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DOMODOSSOLA. VICENDE DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA

Questione “espropri” La polemica si allarga al Centro sociale La famiglia Bragoni contesta la costruzione di via Romita RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA

E’ un braccio di ferro senza fine il contenzioso sugli espropri dei terreni avvenuti a Domodossola tra la fine degli Anni Settanta e l’inizio degli Anni Ottanta. Una vasta fetta di territorio, all’epoca agricolo e oggi diventata un’area urbanizzata, dove sorgono il tribunale, la Comunità montana, il Centro sociale, il supermercato Coop ma anche palazzine e nuove abitazioni. La disputa è tra la famiglia Bragoni (Aldo, Emma, Marisa, Teresina, Andrea, Alessandro) e l’amministrazione comunale Cattrini. Questa volta però, a differenza del passato, viene coinvolta anche la Comunità montana delle valli dell’Ossola. In questi giorni infatti, sul-

nato il procedimento di esproprio a favore del privato e senza che fosse stata versata l’indennità di esproprio. Per questo la famiglia Bragoni ritiene di aver subito un danno «per la prolungata occupazione usurpativa». La vertenza, dopo che nel maggio 2011 il tribunale di Domodossola aveva accolto la richiesta dei Bragoni, è in Corte di appello a Torino che la esaminerà nell’udienza del 13 novembre. Comunità montana e Comune hanno deciso di affidarsi allo studio Maschietto Maggiore di Milano, dividendosi equamente le spese legali e individuando una comune linea di difesa. Di recente l’amministrazione comunale domese si era rivolta allo studio legale Scaparone di Torino per difendersi dalla decisione della famiglia Bragoni di opporsi alla stima

Oltre al Comune in questa vicenda è stato coinvolto anche l’ente montano

La sede del Centro sociale vicina a quella della Comunità montana

la scrivania del sindaco Cattrini e del presidente dell’ente di via Romita, Giovanni Francini, è arrivata la contestazione per «l’occupazione usurpativa dei terreni sui quali è stato realizzato il Centro sociale ossolano». La porzione dei terreni è quella che il Comune aveva

concesso nei primi Anni Ottanta alla Comunità Montana che ne aveva fatto richiesta per realizzare la «Casa dello studente, Centro sociale ossolano» in via Romita a Domodossola. Secondo i Bragoni, questo trasferimento è avvenuto senza che fosse perfezio-

dei danni derivanti dalla occupazione e per aver edificato sui terreni opere pubbliche. Sulla base di una sentenza del tribunale di Verbania era stato concordato di trasferire al Comune i beni riguardanti il contenzioso, dietro il riconoscimento di un importo di 655 mila euro, somma già versata tra l’ottobre 2011 e il gennaio 2012. Accordo sul quale però i Bragoni hanno presentato ricorso opponendosi alla stima concordata e chiedendo alla Corte di appello di annullare il provvedimento adottato dal Comune.

Domodossola, Vicenda del Centro Sociale  

Continua la polemica tra la famiglia Bragoni e il Comune, coivolta la Comunità Montana. LaStampaVCO 01.11.2012