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visioni / gruppo dea

Distribuire volantini non è certo così banale

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ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014

Una ricerca della società condotta su trenta clienti, acquisiti negli ultimi sette anni e precedentemente servite da altre agenzie “non strutturate”, ha dimostrato un incremento del 90% nella redemption.

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L’ecommerce seduce con fascino digitale

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La Mela in fondo non sta così male

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Reebok più vicina al consumatore

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Il Sole 24 Ore gioca su due tavoli

ALLARGHIAMO GLI ORIZZONTI DEL TUO BUSINESS Il nostro posizionamento si distingue da sempre per il carattere consulenziale e una forte attenzione all’innovazione. Realizziamo soluzioni ADV che mettono in contatto il Brand con utenti fidelizzati ad un’editoria digital di successo.

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Fb e Apple meglio di Wall Street

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VKontakte è in mano a Putin


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Fascino digitale Se la rete si conferma come uno dei canali preferiti dagli italiani per fare shopping, piace sempre di più la moda a portata di click

Sta aumentando la viralità della consapevolezza che il web è un canale in cui è facile trovare ogni tipo di prodotto, sicuro per gli acquisti anche con carta di credito. E Netcomm ha curato un’interessante ricerca sull’andamento del commercio elettronico in relazione alla moda e all’abbigliamento, presentata di recente a Milano. Ma si potrebbe, forse, leggere questa crescita significativa anche come risposta delle famiglie alla crisi. E pensare che il valore d’uso economico di questo segmento sia largamente percepito di Daniele Bologna

Se la rete si conferma come uno dei canali preferiti dagli italiani per fare shopping, piace sempre di più la moda a portata di clic, che solo nei primi due mesi del 2014 avrebbe messo a segno un aumento di fatturato che sfiora l’80%, pari a 73 milioni di euro. Ma è un boom che non stupisce più di tanto se si considera che in due anni il numero degli acquirenti su internet è quasi raddoppiato, da 9 a 16 milioni di persone, oltre la metà dei 30 milioni di italiani che navigano. Di questi, negli ultimi dodici mesi, 3,3 milioni di nuovi clienti hanno concentrato le proprie spese su abiti e accessori per un massimo, in media, di 80 euro ad acquisto. E vola anche il segmento arredo-design: che sia per convenienza del rapporto qualità/prezzo o in virtù della credibilità del sito di vendita, ogni offerta è

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sempre più spesso la ragione che induce a scegliere il canale digitale dello shopping è la difficoltà a reperire altrove beni e servizi che internet ci rende facili da acquisire

ritenuta interessante per un terzo dei navigatori abituali dell’e-commerce, che spendono circa 140 euro a transazione. «Sta aumentando la viralità della consapevolezza che il web è un canale in cui è facile trovare ogni tipo di prodotto, sicuro per gli acquisti anche con carta di credito - spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm, che ha curato un’interessante ricerca sull’andamento del commercio elettronico in relazione alla moda e all’abbigliamento, presentata di recente a Milano -. Si potrebbe, forse, leggere questa crescita significativa anche come risposta delle famiglie alla crisi: è un vantaggio innegabile la possibilità di comparare i prezzi e scegliere quelli più a buon mercato, così come, eventualmente, è valutata positivamente l’opportunità di comperare e successivamente, se il vestito o la scarpa non sono quelli giusti, poterli rimandare indietro, con la garanzia di essere rimborsati. Bisogna ricordare, poi, che l’aumento esponenziale in un anno degli acquisti di abbigliamento è frutto di una maturità del settore in termini di ampiezza del catalogo, di disponibilità di servizi e, naturalmente, di maggiore convenienza», conclude Liscia.  Il ruolo giocato dai social network In questo quadro giocano senza dubbio un ruolo d’im-

portanza fondamentale i social network e soprattutto le recensioni online, che influenzano positivamente o meno i potenziali compratori. Dunque, compro, mi vesto e condivido: in un caso su tre i clienti - in particolare la componente femminile, di età media tra i 20 e i 50 anni, di fascia abbiente e di casa nelle grandi metropoli - diventano poi follower del brand e raccontano le proprie esperienze, postando foto e commenti dei propri look. Dietro l’acquisto, tuttavia, non c’è sempre avventatezza: chi compra in rete, spesso non rinuncia comunque a un “blitz” in negozio per vedere dal vivo ciò che poi acquisterà online.  Per quanto riguarda il design, invece, non si pone neanche il problema della vestibilità: piuttosto, il 21% degli utenti predilige l’acquisto sul web. «Succede per la difficoltà di trovare quel prodotto in un altro modo. Mi sembra una buona motivazione per credere nell’online anche da parte dell’offerta - riprende Liscia -, quei piccoli e medi fornitori e artigiani che hanno soluzioni e prodotti diversi rispetto ai grandi marchi Senza contare che stanno crescendo in maniera importante anche le vendite transfrontaliere: un altro buon motivo per impegnarsi nello sforzo di far conoscere ed esportare il Made in Italy, soprattutto verso Stati Uniti e Cina». Il succesANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


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so dell’e-commerce è quindi destinato a mettere nell’angolo il concetto di punto vendita tradizionale? Gli esperti di marketing ipotizzano da tempo la trasformazione del negozio in un ibrido, tra showroom e punto di ritiro della merce ordinata e pagata in rete. «Ma al di là delle previsioni futuristiche - conclude il presidente di Netcomm -, è davanti agli occhi di tutti che l’asse portante di sviluppo è la complementarietà tra i canali. Lo ha ricordato anche lo stilista Missoni: il brand è destinato a sgretolarsi se non si riuscirà ad essere presenti nella percezione digitale dei clienti».  Convenienza e credibilità del sito L’occasione, allora, pare irripetibile. La moda, nella sua variegata e articolata espressione, può davvero tentare di raggiungere un posto privilegiato in questa esigenza di percezione che diventa elemento essenziale. Eistono, però, delle priorità, dei passi da compiere necessari, inevitabili. Soprattutto se si parla di ecommerce. Al primo posto, sotto molti aspetti, c’è sicuramente la convenienza, che deve comprendere anche il costo di spedizione, ostacolo non indifferente. Secondo fattore, fondamentale, è sicuramente la credibilità del sito del venditore. Per questo, un buon ecommerce deve esse-

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re semplice ed intuitivo, in modo da spingere l’utente a portare a termine la famosa conversione, ovvero l’acquisto online. Senza dimenticare mai l’occasione che non si ripeterà, vale a dire la rincorsa al cosiddetto “Ma quando lo ritrovo a questo prezzo!”… Eccolo qui, il vantaggio troppo spesso lasciato da parte ma che incide tantissimo sull’acquisto non premeditato. E tante volte, proprio per fare leva su questo fattore si utilizzano campagne AdWords o FacebookAds mirate su un determinato prodotto da promuovere. Infine, tra le nuove opportunità per il settore moda che possono supportare il commercio online esistono applicazioni di realtà aumentata che risolvono alcuni ostacoli per il cliente. Come la scelta della taglia giusta che spesso inibisce l’acquisto: camerini virtuali offrono ora la possibilità di ottenere in tempo reale l’effetto finale del prodotto indossato. Inoltre, si va verso una vera strategia di pricing. Secondo uno studio di Rakuten - player globale dell’e-commerce, azienda giapponese con sede a Tokyo, fondata nel 1997 per il 61% degli internauti il prezzo rappresenta il primo criterio per gli acquisti online. La sfida, però, risiede soprattutto nel proporre il prezzo più giusto in rapporto alla qualità del servizio.

Anche la Camera Nazionale della Moda punta sul digitale

jane reeve

Il digitale per raccontare e valorizzare la storia e l’eredità della moda Made in Italy: è questo il messaggio

lanciato da Jane Reeve, amministratore delegato della Camera Nazionale della Moda, in occasione del suo intervento al convegno su “Made in Italy: re-use of fashion heritage and new digital perspectives” organizzato dal Victoria and Albert Museum, in collaborazione con Europeana Fashion, nel contesto della mostra “The Glamour of Italian Fashion 1945-2014”. Nel corso dell’evento, focalizzato sul rapporto tra nuove tecnologie digitali e il patrimonio della moda italiana, Jane

il caso di Levis, dove il responsabile dell’ecommerce arriva da Wal-Mart Levi Strauss ha cercato in casa Wal-Mart il suo capo per l’e-commerce. E l’ha trovato- Il produttore di jeans della California ha infatti nominato Marc Rosen vicepresidente esecutivo e presidente dell’ecommerce per i marchi Levi’s e Dockers. Il manager, già responsabile dell’ecommerce globale di Wal-Mart - che è la seconda azienda mondiale con oltre 460 miliardi di dollari di fatturato -, riferirà direttamente a Chip Bergh, ceo del gruppo di San Francisco. Il suo obiettivo sarà quello di sviluppare i due flagship digitali di Levi Strauss, aumentando la fedeltà dei consumatori e, dunque, le vendite. Tra le priorità, i mercati americano, britannico, francese, tedesco, giapponese e cinese. Marc Rosen, che ha lavorato per molti anni per Ernst & Young, era arrivato nel gigante americano della distribuzione nel 2000, e qui ha occupato diversi incarichi prima di assumere il comando dell’ecommerce nel 2011.

Zalando, ecco come si può arrivare persino a un miliardo di euro La moda e il fashion rappresentano uno dei settori per i quali la crescita dell’ecommerce è maggiore. Ne è un perfetto esempio Zalando, l’azienda di vendita online di scarpe nata nel 2008 a Berlino con il magazzino ricavato all’interno di un seminterrato, che in pochi anni è diventata leader del settore, aggiungendo nuovi prodotti ed espandendosi fino a raggiungere una copertura di quattordici paesi europei. Oggi nel suo ecommerce si contano migliaia di brand e centinaia di migliaia di articoli: non solo scarpe, ma anche capi di abbigliamento classici e per lo sport, borse e accessori, arredi per la casa e prodotti premium venduti in esclusiva. Zalando è stata la prima azienda a superare il miliardo di euro di vendite nette nei primi quattro anni di attività e continua a crescere a ritmi vertiginosi: nel 2012 ha raddoppiato il fatturato dell’anno precedente, portandolo a quota 1,15 miliardi di euro. E l’ultimo anno è stato quello più entusiasmante per l’azienda di Berlino, con il raggiungimento di 10 milioni di clienti, il pareggio di bilancio nell’area geografica composta da Germania, Austria e Svizzera e l’espansione in sette nuovi mercati. Ma quali sono i segreti di questo successo? L’attenta selezione dei capi di abbigliamento è uno dei cavalli di battaglia di Zalando. Lo staff sceglie con cura i prodotti da proporre al suo pubblico attraverso analisi di mercato e attività di ascolto del target di riferimento. Da marchio globale, ogni divisione studia le esigenze di ogni singolo mercato. La proposta è un ampio assortimento di prodotti in season, con le novità dell’ultima stagione e articoli in promozione di quelle passate. Sono anche presenti label esclusive come Calvin Klein, Fratelli Rossetti, Pretty Ballerinas, Tamaris, Zign e Seven Seconds. Ma sono i servizi per il cliente a rappresentare il fattore che ha permesso la rapida crescita della portata dell’ecommerce dedicato all’abbigliamento. Un team dedicato al consumer relationship marketing risponde tempestivamente a tutte le domande dei clienti attraverso numeri verdi, email e social network. Spedizione e restituzione gratuiti completano l’offerta, opzione ovviamente molto gradita. Infine, è opportuno ricordare la funzione della comunicazione, spesso biunivoca, di Zalando: dai brillanti spot televisivi al blog sulle ultime novità del fashion, si passa a un’intensa attività sui social network. ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


IL CONSORZIO DEL COMMERCIO ELETTRONICO ITALIANO


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interbrand: H&M e Zara in testa fra i marchi di maggior valore in Europa

Nella sua quarta classifica dei marchi che hanno maggior valore nel retail, Interbrand - che realizza da tempo il popolare ranking - ha dato molto peso all’importanza dell’esperienza cliente e dei dispositivi omni-canale nella percezione dei brand. La graduatoria europea dei brand consacra, dunque, H&M, marchio di cui Interbrand ricorda che ha quasi aperto un negozio al giorno nel 2013, sempre su un posizionamento di un’offerta di moda a prezzi accessibili. Zara segue in terza posizione, mentre Asos ottiene una delle migliori progressioni in classifica, diventando, in particolare, il primo e-tailer a fornire una produzione a emissioni zero. Seppure ancora assente dalla classifica europea, Uniqlo raggiunge comunque il secondo posto nell’area Asia-Pacifico, ottenendo una “crescita esemplare” per Interbrand. Considerando tutti i settori insieme, le crescite maggiori sono state ottenute dalle aziende Sephora (+20%), Auchan (+7%) e L’Occitane (+5%). A livello europeo dominano la situazione Asos (+59%), John Lewis (+36%) e Waitrose (+32%). «Per far fronte a un’eventuale preferenza del consumatore per l’ecommerce, le aziende, soprattutto quelle di distribuzione, dovranno adattare i loro modelli - spiega Bertrand Chovet, managing director di Interbrand Paris -. In un mercato in perpetua evoluzione, i marchi devono essere più agili, più flessibili, e più reattivi. I brand che sapranno emergere e spiccare sul mercato non si accontenteranno di sopravvivere al digitale: ne approfitteranno per diventare ancora più forti».

Reeve ha sottolineato come il digitale abbia creato innovative e innumerevoli opportunità di comunicazione, che rispondono perfettamente proprio all’esigenza di veicolare quella identità e quei valori che sostanziano da sempre i grandi player della moda italiana. Proprio questi brand, che nel frattempo si sono trasformati in veri e propri editori producendo contenuti sempre più sofisticati ed efficaci, sono stati tra i primi a comprendere le grandi potenzialità del digitale e ad utilizzarlo in modo strategico per sviluppare il proprio business,

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entrare in nuovi mercati e conquistare nuovi clienti. Il digitale, strumento democratico per eccellenza, ha aperto innumerevoli opportunità per le organizzazioni medio-piccole e in particolare per i giovani designer, che in molti casi l’hanno integrato nella loro strategia, quale strumento privilegiato di visibilità e comunicazione. Allo stesso modo, il digitale consente anche ai piccoli artigiani, che costituiscono un elemento essenziale e distintivo del Made in Italy, di emergere e di divenire attori di rilievo in uno scenario glo-

bale. Grazie all’ecommerce e all’impatto sul retail, inoltre, il digitale ha un ruolo fondamentale per le aziende del settore e la crescita del sistema della moda italiana. Per questo Jane Reeve ha evidenziato come «il digitale rappresenta una leva strategica per fare sistema tra tutti i player della filiera della moda italiana e contribuire all’evoluzione della reputazione del Made in Italy. Un mezzo ideale per sviluppare sinergie, diffondere cultura e valorizzare l’intero sistema moda italiano, generando benefici a tutti gli attori della filiera».

Per eBay comincia una nuova era negli acquisti online Oggi è il marketplace più grande d’Italia e tra i più grandi al mondo. E presenta eBay Moda, la nuova meta online per la shopping experience. Una novità che rappresenta una svolta importante nel percorso di forte cambiamento intrapreso da eBay, che inaugura, così, una nuova era degli acquisti online: quella dell’Inspired Shopping. Il mondo dell’ecommerce sta evolvendo: il confine tra commercio online e offline è sempre più sottile e le aspettative degli acquirenti sono sempre più elevate. Per questo eBay Moda punta tutto sulla ricchezza e l’attualità dei contenuti, offrendo costantemente agli utenti nuovi spunti per il proprio look. Dal colore più in voga al modello di borsa più trendy, su eBay Moda si trova una guida per lo shopping più “cool” del momento, grazie ad invitanti gallerie di immagini e box tematici costantemente aggiornati che esplorano il mondo della moda. Poi, eBay Moda rende la navigazione e l’acquisto su eBay un momento unico, da vivere appieno in qualsiasi istante, in qualsiasi luogo e con qualunque dispositivo perché fruibile anche da dispositivi mobile. Un luogo dove tenersi aggiornati sui trend, grazie alle informazioni e i consigli fashion, in un ambiente dinamico e d’intrattenimento, dove l’esperienza di acquisto inizia e viene guidata dall’ispirazione. «Lavoriamo in maniera mirata per integrare l’utilità dello shopping, quindi la ricerca di quello che una persona davvero desidera, con esperienze sempre più coinvolgenti per i nostri utenti - dice Claudio Raimondi, head of trading di eBay in Italia, Francia e Spagna. - Stiamo facendo dei cambiamenti fondamentali per posizionare eBay sia come partner ideale per i venditori sia come miglior luogo dove chiunque possa fare shopping, ispirarsi e informarsi, da qualsiasi dispositivo in tutta sicurezza. Tutti i prodotti selezionati e visibili su eBay Moda sono nuovi e a prezzo fisso, messi in vendita da migliaia di brand e venditori professionali sia in Italia sia internazionali e tutti contraddistinti da affidabilità top, qualifica con la quale eBay contraddistingue i venditori che hanno offerto l’esperienza migliore ai propri clienti. «Ci sono poche destinazioni ricche come eBay - conclude Raimondi -. L’offerta di una navigazione intuitiva di prodotti, selezionata all’interno di uno dei centri commerciali online più ampi al mondo, associata a box tematici in grado di assistere e invogliare gli utenti nella scelta degli acquisti, rendono eBay Moda un progetto innovativo nell’ambito dell’ecommerce». ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


ALLARGHIAMO GLI ORIZZONTI DEL TUO BUSINESS Il nostro posizionamento si distingue da sempre per il carattere consulenziale e una forte attenzione all’innovazione. Realizziamo soluzioni ADV che mettono in contatto il Brand con utenti fidelizzati ad un’editoria digital di successo.


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MARKET PLACE

archiviata la trimestrale: conti in ordine nel secondo quarter dell’anno fiscale

La produzione è interamente girata in Marocco, in una villa in pieno deserto

L’azienda ha annunciato la realizzazione di un fatturato di 45,6 miliardi di dollari e un utile netto di 10,2 miliardi di dollari, pari a 11,62 dollari per azione diluita

Media Italia ha portato su Italia 2 il branded reality www.lacasadegliassi.it

Apple non sta poi così male Gli assi del poker abitano qui di Massimo Masi

C’è stata la conference call e adesso ci sono i risultati. E per essere un’azienda sull’orlo della fine, come molti predicano da tempo, non va poi così male. Apple ha presentato, dunque, i risultati finanziari del secondo trimestre dell’anno fiscale 2014, terminato lo scorso 29 marzo. L’azienda ha annunciato un fatturato trimestrale di 45,6 miliardi di dollari e un utile netto di 10,2 miliardi di dollari, pari a 11,62 dollari per azione diluita. Questi risultati si possono raffrontare con quelli dello stesso trimestre dell’anno scorso, in cui l’azienda aveva registrato un fatturato di 43,6 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 9,5 miliardi di dollari, pari a 10,09 dollari per azione diluita. Tutto in crescita, allora, a riprova che l’andamento sembra sconfessare i “gufi” che aleggiano introno alla creatura di Steve Jobs. Il margine lordo è stato del 39,3%, rispetto al 37,5% registrato nello stesso trimestre di un anno fa. Le vendite internazionali hanno rappresentato il 66% del fatturato trimestrale.  E sempre

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sul fronte delle vendite, quelle relative all’iPhone ammontano a 43,7 milioni, contro i 37,4 milioni dello stesso trimestre del 2013, mentre gli iPad scendono: 16,3 contro 19,5 milioni. Apple ha venduto, in tutto, 4,1 milioni di Mac: lo scorso anno, nello stesso trimestre, erano 4 milioni. Nelle finanze di Apple, quindi, l’iPhone vale il 57% del totale, l’iPad il 17% e il Mac il 12%, poco di più di musica, film e app su iTunes. «Siamo molto orgogliosi dei nostri risultati trimestrali, in modo particolare delle forti vendite che riguardano

tim cook

iPhone e del fatturato record derivante dai servizi - ha affermato Tim Cook, chief executive officer di Apple -. Non vediamo davvero l’ora di introdurre ulteriori nuovi prodotti e servizi che solo Apple potrebbe portare sul mercato». Altre dichiarazioni ufficiali sono arrivate da Peter Oppenheimer, l’attuale chief financial officer: «Abbiamo generato 13,5 miliardi in cash flow dalle operation e abbiamo restituito quasi 21 miliardi di dollari in cash agli azionisti attraverso i dividendi e riacquisti azionari nel corso del trimestre di marzo».

di Marianna Marcovich

Dopo un lavoro durato oltre un anno Media Italia ha

portato su Italia 2 il primo branded reality www.lacasadegliassi.it. Ogni domenica, a partire da ieri, alle

22:45, è in programma il primo reality italiano che ha come protagonista il poker sportivo. “La Casa degli Assi”, da un’idea originale di PokerStars.it, ha preso, quindi, il via con la realizzazione affidata a Magnolia. La produzione è interamente girata in Marocco, in una splendida villa in mezzo al deserto, dove dodici

La comunicazione via email è uno strumento fondamentale per le imprese

Prime Web lancia M-Contact e’ il primo servizio Dem con assistenza inclusa e costi in base alla velocità di invio di Luca Anelli

PrimeWeb, la web agency del gruppo Marketing Multimedia fondata da Roberto Silva Coronel, lancia MContact, il primo servizio Dem con assistenza inclusa e costi in base alla velocità di invio. E lo fa con un sito “self-service” (www. mcontact.it) in cui chiunque può acquistare il servizio che più si adatta alle sue esigenze per la creazione e l’invio programmato di mail e newsletter ai propri prospect e clienti. Il sito di MContact è una piattaforma professionale per la ge-

stione del proprio database di marketing che permette a creazione e l’invio di Dem e newsletter, dall’editing di layout e contenuti all’invio di messaggi alle proprie mailing list. Il sito, con una nuova veste grafica già online, è stato trasformato da “sito vetrina” in una sorta di “self-service” in cui, a qualsiasi ora del giorno, chiunque può registrarsi ed ottenere una sessione di prova o acquistare il servizio che più si adatta alle sue esigenze. La comunicazione via mail è uno strumento fondamentale per le aziende che stanno cercando di raggiunge-

re nuovi clienti: MContact è una piattaforma “a performance” per la creazione e l’invio di newsletter e per l’invio di messaggi alle varie mailing list aziendali. L’offerta di lancio del servizio permette una prova gratuita di un mese. MContact presenta caratteristiche di flessibilità, velocità di invio a seconda del parco contatti e della frequenza d’invio, pagamento a performance e non a consumo. Altri elementi significativi riguardano l’assistenza: non solo nella spiegazione del tool, ma anche nella customizzazione. Chi risponde è un esper-

concorrenti potranno aggiudicarsi il premio finale di 50 mila euro in gettoni d’oro. I concorrenti saranno seguiti in ogni momento della giornata per osservare abilità e tecniche applicate nelle sfide al tavolo verde, prove fisiche e di abilità. Gli aspiranti partecipanti hanno dovuto superare la selezione della giuria composta dall’esperto di body language Francesco Di Fant, la head hunter Daniela Gelmi, il team PokerStars Pro Pier Paolo Fabretti e la giocatrice del team PokerStars Online Giada Fang. to progettista, non un semplice operatore. Ed è un servizio italiano, sia nella dislocazione dei server sia nella risposta ai quesiti. E poi il prezzo, competitivo rispetto al segmento premium (principale riferimento Mailup). Fabio Pirrotta, direttore generale di PrimeWeb, dichiara: «Abbiamo pensato a tutte quelle aziende medio-grandi che hanno bisogno di uno strumento veloce e flessibile, ma che desiderano essere seguite con l’assistenza specializzata nella personalizzazione del loro messaggio. Il servizio MContact è offerto “a performance”, ovvero in base alla velocità di banda garantita e non in funzione del numero di invii. Anche questo penso sia un’importante novità per i protagonisti dell’economia italiana». ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


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COM PANY

mission: cambiare il modo in cui le persone percepiscono e vivono il fitness

Reebok sempre più vicina al consumatore grazie al digital Nel corso di tutto il 2014 la multinazionale pianificherà un mix di attività di paid advertising e content seeding. Publicis partner per la gestione di tutto l’online Reebok, brand internazionale di fitness che fa parte di adidas Group, ha recentemente incaricato Publicis Italia della gestione di tutte le sue piattaforme digitali. Una gara, svoltasi negli ultimi giorni dell’anno passato, ha coinvolto alcune importanti agenzie chiedendo loro il coordinamento creativo e strategico di tutte le piattaforme digitali in cui è presente il brand. Publicis Italia si occuperà così della comunicazione di tutti i canali social oltre che della gestione per il nostro paese del nuovo sito corporate. «Siamo felici - spiega Sascha Welters, senior brand marketing mana-

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ger di Reebok - di aggiungere con Publicis Italia una visione più creativa alle attività digitali non tradizionali. Publicis ci aiuterà a ottenere più efficacia con le nostre attività sociali e trovare un approccio più creativo al nostro target principale. A questo proposito lavoriamo anche con grandi partner dal lato editoriale, ad esempio Vice Network, per creare contenuti in target con i nostri consumatori». La mission di Reebok è quella di cambiare il modo in cui le persone percepiscono, vivono e definiscono il fitness, con l’obiettivo di spingerle a mantenersi in forma a livello fisi-

co, mentale e sociale. Publicis si impegnerà anche a supportare Reebok dal punto di vista digital e strategico nel corso di numerosi eventi che verranno organizzati sul territorio nazionale durante l’anno, a partire dalla Reebok Spartan Race con le gare italiane di Roma, che si è svolta sabato scorso, e Milano, il prossimo sabato 14 giugno. «Per il nostro marchio - prosegue Welters - è importante entrare in contatto con il consumatore, non importa se attraverso eventi fisici o digitali. Per questa ragione il social svolge il ruolo più importante. Il nostro consumatore non è più interessato a rice-

vere messaggi senza avere la possibilità di interagire con il brand, quindi il nostro compito principale è quello di gestire e incoraggiare questa relazione. Se il social è il campo in cui giochiamo, i video sono la palla che usiamo per vincere. I video sono oggi lo state-of-the-art degli strumenti di comunicazione perciò ci siamo attivati a livello globale per essere in grado di produrre più video in modo autonomo. Questo - dice ancora la manager - ci aiuterà a comunicare più velocemente e in modo più autentico rispetto alle normali campagne video dell’advertising a pagamento. Anche il mobile sta diventando sicuramente sempre più interessante per il marchio Reebok; e infatti anche in questo settore esploreremo nuove possibilità». Nel 2014 Reebok pianificherà un mix di attività di paid advertising e content seeding. «Sicuramente alle base della comunicazione ci saranno strumenti pubblicitari classici - sottolinea Welters -, ma stiamo anche collaborando con opinion leader digitali, al fine di creare contenuti che si inseriscono naturalmente nell’ecosistema del nostro target. Inoltre, stiamo usando contenu-

ti globali da tutto il mondo che si adattano al nostro consumatore italiano e li diffonderemo attraverso i nostri canali sociali». Nel 2014 Reebok prevede un media mix più equilibrato rispetto al 2013, nel quale sono presenti anche i media tradi-

zionali. «Questo significa che la nostra quota di digital sarà inferiore a quella del 2013, ma a causa di un aumento dell’above the line l’investimento complessivo sarà più elevato. Pianificheremo campagne per un valore di circa 600 mila euro, ma questa

cifra non include le attività di blogger o partnership media che verranno gestite all’interno del canale digitale». Ma proprio il canale digitale resta il più importante per Reebok, quello che consente al brand di avere un accesso al consumatore.

l’obiettivo del brand reebook è di spingere gli individui a mantenersi in forma a livello fisico, mentale e come corpo sociale

il ruolo di publicis verso reebok comprende anche il supporto straetegico e di regia digitale sui numerosi eventi in calendario ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


LeonardoADV, come laboratorio di esperienze web di primo piano, è in grado di soddisfare tutte le esigenze di comunicazione attraverso una linea di prodotti completa e diversificata. Competenza, creatività e tecnologia avanzata danno vita a un’offerta di prodotti Video, Rich Media, Branded Content, Display, pianificabili su tutti i device e integrabili in maniera flessibile, con l’obiettivo finale di conferire efficienza qualitativa e quantitativa a tutti i progetti di comunicazione.

Fonte Dati Mensili: Audiweb View 2013

345 MILIONI DI PAGINE VISTE 12 MILIONI DI CONTATTI UNICI 15 VERTICAL TEMATICI


SC N RIO

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di Pietro Castagna

Le istituzioni non profit che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione sono 205.792, vale a dire il 68,3% del totale. L’uso del web e dei social network assume un ruolo imprescindibile e fondamentale, ma non sostituivo rispetto all’impiego degli strumenti tradizionali. Infatti, il 60,9% delle istituzioni non profit che fanno ricorso ad almeno uno strumento di comunicazione prediligono il sito internet, mentre il 54,2% adotta comunicati e brochure informative e il 30,6% sceglie i social network come veicolo per condividere idee e creare community sul web, seguito dalla pubblicità (29,8%) e dalla newsletter periodica (15,2%). E’ quanto emerge dal 9° Censimento Generale dell’Industria, dei Servizi e delle Istituzioni Non Profit, messo a punto dall’Istat. Il 43,3% delle istituzioni censite che impiega strumenti di comunicazione opera prevalentemente nel settore “cultura, sport e ricreazione”. La scelta di queste istituzioni si caratterizza per l’impiego della pubblicità e dei social network in misura superiore al valore nazionale (16,4% rispetto al 15,8%). Le istituzioni non profit che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione e concentrano la

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Ecco quanto emerge dal nono Censimento Generale dell’Industria, dei Servizi e delle Istituzioni Non Profit

La carica digitale del terzo settore L’uso del web e dei social network assume un ruolo imprescindibile, ma non sostituivo, rispetto all’impiego degli strumenti tradizionali. Infatti, il 60,9% delle istituzioni non profit prediligono avere un sito internet

antonio golini

il volontariato è uno degli elementi portanti del settore, che ha un impatto sociale, oltre che economico, di assoluta importanza

propria attività nel settore dell’“assistenza sociale e protezione civile” (5,6%) prediligono le guide e carte dei servizi (9,9%), mentre le istituzioni attive prevalentemente nell’“istruzione e ricerca” (3,8%) si contraddistinguono per l’uso del sito internet (31%). La newsletter viene impiegata dal 12,4% delle istituzioni attive nel settore delle “re-

lazioni sindacali e rappresentanza d’interessi”, mentre una comunicazione più tradizionale caratterizza le istituzioni attive nel settore della “religione”, che adottano prodotti editoriali “classici”, come giornali e riviste. Poi, analizzando la diffusione degli strumenti di comunicazione innovativi - quali social network, blog, forum e chat - sono le istituzioni

che erogano “servizi di assistenza nelle emergenze” (18,2%) e “protezione degli animali” (18,3%) a impiegare maggiormente i social network per la loro strategia comunicativa, mentre piattaforme tematiche come blog, forum e chat sono utilizzate nei “servizi di organizzazione dell’attività di partiti politici” e nel settore della “protezione ambienta-

giuliano poletti

le”. Uno spaccato interessante, dunque, a conferma che quello del terzo settore è un mondo in enorme espansione e di grande spessore, anche economico. «Occorre costruire attorno all’economia sociale e solidale il futuro del Paese, puntando su imprese cooperative, imprese sociali, cooperative di comunità, e ogni altra forma di economia sociale e asso-

ciativa che metta al centro la persona e non la finanza, i bisogni dei soci e della comunità e non la remunerazione del capitale» auspica l’attuale Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. Nella sua lettura, valutando questi dati così significativi, sarebbe essenziale attivare un percorso di radicale cambiamento che dovrebbe partire dalla partecipazione responsabile, dall’impegno comune, dal superamento delle divisioni e dei particolarismi, cercando di massimizzare il coinvolgimento, il protagonismo attivo e la responsabilità di ogni cittadino. All’economia solidale il compito di promuoverli e organizzarli: «Perché noi vogliamo che nessun cittadino resti a casa senza avere nulla da fare, per questo ad ogni italiano deve essere data una ragione per saltar giù dal letto e mettersi in moto ogni mattina», è l’opinione corretta e motivata espressa dal Ministro Poletti. Il censimento ha rilevato - al 31 dicembre 2011 - 301.191 unità, il 28% in più rispetto al 2001, con una crescita del personale impiegato pari al 39,4%. Crescita che il presidente dell’Istat, Antonio Golini, ha voluto ribadire, dichiarando: «I dati del censimento evidenziano la dinamicità del non profit italiano e la sua capacità di creare occu-

pazione e crescita economica. Dalla rilevazione emerge come questo sia un settore di grande valenza sociale per le sue caratteristiche di ascolto dei cittadini e delle imprese, per soddisfare i loro bisogni sociali, ricreativi, sportivi, sanitari e altro ancora. Non va poi sottovalutato il numero rilevante di persone che sostengono attivamente le organizzazioni non profit attraverso il prezioso contributo come volontari». Ma un altro elemento di rilievo emerge sempre dall’identikit e riguarda sia il numero e sia i settori di influenza. Per la precisione, è stato accertato il contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681 mila dipendenti, 270 mila lavoratori esterni e 5 mila lavoratori temporanei. Sono inoltre presenti altre tipologie di risorse umane - sottolinea la relazione -  che prestano a vario titolo la loro attività nelle istituzioni rilevate: 19 mila lavoratori comandati/distaccati, 40 mila religiosi e 19 mila giovani del servizio civile.  La componente femminile è di 1,8 milioni di volontarie, 494 mila dipendenti, 142 mila lavoratrici esterne, 3 mila lavoratrici temporanee, 9 mila comandate/distaccate, 26 mila religiose e 10 mila giovani del servizio civile. Il Non Profit si conferma, quindi, traino per l’occupazione femminile. ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


autoregola ROMA

mentazione

15 maggio 2014

Sala delle conferenze

Piazza montecitorio

www.iAbevents.it

LO Lo stRuMentO strumento deLL’AautORegOLAMentAziOne utoregoLamentazione peR per unA una Rete rete LegALe LegaLe e sicuRA sicura LA pARtecipAziOne ALL’eventO è su invitO. peR uLteRiORi infORMAziOni cOntAttARe iAb itALiA ALL’indiRizzO infO@iAb.it

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ME DIA

un’originale iniziativa varata dal quotidiano di Confindustria

Il Sole 24 Ore gioca su Mondiale e sito mobile

Per il magazine “IL” un doppio speciale dedicato all’imminente appuntamento calcistico in Brasile e alle elezioni europee di Matteo Dedè

In vista dei Mondiali di calcio del Brasile, il numero di IL in edicola da venerdì scorso è diventato The Football Issue. Il magazine di idee e lifestyle de Il Sole 24 Ore prepara i lettori al grande evento a partire dalla copertina, dedicata all’attaccante della Juventus, Carlos Tévez, il “magnifico irregolare” - come lo definisce lo scrittore Michele Dalai nel ritratto che gli dedica in esclusiva per IL - a cui è difficile applicare la teoria dei Big Data. Lo speciale si apre, infatti, con un focus sugli studi statistici applicati al pallone: numero di passaggi e di scatti, responsi di cardiofrequenzimetri e telecamere, algoritmi e altre sofisticate analisi messe in campo per migliorare le prestazioni dei giocatori. Su questo numero, anche un approfondimento sui nuovi magazine dedicati al calcio, una Guida completa alla Coppa del Mondo in Brasile con tanto di schede informative, un elogio dell’allenatore della Juventus, Antonio Conte, che fa venire la tentazione di affidargli la Nazionale e le confessioni del “tifoso che odia” Alessandro Piperno. Il numero di maggio di IL propone, inoltre, uno Speciale Elezioni 2014: dalle prossime e imminenti

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elezioni europee a tutti i Paesi al voto quest’anno. Giuliano da Empoli racconta come, tra crisi economica e proteste politiche, ci stiamo dimenticando che l’Unione Europea è l’unica potenza mondiale in fase di poderosa espansione, mentre Francesco Costa spiega l’EuroPorcellum: i ventotto diversi sistemi di voto che saranno utilizzati per eleggere il Parlamento Europeo. Il tutto accompagnato dalle infografiche che hanno reso famoso il magazine de Il Sole 24 Ore, facendogli vincere numerosi premi internazionali. Il “Fogliettone” del mese è, invece, a firma di Francesco Pacifico, che ai lettori racconta la sua personalissima battaglia contro il sovrappeso: ovvero, come lo scrittore ha trovato salvezza nella tecnologia, o meglio nelle app che contano i passi e le calorie. Questa uscita è supportata da una campagna stampa realizzata internatamente e pianificata sui mezzi del Gruppo 24 Ore. Intanto, il sito mobile del Sole24ore.com si rinnova per offrire ai lettori

una nuova esperienza di navigazione in mobilità: più innovativa, fluida e intuitiva qualunque sia l’esperienza tecnologica o il device a disposizione del lettore. L’offerta informativa, oltre agli articoli e alle notizie del sito principale e a una selezione di dati e informazioni finanziarie la cui fruizione viene esaltata grazie al design immediato e alla fruibilità del sito, si arricchisce di un’area multimediale con video e fotogallery. Il contenuto si adatta automaticamente alle dimensioni del device, rendendo più facile la consultazione; il passaggio tra gli articoli è reso più fluido dalla nuova funzionalità che consente di navigare tra gli argomenti per temi, muovendo semplicemente un dito in orizzontale sullo schermo. Dopo una fase promozionale iniziale in cui il sito mobile sarà accessibile gratuitamente, sarà possibile consultare gratuitamente solo i titoli e le anteprime degli articoli, mentre l’accesso illimitato a tutti gli articoli e le news sarà riservato ai soli utenti abbonati. Dal punto di vista pubblicitario, il nuovo sito mobile rappresenterà per Websystem il rafforzamento in un ambito pubblicitario ritenuto da tutto il mercato in forte espansione. L’offerta display si amplia con nuovi formati inediti attraverso i quali verrà privilegiato l’aspetto di interazione con la creatività pubblicitaria, aumentando l’engagement tra marca e possessore del device mobile. Il lancio del nuovo sito mobile è accompagnato da una campagna di comunicazione, sviluppata internamente, che viene declinata sui mezzi del Gruppo 24 Ore. ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014

Keywords

Business

Business

Success

Awesome

High-five

Cannes

Lions

Winning

Festival

Inspired

Creativity

Office

15 - 21 June

Energised Pumped

#15-21/0 6/2014

By: Max Oppenheim Models: Benjamin Palmer, Chairman, The Barbarian Group, New York; Chloe Gottlieb, Executive Creative Director, R/GA, New York www.canneslions.com


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LINK TRIMESTRALI

Fb e Apple meglio di Wall Street

ANSA.IT

La stella di Apple e Facebook brilla più che mai, con i conti del secondo trimestre 2014 che battono le attese degli analisti. A sorprendere è soprattutto la casa di Cupertino, che mette in mostra una perfomance davvero invidiabile...

Instagram

Foto e video più personalizzate

MASHABLE.COM

Instagram ha introdotto un significativo cambiamento al tool che consente di evidenziare foto e video, rendendo la funzione più personale. L’azienda ha infatti ottimizzato l’algoritmo che determina i post pubblicati.

analisi

Lo Sboom del Superbowl 2014

THEDRUM.COM

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Il video pubblicitari online che hanno dato copertura all’edizione 2014 del Super Bowl hanno perso il 29% di “share of voice” nei primi quattro mesi del 2014, mentre i brand video “solo” il 25%. Come mai?

ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


COM

LINK

search & socIal medIa marketIng ecommerce

Le garanzie per i consumatori

WARONCASH.ORG

13-14 novembre 2014

mico – milAno congressi

m i l A n

Probabilmente pochi sanno che dal 26 marzo scorso è entrata infatti in vigore la nuova Direttiva europea per l’ecommerce che offre maggiori garanzie su tutti i contratti a distanza con valore superiore ai 50 euro...

Chris Sherman

Founding Editor

Search Engine Land

Danny Sullivan

Founding Editor

Marketing Land

social media & politica

VKontakte nelle mani di Putin

DOWNLOADBLOG.IT

VKontakte, il più popolare social network russo, sarebbe ufficialmente nelle mani del presidente Vladimir Putin, controllato da alcuni dei suoi principali alleati. La denuncia arriva direttamente dall’ex ceo, licenziato, Pavel Durov.

sponsor

Founding sponsor

supporting mediA

Il quotidiano della comunicazione

Il quotidiano del

marketing in rete

Rivista mensile di comunicazione, marketing e media business in rete

Pirateria digitale

Nuovo record per Pirate Bay

TOMSHW.IT

Il più grande sito al mondo per lo scambio di file .torrent, nato in Svezia nel 2004, ha raggiunto il poco lusinghiero record di 10 milioni di file pirata caricati sulla piattaforma. Il “fortunato” file è, nemmeno a dirlo, un film porno.

AdvocAcies

organizzato da

in collaborazione con

programma a cura di

The Executive Network

www.smxmilan.it

Per informazioni ed iscrizioni riservate ai lettori di daily media e daily net: Ilaria Biasini - 06.84541.292 - i.biasini@businessinternational.it

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ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


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LINK scenario media

Social network

Secondo la società di ricerche Millward Brown, in Francia, Germania e Spagna i consumatori “multischermo” continuano a preferire la pubblicità televisiva, in termini di risposta emotiva, a quella proveniente da ogni altro canale.

Presentando i dati finanziari del primo trimestre 2014, Facebook ha rivelato anche le cifre relative agli utenti. Quelli che accedono da dispositivi mobili sono 1,01 miliardi. Capito perché ha comprato WhatsApp, adesso?

In Europa vince ancora la tv

EMARKETER.COM

Facebook va oltre il miliardo

TECH.FANPAGE.IT

mobile commerce

blogging

Secondo un recente studio condotto da Idealo, gli utenti iOS sarebbero da preferire per quanto riguarda i volumi di affari nel mobile commerce; perché puntano a prodotti più costosi rispetto agli utenti Android.

Cosa succede quando il maggior competitor supera l’avversario più creativo, socialmente popolare e quasi irraggiungibile? E’ ciò che accade a Weebly, la piattaforma di blogging che ha raccolto 35 milioni di dollari.

Gli utenti iOS spendono di più

IPHONEITALIA.COM

Weebly punta Wordpress

ILSOLE24ORE.COM

video war

awards

Storico accordo tra Hbo e Amazon: il canale via cavo americano che produce le migliori serie tv ha concesso al colosso di Jeff Bezos la licenza per trasmettere il proprio catalogo gratuitamente su Amazon Prime Instant Video.

Il Design Museum di Londra ogni anno, da sette anni, assegna un premio dall’esplicito nome di Design of the Year Award, assegnato a sette categorie: Architettura, Digitale, Moda, Arredamento, Grafica, Prodotti, Trasporti.

Hbo e Amazon: i serial su Prime

PAGINA99.IT

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Ecco i magnifici sette del design

YOUTECH.IT

ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


L’ 87% DEI PREMIUM PEOPLE HA UN TELEVISORE HD Premium People, la community degli abbonati Mediaset Premium, è l’audience di alto profilo che sceglie la qualità della pay-tv digitale. Per i possessori di Tv di nuova generazione ecco la magia dell’alta definizione.

Anticipi e posticipi della Serie A nello splendore dell’alta definizione

PREMIUM PEOPLE I HIGH PROFILE AUDIENCE

Questo contenuto è disponibile anche su Fonte: Gnresearch S.p.a., “Customer Satisfaction Famiglie Mediaset Premium” (CATI 1900 casi) Dato Novembre 2012


SPAZIO A...

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cdv conference

COM

15 maggio - hotel scala @ milano

360com è una pubblicazione di Growing C&M sede legale piazza G. Grandi 24, 20135 - Milano sede oPerativa via Sardegna 32, 20146 - Milano tel.+39.02.53598301 fax +39.02.53598330 www.growingcm.com Abbonamento a 360com la testata 360com è registrata al tribunale di milano al 254 del 3 maggio 2010. growing consulting & media srl è iscritta al r.o.c. con il numero 16331. © tutti gli articoli hanno riproduzione riservata. il responsabile del trattamento dei dati personali raccolti in banche dati di uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso la sede di piazza giuseppe grandi 24, 20135 milano (tel.02.53598301), gli interessati potranno rivolgersi per esercitare i diritti previsti ai sensi dell’art. 7 dlgs 196/2003

Direttore responsabile Daniele Bologna dbologna@growingcm.com Content Manager Aureliano Roio aroio@360com.it Redazione redazione@360com.it Sebastiano Zeri, Giacomo Broggi, Vera Modesto, Davide De Vecchi Progettazione grafica e realizzazione RubberDuck info@rubberducksrl.it Amministrazione amministrazione@growingcm.com Traffico Caterina D’Amico traffico@growingcm.com Diffusione e abbonamenti diffusione@360com.it Pubblicità e iniziative speciali Ivano Moro ivano.moro@growingcm.com tel. +39.02.53598207 mob. +39.3393970611

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si avvicina un appuntamento di particolare interesse dal titolo “l’evoluzione delle relazioni con i media” Andrea Panarello si occupa di Strategie e Sviluppo Business. Esperto di comunicazione, marketing e campaign design. Una risorsa unica all’interno del gruppo DEA per la creazione di contenuti e lo sviluppo delle campagne dei clienti. Può tramutare un’idea embrionale in una campagna pubblicitaria di straordinario successo. grazie a Ispirazione e tanta creatività. Oggi le distribuzioni affidate a DEA sono considerate un investimento nello sviluppo commerciale di eccezionale ritorno. la struttura ha stabilito le proprie operazioni e gli uffici di gestione a Garbagnate Milanese, Un importante comune a Nord Ovest di Milano. Opera in tutto l’Italia, sia con forze proprie sia con partnership consolidate da anni

visioni

di

Matteo Dedè

distribuire volantini non è

certo così banale Una ricerca della nostra società condotta su trenta clienti, acquisiti negli ultimi sette anni e precedentemente servite da altre agenzie “non strutturate”, ha dimostrato un incremento del 90% nella redemption. Quasi il doppio! Così come un società della GDO prevede diverse qualifiche e livelli funzionali, anche la società distributrice di volantini si deve strutturare. La configurazione può essere diversamente dispiegata. In genere, dipende dalla cultura e dalla storia aziendale. Tuttavia, le società di distribuzione ben costruite hanno sempre al proprio interno sei elementi costitutivi suddivisi fra tre categorie: il management, le sottostrutture funzionali e le funzioni ausiliarie. Le ultime due sono l’ossatura della “fase operazioni”.Vediamo quali sono i sei elementi costitutivi: il management, con direzione generale, personale, amministrazione, commerciale, formazione; i distributori; i capigruppo, a cui rispondono i distributori; il reparto logistico: magazzinieri, mulettisti, macchine di cabotaggio per le consegne, funzioni ausiliarie; gli ispettori di controllo; il back office. Tutti i marketing manager della Gdo nei paesi più indu-

strializzati - come Francia, Uk, Austria, Germania e, soprattutto, Usa - conoscono questa struttura. E’ purtroppo sovente che non sia così nel management delle Gdo nostrane. Ben lungi dal dare la colpa ai singoli manager, si è consapevoli che questo gap di competenza è una mera tradizione culturale delle nostre organizzazioni. La spiacevole conseguenza è che l’efficacia della pubblicità door-to-door sta perdendo rango ed effetto proprio per la non approfondita conoscenza delle sue potenzialità. Vi siete mai chiesti se il committente esegue verifiche sulle capacità e le competenze del personale che sta “fuori” in distribuzione? Bene, se lo avete fatto molto probabilmente saprete che la risposta è “quasi mai!”. Con superficialità molti assumono che distribuire i volantini sia una cosa talmente banale che non necessita alcuna formazione e probabilmente chiunque è in grado di farlo. Con quasi quarant’anni di esperienza nel settore si può dire, ragionevolmente, che tale assunto è sbagliato. E’ invece necessario integrare nei reparti marketing queste competenze che il più delle volte restano fuori dalla porta.

uno degli ambienti dell’hotel scala dove si tiene la conference

Il prossimo 15 maggio si terrà a Milano, presso l’Hotel Scala, il nuovo appuntamento di CDV Conference dedicato a “L’evoluzione delle Relazioni con i Media”, una giornata fondamentale di confronto con giornalisti, comunicatori e uomini d’azienda sugli strumenti per strutturare una strategia di comunicazione di successo. L’incontro analizza le regole per costruire un’efficace relazione con i media nell’attuale scenario globalizzato, caratterizzato da tempi di reazione velocissimi e da uno spettro di opportunità nel quale non è sempre facile orientarsi. Evoluzione dell’editoria tradizionale, digitalizzazione e moltiplicazione di mezzi e canali d’informazione hanno, in effetti, radicalmente trasformato le dinamiche legate alla comunicazione d’impresa. E dunque, se le regole fondamentali delle relazioni con i media non sono cambiate, tempi, modi e linguaggi hanno subìto una vera e propria rivoluzione, che impone, ora, all’ufficio stampa di orientarsi tra le esigenze di online e offline, bilanciando il mix dei canali di comunicazione a disposizione e individuando i nodi di influenza e le modalità di engagement più efficaci. Una sfida ulteriormente complicata dal sovraccarico d’informazioni generato dalla comunicazione globalizzata e in tempo reale. E che richiede un continuo sforzo di creatività per garantire l’attenzione dei media e dei portatori d’interesse. ANNO V | #030| LUNEDI’ 28 APRILE 2014


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