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scenario

98%

Gli appartenenti alla “Generation C” creatori di contenuti online

60%

gli appartenenti a questa generazione che preferiscono YouTube alla televisione

89%

I componenti della “Generation C” che si connettono in rete almeno una volta al giorno

77

%

coloro che trascorrono oltre due ore alla settimana sui social media

23

Un pubblico che definisce un nuovo tipo di fruizione mediale Se la Generation C è portavoce di un cambio di paradigma nella fruizione dei media tradizionali, appare chiaro come la TV non è più il solo canale a cui i brand devono guardare quando si tratta di fare comunicazioni video. «Nell’85% del tempo trascorso davanti alla TV

ultimi giorni !

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utilizziamo anche altri dispositivi, principalmente gli smartphone - prosegue Vaccarono -. Le piattaforme digitali in questo senso diventano sempre più rilevanti per interagire con gli utenti». Si apre dunque una nuova sfida per le aziende, che devono trovare le giuste modalità per adattare il proprio stile di comunicazione alle nuove forme di espressione e alle piattaforme digitali, in un contesto, quello definito da Vaccarono di “Branding 3.0”, in cui la tecnologia sta cambiando le regole del gioco e tutto è ormai digitale. «Il web è il nuovo ecosistema per marche, consumatori e media, e i brand non possono più starne fuori senza rinunciare a grandi opportunità. Del resto, oggi la piattaforma internet non è in contrapposizione con altri canali, ma integrata in essi: basta pensare all’interconnessione tra TV e online, o tra affissioni e online. Credo che nel giro di 3-5 anni diventerà sempre più difficile distinguere un investimento adv che va sulla TV da uno che invece va in rete. Penso che diventerà necessario per le rilevazioni Nielsen, a quel punto, eliminare la voce “internet” in quanto mezzo». Insomma: l’era del “tutto è connesso” è già arrivata, e chi lo ha compreso sta conseguendo un enorme vantaggio competitivo.

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qualsiasi momento: interagiamo continuamente con smartphone, tablet, PC e TV e la scelta del dispositivo da utilizzare è sempre più spesso guidata dal contesto in cui ci troviamo, dal luogo in cui siamo, dall’obiettivo che vogliamo raggiungere e dal tempo che abbiamo a disposizione - spiega il country director di Google Italy Fabio Vaccarono -. In Italia l’uso degli smartphone è quasi raddoppiato in due anni, raggiungendo un tasso di penetrazione del 41%, mentre quello dei tablet è più che raddoppiato nell’ultimo anno, passando dal 6% di penetrazione dell’anno precedente al 15%. Ogni dispositivo assolve a una diversa funzionalità e il vero punto per le imprese è trovare il device e la modalità migliore per essere visibili al momento giusto, garantendo allo stesso tempo la continuità dell’esperienza lungo tutto il percorso multi-schermo».

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ANNO IV | #34 | 24 OTT 2013

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Settimanale Digitale della Comunicazione

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