massignano, che scrisse «put… e handicappata» alla Presidente della Camera Laura Boldrini. Sono le star, che per una parola sbagliata si giocano la carriera, ma faticano a trattenersi, come Asia Argento, che sotto una foto di Giorgia Meloni ha commentato: «La schiena lardosa della ricca e svergognata». Sono i paladini di una personale idea di giustizia e moralità, come quelli che chiedevano il carcere per il giovane investitore di Roberta Smargiassi e hanno finito per aizzare il marito vedovo a farsi giustizia da solo, uccidendo il ragazzo. O come quelli che augurano la morte a Giorgia Galassi, sopravvissuta dell’hotel Rigopiano e “colpevole” di aver pubblicato su Facebook scatti della sua vita che ricomincia. Sono addirittura persone impegnate nel sociale, come quelli che, tempo fa, in disaccordo con un mio articolo, provarono a lanciare una campagna d’odio contro di me, piuttosto che aprire un dialogo pacato e civile. Ora che li abbiamo guardati in faccia, capiamo che per disarmare i loro polpastrelli non basta chiedere a Mr. Zuckerberg, capo di Facebook, di aprire un ufficio in Italia, come ha appena fatto la Boldrini, di modo che i contenuti discriminatori e razzisti vengano rimossi davvero tutti (e non solo il 4%, come accade oggi). Non basta neppure “ignorare” tutto questo odio. Tentazione che è venuta persino a Isabella Bossi Fedrigotti, animatrice da 15 anni della community “Così è la vita”, che ha rivelato: «Sarei tentata, a volte, di lasciare il forum chiuso per qualche giorno in attesa che si plachino le polemiche». Invece no: bisogna ribattere punto per punto agli odiatori. Costringerli a incanalare il commento dalla pancia alle zone cerebrali, portarli ad argomentare. Ma anche questo non sarà sufficiente se noi professionisti della comunicazione non rinunceremo al traffico web che ci viene dallo scatenarsi dell’odio, per proporre i temi in maniera più onesta, moderata e responsabile. Di questo si parlerà venerdì e sabato prossimi a Trieste, durante l’evento Parole O_Stili (www.paroleostili.it). Da cui nascerà un manifesto del comunicatore non ostile. Punto di ripartenza fondamentale per tutti noi e di cui vi daremo conto su queste pagine.

La La Land, una favola travisata (attenzione, qui si svela il finale) Parla con me Puoi seguirmi su Twitter e Instagram @A_Monfreda

scrivermi una email annalisa. monfreda@ mondadori.it

e leggere i miei post su donnamoderna. com/news

Sono una donna di 43 anni e ho visto il film La La Land mercoledì. Finale: io che piango e il resto delle persone che sorride ed esce serenamente come dopo aver visto l’ennesimo cinepanettone o film della Disney... Mi pare che pochi abbiano davvero capito il messaggio del film. Nel finale, il sorriso di assenso da parte dei due protagonisti sembra dire: «Abbiamo realizzato i nostri sogni, le nostre passioni ci hanno portato in alto, ora siamo felici, ma in tutto ciò non c’è spazio per l’amore». Il loro amore. Quello che li faceva camminare a tre metri da terra. Che rendeva tutto colorato. Ebbene, quel loro amore li ha spronati a realizzare i loro sogni ed è stato fine a questo! Poi, se ci si vuole realizzare, bisogna saperlo mettere da parte. La protagonista costruisce anche una famiglia. Il suo nuovo amore, però, non ha troncato sogni e aspirazioni personali. Mentre l’amore troppo esclusivo per un uomo che a sua volta aveva dei sogni, che a sua volta voleva e riesce a realizzarsi, avrebbe troncato la sua carriera e probabilmente non l’avrebbe resa così felice e realizzata. Marika Zago Marika, condivido ogni tua parola. Ma se tutto ciò non mi fa tristezza è perché sono convinta che ci sia un amore per ogni fase della vita: bisogna avere il coraggio di cercarlo senza impigliarsi nel mito di quello eterno.

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DI’ LA TUA

IL PEZZO PIÙ COMMENTATO SU FACEBOOK

SE TUO FIGLIO VA A VIVERE ALL’ESTERO

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a cura di Oscar Puntuel

Un figlio parte per il Canada per motivi di studio. I genitori lo accompagnano in aeroporto, ma soffrono nel salutarlo. L’esperienza e i sentimenti di una mamma sono stati raccontati in un articolo molto commentato sulla nostra pagina Facebook. Abbiamo chiesto a Zaira Di Mauro, psicologa, di aiutarci a rispondervi. «Quando un figlio se ne va all’estero, la vita di noi genitori cambia: come elaborare questo momento così terribile?». Maria Cristina «Per le mamme i figli danno un “senso” alla loro vita, proprio perché nascono da loro. Quando se ne vanno è come se portassero via anche questo “senso”. Ma non è così: la madre deve sapere che il figlio non le appartiene. Dovrà occuparsene fino al compimento della maggiore età, poi basta. Se lo ama, deve lasciarlo andare: il ragazzo deve sentirsi libero di partire». «Per me è giusto che i giovani facciano le loro esperienze, anche all’estero». Nadia «La scelta di partire deve venire dai ragazzi, non deve essere fatta per accondiscendere i genitori. Se i giovani se la sentono e sono consapevoli dei sacrifici che dovranno affrontare lontani da casa, di solito queste sono decisioni che li responsabilizzano. Una buona scuola di vita». «È giusto condividere con loro la nostra sofferenza?». Antonella «Non è sbagliato mostrarsi affranti in aeroporto. È scorretto invece “scaricare” il nostro dolore sui figli, con espressioni come «Te ne vai, e ora la mia vita non ha più un senso». Il figlio deve essere consapevole che, anche se ci sono le lacrime, il genitore è in grado di sopportare questo dolore. Madri e padri devono trasmettere questo messaggio: «Ti abbiamo messo al mondo e ora ti diamo al mondo». La figura paterna può aiutare questo distacco, perché è quella più adatta a infondere il senso del coraggio e stimolare la fiducia in sé».

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Parla con Donna Moderna Scrivi a: dilatua@ mondadori.it

@potti66 Casa dei Tre Oci - Venezia. Una splendida testimonianza dell’architettura veneziana di inizio ’900.

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LA DOMANDA DELLA SETTIMANA SU

Twitter: @donnamoderna

È giusto che chi è in malattia sia reperibile tutto il giorno per la visita fiscale? 60% SÌ

Telegram: @Donna Moderna

40% NO Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha chiesto che la reperibilità fiscale in caso di malattia per chi lavora nel settore privato sia di 7 ore, come per chi è impiegato nella pubblica amministrazione. Abbiamo chiesto l’opinione dei lettori.

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DOMANDE E RISPOSTE

NON CI SONO LAVORI DI SERIE A E SERIE B Cara Donna Moderna, ho appena finito di leggere l’articolo di Giuseppina Torregrossa (L’emozione della settimana n. 7) e provo una profonda amarezza... Non per quanto da lei sostenuto, ma perché trovo ingiusto che nel 2017 ci siano ancora persone convinte che che un laureato non possa svolgere certi lavori o che fare il lustrascarpe sia un “ruolo inappropriato”. Per quale ragione, mi chiedo? Gli artigiani stanno sparendo perché continuiamo a sfornare avvocati, dottori e commercialisti in un mercato ormai saturo. E si ragiona sempre come se ci fossero lavori di serie A e lavori di serie B. Caterina

COMPLIMENTI PER LE STORIE VERE

I 3 CONTENUTI WEB PIÙ POPOLARI DELLA SETTIMANA

LE VOSTRE IDEE

LAVARE SEMPRE I VESTITI NUOVI Perché possono provocare allergie e infezioni. Lo consigliano gli esperti.

I ragazzi non sanno l’italiano. Lo sostengono 600 docenti universitari che, alcuni giorni fa, hanno chiesto un intervento urgente al governo perché gli studenti «nelle tesi fanno errori da terza elementare». La soluzione? Ripartire dai fondamentali: grammatica, ortografia, comprensione del testo. Ecco cosa ci ha scritto una lettrice.

L’ENDOMETRIOSI TI CAMBIA DENTRO La testimonianza di una donna che soffre di questa malattia così diffusa.

Cara DM, trovo vere e toccanti le storie che vengono raccontate in questa pagina e soprattutto trovo la rivista sempre nuova e diversa dalle altre. Grazie di cuore perché ci offrite un prodotto di alta qualità. Stefy

UTILE IL FUMETTO SUL CLIMA Ottima la guida ai cambiamenti climatici (n.8). Semplice e chiara.Ho capito fatti che prima credevo fossero solo opinioni catastrofiste. Roberta Grazie, Roberta. Giriamo i tuoi complimenti all’autrice Claudia Flandoli. La sua storia a fumetti è anche su www.donnamoderna.com/ news.

WILLIAM E KATE PRONTI A TRASLOCARE A LONDRA I Duchi di Cambridge sono pronti a lasciare la campagna per la città.

condividi i i contenut preferiti

L’ITALIANO SI IMPARA ALLE ELEMENTARI

Sono d’accordo con quello che hanno riportato i giornali: i ragazzi di oggi non sanno l’italiano. La scuola è fatta di programmi e di persone. I programmi ultimamente sono cambiati e i docenti, forse, sono poco motivati. Non sono insegnante e non mi permetto di giudicare, ma analizzo i fatti: ho 2 figlie e la seconda ha seguito i programmi dell’ultima riforma scolastica. Ho 53 anni e ai miei tempi si andava a scuola solo la mattina. Ora i bambini delle elementari stanno in classe fino alle 16,30, eppure non sono in grado di fare un riassunto o un tema, di ricordare le tabelline o di contare a mente: come è possibile? Ai nostri tempi si usavano i quaderni e si scriveva in corsivo: il quaderno blu era per l’italiano (pensierini, riassunti e piccoli temi), quello rosso per la matematica (problemi che ci aiutavano a ragionare e a fare le operazioni senza la calcolatrice). Adesso per studiare italiano gli alunni usano schede precompilate dove devono “inserire il verbo corretto” in una frase già fatta o unire la frase iniziale e la frase finale tramite una freccia. In matematica, idem. Risultato: una conoscenza molto superficiale della materia. Vorrei consigliare agli insegnanti di elementari e medie di assegnare tante letture e tanti riassunti. Con i riassunti si estrae il “succo del discorso” e si impara l’italiano. Io facevo riassunti di anche in storia e geografia. La mia maestra, poi, portava un sacchetto di caramelle: era il premio per l’alunno che vinceva la gara di tabelline. Contano molto anche i genitori: devono spiegare ai figli che lo studio è importante e devono rispettare i professori, anche se a volte sbagliano. Marina

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SOMMARIO

N°9

15/2 2017

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Classico? Per niente. Il trench, adesso, si porta anche con pezzi molto trendy.

6 Di’ la tua Le vostre lettere 16 Staff 21 DonnaModerna Club Le offerte della settimana 24 Dalla tua parte Fai valere i tuoi diritti con il nostro aiuto 30 Sportello dei sogni Vorrei andare nel backstage della serie tv Alex&Co

Cosa succede 35 L’emozione della settimana L’ansia di Melania Trump per i social 36 Questa settimana Tangentopoli non è mai finita. Le nuove top? Belle perché imperfette 38 Donna moderna Katherine Maher 40 Parliamone È necessario riaprire la caccia al lupo? 42 Al telefono Com’è cambiato il lavoro nei call center 46 Se la tecnologia funziona Le città del futuro sono già qui 48 In Italia Tra i fedeli di Scientology 50 Nell’arte Conosci davvero questi quadri? 52 In libreria Il principe azzurro arriva quando meno te lo aspetti 54 Quando nasce un fenomeno Bello Figo, il rapper di cui tutti parlano 56 Abbiamo incontrato Michelle Williams La vita mi ha preso a pugni

Moda e Bellezza

PLAYLIST

58 Libri, cinema, musica e tv

IN COVER Da sinistra. Per Elena. Trench MooRer, collana VCruz Jewels. Per Giulia. Trench Samsoe&Samsoe. Pendenti Morellato. Foto di Fernando Lombardi. Servizio di Cristina Nava.

Per sopracciglia definite, come quelle delle nostre gemelle in copertina, c’è la Matita di Yves Rocher n. 03 (9,95 euro), un castano naturale.

63 Chi sono Le ragazze di copertina 64 Modelle per un giorno La doppia vita del trench 72 Dalle passerelle Segui il trend 76 Shopping Sempre in sneakers 80 Personal stylist Adesso il look è giusto 82 News 84 Punto forte Labbra più sexy 86 Cure corpo Body brushing mania 88 News 90 Social L’ho letto su Internet!

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SOMMARIO

Posso aiutarti? 93 Questo ti facilita la vita FORMA 94 Benessere La Spa è in fattoria 96 Fitness Mai pensato al triathlon? 98 Salute Anche lui può avere problemi di tiroide 100 Alimentazione Le verdure prima di tutto PRIVATO 102 Uomini Una via d’uscita per il maschio in crisi 104 Figli Non sono capricci: è mal di scuola 106 Self help Perché sei sempre in ritardo? LAVORO E SOLDI 108 Lavoro Per vendere il vintage devi essere hitech

CASA 118 Ricette Scopri le radici gourmand 120 Rientro alle 8, ceno alle 9 Stuzzichini golosi 122 Hi tech A tutto schermo 124 Arredamento La parete cambia look VIAGGI 127 Grandi mete 5 buoni motivi per volare in Nepal 130 Grandi città Questa Milano non devi perderla 132 Italia A Cervia d’inverno

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127

Non ci sono solo la capitale e l’Himalaya. Scopri i grandi laghi, le riserve naturali e gli itinerari lungo le risaie.

134 Indirizzi 135 Astrocoach L’oroscopo che fa lavorare le stelle per te 136 Posta del cuore Chiara Gamberale risponde alle vostre lettere 138 Ultima pagina

120

I finger food piacciono sempre a tutti. E sono comodi da mangiare davanti alla tv.

LEGGICI SUL TABLET Se sei abbonata alla versione cartacea, inserisci il tuo codice abbonato e leggi la rivista gratis. Se sei una nuova lettrice, vai sull’App store: la copia singola costa 0,99 euro; per un mese 2,99 euro, per tre mesi 6,99 euro e per un anno 27,99 euro.

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CONTRASTO

STILI DI VITA 112 Tendenza Voglio un matrimonio fuori dal Comune 114 Animali Animali in tribunale: cosa dice la legge


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STAFF

pag. 124

CLAUDIA

Trattamenti all’aloe e ai cereali. Chi cerca come me un benessere naturale ora lo trova anche in fattoria. pag. 94 ANNA

Claudia Valeriani claudia.valeriani@mondadori.it

Ufficio fotografico

Annalisa Monfreda annalisa.monfreda@mondadori.it

Roberta Lancia photoeditor roberta.lancia@mondadori.it Laura Maresti laura.maresti@mondadori.it Mara Minoia mara.minoia@mondadori.it Samantha Pascotto samantha.pascotto@mondadori.it

Vicedirettore

Segreteria di redazione

Direttore responsabile

Monica Triglia monica.triglia@mondadori.it

Direttore creativo Luca Pitoni

@LucaPitoni

Capiredattori ufficio centrale

Alessandra Cipelli (Moda e Bellezza, Il Bambino) alessandra.cipelli@mondadori.it Liliana di Donato (Cosa succede e Playlist) liliana.didonato@mondadori.it Marina D’Incerti (Integrazione carta-web) marina.dincerti@mondadori.it Donatella Gianforma (Dalla tua parte e Posso aiutarti?) donatella.gianforma@mondadori.it

Cosa succede e Playlist

CHE COSA ABBIAMO SCOPERTO LAVORANDO A QUESTO NUMERO

Myriam Defilippi vicecaporedattore myriam.defilippi@mondadori.it Sara Peggion vicecaporedattore sara.peggion@mondadori.it Isabella Fava caposervizio isabella.fava@mondadori.it Gianluca Ferraris vicecaposervizio gianluca.ferraris@mondadori.it Barbara Rachetti barbara.rachetti@mondadori.it Elisa Venco elisa.venco@mondadori.it

Moda

Orsina Baroldi caporedattore orsina.baroldi@mondadori.it Cristina Nava caposervizio cristina.nava@mondadori.it Viviana Olivieri vicecaposervizio viviana.olivieri@mondadori.it Bruno Dall’Arche redattore esperto bruno.dallarche@mondadori.it Miriam Colnaghi casting e produzione miriam.colnaghi@mondadori.it

Bellezza

Alberta Pianon vicecaporedattore alberta.pianon@mondadori.it Michela Duraccio duraccio@mondadori.it

Posso aiutarti?

ELISA

Ho scoperto che il quadro La canestra di frutta di Caravaggio cela una citazione del Cantico dei Cantici. pag. 50

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CHIARA

Fiori, abiti lunghi e svolazzanti, zoccoli: in passerella torna lo stile anni Settanta. Il mio preferito. pag. 72

Anna Scarano vicecaporedattore anna.scarano@mondadori.it Marta Bonini vicecaporedattore marta.bonini@mondadori.it Stefania Carlevaro caposervizio stefania.carlevaro@mondadori.it Alessia Cogliati vicecaposervizio alessia.cogliati@mondadori.it Annaleni Pozzoli vicecaposervizio annaleni.pozzoli@mondadori.it Paola Nardi paola.nardi@mondadori.it Chiara Sessa chiara.sessa@mondadori.it

Ufficio grafico

Valeria Vaselli caporedattore valeria.vaselli@mondadori.it Fabrizio Grassi caposervizio fabrizio.grassi@mondadori.it Roberta Diliddo vicecaposervizio roberta.diliddo@mondadori.it Federica Esti vicecaposervizio federica.esti@mondadori.it Monica Carpanelli monica.carpanelli@mondadori.it Isabella Gargiuolo isabella.gargiuolo@mondadori.it Valentina Scarduelli valentina.scarduelli@mondadori.it

Sarah Bombelli sarah.bombelli@mondadori.it Raffaella Magazzino raffaella.magazzino@mondadori.it Gaia Recalcati gaia.recalcati@mondadori.it

Progetto grafico

Luca Pitoni in collaborazione con Giacomo Traldi e con la consulenza all’immagine di Giovanna Calvenzi

Collaboratori

Ilaria Amato, Elena Banfi, Marilena Bergamaschi, Simona Bruscagin, Silvia Calvi, Alice Capiaghi, Stefania Carini, Mattia Carzaniga, Flora Casalinuovo, Elena Cattaneo, Elisabetta Colangelo, Valeria Colavecchio, Isabella Colombo, Simone Cosimi, Laura D’Orsi, Sara Ferrari, Stefania Fornoni, Silvia Frau, Antonio Gaviraghi, Marta Ghelma, Camilla Ghirardato, Massimo Longoni, Adriano Lovera, Rossella Mazzali, Giorgia Nardelli, Lorenzo Ormando, Maria Picone, Annalisa Piersigilli, Fiamma Sanò, Giorgiana Scianca, Alessandra Sessa, Donatella Sgroj, Manuela Soressi, Cinzia Testa, Margherita Tizzi, Giacomo Traldi.

PER COMUNICARE CON DONNA MODERNA

POSTA Donna Moderna, Mondadori, 20090 Segrate (Milano), specificando sulla busta la rubrica che vi interessa REDAZIONE Telefono: 0275423022; fax: 0275423118. INFORMAZIONI sui concorsi e sui prodotti in vendita con Donna Moderna (borse, indossati, libri, Dvd, Cd) telefono: 199111999. ABBONAMENTI è possibile avere informazioni o sottoscrivere un abbonamento tramite: sito web: www.abbonamenti.it/mondadori; email: abbonamenti@mondadori.it; telefono: dall’Italia 199.111.999 (per telefoni fissi: euro 0,12 + IVA al minuto senza scatto alla risposta. Per cellulari costi in funzione dell’operatore); dall’estero tel.: +39 041.509.90.49. Il servizio abbonati è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00; fax: 030.77.72.387; posta: scrivere all’indirizzo: Press-di Abbonamenti SpA – C/O CMP Brescia – Via Dalmazia 13, 25126 Brescia (BS). L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. L’eventuale cambio di indirizzo è gratuito: informare il Servizio Abbonati almeno 20 giorni prima del trasferimento, allegando l’etichetta con la quale arriva la rivista. ARRETRATI Telefono: 045.888.44.00; fax: 045.888.43.78; e-mail: collez@mondadori.it Pubblicità Mediamond SpA, tel: 0221025259; e-mail contatti@mediamond.it

© 2017 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. ISSN 1120-5024. Questo periodico è iscritto alla Federazione Italiana Editori Giornali. Numero del certificato: 8025; data del rilascio: 06.04.2016 Periodo sottoposto ad accertamento: Gennaio 2014 - Dicembre 2014 STAMPA: ELCOGRAF S.p.A., via Mondadori,

15, - Verona - Pubblicazione registrata Trib. di Milano, n. 849 del 18.12.1987. Distribuzione a cura di Press - di S.r.l.

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Mi piace ogni tanto cambiare il colore delle pareti di casa e, con il consiglio giusto, non è poi così difficile.


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Informativa sulla privacy ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 196/03 L’invio delle lettere e delle foto implica l’autorizzazione alla pubblicazione dei testi e delle foto spediti, nonché la pubblicazione dei dati personali in essi contenuti, compresi il nome e il cognome del mittente, che in caso non volesse essere riconosciuto potrà utilizzare un nickname o solo il nome di battesimo. L’invio delle foto dei minori implica l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini e dei dati, da parte dei soggetti esercenti la patria potestà, anche sul sito di Donna Moderna. I minorenni devono chiedere l’autorizzazione dei genitori, mostrando loro le immagini prima dell’invio. Non saranno pubblicate foto di minori di 13 anni. Sarà a discrezione della redazione la scelta delle lettere e delle foto da pubblicare e la rielaborazione dei testi per esigenze giornalistiche e di riservatezza dei soggetti coinvolti. Le lettere e le foto sono testimonianza spontanea delle lettrici che si assumono ogni responsabilità rispetto alla verità e liceità dei contenuti riportati. A. Mondadori Editore Spa, titolare del trattamento, informa che i dati personali, le foto e le lettere che Voi spontaneamente invierete saranno utilizzati, manualmente o elettronicamente, esclusivamente per le finalità relative a tutte le rubriche presenti su Donna Moderna cui Voi lettrici chiederete di partecipare e che richiedano l’invio di lettere, foto o dati personali per la loro pubblicazione. Le foto potranno essere pubblicate sul sito www.donnamoderna. com, secondo le modalità ivi indicate. Il conferimento dei dati è spontaneo e non obbligatorio e l’eventuale rifiuto di fornire tali dati potrebbe comportare in alcuni casi la mancata pubblicazione di quanto inviato. I dati non saranno comunicati ad altri soggetti fatta eccezione per la rubrica “provato dalle lettrici” cui potrai partecipare richiedendo di diventare “tester”: in tale caso se invierai spontaneamente la mail per diventare tester ci autorizzi a comunicare i tuoi dati (nome, cognome, email) alle aziende nostre partner (responsabili del trattamento dei dati) al fine di consentire alle stesse di fornirti di volta in volta i prodotti che tu dovrai testare. Per tale rubrica, se sarai selezionata tester, dovrai utilizzare con cura il prodotto da testare che non sarà di tua proprietà (salvo diversi accordi che ti saranno comunicati) e dovrai impegnarti a inviare a Mondadori la tua opinione via mail sul prodotto testato o a rilasciare una intervista telefonica sul prodotto testato che saranno pubblicate sia sulla rivista sia sul sito. Esaurite le finalità delle rubriche, i dati forniti, le lettere e le foto saranno distrutti. Le foto pubblicate sul sito potranno restare presenti fino a richiesta di rimozione. Incaricati del trattamento sono gli addetti alla ricezione delle lettere e delle foto presso la redazione di Donna Moderna. Le lettrici interessate potranno esercitare i diritti di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03 e conoscere l’elenco dei responsabili scrivendo alla redazione di Donna Moderna.

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Ho regalato un’auto usata con i comandi adatti ai portatori di handicap a mio figlio che è disabile. La macchina ha avuto un problema al carburatore ma, non essendo più in garanzia, ci siamo dovuti accollare noi la spesa. Ci spetta almeno una detrazione fiscale? Oriana, Penna in Teverina (Tr) Nella situazione di tuo figlio, cara Oriana, c’è oltre mezzo milione di italiani, titolari di una patente speciale per disabili. La buona notizia è che potrete ottenere lo sconto fiscale anche sulla riparazione dell’auto. Come ci hanno spiegato gli esperti dell’associazione Altroconsumo (altroconsumo.it) la detrazione Irpef al 19% spetta non solo per le spese di acquisto, ma anche per le riparazioni del veicolo. L’importante è che siano state sostenute entro 4 anni dall’acquisto. Non si possono invece portare in detrazione i costi di ordinaria manutenzione e le spese per l’assicurazione o il carburante. Dovete

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A CURA DI GIORGIA NARDELLI, MARIA PICONE E CHIARA SESSA

disegni di Teresa Sdralevich

comprare un veicolo per un disabile? Gli sgravi fiscali si applicano sia nel caso che l’adattamento sia stato fatto prima dell’acquisto, sia sulle modifiche per rendere utilizzabili i veicoli usati. Inoltre, sarete esonerati dal pagamento del bollo auto. Da sapere Per ottenere la patente speciale bisogna sottoporsi a una visita presso la Commissione medica locale, che dopo una serie di controlli rilascia il certificato di idoneità alla guida, un documento che indica anche gli eventuali adattamenti da apportare ai comandi dell’auto. Per avviare le pratiche conviene farsi assistere da un’associazione dei disabili o da un’agenzia di pratiche auto. Per conoscere gli indirizzi, si può chiamare il Contact center di Superabile (superabile.it), il portale sulla disabilità dell’Inail, al numero 800810810.

LINKEM CHIUDE COSÌ CONSERVI IL CREDITO RESIDUO Ho regalato a mio marito una scheda prepagata con l’operatore Linkem che garantiva tariffe convenienti. Con un sms l’hanno avvisato che tra poco la compagnia chiuderà. Che ne sarà del suo credito residuo? Maria Bellino, Sarzana (Sp) La decisione di Linkem interessa migliaia di italiani che, come te, hanno acquistato abbonamenti e schede prepagate con questo operatore virtuale che ora ha deciso di sospendere il servizio di telefonia mobile. I clienti, però, non si vedranno staccata la linea da un giorno all’altro. Per non perdere il proprio numero, entro il 30 maggio sarà possibile chiedere di migrare verso un altro operatore. Per conservare la somma accreditata, bisogna ricordarsi di barrare l’opzione “trasferimento credito residuo” nella parte del modulo relativa alla portabilità del numero. In questo modo i soldi contenuti nella vecchia scheda verranno trasferiti sulla nuova automaticamente. In caso di problemi potete rivolgervi al Corecom, (Comitato regionale per le comunicazioni, agcom.it, tel. 0817507111) per avviare la conciliazione gratuita.

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DALLA TUA PARTE

ALTA VELOCITÀ: ECCO IL RIMBORSO PER GLI ABBONATI Sono una pendolare della tratta ad alta velocità Milano-Torino. Compro ogni mese l’abbonamento con orari liberi da lunedì a venerdì. Quello di febbraio, acquistato a metà gennaio, mi è costato un centinaio di euro in più. Dopo le polemiche sull’aumento del prezzo, Trenitalia ha deciso di ridurlo. Mi spetta un rimborso? Federica Mauri, Sesto Milanese (Mi) Certo che ti spetta, Federica. Trenitalia ha deciso di contenere gli aumenti dei prezzi per i 4 tipi di abbonamenti per i pendolari dell’Alta velocità. Gli aumenti quindi sono stati ridotti al 10% per il tagliando più richiesto, quello senza limiti di orario dal lunedì al venerdì. Chi, come te, ha già acquistato l’abbonamento di febbraio può chiedere il rimborso della differenza. Se hai comprato il tagliando con carta di credito, riceverai il denaro con un accredito automatico sulla carta utilizzata per il pagamento, senza bisogno di presentare alcuna richiesta. Negli altri casi si può scegliere tra bonifico, assegno o bonus compilando l’apposito modulo dal sito trenitalia.com o presentando una domanda in biglietteria. Da sapere Ora è necessaria la prenotazione anche per chi è abbonato all’alta velocità, pena 10 euro di sanzione: si può fare la mattina stessa tramite la app di Trenitalia. Il treno ritarda o viene soppresso? Anche l’abbonato ha diritto a un risarcimento.

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COME ESTINGUERE UN FINANZIAMENTO Ho estinto un anno fa, in anticipo, il mio finanziamento per l’abbonamento annuale della palestra. Nonostante questo, però, ho continuato a ricevere richieste di pagamento. Cosa posso fare? Margherita Benci, Scandicci (Fi) Puoi stare tranquilla, Margherita: come ci siamo accertati il tuo prestito è stato chiuso. I bollettini di pagamento continuavano ad arrivare per errore. Come ci ha spiegato l’Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari), la società deve chiudere il finanziamento entro 15 giorni lavorativi dalla disdetta del cliente. In caso di ritardi, conviene inviare una raccomandata all’Ufficio reclami della società e, per conoscenza, all’Ufficio vigilanza della Banca d’Italia (via Nazionale 91, 00184 Roma), allegando una copia della richiesta di estinzione. La situazione non si risolve? Ci si può rivolgere all’Arbitro bancario (arbitrobancariofinanziario.it).

VOUCHER BABY SITTER ORA ANCHE PER LE IMPRENDITRICI Dal 27 gennaio anche le lavoratrici autonome possono presentare domanda per il voucher baby sitter 2017. Tre cose da sapere.

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A CHI È STATO ESTESO

Imprenditrici, coltivatrici dirette, artigiane ed esercenti di attività commerciali, imprenditrici agricole, pescatrici: si aggiungono alle lavoratrici dipendenti e a quelle iscritte alla

gestione separata dell’Inps o di un’altra cassa obbligatoria.

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IL CONTRIBUTO

È di 600 euro mensili e può essere chiesto in alternativa al congedo parentale, per una durata massima di 3 mesi, fino a esaurimento del fondo, che per il 2017 è di 40 milioni.

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LA DOMANDA

Va presentata online sul sito inps.it, e bisogna dotarsi di Pin. Per info: 803164.

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DALLA TUA PARTE

ARRIVA “TUTELA SIMILE”, LA NUOVA TARIFFA ELETTRICA

D

a quest’anno c’è una nuova tariffa per la fornitura dell’energia elettrica: la Tutela Simile. È stata studiata dall’Autorità per l’energia per favorire il passaggio degli utenti dal regime protetto al mercato libero. Dal 2007 il settore dell’energia è infatti stato liberalizzato e si può scegliere tra le proposte di diversi operatori, come per la telefonia. Fino a oggi il 64% degli italiani ha però preferito le tariffe protette. Ma il ddl sulla concorrenza, in approvazione, prevede che le tariffe di luce e gas vengano totalmente liberalizzate dal 1° luglio 2018. Perché conviene Oltre a darti diritto a un bonus sulla bolletta, ti garantisce le stesse condizioni calmierate del servizio a maggior tutela: le tariffe non vengono cioè decise liberamente dal venditore di energia, ma stabilite dall’Autorità garante per l’elettricità e il gas, che le aggiorna ogni tre mesi sulla base dei prezzi dell’energia. Come funziona «La Tutela Simile è un contratto di 12 mesi riservato ai clienti del mercato protetto» spiega

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Diritti digitali

IL PC NON PUÒ DECIDERE IL MUTUO

di Giovanni Ziccardi @gziccardi docente di Informatica giuridica

Maurizio Guidotto, presidente di Federconsumatori Modena. «Puoi stipularlo con una delle 28 compagnie registrate sul sito portaletutelasimile.it. Il cambio ti dà diritto a un bonus che va da 10 a 115 euro a seconda della compagnia». Meglio però non scegliere la tariffa solo sulla base del vantaggio economico. «Accertati che il distributore che hai selezionato abbia sportelli sul territorio e un servizio clienti efficiente facendo una verifica sul web» consiglia l’esperto.

Come fare il nuovo contratto

Puoi stipularlo su portaletutelasimile.it o chiedere l’intermediazione gratuita di un’associazione dei consumatori, (l’elenco è sul sito alla voce “facilitatori”). Ogni compagnia ha messo a disposizione un numero di contratti limitato: prima fai la richiesta più hai possibilità che sia accettata. Cosa succede alla scadenza Il tuo operatore ti proporrà un’offerta: potrai accettarla, aderire a quella di un altro gestore, o chiedere di rientrare nel regime protetto finché il passaggio al mercato libero non sarà obbligatorio.

Recentemente il Garante per la Privacy si è pronunciato contro il progetto di un “algoritmo della reputazione”, ossia di un software in grado di valutare automaticamente la nostra reputazione in rete utilizzando la profilazione e le formule matematiche. Anche il nuovo regolamento privacy vieta le decisioni prese in automatico dal computer. Sono passi importanti. Basta pensare alla possibilità di bloccare una richiesta di mutuo o finanziamento online utilizzando questi algoritmi. Sia il Garante sia il Regolamento hanno invece disposto che decisioni che possono avere conseguenze giuridiche, come la concessione di un muto o l’aumento della classe di una polizza assicurativa, non devono essere prese da un computer. L’utente/cliente può opporsi a simili decisioni e domandare l’intervento umano, cioè di una persona in carne ed ossa che valuti la sua pratica e prenda una nuova decisione.

Cosa ne pensi? Scrivi a dallatuaparte@mondadori.it

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LO SPORTELLO DEI SOGNI

VORREI ANDARE NEL BACKSTAGE DELLA SERIE TV ALEX&CO a cura di Annalisa Piersigilli

«Cara Donna Moderna, so di avere un sogno difficile da realizzare, ma forse non impossibile. Mi piacerebbe partecipare a una produzione di Alex&Co, la mia situation comedy preferita. Posso contare sul tuo aiuto?». Giulia

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Se anche tu non puoi vivere senza la tua fiction giornaliera

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Ti piace “spoilerare”, ovvero sapere in anticipo cosa succederà, per esempio, nel prossimo episodio di Grey’s Anatomy o sapere il finale della nuova stagione di The Walking Dead? Vai nella Spoiler Room di telefilmaddicted.com e leggerai uno scoop dietro l’altro. Nella tua libreria non può mancare Il mio primo dizionario delle serie tv cult (BeccoGiallo) di Matteo Marino e Claudio Gotti, che in 416 pagine raccontano 33 fiction con schede dettagliate, curiosità e news sui protagonisti. Breaking Bad, X-Files, Gomorra e Lost sono alcune.

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Si chiama Internet Movie database (imdb.com/apps) e puoi scaricarla come app (per iPhone e Android) per restare aggiornata sulle tue fiction americane preferite. Trovi la sintesi degli ultimi episodi, le scene più celebri e foto degli attori.

LO SPORTELLO DEI SOGNI

ha realizzato i desideri di 830 lettrici

scrivi a sportellodeisogni@mondadori.it PRIMA DI SCRIVERCI, leggi l’informativa sulla privacy a pag. 22

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© DISNEY

Cara Giulia, le avventure di Alex, Nicole ed Emma (nella foto), trasmesse da Disney Channel, hanno lasciato un segno nel tuo cuore come in quello di tanti altri giovani. La tua serie televisiva preferita è una produzione 100% italiana ma è stata esportata anche all’estero con grande successo. La terza stagione è agli sgoccioli e le registrazioni sono terminate da un po’. Ma abbiamo una notizia entusiasmante per te: sei stata invitata a un evento speciale. Questa settimana, nella sede di The Walt Disney Company Italia a Milano, saranno proiettati in anteprima gli ultimi due episodi della commedia (in onda il 18 febbraio alle 14). C’è un invito pronto per te. Potrai conoscere il cast, fare foto ricordo e... portare un’amica!


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L’EMOZIONE DELLA SETTIMANA

ansia

Cosa succede MELANIA E I SOCIAL. Melania Trump (qui insieme a Ivanka, primogenita di suo marito Donald) ha 2 account Twitter: @melaniatrump e @FLOTUS, first lady of the United States.

GETTY

di Enrica Tesio scrittrice. Il suo libro La verità, vi spiego, sull’amore (Mondadori) è diventato un film con Ambra Angiolini e Carolini Crescentini, al cinema a marzo.

Melania Trump ha assunto un segretario che le curi i social. Donna saggia, penso. Sei una modella di umili origini e sposi un uomo ricco (nababbo), maturo (vecchietto), ci fai un figlio e quello ti gioca lo scherzo di diventare presidente degli Usa. Non so se ci sia qualcosa che

possa generare più ansia. Ti ritrovi first lady, in più dopo Michelle Obama, che è un po’ come fare uscire sul palco un ballerino di danza kuduro dopo Roberto Bolle. Così tu, la Slovena dagli occhi di ghiaccio, ti trinceri dietro al mutismo con la mono-espressione alla

Clint Eastwood e in Rete fioccano gli hashtag #save melania e #freemelania. Melania probabilmente avrà un consulente per i peli incarniti del polpaccio: è naturale che cerchi un aiuto per comunicare sui social. Speriamo solo che sia in gamba e che poi lei lo passi al marito.

Ogni mattina le immagini più emozionanti del giorno su donnamoderna.com/ news

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COSA SUCCEDE . QUESTA SETTIMANA

Tangentopoli non è mai finita 1992 L’INCHIESTA

Il 17 febbraio Mario Chiesa, presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio, è arrestato per una mazzetta da 7 milioni di lire. Per il Psi è «un furtarello isolato». Invece è l’inizio di Mani pulite.

Compie 25 anni Mani pulite, l’inchiesta giudiziaria che ha cambiato l’Italia. Ma il crollo della prima Repubblica non ha fatto sparire la corruzione di Gianluca Ferraris -

@g_ferraris

1993 LEADER NEL MIRINO

In pochi mesi molti leader politici finIscono nel mirino per finanziamento illecito: fra di loro Bettino Craxi (foto) e Arnaldo Forlani, che pagheranno con la sparizione elettorale di Psi e Dc.

1994 GLI EFFETTI POLITICI

La rottura degli equilibri politici porta alla nascita di Forza Italia e al boom della Lega Nord, che a marzo vincono le elezioni contro il Pds (l’ex Pci). Ma il governo Berlusconi durerà solo 9 mesi.

Durante l’inchiesta Mani pulite ben 5 indagati si suicidano: i socialisti Moroni e Amorese, l’imprenditore edile Majocchi, Gabriele Cagliari di Eni e Raul Gardini, patron di Ferruzzi (foto).

A inizio anno Antonio Di Pietro (foto) si dimette da magistrato. In 3 anni il pool ha totalizzato 1.280 indagati, 1.300 fra condanne o patteggiamenti, 430 assoluzioni e 80 miliardi di vecchie lire recuperati.

UN FIUME DI DENARO

Stimare il peso delle tangenti sul Pil italiano è difficile, ma basti pensare che durante l’inchiesta i costi di realizzazione della metropolitana milanese scesero da 192 a 97 miliardi di lire a chilometro. Alcuni ipotizzano

2010 I GRANDI EVENTI

Mose, Giubileo, G8, L’Aquila: secondo i pm i grandi appalti emergenziali degli ultimi anni nascondono tangenti pagate dai costruttori ai funzionari ministeriali (nella foto Angelo Balducci).

danni diretti e indiretti compresi fra i 50 e i 75 miliardi di euro annui, altri arrivano fino a 100. Secondo 1 italiano su 2, dopo Tangentopoli lo scenario è addirittura peggiorato. Di certo in questi anni gli episodi di corruzione si sono moltiplicati.

2014 MAFIA CAPITALE

Appalti in cambio di favori e contributi alle campagne elettorali: l’inchiesta della procura di Roma evidenzia i legami fra coop, imprenditori, criminalità organizzata e politici locali.

I dati sul costo occulto delle tangenti e le notizie sulle ultime inchieste sono tratti dal libro Corruzione di Piergiorgio Baita e Serena Uccello (Einaudi, 2016).

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IMAGO ECONOMICA (3)/ FOTOGRAMMA / CONTRASTO (2) / IPA / TAM TAM / LA PRESSE

1995 LE CONSEGUENZE


Digital box

L’IMPORTANZA DI AVERE UN NETWORK

ACCADDE IL 22/02/1981

di Alessandro Rimassa @rimassasonoio

di Roberto Moliterni Rossella Casini a 21 anni si innamora. Nel palazzo dove vive a Firenze conosce uno studente calabrese, Francesco Frisina. I genitori di Rossella lo adorano, vanno a fare persino le vacanze da lui. Poi, nell’81, il padre del ragazzo viene ammazzato: Francesco fa parte della ’ndrangheta. Rossella decide di lasciarlo. Ma, pochi mesi dopo, anche Francesco viene ferito. Rossella lo ama troppo: torna in Calabria per riprenderselo, fa leva sulla forza del loro amore, lo convince a pentirsi alla polizia. Un atto di coraggio che la condanna a morte. Il 22 febbraio 1981 Rossella sparisce per sempre, forse in mare, assieme a quasi tutte le foto che la ritraggono.

Le nuove top? Belle perché imperfette di Fiamma Sanò -

C

@fiammasan

hi sono, oggi, i “belli” da passerella che si vedranno dal 22 al 27 febbraio alle sfilate di Milano? Secondo Vick Mihaci, presidente dell’agenzia Elite Management Worldwide, sono i “diversi”. «Una modella e un modello devono avere qualcosa di particolare per sfondare» ha dichiarato. Un deciso cambio di rotta rispetto ai canoni estetici del fashion system che finora prediligevano ragazze dai tratti esteuropei diafani ed eterei. Spiega il fotografo di moda Cosimo Buccolieri: «Viviamo anni di globalizzazione e di dominio della cultura web: non può esistere soltanto un diktat e un tipo unico di bellezza. Basti pensare alle fashion blogger e alle infuencer: ormai, di fatto, sono modelle a loro volta. La contaminazione è totale». L’apertura della moda alla diversità è testimoniata anche dal successo di Winnie Harlow (nella foto in alto), 21enne di origine giamaicana affetta da vitiligine e richiestissima dagli stilisti. E dall’ascesa di top come Cara Delenvigne, la it-girl inglese dalle grandi sopracciglia scure, musa di Karl Lagerfeld, che può essere considerata la pietra miliare del cambio di rotta estetico delle passerelle. Cara è stata la prima a imporre una bellezza che punta tutto sulla personalità. Oggi la famiglia delle nuove modelle annovera membri come le sorelle Kendall e Kylie Jenner e Gigi Hadid, che hanno visi unici e corpi bellissimi, sinuosi, ben lontani dalle silhouette smilze cui eravamo abituati. «Le nuove top hanno un comune denominatore: sono tutte “post millennials”» spiega Stefania Mercuri, esperta di fashion design. «Fanno parte della Generation Z: la loro bellezza è legata all’individualità. Bellissime nelle loro imperfezioni, stanno riscrivendo i canoni estetici senza limitazioni, barriere, confini».

Quando di lavoro ce n’è poco, le prime domande da porsi sono: che competenze devo apprendere per rimanere competitiva? Oggi contano di più le skills tecniche o le caratteristiche personali? Se è vero che le professioni cambiano rapidamente, è chiaro che servono quelle doti che ci aiutano ad adattarci al cambiamento. E cos’è meglio di una rete? Il network è l’insieme di conoscenze professionali basate sullo scambio di informazioni e relazioni. Niente a che vedere con la vecchia raccomandazione, ma un sostenersi a vicenda perché ci si stima per la propria professionalità. In un’era sempre più digital, si sta in contatto tramite LinkedIn, si dialoga su Twitter, si parla di lavoro su Facebook e si usano i gruppi su WhatsApp per far crescere il rapporto. Grazie alla tecnologia a vincere sono le persone: quelle più brave anche a sviluppare il proprio network professionale. Che cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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COSA SUCCEDE . DONNA MODERNA

Katherine Maher Mentre Facebook e Twitter corrono ai ripari solo ora contro la disinformazione, per il direttore di Wikimedia la guerra alle notizie false dura da tempo. «Bisogna imparare a valutare le fonti» dice. «E a usare il pensiero critico» di Gabriela Jacomella —

@gjacomella

PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Dalle elezioni Usa alla Brexit, viviamo nell’era della “post verità” (parola del 2016 per l’Oxford dictionary). Che vuol dire? Sui social siamo influenzati più dalle opinioni che da fatti e dati.

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invasione delle fake news? Noi ci combattiamo da 15 anni, ormai siamo allenati!». Katherine Maher ride, nonostante il clima a New York sia piuttosto gelido sia per il meteo sia per gli attacchi del presidente Donald Trump ai media. La raggiungo al telefono mentre sta andando in ufficio a piedi ed è in lieve ritardo. La sua risata è frequente e contagiosa. Lo scorso giugno questa ragazza del Connecticut, classe 1983, era a Esino Lario (Como). E proprio lì, durante Wikimania 2016, la conferenza dei sostenitori dell’enciclopedia online Wikipedia, è diventata ufficialmente direttore esecutivo della Fondazione Wikimedia, l’organizzazione no profit che gestisce Wikipedia e gli altri 11 siti di “informazione libera” che le gravitano intorno. Avresti mai immaginato, da bambina, di fare un lavoro del genere? Proprio no! Vengo da una famiglia di artisti, mio padre è architetto. Ma mio nonno lavorava alla Ibm, e i computer sono entrati in casa nostra molto presto. Il nonno aveva insistito perché noi bambini ne avessimo uno su cui “giocare” e i miei genitori mi hanno incoraggiato a usarlo, lasciandomelo persino smontare e rimontare e abbonandomi a riviste specializzate. Ma non avrei mai pensato di lavorare in questo settore.

Quindi non hai studiato informatica al college? Alle superiori mi interessavo di più alle scienze biologiche o a materie simili. Ma ero molto confusa e quando le università che avrei voluto frequentare non hanno accettato la mia domanda di ammissione, ho fatto le valigie e sono partita per l’Egitto, al Cairo. Ero affascinata da quella parte del mondo così lontana dagli Stati Uniti e ancora così poco conosciuta nel mio Paese. Negli anni successivi ho passato molto tempo anche in Siria, a Damasco, prima che scoppiasse il conflitto. Ho conosciuto gente meravigliosa, con un’identità e un’eredità culturale incredibili. WWW.DONNAMODERNA.COM

VGRIGAS

«L’


Lavoro in una comunità globale attiva 24 ore su 24. Ma la sera mi stacco dalle mail. E durante il weekend spengo il telefono.

tatto l’ho avuto quando lavoravo per l’Unicef, grazie a un progetto in Etiopia: volevamo usare una tecnologia semplice e intuitiva per condividere messaggi, idee, partecipare alla vita di comunità. Da allora Wikimedia è stato un mio modello di riferimento per la libertà di informazione. Alla fine sono stata molto fortunata, perché le mie passioni si sono condensate in un unico lavoro: quello che faccio ora. Intanto il clima, lo dicevamo all’inizio, è cambiato. Oggi si parla di una “società post-verità”, in cui siamo più influenzati dalle opinioni e dalle emozioni che non dai fatti. Le teorie complottiste e la disinformazione non sono una novità. Ma adesso siamo più sommersi che mai da un flusso continuo di notizie, in cui è sempre più difficile distinguere vero e falso. Dobbiamo tenere alta la guardia. Voi come combattete il fenomeno? A Wikipedia affrontiamo da ormai 15 anni la sfida di separare l’informazione buona da quella cattiva. Il nostro è un modello che funziona davvero, basato sulla neutralità e sulla trasparenza. Prendiamo il cambiamento del clima: nella voce di Wikipedia citiamo solo articoli scientifici pubblicati da riviste che valutano accuratamente i loro contenuti. Ci basiamo su dati rigorosi che registrano gli effetti reali sull’atmosfera, negli oceani. E chi legge può risalire alle fonti. Tutto, su Wikipedia, deve essere verificabile. Al centro ci sono il pensiero critico, l’educazione ai media, la capacità di valutare le fonti. È il modo migliore per difendersi dalle “fake news” e dalla disinformazione. È vero il mito per cui Wikipedia è “roba da uomini”? I “wikipediani”, quelli che contribuiscono all’enciclopedia scrivendo, correggendo e integrando gli articoli, sono ancora in maggioranza uomini. Ma dal punto di vista organizzativo c’è un’incredibile presenza femminile. Nel team esecutivo di Wikimedia Foundation siamo 7 su 9.

Cosa pensi del blocco deciso da Trump , e ora sospeso dai giudici, ai visti per chi proviene da 7 Paesi islamici, tra cui la Siria? È una decisione sbagliata, sotto molti punti di vista. Quando blocchiamo il movimento libero delle persone, in realtà stiamo danneggiando la capacità di comprendersi e di scambiare conoscenza. Come Wikimedia Foundation abbiamo rilasciato un comunicato in merito. La conoscenza è fatta di scambio, e non ammette confini. Dal Medio Oriente alla Silicon Valley: come sei diventata direttore di Wikimedia? Il primo con-

Sembra un lavoro appassionante e totalizzante. E la vita privata? Amo la comunità di Wikimedia, e spesso non mi sembra neanche di lavorare nel senso tradizionale del termine… Ma amo anche i miei amici, la cucina, i viaggi, la bici. La sera mi scollego dalle mail e nei weekend dal telefono. Cerco di avere per la vita privata delle altre persone lo stesso rispetto che vorrei avessero per la mia. Quando si lavora con una comunità globale, attiva 24 ore su 24, il rischio è di essere travolti. È importante creare una cultura del lavoro più umana.

3 cose da sapere sulle fake news 1 COSA SONO.

Le notizie false, o bufale, possono essere fatti inventati, notizie distorte, politicizzate o di pseudo-scienza. Circolano con facilità sul web e sui social.

2 COME SI COMBATTONO.

Twitter ha appena annunciato una stretta sulle fake news e gli account fasulli. Facebook sta modificato l’algoritmo della home page per privilegiare notizie autentiche e filtrare quelle segnalate come inattendibili.

3 CHI LE DIFFONDE.

Secondo l’Istituto Toniolo, il 15% dei giovani con solo la licenza media condivide notizie senza verificarle: la percentuale scende all’8,8% fra i laureati.

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COSA SUCCEDE . PARLIAMONE

È necessario riaprire la caccia al lupo? Il 23 febbraio viene discusso il piano del governo che prevede l’abbattimento del 5% degli esemplari. Secondo alcuni non mette a rischio la specie, per altri causa squilibri ambientali @ilariaamato1

PAOLO FORCONI

ROBERTO MARCHESINI

zoologo dello Studio Faunistico Chiros

NO

etologo e autore di Alterità. L’identità come relazione (Mucchi)

«L’abbattimento controllato del 5% dei lupi, come previsto dal piano presentatao dal ministero dell’Ambiente, è sostenibile dal punto di vista ecologico. Questa specie ha un tasso riproduttivo molto elevato e la percentuale non ne metterebbe a rischio la conservazione. È come avere una somma in banca e prelevare gli interessi senza intaccare il capitale. Negli anni ’70 la specie era protetta, quindi la caccia vietata, perché erano rimasti solo 100 esemplari in tutta Italia; ora i lupi sono circa 2.000».

«L’abbattimento selettivo dei lupi rischia di compromettere i miglioramenti degli ultimi 50 anni nella tutela della specie ma anche dell’ambiente. L’aumento di erbivori come cinghiali e caprioli mette il territorio a rischio disboscamenti, rendendolo molto più vulnerabile a frane, slavine e dissesti idrogeologici. Il lupo, predando questi animali, riequilibra il sistema ecologico e riduce i problemi derivati».

Sono aumentati gli incroci tra lupi e cani. «È molto cresciuto il fenomeno

potrebbero sostenere economicamente gli allevatori perché si assicurino contro i danni, come già si fa per la grandine. Anche i cani, come il pastore maremmano abruzzese, allontananano i lupi. Che, del resto, non entrano mai in collisione con gli ambienti popolati dall’uomo, se non in maniera saltuaria».

dell’ibridazione tra lupi e cani, soprattutto in Toscana ed Emilia Romagna. Le catture mirate finora hanno dato esiti scarsi: gli abbattimenti dovrebbero in prima istanza riguardare gli ibridi, così da tutelare la specie selvatica».

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Gli allevatori possono assicurarsi contro i danni. «In alternativa alla caccia si

il sondaggio su

18%

twitter

82%

NO

facebook i commenti su @arianna «Non sopporto chi dice no al piano a priori. Perché tutelare i lupi è giusto e difendere gli allevatori che si ritrovano con le pecore sbranate no? Loro non hanno il diritto di guadagnarsi da vivere?». @giorgia «Facciamo chiarezza: i lupi oggi non sono più a rischio. Anzi, sono troppi. Perché allarmarsi se se ne abbatte qualcuno?»

@alessandra «No al piano: i lupi li abbiamo già sterminati una volta per poi capire che sono indispensabili per l’equilibrio ambientale. La natura sa cose che noi continuiamo a voler ignorare». @paola «Quando gli esseri umani capiranno che non hanno il diritto di decidere chi deve vivere e chi morire, forse il mondo sarà un’oasi in cui stare senza temersi reciprocamente».

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COSA SUCCEDE . AL TELEFONO

IERI E OGGI. Un call center italiano nel 2007 (sotto) e uno in India oggi (a destra).

Da occupazione temporanea a permanente. Con ferie e contributi, ma stipendi medi di 600 euro. A 10 anni dal libro cult di Michela Murgia, radiografia di un settore con 80.000 impiegati nel nostro Paese di Adriano Lovera -

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@adlovera

uattro ore di lavoro senza pause. Il bagno? Se indispensabile. Pochi soldi, tante promesse e team leader che ti bombardano di slogan aziendali. Dieci anni fa il romanzo di Michela Murgia Il mondo deve sapere (ora ripubblicato da Einaudi, vedi box a pag. 44), che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti, accendeva i riflettori sul mondo dei call center. Oggi com’è la situazione? Lo sfruttamento più sfacciato sembra ridotto. Ma anche chi ha la fortuna dell’assunzione vive nell’incertezza.

I dipendenti sono soprattutto donne.

Nel settore si contano 80.000 addetti, per il 70% donne, con metà delle sedi operative al Sud. «Su questo, la situazione non è cambiata. Il call center resta uno sbocco lavorativo forte per le aree svantaggiate» racconta Giorgio Serao, WWW.DONNAMODERNA.COM

GETTYIMAGES / CONTRASTO

Com’è cambiato il lavoro nei call center

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I clienti sono soddisfatti?

segretario nazionale della Fistel-Cisl. L’età media, però, aumenta. Nel 2008, secondo l’Isfol, il 70% dei lavoratori era under 35, con un terzo di studenti. Oggi gli over 40 sono già il 34%. «Da occupazione transitoria è sempre più un vero lavoro» racconta Rita Palidda, sociologa del lavoro dell’università di Catania, autrice di I call center in Italia (Carocci). Così, al posto degli studenti universitari, sono arrivati i laureati. Prima erano solo il 7%, oggi in una multinazionale come Comdata (1.000 addetti in Italia) sono il 40%. «Il profilo si è alzato. Ora servono conoscenze informatiche e se gli addetti in “outbound” (cioè quelli del telemarketing) lavorano essenzialmente al telefono, una parte crescente dell’assistenza inbound (che risponde a chi chiama un’azienda in cerca di informazioni e aiuto) si svolge sui social network o via app» continua Rita Palidda.

Esistono maggiori tutele, ma i posti sono perlopiù part-time. La paga non

è alta, perché quasi l’80% degli addetti è part-time. «In media portano a casa 600 euro al mese. Pochi fortunati, assunti stabilmente da anni, arrivano a 1.000» dice l’esperta. Meglio, comunque, del “più parli più guadagni” dell’inizio degli anni 2000. In molte aziende le tabelle erano ferree: niente soldi per una telefonata inferiore ai 20 secondi, 10 centesimi per un minuto di conversazione, a salire fino al top: 85 cent per 2 minuti e mezzo. «Oggi c’è una concentrazione delle imprese: le prime 5 o 6 multinazionali fanno da sole la metà del mercato. Almeno 50.000 persone lavorano nell’ambito di contratti nazionali, spesso quello delle telecomunicazioni, che dal 2013 tutelano anche i collaboratori, oltre agli assunti, con contributi, ferie e permessi» dice Giorgio Serao.

Se i lavoratori dei call center non se la passano bene, com’è il servizio per i consumatori? È un mondo a due facce. «La qualità dell’assistenza è migliorata. In tutti i settori, dalla telefonia alle assicurazioni, c’è concorrenza e le imprese sanno che la soddisfazione del cliente è centrale» dice la sociologa Rita Palidda. Prendiamo la telefonia. Nel 2010 l’Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) aveva ricevuto 5.383 denunce dai consumatori, in buona parte per l’attivazione di servizi non richiesti, mentre nel 2016 le denunce sono scese a 4.000. Tra i fornitori di elettricità e gas, sono migliorati i tempi di attesa: nel 2008 servivano 2 minuti prima di parlare con un operatore, oggi siamo sotto gli 80 secondi. E il giudizio medio sul servizio è salito dal punteggio di 86 a 93. Ma la vera giungla ora è nel telemarketing. Riceviamo così tante telefonate con proposte di servizi e abbonamenti, che persino Assocontact, un’associazione di categoria dei principali call center, ha ammesso che si sta esagerando, «soprattutto a causa di piccole imprese troppo spregiudicate, spesso operanti dall’estero» dice il vicepresidente Umberto Costamagna. In realtà, lo strumento per difendersi ci sarebbe. Già 1 milione di italiani è iscritto al Registro delle opposizioni, un elenco che contiene i numeri di chi esprime la volontà di non ricevere telefonate indesiderate. Strumento che ha due limiti: vale solo per i numeri fissi ed è comunque aggirato. Il governo sta studiando una norma per estenderlo anche alle numerazioni mobili e ha reso obbligatorio, per i call center esteri, dichiarare all’inizio della chiamata il Paese da cui chiamano ed eventualmente dirottarci su un “collega” di casa nostra. Sulla questione potrebbe muoversi l’Ue: Bruxelles sta pensando a una sorta di prefisso unico europeo, che sarebbe utilizzato da tutti i call center comunitari. Così, guardando il display, potremmo decidere subito se rispondere. Per ora, però, è solo un’ipotesi in una bozza di regolamento sulla riservatezza personale.

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COSA SUCCEDE . AL TELEFONO

ORMAI SIAMO RASSEGNATI AL “NIENTE DI MEGLIO”

DALL’ESTERO. Sono 10.000 gli operatori che rispondono agli italiani da call center situati all’estero.

La delocalizzazione ha dimezzato gli addetti in Italia. Una volta gli impiegati

erano il doppio di oggi. Poi sono arrivate la crisi e la famigerata pratica degli appalti al ribasso. «I grandi committenti, dalla telefonia all’energia, affidano gli incarichi al call center che fanno il prezzo minore, non importa la qualità» dice Serao della Cisl. Così chi vince i bandi poi non sta nelle spese, licenzia o delocalizza. Sei anni fa 4.000 operatori rispondevano o chiamavano gli italiani dall’estero, soprattutto da Albania, Romania e Tunisia. Oggi siamo a 10.000. «Un albanese costa all’impresa 4 euro lordi l’ora, a fine mese arriva a 300 euro e, per il suo costo della vita, è una buona occupazione. Un assunto a tempo indeterminato, da noi, costa 19 euro. Non c’è partita» aggiunge il responsabile Cisl. E si vive alla giornata: se scompare un buon cliente, la ditta rischia di chiudere o di lasciarti a casa. È appena successo a 20 addetti della Gepin, cui la Regione Lombardia non ha rinnovato la commessa. Il governo è corso ai ripari: ha azzerato qualsiasi beneficio fiscale per chi delocalizza extra Ue e imposto che, quando cambia un appalto, i lavoratori in esubero siano riassorbiti dalla ditta entrante. Ma questo riguarda solo chi nel settore opera alla luce del sole.

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20.000 persone non hanno contratti e retribuzioni in regola. Ci sono centinaia

di piccole attività, fuori dai contratti nazionali, poco o per nulla controllate, che fanno parte della filiera. «Anche il grande call center, titolare della commessa, esternalizza a sua volta un pezzo di lavoro» dice Serao. Si scoprono casi come quelle denunciato dalla Cgil a Taranto: 20 ragazzi, in un garage, telefonavano per conto della Tim a 2,5 euro l’ora, privi di contributi e assicurazione, senza che il gruppo di telefonia ne sapesse nulla. Si stima siano 20.000 gli addetti che operano fuori dalle regole, pagati in nero, con voucher o contratti a tempo parziale ma impiegati full time, domeniche comprese. E che ne è stato degli sms ossessivi dei team leader e degli slogan aziendali sparati al megafono mostrati dalla pellicola di Paolo Virzì? «Sono casi limite, ne ho conosciuti pochi. I ritmi stressanti e le tecniche di vendita insegnate in un paio di giorni sono aspetti generali dell’ambito commerciale, non solo dei call center» nota Serao della Cisl. «I problemi veri sono altri: si spende pochissimo in formazione e nella retribuzione c’è una quota variabile troppo elevata. Ai lavoratori si chiede di sposare la causa dell’impresa e di essere flessibili. In cambio cosa si offre? La precarietà».

Dieci anni fa nei call center non ci si andava semplicemente a lavorare: ci si “finiva” come precipitati da un universo parallelo. Chi ci lavorava diceva proprio così: «Sono finito in un call center», evocando un capolinea senza ulteriore destinazione. Se per i genitori 60enni era un luogo difficile anche solo da immaginare, tra i loro figli universitari la prospettiva di ritrovarsi con la cuffietta in testa era invece già diventata l’unità di misura dell’inutilità di certe facoltà: «Con quella laurea tra 5 anni finisci in un call center». Il paradosso è che di anno in anno non solo sono scomparsi i contratti senza tutele che rendevano quel lavoro un inferno, ma sono decaduti anche i diritti storici dei contratti tradizionali, come l’articolo 18 che tutelava dai licenziamenti senza giusta causa. Il livello dell’aspettativa si è talmente abbassato che le persone oggi scioperano per il diritto di continuare a lavorare nei call center a condizioni almeno civili, perché in una crisi senza prospettive i seminterrati e le cuffiette non sono più il meglio di niente in attesa della svolta, ma la rassegnazione al niente di meglio come dato di fatto, la certezza amara che la svolta probabilmente non arriverà più. WWW.DONNAMODERNA.COM

CONTRASTO / SUPER ET

di Michela Murgia @kelleddamurgia


COSA SUCCEDE . SE LA TECNOLOGIA FUNZIONA

Le città del futuro sono già qui Metà della popolazione mondiale abita nelle metropoli. Che sono sempre più affollate, inquinate e “sprecone”. Ma renderle vivibili si può. Come dimostrano innovative soluzioni attente alla natura e al risparmio @SimoneCosimi

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ggi 3,5 miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale, vivono in città. E secondo l’Onu entro il 2020 saranno più di 4 miliardi. Un’evoluzione che porta parecchi problemi: il 95% dell’espansione urbana avverrà nei Paesi in via di sviluppo dove 828 milioni di persone già vivono nelle baraccopoli e l’inquinamento è alle stelle. D’altra parte, anche le metropoli occidentali affrontano squilibri insostenibili: oggi occupano solo il 3% della superficie terrestre ma sono responsabili del 60-80% del consumo energetico. Ecco perché negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di “smart cities”, ossia città intelligenti in grado di coniugare qualità della vita, mobilità e ambiente. «I centri urbani sono da sempre il fulcro dell’innovazione» spiega Marco Cantamessa, professore di Gestione dell’innovazione al Politecnico di Torino e presidente dell’incubatore I3P. «Ma devono aprire alla sperimentazione». Magari copiando alcune delle soluzioni che già esistono.

In Francia la strada a pannelli solari. In Normandia

stanno testando una soluzione che renda le città autosufficienti sotto il profilo energetico: è stata appena inaugurata una strada lunga 1 chilometro lastricata con 2.800 metri quadrati di pannelli solari che alimentano i lampioni dell’abitato di

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Tourouvre-au-Perche. La tecnologia si chiama Wattway, resiste al traffico ma per il momento costa parecchio. «La conferma che le soluzioni smart hanno bisogno di una domanda ampia per essere sostenibili» dice Cantamessa.

In Danimarca i semafori anti-attesa. I semafori

di Copenaghen sono pensati per rendere più scorrevole il traffico di bus e biciclette. I primi comunicano posizione e carico, le seconde vengono contate dalla centralina quando si avvicinano all’attraversamento. In base a questi elementi la luce verde può estendersi da 8 a 30 secondi coordinandosi con gli incroci successivi per ottimizzare i tempi e snellire il traffico.

In Finlandia i termosifoni collegati ai pc. Riciclare

il calore prodotto dalle macchine in funzione per scaldare gli ambienti è un progetto nato da tempo, ma cresce di pari passo con le tecnologie. Al punto che oggi Ericsson vende il calore dei propri data center per immetterlo nei sistemi di riscaldamento della città di Kirkkonummi, in Finlandia. Esempi simili si trovano a Parigi e Winnipeg, in Canada. «Anche in questo caso il contributo privato è fondamentale» conclude Cantamessa «ma sono le pubbliche amministrazioni che devono farsi pioniere di queste soluzioni».

A Bologna il cassonetto intelligente In Italia sono sbarcati nel 2016, a Bologna. I cassonetti della azienda Usa Bigbelly, 5 volte più capienti di quelli normali, compattano l’immondizia a ciclo continuo e sono alimentati da pannelli solari, tagliando tempi e costi dello smaltimento. Hanno anche la connessione wifi che, oltre a funzionare come hotspot per i dintorni, avvisa gli operatori in caso di riempimento.

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GETTY

di Simone Cosimi -

ARIA PULITA. Copenhagen, con 500 chilometri di piste ciclabili, è una delle capitali meno inquinate.


COSA SUCCEDE . IN ITALIA

Tra i fedeli di Scientology La religione fondata da L. Ron Hubbard è al centro di una serie tv destinata a far discutere. Siamo stati nella chiesa di Milano per capire cosa spinge migliaia di persone ad abbracciarla di Flora Casalinuovo -

@FCasalinuovo

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uando dici Scientology, pensi subito a Tom Cruise, il più famoso tra i milioni di fedeli divisi in 11.000 chiese in 165 nazioni. Il movimento fondato dall’americano L. Ron Hubbard negli anni ’50, e oggi guidato da David Miscavige, torna sotto i riflettori in occasione della serie tv La mia fuga da Scientology (vedi box a fianco). Ma di cosa si tratta? Abbiamo voluto capirne di più.

LA SEDE. La più grande chiesa di Scientology in Italia è stata inaugurata il 31 ottobre 2015 in viale Fulvio Testi a Milano.

Chi sono. Periferia di Milano. Dove un tempo

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PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Parte il 19 febbraio alle 22 su Crime+Investigation La mia fuga da Scientology: è la serie ideata e prodotta dall’attrice americana Leah Remini, che racconta perché ha lasciato la chiesa e raccoglie testimonianze di altri ex fedeli.

In cosa credono. Al centro c’è il “percorso”. Perché Scientology si definisce una religione pratica, che serve ad affrontare la vita. L’uomo è un “tethan”, un essere spirituale e immortale, ma traumi e sofferenze gli annebbiano la mente. Scientology offre gli strumenti per farla tornare “clear”, pura. Quali sono? Anzitutto le parole di Hubbard, poi i corsi su varie tematiche come la felicità, il lavoro e la genitorialità. Infine, le consulenze spirituali, i cosiddetti “auditing”. Per diventare “clear” si compie un cammino diviso in 8 step, ognuno fatto di corsi diversi, studi e auditing. «Scientology è un movimento laico che non mette al centro un dio, ma il singolo e gli insegna a sviluppare al massimo le sue potenzialità. Chi non vorrebbe migliorare come persona e avere successo?» nota Maria Luisa Maniscalco. «Non solo: non esiste un dio giudicante, c’è apertura sui temi etici. Argomenti e metodi, poi, sono molto persuasivi». Che cosa fanno. I fedeli si danno appuntamento

ogni domenica per il sermone. Chi lo tiene si chiama ministro (tutti gli iscritti possono farlo). A un livello superiore ci sono gli auditor, coloro WWW.DONNAMODERNA.COM

OLYCOM

c’erano le fabbriche, un anno e mezzo fa è stata inaugurata la più grande chiesa di Scientology in Italia: un palazzo a 5 piani con la croce a 8 punte, arredi stile hotel e un centro informativo sempre aperto. All’ingresso schermi interattivi proiettano la vita di Hubbard e i principi della confessione. Sugli scaffali pile di Dianetics, libro cult del fondatore che conta 25 milioni di copie vendute nel mondo. Il via vai è continuo: ragazzi, signore, gente del quartiere. I dati del movimento parlano di 12 chiese nel nostro Paese, soprattutto al Nord, con decine di migliaia di “iscritti”: così li chiama Scientology e sono le persone che usano i suoi “servizi”, come corsi e consulenze. Secondo il Centro studi sulle nuove religioni, i fedeli italiani sarebbero 10.000. Si tratta perlopiù di famiglie. «Sono gruppi molto eterogenei, di tutte le provenienze ed estrazioni sociali» spiega Maria Luisa Maniscalco, sociologa esperta di religioni e autrice di Spirito di setta e società (Franco Angeli). «Pensare che si tratti di persone che hanno bisogno di risolvere i propri problemi è un errore: spesso sono professionisti colti, alla ricerca di un senso e di un benessere più profondi, che abbracciano la religione coinvolti da parenti e amici attraverso il passaparola».


LE STORIE Si chiamano “disconnessi” gli ex fedeli di Scientology. Perché decidono di abbandonare il movimento? Ecco 2 testimonianze.

LEAH REMINI americana

che conducono gli auditing. Ci sono poi altre strutture: la Pro.Civi.Co.S, i volontari della protezione civile della comunità (che sono stati anche nei paesi del Centro Italia colpiti dal terremoto); Narconon, il programma di recupero contro la tossicodipendenza; e il Comitato dei cittadini per i diritti umani. Sono enti attivissimi e fanno proseliti. Come si finanzia la chiesa? Niente 8 per mille, dato che non è riconosciuta dallo Stato italiano come religione. Via libera ai contributi dei fedeli, che pagano libri, corsi e auditing o fanno donazioni.

Perché sono criticati. «È una religione per ricchi,

dominata dai soldi». «I metodi assomigliano a un lavaggio del cervello». Sono queste le accuse più ricorrenti rivolte al movimento, e arrivano soprattutto dagli ex fedeli. Anche la giustizia italiana si è occupata della chiesa, con un processo durato dal 1988 al 2000: i vertici sono stati prosciolti dall’accusa di associazione a delinquere. Abbiamo domandato ai membri di Scientology di rispondere alle critiche. Loro ci hanno chiesto di non pubblicare le risposte se nell’articolo ci fossero state anche testimonianze di ex fedeli.

Classe 1970, attrice popolare negli Stati Uniti, Leah Remini (nella foto sopra) è la produttrice e ideatrice della serie La mia fuga da Scientology. Entrata in Scientology da bambina grazie alla madre, nel 2013 decide di abbandonare la chiesa e adesso raccoglie le testimonianze di altri “disconnessi”. «Scientology spinge i propri fedeli famosi a promuovere la Chiesa costantemente. Ho passato tutta la mia vita all’interno di Scientology, ma diventava sempre più difficile ignorare quello che leggevo su Internet e i social media» dice. «Coloro che lasciavano la chiesa raccontavano di grandi sofferenze. Quando iniziai a chiedere spiegazioni, venni interrogata e penalizzata. Chi è contro Scientology viene definito “persona soppressiva”, e deve essere disconnesso dagli altri, anche dai propri figli o genitori. Quello che mi ha convinto ad andare via è il fatto che hanno tentato di disconnettermi da mia madre». Nella serie si vede che molti membri sono stati avvicinati quando erano giovani. «Prima era così, ma oggi in Scientology ci sono perlopiù fedeli di seconda e terza generazione. Che hanno abbracciato il credo tramite la famiglia». S.C.

PIER PAOLO CASELLI italiano

Pier Paolo Caselli ha 52 anni, di cui 20 passati in Scientology. «E 10 trascorsi a “liberarmi”. Mi sono avvicinato nel 1986 grazie a un amico: facevo il militare e i dubbi sul futuro mi mettevano in crisi. Dopo un auditing sono rinato, così ho iniziato il percorso. Nel 1994, il crollo: soffrivo di insonnia e depressione, sono andato in America per un corso speciale. È stato un fallimento e ho pensato al suicidio. Quando l’ho confessato, i responsabili hanno avuto paura di uno scandalo e mi hanno ridato i soldi spesi negli Usa. Io, però, ci sono ricascato e ho ricominciato a frequentare la chiesa. Ho aperto gli occhi nel 2001: mi avevano messo a lavorare negli archivi e guardando dal di dentro l’organizzazione ho visto delle cose che non mi piacevano. Ho compreso che puntano solo ai profitti. Nel 2006 ho chiesto il risarcimento degli oltre 50.000 euro spesi. Cosa ho ottenuto? Intimidazioni e insulti, oltre che promesse di rimborso poi disattese. Mia moglie mi supplica di cancellare quel capitolo dell’esistenza e io voglio farlo davvero».

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COSA SUCCEDE . NELL’ARTE

Conosci davvero questi Sono diventati così pop da essere riprodotti ovunque: su T-shirt, cover di smartphone, scatole di grissini. Ma forse non tutti sanno ciò che si nasconde dietro a capolavori come “L’onda” di Hokusai o “Il bacio” di Klimt. Un nuovo saggio ha catalogato 50 opere superstar. Qui te ne raccontiamo 6 di Silvia Calvi

JAN VERMEER

Ragazza con l’orecchino di perla 1665-1667 (L’Aja, Mauritshuis)

Dopo l’enorme successo del libro di Tracy Chevalier e del film ispirato al romanzo, per tutti la ragazza del quadro è diventata l’attrice Scarlett Johansson. «Uscendo da questa iconografia pop, invece, siamo di fronte a un’opera del pittore olandese Jan Vermeer meravigliosa e, allo stesso tempo, assolutamente diversa da tutte le altre» spiega Lauretta Colonnelli. «Prima di tutto perché il ritratto non è ambientato ma sembra sbucare dal nulla. E poi perché la donna ci guarda dritto negli occhi: in genere le modelle dell’artista avevano lo sguardo abbassato, quello della “ragazza” ha invece una luminosità che fa a gara con quella della perla che indossa come orecchino. Il merito è dell’atropina, un collirio che oggi utilizzano gli oculisti e che veniva usato dalle dame del Rinascimento come espediente di bellezza per ottenere uno sguardo languido e luminoso».

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PIERO DELLA FRANCESCA

Doppio ritratto dei duchi di Urbino

1467-1472 (Firenze, Galleria degli Uffizi)

Il dipinto del duca Federico da Montefeltro, qui immortalato con la moglie Battista Sforza, è la prima documentazione ufficiale di un intervento di rinoplastica. «Coltissimo, ma anche condottiero coraggioso, Federico fu ferito con una lancia durante un torneo e perse l’occhio destro» racconta l’esperta. «Una ferita che, a quel tempo, avrebbe dovuto portare alla morte. La leggenda, invece, narra che il duca affermò: “Ci vedrò meglio con un occhio che con cento!”. E per renderlo possibile si fece tagliare da un cerusico la parte superiore del naso, come si vede molto bene nel ritratto. In questo modo non ci sarebbero statati più ostacoli per la vista dell’occhio sinistro». La duchessa colpisce per la chioma a serpentelli e per la fronte altissima, che si otteneva bruciando i capelli all’attaccatura della testa con la fiammella di una candela.

VINCENT VAN GOGH

La notte stellata

1889 (New York, Museum of Modern Art)

L’8 maggio 1889 Van Gogh si presentò all’ingresso del manicomio di Saint-Rémy, in Provenza, chiedendo di essere ricoverato. Ci restò un anno intero. «L’artista olandese passava ore ad ammirare il variare della luce del paesaggio incastonato nella finestra della sua stanza. E, da quel punto di osservazione, dipinse La notte stellata in tante varianti differenti, un’opera drammatica e quasi tragica, con i vortici di luce saettanti e i cipressi sbattuti dal vento» commenta Lauretta Colonnelli. «Ma il dipinto ha una precisione scientifica, visto che le ricerche degli astronomi hanno stabilito che quelle stelle sono nella corretta posizione del cielo». Una corrispondenza che si ritrova in tutte le versioni de La notte stellata, un tema affrontato da Van Gogh più volte e in modo quasi ossessivo durante i 12 mesi di permanenza nel manicomio provenzale. WWW.DONNAMODERNA.COM


quadri?

KATSUSHIKA HOKUSAI

La grande onda di Kanagawa

ANSA / MONDADORI PORTFOLIO (6)

1830-1832 (esistono più versioni in tutto il mondo)

Stampe simili a questa, nel 1800, arrivavano a Parigi come carta usata dagli antiquari orientali per imballare i loro preziosi oggetti. «Era un momento di grande attenzione per l’Oriente. Ed è così che il giapponese Hokusai ha cominciato a essere conosciuto e amato dagli artisti europei come Henri de Toulouse Lautrec ed Edgar Manet» spiega Lauretta Colonnelli. «L’opera, poi, ha una particolarità: alcuni storici hanno ipotizzato che il vero soggetto del dipinto non sia l’onda che domina il centro del foglio, ma le barche dei pescatori in difficoltà. Questa interpretazione nasce dal fatto che in Giappone si usa osservare le immagini da destra verso sinistra. La visione delle imbarcazioni in balia delle onde, con i rematori piccoli e fragili, esalta la potenza della natura a cui gli esseri umani sono costretti a sottomettersi».

PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Dagli angioletti di Raffaello alla Gioconda di Leonardo: i più grandi dipinti della storia, oggi, vengono usati per marketing e pubblicità. In Cinquanta quadri. I dipinti che tutti conoscono. Davvero? (Ed. Clichy) la giornalista Lauretta Colonnelli racconta la loro storia.

GUSTAV KLIMT

CARAVAGGIO

Il bacio

Canestra di frutta

Se c’è un’opera che merita l’Oscar per essere stata riprodotta sugli oggetti più disparati (dagli ombrelli ai cioccolatini, fino ai grembiuli da cucina) è questa. «L’abbraccio sensuale, la posizione della donna inginocchiata con il capo reclinato e le vesti dorate hanno fatto del dipinto il simbolo stesso dell’amore» spiega l’esperta. «I disegni sulle tuniche realizzate da una sartina viennese, che il pittore stesso indossava abitualmente nel suo atelier, sembrano immagini viste al microscopio ma in realtà sono simboli sessuali maschili e femminili. A legare i piedi dei due amanti ci sono tralci di edera, considerata simbolo dell’attaccamento e della fedeltà amorosa». Il quadro è poi enfatizzato dall’oro, una citazione delle antiche icone orientali che vuole celebrare la sacralità dell’amore terreno che unisce un uomo e una donna.

Ecco una natura morta che, al contrario, trabocca di vitalità. «Perché nel cesto quasi in bilico sul tavolo vediamo frutti vivi da cui sgorgano umori e dolcezza: sembra quasi di sentire il profumo dolce dell’uva e dei fichi quando sono al culmine della maturazione» spiega Lauretta Colonnelli. «Si tratta di un omaggio di Caravaggio alle nature morte del Nord Europa ma, essendo un’opera destinata a uomini di Chiesa e non a qualche ricco mercante, l’ispirazione è presa anche dalla letteratura cristiana. I frutti, infatti, sono gli stessi elencati nel biblico Cantico dei cantici: “I tuoi seni saranno come grappoli d’uva, e il tuo profumo come quello delle mele”». E, come in un testo sacro, la canestra di Caravaggio, con foglie semi accartocciati e la frutta intaccata dal tempo, diventa anche un “memento mori” che ci ricorda la caducità della vita.

1907 (Vienna, Österreichische Galerie Belvedere)

1594-1598 (Milano, Pinacoteca Ambrosiana)

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COSA SUCCEDE . IN LIBRERIA

Il principe azzurro arriva quando meno te l’aspetti Parola di Chiara Gamberale. La scrittrice ha appena pubblicato “Qualcosa”: una favola che insegna la differenza tra il bisogno di stare insieme a un’altra persona e il desiderio di farlo di Elisa Venco @elisa_venco disegni di Tuono Pettinato

«T

roppe persone cercano di realizzarsi non attraverso le storie d’amore, ma nelle storie d’amore. E così facendo ingannano se stesse e fanno male agli altri. Perché nessuno può riempiere gli spazi vuoti dentro di noi». La scrittrice Chiara Gamberale, 40 anni e 1 milione di copie vendute negli ultimi 5 anni, spiega così l’automatismo per cui molti passano puntualmente dall’esultanza per aver trovato la presunta metà della mela alla delusione per essersi sbagliati. E allora lei, che di amore se ne intende - anche perché da 4 anni si occupa della Posta del cuore di Donna Moderna - ha deciso di spiegarci il suo punto di vista sulla faccenda. Riassumendolo in un libro: Qualcosa (Longanesi). Protagonista è la principessa Qualcosa di Troppo che, a seguito di un lutto, decide di colmare il suo vuoto interiore e trovare la felicità in un marito. I vari pretendenti le propongono di divertirsi, o di salvare il mondo, o di accudirli, o ancora di coltivare la sua spiritualità. Ma Qualcosa di Troppo scopre che nessuno di loro la fa stare bene quanto uno sconosciuto: il Cavalier Niente. Come definiresti Qualcosa? Volevo scrivere una sorta di favola che potesse parlare a più persone, e anche alla stessa persona ma in età diverse. Come Il piccolo principe. Direi che è un manuale di autocoscienza, in cui le avventure della protagonista sono tappe di un percorso di conoscenza e accettazione di sé. Ecco perché Qualcosa di Troppo non ha i tipici tratti femminili: non fa cose da “bambine”, è avventurosa… Oggi il bisogno di capire se stessi vale anche

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Qualcosa (Longanesi) è il 12esimo libro di Chiara Gamberale. Parte del ricavato delle vendite va alla onlus CasaOz (casaoz.org).

per gli uomini, forse ancora più disorientati quando devono affrontare i loro vuoti interiori. Cosa intendi per vuoto? La sensazione di inadeguatezza, di solitudine, di incomprensione, che tutti conosciamo perché fa parte della natura umana. Parlo di me per prima: ho avuto un’infanzia serena, una famiglia unita, non ho WWW.DONNAMODERNA.COM


vissuto traumi. Eppure ho dovuto fare i conti con un vuoto che mi portava a cercare rifugio nei libri e a sentire più vicine le protagoniste di Piccole donne delle mie compagne di scuola. Io l’ho affrontato facendo silenzio dentro di me, scavando tra le mie paure. Ma molti si ritrovano faccia a faccia con questo “buco” solo quando un lutto o un abbandono li colpiscono, come succede alla mia principessa che perde la madre. Certo, non è facile farci i conti, anche perché la nostra epoca si è inventata mille modi di distrarci: siamo passati dal complesso di Edipo a quello di Narciso, presi a inventarci vite meravigliose da ammirare online. Non ci permettiamo mai la noia, il silenzio, il non fare, per paura di guardarci dentro. E perciò chiediamo all’amore ciò che non può darci.

LAURA PENNA / LE ILLUSTRAZIONI DI QUESTE PAGINE SONO TRATTE DAL LIBRO QUALCOSA.

Cos’è che chiediamo all’amore? L’amore vero nasce solo se distinguiamo tra il bisogno di stare con qualcuno e il desiderio di farlo. E per capire la differenza occorre fermarsi e non fare. Perché il fare è antitetico all’essere: se vuoi scoprire chi sei, non fare delle cose. Fermati e lascia che il dolore, la solitudine ti parlino. E in questo modo si trova la persona giusta? Non solo: se lasciamo loro il tempo di depositarsi, i pensieri ossessivi si spezzano, perdono forza. E dalle rovine nascono la fantasia, la voglia di reinventarsi, il coraggio di rompere gli schemi. Per questo penso che la persona giusta per noi sia quella che ci fa sentire bene anche nelle attese, nei tempi morti, quando siamo inattivi. Una delle frasi d’amore più belle che mi abbia detto il mio ex marito Emanuele è: «Non vedo l’ora di annoiarmi insieme a te». Credi che il successo dei tuoi libri nasca dal fatto di dare risposte, come questa? Al contrario: nasce dal farmi le domande insieme a chi legge. E dall’ammettere che non conosco tante risposte. Penso che sia il motivo per cui vengo percepita dai lettori più come un’amica che come una scrittrice: mi metto in gioco in prima persona. Alle presentazioni dei miei libri

L’uomo giusto è quello che ci fa sentire bene anche nelle attese. La più bella frase d’amore che mi abbiano mai detto è: «Non vedo l’ora di annoiarmi con te». quasi nessuno mi fa domande “durante”, ma alla fine, quando le persone vengono a farsi firmare le copie, mi raccontano cose intime, private. Come se ci conoscessimo da sempre. Hai già in mente il prossimo libro? Sì: vorrei esplorare la sindrome della crocerossina che ho riscontrato in molte mie conoscenze. E capire perché donne fortissime, capaci di fare cose incredibili per salvare un’altra persona, siano troppo deboli quando si tratta semplicemente di aiutare se stesse. E vivere. Il tuo libro finisce con la principessa in attesa del “marito giusto”. Ma per essere felici serve per forza un compagno? No, però servono dei legami. Per quanto mi riguarda sono il senso della mia vita. Penso a Carlo, il mio coinquilino dei tempi dell’università con cui da poco ho ripreso a dividere la casa: fra noi non c’è mai stato assolutamente niente di più, anche perché lui è felicemente gay… Poi c’è mio fratello Matteo, e c’è Ato, il ragazzo eritreo che ho avuto in affido 2 anni per accompagnarlo al diploma. Ci sono le amiche che conosco dai tempi del liceo e amici che ho incontrato negli anni e con cui passo tutto il mio tempo libero. Mi piace vedere sempre le stesse 8, 10 persone: quelle del cuore. La chiamo la mia “Arca Senza Noè” questa mia famiglia allargata e disfunzionale. Adesso sei innamorata? Diciamo che, dopo lunghe peripezie, credo di avere capito che amo davvero e profondamente una persona. Mentre innamorarsi è naturale e meraviglioso, amare e stare insieme è proprio un altro sport.

Eroine single Altro che principe azzurro! Negli ultimi anni le protagoniste dei cartoon Disney hanno dimostrato di cavarsela benissimo da sole.

MERIDA

La protagonista di Ribelle - The brave si rifiuta di sposare, come da tradizione, il primogenito di uno dei 3 lord. La madre non è d’accordo, ma alla fine capisce che sua figlia ha ragione e coraggio. Merida sarà la prima erede al trono single.

ELSA E ANNA

La sorelle principesse di Frozen - Il regno di ghiaccio, nonostante le incompresioni tra loro, lottano insieme contro il principe Hans, che inganna Anna per impadronirsi del regno di Elsa. E riescono a sconfiggerlo. L’unione tra sorelle fa la forza.

VAIANA

La protagonista di Oceania, contro la volontà dei genitori, parte per una coraggiosa missione in mare con l’obiettivo di salvare il suo popolo. Lo fa senza un uomo al fianco.

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COSA SUCCEDE . QUANDO NASCE UN FENOMENO

Con la sua musica sbruffona e sboccata, il 21enne di origini ghanesi prende in giro gli stereotipi sugli adolescenti e gli immigrati. Perciò i ragazzi lo amano. E molti adulti lo detestano di Valeria Colavecchio

L

a rivista musicale Rolling Stone lo ha definito «l'artista più politicizzato d’Italia». Secondo il leader della Lega Nord Matteo Salvini, «dovrebbe andare a raccogliere cotone e banane». Mentre per il giornalista Gad Lerner «è il futuro: creativo, fantasioso e ironico». Chi è che divide così gli animi? Bello Figo, 21 anni, professione rapper: il personaggio mediatico del momento.

Ha milioni di fan su YouTube. Capelli

con la cresta e tatuaggio di Hello Kitty sul petto, all’anagrafe è Paul Yaboah, nato in Ghana e cresciuto a Parma. Su YouTube è una star già dal 2013 con il nome di Gucci Boy. Le sue prime hit? Mi faccio una segha, Vaffanchiulo e il tormentone da quasi 7 milioni di visualizzazioni Pasta col tonno. «Si è fatto notare dai ragazzi come esponente del “lol rap”: sgangherato, demenziale e trash. E li ha conquistati perché quello di cui parla, con tanto di turpiloquio e volgarità, rispecchia la realtà di quell’età» spiega l’antropologo Marino Niola. «Piace perché rivendica il diritto

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di essere un adolescente: superficiale, sbruffone, sboccato, perfino sessista».

Scherza sul razzismo degli italiani.

La grande notorietà (e le polemiche) sono arrivate con le ultime canzoni sul tema immigrazione, dove canta “Non pago affitto, non faccio l’operaio” o “Non mi sporco le mani perché sono già nero”. «Bello Figo ironizza, provocatoriamente, sugli stereotipi razzisti nel nostro Paese: il migrante che non paga l’affitto perché vive in un hotel a 4 stelle, non lavora perché vive a spese dello Stato e si porta a letto la donna bianca» osserva Niola.

Riceve minacce ai concerti. Intorno alle

canzoni di Bello Figo si è scatenato un putiferio. Ha fatto indignare Alessandra Mussolini in tv, è finito nel mirino delle minacce dell’estrema destra che l’hanno costretto ad annullare numerosi concerti. E perfino il suo profilo su Wikipedia, preso di mira dai contestatori, è diventato “pagina protetta”. «La sua comicità e la sua parodia del rapper che si pavoneggia, applicate al fenomeno degli immigrati, sono state scambiate per un inno alla criminalità e un insulto agli italiani» nota l’antropologo. «Secondo un meccanismo tipico del mondo dello spettacolo e della Rete, un personaggio e un atteggiamento palesemente provocatori e ironici sono considerati veri e di conseguenza diventano reali». Resta una domanda: Bello Figo ci fa o ci è? La risposta, forse, l'ha data lui stesso: «Io scherzo sull’immigrazione. Finché non è vietato continuo a farlo». WWW.DONNAMODERNA.COM

KARMAPRESS

Bello Figo, il rapper di cui tutti parlano

Bello Figo si definisce “il capo dello swag in Italia”. Dove swag (che deriva dall’inglese swagger, fare lo spaccone) sta per “cazzeggio” e indica uno stile musicale basato sull’eccesso e la parodia.


COSA SUCCEDE . ABBIAMO INCONTRATO MICHELLE WILLIAMS

La vita mi ha preso a pugni In “Manchester by the sea” Michelle Williams è una madre sopravvissuta a un lutto terribile. Una storia che ricorda la sua: dopo la morte del compagno Heath Ledger, ha cresciuto da sola la figlia Matilda. «Mi sento in colpa per non averle dato una vita normale» confida. «Ma siamo andate avanti. E ne sono fiera» di Lorenzo Ormando -

@lorenzormando

«S

ei mai stato a New York? Se ti capita, devi andare al Grindhaus, un ristorante che si trova a Red Hook, il quartiere di Brooklyn dove abito. Fa gli hamburger migliori della città, ne vado pazza. Ma non spargere troppo la voce!» ride Michelle Williams quando la incontro a Toronto. Indossa un abito nero senza maniche e porta un taglio di capelli “pixie cut” che mette in risalto il viso intenso. Diventata famosa a 18 anni grazie alla serie tv per teenager Dawson’s Creek, oggi che ne ha 36 è considerata una delle migliori attrici al mondo. Quest’anno ha ottenuto la quarta nomination all’Oscar per la sua toccante performance in Manchester by the sea, al cinema dal 16 febbraio. «È una storia che parla di come le persone tornano a vivere dopo una tragedia» racconta, con la voce che è quasi un sussurro. La quarta volta alla notte degli Oscar sarà quella buona? È bello vedere il proprio lavoro riconosciuto, ma quando giro un film non penso mai ai premi che potrei vincere. Anche perché, se poi dovessi perdere, immagina che ko! È vero che, prima di recitare, sognavi la boxe? Sono cresciuta negli anni in cui Mike Tyson era il più forte in assoluto. Non mi perdevo un incontro e volevo a tutti i costi salire sul ring. E parlo di pesi massimi! Ero un maschiaccio.

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PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Manchester by the sea è candidato a 6 Oscar: miglior film, sceneggiatura originale, regista (Kenneth Lonergan) attore protagonista (Casey Affleck), attore non protagonista (Lucas Hedges) e attrice non protagonista (Michelle Williams).

le recensioni dei film e le interviste agli attori su

donnamoderna. com/news/culturae-spettacolo

All’anteprima del film ho visto molte persone in sala piangere a dirotto. Penso che sia impossibile non commuoversi. Randi, il mio personaggio, è una donna sopravvissuta a un terribile lutto che ha colpito la sua famiglia. Si è allontanata dal marito Lee (interpretato da Casey Affleck, ndr) e il suo cuore è spezzato per sempre. Deve affrontare una di quelle situazioni a cui, in quanto madre, cerco di non pensare nemmeno. WWW.DONNAMODERNA.COM


LA QUARTA NOMINATION ALL’OSCAR. Per Manchester by the sea (a destra, una scena), Michelle Williams è candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista. Aveva avuto la stessa nomination per I segreti di Brokeback Mountain (2006). È stata candidata come migliore protagonista per Blue Valentine (2011) e Marilyn (2012).

Da ragazzina ero una fan di Mike Tyson: volevo fare boxe come lui.

Ci riesci? Onestamente, no. Mentre ero sul set la mente andava sempre a mia figlia (Matilda, 11 anni, avuta dal compagno Heath Ledger, scomparso nel 2008 a causa di un’overdose di farmaci, ndr). Mi chiedevo: sta bene? Ha bisogno di me? Se ami profondamente qualcuno, la paura di perderlo va di pari passo con l’amore. Il film è ambientato in Massachussetts ed è stato girato a Boston, non lontano da New York, dove abiti. È stata una fortuna, perché potevo tornare spesso a casa da Matilda. A un certo punto mi ha persino detto: «Mamma, ultimamente mi abbracci più del solito. Che succede?». Come si affronta una grande perdita? Ognuno lo fa a modo proprio e purtroppo non esistono ricette per guarire. Dopo la scomparsa di Heath ho letto un libro, The year of magical thinking, in cui la scrittrice Joan Didion racconta il periodo successivo alla morte di suo marito, con cui era stata sposata 40 anni. Mi è stato di sostegno.

CONTRASTO / CLAIRE FOLGER

In che modo il dolore ti ha cambiata? L’unico aspetto positivo è che mi ha fatto apprezzare ancora di più le piccole gioie della vita. Conosco altre donne che affrontano situazioni simili, ci confrontiamo spesso. È un po’ come essere in un club molto sfigato in cui tutte le partecipanti sono esauste. Ma è una salvezza averle accanto!

IL GRANDE AMORE. Dal 2004 al 2008 Michelle Williams è stata legata al collega Heath Ledger, conosciuto sul set di I segreti di Brokeback Mountain.

china, perché ci metto un secolo ad arrivare ovunque. Quando guido, poi, lancio spesso maledizioni alle altre auto... Meglio che prenda i mezzi pubblici! I fan ti fermano per strada? A Brooklyn Matilda e io stiamo tranquille, non ci segue nessuno e non ci sono paparazzi appostati dietro i cespugli. Ma credo di essere una persona estremamente noiosa, non faccio nulla di interessante. Per Matilda, comunque, non deve essere facile avere per mamma una star di Hollywood. Fidati, sono molto meno star di quanto pensi! La sola cosa che conta è garantire a mia figlia una vita normale. Voglio che abbia stabilità, un luogo dove crescere e farsi degli amici. Ecco perché cerco di lavorare soprattutto in estate, così lei non ha problemi con la scuola. Cosa pensa della tua professione? Per lei sono semplicemente la mamma, quella che va al lavoro e paga le bollette. Lo scorso anno ho recitato per 5 mesi a Broadway. La mattina, a colazione, lei mi chiedeva com’era andato lo show. Ma mi fa un effetto strano pensare che, a 36 anni e con una figlia di 11, non ho un compagno (la relazione di Michelle con lo scrittore Jonathan Safran Foer, iniziata nel 2015, sembra essere finita, ndr).

Essere madre ti ha aiutata a calarti nel ruolo di Randi? Sì, ma ho trovato l’ispirazione anche osservando le donne di Boston. Mi sedevo sulle panchine fuori dalle scuole e guardavo le mamme che andavano a prendere i figli: il loro modo di vestire, l’accento, le pettinature. Una volta mi sono perfino autoinvitata a casa di una signora per prendere un caffè e sentirla parlare.

Suona come un bilancio. Spesso mi è difficile pensare positivo. Quando cresci una figlia da single smetti di credere alle storie da favola, anche perché ti rendi conto di potercela fare da sola. A volte sento di aver fallito, perché non ho vissuto “normalmente”. Ma se guardo indietro mi accorgo che sono più forte di quanto immaginassi. Ho attraversato momenti bui, però sono riuscita ad andare avanti. Questo mi rende fiera di me.

Ti piace osservare gli altri? Non posso farne a meno, soprattutto quando sono in autobus o in metro. A New York non uso volentieri la mac-

Come ti vedi tra 10 anni? Mi piacerebbe avere altri figli, sogno una grande famiglia. E vorrei avere sempre il sorriso sulle labbra.

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PLAYLIST

COSA SUCCEDE . PLAYLIST

3 COSE DA SAPERE SU...

BRUNORI SAS Dario Brunori, 39 anni, ha scritto i brani del nuovo album A casa tutto bene tra Calabria e Lombardia, nei luoghi della sua vita. 1 La casa. Il titolo non è casuale. «Mi rifugio spesso nel mio appartamento. Sono affetto da pigrizia» dice. 2 Il disco. Registrato in una masseria del 1100, affronta le paure quotidiane. «Il pubblico mi ha fatto capire come dosare l’ironia e parlare di argomenti seri». 3 Il tour. Brunori suonerà nei club con la sua band dal 24 febbraio. «Voglio che esca il musicista, non soltanto il S.G. cantautore».

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Battiston, un cronista a caccia della verità

TV

In “I fantasmi di Portopalo” recita accanto a Beppe Fiorello. Per non dimenticare il naufragio di 300 migranti la notte di Natale del 1996 di Elisabetta Colangelo @eliscolangelo

Giuseppe Battiston è l’antidivo per eccellenza. Un po’ per il fisico, molto per il suo carattere schivo. «Sono fortunato, per strada in genere non mi riconoscono» scherza l’attore friulano, 48 anni e una passione per i vini. «Per una vigna potrei anche lasciare il cinema» confida Battiston, che vedremo nella fiction I fantasmi di Portopalo, in prima serata su Rai1 il 20 e 21 febbraio.

La carriera. Lanciato nel 1999 da Pane e tulipani

di Silvio Soldini, Battiston ha recitato in cult del cinema italiano: da La tigre e la neve di Roberto Benigni a La bestia nel cuore di Cristina Comencini, a La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati. Nel film campione d’incassi Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, era Peppe, l’amico che nasconde la propria omosessualità e improvvisa session di ginnastica: un’interpretazione che gli è valsa il Nastro d’Argento. In tv ha conquistato il pubblico nel ruolo del dottor Freiss nella serie Tutti pazzi per amore: «Uno dei più divertenti della mia vita».

La nuova fiction. I fantasmi di Portopalo è tratta

dal libro omonimo del giornalista Giovanni Maria Bellu (appena ripubblicato da Mondadori). Racconta il naufragio di 300 migranti nel canale di Sicilia la notte di Natale del 1996, che i pescatori locali cercarono di far passare sotto silenzio per paura del sequestro di barche e reti. Accanto a Beppe Fiorello, che interpreta un pescatore deciso a rompere il muro di omertà, Giuseppe Battiston è il cronista che indagò sulla vicenda: «Parlare di immigrazione e accoglienza è un tema da servizio pubblico. Il mio personaggio è un vero giornalista, che osserva e fa le domande giuste» dice. «Fiorello? Un perfezionista con un grande rispetto per il pubblico». WWW.DONNAMODERNA.COM


MUSICA

CINEMA

“50 sfumature di nero” in numeri

AGF / DOANE GREGORY / JULIAN HARGREAVES

di Camilla Ghirardato -

Abbiamo visto il secondo episodio della saga erotica. E abbiamo contato sex toys, diamanti e...

@Camillaghiro

Cinquanta sfumature di nero, ora al cinema, inizia dove erano finite quelle di grigio: Anastasia (Dakota Johnson) ha lasciato Mr. Grey (Jamie Dornan), a far la sottomessa non ci sta più. Ma, si sa, basta dire no per riaccendere l’interesse di un maschio e così Christian, per 2 ore e passa di film, si impegna a farle cambiare idea. Ecco, in numeri, come. 3 Le volte in cui Mr. Grey si inginocchia supplice davanti ad Ana: troppe. È la sostanziale differenza tra le 2 pellicole: lui ha perso il nerbo e costringe lei quasi a implorarlo di usare le maniere forti del bel tempo passato. Troppi pure i baci. Il pubblico al cinema fischia ogni volta che le labbra dei protagonisti si avvicinano: ma non era un film erotico? 5 Gli amplessi. Il primo arriva dopo una ventina di minuti. Il più sexy, neanche a dirlo, inizia nella famosa Stanza Rossa. 3 I sex toys utilizzati: barra divaricatrice, palline della geisha e pinze per capezzoli (queste ultime usate solo a scopo dimostrativo sull’indice di Ana). 4 I regali di Mr. Grey ad Anastasia: mazzo di rose bianche (finito subito in pattumiera), nuovo iPhone, un paio di pendenti di diamanti e un brillocco. 1 La scena sexy. Cena al ristorante: Christian ordina ad Ana di sfilarsi le mutandine, consegnargliele e poi farsi accarezzare sotto il vestito in un ascensore affollato. Orgasmo rimandato perché lui, imperioso, la obbliga a trattenersi. La platea si ammutolisce, la scena funziona. 0 Il voto alla trama: nessun colpo di scena se non tirato per i capelli. Decisamente il sequel è meno appassionante del film primogenito. 1 L’occasione mancata, ma grande: la sempre bellissima Kim Basinger relegata al ruolo di Elena Lincoln, colei che ha iniziato Christian ai giochi di ruolo. Le poche scene in cui appare bastano a farci ricordare l’erotismo meno esplicito ma più bollente di 9 settimane e ½. E gli occhi mascalzoni e scanzonati di Mickey Rourke, con cui il sempre cupo Jamie Dornan (nonostante il fondoschiena) non regge il confronto.

Benji & Fede al concerto preferito dai teenager

Agli adulti può sembrare disgustosa, ma proprio per questo i ragazzini ne vanno matti. È la “slime”, la gelatina verde usata per giocare. Se vuoi cantare con le popstar più amate e poi vederle inondate di slime, il 26 marzo all’Alcatraz di Milano c’è il secondo Nickelodeon SlimeFest (i biglietti vanno già a ruba su www.ticketone.it). Verrà anche trasmesso in tv però, per chi può, vale la pena andarci di persona.

Una festa unica. Le stelle della serata

saranno Benji & Fede (foto 1) e Alessio Bernabei (3). Ma si esibiranno anche Fred De Palma (2), Il Pagante (4) e tanti altri. «L’anno scorso la quantità di slime versata sui cantanti è stata memorabile» dice Niccolò Torrielli, che presenterà il concerto con la youtuber Ehi Leus.

Una gelatina cult. Nickelodeon usa la sli-

me dal 1981 per “sporcare” i protagonisti dei Kids’ Choice Awards, i premi ai personaggi più apprezzati dai ragazzi. Tra le vittime celebri, Will Smith, Justin Bieber e Johnny Depp. Vuoi provarla anche tu? Il 26 marzo gli spettatori sotto il palco saranno “slimati” come gli artisti. M.L. 1

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I papà a tempo pieno Li racconta la fiction “Amore pensaci tu”, il venerdì in prima serata su Canale 5 di Mattia Carzaniga -

@ilcarza

1. Nella coppia tradizionalista. Gemma,

infermiera, chiede al marito Luigi di aiutarla in casa. «Anche se rivendica la propria indipendenza, dimostra che una donna può dire: “Ho bisogno di te”» osserva Valentina Carnelutti che la interpreta. E lui accetta la sfida: «Luigi si è sempre sentito inadeguato nella sfera privata. La richiesta della moglie gli fa scoprire un punto di vista nuovo» commenta l’attore Emilio Solfrizzi.

2. Nella coppia al contrario. Anna (Giulia

Bevilacqua) ha scelto la carriera di medico. Perciò di casa e bambini si occupa il marito Marco (Filippo Nigro). «Ma non chiamatelo “mammo”» scherza l’attore. «Il loro è un equilibrio possibile, conosco tante coppie in cui funziona così». Gli fa eco Giulia Bevilacqua: «La famiglia in cui sono cresciuta è simile a questa. L’importante è che entrambi siano d’accordo: Anna e Marco lo sono».

MOSTRE

Il mondo a colori di Elliott Erwitt I suoi scatti in bianco e nero sono famosissimi. Ora, per la prima volta, vengono esposte le foto a colori del maestro americano Elliott Erwitt. Nella mostra Elliott Erwitt Kolor, fino al 16 luglio a Genova (palazzoducale.genova.it/ elliot-erwitt), ci sono 135 immagini inedite. Che ritraggono con empatia e ironia tanto le persone comuni (come le ragazze di Las Vegas, Nevada, qui sotto) quanto le celebrità (come Marilyn Monroe e il cast del film Gli Spostati in Reno, Nevada, in basso).

TV

più insieme Jacopo (Carmine Recano), calciatore rimasto in panchina, ed Elena (Martina Stella), ora fidanzata col migliore amico di lui. Lei diventa però gelosa quando l’ex inizia a uscire con Chiara (Margherita Vicario). «Questa fiction racconta con sincerità i sentimenti: la nostra coppia mette in scena una donna forte e un uomo in crisi, che vede nella paternità una seconda chance» osserva Recano.

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4. Nella coppia di fatto. Francesco (Fabio

Troiano) e Tommaso (Giulio Forges Davanzati) si ritrovano genitori affidatari di una nipotina rimasta orfana. A sconvolgere la routine quotidiana arriva la mamma del secondo, Tina (Giuliana De Sio). «Il punto di forza è non aver reso questa coppia gay “diversa”: le loro dinamiche sono le stesse di quelle tra me e la mia compagna, perciò non ho fatto fatica a immedesimarmi» dice Troiano.

ANSA / EPA-ANSA

3. Nella coppia scoppiata. Non stanno

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PLAYLIST . COSA SUCCEDE

Due gemelle e un gioco pericoloso

LIBRI

RE D’AUTO

APPIANO scrittrice

80 RICETTE VIP DEDICATE AI BAMBINI

Letto da isabella Fava @isabyt

SHUTTERSTOCK

SIONI

di ALESSANDRA

A 6 anni Helen ed Ellie scambiano abiti e identità. Dal loro scherzo prende il via un thriller psicologico che ti conquisterà

L’inizio di La gemella sbagliata (Piemme) è fulminante. Le sorelline Helen ed Ellie, 6 anni, decidono di scambiarsi abiti e ruoli. Sembra un gioco divertente: sono così identiche che tutti fanno fatica a riconoscerle. Anche se tra i gemelli c’è sempre un leader (in questo caso Helen) e una spalla (Ellie), persino la mamma, per differenziarle, pettina una con i codini e l’altra con la treccia. Nei panni una dell’altra, le due bambine potranno ridere delle gaffe e degli equivoci, prendendo in giro il mondo intero. Ma è proprio così? Il gioco delle parti si protrae e i ruoli si confondono. Anche in famiglia sembra non si siano accorti dello scambio. E per Helen, voce narrante del romanzo, comincia l’incubo. Cresce guardando la sorella fare una vita ricca di soddisfazioni e affetti - quella vita che era destinata a lei - mentre la sua esistenza diventa sempre più triste, cupa e problematica. Se ti piacciono gli intrighi psicologici, La gemella sbagliata non ti deluderà. In questo romanzo tutto è doppio: il timbro narrativo, le storie, i personaggi, i punti di vista. E il risultato è una vertigine di senso. Chi è chi? Sarà vero quello che sto leggendo o è solo frutto della mente della protagonista? L’autrice, Ann Morgan, vive a Londra e collabora con il Guardian. Proprio come Paula Hawkins, che ha scritto il bestseller La ragazza del treno (Piemme). Molti troveranno delle somiglianze fra i due libri. In effetti, il filone è lo stesso e qui funziona alla grande. Perché la storia delle due gemelle ti cattura. Fino alla fine.

RE CE N

CHI È L’AUTRICE Ann Morgan vive a Londra e collabora con il Guardian, l’Independent e il Financial Times. Nel 2012 ha aperto il blog Ayearofreading theworld.com, in cui racconta un libro per ogni Paese del mondo.

Unire la passione per la cucina alla solidarietà. Da questa idea nasce Cuochi si nasce, famosi si diventa. Raccoglie le ricette preferite di 80 personaggi del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport. Così scopriamo il segreto del tiramisù di Francesco Totti, il significato dei tortellini per Gianni Morandi e la conversione di Fabio Volo dal taleggio alla quinoa. Il libro costa 25 euro e si trova sul sito www.fondazione paideia.it. Il ricavato va alla costruzione del Centro Paideia di Torino: un polo di 3.000 metri quadrati per la riabilitazione infantile. A.A.

IL PREZZO DEL SOGNO Margherita Giacobino (Mondadori)

LA BIOGRAFIA Entrando in empatia con la protagonista della sua appassionata biografia, la Giacobino ripercorre le lotte e le inquietudini esistenziali di Patricia Highsmith, una delle più originali e spiazzanti scrittrici contemporanee. Una donna coraggiosa, che ha rivendicato il diritto di amare un’altra donna. Un’intellettuale tormentata, posseduta dalla smania di scrivere. Una personalità fortissima, da ammirare. IL CONFINE DI GIULIA Giuliano Gallini (Nutrimenti)

LA SORPRESA 1931: il nazismo è in piena ascesa. Giulia Bassani, giovane poetessa, vive in un lussuoso hotel di Zurigo. È in cura da Carl Gustav Jung e spera di guarire dal male di vivere. Anche Ignazio Silone frequenta lo studio del noto psicoanalista: deluso dalla politica, vuole fare lo scrittore. I due si incontrano e si amano nonostante le enormi differenze caratteriali. Un’opera prima convincente che si muove con grazia tra finzione e verità storica.

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Moda e Bellezza Elena e Giulia Sella 27 ANNI, ARCHITETTO E DESIGNER DI INTERNI

Chi sono Gemelle, di Milano, hanno il viso regolare, la pelle curata, i capelli chiari e gli occhi trasparenti. Prepararle allo shooting non è stato difficile! Come le abbiamo trasformate Il maquillage scelto per Elena e Giulia è molto naturale: fondotinta effetto pelle trasparente, mascara per esaltare gli occhi chiari e rossetto. Con i loro colori sta bene il nude o il rosso ciliegia.

Il beauty tip Plumping Rich Lips di IncaRose (15 euro, in farmacia ed erboristeria) volumizza le labbra e tiene a lungo.


MODA E BELLEZZA . MODELLE PER UN GIORNO

LA PROSSIMA IN COPERTINA

PUOI ESSERE TU

carica le tue foto su donnevere. donnamoderna.com

LA DOPPIA VITA DEL

TRENCH In primavera, anche se fuori splende il sole, indossa pure gli impermeabili. La loro anima sportiva e chic (interpretata per noi da due gemelle) li rende camaleontici passepartout. Perfetti in ogni occasione e impeccabili su ogni silhouette di Cristina Nava foto di Fernando Lombardi testi di Elena Banfi

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Rendilo sexy

Per rendere hot un trench nero portalo a pelle. Con gioielli che brillano.

A ELENA PIACCIONO: • il colore blu Klein; • mixare capi low cost e firmati; • l’eleganza di Uma Thurman; • il trucco mascara e rossetto.

A GIULIA PIACCIONO:

• la primavera; • lo stile di Emma Stone, gli ankle boots; • il rossetto: rosato per il giorno, bordeaux per la sera.

Da sinistra, per Elena. Trench con maxi revers (MooRer, 775 euro, tg. 38-48). Per Giulia, trench con mantellina (Samsoe & Samsoe, 199 euro, tg. XXS-XL). Orecchini Morellato. Collane Vcruz Jewels.

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Mettilo con il lungo Usa un trench corto per sostituire il classico blazer: darai un tocco glam e contemporaneo agli abiti piĂš eleganti.

Giacca impermeabile svasata con maniche tre quarti (Ragno, 120 euro, tg. 1-7). Abito di cotone jacquard con lavorazione macramè e profondo scollo a V (20.52, 474 euro, tg. 36-48). Gioielli Morellato. Sandali RenÊ Caovilla.

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MODELLE PER UN GIORNO . MODA E BELLEZZA Infilalo sul cropped top

I giochi di proporzioni sono cambiati: con il trench sta bene anche un top che arriva sotto il seno. Per Elena, trench rosso (United Colors of Benetton, 99,95 euro, tg. 38-48). Felpa (19.70 Seventy, 83 euro, tg. 38-50). Jeans sartoriali (Jeckerson, 225 euro, tg. S-L). Per Giulia, trench corto (Upim, 59,99 euro, tg. S-XL). Pull cropped e gonna (Marni, prezzo su richiesta).

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Portalo all’inglese

Il trench è un evergreen del look british. Provalo con mocassini, pantaloni trompette, camicia di denim e cintura di cuoio. Trench classico doppiopetto con mostrine e cintura in vita (Piazza Italia, 29,95 euro, tg. S-L). Camicia di jeans con bottoni a pressione, 100% made in Italy (Eleventy, 245 euro, tg. 38-50). Anelli Tous.

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Dagli un’aria super chic

Ecco come trasformare il parka militare in un capospalla iper raffinato: abbinalo al bianco totale, scegli maxi pull, pantaloni ampi e tacchi mozzafiato. Parka di cotone impermeabile con coulisse e tasconi a soffietto (OVS, 49,99 euro, tg. S-XL). Maglia oversize di speciale filato punto piquet intessuto di fili di lurex (563 euro, tg. 38-48) e pantaloni corti stile gaucho coordinati (488 euro). Tutto Gentryportofino (tg. 38-48). Sabot Le Silla.

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INDIRIZZI A PAG. 134

Indossalo la sera

Sugli abiti più lunghi e femminili infila un impermeabile dalla linea asciutta, maschile, ma con dettagli preziosi. E punta su accessori a tutta grinta. Impermeabile in gabardine doppiato di seta a fiori (MooRer, 949 euro, tg. 38-48). Abito di seta con ruches (P.A.R.O.S.H., 602 euro, tg. XS-XL). Anello Morellato. Cintura borchiata Leitmotiv. Stivali di pitone Jérôme Dreyfuss.

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MODELLE PER UN GIORNO . MODA E BELLEZZA Resta sul classico

Sabbia, beige, caramel... I trench tradizionali non passano mai di moda. Se sei alta (o porti i tacchi), scegli un modello lungo stile Bogart. Se sei minuta e ami il mezzo tacco, perfetto l’impermeabile corto alla Jackie. Per Elena, trench lungo con mantellina, mostrine e cintura (Sisley, 144 euro, tg. 38-48). Per Giulia, impermeabile bonton con impunture a vista (Pennyblack, 249 euro, tg. 38-50). Abitino di broccato (Essentiel, 265 euro, tg. 34-46).

Trucco e pettinature Francesco Mammone per MKS using viso Kiehl's

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MODA E BELLEZZA . DALLE PASSERELLE

SEGUI LA TENDENZA ,ANNI

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TAGLI SQUADRATI, DISEGNI GEOMETRICI, COLORI DECISI. IL LOOK FA POP

MIU MIU

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L’ispirazione Fiori stilizzati, colori dissonanti, taglio accappatoio: il soprabito di Miu Miu arriva dai Sixties. 1. Senza maniche e a maglia jacquard, l’abito è puro anni Sessanta (United Colors of Benetton, 79,95 euro, tg. XS-XL). 2. Bolli e quadrati decorano la borsetta rigida con il manico (Le Pandorine, 69 euro). 3. Macro fiori di resina e catena dorata per la maxi collana (Uterqüe, 99 euro). 4. Le scarpe di pelle bicolore con tacco basso e largo e fibbia sono stile Jacqueline Kennedy (Cinzia Valle, 125 euro). 5. Le lenti a colori “acidi” fanno Beatles (Eyepetizer, 145 euro).

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MONDADORI PHOTO (2)

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Se l’effetto nostalgia ha conquistato anche te, prova a replicare qualche outfit visto in sfilata. Come questi, ispirati a tre decenni molto creativi. Che, in fatto di fashion, hanno lasciato un segno indelebile servizio di Rossella Mazzali testi di Alessandra Cipelli

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RIVOLUZIONE FASHION: LINEE AGILI E MORBIDE, FANTASIE ETNICHE E ACCESSORI HIPPIE

TORY BURCH

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L’ispirazione L’abito è lungo, tagliato in una stoffa leggera con una stampa tipo batik: il look proposto da Tory Burch è nostalgia degli anni Settanta. 1. Il vestito morbido e comodo a stampa etnica si allaccia al collo con un nastrino (Marella, 249 euro, tg. 38-50). 2. Il ciondolo giusto per la collana ha il simbolo della pace (Rue des Mille, 80 euro). 3. La borsa a tracolla è di cuoio con le nappine e la patella lavorata (OVS, 19,99 euro). 4. I classici occhiali da aviatore ora hanno le lenti arcobaleno (Ray-Ban, 159 euro). 5. Sabot, ma di pizzo all’uncinetto (Frau FX, 119 euro).

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MODA E BELLEZZA . DALLE PASSERELLE

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ELISABETTA FRANCHI

RUCHES E SPALLE LARGHE, LEGGINGS E STILETTO: È IL POWER DRESSING

INDIRIZZI A PAG. 134

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MONDADORI PHOTO

L’ispirazione Giacche voluminose, pantaloni aderentissimi; linee asimmetriche sottolineate da ruches e volants, fantasie animalier à gogo. E accessori esagerati: dalle pochette rigide ai tacchi a spillo. 1. Clutch di resina a linee squadrate (Sodini, 89 euro). 2. Minidress con una spallina a fiocco (Asos, 86 euro, tg. 36-48). 3. Bracciale rigido di ottone dorato (Bliss, 79 euro). 4. Leggings stampati con shaping effect (Freddy, 69 euro, tg. XS-XL). 5. Décolletées metallizzate con tacco a stiletto e lacci da allegare alla caviglia (Primadonna Collection, 59,99 euro).

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A R C H I T E T T O

Contrastare il tempo con fermezza

Création SYMBIOSE - Photo : P. Strube.

Rughe evidenti, solchi profondi, perdita di tonicità, mancanza di luminosità: con il passare del tempo, l’architettura del viso si modifica. PHYSIOLIFT offre una gamma inedita e completa di trattamenti “architetto” anti-età, affine alla fisiologia cutanea, per contrastare il tempo con fermezza. Il suo trio di principi attivi esclusivi aiuta a ricaricare* la pelle in collagene, acido ialuronico e vitamina A, elementi costitutivi fondamentali della sua struttura. PHYSIOLIFT si distingue anche per le sue texture uniche e sensoriali che inondano di piacere tutti i tipi di pelle, anche quelle sensibili.


SEMPRE IN

SNEAKERS Tutte giĂš dai tacchi! Lo confermano anche le sfilate cult, dove si sono viste scarpe sportive con outfit raffinati. Quando indossi abiti o gonne lunghe, scegli modelli alti che coprano la caviglia e opta per il bianco e un design lineare.

Pratiche, ma anche molto trendy, permettono di raggiungere di corsa le vette del glamour. Guida alle scarpe sportive

servizio di Rossella Mazzali testi di Elena Banfi

KET S A B

Con rinforzi alla caviglia, suola di materiale Eva e tecnologia che la rende impermeabile e traspirante (Geox Respira, 129,90 euro).

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MONDADORI PHOTO (2) / GETTY

LACOSTE

Linea affusolata e allure rĂŠtro per il modello di pelle naturale e lucida (Birkenstock, 150 euro).

DIOR

Di pelle, con alta suola di gomma, linguetta XL sagomata e chiusura di velcro sulla caviglia (Timberland, 140 euro).


SHOPPING . MODA E BELLEZZA

Un po' vintage, le “tennis” anni ’50 non passano di moda. Il loro design minimal le rende alleate perfette di ogni look, soprattutto nelle versioni in bianco totale. A noi piacciono con i boyfriend jeans, arrotolati appena sopra la caviglia!

Di tessuto glitter e camoscio, hanno maxi elastici, suola dentata e speciale sottopiede BluSoft Memory traspirante (Stonefly, 99,90 euro).

HE C I S S CLA Stringate di finta pelle, con suola massiccia di gomma e tallone di colore a contrasto (Deichmann, 27,90 euro).

Ce int antm quo odis Di morbida pelle, con triplice magni mpore, sim int chiusura di velcro e suola occab ilibusto de et di poliuretano leggera fug di testo medium e resistente (Ecco, 134,95 euro). aliquam (00,00 euro, lorempsim).

Vera pelle, con una fascia argentata e chiuse con lacci (Giò di Grünland, 99,90 euro). Stringate di pelle traforata con motivo a piccoli quadri (NeroGiardini, 125 euro).

Mix di nuance e materiali: neoprene, camoscio e pelle. Con elastici incrociati e suola bicolore (Cinzia Valle, 145 euro)

ELAS TICH E

Se un'icona fashion come Bella Hadid (sopra) le abbina al tubino, non avere dubbi: il look è da copiare! Gli elastici sostituiscono le stringhe, amplificano il comfort e creano grintosi intrecci décor. Sdrammatizza il look: scegli glitter e metal.

Di tessuto tecnico e pelle metallizzata, hanno elastici avvolgenti, suola antiscivolo e zip posteriore (Igi & Co., 69,90 euro).

Le mitiche 2750 di cotone, con la suola di gomma naturale vulcanizzata (Superga, 59 euro). Stringate di tessuto macramè con alta suola di gomma (Estradà Sport by Scarpe&Scarpe, 35 euro).

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MODA E BELLEZZA . SHOPPING

Sulle sneakers più romantiche fioriscono bouquet e ramage, si posano uccellini e farfalle. Se sei una sognatrice, usale per addolcire tailleur e mise da ufficio. Se ami osare, crea mix psichedelici infilandole sotto capi flower.

TE A R FIO

ON P I SL Dior insegna: le scarpe che si infilano in un attimo sono piene di stile e non solo ideali per chi va di fretta. Considerale l’evoluzione sportiva delle ballerine e divertiti a coordinarle al look. Scegli tessuti per il giorno e pellami deluxe per la sera.

Alte alla caviglia, in tela di cotone, con borchie candide e farfalle multicolore (CafèNoir, 79 euro).

DIOR

Un delicato ramage e un piccolo passerotto sembrano dipinti ad acquerello sulle slip-on di pelle stampata (Frau Verona, 95 euro).

Classiche anni '80, di pelle effetto denim con inserti elastici laterali tono su tono (The Flexx, 89 euro).

DIOR

Stringate di finta pelle con coloratissimo ricamo di fiori naïf e alta suola di gomma (Primadonna Collection, 39,99 euro).

FANT ASIA

Anche le running dimostrano un’inclinazione per l’arte. Le più belle odiano le mezze misure e sfoggiano un patchwork di materiali, disegni e colori. Portale sotto gonne o pants tinta unita: saranno loro a catalizzare gli sguardi!

Effetto optical per le slip-on di vernice, con stampa pied-de-poule e frangia di perline (Roccobarocco, 69,90 euro).

Rétro, di finta pelle metallizzata, con maxi fiocco e spicchi laterali (Bata, 59,99 euro). Sportive di tessuto a scacchi, camoscio e pelle metal con stringhe Arlecchino (Voile Blanche, 172 euro).

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INDIRIZZI A PAG. 134

NTI A C I C LUC

Con i loro bagliori siderali sono dedicate a chi ha un'anima da diva anni '80. Di giorno usale con moderazione e accostale al nero o al bianco. Di notte scatena il loro splendore, mixandole a bomber glitter o abitini di paillettes.

Tennis in versione glam con tomaia di pelle scamosciata tempestata di glitter (Lotto Leggenda, 120 euro).

Da trail running, in tessuto tecnico, con cuscinetto anti tendinite e suola Vibram (Grisport, 83 euro).

Dotate di tecnologia brevettata Biomechanics, sono studiate per ridurre dolori a talloni, caviglie e ginocchia (Scholl, 75 euro).

Stringate di nabuk con inserti in Gore-Tex e suola ammortizzante (Legero, 110 euro).

MONDADORI PHOTO (3)

MUGLER

Traspirano e assorbono ogni impatto le sneakers tecniche di materiale D.I.W.O. Dry In Wet Out (Freddy, 89,90 euro).

Le mitiche sneakers alla caviglia di tela completamente rivestita di glitter (Converse, 110 euro).

Doppio scintillio per le slip-on con la tomaia metĂ  glitterata e metĂ  di pelle metallizzata (Lumberjack, 49,90 euro).

Tessuto tecnico e nabuk, con suola antiscivolo e stringhe elasticizzate per un fit perfetto (Mephisto, 129 euro).

TECH NICO LOR

Sono nate per correre, arrampicarsi, superare ogni limite. Ma adesso si vestono di nuovi colori, vibranti e sofisticati. Pensi che sia difficile abbinarle? Sbagliato! Il contrasto netto che creano le rende facili e d'effetto sotto ogni outfit.

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MODA E BELLEZZA . PERSONAL STYLIST

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PER IL GIORNO

Casual fantasia 1. Mini dress fantasia (United Colors of Benetton, 49,95 euro, tg. XS-L). 2. Postina di suede e dettagli di metallo (Sodini, 59 euro). 3. Sneakers con piccolo plateau (Voile Blanche, 172 euro). 4. Leggings di denim (Violeta by Mango 59,99 euro, tg. 44-58). 5. Bracciale rosso di cotone macramè ricamato a corone (Queen, Cruciani C, 10 euro).

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Carlotta Sinigaglia 24 ANNI, IMPIEGATA DI CUSANO MILANINO (MI)

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ADESSO IL LOOK È GIUSTO

Come si fa a trovare il proprio stile? Nel caso di Carlotta è stato semplice: abbiamo giocato con le proporzioni, valorizzato gli opposti e scoperto qualche pezzo tutta grinta

PRIMA

Chi è

Carlotta, 24 anni, lavora in una piccola azienda (ma ha dovuto lasciare nel cassetto il suo sogno di diventare psicologa). È una ragazza solare e spumeggiante, dal carattere deciso, minuta, con occhi intensi e un sorriso bellissimo. Ama i viaggi e la musica.

testi di Stefania Fornoni consulente d’immagine certificata AIC FLC (lookbeautiful.it)

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styling di Donatella Sgroj

Carlotta è attratta dalla moda: vorrebbe migliorare il suo stile super sportivo (di solito indossa jeans, magliette, vestitini, sneakers) con qualche dettaglio particolare e insolito e mostrare più personalità nel vestire. Obiettivo: un look pratico (visto che è sempre di corsa) ma che la valorizzi al meglio. WWW.DONNAMODERNA.COM

MIMO VISCONTI

Come si sente


IL TRUCCO CHE SERVE ANCHE A TE

PER LA SERA

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Tinte glamour

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1. Bomber di raso con stampa floreale (Motivi, 69 euro, tg. 36-46). 2. Minigonna a trapezio con pannello sovrapposto e bottoni (Max & Co., prezzo su richiesta). 3. Sandali glitter con listini intrecciati e tacco a stiletto (OVS, 34,99 euro). 4. Orecchini con ciondolo e nappine (Mango, 12,99 euro). 5. Top plissettato di seta senza maniche (Sisley, 59 euro, tg. 40-48).

La cintura a corsetto è un must che sottolinea il punto vita e disegna la figura (Zara, 15,95 euro).

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Le sue sfide e gli obiettivi

Abbiamo fatto il punto su ciò che rende personale uno stile. Nel caso di Carlotta, il modo per crearne uno tutto suo può essere quello di abbinare gli opposti: il romantico con il rock, il lucido con l’opaco, il bijoux etnico con il capo contemporaneo, le sovrapposizioni insolite come il mini-pull sotto l’abito sottoveste.

DOPO

Su cosa ha puntato

Carlotta ha un fisico minuto e non è altissima: ecco perché è importante valorizzare lunghezze e proporzioni che diano slancio alla silhouette. Primo consiglio: nel suo guardaroba servono

gonne e abitini corti, giacchini sopra il punto vita. Ma anche capi che facciano cadere lo sguardo sulla parte superiore del corpo: via libera a camicie aperte alle spalle, maglioncini con scolli ampi a barchetta, top arricciati, maglie con volants applicati. E orecchini importanti. Secondo consiglio: abbinare questi capi più romantici a pezzi grintosi. E cioè pantaloni effetto pelle, gonne di vernice, jeans stretch indossati sotto un abitino, stivali a tronchetto con un po’ di tacco.

E ha imparato che...

Quando si vuole slanciare la statura è importante creare effetti ottici verticali. Carlotta può rendere la figura più longilinea indossando un capospalla, come un parka leggero, che faccia da spolverino sportivo e che si può indos-

sare sia con i jeans sia con il vestitino. Ma il segreto è questo: va portato aperto, non allacciato! E poi, un pezzo jolly, la cintura alta a forma di corsetto: si può stringere intorno a un vestitino, a una camicia o a una T-shirt a maniche lunghe abbinata a una gonnellina ampia. Ed ecco creato uno stile divertente e ironico da portare di giorno, con le scarpe basse.

vuoi diventare protagonista di personal stylist? iscriviti su donnevere. donnamoderna.com

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MODA E BELLEZZA . NEWS

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FIORI VINTAGE SUGLI OCCHIALI Quando un brand di occhiali vintage contemporanei si unisce a un marchio che crea gioielli e accessori glam, il risultato non può che essere spettacoloso. Sono nati così gli Angel Flower di Kyme+Radà: una montatura rétro da gatta sulla quale scintilla un decoro delicato di cristalli (339 euro).

L’OROLOGIO CHE PARLA DI AVVENTURA GIOIELLI STILE REGINA

UN FILM, UNA COLLEZIONE E UN RITORNO La trovi già negli store e nel negozio online: scommettiamo che andrà a ruba? La Re-Issue Collection propone, in edizione limitata, alcuni dei capi di Gap che hanno fatto la moda degli anni ’90: il denim Easy Fit, il Reverse Fit, le Pocket Tee... Per il lancio di questa collezione, Gap ha creato un film con il regista Kevin Calero. Si intitola Generation Gap e ha come protagonisti i figli delle celeb che hanno reso uniche le campagne dei Nineties. Ed ecco tanti giovani, da Chelsea Tyler a Lizzy Jagger, più una star d’accezione: Naomi Campbell, testimonial, nel 1992, delle mitiche Pocket Tee.

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Il blu del mare, la luminosità delle stelle nel cielo estivo: la collezione Tesori di Morellato, proposta per la nuova stagione, combina pietre blu e cristalli, un design attuale e la lavorazione precisa e preziosa dell’antica tradizione gioielliera. Ne sono la prova questi orecchini moderni e, allo stesso tempo sontuosi. Come potrebbero essere quelli scelti da una regina (79 euro).

Le spericolate ragazze della spedizione Donnavventura (seguile ogni domenica alle 14 su Rete4) hanno al polso un orologio Sector No Limits ad hoc, che non è in vendita. Ne vuoi uno simile? Il modello che vedi qui sotto ha lo stesso quadrante. Cambia solo il cinturino: per le donne avventurose è di pelle tagliata al vivo, per te è tutto di acciaio (129 euro).

a cura di Orsina Baroldi scrivile a orsina.baroldi@mondadori.it WWW.DONNAMODERNA.COM


cd solo e 9,90*

L’originaLe La sua voce magnifica, profonda e inconfondibile, ha reso indimenticabili le sue interpretazioni. Da BANG BANG a CIAO AMORE CIAO da VEDRAI, VEDRAI a PAROLES, PAROLES (con Alain Delon): 21 successi emozionanti rivivono in questa raccolta che celebra il suo talento unico, elegante, raffinato.

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* Prezzo rivista esclusa

foto: Mondadori Portfolio/Rue des Archives

UN’ARTISTA AffASCINANTE, UN’INTERPRETE INIMITABILE


MODA E BELLEZZA . PUNTO FORTE

LABBRA PIÙ SEXY

La bocca perfetta ha volume, è piena e, soprattutto, ha l’arco di Cupido (il triangolino in alto al centro) perfettamente disegnato. Qui trovi tante idee per metterlo in risalto. E per ottenere un effetto 3D

di Alice Capiaghi

DELINEA LA FORMA CORRETTA

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Prima di stendere il rossetto, con una matita per le labbra definisci i tre punti chiave dell’arco di Cupido: i due apici del labbro superiore e il punto in basso al centro. Poi, uniscili tracciando una piccola V il più possibile simmetrica e non troppo a punta. «Lo stile a cui attenersi è quello ben definito, come si usava negli anni '50» dice Simone Belli, international make up artist L’Oréal Paris. «La forma ideale, però, dipende soprattutto dalla fisionomia del viso: se è spigoloso, meglio un arco morbido. Al contrario, chi ha un ovale tondo, può anche puntare su un effetto più grafico».

Volumizza le labbra e, grazie al pennellino sagomato, disegna bene i contorni. Gloss Volupté n. 211 di Yves Saint Laurent (36 euro).

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Posso disegnare l’arco di Cupido anche con il tatuaggio semipermanente?

PROVA IL TRATTAMENTO AD HOC

È attorno ai 30 anni che le labbra iniziano a perdere turgore e a essere segnate dalle piccole rughe verticali dette “codice a barre”. Per contrastare il processo di invecchiamento, puoi provare il nuovo trattamento Endermologie Sublimatore di Sguardo & Labbra di Lpg (65 euro la seduta di 40 minuti): ha un effetto detox sul contorno della bocca, perché aiuta a eliminare scorie e tossine. Inoltre, grazie alla doppia azione meccanica della testina utilizzata nel massaggio, che picchietta e aspira insieme, “sferza” l’attività cellulare, ripristinando la produzione naturale di collagene, elastina e acido ialuronico, sostanze chiave anche per la tonicità delle labbra.

Sì, esiste una tecnica apposta per correggere i contorni irregolari. Affidati a mani esperte e richiedi solo colori ipoallergenici.

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ILLUMINALE CON LO STROBING

L’arco di Cupido è uno dei punti più sensuali. Per enfatizzarlo e dargli tridimensionalità, usa la tecnica dello strobing. Con un pennellino a lingua di gatto (quello con cui si sfuma l’ombretto), applica al centro del labbro superiore, seguendone il contorno, una piccola quantità di polvere illuminante: ideali quelle ricche di pigmenti e di madreperla, ma non troppo chiare rispetto alla pelle. Prima di applicare il rossetto, delinea i contorni con una matita trasparente : impedisce al lipstick o al gloss di uscire dai bordi. Niente più sbavature di rossetto con la matita Transparent Lip Liner di Pupa (11,50 euro).

IMAXTREE - LAURENCE ELIE SAAB

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ALLENALE CON LA FACE GYM

Se desideri un arco di Cupido più scolpito, puoi fare qualche “smorfia” di ginnastica facciale. «Modulando le vocali O e U e dando piccoli colpetti sulle labbra alleni il muscolo che circonda la bocca e stimoli la circolazione di questa zona» dice Simona Mancuso, creatrice del metodo di ginnastica facciale My Facegym. «Continua per un almeno 1 minuto e ripeti 3 volte al giorno. In un paio di settimane noterai che sono più turgide».

CORREGGI LE DISCROMIE

Per mettere in risalto l’arco di Cupido è fondamentale ridurre al minimo le ombre e uniformare il colorito tra il labbro superiore e la base del naso. Fai così: applica un correttore di colore blu o lilla, tinte ideali proprio per illuminare le zone della pelle che tendono al grigio. Applicane una piccola quantità in corrispondenza dell’arco e picchiettala con il polpastrello per stemperarlo. Per avere l’illusione di labbra in 3D, utilizza lo stesso correttore anche su altri punti della bocca, per esempio attorno agli angoli esterni e appena sotto il labbro inferiore.

USA LA MASCHERA PLUMP

La tendenza delle maschere patch arriva dalla Corea e molte star, come Lady Gaga e Jessica Alba, hanno postato su Instagram foto con la bocca sigillata da questo strano cerotto che ricopre le labbra e tutta la zona intorno, tonificandola. Di gelatina o biocellulosa, vanno applicate un paio di volte a settimana e lasciate in posa 10-15 minuti. Le più efficaci? A base di acido ialuronico e collagene per rimpolpare e minimizzare le rughette; con sostanze emollienti (oli, burri e miele) per renderle morbide e lisce.

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Idrata e rimpolpa la bocca in 15 minuti. Dreamkiss di Starskin (9,99 euro, da Douglas).

Il correttore matitone lilla elimina le ombre. Colorsolution Color Corrector n. 3 di Debby (4,90 euro).

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CERCA CREME E ROSSETTI CON OLI ESSENZIALI “SPICY”

Zenzero, cannella oppure peperoncino. Se vuoi un prodotto con un immediato effetto rimpolpante, sono queste le sostanze naturali che devi cercare tra gli ingredienti di gloss e trattamenti. «Si tratta di oli essenziali usati in cosmetica per il loro blando potere rubefacente, cioè capace di stimolare la circolazione del sangue. Per questo, quando li applichi sulle labbra, senti un leggero formicolio. L’effetto plumping è garantito e dura fino a quattro ore» spiega Umberto Borellini, cosmetologo.

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RIMPOLPALE CON LE PUNTURINE

Anche l’arco di Cupido con gli anni perde volume e forma. La medicina estetica ti dà una mano con il trattamento di ridefinizione del labbro. «È un filler di acido ialuronico da iniettare proprio sull’arco per riempire i vertici superiori e rendere più evidenti i filtri, cioè le “colonnine” che vanno dalla base del naso al labbro e danno il senso di tridimensionalità» spiega Monica Renga, medico estetico a Milano. Una seduta costa circa 350 euro e andrebbe ripetuta dopo 6-8 mesi.

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MODA E BELLEZZA . CURE CORPO

BODY BRUSHING MA

Vuoi levigare la pelle, risvegliare il colorito e tenere a bada i tanto odiati cuscinetti a costo zero? Preparati: ti bastano pochi minuti al mattino. E la spazzola giusta

di Laura D’Orsi ha collaborato MargheritaTizzi

L

a prima celeb che ha dichiarato di non poterne fare a meno è stata la super modella Miranda Kerr dal suo seguitissimo blog. Ma anche Cindy Crawford ed Elle McPherson si sono dichiarate entusiaste del body brushing, ossia la spazzolatura del corpo a secco. Tanto da praticarla anche tutti i giorni. Già, perché questa nuova beauty mania rende la pelle liscia, compatta e luminosa. Proposta anche nei centri benessere e negli istituti più esclusivi, la puoi facilmente replicare anche a casa. Ecco i consigli degli esperti per un un effetto spa.

Il manico lungo permette di raggiungere facilmente la schiena.

Preferisci la spazzola doppia, così abbini un massaggio anticellulite sulle zone critiche.

Quando Se pensi che il body brushing

sia una pratica impegnativa, sbagli: bastano dai 3 ai 5 minuti ogni mattina. «Il segreto è la costanza: meglio dedicare poco tempo tutti i giorni che tre quarti d’ora una volta alla settimana» spiega Elena Cognonato, operatrice di tecniche orientali al Relilax Hotel Terme Miramonti di Montegrotto Terme (PD). «Il momento migliore per la spazzolatura è al mattino, a pelle asciutta. L’ideale è far seguire subito dopo una doccia e al termine, sulla cute ancora umida, spalmare un fluido idratante o un olio per il corpo che verranno assorbiti subito».

Le setole vegetali al cento per cento sono le più delicate sulla pelle.

Come Per prima cosa devi procurarti la

spazzola giusta. «La più indicata è di setole naturali (devono essere piuttosto lunghe, 3-4 centimetri) e morbide. Perfette quelle di tampico, una fibra ricavata da una pianta messicana» suggerisce l’esperta. Impugna la spazzola in modo che le setole siano perpendicolari alla pelle, così il massaggio sarà più deciso ed efficace. Se hai la cute sensibile, invece, tieni la spazzola inclinata: otterrai un piacevole effetto carezza. Ricorda che i

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NIA

La spazzolata è anti-buccia d’arancia?

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Assolutamente sì. Eseguita con costanza, stimola il microcircolo ossigena i tessuti e dà lo sprint al drenaggio linfatico. Così permette di eliminare i liquidi in eccesso.

SHUTTERSTOCK (2) IPA

movimenti devono essere brevi e decisi. «Dividi il corpo in “segmenti”. Parti dai piedi, poi tratta metà gamba fino al ginocchio, le cosce e così via» spiega Elena Cognonato. La direzione da seguire è quella della circolazione linfatica: massaggia le gambe dal basso verso l’alto, sia davanti che dietro; le braccia dalle mani verso le spalle; per la schiena procedi dal centro, cioè dalla colonna vertebrale, verso il fianco. Non serve spazzolare la parte alta del dorso, non ci sono stazioni linfatiche, ma attenta all’addome. «Qui stai leggera ed effettua movimenti rotatori intorno all’ombelico in senso orario. Per il décolleté, invece, procedi dal centro verso l’esterno. Concludi con il collo, partendo dai lobi delle orecchie e scendendo verso le spalle» suggerisce Codognato.

Perché I movimenti della spazzola, che seguono e accompagnano il flusso della linfa, favoriscono il drenaggio dei liquidi: ecco perché il body brushing ti aiuta a sgonfiarti e riduce la buccia d’arancia. Spazzolando, stimoli anche la circolazione del sangue e quindi l’ossigenazione dei tessuti, che risultano più tonici ed elastici. «Senza contare l’effetto scrub delle setole, delicato ma efficace, che rende la pelle luminosa e liscia» osserva l’esperta. Se hai la cute secca, il body brushing fatto tutti i giorni è un vero toccasana: elimina la desquamazione, stimola l’epidermide a produrre nuove cellule e aumenta l’attività delle ghiandole sebacee. Infine, la spazzolatura ti aiuta a sentirti meglio: le setole agiscono sulle terminazioni nervose, favorendo il rilascio di endorfine, gli ormoni del benessere. Così ti senti più carica, ma allo stesso tempo rilassata. Pronta ad affrontare la giornata.

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Due o tre volte alla settimana prova il trattamento proposto in molte spa: prima la spazzolatura, poi un impacco con i fanghi. L’effetto drenante si potenzia. Spazzola bene le parti più ispessite: la pianta e il dorso del piede, le ginocchia. E dove hanno sede le stazioni linfatiche, come sulla parte bassa della schiena e sull’addome. Aggiungi 3 gocce di olio essenziale di rosmarino e 3 di arancio alla crema corpo che massaggi, dal basso verso l’alto, dopo il brushing: così aiuti a combattere la cellulite.

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Questi potenziano l’effetto seta

5 consigli extra

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1. Deep Comfort Body Wash di Clinique (21,50 euro) è una mousse detergente per la pelle secca. 2. Contiene calendula e olio di oliva Olio Corpo Pelle Delicata di Kaloderma (9,38 euro). 3. Gommage Tonic Corps di Clarins (43 euro), con cristalli di sale della Camargue, stimola il turn over cellulare. 4. È naturale al 100% l’Olio di Mandorle Dolci di Athena’s (6,90 euro). 5. Scrub Corpo allo Zucchero di Canna di Biopoint (19,50 euro) lascia la pelle ultra morbida. 6. Gommage Detergente Esfoliante Vaniglia di Sephora (8,90 euro) ha una texture gommosa ispirata al chewing gum.

Puoi fare il brushing anche sul viso: usa una spazzola più piccola e con setole più morbide e muovila in senso circolare dall’interno verso l’esterno. Se hai zone irritate (per esempio in caso di dermatite atopica o psoriasi), devi rinunciare alla spazzola.

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MODA E BELLEZZA . NEWS

LA MASCHERA HA UN INGREDIENTE SEGRETO Life Plankton Mask di Biotherm (50 euro) con principi attivi idratanti e lenitivi è ideale quando la pelle è secca, arrossata e le rughe sono visibili.

CON IL SUO PROFUMO PARIGI SEDUCE SEMPRE

tre mascara in uno

Le sorgenti di acqua calda dei Pirenei francesi hanno un segreto: un microorganismo dalle straordinarie proprietà rigenerative da cui si ottiene Life Plankton, ingrediente che, con i suoi 35 nutrienti, è il cuore di molti prodotti Biotherm. Coltivato in laboratorio attraverso un processo di fermentazione biotecnologia (la Fermogenesis) che produce concentrazioni anche 400mila volte maggiori rispetto all’habitat delle sorgenti termali, favorisce il rinnovamento e protegge il derma. Non solo. La concentrazione elevata (5%) presente in Life Plankton Mask contribuisce a lenire i rossori e a ridurre le discromie, rendendo la pelle più fresca, elastica, tonica e splendente. L’applicazione? Due volte alla settimana stendi uno strato sottile di questo gel con le dita, dal centro verso l’esterno del viso, poi applicalo anche sul collo. Non va eliminato, ma lasciato agire fino a che è completamente assorbito.

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Per la prima volta puoi regolare la quantità di colore sullo scovolino e “cambiare” ciglia da mattino a sera! Lash Power Flutter-to-Full di Clinique (27 euro), infatti, ha un tubetto super tecnologico: giri la parte superiore ti fermi sull’icona del look che desideri e otterrai un trucco moderato, intenso o extra. E, per un risultato da make up artist, ecco un consiglio: quando applichi il mascara vai dalla base verso la punta, muovendo veloce lo scovolino a destra e sinistra. Avrai le ciglia perfettamente truccate e separate.

Patchouli e muschi bianchi sono i protagonisti di Mon Paris Star Edition di Yves Saint Laurent (98,65 euro, in edizione limitata alla Rinascente). Il flacone della fragranza ricorda l’iconica giacca da smoking della Maison.

RELAX TOTALE NEL CUORE DELLE DOLOMITI La forest bathing è una pratica orientale che consiste nel camminare tra i boschi per curare lo stress. A questa medicina alternativa s’ispira il nuovo Qc Terme Dolomiti di Pozza di Fassa (Trento): 4.300 metri quadrati immersi nel verde, per depurare la pelle, rilassare i muscoli e calmare la mente con la balneoterapia alpina. Tutte le piscine, infatti, sono alimentate dalla calda acqua termale della sorgente Aloch, ricca di zolfo e minerali. Nella foto sopra la sala relax con vista sulle montagne (qcterme.com).

di Margherita Tizzi WWW.DONNAMODERNA.COM


Tosse secca o grassa? Scegli un nuovo modo di curarla

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MODA E BELLEZZA . SOCIAL

disegno di @spora

InstaBeauty

LE MULES Se sono rasoterra, portale con i calzoni skinny. A tacco alto vanno con gli abitini corti. E sceglile super colorate. Vedi Sportmax.

@albertapianon @donnamoderna

Consigli cinici

L’HO LETTO SU INTERNET!

CHI SALE

IL BORSINO

1ª puntata

La Rete ha la straordinaria capacità di creare mode, tendenze e convinzioni. Che si fanno ancora più stravaganti quando si parla di make up o beauty routine: in questo momento il tormentone delle beauty blogger è la black mask.

Che cos’è la black mask? È una cremazza collosa di un colore nero intenso, proveniente da Paesi orientali (Cina o Corea), che si spalma sul viso e che, una volta asciugata, promette di “staccare” i punti neri. Quando è stesa è molto bella da fotografare, cosa che ha fatto una parte della sua fortuna mediatica. Il resto del successo forse è dovuto alle istruzioni in cinese che fanno subito “oscuro segreto di bellezza orientale”. Ma che cosa è davvero? In sostanza è una pellicola di vinile: non contiene carbone, come può far pensare il suo colore, non contiene praticamente altro che il vinile che dovrebbe portare via i punti neri. Funziona? Ehm. No. Lo so per certo perché l’ho comprata. Diciamo che l’effetto è lo stesso che otterreste passandovi del nastro adesivo sulla faccia: una leggera esfoliazione, la stessa di uno scrub. Ma i punti neri, purtroppo, restano lì. Volete una maschera che assorba il sebo e purifichi la pelle? Usate dell’economicissima argilla. Volete un parere su qualcosa che avete visto in Rete o di cui vi ha parlato la vostra vicina di casa? Scrivete a modabellezza@mondadori.it

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CHI SCENDE

Fa da lipbalm e da blush. Io lo uso sulle labbra: il rosso è il mio preferito! #babylips #2in1 #lips Baby Lips Balm & Blush, Maybelline New York, 5,99 euro.

Dove lo trovo

IL COSTUME DI KARLIE KLOSS di Elena Banfi Mi sono innamorata di questo costume: mi aiuti a scoprire di chi è? Mila, mail

L’OMBRETTO NERO Adesso vince il colore. Quali scegliere? I toni pastello. Oppure le nuance pop.

Seguici sul Web Puoi leggere i nostri post e guardare le nostre gallery sui canali Moda e Bellezza di donnamoderna.com

L’intero che indossa Karlie Kloss è del marchio australiano Duskii Active. La linea studiata per gli sport acquatici, dal nuoto al surf al diving, sa disegnare le curve alla perfezione. Il modello che vedi si chiama Monte Carlo: di neoprene bianco e navy doppiato in rosso, chiuso con la zip, ha tagli e pannelli che scolpiscono la silhouette. Lo trovi sul sito del brand e su Farfetch.com.

Il costume di Duskii Active costa circa 200 euro. Info: duskiiactive. com.

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Il cosmetico? Bio e naturale è meglio! Secondo un’indagine svolta dall’Associazione internazionale per la cosmesi naturale e biologica con sede a Bruxelles (natrue.org), il 60% delle consumatrici europee intervistate dichiarano di essere rassicurate quando in etichetta sono presenti certificazioni relative a cosmesi naturale e biologica.

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«Orzo mais e riso sono cereali ricchi di minerali e vitamine, che hanno effetti lenitivi e addolcenti. I prodotti che li contengono sono indicati per tutti i tipi di pelle e non hanno aggiunte di coloranti o conservanti» spiega Linda Spinelli spa manager della Nature spa di Cascina Caremma, dove una parte delle coltivazioni bio della tenuta viene usata per la preparazione di una linea cosmetica. Alla base idratante e cremosa dei cereali vengono aggiunte anche gocce di oli essenziali purissimi. Il più usato nelle Agri Spa? «La lavanda è al primo posto tra le essenze, per la profumazione intensa e per le sue qualità purificanti e calmanti. E, in combinazione con l’orzo, è perfetta per idratare in profondità» precisa Linda Spinelli. La maschera antiage per il viso Altamente nutriente, è a base di orzo e lavanda. Dopo la detersione con un latte delicato, a base di riso, e un tonico con olio essenziale di lavanda, la pelle viene trattata con uno scrub agli acidi della frutta che eliminano le impurità. Poi si applica la maschera che grazie alla lavanda ha un effetto depurativo, mentre i cereali idratano la

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica febbraio alla prevenzione degli effetti collaterali delle terapie antitumorali con gli esperti di Artoi, Associazione ricerca terapie oncologiche integrate. Chiama lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13 al 3290730407. O scrivi a mese prevenzione @gmail.com

pelle. Per finire, il massaggio con una crema che contiene mais e malva per donare luminosità.

CON L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

Le virtù del vischio su donnamoderna. com/news/ mese-prevenzione

Mai provata l’olio-terapia? Le nostre nonne lo sapevano bene: l’extravergine è buono sul pane, ma è altrettanto benefico applicato sulla pelle. «È un vero concentrato di principi attivi: dagli acidi grassi a tutte le vitamine anti età, come la A e la E. Inoltre, contenendo sostanze affini ai grassi della pelle è WWW.DONNAMODERNA.COM


deve essere tiepida, perché il calore potrebbe alterarne le proprietà.

Gli indirizzi per un relax al naturale

CON IL LATTE Chi non ha mai sentito parlare dei segreti di bellezza di Cleopatra o Poppea? Celebri sono i bagni nel latte di queste bellezze dell’antichità che s’immergevano nel candido liquido per ammorbidire e illuminare la pelle. Una vera carezza idratante che crea una barriera naturale agli agenti atmosferici in virtù delle vitamine del gruppo A, B e D di cui è ricco il latte, oltre a sostanze nutrienti come calcio e oligoelementi. Il bagno aromatico Aggiunto in una vasca con acqua scaldata a circa 37 gradi, il latte penetra nei pori della pelle che si dilatano grazie al calore. Vengono poi aggiunti oli essenziali dal profumo intenso come fiori d’arancio, rosa o lavanda. L’odore del latte caldo, infatti, non a tutti può piacere. Usciti dalla vasca l’effetto pelle liscia è assicurato.

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CON L’ALOE VERA

ideale anche per quelle delicate» spiega Melania Moschini proprietaria dell’azienda agricola Coroncina (Mc) che di extravergine se ne intende con le sue sue 800 piante che producono l’olio di varietà autoctona protagonista del menu massaggi. Il massaggio per il corpo Utilizzando l’olio extravergine d’oliva si hanno effetti drenanti, perché favorisce l’eliminazione dei liquidi e stimola la circolazione sanguigna, riducendo il senso di gonfiore alle gambe. La temperatura dell’olio durante il trattamento

Dalle sue foglie si estrae un gel puro dalle proprietà rinfrescanti, emollienti, cicatrizzanti e idratanti. Un vero e proprio elisir di bellezza che va lavorato fresco per conservarne intatte le proprietà. «Il segreto per un aloe vera di qualità è l’estrazione e macerazione a freddo. Un sistema antico e manuale svolto a bassa temperatura per salvare tutte le azioni dei principi attivi presenti, che verrebbero distrutti ad alte temperature» spiega Domenico Scordari, titolare dell’azienda di cosmesi naturale N&B di Martano (Le) che ricava gli ingredienti dalle proprie piantagioni di aloe. Lo scrub Per ammorbidire e rinnovare la pelle del corpo c’è il massaggio scrub a base di foglie di aloe vera tagliate in pezzetti, noccioli di albicocco polverizzati, olio d’oliva, germe di grano e vino Negroamaro. Seguono la doccia e un massaggio con aloe fresca appena estratta dalle foglie, a cui si aggiungono olio di mandorle dolci e olio essenziale di lavanda, che grazie alle loro proprietà lasciano l’epidermide vellutata e profumata.

Al Naturalis Bio Resort &SPA (naturali sbioresort.com), che sorge a Martano (Le) si fanno trattamenti all’aloe, coltivata poco distante.

Alla Cascina Caremma (caremma.com) di Besate (Mi) e alla Spa di Fondo Brugarolo (fondo brugarolo.it), in provincia di Monza Brianza, si utilizzano cereali e piante officinali.

Trattamenti con il latte al Romantik Hotel Post Cavallino Bianco (romantik hotelpost.com) di Nova Levante (BZ) e all’Azienda La Florida (laflorida. com) di Mantello (SO).

Benessere con l’olio d’oliva alla Coroncina (agriturismocoroncina.it) di Belforte del Chienti (Mc) e all’Aquapetra Resort&Spa (aquapetra.com) a Telese Terme (BN).

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POSSO AIUTARTI? . FORMA

Mai pensato al triathlon? Se credi che sia solo per uomini o superatlete, ti sbagli. Questo sport va bene anche per te che hai determinazione e costanza e sei un po’ allenata. Qui trovi storie a cui ispirarti testo e foto di Giorgiana Scianca

Sara si allena per il suo primo mezzo ironman:

F

orse non pensavi che fosse una cosa da donne e invece, complice il fascino dell’impresa impossibile e il desiderio di un corpo perfetto, negli ultimi due anni i tesseramenti femminili alla Federazione italiana triathlon sono cresciuti del 33% e oggi sono quasi 2000 le atlete che lo praticano. Ma davvero è uno sport alla portata di tutti? «Assolutamente sì» dichiara Fabio Vedana, coach ed ex allenatore della squadra italiana e svizzera di triathlon olimpico. «Ho portato più di cinquanta persone “normali” a tagliare il traguardo dell’ironman, la gara più estrema e il 10% di queste erano donne».

Regala un fisico eccezionale «Si diventa triatleti

pur avendo una famiglia e un lavoro. All’inizio sapere praticare più o meno tutte e tre le discipline aiuta ma non è indispensabile, l’importante è allenarsi anche poco ma con continuità» dice Fabio Vedana. Riuscire a portare avanti uno sport è già una bella conquista, farne tre sembra impossibile eppure vale la pena provarci perché questa disciplina è la garanzia di una silhouette asciutta e armonica e di un benessere psicofisico assoluto. «Il corpo di un triatleta è inconfondibile perché è l’unico sport che usa sia gli arti superiori sia quelli inferiori ma anche schiena, addome, pelvi e diaframma che permettono di compiere i movimenti in modo sicuro, preciso e coordinato» spiega Vedana. Ma non solo. Il triathlon ha un

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FUNZIONA COSÌ

È uno sport articolato su tre prove che si svolgono in immediata successione, in outdoor e sempre nella stessa sequenza: nuoto, ciclismo e corsa. Si percorrono distanze diverse a seconda della categoria di gara sprint (750mt, 20km, 5km) olimpico (1,5km, 40km, 10km) mezzo ironman (1,9km, 90km, 21km), ironman (3,8km, 180km, 42km).

1,9

KM A NUOTO

impatto positivo anche sulla psiche. «Il metodo tecnico e mentale necessario per gestire tre discipline te lo porti poi anche nella vita: i triatleti sono di solito persone con un equilibrio interiore e una capacità organizzativa fuori dal comune» conclude l’esperto.

Si inizia per gradi Superata la prima fase, check

medico e visita di idoneità per l’attività agonistica, è fondamentale rivolgersi a un esperto per imparare la tecnica corretta dei tre gesti (correre, nuotare, andare in bicicletta). «Questo consente di evitare infortuni ma anche di ricevere un piano di allenamento studiato sui tuoi obiettivi e il metodo per portarlo avanti. Nel triathlon bisogna lavorare soprattutto sullo sviluppo delle capacità di resistenza durante uno sforzo prolungato» prosegue Vedana. «Altro aspetto importante durante l’allenamento è garantire un corretto equilibrio muscolare. Con esercizi che coinvolgono la parte centrale del corpo, come la ricerca di stabilità con l’utilizzo di elastici, trx, dischi e palloni. Per mantenere la motivazione è essenziale porsi un obiettivo, ma quanta preparazione richiede? Per arrivare in fondo a uno Sprint (la distanza più breve tra le gare di triathlon), possono bastare 5 ore di allenamento a settimana per 4 mesi, lavorando per colmare le lacune tecniche e aumentare la resistenza. Come hanno fatto le tre protagoniste delle nostre storie che ti raccontiamo qui. WWW.DONNAMODERNA.COM


90 Laura, 44 anni di Milano, impiegata nel telelavoro Triatleta in erba, primo obiettivo: lo sprint di Andora ad aprile. Il triathlon è sempre

stato il mio sogno, racchiude le tre discipline che più amo e che pratico da sempre. Ho iniziato la preparazione per il mio primo sprint un paio di mesi fa, l’esaltazione si alterna allo scoraggiamento ma quando mi alleno con altri triatleti sento di avere un tifo costante che mi trascina. Se fuori piove, c’è ghiaccio o se mio figlio è malato, mi esercito con i rulli, un sistema per fare bici a casa. Il funzionamento è semplicissimo: la ruota posteriore è leggermente alzata e si appoggia a un rullo che la fa girare. Quella anteriore rimane fissa e per simulare la salita uso una leva collegata al rullo. Per me che sono all’inizio serve soprattutto per sciogliere le gambe. Anche se il vero allenamento è su strada e all’aria aperta. Di solito pedalo sui rulli per un’ora e mezza, il tempo di guardare sull’ipad due puntate di Doctor House.

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KM IN BICICLETTA

Sara, 35 anni di Arona, consulente in comunicazione e storyteller (nelle foto sopra) Finisher di un mezzo ironman e di molti olimpici e sprint.

Ho iniziato a fare triathlon perché volevo controllare meglio il mio corpo, capire fino a che punto potevo spingerlo. All’epoca vivevo a Milano e stavo facendo carriera in una grande azienda. Ero forte sul nuoto perché lo pratico da sempre, ho migliorato la tecnica nella corsa con un allenatore e, per potenziare la forza in bicicletta, mi esercitavo facendo tratti in salita con un rapporto molto duro in modo da abituare il muscolo a rimanere in tensione. Più imparavo cose sul mio corpo più facevo chiarezza sulla mia vita. Iniziavo a distinguere le attività che mi davano energia da quelle che me ne toglievano. Ho capito che rimanere otto ore in ufficio mi stava consumando e così ho lasciato Milano e recuperato uno stile di vita in armonia con la mia natura indipendente.

Carla, 44 anni di Cagliari, insegnante di nuoto Finisher di un ironman, classificata tra le prime dieci in un mezzo ironman, prima in un olimpico. Ho

tagliato il traguardo del mio primo ironman quando mia figlia aveva 6 anni. Fare triathlon da quando è piccola non mi ha impedito di seguire famiglia, casa e lavoro. La mia passione per questa disciplina è talmente travolgente da dimenticare il sacrificio di svegliarmi all’alba o rinunciare a un’uscita con le amiche. Quando ho iniziato ero molto forte nel ciclismo e allenata nel nuoto. Ma mi sono dovuta potenziare nella corsa, esercitandomi in pista con il cronometro: ripetute da 1000 mt per aumentare la resistenza e scatti da 300 mt per migliorare la velocità. Vivere al mare mi consente di correre sulla sabbia, potenziando le gambe; adoro farlo di mattina così poi mi trovo con un’amica per un cappuccino e brioche. Fare sport significa anche concedersi qualche strappo in più senza perdere la forma.

KM DI CORSA

4 cose da sapere Il triathlon è un antistress naturale. E, a giudicare dalle celebrità che lo praticano, da Jennifer Lopez a Pippa Middleton, anche il lato B è assicurato. Si usa un linguaggio particolare. Sei un “age group” se fai parte dei triatleti non professionisti e un “finisher” quando tagli il traguardo, indipendentemente dal tempo che hai fatto. Si gareggia tra age group della stessa fascia di età anche se tutti pensano che la vera sfida sia con se stessi. Il momento più temuto di una gara è la partenza, quando ci si tuffa e si viene letteralmente travolti dalla spinta di tutti gli altri partecipanti. Una vera lavatrice umana. Kona, alle Hawaii, è la mecca del triathlon. Qui dal 1978 si svolge il campionato mondiale di Ironman, una gara dove sono ammessi solo i migliori triatleti del mondo.

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Anche lui può avere problemi di tiroide Quando la ghiandola funziona male l’organismo va in tilt e molti uomini perdono perfino la voglia di fare l’amore

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@CinziaTesta19

li ultimi dati dicono che 500mila maschi italiani soffrono di disturbi alla tiroide. E i numeri sono in aumento. «Certo, restano in percentuale decisamente inferiore rispetto alle donne» spiega la dottoressa Laura Fugazzola, responsabile del servizio di diagnosi e terapia delle malattie della tiroide dell'Istituto auxologico italiano di Milano. «Per ragioni che non sono ancora del tutto chiare, infatti, questo tipo di patologie è prevalentemente femminile». Ma gli uomini devono diventare più attenti alla salute di questa ghiandola così importante per il benessere di tutto l’organismo. Tanti i sintomi da riconoscere Molti campanelli d’allarme sono comuni a lui e a lei. Nella lista ci sono la stanchezza esagerata e un’eccessiva sonnolenza, oppure, al contrario, l’insonnia e il nervosismo, oltre che le alterazioni del battito cardiaco e i problemi di peso. Ma se le donne, a volte, fanno i conti con squilibri del flusso mestruale e ciclo capriccioso, gli uomini possono avere problemi legati alla sfera sessuale. «La tiroide è come una centralina che sovrintende a molte attività dell’organismo» spiega Vincenzo Mirone, primario dell’Area funzionale di urologia del policlinico Federico II di Napoli. «E se funziona male, può influenzare la qualità dello sperma e la produzione degli spermatozoi, determinando problemi di fertilità». Anche la mancanza di desiderio può essere una spia di disturbi alla tiroide. «È uno dei segnali principali nell’uomo» aggiunge il

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IL CHECK UP DA FARE Sì ai controlli per le donne durante la gravidanza e a partire dai 45 anni, perché sono le fasi della vita più a rischio di problemi tiroidei. Per gli uomini, invece, è utile un check dai 40 anni, soprattutto se in famiglia ci sono dei precedenti. Per tutti, ci vuole un esame del sangue. per controllare i valori degli ormoni tiroidei, cioè FT3, FT4 e TSH.

professor Mirone. «Succede soprattutto se c’è un problema di ipotiroidismo: quando la ghiandola funziona poco, si può verificare un calo del desiderio e della potenza sessuale. Al contrario, se la tiroide è accelerata lavora troppo, si può soffrire di eiaculazione precoce». Più controlli se ci sono già casi in famiglia «Oggi la scoperta di un nodulo tiroideo avviene ancora casualmente e di solito dopo i 50 anni, quando questo è visibile a occhio nudo» racconta la professoressa Fugazzola. Cosa che non accade per le donne. Grazie alla forma del collo, più sottile, anche un rigonfiamento lieve salta subito agli occhi, facilitando così la diagnosi precoce. «Chi ha il padre che soffre di noduli tiroidei dovrebbe parlarne col medico per impostare un calendario di controlli personalizzati» aggiunge l’esperta. «È bene stare all’erta, poi, se in famiglia si soffre di malattie autoimmuni. Perché anche gli uomini possono ereditare la predisposizione ad avere una patologia del sistema immunitario, che non è necessariamente la stessa dei genitori. Chiariamo la cosa con un esempio: se un genitore ha l’artrite reumatoide, nel figlio potrebbe scatenarsi la tiroidite di Hashimoto, malattia autoimmune che colpisce la ghiandola». E che si scatena quasi sempre sotto lo stimolo di fattori scatenanti. Se per le donne i momenti critici possono essere la gravidanza o la menopausa, per gli uomini, in genere, è un periodo di stress esagerato. WWW.DONNAMODERNA.COM

CONTRASTO

di Cinzia Testa —


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Le verdure prima di tutto

Saziano l’appetito più a lungo di quello che pensi. Per questo iniziare il pranzo o la cena con un piatto di insalata o di ortaggi aiuta a migliorare la linea di Manuela Soressi —

@ManuelaSoressi

Da Capra e cavoli,

ristorante vegetariano di Milano, i piatti gourmet sono un trionfo di verdure.

V

uoi perdere peso ma senza dover seguire una dieta punitiva? Allora inverti l’ordine delle portate del tuo menu: comincia il pranzo e la cena con un bel piatto di verdure. «È un trucco efficace per ingannare lo stomaco» spiega il nutrizionista Nicola Sorrentino . «Gli ortaggi soddisfano l’appetito perché sono alimenti con molto volume ma poche calorie, sufficienti per attivare i neurotrasmettitori, che inviano al cervello lo stimolo da cui partono i segnali di sazietà e di appagamento. Risultato: si avverte meno la fame e non si rischia di esagerare con il resto del pasto».

La fame poi compare più tardi Consumare le verdure

come antipasto ha anche un altro vantaggio. Le fibre di cui sono ricchi gli ortaggi modulano l’assorbimento degli zuccheri contenuti nei piatti che mangerai dopo, come la pasta, il pane o i legumi. E questo comporta due effetti positivi, confermati da uno studio condotto in Giappone e pubblicato sulla rivista americana The Journal of Clinical Biochemistry and Nutrition: niente picchi di glicemia dopo pranzo e bassi livelli di insulina, l’ormone che, in eccesso, favorisce l’accumulo di grasso. L’assorbimento lento degli zuccheri ti mette anche al riparo dalla voglia di dolci a metà pomeriggio. Così eviti snack e cioccolatini che al momento ti gratificano, ma poi pesano sulla bilancia. E a poco a poco annullano i buoni propositi.

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CRUDE

Sgranocchiare carota, sedano o finocchio oppure gustarsi una insalata di verdure di stagione è un ottimo inizio, perché ti costringe a masticare, facendoti sentire subito appagata e aiutandoti a digerire meglio. «Dai la preferenza a verdure come radicchio, indivia, catalogna, ravanello e scarola: oltre ad avere un’alta presenza di antiossidanti, hanno un gusto amaro che stimola il senso di sazietà» consiglia Pierluigi Rossi, nutrizionista.

COTTE

Punta sulla verdura a vapore, metodo di cottura che non intacca troppo i nutrienti più sensibili al calore (fra questi l’acido ascorbico) e libera più antiossidanti, come avviene per i carotenoidi dei peperoni e il licopene dei pomodori. «Via libera anche a minestroni e zuppe, freschi o surgelati purché al naturale, cioè privi di addensanti, sale, additivi o grassi aggiunti» consiglia Sorrentino. «Se contengono legumi e patate vanno considerati dei piatti unici».

LIQUIDE

Centrifugati, frullati e smoothies sono un modo comodo e gradevole per consumare di più le verdure e raggiungere le fatidiche 5 porzioni giornaliere di frutta e ortaggi. Se però l’obbiettivo è quello di perdere peso, attenzione: le verdure gustate in questo modo hanno meno fibre e non costringono l’organismo a lavorare per scomporle, come accade invece quando le devi masticare. Quindi non saziano l’appetito.

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«Cresce sempre più negli uomini l’esigenza interiore di tornare alla natura» sostiene lo psicoterapeuta e sessuologo Fabrizio Quattrini. «Perché succede? Abbiamo bisogno di ritrovare l’essenza e riappropriarci delle caratteristiche che ci appartengono: la forza fisica, la concretezza, la solidità, liberandole, però, dal cliché del macho a tutti i costi». Una sfida che questi maschi lanciano a loro stessi. Ma che sicuramente riguarda anche un nuovo modo di vivere il rapporto tra i sessi. I.A.

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Paolo Cognetti, autore di questo pezzo e del libro Le otto montagne.

Una via d’uscita per il maschio in crisi

Uno scrittore di successo ci racconta come ha ritrovato se stesso. Lontano dalle città e a contatto con la natura più vera di Paolo Cognetti

«L

e città di notte contengono uomini che piangono nel sonno, e poi dicono Niente. Non è niente. Solo un sogno triste». Così cominciava L’informazione di Martin Amis, un incipit che mi porto dietro da molto tempo: con il pianto degli uomini, tabù dei nostri padri, cominciavano anche i miei trent’anni, all’epoca in cui segnai queste parole sul taccuino. Piangevo perché mi sentivo rinchiuso in una vita senza passione né significato, e non riuscivo a vedere davanti a me un futuro da inseguire. In quella crisi finii per lasciare Milano e andare a vivere in montagna, e tempo dopo sui miei mesi in baita scrissi un libro, Il ragazzo selvatico, che mi fece incontrare, per la prima volta, dei lettori uomini. Avevo sempre avuto lettrici, ed ebbi la sensazione di scoprire un piccolo pubblico che fino ad allora era rimasto nascosto, silenzioso, forse vergognandosi un po’, come quegli uomini di Amis che pianWWW.DONNAMODERNA.COM

ROBERTA ROBERTO

PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO


gono di notte per non farsi sentire dalle mogli. Fu un lettore a dirmi che avevo scritto un libro sulla crisi del maschio. Io non ci avevo pensato. Disse più o meno così: questa è un’epoca in cui abbiamo perso il senso della nostra natura maschile, e tu hai scritto la storia di uno che è andato a cercare quel senso in montagna. L’idea era nuova, per me, ma ci ho sentito subito della verità, e allora ho cominciato a ripensare alla mia esperienza in questo modo.

Intanto è vero che, salendo alla quota dei boschi e dei pascoli, ero andato a vivere nel paese degli uomini. Io sono

stato uno di quei bambini cresciuti tra le donne, e ho sempre sentito la mancanza di maestri. Dov’erano gli uomini durante la mia infanzia? Non negli appartamenti, nelle cucine, nelle aule scolastiche. Ne trovai due in montagna, e diventarono presto miei amici: uno era un pastore di mucche, un amante della buona compagnia che andavo a trovare nella capanna in cui abitava d’estate (una stanzetta di tre metri per tre senza acqua né bagno), e dove passavamo le serate a bere vino da grandi bottiglioni e parlare di bestiame, pascoli, formaggio, e della vita da montanaro di cui volevo sapere tutto. L’altro era un uomo più silenzioso, un costruttore di case, gran lettore del tutto autodidatta. Con lui parlavo di alberi e animali, di scrittori e libri di montagna, e anche di donne e solitudine. Per puro caso, entrambi i miei amici erano appena usciti da un matrimonio e si ritrovavano, dopo tanti anni, in una condizione dolorosa ma anche nuova, aperta agli incontri e alle possibilità. Ero più o meno allo stesso punto anch’io.

Però la parola non era la sostanza della nostra amicizia. Nessuno di noi riusciva a stare seduto a un tavolo troppo a lungo, così le nostre conversazioni erano

fatte più di mezze frasi tra un silenzio e l’altro, o tra un lavoro e l’altro. A me piace molto, delle amicizie, il fare qualcosa insieme, perché le parole sono d’aria mentre le cose si toccano con le mani, e mi sembra che le cose costruite insieme diano concretezza ai rapporti tra le persone, e ne siano il frutto migliore. Quello che facevo con i miei amici era spaccare legna e raccogliere fieno,

zappare un orto o riparare un muro a secco. E accorgermi di essere, benché più giovane di loro, molto meno allenato al lavoro fisico: mi stancavo prima e il giorno dopo avevo male dappertutto. Questo mi faceva arrabbiare, perché da ragazzo ero stato un atleta e non sopportavo l’idea di avere perso tutta la mia forza in una decina d’anni. Ho cominciato a recuperarla con gesti nuovi: impugnare un’ascia o un forcone o una zappa, sentire che le mani imparavano un lavoro e si abituavano a una fatica, era una gioia. Il corpo, il mio corpo di uomo, si irrobustiva e si asciugava come se ringiovanisse.

Intanto, da solo, me ne andavo a camminare. Nei mesi del disgelo, man mano

che la neve scopriva sentieri sempre più alti, raggiunsi tutte le cime che avevo intorno a casa, e poi, finite quelle, cominciai a uscire dai sentieri e a vagabondare per i luoghi nascosti sotto le cime: boschi, torrenti, pietraie. Sperimentavo il senso di meraviglia degli esploratori: scoprire un laghetto nascosto in una conca, o raggiungere una cresta e vedere cosa c’è di là, o voltare dietro un masso e ritrovarsi faccia a faccia con un camoscio sorpreso, e guardarlo negli occhi per un istante prima della fuga. Sentire in quello scambio qualcosa di primordiale, come una parte mia selvatica che era stata sopita dalla città e si risvegliava in montagna.

Dalla baita osservavo il limitare del bosco e verso sera vedevo spuntare tra i larici la volpe, la lepre e il capriolo.

Imparavo a riconoscere e a chiamare per nome le piante e gli animali, come prendendo possesso di parole che non mi erano state insegnate, anch’esse parole antiche dimenticate dalla città. E insieme, in quelle sere, imparavo la solitudine. Che mi faceva paura e me la fa ancora, ma dentro la solitudine c’era un tesoro nascosto per me che è la scrittura. Mi era stata tolta, non so quando, o forse è più giusto dire che si era prosciugata come una vena d’acqua durante una lunga siccità, e a un certo punto, mentre facevo questa vita lassù, ricominciò a sgorgare. È l’ultimo regalo che mi ha fatto la montagna, ma questa non è una cosa da maschi.

4 libri per capire

LE OTTO MONTAGNE

di Paolo Cognetti (Einaudi) Un romanzo di iniziazione alla vita per Pietro, che ritrova se stesso in montagna. È qui che riscopre le relazioni con il padre in primis, e con Bruno, a cui lo lega un’amicizia fatta di gesti veri. Ed è alta quota che la fatica fisica gli permette di confrontarsi con la propria forza interiore.

NORWEGIAN WOOD

di Lars Mytting (Utet) Questo libro, che prende il titolo dalla canzone dei Beatles, solo apparentemente parla dell’antica arte del legno norvegese. In realtà, dalle pagine di questo manuale, emerge una meditazione sul rapporto dell’uomo con la natura. E con se stesso.

LA VITA DEL PASTORE

di James Rebanks (Mondadori) Essere in sintonia con i ritmi della natura per trovare la propria armonia interiore. È questa la filosofia di vita del pastore inglese James Rebanks (molto attivo su Twitter con il nome @herdsheperd1), che nel suo libro racconta la scelta lucida e consapevole di rimanere lontano dalla modernità.

GREENLAND INTO WILD

di Paolo Solari Bozzi (Electa) Un viaggio ai confini del mondo, negli ambienti polari della Groenlandia. Là dove l’esistenza ruota intorno a pochi rituali di sopravvivenza quotidiana. Il reportage fa parte della mostra Artico, a Venezia fino al 2 aprile (treoci.org). I.A.

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Non sono capricci: è mal di scuola Tanti bambini vivono il tempo passato in classe tra mille ansie e difficoltà. E i genitori sono fondamentali per cambiare le cose

di Silvia Calvi

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l mal di pancia è al primo posto. Seguono: mal di testa, nausea e vomito. Sono i classici sintomi del mal di scuola. Una sindrome diffusa che, secondo una ricerca del dipartimento di psicologia pediatrica dell’Università di Colonia, colpisce in media uno-due alunni per classe (nel nostro Paese si parla di circa due milioni di studenti dai 6 ai 18 anni). Ma i numeri non sono precisi perché uno studente della primaria su due, almeno una volta l’anno, ha dichiarato di “sentirsi male” al solo pensiero di entrare in classe. «Un episodio non è significativo: il problema si pone quando i malesseri (e le assenze) diventano ricorrenti» spiega Paolo Ragusa, pedagogista, formatore e autore di Il potere del sì (Bur). «In genere si manifestano con particolare intensità nei primi mesi del cambio di un ciclo scolastico quando, per esempio, si passa dall’asilo alle elementari o dalle elementari alle medie. Ma succede anche dopo una convalescenza o al termine delle vacanze». Bollarla come semplice pigrizia, però, può essere un errore. «Il mal di scuola rientra tra quelle sindromi che possono derivare da comportamenti educativi poco adeguati» continua l’esperto. «Ecco perché parliamo di “malattia dell’educazione”. Niente di irreversibile: basta correggere il tiro. E, cioè,

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L’ARMA DEL DIALOGO

«Per superare il problema occorre anche migliorare la relazione attraverso una buona comunicazione» continua Elena Urso. «Abituare i bambini a raccontare cosa succede a scuola può stemperare eventuali difficoltà. Se il problema, per esempio, sono i compagni, invitarli per una merenda aiuta a modificare le dinamiche. E, ultimo ma non meno importante consiglio: non dare troppa importanza ai voti. La scuola è un percorso in cui i bambini via via acquisiscono metodo e capacità, se non arrivano voti eccellenti, va bene lo stesso».

fermarsi e fare un “check up” pedagogico, chiedersi cosa si sta facendo e cosa invece non sta funzionando.

Cerca di trasmettere la giusta tranquillità Se mamma e papà sono genitori

emotivi, apprensivi, troppo vicini ai figli, per esempio, non possono sostenere bene l’esperienza scolastica né favorire l’autonomia del figlio perché hanno messo al primo posto la sua felicità. Chissà quanti di loro hanno detto frasi tipo: «L’insegnante è severissima!»; «Che tipi sono i compagni?»; «Non daranno troppi compiti a casa?». Ma, così, è come se considerassero gli altri dei potenziali avversari. E, più o meno apertamente, preferissero tenere agganciato il bambino a una comfort zone regressiva da cui lui farà sempre più fatica a uscire». Il malessere è anche il segno che il bambino è in balia delle proprie emozioni. «La scuola è impegno, le relazioni con i compagni richiedono lo sforzo di uscire da se stessi, il gruppo ti mette alla prova, mentre a casa ci si sente protetti e coccolati: perché fare la fatica di entrare in classe se anche a mamma e papà va bene così?» continua Paolo Ragusa.

Parla con lui di quello che sente «Un

bambino disorientato, però, non è felice. Semplicemente, non sa cosa fare ed esprime questa confusione sotto

S.O.S. omeopatia Se il tuo bambino soffre il distacco da casa e questo gli causa uno stato di ansia e crisi di pianto, il fiore alleato può essere l’Honeysuckle. Se, invece, si rifugia nel letto e manifesta apatia mattutina, il giusto rimedio può essere il Clematis che è considerato un dolce risveglio. Quando accusa frequenti episodi di coliche addominali, prova il Lycopodium.

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sconfort zone

QUESTA MODA NON FA PER ME

di Enrica Tesio @BlogTiasmo scrittrice

Hailee Steinfeld nel film The edge of seventeen.

forma di ansia che si traduce in malessere» spiega Ragusa. «Il genitore deve aiutare il figlio ad affrontare la scuola anche con qualche disagio. Certo, conta anche l’esempio in famiglia: se i grandi non vanno al lavoro al primo malessere, perdono credibilità e diventano un modello comportamentale difficile da sradicare. Occorre invece trasmettere il messaggio che è normale essere intimoriti dalle sfide: le prime interrogazioni davanti ai compagni, i compiti in classe, un compagno prepotente. Ma le sfide non si vincono con la fuga. E questo vale anche per gli adolescenti» commenta Elena Urso, psicopedagogista (consulenzafamiliare.com) e autrice, con Elisabetta Rossini di I bambini devono fare i bambini (Bur).

Raccontagli le tue esperienze di studio Il consiglio per mamma e papà è

di spezzare questo meccanismo incoraggiando l’esperienza scolastica, che è sempre un valore. Parlarne con entusiasmo, condividere i propri ri-

cordi di studenti e, allo stesso tempo, non tenere a casa il piccolo al primo mal di pancia. «Se i genitori, anche in modo implicito, trasmettono l’idea che andare a scuola sia un obbligo, un dovere, non sono certo molto motivanti» conclude Paolo Ragusa. «Deve essere chiaro anche che mamma e papà non sminuiscono gli insegnanti, semmai cercano una coesione educativa con loro, non si sostituiscono a lui nel fare i compiti e favoriscono la relazione con i compagni creando occasioni di incontro al di fuori dell’orario delle lezioni».

Non cedere (neanche una volta) «Su

questo bisogna diventare prevedibili: il figlio deve sapere che a scuola si va. Punto. Senza possibilità di negoziazione» conclude Ragusa. «Un bambino che dice di non sentirsi bene il lunedì mattina, semplicemente ci sta provando: se ottiene il risultato, è sicuro che lo rifarà. Di fronte a questi malesseri, dunque, serve una dolce fermezza» chiude la psicopedagogista Elena Urso.

Mio padre è quanto di più resistente alla modernità esista in natura, uno che ha acquistato il primo videoregistratore quando già tutti avevano i dvd. Uno che ha aspettato anni a imparare a scrivere con il t9 e quando ha ceduto, il mondo è stato invaso da smartphone a tastiera. Ecco io ho preso da lui per il mio rapporto con la moda. Esce un nuovo capo, scuoto la testa, penso che non faccia per me. Prendiamo i pantaloni con il risvolto. Per anni ho provato pietà per i geloni alle tibie. Per mesi ho ignorato i saldi al 70% ripetendomi no, lo stile “Venezia con l’acqua alta” non mi avrà mai. E poi li ho visti nel cestone delle offerte di Zara e li ho comprati. A casa ho aperto una rivista fashion, titolava: “Revival anni Settanta: torna la zampa!”. Sto pensando di aggiungerci un pezzo di stoffa e trasformarli in pantaloni da flamenco, nel frattempo mi guardo una videocassetta con mio padre, per consolarmi. Cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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POSSO AIUTARTI? . PRIVATO

Perché sei sempre in ritardo? Alla base di questa spiacevole abitudine, ci sono motivi inconsci, dalla carenza di autostima al bisogno di ribellione. Scoprili con noi di Ilaria Amato — disegno di Sara Ciprandi

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tutti capita di arrivare in ritardo, ma per qualcuno è un’abitudine fissa. «Se ti succede, non sottovalutarla, giustificandoti con un “sono fatta così”» suggerisce la psicoterapeuta Anna Zanon, responsabile del sito www.ilmiopsicologo.it. «Il tuo comportamento rischia di rovinare rapporti importanti, ma non solo: i motivi che ti spingono ad agire in questo modo possono essere la spia di un disagio». Sai che tipo di ritardataria sei? Scoprilo con la guida della nostra esperta e cambia con i consigli del coach, Mario Alberto Catarozzo.

Arrivi tardi anche se ti aspetta una cosa bella

Presta attenzione se ti succede di essere in ritardo anche quando ti aspetta qualcosa di bello: un lavoro o un pranzo con un nuovo amore. «Alla base ci può essere una carenza di autostima» fa notare la psicoterapeuta Anna Zanon. «È come se avessi un sabotatore interno che prova a rovinare situazioni per te promettenti nella convinzione di non meritarle e saperle gestire». Il consiglio «Dedica un po’ di tempo a prepare l’appuntamento a cui stai andando. E impegnati ad arrivare sempre con qualcosa di speciale: per esempio, studia un’idea innovativa da presentare in riunione, mentre se si tratta di uscire con lui, studia con cura il tuo outfit o pensa a una piccola sorpresa che lo stupirà. Dare il tuo contributo concreto a quello che di bello succede ti aiuta a sentire che lo meriti. E a ridimensionare le fantasie disfattiste» suggerisce il coach Catarozzo.

Sei in lotta con l’orologio anche se non hai intoppi Il lavoro, la famiglia, lo sport, la casa puli-

ta. È un continuo “devo fare”, “devo andare”. E così è capitato più volte che, non c’erano traffico o altri impedimenti, eppure alla fine hai fatto tardi. «È una forma di protesta della tua mente che ti chiede di fare meno, soprattutto ascoltare più il cuore che la testa» sottolinea Anna Zanon. Il consiglio «Fissa come tanti punti da unire tutte le azioni necessarie per arrivare da dove sei ora all’appuntamento» suggerisce il coach Catarozzo. «Per ognuna stima i tempi necessari per procedere con tranquillità. Il trucco sta nel fare le cose

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QUESTIONE DI SECONDI

Il ritardatario ha una visione troppo ottimistica del tempo. Secondo una ricerca riportata dal Wall Street Journal un minuto per lui dura 77 secondi, mentre una persona puntuale organizza la sua vita come se ne durasse 58. C’è uno scarto del 30% e fa la differenza.

con calma una alla volta, per non accumularle e poi togliersele dai piedi. Così allontanerai la pressione di averne troppe».

Fai aspettare anche le persone a cui tieni Arri-

vare prima dell’altro e doverlo attendere ti fa sentire sulle spine. Mentre trovarlo già sul posto è rassicurante: aspettava proprio te. «Il tuo è un modo, anche se involontario, di mettere alla prova il suo interesse nei tuoi confronti» spiega Zanon. «Il problema è che il tuo ritardo cronico fa sicuramente arrabbiare l’altro». Il consiglio «Somma tutto il tempo che ti sei fatta attendere: il risultato sarà un numero impressionante, giornate intere» dice Zanon. «Ti accorgi di aver esagerato? Bene, fai leva sul tuo senso di colpa: questo è un raro caso in cui può agire da stimolo per cambiare una cattiva abitudine». WWW.DONNAMODERNA.COM


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Per vendere il vintage devi essere hitech

Negozi, stilisti e fiere hanno bisogno di piattaforme e nuove app per alimentare un giro d’affari che è in costante crescita. Nel nostro Paese e all’estero di Isabella Colombo

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tilisti e progettisti ripropongono modelli degli anni Ottanta, i brand rievocano la loro immagine passata per fare colpo sui clienti e i mercatini glam sono sempre più affollati. Ma la vera partita del vintage oggi si gioca online: l’app italiana Depop in pochi anni è sbarcata negli Stati Uniti, ha assunto 70 dipendenti e adesso vale 38 milioni di euro. Promette bene anche il nuovo Vintag. store dove cerchi abiti e oggetti scegliendoli per categorie precise e per decade di produzione. «L’accoppiata rétro e web funziona e può dare lavoro a patto che i professionisti siano formati e capaci» spiega Francesca Zurlo, coordinatrice del nuovo corso Vintage System all’Istituto europeo di design. «In Italia, per esempio, c’è ancora tanta confusione tra vintage e usato: il primo non è quello che trovi nell’armadio di casa né, tantomeno, l’invenduto di due stagioni prima. È uno stile con criteri precisi: i capi o gli oggetti devono avere almeno 20 anni e una particolarità che li renda unici, come il tessuto, la lavorazione o il disegno tipici di un’epoca». Se il settore ti appassiona, sei disposta a studiare e diventare un’esperta, per te si aprono tante strade. «Sul mercato mancano prima di tutto i buyer» assicura Zurlo. «Le case di moda che vogliono riproporre lo stile del passato hanno bisogno di persone che vadano a caccia di idee e servono negozianti off e online capaci di fare un lavoro serio di selezione su epoche e qualità e di certificare un capo come fa l’antiquario con i mobili».

Prima ti prepari Il vintage è una cultura a tutti

gli effetti e così bisogna viverla e farla propria. «Oggi ci sono tante occasioni per trovare contatti utili nel settore» spiega Cécile de Gatty, vintage

blogger (larmadiodeldelitto.com) e contributor per riviste di moda e trasmissioni tv. «Le grandi città italiane ed europee sono piene di hair salon e make up artist appassionati di estetica pin up, le scuole di ballo organizzano workshop di swing e lindy hop, e a Senigallia ogni estate si tiene il Summer Jamboree, il più grande festival anni Cinquanta in Europa. Io mi sono fatta una cultura guardando film, ascoltando musica, girando per le boutique. La rete mi ha permesso di entrare in contatto con altri appassionati e specializzarmi nel lusso dagli anni Sessanta agli Ottanta che ora vendo su Depop».

Poi cerchi il corso giusto «Spesso gli appassionati

di vintage hanno le idee confuse» spiega Elisa Motterle che tiene lezioni di Vintage Styling a Milano (vintagestyling.it). «Così ho pensato a un corso con la consulente di immagine Rossella Migliaccio: insieme insegniamo le tecniche per capire come datare un abito, per esempio in base al tipo di cucitura o alla posizione della cerniera. Le lezioni sono frequentate da venditori che vogliono essere consapevoli di ciò che offrono ai clienti, da wedding planner ai quali viene chiesto un matrimonio dal sapore retrò, da decoratori di interni che vogliono creare stili originali e da semplici appassionati. In più, offriamo un servizio di consulenza per i tre mesi successivi alla fine degli incontri». Il vintage piace perché permette di creare uno stile originale e unico rispetto alla moda globalizzata ma il campo è così vasto che conviene specializzarsi in un settore, per esempio una decade come gli anni Trenta, o un oggetto, come le zeppe dei Settanta. Altri suggerimenti utili li trovi alla Milano Vintage Week (dal 31 marzo al 2 aprile, milanovintageweek.com), al Next WWW.DONNAMODERNA.COM

FOTOGRAMMA / IMG / MILANO VINTAGE WEEK ARCHIVIO FOTO VALERIO GIANNETTI

SOLDI E LAVORO

POSSO AIUTARTI?


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Vintage di Pavia (dal 22 al 25 aprile, belgioioso.it) e al Future Vintage Festival di Padova (in autunno, vintagefestival.org).

E, infine, sbarchi in Rete Se vuoi vendere il vintage

online puoi farlo gratis con gli spazi web dedicati come Depop e Vintag, specializzandoti e lavorando sulla ricerca. Se invece vuoi aprire la tua piattaforma, segui l’esempio di Sara e Stefania le ideatrici di heyfoo.it, un sito che scova, fotografa, descrive e vende online oggetti d’antan per la casa. «Abbiamo intercettato due bisogni: da una parte i piccoli venditori e mercatini non hanno la forza, il tempo e le competenze per promuoversi online e trovare clienti. Dall’altra, gli appassionati

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non hanno la possibilità di girare per mercati e non trovano merce garantita: noi facciamo da tramite». Per aprire una piattaforma oggi conviene registrarsi come startup innovativa e presentare il progetto a un incubatore che si occupa di imprese in rete. «Noi siamo state aiutate a creare un business plan, affrontare la burocrazia e capire come partecipare ai bandi per i finanziamenti». Per realizzare il sito è meglio scegliere una web agency specializzata in e-commerce: conoscono le piattaforme più adatte e danno consigli sulla vendita. Due esempi? Etsy.com, il sito nato per il fai da te dove anche le appassionate di vintage vendono i loro capi, e marketplace.asos.com dove puoi aprire la tua boutique virtuale.

1. e 4. Alcune ragazze laureate in Fashion design moda allo Ied di Milano lavorano alla loro collezione. 2. e 3. Nel corso della Milano Vintage Week i migliori espositori di vintage vendono abiti, accessori, gioielli e tessuti.

I dati del fenomeno Il 50% degli italiani under45 vende e acquista oggetti e capi usati, il 40% lo fa online. Gli amanti del vintage sono l’8% e ciascuno spende ogni anno circa 1.980 euro online (ricerca Doxa per Subito.it). Sul fronte dell’usato, secondo i dati della Camera di Commercio di Milano, negli ultimi anni il mercato è cresciuto costantemente (+1,5% nel 2016) e dà lavoro a 3.480 imprese. Le città più sensibili al fenomeno sono Roma (dove il trend è aumentato del 10,9%), Milano (+7,8%) e Torino (+5,7%). La Second Hand Economy genera un volume di affari pari a 18 miliardi di euro, l’1% del Pil.

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Vuoi fare l’Ad IL COMMENTO di un’azienda? COME SI

(Ri)scopri quel tesoro nascosto in te La La Land, il film del momento, è una storia d’amore vibrante di romanticismo e nostalgia ma è anche uno sprone a lottare per dimostrare quanto si vale, trasformando un sogno acerbo in un successo professionale. L’impresa è complessa e non solo per i protagonisti di quel musical. «Tutti abbiamo dei talenti, però sono tesori nascosti e c’è chi non se ne accorge per una vita intera» dice lo psicologo e coach Massimo Perciavalle, coautore di Ottieni il lavoro che vuoi (FrancoAngeli).

Si conquista con la passione. «Queste risorse vanno individuate e allenate per trasformarle in strumenti attivi e proficui, in particolare quando ci si candida per un posto o si vuole dare il meglio di sé in ufficio. Per riuscirci servono passione, impegno e autostima» continua Perciavalle. GIi fa eco Manlio Ciralli, Chief Brand & Innovation The Adecco Group Italia: «Occorre lasciarsi guidare da questo nostro “segno distintivo” e imparare a farlo crescere». Si misura con la curiosità. «L’unità di misura del talento di una per-

sona è il suo livello di curiosità, il piacere che prova nel lasciarsi coinvolgere nelle cose, anche quelle che escono dal suo tradizionale perimetro di attività» aggiunge Ciralli. «Chi ha talento osa. Non resta nella zona di conforto: in teoria è la più placida, sul lavoro però può rivelarsi un boomerang. Pensare invece fuori dagli schemi in modo nuovo e costruttivo è una carta vincente. E ricordiamo che il nostro “segno distintivo” può sorprenderci emergendo in qualunque fase della vita. Perché il talento è multiforme e non ha età». M.D.

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GLI ESPERTI IN DIRETTA

Per saperne di più sul talento clicca su www.donna moderna.com/ il-lavoro-per-te. E segui la nostra diretta su facebook. com/donnamoderna il 22 febbraio alle 15: gli esperti di The Adecco Group risponderanno alle tue domande.

40°

È la posizione occupata dall’Italia nella classifica internazionale Global Talent Competitiveness Index, che misura la capacità di attrarre talenti.

VALORIZZA IL TALENTO

di Monica Magri HR Director The Adecco Group Italia Si parla spesso di talento ma ci si sofferma poco a riflettere sulla sua valenza in un’organizzazione. Per un’azienda talento è soprattutto potenzialità da cogliere e mettere a frutto. Etimologicamente, talento significa unità di misura, peso, moneta: ha a che fare col valore, ovvero ciò che una persona porta con sé. Quindi ricchezza, attitudine: innata, certo, ma che va prima individuata e poi sviluppata. Nel mio lavoro, quando vedo qualcuno prendere coscienza del proprio talento, coltivarlo e affermarsi, lo vivo come un successo di tutta l’organizzazione. Del resto è fondamentale aiutare le persone a individuare i propri punti di forza, la sfida poi è generare un ambiente e strumenti per valorizzarli. Per giovani e meno giovani, è importante scoprire e riscoprire le proprie attitudini; servono poi tenacia, impegno e curiosità per farle fruttare. È così, del resto, che si riconosce il candidato ideale: competente e preparato, ma a cui brillano gli occhi perché crede in sé e in ciò che fa. WWW.DONNAMODERNA.COM

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PER DARE IL MEGLIO SUL LAVORO

Vorresti lavorare per 1 mese con l’amministratore delegato di una grande azienda come The Adecco Group? Puoi candidarti entro il 21 marzo al progetto “Ceo for one month”(www. adeccowaytowork. com/ceo1month-it). Filippo Principi, vincitore della scorsa edizione, dice: «Io, ingegnere, ero solito prendere decisioni in base a dati certi. Grazie a quanto imparato come Ceo1month ora mi affido di più anche all’istinto e all’esperienza».


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STILI DI VITA

POSSO AIUTARTI?

QUANTO TI COSTA

Ecco quanto spendi per affittare le location proposte, cerimonia esclusa. Il prezzo della funivia al Bernina è 800 euro l’ora a prescindere dal numero di invitati. Noleggiare un tram storico (senza allestimento) può costare tra i 400 e i 500 euro per 2 o 3 ore. Per la serra di un vivaio si spendono circa 1500 euro (più cauzione). Per teatri e musei che fanno parte delle location autorizzate dal Comune i prezzi vanno da 200 a 2000 euro, a seconda del valore storico e del buffet.

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Voglio un matrimonio fuori dal Comune I riti civili sono un po’ impersonali. Per questo molte coppie puntano su una location originale. Dal vivaio al teatro, ecco le idee più nuove. Con i consigli per organizzarsi e i racconti di chi ha fatto questa scelta di Annalisa Piersigilli @Annipiersi

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n matrimonio in libreria. Quando Roberto Ceresini, direttore del megastore Feltrinelli di Parma, ha proposto a Enrico ed Elisa, accomunati dalla passione per la lettura, di organizzare il pranzo di nozze nel suo negozio, la coppia non ci ha pensato due volte. Per ora sono gli unici in Italia ad aver fatto questa scelta, ma la ricerca di location originali per il fatidico sì è sempre più diffusa. «Il fascino del panorama ha spesso la meglio: piace per esempio l’antico galeone che offre la possibilità di pranzare mentre si veleggia nella laguna di Venezia, o il barcone che percorre il Tevere» racconta Francesca Pesce, wedding designer (francescapesce.it). Ma ci sono molte altre proposte anticonvenzionali. Il Gruppo Torinese Trasporti (gtt.to.it) e l’Atm di Milano (atm.it), per esempio, hanno restaurato alcuni tram che vengono affittati per rinfreschi “in movimento” nei centri storici delle due città. Molto richiesto anche il matrimonio tra i capolavori d’arte: si può fare, tra gli altri, ai Musei Capitolini di Roma, al Bardini di Firenze, al Santa Giulia di Brescia. Cosa devi fare Se scegli il rito civile e vuoi che la cerimonia venga organizzata in una di queste location, la richiesta va inoltrata tramite l’Ufficio matrimoni del Comune. In alternativa, puoi sposarti formalmente in Comune, alla presenza dei soli testimoni, e poi organizzare il cosiddetto rito simbolico o laico dove preferisci, con amici e parenti. «Non ha valenza legale ed è officiato da un professionista che è in grado di consigliarti sul cerimoniale, sulle letture o su come scrivere il discorso di ringraziamento», spiega Francesca Pesce. Il prezzo parte da 300 euro e comprende almeno 2 incontri per fare dei sopralluoghi. Puoi contattare il celebrante tramite un’agenzia di wedding planner, oppure rivolgerti all’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (uaar.it). WWW.DONNAMODERNA.COM


IN FUNIVIA

IN SERRA

A TEATRO

Davide & Lucia: 500 candele e sottofondo di musica jazz per la cena

GALLERY STOCK

Maria & Roberto: al posto della bomboniera, una sciata con gli invitati

«Ci siamo conosciuti sulle piste dove lavoriamo come maestri di sci e il nostro sogno era sposarci tra le nostre montagne» racconta Maria. «Per questo abbiamo scelto marzo: le giornate iniziano ad allungarsi, ma il paesaggio è ancora innevato a Chiesa in Valmalenco (So). La funivia al Bernina (comeuna magia.it, valmalenco skiresort.com) è la più grande del mondo: può trasportare 160 persone, l’abbiamo usata per il rinfresco offerto agli invitati, mentre salivano in alta quota per partecipare alla cerimonia celebrata in una piccola cappella in pietra. Ma puoi organizzarci anche il taglio della torta, e presto si potrà celebrare anche il rito civile. Il bello è che la velocità di salita può essere modulata a piacimento: così i cinque minuti che servirebbero per raggiungere la vetta possono diventare anche mezzora con delle soste intermedie. Io sono arrivata in chiesa con il gatto delle nevi e come regalo per gli invitati, al posto delle bomboniere, abbiamo programmato una sciata di gruppo dopo il pranzo organizzato in rifugio».

«Volevamo che il giorno del sì fosse una festa indimenticabile per i nostri 170 invitati» spiega Lucia. «Abbiamo quindi scelto una wedding designer (ilpiacere diricevere.it) che ci ha aiutato a scegliere una location originale per il ricevimento: il vivaio La Bastia, a Bologna, ospitato dentro una serra all’inglese ristrutturata. Per l’occasione è stata svuotata dai bancali con le piante e arredata con tavoli tondi di varie dimensioni, candelabri d’argento, voliere e tendaggi vaporosi. Anche per il tableau mariage siamo rimasti in tema: abbiamo riempito di fiori alcuni vecchi cassetti e lì abbiamo sistemato l’indicazione dei tavoli. Non sono servite tante decorazioni floreali, perché il contesto era già scenografico. Abbiamo fatto il nostro ingresso in serra dopo il tramonto per dare risalto all’illuminazione di oltre 500 candele. Un sottofondo di musica jazz durante la cena e poi una scatenata band funky per ballare hanno accompagnato il nostro party tra i fiori».

L’eco di Luca

VOLI LOW COST, MA NON PER IL CLIMA

Giulia & Filippo: prima del rito, un musical per raccontare la nostra storia

«Non siamo religiosi, ma il rito civile ci sembrava un po’ impersonale. Ecco perché abbiamo scelto il teatro Di Bartolo a Buti (Pi), che può essere utilizzato come sala per celebrare matrimoni» ricorda Filippo. «È un gioiellino ottocentesco, con pianta a ferro di cavallo e 25 palchetti. I nostri 130 invitati lo riempivano tutto, creando un colpo d’occhio magnifico. Abbiamo realizzato le partecipazioni come se fossero dei biglietti per uno spettacolo teatrale. Ma la sorpresa più grande per gli ospiti è stata un’altra: prima del rito, abbiamo messo in scena un wedding show sulla nostra storia (grazie a matrimonioateatro.com). Ci siamo fatti trovare in sala e, una volta che tutti si sono accomodati, abbiamo dato il benvenuto e si è alzato il sipario. Così è iniziato il musical, interpretato da un cast di attori e ballerini, in 12 capitoli a tratti comici o commoventi. Sono rimasti tutti di stucco. Dopo 45 minuti di spettacolo e un breve intervallo, è salito sul palco anche il sindaco che ha celebrato il matrimonio vero e proprio».

di Luca Mercalli climatologo @Luca_Mercalli

Molti di quelli convinti di vivere in modo sostenibile viaggiano spesso in aereo. La media mondiale di consumo di cherosene per 100 km di volo è di circa 4 litri per persona, pari a 10 kg di CO2, valore non molto diverso da quello di un’utilitaria. Ma poiché le emissioni degli aerei sono ad alta quota, in una zona assai delicata dell’atmosfera, il danno climatico viene più o meno raddoppiato, arrivando così a circa 200 grammi di CO2 per ogni km, pari al consumo di un Suv. Un volo andata e ritorno Roma-New York (pari a 13.700 km) produce oltre 2700 kg di CO2 a persona, il che corrisponde a fare 27.000 km con un’auto efficiente. Un italiano percorre in media 11.000 km all’anno. Il problema è che con gli aerei siamo indotti a viaggiare molto di più di quanto faremmo in auto o con altri mezzi. Volare spesso è low cost per il portafoglio ma non per il clima. Cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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POSSO AIUTARTI? . STILI DI VITA

Animali in tribunale: cosa dice la legge

BUONI ESEMPI Naomi Watts e Liev Schreiber si sono divisi, senza litigi per l'affido di Ned.

Un divorzio, un’eredità o un litigio. Se in mezzo ci sono anche loro, i pet di casa, come va a finire? di Paola Nardi @paolamarianardi

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SE L’AMORE FINISCE «La legge parla chiaro» dice Meyer.«In caso di divorzio, per l’animale domestico si può chiedere affido e mantenimento condivisi: così marito e moglie provvedono in parti uguali alle spese e non rinunciano alla compagnia del pet». E se uno dei due non è d’accordo? «Per la legge l’animale resta con il proprietario, cioè con la persona che l’ha iscritto all’anagrafe canina, dopo averlo fatto microchippare».

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Consigli legali per i 4 zampe Sai cosa ti succede se il tuo cane fa un danno? O cosa puoi fare se quello del tuo vicino abbaia perché lo lasciano da solo il tutto il giorno? Per conoscere i diritti degli animali domestici e i doveri di chi li accudisce, ora c’è l’ebook Dogalize Lex-Leggi e norme a 4 zampe. Se lo leggi sai come devi comportarti in ogni situazione. È gratis su dogalize.com/it/ dogalize-ebook/

SE TROVI UN RANDAGIO Ogni anno vengono abbandonati circa 80.000 gatti e 50.000 cani (stime Lav): non è difficile trovarne uno e decidere di prenderlo con sé. «Se ha il microchip va restituito al proprio padrone. Altrimenti la legge ti consente di tenerlo» spiega Meyer. «Ma se dopo qualche giorno il proprietario lo reclama e sei sicura che è in buona fede, ridarglielo diventa un obbligo morale».

SE IL GATTO RESTA SOLO Molti animali vivono con anziani. Cosa succede quando chi li accudisce non c’è più? «Cani e gatti vengono ereditati con gli altri beni, ma spesso accade che l’erede non abbia voglia di occuparsi dell’animale. C’è chi li riporta in canile, di solito in quelli privati: quelli pubblici accettano solo animali abbandonati. Per essere sicuri che il proprio cucciolo resti in buone mani è sempre meglio citarlo nel testamento».

PROVA A VINCERE LA FRANCIA

Basta rispondere a pochi quiz sulle abitudini alimentari degli animali domestici e registrarsi online, per partecipare al contest online di Royal Canin. Entro il 30 giugno, vai su royalcanin.it/ vinciunweekend: puoi vincere un fine settimana per due nella bella Camargue e visitare il Campus dell’azienda.

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SPL

ono circa 14 milioni e mezzo i cani e i gatti in Italia (dati Eurispes 2017) e le loro storie spesso finiscono nelle aule dei tribunali. «Sono protagonisti incolpevoli di dispute che riguardano i loro padroni» precisa Edgar Meyer presidente di Gaia animali & ambiente (gaiaitalia.it). «Fino all’anno scorso erano addirittura considerati una res, una cosa, e potevano essere sequestrati, alla stregua di un divano o una tv se chi li accudiva aveva problemi con il Fisco. Ora è stato modificato l’articolo 514 del Codice di procedura Civile e nessuno li può pignorare». Ma spesso si ritrovano nel mezzo di una disputa per colpa del padrone. Queste 3 situazioni sono le più eclatanti.


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La fiction di Rai1 campione di ascolti della stagione! A Napoli, nel centro città, c’è un commissariato da chiudere e una squadra di reietti da formare, giusto per smaltire le pratiche in sospeso. Ma l’arrivo dell’ispettore Lojacono capovolgerà le sorti di questo gruppo di agenti con un passato da dimenticare. Tutta la PRiMa staGiONE appena trasmessa su Rai1 in 6 imperdibili dVd!

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Scopri le radici gourmand

Sfrutta le proprietà di questi tuberi, ricchi di minerali, vitamine e antiossidanti. Perfetti per un menu detox, si trasformano in piatti sorprendenti per una cena chic

a cura di Stefania Carlevaro @stefaniacarleva

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Ricette vintage Se ti sei appassionata alle radici, non dimenticare di sfogliare Verdure antiche e dimenticate (Guido Tommasi editore, 25 euro). Trovi più di 100 ricette per cucinare tuberi di ogni tipo: scorzonere, barbabietole, topinambur, ma anche foglie insolite, zucche speciali, cavoli e verdure da riscoprire. Prova la quiche con scorzonera e pancetta, il crumble di cardi al prosciutto e la crema di radice di prezzemolo con panna aromatizzata. Tutti deliziosi.

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Fonduta con le rape e nocciole tostate

RAPA BIANCA Ha un gusto amarognolo che vale la pena di sottolineare e non spegnere con ingredienti più dolci. La rapa bianca è un ottimo detox ed è ricchissima di calcio, betacarotene, acido folico, sostanze antiossidanti, vitamine C ed E.

Ingredienti per 4 persone 8 rape bianche, 500 g di formaggio raschera, 400 ml di latte intero, 4 tuorli, 80 g di nocciole tostate, olio extravergine di oliva, farina, sale, pepe bianco

Taglia il raschera a dadini, infarinalo, mettilo in un pentolino dal fondo spesso, copri con il latte e fai ammorbidire per 2 ore. Pela le rape, tagliale a metà e cuocile al vapore 15 minuti. Infilza uno stuzzicadenti per controllare se la verdura è tenera internamente. Fondi il formaggio a fiamma dolcissima mescolando. Unisci i tuorli uno alla volta, girando velocemente la preparazione con un frustino e cuoci altri 3 minuti: la fonduta sarà densa e liscia. Sala, pepa, versala nelle fondine, aggiungi le rape, cospargi con le nocciole tostate e tritate, condisci con un filo d’olio crudo e servi mentre la preparazione è ancora calda. WWW.DONNAMODERNA.COM


Tortino di manioca

Scorzonera ai capperi e acciughe

Barbabietola in agrodolce con i mirtilli

Ingredienti per 4 persone 600 g di manioca, già pulita dalla buccia e da eventuali filamenti di radici, 50 g di burro, 2 uova, 30 g di parmigiano grattugiato, 60 g di farina, 2 cucchiai d’erbe tritate (coriandolo e prezzemolo) 1 pomodoro, 50 g di olive verdi snocciolate, 300 g di sfilacci di cavallo, succo filtrato di 2 lime, olio extravergine di oliva, 1 tuorlo, sale, pepe

Ingredienti per 4 persone 800 g di scorzanera, 2 limoni, 2 spicchi d’aglio, 4 filetti di acciughe, 1 mazzetto di prezzemolo, 50 g di mollica di pane, 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva, sale, peperoncino sbriciolato (facoltativo)

Ingredienti per 4 persone 600 g di barbabietole, 1 cucchiaio di malto di riso (o un miele dal sapore delicato), 3 cucchiai di aceto di mele, 1 cestino di mirtilli, 2 scalogni 1 rametto di rosmarino, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, formaggio erborinato piccante per accompagnare (facoltativo)

Taglia la radice di manioca a tronchetti, lessala in acqua salata 20 minuti, passala nello schiacciapatate, incorpora il burro. Aggiungi le uova sbattute, la farina, il parmigiano e impasta. Tira la pasta sulla spianatoia infarinata in uno spessore di 3-4 mm, dividila in quattro e fodera fondo e bordi di 4 stampi: tieni gli scarti. Condisci gli sfilacci in una ciotola con le olive, il pomodoro a dadini, le erbe tritate, il succo di lime, pepe e olio. Distribuisci negli stampi, copri con gli avanzi d’impasto e spennella con il tuorlo sbattuto, qualche goccia d’acqua. Inforna a 180° per 30 minuti. Sforma e servi.

Pela la scorzonera, tagliala a tronchetti lunghi e lessala per 20 minuti in abbondante acqua salata e acidulata con il succo dei limoni. Prepara un trito fine con l’aglio, il prezzemolo e le acciughe e, a parte, sbriciola grossolanamente il pane. Fai soffriggere in 3 cucchiai d’olio il trito d’erbe, aglio e acciughe, aggiungi la verdura lessata e scolata e salta il tutto sul fuoco per qualche minuto. Incorpora le briciole di pane, versa la preparazione in una teglia da forno e passa sotto il grill 2 minuti. Condisci con peperoncino secco sbriciolato a piacere.

Lava le barbabietole, avvolgile in cartocci di alluminio e cuoci nel forno caldo a 180° per 1 ora. Controlla la cottura con uno stuzzicadenti, sforna e lascia intiepidire. Pela le barbabietole e tagliale a quarti. Trita lo scalogno e rosolalo in un tegame con 2 cucchiai d’olio, alza la fiamma, unisci la barbabietola, condisci con il malto di riso, sale, l’aceto di mele e fa insaporire sul fuoco per 2-3 minuti mescolando. Metti le barbabietole in un piatto e nello stesso tegame salta il rosmarino. Unisci i mirtilli e cuoci pochi minuti a fuoco dolce. Servi la barbabietola in agrodolce con il mirtilli e il formaggio.

MONDADORI PORTFOLIO (4)

MANIOCA La radice di manioca è un’importante fonte di carboidrati senza glutine. La polpa, racchiusa in una scorza ruvida, è bianca o gialla e si cucina in infiniti modi, come la patata: bollita, in puré, al forno, fritta. Se ne ricava anche una farina: la tapioca.

SCORZONERA Si consuma la radice, pelata e messa a bagno in acqua e limone. Ha pochissime calorie, è ricca di vitamine (B2, B6, C, A) e di minerali (calcio, manganese, potassio). Puoi mangiarla cruda in insalata, oppure saltata in padella, lessata o fritta.

BARBABIETOLA È un potente antiossidante per il suo prezioso contenuto di vitamina C, flavonoidi, acido folico, sali minerali. Ed è composta per il 90% di acqua. È ideale nelle diete perché sazia, ma contiene 20 calorie per 100 g. Si mangia cruda o cotta.

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Rientro alle 8, ceno alle 9

Stuzzichini golosi

Pronti in un attimo, i finger food croccanti e saporiti piacciono a tutti. E sono perfetti per un picnic davanti alla tivù di Marilena Bergamaschi

Ingredienti per 4 persone 300 g di mortadella ai pistacchi, 100 g di ricotta, 50 g di noci, 1 mela Granny Smith, 50 g di panna fresca,

1 filoncino di pane ai semi di sesamo, miele di castagno, noce moscata, sale, pepe

Metti nel mixer la mortadella con la ricotta, metà delle noci, una grattatina di noce moscata, la panna, sale, pepe e frulla per ottenere una salsa omogenea. Taglia il pane a fettine alte circa 1 cm e tostale da ambo le parti su una bistecchiera di ghisa ben calda o in forno. Sbuccia la mela e affettala fine. Trita grossolanamente le noci tenute da parte. Spalma le fettine di pane tostato con la mousse di mortadella preparata. Appoggia su ognuna un paio di fettine di mela e completa le bruschette con le noci tritate e un filo di miele.

TRUCCHI SPRINT 120

• PIÙ LIGHT Per una ricetta meno calorica, frulla gli ingredienti senza la panna, poi incorpora al composto un albume montato a neve. • PIÙ RAFFINATE Al posto delle mele usa fettine di pera e aromatizza con gocce di aceto balsamico.

Spiedini di formaggi e frutta secca Ingredienti per 4 persone 250 g di pecorino, 250 g di caciocavallo, 250 g di scamorza, 1 bicchiere di aceto balsamico,

30

minuti 1 cucchiaio abbondante di zucchero, 100 g di pistacchi, 100 g di gherigli di noci tritate, miele di acacia

Leva la crosta del pecorino e del caciocavallo. Taglia i 3 formaggi a cubi e infilali sugli spiedini alternandoli. Sbollenta 1 minuto i pistacchi, passali in un telo per levare la pellicina e tritali. Poi sminuzza nel mixer i gherigli di noce. Spennella gli spiedini con il miele e passane metà nei pistacchi e metà nelle noci. Tienili in freezer sulla carta forno per 10 minuti (così manterranno la forma durante la cottura). Adagia gli spiedini nella placca su carta da forno bagnata e strizzata e gratinali sotto il grill 5 minuti. Fai addensare l’aceto e lo zucchero nel padellino. Servi gli spiedini con la glassa.

TRUCCHI SPRINT

• PIÙ SFIZIOSI Se vuoi aggiungere o cambiare degli ingredienti agli spiedini, ricorda di usare cibi che abbiano lo stesso tempo di cottura. • PIÙ VELOCI Accompagna gli spiedini con verdure in agrodolce e insalatine miste pronte.

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MONDADORI PORTFOLIO (2)

Bruschette con mousse di mortadella

30

minuti


Questo mese su Cucina Moderna: Pesci pregiati: ricette

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passo a passo per orata, dentice, pagello, sarago Clafoutis, ma salati: cinque idee originali per prepararli Primi appetitosi: quattro piatti a base di salmone fresco Risparmio con gusto: solo 51 euro per sei portate Dolci fatti in casa: plum cake e quattro quarti per colazione e merenda

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IL 3D Questo tipo di televisore ti permette di vedere al meglio i film d’avventura e d’azione, che hanno effetti speciali e spettacolari. Perché la visione sia perfetta, l’ideale è avere un grande schermo con risoluzione UltraHd, che offre immagini più nitide. Davanti a questo tv ci vogliono gli occhialini specifici e puoi sceglierli di 2 tipi: quelli con 3D attivo assicurano maggiore qualità, ma costano circa 50 euro; il modello con 3D passivo è più economico e con una resa meno nitida.

Il 3D nella foto è disponibile da 65, 58, 50 pollici. I piedini, se si preferisce, si possono spostare verso il centro (Viera, Panasonic, 1.299,99 euro).

A tutto schermo Una televisione non vale un’altra. Se devi cambiarla leggi qui. Ti presentiamo gli apparecchi di ultima generazione. Per scegliere quello su misura per te di Simona Bruscagin —

@s_bruscagin

L’OLED È la tivù di ultima generazione, perfetta per gli appassionati di cinema. Offre immagini dai colori vivi e realistici, prive di sfuocatura e molto dettagliate. Non usa fonti di luce esterne per l’illuminazione dello schermo: ciascun pixel emette luce in maniera autonoma. Questo riduce i consumi e offre una qualità dell’immagine costante da qualsiasi angolazione. Al momento, però, i prezzi sono molto alti.

Nella foto, OLED 4K: è racchiuso in una cornice di alluminio ultra slim e grazie al sistema Ambilight proietta fasci di luce sulla parete posteriore (Philips, 2.999 euro).

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Le parole da conoscere

LO SMART I televisori di questo tipo supportano la connessione a Internet. Si possono fruire contenuti video on demand, noleggiare film, rivedere i programmi mandati in onda dalle emittenti nazionali e perfino comunicare sui social network. Questi televisori, se hai un computer collegato con la rete wireless di casa, ti permettono anche di accedere ai video, alle foto e alla musica senza copiarli su una chiavetta USB o su hard disk esterno.

Nella foto, U6500U: è una Smart tv 4K a led con schermo da 65 pollici e tecnologia UltraHd che riproduce movimenti più fluidi con immagini dai colori vivissimi (Haier, 999 euro).

→ La tabella energetica Leggila in negozio prima di acquistare l’apparecchio. Oltre alla classe (dalla A+++ alla D), puoi verificare se è presente un tasto di spegnimento (evita che la tv rimanga in stand-by), la potenza assorbita quando è in funzione, il consumo annuale in kWh (calcolato 4 ore al giorno per 365 giorni) e la diagonale dello schermo. → I pollici Indicano la grandezza dello schermo e sono utili per stabilire qual è la posizione ideale del televisore. Basta moltiplicare il numero dei pollici per 4 e ottieni la distanza (in centimetri) minima di visione fra l’apparecchio e il divano; se moltiplichi per 6, trovi quella massima. Per esempio, un apparecchio da 55 pollici va messo tra i 220 e i cm e i 330 cm. → Quantum Dot È un sistema che riproduce una vasta gamma di colori in modo più preciso dei tradizionali tv a led, rendendoli molto più brillanti e offrendo una visione più tridimensionale e quindi con maggiore profondità. → HDR (High Dinamic Range) è una tecnologia che permette uno scorrimento rapido delle immagini. Il risultato? L’effetto è più naturale e realistico.

IL MEGASCHERMO Oggi i televisori sono sempre più grandi, fino a 75 pollici. Ma stai attento quando scegli un modello di tenere conto anche dell’ambiente in cui lo inserisci: per la cucina o stanze piccole prediligi tv da 32 a 40 pollici, in una zona di medie dimensioni (20 mq circa) puoi osare fino a apparecchi di 43 pollici, per arrivare a prendere tv di grandi dimensioni se lo spazio a disposizione è molto ampio.

Nella foto, SUHD TV KS8000: è disponibile da 45, 55, 65 e 75 pollici, ha tecnologia Quantum Dot e interfaccia Smart (Samsung, da 55 pollici, 2.299 euro).

LCD E LED Guardi spesso la tv e la usi con consolle, giochi o Pc? Scegli modelli lcd/led che, a prezzi contenuti (400-500 euro per apparecchi da 42-45 pollici), trasmettono immagini prive di vibrazioni e sfarfallii. La visione sarà più luminosa e nitida se la tv dispone di tecnologia HDR oppure del sistema UHD Upscaling che ti fa vedere immagini in alta risoluzione anche quando non lo sono.

Nella foto, Cityline C70: ha sistema 4K, è disponibile dai 49 ai 75 pollici, è dotata di tecnologia HDR e supporta il sistema Android per la connessione (TCL, da 799 euro).

→ UltraHd o 4K Queste sigle si riferiscono entrambe alla risoluzione e ne sono dotati i modelli di tv più noti. Per risoluzione si intendono i numero di pixel (i punti che compongono un’immagine) orizzontali e verticali sviluppabili su uno schermo. In linea generale, maggiore è la risoluzione e migliori sono la definizione e il dettaglio dell’immagine. Con UltraHd e 4K si raggiungono gli 8 milioni di pixel, una risoluzione 4 volte superiore rispetto a quella di un TV Full HD.

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La parete cambia look Vuoi trasformare una stanza senza spese eccessive? Segui le nostre idee, usa un pizzico di fantasia e divertiti con il bricolage di Elena Cattaneo @elecatta

Ispirazioni naturali

Se cerchi un’idea originale la soluzione è il maxi collage: è composto da fogli A4 sui quali fotocopiare immagini di fiori e foglie tratti da riviste e vecchi libri. Attaccali sovrapposti o affiancati a effetto patchwork con la colla da parati, premendo con le mani ogni foglio dal centro verso i bordi per eliminare le bolle d’aria. In alternativa rivesti un pannello con tessuti dai decori ispirati alla natura: sul sito fabe.co trovi stampe originali dell’architetto Josef Frank (cuscini Dot Cushion, Hay, 79 euro; lampada Bellevue Floor Lamp, &tradition, 600 euro).

Effetto optical

In una stanza che funziona da studio le righe sono di grande impatto decorativo. Puoi intervenire in due modi: utilizzare della carta da parati o, se la parete è bianca, scegliere una tinta decisa e dipingere delle righe colorate. Per dipingere le righe segui i consigli della decoratrice Barbara Gulienetti sul blog comefareconbarbara.it (carta da parati Vertigo, Ferm Living, 81 euro il rollo).

Libreria low cost

MONDADORI PORTFOLIO

Hai bisogno di decorare una parete e di attrezzarla per sistemare i tuoi oggetti preferiti? La composizione a destra è formata da pensili personalizzati, uno diverso dall’altro: possono essere scatole di cartone o compensato dipinti su tutti i lati o solo all’esterno. Il fondo è rivestito con ritagli di carta da parati avanzati, nastro adesivo da elettricista bianco e nero, tovaglioli di carta, lettere adesive. Ti piace far rivivere vecchi oggetti? Trovi tante idee per usare le cassette della frutta nel blog lifeandthecity.it cercando “riciclo creativo” (contenitori Forhoja, Ikea, 14,99 euro).

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Torna l’irresistibile Paola Cortellesi!

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VIAGGI

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LA MAPPA CINA NEPAL INDIA

Nayapul Lumbini

Lago Phewa

Parco Nazionale di Chitwan

Kathmandu

CONTRASTO - OLYCOM - SIME PHOTO (2) - IPA (2)

COSÌ TI ORGANIZZI

Etihad Airways (etihad.com) vola da Milano a Kathmandu, via Abu Dhabi, da 603 a/r. Il visto (25 dollari per 15 giorni) lo chiedi all’arrivo con il passaporto e due fototessere. L’esperto di Nepal e fotografo professionista Renzo Andorno (renzoandorno. com/viaggi) organizza tour in collaborazione con Cho Oyu Trekking (cho-oyutrekking. com). Il prossimo viaggio parte il 14 aprile e costa da 1.050 euro a persona (escluso il volo).

Lo Shanti Stupa bianco di Pokhara si affaccia sul lago Phewa.

5 buoni motivi per volare in Nepal Ti aspetti l’Himalaya e i templi buddisti. Ma in questo Paese c’è molto di più. Tigri e rinoceronti nelle riserve naturali, grandi laghi e percorsi in bicicletta lungo le risaie

di Marta Ghelma

A

l primo posto tra le mete low cost mondiali, e quinto nella classifica dei Paesi da visitare secondo il Best in Travel 2017 stilato da Lonely Planet, il Nepal è nuovamente pronto ad accogliere il turismo dopo il terremoto dell’anno scorso. In questa fase di ricostruzione, programmare un viaggio qui non significa solo godere di esperienze e di paesaggi unici, ma sostenere la popolazione e la cultura locale.

1. Rivivi il mito di Kathmandu Metropoli

caotica e rifugio della beat generation negli anni Sessanta, Kathmandu ti conquista con il suo fascino intramontabile. Cogli l’atmosfera mistica di Durbar Square, il cuore più antico della città, passeggiando tra i templi e i fedeli intenti a pregare. In Freak street, una via piena di caffé, rivivi il passato hippy della capitale mentre nel quartiere di Thamel fai shopping tra i negozi. Qui, se ti piacciono i libri sulla montagna,

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POSSO AIUTARTI? . 5 BUONI MOTIVI PER VOLARE IN NEPAL

Da sinistra a destra: sui sentieri del Nepal puoi partecipare a trekking per tutti; nel parco Chitwan vivono i rinoceronti con un unico corno; un monaco di fronte al tempio Mahabodhi, dove il Buddha ebbe l’illuminazione. Sotto, la piazza Durbar a Kathmandu. è in via di ricostruzione.

PER NON DIMENTICARE

Il 25 aprile 2015 il Nepal è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7,8 che ha provocato 8.000 morti. Il sisma ha causato danni agli edifici storici della valle di Kathmandu tra cui, nella capitale, la torre Dharahara e l’area di Durbar Square e numerosi templi nelle città medioevali di Patan e Bhaktapur. Se alcuni siti, come lo stupa di Boudhanath, sono tornati al loro splendore originario, ti capiterà di trovare monumenti in fase di restauro. Per aiutare la popolazione del Nepal c’è l’associazione no profit SOS Nepal (sos-nepal.org).

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non perderti la libreria Pilgrims Book House (pilgrimsonlineshop.com). Con una corsa in taxi, raggiungi Boudhanath, il più grande monumento buddista (stupa) del Paese.

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2. Vedi coccodrilli ed elefanti nel Parco nazionale di Chitwan Questa riserva naturale si trova

nella regione meridionale del Terai, al confine con l’India e ospita alcuni degli animali più rari dell’Asia. Per esplorarla fai base al Green Park Hotel (greenparkchitwan.com) di Sauraha (150 km a sud-ovest di Kathmandu). Da qui, con un safari a dorso d’elefante puoi avvistare la tigre reale del Bengala o il rinoceronte indiano a corno unico mentre, scendendo in canoa lungo i fiumi Rapti e Narayani, fai birdwatching e fotografi il gaviale, il coccodrillo del Gange (chitwannationalpark.gov. np). In mezz’ora di bici da Sauraha, poi, raggiungi i villaggi di Bachhauli e Harnari e, pedalando tra le risaie e i campi di senape, incontri gli indigeni della comunità Tharu.

3. Sorvoli il lago di Pokhara Lontana dal caos

di Kathmandu, la seconda città del Nepal è il luogo ideale per il relax. Noleggia una doonga, la tipica barca a remi, e da Lakeside raggiungi la sponda opposta del lago Phewa. Da qui, imbocca il sentiero che sale alla World Peace Pagoda (ci vuole un’ora), il grande stupa costruito dai monaci buddisti giapponesi. Con il cielo limpido, la vista sul massiccio dell’Annapurna, il Manaslu (8.163 m) e il Machapuchare, la montagna sacra a Shiva famosa per la cima a coda di pesce, è mozzafiato. WWW.DONNAMODERNA.COM


TIPS & TRICKS

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Se non soffri di vertigini, prova il volo in parapendio da Sarangkot al lago di Phewa con Frontiers Paragliding (nepal-paragliding.com, 72 euro).

4. Mediti nel luogo di nascita del Buddha

Siddharta Gautama nacque nel VI a.C. a Lumbini, una remota località 230 km a sud-ovest di Kathmandu. Per visitarla affitta una bicicletta o, se fa troppo caldo, contratta il prezzo di un risciò (calcola almeno due ore). Dopo aver visitato il tempio di Maya Devi, nel luogo esatto della nascita del Buddha, segui i pellegrini tra i monasteri eretti dalle comunità buddhiste secondo lo stile architettonico dei vari Paesi. Al tramonto, unisciti alla meditazione dei monaci. Avvolti in vesti color zafferano, si danno appuntamento sotto un immenso albero della Bodhi, un antico fico sacro, ricoperto da bandiere di preghiera.

5. Fai trekking ai piedi dell’Himalaya Se hai poco

tempo ma vuoi vivere una vera esperienza himalayana, fai il trekking di 4 giorni che, dal villaggio di Nayapul (44 km da Pokhara), ti porta alla cima di Poon Hill (3.200 m). Camminando circa 6 ore al giorno su facili sentieri, tra risaie, corsi d’acqua, foreste di rododendri e piccoli paesini di montagna come Ulleri e Gorepani, raggiungi uno dei punti panoramici più belli del Nepal. All’alba, i massicci dell’Annapurna (8.091 m) e del Dhaulagiri (8.172 m) si tingono di un rosa-arancio acceso avvolgendo il paesaggio in un’atmosfera mistica. Sei fuori allenamento? Il trekking si avvale del supporto degli sherpa ed è adatto a tutti.

ALBERGHI A Kathmandu, scegli tra lo stile moderno dell’Hotel Holy Himalaya (holyhima laya. com, doppia da 34 euro) o il più semplice The Sparkling Turtle (thesparklingturtle. com, doppia da 13 euro), l’ostello con camere private. A Pokhara, per dormire in riva al lago di Phewa, c’è il Pokhara Lake View Resort (lakeview pokhara.com, doppia da 56 euro) mentre, se cerchi un soggiorno relax a Lumbini, prenota il Lumbini Hotel Kasai (lumbini hotelkasai.com, da 140 euro). RISTORANTI I piatti principali del Nepal sono i momo (ravioli) e il dal bath (riso e lenticchie). Per provare le ricette tradizionali, a Kathmandu scegli il Gaia Restaurant (gaia-restaurant. com, nel Thamel), a Pokhara il Moondance (moondance pokhara.com).

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POSSO AIUTARTI? . VIAGGI

Questa

Milano non devi perderla

Abbiamo costruito un itinerario che ti permette di scoprire tutto quello che c’è di nuovo. E che non tralascia le mete più classiche, se è la prima volta che vieni in città di Silvia Frau — @silviafrau disegni di Jacopo Rosati

N

I grattacieli dei grandi architetti Anche

se non sei di Milano è probabile che tu abbia sentito parlare della zona di Porta Nuova, che ha cambiato la città. Lo ha fatto creando un’area sopraelevata tra i grattacieli, dove puoi arrivare grazie a passerelle, scale e ascensori sia a piedi sia in pattini o in bicicletta. Il suo centro è piazza Gae Aulenti, sempre piena di gente. Puoi sederti sulla panchina circolare, vicino alle fontane a sfioro, e ammirare dal basso la UniCredit Tower (2), progettata da Cesar Pelli e visibile da tutta la città, o l’UniCredit Pavillon (3) struttura in legno di De Lucchi. E farti un selfie, o più semplicemente una

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TIPS & TRICKS DOVE DORMIRE

Per vedere la Madonnina (non il Duomo), scegliete la camera n. 751 dell’UNA Maison Hotel (unahotel.it), solo 27 camere all’angolo di Piazza Duomo. Il Room Mate Giulia, 85 camere, (roommatehotels.com) ha il design di Patricia Urquiola.

foto, con alle spalle il Bosco Verticale (4) di Stefano Boeri, edificio pluripremiato che ospita oltre 20.000 piante. Da qui, in pochi minuti sei all’Isola, il quartiere più trendy. Oppure, scendendo in Corso Como, trovi le vetrine del lusso e la caffetteria della Fondazione Feltrinelli (1), appena inaugurata, su progetto di Herzog & de Meuron: una struttura di vetro dove puoi rilassarti mentre sfogli le novità in libreria. Vuoi vedere gratis la città dall’alto? Sali al 39mo piano del grattacielo di Regione Lombardia, ogni domenica 10-18, entrata Nucleo 1 (regione.lombardia.it).

Sulle orme degli hipster Ti incuriosi-

stcono i luoghi trendy, la moda e l’arte contemporanea? Prima fai un salto alla Darsena (5), riqualificata con spazi

IL LIBRO

Gianni Biondillo, in Passaggio a Nord-Ovest (Terre di Mezzo), propone gli itinerari per girare Milano a piedi dal Duomo alla Nuova Fiera.

— LA GUIDA

Quale ristorante scegliere? La guida Cento Milano 2017 (Edt) elenca i migliori, da Sadler a Eataly ai giapponesi di qualità.

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FOTOGRAMMA - MONDADORI PORTFOLIO - PH. MICHELE D’OTTAVIO

el 2016, secondo il Global Destination Cities Index, Milano ha superato Roma. Non per produzione, scambi commerciali, incontri aziendali, ma in turisti: oltre 7 milioni e mezzo. Quelli che, cartina alla mano, si spostano da un quartiere all’altro, unico caso in Italia, con il naso all’insù. Perché nel capoluogo lombardo si è costruito anche in verticale. Vediamo allora quali sono i luoghi da scoprire e quelli da non perdere.


divertirai a cercare gli oggetti al mercato e per mangiare puoi scegliere fra diversi food truck.

Incontrarsi in galleria Nel 2015, per

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TIPS & TRICKS PER GIARDINI

Fino a poco tempo fa accessibile solo in occasioni speciali, ora l’Orto Botanico di Brera, parte del circuito dei Grandi giardini italiani, è visitabile tutti i giorni tranne i festivi (fino al 31/3 9.30-16-30 e da aprile a ottobre 10-18, grandi giardini.it), ingresso gratuito.

dove passeggiare, sederti sul prato e rilassarti, poi, superati i navigli, dirigiti in zona Tortona. Qui trovi l’Armani Silos (6), che celebra il genio di Re Giorgio ripercorrendo la storia della sua casa di moda. Fondazione Prada (7), invece, ha trasformato una ex distilleria in via Isarco e su progetto di Rem Koolhaas, in centro per l’arte contemporanea. Le opere sono ospitate in luoghi speciali, tra cui il Podium e la Haunted House, ricoperta in foglia d’oro. All’interno il bar Luce, la cui estetica si ispira agli anni ‘50, flipper compresi, è opera del regista Wes Anderson, il premio Oscar per il film Grand Budapest Hotel. E se ti piacciono vintage e modernariato, vai in zona Lambrate Ventura (8) durante i weekend degli East Market (trovi le date su eastmarketmilano.com): ti

IN GALLERIA O SUI NAVIGLI

1. L’Unicredit Tower, uno dei simboli della nuova Milano 2. La Darsena, con bar e locali: da metà aprile riprende a navigare il Corsaro dei navigli, il motoscafo che riscopre le vie d’acqua di Milano (prenotazioni: corsicorsari.it o neiade.com). 3. L’osservatorio sulla fotografia si trova in Galleria Vittorio Emanuele.

il suo 150mo compleanno, Galleria Vittorio Emanuele II (9) si è “rifatta il look” grazie a una costosissima opera di restauro (se vuoi ripercorrerne la storia, vai su ingalleria.com). Ora puoi passeggiare tra bar, ristoranti storici e le vetrine del lusso con il naso all’in su per vedere il magnifico lavoro fatto su stucchi e affreschi. Al primo piano, un piccolo lusso è prendere un caffé alla Pasticceria Marchesi 1824 (11), marchio storico la cui sede originale è in via S. Maria alla Porta 11/a (pasticceria marchesi.it) e poi salire all’Osservatorio sulla fotografia (10), che ha inaugurato con la mostra Give me Yesterday (fino al 12 marzo, fondazioneprada.org, 10 euro). Da qui vedi anche l’esterno della galleria, ma se vuoi camminare percorrendo le passerelle sul tetto tra le file di comignoli puoi prenotare una visita: se la fai sotto le stelle, sono previsti coperta e tè caldo (highlinegalleria.com). Quando scendi, ammira il Duomo (16) e raggiungi a piedi il Castello Sforzesco (17), Da qui puoi raggiungere poi Santa Maria delle Grazie, che racchiude la famosa Cena di Leonardo.

Nelle chiese appena restaurate

Sull’antico incrocio dove c’era il Foro Romano, alle spalle della Pinacoteca Ambrosiana (13), c’è la Cripta di San Sepolcro (12), (criptasansepolcromilano. it, 10 euro). La puoi visitare ora, dopo 50 anni di restauri, e vedere i pavimenti originali, gli affreschi, e la fontana a forma di palma (sconti con MilanoCard: milanocard.it). Non lontano c’è un altro gioiello visibile al pubblico dopo 30 anni di lavori ed è la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, detta anche la Cappella Sistina di Milano, che si trova in corso Magenta (15). Entrando incanta il ciclo di affreschi cinquecenteschi mentre nella basilica di Santa Maria presso San Satiro (14), in via Torino 17/19, rimarrai ipnotizzata dall’effetto del coro prospettico di Donato Bramante, valorizzato con la nuova illuminazione.

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POSSO AIUTARTI? . VIAGGI

Una casa di pescatori, il cui Circolo a Cervia è molto attivo e propone dell’ottimo pesce. A destra, due vedute delle saline.

Sfatiamo i luoghi comuni sulla località romagnola. Fuori stagione è perfetta per un weekend di sport o di relax di Alessandra Sessa —

@sessa_ale

Mi avevano detto che il mare è bello soltanto d’estate Falso Certo, il bagno

non puoi farlo in questa stagione, ma goderti la sua aria benefica sì. Raggiungi il porto canale e fatti guidare da Luciano, pescatore da sei generazioni. Ti spiegherà le tradizioni marinare delle famiglie cervesi, i cui stemmi campeggiano ancora sulle facciate delle case. Lo trovi sul peschereccio Diana o al Circolo dei Pescatori (cir colopescatoricervia.it): quello che un tempo era il mercato del pesce oggi è un’osteria con uan materia prima 10 e lode.

Mi avevano detto che in zona c’è una pineta fantastica Vero A Milano Marittima (frazione di Cervia) ti perdi nei 260 ettari della pineta secolare, dove fai il pieno di ossigeno a piedi

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DOV’È

Bologna

Milano Marittima Cervia

Parco delle Saline

Mi avevano detto che non è una meta culturale Falso Nel magazzino seicen-

tesco accanto alla torre San Michele c’è il museo del sale (musa.comunecervia.it). Qui scopri che la vecchia Cervia è nata sulle saline ed è stata “smontata” e trasferita sulla riva nel 1698 (dove attualmente si trova). Così è nata una città-fabbrica le cui mura erano le case dei salinari. Le vedi ancora oggi lungo corso Mazzini o entrando nel ristorante Locanda dei salinari (tel. 0544971133). Punta infine alla riserva naturale (salinadicervia. it) per vedere la raccolta manuale e acquistare i prodotti.

Organizzati così Per dormire vista mare a due passi dal centro di cervia c’è l’Hotel Aurelia (selecthotels.it, doppia da 95 euro). A Milano Marittima, invece, scegli la Pensione Arizona, un albergo a conduzione famigliare famoso per l’atmosfera rilassata, le ricette della tradizione e il sontuoso aperitivo della domenica (da 78 euro, albergoarizona.it).

Mi avevano detto che puoi giocare a golf tutto l’anno Vero Tra il mare e

la pineta di Milano Marittima hai a disposizione un campo da golf a 27 buche immerso in un’area verde di 110 ettari. L’Adriatic Golf Club è aperto tutto l’anno e ti consente d’imparare a giocare fra laghi, boschi e colline (golfcervia.com).

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A Cervia d’inverno

o in bicicletta. Per imparare tutto su flora e fauna contatta l’ex guardia forestale e poeta Guerrino Gori, che recita versi ispirati alla natura durante le sue passeggiate ecologiche (turi smo.comunecervia.it). Sei sportiva? Allora qui trovi una palestra a cielo aperto con attrezzi fitness all’ombra di pini marittimi.


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Dopo Il Codice da Vinci ed Angeli e Demoni, il professore di simbologia di Harvard si risveglia nel letto di un ospedale fiorentino, senza memoria. Qualcuno lo vuole eliminare: una dottoressa lo aiuta a fuggire e a evitare la diffusione di un nuovo virus che potrebbe annientare gran parte della popolazione del pianeta. Ron Howard dirige Tom Hanks e Felicity Jones nel nuovo magnifico capitolo della trilogia.

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DAL 15 AL 21 FEBBRAIO

ARIETE

21/3 — 20/4 Non è facile per te accontentarti: vuoi sempre di più e sempre meglio. Però in questo momento sei sulla soglia di grandi cambiamenti, che avverranno in primavera. Non essere impaziente e goditi l’attesa. Marte e Mercurio ti danno gli spunti giusti per andare incontro al futuro e qualche indicazione ti arriva anche dai sogni: ascoltala.

TORO

22/5 — 21/6 Cosa ti dà più gioia? Con Mercurio e Urano che ti appoggiano, adesso è il momento di esprimere senza incertezze quello che senti e che pensi. Sul lavoro è fondamentale mettere al centro le persone e le relazioni, non i compiti. Potresti anche trovare una musa ispiratrice. Stile: non importa come ti vesti, ma copriti bene.

21/4 — 21/5 La vita ti chiede di andare in profondità, di interrogarti su cosa cosa conta davvero per te. In amore Venere aiuta te e il partner a trovare uno scopo comune che vi unisce di più. Sul lavoro sono possibili viaggi e spostamenti, non sempre graditi, ma positivi per le tue finanze. Il tuo colore portafortuna è l’azzurro, come il cielo sereno.

22/6 — 22/7 Con la fantasia sei su una spiaggia della Polinesia, sdraiata al sole. Nella realtà forse no, ma ci sono momenti altrettanto piacevoli. Ricordati di ringraziare il partner per ogni aiuto, senza dare nulla per scontato. Sul lavoro, invece, parla meno e ascolta di più. La Luna e Saturno ti mettono in guardia da una donna di un segno di Terra.

LEONE

23/7 — 22/8 Il Sole passa dal segno dell’Acquario a quello dei Pesci e per te inizia un nuovo ciclo di cui puoi essere protagonista. In primo luogo sul lavoro: se c’è qualcosa che non funziona, è il momento di dirlo e di prendere posizione. L’amore conosce uno stato di grazia: si riaccende la scintilla. Il tuo colore è il bianco, simbolo di rinnovamento.

VERGINE

23/8 — 22/9 I tuoi sogni si avverano e ti senti come una diva che cammina sul red carpet. La cosa importante è che tu sappia restare te stessa, senza pensare di doverti adeguare a quello che vogliono gli altri. Sul lavoro, Mercurio e Urano portano nuovi guadagni o un’alleanza vantaggiosa. E in amore? Resta concentrata sul futuro, non sul passato.

BILANCIA

23/9 — 22/10 Con Luna e Giove nel segno, è il sentimento a prevalere in ogni ambito: in amore però cerca l’equilibrio e non concedere a lui troppo potere. Sul lavoro e nelle relazioni professionali, ascolta con il cuore e non solo con la testa. Se ti arriva un invito a una festa, dì di sì: non te ne pentirai. Fare beneficenza ti fa sentire utile e ti rende felice.

SCORPIONE

23/10 — 21/11 Devi fare attenzione nelle questioni finanziarie, soprattutto se lavori in proprio: occhio ai passi falsi. Plutone e Marte conflittuali rendono la gestione del quotidiano frenetica e sei sempre di corsa. Nel gestire una difficoltà ricevi un aiuto del tutto inaspettato, come una piccola magia: qualche volta accadono! Stile: la semplicità è chic.

SAGITTARIO

22/11 — 21/12 Questa settimana ti vengono circa 100 idee all’ora, ma per realizzarle tutte avresti bisogno di un’assistente personale. Prima di lanciarti in nuove imprese, però, vale la pena eliminare senza rimpianti vecchi progetti che ora non ti interessano più. In amore, per una volta, vince chi non fugge. La Luna nel segno crea nuove alleanze al femminile.

CAPRICORNO

22/12 — 20/1 Tu fai molte domande e non ti accontenti di risposte facili. In amore è il momento di essere coraggiosa e di scoprire le tue carte. Se sei single potrebbe invece nascere un’attrazione sul posto di lavoro. Plutone nel segno ti sprona all’azione e alla conquista, ma anche all’attività fisica. Stile: lega i capelli con un fermaglio-gioiello.

ACQUARIO

21/1 — 19/2 Il significato delle cose che ti accadono ora è quello di farti raggiungere quella che consideri la versione ideale di te. La verità è sempre la scelta migliore, anche quando non è facile. Con Mercurio e Urano devi cogliere l’occasione, perché non avrai una seconda possibilità. Trova un personaggio famoso che ti ispiri. In amore hai bisogno di spazio.

PESCI

20/2 — 20/3 Il Sole entra nel tuo segno, questa settimana ed è come se il tuo umore suonasse un nuovo accordo. Devi lasciar andare una persona che non ti è più amica e nelle questioni lavorative e finanziarie non avere fretta. Fai in modo che ogni tua scelta sia etica e sostenibile. Quello che hai conta meno di quello che sei.

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VORREI TROVARE NUOVI AMICI. UN CORSO CREATIVO PUÒ SERVIRE?

disegno di Elisa Macellari

POSTA DEL CUORE... E DELLA TESTA E DELLA PANCIA

parlane con chiara scrivi a lapostadelcuore @mondadori.it

A 30 ANNI NON SI È PIÙ RAGAZZE

di Chiara Gamberale

Carissima Chiara, tutte le settimane leggo quello che ti scrive la gente. A mio parere dai buoni consigli. Magari ne hai uno anche per me. Ho 29 anni e sono la classica brava ragazza che preferisce leggere romanzi al posto di stare sui social network. Scrivo racconti brevi e poesie. E mi piace la musica. Non esco perché non ho amici, e di conseguenza nemmeno un fidanzato. E non riesco a trovare nessun corso - di lingue, di ballo, di un qualche strumento - che mi entusiasmi, in modo da poter lì conoscere qualcuno. Negli anni scorsi ci ho provato e ho seguito anche delle lezioni, ma le ho troncate a metà perché non mi sentivo a mio agio e avevo paura di essere presa in giro (come mi è successo dalle scuole elementari fino alle superiori). Di conseguenza, non avendo amiche, a volte mi ritrovo a parlare con il muro. E ci sto male, perché non c’è nessuno con cui condividere i miei interessi. Cosa posso fare? Stavo pensando di provare qualcosa di creativo. Faccio bene? Non voglio passare più il tempo da sola a casa con mia madre. Sarah Sarah carissima: vai. Iscriviti subito a questo nuovo corso ma, a differenza delle altre volte, quando ti sentirai a disagio non mollare. Insisti. Fosse solo per capire che cosa c’è oltre a quel disagio, che cosa può succedere a sfidare la bambina che sei stata e quello che a scuola la feriva. Il mondo, al di là del muro con cui ti ritrovi a chiacchierare, è un posto pieno di imprevisti e di cose che non vanno come dovrebbero andare. Ma è là che ci sono gli altri: che sono la nostra principale fonte di amarezze, certo. Però sono anche la nostra principale fonte di gioia e di sorprese. Forza. Lascia la bambina che sei stata a casa con tua madre e fai come Rapunzel: esci dalla torre. Sarà un’avventura esaltante. Si chiama vita. Fa schifo. È meravigliosa.

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Gentile Chiara, quanti anni hanno le lettrici che ti scrivono? A parte qualche sporadica lettera, sembra una rubrica per adolescenti! Adulte di 30 e passa anni che si definiscono “ragazze”, affermano di possedere lauree e svolgere lavori di responsabilità, ma che vivono le relazioni con insicurezze e immaturità da adolescenti. L’umanità si sta rincretinendo? Manuela Manuela: e tu? Quanti anni hai, tu? E da quant’è che non ti innamori o che un amore in cui avevi creduto non ti delude? Non te lo chiedo polemicamente, anzi, la tua lettera mi fa ridere prima di tutto di me, che sono decisamente “un po’ rincretinita” a prescindere: però penso che torniamo tutte “ragazze” quando qualcosa di grande ci investe, ci confonde e ci costringe a fare quello per cui veniamo al mondo e che però ci terrorizza: crescere. Senza però, per fortuna, mai farlo abbastanza. WWW.DONNAMODERNA.COM


ULTIMA PAGINA

Secondo Lucrezia SILVIA ZICHE www.silviaziche.com

LatoG

ABBASSO IL RUMORE

di Geppi Cucciari

VIZIONARIO

PAROLE DA PENSARCI BENE PRIMA DELL’USO di Giuseppe Culicchia scrittore

futuro sost. masch. sing.

— Corrisponde alla durata della giornata in corso. 138

Fai parte di quella categoria che si irrita davanti a chi mastica la gomma con la bocca aperta come Arthur Fonzarelli? Un commensale che assume il brodo vegetale emettendo il risucchio può farti impazzire? Non tolleri il sordo ticchettio di orologi automatici, unghie che picchiettano sul tavolo, suoni di dita che schioccano? È possibile tu sia affetta da “misofonia”: è una patologia diagnosticata solo da qualche anno, che si sostanzia in una spiccata sensibilità verso certi rumori. Letteralmente significa “odio per i suoni” e spesso chi ne soffre è accusato da familiari e partner di essere isterico, irritabile, insopportabile a sua volta. Sappi però che quanti risentono di questa patologia hanno maggiori possibilità di essere menti geniali. E sensibili, perché i medesimi suoni, emessi da bambini o animali, non generano lo stesso tipo di reazione. Se di fronte al collega che mastica a bocca aperta o allo sconosciuto che si mangia le unghie senti l’impulso di scappare, non sei pazza. Ma un probabile genio, per giunta sensibile. scrivi a dilatua@mondadori.it

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Donna moderna n9 15 febbraio 2017