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Indice Giochi d’Acqua e di Verde, il sistema delle ville e dei palazzi Villa Aldobrandini - Frascati Villa Falconieri - Frascati Villa Tuscolana - Frascati Villa Lancellotti - Frascati Villa Torlonia - Frascati Villa Grazioli - Grottaferrata Villa Parisi - Monte Porzio Catone Villa Mondragone - Monte Porzio Catone Villa Sora - Frascati Villa Arrigoni Muti - Grottaferrata Palazzo Chigi - Ariccia Palazzo Borghese - Artena Palazzo Barberini - Palestrina Palazzo Ruspoli - Nemi Palazzo Pontificio - Castel Gandolfo Palazzo Comunale - Velletri Palazzo Sforza Cesarini - Genzano di Roma Palazzo Rospigliosi - Zagarolo Palazzo Doria Pamphilj - Valmontone Palazzo Colonna - Genazzano Castello Brancaccio - San Gregorio da Sassola

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GIOCHI D’ACQUA E DI VERDE, IL SISTEMA DELLE VILLE E DEI PALAZZI

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n viaggio unico nelle Colline Romane, alla scoperta delle superbe Ville Tuscolane e degli antichi palazzi nobiliari, tra visite guidate, mostre e concerti. Più di dieci anni di arte, cultura, musica, esposizioni e spettacoli. Più di dieci anni di grandi successi. Prende il via a maggio uno degli eventi culturali più importanti delle Colline Romane: “Giochi d’Acqua e di Verde”. La manifestazione propone agli ospiti che ogni anno accorrono numerosi un vero e proprio circuito culturale attraverso le splendide ville rinascimentali ed i sontuosi palazzi barocchi delle Colline Romane. Percorrendo i magnifici saloni affrescati, i rigogliosi giardini e gli incantevoli cortili si possono rivivere gli antichi fasti di queste prestigiose dimore, gioielli unici e preziosi per i cultori di storia e di arte. A Frascati, porte aperte, dunque, a Villa Tuscolana, opera eccelsa del Vanvitelli, a Villa Falconieri, la più antica delle dimore tuscolane, a Villa Aldobrandini, con il suo splendido giardino topiato e i meravigliosi giochi d’acqua delle fontane, a Villa Lancellotti e Villa Torlonia, di cui potremo ammirare il parco ed il suo grandioso Teatro d'Acqua creato dal Maderno. Tappe imperdibili del circuito, Villa Mondragone, sorta sul finire del ‘500 sopra le imponenti rovine dell'antica villa dei Quintili, e Villa Parisi con il suo giardino segreto, site entrambe nel comune di Monte Porzio Catone, mentre a Grottaferrata aprirà al pubblico Villa Grazioli, con la bellissima Galleria del Pannini. Come se non bastasse, visiteremo altri sontuosi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, Palazzo Chigi ad Ariccia, Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, Palazzo Barberini a Palestrina, Palazzo Borghese ad Artena e Palazzo Colonna a Genazzano. Molti di questi siti sono normalmente chiusi al pubblico, altri sono sede di musei o alberghi

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di lusso. Con "Giochi d'Acqua e di Verde" saranno possibili sconti su eventuali biglietti d'ingresso e verranno organizzate speciali visite guidate. Un percorso davvero unico, quello proposto da “Giochi d’Acqua e di Verde”, che ci porterà in luoghi affascinanti, ricchi di storia e che in questa occasione torneranno ad animarsi con numerosi eventi: visite guidate, mostre, concerti, eventi letterari, spettacoli teatrali, convegni e appuntamenti gastronomici. L’appuntamento, allora, è per la seconda metà di maggio, con una manifestazione veramente speciale che festeggia e celebra queste nobili dimore con mille sorprese.


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THE WATERWORKS AND GREENERY FESTIVAL

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unique journey through the Roman Hills to discover the superb Tusculan Villas and the ancient palaces of the nobility, complete with guided tours, exhibitions and concerts. More than ten years of art, culture, music, shows and entertainment. More than ten years of great successes.“Waterworks and Greenery,” one of the most important cultural events in the Roman Hills starts in May. It offers the visitors who flock to the district every year a cultural circuit through splendid Renaissance villas and luxurious Baroque

palaces. Strolling through frescoed halls, flourishing gardens and bewitching courtyards, they can relive the ancient splendors of these magnificent mansions, unique and precious jewels for lovers of history and art. In Frascati, the doors will be open at Villa Tuscolana, one of Vanvitelli’s finest works; Villa Falconieri, the oldest of these mansions; Villa Aldobrandini and its splendid garden and waterworks;Villa Lancellotti and Villa Torlonia, whose grand park and water theater were created by Carlo Maderno. Other sights not to be missed are Villa Mondragone, erected in the late 16th century over the imposing vestiges of the ancient Quintili villa; and Villa Parisi, with its secret garden, both in the township of Monte Porzio Catone; and Villa Grazioli, with its beautiful gallery frescoed by Pannini, in Grottaferrata. As if that were not enough, our tour also takes us to ancient aristocratic mansions in the towns: the Doria Pamphilj Palace in Valmontone, the Chigi Palace in Ariccia, the Rospigliosi Palace in Zagarolo, the Barberini Palace in Palestrina, the Borghese Palace in Artena and the Colonna Palace in Genazzano. Many of these places are usually closed to the public; some are now museums or luxury hotels. A “Waterworks and Greenery” pass entitles the visitor to receive a discount on entrance fees (if charged) and to join specially organized guided tours. “Waterworks and Greenery” offers a truly unique opportunity to visit fascinating places, rich in history, that will be enlivened for the occasion by numerous events: guided tours, exhibitions, concerts, literary events, theater, meetings and food-and-wine events. The kick-off is in the second half of May, to celebrate these noble homes with innumerable surprises.

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VILLA ALDOBRANDINI

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n posizione dominante su Frascati e su Roma si erge Villa Aldobrandini, splendido gioiello di fine Cinquecento. La sua storia iniziò quando il medico Pier Antonio Contugi da Volterra acquistò il fondo, costruendovi nel 1560 una piccola ma sontuosa villa di tipo toscano. La villa cambiò di mano diverse volte, fino al 1598, quando Papa Clemente VIII ne fece dono al Cardinale Pietro Aldobrandini, suo amatissimo nipote. Non abbastanza grandiosa per l'ambizioso cardinale, la villa fu ricostruita dall'architetto Giacomo Della Porta, che ne fece l'imponente dimora che vediamo oggi. La nuova residenza fu affrescata fra gli altri dagli Zuccari e dal Cavalier d'Arpino. Carlo Maderno e Giovanni Fontana vennero poi incaricati di condurre a termine la creazione del giardino, in particolare del teatro d'acqua o ninfeo, già ideato e disegnato dal Della Porta. Nelle grandi nicchie nell'esedra del ninfeo sono poste le fontane ed i gruppi scultorei (la cui complessa simbologia è legata al mito di Ercole) che con i loro giochi d'acqua destarono tanta ammirazione nei visitatori di ogni epoca, mentre in un ambiente laterale del ninfeo stesso si trova la Stanza di Apollo, o delle Muse, affrescata dal Passignano e dal Domenichino (la maggior parte di questi affreschi si trova oggi alla National Gallery di Londra). Alla morte del cardinal Pietro nel 1621, la villa passò alla sorella Olimpia, poi al figlio di lei, il cardinale Ippolito Aldobrandini, e nel 1638 alla nipote di quest'ultimo, Olimpia, moglie di Paolo Borghese. Questi morì nel 1647, e pochi mesi dopo lei sposò Camillo Pamphilj. La villa restò ai Pamphilj fino al 1760, quando il casato si estinse, quindi passò ai Borghese. Nel 1832 Francesco Borghese, erede delle famiglie Borghese, Aldobrandini e Salviati, ottenne il permesso di usare il nome Aldobrandini; l'attuale proprietario della villa è dunque il suo discendente principe Camillo Aldobrandini.

Frascati

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i lla Aldobrandini, a splendid jewel of late 16th century art, rises on a hillside overlooking Frascati and the city of Rome. This majestic mansion is doubtless the most famous of all the Tusculan villas. Its story started when Pier Antonio Contugi, a doctor from Volterra, bought the property and in 1560 built himself a small but luxurious Tuscan-style villa on it. The estate later changed hands several times; in 1598, pope Clement VIII gave it to his beloved nephew, Cardinal Pietro Aldobrandini.The villa was not grand enough for the ambitious cardinal. He had it first enlarged, then entirely rebuilt, by the architect Giacomo Della Porta, who created the imposing mansion we see today. The new building was frescoed by the Zuccari brothers, the Cavalier d'Arpino and other artists. Architects Carlo Maderno and Giovanni Fontana were later hired to finish laying out the garden and to build the "Water Theatre," or Nymphaeum, that Della Porta had conceived and designed. Ensconced in the large niches of the nymphaeum exedra are the fountains and statues (whose complex symbolism is related to the Hercules myth) whose water effects have been so greatly admired by visitors throughout the centuries. On the right side of the nymphaeum is the so-called Room of Apollo, or of the Muses, beautifully frescoed by Passignano and Domenichino (most of these frescoes are now in the London National Gallery). When Cardinal Pietro died in 1621, his sister Olimpia inherited the villa. After her death it went to her son, cardinal Ippolito Aldobrandini, and in 1638 to his niece Olimpia, wife of Paolo Borghese. He died in 1647, and a few months later she married prince Camillo Pamphilj.The villa remained in the hands of Pamphiljs until 1760, when the family died out. The villa was then made over to the Borghese. In 1832, Francesco Borghese, heir of the great Borghese, Aldobrandini and Salviati families, obtained permission to use the name Aldobrandini. The present owner of the villa is his descendant, prince Camillo Aldobrandini.

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VILLA FALCONIERI

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illa Falconieri, originariamente "La Rufina", fu la prima delle ville tuscolane, l’unica ad avere la facciata d’ingresso rivolta verso monte piuttosto che verso la campagna romana. Costruita sul sito di un'antica villa romana tra il 1540 ed il 1549 da Alessandro Rufini, vescovo di Melfi, la villa cambiò di mano più volte, finché venne acquistata nel 1623 da Orazio Falconieri che la fece ampliare su progetto del Borromini. Il palazzo rifatto è costituito da un corpo centrale affiancato da due grandi ali laterali. La splendida facciata borrominiana è caratterizzata da un motivo ad arcate che le conferisce una grande eleganza e leggerezza. L'interno fu interamente affrescato tra la fine del '600 e la prima metà del '700. Carlo Maratta, importantissimo esponente del Barocco romano, dipinse "La nascita di Venere" dipinta sul soffitto del salone d'ingresso. Le allegorie mitologiche delle stagioni raffigurate sulle volte di altre quattro sale sono state eseguite da Ciro Ferri. Sul soffitto della "Sala della Primavera" troviamo il "Trionfo di Flora" del Ferri, e sulle pareti (infissi compresi) affreschi di Giovanni Francesco Grimaldi (allievo dei Carracci) che raffigurano un giardino con statue, vasi, uccelli in volo e festoni di fiori portati da amorini, immersi in una fitta vegetazione. L'illusione di trovarsi in un vero giardino viene accentuata da una graziosa fontana marmorea posta al centro della sala. La maggior parte della decorazione pittorica del palazzo fu però eseguita da Pier Leone Ghezzi. Gli affreschi parietali della Sala dell'Inverno, che il Ghezzi eseguì nel 1727, sono un vero capolavoro. Il Ghezzi ritrasse in maniera vivace e spiritosa, a grandezza naturale, i membri della famiglia Falconieri che passeggiano e conversano con amici e servitori lungo balaustre e colonnati in trompe l'oeil che sembrano aprirsi sulla campagna. Dello stesso periodo è la sistemazione del bellissimo giardino all'italiana e del parco con la peschiera, una grande vasca rettangolare circondata da cipressi. Nel 1959 la villa diventò ed è tuttora la sede del Centro Europeo per l'Educazione.

Frascati

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lso known as Villa Rufina,Villa Falconieri is the oldest of the Tusculan villas and is the only one whose entrance faces the hill of Tusculum rather than the Roman Campagna. It was built between 1540 and 1549 on the site of an ancient Roman villa by Alessandro Rufini, bishop of Melfi. Villa Rufina changed hands several times thereafter, till Orazio Falconieri bought it in 1623. The original building was enlarged and transformed by the great architect Borromini. It consists of a central edifice flanked by two wide wings. The splendid Borromini façade features an arch motif that gives it a sense of great elegance and lightness.The interior was frescoed between the end of the 17th century and the first half of the 18th century. Carlo Maratta, a very important artist in Baroque Rome, painted "The Birth of Venus" on the ceiling of the large entrance hall.The mythological allegories of the seasons which decorate the ceilings of four other rooms were Ciro Ferri's work. On the ceiling of the "Spring Room" there’ is Ferri's "Triumph of Flora" and on the walls (including doors and shutters) are frescoes by G.F. Grimaldi (a pupil of the Carracci) depicting a garden where statues, vases, birds in flight and putti bearing festoons of flowers are surrounded by thick vegetation. The illusion of being in a real garden is further strengthened by a graceful marble fountain set in the middle of the room. Most of the painted decoration of the palace was done by Pier Leone Ghezzi. A real masterpiece is on the walls of the "Winter Room," which Ghezzi frescoed in 1727. Here he vividly and wittily portrayed, in life-size, members of the Falconieri family strolling, conversing with friends and servants, leaning against trompe l'oeil balustrades and columns that seem to look out over the countryside. The layout of the villa's beautiful Italian-style garden and its park, which includes a pond (a large rectangular basin lined with cypress trees), also dates from this period. In 1959, after almost 15 years of careful restoration work, the villa became the headquarters of the European Education Centre.

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VILLA TUSCOLANA

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illa Tuscolana, sulle pendici del Tuscolo, fu edificata sul luogo dove si ritiene sorgesse la villa di Cicerone, di cui restano molti reperti nel parco. La villa fu costruita nel 1578 da monsignor Alessandro Rufini, vescovo di Melfi. Poiché questi era già proprietario di Villa Rufina (oggi Falconieri), la seconda residenza fu chiamata Rufinella. Alla morte del Rufini, la villa ebbe molti altri proprietari, finché nel 1604 venne acquistata dalla Camera Apostolica. L’allora Pontefice, Clemente VIII, la donò al nipote, il cardinale Pietro Aldobrandini (lo stesso che costruì la Villa Aldobrandini a Frascati). Dal 1740 i Gesuiti del Collegio Romano fecero trasformare il palazzo da Luigi Vanvitelli, uno dei maggiori architetti neoclassici del tempo, che gli diede l'attuale forma a "T". Durante i lavori emersero i resti dell'antica villa romana ritenuta di Cicerone, il suo amato "Tusculanum", da cui l'attuale e relativamente recente nome di Villa Tuscolana. La villa ritornò poi alla Camera Apostolica, che nel 1804 la vendette a Luciano Bonaparte, il quale si era trasferito a Roma in seguito a dissidi privati con il fratello Napoleone. Luciano, che tenne la villa solo pochissimi anni, si interessò subito del parco circostante, aprendo nuovi viali, piantandovi lecci, olivi e cipressi e creando il "Monte Parnaso": una gradinata di siepi di bosso riproducenti i nomi dei poeti più illustri e sulla cui sommità spiccano i busti di Omero, Virgilio e Tasso. Nel 1820 la proprietà venne acquistata da Maria Anna di Savoia, duchessa di Chablais, alla cui morte passò alla regina Maria Cristina, moglie di Carlo Felice, Re di Sardegna, poi a Carlo Felice stesso, quindi a sua nipote Maria Cristina di Borbone (moglie di Ferdinando II, Re delle Due Sicilie) ed infine a Vittorio Emanuele II, Re d'Italia. Nel 1872 la villa passò alla famiglia Aldobrandini Lancellotti, che ne arricchì il parco con viali che unirono la Rufinella all'altra loro proprietà frascatana, cioè Villa Aldobrandini. Dal 1966 al 1996 la villa fu proprietà dei Padri Salesiani e, dal 1996 è un albergo di lusso.

Frascati

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i l l a Tuscolana, on the slopes of the Tusculum hill, was erected on what was perhaps the site of Cicero's villa, of which many remains may still be seen in the surrounding park. The villa was built in 1578 by Alessandro Rufini, bishop of Melfi. As he already owned the nearby Villa Rufina (now Falconieri), he called this second residence Villa Rufinella. After the bishop's death, the villa changed hands many times over the centuries. In 1604, it was bought by the Apostolic Chamber. Pope Clement VIII gave it to a nephew of his, cardinal Pietro Aldobrandini (who had already built the Villa Aldobrandini in Frascati). From 1740, the Jesuit Order of Rome had the palace remodeled by Luigi Vanvitelli, one of the most important Neoclassical architects of the time, who gave it its present "T" shape.The construction work turned up vestiges of an ancient Roman villa that was thought to have been Cicero's beloved "Tusculanum," hence the relatively recent name of Villa Tuscolana.The villa was later taken over again by to the Apostolic Chamber: in 1804, the Chamber sold it to Lucien Bonaparte, who had moved to Rome after quarreling with his brother Napoleon. Lucien owned the villa for only a few years, but left his mark on the park by opening new walks, planting holm oaks, olive trees and cypresses, and laying out "Mount Parnassus": tiers of boxwood hedges spelling out the names of famous poets and topped by busts of Homer, Vergil and Tasso. In 1820 the estate was bought by Maria Anna of Savoy, duchess of Chablais. After her death, it first went to Queen Maria Cristina, wife of King Carlo Felice of Sardinia, then to the king himself, and after him to his niece Maria Cristina of Bourbon (wife of Ferdinand II, King of the Two Sicilies) and eventually ended up in the hands of Victor Emanuel II, King of Italy. In 1872 the villa was acquired by the Aldobrandini Lancellotti family, who had lanes laid to link the Rufinella's park with their other Frascati estate, Villa Aldobrandini. In the 1960s the villa was bought by the Salesian Fathers, and in 1996 it was turned into a luxury hotel.

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VILLA LANCELLOTTI

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a villa fu costruita intorno al 1585 da Bonanni (di cui porta ancora il nome in una carta del 1671) per gli Oratoriani di San Filippo Neri, poi venduta nel 1590 al cardinale Alfonso Visconti. Una ventina d'anni dopo passò al duca Mario Mattei, poi al duca Ferdinando Gonzaga; nel 1617 fu acquistata dal nobile pisano Roberto Primi, la cui unica figlia ed erede sposò Silvio Piccolomini. L'edificio originario venne modificato nel 1764 da Pietro Piccolomini, il cui nome e la data compaiono sulla lapide marmorea posta sopra il portale d'ingresso, nella facciata posteriore della villa. Sopra il portale, al primo piano, si apre una grande loggia a tre archi che dà sul giardino e sul magnifico panorama del colle del Tuscolo. Posto dietro al palazzo, il giardino all'italiana è chiuso al fondo da un teatro d'acqua, abbellito con statue di divinità e filosofi. Questo giardino risale certamente a prima del 1620, ma alcuni studiosi lo datano addirittura al tempo dei Bonanni, ritenendo che questo sia il primo teatro d'acqua autonomo costruito in una villa tuscolana. I Piccolomini detennero la villa fino al 1840, quando la vendettero al segretario della delegazione reale di Baviera. Nel 1866 la proprietà fu acquistata da Elisabetta Aldobrandini, moglie del principe Filippo Lancellotti. Appena entrati in possesso della villa, i Lancellotti vi fecero apportare delle modifiche, fra cui una nuova decorazione pittorica delle sale del palazzo. Particolarmente bella è quella del salone del piano nobile, recentemente restaurata: un loggiato in trompe-l'oeil, a colonne tortili e balaustre, oltre le quali sono raffigurati splendidi paesaggi. Sono molto interessanti anche le pitture sulla fascia sotto il soffitto in un'altra sala: vi sono raffigurate le vedute dei quattro possedimenti dei Lancellotti: questa villa di Frascati, il palazzo di Roma, la villa di Portici e il castello di Lauro.

Frascati

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he villa was built around 1585 by Bonanni (by whose name it was still labeled in a 1671 map) for St. Filippo Neri's brotherhood, then sold in 1590 to cardinal Alfonso Visconti. A couple of decades later it was bought by duke Mario Mattei, and then by duke Ferdinand Gonzaga. In 1617 it was bought by Roberto Primi, a nobleman from Pisa; his only daughter and heir married Silvio Piccolomini. The original palace was altered in 1764 by Pietro Piccolomini. His name and the date appear on the marble inscription over the main entrance, which is on the side facing away from town. Above this entrance, on the second floor, is a large three-arch loggia giving onto the garden and the magnificent view of the hill of Tuscolo. The Italian-style garden, set behind the mansion, is closed at the far end by a "water theatre" embellished by statues of gods and philosophers. This garden was certainly laid out before 1620, but some scholars date it back to the Bonanni period, which would make this the first free-standing water theatre built at any of the Tusculan villas. The Piccolomini family kept the villa till 1840, when they sold it to the secretary of the Bavarian royal delegation. In 1866 the estate was bought by Elisabetta Aldobrandini, wife of prince Filippo Lancellotti. As soon as they acquired the villa, the Lancellotti made changes, including new painted decoration of the interior. The decoration of the great hall on the second floor is particularly beautiful: a trompe-l'oeil loggia with balustrades and twisted columns, beyond which appear enchanting landscapes. Painted above the doors are marble busts and oval windows, with birds and rabbits looking down. There is a very interesting frieze painted under the ceiling of another room, with views of the four great Lancellotti properties: this villa in Frascati, the palace in Rome, the villa in Portici and the castle of Lauro (these last two are in Campania).

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VILLA TORLONIA

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illa Torlonia, di cui oggi rimane solo il parco ed il teatro d'acqua, fu edificata a partire dalla "vignetta" in cui, nel 1563, il finissimo poeta, traduttore e letterato Annibal Caro, segretario di Alessandro e Ranuccio Farnese, si ritirò per dedicarsi completamente alla traduzione dell'Eneide (che portò a termine prima di morire tre anni dopo). Il fondo venne fu poi trasformato in un sontuoso edificio dal cardinale Scipione Borghese, che l'acquistò nel 1607. Il cardinale incaricò tre noti architetti dell’epoca, Carlo Maderno, Flaminio Ponzio e Giovanni Fontana, di occuparsi anche della realizzazione di nuove fontane nel giardino e dell'acquedotto necessario alla loro alimentazione. Nel 1621 la tenuta viene acquistata da Ludovico Ludovisi, appena diventato papa Gregorio XV. In quegli anni la villa, ora chiamata Ludovisia, conobbe un periodo di grandiose trasformazioni che interessarono sia la struttura dell’edificio che i terreni circostanti. Carlo Maderno, ormai ultrasessantenne, terminò il teatro d'acqua ed il relativo ninfeo. Nel 1680, dopo un paio di passaggi di proprietà, la villa diventò dei Conti, che la conservarono fino alla prima metà dell'Ottocento; fu poi acquistata nel 1841 dai Torlonia. Il palazzo, raso al suolo dal bombardamento di Frascati l'8 settembre 1943, è stato sostituito da un edificio moderno, tuttora sovrastato dal giardino seicentesco, diventato parco pubblico cittadino nel 1954. Vi si accede risalendo scalinate monumentali in cima alle quali dipartono più viali alberati che conducono alle varie parti del giardino, ricchissimo di motivi architettonici e di piante. Di spettacolare bellezza il gioco delle acque, che, partendo da una grande peschiera posta a quota più alta, si rincorrono scendendo in vasche degradanti, accompagnate lateralmente da movimentate scalee, e confluiscono con un alto getto nell'ampio bacino posto di fronte al ninfeo.Tutto intorno, regna superba una fitta vegetazione raccolta in folti boschetti nei terrazzamenti superiori e in giardini all'italiana con aiuole a disegni geometrici nei terrazzamenti inferiori.

Frascati

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f the original Villa Torlonia, only the park and the "water theatre" are left. Initially it was a small estate, the "little vineyard" where Annibal Caro, a refined man of letters, poet and translator, secretary to Alessandro and Ranuccio Farnese, retired in 1563 in order to devote himself completely to translating the Aeneid (this translation, which Caro finished before he died three years later, remained the definitive Italian version of the Aeneid for centuries). It was later turned into a even more luxurious building by cardinal Scipione Borghese, who bought in 1607.The cardinal hired three of the best known architects of the time, Carlo Maderno, Flaminio Ponzio and Giovanni Fontana, for the job, which included designing new fountains for the garden. In 1621, the estate was bought by Ludovico Ludovisi, who had just become pope Gregory XV. During the following years, the villa – now called "Ludovisia" – underwent grandiose transformations that affected both the mansion and the grounds. Carlo Maderno, now over sixty years old, completed the water theatre and its nymphaeum. In 1680, after changing hands a couple of times, the villa was bought by the Conti family, who kept it till well into the 19th century. It was then sold to the Torlonia family in 1841.The mansion was completely destroyed by the Allied bombing of Frascati on September 8, 1943. It has been replaced by a modern building, but its 17-century garden still survives (it became a public park in 1954). The garden is reached by climbing monumental stairways, at the top of which tree-lined walks and allées lead to the various parts of the garden, which boasts a wealth of architectural motifs and plants. The water theatre is spectacular: the water pours out of a large pool, runs down the slope through a series of basins flanked by stairways and ends up, with a high jet, spouting in the large fountain in front of the nymphaeum. Thick groves reign in the garden's upper level, while in the lower one hedges and other plants are laid out in geometric patterns.

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VILLA GRAZIOLI

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l confine tra Grottaferrata e Frascati, circondata da un parco di 15.000 metri quadrati, si erge meravigliosa villa Grazioli, dimora tuscolana tra le più ricche a livello decorativo. La villa risale al 1580, quando fu edificata dal cardinale Antonio Carafa.Alla morte del Carafa nel 1591, la villa passò al cardinale Ottavio Acquaviva, il quale fece eseguire da Agostino Ciampelli la decorazione della galleria e di alcune stanze del piano nobile.Vi sono dipinte fra l'altro raffigurazioni mitologicoallegoriche del giorno, della notte e delle virtù. Nel 1614 la villa venne acquistata dai Perretti Montalto, che la tennero per alcuni decenni. A questi anni risale la "Stanza di Eliseo", affrescata da un allievo di Annibale Carracci, dove sono raffigurati alcuni episodi biblici ed una veduta del palazzo della villa visto da sud. Nel 1683 Livio Odescalchi, duca di Bracciano, la fece restaurare. Nei primi decenni del '700, il suo erede Baldassarre Erba apportò profonde modifiche all'edificio, aggiungendovi un "appartamento novo" ed una "galleria nova", la quale venne interamente affrescata da Giovanni Paolo Pannini, celebre pittore piacentino. La galleria, lunga quasi 19 metri e larga più di 4, è decorata con splendide raffigurazioni architettoniche illusionistiche – finte colonne, archi, volte, balaustre, nicchie, stucchi e statue – e, sulla volta, allegorie degli elementi, delle stagioni e dei continenti. Il Pannini dipinse anche le volte delle quattro camere del nuovo appartamento (la creazione della luce, della terra, degli animali, del sole e della luna). Sulle pareti, opera di Giuseppe Aldobrandini, sono raffigurati invece finti marmi e loggiati, grottesche, paesaggi e i simboli araldici degli Odescalchi. In questo periodo venne anche ridisegnato il giardino. Nel 1833 l’edificio venne acquisito dal Collegio di Propaganda Fide che, dieci anni più tardi, lo vendette al duca Pio Grazioli, la cui famiglia la conservò fino al 1987. Oggi la villa è sotto la tutela della Sovrintendenza alle Belle Arti, che ne ha seguito attentamente il lungo ed intenso restauro, durato dieci anni.

Grottaferrata

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illa Grazioli, located close by the boundary between Grottaferrata and Frascati, and surrounded by a 4-acre park, is one of the most richly decorated Tusculan villas. The villa dates from 1580 and was built by cardinal Antonio Carafa. Upon Carafa’s death, in 1591, the villa was made over to cardinal Ottavio Acquaviva. The new owner engaged Agostino Ciampelli to decorate the gallery and some of the second-story rooms with mythological allegories of Day, Night and the Virtues, among other subjects. The villa was bought in 1614 by the Perretti Montalto family, which kept it for several decades.The frescoes of the “Elisha Room” date from this period. They were painted by a pupil of Annibale Carracci’s; besides episodes from the Bible, they include a view of the villa itself, seen from the south. In 1683, Livio Odescalchi, the duke of Bracciano, had restored it. In the early decades of the 18th century, his heir Baldassare Erba made far-reaching changes in the building, adding a “new apartment” and a “new gallery.” The whole gallery, nearly nineteen meters long and more than four meters wide, was frescoed by Giovanni Paolo Pannini, a famous painter from Piacenza, with splendid trompe-l’oeil architecture – columns, arches, balustrades, stuccoes and statues – and, on the ceiling, allegories of the elements, the seasons and the continents. Pannini also painted the ceilings of the new apartment’s four rooms, with scenes representing the creation of light, of the Earth, of animals, and of the sun and the moon.The walls were painted by Giuseppe Aldobrandini with fake marble inlays, trompe-l’oeil loggias, grotesques, landscapes and the Odescalchi’s heraldic emblems. The villa’s garden too was redesigned in this period. In 1833, the property was bought by the Vatican’s Propaganda Fide College, which sold it ten years later to duke Pio Grazioli. It remained in the Grazioli family until 1987. Today the villa is under government protection. The local Superintendency for works of art and architecture oversaw the ten-year-long restoration project.

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VILLA PARISI

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illa Parisi fu costruita intorno al 1595 da monsignor Ferdinando Taverna, Governatore di Roma sotto il pontificato di Clemente VIII. Nel 1614 il Taverna, ormai cardinale, vendette la villa al cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V, che l'anno prima aveva acquistato dagli Altemps le confinanti Villa Vecchia e Villa Mondragone e desiderava ampliare ulteriormente la proprietà perché fosse all'altezza del suo casato. Scipione fece ampliare e trasformare il palazzo della villa, che chiamò Borghese, all'architetto Girolamo Rainaldi. Questi aggiunse due ali al corpo centrale, creò due cortili interni, e realizzò il giardino segreto all'italiana, tuttora esistente, con una fontana ottagonale al centro e chiuso da un ninfeo. Nello stesso periodo l'accesso alla villa venne trasformato in un nuovo, grandioso portale che univa le tre ville borghesiane. Anche se non più utilizzato dalla metà dell'Ottocento, questo monumentale "portale delle Armi" – un grande arco con lo stemma pontificio sulla facciata esterna e lo stemma cardinalizio su quella interna – si erge ancora all'imbocco della strada che da Frascati conduce a Monte Porzio. A differenza del cardinale, i suoi successori preferirono sempre villeggiare a Villa Taverna piuttosto che nella grandiosissima Villa Mondragone. Nel 1729 il principe Camillo Borghese avviò importanti lavori di restauro, ristrutturazione e soprattutto di abbellimento interno ed esterno. Nel corso di tutto il '700 vennero eseguiti splendidi cicli pittorici, opera dei fratelli Valeriani, di Ignazio Heldman ("il Bavarese") e Taddeo Kuntze. Particolarmente interessanti i bellissimi paesaggi del Bavarese, che riproducono l'abbazia di San Nilo, alcune ville tuscolane ed i Colli Albani. Nel 1896 la villa venne venduta a Saverio Parisi, la cui famiglia ne è ancora oggi proprietaria. I Parisi contribuirono notevolmente alla conservazione della villa con importanti lavori di restauro che interessarono in particolare le opere pittoriche.

Monte Porzio Catone

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i lla Parisi was built around 1595 by monsignor Ferdinando Taverna, governor of Rome under pope Clement VIII. In 1614, Taverna, by then a cardinal, sold the villa to cardinal Scipione Borghese, pope Paul V’s nephew. The year before, Scipione had bought the adjacent Villa Vecchia and Villa Mondragone from the Altemps family, and now he wished to further extend his estate to reflect his own family’s rank. Scipione commissioned the architect Girolamo Rainaldi to enlarge and transform Villa Taverna, now called Villa Borghese. Rainaldi added two wings and two inner courtyards, and designed the still-extant secret Italian-style garden, which has an octagonal fountain in the center and a nymphaeum at the far end. During this period, the entrance gate was transformed into a grandiose portal that served all three villas. Though it has not been used since the mid-19th century, this monumental “Coat-of-Arms Portal” – a huge arch with the pope’s emblem on the outer façade and the cardinal’s on the inside – still stands at the corner where the road to Monte Porzio leaves Frascati. Unlike the cardinal, his successors preferred to spend their summers at Villa Taverna rather than at the overwhelming Villa Mondragone. In 1729, prince Camillo Borghese started a major project for restoring and restructuring the villa and embellishing both the inside and the outside. The splendid series of paintings executed in the 18th century were the work of the Valeriani brothers, Ignazio Heldman (“the Bavarian”) and Thaddeus Kuntze. Of particular interest are Heldman’s beautiful landscapes portraying the Grottaferrata abbey, some of the Tusculan villas and the Alban Hills. In 1896, the villa was sold to Saverio Parisi, whose family still owns it. The Parisis contributed significantly to the villa’s conservation with important restoration projects involving in particular the paintings.

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VILLA MONDRAGONE

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i piedi dei colli del Tuscolo sorge la più grande villa barocca dell'area romana.Tutto iniziò quando il cardinale Marco Sittico Altemps,nipote di Pio IV, acquistò nel 1567 da Ranuccio Farnese la piccola Villa Angelina. Pare sia stato un suo buon amico, il cardinale Ugo Boncompagni (papa Gregorio XIII nel 1572) a suggerirgli di costruire una nuova dimora in posizione più elevata. In onore dei Boncompagni, il cui stemma reca un drago, la nuova villa venne chiamata Mondragone. Il nuovo palazzo venne costruito nel 1573-74 da Martino Longhi il Vecchio. Successivamente, il cardinale costruì per il figlio naturale Roberto un sontuoso palazzetto – la "Retirata di Mondragone" – parallelo al palazzo principale. La villa con i suoi tre palazzi era in grado di accogliere sia la corte del cardinale che quella del pontefice, che infatti vi soggiornò spesso. Fu proprio qui che, il 24 febbraio 1582, Gregorio XIII promulgò la riforma del calendario.Alla morte del cardinale, Giovan Angelo Altemps nel 1613 vendette tutti i possedimenti tuscolani al cardinale Scipione Borghese.A risistemare il complesso fu chiamato il Vasanzio. I due palazzi principali vennero uniti da una nuova ala da un lato e da una galleria dall'altro: si ottenne così un unico, enorme edificio con un immenso cortile interno. Vasanzio costruì anche una seconda loggia che divise in due il giardino originario, chiuso da un teatro d'acqua (opera di Giovanni Fontana come anche la fontana dei draghi nel cortile). Il cardinale Scipione riempì poi il palazzo, riccamente affrescato, di una enorme quantità di opere d'arte. Dopo la morte del cardinale (1633), Mondragone si mantenne in ottimo stato fino all'Ottocento, quando Camillo Borghese (marito di Paolina Bonaparte) cominciò a spogliare la villa di tutti i suoi tesori artistici, Nel 1866 fu acquistata dai Gesuiti, che ne fecero un collegio esclusivo. Nel 1895, Mondragone fu teatro di un altro evento storico: il ventunenne Guglielmo Marconi effettuò da qui la prima trasmissione radio. Dal 1981 l'intero complesso è sede di rappresentanza e centro congressi dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Monte Porzio Catone

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he largest Baroque villa in the Rome area, stands at the foot of the Tuscolo hills. Its story began in 1567, when cardinal Marco Sittico Altemps, nephew of pope Pius IV, bought the small Villa Angelina. It seems that Altemps’ good friend Ugo Boncompagni (pope Gregory XIII in 1572) advised him to build a new mansion on higher land. The site was called Mondragone in honor of Boncompagni, whose family emblem was a dragon. This new mansion was designed by Marino Longhi the Elder and built in the 1573-74. Later on, cardinal Altemps built another small but luxurious mansion for his son Roberto. This “Retirata di Mondragone” was set parallel to the main mansion. The threemansion villa was large enough to host the cardinal’s court and the pope’s at the same time. The pope stayed there often. It was here at Villa Mondragone that Gregory XIII promulgated his reformed calendar, in 1582. Upon the cardinal’s death, Giovan Angelo Altemps sold, in 1613, all his family’s properties in the Frascati area to cardinal Scipione Borghese. The architect Vasanzio was commissioned to redesign the complex. The two main mansions were joined together by a new wing on one side and a gallery on the other.The result was a single enormous building with a huge inner courtyard.Vasanzio also built a second loggia that divided the original garden into two parts, backed by a “water theater” which, like the dragon fountain in the courtyard, was designed by Giovanni Fontana. Cardinal Scipione then filled the richly frescoed villa with a huge quantity of works of art. After his death, in 1633, Mondragone was kept it in a good state of repair until the early 19th century.Then Camillo Borghese began to despoil it of all its artistic treasures. His successors’ attempts to repair the villa were very limited. In 1866, Mondragone was bought by the Jesuits, who made it into an exclusive boarding school. In 1895, another historical event took place here: 21-year-old Guglielmo Marconi transmitted his first radio signal. In 1981, the whole complex was turned over to the Tor Vergata University.

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VILLA SORA

Frascati

ungo la via Tuscolana, circondata da un ampio giardino si erge Villa Sora, oggi un Istituto Scolastico retto dai Padri Salesiani. I lavori per la sua realizzazione risalgono pressappoco al 1570, quando il conte Giulio Moroni, nipote del cardinale Giovanni Moroni, acquistò il fondo detto "la Torricella", trasformando l'edificio preesistente in una villa tanto raffinata da potervi ospitare Papa Gregorio XIII Boncompagni in visita solenne. Nel 1600 la proprietà venne acquistata dal figlio naturale di Gregorio XIII, Giovanni Boncompagni, duca di Sora, da cui il nuovo nome della villa. A questo periodo di splendore risalgono gli affreschi del salone principale, raffiguranti Apollo e le nove muse, a lungo attribuiti agli Zuccari ma che sarebbero stati invece eseguiti da Cesare Rossetti, della bottega del Cavalier d'Arpino. Accanto alla sala è la cappella privata, dedicata a S. Carlo Borromeo (che fu ospite della villa) ed affrescata nella seconda metà del Settecento. Il giardino circostante è disegnato da siepi di mirto e impreziosito da statue, giochi d’acqua ed alberi da frutto.

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i lla Sora lies in the lower part of Frascati, on the right side of Via Tuscolana. The building, surrounded by a large garden, is now a school run by the Salesian Fathers. Its story began around 1570, when count Giulio Moroni, nephew of cardinal Giovanni Moroni, bought the property then known as “la Torricella.” He turned the building located there into a villa elegant enough to host even pope Gregory XIII Boncompagni on a solemn visit. In 1600, the estate was bought by pope Gregory’s son Giovanni Boncompagni, the duke of Sora, whence the villa’s new name. The frescoes of Apollo and the nine Muses in the main hall date from this period of splendor. They were long attributed to the Zuccaris, but are now thought to have been painted by Cesare Rossetti, a pupil of the Cavalier d’Arpino. The private chapel next to the hall (dedicated to St. Carlo Borromeo, a sometime guest at the villa) was frescoed in the second half of the 18th century. The garden is marked out by myrtle hedges and embellished with statues, waterworks and fruit trees.

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VILLA ARRIGONI MUTI illa Arrigoni venne edificata nel 1595 da monsignor Pompeo Arrigoni. Il grande palazzo della villa era articolato attorno ad un cortile interno centrale. Arrigoni fece affrescare i soffitti del piano nobile con episodi dell'Antico Testamento, eseguite inizialmente dal Cigoli e poi dal Passignano. La villa venne ereditata nel 1616 dai monsignori Diomede Varesi e Ciriaco Rocci. Gli affreschi eseguiti in questi anni (a lungo attribuiti al giovane Pietro da Cortona) sarebbero opera del Montagna e del Lagi; il ciclo fu poi completato una decina d'anni dopo dal Lanfranco. Attraverso una serie di passaggi ereditari, nel '900 la proprietà venne riunita nelle mani del marchese Achille Muti Bussi. La villa vanta uno dei parchi più ricchi ed articolati della zona. Oltre al vasto giardino all’italiana disegnato da siepi di bosso in forma di arabeschi, vi si trova un ampio terrazzamento con alberature d’alto fusto, fra cui un palmeto. Sovrasta il palazzo un ulteriore terrazzamento a bosco, collegato al portale d’ingresso da tre viali di lecci. Sul viale centrale del parco è situata una fontana monumentale ad abside con un mascherone che raffigura il sole.

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i l l a Arrigoni was built in 1595 by monsignor Pompeo Arrigoni. The great mansion was structured around a central courtyard. Arrigoni had the ceiling of the second storey frescoed – first by Cigoli, then by Passignano – with scenes from the Old Testament.The estate was inherited in 1616 by monsignors Diomede Varesi and Ciriaco Rocci. The frescoes painted during these years (long attributed to the young Pietro da Cortona) were the work of Montagna and Lagi. The series was completed about ten years later by Lanfranco. In the 20th century, the estate was reunified in the hands of marquis Achille Muti Bussi. Villa Arrigoni has one of the area’s richest and most meticulously structured parks. Besides the vast Italian-style garden, where the boxwood hedges are laid out in arabesques, the grounds include a large terraced area planted with tall trees, including a palm grove. Another wooded terrace overlooks the villa and is connected to the entrance by three allées bordered by holm oaks. On the middle allée is a monumental apse-shaped fountain centering on a terracotta mask depicting the sun.

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Grottaferrata


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PALAZZO CHIGI

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l palazzo ducale di Ariccia costituisce un caso unico di dimora barocca rimasta inalterata nel suo contesto ambientale e nel suo arredamento originario, a documentare il fasto di una delle più grandi e ricche casate italiane, quella dei Chigi. L'originario castello medievale dei Savelli servì da base per il nuovo, grandioso palazzo Chigi edificato fra il 1664 e il 1672 su progetto di Gian Lorenzo Bernini, che stava già costruendo la meravigliosa collegiata di Santa Maria Assunta dall'altro lato della piazza. Impegnatissimo in mille altri lavori, il Bernini si servì della collaborazione del fratello Luigi, dell'allievo Carlo Fontana e di Mattia de Rossi per costruire il palazzo di Ariccia. Il palazzo, ulteriormente ampliato nel 1740-43, conserva ancora la decorazione ed i mobili originali – le pareti di diverse sale sono tuttora interamente rivestite con bellissimi pannelli di cuoio stampato in oro – e vanta un'importante collezione di dipinti, sculture ed arredi, risalenti prevalentemente al XVII e XVIII secolo, provenienti in parte anche da altre dimore di famiglia. Particolarmente affascinanti sono la farmacia, con alle pareti una serie di piccoli ritratti di tutti i membri della famiglia Chigi dalle origini sino ad oggi, la biblioteca personale del principe e la bellissima sala da pranzo, affrescata nell'Ottocento, che tutti hanno potuto ammirare nel film "Il Gattopardo", del 1962. L'immenso parco, cinto da un alto muro, è costituito in gran parte da un fitto bosco di alberi secolari: lecci, castagni, querce, tassi, cedri, sequoie, camelie e agrifogli ospitano sotto le loro fronde una fauna ricca e varia. Il palazzo rimase di proprietà Chigi fino al 1988, quando il principe Agostino Chigi Albani della Rovere lo cedette, ormai abbastanza degradato, al Comune di Ariccia. Ora restaurato, Palazzo Chigi è museo di se stesso e centro di attività culturali (mostre,concerti,convegni, ecc.). Grazie ad ulteriori donazioni di dipinti da parte di Casa Chigi, cui si sono aggiunte le collezioni Fagiolo dell'Arco e Lemme, nel palazzo è stato recentemente istituito il Museo del Barocco Romano.

Ariccia

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he ducal palace in Ariccia is unique in that it is the only Baroque mansion that has remained unaltered in its setting and with its original decor intact, thereby documenting the splendor of one of Italy’s grandest and wealthiest families, the Chigis. The Savellis’ medieval castle was the core of the new palace that Agostino built between 1664 and 1672. It was designed by Gian Lorenzo Bernini, who was already building the marvelous church of St. Mary of the Assumption on the other side of the square. Bernini, engaged in a thousand projects all at once, brought in his brother Luigi, his pupil Carlo Fontana and Mattia de Rossi to help him on the Chigi palace. It was further enlarged in 1740-43. The palace retains its original decoration and furniture – in many of the rooms, the walls are lined with beautiful leather panels stamped in gold – and boasts an important collection of paintings, sculptures and furnishings, mostly from the 17th and 18th centuries. Especially fascinating are the pharmacy (lined with tiny portraits of all the members of the Chigi family from its beginnings to the present), the prince’s personal library and the beautiful dining room, which was frescoed in the 19th century. (Luchino Visconti filmed many of the interiors of his movie “The Leopard” here in 1962.) The huge park, enclosed by a high wall, is thickly wooded with centuries-old trees – holm oaks, chestnuts, oaks, yews, cedars and sequoias, camellias and holly – that shelter a great variety of wildlife. The palace remained in the hands of the Chigis until 1988, when prince Agostino Chigi Albani della Rovere donated it to the city of Ariccia. By then it had deteriorated, but it has since been restored.The city turned it into a museum and a center for cultural activities (exhibitions, concerts, conferences, etc.). Thanks to its receipt of further donations of paintings from the Chigi family and, more recently, the Fagiolo dell’Arco Collection and the Lemme Collection, the Chigi Palace now hosts the new Roman Baroque Museum.

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PALAZZO BORGHESE

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dificato nel XIII secolo dai Conti di Segni, passò ai Colonna, che furono per secoli in conflitto con il papato. Di conseguenza, Montefor tino (come si chiamò il paese fino al XIX secolo) si trovò ad essere più volte assalita dalle truppe pontificie, che la distrussero completamente nel 1527, nel 1542 ed infine nel 1557, quando papa Paolo IV, nemico acerr imo dei Colonna, ordinò addir ittura di spargere sale sulle rovine. Quando il papa morì due anni dopo, i Colonna tornarono in possesso del feudo. La città ed il palazzo furono interamente ricostruiti, ma, a causa delle grandi difficoltà finanziar ie della famiglia, nel 1613-14 i Colonna vendettero il feudo al Cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V. A lui si deve l'ampliamento e la definitiva sistemazione del palazzo, che trasfor mò in un complesso monumentale. Per farlo si avvalse dell'opera dell'architetto fiammingo Jan Van Santen, ovvero Giovanni Vasanzio (che già stava lavorando per lui al complesso tuscolano di Villa Mondragone). Questi ingrandì ed unì le due distinte strutture or iginar ie del palazzo in un unico edificio mediante la costruzione di una monumentale galler ia a tre piani. Progettò anche la doppia scala circolare ed il grande camino decorato con una testa di Medusa attr ibuita al Ber nini. All'inter no del palazzo sono ancora conservati alcuni affreschi di Paul Br il, pittore fiammingo molto apprezzato a Roma per i suoi paesaggi, e porte di legno eseguite dall'architetto romano G.B. Sor ia. Di fronte al palazzo, Vasanzio creò la piazza pr incipale del paese, con una spettacolare terrazza panoramica. Il Palazzo appartiene tutt’ora alla famiglia Borghese, e può essere visitato dietro loro autor izzazione.

Artena

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he c o r e o f t h i s bu i l d i n g wa s e r e c t e d i n t h e 1 2 t h c e n t u r y by t h e C o n t i fa m i ly o f S e g n i , bu t l a t e r c a m e into the hands of the Colonna fa m i ly, w h o f o r c e n t u r i e s w e r e i n c o n f l i c t w i t h t h e p a p a c y. A s a r e s u l t , M o n t e f o r t i n o ( a s A r t e n a wa s c a l l e d u n t i l t h e 1 9 t h c e n t u r y ) wa s a t t a c k e d t i m e a n d a g a i n by t h e p o p e ’s t r o o p s. T h e y t o t a l ly d e s t r oye d t h e t o w n i n 1 5 2 7 , i n 1 5 4 2 a n d l a s t ly i n 1 5 5 7 , w h e n p o p e Pa u l I V, a b i t t e r e n e my o f t h e C o l o n n a s, o rd e r e d h i s m e n t o s p r e a d s a l t o ve r t h e r u i n s. W h e n h e d i e d t w o ye a r s l a t e r, t h e C o l o n n a s r e g a i n e d p o s s e s s i o n o f t h e f i e f. They rebuilt the city and the p a l a c e, b u t , b e i n g i n f i n a n c i a l s t ra i t s, i n 1 6 1 3 - 1 4 t h e y s o l d t h e f i e f t o c a rd i n a l S c i p i o n e B o r g h e s e, p o p e Pa u l V ’s n e p h e w. Scipione made the palace into a monumental complex. The architect h e c o m m i s s i o n e d t o d o t h e j o b wa s a F l e m i n g c a l l e d Ja n Va n S a n t e n ( k n o w n i n I t a l y a s G i o va n n i Va s a n z i o ) , w h o wa s a l r e a dy w o r k ing for Scipione at Villa M o n d r a g o n e, n e a r F r a s c a t i . T h e two original structures were enlarged and joined t o g e t h e r by a m o n u m e n t a l t h r e e - f l o o r g a l l e r y. Va s a n z i o a l s o d e s i g n e d t h e d o u bl e c u r ve d s t a i r way a n d t h e g r e a t f i r e p l a c e, a d o r n e d w i t h a s c u l p t e d M e d u s a h e a d a t t r i bu t e d t o B e r n i n i . S t i l l p r e s e r ve d i n t h e p a l a c e a r e t h e f r e s c o e s p a i n t e d by Pa u l B r i l , a F l e m i s h a r t i s t h i g h ly e s t e e m e d i n R o m e f o r h i s l a n d s c a p e s, a n d t h e w o o d e n d o o r s c a r ve d by R o m a n a r c h i t e c t G. B. S o r i a . I n f r o n t o f t h e p a l a c e, Va s a n z i o c r e a t e d t h e t o w n ’s m a i n s q u a r e a n d a t e r ra c e t h a t p r o v i d e s t o w n ’s s p e c t a c u l a r v i e w s. T h e p a l a c e s t i l l b e l o n g s t o t h e B o r g h e s e fa m i ly and can be visited with their permission.

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PALAZZO BARBERINI

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l Palazzo Barberini di Palestrina, che oggi ospita un Museo Nazionale Archeologico, venne inizialmente edificato intorno al 1050 dai Colonna sulle strutture dell'ultimo livello dell'antico tempio dedicato a Fortuna Primigenia, dominando così il paese. La residenza fu completamente distrutta, assieme a tutta la città, una prima volta nel 1298 da papa Bonifacio VIII, poi di nuovo nel 1437 da Eugenio IV. I Colonna la riedificarono alla fine del Quattrocento con il permesso di Niccolò V, e vi abitarono fino al 1630, quando vendettero il feudo a papa Urbano VII Barberini. Questi lo cedette al fratello, che morì poco dopo senza mai vedere Palestrina. Fu dunque il successore Taddeo, marito di Anna Colonna, a far ampliare ed abbellire il palazzo baronale. L'inusuale facciata concava dell'edificio è dovuta al fatto che occupa lo spazio della grande esedra antica che racchiudeva la cavea teatrale, la quale fu preservata come scalinata d'accesso al palazzo.All'interno sono visibili i resti del doppio portico corinzio che cingeva la cavea.Agli inizi del '900 il principe Luigi lo restaurò e vi creò il Museo Barberiniano, costituito dalle opere antiche trovate in area prenestina ed appartenenti alla sua famiglia. Nel 1956 lo Stato ne acquistò e restaurò un'ala (i Barberini conservarono per sé l'altra parte) per farne il Museo Nazionale Archeologico. Qui vennero esposti sia i materiali del Museo Prenestino Barberiniano, sia alcuni pezzi provenienti dal Museo Etrusco di Villa Giulia e quelli rinvenuti a seguito degli scavi e del restauro dell'antico santuario e dell'area urbana di Palestrina. I reperti esposti coprono un arco cronologico che va dal VII secolo a.C. alla fine dell'età imperiale, documentando i vari aspetti della vita dell'antica Praeneste. Dal 1994, il museo ospita la celebre Triade Capitolina, gruppo scultoreo raffigurante Giove, Giunone e Minerva, trafugata nel corso di scavi clandestini da una villa di età imperiale, presso Guidonia Montecelio ed il mirabile mosaico nilotico, risalente alla fine del II secolo a.C., che costituiva la pavimentazione di un'aula situata presso il Foro di Praeneste, il cosiddetto Antro delle Sorti, dedicata ad un culto orientale.

Palestrina

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he Barberini Palace, now a National Archeological Museum, was built by the Colonna family around 1050 on the uppermost level of an ancient Roman temple dedicated to Fortuna Primigenia, the Firstborn Goddess of Fortune. From its high position it dominates the town. The Colonnas’ residence, together with the whole town, was totally destroyed by pope Boniface VIII in 1298, and again by pope Eugene IV in 1437.The Colonnas rebuilt it (with the pope’s permission) at the end of the 15th century, and lived there until 1630, when they sold the whole fief to pope Urban VII Barberini. Urban turned it over to his brother. His successor, Taddeo, who had married a Colonna, enlarged and embellished the palace.The unusual concave shape of the façade is due to the fact that the palace was built over the curved exedra of the ancient temple.The vestiges of its double Corinthian colonnade are still visible inside the palace.At the foot of the exedra there was a theater; its tiers of seats are now the grand staircase that leads up to the entrance of the palace. Prince Luigi restored it and opened a Barberini Museum on the premises.The collection consisted of antiquities found in the Palestrina area and owned by his family. In 1956 the government bought and restored one wing to house the new National Archeological Museum (the Barberinis kept another part for themselves). Its collection includes the Barberini Museum’s pieces, some from the Villa Giulia Etruscan Museum in Rome and objects discovered during excavations of the sanctuary and elsewhere in the area.The antiquities on display at the Museum cover the period between the 7th century B.C. and the end of the imperial age, and document the various aspects of life in ancient Praeneste. Since 1994 the Museum has hosted the famous marble sculpture known as the Capitoline Triad, which groups Jupiter, Juno and Minerva, spirited away during the illegal excavation of an imperial-age villa in Guidonia Montecelio.The splendid Nile mosaic, dating from the late 2nd century B.C., was originally the pavement of a hall (the so-called Cave of Owens) located near Praeneste’s forum and dedicated to an oriental cult.

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Nemi

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PALAZZO RUSPOLI a storia del complesso inizia quasi mille anni fa, quando era una semplice costruzione fortificata a picco sul lago, in mano ai Conti di Tuscolo. Il castello si articolava attorno alla Torre Maggiore o Saracena, tuttora esistente. Nel 1572 Nemi venne acquistata dai Frangipane, che apportarono profonde modifiche all'edificio fortificato, separando il palazzo dal castello. Nel 1781, i Frangipane vendettero il feudo a Luigi Onesti Braschi, nipote di Pio VI, che lo elevò a ducato e restaurò, il palazzo. Della ristrutturazione fu incaricato Giuseppe Valadier, che costruì la nuova ala Braschi dietro la torre maggiore, sopraelevando ed ampliando le precedenti costruzioni. Nel 1901, il palazzo venne acquistato dai Ruspoli, ai quali si deve l'ultima modifica architettonica – il prospetto neorinascimentale "a scarpa" su via del Plebiscito. Negli anni '90 la principessa Ruspoli lo vendette ad una società privata, che intraprese enormi lavori di restauro, grazie ai quali la decorazione pittorica è stata in larga parte recuperata.

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he history of this complex began nearly a thousand years ago, when it was a simple fortification overlooking the lake; at that time it belonged to the Conti di Tuscolo family. The castle was built around what was called the Great Tower (or Saracen Tower), which still exists. In 1572 Nemi was bought by the Frangipane family. They made far-reaching changes in the fortified complex, separating the palace from the castle.In 1781, the Frangipanes sold the fief to Luigi Onesti Braschi, a nephew of pope Pius VI, who raised it to the status of a duchy. He enlarged and embellished the palace. The architect commissioned to remodel the complex was Giuseppe Valadier, who built the new Braschi wing behind the Great Tower by raising and enlarging the preexisting structures. The palace was bought by the Ruspolis, who made the last change in its architecture: the out-jutting corner on Via del Plebiscito, in Neo-Renaissance style. In the 1990s, princess Ruspoli sold it to a private company. The new owners undertook extensive restoration work, recovering much of the palace’s painted decoration.

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PALAZZO PONTIFICIO l castello originario, che sovrasta il lago di Albano, fu costruito alla fine del XII secolo dai Gandolfi. Nel 1596 fu acquisito dalla Camera Apostolica e nel 1604 fu ufficialmente incamerato nei domini della Chiesa. Urbano VIII Barberini (1623-44) fu il primo papa a farne la sua residenza estiva, incaricando Carlo Maderno di trasformare il vecchio castello in una grande residenza. Egli incorporò nel nuovo Palazzo Pontificio le strutture medievali, aggiunse l'ala che si affaccia sul lago ed impiantò il piccolo Giardino del Moro. Bernini progettò la grande galleria, la cancellata d'ingresso al giardino e la fontana nella piazza di fronte al palazzo. Nel 1710, Clemente XI conferì a Castel Gandolfo il titolo di "Villa Pontificia". Nel corso del '700, venne costruita la Loggia delle Benedizioni, sovrastata da un grande orologio, e la galleria del Bernini fu affrescata da Pier Leone Ghezzi. La proprietà venne ampliata con lo splendido giardino ricco di sculture e fontane di Villa Cybo. Nel palazzo pontificio si trova anche la "Specola Vaticana", ovvero l'osservatorio astronomico trasferito qui dal Vaticano nel 1934.

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he original castle overlooking Lake Albano was built in the late 12th century by the Gandolfi family. In 1596 it was taken over by the Apostolic Chamber and in 1604 the castle was officially incorporated among the Church’s domains. Urban VIII Barberini (162344) was the first pope to make it his summer residence. He commissioned Carlo Maderno to turn the old castle into a grandiose mantions. Maderno incorporated the medieval structures in the new Papal Palace, added the wing overlooking the lake, and designed the little Moor’s Garden. Bernini designed the great gallery, the garden gate and the fountain in the square in front of the palace. In 1710, pope Clement XI gave Castel Gandolfo the title of “Papal Villa.” During the 18th century, the new Benediction Loggia and the great clock above it were added, and Bernini’s gallery was frescoed by Pier Leone Ghezzi. The property was also enlarged with the splendid garden of Villa Cybo, rich in sculptures, fountains and tall trees. The papal palace hosts the astronomical observatory “Specola Vaticana,” which was moved here in 1934.

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Castel Gandolfo


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Velletri

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PALAZZO COMUNALE l Palazzo Comunale non è naturalmente mai stato una dimora nobiliare. I lavori della sua costruzione furono affidati a Giacomo Della Porta, ed iniziati nel gennaio del 1575. Alla morte di Della Porta nel 1602, Filippo Barigioni terminò definitivamente l'edificio nel 1720. Il palazzo, a pianta rettangolare e senza cortile, è sobrio ed elegante. All'interno, due grandi scaloni salgono per tre piani, a partire da quello piano rialzato. Il piano seminterrato è invece indipendente, con accesso dall’esterno, sulla facciata posteriore. Alla fine dell'Ottocento, il Palazzo Comunale divenne anche sede di un Museo Civico che, fra le molte opere esposte, ospita il Sarcofago delle Fatiche di Ercole, o "Sarcofago di Velletri" (II sec. d.C.), a forma di tempietto e mirabilmente scolpito con il mito di Ercole ed altre scene. E' inoltre recentissima l’inaugurazione del nuovo percorso interattivo di Geopaleontologia e Preistoria che illustra la nascita, l’evoluzione e il popolamento dei Colli Albani.

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elletr i’s City Hall was never a noble family’s residence. The decision to build it was made in 1572, and Giacomo della Por ta was commissioned to design it. Work began in January 1575. After della Por ta’s death, in 1602, Filippo Bar igioni finished the building in 1720. The building – rectangular in shape, with no inter nal courtyard – has a sober but elegant look. Inside, two grand stairways lead up three floors from the mezzanine. The ground floor has an independent entrance from the rear façade. In the late 19th century, part of the building was designated to house the City Museum. Outstanding among the many works on display in the museum are the Hercules Sarcophagus (2nd century A.D., also known as the Velletr i Sarcophagus), in the shape of a little temple, with mar velously car ved scenes of the Labors of Hercules. The museum recently opened a new, interactive Geopaleontology and Prehistory section that illustrates the birth, evolution and population of the Alban Hills

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PALAZZO SFORZA CESARINI a storia di questo palazzo segue di pari passo il processo di differenziazione da antico borgo fortificato all’instaurazione di un nuovo potere civile, a partire dal 1564, quando Giuliano Cesarini acquistò il ducato dai Colonna. Il palazzo baronale venne rifatto agli inizi del '600. L’aspetto attuale di Palazzo Cesarini è però dovuto agli interventi di ristrutturazione ed ampliamento voluti dal duca Giuliano II Sforza-Cesarini, eseguiti dagli architetti Ludovico e Domenico Gregorini, che rifecero la facciata e alzarono il palazzo di un altro piano. Il complesso del portale d'ingresso è opera di Domenico Michele Magni. Il prospetto posteriore è dovuto agli interventi fatti eseguire dal duca Lorenzo Sforza-Cesarini e dalla moglie Caroline Shirley, su progetto di Augusto Lanciani. Si sistemò anche il parco, concepito come giardino all'inglese, che scende fino al lago; un patrimonio storico-paesaggistico di notevole interesse, molto visitato e raffigurato da artisti italiani e stranieri dell'Ottocento. Recentemente ripristinato e aperto alle visite guidate, questo parco romantico è uno dei siti più suggestivi delle Colline Romane.

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tarting in 1564, when Giuliano Cesarini bought the local duchy from the Colonna family, the palace’s history reflects each step in the process of differentiation from the medieval fortified town and the rise of a new municipal power. The palace was renovated at the beginning of the 17th century. Palazzo Cesarini's present aspect is due to restructuring and enlargement projects undertaken by duke Giuliano II Sforza-Cesarini. His architects, Ludovico and Domenico Gregorini, redesigned the façade and added another storey to the building. The grand entrance was the work of Domenico Michele Magni. The rear façade was designed by Augusto Lanciani for duke Lorenzo Sforza-Cesarini and his wife, Caroline Shirley. The park, which stretches down to the shores of Lake Nemi, was converted into an English garden. In the 19th century, this romantic setting, one of the most suggestive in the Roman Hills, was a favorite spot for Italian and foreign artists to visit and paint. The park was recently restored and is now open for guided tours

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Genzano


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Zagarolo

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PALAZZO ROSPIGLIOSI l centro storico di Zagarolo è dominato dalla mole di Palazzo Rospigliosi, il cui nucleo originario era un castello dei principi Colonna che fino al 1100 aveva funzioni esclusivamente militari. Nel 1571 Pompeo Colonna cominciò i lavori di rinnovamento del castello di Zagarolo, iniziando quella trasformazione in palazzo residenziale che ne mutò radicalmente l'aspetto originario. Il palazzo è a forma di U, con due lunghe ali laterali che fiancheggiano un cortile che si apre sulla piazza. L'esterno del palazzo è molto sobrio, quasi privo di decorazioni, mentre all'interno le ampie sale sono riccamente affrescate. Quelle del pianterreno, decorate con paesaggi e grottesche, conducono ad un giardino pensile sul retro del palazzo. Le stanze del piano nobile furono affrescate da pittori manieristi, fra cui i fratelli Zuccari; anche Domenichino vi eseguì dei dipinti. Nel 1670 il feudo venne acquistato dai Rospigliosi. Per tutto il Settecento il palazzo di Zagarolo fu centro della vita mondana dei nuovi proprietari. Nel 1979 il palazzo fu acquistato dal Comune di Zagarolo, ora ospita la biblioteca ed il Comune, nonché l'importante Museo del Giocattolo

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his huge palace dominates the center of Zagarolo. Its original core was a castle belonging to the Colonnas, and until the 12th century its function was purely military. In 1571, Pompeo Colonna began to remodel the Zagarolo castle, turning it into a residential palace. The building is U-shaped, with two long wings flanking the courtyard that opens onto the city’s central square. The outside is very sober, with nearly no embellishments, but the interior is richly decorated. The ground-floor rooms, frescoed with landscapes and grotesque motifs, lead to a hanging garden. The secondfloor rooms were frescoed by the Zuccari brothers and other Mannerist painters, and Domenichino too did some painting there. In 1670, they resold it to the Rospigliosis. In the 18th century, the palace was the center of the new owners’ social life. In 1979, the city administration bought the palace. It hosts the city’s offices and the public library, the Zagarolo Toy Museum.

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PALAZZO DORIA PAMPHILJ uando nel 1651 Camillo Pamphilj acquistò il feudo di Valmontone eleggendolo a propria residenza extraurbana, la sua era senz’altro la famiglia più potente di Roma. Nel punto più alto del borgo il principe decise di realizzare la costruzione di un enorme palazzo inserito in un nuovo complesso urbano. L’architetto responsabile del progetto fu Benedetto Molli. A partire dal 1683 venne poi costruita la nuova collegiata dell'Assunta, contigua al palazzo. Il ciclo di affreschi, nel palazzo, rappresenta uno degli esempi più significativi della pittura romana della metà del Seicento. L’iconografia è incentrata sulle allegorie dei quattro Elementi e dei quattro Continenti. I Pamphilj si estinsero nel 1760; i loro titoli e beni andarono in eredità a Giovanni Andrea Doria, un cui avo aveva sposato una Pamphilj. Da allora il palazzo di Valmontone prese il nome del ramo Doria-Pamphilj. Oggi il palazzo è sede di attività universitarie della “Sapienza” di Roma, mostre, eventi cittadini ed anche di un museo archeologico recentemente istituito.

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n 1651, when prince Camillo Pamphilj bought the fief of Valmontone as the site for his country home, his family was one of the most powerful in the papal realm. He decided to build a huge palace at the highest point in town and a whole new urban complex around it. The palace combines the features of an aristocratic city mansion, a country home and a fortress. The architect responsible for the project was Benedetto Molli. Starting in 1683, a new church was built next door to the palace.The frescoes in the second-floor halls are the most significant examples of Roman painting in the mid-17th century.The iconography centers on allegories of the four elements and the four continents. The Pamphilj family died out in 1760, and its titles and properties were inherited by Giovanni Andrea Doria, one of whose forebears had married a Pamphilj. The Valmontone palace was thenceforth known by the names of both families. Today the Doria Pamphilj Palace, hosts an archeological museum as well as university activities of the “La Sapienza” University of Rome, exhibitions and other events.

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Valmontone


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Genazzano

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PALAZZO COLONNA a storia del palazzo, sin dalla sua edificazione nell’XI secolo, è legata alla famiglia Colonna. Ottone Colonna, papa Martino V, decise una radicale trasformazione del castello medievale, arricchendolo con splendide finestre rinascimentali a croce guelfa. Successivamente, l’edificio appartenne anche ai Borgia, che aggiunsero eleganti logge e portici, conferendogli l'aspetto di un palazzo signorile piuttosto che di un castello. Dal lato sud, quello dell'ingresso, l'edificio è collegato al centro abitato da un ponte ad arco unico che scavalca un profondo fossato, e dal lato nord da un ponte di recente costruzione che ha sostituito quello che una volta univa il palazzo ai giardini. Il cortile è impreziosito da una fontana seicentesca e da una loggia a due ordini di arcate a tutto sesto su colonne in marmo, progettata dall’architetto Antonio Del Grande. Un’ampia scalinata conduce al piano nobile con enormi saloni. Dal 1969 il palazzo è di proprietà del Comune di Genazzano ed oggi è sede del Polo Internazionale d’Arte Contemporanea.

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his building started out in medieval times as a castle. It was built in the 11th century, and its history is tied to that of the Colonna family. Ottone Colonna, pope Martin V, decided to remodel the old castle, adorning it with splendid Guelf-cross Renaissance windows. Later on, the building came into the hands of the Borgia family, who added elegant loggias and porticos that made it look more like an aristocratic palace than a castle. The southern side of the palace, where the main entrance is, is connected to the town by a bridge that spans a deep ravine. On the northern side is another bridge built recently to replace the one that used to join the palace and its gardens. The courtyard is embellished by a 17th-century fountain and a loggia designed by Antonio Del Grande with two rows of round arches resting on marble columns. A grand stairway leads up to the great halls on the second floor.The city of Genazzano became the owner of the Colonna Palace in 1969. Today the building is the seat of the International Pole of Contemporary Art.

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CASTELLO BRANCACCIO an Gregorio è dominata dalla mole dal castello baronale che fu dei Colonna. Molto bella è la facciata esterna con splendide finestre crociate situate al primo piano, così come maestosi sono i merli posti a coronamento dei muri perimetrali e la svettante torre quadrangolare. Ben conservato è inoltre il ponte levatoio. Il castello fu rimaneggiato nel 1655, quando San Gregorio fu acquistato dal cardinale Carlo Pio di Savoia. Nel 1899 il castello fu acquistato dai Brancaccio, che fecero edificare la grande foresteria e la torre quadrangolare. All'interno del castello, una scalinata imponente conduce al primo piano, dove molte stanze furono affrescate da Federico Zuccari. Nel Settecento lavorò qui anche il pittore neoclassico Andrea Appiani, mentre la decorazione di alcune stanze raffigura le vicende della potente famiglia Brancaccio. Su alcune volte sono affrescate scene mitologiche, fra cui spicca l’allegoria dell’Amor Sacro e dell’Amor Profano. Nel 1989 i Principi Brancaccio hanno ceduto il castello al Comune (che ne ha fatto la sua sede), così come avevano già fatto con Villa Brancaccio, diventata parco comunale.

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he tiny town of San Gregorio is dominated by the huge mass of the castle that once belonged to the Colonna family. The side is especially beautiful, with splendid cross-shaped windows at the second story. Majestic battlements crown the outside walls and the rectangular turret. The drawbridge is likewise well preserved. The castle was renovated in 1655, when cardinal Carlo Pio of Savoy bought San Gregorio. In 1899 the castle was bought by the Brancaccio family. They added a tower and a large guest house. Inside the castle, a grand stairway leads up to the second floor, where many of the rooms were frescoed by Federico Zuccari. The Neoclassical painter Andrea Appiani worked here too, in the 18th century. In some rooms, the paintings depict events in the history of the powerful Brancaccio family. Some of the ceilings are frescoed with mythological scenes, including an Allegory of Sacred and Profane Love. In 1989 the Brancaccios turned the castle over to the township (it now serves as San Gregorio’s city hall), as they had already done with Villa Brancaccio, which is now a public park.

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S. Gregorio da Sassola


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Villas and Palaces - Brochure