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L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA …

Scheda di lettura n. 1

Il manifesto riporta alcuni particolari de “La Guerre et la Paix”, dipinto da Picasso a Vallauris, in Francia. Qui ha sede il Museo della Ceramica, ambientato in un antico palazzo del XVI secolo. Al suo interno, si trova la Cappella decorata da Picasso con l’opera monumentale “La Guerra e La Pace”. La guerra civile spagnola segnò un’ importante svolta nella vita e nella produzione di Picasso; pre-sto incominciò a disegnare e dipingere studi per il quadro dedicato alla strage di Guernica (1937), esposto a attualmente a Madrid. In relazione al tema della pace, è necessario ricordare che Picasso fu convinto sostenitore della causa della pacificazione mondiale e che partecipò a tre congressi mondiali della pace, per i quali disegnò la famosa “colomba della pace” . Nel 1952, Picasso inizia a decorare la vecchia cappella di Vallauris, trasformandola in un “Tempio della Pace” in cui presenta i due grandi pannelli, riprendendo alcuni temi di dipinti precedenti, come il guerriero in piedi di Guernica. Disse l’artista, a proposito dell’opera di Vallauris: “Per rappresentare il volto della guerra non ho mai pensato ad un volto in particolare, eccetto quello della mostruosità.” E aggiunse: “Sono vicino agli uomini, a tutti gli uomini, ecco perché non ho mai potuto immaginare il volto della guerra sen-za quello della pace”.


Descrizione dell’opera La Guerra

Su un suolo rosso di sangue, “La Guerra”, rappresentata da una figura con le corna, si sposta su un carro tenendo, in una mano, una spada insanguinata e, nell’altra, un cesto da cui escono insetti ibridi che appaiono inquietanti e nefasti e che alludono alla guerra batteriologica. A sinistra del personaggio con le corna, è dipinta una rete che contiene dei teschi. I cavalli neri schiacciano i libri, simbolo della cultura, mentre sullo sfondo ombre scure di uomini combattono con pugnali, lance e asce. L’insieme del corteo sembra andare incontro ad un guerriero della pace, in piedi, armato di una lancia e di uno scudo; egli porta una bilancia, simbolo della giustizia. Lo scudo è ornato di una colomba, l’emblema della pace che Picasso aveva già utilizzato sui manifesti per i congressi della pace, a cui aveva partecipato. La figura di questo cavaliere della pace fa da congiunzione tra i due pannelli. Lo sfondo blu e il grano ai suoi piedi appartengono già all’atmosfera distesa del pannello seguente.


La Pace

Ispirato dalla serena e felice vita familiare che Picasso conduce in quel periodo a Vallauris ed a Antibes, concepito come un complemento a “La Guerra”, questo pannello riporta sulla destra un gruppo di tre personaggi, che simboleggiano la calma e il benessere: sotto un grande sole-occhio con raggi di spighe, ai piedi di un arancio, una famiglia è abbandonata ad una quieta felicità, occupata in attività creative e vitali, come la lettura, la scrittura, l’allattamento. La scena successiva oppone il candore di Pegaso ai neri cavalli del combattimento de “La Guerra”. Il cavallo alato è condotto da un bambino e attaccato ad un aratro. Davanti a Pegaso, due danzatrici si muovono al suono di un flauto. Sulla sinistra, una bambina-funambolo regge sulla testa un’asta ai cui estremi sono appese una boccia per pesci rossi piena di rondini ed una gabbia contenente dei pesci. Tali immagini si offrono a diverse interpretazioni: l’universo della fantasia proprio dell’infanzia, l’idea che in tempo di pace tutto è possibile, il fragile equilibrio della pace stessa… Numerosi sono gli elementi antitetici dei due pannelli, sia nella scelta dei colori (cavallo nero/ cavallo bianco; sfondo nero e grigio/ sfondo verde e blu…) sia in quella dei temi (cavallo che calpesta i libri/ cavallo che ara; libri calpestati/ uomo che scrive…).


Scheda di lettura n. 2

Il manifesto riporta alcuni particolari de “La Guerre et la Paix”, dipinto da Picasso a Vallauris, in Francia. Qui ha sede il Museo della Ceramica, ambientato in un antico palazzo del XVI secolo. Al suo interno, si trova la Cappella decorata da Picasso con l’opera monumentale “La Guerra e La Pace”. In relazione al tema della pace, è necessario ricordare che Picasso fu convinto sostenitore della causa della pacificazione mondiale e che partecipò a tre congressi mondiali della pace, per i quali disegnò la famosa “colomba della pace” . Nel 1952, Picasso inizia a decorare la vecchia cappella di Vallauris, trasformandola in un “Tempio della Pace” in cui presenta i due grandi pannelli. Disse l’artista, a proposito dell’opera: “Per rappresentare il volto della guerra non ho mai pensato ad un volto in particolare, eccetto quello della mostruosità.” E aggiunse: “Sono vicino agli uomini, a tutti gli uomini, ecco perché non ho mai potuto immaginare il volto della guerra senza quello della pace”.

Descrizione dei particolari raffigurati nel manifesto

“La Guerra”, rappresentata da una figura con le corna, si sposta su un carro tenendo, in una mano, una spada insanguinata e, nell’altra, un cesto da cui escono insetti ibridi che appaiono inquietanti e nefasti e che alludono alla guerra batteriologica. A sinistra del personaggio con le corna, è dipinta una rete che contiene dei teschi. Il pannello raffigurante “La Pace” riporta sulla destra un gruppo di tre personaggi, che simboleggiano la calma e il benessere: ai piedi di un arancio, una famiglia è abbandonata ad una quieta felicità, occupata in attività creative e vitali, come la lettura, la scrittura, l’allattamento. Pegaso, bianco cavallo alato, è condotto da un bambino e attaccato ad un aratro.

Lettura di un'opera di Picasso  

Lettura di un'opera di Picasso

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