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ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

porsche

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Cayenne spinge Macan online 360com | settimanale digitale della comunicazione

in questo numero

3 360pro.update tutti i cambi 4 delle poltrone che contano marketplace fatti & notizie 6 dal pianeta comunicazione mediadata ecco come gli 24 italiani navigano in internet media medium.com, ora 140 25 caratteri non bastano più rubriche up & down, spazio 26 a…, scanner, libri &…

visioni marco bassetti: il futuro è multipiattaforma

scenario / ecommerce

Avanti, piano

Una ricerca MM-One traccia un quadro a tinte fosche, con l’Italia che arranca nelle ultime posizioni, salvata solo dall’escalation dei dispositivi mobili. Ecco i pareri di esperti e operatori

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La nuova auto debutta in aprile con il sostegno di un piano media digital

all’interno 17

banzai media

h-art

La internet company italiana, guidata da Andrea Santagata, raggiunge nuovi traguardi. E non intende fermarsi

L’agenzia in cerca di talenti, specialisti nell’innovazione digitale, con particolare focus sul social

Quasi 8 milioni per i video online

Lapo Brogi

Intervista a Simona Zanette

I miei due

anni di

iab Sta per terminare l’esperienza al vertice della principale associazione italiana che si occupa di promuovere, diffondere e sostenere il marketing interattivo e la comunicazione digitale: Il presidente valuta in questo confronto con 360com tutti i delicati passaggi affrontati in oltre settecento giorni di attività, all’insegna di un programma innovativo e fortemente orientato al cambiamento

Passione e dedizione

andrea santagata

massimiliano ventimiglia

coverstory

10/15 simona zanette


LeonardoADV, come laboratorio di esperienze web di primo piano, è in grado di soddisfare tutte le esigenze di comunicazione attraverso una linea di prodotti completa e diversificata. Competenza, creatività e tecnologia avanzata danno vita a un’offerta di prodotti Video, Rich Media, Branded Content, Display, pianificabili su tutti i device e integrabili in maniera flessibile, con l’obiettivo finale di conferire efficienza qualitativa e quantitativa a tutti i progetti di comunicazione.

Fonte Dati Mensili: Audiweb View 2013

345 MILIONI DI PAGINE VISTE 12 MILIONI DI CONTATTI UNICI 15 VERTICAL TEMATICI


ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

visioni

editoriale

Di Davide De Vecchi

il futuro è innovativo e multipiattaforma

360com è una pubblicazione di Growing Consulting & Media srl Sede Legale piazza G. Grandi 24, 20135 - Milano Sede Operativa via Sardegna 32, 20146 - Milano tel.+39.02.53598301 fax +39.02.53598330 www.growingcm.com Abbonamento a 360com La testata 360com settimanale è registrata al Tribunale di Milano al 254 del 3 maggio 2010. Growing Consulting & Media Srl è iscritta al R.O.C. con il numero 16331. © tutti gli articoli hanno riproduzione riservata. Il responsabile del trattamento dei dati personali raccolti in banche dati di uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso la sede di piazza Giuseppe Grandi 24, 20135 Milano (tel.02.53598301), gli interessati potranno rivolgersi per esercitare i diritti previsti ai sensi dell’art. 7 DLGS 196/2003

Direttore responsabile Daniele Bologna dbologna@growingcm.com Content Manager Aureliano Roio aroio@360com.it Redazione redazione@360com.it Sebastiano Zeri, Giacomo Broggi, Vera Modesto, Davide De Vecchi Progettazione grafica e realizzazione     RubberDuck info@rubberducksrl.it Amministrazione amministrazione@growingcm.com Traffico Caterina D’Amico traffico@growingcm.com Diffusione e abbonamenti abbonamenti@360com.it Pubblicità e iniziative speciali Ivano Moro ivano.moro@growingcm.com tel. +39.02.53598207 mob. +39.3393970611

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igitale, satellitare, streaming. Molti si chiedono che fine stia facendo la televisione. Nessuna fine. Sta solo cambiando. Ma lo storytelling e il modo in cui verrà proposto rimarranno uguali. Oggi l’interazione media avviene all’87% con screen, ci sono schermi dappertutto. In futuro deciderò io quali contenuti audiovisuali selezionare, come e quando vederli. La televisione sarà più verticale e segmentata. Il mutamento sta offrendo grandi opportunità. Il cambiamento è evidente e travolge anche la pubblicità. Le motivazioni che erano alla base dell’acquisto e della vendita di spazi pubblicitari attraverso concessionarie e centri media è destinato a cambiare. Non è tutta colpa di internet. Gli investimenti pubblicitari sul web crescono a doppia cifra, e poi internet disintermedia, accorcia la catena. Come avviene per i viaggi, perché non dovrebbe avvenire per l’acquisto di pubblicità? Però, l’avvento della tecnologia è jobless recovery. E i giganti di internet hanno nei confronti dell’Europa dei comportamenti di quasi elusione fiscale che negli Usa avrebbero ben altro trattamento. Comunque, il cambiamento sta già avvenendo, pensiamo alla posizione dominante di YouTube, dove passano oltre la metà dei video visti sul web e dove vengono trasmessi oltre l’85% dei cosiddetti Mcn o canali user generetor content. Oggi, noi, a Banijay investiamo su YouTube e abbiamo canali in quasi tutti i Paesi dove siamo presenti. Ma soprattutto, con budget molto importanti su YouTube stanno investendo Dreamworks, Fox e Warner, che ha appena messo 40 milioni in Makerstudio, che cresce del 15% al mese. Su Facebook ci sono 1,2 miliardi di persone attive ogni mese che tra

poco fruiranno direttamente di contenuti. La competizione sarà lì, non tra Rai e Mediaset. Certo, negli Stati Uniti la realtà è ben diversa da quella italiana. La pubblicità negli Usa cresce del 5%. In Europa è flat. In Italia, negli ultimi anni, sono usciti dal mercato della pubblicità due miliardi di euro, che non torneranno più e se torneranno non andranno dov’erano. In Spagna una buona riforma del lavoro ha portato a una ripresa degli investimenti pubblicitari e a un sentiment al consumo che sta virando al positivo. In Italia di questo non c’è traccia. Sui costi, sulla rigidità del mercato del lavoro e sulla burocrazia si può agire subito. I broadcaster, in Italia, avevano investito più in studi televisivi che sull’innovazione del prodotto. E ora ridurre i costi fissi non è facile. Quindi, si taglia sul prodotto, mentre all’estero hanno toccato poco o nulla questi investimenti. E’ un errore strategico. La classifica dei primi cento Multi Channel Network del mondo, dominata da sigle americane, include canali di tutte le nazioni europee, ma non c’è neppure un italiano. I soldi delle pubblicità resteranno attaccati al valore intrinseco dato dal brand e dal contenuto. Le produzioni televisive saranno sempre più orientate tra contenuti premium e commodity. Da una parte i grandi brand come “XFactor”, “Il Grande Fratello”, “Amici”. Produzioni che sanno creare una coda lunga. Ovvero la possibilità di costruire brand awareness, la capacità di un prodotto di essere riconosciuto, di affiliare l’utente su più piattaforme in modi diversi. Dall’altra contenuti che saranno una specie di commodity. Il vincitore di questa nuova battaglia per la pubblicità potrebbe risultare chi sarà capace di generare contenuti innovativi e multipiattaforma.

di

Daniele Bologna - dbologna@360com.it

2014 le tante novità in arrivo da growing CM

Marco Bassetti

56 anni, è oggi il ceo di Banijay, gruppo partecipato da tre firme di prestigio dell’imprenditoria internazionale: la Ifil della famiglia Agnelli, il gruppo Arnault e De Agostini. Ha iniziato a operare nel mondo televisivo all’inizio degli anni Ottanta. Dopo una significativa esperienza nel gruppo Mediaset ha fondato Aran e poi la società di produzione Endemol Italia, divenendo poi ceo e presidente del gruppo Endemol, produttore di tantissimi, fortunati format tra cui “Il Grande Fratello”. Nel 2012 ha lasciato Endemol e fondato Ambra Multimedia

C

ome sarà il 2014? Sarà l’anno della ripresa come indicano i governi europei? Che intensità avrà? Influenzerà in maniera consistente i parametri economici delle aziende italiane? Sono queste, più o meno, le domande sulle quali tutte le aziende della comunicazione, come di ogni altro settore, hanno lungamente riflettuto nel corso degli ultimi mesi. L’andamento generale dell’economia influenza, come è ovvio, tutti i comparti produttivi italiani ma quello legato all’advertising, lo sanno bene gli addetti ai lavori, è da sempre più sensibile e più elastico di altri nel recepire le variazioni legate alle singole contingenze o strutturali. Come prevedere, quindi, lo stato dell’arte del settore in mancanza di indicazioni certe? Possiamo provare con l’osservazione dei fatti. E questi ci indicano che ai massimi livelli, quelli di Google, Facebook e compagnia, per intenderci, la competizione è tutt’altro che sopita. La pioggia di acquisizioni di piccole aziende internazionali e di lanci di nuovi servizi e applicazioni testimonia il fatto che i grandi player, nonostante risultati di tutto rispetto ottenuti - da quasi tutti - anche nel 2013, stanno ancora cercando fattori critici per competere e per di più con una certa sollecitudine, come se “the next big thing”, sia ancora di là da venire. Un campo interessante, dove nei prossimi mesi si giocherà una parte della competizione sarà quello delle social news, che nelle ultime settimane è stato il più effervescente di tutti; ma anche la penetrazione dei terminali mobili sarà un parametro in grado di influenzare le sorti di molti. E proprio il mobile, insieme al video advertising - nelle forme tradizionale-preroll o native - sembra essere uno dei principali motori futuri del nostro mercato, con una nutrita serie di operatori nostrani e internazionali che stanno investendo tempo e denaro nella messa a punto di sistemi di offerta sempre più efficienti sia per gli utenti sia per gli investitori, peraltro con ritorni quasi sempre commisurati allo sforzo. Uno scenario piuttosto magmatico, che potrebbe ancora riservarci qualche sorpresa e che, in definitiva, permette un certo ottimismo. Da parte nostra, a 360com, ci sentiamo ottimisti quanto basta per guardare l’anno appena iniziato con la voglia di innovare o, quanto meno, migliorare il nostro servizio al mercato. Così il 2014 vedrà alcune importanti novità per Growing CM. La prima di queste è il ritorno, per noi graditissimo, di una “vecchia” conoscenza del nostro mercato. Si tratta di Aureliano Roio, esperto giornalista del settore che ha contribuito negli anni passati a creare alcune delle nostre testate dedicate al digitale e che tornerà ad occuparsi di media online su 360com. La seconda e altrettanto importante ve la sveleremo nel prossimo numero. Nel frattempo, se riuscite, continuate a essere ottimisti.


Microsoft Il “veterano” Satya Nadella è il nuovo chief executive officer ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

360pro.update

Dopo diversi mesi di ricerca Microsoft ha finalmente annunciato l’erede del ceo Steve Ballmer. Il nome che ha prevalso è quello di Satya Nadella, manager con una consolidata esperienza nella multinazionale, che attualmente ricopre la carica di responsabile della divisione cloud ed enterprise di Redmond. Satya Nadella, 46 anni, ha studiato ingegneria elettronica in India prima di emigrare negli Stati Uniti dove si è specializzato in informatica. Ed è un vero e proprio “veterano” di Microsoft, dove lavora dal 1992.

satya nadella

Professionisti, carriere, incarichi aziende

mcdonald’s

emanuela

rovere

McDonald’s Italia ha annunciato la nomina di Emanuela Rovere a direttore marketing. Classe 1973, è in azienda dal 2009 e in questi anni si è occupata dello sviluppo dei prodotti food McDonald’s e McCafé e delle relative attività di marketing. A partire dal 1998 ha lavorato in Barilla, inizialmente come brand manager Ringo & Pavesini e, dal 2000, come senior brand manager Biscotti Mulino Bianco. Nel 2003 ha assunto il ruolo di marketing manager delle categorie Pasticceria&Snack Mulino Bianco e dal 2005 si è occupata dello sviluppo di New Business Platforms nella divisione Bakery, lanciando la nuova linea salutistica fino a prendere, nel 2008, la responsabilità del brand development Mulino Bianco.

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web agency

prime web Marketing Multimedia, web agency fondata da Roberto Silva Coronel nel 1993, compie vent’anni e potenzia le sue tre aree di business: PrimeWeb, PerforMedia e DigitalEvents, specializzate, rispettivamente, in gestione di siti, pianificazione media e organizzazione di eventi. E Fabio Giulio Pirrotta, dopo vent’anni di consulenza alla direzione aziendale, si concentra ora nello sviluppo del servizio offerto “a performance”, come nuovo direttore generale di PrimeWeb. L’elemento innovativo della proposta, a disposizione delle startup e delle aziende consolidate che intendono avviare nuovi progetti o prodotti online, è costituito dalla possibilità di investire un capitale iniziale limitato, che può aumentare parallelalemente alla crescita del business aziendale.

fabio giulio

Pirrotta

agenzie / 1

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plan.net

agenzie / 3

a-tono

andrea

torcoli Andrea Torcoli è il nuovo copy senior di Plan.net. Torcoli è un copywriter e digital strategist con un’esperienza consolidata su clienti nazionali e internazionali di primo piano. Prima di entrare nel team di Plan. net ha lavorato come digital copywriter e digital strategist presso Tribal Ddb e successivamente in Leo Burnett Milano per clienti come Procter&Gamble, Fiat Chrysler e Samsung, dedicandosi allo sviluppo di progetti di branded content e digital activation. Marchigiano, classe 1981, Torcoli ha raccolto nel 2013 diversi riconoscimenti (ADC*E, Eurobest, Epica). Grande appassionato del mondo della comunicazione, scrive anche su blog e testate online.

digitas lbi

Il reparto creativo di A-Tono cresce con l’ingresso di Francesca Sanfilippo, senior art director.
 Dopo la formazione universitaria in Scienze e Tecnologie Multimediali all’Università degli Studi di Udine, ha maturato la sua esperienza in agenzie come OOT, H.Farm ventures, PT Communication, Fullbrains e su clienti come Alessi, Piaggio, Alleanza Assicurazioni, Telecom, Tim, Zuegg, Aprilia, Frescobaldi, Lamborghini, Best Western, Hamilton e Australian.
Parallelamente al lavoro di agenzia, dal 2003 si è sempre occupata di illustrazione digitale, fotografia, videoclip, installazioni.
L’unione del suo talento artistico e il background nella progettazione digitale ne fanno interprete ideale dell’approccio alla “creatology” (strategy+creativity+ technology) di A-Tono.

francesca

sanfilippo

carol

pesenti Carol Pesenti e Fabio Paracchini, rispettivamente managing director ed executive creative director DigitasLBi Italia, sono entrati a far parte dell’executive management team della regione Europe West dell’agenzia digitale globale di Gruppo Publicis. DigitasLBi Europe West comprende - oltre all’Italia la Francia, il Belgio, l’Olanda e la Spagna e nell’ottica di una strategia di potenziamento ed espansione sul mercato spagnolo, Pesenti e Paracchini diventano da quest’anno managing director ed executive creative director anche della sede di Madrid. Paracchini condivide, poi, con Bridget Jung, chief creative officer DigitasLBi France, la direzione creativa dell’intera regione.

compagnie

web

ryanair

microsoft/msn

Ryanair ha annunciato di aver accresciuto il team marketing italiano con la nomina di Chiara Ravara come nuovo sales & marketing executive; si affianca a Giuseppe Belladone nel team marketing di Ryanair per Italia, Croazia e Grecia, diretto da John Alborante. Ravara arriva in Ryanair dopo un’esperienza di nove anni nel settore viaggi e turismo, con responsabilità nel marketing, nelle vendite e nelle relazioni pubbliche per enti del turismo internazionali e compagnie aeree. «Sono felice di entrare in Ryanair come sales & marketing executive per i mercati Italia, Croazia e Grecia. Il turismo è una mia grande passione, sono ansiosa di poter mettere le mie competenze al servizio di una fra le compagnie aeree più grandi e di successo d’Europa.

chiara

ravara

claudio

semenza Claudio Semenza è il nuovo responsabile italiano per lo sviluppo e la crescita dei servizi all’avanguardia e la diffusione di contenuti delle Bing Apps e di Msn e assume il ruolo di executive producer per l’Italia della divisione Microsoft AMP Applications, Media & Publishing. Semenza, laureato in filosofia, ha una ricca esperienza giornalistica e ha lavorato per Rcs, Mtv, All Music e altri gruppi italiani. E’ in Microsoft dal 2008. Subentra, al timone di Msn, nel ruolo di Paolo Andreotti, divenuto Regional Director Emea per le aree Southern Europe, Nordics, Central & Eastern Europe, Middle East & Africa nella divisione Microsoft Applications, Media & Publishing.


ALLARGHIAMO GLI ORIZZONTI DEL TUO BUSINESS Il nostro posizionamento si distingue da sempre per il carattere consulenziale e una forte attenzione all’innovazione. Realizziamo soluzioni ADV che mettono in contatto il Brand con utenti fidelizzati ad un’editoria digital di successo.


ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

market place IL SEI NAZIONI IN PROGRAMMA SUL CANALE DEL BOUQUET DISCOVERY NON SARà SOLO IN TELEVISIONE

S

i è alzato sabato scorso, con la prima partita dell’Italia contro i campioni in carica del Galles, il sipario sul RBS 6 Nazioni 2014. Per seguirlo, quest’anno, sono tante le iniziative a disposizione degli appassionati di rugby: il 6 Nazioni sarà infatti visibile in diretta in esclusiva e in chiaro su DMAX (canale 52 digitale terrestre) nonché sul sito www.6nazioni. dmax.it, la piattaforma web pensata per accompagnare la nuova esperienza televisiva del torneo: tutte le partite saranno proposte in live streaming su computer, smartphone e tablet insieme a una ricca serie di contenuti video extra: non solo le news e i calendari aggiornati, ma anche on demand tutti i programmi a tema rugby in onda su DMAX: “Il cacciatore di tifosi”, la produzione con protagonista Chef Rubio, e la collezione com6

comunicazione / quando si fondono classico e “new”

Con Dmax il rugby è uno sport sociale pleta dei documentari di approfondimento “5 avversari per la meta” e “15 per la meta”. Ma il web sarà utile anche a chi seguirà le partite in tv: potrà utilizzare comunque i propri dispositivi come “second screen”, accedendo alla sezione di live statistics, votando in diretta il “man of the match” e partecipando attivamente alla conversazioni grazie all’integrazione degli account ufficiali Facebook.com/ dmaxitalia e Twitter.com/ dmaxitalia. Svelato anche il nome de “L’Immischiato Speciale”, il primo Social Tv Reporter di un evento sportivo internazionale selezionato dopo un mese di casting online e una shortlist finale di oltre 2000 provini (www.dmax.it/immischiato-speciale), che diventerà la voce della community di DMAX e di tutti i tifosi italiani. Si chiama Pierpaolo Zoffoli, è di Ravenna ma ha vissuto in Scozia, ha 31 anni e un figlio di nome Martino, anche in onore del suo idolo Martin Castrogiovanni. Pierpaolo seguirà tutte le partite dell’Italia per la community di DMAX, rac-

contando i momenti più divertenti e interessanti del torneo (prima, dopo e durante le partite) attraverso gli speciali Google Glass: una novità assoluta per un broadcaster italiano con cui realizzerà tutti i contributi video e fotografici, condividerà sui social ufficiali del canale su Facebook, Twitter e YouTube e sull’account dedicato @ImmischiatoDMAX, oltre che in una sezione dedicata proprio sul sito www.6nazioni.dmax.it. Tutti gli altri tifosi potranno comunque “farsi sentire” (e vedere) attraverso l’innovativa applicazione web di fotoritocco di altissimo livello grafico “Rugbizzati” (www. dmax.it/rugbizzati), appena lanciata sul sito web e sulla pagina Facebook di DMAX per coinvolgere attivamente la community con un’inedita modalità di engagement che sfocerà in una iniziativa di user generated advertising. Infine, ogni weekend l’appuntamento sarà imperdibile anche per la Social Tv: la conversazione in rete verrà, infatti, portata in diretta su schermo televisivo nelle grafiche del pre e post parti-

ta del Rugby Social Club, lo Studio Live di DMAX, con il commento e l’interazione di tutti i protagonisti (hashtag #6Nazioni). «Streaming live, “on the go”, second screen, Social Tv, Google Glass, user generated adv: per l’RBS 6 Nazioni DMAX ha costruito un vero ecosistema Digital & Social Media senza precedenti. Un’esperienza televisiva partecipativa e coinvolgente che ha l’obiettivo di raccontare con completezza a tutto il pubblico italiano l’universo culturale e le emozioni di questo sport; prima, durante e oltre le par tite», ha dichiarato Paolo Lorenzoni, vice president marketing & digital di D i s c ov e r y Italia.

Paolo Lorenzoni «per l’RBS 6 Nazioni DMAX ha costruito un vero ecosistema Digital & Social Media senza precedenti. Un’esperienza televisiva partecipativa e coinvolgente che ha l’obiettivo di raccontare con completezza a tutto il pubblico italiano l’universo culturale e le emozioni di questo sport»

NUMERI DA

LEADER

900 SCHERMI IN 20 REGIONI

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Partnership / la strategia di due big

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market place

campagne

Ikea, l’immaginazione corre online e su app

L’azienda svedese insiste sulla famiglia con una nuova creatività firmata Auge e una App

“living with children” è il titolo dell’azione pubblicitaria di ikea Facciamo ordine in casa! Ikea, ovviamente sensibile al tema, lo dice a gran voce e si fa prestare il megafono virtuale dall’agenzia AUGE di Giorgio Natale e Federica Ariagno per la nuova campagna “Living with Children”. Il concept viene sintetizzato dalla dichiarazione d’intenti “Basta poco per fare spazio all’immaginazione” e vede ancora una volta come protagonista la famiglia incontrata nei precedenti 7

episodi pianificati lo scorso settembre e poi a Natale. Sul web la storia continua in sinergia su ikea.it e spazioallavita.it, la piattaforma lanciata alcuni mesi fa che in occasione di questo rilancio si presenta ancora più accattivante e dal carattere editoriale più marcato. In questi spazi e sui canali social si potrà assistere a formati più lunghi del film tv, con l’aggiunta di tagli brevi che raccontano episodi diver-

tenti dell’avventura del bambino vissuti dai famigliari, a supporto di prodotti in focus. Inoltre, nella campagna banner display, il tema dell’ordine viene descritto in due soggetti, uno dedicato al bagno, con relativa promozione, e un altro più generico sull’ordine domestico. In entrambi i casi, sono proposte statistiche paradossali ma condivisibili, sulle maldestre abitudini delle persone in casa. L’attività di pianificazione è stata curata dalla centrale media Initiative. Inoltre, è disponibile per l’aggiornamento sia su iOS sia su Android la nuova versione dell’app Ikea Family, dedicata ai soci del programma fedeltà gratuito della grande multinazionale svedese. Il progetto è stato realizzato da Olojin, società di digital marketing di San Vendemiano, in provincia di Treviso, che ne ha curato sia lo sviluppo sia la grafica.

Condé Nast e Manzoni insieme per MultiMag, piattaforma di native adv Innovazione tecnologica utile a raggiungere in coppia i target di riferimento, femminile e maschile: si tratta di oltre cinque milioni di utenti unici complessivi alla settimana

Un box che s’insinua nelle homepage dei siti targati e raccolti da Condé Nast e Manzoni, e che, una volta aperto, ne diventa protagonista, quasi assoluto, sviluppando una storia in tre dimensioni: multimediale, multiscreen, multidevice. Non è un racconto di fantascienza, bensì MultiMag, frutto tecnologico dell’inattesa partnership tra due realtà editoriali-commerciali concorrenti, comunque mai vicinissime. Il frutto di questa unione è un multimagazine nativo digitale che accosta ai contenuti testuali un aspetto visivo impattante. MultiMag, insomma, propone una storia, caratterizzata da esclusività e la sviluppa, come accennato, in tre dimensioni: multimediale, perché il MultiMag è fatto di parole, immagini, suoni; multiscreen, perché sfrutta tutte le ampiezze dei diversi schermi; multidevice, perché le storie che racconta sono perfettamente adattabili a tutti i supporti disponibili. Così, un marchio che abbia qualcosa da raccontare invita gli utenti all’interno di una navigazione verticale, ricca anche effetti tridimensionali. La partnership fa sì che il MultiMag venga distribuito attraverso i siti dei due network, così da dare a entrambi la possibilità di rivolgersi ai due principali target di riferimento, femminile e maschile (rispettivamente, due milioni e tre milioni di utenti unici alla settimana). L’operazione, che partirà nell’ultima settimana di febbraio, vedrà coinvolti i siti delle due parti, tra i quali repubblica.it, d.repubblica.it, l’Huffington Post, Vanityfair.it, Vogue.it, Wired.it, Gq.com, Glamour.it. Ogni settimana MultiMag sarà online in otto versioni, ciascuna in partnership con un diverso brand, quattro dedicate al pubblico femminile e quattro a quello maschile. Per occasioni speciali, come le settimane della moda, potranno essere prenotati anche dei moduli giornalieri. Ogni cliente avrà a disposizione il 25% del traffico.

NUMERI DA

LEADER

725 SCHERMI DIGITALI MOVIEMEDIA MOVIEMEDIA

D I G I TA L AL CINEMA DA pROTAGONISTI

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I D E E DA

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LEADER

market place

I NOSTRI NUOVI FORMAT-CINEMA MOVIEMEDIA

piattaforma online protagonista

La campagna per macan si rivolge a un target tendenzialmente più giovane e cosmopolita rispetto agli attuali clienti di casa Porsche

crossmedialità

C’è Cayenne per Porsche Italia. E Macan è pronta per il digital L’agenzia diretta da Lapo Brogi seguirà la comunicazione del brand di Gruppo Volkswagen. Da inizio marzo inizierà il sostegno al nuovo Suv compatto della casa tedesca: si incrociano in fasi diverse web e social

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l digital sta assumendo un ruolo sempre più strategico nella comunicazione di Porsche e sarà centrale anche per il lancio, che avverrà in aprile, del nuovo Suv compatto Macan, con cui il marchio entra in un nuovo segmento di mercato. E a fianco di Porsche ci sarà Cayenne, che si rafforza con l’acquisizione di questo nuovo, importante cliente, Porsche Italia, di cui Pietro Innocenti è direttore generale dalla metà del 2012. 8

un “circuito” esclusivo per MOVIEMEDIA il mondo del lusso

Dopo una gara che ha visto il coinvolgimento di altre tre strutture - Cooee, vanGoGh e White, Red & Green - l’agenzia presieduta da Peter Grosser ha preso in carico la gestione della comunicazione del brand, ad esclusione della pianificazione media, che è seguita da Phd, per tutto il 2014. La campagna - che si rivolge a un target tendenzialmente più giovane e cosmopolita rispetto agli attuali clienti Porsche - ruota intorno ad un’ampia e innova-

tiva piattaforma online che permette di utilizzare vari social media per interagire con gli utenti interessati. Porsche utilizzerà questa campagna anche per rivedere la sua strategia globale di presenza online. Il lancio della Macan sul mercato globale, previsto in primavera, sarà preceduto da manifesti e pubblicità televisive e il pubblico potrà sperimentare il modello prevalentemente tramite internet. Il microsito Macan, l’interfaccia per

tutte le parti interessate, associa le informazioni riguardanti la vettura con i contenuti creati sui social media. Gli utenti accedono tramite i loro account Facebook, Google o Weibo il Twitter cinese - e seguono le attività connesse con la Macan dei membri delle loro reti personali, creandosi una visione completamente personale dell’ultima Porsche. La campagna online si svolgerà in diverse fasi. All’inizio, gli utenti riceveranno due volte la settimana le informazioni generali e i dettagli tecnici della Macan. L’approccio innovativo della campagna

MOVIEMEDIA t e e n

DIG ITA L

MOVIEMEDIA YO U N G un progetto speciale per il target kids/family

MOVIEMEDIA t e e n peter grosser ha fondato

l’agenzia pubblicitaria cayenne

online è sottolineato anche dai corner Macan nei Centri Porsche. Qui, i potenziali acquirenti possono reperire maggiori informazioni sull’auto, prima del lancio sul mercato in Germania previsto nell’aprile 2014, utilizzando una “app di realtà aumentata”, che offre agli utenti un’esperienza virtuale, ma incredibilmente realistica.

un progetto mirato sul target tweens/teens

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MEDIA Gazzetta.it cambia: sempre più multimediale, verticale, personale ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

market place L’azienda guidata da Andrea Santagata è la prima property italiana per utenza, superando anche i colossi del settore come VEVO. E non intende fermarsi

andrea

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la nuova veste di gazzetta.it

Novità per tutti gli amanti dello sport nel nostro Paese. Dopo il falso allarme e il relativo mancato lancio, dovuto allo sciopero dei giornalisti, ha visto la luce il nuovo sito del quotidiano La Gazzetta dello Sport, ripensato nella grafica, nell’uso, nei contenuti. Fruibile nello stesso identico modo su pc, mobile (gratuito) e tablet, il nuovo Gazzetta.it è un portale sportivo multicanale, dove tutti gli sport hanno una propria home page verticale con aggiornamento continuo di notizie, rubriche, sondaggi, video, foto e dirette. Ancora più forte la presenza di video (highlights, servizi, opinioni, rubriche) e gallery fotografiche nella home page, nelle sezioni verticali, nelle singole notizie e nel nuovo e moderno canale tv.

Contents / l’internet company italiana raggiunge nuovi traguardi

Banzai Media, quasi 8 milioni di utenti per i video online

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anzai Media, l’internet company italiana fondata nel 2008 da Paolo Ainio e guidata da Andrea Santagata, è risultata ancora una volta, secondo la rilevazione mensile comScore sulla fruizione dei video online in Italia (comScore Video Metrix, Dicembre 2013), prima property italiana e terza in assoluto nel nostro Paese alle spalle di Google/ YouTube e Facebook, superando, tra gli altri, anche giganti internazionali come Vevo per quanto riguarda l’audience raggiunta dai propri contenuti video in Italia. Sono stati, infatti, oltre 7,9 milioni gli utenti unici che hanno fruito dei contenuti video offerti dai siti web di Banzai Media nel corso del mese: si tratta

di una penetrazione di quasi il 28% sull’universo dei navigatori italiani che a dicembre 2013 hanno fruito di contenuti video online in Italia. Specializzatasi nell’offerta di contenuti verticali fin dalla sua nascita, Banzai è divenuta con il tempo leader in alcuni segmenti di primaria importanza nel panorama editoriale nostrano, quali quello dedicato alle donne, ai giovani, alla cucina e all’“informazione 2.0”, grazie a brand ormai famosi come GialloZafferano, Studenti, Pianetadonna, Pianetamamma, Liquida e Il Post. Un risultato reso possibile dagli investimenti effettuati nel 2013 per arricchire la propria offerta audiovisiva e dall’implementazione di nuovi formati e modalità di fruizione dei video online sui siti della property, conferma Andrea Santagata, amministratore delegato di Banzai

Media: «Soltanto un anno fa, gli unici video che proponevamo ai nostri utenti erano le ricette di GialloZafferano. Se siamo giunti, solo a un anno di distanza, a questo risultato è perché abbiamo lavorato intensamente, arricchendo la nostra offerta sia attraverso l’acquisto di contenuti da provider terzi sia creando i nostri team di produzione interni, sui quali abbiamo investito oltre mezzo milione di euro. Quest’anno puntiamo a raddoppiare la reach, sia introducendo nuovi canali sia implementando i contenuti di quelli esistenti. Ad aprile arriverà un canale di cucina per e con i bambini, frutto dell’unione di GialloZafferano e Pianeta Mamma. E ancora, metteremo a disposizione sui nostri femminili i video di soluzionidicasa.it, il sito di Titty e Flavia, protagoniste del program-

ma tv di Rai2 “Detto Fatto”». Il settore dei video online, in ogni caso, è al centro di un’interessante evoluzione che ne sta trasformando le proprie modalità di revenue pubblicitaria, dal semplice e “tradizionale” preroll pubblicitario a forme più complesse e articolate di promozione. Ad esempio, il native adv. Un aspetto sul quale Banzai, è in prima linea: «Noi ci crediamo molto. E lo abbiamo utilizzato tanto già dall’anno scorso per numerose iniziative, soprattutto su Giallo Zafferano, anche perché il settore si presta molto a questa soluzione pubblicitaria. Credo che la sua efficacia sia massima se e quando si può dare un vero contenuto al lettore, anche se pubblicitario». Iniziative che il mercato ha premiato, permettendo a Banzai Media di mettere a segno una crescita del 15%, di gran lunga superiore al risultato del mercato, che per quanto riguarda il cosiddetto “perimetro Fcp” (gli investimenti pubblicitari sull’online al netto di quelli legati alla ricerca) si è fermato a un -2%.

NUMERI DA

LEADER

50 SITI WEB

TEMATICI pER RADDOppIARE I CONTATTI UTILI SU TARGET CINEMA

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ettecento giorni di Iab. Tante cose da raccontare. Un bilancio di due anni vissuti in modo intenso e frenetico, con la voglia di fare bene. E di cambiare. Dal marzo del 2012 Simona Zanette è il presidente di Iab Italia, la principale associazione italiana che si dedica alla promozione e allo sviluppo della comunicazione digitale e del marketing interattivo. L’ha voluta in questo prestigioso ruolo un consiglio per la gran parte rinnovato dopo la doppia esperienza presidenziale di Layla Pavone e il biennio dell’alternanza tra Roberto Binaghi e Salvatore Ippolito; e oltre venti mesi dopo è tempo di mettere sulla bilancia il grosso del lavoro, senza reticenze e omissioni, per capire se le cinque parole chiave che hanno etichettato la mission - professionalità, buon senso, trasparenza, passione e cambiamento - siano state rispettate da un direttivo insediatosi con grande entusiasmo, pur fra qualche polemica e serpeggianti note di sfiducia fuori dal coro. Il presidente che ci accoglie sembra 10

Intervista a Simona Zanette

I miei due

anni di

iab Sta per terminare l’esperienza al vertice della principale associazione italiana che si occupa di promuovere, diffondere e sostenere il marketing interattivo e la comunicazione digitale: Il presidente valuta in questo confronto con 360com tutti i delicati passaggi affrontati in oltre settecento giorni di attività, all’insegna di un programma innovativo e fortemente orientato al cambiamento

di

Daniele Bologna

Settecento giorni al timone, bilancio di un’esperienza il mandato di simona zanette alla guida di iab italia è stato ispirato dalle cinque parole chiave che caratterizzavano il programma presentato in sede elettorale: professionalità, buon senso, trasparenza, passione e cambiamento


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cover story avere ben chiara la portata della sfida avviata insieme ai membri del board, realista quanto basta per non apparire compiacente. Simona Zanette è elegante nel tratto e nel porgersi senza scudo a uníanalisi schietta e veritiera di un periodo chiave per Iab e, forse, per l’intero comparto digitale del nostro Paese. Simona Zanette, partiamo così: ne valeva davvero la pena? «Assolutamente sì. E’ stata un’esperienza enorme. Molto impegnativa. Quando una persona crede nel lavoro che fa si creano condizioni favorevoli per ottenere risultati che contribuiscono a far crescere un intero settore. Nel nostro caso è ancora più vero: la missione di “evangelizzare” il sistema l’abbiamo sposata fin dall’inizio, lavorando duramente su questo fronte. Ognuno, dal proprio vissuto dovrebbe aprirsi per far capire che il digitale può rappresentare veramente una leva efficace per far progredire l’intero Paese. Può fare davvero la differenza. Comunque non è solo questo. Ci sono tanti aspetti che 11

ho potuto affrontare dalla presidenza di Iab. Sì, ne è valsa la pena».

rettivo eravamo caratterizzati da una chiara impostazione tecnica».

Però l’ha confermato, è un lavoro anche duro e impegnativo… «Beh, è chiaro. Non poteva essere diversamente. I carichi di lavoro sono enormi. Ho detto che ne è valsa la pena, senz’altro, ma ci sono i pro e i contro. E io lo sapevo. Anche perché il nostro mandato prevedeva da subito una spiccata attitudine operativa. Lei ricorderà che quando ci siamo presentati, io e alcuni colleghi, proprio avanzando la nostra proposta programmatica alla base della candidatura per il di-

In effetti, proprio in quel periodo il Governo tecnico era di moda… «Sì, lo era. E noi ci siamo presentati proprio come direttivo dal profilo tecnico. Cosa che comporta, magari, la necessità di prendere decisioni a volte impopolari. Ma l’impeto è stato quello di procedere verso modifiche strutturali, al nostro interno innanzitutto. E poi anche nelle modalità con cui operare verso l’esterno». Il Governo tecnico è durato poco, Monti

premier ha iniziato tra i fiati di tromba e poi ha dovuto lasciare. Invece, voi siete rimasti… «E abbiamo portato avanti con tenacia, pazienza e costanza gli intenti programmatici che ci eravamo prefissati. Il primo direttivo è stato due anni fa, eppure mi sembra passato molto più tempo. Molto più di un biennio. Forse sarò influenzata dalle tante cose che abbiamo affrontato. Dopo aver creato l’amalgama giusta fra le diverse anime che componevano il gruppo di lavoro iniziale ci siamo immediatamente resi disponibili a dialogare con il resto dell’associazione, con il preciso obiettivo di

far prevalere la nostra idea di programma e, in sintesi, uno stile improntato sulle cinque parole chiave del nostro, e mio, impegno: professionalità, buon senso, trasparenza, passione e cambiamento». Come giudicate, allora, il vostro operato? Avete rispettato il programma? «Devo dire di sì. Quello che avevamo in mente siamo riusciti a farlo. Mancano alcune componenti, certo, e il lavoro non è del tutto terminato. Ma il bilancio che posso elaborare oggi, a meno di un mese dalle nuove elezioni, mi suggerisce che la gran parte degli obiettivi che ipotizzavamo si potessero rea-

meeting, divulgazione, cultura

una delle prerogative essenziali del mandato del board presieduto da simona zanette è stata esercitata nell’ampio quadro della formazione

lizzare sono stati concretizzati. La realtà di oggi ce lo dimostra ampiamente» Come avete lavorato? C’è stata armonia fra di voi? «Il direttivo che mi ha eletto alla presidenza ha potuto constatare come il metodo di lavoro che si è affermato abbia fatto perno su un principio di assoluta trasparenza. Io ho svolto un ruolo di coordinamento dell’intero processo di lavoro, che giudico efficace, soprattutto grazie a colleghi che nel direttivo hanno offerto in larga misura la loro piena disponibilità, una pronta condivisione delle diverse questioni, delle opinioni, delle scelte. Questo è successo non solo al nostro interno, ma anche nelle relazioni con la stampa e nel confronto con le altre associazioni. Abbiamo sempre condiviso, fino in fondo, ogni decisione e ogni volontà. Dichiarando sempre, in modo del tutto trasparente, le cose che volevamo fare. E come avremmo cercato di ottenerle». Ha già sottolineato che fare il presidente di Iab è un compito impegnativo e anche delicato: lo afferma perché non si tratta di presiedere solo il direttivo e coordinare il lavoro associativo? «In effetti, assumere la presidenza di Iab comporta una

serie di altre responsabilità, dall’impatto non trascurabile. Ci sono una serie di cariche aggiuntive a cui si legano ulteriori funzioni di rappresentanza e numerosi impegni operativi. Ad esempio, la presenza nel consiglio dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, con il prolungamento del rapporto con altri organismi attivi come l’Easa, che si occupa di problematiche di vasta portata come le leggi sulla data protection e le regole sui cookies. Poi c’è il ruolo di co-direttore del Master Iab in comunicazione, marketing digitale e pubblicità interattiva, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, che è arrivato alla sesta edizione. Abbiamo inserito nel mercato, in questi anni, oltre centocinquanta figure professionali. Pensi che una neo-diplomata dell’ultima sessione ha effettuato un colloquio in azienda con un professionista che si era diplomato cinque anni prima. L’ho appreso con particolare soddisfazione. Così come sono molto fiera dell’istituzione delle borse di studio che abbiamo intitolato a due persone molto care che hanno lavorato con noi e purtroppo sono mancate prematuramente nel corso del 2013, Serena Belloni ed Emiliano Cappai. E non nascondo che l’esperienza del Master è per me molto


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gratificante. Sa, mi sarebbe piaciuto fare l’insegnante. poi, nella vita, le strade sono state diverse, ma è un’inclinazione di fondo che non ho mai perso. Traslare la conoscenza, vedere che prende forma, che si plasma: è tutto molto bello. E mi affascina».

volgimento totale e costante. Devo ammettere di aver trovato disponibilità e grande apertura da parte di ministri e sottosegretari, dei loro staff, dei consulenti che li affiancano per affrontare le diverse tematiche. Con Francesco Caio e il suo team è stato così, altrettanto lo abbiamo verificato parlando con i responsabili delle diverse Authority coinvolte nel nostro tragitto. Invece, e l’ho toccato con mano, quello che manca è il livello intermedio, qui nascono le difficoltà».

Nel frattempo avete lavorato anche sul fronte istituzionale. Con quali risultati? «Quando si va ad affrontare un lavoro di questo tipo credo sia importante trovare una ragione di fondo per avviarlo nel modo adeguato. Farlo senza scopo non produce nulla. Riuscire ad aumentare la nostra presenza, come Iab, nei luoghi focali delle decisioni in campo legislativo e governativo è stato un primo elemento in termini di motivazione. Poi ho capito che avrei potuto fare un’esperienza diretta, sul campo, del tutto nuova per me: capire come funzionano davvero i processi decisionali, quali sono gli ostacoli, le costrizioni, i blocchi. Una parte formativa del nostro lavoro, dunque, ma vissuta da “dentro”, con un coin-

Sta parlando degli aspetti più legati all’ambito burocratico delle procedure? «Temo di sì. Anche se non significa che l’atteggiamento dei funzionari, dei diversi addetti, dei professionisti impegnati nell’amministrazione pubblica sia necessariamente negligente, malizioso o dettato da cattiva volontà. Spesso il fardello delle leggi che ci portiamo dietro implica un allungamento abnorme delle analisi, delle valutazioni sulle ripercussioni di una determinata decisione; così come della fase interpretativa, in termini legali, di una scelta. E i contatti con i dipendenti statali, in questa fase, quasi si annullano. E’ un mix di volontà refrattarie al cambiamento, dovuto anche all’effettiva non conoscenza della materia. Forse, ho ca-

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siamo riusciti a trovare la quadra, coinvolgendo i soci e raggiungendo un risultato che giudico ottimo. Abbiamo riformulato e perfezionato i meccanismi della rappresentanza, più in linea con la reale fisionomia del settore, definendo le differenti componenti dell’offerta, della domanda e dei servizi. E c’è un altrettanto nuovo sistema elettorale, che garantisce il rispetto di questi elementi rappresentativi, semplificando anche le procedure. Poi, certo, come si dice in questi casi, tutto è migliorabile»

pito un po’ di più come funziona il Paese in questo ambito. E quali sono i prezzi che si pagano. La complessità del sistema di leggi è enorme, ne viene fuori uno stato per certi versi conservatore, con lobby, apparati, strutture e gruppi di interesse che è difficile smuovere e far evolvere». Tornando a guardare all’interno di Iab sembra

siano cambiate parecchie cose. Può descrivere i passaggi più significativi? «Intanto abbiamo portato a termine un progetto rivoluzionario per Iab. Abbiamo cambiato lo statuto, il sistema della rappresentanza e il metodo elettorale. Ci abbiamo messo mano nel marzo del 2012, appena dopo l’insediamento del direttivo. E la manovra si è conclusa da

poco. Un lavoro intenso e profondo, che ha abbracciato tutte le componenti dell’organismo, assolutamente non solo il direttivo. Non c’erano modelli internazionali da recuperare e importare. Spesso abbiamo tentato di farlo, trovando sempre elementi non adeguati per il nostro mercato e per le nostre regole. Alla fine

Siete riusciti a rafforzare l’immagine di Iab Italia sui tavoli che contano? «Indubbiamente. L’ho verificato in prima persona e lo testimoniano anche tutti gli incontri che abbiamo avuto, le richieste di approfondimen-to che ci sono arrivate, le tante occasioni di confronto che si sono create nel tempo. Questo a livello di Governo e Parlamento, nelle Commissioni, presso le Authority. Ci siamo definitivamente affermati come punto di contatto e di informazione nevralgico nel nostro mondo. L’ambito dei “public affairs” è stato davvero impegnativo da affron-


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cover story tare, ma anche in questo caso ne è valsa la pena. E’ un lavoro che deve continuare. Sempre». E con le altre associazioni come è andata nel corso di questo biennio? «Insieme all’accreditamento sul fronte istituzionale questo è un altro tassello del nostro programma andato al posto giusto. Abbiamo lavorato intensamente con le altre sigle associative per costruire una sorta di sistema interassociativo, portando avanti tavoli di lavoro congiunti per raggiungere obiettivi comuni. Un indirizzo di lavoro che è stato capito, condiviso e sviluppato. Con risultati importanti e reciproca soddisfazione. Il primo lotto del documento legato all’attività di uno dei tre tavoli di lavoro che abbiamo creato è già stato presentato, il secondo è in dirittura d’arrivo, al terzo abbiamo appena iniziato a lavorare. Si tratta di un approfondito lavoro sulle linee guida per capire il perimetro del nostro settore, tutto affrontato in stretta collaborazione con Upa, Assocom, Unicom e Fcp. In15

le elezioni per rinnovare il board di iab italia sono fissate il 20 febbraio

somma, domanda e offerta insieme. Per fare gruppo, fare sistema, cooperando per garantirci i risultati necessari e che ci eravamo prefissati. Poi c’è un secondo tavolo, il cui lavoro spero possa vedere la luce entro la fine del prossimo aprile, più legato agli aspetti dell’autoregolamantazione, in particolare sui confini delicati rappresentati da illegalità, pirateria, pedopornografia, tutela dei diritti, comprendendo il ruolo attivo che in questo quadro devono avere altri soggetti interessati come i Garanti e la Polizia Postale. Infine, il terzo tavolo di lavoro riguarda un altro ambito molto ampio e articolato, sempre affrontato insieme alle altre associazioni. Si tratta di fotografare il mercato nel suo insieme, ma con chiarezza e precisione. Uno sforzo a tre-

centosessanta gradi messo in campo con un importante istituto di ricerca che lo certificherà, che in primavera sarà concretizzato in un documento apposito. Si potrà capire con maggiore precisione quali sono le professionalità in campo, assicurando un valore ben definito e credibile al mercato e agli operatori coinvolti. Si potrà valutare nel dettaglio l’incidenza sul Pil del comparto, e non dell’intera economia digitale come già avviene, elaborando, nel contempo, quadri sociodemografici sulla nostra popolazione attiva, intesa in senso professionale. Saranno inquadrate bene le nuove emergenze, con i trend più in voga, le richieste più pressanti, le necessità d’impiego provenienti dal mondo imprenditoriale e dalla industry».

Può elencare altri elementi che hanno contributo un volto nuovo a Iab Italia dopo due anni di attività? «Abbiamo cambiato al nostro interno anche lo staff, che colgo l’occasione per ringraziare, e che aiuta me e il board a fare tutto questo lavoro. L’ex direttore generale Fabiano Lazzarini è stato sostituito da Federica Gabardi, mentre Paolo Peronaci è stato rimpiazzato da Licia Guastelluccia. Sono rimaste Federica Ravasi, la nostra project manager, e Lorenza De Carolis, il braccio amministrativo; e rimane vacante il posto, strategico, che occupava Serena Belloni, che ha lasciato un vuoto enorme, in ogni senso. Era un persona a me carissima, un’amica, una vera colonna anche in chiave professionale. Con lei avremmo già realizzato l’intenzione di creare un vero e proprio centro studi, attrezzato e competente. Ci riproveremo. Poi abbiamo cambiato Iab Forum, il nostro appuntamento principale. Dopo tante edizioni non si poteva attendere. Abbiamo un nuovo partner con cui abbiamo messo a punto e portato in scena l’ultima edizione, con successo, avvicinandoci il più possibile a una formula business to business in senso stretto, secondo il nostro intendimento. Anche la nuova location è stata ap-

prezzata. Abbiamo, inoltre, aumentato la frequenza degli Iab Seminar: l’anno scorso tre appuntamenti molto attesi e seguiti. Infine, abbiamo continuato ad avere una presenza sempre più puntuale e propositiva in ambito di Iab Europe, sia nel board sia nell’executive committee, oltre tutto in un momento delicatissimo per questa struttura di respiro europeo che ha dovuto fare i conti con la sostituzione del ceo in carica, Alain Heureux. Fra poco verrà nominato il suo sostituto. Che dire… nel bene e nel male non ci siamo fatti mancare niente in questi due anni. Anche perché non bisogna dimenticare che abbiamo vissuto il nostro biennio di gestione immersi in una crisi senza precedenti, dal punto di vista economico, che ha toccato anche il nostro settore». Quindi, avete fatto tutto? «Abbiamo rispettato il programma. Procedendo nel pieno rispetto di ciò che avevamo proposto in sede elettorale. Poi, chiaramente, rimangono tantissime cose da fare, ci mancherebbe. Penso, ad esempio, all’ambito della formazione, in particolare nel quadro dell’interazione con le aziende. Però abbiamo anche lavorato nel percorso formativo con realtà magari distanti dalla nostra, introducendo scambi si-

UN LUNGO VIAGGIO DIGITALE

Simona Zanette inizia il suo percorso professionale presso l’agenzia pubblicitaria Bozell (a Londra, Hong Kong e Milano) con incarichi via via più rilevanti. Nel 1996 entra in Chrysler Italia come Responsabile Pubblicità e Formazione e poi in Chrysler Jeep Automotive come Responsabile Saloni ed Eventi Motoristici di Europa, Asia, Africa e Medio Oriente. Nel 2000 arriva nel mondo della pianificazione pubblicitaria in Optimedia (poi ZenithOptimedia). Ben presto le dinamiche della pubblicità sul web irrompono nella sua carriera e Simona Zanette assume ruoli sempre più rilevanti in questo ambito fino a diventare Responsabile dell’area digital dell’agenzia, fondando Zed Digital. Nel 2007 arriva in CondéNet International - la struttura di Condé Nast dedicata al digitale - come International Marketing Director (sede di Londra). Sempre in Condé Nast ha ricoperto il ruolo di Country Manager Francia e, successivamente, Russia. Nel 2009 ritorna a Milano e assume la carica di Direttore Centrale Marketing Digital di Condé Nast. Dal 18 ottobre 2010 è Country Manager e Amministratore Delegato di alFemminile.com.


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cover story gnificativi e rapporti inediti con specifici comparti industriali, come quello farmaceutico. C’è ancora tanto da realizzare, a partire dalla digitalizzazione della piccola e media impresa. Oppure nello sviluppo del commercio elettronico, solo per citare qualche esempio». Ma dove ha trovato il tempo per farci stare tutto nelle sue giornate? «Mi lasci dire che è stata una bella esperienza. Che si chiude con la soddisfazione di aver dimostrato con i fatti che le intenzioni possono

tradursi in realtà. Ma bisogna creare la giusta armonia tra le persone che condividono questi obiettivi, riuscendo a salvaguardare l’equilibrio tra le diverse anime che compongono il tessuto associativo. Anche il numero dei soci è aumentato. Certo, a volte il rapporto con la pubblica amministrazione procura qualche frustrazione, ma viene ripagato, ad esempio, dall’efficacia dell’incontro con le altre realtà associative. Abbiamo davvero trovato le porte aperte, la visione giusta e comune per cercare di fare sistema. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato tanto. Ma i risultati, ora, ci permettono di dichiarare la mia, la nostra soddisfazione. E allora, aver sacrificato in parte la vita privata può aver avuto un senso. Oltre tutto devo

dire che il mio team, e parlo dell’azienda in cui sono impegnata, ha saputo interagire con me in modo perfetto. Se c’è stata qualche sofferenza in relazione ai miei impegni istituzionali è stata superata senza alcun intoppo, proprio grazie alla bontà, alla professionalità e alle capacità di questo team splendido che opera con me quotidianamente nella sede di alfemminile.com».

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Dunque, nessuno si è lamentato di una presidente-manager ultra impegnata? «Per fortuna, si capisce che quando c’è un’assenza è per lavoro. Sono giornate lunghe, che non cominciano mai dopo le 6 e 30 del mattino. Ma va benissimo così. Meno male che la tecnologia aiuta. E io alle email rispondo sempre…».

un’immagine della conferenza plenaria dell’ultima edizione di Iab Forum, a Milano: simona zanette apre i lavori dell’intensa due giorni

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a professionalità, mai come prima d’ora, è al centro del successo di un’impresa, lo testimonia la costante crescita dell’agenzia di marketing e comunicazione integrata H-ART, che senza le competenze dei suoi collaboratori o meglio H-ARTIST, non avrebbe messo a segno i tanti successi registrati finora. Massimiliano Ventimiglia, ceo & founder dell’agenzia parte di GroupM, holding delle attività media del Gruppo Wpp, sottolinea proprio questi aspetti: «I nostri obiettivi sono stati raggiunti con il forte impegno e la passione degli H-ARTIST e con la capacità di anticipare i bisogni del mercato. A ciò si è aggiunta la scelta di investire i profitti in ricerca e innovazione. La nostra agenzia è un modello di successo totale, innovativo e scalabile; dove la passione e la dedizione del management si sposa con risorse selezionate e di grande qualità, le quali contribuiscono quotidianamente a trasformarci in una delle più importanti e ambite agenzie creative internazionali». Purtroppo, però, selezionare e individuare esperti in comunicazione digitale e interattiva è sempre più difficile. 17

H-ART in cerca di talenti, “perché le risorse sono un assett fondamentale”

Vogliamo passione e dedizione Infatti, anche H-ART può essere annoverata tra quel 47% di imprenditori italiani che, come riporta il Rapporto McKinsey “Il viaggio tempestoso dell’Europa, dall’educazione all’occupazione”, non riescono a trovare le professionalità giuste da inserire in azienda, nonostante continuino a cercarle. Negli ultimi anni il numero degli H-ARTIST è cresciuto costantemente e, nella fase di recessione economica come quella che stiamo vivendo, H-ART rappresenta un caso di successo tutto italiano, reso possibi-

le dal contributo di persone speciali: ciascun professionista dell’agenzia è stato selezionato accuratamente e inserito nella mansione che, non solo per gli studi svolti, ma anche per l’attitudine e il carattere, è quella più confacente. Un “metodo” che consente di avere la “persona giusta al posto giusto”. La capacità di attirare giovani talenti è una caratteristica di H-ART, ma negli ultimi tempi è diventato sempre più difficile trovare le competenze più indicate o meglio le persone con la giusta esperien-

za per essere inserite in un ambiente di lavoro piacevole e, soprattutto, in evoluzione. È per questo motivo per cui il management di H-ART invita i potenziali candidati a leggere con attenzione i profili richiesti e pubblicati nella sezione Join us (http://www.h-art.com/joinus) del sito di H-ART. La ricerca è rivolta a una ventina di specialisti in innovazione digitale, soprattutto nell’area social per le sedi di Milano, Treviso e Roma, chiedendo di prestare attenzione alle caratteristiche richieste. Nel dettaglio, le po-

la sede di h-art è immersa nel verde in un rustico ristrutturato ai piedi del fiume sile, a roncade (TV). Secondo il gruppo h-farm l’ambiente è un valore essenziale d’impresa, sempre più percepito anche dalle aziende con approccio attento alla comunicazione

sizioni aperte sono quelle di: Community Manager, Social Media Manager, Interaction Designer, Backend Developer, Art Director, Digital Performance Manager, Project Manager, Sistemisti. In H-ART i nuovi ingressi seguono un costante percorso di formazione e un programma di gestione che valorizza le persone, le loro passioni e la loro crescita in un ambiente trasparente, aperto e sensibile, basato sulla fiducia e sul rispetto, sempre con un approccio leggero e, per stimolare la creatività, che

non si prenda mai troppo sul serio. In generale, gli specialisti italiani della comunicazione percepiscono H-ART come il più “bel posto” dove lavorare. «Essere il place to be per i talenti del mercato è molto importante, perché la competizione tra agenzie nella ricerca delle migliori risorse è molto forte. È innegabile che nel nostro settore le risorse siano l’asset fondamentale - spiega Erica Sartor Responsabile HR di H-ART -. In questo momento il mercato ci porta a cercare in particolar modo una forte

La capacità di attirare giovani professionisti è una caratteristica dell’agenzia, ma negli ultimi tempi è diventato sempre più difficile trovare le competenze più indicate O, meglio, le persone giuste di Sebastiano Zeri

competenza e specializzazione nell’ambito del social media marketing, oltre a quelli dello sviluppo e del media. La difficoltà maggiore quindi è nel riuscire a coniugare expertise e specializzazione, aggiornamento continuo e componente umana». Gli attuali 150 talenti dell’agenzia (nel 2012 erano 120) hanno un’età media compresa tra i 30 e i 34 anni.

Chi è H-ART? Nata nell’aprile del 2005 all’interno del venture incubator H-FARM a Ca’ Tron, sulla laguna di Venezia, H-ART è un’agenzia di marketing e comunicazione integrata, specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali ad alto impatto. Dal 2009 entra a far parte di GroupM, holding delle attività media del Gruppo Wpp. H-ART realizza strategie di comunicazione per alcuni fra i più importanti brand al mondo. Le strategie fondono web, mobile, contenuti, social network, advertising, media, emerging media e unconventional media per ottenere soluzioni nuove ed efficaci. H-ART lavora con i brand al fine di creare maggiore engagement e connessioni emozionali con le persone. Oggi H-ART ha sedi a Treviso, Milano, Firenze, Roma e Londra.


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scenario A cura di Giacomo Broggi e Davide Sechi

T

roppo spesso quando parliamo di ecommerce ci lasciamo ammaliare da percentuali a doppia cifra in opposizione a un’economia reale che procede a singhiozzi. Dimenticando che il giro d’affari del commercio elettronico è ancora minore rispetto al volume generato dai canali offline, e non di poco. Quindi, il potenziale di crescita del primo è notevolmente maggiore del secondo. È vero: l’anno scorso l’ecommerce italiano è cresciuto, trainato dal b2c (+18%), dal mobile (+255%) e dal più tradizionale ma sempre efficace comportamento del “provo in negozio e compro online con un prezzo più vantaggioso” (detto infocommerce o showrooming), candidandosi a pieno titolo come uno dei comparti su cui riporre le nostre speranze per la ripresa economica. Ma una recente indagine curata dal Centro Studi di MMOne Group, che ha pre18

La ricerca del Centro Studi MM-One traccia uno scenario contrastato, con l’Italia che staziona ancora nelle ultime posizioni, nonostante l’apparente escalation del mobile

ecommerce

Acquisti online, avanti piano

grazie agli smartphone

Roberto Liscia, presidente Netcomm Un punto di vista privilegiato per analizzare numeri e concetti che mostrano un Paese quasi all’abc in materia di web e, di conseguenza, di ecommerce. E infatti, Roberto Liscia non si fa pregare e snocciola con sintesi collaudata i contro di un Italia ancora ai minimi termini in quanto a digitalizzazione. «Qui da noi si assiste al fenomeno di una ridotta, quando non proprio scarsa, penetrazione degli internauti e, quindi, anche degli “acquirenti digitali”. Il tutto dipende da un’alfabetizzazione che sul tema è quasi inesistente ma anche dal timore legato all’acquisto via web. Non è un mistero che in Italia ci sia scarsa dotazione di strumenti di pagamento moderni, siamo fortemente arretrati sull’uso delle carte. Eppure tutta la colpa non può ricadere sul consumatore; l’offerta dei negozi è piuttosto scarsa, come scadente appare la disponibilità di banda larga. Senza dimenticare la dimensione delle aziende che rappresentano la ricchezza del patrimonio imprenditoriale nazionale: poca conoscenza e ancora minore la disponibilità a investire per cambiare il corso degli eventi. Nonostante tutto, i segnali di crescita ci sono e sono confortanti: il nostro ultimo studio ha evidenziato come nel 2013 siano cresciuti da 9 a 14 milioni gli acquirenti web, e da qualche stagione si assiste a un costante + 20% dell’e-commerce, addirittura + 50% relativo al mobile. E’ chiaro che si tratti di cifre che non possono essere paragonate a quelle estere; si tratta di un’ottima base però, a patto che qualcosa si muova a livello politico: semplificare le norme dell’ecommerce, che tra l’altro ha costi più elevati rispetto al negozio fisico; sviluppare una cultura digitale, investire sulla banda larga».


ama la tv e la guarda quando vuole ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

scenario so in considerazione 12 indicatori Eurostat sull’uso dell’ecommerce di imprese e cittadini italiani (anche all’estero), descrive una realtà a dir poco allarmante. Se paragonata agli altri Paesi europei, l’Italia si posiziona venticinquesima su ventotto per utilizzo dell’ecommerce. Colpa dei nostri cronici problemi che dalla sfera politica si infiltrano in tutti gli aspetti della vita dei cittadini e delle imprese. Scarsa penetrazione della banda larga, agenda digitale in perenne fase di attuazione, con pesanti effetti sull’attività della PA e delle imprese, digital divide e chi più ne ha più ne metta. Tutti questi fattori economici, politici, sociodemografici e culturali continuano a penalizzarci e il mondo di internet non ne rimane indenne. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, l’andamento del commercio elettronico nel nostro Paese è comunque “in linea” con le altre nazioni del Sud Europa. In testa la Danimarca e il Nord Europa, Gran Bretagna a far loro compagnia. Fatto 100 il punteggio attribuito dallo 19

Mauro Cunial, presidente di MM-ONE Una tendenza alla crescita dell’e-commerce, e del digitale nel complesso, esiste, ma non è elevata. Sembra quasi che il cittadino medio sia timoroso, che le imprese siano all’oscuro. Restano i più giovani, ma la fascia più verde non sembra avere lo stesso peso numerico rispetto a quello che accade all’estero; un problema di natura demografica non sarebbe da trascurare, insomma. Mauro Cunial prova a scovare i rimedi: «La banda larga per tutti, l’obiettivo da realizzare entro il 2020, dietro l’angolo ma pur sempre in evidente ritardo rispetto alla concorrenza estera. E poi servirebbe un aumento dei settori interessati al digitale. A oggi solo due sono influenzati dal web e da esso traggono forza: il segmento alberghiero e quello editoriale. Il resto non può competere, per cultura, approccio, dimensioni; alcune aziende sono totalmente all’oscuro riguardo le modalità di vendita web. Non abbiamo ricerche precise che possano dirci dove e come il digitale abbia attecchito con più forza in Italia, nord, sud o centro; come società che vende prodotti, sappiamo che le richieste arrivano soprattutto dal nord».

studio alla Danimarca, l’Italia totalizza 14,2 punti, a fronte dei 30,6 della Spagna, dei 52,6 della Francia e dei 67,8 della Germania. Dietro di noi solo Grecia (11,7), Bulgaria (3,9) e Romania (0). Completano il podio Svezia (89,5) e Lussemburgo (77,6), con la Gran Bre-

tagna praticamente incollata a quest’ultimo con 77,4. “Una performance insufficiente per un Paese che vuole competere sul mercato internazionale - si legge nel comunicato del Centro Studi di MM-One Group - per superare la difficoltà economica in atto”.

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donne che non sbagliano mai un look ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

scenario L’ecommerce visto dalle imprese La quota di fatturato delle imprese italiane derivante dalle vendite online è appena del 6%, quando la media europea è del 15%, e il Paese leader di questo indicatore - la Repubblica Ceca - raggiunge il 24%. Nonostante un volume di traffico che nel 2012 si è avvicinato ai 20 miliardi di euro e alle quasi 2.000 nuove aziende di ecommerce nate nel 2013, solo il 6% del totale delle imprese italiane vende online (la media Ue è del 16%). Inoltre, appena l’11% delle attività commerciali del nostro Paese ha una piattaforma di vendita integrata nel proprio sito web (la media europea è del 15%, la Repubblica Ceca, leader è al 26%), ma solo il 5% riceve  ordini via internet (con una media Ue pari al 13% e la Croazia in vetta al 35%). L’unico dato che vede l’Italia leggermente al di sopra della media europea è quello relativo alle imprese che  fanno acquisti in rete: sono il 35%, contro una media europea del 34%. Ma la Danimarca resta lontanissima al 74%. 20

Rossella Lehnus, ricercatrice fondazione Ugo Bordoni «In Italia non abbiamo capito la portata del fenomeno, non siamo ancora riusciti a metterlo a sistema. E’ ovvio che la PA debba dare l’esempio. Le norme ci sono, le idee sono chiare, dal punto di vista progettuale il lavoro è impostato. Ma bisogna tener conto delle difficoltà: la PA non è composta solo da enti centrali, ma anche da strutture più piccole e il processo di cambiamento diventa difficoltoso. Servono tempo e risorse; è necessario poter usufruire di fondi nazionali, al netto di quelli europei che ci sono, ma sono riservati all’80% al solo Sud Italia. Poi occorre una riforma culturale. Si pensi che il nostro digital divide culturale si attesta sul 40%, mentre quello tecnico è sceso al 3% (era al 12% nel 2008). Eppure, secondo i dati del Global Web Index del 2013 l’ecommerce vale 11 miliardi, +2% rispetto al 2012. Il problema è che cresce in settori e piattaforme spesso non italiane (vedi Amazon o eBay). Il fatto è che le realtà estere possiedono un’offerta più aggregata, una gestione sicura dei dati sensibili (in particolare relativamente alle carte di credito), una grande attenzione per la customer care pre e post vendita e soprattutto soluzioni logistiche efficienti. Sono queste le qualità che dovrebbe avere l’ecommerce italiano, come Yoox per esempio. Abbiamo la rete più lenta d’Europa, nonostante sia stata fortemente migliorata negli ultimi 5 anni: il piano banda larga del ministero dello sviluppo economico ha raggiunto in questo lasso di tempo oltre 6.000 località e 6 milioni di cittadini; e saranno raggiunti ulteriori 2 milioni entro il 2014. Per avere una rete da 30 mega ovunque servono 2,5 miliardi di contributi pubblici. Per una da 100 mega per almeno il 50% della popolazione, che poi sarebbe l’obiettivo comunitario del 2020, occorrerebbero altri 7 miliardi».

3

65

12

Tornano le sfilate e Grazia.it ti porta in passerella. Da New York a Milano, Grazia.it segue da vicino ogni collezione e la racconta, giorno per giorno, con gli streaming video, i backstage, ma anche con lo streetstyle e le foto dei party più esclusivi. Puoi incontrare le sue utenti sugli oltre 3 milioni di pagine attese nel mese solo sul canale dedicato del sito, o sulla newsletter “Sfilate” che supera già 65mila registrate. Ma Grazia.it e le sue 12 fashion blogger hanno regist in mente anche altro: idee originali per creare uno spazio speciale per la tua comunicazione. Just call.


ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

scenario

6%

il totale delle imprese italiane che vende online contro il 16% della media delle aziende europee

17%

degli italiani ha effettuato almeno un acquisto online. la media europea è del 44%, la svezia si attesta al 74%

21%

gli utenti italiani che utilizzano l’ebanking per le operazioni di conto corrente. In europa il 40%

21

L’ecommerce visto dai cittadini Note altrettanto negative giungono dall’analisi dell’uso del commercio elettronico in Italia da parte dei cittadini: solo il 17% degli italiani ha fatto almeno un acquisto sul web, contro il 74% degli svedesi (la media europea si attesta al 44%). Se sono pochi gli italiani che fanno acquisti online, sono ancora meno quelli che comprano da aziende straniere: appena il 5% della popolazione si è rivolto a imprese al di fuori del territorio nazionale, quando per il Lussemburgo il dato è addirittura del 60% mentre la media Ue è dell’11%. L’acquisto di viaggi online è all’8% (Ue 24%, Germania e Francia oltre il 30%, Uk tra il 45 e il 50% e Svezia prima al 56%). Il 21% degli italiani utilizza l’ebanking per le operazioni di conto corrente, a fronte di un 82% della Finlandia e di una media europea del 40%. I cittadini non solo acquistano online, ma possono anche vendere. In questo caso il 16% della popolazione europea ha trovato nel web un canale appropriato. Per gli italiani si tratta appena dell’8% dei privati cittadini, quando per gli slovacchi il dato è addirittura del 30%. Tra gli articoli più acquistati online vi sono i software per computer o per videogiochi. In

Danimarca quasi il 30% della popolazione si rivolge al web per comprare applicativi per pc, mentre in Svezia il 18% lo fa per i videogiochi. In Italia i numeri sono impietosi: il 3% dei cittadini per la prima tipologia di acquisti, l’1% per la seconda. Il Centro Studi di MMOne Group tenta di spiegare i motivi dell’arretratezza dell’ecommerce italiano relazionandola a tre macrofattori. Il ritardo culturale, ma anche quello imprenditoriale e istituzionale. Con la politica che deve essere in grado di dare delle risposte a esigenze basilari per rendere internet fattore di traino economico. Come, per esempio, la diffusione della banda larga, una delle tante condicio sine qua non sarebbe possibile riprendere la via della crescita allineandoci agli altri Paesi europei. E non sorprende che siano sia le aziende sia i cittadini a essere completamente diseducati - forse sarebbe più appropriato dire mai educati - a un efficace utilizzo del web e di tutti i suoi infiniti strumenti. Con l’obiettivo di comprendere meglio i motivi di questo pesante ritardo e individuare delle soluzioni per far ripartire il commercio elettronico italiano, DailyNet ha interpellato alcuni dei protagonisti del panorama dell’ecommerce e della politica. <

U/D, si informa sempre sul tempo

20

30

8.6

EpsonMeteo è il brand noto per la sua ventennale presenza televisiva sulle reti Mediaset, dove cura le news di meteorologia. Oggi, come Meteo.it, è il newsbrand di meteorologia più popolare e crossmediale in Italia. Produce infatti ben 30 edizioni video giornaliere, trasmesse in TV, ma anche su web e mobile, dove raggiunge ogni mese 8.6 mio di browser unici. Collabora inoltre con numerose emittenti ra radiofoniche nazionali, alle quali fornisce quotidianamente le rubriche meteo. Grazie alla sua autorevolezza scientifica, sono numerose le operazioni di branded content già realizzate.


ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

scenario

13

volte più veloce il processo decisionale rispetto al pc

+31%

di visite e +33% nel tasso di conversione durante le ore serali e nel tempo libero

+18%

l’aumento dELLE VENDITE quando il mobile viene aggiunto al Marketing mix

+46%

il tasso di click Through (CTR) SE SI UTILIZZA IL MOBILE

-37%

il costo per click ottimizzato (eCPC)

22

di Vera Modesto

Il

2013 è stato senza dubbio il suo anno: il mobile commerce si è imposto definitivamente come parte integrante del settore del commercio elettronico. Anzi, con la sua crescita a tripla cifra (+255%, da 144 milioni di euro nel 2012 a 510 milioni di euro nel 2013), pari al 4,5% delle vendite online, l’mCommerce ha letteralmente trainato il suo settore, che oggi vale complessivamente 11,3 miliardi di euro di cui, però, circa 1 miliardo di euro proviene dai tablet (Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano). Vale la pena, allora, di approfondire l’analisi di un mercato appena nato ma con così grandi prospettive. Ci ha pensato myThings, azienda leader nel settore delle soluzioni personalizzate di advertising programmatico, che in occasione del lancio della sua nuova soluzione di mobile retargeting, ha diffuso i risultati di una ricerca unica nel suo genere, che traccia una fotografia inedita degli utenti alle prese con gli acquisti via smartphone e tablet, e analizza le performance del commercio

l’analisi sul settore dei dispositivi portatili

Ma l’acquisto sul mobile piace sempre di più lo studio di myThings suI processI di acquisto degli utenti DI SMARTPHONE e le performance del m-Commerce RISPETTO ALl’E-COMMERCE “TRADIZIONALE” elettronico su mobile. Lo studio ha analizzato oltre 100 milioni di impressions in campagne multiple nel corso di novembre 2013. Questi sono i principali risultati emersi dalla ricerca: Fattore di successo e impatto sul ROI: la componente mobile aggiunta al retargeting mix genera un incremento del 18% nelle vendite generate, un incremento del 46% nel tasso di click (CTR) e una diminuzione del 37% nel costo per click ottimizzato (eCPC). Tablet e smartphone giocano entrambi un ruolo chiave nella

campagna: l’analisi dettagliata dei tassi di conversione per i dispositivi mobili mostra una leggera superiorità dello smartphone, con una percentuale del 55% contro il 45% degli altri device; in termini di post click conversion, la percentuale emersa è di 53% contro 47%. Infine, sono gli smartphone a guidare le vendite grazie alla loro maggiore diffusione (aumentata di 9 volte secondo uno studio Gartner di giugno 2013), mentre la migliore usabilità e la maggiore semplicità nell’effettuare tran-

sazioni è la principale ragione alla base del successo dei tablet. Rapidi decisori:  il consumatore che utilizza i dispositivi mobili agisce più rapidamente nella fase decisionale. Il lasso di tempo tra l’ultima visita e la conversione è risultato 13 volte più breve rispetto agli utenti desktop computer.  Modalità leisure:  mentre le visite e gli acquisti tramite desktop crollano durante il  fine settimana, gli acquisti tramite dispositivi mobili non conoscono flessione: solo il 6% in meno rispetto ai giorni in-

frasettimanali, contro il -30% che registrano gli acquisti tramite desktop. Allo stesso modo, mentre gli acquisti serali dominano incontrastati su quelli giornalieri, la tendenza sui dispositivi mobili è risultata ancora più forte, con un tasso di incremento doppio rispetto ai desktop, +33% Mobile vs. +14% Desktop (tasso che per i tablet è risultato essere quasi sei volte superiore: +80%). Analisi del funnel di conversione: i consumatori che utilizzano tablet e pc sviluppano schemi molto simili nel modo in cui navigano e si addentrano nel funnel di vendita di un portale. Lo smartphone, invece, risulta sostanzialmente differente:  la maggior parte degli utenti smartphone, 55% contro circa il 40% degli utenti desktop e tablet, raggiungono direttamente la pagina del prodotto. E’ l’effetto “showrooming”, trend per cui i consumatori visitano i negozi fisici per provare i prodotti ricorrendo poi allo smartphone per confrontarne online i prezzi).  Quanto alla navigazione, il 18% degli utenti smartphone non va oltre la home page (rispetto al 3% circa degli utenti desktop e tablet). 

Mario

fiasconaro «Abbiamo investito molto per costruire una piattaforma pubblicitaria in real time, UNICA NEL SUO GENERE, Che POSSA GESTIRE CAMPAGNE DI RETARGETING SU MOBILE E OFFRIRE PERFORMANCE EQUIVALENTI AL DESKTOP PC. SONO IDEALI PER AZIENDE CON GRANDI VOLUMI DI TRAFFICO MOBILE»


ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

media data

audiweb

Dati giorno medio Internet Audience dettaglio Brand & Channel Brand

Navigazione online: Smartphone e Tablet alla carica

I dati sulla diffusione dell’online e la classifica dei siti piu’ visitati nel mese di dicembre

Channel

2.754.085

57.957

10:47

MSN/WindowsLive/Bing

2.444.882

20.653

06:31

Skype

2.346.991

4.464

09:03

Skype

Skype Messenger

2.334.370

4.295

09:03

Libero

Libero Messaging

1.953.990

44.381

11:14

Virgilio

1.820.962

18.893

05:49

Yahoo

1.820.888

18.449

06:12

1.394.936

4.671

01:54

1.225.367

8.532

05:56

941.089

24.205

11:53

928.147

3.532

02:41

Corriere della Sera

926.839

6.953

05:21

Telecom Italia

887.095

15.108

08:10

857.735

1.830

00:40

799.314

4.706

02:52

Libero Homepage

La Repubblica Subito.it MSN/WindowsLive/Bing

Libero

A

24

MSN/WindowsLive/Bing (altro)

Libero Mail Login

ilmeteo.it

giorno medio hanno dedicato 1 ora e 22 minuti alla navigazione da pc. Il nuovo aggiornamento della banca dati della Ricerca di Base presenta anche i primi dati basati sull’evoluzione del capitolo mobile, introdotto al fine di monitorare la continua evoluzione dei nuovi device mobili utilizzati. Dai dati risulta che l’accesso a internet dai nuovi device connessi presenta un tasso di penetrazione rilevante principalmente tra i possessori di cellulari e smartphone, con 22 milioni di individui (il 47% degli italiani tra gli 11 e i 74 anni) che dichiarano di poter accedere a internet dal proprio devi-

ce, mentre l’accesso da tablet è disponibile per circa 7 milioni (il 15% dei casi).

Sintesi dei dati Audiweb Objects Video, dicembre 2013 Dai dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online, Audiweb Objects Video, nel mese di dicembre risultano 43,2 milioni di stream views, con 5,5 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video su uno dei siti degli editori iscritti al servizio e una media di 28 minuti e 39 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio risultano 1,4 milioni le stream views, con 579 mila utenti

che hanno dedicato in media 8 minuti e 44 secondi per persona alla visione dei contenuti video sui siti degli editori iscritti. Per quanto riguarda il profilo socio-demografico degli individui connessi a internet da cellulare/smartphone, risultano esposti soprattutto i giovani (oltre il 70% degli individui di età compresa tra gli 11 e 34 anni) e i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale, in particolare tra i dirigenti, quadri e docenti universitari (79%), gli imprenditori e liberi professionisti (74%), i laureati (69%) e gli studenti universitari (77%). Mentre

Pagine Tempo viste (.000) per utente (mm:ss)

Libero

Libero

dicembre 2013 risultano 39 milioni gli italiani che possono accedere a internet da location fisse (pc da casa, ufficio o luogo di studio) o da mobile (cellulare/smartphone o tablet), l’82% della popolazione residente tra gli 11 e i 74 anni, in base al nuovo report trimestrale sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, sui dati di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa. L’audience online da pc nel 2013 ha registrato un valore medio di 28 milioni di utenti nel mese e 13,6 milioni nel giorno medio. Nel 2013 gli utenti online nel

Utenti unici

MSN/WindowsLive/Bing

Outlook (Outlook.com)

790.789

8.857

06:32

Yahoo

Yahoo Answers

773.314

1.995

02:20

Telecom Italia

Telecom Italia Mail

743.525

14.790

09:17

Subito.it

Subito.it (altro)

719.366

6.434

03:42

Libero

Libero Notizie

704.159

2.169

01:47

La Repubblica

La Repubblica Homepage

686.777

2.896

04:13

Virgilio

Virgilio Homepage

685.660

3.217

03:39

ilmeteo.it

Ilmeteo Ricerca e Previsioni

665.873

3.027

02:10

MSN/WindowsLive/Bing

MSN Homepage

659.826

4.152

05:13

Leonardo.it

617.153

2.625

02:50

alterVISTA

614.482

3.748

04:08

MSN/WindowsLive/Bing

Windows Live Messenger

607.014

897

02:21

alterVISTA

alterVISTA (altro)

602.222

3.690

04:04

Corriere della Sera

Corriere Homepage

592.652

2.274

03:27

Virgilio

Virgilio Ricerca

589.580

2.230

02:39

Fonte: Audiweb Database, dati dicembre 2013 - Audiweb powered by Nielsen

gli individui con accesso a internet da tablet presentano un profilo socio-demografico decisamente più qualificato in termini di istruzione e di condizio-

ne professionale. Infatti, a fronte di una penetrazione media pari al 14,6% sull’intera popolazione dagli 11 ai 74 anni, si registra un tasso di concentrazio-

ne del 36% per quanto riguarda dirigenti, quadri e docenti universitari, del 35% per gli imprenditori e liberi professionisti e del 28% per i laureati.


ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

media

Evan

williams «Medium.com vuole essere un posto nuovo nella rete dove le persone possano condividere idee e storie più lunghe di 140 caratteri. e lo si può fare non soltanto tra amici» di Aureliano Roio

25

T

utto è cominciato, sembra, per incentivare gli utenti di Twitter a creare contenuti piu’ lunghi di 140 caratteri da condividere online. Per questo, quando Evan Williams, imprenditore 41enne statunitense, già co-fondatore di Twitter e di Blogger, nel 2012 ha lanciato la sua nuova creatura, Medium.com, a tutti è sembrata “soltanto” una nuova piattaforma di blogging. Con il passare del tempo, però, gli addetti ai lavori hanno cominciato ad accorgersi che Medium. com è differente dal tradizionale concetto di blog hosting come lo conosciamo. Da un punto di vista tecnico, infatti, Medium.com è pensato in modo tale che sia Medium.com è stato definito dalla stampa specializzata statunitense come “qualcosa a metà tra le due precedenti creazioni di Williams”, vale a dire Twitter e Blogger. In effetti dovrebbe essere, secondo le intenzioni del suo creatore, un “posto nuovo nella rete dove le persone possono condividere idee e storie più lunghe di 140 caratteri e non solo tra amici”. Di certo da Twitter ha ereditato, oltre che le credenziali per accedere che sono le stesse, la semplicità dell’interfac-

Start up / non soltanto uno strumento dedicato al blogging

Medium.com, quando i 140 caratteri non bastano più

La nuova creatura del fondatore di Twitter e di Blogger, che non ha ancora chiarito il modello di business, punta soprattutto a essere una piattaforma social, destinata a contenuti di qualità, prodotti da utenti e professionisti il contenuto ad attrarre l’attenzione del lettore, non il layout,. Contenuti di qualità o, come dichiara lo stesso Williams: “Piccole storie che ci fanno sentire meglio e manifesti per cambiare il mondo”. Si spiega in tal senso l’acquisizione, rispettivamente ad aprile e agosto 2013, di due magazine, Matter ed Epic. Il primo è un periodico online specializzato in long form cia, che è pulita, essenziale e non editabile e risponde ai principi dello stile “What You See Is What You Get”. Inserito titolo, sottotitolo e immagine, il testo del post può essere editato direttamente in pagina mentre viene scritto. L’inserimento e il posizionamento di foto è intuitivo e tutti i contenuti provenienti dai social possono essere aggiunti semplicemente copiando del codice. Una funzione più “social” è quella che consente a piu’ utenti di condividere ed editare la stessa bozza:

journalism di ambito scientifico e tecnologico, lanciato nel 2012 con un progetto di crowdfunding. Epic è invece focalizzato su “Extraordinary True Stories”, storie vere narrate con ampi ed articolati reportage fotografici da due penne di razza come Joshuah Bearman e Joshua Davis, già collaboratori di riviste come The New Yorker e Rolling Stone. Il primo re-

portage di Epic pubblicato da Medium, “The Mercenary” di J. Davis, storia di Roy Petersen, 62enne soldato mercenario – è già diventato un ebook. E come se non bastasse, Kate Lee, responsabile contenuti di Medium ha annunciato che l’azienda sta cercando autori, scrittori e giornalisti freelance che si dedichino alla produzione di contenuti editoriali pro-

Un po’ Twitter, un po’ Blogger

la home page di medium.com è pulita ed essenziale: spazio ai contenuti

una condivisione di contenuti ottenuta sia grazie all’inserimento delle note di editing laterali, pubbliche o private, sia grazie al tasto che genera la url di condivisione della co-

pia in bozza. Pubblicata la storia, il passo successivo è l’inserimento in una collezione. Le collection sono album tematici che raccolgono contenuti affini. La funzione se-

fessionali, originali e di alta qualità, ma soprattutto pagati. Si tratta, a dire il vero, dell’unica indicazione circa le strategie future che la start up intende perseguire ma null’altro è finora trapelato. Non un accenno a quale sarà il modello di business o di generazione delle revenue. Ad ogni modo, l’azienda ha appena chiuso un primo round di raccolta di capitali di finanziamento per 25 milioni di dollari e tra i finanziatori spiccano nomi di rilievo del panorama dei venture capital della silicon valley, quali Google Ventures o Greylock Partners. Quest’ultimo è il medesimo venture che ha finanziato le fasi iniziali di tutti i maggiori social network mondiali e oggi fa

parte del board di Medium. com. Un’operazione apparentemente standard in questa fase di vita della start up che però, in questo caso, assume un significato simbolico forte se si pensa al fatto che Williams, recentemente divenuto miliardario dopo la quotazione di Twitter avvenuta l’anno scorso, di certo non ha bisogno di capitali esterni per finanziare la sua idea. La partecipazione di investitori istituzionali di tale calibro, quindi, segna il passaggio a una fase in cui probabilmente si comincerà a fare sul serio anche dal punto di vista degli indicatori economici aziendali. Ripetere il successo di Twitter sarà difficile ma, visti i precedenti, meglio restare sintonizzati.

arch consente di capire se esiste già una collection in cui diviene utile inserire il proprio post, affinché gli utenti iscritti a quella collezione possano visualizzare il post, o se – al contrario – è necessario crearne appositamente una nuova. In fondo ad ogni storia vengono visualizzati i post sucessivi, come consigli di lettura provenienti dalla stessa collection. C’è anche la funzione “raccomanda contenuti altrui” che inserisce i nostri post negli elenchi di lettura de-

gli utenti e rende visibile il nostro profilo, dove compaiono anche le storie che raccomandiamo. L’effetto finale è quello di un post su una pagina bianca ed essenziale, priva di banner pubblicitari, inserito in una collezione tematica e proposto ai lettori non in base all’autore, ma al contenuto, il vero protagonista. Del resto, “Bring your stories and ideas” è l’invito di Williams ai nuovi utenti, nel suo post di presentazione. Tutto il resto, non essenziale, non appartiene a Medium.


ultima

scanner creatività ai raggi x

Che sarà di internet, quando sarà eliminata o rivoluzionata la neutralità della rete? La domanda ri-sorge spontanea dopo che la Corte d’Appello di Washington ha bocciato le norme che impediscono agli Isp di favorire o sfavorire determinati contenuti per i propri fini. Rimandata.

learn for life

Nuove rilevazioni sullo stato di internet in Italia. La velocità media di connessione è di 4,9 Megabit al secondo e il 49% delle connessioni è a banda larga. Che significa essere ultimi in Europa e al 46° posto su scala mondiale. In questo caso, chi va piano non va né sano e neppure lontano.

up&DOWN

ANNO V | #01 | 6 FEB 2014

Fino a pochi anni fa navigare da mobile era considerato un lusso per pochi viste le tariffe, incluso il traffico dati. Oggi grazie alle offerte sempre più convenienti delle compagnie incumbent e degli operatori virtuali bastano anche 4 euro al mese per accedere a internet da mobile. Cheap & chic.

ANDATE A SCUOLA o… Viene dall’Australia il video più agghiacciante del momento. “Set Yourself Free” è stato realizzato dalla coppia di registi amanti dell’horror (e si vede) Henry Inglis e Aaron McCann per l’associazione non profit Learn For Life. Il video, che nelle intenzioni degli autori e dei committenti dovrebbe disincentivare i ragazzi dal marinare la scuola, mostra due coppie di giovani che anziché recarsi a lezione decidono di fare una gita al mare. Ignari, accedono a una spiaggia isolata varcando una rete metallica e quando sembra tutto perfetto per pubblicizzare una marca di lifestyle giovanile … lo spot cambia decisamente registro, con un finale del tutto inaspettato e terrificante.

libri

&marketing

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Writer / Director: Henry Inglis Writer / Director: Aaron McCann Producer: Lauren Elliott Director of Photography: Denson Baker ACS Production Manager: Kate Jones Production Designer: Ruth Levi Editor: Henry Inglis

Alessandro Martemucci

Antonio Foglio

Nello scenario attuale, caratterizzato da una congiuntura economica sfavorevole, non è più sufficiente tagliare i costi. E’ fondamentale gestire al meglio le risorse disponibili, recuperando e riutilizzando tutto quello che è già presente in azienda, economizzando le spese, sfruttando innovazione e open source.

Un libro di formazione che tocca tutti i temi comunicazionali con cui l’impresa si deve confrontare nel BtoB. Per imprenditori, marketing e communication manager, product manager, responsabili rp, uffici stampa, professionisti e operatori della comunicazione. E soprattutto studenti.

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Marketing low cost

Il marketing comunicativo btob

SPAZIO A... b com

26-27 marzo Lingotto Fiere Torino - www.bcomexpo.com

L’evento btob su web marketing e ecommerce B com è il nuovo - e unico - evento in Italia dedicato al business matching nei settori del web marketing e dell’e-commerce. Due giorni interamente B2B, rivolti agli attori nazionali e internazionali del comparto. Alla sua seconda edizione, B com è un evento realizzato per favorire l’incontro tra domanda e offerta in ambito digitale, proponendo appuntamenti pre-organizzati tra i decision maker aziendali delle aree marketing e vendite, italiani e stranieri, con i professionisti del web marketing e dell’e-commerce, conferenze, workhop e area espositiva. Per gli Sponsor spiccano opportunità commerciali concrete: minimo quindici appuntamenti one-to-one con i decision maker delle aziende italiane; database completo dei buyer partecipanti; ncontri con delegazioni di buyer esteri; venti workshop da trenta minuti per presentarsi agli oltre 2 mila visitatori attesi; partecipazione a due conferenze plenarie, opzione riservata ai Gold Sponsor; incontri tecnologici con aziende nazionali e internazionali; networking con aziende e start up. La formula di sponsorizzazione abbina il business matching a uno spazio espositivo preallestito. Per gli Sponsor partecipanti - aziende italiane ed estere che propongono soluzioni nell’ambito dell’e-commerce e del web marketing - viene predisposta un’agenda serrata di minimo quindici incontri one-to-one.  L’agenda è definita incrociando le richieste avanzate dai buyer-decision maker di aziende con un fatturato annuo minimo di 5 milioni di euro, invitati direttamente dall’organizzazione, con le preferenze espresse dagli Sponsor stessi. B com offre, inoltre, l’opportunità di incontrare, presso il proprio stand o nelle aree di networking, gli oltre 2 mila visitatori attesi, in larga maggioranza, anch’essi, direttori e manager d’azienda.

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Settimanale Digitale della Comunicazione