Issuu on Google+

--

LI N DA V U KAJ

T ER R E V ER D I A N E Lu o g h i , p e rs o n e , o p e r e.


Nata a Durazzo (Albania) nel 1970, Linda Vukaj interrompe gli studi alla Facoltà di Fisica a Tirana durante la caduta del regime comunista nel 1991 in Albania e si trasferisce in Italia. A Parma, completa il percorso universitario in Metodologie Fisiche, presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali all’Università di Parma. Nel giugno 2010 frequenta il workshop Ritratti di città con Gabriele Basilico presso la Fondazione Fotgrafia di Modena. La fotografia è una sua grande passione. Viaggi, la vita di tutti i giorni,il luogo del lavoro e le persone che la circondano sono i suoi soggetti preferiti. Linda Vukaj ha vinto premi nazionali e internazionali e realizzato diverse pubblicazioni. Ha esposto le sue fotografie in numerose mostre collettive e personali a livello internazionale come a New York, Prishtina, Berlino e Belo Horizonte, Brasile. In Italia ha esposto a Parma, a Reggio Emilia nell’ambito della Fotografia Europea e a Cesena nell’ambito delle Celebrazioni Verdiane. Il reportage Terre Verdiane è stato presentato a Belo Horizonte, Brasile, nel giugno 2012, nell’ambito dell’iniziativa “Momento Italia-Brasile” e a ottobre 2013 nell’ambito delle iniziative dedicate alla XIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e delle Celebrazioni Verdiane. In collaborazione con ERT Fondazione e in partnership con UniCredit il progetto Terre Verdiane, che rientra fra le iniziative che celebrano il bicentenario verdiano nella Regione Emilia-Romagna, sarà una mostra itinerante in alcuni teatri della Regione. Nei mesi di ottobre-novembre la mostra è stata esposta al Teatro Bonci di Cesena e nel 2014 toccherà altri teatri dell’Emilia Romagna. Vive e lavora a Parma.


All'amico Gianfranco Zavalloni, al vivere con lentezza, all’osservare sdraiati il cielo.


T E R R E V E R D I A N E Luoghi, persone, opere. Fotografie di Linda Vukaj


Una realizzazione ERT Emilia Romagna Tatro Fondazione Con il contributo di Unicredit © 2013 Linda Vukaj Proprietà artistica e letteraria riservata per tutti i paesi Ogni riproduzione anche parziale è vietata


Da Durazzo a Busseto: felice itinerario sulle orme di Peppino Verdi Certo ch’è abbastanza strano, insolito: una ragazza che ha fatto studi severi, di scienze fisiche, di matematica avanzata, ma al di là di quel breve ma per decenni invalicabile braccio d’Adriatico ove si parla il solo linguaggio dalmatico sopravvissuto, e che nessuno di noi è in grado d’intendere; in una terra bella ma aspra, ottomana per secoli e in prevalenza musulmana fino ad oggi, irta di bunker in cemento con piazzole per cannoni, a difesa della propria estraneità a chi sta di fronte; una ragazza avvenente e col riso sulle labbra, ora italiana come e forse più d’ognuno di noi, che s’aggira per la brumosa Bassa padana come se ci fosse nata e cresciuta, e ritrae senza posa, con vitalissima curiosità, filari di pioppi in golena, e cascine, e stallatici, e pollai, e volti ormai fuori tempo di vecchi mezzadri all’osteria, che giocano a carte davanti a un bicchiere di vino, e che la sera, rientrando, sono in grado d’accennare a memoria arie d’opera lirica di quel loro compaesano noto in tutto il mondo, ma di cui in ogni teatro d’Europa, delle Americhe, del Giappone nessuno conosce il dialetto che parlava, la terra fertile che amava e di cui infine era entrato in possesso, la rustica radice contadina e popolare che dava vita e sentore di vero ai libretti a tratti anche mediocri che investiva con le sue melodie, con il fragore dell’orchestra, con il fiato ora possente ora quasi sussurrato dei cori…Linda Vukaj (che ora porta anche un bel cognome toscano, versigliese, ch’è anche il mio) non era neppure nata, credo, quando Carlo Bavagnoli vagava per le terre di Verdi scrutando le stesse brume, gli stessi volti, gli orizzonti velati e lontani che poi superbamente illustrò, quasi quarant’anni fa, accompagnando le immagini con le parole sussurrate e alate di Attilio Bertolucci, di Gian Paolo Minardi; e fu un commosso omaggio di Parma al musicista prediletto dal suo loggione, e da tutti. E s’è messa per la stessa strada, per lo stesso viottolo di campagna, tra la polvere dell’estate e il fango invernale, puntando l’obbiettivo verso argini, lanche, e facce stanche o rubizze di chi in quei luoghi passa la vita e ogni giornata di lavoro o di festa. S’è felicemente immersa, e quasi s’è persa, in quel mondo rurale disteso in una monotonia senza fine, entro un paesaggio privo di sorprese e di esplicite bellezze; trovando la bellezza, si direbbe, proprio in quel lento progredire dei viottoli, nelle curve ampie e lente del fiume (il solo che abbiamo, da queste parti, placido e talora terribile), nei selciati umidi dei borghi, che rilucono d’umidità sotto la luce dei lampioni. E, scattando immagini di singolare fascino, ha conversato con i personaggi (che Zavattini avrebbe amato) di quella “comédie humaine” attorno a cui fa crocchio la gente nei paesi della Bassa: il pizzicagnolo esperto in grasse golosità, che entro la bottega non ha cambiato neppure


la disposizione d’un barattolo da quando il locale lo gestiva suo nonno, naturalmente commentando anche allora l’ultima esecuzione verdiana; il cultore di storia locale, con la sua sciarpa, che bonariamente ti spiega e racconta, accompagnando la voce col gesto lento della mano, segreti e pettegolezzi di cent’anni fa, perlopiù ignoti ai professori in toga; gli amici da sempre, ormai in età, che brindano alzando non il bicchiere, ma la scodella del vino, come da noi s’usava; e il caffè del paese, col solito ritratto del Maestro schizzato dalla mano nevrotica e infallibile di Boldini, altro figlio della Bassa padana che, come Verdi, mieteva successi indicibili a Parigi e in ogni capitale; e la bottega del barbiere, con la porta a vetri col ritratto del grande Peppino a far da insegna, ben in vista.È il ricordo di questa gente che Verdi s’è portato dietro, senza mai farne parola a nessuno, per tutta la vita; e sono questi, credo, gli attori che si celano, e rivivono, nei personaggi che la sua musica mette in scena: con le stesse passioni, le stesse allegrie, gli stessi dolori, o invidie, o rancori, o vendette; con la stessa credibile popolare vitalità. Linda queste cose le ha intuite, e comprese. E sa, quindi, che l’opera lirica è stata, almeno per un paio di secoli, la rappresentazione del vivere, con ogni sua sublimità, con ogni nefandezza, con ogni mediocrità, con ogni nostalgia. È per questo che, tra le immagini che abbiamo sotto gli occhi, non manca, appunto, il teatro, e ciò che a teatro non si vede perché sta dietro le quinte: e infatti c’è il maestro che addestra e ammonisce i coristi, e la corista che davanti allo specchio s’aggiusta cappellino e acconciatura, e quella che ripassa lo spartito, e il danzatore atleta che s’inerpica nel vuoto, e le meraviglie dipinte della scenografia, e ancora, e ancora. granché, visto che la gente gioisce o patisce sempre allo stesso modo. Giuseppe, o Peppino Verdi, lo sapeva bene; per questo lo capivano al di là d’ogni confine, e d’ogni oceano. E lo sa altrettanto bene anche Linda. Lo si vede da tutte queste sue immagini. Nascere di qua, o di là di quel braccio di mare, insomma, non cambia. Eugenio Riccòmini Bologna, 2 novembre 2013


Titolo introduzione Gualdi Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut at ornare turpis. Quisque at mollis odio. Vivamus sagittis augue ut dapibus adipiscing. Ut ligula sapien, tempor ut magna in, auctor bibendum quam. Nunc faucibus vitae lacus sed molestie. Phasellus ultrices leo non consectetur feugiat. Integer varius dictum tortor, vel fringilla tortor. Cras consectetur lacinia sapien at viverra. Vestibulum dictum sed velit ac aliquet. Vestibulum dui nibh, pellentesque sit amet felis sed, volutpat tempor dui. Etiam condimentum interdum quam vitae congue. Curabitur vitae aliquam augue, sed placerat est. Sed aliquam tellus vel purus tincidunt, sit amet venenatis tellus fringilla. Aenean tincidunt risus nec viverra dictum. Proin tempus facilisis ipsum. Aenean elementum urna non vehicula sodales. Etiam fermentum tortor id diam pulvinar, ut iaculis erat tempor. Morbi non quam quis ligula interdum adipiscing non non arcu. Aenean sit amet mi euismod, mollis dolor id, suscipit erat. Morbi commodo, ligula quis hendrerit pellentesque, enim enim mattis eros, et convallis purus justo eget leo. Sed consectetur elit ut dui consequat posuere. Morbi porttitor dolor eros, a laoreet nibh feugiat id. Cras tincidunt odio a quam malesuada iaculis. Curabitur bibendum neque eu nisi vehicula ullamcorper. Phasellus vehicula odio erat, et placerat lorem ultricies non. In hac habitasse platea dictumst. Mauris in nisi sed turpis vulputate ultricies at eget risus. Nam dictum erat ac euismod porta. Duis in fermentum libero. Proin et nibh sit amet tellus feugiat tristique ut eget nunc. Pellentesque faucibus, nulla eu cursus malesuada, lacus ante laoreet mi, eu laoreet diam ante at nisl. Suspendisse feugiat scelerisque mi, consectetur varius libero eleifend quis. Morbi ante est, ultricies vel lacinia at, sodales quis turpis. Cras facilisis facilisis nibh, congue gravida dui tincidunt id. Donec suscipit dignissim sapien. Quisque accumsan congue tempor. Nam turpis ligula, semper at porttitor quis, porta eu eros. Suspendisse sagittis augue a arcu fringilla, pulvinar euismod tellus aliquam. Daniele Gualdi Presidente Fondazione ERT Emilia Romagna Teatro


Terre Verdiane. Luoghi, persone, opere di Linda Vukaj Le Terre Verdiane lambiscono il lento scorrere del fiume Po un fiume che porta con se le tradizioni di un intera terra e che congiunge e divide mondi che sono rimasti legati ad antiche tradizioni. Il progetto vuole documentare la vita di tutti i giorni di questa terra lenta e ricca di sapori, odori e storia. Vuole raccontare le terre della musica di Giuseppe Verdi che lo videro bambino, poi adolescente innamorato della musica e quindi uomo e compositore maturo. Questi luoghi e le testimonianze che ancora vi si conservano incisero profondamente sulla formazione del musicista, protagonista artistico e morale del proprio tempo, genio universale nella storia della musica. Le Terre Verdiane sono un’ombra nella nebbia, la rigida geometria dei pioppeti che con la mano dell’uomo hanno sostituito le antiche foreste, i pescatori, le rane fritte, una bicicletta, un argine che disegna il confine tra la terra sicura e la terra di mezzo, quella delle golene pronte a inondarsi di acque ogni volta che il Po, il vero signore di queste terre decide di appropriarsi. Le Terre Verdiane sono le fumose osterie padane dove si gioca a carte fino a sera tardi, dove si parla di romantiche passeggiate in bicicletta sui sentieri della golena, sono i luoghi dove la luna rischiara il Po illuminando i vecchi tabarri dei nonni e i volti degli appassionati di Verdi che cantano il tanto amato “Va pensiero� ovunque: al bar, al teatro, in chiesa, in piazza. Le Terre Verdiane sono i palcoscenici dove la musica di Verdi la fa da padrona e fa vibrare sentimenti, anime e corpi di cantanti, danzatori e pubblico in tutto il mondo. Le Terre Verdiane sono frammenti di vita e passione, di luoghi e persone che testimoniano la radice profonda della musica e delle composizioni di Giuseppe Verdi, legato alla sua terra da un rapporto indelebile.


LUOGHI


LU O G H I


fiume po Polesine Parmense, Parma 2011


argine del po Polesine Parmense, Parma 2011


casa n ata le d i g i u s ep p e v er d i Roncole Verdi, Busseto, Parma 2011


cas o l a r e n ella bas sa pa r m en s e Busseto, Parma 2011


pa e sa g g i o Roncole Verdi, Busseto, Parma 2011


pa e sa g g i o Villanova sull’Arda, Piacenza 2011


g o len a d el fi u m e p o Torricella di Sissa, Parma 2011


Piazza giuseppe verdi Busseto, Parma 2011


v i l l a pa l lav i c i n o - m u s eo n az i o n a le g i u s e p p e v e r d i Busseto, Parma 2012


vicolo Busseto, Parma 2011


b i c i c l e t ta n ella n ott e Busseto, Parma 2011


pa e sa g g i o Argini del fiume Po, Parma 2011


27 g e n n a i o. a n n i v ersa r i o d ella m o rt e d i V e r d i.i n p i azza a ca n ta r e Va p en s i e ro Busseto, Parma 2011


Casa Ba r ezz i Busseto, Parma 2011


A n t i ca C o rt e Pa llav i c i n a Polesine Parmense, Parma 2011


G e n t e d e l fi u m e Po Polesine Parmense, Parma 2011


Bar Guareschi Roncole Verdi, Busseto, Parma 2011


Vicolo Busseto, Parma 2011


p ers o n e


a l e ssa n d r a m o r dac c i sto r i ca e a pass i o n ata d i g i u s e p p e v e r d i Busseto, Parma 2011


e u g e n i o e a lb erto pat ro n i, ba r b i e r i d a q u at t ro g e n e r a z i o n i Busseto, Parma 2011


a b e l e c o n ca r i t i to la r e d ella sa lsa m e n t e r i a st o r i ca v e r d i a n a d a b a r at ta Busseto, Parma 2011


c l i e n t i d e lla sa lsa m en t er i a Busseto, Parma 2011


c l i e n t i d e l ba r c en t r a le Busseto, Parma 2011


s ca l a c i n qua n ta Bar Centrale, Busseto, Parma 2011


P ro f . C O R R A D O M I N GA R D I Direttore della Biblioteca di Busseto, Parma 2011


G e n t e d e l fi u m e po, Ta r za n Monticelli D’Ongina, Piacenza, 2011


G e n t e d e l fi u m e Po Polesine Parmense, Parma 2011


o p e r e


D i e t ro l e qu i n t e d el n a b u c c o Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


D i e t ro l e qu i n t e d el n a b u c c o Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


D i e t ro le q u i n t e d el n a b u c c o , giuseppe verdi Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


D i e t ro l e qu i n t e d el n a b u c c o Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


D i e t ro le q u i n t e d el n a b u c c o Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


D i e t ro l e qu i n t e d el n a b u c c o Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


p i a n o f o rt e Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


o rc h e st r a d el t eat ro v er d i Teatro Verdi, Busseto, Parma 2011


m a e st ro m a rt i n o fag g i a n i D i r e t t o r e d el c o ro d el T eat ro r e g i o d i Pa r m a Circolo Parma Lirica, Parma 2012


m a est ro m a rt i n o fag g i a n i e i l ba r i t o n o a l b e rt o g a z z a l e p rova a p e rta d i a i da Circolo Parma Lirica, Parma 2012


a i d a i n s c en a Teatro Regio, Parma 2012


a i d a i n s c en a Teatro Regio, Parma 2012


L a T r av i ata A rt e m i s D a n za Belo Horizonte, Brasile, 2012


L a T r av i ata A rt e m i s D a n za Belo Horizonte, Brasile, 2012


L a T r av i ata A rt e m i s D a n za Belo Horizonte, Brasile, 2012


L a T r av i ata A rt e m i s D a n za Belo Horizonte, Brasile, 2012


L a T r av i ata A rt e m i s D a n za Belo Horizonte, Brasile, 2012


L a T r av i ata A rt e m i s D a n za Belo Horizonte, Brasile, 2012


L a d o p p i a n ott e - A i da e T r i s ta n A rt e m i s D a n za Teatro Bonci, Cesena, 2013


L a d o p p i a n ott e - A i da e T r i s ta n A rt e m i s D a n za Teatro Bonci, Cesena, 2013


L a d o p p i a n ott e - A i da e T r i s ta n A rt e m i s D a n za Teatro Bonci, Cesena, 2013


L a d o p p i a n ott e - A i da e T r i s ta n A rt e m i s D a n za Teatro Bonci, Cesena, 2013


La d o p p i a n ot t e A i d a e T r i sta n A rt e m i s D a n z a Teatro Bonci, Cesena, 2013


L a d o p p i a n ott e - A i da e T r i s ta n A rt e m i s D a n za Teatro Bonci, Cesena, 2013


Una realizzazione ERT Emilia Romagna Tatro Fondazione Con il contributo di Unicredit © 2013 Linda Vukaj Proprietà artistica e letteraria riservata per tutti i paesi Ogni riproduzione anche parziale è vietata Design e Layout Alessandro Riccomini



Prova catalogo doppia pagina