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i punti di domanda 30

L’inevitabilità Possiamo cambiare il corso degli eventi? di Sebastiano Brocchi

un po’ di tempo immobile ad asciugarsi ai raggi del caldo sole di luglio. Poi, timidamente, cominciò a muovere alcuni passettini leggeri sulla spiaggia lastricata della piscina. Sembrava perfettamente ristabilita, e pronta a spiccare nuovamente il volo, quand’ecco che all’improvviso, da sotto un sasso lì vicino, spuntò rapidissima una lucertola che agguantò l’insetto tra le bramose fauci, e subito scomparve, lesta com’era venuta, all’ombra del sasso. Salvador Dalì, Les montres molles

I punti di domanda. Riflessioni filosofiche, domande esistenziali e crescita spirituale

L

’estate scorsa mi sono capitati due eventi molto curiosi. Entrambi, riguardavano il destino di una farfalla notturna. Nel primo caso, si trattava di una falena che arrancava sul pelo dell’acqua di una piscina, battendo faticosamente le ali ormai bagnate. Impietosito dallo spettacolo, raccolsi una foglia, e aiutai l’animaletto a guadagnare la sponda. La piccola farfalla rimase per

Il secondo episodio aveva come protagonista una sfinge (non saprei dire di quale specie, essendo quella degli sfingidi una grande famiglia di farfalle notturne dalle forme e i colori più variati). Anche questa volta l’animaletto lottava fra la vita e la morte, rimasto impigliato sullo stelo di un fiore a causa forse di una resina appiccicosa. Già questo era abbastanza inconsueto… una farfalla rimasta attaccata ad un fiore non si vede tutti i giorni. La sfinge, con il suo rumoroso e frenetico batter d’ali, sapeva certo come farsi notare. Fu per questo che attirò la mia attenzione. Ebbene, credendo di fare cosa

gradita, staccai l’animaletto dalla sua trappola mortale. La sfinge volò via in un batter d’occhio librandosi nel cielo contro i colori del tramonto che ormai diveniva crepuscolo. Eppure, il suo volo venne repentinamente quanto bruscamente interrotto: la farfalla era stata catturata da un pipistrello! I due episodi, così simili peraltro, mi sono parsi molto significativi, e carichi di un messaggio che va al di là delle vicende di due piccole farfalle notturne. Più che un messaggio, una domanda: è possibile cambiare il destino? Ricordo che nel film “The time machine”, diretto da Simon Wells (ma di quel film ho visto solo l’inizio, dovrò chiedere a qualche amico che l’ha visto com’è andato a finire…) il protagonista costruisce una macchina per tornare indietro nel tempo e modificare il destino mortale della sua amata, ma si accorge che tornando indietro anche mille volte è impossibile cambiare le cose. In un modo o nell’altro, la donna che amava era destinata a morire quel preciso giorno. Quindi, che si tratti di una farfalla notturna, o di una persona, la domanda è sempre la stessa: possiamo, con le nostre azioni, impedire che si compia un destino inevitabile? Non parlo solo della morte. Ma di qualunque cosa. E non importa se si creda o meno nel destino. Se lo si chiami fato, provvidenza o casualità. Voglio dire: se una cosa deve succedere, possiamo fare qualcosa per impedirlo? Questa domanda si pone come sosta necessaria nel cammino di un individuo e della stessa società umana, perché è intorno alle risposte che ad essa si possono dare che vengono costruite molte delle nostre attività, e in primo luogo penso alla scienza medica. Ha senso curare un malato se alla morte non si può sfuggire? E senza metterla sul piano professionale, lo stesso dubbio potrebbe sorgere a livello interpersonale, famigliare e affettivo: ha senso darsi da fare, combattere per “salvare” qualcuno da un destino infau-

Buongiorno Ticino N4  

Il nuovo mensile della Svizzera italiana propone online il s...