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ForCover magazine di Silvestro Bellobono Foto di Bruno Oliviero

Isabelle Adriani (34 anni) è apparsa di recente al cinema in Viva l’Italia, accanto a Michele Placido e Raoul Bova, e in Tv nella fiction L’isola. Negli Usa le è stato proposto un film con Samuel L. Jackson da girare in Canada, ma per questioni burocratiche (validità della carta verde) non ha potuto lasciare il suolo statunitense.

Considerate le sue esperienze passate e il suo coinvolgimento in diversi progetti hollywoodiani si può parlare di sogno realizzato? «La felicità sta spesso nell’aspettativa. In due sensi diversi: il primo perché se l’aspettativa non è troppo alta è più facilmente realizzabile; il secondo perché l’aspettativa è come Il sabato del villaggio di Giacomo Leopardi, attendi la domenica e l’attesa è quasi più bella della domenica stessa. Io mi pongo sempre prospettive più alte, ma non perdo mai di vista i miei limiti, e provo a migliorare ogni giorno. Ho preso una laurea in Storia, girato 35 film in Italia, studiato recitazione, danza e canto per anni, pubblicato 10 libri e ora ho vari progetti americani in sviluppo: dopo queste premesse, la risposta secca alla domanda è “ancora no”, ma ci sono molto vicina a realizzare il sogno. Infatti, ho preso la green card americana per poter lavorare liberamente negli Stati Uniti e ottenere poi la cittadinanza. Mi hanno offerto già diversi ruoli, mi volevano per una serie Tv importante, ma significava firmare un contratto per tre anni e restare stabilmente in Usa, e poi avevo già troppi programmi in Europa e, contro ogni aspettativa, mi sono innamorata di un italiano, l’imprenditore Vittorio Palazzi Trivelli. Comunque i miei amici produttori di Hollywood, con i quali sta cominciando una bellissima collaborazione, mi stimano molto: ne sono lusingata e mi piacerebbe realizzare il mio sogno». Ci può raccontare la sua reazione quando ha appreso che il suo libro La vera storia di Cenerentola diventerà presto un film con la regia di Tom Shadyac. «Ho incontrato Tom Shadyac, mitico regista di Ace Ventura, Una settimana da Dio, Patch Adams, ad un evento di beneficenza a Los Angeles. Abbiamo parlato di cinema e filosofia, e appena ha saputo del mio libro mi ha chiesto se era tradotto in inglese e mi ha pregato di inviarglielo. Dopo due settimane mi è arrivata una telefonata dalla mia agenzia, la William Morris Endevour, la stessa di Shadyac, che mi chiedeva dei diritti del libro perché il regista americano era impazzito per la mia storia. Di lì a poco abbiamo fatto l’accordo, ero così felice, mi ricordo di essere saltata sul letto come una bambina! Ho comprato un’enorme torta al cioccolato e ho festeggiato con alcuni amici».

Vi racconto la mia favola

C’è un’artista italiana che sta conquistando Hollywood. Recita per il cinema, canta e balla, scrive libri sull’origine delle fiabe (il suo ultimo lavoro diventerà un film) e adora… fischiare! Isabelle Adriani è tutto questo e anche una mamma premurosa 14 For Magazine

In virtù della sua passione per la scrittura si vedrebbe bene nei panni di sceneggiatrice per il cinema? «Adoro scrivere e inventare, ma dovrei prima studiare moltissimo, non mi permetterei mai di approcciare un mestiere nel quale non sono ancora competente. Sarebbe bello provare, ma per ora preferisco continuare a fare l’attrice e al massimo scrivere i miei romanzi sull’origine storica delle fiabe, perché sono certa che, se poi vorranno farne un film, ci saranno sceneggiatori professionisti già bravi ed esperti». L’hanno convinta i premi assegnati durante l’ultima Notte degli Oscar oppure i suoi attori/attrici preferiti non erano nominati? «Assolutamente sì, ho sperato fino all’ultimo di vedere vincere Daniel Day-Lewis come miglior attore, avevo visto Lincoln

Il libro della Adriani, La vera storia di Cenerentola, da cui a breve Tom Shadyac ne trarrà un film Made in Usa, ha suscitato l’interesse anche dei produttori di Silver Linings Playbook, la pellicola molto apprezzata con Bradley Cooper e Robert De Niro: peccato per loro che i diritti erano già stati acquistati da Shadyac.

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a Malibù e l’avevo trovato assolutamente magnifico. Per la regia, la musica e la fotografia, avrei giurato su Vita di Pi e infatti ha vinto: è un film favoloso. L’unica delusione è che Jessica Chastain non abbia ricevuto l’Oscar come migliore attrice, anche se Jennifer Lawrence è brava. Grande anche Anne Hathaway in Les Misérables. Devo dire che sono molto soddisfatta e avevo indovinato quasi tutti i vincitori». Il recente Festival di Sanremo di Fabio Fazio ha dimostrato che è possibile coniugare qualità e ascolti: secondo lei si è aperta una nuova frontiera che premia finalmente il merito e le competenze in Tv? «Magari! Mi piace Fazio. Inoltre, pochi sanno che io ho cominciato in Tv proprio con Luciana Littizzetto: ero una ragazzina e fui scelta da Mirabella e Garrani per un programma satirico in onda su Raitre, La Testata, dove c’era anche Luciana. Diventammo amiche e ho un ricordo splendido di lei. Per quanto riguarda il merito devo dire che in America è più facile che il talento venga riconosciuto. In Italia mi suggeriscono sempre di non dire che sono laureata, pubblico libri, ballo e canto, e mi ripetono solo che somiglio alla Bellucci. Ma è pur vero che nei momenti di grande crisi il merito emerge più del solito, benché non veda enormi passi avanti, purtroppo». E se un giorno arrivasse anche per lei la chiamata dall’Ariston come sarebbe il suo Festival di Sanremo? «Pieno di fischi! Nel senso che adoro fischiare l’opera e anche ultimamente mi sono esibita davanti al maestro Bernardo Bertolucci e a Richard Gere che sono rimasti incantati. Richard è sgattaiolato dietro di me e mi ha abbracciata. Mi piacerebbe condurre il Festival alternando le canzoni con poesie e passi brevi dalla nostra splendida letteratura, ricordando con varie performance anche i grandi cantanti e musicisti del passato». Si dice che gli artisti siano molto scaramantici: anche lei ha un suo “rituale magico” prima di andare in scena o in onda? «Non sono particolarmente scaramantica, ma c’è qualcosa che faccio ogni volta: mando un bacio alle stelle e dico “Ecco nonna, questo è per te!”. La mia bellissima nonna se n’è andata nel 2000, sono sicura che sarebbe orgogliosa della mia carriera e delle mie scelte. L’amavo moltissimo». Da appassionata di favole qual è il primo incantesimo che farebbe se avesse una bacchetta magica? «Sono una sognatrice e una romantica, ma credo proprio che stavolta farei un incantesimo per far sparire le banche, avere meno tasse e per far sì che ogni lavoratore possa beneficiare di un’occupazione invece di arricchire i politici e pagare i loro errori».

Tra i film italiani di maggior successo della Adriani ci sono Maschi contro femmine di Fausto Brizzi, La prima cosa bella di Paolo Virzì e Che bella giornata con Checco Zalone; invece in Tv ha preso parte a Don Matteo e Distretto di Polizia. Essendo un’appassionata di letteratura e libri antichi, Isabelle possiede una collezione di dizionari di mitologia molto rara e ha un debole per papiri e ceralacca.

Una mamma-artista immagina un futuro nel mondo dello spettacolo per suo figlio o preferisce vederlo laureato? Oppure entrambe le cose come ha fatto lei? «Questa domanda piacerebbe molto a mio figlio Franco Alberto. In realtà, nonostante le mie scelte siano state “di rot-

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La Adriani è fidanzata con il conte Vittorio Palazzi Trivelli, 36 anni, imprenditore immobiliare, pilota e collezionista di Ferrari, vincitore di due campionati italiani di GT. L’attrice ha già un figlio di 13 anni, Franco Alberto, che quest’estate andrà a studiare in un college inglese. A tal proposito Isabelle ha dichiarato: «Da piccola soffrivo le scelte dei miei genitori di mandarmi all’estero a studiare le lingue, ma oggi ne parlo cinque e l’inglese è stato fondamentale per la mia carriera americana».

tura”, sono una mamma tradizionale. Ho appena iscritto mio figlio al Liceo Classico perché sono convinta che sia fondamentale avere una formazione classica, ma allo stesso tempo gli lascio coltivare tutte le sue passioni, che sono il pianoforte, il tiro con l’arco e i computer. Lui mi dice sempre che non ho capito abbastanza del mondo dello spettacolo, perché quello che conta veramente è il regista, il quale è come il deus ex machina della situazione ed è quello che decide tutto ciò che fanno gli attori. Perciò lo vedrei bene come regista, ma anche come medico, archeologo, astronauta. Ma prima deve passare sul mio cadavere per non fare l’università!». Qual è il suo rapporto con i social network come Facebo-

ok e Twitter? Li trova utili per un personaggio pubblico? «Certamente sì, mi sono dovuta convertire. Io sono un’appassionata di libri antichi e di mitologia, ma per quanto sia retrò, mi sono resa conto dell’importanza di stare sempre al passo coi tempi. Ho una fanpage su Facebook con più di 30.000 supporter e ne sono molto orgogliosa, rispondo io direttamente appena posso. In America il contatto su internet è fondamentale: Ashton Kutcher, l’ex marito di Demi Moore, ha ottenuto la parte del protagonista in una famosissima serie televisiva proprio grazie alla sua popolarità su Twitter. Ho anch’io un profilo Twitter, ma devo ancora imparare ad usarlo bene».

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Isabelle Adriani  

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