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FATTORI DI TRASFERIMENTO PER AFFRONTARE IL TUMORE FATTORI DI TRASFERIMENTO PER AFFRONTARE IL TUMORE La risposta al tumore sta probabilmente nel nostro sistema immunitario, allenato da milioni di anni ad affrontare qualsiasi malattia. Una capacità che si trasmette attraverso i cosiddetti fattori di trasferimento presenti nel colostro del latte materno, sono loro che permettono al neonato di affrontare un ambiente ostile proprio nel momento in cui è più debole. Due correnti scientifiche stanno lavorando con i fattori di trasferimento come strumenti nel trattamento del cancro e di altre patologie. La più consolidata scientificamente è quella che li ottiene dai globuli bianchi del sangue e vanta già esperienze cliniche positive in pazienti malati di tumore. Ad essa si aggiunge la promettente ricerca di alcuni laboratori nutrizionali che ottengono i fattori di trasferimento dal colostro del latte di mucca.

I fattori di Trasferimento nel trattamento del tumore I successi ottenuti da Sergio Estrada hanno portato un altro medico, Abelardo Monges Nicolau specialista in Oncologia dell’Ospedale Mocel a provare i fattori di trasferimento in pazienti malati di tumore. Un lavoro di sperimentazione che sta già facendo da più di 10 anni. La verità è che sono rimasto impressionato dai risultati ci ha confessato basicamente li utilizzo come metodo coadiuvante alla chemioterapia, e devo dire che l aspettativa di vita, in tutti i tipi di tumore e metastasi, è molto superiore a quella ottenuta con i metodi convenzionali . La mancanza di fondi un fattore che sembra essere strutturale in Messico dove abbiamo visto promettenti ricerche essere interrotte per mancanza di appoggio economico ha impossibilitato fino ad ora così dice Monges la realizzazione degli studi necessari per ottenere il riconoscimento ufficiale. Il dottor Estrada, dal canto suo, ci assicura che in Paesi come la Cina i fattori di trasferimento , sono ampiamente utilizzati per combattere malattie virali quali l epatite B e C che possono causare epatocalcinomi o cirrosi. In questo Paese la percentuale di persone affette da epatite che non presenta sintomi è molto alta, cosa che suggerisce che il sistema immunitario è in grado di detenere l azione del virus. Per questo con il sangue di queste persone si fa un estratto dializzabile di globuli bianchi che si somministra ai bambini come vaccino , con il fine di non far sviluppare l epatite anche quando vengono infettati il virus. Si utilizzano anche a Cuba, in Cecoslovacchia e Italia, con un costo molto più basso della cura con l interferone. E questo è il suo terzo vantaggio: è facile da ottenere, non provoca effetti collaterali e il suo costo di produzione è molto basso, a confronto con altri prodotti come gli interferoni o le interleukine. Cosa di cui ovviamente beneficerebbero i malati, soprattutto nel terzo mondo. Per il trattamento di un linfoma afferma Estrada le cellule B hanno in superficie un gruppo chimico che si chiama CD20 e c è un anticorpo monoclonale capace di aderire a questo che elimina le cellule cancerogene. Il problema è che ogni iniezione costa 1800 euro e se ne richiedono varie, ragione per cui molti pazienti non riescono a portare a termine il trattamento. Le nuove terapie potrebbero essere anche migliori ma hanno un costo sempre più inaccessibile. Di contro, il fattore di trasferimento è un immunoregolatore alla portata di tutti, molto più facile da preparare e incredibilmente più economico .


Il colostro Studi realizzati su animali suggeriscono che la lattoferrina una delle proteine principali che si trovano nel colostro può aiutare a prevenire o ridurre i tumori del colon, vescica, lingua, esofago e polmone, così come la formazione di metastasi al polmone. I meccanismi sottostanti sono in fase di studio, però sembrano essere in relazione alla capacità della lattoferrina di migliorare il funzionamento del sistema immunitario. Bisogna aggiungere che anche l acido linoleico coniugato e altri grassi che si trovano nel colostro hanno mostrato proprietà anticancerogene. Non c è da stupirsi dunque che tornando alle origini dell’immunologia, c è stato chi ha diretto l’attenzione alle mucche che fino all’apparizione del così detto male della mucca pazza , era un animale pronto a resistere a un gran numero di microrganismi al fine di provare ad usufruire dei vantaggi del suo colostro. Di fatto il suo beneficio non è nuovo. In India, per milioni di anni, i medici ayurvedici hanno documentato i benefici del colostro per la nostra salute. E nei Paesi Scandinavi si è prodotto per milioni di anni un delizioso pudding di colostro ricoperto di miele per celebrare la nascita di vitelli. Fu anche utilizzato negli Staiti Uniti come antibiotico fino alla scoperta della penicillina. In sintesi, numerose ricerche hanno confermato negli ultimi anni la possibilità di beneficiare del colostro animale, principalmente di quello della mucca, per rinforzare il sistema immunitario. E questo è il motivo per cui molti integratori alimentari lo contengono. C’è stato qualcuno che si è spinto ancora più in là, e che ha postulato che neanche la grande quantità di sostanze del colostro era sufficiente per giustificare il salto qualitativo che avviene nel sistema immunitario del neonato. Che mancava sapere come, senza trasmettere anticorpi, la madre potesse passare una memoria immunitaria al neonato. E di nuovo i fattori di trasferimento di Lawrence furono la risposta. Al che scienziati e laboratori si affrettarono ad estrarre colostro dalla mucca, fecero un intensa filtrazione molecolare e finirono per trovare una molecola molto piccola: il fattore di trasferimento . E si decisero a commercializzarlo come integratore alimentare a consumo orale.

Prove americane e russe Dobbiamo aggiungere che una delle ricerche più interessanti sulle capacità di questi prodotti è stata quella condotta dal dottor Darryl See che era allora direttore dell’Istituto di Medina della Longevità della California e che lavorò in diverse occasioni per Upjohn, Pfizer e Harvard e il Dipartimento di Difesa Nordamericano. Attualmente dirige una clinica nella quale applica i fattori di trasferimento nella cura del cancro. Lo studio aveva come fine quello di determinare gli effetti anticancerogeni in vitro di due prodotti dell’azienda 4Life. E le sue conclusioni non potevano essere più chiare. Entrambi i prodotti affermò inducono la distruzione delle cellule eritroleucocemiche K562 ad un livello sconosciuto nell’esperienza del direttore della ricerca e dalla letteratura medica conosciuta. Dato che la funzione delle cellule assassine naturali è cruciale per eliminare le cellule cancerogene, questi prodotti sono ideali per formare parte di una terapia coadiuvante nel trattamento del tumore. Inoltre le cellule assassine naturali formano una prima linea di difesa contro le infezioni da virus e altri microrganismi . Darryl See pubblicò nel febbraio del 1999 una ricerca per il Journal of the American Nutraceutical Association nella quale studiava la capacità di 196 prodotti naturali e non tossici per aumentare l’attività delle cellule assassine naturali. Dunque, alcuni prodotti la aumentavano del 48, 6% però il fattore di trasferimento ottenuto dal colostro la aumentava del 103%. In più quando il fattore di trasferimento veniva combinato con altri agenti timici - i beta-glucani di diverse fonti, acemannano e IP6 il risultato era un incremento sinergico dell’attività delle cellule assassine naturali del 283%. Questa combinazione di fattore di trasferimento estratto dal colostro, fattori timici ed estratti di polisaccaridi biologicamente attivi, era il prodotto più attivo esistente fino ad allora. In una terza tappa Darryl See realizzò uno studio in vivo per il quale selezionò 20 pazienti 12 uomini e 8 donne


che soffrivano di cancro in fase III e IV. La media dell’età era di 49, 3 anni e tutti loro erano stati mandati dai loro oncologi a morire a casa. La speranza di vita che avevano era di 3-7 mesi. Il protocollo consistette nel dare a ciascun paziente 9 capsule al giorno di fattore di trasferimento . E 8 mesi dopo 16 di loro erano ancora vivi! Alcuni erano migliorati, altri si erano stabilizzati, e in qualcun altro il tumore era in recessione. Si constatò anche che il numero delle cellule assassine naturali era aumentato in media del 400%. Sulla stessa linea, nel tentativo di confermare l efficacia del fattore di trasferimento commercializzato da 4Life, i dottori Calvin McCausland ed Emma Oganova progettarono uno studio per verificare la loro influenza sull’attività delle cellule assassine naturali. Anche il dottor Anatoli Vorobiev – dell’Accademia Russa di Scienze Mediche diresse un equipe di sperimentazioni indipendenti. Dunque, utilizzando test di citotossicità in doppio cieco1 si combinarono cellule cancerogene con cellule assassine naturali umane e si divisero tra gruppi di cellule assassine naturali attivate dai fattori di trasferimento e gruppi di cellule assassine naturali non attivati. I risultati dimostrarono la capacità dei fattori di trasferimento di rinforzare l attività delle cellule assassine naturali del 283% e addirittura, nel caso del prodotto più avanzato (il Transfer Factor Plus Ndr), del 437% sulla risposta immunitaria normale (risposta stabilita come linea base di questo studio). Inoltre i risultati di questo esperimento scientifico dimostrarono che le cellule assassine naturali stimolate da fattore di trasferimento uccidevano il 99% delle cellule cancerogene, cosa che superava la capacità di difesa naturale del corpo. Gli scienziati russi, di fronte a risultati tanto eccezionali, sollecitarono subito maggiori informazioni sui campioni apportati. Il campione della 4Life (composto Transfer Factor E-XF) potenzia l attività delle cellule assassine naturali più del farmaco Interleucina 2 (IL2) utilizzato nei protocolli standard. Qui chiamiamo ora il suo campione Interleucina d oro dirà il dottor Kisielevski, membro dell’Accademia Russa di Medicina, al laboratorio . Di fatto i risultati sono stati tanto eccezionali che lo scorso dicembre su approvazione dell’azienda 4Life il Ministero della Salute Russo approvò l uso dei suoi fattori di trasferimento come modulatori del sistema immunitario in ospedali e cliniche della federazione. I risultati dei dieci saggi clinici e due studi sperimentali effettuati su questi prodotti vennero redatti in un documento metodologico approvato dal Ministero che permette ai medici di utilizzarli nelle cure. Sicuramente rimane ancora tanto da fare per avanzare nel campo dell’immunologia e dei fattori di trasferimento generici o specifici però, sia che si ottengano dal sangue che dal colostro, hanno dimostrato di essere dei promettenti strumenti terapeutici più che contrastati in 30 anni di esperienza in una moltitudine di patologie, tra cui il cancro. Anche se fino ad ora sono stati utilizzati basicamente come supporto compensatore degli effetti distruttivi della chemioterapia. Antonio F. Muro 1

Studio scientifico prospettico teso a valutare le effettive azioni di un dato farmaco o di una terapia in genere.

Per informazioni sui Fattori di Trasferimento: www.4lifeitalia.org Oppure scrivi a salutetotale@4lifeitalia.org – Skype: stefanokam Cell: 328-5912592 (Stefano Pasini)

Fattori di Trasferimento e tumori  

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