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Il dibattito sulla riforma

“Gli ambulatori dei medici di base aperti giorno e notte? Siamo pronti” FILIPPO RUBERTA’ VERBANIA

«Il Vco è pronto a concretizzare la riorganizzazione sanitaria sul territorio». Daniele Passerini, presidente dell’Ordine dei medici provinciale, non è per niente spaventato dalla riforma introdotta dal ministro della Sanità, Balduzzi, che prevede i raggruppamenti dei medici di base in strutture ambulatoriali che consentano l’assistenza 24 ore su 24. «Noi - spiega il medico verbanese - questa esperienza la stiamo facendo da

anni. E’ già dal 2002 che esistono qui nel Vco i Gruppi di cure primarie, che vede associati quattro o cinque medici di base. Certamente, per ora, non siamo riusciti a mantenere l’assistenza per 24 ore, ma dal lunedì al venerdì è garantita dalle 8 alle 19. Per fare questo passaggio sarà necessario fornire le risorse». Sottolinea Passerini: «E’ un salto di qualità che si può fare a costo zero, in quanto si libererebbero delle risorse, diminuendo i posti letto in ospedale, che verrebbero investite nei

servizi sanitari del territorio. L’obiettivo deve essere quello di curare l’ammalato in ambulatorio e ricorrere all’ospedale soltanto nei casi gravi. Noi medici siamo tutti d’accordo per questo passaggio che andiamo auspicando da anni. Vogliamo, tuttavia, che si punti a modelli organizzativi adeguati al territorio e non calati dall’alto». Sono tre i Gruppi di cure primarie creati nel Vco: il più avanzato è quello di Cannobio, poi Verbania e Omegna. «Sono almeno dieci anni spiega Antonio Lillo che dirige

Daniele Passerini

il Gruppo di Cannobio - che lavoriamo con questo modello organizzativo capace di assicurare l’assistenza almeno 10 ore al giorno. Ora si tratta di estenderla a tutte le 24 ore. Si tratta

quindi di realizzare un collegamento funzionale tra i medici e gli infermieri che già operano e i medici attualmente attivi nel servizio di guardia medica. Sarà inoltre necessario creare una piattaforma informatica che consenta di mettere in rete i dati dei pazienti, in maniera tale che tutti i medici del gruppo possano accedere». Il rapporto fiduciario tra medico e paziente rimane: «Il medico di famiglia non può da solo fornire tutte quelle prestazioni che vengono richieste ai servizi territoriali per evitare gli intasamenti degli ospedali. E’ necessario quindi costruire un rapporto tra la Comunità locale ed il Gruppo di medici delle cure primarie». Il Gcp di Cannobio in questi anni ha lavorato molto in questa direzione creando anche la Fondazione comunità attiva, di cui fanno parte sette Comuni, che contri-

buisce alla gestione del servizio utilizzando risorse proprie per progetti mirati. Molto sviluppata anche l'espertienza omegnese dove il servizio viene assicurato 11 ore al giorno da lunedì a venerdì. «Finora evidenzia Silvio Beltrami coordinatore del gruppo - abbiamo GRUPPI DI CURE PRIMARIE

A Cannobio, Verbania e Omegna ora l’assistenza è garantita dalle 8 alle 19 lavorato bene. Ora però per fare il salto di qualità occorrono delle risorse, ma mi pare che le Regioni si stiano tirando indietro perché fanno presente che non c’è la copertura economica. Si può parlare di riforma a costo zero se le aggregazioni dei medici vengono fornite dall’Asl, ma se dobbiamo organizzarle noi le cose cambiano».

"Via le quattro guardie mediche. Così risparmiamo più di 1 milione"  

(LaStampaVco, 14.09.12)

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