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Bernardino Gallo

Roberto Munizza

DOMODOSSOLA. LE VOCI DI GALLO E MUNIZZA

Attacco di Sos Ossola e Cittadinanza attiva “Asl, basta con i tagli” «Con il piano di rientro effetti devastanti per il San Biagio» «I tagli del piano di rientro dell’Asl avranno effetti devastanti: la sanità ossolana e l’ospedale di Domodossola rischiano grosso». La denuncia arriva da Bernardino Gallo del comitato «Sos Ossola». Gallo ritiene che la chiusura delle guardie mediche nelle vallate ossolane sia solo «la prima avvisaglia di quanto sta per accadere dopo l’annunciata chiusura del punto nascite. I provvedimenti in corso, ordinati dalla Regione determineranno la contrazione o il blocco delle attività chirurgiche ordinarie. L’Ossola e il suo ospedale saranno penalizzati, ma anche il Castelli e le altre realtà territoriali del Vco ne usciranno male». Il responsabile di «Sos Ossola», oltre alle accuse, offre anche delle proposte: «Dobbiamo avere il riconoscimento della peculiarità della nostra Asl, legata alla gestione di due presidi, ma anche ricevere risorse aggiuntive per l’emodinamica a Domodossola. Vanno eliminati poi i doppioni esistenti come l’ortopedia e ridotte le figure dirigenziali, spesso costose e inutili. Si chiariscano i ruoli dei due ospedali e va bloccata la costruzione delle sale operatorie a Verbania, ospedale a in-

dirizzo medico. Inoltre si trovino i fondi per ampliare l’ala di degenza del San Biagio». Ieri è intervenuta anche Cittadinanzattiva di Domodossola per denunciare quanto sta accadendo. Il presidente Roberto Munizza è critico: «Capiamo che non ci sono più soldi e che è in atto una revisione della spesa pubblica, ma è inammissibile che l’Asl possa pensare di continuare ad agire indipendentemente dal territorio, senza condividere le scelte con i sindaci. I tagli possono essere ineludibili, ma non indiscriminati. E su questo faremo la guerra fino in fondo. Anche perché la specificità montana dell’Ossola consente ragionamenti che possono comportare l’ipotesi di deroghe che age-

Unanime la richiesta del riconoscimento della specificità montana per l’azienda volano la salvaguardia della salute pubblica in zone disagiate e di difficile accessibilità». I medici in servizio nelle guardie mediche ossolane, che percepiscono 2 mila euro netti al mese in busta paga, precisano «che per il servizio sono usate le auto aziendali dell’Asl e che solo per i prelievi usano l’auto propria con la benzina rimborsata dall’Asl». La chiusura delle guardie nelle valli Anzasca, Vigezzo e Antigorio Formazza, «lascerà l’Ossola solo con i presidi di Domodossola e Premosello, dove saranno re[RE. BA.] peribili tre medici».

Attacco di Sos Ossola e Cittadinanza attiva "Asl, basta con i tagli"  

(LaStampaVco, 13.09.12)

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