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Anno XXXIII n. 7/8 -Luglio/ Agosto 2011 Euro 2.50

Salviamoci la pelle

In vacanza con Fido


In

p di regi alt ato aq v ua inil lità e

valori che restano

Un capolavoro di Ruth Treffeisen con pregiati accessori!

“Dov’è la mia mamma?” Inclusi l’orsetto e il bel vestiario Desidera solo venire da Lei! La piccola siede là e aspetta con il suo orsetto fra le braccia che la mamma torni. Si sente sola e vorrebbe tanto giocare con lei! E i suoi occhietti blu sembrano domandare “Dov’è la mia mamma?” Con la bambola artistica “Dov’è la mia mamma?” Le presentiamo un capolavoro della rinomata artista Ruth Treffeisen. Realizzata in pregiato vinile di alta qualità, questa bambola straordinaria si caratterizza per l’accuratezza dei particolari e la pregiata qualità. Altezza: 59 cm. (Sedia in vimini non inclusa). Si assicuri questa dolce piccina e risponda alla sua domanda “Dov’è la mia mamma?”: porti con sé la piccola, ordinandola preferibilmente oggi stesso! Garanzia di resa valida 365 giorni

BUONO D’ORDINE ESCLUSIVO Termine di ordinazione: 8 agosto 2011

Sì, inviatemi la bambola in vinile “Dov’è la mia mamma?” Pagherò in contrassegno al ricevimento della merce l’intero importo Pagherò con MasterCard oppure Visa

Pagherò in tre comode rate mensili Nome/Cognome

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L’artista

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Prendo atto dell‘informativa articolo 10 L. 196/03 e acconsento che i miei dati vengano utilizzati dalla Bradford per le sole finalità descritte. I miei dati possoni essere comunicati ad altre aziende di comprovata serietà con il solo scopo di ricevere altre proposte commerciali. Sì No

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Ruth Treffeisen dal 1979 crea bambole in diversi materiali. Grazie al suo amore per il particolare e all’alta qualità della realizzazione, l’artista ha conquistato i riconoscimenti più importanti che ogni artista di bambole può raggiungere, come il “DOTY®-Award 2005” e il premio “Doll of the Year”.

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The Bradford Exchange, Ltd. Via Palermo, 9 • 20090 Assago • Tel.: 02/39292492 • Fax: 02/39292494 E-Mail: servizioclienti@bradford.it • Internet: www.bradford.it Le garantiamo la riservatezza dei Suoi dati. Informativa articolo 10 L. 196/03 sarà nostra cura inserire i dati che Lei fornirà nell‘archivio informatico della Bradford (titolare del trattamento) garantendone la massima riservatezza e utilizzandoli unicamente per l‘invio gratuito di proposte commerciali. Ai sensi dell‘articolo 13 della Legge i dati potranno comunque essere cancellati dietro semplice richiesta scritta da inviare all‘ufficio dati presso la nostra sede.

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[anteprime] Gualtiero Marchesi Nei piatti del maestro della cucina italiana: etica, estetica, arte e cuore A pagina 44

Amnesty International Compie cinquant’anni il movimento nato per combattere la violazione dei diritti umani. Ottimi i risultati finora ottenuti, ma molto resta da fare. A pagina 24

Gelato, che passione!!! Alla crema, al latte o alla frutta: il gelato fa bene allo spirito ma anche alla salute, grazie alle sue qualità nutritive. A pagina 30

L’eco...logica Monteveglio Il primo comune italiano che sta costruendo un altro futuro. Al centro: ambiente, sostenibilità, energia pulita e un grande senso civico. A pagina 43

Burraco: nuova mania italiana Gioco di coppia, due mazzi di carte francesi e una buona dose di affiatamento: ecco gli ingredienti per divertirsi. A pagina 50

ditoriale

[ DI MARIA LAURA RONDINI - DIRETTORE EDITORIALE 50&PIÙ ]

Di fronte all’evidente impossibilità di rispondere ai problemi del governo del Paese distribuendo incarichi e responsabilità col metodo della raccomandazione, del servilismo, del contraccambio dei favori, sempre più spesso i “pensatori illuminati” invocano la discesa in campo della “meritocrazia”: facciamo posto ai migliori, ai più

preparati, agli esperti, ai più intelligenti. Insomma, se al posto della democrazia, faticosa, lenta, ingombrante e per qualcuno addirittura fastidiosa, riscopriamo la scintillante e snella aristocrazia (che, come ben sappiamo, significa governo dei migliori), come d’incanto

risolviamo i nostri problemi. Mentre siete al mare, e le onde portano a riva colorate bottigliette di plastica (indistruttibili per i prossimi 30mila anni) insieme a qualche alga, noi di 50&Più, sperando che ci abbiate arrotolato tra un telo-mare super morbido e la crema solare,

questo mese vi lanciamo un’idea, anzi una sfida: scoprite insieme a noi la rivoluzionaria

“meritocrazia democratica”, partecipando alla manifestazione di Gold Age, dal 19 al 23 ottobre a Rimini.

Ma che cos’è la meritocrazia democratica che noi, con orgoglio, ci vantiamo di promuovere per primi?

Semplicemente la virtù. La ricerca dell’eccellenza: fare al meglio ciò che si è capaci di fare, con la coscienza che il nostro impegno costante a essere migliori è il dono che noi facciamo agli altri e quindi a noi stessi. Lo scorso aprile abbiamo messo al centro della rivista il testo della nostra Costituzione. Speriamo che l’abbiate letta e conservata. Bene, se la tirate fuori dal cassetto e andate all’articolo 4, vi leggerete che «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,

secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società». Niente è altrettanto democratico, niente è altrettanto meritocratico. Buone vacanze a tutti.


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IN QUESTO

numero

Luis Bacalov Compositore, direttore d’orchestra, insegnante: i numerosi impegni di un Premio Oscar

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DI PICCI M ANZARI

Amnesty Anniversario amaro per chi ha dato voce al coraggio

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DI GIADA VALDANNINI

In vacanza insieme a Fido

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Contro l’abbandono dei cani, impegno, iniziative e consigli DI STEFANO RIPERT

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DI LUCIA CA STAGNA

INCHIESTA

AAA - Cercasi badante Quando le famiglie degli assistiti hanno bisogno d’aiuto

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Gold Age 2011

DI SADÌA M ACCARI MICHEL A MIGA

L’evento annuale degli over 50

Spazio50 Periscopio >> pag. 6 Letteralmente >> pag. 8

di Giovanna Vecchiotti Le creme solari >> pag. 28

di Beatrice Berlen Il gelato >> pag. 30

Incontri, eventi, tempo libero, cultura e tanto altro nel mondo di 50&Più

Fisco DI

ALESSANDRA DE FEO

Previdenza DI

GIANNI TEL

di Michela Gastone di Anna Mercuri Musica & Concerti >> pag. 59

di Marina Cepeda Fuentes

di Tonino Valentini

Tempo libero: Burraco >> pag. 50

DVD di Pedro Armocida >> pag. 60 Oroscopo di Aldebaran >> pag. 61 Giochi >> pag. 62

di Rosella Bennati Arte di Valerio M. Urru >> pag. 56 Libri di Renato Minore >> pag. 57 Cinema & Teatro >> pag. 58

di A. Miccinesi e M. Sarti

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LUGLIO/AGOSTO 2011

Anno XXXIII n° 7/8 Luglio/Agosto 2011

Anno XXXIII n. 7 - Luglio/ Agosto 2011 Euro 2.50

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Salviamoci la pelle

In vacanza con Fido

A CURA DI LUISELL A BERTI

Ambiente >> pag. 43 Sapori & Colori >> pag. 48

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DI LUISELL A BERTI

IN EVIDENZA

a cura di Dario De Felicis

LA VOCE DI 50&PIÙ

PARLIAMO DI...

Poste Italiane S.p.A. Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma.

Gualtiero Marchesi Ricerca del bello e del buono: gli ingredienti principali di un grande chef

di N. Tucciarelli e R. Cento Stuzzica cervello di E. Diglio >> pag. 63 Bacheca >> pag. 64

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Per posta: Largo Arenula, 34 00186 Roma Per telefono: 06 68134552 Per fax: 06 68139323 Per m@il: redazione@50epiu.it Abbonamenti e Pubblicità

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Mensile di attualità e cultura di 50&Più Sistema Associativo e di Servizi Direttore Editoriale Maria Laura Rondini @ l.rondini@50epiu.it Direttore Responsabile Giovanna Vecchiotti @ g.vecchiotti@50epiu.it

ZOOM DI GABRIELE SAMPAOLO

Art Director Elisa Rossi @ elisa.rossi@50epiu.it Editoriale 50&Più S.r.l. - Amministratori Dante Di Mattia (Presidente) Tommaso Anania Brigida Gallinaro Ines Marangon Giuseppe Martino Procuratore Gabriele Sampaolo Amministrazione Editoriale 50&Più S.r.l. 00186 Roma, Via del Melangolo, 26 Telefono 06.6872515 - Fax 06.6872597 mail: editoriale@50epiu.it Direzione e Redazione 00186 Roma, Largo Arenula, 34 Telefono 06.68134552 www.50epiueditoriale.it Stampa e Spedizione Punto Web Srl - 00040 Ariccia (Roma) Via Variante di Cancelliera snc Distribuzione in Italia m-dis Distribuzione Media SpA 20126 Milano - Viale Sarca, 235 Telefono 02.64110911 Concessionaria di Pubblicità Promedia 2000 Srl - 20141 Milano Via Giulio Carcano, 34 Telefono 02.89079601 - Fax 02.89079619 Registrazione Tribunale di Roma n. 17653 del 12/04/79 Iscrizione al R.O.C. n. 6158 del 10/12/2001 Spedizione Poste Italiane SpA Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma Manoscritti e fotografie Anche se non pubblicati, non verranno restituiti. © Editoriale 50&Più S.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Tutela dati Si garantisce la riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo all’Editore. Le informazioni custodite nell’archivio dell’Editoriale 50&Più S.r.l. verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la rivista e gli allegati, anche pubblicitari (D. Leg.vo 196/2003 tutela dati personali). ASSOCIATO ALL’USPI UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

LA RESPONSABILETA’ DEI 50&PIU’ GIAPPONESI

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n Giappone, a seguito del disastro nelle centrali di Fukushima e Daiichi, diverse centinaia di pensionati hanno dato la propria disponibilità ad arruolarsi al “Corpo dei Veterani specializzati” per svolgere i lavori più pericolosi nell’azione di messa in sicurezza degli impianti nucleari danneggiati dal sisma e dallo tsunami. Fra loro ci sono ex ingegneri, carpentieri, tecnici, ma anche impiegati e insegnanti. Due le ragioni al fondo di un atto così esemplare. Evitare ai più giovani, per la vita che hanno davanti, l’esposizione ai rischi delle radiazioni; secondo, se c’è un prezzo da pagare, è giusto che lo paghi la generazione che, a torto o a ragione, ha compiuto quelle scelte e che ha goduto dei benefici che ne sono derivati. Il ragionamento è semplice e costituisce una grande lezione di civiltà. Ma, tranquilli, volendo può trovare ampi spazi di applicazione anche nel nostro Paese.

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Finito di stampare: 27 giugno 2011

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Credits foto: Agf, Bruno Rosa, Conny Sjostrom, Contrasto, Corbis, Stephanie Gengotti, Imagoeconomica, Kojuku, Marka, Olycom, Ragne Kabanova, Sintesi, Shutterstock, Tips, Vladyslav Morozov, Zina Seletskaya, Zzvet. Per le immagini della Mostra di Chagall: ©Chagall®,by Siae 2010. Illustrazioni: Enrico Riposati.

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ERISCOPI

in pillole

A CURA DI DARIO DE FELICIS

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Osservare la realtà quotidiana, leggere i giornali, guardare la televisione, navigare in internet, ascoltare la radio o i discorsi al bar può aiutarci a riflettere su quanto accade nel mondo in cui viviamo. Il nostro intento è quello di mettere in evidenza notizie interessanti, curiose,

PREVENZIONE CORRE SUL WEB

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Gli italiani a “caccia” di salute nella rete Una ricerca realizzata dall’Università “La Sapienza” di Roma per il Ministero della Salute, rivela che oltre 15 milioni di italiani usano internet per informarsi sulla propria salute. I numeri parlano chiaro: 5 milioni di persone consultano siti e portali almeno una volta alla settimana, mentre 2 milioni 700mila lo fanno anche più spesso.

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importanti o stravaganti, riportandole tra queste pagine in forma sintetica. Ci piacerebbe che anche voi prendeste parte a questa sorta di gioco, fornendoci le vostre segnalazioni. Scrivete a: redazione@50&piu.it o Largo Arenula 34, 00186 Roma. Aspettiamo il vostro contributo!

New York: sempre più difficile la vita per i fumatori È entrata in vigore la “Smoke Free Air Act”, una legge che impone ai fumatori americani di non accendersi sigarette all’aperto. La nuova norma, fortemente voluta dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, prevede il divieto di fumo nei 1.700 parchi della città e su tutte le spiagge del litorale, ma anche a Times Square, nei campi da golf, negli stadi e nelle banchine dei porticcioli. Sembrerebbe l’inizio di una dura guerra al tabacco e alle lobby delle sigarette.

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Nuovo Auditorium di Bologna: il progetto architettonico di Renzo Piano Bologna avrà un nuovo auditorium e il progetto sarà del famoso architetto Renzo Piano, con la collaborazione di Claudio Abbado. La struttura, che sarà completamente realizzata in legno, è stata concepita per riuscire ad ottenere il meglio dal punto di vista dell’acustica, grazie anche all’aiuto dell’esperto giapponese Yasu Toyota. L’ambizioso progetto dovrebbe essere pronto tra 3 o 4 anni.

Nasce il primo impianto di trattamento del vetro riciclato del Sud Italia Entrerà in funzione fra un anno ma ha già suscitato opinioni favorevoli. Il primo impianto di trattamento del vetro basato sulla raccolta differenziata del Sud Italia, verrà costruito a Frosinone entro la metà del 2012 e consentirà di trattare 200.000 tonnellate di vetro all’anno. Lorenzo Lui, presidente della sezione Produttori di “Assovetro”, si dice convinto che l’impianto costituisca una risposta incisiva alle numerose critiche sollevate intorno al riciclo del vetro nel Sud Italia.

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L’animale più rumoroso dei sette mari Il gambero pistolero (Alpheus heterochaelis), a dispetto dei suoi 5 centimetri di lunghezza, è l’animale marino più rumoroso. Si distingue da tutti gli altri gamberi perché una delle sue chele, indifferentemente la destra o la sinistra, è molto più grande dell’altra e termina a forma di pistola. La chiusura estremamente rapida della chela spruzza un getto d’acqua a circa 100 Km/h, producendo un rumore di 200 decibel; praticamente come un jet al decollo.

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Esposto a Bruxelles il rivoluzionario aereo solare In occasione del Green Week 2011 di Bruxelles è stato presentato “Solar Impulse”, il primo, rivoluzionario aereo non alimentato da carburante ma esclusivamente da energia solare. Il velivolo ultraleggero, quadrimotore, del peso di soli 1.600 kg, ha posizionate 10.748 celle solari sulle ali, più altre 880 sullo stabilizzatore orizzontale, che gli consentono di raggiungere una velocità media di 70 km/h e una velocità di decollo di 35 km/h.

La madre di tutte le lingue Una ricerca condotta da Quentin Atkinson, docente di Psicologia evolutiva presso l’Università di Auckland (Nuova Zelanda), afferma che tutte le lingue attualmente parlate nel mondo deriverebbero da un’unica lingua madre parlata in Africa 50.000 anni fa. In base alle ultime scoperte, infatti, un piccolo gruppo di nostri progenitori ebbe un’improvvisa evoluzione culturale e comportamentale, creando la prima forma di linguaggio complesso. LUGLIO/AGOSTO 2011

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Una lezione di civiltà Anno XXXIII n. 7 - Luglio/ Agosto 2011 Euro 2.50

Art. 1 comma 1 -

D.C.B. - Roma.

e Salviamoci la pell

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Sped. in Abb. Post.

D.L. 353/2003 (conv.

in L. 27/02/04 n.46)

In vacanza con Fido

SCRIVETECI A: Per posta: Largo Arenula, 34 - 00186 Roma Per fax: 06 68139323 Per m@il: g.vecchiotti@50epiu.it

Gli inglesi (ma non solo loro) sono spesso superficiali nel costruirsi idee sull’Italia: il ricorso facile a luoghi comuni triti e abusati fa da bilanciamento all’ammirazione, a volte altrettanto acritica, che gran parte di loro nutre per l’arte e le bellezze italiane. Sono superficialità e pregiudizi di ogni tempo e di ogni luogo. Non superficiale, anzi straordinariamente bello e meritevole di cronaca è il capolavoro di comportamento del nostro autista romano: invece di ascoltare e tacere masticando astio, o ascoltare e recriminare innescando polemica, il nostro autista ha dato una solenne lezione di civiltà e di bellezza che pensiamo la signora inglese, e tutti coloro che l’accompagnavano, non dimenticheranno più quando penseranno all’Italia. Si fa così.

FIGLI DI UN DIO MINORE?

Gentile Direttore, ho letto nella rubrica “Periscopio in pillole”, il caso di Giusi Spagnolo, la ragazza down che si è laureata in Lettere. Ciò mi rende

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«Ero su di un autobus che stava percorrendo le vie del centro storico di Roma; il mezzo era affollato da turisti inglesi ilari e chiassosi. Quando la comitiva è scesa una delle signore ha dimenticato sul sedile anteriore la propria borsa. L’autista allora ha fermato il bus ed è andato a riconsegnare alla signora ciò che aveva scordato lasciandola visibilmente sorpresa. Ai miei complimenti per il gesto l’autista mi ha risposto: «Sa perché l’ho fatto? Ho vissuto a Londra e conosco l’inglese; ebbene i signori stavano ridendo di noi italiani, e dicevano che il nostro Paese è molto bello ma è abitato da un popolo terribile. Ed io ho voluto dare loro una piccola lezione di civiltà!». Stefano Andreatta

LETTERAlmente

orgogliosa perché ho sempre creduto e sostenuto che le persone cosiddette “diverse” siano in realtà delle risorse per la nostra società. Da undici anni faccio l’insegnante di sostegno e vorrei che a Giusi giungesse una copia del mio ultimo volume di poesie Non esistono dèi minori, con tutte le mie felicitazioni ed un abbraccio. SANDRA LUCARELLI

«Forse è difficile credere/ che ci si possa ancora/dedicare per scelta/ad una missione. / La vita spinge a compromessi / spesso le scelte / sono dettate dalla necessità. / La libertà è ben altro! / È poter decidere consapevolmente / per amore e dedizione / per il piacere di fare / per imparare a superare i conflitti / per la possibilità di cambiare / anche un’inezia. / Sostenere è mia

scelta libera / consapevolmente amata / per incontrarsi ogni giorno / con la luce dell’anima / collaboratrice della trasparenza». Quando ho sfogliato il volume di liriche scritte da Sandra mi sono soffermata su questa poesia dal titolo Collaboratori della trasparenza. Concordo con Sandra che “non esistono dèi minori” ma solo persone che hanno bisogno di una maggiore attenzione e che, di contro, sono in grado di regalare all’umanità più di quel che ci si aspetta da loro. Recapiteremo a Giusi il volume di poesie non solo perché donato con il cuore, ma anche perché è un messaggio di speranza sull’uguale dignità delle persone.

UNA “MERITATA” COLAZIONE ABUSIVA

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CON UN SEMPLICE GESTO, UN CONDUCENTE DI AUTOBUS HA CONTRIBUITO A FAR CADERE L’ENNESIMO PREGIUDIZIO SUL POPOLO ITALIANO.

L’elogio al volontariato non è reale. In genere i volontari sono poveri e vanno la mattina negli ospedali per aiutare gli infermi a fare colazione, così anche loro la fanno portandosi via ciò che l’ammalato non consuma. Così dicasi per le mense: si va per


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consumare il pranzo perché gli alimenti costano e le pensioni non sono tali da consentire il consumo di carne e pesce (di grande importanza per stare bene). Un sacerdote, che stimo molto, in una sua omelia disse: «In chiesa non si viene solo per pregare ma per trarre vantaggi e cercare lavoro». La prego di pubblicare questa lettera perché non dobbiamo occultare la realtà. MARINELLA

Non la occultiamo, signora Marinella: dobbiamo capire sempre meglio la complessità della società, nella quale c’è anche una parte meno

ideale di quella che in genere diciamo: è umano; ma neanche questa parte meno ideale può farci chiudere gli occhi o sottovalutare il tesoro immenso di tutti quelli che il volontariato, la solidarietà, il dono gratuito, li praticano perché hanno un cuore grande. Ne conosciamo una schiera immensa. Ci consenta un’altra piccola osservazione molto naturale: in fondo, se un povero si guadagna una colazione spacciandosi per volontario ma andando a servire veramente il prossimo, forse la sua buona azione può valere più dell’indifferenza di chi non prende abusivamente una colazione, ma non fa neppure la buona azione. E infine, a proposito di “non occultare la realtà”: sarebbe stato bello, signora Marinella, che lei stessa ci avesse scritto firmandosi non soltanto con il nome di battesimo ma anche con il cognome.

LA PAROLA GUERRA

Vi scrivo per conto di mia mamma, Fiorenza Bagnoli, che sulla rivista di giugno ha letto la lettera del signor Alfio sull’ingresso nella Seconda Guerra Mondiale dell’Italia, e subito le sono riaffiorati alla mente i ricordi di quella fatidica data. Così mi ha chiesto di inviarvi questo suo piccolo scritto in merito: «Avevo 7 anni appena compiuti, il giorno 10 giugno 1940, stavo andando alle Cascine con mia mamma, quando sentii urlare una voce forte che annunciava che poco dopo il duce avrebbe annunciato che stavamo per entrare in guerra. Capii solo la parola guerra e mi misi a piangere forte. Mia mamma mi aveva letto in quei giorni un libro famoso di Salvator Gotta Il Piccolo Alpino. Nel mio cervello bambino la parola guerra

era legata alla morte di tante, troppe persone e così fu». FRANCESCA CUROTTO

Si dice che non impariamo mai abbastanza dalla vita, ed è vero: ma è altrettanto vero che ogni racconto di vita, se è autentico e illuminato dà significati o valori profondi, marca una traccia nella nostra anima, che ci aiuta a commettere meno errori in futuro o a fare cose migliori. Raccogliamo volentieri anche le piccole memorie, come questa, perché chi le legge, e in qualche modo anche il nostro Paese, abbia più consapevolezza e forza di pace.

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INTERVISTA LUIS BACALOV

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«NON È NECESSARIO ESSERE UN PROFESSIONISTA DEL PENTAGRAMMA PER APPREZZARE UNA SINFONIA, COSÌ COME NON BISOGNA ESSERE UN ARTISTA PER AMMIRARE UN QUADRO. AMARE E FAR AMARE LA MUSICA RIENTRA IN QUEI VALORI UNIVERSALI COME BELLEZZA E CULTURA DI CUI OGNI UOMO DOVREBBE CIBARE LA PROPRIA ANIMA». COSÌ LUIS BACALOV CI RACCONTA IL SUO RAPPORTO CON LA MUSICA, INIZIATO A 5 ANNI, COME MOZART: «SOLO CHE LUI ERA UN GENIO E IO NO», SI SCHERNISCE.

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LUIS

IL PREMIO OSCAR PER LE MUSICHE DE “IL POSTINO”, AUTORE DI 100 COLONNE SONORE ANCHE SE ALLA SOGLIA DEGLI 80, NON RINUNCIA A UNA VITA RICCA D’IMPEGNI

BACALOV DI PICCI M ANZARI

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INTERVISTA LUIS BACALOV [UNA VITA PER LA MUSICA QUELLA DI LUIS BACALOV, CARATTERIZZATA DA UNA BRILLANTE CARRIERA IN CUI L’ARTISTA HA POTUTO ESPRIMERE IL SUO TALENTO IN DIVERSI GENERI: DALLA MUSICA CLASSICA ALL'ETNICA FINO A QUELLA POP.]

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ulla di più naturale per Luis Bacalov passare, alla tastiera del pianoforte, con agilità, leggerezza e un pizzico di ironia da Mozart alle milonghe e ai tanghi di Piazzolla. E in questo viaggio nel pentagramma, riuscire anche a comporre opere sinfoniche e brani classici da eseguire con le orchestre sinfoniche e da camera di mezzo mondo. Altrettanto creare decine di colonne sonore per opere rimaste spesso nella storia del cinema: da Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini a La città delle donne di Fellini, da Le mani sulla città di Rosi al famoso Il postino che, interpretato da Philippe Noiret e da un Massimo Troisi in stato di grazia, pochi mesi prima della sua prematura scomparsa, è diventato un cult. Merito anche dei temi musicali scritti dal Maestro Bacalov e premiati con un Oscar nel 1995. Melodie che indipendentemente dal successo del film continuano ancora oggi a girare il mondo. Proprio come lui, con un’agenda tanto fitta di impegni da stremare anche chi come lui compirà ottanta anni nel 2013. «Non ho tempo, né voglia per pensare agli acciacchi», dice sorridendo. Ci riceve nella sua residenza romana. Un piccolo appartamento seminascosto nelle stradine del rione Monti, fra il Colosseo e i Fori Imperiali. Intorno tanti libri, spartiti, appunti e, nel salotto, un pianoforte a coda a occupare quasi tutto lo spazio. Pianista, compositore e direttore d’orchestra. Ma come arriva Bacalov alla musica e cosa lo porta, da giovanissimo virtuoso del pianoforte a dedicarsi poi alla musica etnica, popolare, pop, alla musica da film? Amare la musica è stato un fatto naturale. Nella fa-

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«Ai giovani bisognerebbe “insegnare” che un brano di Mozart può essere coinvolgente ed elettrizzante non meno di un brano rock, funky o reggae»

miglia di mia madre molti erano i musicisti. A suonare il piano ho cominciato a cinque anni. Come Mozart, il mio modello ideale. Solo che lui era un genio e io no. Mi sono diplomato in pianoforte al Conservatorio di Buenos Aires e a Parigi ho studiato composizione. Giovanissimo ho debuttato nei concerti. Ma la carriera del solista “militante” non era per me. È una vita durissima: sempre in giro per il mondo ma senza avere il tempo di conoscerlo. Solo teatri e alberghi. Spesso si dorme in aereo e appena sbarcati, via sul palcoscenico. Occorre una salute di ferro e una concezione direi maniacale, o meglio, “monacale” della professione e dell’esistenza. Non avevo la volontà di studiare otto ore al giorno per tutta la vita. Mi sarei annoiato perché sono un curioso, sempre alla ricerca di altre strade e altre musiche, di nuovi incontri umani e professionali. Non ritengo l’eccellenza si identifichi esclusivamente con il repertorio classico. Mi sono sempre piaciute anche le musiche etniche, cubane e popolari. Esprimono il sentimento di un Paese e della sua gente. Le speranze, i desideri, le sofferenze. Come il tango per noi argentini. Bacalov e il tango. La domanda inevitabile. Su questa musica, così legata alla città di Buenos Aires, lei ha composto brani celebri, come Tangosain; due storici Cd: nel 2001 Tango and Around e nel 2005 La meravigliosa avventura di Carlos Gardel, dedicata al suo ancora oggi idolatrato interprete. Perfino una Messa: Misa Tango. Quale il suo legame con il tango che negli anni ultimi ha visto nascere schiere di estimatori e tante scuole per impararlo, e quale con la città di Buenos Aires dove lei e questa musica siete nati? Buenos Aires è una città cosmopolita. Miscuglio di genti arrivate in cerca di lavoro e fortuna in particolare dall’Europa. Non a caso Baires, come diciamo noi argentini, ha sempre guardato più al Vecchio Continente che all’America. Tanto meno quella del Sud. La forte immigrazione agli inizi del XX secolo non ha trovato, come per esempio a San Paolo, in Brasile, una forte presenza di tradizioni native. Per questo tutti si sono inseriti pur provenendo da Paesi assai diversi per cultura e tradizioni. Mia madre, ad esempio, viene dalla Spagna del sud, mio nonno dalla Romania. Gli emigranti appena sbarcati si stabilivano nei conventillos, i poveri edifici affacciati su un cortile dove si viveva in otto-dieci in una stanza. Il polacco dialogava con il lituano, il gallese con il greco. Tanti gli italiani. Tutti a Baires e in Argentina hanno qualche radice italiana. Forse l’elemento unificatore è individuabile proprio nel tango. «Un pensiero triste che si balla» è stato de-


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LUIS BACALOV finito, perché esprime la nostalgia, l’amore tradito ma anche un forte desiderio di libertà. Nella sua versione plebea, più vivace e sfacciata, la “milonga”, dal nome dei locali dove si ballava, c’è tutta la voglia di vivere, di riscatto e allegria delle classi disagiate. La danza che oggi ci appare una sensuale, elegante fusione di virilità e femminino è nata nei luoghi più poveri e malfamati di Caminito e La Boca, la zona portuale sul Rio de la Plata con coppie costituite da uomini. Le donne erano rimaste quasi sempre nei Paesi di origine e le altre bisognava pagarle. I testi erano in “lunfardo”, uno spagnolo deformato e con echi di altre lingue. Ho vissuto in Argentina fino ai vent’anni, ma il mio interesse era per la musica classica, e il tango l’ho scoperto in seguito. Quando ho cominciato a studiare la musica popolare e urbana. Perché il tango è folklore metropolitano e una radiografia della città attraverso le sue classi popolari fino alla piccola borghesia. Questo prima che diventasse di moda e approdasse ai salotti buoni. È un universo. Ci sono quelli da ballare e quelli solo per l’ascolto. Come i miei. Tanghi democratici, come quelli di Carlos Gardel e tanghi “colti”, composti da Stravinskji e Albeñiz. Ad affascinare quando viene danzato è la totale fusione della L’insostenibile coppia, quasi in una leggerezza inconscia e forse del Tango utopica rivolta alla e l’armoniosa solitudine. complessità Dall’Argentina aldella musica la Francia, poi in classica: Italia. Si è allontanell’animo nato dal suo Paedi Bacalov se come molti si alternano compatrioti per due sentimenti motivi politici? musicali No. In Italia, la mia seconda patria, sono arrivato nel 1959. Assai prima dei drammi vissuti dall’Argentina quando il generale Videla prese il potere con un colpo di Stato. Sono rimasto perché qui ho trovato lavoro e non mi sono mai sentito “straniero”, come invece avviene tuttora in Francia dove pure ho studiato. Fra le prime attività, quella di accompagnare Claudio Villa e in seguito Milva al pianoforte nei loro concerti. Nel 1960 inizia la collaborazione con la casa discografica Rca come arrangiatore per i cantanti più noti del tempo: Sergio Endrigo, Nico Fidenco, i New Trolls, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Mia Martini, Umberto Bindi, Neil Sedaka. Periodi vivissimi per creatività e validità di interpreti e canzoni che ricordiamo un po’ tutti: da La partita di pallone e Cuore per Rita Pavone a Io che amo solo te e L’Arca di Noè per Sergio Endrigo, da Legata a un granello di sabbia per Nico Fidenco a Fatti mandare dalla mamma per Gianni Morandi. Nel 2009 l’ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A.

Nasce a Buenos Aires nel 1933. Venticinque anni dopo si afferma arrangiatore e compositore. Nel 1995 vince l’Oscar per le musiche de “Il postino”

Lei è cittadino del mondo eppure considera Roma la “sua” casa. Nel rione Monti, mi sono stabilito quando la zona non era di moda. Qui ho il mio punto di riferimento. L’atmosfera è di un villaggio. Sotto casa ho il giornalaio e il bar, la mia trattoria, con i proprietari diventati anziani assieme a me. Con tutti, se non fosse per il piacere di fare due chiacchiere mattutine, non avrei neppure bisogno di parlare, tanto conoscono le mie abitudini. Faccio tutto a piedi e se piove prendo l’autobus e guardo la gente. Ascoltare quello che dicono mi interessa e spesso mi diverte. Le persone a Roma sono molto spiritose e umane. E poi guai a isolarsi. Specie alla mia età. Lei ha composto più di cento colonne sonore. Dalla prima nel 1963 per La noia di Damiani, dall’omonimo racconto di Moravia che vide il debutto di una giovanissima e provocante Catherine Spaak al recentissimo Notizie dagli scavi, il delicato film di Emidio Greco con Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini. Scrivendo musica per il cinema cosa cambia? Quando componi per concerti, opere, perfino can- »

NON SOLO TANGO Luis Bacalov è da decenni uno dei poliedrici protagonisti della musica internazionale. Compositore di musiche da camera, come la Misa Tango, una messa per coro e orchestra, opere teatrali come Estaba la Madre, ma anche per quartetti per pianoforte con “bandoneón”, contrabbasso, percussioni. Celebre arrangiatore, ha collaborato con quasi tutti i big della musica leggera; ultraventennale poi il sodalizio con Sergio Endrigo. Con lo pseudonimo di Luis Enriquez ha iniziato negli Anni ’60 a comporre colonne sonore per i migliori registi del cinema non solo italiano. Nel 1995 si è aggiudicato il Premio Oscar per le musiche del film Il postino. Nel 2000 ha scritto le musiche per il musical Mosè, principe del deserto. Alterna l’attività di concertista classico dal tocco cristallino e fraseggio raffinato, come di recente con il pianista Edoardo Hubert in Mozart vs Mozart, con l’esecuzione di musiche da lui create e spesso ispirate al tango colto, come Baires concerto e l’opera-balletto Y Borges cuenta que. È direttore principale dell’Orchestra della Magna Grecia di Taranto, titolare del corso di “Composizione di musica per film” presso l’Accademia Chigiana di Siena. È docente presso l’ACT Multimedia di Cinecittà a Roma. È presidente onorario del Festival Cinematografico Viareggio EuropaCinema. Nel 2009 ha suonato il pianoforte nell’ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A. e, a luglio, uscirà il cd Concerto Grosso n. 3 con i New Trolls, seguito in autunno da una tournée.

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INTERVISTA LUIS BACALOV zoni, fai i conti solo con te stesso e sei molto più libero. Da seguire e ordinare nella giusta forma c’è solo la tua ispirazione. Lavorare per il cinema, vuol dire mettersi al servizio del prodotto “film”. Lo stesso vale per il teatro. Le due caratteristiche fondamentali per il cinema sono la flessibilità e l’essere capaci di mettere da parte il narcisismo cercando di conciliare l’estetica visiva, i sentimenti espressi nella storia che si svolge sullo schermo con i temi musicali immaginati. La musica a volte può diventare un elemento molto importante e favorire il successo di un film e poi camminare da sola per il mondo. Quale il suo rapporto con i giovani? Che consiglio darebbe a chi volesse dedicarsi alla musica? Con i giovani il rapporto è costante e di frequente lavoro, come nel caso dell’Orchestra della Magna Grecia di cui sono direttore. Da anni insegno “Composizione di musica per film” all’Accademia Chigiana di Siena e sono docente dell’ACT Multimedia di Cinecittà a Roma. Ai giovani dico che è un lavoro duro. Bisogna lottare e “resistere”. Un pizzico di fortuna aiuta, ma occorre soprattutto studiare con determinazione nei posti giusti e con maestri capaci. Occorrono mente aperta e forza d’animo per non farsi scoraggiare. In particolare oggi, con un’atmosfera generale che non favorisce la cultura e non sostiene l’impegno. Con i tagli alla Cultura i conservatori languono, i docenti si sentono frustrati, le orchestre vengono soppresse e i ragazzi non trovano possibilità di inserimenti lavorativi. Un peccato perché l’Italia è stata per secoli la culla del “bel canto”, del melodramma e della musicalità. Non a caso i testi delle opere anche di autori stranieri, a cominciare da Mozart, erano in italiano. Una lingua musicale per eccellenza e a lungo ritenuta indispensabile in questo campo. A chi dice che «con la cultura non si mangia» rispondo che non di solo pane vive l’uomo ma di cibo per l’anima. Senza pensare come i teatri e le sale da concerto sono fonte di reddito per migliaia di individui e le loro famiglie. Musica come occasione di crescita personale e morale, quindi? Certo. Anche per chi non ne farà mai una professione. Basterebbe semplicemente capirla e apprezzarla. Con la musica co-

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[GIUNTO IN ITALIA NEL 1959, NEGLI ANNI HA COLLABORATO COME ARRANGIATORE PER DIVERSI ARTISTI ITALIANI COME SERGIO ENDRIGO,

CLAUDIO BAGLIONI, MIA MARTINI, GIANNI MORANDI, NEW TROLLS...]

«QUANDO COMPONI PER CONCERTI, OPERE, PERFINO CANZONI, FAI I CONTI SOLO CON TE STESSO E SEI MOLTO PIÙ LIBERO» siddetta colta i giovani, e non solo loro, dovrebbero familiarizzare o grazie alla famiglia, come è stato per me, o a scuola. Non mi sembra si verifichi. Eppure dai suoni sono inondati. Molti vivono una quotidianità con costante accompagnamento ritmico a tutto volume perennemente collegati agli mp3. Non solo rischiano danni precoci all’udito, ma non migliorano certo la loro cultura musicale. Anzi, perdono la capacità di ascoltare veramente. Bisognerebbe “insegnare” che un brano di Mozart può essere coinvolgente ed elettrizzante non meno di un brano rock, funky o reggae e un preludio di Chopin può rasserenare e far sognare. A tutte le età. Non è mai tardi, infatti, per apprezzare valori universali come bellezza e cultura. Un concerto a Genova, domani a Taranto, dopodomani a Berlino o New York. E poi l’attività di compositore. Un attivismo che sorprende. Il merito non è mio. Semmai del Dna che mi è stato trasmesso e soprattutto, buo-

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na salute a parte, di un lavoro stimolante, denso di progetti, obiettivi futuri e voglia di rinnovarsi. È provato come ogni attività intellettuale, tenendo in attività i neuroni, ritardi una decadenza che in parte è inevitabile. Ma, questo vale per tutti, guai a lasciarsi prendere dalla noia e dall’apatia. Non è necessario essere un artista per dedicarsi alla pittura, apprezzare una sinfonia o studiare una lingua. Certo, alcune attività vanno messe da parte. Amavo tanto andare in barca a vela. Oggi mi limito a nuotare, ma non me ne rattristo. E poi... ci si può sempre innamorare. Maestro, quali i progetti futuri? Tanti concerti per l’estate e inizio autunno, in Italia e in Europa. Fra questi il 1° agosto per il Tuscan Sun Festival a Cortona, un omaggio al tango assieme alla grande pianista argentina Martha Argerich. In luglio uscirà il cd Concerto Grosso N. 3, realizzato con la storica band dei New Trolls quarant’anni dopo il primo. Connubio fra rock e musica barocca, sarà l’anteprima del nostro tour autunnale.


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È Il seme della Vita Buona genera L’ALBERO DELLE VIRTÙ [ EVENTI DI LUISELLA BERTI ]

Al Palacongressi di Rimini, dal 19 al 23 ottobre, torna Gold Age, il Forum di 50&Più. Anche quest’anno il tema proposto affronta esigenze e mutamenti profondi della nostra società: si parla di virtù, modelli di riferimento, autorità e responsabilità. Ma non solo: spettacoli in musica con Rossana Casale, L’Orchestra di Piazza Vittorio e Gino Paoli.

l’appuntamento principale per gli over 50: Gold Age, la manifestazione annuale organizzata da 50&Più, alla sua decima edizione. È il Forum che si occupa di ultracinquantenni ma aperto a tutte le età, perché è un “incontro di generazioni” che riflette sulla società presente e futura, cogliendone le esigenze, i bisogni, proponendo idee e azioni al mondo istituzionale, politico, associazionistico e, prima ancora, ad ogni persona presente che abbia voglia di ascoltare e desiderio di capire. Sempre attenta alle dinamiche sociali e culturali, 50&Più prosegue il suo cammino di osservazione e lettura della società facendo un ulteriore passo avanti rispetto al tema dell’edizione 2010 dedicata a La Vita Buona. Tutti ci rendiamo conto che »

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ta, ma anche rispetto a quella degli alla nostra società ha bisogno di “camtri? Riflessioni doverose, ma per le quabiare registro”, di trovare il modo di rili non c’è più tempo, mentre siamo scoprirsi una collettività. Vivere una visommersi da informazioni, fatti, notizie, ta buona per sé e per gli altri è un’esiavvenimenti di ogni tipo. Così viviamo genza emersa in maniera trasversale stretti tra le emozioni e l’indignazione, tra le generazioni, dagli ultracinquanpassando facilmente alla rassegnaziotenni ai giovani ventenni. Infatti, nel ne, al disincanto o peggio ancora all’inRapporto di ricerca di 50&Più, Essere andifferenza, che allontana da noi tutto ziano oggi 2010. La domanda di Vita ciò che sembra non toccarci da vicino. Buona, 8 italiani su 10 avevano affer“Ricominiciare a pensare”, per tornamato che è arrivato il momento di guarre ad essere protagonisti del proprio dare avanti, di superare l’eccesso di intempo, per uscire da una dimensione dividualismo e il narcisistico riferimenmeccanica della vita, troppo spesso rito a se stessi per riscoprire l’importansolta in una dimensione materiale delza del bene comune. È venuto, quinl’esistenza, o puramente emozionale e di, il tempo di “riaprire le porte” a paspettacolare. role e concetti che possano indicarci Questi saranno i temi oggetto del Rapuna via da percorrere. porto di ricerca dal titolo Prima delle Ma come fare? Intanto si potrebbe iniLeggi, realizzato in collaborazione con ziare a riscoprire le virtù, ovvero quelle il Censis, l’importante Istituto di ricerca azioni capaci di generare non solo il che quest’anno lega il suo nome all’anproprio bene, ma anche il bene di tutnuale indagine soti. L’Albero delle Virciologica di 50&Più. tù. Quando l’impeDue gli aspetti sogno personale gene«Ricominciare ciali sui quali l’indara frutti per tutti è il a pensare, per gine si focalizza: il titolo della manifetornare ad essere primo riguarda la ristazione di quest’anprotagonisti cerca o il bisogno di no, dal 19 al 23 otdel proprio tempo, ricercare “autorità” tobre al Palacongresper uscire da una intesa come modelsi di Rimini. Virtù e dimensione lo, punto di riferiimpegno personale? meccanica mento (dalla figura Concetti che stridono della vita, troppo del padre alla legnella cosiddetta sospesso risolta ge, dalle istituzioni al cietà “liquida”, dove in una dimensione sacro); il secondo tutto scorre e nulla materiale sonda quali siano le resta, dove i punti di dell'esistenza...» componenti che riferimento sembraformano la persono saltati, dove valonalità e l’identità di ognuno: quali sori universali che pure si davano per deno le nostre radici personali? Quali quelfinitivamente acquisiti, sembrano erole collettive? La nostra identità è il frutsi giorno dopo giorno. to di cosa? Eppure ognuno è capace di virtù, baLa presentazione del Rapporto sarà al sterebbe dare il meglio di sé, cercare la centro del convegno di apertura della qualità nelle nostre azioni, nel nostro immanifestazione, mentre negli altri appegno, nella vita di ogni giorno. Cerpuntamenti verranno raccontati esemto, ci vorrebbero dei validi modelli, dei pi di virtù. Con La ricostruzione del sé: punti di riferimento ai quali ispirarsi, la sfida della virtù, ci saranno testimoche possano alimentare le nostri azionianze di persone che, seppur tra milni. Ci domandiamo mai chi o cosa ci guile difficoltà, dedicano parte della loro da? Quanto ci impegniamo e quanto vita agli altri: lottando contro la crimisiamo consapevoli delle nostre azioni e nalità, il degrado, adoperandosi per dascelte non solo rispetto alla nostra vi-

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QUANTO CI IMPEGNIAMO E QUANTO SIAMO CONSAPEVOLI DELLE NOSTRE AZIONI E SCELTE NON SOLO RISPETTO ALLA NOSTRA VITA, MA ANCHE RISPETTO A QUELLA DEGLI ALTRI?

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re dignità a vite apparentemente perse. Altre testimonianze arriveranno dagli incontri de L’Albero delle Virtù: racconti di uomini e donne di ieri e di oggi che, con il proprio agire, hanno dato e danno benefici alla collettività. Vite eccellenti, come quella di Adriano Olivetti, l’industriale “illuminato”, uomo di singolare e grande rilievo nella storia del nostro dopoguerra; oppure l’esempio di Giorgio La Pira, uomo e politico che seppe coniugare gli ideali del Cattolicesimo con il valore di realizzazioni tangibili. Il percorso si concluderà con l’incontro finale Quale nuova civiltà?, in cui non si potrà fare a meno di parlare di quale economia vogliamo per il futuro, come ci dobbiamo porre di fronte all’immigrazione, oggi vissuta come un’emergenza, come dobbiamo affrontare il problema demografico e quali politiche sociali saranno necessarie. Gold Age, come sempre, sarà anche un importante momento di scambio e di confronto di esperienze tra il mondo dell’associazionismo internazionale. L’appuntamento è con l’Aarp Global Network che rappresenta oltre 40 milioni di over 50, dagli Stati Uniti al Canada, dal Cile alla Danimarca, dai Paesi Bas-

si all’India, passando per l’Italia con 50&Più. Il Forum vivrà anche sull’effervescenza di un’area espositiva interattiva, in cui trascorrere momenti di svago, di divertimento, di relax, di relazione con nuovi e vecchi amici. Infine, non mancheranno gli spettacoli serali con nomi prestigiosi della musica e della canzone italiana. Ecco alcune anticipazioni: si parte con Rossana Casale, una delle nostre voci più belle, appassionata cantante jazz e vocalist, si esibirà in Acustica, un concerto acustico in cui si racconta e canta al pubblico la sua passione per la musica francese e brasiliana. Si prosegue con L’Orchestra di Piazza Vittorio, il gruppo musicale che ha rotto tutti gli schemi: composto da venti musicisti italiani e stranieri, riesce a fondere magicamente sonorità, memorie, tradizioni popolari tra le più diverse. E per finire Gino Paoli in concerto: il cantautore che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana, che ancora vuole far sognare, sperimentare e sorprendere. Gold Age è aperto a tutti. Perché partecipare e condividere è bello. Perché tutti possano “assaggiare” i frutti dell’Albero delle Virtù.

«Non si deve misurare la virtù di un uomo dalla sua eccezionalità ma nel quotidiano». Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

DOPO LA RICERCA DELLA VIRTÙ, PARTE QUELLA DELLA MEMORIA Quest’anno il Forum contiene anche un altro importante appuntamento dell’Associazione, ovvero la presentazione del XVIII volume de Le Perle della Memoria, dal titolo Dalla bottega all’ipermercato con Roberto De Angelis, docente di sociologia all’Università “La Sapienza” di Roma, che nei due anni passati ne ha curato la ricerca. La nuova “perla”, come le precedenti, nasce dalle testimonianze e dai documenti inediti degli studenti della 50&Più Università, dell’Unitre (Associazione Nazionale delle Università della Terza Età) e dei soci di 50&Più. Volumi che nascono dal progetto di ricerca de La Memoria Collettiva, il cui scopo è quello di raccogliere esperienze, ricordi, spaccati di vita per fermarli sulla carta perché diventino patrimonio di tutti. Quelle radici individuali e comuni della nostra esistenza, del nostro essere in relazione con gli altri che, se non fissate e riassaporate, rischiamo di perdere e con esse la consapevolezza di noi stessi. Inoltre, saranno date anche alcune anticipazioni sull’attuale tema di ricerca: Esperienze di lettura nel Novecento. Il piacere del romanzo. LUGLIO/AGOSTO 2011

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[ EVENTI ]

INCONTRI DI GENERAZIONI

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* Rimini, 19-23 ottore 2011

Gold Age è la manifestazione rappresentativa del mondo degli ultracinquantenni aperta a tutte le generazioni. Un importante momento di confronto e verifica della rilevanza del mondo over 50 che vuole essere ancora protagonista attivo e responsabile nella vita della collettività. Il programma prevede convegni di grande interesse, oltre che serate con spettacoli di artisti famosi, presso il Palacongressi di Rimini. Informazioni turistiche Città dalle origini antiche (Ariminum), Rimini è il cuore pulsante di tutta la Romagna, una terra ospitale con forti tradizioni e sapori tipici. La città offre un ampio bacino di strutture ricettive, con hotel di tutte le categorie che la rendono una delle mete turistiche italiane più apprezzate a livello internazionale. Gli Hotel previsti Tutti gli Hotel, di categoria 3 stelle, 3 stelle Superiore e 4 stelle, sono ubicati nel centro di Rimini e collegati al Palacongressi tramite navette coordinate da 50&Più. Tutti gli Hotel previsti per questo evento effettueranno il trattamento di pensione completa, bevande incluse ai pasti (1/2 minerale e ¼ di vino), con menù a 3 portate. Salvo diverse indicazioni, i servizi inizieranno con la cena del giorno di arrivo e termineranno con il pranzo del giorno di partenza. Eventuali pasti supplementari verranno conteggiati a parte.

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QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE Hotel 3 stelle camera doppia camera singola Hotel 3 stelle Sup. camera doppia camera singola Hotel 4 stelle camera doppia camera singola

5 giorni/4 notti € 170,00 € 215,00 € 195,00 € 240,00 € 285,00 € 355,00

La quota comprende: - soggiorno in camera doppia in Hotel della categoria prescelta; - trattamento di pensione completa; - bevande incluse ai pasti (1/2 minerale e ¼ di vino); - partecipazione ai convegni, spettacoli e intrattenimenti previsti; - ervizio navetta da e per la struttura congressuale; - assicurazione bagaglio/sanitaria e annullamento; - assistenza di personale 50&Più. La quota non comprende: - trasferimenti da e per Rimini; - escursioni facoltative proposte in loco; - extra in genere e tutto quanto non espressamente specificato.

Informazioni e prenotazioni: 50&Più Turismo (Aut. Reg. 388/87) Tel 06 6871108/369 Fax 06 6833135 E-mail: info@50epiuturismo.it Oppure presso le sedi Provinciali 50&Più

www.50epiuturismo.it


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INCHIESTA

A.A.A. CERCASI BADANTE S DISPERATAMENTE «In modo lento, ma inesorabile, qualcosa sta cambiando nel mondo delle assistenti familiari. Anche se sempre più richieste dalle famiglie, preferiscono turni ridotti per non dover rinunciare alla loro vita privata».

[ INCHIESTA DI SADÌA

MACCARI ]

i ostinano a chiamarle badanti, eppure sono molto di più. Un’appendice della famiglia, un punto di riferimento, sicuramente persone su cui poter contare. Non a caso le cerchiamo nel momento del bisogno, quando da soli non si riesce. Sarebbero un milione - almeno dalle statistiche - ma in tante lavorano senza l’ombra di un contratto; quindi, presumibilmente, sono molte di più. Parlano rumeno, ucraino, spagnolo o russo: con l’italiano alcune se la cavano, altre no. Eppure sanno farsi capire, coi gesti e la dedizione, e a volte stupiscono: qualcuna ha all’attivo una laurea, solo che » LUGLIO/AGOSTO 2011

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INCHIESTA

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«I dati dell’Agenzia sanitaria regionale della Liguria descrivono le badanti come sempre più giovani e interessate ad un lavoro part time» a casa il lavoro scarseggia e l’unica via è stato il biglietto per l’Italia. Solo andata. Hanno lasciato mariti, genitori e figli per garantire un futuro dignitoso in patria. È il caso di tante donne ucraine, tra le prime a spostarsi in massa per venire a fare assistenza domiciliare, che rimboccandosi le maniche si sono inventate una nuova vita. Qual è la loro storia? Chi la può raccontare? Su questo numero ci proveremo ma è probabile che ognuno ne conosca almeno una: per sentito dire o per averla incrociata. Quel che è certo è che parliamo di donne che hanno accettato il sacrificio con l’obiettivo, un giorno, di tornarsene a casa. Ecco perché non stupiscono dati locali come quelli dell’Agenzia regionale sanitaria della Liguria che descrivono le assistenti familiari come donne sempre più giovani che intendono questa occupazione in maniera transitoria e con sempre meno interesse al lavoro 24 ore su 24. Se, infatti, chi le ha precedute arrivava senza famiglia al seguito e con un’età che sfiorava i cinquanta, le nuove hanno trent’anni di meno, un marito o convivente e talvolta un figlio. Optano quindi, se i datori di lavoro glielo consentono, per formule più simili alla prestazione che per l’assistenza completa. Le famiglie un po’ ne soffrono, ma il fenomeno è ancora molto ridotto. È normale che una donna impegnata giorno e notte ambisca a turni che le permettano di conciliare lavoro e famiglia e magari di riunire i suoi cari sotto lo stesso tetto, come è ovvio che non ci sia nessuna specifica predisposizione all’assistenza domiciliare legata alla provenienza regionale. Se gli egiziani sono buoni pizzettai e i filippini validi col-

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laboratori domestici, è solo una casualità. Un consolidamento di una comunità all’estero intorno a uno specifico mestiere. Così è immaginabile che se oggi le badanti sono rumene, moldave, sudamericane o ucraine, un giorno potrebbero provenire da altri Paesi in difficoltà. L’unica maniera per scongiurare che il loro contributo venga meno è regolarizzarle, individuando delle forme di partecipazione famiglia-assistenti-servizi sociali che contribuiscano congiuntamente alla cura della persona che non ha più l’autonomia di un tempo. Chi assume regolarmente una di queste donne spende all’incirca 1.400 euro al mese, ma gli stipendi delle irregolari scendono spesso molto al di sotto dei mille. In Paesi come la Francia hanno ideato una soluzione per mettere in difficoltà chi vuole gabbare il fisco garantendo ai datori di lavoro regolari una riduzione delle tasse. Un modello importabile anche nel nostro Paese, che comporterebbe oneri sul versante contributivo - ma altrimenti si è fuorilegge! - consegnando però alle famiglie un sistema di assistenza più efficace, stabile e duraturo. La novità è che sempre più italiane si sono messe a occuparsi di anziani: la crisi economica, la scarsità di lavoro e le retribuzioni sempre più basse sarebbero le cause. Quanta concorrenza si può generare sul mercato tra italiane e immigrate? Poca. Chi può essere disponibile a rinunciare alla vita personale per il lavoro se non una donna che, per un tempo determinato, mette a disposizione tutto il proprio impegno, pur di tornare presto a casa? Sulla rete circolano video con le storie di queste persone. Uno in particolare si chiama Sideki/ba-

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danti e racconta l’arrivo di diverse assistenti familiari: «I primi due anni - dice commossa la signora Ozrokova - non riuscivo neppure a parlare coi miei figli. Anche loro stavano male per la mia assenza, ma facevano finta di stare bene per farmi stare tranquilla». Parole che richiamano quelle di Natascia Polisciuk che ricorda come «dopo il crollo dell’Unione Sovieti-

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ARRIVANO LE CONCORRENTI ITALIANE

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n lavoro 24 ore su 24 con un giorno di riposo settimanale. Sono diversi ormai i casi di assistenti familiari - le famose badanti - che optano per il lavoro diurno. Chiedono turni come quelli di chi va a servizio, provando a conciliare occupazione e vita privata, considerando talvolta l’assistenza all’anziano come un’occupazione temporanea. Si tratta di un cambiamento che rivoluzionerà il loro mestiere e metterà in crisi le famiglie o si può individuare un compromesso? Lo abbiamo chiesto al professor Giovanni Sgritta dell’Università di Roma “La Sapienza”, curatore per 50&Più del dossier La famiglia sostanziale. Le forme familiari della terza e quarta età. Secondo lui la soluzione non è lontana e parla italiano. È un opportunità, ma solo se la si saprà cogliere. Per parlare di badanti bisogna innanzitutto affidarsi al principio di realtà. Quanto sommerso c’è in questo ambito? Ce n’è molto, tanto che ritengo che tutte le indagini di cui disponiamo sottostimino la realtà. La crisi economica ha avuto effetti sul settore? Anche in questo ambito si vedono le conseguenze della crisi. La prima è che alcune famiglie potrebbero non essere più in grado di far fronte alla spesa dell’assistenza domestica. Il “badantato” - chiamiamolo così per intenderci - potrebbe trovarsi a entrare in crisi. Mentre le persone che hanno ottenuto l’indennità di accompagnamento possono aver fatto fronte alla spesa della badante, e magari riusciranno ancora a farlo, gli altri devono fare i conti con risorse sempre più scarse. C’è chi ha potuto contare su sussidi comunali - mai troppo frequenti in Italia - e chi ha dovuto appellarsi ai figli che facevano


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ca tutti i soldi in banca persero valore. Trovarsi a quarant’anni senza lavoro è tremendo. A quell’età non servi più a nessuno, nessuno può aiutarti». E allora il viaggio in Italia era l’unica soluzione. Quel che è certo è che il fenomeno del “badantato”, in Italia, non è ancora governato. Alcune Regioni hanno ratificato formalmente la figura dell’assi-

stente familiare, ma sono casi isolati. Da tempo si stanno svolgendo esperienze per sostenere le famiglie nelle spese legate al carico di cura, per l’avvio di percorsi formativi rivolti alle assistenti. Eppure tutto si inserisce in un’azione sporadica cui neppure i Click day - la richiesta di permesso di soggiorno telematica - hanno dato una vera svolta.

«La crisi economica ha avuto un effetto notevole sulla ricerca stessa dell’assistenza familiare, spesso con rinunce da parte delle famiglie»

un pull di risorse sostenendo il costo della badante con l’aggiunta della pensione dell’anziano assistito. Oggi, però, le famiglie sono entrate in sofferenza e stanno dando fondo anche ai risparmi. Si potrebbe verificare che una parte delle persone che finora aveva fatto ricorso alle badanti, non potrà più farlo in futuro o perché i figli non hanno quella somma a disposizione o perché gli stessi anziani non sono più in grado di coprire questa assistenza. È un fenomeno di incapacità economica cui si aggiunge anche un altro fattore a cambiare il quadro attuale. Ossia? Sul mercato sono entrate delle concorrenti: le donne italiane. Tra loro molte giovani che stanno cercando di farsi largo perché questo è un settore in cui aumenta il bisogno, la domanda e quindi l’offerta. In questo caso l’offerta sta cambiando cittadinanza: è anche italiana, mentre prima era solo straniera. Ma è normale che ora le badanti vivano questo mestiere come transitorio? Che lo facciano con l’ambizione di fare altro, chiedendo di lavorare di giorno e sottraendosi da un impegno 24 ore su 24? Quando si ricorre a una badante, si ricorre a un’assistente che deve stare lì 24 ore su 24, salvo ci sia un figlio, magari anche lavoratore, che possa dedicare una parte del giorno all’assistenza all’anziano. Questo però capi-

ta meno di frequente perché prevede il fatto che il figlio non abbia altri impegni, oltre al lavoro, che occuparsi del genitore. In genere, infatti, non è così e quindi quando uno decide di fare ricorso alla badante è perché subentra un bisogno di giorno e notte. Tanto più che la notte è un momento di fragilità. E se nemmeno le straniere - che finora hanno dato disponibilità quasi illimitata - vorranno più prestarsi a un’assistenza di questo genere, tanto meno lo faranno le italiane che vogliono continuare a vivere, ad avere rapporti con i loro cari, con gli amici, coi fidanzati, coi genitori, coi figli e quant’altro. La presenza sempre più diffusa di badanti italiane comporterebbe certamente una riduzione d’orario. Con le straniere, è meno probabile. Quali saranno gli effetti sull’assistenza? O gli anziani si accontenteranno di una prestazione con un tempo ridotto, magari retribuito meno, o le italiane verranno cacciate dal mercato e le straniere disponibili a lavorare giorno e notte prenderanno stabilmente i loro posti. Quindi la presenza di italiane non estenderà i diritti della categoria? Non ci conterei. La badante oggi è richiesta quando non ci sono altre forme di assistenza disponibili, quando si è raschiato il fondo del barile.

Ci sono esempi all’estero da cui prendere spunto? No perché il badantato è un fenomeno prettamente italiano anche se - e la cosa mi ha stupito - Paesi che hanno introdotto forme assicurative di assistenza all’anziano non autosufficiente stanno facendo marcia indietro. Perché? Perché la copertura assicurativa costa troppo come anche i servizi e quindi la soluzione cui stanno lentamente arrivando è quella della rifamiliarizzazione delle cure. Significa contrattualizzare il lavoro del familiare ai livelli del costo di mercato o appena inferiori. Come accade già in Svezia o in Francia. Il familiare, quindi, che si occupa della cura del proprio anziano riceve un salario e tutte le coperture assicurative. Si può importare in Italia? Si deve! Noi passiamo sempre per quelli che arrivano in ritardo, quando gli altri hanno cambiato le soluzioni che noi abbiamo discusso per vent’anni senza attuarle. Altrove, verosimilmente, accadrà che una parte dell’assistenza sarà coperta dal familiare contrattualizzato, una dai servizi esterni o domiciliari e l’altra da quello che in Italia è il badantato. Tutto sta, anche dalle nostre parti, a non lasciar passare altri vent’anni...

1 MILIONE

1.400 EURO

24 ORE SU 24:

è il numero, secondo statistiche, delle badanti nel nostro Paese.

è lo stipendio di un’assistente familiare assunta regolarmente.

sempre più difficile reperire personale disposto a questo tipo di orario. LUGLIO/AGOSTO 2011

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APPROFONDIMENTO

OTNEMIDNOFORPPA

INCHIESTA

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Cosa succede quando le persone che ci hanno cresciuti hanno bisogno di noi? Non stiamo parlando di semplice compagnia per momenti di solitudine, ma di una presenza costante che le aiuti nella vita quotidiana. Figli, nuore, nipoti sono costretti a rivedere le proprie vite in funzione di situazioni al limite della gestione familiare. L’unica soluzione è trovare “qualcuno che se ne occupi”. Elisa, Caterina, Elena e Natascia - i nomi sono di fantasia - ci raccontano la loro esperienza.

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STORIE DI “ORDINARIO” BISOGNO: IL RACCONTO DEI FAMILIARI E DI CHI ASSISTE I MALATI OGNI GIORNO [ APPROFONDIMENTO DI

1 » CLARA ha 83 anni ed è senza una famiglia. Non autosufficiente, ha problemi di schizofrenia e demenza senile. Da tre anni necessita di un’assistenza domiciliare 24 ore su 24. La signora Elisa, di 52 anni, lavoratrice in mobilità e sua vicina di casa, da circa 13 anni si occupa della signora gratuitamente. Caterina, invece, rumena di 28 anni, è la sua badante da un anno e mezzo, 24 ore su 24. Elisa, come ha iniziato ad occuparsi di Clara? Conosco Clara da 25 anni perché è mia vicina di casa; una signora vedova sin dal secondo anno di matrimonio e senza figli; aveva tre fratelli più grandi, due di questi non ci sono più e uno vive lontano 800 chilometri. Ho iniziato ad occuparmi di lei 13 anni fa, quando ha cominciato ad avere bisogno di una mano in termini di faccende domestiche. Col passare del tempo ha iniziato

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MICHELA MIGA ] ad avere difficoltà motorie, allora tre, quattro volte a settimana andavo ad aiutarla nell’igiene e nella cura del corpo. Tutto questo lo faceva gratuitamente o percepiva un compenso? Non ho mai ricevuto un compenso, non mi è mai sorto nemmeno il pensiero di poterlo ottenere. È una signora che percepisce una pensione minima che le garantisce solo di poter pagare le utenze, i vari medicinali che deve assumere e sostentarsi. Ciò che ho fatto, l’ho fatto per solidarietà e altruismo; ho sempre pensato “se mi trovassi io nella sua situazione non vorrei e non riuscirei neanche a cavarmela da sola!”. I problemi sono sorti quando Clara ha iniziato ad essere affetta da demenza senile (oltre che dall’aggravamento dei problemi motori di cui parlavo prima). Io ho una famiglia, accudisco da sola anche mia madre che, per quanto ancora autosuffi-

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ciente, ha 80 anni e inizia ad avere bisogno di una presenza costante al suo fianco; in più, fino all’anno scorso, lavoravo a tempo pieno, quindi è stato molto difficile organizzarmi per poter garantire un’assistenza decente a Clara. Tutto questo perché avevo bisogno di trovare una badante che si accontentasse di 300 euro al mese per un’assistenza che “coprisse” l’arco della giornata in cui io lavoravo e disposta a farlo anche la domenica. L’assistenza di cui parlo, riguardava far alzare la signora dal letto, garantirle la pulizia del corpo quotidiana e aiutarla a raggiungere il bagno nel momento in cui ne avesse avuto bisogno. Di tutto il resto - andare a fare la spesa, cucinare, faccende domestiche, visite mediche - me ne occupavo io personalmente: ci sono stati dei periodi in cui ho dovuto anche “rimetterci” economicamente. Ha avuto difficoltà a tro-

vare una badante che potesse soddisfare le sue esigenze? Inizialmente avevo bisogno di una ragazza che lavorasse tre ore al mattino e tre nel pomeriggio. Non ho avuto grandi difficoltà a trovarla, ma nell’arco di un paio di mesi la situazione di Clara si è aggravata, quindi dovevo provvedere a garantirle un’assistenza 24 ore su 24. È stato in quel momento che le difficoltà si sono presentate: la pensione non bastava a coprire tutte le spese, la richiesta per l’indennità di accompagnamento tardava ad essere accolta, le ragazze che contattavo non erano disponibili a lavorare di notte o nei giorni festivi. Insomma, dovevo trovare almeno tre persone per poter garantire questa assistenza continua e il problema effettivo era che i soldi non c’erano. Quando ho conosciuto Caterina, le cose sono cambiate: aveva bisogno di lavorare ed era arrivata in Italia da poco. Così, ci siamo aiutate a vicenda. In che modo? Le ho spiegato qual era la situazione; le ho proposto di venirmi incontro nell’attesa dell’assegno di accompagnamento e, in cambio, le ho offerto di vivere a casa della signora e di non doversi preoccupare di


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una badante ucraina che lavora tre ore al mattino e tre ore nel pomeriggio, e dalle famiglie dei due figli, che si alternano di notte e nelle ore in cui non è presente la badante. Elena, casalinga di 46 anni, è la nuora di Gino e lo assiste durante la notte, a turnazione con la figlia di Gino, e Natascia è la badante ucraina di 43 anni che fornisce l’assistenza diurna.

provvedere, con la retribuzione che le avrei offerto, alle spese per i pasti perché l’avrei fatto io. In più, una volta provveduto alla routine quotidiana, avrebbe avuto il suo giorno libero. Ha accettato senza pensarci su. Dopo circa sei mesi Clara ha ottenuto l’indennità di accompagnamento e ho potuto anche dare un aumento a Caterina, che ormai è come un’altra figlia.

2 » CATERINA, la badante rumena, si occupa di Clara da un anno e mezzo. È arrivata dopo una lunga ricerca di Elisa, riuscendo a conciliare le proprie esigenze con quelle della persona assistita. Caterina, da quanto tempo è in Italia? Ha avuto difficoltà ad ambientarsi? Ho 28 anni e sono rumena. Sono arrivata in Italia 2 anni fa perché in Romania non c’è nessuna possibilità di guadagnare. Quando non conosci nessuno è sempre difficile ambientarti. Io ero sola, avevo bisogno di lavorare e di trovare una casa. Dopo quanto tempo è riuscita a trovare lavoro? Ho iniziato a lavorare da un signore allettato ma non mi trovavo bene: all’inizio dovevo lavorare solo la mattina a 100 euro al mese per fare le faccende

domestiche, poi la figlia mi ha chiesto anche di fare assistenza alla persona, mattina e pomeriggio, con una aggiunta di 100 euro. L’ho fatto per necessità, ma non riuscivo nemmeno a pagare l’affitto; poi ho trovato un altro lavoro di notte a 200 euro al mese sempre da un altro anziano malato, ma non riuscivo a stare bene perché la notte dormivo poco e il giorno ero sempre impegnata. Quando ho conosciuto Elisa ho potuto cambiare. Cosa fa nello specifico per la sua assistita? Come si trova? È soddisfatta dello stipendio? Vivo insieme a lei, faccio le pulizie, la mattina la alzo dal letto, la metto sulla sedia a rotelle e curo l’igiene personale. È più un lavoro di compagnia, perché provvede al resto Elisa: medicine, cucina dei pasti, lavaggio panni. Mi trovo meglio perché, anche se si tratta di assistenza 24 ore su 24, Clara di notte dorme e io riesco anche ad avere i miei momenti liberi; poi, non ho spese di affitto, di vitto, di utenze e lo stipendio è migliore. Così posso anche aiutare i miei parenti in Romania.

3 » GINO ha 75 anni, è vedovo con due figli. Il morbo di Alzheimer, da cui è affetto, richiede per lui un’assistenza 24 ore su 24, che gli viene garantita da

Elena, mi parli di Gino? Gino è mio suocero, ha 75 anni, è vedovo e da quattro anni è affetto dal morbo di Alzheimer. Sono un paio di anni che necessita di assistenza 24 ore su 24. Nel momento in cui si è ammalato io e mia cognata, la figlia, abbiamo iniziato a prenderci cura di lui, ma col passare del tempo si sono presentati altri problemi. Io sono una casalinga di 46 anni con un marito e tre figli maschi; mia cognata lavora a tempo pieno e anche lei ha marito e due figli. È stato quindi difficile riuscire a conciliare lavoro e famiglia con l’assistenza. La parte più gravosa dell’assistenza era muovere mio suocero e vestirlo. Per tale motivo è stato necessario avvalersi di un aiuto domestico esterno. Oggi possiamo contare su due infermiere che si alternano per un’ora al giorno tutti i giorni e di una badante, Natascia, per tre ore al mattino e tre nel pomeriggio, dal lunedì al sabato. E il resto della giornata? Di notte ci alterniamo io, mia cognata e mio marito; di giorno ci sono prevalentemente io insieme alla badante e alle infermiere, e la sera mia cognata. La domenica cerchiamo di stare tutti insieme a casa di mio suocero. Per cui quando è presente la badante, lo è anche lei? In effetti è così. Natascia è un sostegno innegabile, ma non riduce i miei oneri assistenziali. Il suo aiuto è più destinato all’espletamento dei lavori domestici e al mio affiancamento, più che alla mia sostituzione nella

cura e nell’assistenza a Gino. È stata una decisione familiare quella di avvalersi di una badante part-time? Avremmo preferito la convivenza della badante con mio suocero, ma non abbiamo trovato una ragazza disposta a farlo. Quindi, dal momento che comunque è necessaria la nostra presenza, abbiamo deciso per l’opzione delle sei ore di lavoro al giorno da parte di Natascia, che sono poi quelle dell’assistenza diretta, visto che nel resto della giornata si tratta di “sorveglianza”.

4 » NATASCIA è a fianco della famiglia di Gino in questo delicatissimo compito di assistenza e nella gestione della casa. La situazione, secondo la badante, non è delle migliori per il sovrapporsi di compiti inizialmente non previsti. Natascia, mi parli un po’ di lei. Sono un’ucraina di 43 anni; sposata con 3 figli. Ho deciso di venire quando mi sono resa conto che in Ucraina non sarei riuscita a offrire un futuro ai miei figli. La mia famiglia è divisa: mio marito, mia figlia di 15 anni e mio figlio di 17 in Ucraina; io e mio figlio di 13 anni in Italia. Qui ha trovato ciò che si aspettava? Volevo un lavoro che mi permettesse di mandare soldi a casa e ne ho trovati due. Oggi faccio la badante per un anziano signore malato di Alzheimer e per una signora affetta da depressione. Lavoro tutti i giorni, sei ore dal signore e tre ore dalla signora. Quali sono le maggiori difficoltà che riscontra a livello lavorativo? Nel fatto che si concorda per un’assistenza alla persona e ci si ritrova a dover fare anche attività domestica. Mi sono accordata per fornire assistenza alla persona, ma a questo si aggiunge la cura della casa. La mia situazione è in difetto e ho paura che non facendo ciò che mi viene richiesto, possa perdere il lavoro. LUGLIO/AGOSTO 2011

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SOCIETÀ

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[ AMNESTY INTERNATIONAL DI

GIADA VALDANNINI]

ANNIVERSARIO AMARO PER CHI DÀ VOCE AL CORAGGIO

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olti di coloro che ci leggono, muovevano all’epoca i primi passi. Altri erano alle prese con l’impostazione di una vita adulta e taluni erano già navigati. Qualcuno doveva nascere. Ma quel che è certo, è che l’azione di

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Amnesty ha già attraversato almeno un paio di generazioni, salvando la vita a migliaia di persone: tre prigionieri di coscienza ogni giorno, nell’arco di mezzo secolo. Lo racconta a 50&Più, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty

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Italia, impegnato da anni nella battaglia per i diritti umani. È lui che, nel festeggiare i cinquant’anni di attività di Amnesty, ricorda come «gli articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani - che sono alla base del lavoro dell’organizzazio-

ne - siano molto sulla carta e poco nella realtà quotidiana della maggior parte degli abitanti del pianeta». È anche grazie ad Amnesty se la pena di morte è stata messa in dubbio e poi abolita in molti Paesi, se persone detenute da decenni non hanno perso la speranza di sopravvivere a regimi che li avevano condannati. Si chiamano “prigionieri di coscienza”, gente che - per intenderci - «va in carcere per le proprie idee. Persone condannate a pena detentiva per aver espresso unicamente la propria


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«Cinquant’anni fa nasceva Amnesty International. In questi anni il movimento ha salvato circa tre “prigionieri di coscienza” ogni giorno, cambiando la vita di chi era destinato a sparire nella violazione dei diritti umani. Ma nonostante l’impegno, molto resta da fare per colmare le vaste zone d’ombra del mondo».

opinione in forma pacifica, aver preso parte a manifestazioni, promosso attività on-line o comunque aver espresso critiche nei confronti del governo». In alcuni Paesi, ricorda Noury, «aver fatto parte di un sindacato, di un movimento per i diritti civili, aver promosso una fede religiosa laddove non consentito» ha significato un biglietto di sola andata per il carcere, e giusto alcuni sono riusciti a venirne fuori. Talvolta, dopo trent’anni. Lì si è inserita Amnesty, al fianco di condannati che in alcuni luoghi co-

me l’Iran possono anche avere appena sedici anni di età. Paesi in cui i minori sono condannati a morte. Amnesty è nata nel ‘61 e, all’epoca, i Paesi che avevano abolito la pena di morte erano sedici; og-

gi non vi ricorrono più in 139. E ci sono stati, nel corso di cinquant’anni, importanti sviluppi sul piano del diritto internazionale con un centinaio di trattati che tutelano e proteggono singoli diritti sanciti dalla Dichiarazione

universale dei diritti umani. Ma quali sono i Paesi dove ancora questi diritti languono? Dove è più violata la dignità umana? «Il rapporto annuale pubblicato a metà maggio - risponde il portavoce italiano di Amnesty - descrive violazioni in centocinquantasette Paesi, quindi è difficile trovare un’area del mondo in cui non siano violati. Quelli che lo fanno in maniera massiccia sono quei Paesi nei quali non è consentita alcuna espressione d’idee politiche, dove la tortura è una forma di routine, di punizione. Penso all’Iran, alla Cina, per citare Paesi importanti, ma anche a quelli nei quali gli attivisti per i diritti umani sono ammazzati come in Guatemala e in Colombia. Paesi in cui il conflitto armato interno si è incancrenito fino a diventare un serbatoio di crimini di guerra e crimini contro l’umanità: è il caso della Costa d’Avorio». Inoltre, «ci sono Paesi come la Siria, lo Yemen, il Bahrein in cui si applicano politiche dello sparare per uccidere; il Myanmar, coi suoi oltre duemila prigionieri politici detenuti in condizioni disumane, o la Corea del Nord dove Amnesty non può entrare ma in cui abbiamo fotografato dal satellite intere vallate piene di veri e propri campi di concentramento». A dispetto di quanto si possa immaginare, anche nell’emancipata Europa, i diritti non sono di tutti. Per Amnesty Italia: «Anche dalle nostre parti ci sono situazioni molto preoccupanti. L’Europa è un continente nel quale complessivamente i diritti delle minoranze - che siano rom, migranti, richiedenti asilo, rifugiati, appartenenti a religioni diverse da quella dominante - sono sottoposti a discriminazioni». Ragion per cui, campagne intraprese vent’anni fa continuano in una sorta di mobilitazione permanente: «Quando Amnesty inizia una campagna è difficile che la chiuda, perché chiuderla vorrebbe dire che il risultato è » LUGLIO/AGOSTO 2011

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SOCIETÀ

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stato raggiunto, ma per avere un trattato che istituisse lo statuto della Corte Penale Internazionale - risultato che abbiamo ottenuto nel ‘98 - si è lavorato almeno nei dieci anni precedenti e, una volta che lo Statuto è stato firmato, non è che la campagna sia finita perché è iniziata una fase successiva, per chiedere a ogni Stato di ratificare sollecitamente lo Statuto, adattando la normativa interna a quanto richiesto da esso». Così, «da almeno ventitré anni c’è una Campagna di Amnesty Italia per introdurre nel Codice penale italiano il reato di tortura, con risultati evidentemente non positivi». E poi ci sono campagne sul commercio delle armi o sulle sparizioni per le quali l’obiettivo è arrivare a un trattato internazionale forte e vincolante. «Sulle sparizioni - ricorda Noury - ci siamo arrivati alla Vigilia dello scorso Natale, quando è entrata in vigore la Convenzione dell’Onu contro le sparizioni, e sulle armi continuiamo a chiedere questo trattato che secondo noi prevede meccanismi molto rigorosi per impedire che vadano a finire nelle mani di governi che violano i diritti umani». Il capitolo donne, poi, la dice lunga. Da un continente all’altro le violazioni si susseguono, e casi come quello di Ciudad Juarez, in Messico, hanno scatenato la riprovazione internazionale. È lì che centinaia di donne sono morte negli ultimi

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anni. Si tratta di maquilladoras, Spagna, l’Italia sono luoghi in le operaie tessili che perdono la cui Amnesty ha denunciato forvita ogni giorno recandosi sul me di violenze domestiche peposto di lavoro. Donne rapite, santi, nascoste e scarsamente seviziate e brutalizzate nel tratpunite dallo Stato». to di strada che va dal confine Dietro ogni campagna ci sono messicano a quello statunitenstorie individuali: vite che grazie se, dove si trovano le loro fabal contributo di Amnesty hanno briche. Per Amnesty Internatiopreso un’altra piega. Come quelnal sarebbero oltre trecento. la del monaco tibetano Palden Un “femminicidio” in piena reGyatso. Lui è una delle tante gola. «Non c’è dubbio - compersone che Amnesty ha contrimenta Noury - il femminicidio buito a liberare. Come ricorda di Ciudad Juarez è una delle Noury: «Il suo dissenso in Tibet vergogne più inper motivi religiocredibili a cavalsi gli è costato lo tra il Ventesipiù di trent’anni «Centinaia mo e il Ventunedi carcere e di gli artisti che simo secolo». torture cui ha repartecipano Crimini simili sosistito con la feal tour Human no compiuti in de, anche grazie Rights 50°, ogni parte del al fatto che Amin Italia fino pianeta: «Ci sonesty continuaal 2012» no conflitti nei va a seguire il quali lo stupro è suo caso manstato una vera e dandogli, ove gli propria arma di guerra. I Balcavenissero recapitati, lettere, carni e il Rwanda sono casi dramtoline, messaggi, chiedendo almatici da questo punto di vista, le autorità cinesi di porre fine a così come il Darfur, la Repubbliquesta sua agonia». Una volta ca Democratica del Congo. E uscito dal carcere Palden Gyatpoi ci sono situazioni nelle quaso ha iniziato un tour con l’orli, come nei delitti d’onore, neganizzazione. «Dalla prigione tigli sfiguramenti, le donne sono betana riuscì a portarsi via gli punite perché vogliono avere strumenti con cui lo hanno seuna loro autonomia nelle scelviziato e quando mette sul tavote di vita». lo tutto questo armamentario di tortura, vengono i brividi». Non trascurabili sono poi le vioSuo coetaneo, un altro uomo lenze taciute, quelle perpetracondannato a morte, stavolta te dentro le mura domestiche. in Giappone, Sakae Menda. «Le più invisibili - aggiunge Noury l’ha incontrato nel ‘92: Noury - quelle che si consumaera appena uscito dal braccio no in luoghi in cui le istituziodella morte in cui era entrato ni non entrano. I Paesi scandinel ‘48. Uno dei pochi ottannavi ma anche la Francia, la

Riccardo Noury

Palden Gyatso

di Amnesty Italia lancia un appello:«Nel nostro movimento c’è bisogno di tutti, anche di persone mature».

il monaco tibetano (a destra), che ha subìto 30 anni di carcere e torture per la sua resistenza pacifica.

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tenni usciti vivi «perché in Giappone la pena di morte è comminata quando l’imputato è in giovane età, poi passano decenni in cui si langue senza un preavviso della data di esecuzione, senza possibilità significative di fare ricorso. Oggi lui è un simbolo vivo della battaglia contro la pena di morte». Tra le tante storie, anche quella di Gina Gatti: italo-cilena, oppositrice politica nel Cile di Pinochet. Arrestata, torturata, assieme al marito col quale è espatriata «grazie anche a quanto i Consolati di alcuni Paesi facevano per cercare di portar via dal Cile gli oppositori». La sua è una storia di sevizie di ogni genere. Oggi Gina Gatti è una sostenitrice dei diritti umani, «non tiene più granché a parlare delle torture subite - dice Noury - ma di come fermare la tortura nel mondo». Voci come la sua, quella di Palden Gyatso, di Sakae Menda sono un coro unanime contro la tortura, la pena di morte. Voci cui fanno eco quelle dei tanti volontari Amnesty disseminati in tutto il mondo. Grazie al loro contributo, questa organizzazione è arrivata a compiere cinquant’anni di storia. E per sfatare l’idea che Amnesty sia un movimento che attrae più i giovani che gli altri, il portavoce italiano dell’associazione conclude dicendo: «In realtà, siccome lavorare per i diritti umani presuppone esperienza, cultura, organizzazione, un saper fare ma anche un far sapere: io credo che persone che hanno un’esperienza di vita, di decenni di impegno professionale, umano, personale siano le persone che più possono fare per Amnesty».


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QUESTA ESTATE È IMPORTANTE... SALVARSI LA PELLE S «Il segreto per una abbronzatura senza rischi? Cautela nell’esposizione al sole, creme solari a doppia azione contro i raggi ultravioletti e un buon doposole a fine giornata. Gli over 50 non sono esentati. Tutto qui? Non proprio, leggere per credere».

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ole e vita all’aria aperta. Signore e signori è arrivata l’estate. Ma attenzione, perché troppo sole fa male. Ormai sappiamo che è bene evitare il sole nelle ore centrali della giornata e che dobbiamo sempre portare con noi una buona protezione solare. Come non detto: il 21,8% degli italiani, con un’età media di 44 anni, non fa mai uso della

fotoprotezione, secondo i dati diffusi alla 2° edizione di Euromelanoma Day 2011, la campagna informativa organizzata dalla SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse. Eppure applicando la protezione solare, oltre a evitare le fastidiose e antiestetiche scottature, si possono prevenire i tumori della pelle, come il melanoma che è in aumento. Allora, come evitare che il sole da alleato si trasformi nel nostro peggior nemico? «Basta mettere in valigia un po’ di buon senso: il sole non va preso in maniera sconsiderata sottolinea il professor Leonardo Celleno, Direttore del Centro di ricerche cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma -, tanto più quando l’individuo non è preparato all’esposizione solare. Questo vale soprattutto per i bambini sotto i due anni: non devono prendere il sole direttamente, ma essere protetti con indumenti e cappellini. Per il resto un po’ di sole fa bene: è una fonte di benessere psicofisico ed è un alleato, per chi ne soffre, contro le malattie delle ossa». Professore, quali consigli per chi ha una pelle matura? In questo caso i segni del sole sono già presenti, per questo dobbiamo esporci con maggior cautela e assumere quel velo dorato che ci parla di benessere e di vita sana. Inoltre, prima e dopo l’esposizione, passata l’abbron-

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1 SU 2

37,4%

è la cifra, in milioni di euro, spesa ogni anno in Europa per le protezioni solari.

sono gli italiani che acquistano le creme solari al supermercato.

è la percentuale di italiani, con una media di 44 anni, che usa “sempre”i solari.

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IRALOS EMERC

zatura, è necessaria una visita dermatologia della pelle e dei nei. Dopo i 50 anni alcuni tumori della pelle possono manifestarsi con più incidenza. È dimostrato che il sole è coinvolto nella formazione dei tumori cutanei. Sono i tumori epiteliali, gli epiteliomi, e i tumori melanici, i melanomi. Qual è la differenza? Il primo gruppo deriva dalle cellule cheratinociti dell’epidermide: sono tumori che possono essere benigni o maligni e che, se presi in tempo, sono facilmente curabili. Molto più pericoloso è il melanoma che deriva dal melanocita, la cellula che dà il colore alla pelle. Si tratta di un brutto tumore che va prevenuto. Può derivare dai nei che possono alterarsi per il troppo sole. Ecco perché è importante il controllo dermatologico prima e dopo l’esposizione al sole. Questo vale anche per chi è più giovane? Certamente, ma con l’età matura i rischi sono maggiori. Cosa possiamo fare per un’abbronzatura sicura? Andare al sole sereni e tranquilli, con cautela e una buona protezione solare che deve difenderci da due componenti del raggio ultravioletto solare: l’Uvb, i raggi che “scottano”, e i raggi Uva, che non si avvertono sulla pelle, ma per questo più pericolosi e causa di melanomi. Per l’Uvb sul prodotto solare è indicata la categoria di protezione: “molto alta”, “alta”, “media” e “bassa”, e il fattore di protezione corrispondente. I due raggi hanno una scala di protezione diversa: se una crema ha un fattore 50 contro l’Uvb, la protezione Uva sarà pari a circa un terzo, da 16 a 20. Con quale fattore di protezione iniziare la stagione estiva? Con un fattore alto per poi scendere lentamente nel tempo. Per le pelli molto chiare, invece, iniziare con la massima protezione. L’applicazione? Il prodotto va applicato prima di

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LA PROTEZIONE COMINCIA DALL’ETICHETTA

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FATTORE DI PROTEZIONE

Protezione bassa Protezione media Protezione alta Protezione molto alta

6, 10 15, 20, 25 30, 50 50+

I prodotti di protezione solare sono disciplinati dalla legge italiana sui cosmetici che recepisce la direttiva europea di riferimento e i successivi aggiornamenti. Una raccomandazione della Commissione europea ha cambiato l’etichettatura dei prodotti solari già dal 2007. I “fattori di protezione solare” (spf) sono stati uniformati: prima poteva accadere che una crema fattore 15 fosse classificata protezione “alta” da un produttore e “media” da un altro. Sono state introdotte 4 categorie di protezione: la protezione “bassa” è indicata con un fattore 6 e 10, quella “media” 15, 20 e 25, quella «alta» con 30, 50 e quella “molto alta” con 50+. Il fattore di protezione sotto al 6 è stato eliminato. Inoltre, i prodotti solari devono proteggere sia dai raggi Uvb che dai raggi Uva, e questa indicazione deve essere ben chiara in etichetta. Visto che nessun prodotto solare protegge totalmente dai raggi ultravioletti, attenzione alle diciture ingannevoli come “Schermo totale” o “Prevenzione per tutto il giorno”. Per il resto l’etichetta dei prodotti solari, come per gli altri cosmetici, deve indicare: - la funzione del prodotto; - l’elenco degli ingredienti in ordine decrescente se in concentrazioni superiori o uguali all’1%. Le sostanze con percentuali inferiori possono essere indicate in ordine sparso; - la presenza di sostanze allergizzanti; - il nome o la ragione sociale e la sede legale del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato del prodotto; - il contenuto nominale; - la durata minima del prodotto se è inferiore a 30 mesi. Se è superiore a 30 mesi è obbligatorio indicare la durata in mesi dopo l’apertura, che deve essere illustrata con il simbolo di un vasetto aperto; - le precauzioni e modalità d’impiego ; - il lotto di fabbricazione; - il Paese d’origine per i prodotti fabbricati in Paesi extra Ue. Per saperne di più:

www.salute.gov.it - www.abc-cosmetici.it - www.solebuono.it - www.aida.it

esporsi al sole. Inoltre, per una protezione adeguata, il prodotto va impiegato in abbondanza lasciando sulla pelle uno spessore protettivo. L’applicazione deve essere di 2 mg per cm2, il che significa che una confezione media è sufficiente dalle 3 alle 5 applicazioni. Inoltre, il prodotto va riapplicato ogni due ore, anche se è “resistente” o “molto resistente” all’acqua. Meglio i filtri solari chimici o quelli fisici più “naturali”?

Sono validi entrambi e ben disciplinati dalla normativa cosmetica. Per chi, invece, ha una cute intollerante, soffre di allergie, può optare per il solo schermo fisico. Una garanzia di maggior sicurezza, spesso, è dovuta alla presenza contemporanea nel prodotto di tutte e due le categorie. È importante l’applicazione del doposole? Certamente, ed è fondamentale per le pelli mature. La scelta deve andare su un doposole idratante, protettivo e lenitivo. LUGLIO/AGOSTO 2011

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STAR BENE

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gli ingredienti base opportunamente dosati: acqua, latte, panna, zucchero, uova e frutta.

volte a settimana può sostituire il pasto di mezzogiorno. Non di piÚ!

le calorie contenute in cento grammi di gelato artigianale alla crema.

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[ ALIMENTAZIONE DI

MICHELA GASTONE ]

GELATO, CHE PASSIONE!!! «Soffice, dolce, rinfrescante, il gelato è l’alimento che mette d’accordo proprio tutti. Con la sua moltitudine di gusti si adatta alle preferenze più disparate, è piacevole ad ogni età, sa di tradizione ed è capace di rinnovarsi in forme e sapori... Insomma, di fronte a un gelato è davvero impossibile dire «no!».

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singoli nutrienti (proteine, zucimane lui - al cono, con cheri solubili, lipidi, vitamine, salo stecco o in coppetta li minerali) in esso contenuti. È il vero “protagonista” delcostituito da una miscela di inl’estate, e sono davvero in pogredienti fondamentali (acqua, chi quelli che riescono a resilatte, panna, zucchero, uova, frutstere a questa tentazione. Fa ta, etc.) opportunamente dosati, bene allo spirito, all’umore e fa arricchito di ingredienti complebene anche alla salute, senza mentari (vaniglia, caffè, cacao, danneggiare la linea. «È un proetc. ed eventualmente additivi dotto ad alto valore nutritivo a aromatizzati, addensanti ed emulbase di latte, zucchero e uova», sionanti). In base alla composispiega Carlo Cannella, docenzione viene suddiviso in “gelato te di Scienza dell’Alimentazioalla crema”, “gelato al latte” e ne all’Università La Sapienza di “gelato alla Roma e prefrutta”. Quelsidente dello “alla crel’Istituto Na«Nelle sue varietà ma”, comzionale di alla crema, latte o posto sostanRicerca per frutta, è un alimento zialmente di gli Alimenti ricco di proteine, tuorli d’uovo, e la Nutrilipidi, zuccheri latte e zuczione. Il gesolubili, vitamine, chero, ha un lato altro ruolo nutrisali minerali tra non è che zionale souna miscela cui calcio e fosforo» prattutto per di liquidi e di l’apporto di aria stabilizproteine, calcio e fosforo; il “gezata dalle basse temperature. lato al latte”, invece, garantisce Nato per soddisfare il palato rafun apporto di calcio e proteine finato dei nobili, è oggi considementre il “gelato alla frutta” è rato dai nutrizionisti un alimengeneralmente composto da acto vero e proprio grazie alle sue qua, zucchero e polpa di frutta e, qualità nutritive. Gli ingredienti rispetto al gelato a base di latte, che ne fanno un alimento più o è privo di proteine e di grassi, meno sano, sono il latte, i grasquindi ha anche un minor valosi vegetali e la frutta. Per un sogre energetico. Un recente studio getto normale, il gelato va conitaliano che ha coinvolto diversigliato quale ottimo integratore si Centri di ricerca (Istituto Nadella dieta, data l’importanza dei

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gelato non si nega a nessuno. Attenzione, però, a chi ha problemi di regolazione glicemica!

sono le tipologie di gelato distinte in base alla loro composizione: crema, latte e frutta.

zionale della Nutrizione, Università di Modena e di Roma), ha preso in considerazione proprio le caratteristiche nutrizionali del gelato, arrivando a sostenere che “fa davvero bene”. È utile quando si ha bisogno di reintegrare velocemente l’organismo, magari dopo uno sforzo o quando si avverte il classico calo di energia. Un piacere che non “pesa” sulla linea: quello artigianale, paragonato alla maggior parte dei dessert, infatti, contiene molte meno calorie (in 100 grammi di “gelato alla crema” se ne contano 220, che scendono a 100 nel “gelato alla frutta”). Può essere, dunque, facilmente inserito nella dieta. Negli adulti è il pasto di mezzogiorno, soprattutto in periodi caldi quando c’è più bisogno di acqua e zuccheri semplici e meno di grassi, ma la sua assunzione, naturalmente, non deve essere troppo frequente. L’importante quindi, come in ogni cosa, è non esagerare. «È fondamentale avere un’alimentazione varia - sottolinea Cannella - per cui in sostituzione del pasto lo consiglierei per non più di 2-3 volte a settimana. Mentre - aggiunge - può essere consumato quotidianamente come spuntino o leggero dopocena». Andrebbe però evitato in tutte le condizioni di alterata regolazione glicemica e insulemica. Il picco glicemico che si ha dopo la sua assunzione, infatti, comporta una richiesta importante di insulina, e questo certo non agevola chi soffre di problemi metabolici. Attenzione anche agli individui con problemi allergici (al latte, glutine, uovo, frutta secca, ecc.). Infine, poiché il freddo stimola il riflesso gastro-colico e l’attività muscolare dell’intestino tenue, andrebbe sconsigliato a chi soffre di colon irritabile. Ma, patologie croniche a parte, un buon gelato non si nega a nessuno!

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ANTEPRIMA CROCIERA PASQUA 2012

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Per saperne di Più: 06 6871108/369

A GRANDE RICHIESTA TORNA IL

DANUBIO

La Crociera fluviale più romantica d’Europa Dal 7 al 14 aprile 2012

Tutti gli elementi che compongono la recente flotta di A-Rosa garantiscono comfort, qualità e successo. Con 125 mt di lunghezza le navi offrono spazi per tutte le attività (bar, ristoranti, SPA, sala lettura...) e cabine spaziose (14,5/16,5 mq), eleganti e confortevoli dove potrete rilassarvi e godere dei fantastici panorami lungo il Danubio. CROCIERA CON aROSA 7 aprile: Passau - Inizio Crociera Imbarco alle ore 16,00 a bordo della motonave A-Rosa Bella e sistemazione nelle cabine riservate. Cena a bordo. 8 aprile: Melk Arrivo a Melk, visita del Convento Benedettino e celebrazione S.Messa di Pasqua. Navigazione verso l’Ungheria. Pensione completa a bordo. 9 aprile: Esztergom - Budapest Arrivo a Esztergom, visita della Basilica e della cittadina di Visegrad nei pressi del “ginocchio del Danubio”. Arrivo a Budapest nel pomeriggio. Pensione completa a bordo. 10 aprile: Budapest Visita della città e dei luoghi di maggior interesse turistico. Pomeriggio a disposizio-

Passau, Melk, Esztergom, Budapest, Bratislava, Vienna, Linz, Passau

ne per visite individuali o escursioni facoltative. Pensione completa a bordo. 11 aprile: Bratislava Arrivo a Bratislava e pomeriggio dedicato alla visita della città. Pensione completa a bordo. 12 aprile: Vienna Attracco al porto di Vienna e visita della città. Pomeriggio a disposizione per visite individuali o escursioni facoltative. Pensione completa con Cena di Gala a bordo. 13 aprile: Linz Arrivo a Linz, visita della città e del centro storico in stile barocco. Pensione completa a bordo. 14 aprile: Arrivo a Passau Arrivo a Passau e sbarco alle ore 09.00.

Informazioni e prenotazioni: 50&Più Turismo (Aut. Reg. 388/87) Tel 06 6871108/369 Fax 06 6833135 E-mail: info@50epiuturismo.it Oppure presso le sedi Provinciali 50&Più

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La quota comprende Crociera di 8 giorni/7 notti, come da programma - Trattamento di pensione completa a bordo - Cocktail di benvenuto e Cena di Gala a bordo - Visite ed escursioni inserite nel programma - Tasse portuali - Assicurazione medico/bagaglio e annullamento viaggio (massimale di euro 1.850) - Assistenza di personale 50&Più. La quota non comprende Viaggio per e da Passau (imbarco) - Escursioni oltre quelle indicate in programma (da pagare in loco) - Mance, bevande, extra in genere e tutto quanto non sopra specificato. Trasporti in Pullman GT Trasferimenti da e per Passau in pullman GT con partenza da Milano e Verona: quote su richiesta. Trasporti in Aereo Partenze dai principali aeroporti italiani per Monaco e ritorno: tariffe da verificare al momento della prenotazione.


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SPAZIO

INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • CULTURA

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INCONTRI DI PRIMAVERA

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Per saperne di Più: 06688831

SIRACUSA

la vacanza all’insegna della condivisione e della convivialità. Gli “Incontri di Primavera”, manifestazione annuale di 50&Più, radunano oltre 2.000 soci nel soggiorno marino di inizio estate. Quest’anno la meta scelta è stata uno dei litorali più belli della Sicilia, il Siracusano. Il soggiorno, organizzato da 50&Più Turismo presso l’Arenella Resort di Siracusa dal 15 maggio al 12 giugno, è stata un’occasione per i soci di passare del tempo insieme, partecipare a tornei e attività sportive, godersi momenti di relax, stringere nuove amicizie e incontrare vecchi amici, con numerose attività di animazione: dalla ginnastica per il risveglio muscolare al mattino ai balli di gruppo, dal torneo di dama all’acqua gym, dai musical ai cabaret per la sera. In più, in collaborazione con la F.I.Bur (Federazione Italiana Burraco), è stato organizzato il torneo di Burraco che ha riscosso il successo di tutti gli appassionati di giochi di carte. Tra il sole e i bagni nelle acque trasparenti della costa sud-orientale del Siracusano, chi ha voluto scoprire alcune delle bellezze artistiche e paesaggistiche di questa parte di Sicilia, è stato accontentato con numerose escursioni, come l’Etna, Siracusa, Ragusa, Noto, Catania, Taormina, oppure le Eolie con la visita di Vulcano e Lipari. Gli “Incontri di Primavera” hanno offerto anche momenti per ripercorrere usanze, tradizioni, stili di vita, modi di comunicare di un tempo. Sono stati quattro i seminari dedicati ai volumi Le Perle della Memoria, frutto del progetto di ricerca di 50&Più “La Memoria Collettiva”. Con la scrittrice Rossella Bennati si è parlato di Pubblicità!, con l’attrice Alida Sessa de La cittadinanza difficile. Memorie di vita femminile, con lo scrittore Francesco Tarquini de La scrittura come comunicazione nelle età della vita, e con la giornalista Marina Cepeda Fuentes de La festa del Santo Patrono. I luoghi, la memoria, il racconto. Arrivederci agli “Incontri di Primavera” 2012, per scoprire un altro angolo di costa italiana, altre bellezze artistiche e paesaggistiche. Alessandro Scialotti

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A sinistra, Siracusa, Teatro Greco. Sopra, soci della 50&Più in relax agli Incontri di Primavera 2011.

CASERTA

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Per saperne di Più: 0823326453

A teatro prima delle vacanze

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l Teatro “Don Bosco” è andato in scena lo spettacolo di chiusura delle attività annuali organizzate da 50&Più e 50&Più Università di Caserta. Sul palco gli allievi dei corsi di lingua, gli attori del gruppo teatrale guidati dal socio Peppe Zechender e diretti dalla socia Mimma Luserta nella pièce Cura Ultramoderna, i coristi del maestro Franco Damiano, i ballerini guidati dal socio Antonio Picazio, gli allievi del corso di yoga e, infine, il concerto ideato dal socio Samuele Di Nardo, dedicato al 150° dell’Unità d’Italia con canzoni regionali e l’Inno di Mameli.

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• INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • CULTURA • INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • INC BERGAMO

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Medaglia d’oro per Osvaldo Bugada

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opo 20 anni di presidenza della 50&Più di Bergamo (dal 1989 al 2009), e 15 da presidente del Gruppo Librai Ascom, preceduti da 12 anni di vicepresidenza, Osvaldo Bugada, 94 anni, è stato premiato con la medaglia d’oro per il prezioso lavoro dimostrato negli incarichi all’interno di 50&Più e Ascom. Il prestigioso riconoscimento è stato deciso dall’assemblea annuale di Ascom. A premiarlo Carlo Sangalli, presidente Confcommercio Imprese per l’Italia, e Paolo Malvestiti, presidente di Ascom di Bergamo.

GERMANIA E USA: NUOVE SEDI

Osvaldo Bugada (a destra) riceve da Carlo Sangalli (a sinistra) e da Paolo Malvestiti (al centro) la medaglia d’oro per meriti associativi.

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Per saperne di Più: 06688831

Più assistenza per gli italiani all’estero

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umentano le sedi all’estero del patronato 50&Più Enasco. Sono operativi l’ufficio di Monaco di Baviera, in Germania, e quello di Philadelphia in Pennsylvania, negli Stati Uniti. I nostri connazionali potranno contare su servizi di assistenza pensionistica, consulenza per pratiche di cittadinanza, opportunità di incon-

REGGIO CALABRIA

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tro, attività per il tempo libero. Gli indirizzi: Monaco di Baviera: Lindwurmstrasse 38 D, 80337 - Tel. 0498974640814. Responsabile: Alfredo Di Cesare (germania@enasco.it); Philadelphia: Plymouth Corporate Center, 625 W. Ridge Pike Building E, Suite 202 Conshohocken, PA 19428 - Tel. 001 610 828 1554 / Fax 001 610 828 1556. Responsabile: Raffaele Cimina (r.cimina@enasco.it).

Per saperne di Più: 0965891543

Le favole che tramandano la storia

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a undici anni il progetto I nonni raccontano una favola per te tramanda ricordi, memorie e storie dai nonni ai nipoti proponendo ogni anno temi di ricerca diversi (giochi, usi, costumi, aspetti caratteristici del territorio). Ideato dalla 50&Più di Reggio Calabria, con la collaborazione di 50&Più Università, il tema scelto per l’edizione 2011 è stato dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia. La ricerca, intitolata Le strade, la gente, la memoria, ha coin-

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RAVENNA

Per saperne di Più: 0354120126

LUGLIO/AGOSTO 2011

volto 700 alunni delle scuole elementari di Reggio Calabria. La favola che ha dato il via a una vera e propria indagine sul campo è stata ideata dalle socie Giuseppina Filocamo e Giuseppina Pichilli. Così, partendo dalla toponomastica delle vie della città di Reggio, gli alunni hanno ricostruito la storia dei personaggi locali che con la loro eroicità hanno contribuito all’Unità del Paese. Con l’aiuto di nonni, genitori, insegnanti, i ragazzi hanno realizzato cartelloni, scritto racconti e poesie. Il frutto del loro lavoro è stato presentato nel corso della manifestazione che si è tenuta presso la Sala Versace del Centro Direzionale del Comune di Reggio. Una grande festa in cui gli alunni si sono cimentati in canti e balli. In 700 hanno cantato l’Inno di Mameli suscitando particolare emozione tra il pubblico. Tre le scuole premiate: al primo posto la Scuola Elementare “Nosside”; al secondo la Scuola Elementare “Corrado Alvaro” e al terzo la Scuola Elementare “Italo Falcomatà”.

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Per saperne di Più: 0544515707

Matrimoni “longevi”

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siste l’amore che dura tutta la vita? Sì per il 75% dei single italiani, secondo un recente sondaggio. Gli uomini, però, con il passare degli anni sono meno fiduciosi: il 79%, tra i 40 e i 49 anni, crede all’amore eterno; tra gli over 50 scende, invece, al 66%. Un pessimismo confortato dai dati: secondo l’Istat oggi un matrimonio dura tra i 15 e i 18 anni. Fortunatamente non sono ancora una rarità i matrimoni che durano 40, 50 anni e oltre. Lo sanno bene in provincia di Ravenna i “longevi del matrimonio” premiati dalla 50&Più locale, guidata da Ottavio Righini, con il libro-album Viva gli Sposi alla sua seconda edizione. La cerimonia di premiazione è avvenuta presso la Sala Bini della sede di Confcommercio Ravenna.

PALERMO

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Per saperne di Più: 091332447

Il computer senza segreti

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mparare ad usare il computer e navigare su internet è molto semplice, ancora più semplice se si frequenta un corso ad hoc. Si è appena concluso il corso di Alfabetizzazione informatica organizzato dalla 50&Più di Palermo, in collaborazione con Promopalermo/Confcommercio. Carmelo Camilleri, presidente della 50&Più locale, ha ringraziato i partecipanti per l’adesione all’iniziativa finalizzata a consentire a tutti i soci di poter usufruire dei vantaggi dell’informatica e del web. Un’opportunità in più per essere ancora maggiormente attivi all’interno di una società in continua evoluzione. Il corso sarà riproposto in autunno.

Gli “studenti” 50&Più al Corso di Informatica.


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Per saperne di Più: 065599353

Ripetizioni estive, una nuova formula «

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uesta estate devo studiare, a settembre ho l’esame di riparazione». Questo succedeva qualche anno fa, quando era ancora in vigore l’istituto del “rimando”, poi sostituito con i corsi di recupero. Resta, comunque, il problema di aiutare i ragazzi a rinforzare i punti deboli in questa o in quella materia. Il periodo estivo può essere l’occasio-

MASSA

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Per saperne di Più: 0585488611 0585499250

ne per “rimettersi in pari”, senza però quell’atmosfera legata all’incubo dei voti, dei giudizi e dell’ansia da interrogazione. In viale Marconi 437, i ragazzi potranno seguire, in un clima di dialogo partecipato e disteso, le seguenti materie: letteratura italiana, storia e filosofia, lingua e letteratura greca e latina, arte classica, matematica, fisica, chimica e biologia.

MILANO

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Per saperne di Più: 027750213/267

Il Festival Archeologico

Concorso “Fotografa le tue vacanze”

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o avevamo già preannunciato, ora è arrivato il programma completo del Festival di 50&Più Università dedicato all’archeologia. Ideato dall’archeologa Cristiana Barandoni, si svolge nell’ambito della manifestazione “100 notti d’estate”, organizzata dal comune di Massa. Il Festival Archeologico si rivolge ad adulti e bambini. Per gli adulti gli incontri si tengono presso la Biblioteca Civica “Giampaoli”, e per i più piccoli, in contemporanea, in Piazza Mercurio o in Piazzetta di via Alberica a Massa. Gli incontri sono fissati ogni venerdì alle ore 21,00. Questi gli appuntamenti: > 1° luglio. Alla moda delle matrone. Abbigliamento, acconciature e cosmesi dell’Antica Roma. Relatore, Donatella Alessi, Museo del Castello di San Giorgio della Spezia. I bambini saranno impegnati con Riproduciamo una maschera del teatro greco e romano. Facciamo i nostri gioielli. > 8 luglio. Dinamiche insediative medievali. Relatore, Fabio Stratta. Per i più piccoli, invece, I Castelli medievali... in miniatura. Le corone dei re e delle regine. > 15 luglio. 15.000 anni fa lo scheletro dell’Homo Sapiens più antico della Toscana. Relatore, Stefano Ricci, Laboratorio Antropologia di Ecologia Preistorica dell’Università degli Studi di Siena. I bambini, invece, saranno impegnati in Tesori di mare. Realizzazione di collane e scacciapensieri con conchiglie, mitili e foglie. Dipingiamo e dipingiamoci come gli uomini della preistoria. La partecipazione dei bambini è su prenotazione.

&Più Università, Confcommercio e Ascofoto bandiscono la II edizione del Premio “Fotografa le tue vacanze - L’arte dell’immagine in gara - Ascofoto e 50&Più Università per la Fotografia”. La partecipazione, gratuita, è aperta a tutti coloro che abbiano compiuto 16 anni di età alla data della cerimonia di premiazione, che si terrà il 21 novembre 2011 alle ore 16,30, presso l’Unione del Commercio di Milano e Provincia in Corso Venezia 47/49. Al 1°, 2° e 3° classificato andranno in premio - oltre a una targa e a una pergamena - un buono per l’acquisto di una macchina fotografica, rispettivamente di 400, 300, e 200 euro. È possibile partecipare con un massimo di 3 fotografie a colori 20x30, eventualmente montate su cartoncino biadesivo 30x40. Le foto dovranno essere inserite in un’unica busta bianca formato A3, al cui interno andrà inserita anche la dichiarazione firmata di paternità degli elaborati e una seconda busta chiusa contenente i dati anagrafici. Inviare il tutto, entro il 28 ottobre 2011, a: Fotografa le tue vacanze - L’arte dell’immagine in gara - Ufficio stampa Unione del Commercio - Segreteria Premio - Corso Venezia 47/49 - 20121 Milano.

ROMA

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Per saperne di Più: 066864596

L’Italia c’è

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uella di sabato 4 giugno al Teatro Anfitrione è splendidamente riuscita: del resto non è la sola, fra le innumerevoli manifestazioni celebrative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che per intensità di partecipazione spontanea della gente sta costituendo una sorpresa in tutto il Paese. Alla vigilia dell’anno celebrativo si respirava, infatti, una certa atmosfera meno ottimistica, di sapore quasi agnostico, diffidente, disilluso, su questa identità-Italia tanto rimessa in discussione lungo gli anni recenti. Invece stiamo riscoprendo dovunque, appunto, i segni profondi di una consapevolezza identitaria forte, serena e aperta. E questo era, in effetti, lo spirito con il quale 50&Più Università aveva “annullato per incorporazione” il suo tradizionale saggio di fine Anno Accademico, inserendolo in un “momento di coscienza civile sull’identità della comunità nazionale” attraverso la cultura. L’Anfitrione, all’Aventino, era stracolmo di gente nonostante il ponte festivo, tanto che alcune decine di spettatori non hanno potuto trovare posto a sedere. La regia di Maria Teresa Spina ha fatto, in questa cornice calda, un miracolo di snellezza e buon gusto: tutto veloce, senza pause noiose, tutto pensieri brevi ma profondi, intervallati da canti e danze popolari; due ore di spettacolo azzeccato per piccoli e grandi. Ridotti drasticamente i contenuti di tipo politico-militare, si sono visti, del Risorgimento italiano, soprattutto i contenuti civili ed umani. Fra gli anziani commossi per le memorie del tempo c’è stato il condimento dei ragazzi, che hanno suonato e recitato: dove c’è età anziana deve esserci, infatti, anche qualche circolazione di ragazzi o bambini, questo è un altro punto cruciale della cultura di 50&Più Università. E se anche i ragazzi si sono commossi insieme con gli anziani, e sono balzati in piedi insieme, alla fine, cantando l’inno nazionale, si è ottenuto il risultato che si desiderava anche sotto il profilo civile e pedagogico.

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INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • CULTURA • INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • INCO LE NOSTRE SEDI NEL MONDO

COSA C’É IN CALENDARIO... UDINE

» Alla scoperta della Laguna veneta

GORIZIA E UDINE

» Memorie di guerra

1° settembre - Si parte alla volta della Laguna di Venezia con visita alle isole di Murano, Burano e Torcello. Un itinerario per scoprire l’anima più intima di Venezia e della sua Laguna, con le sue tradizioni, usi e costumi, e con un artigianato artistico intramontabile. Per saperne di Più: 0432538707

14 settembre - Nell’incontro regionale dei soci 50&Più, gita a Caporetto con l’itinerario che testimonia la Prima Guerra Mondiale e la “Battaglia di Caporetto”. Tappe principali, la visita al Museo Partigiano e all’Ospedale Militare. La giornata prevede un tour del Lago Santa Lucia con pranzo a bordo. Per saperne di Più: 048132325 0432538707

VICENZA » Itinerari piemontesi

23/25 settembre - Un fine settimana in Piemonte alla scoperta del Lago d’Orta e del Lago Maggiore. L’itinerario prevede anche un affascinante percorso a bordo del trenino delle Centovalli che da Domodossola va a Locarno. E, per concludere, visita di Lugano, elegante città della Svizzera italiana. Per saperne di Più: 0444964300

» Golf, nonni e maestri

PAVIA

26 settembre - L’appuntamento è con il Trofeo di golf 50&Più in... campo. La gara, con formula “shot gun”, si tiene al Golf Club di Vigevano da 18 buche. La partecipazione è riservata ai golfisti ultracinquantenni.

» 2 ottobre - Festa dei nonni e Concorso canoro 50&Più in...canto, dedicato alle più belle melodie e canzoni italiane e lombarde. Possono partecipare artisti dilettanti soci 50&Più.

» 10 ottobre - Al Collegio Borromeo di Pavia avverrà la premiazione dei Maestri del Commercio e l’assegnazione dei “Premi al profitto scolastico” agli studenti neo-diplomati. Per saperne di Più: 038228411

ANCONA

Argentina Buenos Aires La Plata 1555 Australia Melbourne Perth Sydney Belgio Bruxelles Brasile Florianopolis San Paolo Canada Burnaby Hamilton Woodbridge Montreal St. Catharines Toronto Germania Monaco di Baviera Uruguay Montevideo USA Fort Lauderdale Philadelphia

ASCOLI PICENO

Per saperne di Più: 0736051102

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l Concerto di Poesia, alla sua 4a edizione, presso il Forte Malatesta di Ascoli Piceno, è stato un concentrato d’arte. Organizzato dalla 50&Più locale, presieduta da Dante Di Mattia, si è svolto tra le iniziative volute dal Comune, dedicate alla Settimana della Famiglia. Al Forte malatestiano, sono confluiti nonni, nipoti, genitori e figli accolti dal presidente Di Mattia. Il Concerto ha proposto un’alternanza di poesie, musiche e canzoni. Le poesie sono state lette da attori, mentre ritmi e musiche ne hanno scandito i passaggi più significativi. Una narrazione poetica dove chitarra e rulli di tamburo hanno regalato momenti di armonia ed emozione.

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Sogni in maschera

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La poesia in concerto

Per saperne di Più: 0712075009 nuta nell’ambito della manifestazione Sogno di una Notte d’Estate, organizzata dal Comune in collaborazione con la 50&Più della provincia di aschere preziose, capaci di stupire e Ancona. Cherubini, Re Magi, il Carrus navalis far sognare, hanno sfilato per le vie del una barca fiorita con bambine vestite da primacentro storico di Camerata Picena (An). vera e piccole farfalle danzanti della scuola di balSono le Maschere del Castello, realizzate da An- lo “Aurora” - e altri costumi e maschere rare del na Lorenzetti, socia di 50&Più. La sfilata si è te- 1700, hanno trasformato le vie di Camerata Pi-

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Telefono 0054 1143831736 0054 2214242331 Telefono 0061 394824800 0061 464680197 0061 297128911 Telefono 0032 25341527 Telefono 0055 482222513 0055 1132312351 Telefono 001 6042942023 001 9053184488 001 9052661867 001 5142525041 001 5144946902 001 9056466555 001 4166523759 Telefono 004 98974640814 Telefono 0059 825076416 Telefono 001 9546300086 001 6108281554

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LUGLIO/AGOSTO 2011

cena in un Carnevale di Venezia in miniatura. Presenti alla manifestazione il presidente 50&Più di Ancona, Enzo Chionne, il vice presidente Marcello Mancinelli, alcuni consiglieri e il segretario regionale Illeana Audino.


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• INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • CULTURA • INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO LE NOSTRE SEDI IN ITALIA Abruzzo Avezzano (AQ) - Via Monte Velino, 17 Chieti - Via Giovanni Antonio Santarelli, 219 Pescara - Via Aldo Moro, 1/3 Teramo - Via Guglielmo Oberdan, 47 Basilicata Matera - Via Don Luigi Sturzo, 16/2 Potenza - Via Centomani, 11 Calabria Cosenza - Viale degli Alimena, 5 Catanzaro - Via Milano, 9 Crotone - Via Regina Margherita, 28 Reggio Calabria - Via Castello, 4 Vibo Valentia - Via Spogliatore snc Campania Avellino - Via Salvatore De Renzi, 28 Benevento - Viale degli Atlantici, 5 Caserta - Via Roma, 96 Napoli - Piazza Carità, 32 Salerno - Corso Garibaldi, 4 Emilia Romagna Bologna - Strada Maggiore, 23 Forlì - Piazzale della Vittoria, 23 Ferrara - Via Girolamo Baruffaldi, 14/18 Modena - Via Begarelli, 31 Piacenza - Strada Bobbiese, 2 Parma - Via Abbeveratoia, 63/A Ravenna - Via di Roma, 102 Reggio Emilia - Via Gianna Giglioli Valle, 10 Rimini - Viale Italia, 9/11 Friuli Venezia Giulia Gorizia - Via Vittorio Locchi, 22 Pordenone - Piazzale dei Mutilati, 4 Trieste - Via San Nicolò, 7 Udine - Viale Duodo, 11 Lazio Frosinone - Via Aldo Moro, 493 Latina - Via dei Volsini, 60 Rieti - Largo Cairoli, 4 Roma - Via Properzio, 5 Viterbo - Via Belluno, 45 Liguria Genova - Via Ceccardi, 1/10 Imperia - Via Gian Francesco De Marchi, 81 La Spezia - Via Fontevivo, 19/F Savona - Corso A. Ricci - Torre Vespucci, 14 Lombardia Bergamo - Via Borgo Palazzo, 137 Brescia - Via Giuseppe Bertolotti, 1 Como - Via Francesco Ballarini, 12 Cremona - Via Alessandro Manzoni, 2 Lecco - Piazza Giuseppe Garibaldi, 4 Lodi - Via Giovanni Haussmann, 1 Milano - Corso Venezia, 45 Pavia - Corso Cavour, 30 Sondrio - Via del Vecchio Macello, 4/C Varese - Via Valle Venosta, 4 Marche Ancona - Piazza Repubblica, 1 Ascoli Piceno - Via Vittorio Emanuele Orlando, 16 Macerata - Corso Cavour, 85 Pesaro - Strada delle Marche, 58

Telefono 0863415327 087164657 0854313623 0861252057 Telefono 0835385714 097122445 Telefono 098422041 0961720352 096221794 0965891543 096343485 Telefono 082538549 0824313555 0823326453 0815510737 089227600 Telefono 0516487530 054324118 0532234211 0597364211 0523461831 0521944278 0544515707 0522708552 0541743202 Telefono 048132325 0434549462 0403720169 0432538707 Telefono 0775855273 0773611108 0746483612 0668891796 0761327701 Telefono 010543042 0183275334 01875985216 019853582 Telefono 0354120126 0303771785 031265361 037225745 0341287279 0371432575 0276013399 0382372511 0342533311 0332342280 Telefono 0712075009 0736051102 0733261393 0721698225

Molise Campobasso - Via Giuseppe Garibaldi, 48 Isernia - Via Santo Spirito, 24 Piemonte Alessandria - Via Trotti, 46 Asti - Corso Felice Cavallotti, 37 Biella - Via Torino, 18 Cuneo - Via Avogadro, 32 Novara - Via Giovanni Battista Paletta, 1 Torino - Via Andrea Massena, 18 Verbania - Via Quarto, 2 Vercelli - Via Duchessa Jolanda, 26 Puglia Bari - Piazza Aldo Moro, 33 Brindisi - Via Giuseppe Mazzini, 30 Foggia - Via Luigi Miranda, 8 Lecce - Via Cicolella, 3 Taranto - Viale Magna Grecia, 119 Sardegna Cagliari - Via Santa Gilla, 6 Nuoro - Galleria Emanuela Loi, 8 Oristano - Via Mattei, 46 Sassari - Via Giovanni Pascoli, 59 Sicilia Agrigento - Via Imera, 223/C Caltanissetta - Via Messina, 69 Catania - Via Mandrà, 8 Enna - Via Vulturo, 34 Messina - Via Santa Maria Alemanna, 5 Palermo - Via Emerico Amari, 11 Ragusa - Viale del Fante, 10 Siracusa - Via Eschilo, 11 Trapani - Via Marino Torre, 117 Toscana Arezzo - Via XXV Aprile, 12 Firenze - Via Costantino Nigra, 23-25 Grosseto - Via Tevere, 5/7/9 Livorno - Via Grande, 150 Lucca - Via Fillungo, 121 Carrara - Piazza 2 Giugno, 11 Pisa - Viale Antonio Gramsci, 3 Prato - Via Santa Trinità, 28 Pistoia - Viale Adua, 128 Siena - Banchi di Sopra - Galleria Odeon, 31 Trentino Alto Adige Bolzano - Mitterweg - Via di Mezzo ai Piani, 5 Trento - Via Solteri, 78 Umbria Perugia - Via Settevalli, 320 Terni - Via Aristide Gabelli, 14/16/18 Valle d’Aosta Aosta - Regione Borgnalle, 12 Veneto Belluno - Via Cipro, 13 Padova - Piazza Virgilio Bardella, 3 Rovigo - Viale del Lavoro, 4 Treviso - Via Sebastiano Venier, 55 Venezia - Viale Ancona, 9 Vicenza - Via Luigi Faccio, 38 Verona - Via Sommacampagna, 63/H

Telefono 0874483194 086541171 Telefono 0131260380 0141353494 01530789 017166661 032130232 011533806 032352350 0161250045 Telefono 0805240342 0831524187 0881721314 0832343923 0997796444 Telefono 070282040 0784232804 078373287 079243652 Telefono 0922595682 0934575798 095239495 093524983 090673914 091332447 0932246958 093165059 0923547829 Telefono 0575354292 055664795 0564410703 0586898276 0583473170 058570973 050483711 057423896 0573991500 0577283914 Telefono 0471978032 0461880408 Telefono 0755067178 0744390152 Telefono 01654598 Telefono 0437215264 0498209787 0425404267 042256481 0415316355 0444964300 045953502

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GARDEN CLUB TOSCANA

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» IL VILLAGGIO Il Garden Club è situato sul litorale toscano lungo la Riviera degli Etruschi, immerso nel verde e tra i fiori del proprio parco-giardino. Il Club si trova a soli 3 km da San Vincenzo in una posizione strategica per scoprire gli antichi borghi e per visitare le più significative località nel territorio: Isola d’Elba, Arcipelago Toscano, Volterra, Pisa, Siena, Firenze. » LE CAMERE Disposte su 2 piani senza ascensore, le camere sono suddivise

in: doppie, triple e duplex-famiglia (2 doppie comunicanti con 1 bagno-doccia/balcone). Tutte le camere dispongono di minifrigo, Tv-satellitare, telefono, cassetta di sicurezza, aria condizionata, bagno con doccia e asciugacapelli, balcone o terrazzino. » LA RISTORAZIONE È previsto il servizio a buffet con menù di ricette tipiche e piatti regionali. La prima colazione prevede un buffet con angolo espresso e cappuccino. A pranzo antipasti sfiziosi, primi cucinati e saltati, secondi leggeri e alla griglia, varietà di insalate e crudità di

stagione e, per finire, formaggi, dolci e frutta. Di sera il buffet sarà arricchito con nuove creazioni e specialità. Sono incluse le bevande, vino e acqua minerale in bottiglia e succhi di frutta. » LA SPIAGGIA La bellissima spiaggia di sabbia, raggiungibile a piedi attraverso una pineta di lecci, è attrezzata con lettini e ombrelloni. » L’ANIMAZIONE Giochi di società, lezioni di danza, ginnastica, aerobica. Per gli appassionati di giochi con le carte verrà organizzato

il II Trofeo 50&Più di Burraco. Spettacoli in teatro con il corpo di ballo Garden, commedie musicali, spettacoli di danza e cabaret. » LA DISCOTECA Luogo di ritrovo per gli amanti del ballo, la discoteca è situata in una zona distaccata, in modo da non disturbare la quiete e il riposo degli ospiti. » L’INFERMERIA Ubicata vicino alla sauna e a disposizione dei soci 50&Più, è aperta al mattino e alla sera. Per altre urgenze ci si potrà rivolgere 24 ore su 24 al ricevimento.


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Quest’anno è la Toscana che per la prima volta ospita i giochi olimpici dei 50&Più. Marcia, nuoto, tennis e altri sport, tante saranno le gare che si svolgeranno al Villaggio Garden Club, in uno dei tratti di costa più suggestivi dello splendido litorale toscano.

• FIRENZE

Livorno • • San Vincenzo

• Garden Club Toscana Isola d’Elba

• Argentario

» INFORMAZIONI SPORTIVE L’organizzazione dei “giochi sportivi” sarà gestita dallo staff 50&Più e dai Giudici Fidal. I partecipanti, divisi per categoria e classi d’età, gareggeranno individualmente nelle varie discipline sportive.

QUOTA DI SOGGIORNO INDIVIDUALI In camera doppia € 450,00 In camera doppia uso singola € 550,00 3° letto adulto € 150,00

Informazioni e prenotazioni:

3°/4° letto bambini da 0 a 13 anni non compiuti in camera con 2 adulti gratuiti Sett. supplementare, anche frazionata su richiesta.

LA QUOTA COMPRENDE: Soggiorno di 7 notti/8 giorni presso il Garden Club con trattamento di pensione completa, servizio a buffet e bevande incluse ai pasti (vino, acqua e bibite); servizi balneari di ombrelloni, lettini (teli mare con cauzione) in piscina e spiaggia; animazione diurna e serale con spettacoli, piano bar, discoteca, giochi e tornei; assistenza in loco di personale medico 24 ore su 24; assistenza in loco di personale

50&Più e 50&Più Turismo; assicurazione bagaglio/sanitaria e annullamento, Navale Assicurazioni. LA QUOTA NON COMPRENDE: Tutti i trasporti da e per il Garden Club Toscana, escursioni facoltative (da prenotare e pagare in loco), extra in genere e tutto quanto non specificato ne “La quota comprende”.

50&Più Turismo (Aut. Reg. 388/87) Tel. 06 6871108/369 Fax 06 6833135 E-mail: info@50epiuturismo.it Oppure presso le sedi Provinciali 50&Più

www.50epiuturismo.it


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ATTUALITÀ

[ PIANETA ANIMALI DI STEFANO RIPERT ]

Malgrado le numerose campagne di sensibilizzazione, il fenomeno dell’abbandono dei cani continua a rappresentare un grave problema per il nostro Paese e, come sempre, registra il suo picco durante i mesi estivi: secondo la L.a.v., la media degli abbandoni si aggira attorno ai 150mila esemplari ogni anno. Costante l’impegno delle associazioni animaliste.

QUEST’ESTATE (ANDIAMO?) IN VACANZA INSIEME

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rriva l’estate. Il sole, il mare e la montagna. Ma non per tutti. Per i nostri amici cani, almeno per alcuni, arrivano i guai: è d’estate, infatti, che il dramma degli abbandoni tocca il picco. Troppo spesso, quando Fido diventa grande e le sue esigenze si fanno pressanti e gli spazi troppo piccoli (e, diciamocelo, lui non è più quel bel tenero cucciolo che tanto ci piaceva sballottolare e stropicciare), il copione che va in scena è sempre lo stesso. Si pensa di “correre ai ripari”; ci si riunisce mentre lui è accucciato e

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sonnecchia fiducioso vicino a noi. Drasticamente si decide che il membro a quattro zampe della famiglia deve sloggiare. Arrivati su una provinciale, possibilmente di notte e lontano da casa, se va bene si trova lo stratagemma per lasciarlo a terra senza troppa violenza, per poi defilarsi velocemente e partire a razzo, sparendo verso l’orizzonte. Lasciandolo nello shock, in un silenzio arrivato a bruciapelo e inimmaginabile. Certo, non bisogna generalizzare il fenomeno dell’abbandono: perché è una piccola par-

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te di proprietari che si comporta in tal modo. I dati forniti dalle associazioni animaliste sul fenomeno, però, non sono trascurabili: secondo la L.a.v., (Lega Anti Vivisezione) ogni anno in Italia vengono abbandonati 150mila cani, specialmente nei mesi estivi. E non si pensi che non ci siano norme contro tale malcostume. La legge 189 del luglio 2004 ha introdotto i delitti contro il sentimento per gli animali. Il provvedimento sanziona uccisione, maltrattamento e combattimenti tra animali. Inoltre, per quanto riguarda l’abbandono,

99% degli italiani ritiene l’abbandono un fenomeno da condannare socialmente (Fonte Eurispes 2011).


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VIVERE CON FIDO. I CONSIGLI DEL WEB

ca di evitare l’urto, sia quando si verifica l’investimento del povero animale. Con un bollettino di guerra che registra 400 morti e oltre 10mila feriti tra gli automobilisti. Gli animali morti sono molti di più: le stime parlano di circa 280mila, tra cani e gatti, ogni anno. Oltre agli incidenti, il randagismo crea problemi ai pastori: i cani incattiviti per l’abbandono fanno strage di armenti e, non di rado, attaccano l’uomo. Indirettamente ne fa le spese anche il povero lupo. I randagi infatti, quando cacciano, spesso vengono scambiati per lupi. E sono questi ultimi, alla fine, benché protetti, a rimediare “schioppettate”, a dover evitare trappole e bocconi avvelenati. Oltretutto il lupo, ai fini della sua conservazione, risente molto dell’inquinamento genetico che il randagismo canino comporta: le due specie sono interfeconde e quindi possono dare prole fertile, col risultato di erodere il patrimonio genetico del re dell’Appennino. Contro gli abbandoni, le autorità si muovono anche sul pia-

BEW LED ILGISNOC I .ODIF NOC EREVIV

l’articolo 727 del Codice penale, prevede ora pene pecuniarie da mille a 10mila euro e l’arresto fino ad un anno. Ancora qualche dato. Nel nostro Paese la popolazione canina conta circa 7 milioni di individui. Tra loro, circa un milione viene ospitato da canili comunali e rifugi gestiti da privati. Malgrado la passione con cui tante persone vi lavorano, i pochi fondi a disposizione non aiutano a tenere aperte queste strutture. E, d’altro canto, la cronaca non di rado ci ha raccontato di impianti fatiscenti e non a norma, fatti sorgere con il solo pretesto di accaparrarsi le sovvenzioni per il mantenimento. In ogni caso, per quanto i canili “scoppino”, non risolvono il problema del randagismo. I “latitanti” che scorrazzano per la Penisola sono 600mila. Tutto ciò non comporta solo una buona dose di disonore e vergogna al Bel Paese, che in fatto di welfare e rispetto animale non è mai stato nella topten, ma tutta una serie di effetti collaterali di cui, oltre al cane, fa le spese anche l’uomo. Circa 40mila, infatti, sono gli incidenti automobilistici causati negli ultimi dieci anni da cani abbandonati. Avvengono sia quando l’automobilista cer-

VIVERE CON FIDO Se ancora non avete preso confidenza con la Rete, fatevi aiutare dai nipoti. Su internet ci sono tantissimi consigli utili per chi ha un cane. Se, ad esempio, volete evitare che il vostro fedele amico a quattro zampe diventi il capostipite di intere generazioni canine, se insomma state pensando di sterilizzarlo, potete cliccare su www.animalisti.it, il sito degli Animalisti Italiani che, entro centi limiti di reddito, offrono sterilizzazioni gratuite per cani e gatti. Cliccate invece su www.vacanzeanimali.it oppure su www.vacanzebestiali.org per trovare hotel e ristoranti, spiagge e campeggi che accettano animali. Potete poi progettare il vostro itinerario di viaggio, ascoltare i consigli del veterinario prima di fare le valigie e trovare un servizio di “petsitter” se ne avete bisogno. Sempre su internet - e qui vi aiuterà una semplice indagine su un motore di ricerca - potrete trovare le strutture che nella vostra città sono a misura di cane. A Roma, ad esempio, c’è Villa Bau, dove prendere la tintarella mentre il vostro cane fa le vasche nell’apposita piscina. Al posto del bagnino, assistenti cinofili specializzati.

PER FAR NASCERE UNA COSCIENZA CIVILE CI VOGLIONO RISPETTO E CONOSCENZA DEL NOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE

600.000

1.000.000

La legge 189

i randagi sul nostro territorio. Il D.L.vo n. 116 del 1992 proibisce l’uso dei randagi a fini sperimentali.

di cani nel nostro Paese vengono ospitati nei canili comunali o in rifugi gestiti da privati.

del luglio 2004 sanziona uccisioni, maltrattamenti e combattimenti tra animali.

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no della prevenzione, oltre che su quello sanzionatorio: con l’anagrafe canina, con l’applicazione di tatuaggi e microchip e con controlli serrati da parte delle Forze dell’Ordine. Ma l’arma più importante contro la pratica incivile dell’abbandono è la cultura. I personaggi famosi che si offrono come testimonial in televisione o sui giornali evidentemente non portano ai dovuti risultati. Come tutti i problemi culturali, bisognerebbe provare a risolvere anche quello dell’abbandono cominciando dai cittadini di domani, dalle scuole, con vere e proprie lezioni di etologia ed ecologia canina, tenute da professionisti appassionati. Per far nascere una coscienza civile e alla base del saper vivere, ci vogliono rispetto e conoscenza del nostro prossimo a quattro zampe. Fuori dai banchi di scuola, un tentativo apprezzabile in questa direzione l’ha fatto di recen- » LUGLIO/AGOSTO 2011

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ATTUALITÀ

E.N.P.A.: dal 1871 in prima linea L’E.n.p.a. (Ente Nazionale Protezione Animali) ha alle sue spalle centoquarant’anni di esperienza fatta sul campo, con attività e iniziative volte alla tutela dei nostri amici animali. Per approfondire l’attuale situazione e ottenere consigli utili, abbiamo posto alcune domande alla presidente nazionale, Carla Rocchi. Quali sono i dati più recenti di cui disponete sugli abbandoni dei cani? Censire i “trovatelli” è molto difficile. Per ogni randagio che viene ritrovato ce ne sono molti altri di cui si è persa traccia, ma che vagano sul territorio (boschi, campagne, ecc.). C’è poi da considerare il fenomeno delle nuove nascite (trovatelli che si accoppiano tra loro). Ma, ancora una volta, questi animali acquisiscono lo status di “trovatello” soltanto nel momento in cui vengono avvistati, cosa che non sempre accade. Tuttavia, negli ultimi tre anni abbiamo notato un decremento del 15% dei cani che arrivano nei canili. In linea di massima - anche se non si tratta di una conclusione scientifica al 100% - una diminuzione delle presenze potrebbe tendenzialmente indicare una minore incidenza del fenomeno. Cosa prevedete per l’estate? Fare previsioni è difficile. Ciò nonostante abbiamo riscontrato che, rispetto a una decina di anni fa, la situazione è migliorata. Gli italiani sono più sensibili alla presenza degli animali e ai loro problemi; sono aumentati gli esercizi commerciali che li accettano, così come le strutture turistiche che hanno aperto ai “quattrozampe”. Migliorare la libertà di movimento dei cani e dei loro padroni è un ottimo passo avanti per contrastare il randagismo che, in alcune zone del Paese - il Sud ad esempio (ma non solo) -, continua a essere una grave piaga. Suggerimenti? Quali misure sono possibili per contrastare gli abbandoni? Prevenzione innanzitutto. Vale a dire campagne di sterilizzazione nelle zone “più a rischio”; campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono e i pericoli che questo comporta anche per l’incolumità delle persone (vedi gli incidenti stradali, ad esempio); microchippatura e iscrizione all’anagrafe canina; miglioramento della mobilità “a sei zampe” con un incremento degli esercizi pubblici e delle strutture turistiche che accettano animali; adozioni presso i canili. Le vostre campagne di sensibilizzazione?

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[CARLA ROCCHI, PRESIDENTE NAZIONALE

E.N.P.A.]

Ogni anno il nostro Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo promuove, con importanti partner, campagne antiabbandono. Chi vuole approfondire questo tema in rete, può cliccare su: http://www.comunicazionesviluppoenpa.org/lenostre-campagne.html. Avete ottenuto dei riscontri? Sì, per fortuna. La sensibilità degli italiani nei confronti degli animali è aumentata. Al punto che, come censito dal Rapporto Italia 2011 di Eurispes, il 99% circa dei nostri connazionali ritiene l’abbandono un fenomeno da condannare socialmente. Possibile che nel 2011 ci si debba ancora confrontare con questa inciviltà? Purtroppo sì. Tuttavia, da 20 anni a questa parte, la situazione è migliorata anche se e continuano ad esserci sacche di recrudescenza. Cosa fare per azzerare questo fenomeno? Potenziare gli strumenti preventivi insistendo anche sull’educazione al corretto rapporto uomo-animale. Com’è la situazione all’estero? In Germania, Francia e Inghilterra la situazione è tendenzialmente migliore, mentre in altri Paesi è drammatica: in Romania i randagi vengono massacrati con vere e proprie esecuzioni; in Spagna i trovatelli vengono rinchiusi nelle perreras (i canili pubblici) dove vengono soppressi dopo pochi giorni. A livello normativo l’Italia è avanti: siamo uno dei pochi Paesi che vieta la soppressione dei randagi. Nelle scuola si fa prevenzione? Lavoriamo anche su questo versante. L’E.n.p.a. è coinvolta nel “Progetto Delfini” finalizzato ad educare i bambini all’amore e al rispetto per gli animali. Per saperne di più bambini, nonni e genitori possono cliccare su www.delfinienpa.it.

te l’editore Gallucci, specializzato nella prima infanzia, che ha mandato in libreria, proprio alle porte dell’estate, Un giorno, un cane. È la storia di un abbandono, della fiducia tradita, delle peripezie di un cane per sopravvivere e di una nuova possibilità data a noi umani di uscirne decentemente dopo l’incontro di Fido con un bambino. Le nuove generazioni, appunto. Gli abbandoni sono naturalmente solo uno dei problemi da superare. Il rapporto tra uomo e cane, per come lo esprime la nostra società, sembra fatto di estremismi tra i quali è difficile trovare un equilibrio. Da un lato l’amore travolgente: cerchiamo di colmare lacune esistenziali con la ricerca di un amico ubbidiente e servizievole, sempre pronto a scodinzolare e a fungere da valvola di sfogo, sostituendolo all’essere umano con cui non riusciamo più a socializzare. All’altro opposto c’è chi sceglie la strada del disinteresse, perché in fondo ci sta a cuore solo il nostro benessere. Manlio Fani, uomo legato intimamente agli animali, noto allevatore di cavalli e cani nella campagna romana con sistemi legati ai ritmi della natura, ci spiega: «Quando si ha un cane, è importante capire bene la sua natura e ponderare le capacità di adattamento del nostro amico alle nostre necessità. In genere non si pensa che per certe taglie una vita all’interno di un appartamento - con spazi stretti e super-riscaldati - fa soffrire chi per natura è predisposto ad altri scopi. Io, i miei maremmani li allevo all’aperto. È impensabile per me che un maremmano o un pastore caucasico vivano in appartamento». Secondo Fani poi, la necessità irrefrenabile da parte dell’uomo, in tempi sempre più vorticosi e veloci, di dare e ricevere affetto ha portato a un’eccessiva umanizzazione del cane, con tutto il corollario di assurdità che ne derivano, e ad un più che superficiale studio del suo comportamento. Al di là di tutto, il nostro amico può sostenere anche questo. L’unica cosa che può veramente ucciderlo è soltanto la solitudine, una condizione che nessun cane può sopportare.


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ATTUALITÀ

IL POTERE DELLE IDEE PER UN FUTURO MIGLIORE

[ AMBIENTE DI

ANNA MER CURI

]

L’ECO...LOGICA MONTEVEGLIO Sono già 300 in tutto il mondo, 20 in Italia. La provincia di Bologna presto potrebbe essere al “completo”: sono le “Città di Transizione”. I loro animatori, comuni cittadini, spesso appoggiati dalle amministrazioni comunali, stanno preparando un futuro diverso.

N

ella provincia di Bologna, città compresa, c’è una contaminazione in corso che si sta diffondendo anche in altri Comuni italiani piccoli e grandi, 20 in tutto. È un “virus” che nasce dal basso, da gruppi di cittadini che vogliono un futuro in cui al centro ci siano l’ambiente e un modo nuovo di produrre e consumare energia. È la contaminazione delle Transition Towns (Città di Transizione), un movimento culturale internazionale che sta coinvolgendo diverse città e comunità nel mondo. Ormai se ne contano 300. Monteveglio (Bo), 5.280 abitanti, è stata la prima Transition Town in Italia e nell’Europa continentale. «Nel nostro Comune il processo della transizione è iniziato due anni e mezzo fa», spie-

ga Cristiano Bottone, fondatore del gruppo Transition Town di Monteveglio. Da allora molte cose stanno cambiando. Si è ricostituito il tessuto sociale: le persone, le associazioni, i gruppi politici di maggioranza e opposizione, hanno ripreso a confrontarsi. L’agenda della politica è cambiata: l’amministrazione comunale in ogni sua iniziativa ha messo al centro la sostenibilità, l’ambiente, l’energia pulita e si è data un “Piano di decrescita energetica” per i prossimi 20 anni. «La collaborazione con il Comune è totale, l’amministrazione condivide in toto il processo di innovazione e sperimentazione sociale della transizione», aggiunge Bottone. Un processo sistemico che coinvolge tutti gli aspetti del vivere quotidiano. Così sono nati i

gruppi di acquisto di pannelli solari termici e fotovoltaici, il mercatino del riuso, gli orti sinergici (per coltivare in armonia con la natura) nelle scuole e nelle case, le eco-sagre che eliminano l’uso della plastica. E poi educazione ambientale avanzata nelle scuole e incontri di informazione tutto l’anno. Onorare gli anziani è uno dei punti fondamentali del Movimento: «Con la “Banca della memoria” - spiega Bottone raccogliamo le testimonianze dei nostri anziani per ricostruire un’immagine reale del mondo. Quando ci raccontano che in inverno da bambini con gli sci e gli scarponi lasciati dai tedeschi trascorrevano le giornate a sciare, rimaniamo sbalorditi: prima dalle nostri parti la neve c’era tutto l’inverno oggi è quasi una rarità. Questi racconti possono avere effetto di consapevolezza maggiore rispetto agli avvertimenti degli esperti sul riscaldamento climatico». Sono solo alcune delle attività mese in campo: il processo di contaminazione delle attività è globale.

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8.500

le comunità che nel Regno Unito hanno scelto ufficialmente il modello della transizione.

gli abitanti di Totnes (UK), la prima Transition Town nel mondo.

Il movimento culturale delle Transition Towns è nato per caso: da una esercitazione scolastica. Nel 2003 a Kinsale, in Irlanda, Rob Hopkins, docente universitario, creò con i suoi studenti un “Piano di decrescita energetica” che indicava come la piccola città doveva organizzarsi in un mondo in cui il petrolio non fosse stato più economico e molto meno disponibile di oggi (situazione definita “picco del petrolio”). Una situazione con la quale, prima o poi, tutti dovremo fare i conti. Meglio quindi prepararsi e adattarsi, tenendo conto anche dei cambiamenti climatici. Il Movimento delle Transition Towns non dà soluzioni buone per tutti, ma solo orientamenti. Le città e le comunità devono pensare a quelle iniziative, programmi e strategie più adatte al territorio. Il primo gruppo di cittadini che hanno lanciato la sfida sono stati gli abitanti di Totnes, in Inghilterra. Per saperne di più: www.transitionnetwork.org http://transitionitalia.wordpress.com http://montevegliotransizione.wordpress.com LUGLIO/AGOSTO 2011

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A OTTANT’ANNI, IL GRANDE CHEF HA MATURATO UNA FILOSOFIA DI VITA IN CUI ETICA, ESTETICA, RICERCA DEL BELLO E DEL BUONO SONO DIVENUTI GLI INGREDIENTI PRINCIPALI DELLE SUE CREAZIONI. IL RISULTATO È ARTE, CON LA “A” MAIUSCOLA, E LA CAPACITÀ DI TRASFONDERE NEI SUOI MENÙ MUSICA, LETTERATURA, PITTURA, MESCOLANDO BENE CUORE, FANTASIA E SENSIBILITÀ.

GUALTIERO

IL SUO SEGRETO PER NON INVECCHIARE: INSEGNARE AI GIOVANI,

CONTINUANDO A SENTIRSI SEMPRE COME IL PRIMO DEGLI ALLIEVI

MARCHESI DI LUCIA CA STAGNA

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G U A LT I E R O MARCHESI

il maestro della cucina italiana, riconoscimento di un ruolo che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, e già alla fine degli anni Settanta i gastronomi Gault e Millau, in un’intervista sul Time, inserivano il suo ristorante di via Bonvesin della Riva tra i quindici migliori del globo. Ha conquistato onorificenze, premi, titoli, stelle e medaglie, e i consensi gustosi di tutti quelli che hanno assaggiato i suoi piatti e ne sono rimasti deliziati. Gualtiero Marchesi sorride della sua età anagrafica, quella che indica la sua nascita a Milano il 19 marzo 1930, perché per lui potrebbero essere “due volte quarant’anni”, e gli piace confidare che «non invecchia chi continua a interessarsi ai giovani, chi gli offre qualcosa di più che una fetta del proprio tempo, poco o tanto che sia, e che poi si trasforma in spa-

È

Nasce a Milano nel 1930. Diviso tra l’amore per la musica e la cucina, verso i trent’anni decide di dedicarsi ai fornelli. Sposato con Antonietta Cassisa, ha due figlie. Numerosi i riconoscimenti e i premi ricevuti in sessant’anni di carriera

zio, e poi in incontro. E dall’incontro c’è sempre una trasmissione di energia, di curiosità, di stimoli che annullano la concezione del tempo, e ti senti parte di loro, uno come loro...». Ha la voce ironica e l’aspetto sorridente di chi sa di aver avuto tanto, anche se non si ferma a godere le soddisfazioni e a vivere nel riflesso di una fama che continua a celebrarlo, ma gli piace avere sempre nuovi progetti, sempre nuovi impegni come nuove sfide da vincere. E gli piace raccontarsi, come se la sua vita fosse una favola bella che apre gli animi e li rasserena... Dicono che lei sia nato proprio in una cucina, quasi una predestinazione... Sì, allora i parti si facevano in casa, e io sono nato in una stanza dell’albergo ristorante “Al Mercato”, gestito dai miei genitori, e mia madre usò come culla una di quelle pentole di rame di cui era piena la cucina. L’aveva riempita di panni morbidi, e tra una poppata per me e un risotto che preparava per i clienti, io stavo lì ad assorbire quello che c’era intorno. Può darsi che quegli odori mi si siano impressi nella memoria come patrimonio genetico, e alla fine io sia diventato cuoco anche per quello... I ricordi della sua «I bravi cuochi infanzia? nei loro piatti Sono legati sopratdebbono saper tutto a San Zenone cogliere Po, il paese di mio l’essenziale, padre, dove passaeseguire la vo le vacanze esticomposizione e ve dai nonni mentrasfonderla tre i miei lavoravaanche con no senza sosta. È il cuore» un paese molto piccolo, nella Bassa Pavese, e sotto il ponte dell’Olona c’era la casa di famiglia, che a ogni piena del fiume si allagava completamente. Il punto di ritrovo per tutti era l’osteria della Carolina, un’ostessa dei vecchi tempi, gentile e accogliente, che per me aveva un vero debole, e mi andava a prendere le uova fresche nel pollaio, che bucavo con uno spillo e poi succhiavo avidamente. Ma per noi ragazzini la vera attrazione era il grande fiume, e la nostra avventura preferita era la traversata a nuoto, avanti e indietro da una sponda all’altra, e a niente valevano i tentativi di mamme e nonne di dissuaderci con storie di vortici improvvisi e pericolosi, e terribili crampi dagli effetti letali. Non riuscivamo a restarne lontani. Specie per chi, come lei, era nato in città... Tutto diventava un’esperienza straordinaria. Un’estate, per assecondare quella mia passione, Zio Enrico fece realizzare a Pavia una barca tutta per me. Andai a recuperarla con alcuni amici per portarla insieme al paese, sfidando la corrente del fiume. Prendemmo » LUGLIO/AGOSTO 2011

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INTERVISTA GUALTIERO MARCHESI [CONOSCERE GLI INGREDIENTI DI UNA RICETTA NON SIGNIFICA SAPERLA REALIZZARE.

QUELLO CHE CONTA, SECONDO MARCHESI, AL DI LÀ DELLE DOSI,

RESTA L’UMORE E L’AMORE DI CHI LA PREPARA.]

qualcosa da mangiare e alcune bottiglie di vino, con cui avremmo brindato al nostro arrivo, e per tenerle in fresco le immergemmo nell’acqua legate a delle corde. Arrivammo a San Zenone con la pelle ustionata dal sole e, in più, niente brindisi: le bottiglie si erano frantumate sbattendo contro i sassi del greto del fiume. Ma quando scoppiò la guerra, il mio sport diventò forzatamente il ciclismo: per andare a scuola dovevo arrivare a Stradella in bicicletta, dodici chilometri per l’andata e dodici per il ritorno, quattro volte al giorno, perché non c’era la mensa, e quindi per pranzo tornavo a casa. Alla fine della guerra ero diventato quasi un campione del pedale. Ma quando era ragazzino, cosa sognava di diventare da grande? Un musicista. Ricordo che da sempre mio padre amava così tanto la lirica e il melodramma che ci coinvolgeva tutti nell’ascolto delle romanze e delle opere trasmesse alla radio il venerdì sera: un appuntamento irrinunciabile. E la domenica mattina, c’era il rito del lettone: io e mia sorella Nanda, più piccola di me, ci mettevamo lì ad ascoltare il disco con l’opera in programma quel giorno, che papà aveva scelto accuratamente. Il grammofono era di grande marca, per assicurare la massima fedeltà dei suoni e delle voci. La musica permeava la nostra esistenza, e anche da ragazzo sono stato un appassionato frequentatore di concerti: andavo ai pomeriggi musicali, e ogni volta era sempre un’emozione nuova. A un certo punto cominciai a prendere lezioni di pianoforte, sognando di diventare un grande concertista, anche se già frequentavo la cucina. Intorno ai trent’anni, diviso fra questi due amori, presi due decisioni importanti: scelsi i fornelli, ma non abbandonai la musica. Infatti, sposai Antonietta Cassisa, la mia insegnante. Le affinità elettive che ci avevano fatto innamorare ci hanno tenuto saldamente uniti per tutta la vita. In fondo, ho sempre pensato che la musica è come la cucina: si suona in gruppo, con un direttore che dirige l’orchestra, e ognuno esegue la sua parte. E come i musicisti, anche i cuochi lavorano soprattutto di sera...

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Il maestro si è sempre lasciato ispirare dall’arte, come nel “Dripping di pesce” che si rifà alla tecnica del “dripping” di Pollock

A parte le lezioni musicali, a scuola cosa aveva studiato? Ero bravo a disegnare, e mi avevano iscritto all’Istituto Tecnico Feltrinelli, scuola di valore per la formazione di periti industriali meccanici ed elettrotecnici, ma non mi sentivo coinvolto dalle materie. Infatti, al terzo anno, la lasciai, e mi diverto sempre a dire che sono “perito” prima di diventare “perito...”. Ma, a quel punto, non potevo bighellonare. Così, seguendo un certo interesse che avevo per la cucina, e grazie a una conoscenza preziosa, i miei mi mandarono a fare pratica al “Kulm” di St. Moritz, un’altissima scuola di professionalità. E da lì è partita la mia storia, la mia grande passione. Il mestiere a cui mi sono dedicato con amore e impegno maniacale. È famosa la sua restituzione delle Stelle Michelin, lei, primo italiano ad averle ottenute e che, nell’88, polemicamente le rendeva. Perché? L’avevo fatto anche per dare un esempio, e dire ai giovani che la cucina non può essere subordinata ai voti. Si tratta sempre di un gioco al rialzo, dove si sale e si scende per tenere alto il buonumore e le fortune dei critici. La cucina, per fortuna, è altro. I suoi piatti sono spesso paragonati a quadri, sculture gastronomiche, design. Quanto si è lasciato ispirare dall’arte? Moltissimo, perché mi è sempre piaciuto andare a vedere mostre che hanno stimolato la mia immaginazione, come a voler trasportare l’arte nel piatto. Per esempio, il “Dripping di pesce” si rifà a Jackson Pollock e alla sua tecnica del dripping, cioè dello sgocciolamento del colore. Così come il “Cubo di finanziera” ricorda una scultura di César... Mi piace quando lo sguardo si fa vista, e vedi tutto, e ti meravigli che la gente non veda quello che vedi tu. Come diceva Paul Klee «l’arte è tra la vernice e la tela. Non è facile capirla. Non rende il visibile, ma suggella gli occhi sull’invisibile». Penso che la cucina sia una cosa nobile, artistica, che va goduta con il gusto e con gli occhi. Anche per contrastare questi tempi troppo veloci, in cui si fa tutto in fretta, e si ingurgitano cose a caso, senza quasi sentirne il sapore. Eppure, mai come adesso, trionfano libri e rubriche gastronomiche in tv e sui giornali. È un fenomeno che rientra, appunto, in questa cultura veloce, superficiale. Una cosa di moda. E le mode passano, si bruciano in fretta. Purtroppo, la gente non capisce di cucina. Così come non capisce di musica. Si può cucinare bene senza spendere cifre proibitive? Certo. Basta cercare i sapori e gli odori della nostra terra nelle varie stagioni, e poi metterci un po’ di passione e lasciar andare la fantasia. Gli ingredienti troppo co-


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stosi si possono sostituire con altri, ugualmente gradevoli. Ricordo il mio lontano “filetto alla Rossini” ai tempi in cui il foie gras era praticamente introvabile, e al suo posto avevo utilizzato fegato di pollo in salsa madera: i miei clienti lo gradivano moltissimo. Cosa consiglierebbe a un single per una cena a due? Un piatto di spaghetti freddi. Se è un single ricco, sopra può mettere il caviale, se no va benissimo cacio e pepe. Ma è importante cercare gli ingredienti buoni, la pasta, l’olio, il formaggio sempre di qualità, che sanno esaltare il sapore e l’odore. Nel libro Marchesi si nasce, in cui racconta vita e percorso professionale, lei chiude con alcune delle sue ricette più celebrate. Ma i cuochi non sono gelosi dei loro segreti? Io do gli ingredienti e la lavorazione, ma la preparazione non ha mai lo stesso risultato. Ognuno ci mette del suo, e il piatto è anche la personalità di chi lo prepara, il suo umore, il suo amore. Mahler diceva che nella partitura c’è tutto, tranne l’essenziale. I bravi cuochi nei loro piatti devono saper cogliere l’essenziale, eseguire la composizione e trasfonderla anche con il cuore, oltre che con il palato. Anche per questo ha creato la sua Fondazione? Sì, è nata il giorno del mio ottantesimo compleanno, per l’insegnamento del buo-

[LA FONDAZIONE MARCHESI OPERA NON SOLO CON LO SCOPO DI INSEGNARE LE TECNICHE DI CUCINA.

C’È IN PROGETTO DI DIFFONDERE L’INSEGNAMENTO DEL BUONO E

LA CURA DEL BELLO ATTRAVERSO L’ARTE IN OGNI SUA FORMA.]

«SOLO CHI SBAGLIA VA AVANTI. IO HO SBAGLIATO DIECIMILA VOLTE, MA HO AVUTO COSÌ TANTO CHE POSSO ESSERE FELICE»

CURIOSITÀ

UN GRIDO D’AIUTO DALLE MENSE SCOLASTICHE. E IL MAESTRO È PRONTO A «DARE UNA MANO». Una nuova entusiasmante sfida per Gualtiero Marchesi. Questa volta, il celebre chef si mette in gioco per sollevare le sorti delle mense scolastiche milanesi - oggetto di recenti proteste - sottolineando, ancora una volta, l’importanza della “qualità” degli ingredienti: «Un buon risotto vuole un altrettanto buon brodo di carne...». In questa ennesima avventura il maestro è pronto, sì, a suggerire nuove ricette, ma vorrebbe anche insegnare la corretta esecuzione di quelle tradizionali. Sostenitore convinto del cibo come cultura, per Gualtiero Marchesi è fondamentale iniziare a “seminare” sin da piccoli. D’altronde, questo “credo” è alla base della sua Fondazione: «Partire dai ragazzi e prepararli al bello fin dall’età prescolare, coltivandone il gusto per tutte le arti».

no e la cura del bello, cioè la diffusione delle arti attraverso il gusto. Ho pensato che volevo dare agli altri un po’ del tantissimo che ho avuto io, specie ai bambini, coltivandone fin da piccoli una certa propensione artistica con corsi di musica, pittura, scultura, laboratori teatrali e culinari. Ma dando spazio anche agli adulti, quelli che già sanno cucinare, aiutandoli ad avere una visione creativa, oltre il piatto. Se si guarda indietro, ha dei rimpianti? No. Gli sbagli si correggono col tempo, e solo chi sbaglia va avanti. Io ho sbagliato diecimila volte, ma ho avuto così tanto che posso solo essere felice. Successo, notorietà, riconoscimenti, una laurea honoris causa e una famiglia fantastica, con due figlie e cinque nipoti. Ho creato una cucina nuova, ho un ristorante nella campagna della Franciacorta in cui si viene per mangiare e assaporare il piacere del tempo lento di una volta, e tre anni fa ho inaugurato “Il Marchesino” al Teatro alla Scala, realizzando il sogno di legare il mio nome a Milano, in uno dei posti più famosi tra il Duomo, il Castello Sforzesco e la Scala. È stato quasi naturale vincere il concorso nel tempio della mia amata musica classica. Sono sempre alla ricerca di cose nuove, di nuovi stimoli, così non sento il tempo che passa. Qualcuno ha detto che dopo i 77 anni si diventa più creativi... Bè, io sono appena agli inizi. LUGLIO/AGOSTO 2011

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Le lagane

SAPORI & COLORI

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Sul finire dell’800, nascosti nei boschi del Vulture, i briganti lucani si nutrivano di lagane, tipiche tagliatelle della Basilicata: un piatto povero fatto di farina di grano duro, acqua e sale.

A CUCINA della

DI M ARINA

CEPEDA FUENTES

BASILICATA

l 23 agosto 1860 la Basilicata, che fino a quel momento era stata sotto il dominio del Regno delle Due Sicilie, dichiarò decaduto il re Francesco II di Borbone proclamando la sua annessione al Regno d’Italia. Nell’attesa dell’arrivo di Garibaldi si formò un governo provvisorio che decretò, fra gli altri provvedimenti urgenti, l’immediata costruzione, a cura dello Stato, della ferrovia di collegamento fra il Tirreno e lo Ionio che avrebbe posto fine all’isolamento della Basilicata «attraversando i distretti di Potenza e Matera per la parte più centrale possibile». La realizzazione del progetto, iniziato nel 1863, fu terminata nel 1880. Uno dei primi viaggiatori a usufruire della nuova linea ferroviaria fu Giovanni Pascoli quando, agli inizi della sua carriera d’insegnante, venne inviato al Liceo “Duni“ di Matera nell’autunno del 1882: vi giunse un po’ preoccupato dovendo rinunciare all’amata piadina romagnola che avrebbe cantato più tardi nei versi della Piada, uno dei Nuovi poe-

LAGANE E CECI

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Ingredienti per 6 persone 300 gr di farina di grano duro 200 gr di ceci secchi tenuti in ammollo la notte precedente 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva 200 gr di pomodori pelati 2 spicchi d’aglio qualche foglia di basilico sale

2 ore circa

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Kcal 550 per porzione media 6 persone

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metti dedicati proprio, come si legge nel frontespizio, «ai miei scolari di Matera, Massa, Livorno, Messina, Pisa, Bologna». Nonostante la nostalgia che probabilmente Pascoli sentì nei due anni di permanenza nel capoluogo lucano per la piadina, non gli mancò tuttavia il suo poetico odore “che empie la casa”, perché il profumo di pane appena sfornato, che fuoriusciva dalle panetterie, inondava i vicoli, le piazze e le case dell’irreale città dei Sassi. Tuttora, nei forni a legna di quelle vere e proprie botteghe delle meraviglie cuoce ogni giorno il pane di grano duro tipico della zona, dalla crosta croccante e dorata come il tufo locale, che si conserva per settimane senza mai ammuffire. Fino a una trentina di anni fa nei Sassi vi erano molti forni pubblici scavati nella roccia, dove potevano cuocere fino a un centinaio di pagnotte per volta: le massaie segnavano i propri pezzi con il cosiddetto “timbro del pane”, una sorta di distintivo che portava le iniziali del capofamiglia. Se ne possono ammirare alcuni esemplari nel Museo Nazionale “Ridola” e acquistarne altri nei

negozi dell’artigianato di Matera; così come le tipiche brocche di creta per bere il vino del Vulture o di Val Bradano nelle cosiddette ceddare dei Sassi, le cantine scavate nel tufo, accompagnandolo con la soppressata, il capocollo di puro suino e gli squisiti formaggi di Moliterno, di Filiano o di Pisticci.

«Il grande protagonista della cucina lucana è senz’altro il grano, tanto da essere rappresentato sullo stemma della città di Matera» Col siero caldo del latte della fabbricazione dei formaggi e col pane raffermo, i pastori preparavano una zuppa detta ‘mpanate; mentre la sera, quando tornavano esausti allo iazzo, il rifugio notturno, il pane indurito cotto con olio, olive, sale, uova, verdure e pomodoro diventava la cosiddetta ciallè-dd, uno dei piatti più caratteristici della pasto-

rizia che si può degustare tuttora nei vari ristoranti a buon prezzo affacciati sui Sassi. Il grande protagonista della cucina lucana è dunque il grano, talmente antico da figurare sulle monete della Metaponto greca sotto forma di spiga, e sullo stemma di Matera: tre spighe tenute in bocca da un bue. Sono molti, infatti, i piatti preparati con la pasta di grano duro, fra le migliori d’Italia: i cavatelli, conditi col sugo di carne e con la cacioricotta di latte di capra incinta; le orecchiette “al tegamino” con polpettine di carne, mozzarella e pomodoro. Col ragù d’agnello o di pecora, che i pastori della Lucania portavano al pascolo nei lunghissimi mesi della transumanza, si condiscono ‘u cazini o ravioli ripieni di carne ovina. L’agnello troneggia come piatto delle feste in tutta la Basilicata anche preparato alla “pastorale”, con pomodori freschi, tanti odori, peperoncino e finocchiastro. Ma uno dei piatti storici è il cosiddetto “piatto del brigante” a base di ceci con le tipiche tagliatelle, dette lagane, al profumo di aglio e basilico.

! PER INFORMAZIONI E CURIOSITÀ SCRIVI A: marina.sevilla@alice.it

2 3 Preparazione

Le lagane sono una sorta di fettuccine. Prepararle in casa con farina di grano duro, acqua quanto basta e sale; poi stendere l’impasto in una sfoglia sottile da tagliare in striscioline di circa 1 cm di larghezza. Lasciar riposare e intanto cuocere i ceci in abbondante acqua senza sale per circa 2 ore (nella pentola a pressione per circa quindici minuti). Scaldare in una padella l’olio e gli spicchi d’aglio, togliendoli quando imbiondiranno. Aggiungere i pomodori, le foglie di basilico, il sale e infine i ceci. Cuocere ancora per qualche minuto. A parte, lessare la pasta e ripassarla in padella con il sugo preparato. Si può aggiungere del pecorino grattugiato e qualche fogliolina di basilico fresco. Servire il piatto caldo o tiepido.

Curiosità

Questo piatto è nato durante il lungo periodo del brigantaggio che, dal 1860 al 1870, imperversò nelle antiche terre del Regno delle Due Sicilie. Nei boschi del Vulture i briganti erano chiamati anche scolalagane per la quantità di pasta che amavano mangiare.

Vino Un buon rosso lucano, come il Doc del Vulture.

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COSTUME

[ TEMPO LIBERO DI ROSELLA BENNATI ]

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UN GIOCO PER TUTTE LE ETÀ

BURRACO: un pieno di energia per mente e spirito «Qual è l’origine di questa nuova mania degli italiani? Divenuto in breve tempo una passione collettiva, il burraco ha coinvolto anche persone che non si erano mai interessate al gioco delle carte. Molti gli appassionati appartenenti al mondo dello spettacolo».

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qualche anno fa non conoscevamo nemmeno il nome di questo gioco a carte. Eppure, ora il burraco impazza nei salotti di tutta Italia, coinvolgendo giovani e meno giovani. E anche il mondo dello spettacolo annovera moltissimi fan, da Katia Ricciarelli ad Alessia Marcuzzi, che ha confessato recentemente di non poterne assolutamente fare a meno; mentre tra i politici non mancano i grandi appassionati, da Giulio Andreotti a Carlo Azeglio Ciampi. Come è nata questa nuova mania degli italiani, che coinvolge anche persone che non avevano mai voluto giocare a carte? L’origine è vagamente misteriosa: pare che il gioco provenga dall’Uruguay, dove era in voga negli Anni ‘40, e che sia una derivazione della canasta, anch’essa originaria di quel Paese. Il nome derive-

«Regole semplici, gioco di coppia, possibilità di parlarsi ogni tanto: il burraco è servito!»

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UN UNICO “PAPÀ” E DUE FEDERAZIONI Il “papà” italiano del burraco è Giorgio Vitale, autore de Il libro del burraco, la canasta del terzo millennio, tradotto in tre lingue e diffuso in tutta Europa, cui è seguito Il manuale del burraco. Giorgio Vitale lo ha introdotto in Italia come gioco ufficiale, codificando le modalità di gioco e le regole, e redigendo il primo “codice di gara”. Lui stesso ricorda che in Italia, all’inizio degli Anni ’80, un gruppo di giocatori di bridge pugliesi decisero di cambiare gioco e, ispirandosi al burraco “libero” che cominciava a essere giocato qua e là con regole diverse, crearono una tabella punti che dava la possibilità di fare dei tornei. E qui è subentrato Giorgio Vitale, che ha scritto il suo Libro del burraco con regole e metodi di gestione dei tornei, una sorta di “Bibbia” che ha contribuito alla crescita del fenomeno in tutto il Paese. Il gioco è dilagato in modo incredibile, e sono nate molte associazioni, al punto che si è avvertita la necessità di riunirle in due Federazioni Nazionali, la FE.BUR.IT. e la FIBUR, ognuna con propri statuti e regolamenti. Oltre alle due Federazioni Nazionali e alle Associazioni sono proliferati Club del burraco in tutte le città d’Italia, per non parlare dei siti on line. Insomma, una vera industria, che si è agganciata anche a quella del turismo, con l’organizzazione di viaggi e gite culturali con annesso torneo di burraco.

sta diventando sempre di più la passione degli over 50. Come si impara? Anzitutto domandando agli amici: avrete delle sorprese, perché i giocatori stanno diventando sempre più numerosi. Altrimenti,

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basta contattare una delle Federazioni nazionali, chiedendo l’indirizzo delle Associazioni, che sono sparse in tutto il Paese. Ne troverete una vicino casa che organizza corsi, partite e tornei.

TRA I VANTAGGI DEL BURRACO, RISPETTO AD ALTRI GIOCHI DI CARTE, C’È DI SICURO UN CLIMA DI MAGGIORE SOCIEVOLEZZA

}

COSTUME

rebbe dalla parola portoghese buraco, che vuol dire “setaccio”. Ma cosa c’entra il burraco con il setaccio? Nessuna delle regole, infatti, ha a che vedere con filtri o setacci. In quanto alla canasta, è vero che ci sono alcune regole in comune, ma la diffusione è diversa: nei salotti degli Anni ‘50 le signore bene, appena approdate al piccolo benessere a tutto tondo dell’imminente miracolo economico, organizzavano canaste con le amiche, facendo servire il tè dalla cameriera in grembiulino nero. Insomma, era un gioco per la media e alta borghesia. Niente a che vedere con il tratto nazionalpopolare del burraco, che ha una varietà di fruizione paragonabile solo a quella delle tombole natalizie. Ma cos’ha di particolare questo gioco per essere diventato così popolare? Le teorie sono diverse: c’è chi attribuisce la sua fortuna alle regole relativamente semplici, e chi ritiene che il burraco sia più divertente dei vari “ramini” e “scala quaranta” perché si basa sul gioco di coppia, creando un clima di maggiore socievolezza. E non è necessario il silenzio sepolcrale della partita a bridge o a poker: una battuta o un attimo di divagazione vengono perdonati. Insomma, il burraco

Anche presso le sedi 50&Più è possibile partecipare a tornei, così come a Lecce, Roma e Vercelli è possibile frequentare lezioni di burraco con 50&Più Università. Allora impariamo questo gioco se vogliamo mantenere in forma il cervello, considerando anche che la voglia di vincere dà una benefica sferzata al sistema nervoso. Vietato arrabbiarsi, però, quando si perde!

Non per gioco

Cosa serve?

Luglio e agosto

Olimpiadi 50&Più

Sono numerosi i tornei nazionali organizzati per raccogliere fondi a scopo benefico.

Per giocare occorrono due mazzi di carte da gioco francesi, comprensive dei quattro jolly.

Cinque tappe, distribuite in due mesi, per il Tour federale estivo di burraco a coppie. www.fibur.it

Dal 10 al 17 settembre si svolgerà il II° Trofeo Nazionale 50&Più di Burraco nel Villaggio Garden Club (vedi pagg. 38-39).

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DICHIARAZIONE DEI REDDITI:

PARTE LA VERIFICA «L’Agenzia delle Entrate è nel vivo dei controlli attraverso una procedura automatizzata che le consente di verificare omissioni e ritardi». [ DI

C

ALESSANDRA DE FEO ]

ome noto, nel rispetto delle leggi in vigore, l’Amministrazione Finanziaria controlla annualmente le dichiarazioni presentate dai contribuenti, correggendo e sanzionando gli eventuali errori commessi dagli stessi nel determinare gli importi da corrispondere e nel controllare la conseguente puntualità con la quale i versamenti sono stati effettuati. L’Agenzia delle Entrate, infatti, provvede a: - controllare la tempestività e la rispondenza dei versamenti effettuati; - ridurre, ove necessario, le deduzioni, le detrazioni e i crediti d’imposta apportati, se non spettanti; - correggere gli errori materiali e/o di calcolo commessi; - accertare l’utilizzo, in compensazione (se

[

]

«Il contribuente va sempre informato, nei termini giusti, su eventuali errori o ritardi per correggere la propria situazione»

vi è stato) di crediti inesistenti o di qualche versamento ritardato od omesso.

Termini decadenziali »Nell’effettuare i controlli l’Agenzia è tenuta a rispettare l’obbligo di comunicare al contribuente gli esiti di questi prima della scadenza dei termini decadenziali, onde consentire che questo possa avvalersi del “ravvedimento operoso” presentando, eventualmente, una successiva dichiarazione entro i termini fissati dall’art. 43 del DPR n. 600 del 1973. La possibilità di ottenere la riduzione (ad un ottavo) delle sanzioni viene offerta qualora la regolarizzazione avvenga entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno durante il quale è stata commessa la violazione, e sempre che “la violazione non sia stata già constatata e non siano iniziati gli accessi, le ispezioni, le veri-

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fiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente, o i soggetti solidamente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza”. A tal proposito si ricorda che, prima di iscrivere a ruolo le eventuali somme dovute, l’Agenzia è tenuta a comunicare all’interessato, con lettera raccomandata o tramite avviso telematico, gli esiti del controllo, per evitare che si ripetano errori formali, consentendo al contribuente di regolarizzare gli aspetti formali della sua dichiarazione. Ovviamente, la conoscenza diretta o tramite l’intermediario, dell’inizio controllo, preclude la possibilità di avvalersi dell’istituto del “ravvedimento operoso”.

IN CASO DI DUBBI

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Se non si è certi di aver fornito una Dichiarazione esatta, niente panico. È possibile avvalersi del “ravvedimento operoso”, con il quale si possono rettificare inesattezze entro i termini previsti dall’art. 43 D.p.r. 600 del 1973.


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ISTITUTO DI PATRONATO E DI ASSISTENZA SOCIALE

Dal 1967 l’Istituto di Patronato e di Assistenza sociale 50&Più Enasco costituito da Confcommercio - Imprese per l’Italia, è al servizio dei cittadini, offrendo assistenza gratuita in Italia e nel mondo per ogni pratica da richiedere all’INPS, all’Enasarco, alle Asl e all’Inpdap. 50&Più Enasco ha l'obiettivo di affiancare coloro che necessitano di assistenza in materia previdenziale e assistenziale con competenza e capacità, individuando per ogni persona la migliore soluzione. Consulenti esperti controllano i contributi versati ed accreditati presso l'Inps e in altri Istituti previdenziali valutando velocemente la posizione assicurativa e anticipando al cittadino la propria futura situazione pensionistica. I professionisti di 50&Più Enasco sono in grado di verificare e di ricongiungere le diverse posizioni assicurative per ottenere un'unica e più vantaggiosa prestazione previdenziale. Inoltre sono in grado di consigliare i migliori percorsi contributivi per raggiungere il diritto alla pensione e di presentare in via telematica le domande di prestazione agli istituti previdenziali.

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l ricongiunzioni periodi assicurativi l verifiche e aggiornamenti posizioni assicurative l prestazioni a favore degli invalidi civili l prestazioni a carico dell’Enasarco l pensioni in convenzione internazionale l rinnovo permessi di soggiorno per gli extracomunitari l contenzioso amministrativo e legale l tutela per infortuni sul lavoro l tutela malattie professionali

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PREVIDENZA

LA QUATTORDICESIMA PER LE PENSIONI BASSE «Il pagamento parte dal mese di luglio, è esentasse e non costituisce reddito, ma non tutti pensionati ne hanno diritto». [ DI

GIANNI TEL ]

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nche quest’anno è in pagamento da luglio la cosiddetta “quattordicesima” introdotta dalla legge n.127 del 2007, sulle pensioni di importo basso. A beneficiarne sono oltre 3 milioni e 300mila pensionati di età pari o superiore a 64 anni, indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne, con importi di pensione attualmente inferiori a 702 euro mensili, pari a 9.132,82 euro l’anno. Detta somma aggiuntiva non è uguale per tutti, ma è stata articolata in relazione all’anzianità contributiva raggiunta dal pensionato, così come indicato nella Tabella A.

I requisiti »Il beneficio spetta, dunque, se il pensionato possiede, oltre l’età pari o superiore a 64 anni, anche il requisito reddituale, che viene aggiunto se l’interessato può far valere un reddito complessivo individuale, relativo all’anno di riferimento, non superiore ad una volta e mezzo il trattamento minimo annuo del fondo lavoratori dipendenti. Questo vuol dire che per poter percepire l’intero aumento non bisogna superare per il 2011 un reddito complessivo individuale fino a 9.132,82 euro. Nel caso in cui, invece, il reddito personale sia di poco superiore ad esso, la somma aggiuntiva vie-

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ne proporzionalmente ridotta. Se si considera, per esempio, un titolare di pensione diretta del fondo lavoratori dipendenti con un’anzianità contributiva di 20 anni e con il possesso del reddito annuale di sola pensione ammontante a 9.300 euro, la somma aggiuntiva spettante è pari a 252,82 euro complessivi (9.132,82 + 420 – 9.300). Sempre nella Tabella A sono indicati i limiti di reddito 2011 oltre i quali non si ha diritto ad alcuna somma aggiuntiva.

Quali redditi »Ai fini della quantificazione dei limiti reddituali, occorre considerare tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli. Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli assegni assistenziali, in altre parole bisogna denunciare tutto eccetto redditi provenienti da: • la casa da abitazione; • l’indennità di accompagnamento; • gli importi dei trattamenti di famiglia; • le somme riscosse per i trattamenti di fine rapporto denominati (Tfr, Tfs, ecc.); • gli importi arretrati soggetti a tassazione separata.

La quattordicesima è esentasse e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né per il riconoscimento di altre prestazioni previdenziali assistenziali.

domanda »Ai Lapensionati che già l’hanno percepita nel 2007, 2008, 2009 e 2010, la quattordicesima viene pagata regolarmente con la rata di Luglio, mentre coloro che compiono il 64° anno di età nel corso del 2011 devono presentare un’apposita domanda con allegata la dichiarazione da cui risulta che il loro reddito personale non supera il limite di legge. L’importo in questo caso viene corrisposto in tanti dodicesimi per quanti sono i mesi in cui spetta, considerando comunque mese intero quello in cui è stato compiuto il 64° anno di età. È importante, a questo punto, ricordare che per presentare detta domanda, per verificare il giusto ammontare della somma erogata da parte degli Istituti Previdenziali, per presentare le relative richieste di mancato riconoscimento e/o adeguamento dell’importo, gli uffici del Patronato 50&Più Enasco, presenti in ciascuna provincia, sono gratuitamente a disposizione per fornire tutti i chiarimenti del caso.


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TABELLA A GLI INCREMENTI E I VALORI REDDITUALI DELLA 14A

Dipendenti

Autonomi

fino a 15 oltre 15 fino a 25 oltre 25

fino a 18 oltre 18 fino a 28 oltre 28

Somma aggiuntiva intera annua (in euro) 336 420 504

Limiti di reddito (*) 2011 € 9.468,82 € 9.552,82 € 9.636,82

* € 9.132,82 (una volta e mezzo il trattamento minimo) incrementato della somma aggiuntiva spettante in base all’anzianità contributiva (€ 336, € 420, € 504).

«Il beneficio spetta se il pensionato possiede, oltre ad un’età pari o superiore a 64 anni, anche i requisiti reddituali»

preconcetta »Va Un’impostazione sottolineato, infine, che per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coldiretti) sono stati stabiliti (Tabella A) tre anni in più di contribuzione nelle relative tre fasce di anzianità contributiva legate agli aumenti pensionistici. È questa un’impostazione preconcetta che differenzia ancora una volta il lavoro autonomo da quello dipendente. Non si comprendono, infatti, i motivi per i quali un trattamento di sostegno al reddito, che deriva da risorse a carico della collettività, possa poi differenziare i pensionati a seconda dell’appartenenza all’una o all’altra categoria. È per questo che l’Associazione 50&Più insieme al Cupla (Coordinamento Unitario dei Pensionati Lavoro Autonomo) - ha promosso già dal 2007 una costante azione di protesta per sottolineare che il trattamento differenziato tra categoria di pensionati, a prescindere dalla sua entità effettiva,

PER PERCEPIRE L’AUMENTO NEL 2011 NON SI DEVONO SUPERARE 9.132,82 EURO DI REDDITO

?

viola ogni principio di giustizia sociale ed è in contrasto con i principi costituzionali. Questi aumenti di pensione sono finanziati dallo Stato e non legati alla storia contributiva di ciascuno. Da ciò deriva che ogni

discriminazione basata sull’appartenenza a categorie lavorative durante la vita attiva si presenta non solo contraria all’articolo 3 della Costituzione, ma errata dal punto di vista della giustizia sociale.

FERIE ALLA COLF: tutto quello che c’è da sapere È periodo di vacanze anche per i lavoratori domestici. Le famiglie devono verificare se la colf o la badante ha fatto le ferie già da giugno 2011: in caso positivo vanno versati i contributi entro lunedì 11 luglio 2011 (insieme a quelli ordinari, così come da Tabella B), cadendo le stesse nel secondo trimestre 2011. Per le ferie fruite da luglio a settembre, i contributi vanno invece pagati entro il 10 ottobre 2011. Vediamo quali sono le regole sulle ferie da ricordare. Per la durata, il contratto stabilisce che, a prescindere dalla qualifica, vanno riconosciuti 26 giorni lavorativi se l’anzianità di servizio presso la stessa famiglia è di almeno un anno. Le ferie vanno godute preferibilmente tra giugno e settembre e non possono essere frazionate in più di due periodi, ma nulla vieta alle parti di decidere un periodo diverso.

» Il calcolo

Durante le ferie la colf va retribuita come se stesse lavorando. Per il calcolo della cifra da pagare si prende la retribuzione globale corrisposta mensilmente. Se l’anzianità è inferiore all’anno, il calcolo va fatto in dodicesimi, considerando come mese intero le frazioni superiori a 15 giorni. Così se la colf è stata assunta l’11 aprile di quest’anno e chiede le ferie dal 1° agosto avrà diritto a 4/12 della retribuzione mensile. Per il calcolo va chiarito che: a) non ci sono differenze tra colf a servizio intero e a ore. Nel secondo caso, bisogna risalire sempre alla retribuzione mensile, moltiplicando la paga settimanale per 52 e dividendo il risultato per 12; b) se la colf usufruisce di vitto e alloggio, va aggiunto alla retribuzione mensile il valore convenzionale delle relative indennità, pari a 1,75 euro al giorno per ogni pasto e a 1,52 euro per il pernottamento. Le ferie sono un diritto sancito dalla Costituzione e come tale non sono rinunciabili. Può tuttavia capitare che la colf debba farne a meno per esigenza propria o della famiglia. In questo caso la lavoratrice ha diritto ad una paga doppia: per le ferie non godute e per le giornate lavorate. Una rinuncia del tutto particolare è consentita alle lavoratrici straniere. Se la famiglia è d’accordo, la colf può cumulare le ferie spettanti per massimo due anni, dando all’interessata la possibilità di trascorrere nel Paese di origine un periodo di vacanza abbastanza lungo da giustificare le spese di viaggio. TABELLA B I CONTRIBUTI NEL 2011 Retribuzione effettiva oraria fino a € 7,34 oltre € 7,34 e fino a € 8,95 oltre € 8,95 più di 24 ore settimanali

Contributo orario Con quota Senza quota Cuaf ** Cuaf ** 1,36 (0,33) * 1,37 (0,33) 1,54 (0,37) 1,55 (0,37) 1,88 (0,45) 1,89 (0,45) 0,99 (0,24) 1,00 (0,24)

* Le cifre tra parentesi indicano la quota a carico del lavoratore. ** Il contributo orario “senza Cuaf” è versato esclusivamente nei casi in cui il lavoratore è coniuge del datore di lavoro oppure parente ed affine entro il terzo grado e con lui convivente. Al di fuori di queste situazioni marginali, si paga sempre il contributo “con Cuaf” vale a dire comprensivo della quota per gli assegni familiari.

PREVIDENZA

Anni di contribuzione


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ARTE DI VALERIO MARIA URRU

IL MONDO SOTTOSOPRA FINO AL 10 LUGLIO 2011 GALLERIA D’ARTE MODERNA - VERONA

MARC CHAGALL

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POESIE. DECIMA ILLUSTRAZIONE (1968)

L’AIRE DU TEMPS (1942)

La surreale xilografia proviene dal Museo “Marc Chagall” di Nizza.

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Un blu onirico avvolge gli improbabili animali di questo schizzo fatto con tecnica mista.

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L’HOMME À LA TÊTE RENVERSÉE (1919) L’uomo con la testa all’indietro sintetizza bene un mondo rovesciato.

LA LUGE DANS LA NEIGE (1944) Una slitta attraversa al contrario un paesaggio invernale. Di nuovo il tema del “sottosopra”.

informazioni utili

i tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo», scrisse un giorno Chagall in un suo diario. Quella che era una semplice riflessione, è in realtà la chiave di interpretazione della sua poetica. Le 137 opere esposte a Palazzo Forti a Verona - realizzate tra il 1917 ed il 1982 - descrivono un mondo ”sottosopra”, dove fantasia e sogno hanno preso il posto di regole e rigidità. Personaggi, animali e oggetti che popolano i paesaggi delle opere di Chagall, sfidano la legge di gravità, si staccano da terra, volando sulla tela in un balenare di colori in cui è difficile riconoscere la prospettiva. Volano gli animali, gli uomini, le donne, gli oggetti più improbabili. Senza più ormeggi attraversano le opere, sottraendosi a qualsiasi logica. Sembrano sfidare le forme della rappresentazione, instillare il dubbio confondendo i propri confini. Non c’è un punto di partenza per leggere queste e le altre opere di Chagall, perché la tecnica mista di cui si è servito e la complessità della cultura e spiritualità, l’hanno reso unico. Il suo evidente debito verso il Surrealismo si è consumato in una grande capacità interpretativa.

Marc Chagall. Il mondo sottosopra, sino al 10 luglio a Palazzo Forti (via Volto Due Mori 4). Imprese, associazioni e circoli usufruiscono di una tariffa comprendente ingresso e visita guidata in esclusiva. Per saperne di più: 0458001903 www.palazzoforti.it


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«Il libro essenziale, il solo libro vero, un grande scrittore non deve, nel senso corrente, inventarlo, poiché esiste già in ciascuno di noi, ma tradurlo. Il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli di un traduttore». Marcel Proust

TERNITTI

LETTERATURA DA VIAGGIO LA “VOCE” DEL FUOCO Stieg Larsson, lo scrittore svedese pubblicato postumo con la trilogia di Millennium, diventa audiolibro. Claudio Santamaria legge La ragazza che giocava con il fuoco (Emons: Marsilio, 24 euro).

IMPROBABILI EROI Davide Riondino legge Bar Sport (Emons: Feltrinelli, 12,90 euro), il libro più famoso di Stefano Benni, con la sua irresistibile brigata di “eroi”, dallo sparaballe al lavapiatti che sogna di diventare cameriere.

! E-BOOK: I VICERÈ DI F. DE ROBERTO su www.liberliber.it

Mario Desiati Mondadori - 258 pagine euro 18,50 50&PIÙ CONSIGLIA:

La quindicenne Mimì segue il padre nella grande fabbrica svizzera dove si produce “lu ternitti”, l’eternit, che promette riscatto dalla povertà, in primo luogo per i molti pugliesi (protagonisti di Ternitti, il racconto di Mario Desiati), poi per i calabresi, i veneti, i tanti italiani che sono accorsi lì, confusi in una vera e propria babele linguistica. E invece, quel composto chimico un po’ misterioso esala fumi letali e lentamente divora il corpo degli sventurati che hanno avuto a che fare con il suo impasto. Mimì regge sulle proprie spalle l’intera storia, sviluppata nei sette capitoli che coprono trentasei anni, fino al 2011. E la sostiene magnificamente, come la stampella di una figlia-madre-amante costruita su misura e l’amorevole pazienza con cui Desiati, giustamente approdato allo “Strega”, racconta l’epopea quotidiana nella sua parabola di donna seguendola dall’ultimo lembo di Puglia al freddo plumbeo della Svizzera, con relativo ritorno nella terra madre. Sono «gli

LIBRI DI RENATO MINORE

anni del vetro» perché «di vetro diventano le vite private delle persone», ma sono anche per Mimì gli anni dell’amore per Ippazio che ha le dita già corrose dall’amianto. E di emigranti lei ne vedrà soffrire tanti: parenti, amici, conoscenti tornati a morire nella terra d’origine, dove intanto anche lei è tornata con la bambina Arianna. Dentro la ricostruzione rigorosamente documentata di un tragico evento, Desiati muove una materia da cantata popolare tra luoghi, odori, miti, tradizioni di paese. La sua scrittura evocativa e vibrante, talora minutamente realista e accesa di colori e di suoni, ha il fiato quasi sempre giusto nel dosare processioni di santi patroni e mortali soffi di amianto.

ta davvero singolare, con una leggerezza svagata e diafana, una forza tutta sua, un’assai intensa poetica del raccontare in superficie. A-ulì-ulè è un vero arsenale di cento filastrocche, conte, ninnananne, di insensate e scatenate storielle “popolari”. Il gioco sicuro della rima e l’assoluta trasparenza della lingua invitano a un rapporto con l’ascoltatore bambino da inventare in ogni momento.

LIMIT Frank Schätzing Nord - 1.370 pagine euro 23,50 50&PIÙ CONSIGLIA:

A-ULÌ-ULÈ Nico Orengo Salani - 168 pagine euro 12,00 50&PIÙ CONSIGLIA:

Torna in libreria un vero piccolo gioiello della letteratura infantile, A-ulì-ulè di Nico Orengo che, se ancora non lo conoscessero, consiglio caldamente ad ogni nonno e ogni genitore per i suoi piccoli lettori. Orengo, scomparso nel 2009 ad appena 65 anni, è stato un narratore e un poe-

Frank Schätzing continua a fare centro con le sue saghe avveniristiche. Dopo Il Quinto Giorno, che ci aveva portato nelle profondità degli abissi, lo scrittore tedesco presenta la sua ultima creatura, un libro immaginifico e visionario: è Limit, che rappresenta la competizione nel 2025 tra Cina e Usa per impadronirsi sulla Luna dei giacimenti di una nuova materia prima. La classica lotta tra il bene e il male, una storia anche poliziesca a vocazione enciclopedica che si sviluppa con sequenze spettacolari. Una golosità per i tanti lettori di science-fiction.

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FANTASY

HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE II regia di David Yates con Helena Bonham Carter, Emma Thompson, Ralph Fiennes, Maggie Smith, Alan Rickman e Rhys Ifans.

RECENSIONI cinema teatro DI ALESSANDRA MICCINESI

DI MIL A SARTI

FANTASY

CAPITAN AMERICA. IL PRIMO VENDICATORE regia di Joe Johnston con Hugo Weaving 50&PIÙ CONSIGLIA:

Un supereroe che lavora come agente del controspionaggio e combatte la propaganda nazista. È l’eroe dei fumetti Capitan America, in assoluto il più popolare degli Stati Uniti, che finalmente trova spazio in un film (il progetto prevede una trilogia) che ne celebra i fasti. Nella divisa del super soldato Steve Rogers, prima respinto dalla leva e poi coinvolto nel progetto top secret del bombardamento “raggi vita” durante la Seconda Guerra Mondiale, troviamo Chris Evans già interprete del personaggio di Torcia umana nel film I Fantastici 4.

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FIORE DI NEVE E IL VENTAGLIO SEGRETO regia di Wayne Wang con Hugh Jackman 50&PIÙ CONSIGLIA:

50&PIÙ CONSIGLIA:

È il momento di riporre le bacchette e svelare l’epilogo della saga ispirata ai libri di J.K. Rowling, che in questi anni ci hanno tenuti col fiato sospeso con le avventure dei tre maghi di Hogwarts, impegnati - corpo e anima - nella lotta contro il perfido Voldemort. Il film, che promette brividi e uscirà in versione 2D e 3D, impegna Daniel Radcliff, Rupert Grint e Emma Watson in un coinvolgente road movie.

DRAMMATICO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VILLA ADRIANA Tivoli, fino al 20 luglio

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e Grandi Terme di Villa Adriana ospitano fino al 20 luglio la 5a edizione del Festival Internazionale di Villa Adriana. Dopo giugno con Victoria Chaplin e Vinicio Capossela, si riparte con Nekrosius, che per il teatro propone Caligola di Camus. Quindi il 20, la produzione di uno degli artisti italiani più anticonvenzionali: Pippo Delbono, con Amore e carne, realizzata col violinista Alexander Balanescu. Il festival è anche danza con la compagnia di Alain Platel e le coreografie per dodici danzatori e una cantante d’opera realizzate da Barak Marshall in Rooster. La sezione musicale propone, il 9 luglio, il giovane pianista Haochen Zhang che esegue Bach, Haydn e Mozart. Poi è la volta della grande cantante jazz Cassandra Wilson, con brani di Bob Dylan, rap e ballate soul Anni ‘70. Info: 0680241281

ESTATE TEATRALE VERONESE Verona, fino al 27 agosto

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itorna l’Estate Teatrale Veronese fino al 27 agosto, con un ricco cartellone di prosa, danza e jazz nel Teatro Romano. Spicca la 63a edizione del Festival shakespeariano: la prima è Sogno di una notte di mezza estate, dal 6 al 9 luglio, per la regia di Gioele Dix, interpretata dai giovani comici di Zelig. La seconda proposta, dal 13 al 16 luglio, vede protagonista Alessandro Haber nei panni di Otello; la prosa chiude con la Commedia degli errori, in italiano e inglese. Per la danza, dal 4 al 13 agosto, la compagnia argentina “Tango Metropolis” presenta Tango & Noche, quindi l’esibizione del Balletto dell’Arena e l’originale spettacolo La vie en rose (dal 25 al 27 agosto) su musiche di Edith Piaf, Gilbert Bécaud e Jacques Brel, danzate con stile classico contaminato da hiphop, ballo di sala e danza acrobatica. Le serate jazz vedono protagonisti Richard Davis e Archie Shepp. Il 4 luglio arriva l’atteso concerto di Ricky Martin. Info: 0458066485

Comunicare tramite codici segreti, con lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati su fazzoletti, per coltivare speranze di sogni e libertà. A questo erano obbligate le donne - mogli, figlie e sorelle - nella Cina del XIX secolo. Isolate dal mondo, vivevano prigioniere nel corpo (il bendaggio dei piedi) e nell’anima, ma trovarono ugualmente il modo di narrare le loro tragiche storie. Come quella di Giglio Bianco e Fiore di Neve. Un lussureggiante affresco in cui brilla l’attore australiano Hugh Jackman. COMMEDIA

I PINGUINI DI MR. POPPER regia di Mark Waters con Jim Carrey 50&PIÙ CONSIGLIA:

Pinguini a New York! Tratto dal romanzo per ragazzi del 1938 di Richard e Florence Atwater, ecco profilarsi un film che garantisce al pubblico fresche risate. La storia è quella di un uomo d’affari (Jim Carrey) che sogna di diventare un grande esploratore dell’Artico e che un giorno riceve una cassa con dentro un pinguino ibernato. Ma è solo l’inizio: in brevissimo tempo gli uccelli diventano dodici e all’uomo non resta che trasformare la propria abitazione in un parco giochi sul ghiaccio. Nel cast anche Carla Gugino e Angela Lansbury.


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SIENA

RECENSIONI musica concerti

LUCCA

DI TONINO VALENTINI

Per l’80a edizione dell’Estate Musicale Chigiana, promossa dall’Accademia Musicale Chigiana di Siena, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, lunedì 18 luglio alle 21,30, nell’Abbazia gotico-romana di Monte Oliveto Maggiore di Asciano, presso Siena, Jurij Bashmet alla viola e Mikhail Muntjan al piano eseguiranno la Sonata n.120 di Johannes Brahms, il Marchenbilder di Robert Schumann e la Sonata D. 821 di Franz Schubert. TORINO

La rassegna musicale Antiqua, promossa dall’Accademia della Ricerca, un’associazione di musicisti specializzati nell’esecuzione della musica antica con strumenti originali, nell’attività didattica e in quella di riscoperta di opere inedite, ha in cartellone, giovedì 28 luglio alle 21,15, a Romano Canavese presso Torino, nella chiesa di Santa Marta - che risale al XIII secolo - il concerto La suite strumentale nel primo barocco in Germania, per la direzione orchestrale del maestro Pietro Brusca.

UN REQUIEM FATALE

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el 1791 uno sconosciuto propose a Mozart, da poco tornato a Vienna, malato e povero, la composizione di un Requiem. Questa circostanza favorì, in seguito, il fiorire delle più disparate leggende, la più clamorosa delle quali vedeva nel misterioso committente il musicista italiano Antonio Salieri, invidioso a tal punto del genio musicale di Amadeus da ucciderlo col veleno, proprio durante l’incarico. In realtà il committente del Requiem, che proponiamo in questa bella edizione, era un nobile austriaco. Il lavoro incompiuto fu portato a termine da Franz Sussmayr, uno degli allievi di Mozart, che rielaborò gli appunti del maestro nella parte incompiuta, conferendogli l’unitarietà della struttura e dell’ispirazione. Il carattere solenne e liturgico della composizione si manifesta sin dal Requiem iniziale, con la solitaria invocazione della voce solista che cerca di trattenere nell’umanità la grandiosità celestiale della tessitura corale. Mirabili le parti drammatiche, come nel Confutatis, con l’incedere ostinato degli archi che evoca, con terribile ossessività, le fiamme infernali. Per contro nei brani di meditata preghiera, come il Lacrimosa, il coro delinea una dolorosa riflessione sul giudizio finale per le anime. Segnaliamo, infine, il momento di alto lirismo di Tuba mirum, nel quale la tromba tratteggia, con delicata sonorità, lo strabiliante risveglio dei morti per il giudizio universale. Wolfgang Amadeus Mozart, Requiem K 626, CD, Ed. Alpha.

Nato nel 1930, il Festival Puccini, che ha sede nel Gran Teatro all’aperto “Giacomo Puccini” di Torre del Lago, nel litorale viareggino, ha in programma quest’anno, da venerdì 22 luglio a sabato 27 agosto, alle 21,15, in 5 repliche, il dramma lirico Boheme. Composto da Puccini dal 1894 al 1896, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, l’opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° Febbraio 1896, per la prestigiosa direzione orchestrale di Arturo Toscanini. VENEZIA

Lunedì 8 agosto alle 20,30, a Venezia, nello scenario del palazzo Barbarigo-Minotto - di impronta gotica nell’architettura e con una ricca decorazione barocca all’interno - andrà in scena lo spettacolo lirico Musica a Palazzo, incentrato sulla selezione dei migliori duetti del repertorio operistico, che rappresentano le varie manifestazioni dell’amore, come quello passionale della Tosca, quello sacrificale della Traviata e quello del Don Giovanni, alla continua ricerca dell’affermazione di sé. LUGLIO/AGOSTO 2011

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RECENSIONI dvd DI PEDR O ARMOCIDA

LA VERSIONE DI BARNEY Regia di Richard J. Lewis Con Dustin Hoffman, Paul Giamatti Genere: drammatico 50&PIÙ CONSIGLIA:

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asato sull’ultimo e più interessante romanzo pluripremiato di Mordecai Richler, edito in Italia da Adelphi, La versione di Barney è l’arguta storia di Barney Panofsky (Paul Giamatti), un uomo ordinario alle prese con una vita straordinaria. Il film attraversa quattro decadi e due continenti e include tre mogli, un padre peculiare (Dustin Hoffman) e un dissoluto migliore amico. Quanto basta per riuscire a raccontare le miserie e le nobiltà che si nascondono in Barney come in ognuno di noi.

SILVIO FOREVER Regia di Filippo Macelloni, Roberto Faenza Genere: documentario biografico 50&PIÙ CONSIGLIA:

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ilvio Berlusconi è un pezzo di storia fondamentale del nostro Paese. Comunque la si pensi. Così il viaggio che i registi Roberto Faenza e Filippo Macelloni hanno voluto intraprendere sui testi raccolti dalla celebre coppia Stella&Rizzo - de La casta del Corriere della Sera - e basati esclusivamente su dichiarazioni dello stesso Cavaliere in voce o interpretate da Neri Marcorè, oltre a mettere in scena il personaggio Berlusconi, soprattutto da un punto di vista umano (quasi agiografico!), racconta anche gli ultimi decenni di storia a noi più vicini. Da antologia il documento televisivo di Ugo Gregoretti in visita al mausoleo di Arcore.

LAST NIGHT Regia di Massy Tadjedin Con Eva Mendes, Keira Knightley, Sam Worthington - Genere: drammatico 50&PIÙ CONSIGLIA:

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ew York. Una giovane coppia, bella, innamorata e benestante, viene messa alla prova, nella stessa notte, da ogni forma di seduzione e tentazione: mentre Michael (Sam Worthington) è in viaggio di lavoro con la sua nuova e sexy collega Laura (Eva Mendes), sua moglie Joanna (Keira Knightley) incontra per caso l’altro grande amore della sua vita, Alex (Guillaume Canet). Nell’arco di sole trentasei ore, i due innamorati saranno costretti a confrontarsi con scelte che non avrebbero mai pensato di dover fare. Bravi gli attori, peccato il moralismo di fondo.


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C ancro & Leone » di ALDEBARAN

CANCRO 22 giu. » 22 lug.

« ROBERTO VECCHIONI » CANCRO

» luglio Venere vi regalerà nuove idee per rinfrescare il rapporto con il partner. Dovrete essere prudenti nell’utilizzo di fonti di elettricità. Fortunati gli investimenti immobiliari. » agosto Vacanze, allegria e relax. Cercate di non pensare al lavoro e ai doveri. Gli amici vi aiuteranno in ciò che farete. Con Marte nel segno, siate cauti con motori ed elettrodomestici. TORO 21 apr. » 20 mag.

« FEDERICA PELLEGRINI » LEONE

OroscoPIÙ LEONE 23 lug. » 23 ago.

ARIETE 21 mar. » 20 apr.

» luglio Venere vi farà amare la vita! Avrete bei momenti con gli amici, organizzerete gite, farete nuove conoscenze. Mercurio vi darà un’intelligenza pronta e farà muovere il denaro. » agosto Sarete più scattanti, reattivi, pronti e carichi di vitalità. Attenzione al sovrappeso: combattete questa tendenza con jogging, camminate veloci o esercizi regolari in palestra.

» luglio Belle vacanze all’aria aperta, con la persona amata. Alcuni, con Urano nel segno, avranno idee interessanti per fare passi avanti nel lavoro. I lunghi viaggi vi gioveranno. » agosto Mese di vacanze, relax, colpi di fortuna. Avrete un forte desiderio di vivere sereni. Frequenterete luoghi pubblici e mondani per conoscere persone simpatiche e interessanti.

GEMELLI 21 mag. » 21 giu.

VERGINE 24 ago. » 22 sett.

» luglio Dormite più che potete e caricatevi per affrontare il caldo. Con Giove trascorrerete alla grande le vacanze con i vostri cari. Dedicatevi agli hobbies. Bevete tanta acqua. » agosto Mentre le vacanze sono in pieno svolgimento, voi sarete con la testa a qualcosa di irrisolto. Il mese sarà fortunato per questioni legate alla casa. Scegliete le vacanze in Italia.

» luglio È arrivato il periodo per le vacanze. Le stelle vi regaleranno affetto, amore e momenti simpatici con nuovi amici. Il momento si presenta ottimo per curare finalmente il fisico. » agosto Gli amici dimostreranno di volervi bene, di stimarvi e si precipiteranno in caso di bisogno. La signora Fortuna busserà alla vostra porta: cercate di cogliere al volo l’occasione.

» luglio In famiglia tutto andrà come vorrete e si presenterà un’occasione per vincere qualche premio. Vi gioverà il contatto con persone più grandi di voi. Favoriti gli spostamenti. » agosto Con Venere avrete buone occasioni e soddisfazioni personali. Avvertirete un forte desiderio di essere compresi per come siete. Spesso vi troverete in allegra compagnia.

BILANCIA 23 set. » 22 ott.

SCORPIONE 23 ott. » 22 nov.

SAGITTARIO 23 nov. » 21 dic.

» luglio Saturno regalerà energia al vostro corpo. Le occasioni per migliorare non mancheranno. Il resto a voi! La situazione finanziaria è buona. Contatti nuovi e incontri interessanti. » agosto Farete numerosi spostamenti, ma prevarranno quelli di breve durata. Controllate il motore della vostra auto prima di partire. Giove vi farà ricevere lodi, affetto e stima.

» luglio Sarà un mese positivo per tutto ciò che concerne le collaborazioni, i legami, le associazioni, le società e così via. Le stelle vi porteranno amore e affetto. La salute sarà buona. » agosto Questo per voi sarà un mese molto bello per quanto riguarda l’amicizia e i rapporti con gli altri. Cercate di passare le vacanze in luoghi dove stringere amicizie.

CAPRICORNO 22 dic. » 20 gen.

ACQUARIO 21 gen. » 19 feb.

» luglio

Sarete attenti e dotati di grande prontezza di riflessi. Comunicherete bene e saranno numerose le chiacchierate piacevoli. Stringerete amicizie con gente che conta. » agosto Le stelle promettono bene per le faccende private. Sarete più felici a casa che in giro per il mondo. Riceverete inviti ad avvenimenti mondani che vi deluderanno un po’.

» luglio

Converrà uscire di casa e frequentare gente cordiale e che vive la giornata con il sorriso. Per alcuni di voi un colpo di fortuna, forse una vincita. Favoriti gli sport nautici. » agosto Conoscerete nuova gente e frequenterete ambienti artistici. Saranno favoriti i viaggi per portare a buon fine un progetto. Potrebbe nascere un nuovo legame sentimentale.

» luglio Sarete estremamente socievoli. Accetterete con entusiasmo inviti per inaugurazioni, party, feste, concerti e cene romantiche. Si verificherà un incontro utile e piacevole. » agosto Buon mese per divertirvi e incontrare gente simpatica. Frequenterete luoghi di svago. Avvenimenti mondani vi attireranno più del solito. La fortuna vi darà una mano. PESCI » luglio

20 feb. » 20 mar.

Nettuno vi darà gioie e occasioni di convivialità. Soddisfazioni nei rapporti con persone straniere o conoscenti provenienti dall’estero. Una persona amica vi renderà un favore. » agosto Il partner vi darà sicurezza. Convoglierete tutte le energie su viaggi e nuovi progetti di lavoro. In caso di problemi familiari, gli amici vi saranno vicini con un aiuto concreto.


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Lello

ORIZZONTALI 1. Può mutare in peggio; 4. International Business Machine; 7. Due fratelli tedeschi campioni di Formula 1; 15. Zero a zero! 16. Iniziali di Pozzetto; 18. Un Enrico umorista; 20. Breve filmato televisivo; 21. È causa di consumo; 22. Fu ucciso da Polifemo per amore di Galatea; 23. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo dell’Est; 25. Remavano sulle antiche navi spartane; 27. Un gravoso incarico; 29. Responsabilità Civile Auto; 30. Rende difficile l’inserimento nella comunità; 32. In mezzo all’anta; 33. I confini dell’adolescenza; 34. Finale di partita; 35. Essere favorevole; 37. Lo emana il Presidente della Repubblica (sigla); 39. Ente Risicolo Italiano; 41. Film di Roman Polanski; 42. Divagare, distrarre; 45. Forano i biglietti; 48. Gli aspetti... visibili; 50. La Congregazione della Fede così considera ogni tentativo di ostacolare una nascita naturale! 52. Così sono certi ordini; 53. Commuoversi, impietosirsi; 54. Preoccupano gli studenti dopo gli scritti; 55. È vicina ad Ancona; 56. Misure catastali; 57. La fine del Faust; 59. Il padre di Moab; 60. Andati;

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» soluzioni a pag. 66 61. Passeggeri... per la strada; 63. L’orecchio per lo specialista; 64. Il Joel del film Sfida nell’Alta Sierra del 1962; 67. Tra sett. e nov.; 69. Sono al centro della vincita; 70. Le mutandine del nuotatore; 71. Lo sono le notti illune; 72. Unione Velocipedista; 73. Un brutto sentimento; 74. Il dito... accusatore. VERTICALI 1. Squisiti quelli... de busa con sugo d’astice; 2. È... buona quella respirata dal montanaro! 3. Livorno; 4. Istituto Veterinario; 5. Danzatrice dell’India; 6. Ricorrono nelle suddivisioni condominiali; 7. Relativo al secolo XVIII; 8. Nel whisky e nell’alchermes; 9. Sopra in Inghilterra; 10. Secondo la Bibbia vi si sarebbe arenata l’arca di Noè; 11. Fu scacciata da Giove; 12. Il capoluogo dell’Annam; 13. In mezzo alla pressa; 14. Il fiore fresco... per eccellenza; 15. Unito nel dolore; 16. Rapporto circostanziato; 17. Fan muovere i natanti; 19. Una Orfei del circo; 23. È il punto d’incontro di molti sfaccendati; 24. Capace delle peggiori azioni; 26. In Italia sono uguali; 28. Benemerita emittente per molti ascoltatori; 31. La dimostra il ribelle;

33. Ambiziosi senza scrupoli; 36. Debolezza che colpisce chi è esaurito; 38. Il Saint-Germain del calcio; 40. I... bastoni fra le ruote; 43. La fa chi supplisce; 44. Diradano i concorrenti; 46. Il... fremito del fifone; 47. Un’infiammazione del naso; 49. Medesimi; 51. Antico popolo greco stanziato in Tessaglia; 58. Piccolo roditore; 62. Nelle negazioni; 63. Lo grida la naccheraia; 64. Mutuo Bancario; 65. Il simbolo del rame; 66. Allievo Ufficiale; 68. Sigla di Trieste; 70. È scaltro... senz’altro!

LE REGIONI NASCOSTE

Lionello

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Riportate nello schema il nome della regione italiana nascosta in ciascuna frase. Se la soluzione sarà esatta, le lettere che appariranno nelle caselle con il bordo rosso, lette di seguito formeranno il nome di un’altra regione italiana. 1. Assistere alle opere Tosca, Nabucco e Aida; 2. Fare una abbondante colazione al sacco; 3. Rimarchevole osservazione di merito; 4. Decespugliamento boschivo da eseguire; 5. Ereditiere belle e miliardarie; 6. Suore pie montessoriane; 7. Tremoli segnali di ripresa; 8. Passar degnamente gli esami di Stato.


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GAMeS

LO STUZZICA CERVELLO TEST 1

TEST 3

Osservate attentamente la figura sotto riportata e andate a pagina 66.

TEST 2 Osservate i sei gruppi di figure riportati a destra e dite, seguendo un criterio logico da determinare, quale tra quelle sottostanti va sostituita al punto interrogativo. a)

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Utilizzando un criterio logico da determinare, è possibile associare ognuno dei numeri racchiusi nella figura gialla (in alto) ad una delle parole inserite nel rettangolo verde: stabilite tali coppie di numeri e parole.

c)

INDOVINELLI » Alta moda falsificata

» La lozione per i capelli

È un effetto, si vede, assai scadente che mostra pure d’essere firmato; ma, gira e rigira, al fine certamente se non va bene, c’è chi protesta apertamente. Favolino

Conosciuta è dall’uno all’altro Polo per il suo potere energico: non solo... ma senza d’essa, ormai d’uso corrente saremmo depilati certamente. (depilati, cioè senza pila) Favolino

5, 5, 5, 4, 4 Lionello

5, 3, 6, 6

» Club esclusivo Vi fanno mostra di sé, tra gli altri, pezzi grossi e importanti, alcuni di nobile lignaggio o di antiche origini a testimonianza della loro vita passata, comunque sia, sebbene molto apprezzati, oggi non rappresentano niente di nuovo. Lionello

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R E L A Z I O N I P E R S O N A L I • L AV O R O • C O L L E Z I O N I S M O • P R O P O S T E • A F F I T T O • V E N D

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SOLUZIONI • SOLUZIONI • SOLUZIONI • SOLUZIONI • SOLUZIONI • SOLUZIONI • STUZZICA CERVELLO

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TEST 1 Quale delle seguenti figure rappresenta quella vista a pag. 63?

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LE REGIONI NASCOSTE = Campania 1

T O S C A N A 2 L A Z I O 3 M A R C H E 4 P U G L I A 5 E M I L I A 6 P I E M O N T E 7 M O L I S E 8 S A R D E G N A

INDOVINELLI

Alta moda falsificata = La cambiale

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La lozione per i capelli = Pila elettrica Club esclusivo = Negozio di antiquariato

TEST 2 La figura che va inserita al posto del punto interrogativo è quella contrassegnata dalla lettera a): un esagono. Infatti, insieme al triangolo e all’altro esagono, essa fornisce un gruppo di figure il cui numero totale dei lati è uguale a 15, come avviene in tutti gli altri gruppi. Esempio:

primo rettangolo: secondo rettangolo: triangolo: quadrato: totale dei lati

4 lati 4 lati 3 lati 4 lati 15

triangolo: primo esagono: secondo esagono:

3 lati 6 lati 6 lati

totale dei lati

15

REBUS (5, 5, 5, 4, 4)

PRE gitante; volte P O; cono TI = Pregi tante volte poco noti

REBUS (5, 3, 6, 6)

pescano N A; N cor; A M A tura = Pesca non ancora matura

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LUGLIO/AGOSTO 2011

TEST 3 Le coppie formate da parole e numeri sono: 5 CIME 6 SEGGI 7 SEME 9 NOME 10 DIVANI 13 TRALCI 15 QUESTIONI 23 VETTE 33 TRAVERSE In ognuna delle coppie, infatti, la prima, la seconda e l’ultima lettera di ogni parola sono uguali rispettivamente alla prima, alla seconda e alla terza lettera del numero associato.


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