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S TA D I O

Attenti giocatori, la Roma sarà la forca caudina

Editoriale

di Alessandro Rialti

dalla quale dovrete passare tutti Non è solo una partita, contro la Roma non si gioca solo per i tre punti e per, finalmente, battere una grande, domani la Fiorentina gioca anche per l’orgoglio. In palio c’è la credibilità di una squadra che dalla passata estate ad oggi ha dilapidato quanto di buono aveva ereditato dai Della Valle. Un colpo di piccone dopo l’altro, con patenti scadute o non omologabili in Italia, ritardi, viaggi a Milano con il Freccia Rossa, serate in discoteche e una serie di brutte figure sui campi di mezza Italia. Domani la Fiorentina di Montolivo, di Gamberini, di Gilardino deve provare a tornare quella che poco tempo fa batteva grandi squadre europee diventando la piccola rivelazione della Champions League. Contro la Roma i campioni di allora devono riuscire a dimostrare che non sono finiti nel niente, che ci sono ancora e hanno l’orgoglio per dire: noi siamo ancora qui. Anche questa che andiamo ad archiviare è stata una settimana di delusioni e amarezze. Sembrava impossibile ricaderci ancora e invece è successo. Di nuovo Cerci, questa volta in compagnia di Lazzari e del giovane Edoardo Pazzagli, ancora una notte bianca, ancora ritardo e a poca distanza da una trasferta come quella di Palermo, peraltro poi persa male. Multati, la società viola con i soldi recuperati magari potrà fare una donazione a Save the Children oppure comprare un giocatore meno irrequieto a gennaio. Ma non è tempo neppure di battute che lasciamo al simpatico Nonno Pilade, ora è tempo di fare sul serio. Ha ragione Pasqual, uno di quelli che la sera va a letto presto con i suoi due figli piccoli, uno che si è guadagnato la riconferma per altri due anni grazie almeno all’impegno

che mette sempre in campo, che senza peli sulla lingua ha detto: non è tempo di fare scemenze. Giusto. Noi ricordiamo due squadre, una fortissima con Batistuta ed Effenberg che prese sottogamba il campionato e poi, disperata, tentò un recupero fallito. E ricordiamo anche la Fiorentina del 2002 che invece era inconsistente psicologicamente quanto quella di oggi, pure demotivata e così planò in serie B senza neppure difendersi troppo. A Firenze abbiamo buona memoria e per questo facciamo il massimo di pressione possibile anche su questa Fiorentina, perchè non si faccia sorprendere dai rischi del campionato e

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non si faccia fare prigioniera dalla paura. Perché reagisca ora prima che il tempo si faccia stretto. Perché si ricordi bene che le discoteche vanno bene d’estate o dopo una vittoria importante da festeggiare subito dopo il match: in un momento grigio e difficile come questo suonano invece come un’autentica provocazione. Meglio una serata noiosa guardando la tv e magari ripensando alle brutte gare fin qui disputate   o al povero Mihajlovic che almeno ci teneva, ci soffriva ed è stato licenziato anche per colpa loro. La Roma sarà la forca caudina dalla quale dovranno passare tutti. Che si presentino almeno in buona forma.   


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Supplemento al n. 44 de ‘Il Brivido Sportivo’

CONSULENTE EDITORIALE Alessandro Rialti

DIRETTORE RESPONSABILE Luca Caneschi

EDITORE E PUBBLICITà Salvini editore srl

La 25a ora

di Luca Caneschi

REDAZIONE redazione@brividosportivo.it GRAFICA E IMPAGINAZIONE Chiara Reggiani grafica@brividosportivo.it

STAMPA Grafiche Cappelli - Sesto F.no HANNO COLLABORATO Alessandro Rialti, Luca Caneschi, Michela Lanza, Ruben Lopes Pegna,

Alessandro Latini, Cristina Mattioli, Luca Capanni, Alfredo Verni, Federico Pettini FOTO La Presse

Meglio far parlare l’antidivo pasqual

che LE NOTTI IN DISCOTECHE

Non ci annoia mai, se non guardando le partite. Sembra essere questo il crudele destino della Fiorentina nella quale gli elementi principali di discussione e di attenzione sono le notti in discoteca piuttosto che i pomeriggi sul campo. In questo contesto credo sia giusto sottolineare una cosa positiva, e cioè il rinnovo del contratto di Manuel Pasqual, uno che la discoteca a malapena sa cos’è. Il laterale sinistro non sarà un uomo da copertina, è indubbiamente il calciatore più sottovalutato della rosa da giudizi di chi non vuole rinnegare fino in fondo i sei mesi di naftalina ai quali lo ha costretto Prandelli e da un tifo che si innamora a scatola chiusa del Tanque Silva e che dimentica i chilometri percorsi, gli assist fatti e, soprattutto, la serietà di comportamento di questo veneto taciturno ma che, guarda caso, è il rappresentante dell’Aic nella squadra. Nella partita con la Roma ci sarà da macinare chilometri e da mettere in campo passione e serietà, e su questo con Pasqual (e anche con altri, per la verità), si possono dormire sonni tranquilli. Un altro con il quale si può stare tranquilli, e sarà un rientro fondamentale, è Jovetic che, dagli schemi offensivi di Delio Rossi, ha indubbiamente tutto da guadagnare rispetto all’anarchia e alle azioni solitarie al quale è stato costretto, per la

verità a tratti anche con buoni risultati in termini realizzativi, nelle ultime partite. Del suo rientro potrebbe giovare Gilardino, fantasma nelle ultime gare un po’ per colpa di una condizione psicofisica disastrosa e un po’ perché assistito dalla squadra quanto un pellegrino nel deserto. Di un Gilardino almeno decente c’è assoluto bisogno quantomeno fino a gennaio, quando correre ai ripari sul mercato per il reparto offensivo sarà una necessità. Sul piano tattico ci si chiede se Delio Rossi continuerà a puntare su uno schema che prevede il trequartista o se cambierà strada: se manterrà fede allo schema che ha in mente potrebbe, però, puntare in questo ruolo su Ljajic, o magari sullo stesso Jovetic, piuttosto che su un Lazzari spaesato che appare, così schierato, anche peggio di quello che è, e cioè un onesto pedalatore di centrocampo con un buon tiro e qualche intuizione felice. Dalla gara con i giallorossi si aspettano risposte in questo senso ma, purtroppo, non si può neanche perdere troppo tempo perché i punti sono pochi e gli altri non aspettano.

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La classifica non guardiamola adesso, ha detto Delio Rossi, ma attenzione: l’anno scorso alla Sampdoria quando l’hanno guardata ormai era troppo tardi.

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4 dicembre 2011

L’esclusiva di Michela Lanza

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Fiorentina - Roma

DI LIVIO: tifo da sempre Roma ma Firenze e’ nel cuore

Fossi Montolivo resterei, un giorno allenerò la Fiorentina Viola troppo spenti ma pure i giallorossi rischiano forte È stato un giocatore importante, fondamentale, infaticabile. È approdato a Firenze verso la fine dell’era Cecchi Gori grazie alla volontà di  Giovanni Trapattoni che di lui e della sua professionalità si è sempre fidato ciecamente. Stiamo parlando di Angelo Di Livio, romano di nascita e tifoso giallorosso, attualmente opinionista Sky. Grande ex della partita. E soprattutto grande ex viola, numero 7 che è riuscito a farsi amare senza remore dalla tifoseria gigliata dopo aver militato sei anni nella Juventus. E come si è fatto amare? Nella maniera più spontanea, genuina e semplice possibile: grazie al suo impegno, alla sua dedizione, all’amore che ha dimostrato di avere nei confronti della maglia viola grazie alla quale si è tolto grandi soddisfazioni dimostrando a molti di avere ancora tanta birra in corpo. Ma anche una maglia per la quale ha accettato di scendere in C2 dopo aver disputato un Mondiale da titolare. Il fallimento, la C2, la rinascita coi Della Valle: Di Livio è stato il passato lontano e recente di questa Fiorentina. Lui è stato l’unico uomo che ha dato continuità alle ultime due epoche viola. Il punto di riferimento, il capitano, il veterano. Il campione. Poi un addio che si è portato dietro qualche strascico che oggi è solamente un ricordo. Perché oggi Angelo Di Livio ha un desiderio da esaudire. Un obiettivo che prima o poi vorrà raggiungere: «Un giorno – ha dichiarato in esclusiva al  Brivido Sportivo – diventerò l’allenatore della Fiorentina». E quel giorno Firenze lo accoglierà a braccia aperte. Intanto, lo segue nella sua analisi

sulla crisi della squadra e sulla partita che andrà di scena oggi pomeriggio al Franchi contro la Roma. Angelo, partiamo dalla Fiorentina di Palermo. Che squadra ha visto? «Non una bella Fiorentina anche se bisogna riconoscere che l’episodio del rigore non concesso per il fallo di mano di Silvestre poteva cambiare la partita. Ma conosco un’altra Fiorentina…». Da Mihajlovic a Delio Rossi: era tutto in panchina il problema? «Sto vedendo una squadra spenta, senza motivazioni, logora. Rossi è un ottimo allenatore e sicuramente gli servirà del tempo per lavorare, ma di solito quando si cambia l’allenatore si assiste ad una scossa. Scossa che non c’è stata, anche se col Milan la squadra, con un po’ di fortuna, ha ottenuto un buon punto. Ma a Palermo mi aspettavo una Fiorentina diversa ». Oggi arriva la Roma. Squadra importante, reduce anch’essa da una sconfitta, con un Osvaldo in meno ma forse un Totti recuperato. Che partita si aspetta? «Sono due squadre che non vengono da un bel momento e quindi mi aspetto una partita difficile per entrambe. Visto che hai ricordato l’esclusione di Osvaldo, aggiungo che il caso dell’italo-argentino ha spaccato la tifoseria: chi è d’accordo con Luis Enrique e con la società per averlo sospeso, chi no. Personalmente credo che la vicenda Osvaldo sia stata gestita in modo sbagliato e penalizzi molto la Roma». La Fiorentina nel frattempo dovrebbe riabbracciare Jovetic. «L’ho sempre detto: il talento mon-

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tenegrino ha dimostrato, anche in questo inizio di stagione al rientro dopo un anno di stop, di essere il giocatore che può fare la differenza. È sicuramente un’arma in più per la Fiorentina. Per i viola è un bene ritrovarlo». In quale reparto pensa possa essere l’uomo partita? «Per quanto riguarda la Fiorentina, come ho già fatto intendere, penso che possa essere in attacco, ovvero Jovetic. Per quanto riguarda la Roma, la squadra di Delio Rossi deve stare attenta al suo centrocampo: Pjanic per esempio può essere devastante anche in zona gol; Gago è un giocatore di qualità e quantità; De Rossi non ha bisogno di presentazioni. Quindi dico Jovetic per la Fiorentina, Pjanic per la Roma». Giocatori come Cerci e Vargas come possono essere utilizzati nello scacchiere tattico di Rossi e quanto, invece, potrebbero essere utili in fase di calciomercato? «Io ho molti dubbi sul 4-3-1-2 che ha in testa Delio Rossi per questa Fiorentina. Per le caratteristiche degli uomini che ha a disposizione, sarebbe molto più consono il 4-3-3 con Vargas interno di centrocampo a sinistra, Cerci esterno alto a destra, Jovetic esterno alto a sinistra e Gila punta centrale. Con questi uomini più Montolivo e Behrami a centrocampo sarebbe una Fiorentina più equilibrata. Per quanto riguarda il mercato, personalmente ritengo che Cerci e Vargas siano due grandi giocatori, anche se il peruviano sta passando un momento particolare. Io comunque non li cederei. Poi è chiaro che di fronte a determinate

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S TA D I O

offerte, la Fiorentina valuterà ciò che è meglio». E invece di Montolivo che ci dice? È un giocatore che sta convivendo con i fischi e un ambiente che non lo stima più. «Montolivo si sta comportando in maniera esemplare. È da elogiare. Poi si può discutere sulla scelta del giocatore di lasciare Firenze. Personalmente, fossi stato Montolivo, avrei scelto di rimanere alla Fiorentina come capitano, anche perché la squadra viola è un team importante. Questo però è un pensiero personale. Quello che mi preme sottolineare, comunque, è il

fatto che Montolivo sta dimostrando il massimo della sua professionalità. Anche a Palermo è stato uno degli ultimi ad arrendersi». A proposito di mercato: secondo lei De Rossi lascerà la Roma? «Alla fine penso che rimarrà a Roma. Leggo e sento di un giocatore che vuole la Roma e di una società che vuole De Rossi. Entrambi si vogliono. Alla fine prolungherà il contratto» Fiorentina quintultima in classifica: quanto rischia la squadra di Rossi di ritrovarsi invischiata nella lotta per la salvezza? E dove invece può arrivare la Roma al suo primo anno con Luis Enrique in panchina e un progetto societario ambizioso ma allo stesso tempo basato molto sui giovani? «Non voglio neanche credere che la Fiorentina possa rischiare di lottare per non retrocedere. All’inizio della stagione, non ce lo dimentichiamo, si parlava della Fiorentina come una delle squadre rivelazione. Poi quella sconfitta interna con la Lazio ha rotto l’incantesimo. Il rapporto difficile tra Sinisa e la tifoseria ha dato fastidio alla squadra. Vedo la Fiorentina come una squadra malata a livello psicologico. Rossi è un ottimo allenatore ma dovrà essere bravo a curarla a livello di testa più che tattico. La Roma, invece, è una squadra strana. Alterna momenti brillanti ad altri di amnesia totale. Però è un’ottima squadra e, anche se in questo momento la Juve sembra stare molto bene, è anche vero che non riesco a vedere in questo campionato una squadra leader. Proprio per questo credo che la Roma sia ancora in tempo per poter fare un grande campionato e, se Rossi riesce a curare la Fiorentina, pure la Fiorentina». Un tuffo nel suo passato: la Roma è la squadra della sua città e quella dove è calcisticamente nato, la Fiorentina è stata la sua ultima scommessa da giocatore. Una scommessa che l’ha vista protagonista, capitano e bandiera. Un ricordo di quei momenti di vita professionale. «Sono da sempre un tifoso della Roma, non l’ho mai nascosto. La Roma è una fede che mi porto

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dietro da anni. Dall’altra parte, però, a Firenze L’esclusiva tutti sanno quello che di Michela Lanza ho provato con la maglia viola addosso. Sono stati per me sei anni indimenticabili, bellissimi. La Fiorentina e Firenze le porterò sempre nel mio cuore e, a distanza ormai di anni, posso tranquillamente ammettere che mi è dispiaciuto moltissimo aver interrotto il mio rapporto con la società». Dalla Fiorentina del Trap al Mondiale nel 2002, dal fallimento alla C2 fino alla rinascita: una escalation di emozioni… «Eh già, a Firenze non mi sono fatto mancare niente. Lo dico a distanza di tempo: sono orgoglioso di aver difeso fino all’ultimo la maglia della Fiorentina». Vittorio Cecchi Gori e Diego Della Valle in due parole. «Cecchi Gori lo definirei un “ingenuo” dal cuore grande. Aveva un giocattolo a disposizione e con un po’ più di testa lo avrebbe potuto gestire meglio. Della Valle lo definirei “importante”. Poi dipende cosa vorrà fare con il progetto Fiorentina». Il suo personale Fiorentina-Roma di sempre… «Ricordo un grande 2-2 (reti di Morfeo, Adriano, Cassano ed Emerson). Era l’anno del fallimento, il 3 febbraio 2002, la Roma lottava per lo scudetto. Noi, nonostante la difficile annata, riuscimmo a fermarla in casa con la nostra voglia, con l’agonismo e un grande carattere. Fu una grande partita in una stagione triste. Per la cronaca: la squadra di Capello arrivò seconda con 70 punti ad una sola lunghezza dalla Juventus di Lippi che si candidò campione d’Italia». Come finirà questa Fiorentina-Roma? «Già detto: difficile fare un pronostico. È una partita in cui entrambe rischiano. Il Franchi, se unito e compatto con la squadra, si sa che può fare la differenza. È difficile per tutti giocare a Firenze».

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4 dicembre 2011

Intrecci di mercato di Alessandro Latini

di Duccio Magnelli

Fiorentina - Roma

S’avvicina il mercato, CHI VUOLE VARGAS SI FACCIA AVANTI

Manca un mese esatto dall’apertura della finestra invernale del calciomercato. Premesso che la storia non racconta di grandi colpi messi a segno a gennaio, la Fiorentina ha alcuni obiettivi dai quali non può prescindere. Nel numero scorso del Brivido Sportivo abbiamo già provato a capire come si può recuperare quel disavanzo di 20 milioni di euro conseguenza del mercato estivo. Detto delle partenze quasi certe di Marchionni e Felipe (giocatori per i quali i dirigenti viola sarebbero già contenti di risparmiare sull’ingaggio), il nome intorno al quale ruota tutto il mercato a medio termine della Fiorentina è quello di Juan Manuel Vargas. E’ lui il pezzo pregiato che può essere sacrificato e in queste settimane il ds Corvino (con l’aiuto del già attivo Macia) sta cercando acquirenti che siano disposti a trattare sulla base di 10/12 milioni di euro. In estate ne chiedeva almeno il doppio solo per sedersi intorno al tavolo ma ad oggi non si può tener conto della brutta stagione che sta disputando il peruviano. IPOTESI INTER. Fino a qualche giorno fa l’ipotesi Inter sembrava essere la più concreta, anche perché Ranieri ha fatto sapere più di una volta di gradire parecchio il giocatore. Il famoso ‘tavolo della pace’, che ha l’obiettivo di ricucire gli strappi post Calciopoli, rischia però di alimentare i contrasti tra Diego Della Valle e Massimo Morat-

Fuorigioco

S TA D I O

ti. Le dichiarazioni del numero uno dell’Inter (“La proposta di Della Valle era assurda e non l’avrei mai accettata, perché era un invito ad un tavolo in cui io ero l’imputato”) non sarebbero piaciute dalle parti di Casette d’Ete. E’ logico dunque credere che fra Fiorentina ed Inter nell’immediato futuro (ma d’altra parte è così da quando la Fiorentina è stata rilevata dalla famiglia Della Valle) non ci sarà nessun affare. Diatribe societarie a parte, ad indebolire la candidatura dell’Inter c’è anche un fattore puramente economico. I nerazzurri sono realmente interessati al giocatore, ma fino a oggi nella sede della Fiorentina non è arrivata l’offerta che si aspetta Corvino. L’affare a basso costo (con l’aggiunta di qualche giovane) che avevano fiutato in quel di Milano, ha trovato uno scoglio che ad oggi sembra insormontabile. ALTERNATIVE CREDIBILI. Detto dell’Inter, la corsa a Vargas rimane aperta ad un paio di club italiani e alle solite candidate inglesi, che certamente potrebbero usare argomenti economici molto convincenti nel momento in cui decidessero di fare il primo passo. Partiamo però dalle squadre italiane. La Juventus di Antonio Conte (che usa gli esterni d’attacco come pochi in Europa), sembrerebbe ancora interessata a Vargas, soprattutto perché Elia non ha convinto ed Estigarribia (gol contro il Napoli a parte) sembra faticare ad inserirsi nel calcio italiano. La potenza di

Vargas potrebbe fare al caso dei bianconeri, che nelle prossime settimane proveranno a proporre ai viola qualche giocatore in esubero della propria rosa. In questo senso il diktat di Corvino è molto chiaro. No a contropartite tecniche, la cessione di Vargas dovrà portare milioni di euro nelle casse del club. In relazione a questo discorso, il nome di Vargas negli ultimi giorni sta circolando anche in ottica Roma. La nuova proprietà a stelle e strisce sarebbe intenzionata a mettere nelle mani di Baldini e Sabatini una cifra importante per rinforzare la squadra a gennaio. I due uomini mercato della società giallorossa avrebbero pensato al peruviano della Fiorentina, visto che la catena di sinistra (formata da Josè Angel e Taddei) è uno dei punti più deboli della squadra di Luis Enrique. E poi ci sono loro, Arsenal e Liverpool. Vanno sempre in coppia quando sono accostate a Vargas. La sensazione è che siano le due società disposte a spendere di più per il giocatore, o comunque con la disponibilità maggiore nel mercato di gennaio. Corvino aspetta un cenno, con la consapevolezza che chi prende l’esterno peruviano per una cifra vicina ai 10 milioni di euro fa comunque un affare. I fiorentini (e anche Prandelli che lo ha allenato per qualche anno) lo sanno bene: un Vargas motivato e in piena forma è in grado di fare grossi danni nelle difese avversarie e i suoi cross sono manna dal cielo per il centravanti di turno.

Al tavolo della pace si guarderanno in cagnesco?

Lo hanno già chiamato “tavolo della pace”. Non per niente il presidente Petrucci ha deciso di riunire i dirigenti invischiati nel caos di Calciopoli poco prima delle feste natalizie. Sperando, in questo modo, di trovarli di umore migliore. A molti sfugge lo scopo di questa riunione plenaria. Forse il presidente Petrucci spera che Galliani, Moratti, i Della Valle e Agnelli, alla fine della discussione, incontrandosi per strada, tornino a salutarsi. Oppure pensa, in un colpo solo, di cancellare le brutture e i disastri di un periodo nero del calcio italiano. Moratti ha già detto che se le cose non vanno come vuole lui (magari dichiari prima quello di cui non si deve parlare) dopo un minuto se ne andrà. Agnelli, sicuramente, non è disposto a recedere di un metro dalla richiesta di 400 e passa milioni di euro fatta come risarcimento morale e materiale dopo che la Juventus è stata riconosciuta non colpevole (e rivuole indietro anche gli scudetti, naturalmente). I Della Valle sono infuria-

ti per essere stati messi in mezzo. Galliani… mah, sarà arrabbiato anche lui, anche se il perché in questo momento ci sfugge. E quindi, il lavoro di Petrucci appare pesantissimo e di quelli che hanno bisogno del polso e della mente ferma. Già immaginiamo i quattro super-dirigenti seduti al tavolo guardarsi in cagnesco, sbuffando come tori nell’arena, cominciare a recriminare su telefonate intercettate e non intercettate (oppure messe agli atti processuali oppure no), su parole dette o non dette, su pressioni fatte o non fatte sui designatori arbitrali (anche se, a quel punto, Moratti sarà già scappato via). Insomma, il rischio, fortissimo, è di trovarsi di nuovo di fronte a un altro processo, questa volta a porta chiuse, fuori dalle aule del tribunale. E poi, la cosa più importante, è che ai tifosi di tutto questo non importa assolutamente niente. Hanno già deciso che i loro presidenti sono, per statuto, innocenti. E quindi, caro presidente Petrucci, lasciamo la pace a chi ne ha davvero bisogno. E i tavoli pensiamo a imbandirli per il Natale. Sarà, almeno moralmente, molto più redditizio. 

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Quella goleada alla Roma CHE PROFUMò DI CHAMPIONS

Mai tante reti ha segnato la Fiorentina contro la Roma. Vittorie roboanti non ce ne sono state. E con tre gol di scarto la squadra viola ha battuto i giallorossi a Firenze solo quattro volte nel corso della sua storia, due addirittura prima della seconda guerra mondiale ed una pochi anni dopo. Nel 1934/35 si impose per 4-1 con gol di Perazzolo, Scagliotti e doppietta di Gringa. Nel 1942/43 vinse per 3-0 con tripletta di Piero Suppi e nel 1949/50 ancora per 4-1 con quaterna di Alberto Galassi. L’ultimo successo con tre gol di scarto è stato anche l’ultimo ottenuto dai viola sulla Roma e risale a oltre due anni e mezzo fa, al 25 aprile del 2009, un sabato sera. E’ questa la sfida che vogliamo raccontare. La Fiorentina, reduce dalla sconfitta per 3-1 a Udine, è quinta in classifica a due lunghezze dalla zona Champions, (dal Genoa che è quarto) ma precede proprio i giallorossi (sesti) di tre punti. E’ evidente che il match del Franchi conta molto per conquistare un posto nell’Europa che conta. Il tecnico viola Cesare Prandelli manda in campo questa formazione, schierata con il 4-2-3-1: Frey; Comotto, Gamberini, Dainelli, Pasqual; Donadel, Montolivo; Semioli, Jovetic (Gobbi dal 72’), Vargas (Kuzmanovic dal 52’); Gilardino (Bonazzoli dall’80’). Per la prima volta

l’attuale ct della Nazionale fa giocare Vargas da esterno alto e non da terzino come per gran parte del campionato. La mossa si rivela subito vincente. E’ proprio Vargas dopo sei minuti ad aprire le danze battendo il portiere romanista Artur con un tiro da fuori area. Per lui è il secondo gol stagionale. Il peruviano è scatenato. Non ha mai giocato così bene da quando è arrivato a Firenze. La Fiorentina così insiste e tre minuti dopo l’arbitro Banti le nega un rigore clamoroso. Sulla rovesciata di Gilardino, Cassetti, con il braccio sinistro largo e alto, intercetta il pallone in area. Al 22’ il “fischietto” livornese nega un altro penalty ai gigliati per un fallo di De Rossi su Jovetic. La Roma, comunque, ogni tanto esce dal guscio e con Brighi per

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due volte sciupa le occasioni per pareggiare. Allo scadere del primo tempo viene però di nuovo graziata da Banti. Cassetti, già ammonito, fa un blocco su Jovetic, lanciato a rete. Come minimo ci sta il secondo “giallo” e dunque l’espulsione. Ma non è così. La Fiorentina, però, non si abbatte e all’inizio della ripresa chiude di fatto il match. Dopo due minuti, infatti, Gilardino, su assist di Semioli da destra, batte Artur. E’ il gol del 2-0. Poco dopo Prandelli toglie uno stanco Vargas ed inserisce Kuzmanovic. La Roma sfiora il gol con un tiro di Baptista, salvato sulla linea da Pasqual. Ma poi sono sempre i viola a rendersi pericolosi, anche perché al quarto d’ora la Roma rimane in dieci per l’espulsione di Pizarro per doppia ammonizione. Al 22’ Gilardino, su assist di Montolivo, realizza la sua seconda rete della serata, la diciottesima del campionato. La Fiorentina non si accontenta. E al 29’ arriva il quarto gol. Gilardino, su assist di Semioli, con uno splendido colpo di testa costringe Artur alla respinta. Sul pallone si avventa Gobbi, da poco entrato in campo, e realizza la rete del 4-0. A quattro minuti dal termine arriva poi il gol della bandiera di Baptista. Il match così finisce con il successo della Fiorentina per 4-1 e con il Franchi in delirio. Grazie alla sconfitta che il Genoa il giorno dopo subisce a Bologna, la squadra di Prandelli si ritrova così al quarto posto. 

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Cesena-Lazio Chievo-Napoli Fiorentina-Parma Genoa-Catania Juventus-Bologna Lecce-Atalanta Milan-Udinese Novara-Inter Palermo-Cagliari Roma-Siena

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A 16.10.11

0 0 2 0 0 0 2 3 1 0 R 12.02.12

1 3 0 1 1 0 0 0 1 0

A 02.10.11

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Chievo-Novara

3a GIORNATA

A 25.09.11

2 1 0 1 2 0 1 0 0 3

Atalanta-Cesena Bologna-Roma Cagliari-Milan Inter-Lecce Lazio-Chievo Napoli-Genoa Novara-Palermo Parma-Catania Siena-Fiorentina Udinese-Juventus A 11.09.11

Vino sfuso rosso

0 0 1 0 0 0 1 0 2 2

A 23.10.11

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2 0 2 0 2 4 2 0 0 0

5A Giornata

R 19.02.12

Atalanta-Novara Bologna-Inter Cagliari-Udinese Catania-Juve Chievo-Genoa Lazio-Palermo Milan-Cesena Napoli-Fiorentina Parma-Roma Siena-Lecce 6A Giornata

1 1 0 2 2 1 4 2 1 2 R 26.02.12

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Atalanta-Udinese Cagliari-Siena Catania-Inter Cesena-Fiorentina Chievo-Juventus Genoa-Lecce Lazio-Roma Milan-Palermo Napoli-Parma Novara-Bologna 8A Giornata

Bologna-Lazio Cagliari-Napoli Fiorentina-Catania Inter-Chievo Juventus-Genoa Lecce-Milan Parma-Atalanta Roma-Palermo Siena-Cesena Udinese-Novara

R 11.03.12

1 1 1 1 1 1 1 0 1 0

A 30.10.11

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Cesena-Chievo Fiorentina-Lazio Inter-Napoli Juventus-Milan Lecce-Cagliari Novara-Catania Palermo-Siena Parma-Genoa Roma-Atalanta Udinese-Bologna 7A Giornata

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Atalanta-Inter Cesena-Cagliari Chievo-Bologna Genoa-Roma Juve-Fiorentina Lazio-Catania Milan-Parma Napoli-Udinese Novara-Siena Palermo-Lecce 10A Giornata

A 27.11.11

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CLASSIFICA SERIE A

PARTITA G OL RIGORE C F T C F T RF RC SQUADRE Pt G V N P G V N P G V N P M.I. R S R S R S T R T R Juventus 26 6 4 2 0 6 3 3 0 12 7 5 0 2 14 5 8 5 22 10 0 0 2 1 Milan 24 7 5 2 0 5 2 1 2 12 7 3 2 -2 19 4 8 10 27 14 2 2 1 1 Udinese 24 6 6 0 0 6 1 3 2 12 7 3 2 0 12 1 3 5 15 6 2 2 1 1 Lazio 22 6 2 2 2 6 4 2 0 12 6 4 2 -2 5 5 11 4 16 9 0 0 0 0 Palermo 19 6 6 0 0 6 0 1 5 12 6 1 5 -5 16 6 0 9 16 15 2 2 1 1 Napoli 17 6 2 3 1 6 2 2 2 12 4 5 3 -7 9 6 8 5 17 11 2 0 0 0 Roma 17 6 3 1 2 6 2 1 3 12 5 2 5 -7 10 8 5 6 15 14 0 0 1 1 Catania 17 6 3 2 1 6 1 3 2 12 4 5 3 -7 7 5 7 13 14 18 3 2 3 3 Genoa 15 5 3 2 0 6 1 1 4 11 4 3 4 -6 8 3 6 11 14 14 1 1 3 2 Parma 15 6 4 0 2 6 1 0 5 12 5 0 7 -9 10 5 5 15 15 20 4 3 1 1 Chievo 15 6 3 2 1 6 1 1 4 12 4 3 5 -9 6 4 4 12 10 16 2 1 3 1 Siena 14 6 3 1 2 6 0 4 2 12 3 5 4 -10 11 5 3 6 14 11 1 1 2 2 Atalanta 14 6 3 3 0 6 2 2 2 12 5 5 2 -4 6 3 10 12 16 15 3 2 2 2 Cagliari 14 6 1 4 1 6 2 1 3 12 3 5 4 -10 3 5 8 8 11 13 2 2 1 1 Inter 14 5 2 1 2 6 2 1 3 11 4 2 5 -7 4 6 10 11 14 17 2 2 5 3 Fiorentina 13 6 3 2 1 6 0 2 4 12 3 4 5 -11 9 4 1 7 10 11 0 0 1 1 Bologna 11 5 1 0 4 7 2 2 3 12 3 2 7 -11 4 9 6 9 10 18 1 1 1 1 Novara 10 6 2 2 2 6 0 2 4 12 2 4 6 -14 9 10 5 11 14 21 3 3 0 0 Cesena 9 7 1 3 3 5 1 0 4 12 2 3 7 -17 5 7 1 6 6 13 3 2 4 3 Lecce 8 6 0 1 5 6 2 1 3 12 2 2 8 -16 5 12 4 7 9 19 1 1 3 3

10 Denis G. (Atalanta), 9 Di Natale A. (Udinese), 7 Giovinco S. (Parma), Ibrahimovic Z. (Milan), 6 Klose M. (Lazio), Matri A. (Juventus), 5 Calaio’ E. (Siena), Cavani E. (Napoli), Jovetic S. (Fiorentina), Marchisio C. (Juventus), Osvaldo D. (Roma), Palacio R. (Genoa), Rigoni M. (Novara), 4 Miccoli F. (Palermo), Moralez M. (Atalanta), Nocerino A. (Milan), Pepe S. (Juventus), 3 Bergessio G. (Catania), Boateng K. (Milan), Bojan P. (Roma), Cerci A. (Fiorentina), Conti D. (Cagliari), Destro M. (Siena), Hamsik M. (Napoli), Hernandez A. (Palermo), Hernanes A. (Lazio), Milito D. (Inter), Moscardelli D. (Chievo), Mutu A. (Cesena), Pellissier S. (Chievo), Ramirez G. (Bologna), 2 Acquafresca R. (Bologna), Almiron S. (Catania), Basta D. (Udinese), Cambiasso E. (Inter), Campagnaro H. (Napoli), Cassano A. (Milan), D’agostino G. (Siena), Di Vaio M. (Bologna), Giacomazzi G. (Lecce), Grossmuller C. (Lecce), Ilicic J. (Palermo), Isla M. (Udinese), Kucka J. (Genoa), Larrivey J. (Cagliari), Lavezzi E. (Napoli), Lodi F. (Catania), Lulic S. (Lazio), Maggio C. (Napoli), Maxi Lopez G. (Catania), Morimoto T. (Novara), Motta T. (Inter), Pandev G. (Napoli), Pinilla M. (Palermo), Robinho R. (Milan), Sculli G. (Lazio), Veloso M. (Genoa), Vucinic M. (Juventus), Zahavi E. (Palermo), 1 Aquilani A. (Milan), Barrientos P. (Catania), Benatia M. (Udinese), Bertolacci A. (Lecce), Bertolo N. (Palermo), Biabiany J. (Parma), Biondini D. (Cagliari), Bolzoni F. (Siena), Bonucci L. (Juventus), Borini F. (Roma), Burdisso N.

CLASSIFICA MARCATORI

(Roma), Candreva A. (Cesena), Caracciolo A. (Genoa), Castaignos L. (Inter), Cigarini L. (Atalanta), Cisse’ D. (Lazio), Constant K. (Genoa), Coutinho P. (Inter), Cuadrado J. (Lecce), De Rossi D. (Roma), Delvecchio G. (Catania), Diamanti A. (Bologna), Domizzi M. (Udinese), El Kabir M. (Cagliari), El Shaarawi S. (Milan), Estigarribia M. (Juventus), Forlan D. (Inter), Gago F. (Roma), Gazzi A. (Siena), Gemiti G. (Novara), Gilardino A. (Fiorentina), Gobbi M. (Parma), Gomez A. (Catania), Gonzalez P. (Siena), Guana R. (Cesena), Jankovic B. (Genoa), Jeda J. (Novara), Krasic M. (Juventus), Lamela E. (Roma), Lazzari A. (Fiorentina), Legrottaglie N. (Catania), Lichtsteiner S. (Juventus), Loria S. (Bologna), Lucarelli A. (Parma), Lucio F. (Inter), Maicon D. (Inter), Marchese G. (Catania), Marianini F. (Novara), Mascara G. (Napoli), Meggiorini R. (Novara), Mesbah D. (Lecce), Mesto G. (Genoa), Migliaccio G. (Palermo), Modesto F. (Parma), Morrone S. (Parma), Nainggolan R. (Cagliari), Nene’ A. (Cagliari), Nesta A. (Milan), Oddo M. (Lecce), Paci M. (Novara), Paletta G. (Parma), Paloschi A. (Chievo), Parolo M. (Cesena), Pato A. (Milan), Pazzini G. (Inter), Pjanic M. (Roma), Porcari F. (Novara), Portanova D. (Bologna), Ribeiro T. (Cagliari), Rigoni L. (Chievo), Rocchi T. (Lazio), Rossi M. (Genoa), Rubino R. (Novara), Sammarco P. (Chievo), Schelotto E. (Atalanta), Seedorf C. (Milan), Silvestre M. (Palermo), Simplicio F. (Roma), Sneijder W. (Inter), Strasser R. (Lecce), Thereau C. (Chievo), Thiago Silva E. (Milan), Valdes J. (Parma), Vidal A. (Juventus), Vitiello R. (Siena), Yepes M. (Milan), Zambrotta G. (Milan),

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S TA D I O

Le probabili formazioni Fiorentina - ROMA Delio Rossi deve fare i conti con la squalifica di Natali schierando ancora una volta, dopo l’esordio da titolare col Milan, il giovane Nastasic al centro della difesa. Questa volta, invece che con un

1

BORUC

5

29

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GAMBERINI

DE SILVESTRI

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NASTASIC

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BEHRAMI

VARGAS

MONTOLIVO

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8

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LAZZARI

JOVETIC

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bojan

23

PASQUAL

GILARDINO

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lamela

totti

15

3

josè angel

16

19

PJANIC

DE ROSSI

GAGO

4

5

heinze

24

juan

stekelenburg

11

taddei

attaccante potente e fisicamente devastante come Ibra, se la dovrà vedere con attaccanti rapidi e veloci come Bojan e Lamela. Sarà un ulteriore esame di maturità per il difensore serbo che aveva già convinto contro i rossoneri. Tutto confermato a metà campo, reparto che dovrebbe vedere schierati i soliti uomini visti a Palermo, mentre in fase offensiva Rossi potrà riabbracciare Jovetic che prenderà il posto dell’adattato Cerci. Dunque il tecnico contro la Roma dovrebbe mandare in campo la seguente formazione: Boruc tra i pali, una difesa a quattro formata da Pasqual a sinistra, De Silvestri a destra e GamberiniNastasic centrali; in mediana, ancora fiducia a Vargas come interno sinistro, il solito e affidabile Berhami come interno destro e Montolivo al centro davanti alla difesa; Lazzari, pur non avendo convinto, dovrebbe essere riconfermato vertice alto del rombo, dietro le due punte che saranno Gilardino e Jovetic. Se Rossi ha i suoi problemi, non è da meno Luis Enrique costretto a dover fare a meno di molti giocatori importanti come Burdisso, Kjaer, Borriello e Osvaldo, quest’ultimo per motivi disciplinari. Nel suo 4-3-1-2 rientrerà però Totti che, seppur non al top, è uno di quei giocatori che possono inventare e fare male all’avversario in qualunque momento. Il capitano giallorosso che prima dello scorso anno non era mai andato a segno a Firenze in carriera, agirà dietro le due punte Bojan e Lamela. A supportare l’attacco, ci penserà il centrocampo formato da Pjanic, Gago e De Rossi. In difesa, il tecnico spagnolo si affida a Josè Angel e Taddei sulle fasce e alla coppia di centrali Heinze-Juan. I 22 che scenderanno in campo questo pomeriggio, a prescindere dai nomi, avranno un compito delicato: quello di cancellare le brutte sconfitte inflitte a Fiorentina e Roma rispettivamente da Palermo e Udinese. FIORENTINA (4-3-1-2): Boruc; De Silvestri, Gamberini, Nastasic, Pasqual; Behrami, Montolivo, Vargas; Lazzari; Jovetic, Gilardino. All.: Delio Rossi ROMA (4-3-1-2): Stekelenburg; Taddei, Juan, Heinze, Josè Angel; De Rossi, Gago, Pjanic; Totti; Lamela, Bojan. All.: Luis Enrique

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4 dicembre 2011

L’esclusiva di Alfredo Verni

S TA D I O

Fiorentina - Roma

Graziani: per curare la Fiorentina servono punti e rinforzi Approdato in viola nel primo anno dopo l’arrivo della famiglia Pontello alla guida della Fiorentina, Francesco Graziani è arrivato ad un passo dal regalare il terzo scudetto a Firenze nel 1982. La sua simpatia e la sua abnegazione sul terreno di gioco fecero subito breccia nel cuore dei fiorentini che ancora oggi ricordano con nostalgia i tempi dell’ex bomber viola il quale, solo qualche anno più tardi, ha vestito anche i panni dell’allenatore della Fiorentina sfiorando una storica Coppa Uefa, persa in finale contro la Juventus (ancora lei…). La sua carriera, poi, parla da sola: è stato Campione del Mondo nel 1982 con gli azzurri di Bearzot e ha vinto due scudetti in piazze importanti come Torino e Roma, con squadre e soprattutto tifoserie che sono sempre rimaste nel cuore dell’eterno numero nove. In occasione del match che oggi vedrà Fiorentina e Roma darsi battaglia sul terreno del Franchi, l’ex bomber apre una finestra sulla nuova Fiorentina, quella targata

Delio Rossi, che dovrà cambiare molto per tornare a lottare nelle zone alte della classifica. La Fiorentina è reduce da una sconfitta a Palermo. E’ stato fatto un passo indietro rispetto alla gara con il Milan?  «Il risultato di Palermo è preoccupante, in fase difensiva si commettono troppi errori. Nella partita con il Milan ha disputato un buon secondo tempo. La squadra ha bisogno in maniera urgente di una vittoria». Intanto è arrivato Delio Rossi. «C’è bisogno di tempo e soprattutto di giocatori, il tecnico romagnolo ha molte potenzialità, riesce a far giocare le sue squadre in maniera brillante. Con i tempi giusti arriveranno anche i risultati». La Fiorentina riparte dal 4-3-1-2. Ritiene che l’allenatore viola abbia i giocatori adatti a questo modulo? «Ogni allenatore deve avere un proprio “credo”, ma c’è anche la necessità di giocare in base ai giocatori che hai a disposizione». Per due volte Lazzari è stato proposto come trequartista ma le prestazioni del centrocampista ex Cagliari non hanno convinto. «La Fiorentina ha un solo trequartista, Jovetic. Lazzari fa bene l’esterno

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S TA D I O

di centrocampo. Nel ruolo che ha ricoperto contro Milan e Palermo è stato inefficace». Qual è il problema da risolvere? «La squadra dei Della Valle deve ritrovare la fiducia nei propri mezzi, bisogna tornare a vincere, questa è la medicina che curerà la Fiorentina». In quali reparti la squadra ha bisogno di maggiori rinforzi? «Davanti c’è bisogno di un’altra punta che possa dare una mano a Gilardino o che lo possa sostituire, ma i rinforzi più importanti dovranno arrivare in difesa, almeno due o tre elementi». Considera Vargas un giocatore da recuperare? «Vargas ha qualche chilo di troppo, l’incredibile giocatore di qualche anno fa è un lontano ricordo. La società sa come muoversi. Non so se ci possono essere margini di recupero». Cerci nel modulo attuale non ricopre il suo vero ruolo. Rientrerà nei piani del tecnico gigliato? «Cerci è uno dei giocatori più bravi che ha la Fiorentina, ma non è una seconda punta. Sappiamo bene le sue caratteristiche, la facilità con cui salta l’avversario, il modulo più adatto a lui è il 4-3-3. Può essere micidiale in un attacco a tre punte». Oggi il Franchi vedrà sfidarsi due squadre che hanno fatto parte della sua carriera. «Sono particolarmente affezionato a questa gara, mi evoca tanti ricordi ed è una partita molto sentita per entrambe le piazze: quella viola e quella giallorossa».

Un letto

Da una parte l’assenza di Osvaldo, dall’altra il recupero di Jovetic.«Osvaldo sarà fuori per motivi disciplinari, Jovetic è il giocatore più rappresentativo nella Fiorentina. La sua presenza in campo può determinare il risultato». Quale pericolo corre adesso la Fiorentina? «Il pericolo è di sottovalutare il proprio valore, la possibilità di non poter esprimere le proprie qualità tecniche». Chi sta peggio tra Fiorentina e Roma? «A Roma non sono contenti, hanno una squadra giovane, costruita con investimenti importanti. A Firenze ci sono i lavori in

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corso, la squadra ha iniziato questo L’esclusiva di Alfredo Verni campionato tra le contestazioni, l’arrivo del nuovo tecnico ha restituito un po’di serenità, bisogna riaprire un nuovo ciclo». Oggi pomeriggio per chi tiferà? «Tutti sanno quanto sono legato a Firenze. Nel mio cuore ci sono Fiorentina, Roma e Torino. Mi auguro sia una bella partita, farò il tifo per tutte e due le squadre». 

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18 I’ nonno Pilade dal nostro inviato in cantina

4 dicembre 2011

S TA D I O

Fiorentina - Roma

ORA A CORRERE E VU DOVEE ESSE’ VOI, O DENTRO O FORI DA I’ CAMPO!

Sempre rinchiuso ‘n cantina, nascosto a i’ gobbo che gira com’un vampiro assetato di sangue viola, e preparo la partita fondamentale co’ giallozzozzi. Fondamentale perché e ci vo’ tre punti e pochi discorsi. A loro e gnene manca diversi, Osvardo gli ha tirao du’ pizze a Lamela (e dev’essere una ricetta nova, alla nutella e l’aveo belle vista, ma la pizza alla mela mai vista prima) e sembra che un ci sia, dreo gnene manca mezzi, forse e un c’è nemmen Totti, che anche se gioha su un mattone ormai, gli è sempre meglio che un ci sia. ‘Nsomma la un si presenterebbe male se anche noi e un si fosse più rattoppati de’ carzoni di quello che chiede le limosine sulla Chiesa di’ Cestello. Rattoppati soprattutto ni’ capo, perché come gni possa venire ‘n mente a un essere umano, dopo le figure che gli ha fatto, d’andare a fassi vede’ a fa’ bardoria pe’ l’impresa storica di batte’ 2-1 la Primavera dell’Empoli, e ci sfugge da’ i’ com-

prendonio. E dorebbeno sta’ rintanati come le lumache quando e c’è i’sole, e ‘nvece eccoli a fassi vede’ sartellare, vispi e svegli come ‘n campo e un son mai (vedi i’primo go’ che gli hanno preso a Palemmo).  Poi memorizzare che pe’ guidare e ci vo’ la patente ma che serà così complesso? Ma un c’è nessuno che gni rimbocca le coperte la sera prima di buio? Venendo a i’ bono e sembra che rientri Nasello e questo e sarebbe gran segnale. Però con lui e un si sa mai, perché o gli è un calìa o sono e dottori a esse’ troppo ottimisti. Pe’ un pestone a un piede e gli è rimasto un par di mesi in garage l’anno passao e anch’ora e sembrava nulla, che potesse gioha’ anche co ‘i Milan e ‘nvece e n’ha belle sartae due e anche le terza e cominciano a di’ “si vedrà”.   Vediamo, vediamo e speriamo di vede’ delle belle cose perché con Nasello e cambia i’nostro ritmo offensivo insomma e si diventa l’aranciata S. Pellegrino, un’artra cosa. Senza, ‘nvece, ai’ massimo, e si piglia i’frizzo dell’Idro-

litina o anche nulla, acqua semplice senza nemmen le bollicine,  e l’acqua e la fa schifo e pesci e ci trombano anche. I’ poero Delio (ma che te lo immaginavi che fosse un casino così?) e seguita a ‘nsegnagli, e si sbraccia, e dice, e chiacchera, ma quando un ce n’è e se ne fa a meno, e i’dubbio che un ce ne sia proprio più gli esiste eccome.  Co’ e’ giallozzozzi quindi l’esame finestra. O dentro o fori, o si vince o c’è da cominciare a preoccupassi davvero, perché poi e si va a S.Siro con l’Inter, o che li vo’ fa lì e tre punti che ci servano a rifiatare un pochinino? Daevi quindi una mossa bellini perché chi conta e vu’ see voi, i’ resto gli è resto, rendeevene conto, ora è un c’è più i’tigre a pigliassi tutte le ciaffae ni’muso, ora a correre e vu dovee esse’ voi, o dentro o fori da i’campo! E mentre aspetto e tre punti arzo i’nappo e comincio a fa’ rifornimento, e un n’abbia a mancare i’ carburante su’ i’ più bello: Forza Violaaaaaaaaaaaaaa!

Il Pungiglione Una puncicata questa volta va a alle due controparti che non hanno trovato l’accordo per il rinnovo di Romizi. Non si sa di chi sia la colpa in particolare e, quindi, chi si meriti la ferrata più profonda, così io la do a tutti e due e non si sbaglia. Un procuratore dovrebbe cercare di fare gli interessi del rappresentato e quindi passare sopra a precedenti diverbi e idiosincrasie personali, lo stesso dicasi per un diesse che dovrebbe parimenti pensare agli interessi della società più che a tutto. Che le relazioni clan Branchini–Corvino siano da guerra senza quartiere è stranoto, si son rovinate per Frey e sono andate al culmine per la strascicata Montolivo condita dalla guerra Zanetti e con l’intermezzo della sceneggiata (con strascichi tribunalizi) Masi. Con questo perdere un giovane promettente come Romizi, oltretutto in un ruolo dove se ne avrebbe bisogno come il pane dopo che Montolivo se ne sarà andato, ci sembra si avvicini all’autolesionismo più puro. Per lo stesso Romizi un’esperienza in viola, se sostenuta dalla fiducia della società e dell’allenatore, dovrebbe essere il top di questa fase di carriera. Pensiamo magari male, ma a pensar male spesso ci si azzecca. Ma, se curato da altro procuratore, pensiamo che sarebbe già stato provato in prima squadra anche perché, con un’altra procura, avrebbe già raggiunto facilmente l’accordo per il rinnovo. E allora? Per farsi i dispetti si fa come quel tale? Ripensateci.

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S TA D I O

Fiorentina, non camminerai mai sola…

Ma almeno saluta i tuoi tifosi! Insomma, all’appello manca sempre qualcuno. Che facciamo, rinunciamo? «Forse è meglio. Evitiamo di gettare altra benzina sul fuoco, la gente è già sufficientemente arrabbiata. Anche perché i giocatori continuano a farsi beccare in giro alle tre o alle quattro di notte, si fanno ritirare le patenti ed ogni giorno ce n’è una nuova…».  Ogni giorno parte un treno, come sa bene Kharja. Comunque, non solo la gente ma anche la società sembra infastidita. Non a caso, ha disposto il ritiro anticipato da giovedì fino ad oggi, anche se ufficialmente non è punitivo.  «Punitivo o no, sono d’accordo col ritiro. Anzi, l’avrei esteso a tutta la settimana, perché la gara con la Roma è veramente decisiva. Il discorso è semplice: se la società ritiene di aver fatto un’ottima campagna acquisti, all’altezza dell’Europa League, è giusto che tratti i giocatori con severità fin quando non arrivano le prestazioni adeguate. Fino a quel momento, se fossi la società, io prolungherei il ritiro ad oltranza, visto che gli stipendi li dovrei pagare comunque».  Ma le prestazioni dipendono davvero dalle serate in discoteca? «Il problema non è l’andare in discoteca, ma come e quando lo fai. E’ chiaro che se ci vai il venerdì sera, bevi e stai fuori fino alle cinque di mattina poi rischi di non recuperare in tempo. Se invece esci la domenica dopo la partita, o al massimo il lunedì, è un altro discorso. Il professionismo comporta certe regole, sia nell’alimentazione, sia nello stile di vita. Questo è ovvio e vale in tutti i settori. Anch’io, se facessi l’alba a bere alcoolici, non andrei mica tanto bene a lavorare alle sette di mattina…». 

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Però c’è chi dice che questi ragazzi hanno vent’anni e che a vent’anni l’abbiamo fatto tutti… «Bene, allora vallo a dire ai ragazzi di vent’anni che prendono 900 euro al mese. Qualche giocatore viola ne prende anche 100mila, qualcun altro ne prenderà 80 o 50mila. Ma anche se fossero 30mila, io credo che i ragazzi normali di vent’anni farebbero a cambio volentieri, rinunciando alla discoteca il venerdì sera. Se mi danno 30mila euro al mese, io sto anche in casa tutte le sere, non c’è problema».  Idem, mi candido insieme a Sartoni. Direttore Corvino, se vuol farci un provino… 

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Non è facile stare col viso scoperto quando il vento ti graffia la faccia. Non è facile, ma sarebbe doveroso farlo, per rispetto verso chi fa anche duemila chilometri per srotolare uno striscione: “Fiorentina, you’ll never walk alone”. Non camminerai mai sola, Fiorentina, neanche a Palermo. Ma a fine partita avrai sempre il dovere di fermarti sotto al settore ospiti, prima di scomparire dentro gli spogliatoi. Il calcio in fondo è fatto di leggi semplici: chi vince ha sempre ragione, mentre chi non vince deve stare attento ai dettagli, se non vuole aver torto. Fra quei cento irriducibili a Palermo c’era anche Stefano Sartoni, ex presidente del Collettivo. «Il primo che è venuto sotto al settore ospiti - racconta - è stato Behrami, che fra l’altro è stato il migliore in campo; poco dopo sono arrivati anche Ljajic e Nastasic. Alcuni giocatori erano un po’ titubanti e si guardavano tra loro, poi sono stati convinti dall’allenatore. Se non sbaglio c’erano anche Gamberini e altri, non ricordo bene, mi giravano abbastanza le scatole per la sconfitta».  Alcuni, comunque, non hanno recepito l’esortazione di Delio Rossi, e non è la prima volta che si verifica questa sorta di astensione. In un postpartita dell’anno scorso, capitan Montolivo cercò di radunare tutti i suoi compagni al cospetto della curva Fiesole ma non ci riuscì. Poi, nell’ultima gara stagionale al Franchi (1-1 col Bologna) furono soltanto Corvino e Mihajlovic a soffermarsi sotto la Fiesole, applaudendola mentre venivano “spettinati” dal vento dei fischi. Domenica scorsa, proprio Montolivo è stato uno dei più positivi in campo ma non si è visto nel saluto finale.

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4 dicembre 2011

L’Omaggio

di Cristina Mattioli

S TA D I O

Fiorentina - Roma

Aldo Agroppi, il ritorno DOPO LA GRANDE PAURA

“Meglio due feriti che un morto”, questa è una delle frasi più famose di Aldo Agroppi in riferimento alla differenza tra un pareggio rispetto alla sconfitta nel mondo del calcio. Giocatore, allenatore, scrittore e adesso opinionista nelle trasmissioni tv e radio, Aldo ama essere considerato l’anti-juventino per eccellenza. Forti, dure e spesso al vetriolo, le sue critiche nei confronti di questo calcio che negli anni è così cambiato. Aldo non si risparmia mai, anzi dice sempre quello che pensa andando spesso in conflitto con i suoi colleghi. Focoso e sempre pronto alla discussione, purtroppo durante uno dei suoi interventi telefonici in una nota radio del Lazio, il 16 novembre scorso, Agroppi si è sentito male ed è stato portato d’urgenza al Pronto Soccorso di Livorno, dove gli hanno diagnosticato un infarto e lo hanno dovuto operare. Le sue condizioni fisiche hanno tenuto tutti con il fiato sospeso fino a quando non si è appreso che era fuori pericolo. Attorno all’ex allenatore e alla moglie si sono strette moltissime persone: dai giocatori alle società di calcio, fino alla gente comune che ormai lo considera quasi come uno di casa visto le sue frequenti apparizioni in radio e tv. UNA CARRIERA ALTALENANTE. Molte le squadre nelle quali Aldo ha militato come giocatore e come allenatore. Cresciuto nelle giovanili del Piombino, visto le sue origini livornesi, venne acquistato dal Torino che in un primo tempo lo cedette in prestito a molte squadre tra le quali il Genoa, la Ternana e il Potenza. Agroppi però nel 1967 venne richiamato dai granata, con i quali esordì in Serie A e disputò ben 8 stagioni. Divenne la bandiera di quella squadra con la quale però non chiuse la sua carriera; nel ’75 infatti passò al Pescara con il quale disputò due ottimi campionati diventandone il capitano. Conclusa la sua storia di calciatore alla giovane età di 34 anni, il centrocampista si dedica a quella di allenatore: dopo aver allenato le giovanili del Perugia viene ingaggiato dal Pescara per poi

spostarsi a Pisa, squadra con la quale al primo colpo, nella stagione 1981-‘82, conquista la Serie A. L’anno successivo però Aldo, a sorpresa, non viene confermato; successivamente allena il Padova, dal quale è costretto a dimettersi per colpa di una brutta depressione, e poi il Perugia con il quale sfiora una promozione in Serie A. Nella stagione 1985-‘86 Agroppi si siede sulla panchina della Fiorentina con la quale raggiunge un meraviglioso quarto posto (che strano il fato, proprio in coabitazione col suo Torino) e una semifinale di Coppa Italia. In quell’anno Agroppi, pur avendolo in rosa, non poté mai sfruttare le doti del giovanissimo talento di Caldogno Roberto Baggio che, fermo per un lungo infortunio, rimandò il suo esordio in serie A al 21 settembre 1986, quando sulla panchina gigliata sedeva Eugenio Bersellini. In quell’anno fece comunque in tempo per mettersi contro una parte di tifoseria per aver scelto di tenere fuori dall’undici titolare la bandiera di Firenze, Giancarlo Antognoni, a parer suo non ancora al top dopo un grave infortunio. E questo episodio portò qualche facinoroso ad osare e passare alle mani, tant’è vero che Agroppi, poi prontamente difeso da Passarella, fu vittima di un’aggressione ai campini. Sempre in quell’anno fu indagato per lo scandalo del calcio-scommesse e squalificato per 4 mesi. La sua carriera a questo punto prese una brutta piega e dopo un esonero a Como e una retrocessione con lAscoli, nella stagione 1992-’93 torna alla Fiorentina per sostituire Radice per volontà di Cecchi Gori, seppur la squadra viola fosse in quel momento in vetta alla classifica. L’ingaggio di Agroppi, in quel momento, fu una mossa sbagliata per ammissione dello stesso Aldo. Il tecnico toscanaccio aveva spesso mosso critiche pesanti, durante qualche ospitata televisiva come opinionista, nei confronti del Palazzo del Calcio. Critiche che prima o poi avrebbe pagato. Presa in mano la Fiorentina, infatti, si ritrovò suo malgrado ad essere artefice di un’annata da dimenticare: prese la squadra al terzo posto e la

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lasciò nelle mani di Chiarugi e Antognoni in zona retrocessione. E retrocessione fu! La sua carriera da allenatore non si concluse proprio nel migliore dei modi, dunque, pur non cancellando i successi e le soddisfazioni avute e date, nel periodo precedente al “declino”.  Oggi Aldo è uno degli opinionisti più seguiti per quel suo modo “fumino” di affrontare gli argomenti. L’infarto che lo ha colpito i primi di novembre lo ha messo, speriamo provvisoriamente, fuorigioco. Siamo però sicuri che tornerà presto a far sentire la sua voce. RIVOGLIAMO IL ‘NOSTRO’ ALDO. Nella giornata di martedì Agroppi è finalmente stato dimesso dall’ospedale. La moglie ha voluto rassicurare tutti coloro che sono stati in apprensione per lui: “Aldo sta un po’ meglio anche se è ‘acciucchito’; l’impatto con l’aria esterna è stato molto forte e avrà bisogno di tanto riposo per rimettersi al meglio. Ancora purtroppo non sappiamo quando inizierà la riabilitazione, ma quello che è sicuro è che domenica non mancherà davanti al televisore per vedere la sua Fiorentina. Quando tornerà a parlare in radio e tv? Questo non lo possiamo dire, ma state sicuri che non vi libererete di lui (ride ndr)”. Il Brivido Sportivo gli fa un grosso in bocca al lupo e gli augura una pronta guarigione. Aldo abbiamo bisogno di te e delle tue battute ‘pizzichine’, rimettiti presto!

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S TA D I O

Quella voglia di cambiare

Senza Filtro di Federico Pettini

aspettando gennaio ormai dietro l’angolo

Si, stupendo. Mi viene il vomito, è più forte di me. Non lo so, se sto qui, o se ritorno, se ritorno…”. La canzone risuona nelle stanze di Radio Senza Filtro. In Fiorentina stava succedendo di tutto. Malesseri mai curati, penalizzazioni, multe, gestione sbagliata dello spogliatoio. In più, squadra in ritiro. Con la possibilità che qualche testa, nel giro di poco tempo, venga fatta saltare. Gennaio, in fondo, non è poi così lontano. Charlie aveva la possibilità di buttar giù un profilo su Edoardo Macìa, una nuova figura nello staff della Fiorentina che avrebbe aiutato Corvino nel lavoro di scovare talenti, condurre trattative, creare nuovi rapporti. L’idea c’era già e già era stata sfruttata: una trasmissione con il collegamento dei tifosi che davano ognuno il proprio parere su questo nuovo personaggio. Unico problema: avrebbe lavorato fianco a fianco con Wendy. FiorentinaRoma si sarebbe giocata l’indomani, la trasmissione iniziò a far rumore nelle radio di Firenze e provincia quando da poco era passata la mezzanotte. “Buonanotte, cari ascoltatori di Radio Senza Filtro. Torniamo a non farvi dormire questa notte. Torniamo a chiedervi una mano. Torniamo a parlare di Fiorentina. Fra qualche ora si gioca FiorentinaRoma ed è già un banco di prova per tutta la squadra. Già si vocifera di certe persone che saranno allontanate il prima possibile, altre che non hanno reso come avrebbero dovuto, altre ancora che hanno sbagliato del tutto il proprio lavoro, almeno da un paio d’anni. Stanotte siamo a commentare il nuovo arrivato nello staff della Fiorentina. Edoardo Macìa, ex giocatore del Valencia e consacratosi proprio nella squadra spagnola prima come assistente personale del presidente Soler, poi come direttore sportivo con Rafa Benitez come allenatore. Figura di spicco del calcio internazionale, una carriera poi consolidata al Liverpool con lo stesso tecnico in panchina. Ne parlano tutti benissimo. Ed è stato apprezzato e corteggiato dalle migliori squadre europee. Con questa mossa, la Fiorentina ha deciso di prendere un grandissimo professionista, uno che mastica calcio e conosce tantissimi giocatori di tutto il mondo, fin dai giovanissimi. Se da una parte Firenze apprezza e capisce che questo è un altro modo per far vedere come la società voglia continuare ad investire in questa squadra, dall’altra getta ombre e dubbi su Pantaleo Corvino. Ne sarà il suo sostituto in futu-

ro o sarà solo un collaboratore? E se fosse vera la prima, c’è allora da pensare che Corvino agli occhi della società abbia sbagliato qualcosa? Lo chiediamo a voi, cari ascoltatori e come sempre accanto a me c’è la splendida Wendy… <Ciao Charlie e buonanotte a tutti gli ascoltatori, vi ricordo che potete iniziare a chiamare fin da ora… Proprio ora no, mandiamo la pubblicità e poi si parte. Vai Jerry! <<Autoscuola dell’Est. Pensa a guidare, non farti trovare impreparato. Mostra con orgoglio la nostra patente alla Municipale che ti ferma. Non aver paura se vedi una paletta alzata. Sono aperte le iscrizioni ai corsi, anche serali. Se non vuoi l’autista o se l’autista non è in regola, passa da noi. Riceverai in omaggio la piantina con tutti i locali più in di Firenze. Autoscuola dell’Est e per te il semaforo è sempre verde! >> <Bene, siamo pronti per la prima telefonata. Buonanotte, Paolo. “Si, buonanotte ragazzi. Io son contento dell’arrivo di Macìa e ve lo dico con tutto il cuore. Ringrazio Corvino per quello che ha fatto, ma forse è arrivato il momento di prendere strade diverse. Sotto con Macìa e magari con Sabatini e pronti a ripartire più forti di prima. Buonanotte!” Grazie, Paolo. Avanti con la prossima. “Ciao, buonanotte, e son Luca. Io un sarei poi così drastico. Magari Macìa è venuto qui proprio come collaboratore e Corvino può occuparsi del settore giovanile, che anche quest’anno sta facendo molto bene. Poi per la prima squadra c’è da trovare un nuovo ds. Può andar bene Sabatini, io vedrei Pierpaolo Marino. Oh, speriamo bene per domani!” Davvero Luca. La partita non è delle più facili. Ma noi dovremmo avere Jovetic mentre loro non hanno di sicuro Osvaldo. Della serie, anche loro c’hanno maretta nello spogliatoio e allora mal comune mezzo gaudio. “Basta con Corvino!” Ecco, piuttosto conciso. Magari ha finito i soldi nel telefono. Un’altra ancora, mi raccomando fate i bravi! “Buonanotte, sono Beatrice. Io invece volevo criticare tutto il gruppo che sta nei piani alti. Perché vedere i giocatori che stanno fuori, che dormono poco e non riescono a giocare come dovrebbero, è una cosa che mi fa stare male. Con nessuno poi che li controlla e solo quando le cose vanno male si prendono provvedimenti. Ecco, tutto questo non

mi va bene. Né che ci sia Corvino come direttore, né con Macìa che fa da coordinatore, né con chiunque altro. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Spero di essere stata chiara. Buonanotte!” Beh, come conclusione non c’è male. Ringrazio Wendy per il suo lavoro… <Grazie Charlie e buonanotte a tutti gli ascoltatori>. … e Jerry in regia che per queste nostre trasmissioni fa sempre le ore piccole. Vincere con la Roma e scacciare i problemi, almeno per il momento. Questo è l’unico obiettivo. Vi lascio con “Stupendo” di Vasco Rossi. Buonanotte a tutti e forza viola! Senza parlare, Wendy fece un cenno a Charlie per uscire dalla Radio. Charlie la seguiva con gli occhi bassi e già una sigaretta sulle labbra. Iniziarono a parlare furiosamente. Nel mezzo della discussione arrivò una telefonata. “Si, Peggy, tranquilla. No, ancora non me ne vado. Non ancora, almeno. S… buonanotte. Scusami, dicevi?”. Wendy continuava, Charlie ascoltava senza parlare. Ancora il suo telefono faceva risuonare nel silenzio della notte l’inno della Fiorentina. Era il direttore Calderone. “Pettini, buonasera. Non ti ho visto molto in forma, stasera”. “Mi scusi, direttore. Ne ho troppe per la testa. Non tutti i giorni sono uguali e questa Fiorentina di certo non mi aiuta”. “Hai ragione. Ma lo sai che poi non me ne frega neanche nulla. Bisogna essere sempre sul pezzo, sempre motivati, e lasciare tutti i problemi a casa”. “Lo so, direttore. Il mio problema è che il problema è a lavoro”. A questa frase, Wendy si era già girata ed era entrata in macchina, andando via di gran carriera. “Ah, questo mi dispiace. Vedremo di risolvere il tutto al meglio. Ci sentiamo domani, buonanotte”. Ah, questo mi dispiace. Vedremo di risolvere il tutto al meglio. Ci sentiamo domani, buonanotte”. “A domani, direttore”. Una sera fredda di inizio dicembre. E sarà ancora buio, ma la luna non c’è. Cara mia ex, la luna non c’è.

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Il brivido sportivo stadio Fiorentina Roma  

Il brivido sportivo stadio Fiorentina Roma del 4 dicembre 2011

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