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................................... N° 43 I GENNAIO 2010

Speciale:

Trenitalia… storie tutte italiane

Viaggi:

Il Trenino Rosso Bernina Express

Moda & Style:

Questioni di Stile by Massimo Fasoli

Medicina:

L’osteoporosi [Dott. Massolari e Delrio]


SOLO A:

B R E S C I A

V E R O N A

S I R M I O N E

C R E M A


“E’ bello scrivere ciò che si pensa: è il privilegio dell’uomo. In tutta quanta la nostra Italia si scrive solo ciò che non si pensa” Voltaire, Candido

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Editoriale di Azzurra Smolari

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direzione@15quindici.it

L’approfondimento che vi proponiamo in questo primo numero dell’anno è su Trenitalia, che detiene il monopolio dei trasporti ferroviari. Proveremo a fornire un identikit dell’azienda per come questa si propone (con la solita arroganza) e per come viene vissuta dagli utenti; e faremo un confronto con il resto dell’Europa. Cercheremo insomma di dirvi quello che ogni tanto si tende a omettere. Buon viaggio

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Amici lettori, dal momento che qualcuno pensa che io mi sia un po’ troppo ammorbidita negli ultimi editoriali, cercherò di rimediare a un simile errore dedicando questo spazio a ciò che non va in Italia (ne avremo di che scrivere per i prossimi 50 anni), ovviamente facendo un confronto con quei paesi in cui gli aspetti considerati funzionano. Qualcuno si chiederà perché continuiamo a infierire contro questa povera Italia. Ecco, vorrei precisare che biasimare il proprio paese e sottolinearne i difetti non significa necessariamente essere antipatriottici. Tanto meno lo si fa spinti da malesseri personali (credeteci, il nostro non è un lamentarsi a scopo terapeutico… anche perché poi non ci si sente meglio). Queste regate in solitaria sono piuttosto mosse dalla convinzione che una critica costruttiva sia più utile di un elogio. Dopotutto prendere atto delle proprie mancanze è l’unico punto di partenza per migliorarsi. Nessun paese è certamente perfetto. Il nostro però lo è meno di qualsiasi altro proprio perché ci ostiniamo a pensare che vada sempre tutto bene. Non facciamo altro che girare lo sguardo altrove, lontano dai problemi, continuando a procrastinare una sana autoanalisi. La sola che ci permetterebbe di vedere finalmente quanto stiamo rimanendo indietro rispetto al resto del mondo, quanto siamo indifferenti e ignoranti, quantostiamo diventando arroganti, al punto che la pratica dello scarica barile è diventato lo sport che ci riesce meglio.


E così al posto di un po’ di autocritica, si continua ad assistere a uno sbrodolamento di giustificazioni, un appello al “è dappertutto così” e infine alla celebrazione del Bel Paese, dopotutto il migliore, perché anche se non funziona quasi niente ci sono le belle donne, il mare e si mangia bene. Ma al di là di quello che ci dicono e di quello che vorremmo credere, non è dappertutto così. Ci sono paesi dove la classe politica non è un nuovo tipo di parassita, più affamato e invincibile; ci sono paesi dove il problema dell’immigrazione si è affrontato in modo serio e senza l’infinita retorica e il populismo che impera qui. Paesi dove la macchina burocratica non è così imponente da essere immobile e invece che venir snellita è ingrassata ulteriormente, perché nella confusione si mangia tutti a sbafo. Paesi dove la giustizia è tale, le tasse eque, i trasporti pubblici funzionano, l’informazione degna di questo nome. Vorrei quindi proporvi un viaggio all’interno delle nostre piaghe, alla scoperta di dove le cose vanno diversamente. A metà Settecento Voltaire, con la sua pungente ironia, scrisse un romanzetto per sbeffeggiare le dottrine ottimistiche del suo collega Leibniz. Candido, il protagonista da cui il libro prende il titolo, è un giovane ingenuo che pensa di vivere nel migliore dei mondi possibili e al quale è stata inculcata l’idea che tutto vada sempre per il meglio. Ovviamente gli capitano infinite e disumane disgrazie. Però in questo suo viaggio di sventure, Candido conosce altre realtà, vede altri paesi bellissimi. Ora, il punto non è tanto se essere ottimisti o meno. Dopotutto non c’è molta scelta: dobbiamo credere che le cose possano migliorare per dedicare davvero tutti noi stessi al loro miglioramento. Il punto è che Candido pensava che il suo paese fosse il più bello possibile, prima di vederne altri. Ciò che gli ha permesso di mettere in discussione le sue convinzioni è stato conoscere altre realtà. Forse il miglioramento comincia da due semplici passi: una sana autoanalisi e un confronto con gli altri. Un confronto che implica un atto di umiltà. Fintantoché continueremo a pensarci perfetti, fintantoché non troveremo il coraggio per metterci in discussione e ammettere che da qualche altra parte nel mondo alcune cose vanno meglio, prendendole come esempio, continuerò le mie regate in solitaria. Del resto anche io come il Candido sono un’ottimista: penso che tutto possa andare per il meglio, se ognuno di noi si impegna perché sia così. E chissà che un giorno l’Italia, diventi davvero il più bel paese possibile.

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direzione redazione amministrazione via Brescia 8 25080 Soiano sul lago (BS) tel. 393 9438145 redazione@15quindici.it

www.15quindici.it Autorizzazione del Presidente del tribunale di Brescia n. 17/2007 del 18/05/2007 prezzo di copia 1,00 euro

distribuzione Lonato Molinetto Montichiari Prevalle Rezzato Salò S. Eufemia Soiano s/L Toscolano-Maderno Villanuova s/C.

di Camilla Novali

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vicedirettore Luca Modonesi redazione@15quindici.it

art director Marianna Zocca artdirector@15quindici.it

redazione Claudio Arivetti Valentina Cane Alessandro Carboni Alberto Castrini Emiliana Cirelli Carlo Contrini Diego Corsini Agnese Facchini Massimo Fasoli Stefano Gardelli Alessandra Giotto Gianluca Gorlani

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di M. Smolari

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9-11 20-22 18-19

personal shopper di Daniela Merlino

questione di stile di Massimo Fasoli

Moda & Stile

Sport & Motori direttore responsabile Azzurra Smolari

Ingegnere di Filippo Grumi Commercialista di Ferdinando Magnino

11 Cucina

consigli dello chef di Cristian Sgotti

Posta e Comicità

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Speciale

38-40

30-31

10 Musica

di Azzurra Smolari

Normative & Consigli

medicina di Dr R.Massolari, Dr.ssa I. Delrio erbario di A. Facchini e L. Savoldi benessere di Jessica Rumi bellezza di Marianna Vindico

15quindici

Bedizzole Brescia Calcinato Calvagese d/R Castenedolo Castiglione d/S Chiari Desenzano d/R Gargnano Gavardo

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28-29

24-27

8 Cultura

libro di P. Sembeni e A. Giotto racconto di Alberto Castrini

Salute & Benessere

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informatica di Mario Bruno Veronesi

Web & Nuove tecnologie

arte di Valentina Cane design di Marianna Zocca

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Economia & Ambiente

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9Arte & Design

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44-45

cinema di Francesca Roversi viaggi di Azzurra Smolari scheda eventi

Tempo libero

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09

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l NOVEMBRE

34-37

N° 41

Attualità

di tasca nostra di Gianluca Gorlani ambiente di Marco Armanini

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punti di vista di Stefano Gardelli controcorrente di Massimo Smolari notizie in pillole di Diego Corsini

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Editoriale

Sommario

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di Azzurra Smolari 4-5

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Filippo Grumi Margherita Grumi Anna Leopaldo Silvia Lombardi Ferdinando Magnino Daniela Merlino Camilla Novali Francesca Roversi Jessica Rumi Loredana Savoldi Paola Sembeni Paola Serena Cristian Sgotti Madame SìSì Massimo Smolari Mario Bruno Veronesi Valentina Vezzani Marianna Vindico Marianna Zocca

illustrazione editoriale Valentina Vezzani

stampa

Tipolitografia S. Eustacchio

crediti fotografici Per le immagini senza crediti l’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. E’ Ovviamente a piena disposizione per l’assolvimento di quanto concorre nei loro confronti.

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per la tua

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AttualitĂ 

................................... 15 GENNAIO - 15 FEBBRAIO

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Eventi

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PERIODICO FREE PRESS


Brescia e provincia

Verona e provincia

organizzatore: K-studio quando: 20, 27 gennaio, 3, 10, 17, 24 febbraio, 3, 10 marzo ore: dalle 16.30 alle 18.30 dove: Scavi Scaligeri, Verona costo corso: 30 euro Info: Aster tel. 045. 8000804, www.labinprogress.it www.k-studio.it

Magicamente. Piccoli apprendisti stregoni cercasi Corso di Cartoons 2010

quando: venerdì 22 gennaio ore: 22.00 dove: Auditorium A. Celesti, via Bagatta 7, Desenzano (Bs) ingresso: 10 euro Info: tel. 338 3685525

all’ADMO (Ass. Donatori Midollo Osseo)

Parte del ricavato andrà in beneficenza

AC/DC Tribute Nite

organizzatore: LAMS quando: venerdì 23 gennaio ore: 18.00 dove: Fnac, Via Cappello, 34, Verona costo corso: gratuito Info: Aster tel 045. 8000804, www.labinprogress.it, www.k-studio.it

Presentazione CD con i gruppi vincitori

Bande Sonore. Concorso per artisti emergenti Edizione 2009

Unica data Bresciana del gruppo lanciato da X Factor; special guest Fatgetta quando: sabato 23 gennaio ore: 24.00 dove: Discoteca Florida, via Montichiari 47, Ghedi (Bs) Info e liste: tel.3281259022

The Bastards Sons of Dioniso live tour + Fargetta

Verona Cabaret

Commedia brillante di Carlo Goldoni, interpretata da La Barcaccia di Verona quando: venerdì 29 gennaio ore: 21.00 dove: Teatro Don Gorini, piazza XXV Aprile, Bedizzole (Bs) Info: www.bedizzoleteatro.com

Shodo

maestro Suikei Yoshioka (fino al 23 gennaio)

organizzatore: Verona Cabaret, associazione culturale organizzatore: Esposta, quando: mercoledì 27 gennaio associazione culturale ore: 21:30 dove: Cantine quando: fino a sabato 23 gennaio Dell’Arena - Piazzetta Scalette orari: Giovedì 16:00-21:30, Rubiani, 1, Verona Venerdì e Sabato, 16:00 - 24:00 ingresso: gratuito dove: Via dell’ Acqua Morta n° 13, Info: tel. 3404760511 Verona ingresso: libero www.veronacabaret.com Info: tel. 348.4511542; e su FACEBOOK www.esposta.net

L’arte della Calligrafia Giapponese.

Regata: Ski Yachting quando: sabato 30 gennaio dove: Desenzano, Specchio antistante il lago Info: tel. 030 9143343

I due gemelli veneziani

quando: venerdì 29 gennaio ore: 22.00 organizzatore: Just Married, associazione culturale dove: Teca, via Basso Acquar 28/A, Verona ingresso: 10 euro + 5 di tessera Info: www.justmarriedvr.com e su FACEBOOK

Just Married Party KEVIN SAUNDERSON “ THE ELEVATOR

Una mostra-percorso che presenta la cultura dei popoli attraverso esperienze percettive che guideranno il visitatore da un continente all’altro quando: fino al 14 febbraio 2010, da martedì a venerdì ore: 9 – 12; 14 – 17. Sabato e domenica ore: 14 - 18.30 dove: iCastello di Padernello - Borgo San Giacomo (Bs) Info: tel. 030 9408766 www.castellodipadernello.it

Un mondo di spezie. La Rivoluzione dei Sensi


Erettometro e ansia da comprensione

Come spesso accade, le ricerche scientifiche sui comportamenti sessuali degli esseri umani non servono ad altro che confermare ciò che si sa già da millenni. Il nuovo rivoluzionario studio canadese condotto dalla Queen’s University e pubblicato sulla rivista Archives of Sexual Behaviour, afferma perentoriamente che uomini e donne sono così diversi a livello sessuale da essere ahimè condannati a un’incompatibilità perenne.

Attualità

............................. punti di vista

In fondo ci siamo sempre chiesti perché le donne siano così diverse da noi, 9

stefanogardelli@libero.it

che non perdiamo occasione, se soli, per dedicarci al nostro passatempo preferito. E quante volte le abbiamo incalzate increduli ad ammettere di fare qualcosa che per noi è così normale? Le donne, come mostra la ricerca, sono eccitate da quei famosi stimoli mentali che, nella quasi totalità dei casi, lasciano noi del tutto indifferenti. In questo contesto, aggravato dall’incomunicabilità di fondo e dalle difficoltà relazionali che ci affliggono, come si può pretendere da noi, esseri semplici e rozzi, un’interpretazione di desideri e bisogni di donzelle che non sono nemmeno capaci di accordare sensazioni e reazioni fisiologiche? Che le donne indossino i nostri panni! La maggior parte degli uomini se ne fregherà e continuerà incurante di risposte psicologiche o fisiologiche, ma per i pochi che sentono il problema, una piacevole zompettata si colorerà con le tinte grigie della famigerata ansia da comprensione. “Se è eccitata, è perché sta pensando all’idraulico con in mano la brugola? E se invece non si eccita è perché mi ha sentito mentre facevo la cacca? E se...” Dunque, nessuna speranza di comprensione reciproca. E nonostante gli esperti credano che analizzare la differenze di genere possa servire per trovare una compatibilità sessuale, la verità è che l’evoluzione ci ha giocato un brutto tiro. O forse è stata la salvezza della nostra civiltà: se le donne fossero state come noi uomini, chi mai si sarebbe dedicato a fare qualsiasi altra cosa al di fuori del sesso?

di Stefano Gardelli

L’esperimento, condotto nell’arco di 40 anni (ma ci vuole così tanto a trovare dei candidati che vogliano essere eccitati?) su 2.500 donne e 1.900 uomini, era teso a valutare le risposte fisiologiche degli organi riproduttivi di fronte a stimoli sessuali di diversa natura. Posti di fronte a immagini pornografiche, video, ecc.. è stata analizzata l’erezione negli uomini e l’aumento del flusso sanguigno genitale nelle donne. Alle cavie è stato chiesto di indicare uno o più momenti, durante l’esposizione a questi stimoli, in cui si sono sentiti “eccitati”. Le risposte sono poi state confrontate con i dati fisiologici rilevati. Il sorprendente risultato ha evidenziato una mancanza di sincronia nelle donne tra dato fisiologico e percezioni psicologiche. Simultaneità invece presente negli uomini. Infatti, mentre il corpo di questi ultimi reagisce sempre quando sono eccitati, ciò non accade nelle donne. Alcune si sono dette eccitate, anche se non vi era stato alcun cambiamento nel flusso di sangue nei genitali; mentre altre non lo erano malgrado il suo aumento. Insomma, gli uomini sono prevedibili, coerenti. Le donne diranno scontati e banali, io opterei per logici e lineari, a differenza di loro.

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2 Attualità

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di Massimo Smolari

controcorrente

Crisi

La

Italiana

Il piagnisteo cronico tutto italiano che sovrasta il panorama mediatico è un fenomeno che ci contraddistingue e ci caratterizza in tutto il mondo occidentale. Siamo un paese indolente, ipocrita e ora anche lamentoso; ci si lagna di tutto ormai, spesso senza fare nulla, in attesa che magari sia lo stato ad occuparsene. Certo, la crisi esiste, è innegabile: è seria e durerà probabilmente ancora a lungo, sconvolgerà interi settori produttivi che dovranno ripensare il loro futuro e modificherà il tenore di vita di molti italiani. In paesi come gli Stati Uniti (dove è cominciato tutto) intere classi sociali sono state stravolte, migliaia di famiglie di impiegati, operai, dirigenti sono cadute dell’abisso e hanno perso lavoro, casa, assistenza medica; in molti sono finiti a dormire in auto o in tendopoli improvvise con i propri figli. In città come Detroit, Chicago o Los Angeles, intere vie sono deserte e davanti alle case vuote i cartelli “FOR SALE” sono onnipresenti. Ora la vera sfida americana è salvare dal naufragio chi ha perso tutto. I nuovi homeless rappresentano l’altra faccia di un sistema sì efficiente e opulento, ma ingeneroso e spietato per chi cade travolto dai propri errori. Li abbiamo visti intervistati dalle varie televisioni pieni di sconforto, ver10

gogna ma anche di dignità. Quella che a noi manca. Gli italiani si lamentano, ma non sono disposti ad alcuna rinuncia, ad alcun sacrificio. La vita è troppo corta e ridimensionare il proprio tenore di vita è insopportabile. Infatti il 2009 è stato un anno boom per viaggi e vacanze in genere, per le automobili (pur con gli incentivi) e i consumi globali sono scesi solo leggermente. Anche la pubblica amministrazione (centrale e locale) continua a guardare con spezzo alla crisi e non sembra voler diminuire in alcun modo la spesa pubblica. Pochi gli italiani che hanno rinunciato a qualcosa. Continuano a evitare lavori non graditi che lasciano agli stranieri; anche al sud, dove lamentarsi è pratica quotidiana, molte migliaia di extracomunitari continuano a lavorare nei cantieri edili e nelle campagne lasciate vuote. Meglio godersi la vita: dopotutto siamo italiani e questo è il paese più bello del mondo.


Google

è la parola del decennio

E’ “Google” la parola del decennio: questo il verdetto dei membri dell’autorevole American Dialect Society, fondata nel 1889. Durante il loro congresso annuale i maggiori linguisti americani scelgono solitamente la parola dell’anno: nel 2009 la scelta è caduta su “tweet”. L’ultimo raduno è stato anche l’occasione per decidere la parola del decennio. Dopo un acceso dibattito ha vinto “Google”.

Vecchie agende del ‘99? Ricicliamole quest’anno

Attualità

............................. notizie in pillole

Lo sapevateche...? La prima coppia mostrata a letto in TV fu Fred e Wilma Flintstone.

Viveva con un cinghiale di 150 kg

Teneva in casa un cinghiale di 150 kg e due pitbull. La scoperta è stata fatta dai carabinieri, intervenuti in seguito alla segnalazione di alcuni vicini, inquietati da strani rumori. In una stanza hanno trovato due pit bull mentre in un’altra un grosso cinghiale. L’uomo si è giustificato raccontando che aveva deciso di accogliere il cinghiale dopo che il terreno dove viveva era stato oggetto di atti vandalici. Temendo per la sua incolumità gli aveva lasciato la camera degli ospiti.

Gli Italiani? Si riscoprono ottimisti

Il 2010 inizia con un bella ventata di speranza tra gli italiani. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulle condizioni economiche delle famiglie: il 39% degli italiani è convinto in una ripresa dell’economia nei prossimi mesi. Il partito degli ottimisti è seguito da coloro che ritengono che la situazione rimarrà stabile (29%), mentre per il 22% lo scenario è destinato a peggiorare. Nel complesso gli italiani dimostrano di essere tra i cittadini più ottimisti d’Europa, in compagnia di svizzeri e portoghesi.

Negli Stati Uniti ogni giorno vengono stampati più soldi per il gioco del Monopoli che per la Tesoreria. La parola “cimitero” deriva dal greco “koimetirion” che significa “luogo per dormire”. Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti. Se non c’erano state perdite, si scriveva “0 killed”. Da cui l’espressione OK nel senso di “tutto bene”. Ciascun re delle carte da gioco rappresenta un grande re della storia: Picche: Davide, Cuori: Carlo Magno, Fiori: Alessandro il Grande, Denari: Giulio Cesare I giubbotti antiproiettili, le uscite antincendio, i tergicristallo e le stampanti laser hanno una cosa in comune: sono stati tutti inventati da donne. Per legge, le strade interstatali degli Stati Uniti hanno almeno un miglio di rettilineo ogni 5. Questi rettilinei possono essere utili come piste di atterraggio per gli aerei in casi di emergenza o in guerra. In Scozia, quando inventarono un nuovo gioco solo per uomini, lo chiamarono “Gentlemen Only Ladies Forbidden” da cui, più brevemente, GOLF. 11

di Diego Corsini diego.corsini@gmail.it

Chi non riesce a buttare via nulla, nel 2010 avrà una piacevole sorpresa. L’agenda del 1999 può essere riutilizzata quest’anno: i giorni della settimana e il numero dei giorni dei mesi coincidono. E le agende dell’anno appena concluso? Tranquilli, si potranno usare nel 2015, tra soli sei anni!

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3 Economia & Ambiente

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di Gianluca Gorlani

Studio di Consulenza “San Michele”© e “Club Opportuni Investimenti”® piccolorisparmiatore@vodafone.it

g.gorlani@tiscali.it

di tasca nostra

Buon compleanno ”Di Tasca Nostra©”! Le opinioni espresse non devono essere intese come consigli di investimento. Buon anno dalla rubrica economica di “15Quindici”, della quale festeggiamo il primo compleanno! Se volete “riprendere il filo”, anche “senza fili” ma con un PC collegato a Internet, in pochi secondi nel nostro sito ufficiale potete ritrovare tutti gli articoli del 2009 e (novità) scaricare tutti i numeri! http://www.15quindici.it/arretrati.htm Le analisi prudenziali da noi fatte nel 2009 rimangono valide “per le nostre tasche”, nonostante gli esperti ritangano che nel 2010 vi possa essere un miglioramento. Aspetto di sapere cosa ne pensate. Feste finite dunque, facciamo il punto della situazione delle finanze familiari. I risparmiatori di seguito saranno appellati “investitori”… perché no?

Rischio medio = guadagno basso

Nonostante sia disponibile abbondante letteratura finanziaria, noi investitori rimaniamo pigri e diffidenti e, se proprio dobbiamo investire in qualcosa diverso dalla casa, semplicisticamente scegliamo il “rischio medio”, pensando che la scelta intermedia fra i due estremi sia pressappoco la migliore.

zione è coperta) o ancora assicurazioni; occhi aperti almeno a: rischio, costi, durata e contenuto finanziario (“hai detto gnente” risponderebbe Verdone!). Annualmente cerca di versare almeno 2mila euro nella previdenza integrativa, cui è associato un beneficio fiscale molto alto; è OK profilo di rischio alto se mancano almeno dieci anni di lavoro alla pensione.

Rischio basso = guadagno bassissimo

L’anno del risparmio

E fin qui è ancora buono pensare che, come dicevano i Romani (di una volta) “in medio stat virtus”. Più difficile è resistere alla tentazione del “rischio zero”. Immagino cosa penserete ora che vi svelo che non esiste più il “rischio zero” e che, per giunta, il rendimento associato non compensa nemmeno l’inflazione. E allora? Cosa deve fare un risparmiatore deluso da tutto e tutti?

Diversificare in base a tempo e rischi

Rispondo a Francesco di Cantarane. Di tutti gli strumenti di investimento che mi hai elencato, tieni abbondante liquidità su uno o più conti correnti di Banche “sicure” (le puoi riconoscere anche dai bassi tassi che offrono, difficilmente non più dello 0,5% netto), e non più dei 103mila euro garantiti “dal debito pubblico”. Quei risparmi che pensi di non dover spendere da qui a 5 anni potresti investirli in Titoli di Stato che rendono (BTP 3 anni; dati al 18/12/08) l’1,8% netto, o in polizze vita con garanzia di capitale e di rendimento (le migliori garantiscono l’1,75% netto, ma possono rendere nei prossimi anni il 3% netto, coprendo anche dall’inflazione). Risparmia almeno 200 euro al mese, che potrai investire con piani di accumulo di banche (anche azionari, rischio alto, ma almeno l’infla12

I più fortunati di noi potrebbero pensare che l’anno dei risparmi sia appena finito, qualcun altro esattamente il contrario: “altro che risparmi!? forse l’anno dei debiti” avrai pensato, Andrea di Via Bezzecca; per fortuna le finanze della tua famiglia sono ora sotto controllo, ringraziando il Cielo (e i tuoi sforzi), vero?... Auguriamo a tutti che il 2010 sia finalmente l’anno del risparmio, e degli investimenti! Banca, quanto mi rischi! …Seguito del famoso motto “quanto mi costi”, citiamo “Forbes”, una delle più importanti riviste di finanza del mondo. Lo scorso ottobre Brian Bloch indicava come tenere sotto controllo il rischio del portafoglio (non il borsellino!). La sua Regola d’oro: il livello di esposizione al rischio di un investitore è fondamentale per l’intero processo d’investimento. Purtroppo per noi siamo portati a fraintendere questa regola e, sia noi investitori che gli intermediari, dedichiamo troppo poco tempo a determinare il livello appropriato di rischio. Grazie per l’attenzione Bedizzole, il 08/01/2010


3 Economia & Ambiente

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di Marco Armanini

info@carsharingbrescia.it

ambiente

Il sistema dei trasporti contribuisce a rilasciare nell’atmosfera enormi quantità di CO2 e ogni viaggio in auto influisce inevitabilmente sull’equilibrio climatico del pianeta. Il car sharing può contribuire a ridurre questo impatto ed essere una risorsa importante per la mobilità sostenibile. Tra poche settimane al via il nuovo servizio di car sharing a Brescia. “Se hai bisogno di un litro di latte al giorno, tieni forse una mucca in garage?”. Un ragionamento simile si può fare anche per il bisogno di “automobilità”. E’ possibile avere un’auto a disposizione senza possederla? Si può usare all’occorrenza e pagare solo l’effettivo utilizzo, evitando i costi di manutenzione, tasse, assicurazioni e senza nemmeno pagare la benzina? Con il car sharing è possibile offrire ai cittadini un nuovo modello di mobilità che prevede l’uso dell’auto solo quando serve, privilegiando spostamenti più sostenibili: a piedi, in bicicletta, con i mezzi del trasporto pubblico. Cos’è un car sharing? Il car sarin è un servizio di auto condivisa che prevede l’uso collettivo di un parco auto. Queste sono a disposizione di un gruppo di abbo14

l’auto in condivisione nati che le utilizzano grazie a un sistema di prenotazione, pagando solo l’effettivo utilizzo. Per un numero sempre crescente di persone possedere un’auto è un peso e non averla, tuttavia, una limitazione. Il car sharing può essere la soluzione ideale, in particolare per chi percorre meno di 10mila chilometri annui. Oltre a essere vantaggioso per il singolo, comporta poi una serie di effetti positivi per la collettività: meno macchine in circolazione, meno parcheggi, meno traffico e inquinamento, più qualità della vita. Car Sharing Brescia offre inoltre ai propri abbonati un motivo di soddisfazione in più: la climaneutralità. Cosa significa? Grazie a questa innovazione, si avrà il piacere di guidare senza contribuire all’incremento dell’effetto serra, responsabile dei cambiamenti climatici. La soluzione è semplice: una volta calcolata la quantità di anidride carbonica per chilometro emessa da ogni vettura, sarà possibile conoscere l’esatta entità delle emissioni annue di ogni abbonato e quindi compensarle con progetti di tutela del clima, realizzati dall’organizzazione certificata myclimate di Zurigo in Paesi come India, Indonesia, Cambogia, Sudafrica, Eritrea, Costa Rica. Andare in

auto darà quindi la possibilità di contribuire allo sviluppo economico delle popolazioni locali di questi Paesi. Il servizio car sharing a Brescia è gestito dalla società Muovosviluppo di Padova e partirà il primo febbraio. Il gestore metterà a disposizione degli associati veicoli utilizzabili 24 ore su 24. L’abbonamento annuale per il primo anno ha un prezzo promozionale di 50 euro; l’utente pagherà poi solo l’effettivo utilizzo dell’auto, a cui si applicano due tariffe: quella oraria e quella chilometrica. Per l’abbonato non ci sono altre spese (dal carburante all’assicurazione, dalle tasse ai lavaggi, fino alla manutenzione) né perdite di tempo. Ogni volta che desidera procurarsi un’auto, gli basta prenotare chiamando il call center, attivo 24h tutti i giorni dell’anno, o facendolo via Internet. Può quindi andare a ritirare l’auto presso il parcheggio predisposto dove la riconsegnerà al termine dell’utilizzo. Riceverà infine periodicamente la fattura relativa all’utilizzo delle vetture. Per info:

tel (+39) 030 205 3573 info@carsharingbrescia.it www.carsharingbrescia.it


tanti numeri, ma solo tre contano!!!

Soluzioni creative per la vostra comunicazione

Formazione Advertising Web solutions Studio361° nasce come valido supporto tecnico e sviluppa come consulente per Clienti che non intendono La nostra realtà, grazie all’utilizzo delle nuove versioni di AdobeCreativeSuite, è strutturata per offrire tempistiche di produzione bassissime e costi contenuti, in modo da permettere ai nostri Clienti di incrementare al massimo la propria competitività sul mercato. Studio 361° Via Bonomelli 17 25123 Brescia

tel. 030.5240195 info@studio361.it www.studio361.it


4 Web & nuove tecnologie

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di Bruno Mario Veronesi

endeios@gmail.com

informatica

World Of Nerdcraft Quanto è virtuale la realtà simulata?

Da ben quattro anni sono a diretto contatto con uno dei fenomeni sociali e tecnologici più peculiari della storia, gli MMORPG. La sigla sta per Massive Multiplayer Online Role Playing Game, ovvero “gioco di ruolo online a multiutenza massiva”. In sostanza un gran numero di utenti si collegano a una piattaforma, tramite la quale manovrano un personaggio in una sorta di mondo “parallelo”. Si tratta di giochi interattivi, in cui i giocatori interagiscono tra di loro. Vorrei analizzare in particolare il gioco “World of Warcraft”, spesso chiamato in causa quando si parla di tossicità da videogiochi a causa della sua vastissima diffusione in tutto il mondo. Uno dei motivi per cui si cade in questa addiction è che “se gli dai tempo, ti ripaga in emozioni”. Non è uno scherzo ma una constatazione: a livello mentale (soprattutto di autostima) il giocatore si sente ampiamente ripagato del tempo passato davanti al gioco: ogni volta che si immerge nel virtuale questi riceve qualche oggetto, qualche particolare potere, si avvicina a una meta che solo lui (così viene suggerito dalla macchina) può conquistare. Diventa a tutti gli effetti un eroe e vive in un mondo favoloso, circondato da altri eroi con in quali coalizzarsi di volta in volta per scongiurare distruzioni planetarie o punire il malvagio di turno prima che sottometta il mondo intero. Durante questo percorso il giocatore viene a contatto con altre “persone”, con le quali intrattiene rapporti e forma strutture definite “gilde”, gruppi di giocatori alleati per far fronte alle avversità del mondo immaginario. E’ proprio questa componente “sociale” della vita virtuale a essere in buona parte causa della tossicità: talvolta si creano aspettative all’interno di questi contesti che non possono essere disattese, pena la “magra figura” di fronte al gruppo. Altro aspetto pericoloso, la dipendenza che comporta: questi giochi non finiscono mai e sono progettati per una progressione infinita, dal momento che vengono sempre aggiunti nuovi livelli. 16

Il successo di questi giochi dipende dal fatto che l’essere online e raggiungibili, e quindi elementi attivi del network, è gratificante e fa sentire l’individuo accettato. Fa leva sul suo bisogno di partecipazione. Si ha prova di questo in particolar modo analizzando i sistemi di social network, come facebook. In entrambi i casi si entra a far parte di una rete di individui che pian piano si sostituisce alla rete originaria (cioè quella reale). Le persone colpite da questa assuefazione presentano sintomi simili a quelli dei tossicodipendenti: scoppi d’ira, depressione, crisi di pianto, ansietà, sonnolenza diurna (dovuta a nottate sul PC o come sintomo di depressione), procrastinazione e addirittura abbassamento delle difese immunitarie. Ciò a dire che è una dipendenza vera, che può persino portare a tragedie, come ricorda la storia di un giovane cinese che, derubato di un manufatto virtuale (una spada), ha fisicamente aggredito il ladro, uccidendolo. Perché qualcuno cade nella trappola della rete e altri ne escono incolumi? Oltre a motivi psicologici, sembrano esistere fattori che predispongono alla dipendenza da “realtà virtuale”. Recenti studi hanno individuato nella sindrome di Asperger un ruolo di particolare rilevanza all’interno della fenomenologia, anche se gli stessi studiosi non azzardano nessuna ipotesi, preferendo una preliminare raccolta di dati. Forse usare la rete con un po’ più di saggezza, a volte aiuterebbe. Il pericolo non è mai nel mezzo, ma in come viene recepito e usato.


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5 Normative & consigli

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di Filippo Grumi info@ingfilippogrumi.it

ingegnere

Comprar casa

breve guida all’acquisto della casa

Negli scorsi numeri ho fornito a quei lettori di 15Quindici che vogliono costruire il proprio nido una breve guida per districarsi nel complicato mondo dell’edilizia, tra leggi, burocrazia e costi (trovate tutti i miei articoli online sul nostro sito). Nei prossimi farò lo stesso per chi ha deciso di accorciare i tempi e comprare una casa costruita da altri. Questa via abbrevia le tempistiche e riduce i cosiddetti “pensieri”, ma non è comunque una scelta facile: bisognerà adattarsi a quello che si trova e le cifre possono comunque essere considerevoli. Chi ha trovato l’occasione che aspettava tramite parenti o amici o può contare su un tecnico di fiducia (cosa che comunque consiglio di fare) si senta pure esonerato dalla lettura dei futuri articoli di questa rubrica.

Infatti le prossime puntate saranno dedicate ai lettori che, comportandosi come chiunque voglia acquistare qualcosa, si reca presso lo specifico negozio. Nel nostro caso il negozio è l’agenzia immobiliare. La recente crisi economica ha avuto pesanti conseguenze in campo immobiliare. In ogni paese, nel recente passato, si potevano contare decine di agenzie immobiliari con decine di immobili nel proprio catalogo. Le case erano proposte in vendita oppure in acquisto; era praticamente impossibile trovare qualcosa in affitto, anche sulle riviste immobiliari; mentre i prezzi, a detta di quasi tutti i tecnici, erano altissimi, a partire da quelli di acquisto dei terreni. Il costo di costruzione della case era invece sostanzialmente fermo se non leggermente aumentato a causa dell’entrata in vigore delle nuove normative sulle costruzioni antisismiche (oggi praticamente tutte) e sul contenimento del consumo energetico. Anche in questo campo si è ora assistito a una specie di selezione naturale: alcune agenzie, anche quelle dai nomi più blasonati, hanno chiuso i battenti; i prezzi delle case sono praticamente stabili se non addirittura in calo per quei fabbricati costruiti prima delle nuove leggi… dopotutto, comprereste una casa in classe E costruita 3-4 anni invece che una di Classe B costruita oggi, ovviamente a parità di prezzo? Bene, allora mano al portafoglio e usciamo a far compere… ci sono anche i saldi!!

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Chi sbaglia paga!

Normative & consigli

Quest’anno vorrei dedicarlo prevalentemente (salvo interessanti/urgenti novità) a spiegare alcune parole utilizzate normalmente nella lingua fiscale. Chi volesse spiegazioni più sofisticate potrà scrivere a magnino@tin.it

commercialista

Il contribuente destinatario dell’attività in questione non può beneficiare del diritto di avvalersi di alcune opportunità previste dalla legge in suo favore ad esempio del ravvedimento. Il Ravvedimento è l’atto con cui il contribuente regolarizza le omissioni e le irregolarità compiute in sede di compilazione e presentazione della dichiarazione dei redditi, e nel pagamento dell’importo dovuto. Accise: rientrano nella categoria delle Imposte Indirette gravanti su determinati prodotti energetici o di origine alcolica. L’imposta può essere dovuta al momento della fabbricazione o dell’importazione oppure a quello del consumo. Aliquota: percentuale che deve essere applicata alla base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta. Essa indica la misura del prelievo fiscale e può essere fissa oppure può aumentare all’aumentare della base imponibile (progressiva), o diminuire all’aumentare della base imponibile (regressiva). Ammortamento dei beni: imputazione contabile per quote del costo originario di un bene che ha carattere durevole, sia materiale o immateriale, concorrendo alla determinazione dei costi riferiti ad ogni periodo d’imposta. 19

di Ferdinando Magnino magnino@tin.it

Abitazione principale: è l’abitazione che può usufruire di varie agevolazioni, ad esempio la detrazione degli interessi del mutuo stipulato per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione, o l’esclusione dall’ Irpef. Ai fini Irpef è quella posseduta a titolo di proprietà o di altro diritto reale ed utilizzata dal contribuente e/o dai suoi familiari come abitazione abituale. Per beneficiare delle agevolazioni previste ai fini di Imposte dirette, in caso di trasferimento di un’unità immobiliare (compravendita, donazione, successione), è necessario che la stessa abbia i requisiti per essere definita “prima casa”, cioè l’immobile non di lusso acquistato nel comune di residenza o di lavoro da chi non possiede la proprietà di altra abitazione nello stesso comune. Accertamento: atto o insieme di atti compiuti dall’Agenzia delle Entrate, entro i termini previsti di decadenza, ai fini della determinazione dell’imponibile e dell’imposta dovuta dal contribuente. Gli uffici procedono all’accer-

tamento impiegando i dati contenuti nella banca dati dell’anagrafe tributaria e delle notizie acquisite direttamente (tramite accessi, verifiche, ispezioni presso il contribuente) o indirettamente. La procedura, solitamente, termina con la notifica degli addebiti tramite apposito avviso. Accertamento induttivo: si applica ai redditi derivanti da attività d’impresa e di lavoro autonomo, riguarda esclusivamente i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Mediante questo tipo di accertamento si perviene ad una ricostruzione extracontabile del reddito. Sia ai fini delle imposte dirette che ai fini Iva, esistono 2 tipologie di accertamento induttivo: > Accertamento tradizionale: ammissibile solo al verificarsi di gravi violazioni contabili determinate dalla legge (es. se dal verbale d’ispezione risulta che il contribuente non ha tenuto o ha sottratto all’ispezione più scritture contabili obbligatorie) > Accertamento basato sugli studi di settore e sui parametri (ossia su strumenti statisticomatematici). Accessi, Ispezioni, Verifiche: attività di controllo svolta nei locali in cui viene esercitata l’attività del contribuente.

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6 Speciale

di Azzurra Smolari

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Trenitalia... storie tutte italiane Come anticipato, il fortunato vincitore dell’approfondimento al vetriolo questo numero è Trenitalia. Sì, proprio lei, quell’Azienda il cui slogan suona: “Trenitalia, non sai quando parti e soprattutto non sai quando arrivi. E di grazia che sei partito”. Quell’Azienda che per far decollare il suo fiore all’occhiello, la reclamizzatissima Frecciarossa, ha soppresso varie linee ordinarie utilizzate dai pendolari, creando disagi a chi le affollava ogni mattina per andare a lavorare. Ma chissenefrega, dopotutto l’importante è il marketing, mica quegli sfigati dei viaggiatori. Purtroppo quel fiore all’occhiello ora sembra più il gadget di un pagliaccio: come denunciano i dati raccolti dalla Procura della Repubblica di Torino, il 70% dei treni superveloci arriva

in ritardo. Uno splendido servizio di alta velocità. Va bene, penserete voi, quei poveri viaggiatori gabbati, che hanno pagato salatissimi biglietti per arrivare prima (un biglietto Milano Napoli con Frecciarossa costa 98 euro in 2° classe, contro i 56,50 di un intercity), verranno perlomeno rimborsati. Ingenui. Sottovalutate Trenitalia, la quale, visto l’andazzo, ha nel frattempo allungato i tempi per ottenere il risarcimento dei ritardi da 26 minuti a 2 ore. E così chi acquista un biglietto Frecciarossa pagandolo quasi il doppio, anche se arriva con un’ora e 59 minuti di ritardo non riceve alcun rimborso. Dopotutto per Trenitalia i ritardi non sono un’eccezione di cui scusarsi, ma una prassi che i viaggiatori devono mettere in conto. E anche quando i rimborsi sono previsti per regolamento, Trenitalia riesce a trovare una via di uscita. Se per esempio i ritardi sono causati da maltempo, l’Azienda non rimborsa. E così basta una leggera pioggerellina per cancellare ogni speranza. A proposito di ritardi e maltempo, pare che Trenitalia non aspetti altro per potersi finalmente abbandonare alla sua vera natura: l’inefficienza più estrema e sfacciata. Ricordate la nevicata di Natale? Quasi tutti i treni soppressi, nessuna informazione. E come se non bastasse, la beffa: consigliare tramite comunicato stampa di portarsi panini e maglioni pesanti è la posizione più rappresentativa di un’azienda che invece di provvedere in qualche modo 20

(magari dotando i vagoni di coperte e cibarie) e supplire alle proprie deficienze (con tanto di dovute scuse), si scrolla di dosso il problema. E anche in quel caso, di risarcimenti nemmeno l’ombra. E’ forse colpa di Trenitalia se nevica in pieno Inverno? Come reagiscono i poveri viaggiatori? I sentimenti varia-

no dallo stupore alla rassegnazione, dalla rabbia all’indignazione. Più che chiedere rimborsi per sentirseli negare e ritrovarsi su blog terapeutici in cui finalmente trovare qualcuno disposto ad ascoltarli, non possono far altro. Navigando in rete, quello che ho trovato più divertente è il sito “Pendolari in piazza” (pendolarinpiazza.altervista. org). La presentazione si commenta da sola: “Questo sito nasce dalla richiesta che i Viaggiatori delle Ferrovie possano essere considerati cittadini con diritti e doveri; il primo diritto è quello di essere SEMPRE E COMUNQUE


INFORMATI”. Si chiede solo un po’ di rispetto insomma: non tanto un servizio decente, ma sapere almeno quanto indecente sarà di volta in volta. …E Trenitalia? Ovviamente si difende: mai ammettere i propri errori, mai chiedere scusa. Come dicevamo, è questa la prassi consolidata in Italia. In caso di errore, la tattica è sempre la stessa: trovare un capro espiatorio prima possibile e nel frattempo attorniarsi da una serie qualsiasi di giustificazioni. Infine far credere che funzioni dappertutto così. Avere una posizione dominante sul mercato, ossia detenere il monopolio e riuscire a influenzare massicciamente i mass media, aiuta. Sì perché mentre imperava il maltempo (che imprevisto impensabile, questo del maltempo! Chi l’avrebbe mai detto che avrebbe nevicato a Dicembre!) causando disagi in

mezza Europa, ciò che si è accuratamente omesso è che in alcuni paesi tutto ha funzionato quasi regolarmente: da noi è sempre meglio trovare conforto guardando quelli messi (male) come noi o, ancora meglio, quelli messi peggio. Ma occultamenti e meschinità a parte, chi sta meglio c’è. In Svizzera, dove copiose nevicate sono frequenti, i

treni sono comunque puntuali. I giorni in cui le nostre stazioni erano in preda all’anarchia, i disciplinati treni svizzeri hanno subito ritardi giusto di qualche decina di minuti. In Russia, altro paese dove sembra che ogni tanto faccia freddo e nevichi, i treni vanno a ogni condizione. Un nome per tutti: la TranSiberiana. Penserete voi: altri paesi, altre reti ferroviarie. A smentire l’idea che il problema non stia nei mezzi a disposizione, ma nell’inefficienza di chi li gestisce, il fatto che nel caos natalizio nostrano, tra treni cancellati e attese sotto la neve, una compagnia di Eurocity ha viaggiato indisturbata tra Monaco di Baviera e Bologna, “bucando” il Brennero dieci volte al giorno e con un solo convoglio cancellato (in partenza da Milano, ma i clienti che avevano

acquistato il biglietto sono stati portati in pullman a Verona e lì imbarcati per Monaco). Si tratta degli Eurocity di Deutsche Bahn-Obb, presenti dallo scorso 13 dicembre sulla rete del centro-nord Italia. Che non si sappia niente è del tutto normale: il personale Trenitalia

ha l’ordine di non fornire informazioni a riguardo. Del resto il nuovo treno austro-tedesco scalfisce il monopolio delle Ferrovie, visto che i clienti possono acquistare i biglietti anche per tutte le tratte interne ai confini italiani (Milano, Verona, Trento e Bolzano le principali fermate). I biglietti si possono acquistare a bordo senza maggiorazioni e prenotando online la tariffa è ridotta. Probabilmente la condizione dei nostri trasporti è quello che accade quando si verificano situazioni di monopolio: ritardi cronici, talvolta senza che i viaggiatori abbiano le necessarie informazioni; rimborsi contemplati solo su carta ma inesistenti in realtà; treni sporchi e stazioni pericolose. La Svizzera ha un sistema efficientissimo anche perché sono presenti ben 7 compagnie ferroviarie private. Mai sottovalutare il ruolo giocato dalla concorrenza in una società capitalistica. E così la rete ferroviaria svizzera, la più fitta del mondo (5.000 km), garantisce tempi brevi d’attesa per le coincidenze, almeno un treno ogni ora per tutte le destinazioni, vagoni confortevoli e puliti e Intercity dotati di aria condizionata, carrozza ristorante e carrozza-giochi. Giusto per darvi un’idea di cosa può significare prendere un treno all’estero. Si spera che anche qui le cose cambino: austriaci e tedeschi hanno preceduto di pochi mesi Arena Ways, una piccola compagnia torinese che entro l’anno viaggerà sulla Milano - Torino, mentre nel 2011 la Ntv di Montezemolo e della Valle lancerà la sua sfida ad alta velocità a Trenitalia. A noi sfortunati viaggiatori non rimane che augurarci che presto viaggiare in treno, oltre che essere una soluzione rispettosa dell’ambiente, torni a essere un piacere e una reale alternativa alle inquinanti automobili. 21


7 Tempo libero

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di Francesca Roversi francesca_roversi@yahoo.it

cinema

Julie&Julia, commedia “culinaria” di Nora Ephron, è retto da una strabiliante Maryl Streep, alla quale bisognerebbe assegnare un Oscar ogni volta che è davanti alla macchina da presa. La trama del film è piuttosto semplice: si snoda tra le vite di due donne, Julie e Julia, che vivono in due periodi e due continenti diversi (New York post 11 settembre una, Parigi post Guerra Mondiale l’altra) e racconta di una grande comune passione: la cucina.

Julie (Amy Adams) laureata a Yale e alla soglia dei 30 anni,vorrebbe fare la scrittrice ma sta affogando nella monotonia della sua vita in un sobborgo di New York, con un marito, un gatto, un minuscolo e rumoroso appartamento sopra una pizzeria e un lavoro decisamente limitante. Julie è una cuoca particolarmente dotata e la cucina è ciò che l’aiuta ogni giorno a evadere dalla piatta vita del Queens. Il marito, sicuro che le farebbe bene impegnare il tempo in qualcosa che le piace, le consiglia un blog che è anche una sfida: cucinare tutte le ricette che quarant’anni prima la famosissima cuoca americana Julia Child raccolse nel libro (cult in America) “Imparare l’arte della cucina francese”. E così Julie inizia il blog, intitolato “The Julie/Julia project”: 365 giorni, 524 ricette. Mentre Julie si cimenta in questa sfida culinaria, la storia ci porta indietro nel tempo, nella Parigi degli anni Cinquanta, dove vivono la ancora non famosa Julia Child (Maryl Streep) e il marito Paul (Stanley Tucci), funzionario dell’ambasciata. Julia è una donna con un enorme entusiasmo e una voce molto acuta, ma soprattutto è una grande buongustaia, la quale però non sa assolutamente niente di cucina: così si apprende che “Julia Child non è sempre stata Julia Child”. La seguiamo mentre si iscrive in una delle più importanti scuole di cucina francese, il Cordon Bleu, e dà anima e corpo per diventare prima la migliore della classe, poi un insegnate, e infine la scrittrice di un libro che le costerà ben otto anni di lavoro e che sarà destinato a diventare uno dei libri di cucina più famosi d’America. Detto fra noi, questa storia di donne diretta da una donna piacerà particolarmente alle spettatrici del gentil sesso. Forse perché parla 22

di cucina, o forse perché ha uno humour sottile e tutto femminile. Ritengo comunque che questo film sia una piacevole visione anche per gli spettatori maschi, se non per la storia in sé, almeno per le ricette cucinate durante tutta la narrazione (roba da far venire l’acquolina in bocca), al punto che non ci si chiede “se”, ma “quanto” siano ingrassate le attrici durante le riprese. Insomma, per usare un aggettivo infelice ma azzeccato in

un film sulla cucina, Julie&Julia è delizioso. …Anche dopo due visioni al cinema (le mie), non solo questa pellicola non riesce a stancare ma anzi, fa venir voglia di cimentarsi in qualche succosa ricetta e abbandonare pasti pronti e fast food (un’orrenda abitudine americana che faremmo meglio a non imparare). Un film che vi farà ridere e passare due piacevolissime ore e, in caso una volta usciti vi venga voglia di mangiare qualcosa di buono, cito Julia e vi lascio con il suo famosissimo “Bon Apetit!”


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Il Trenino Rosso Un treno magico per scalare le montagne

Tempo libero

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Per qualcuno è il treno più bello del mondo. Forse perché quando si è a bordo, tra le montagne innevate, sembra di toccare il cielo. Oppure perché permette di vedere luoghi incantati e paesaggi incontaminati, in cui non è solo la natura a farsi ammirare, ma anche la ferrovia stessa: locomotive e vagoni giocattolo, stazioni che sembrano fatte a traforo, pendenze impressionanti. Indubbiamente anche il percorso contribuisce al fascino di questa linea: si leva dal fondovalle valtellinese ai boschi della Val Poschiavo, sino a salire tra i ghiacciai e le vette del Bernina per poi scendere nell’incantevole Engadina, per fermarsi infine a Saint Moritz.

di Azzurra Smolari

viaggi

Questo spettacolare e indimenticabile viaggio inizia a Tirano, ultima stazione della linea FS proveniente da Milano. Il treno, composto da moderne e confortevoli carrozze, lascia questa graziosa cittadina per iniziare un percorso mozzafiato, sia in inverno che d’estate, su pendenze del 70 per mille e un’altitudine di 2253 m. Come avrete capito, il famoso “Treni-

Per Informazioni e prenotazioni: tel. 0342/701353 Tirano@rhb.ch www.rhb.ch 24

no Rosso” o “Bernina Express”, non è solo un collegamento tra Italia e Svizzera, ma piuttosto un’avventura unica: è la trasversale alpina più alta d’Europa e una delle ferrovie più ripide del mondo. Dopo pochi chilometri dalla stazione di partenza, i viaggiatori incontrano la prima meraviglia: il viadotto di Brusio, una rampa elicoidale all’aperto. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle con le sue belle dimore patrizie, si giunge ad Alp Grùm, altro eccezionale punto panoramico. Superato il valico a quota 2253 m, a Montebello si possono ammirare in tutta la loro imponente bellezza il ghiacciaio del Monteratsch e il gruppo del Bernina. A Pontresina, rinomata stazione sciistica, si dirama la linea per Samaden – Coira, che consente di raggiungere il Nord Europa. Pochi chilometri ancora attraverso il paesaggio incantato dell’Alta Engadina e si arriva a St. Moritz, il capolinea. Il treno Bernina è in funzione tutto l’anno. Un biglietto di andata e ritorno TIRANO - ST.MORITZ costa 40 € in

Il Trenino del Bernina percorre la tratta Tirano-St.Moritz in poco più di due ore.


Seconda Classe e 65 € in Prima. Sui treni “Bernina Express” (panoramici) è necessaria la prenotazione, che si può effettuare online o telefonicamente, mentre sui treni classici si può salire direttamente (prenotazione solo per gruppi da 10 persone). Il nostro consiglio è approfittare di questa stagione: in inverno questo viaggio è ancora più affascinante. Scalando un paesaggio da fiaba nel cuore delle Alpi, tra montagne innevate e ghiacciai scintillanti, il treno Bernina vi regalerà una sensazione quasi magica, per un viaggio indimenticabile.

Il Trenino Rosso è stato dichiarato nel 2009 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, mentre quest’anno festeggia il suo primo centenario.


8 Cultura

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di Paola Sembeni

p.sembeni@alice.it

libro

“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda Mi rendo conto solo ora, miei amati lettori, che tutti i libri di cui finora ho blaterato appartengono a firme straniere e questo è molto grave per me: proprio io che amo così tanto la lingua italiana (come potrà confermare il vicedirettore di questo giornale).

Per provare a porre rimedio a questa colossale svista, stavolta vi propongo un romanzo che fa dell’uso della lingua forse la sua maggior cifra distintiva. Quer pasticciaccio brutto de via Merulana uscì a puntate presso la rivista fiorentina «Letteratura», poi in versione definitiva nel 1957 presso Garzanti, che ne ha pubblicato una nuova edizione nel 2007 proprio in occasione del cinquantenario. È un’opera dal travaglio lungo e complesso, che io personalmente ho letto nella sua versione ne varietur. La vicenda si svolge, come suggerisce l’ortografia del titolo, a Roma durante il fascismo; il commissario-filosofo don Ciccio Ingravallo indaga sulla selvaggia uccisione di Liliana Balducci, una signora benestante che il commissario conosce personalmente e alla quale è legato da grande affetto e ammirazione. L’impianto generale potrebbe dunque essere quello del poliziesco, sennonché viene decisamente infranto dal mancato riconoscimento finale del colpevole. Ma al nostro Gadda poco importa portare alla luce il nome dell’assassino; ciò che rende meraviglioso questo romanzo è la serie di riflessioni a mente libera che costeggiano

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ogni passaggio narrativo, che come un fiume scorre parallelo alla storia narrata per inoltrarsi nei territori del pensiero filosofico. Per questo il primo impatto è di una lettura un po’ “faticosa”, alla quale si aggiunge perdi più, come sopra accennato, l’uso particolare che si fa della lingua. Infatti l’autore fa parlare i suoi personaggi, e li fa pensare, in dialetto: il dottor Ingravallo intercala spesso espressioni del nativo molisano all’abituale romanesco, con incursioni di napoletano; tutti i personaggi che ruotano attorno alla vicenda, abitanti di Roma e appartenenti al popolino, si esprimo nel più schietto vernacolo locale. E, infine, questa apparente babele de noantri, sembra crescere sul terreno di un italiano coltissimo e portato alla sua massima estensione neologistica (se lo leggerete, vi prego di soffermarvi sulle molte perifrasi con cui è designato Mussolini, mai chiamato per nome). Cito dalla nota di Giorgio Pinotti che accompagna l’ultima edizione: «la scelta del dialetto, cioè di uno strumento linguistico “prima parlato e vissuto, che non scritto”, risponde dunque per Gadda a un’insopprimibile esigenza etica e gnoseologica, in cui si fondono ansia di verità, […] vocazione antiaccademica e sfiducia nelle possibilità della lingua-codice». Se poi calcoliamo che Gadda era milanese, otteniamo che questa scelta è davvero fondante nella forma e ancora di più nella sostanza. Mi rendo conto di essermi dilungata più del solito, ma è il mio modo per espiare la mancanza nei confronti della nostra amata lingua, che nel Pasticciaccio mostra una delle vesti più sfavillanti e straordinarie che la letteratura del secolo trascorso ci abbia offerto. Se anche avrò portato a questo romanzo un solo lettore in più, ne sarò felicissima.


“Le notti bianche. Romanzo Sentimentale (Dai ricordi di un sognatore)”

AL VECCHIO MOLINO Antica Trattoria al Laghetto Cucina Tipica

Tra le montagne della Val Trompia un ristorante immerso nel verde dei boschi le cui sale offrono un suggestivo panorama e dove gustare i sapori tipici della tradizione locale E’ gradita la prenotazione. Chiuso Lunedì sera e Martedì sera.

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in marsina, di età posata, ma non si può dire di posato incedere. Datemi il braccio - dissi alla mia sconosciuta - e lui non oserà più importunarvi... E ci lasciammo. Io andai in giro per tutta la notte; e non potevo risolvermi a tornare a casa. Fui così felice...fino al giorno dopo! Beh, vedete che avete resistito! - mi disse ella, ridendo e stringendomi tutte e due le mani. Mi posi a sedere accanto a lei, presi un’aria pedantescamente seria e cominciai come se leggessi in un libro stampato. Beh basta, basta! Addio adesso! - disse ella parlando fitto fitto. Addio! A rivederci! A domani! A lungo io rimasi sul posto accompagnandola con lo sguardo. “A domani! A domani!” mi passò per il capo, mentre ella scompariva ai miei occhi. Oggi non ci vedremo. Ieri quando ci accomiatammo, le nuvole stavano velando il cielo e si alzava la nebbia. Se pioverà non ci vedremo! - disse- io non verrò. Ieri è stato il nostro terzo incontro, la nostra terza notte bianca...”

di Alessandra Giotto

“Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore... Mi era sembrato all’improvviso che tutti abbandonassero me, solitario, che tutti si allontanassero da me. Che io andassi sul Nevski o che andassi al giardino pubblico, o che gironzolassi sul lungofiume: nemmeno una faccia di quelle che mi ero abituato ad incontrare nel medesimo posto a una data ora per un anno di seguito! Essi certo non mi conoscono ma io invece conosco loro. Io conosco anche le case. Quando cammino è come se ciascuna di esse mi corresse davanti sulla via, mi guardasse con tutte le sue finestre e per poco non dicesse: Buon-

giorno, come va la salute? Grazie a Dio, sto bene, e a maggio mi aggiungeranno un piano. E così voi comprendete, o lettore, in qual modo io conosca tutta Pietroburgo. Avevo camminato molto e a lungo, sicché al mio solito, avevo già avuto il tempo di dimenticare affatto dove fossi, quando ad un tratto mi trovai a una barriera. C’è qualcosa che commuove in modo indicibile nella nostra natura pietroburghese, quando essa al giungere della primavera, rivela a un tratto tutta la sua possanza, tutte le forze largitele dal cielo, si ammanta, si agghinda si screzia di colori...Voi vi guardate intorno, cercate qualcuno, tentate di indovinare. Ma l’attimo passa. Tornai in città molto tardi ed erano già sonate le dieci, quando mi stavo avvicinando alla mia abitazione. Di colpo mi capitò l’avventura più inattesa. In disparte, addossata al parapetto del canale stava una donna; appoggiata coi gomiti alla ringhiera, pareva fissare con grande attenzione l’acqua torbida del canale. Mi era sembrato di udire un sordo singhiozzo. Si! Non mi ero ingannato. Sull’opposto marciapiede, non lontano dalla mia sconosciuta, comparve ad un tratto un signore

di Fedor Dostoevskij


8 Cultura

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di Alberto Castrini

albertocastrini@hotmail.com

racconto

La vigna Le era capitato quel pezzo di terra in eredità, lontano dalla città dove viveva. Eredità era comunque una parola grossa. Si trattava dell’unica cosa che quel porco del suo ex, accidentalmente, prima di levare il disturbo, le avesse lasciato (oltre ad una fetta di vita lacerata). Risultato: un ulteriore fastidio. Che se ne faceva di un terreno in tanta malora? Poi aveva pianificato con sadismo una vendetta. Postuma sì, ma sempre vendetta. Perché è meglio tardi che mai! Poteva godere nel farlo andare a ramengo, quel vigneto che lui tanto amava! Che gioia!

Era capitata da quelle parti senza programmarlo. La vendemmia aveva già iniziato i suoi riti: il primo carico era già partito per la cantina sociale. Altre ceste colme stavano sotto i filari in attesa. Ed era bizzarro notare, come il giallo delle ceste di raccolta, dialogasse col color caldo, accoccolante, delle viti ormai pronte per l’addio d’autunno. ”Che la se ferma, siora” aveva detto quello che seguiva i lavori. Non poteva dire no, anche se si trovava a disagio con gente sconosciuta. Dopo la pausa pranzo dei lavoranti, con pastasciutta, mortadella e il vino dell’anno passato, aveva fatto un giro (per gustarsi meglio la rivincita) sulla fottutissima eredità. Si trattava di un terreno che non ricordava così ampio. Non ci capiva niente di ettari e misure del genere, anche se nei primi tempi lui aveva provato ad istruirla. Sicuramente per distrarla dalle corna che da subito aveva iniziato a mettere a dimora! La bella montagnola dominava la valle sotto, che accoglieva in piacevole disordine diversi poggi. Lui diceva orgogliosamente come la zona fosse rinomata per un tipo di bianco, del quale ovviamente non ricordava il nome. Lo sguardo si perdeva dolcemente fino alla lontana pianura, scarsamente sfregiata dagli orribili capannoni in cemento. Una tenue nebbiolina ne favoriva persino la sparizione!Sulla cima della collina ai lati del cortile stavano una piccola cantina col fienile ed una casetta con un largo portico al piano alto che permetteva di planare liberamente tra vigne, ulivi, boschetti e serpentine di stradette che giocavano con i pochi casolari. S’accomodò sulla vecchia poltrona di vimini, allungò i piedi sulla ringhiera e, per gustare meglio il paesaggio, si versò un calice di quello del mezzogiorno. “Siora”, la scosse dai pensieri, quasi all’imbrunire, il Bepi: “Cosa faccio con le chiavi? Devo chiudere, perché se no vengono gli estranei”. “Grazie Bepi ma, per stasera resto io.” Lo richiamò, mentre risaliva in auto: “ Scusi… come ha detto che si chiama il vino del mio vigneto?”

aperto dalle 7.30 alle 24.00 chiuso il lunedì

locale climatizzato

presso il c.c. Le Pensiline, Molinetto di Mazzano info +39 334 2808956 28

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Lavoriamo per trovare la casa dei vostri sogni!

Borgosatollo Centro: in tranquilla zona residenziale a 200 metri dalla piazza proponiamo recente trilocale di ca. 90 mq con grande zona giorno con camino, camera matrimoniale, camera doppia, bagno, piccolo giardino privato ed autorimessa. Libero subito. (alleghiamo foto). 160.000,00 euro

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Castenedolo (BS) Via Gramsci, 22/24t.030 2131170 f. 030 2136476 castenedolo@intercasaonline.it

Molinetto di Mazzano (BS) Via Brescia, 57/59, t.030 2120122 f. 0302120825 molinetto@intercasaonline.it

La Bottega del Centro di Mauro Zanetti

Gastronomia con piatti di nostra produzione, preparati in giornata. E’ possibile prenotare pizze, antipasti, primi, secondi e dolci

Vieni a scoprire le nostre offerte SMA! P.zza Europa, Via Cristoforo Colombo n° 9, Bedizzole, Brescia.(Vicino al Conad, ex Primula) tel. 030 6873100

Aperto tutti i giorni 8:00 – 12:30 15:00 – 19:30 29

la Domenica con pane fresco ore 8:30 – 12:30


9 Arte & Design

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di Valentina Cane

valentina.cane82@libero.it

arte

Le sette meraviglie del mondo moderno:

il Cristo Redentor Il 7 Luglio del 2007 è stata resa nota al pubblico la lista delle sette meraviglie del mondo moderno. Così come per quella del mondo antico, si tratta

di statue, monumenti o architetture di immenso valore storico-artistico. La classifica, questa volta, non è opera di Filone di Bisanzio, ma della società svizzera “New Open World Corporation”. La votazione di quali opere fossero degne di appartenervi è toccata al pubblico di internet; le prime 77 opere selezionate sono state poi sottoposte al vaglio di sette giudici internazionali. Dall’iniziativa ha preso le distanze l’Unesco: la lista rimane infatti il frutto di un’iniziativa privata e non ha niente a che vedere con l’iscrizione dei siti sulla Lista del Patrimonio Mondiale. Tra le meraviglie del mondo moderno, la prima che voglio prendere in considerazione è la statua del Cristo Redentore, visibile a Rio de Janeiro, in Brasile. La figura del Cristo a braccia aperte, alto 38 metri e realizzato in calcestruzzo, è ormai diventata il simbolo della città, ed è la prima immagine che si presenta agli occhi del turista che guarda verso la cima del Corcovado, a ben 700 metri dal livello del mare. L’opera fu inaugurata nel 1931, in seguito a una raccolta fondi alla quale parteciparono in particolare i cattolici brasiliani; il progetto fu assegnato allo scultore francese Paul Landowski. Ciò che pochi sanno è che la più grande statua del Cristo al mondo è stata “copiata”, o meglio, presa come modello, per la realizzazione del Cristo Re, in Portogallo. Medesima è la posizione sulla collina, la modalità di accesso (ascensore e scala), l’iconografia e la presenza di una cappella sotto il basamento della statua; leggermente diversa solo l’altezza: 28 metri contro i 38 dell’opera brasiliana. Il Cristo Re fu eretto nel 1959 come ringraziamento da parte del Paese per essere stato risparmiato durante la seconda guerra mondiale. Proprio al patriarca della città di Lisbona si deve l’idea del monumento, balenata nella sua mente, e non a caso, in seguito a un viaggio in Brasile durante il quale rimase folgorato dalla bellezza e dall’imponenza del Cristo Redentore.

Scuola di Teatro Totale Eutithmos & Cromo Teatro Direzione artistica: Aldo Parolini

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Cromo Teatro

Le Maree,

laboratorio teatrale per adulti da giovedì 22 Ottobre frequenza settimanale dalle 20.30 alle 22.15

PiazzaDuomoTre – Piazza Duomo 3, Salò (BS) t. 348 6725143 www.lemaree.it - le.maree@libero.it

onde nel teatro di ricerca


Spaghetti Grafica 2 Contemporary Italian Graphic Design

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Se in queste vacanze natalizie avete avuto occasione di visitare la Triennale di Milano, avrete sicuramente apprezzato “Spaghetti Grafica 2” , una grande collettiva dedicata alla grafica italiana, che vede la partecipazione di un selezione di 95 studi fra quelli che, nello scorso gennaio, hanno aderito al secondo bando di concorso lanciato dal Ministero della Grafica. (www.ministerodellagrafica.org) Un racconto di progetti e di esperienze dove è possibile vedere, approfondire e scoprire il backstage di lavoro dei seguenti nuovi Studi di Visual Design: &1 lab, 45gra......................................... di, Accademia di Belle Arti - Urbino, Alessandro Busseni & Stefano Temporin, design Alessandro Costariol, Alizarina, Andrea Geremia, Aartiva design, BCPT associati, Bellissimo, Bonsaininja Studio, Bunker, Canefantasma, Cdm associati, CLAC

Arte & Design

LLdesign. L’allestimento prevedeva una divisione in tre spazi: un’area progetti con la selezione dei lavori, un’area di incontro e scambio dove consultare i portfolio dei singoli studi, una mostra fotografica con immagini scattate dai designer dentro il loro ambiente di lavoro. L’esposizione ed la relativa pubblicazione cartacea “Spaghetti Grafica 2” sono la diretta prosecuzione del volume Spaghetti Grafica, a cura del Ministero della Grafica, il primo libro che ha censito ufficialmente il panorama della grafica in Italia, e forniscono un’occasione a curiosi, addetti ai lavori e appassionati di confrontarsi sul tema della grafica italiana contemporanea. Un modo per creare una cultura del Visual Design e per dimostrare che spesso i migliori progetti non escono dagli studi più importanti e rinnomati. Questo progetto si colloca in un percorso di analisi, valorizzazione e promozione della nuova creatività italiana che Triennale Design Museum sta portando avanti, sulla linea del censimento e dell’omonima mostra The New Italian Design (che già nel 2007 proponendo una ricognizione del nuovo design italiano aveva selezionato 22 progettisti nell’ambito del graphic design), del progetto Prime Cup e del ciclo di mostre del CreativeSet. 31

di Marianna Zocca artdirector@15quindici.it

srl - Laboratorio Multimediale, Co.Mo.Do. Comunicare Moltiplica Doveri, Cristina Chiappini, Davide Falzone e Daniele Ghiraldini, Deft design gruppe, Dissociate, DM+B&Associati, Donatello D’Angelo, Due mani non bastano, Ed Testa Design, Elena Giavaldi, Elyron.it, Emmaboshi, Esploratori dello spazio, Filippo Nostri, Francesco Franchi e Luca Pitoni, Francesco Pirro,Ginette Caron Communication Design, Grooppo.org, Happycentro (studio di Comunicazione che spicca nel panorama veronese ed italiano, per la sua progettualità innovativa), Heartfelt, Iceberg, Ifix, Iknstudio, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA Urbino), Jekyll & Hyde, Josephrossi, JVLT/JoeVelluto Studio, Kalimera, Lalalab, Laura Bortoloni, Lcd, Leftloft,


10 di Camilla Novali

marleneboom@hotmail.it

Musica .......................................

Sensibilità e timidezza sono mescolate con genialità alla voce profonda e all’ironia del dialetto che scuote e incoraggia cuori danneggiati e animi di sognatori. Viviana comincia il suo percorso musicale con l’insegnante Maria Antonietta Schimera, per poi approfondire gli studi presso altre due prestigiose scuole. Nel settembre 2006 su RAI 2 vince il premio “Top premier radio” (miglior brano radiofonico); l’anno successivo torna sul grande schermo con la canzone “Una stella brilla già” e nello stesso anno parte il suo tour per le province di Brescia, Verona e Trento in collaborazione con Chikko e Diego Zanetti alle chitarre, Amos Castelnovo alla batteria e Marco Foccoli al basso. Nel Marzo 2008 contribuisce alla campagna promossa dal consiglio d’Europa “Stop alla violenza domestica contro le donne”. Oggi collabora con la Libera Records di Tiziano Giupponi, che produrrà il suo cd dialettale, ormai quasi pronto: “La zet la se desmentega le robe pio importanti”. Davanti a un’energia così travolgente mi viene spontaneo chiedere: > Dopo l’esperienza maturata e consolidata con il tuo ultimo disco e con il 32

Nuove forme dialettali

di musica

from Viviana Laffranchi

La voce di Viviana Laffranchi si muove nella coscienza evocando l’immagine di una sirena triste ipnotizzata dal suono dell’amore. Nel suo piccolo paesino, guidando l’autobus di famiglia, Viviana si diletta a raggruppare pensieri e trasformarli in canzoni a volte simpatiche, a volte introspettive, a volte che lasciano spazio alla riflessione sulle passioni umane. tuo video, pensi che sia meglio lavorare in studio o improvvisare sul palco? Credo che non ci sia cosa più liberatoria che un buon concerto con la mia musica e le mie canzoni! > Nelle tue canzoni hai affrontato anche il tema dell’amore... C’è troppo amore per se stessi, per la cura del corpo, che arriva all’eccesso, e per la voglia di ottenere più di quanto in realtà ci serva. L’amore esiste ancora, ma troppo spesso non è abbastanza forte da superare le difficoltà dello stare insieme... Sull’onda di questa positività, ritorna alla mente l’immagine sfuocata della coda di una sirena che si allontana, sorridendo, tra i riflessi del sole.


Crespelle Ben ritrovati e buon 2010! Spero che il nuovo anno sia iniziato nel miglior modo per tutti e che le abbuffate delle feste non vi abbiano fatto passare l’appetito e la voglia di cucinare. Un consiglio per come iniziare il nuovo anno…? Ovviamente con i miei corsi di cucina, che riprenderanno a fine gennaio, nei quali affronteremo sempre nuovi argomenti: dagli antipasti al dolce, dalla carne al pesce; con un occhio di riguardo alla qualità degli ingredienti e all’uso di prodotti naturali piuttosto che industriali. Ricordate che nei corsi sarete voi a cucinare seguendo le mie indicazioni. Se siete interessati a passare una serata diversa dal solito, cucinando e conoscendo altre persone, vi aspetto! Per informazioni 030-2794129. In questo numero vi propongo le crespelle, un piatto che nei miei corsi riscuote sempre molto interesse. Innanzitutto è bene seguire alla lettera le dosi per la pastella. Una volta pronta, versatene mezzo mestolo in un padellino antiaderente

leggermente unto e caldissimo (importante) e fate la solita frittatina sottile. Cocetela su ogni lato per un minuto e tenetela da parte. Una volta preparata è pronta per essere farcita con gli ingredienti che più preferite. Il mio consiglio è usare come base del ripieno la besciamella. Una volta preparate, sistemate le crespelle in una pirofila leggermente imburrata e spolverate con parmigiano grattugiato. Io non aggiungo mai anche la besciamella, perché copre i sapori. Quindi infornate per 10-15 minuti a 180° Consiglio per la presentazione: scottare solo per pochi secondi

Crespelle con Radicchio e Taleggio Una volta pronta la besciamella unite il taleggio e fate in modo che si sciolga; tagliate il radicchio a listarelle, rosolatelo con un po’ di burro e sfumatelo con mezzo bicchiere di vino rosso. Una volta evaporato, unite il radicchio alla besciamella.

Consigli dello chef

un porro tagliato a listarelle e usatelo come spago per chiudere le crespel le preparate a fagottini. Non mi resta che augurarvi come sempre buon appetito!!!! Alla prossima Cristian.

Crespelle con Porcini Pulite i funghi, tagliateli a listarelle e saltateli in padella con un filo di olio. Aggiungere a fine cottura prezzemolo e aglio tritati, sale e pepe e unire alla besciamella. Crespelle con Salmone e Patate Lessate le patate, passatele nel passa patate, unite il salmone affumicato tritato e 3-4 cucchiai di besciamella; quindi aggiungete sale, pepe e noce moscata. Crespelle con Zucchine e Gamberi Tagliate a rondelle le zucchine, rosolatele in un filo d’olio e unite i gamberi precedentemente sgusciati e tritati grossolanamente. A fine cottura insaporite con basilico tritato, sale e pepe.

cristiansgotti@libero.it

Besciamella per crespelle ½ l di latte, 100 g di burro, 150 g di farina, sale, noce moscata

Cucina ......................................

di Cristian Sgotti

Pastella per crespelle (dosi per 20-25 crespelle) ½ l di latte, 250 g di farina, 4 uova, sale e pepe Sbattete le uova con la farina per evitare che si formino grumi, unite il latte con il sale e il pepe. Consiglio: aggiungere un cucchiaio di olio per evitare che si attacchi.

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12 Salute & Bellezza

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di Dr Massolari Roberto, Dr.ssa Delrio Ilenia

medicina

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Ossa fragili Che cos’è l’osteoporosi? L’osteoporosi è una malattia cronica dello scheletro, caratterizzata dalla progressiva perdita di calcio dell’osso. Ciò ne altera la struttura interna, riducendo la massa e la densità minerale ossea: l’osso diventa più fragile e più a rischio di fratture. Tutte le ossa sono colpite, ma soprattutto e più precocemente quelle più ricche di osso “trabecolare”, come le vertebre e le ossa degli arti. Chi è più a rischio? Sono più a rischio di osteoporosi le donne dopo la menopausa (1 su 4). Seguono gli uomini oltre i 65 anni (1 su 8) e le persone di ambo i sessi e di qualunque età affette da alcune malattie croniche. Le più comuni malattie causa di osteoporosi (detta “o. secondaria”) sono tutte quelle che richiedono cure a lungo termine con cortisone (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, leucemie, trapianti, ecc.), quelle che causano malassorbimento intestinale (celiachia, morbo di Crohn), l’ipertiroidismo, l’iperparatiroidismo, l’insufficienza renale cronica, le epatopatie croniche, ecc. Importanti fattori di rischio per l’osteoporosi sono: familiarità (genitori con osteoporosi), menopausa precoce (prima dei 45 anni), dieta povera di calcio (priva di latticini), dieta troppo ricca di proteine, fumo, eccesso di alcool, vita sedentaria, abuso di lassativi. Come si manifesta? L’osteoporosi è generalmente asintomatica. A volte si manifesta con dolore e senso di pesantezza alla schiena dopo che si è stati in piedi o si è camminato a lungo. Ma nemmeno questo è un sintomo specifico. La diagnosi di osteoporosi si può fare solo con un esame particolare, detto densitometria ossea o MOC. Solitamente è il medico curante a prescriverlo se si presentano fattori di rischio. Come si può prevenire? I cardini della prevenzione sono tre: attività fisica, adeguato apporto alimentare di calcio, sufficiente disponibilità di vitamina D. Quali sono le conseguenze? Purtroppo la conseguenza più comune e più caratteristica dell’osteoporosi è un aumentato rischio di frattura a causa della fragilità ossea. Le fratture possono avvenire anche per minimi traumi: cadere e mettere le mani avanti può provocare una frattura al polso, cadere “sul sedere” o sollevare un peso (in particolare piegandosi in avanti e raddrizzando la schiena) può provocare fratture di vertebre, cadere da un gradino può provocare una frattura di femore. Chi sa di avere l’osteoporosi deve prestare la massima cura nell’evitare le cadute. Come si cura? Alla base della cura vi sono le tre regole già citate come prevenzione: attività fisica, calcio, vitamina D. Se necessario il medico prescriverà poi un farmaco specifico: terapia ormonale sostituiva nella menopausa, bisfosfonati per bocca o iniettabili (alendronato, risedronato, ibandronato, zoledronato e altri), ranelato di stronzio, o nei casi più seri, teriparatide e ormone paratiroideo.


Il Cavolo Il cavolo (Brassica oleracea - fam. crucifere) era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare molte malattie e lo mangiavano crudo durante i banchetti per aiutare l’organismo ad assorbire l’alcool. Si crede nella presenza di questa pianta già dal VI secolo a.C.; Plinio cita il cavolo broccolo come elemento sui deschi dei romani più ricchi e sembra che anche gli arabi lo coltivassero in Spagna. Veniva commercializzato da inglesi e francesi già nel 1600 e fu portato in India a inizio ‘800. In Italia fu importato dai veneziani, che riseminarono le piante più belle. Ad Arezzo è raffigurato un grosso cavolfiore offerto per sudditanza al signore Cosimo III, nel 1706. Presso le popolazioni marinare il cavolo (con la cipolla) era l’alimento tipico degli equipaggi delle navi, utilizzato per compensare diete necessariamente povere durante i viaggi per mare (contro lo scorbuto).

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Salute & Bellezza ......................................... erbario

di Agnese Facchini

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Ogni sabato su RADIOLIVEMUSIC dalle 10 alle 11 a cura di Agnese Facchini da Radio Live Music www.radiolivemusic.com

Qualcuno sarà sorpreso di trovare il cavolo incluso tra le erbe aromatiche e medicinali, in quanto è noto come ortaggio e spesso trattato con un spregio, forse per l’odore di solforato che emana o perché non da tutti facilmente digeribile. L’efficacia di questi ortaggi in terapia è però nota da tempi remoti. Il cavolo selvatico cresce spontaneo lungo le coste del mediterraneo e dell’Atlantico; da esso derivano il broccolo bianco, il broccolo verde, il cavolo cappuccio, il cavolo di Bruxelles, il cavolo riccio e la verza. Non vanno dimenticati i famosi cavoli ornamentali a foglie arricciate e colorate. A scopo alimentare si utilizzano per lo più le infiorescenze, raccolte quando sono ancora chiuse, o le teste globose. Il cavolo è molto nutriente e ricco di proteine, carboidrati, sali minerali e vitamine tra cui la C, utilissima per prevenire lo scorbuto. Efficace contro la tosse, nella cura della raucedine, per eliminare il catarro bronchiale, nelle bronchiti e per impacchi contro le vene varicose.

facchiniagnese@libero.it

Controindicazioni Contenendo sostanze che rallentano il lavoro della tiroide, va evitato in caso di ipotiroidismo. Controindicato anche per chi soffre di colon irritabile: eccedere può causare gonfiore addominale e diarrea.

anaderol@fastwebnet.it

Consigli Per evitare che il suo odore si propaghi durante la cottura, mettete all’interno della pentola una fetta di pane imbevuta di aceto o limone. Il modo migliore per mantenerne tutte le proprietà è quello di cuocerlo al vapore, per max 20 minuti: la cottura in acqua, se prolungata, distrugge le vitamine, lo rende poco digeribile e di odore sgradevole.

di Loredana Savoldi

Azione farmacologica E’ una delle verdure più benefiche: rinforza le difese immunitarie e ha una funzione preventiva nei confronti di molti tumori. E’ buona regola consumarlo crudo, tagliato a strisce sottili o mangiarne le foglie in insalata, per non perderne le proprietà: contiene vitamine A, B1, B2, C,-K, U (una delle ultime scoperte, con la funzione di combattere le ulcere), zolfo, ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio. Per quanto riguarda le sue proprietà è antianemico, rivitalizzante ed autoimmunizzante; è utile contro bronchiti, coliti, congiun-

tivite, contusioni, sinusite, diabete, diarree e dissenterie, dolori gastrici e intestinali, dolori muscolari e reumatici e influenza. Favorisce le cicatrizzazioni e svolge una funzione depurativa, poiché elimina i veleni che causano o mantengono una malattia. La cottura distrugge la vitamina U: come detto, è opportuno consumare il cavolo crudo o sotto forma di succo fresco (la sua azione è minore quando viene preparato molto prima del consumo). Il succo di cavolo è utile in casi di afonia (sciacqui) e sordità. Contrariamente ai pregiudizi, il cavolo è prezioso per stomaco e intestino ed è tollerato da tutti gli organismi. La sua ricchezza di zolfo, arsenico, calcio, fosforo, rame, iodio spiega le virtù digestive, rimineralizzanti e di ricostituente cerebrale (1 kg di cavolo apporta 2,5 gr di fosforo). Infine, grazie al suo contenuto di vitamina B1, è un fattore di equili-


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Salute & Bellezza ....................................... benessere

Buoni propositi per il 2010 Eccoci qui! Le tanto attese feste son passate, le vacanze di Natale sono lontane e con loro i super pranzi, i panettoni, cioccolata, torroni… tutti buonissimi, ma ora simpaticamente parcheggiati sui nostri fianchi. Un ottimo proposito per il 2010 potrebbe essere cominciare fin da subito a smaltire i chili accumulati in questo periodo: ora magari sono solo un paio, ma a inizio estate potrebbero diventare 5 o 6. Quindi per evitare i malumori che la prova costume puntualmente provoca, il suggerimento è mangiare più sano fin da subito.

di Jessica Rumi

In questo numero cercherò di aiutarvi a conoscere il nostro organismo: capire come è fatto può portarci a curarlo e alimentarlo con più scrupolo. Innanzitutto ricordate sempre che per il nostro corpo la priorità è la conservazione e la sopravvivenza. Per questo tendiamo ad accumulare grasso: queste scorte sono una riserva di energia che l’organismo può usare in caso di necessità e riaccumulare appena possibile. Questo il motivo per cui perdere peso è così difficile. Il mio consiglio è evitare le diete drastiche: oltre a causare danni (anche seri) alla salute, non risolvono il problema: non fanno che rallentare il metabolismo e non appena ripresa una normale alimentazione si torna più grassi di prima… dopo la sofferenza e le rinunce anche la beffa! Altro punto: a volte si è apparentemente magri, perché snelli, ma con troppo grasso corporeo. La percentuale di grasso ideale è 1019% per gli uomini e 17- 25% per le donne. E’ importante aumen-

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tare il tono muscolare perché i muscoli regolano il fabbisogno calorico: maggiore è la proporzione della massa magra e più calorie si bruciano naturalmente. Il corpo umano è composto da acqua (il 60-65%), da Protidi (o proteine), da lipidi (i grassi), da sali minerali (detti minerali essenziali in quanto fondamentali per il funzionamento di ogni organismo), glucidi (o più comunemente carboidrati) e tracce vitaminiche. Il nostro organismo ha continuamente bisogno delle sostanze di cui è fatto, per questo nella nostra dieta non deve mai mancare nessuno di questi elementi: “dieta” non significa assolutamente eliminare determinati alimenti. Quando prepariamo un pasto dobbiamo sempre aver presente tutti i criteri nutrizionali necessari all’organismo per funzionare correttamente; soprattutto in inverno, quando siamo esposti maggiormente a virus e freddo. In generale ricordatevi che la colazione è importantissima e saltarla è un grosso errore. Una fetta di torta di mela la mattina non fa certo male anzi, fornisce le energie necessarie per co-

minciare la giornata. Il pranzo invece non deve essere troppo abbondante anche se deve saziare, per permetterci di continuare la giornata fino alla cena, che dovrebbe essere leggera in quanto l’organismo sarà poi a riposo e non potrà bruciare. Ovviamente come sempre il mio consiglio è seguire una dieta più sana possibile e fare sport… se clima e tempo lo permettono, meglio all’aria aperta. Vi auguro un buon anno e ricordatevi il buon proposito!


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Il capello e il suo mondo

quindi a permanenti, decolorazioni e tinture).

La Tintura Anche nell’antichità si usava tingere i capelli. I coloranti furono in un primo momento estratti da conchiglie, poi da piante o ricavati dall’ossidazione dei metalli. Oggi il colorante vegetale più diffuso è l’henné (scoperto a inizio del ‘900), che si ricava dalle foglie di questa pianta che cresce in Arabia. Ne esistono di due tipi: uno colorante e uno neutro, usato a scopo terapeutico. La prima tintura liquida a ossidazione (quella attualmente in uso) risale agli anni venti. In base ai gradi di intensità, vi sono 4 gruppi di coloranti: 1. Riflessatori fugaci (fissatori): prodotti studiati per donare delicati riflessi ai capelli o per ravvivare le sfumature di una tintura. Sono prodotti acidi. 2. Riflessatori tenaci: danno riflessi intensi. Sono trattamenti in genere innocui e della durata di 3 settimane. Sono a base acida e i loro pigmenti si depositano tra le squame. 3. Shampoo colorante: leggera tintura adatta per colorazioni tono su tono o per schiarire i capelli fino a 2 toni. E’ diluito con acqua ossigenata e il suo potere coprente è del 70%. 4. Tinture: prodotti preparati per colorare e schiarire i capelli di qualsiasi natura. Il loro potere coprente è del 100%. Vanno usati con l’aggiunta di H2O2 e sono alcalini.

Salute & Bellezza .........................................

Scelta della tintura La bravura e la professionalità del parrucchiere consiste nel saper consigliare le clienti riguardo alla più opportuna colorazione, tenendo in considerazione sia la personalità e l’età, che la carnagione e il colore degli occhi. 37

bellezza

di Marianna Vindico

Le diverse tipologie di capelli dipendono dalle ghiandole che si trovano nel bulbo, le quali generano pigmenti di diverse forme, misure e colore. Recenti studi hanno mostrato che nei capelli si trovano due differenti specie di pigmenti, che sono due aspetti diversi di una stessa sostanza chimica: la melanina. Con l’aiuto del microscopio si possono infatti distinguere pigmenti diffusi e pigmenti granulosi (si presentano sotto forma di puntini). In linea generale il numero complessivo dei pigmenti e il loro spessore determinano la tonalità chiara o scura del capello, mentre le proporzioni tra i pigmenti diffusi e quelli granulosi stabiliscono la sfumatura: le numerosissime combinazioni possibili spiegano la grande varietà dei capelli. Esistono 9 colori di base: 1 nero, 2 bruno, 3 castano scuro, 4 castano, 5 castano chiaro, 6 biondo scuro, 7 biondo, 8 biondo chiaro e infine 9 biondo chiarissimo. Il colore dei capelli è un carattere ereditario e cambia in base all’età: i capelli bianchi sono una conseguenza dell’atrofizzazione delle ghiandole, che smettono di generare pigmenti. Al loro posto si inseriscono bollicine d’aria, che per la rifrazione di luce fanno sembrare il capello bianco, ma in realtà è trasparente. Apriamo una breve parentesi: in chimica i prodotti vengono classificati a seconda della loro potenza di azione, tramite una scala chiamata PH. Questa scala ha una numerazione che va da 0 a 14, utilizzata anche per suddividere i coloranti per capelli. Infatti da 0 a 6 i prodotti sono classificati acidi, in quanto non sono dannosi e anzi la loro azione ha un effetto benefico, in quanto permette alle squame di chiudersi. Il 7 è neutro, cioè lascia il capello inalterato. Da 8 a 14 i prodotti vengono classificati alcalini: a causa della loro aggressività aprono delle squame del capello e se non usati con tutti gli accorgimenti dovuti, possono alterarne la struttura (attenzione


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Moda & Stile .......................................

di Daniela Merlino mronnie@tin.it

personal shopper

Buon anno a tutte! Finalmente le feste sono finite (personalmente adoro il Natale, ma quando arrivo al 7 gennaio sono sempre contenta che tutto torni un po’ alla normalità!) e si torna al lavoro. Prendendo spunto da questo e su suggerimento di alcune lettrici, vi darò qualche dritta sull’abbigliamento per l’ufficio, perché anche lo stile giusto può aiutarvi a raggiungere il successo! Cosa evitare: > Tutto ciò che è “troppo”: troppo corto, troppo scollato, troppo colorato, troppo trasparente. Gli eccessi non sono mai eleganti, soprattutto in un ambiente formale come quello lavorativo. > Il trucco troppo pesante, occhi bistrati e rossetto rosso fuoco. Ma anche il profumo troppo forte che “lascia la scia”, la french-manicure (grazie al cielo è passata di moda!), le unghie ricoperte di strass e disegni. > L’effetto “Madonna di Pompei” causato da collane, orecchini, bracciali e anelli a profusione. Assolutamente vietati bracciali e monili rumorosi che sbatacchiano sulla

scrivania mentre lavorate. > I marchi esibiti, capi e accessori logati che denotano assoluta mancanza di personalità e stile. Ricordate che quello che indossate deve parlare di voi, non di chi lo ha disegnato e tantomeno far capire quanto è costato. > L’intimo a vista. Se si chiama “intimo” un motivo ci sarà… Cosa indossare: > Perfetti i grandi classici: la camicia bianca, i pantaloni di taglio maschile, il tailleur (gonna o pantalone che sia), il twin-set, il dolcevita nero, il tubino. > I colori business classici: il blu, il grigio, il nero, l’azzurro, il marrone (che non dona a tutte, attenzione, e invecchia un po’) con sprazzi di colore, il rosso su tutti.

> Scarpe chiuse (niente open-toe in ufficio) con tacco sottile, meglio se non oltre gli otto centimetri. > Accessori di qualità. Una bella borsa da giorno, un foulard, una cintura… basta poco per rendere femminile e chic anche la più scialba delle mise da ufficio. > Credo sia inutile ricordare che al lavoro ci si presenta rigorosamente in ordine, pettinate, truccate e curate in ogni dettaglio… non importa cosa indossate se la vostra persona è sciatta e trascurata! Infine qualche consiglio per chi mi chiede come vestirsi per l’ufficio quando si prevede un’uscita dopo il lavoro come una cena d’affari o un aperitivo. Guardate le immagini qua sotto: nella prima vedete un perfetto outfit da lavoro: camicia bianca, pantalone a sigaretta, decolletè nera, giacca, borsa da giorno. Nella seconda il look vi sembrerà diverso, ma i capi base sono gli stessi. Dal look da ufficio iniziale ho creato due diversi completi per il dopolavoro. Nel primo abbiamo aggiunto una cintura Obi alla camicia bianca, che la renderà meno formale e più chic, una borsa piccola a mano e degli orecchini da sera. Nel secondo abbiamo eliminato la camicia, lasciando la giacca indossata a pelle, per un look sexy senza essere volgare, e gli stessi accessori. Potete aggiungere e levare ciò che volete secondo il vostro gusto personale (una collana importante al posto degli orecchini, un foulard come cintura, una borsa colorata), ma come vedete serve poco per trasformare un look da ufficio in un completo chic per la sera! Basterà quindi tenere in ufficio qualche piccolo accessorio di emergenza e una trousse per il makeup (magari nel cassetto della scrivania!) e sarete sempre pronte. Prima di salutarvi vi invito a visitare il mio nuovo sito www.2chic. it e come sempre a contattarmi per ogni dubbio, mi trovate anche su Facebook alla pagina Daniela – stylist/personal shopper con tanti consigli e immagini utili!

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Moda & Stile .......................................

di Massimo Fasoli

questioni di stile

Lo stile sopravvive

anche negli abissi

“Questioni di Stile” è una rubrica nuova, con la quale ci proponiamo di offrire ai lettori di 15Quindici un nuovo punto di vista. Per meglio illustrare il concetto di stile, che non è definibile direttamente, ci avvaliamo delle parole del poeta dandy Jean Cocteau, che sosteneva come “gli specchi dovrebbero pensare un po’ prima di riflettere”. La provocazione di queste parole, ci aiuta ad abbozzare lo stile come l’arte di saper far apparire in ogni scelta personale (dall’abbigliamento al comportamento), tutto quello che abbiamo interiorizzato grazie all’apprendimento, alla cultura, al contatto con il mondo. Si evince immediatamente come “avere stile” sia innanzitutto la capacità di esibire la propria identità al mondo, la propria personalità. In questa rubrica proporremo ogni mese oggetti di classe, preziosi o gioielli che hanno lasciato traccia di sè, grazie al fatto di essere stati scelti da questo o

quel personaggio, perfetto interprete della società cui appartiene. Se analizziamo le tappe che hanno segnato la conquista degli abissi da parte dell’uomo, possiamo identificare alcuni orologi che sono stati al polso dei suoi principali protagonisti. I primi modelli adatti all’immersione sono stati realizzati per venire incontro alle necessità militari: il primo al mondo è l’Omega “Marine”, nel 1932. In Italia la Marina viene rifornita da Panerai durante gli anni ’30 con un orologio che può immergersi fino a 200 metri, mantenendo al contempo la sua leggibilità, grazie ad un innovativo sistema illuminante. Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale i principali costruttori sono Hamilton, Elgin e Waltham, ma le produzioni vengono ridotte a pochi esemplari, per i soli scopi militari e oggi sono modelli per collezionisti. Dobbiamo attendere il 1953 per vedere sul mercato un orologio subacqueo costruito per il grande pubblico: in Francia Lip-Blancpain lancia “Fifty Fathoms”. E’ un successo: al polso non solo delle marine militari americane e transalpine, ma anche di esploratori e avventurieri come Jacques Cousteau (e tutto il suo team), che lo indossa persino durante le riprese del film “Le monde du silence”, con cui vince la Palma d’Oro al Cannes Film Festival nel 1956. Lo stesso modello è indossato dalla star americana Lloyd Bridges in una famosa foto di copertina dello “Skin Diver Magazine”, nel numero di febbraio del 1962. 40

Ci avviciniamo ai ruggenti anni del dopoguerra e subito la mente corre verso un icona di stile: l’agente segreto 007. Nei primi dieci film della fortunata serie, James Bond veste un Rolex Submariner, rendendo il modello un’icona mondiale di eleganza e sportività. Rolex presenta il suo capolavoro alla Fiera di Basilea del 1954, ma è il modello lanciato nel 1961 - capace di resistere fino a 200 metri sott’acqua - a finire sul polso di Sean Connery e firmare la leggenda del “sub”. Le ricerche marine hanno una grande spinta negli anni Sessanta e necessitano di orologi più robusti e in grado di raggiungere maggiori profondità. Sempre Rolex sviluppa il Sea-Dweller 2000, che lancia sul mercato nel 1967, e Omega Seamaster Professional – anche noto come “Omega PloProf” – disponibile dal 1970 in diverse versioni. Entrambi raggiungono i 600 metri. Attualmente la maggior parte dei subacquei usa portare al polso computer elettronici, anche se alcuni utilizzano orologi, utili in caso di malfunzionamento degli apparati più sofisticati. Anche per questo motivo molti sportivi ancora oggi disegnano e sponsorizzano linee di orologi adatti alle immersioni. Immergersi in acqua può ancora essere questione di stile.


14 Sport & Motori

di Massimo Smolari

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2010

La nuova F1 Una nuova stagione è alle porte, tra grandi assenti e inaspettati ritorni Dopo un campionato 2009 noiosissimo, dove ha vinto la squadra (Brawn GP) che ha saputo interpretare con più furbizia il demenziale regolamento partorito dalla FIA di Monsley, si respira aria nuova in F1. Finalmente, liberatasi dallo scomodo avvocato inglese, la formula massima volta pagina. I nuovi regolamenti deliberati dalla nuova gestione di Jean Todt sembrano essere realistici e intelligenti. Il ritorno clamoroso di Michael Schumacher porterà inoltre nuovo interesse e nuovi spettatori a un campionato che era diventato inguardabile.

Speriamo di tornare a vedere finalmente belle gare come un tempo, anche se resterà comunque il vuoto devastante lasciato dai malconci ritiri di Honda, BMW e Toyota.

Le squadre favorite saranno come sempre Ferrari, con la nuova fortissima coppia Alonso - Massa; McLaren Mercedes con Hamilton - Button e la Mercedes (ex Brawn GP) con Schumacher - Rosberg. Le scuderie partecipanti dovrebbero essere 14, per un totale di 28 macchine. Tra poco inizieranno le prime prove delle nuovissime vetture su circuito e capiremo presto quali saranno le più veloci. 42


di Massimo Smolari

e-mail: off.tonoli@libero.it

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15 Posta & Comicità

...................................... Barzellette

Prima di una partita di calcetto, due amici parlano negli spogliatoi: “Ma da quanto tempo porti il reggiseno?” “Da quando mia moglie me lo ha trovato in macchina…” Un giorno una donna dice al marito: “Caro, sono passati 15 anni di matrimonio e se potessi tornare indietro nel tempo e fossi di nuovo sola, sai con chi mi sposerei?” “No, con chi?” chiede il marito. “Con te, tesoro!” “Questo è quello che credi tu!!!” “Mia moglie ha perso la carta di credito” “E non hai sporto denuncia?” “No, perché ho scoperto che il ladro spende di meno!”

Freddure di inizio anno Lettera di una madre al figlio carabiniere Caro figlio, ti scrivo queste poche righe perché tu sappia che ti ho scritto. Se ricevi questa lettera, vuol dire che è arrivata. Se non la ricevi, fammelo sapere, così te la rimanderò. Scrivo lentamente perché so che tu non sai leggere in fretta. Qualche tempo fa tuo padre ha letto sul giornale che la maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un chilometro dal luogo di abitazione. Allora abbiamo deciso di traslocare un po’ più lontano. La nuova casa è meravigliosa. C’è una lavatrice, ma non sono sicura che funzioni. Proprio ieri ci ho messo dentro il bucato, ho tirato l’acqua e poi il bucato è sparito completamente. Il tempo qui non è troppo brutto. La settimana scorsa ha piovuto due volte: la prima volta per tre giorni e la seconda per quattro. A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio Piero mi ha detto che spedirtela coi bottoni sarebbe stato molto caro (per via del peso dei bottoni). Allora li ho staccati. Se pensi di riattaccarli, te li ho messi tutti nella tasca interna. Tuo fratello Gianni ha fatto una grossa sciocchezza con la macchina: è sceso e ha chiuso di scatto la portiera lasciando dentro le chiavi. Allora è dovuto rientrare a casa a prendere il secondo mazzo di chiavi, e così anche noi siamo potuti scendere dalla macchina. Se vedi Margherita salutala da parte mia. Se non la vedi, non dirle niente. La tua mamma che ti vuole tanto bene. P.S.: volevo metterti anche un po’ di soldi, ma avevo già chiuso la busta.

E’ ARRIVATO IL GHIACCIO CHE CREA VALORE!!! (e che fa risparmiare) Ghiaccio in cubetti o tritato microfiltrato… pronto per l’uso in comodi sacchetti!


A proposito di viaggi Amare la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio. Giovanni Verga Felice chi, come Ulisse, ha fatto un bel viaggio. Joachim Du Bellay Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Voltaire Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno. Dino Basili L’amicizia è una presenza che non ti evita di sentirti solo, ma rende il viaggio più leggero. David Trueba L’amore, come il gelato, è una bellissima cosa, ma non si deve considerarlo una provvista adatta a un viaggio lungo e avventuroso. Anonimo

L’anima non porta niente con sé nell’altro mondo tranne la propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più grande servizio oppure il torto più grande che si possa fare ad un uomo morto, proprio all’inizio del suo viaggio. Platone

Posta & Comicità

..................................... Aforismi

L’avarizia in età avanzata è insensata: cosa c’è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta? Cicerone

Ricordatevi, comprando una valigia, che durante un lungo viaggio ci sarà sempre un momento in cui sarete costretti a portarla voi stessi. Paul Morand

La civiltà è un movimento, non una condizione; un viaggio, e non un porto. Arnold Joseph Toynbee

Smettila di preoccuparti delle buche sulla strada e goditi il viaggio. Anonimo

Morte: il piacere di fare un viaggio senza valige. Dina Vettore Tanziani

Un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo. Lao Tse

Qualche viaggio insieme su e giù nell’ascensore e la personalità viene fuori meglio che sul lettino di Freud. Dino Basili

Ed ancora...

Fornitura per slow e fast food

Salumi, carni argentine sottovuoto, pesce, verdure, pasticceria surgelata. Tutto per colazioni ed happy hour! Info : tel. 348 2253857 - info@gelgarda.it

www.gelgarda.it

15 È bello avere una meta verso la quale viaggiare, ma alla fine è il viaggio che conta. Anonimo


Il Partenopeo Specialità Mediterranee e Pizzeria

Cogli l’Attimo e… …vieni al Partenopeo Vi aspettiamo! Nuova Gestione (Ex Gattoparda)

Via Padana Superiore 87 Ciliverghe di Mazzano (Brescia) tel. 030 2123943


ristorante pizzeria

Finalmente‌. ce l’abbiamo fatta! Il Partenopeo vi ringrazia.


15quindici n° 43 Gennaio 2010  

n°43 Gennaio 2010 15quindici modi di vedere il mondo free press periodico distribuito a Brescia, Verona

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