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Supplemento al n. 10 de ‘Il Brivido Sportivo’

CONSULENTE EDITORIALE Alessandro Rialti

DIRETTORE RESPONSABILE Luca Capanni

EDITORE E PUBBLICITà Salvini editore srl

REDAZIONE redazione@brividosportivo.it GRAFICA E IMPAGINAZIONE Chiara Reggiani grafica@brividosportivo.it

STAMPA Grafiche Cappelli - Sesto F.no HANNO COLLABORATO Alessandro Rialti, Luca Caneschi, Michela Lanza, Ruben Lopes Pegna,

Alessandro Latini, David Fabbri, Luca Capanni, Chiara Baglioni, Alfredo Verni, Federico Pettini FOTO La Presse

È sempre la Partita

E ditoriale

di Alessandro Rialti

Grazie al vecchio guerriero, a Vincenzo che se potesse ancora scendere in campo c’è da scommetterci che con la Juve ci metterebbe anche il cuore. Guerini ci aiuta in questa bella intervista esclusiva, fatta da Michela Lanza, ad aprire le porte alla Partita. Quella, l’unica, con la P maiuscola. Molte cose sono cambiate da quando battere la Juve voleva dire essersi guadagnati mezzo stipendio, però mettere sotto i bianconeri è ancora l’aspettativa che a molti riempie i sogni. E poi adesso, adesso che gli Agnelli hanno messo mano al portafoglio per riportare

la loro squadra ai vertici, adesso che Antonio Conte (ha ragione Vincenzo, uno che è bianconero fin nel midollo) ha annusato l’odore di scudetto dopo che la Vecchia Signora manca al successo da una vita,

tagliare i fili della speranza sarebbe cinicamente un piacere suppletivo. Certo non basterebbe battere la Juve per far dimenticare a tutti i tifosi viola l’amarezza di un’altra stagione fallimentare, fatta solo di testa bassa e amarezza, però vincere oggi al Franchi sicuramente trasformerebbe la notte in giorno, almeno per questa domenica che tornerebbe ad essere domenica. E poi ha ragione Guerini quando ricorda a tutti che conta comunque l’obiettivo finale, quello di mettersi alle spalle la paura della retrocessione, perché è sempre meglio aver paura che buscarne. Ma intanto gustiamoci l’intervista a Vincenzo piena di ricordi, di immagini, di angoli di lettura per il presente e il futuro della Fiorentina. Guerini ci guida dentro quello che rimane per noi l’angolo più importante del nostro calcio. E gustiamoci al contempo questo Fiorentina-Juventus che è avvelenato dalle polemiche bianconere (ci riconosciamo nella battuta di Vincenzo, il quel suo: fa ridere vedere la Juve piangere...) al punto di saper di dover vigilare ancor di più del solito. Comunque

ci accende di curiosità anche rivedere il Franchi com’era una volta: quasi pieno. Noi non dimentichiamo le antiche battaglie e ci auguriamo di rivederla anche questa notte. La Fiesole sarà stracolma e questa è già una garanzia. La promessa che si giocherà davvero un Fiorentina-Juve di antica memoria, con gli slogan e le frecciatine di un tempo. Ci auguriamo che questo clima contagi anche Montolivo e compagni, perché sono loro a dover giocare questo FiorentinaJuventus così come la giocherebbe Vincenzo Guerini, così come l’hanno giocata tanti ex viola che quel match lo aspettavano come il derby dei derby. Montolivo, Cassani, Vargas e company provino a leggere le parole di Vincenzo per capire fino in fondo che oggi al Franchi tutti gli occhi saranno per loro, loro che devono giocare con testa e cuore, sangue e sudore. E al fischio iniziale siano davvero pronti a scatenare un inferno. Poi, più avanti, verranno fatti i conti di questa brutta stagione. Ma non oggi, oggi c’è voglia solo di cantare e di battere la Juve.   

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17 marzo 2012

L’esclusiva di Michela Lanza

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

Esclusiva con Vincenzo Guerini:

La mia Fiorentina-Juventus Un giornata di sole, primaverile. Un pomeriggio di rabile 4-1 nella stagione 1974una settimana diversa dalle altre, quella di avvicina- 75 (successo viola che rimandò mento alla partita delle partite che si giocherà que- all’ultima giornata di campionasta sera al Franchi tra Fiorentina e Juventus. C’era to la vittoria dello scudetto della qualcosa di diverso nell’aria, un qualcosa che ogni Juventus che, invece, pensava tifoso viola avvertiva: l’adrenalina che saliva per un di festeggiare già a Firenze match da vincere con il cuore e con la grinta. Le con tanto di Champagne che si porte dello stadio erano aperte ai tifosi che si sono era portata al seguito ndr). C’è potuti radunare per guardare l’allenamento della un aneddoto che mi ricordo in squadra agli ordini di Rossi, alimentando allo stes- particolare relativo all’altra gara so tempo l’attesa di passione di una partita troppo contro la Juventus che ho vissignificativa per essere considerata come le altre. suto. Quando approdai a FirenCori di sostegno per i viola e sfottò per la banda di ze, arrivai a far parte di un gruppo di giovanissimi. Conte provenivano dalla Maratona. Mentre sulle Eravamo una banda di ragazzi da me a Caso, da gradinate della Tribuna, noi del Brivido Sportivo Antognoni a Roggi, da Desolati a Speggiorin. E neleravamo in compagnia di un pezzo di storia della la stagione 1973-74 noi giocatori andammo a chieFiorentina, Vincenzo Guerini, attuale Club Mana- dere al nostro allenatore (in quell’anno Gigi Radice) ger viola. «Conosco bene il Brivido Sportivo - ha se potevamo andare in ritiro il giovedì invece che esordito Guerini - esisteva anche ai miei tempi. È il sabato. Questo per non avere distrazioni, perché una testata storica». Ebbene sì, come storica è la sai, Firenze era tentatrice anche per noi. Andammo rivalità tra la Fiorentina e Juventus che Guerini co- da Radice e gli dicemmo: ‘Noi giovani vorremmo nosce molto bene, nonostante la sua brillante car- andare in ritiro giovedì’. E l’allenatore accolse la noriera sia stata interrotta troppo presto a causa di un stra richiesta. La domenica vincemmo quel match disgraziato incidente. Ma certe sensazioni non si contro i bianconeri per 2-0 (reti di Merlo e Caso ndr). dimenticano e così, in esclusiva Questo per dirti cosa significava per per il Brivido Sportivo, l’ex cennoi la partita contro la Juventus. Di “Che tenerezza la trocampista viola ha raccontato il emozioni poi, non ce n’è una in partiJuve che si lamenta. colare da raccontare perché Fioren‘suo’ personale match in un’intervista a cuore aperto nella quale, Mi aspetto una grande tina-Juventus la respiri nell’aria già però, non mancano aneddoti e nei 15-20 giorni precedenti alla gara. gara sul piano rivelazioni, speranze e curiosità, Giri per la città e c’è fibrillazione: la dell’agonismo” presente e futuro. avverti, la senti, lo sai. Come noi alGuerini, ci racconta i suoi rilora, anche adesso sanno che esiste cordi di calciatore e le sue emozioni nelle sfide questa rivalità atavica fatta di gioie e di dolori con contro la Juventus? Cosa significava per lei af- questa squadra che è amata e odiata in tutta Italia. frontare la Juve? «Purtroppo ne ho giocate poche E sicuramente a Firenze non è amata». di sfide contro i bianconeri perché ho avuto la sfortu- I fiorentini vengono accusati di essere provinna di smettere di giocare a calcio a 22 anni, ma sono ciali proprio per questo loro modo di intendere riuscito a viverne un paio importanti, tra cui il memo- Fiorentina-Juventus come ‘la partita delle parti-

te’. Che ne pensa? «Sono luoghi comuni che vanno sfatati. Non è provincialismo, il fatto è un altro. Ti racconto questo. Io ho allenato per sei anni nelle giovanili della Fiorentina e il problema qual è? Che quando allenavo i ragazzi, gli Allievi o la Beretti, come uscivamo dalle mura di Firenze per spostarci appena nei comuni limitrofi, trovavamo tifosi juventini. Credo che questo sia significativo per il tifoso viola che, proprio per questa sua esclusività, è ancor più attaccato alla squadra e vive in maniera più sentita la sfida contro la Juve. Dunque non si tratta di provincialismo, ma di come squadra e città vivono in simbiosi. Da non sottovalutare poi che la Juventus ha sempre rappresentato per tanti anni nel calcio il potere e, proprio per carattere, il fiorentino figura il club bianconero come un qualcosa da combattere. È sicuramente vista come la squadra che ha avuto vantaggi nel calcio anche se adesso mi fa quasi tenerezza sentire la Juventus che si lamenta…» Dopo i ‘pianti’ del Parma, ecco quelli della Juve. Teme che l’arbitro possa essere condizionato dai presunti errori subiti dalla Juve domenica scorsa? «Io spero e mi auguro che i tempi siano cambiati. Se fosse stato qualche anno fa avrei avuto molta paura. Però francamente vedere la Juventus che piange mi fa ridere e piangere allo stesso tempo». Anche da allenatore ha affrontato la Juventus

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S TA D I O (con Ancona e Piacenza): ha provato le stesse una bella partita. Siamo due squadre, una per un sensazioni ed emozioni provate da giocatore? motivo una per un altro, che hanno bisogno di punti. «Personalmente, avendo dentro quest’anima fio- Indubbiamente ci sarà molta tensione. La Juventus rentina, ho provato le stesse emozioni quando ho vede che le sta sfuggendo la possibilità di vincere incontrato la Juventus sia da giocatore che da alle- lo scudetto e anche se tutti hanno sempre negato e natore. Purtroppo ho sempre allecontinuano a negare fosse l’obiettinato squadre che avevano obietvo della squadra ad inizio stagione, “L’aspetto ambientale tivi di classifica diversi dai grandi il loro nervosismo sta dimostrando è importantissimo. club e quindi il match con la Juve il contrario: ci tengono eccome a è sempre stato per me una vera Ricordo le migliaia di per- quell’obiettivo. Noi purtroppo per noi sofferenza. L’unica piccola gioia in una posizione di classifica sone alle reti dei ‘campini’ siamo me la sono tolta sulla panchina in cui anche il punto diventa fondache ci caricavano…” del Piacenza quando riuscimmo a mentale. Dunque non mi aspetto pareggiare per 1-1 in casa (camuna grande partita sul piano tecnico, pionato 1997-98 ndr)». ma sul piano agonistico, quello si». Che partita si aspetta stasera? «Non mi aspetto E da parte della gente di Firenze cosa si aspet-

ta? «Guarda lo dico già esclusiva da un pò di tempo, non di Michela Lanza chiedo niente perché purtroppo quest’anno abbiamo dato quasi solo delusioni ai tifosi. Dunque andare a chiedere loro ancora aiuto no. La gente deve tifare Fiorentina perché deve sperare che la squadra rimanga in questo massimo campionato che è la cosa più importante». Come si batte la Juve? «Non sbagliando niente ed essendo intensi per tutti i novanta minuti». Quanto conta l’aspetto ambientale per fare propria la partita? Quanto è importante la carica della gente, il lavoro psicologico del pubblico sui giocatori? «Io ti dico questo: il sogno di ogni calciatore è quello di giocare questo tipo di partite. Ancora adesso mi vengono i brividi a pensare allo stadio pieno che ti incita e ti trascina. Per chi gioca a calcio, il massimo è avere lo stadio pieno e il tifo a favore. E quindi l’aspetto ambientale aiuta sicuramente, eccome se aiuta. Quando giocavo io negli anni Settanta ci allenavamo ai ‘campini’ e per tutta la settimana che precedeva la sfida con la Juve c’erano migliaia di spettatori alla rete. Questo non poteva non caricarci e ti dirò di più: anche durante l’allenamento un giocatore rende di più se ha la gente addosso che lo aiuta». Battere la Juve può essere davvero - quest’anno più di ogni altro anno - il modo per salvare in qualche modo una stagione deludente? «Non dico niente per scaramanzia». Cosa pensa dell’accoglienza che verrà riservata ad Antonio Conte? Il tecnico bianconero rappresenta davvero la juventinità in persona? «Beh si, lui è juventino dentro. Ha fatto parte di un pezzo importante della storia della Juventus ed è

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17 marzo 2012

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

stato un signor giocatoCatania, e so quali sono le sue potenzialità. Adesso mi sembra giusto e poi perché la mia opinione non re, non possiamo dimenfinalmente siamo contenti di lui. Jovetic è il nostro conta. A me basta vedere gli occhi di Andrea Deldi Michela Lanza ticarlo. Anche da allenafiore all’occhiello, però attenzione: lui deve giocare la Valle, la passione e l’amore che ha messo e sta tore sta dimostrando di se sta bene. Perché se deve scendere in campo mettendo in questa società. Da tifoso della Fiorenavere grandi doti e di poter non in condizione danneggerebbe sia se stesso che tina, finché lui sarà innamorato di questa squadra, arrivare a livelli importantisla squadra». mi sento tranquillo. Sarò preoccupato quando non simi. Per quanto riguarda l’acApprofondendo il discorso Vargas, quanto pos- lo sarà più». coglienza che gli sarà riservata, sono aver influito in negativo i continui cambi di L’ultima vittoria contro la Juve in casa risale lui si dovrà rassemodulo? «Prima di tutto ha patito alla stagione 1998-99: Trapattoni in panchina, gnare: tutte le volte che la sua scarsa condizione generale Fiorentina al primo posto in classifica, stadio “Conte verrà a Firenze, anche se siederà di forma, poi certamente anche i gremito, cross di Oliveira e gran colpo di testa uno juventino dentro. vari cambi di modulo che abbiamo di Batistuta per l’1-0. Un’altra Fiorentina, forse sulla panchina di un’altra squadra, sarà sempre preso di mira». Se arrivassero secondi adottato possono averlo frenato. la più forte in assoluto degli ultimi trent’anni? Secondo lei, detto del campionaChiaramente in alcune soluzioni Oppure pensa che quella di Prandelli se la gioci rimarrebbero to deludente della Fiorentina, se tattiche non si è trovato a proprio casse...… «E’ una bella lotta anche se Batistuta non molto male” la Juventus arrivasse seconda agio. Lui si sa, è un esterno di cen- è che lo incontri a tutti gli angoli. Un centravanti, un sarebbe un risultato fallimentatrocampo e quando sta bene fa la leader come lui alza l’asticella parecchio. Bati-Rui re? «Secondo me non sarebbe affatto un campiodifferenza. Quando invece non sta bene...… mi ci ri- Costa: una coppia così sarà dura rivederla ancora nato fallimentare, ma credo che loro erano e sono in vedo un pò in questo: quando non per qualche anno». corsa per lo scudetto, c’hanno fatto la bocca e quindi stavo bene fisicamente ero ridicolo, A proposito di Batistuta: cosa “Batistuta-Rui costa se arrivassero secondi ci rimarrebbero molto male». se stavo bene davo la birra a tutti». pensa delle sue parole d’amosarà dura rivederli. Tornando alla partita: l’eventuale assenza di Posso chiederle chi è che in sore verso Firenze (ha detto: ‘Se Jovetic quanto potrebbe pesare ma allo stesso cietà sentirà maggiormente queavessi giocato con il Barcellona La Fiorentina tempo quanto sono importanti la ritrovata forsta partita? «Credo Andrea Della o il Manchester United avrei vinha avuto campioni, ma di Vargas, la voglia di lasciare un segno di Valle. Io l’ho visto contro il Cesena e to il Pallone d’Oro, ma ho volumica discorsi” Cerci e la voglia di rivincita di Amauri? «Amauri mi ha fatto tenerezza. Una persona to giocare per la Fiorentina. Ho sta tornando partita dopo partita. Provo a pensare della sua levatura, della sua posisempre deciso di rimanere peragli stimoli che può suscitare in lui questa partita, zione sociale, vederla quasi piangere mi ha susci- ché volevo vincere il campionato con una piccoquantomeno avrà la stessa rabbia che abbiamo noi, tato veramente dolcezza. Non è possibile che non la squadra per fare la storia’)? «E’ sempre quello visto come l’hanno trattato. Cerci e riusciamo a dargli una grande sod- che ho pensato io: meglio essere il numero uno in Vargas sono cresciuti, soprattutto disfazione, la meriterebbe. Con- una società meno grande che essere comprimario “Amauri avrà tanta il peruviano è ritornato quello che trariamente a quello che qualcuno in una grande squadra. Lui ha fatto questo tipo di rabbia per come noi conoscevamo. Eravamo un pò pensa, è innamorato pazzo di que- scelta che gli fa onore. Certo uno come Batistuta è stato trattato. arrabbiati con lui ma non perché ce sta squadra e di questa città». avrebbe potuto giocare in ogni tipo di club, ma ripeAdv? Finchè sarà inna- Quando accadrà, se accadrà, to, gli fa davvero onore quello che ha detto». l’avevamo con lui, semplicemente perché volevamo che tornasse a morato della Fiorentina, di rivedere Diego Della Valle al E a che punto lo colloca tra i grandi giocatori giocare ai suoi livelli. Io lo conosco Franchi? «Io non mi esprimo in che sono passati da Firenze? «Tra i primi cinque mi sento tranquillo” da ancor prima di voi, dai tempi di queste cose. Primo perché non sicuramente».

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S TA D I O

alla squadra come si esclusiva battevano le puniziodi Michela Lanza ni, perché lui aveva un piede fantastico e lo ha tutt’ora. Lui pensava che i ragazzi potessero imitarlo. Io gli dissi: “Guarda Sinisa, le batti tu così... ”. Forse deve capire che non tutti sono campioni come lo è stato lui». Una piccola parentesi di mercato: alla Juventus piace Behrami… come si fa a convincere il giocatore a restare a Firenze? «Behrami ho avuto modo di conoscerlo quest’anno e posso esprimere un giudizio. È un tipo particolare: se noi della Fiorentina riusciremo a creare le condizioni e un progetto che sia piacevole e di suo gradimento, lui è capace di rinunciare ad una grande squadra per la Fiorentina. È un uomo di grandi valori e va oltre il contratto e oltre la grande squadra. Valuta altro. Se noi saremo capaci di convincerlo attraverso il lavoro e anche i rapporti umani, credo che lui sceglierà noi». L’ex bianconero Brio ha dichiarato in un’esclusiva rilasciata al Brivido Sportivo che Jovetic è E gli altri quattro chi sono? «Beh Antognoni. Poi hanno qualcosa in comune? E il campione che manca alla Jucome fai non citare Hamrin, oppure De Sisti, o anin cosa, invece, sono diversi? ventus. I tifosi hanno timore che “Behrami? è uno cora Cervato che a me piaceva tanto. Insomma, la Insomma se mi dovesse desi possa rivivere una situazione capace di rinunciare Fiorentina ha avuto campioni, mica discorsi». scrivere i due a livello tecnico già vissuta con la cessione di Capitolo allenatore: quando è arrivato Rossi, e umano, come me li descriveBaggio… Partendo dal presupad una grande immaginava potesse riscontrare così tante diffirebbe? «Ho avuto un rapporto posto che Jovetic ha da poco per la Fiorentina…” coltà nel rimettere in riga la squadra dopo l’esomeraviglioso con Mihajlovic e lo firmato un contratto, secondo nero di Mihajlovic? Tante da (numeri alla mano) sto avendo con Rossi seppur sialei si corre il rischio di vederlo addirittura avere uno score peggiore (ad oggi). no completamente diversi di carattere. Delio Rossi andare via? «La Fiorentina ha blindato Jovetic con «Io si, me l’aspettavo. Ho fatto l’allenatore per quasi è apparentemente più vicino alla gente anche se è cinque anni di contratto e il giocatore ha accettato trent’anni, dunque certe sfumature le avevo capite. molto chiuso e conduce una vita riservata. Mihajlole condizioni della società. Penso che il problema Avevo intuito, dopo un po’ di partite dall’inizio della vic invece sembra un duro, è apparentemente dinon si ponga. Io non me lo pongo per adesso. Poi stagione con Mihajlovic (ma non per colpa di Sinistaccato e invece credimi è un allenatore tutto d’un è chiaro, Jovetic non piace solo alla Juve. Io da apsa), che sarebbe stata un’annata difficile perché pezzo e una persona nella vita privata squisita, passionato di calcio e fossi al Manchester City, al strutturalmente la squadra ha avuto dei problemi meravigliosa e di un’onestà cristallina. Purtroppo Manchester United, al Chelsea o in un altro grande per un sacco di motivi. Fra l’altro qui a Firenze non ha legato per tanti club, lo vorrei perché è un giocatore di levatura suDelio Rossi non è un traghettatomotivi. Per quanto riguarda il loro periore. Però è stato rinnovato un contratto pochi “I problemi re, ma un costruttore di gioco, di modo di lavorare, Delio Rossi è un mesi fa, quindi...…». della Fiorentina gruppi e quindi credo che abbia maniaco della tattica, dei particolari, Chi è il nuovo Guerini del calcio italiano e in trovato maggiori difficoltà proprio addirittura impressionante. Prende chi si riconosce nella Fiorentina? «Io giocavo neanche Guardiola per il suo modo di allenare. E i ragazzi, li massacra dalla mattina ai tempi di Adamo ed Eva, quello di adesso è un li avrebbe risolti” sono convinto che non si sia analla sera (in senso buono del tercalcio completamente diverso. Tu sai che nessun cora visto il vero Delio Rossi, la mine, ovviamente), insegna loro giocatore della Fiorentina sa quasi che io giocavo sua mano. Io lo vedo lavorare e lo fa molto bene, anche come uno deve camminare quasi. Mihajloa pallone? Pensa un pò quanti anni sono passati ma i problemi non poteva risolverli lui. Non poteva vic essendo stato un grande campione forse dava (sorride ndr) ma a parte questo, ripeto, è un calcio risolverli nessuno, neanche Guardiola. I problemi ci per scontate certe cose. Lui pensava: io alleno la troppo diverso. Diciamo che mi rivedo in Behrami sono e ci vuole tempo per eliminarli». Fiorentina, determinate cose le sanno. Mi viene da per la caparbietà in campo, per il carattere, per la Mihajlovic e Rossi cos’hanno in comune, se ridere a ripensare a quando Sinisa faceva vedere volontà».

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17 marzo 2012

Fiorentina - Juventus

Quella chimica

La 25a ora

di Luca Caneschi

S TA D I O

CHE SPAVENTA GLI AVVERSARI

Negli ultimi anni era stato considerato un sinonimo di crescita il fatto che non si attribuiva alla partita con la Juventus la caratteristica di “salva-stagione”.

In passato annate grigie venivano glorificate dal successo contro i bianconeri, magari riusciva anche ad essere decisivo per interrompere la corsa scudetto degli allora potenti e prepotenti juventini. Ma negli ultimi anni qualcosa era cambiato: da una parte c’erano gli effetti post Calciopoli, dai quali forse solo quest’anno i bianconeri si sono risollevati, e dall’altra una Fiorentina che si poneva altri obiettivi, raggiungendoli anche per due anni consecutivi, in un calcio dove ascoltare la musica della Champions dava più soddisfazione di battere la Juve. Nel cuore del tifoso, però, la partita con la Juve non può e non potrà mai essere una gara qualunque, e se nelle notti migliori ancora ci si può svegliare dopo aver sognato il gol di Papa Waigo a Torino che valse un indimenticabile successo, risulta invece indigeribile uno 0-0 tacitamente accettato da tutti come quello dello scorso anno. E’ pur vero che anche in un recente derby tra Roma e Lazio si

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è visto un tacito patto di non belligeranza, ma io continuo a considerare quella partita dello scorso campionato come specchio della peggiore Fiorentina, ed anche della peggiore Juventus, degli ultimi anni. Oggi l’occasione è troppo ghiotta perché al Franchi arriva una Juventus imbattuta, alla quale infliggere la prima sconfitta significherebbe anche mettere un bastone fra le ruote nella corsa scudetto che probabilmente sarebbe ricordato come decisivo nella storia del campionato. La domanda, ovviamente, è se la Fiorentina attuale sia in grado di fare questa impresa, e sulla carta la risposta fatica ad essere positiva. Per fare il miracolo ci vorrebbe quella chimica che in passato si è vista e vissuta, quella che non molti anni fa spaventò Rui Barros, il portoghese tascabile della Juventus che dopo una partita a Firenze disse che per la prima volta aveva sentito l’ostilità, se non l’odio, non di uno stadio ma di un’intera città. Se quella chimica scatta gli undici in campo, anche quelli scarsi che non mancano, avranno sulle spalle non il peso ma la forza della spinta della tifoseria e, appunto, di Firenze. Se non si sfrutta questa occasione, poi come obiettivo resterà solo la salvezza. Poco, maledetto e tutt’altro che facile, tra l’altro.

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S TA D I O

Le vittorie viola poche ma memorabili Batistuta, Fuser, Baggio…

Amarcord

di R. Lopes Pegna

e quel colpo di testa di Borgonovo all’ultimo minuto Troppe. Decisamente troppe tredici stagioni senza una vittoria sulla Juventus al Franchi (a Torino la Fiorentina si impose 3-2 in rimonta nel 2007/08 con i gol nel finale di Papa Waigo e Osvaldo). In riva all’Arno l’ultimo successo viola sui bianconeri di Marcello Lippi (tra i quali c’era anche Antonio Conte), con l’ex Giovanni Trapattoni in panchina risale al 13 dicembre 1998, in un match giocato in notturna. A firmarlo fu il più grande bomber gigliato di sempre, ovvero Gabriel Batistuta con un gol al tredicesimo del secondo tempo. Da allora molte amarezze e delusioni e solo qualche misero pareggio. Ma anche tre stagioni senza scontri diretti (Fiorentina in C2 e in B rispettivamente nel 2002/03 e nel 2003/04, Juve tra i cadetti a causa della vicenda Calciopoli nel 2006/07). Tante sono le sfide tra le due squadre da ricordare, soprattutto tra quelle vinte dai viola. Una citazione la merita la partita del 6 aprile 1991, la prima di Roberto Baggio da ex al Comunale. Il successo della Fiorentina per 1-0 fu firmato da una punizione dell’ex granata Diego Fuser. Ma il match è passato alla storia per altri motivi: la splendida coreografia con i monumenti di Firenze allestita dalla curva Fiesole, il rifiuto di Baggio di battere il rigore assegnato alla Juventus (poi calciato da De Agostini e parato da Mareggini) e l’uscita dal campo dello stesso Baggio con una sciarpa viola al collo. Quante emozioni. Mai però come quelle provate

il 15 gennaio 1989. E’ stata una partita straordinaria quella, decisamente vietata ai deboli di cuore. La Fiorentina arriva all’incontro al Comunale sulle ali dell’entusiasmo, grazie al successo casalingo della settimana precedente sulla Lazio per 3-0. L’ambiente perciò è sereno, pronto a cercare il bis contro la

Juve. L’allenatore svedese Sven Goran Eriksson, alla sua seconda stagione a Firenze, manda in campo la seguente formazione: Landucci; Bosco, Carobbi; Dunga, Battistini, Hysen; Mattei, Cucchi, Borgonovo (Pin dal 90’), Baggio, Di Chiara. Tra i bianconeri guidati dal futuro tecnico gigliato Dino Zoff ci sono tra gli altri Cabrini, Mauro, Tacconi e un giocatore che vestirà in seguito la casacca viola, Pasquale Bruno. L’atmosfera è subito rovente. E lo diventa ancora di più al trentatreesimo quando Rui Barros sotto la curva Fiesole realizza il gol del vantaggio bianconero. La Fiorentina non si scompone e si getta immediatamente all’attacco per cercare il pareggio. Lo ottiene sei minuti più tardi quando Roberto Baggio trasforma il rigore che vale l’1-1. La ripresa è un assedio viola al fortino della Juve. Ci provano un po’ tutti gli attaccanti di Eriksson a battere Tacconi ma non ci riescono. A sessanta secondi dalla fine c’è ancora un calcio d’angolo per la Fiorentina. Alla bandierina sotto la Fiesole dalla parte della tribuna va Baggio. Il suo cross a rientrare è perfetto per il colpo di testa di Stefano Borgonovo che anticipa i difensori bianconeri e batte Tacconi. Il Comunale esplode. Borgonovo va sotto la curva ad esultare. I tifosi sono impazziti di gioia. Battere la Juve è sempre bello. Ma batterla all’ultimo minuto dopo lo svantaggio iniziale è ancora più bello.

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14 L’esclusiva

di Cristina Mattioli

17 marzo 2012

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

Firicano: Fiorentina-Juventus non è una partita come le altre

“L’uomo del match potrebbe essere Nastasic. SPERO CHE AMAURI SI SBLOCCHI”

Vincitore di una Supercoppa italiana nel 1996, appena arrivato a Firenze, e di una Coppa Italia, nel 2000, Aldo Firicano è uno dei difensori viola che i tifosi ricordano ancora con tanto affetto. Un affetto che l’ex viola si è conquistato anche segnando uno dei gol, più precisamente il primo, nella partita vinta 3-0 dalla Fiorentina contro la Juventus, nella stagione ’97-’98. Un match, quello contro i bianconeri, che a Firenze era ed è ancora molto sentito, seppure negli anni abbia perso un po’ di ‘pepe’. Firicano ha ricordato le emozioni e le sensazioni vissute prima della grande sfida contro la ‘Vecchia Signora’, ed ha fatto il punto della situazione relativa agli attuali difensori viola. Stasera la Fiorentina affronterà la Juventus. Nella stagione 1997/1998, la Fiorentina vinse in casa ben 3-0 contro i bianconeri e il primo gol segnato dai viola fu messo a segno proprio da lei. Ci racconta quella partita e l’emozione provata dopo quel gol? «Come premessa posso dire che la partita con la Juventus era indubbiamente quella più sentita dai tifosi viola. Iniziavamo a preparare il match già da inizio settimana, c’era una grande fibrillazione intorno a noi da parte dei supporter che volevano a tutti i costi

la vittoria. Giocare quella partita era da una parte difficile, ma dall’altra facile perché eravamo tutti molto carichi. In quella partita ho provato un’emozione particolare, molto bella ed indimenticabile; oltre al mio gol personale, riuscimmo a fare un risultato netto contro una delle squadre più forti del campionato. Fiorentina-Juventus è sempre una partita speciale». Secondo lei, in un’annata così grigia per la Fiorentina, un’eventuale vittoria contro la Juventus potrebbe risollevare gli animi? «Indubbiamente sì. Una vittoria contro i bianconeri potrebbe essere lo spunto per un finale di campionato più colorito, più vivace. Questa partita può rappresentare per i viola la svolta, anche per quanto riguarda la classifica: un’eventuale vittoria potrebbe ridare alla squadra l’entusiasmo e quel calore, da parte dei tifosi viola, che al momento mi sembra molto assopito e tiepido. Ci sono tanti spunti e tante motivazioni che rendono questa gara particolare, per esempio il fatto che la Juventus sia imbattuta e che sia la rivale per eccellenza della Fiorentina». Molto probabilmente Jovetic non sarà della partita. Quanto influirà la sua assenza? «L’assenza di Jovetic sarebbe davvero determinante anche perché adesso ha un peso specifico nella squadra. E’ un giocatore importante, ma soprattutto un trascinatore, un catalizzatore dell’energia altrui. Quindi alla Fiorentina, ora come ora, si possono togliere tutti, tranne Jovetic. C’è però da fare di necessità virtù, perché il ragazzo sta male. La speranza è che Amauri riesca a sbloccarsi e a trovare la via del gol per portare a casa la vittoria». Lei è un ex difensore: ci dà un giudizio su Nastasic che, a soli diciannove anni, si è conquistato un posto da titolare e sta facendo molto bene con la maglia viola? «E’ un ragazzo molto interessante che mi ha anche un po’ stupito per personalità. Quando è entrato in campo ha dato prova di essere un ottimo elemento, ha fatto delle partite da difensore navigato pur essendo così

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giovane. Un giocatore interessante ripeto, che ovviamente ancora non ha dimostrato del tutto il suo valore. È all’inizio della carriera, per lui la strada è ancora lunga per potersi confermare ad alti livelli». Restando in tema di difensori, chi ultimamente non brilla è Alessandro Gamberini: nelle ultime partite sta commettendo errori che da un giocatore così esperto non ci si aspettano. Come mai, secondo lei, c’è stata questa involuzione del difensore viola? «Credo che dopo molte ottime stagioni, Gamberini sia incappato in un anno al di sotto delle proprie possibilità e purtroppo è conciso anche con un’annata non particolarmente buona per la Fiorentina. Il difensore viola non è quindi riuscito a trascinare la squadra, cosa che magari in tanti si aspettavano da un

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S TA D I O giocatore d’esperienza come lui, che indossa la maglia della Fiorentina da anni. Rimane comunque un giudizio molto positivo su Gamberini che secondo me è un ottimo difensore». Questa involuzione potrebbe essere giustificata dal fatto che la Fiorentina abbia adottato continui cambi di modulo? «Credo proprio di no. Questi giocatori sono abituati a giocare ad alti livelli e quindi non si spaventano davanti ad un cambio di modulo. Non credo quindi che la difesa a tre o a quattro possa condizionare il rendimento di atleti navigati come Gamberini. Penso invece che la condizione fisica, non troppo buona, abbia condizionato tutto il campionato del difensore viola». Secondo lei i Della Valle riusciranno a rilanciare la Fiorentina? «Sinceramente non ci credo. Mi sembra che non ci sia grande partecipazione da parte della società, che ci sia solo un interesse a sopravvivere: questo fa male alla piazza che vive sull’entusiasmo, sull’onda emotiva, sulle discussioni. Il fatto che quest’annata sia caratterizzata da una situazione un po’ ‘appiattita’ non aiuta la squadra. Firenze è una piazza calda, dove l’entusiasmo trascina e vedere un po’ di apatia verso la squadra fa male e non aiuta a farla crescere». Una Fiorentina che si trova molto vicina alla zona retrocessione: secondo lei c’è realmente la possibilità che i viola retrocedano in serie B? «Non credo. E’ evidente però che i viola si debbano mettere un po’ al riparo da brutte sorprese. In questo momento molto dipende dal Lecce: se domani batterà il Palermo, potrebbe ‘risucchiare’ nella zona calda della classifica, oltre alla Fiorentina, anche tante altre squadre che pensavano di essere tranquille. Stasera sarà una partita speciale non solo per tutto quello che in precedenza ho detto, ma anche per la classifica che va rimpinguata».

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Fiorentina-Juventus si può definire un vero e proprio derby che i fiorentini sentono in maniera molto particolare. Che partita si aspetta? «Sarà una partita, dal punto di vista agonistico, molto emotiva. Ci sarà sicuramente molta ‘elettricità’, vuoi perché è un match molto sentito a Firenze, vuoi perché in palio, per entrambe, ci sono dei punti pesanti. La Fiorentina deve vincere per evitare di essere risucchiata in una zona della classifica molto pericolosa, la Juventus invece non può permettersi un altro passo falso che la allontanerebbe ulteriormente dal Milan e potrebbe essere decisivo per il campionato. Ci sono motivi di classifica importanti per entrambe le squadre».

Chi secondo lei potrebbe essere l’uomo chiave della Fiorentina per risolvere questa partita? «Il momento è molto difficile per tutti, ma visto che abbiamo parlato di Nastasic potrebbe essere lui, con una situazione da fermo, a sbloccare la partita e a portare la squadra alla vittoria visto che nelle ultime gare è andato a rete con molta facilità. Facendo ciò potrebbe riportare

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un po’ di entusiasmo: L’esclusiva riuscire nell’impresa di di Cristina Mattioli battere la Juventus sarebbe un piacere enorme per tutta la tifoseria e per tutta la città». Dopo la gara contro il Genoa, la Juventus è entrata in silenzio stampa a causa degli errori arbitrali che l’avrebbero penalizzata. Pensa che stasera la partita (del direttore di gara) possa essere condizionata da queste lamentele e che la Juve possa trarne vantaggio? «Non credo che questo possa creare dei vantaggi per l’una o per l’altra squadra. Penso sinceramente che questo clima di agonismo e di tensione non aiuterà lo svolgimento della gara e questo non va bene. Non è bello sentir parlare della classe arbitrale e di condizionamenti post Calciopoli, dove la Juve era in qualche modo coinvolta. Le grandi squadre dovrebbero dare l’esempio e non sottolineare ogni volta gli errori degli arbitri che, come si è visto, possono essere anche a favore. Credo che questa sia una crescita della cultura calcistica che le grandi squadre, anche la Juve, debbano compiere». Delio Rossi continua a spronare la squadra ma a momenti è sembrato confuso anche lui. Lei, da allenatore, se la sente di dargli un consiglio per uscire da questa situazione così complicata? «Delio Rossi è un allenatore esperto e bravo e dovrei essere io a chiedergli aiuto (ride ndr). Detto questo, è vero che la squadra potrebbe fare di più ed è sotto gli occhi di tutti che il potenziale non è espresso al massimo; non so stabilire la chiave e i motivi del perché non riesca a dimostrare tutto il proprio valore».

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18 Il Personaggio

di Alessandro Latini

17 marzo 2012

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

Barzagli, il protagonista mancato.

La mamma Anna lo racconta al Brivido Sportivo: «Era la sua partita, voleva esserci…» Una lesione muscolare al gemello mediale del polpaccio destro lo terrà fuori dalla ‘sua’ partita. Andrea Barzagli, fiorentino di nascita e tifoso viola, avrebbe fatto carte false per giocare stasera al Franchi, ma il destino si è messo di traverso con uno stop di venti giorni: un periodo limitato, capitato proprio nel momento cruciale del campionato. Da una parte la Juventus che insegue il sogno scudetto e duella con il Milan, dall’altra la ‘sua’ Fiorentina speranzosa di poter far cadere per la prima volta in stagione la ‘Vecchia Signora’. Il Brivido Sportivo non poteva dimenticarsi di lui alla vigilia di questa partita ed è andato ad intervistare chi Andrea lo conosce meglio di tutti: mamma Anna. Nella famiglia Barzagli il cuore è inevitabilmente diviso a metà. La fede viola di una vita e i tanti anni passati sulle tribune del Franchi non si possono dimenticare, così com’è impossibile non sostenere un figlio che ha fatto della sua passione una professione e che

ha raggiunto livelli impensabili, vincendo anche la Coppa del Mondo in Germania nel 2006 con Lippi e gli altri eroi di Berlino. La delusione per non esserci stasera – dicevamo – è tanta, ed è proprio la mamma a confermarlo: «Voleva esserci a tutti i costi, anche se avrebbe dovuto giocare contro la Fiorentina per lui scendere in campo al Franchi è sempre motivo di emozione. D’altra parte è un professionista e vuole sempre dare il suo contributo. è molto dispiaciuto che questo infortunio sia capitato proprio adesso. All’inizio non sembrava niente di grave, e invece... ». E invece la lesione muscolare c’è e Barzagli dovrà guardarsi il match dalla tribuna. Infortunio a parte, il difensore bianconero rimane uno dei simboli della partita, anche perché vicino a quella maglia viola c’è stato per davvero un paio di volte, soprattutto nel 2008 (prima di accettare la proposta del Wolfsburg). Un mezzo accordo con la Fiorentina c’era davvero, ma l’inserimento

dei tedeschi a suon di euro interruppe un corteggiamento che durava da mesi. Una favola senza lieto fine, insomma, ma la fede viola rimane salda come quella di una volta e con mamma Anna riavvolgiamo per qualche istante il nastro dei ricordi. Signora Anna, qual è stato l’approccio di Andrea con il calcio e con la fede viola? «Fin da quando Andrea e suo fratello Marco erano piccoli eravamo abbonati e andavamo allo stadio ogni volta che la Fiorentina giocava in casa. Io e mio marito in Tribuna, i ragazzi in curva Fiesole. Andrea è sempre stato uno sportivo, giocava bene anche a tennis ma decise di seguire le orme del fratello e cominciò a dedicarsi al calcio. Marco ha fatto tutto il settore giovanile nella Fiorentina, giocava centravanti e segnava tanto, ma dopo esser passato alla Lucchese ha smarrito un pò la strada. Andrea invece era più ‘normale’, costante e determinato è diventato capitano della

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davvero l’incubo della Il Personaggio retrocessione? di Alessandro Latini «Non credo che retrocederemo. Spero però che questi ragazzi si mettano a giocare con impegno perché fin’ora ci hanno proprio deluso. Non mi spiego tutti questi risultati negativi, in fondo nella squadra ci sono tanti bravi giocatori».

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Cattolica Virtus (società fiorentina nella quale ha iniziato a giocare a calcio anche Paolo Rossi ndr). Giocava a centrocampo e si vedeva che aveva la testa giusta per fare il calciatore. Poi è passato alla Rondinella: da lì ha preso il volo».

Quando avete cominciato a capire che la cosa si stava facendo seria? «All’inizio non ci davamo tanto peso, anche perché avevamo l’esperienza del fratello e ci andavamo con i piedi di piombo. Se devo scegliere un momento dico quando era ad Ascoli e sono stati promossi dalla serie C1 alla B. Forse in quel momento abbiamo avuto il primo segnale di una carriera importante». Andrea da piccolo non è mai entrato in orbita Fiorentina per il settore giovanile? «Il nostro rapporto con la società si limita all’esperienza di Marco, che ha fatto l’intero settore giovanile proprio con la maglia viola. Andrea da ragazzo ha giocato tante volte contro la Fiorentina, ma non lo hanno mai preso in considerazione». Per la partita di stasera cosa si augura la famiglia Barzagli? «Noi saremo senz’altro allo stadio. Visto che Andrea non gioca, per non fare un torto a nessuno spero che vinca il migliore. Diciamo che la vittoria di stasera alla Fiorentina e lo scudetto alla Juventus potrebbe essere un buon compromesso e noi saremmo contentissimi, anche se i bianconeri si stanno allontanando dal Milan e la vedo sempre più dura per loro». E la sua Fiorentina come la vede? Ha

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17 marzo 2012

Intrecci di mercato di Alessandro Latini

Fiorentina - Juventus

La Juventus tenta Behrami. Fiorentina, blindalo con un nuovo contratto!

Avete mai pensato al fatto che la partita di questa sera Valon Behrami avrebbe potuto giocarla con la maglia bianconera? Probabilmente no, ma questa specie di incubo si sarebbe potuto materializzare nel mercato di gennaio. La Fiorentina ha resistito all’assalto della Juventus, che ha chiesto insistentemente informazioni durante la trattativa che ha portato Amauri a Firenze, ma anche la volontà del giocatore ha recitato un ruolo importante. Momento troppo delicato per abbandonare la nave, il guerriero svizzero ha ringraziato Marotta e Agnelli e ha deciso di essere ancora protagonista in viola. Non è il tipo che si tira indietro davanti agli ostacoli: sa di essere un punto di riferimento per i compagni di squadra e per i tifosi, andare alla Juventus sarebbe stato come tradire un popolo intero. Stasera sarebbe stato un colpo al cuore vederlo sul prato del Franchi con la maglia a strisce: facciamo già molta fatica anche solo ad immaginarcelo. Adrenalinico al punto giusto, ha un doppio obiettivo: continuare ad essere beniamino dei tifosi viola e farsi rimpiangere il più possibile da quelli bianconeri. Il ‘poteva essere e non è stato’, per una volta torna a nostro vantaggio. Immaginare il centrocampo senza di lui mette i brividi a noi, figuriamoci a Rossi. PERICOLO NON SCAMPATO. Il pericolo però non è scampato. La Fiorentina ha tenuto botta nel mercato di gennaio (mai decisione si è rivelata più saggia), ma in estate la Juventus tornerà sicuramente alla carica. Il centrocampo di Conte difetta in dinamismo e grinta e il mediano svizzero è entrato di diritto nella rosa dei preferiti di Marotta. A gennaio la Juventus non ha chiesto Behrami per tappare un buco a metà stagione, al contrario lo voleva tesserare per renderlo uno dei pilastri nell’immediato e nelle stagioni future. Corvino (o chi per lui, non ci stancheremo mai di essere pru-

denti in questo senso fino a che non ci saranno le firme sui contratti) avrà dunque un gran lavoro da fare per respingere gli assalti ai suoi gioielli. C’è chi ci proverà proprio per Behrami, chi per Jovetic e chi per Nastasic, ma l’imperativo è uno solo: la Fiorentina del futuro deve ripartire da loro tre. COLONNA PORTANTE. E a proposito di futuro, il nuovo ciclo viola (come abbiamo abbondantemente scritto sulle pagine del Brivido Sportivo) non può prescindere dalla grinta e dal carisma di Behrami. Se davvero la famiglia Della Valle ha intenzione di rilanciare il progetto (è previsto anche un investimento importante per il nuovo stadio nell’area Mercafir?), nei prossimi mesi occorrerà mettersi a sedere intorno ad un tavolo e comincia-

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re a parlare di futuro anche con Behrami. L’ipotesi di un rinnovo di contratto era stata ventilata a gennaio, quando la Fiorentina ha fatto di tutto per non perdere il centrocampista. Tra i viola e Behrami balla anche un promessa fatta al giocatore nel momento del passaggio in viola dal West Ham. Corvino, in un primo momento, avrebbe chiesto al centrocampista di rinunciare a parte dell’ingaggio che percepiva in Inghilterra, gesto che poi sarebbe stato ricompensato in sede di rinnovo. Atto che, ad oggi, non si è mai compiuto, anche perché nel mezzo ci si è messa la Juventus con le conseguenti e inevitabili voci di mercato. Il momento per fare questo tipo di discorso potrebbe essere arrivato. La Fiorentina, in questa fase della stagione, ha poco da chiedere al campionato (salvo stare attenta a non farsi recuperare troppi punti da chi la insegue) e potrebbe quindi sfruttare questi tre mesi per programmare il futuro. Il rinnovo del contratto di Behrami potrebbe anche andare oltre alla titubanza e ai tentennamenti di Corvino. D’altro canto il ds viola nei mesi scorsi ha già lavorato per il futuro, andando a prendere giocatori come Hegazy e Pizarro che saranno utilizzati dalla Fiorentina solo dal prossimo ritiro, quando lui potrebbe non essere più il direttore sportivo della società. E allora perché non dare un segnale forte all’ambiente, che ha bisogno di certezze sulle quali poggiarsi? Dopo il rinnovo di Jovetic, quello di Behrami potrebbe portare un’altra ventata di positività. In fondo (ma nemmeno poi troppo) i tifosi identificano in loro due, ad oggi, la Fiorentina. Jovetic è il genio, quello che risolve la partita con una giocata e che segna con continuità. Behrami è il guerriero, il leader che tutti vedrebbero bene con la fascia di capitano al braccio e che indossa con fierezza e passione la maglia viola.

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S TA D I O

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Le probabili formazioni Fiorentina - JUVENTUS

dovrebbe far accomodare in panchina niente meno che il capitano Alessandro Gamberini per dare spazio alla coppia che, fino ad oggi, in questa stagione, ha dato maggiori garanzie ovvero quella formata dall’esperto Natali e dal giovane Nastasic, giocatore anche abile in fase offensiva sui calci da fermo come ha dimostrato nelle ultime partite segnando ben due reti decisive. Sulle fasce, confermatissimi Pasqual a sinistra e Cassani a destra. Capitolo centrocampo: Montolivo agirà come sempre al centro davanti alla difesa, con Lazzari interno sinistro e un grosso dubbio per BORUC il ruolo di interno destro. Se dovesse farcela Behrami, il posto è assolutamente suo. In caso di forfait allora in ballottaggio per una maglia da titolare ci sono Olivera e Kharja col primo NATALI avvantaggiato sul marocchino. In avanti l’unico dubbio resta cassani NASTASIC PASQUAL Jovetic che comunque dovrebbe partire dalla panchina, con la riproposizione del tridente offensivo Vargas-Cerci alle spalle di Amauri. In caso in cui Rossi decidesse di rischiare dal primo minuto Jovetic, invece, allora potrebbe mandare in campo LAZZARI OLIVERA MONTOLIVO una formazione col 4-3-1-2, riportare Vargas interno sinistro di centrocampo e Lazzari trequartista dietro le due punte AmauriJovetic. Tutto, insomma, ruota intorno al numero 8 viola. Meno grattacapi e meno dubbi per Conte che dovrà rinunciare solamente ad Andrea Barzagli in difesa, ma riabbraccerà CERCI Giorgio Chiellini. Unico ballottaggio sembra essere quello tra VARGAS Matri e Borriello con quest’ultimo che pare avvantaggiato. 4-3-3 AMAURI per la Juventus che dovrebbe presentarsi al Franchi con Buffon tra i pali, una difesa formata da Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini e De Ceglie; un centrocampo di qualità e quantità formato da Vidal, Pirlo e Marchisio; un tridente offensivo formato da Pepe e Vucinic larghi e Borriello punta centrale. Attenzione al gioco VUCINIC BORRIELLO sulle fasce dei bianconeri, ma anche alle verticalizzazioni di PEPE (MATRI) Pirlo che possono fare male in ogni momento per imprevedibilità e precisione.

Formazione anti-Juventus quasi fatta per Rossi, anche se restano da sciogliere un paio di dubbi relativi a Jovetic e Behrami. Quel che è certo (o quasi, tutto dipende da Jovetic) è il ritorno al 4-3-2-1, con un’esclusione eccellente dai quattro di difesa. Infatti, il tecnico viola

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FIORENTINA (4-3-2-1): Boruc, Cassani, Nastasic, Natali, Pasqual, Olivera, Montolivo, Lazzari, Cerci, Vargas, Amauri. All.: Rossi JUVENTUS (4-3-3): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie, Vidal, Pirlo, Marchisio, Pepe, Borriello, Vucinic. All.: Conte


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Atalanta-Udinese Cagliari-Siena Catania-Inter Cesena-Fiorentina Chievo-Juventus Genoa-Lecce Lazio-Roma Milan-Palermo Napoli-Parma Novara-Bologna 8A Giornata

Bologna-Lazio Cagliari-Napoli Fiorentina-Catania Inter-Chievo Juventus-Genoa Lecce-Milan Parma-Atalanta Roma-Palermo Siena-Cesena Udinese-Novara

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CLASSIFICA - SERIE A

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PARTITA G OL RIGORE C F T C F T RF RC SQUADRE Pt G V N P G V N P G V N P M.I. R S R S R S T R T R Milan 57 13 8 4 1 14 9 2 3 27 17 6 4 4 27 6 28 16 55 22 6 6 1 1 Juventus 53 13 8 5 0 14 5 9 0 27 13 14 0 0 25 9 14 8 39 17 1 1 3 1 Lazio 48 14 7 4 3 13 7 2 4 27 14 6 7 -7 19 12 23 21 42 33 5 5 4 4 Napoli 46 14 7 5 2 13 5 5 3 27 12 10 5 -9 30 16 20 12 50 28 7 3 0 0 Udinese 46 14 10 3 1 13 3 4 6 27 13 7 7 -9 23 7 14 17 37 24 5 4 5 4 Roma 41 13 7 3 3 14 5 2 7 27 12 5 10 -12 25 13 15 20 40 33 3 2 5 5 Inter 40 14 6 3 5 13 6 1 6 27 12 4 11 -15 23 19 15 17 38 36 5 3 6 3 Catania 38 13 7 4 2 14 2 7 5 27 9 11 7 -15 19 9 16 26 35 35 9 8 3 3 Bologna 35 14 5 3 6 13 4 5 4 27 9 8 10 -20 14 17 15 14 29 31 3 2 6 6 Palermo 34 14 10 0 4 13 0 4 9 27 10 4 13 -21 31 20 8 24 39 44 4 4 5 5 Chievo 34 13 6 3 4 14 3 4 7 27 9 7 11 -19 11 11 11 22 22 33 2 1 7 4 Atalanta 33 14 6 6 2 13 3 6 4 27 9 12 6 -16 17 11 14 18 31 29 4 3 5 5 Genoa 33 14 7 4 3 13 2 2 9 27 9 6 12 -22 21 16 14 32 35 48 3 2 8 7 Siena 32 14 7 3 4 13 1 5 7 27 8 8 11 -23 24 10 8 18 32 28 7 6 6 5 Fiorentina 32 13 7 3 3 14 1 5 8 27 8 8 11 -21 21 13 6 15 27 28 5 5 5 5 Parma 31 13 5 5 3 14 2 5 7 27 7 10 10 -22 22 16 11 26 33 42 6 5 4 2 Cagliari 31 13 4 6 3 14 3 4 7 27 7 10 10 -22 13 12 13 23 26 35 4 4 3 3 Lecce 25 13 2 4 7 14 4 3 7 27 6 7 14 -28 16 21 14 23 30 44 4 4 5 5 Novara 20 14 3 6 5 13 1 2 10 27 4 8 15 -35 14 21 8 25 22 46 3 3 4 2 Cesena 17 13 2 4 7 14 2 1 11 27 4 5 18 -36 9 15 7 27 16 42 6 4 7 5

19 Ibrahimovic Z. (Milan), 18 Di Natale A. (Udinese), 16 Cavani E. (Napoli), 15 Denis G. (Atalanta), 14 Milito D. (Inter), Palacio R. (Genoa) 13 Klose M. (Lazio), 12 Jovetic S. (Fiorentina), 11 Calaio’ E. (Siena), Miccoli F. (Palermo), 10 Giovinco S. (Parma), Matri A. (Juventus), 9 Borini F. (Roma), Di Vaio M. (Bologna), Nocerino A. (Milan), 8 Hernanes A. (Lazio), Lavezzi E. (Napoli), Lodi F. (Catania), 7 Di Michele D. (Lecce), Hamsik M. (Napoli), Larrivey J. (Cagliari), Mutu A. (Cesena), Osvaldo D. (Roma) 6 Bergessio G. (Catania), Budan I. (Palermo), Marchisio C. (Juventus), Rigoni M. (Novara)

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17 marzo 2012

L’esclusiva di Alfredo Verni

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

Il ‘Barone’ Causio parla della grande sfida e ricorda le partite contro Antognoni

“Per me una partita come le altre. Vincerà chi sarà più concreto e Amauri sarà l’arma in più” Si accendono le luci sul big-match della 28esima giornata di campionato. La sfida clou si svolgerà questa sera allo stadio Artemio Franchi di Firenze tra la squadra gigliata e la ‘Vecchia Signora’. Per analizzare al meglio questa interessante sfida, il Brivido Sportivo ha contattato un personaggio illustre del calcio italiano che di queste gare ne ha disputate diverse, ovvero Franco Causio, ricordato da tutti come il ‘Barone’ per via di quello stile inconfondibile che lo caratterizzava sia in campo che fuori. Ex giocatore della Juventus, ex Campione del Mondo nell’ 82 ed attualmente commentatore Tv. Che partita vedremo questa sera tra la squadra viola e quella bianconera? «Speriamo sia una bella partita tra due squadre costrette a vincere per obiettivi diversi. La Juventus è nel momento più difficile della stagione, ma anche la Fio-

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rentina non può permettersi passi falsi». A chi peserebbe di più un risultato negativo? «A tutte e due le squadre. La Juve se vuole rimanere in corsa per lo scudetto deve fare risultato, discorso diverso per la Fiorentina che ha l’ombra della retrocessione alle spalle e che con una vittoria potrebbe mettere un’ipoteca sulla salvezza facendo in contemporanea uno sgambetto ad una rivale storica». L’esperienza di Rossi da una parte, le motivazioni di Conte dall’altra. Che sfida sarà per i due tecnici? «Non vanno in campo gli allenatori, la partita la giocano i giocatori. Sia i viola che i bianconeri dovranno essere più concreti. Chi lo sarà di più vincerà la partita». Che ambiente troveranno i giocatori bianconeri al Franchi? «Quello di sempre: ostico. Spero sempre

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S TA D I O comunque nella sportività dei fiorentini perché la cosa più importante è evitare atti di violenza. Il popolo viola sono certo che rispetterà la gara». La Juve sulla carta è favorita, cosa dovrà temere della Fiorentina? «La Juve ha un buon gruppo, ma deve stare attenta alla squadra viola, queste partite sono particolari e possono far scaturire motivazioni personali. L’orgoglio di Amauri è l’arma in più della Fiorentina». A proposito di Amauri: l’attaccante italo-brasiliano a Torino non ha convinto. Cosa non ha funzionato? «Amauri aveva iniziato bene, poi l’infortunio e il periodo particolare che la Juve ha vissuto negli ultimi anni, hanno portato alla separazione». Quanto inciderà sulla gara la presenza o l’assenza di Jovetic? «Credo che sia determinante. La Fiorentina con lui in campo ha un valore aggiunto, può risolvere con una giocata una partita. Nel caso non dovesse esserci, comunque, sarà ugualmente una gara difficile per la Juve». C’è un giocatore degli anni ’80 che le ricorda Jovetic? «Non faccio mai paragoni. In quegli anni c’erano altri giocatori e quel calcio era diverso. Jovetic è un attaccante moderno, dotato di fantasia e forza». Nella rosa viola c’è un altro talento che si è espresso a tratti, Alessio Cerci.

Come giudica l’esterno romano? «Ha 25 anni e non è più un ragazzino. Ha attraversato un buon momento, ha delle grandi doti, addirittura si parlava di Nazionale, poi non so cosa sia successo perché io non vivo l’ambiente viola. Quello che è certo è che sicuramente il suo futuro dipenderà da lui». Lei, anni addietro, ne ha giocate diverse di queste partite. Si possono considerare una sorta di derby? «Credo che si possa considerare una

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27 partita come le altre. L’esclusiva Anche se eravamo di Alfredo Verni avversari c’era molto rispetto. Ricordo con particolare affetto le sfide con Antognoni, mio compagno in Nazionale». Se potesse puntare 1 euro, su chi lo scommetterebbe? «Non lo so, se vuole un pronostico mi gioco una doppia 1 - 2».


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S TA D I O

Ricordi di un’antica rivalità… e quello sputo di un’anziana sullo stemma della ‘Vecchia Signora’

Non fatelo a casa - come dicono in tv prima di mostrare scene diseducative - non fatelo allo stadio, né per strada. Quanto raccontato di seguito è riferito al passato, a situazioni storiche e sociali non ripetibili. E le espressioni più colorite sono da contestualizzare nel gergo metaforico e scherzoso del tifoso. Insomma, nessuno si turbi, non si sa mai in questa attualità tutta ‘fair’... Arrivano i bianconeri, la febbre sale! E Valter Tanturli, presidente dell’A.T.F. e del viola club Viesseux, vedrà suo malgrado quei colori da vicino: «Stavolta saranno in tanti - commenta - ed io che sono in Ferrovia li avrò vicino. Ma saremo in tanti anche noi viola, perché la rivalità non è certo morta». Non è chiaro però quando sia nata: «Si perde nella notte dei tempi», conferma Pietro Vuturo, ex-Ultras Viola 73 ed ex-Gruppo Storico. «Loro rappresentano un potere - aggiunge - spesso arrogante e anche malato, lo dimostrano le recenti sentenze. Firenze, per natura, non ha mai voluto piegarsi al potente, ecco da dove nasce quest’odio sportivo che parte molto prima del ‘nostro’ scudetto dell’82». Più collocabile nel tempo è invece il soprannome ‘gobbo’: «Viene dalla forma dialettale piemontese ‘goeba’ - spiega Vuturo - con la quale veniva derisa la curvatura delle maglie juventine negli anni 70, particolarmente rigonfie di dietro. Ormai, però, ‘gobbo’ è sinonimo di… beh, se vai a cercare la parola ‘ladro’ sul Devoto-Oli potresti ritrovarti la foto della Juve! Mi viene in mente, fra le tante cose, la finale Uefa del ’90 contro di loro. Ci era stato vergognosamente squalificato il campo e ci avevano mandato a giocare la gara casalinga in un feudo bianconero: allo stadio Partenio di Avellino erano più loro di noi, anche se quasi nessuno di loro era torinese. Ma ci difendemmo molto bene sugli spalti, negli autogrill e nel dopopartita. Altri tempi, c’era un grande trasporto nella nostra tifoseria, oggi non c’è più». Oggi non c’è più? Stefano Sartoni, ex-presiden-

te del Collettivo, passa la mano: «Non so se esiste ancora l’acredine di un tempo verso i bianconeri, bisognerebbe chiederlo ai più giovani. Da parte mia certamente sì. Ricordo ancora una scena che vidi per caso, molti anni fa (forse una ventina), mentre mi trovavo in zona Peretola. Nel giorno della partita a Firenze, vidi passare il pullman della Juve scortato dalla polizia in strada e perfino da un elicottero che volava a bassa quota. Eppure, nonostante questo spiegamento di forze, la gente si metteva nel mezzo con le macchine o a piedi per bloccare il pullman, e i giocatori stavano rintanati dietro le tendine tutte chiuse». Come suggerito da Sartoni, sentiamo un tifoso che è in contatto con molte nuove leve della tifoseria. E’ un non tesserato e preferisce restare anonimo: «Le nuove generazioni, quelle arrivate allo stadio dopo il ‘90, sentono più la rivalità con la Roma che con la Juve. Questo non vale per me. Ricordo una trasferta a Torino, diversi anni fa, durante la quale nel post-partita una quarantina di ultras bianconeri, fuori dallo stadio, inveivano contro di noi che eravamo ancora dentro. Erano del club ‘Irriducibili Vallette’ (Vallette è un quartiere di Torino, non c’entra nulla con Belen e colleghe), ci aspettavano fuori agitando le cinture minacciosi. Non avevano calcolato che noi eravamo in quattromila, forse era un calcolo troppo difficile... Quando videro uscire dallo stadio una marea viola, si rinfilarono le cinture e si dileguarono. Oggi, senza obiettivi europei, siamo tornati ‘provinciali’ e forse la partita con la Juve è di nuovo la partita dell’anno. Per me lo è sempre stata». Dulcis (con sputum) in fundo, Giampaolo Indo-

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menico, presidente del club di curva più antico d’Italia, il Settebello che nel 2015 festeggerà mezzo secolo di storia: «Ho un aneddoto che mi venne raccontato personalmente da Pasquale Bruno. In una delle sue trasferte a Firenze quando ancora vestiva la maglia bianconera (198790), soggiornò in ritiro a ‘Villa la Massa’ (zona Firenze Sud) su decisione dell’allora presidente Boniperti. Lo stesso Boniperti, in mattinata, mandò tutti alla messa. Ma all’uscita della messa, una vecchietta che era stata accanto a Bruno tutto il tempo in chiesa, gli si fermò davanti e… gli sputò addosso, dritta e precisa sullo stemma juventino della giacca. Una signora anziana di almeno 7075 anni! Fu lui stesso a raccontarmelo quando approdò alla Fiorentina (nella stagione 1993-94). Non credo che oggi la rivalità con la Juventus sia diminuita, loro rappresentano un modo di vincere che a Firenze non piace. Noi siamo e saremo sempre il loro opposto: sia nella quantità di vittorie, purtroppo, sia nel modo di conseguirle, per fortuna».

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Allo stadio


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S TA D I O

Fiorentina - Juventus

La partita dei sogni, minuto per minuto

Radio Senza Filtro di Federico Pettini

“Pronto, ciccio, mi senti? Sono il direttore...”. “Mmh... cosa?” “E sono il direttore, che stai dormendo?”. “Direttore... sono le sette del mattino... lo sa che prima di un caffè e soprattutto delle dieci non carburo...”, disse Charlie, senza neanche aprire gli occhi. “Sì, lo so. Ma ho delle novità clamorose. Datti una lavata, fatti la barba e arriva in Radio prima possibile”, il direttore, riattaccò. Charlie era ancora addormentato quando gli arrivò come un flash nel cervello. Se il direttore aveva detto di farsi la barba, la novità era davvero importante. Si sistemò in tutta fretta, facendo attenzione a non disturbare Wendy, che si girò dall’altro lato del letto con un lieve mugugno. Indossò il casco direttamente in ascensore, prese la moto e volò

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in Radio. “Direttore ho fatto prima che ho potuto, mi dica tutto”, fece con l’affanno Charlie. “Non ti tengo sulle spine perché è una cosa che mi è stata detta proprio pochissime ore fa e stiamo organizzando tutto per il meglio. Tu e una persona a tua scelta oggi andate allo stadio a fare la radiocronaca in diretta della partita. La società ha stanziato nuovi fondi, Radio Senza Filtro sbarca all’Artemio Franchi!”, fece un’entusiasta direttore Calderone. Charlie si accese subito una sigaretta, senza pensare d’essere dentro un ufficio. “Direttore è qualcosa di straordinario. E poi per Fiorentina-Juventus, si apre con il botto! Ma... dove li hanno trovati i soldi, li avevano nascosti sotto il letto e non lo sapevamo? Ma chi se ne importa, andiamo allo stadio direttore!”, fece Charlie e in quest’ultima frase sembrava Beppe Bergomi quando decise di lasciarsi andare dal ruolo di professionista serio e di esultare al gol di Del Piero in Germiania-Italia (Mondiali 2006 ndr) con un roboante “Andiamo a Berlino, Fabio!”. Charlie e Trevor si diressero con un po’ di emozione verso gli accrediti stampa, poco fuori dallo stadio. “Buona sera, siamo di Radio Senza Filtro”. La ragazza dietro il vetro cominciò a cercare per attimi interminabili, poi ecco finalmente i pass. Ore 19.30. Charlie e Trevor si presero tutta la calma per trovare il posto riservato alla stampa. Inizia il collegamento con Radio Senza Filtro. “Una calda buonasera agli ascoltatori di Radio Senza Filtro. Oggi, per la prima volta, la vostra amata radio arriva fino allo stadio, dove vi racconterà minuto per minuto la partita delle partite: Fiorentina-Juventus. Accanto a me, ormai un compagno d’avventura che conoscete, Trevor. Manca ancora qualche minuto prima del fischio d’inizio e in attesa delle formazioni ufficiali ci fermiamo un attimo per gli spot pubblicitari”. - Sei a corto di argomenti ma vuoi l’ultima parola? Da oggi la soluzione c’è! Dizionario Nucciarelli! Con il Dizionario Enciclopedico Universale Nuc-

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S TA D I O

Cassani, Cassani cambia gioco sulla sinistra Radio Senza Filtro di Federico Pettini per Pasqual, Pasqual la mette lunga per Vargas, Vargas cerca di superare Lichsteiner, ce la fa, cross dalla sinistra, testa di Amauri... gooool, goool, goool! Tre a zero! Tre a zero! Incredibile Trevor, incredibile! E con Amauri che va a festeggiare sotto la curva, l’arbitro fischia la fine del primo tempo”. T: “Si, un ottimo primo tempo della Fiorentina. Squadra corta e ripartenze micidiali. La Juve ha corso spesso a vuoto e soprattutto non è riuscita a contenere gli esterni. Il rigore sbagliato da Del Piero sembra aver demoralizzato un po’ tutta la squadra. Vediamo cosa accadrà nella ripresa”. - Hai bisogno di un kebab? Un po’ di carne per rimetterti in forze? Un pezzo di pizza? Prima e dopo la partita e per tutte le tue serate passa da noi. Qualità assicurata a prezzi bassissimi. E compreso nel prezzo intrattenimento di vario genere. Sempre aperto fino a tarda notte. Zio Mimmo vi aspetta! T: “Si, da rivedere. Non so cosa abbia visto l’arbitro, forse un fallo di mano di Pasqual sul cross. Vediamo le immagini... No, assolutamente non c’era niente. Intanto, dal dischetto si presenta Del Piero...”. C: “Ma è ovvio. In questo calcio italico chi piange viene accontentato. Ecco Del Piero. L’arbitro fischia, parte Del Piero, Del Piero... prova il cucchiaio e blocca Boruc! Che va anche a dirgli qualcosa a muso duro! Lo stadio è una bolgia infernale! Boruc lancia Cerci sulla destra, ancora Cerci in possesso di palla contrastato da De Ceglie, Cerci supera De Ceglie, finta il cross poi rientra sul sinistro… fallo,

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il cross ora, fallo! Ecco che arriva il cross, Amauri di testa... goooooool, Amauri! Amauri! Amauri! La Fiorentina raddoppia! Amauri sarà ammonito perchè si è tolto la maglia, ma si può togliere pure i pantaloncini se vuole! Due a zero!”. T: “Buon lavoro sulla destra di Cerci, bello il cross e rientrare per Amauri che anticipa Bonucci e supera Buffon con un preciso colpo di testa. Incredibile, dal possibile pareggio al due a zero”. C: “Ormai manca poco a questo bellissimo primo tempo ed è ancora la Fiorentina in possesso palla. Montolivo, gira per Behrami, all’indietro per

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C: “Con negli occhi uno splendido primo tempo che non riuscivamo a vivere da anni, cari amici di Radio Senza Filtro eccoci di nuovo qui pronti a raccontare questo secondo tempo di FiorentinaJuventus”. Charlie riprende la radiocronaca: “Amauri in possesso palla per la Fiorentina sulla trequarti avversaria, ancora Amauri, supera Bonucci, prova il tiro dal limite... gooooooooooooooooooooooooolll! Tripletta di Amauri e quattro a zero! Grandissimo goal, bellissimo”.

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S TA D I O Segue da pag 31

T: “Davvero un gran gol. Buffon forse non la vede nemmeno partire ma non ci sarebbe mai arrivato. Amauri non giocava da mesi e gli mancava la gioia del gol. Ed ecco che con la sua ex squadra riesce non solo a sbloccarsi ma a siglare una splendida tripletta. La Juventus ormai non esiste più!”. Passano i minuti. Lo stadio è in festa e fa cori per ogni giocatore. Delio Rossi salta a tempo insieme ai tifosi. Della Valle si sbraccia dalla sua poltrona per salutare tutti. Giani e Renzi fanno sventolare una gigantesca bandiera dalla tribuna autorità. C “Ed ecco che non ci resta che aspettare il fischio finale. La Juventus fa girare palla sulla propria trequarti, Lichsteiner, Chiellini, Bonucci, all’indietro per Buffon... attenzione il passaggio è troppo corto, capisce tutto Cerci che era andato a pressare, s’invola, ancora Cerci davanti a Buffon, saltato… la porta è vuota! Goool goool! Cinque a zero! Cinque a zero! Incredibile, cinque a zero! Manita e tanti saluti agli odiati bianconeri! L’arbitro fischia la fine, quasi per disperazione. E’ finita, è finita! La Fiorentina vince, anzi stravince! Indemoniato Cerci che corre come un forsennato verso la Fiesole... gli è partito di tutto, la maglia non c’è più, il laccetto tra i capelli l’ha lanciato in tribuna verso la fidanzata. Tutta la Fiesole al vetro, ora si rompe tutto! T: ”Grande prestazione della Fiorentina, sotto tutti i punti di vista. Conte ha capito poco della partita e non è riuscito a cambiare volto alla sua squadra. Le ambizioni scudetto ormai si possono considerare chiuse. Saluto tutti gli ascoltatori, alla prossima”. C: “Che sia Radio Senza Filtro a portare bene alla Fiorentina? Noi un po’ vogliamo crederlo! Finalmente si torna a respirare profumo di grandi partite, di grandi imprese, di grandi vittorie. Ricordiamo i marcatori: Lazzari, tripletta di Amauri e Cerci. E’ bellissimo essere tifosi viola stasera. E domattina, mando

un messaggio al tuo amico juventino. Lo apprezzerà. Il nostro collegamento dallo stadio è finito, vi saluto e vi ringrazio per essere stati ancora una volta. Radio Senza Filtro chiude qui, sogni viola a tutti!” Charlie e Trevor sapevano già dove andare, dopo la partita. “Mimmo, portami una Super Tennent’s!”, fece Trevor appena entrato nel locale. “Due, zio, due!”, fece di rimando Charlie.

33 Alla televisione passava la sintesi della par- Radio Senza Filtro di Federico Pettini tita sulla Rai. Caroselli per la città e clacson che si sentivano anche fuori del locale. “Mimmo, scusa, ma la tettona Barona stasera c’è?”, fece alla terza Super Tennent’s Trevor. “Non so mica, speriamo di si che ci fa divertire”, risponde Mimmo da dietro il bancone. Charlie intanto era alla quarta birra. E al secondo pacchetto di sigarette della giornata. Gli occhi, che stamattina non volevano aprirsi, ora non volevano fare altro che chiudersi. Poi squilla il telefono. Sicuramente un amico con cui condividere le gioie della partita. “Pronto, ciccio, mi senti? Sono il direttore...”. “Mmh... cosa?” “E sono il direttore, che stai dormendo?”. “Direttore... è mezzanotte passata e credo di essermi preso una sbronza colossale. Lo sa che prima di un caffè e soprattutto delle dieci di mattina non carburo...”, disse Charlie, senza neanche aprire gli occhi. “Mezzanotte passata? Certo che devi averla alta di nulla! Sono le nove del mattino e ti sto chiamando per chiederti un favore...”, disse il direttore. “Le nove? Ma di che giorno? Domenica?”. “No, è venerdì 16 marzo, ti trovi sul pianeta Terra e la primavera sta arrivando. Buongiorno! Volevo chiederti se oggi potevi darci una mano in redazione. Sai, con i tagli al personale visto le troppe spese manca sempre qualcuno. Pensavo di poter fare affidamento su di te...”. “Direttore... buongiorno una s…!”, e Charlie riattaccò.


34 AMARCORD

di Chiara Baglioni

17 marzo 2012

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

Quando flachi e del piero si contendevano

il Torneo di Viareggio

Le battaglie tra Fiorentina e Juventus non sono state soltanto scontri tra club, ma anche e soprattutto tra rivalità individuali in campo. Entrambe le formazioni hanno da sempre sfornato importanti talenti dal settore giovanile e, seppur alternativamente, i due vivai hanno plasmato giovani campioncini che poi sono entrati a far parte della storia del calcio italiano. CORREVA L’ANNO 1993. Uno di questi campionati Primavera che segnò sia la rivalità tra le due compagini che un nuovo ciclo di giovani talentuosi è stato quello del 1993-94, quando Juventus e Fiorentina schierarono due formazioni decisamente superiori agli avversari di tutta Italia. E questo vale anche per il Torneo di Viareggio ‘94. Simboli delle due squadre erano due numeri 10 di assoluto valore: Francesco Flachi (classe 1975) in maglia viola e Alessandro Del Piero (classe 1974) con quella bianconera. Stesso ruolo, stesso numero, stessa prospettiva davanti. A livello giovanile considerati entrambi i due migliori talenti che il calcio italiano poteva offrire in quel periodo. Classe, visione di gioco, ambidestri, tecnicamente impeccabili e con un grande fiuto del gol. Colui che poi è stato soprannominato dall’avvocato Agnelli Pinturicchio venne acquistato dalla Juventus proprio nel ‘93 dal Padova, squadra con la quale aveva già esordito in serie B. E in Primavera, allora allenata da Cuccureddu, ci è rimasto solo un anno durante il quale si è tolto tutte le soddisfazioni possibili: la ‘Vecchia Signora’ infatti nel 1993-94 ha vinto sia lo scudetto Primavera che il Torneo di Viareggio, con Del Piero premiato come miglior giocatore. Tutto questo nonostante il giocatore fosse stato solamente ‘prestato’ alla Primavera, in quanto nel momento del suo arrivo dal Padova, il tecnico Trapattoni lo aggregò

subito alla prima squadra. L’attaccante veneto ha esordito in serie A nel settembre ‘93 collezionando alla fine del campionato ben 11 presenze e 5. Un po’ diversa la storia di Flachi, che faceva parte del settore giovanile viola già da anni, quando la società viola lo prelevò dall’Isolotto. Il numero 10 viola, quando ha incrociato sulla sua strada Del Piero al ‘Viareggio’, aveva già vinto una volta quella manifestazione con la maglia della Fiorentina, esattamente nel 1992 (ancora oggi l’ultima Viareggio Cup vinta dai viola), per poi giocare altre due finali (1994 e 1995) perse rispettivamente con Juve e Torino. Poi ha esordito con la prima squadra proprio nella stagione 1993-94, quando la Fiorentina giocava in serie B: 10 partite e 2 reti segnate accanto a Gabriel Batistuta nella serie cadetta e poi, solo un anno più tardi (1994-95) l’esordio in serie A. Tra gli addetti ai lavori il giudizio era unanime: Flachi e Del Piero sarebbero stati il futuro del calcio italiano. UN VIAREGGIO DI RIGORE. E’ stato il Torneo di Viareggio ad aver acceso la rivalità (calcistica) tra i due giocatori. Anno 1994: in finale ci arrivano Fiorentina e Juventus. In svantaggio di un gol alla fine del primo tempo, la Fiorentina grazie a Flachi ribaltò il risultato sul 2-1 che conservò fino ai minuti finali. Ma a sessanta secondi dal termine della partita, arrivò l’immeritato pareggio bianconero… caldamente favorito dall’arbitro. I migliori in campo, naturalmente, Flachi e del Piero. Intanto, fuori dallo stadio, si ricorderanno gli scontri tra tifosi viola e bianconeri lungo il viale dei Tigli, con numerosi feriti e otto tifosi fermati dalla polizia. La formula del Torneo di allora non prevedeva i tempi supplementari in caso di pareggio, ma la ripetizione della partita il giorno dopo. Punto e a capo. Dopo 24 ore la sfida infinita terminò ancora 2-2 (reti di Cammarata, Manfredini, e doppietta

di Banchelli). Dopo due pareggi in due giorni di match, si andò ai tempi supplementari e nel finale della prima frazione di gioco fu decretato un rigore provvidenziale in favore dei bianconeri: sul dischetto Del Piero che manco a dirlo segnò la rete del 3-2. La vittoria del Torneo andò alla Juve con uno strascico di polemiche sul rigore inesistente che si protrarrà per giorni. I DESTINI SI DIVIDONO. Di Alessandro Del Piero i giornali sportivi iniziarono a parlare già dall’inizio del campionato ‘93-‘94. Un predestinato, un talento naturale: l’esperienza con la Primavera non fu che una palestra per raggiungere la notorietà e la definitiva stima di Trapattoni.

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S TA D I O cendo tutto quello che c’era da vincere con la maglia della Juventus, diventandone indiscutibilmente una bandiera. Quello attuale è il 19esimo campionato di Del Piero con la maglia della Juventus, con la quale ha raggiunto ogni record (di presenze ufficiali, di marcature ufficiali, di presenze nei campionati italiani, di marcature nei campionati italiani, di presenze in serie A, di marcature in serie A, di marcature in serie B, di presenze e marcature nelle competizioni Uefa, di stagioni nella Juve, di stagioni da capitano – ben 11 –, di marcature in una singola edizione della Champions League – 10 –, di reti decisive in assoluto con la maglia della Juve – addirittura 133 – e tanti altri ancora). Una polveriera di record, un professionista e campione come pochi. Francesco Flachi invece, che avrebbe potuto raccontare una carriera certamente più ricca di successi e soddisfazioni, magari neanche troppo diversa da quella di Pinturicchio viste le

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sue qualità tecniche AMARCORD sopraffine, si è accondi Chiara Baglioni tentato di uno score più ‘normale’. I suoi errori extra-campo li ha pagati tutti sulla sua pelle e a scapito della sua carriera. Dopo gli esordi in serie B nel ‘93 e in serie A nel ’94 con la maglia della Fiorentina (con la quale ha anche vinto la coppa Italia nella stagione 199596), la dirigenza viola lo mandò in prestito prima al Bari, poi all’Ancona, per poi cederlo definitivamente alla Sampdoria nel 1999. Con il club blucerchiato ha raggiunto l’apice della carriera, segnando ben 112 gol in 250 partite. A Genova ha lasciato un ricordo inossidabile di sé, tant’è vero che ancora oggi che ha appeso le scarpette al chiodo è considerato una bandiera blucerchiata. È rimasto nel cuore della gente che a Marassi ne ha apprezzato le qualità tecniche e lo ha adottato come un figlio. Nella sua bacheca un solo trofeo e forse qualche rimpianto? Chi lo sa. Quello che è certo è che Del Piero e Flachi si possono considerare simboli della rivalità agonistica tra i colori viola e bianconeri che nasce dal settore giovanile. Due numeri 10 con carriere calcistiche e caratteri molto diversi. L’uno emblema della professionalità, della dedizione al lavoro e dell’amore per la maglia, l’altro tutto genio e sregolatezza, un personaggio che fece innamorare i tifosi viola che per lui coniarono il coro: “Il ragazzo gioca bene”. Storia di antichi numeri 10 che ancora oggi, però, suscitano emozioni e ricordi di un calcio che non c’è più.

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Il Pungiglione Il coraggio di Andrea Agnelli, ma noi non siamo la buchetta di mezzo dove casca di tutto Questa volta scelta facile, fin quasi ovvia. Il rampollo Agnelli si è candidato senza praticamente concorrenti alla puncicatura, che sarà senza misericordia. <La Juventus contro tutto e contro tutti>. Ci vuole più coraggio di Napoleone come dicevano i nostri vecchi. Noi diremmo che ci vuole la faccia come altra parte anatomica non nominabile per decoro. Andando anche al recentissimo passato ci sembra che la Juve abbia pareggiato a Verona contro il Chievo con un gol in fuorigioco e che al Milan, nel confronto diretto, quello che conta doppio, non sia stato riconosciuto un gol clamoroso, con palla entrata in porta di quasi mezzo metro. Gli errori quindi, anche innegabili, succedono, cioè continuano a succedere anche e soprattutto in favore dei bianconeri.

Erano abituati troppo male? Certo che decenni di manipolazioni di partite gestite dalla coppia Moggi-Giraudo devono aver impresso nella mente dello juventino un concetto di giustizia sportiva tutto particolare. Tutto questo ci provocherebbe sdegno, ma lascerebbe il tempo che trova, se il lamento non fosse diretto ad ottenere compensazione e benevolenza proprio in vista di una partita per la Fiorentina di importanza eccezionale. La Lazio si lamenta e ci annullano un gol valido, il Parma si lamenta e si piglia un rigore abbastanza generoso a quattro minuti dalla fine, ora si lamenta la Juve… pensare che ad andarci di mezzo si sia sempre noi è abbastanza logico. Siamo la buchetta di mezzo, dove casca di tutto?


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17 marzo 2012

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

Trasformahevi in undici berve assetate di sangue bianconero

I’ nonno Pilade dal nostro inviato in cantina

e dategli una giubbaa E s’avvicina i’gran giorno e i’nonno e gli ha i’palletiho. Da una parte la paura che si pigli una giubbata con conseguenze catastrofihe pe’ la mi’ vita familiare. A pensare a i’gobbo di sopra che sghignazza e mi vien certe fitte a i’ core che penso che si sia arrivati! Da quell’artra i’sogno di dagnene noi una giubbaa, di fagni perde’ lo scudetto, di mandalli a 7 punti da i’diaolaccio che un m’è simpatiho nemmen lui, ma sempre meglio di loro! E poi noi di lì e si ripiglierebbe l’avvio, la gente la sarebbe alla fine contenta. ‘Nsomma come quando e s’era poeri e si sapea (ora e siamo uguale ma e ci dihan di no) e tutto i’campionato e gli era vince’ questa partita. La Fiesole e l’entraa ‘n campo davvero, miha come ora, e di là e ci potea esse’ chi volea, Sivori o Platini, i’Trappe con l’acqua santa o chi gni pare… tutti e tremaano perché e sapeano che usci’ con quarcosa da questo campo e la sarebbe staa dura. I’dodicesimo e spingea anche Tendi da Fiesole a fare e miraholi balistici, e marcaano anche Desolati e Speggiorin, e Zoffe che ancora e un ci avea e cattivi pensieri, e si ripiegaa pe’ andare a raccattallo ‘n fondo alla rete. Vincere e vorrebbe di’ ritrova’ un po’ di quello spirito, fare i’primo passo verso i’sole. Perdere un’artra vorta e sarebbe come ributta’ un secchio d’acqua diaccia addosso a tutti, risprofonda’ ni’ buio, con gli

‘ncubi, e che incubi! Pe’ questo i’nonno e gli ha paura, perché questa banda di smidollati e bisognerebbe che gli avesse un rivortolone da capo e culo pe’ trasformassi in undici berve assetate di sangue bianconero. Endovene di DNA di Dunga e Passarella concentrai pe’ trasforma’ qui’ porta-pennelli che gli è diventao Caravaggio ni’ pittore maledetto che, quando e s’incazzava, anche lui e un le mandava a di’ dreo. Cura di’ menanni (armeno cinque) a i’Mocio, pe’fallo ritorna’ quello che fece gira’ i’capo a i’Daino che lo cerca ancora. Nasello a Lourdes pe’ una guarigione lampo. Nasconde’ gli alimenti da qui a sabato all’Inca, così e gli scende affamao ‘n campo come mai e butta giù un artro par di chili. Proiezioni continuate a tutti e capi tifosi de’ firmati della curva Fiesole ne’ FiorentinaJuventus di vent’anni fa pe’ vede’ se gli ritorna ‘n mente come si fa i’ tifo. Ora e chiaccheran dimorto, soprattutto se c’è una telehamera e bocian poho. Se tutto questo e ricapita, magari e ci si fa a fare i’miraholo, e i’nonno e rischia di mori’ lo stesso ma pe’ la gioia, che gli è meglio che mori’ pe’ i dispiacere. Pe’ i’ momento ‘ncrocio le dita (artrosi permettendo). Forza Violaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! www.carrozzeriamontesi.it

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Fiorentina-Juventus: La rivalità inizia da giovani Cosa significa la partita Fiorentina-Juventus per la città di Firenze va insegnato, e fatto percepire, anche ai giocatori più giovani. Che magari non sono toscani, o addirittura stranieri, e inizialmente faticano a capire l’importanza della gara per il popolo fiorentino. Ma questo è il match che vale un derby. Sempre. Per questo anche nel settore giovanile la partita tra bianconeri e viola ha sempre un valore assoluto, un’importanza che va oltre il risultato. In nessuna categoria è possibile considerate la Partita un banale incontro tra due squadre di calcio. Poi, com’è successo spesso, quando la posta in palio è alta… il match diventa ancora più sentito. Ancora di più, ancora di più, fino ad attirare la folla pronta a tifare per i colori viola e – a prescindere – contro i bianconeri. GIOVANE RIVALITA’. Ed ecco perché, anche nel campionato Primavera, lo stadio Poggioloni delle Caldine, seppur con i suoi limiti infrastrutturali, in certe occasioni si riempie. Nell’ultima partita di campionato per esempio, proprio dietro alle panchine degli allenatori, un tifoso con un fumogeno

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viola ha oscurato per pochi minuti la visuale della partita, come accade ormai da un anno a questa parte. Da quando cioè, una Fiorentina Primavera in piena forma targata Carraro, Iemmello e Piccini ha conquistato la Coppa Italia di categoria eliminando la Juventus in semifinale. All’andata la doppietta di Acosty e il gol di Fatticcioni ha fermato il risultato sul 3-1. A Vinovo, ancora 3 gol per il definitivo passaggio del turno dei gigliati, lanciati verso la finalissima di Roma contro i giallorossi. Il bello è che anche in campionato, nel girone A, Fiorentina e Juventus sembrano rincorrersi da ormai quasi tre anni. Rincorrersi perché si avvicendano costantemente tra i primi tre posti della classifica, proprio quelli che permettono l’accesso ai play off scudetto. Nel campionato 2010-2011 ad esempio, la Fiorentina ha vinto alle Caldine per 2-1, con i gol di Carraro e Matos, quindi ha pareggiato 0-0 in quel di Torino. La classifica finale ha visto i bianconeri avanti di soli due punti rispetto ai viola, terzi classificati. Nella fase finale giocata a Montecatini, sia la Fiorentina che la Juve sono state battute dal Varese, sconfitto poi in finale dalla solita Roma. L’ultima finale scudetto Primavera giocata tra la squadra viola e la Juve risale al 2005. Dopo una assenza di oltre 25 anni della Fiorentina dalla finale, i bianconeri si sono imposti a Rimini per 2-0 grazie alle reti di Criscito e Paolucci (di cui poi abbiamo sentito parlare…). SFIDE INCROCIATE. Le sfide incrociate tra le due rivali di sempre permangono anche al Torneo di Viareggio. Ciascuna squadra ne ha vinti 8, così come il

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Milan. Il dato impressionante è che la Juventus ne ha vinti 6 negli ultimi 9 anni. Segno di un investimento profondo nel settore giovanile da parte della società. Analoga prestazione la aveva avuta anche la Fiorentina a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Infatti ha primeggiato nel Torno di Viareggio ben 5 volte in 9 anni (dal 1973 al 1982, ovvero nel 1973, 1974, 1978, 1979 e 1982). La squadra dei primi anni Settanta allenata da Cervato schierò niente popò di meno che la seguente formazione: Mattolini, Tendi, Roggi, Pellegrini, Braglia, Rosi, Restelli, Macchi, Desolati e Antognoni. Praticamente uno schieramento da serie A. Del resto era abitudine della società viola puntare su giovani talenti da promuovere in prima squadra, lo aveva sempre fatto… basti pensare ad alcuni dei nomi dei giovani Primavera che hanno vinto il primo torneo di Viareggio con la maglia della Fiorentina: Esposito, Ferrante, Chiarugi e Merlo. Nella tradizione di Fiorentina e Juventus, insomma, c’è una vera attenzione per la cura del settore giovanile. E’ ANCORA COMPETIZIONE. In questo campionato non proprio brillantissimo da parte dei viola allenati da Leonardo Semplici, la ‘Vecchia Signora’ è ancora una volta la diretta concorrente per le prime posizioni della classifica, nonché la squadra che ha eliminato la Fiorentina dalla Coppa Italia. Nella prima giornata di andata del campionato Primavera i viola, guidati da un Salifu padrone della manovra e un Babacar in formissima, si sono imposti per 1-0 proprio grazie ad un gol del senegalese. Al ritorno il match è finito in parità per 2-2: Acosty e Da Silva non sono bastati a fermare le grandi manovre offensive dei ragazzi di Baroni, che non solo sono riusciti a mantenere il primo posto in classifica, ma nel frattempo hanno vinto anche il Torneo di Viareggio 2012 battendo la Roma. Ad oggi, Juve e Fiorentina si trovano rispettivamente al primo e al secondo posto in classifica. Le dividono soli due punti e i viola hanno due partite da recuperare, sebbene difficili, contro Sampdoria e Genoa. Speriamo che la Fiorentina sappia sfruttare l’opportunità di andare in testa alla classifica, o quantomeno, dia il massimo nel finale di stagione per raggiungere IMMAGINE PER LOCA i play off scudetto, l’ultimo obiettivo rimasto. DelCONGRES CERIMONIE, I resto, avere la meglio sulla Juve per un viola (che sia un ‘pulcino’ o un campione) non ha prezzo… in ogni categoria.

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di Duccio Magnelli

17 marzo 2012

S TA D I O

Fiorentina - Juventus

I RAGAZZI DI ALLORA (E QUELLI DI OGGI)

Per alcuni anni − quelli gloriosi della Champions − ci siamo illusi di essere riusciti a matare il toro bianconero (pur mai battendolo a Firenze) e a rendere questa gara quasi uguale alle altre. Ma dopo tutto quello che abbiamo ascoltato e letto in questa settimana, ci siamo accorti che invece questa è tornata a essere, come una volta, “la partita della vita”. I ricordi si accavallano uno sull’altro: il rigore parato da Mareggini, la sciarpa raccolta da Baggio che scatenò tante polemiche, i gol di un incredibile 3-3. Speravamo, a inizio stagione, di non dover tirare fuori dal cassetto tutto questo, di non doverlo usare come fosse una carota da mostrare agli stanchi cavalli che oggi indossano la maglia viola per farli correre. Perché tra i ricordi di allora ci sono anche i visi di molti giocatori che, pur nella loro modestia, andavano in campo con gli occhi iniettati di sangue per provare a vincerla, questa partita maledetta. E anche se ci è capitato raramente di assaporare il sapore del successo (l’ultima vittoria al Franchi risale ormai alla stagione 1998-99), all’uscita dallo stadio, insieme all’amarezza, c’era anche la

convinzione che chi era sceso in campo più di quello non avrebbe potuto dare. Oggi che questa partita è ritornata a essere l’unica possibilità per salvare l’ennesima stagione deludente, molti di coloro che stasera giocheranno non sembrano degni eredi dei ragazzi di allora. C’è tanta noia, in giro. C’è poca applicazione, tanti errori, scarsa concentrazione. Ci sono tanti cartellini timbrati solo per la presenza, c’è poco sudore. Non c’è più senso di appartenenza a una maglia che, per tanti, ha significato il punto d’arrivo di una carriera. E anche il fermento che questa settimana si è percepito in tutta la città è sembrato una specie di dovere da parte dei tifosi, quasi un atteggiamento necessario per provare a salvare il salvabile. Insomma, stasera la Firenze viola dovrà attaccarsi a coloro che ancora riescono a andare in campo con la voglia di esserci davvero (e qualcuno c’è, ne siamo sicuri). Chissà se questo poi basterà per battere la ‘Vecchia Signora’. Certamente, qualunque sarà il risultato finale, di tutti gli altri perdigiorno e affini, nessuno sentirà la mancanza.

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