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Due gruppi. Coinvolti i corsi di scienze umane e lingue

PRIMA CAMPANELLA

Costi. Il tablet più economico rispetto ai testi per tre anni

Zaini vuoti, in classe basta l’iPad In due classi del Cobianchi di Verbania il ritorno è senza libri: “La scuola è diventata interattiva” BEATRICE ARCHESSO

Novità in Piemonte

VERBANIA

I

l primo giorno di scuola ieri per due classi del Cobianchi di Verbania non è stato tra i tradizionali banchi ma in aula magna alla presenza di autorità, giornalisti e fotografi . L’occasione lo richiedeva, perché per loro, alunni dei corsi di Scienze umane e sociali e Linguistico sezioni A, non saranno comuni le lezioni di questo anno non saranno come quelle dei loro compagni di scuola. L’istituto di Intra è infatti tra i pochi in Italia e il primo in Piemonte ad aver abbracciato il progetto che vede entrare nelle classi la tecnologia più avanzata. Al posto di pesanti tomi dello spessore di diversi centimetri, sui tavoli c’erano infatti sottilissimi

Da ieri al Cobianchi di Verbania i ragazzi di due terze hanno gli iPad al posto dei libri Il progetto è unico nel suo genere in regione [FOTO DONADIO]

le dell’iniziativa è il 6 ottobre in presenza dei genitori (e quando forse si potrà già mostrare qualche lavoro «elettronico»). «E’ un giorno speciale per il Cobianchi - ha commentato il preside Emilio Di Biase -: sono state gettate nuove premesse, rinnovando poi l’attenzione già mostrata in passato per il mondo digitale». Un modo di stare al passo apprezzato anche dal prefetto del Vco Francesco Russo: «Meglio andrà la scuola, meglio andrà la società». L’augurio di buon anno scolastico arriva infine dal provveditore agli studi Antonio Catania: «Auspico che ce la mettiate tutta per costruire il vostro futuro, in questo caso con un metodo innovativo» ha detto agli studenti. Il vantaggio del «metodo iPad» è anche economico: «Il prezzo dei libri era pari a quello del tablet con la diffe-

IL PARERE DEI DOCENTI

RAGAZZI CONTENTI

«Gli allievi sono più coinvolti nella stesura del programma Il loro rendimento migliorerà»

«Saremo invogliati allo studio e sulle spalle porteremo meno pesi»

iPad, ricoperti dalle copertine colorate che ogni studente aveva scelto per personalizzarli e tenuti tra le mani come fossero gioielli intoccabili, gli osservati speciali. Loro, ragazzi di terza, sono «i fortunati» dell’istituto, perché seguiranno le lezioni con metodi nuovi rispetto ai compagni e si ritrovano protagonisti della novità dell’anno, che come tale ha attirato tutta l’attenzione. Non si tratta solo di «scaricare» i libri di testo da Internet, una possibilità che ora è garantita da una normativa che impone agli editori di

rendere disponibili su pc almeno parte dei volumi scolastici: «È molto di più - spiega Marina Beretta, insegnante del corso di Scienze umane e sociali -. Il programma è lo stesso per tutte le classi, con la differenza che con l’iPad l’approccio è attivo: i ragazzi infatti lavoreranno molto a casa svolgendo ricerche e approfondimenti che poi saranno discussi in classe. Naturalmente parte del materiale dovranno scaricarlo e sarà da studiare, così come le linee guida continueranno a darle gli insegnanti: insieme, però, si costruirà un “file” di dati costan-

temente aggiornato con gli argomenti in programma (le cosiddette «unità didattiche», ndr) e arricchito da ricerche, foto e video. Alla fine dell’anno si avrà un prodotto completo». L’antico metodo dello studio su testo (in questo caso digitale) non sparirà, ma sarà affiancato da una partecipazione attiva dei ragazzi al programma scolastico, utilizzando la tecnologia: se qualcuno va in vacanza in Grecia e a scuola si sta affrontando la storia di Alessandro Magno, ad esempio, al ritorno lo studente potrà arricchire il blog della classe con fotografie di

Persepoli o riprese dei luoghi in cui il re dei Macedoni diede battaglia. «La speranza è che le motivazioni degli studenti siano maggiori, perché si costruisce qualcosa coinvolgendo i ragazzi stessi: speriamo arrivino anche risultati migliori» conclude Beretta. Il «Progetto iPad», coordinato da Barbara Pesce, prevedeva che gli alunni (è stata scelta la terza per consentire un percorso «completo» che duri l’intero triennio) comprassero il «tablet» (solo qualcuno non ha aderito): la presentazione ufficia-

renza però che per i primi il costo si ripresentava ogni anno, mentre con l’iPad siamo a posto fino alla maturità» dice Roberta, studentessa di Scienze umane. «È un progetto che invoglia allo studio. Inoltre avremo un bel peso in meno sulle spalle» aggiunge Gloria. Fa un certo effetto infatti vedere ragazzi a scuola con la semplice borsa: lo zaino infatti non serve più. Basta solo l’iPad. Fotogallery www.lastampa.it/vco

Istituto Cobianchi. Zaini vuoti, in classe basta l’iPad  

(LaStampaVco, 13.09.12)

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