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1 aprile 2012

Fiorentina - Chievo

6-7

a pag.

va Esclusi

Brivido

Intervista ad Antognoni

nel giorno del suo compleanno

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Fiorentina vatti a prendere questa vittoria

FIRENZE NEL RICORDO DI DORINO AFFIDATI AL CUORE

E ditoriale

di Alessandro Rialti

Almeno s’è rivisto l’orgoglio. La partita di I viola devono scoprire dopo il recupero nica scorsa. A Marassi sono stati Natali e Genova è riuscita in un colpo solo a resti- psicologico di Genova di avere dentro an- Montolivo, due che si sa benissimo avere tuire alla Fiorentina un pizzico di credibi- che la forza di decidere un match delicato già in mano le valigie per Milano sponda lità. La scoppola terribile rimediata con la e fondamentale come questo. rossonera, a segnare dando contributo e Juventus aveva sollevato un’eternità di Toccherà ancora a volta ai giocatori di spinta. Ora si spera che a decidere la pardubbi sulla reale capacità della squadra esperienza così come è successo dome- tita siano il giovane campione Jovetic e il viola di reagire e di tirarsi fuori più attempato Amauri: da loro la Fiodalla rischiosissima posizione che rentina aspetta il gol. Peraltro l’italoricopre in classifica. E’ evidente brasiliano ha mosso i suoi primi passi che quel pareggio, che resta amimportati nel calcio italiano proprio nel piamente meritato e pesante oltreclub di Verona e si ritrova così davanché carico di rimpianti, ha bisogno ti al proprio passato nella necessità di adesso di una conferma altrettanto dimostrare di avere ancora un futuro. importante. Ma è anche la partita di giocatori che La gara di oggi contro il Chievo hanno bisogno di conferme o di rilanConti Andrea 1 pag (III)_Layout 1 13/12/11 13:06 Pagina 1 usando la consueta e forse consucio, pensiamo al capitano Gamberini o mata classificazione di ‘match per al progredito Vargas, ma pure a Marla salvezza’ - racchiude in sé davchionni che si è riaffacciato alla ribalta vero significati straordinari. Vincedel calcio giocato. re al Franchi diventa assolutamenPoi i soliti combattenti, da Behrami a te indispensabile e questa partita Pasqual, nell’attesa che lo stesso Rospotrebbe dare ai viola la spinta si dimostri di aver ottenuto dalla sua SERVIZIO CONTAINER necessaria per sottrarsi dal gorgo squadra importanti risultati nella credella serie B. Si sa benissimo che scita tecnico-tattica. il Chievo è una squadra complicata E’ anche la prima domenica senza Docontro cui giocare, è tranquilla, ha rino Della Valle e non nascondiamo Andrea 1 pag (III)_Layout 1 13/12/11 13:06 Pagina 1 un buon allenatore, può contareContisu che, al di là delle polemiche, ci aspetun clima non ossessivo e il gruppo tiamo che Firenze, davanti a questo è affiatato e ben equilibrato. Mangrande lutto della famiglia proprietaria cherà di attaccanti importanti e del club, sappia trovare le parole giuste questo per i viola non è un vantagper dimostrare di avere oltre la testa gio da poco. Ma gare come queste anche il cuore. Un modo per riavvicivanno vinte al di là dell’avversario. narsi in attesa di disegnare definitivaSERVIZIO CONTAINER DEMOLIZIONI E’ questa la lezione che porta con mente il futuro di INDUSTRIALI questa Fiorentina che sé la squadra di Delio Rossi, la vitnon può continuare a restare dove è, in toria deve ‘prendersela’, non   può quella terra pericolosa in cui basta un aspettare regali o vantaggi altrui. passo falso per finire giù, nel baratro.

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1 aprile 2012

Lutto in casa viola di Michela Lanza

S TA D I O

Le condoglianze del Brivido alla famiglia Della Valle

Martedì scorso 27 marzo, all’età di 87 anni, è scomparso dopo una lunga malattia Dorino Della Valle, padre dei fratelli Diego, Andrea e Gisella, e uomo che con le sue capacità e il suo intuito riuscì a trasformare in grande industria calzaturiera l’azienda di famiglia fondata dal nonno di mister Tod’s (Diego Della Valle ndr), Bernardo. La stessa azienda che poi Diego Della Valle ha contribuito a far diventare un vero e proprio impero. Dorino ha vissuto gli ultimi attimi della sua vita nella sua casa in provincia di Fermo e la sua dipartita ha colpito i familiari e tutti coloro che avevano avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le qualità umane e professionali. Davanti alla camera ardente di Dorino, presenti tutte le maestranze degli stabilimenti di Casette D’Ete, le personalità del mondo della politica con Clemente Mastella in prima fila, gli amici Luca Cordero di Montezemolo e Luigi Abete, il giornalista Carlo Rossella, rappresentanti del mondo della finanza e dell’editoria nonché una delegazione dell’Acf Fiorentina formata dal tecnico Rossi visibilmente commosso, dal capitano Gamberini, dal vicecapitano Jovetic e dallo staff

La 25a ora

di Luca Caneschi

Fiorentina - Chievo

dirigenziale. Tutti si sono voluti stringere attorno ai fratelli Della Valle per questa dolorosa scomparsa che li ha colpiti, anche Pantaleo Corvino che ha riservato un abbraccio speciale ai fratelli Della Valle. I funerali, invece, sono stati celebrati in forma privata giovedì mattina (ai quali hanno preso parte anche Marco Tronchetti Provera, Aurelio De Laurentiis, Enrico Mentana). Tramite queste righe anche noi del Brivido Sportivo gradiamo esprimere il nostro cordoglio e le più sentite condoglianze alla famiglia Della Valle colpita da questo grave lutto. Nella speranza che anche Firenze si stringa ai proprietari della Fiorentina (siamo certi che lo farà) e che la squadra possa finalmente far tornare un piccolo sorriso sul loro volto, ci sentiamo vicini a Diego e Andrea (ma anche a Gisella). Così come nella passata settimana ci siamo sentiti vicini all’ormai ex diesse viola Pantaleo Corvino che il 19 marzo ha perso la madre Gina. Polemiche e rancori, scetticismi e dubbi, davanti a tali tragedie è giusto che vengano messi da parte. Oggi più che mai sarebbe bello che si riformasse un’unione solida e indissolubile tra Firenze, la Fiorentina e i Della Valle. Come un’unica famiglia. Come ai tempi d’oro. E che oggi i tre punti siano a loro dedicati.

Salutiamo quei tifosi che nonostante quel 5-0

oggi sono di nuovo allo stadio

E’ difficile tornare allo stadio dopo quella notte. E’ difficile

tornare a pensare di gioire o di applaudire qualcuno di quelli che in campo c’erano quella notte. Eppure va fatto. E’ un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. E’ con ammirazione, allora, che saluto chi sta leggendo queste righe allo stadio e dintorni, perché significa che ha deciso di uscire di casa e di non spegnere una passione, nonostante quella notte. Lo ammiro perché lo fa con la consapevolezza che qualunque cosa succeda, anche nella partita di oggi contro il Chievo, questa è l’annata di quel cinque a zero, quella in cui le parrucche di scherno diventarono l’immagine di tristi pagliacci schiacciati dalla vita (calcistica) mentre lui, il destinatario della beffa, ci scherzava sopra senza neanche infierire, come si fa con chi non ha raggiunto neanche la dignità dell’avversario. Quella notte ha fatto finire un’era, quella della Fiorentina di Corvino, ma quello che rimane da capire è se c’è ancora un’idea di Fiorentina per il futuro, al di là del toto nomi per il ruolo di direttore sportivo. Non credo che quella del ds sia stata una testa tagliata per calmare la piazza, e ovviamente sono certo che questo non

cambia niente nello spirito con il quale i fiorentini si sentono ancora feriti. Oggi non dobbiamo cercare un genio del calcio che scovi, chissà come o chissà dove, i Messi del futuro, ma un serio ed onesto professionista che faccia il suo lavoro, e solo il suo, e che chiarisca obiettivi, risorse e strategie come raramente è stato fatto negli ultimi anni, al di là degli scudetti di fantasia e dei roboanti proclami. E’ difficile pensare che la partita con il Chievo possa rappresentare un mattone in direzione della costruzione di una nuova Fiorentina, anche perché abbiamo visto che Delio Rossi preferisce (giustamente) affidarsi alla semplicità ed all’usato sicuro fino a quando non si saranno raggiunti i fatidici quaranta punti che sono il minimo sindacale. La squadra di Genova è stata un po’ come un governo di salute pubblica, nel quale ci sono protagonisti che sicuramente con la Fiorentina da giugno non avranno più a che fare. D’altronde per ricostruire i monumenti vanno abbattuti, ma pensate alla domenica di Gilardino e Frey, vista da vicino, e di Mutu: alla fine si poteva vivere senza.


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1 aprile 2012

L’esclusiva

di Michela Lanza

S TA D I O

Fiorentina - Chievo

Oggi il Capitano compie gli anni e parla a 360°: dopo-Corvino? Sceglierei Sartori ma che coppia io e Rui Costa 

ANTOGNONI: CARA FIORENTINA IN DONO VORREI LA VITTORIA SUL CHIEVO  

I giocatori, gli allenatori e i presidenti passano, ma la Fiorentina e Antognoni restano. È così che potrebbe essere interpretato il pensiero di Firenze che, questa mattina, aperti gli occhi ha rivolto uno sguardo al calendario e accertandosi che fosse il 1° di aprile ha subito inviato simbolicamente gli auguri di buon compleanno a Giancarlo Antogno-

ni. La bandiera viola non verrà mai ammainata: ‘Antonio’ è la persona (e non solo il giocatore, il campione) che identifica, rappresenta e rispecchia la Fiorentina e ogni anno la città festeggia con lui il tempo che passa. Che potrà cambiare un palazzo, una via o piano piano imbiancare la sempre-bionda chioma di Giancarlo, ma non potrà mai spezzare un legame indelebile, indissolubile, immortale. La ‘luce’ e l’eleganza inimitabile di Antognoni e la storia, l’arte e l’antichità di Firenze saranno amanti per sempre. E allora anche noi del Brivido Sportivo abbiamo voluto fare il nostro personale augurio di buon compleanno al capitano viola di sempre. E facendogli gli auguri per i suoi 58 anni, lo abbiamo intervistato in esclusiva per conoscere il suo pensiero sul momento che sta attraversando la Fiorentina ma soprattutto sulla vicenda-ds. «Prima di iniziare a parlare di Fiorentina vorrei dire che sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Paolo Melani e anche di non aver potuto presenziare ai funerali in quanto ero fuori Firenze. Vorrei mandare un abbraccio alla famiglia. Che ricordi ho di lui e del Brivido Sportivo? Ricordo che abbiamo passato un bel periodo insieme negli anni Ottanta, quando siamo andati vicino a vincere il terzo scudetto. Era una persona piacevole e un buon giornalista. Il classico fiorentino che difendeva con passione la sua squadra del cuore». Giorni tristi anche per la famiglia Della Valle questi… «Purtroppo sì. Se n’è andato il papà dei Della Valle, Dorino. Ho mandato loro un telegramma ma approfitto molto volentieri di questo spazio per ribadire le mie più sentite condoglianze a Diego,

Andrea e tutta la famiglia Della Valle». Giancarlo iniziamo dall’immediato: la partita di oggi contro il Chievo quanto è importante in chiave salvezza? «In questo momento tutte le partite sono importanti per la Fiorentina, ma oggi i tre punti sono fondamentali per evitare di ritrovarsi maggiormente coinvolti nella lotta per non retrocedere in vista delle prossime quattro sfide sulla carta difficili (Milan, Palermo, Roma e Inter ndr). Penso che alla fine la Fiorentina si salverà, ma la gara di oggi è molto importante per la classifica e per il morale. Per la serenità del gruppo». Facciamo un passo indietro inevitabile: cosa pensa della fine del rapporto professionale tra la Fiorentina e Corvino? «E’ una decisione logica: dopo molti anni di lavoro Corvino ha passato un momento contraddistinto dalle ultime due stagioni in cui le cose non sono andate molto bene soprattutto nella gestione della squadra. Pur riconoscendo che lui abbia fatto per i primi cinque anni un buon lavoro, ha pure commesso qualche errore come del resto capita a tutti. Però sette anni sono tanti e a volte, soprattutto quando si arriva alla fine di un ciclo, serve aria nuova». Da esperto di calcio possiamo chiederle qual è stata, secondo lei, la migliore operazione di mercato in assoluto portata a buon fine da Corvino in viola? «Ce ne sono state di operazioni di mercato portate a buon fine da Corvino, ma se devo scegliere le migliori dico la plusvalenza ottenuta con la cessione di Felipe Melo alla Juventus e l’acquisto di Jovetic, giocatore di grande talento sul quale è

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Supplemento al n. 12 de ‘Il Brivido Sportivo’

CONSULENTE EDITORIALE Alessandro Rialti

DIRETTORE RESPONSABILE Michela Lanza

EDITORE E PUBBLICITà Salvini editore srl

arrivato prima degli altri». E la peggiore? «Qualcuna ce n’è stata… Ma non è bello fare nomi in questo caso. Potrei dire l’operazione Felipe: è stato pagato tanto e non ha reso per quel valore». Un occhio al futuro: quali caratteristiche dovrà avere il direttore sportivo del post-Corvino? «Il direttore sportivo innanzitutto deve essere un uomo di fiducia della società. Poi, per come la vedo io, deve essere giovane ma esperto, deve sapere di calcio, conoscere i giocatori, andare a vederli, saper valutarli. Infine, cosa da non sottovalutare, deve andare d’accordo con l’allenatore perché il ds e il tecnico sono le due figure che devono lavorare braccio a braccio per dare vita ad un nuovo ciclo. Non è facile trovare una figura che racchiuda tutte queste caratteristiche». Il più gettonato sembra essere Oriali. Che ne pensa? «Oriali lo conosco da una vita, abbiamo giocato insieme: non è giovanissimo, ma credo che possa rappresentare al meglio il direttore sportivo ideale per il dopo-Corvino. Ovunque è andato ha fatto bene e poi conosce la piazza di Firenze e la piazza lo stima». Di tutti gli altri nomi di ds accostati a Firenze lei ha una preferenza? «Sì, il migliore per me è Sartori. Lo volevo anch’io quando ero alla Fiorentina negli anni di Cecchi Gori. È un direttore sportivo che ho sempre apprezzato». Poi il suo nome… «Io? No, io non sono un direttore sportivo anche se è posso ricoprire anche quel ruolo». Ma c’è chi sogna (e si sa, i sogni son deside-

DIMENSIONE

REDAZIONE redazione@brividosportivo.it GRAFICA E IMPAGINAZIONE Chiara Reggiani grafica@brividosportivo.it

STAMPA Grafiche Cappelli - Sesto F.no HANNO COLLABORATO Alessandro Rialti, Luca Caneschi, Michela Lanza, Ruben Lopes Pegna,

ri) lei direttore generale e Rui Costa direttore sportivo: che coppia le pare? «Eh, non sarebbe una brutta coppia. Certo, Rui potrebbe restituirmi il favore: io l’ho preso da giocatore, lui potrebbe chiamarmi a lavorare con lui (risponde ridendo Antognoni ndr). A parte gli scherzi, Rui Costa è un uomo di calcio, è giovane, è ambizioso e a Lisbona sta facendo molto bene. Le caratteristiche ci sono ma credo che sia davvero difficile che possa lasciare il Benfica che tra l’altro si sta giocando i quarti di finale di Champions contro il Chelsea». Capitolo Montolivo: c’è chi dice che potrebbe rivalutare la sua posizione e rimanere in viola. Lei che ne pensa? «C’è chi dice che la rottura tra la Fiorentina e Montolivo sia dipesa da Corvino. Io non so se è vero. E neanche se Montolivo abbia già preso accordi con un altro club. So solamente che anche in questa stagione, in una situazione particolare, si è comportato da grande professionista. E non solo domenica scorsa a Genova perché ha fatto gol, ma durante l’arco di tutto il campionato. Certo, alcune prestazioni possono essere state più grigie, ma Riccardo si è sempre comportato bene. Forse se venisse posto alla sua attenzione un programma ben congeniato per il futuro potrebbe anche ripensarci, ma ormai credo sia difficile rivederlo ancora in viola». Chi il futuro capitano e chi il futuro numero 10? «Capitano dico Jovetic. Il numero 10 dico che manca e va trovato». Crede anche lei che la Fiorentina del futuro debba ripartire da Nastasic, Behrami e Jovetic, come sosteniamo noi del Brivido Sportivo

Alessandro Latini, Cristina Mattioli, Luca Capanni, Alfredo Verni, Federico Pettini, Chiara Baglioni FOTO La Presse

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da un po’ di mesi? L’esclusiva «Sarebbe giusto e sagdi Michela Lanza gio ripartire da loro tre. Sono giocatori importanti, di grande valore e sarebbero fondamentali per tracciare il futuro della Fiorentina». Conclusione dovuta: che regalo vorrebbe ricevere per il suo compleanno? «Diciamo che la vittoria della Fiorentina va più che bene». Eh sì, la vittoria della Fiorentina andrebbe benissimo a tutti. Nel frattempo anche noi del Brivido Sportivo abbiamo il piacere di ribadire un sincero augurio di buon compleanno a Giancarlo Antognoni, colui che per ogni tifoso viola rappresenta ‘L’unico 10’, ‘Il Capitano’ e ‘la Luce’. Insomma, la stella numero 1 della galassia viola che – lo diciamo con orgoglio – di stelle ne ha viste tante calcare il terreno di gioco. Ma Antonio è Antonio. Del resto, era lui e solo lui “il ragazzo che giocava guardando le stelle”.

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8 L’Esclusiva

di Cristina Mattioli

1 aprile 2012

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Fiorentina - Chievo

Capitano viola nel 2004-05, ha giocato nel Chievo: loda Montolivo, esalta Behrami, promuove Sartori   

L’EX ARIATTI: FIORENTINA TROVA GLI UOMINI GIUSTI E TORNERAI GRANDE Lui sa cosa vuol dire lottare fino alla fine visto che è stato capitano della Fiorentina nella stagione 2004-2005 quando rischiò, fino all’ultima giornata di campionato, di retrocedere in serie B. Nonostante le tante difficoltà Luca Ariatti da quella esperienza ha imparato molto, soprattutto cosa vuol dire essere il leader di una nave che affonda. Intervistato in esclusiva dal Brivido Sportivo, l’ex viola ci introduce alla sfida che andrà in scena oggi al Franchi tra i viola e il Chievo. La Fiorentina si trova in una posizione di classifica molto rischiosa. Lei è stato capitano della squadra nel 2004-2005 che si è salvata all’ultima giornata di campionato. Ci sono delle analogie tra quella Fiorentina e quella di ora? E se sì, quali? «Ci sono delle analogie perché la Fiorentina non vive un momento molto positivo, sotto tutti i punti di vista. La mia Fiorentina però era neopromossa, aveva quindi tutti i problemi di una squadra che ricompariva su un grande palcoscenico dopo esserne stata lontana per tanto tempo. Tutti sicuramente ricordano quello che la Fiorentina ha dovuto affrontare in quegli anni, anche per quanto riguarda gli arbitraggi che erano sempre a nostro sfavore. In condizioni normali, la mia Fiorentina avrebbe sicuramente potuto lottare per la Coppa Uefa: ci sarebbero bastati 6/7 punti in più per raggiungere quel traguardo. La Fiorentina di adesso è un po’ stanca psicologicamente, almeno mi sembra, ed ha sicuramente bisogno di facce nuove. Sono comunque molto dispiaciuto per l’allontanamento di Corvino, per quanto sia convinto che da questo momento la società viola potrà mettere delle basi solide per poter rinascere». A proposito di Corvino: al di là del dispiacere pensa sia stato giusto il divorzio con Firenze? «Innanzitutto sono vicino umanamente al diretto-

re perché ho saputo della scomparsa della madre che purtroppo è coincisa anche con il licenziamento. Penso che il rapporto Corvino-Firenze non fosse più come prima e per lui fosse diventato difficile lavorare. Dietro a questo licenziamento forse ci sono anche tante altre cose che noi non sappiamo. Per uno con l’esperienza di Corvino sicuramente ci sarà tanto rammarico per come è finita la sua avventura a Firenze. E’ indiscutibile che rimanga sempre uno dei migliori direttori sportivi del calcio italiano». Per il sostituto di Corvino si fanno tanti nomi,  tra i quali spicca quello di Sartori che lei conosce molto bene visti i suoi trascorsi con la maglia gialloblu. Potrebbe essere il diesse giusto per la Fiorentina? «Sartori, per le capacità che ha, potrebbe essere il direttore di qualsiasi tipo di società in Italia e in Europa: è un vero conoscitore del calcio. Difficilmente lo vedrete assistere ad una partita del Chievo allo stadio o farsi bello nei grandi stadi di A perché è sempre a caccia di nuovi giocatori anche nelle serie minori. E’ una persona molto competente, non ce ne sono molti come lui. La Fiorentina potrebbe essere un’esperienza importante che potrebbe permettergli di fare il salto di qualità; si è sempre confrontato con la realtà del Chievo ed è sempre stato supportato dal presidente Campedelli. Adesso dovrà fare una scelta oltre che di cuore anche di ambizione: se provare il grande passo o rimanere a fare quello che ha sempre fatto al Chievo, cioè in una piccola realtà». Se dovesse scegliere lei, da quali giocatori dell’attuale rosa della Fiorentina ripartirebbe il prossimo anno? «Non sta a me decidere, penso però che la Fiorentina abbia dei giocatori giovani dai quali ripartire come Jovetic, Nastasic, De Silvestri e Behrami che hanno tanto da dare e da

dire. La società viola dovrà individuare i giocatori che hanno ancora tante ambizioni, se qualche ragazzo non sarà convinto di rimanere a Firenze è giusto che la Fiorentina lo lasci andare: trattenerli contro voglia potrebbe essere deleterio». Chiunque resterà, si ripartirà comunque senza Montolivo: la società viola riuscirà a rimpiazzarlo con un giocatore di pari valore? «Il mercato dà tante possibilità e opportunità. Dispiace veder andare via un giocatore così anche dopo tutte le polemiche che ci sono state. Montolivo però dà sempre tutto e non si tira mai indietro; sinceramente penso che in campo ci sia più lui con la testa che tanti altri viola che magari hanno stipulato con la Fiorentina lunghi contratti». A proposito di Montolivo: pensa sia stata giusta la scelta della società di togliergli la fascia di capitano ad inizio stagione? «Il fatto di toglierla a Montolivo è stato sicuramente un segnale importante. E’ stata una mossa non molto simpatica, soprattutto nei confronti del ragazzo. Mi metto al posto di Riccardo e sinceramente penso che vedersi togliere la fascia non gli abbia fatto piacere. Anche in questa situazione il centrocampista viola ha però fatto vedere quanto è intelligente perché è andato oltre ed ha cercato di vedere il tutto in positivo malgrado le continue frecciate. Vedersi levare la fascia è stato sicuramente un brutto colpo per lui, però è da ammirare: poteva lasciarsi andare e invece è sempre in prima linea, pronto a trascinare il gruppo. Tutto questo dimostra che la fascia è rimasta un po’ anche sul suo braccio».  Crede che Gamberini sia adatto a ricoprire il ruolo di capitano e cosa deve trasmettere ai compagni in un momento delicato come questo? «Sicuramente il capitano è un giocatore importante, se non altro a livello di esempio, di


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sostegno morale, di carisma, di personalità, non si deve mai tirare indietro. Nei momenti in cui tutto va bene deve lasciare spazio agli altri, ma nel momento in cui tutto va male il capitano deve uscire fuori un po’ di più e caricarsi dei vari problemi. Gamberini indubbiamente rispecchia tutto quello che ho detto: è un giocatore navigato che conosce molto bene Firenze e penso che possa essere il capitano giusto di cui la Fiorentina avrà bisogno anche in futuro».

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Da centrocampista ci dà un giudizio su Behrami? «Penso che la Fiorentina debba fare di tutto per tenersi stretto questo giocatore. Ha bisogno di lui per poter ripartire. E’ indubbiamente nel pieno della sua condizione atletica e psicofisica, inoltre ha un’ottima esperienza a livello internazionale, visto che ha giocato anche in Inghilterra: ripeto è un giocatore che la Fiorentina non può permettersi di perdere. Mi rivedo molto in lui, sia come spirito che come attaccamento alla maglia. E’ chiaro però che la squadra viola ha bisogno anche di altri Behrami». Dal centrocampo all’attacco dove Amauri, ex della partita, non riesce a trovare la via del gol. Come può venir fuori da questo momento? «Amauri è un giocatore che deve ritrovare la fiducia persa in questi ultimi anni. Non è più il centravanti che era a Palermo perché ha subito degli infortuni che lo hanno costretto a rimanere molto tempo fuori dal campo. Non è facile riprendere il ritmo quando si è stati tanto infortunati, soprattutto a livello psicologico. Sicuramente, per Amauri, il prossimo anno sarà indispensabile ripartire con una squadra già da inizio campionato e non aspettare di essere ceduto, magari a gennaio, perché è proprio questo che per lui è deleterio».  Fiorentina-Chievo: uno scontro salvezza che i viola cercheranno di vincere. Qual è il modo giusto per affrontare questo tipo di partite? «Sono delle ‘partitacce’ perché spesso si è convinti che saranno una passeggiata; ti trovi invece davanti una squadra agguerrita che ha preparato bene la partita. È il caso del team di Di Carlo, che ha dei giocatori fisicamente molto forti e quindi daranno del filo da torcere. Per la Fiorentina questa è una partita molto delicata che deve cercare di vincere. Adesso guadagnare 2/3 posizioni in classifica sarebbe veramente molto importante.

La Fiorentina deve afL’Esclusiva frontare le ultime nove di Cristina Mattioli partite con grande maturità e umiltà per portare a casa la pelle». Un’ultima cosa gliela sui fratelli Della Valle: ce la faranno a riconquistare il cuore dei tifosi? «I tifosi viola li riconquisti con i risultati, non c’è un’altra strada. La famiglia Della Valle, insieme a Prandelli e Corvino, era riuscita ad avere la fiducia della gente proprio grazie a questi. Negli anni passati questi tre personaggi hanno fatto qualcosa di veramente incredibile perché sono riusciti a riportare la Fiorentina a giocare la Champions League. E’ chiaro che adesso c’è un margine da recuperare rispetto alle grandi come la Roma, il Napoli e l’Udinese; la Fiorentina rispetto a queste squadre è molto indietro, cosa che fino a due anni fa non era. La società deve essere brava e fortunata a trovare gli uomini giusti, dai giocatori ai dirigenti, per poter ritornare ad essere grande». Ariatti poi ha voluto concludere l’intervista con un pensiero rivolto alla tragica scomparsa del padre dei fratelli Della Valle, Dorino, avvenuto in settimana: «Purtroppo questo è un susseguirsi di brutti momenti per la famiglia marchigiana. Sono molto vicino a tutti loro anche perché del padre di Andrea e Diego chi ha giocato nella Fiorentina ha sempre sentito parlare molto bene. E se anche non lo conoscevamo di persona, lo stimavamo molto. Mi unisco a tutte quelle persone che hanno fatto le condoglianze. Telefonerò o manderò un messaggio ad Andrea, visto che è un po’ che non ci sentiamo e mando un abbraccio a tutta la sua famiglia».

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Le probabili formazioni Fiorentina - CHIEVO Il Chievo arriva a Firenze con qualche assenza importante. Mancheranno infatti Sammarco (squalificato), Moscardelli, Uribe, Morero e Acerbi (infortunati). Così Mimmo Di Carlo si affiderà all esperienza del suo capitano Sergio Pellissier, che quest anno, a differenza dei campionati scorsi, non è stato spesso decisivo in zona gol (ha all attivo solamente

1

BORUC

5

16

14

GAMBERINI

CASSANI

32

85

MARCHIONNI

BEHRAMI

23

NATALI

PASQUAL

18

MONTOLIVO

11

6

VARGAS

8

AMAURI

JOVETIC

31

pellissier

77

23

paloschi

FIORENTINA (4-4-2): Boruc; Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual; Marchionni, Behrami, Montolivo, Vargas; Amauri, Jovetic. All.: Rossi

thereau

56

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hetemaj

93

dramé

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bradley

rigoni

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cesar

2

andreolli

21 frey

54 sorrentino Osteria Tripperia Il Magazzino

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4 gol in 27 partite), ma che resta un pericolo costante, anche perché giocatore che si mette al servizio della squadra e non molla mai. Oltre a Pellissier, il tecnico del Chievo punterà su Bradley che avrà il compito di mettere ordine a centrocampo, su Rigoni e sul fiuto del gol di Thereau (già 6 centri per il francese). Saranno probabilmente questi gli uomini da temere maggiormente quest’oggi al Franchi, oltre a Luciano nel caso dovesse essere preferito ad Hetemaj. In difesa potrebbe tornare titolare l’ex capitano viola Dario Dainelli, anche se Cesar sembra essere in vantaggio nel ballottaggio col difensore pisano per sostituire Acerbi. Delio Rossi, invece, avrà quasi tutta la squadra a disposizione (assenti Felipe e Kroldrup infortunati e Cerci squalificato) e potrà scegliere con serenità e tranquillità l undici titolare che affronterà quest oggi il Chievo Verona per una sfida fondamentale in chiave salvezza. Con ogni probabilità il tecnico viola riproporrà lo stesso modulo (l affidabile 4-4-2) e gli stessi uomini che hanno ben fatto a Genova, almeno sul profilo del gioco e della personalità. Spazio ancora all esperienza e alla coppia Gamberini-Natali in difesa (anche se Nastasic scalpita per riconquistarsi un posto al centro del reparto arretrato) con i soliti Pasqual e Cassani impegnati rispettivamente nel ruolo di terzino sinistro e terzino destro; fiducia ancora a Vargas e Marchionni sulle fasce a centrocampo, mentre Montolivo e Behrami saranno schierati ancora in coppia in mediana; Amauri e Jovetic formeranno la coppia d attacco che cercherà di scardinare la difesa clivense. E chissà che non sia proprio l italo-brasiliano viola, ancora a secco con la maglia della Fiorentina, a regalare una gioia a Rossi e un dispiacere all ottimo Di Carlo.

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Sorrentino; Frey, Andreolli, Cesar, Dramé; Bradley, Rigoni, Hetemaj; Thereau; Paloschi, Pellissier. All.: Di Carlo ARBITRO: Rizzoli; ASSISTENTI: Alessandroni – Giordano; IV UOMO: Gavillucci


A 21.12.11

4 0 0 4 0 6 2 3 0 0

1 2 2 1 0 1 2 3 0 0

A 11.09.11

0 1 2 2 2 4 0 2 4 1

0 3 2 0 2 1 2 2 3 2

A 18.09.11

1

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1

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0

0

0

1

2

3

1

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0

1

2

0

A 21.09.11

1 1 3 3 1 1 1 3 3 1

2 0 0 0 1 2 1 1 2 1

1a GIORNATA Atalanta-Cesena Bologna-Roma Cagliari-Milan Inter-Lecce Lazio-Chievo Napoli-Genoa Novara-Palermo Parma-Catania Siena-Fiorentina Udinese-Juventus 2a GIORNATA

R 29.01.12

1 1 0 0 3 2 0 1 1 1

0 1 3 1 0 3 2 1 2 2

R 01.02.12

Catania-Siena

1

0

Cesena-Napoli

0

0

Chievo-Novara

2

Fiorentina-Bologna

0 0 0 1 0 4 2

1 2 1 0 2 2 4 4

Genoa-Atalanta Juventus-Parma Lecce-Udinese Milan-Lazio Palermo-Inter Roma-Cagliari

3a GIORNATA

Atalanta-Palermo Bologna-Lecce Cagliari-Novara Catania-Cesena Inter-Roma Lazio-Genoa Napoli-Milan Parma-Chievo Siena-Juventus Udinese-Fiorentina 4 GIORNATA a

Cesena-Lazio Chievo-Napoli Fiorentina-Parma Genoa-Catania Juventus-Bologna Lecce-Atalanta Milan-Udinese Novara-Inter Palermo-Cagliari Roma-Siena

R 05.02.12

1

2

0

0

0

0

0

0

0

4

2

3

0

0

2

1

0

0

2

3

R 12.02.12

2 0

3 2

2

2

0

4

1

1

0 2 0 1 0

0 1 1 2 1

A 25.09.11

2 1 0 1 2 0 1 0 0 3

1 3 0 1 1 0 0 0 1 0

A 02.10.11

0 1 0 2 0 3 2 3 3 2

0 2 3 0 2 3 0 1 1 0

A 16.10.11

0 0 2 0 0 0 2 3 1 0

0 0 1 0 0 0 1 0 2 2

A 23.10.11

0 0 2 1 2 3 1 1 2 3

2 0 2 0 2 4 2 0 0 0

5A Giornata

R 19.02.12

Atalanta-Novara Bologna-Inter Cagliari-Udinese Catania-Juve Chievo-Genoa Lazio-Palermo Milan-Cesena Napoli-Fiorentina Parma-Roma Siena-Lecce 6A Giornata

0 3 0 1 1 1 3 3 0 1

0 0 0 3 0 5 1 0 1 4

R 26.02.12

Cesena-Chievo Fiorentina-Lazio Inter-Napoli Juventus-Milan Lecce-Cagliari Novara-Catania Palermo-Siena Parma-Genoa Roma-Atalanta Udinese-Bologna

0 0 0 1 2 1 1 2 1 3

7A Giornata

1 1 1 1 1 3 4 2 4 1

R 04.03.12

Atalanta-Udinese Cagliari-Siena Catania-Inter Cesena-Fiorentina Chievo-Juventus Genoa-Lecce Lazio-Roma Milan-Palermo Napoli-Parma Novara-Bologna 8A Giornata

0 0 2 0 1 2 2 4 1 0

0 3 2 2 1 2 1 0 2 1

R 11.03.12

Bologna-Lazio Cagliari-Napoli Fiorentina-Catania Inter-Chievo Juventus-Genoa Lecce-Milan Parma-Atalanta Roma-Palermo Siena-Cesena Udinese-Novara

3 3 0 2 0 0 1 1 2 0

1 6 1 0 0 2 1 0 0 1

A 26.10.11

1 1 0 2 2 1 4 2 1 2

1 1 1 1 1 1 1 0 1 0

A 30.10.11

3 0 2 1 1 1 2 2 4 1

1 3 1 0 2 1 0 3 1 0

A 06.11.11

1 0 1

0 1 0

1 4 3 0 3 2

0 0 3 2 1 1

A 20.11.11

0 1 0 1 2 3 0 2 2 2

1 2 0 0 1 0 0 0 1 2

9A Giornata

Atalanta-Inter Cesena-Cagliari Chievo-Bologna Genoa-Roma Juve-Fiorentina Lazio-Catania Milan-Parma Napoli-Udinese Novara-Siena Palermo-Lecce 10A Giornata

Bologna-Atalanta Cagliari-Lazio Catania-Napoli Fiorentina-Genoa Inter-Juventus Lecce-Novara Parma-Cesena Roma-Milan Siena-Chievo Udinese-Palermo 11A Giornata

R 18.03.12

0 0 2 0 5 0 2 2 2 1

0 3 2 1 0 1 0 2 0 1

R 25.03.12

0 0 2 2 0 0 2 1 1 1

2 1 2 2 2 0 2 2 1 1

R 01.04.12

Atalanta-Cagliari Cesena-Lecce Chievo-Fiorentina Genoa-Inter Lazio-Parma Milan-Catania Napoli-Juventus Novara-Roma Palermo-Bologna Udinese-Siena 12A Giornata

A 27.11.11

1 1 2 0 0 4 2 2 0 2

A 04.12.11

1 0 0 3 0 0 2 3 4 0

R 07.04.12

Catania-Chievo Fiorentina-Milan Genoa-Novara Inter-Cagliari Juventus-Palermo Napoli-Lazio Parma-Udinese Roma-Lecce Siena-Atalanta

1 2 0 0 3 1 1 1 2 1

A 18.12.11

2 0 2 2 2 2 2 2 1 3

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0 1 0 0 2 1 0 0 2 0

A 11.12.11

1 2 0 2 2 1 0 1 0 2

Bologna-Cesena

1 1 0 1 1 0 1 0 1 0

0 1 0 2 1 0 2 0 3 3

13A Giornata

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2 0 0 0 1 3 3 0 0 1

2 0 0 1 2 3 3 1 1 1

17A Giornata

18A Giornata

R 06.05.12

Catania-Roma Cesena-Novara Chievo-Palermo Fiorentina-Lecce Genoa-Udinese Juventus-Cagliari Lazio-Atalanta Milan-Inter Napoli-Bologna Parma-Siena 19A Giornata

CLASSIFICA - SERIE A

R 02.05.12

Atalanta-Milan Bologna-Catania Cagliari-Genoa Inter-Parma Lecce-Juventus Novara-Fiorentina Palermo-Napoli Roma-Chievo Siena-Lazio Udinese-Cesena

R 13.05.12

Atalanta-Juve Bologna-Parma Cagliari-Fiorentina Inter-Lazio Lecce-Chievo Novara-Milan Palermo-Genoa Roma-Cesena Siena-Napoli Udinese-Catania

PARTITA G OL RIGORE C F T C F T RF RC SQUADRE Pt G V N P G V N P G V N P M.I. R S R S R S T R T R Milan 63 14 9 4 1 15 10 2 3 29 19 6 4 6 29 7 30 16 59 23 8 8 1 1 Juventus 59 14 9 5 0 15 6 9 0 29 15 14 0 2 27 9 19 8 46 17 1 1 3 1 Lazio 51 15 8 4 3 14 7 2 5 29 15 6 8 -8 20 12 23 22 43 34 5 5 4 4 Napoli 48 15 7 6 2 14 5 6 3 29 12 12 5 -11 32 18 22 14 54 32 8 3 0 0 Udinese 48 15 10 4 1 14 3 5 6 29 13 9 7 -11 25 9 15 18 40 27 5 4 6 4 Roma 44 14 8 3 3 15 5 2 8 29 13 5 11 -13 26 13 16 22 42 35 3 2 6 6 Catania 42 14 8 4 2 15 2 8 5 29 10 12 7 -15 20 9 18 28 38 37 9 8 3 3 Inter 41 15 6 4 5 14 6 1 7 29 12 5 12 -18 23 19 15 19 38 38 6 3 6 3 Atalanta 37 15 7 6 2 14 3 7 4 29 10 13 6 -16 19 11 14 18 33 29 4 3 6 5 Bologna 36 15 5 4 6 14 4 5 5 29 9 9 11 -23 16 19 15 16 31 35 3 2 6 6 Palermo 36 15 10 1 4 14 0 5 9 29 10 6 13 -23 32 21 9 25 41 46 4 4 6 6 Chievo 36 14 6 4 4 15 3 5 7 29 9 9 11 -21 12 12 13 24 25 36 2 1 7 4 Cagliari 34 14 5 6 3 15 3 4 8 29 8 10 11 -23 16 12 13 24 29 36 6 6 3 3 Genoa 34 15 7 5 3 14 2 2 10 29 9 7 13 -25 23 18 14 33 37 51 3 2 8 7 Fiorentina 33 14 7 3 4 15 1 6 8 29 8 9 12 -24 21 18 8 17 29 35 5 5 5 5 Siena 33 15 7 3 5 14 1 6 7 29 8 9 12 -26 24 12 9 19 33 31 7 6 6 5 Parma 32 14 5 5 4 15 2 6 7 29 7 11 11 -25 22 18 13 28 35 46 6 5 5 3 Lecce 27 14 2 5 7 15 4 4 7 29 6 9 14 -30 17 22 14 23 31 45 5 5 5 5 Novara 24 15 3 7 5 14 2 2 10 29 5 9 15 -35 14 21 10 25 24 46 3 3 4 2 Cesena 18 14 2 5 7 15 2 1 12 29 4 6 19 -39 11 17 7 30 18 47 6 4 9 7

22 Ibrahimovic Z. (Milan), 19 Cavani E. (Napoli), Di Natale A. (Udinese), 15 Denis G. (Atalanta), Palacio R. (Genoa), 14 Milito D. (Inter), 13 Klose M. (Lazio), 12 Jovetic S. (Fiorentina), Miccoli F. (Palermo), 11 Calaio’ E. (Siena), 10 Di Vaio M. (Bologna), Giovinco S. (Parma), Matri A. (Juve), 9 Borini F. (Roma), Nocerino A. (Milan), Osvaldo D. (Roma), 8 Di Michele D. (Lecce), Hernanes A. (Lazio), Lavezzi E. (Napoli), Lodi F. (Catania), 7 Hamsik M. (Napoli), Larrivey J. (Cagliari), Marchisio C. (Juventus), Mutu A. (Cesena), Pinilla M. (Cagliari), Rigoni M. (Novara) 6 Bergessio G. (Catania), Budan I. (Palermo), Destro M. (Siena), Thereau C. (Chievo)

CLASSIFICA MARCATORI

5 Acquafresca R. (Bologna), Basta D. (Udinese), Diamanti A. (Bologna), Jankovic B. (Genoa), Moralez M. (Atalanta), Muriel L. (Lecce), Pandev G. (Napoli), Pazzini G. (Inter), Pepe S. (Juventus), Ramirez G. (Bologna), Rocchi T. (Lazio), Vucinic M. (Juventus), 4 Barrientos P. (Catania), Boateng K. (Milan), Bojan P. (Roma), Cerci A. (Fiorentina), Floccari S. (Parma), Hernandez A. (Palermo), Legrottaglie N. (Catania), Lulic S. (Lazio), Marilungo G. (Atalanta), Maxi Lopez G. (Milan), Moscardelli D. (Chievo), Paloschi A. (Chievo), Pellissier S. (Chievo), Robinho R. (Milan), Sculli G. (Genoa), Totti F. (Roma), 3 Almiron S. (Catania), Biabiany J. (Parma), Bogdani E. (Siena), Cambiasso E. (Inter), Conti D. (Cagliari), Cuadrado J. (Lecce), De Rossi D. (Roma), Dzemaili B. (Napoli), Floro Flores A. (Udinese), Giacomazzi G. (Lecce), Gilardino A. (Genoa), Gomez A. (Catania), Isla M. (Udinese), Juan S. (Roma), Maggio C. (Napoli), Modesto F. (Parma), Morimoto T. (Novara), Motta T. (Inter), Paletta G. (Parma), Pjanic M. (Roma), Ribeiro T. (Cagliari), Rossi M. (Genoa), Silvestre M. (Palermo), Vidal A. (Juventus)

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1 aprile 2012

Il Cammino di Alfredo Verni

FINALE DA BRIVIDO MA BISOGNA ESSERE PADRONI DEL PROPRIO DESTINO di poter trovare gli ultimi punti utili per il proprio obiettivo proprio a partire da oggi al Franchi (è vero che i viola giocano in casa, ma il Franchi non è più il fortino di un tempo – le 4 sconfitte e i 3 pareggi di quest’anno lo confermano – e il Chievo ha sempre dato filo da torcere); in secondo luogo questa per i giocatori viola potrebbe essere una delle ultime occasioni in cui fare bottino pieno appare cosa probabile essendo uno di quei match cosiddetti ‘alla portata’. L’incubo di un non successo potrebbe aprire degli scenari pericolosi, soprattutto perché dopo la gara con i clivensi la Fiorentina sarà chiamata ad un vero e proprio ciclo di ferro in cui non sarà facile raccogliere punti (stando almeno al ruolino di marcia mantenuto fino ad oggi dai viola in campionato). Quattro partite in quindici giorni contro la corrazzata Milan a San Siro (sabato 7 aprile), la variabile ‘pazza’ Palermo in casa nel turno infrasettimanale (mercoledì 11 aprile), quindi con la Roma all’Olimpico (15 aprile) e infine contro l’incognita Inter tra le mura amiche (22 aprile). Saranno queste le prossime avversarie che Jovetic e compagni dovranno affrontare e se oggi non riuscissero a battere il Chievo potrebbero ritrovarsi in un ancor più brutta posizione di classifica la sera del 22 aprile. Oltretutto, dopo il tour de force, la squadra di Rossi sarà alle prese con un match che non sarà una passeggiata di salute visto che la quinta partita post Chievo sarà contro la sorprendente Atalanta, per giunta in trasferta dove, si

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Un’occhiata al calendario tra la sfida di oggi e il prossimo tour de force. Con il Lecce in agguato

È proprio vero, gli esami non finiscono mai. La Fiorentina, dopo i piccoli passi fatti dal punto di vista del gioco e la ‘vittoria’ morale ottenuta al Ferraris di Genova (il campo ha decretato un pareggio tra la squadra di Rossi e i grifoni di Marino, risultato che sta stretto ai viola), si troverà di fronte alla prova del nove chiamata Chievo Verona. Non ci sono dubbi che la salvezza della squadra di Delio Rossi passi dal Franchi e che la partita di oggi contro i clivensi sarà fondamentale: un crocevia importante. Certo, la Fiorentina sarà padrona del proprio destino, ma riporrà anche qualche speranza affinché su altri campi i risultati delle dirette concorrenti le diano una mano. Perché anche se è bene guardare in casa propria (se si ottengono i risultati, non sarà necessario preoccuparsi delle inseguitrici), un occhio è giusto darlo alla terzultima della classifica: il Lecce. Cosmi e la sua truppa sono attualmente a sei lunghezze dai viola, ma la distanza tra le due squadre non è tale da poter dormire sogni sereni. Ecco perché la Fiorentina proprio oggi sarà chiamata alla partita perfetta. Contro il Chievo non ci sono altri risultati possibili, l’obiettivo è vincere, anche perché la squadra salentina affronterà oggi il Cesena tra le mura amiche e le possibilità che metta in cascina i tre punti sono molte. Sarebbe troppo rischioso ritrovarsi il fiato sul collo del Lecce anche in virtù del match che vedrà i viola scendere in Salento alla penultima giornata di campionato. Ma andiamo con ordine. Indipendentemente dalla doppia sfida salvezza incrociata (Fiorentina-Chievo e Lecce-Cesena, col Novara che dovrebbe fare da ‘spettatore’ a Roma) i motivi per mantenere alto il livello di attenzione in un match decisivo come quello di oggi sono diversi. Prima di tutto la Fiorentina troverà di fronte a sé una squadra che è ormai ad un passo dalla salvezza e che spera

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sa, la Fiorentina ha accumulato solamente 9 punti. Sarebbe brutto se le ultime tre giornate di campionato diventassero quelle decisive per la salvezza. Quelle in cui la Fiorentina dovrà assolutamente fare punti. La squadra viola non ha giocatori abituati a lottare per non retrocedere e questo probabilmente è il limite più evidente rispetto alle concorrenti, decisamente più abituate a incredibili rush finali. Analizzato il calendario tutt’altro che facile, ai viola dunque non sono permessi passi falsi almeno per quanto riguarda le gare casalinghe: detto del match di oggi assolutamente da vincere e del ciclo di ferro, la partita da tre punti senza se e senza ma sarà poi quella col Novara (alla terzultima del campionato). Dopodiché arriverà la temuta trasferta di Lecce che sarebbe importante affrontare con almeno 4 punti di vantaggio per non rischiare. In caso contrario significherebbe davvero dover lottare, come nel 2004-05, fino all’ultimo minuto dell’ultima partita per una salvezza che a quel punto non dipenderebbe solo da se stessi, ovvero da un successo casalingo sul Cagliari all’ultima giornata, ma anche dal dover sperare in un risultato sfavorevole al Lecce. Ricordiamo che negli scontri diretti il club pugliese – avendo vinto a Firenze – sarebbe in vantaggio e se dovesse ristabilire le distanza in classifica al penultimo turno di campionato sarebbe psicologicamente favorito nella gara di chiusura della stagione, anche se i salentini giocheranno in trasferta (contro il Chievo, appunto) e la Fiorentina in casa con i sardi. I clivensi insomma potrebbero ancora diventare decisivi per le sorti della Fiorentina. E non solo oggi.

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S TA D I O

Salvatore o ‘bidone’?   AMAURI, CERCASI GOL DISPERATAMENTE L’arrivo di Amauri Carvalho de Oliveira a Firenze è stato ufficializzato il 24 gennaio scorso. Solo il giorno dopo è stato presentato alla stampa. Il suo smagliante sorriso non lasciava adito a dubbi e le sue parole riuscirono subito ad esaltare chi ha sempre creduto in lui: “La mia avventura riparte da qui, voglio dimostrare a me stesso di essere un giocatore e voglio dare una mano a questa squadra che vive un momento non facile. Sono a caccia del riscatto”. Così, il 29 gennaio lo abbiamo visto per la prima volta indossare la maglia della Fiorentina numero 11, la stessa lasciata da Gilardino, nella gara casalinga contro il Siena. Il primo impatto con Firenze è stato positivo e i tifosi gli hanno da subito riconosciuto qualità tecniche, grinta, rabbia e pure una discreta condizione fisica. Infatti nessuno immaginava che l’italo-brasiliano riuscisse a rimanere in campo, dopo mesi di inattività, ben 87 minuti. Così nel momento della sostituzione ha potuto godere di applausi scroscianti. Insomma, per Amauri… buona la prima, seppur senza gol. CERCASI GOL D’AUTORE. Col passare delle giornate, però, è successo un qualcosa che ha completamente ribaltato il giudizio sull’ex attaccante della Juventus: da salvatore della patria che avrebbe dovuto rilanciare a suon di gol rabbiosi le sorti della Fiorentina, è già diventato l’‘ex giocatore’ arrivato a Firenze solo perché ‘fallito’ nella Juve. Insomma a coloro che sono maggiormente inclini al cambiamento rapido di idee, Amauri è passato dalla stelle alle stalle, dall’essere incitato ad essere addirittura attaccato, dall’essere quel demone che riuscì ad incantare Firenze con la maglia del Palermo, ad un semi-bidone reo di non essere mai stato un vero goleador. Addirittura è riuscito con la sua astinenza da gol a far rimpiangere un Gilardino che negli ultimi mesi fiorentini non ha fatto altro che essere messo in discussione da tutti per poi finire a Genova dove, ahilui, ha collezionato una sola rete in otto partite. Il rendimento dei due attaccanti, dunque, non è stato molto dissimile da quando hanno deciso di cambiare maglia: se Gila ha segnato un solo gol in otto partite, Amauri dopo 9 presenze con la maglia della Fiorentina, ancora non è riuscito a siglare la sua prima rete. Così come anche altri attaccanti che hanno movimentato il mercato invernale: vengono in mente Borriello (7 presenze, 0 gol), Mascara e Caracciolo (entrambi 10 presenze, 1 rete ciascuno), o ancora il duo Lopez-Iaquinta (5 presenze per entrambi, 1 rete a testa, quella di Iaquinta segnata su calcio di rigore

gentilmente concesso da Adrian Mutu). Non è facile giudicare, o quantomeno sarebbe più giusto farlo cercando almeno un po’ di obiettività senza cadere nell’eccesso. Magari la verità può stare nel mezzo e nessuno c’ha mai pensato. Magari Amauri non è mai stato un bomber di razza alla Vieri, ma certamente neanche un ‘bidone’. Magari ha solo bisogno di tempo. Magari ha solo bisogno di sbloccarsi per riprendere il via e l’abitudine al gol. Sono passati due mesi dal suo primo match con la maglia della Fiorentina. Oggi è il 1° aprile e, certamente non per scherzo, gli auguriamo di mettere a segno il tanto sospirato gol. DOPO LO SCORAMENTO LA ZAMPATA?  E glielo auguriamo dopo aver appreso del suo momento di scoramento nello spogliatoio di Genova. Un attaccante, è risaputo, vive per il gol. E anche sforzandosi di non pensarci, anche illudendosi che non sia importante, gli condiziona la vita e, talvolta, le prestazioni. È così anche per Amauri che, dopo aver mancato l’ennesima occasione da gol a Genova (anche per la bravura di Frey) contro la peggior difesa del campionato (i grifoni hanno subito ben 51 reti), si mormora abbia avuto un attimo di sconforto. Certo, i minuti collezionati giocando senza provare la gioia del gol sono troppi per un attaccante e un uomo che ha carattere e orgoglio come Amauri: quasi 800 minuti (circa 790) che però non sono il suo record negativo raggiunto quando giocava nelle fila del Chievo. A proposito di Chievo: oggi incontra la sua ex squadra (l’ennesima dopo Napoli, Parma e Juventus) ma forse quella più importante perché è stato proprio il club clivense a portarlo alla ribalta del calcio italiano. È proprio nel club di Campedelli che si è fatto conoscere alle squadre più prestigiose tanto da attirare su di sé le attenzioni di Fiorentina e Palermo, con i rosanero che lo hanno prelevato nel 2006-07 per fargli compiere l’ennesimo salto di qualità. E allora, seppur consapevoli del sentimento di riconoscenza che Amauri nutrirà nei confronti del Chievo, siamo altrettanto certi che quella di oggi possa essere finalmente la sua partita. Quella della svolta. Quella del primo gol in viola. Quella del vero Amauri. Perché se è vero che l’italo-brasiliano può aver avuto un attimo di scoramento, è altrettanto vero che forza d’animo, dignità e orgoglio non gli mancano e che oggi più che mai sogna la zampata vincente. Magari quella da tre punti…

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appello ai tifosi che sembrano essere diventati insofferenti anche con la punta italo-brasiliana. È vero, tutti si aspettavano qualcosa di più da Amauri, ma adesso conta non stargli addosso, non pressarlo, non fischiarlo, non contestarlo. Non va lasciato solo in primo luogo perché il numero 11 viola ha quantomeno sempre dimostrato impegno dal 1’ al 90’, e poi perché la Fiorentina non può assolutamente permettersi di perdere un giocatore importante come lui (nonché unico centravanti della rosa a disposizione di Rossi) per la strada. Per una strada ancora lunga e tortuosa che porta alla salvezza. E allora tutti uniti anche oggi, anche davanti ad una squadra non blasonata ma assai pericolosa come il Chievo: c’è da fare gruppo per uscirne tutti insieme. Fino a prova contraria, ex bianconero o no, con contratto a termine o meno, Amauri fa parte integrante di questo gruppo. Non isoliamolo.

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Fiorentina - Chievo

QUEL MEZZOGIORNO DI FUOCO con il Chievo e le lacrime di Cerci

Speriamo che finisca come nella passata stagione quando la Fiorentina soffrì contro il Chievo al Franchi per quasi tutta la partita ma alla fine conquistò i tre punt, che poi sono la cosa più importante. La sfida con i gialloblu guidati dall’ex giocatore viola Stefano Pioli, oggi tecnico del Bologna, fu la prima giocata a Firenze all’ora di pranzo (alle 12,30). E per questo motivo sugli spalti non mancarono gli striscioni ironici. “Oggi a pranzo - diceva uno - domani a colazione... serve rispetto per chi ama il pallone”. E poi alle tredici precise ne venne esposto un altro: “Tradizione toscana... a i’ tocco si sgrana”. Al di là di questo, la partita del passato campionato con il Chievo fu molto importante per Sinisa Mihajlovic che cercava ulteriori verifiche dopo la vittoria sul Bari e il pareggio di Catania. L’allenatore serbo manda così in campo la seguente formazione, schierata con il 4-2-3-1: Boruc; Comotto, Gamberini, Kroldrup, Pasqual; Donadel, Bolatti (Vargas dal 46’); Marchionni (Cerci dal 72’), Mutu, Santana; Gilardino (Gulan dall’87’). E’ assente Frey per il grave infortunio e Boruc esordisce in campionato dopo aver già debuttato in maglia viola davanti ai suoi nuovi tifosi dodici giorni prima in coppa Italia con l’Empoli. Ma manca tra gli altri anche Montolivo e così a centrocampo, accanto a Donadel, gioca Bolatti. C’è inoltre l’esordio stagionale al Franchi

per Adrian Mutu che, dopo la lunga squalifica, è rientrato la settimana precedente a Catania. La partita comincia bene per la Fiorentina e dopo pochi minuti Kroldrup impegna Sorrentino, costretto a una difficile parata. Il Chievo si rende a sua volta pericoloso con Thereau ma la sua con-

clusione è respinta di testa da Kroldrup. La gara comunque è brutta e non decolla. Le emozioni scarseggiano. All’inizio della ripresa Mihajlovic toglie uno spento Bolatti ed inserisce al suo posto Vargas, arretrando nel contempo Santana al fianco di Donadel. Il peruviano, invece, va sulla fascia sinistra sulla linea di Marchionni e Mutu. Il rumeno, come già nel primo tempo, prova a tirare da tutte le posizioni ma le sue conclusioni o finiscono fuori o vengono respinte dai difensori gialloblu. Poco prima della mezz’ora esce Marchionni ed entra Cerci, subissato di fischi prima ancora di mettere piede sul terreno di gioco. Comunque il suo ingresso in campo risulterà decisivo. A dieci minuti dalla fine Mutu (ottima la sua prestazione) effettua un cross dalla sinistra per Gilardino il cui tiro viene respinto corto da Sorrentino. Sul pallone si avventa Cerci che insacca. Per il giocatore di Valmontone si tratta del suo primo gol in viola e del primo centro della sua carriera in serie A. E così non riesce a trattenere le lacrime. Il Chievo poco dopo ha la possibilità di pareggiare ma Constant da buona posizione tira fuori. La Fiorentina tira un sospiro di sollievo e al secondo minuto di recupero va vicina addirittura al raddoppio ancora con Cerci, la cui conclusione finisce sul palo. Finisce così con il successo dei viola per uno a zero. Sono tre punti importanti questi per la  squadra  di Mihajlovic  che appena tre settimane prima era ultima in classifica.

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Dopo-Corvino: cosa bolle in pentola? PRATICAMENTE DI TUTTO

Per aprire un nuovo ciclo occorre passare attraverso una rivoluzione. Dopo aver detto addio a  Pantaleo  Corvino, l’uomo mercato che per sette anni ha fatto il bello e il cattivo tempo, in casa viola si respira aria di cambiamento. Prima ancora della rivoluzione tecnica (il ricambio dei giocatori sarà massiccio) sembra che la proprietà abbia intenzione di rinnovare i quadri dirigenziali e nel caso in cui decidesse di rilanciare il progetto in grande stile il primo passo sarebbe quello di rinominare presidente proprio Andrea Della Valle. Il nodo da sciogliere per primo, in ogni caso, è quello relativo al nuovo direttore sportivo, che dovrebbe essere scelto al massimo entro tre settimane. L’intenzione era quella di mettere subito un punto fermo nell’organigramma societario, ma in questi giorni si sono susseguiti eventi di un certo rilievo, che hanno avuto l’effetto di far passare in secondo piano la scelta del nuovo ds. Importanti impegni di lavoro occupavano la testa di Diego e Andrea Della Valle, prima ancora che arrivasse la notizia della scomparsa dell’amato

papà Dorino. E’ normale quindi che certe decisioni possano subire uno slittamento, anche perché la scelta dovrà essere del tutto ponderata. SALI&SCENDI. La figura che la famiglia Della Valle immagina alla guida del settore tecnico della Fiorentina è quella di Gabriele Oriali. I fratelli Tod’s hanno individuato nella sua classe e nel suo stile un volano importante per rilanciare il progetto. Lui avrebbe già fatto sapere di essere lusingato e orgoglioso di far parte della Fiorentina, sua ex squadra dal 1983 al 1987 con la quale ha totalizzato 105 presenze e messo a segno 7 gol. Fin qui tutto bene, ma c’è un però. Il tentennamento di Oriali è dovuto al fatto che a breve potrebbe arrivare una nuova chiamata dell’Inter. Anche Moratti sarebbe pronto a rivoluzionare i quadri dirigenziali dopo la fallimentare stagione di quest’anno e nel caso dovessero saltare alcune teste (quella di Branca su tutti) il nome di Oriali sarebbe sicuramente il primo da cui ripartire. All’Inter non potrebbe dire no, ecco spiegato perché ancora non ha accettato l’incarico in Fiorentina. La sua indecisione ha l’effetto di alimentare all’impazzata il toto ds. I nomi sono più o meno sempre gli stessi, anche se rispetto a qualche giorno fa potrebbero essere cambiate alcune posizioni.  Pietro Lo Monaco sembra perdere terreno giorno dopo giorno rispetto alla concorrenza. Il suo modo accentratore di fare calcio (alla Corvino, per intenderci) non sarebbe in linea con l’idea dei Della Valle, che dopo l’esperienza con il direttore sportivo pugliese hanno l’intenzione di suddividere in più figure poteri e responsabilità. Ecco quindi che sale il nome di Giovanni Sartori, storico ds del Chievo che proprio in esclusiva al Brivido Sportivo ha dichiarato di essere pronto a valutare la proposta che potrebbe arrivare da Firenze. In questo momento gli altri candidati sembrano in seconda o terza fila:  Carboni,  Bigon, Vitale, Capozucca, Pradè e tutti gli altri dovranno attendere sviluppi e decisioni altrui, prima di essere eventualmente contattati. PROMOZIONI. In casa Fiorentina ci sono però un paio di figure che assumeranno da qui in avanti un ruolo fondamentale. Partiamo da Vincenzo Guerini. Dopo essere arrivato la scorsa estate in qualità di club manager (ruolo tipico del calcio

N AC C I IMPIANTI

Intrecci di mercato di Alessandro Latini

inglese, ma per quello italiano è stata una novità) potrebbe essere a breve promosso ufficialmente, anche se di fatto i suoi compiti sono aumentati dal momento in cui la Fiorentina ha comunicato la separazione con Corvino. Per lui verrà probabilmente ‘inventato’ un nuovo ruolo, a metà tra il suo attuale status di club manager e una più importante carica di direttore generale. Si prenderà dunque responsabilità significative da qui a giugno, ma dovrebbe essere anche uno dei primi mattoni della ricostruzione nella prossima stagione. C’è poi Eduardo Macia. Lo scout spagnolo continuerà a fornire una fondamentale consulenza al nuovo direttore sportivo, oltre che coordinare tutti gli osservatori? Vedremo considerando che il contratto gli scade a giugno. I suoi compiti, in caso di probabile permanenza, potrebbero non limitarsi alla prima squadra d’ora in poi. La partenza di Corvino lascia vacante anche il ruolo di responsabile del settore giovanile: una possibilità è che venga ingaggiato un personaggio esperto nel gestire i giovani (si è parlato di Mauro Pederzoli) e lo stesso Macia potrebbe essere chiamato ad offrire consulenze anche per il settore giovanile. FUTURO INCERTO. Tutto da valutare, al momento, è il futuro degli uomini di Corvino all’interno del settore giovanile. La struttura è retta dal professor Vincenzo Vergine, da Maurizio Niccolini e da Stefano Cappelletti. La proprietà appare contenta del lavoro svolto con i ragazzi (in campo ma soprattutto nella vita quotidiana) e sembra orientata ad offrire la riconferma in blocco ai principali interpreti. Tra Corvino e Vergine c’è in ballo un’amicizia salda e di vecchia data, che nei giorni scorsi ha lasciato pensare ad un addio anche dello stesso Vergine pronto a seguire Corvino. In realtà quest’ipotesi al momento è in stand-by, perché c’è da capire in primis quale sarà il futuro del ds di Vernole. Se dovesse approdare in un club con strutture e tradizioni adeguate per il settore giovanile potrebbe anche chiedere a Vergine e ai suoi uomini di seguirlo, in caso contrario potrebbe essere il primo a consigliargli una permanenza in viola per proseguire l’ottimo lavoro svolto in questi anni.

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1 aprile 2012

Fiorentina - Chievo

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Marco Venturini: vinco con la Rondinella

e tifo per il rilancio viola

Far rinascere la Rondinella e portarla a nuova luce. Seguire la Fiorentina con passione e serietà. Sono queste le prerogative di Marco Venturini, presidente della seconda squadra di Firenze che attualmente milita nel girone B del campionato di Promozione Toscana e comanda la classifica con 47 punti. Le caratteristiche di Venturini? Orgoglio e appartenenza alla città, tipico di ogni tifoso viola. Presidente, siete in testa al campionato quando ormai manca poco alla fine. Non solo con la prima squadra, ma anche con gli Juniores. «Quest’anno la Rondinella fa questi risultati grazie a due realtà, a due persone che sono due scommesse vinte. Una è l’allenatore, Massimiliano Papucci. Non ha mai allenato una prima squadra, ma sta facendo un bellissimo lavoro. E poi è un grande tifoso viola, un ragazzo del Collettivo. L’altra è il dottor Lapo Alessandri, tra l’altro degli Ultras, che con gli Juniores è in testa al campionato fin dalla prima giornata. E con lui il dirigente accompagnatore degli Juniores, il signor Gregori. Voglio fare un encomio a tutta la squadra e ai giocatori perché nonostante le difficoltà hanno dimostrato passione infinita e un attaccamento incredibile a

questa maglia tanto da auto-finanziarsi praticamente tutto. Sai, quando uno sponsor importante ti lascia sul più bello... Ma i ragazzi non hanno mollato e hanno continuato a lottare con il cuore. E forse per questo ci mettono ancora più rabbia. Mi preme ricordare anche che siamo arrivati in semifinale di coppa Italia». Come si vince il campionato? «Abbiamo da qui alla fine tre partite molto difficili, in particolare l’ultima che è uno scontro diretto. Ma al di là delle forze in campo, oltre a queste splendide persone, credo che il campionato si possa vincere anche grazie al nostro dodicesimo uomo: la tifoseria. Sempre presente, anche in trasferta. Il nostro pubblico fa sacrifici, si finanzia, inventa lotterie. Sono tutti tifosi viola e spesso arrivano tardi allo stadio per vedere la Fiorentina. Il sogno sarebbe quello di arrivare in serie C, così il sabato c’è la Rondinella, la domenica la Fiorentina. Mi permetta poi di dire una cosa...». Prego. «Volevo ricordare altri due personaggi importantissimi per questa squadra: Giacinto Minuto e il signor Lista. Da trent’anni sono sempre stati accanto alla Rondinella e non se ne sono mai andati. Quando tre anni fa ho preso la squadra ho voluto fin da subito che ci fossero. E faccio un appello a Quartetti, ora al Porta Romana, che in un prossimo futuro possa tornare in quella che alla fine è sempre casa sua». Come si vede il presidente Venturini nel futuro? Testa e cuore sempre alla Rondinella oppure magari lo si potrà vedere sui palcoscenici della serie A? «Più che presidente, in questo momento sono un direttore generale. I presidenti sono quelli che hanno soldi da buttare via. Ed è bene che anche alla Rondinella arrivino nuove forze. In tre anni ho fatto la mia parte: salvi il primo anno, a due punti dai play off il secondo e nel terzo siamo a giocarci il campionato da primi in classifica». Parliamo di Fiorentina. Corvino è stato allontanato: era davvero lui il problema? «No. Il problema secondo me è un altro e lo disse Innocenzo

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Mazzini: i Della Valle hanno costruito delle aziende meravigliose, ma il calcio è un’altra cosa. Non mi fraintenda, bisogna essere orgogliosi di loro per tutto quello che hanno fatto, ma non si può dirigere una squadra di calcio come un’azienda, perché si perdono molte energie e poi alla lunga ti manca quella continuità di risultati a cui il tifoso si abitua. Dicevano che Prandelli e Corvino litigavano, ma alla fine si compensavano. E, mi creda, difficilmente riuscirò a vedere la Fiorentina ancora una volta per tre anni di fila in Champions League». Insomma è la gestione sbagliata il ‘grande male’? «Basta pensare a Marchionni, che è un mio pallino. Negli anni della Champions è stato il miglior giocatore italiano, come rendimento. E negli ultimi due anni non ha visto il campo. Ma nonostante questo non ha mai fatto polemica, ha sempre continuato ad allenarsi come un professionista serio e si è fatto trovare pronto quando l’allenatore ha deciso di metterlo in campo. Non a caso, viene dalla scuola Juve. Un altro caso mal gestito è stato quello di Montolivo. Forse siamo stati troppo ad aspettarlo o a sperare che potesse fare la differenza. Ma di sicuro, in una squadra come il Milan, se a giugno ci andrà, farà vedere le sue doti. Non è un caso che Montolivo con la Fiorentina e Montolivo con la Nazionale siano quasi due giocatori diversi». Da presidente crede che i Della Valle abbiano ancora voglia di investire? «Penso di sì. Ma fossi nei panni dei Della Valle in questo momento investirei su Firenze. La Fiorentina alla lunga porta via soldi, le strutture possono invece farli arrivare». Questa Cittadella allora si farà? «Io sono molto pessimista al riguardo perché sembra che più si va avanti, più si apre il coperchio e più problemi vengono fuori». Tornando alla figura del direttore sportivo: il nome di Oriali sembra il più gettonato per il post-Corvino. Che ne pensa? «Potrebbe essere un’alternativa, ma non è una persona che può fare la differenza. Sì, magari ha trovato qualche

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S TA D I O buon giocatore, ma nulla di più. Perdendo Corvino, perderanno tanto. Se ne accorgeranno presto. Perché a Corvino, quando son stati dati soldi veri, ha portato grandi giocatori a Firenze». Chi vorrebbe allora al posto di Corvino? «Beh, si sono fatti tanti nomi. Oltre a Oriali, c’è pure Lo Monaco. Ma per fare il salto di qualità c’è solo una persona che farebbe al caso della Fiorentina: Pino Vitale. Con un po’ di pazienza e con tranquillità, potrebbe costruire una bella squadra. Basta vedere quello che è riuscito a fare con l’Empoli. Tenere in serie A una squadra come l’Empoli, una realtà di provincia, è come per la Fiorentina giocare ogni anno la Champions League». Ancora però il nome non viene fuori e il mercato estivo è già iniziato. «Infatti questo è uno degli aspetti della gestione sbagliata. Bisogna già avere il sostituto di Corvino e stabilire con quanti soldi si farà il prossimo calcio mercato. Si rischia di arrivare troppo tardi». Partendo dal presupposto che la Fiorentina si salverà, qual è la base, l’ossatura da cui bisogna ripartire? E chi invece bisogna allontana-

Allo stadio di Luca Capanni

re? «Non voglio neanche lontanamente pensare che la Fiorentina non possa salvarsi. Purtroppo a giugno saranno in pochi a salvarsi. In questa squadra non ci sono giocatori d’esperienza e non ci sono leader. C’è un talento, un gioiellino, Jovetic: lui è l’unico da tenere senza se e senza ma. Per il resto ci sono giocatori che dovevano fare la differenza e non l’hanno fatta, chi per un motivo, chi per un altro. Un giocatore che mi ha profondamente deluso è stato Vargas. Ha dimostrato di non essere un professionista vero, perché è mancato spesso alla squadra quest’anno per poi andare in Perù e offrire grandi prestazioni. Cerci, poi… Un grande giocatore, ma non è stato gestito al meglio. Ed è qui che deve vedersi la società, prendendo magari delle persone che possono aiutare i ragazzi ad uscire da certe difficoltà che altrimenti si tengono dentro». Ha qualche idea in proposito? «Certo, Don Massimiliano Gabricci. Viene dalla Cattolica, fiorentino acquisito anche se di origini senesi. Lo chiamano scherzosamente il pretone. In certi momenti, in certe situazioni, un aiuto spirituale può

servire. Un prete che L’Esclusiva può essere uno psicodi Federico Pettini logo per aiutare quei ragazzi più fragili a superare le difficoltà». In conclusione? «La Fiorentina deve fare una rivoluzione anche a livello di struttura societaria. I Della Valle si devono circondare di persone che sappiano fare calcio, non che sappiano gestire aziende. E’ la mentalità a livello dirigenziale che deve cambiare. Quella che poi ti porta a partecipare nei Consigli di Lega, alle designazioni arbitrali. Quella che ti fa sentire più vicino il tifoso. In questo momento i tifosi, come i giocatori, sono isolati. Bisognerebbe ideare qualche iniziativa per loro, per far stare la squadra più vicina alla gente. Proporre feste, regalare i biglietti quando lo stadio è tristemente vuoto, far sentire tutti partecipi del mondo Fiorentina. Anche questo è far calcio per una società. Non so se nelle Marche ci siano persone che possano fare tutto questo».

Sondaggio-ds: a chi piace Oriali, a chi Antognoni o Pino Vitale

‘Ma quel che conta è lavorare per il bene della Fiorentina’

Mentre la Fiorentina è impegnata a concludere nel migliore (o nel meno peggiore) dei modi questo campionato, a Firenze soffia un vento di rinnovamento originato dalla decisione della società viola di chiudere con Pantaleo Corvino. Se da quest’aria scaturirà un tornado o una brezzolina sarà il futuro a svelarlo. La sensazione che emerge già da ora, però, è che la piazza voglia un futuro appoggiato sulle radici della storia, o quantomeno su una struttura solida.  Esemplare in questo senso è il parere di  Stefano Sartoni, ex presidente del Collettivo: «Non mi convincerebbe del tutto una figura come quella di Lo Monaco o di Leonardi (che comunque ha già rinnovato col Parma ndr), perché hanno sempre lavorato per squadre ‘medio-basse’. Se devo esprimere un’opinione da tifoso il mio pensiero va a persone legate alla Fiorentina, alle vecchie glorie. Si parla molto di Oriali e l’idea non mi dispiacerebbe visto che ha giocato nella squadra viola (dal 1983 fino alla fine della carriera di calciatore, nel 1987 ndr). E sarebbe stupendo se venisse affiancato da un direttore generale come Antognoni, che non è solo una vecchia gloria ma la nostra bandiera». Non c’è niente da fare, il nome di Antognoni ricorre sempre nella mente e nel cuore dei fiorentini, che da molti anni lo vedono come il ‘grande assente’ in società. Un vuoto da colmare anche secondo Furio Valcareggi, tifoso ‘violascuro’ e agente di mercato: «Non ho dubbi, vorrei l’accoppiata Pino Vitale-Giancarlo Antognoni. Qualcuno mi dirà che Pino è un accentratore, ma più semplicemente dico che lui fa il suo lavoro a tempo pieno. Ritengo che sia il più bravo ds in assoluto, un uomo pieno di personalità, abile e vincente sia nel calcio che nella vita. E’ un numero uno. Se poi vuoi prendere un numero due, allora ne trovi quanti ne vuoi. E per quanto riguarda il direttore generale a Firenze ce n’è uno solo che può farlo: Antognoni. Fra i due si creerebbe una sinergia perfetta: Vitale migliorerebbe Antognoni e Antognoni migliorerebbe Vitale. Se comandassi io non avrei dubbi, ma al

momento mi sfugge chi comanda in società, chi prende le decisioni. Se decide Diego Della Valle può darsi che venga Oriali. Anche lui è un’alternativa non male, forse un po’ troppo legato all’Inter ma sicuramente un uomo abile e pieno di storia». 

A proposito dei Della Valle, il conduttore radiotelevisivo  Gianfranco Monti incarna probabilmente l’auspicio di molti tifosi: «Indipendentemente dai nomi, prima di tutto mi piacerebbe vedere una società ben strutturata, cioè con dei ruoli chiari: presidente, direttore generale e direttore sportivo. E nella casella del presidente vorrei Andrea Della Valle, se Diego non torna. Per il resto non sono competente in materia. Da quello che leggo mi sembra che Oriali sia molto bravo, così come lo è Sartori ma, ripeto, io parlo da un punto di vista esterno. L’importante è che ognuno abbia il suo ruolo, e che tutti interagiscano. Presidente, ds, dg e allenatore devono confrontarsi, senza che le decisioni si concentrino su uno solo. E’ importante che il ds e l’allenatore, che secondo me dovrebbe continuare ad essere Delio Rossi, si parlino in chiave mercato, come accadeva ai tempi di Corvino-Prandelli». 

Un presupposto dal quale parte anche Valter Tanturli, presidente dell’A.T.F.: «Basta con gli accentratori, servono nuove cariche dirigenziali in grado di collaborare tra loro. Quattro occhi vedono meglio di due, come si suol dire, sarebbe rischioso delegare tutto ad una persona sola. Quello che è sempre mancato alla Fiorentina, inoltre, è una proprietà che ingranasse bene nel meccanismo del calcio. La mia sensazione, e parlo anche delle precedenti proprietà, è che per un motivo o per un altro esse non siano mai riuscite ad inserirsi completamente nel calcio. Per quanto riguarda i nomi sul futuro direttore sportivo, non ne faccio, preferisco rimanere nel mio ruolo di tifoso».  Un nome in mente ce l’ha invece Marzio Brazzini, ex-Ultras Viola 73 ed exGruppo Storico: «Credo che Lo Monaco potrebbe far bene a Firenze. E’ vero che è un po’ troppo accentratore, ma sa operare benissimo sul mercato e l’ha dimostrato negli anni. Alla fine è questa la cosa più importante, ciò che conta sono i giocatori che lui riesce a portare, perché sono loro che vanno in campo. La mia impressione, però, è che la Fiorentina stia puntando su Oriali. Un’altra idea interessante anche se, a differenza di Lo Monaco, lo vedo meno collaudato per una società che rispetta dei paletti economici. Sinceramente lo vedo anche un po’ troppo interista, ma in fondo è un professionista e mi sembra una persona seria. Insomma venga chi venga, l’importante è che lavori per il bene della Fiorentina».

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Primavera: 4 gare decisive per restare seconda e non farsi raggiungere Mancano oramai soltanto 5 partite alla fine del campionato a gironi Primavera e la Fiorentina si trova ancora dietro la Juventus, a soli 3 punti di distanza dal primo posto in classifica. Dopo i pareggi con Siena e Genoa, la Fiorentina allenata da Semplici è caduta tra le mura amiche dopo 30 partite, contro il Torino, che si è avvicinato pericolosamente soli 4 punti. Se è vero che la Fiorentina deve recuperare una partita con la Sampdoria, la Juventus ne deve recuperare ben 2: una contro il Novara e l’altra proprio contro il Torino. Le ultime partite saranno dunque decisive per i viola e su queste Leonardo Semplici deve concentrare i suoi programmi. SQUADRA RIMANEGGIATA. Sì perché il tecnico fiorentino deve far fronte non solo alle squalifiche e agli infortuni (nella maggior parte dei casi in questa fase del campionato soprattutto muscolari) ma anche agli impegni settimanali di alcuni elementi in Nazionale. Vedi Luca Lezzerini e Leonardo Capezzi, entrambi convocati nella nazionale italiana Under 17. Il portierino gigliato si è messo in mostra con una buona prestazione e giocando 90 minuti (nonostante un gol subito). Capezzi invece ha giocato l’ultima mezz’ora, ma non è bastato a rimediare la partita, terminata 1-0 per la Francia. In nazionale è stato impegnato anche Michele Camporese, sempre più in disparte nella prima squadra e che farebbe parecchio

Fuorigioco

di Duccio Magnelli

Mattinata

Fiorentina

di Chiara Baglioni

comodo alla Primavera di Semplici. Nel test dell’Under 21, contro il Frosinone, il difensore centrale pisano è rimasto tutta la gara in panchina. Nonostante la carenza momentanea di difensori (Semplici infatti è stato costretto a schierare Ashong, che è un terzino, come difensore centrale), la Fiorentina detiene il record in positivo di gol subiti finora, solo 20 in 21 gare a fronte di appena tre partite perse. PRIORITA’ 2° POSTO. Accedere alle fasi finali del campionato significherebbe arrivare direttamente a Gubbio (la sede delle “Final Eight” decisa proprio mercoledì scorso) tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, senza dover affrontare le noiose e stancanti sfide play-off. Per qualificarsi infatti occorre arrivare quantomeno secondi nel rispettivo girone. Quattro partite rimangono ancora da giocare, contro Modena e Novara in trasferta, Livorno e Cagliari in casa. Sfide determinanti che consacreranno il giudizio finale sull’intera stagione viola. Fuori anzitempo da coppa Italia e Viareggio Cup, se la Fiorentina dovesse accedere alle fasi finali tramite play-off sarebbe un’altra delusione per la squadra, lo staff ed il tecnico. Comunque bisogna guardarsi alle spalle: le inseguitrici sono alle costole e la Juventus sembra sempre più consolidata al primo posto in classifica.  Classifica: Juventus 43; Fiorentina 40; Torino, Empoli 36; Livorno 33; Sampdoria 32; Novara, Genoa 31; Sassuolo, Parma 27; Cagliari 23; Siena 20; Modena 18; Grosseto 11. 

I TEMPI GIUSTI (per licenziare qualcuno)

Adesso, inevitabilmente, si discute della sorte di Corvino, e le polemiche divampano per i tempi scelti

dalla società per l’annuncio. Visto anche il periodo − con un’opinione pubblica divisa sui licenziamenti e l’articolo 18 − tutti si domandano se era proprio il momento giusto per dare una notizia del genere. I detrattori dei Della Valle, sempre più numerosi e che ormai considerano sbagliata qualsiasi decisione presa dalla società, affermano che così facendo si è trovato un colpevole per la disfatta con la Juventus, e si è tentato di placare gli animi dando in pasto alla feroce e arrabbiatissima tifoseria un capro espiatorio perfetto. Ora, dubitiamo molto che i Della Valle non sappiano che i tifosi si sono fatti un’opinione “granitica” sulle responsabilità per quello che sta succedendo, di cui Corvino è soltanto uno dei tanti colpevoli. Il punto è che non esistono tempi giusti per dare questo tipo di annunci, perché ci sarà sempre chi dirà che andava fatto in un altro momento. Per esempio, qualcuno ha detto che si poteva aspettare il mese di maggio. “Ma siamo matti, e adesso chi lo fa il mercato?”. E giù altre polemiche. Se i Della Valle l’a-

vessero annunciato a Natale, li avrebbero accusati di voler rovinare le feste a Corvino. Se fosse stato fatto a giugno dello scorso anno, ci sarebbero state dichiarazioni del tipo “questi sono pazzi dopo una campagna acquisti così” (e non dimentichiamoci che l’unico che osò dare un brutto voto al mercato estivo viola fu un giornalista RAI, immediatamente marchiato come incompetente e menagramo). E poi, se un allenatore può essere esonerato a furor di popolo e tutti se ne fregano della sua condizione psicologica, perché non si può fare lo stesso con un direttore generale? Alla fine, probabilmente, l’unico errore dei Della Valle è stato quello di non aver reso noto subito il nome del sostituto di Corvino, come fecero con Mihajlovic, annunciando l’arrivo di Rossi. Siamo certi che in questo modo i detrattori sarebbero stati zittiti dall’attesa della conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore. E le speranze dei tifosi sarebbero ricominciate a fiorire, come capita sempre, quando il nuovo bussa alle porte. 


22 I’ nonno Pilade dal nostro inviato in cantina

1 aprile 2012

S TA D I O

Fiorentina - Chievo

Dopo i du’ punti buttai via, co’ pandorai un c’è che un risurtato solo

La testa la mi ronza. Pe’ fammi passa’ la rabbia di Genova e non vedemmi ronza’ d’intorno i’ gobbo di sopra che gli era quasi astemio (gobbo e astemio, ma quella strulla della mi’nipote o ‘ndo la l’ha trovao, ni’ Tide?), ma che ora, dopo la ripassaa che ci hanno dato, e un fa che scende’ a piglia’ bocce ‘n cantina, e gni ci ho dao duro dentro. Che gni venga uno stranguglione di quelli boni! Se seguito però e gli è più facile che mi venga a me. Un ci pensiamo e veniamo a noantri. Dunque, siccome e s’è buttao via du’ punti ‘n Liguria, co’ e’ pandorai e un c’è che un risurtato, e un n’emporta nemmen che lo diha. I’Chievo e un dovrebbe esse’ nemmeno tanto avvelenao, e gli è a trentasei, tre punti sopra a noi, nove sopra a i’Lecce. Ora, tutto e po’ esse’ nella vita, ma a meno che Berrettone e

un diventi Guardiola e Muriella e un doventi Messi, o ‘ndo e tu vo’ che vadino? Gli è vero che loro e giohano ‘n casa co’ i’Cesena… Ma ‘nsomma basta porco mondo! O che discorsi e vu gli fate fare anche a i’nonno? Ma guarda un po’ se si dee guardare i’Lecce e spera’ che perda. Faccino icche gni pare, e si dee vince’ noi, o che s’ha anche paura d’anda’ più piano di che siamo andai insino a ora? A uno e due punti a partia, nove partie e le fanno quasi undici punti, e vor di’ quarantaquattro come que’ gatti che gli andaano ‘n fila di sette e gnene avanzava due. Anche a noi e ce n’avanzerò diversi alla fine, e un ni scherziamo, basta lallere. Certo che i’poero Tigre e s’è preso a pernacchie perché gli avea fatto 51 punti e ora, se va bene, e se ne fa diversi di meno. E un sarà che i’ probrema e un n’era lui? I’probrema e l’era tutto i’Corvo, perlomeno così gli è stato scritto, e la coincidenza

Il Pungiglione Una puncicatina, non punitiva, ma di incitamento, la si dà questa volta ai tifosi. A quelli incerti, ai bigi, a quelli che ancora non hanno capito che non è il momento di scherzare col fuoco. Abbiamo sentito durante una trasmissione chiedere se la vergogna per lo 0-5 con la Juve aveva cancellato la capacità di gioire per i gol di Genova. Ed abbiamo purtroppo anche sentito rispondere di sì, che ormai dopo quella giornata, qualcosa si era rotto e non era più raccomodabile. O come si fa a ragionare così? Re-

che appena mandao via, ‘n diversi e gli han cominciao a correre la un pole non esse’ notata. Magari davvero una combinazione, però… Gli è tornao titolare anche Marchino, se i’ragazzino, quell’artro co’ i Rom, e gli avea pazienza e rimanea qui, alla fine e giocava anche lui. Speriamo che gli abbian capito l’antifona, che si giri pagina davvero e che e si ricominci a spinge’ tutti dalla stessa parte, se no e si seguita a anda’ poho lontano. E gli ha a veni’ chi gli pare, e ve lo dice i’nonno! Comunque ora c’è i’Chievo e i’programma gli è tre punti, i’resto gli è resto. E ci siam tutti, tutti sani, cramoroso a Firenze, e un c’è scuse, pe’ nessuno. Tre punti e si respira l’aria di primavera, e un ce la facciam rovinare dalle solite allergie che le ti fanno starnutire anche l’anima. L’allergia a i’ go’ e gli è la più grave, vero Mocio? Basta co’ discorsi, i’nonno e riscende ‘n campo, gli è pronto: Forza Violaaaaaaaaaa!

trocedere non è più raccomodabile, una partita, per quanto ricca di significati per rivalità storiche, è sempre una partita, ma ce ne sono altre 37!  E’ come se uno, in balia delle onde chiedesse ai compagni se remano con la stessa lena dopo che la barca ha rischiato di capovolgersi. Si deve remare di più. Poi, in porto, tranquilli, si faranno i processi. O vogliamo farli in fondo al mare? A chi fa di questi discorsi e a chi gli va dietro la puncicata ci vuole. “Solo per la maglia” ed è giusto, ma per la maglia non ci devono essere titubanze e remore. Quando segna la Fiorentina, segna la Fiorentina. Quando vince la Fiorentina, vince la Fiorentina, non questo o quello, e quando perde, perdiamo tutti. Perciò il passato è passato e verrà esaminato, senza pietismi, dopo; il presente non deve vedere dubbi ed il futuro, che è quello che conta, ce lo creiamo da oggi in avanti.


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