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QUANDO UNO STOP (PER NEVE) PUO’ AIUTARTI A TORNARE A CORRERE di Alessandro Rialti

IL L E O N E Amauri scalpita.

Il maltempo ha rimandato il suo primo gol... arriverà col

Napoli?

La neve ha fermato il leone. Il terribile maltempo che ha colpito tutto il nostro Paese ha di fatto paralizzato anche il campionato e la Fiorentina è stata tra le squadre più penalizzate: ha dovuto saltare il match di Bologna e subito dopo quello di Parma previsto domenica scorsa, laddove era atteso appunto il leone viola, Amauri. Se per un certo verso questo stop ha bloccato Delio Rossi e i suoi ragazzi (non scordiamoci che vengono da una miniserie positiva per un totale di 7 punti conquistati in tre gare), è però anche vero che il tecnico vola ha potuto lavorare in questi giorni proprio per far trovare ad Amauri la migliore condizione fisica e per inserire progressivamente Olivera nei meccanismi di gioco. E’ stato insomma come se ci fosse stato un piccolo supplemento di ritiro, dentro il quale i viola hanno potuto immettere i due neo acquisti. Peraltro sia Amauri che Olivera sono arrivati proprio per mettere a disposizione del gruppo un’esperienza fondamentale:

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La 25a ora

di Luca Caneschi

DIRETTORE RESPONSABILE Luca Capanni direttore@brividosportivo.it REDAZIONE redazione@brividosportivo.it CONSULENTE EDITORIALE Alessandro Rialti

EDITORE E PUBBLICITà Salvini Editore srl Via S. Quirico 167 50013 Campi Bisenzio (Fi) tel. 055.9334666 Fax 055.9334667 info@salvinieditore.it GRAFICA E IMPAGINAZIONE Chiara Reggiani - grafica@brividosportivo.it

STAMPA Centro Stampa Editoriale srl Grisignano di Zocco (Vi) DISTRIBUZIONE distribuzione@brividosportivo.it

di Saverio Pestuggia

FOTO La Presse

CHISSA’ SE LE CORVINATE DIVENTERANNO UN RICORDO Anche se c’era in tutti la voglia di dare continuità alla bella vittoria contro l’Udinese, la seconda pausa forzata della stagione viola rappresenta comunque l’occasione per riflettere sull’oggi e sul domani, con il tema della conferma o meno di Pantaleo Corvino che appare centrale in questa fase che è anche di programmazione. L’esperienza maturata seguendo il calcio ci ha convinto del fatto che il direttore sportivo vada cambiato spesso, diciamo ogni due o tre anni, perché deve comunque avere il tempo per attuare un minimo di programmazione. Ogni direttore sportivo, infatti, per accreditarsi con i suoi dirigenti, ed anche con la piazza e con la tifoseria, parte sempre in quarta con acquisti azzeccati ed anche con qualche cessione giusta, a costo di firmare qualche cambiale che pagherà poi negli anni successivi. Tenerli poco, quindi, significa godere della fase crescente ed evitare quella calante, nella quale arrivano inevitabilmente operazioni deludenti e, a volte, inspiegabili se non con la logica che abbiamo appena detto. Questa è la regola generale, che Corvino comunque ha, vista la lunga permanenza a Firenze, probabilmente già superato perché se è vero che ha accumulato credito, è altrettanto vero che lo ha anche consumato, soprattutto nell’ultimo periodo, e le frecce che rimangono al suo arco, sotto

O’ Professore

COLLABORATORI Alessandro Rialti, Luca Caneschi, Saverio Pestuggia, Michela Lanza, Ruben Lopes Pegna, Luca Capanni, Alfredi Verni, Federico Pettini, Alessandro Latini, Giampiero Tosi, Cristina Mattioli, Chiara Baglioni

forma di plusvalenze, sono legate soprattutto alla non certo auspicabile cessione di Jovetic, capitale che senza il minimo dubbio è cresciuto esponenzialmente dopo il suo acquisto. Dalla sua parte Corvino ha anche il lavoro interessante fatto a livello di settore giovanile, con risultati importanti che però ad oggi non hanno portato giocatori a livello di prima squadra, se si eccettua per la meteora Camporese che appare e scompare con l’intermittenza delle luci dell’albero di Natale. A nostro avviso per una Fiorentina che punta su Delio Rossi l’ideale sarebbe avere come direttore sportivo Walter Sabatini, con il quale ha fatto coppia in maniera convincente sia alla Lazio che al Palermo. Sabatini, che in Toscana ha già all’attivo un’esperienza all’Arezzo nella quale valorizzò Manuel Pasqual, decidendo di riscattarlo dal Treviso contro il parere del presidente, a Roma è un po’ chiuso dall’iperattivismo di Franco Baldini e potrebbe farsi convincere da un progetto come quello della Fiorentina, che è allo stesso tempo ambizioso ma che richiede quella fantasia che Sabatini ha senza dubbio, preferendo scoprire talenti piuttosto che acquistare usato sicuro, che poi è anche più costoso. Se le “corvinate” diventeranno un ricordo, insomma, la strada del futuro potrebbe essere già tracciata.      

TOCCA A OLIVERA? ECCO COME PUO’ CAMBIARE LA SQUADRA

Quando la maledizione della neve e del ghiaccio sarà passata la Fiorentina potrà contare sull’apporto del nuovo centrocampista  Ruben Olivera, arrivato alla corte di Delio Rossi quasi allo scadere del mercato invernale. Il giocatore con un passato anche nella Juventus è arrivato in Italia da giovanissimo con la fama di essere un centrocampista offensivo. Nel ruolo però non ha mai sfondato forse perché in Italia il trequartista deve essere rapido di gambe e di testa e il nostro Olivera forse non lo è stato abbastanza. Ecco quindi la ‘retrocessione’, come zona di campo, a centrocampista puro dove nelle ultime stagioni non ha sfigurato tanto da meritare questo ripescaggio in viola risalendo la corrente come importanza di società. Passare da lottare per evitare la retrocessione ad un tranquillo centro classifica con la prospettiva di lottare per l’Europa deve dare al centrocampista uruguagio la spinta necessaria per dare il meglio di sé. Fatta questa doverosa premessa, necessariamente un po’ articolata, come potrebbe essere impiegato Olivera nella Fiorentina di Rossi? Due le possibili soluzioni, una quella

più immediata e più attuabile è quella di farlo giocare come mezzala sinistra accanto a Montolivo e Behrami. Resterebbe inalterato il motore del centrocampo messo in piedi dal tecnico romagnolo che si avvale dell’aiuto esterno di Pasqual e Cassani. L’alternativa che però è abbastanza lontana nella testa del tecnico è rappresentata dal ritorno al primo modulo presentato a Firenze: quel 4-3-1-2 che è stato accantonato perché l’unico trequartista plausibile era Lazzari che però ha fallito la prova. Adesso potrebbe essere riproposto proprio Olivera anche se il giocatore dovrebbe essere convinto di tornare a giocare in un ruolo che lo ha piano piano spinto dall’élite juventina al purgatorio leccese. Si tratta a nostro avviso di una soluzione da provare solo in extremis, se il 3-5-2 dovesse mostrare la corda. Una soluzione tattica che per adesso ci sentiamo di escludere visto il buon momento della Fiorentina. Ergo per Olivera resta aperto

il ballottaggio con Lazzari e indirettamente con Salifu che giocando al centro sposterebbe sulla sinistra Montolivo. Con il Napoli dovrebbe esserci l’esordio dell’ex leccese e con tutta probabilità sarà da mezzo sinistro con Montolivo al centro e Behrami a destra. 

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Maltempo e sosta forzata: viola sotto esame

La neve e il gelo stanno condizionando il campionato della Fiorentina costretta al secondo stop del mese di febbraio dopo quello della trasferta di Bologna. Sicuramente ci sono pro e contro per questo rinvio. Cerchiamo di valutare perciò se la squadra di Delio Rossi trarrà più o meno benefici dal fatto di non aver giocato due delle ultime tre partite. I VANTAGGI PIU’ RIPOSATI. Così si presenteranno i viola venerdì al Franchi contro gli azzurri di Walter Mazzarri che hanno giocato giovedì scorso a Siena la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i bianconeri di Sannino e ieri al San Paolo la partita di Sgombero appartamenti, solai, cantine. campionato contro Piccoli traslochi, smontaggio e il Chievo. Quindi rimontaggio arredi, trasporti in genere. sotto il profilo fisico e atletico la Chiama per un preventivo gratuito! Fiorentina partirà

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avvantaggiata. Almeno contro il Napoli Delio Rossi non dovrà pensare al turn over ma potrà mandare in campo la miglior formazione possibile. Mazzarri, invece, per forza di cose opererà una scelta tra i giocatori a sua disposizione, pensando tra l’altro al match di Champions League della prossima settimana contro il Chelsea. MIGLIOR AFFIATAMENTO AMAURI-JOVETIC. La sosta forzata permetterà al tecnico viola di affinare l’intesa tra i suoi due attaccanti, che peraltro nelle due partite giocate insieme con Siena e Udinese hanno già dimostrato di capirsi al volo e di integrarsi molto bene. Con più allenamenti a disposizione comunque i due giocatori avranno modo di conoscersi ancora meglio. E di ciò ne beneficerà tutta la manovra offensiva viola. Tra l’altro con Amauri al suo fianco Jovetic ha segnato in entrambe le gare, anche se con l’Udinese su calcio di rigore. EVITATO RISCHIO INFORTUNI. Non aver giocato a Bologna prima e a Parma poi, su terreni sicuramente in cattive condizioni, ha preservato la squadra dal rischio di incidenti. Con il freddo soprattutto i problemi muscolari per i giocatori aumentano sensibilmente. Questo è un dato di fatto incontrovertibile.   GLI SVANTAGGI 12 GIORNI DI STOP. Tanti ne intercorrono tra la partita con l’Udinese e quella con il Napoli. L’ulteriore sosta forzata, dopo quella di 19 giorni nel periodo natalizio, può avere influenzato la preparazione di Rossi che molto aveva lavorato sotto il profilo atletico con i suoi giocatori. I piani del tecnico potranno comunque essere rivisti da qui in avanti. E comunque Rossi ha talmente tanta esperienza dalla sua che saprà gestire al meglio anche questa anomala situazione. FORMA INTERROTTA. La Fiorentina sta andando alla grande in questo periodo, è reduce da due vittorie consecutive e vive sulle ali dell’entusiasmo. Sotto questo profilo si sarebbe presentata a Parma in condizione ottimali. E inoltre sta giocando davvero bene, Rossi sembra aver trovato modulo e assetto per fare rendere la squadra al massimo. Ecco perché sarebbe stato positivo scendere in campo adesso che non magari tra qualche tempo. Quando andrà al Tardini la Fiorentina sarà ancora in queste condizioni di forma? TOUR DE FORCE. E’ quello che si prospetta per la squadra viola da qui alla fine del campionato. Dovrà disputare 17 partite in ottantasei giorni. Praticamente scenderà in campo ogni cinque giorni. Dunque la Fiorentina si trova nelle stesse condizioni di quando giocava nelle competizioni europee o in Coppa Italia. Solo che giocherà solo in campionato. Non ci sarà tregua per la formazione viola. E Delio Rossi che non ha una rosa poi così ampia (almeno dal punto di vista della qualità) a sua disposizio-

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Vantaggi&svantaggi

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ne, sarà costretto suo malgrado a operare il turn over. Da qui al 13 maggio, giorno dell’ultima gara di campionato al Franchi con il Cagliari, la Fiorentina disputerà durante la settimana i due turni previsti ad aprile e maggio oltre alle due partite di recupero. La gestione dei giocatori diventerà perciò fondamentale.


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Renato Buso: Jovetic come Baggio MA ATTENTI AD HAMSIK

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l’esclusiva

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Il doppio ex presenta Fiorentina-Napoli e lancia i ‘suoi’ primavera nel derby con l’Empoli È stato compagno di squadra di Roberto Baggio, ha vestito la maglia viola e quella del Napoli. È stato ed è rimasto molto affezionato a Firenze, città con la quale ha avuto anche la possibilità di mostrare le sue doti come tecnico: prima sulla panchina degli Allievi della Fiorentina (2008-09), poi su quella della Primavera (2009-2011). Stiamo parlando di Renato Buso, che da giocatore stava per alzare un trofeo al cielo (quella finale in Coppa Uefa persa contro la Juventus nel 1990 brucia ancora…) e da allenatore ha ottenuto in tre anni due importantissime vittorie: un campionato Allievi e una Coppa Italia Primavera (con vittoria entusiasmante all’Olimpico contro la Roma). Peccato per quel Torneo di Viareggio accarezzato e perso solamente in finale contro una grandissima Inter. Oggi lui allena il Gavorrano ma i ricordi del suo passato più lontano ma anche più recente sono ancora vivi nella mente di un ragazzo ancora oggi molto amato per la sua genuinità dalla Firenze calcistica. Buso, in questa intervista a cuore aperto rilasciata in esclusiva al  Brivido Sportivo, parla del prossimo match dei viola contro il Napoli, del Torneo di Viareggio attualmente in corso e di qualche giovane giocatore, potenziale del presente e del futuro della Fiorentina di Delio Rossi. Il Napoli arriva da un periodo negativo, sfortunato in fase realizzativa rispetto per esempio alla scorsa stagione. La Fiorentina invece da due vittorie interne e se vogliamo anche riposata fisicamente (visto il rinvio dei due turni in trasferta) e psicologicamente. Alla luce di tutto questo che partita si aspetta venerdì sera al Franchi? «Sarà una partita importante ma difficile per la Fiorentina e spiego il perché: dopo la vittoria contro l’Udinese, una vittoria da squadra, con il Napoli ci si aspetta una riconferma. La formazione di Mazzarri ha ottimi valori e al di là del risultato sarà importante vedere la prestazione degli uomini di Rossi per avere la conferma di una crescita costante. Sarà quindi una partita difficile e mi auguro bella contro un Napoli che, anche se a pochi giorni dalla grande sfida in Champions contro il Chelsea, non può permettersi di snobbare il campionato. E non lo farà». Quale elemento toglierebbe ai viola fosse il tecnico del Napoli e viceversa? «Fossi Mazzarri toglierei ai viola Jovetic. È un giocatore impressionante, fondamentale, il fulcro centrale dell’attacco della Fiorentina e adesso anche bomber implacabile. Non è un caso che il presidente De Laurentiis tempo fa ha fatto sapere che lo vorrebbe vedere con la maglia del Napoli. Ed è solo un classe 1989, quindi può ancora migliorare tantissimo. Fossi Rossi, invece, toglierei agli azzurri Hamsik. Lo ritengo un giocatore dal grande temperamento, che con i suoi inserimenti e le sue giocate può rompere gli equilibri. Fa girare la squadra ed è un giocatore importantissimo». Dove potrà essere vinta la gara? «Per quanto riguarda il Napoli, dico che a fare la differenza potrebbe essere lo straordinario potenziale offensivo, uno dei migliori del campionato italiano. Per quanto riguarda la Fiorentina, dico la conferma dell’assetto tattico e poi dico ancora Jovetic. La squadra di Rossi ha dimostrato che senza di lui ha sofferto e soffre molto». Jovetic-Amauri da una parte, Cavani-Lavezzi dall’altra: chi sulla carta più forte? «Il Napoli ha un assetto offensivo più forte rispetto alla Fiorentina, più equilibrato, con qualità tecniche e dinamismo, e soprattutto con più alternative, visto che hanno anche un giocatore come Hamsik e una soluzione di nome Pandev. L’attacco della Fiorentina si basa su due uomini – fortissimi – che sono Jovetic e Amauri: con loro due la Fiorentina si è risollevata, ma i viola devono sperare che siano sempre in condizione e titolari perché mancano le alternative». Mazzarri contro Rossi: una sfida tra due allenatori di primo livello? «Senza dubbio. Sono due grandi allenatori che cercano sempre di far giocare le proprie squadre a calcio. Che cercano e riescono a dare un’anima alle proprie squadre. E danno un loro aspetto tattico alle formazioni che allenano. Poi si sa, nel calcio conta solo il risul-

tato, però Mazzarri e Rossi sono due grandi allenatori dalla grande umanità, lavorano con molta passione, sono tecnici di vertice». Napoli e Fiorentina, due squadre nelle quali lei ha giocato seppur in periodi difficili: in viola (dal 1989 al 1991) nell’anno dell’addio di Baggio e del cambio di proprietà (arrivando comunque vicino a vincere una Coppa Uefa), in azzurro (dal 1993 al 1996) nel post Maradona.  Quali sono i suoi ricordi delle due esperienze? «Sì, è vero ho vissuto due periodi non semplici delle due società. A Firenze ho vissuto il passaggio di consegne tra Pontello e Cecchi Gori e come se non bastasse la cessione di Baggio alla Juventus. Ma ho ricordi eccezionali legati al campo, come la finale della Coppa Uefa disputata contro la Juve, ma non solo. A Napoli ho vissuto il passaggio della società da Ferlaino a Ellenio Gallo e poi il ritorno di Ferlaino come azionista di riferimento con maggioranza assoluta e la nomina di presidente onorario di Vincenzo Schiano di Colella. Situazioni societarie difficili e imbarazzanti, ma i miei ricordi di giocatore sono tutti belli in entrambe le piazze. A Firenze come a Napoli è stimolante fare calcio, lì ci sono passione e coinvolgimento. Ogni giocatore e ogni allenatore vorrebbe lavorare in piazze calde e importanti come queste». Jovetic quanto simile a Baggio? «Jovetic si avvicina molto a Baggio. Roberto aveva qualche giocata in più a livello individuale, nel dribbling, nelle punizioni e a livello di fantasia. Non ci dimentichiamo che Baggio è stato uno dei numeri uno al mondo per estro e fantasia e in questo è ancora in vantaggio su Jovetic che, dal canto suo, è cresciuto molto sotto porta diventando un goleador vero, è bravo nell’uno contro uno ed è ancora giovanissimo. Diciamo che Jovetic si avvicina sempre di più a Baggio». Passiamo alla Primavera viola che lei conosce bene e al Torneo di Viareggio: buona la partenza della Fiorentina. Pensa che possa ripetere se non migliorare il risultato dell’anno scorso? «La Fiorentina di Semplici è una squadra che ha grandi potenzialità e otto stranieri in squadra. Certo, nell’economia del gioco, perdere giocatori come Camporese, Salifu e Babacar non è semplice perché a questi livelli sono insostituibili e determinanti, ma ho notato che i ragazzi che hanno giocato hanno offerto buone prestazioni confermando che quello viola è un buon organico che ha un buon assetto e ambizioni importanti in questo ‘Viareggio’. Le squadre che se la giocano con la Fiorentina? Roma, Inter e Juventus». Che cosa le sta piacendo maggiormente della Primavera viola? «Lo spirito, la dimostrazione di una crescita costante anche dei ragazzi del 1994 che si sono integrati nel gruppo molto bene. Come Magheri per esempio, che è pure italiano: è entrato, concentrato e voglioso di fare bene, ed ha anche fatto gol col Vicenza. Mi ha fatto molto piacere per lui». Il giocatore che farà la differenza in questo Torneo di Viareggio? Chi può essere il Dell’Agnello della situazione? «Acosty. Purtroppo ha avuto un piccolo infortunio nell’ultima gara contro il Vicenza che lo ha costretto a lasciare il campo, ma nonostante le condizioni del terreno di gioco, fino a quando ha giocato, è stato l’elemento che ha creato di più. È da lui che sono nate le azioni più pericolose. Ad un giocatore come lui non è possibile lasciare un metro di spazio, diventa temibile, letale per l’avversario». Acosty è un giocatore che, a detta di tutti, è pronto per essere lanciato in prima squadra. Pensa che nel 3-5-2 di Rossi potrebbe ricoprire meglio il ruolo di punta o di esterno di centrocampo e quindi essere costretto a fare le due fasi? Oppure crede che il modulo più adatto per lui sia un altro e quindi con Rossi abbia poche chance? «Nel modulo che utilizza Rossi è certamente sacrificato. Lui ha sprint e chilometraggio nelle gambe, è una punta aggiuntiva esterna, ha bisogno di spazio e si esprime al meglio sull’esterno dove è devastante ed ha la possibilità di accentrarsi e di andare al tiro in porta oppure di arrivare sul fondo e mettere la palla in mezzo. È un

giocatore con propensione offensiva e si può esprimere al meglio nel 4-2-3-1, nel classico 4-4-2 o nel 4-3-3. Meno nel 3-5-2, anche se i moduli si possono cambiare anche in corsa durante l’arco di una partita e quindi tutti possono ritagliarsi il proprio spazio. Acosty oltre ad essere un giocatore potenzialmente importante, è anche un ragazzo serio che lavora con impegno e passione, merita la prima squadra». Un parere su Zohore, l’ultimo arrivato. «L’ho visto poco per poter dare un giudizio su di lui. È un classe 1994 e va giudicato nell’arco di una stagione. Per quello che ho visto, mi sembra che abbia qualche difficoltà a livello fisico. Nei nostri tornei Primavera ci sono ritmi elevati e lui forse è ancora un po’ lento. Del resto la sua stazza è imponente, è da raffinare e far maturare, ma ho notato che ha buone doti tecniche ed è molto bravo nel proteggere palla e nel far salire la squadra. Forse è presto per dire che è un buon investimento, ma è da tenere d’occhio». Salifu meglio centrale o interno? «Può fare tutto. A Vicenza giocava centrale nel  4-3-3. Con me ha fatto molto bene interno nel centrocampo a due. È un giocatore dotato fisicamente e molto forte nei contrasti, ma è anche dotato di buona tecnica». Cosa pensa del passaggio di Babacar in Spagna? «Un po’ mi dispiace, ma può essere l’occasione giusta per lui per maturare. Andando in un paese lontano potrà capire cosa significa andare via da Firenze, da un ambiente in cui è sempre stato coccolato e protetto. Sarà un’esperienza importante per Babacar, un giocatore dalle potenzialità infinite, incredibili, che talvolta perde per strada a causa dei suoi comportamenti. Deve fare di più. Deve mettere più entusiasmo, più cattiveria, più voglia di emergere, allora sì che potrà diventare un giocatore da prima squadra». Ottavi di finale, Fiorentina-Empoli: una partita sempre molto sentita. Un derby tra due ottimi settori giovanili. La bilancia pende più in favore di chi? «In campionato la Fiorentina ha ottenuto due nette vittorie contro l’Empoli e questo porta a pensare che la bilancia penda a favore dei viola, ma non ci dimentichiamo che in un torneo come il Viareggio dove si giocano partite secche è tutto diverso. A volte a fare la differenza sono le energie nervose, altre volte gli episodi. Si sfideranno due settori giovanili che sono cresciuti moltissimo e poi… resta pur sempre un derby e si sa, queste sono partite che vengono vissute con forti emozioni. Sarà una bella sfida. Io tiferò Fiorentina, tiferò per i miei ragazzi. Cinque undicesimi della Fiorentina di Semplici erano con me lo scorso anno. Devo molto a questi ragazzi che mi hanno dato tanto e che continuano a darmi molto ogni volta che ci sentiamo».

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Partiamo da un dato di fatto. Nell’ultima finestra di mercato la Fiorentina ha rifiutato più di 50 milioni di euro offerti da vari club per Nastasic, Behrami e Jovetic. Posto che sarebbe stata una scelta folle cedere questi tre importanti giocatori a gennaio, nel rifiutare tali offerte leggiamo anche un segnale positivo lanciato dalla società viola: pur continuando a tenere d’occhio il fair play finanziario l’obiettivo è quello di costruire nell’immediato futuro una squadra competitiva. E la Fiorentina del prossimo anno non può prescindere da questi tre elementi che compongono la colonna vertebrale della squadra. I tre giocatori in questione saranno affiancati da Ahmed Hegazy e Guido Pizarro, giovani e di prospettiva, che da giugno in avanti faranno parte a tutti gli effetti della rosa della prima squadra. Fin qui gli intoccabili e i futuri protagonisti, ma la rosa della Fiorentina è piena di giocatori che il prossimo anno non saranno più a Firenze. ADDII (QUASI) SCONTATI. Nel calcio di certo non c’è niente, figuriamoci in sede di mercato. Tuttavia ci sono alcuni giocatori che, ad oggi, sono quasi certi di non far più parte del progetto viola nella prossima stagione. Il primo ovviamente è Riccardo Montolivo. Scriverlo è scontato ma è giusto partire proprio da lui. Il nuovo ciclo viola prenderà forma senza l’ex capitano e Corvino (o chi per lui, visto che anche il futuro del ds è appeso ad una firma che per ora non arriva), dovrà essere abilissimo a trovare un sostituto all’altezza del centrocampista di Caravaggio. Certo dell’addio è anche Marco Marchionni  che vedrà scadere il suo contratto alla fine di questa stagione. Fosse stato per Corvino sarebbe già a giocare da un’altra parte, ma l’esterno è voluto rimanere a tutti i costi a Firenze fino alla naturale scadenza dell’accordo. E a proposito di contratto in scadenza balzano all’occhio i due ‘spilungoni’ della difesa: Cesare Natali e Per Kroldrup stanno vivendo una stagione opposta. L’ex granata è diventato titolare e leader della difesa giornata dopo giornata, mentre il danese non ha disputato nemmeno un minuto di campionato complice una serie infinita di problemi fisici. Nonostante tale diversità il destino dei due sembra essere lo stesso: il rinnovo del contratto potrebbe non arrivare anche se a Natali è stato proposto mentre a Kroldrup al momento no. Difficile colmare la distanza con il primo tanto che le parti sembrano aver interrotto le trattative con largo anticipo. Su Kroldrup invece pesano le incognite di natura fisica e dopo sei anni e mezzo a Firenze il danese dovrebbe rimanere libero di decidere il suo futuro. Prigioniero del suo ingaggio invece è il brasiliano Felipe. La Fiorentina potrebbe provare di nuovo a cederlo in estate ma le squadre interessate non si possono permettere i 900.000 euro annui che guadagna il difensore. CASI IN SOSPESO. Il mercato estivo in uscita della Fiorentina però ruoterà intorno anche ad altri nomi. Partiamo da Artur Boruc. La situazione è abbastanza chiara e si sta delineando proprio in questi

giorni: il contratto del portiere scade fra 4 mesi ma la Fiorentina entro la fine di maggio ha la possibilità di far valere un’opzione per prolungarlo fino al giugno 2013. Il rinnovo di Boruc non è escluso ma neppure è possibile dare adesso già per scontata la sua permanenza a Firenze. Il rinnovo del contratto consentirà alla Fiorentina di avere un certo potere in sede di trattative che probabilmente ci saranno nella prossima sessione di mercato visto che molti club di Premier League seguono da tempo le prestazioni di Boruc. Oltre ad ascoltare le offerte per l’ex numero uno del Celtic, la Fiorentina ha anche l’esigenza di lanciare Neto. Il portiere brasiliano rappresenta il futuro, ma tenerlo in panchina anche la prossima stagione potrebbe rivelarsi controproducente per la crescita del portiere verdeoro. Risaliamo il campo e passiamo ad analizzare la linea mediana dove probabilmente ci saranno gli scossoni più importanti. In primo luogo c’è da capire l’intenzione della Fiorentina su Andrea Lazzari e Houssine Kharja. Entrambi in comproprietà, entrambi non hanno convinto così tanto da far pensare ad ora ad un riscatto. La porta va tenuta aperta su tutti e due perché, fino a prova contraria, potrebbero disputare un convincente girone di ritorno. Ad oggi, però, le possibilità che la Fiorentina li riscatti non sono molte. Qualche chance in più per Lazzari (che piace a Delio Rossi), davvero poche quelle per Kharja alle prese attualmente con un infortunio subito in Coppa d’Africa.

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CASI SPINOSI. Arriviamo poi a Juan Manuel Vargas, colui che è preposto a portare (più di altri) denaro sonante nelle casse della Fiorentina. La sua cessione è nell’aria da tempo e la prossima estate potrebbe davvero essere quella decisiva per la sua partenza. Corvino lo avrebbe ceduto volentieri già nei mesi scorsi ma nessun club si è presentato al Franchi con i famosi 10 milioni di euro (se non qualcosa di più) in mano. Le ultime stagioni deludenti del peruviano, agli occhi della Fiorentina, hanno scalfito solo in parte l’alta valutazione che la società viola fa del suo giocatore. E’ normale che Corvino non chieda più 20 milioni (come successo in passato) per l’esterno, ma la quotazione non pare essersi abbassata in maniera vertiginosa. La cifra è stata fatta, il braccio di ferro continuerà a giugno, quando molto probabilmente anche il peruviano chiederà espressamente di essere ceduto. La speranza è che decida in questi mesi di far vedere a tutti quanto vale: ne guadagnerebbero i tifosi viola ma soprattutto lui e la Fiorentina. Ed eccoci arrivati ad Alessio Cerci che ha movimentato assai il mercato di gennaio. Prima ad un passo dal Genoa, poi frutto del desiderio dell’Everton, si è ritrovato fra la panchina e la tribuna del Franchi. Rossi ha già dato il via libera alla cessione e quindi non è difficile immaginare che sarà così anche in estate. Il modulo (che non prevede esterni offensivi) lo penalizza troppo, resta solo da capire quale potrebbe essere la sua destinazione. Il Genoa ha dimostrato reale interesse anche se l’offerta presentata a Corvino (tra i 4 e i 5 milioni) non è stata ritenuta sufficiente. Il ds della Fiorentina è convinto delle capacità tecniche del giocatore e a gennaio non se l’è sentita di svendere un patrimonio della società. Vedremo cosa farà il club di Preziosi, ma soprattutto se il Torino approderà in serie A. Un sacrificio, in caso di promozione, il patron granata Cairo potrebbe volerlo fare e Ventura ha già indicato il nome dell’esterno romano allenato ai tempi di Pisa. Resta infine da capire quale sarà il destino di Amauri anche se l’italo-brasiliano deve ancora scrivere i capitoli della sua avventura in viola. In questo caso, il futuro può attendere serenamente il responso del campo. PREVISIONE BUDGET. Provando a tirare le somme i viola potrebbero avere a disposizione circa 25 milioni di euro (compresi gli 8 avanzati a gennaio) per far partire il nuovo ciclo ad agosto. Corvino (fino a comunicazione contraria continuiamo a considerarlo il ds della Fiorentina) dovrà essere bravo a ricavarne almeno 10 dalla cessione di Vargas e circa 6 da quella di Cerci, oltre a qualche milione che dovrà racimolare dalle altre cessioni (non è esclusa anche quella di De Silvestri). La Fiorentina ha davanti a sé mesi impegnativi ma il futuro comincia a delinearsi già da adesso. E i volti nuovi in casa viola, dal prossimo ritiro estivo, potrebbero essere davvero molti.

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Donadel: vita da mediano ma anche da ex (con rimpianti)

“Una vita da mediano a recuperar palloni”, è sicuramente la frase della canzone del grande Luciano Ligabue che meglio descrive l’ex centrocampista viola Marco Donadel. Muscoli, polmoni, grinta e cuore sono indubbiamente le sue caratteristiche, quelle che gli hanno permesso di essere così tanto benvoluto e amato dai tifosi viola nei sette anni che ha vestito la maglia della Fiorentina. Il suo addio, nello scorso mercato estivo, non è rimasto indifferente anche perché lui non ha mancato di ripetere, più di una volta, che lasciare la Fiorentina è stata dura e che nel suo cuore rimarranno le tante emozioni provate a Firenze. Marco faceva indubbia-

mente parte di quella squadra che tanto ha fatto sognare i tifosi viola e che ha permesso anche a lui di provare sensazioni ed emozioni uniche. Lasciando la Fiorentina per approdare al Napoli Donadel ha salutato Firenze quasi con le lacrime agli occhi, dichiarando che avrebbe portato con sé tutte le partite giocate in Champions e quella grande impresa compiuta a Torino contro la Juventus. Marco si è dichiarato un tifoso viola e chissà che un giorno non lo rivedremo vestire questa maglia. DA MILANO A NAPOLI. La carriera di Marco nasce nelle giovanili del Milan, squadra con la quale fa il suo esordio in serie A,

di Cristina Mattioli

sistere ad alcune partite degli ex compagni (Fiorentina-Lazio e Fiorentina-Genoa per la precisione), segno di quanto ancora sia forte il legame del centrocampista con la Fiorentina. E’ vero, in quel periodo Marco si stava sottoponendo a Bologna ad alcune terapie per cercare di risolvere le conseguenze di quell’infortunio rimediato a inizio stagione e Bologna è di sicuro più vicina a Firenze che a Napoli, comunque anche questo conferma che il giocatore, appena può, torna nella città che ancora sente sua. Un errore aver scelto Napoli? Forse sì, forse no. Sicuramente, per lui, passare dall’essere uno dei punti di riferimento della squadra viola ad esser finito ai margini con Mazzarri, non è la realizzazione di un sogno. Ma chi lo sa, magari un giorno non troppo lontano potrebbe anche tornare a rivestire la maglia viola. Già nell’ultimo mercato invernale un contatto tra il suo procuratore e la Fiorentina c’è stato e non è escluso che la trattativa non possa andare in porto prossimamente. Marco ha dalla sua anche il fatto di essere stato lanciato proprio sotto la guida dell’attuale tecnico della Fiorentina  Delio Rossi, con il quale ha disputato un campionato di serie B (2003-2004) con la maglia del Lecce. Insomma i presupposti non mancherebbero.

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gioca la sua prima partita in Coppa Italia e con la quale debutta in Coppa Uefa. Un trittico non male che però non convince la squadra rossonera. Viene così ceduto in prestito al Lecce nella stagione 20022003. Con i salentini, che allora militavano in B, colleziona 29 presenze e l’anno successivo diventa protagonista in serie A con la maglia del Parma, giocando ben 24 partite. Poi passa alla Sampdoria, club nel quale non riesce a trovare spazio e che lascia dopo solo quattro mesi, nel mercato di gennaio, quando viene acquistato dalla Fiorentina. Con i viola realizza anche il suo primo gol in A, su punizione. Dal 2005 al 2011 il mediano rimarrà legato alla squadra viola con la quale si toglierà grandi soddisfazioni, come quella di giocare in Champions League. La sua avventura a Firenze però si conclude nel mercato estivo del 2011: il contratto che lo legava ai viola viene lasciato scadere e Marco è costretto a guardarsi attorno. Inizia per lui una nuova esperienza a Napoli, squadra con la quale, ad ora, ha collezionato solo una presenza in Coppa Italia. Un’esperienza che ha pure un alone di mistero visto che il centrocampista veneto si è infortunato al suo arrivo e dal quel momento è diventato un ‘fantasma’. RITORNO AL PASSATO? L’ex viola ha lasciato la Fiorentina sbattendo un po’ la porta, deluso: la sua volontà sarebbe stata quella di continuare la sua avventura a Firenze ma si è scontrata con le diverse intenzioni del club. Certo che questa città continua ad essere per lui un punto di riferimento visto che, fra l’altro, sua moglie vive ancora qui. Pochi mesi fa Donadel è stato avvistato più di una volta al Franchi ad as-

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Quella volta che Monelli fu piu’ bravo di Maradona Molti hanno toccato ferro per questa sfida con il Napoli guidato da Walter Mazzarri, ex giocatore della Priamvera viola, che cade di venerdì 17. Occhio alla scaramanzia dunque. Sarà una partita ad ogni modo spettacolare tra due formazioni ricche di talenti, anche se gli azzurri potrebbero essere distratti dall’imminente sfida di Champions. Del resto le gare tra le due squadre sono quasi sempre state avvincenti. Una delle più belle è stata quella che si è disputata al Comunale il 4 gennaio 1987 per la 14esima giornata, la penultima del girone d’andata. Quel giorno invece che a Firenze sembra di essere al San Paolo. Al seguito degli azzurri, in testa alla classifica e imbattuti in campionato, ci sono oltre ventimila tifosi. Il clima sugli spalti è incandescente. I supporter gigliati sono invece preoccupati. La Fiorentina è reduce da tre sconfitte consecutive prima della pausa natalizia. I viola hanno perso a Empoli e a Firenze con l’Inter per 1-0 e a Torino con i granata per 2-1. L’allenatore Eugenio Bersellini manda in campo la seguente formazione: Landucci; Contratto, Carobbi; Gentile, Pin, Galbiati; Oriali, Battistini, Diaz (Monelli dall’86’), Antognoni, Di Chiara (Onorati dal 76’). E’ una formazione particolarmente difensiva con il terzino campione del mondo Claudio Gentile schierato in mediana ed il mediano, anch’egli campione del mondo, Gabriele Oriali, impiegato come tornante di destra. In pratica l’unica punta di ruolo è il centravanti argentino Ramon Diaz, ex napoletano, con Di Chiara a supporto. L’allenatore del Napoli Ottavio Bianchi, futuro tecnico e presidente della Fiorentina SESTO FIORENTINO via di Querceto, 89 - tel. 055 4494054 nella stagione 2001/02, (dietro la Renault, vicino alla nuova misericordia, zona Piazza San Francesco linee ataf 2-96-97-64) quella della retrocessione dal martedi al sabato 10.00- 12.30 / 15.30 - 19.30 Domenica 15.30 - 19.30 - Lunedi’ chiuso in serie B e del fallimento, si affida tra gli altri a Bru-

scolotti, Ciro Ferrara, l’attuale allenatore della Under 21, Bagni, Giordano oltre che a Diego Maradona. La squadra viola parte subito di slancio. E dopo appena sei minuti Diaz, l’ex di turno, segna il gol del vantaggio. Sembra un fuoco di paglia. Ci si attende la reazione del Napoli. Ma non c’è. Gli azzurri sembrano aver patito la rete e stentano a riprendersi. E così al 25’ il capitano viola Antognoni realizza addirittura il gol del 2-0. I tifosi viola sono increduli. La Fiorentina così bene in quella stagione non aveva mai giocato. E invece contro la capolista sfodera una prestazione eccezionale. A quel punto Bianchi rivede la formazione iniziale e al 36’ toglie un centrocampista, Sola, ed inserisce un altro attaccante, Carnevale. E’ un Napoli ora a trazione anteriore, con Giordano, Maradona e Carnevale, nel tentativo di effettuare la rimonta. I primi frutti del cambiamento tattico si vedono all’inizio della ripresa. Dopo 5’ Maradona accorcia le distanze. E i partenopei iniziano l’arrembaggio. La Fiorentina si difende ma soffre. Bersellini a un quarto d’ora dalla fine toglie Di Chiara e manda in campo Roberto Onorati, un centrocampista con più spiccate doti difensive nel tentativo di bloccare gli assalti dei partenopei. La squadra viola comunque regge. E il portiere Landucci fa la sua parte con interventi prodigiosi. Bersellini a quattro minuti dal termine opera la seconda ed ultima sostituzione (allora ne erano consentite due soltanto): toglie Diaz ed inserisce al suo posto un altro centravanti, Paolo Monelli. E’ proprio Monelli, appena un minuto dopo il suo ingresso in campo, a sorprendere il portiere Garella con un tiro da metà campo, da oltre cinquanta metri. E’ un gol prodigioso, alla Maradona, da parte di un giocatore bravo ma non eccelso sul piano della tecnica. Il Napoli a quel punto si arrende. L’incontro finisce così con il successo della Fiorentina per 3-1. Per la formazione di Bianchi si tratta della prima sconfitta in campionato.

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Gli azzurri, però, si rifaranno conquistando a fine stagione il primo scudetto della loro storia. I viola, invece, dovranno soffrire per ottenere la salvezza fino alla penultima giornata: la otterranno pareggiando 1-1 proprio al San Paolo nel giorno in cui il Napoli si laureerà matematicamente campione d’Italia.

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BIGICA: LA FIORENTINA ADESSO STA MEGLIO DEL NAPOLI

Centrocampista dotato di buona tecnica, Emiliano Bigica muove i primi passi della sua carriera con la maglia del Bari, squadra della sua città. Nel 1991 arriva per la prima volta in Toscana in prestito all’Empoli ed è con gli azzurri che fa il suo esordio tra i professionisti. Dopo due stagioni in C1, nel 1993 torna al Bari in serie B. Conquista la promozione ed è protagonista anche dell’annata successiva in A. La Fiorentina lo acquista nel 1995 e lui vestirà la maglia viola per quattro stagioni (fino al 1999) coronate di successi quali la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. A Firenze Bigica divide la tifoseria che dall’ex capitano di Bari ed Under 21 pretenderebbe qualcosa di più, ma la sua figura e la sua presenza si confermano importanti a livello di gruppo. Infatti lui è stato uno dei leader della squadra viola di quegli anni, un autentico uomo spogliatoio che ha saputo dare il proprio apporto in campo

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come fuori. Dopo l’esperienza in viola, il centrocampista passa al Napoli, ma è a Firenze che probabilmente sono legati i suoi più ricordi calcistici più belli. Bigica nell’occasione analizza il momento della Fiorentina riservando parole di elogio all’ex capitano viola Montolivo e promuovendo Behrami come vera anima di questa squadra. La Fiorentina nelle ultime partite di campionato ha trovato continuità di risultati. Da cosa è dipeso? «Penso che la Fiorentina abbia sempre avuto una rosa competitiva, ma con l’arrivo di nuovi elementi come ad esempio Amauri il gruppo ha trovato nuovi stimoli, è tornata la voglia di competizione». Il segreto di una grande squadra è avere anche una buona difesa. La rete viola è una delle meno violate in serie A. «Delio Rossi ha trovato la giusta quadratura del cerchio, la difesa a tre ha cambiato volto a questa squadra. Questo modulo ha esaltato le caratteristiche di giocatori come Pasqual e Cassani che stanno disputando un’ottima stagione». Ma per puntare in alto bisogna fare anche gol. «In questo campionato gli episodi hanno condizionato la Fiorentina lì davanti: dall’infortunio a Gilardino a Silva che non è riuscito a integrarsi nel campionato italiano. Ma come si è visto nelle ultime partite con Amauri e Jovetic la squadra può stare tranquilla». A proposito di Jovetic, pensa che questa Fiorentina sia troppo dipendente dal giocatore montenegrino? «Ho sempre ritenuto che il singolo viene esaltato dalla prestazione del collettivo, anche Messi che gioca nel Barcellona oltre a essere un grande talento deve parte del suo successo alla squadra in cui gioca. Nella mia vita ho visto un solo giocatore che era fondamentale per la squadra in cui gioca: si chiamava Maradona». Dal mercato invernale è arrivato Olivera: quale posizione ricoprirà nel modulo di Rossi? «Olivera è un ottimo acquisto, ha già giocato nel 3-5-2 prima con De Canio poi con Cosmi. Può fare l’interno di centrocampo o giocare come seconda punta e potrebbe quindi essere anche il vice Jovetic: è un jolly, una valida alternativa». Montolivo sta vivendo una situazione da separato in casa con grande professionalità: come giudica il campionato

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disputato fin qui dall’ex capitano viola? «A prescindere dalla vicenda di mercato che l’ha visto coinvolto per molti mesi, si sta comportando da grande professionista. Sta facendo molto bene, gli faccio i miei complimenti». Gli avrebbe lasciato la fascia da capitano? «Non entro in merito alle scelte della società. Si può essere capitani in campo e nello spogliatoio senza avere la fascia». A centrocampo Rossi è alla ricerca del miglior Lazzari e ha trovato in Salifu una giovane promessa. «Lazzari è un giocatore importante, è stato vicinissimo al Milan. La Fiorentina ha fatto un buon acquisto perché secondo me deve solo ritrovare fiducia in se stesso. Riguardo a Salifu l’ho visto giocare a Novara, deve farsi le ossa, è una buona alternativa a Behrami». Proprio Behrami è stato protagonista dell’ultimo mercato: la Juve lo ha corteggiato con ogni mezzo. Pensa che quest’estate il giocatore svizzero finirà per cedere alle avances della Vecchia Signora? «Il vero leader in campo è lui: un giocatore che non si risparmia mai, l’anima della Fiorentina. È un giocatore che di fronte alla richiesta di un club importante e prestigioso come la Juve potrebbe vacillare». Venerdì al Franchi ci sarà Fiorentina-Napoli. Come dovrà affrontare la gara la squadra viola? «Parto col dire che in questo momento sta meglio la Fiorentina. Il Napoli è una squadra che ama giocare in contropiede, i viola non dovranno concedere ripartenze e a loro volta dovranno giocare a loro volta in velocità e ripartire in attacco». Rossi continua a sottolineare che l’obiettivo è la salvezza: le sembra un tentativo per togliere pressione sulla squadra? «La Fiorentina era partita con altri obiettivi, poi con l’arrivo di Rossi si sono trovate le soluzioni giuste. I giovani aiuteranno molto questa squadra e prima si FIORENTINO via di Querceto, 89 - tel. 055 4494054 arriverà a 40 punti, prima SESTO (dietro la Renault, vicino alla nuova misericordia, zona Piazza San Francesco linee ataf 2-96-97-64) si potrà capire quale sarà il dal martedi al sabato 10.00- 12.30 / 15.30 - 19.30 vero obiettivo». Domenica 15.30 - 19.30 - Lunedi’ chiuso

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Un sax risuonò nella stanza a tutto volume. Il cellulare sul comodino si mise anche a vibrare. Il giorno ancora non aveva salutato quella stanza. Wendy si svegliò con calma e afferrò il telefono. “E’ il direttore, rispondo io?”, disse a Charlie. “Sì, lui l’avrà capito. Digli che Jack arriverà in redazione prima possibile. E che sa di essere in ritardo”, rispose Charlie, dal bagno. “Ma perché Jack? Comunque rispondo. Pronto? Sì... Buongiorno direttore... Sono Wendy... Jack si sta vestendo... Va bene, glielo dico. Buona giornata”. Wendy mise giù il telefono e si accese distrattamente una sigaretta. “Che voleva?”, fece Charlie dall’altra stanza. “Non ho capito gran che, qualcosa sul bisogno incessante di pubblicità perché la trasmissione di oggi parla di Della Valle e allora bisogna fare fatturato. Per fortuna oggi è il mio giorno libero”. Charlie uscì dal bagno che profumava di caldo. Si vestì con le prime cose che gli passavano sotto mano. Non aveva mai badato molto al look. Fece per uscire, poi si fermò. “Wendy...”, disse. “Si?”. “Mi fa piacere che sei tornata... resta pure a letto, le chiavi ce l’hai”, poi la baciò e uscì. “Fa piacere anche a me” pensò Wendy. Spense la sigaretta sul posacenere. Si accorse che Charlie aveva lasciato sul comodino il cellulare. Ormai era troppo tardi. Si nascose da quel raggio di sole che le illuminava il viso e si mise nuovamente a dormire. Il direttore Calderone aspettava Jack sulla porta della palazzina di Radio Senza Filtro. Era stranamente agitato, quella mattina. “Ascolta, dobbiamo farci venire un’idea. Parlare di Diego non è mai semplice, perché lo sai quello che può succedere. In più dobbiamo pure aumentare gli stacchi pubblicitari, perché Diego fa notizia. E poi...”

“Buongiorno anche a lei, direttore”, lo interruppe Jack. “Cosa? Ah, sì sì buongiorno. Hai pensato a qualcosa?”, chiese il direttore senza tanti convenevoli. “Sì, ho scritto qualcosa stanotte, quando ho trovato un attimo di tempo. Dobbiamo pensare solo a chi farlo leggere”. “Perfetto. Che ne dici di Wendy?” “Lei no, è a casa, è il suo giorno libero”. “Ah già, c’ho pure parlato. Un momento, com’è che è a casa tua? Non ha importanza, per ora. Pensiamo a chi può farlo, perché io non mi ci presto di certo”. “Si rilassi, direttore. Tenga, fumi una sigaretta. Ho tutto sotto controllo”, e detto questo Jack si diresse verso le scale. “Sai che non fumo... stai attento mi raccomando”, tagliò corto il direttore. “Buongiorno a tutti, cari ascoltatori di Radio Senza Filtro. Qui è Jack che vi parla, con Jerry sempre pronto in regia e con una puntata tutta particolare da affrontare. Un gradito ospite reciterà un brano inedito scritto da un autore contemporaneo anonimo. Il tema? Presto detto. Chiedere a Diego Della Valle di tornare a popolare quelle tribune autorità del Franchi così vuote. E che la sua presenza sia una segnale forte, per la squadra e per la città. Tutto questo, dopo la pubblicità. - A Carnevale ogni scherzo vale! Festeggia il Carnevale con noi: maschere, balli, tanta simpatia e risate assicurate! Questa settimana siamo a Milano, nello stadio di San Siro. Segui le maglie nere e azzurre e attenti all’airone dispettoso. Vi divertirete un Mondo! “Bene, siamo di nuovo insieme. L’ospite è finalmente arrivato, ho il piacere di presentarvi Falcon, dottore tutto fare, che è venuto a trovarci da Roma e che dovrà recitare per noi questo scritto”. “Buongiorno Jack e buongiorno agli ascoltatori. Qui non bisogna farsi domande. E’ evidente ormai a tutti di come Diego Della Valle

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manchi dallo stadio da troppo tempo. Sarà colpa di Calciopoli, lui che si è battuto più di tutti per far vedere al mondo di quanto ne fosse estraneo. Sarà colpa di quelli che ogni tanto fanno arrivare qualche coro non proprio piacevole verso la dirigenza. Sarà che è un uomo fin troppo impegnato e che per lui la Fiorentina resta pur un hobby. Bene, noi oggi vogliamo far capire a lui e a tutti gli ascoltatori di quanto Diego sia fondamentale per il rilancio della nostra squadra. Se è tutto pronto, posso pure iniziare...” “Jerry per favore manda una base adatta, Falcon a te la parola”. “Passerotto non andare via, nei tuoi occhi il sole muore già, scusa se la colpa è un poco mia  se non so tenerti ancora qua.  Ma cosa è stato di un amore  che asciugava il mare  che voleva vivere  volare  che toglieva il fiato  ed è Cognigni ormai  non andar via  ti prego passerotto non andare via  Senza i tuoi capricci che farò  ogni scarpa basta che sia tua  con la sciarpa a pezzi cercherò  ma cosa è stato di quella squadra  che sfidava il vento  che faceva fremere  gridare  - contro il cielo  non lasciarmi solo no...  non andar via - non andar via  Senza te teotinerei Senza te  fallirei senza te  brucerei  tutti gli stadi miei  solo senza di te  che farei  senza te  Renzi c’è  senza te  Corvino pian piano se ne va  passerotto ma che senso ha  non ti ricordi  migravamo come due gabbiani  ci amavamo  e le tue Champions  da tenere, da esultare  passerotto no  non andar via - non andar via”. - Il tuo bambino fa lo spavaldo con i suoi amichetti? Si crede un fenomeno solo perché gli hai comprato troppi giocattoli per Natale? Pensi che tuo figlio sia un bullo? Da oggi, caro amico, abbiamo la soluzione che fa per te. Grifo! Grifo è una pasticca effervescente che calma gli animi del tuo bambino, soprattutto se gioca fuori casa. Le prime dieci telefonate riceveranno anche un bellissimo colabrodo in omaggio, offerto da Giochi Preziosi. Grifo, e ti dai una calmata! E’ un medicinale, non somministrare sopra i tredici anni. Può causare sonnolenza, svarioni difensivi e sollazzo di chi sta intorno. Prima dell’uso leggere il foglio illustrativo o consultare il Marino di fiducia -. “Beh, caro Falcon. Mi son venute quasi le lacrime per questo testo così struggente. Speriamo abbia fatto effetto questa nostra richiesta di un imminente ritorno di Diego. Il nostro tempo per oggi è finito, ci sentiamo venerdì prossimo che è giornata di anticipi. Ringrazio Falcon per la sorpresa... “Grazie a voi e buona giornata a tutti...” “...e Jerry in regia. Qui è Jack, Radio Senza Filtro ora chiude. Il nostro tempo per oggi è finito, ci sentiamo venerdì prossimo, c’è Fiorentina-Napoli.  Alla prossima!”. Jack e Falcon uscirono dallo studio di registrazione ridendo come due liceali. Il direttore Calderone li aspettò sulle scale e poi, visto che non lo degnarono neanche di uno sguardo, decise di seguirli fino all’uscita. I due s’infilarono i caschi, Jack accese la moto. Il direttore si mise ad urlare, pur di farsi sentire. “Com’è che non m’hai detto niente? E chi è lui?” “Piacere, direttore. Io sono Falcon, un amico d’infanzia di Charlie. Ora se non le dispiace noi dovremmo andare. Sa, c’è un ristorante fuori città. E c’è il nostro nome sopra”. “Lo scusi, direttore. E’ arrivato fin da Roma, l’ho portato subito in trasmissione. E mi pare sia pure andata bene no?”, Charlie iniziò a far ruggire la moto e a mollare lentamente il freno. “Sì, alla fine sì, però... va bene, a venerdì...”, disse sconsolato il direttore. “Ah, direttore”, fece Falcon mentre la moto si allontanava, “...fino alla fine, forza Juventus!”. Il direttore non ce la fece a rispondere, la moto era già sparita dietro l’angolo. Rimase ancora qualche secondo sul marciapiede davanti la palazzina della radio. Poi un brivido di freddo, e rientrò.


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Così la curva Fiesole si trasformò in ‘curva Vomero’ A guardarla adesso pare impossibile. La curva Fiesole, off-limits per i non viola, sembra nata così e rimasta sempre tale. Pare impossibile, all’occhio di chi non l’ha guardata prima del 1974, che essa potesse rappresentare una sorta di zona franca per gli ospiti. Eppure il quadro era proprio quello: «Lo stadio non aveva una sua geografia precisa - spiega  Pietro Vuturo, allora teenager ma già ‘militante’ viola - non c’erano spazi delimitati per gli ospiti, ognuno andava dove voleva. I napoletani facevano sempre trasferte oceaniche, spadroneggiando a Firenze in lungo e in largo. Nel ’74 giunsero in trentamila allo stadio e riempirono la Fiesole».  Come se quei gradoni che puntano verso l’elegante pendio da cui prendono il nome si fossero trasformati all’improvviso da curva Fiesole in… curva Vomero (tanto per fare un parallelismo collinare). Un’immagine aberrante che spinse un manipolo di giovanissimi fiorentini al ribal-

tone. Sono trascorsi quasi quarant’anni anni da allora e quel mondo, inteso come retroterra sociale e stile di vita, non esiste più. C’erano lo scontro e l’amicizia, l’irruenza e la solidarietà; c’erano anche atti ai confini della legalità, sarebbe ipocrita ignorarlo, ma mai ai confini della slealtà, almeno secondo il decalogo ultras. Difficile giudicare tutto ciò, ormai, dall’osservatorio di un’attualità distante anni luce. Giudicare sarebbe complesso e intempestivo, ma ricordare no. «Tutto nacque nel pre gara di Fiorentina-Napoli - continua Vuturo - con una partitella di pallone fra noi ‘pischellotti’ e gli ‘scugnizzi’, nello spazio sotto la Fiesole. A un certo punto partì la ‘bambola’, eravamo solo una cinquantina ma la città ci dette una mano: la ‘baraonda’ dilagò in tutta la curva toccando l’apice nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo e culminò con la corsa dei napoletani fuori dalla Fiesole». Da quel giorno, quei gradoni diventarono territorio ‘sacro’ viola.

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SOFFIANO - FIRENZE

Quel giorno consacrò anche il club degli Ultras Viola 73: «Ci insediammo stabilmente con il nostro striscione, e lo fecero anche altri, come il Tanturli col Club Viesseux. Si consolidò il nostro movimento Ultras e vennero fuori grandi figure come il ‘Pompa’ (Stefano Biagini) o il ‘Gufo’, che purtroppo non ci sono più. Stefano era il capo carismatico dotato di una sua umanità. Il ‘Gufo’ era di origine inglese, si chiamava Kenneth; grandissimo, faceva gli striscioni, un vero artista oltre che un ragazzo eccezionale». Nessuno dei due, è giusto precisarlo, è scomparso per incidenti legati alla vita da stadio, bensì per motivi di salute o vicende avverse personali. La vita da stadio, intanto, ha seguito il suo inesorabile percorso di trasformazione anno dopo anno, ma nel gennaio 1990 sembrò intoppare in un déjà-vu: alcuni sostenitori partenopei, ancora loro, si posizionarono in Fiesole approfittando dello sciopero del tifo viola. Uno sciopero diverso rispetto a quello inscenato da una parte della curva Fiesole mezzo mese fa. «L’unica somiglianza - osserva Vuturo - è che in entrambi i casi tirava una certa ‘ariuccia’. Nel ‘90 c’era il malcontento per la questione Baggio, ma fu uno sciopero molto più strutturato: c’era stato del volantinaggio e la gente che si avvicinava allo stadio veniva invitata a non entrare. Quello di quest’anno, invece, è stato uno sciopero più estemporaneo, non vedo molte analogie. Per quanto riguarda la presenza dei napoletani, niente a che vedere col ’74. E’ vero, nel ’90 alcuni di loro comprarono i biglietti in Fiesole. Questi biglietti non erano stati as-

Angolo del

Tifoso

di Luca Capanni

segnati dalla società viola ai tifosi ospiti, ma loro li trovarono in vendita e li comprarono; loro erano fatti così, occupavano un po’ tutti i settori. Poca roba, comunque, a livello numerico rispetto al ’74. Infatti non ci furono grossi disordini, qualche scaramuccia e niente più. E poi i tempi stavano cambiando, c’era già una forma di controllo dell’ordine pubblico diversa».  Man mano che la vita da stadio ha continuato a cambiare i ricordi si sono ricoperti di un fascino patinato come le foto del tifo del ventesimo secolo, qualcuna ingiallita nei bordi. Non come quelle nuove, che sono digitali e non avranno mai bordi deteriorati, così come non avranno fumogeni né tamburi, vietati a Firenze come in ogni parte d’Italia (o no?). Vada come vada, però, avranno sempre la Fiesole di un colore solo.

Niente pallone, gli è destino che in Emilia

si vada a fa’ a pallate  

I’ nonno Pilade dal nostro inviato in cantina

In Emilia Romagna gli è destino che e si vada a fa’ alle pallate. Non quelle che si facea sempre fino a poho tempo fa, no, quelle di neve, co’ guanti e i’berretto. Carcio nulla, rinviato a data da destinassi. Pazienza e ci si riposa. Poi e ci sarà da correre, meno male che noi, buttai fori da tutto, quarche mercoledì ‘n qua e n là e si potrà anche giohare senza facci veni’ l’esaurimento, anzi, quasi quasi, Mocio e si po’ allena’ meglio e rientrare a i’massimo, Nasello e po’ guari’ da’ dolorini…’nsomma i’male gli è pe’ noi che ci tocca a passa’ un’artra domeniha senza patire. Perché se un si patisce o come e si fa a arriva’ all’ora d’anda’ a letto? Senza l’adrenalina ‘n circolo pe’ que’ novanta minuti e ci sembra d’esse’ più rincoglioniti dicché un siamo. E si po’ vede’ quell’artre, ma che vo’ mettere? Se manca i’viola e manca i’patosse, e gli è un’artra storia,’nsomma pe’ falla corta, ma  chi se ne frega? ‘n genere e un arrio nemmeno alla fine di’ primo tempo che dormo come un mattone. Meno male che ni’ su’ fa’ casino pe’ lo scai, questa settimana e si gioha prima, di venerdì (oh, e un porterà miha male? Ni’caso speriamo che porti male a’napoletani che son superstiziosi, noi e si tocca ferro…). Du’ giorni meno d’attesa. Basta che poi e sian tre punti! Oh, e gli hanno perso anche da’ panfortai ‘n Coppa, poi e deano anda’ a gioha’ co’ i’ Celsi, miha con lo Scandicci e che dean veni’ a Firenze a vole’ fa’ e’ miraholi? E si riposino e ci dian tre punti e vadano a fa’ le magie con gli ‘ngresi, tanti auguri. ‘N settimana e c’è stao i’ tormentone Corvino, che seguita ancora, perché ognuno e vor di’ la sua. E gli sta, e va via, e va a Napoli e va a Milano, e rimane ma a guardare e giovani e basta. O poeromo, e gli ha detto che gli si sarebbe un po’ rotto l’anima con tutti e nostri bubii e che va un po’ a casa sua tra gli olivi e poi vedrà se firma il triennale che gli hanno (dice lui) proposto. I’nonno e un mette lingua, i’Corvo e gli è anche simpatiho, l’uniha cosa che dico gli è che mi sembra d’essere all’Antella. ‘N genere delle proposte di rinnovo e ne parla la Società, qui gli è i dipendente e la società zitta. Boh! Prima o poi quarcosa e ci diranno, per ora pensiamo a i’carcio giohato co’ piedi che ci garba un monte di più. E pe’ passa’ questi giorni che ci separano da’ i’ grande mecce co’ ciucci, i’nonno e ciuccia i’mommo. Prositte e Forza Violaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!  


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MANUEL PASQUAL SUPER VIOLA 2010-11: IL SEGRETO? LAVORO, PEDALO E STO IN SILENZIO

Giovedì scorso lo splendido Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio ha ospitato la  35° Giornata Olimpica, l’annuale festa di tutto lo sport fiorentino organizzata dal  Comitato Provinciale Coni Firenze che nell’occasione ha voluto premiare le Medaglie al Valore Atletico e gli atleti e i tecnici sportivi particolarmente distintisi nella passata stagione. Tra quelli che hanno ricevuto il riconoscimento anche Manuel Pasqual al quale è stato consegnato il premio speciale “Coni Firenze Sport” quale atleta dell’anno per il suo attaccamento alla maglia della Fiorentina. RITORNO IN PARADISO. Il difensore, al suo 7° campionato a Firenze, si è mostrato visibilmente felice: <Sono orgoglioso di ricevere questo premio soprattutto in una cornice così prestigiosa come il Salone de’ Cinquecento. Per me Firenze è tutto, è grazie alla Fiorentina se sono arrivato a giocare in serie A>. Un premio che non fa che esaltare la stagione 2010-2011 di Pasqual che, dopo anni di purgatorio in cui non riusciva a ritrovare il posto da titolare, ha saputo tornare in paradiso con Mihajlovic: <Quella passata è stata un’annata personalmente positiva per me anche se un po’ meno per la Fiorentina. Il ringraziamento per questo premio va al Comune di Firenze e al Coni provinciale che mi hanno scelto come giocatore dell’anno, ma anche ai miei compagni che mi hanno dato la possibilità di mettermi in mostra e poter far sempre bene, il merito di questo premio è anche loro – ha detto il terzino

veneto - Ma non dimentico Mihajlovic che mi ha fatto capire fin da subito quali erano le sue intenzioni nei miei confronti e quindi di avere fiducia in me. Appena è arrivato a Firenze – ha raccontato – io ero ancora infortunato però per prima cosa mi disse di farmi trovare pronto per l’inizio del campionato perché avrebbe avuto bisogno di me. Un allenatore che ti dice certe cose ti fa comprendere immediatamente qual è la sua volontà e anche la fiducia che ha nei tuoi mezzi>. ANCORA GLORIA. Via Mihajlovic, è arrivato Rossi. Inizialmente la paura di retrocedere di grado, poi ancora gloria per Pa-

squal: <Con Delio Rossi sapevo di essere penalizzato dal cambio di modulo (3-5-2 ndr) e magari che avrei rischiato di giocare

meno, ma con le prestazioni, l’impegno  e il modo che ho di lavorare l’ho convinto a… ridarmi il posto in squadra – ha sorriso il difensore – Certo è risaputo che dietro di me c’è un altro grande giocatore che è Juan (Vargas ndr) e sono convinto che entrambi, da qui alla fine del campionato, potremo fare bene per dare una svolta alla stagione della Fiorentina>. Una svolta che, nel frattempo, è arrivata proprio in Pasqual: in molti si chiedono cosa sia cam-

biato (allenatori a parte) negli ultimi due anni per il terzino, perché fino a qualche stagione fa non riusciva a riproporre quelle prestazioni che lo avevano messo in evidenza all’inizio della gestione-Prandelli fino ad approdare in azzurro? <Forse un po’ la vecchiaia – ha risposto - I miei quasi 30 anni mi fanno essere più maturo e mi fanno capire quando posso dare qualcosa in più per contribuire a risultati importanti. Sono un paio di anni che le cose stanno andando veramente bene, vedo e sento che sto bene. Spero di continuare così per dare una mano alla Fiorentina a poter tornare nei posti che le competono>. Con la

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14 febbraio 2012 www.brividosportivo.it sua solita schiettezza, poi, torna a parlare dell’attualità. Del campo e del lavoro del nuovo tecnico viola: <Il lavoro da quando è arrivato Rossi ad ora è cambiato poco. Continuiamo a provare e riprovare sul campo quelle che sono le sue idee di gioco. E’ normale che quando la domenica vedi che riesci a raccogliere i frutti di questo lavoro diventi più consapevole e credi ancora di più nell’allenatore. Sono i risultati che fanno la differenza rispetto a prima. La cosa bella è stato vedere, nella gara interna contro l’Udinese, che finalmente, sia noi giocatori che i tifosi sugli spalti, ci siamo divertiti allo stadio. Amauri? Più passano i giorni più riusciamo a conoscerlo sempre meglio e soprattutto lui impara a conoscere le nostre caratteristiche. Fin da subito, però, si è visto che è stato un acquisto importante perché ha dato peso al nostro attacco, per noi è

un punto di riferimento. Sapevamo che poteva darci tanto anche perché lui ha voglia di dimostrare a tutti che non era finito come qualcuno diceva dandolo ormai per spacciato>. OCCHIO AL FUTURO. Dal prolungamento del suo contratto al progetto viola, un occhio al futuro: <Per quanto riguarda il mio prolungamento è stato possibile raggiungere un accordo grazie alla buona volontà mia e della  Fiorentina. Ad un certo punto, come può capitare in fase di trattativa, tutto sembrava sospeso per non dire saltato, ma tutti e due volevamo prolungare questo rapporto e allora alla fine ce l’abbiamo fatta. Sono contento perché questa è la società che mi ha fatto esordire in A e spero di raggiungere prima possibile le 200 partite nella massima serie con la maglia viola. Per quanto riguarda il

futuro della Fiorentina, la soevento cietà ha fatto due mosse imdi Michela Lanza portanti per dimostrare la sua volontà: il prolungamento di 5 anni per Jovetic e l’aver rifiutato tutte le offerte per Behrami. Sono scelte rilevanti, significa che il progetto Fiorentina va avanti e che già dal prossimo anno sarà possibile alzare l’asticella degli obiettivi: si riparte proprio da loro>. Parola di Manuel Pasqual, capitano senza fascia di questa Fiorentina: <No non mi sento né capitano né un punto di riferimento nello spogliatoio, ma spero che gli altri mi considerino tale per la maniera che ho di lavorare, di stare in silenzio e pedalare>.

L’

A Bundu il premio ‘coni firenze sport’ poi la difesa del titolo europeo Non solo calcio. Non solo Manuel Pasqual. Durante la 35° Giornata Olimpica, che si è tenuta giovedì scorso nel Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, sono stati premiati anche altri nostri atleti rappresentativi, sportivi che con la sola passione raggiungono risultati e conquistano la stima della gente. Il premio speciale “Coni Firenze Sport” quale società sportiva

dell’anno per i suoi 150 anni di attività è stato assegnato alla Canottieri Limite, mentre il premio speciale “Coni Firenze Sport” alla realtà sportiva è stato consegnato - dal vicesindaco e assessore allo sport di Firenze Dario Nardella e dal presidente del Coni Provinciale Eugenio Giani - al pugile campione europeo dei pesi welter Leonard Bundu. Se il pugilato a Firenze ha ritrovato seguito ed entusiasmo, in gran parte lo deve proprio a Bundu, il quale ha commentato orgoglioso: <Sono molto contento, felice, di ricevere questo premio. Per me è una grande emozione. Un ulteriore attestato di stima nei miei confronti. Un premio che è un segnale di quanto Firenze mi voglia bene, come del resto io ne voglio alla mia città. Spero di darle ancora tante soddisfazioni continuando a fare bene con la mia boxe. Prometto che cercherò sempre di dare il

meglio di me stesso>. Leonard Bundu, tra l’altro, si sta preparando al prossimo match che lo vedrà difendere il titolo europeo dei welter  conquistato al Mandela Forum il 4 novembre 2011 contro il romano Daniele Petrucci: combatterà contro Gianluca Branco al Palasport EIB Fiera di Brescia il 23 marzo. Il prossimo avversario di Bundu è un pugile molto esperto, è nato a Civitavecchia nel Lazio nel 1970 ed ha collezionato 49 match: 45 vittorie, 3 sconfitte, 1 no contest. Leonard, invece, conta 27 incontri, 25 vittorie e 2 no contest. Ancora imbattuto, è un pugile che punta molto sulla rapidità e sull’agilità. Poco più di un mese di tempo dunque per preparare la sfida diviso tra il Lazio (dove attualmente vive) e Firenze (la sua vera casa), poi il gong per l’inizio dell’ennesimo match. I suoi tifosi lo seguiranno con attenzione nella speranza di vederlo presto ambire al titolo mondiale. Se lo merita il campione Bundu. Se lo SESTO FIORENTINO via di Querceto, 89 - tel. 055 4494054 (dietro la Renault, vicino alla nuova misericordia, merita l’uomo Bundu. E zona Piazza San Francesco linee ataf 2-96-97-64) dal martedi al sabato 10.00- 12.30 / 15.30 - 19.30 se lo merita la città di FiDomenica 15.30 - 19.30 - Lunedi’ chiuso renze.

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PRIMAVERA AL ‘VIAREGGIO’: CONTRO L’EMPOLI PER SOGNARE

Tra vento forte, neve e temperature rigide, è iniziata lunedì scorso la 64esima edizione della Viareggio Cup. 48 squadre di cui 19 straniere, provenienti da tutti i continenti, si sfidano anche quest’anno nel Torneo di calcio giovanile tra i più famosi al mondo. Deve però far riflettere gli organizzatori la totale assenza di formazioni spagnole, francesi e tedesche che un po’ inficiano il reale valore dei giovani calciatori nostrani, costretti a misurarsi con norvegesi, americani, australiani e via dicendo i quali, onestamente, non costituiscono ancora punti di riferimento nel calcio mondiale. Il torneo, già al secondo turno eliminatorio, se lo giocheranno probabilmente le squadre italiane. Quali? La Roma innanzitutto, forse la migliore dal punto di vista tecnico, in grado di proporre una rosa di tutto rispetto, numerosa, e questo sarà determinante vista la frequenza delle partite e il rischio infortuni. Su un piano inferiore rispetto alla Roma si collocano Lazio, Torino, Inter e Genoa, squadre che potrebbero trovare nel prosieguo del torneo una loro identità e proporsi ad altri livelli. La Fiorentina, accreditata come una

delle favorite alla vittoria finale, suscita però qualche interrogativo anche se ha chiuso il suo girone al primo posto: innanzitutto i giocatori più talentuosi (Salifu,  Camporese,  Acosty) sono stati finora più volte aggregati alla prima squadra e si prevede lo saranno anche in futuro, quindi i loro sostituti, tra questi anch ragazzi degli Allievi classe ‘96, vantano minor esperienzae. La partenza di  Babacar, unica punta, è stata in parte rimpiazzata dall’arrivo di Kenneth Zohore ma l’attaccante volato in Spagna conosceva già il gruppo e il gioco di Semplici. Nonostante tutto i viola, attesi agli ottavi oggi alle 15 contro l’Empoli a Viareggio, possono e devono provarci consapevoli della loro forza e del ricordo della finale raggiunta solamente un anno fa. IL CAMMINO. Partenza col botto per i ragazzi di Semplici: la prima partita contro lo Stabaek finisce 6-1 con le reti di Campanharo, Acosty (2), Matos e Panatti (2). Ma questo match non deve illudere sulle reali condizioni di forza e dello stato di salute della squadra. L’avversario non era di livello e la Fiorentina sembrava svolgere quasi un allenamento infrasettimanale. Le difficoltà sono sorte nella partita successiva contro il Cesena. Decide la sfida un rigore di Campanharo procurato da Baccarin. Peccato per l’espulsione di Matos, assente nell’ultima partita del girone contro il Vicenza. Allo stadio dei Pini di Viareggio, contro i veneti, Magheri porta in vantaggio i viola alla metà del secondo tempo grazie a una splendida girata in mezzo all’area, ma i biancorossi pareggiano su rigore. La partita finisce 1-1, la differenza reti permette comunque ai viola di terminare la fase eliminatoria in testa al girone 7 ed essere testa di serie nei sorteggi degli ottavi del torneo. In queste prime tre partite emerge qualche considerazione sulla squadra di Semplici: l’esordio di Zohore si può valutare tutto sommato positivo, il danese è stato utilizzato sia come seconda punta che come punta centrale. Nonostante il ragazzo sia giovanissimo, classe ‘94, è molto alto e ha fisico prestante. Questo non lo rende velocissimo e agile nei movimenti anche se ovviamente è appena arrivato e deve integrarsi con i compagni e nei meccanismi di gioco. Chi si è mostrato ancora una volta determinante nell’assetto della squadra è Maxwell Acosty, marcatore ed assist man, infortunatosi però nell’ultimo match. Poi s’è rivelato importante il rientro dall’infortunio di Campanharo: nonostante i due mesi e mezzo di stop è tornato a giocare tre volte in una settimana, ottimi i passaggi filtranti in area per gli attaccanti, ottime le punizioni che è solito battere dalla trequarti e, per non farsi mancare niente, ha

mostrato anche di essere un implacabile rigorista. CONTRO I CUGINI. Ancora però per la Fiorentina è tutto da conquistare: in questo ottavo di finale bisognerà affrontare l’Empoli (per la quinta volta nella storia del torneo di Viareggio) e possibilmente batterlo. I cugini conducono per tre vittorie ad una le sfide dirette avendo eliminato i viola anche nelle finalissime del 2000 e 2001. Nonostante i numeri negativi, la Fiorentina stavolta si presenta come netta favorita: ha incontrato la squadra del presidente Corsi due volte nel corso di questo campionato vincendo entrambe le partite. L’Empoli in campionato è settimo in classifica a 24 punti, staccato di ben 8 dalla squadra di Semplici, seconda dietro la Juve. Appuntamento da non perdere oggi, con questa sfida da dentro e fuori.

PROGRAMMA E SEDI DEGLI OTTAVI DI FINALE Gruppo1: GENOA-TORINO  La Spezia / Stadio “A. Picco” (ore 17,15) (Sintetico) ATALANTA-ROMA  Gavorrano (GR) / Stadio “Malservisi-Matteini” (ore 15) JUVENTUS-VICENZA  Sarzana (SP) / Stadio “Luperi” (ore 15) SAMPDORIA-CLUB GUARANI’  Chiavari (GE) / Stadio “Comunale” (ore 15) (Sintetico) Gruppo 2: FIORENTINA-EMPOLI Viareggio (LU) / Stadio “T. Bresciani” (ore 15) PARMA-INTER Quarrata (PT) / Stadio “F. Raciti” (ore 15) RAPPRESENTATIVA SERIE D-PUMAS Borgo San Lorenzo (FI) / Stadio “Romanelli” (ore 15) LAZIO-NORDSJAELLAND Agliana (PT) / Stadio “Bellucci” (ore 15)

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Più di 500 ginnasti nella palestra di Sorgane per la manifestazione UISP

4 PODI PER IL CGF NELLA RASSEGNA SPERIMENTALE

Una due giorni di sport, allegria e divertimento quella organizzata presso la palestra di via Isonzo dal Centro Ginnastica Firenze. La società gigliata ha ospitato – durante il weekend appena trascorso – la rassegna UISP sul Programma Sperimentale, una manifestazione di ginnastica artistica di base che coinvolge centinaia di atlete dai tre anni in su. Si parte all’ora di pranzo di sabato 11 febbraio con le “categorie”, dove le ginnaste gareggiano perlopiù da individualiste nei quattro attrezzi della disciplina: volteggio, parallele, trave e corpo libero. I “livelli”, invece, dove le ginnaste gareggiano in squadre di due, tre o quattro componenti, occupano l’intera giornata di domenica 12 febbraio, quando il CGF si è presentato in gara con circa 50 ginnaste

e ben 13 squadre, conquistando l’argento nel livello B avanzato con Emma Lo Russo, Sofia Martinelli, Francesca Quarta e Francesca Ravenni, argento bissato – nel livello C base – da Margherita Asaro, Caterina Gosti e Sara Merlini. E’ doppietta poi, sempre nel livello C base, per i quartetti formati da Valentina Bartolini Galardini, Sofia Innocenti, Erica Pagni e Francesca Trapani, che salgono sul gradino più alto del podio, e da Ester Bartolini, Lisa Cerchi, Michelle Frascani e Francesca Frilli, che conquistano un altro argento. Così, alle 19.30 di domenica (in anticipo sulle previsioni), si è conclusa una manifestazione che ha visto impegnato quasi tutto lo staff della società di Sorgane tra segreteria, premiazioni, direzione di gara, giuria, e tutto quan-

to occorre per un evento che ha visto girare in campo gara più di 500 ginnaste in due giorni, un lavoro di squadra indispensabile per permettere la riuscita di una rassegna dai numeri così elevati. Ed anche il prossimo fine settimana si preannuncia piuttosto impegnativo: sabato 18 e domenica 19 spazio alla sezione agonistica di artistica femminile, impegnata con la prima prova regionale del campionato di serie B e del Torneo Allieve; mentre ancora nella giornata di domenica si terrà la prima edizione del “Trofeo 5 cerchi” (presso la palestra di Sorgane, organizzato proprio dal CGF) e, a seguire, la “gara sociale”, riservata ai piccoli ginnaste e ginnaste dei primi corsi, un momento di festa e di gioco ma anche di verifica del lavoro svolto dall’inizio dell’anno sportivo.

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CORSA A 2 NELL’ITALIA C5: PUKA E CICLONE VIOLA capezzoli &cavalli

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MIDLAND

dosi così a 37 punti in classifica. Tiene comunque il passo il Ciclone Viola, vittorioso in casa contro il Lupin Bistrot, in un match tiratissimo fra la seconda e la terza in classifica terminato 9-7, dove si sottolineano invece le triplette di Fontani e Augello che portano alla vittoria i viola. Quarta piazza a pari merito per Catanzaro 2005 e Dinamo Buster con 25 punti, con questi ultimi che vincono per 6-1 contro il Coverciano 88. Il Catanzaro 2005 invece porta a casa la vittoria per 5-0 ma non soddisfatto dagli avversari che ad inizio secondo tempo mollano per “troppi infortuni”. Le Patate Bollenti si stazionano a metà strada con 22 punti in classifica, vincendo in casa degli Anda e Rianda per 6-3. Il Grioli FC esce sconfitto dal match contro i Buratti e non riesce ancora ad uscire dalla crisi di risultati che li vede fanalino di coda con 4 punti, frutto di una sola vittoria e altrettanti pareggi. il dato: I Buratti non trovano ancora la giusta quadratura rispetto agli anni passati (questo guardando l’attuale posizione) ma possono certamente contare su un bomber di tutto rispetto che con i suoi 37 gol attuali si piazza nella prima posizione. Nome e Cognome? Giovanni Trimarchi.

IPuka FC continuano a dominare il girone Italia del C5 vincendo con largo margine contro i

Capezzoli&Cavalli per 10-3, con poker personale del bomber Diamantino Gjonaj per i Puka, portan-

Nicola Cecconi  

RIFLETTORI SULLA GRIOLI CUP C5

In questa “Grioli Cup C5”, giunta ormai all’ottava giornata di dieci totali, si stanno delineando le gerarchie definitive che vedono al momento spiccare su tutti lo Sparta Firenze C & FC, vittorioso nell’ultima giornata contro Atletico Disagio con uno spumeggiante 12-7 in cui le ben sette reti realizzate da Schiumarini per il Disagio non sono riuscite ad evitarne la sconfitta. Nell’altra sfida è invece il Fiorucci AC ad abbattere Los Pamperos FC con un netto 8-1, frutto del poker di capitan Fancelli, seguito dalle doppiette di Lorini e di uno straripante Sicoli. catanzaro 2005 Il Fiorucci sembra però essersi svegliato troppo tardi in questa manifestazione e lo Sparta, là davanti, sembra ormai irraggiungibile. Agguerrita è invece la lotta per non aggiudicarsi il “cucchiaio di legno” dell’ultimo posto con tre squadre nell’ordine di tre punti. Per quanto concerne invece il titolo di capocannoniere è folto il numero di giocatori a contendersi tale primato. Si ricorda che le premiazioni avverranno il giorno venerdì 24/02, al termine dell’ultima giornata, in cui si assegneranno il trofeo alla 1° classificata, il trofeo al capocannoniere ed il riconoscimento alla miglior difesa.  Michele Ceccarelli  

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14 febbraio 2012 www.brividosportivo.it

CALCIO OICLAC TOSCANA ANACSOT

C5 FEMMINILE: PROSEGUE LA MARCIA DELL’ASD FIRENZE 2008

C5 femminile Girone A (Csen) - Quattro formazioni in soli due punti per la vittoria del campionato: al comando troviamo il Prato Nord che con 25 punti conquistati (in 10 gare) stacca di un punto il Firenze Calcio a 5 (11 gare giocate). In terza posizione con 23 punti c’è la coppia formata da Jolly Ferruccia (10 gare) e Florence SC (11 gare). Un girone che regalerà emozioni fino all’ultima giornata. C5 femminile Girone B (Csen) - Prosegue la gara a due fra Amiche Della Concordia e Forever Gogo per il successo di questo girone: i tre punti dello scontro diretto separano le due squadre, con la capolista Amiche Della Concordia che prosegue nel suo record di risultati (13 vittorie in altrettante gare disputate). La vice-capolista Forever Gogo invece continua a detenete il miglior attacco (158 reti all’attivo) e la miglior difesa (appena 11 reti incassate) del raggruppamento: sarà con ogni probabilità lo scontro diretto in programma all’ultima di campionato a decidere le sorti di questo girone. Molto combattuta anche la lotta per il sesto posto che vede in corsa anche le due formazioni del Calcio Toscana (US Sales e FC Athena): il Floria 2000 (9 punti) precede di una lunghezza la coppia formata da US Sales ed Ellepi, mentre a quota 7 punti troviamo il FC Athena. Ancora senza vittorie Le Turche che hanno collezionato 4 pareggi e 8 sconfitte. C5 femminile Girone C (Calcio Toscana) - L’ASD Firenze 2008 comanda la classifica (33 punti) con due lunghezze di vantaggio sul Club Sportivo Firenze e sei sul Cral Dipendenti Comunali Femminili (che però hanno una partita da recuperare). Il successo

O

POL. SAN QUIRICO

ASD FIRENZE 2008 del Club Sportivo Firenze sull’ASD Firenze 2008 ha riaperto il campionato, oltre a decretare il primo ko della capolista. Successivamente però il Club Sportivo Firenze è stato fermato sul pari dall’ASD Quinto Alto, lasciando così nuovamente la vetta in solitaria all’ASD Firenze 2008. Non abbandona la lotta per la vittoria del campionato il Cral Dipendenti Comunali Femminile che, a parte le due sconfitte patite nel girone d’andata contro le prime due della classe, ha ottenuto 9 successi nelle altre gare disputate. Domani, mercoledì 15 febbraio è in programma il big match fra ASD Firenze 2008 e Cral Dipendenti Comunali Femminile: per queste ultime è una sorta di ultima spiaggia, mentre la capolista cercherà i punti necessari per restringere a due la lotta per la vittoria del campionato. Hanno invece detto addio ai sogni di gloria Aton Green e ASD Quinto Alto: le due formazioni sono appaiate al quarto posto, ma i punti di distanza dalla vetta sono ormai troppi, ben 14. Alle loro spalle, staccata di cinque lunghezze, si trova la formazione della Pol. San Quirico impegnata in un’ardua rincorsa alla quarta piazza. Per il settimo posto invece il Cral Ataf Bella Vita precede di quattro lunghezze le Smatte F.T. le quali devono guardarsi le spalle dall’ASD Grevigiana (lontana sempre 4 punti). In fondo alla classifica, senza alcun punto all’attivo, ci sono le ragazze del PGS Torregalli, che hanno anche il peggior attacco e la peggior difesa del club sportivo firenze girone. Steto


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Segue dalla prima l’italo-brasiliano ha dimostrato pur essendo ancora lontano dal top a livello fisico di poter già diventare un punto di riferimento finale del gioco d’attacco viola, non è un caso che a goderne i vantaggi sia stato finora il suo partner principale, ovvero Stevan Jovetic. E’ chiaro che i giorni di sosta hanno concesso all’attaccante arrivato dalla Juve la possibilità di limare una condizione fisica ovviamente arrugginita dopo mesi e mesi lontano dalla prima squadra: proprio di questo Amauri si è lamentato quando ha detto che la cosa che lo ha fatto più soffrire nel recente passato è stato il fatto di <vedere che mi veniva tolta la possibilità di lavorare…>. Rossi ha quindi avuto a disposizione l’ex bianconero e ha potuto lavorare sui suoi muscoli anche perché a livello di testa non c’era bisogno di chiedere oltre a quello che pure un Amauri dimezzato ha dimostrato di saper dare. Dunque il leone è stato fermato dalla neve ma ha potuto lavorare sulle sue ‘zampate’ migliori. E il caso vuole che se non ha giocato da ex a Parma potrà tornare in campo e sperare di segnare proprio alla squadra, il Napoli, che per primo lo ha portato in Italia. Inoltre la sosta ha sicuramente permesso a Rossi e a Olivera di conoscersi meglio e di poter utilizzare le gare di allenamento per individuare come meglio inserirlo in un centrocampo che di certo ha bisogno della grinta dell’ex giocatore del Lecce. E’ come se la Fiorentina tutta avesse avuto una trasfusione di rabbia e voglia di vincere. Qualità che sono ovviamente benvenute. Il campionato sta dando poi segnali importanti che, se colti, potrebbero concedere alla squadra viola un’inattesa e per certi aspetti clamorosa ultima chance: l’Inter si è bloccata di colpo, l’Udinese ha subito due ko di seguito, il Genoa è stato battuto dal Catania e il Palermo dal Cagliari. Quanto al Napoli (proprio il prossimo avversario dei viola) sta pagando pesantemente gli impegni nelle due coppe. Quindi per Rossi, che giustamente chiede prima di tutto di salvarsi, si sta prospettando però anche una chance superiore.  

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Fuorigioco

di Duccio Magnelli

QUANTO CRESCONO I SEPARATI IN CASA

Dopo il mercato di riparazione di gennaio, visto che le auspicate (soprattutto dall’allenatore) cessioni eccellenti non sono avvenute, nella rosa della Fiorentina è aumentato il numero dei “separati in casa”. Vargas e Cerci sono andati a far compagnia a Marchionni e Felipe, che da un po’ di tempo rappresentano lo zoccolo duro dei desaparecidos viola. Una volta si diceva che i giocatori che non servivano più (i cosiddetti “epurati”)

si facevano vedere in sede solo per ritirare lo stipendio. Adesso che i soldi sono un’entità virtuale perché gli accrediti vengono fatti direttamente sul conto corrente, nessuno li incontra più e le loro facce vengono dimenticate in fretta. E i giocatori passano rapidamente dallo stato di separati a quello di divorziati. Bisogna però dire che l’allenatore qualche sforzo l’ha fatto, provando, almeno con Vargas, a salvare il capitale economico della società. Certo, l’applicazione del nuovo modulo non ha aiutato il precario stato di forma del giocatore. Rossi ha proposto il peruvia-

no come tornante di sinistra, ma siccome lui “tornava” pochissimo, ha capito che sarebbe stato anacronistico, e deleterio per la squadra, continuare a farsi del male, visto anche che Vargas sembrava tutt’altro che propenso a collaborare. Riportato in campo Pasqual, la parabola del giocatore a Firenze ha rapidamente continuato la sua fase discendente (qualcuno si ricorda quando ha toccato il suo punto più alto? È la domanda del concorso di questa settimana). Per Cerci, invece, Rossi ha trovato subito un posto nel nuovo schema tattico: panchina o tribuna.

Senza mezze parole e addirittura auspicandone la cessione a gennaio. Evidentemente, certi atteggiamenti del giocatore non gli sono piaciuti e poi poco c’entra il giocatore romano col suo 3-5-2. Lo stesso Conte ha fatto comprare Borriello, rischiando la rottura con Matri, pur avendo in rosa a suo tempo Iaquinta e Amauri. È questione di sopravvivenza, cantava Gino Paoli anni fa. A proposito, anche De Silvestri sembra scomparso dal tracciato radar di Delio Rossi. Sarà lui il prossimo di cui sentiremo parlare a “Chi l’ha visto”?


Brivido Sportivo n 6 del 14 febbraio 2012