Issuu on Google+

Percorso di ricerca storica sulla vita contadina dei primi del '900 in Friuli A.S. 2016-17 Classe IIIA Scuola Primaria E. FERMI Istituto Comprensivo G. CADELLI di ROVEREDO IN PIANO


Descrizione Il focolare assomiglia a una stufa con tante pentole appese. Sulla base in pietra c’è l’alare in ferro. Esso è formato da una parte orizzontale, su cui appoggiare la legna, e da due aste verticali con una catena. Sopra il focolare si trova la cappa, dalla quale scende una grossa catena con agganciato il paiolo in rame per cuocere la polenta.

Alcune notizie Una volta la cucina era il centro della casa, tanto che il termine “cjasa” indicava sia la casa, che la sola cucina. Il cuore della cucina era il focolare che serviva per riscaldare la stanza e per cucinare. In molte case il focolare si trovava al centro di una piccola costruzione che sporgeva rispetto al muro. Vicino al focolare c’erano delle panche per sedersi e stare al caldo.

Oggi per cucinare si usano i fornelli. Le mamme sistemano le pentole su una specie di piastre, da cui esce la fiamma dopo aver girato una manopola. Esse si servono anche del forno che funziona con il gas o con l’elettricità.


Descrizione La panera è un mobile in legno dalla forma lunga, con i lati arrotondati. Era usato dalle donne per fare il pane e conservarlo senza farlo ammuffire. Il pane non si consumava tutti i giorni: era un lusso. Nella panera veniva preparato l’impasto di acqua, farina e lievito. All’impasto si dava la forma di grosse pagnotte che erano poi cotte nel forno. Sotto la panera ci sono due porte per le stoviglie e per piccole provviste di cibo.

Oggi non esiste un oggetto con lo stesso uso. Ăˆ stato sostituito dai pensili e dai mobili della cucina in cui le mamme ripongono piatti, bicchieri, posate, pentole e la spesa che fanno nei supermercati.


Descrizione La ghiacciaia è un mobile in legno. A destra ha uno sportello con dei ripiani su cui si sistemavano i cibi da conservare. Sempre a destra, ma in alto, c’è una piccola apertura che permetteva di mettere il ghiaccio. Sotto si osserva un piccolo rubinetto dal quale usciva l’acqua prodotta dallo scioglimento del ghiaccio.

Alcune notizie Solo le famiglie più ricche Possedevano una ghiacciaia e potevano permettersi di comprare il ghiaccio, venduto in grossi blocchi da uomini che passavano con un carretto di casa in casa.

Oggi questo oggetto è stato sostituito dal frigorifero che è più alto, più spazioso e ha più piani. Da una parte c’è spazio per tutti i cibi da consumare subito, dall’altra il cibo è surgelato e si conserva a lungo.


Descrizione L’arconcello o “bigol” è di legno e ha la forma di un arco. È un bastone ricurvo con un gancio alle due estremità per attaccare i secchi. Era usato dalle donne per andare al pozzo o alla fontana. Lo mettevano sulle spalle e serviva anche per portare i cesti della biancheria, le ceste con il mangiare o altro. I secchi in rame sono due cilindri con ai lati due orecchie dove è attaccato il manico in ferro. La parte sopra è decorata con figure e disegni fatti con ripetuti colpi di martello. I secchi erano appesi ai lati dell’arconcello per trasportare l’acqua in casa. Li appendevano in cucina, vicino all’acquaio (il lavello di oggi) e fornivano la riserva d’acqua per gli usi domestici.

Oggi in casa l’acqua arriva con le tubature dell’acquedotto e esce al bisogno dai rubinetti. In casa si usano ancora i secchi che sono in plastica colorata e di varie dimensioni.


Descrizione Il letto è fatto con due cavalletti che sostengono le tavole sulle quali è appoggiato un sacco: il materasso. Esso è confezionato con una tela grossa a quadri verdi e bianchi. Ăˆ riempito con cartocci secchi di granoturco che venivano cambiati tutti gli anni. Ha due aperture che servivano alle donne per infilare le mani e sistemare i cartocci.

Oggi i nostri letti sono molto comodi. I materassi sono messi su reti che permettono al nostro corpo di stare in una posizione corretta e di dormire bene. I materassi sono in lana, cotone o in lattice (sostanza gommosa estratta dalle piante e trasformata in lastre per l’imbottitura).


Descrizione Il trabiccolo o scaldaletto è fatto in legno. Ci sono quattro bastoni incurvati e fissati a due a due, uniti da due tavolette. Sopra una delle due tavolette c’è una lamiera sulla quale si metteva il recipiente con la brace. In questo modo sotto le coperte c’era un po’ di caldo. Il trabiccolo teneva sollevate le coperte che, stando lontane dalla brace, non prendevano fuoco.

Oggi per lo stesso uso ci serviamo della bottiglia dell’acqua calda che usiamo raramente perché le camere sono riscaldate.


Descrizione Il lavamano è in piccolo mobile. È come un tavolino con un foro al centro nel quale si infila il catino. A destra è appeso un asciugamano e sotto c’è la brocca per l’acqua. Si metteva in camera e serviva per lavarsi al mattino, appena alzati dal letto. Si riempiva il catino d’acqua, versandola dalla brocca per poi sciacquarsi il viso e le mani. Il lavamano poteva anche essere in ferro.

Oggi nelle case c’è il bagno. L’acqua esce dai rubinetti e possiamo scegliere se usarla fredda o calda.


Descrizione Il lettino è di legno, con sopra un piccolo cuscino e un piccolo materasso nascosto da una copertina e da un lenzuolino ricamato. Lo usavano le bambine per far dormire le loro bambole.

Alcune notizie Come spesso succedeva, una volta i giocattoli erano uguali agli oggetti dei grandi, solo piĂš piccoli. I giocattoli piĂš semplici erano costruiti durante le sere invernali, quando le famiglie stavano nelle stalle per riscaldarsi.

Anche oggi le bambine usano i lettini per le bambole. Ora sono in plastica colorata.


Descrizione Il girello è formato da un cerchio superiore e da un esagono inferiore che sono uniti da stecche oblique. Alla base ci sono le rotelle. I materiali usati per fabbricarlo sono il legno e il ferro. Non ci sono decorazioni. Era usato dai bambini che non sapevano ancora camminare: le mamme li infilavano nel cerchio e questo permetteva ai piccoli di spostarsi senza cadere. Così, mentre loro erano nel girello, le mamme potevano svolgere le faccende domestiche.

Anche oggi esiste un oggetto con lo stesso nome. È di plastica con le ruote di gomma. È più leggero e colorato. Ha dei “bottoni” per far divertire i bambini.


Descrizione Il seggiolone è formato da quattro gambe sulle quali appoggia un sedile con un foro, ora chiuso. Nella parte davanti c’è una tavoletta che serviva per mettere il piatto con la pappa. Si vede che si poteva abbassare ed alzare. I materiali usati per costruirlo sono il legno e il ferro. Era usato per dare da mangiare ai bambini piccoli senza che cadessero.

Anche oggi le mamme usano il seggiolone per i loro bambini. È molto differente da quello del museo. È di plastica colorata. È più leggero e con un’imbottitura che lo rende sicuramente più comodo.


Descrizione Il passeggino è una panca senza seduta, formata da due rettangoli in legno uniti tra loro. Nella parte superiore scorre una tavola con un foro al centro, ricoperto di stoffa. Serviva per imparare a camminare: le mamme mettevano i bimbi piccoli dentro il foro fino alle ascelle e poi li lasciavano andare avanti e indietro.

Oggi non esiste un oggetto con lo stesso uso.


Descrizione La sottoveste è di lino bianco e veniva usata dalle donne. Ha delle decorazioni e dei bottoncini.

Alcune notizie I vestiti una volta erano di lana, canapa o lino. La lana si otteneva dalla tosatura delle pecore, mentre la canapa e il lino dalle rispettive piante. Dal lino si ricavavano fili morbidi che, dopo essere stati tessuti insieme, davano una stoffa resistente. Anche dalla canapa si ricavava un filo resistente, ma più ruvido. Durante l’inverno si usavano vestiti

Anche oggi esiste la biancheria intima che è però più colorata di quella del museo. È realizzata soprattutto con il cotone che ha sostituito il lino, più costoso. Ora le sottovesti sono usate poco.

in lana, d’estate in canapa e lino perché più leggeri.


Descrizione Le mutande da uomo sono in tela pesante. Erano indossate sotto ai

Anche oggi gli uomini indossano le mutande che però non sono cosÏ lunghe, ma sgambate. Gli uomini usano anche i boxer che assomigliano ai pantaloncini indossati dai pugili. Questi indumenti ora sono realizzati in cotone elasticizzato e sono molto colorati.

pantaloni. Erano lunghe nella stagione invernale, piĂš corte nella stagione calda.


Descrizione Gli zoccoli sono in legno e davanti finiscono con una punta all’insÚ. La parte in cui si metteva il piede si otteneva scavando un pezzo di legno, la tomaia si faceva con il cuoio. Nella suola si piantavano delle punte di metallo che servivano per non scivolare. Gli zoccoli servivano come scarpe e venivano usati per camminare. Li usavano i contadini per spostarsi nei terreni melmosi e nella stalla.

Oggi usiamo diversi tipi di scarpe che cambiamo a seconda delle stagioni e dell’uso. Ora sono in cuoio, ma anche in plastica, gomma e stoffa.


Descrizione Il giogo ha la forma di un arco ed è di legno. I contadini lo sistemavano sopra il collo dei buoi e, per fissarlo, usavano due pezzi di legno o di ferro curvi che mettevano sotto il collo dell’animale. In questo modo i buoi potevano tirare i carri, l’aratro o altri attrezzi agricoli.

Oggi i contadini hanno sostituito i buoi con i trattori che guidano comodamente per svolgere tutte le attivitĂ  agricole.


Descrizione La cavezza è una corda che era legata intorno al muso e al collo degli animali e fissata alla mangiatoia con una catena, in modo da trattenerli nella stalla. Era usata dai contadini anche per portare le mucche fuori dalla stalla. È fatta di cuoio intrecciato. Per tenere le mucche legate nella stalla si usava una catena. I contadini legavano intorno al collo dell’animale, la parte in cuoio, mentre attaccavano alla mangiatoia l’anello in ferro.

Oggi la cavezza è formata da cinghie colorate che abbracciano la testa dei cavalli. È usata per controllare l’animale e condurlo a passeggio. Nelle stalle le mucche sono tenute meglio di un tempo e, in molti allevamenti, possono anche pascolare all’aperto.


Descrizione La musoliera è come un cestino con una catena attaccata sopra, nella parte più larga, dove l’animale infilava il muso. La parte più piccola ha un’apertura per il naso. È fatta con filo di ferro intrecciato. Mentre i contadini lavoravano nei campi, la musoliera impediva ai buoi, agli asini e ai cavalli di mangiare le foglie delle viti o di altre piante.

Oggi esistono le museruole per i cani. Sono costruite con svariati materiali e hanno forme diverse che si adattano alle differenti razze. L’uso è simile: impediscono all’animale di mordere o di mangiare oggetti non commestibili e pericolosi.


I BAMBINI E IL PASSATO: come lo studio della storia può appassionare e suscitare emozioni? Non è mai presto per cercare di rendere i bambini interessati studiosi del passato, da quello più recente i cui testimoni diretti coinvolgono con la suggestione dei ricordi, a quello più remoto che affascina per essere così diverso dal presente. La convinzione che la storia non dovrebbe essere solo una materia da studiare, ma “lezione di vita” da cui apprendere consapevolmente, induce a coinvolgere i bambini in prima persona nella costruzione delle loro conoscenze, perché comprendere il passato aiuta a capire il presente e forma cittadini consapevoli e attivi per il loro futuro. LE FONTI E LE ESPERIENZE Preziosa si è rivelata la collaborazione dei nonni che con i loro racconti hanno aiutato i bambini a rendersi conto di come, agli inizi del ‘900, la vita nelle campagne friulane fosse profondamente diversa da quella di oggi, suscitando in loro curiosità e interesse per il passato delle generazioni che li hanno preceduti. Passeggiare per il proprio paese e osservare le case lungo le vie più antiche, ascoltando l’autorevole voce di Sergio Gentilini, grande conoscitore della storia di Roveredo in Piano, ha fornito ai bambini occhi con cui esplorare il proprio ambiente di vita. Essi hanno così scoperto le fondamentali caratteristiche delle case roveredane di un tempo, rendendosi conto che in quelle costruzioni s’intrecciano il passato e il presente. Entrare nel Museo “Diogene Penzi” di San Vito al Tagl.to è stato aprire un’altra finestra sul passato, per scoprire oggetti, arredi e strumenti di lavoro propri della vita contadina. Osservare, formulare ipotesi sulla base delle conoscenze personali e rappresentare con il disegno ha motivato fortemente i bambini e li ha sostenuti nell’attività in classe di documentazione e revisione. E dopo tanta fatica, per loro è stato fonte di soddisfazione riferire ai compagni le conoscenze acquisite.


CONOSCENZE ED EMOZIONI S’INCONTRANO Le pagine che avete sfogliato sono il prodotto di questi “studiosi in erba� che si augurano di avervi resi appassionati partecipi della storia dei loro antenati. I bambini con il loro sguardo di giovani pittori e di singolari poeti hanno anche provato a intrecciare conoscenze ed emozioni, mettendosi alla prova con occhi, mani e parole. Alla fine, con il contributo di tutti sono riusciti a produrre un originale esempio di poesia.

CASE DELLA NOSTRA STORIA Vecchi portoni di una volta,

grandi bocche aperte con la chiave di volta, bramose di carri colmi di fieno. Muri di sassi argentati, raccolti nel Cellina dai muratori ben cementati, proteggono le famiglie. Fogolar ottimo per cucinare, sei sole splendente di luce senza non puoi abitare,

nel cuore pulsante che riscalda. Ballatoio ponte sorridente, conduci alle fredde camere sale e riposa la gente, ti affacci alla silenziosa aia. Nel sottotetto il caro solaio, finestrelle di aria e di sole chicchi di mais nel salvadanaio, piccoli occhi aperti alla via.


Piccoli storici alla ricerca delle tracce di un tempo: come si viveva al tempo dei nonni bambini?