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A.D. MDLXII

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D E G LI S TU DI D I S AS S A RI D IPARTIMENTO DI S TORIA , S CIENZE DELL ’U OMO E DELLA F ORMAZIONE (E X F A C OL T À

DI

LETTERE

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F I L OS O FI A )

___________________________

CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE

LA SCUOLA ELEMENTARE DURANTE IL PERIODO FASCISTA: I REGISTRI DELLE CLASSI I, II, III DELLA SCUOLA S. GIUSEPPE DI SASSARI

Relatore: PROF. FABIO PRUNERI

Tesi di Laurea di: MARIA R ITA V IRDIS

ANNO ACCADEMICO 2011/2012


Indice.

Introduzione.

4

1.

5

Fascismo e scuola in Sardegna. 1.

Le origini del fascismo in Sardegna.

2.

Didattica ed educazione fascista.

2.

Scuola San Giuseppe di Sassari. 1.

3.

5 11 14

Condizioni economiche della popolazione negli anni del fascismo.

14

2. Le organizzazioni giovanili fasciste. Balilla e Piccole Italiane. Scuola e propaganda.

30

3.

La Befana Fascista.

47

4.

Educazione e religione.

50

Confronto con i registri degli anni Cinquanta.

52

Conclusioni.

55

Bibliografia.

57

Sitografia.

59

Appendici.

60

Appendice 1.

60

Classi prime, anno scolastico 1930/1931.

60

A.

Elena Addis.

60

B.

Maria Athene.

64

C.

Giuseppina Biddau.

74

D.

Concetta Camboni.

80

E.

Rosina Chessa.

86

F.

Maria Foi.

89

G.

Virginia Muretto.

95

H.

Francesca Pedrangheln.

98

I.

Anna Pema.

105

J.

Augusta Poggiani.

108

K.

Amelia Tedde.

113

1


Appendice 2.

122

Classi seconde, anno scolastico 1930/1931.

122

A.

Maria Campus.

122

B.

Leomilde Femi.

126

C.

Claudia Marongiu.

129

D.

Teodora Masala.

135

E.

Antonietta Pinna.

141

F.

Fulvia Ricci.

146

G.

Elvira Satta.

151

H.

Maria Solinas.

154

I.

Martina Pisano. Francesca Sotgia.

159

J.

Luigia Fichina.

164

Appendice 3.

170

Classi terze, anno scolastico 1930/1931.

170

A.

Maurizia Cubeddu.

170

B.

E. Lai.

173

C.

Elisa Oggiano.

176

D.

Lorenzina Pilo.

181

E.

Maria Pioletti.

184

F.

Anita Usai Vannuccini.

187

Appendice 4.

191

Classi prime, anno scolastico 1932/1933.

191

A.

Maria Accardo.

191

B.

Maria Campus.

195

C.

Maurizia Cubeddu.

198

D.

Antonietta Foddai.

201

E.

Elisa Lorenzoni.

205

F.

Antonietta Pinna.

211

G.

Amelia Tedde.

215

H.

Luigia Fichina.

220

Appendice 5.

225

Classi seconde, anno scolastico 1932/1933.

225

A.

Antonietta Cocco.

225

2


B.

Anita Castiglia.

229

C.

Michelina Desole.

236

D.

Emilia Franco.

240

E.

Antonietta Lamberti.

244

F.

Cesira Mondula.

247

G.

Lorenzina Pilo.

251

H.

Anita Usai Vannucci.

254

Appendice 6.

258

Classi terze, anno scolastico 1932/1933.

258

A.

Mariangela Barria.

258

B.

Maria Cocco.

262

C.

Maria Demontis.

266

D.

Silvia Galeazzo.

270

E.

Vera Monne Casu.

274

F.

Colomba Porcu.

280

G.

Camilla Spano.

284

Appendice 7.

290

1.

Classe terza, anno scolastico 1950/1951.

290

2.

Classe quarta, anno scolastico 1951/1952.

292

3.

Classe quinta, anno scolastico 1952/1953.

294

3


Introduzione. Fin dalle scuole elementari ho sentito parlare spesso di fascismo; termine che mi incuriosiva molto. Poi crescendo ho imparato molte concetti a riguardo ma, in realtà tutte nozioni prese da manuali di storia. Quello che mi interessava era invece cercare di analizzare questa situazione da vicino, toccare con mano una realtà non troppo lontana dal nostro tempo per capire come determinati ideologie siano arrivati alle persone di ogni classe sociale. Ho deciso quindi di analizzare i registri della scuola elementare San Giuseppe di Sassari e precisamente le classi Iª , IIª , IIIª degli anni 1930/1931 e 1932/1933. La mia scelta di esaminare tante classi e pochi anni è legata al desiderio di approfondire come praticamente vennero applicati gli ideali del fascismo ad un gruppo articolato, ma cronologicamente omogeneo di classi e di insegnanti. La mia tesi si divide in tre capitoli che analizzano vari aspetti relativi al periodo fascista. Il primo riguarda il quadro generale che ci permetterà poi di comprendere meglio quello specifico e precisamente è rivolto alle origini del fascismo in Sardegna e all’educazione e didattica durante questo periodo. Il secondo capitolo riguarda invece aspetti più specifici. In particolare in questo capitolo mi sono occupata di trattare un quadro della situazione delle classi puntando l’attenzione sulle condizioni economiche della popolazione in quegli anni, sulle organizzazioni giovanili fasciste, sull’educazione fascista e quindi sulla propaganda che veniva esercitata a scuola. Su consiglio del mio relatore ho inserito poi un terzo capitolo dove è interessante il confronto con alcuni registri degli anni Cinquanta che mi hanno permesso di vedere come in pochi anni la situazione sia cambiata ma anche ciò che, nonostante tutto, è rimasto invariato. Questa consultazione, nata un po’ per caso, ha riservato anche delle sorprese. Non posso negare che questo mio lavoro sia stato lungo e faticoso, mi ritengo però veramente fortunata perché è stata un’esperienza entusiasmante. Toccare con mano i registri ingialliti dal tempo, leggere con i miei occhi quello che il fascismo aveva prodotto non è certo esperienza di tutti i giorni. 4


1. Fascismo e scuola in Sardegna. 1. Le origini del fascismo in Sardegna.

Il movimento fascista in Sardegna nasceva nel 1921, ma in realtà nuclei fascisti esistevano già nel 1919.1 “I primi fascisti in Sardegna erano sempre ex ufficiali, reduci dalla trincea, in attesa di prima sistemazione nella vita civile.”2 Possiamo dire che fascismo e sardismo nascevano, (in Sardegna), nello stesso periodo da una fonte comune: la Federazione Sarda dell’Associazione Nazionale dei Combattenti;3 e per tutto il 1921 sardisti e fascisti convivevano pacificamente senza che le reciproche attività politiche entrassero in conflitto.4 A Sassari, il fondatore del fascio fu l’avv. Luigi Pilo, che, pare, non abbondasse di quel coraggio e sangue freddo che si richiedeva ad uno squadrista di quel tempo. Lo seguiva un gruppo di fedelissimi formato in maggioranza da quindicenni che manifestavano spesso le loro opposizioni in tornei pugilistici e di testate in faccia, più per questioni personali che per contrasti di tipo politico; tanto che, quegli scontri, avevano più del “conflitto fra muratori e studenti” che tra fascisti a antifascisti.5 Il 5 aprile 1921 compare il primo documento del fascismo sardo, un numero unico di giornale in formato ridotto di sole quattro facciate, dal titolo “Vivere ardendo”. Il documento era costituito da tre punti fondamentali che consistevano nella difesa dei fasci dell’ultima guerra “nazionale”; nella valorizzazione della vittoria; nella resistenza all’espansione e alla degenerazione teorica e pratica del “socialismo politicante”.6 Con le elezioni del maggio 1921, i fascisti entravano per la prima volta in Parlamento, mentre in Sardegna non riuscirono neppure a presentare una lista.7 “Inesistente in fatto di rappresentanza politica, il fascismo sardo disponeva però di 1

G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, Laterza, Roma; Bari, 1995, p.37 L. NIEDDU, Dal combattentismo al fascismo in Sardegna, Vangelista, Milano, c1979, p. 141 3 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, Editrice sarda fratelli fossato, Cagliari, 1964, p.14 4 L NIEDDU, Dal combattentismo al fascismo in Sardegna, cit., p. 141 5 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 18 6 Cfr. L NIEDDU, Dal combattentismo al fascismo in Sardegna, cit., p. 145 7 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 26 2

5


un quotidiano a Cagliari: “L’unione Sarda”, mentre a Sassari i fascisti trovarono molta comprensione ed ospitalità ne “La Nuova Sardegna”, il cui direttore, Medardo Riccio, era schierato apertamente con loro”.8 Dai risultati elettorali emerse un notevole consenso tra gli elettori delle zone agro-pastorali, che in passato si erano dimostrati i più restii di fronte alle novità. Questo era dovuto alle conseguenze della guerra, perché la maggioranza di coloro che avevano sofferto nelle trincee erano partiti dalle campagne.9 “Dalle notizie che è stato possibile reperire sino ad oggi, sia dai documenti di archivio, sia dalla stampa, sia anche da testimonianze orali, si può comunque affermare che l’insediamento fascista fino alla marcia su Roma è stato in Sardegna non molto significativo.”10 “Il primo congresso fascista si tenne ad Iglesias. Svolgeva opera di propaganda nell’isola un rappresentante del Comitato Centrale dei Fasci avv. Giulio Loprando (il suo vero nome era Dino Castellani)”.11 Castellani – Loprando aprì i lavori e riferì sul tema del “Sindacalismo fascista”, facendo presente che accetterà eventuali contraddittori da parte degli avversari. “I fascisti non sono contrari agli operai ma intendono consacrare tutta la loro attività alla rigenerazione delle classi lavoratrici del pensiero e del braccio”, dirà l’oratore.12 Uno dei principali obbiettivi dell’attività sindacale era “l’ascesa delle classi lavoratrici fino ad oggi traviate da una predicazione spesso in contrasto con gli interessi effettivi dei lavoratori e vantaggiosa solo per una minoranza di sfruttatori.”13 L’aspirazione e di Mussolini e i suoi seguaci era quella di prendere la guida del paese dando un indirizzo fascista alla sua politica e ciò avvenne grazie alla Marcia su Roma.14 Uno dei capi militari preposto all’organizzazione della marcia era il gen. Gandolfo (uomo di fiducia di Mussolini).15 L’arrivo in Sardegna del generale, aveva lo scopo di superare la resistenza rappresentata dal Partito sardo

8

Ivi, p.27 G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, cit., s.d, p.38 10 Ivi, pp. 49-50 11 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 33 12 Cfr. L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 33 13 Cfr. Ibidem 14 G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, cit., p. 51 15 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 35 9

6


d’Azione.16 Gandolfo giunse dunque in Sardegna con la certezza di trovare le condizioni ideali per una trattativa che portasse alla fusione tra il P.S.d’A. e i fascisti.17 Appena saputa la notizia della chiamata di Mussolini al potere, i capi sardisti dovettero abbandonare i loro progetti, e l’idea di marciare su Cagliari, in risposta alla ”marcia su Roma”, per “schiacciarvi” i fascisti. Per qualche giorno però, i fascisti sardi non oltrepassarono l’estremismo verbale mantenendosi in contatto fra di loro senza uscire fuori sede. 18 Nel novembre 1922 giunse a Sassari il sottosegretario alle finanze Lissia, sardo e antifascista fino a poco tempo prima.19 Sotto la sua presidenza , ci si impegnò a mantenere le contese politiche nella più assoluta “legalità”. Il 26 novembre giunsero a Cagliari i fascisti del Campidano, dell’iglesiente e di Sassari per l’inaugurazione (questo almeno il pretesto ufficiale) di qualche gagliardetto. Al suono delle banda sfilarono per la città le “camicie nere”, intimando, alla folla, che osservava lo spettacolo, di togliersi il cappello: un operaio, di fede sardista, non ottemperò all’ordine ricevuto e pagò con la vita. La popolazione reagì attaccando e disperdendo i fascisti.20 Queste prime fasi rappresentano quello che viene definito il fascismo sardo della “prim’ora”. Ma le difficoltà non stanno soltanto nel salire in sella, quanto nel saperci rimanere.21 A partire dall’ estate il “fronte antifascista” si andò sempre più sbiadendo. I sardisti, pensavano evidentemente a catturare il fascismo isolano cambiando la camicia grigia con la camicia nera , riproducendo il “ fascio littorio” coi “ quattro mori”.

22

(Il partito infatti promise di consentire di portare sulla camicia nera

l’emblema dei quattro mori).23 “Gandolfo disponeva ormai del potere di sciogliere, ricostruire e rivedere i Fasci sardi e seminava nella base sardista attese e speranze, che non potevano 16

G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, cit., p. 61 Ivi, p. 63 18 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 39 19 Ivi, p. 41 20 Cfr., L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 45 21 Ivi, p. 51 22 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 56 23 G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, cit., p. 65 17

7


essere disattese.”24 “Il Direttorio del partito sardo deliberava di dare pieni poteri al deputato Lussu per trattare con il prefetto Gandolfo, a condizione che questo a sua volta fosse munito di pieni poteri dal Partito Fascista e dal governo, tenendo presente in ogni caso che bisogna salvare la dignità del partito.”25 “Anno nuovo vita nuova, dice un antico proverbio, ed anche fascismo nuovo. Nei primissimi di gennaio, quando ancora la base sardista crede di doversi battere contro i fascisti, i dirigenti del P.S.d’A. hanno già conferito con Gandolfo e deciso di riunirsi a Macomer per il dieci, al fine di concretare la fusione; ormai si tratta di modalità, perché lo spirito fusionista ha prevalso.”26 Il 22 gennaio la fusione poteva considerarsi compiuta, tanto che furono stampati due manifesti: uno di Gandolfo per dare il benvenuto in casa fascista ai combattenti del P.S.d’A., l’altro di questi ultimi per ricambiare l’omaggio.27 Una parte del testo di Gandolfo diceva: “I vostri capi hanno compreso e, con lealtà propria dei valorosi, mi hanno dichiarato che per l’avvenire dell’isola e per la sua immediata pacificazione essi sentono il dovere di aderire al partito nazionale fascista, e di consigliare tutti i compagni d’armi di mettersi a mia disposizione per essere inglobati nella grande ricostruzione fascista che io, autorizzato dal governo di B. Mussolini, mi preparo a compiere nella vostra isola, che già amo come la mia Liguria …”28 “Il 31 gennaio durante un rapporto dei commissari politici tenuto al Viminale sotto la presidenza di Mussolini, il PSd’A viene dato come definitivamente sciolto, e il giorno dopo la notizia ha carattere ufficiale.”29 “Gandolfo assicurava l’accoglimento di tutte le domande di adesione presentate dai sardo-combattenti, con la sola eccezione di chi, pur appartenendo al P.S.d’A. non aveva partecipato direttamente alla guerra.”30 A questo punto, almeno sul piano formale dovrebbe essere Lussu ad intervenire ma è troppo compromesso per smentire o confermare queste notizie. Il suo stato d’animo era turbato al punto da non consentirgli di andare avanti con le trattativa e neppure di negare la validità della fusione 24

S. SECHI, Dopoguerra e fascismo in Sardegna, fondazione Luigi Einaudi, Torino, s.d., p. 400 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 65 26 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 65 27 Ivi, p 68 28 Ivi, pp. 68-69 29 L. NIEDDU, Dal combattentismo al fascismo in Sardegna, cit., p. 250 30 Ivi, p. 251 25

8


mancata.31 Il 3 febbraio Lussu restituisce la delega ricevuta scrivendo privatamente a Gandolfo.32 Dopo la sua rinuncia, Lussu veniva sostituito da Paolo Pili che farà comunque sempre le sue veci.33 I Sardisti comunque non volevano rinunciare all’opportunità di rompere la condizione minoritaria in cui si trovavano fino ad allora e, impadronendosi della direzione del fascismo sardo credevano di poter eliminare opportunismo e corruzione.34 Gandolfo riprese dunque le trattative per la fusione.35 Il processo di fascistizzazione però non avvenne in maniera uniforme. Cagliari, a metà febbraio, aveva oltre 18 mila tesserati e 3 mila iscritti ai sindacati.36 Nella provincia di Sassari invece il fascismo contava 2000 iscritti e questo era dovuto soprattutto a due fatti: l’inasprimento delle beghe locali e l’incomprensione della portata nazionale del movimento fascista.37 Mentre il Direttorio sardista era impegnato ad impedire passaggi isolati al fascismo, Gndolfo continuava ad adescare i sardo-combattenti invitandoli ad abbandonare i loro capi e ad indossare la camicia nera. Il giorno dopo a Cagliari, come emergerà dall’agenda di Pili, avviene il tradimento. Infatti Nicola Paglietti, Egidio Pilia, Giovannino Cao hanno fatto votare un o.d.g. di scioglimento del P.S.d’A. “Il generale – commenta – è riuscito nel suo intento.” 38 Il congresso quindi non poteva far altro che chiudersi con o.d.g. di “benevola attesa” verso il fascismo.39 31

Ivi, p. 252 Ivi, pp. 253.254: “Signor generale dopo la pubblicazione del rapporto dei Commissari fascisti avvenuto al Viminale, in cui si vilipende il nostro partito, ritengo compromesso ogni ulteriore tentativo di unificazione dei due partiti e dubito forte che Lei possa ottenere quanto nell’ultimo abboccamento mi disse. Io in data odierna compio il dovere di restituire il mandato con pieni poteri ai dirigenti del Partito Sardo e delle Federazione dei Combattenti, e d’informarli di quanto è avvenuto. Attendere ancora significherebbe disorientare completamente i nostri che da una settimana giustamente pretendono conoscere il pensiero dei dirigenti. Io ricorderò sempre la Sua nobile opera, concepita a utilità di quest’Isola che vanamente attende da secoli la sua redenzione. I combattenti forse di un’altra generazione saranno più fortunati di noi, ai quali non resta che l’attesa e sconfinato desiderio di rinnovamento. Il più tenace degli autonomisti le porge il suo deferente saluto”. 33 G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, cit., p. 64 34 S. SECHI, Dopoguerra e fascismo in Sardegna, cit., pp. 402-403 35 Ibidem 36 Ivi, p. 409 37 Ivi, pp. 410-411 38 Ivi,74 39 Ivi, p. 75 32

9


Le trattative si conclusero definitivamente il 26 aprile 1923.40 Mussolini aveva infatti fissato come limite massimo per l’ingresso al fascismo di nuove formazioni politiche, la data del 24 aprile e, quel giorno si tenne l’ultima delle riunioni fusioniste dei sardo-combattenti col P.N.F.41 Possiamo dire che questo fu “l’atto di battesimo” di quello che Lussu ha chiamato fascismo della “second’ora”, diretto per la maggior parte da ex sardisti o fascisti “originari”, fautori della fusione.42

40

G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, cit., p. 71 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, cit., p. 76 42 Ibidem 41

10


2. Didattica ed educazione fascista.

Come dice T. Tomasi, “il regime, affermatosi pienamente nel 1926 ha come intento quello di fare della scuola uno strumento propagandistico.”43 “L’istruzione pubblica, oltre ad assolvere i tradizionali compiti di formazione e socializzazione, riveste nello stato moderno un’importanza fondamentale nel legittimare il sistema politico-sociale”,44 il ministero della pubblica istruzione, per volontà di Mussolini, viene infatti denominato dell’educazione nazionale; e questo per indicare il duplice compito dello stato di istruire e di educare il popolo, cioè di conformarlo alla nuova ideologia.45 “Il fascismo, da ideologia politica e sistema di potere, doveva trasformarsi in “modo di vita”.46 Ed è per questo che il fulcro dell’azione del fascismo sono i giovani.47 “Nel 1923 la religione cattolica diventa fondamento dell’istruzione primaria48, e Mussolini dichiara che italiano, fascista e cattolico debbono essere la stessa cosa.”49 Così dopo alcuni anni di dibattiti sulla questione della religione nell’educazione, l’11 febbraio 1929 si giunse alla stipulazione dei patti lateranensi.50 Nel 1930 però si verificano alcuni contrasti tra il partito e la Santa Sede e Mussolini fa sapere che la sua indiscutibile volontà è quella che i giovani siano educati in armonia con i principi cattolici, ma, integrati dal sentimento di virilità, potenza e conquista e scioglie tutte le organizzazioni che non fanno capo

43

T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, La nuova Italia, Firenze, 1972, p. 89 J. CHARNITZKY, “introduzione”, Fascismo e scuola, La nuova Italia, Firenze, 1994, p. 3 45 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 94 46 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, La nuova Italia, Firenze, 1994, p. 291 47 R. AGO, J.-C. CARON, G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, Roma; Bari, Laterza, 1944, saggio di LAURA MALVANO, Il mito della giovinezza attraverso l’immagine: il fascismo italiano, p. 312 48 Ivi, saggio di MICHELLE PERROT, La gioventù operaia: dal laboratorio alla fabbrica, p. 94 49 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 95 50 www.treccani.it/enciclopedia I patti lateranensi sono una serie di accordi che comprendono: un trattato politico, una convenzione finanziaria e un concordato, firmati fra l’Italia e la Santa Sede nella sala dei Papi del palazzo del Laterano da cui prendono il nome. Nel trattato l’Italia riconosceva la personalità giuridica internazionale della Santa Sede, la costituzione dello Stato della Città del Vaticano mentre la Santa Sede riconosceva il Regno d’Italia e Roma quale sua captale. Mediante, l’Italia si impegnava a dare alla Santa Sede, come risarcimento per i danni materiali subiti con la perdita del potere temporale, la somma di 750 milioni di lire. Il concordato infine regolava le condizioni della religione e della chiesa in Italia, assicurando, fra l’altro, il libero esercizio spirituale, l’insegnamento della dottrina cristiana nelle scuole medie oltre alle elementari. Questi affermavano la religione cattolica come religione di stato. 44

11


al partito.51 “Il problema della fascistizzazione della scuola è il problema stesso della fascistizzazione della vita nazionale”.52 In occasione del primo congresso nazionale del sindacato degli insegnanti fascisti Mussolini annunciò quale fosse il contributo che il regime si aspettava in futuro dalla scuola: “Il regime esige che la scuola si ispiri alle idealità del fascismo, esige che la scuola non sia non dico ostile, ma nemmeno estranea al fascismo; esige che la scuola in tutti i suoi gradi ed in tutti i suoi insegnamenti educhi la gioventù italiana a comprendere il fascismo, a rinnovarsi nel fascismo ed a vivere il clima storico creato dalla rivoluzione fascista.”53 Continua così l’inaridimento della scuola, il regime era in attesa del momento giusto per trasformarla in strumento di propaganda e di potere.54 Al vertice si decide dunque di usare i tipici mezzi delle dittature, cioè la propaganda, l’allettamento, l’intimidazione.55 Iniziò così la cosiddetta “bonifica scolastica”, i fascisti più accorti pensano sia necessario dare alla scuola strutture e contenuti nuovi, veramente fascisti.56 Il latino è ritenuto lo strumento più valido di formazione non più umana ma fascista, in quanto si presta a rinvigorire il mito di Roma e del genio della stirpe, le cui virtù si assommano tutte nel duce.57 I manuali sono sempre più soggetti a modifiche e omissioni.58 Molta importanza viene data alla storia ma soprattutto all’educazione fisica.59 “È infatti nota l’importanza che , particolarmente nel corso degli anni trenta, la politica di massa del regime attribuì allo sport quale elemento d’inquadramento e di formazione dell’italiano di domani”.60 La nuova educazione deve essere quindi rivolta a potenziare non la ragione ma le disposizioni istintive

51

T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 105 Ivi, p. 112 53 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., pp. 292-293 54 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 112 55 Ivi, p. 117 56 Ivi, pp. 118-119 57 Cfr., T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., pp. 119-120 58 Ivi, p. 120 59 Ivi, p. 121 60 R. AGO, J.-C. CARON, G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, saggio di L.MALVANO, cit., p. 322 52

12


ed emotive, definite “carattere”.61 Agli insegnanti viene chiesto di essere soprattutto soldati del regime pronti ad una totale obbedienza62 e “la tessera del partito, dal 1933 condizione indispensabile per la partecipazione ai concorsi pubblici, divenne una questione vitale per molti insegnanti e aspiranti alla professione”.63 Infatti il 28 maggio 1925 Mussolini aveva fatto presentare alla Camera un disegno di legge che avrebbe dovuto rendere possibile entro il 1926 il licenziamento di funzionari, capi d’istituto e insegnanti che, oltre alla scarsa idoneità fisica, intellettuale o morale, mostravano un comportamento giudicato incompatibile con le generali direttive del Governo.64 “La scuola ideale è secondo le somme gerarchie una specie di caserma in cui attraverso un continuo addestramento fisico e spirituale, si plasmano dei soldati, persuasi che l’onore sta nella fedeltà ai capi e non nella coscienza di servire una causa giusta, disposti a combattere e morire per ciò che viene indicato come la grandezza della patria”.65 Ritorna così di continuo il motivo che in Italia tutta l’educazione si fonda sulle direttive del Duce, che si possono riassumere nel principio “obbedire perché dovete obbedire”.66

61

Cfr. T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 127 Ivi, p. 129 63 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., p. 305 64 Ivi, pp. 308-309 65 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 129 66 Cfr. T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 138 62

13


2. Scuola San Giuseppe di Sassari. 1. Condizioni economiche della popolazione negli anni del fascismo.

Le condizioni dell’isola in questi anni erano molto gravi, il tenore di vita era al limite della sussistenza e molto lontana era la prospettiva di un miglioramento.67 Il confronto dei sei registri relativi alle classi Iª, IIª, IIIª, della scuola elementare San Giuseppe di Sassari, negli anni 1930/31 e 1932/33 evidenzia le condizioni di estrema povertà dei bambini e delle loro famiglie. Un’insegnante della prima maschile per descrivere le condizioni degli alunni scrive: “In generale si presentano mal vestiti, scalzi, parecchi tremano dal freddo, coperti appena da una giacca a brandelli. Molti sono anche mal nutriti, e questo me lo hanno accertato le mamme che mi si presentano per dirmi che non solo possono comprare un quaderno ai figli, ma mancano loro i soldi per comprare il pane perché il babbo è disoccupato da parecchio. I sussidiati sono 35. Sono stati sussidiati quelli che hanno potuto portare la tessera per la cura gratuita. Sanno che presto il comune provvederà a fornire tutto l’occorrente ai sussidiati.”68 Un’altra scrive: “Quasi tutti i miei alunni appartengono a famiglie povere e sono, in generale, abbandonati dalle mamme, le quali sono costrette ad assentarsi tutto il giorno da casa per recarsi a lavorare in campagna o altrove”.69 Indicazioni precise sulle condizioni familiari si ricavano anche dai dati statistici posti sulle prime pagine di ogni registro scolastico. L’insegnante doveva, infatti, indicare la “situazione delle famiglie” secondo queste variabili: disagiata, semiagiata, agiata, povera, poverissima, modesta, mediocre, misera, benestante. Troviamo classi, dove gli alunni sono tutti poveri,70 ma in generale sono classi miste dove individuiamo ad esempio 26 alunni di famiglia agiata, 15 di famiglia

67

G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, Laterza, Roma; Bari, 1995, p. 44 Classe Iª masc., 9 dicembre 1930, maestra Virginia Muretto, Appendice 1. 69 Classe Iª masc., 6 – 12 – 1930, maestra Giuseppina Biddau, Appendice 1 70 Classe Iª masc., notizie statistiche 1930/31, maestra Concetta Camboni, Appendice 1, 68

14


povera e 4 di famiglia benestante.71 Le classi però con maggioranza di alunni appartenenti a famiglie di condizione agiata sono davvero poche, nella maggior parte dei casi troviamo un elevato numero di scolari poveri e pochi alunni di condizione agiata. Vediamo alcuni dati statistici relativi alle classi 1ª, 2ª, 3ª dell’anno scolastico 1930/31 e alle classi 1ª, 2ª, 3ª, dell’anno scolastico 1932/33:

71

Classe IIª masc., notizie statistiche 1930/31, maestra Elvira Satta, Appendice 2.

15


ANNO SCOLASTICO 1930/1931.

Classi prime 1930/1931

Classi seconde 1930/1931

Classi terze 1930/1931

Poverissima

22

Povera

181

118

86

Disagiata

92

Mediocre

17

Semiagiata

10

10

Modesta

14

Agiata

79

40

Benestante

4

3

Signorile

4

0,45

96

42,79%

42,29%

0,4 0,35

33,05% Poverissima

0,3 0,25 21,50%

22,43%

22,13% 19,90%

0,2 0,15 10,95% 0,1 0,05

3,97%

Povera Disagiata Mediocre Semiagiata Modesta Agiata Benestante Signorile

4,98%

3,92% 2,80% 1,12% 1,12%

1,49%

0 Classi prime 1930/1931

Classi seconde 1930/1931

Classi terze 1930/1931

16


•

Le classi povera, media e benestante sono state ricavate dai registri scolastici.

Classi prime 1930/1931

22,43% Classe povera Classe media Classe Benestante 67,76%

Classi seconde 1930/1931

24,37%

Classe povera 33,05%

Classe media Classe Benestante

6,72%

Classi terze 1930/1931

21,39% Classe povera Classe media 4,98% 53,73%

Classe Benestante

17


ANNO SCOLASTICO 1932/1933.

Classi prime 1932/1933

Classi seconde 1932/1933

Classi terze 1932/1933

(Totale Iscritti 393)

(Totale frequentanti 306)

(Totale frequentanti 276)

Poverissima

3

Povera

240

66

120

Disagiata

7

52

Semiagiata

16

14

Modesta

12

14

Agiata

40

59

62

Benestante

14

4

3

0,9 83,33% 0,8 0,7 0,6 Poverissima 0,5 43,48% 0,4 0,3 21,57% 0,2

22,46% 19,28%

Povera Disagiata Semiagiata Modesta Agiata Benestante

18,84%

13,89% 0,1 4,17%

4,86%

2,29%

5,23% 4,58%

5,07% 1,31%

1,09%

1,09%

0 Classi prime 1932/1933

Classi seconde 1932/1933

Classi terze 1932/1933

18


Classi prime 1932/1933

18,75% 4,17%

Classe povera Classe media Classe benestante 83,33%

Classi seconde 1932/1933

20,59%

23,86%

Classe povera Classe media Classe benestante

9,80%

Classi terze 1932/1933

23,55% Classe povera Classe media 5,07%

Classe benestante 63,41%

19


Dai grafici è possibile costatare che una elevata percentuale di alunni apparteneva a famiglie povere. Alcune maestre invece, erano solite scrivere il mestiere dei padri di famiglia e troviamo attività come: carrettiere, contadino, bracciante, negoziante, ortolano, venditore ambulante, muratore, marmista, panettaro, aviatore, carbonaio, macellaio, giardiniere, facchino. “Osservo i foglietti d’iscrizione: l’elemento è sempre quello: figli di muratori, conciatori, carrettieri, qualche falegname … senza lavoro, qualche calzolaio, o meglio ciabattino. L’impresa è sempre ardua. Non disprezzo, no, la povertà, l’umile condizione ma … mio Dio, qui c’e tutto da fare: istruzione, educazione, amore alla pulizia. Perché non si può negare che appena fuori dalla scuola, questi bambini avranno per la maggior parte della giornata, per casa la strada, per letto il cielo. E cercheranno il ricovero soltanto nell’ora degli assai frugali pasti e del riposo.”72 Il mestiere dei padri di famiglia, le misere condizioni della maggior parte delle famiglie e il diffondersi della disoccupazione, come emerge dalle cronache avevano diverse conseguenze inevitabili. Innanzi tutto avevano forti ripercussioni sulla frequenza degli scolari: “Data la eccessiva miseria dell’annata, molti bimbi si ritirarono non potendo affrontare l’intenso freddo dell’inverno con lo scarso vestiario e l’ancor più scarso cibo.”73 Numerosi alunni rimanevano a casa perché non avevano scarpe o abiti adatti, alcuni addirittura perché non avevano un’alimentazione sufficiente e altri perché già inseriti in qualche mestiere o per badare ai fratellini più piccoli mentre la mamma stava tutto il giorno fuori per lavorare o era impegnata nelle faccende domestiche:74 “Ancora molte assenze. Varie le cause. Ho dovuto tenerlo a casa – dice qualche mamma riaccompagnando il proprio bambino – perché non aveva scarpe. E la giustificazione è dolorosamente vera”75 “Comunque sia anche per i bambini che di solito frequentavano, la tendenza era, dopo la quinta elementare, quella di abbandonare la scuola per aiutare la 72

Classe IIIª femm., dicembre 1932, maestra Cesira Mondula, , Appendice 6. Classe IIª masc., relazione finale 1930/31, maestra Maria Solinas, Appendice 2. 74 Vedere: classe Iª masc., relazione finale 1930/31, maestra Francesca Pedrangheln, Appendice 1 75 Classe Iª masc., 20 Marzo 1931, maestra Maria Athene, Appendice 1. 73

20


famiglia nel lavoro. Da giovanissimi venivano immessi in una vita dura in campagna. Il lavoro era quello dell’agricoltore o del pastore, ma talvolta l’uno e l’altro in base alle esigenze e necessità della comunità alla quale i ragazzi appartenevano.”76 Le misere condizioni della popolazione non passano comunque inosservate. Le maestre fanno, infatti, molta propaganda per l’iscrizione degli alunni alla mutualità scolastica. In generale troviamo alunni sussidiati dal Patronato Scolastico77, alunni Sussidiati dal Comune e alunni sussidiati da Comitato Pro Orfani di Guerra. Di là della propaganda, a mio avviso, emerge un po’ il carattere delle maestre. Le relazioni a livello umano oltre che a livello scolastico risultano particolarmente intense. Le maestre infatti quando parlavano degli alunni usavano spesso frasi del “i miei piccoli pargoli”.78 Si preoccupavano molto per i piccoli alunni soprattutto per le loro tristi condizioni e s' impegnavano affinché riuscissero ad avere il minimo indispensabile come penne, quaderni e scarpe. Emerge un senso quasi materno. Maestre che cercano di colmare la trascuratezza di molte famiglie occupandosi della cura del corpo e degli abiti. Su cinquanta classi analizzate infatti in quasi tutte le maestre parlano amorevolmente e spesso con un forte senso di tenerezza degli alunni. Tornando ai sussidi e alla propaganda per la mutualità però nonostante questi aspetti, non risulta semplice alle maestre ed il motivo è sempre legato alle misere condizioni delle famiglie: “Vi fu anche nella mia classe, un numero molto esiguo di inscritti all’O. N. Balilla e alla Mutualità Scolastica. Solo 8 furono i tesserati e 3 i Mutualisti: tale esiguità fu dovuta soprattutto ai pochi mezzi delle famiglie le cui misere condizioni sono state maggiormente aggravate, in quest’anno, dallo scarsissimo

76

M. CIOCCI, Meglio un asino vivo … La scuola dell’obbligo nella cultura rurale sarda, J.Webbwr, Sassari, 2004, p. 10 77 C. BETTI, l’Opera Nazionale Balilla e l’educazione fascista, La Nuova Italia, Firenze, 1984, p.138. In realtà i Patronati furono lanciati per la prima volta nel 1897 dal ministro della Pubblica Istruzione Emanuele Gianturco, il quale, sosteneva che, l’obbligo alla frequenza scolastica, non aveva funzionato perché molti alunni poveri non avevano abiti, calzature o addirittura sufficiente alimentazione per presentarsi alla scuola e per questo, riteneva importantissimo l’aiuto dei Patronati e proponeva di diffonderli in tutti i Comuni del Regno. La funzione dei patronati scolastici venne poi rilanciata dal Regio Decreto n. 577 del 5 febbraio 1928, più noto come Testo Unico della scuola elementare. 78 Classe Iª masc., 3 Dicembre 1930, maestra Maria Athene, Appendice 1.

21


raccolto delle olive che, a Sassari specialmente, è uno dei principali cespiti di lavoro e di guadagno per la popolazione.”79 “Con mio sommo rincrescimento, debbo dichiarare che non sono riuscita a far inscrivere un alunno alla mutualità scolastica, nonostante abbia insistito presso le famiglie.”80 Per quanto riguarda il Patronato Scolastico, esso dava un grande aiuto alle famiglie attraverso la distribuzione di libri e materiale didattico anche se spesso le maestre avevano da lamentarsi per i lunghi tempi o perché il materiale era distribuito un po’ alla volta:81 “Oggi ho dato ai sussidiati i pochi libri ricevuti, sorteggiandoli. Sette sono stati i fortunati e bisognava vedere quegli occhi sfavillanti di gioia! Ma i più son rimasti delusi e dopo il settimo estratto qualche lacrima furtiva è apparsa fra ciglio e ciglio … Si può sperare di far contenti anche questi piccoli che aspettano il libro ricco di figure e di colori?” 82 I sussidiati in tutte le classi erano abbastanza numerosi. Vediamo qualche dato statistico sia per l’anno 1930/31 sia per l’anno 1932/33:

79

Classe IIIª masc., Relazione finale 1930/31, maestra Maria Pioletti , Appendice 3. Classe Iª masc., maestra Maurizia Cubeddu, 15 – 2 – 1933, Appendice 4. 81 Vedere: Classe IIIª femm., Relazione finale 1932/33, maestra Colomba Porcu, Appendice 6: “La mia scolaresca era composta da elemento eminentemente popolare. Più di una ventina di alunne appartengono a famiglie ammesse a fruire delle cure gratuite del medico comunale ed altre, figlie di operai, non erano meno povere di esse, per avere il padre temporaneamente disoccupato. Veramente provvida fu quindi la distribuzione gratuita dei libri di testo e di un po’ di corredo scolastico fatta dal Patronato.”81 82 Classe Iª masc., maestra Francesca Pedrangheln, 30 – 1 – 931, Appendice 1. 80

22


ANNO SCOLASTICO 1930/1931.

Classi prime 1930/1931

Classi seconde 1930/1931

Classi terze 1930/1931

(Totale alunni frequentanti 228)

(Totale alunni frequentanti 357)

(Totale alunni frequentanti 201)

Sussidiati da Patronato Scolastico

173

130

96

Sussidiati dal Comune

62

77

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

7

2

3

Inscritti alla MutualitĂ

71

56

44

0,8

75,88%

0,7 0,6 47,76%

0,5 0,4

36,41% 31,14%

0,3

27,19% 21,89%

21,57% 0,2

Sussidiati da Patronato Scolastico Sussidiati dal Comune Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra Inscritti alla MutualitĂ

15,69%

0,1 3,07%

0,56%

1,49%

0 Classi prime 1930/1931

Classi seconde 1930/1931

Classi terze 1930/1931

23


ANNO SCOLASTICO 1932/1933.

Classi prime 1932/1933

Classi seconde 1932/1933

Classi terze 1932/1933

( Totale alunni frequentanti 288)

( Totale alunni frequentanti 306)

( Totale alunni frequentanti 276)

Sussidiati da Patronato Scolastico

174

116

91

Sussidiati dal Comune

80

14

18

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

2

0

1

Inscritti alla MutualitĂ

16

11

14

0,7 60,42% 0,6 0,5 Sussidiati da Patronato Scolastico Sussidiati dal Comune Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra Inscritti alla MutualitĂ

37,91%

0,4

32,97% 0,3

27,78%

0,2 0,1

5,56% 0,69%

4,58%

3,59%

6,52%

5,07% 0,36%

0 Classi prime 1932/1933

Classi seconde 1932/1933

Classi terze 1932/1933

24


Come si vede dalle cronache, il legame tra assistenze e propaganda divenne sempre più stretto: “Per sopperire alle necessità dei più bisognosi mi sono stati consegnati dal Patronato Scolastico tre buoni valevoli per ottenere altrettante paia di scarpe, e altri tre buoni per altrettante divise di Balilla. Ho potuto così soddisfare l’aspirazione di tre dei miei alunni che, per le particolari condizioni d’indigenza delle famiglie, non possedevano ancora la sospirata divisa. Inoltre, per opera del Patronato scolastico, funziona la refezione. Essa avrà la durata di un mese, con due turni di 15 giorni ciascuno, e ne usufruiscono dieci alunni di ciascuna classe, cinque per turno, scelti tra i balilla, in possesso della divisa e tra i più poveri.”83

Il Patronato Scolastico oltre al materiale didattico anche se in pochi casi, distribuiva anche le scarpe e qualche divisa, e se questi non arrivavano da esso, pervenivano

dall’Organizzazione

Nazionale

Balilla

(ONB)

o

da

altre

organizzazioni giovanili: “Oggi è venuto in classe il comandante de la centuria a la quale appartengono i miei alunni Balilla per consegnare ai tre tesserati più poveri il buono per la divisa gratuita come dono pasquale. Sono tanti i poveri che la scelta mi è stata un po’ difficile, ma credo di aver dato i biglietti a quello che più la meritavano. Anche questo regalo è stato accolto con molta gioia dai bambini che ringraziano con vero cuore i buoni che pensano a loro proteggendoli, aiutandoli, cercando di farli crescere sani, forti e buoni.”84 “Infatti un decreto del 17 marzo 1930, affido i Patronati scolastici comunali all’ONB. Le attività di assistenza per gli alunni disagiati, organizzate fino ad allora dai patronati e finanziate da enti pubblici, dallo Stato e da privati, (come refezioni gratuite, copertura parziale o totale delle spese di abbigliamento, libri e materiale scolastico, soggiorni in colonie ecc.,) potevano venir fatte passare in questo modo per opere di beneficenza organizzate dall’opera stessa, assumendo così un preciso valore politico”.85 Tuttavia dei 6292 Patronati scolastici esistenti nel 1930 soltanto 2662 funzionavano in maniera efficiente.86

83

Classe IIª masc., 12 aprile 1933, maestra Emilia franco, Appendice 5. Classe Iª masc., 12 aprile 1933, maestra Elisa Lorenzoni, Appendice 4. 85 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, La nuova Italia, Firenze, 1994, p. 338 86 Ivi, p. 339 84

25


“L’ONB non si limitava solo ad assicurare la copertura finanziaria e l’efficienza dei patronati, essa offriva anche varie forme di assistenza: cure mediche e medicine gratuite, misure di riabilitazione, assicurazione contro gli infortuni, soggiorni di cura, campeggi e borse di studio Benito Mussolini in caso di meriti scolastici”.87 “Ho ancora parecchi alunni scalzi, senza contare quelli che possiedono un paio di scarpe in condizioni veramente pietose poiché lasciano vedere l’alluce e il tallone, ed avendo saputo che i Patronato Scolastico va incontro ai bisogni degli alunni meno abbienti che sono provvisti della tessera di Balilla mi sono interessata perché mi venissero concesse alcune paia di scarpe per i miei piccoli. Me ne sono state concesse solo due paia, che ho dato oggi a due Balilla scalzi, poverissimi e meritevoli di aiuto per la diligenza e l’assiduità con cui frequentano la scuola. Oh, come avrei voluto vedere tutti gli altri scalzi con le scarpe! Ma per quanto abbia ripregato il Presidente del Patronato non mi è stato possibile ottenere altre paia.”88 Tutto ciò non poteva che comportare conseguenze anche nella salute dei piccoli alunni. Parecchie, infatti, le assenze per malattia; molto diffuse erano le malattie infettive come morbillo, scarlattina, pertosse, orecchioni, e, soprattutto assai diffuso era il tracoma, tanto che, furono istituite classi per alunni tracomatosi. Per prevenire e curare queste malattie, le maestre cercavano di insegnare come prima cosa la pulizia del corpo,89 e inoltre si facevano

87

Ibidem Classe Iª masc., maestra Amelia Tedde, 3 Aprile, Appendice 4. 30 Maggio: “Oggi è venuto in classe il comandante de la centuria a la quale appartengono i miei alunni Balilla per consegnare ai tre tesserati più poveri il buono per la divisa gratuita come dono pasquale. Sono tanti i poveri che la scelta mi è stata un po’ difficile, ma credo di aver dato i biglietti a quello che più la meritavano. Anche questo regalo è stato accolto con molta gioia dai bambini che ringraziano con vero cuore i buoni che pensano a loro proteggendoli, aiutandoli, cercando di farli crescere sani, forti e buoni.” 89 Vedere: classe Iª masc., Dicembre 1930, maestra Concetta amboni, appendice 1: “Oggi la mia aula è stata accuratamente disinfettata perché un mio alunno è affetto da scarlattina. Era un buon alunno e ne ho provato un vero dispiacere. Ho colto l’occasione per far notare ai compagni il pericolo del contagio e soprattutto quanto sia indispensabile la pulizia e l’osservanza delle regole igieniche per evitare questo ed altri mali. E ho anche fatto sentire quanta ricchezza sia la salute e come chi gliela conserva, ai genitori che lo circondano di cure, a quanti lo preservano e lo guariscono dal male.” 88

26


periodicamente visite mediche agli alunni, e se venivano riscontrati tracomatosi, venivano subito trasferiti alla classe tracomatosa per evitare il contagio: 90 “In questo mese lo specialista ha visitato gli alunni per allontanare i tracomatosi. Il tracoma è meno diffuso ora, grazie alla cura che se ne fa; ci sono quattro ammalati fra cinquanta e più presenti. A mano, a mano che se ne presenteranno dei nuovi bisognerà, ha detto lo specialista, mandarli all’ospedale per la visita e non si dovranno accettare se non hanno il certificato che li dichiari (se lo sono) immuni. Io ho pensato che sarebbe bene non fidarsi di certe mamme e so che l’anno scorso si sono verificati parecchi imbrogli, ma non c’è nel locale una bidella incaricata per accompagnare gli alunni all’ospedale.”91 La diffusione e il contagio erano inoltre agevolate dalle condizioni delle aule che non sempre seguivano le norme igieniche92 e non sempre potevano contenere l’elevato numero di alunni presenti.93 Questo succedeva perché in periferia, gli istituti scolastici, che erano chiamati “sezioni staccate”, erano nati come i funghi e occupavano dei caseggiati costruiti in realtà con scopi ben diversi dall’accoglienza scolastica. Alcune erano delle vecchie abitazioni, altri erano magazzini o depositi94 – “L’aula, situata nella via Masia, è in condizioni assolutamente incompatibili con le più elementari norme d’igiene e di decenza. Fredda, umida, presenta l’aspetto di un grande magazzino, reso più indecente e insalubre dall' ubicazione della ritirata (porta nell’interno dell’aula) le cui esalazioni, specie durante le ore del pomeriggio, rendono insopportabile la permanenza. L’aria e la luce entrano da due finestre, che essendo però situate al piano terreno, non illuminano e arieggiano sufficientemente l’ambiente. A questo aggiungesi che gli 90

Vedere: Appendice 3, Maria Pioletti, Novembre. “All’inizio della seconda quindicina si è fatta la visita medica per il tracoma. Su 33 frequentanti risultarono 4 tracomatosi che vennero in seguito trasferiti nelle classi dei tracomatosi.” 91 Classe Iª masc., Dicembre 1932, maestra Antonietta Foddai, Appendice 4. 92 Vedere: classe IIª masc., 30 Ottobre 1932, maestra Antonietta Cocco, Appendice 5: “La nuova aula è buia, ci piove dentro e fra un banco e l’altro si vede spesso far capolino qualche topo.” 93 Vedere: Appendice1, Rosina Chessa, 17 Ottobre: “La mia nuova aula è posta al piano terreno di una casa privata in via Cavour, ma è ma è priva purtroppo di tutti quei requisiti igienici e didattici che devono rendere lieto e gradito il soggiorno a bambini che hanno appena abbandonato il giardino d’infanzia. Manca di aria e di luce, ed è troppo angusta per contenere tanti alunni: appena 48 posti per un così gran numero di inscritti.” 94 Vedere: classe IIª masc., 26 Gennaio 1931, maestra Teodora Masala, Appendice 2: “L’aula è quanto mai infelice: un magazzino più che una scuola potrebbe definirsi. È umida, fredda, mai rallegrata da un benefico raggio di sole, più adatta certo a deposito di materiale ingombrante che ad aula scolastica. Come potranno i bimbi amarla questa loro scuola così brutta, come potranno sentire quel senso di pace riposante, di rispetto e di ordine che una scuola gaia e bella porta?”

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scolari sono distratti continuamente dal traffico della via e spesso i monelli disturbano le lezioni fermandosi dinanzi alle finestre troppo basse. Nel compito collettivo “la mia scuola” assegnato alla fine dell’anno come esercizio di lingua, gli alunni concordi dichiararono che la loro è brutta e uno aggiunge che desidererebbe un’aula al primo piano perché gli scolari delle altre classi non potessero disturbare le lezioni. Fortuna che, fra tanti inconvenienti abbastanza deplorati, la scuola dispone di acqua potabile, mentre manca però di qualsiasi mezzo di riscaldamento. L’arredamento è appena sufficiente, ma non molto decoroso. La pulizia è abbastanza curata. Parlare di decorazione dell’aula parrebbe fuori proposito dopo quanto ho detto. Tuttavia l’insegnante della prima, che usufruisce della stessa aula, ha fatto del suo meglio per abbellirla con quadri murali, che riuscivano a dare all’ambiente un aspetto meno squallido e triste”.95– Questi locali ripuliti alla meglio e arredati di cattedra e banchi accoglievano la popolazione scolastica. Erano però freddi e spesso privi di locali di servizio, compresi i servizi igienici che spesso non erano idonei all’uso cui erano stati approntati.96 “Bando agli scherzi: l’aula è quella che è, l’umido c’è e ci sarà; mi affligge non però la cagionevole salute degli alunni, molto meno, la mia rancidine persistente; ma un'altra cosa mi da paura e non poco: la desolante umidità delle pareti per la decorazione delle quali ho lavorato fin dal principio dell’anno! I bei quadretti decorativi hanno fatto per poco bella mostra di sé, poi si sono accartocciati su se stessi come se colti da uno spasimo atroce e mi han fatto tanta pena, che ho dovuto toglierli. Il buio, l’umidità delle pareti, le chiazze d’umido, il fango rendono quest’aula tetra e triste, la più tetra e la più triste delle aule di questo locale! Guai se non fosse illuminata dal sorriso di quaranta faccette rosa! Ma posso dire dalla luce di un numero doppio di occhietti, i quali, come ho detto sono arrossati e sorridono fra le lacrime!”97 Altre situazioni in cui era evidente la povertà della maggior parte degli alunni, possiamo individuarle nelle cronache che raccontano le uscite organizzate per andare ad assistere alle rappresentazioni “Le avventure di Pinocchio” e “La Piccola olandese”. Emerge, infatti, che a queste rappresentazioni, pochi bambini 95

Classe IIª masc., Relazione finale 1930/31, maestra Teodora Masala, Appendice 2. M. CIOCCI, Meglio un asino vivo … La scuola dell’obbligo nella cultura rurale sarda, cit., p. VII 97 Classe Iª masc., Aprile 1931, maestra Maria Foi, Appendice 1. 96

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riuscivano ad assistere perché, non potevano permettersi di pagare il biglietto, che costava una lira. Questa diventava dunque anche occasione per premiare gli alunni più meritevoli, poiché le maestre erano autorizzate a comprare alcuni biglietti per i bambini più poveri:98 “Conduco pochi bambini a teatro per la recita della “Piccola Olandese”. È incredibile che solo 4 alunni riescano a portare la tenue quota di £ 1. È troppo significativo questo fatto: il fanciullo che non riesce a procurarsi una lira per assistere ad una rappresentazione di bambini a teatro, mostra troppo chiaramente lo stato miserrimo della famiglia da cui proviene.”99 “Oggi è stata fatta una rappresentazione diurna dell’operetta “La piccola Olandese” per gli alunni delle scuole elementari. Della mia classe solo pochi alunni hanno partecipato alla simpatica e graziosa rappresentazione, quelli che hanno potuto pagare la lira necessaria per l’ingresso al teatro, più due premiati per il profitto, e altri cinque che ho condotti a mie spese perché meritevoli anche essi per la diligenza. Essi hanno seguito con molto entusiasmo la rappresentazione, provando mille meraviglie, per cui non riuscivano a frenare la lingua e si sono fatti richiamare più volte al silenzio. Nel pomeriggio poi, a scuola, hanno raccontato ai compagni le meraviglie che avevano ammirato e più volte hanno esclamato:!Quanto era bella!”100 Certamente la situazione del tempo non era facile, si doveva far fronte alla povertà, alle malattie e anche a famiglie qualche volta disinteressate; ma, nonostante ciò, le maestre, pur consapevoli delle misere condizioni della maggior parte delle famiglie, non trascuravano, anzi, si impegnavano molto, nella propaganda per l’iscrizione alle Organizzazioni Giovanili. Propaganda certamente intensa che spesso, però non risultava semplice.

98

Classe IIª masc., 4 – 3 – 1933, maestra Anita Castiglia, Appendice 5: “Stamane tutti gli alunni delle scuole elementari sono stati condotti al teatro Verdi per assistere alla rappresentazione dell’Operetta “La piccola Olandese”. Soltanto quattro alunni hanno potuto pagare la tenue somma richiesta per lo spettacolo. Gli altri hanno dovuto rinunciarvi per causa delle disagiate condizioni economiche della famiglia. Ho pregato alcune allieve per la buona condotta e per il meritevole profitto dimostrati fino ad ora. Qualche bimba, di quelle che prendono ogni cosa come ingiustizia fatta a sé stesse, ha fatto un po’ di broncio, ma poi hanno finito per riconoscere tutti che la scelta era proprio dovuta al merito delle due brave bambine.” 99 Classe IIª masc., Marzo 4 1933, maestra Antonietta Lamberti, Appendice 5. 100 Classe IIª masc., 4 Marzo 1933, maestra Amelia Tedde, Appendice 4.

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2. Le organizzazioni giovanili fasciste. Balilla e Piccole Italiane. Scuola e propaganda.

“La fascistizzazione della scuola si consolida con l’inquadramento di allievi, maestri e professori nei ranghi delle organizzazioni di governo (Organizzazioni Giovanili, Associazione nazionale degli insegnanti fascisti) e culmina nel 1939 con l’approvazione della Carta della scuola. Ai nuovi obblighi, dal giuramento di fedeltà al regime, al saluto romano per le scuole di ogni ordine e grado, dal tesseramento all’ONB attribuito d’ufficio ai maestri, al Libro unico di Stato nella scuola elementare, si affiancano precise indicazioni sulle metodologie e sui contenuti didattici e minute prescrizioni relativi ai rituali fascisti, contenute nei programmi ufficiali del 1934.”101 “L’azione del PNF sulla gioventù si esplica attraverso una serie di istituzioni che accolgono ed accompagnano le nuove generazioni dell’infanzia al compimento della giovinezza: prima nel tempo è l’ONB istituita con la legge 3 aprile 1926, sotto la presidenza di Ricci, al fine di inquadrare in ranghi appositamente predisposti i fanciulli “che ne facciano richiesta”, affidandoli ad istruttori di provata fede scelti dall’alto tra insegnanti elementari e medi. Gli iscritti sono distinti secondo il sesso e l’età: le femmine, divise in Piccole (6 – 12) e Giovani italiane (13 – 18), sono affidate alle fiduciarie femminili dei fasci; i quadri maschili, considerati di gran lunga più importanti, comprendono i Balilla (8 – 12 anni); i Balilla moschettieri (8 – 14 anni); gli avanguardisti (14 – 16 anni); questi ultimi ogni anno in occasione della leva fascista passano ipso iure nei fasci giovanili e di qui alla milizia del partito.”102 Queste istituzioni dovevano essere presenti in maniera obbligatoria in ogni comune.103 Il simbolo più rappresentativo della giovinezza fascista erano i Balilla che assicuravano al fascismo il prodigio della giovinezza eterna.104 Infatti, “l’Opera 101

L. PASINO, P. VAGLIANI, Il primo giorno di scuola. Un’epica per gli insegnanti, Società editrice Internazionale Torino, p. 64 102 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., pp. 141-142 103 R. AGO, J.-C. CARON, G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, Saggio di LUISA PASERINI, La giovinezza metafora del cambiamento sociale. Due dibattiti sui giovani nell’Italia fascisa e negli stati uniti degli anni cinquanta, cit., pp. 390-391 104 Ivi, saggio di L.MALVANO, cit., p.339

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Nazionale Balilla è stata definita come la vera scuola del fascismo”.105 In effetti, non fu tanto la scuola pubblica, quanto piuttosto quest’organizzazione del partito, ad assumersi nella pratica il compito di “creare il tipo dell’italiano nuovo” descritto da Mussolini al congresso del PNF nel giugno 1925. “Come nessun’altra istituzione del regime, l’ONB divenne in pochi anni il simbolo e la vetrina dell’Italia fascista.”106 L’ONB, era nata con precisi intenti concorrenziali nei confronti del pigro sistema scolastico e nel settembre 1928 riusciva finalmente a realizzare la sua massima aspirazione che era appunto quella di farsi a propria volta scuola.107 L’iscrizione alla Organizzazioni Giovanili, ed in particolare all’ONB, non era obbligatoria per legge, ma, “non va appunto dimenticata, dati i collegamenti sempre più stretti fra scuola e organizzazione giovanile specialmente nel settore elementare, la forza del conformismo. Agevolazioni previste dalla legge in favore dei membri dell’ONB, ad esempio nell’assegnazione di borse di studio o nella distribuzione di posti di lavoro (dal 1931), decisa propaganda da parte degli insegnanti, costituivano un invito a entrare nelle organizzazioni giovanili fasciste”.108 Certamente l’ordinamento non poteva sostituirsi alla scuola ma finiva comunque per colonizzarla, dato che si attendeva dagli insegnanti, soprattutto delle elementari, la più completa collaborazione.109 Dalle cronache emerge, infatti, un’intensa propaganda da parte degli insegnanti per l’iscrizione degli alunni alle Organizzazioni Giovanili, nonostante (come già detto in precedenza) le misere condizioni della popolazione:110 “In seguito ad una circolare del Signor Direttore, incominciai la mia propaganda per l’iscrizione all’Opera Nazionale Balilla. Con la persuasione, con i consigli, 105

J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., p. 326 Ibidem 107 R. AGO, J.-C. CARON, G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, Saggio di M.PERROT, cit., p. 141 108 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., p. 344 109 Ivi, p 391 110 Classe IIIª femm., 4 Dicembre 1932, maestra Antonietta Cocco, Appendice 5: “Ho ritirato e consegnato le tessere di Balilla ai 16 che avevano versato la quota completa. Ho spiegato il significato di tessera e ho cercato di accendere un Santo orgoglio nel cuore dei fanciulli per il titolo di “Balilla”. Si sono quasi tutti entusiasmati e hanno promesso di fare dei piccoli sacrifici, pur di riuscire a ragranellare la piccola somma, per avere l’onore di appartenere all’O. N. B.” 106

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con l’esortazione presso i genitori riuscii ad ottenere quanto desideravo. Di 35 alunni frequentanti, venti mi portarono la quota di £ 5. Gli altri 15 appartengono a famiglie poverissime, quindi si trovano nell’impossibilità di pagare le cinque lire richieste. Ma promisero però di iscriverli all’anno venturo.”111 “Faccio una propaganda ancor più intensa, per il tesseramento delle alunne all’organizzazione delle Piccole Italiane. Conferisco con le famiglie; spiego in modo evidente come l’opera nazionale fascista propenda a piene mani i benefici sul popolo tutto. Dimostro come sia sacrosanto dovere dare il nostro nome ad una Organizzazione tento benefica e come il contrario dimostri ingratitudine imperdonabile.”112 La propaganda non era semplice, e molto difficile, o quasi impossibile risultava l’iscrizione totalitaria ma, gli insegnanti a volte riuscivano in questa impresa dando agli alunni, ma soprattutto alle famiglie, la speranza di un aiuto e in dono gratuito della divisa, di scarpe o altri doni:113 “Invito i Balilla dello scorso anno a rinnovare la tessera per l’anno venturo, invitando pure qualcuno dei nuovi venuti. Riesco a vincere qualche ritrosia, presentando la prospettiva di un vantaggio immediato – il famoso pacco di Natale – infatti otto alunni portano subito le cinque lire, pochi giorni dopo altri quattro e tutti in seguito hanno avuto i pacchi di Natale. I Balilla perché era stata una mia promessa e altri otto bambini poveri della classe, questi ultimi beneficiati con biglietti che davano diritto al pacco, avuti dalla Direzione Didattica.”114 “Mi curai ancora dell’inscrizione degli alunni alle Organizzazioni Giovanili Fasciste, e contentandomi del versamento frazionato, riuscii ad inscrivere ai Balilla tutta la classe meno uno.”115 Un’insegnante della classe prima del 1932/33 annota infatti come alcune mamme si affrettano a versale le £ 5 per l’iscrizione, perché alcuni già iscritti hanno ricevuto gratuitamente le divise: 111

Classe Iª masc., 3 – 931, maestra Giuseppina Biddau, Appendice 1. Classe IIIª femm., 15 – 3 – 33, Camilla Spano , Appendice 6. 113 Vedere: classe IIª masc., 20 – 2 – 1933, maestra Maurizia Cubeddu, Appendice 4: “L’O. N. B. ha dato due biglietti per la refezione scolastica e ne ha promesso degli altri. Ciò mi ha procurato il tesseramento di tre alunni.” Relazione finale: “Data la grande miseria in cui vivevano, solo 21 furono inscritti alle organizzazioni giovanili: tre ebbero in dono dall’O. N. B. la divisa quattro le scarpe dal patronato scolastico, 13 poi godettero della refezione scolastica e così quasi tutti gli inscritti ebbero assistenza e aiuto.” 114 Classe IIª masc., Dicembre 1930, maestra Maria Campus, Appendice 2. 115 Classe IIIª masc., Relazione Finale, maestra Lorenzina Pilo, Appendice 3. 112

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“Alcune mamme informate che l’O. N. B. avrebbe gratuitamente distribuito le divise ai tesserati poveri, si sono affrettate a versare le 5 £ per la tessera.”116 In realtà l’impegno così profondo era legato più all’insistenza dei superiori, che continuavano a fare pressioni sulle insegnanti perché ottenessero il maggior numero d' iscritti a queste organizzazioni, spesso scoraggiando gli insegnanti che, si trovavano di fronte a famiglie poverissime che anche volendo non potevano permettersi di pagare £ 5 per la tessera. Indicativa a questo proposito la cronaca di un’insegnate della seconda maschile 1930/1931 che dice: “Il numero dei Balilla nella mia classe era limitatissimo: nove in tutto. Non poteva essere diversamente date le lagnanze fattemi ripetute volte a ogni mio richiamo dai famigliari. – Con le cinque lire che occorrono per avere la tessera comprerò il libro al ragazzo – così mi rispondevano le mamme degli alunni sussidiati poi, a quelle provviste dei biglietti per la cura gratuita, era inutile rivolgere alcun appello. Trattandosi che i loro figlioli non avevano ancora avuto il testo, la risposta, pronta alle mie richieste era la solita. – Se avessi cinque lire comprerei il libro al ragazzo e non aspetterei la carità degli altri. Di fronte a tale realtà, dico il vero, non insistetti più oltre e mi contentai di nove alunni che s’inscrissero spontaneamente. Ma il giorno 16 corrente, il Signor Direttore, m’indirizzò una lettera particolare facendomi capire essere esiguo in numero dei Balilla nella mia seconda classe, fare quindi in modo d’aumentarlo, nel limite del possibile. Confesso che la lettera mi turbò e mi fece rimanere quasi perplessa, il dubbio di non riuscire mi dette per un po’ un certo tormento. Ma subito mi rianimai e mi misi all’opera; richiamai mamme e mamme, parlai un’altra volta della necessità dell’inscrizione all’Opera Balilla, dell’utilità, dell’obbligo e della bellezza e bontà delle varie provvidenze dell’organizzazione e finalmente le mamme, riluttanti in principio, rimasero convinte (intanto la scusa del libro non esisteva più, che ormai tutti gli alunni ne sono provvisti da un pezzo) e aderirono all’inscrizione promettendo, alcune, di pagare la quota in due rate, altre pagandola intera nel momento. Brevi: in tutto undici inscritti nuovi, e coi nove precedenti venti Balilla. Inviai subito l’elenco al Sig. Direttore promettendo di fare il versamento della somma complessiva tra una settimana.”117 Risulta dunque chiaro il processo di fascistizzazione. Infatti, il fascismo non era un ideale che gli insegnanti approvavano a prescindere, ma diciamo che la sua diffusione o meglio la diffusione di questa mentalità, nelle scuole, segue un processo ben preciso. Si partiva da una circolare del Presidente dell’ONB al 116 117

Classe Iª masc., 2 – 5 – 1933, maestra Maurizia Cubeddu, Appendice 4. Classe IIª masc., 20 Maggio 1931, maestra Luigia Fichina, Appendice 2.

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Direttore della scuola che faceva peso sugli insegnanti perché ottenessero se non la totalità, un elevato numero di iscritti. Gli insegnanti a loro volta facevano molta propaganda presso le famiglie e gli alunni. Questo meccanismo diciamo che era automatico, nel senso che non vi erano intoppi, ma questo certo non dimostrava la fedeltà degli insegnanti al regime in quanto (non è il caso delle maestre da me esaminate) era possibile che alcune maestre non appoggiassero pienamente determinati ideali, ma certamente per paura di perdere il posto di lavoro non potevano manifestarlo esplicitamente. Infatti come accennato nel capitolo 1 per partecipare ai concorsi e per insegnare, era necessario essere iscritti al partito: “ Una circolare della direzione lamenta l’esiguo numero degli alunni inscritti all’associazione Balilla e chiede che si procurino nuovi inscritti incitando la scolaresca, coi nostri migliori mezzi persuasivi , ad inscriversi possibilmente al completo. Confesso che ho fatto del mio meglio e sono appena riuscita a convincere altri tre alunni, cioè le famiglie per loro. Adesso, in tutto, nella mia classe i Balilla sono 9, non più”.118 “Fin dal principio dell’anno la presidenza dell’O. N. B. si rivolse a noi insegnanti per raccomandarci di svolgere opera di persuasione presso le famiglie, al fine di ottenere che tutti i fanciulli acquistassero la tessera di “balilla”. Non trascurai di fare tutto il possibile, sia entusiasmando gli alunni e facendo loro amare questa bella istituzione sia rivolgendomi direttamente alle famiglie. Ma quest’anno la miseria era grande, più che negli anni passati, e molte famiglie, pur riconoscendo e apprezzando l’opera di bene che l’O N. B. svolge in favore della gioventù, ed i vantaggi che conseguono gli inscritti, non poterono pagare la tessera; così mi fu possibile far tesserare soltanto 16 alunni.119 L’organizzazione Balilla era comunque considerata una delle più importanti tanto che, come emerge dai registri, era stata istituita la giornata del Balilla: “La giornata del Balilla”. Nella nostra città è stata celebrata solennemente la giornata del Balilla. Nella mattinata tutte le forze giovanili del regime perfettamente inquadrate sono state passate in rivista dalle autorità. Dopo aver reso omaggio alle lapidi che ricordano i caduti, si sono ricordate al teatro Verdi dove il prof. Fasti ha commemorato l’eroe giovinetto al cui nome s’intitolano la lezioni della nuova giovinezza d’Italia.”120

118

Classe IIª masc., 15 Marzo 1933, maestra Luigia Fichina, Appendice 2. Classe IIIª masc., Relazione Finale 1930/31, maestra Elisa Oggiano, Appendice 3 120 Classe IIIª femm., 4 – 12 – 1932, maestra Mariangela Barria, , Appendice 6. 119

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“Con solennità ed entusiasmo è stata oggi commemorata la ricorrenza dell’eroico gesto di Balilla, il coraggioso fanciullo genovese. La commemorazione venne tenuta al Teatro Verdi dal Presidente dell’O.N.B., alla presenza dei Balilla e delle Piccole Italiane in divisa e delle autorità locali. I fanciulli, entusiasti e felici, dettero un bellissimo spettacolo di forza e di fede.”121 Su un totale di 50 classi esaminate comunque il numero dei Balilla risulta abbastanza consistente. Nell’anno 1930/31 possiamo vedere che in proporzione al numero dei frequentanti abbiamo un numero di Balilla abbastanza elevato, e questo soprattutto nelle classi terze. Questo perché – considerando anche il fatto che molti alunni erano ripetenti – la maggior parte delle famiglie erano numerose e preferivano iscrivere i figli più grandi alle organizzazioni giovanili. Mentre nell’anno 1932/1933, analizzando sia classi maschili sia femminili, possiamo comunque notare, che il numero degli alunni iscritti alle Organizzazioni Giovanili, sempre in relazione ai frequentanti risulta considerevole e, anche in quest’anno possiamo notare un aumento degli iscritti nelle classi terze sempre per le stesse ragioni.

121

Classe IIIª femm., 4 – 12 – 932, maestra Colomba Porcu, , Appendice 6.

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ANNO SCOLASTICO 1930/1931. Inscritti

Frequentanti

Classi prime 1930/1931

555

428

Classi seconde 1930/1931

419

357

Classi terze 1930/1931

239

201

0,86

85,20% 84,10%

0,84 0,82 0,8 0,78

Frequentanti 77,12%

0,76 0,74 0,72 Classi prime 1930/1931

Classi seconde 1930/1931

Classi terze 1930/1931

Frequentanti

Balilla

Classi prime 1930/1931

428

162

Classi seconde 1930/1931

357

182

Classi terze 1930/1931

201

139

0,8 69,15%

0,7 0,6 50,98% 0,5 0,4

37,85% Balilla

0,3 0,2 0,1 0 Classi prime 1930/1931

Classi seconde 1930/1931

Classi terze 1930/1931

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ANNO SCOLASTICO 1932/1933.

Inscritti

Frequentanti

Classi prime 1932/1933

393

288

Classi seconde 1932/1933

343

306

Classi terze 1932/1933

320

276

1 89,21%

0,9 0,8

86,25%

73,28%

0,7 0,6 0,5

Frequentanti

0,4 0,3 0,2 0,1 0 Classi prime 1932/1933

Classi seconde 1932/1933

Classi terze 1932/1933

Frequentanti

Iscritti alle Organizzazioni Giovanili

Classi prime 1932/1933

288

173

Classi seconde 1932/1933

306

222

Classi terze 1932/1933

276

247

1

89,49%

0,9 0,8 0,7 0,6

72,55% 60,07%

0,5

Iscritti alle Organizzazioni Giovanili

0,4 0,3 0,2 0,1 0 Classi prime 1932/1933

Classi seconde 1932/1933

Classi terze 1932/1933

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Un aumento delle iscrizioni si registrò con l’integrazione nell’ONB delle Piccole Italiane e delle Giovani Italiane.122 Per quanto riguarda le donne “il fascismo le rendeva degne di stare in società, di vivere una vita intensa di lavoro (e di politica); la meta finale restava, tuttavia, quella di essere anzitutto “buona moglie, ottima madre di famiglia, perfetta massaia poiché “nulla è più estetico della giovinetta intenta agli umili e necessari lavori domestici”.123 “Tuttavia le proposte che il regime rivolgeva alle giovani erano fortemente contraddittorie quando ribadivano gli ideali di maternità e assistenza ai guerrieri, offrendo contemporaneamente forme emancipative nelle organizzazioni di massa e nello sport. Gli organizzatori si preoccupavano di non allontanare troppo la figliola dalla famiglia e non far nascere forti illusioni di sapere, ma guidare le alunne a divenire buone massaie e buone mamme. Ma quando si trattava di avanzare idealità e modelli, non si poteva sfuggire al vecchio paradosso di intrattenere le giovinette sulle nostre passate glorie, genio e eroismo italiano, dove a loro erano riservati soltanto ruoli di secondo piano”.124 “Mentre le imprese dei Balilla e degli Avanguardisti portavano il segno dell’educazione guerriera, i gruppi femminili, delle Piccole Italiane e delle Giovani Italiane si dedicavano alla formazione spirituale e sociale della donna fascista. Il campo delle attività offerte alle ragazze comprendeva sport e ginnastica, lavori manuali e di cucito, economia domestica, visite a enti assistenziali, partecipazione a manifestazioni di beneficienza, escursioni culturali e insegnamento religioso.”125 Infatti, a scuola, come risulta dalle cronache, alle bambine venivano insegnati i lavori manuali come i lavori a maglia e l’uncinetto: “Da oggi, con entusiasmo delle bimbe, che hanno dimostrato in ciò buona volontà di lavorare, abbiamo cominciato i lavori a maglia (uncinetto o ferri). Faremo prima delle piccole fasce perché le fanciulle acquistino la padronanza dei ferri o dell’uncinetto e sappiano fare la maglia più semplice (diritto, punto basso); in seguito faremo delle utili applicazioni”.126 122

J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., p. 344 G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, Saggio di L. MALVANO, cit., p. 342 124 Ivi, p. 392 125 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., pp. 336-336 126 Classe IIª masc., 17 Gennaio 1933, maestra Anita Castiglia, Appendice 5. 123

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“Tutte le alunne si sono procurate un grosso uncinetto e un po’ di lana colorata per eseguire una piccola sciarpa da collo. Il programma prescrive d’insegnare l’uso dell’uncinetto per la catenella, la maglia bassa e la maglia alta. Questi punti verranno applicati nel lavoro traforato della sciarpa che verrà eseguita. È superfluo notare la gioia delle bambine nell’apprendere questi simpatici lavori, tanto utili ed ora tanto in voga per bimbi e per grandi.”127 Nonostante le differenze tra organizzazioni maschili e femminili, ciò che per tutti gli iscritti contava molto era la divisa, un po’ perché veniva spesso distribuita in maniera gratuita ai più poveri, un po’ perché rappresentava l’attaccamento alla patria. Spesso molte mamme facevano il sacrificio di spendere le £ 5 per la tessera, per avere la divisa che tra l’altro consentiva la partecipazione a varie manifestazioni come le parate o i saggi di ginnastica:128 “Gli alunni e le alunne appartenenti alle Organizzazioni fasciste e aventi la completa divisa, in piazza d’Italia, prendono parte alla grande sfilata per i festeggiamenti del Natale di Roma.”129 “Le divise dei vari corpi erano realizzate ricalcando in parte la linea delle divise militari, dopo averle arricchite di vari particolari per personalizzarle e conciliarle con l’immancabile camicia nera. Quelle femminili derivavano da un modello di base che era stato ideato da un noto pittore e illustratore dell’epoca, Mario Pompei, ed erano di linea molto semplice: una gonna nera con una camicetta bianca, cravatta e un piccolo copricapo nero”.130 Dunque la divisa delle piccole italiane, era meno guerriera, dall’aspetto saggio e modesto.131 Troviamo però altri elementi che concorrono alla propaganda. Un fattore che caratterizza le Organizzazioni giovanili è l’educazione fisica. Il RD 3 aprile 1926, n. 2247, affida l’educazione fisica e morale della gioventù all’Opera Nazionale Balilla, con programmi ampliati; gli insegnanti – scelti per lo più tra gerarchi della

127

Classe IIª masc., 1 Marzo 1933, maestra Vera Monne Casu, Appendice 5. Vedere: classe IIIª femm., 24 – 3 – 33, Camilla Spano, Appendice 6: “È il caso di dire, come nelle grandi occasioni: È giunto il gran giorno, atteso con gioia e al tempo stesso con misterioso timore. Ma oggi ogni ombra d’ansia scompare dal viso delle giovanissime reclute. Sino a pochi giorni fa, parecchie alunne erano ancora in lotta con la famiglia, per l’acquisto e la confezione della divisa obbligatoria”. 129 Classe IIIª femm., 21 – 4 – 1933, Camilla Spano, Appendice 6. 130 C. BETTI, l’Opera Nazionale Balilla e l’Educazione fascista, cit., pp. 136-137 131 R. AGO, J.-C. CARON, G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, Saggio di L. MALVANO, cit., p. 340 128

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Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale – godono di credito e di retribuzione molto superiori che in passato. La ginnastica, che per le femmine ha funzione “eugenetica”, per i maschi è volta a finalità sopratutto militari, in armonia allo slogan “libro e moschetto, fascista perfetto”.132 “L’organizzazione dell’educazione fisica comprendeva quasi tutti gli sport e raggiunse un’ enorme diffusione. La Carta dello Sport, pubblicata il 30 dicembre 1928 dall’ufficio stampa del PNF, dichiarava lo sport di massa dei giovani, di età compresa fra i 6 e i 17 anni, di esclusiva competenza dell’ONB”.133 Dalle cronache emerge l’importanza che si dà alla ginnastica soprattutto quando si parla del saggio di ginnastica eseguito dai bambini che fanno parte delle Organizzazioni Giovanili in possesso della divisa, al quale assistono le principali autorità della città:134 “È il caso di dire, come nelle grandi occasioni: È giunto il gran giorno, atteso con gioia e al tempo stesso con misterioso timore. Ma oggi ogni ombra d’ansia scompare dal viso delle giovanissime reclute. Sino a pochi giorni fa, parecchie alunne erano ancora in lotta con la famiglia, per l’acquisto e la confezione della divisa obbligatoria. Si temeva anche che il tempo subisse una qualche perturbazione e che in conseguenza fosse rimandato il saggio, come l’anno scorso. Ma ormai tutti i timori si sono dileguati; le prove sono andate bene; e … il più caro dei loro sogni non è più sogno. E il giovane gruppello, composto di trenta alunne, con la simpatica divisa fiammante, mi accoglie con festa “Mia mamma me l’ha terminata stamane!” mi dice Cossu. Rivolgo alle ragazze parole di compiacimento e carezzo la piccola Cossu Virginia, la quale, da poco convalescente d’una grave broncopolmonite influenzale, in pochi giorni ha imparato i due ultimi esercizi che durante la sua assenza si provarono ripetutamente nella palestra del Dopolavoro farroviario. Date le avvertenze del caso, si parte e si arriva presto in Piazza D’Italia. L’inquadramento dura a lungo; ma la mia classe è chiamata fra le prime … Ormai squillano le trombe, arrivano le Autorità e le nostre care giovanissime reclute si lasciano in buone mani. Che bel quadro! Ascolto con compiacenza i commenti del pubblico civile, che applaude 132

T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., pp. 131-132 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola, cit., p. 333 134 Vedere: classe IIª masc., 2 Aprile 1933, Antonietta Cocco, Appendice 5: “Il Capo Centuria dei Balilla della mia classe, vuole istruire i miei alunni negli esercizi di marcia, nel passo di parata, per prepararli al saggio ginnastico che avrà luogo il 21 Aprile prossimo. In giorni determinati gli alunni, nel pomeriggio devono trovarsi ai giardini pubblici, dove il capo centuria, insieme ad altri Balilla, li istruirà convenientemente. Gli alunni sono molto contenti di queste lezioni di ginnastica, impartite da un Capo Centuria.” 133

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teneramente in modo speciale ai giovanissimi. In realtà essi lavorano tanto benino!”135 “Oggi in Piazza d’Italia a le ore 19 c’è stato il saggio ginnastico dei Balilla, avanguardisti, piccole e Giovani Italiane. La piazza era affollatissima e presentava proprio un bel colpo d’occhio. Tutti i partecipanti al saggio sono stati molto applauditi e veramente lo meritavano perché hanno lavorato bene. Bella è stata la sfilata lunghissima e graziosissimi i Balilla col passo di parata.”136 Dalle cronache di un’insegnante della terza classe femminile tracomatosa del 1932/33, emerge però, che non potevano partecipare al saggio le bambine tracomatose anche se iscritte all’ Organizzazione delle Piccole Italiane. La maestra scrive: “Il saggio ginnastico dei Balilla. La manifestazione ha avuto inizio alle 19 del pomeriggio alla presenza di tutte le autorità. Ha seguito lo sfilamento in parata dei 3200 organizzati provocando ripetuti applausi. A questo spettacolo di salute, di giovinezza e di grazia, non hanno purtroppo partecipato le nostre alunne le quali per essere tracomatose sono state scartate anche dal partecipare al saggio. Nella mia scuola sono tesserate 27 P.I. non senza sacrifizi da parte delle famiglie poverissime, ma l’ironia della sorte anche in questa circostanza, ha procurato lo sdegno e il rammarico delle mamme tracomatose … … Alle domande delle scolare : – Perché a noi non ci vogliono? Ho dovuto rispondere: – Perché siete tracomatose … … Potrebbe sembrare di lieve importanza il rilievo fatto da me a questo riguardo, ma la scarsezza del numero delle organizzate per la resistenza da parte delle famiglie, è dovuta a molte ragioni e principalissima quella di vedere spesso i loro figli (perché poveri e malati) allontanati da ogni parata … In questo caso a me pare che le nostre scolare dalle terze in su almeno, avrebbero dovuto assistere allo spettacolo, invece soltanto qualcuna perché accompagnata dai genitori è intervenuta.”137 Ma oltre al saggio ginnastico, si assisteva a molte altre manifestazioni: “La celebrazione del 24 Maggio. Sassari ha celebrato solennemente il diciottesimo anniversario della storica data dell’intervanto. Alla cerimonia hanno partecipato, con i reduci della guerra le associazioni giovanili fasciste. Il corteo con musica ha attraversato la città recandosi in piazza d’Italia, dove c’erano le autorità. Alle undici circa il corteo ha sfilato davanti le lapidi dei caduti ove

135

Classe IIIª femm., 24 – 3 – 1933, Camilla Spano, Appendice 6. Classe IIª masc., 24 Maggio 1933, maestra Elisa Lorenzoni, Appendice 4. 137 Classi IIIª femm., 25 – 5 – 1933, maestra Mariangela Barria, , Appendice 6. 136

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furono deposte alcune corone. Quindi resi gli onori alle lapidi si è recato a teatro Verdi dove l’oratore incaricato, ha celebrato l’annuale.”138 Molto importante per la propaganda era considerata la storia. “Concepita come strumento per suscitare pregiudizi quali la superiorità della nostra razza, o illusioni, quali la nostra invincibile potenza guerriera, o mistificazioni, quali la presentazione dello svolgimento della civiltà come avente lo sbocco fatale nel fascismo, la più perfetta e quindi definitiva forma politica.”139 Infatti, gli insegnanti continuavano la loro propaganda anche con le lezioni di storia in determinati giorni commemorativi, con lo scopo di far nascere il sentimento di amore per la patria nei piccoli scolari e per spingerli anche così ad iscriversi alle organizzazioni giovanili. In determinate occasioni parlano della guerra e della vittoria dell’Italia:140 “Commemoro oggi la fausta ricorrenza della nostra entrata in guerra. Accenno agli atti di valore compiuto dall’esercito Italiano, parlo delle figure più rappresentative degli eroi, che il libro d’oro della storia tramanderà ai posteri: ricordo la necessità di citarne gli esempi, quando questa nostra Patria il cui riscatto è un’essenza di grandezza e di gloria.”141 “Per domani, anniversario della grande guerra, diedi alcuni cenni oggi, ai miei alunni. Parlai delle gesta gloriose di loro padri, dei loro fratelli, alla grandezza mostrata in guerra da tutti gl’italiani per dare alla patria l’unità compiuta. Accennai al sacrificio di madri, di spose, di giovani vite stroncate, di gloriosi mutilati, di orfani di guerra. Feci rilevare quindi la necessità di essere tutti piccoli soldati della patria come il glorioso Balilla genovese.”142 Numerose maestre dicono nelle cronache di essere molto contente nel vedere i loro alunni orgogliosi e fieri dei combattenti; di essere contente perché esprimono 138

Classe IIIª femm., 25 – 5 – 1933, maestra Mariangela Barria, Appendice 6. T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, Firenze, La Nuova Italia, 1972, p. 120 140 Classe IIIª femm., Febbraio 15 1933, maestra Maria Cocco, Appendice 6: “La storia è appassionante per le mie bambine. Il racconto delle prepotenze e delle crudeltà straniere, degli eroismi e delle sofferenze dei nostri, le entusiasma e le esalta; accende in esse, inavvertitamente, la prima scintilla d’amor proprio. Io godo intimamente ne vedere i volti infantili protesi in un’attenzione intensa e i limpidi occhi accendersi, scintillare, velarsi a volte di commozione. Ho la percezione, in quei momenti, che l’immagine dell’Italia, che è in loro come avvolta di lontananza e di nebbia, lenta si schiarisca per apparire più limpida, più sicura e più bella. Ch’essa vi s’imprima nella mente così, grande, forte, fiera, circondata dalla corona dei suoi martiri come da un serto di fiori porpurei e che abbia tutto il vostro amore e tutta la vostra dedizione, o piccole bimbe che oggi per la prima volta ne subite il fascino e ne sentite la grandezza.” 141 Classe IIª masc., 23 Maggio 1931, maestra Teodora Masala, , Appendice 2. 142 Classe IIª masc., 23 Maggio 1931, maestra Luigia Fichina, Appendice 2. 139

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il desiderio di diventare essi stessi in futuro soldati della patria; alcuni fieri, si vantano di avere un padre mutilato o addirittura ucciso in guerra: “Siccome posdomani, 24 Maggio, ricorre il diciottesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, oggi ho parlato ai bambini su tale argomento. Mi è stato di grande aiuto il ricordo che essi hanno tenuto del film “Camicia nera” infatti la mia spiegazione riusciva loro più accessibile mediante la rimembranza dei diversi episodi visti a teatro. Alcuni hanno ricordato i racconti del loro babbo sulla guerra. Qualcuno ha esclamato con gioia ed orgoglio: – Mio padre ha vinto due medaglie nella guerra! – oppure: – Mio padre è stato ferito: è mutilato di guerra! – C’è stato qualcuno che ha gridato: – Signorì, quando vado io alla guerra, li ammazzo tutti gli austriaci e i francesi! – Bisogna vedere come questi piccoli Balilla si entusiasmano a udir parole d’Italia, del Re, del Duce. E speriamo che queste piante nascenti la Patria possa trarre in seguito maggiori frutti possibili.”143 “Domani ricorre l’anniversario della grande e gloriosa ultima guerra per l’indipendenza Italiana. Ò ricordato agli alunni la storica data e le eroiche vicende della guerra vittoriosa: essi hanno ascoltato con vivo interessamento e si sono commossi, qualcuno ha desiderato di essere soldato per vedere da vicino il Re e gli aeroplani; tutti erano orgogliosi perché il loro babbo è stato i guerra ed è stato ferito od ucciso in difesa della Patria. Nella mia classe infatti vi sono due orfani di guerra e parecchi figli di mutilati.”144 In realtà non si tratta solo di lezioni di storia ma, di vere e proprie commemorazioni, tanto che il giorno dell’anniversario della vittoria si fa vacanza: “Domani, ricorrendo il diciottesimo anniversario della grande e gloriosa ultima guerra per l’Indipendenza Italiana, si farà vacanza. Ò ricordato agli alunni la storica data e le eroiche vicende della guerra vittoriosa. Essi hanno ascoltato con vivo interessamento, molti erano orgogliosi perché il loro babbo è stato in guerra.”145 Molto commemorata attraverso i racconti ma anche attraverso parate e canti, era la giornata del 24 maggio 1915, data in cui l’Italia entrò in guerra. Le maestre raccontano con orgoglio questa giornata e sono molto contente di vedere l’entusiasmo nei loro scolari: “Ricordo agli alunni la data memorabile del 24 Maggio 1915, e ricordando quel giorno con cui s’iniziò un tempo di ansie, di trepidazioni, di speranze e di dolori, 143

Classe IIª masc., 22 Maggio 933 XI°, Michelina Desole, Appendice 5. Classe Iª masc., 23 Maggio 1931, maestra Amelia Tedde , Appendice 1. 145 Classe Iª masc., 23 Maggio 1933, maestra Amelia Tedde, Appendice 4. 144

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raccomando che esso risplenda nella loro memoria e che viva nel cuore di tutti perché inizia un periodo che si chiude con la vittoria d’Italia.”146 Questa giornata non viene solo commemorata in classe, ma si fanno delle vere e proprie manifestazioni pubbliche per ricordarla: “La celebrazione del 24 Maggio. Sassari ha celebrato solennemente il diciottesimo anniversario della storica data dell’intervanto. Alla cerimonia hanno partecipato, con i reduci della guerra le associazioni giovanili fasciste. Il corteo con musica ha attraversato la città recandosi in piazza d’Italia, dove c’erano le autorità. Alle undici circa il corteo ha sfilato davanti le lapidi dei caduti ove furono deposte alcune corone. Quindi resi gli onori alle lapidi si è recato a teatro Verdi dove l’oratore incaricato, ha celebrato l’annuale.”147 Questo a dimostrazione che l’attaccamento alla patria è grande, e viene trasmesso agli scolari fin da piccoli per contribuire alla formazione del perfetto fascista. Da non trascurare poi al celebrazione della Marcia su Roma. Molto celebrata dal punto di vista storico ma anche ennesima occasione di propaganda per l’iscrizione alle organizzazioni Giovanili: “Decennale della marcia su Roma. Per volere del Duce da oggi fino al giorno 6 novembre le scuole resteranno chiuse per festeggiare il decennale della marcia su Roma. Con parole facili, adatte alla loro capacità, ho raccontato ai piccoli della marcia su Roma, dell’opera del Fascismo, dell’affetto del Duce per i bambini d’Italia ed ò parlato pure dei Balilla tanto cari al Duce. Li ho invitati a parlare alle famiglie del tesseramento anche portando l’importo delle quote in diverse volte.”148 Le manifestazioni erano tante e per svariate occasioni tutte legate comunque al nuovo governo: “Annuale della fondazione di fasci di combattimento. Si è svolta la grande adunata dopo le dieci in piazza d’Italia. Le lezioni degli Avanguardisti e dei Balilla, il Fascio Giovanile, i goliardi fascisti, il Fascio di Sassari, tutte le organizzazioni sindacali, le Associazioni combattentistiche, sono convenuti nella piazza d’Italia ed alle ore undici in corteo si muovono per riunirsi al Teatro Verdi, sfilando davanti alle autorità. Il Segretario del Partito ha letto il messaggio del 146

Classe IIIª masc., 24 Maggio 1931, maestra Lorenzina Pilo, Appendice 3. Classe Iª masc., 25 – 5 – 1933, maestra Mariangela Barria, Appendice 1. 148 Classe Iª masc., 24 Ottobre 1932, maestra Antonietta Pinna, Appendice 4. 147

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Duce. Dopo canti ed evviva al Duce la folla ha lasciato il teatro ed ha avuto termine la cerimonia.”149 “La celebrazione del 21 Aprile. Con una grandiosa adunata di forze giovanili si è celebrata ieri nella nostra città la VII leva Fascista. Dopo i concentramenti rionali di fascisti si è avuto il grandioso corteo che ha raggiunto piazza d’Italia, ove alla presenza di tutte le autorità cittadine si è svolto il rito della leva. L’Opera Nazionale Balilla ha partecipato alla cerimonia con 5000 organizzati: dopo la cerimonia i reparti hanno sfilato in parata davanti alle autorità in via Roma.”150 La propaganda però non veniva fatta solo oralmente ma anche attraverso svariati strumenti didattici tra cui premi – “ Le alunne che l’anno scorso, nella classe seconda, presentarono il lavoro alla seconda mostra fascista, ottennero il diploma. Grande fu la gioia delle piccole alunne, che ebbero un bel compenso alla loro fatica, e più grande fu la felicità dei genitori. Presi occasione per far intendere alle alunne e alle loro famiglie, quanto sia benefica e ordinata la disciplina fascista; dissi che le organizzazioni del Regime a tutto provvedono e a tutti pensano. Ottenni anch’io un diploma con medaglia di bronzo.”, canti – “Il Signor Direttore ha inviato una circolare raccomandando l’insegnamento degli inni patriottici e della rivoluzione nota che feci all’inizio dell’anno scolastico.”151 – libri o pellicole cinematografiche. Emerge infatti dalle cronache la visione di film e libri che esaltano il fascismo: “Accompagno le alunne al cinema Sassari, ove si proietta il dramma: “Camicia Nera”. Tutto è storico, tutto è commovente, tutto è riprodotto dal vero. Le scene gentili ed emozionanti, riguardanti le sofferenze dei nostri eroi, in mezzo ai nemici stranieri, per quanto poco intese dalle menti infantili delle scolarette, anche per la fugacità con la quale si presentano, hanno fatto, però, una profonda impressione nei loro cuoricini. La visione delle Piccole Italiane, anzi di tutta l’infanzia d’altri paesi, fascisticamente organizzata e in modo speciale quella del Duce, che parla, fa andare le piccole alunne.”152 “L’ufficio di Direzione comunica agl’insegnanti che la Casa Editrice “Stamperia di Roma” à iniziato la pubblicazione di una collana di quaderni di propaganda fascista per la gioventù italiana. Il primo di tali quaderni di cui è autore l’Onorevole Melchiorri Alessandro, si intitola: “La Rivoluzione Fascista” e 149

Classe IIIª femm., 23 – 3 – 1933, maestra Mariangela Barria, Appendice 6. Classe IIIª femm., 22 – 4 – 1933, maestra Mariangela Barria, Appendice 6. 151 Classe IIIª femm., 10 – 3 – 1933, maestra Camilla Spano, Appendice 6. 152 Classe IIIª femm., 29 – 4 – 1933, maestra Camilla Spano, Appendice 6. 150

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contiene una rapida sintesi della Storia della Rivoluzione Fascista, dall’entrata in guerra fino alla celebrazione del primo decennale. Il volumetto è scritto in forma piana, facilmente accessibile e sarà posto in vendita al prezzo di £ 2 la copia. Il nome dell’autore, la sua competenza e la sua passione per il Fascismo, rendono certi della particolare importanza ai fini educativi di tale pubblicazione, che gl’insegnanti nel miglior modo diffonderanno nelle loro scuole. Le richieste di esemplari nel volumetto saranno dirette per il tramite della direzione alla predetta casa editrice, che ha stabilito anche di spedire ad ogni scuola copie dello stesso, per la distribuzione gratuita agli alunni meritevoli che non abbiano possibilità di acquistarlo. Per invogliarle mie scolare all’acquisto del volumetto in parola, ho detto che la lettura di tale libro si farà anche in classe e i vari brani saranno spiegati dall’insegnante. “153 Da tutto ciò si evince come l’impegno dei maestri fosse profondo e come il regime fascista fosse riuscito ad imporsi nelle menti di adulti e non. Ma non è tutto qui. Un altro elemento concorreva a questa propaganda e forse era uno dei più sentiti o almeno era visto come il più vicino alle persone bisognose del popolo: La Befana Fascista.

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Classe IIIª femm., 24 Marzo 1933, maestra Vera Monne Casu, Appendice 6.

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3. La Befana Fascista.

“La befana fascista nasce il 6 gennaio del 1928 per contrastare Babbo Natale (personaggio natalizio che arriva dall’America) e per rilanciare una festività tipicamente italiana andata sempre più in declino nei primi anni del 1900. Sotto il fascismo, la vecchia befana diventa la “Befana Fascista” e da festività passa ad istituzione rivolta principalmente ai ceti sociali bassi, ovvero alle famiglie che non possono permettersi l’acquisto dei regali per i propri figli. Sarà un’opera di assistenza sociale sapientemente ovattata dalla festività del 6 gennaio.”154 La ricorrenza della Befana Fascista è veramente provvidenziale per le famiglie più povere perché, come risulta dalle cronache, i doni che vengono offerti, sono maglioni di lana, stoffe per confezionare il grembiule, indumenti per ripararsi dal freddo: “Befana Fascista. Ho distribuito 20 biglietti per la Befana Fascista e grande è stata la gioia dei bambini poveri che domani verranno beneficiati mediante la distribuzione di indumenti che li riparino dal freddo di questa rigida stagione. La Befana Fascista, fra tutte le opere di gentilezza, di solidarietà e di beneficienza che il Fascismo va perseguendo con amorosa cura, è la più soave e senza dubbio quella che mira a donare sorrisi e gioie alla fanciullezza diseredata. Domani, quei bimbi che dormono in case umide e fredde, che non possono avere il conforto di un indumento di lana che li difenda dall’umidità e dal gelo, avranno, per virtù del Fascismo la meritata protezione. Ormai si sa che per migliorare la sanità della razza, il miglior mezzo è quello di proteggere l’infanzia dalle malattie che possono derivarle quando è malnutrita e malvestita ed il Fascismo ne è il supremo tutore.”155 Una maestra della prima classe maschile del 1930/31 sottolinea infatti come i bambini sono contenti di aver ricevuto la stoffa per il grembiule: “Ieri si è fatta in piazza d’Italia la festa della “Befana Fascista”. I miei bambini forniti del biglietto hanno avuto il dono, ed oggi quante cose avevano da raccontarmi. Chi ha avuto in dono una maglietta, chi la stoffa nera per il grembiulino, chi un pezzo di tela; tutti poi hanno avuto un giocattolo diverso e qualcuno lo ha portato in classe per mostrarmelo. Come sono contenti! Anch’io ne sono soddisfatta perché la nobile festa ideata dal Duce ha dato a molti bambini 154 155

www.nuovo-ordine-nazionale.org Classe IIª masch., 14 Gennaio 1933, maestra Antonietta Pinna, Appendice 4.

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poveri la gioia di possedere un balocco e soprattutto perché parecchi miei bambini hanno avuto la stoffa nera per il grembiulino ed al più presto lo faranno.”156 Ma poteva capitare di ricevere in dono anche qualche giocattolo. I bambini che spesso non ne posseggono o che usano come giochi oggetti di altra utilità ne rimanevano molto entusiasti: “Mi mandarono dalla direzione i bigliettini per gli alunni ammessi al dono della Befana Fascista: sono 13, quanti io ne richiesi. È l’opera più bella che si possa fare offrire un dono a questi poveri piccini che hanno per balocchi bottoni, vecchie scatole, chiodini e simili pasticci. Se poi il dono sarà di pratica utilità tanto meglio, le famiglie ne riconosceranno il maggior valore e sarà vantaggio per i piccoli.”157 La Delegazione dei fasci inviava ogni anno un certo numero di biglietti gratuiti da distribuire tra gli alunni più poveri, partendo però da quelli iscritti alle organizzazioni giovanili. Questo spesso spingeva molte famiglie ad acquistare la tessera in modo che i figli potessero avere il dono e faceva crescere nella popolazione il “il riconoscimento dell’amore che l’Italia Fascista ha per i suoi teneri figli”:158 “Ieri, nel cortile del Palazzo del Governo, si è tenuta la Befana Fascista alla quale hanno preso parte 20 dei mie alunni. Oggi essi son venuti a scuola più lieti del solito, chi con una maglietta, chi con una blusa nuova di lana; tutti doni della provvida Befana Fascista. Quest’avvenimento è stato di maggior impulso per l’acquisto della tessera, di cui ancora molti bambini sono sprovvisti. È stato inoltre, come ogni anno, il riconoscimento dell’amore che l’Italia Fascista ha per i suoi teneri figli.”159 “Stasera, all’ingresso son venute tante mamme; m’han detto che la mattina avevano dato i biglietti della Befana Fascista, che stessi attenta a non privarne i figliuoli. Una mi à detto che il lunedì mi avrebbe dato 10 lire quando passavo davanti a casa sua per la tessera dei suoi due figliuoli”.160 I biglietti dunque non erano sufficienti per tutti ma, poteva capitare di assistere ad atti di carità da parte degli alunni di condizione più agiata:

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Classe Iª masc., 12 Gennaio 1931, maestra Amelia Tedde, Appendice 1. Classe IIª, 2 Gennaio 1931, maestra Luigia Fichina, Appendice 2. 158 Classe IIª masc., 16 Gennaio 1933 XI°, maestra Michelina Desole, Appendice 5. 159 Ibidem 160 Classe Iª masc., 14 Gennaio 1933, maestra Antonietta Foddai, Appendice 4. 157

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“Di 46 alunni, soltanto 16 hanno potuto – e alcuni con sacrifici – disporre di 5 lire per diventare Balilla. Nelle mie lezioni ho sempre insistito a parlare dell’amore verso il prossimo, della carità fraterne, dell’aiuto scambievole fra compagni. Non sono tutte andate perdute le mie parole e ne ho avuto la prova nell’occasione della Befana Fascista. I biglietti distribuiti per ottenere qualche indumento atto a proteggere dal freddo le deboli membra dei miei scolaretti – quasi 20. Come fare per sovvenire a tanta altra miseria? Mi rivolsi al cuore dei mie piccini e dei Balilla fra i meno disagiati; cedettero il biglietto cui avrebbero avuto diritto, a pro dei più poverelli. Ognuno ha scelto da sé il compagno da beneficiare e ho potuto notare che l’atto gentile era accompagnato da una grande soddisfazione che si dimostrava col dolce sorriso e col vivo splendore degli occhi. Cari figlioli! Come li avrei volentieri abbracciati! Ma non è mancata loro la mia buna parola di lode e il mio vivo ringraziamento.”161 “Domani si celebra la festa de la Befana Fascista, festa tanto attesa e desiderata dai nostri piccoli molti dei quali vedono purtroppo passare il Natale e il Capo d’anno senza un dono, senza un dolce. Da l’inizio delle lezioni molte mamme sono venute a raccomandarsi per avere il biglietto; se dipendesse da me io vorrei poter dare a tutti, ma è necessario pensare ai più poveri, ai più bisognosi, a quelli che tremano dal freddo e qualche volta anche per la fame. Poveri bambini! Pensare che tanta gente spende il danaro in cose superflue ed inutili, mentre loro mancano di tutto e che quel danaro buttato tanto indifferentemente da gli uni, per gli altri sarebbe la vita! Ne le prime classi abbiamo avuto venti biglietti da distribuire, quindi ho potuto accontentare molti bambini. Con quale sorriso riconoscente mi hanno ringraziato, povere creature! Io ero commossa e contenta di poterli in qualche modo aiutare ed ancora una volta mi sono convinta che si prova maggior piacere a fare il bene che a riceverlo. Voglio notare un episodio gentile! Uno dei miei alunni, non ricco, al quale avevo dato il biglietto perché Balilla, vi ha rinunciato spontaneamente in favore di un compagno più povero e siccome il buon esempio trascina, altri due bambini hanno regalato il loro biglietto ai compagni più bisognosi.”162

161 162

Classe IIª masc., Gennaio 1933, maestra Cesira Mondula, Appendice 5. Classe Iª masc., 14 Dicembre 1931, maestra Elisa Lorenzoni, Appendice 4.

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4. Educazione e religione.

Come già accennato nel primo capitolo, il fascismo considera molto importante la religione cattolica. “Certamente però quello che spingeva Mussolini ad un rapido processo di restaurazione dei valori cattolici nella scuola, non era il profondo

senso

religioso

ma

essenzialmente

era

guidato

da

ragioni

opportunistiche. Infatti l’appoggio della chiesa era ritenuto indispensabile per la diffusione del fascismo. Nel campo scolastico l’educazione religiosa aveva quei contenuti autoritari utili al fascismo per la formazione di una gioventù pronta ad ubbidire senza discutere e ad accogliere e seguire senza spirito critico la propaganda del regime. La religione cattolica fu quindi posta a “fondamento e coronamento dell’istruzione primaria”.163 “Nel 1922 il sottosegretario alla pubblica istruzione Dario Lupi, ordinava a tutti i sindaci del regno di far collocare o ricollocare al più presto alle pareti delle scuole, il Crocifisso insieme al ritratto del Re, simboli sacri della fede e del sentimento nazionale.”164 Inoltre, nel 1925 gli ispettori delle scuole primarie e complementari sono autorizzati a farsi accompagnare da persone “competenti”, designate di comune accordo dall’autorità scolastica ed ecclesiastica al fine di verificare l’ortodossia dell’insegnamento religioso.165 “Il M. S. Canonico, accompagnato dal Sig. Direttore, viene per esaminare la scolaresca sul programma di religione. Precede un canto relativo alla materia: le vocine intonate non mancano; ma il canto sarebbe più d’effetto se le piccine non tremassero per l’emozione … … Nel congedarmi, il Canonico, dice alle alunne: Perché tremare dinanzi ad un Sacerdote e al vostro Direttore? Ma è l’eterna questione! Il carattere si può modificare ma non mutare. Concludendo mi conforto al pensiero che è da preferirsi una fanciulla che arrossisce e trema ad un’altra sfacciata e spavalda! Tuttavia continuerò a lavorare sui cuoricini che mi sono stati

163

www.anpi-lissone Ibidem 165 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 94 164

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affidati, acciò essi diventino virili e lo dimostrino con la relativa serenità in tutti gli eventi e anche nelle contingenze della vita.”166 Nel 1928 alcune circolari di Belluzzo (ministro dell’istruzione) riconoscono all’autorità ecclesiastica non solo il diritto di designare insegnanti e testi di religione per la scuola pubblica ma anche di vigilare sull’insegnamento primario per mezzo di sacerdoti delegati dall’ordinario diocesano, senza l’intervento del provveditore agli studi.167

166 167

Classe IIIª femm., 7 – 6 – 1933, maestra Camilla Spano, Appendice 6. T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, cit., p. 97

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3. Confronto con i registri degli anni Cinquanta. Su consiglio del mio relatore ho consultato i registri degli anni Cinquanta per individuare eventuali congruenze e per vedere dove invece, con il tempo, le cose sono totalmente cambiate. I primi elementi di differenza emergono sicuramente nei registri, in quanto le cronache non sono più dettagliate ma molto generiche. Inoltre, non viene più indicata la condizione economica della famiglia ma il mestiere dei padri. Questo ci permette di notare subito che la situazione economica è migliore rispetto a quella degli anni Trenta, infatti mentre allora vi era un elevato numero di contadini, carrettieri e calzolai, ora i mestieri indicati nel registro sono: impiegato, autista, ingegnere, sellaio, professore, autista, maresciallo, commerciante, giudice, industriale, fruttivendolo, carrettiere, docente universitario, bidello, marmista, medico, veterinario, ufficiale. Questo non significa che non ci fossero bambini poveri, anzi proprio in questo individuiamo i punti in comune, in quanto troviamo ancora i sussidi per i più poveri, la refezione, gli aiuti dal patronato scolastico: “Due alunne povere ricevono dal Patronato la stoffa per il grembiule.”168 “Riceviamo dal Patronato Scolastico due sussidiari per le due alunne più povere della classe; le compagne più abbienti hanno voluto contribuire con piccole offerte, all’acquisto del libro di lettura.”169 Inoltre anche se meno diffuse, ancora preoccupavano le malattie infettive e ancora lo specialista andava a scuola a visitare gli alunni:170 “Visita del medico oculista, un’alunna apparentemente sana, viene dichiarata tracomatosa. È con me dalla prima e non vuole allontanarsi. La mamma non ammette la diagnosi e la conduce in clinica per la visita del primario.”171

168

Classe IIª femm., 15 – 2 – 1951, Appendice 7. Classe IVª femm., 12 Novembre 1951, Appendice 7. 170 Vedere: classe IV ª femm., 10 Marzo 1952, Appendice 7: “Da alcuni giorni si hanno cattive notizie sulla salute dei nostri bambini: io ho già quattro assenti sospette di scarlattina. Riceviamo la visita della dottoressa la quale mi chiede notizie delle alunne assenti. Poco dopo un ordine dell’Ufficiale sanitario impone la chiusura temporanea della scuola per misure d’igiene.” 169

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“Nell’ambulatorio il Medico scolastico procede alla rivaccinazione antivaiolosa di tutte le scolare: utile come misura profilattica, e necessaria per ottenere il certificato dell’Ufficiale sanitario richiesto per essere ammessi a sostenere gli esami per la scuola media.”172 Sono passati ormai sette anni dalla caduta del fascismo e un aspetto che personalmente mi ha colpito è il forte attaccamento alla Patria che è solido al di là di qualsiasi dittatura o governo. Infatti anche in questi anni risulta ancora molto intenso: “Giornata del Tricolore e della fraternità: la scolaresca partecipa ad una cerimonia religiosa nell’Istituto “Brigata Sassari” e, insieme agli orfani di guerra, ad una manifestazione patriottica nell’atrio del Palazzo del Governo.”173 Le cronache degli anni Cinquanta da me consultate non sono molte numerose, questo è dovuto anche al fatto che non essendo passati settant’anni non ho potuto riportare tutto quello che avrei voluto però non posso non sottolineare che una delle alunne che faceva parte di queste classi era Bianca Pitzorno, famosa scrittrice che nel suo romanzo intitolato Ascolta il mio cuore racconta appunto un anno trascorso nella quarta elementare della scuola San Giuseppe di Sassari. Mi sembra dunque doveroso aprire una piccola parentesi riguardo la sua biografia. “Bianca Pitzorno è nata a Sassari nel 1942. La sua vocazione letteraria è precocissima. Fin dalle elementari si diverte a scrivere romanzi, opere teatrali, libretti per melodramma, poesie, a seconda delle passioni ispiratele di volta in volta dalle letture, che sono abbondantissime e disordinate. Disegna e dipinge ad olio e ad acquarello. Guadagna il primo denaro della sua vita, trentamila lire, vincendo il primo premio in un concorso di pittura.174 Dopo la maturità si iscrive in Lettere Antiche presso l’università di Cagliari e contemporaneamente si iscrive ad un cineforum e un cineclub. Si laurea nel 1968. Dopo una brevissima 171

Classe IIIª femm., 12 – 12 – 1950, Appendice 7. Classe Vª femm., 3 Marzo 1953, Appendice 7. 173 Classe Vª femm,. 29 Marzo 1953, Appendice 7. 174 Emerge dalle cronache che fin dalle elementari partecipava a concorsi di questo genere. Vedere: Classe IVª femm, 20 Febbraio 1952, Appendice 7: “Una circolare ci annunzia un concorso di disegno per illustrare alcune novelle di Andersen. I migliori lavori degli scolari italiani, raccolti e classificati dal Centro Didattico di Firenze, verranno poi spediti in Danimarca. Una mia scolara Bianca Pitzorno, concorrerà alla gara.” 172

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esperienza come archeologa si trasferisce a Milano per frequentare il corso della scuola superiore delle Comunicazioni Sociali, con specializzazione in cinema e televisione. Nel 1970 viene assunta alla RAI nel settore “Culturali e Speciali tv”. Tra i suoi programmi più conosciuti ci sono Chi sa chi lo sa?, Il girondolando e L’Albero azzurro. Nello stesso anno ha pubblicato il suo primo romanzo “Il Grande Raduno dei Cow Boys” (un racconto illustrato per piccolissimi) e dal 77 fa la scrittrice a tempo pieno.”175 “Spinta da un intento sociologico più che morale o etico, Bianca Pitzorno sa creare storie coinvolgenti e vicine alla sensibilità dei giovani lettori e non. Oggi è considerata la più importante autrice italiana per ragazzi e i suoi romanzi sono tradotti in Francia, Germania e Spagna.”176

175 176

www.biancapitzorno.it www.zam.it/biografia_Bianca_Pitzorno

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Conclusioni. Nella presente tesi, cinquanta classi della scuola elementare San Giuseppe di Sassari sono state analizzate con l’obbiettivo di capire come l’ideologia del fascismo si sia diffusa. L’attenzione è stata accentrata sulla propaganda svolta verso gli alunni per promuovere questa dottrina. Arrivati a questo punto emerge chiaramente come il fascismo abbia avuto bisogno di un’intensa propaganda da parte sia di insegnanti sia di altre figure professionali come i dirigenti scolatici. Quella che viene definita “fascistizzazione della scuola”177 dunque seguiva un percorso ben preciso. Partiva infatti con una circolare del presidente dell’ONB che arrivava al direttore della scuola. Il direttore premeva sulle insegnanti affinché facessero propaganda tra gli alunni e le famiglie per raggiungere un elevato numero d’iscritti alle Organizzazioni Giovanili Fasciste. E questo emerge in maniera limpida da molte pagine di cronaca. Ecco un esempio: “Fin dal principio dell’anno la presidenza dell’O. N. B. si rivolse a noi insegnanti per raccomandarci di svolgere opera di persuasione presso le famiglie, al fine di ottenere che tutti i fanciulli acquistassero la tessera di balilla. Non trascurai di fare tutto il possibile, sia entusiasmando gli alunni e facendo loro amare questa bella istituzione sia rivolgendomi direttamente alle famiglie. Ma quest’anno la miseria era grande, più che negli anni passati, e molte famiglie, pur riconoscendo e apprezzando l’opera di bene che l’O N. B. svolge in favore della gioventù, ed i vantaggi che conseguono gli inscritti, non poterono pagare la tessera; così mi fu possibile far tesserare soltanto 16 alunni.”178 Per raggiungere questi scopi l’educazione scolastica ruotava tutta intorno al fascismo: lezioni di storia, manifestazioni nella città, organizzazioni giovanili fasciste, attività ginniche.

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L. PASINO, P. VAGLIANI (a cura di), Il primo giorno di scuola. Un’epica per gli insegnanti, cit., p. 64 178 Classe IIIª masc., Relazione Finale 1930/1931, maestra Elisa Oggiano, Appendice 3.

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Era sicuramente un meccanismo che entrava nelle menti. Infatti dopo l’elezione di Mussolini il fascismo aveva comunque molto bisogno della propaganda per aumentare il numero dei suoi sostenitori e per durare più a lungo possibile. Ecco perché il fulcro del fascismo erano i giovani e il primo luogo di propaganda erano la scuola e le organizzazioni giovanili. Il confronto con alcuni registri degli anni Cinquanta permette di vedere come l’educazione dopo la caduta del fascismo fosse mutata. E questo confronto ci permette ancora più chiaramente di vedere come il fascismo fosse più interessato alla dottrina che alla formazione. Infatti a sette anni di distanza dalla caduta del fascismo, la scuola puntava molto sulla bravura, sui buoni voti. I punti in comune rimangono l’attaccamento alla Patria e la lotta per il contenimento delle malattie ma, oltre questo, troviamo, com’era inevitabile, una serie di differenze, (a livello educativo) con i registri degli anni trenta. Infatti, mentre l’educazione fascista, che era di tipo militare, dava molta importanza all’educazione fisica, alla virilità dei bambini e al lato materno e casalingo delle bambine; quella degli anni Cinquanta privilegiava invece la lettura, la scrittura e il far di conto sia per quanto riguarda i bambini che per quanto riguarda le bambine. Attraverso la consultazione dei registri degli anni Cinquanta (nata un po’ per caso), ho avuto la fortuna di trovare nell’elenco una famosa scrittrice sarda, Bianca Pitzorno e di approfondire un po’ la conoscenza della sua vita e soprattutto dei suoi romanzi che sinceramente non avevo mai letto prima di questo lavoro e posso dire di esserne rimasta stregata.

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Bibliografia.

R. AGO, J.-C. Caron, G. LEVI, J.-C. SCHMITT, Storia dei giovani, Roma; Bari, Laterza, 1944

C. BETTI, L’Opera Nazionale Balilla e l’educazione fascista, Firenza, La nuova Italia, 1984 J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola: la politica scolastica del regime (19221943), Scandicci, La Nuova Italia, c1996 M. CIOCCI, Meglio un asino vivo … La scuola dell’obbligo nella cultura rurale sarda, Sassari, J. Webber, 2004 L. NIEDDU, Dal combattentismo al fascismo in Sardegna, Milano, Vangelista, c1979 L. NIEDDU, Origini del fascismo in Sardegna, Cagliari, Editrice sarda f.lli Fossataro, 1964 L. PASINO, P. VAGLIANI, Il primo giorno di scuola. Un’epica per gli insegnanti, Società editrice Internazionale Torino S. SECHI, Dopoguerra e fascismo in Sardegna; il movimento autonomistico nella crisi dello stato liberale, Torino, Einaudi, 1969 G. SOTGIU, Storia della Sardegna durante il fascismo, Roma; Bari, Laterza, 1995 T. TOMASI, Idealismo e fascismo nella scuola italiana, Firenze, La Nuova Italia, 1972

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Consultati.

S.CUBEDDU Il sardo – fascismo: fra politica, cultura, economia: Convegno di studi:Cagliari, 26-27 novembre 1993, Cagliari, edizione fondazione sardinia, 1994 P. DE GIOVANNIS, G.G. ORTU, L.M. PLAISANT, G. SERRI, La Sardegna la storia, celt editrice, 1988 M. GIACCOBBE, Diario di una maestrina, Il maestrale, 2006 B. PITZORNO, Ascolta il mio cuore, Milano, Mondadori, 1999 L. M. PLAISANT, La Sardegna nel regime fascista, Cagliari, cuec, 2000 F.PRUNERI, Il cerchio e l’ellisse: centralismo e autonomia nella storia della scuola dal 19 al 21, Roma, Carocci, 2005 F. PRUNERI, La politica scolastica del Partito comunista italiano dalle origini al 1955, Brescia, La scuola, 1999 R. SANI, A. TEDDE, Maestri e istruzione popolare in Italia tra otto e novecento. Interpretazioni, prospettive di ricerca, esperienze in Sardegna, Milano, vita e pensiero università, 2004 F. TELLERI, Professioni educative, Milano, Guerini Scientifica, 2004

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Sitografia.

www.treccani.it/enciclopedia www.anpi-lissone www.nuovo-ordine-nazionale.org www.biancapitzorno.it www.zam.it/biografia_Bianca_Pitzorno

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Appendici. Appendice 1. AS, SS, Scuola S. Giuseppe. Classi prime, anno scolastico 1930/1931. A. Elena Addis. Classe prima maschile 1930/1931 maestra Elena Addis Inscritti

38

Frequentanti

35

Presenti a fine anno

30

Promossi

26

Balilla

14

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico Sussidiati dal Comune Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

3

Disagiata

16

Agiata

16

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20 0ttobre 1930. Primo giorno di scuola. Pochissimi alunni. Le famiglie non vogliono rinunciare alle consuetudini di anni ed anni, di mandare i bambini a scuola dopo la solennità dei santi. Vengono i poveri che si presentano quasi soli, quasi accompagnati. Certi nitidi nella presenza e negli abiti, già muniti al grembiulino di destra: sono quelli normalmente appartenenti alle famiglie più agiate e più decorose. Altri invece ànno tutte le fatiche dei lunghi mesi passati nella miseria, in completo abbandono: e sono sudici, anche scalzi: e ànno un atteggiamento diffidente che preoccupa alquanto e che fa pensare alle mille difficoltà del successo. Novembre 1930. La mia è una classe mista, formata cioè di alunni di prima iscrizione e di ripetenti. In questo primo periodo ò dovuto saggiare le potenzialità dei ripetenti: che cosa ripetono? Forse la sola inscrizione, perché i più non conoscevano neppure le lettere. Ò voluto assumere informazioni sulla maestra che à avuto questi alunni nel decorso anno, e ò avuto la conferma delle mie supposizioni. Son ripetenti che ànno frequentato la scuola pochi giorni, qualche settimana, qualcuno uno o due mesi al massimo. Qualcuno che figura ripetente, è apparso sconosciuto alla maestra perché nell’anno scorso non si fece vedere neppure, dopo essersi inscritto. Dicembre. La scolaresca è al completo. Gli alunni inscritti si son presentati tutti, all’infuori di due. Dopo gli imposti esempi (particolari) per l’allevamento. Nulla meno, per l’esercizio del linguaggio, per l’abitudine alla disciplina del vivere, posso in questo mese iniziare il normale svolgimento del programma. Gennaio 1931. Poche lezioni in questo mese che pure conta 31 giorni! Dal 2 al 9 sono stata assente perché, eravamo a Roma per passare le vacanze di Natale, ò avuto una imposizione che mi ha impedito di mettermi in viaggio per il ritorno in residenza e di riprendere il mio ufficio, prima di quel giorno. Dopo alcuni giorni di lezione un altro attacco di influenza mi ha mi ha tenuta lontana dalla scuola per circa un’altra settimana. Febbraio. Le vacanze di carnevale sono soppresse, ma le famiglie non vogliono rinunciare alle celebrazioni e in questi ultimi giorni di carnevale la classe è quasi deserta. Pochissimi alunni un po’ svogliati e disorientati per l’assenza di molti compagni, che devo intrattenere con esempi di riflessione, con conversazioni sulle ricorrenze odierne, sulle ragioni delle assenze dei compagni e sull’utilità o meno di tali assenze. Aprile. Due alunni ammalati, uno di tonsillite e l’altro di orecchioni mi hanno fatto sapere che non frequenteranno più le lezioni. Sono alcuni che avevo chiesto un bel profitto con cura e attenzioni speciali, e mi duole assai che tutto il mio lavoro sia andato perduto. D’altra parte sono anche coscienti perché capiscono che tornare a scuola in prima classe, dopo due mesi circa di assenze, è assolutamente perdere e far perdere tempo. 4 Maggio. Una festa scolastica guidata, a beneficio del nostro Programma scolastico: la rappresentazione, al teatro Verdi, dell’opera “Pinocchio”. Inoltre il nostro Direttore Generale;

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istruttori alunni volenterosi e intelligenti maestri; attori parecchi alunni delle nostre scuole e molti per i cari. Uno spettacolo che à entusiasmato la cittadinanza, comprese le molte autorità che anno mosso di loro presenza gli spettacolo ripetutisi più volte; che à fatto andare in visibilio le migliaia di nostri alunni spettatori, che facendo divertire,à passato una bella giornata al Programma scolastico. 1 Giugno. Altri tre alunni, al primo giorno di questo mese, si sono assentati dalla scuola: uno per malattia, uno per indolenza e risultati negativi nel profitto, ed uno per le condizioni miserabili della famiglia che à bisogno anche del suo aiuto. Così i miei alunni sono oggi venti, e speriamo che almeno questi giungano in porto. 13 Giugno. Primo giorno della settimana di scrutinio, abbiamo in classe un nuovo alunno, privatista, e i compagni ne sono lietissimi, lo guardano con interesse, lo osservano, lo seguono. Sono soprattutto ansiosi di vedere se il nuovo arrivato vale più o meno di loro. 17 Giugno. Ultimo giorno di scuola. I bambini sono raggianti, quasi, indifferenti sulla disciplina. Pregustano la libertà delle vacanze, la gioia della promozione con conseguenti regalini permessi di parenti, e non lascerebbero mai a parte i loro giuochi e della gioia delle prossime vacanze. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Le lezioni regolari, come risulta dai testi stabilitici ammessi a questo giornale di classe, furono iniziate il 20 ottobre 1930 ed ebbero termine il 17 giugno 1931. Sui 38 alunni che mi furono assegnati per la mia prima classe, se ne presentarono 36, ed uno di questi si assentò dopo qualche giorno per grave malattia e non fece più ritorno a scuola. Cercai di richiamare i tre che non si erano presentati, ma dopo alcune indagini mi accorsi che non vivevano più in città. I frequentanti furono quindi 35 fino alla fine del 2 dicembre, perché durante il tempo altri 5 alunni abbandonarono la classe: uno per malattia, uno per indolenza e assoluta mancanza di buona volontà ed un ultimo proprio nell’ultimo periodo di scuola mi serissime condizioni della famiglia che non poté rinunciare al suo aiuto: doveva restare in casa per badare ad un fratellino nato da poco, mentre i genitori passavano la giornata al lavoro, fuori di casa. Così arrivarono a fin d’anno 30 alunni, 25 dei quali furono promossi, 4 rimandati alla seconda sessione. L’anno scolastico, nella mia classe, seguì il suo normale funzionamento senza che nessun incidente d’ordine pubblico o privato ne abbia alterato il regolare suo ritiro. Potrei dire che due simpatiche manifestazioni ànno interrotto il normale succedersi dei giorni e dei mesi di lavoro: la rappresentazione dell’operetta pinocchio, di cui faccio cenno nella cronaca di questo giornale di classe; che à portato bagliori di luce e ventate d’ entusiasmo fra i nostri bambini, e ha dato ai bambini stessi, alle famiglie e al pubblico numeroso che à assistito a quelle rappresentazioni la rivoluzione delle attitudini straordinarie che posseggono i nostri alunni, se opportunamente dirette. Certo i nostri alunni non dimenticheranno quelle ore vissute e porteranno negli anni il ricordo di quelle giornate memorabili della loro vita scolastica. L’altra manifestazione è stata il saggio ginnastico, che si è svolto quest’

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anno in piazza d’Italia, alla presenza del ministro Giacomo Acerbo e che è stato eseguito con maestria e perfezione di movimenti e animato dal folto pubblico che vi assisteva, vivamente interessato. Sassari, luglio 1931.

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B. Maria Athene.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Maria Athene Inscritti Frequentanti Presenti a fine anno Promossi Balilla Avanguardisti Piccole Italiane Sussidiati dal Patronato Scolastico Sussidiati dal Comune Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra Inscritti alla mutualitĂ

46 27 24 17 3 0 0 0 25 0 0

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Ottobre. Non è il caso in questo breve squarcio di mese di vere e proprie lezioni. I bambini sono ancor tanto pochi e mancano di tutto. Li trattengo con facili conversazioni per guidarli e avviarli gradatamente alla comprensione e all’apprendimento della lingua - con disegnini alla lavagna – con esercizi di ginnastica per inculcare fin dall’inizio abitudini di disciplina e di ordine. 20 Ottobre 1930. Primo giorno di scuola. Ma per un improvviso cambiamento di orario non posso ricevere gli alunni perché l’aula è occupata dalla 2ª maschile. Ritiro i cartellini di assegnazione e avverto i bambini che tornino domattina. 21 Mercoledì. Presenti 11 alunni. 22 Mercoledì. Presenti 18: sono finora soltanto i miei piccoli amici del mio rione che fino a qualche anno addietro piantavano i loro balocchi e mi correvano incontro con gli occhi e la fronte di luce appena mi scorgevano. Ora quest’incontro qui nella scuola ove io sono la loro maestra, io che già ero la loro signorina, è dolce per essi e per me. 25 Sabato. Vacanza per le nozze della principessa Giovanna. 28 Mercoledì. Anniversario della marcia su Roma: vacanza. 8 Novembre. Cominciano ad affluire i ripetenti … Sudici, luridi, in generale, così luridi da fare ribrezzo. E non c’è mezzo di far eseguire la famiglia a scuola anche perché per alcuni non ci vorrebbe meno di un bagno ben caldo e di ripetute saponate. E’ pur necessario in questi casi, ricorrere a mezzi estremi: rinviare a casa. 15 Sabato. Visita medica. Vien riscontrato il tracoma in quattro bambini. Io poi faccio un’ altra scoperta tutt’altro che piacevole: legioni di parassiti su alcune teste …! Incredibile ma vero: anche una cimice trovo addosso ad un bambino! 24 Novembre. Incredibile ma vero: anche una cimice addosso ad un bambino! C’è la completa incuria materna contro la quale non so proprio cosa possa farsi! Viceversa ho certi piccolini che vengono così accurati e con tanto amore dalla mano materna ch’è un piacere e una consolazione vederli, maggior consolazione pensare alla tenerezza che li cura. 3 Dicembre. Noto il più fra distacco tra i minori e i ripetenti. Nei primi una freschezza, una sensibilità, un’ingenuità soave e incantevole, una verginità d’impressioni che commuove ed esalta e lascia rapiti e sorpresi come dinnanzi alla fragilità di un fiore. Non ci si può accostare a queste anime che con la più grande venerazione. E son per essi, per questi miei piccoli dolci amici, i versi che scrissi qualche anno fa, osservandoli quando erano ancor minuscoli, imprevedibili e che vò qui riportare più giu. Nei ripetenti invece è un’insensibilità, un’insolenza, una petulanza, un’indisciplina che è difficile immaginare. Mossi a tutto, educati nella famiglia con frusta e verga e bastone, hanno nella condotta qualcosa di cinico e di ostile che sgomenta e che nuoce nei riguardi dell’educazione. Ho pietà di questi piccolini e ho pietà anche di questi ripetenti che, in

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alcuni casi giudicherei quasi anormali. Ma uno che c’è specialmente di questi ultimi che mi fa gran pena, ma gran pena perché mi faccia tribolare come peggio non potrebbe. Non so che potrà divenire. Ho dovuto più volte castigarlo, ho dovuto qualche volta rinviarlo a casa perché mi rendeva impossibile proseguire in pace la lezione. Capace di strillare come uno scorticato vivo se gli sottraggo momentaneamente per castigo la borsa che ha fatto ripetutamente, per dispetto, cadere, ride poi senza un’apparente ragion, balza improvviso, pure senza un perché, capace di piangere in silenzio a grosse lacrime fisse perché la nonna rude, offendendo senza comprendere l’infantile pudore, vuoi a tutti i costi che mi lasci vedere nelle spalle una cicatrice lasciatagli pleuride operosa … Mi fa tribolare come peggio forse non potrebbe, eppure lo amo e quando è assente lo cerco con lo sguardo al suo posto e vorrei che venisse perché spero, nonostante tutto, di potergli fare un pochino di bene, un pochino di bene! Sono i versi che mi dànno il ritratto dei miei piccoli pargoli quando ancor non avevano l’età legale per la frequenza alla scuola: Bambini poveri. Conoscono bene la strada che s’apre – più o meno aperta innanzi alla loro casetta e quella che meno diritta alla povera casa del piccolo sereno amico. Son sempre attorno: nidiandoli di due anni appena, piccini di quattro, di cinque, fantocci di carne, vestiti in mille guise camice … ciabatte sfondate più grandi del piede, calzine scoppiate, raguate, di vario colore … , vestine più lunghe o più corte, rappese a un bottone, e calzoncini a brandelli che lascian – sfrondoli! – scappare, traverso a una lor comica fessura, un imprudente e innocente senso di camiciola … , giacchette confunte giubbetti ereditati dai fratellini maggiori, berretti a cencio, a tricorno, a papaline e cuffiette di dove sbucano fuori, soavi, graziose, espressive faccine di rosa e di cera

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ancora in abbozzo. Qualcuno - vedendo di dietro non ha che gambine e berretto, simile in tutto il resto allo spavento – passeri dell’orto. Qualche altro somiglia a un dottore ovvero a un rispettabile magistrato in piena funzione dei suoi illimitati poteri … Alcuni discorrono piano, a mezza voce, intenti, con serietà si comica da innamorare e rapire, di cose gravi e importanti come questioni di stato. Alcuni ancora, già sentono frullare le penne del sogno; ancora ignari – a lor modo risolvono l’aspro quesito che à titolo: - Visa – e che affonda l’ansioso perché nel Dolore. Stigmatizzati dal pianto nella lor fresca innocenza, - ne la lor carne di giglio le oscure piaghe paterne. Predestinati a la gogna, già portano, altri, nel sangue - eredità maledetta ! e i germi latenti del male. Son dell’ingiusta fortuna spesso le vittime sante, sono le tenere piante di un’aspra selva incolta. E pure son solari e cari intenti ai lor vari balocchi! E han tanta luce ne gli occhi! E certo nell’intimo - odiosa - accanto al fior di cinta han tanta profonda riserva di vergini forze, han tanta ineffabil dolcezza, han tanti germi di vita e tanta inefausta ricchezza! E giocano: tondi, rasati, alcuni che paion nutriti di latte, di miele e d’aurora e forse li nutre e sostiene l’amore materno che frange

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- negandolo intrepido a sé il povero tozzo di pane. Ed ogni destino è ravvolto nell’incompresa crisalide e tanto amore è raccolto nel vergine cuore che pulsa, che dona, che attende …. Che attende. Oh Piccoli ! O bimbi! Voi fronti rosate, voi siete l’uomo – in emozione: l’uomo che pensa e che crea, l’uomo che accoglie ed assorbe, ne la voragine fonda, inesplorata de l’anima L’immensurabile onda de la vita, la luce, l’ amor, l’ infinito. Voi siete il risuono eterno de l’infinita armonia, la sfumatura più dolce de l’infinita poesia, il rifiorire più sereno di ogni fecondo germoglio, il patrimonio del bene o ….. il semenzaio del male … Fragilità commovente ! O tenerezza dei cuori, o dolci ….. frullanti, che nessun male vi sfiori, una sempre vi mostra, vi copra, vi salvi l’ Amore! L’Amore! O bambini. 21 Dicembre. Anche quest’anno preparo il minuscolo presepio in cartoncino, ma i bimbi non vi portano tutto l’interesse che m’aspettavo: perché? Forse perché ormai sono abituati a veder di meglio nelle chiese. Li interessa invece vivamente il racconto che seguono con l’anima tesa, completando con la fantasia i quadri, li interessa il breve canto al piccolo Gesù. 10 Gennaio. Seguo in questo mese l’orario del mattino. Ma quattro ore di seguito rinchiusi in un’aula che sente di scuderia lontano un miglio, son troppo lunghe a trascorrere per questi bambini. Condannarli a star fermi tra i banchi o a muoversi …. Come piace a me, mentre dalle finestre, che per forza debbo tenere sempre aperte, penetra pungente il freddo, è crudele e antigenico. Da ciò la penosa irrequietezza delle ultime due ore. Ho perciò pensato di interrompere a una certa ora la lezione concedendo dieci o dodici minuti di piena libertà, durante i quali il bambino può muoversi come vuole, giocare, disegnare o scrivere alla lavagna, chiedermi in prestito un libro illustrato. E’ fatto divieto solo di correre e di parlar forte per evitare la polvere e il chiasso. Ed è bello e interessante vedere questi frugoli occuparsi variamente, secondo le varie inclinazioni, parlare piano, muoversi con garbo, contrariamente alle abitudini contratte in famiglia

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o nella strada, studiarli senza averne l’aria nelle varie manifestazioni del carattere. Di questi brevi minuti di libertà ò fatto un mezzo di disciplina. Se qualcuno non si è comportato bene durante le lezioni, sa già che al momento convenuto non deve uscire dal posto. Qualche volta ò la sorpresa di vedere fermi al lor posto dei bambini la cui condotta non mi era parsa per niente riprovevole, mentre altri più furbi e monelli tentano, scrutandomi, cautamente il passo … E’ la maggiore o minore delicatezza di capienza che qui si rivela: ed è bello cogliere questi primi barlumi. 6 Febbraio. Ho condotto i miei bimbi un po’ fuori – ai vicini giardini per una mezz’oretta. Sono stati buoni più che non mi aspettassi, perfettamente disciplinati e obbedienti. Ho insegnato un gioco, li ho anche lasciati un po’ liberi di correre e sgranchirsi un pochino a piacer loro, purché non oltrepassassero i confini da me segnati: a i confini non furono oltrepassati. E’ stata una breve mezz’ora bella che me li à tutti rivelati sotto un nuovo aspetto e mi ha lasciato persuasa, una volta di più, che aria, luce, sole sono coefficienti di salute per il corpo, di gioia e di bontà per lo spirito. 17 Febbraio. Ho solo 10 alunni, dei quali uno è venuto alle due, un altro alle due e mezza, un altro più tardi, quattro alle tre e gli altri dopo le tre … Ne attribuisco un po’ la causa alla pioggia che impressiona le mamme e non le lascia decidere a mandar fuori senza ombrello i piccoli, e … un po’ all’attrattiva delle frittelle di cui è ancor comunanza nelle famiglie, anche se povere … 19 Febbraio. Vien ripresa la frequenza regolare. Noto però ugualmente molte assenze benché in molto minor numero che nei giorni scorsi. Un bimbo mi manca già da tutto gennaio perché ammalato, un altro dovetti allontanarlo dalla scuola perché aveva la tigua – e ancor non è guarito, un altro non viene perché non ha scarpe – di alti so che sono ammalati. E me ne rincresce perché questa frequenza cosi saltuaria non mi permette di andare avanti come vorrei nello svolgimento del programma. 25 – 25 Febbraio. Sono mandata a supplire nella quinta mista di Corso Angioi. 26 Febbraio. Nell’ ultima ora conduco i miei bambini a passeggio a San Pietro. E’ un peccato condannarli a muffire fra le tetre pareti di un’ aula quando fuori c’è tanto tripudio di sole e tanta serenità di cielo! M’aspettavo, dopo fatte le opportune raccomandazioni e fatte scioglier le file, di vederli correre liberamente lungo il piazzale, e invece furono tutti attratti dal mare lontano, dalle campagne, da un treno che giungeva o partiva o faceva le manovre … non saprei bene. Più che il bisogno di moto, era potente in quel momento il fascino della natura bella che assorbe con i suoi incanti e rende sereni e buoni. E ò piacere che questi miei frugoli così pieni di vita, così irrequieti, a volte, sappiano anche, a tempo, gustare la natura perché so di quanta pura gioia, di quanta soave elevazione essa è fonte anche per l’anima infantile e come al suo cospetto anche i dolori qualche volta si plachino … Quanta luce, quanto azzurro, quanto sole vorrei dare a questi miei bimbi e a tutti i bimbi!

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Venerdì 27 febbraio 1931. F. – il mio F. si assentò ieri dalla scuola. Io ne ero già stata preavvisata, tuttavia oggi viene accompagnato dalla mamma che ne giustifica personalmente l’assenza – ed è pulito, rasato, con le scarpe lucidate - ed à un’ espressione insolitamente dolce, direi commossa, direi quasi felice, mentre mi offre due mazzetti di viole. Questo pensiero gentile mi commuove profondamente: queste viole hanno per me un profumo più soave delle altre offertemi subito dopo da un altro alunno. Oh, che importano infine tutte le fatiche e tutte le pene dinanzi ad un’ anima che si dona? … Non so precisare la data, ma un giorno, quando ancora questo figliolo formava il mio grave cruccio e la mia desolazione con la sua condotta – come dire? – squilibrata e insolente, scoppiò a un tratto improvvisamente a piangere durante l’ora di dettato perché, mentre tutti i compagni scrivevano, egli solo non riusciva a scrivere, ed io non gli andavo in aiuto, mi sedevo lontana – fingevo di trascurarlo, di disinteressarmi di lui al punto da non volerlo più nemmeno rimproverare né castigare. Quello scoppio di pianto era troppo sincero perché non ne sentissi pena e non sperassi, allo stesso tempo, raggiunto, o quasi, il mio scopo. Mi si apriva uno spiraglio di quell’anima. Tuttavia, non mi lasciai subito vincere dalla tenerezza, non mi affrettai a consolare, come sarebbe stato primo impulso. Finito il dettato chiamai in disparte F. , gli parlai a tu per tu. Come la ragione ed il cuore mi dettavano – ne ottenni promessa di una miglio condotta. Perseverò per due giorni, poi fu da capo peggio di prima. Si ammalo ed ebbi – assente lui – giorni di lavoro sereno, per quanto intimamente desiderassi il suo ritorno a scuola. Oh perché a volte questi figlioli ci prendono tanto l’anima anche quando ci fanno soffrire? Torno accompagnato dalla mamma, la quale mi disse ( e mi pare quasi una formalità ): “Ha promesso che sarà buono.” Volli aver fede e gli dissi una parola buona. Ed ora è in parte trasformato. Sono penetrata un po’ nella sua anima – so come parlargli, come commuoverlo – come vincerlo – so specialmente che ha tanto bisogno d’amore, che se in lui è qualcosa di anormale, non su lui certo grava la responsabilità! So che molte umiliazioni e molte lacrime forse gli saranno serbate nella vita a causa della sua ignota paternità … Ora che quest’anima mi si è donata posso farle del bene. Voglio che abbia anch’egli la sua parte di luce e un ricordo buono da benedire di questi primi anni, di cui diversamente non avrebbe forse che a rammentare le brutte … Non è intelligente: è già il quarto anno che frequenta la prima e non riesce a distinguer bene le vocali – dimentica da un istante all’altro – ha un’attenzione volubile, vaga, che si stanca già prima d’essersi applicata. Gli ho regalato un alfabeto mobile, cerco d’aiutarlo in tutti i modi possibili perché se appena riuscirà a compilare, sia pure stentatamente, voglio promuoverlo per averlo con me anche l’anno venturo e potergli fare ancora un po’ di bene. Oh, che importa leggere e scrivere? Se il mio compito di maestra dovesse tutto esaurirsi unicamente nell’insegnare l’ a – b – c – e non potessi in qualche modo premunire contro il male, donare qualcosa di più e di meglio – un po’ della luce e dell’amore di Dio per la bontà e la gioia delle Anime – credo che mi sentirei molto inutile nella vita e che rinuncerei senz’altro all’insegnamento. 16 Marzo 1931. Ho un piccolino ammalato di pertosse. Un altro lo è stato pure. Un altro, rinviato per farsi vedere dal medico perché aveva le mani piene di bollicine pruriginose che mi facevan

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sospettare si trattasse di scabbia; non è più tornato – altri son pure ammalati, specie fra i piccoli. Io vado avanti nello svolgimento del programma, ma … gli assenti potranno poi rifarsi? … 20 Marzo 1931. Ancora molte assenze. Varie le cause. “Ho dovuto tenerlo a casa – dice qualche mamma riaccompagnando il proprio bambino – perché non aveva scarpe.” E la giustificazione è dolorosamente vera. D’un tratto qualcuno dei più grandetti fra gli assenti si sofferma un istante, sorridendomi, sotto la finestra, mentre tira una carriola o porta su le spalle un peso. Facchinaggio retribuito? Pare di si. Mi restano assenti una settimana, due … poi la mamma li accompagna e li giustifica: “ E’ stato ammalato … “ io so che non è così e talvolta lo faccio delicatamente osservare, ma … la mamma ha ragione lei! Il figliolo, interrogato a parte, risponde in altro modo … A chi credere? Perché insegnare ai piccoli la menzogna? E che ci può fare una povera maestra in questi casi?... 7 Aprile 1931. Son desolata. Le vacanze han fatto il vuoto ed caos sulle testoline dei miei scolari. Bisogna che mi rifaccia indietro. 9Aprile. Scarsissimo numero di presenti. Il passaggio dall’orario del pomeriggio a quello del mattino e la lezione di giovedì a cui nel mese scorso non erano avvezzi disorienta questi piccoli che nulla capiscono di cambiamenti. 23 Aprile 1931. Oggi sono stata sul punto di licenziare la scolaresca a causa di un forte malessere sopraggiuntomi lentamente mentre lavoravo. Ma poiché mi piace resistere all’estremo limite possibile, ò voluto mantenere la promessa fatta ai miei bimbi di condurli verso mezzogiorno un po’ all’aperto. Fuori, all’aria e al sole, il malessere è gradatamente scomparso. Non era forse altro che effetto dell’umidità dell’aula e dell’odore tutt’altro che gradevole di cui essa è impregnata. E vi si condannano i bimbi di una prigionia di più ore! Penso, mio malgrado, che se il dovere lega me, può trovar naturale talvolta preferire la strada alle pareti scolastiche. 4 Maggio. Si conducono i bambini a teatro per vedere “Pinocchio”. Oh la gioia dei miei piccoli! Me la godo tutta e … m’interesso anch’io vivamente all’interpretazione dei piccoli artisti. “Sono una cosa bella!” debbo esclamare nell’uscita di teatro, io che c’ero andata solo per dovere e con la quasi certezza che mi sarei annoiata. Non mi pento di aver insistito perché i bimbi si facessero dare in casa la lira occorrente per l’ingresso. Ma come mi sarebbe stato caro condurli tutti, vederli tutti felici per qualche ora! 22 – 23 Maggio. Prendo parte al congresso Eucaristico di Oristano. I bimbi sono affidati per questi due giorni alla signora Antonietta Lomberti. 25 Maggio. Avevo ottenuto – solo per questo giorno – lo spostamento d’orario dal mattino al pomeriggio, ma il treno giunge in ritardo e non posso quindi far lezione. Mi si assicura però che gli scolari presenti non erano più di cinque, forse perché, essendosi al mattino anticipata in tutte le

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classi di qualche ora l’uscita per la ricorrenza per la festa di San Gavino, pensarono che … nel pomeriggio non fosse necessario andare a scuola … 29 Maggio. “Signorina! So leggere il giornale!” Mi dicono gai i miei ometti con gli occhi sfavillanti. Saper leggere il giornale! Ma è qualche cosa che dà loro importanza! Ci si pensa? Qualcuno – lo asserisce soddisfatto qualche babbo – scrive sotto dettatura le letterine ai parenti lontani … la povera maestra che ha tanto lavorato in silenzio, fra dubbi ed ansie e speranze, sorride commossa – godendone – alla gioia semplice dei suoi piccoli e delle loro famiglie, sorride con lo stesso sorriso dei suoi bimbi alla scoperta gioiosa del miracolo: “So leggere il giornale!” 5 Giugno. Vien ripresa la frequenza da bimbi che, per giustificate ragioni, mancano da mesi e viceversa altri se ne assentano che finora avevano frequentato, per quanto alcuni saltuariamente. 9 Giugno. I bimbi presentano prossima la fine dell’anno scolastico – sono stanchi, non sognano che libertà e giochi, ed il caldo li rende quanto mai irrequieti, turbolenti e svogliati. Ed è una specie di lotta, ora tra loro e me – una lotta per vincere la loro e … mia stanchezza, per le lezioni. Ahimè! Chi vince? Anche il corpo ha le sue imperiose esigenze e quello dei bimbi non meno del nostro. Fortuna che le vacanze si avvicinano … 17 Giugno. Ultimo giorno di scuola. Ci si lascia buoni amici con un sorriso da promessa. Anche quelli che per tutto l’anno man fatto disperare e che dovranno quasi certamente ripetere la classe, si guardano ora con un rinnovato senso di accorata tenerezza, con rinnovata pena, perché … perché … di tante cose, di troppe cose, non i bimbi sono responsabili, ma l’ambiente da cui escono. Che sarà di essi? La provvidenza ha infinite vie, infinite risorse per salvare. Non resta perciò che affidarli, con un umile preghiera, all’Amore Onnipotente che regge il mondo. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Salutai con gioia l’inizio dell’anno scolastico – il 21 ottobre 1930 – nel primo incontro delizioso con i miei piccoli nuovi amici di prima classe, non più … come quelli degli anni scorsi, ma con gli occhi belli! Belli perché sani e cerchiati d’innocenza. E tutti gli incontri quotidiani sarebbero stati ugualmente deliziosi per il cuore e per la volontà sé i troppi ripetenti (ne avevo anche di … quinquennali …!) non avessero troppo portato la nota stonata in quella dolce armonia di piccoli cuori. Ma come avviare all’inconveniente? Anche i ripetenti sono anime – e come tali li curai, studiandomi di scuotere la disastrosa apatia, la caparbietà, l’indolenza, e il disinteresse delle famiglie in certi casi così assoluto che ben poco, ben poco mi riuscì di fare. Su la scarsa frequenza ha influito anche molto quest’anno la crisi economica. Se dovessi dire che molti, dopo aver frequentato per vari mesi a intermittenza, finirono nell’ultimo periodo per ritirarsi del tutto e mettersi a lavoro – e che qualcuno, che pure aveva potuto conseguire la promozione, fu tenuto a casa per la disoccupazione paterna che non permetteva di mandare il piccolo vestito come il sentimento di maturare dignità richiedeva, si potrebbe forse pensare che esagero … eppure è così.

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Quest’ anno il Patronato Scolastico non ha potuto fornire altro che quaderni e libri. Non si era in grado di far di più – ciò è chiaro. Ma le famiglie, che speravano come sempre in qualche altro sussidio, furono deluse nella loro attesa e per questa delusione mancò loro uno stimolo non indifferente per mandare i piccoli a scuola. Molto mi ripromettevo quest’ anno dalla mia scolaresca, ma dei 46 inscritti 7 non si presentarono affatto benché dalla direzione richiamati, un piccolino mi morì nel dicembre, tre mi si ammalarono di malattie contagiose alla testa che richiesero mesi di cura e di forzata assenza – qualcuno ammalatosi, non tornò più, altri frequentarono come già ho detto. Solo un certo numero rimase fedele dal primo all’ultimo giorno. Ho potuto così contare 27 frequentanti, dei quali furono scrutinati 24, promossi 17, rimandati alla seconda sessione 4, riprovati definitivamente 3. Ma mi ripromettevo di più e di meglio, lo ripeto, perché i bimbi, fatte naturalmente le debite eccezioni, tolti i quattro o cinque veramente deficienti, erano tutti in grado di fare qualche cosa e, nella generalità, in grado di seguirmi e seguirmi anche bene con slancio e con gioia. Io ho pena che la vita sia così arida per molti di questi figlioli il cui cuore è tuttavia così aperto, così ricco, e sarebbe così generoso e forse negli anni avvenire se irraggiato di luce e coltivato con intenso amore. Se avessi potuto e saputo fare di più e di meglio anche per quelli che ho dovuto lasciarmi addietro! A ogni fine d’anno c’è sempre qualche segreto rimpianto, qualche segreta pena per qualche cosa che nel succedersi quotidiano delle occupazioni era sfuggita. L’ opera non è mai completa né perfetta anche quando volta a volta è dato tutto. Ma tiriamo avanti ormai! I solchi delle anime sono sempre fortunatamente aperti a ricevere il seme e la provvidenza non manca di inviare in ogni tempo dei buoni seminatori. Confido che ne mandi anche presso quelli per i quali io non ho potuto forse fare abbastanza. Per quanto in qualche periodo mi sia toccato andare un po’ a rilento a causa delle numerose assenze, pure mi riuscì di svolgere il programma. Poco, pochino ottenni invece nei riguardi dell’ iscrizione alla Mutualità scolastica e del tesseramento dei Balilla. Non ebbi che un mutualista – a cui non riuscì neppure di mettersi in regola con i pagamenti – e tre Balilla. Ma l’iscrizione deve essere un atto spontaneo e sentito – e cesserebbe di esser tale se si costringessero le famiglie a metter fuori i soldi destinati per il pane. Conscia e persuasa di questo, ho consigliato, invitato, pregato, ma non premuto. Quei piccoli sono tre entusiasti, ma i quanti altri occhietti io leggevo il desiderio e quante mamme mi dissero con le lacrime agli occhi, documentando le proprie ragioni: “signora, non si può! Mi sarebbe caro contentare il bambino, ma non si può!” E allora? Basta. In certi casi l’insistenza sarebbe crudeltà. Spero, se le condizioni saranno migliori, di ottenere di più nel prossimo anno. Ora questo si è chiuso ormai con la fine delle lezioni il 17 con la comunicazione dell’esito il 21 – con la mia parola d’incoraggiamento e di augurio ai miei piccoli amici, orgogliosi – e raggianti negli occhi per … l’acquistata scienza!... Sassari, 30 giugno 1931.

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C. Giuseppina Biddau.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Giuseppina Biddau Inscritti

45

Frequentanti

31

Presenti a fine anno

31

Promossi

26

Balilla

20

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

22

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

41

Disagiata

1

Agiata

3

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20 – 10 – 1930 .Primo giorno di lezione. Mi è stata affidata una prima classe maschile. Sono presenti appena quattro alunni, gli altri si trovano in campagna e non faranno ritorno in città che verso la fine del mese. I quattro presenti hanno appena sei anni e mi guardano timidi e sorridenti. Anch’io sorrido e parlo loro affettuosamente. In breve tempo sono riuscita a conquistarli completamente. Infatti, alla fine della lezione, vanno via allegri e contenti dopo avermi permesso d’essere buoni e diligenti. 9 – 11 – 1930. Oggi ho presenti 25 alunni. Gli altri che ancora mancano sono stati richiamati e hanno risposto che rientreranno in pochi giorni. La mia classe è formata da ripetenti. Ciò mi fa poco piacere, non perché mi riesca difficile livellarli ma perché hanno recuperato pochissimo e si trovano quindi allo stesso livello intellettuale dei non ripetenti, ma perché in generale sono insolenti e malcurati. Molte mamme, fin dai primi giorni, sono venute a trovarmi, ciò mi ha fatto piacere e mi fa sperare bene per la collaborazione tra casa e scuola che desidero sia vera, intensa, persuasa di bene. 29 – 11 – 1930. La frequenza degli alunni si è accentuata. Ho 45 alunni presenti, ne mancano 15 dei 60 che mi sono stati affidati. E’ certo però che questi quindici che mancano non si presenteranno mai sebbene siano stati richiamati parecchie volte. I tre quarti dei presenti imparano con facilità quanto loro insegno; infatti leggono e scrivono sotto dettato tutte le vocali, i dittonghi e i trittonghi. 6 – 12 – 1930. Ogni giorno faccio la solita visita di pulizia; lodo i puliti e rimprovero quelli che non hanno molta cura della loro persona. Oggi noto con piacere che le mie raccomandazioni hanno prodotto il loro frutto. In genere sono puliti, e, siccome sanno che ciò mi fa piacere, durante l’ingresso s’avvicinano e mi mostrano faccia, orecchie, ginocchia. Allora sono prodiga di lodi e di carezze e sento una grande soddisfazione. I risultati ottenuti sono davvero sono come … se si considera che la mia scolaresca non è composta certo d’un elemento adulto all’osservanza scrupolosa delle norme igieniche. Quasi tutti i miei alunni appartengono a famiglie povere e sono, in generale, abbandonati dalle mamme, le quali sono costrette ad assentarsi tutto il giorno da casa per recarsi a lavorare in campagna o altrove. 20 – 12 – 1930. È naturale che la maestra, in una prima classe elementare, debba anzitutto farsi amare per riuscire a farsi obbedire e rispettare. Ma con questo piccolo mondo di bimbi inseguiti la troppa bontà sarebbe tanta debolezza, mi ci volle dunque un’energia ferma per riuscire ad ottenere , in breve tempo, la tanta desiderata disciplina. Oggi ho constatato con piacere che, non solo, ho conquistato l’amore dei miei piccoli, ma questi sono anche molto più buoni, più diligenti, più attenti. 2 – 1 – 1931. Oggi si è cambiato orario. Questo orario del pomeriggio non mi va tanto perché, non solo, prova i bambini già stanchi, ma perché si presta anche poco, scolasticamente parlando, a

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sfruttare tutta la possibile attenzione dei piccoli. Infatti oggi i miei alunni sono stati irrequieti e ho dovuto spesso cambiare lezione per attirare la loro attenzione. 5 – 1 – 1931. Mi sono stati consegnati 10 biglietti per la Befana Fascista. Li ho consegnati a 10 alunni fra i più poveri, ma anche fra i più buoni e i più diligenti. I miei dieci piccoli mi hanno ringraziato sorridenti e felici. Ho constatato con piacere che ora i nostri bimbi vivono il periodo più bello della loro infanzia, godono d’innumerevoli benefici praticamente elargiti sotto varie forme: colonie marine o montanare, assistenza morali, befane fasciste … 2 – 3 – 1931. Da oggi invece di far lezione nel pomeriggio, farò lezione la mattina dalle 81/2 alle 13. Ciò mi fa molto piacere, perché l’orario del pomeriggio trova i piccoli già stanchi e mi riesce impossibile sfruttare tutta la loro attenzione. 10 – 2 – 1931. Stamane condussi i miei alunni verso S. Pietro. La posizione del luogo ove ci fermammo era splendida, la mattinata chiara ci permise di osservare tutto minuziosamente fino alla costa. Li lasciai liberi sulle loro osservazioni e così riuscii con facilità a spiegare tante cose, a scuola, certo non sarei riuscita a far capire neanche i due o tre lezioni. Quanta animazione, quanta vita in quei visini che, pochi momenti prima erano stanchi e pallidi. E mentre contavano e si divertivano io li osservavo e pensavo che la cura preventiva di molte malattie, dell’infanzia povera, dovette essere affidata alla natura, che con i suoi potenti mezzi sanitari, riesce a guarire i fanciulli a preferenza delle medicine. Infatti solo i bagni di luce e di sole possono fornire all’organismo infantile, mal nutrito e mal ricoverato, gli elementi necessari al suo completo sviluppo. 22 – 2 – 931. Alcuni dei miei alunni sono soliti presentarsi ogni giorno alle 9 ½ e alle 10 meno un quarto. Non li rimando a casa perché sono certa che rimarrebbero tutta la settimana sul piazzale a fare i monelli. Ho cercato dunque di far loro capire che tutti, grandi e piccoli, abbiano il dovere di non lasciar passare il tempo inutilmente. Parlando del tempo ho anche parlato delle sue divisioni principali ( anni – mesi – ore – minuti ). In seguito però anche dell’orologio. 3 – 931. In seguito ad una circolare del Signor Direttore, incominciai la mia propaganda per l’iscrizione all’Opera Nazionale Balilla. Con la persuasione, con i consigli, con l’esortazione presso i genitori riuscii ad ottenere quanto desideravo. Di 35 alunni frequentanti, venti mi portarono la quota di £ 5. Gli altri 15 appartengono a famiglie poverissime, quindi si trovano nell’impossibilità di pagare le cinque lire richieste. Ma promisero però di iscriverli all’anno venturo. 17 – 3 – 1931. Insegnamento sulla lettera muta – h – valore dell’ h messa davanti e dopo le vocali. Dopo vari esercizi ho constatato con piacere che in generale mi hanno capito benissimo. 23 – 3 – 931. Insegnamento della _ c _ ancora un passo perché il mio insegnamento linguistico sia al completo, un passo solo, ma è il più difficile. La consonante – c – non si comporta come le altre

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lettere, non ha cioè un suono fondamentale declinabile con le cinque vocali, ma varia radicalmente di suono a seconda delle vocali con cui forma la sillaba. Non mi resta dunque che seguire un provvedimento arbitrario, ma di una arbitrarietà imposta dalla natura della nuova consonante. Poiché questa consonante muta suona a seconda della vocale a cui si combina, acquista per così dire una fisionomia particolare col gruppo a – o – u; e un altro col gruppo i – e. Io la presenterò senz’altro unita a ( o – a – u ) in un primo momento, e a ( i – e ) successivamente. In quel modo gli alunni non potranno attribuire nessun suono specifico alla _ c _ isolata, e meno penseranno suoni falsi per le varie combinazioni. Oggi alcune le scriverò alla lavagna – ca – co – cu pronunciandone il suono. Gli alunni da parte loro leggeranno le combinazioni con col – com’ è … e subito le varie parole che loro troveranno e che io scriverò alla lavagna. Inizierò per alcune lezioni sulla nuova lettera sia per renderne sicura la consegna da non essere più compromessa minimamente dalla presentazione di _ ci e ce; sia perché col provvedimento seguito finora ho molte sillabe composte e complesse su cui continuare a esercitare insieme al nuovo suono, gli alunni. 27 – 3 – 931. Oggi ho scritto alla lavagna ce – ci e sono passata subito a far riconoscere le nuove sillabe in parole di immediata significazione: cieco, cero, cielo … Ho scritto tutto anche prole con le doppie ( buccia, faccia … ) e posso constatare che su 34 frequentanti, 25 mi seguono benissimo, infatti leggono e scrivono correttamente parole e suoni combinate con tutte le sillabe insegnate. 11 – 4 – 931. Siamo in aprile, ma la giornata è fredda, piovosa e tira vento. I bambini hanno la loro paginella dinnanzi, impugnano la penna e gli occhi sono fissi in me. Io detto con voce naturale la prima parola: piove … I bambini si curvano sul quaderno e scrivono. Vado attorno fra i banchi e osservo se tutti i miei piccoli collaboratori hanno inteso bene, e intanto raddrizzo qualche foglietto e qualche schiena troppo piegata. Con lo stesso procedimento parola su parola avviso alla fine del breve dettato che qui trascrivo: “piove e tira vento. Nelle vie vi è della moda, attenti dove mettete i piedi, attenti a non cadere, e tenete con una mano il cappello, il vento può portarlo via e allora … addio cappello”. Siamo in piena lezione occasionale. La giornata è tele che le raccomandazioni saranno a pennello. 8 – 5 – 1931. Verso le otto e mezzo con tutti i bambini che avevano portato al la lira richiesta, mi recai al teatro Verdi, perché si doveva rappresentare “Pinocchio”. È superfluo descrivere l’entusiasmo dei miei piccoli. Alcuni non avevano mai visto un teatro, quindi rimasero meravigliati nell’osservare il palcoscenico, i palchi e tante altre piccole cose. Tutta la rappresentazione procedette accompagnata dall’ammirazione dei minuscoli spettatori e terminò con una imponente dimostrazione di simpatia e di meraviglia verso i piccoli attori improvvisati i quali con il loro brio hanno saputo, in modo insuperabile far godere a tutti tre ore di schietta allegria unendo l’utile al dilettevole. 9 – 5 – 931. Oggi, appena entrati in classe, i miei piccoli raccontarono, tutto ciò che avevano visto, ai loro piccoli compagni che erano rimasti a casa perché i genitori, molto poveri, non avevano

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potuto dar loro la lira richiesta per poter prendere parte a tale festa. Io ascoltai commossa quanto dissero, contenta di vederli felici. 23 – 5 – 931. In seguito a circolare, parlai ai miei piccoli della nostra grande guerra, con parola facile e chiara. Accennai al valore dei nostri soldati, del nostro Re, primo soldato d’Italia, e infine ho concluso che questo giorno, fra tutti quelli sacri della patria, è il più nostro perché sa di giovinezza, perché il suo significato è puro, perché è anniversario di primavera. I miei piccoli ascoltarono attentamente e commossi quanto dissi loro. 11 – 6 – 931. Primo giorno della settimana di scrutinio dettato. 12 – 14 – 15. Settimana di scrutinio. 19 – 6 – 931. Di 29 presenti a più d’anno 26 furono promossi alla seconda classe e tre rimandati definitivamente. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Terminato l’anno scolastico 1930-31 mi affretto a presentare una breve relazione riguardante il metodo da me seguito nell’insegnamento impartito nella mia prima classe alle mie cure affidata. Incominciai le lezioni il 20 ottobre 1930 e in media frequentarono tutto l’anno 31 alunni. Fin dal primo giorno di scuola mi accinsi al lavoro animata dal desiderio di adempiere scrupolosamente il mio dovere. Mi misi in relazione, per quanto mi fu possibile, con le famiglie dei miei alunni; quasi tutte le mamme vennero a trovarmi e quindi, la collaborazione fra casa e scuola fu viva, intensa, feconda di bene. Base del mio insegnamento fu l’educazione morale. Ma siccome tale educazione si basa sull’estetica, feci in modo che tutti i miei piccoli conoscessero e comprendessero tutto ciò che è bello perché si sa che il buon gusto intellettuale è l’avanguardia del buon gusto morale, è l’idea del dovere. Infine per rendere il mio insegnamento piacevole cercai di trattenerli spesso con letture di bei raccontini, con facili conversazioni, abituandoli a manifestare le proprie idee e i loro pensieri in forma chiare a piacevole. Li invitai sovente ad osservare le cose che già conoscevano in parte, suscitando in loro una certa compiacenza e coltivando quindi, indirettamente, il loro sentimento. Facendoli dunque parlare continuamente ottenni, non solo, il far conoscere bene le cose che avevano appena osservato, ma principalmente una pronuncia chiara e sciolta riuscendo a vincere molti dei vizi sillabali, tra cui la sciupatura e l’affievolimento delle sillabe che erano spesso, appena accennate. Dall’inizio delle conversazioni li preparai pure alla composizione orale, riuscendo ad ordinare, completare, correggere le nozioni che avevano già acquistato e che continuavano ad acquistare con l’esperienza della vita. Contemporaneamente alla conversazione e ai primi esercizi di comprensione orale, insegnai a leggere e a scrivere, facendo precedere tale insegnamento da scelti e graduali esercizi preparatori. Il metodo da me eseguito in tale insegnamento fu il fonico puro. Durante tale insegnamento non passai mai ad una lezione nuova senza avere prima, mediante la dettatura e la lettura rilevato che, al valore fonico delle lettere

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insegnate, la scolaresca sappia far corrispondere esattamente il segno che le rappresentava. Pronunciai sempre infine le parole e richiusi sempre, ora da questa, talora da quell’altro scolaro la scomposizione, orale e scritta, in sillabe. Sillabario ultimato conseguii il seguente risultato: lettura di parole intere, di proposizioni e di brevi e facili periodi, tanto nel libro di testo, quante sulla lavagna e sul quaderno; completa preparazione alla scomposizione in sillabe di qualsiasi parola del linguaggio comune, avviamento alla lettura e all’auto-dettatura. Nell’insegnamento dell’aritmetica seguii il metodo pratico, spese e riparazioni di famiglia, bisogni della vita ecc … Mediante continui calcoli orali fatti praticamente o con l’aiuto di oggetti riuscirono, non solo, a risolvere facili problemini, ma impararono a seguire i numeri fino a 100, la quattro operazioni sul limite di 20. Nell’insegnamento della religione non ebbi alcuna difficoltà; svolsi il programma in tutte le sue parti. Per rendere facile tale insegnamento mi servii, quasi sempre, di similitudini e parabole che i miei piccoli ascoltavano e ripetevano con facilità e piacere. Inoltre riuscivano molto bene a distinguere, a contare e a fare dei facili lavoretti. Il lavoro manuale mi fu d’efficace sussidio in molte mie lezioni. Infatti mediante la riproduzione di figure e oggetti i miei piccoli, impararono facilmente e con esattezza tutto ciò che io insegnavo. Per l’igiene e la pulizia faticai solo nelle prime settimane dell’anno scolastico, ma dopo le prima raccomandazioni fatte con amorevolezza, riuscii ad ottenere che i miei alunni si presentassero alla scuola ordinati e puliti sulla persona e nelle vesti. Riguardo alla frequenza non ebbi a lamentarmi perché, in trenta alunni furono sempre presenti a tutte le lezioni. Il risultato finale fu abbastanza soddisfacente, dei 29 presenti a fine anno, 26 furono promossi e tre rimandati definitivamente. Sassari 30 giugno 1931.

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D. Concetta Camboni.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Concetta Camboni Inscritti

48

Frequentanti

38

Presenti a fine anno

32

Promossi

21

Balilla

28

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

28

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla MutualitĂ

3

Condizioni delle famiglie: tutti poveri.

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Ottobre. I primi giorni di scuola, per una maestra di prima, sono di gran fatica e richiedono una straordinaria pazienza. Arrivano a frotte bambini e mamme: i primi timidi e spaurito e le altre indagatrici e curiose. I bambini si rivelano subito per quel che sono: molti già sfacciatelli, prepotenti, birichini, parecchi piani di diffidenza e di paura; i più piccoli si attaccano alle gonne delle mamme e piangono al vederle allontanarsi, qualcuno scappa con esse. Le mamme pregano, minacciano, raccomandano. Nei primi giorni non si riesce quasi a raccapezzarsi. I miei alunni appartengono nella grande maggioranza a famiglie del popolo, dall’aspetto si vede che sono poveri e poco curati dalle famiglie, parecchi sono ripetenti ed hanno un’aria di prepotenza che piace poco, ve ne sono piccoli che non riescono neppure a dire il loro nome, quasi tutti mi guardano con un senso di timidezza e di incomprensione che sarà difficile assai poter vincere. Tra tutti emergono cinque o sei che parlano in lingua italiana, comprendono, prendono parte attiva alle conversazioni, hanno sempre qualcosa da dire, da osservare. Capisco già che essi saranno per me un aiuto, quasi un tramite fra me e gli altri perché con la loro disinvolta franchezza, li incoraggiano, li rendono meno timidi e meno diffidenti. Inizio dunque il mio lavoro con la serena fiducia di poter riuscire a fare qualcosa di bene, sia pure attraverso enormi difficoltà. Novembre. A poco a poco conosco meglio i miei alunni e constato purtroppo che il loro livello intellettuale è molto basso. Comprendono pochissimo, non vogliono parlare, non seguono. Dovrò lavorare molto intensamente per poter riuscire a renderli più pronti per dar loro un po’ di amore alla scuola, per condurli a quel grado di preparazione necessaria per poter iniziare l’insegnamento vero e proprio. Per formare una prima classe speciale ove dovrà seguirsi il metodo Montessori, mi sono stati tolti proprio quei pochi alunni che tanto aiuto mi davano nell’opera mia. Mi sono rimasti gli altri, i meno intelligenti, quelli per i quali dovrò certamente lavorare assai di più e senza dubbio con minor profitto. Pazienza. La scuola è per il popolo ed è soprattutto il popolo che deve trarre vantaggio. Dovrò lavorare di più, ma otterrò maggiori soddisfazioni. Qualche bambino comincia ad essere meno timido, a parlare con me, alcuni si sono già affezionati e si vede che vengono a scuola volentieri, cominciano a prendere un po’ di coraggio e di confidenza e la lingua italiana non è più tanto incomprensibile per essi. Insomma comincio a sentirmi meno scoraggiata ed a sperare qualcosa di più. Dicembre. Oggi la mia aula è stata accuratamente disinfettata perché un mio alunno è affetto da scarlattina. Era un buon alunno e ne ho provato un vero dispiacere. Ho colto l’occasione per far notare ai compagni il pericolo del contagio e soprattutto quanto sia indispensabile la pulizia e l’osservanza delle regole igieniche per evitare questo ed altri mali. E ho anche fatto sentire quanta ricchezza sia la salute e come chi gliela conserva, ai genitori che lo circondano di cure, a quanti lo preservano e lo guariscono dal male.

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I bambini sentono già l’approssimarsi delle feste natalizie. La ditta Teomè ha già aperto le sue meravigliose vetrine sfolgoranti di luci e di colori, ricche di giocattoli dai più modesti ai più sfarzosi. A scuola non si parla d’altro nei momenti di libertà: tutti sognano balocchi e doni, dolci e strenne. La mente è distratta dall’appassionarsi di feste e se si vuole ottenere un po’ di attenzione bisogna almeno in parte assecondare il loro desiderio di parlare di quanto occupa tutta la loro mente. E non sarà male approfittarne per risvegliare nell’animo infantile tutta la dolcezza dei sentimenti che il natale suscita e per parlare con essi della nascita del Redentore venuto al mondo per portare la pace e l’amore. I bambini ascoltano con vero interesse il soave racconto della nascita divina e nel loro cuore resta un’eco che non si spegnerà tanto facilmente. 22 – 12 – 1930. Si sono date oggi le vacanze natalizie. Sono un po’ lunghe e certo sono state accolte con gioia da alunni e da insegnanti. Lasciamo che i bambini godano tutta la letizia di questa festa che è tutta di loro e della loto innocenza. 2 – 1 – 931. Si ritorna oggi a scuola. Il tempo si è mantenuto sempre brutto e freddo, ma i bambini hanno goduto ugualmente: un po’ di libertà e di corse all’aperto bastano per dare la felicità ai piccoli. Riforniti di nuova energia riprendiamo oggi il nostro lavoro e guardiamo innanzi alla meta che ci attende con serena fiducia. Febbraio. Il sillabario comincia a formare la delizia dei bambini che sanno leggere e che seguono con profitto. La poesie, gli indovinelli, le figurine graziose sono una grande attrazione per i bambini che son sempre felici quando viene il momento della lettura. Il sillabario ha molti difetti, fra cui, soprattutto quello di aver tutte le parole divise in sillabe. Ciò rende difficile la lettura spedita e costringe la maestra ad un doppio lavoro. Di ciò però non si accorgono i bambini i quali sono lieti delle belle tinte che rallegrano le pagine del loro libro e dei versi che, se non son troppo armoniosi e belli, sono però graziosi e piccolini per i bambini: essi l’imparano volentieri e spesso li ripetono anche quando dovrebbero pensare ad altro. Perfino certi alunni che non sanno leggere e non seguono affatto, sanno a memoria le poesie e gl’indovinelli. Marzo. Da qualche giorno ò cominciato a supplire nella prima classe femminile. Ho trovato le bambine piuttosto indisciplinate e disordinate; ben poche seguono con attenzione la mie lezioni sebbene io cerchi di porre in essi la stessa energia e vivacità che porto nella mia classe. Non so se si tratterà di una supplenza lunga, ad ogni modo farò del mio meglio perché la alunne non risentano dell’assenza della maestra. So bene quanto sia doloroso per una maestra assentarsi da scuola e veder spesso distrutto il proprio lavoro da supplenti inesperte e poco coscienziose. Perciò cercherò di essere per queste mie nuove alunne una vera e buona maestra, proprio come se esse dovessero rimanere con me per l’intero anno scolastico. La supplenza continua ancora ed io comincio a risentirmi della grave fatica. Non è facile reggere due classi e svolgere per entrambe lo stesso intenso lavoro. La alunne intanto hanno incominciato

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ad affezionarsi ed a rimanere volentieri anche con me. Stanno attente, disciplinate, son divenute più ordinate e pulite e cercano di seguire meglio che possono. È finalmente finita la supplenza. Ho riconsegnato alla propria maestra le alunne della prima femminile. Dico finalmente perché ero proprio stanca della lunga fatica. Sono però contenta perché posso dire di aver restituito alla maestra delle alunne che in questo periodo non hanno perso proprio niente; che hanno fatto anzi notevoli progressi. Alcune hanno sentito dolore nel lasciarmi ed avrebbero voluto venirsene con me. Ora potrò dedicarmi con maggior energia ai miei alunni e consegnarmi ad essi con tutta la mia attività. Da qualche giorno vaga per l’aria un senso di festa che mette nei bambini ed in noi un’ansia di attesa ed un desiderio non ben definito di calma e di riposo. Incominceranno da domani le vacanze pasquali. I bambini lo sanno e ne sono felici; parlano di processioni, di sepolcri e di gite in campagna. Godete pure in pace le vostre vacanze. La breve sosta servirà a voi ed a me per riprendere seno e per iniziare nuovamente il nostro lavoro con buona volontà. Aprile. Si ritorna oggi a scuola. Riforniti di nuova energia, ricchi di buon volere, iniziamo oggi, l’ultima tappa, la più faticosa del nostro lavoro. Fra qualche mese raccoglieremo i frutti: come saranno essi? Saranno il giusto compenso alle nostre fatiche? Speriamo bene. Anche quest’anno è ritornata la festa del fiore. La gentile usanza sta per divenire ormai una tradizione per la nostra Italia, che non sa disgiungere l’utile dal bello e che sa chiedere ai suoi figli l’uso della beneficenza attraverso le forme più delicate. Ed ecco il fiore simbolo della bellezza e dell’amore, divenire anche il simbolo della bontà, della speranza e della carità. Al fiore è affidato il gran compito di sorridere, spandere il suo profumo e convertirsi in danaro che andrà ad alleviare tante sofferenze, a curare tanti ammalati. Al fiore si è unito quest’anno al francobollo chiudi lettera con la sua doppia croce fiammeggiante; al simbolo si è voluto dare maggior valore imponendone la vendita nel giorno di Pasqua, giorno di resurrezione e di vita, quasi a ricordare agli italiani che è loro dovere concorrere alla risurrezione e alla vita dei tanti tubercolosi.

Ho cercato di spiegare

tutto ciò ai miei alunni. Essi in realtà sono troppo piccoli e non possono comprendere tutto il significato della festa del fiore; tuttavia hanno compreso che tutti dobbiamo ci aiutare a vicenda e che tutti dobbiamo dare il nostro piccolo soldo – ed hanno promesso – senza qualche delusione! Le famiglie non si sono commosse alle loro richieste e nessuno dei miei piccoli ha portato il soldino desiderato. Troppa miseria v’è oggi in tutte le case e quando si stenta a trovare il pane per i propri figlioli non si può facilmente rinunciare al soldo che è costato tanto sudore e tanta pena. Pazienza! Forse le mie parole non saranno completamente perdute; forse un giorno qualcuno le ricorderà, la comprenderà meglio e ne farà tesoro. Maggio. Pinocchio, Pinocchio! L’immortale burattino di legno è ancora e sarà sempre la delizia dei bambini e … dei grandi che in qualche momento ritornan bambini. Il nostro povero Pinocchio ha deliziato ieri i nostri alunni, li ha fatti andare in visibilio, li ha resi felici. La bellissima operetta

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ha procurato a tutti un vero godimento. Pinocchio, Lucignolo, babbo Geppetto, la fatina dai capelli azzurri, la volpe ed il gatto, sono comparsi ieri sulla scena pieni di brio, di vita, di gioia ed hanno strappato ai piccoli tutta l’ammirazione, tutti gli applausi. Per quanti giorni adesso si riparlerà di Pinocchio? Il godimento continuerà e sarà una gioia schietta e sincera quella che i nostri bravi artisti hanno procurato ai piccoli alunni, facendo rivivere i personaggi dell’immortale Collodi. Giugno. Giugno con i suoi colori ci annuncia l’estate che arriva a grandi passi. I bambini cominciano a sentirsi un po’ stanchi e snervati e forse già sognano le vacanze, il mare, i giochi, il riposo. Le vacanze sono arrivate. I miei piccoli alunni, sconfitti o vittoriosi, guardano con gioia e desiderio ai mesi di riposo, di libertà, di aria, di sole goduti in santa letizia. Andate dunque e godete, miei piccoli: anche voi avete faticato, anche voi siete stanchi, anche voi avete diritto al gioco ed alla gioia che vi attendono; ritemprate le vostre forme fisiche e rifatevi forti e robusti. Fra tre mesi ci ritroveremo e dobbiamo essere pronti a nuove e più grandi fatiche; possiate salutare l’inizio del nuovo anno scolastico con lo stesso entusiasmo e la stessa gioia con cui oggi salutate le vacanze che vi attendono. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Non soltanto per compiere un dovere, ma per una sentita necessità dell’animo, giunti alla fine del nostro lavoro, si riguarda a tutta l’opera nostra, per giudicarla, per comprenderne le manchevolezze, per riconoscere con mente serena il bene ed il male che si è potuto compiere. L’anno scolastico si presenta all’inizio ricco d’incognite e incertezze, di speranze e di buoni propositi; alla fine ci appare spesso pieno di delusioni che ci fanno preparare con nuovo ardore al futuro anno che non tarderà a venire. Ma se molte sono le delusioni perché molto si è lavorato e molto si vorrebbe raccogliere, molte sono anche le soddisfazioni, perché i nostri sforzi, le nostre fatiche, non possono rimanere senza successo. E grandi soddisfazioni ha sopratutto una maestra di prima classe che ha iniziato con bambini ignari di tutto e si trova alla fine con bambini disciplinati, attenti, buoni; con scolarini che leggono, scrivono, parlano correttamente ed hanno appreso tante nozioncine che sanno ripetere con garbo e con una grazia tutta loro. Quante fatiche e quanto sgomento in principio da parte della maestra e degli scolari, ma quanta ricchezza e quanta gioia alla fine! Ho iniziato l’anno scolastico con 43 alunni quasi tutti appartenenti a famiglie povere ed ignoranti; ho terminato con 32 alunni di cui 21 promossi e 6 rimandati. Posso dire di essere contenta non tanto per l’esito numerico, quanto per il profitto reale che io ho potuto constatare nei miei alunni e che mi ricompensa delle mie non lievi fatiche. I miei alunni non soltanto non sapevano parlare la lingua italiana, ma non la comprendevano neppure, per cui ho dovuto curare in modo speciale il loro linguaggio. Posso dire di essere riuscita perché i miei alunni sanno ora in forma semplice ma corretta i loro pensierini e li sanno anche trascrivere da soli alla lavagna e sul quaderno. Ho curato in particolare la lettura e la dettatura, perché le considero le basi di tutto il

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futuro insegnamento; perché penso che chi sa ben leggere e conosce perfettamente l’ortografia è proprio in buone condizioni per fare progressi nelle classi successive. Mi sono sopratutto preoccupata di correggere i difetti di pronuncia e di far ben distinguere i suoni affini perché so per esperienza che certe difficoltà se non vengono superate nella prima classe, difficilmente si superano in seguito. Ho dato pure molta importanza all’insegnamento dell’aritmetica ed in particolare del calcolo mentale ed a quello delle nozioni varie che arricchiscono il bagaglio intellettuale degli alunni; danno modo di apprendere nuovi vocaboli, di chiarire idee confuse ed aiutano molto nell’apprendimento della lingua italiana. In modo particolare ho cercato l’educazione e la formazione delle buone abitudini. A tale scopo mi è valso soprattutto l’insegnamento della religione, insegnamento che i bambini seguono con più vivo interesse e per il quale vivamente si commuovono. Con la dolcezza e la serenità ho ottenuto la puntualità, la pulizia nella persona, nelle vesti e nei quaderni, la disciplina in classe e l’obbedienza. Nel complesso sono quindi soddisfatta e posso guardare senza rimorsi a quei pochi riprovati che non sono riusciti per assoluta deficienza intellettuale, un ritardato sviluppo fisico ed intellettuale. So di non averli abbandonati, anzi di averli curati in modo speciale; se non sono riusciti, la colpa non è mia, né loro, ma di cause estranee, superiori alla nostra volontà. Chiudo l’anno scolastico con gioia perché il riposo è necessario e perché so di aver compiuto tutto il mio dovere e di non aver lasciato nulla d’insensato per ottenere i migliori risultati.

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E. Rosina Chessa.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Rosina Chessa Inscritti

64

Frequentanti

54

Presenti a fine anno Promossi

34

Balilla

27

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

22

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

2

Inscritti alla mutualitĂ

12

Condizioni delle famiglie Disagiata

29

Agiata

26

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17 Ottobre. Inizio con oggi il mio primo giorno di scuola. A differenza degli anni passati, quest’anno non reggo una classe speciale di alunni tracomatosi in un rione popolare. Sono chiamata invece ad insegnare in una scuola di bambini normali – una prima maschile di 65 alunni inscritti – in un rione più vicino alla mia abitazione nelle parti alte della città. La mia nuova aula è posta al piano terreno di una casa privata in via Cavour, ma è ma è priva purtroppo di tutti quei requisiti igienici e didattici che devono rendere lieto e gradito il soggiorno a bambini che hanno appena abbandonato il giardino d’infanzia. Manca di aria e di luce, ed è troppo angusta per contenere tanti alunni: appena 48 posti per un così gran numero di inscritti. Da un primo esame sommario, m’accorgo subito che la mia nuova classe si compone in gran parte di elementi buoni, e ciò mi fa sperare che il mio compito quest’anno sia più facile e più agevole di quello degli anni decorsi. 13 Novembre. 23 Dicembre. Malattie infettive. In questo periodo si diffuse in città una epidemia di scarlattina che per fortuna non colpì nessuno dei bambini frequentanti la mia classe, la quale mantenne senza variazioni il numero dei presenti. 21 Novembre. Visita medica. Sono presenti alla visita medica 54 scolari. I miei bambini godono tutti di ottima salute, e nessuno di loro viene allontanato dalla scuola per malattie contagiose. 16 Gennaio. S’inizia con oggi la distribuzione del materiale scolastico ai bambini sussidiati. Un po’ tardi davvero, se si pensa che molte famiglie non possono provvedere – senza troppi sagrifizi – all’acquisto del necessario scolastico ai loro figlioli per la grande miseria di quest’anno dovuta alla mancanza di lavoro e alla scarsità del raccolto. 10 Maggio. Condussi la scolaresca alla rappresentazione di Pinocchio allestita così splendidamente da alcune delle nostre migliori insegnanti, e rappresentata con tanto buon garbo da una schiera di simpaticissimi piccoli attori tolti dalle nostre scuole elementari superiori. I miei bambini si divertirono un mondo, e si appassionarono alle avventure di pinocchio che in parte conoscevano attraverso letture fatte da me in precedenza a scuola, o esposte a viva voce da un bravo dicitore della classe. 11 – 17 Giugno. Sono presenti alla settimana esame 52 scolari dei quali 2 privatisti. I lavori di scrutinio procedono regolarmente, anche se nella classe si notano segni di stanchezza e di malessere dovuti al caldo eccessivo di questi giorni e alla poca ventilazione dell’aula. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi venne affidata quest’anno una prima classe maschile nel locale scolastico di via Cavour. La prima lezione fu il 17 ottobre, e l’ultima il 17 giugno. Gli alunni inscritti furono 64, i frequentanti 54, gli scrutinati 50. L’aula era poco felice perché insufficientemente illuminata, e un po’ ristretta per il grande numero degli alunni. Ma i bimbi vennero ugualmente volentieri alla scuola e molti anche con profitto, forse perché, nella loro graziosa ingenuità, non badando alle manchevolezze

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esteriori, si sentivano attratti dall’amore della maestra e cercarono di ricambiarlo come potevano. Dopo aver retto per tanti anni delle classi di bambini tracomatosi, mi sembrò quasi strano quest’anno, vedere tutti quegli occhi belli, perché limpidi e sani, tutti quei visi dall’espressione intelligente. E come una mamma che ama i suoi figli infelici con maggiore tenerezza, gli altri con severità un pochino maggiore, ma sempre con una eguale intensità di affetto, così feci io con questi miei figlioletti spirituali. La frequenza fu regolarissima durante tutto l’anno scolastico, anche durante il periodo invernale in cui infierì una vera epidemia di malattie infantili, da cui per fortuna nessuno dei miei alunni fu colpito. Solo durante il mese di maggio, parecchi si assentarono perché ammalati di orecchioni. Come succede in tutte la cose, non sempre ottenni dal mio lavoro tutte quelle soddisfazioni che avrei sperato e desiderato, ma nel complesso l’esito fu abbastanza buono.

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F. Maria Foi.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Maria Foi Inscritti

47

Frequentanti

38

Presenti a fine anno

35

Promossi

30

Balilla

16

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

18

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

15

Condizioni delle famiglie Povera

26

Agiata

20

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20 Ottobre. La campana della scuola ha rinnovato oggi l’inizio al lavoro e le famiglie che fan la gioia dei bimbi hanno preso parte alla festa. Il primo giorno di scuola da al cuore una contentezza che rasenta la felicità agli insegnanti, ai bimbi e alle mamme. I bambini son messi bene: cartella nuova a tracolla, scarpelle luciate come conviene, la zucchetta ben rapata oppure la selva selvaggia dei capelli addomesticata da una buona lisciata di pettine. Forse, domani, le mamme non cureranno così tanto del piccolo scolaro, ma oggi bisogna dimostrare alla maestra che esso è curato da una mamma tenera e premurosa. E la mammuccia tenera e premurosa, ad un complimento della maestra per il suo bambino s’illumina d’orgoglio e di gioia. Trovano le raccomandazioni ma tutte tacciono quel che vorrebbero dire: - è il mio tesoro, lo tenga da cauta. Ottobre. Riprendo il lavoro scolastico con una nuovissima schiera di bimbi che tanto attendono da me. Riprendo il lavoro con gioia: nella scuola e per la scuola tutte le speranze, tutte le gioie più sane. La vita che sorge è la luce che inonda e abbellisce le cose. Questi bimbi, anche se sono irrequieti, mocciosi, insensibili, sono sempre bambini e nella loro indisciplinatezza c’è un fondo buono, una perla nascosta che io devo portare alla luce. Questi bimbi sono e saranno come io li farò. Dalla vivida aiola di testine irrequiete, di occhi scintillanti rivolti a me come ad una sorgente di luce, dovranno sbocciare fiori di sentimento e di idee. Ottobre. Insegno per la prima volta in una prima classe, e mai lavoro scolastico m’è parso tanto arduo; combatto le più difficili battaglie; a momenti dispero dell’opera mia, mi par d’aver dinanzi un alveare in rivolta. Comando ai miei nervi e bado alle mie parole: di questi bimbi potrei fare degli amici e collaborarci o dei nemici. Guai se non riuscissi a conquistare il loro affetto, guai se non riuscissi a imporre una disciplina solida. Fin dal primo momento voglio mostrarmi quella che sono, seguire un programma non soltanto didattico ma di governo mio e degli scolari. Novembre. Ma è difficile governare i bimbi! Ce ne sono dei ribelli, rivoluzionari, indifferenti, cattivi forse! Ma non è colpa loro sono quello che li ha fatti la famiglia, la società, il sangue che circola nelle loro vene. Devo essere un po’ la sirena incantatrice e la mia vittoria sarà magnifica se riuscirò ad avere non il consenso che viene dalla forza, ma la forza che viene dal consenso. Se questa vittoria fosse follia sperarla, mi ridurrei la più inetta e la più infelice delle educatrici. Novembre. Dopo un lungo tirocinio nelle classi superiori, mi riesce difficile trovare nei discorsi, la forma piena e semplice. Lo so bene che per giungere al cuore dei bimbi è necessario un linguaggio che abbia del cicaleccio degli uccelli e dell’armonia dei canti angelici. E quando il rivo delle parole tenui e musicali non scaturisce vivo e limpido, allora preferisco tacere e scendo fra i banchi a carezzare. Novembre. I banchi! Non li vorrei ancora, forse non li vorrei mai, come non vorrei la cattedra. Imprigionare una schiera di puledri che vorrebbero correre senza la briglia in cerca di praterie soleggiate è crudeltà, come è delitto privare l’uccello dell’immensità dello spazio e del sole d’oro. Ma … il campo libero dov’è? Necessità disciplinari e d’ambiente impongono per gli uccellini

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garruli una gabbietta angusta, buia, umida, tetra. Ma se le esigenze di qui sopra impongono ciò che impongono, non vietano che nei momenti opportuni io li lasci muovere liberamente e vengano attorno a me per parlarmi delle cose che maggiormente occupano la loro mente e il loro cuore. E quando me li vedo vicini e li sento, allora, solo allora, mi sembrano miei, spiritualmente miei. Novembre. I miei migliori alunni sono stati trasferiti alla 1° Montessori. Non mi posso rassegnare a tanta perdita! La mia scuola non è più illuminata dallo sguardo limpido di Beppe che per un po’ di tempo si credette in diritto di darmi del tu, ne sente il cicaleccio di Maurino un furbetto dagli occhi neri e vivi che in uno slancio di entusiasmo dichiarava alla mamma di volermi sposare, né risuona della cara e ingenua voce di Mario, di Dario, di Salvatore M.! 10 Dicembre. Per misure igieniche – ho una nipotina in casa malata di morbillo - sono stata allontanata dalla scuola, ma il mio pensiero torna spesso fra i cari scolaretti improvvisamente abbandonati e mi sento triste. A momenti mi par di sentire lo scalpiccio dei piedini e le gioiose loro voci e il mio pensiero corre alla scuola con struggente desiderio e il mio spirito si tende là verso il lavoro che è la mia vita e il mio bene. 2 Gennaio. Son tornata ma la scuola è spopolata. Mi sento spossata. Ho avuto i sillabari un quarto circa del numero richiesto. Non faccio commenti. Tornano uno alla volta i miei scolaretti, ma non sarò a posto finché non ci saranno tutti. Son tanto pochi dopo la mutilazione subita in seguito alla formazione della classe Montessori e la visita medica! Mi annoio nella ripetizione delle stesse cose che mi studio di render sempre nuova e fresca per non annoiare a mia volta! Febbraio. Finalmente tutti presenti! Mi assale la febbre del lavoro, di spingermi avanti, avanti! Ma chissà quante volte mi dovrò fermare o peggio tornare indietro, per rimorchiare i più lenti e tardivi. Febbraio. Proprio così, sul più bello dell’ascesa in gara con un buon numero di belle intelligente mi devo fermare per dare una mano ai meno agili un buon numero anch’essi che si sono stancati e disorientati. La tirata di morso durante la corsa è dolorosa oltre ogni dire. Penso che sarebbe molto opportuna l’istituzione di una nuova prima per gli alunni stanchi e tardivi ove, ricominciando il lavoro potrebbero imparare senza fatica e, quel che maggiormente importa, senza danneggiare gli altri. Marzo. L’aula è sempre umida; ho sperato invano che i tepori della nuova stagione facessero scomparire dalle pareti le decorazioni di salnitro e le macchia d’umido dal pavimento. I miei alunni devono indubbiamente a tanta grazia un’infiammazione seccantissima alle palpebre. Neanche la disinfezione, avvenuta immediatamente dopo averla richiesta, ha avuto l’efficacia di arrestare il divulgarsi del male il quale pare non voglia rispettare nessuno dei miei piccoli. E anch’io per la prima volta, dopo tanti anni d’insegnamento in perfetta salute, ho subito per così

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dire, lievi infortuni sul lavoro: dolori alle ginocchia con difficoltà d’articolazione. Queste cose cosette, avrei voluto dirle al signor Direttore in una sua sfuggevole visita, ma perché annoiarlo con tali fisime? So pertanto che è tanto difficile provvedere locali scolastici in buone condizioni igieniche, e, con le mie lamentele, altro non avrei fatto forse che aggiungere preoccupazione a preoccupazione. Aprile. Chi non vuol credere che la mia aula sia umida, veramente umida, umida, umida, umida, faccia un sopraluogo: alcune fave tolte in principio d’anno alla saccoccia di un alunno, di cui la fame aveva insegnato che anche gli uomini posson nutrirsi, abbandonate nell’armadio, hanno germogliato. Lasciandole ancora a disposizione dei curiosi, potrei avere i piacere di mangiare, a suo tempo, la gustosissime favette … Aprile. Bando agli scherzi: l’aula è quella che è, l’umido c’è e ci sarà; mi affligge non però la cagionevole salute degli alunni, molto meno, la mia rancidine persistente; ma un'altra cosa mi da paura e non poco: la desolante umidità delle pareti per la decorazione delle quali ho lavorato fin dal principio dell’anno! I bei quadretti decorativi hanno fatto per poco bella mostra di sé, poi si sono accartocciati su se stessi come se colti da uno spasimo atroce e mi han fatto tanta pena, che ho dovuto toglierli. Il buio, l’umidità delle pareti, le chiazze d’umido, il fango rendono quest’aula tetra e triste, la più tetra e la più triste delle aule di questo locale! Guai se non fosse illuminata dal sorriso di quaranta faccette rosa! Ma posso dire dalla luce di un numero doppio di occhietti, i quali, come ho detto sono arrossati e sorridono fra le lacrime! Maggio. Gli alunni che hanno seguito regolarmente lo svolgersi delle lezioni sanno scrivere e a me pare che si sia compiuto il prodigio. Questi piccolini non conoscevano la scuola che di nome, eran piccini davvero il primo giorno, e non so dire come abbian fatto a saper leggere e scrivere, contare, a formulare un pensierino senza errori, a compilare semplicissimamente il diario, a esprimere sotto forma di lettera i pensierini e i sentimenti della piccola anima loro. Penso di aver fatto nulla, il gran nulla, il bambino si è formato da sé per esclusivo merito delle suo buone attitudini. Son giunta quasi in parto senza avvedermene e rido delle ridicolissime apprensioni dei primi giorni, quando disperavo di riuscire: questi piccini, allora, non sapevano parlare, non sapevano capire e mi ridevano in faccia nei momenti più solenni! Ora s’intendono di tutto, sono al corrente di tutti gli avvenimenti e mi tirano in conversazioni che mai aver sognato poter trattare in prima classe! E che pretese mi fanno i signori! Vogliono che pronostici i prossimi voli e tutte le vittorie della squadra calcistica cittadina, e che disegni il vento … ed io pronta a parlare d’un prossimo volo di Babbo che forse non soddisfa perché non lo elevo fino al cielo dove c’è Gesù con i doni per i bimbi buoni, e l’angelo custode con le mani sempre protese verso i bimbi che pericolano e l’arcobaleno dai vivi colori, e delle vittorie della torres per merito di Castagneto il loro giocatore preferitodevono forse a questo nome l’aver imparato il digamma gn senza che io l’insegnassi – e a disegnare il vento! Una bimba con le vesti e i riccioli al vento e miglia glia di scintille che volano incontro alle stelle.

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E ora la lettera a babbino, a mamma, alla maestra – come se la maestra non ci fosse – e che cosa scriviamo? – Scriviamo tanti baci, tanti, tanti – – Al babbo e alla mamma si, son sempre pochi i baci dei loro piccini! Alla maestra no … son tanti gli scolaretti e la divorerebbero addirittura. ( Non sto a dire quel che successe un giorno in cui uno cominciò a baciare!) Alla maestra scrivete che sarete sempre scolaretti buoni, educati e attenti. –Si si ! – La lettera si chiude con un dolce suggello. – – E pinocchio non voleva prender la medicina ma … Suona la campana. – – Non la sento – dice un piccolissimo mettendo le manine alle orecchie. – – Neppure io, neppur io! Tutti sanno che la campana suona. Soltanto quando la sente la maestra, e la maestra la sente per davvero! Allora, al canto d’una marcetta simpatica, si forma uno schieramento quasi perfetto e via, seguendo il ritmo, sino all’uscita. Il saluto d’ordinanza, un sorriso che vale cento saluti, e via, per diverse vie, lieti come l’uccellino che non sa esista altra felicità all’infuori del cantare e del saltare. Maggio. Pinocchio col suo fascino, non poteva non conquistare anche questi piccini! Se ne è parlato sin dal primo giorno: non voleva andare a scuola, voleva giocare e giocare ma un bel giorno gli si allungarono le orecchie e si sentì piegare sulle gambe; volle chiedere aiuto ma non gli uscì dalla gola che un roco io (nessuno dimenticò più il grido disperato del povero burattino tradotto i segni!) Ma il dolore più grande fu quando s’accorse che gli era spuntata la coda! (Non dimenticherò mai l’espressione di terrore che si dipinse loro sul volto!) E così episodio per episodio tratteggiati opportunamente all’occasione, la vita e i miracoli del burattino eran ben noti, ma fu buona cosa, quando lo si vide vivo e vero sulla scena! (Ebbi cura di condurli a teatro quasi tutti!) Il burattino trasformato in ciuchino, strappò più d’un sospiro, che sospiro! Ma la metamorfosi che segnò fu quanto di più ardentemente si potesse desiderare! Fu il più bel quadro per i miei piccini, istintivamente le manine applaudirono, e applaudirono, e a me piacque che fosse proprio questo il più bel quadro per essi! Giugno. Improvvisa e inaspettata è giunta la fine dell’anno. Sul più bello tutto finisce e non rimane che il compito di ripromettersi migliori all’inizio del nuovo lavoro che di già si pregusta col pensiero.

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RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Ho un lungo tirocinio nelle classi superiori, ho insegnato quest’anno in una prima classe. Sul principio mai lavoro scolastico mi era parso tanto arduo! È così difficile governare i bimbi – ce ne sono dei ribelli, rivoluzionari, indifferenti, cattivi forse! Ma non è colpa loro sono quelli che li ha fatti la famiglia, la società, il sangue che circola nelle loro vene. Questi bimbi però, anche se sono irrequieti, mocciosi, insensibili, sono sempre bimbi e nella loro indisciplinatezza, c’è un fondo buono, una perla nascosta da portare alla luce. Questi bimbi, sono e saranno come la scuola li farà, dalla vivida aiola di testine irrequiete, di occhietti scintillanti rivolti all’insegnante come a una sorgente di luce,devono sfociare fiore di sentimenti e di idee. Sapevo bene che per giungere al cuore dei bimbi, è necessario un linguaggio che abbia del cicaleccio degli uccelli; un linguaggio, direi quasi musicale; non sempre però, il vivo delle paroline tenui e armoniose, scaturiva vivo e limpido e allora preferivo scendere fra i banchi a carezzare … I banchi però non li avrei voluti: imprigionare uno stormo di uccelli garruli che vorrebbero correre nei campi immensi inondati di sole d’oro, è pura crudeltà. Ma … e il campo libero? Gli uccellini garruli eran costretti in una gabbietta angusta, buia, umida, tetra! Ed eran tanti, troppi! Presto però la bella schiera si assottigliò: dieci dei migliori furono trasferiti alla 1° Montessori e altrettanti alle classi tracomatose. Ho risentito fortemente del vuoto immenso lasciato da parecchi di essi, veri fiori tra i fiori. Mai ho potuto spiccare degli alti voli con i più bravi, parecchi, mi son dovuta spesso fermare per dare una mano ai meno agili che si erano disorientati. La tirata di marzo, sul più bello della corsa, era oltre ogni dire dolorosa ma … giacché per i bambini non esistono sezioni speciali era forza rassegnarsi. Tratto, tratto ho pure avuto pure piccolissime rivelazioni, alcuni che svegliatisi come per incanto si allineavano con i migliori, e quindi hanno prodotto in me, la stessa gioia del Figliol Prodigo del Vangelo. Mi sono allora rimproverata i momenti di disperazione, ma mi sono anche fortemente illusa che, nella disperazione, a scuola, si ricade sovente, specialmente quando degli insuccessi, non si ricerca la causa. con affermative di gioia è preoccupazioni è giunta improvvisa, inaspettata la fine dell’anno. Sul più bello tutto finisce e non rimane che il conforto di ripromettersi giorni migliori all’inizio d’un nuovo lavoro che si pregusta col pensiero non tardo a riprendersi.

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G. Virginia Muretto.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Virginia Muretto Inscritti

56

Frequentanti

48

Presenti a fine anno

40

Promossi

31

Balilla

17

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

35

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

7

Condizioni delle famiglie Povera

39

Agiata

17

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16 Ottobre. Primo giorno di scuola. Incominciano a presentarsi gli alunni accompagnati dalle mamme. Sono tutti puliti e ordinati e indossano già i grembiulini. Alcuni si presentano sorridenti e siedon al posto loro assegnato, altri imbronciati mi guardano con diffidenza e vorrebbero rimanere a casa, ma li persuado con le carezze ad andare al posto e si rasserenano appena si trovano vicino ai compagni che finora sono stati solo compagni di gioco. 22 Ottobre. Continuano a presentarsi gli alunni. Dall’elenco della direzione mi risulta che gli inscritti nella mia classe sono 58. Finora si sono presentati 39 alunni. Sembra che gli altri si presenteranno in questi giorni. 17 Novembre. Tutti gli alunni inscritti si sono presentati e a quelli se ne sono aggiunti altri inscritti in ritardo. Il numero dei posti è sufficiente per 50, perciò gli altri dovranno stare in piedi e sedere a turno. 26 Novembre. Oggi è venuto l’oculista Dottor Pala per la visita medica. Sette alunni sono stati dichiarati tracomatosi, cosi in numero degli alunni frequentanti si ridurrà a 56. 9 Dicembre. La classe è al completo: frequentano 52 alunni perché altri 5 alunni sono stati trasferiti ad altra scuola dal Sig. Direttore. Parecchi sono i ripetenti: alcuni frequentano la classe da quattro anni, sono già stati miei alunni. In generale non sono abbastanza soddisfatta riguardo al profitto della mia classe. Sono alunni irrequieti, svogliati e disattenti. Forse la colpa non va tutta data a loro, perché in generale si presentano mal vestiti, scalzi, parecchi tremano dal freddo, coperti appena da una giacca a brandelli. Molti sono anche mal nutriti, e questo me lo hanno accertato le mamme che mi si presentano per dirmi che non solo possono comprare un quaderno ai figli, ma mancano loro i soldi per comprare il pane perché il babbo è disoccupato da parecchio. I sussidiati sono 35. Sono stati sussidiati quelli che hanno potuto portare la tessera per la cura gratuita. Sanno che presto il comune provvederà a fornire tutto l’occorrente ai sussidiati, così l’insegnante procederà più regolare. 16 Gennaio. In questo mese hanno frequentato nella mia classe due alunni. Sono entrambi poverissimi; il loro babbo è spazzino, sembrano anche deficienti perché non conoscono neppure una vocale. Con tutta la mia buona volontà, sono certa che non riuscirò neppure a metterli a livello degli alunni bravi. 22 Gennaio. Finalmente dalla direzione incominciano pervenirmi quaderni e pennini per i sussidiati. Mi sono stati consegnati anche 8 sillabari che ho subito distribuiti a sorteggio agli alunni sussidiati scelti fra quelli che mi seguono. Febbraio. Ho parlato ai genitori dei miei alunni dei benefizi che può apportare l’iscrizione alla M. S. e all’org. Balilla, ho fatto di tutto per persuaderli a inscrivere i loro figli,ma con mio gran rincrescimento devo dire che pochissimi si sono inscritti per causa della miseria in cui la maggior

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parte delle famiglie versa. Si sono inscritti 5 alunni all’org. Balilla e 5 alla M. S. Insisterò ancora presso le famiglie, spero poter aumentare il numero degli inscritti. 21 Febbraio. Ho proceduto finora lentamente nello svolgimento del programma di lettura e scrittura con la speranza di livellare la classe, ma non mi è stato possibile. bisogna che mi affretti perché alla fine dell’anno la maggior parte degli alunni sappia leggere correttamente. Su 52 frequentanti finora mi seguono 35. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Durante l’anno scolastico 1930 – 931 insegnai nella prima classe maschile. Gli alunni assegnatimi erano 56; si presentarono quasi tutti, ma durante l’anno alcuni si ritirarono per malattia o per motivi di famiglia. Mia cura principale fu quella di far afferrare costantemente l’ordine, la pulizia, la puntualità, il buon comportamento in scuola e fuori di scuola, il rispetto ai superiori. Svolsi in ogni sua parte il programma didattico preparato e potei alla fine ottenere un esito soddisfacente: su 40 presenti allo scrutinio 31 furono promossi. Feci opera costante di propaganda presso i genitori dei miei alunni, per inscrivere i propri figli alla Mutualità Scolastica e all’org. Balilla. Purtroppo le condizioni della maggior parte della mia scolaresca erano troppo misere tanto che su 48 frequentanti 35 erano i sussidiati. Riuscii a inscrivere 7 alunni alla Mutualità Scolastica e 17 all’O. N. Balilla.

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H. Francesca Pedrangheln.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Francesca Pedrangheln Inscritti

40

Frequentanti

24

Presenti a fine anno

20

Promossi

14

Balilla

7

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

22

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

29

Agiata

6

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20 Ottobre 1930. Mi è stata affidata una prima maschile. Incominciare con una prima è proprio quel che desideravo. Finora se ne son presentati pochissimi. Sei o sette bambini piccoli con certi occhi furbetti, curiosi e timidi allo stesso tempo. Cosa penseranno, nel loro piccolo cervello, della maestra che hanno appena conosciuto? Il mio proposito a loro riguardo è semplicissimo: più che maestra sarò per loro mamma affettuosa. 25 Ottobre 930. Ieri è venuto un bambino che ha avuto la disgrazia di perder la mamma pochi mesi fa. Minuscolo, grazioso, inquieto. Solo nei suoi occhi, certi momenti è facile sorprendere un’accorata ombra di tristezza. Povero uccellino senza nido! Vive con la vecchia nonna materna. Gli ho parlato della mamma sua e mia ha detto che tutte le domeniche va a trovarla al cimitero con la nonna. Cosa sarà di lui quando la vecchietta, stanca, andrà a riposare accanto alla figliuola! Non mi si potrà accusare di favoritismo se per questo piccolo sarà più affettuosa la carezza, più materno lo sguardo, più indulgente, se meritato, il castigo. La natura gli ha tolto il maggior bene che possa avere un bimbo: l’amore e le cure materne. 31 – 10 – 930. Dei quaranta inscritti solo sedici sono venuti a scuola. Aspettan forse che passino le feste. Vorrei che la scuola si popolasse presto per poter incominciare il lavoro preparatorio, altrimenti mi toccherà andare un po’ avanti con i primi e ricominciare da capo con i ritardatari. Con i pochi che si sono presentati ho già iniziato qualche esercizio di facile arteggio. Bisogna vedere con che impegno l’eseguiranno. E come son contenti quando la maestra trova ben fatta la paginetta! Beati loro che sono contentissimi di così poco. 12 – 11 – 930. Le feste sono già passate da parecchio ed i miei non vengono. Li ho fatti richiamare ma inutilmente. Alcuni non si presenteranno perché ricoverati in istituti di beneficienza; altri appartenenti a famiglie che vivono in campagna, forse, verranno quando i genitori avranno ultimato i lavori. Molti non sono ancora venuti perché la famiglie, poverine, non possono fornire i bambini del minimo indispensabile per mandarli a scuola. Anche quelli che frequentano, lasciamo molto a desiderare in quanto a decenza nel vestire. Abitini leggeri, rotti, con toppe di ogni colore, non sempre puliti. Le scarpe sono ciabatte inservibili; ed il freddo incomincia, poveri piccini! Tanta miseria non fa certo la più bella impressione in chi la guarda, ed anche a me avrebbe fatto piacere avere una classe di bimbetti ordinati e puliti, ma non mi sono meno cari perché poveri. Non ho neanche il coraggio di pretender tanto dalle famiglie in tempi così difficili; mi sembrerebbe di insultare il loro misero stato, insisto solamente per la pulizia della persona che non costa nulla. 26 – 11 – 930. In ventidue presenti al momento della visita medica, otto sono stati dichiarati tracomatosi ed alcuni sospetti! I primi sono andati ad altra scuola ed ecco che la mia è quasi vuota. Non è desiderabile la classe numerosissima, ma non far piacere avere solo davanti una ventina di bambini. Il Sig. Direttore mi ha promesso di popolarla un po’ con trasferimenti da altre classi, ed aspetto per poter cominciare lo svolgimento del programma.

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29 – 11 – 930. I miei alunni non sanno parlare l’italiano ed io non so parlare il dialetto sassarese. Intendo bene quel che essi dicono, ma non riesco a spiegarmi con altrettanta facilità. Per dire una frase nel loro dialetto io devo pensarci e spesso, dopo averci pensato, mi esce un misto di sassarese, logudonese ed italiano insieme. Tante volte vedo i visetti dei bambini atteggiati ad un punto interrogativo, la cui domanda s’indovina sbagliare: cosa ha voluto dire la maestra? Cerco di supplire alla meglio, ma è una situazione davvero curiosa fino a che i piccoli non riusciranno ad esprimersi, alla meglio in italiano, perché non c’è da sperare che io possa, in poco tempo, parlare correttamente il dialetto sassarese!!! 12 – 12 – 930. Son venuti alcuni bambini, già guariti, da classi tracomatose, sicché la mia ha aumentato di numero ed ho incominciato ad insegnare le vocali. Dopo la sistemazione mi si permetta uno sguardo di insieme alla mia classe. La metà sono ripetenti. Per essere sincera debbo dire che, solo qualche eccezione, sono però intelligenti e poco, poco educati, ragion per cui, oggetto delle prime conversazioni è stato il modo di comportarsi a scuola e a casa. Di tale manchevolezza non si può far loro colpa perché l’ambiente dove vivono non è certo correttissimo, ed i genitori non tutti sono all’altezza di adempiere al dovere di dare ai figli una buona educazione, o per ignoranza, o per mancanza di tempo. Di buona volontà, forse, non mancano ed è un merito che io apprezzo molto e che sarà il maggior coefficiente per la riuscita di alcuni. 10 – 1 – 931. Son passate le feste natalizie e si vede che né il Bambino Gesù, né la vecchia Befana han portato doni ai miei alunni. Prima delle vacanze parlai loro dei vantaggi della mutualità esortandoli a metter da parte, a tale scopo, i regalini in denaro che avrebbero ricevuto dai parenti. Vana speranza è stata la mia poiché nessuno mi ha chiesto di iscriversi. Ne parlai a diverse mamme e mi risposero quasi tutte allo stesso modo: non ne abbiamo abbastanza per comprare il pane; mio marito è da tempo disoccupato e siamo tanti per mangiare, senza risorse e senza lavoro; per adesso non possiamo dare nulla. Com’è possibile insistere di fronte a tanta miseria? Le scorse vacanze non giovarono certo ai bambini. Li trovo svogliati, un po’ indisciplinati, e quel ch’è peggio, hanno dimenticato quel po’ che sapevano. 20 – 1 – 931. Le assenze sono numerosissime: alcuni mancano per malattia; altri, e sono i più, per mancanza di vesti e di scarpe. Non è facile andar avanti nello svolgimento del programma se mi manca una gran parte degli alunni. Ho tardato ad incominciare aspettando che la classe fosse sistemata ed ora mi tocca aspettare perché gli assenti, son proprio quelli che maggiormente intervengono: i vari ripetenti. Spero di poter fare qualche cosa di più col l’avvicinarsi del bel tempo. 30 – 1 – 931. Oggi ho dato ai sussidiati i pochi libri ricevuti, sorteggiandoli. Sette sono stati i fortunati e bisognava vedere quegli occhi sfavillanti di gioia! Ma i più son rimasti delusi e dopo il settimo estratto qualche lacrima furtiva è apparsa fra ciglio e ciglio … Si può sperare di far contenti anche questi piccoli che aspettano il libro ricco di figure e di colori?

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15 – 2 – 931. Da alcuni giorni sono stata chiamata a supplire una maestra malata, sicché l’orario della mia classe è ridotto. Per giunta, col maltempo di questi giorni, la mattina i bambini non vengono tutti in orario e bisogna aspettare mezzora prima di incominciare la lezione. Le ore che restano son poche per una prima, le cui operazioni son più lente che nelle altre classi. In questo mese non so se potrò finire ciò che mi ero proposta di fare. 28 – 2 – 931. Durante il periodo preparatorio e fino a quando è durato l’insegnamento delle vocali, i ripetenti riuscivano meglio, specialmente nella parte grafica. Ma appena ho presentato le consonanti e quindi le prime difficoltà, questi hanno incominciato a perdere terreno, mentre i piccoli, più svelti, andando avanti poco a poco, son riusciti a superarli nettamente, sebbene qualcuno sia ancora un po’ incerto nella scrittura. Non m’illudevo sulla loro capacità intellettuale, ma contavo un tantino sull’età e non m’aspettavo subito una sorpresa di questo genere. Farò tutto il possibile per metterli in grado di seguire, ma se non risponderanno, con grande rincrescimento, dovrò modificare le medie del primo trimestre. 16 – 3 – 931. Ancora quattordici alunni sussidiati sono senza libro! Nei primi mesi, in prima se ne può fare a meno, ma a metà dell’anno scolastico s’incomincia a sentirne il bisogno. Le famiglie vengono a reclamarlo perché voglion veder leggere, finalmente, i propri figli; la scuola senza libro non sanno concepirla … e non han torto. Si dovrebbe pure tener conto del fatto che una parte degli alunni, favoriti dalla sorte, l’hanno già avuto, e quindi si trovano in condizioni di superiorità di fronte agli altri, non solo perché possono leggere a casa, ma anche perché le famiglie hanno buona volontà, possono meglio aiutarli col sussidio del libro. 30 – 3 – 931. Speravo che con l’avvicinarsi del bel tempo la frequenza, scarsissima nell’inverno, aumentasse invece difetta quasi come prima. La causa principale è sempre la misera condizione delle famiglie. O i bambini non hanno vesti e scarpe appena presentabili (scalzi non li mandano), o li trattengono a casa per piccoli servigi. Ultimamente alcune mamme han giustificato le assenze dicendo che nei giorni in cui erano occupate a fare il pane e a lavorare non potevano mandare i figli a scuola, perché dovevan custodire i piccini di pochi mesi … Se un bambino di prima, manca due volte la settimana, cosa può concludere? Bisognerebbe che avesse spiccata intelligenza o qualche aiuto dalla famiglia, cosa improbabile perché i genitori, o non sanno, o non han tempo. È tale il disagio ch’io provo per l’irregolarità della frequenza che alla mia classe, avrei preferito un’altra di quaranta alunni sempre presenti, almeno non avrei ripetuto la maggior parte delle lezioni, facendo doppio lavoro per ottenere un risultato minimo. 18 – 4 – 931. Nei giorni ho ricevuto i libri per gli alunni sussidiati che non l’avevano ancora. Oggi li ho distribuiti. Quanto è stata lunga l’attesa, e stata grande la gioia. La promessa di tenerli con la massima cura e di volerli bene come fratellini buoni, non mancano, ma sapranno tener fede alla promessa? Io ne dubito assai.

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25 – 4 – 931. Oggi, il piccolo orfano è partito per Roma con uno zio che si prende cura di lui. È venuto a scuola per salutare i compagni e la maestra. A uno a uno li ha baciati con affetto, ma tranquillo, quasi felice. Traspariva dai suoi occhi una curiosità insolita. L’idea di Roma, della città grande, immensa, chissà come frullava nella sua testolina. Da diversi giorni ne parlava. I compagni sono invece quasi tutti commossi; molti lo salutavano con due lacrimucce sugli occhi ed un sorrisetto sulle labbra; i più grandetti lo baciavano con tutta serietà, qualcuno con indifferenza. Povero piccolo! Troverà altre persone che gli vorranno bene? Troppo presto e troppo solo, senza il vigile sguardo materno, s’incammina per le vie del mondo! 16 – 5 – 1931. Ho già finito il programma. Nei giorni che mancano alla chiusura della scuola ripeterò brevemente i diversi suoni e presenterò le maiuscole più difficili che i bimbi non conoscono ancora. Mi fermerò specialmente nelle lettere che presentano maggior difficoltà come la c e la g, e farò speciali esercizi per le sillabe composte. Insisterò pure sui digammi. Farò alcuni dettatini su foglietto per abituar gli alunni a scriver bene la data e il loro nome. 27 – 5 – 931. Il caldo incomincia a farsi sentire e i ragazzi dopo pranzo han bisogno d’un po’ di riposo. Arrivano a scuola stanchi e se la mia voce non li distrasse, schiaccerebbero volentieri un sonnellino appoggiati sul banco. Le lezioni del pomeriggio sono sempre meno proficue di quelle del mattino, ma il disagio è tanto maggiore nei mesi caldi. Meno male che il mese di maggio è alla fine, e fra qualche giorno cambierà l’orario. 13 Giugno 1931. Oggi i bambini han fatto il dettato di saggio. Il risultato è stato come io prevedevo. Dei venti alunni presenti allo scrutinio, quattordici hanno meritato la promozione. Sono stati rimandati alla seconda sezione, quattro dei ripetenti e due degli altri. Come osservai altrove, i ripetenti, che in principio d’anno facevan meglio degli altri, appena apparvero le prime difficoltà incominciarono a perdere terreno e non seguivano più. Ho fatto di tutto per metterli al corrente, e con un po’ di buona volontà, sei sono riusciti ad ottenere la promozione; ma per gli altri è stato assolutamente impossibile. Di questi ultimi, refrattari a qualsiasi interessamento, mi è spiaciuta molto l’apatia, la non curanza. Invano ho tentato di destare in loro il sentimento d’emulazione. Qualcuno meritava di essere rimandato definitivamente, ma ho creduto bene di ammetterli alla seconda sezione nella speranza che le famiglie ne curino la preparazione. 17 Giugno 930. Ultimo giorno di scuola. Raccomandazioni, consigli di auguri per le vacanze. Non sono tanto soddisfatta di quest’anno scolastico. Non ho il rimorso di non aver fatto il mio dovere, ma un complesso di cose ha talmente ostacolato il mio lavoro che mi trovo alla fine con un risultato meschino, e senza le belle soddisfazioni che mi ripromettevo. Degli alunni, tenuto conto della loro misera condizione morale e materiale, non posso lagnarmi. Certo, non ho potuto ottenere da essi ciò ch’è facile ottenere da bambini di buona famiglia che sanno educarli, che rispettano ed afferrano la scuola, dove il lavoro dell’insegnante si riduce a limare, a raffinare la buona

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educazione ricevuta. Sono ragazzi del popolo che passano in strada le ore che non passano a scuola, che forse hanno dai genitori stessi, esempi tutt’altro che edificanti. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Nel decorso anno scolastico mi fu affidata una prima maschile di quaranta alunni inscritti. Ventun ripetenti e diciannove di sei anni. Frequentanti ventiquattro, presenti a fine anno venti. Le cifre non avrebbero bisogno di commento tuttavia sarà bene chiarire un poco. Dodici degli iscritti non sono mai comparsi nonostante i miei ripetuti richiami. Alcuni han frequentato qualche mese poi l han ritirati definitivamente per mandarli a lavorare (erano ragazzi dai 10 ai 12 anni). Due si son ritirati per malattia. Infine son rimasta con ventiquattro e due di questi venivano a scuola una volta ogni tanto. Anche la frequenza dei cosiddetti frequentanti è stata molto scarsa. Dalle notizie raccolte e dalle giustificazioni dei genitori mi risulta che la maggior causa di tali inconvenienti è stata la misera condizione finanziaria delle famiglie i cui capi eran da tempo disoccupati. I bambini restavano a casa quindicine intere perché non avevano scarpe ed abiti appena decenti. Molte volte li trattenevano anche per custodire i più piccini mentre le mamme attendevano a speciali faccende domestiche. Non dico il disagio che sentivo per le assenze numerose. I competenti di cose scolastiche sanno certo meglio di me cosa vuol dire trovar di meno otto o dieci alunni, quando si va a scuola con un programma stabilito; cosa vuol dire, dover ripetere quasi tutte le lezioni riguardanti un nuovo suono, e fermarsi, e insistere più del necessario anche sulle altre, per non creare lacune, che poi difficilmente si colmano, nella mente dei piccoli. Nonostante la doppia fatica, l’esito finale di alcuni è stato compromesso, ho dovuto rimandare ad ottobre alunni che sarebbero stati certamente promossi. Quante volte ho desiderato una classe numerosa di bimbi attivi, sempre presenti! La mia era formata di elementi eterogenei. Alunni di sei e di dodici anni, e fra questi ultimi molti tardivi ed alcuni deficienti. La disciplina l’ho ottenuta facilmente dai piccoli, un po’ meno dai grandetti, ma nell’insieme non posso lamentarmi. L’affetto che mi han sempre dimostrato mi ha fatto dimenticare la loro irrequietezza. Il programma è stato svolto interamente. Ho cercato di rendere l’insegnamento facile e piacevole, a base di giochi e di figure, per tener desta l’attenzione degli alunni su concetti un po’ difficili per loro. Mi son trovata bene, perché riuscivano a fissare le idee con il minimo sforzo. Ho curato anche la scrittura, ma no ho ottenuto quel che desideravo. Non scrivevano male, ma neanche bene come avrei voluto, e siccome all’ordine ci tengo, insisterò fino a riuscire, nei primi mesi del nuovo anno scolastico. Sono poco soddisfatta anche della lettura. Son pochi quelli che leggono senza sillabare, ma di ciò credo, non si possa incolpare nessuno, perché essendo quasi tutti sussidiati, hanno avuto il libro molto tardi e solo nell’ultimo trimestre si sono potuti fare regolarmente gli esercizi di lettura. Prima si facevano regolarmente alla lavagna ed erano necessariamente limitati. Certo è un grande inconveniente andare avanti per cinque o sei mesi senza libri e speriamo che non si ripeta perché questi poveri bambini si troverebbero in condizioni di grande inferno di fronte ai non sussidiati oltre che per le minori cure che ricevono dalle famiglie, anche per mancanza di un sussidio così importante qual è il libro. Nell’aritmetica non sono andata oltre i limiti del programma. La scrittura

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dei numeri ed il calcolo orale entro i 20. Li ho insegnati lentamente, facendo numerosi esercizi di conteggio tratti dalla vita scolastica e famigliare. Ho cercato di fissare bene l’idea di unità e di decina ed ho insistito specialmente sui concetti intuitivi di aggiungere, togliere, ripetere, dividere. In questa maniera ho ottenuto buoni risultati. I bambini hanno si, poche idee, ma chiare e precise. Risultato dello scrutinio: presenti 20. Promossi 14. Rimandati alla seconda sezione 6. Dei quattro frequentanti non presenti allo scrutinio, ne ho rimandato definitivamente uno e gli altri pure alla seconda sezione. Giacché nella relazione finale non si può fare a meno di parlare del locale scolastico una parola la dico anch’io: sono una donna e non vorrei trattare argomenti scabrosi. Dico solamente che il locale di via margherita si trova nel punto più indecoroso della città, e questa è una ragione più che sufficiente per indurre le autorità competenti ad abbandonarlo definitivamente. I nostri piccoli non devono assistere a cure tutt’altro che edificanti, a cui io stessa, involontariamente, passando, ho assistito. È inutile predicare ai bambini la morale quando a due passi da scuola hanno l’esempio tangibile della più sfacciata immoralità. Non sarà male scusarci e, se sarà possibile, provvedere.

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I. Anna Pema.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Anna Pema Inscritti

41

Frequentanti

35

Presenti a fine anno

30

Promossi

25

Balilla

15

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

16

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

2

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Disagiata

37

Agiata

3

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12 Dicembre. L’anno scolastico è cominciato in otto. Gli alunni inscritti furono 41 dei quali frequentarono solamente 39. Due alunni non si sono mai presentati a scuola sebbene ripetutamente avvertiti. Dei 39 alunni che frequentano la mia prima solamente uno è ripetente. Gli altri sono quasi tutti bambini sui sei anni, di condizione povera, ma relativamente puliti e svelti. Degli alunni due sono deficienti, uno è l’unico ripetente, ragazzo di dieci anni e proviene dalla colonia campestre. Non è malato e non disturba lo svolgimento delle lezioni. L’altro invece, è molesto e pericoloso e non so se mi sarà possibile tenerlo a scuola. Il programma si svolge in maniera normale, tutti gli alunni, eccetto i due deficienti seguono l’insegnante. 19 Febbraio. Nel periodo trascorso si sono verificate diverse epidemie di malattie infantili e molti alunni sono stati colpiti, da morbillo e da influenza. Si sono verificati quindi dei periodi di lunghe assenze e gli alunni non seguono più tutti, come nei primi mesi. Qualcuno, aiutato anche dalla famiglia potrà riprendersi, ma di altri la riuscita dell’anno scolastico è molto compromessa. Moltissimi alunni sono ancora sprovvisti di libri di lettura. 23 Maggio. Decisamente, quest’anno le malattie infantili, sembrano, più che mai precedenti il buon andamento della scuola. Proprio ora che siamo giunti agli esami e che ero riuscita a portare avanti quasi tutti i frequentanti, sono ricominciati i periodi di lunghe assenze perché molti alunni si sono ammalati di orecchione. Il programma è quasi completamente svolto ma ora siamo nel periodo più difficile per gli alunni, nel periodo, cioè in cui bisogna insistere perché i fanciulli non confondano quanto appreso. L’alunno di cui parlai in principio fui costretta ad allontanarlo dalla scuola perché, oltre che malato era pericoloso e per poco non fece capitare una disgrazia. 20 Giugno. Gli esami sono finiti. I miei alunni sono andati bene, ma l’esito non è stato quello che io speravo perché ò dovuto mandare ad ottobre per il dettato, cinque degli alunni che in quest’ultimo periodo sono stati assenti perché malati di orecchione. I risultati sono stati i seguenti: alunni inscritti 41, frequentanti 35, presenti a fine anno 30. Promossi in tutto 25, rimandati ad ottobre 5. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Gli alunni inscritti furono 41 di cui 2 mai comparsi, i frequentanti 33 e i presenti a fine anno 30 di cui 25 promossi e 5 rimandati ad ottobre in dettato. Questi 5 alunni furono tra quelli che essendo stati malati di orecchioni dell’ultimo periodo scolastico non poterono seguire le ultime difficoltà e specialmente erano incerti fra i due suoni della e e della g. Avrei potuto anche promuoverli come risulta dai saggi della settimana esame, ma ho preferito rimandarli per costringerli ad esercitarsi durante le vacanze ed essere in grado di poter far bene. Fra gli alunni inscritti vi erano due deficienti; uno di questi fui costretta ad allontanarlo da scuola durante l’anno scolastico perché pericoloso, l’altro frequentò fino agli ultimi giorni di scuola, ma senza risultato positivo. Fra gli alunni che presenziarono alla settimana di scrutinio e di esami vi erano due privatisti i quali furono promossi. I risultati ottenuti furono soddisfacenti specialmente se si considera che oltre che in fine

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anno, anche nei primi mesi ebbi a lamentare, fra gli alunni, assenze dovute alla malattie infantili ed all’influenza molto diffuse, quest’anno fra gli alunni. Alcuni di questi di già ben avviati, non riuscii più, dopo, a metterli alla pari con gli altri. La classe a me affidata era composta di bambini non ripetenti di famiglia povera (avevo 18 sussidiati) abbastanza quieti e son certa che seguiranno anche nella seconda classe a far benino. Ebbi molto da faticare per indurre le famiglie degli alunni a comprare il sillabario perché in causa della disoccupazione le condizioni di esse erano molto disagiate. Anche i libri, dati agli alunni dal patronato, quest’anno si ebbero con troppo ritardo. Nella mia classe le iscrizioni a Balilla furono 15.

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J. Augusta Poggiani.

Classe prima maschile 1930/1931 maestra Augusta Pogiani Inscritti

35

Frequentanti

33

Presenti a fine anno

33

Promossi

26

Balilla

10

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

15

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

3

Inscritti alla mutualitĂ

15

Condizioni delle famiglie Mediocre

17

Misera

5

Disagiata

9

Agiata

5

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10 Novembre 1930. Ho incominciato oggi l’insegnamento nella classe prima maschile assegnatami per quest’anno scolastico. La classe era finora retta da una supplente la quale si è limitata in questo periodo di tempo a far eseguire esercizi di preparazione alla scrittura. Essendo una classe di ripetenti, potrei in pochi giorni iniziare e compiere il ripasso delle vocali, ma ciò che mi obbligherà ad andare a rilento, sarà il fatto che vi sono anche sei alunni che frequentano per la prima volta la scuola. Si sa bene che proprio in prima è necessaria all’inizio dell’anno una vera lentezza nello svolgimento del programma. In seguito l’insegnamento si può svolgere con una certa rapidità. 14 Novembre. Si è fatta oggi la visita medica agli alunni, fra i quali uno risulta tracomatoso, per cui viene senz’altro trasferito all’apposita scuola. 15 Dicembre. In questo periodo di tempo, mi son potuta formare un’idea esatta della capacità e dello spirito d’intuizione e di volontà dei miei alunni. I ripetenti, come ho già detto, formano il nucleo della classe, essendo nell’esatta proporzione dei 4/5; di essi un settimo è già destinato a ripetere la classe, giacché malgrado il mio particolare interessamento non è riuscito a seguirmi neppur nell’apprendimento delle vocali. Mi accorgo che son veramente bambini o deficienti o assai tardivi nello sviluppo delle loro facoltà mentali. Invece ho avuto un massimo risultato dai ripetenti, perché di essi uno solo non è riuscito a seguirmi. Ho potuto fare anche accertamenti sull’indole dei ragazzi; sui loro difetti o pregi fisici e morali; sulle condizioni delle loro famiglie; accertamenti che mi saranno di valido sussidio nello svolgimento della mia opera didattica – educativa. 12 Gennaio. Ieri è avvenuta la distribuzione dei doni della Befana fascista. Dal resoconto avuto dai miei alunni per mezzo di una conversazione occasionale, ho constatato che hanno ricevuto doni anche ragazzi che non avevo compreso nell’elenco e che proprio non avevano ragione alcuna per ricevere tale beneficio. Ho ricevuto oggi quattro sillabari, mentre ne avrei avuto bisogno di quattordici, giacché i sussidiato sono quindici, ma uno di essi ha acquistato il libro per suo conto. Mi son permessa di modificare l’ordine ricevuto dal sig. Direttore di consegnare il libro ai quattro migliori alunni. Essendo in prima, è necessario che i bambini, rivedano anche sul libro ciò che io ho scritto e spiegato alla lavagna, e si esercitino un po’ anche per conto loro nella lettura. Ho perciò stabilito di dare i quattro libri a turno fra i dodici sussidiati che seguono lo svolgimento del programma. 21 Gennaio. Oggi vacanza straordinaria per l’arrivo dell’onorevole Serra. Marzo. Si inscrivono alla Mutualità scolastica due alunni. Ciò in seguito alla conversazione tenuta in proposito; avrei voluto però che i mutualisti fossero assai più numerosi. È miseria, o indolenza da parte dei genitori?

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Ricevo finalmente gli altri dieci sillabari; spero da oggi di poter ottenere maggiore profitto riguardo alla lettura, giacché prima i sussidiati potevano leggere nel libro a turno ogni tre giorni. I libri già usati lo ha dati ai quattro sussidiati che con certezza debbono ripetere la classe. Aprile. Ricevo la circolare per la propaganda dell’acquisto di francobolli per dei tubercolosi. Avevo già parlato di questa malattia a proposito d’una lezione d’igiene; adesso faccio un’ampliata ripetizione; inoltre descrivo i sanatori ove i fanciulletti malati o predisposti trovano sole, luce, cibo sano e scelto, cure mediche sapienti e amorevoli e per tutti questi efficaci rimedi riacquistano la salute e la forza. Cioè i due principali fattori del lavoro e della bontà. Spiego che il piccolo dono del francobollo da parte di tutti, contribuisce al mantenimento di questi sanatori ed è quindi opera buona di amore, forma indiretta di assistenza dei malati poveri. Una decina di alunni acquistano il francobollo; ad altri do per premio quelli da me acquistati. 10 Aprile. Secondo istruzioni ricevute per circolare, raccomando ai bambini, che esortino i loro genitori a compilare senza diffidenza lo stampato del censimento. Non è stato però tanto facile farmi capire e veramente son tanto piccoli questi alunni! 20 Aprile. Parlo ai ragazzi della festa nazionale di domani, che ricorda la fondazione di Roma, la città capitale della nostra patria, la Roma grande ed eterna, famosa in tutto il mondo. Dico che Mussolini ha stabilito che questo sia giorno di riposo per tutti i lavoratori italiani, cosicché tutti possano ricordare l’importanza di questa data. 9 Maggio. Ieri notte fu data al teatro Verdi la bella rappresentazione dell’operetta “Le avventure di Pinocchio” eseguita dagli alunni della scuola elementare. Della splendida riuscita ha dato resoconto il giornale locale, ho quindi solo da aggiungere la compiacenza provata nell’assistere all’attraente rappresentazione e il senso ammiratorio sentito per la tanta fatica e intelligente attività esercitata dal Sig. Direttore e dalle mie colleghe, per la buona riuscita della bella manifestazione artistica. Maggio. Si è svolto ieri sera alle dieci in piazza d’Italia il saggio ginnico compiuto prima parzialmente e poi collettivamente dalle scuole secondarie ed elementari. I vari esercizi furono eseguiti con massima simultaneità e spigliatezza di movimenti, in modo da ottenere il plauso e l’ammirazione delle autorità e del pubblico. Era presente l’onorevole Anrbo , davanti al quale, finiti gli esercizi, sfilarono a suon di musica tutte le scolaresche. 3 Giugno. Siamo agli ultimi giorni di scuola, giorni di ripetizione delle varie nozioni impartite; di esercizi suppletivi per eliminare qualche incertezza; di incitamento per compiere con ardore le ultime fatiche, senza farsi troppo assorbire lo spirito degli alunni dell’aspettativa delle vicine vacanze. Si fa una lettura un po’ affrettata dei racconti annessi al sillabario. Dio! Come sono lunghi! Quante parole e quante locuzioni troppo scelte ne diminuiscono l’attrattiva e la percezione del fatto in sé. Certe parole e certe frasi che effetto strano debbono fare a questi ragazzetti che in

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casa parlano nient’altro che il dialetto. E così la lettura corrente viene assai interrotta dalle continue spiegazioni che debbo fare e che non tutte, né sempre verranno ricordate. 12 Giugno. Oggi s’inizia la settimana di scrutinio. Si presentano quattro privatisti; tre di essi rimangono sulle prime impacciati, ma poi pigliano animo ed eseguiranno discretamente il loro dettatino. 14 Giugno. Ieri era l’anniversario del Sig. Direttore per il quale insegnanti ed alunni provano ammirazione. Ho fatto scrivere su di un cartoncino gli auguri per lui dall’alunno primo della classe per lo studio e la buona condotta; questi insieme ad altri due dei migliori alunni ha consegnato il biglietto insieme ad un mazzo di fiori al Sig. Direttore. Il nostro superiore ha mandato una circolare di ringraziamento per il gradito omaggio ricevuto da tutte le classi di Sassari. 15 Giugno. Consegno le lettere di Balilla agli alunni che avevano aderito all’iscrizione con pagamento dilazionato. Le adesioni per iscriversi al Fascio, malgrado le vive esortazioni fatte non solo agli alunni, ma anche ai loro genitori, non sono state numerose per causa delle misere condizioni economiche in cui versano la maggior parte delle famiglie, condizioni dovute soprattutto alla mancanza di occupazione e di lavoro. 17 Giugno. Oggi è l’ultimo giorno di scuola e fine della settimana di scrutinio. I privatisti hanno dato discreta prova; dai miei non ho avuto brutte sorprese; vale a dire: quelli che già avevo per mio conto stabiliti idonei nel passaggio, anche in quest’ultime prove, hanno mantenuto la loro classifica. I promossi, oltre i quattro privatisti sono dunque ventisei. 22 Giugno. Si comunica oggi l’esito dello scrutinio. Dopo averlo comunicato raccomando ai promossi di leggere durante le vacanze, dato che il Sig. Direttore ben a proposito ha revocato l’ordine di ritirare il libro ai promossi dalla 1° alla 2° classe. Senza libro, durante le vacanze, questi bambini avrebbero dimenticato tutto. Dette brevi parole di commiato e di esortazione congedo gli alunni. Ed ora a un altr’anno miei piccoli! Speriamo che vi ritrovi animati da buoni intendimenti. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. La prima classe maschile a me affidata in quest’anno scolastico, era si può dire una classe di ripetenti, perché tali erano i quattro quinti di essa. Sarebbe stato meglio che lo fossero proprio tutti, poiché nei primi mesi dell’anno scolastico, in una prima classe, un conto è aver a che fare con ripetenti e un altro ben diverso è quello di attendere a bimbetti che non sanno neppur tenere la penna in mano. Per quest’ultimi ci vuole un pensiero preparatorio piuttosto lungo che riesce inutile e noioso per i ripetenti. Per fortuna dei sette neo alunni, cinque erano veramente di svegliata intelligenza, per cui abbastanza alla svelta hanno superato le prima difficoltà, e poi in seguito hanno sorpassato i compagni ripetenti. Dei ripetenti e cioè ventotto, sei alla fine del primo trimestre erano irrimediabilmente caduti; basti dire che le sole vocali erano state già per loro una difficoltà grande; invincibile poi l’apprendimento delle sillabe e ciò malgrado abbia perso con

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costoro molto tempo, ed esercitata molta pazienza per cercar di mandarli avanti. Essi hanno poi continuato per tutto l’anno ad esercitarsi nella sola scrittura e a copiar qualcosa dalla lavagna. Tutti gli altri, sebbene con diverso grado di qualifica, mi hanno tutti seguito fino al completo svolgimento del programma, per cui anche nelle ultime prove, ognuno ha mantenuto quella data classifica che io gli avevo assegnato durante l’anno e specialmente durante l’ultimo trimestre. Riguardo alla frequenza ho un risultato soddisfacente, giacché solo due alunni non hanno più frequentato dal mese di marzo; sicché ho raggiunto la percentuale del 94%; ciò malgrado la condizione disagiata di molti alunni e malgrado sia mancata l’assistenza scolastica nella sua elargizione più gradita (grembiule e scarpe.) Dalla miseria derivante dalla disoccupazione del padre, è derivato anche il numero alquanto scarso dei Balilla e dei Mutualisti e della pochissima parte presa dalla scolaresca nelle varie manifestazioni filantropiche. Molte volte ho avuto il cuore immensamente rattristato alla vista di parecchi di quei bimbi che anche nei giorni invernali erano poco coperti e anche meno nutriti e avrei voluto essere una maestra ricca per riparare alle sofferenze di tutti quei piccoli. Per la parte didattica dirò che ho trovato nel sillabario due gravi difetti: primo la sillabazione protratta quasi fino alla fine del sillabario. Secondo la difficoltà delle “Prime lettere” sia per la lunghezza eccessiva dei racconti, sia per l’uso di locuzioni non adatte alla poca pratica della lingua italiana e alla ancor tenue mentalità degli alunni. Ho trovato invece chiara la stampa e attraenti le illustrazioni, sebbene molto futuriste. In quanto allo svolgimento del programma esso è stato completo; ho omesso soltanto l’uso dell’apostrofo, ciò che avrò agio d’insegnare in seconda, essendo prima necessari numerosi esercizi sull’uso degli articoli e una vasta conoscenza di vocaboli incomincianti per vocale. In prima già si è molto ottenuto quando si è arrivati a far si che gli alunni sappiano scrivere l’articolo distaccato dal nome e viceversa sappiano leggerlo unito. Mi auguro ora di ritrovar l’anno venturo i miei piccoli allievi e di proseguir con essi nella via discretamente cominciata.

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K. Amelia Tedde.

Classe prima maschile 1930/1931 d maestra Amelia Tedde Inscritti

95

Frequentanti

65

Presenti a fine anno

61

Promossi

38

Balilla

5

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

36

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

4

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20 Ottobre 930. Primo giorno di scuola! Il mio sogno è diventato realtà; ho una classe mia, una prima maschile: da un lato ne sono contenta, perché è terminata la vita poco simpatica di insegnante in soprannumero, dall’altro sono dolente perché la classe affidatami è al Monte Rosello, alquanto distante dalla mia casa. Tuttavia mi ci sono recata con entusiasmo, e con piacere mi sono trovata fra quei cari piccoli, pochi veramente in confronto al numero degli inscritti, ma quei pochi bastano per rendere l’aula meno triste: essi erano tutt’occhi nell’osservarmi, ed anch’io li scrutavo attentamente; gli sguardi, incrociandosi, avevano espressione interrogativa. Io pensavo tra me: - Riuscirò a guidare queste piccole anime che vengono a me con tanta fiducia nella via del bene e del vero?- cercherò di adempiere coscienziosamente il mio dovere per non deludere le mie speranze e quelle delle famiglie degli alunni. È stata una vera festa per gli alunni l’assegnazione del riconoscimento del proprio posto; ma dubito che possano conservarlo dato il grande numero di quelli che ancora debbono presentarsi. 22 Ottobre. Il numero degli alunni è aumentato. Quale contentezza ho provato nel vedere quasi tutti i posti dei banchi occupati! Me ne sono congratulata con gli stessi ragazzi ed ho raccomandato loro di essere sempre assidui e puntuali. 15 Ottobre. Lo sposalizio della nostra principessa Giovanna di Savoia con S. M. il Re Boris III di Bulgaria non poteva passare inosservato: per il fausto evento in tutte le scuole del Regno oggi si è fatta vacanza. 27 Ottobre. Ricorrendo l’anniversario della “Marcia su Roma” domani nuova vacanza. Ho ricordato agli alunni la storica data, rievocando la marcia compiuta dal nostro Duce a capo delle Camicie nere. 31 Ottobre. Gli alunni presentatisi mi sono già affezionati e vengono volentieri a scuola. Ma per quanto esiga da loro massima puntualità, in questi primi giorni è impossibile ottenerla perché alcuni abitano lontano dalla scuola, altri in campagna, e vengono in compagnia delle mamme non conoscendo ancora bene la strada da percorrere: sicché sono costretta a tenere l’uscio aperto anche fino alle nove ed a ritardare l’inizio delle lezioni. Veramente l’entrata alle 8 ½ mi sembra un po’ presto per i bambini di prima, specie in questa stagione; ma dobbiamo adattarci alle condizioni poco buone in cui ci troviamo al Monte, ove tre classi si alternano in un’aula nello stesso giorno. Spero però che dopo le vacanze d’Ognissanti i bambini non si facciano più attendere, come mi hanno promesso. Già essi sembrano disposti ad accontentarmi in tutto: a scuola rimangono attenti durante le varie conversazioni e si comportano bene; io comincio a nutrire per loro buone speranze. 5 Novembre. Siamo ritornati a scuola dopo quattro giorni di vacanza. Nuovi alunni si sono presentati; i 56 posti dei banchi sono tutti occupati. Ciò mi fa piacere, ma sono già preoccupata per gli alunni che dovranno ancora presentarsi.

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17 Novembre. Gli alunni aumentano quotidianamente; se ne sono presentati già 70; i banchi sono insufficienti: ove è possibile gli alunni sono seduti per tre o per quattro, ma se si muovono temo di vederne qualcuno cadere a terra e farsi del male; per scrivere li faccio sedere a turno, il che causa un po’ di disordine e perdita di tempo. Così per far scrivere ora un gruppo di bambini, ora l’altro, la due ore di lezione volano e si conclude ben poco. Ho esposto le deplorevoli condizioni in cui si trova la mia classe al Sig. Direttore il quale mi ha detto di avere pazienza ancora per qualche giorno, perché presto al Monte avremo le altre aule, e allora sdoppierà le due prime assai numerose: ma chissà fino a quando dovrò pazientare. 24 Novembre. Il tenere i bambini un gruppo seduti ed un gruppo in piedi è un vero tormento, senza contare poi lo scarso profitto che essi ritraggono da quelle poche ore settimanali di lezione. Ne ho parlato nuovamente al Sig. Direttore il quale mi ha dato l’ordine di dividere gli alunni in due sezioni e di far venire a scuola oggi un gruppo domani l’altro. Così almeno in quelle poche ore che rimarranno in classe, ma ciascun alunno al proprio posto, potranno lavorare con più calma e con maggior profitto. 29 Novembre. Dal giorno 25 gli alunni sono divisi in due gruppi, il che ha suscitato lo sdegno in qualche famiglia e parecchie madri sono venute a lamentare che sono troppo poche le ore di lezione che hanno gli alunni di prima e che se si continuerà così non impareranno nulla e perderanno l’anno. Io ho un bell’adoperarmi a convincerle che sarà per poco tempo, ma è fiato sprecato. Non hanno tanto torto quelle madri; ma … anche loro devono avere pazienza. 4 Dicembre. Oggi il Sig. Direttore ha tenuto la prima adunanza del nuovo anno scolastico alle insegnanti delle classi maschili. Dopo aver ricordato la nobile ed amata collega scomparsa, esempio di vita instancabile nell’operare il bene; dopo aver portato i migliori auguri ai nuovi colleghi, il Sig. Direttore ha parlato dei risultati ottenuti l’anno passato sul profitto degli alunni ed ha letto le percentuali dei promossi, le percentuali degli alunni inscritti alle Organizzazioni giovanili ed alla Mutualità scolastica; ha letto poi l’entrata e l’uscita dell’anno scolastico 1929/30; ha dato alcune spiegazioni riguardo alle assenze degli insegnanti ed ha raccomandato la massima puntualità. A chiuso l’adunanza dopo aver raccomandato di fare opera persuasiva presso le famiglie perché il maggior numero possibile di alunni sia inscritto alla Mutualità scolastica e all’opera Nazionale Balilla e dopo aver parlato del Corso d’Igiene morale e fisica per le madri del popolo bandito dall’Anima Italica ed a cui devono collaborare i maestri. 9 Dicembre. Abbiamo avuto tre giorni di vacanza (il 6, il 7 e l’8). È stato un disastro per la mia classe perché ogni alunno non ha ricordato con precisione il giorno in cui doveva ritornare a scuola ed oggi se ne sono presentati di un gruppo e dell’altro: erano quindi nuovamente pigiati nei banchi e nello scrivere si disturbavano. M’auguro che non succedano più simili confusioni. 20 Dicembre. Non ho parole per descrivere il mio stato d’animo di questi giorni: mi reco quotidianamente alla scuola con la speranza di avere presto sdoppiata la classe, ma fino ad oggi

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nessuna novità. E almeno avessi da sopportare solo i maschietti! Invece dal 22 ottobre tengo in supplenza anche le due sezioni della prima femminile. Non nego che il fare quattro volte la medesima lezione è pesante e mi disgusta. Chissà che dopo le vacanze natalizie siano pronte le nuove aule scolastiche, dato che ora mancano solo i banchi, così le due prime verranno sdoppiate ed ogni classe avrà più ore di lezione. 2 Gennaio 931. Speravo che col sorgere del nuovo anno cominciasse vita nuova per la mia scuola, invece ………… come nel dicembre 1930: le due sezioni degli alunni di prima maschile e di prima femminile a giorno alternato. Con questo orario ridotto ai minimi termini nello svolgimento del programma si procede molto lentamente. 3-5 Gennaio. Ho distribuito agli alunni i biglietti della “Befana Fascista”. Molte mamme son venute a protestare perché i loro figli non hanno avuto questo premio; alcune se ne sono andate inquiete, non convinte che io ho dato il biglietto della “Befana Fascista” agli alunni provvisti della cartella di povertà che frequentano assiduamente la scuola. 7 Gennaio. Oggi giubilo nazionale: lo stormo tricolore ha transvolato l’Atlantico. In tutte le scuole a Sassari si è fatta brevi-lezio. Al Monte Rosello non è stata portata la notizia e si è fatta lezione. Pazienza. Domani anche noi avremo vacanza per il genetliaco di S. M. la Regina Elena. 12 Gennaio. Ieri si è fatta in piazza d’Italia la festa della “Befana Fascista”. I miei bambini forniti del biglietto hanno avuto il dono, ed oggi quante cose avevano da raccontarmi. Chi ha avuto in dono una maglietta, chi la stoffa nera per il grembiulino, chi un pezzo di tela; tutti poi hanno avuto un giocattolo diverso e qualcuno lo ha portato in classe per mostrarmelo. Come sono contenti! Anch’io ne sono soddisfatta perché la nobile festa ideata dal Duce ha dato a molti bambini poveri la gioia di possedere un balocco e soprattutto perché parecchi miei bambini hanno avuto la stoffa nera per il grembiulino ed al più presto lo faranno. 24 Gennaio. Stamane, sul finire delle lezioni, è venuto in classe il Sig. Direttore. Era a scuola la sezione degli alunni ripetenti, meno numerosa; i presenti erano 25, infatti il Sig.Direttore rimane un po’ meravigliato nel vedere la metà dei banchi vuoti. Si trattenne a scuola pochi minuti durante i quali si informò del numero dei frequentanti e mi disse che non sarà possibile sdoppiare la classe. Le parole sono insufficienti ad esprimere l’eco che produsse nel mio animo questa frase, non ricordo come rimasi, ma il mio viso certamente non denotava contentezza ed il Sig. Direttore se ne dev’essere accorto, tanto è vero che aggiunse tosto che presto avremo al Monte le nuove aule scolastiche, poiché è stato dato l’appalto per la costruzione dei banchi e sono già arrivate le lavagne, e appena ci sarà un’aula pronta disporrà l’orario delle classi in modo che io possa ricevere tutti i miei alunni quotidianamente, prima un gruppo e poi l’altro; e così con più ore di lezione (ora gli alunni hanno appena 15 ore settimanali di scuola, mentre io ne faccio 27 ore suddivise tra le due sezioni di prima maschile e quelle di prima femminile, e non ho riposo neppure il giovedì) si potrà fare in tempo a svolgere il programma. Ma sarà anche questa una vana speranza, un

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momentaneo balsamo? Non voglio amareggiarmi maggiormente l’animo riflettendoci su: è abbastanza dolorosa la realtà. 4 Febbraio. Da circa due mesi sto facendo una seria propaganda tra gli alunni e le famiglie perché acquistino la pagella scolastica. Ancora però parecchi non hanno versato la quota necessaria. I più restii sono i sussidiati, molte mamme dei quali son venute a scuola con i loro racconti di ristrettezze finanziarie e di necessità familiari: alcune mi han promesso di mandare al più presto la lira per la pagella; ed io ho atteso tanto. Oggi però dalla direzione mi pregano di versare la somma, anche tenue, raccolta. Continuerò ad insistere con chi non ha ancora versato l’importo per l’acquisto della pagella. 19 Febbraio. Da molti giorni il tempo è mutato: il freddo si fa sentire e piove continuamente. Io mi sono recata ugualmente a scuola, ma degli alunni solo pochi hanno sfidato il freddo, naturalmente i più vicini. Ò provato stizza nel vedere la scuola quasi deserta, ma poi ho finito per dare ragione agli alunni che sono rimasti a casa nel calduccio, perché nella nostra aula si gela. I pochi alunni assidui si rincantucciano nei loro posti, tremano, battono i denti: no possono scrivere perché hanno le manine intirizzite, e non abbiamo fuoco per riscaldarci. E dopo aver fatto ginnastica tra i banchi tremiamo lo stesso, poiché al freddo è congiunta l’umidità dell’aula dovuta alla molta acqua che viene giù dal soffitto. I banchi sono stati ritirati un po’ indietro, pure l’acqua batte ancora su una fila di banchi e sulla cattedra: è caduto anche del calcinaccio, con grande spavento dei bambini. Questo è il risultato della riparazione che è stata fatta al tetto poco tempo fa. 4 Marzo. In questa settimana nella mia classe si notano numerose assenze a causa, io credo, del freddo che continua a farsi sentire della pioggia che cade abbondantemente. Io mi reco a scuola col proponimento di fare cose nuove, sperando che molti alunni siano presenti; ma quale delusione! Solo pochi sfidano il freddo intenso. E così non si può andare avanti nello svolgimento del programma, già abbastanza ritardato per la poche ore di lezione che hanno le classi del Monte Rosello, e specie le due prime. 14 Marzo. Con il ritorno del bel tempo la mia scuola si è ripopolata e gli alunni frequentano assiduamente; ma dato l’orario scolastico che seguiamo (due ore e mezza ogni due giorni) si procede assai lentamente nello svolgimento del programma, e debbo limitare l’insegnamento alle materie principali. Se continueremo a seguire questo orario dubito di finire il programma, senza contare poi che queste poche ore di lezione rendono mediocre il profitto. 21 Marzo. Speravo che con il ridestarsi della natura rifiorissero le mie speranze intorno alla mia scuola, invece … quale amara delusione! Ancora l’orario ridotto e le quattro sezioni degli alunni, due di prima maschile e due di prima femminile. Le due classi sono allo stesso livello, ma nello svolgimento del programma sono molto indietro.

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28 Marzo. Dopo sei mesi di assenza per malattia, è ritornata la maestra titolare della prima femminile, sono stata quindi liberata della supplenza. Ne sono contenta perché il fare quattro volte la medesima lezione mi spossava assai, però ho lasciato con dolore quelle care bambine alle quali mi ero già affezionata. 31 Marzo. Sin dall’inizio dell’anno scolastico ho fatto propaganda fra gli alunni perché si inscrivessero alla “Mutualità Scolastica”; ed ho parlato loro, e direttamente anche ai genitori, dei benefici che apporta questa istituzione; ma soltanto quattro alunni si sono associati, numero esiguo in rapporto con i frequentanti nella mia classe, ma non molto se si considera la miseria che regna nella nostra popolazione e specie tra gli abitanti del Monte Rosello, dediti quasi tutti ai lavori rurali quest’anno assai scarsi. Infatti i pochi associati pagano la quota a saldo e la somma raccolta fino ad oggi è di sole £ 13,50 che dalla Direzione mi pregano di versare. 8 Aprile. Dopo Pasqua di Resurrezione sono ritornati i miei piccoli assidui, contenti di riprendere le lezioni, e mi hanno narrato come hanno trascorso le vacanze pasquali. Gli alunni appartenenti alle famiglie più abbienti mi hanno parlato delle uova di cioccolato ricevuti in dono, dei panini con l’uovo, delle formagelle e dei dolci preparati dalle loro mamme. I più poveri ascoltavano silenziosi, ma anch’essi erano contenti perché avevano veduto le processioni con gli angioletti. 10 Aprile. Stamane è venuto in classe il Sig. Direttore: anche oggi era a scuola la sezione degli alunni ripetenti, meno numerosa. Il Sig. direttore si informò del numero degli inscritti e dei frequentanti, mi domandò se era possibile nella mia classe anticipare l’orario e prima di andar via mi disse di riprendere la supplenza della 1° femminile, poiché la titolare si era nuovamente assentata; ma mi assicurò che sarebbe stato solo per pochi giorni perché le nuove aule erano pronte, e mi avrebbe quindi sostituito nella 1ª femminile ed avrebbe fatto seguire alle due prime l’orario completo di sei ore. 17 Aprile. Il Sig. Direttore ha inviato una circolare con la quale informava le insegnanti del Monte Rosello dell’assegnazione delle nuove aule scolastiche (che finalmente, dopo sette mesi di scuola, sono pronte) e dell’orario che dovremo seguire dal lunedì venturo. Io rimarrò nella medesima aula del dazio perché più vasta ed avrò l’orario completo. Come il Sig. Direttore aveva promesso, oggi è venuta un’altra maestra per sostituirmi nella prima femminile. 20 Aprile. Finalmente da oggi posso quotidianamente ricevere tutti gli alunni, una sezione di mattina ed una di sera. L’orario è un po’ gravoso per me che abito nel centro della città, e non nego che l’ascesa degli scalini per recarmi a scuola dopo pranzo mi spossa. Pazienza; mi sarà di conforto il pensiero che con più ore settimanali di lezione gli alunni profitteranno maggiormente e potrò procedere più alla svelta nello svolgimento del programma: ma mi sembra fin d’ora impossibile terminarlo perché ho fatto solo tre consonanti.

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9 Maggio. Lunedì e mercoledì si è rappresentata al teatro Verdi l’operetta “Le avventure di Pinocchio” a beneficio del Patronato Scolastico della Cassa Scolastica. Ieri ed oggi è stata fatta una rappresentazione diurna per gli alunni e le alunne delle scuole elementari. Anche la mia classe era stata invitata, ma solo 27 alunni (quelli che hanno potuto pagare la quota necessaria per l’ingresso al teatro) hanno assistito alla simpatica e graziosa rappresentazione ed hanno seguito con molto entusiasmo le avventure del loro amato burattino, tanto che non riuscivano a frenare la lingua e si fecero richiamare più volte al silenzio e all’ordine. 15 Maggio. Come per la Mutualità Scolastica così ho fatto opera persuasiva presso gli alunni e le loro famiglie perché acquistino la tessera di Balilla. Ma a causa della grande miseria in cui versa la popolazione del Monte solo due alunni hanno acquistato la tessere ed altri tre hanno cominciato a versare l’importo necessario. In totale gli organizzati sono cinque, numero assai esiguo, ma che non mi è possibile aumentare perché le famiglie dei miei alunni guadagnano a stento il pane quotidiano. 23 Maggio. Domani ricorre l’anniversario della grande e gloriosa ultima guerra per l’indipendenza Italiana. Ò ricordato agli alunni la storica data e le eroiche vicende della guerra vittoriosa: essi hanno ascoltato con vivo interessamento e si sono commossi, qualcuno ha desiderato di essere soldato per vedere da vicino il Re e gli aeroplani; tutti erano orgogliosi perché il loro babbo è stato i guerra ed è stato ferito od ucciso in difesa della Patria. Nella mia classe infatti vi sono due orfani di guerra e parecchi figli di mutilati. 25 Maggio. San Gavino, festa popolare. Niente vacanza quest’anno ed i ragazzi sanno che è giorno di lezione. Io mi reco a scuola col proponimento di insegnare una letterina nuova, ma gli alunni si fanno desiderare come il sole nella stagione invernale. In tutto, fra mattina e sera, se ne sono presentati 32. Li ho trattenuti con esercizi sulle letterine e sui numeri già appresi e li ho mandati a casa un’ora prima, come il Sig. Direttore aveva ordinato. 26 Maggio. Anche oggi ho avuto una visita del Sig. Direttore e, pare proprio una fatalità, erano in classe gli alunni ripetenti. Il Sig. Direttore osservò i quaderni degli alunni e raccomandò loro di essere più ordinati nello scrivere e di non uscire fuori dal margine; poi si informò del numero dei frequentanti (molto diminuito perché 5 alunni si sono trasferiti e una decina si sono allontanati dalla scuola per andare a lavorare), del numero dei presenti e del programma svolto, e mi consigliò di riunire la mattina gli alunni sui quali faccio affidamento, e la sera quelli più tardivi, per poter svolgere più alla svelta il programma. Ma anche facendo questa selezione di alunni dubito di finire il programma perché ho fatto solo sette consonanti e manca un mese alla fine dell’anno scolastico. 6 Giugno. Stasera ho licenziato la classe mezzora prima per intervenire all’adunanza, durante la quale il Sig. Direttore, dopo aver fatto le statistiche degli alunni tesserati nel corrente anno scolastico e il ricavo della festa a beneficio del Patronato, ha impartito le necessarie istruzioni riguardanti le operazioni di scrutinio e di esame. Terminata l’adunanza ha detto a me e alle altre

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colleghe del Monte Rosello che noi faremo gli scrutini in ritardo, verso la fine del mese, dato l’orario che abbiamo seguito fino all’aprile per la insufficienza delle aule. 20 Giugno. Ieri mattina, inaspettatamente ho ricevuto il dettato per fare il saggio finale. Per fortuna avevo fatto qualche giorno prima la richiesta dei foglietti. Gli alunni presenti al saggio erano 61: i quattro assenti li richiamai, ma non erano a casa. Oggi è stato l’ultimo giorno di lezione: ho esercitato ancora gli alunni nella lettura e nel calcolo ed ho fatto alcune interrogazioni sommarie. L’anno scolastico è finito prima di quando io supponevo; il programma non è stato completamente svolto, mancavano solo la letterina q e i digammi, ma per fortuna queste letterine non comparvero nel saggio che, contrariamente alle mie speranze, era facile e breve, e gli alunni sui quali fidavo hanno fatto benino. Il risultato non è stato rispondente ai miei desideri ed alle mie fatiche, ma se si considera l’orario scolastico che ho seguito fino al 20 Aprile, è abbastanza soddisfacente. Dei 61 alunni presenti allo scrutinio 38 sono stati promossi, 9 devono necessariamente ripetere la classe e 14 cono ammessi alla 2° sezione. Ò lasciato gli alunni dopo aver fatto un mondo di raccomandazioni per le vacanze, paga di aver adempiuto coscienziosamente il mio dovere nel limite del possibile. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi è stata affidata quest’anno una prima maschile: da un lato sono rimasta contenta, perché è terminata la vita poco simpatica di insegnate in soprannumero, dall’altro dolente perché la classe affidatami era al Monte Rosello. La scuola fu aperta il 20 ottobre. Dei 95 alunni inscritti 13 non sono mai comparsi nonostante siano stati richiamati, e di quelli che si presentarono solamente 65 furono gli assidui frequentanti perché 5 si trasferirono e una decina abbandonarono la scuola per andare a lavorare e guadagnarsi il pane quotidiano per non essere di peso alle loro famiglie. Molti alunni furono ammessi all’assistenza scolastica, limitata ai soli oggetti di cancelleria ed al sillabario, tutti però acquistarono la pagella, parecchi anche a costo di sacrifici per farmi contenta, fatta eccezione dei due orfani di guerra e dei quattro figli di mutilati. La frequenza fu regolare ed io cercai di promuovere l’assiduità dei miei alunni informandoli della causa delle loro assenze, specie quando si prolungavano, e parlando alle persone di famiglia dei grandi benefici che l’istruzione apporta all’uomo nella vita. Però ho dovuto constatare, non senza amarezza, che in generale c’è una deplorevolissima trascuratezza, una profonda apatia per quanto riguarda le cose di scuola, che ho scusato tenendo conto che al Monte regna indicibile la miseria, ed i genitori ed i figli che sono in grado di fare qualche cosa lavorano ininterrottamente da mattina a sera per guadagnare il necessario sostentamento quotidiano, e lasciano i piccoli, che frequentano le prime classi elementari, in balia di sé stessi. Solo alcune famiglie infatti s’interessano per la scuola e spesso venivano ad informarsi del comportamento dei figli con me e con i compagni e dei progressi sul profitto; e dietro i miei consigli esortavano molto i fanciulletti a fare il più possibile bene, talvolta anche ricorrendo in casa a qualche punizioncella che non fosse nociva alla salute. Trattai i miei piccoli alunni con amore e con rispetto, mostrandomi giusta ed imparziale con tutti,

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non lesinando la lode quando fosse meritata e ricorrendo il meno possibile ai castighi, cioè solo quando ogni altro mezzo persuasivo fosse riuscito vano ed il colpevole fosse intimamente convinto di averlo meritato. I miei rari casi in cui ricorsi al castigo lo impartii con calma, perché il punito e gli altri alunni, che sono sempre i primi giudici del maestro, non considerassero tale castigo come conseguenza della collera dell’educatore anziché come conseguenza della sua avversione per il male. Spiegai la mia azione educativa anche fuori della scuola, intervenendo non vista, di quando in quando,nel luogo in cui i miei scolaretti erano soliti riunirsi per giuocare finita la scuola, ed ammonendoli poi in classe affinché non rifacessero giuochi pericolosi e non ripetessero certe monellerie, e finite le lezioni ritornassero subito a casa: tanto che gli alunni, appena mi scorgevano, abbandonavano i giuochi intrapresi. Tale mia condotta mi valse ad ottenere la disciplina e l’attenzione in classe, il rispetto dagli alunni e l’affetto e la stima delle famiglie. Feci opera persuasiva presso gli alunni perché acquistassero la tessera di Balilla e si inscrivessero alla Mutualità Scolastica, parlando loro, e direttamente anche ai genitori, dei benefici che apportano queste istituzioni; ma soltanto cinque alunni acquistarono la tessera di Balilla e quattro si associarono alla Mutualità, numero assai esiguo in rapporto con i frequentanti della mia classe, ma che non mi è stato possibile aumentare a causa della miseria che regna tra gli abitanti del Monte Rosello, dediti quasi tutti ai lavori rurali, quest’anno assai scarsi, e che consapevoli del dolorose presente, in cui a stento riescono a procurarsi il pane, non possono pensare a fare un sacrificio per un bene futuro. Mi adoperai come meglio potei per attuare con i miei alunni i principi d’Igiene, e da quasi tutti infatti fu curata la pulizia della persona e delle cose. In generale tutte le materie d’insegnamento furono svolte secondo il programma ministeriale, ma il programma proposto non è stato completamente svolto, sebbene abbia limitato l’insegnamento alle materie principali, e ciò a causa dell’orario che, per insufficienza di aule, ho dovuto seguire per ben sette mesi di scuola, durante i quali gli alunni avevano due ore e mezza di lezione ogni due giorni, 15 ore settimanali fra le due sezioni, mentre io ne facevo 27 ore suddivise fra la prima maschile e la prima femminile che tenevo in supplenza, e non avevo riposo neppure il giovedì. Dal 20 Aprile ho potuto ricevere quotidianamente tutti gli alunni, una sezione di mattina ed una di sera; l’orario completo era un po’ gravoso per me che abito nel centro della città, e m’era di conforto il pensiero che con più ore settimanali di lezione gli alunni avrebbero profittato maggiormente. Però il profitto degli alunni ed il risultato finale non è stato rispondente ai miei desideri ed alle mie fatiche, ma se si considera l’orario che ho seguito fino al 20 Aprile è abbastanza soddisfacente: dei 61 alunni presenti allo scrutinio 38 sono stati promossi, 9 devono necessariamente ripetere la classe e 14 sono ammessi alla seconda sessione. L’ultimo giorno di lezione è stato il 20 giugno: quest’anno scolastico, durante il quale ho provato più amarezze che soddisfazioni è finito, ma son paga di aver adempiuto coscienziosamente il mio dovere nel limite del possibile.

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Appendice 2.

AS, SS, Scuola S. Giuseppe. Classi seconde, anno scolastico 1930/1931. A. Maria Campus.

Classe seconda maschile 1930/1931 maestra Maria Campus Inscritti

41

Frequentanti

31

Presenti a fine anno

29

Promossi

25

Balilla

29

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

20

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

1

Condizioni delle famiglie Povera

18

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13 Ottobre. Primo giorno di scuola. Si presentano pochissimi degli alunni inscritti. Siccome appartengono in prevalenza a famiglie d’agricoltori la loro assenza si deve al fatto che si trovano ancora – con i genitori in campagna per la raccolta e dell’ultima frutta della stagione – Siamo alla fine del mese e la frequenza degli scolari non è ancora partita in modo regolare. Si sono presentati pochi alunni ripetenti. Ma certe classi si annunziano molto indisciplinate e turbolente. Novembre. Poiché parecchi degli alunni assegnatimi non si sono ancora visti: mi reco direttamente dalle loro famiglie e così posso accertarmi sulle cause della loro mancata frequenza. Sono alcuni fanciulletti che vanno già ad esercitare una professione per cooperare della famiglia più o meno numerosa. Qualcuno poi è ammalato e ha bisogno ancora di riposo e cure. Continua la ripartizione accurata delle maggiori difficoltà del sillabario. Constato con rincrescimento che la maggioranza degli alunni ripetenti non sanno scrivere neppure le parole più semplici. Sono alunni che trascurati da vari anni in una stessa classe hanno preso l’abitudine di far niente e sono appunto quelli che hanno ripetuto. Cercherò di portarli al livello degli altri. I bambini studiano a memoria qualche facile e breve poesia che servirà come esercizio di recitazione. Qualcuno riesce anche nella recita con spigliatezza e grazia. Dicembre. La frequenza degli alunni si stabilisce in modo quasi regolare eccezion fatta per quelli … già grandicelli che i genitori preferiscono mandare al lavoro. Anche per ciò che riguarda il livellamento della classe si va meglio. Restano molto indietro solo due alunni promossi agli esami della seconda sessione dalla prima. Consiglierò i genitori di mandarli a ripetizione perché hanno bisogno d’essere particolarmente curati dopo le ore di scuola. Gli alunni più attenti hanno già fatto acquisto del libro di testo e lo portano a scuola dando così la notizia agli altri compagni che sono già in classe. Il nuovo libro, in bella veste e con un contenuto appropriato, trova subito la simpatia di tutti che si dimostrano desiderosi di averlo. Tutti gli alunni non sussidiati hanno acquistato con sollecitudine – insperata – il libo – sicché si può iniziare la lettura collettiva riunendo gli scolari anche in tre per banco. Comincio a dire ai bambini ora che ci son quasi tutti (qualcuno che manca è ancora ammalato) della necessità di diventare o continuare ad essere mutualisti. Si presentano alcune mamme a dirmi che sarà difficile che quest’anno possano pagare le quote necessarie stante la dilagante disoccupazione dei capi di famiglia, che li obbliga a vivere con privazioni delle cose più necessarie. Vedo anch’io che non è il caso di insistere oltre. Invito i Balilla dello scorso anno a rinnovare la tessera per l’anno venturo, invitando pure qualcuno dei nuovi venuti. Riesco a vincere qualche ritrosia, presentando la prospettiva di un vantaggio immediato – il famoso pacco di Natale – infatti otto alunni portano subito le cinque lire, pochi giorni dopo altri quattro e tutti in seguito hanno avuto i pacchi di Natale. I Balilla perché era stata

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una mia promessa e altri otto bambini poveri della classe, questi ultimi beneficiati con biglietti che davano diritto al pacco, avuti dalla Direzione Didattica. Gennaio. Anche questi bambini in generale s’interessano alla transvolata atlantica e portano a scuola giornali illustrati che guardiamo insieme. Constato che anche in molte famiglie, per quanto non evolute, si segue con vivo interesse il grande avvenimento del giorno, e anche i piccoli appaiono molto interessati nel seguire le tappe della grande impresa. Il Patronato scolastico, secondo le disponibilità, ha fatto invio di libri di testo per gli alunni sussidiati. E purché non tutti hanno potuto averlo cerco di rimediare alternandone la distribuzione: così lo hanno un po’ tutti, e i genitori che hanno pure capito la necessità di fare così, sono ugualmente contenti. 21 Febbraio. Lo svolgimento del programma procede regolarmente. Gli scolari seguono con profitto. La classe ora può dirsi livellata. Il Patronato Scolastico fornisce regolarmente il materiale di cancelleria occorrente ai bambini sussidiati. Marzo. Ho condotto la scolaresca a una passeggiata breve. Al ritorno, dopo aver riposato, gli scolari hanno detto con brevi proposizioni, prima orali, poi scritte, alla lavagna e nel quaderno le impressioni ricevute. Prima delle vacanze Pasquali alcuni bambini hanno portato chi un vasetto, chi un po’ di terra e dei semi che loro stessi hanno nascosto nella terra per farli germogliare. Anche questo sarà materia per qualche breve pagina di diario. Aprile. Dopo le vacanze pasquali i semi hanno germogliato e i bambini riproducono alla lavagna e nel quaderno la radice e la piumetta dopo l’osservazione diretta. continua perciò qualche altra pagina di diario illustrata da disegno. Trovo molto proficuo tale esercizio per ciò che riguarda la lingua. Altri scolari passano nelle file dei Balilla. Maggio. Gli alunni sono stati invitati ad assistere all’operetta pro Patronato Scolastico. Tutti quelli che potevano disporre della lira per l’ingresso al teatro hanno accolto con gioia l’invito e in tal modo oltre a procurarsi un paio d’ore di vero godimento spirituale, hanno contribuito ad beneficiar tanti loro compagni. Lo svolgimento del programma è quasi alla fine. I bambini – quasi tutti – seguono con molto interesse e con molta buona volontà.

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Un nuovo alunno – trasferito da altro comune – è venuto ad accrescere la scolaresca. È pulito ordinato, intelligente e i compagni lo hanno subito accolto con molta simpatia. Giugno. Si fa il ripasso della materia svolta durante l’anno. Ci si confronta delle maggiori difficoltà anche e soprattutto nell’interesse di qualche alunno un po’ indietro. I bambini continuano a scrivere con più disinvoltura e molto volentieri altre pagine di diario riguardante osservazioni dirette di cose e anche di piccoli avvenimenti inerenti la vita di scuola. È giunta la fine dell’anno scolastico con soddisfazione mia e dei miei scolari che hanno tratto profitto dagli insegnamenti improntati allo spirito nuovo che governa la scuola moderna. Constato d’aver lavorato con profitto grazie alla collaborazione degli alunni e delle loro famiglie. Nel lavoro di ripetizione generale di quanto si è svolto durante l’anno gli alunni hanno dimostrato di ragionare con logica. Ultimo giorno di scuola nella mia classe. Chiudo facendo tante raccomandazioni per le vacanze e facendo cantare i miei patriottici. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Le lezioni ebbero principio il 13 ottobre e il loro corso procedette regolarmente per tutto l’anno scolastico. Non tutti gli alunni iscritti frequentarono: alcuni per malattia altri per dedicarsi all’esercizio di una professione. La frequenza degli altri alunni fu regolare per tutto l’anno. Diciannove alunni ebbero ad usufruire dell’assistenza scolastica. Per il buon governo della scuola procurai di strappare negli alunni il sentimento del dovere in un alto spirito di libertà innato in essi e del quale mi valsi guidando le loro menti al raggiungimento nel quale si fondano le azioni umane che non potranno avere un alcunché di riprovevole se l’alunno riesce ad aver l’idea chiara di ciò che è bene e di ciò che è male. Dal ragionamento retto scaturiscono le libere azioni che per conseguenza saranno informate a principi di verità. Di ciò si avvantaggia la disciplina della scuola e il profitto della scolaresca. Son riuscita a conciliare la mia autorità con la libertà degli alunni trattandoli con amore, intervenendo opportunamente in ogni momento a giudicare, promuovere o correggere le loro libere manifestazioni purché in ogni libera manifestazione del fanciullo e sottinteso il controllo d’una persona adulta che corregga amorevolmente, senza di ché gli alunni crescerebbero nella scuola, liberi, ma di quella libertà che è abbandono, solitudine, che molti vivono nella famiglia o sulle strade. Non è mancata la cooperazione delle famiglie nell’opera educativa nella scuola, cosa non trascurabile la scuola destinata a continuare integrare l’opera di umanizzazione iniziata nei primi anni nella famiglia e a poterne anche riassumere l’opera educativa dei figli. Il contegno degli alunni fuori scuola fu curato con gli esempi e i buoni consigli. L’aula assegnatami abbastanza buona arieggiata e soleggiata. Nessuna delle materie d’insegnamento venne trascurata, il profitto ottenuto soddisfacente. Gli esami si fecero nei giorni 21-22-23-24-25 luglio.

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B. Leomilde Femi.

Classe seconda maschile 1930/1931 maestra Leomilde Femi Inscritti

48

Frequentanti

43

Presenti a fine anno

43

Promossi

29

Balilla

6

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

24

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

2

Inscritti alla mutualitĂ

6

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Ottobre. Rivedo i miei piccoli e cari alunni dello scorso anno che si mostrano contenti di rivedermi. Tutti col loro grembiulino, ordinati, puliti. I sussidiati che avevano avuto il grembiulino lo scorso anno, hanno saputo tenerlo bene. Ciò mi fa piacere perché mi dimostra che i miei consigli sono stai ascoltati. I diciassette ripetenti che mi sono stati assegnati formano la stonatura. Si vedon subito gli alunni svogliati e indisciplinati: sono certa però che in pochi giorni saprò ridurli all’ordine e all’obbedienza. Iniziamo l’anno scolastico con la preoccupazione delle malattie infettive, che rigorosamente sono parecchie (scarlattina, tifo). Sono costretta a rimandare a casa un alunno perché affetto da scarlattina. Altri alunni vengono allontanati per ordine dell’Uff. Sanitario perché hanno a casa dei parenti ammalati. Novembre. Mai come quest’anno vi era stata tanta povertà. Il patronato scolastico ancora non ha provveduto a dare i quaderni e devo comprare io i quaderni per i più bisognosi, perché mi dispiace che restino indietro. Conduco gli alunni a fare una passeggiata verso S. Pietro. Sono stata contenta del contegno dei bambini durante la passeggiata. Parlo dei benefici immediati e futuri della Mutualità. Ottengo qualche nuova iscrizione, ma diversi alunni mutualisti dall’anno scorso, quest’anno non possono rinnovare

l’iscrizione per la

disoccupazione del babbo. Viene il medico per la visita agli occhi: mi vengono riscontrati quattro tracomatosi fra cui un alunno dell’anno passato, tanto buono che francamente mi dispiace perdere. Dicembre. Ancora non vi sono i libri di lettura. Si legge sul sillabario dello scorso anno. Faccio molti esercizi di lettura su la lavagna, ed anche su quaderno così i bambini non leggono per cui la lettura è un po’ stentata. Prima delle vacanze di natale ho vivamente pregato i bambini che non sprecassero in cose inutili i soldi che avrebbero ricevuto in dono, ma che provvedessero a usarli per pagare la pagella, la Mutualità e la tessera di Balilla. Gennaio. È deceduto improvvisamente l’alunno Salis Giovanni. La notizia ha rattristato me ed i compagni. Pochissimi sono gli alunni che hanno pagato la tessera di Balilla. Ciò dipende dalla assoluta impossibilità della famiglia di versare la quota di £ 5, mentre nell’animo tutti i bambini sono Balilla. Sono finalmente arrivati i libri di lettura. Su 24 sussidiati mi vengono solamente consegnati 6 libri. Per non creare malumori darò il libro 15 giorni ciascuno sorteggiando.

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RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Ho basato tutto l’insegnamento sull’amore e l’accordo fra me e i miei piccoli alunni, facendo si che essi non solo trovassero in me la maestra ma una seconda mamma, e nella scuola, non un luogo di tortura dove venissero soffocati tutti gli atti di libertà, a cui erano abituati, ma un luogo dove potessero correggersi e migliorarsi sotto una guida affettuosa. Ho lasciato che l’alunno mi si rivelasse in ogni sua azione, purché mi si mostrasse proprio in quel grado di spiritualità che era sua, ho lasciato che svolgesse molti dei suoi problemi e dei suoi conflitti, ma sono intervenuta sempre a tempo per chiarificare il senso di giustizia che lo aveva guidato spontaneamente a questa o a quella risoluzione. Ho osservato ed imparato molte cose intorno ad ognuno, senza proclamare la mia autorità ad ogni momento, ma per intervenire più tardi, all’occasione, nella vita di ognuno con un tocco preciso. Gli alunni non hanno disertato la scuola, ne è prova che su 48 inscritti, 43 l’hanno frequentata con assiduità ed amore. Dei 43 frequentanti 29 furono promossi e 12 rimandati alla seconda sezione, dato che molti di questi, essendo stati ammalati per diverso tempo, non hanno potuto seguirmi in tutto lo svolgimento del programma, e, con un po’ di preparazione nei mesi di vacanze, potranno pure essere promossi. La disciplina è stata ottenuta. Fin dall’inizio dell’anno scolastico, ho chiesto, ed ho poi ottenuto, di conoscere i genitori, o altra persona di famiglia dei miei piccoli alunni, per chiedere loro la collaborazione nella mia opera educativa. Sono stata scrupolosa nell’adempimento dei miei doveri. Disgraziatamente ho dovuto assentarmi dalla scuola per una quindicina di giorni per la morte della mia povera mamma, e dunque questo periodo di tempo ho avuto continua prova dell’affetto dei miei piccoli alunni che giornalmente venivano in casa per chiedere mie notizie e pregarmi di ritornare a scuola. Ho svolto il programma in tutte le sue parti e sono stata soddisfatta dell’esito ottenuto.

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C. Claudia Marongiu.

Classe seconda maschile 1930/1931 maestra Claudia Marongiu Inscritti

43

Frequentanti

36

Presenti a fine anno

36

Promossi

27

Balilla

14

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

19

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

7

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18 Ottobre 930. Primo giorno di scuola ed io torno con maggior passione, con un senso più delicato del mio compito, con un desiderio più ardente di giovare all’anima dei mie bimbi e di elevarne il dono e il ritmo. Sono tornati i miei bimbi, gli stessi che l’anno scorso han frequentato la prima classe con me. Si sono aggiunti tre alunni nuovi ed è andato via qualcuno dei miei perché trasferito in altra classe di altro rione. Mi guardano con affetto e rispondono con gioia al mio sorriso. Sono lieta di rivederli attorno a me, felici di riprendere il lavoro che ci terrà uniti e rinsalderà sempre più i vincoli di reciproco amore. Io procurerò di giovar ai bimbi affidatimi con l’esempio e con l’azione concreta, con l’incitamento che persuade e che comanda quando è espressione di fede. 24 Ottobre 930. Quasi tutte le mamme dei mie alunni son venute a salutarmi, a parlarmi dei loro familiari, a giustificarli se durante le vacanze non si sono tenuti in esercizio e non hanno fatto quel che io avevo loro raccomandato. Sono quasi tutte analfabete e non possono e non sanno guidare i figlioli in quanto concerne i doveri di scuola. Non me li raccomandano, come han fatto nell’anno passato, con accorta tenerezza e quasi sgomente di doverli affidare in mani estranee: mi conoscono già e soprattutto mi conoscono i bimbi e mi vogliono bene. E senza questo amore reciproco l’opera mia sarebbe vana anche se riuscissi a dare agli alunni quella vernice di sapere che basta a farli promuovere agli esami. 27 Ottobre 930. In maniera adatta alla comprensibilità dei miei piccoli ho commemorato la Marcia su Roma. Ho parlato della decisione del Re, di Mussolini capo del governo, della sua energica azione contro gli avversari; della valorizzazione della vittoria. Ho parlato del dovere che hanno tutti i bimbi d’Italia di iscriversi Balilla, e li ho esortati a farlo subito e possibilmente tutti. 10 Novembre. Anche quest’anno si fa lezione con orario ridottissimo: dalle 8,30 alle 11 e chissà fino a quando durerà così. Non si può far molto né quanto si vorrebbe e per quanto il programma non sia per me un dogma pure non potrò svolgerlo come vorrei in tutte le sue parti. Se le cose rimarranno a questo modo mi occuperò delle materie più importanti e soprattutto cercherò di guidare gli alunni a ben vedere le cose, a ben giudicare a ben ragionare, in modo che le famiglie abbiano la sensazione che lavoriamo pur disponendo di poco tempo. 29 Novembre. Visita medica per gli alunni tracomatosi. Visita che per noi sarà inutile perché gli alunni tracomatosi continueranno a rimanere in classe con grave danno per i compagni e per loro giacché sicuramente le famiglie non si occuperanno di farli curare come avviene quando in qualunque modo non sono obbligati. 11 Dicembre 1930. È arrivato l’autotreno del giorno. Ne ho parlato agli alunni illustrando gli scopi che si propone, ho detto che vadano a vederlo e in modo speciale mi sono rivolta ai figlioli dei contadini.

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20 – 12 –1930. Ho portato in classe i giornali che parlano della grande transvolata e degli audaci aviatori che sfidano la sfinge atlantica. Ne ho parlato ai bimbi e ho letto un poco qua e là per il generale interesse. 5 Gennaio 1931. Per la Befana Fascista ho dato solo quattro biglietti giacché mi son dovuta limitare a proporre i soli alunni poverissimi. 12 Gennaio 1931. Ieri distribuzione dei doni della Befana Fascista. Oggi son venute in classe molte mamme a lamentarsi perché i figlioli non hanno avuto nessun dono a differenza di altri meno bisognosi. Ci son state troppe ingiustizie e mi dispiace di non aver proposto per il dono, almeno tutti i bambini iscritti Balilla. 16 Gennaio 1931. S’è aggiunto un nuovo alunno che dice di essersi iscritto in ritardo perché lavorava. Ha dodici anni, ha frequentato la prima classe tre anni fa e dubito che abbia dimenticato molto di ciò che aveva imparato. Mi guarda con occhi indagatori e sorride con una certa sfrontatezza. Mi dice subito che due anni fa ha frequentato la seconda per un mese, ma che si è ritirato perché – la maestra non sapeva nulla, non insegnava nulla e poi lo odiava per quanto lui fosse buono e studioso!! Io gli ho risposto come merita ma con calma, ed egli ride e mi dice: mah! Voglio vedere come si comporterà con me e se avrà buona volontà. 4 Febbraio 1931. Ho cambiato orario: comincio la lezione alle 11, e sempre con orario ridotto. Le famiglie che in principio protestavano, ora ci si sono abituate e non si lamentano più. Noi facciamo quanto ci è possibile per utilizzar bene il nostro tempo. 10 Febbraio 931. Domani l’anniversario del concordato fra la chiesa e lo stato. L’ho ricordato agli alunni, ne ho messo in rilievo tutta l’importanza e ho fatto leggere sul libro di testo il capitolo indicato: Il Pontefice. Oggi i miei alunni sono irrequieti: devono raccontarmi tante cose e vogliono dir tutti le loro impressioni sul carnevale e sulle maschere che han visto. Guido la conversazione perché non degeneri in chiasso assordante e poi invito i bimbi a scrivere le loro impressioni. 11 Marzo. Dopo quattro mesi di lavoro sosto un poco e mi rifaccio da capo per vedere le eventuali deficienze della mia classe e curarne i mali più o meno gravi. M’accorgo che il comporre va un po’ a rilento; non mi scoraggio per questo: scegliendo letture adatte allo spirito infantile, esigendo brevi resoconti orali e qualche giudizio personale; curando maggiormente il dettato e correggendolo subito spero di ottenere in breve tempo un miglioramento sensibile e un maggio profitto. 20 Marzo. Non tutti gli alunni leggono speditamente e con la giusta intonazione di voce perché non posso fare lunghi e frequenti esercizi data la brevità della lezione; e perché parecchi non hanno ancora il libro di lettura. Vorrò occuparmi della lettura in modo speciale, anche facendo

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leggere dei brani alla lavagna, e dei giornalini per fanciulli e premiando gli alunni che miglioreranno. Contribuirò così a migliorarli nel comporre. 14 Aprile. Gli alunni sussidiati hanno avuto il libro di lettura, ma a renderne meno felice e meno intimo il possesso è venuto l’ordine di ritirarli ad ogni alunno a fine anno. È una spiacevole sorpresa per me e per i bambini. Il bimbo s’affezione al suo libro, come ad un amico caro, lo consulta, lo legge nelle ore serene della sua giornata e continuerà a leggerlo con affetto se gli verrà lasciato. Ecco, io avrei ripreso il libro solamente a quegli alunni che dimostrano di non saperlo tenere o di non saperne trarre profitto, lo avrei tolto loro per castigo e lo avrei lasciato come premio ambito a quelli che hanno studiato, che lo hanno letto con amore e tenuto con cura. 20 Aprile. Abbiamo cambiato aula e, finalmente, orario. Mi fa piacere potermi maggiormente occupare dei miei alunni e rimanere con loro per un tempo maggiore di quel che finora sia stato possibile, ma mi dispiace non avere un numero sufficiente di banchi e per conseguenza tener sei o sette alunni, a turno, a scrivere stando in piedi davanti al mio tavolino. 21 Aprile. Commemorazione del Natale di Roma. 28 Aprile. Gara di lettura per premiare gli alunni che han fatto dei progressi e che leggendo a voce alta e chiara, con la giusta intonazione dimostrano di comprendere il valore della punteggiatura. Sono giudici gli stessi alunni che i questo modo si divertono e mettono in gioco il loro amor proprio e tendono a migliorarsi sempre più. 9 Maggio. Stamane non abbiamo fatto lezione perché siamo andati al Verdi ad assistere alla rappresentazione dell’operetta: Pinocchio. Ben scelto il soggetto della rappresentazione, i piccoli attori hanno lavorato molto bene e i miei bimbi si sono divertiti un mondo, anche perché conoscevano già la storia del burattino famoso. 18 Maggio. C’è in ogni stagione un nuovo motivo di verde per la scuola, ma in questa magnifica primavera possiamo adornare la nostra scuola con fiori profumati di variatissime tinte. Ieri, domenica, molti bimbi sono andati in campagna, oggi han portato tanti fiori e la nostra aula, ove trascorriamo le ore più feconde della giornata è più sorridente e luminosa. 23 Maggio. Oggi commemorazione dell’entrata i guerra. I bimbi ascoltano commossi le mie parole e sanno comprendere tutto il sacrificio di chi ha consacrato la vita per il supremo bene della patria. E poi parlano i bimbi che sanno molte cose sulla grande guerra perché tutti hanno a casa dei combattenti. 6 Giugno. Ultima adunanza dell’anno scolastico. Rinviamo le istruzioni per il saggio finale degli alunni, e fra l’altro, l’ordine di ritirare il libro agli alunni sussidiati. Compito increscioso veramente perché il libro dovrebbe essere di proprietà dello scolaro e compagno nelle vacanze estive.

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19 Giugno. Saggio finale di componimento. I mie bimbi lavorano sereni, felici di dimostrarmi che hanno molto imparato e che sapranno ricompensare le mie fatiche. 20 Giugno. Saggio di dettato e ultima lezione dell’anno. La soddisfazione del dovere compiuto, la dolce attesa del riposo estivo, sono diminuite dal rincrescimento del distacco, dopo parecchi mesi di dolce comunione di spiriti e di concorde sfogo per migliorare noi stessi. Dopo domani i bambini torneranno a saper l’esito dello scrutinio. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Se mi volgo indietro a ricordare con il pensiero il lavoro compiuto in questi mesi di comunanza con i miei bimbi ed a esaminare i risultati progressivi delle mie fatiche non posso essere scontenta dell’esito ottenuto dati anche gli inconvenienti a cui siamo andati incontro in questo anno scolastico. Ad eccezione di qualcuno, che s’è aggiunto nei primi mesi di scuola, avevo gli stessi alunni che l’anno scorso hanno fatto la prima con me. I bimbi miei, che già erano così bene affiatati e di cui conoscevo la capacità intellettuale e morale. Il mio compito è stato quindi facilitato per la già raggiunta comunanza di idee e di sentimenti. Su 43 iscritti, tre cambiarono residenza, due si ritirarono per malattia e due per ragioni di famiglia. Frequentanti, e presenti a fine anno 36 di cui 27 promossi e 6 ammessi a sostenere l’esame della seconda sessione. Tutti i bimbi venivano alla scuola volentieri ed erano quasi tutti diligenti per merito degli ottimi rapporti tra la scuola e la famiglia, e per l’affetto e le cure di cui si sentivano circondati. L’esito è stato soddisfacente nonostante l’orario infelice che abbiamo dovuto subire per ben sette mesi. Disponevamo di sole due ore; due ore di pazienza, di amore, di elasticità mentale da parte mia per trarre il maggior profitto possibile per dare ai bimbi e alle famiglie la sensazione che si poteva far bene pur disponendo di poco tempo. Sono stata assecondata nel mio lavoro dal buon volere e dall’amore dei fanciulli, e se qualche volta ho avuto delle piccole sconfitte non mi sono scoraggiata, ma mi son fermata in tempo e son tornata indietro fin dove la classe non aveva più deficienze. Ho avuto delle manchevolezze nel comporre e allora sono corsa ai ripari. Mezzoretta di dettato tutti i giorni e la revisione immediata e accurata; la correzione fatta dagli stessi alunni con lo scambio dei quaderni. Ho fatto leggere molto, sul libro di testo e su giornalini per fanciulli, con calma, perché i bimbi assimilassero col contenuto la forma; ho fatto fare resoconti orali e scritti delle letture fatte e di conversazioni che erano spesso artificialmente occasionali; e sono riuscita ad aver dai bambini dei lavorini graziosi, delle traduzioni in prosa di poesie,dei piccoli diari spontanei i vivaci che mi hanno compensato del lavoro paziente. Ho svolto per intero e ampiamente il programma di aritmetica. Erano lezioni che interessavano e divertivano gli alunni che spesse volte si riunivano alla lavagna e discutevano, e provavano gli esercizi fatti in precedenza, e i più bravi erano di guida ai ritardatari si che tutti superavano ogni difficoltà ed erano felici. E così, distribuendo bene le occupazioni scolastiche, alternando le lievi con le faticose, senza far mancare i giuochi, la ginnastica, il canto e il lavoro manuale, specialmente negli ultimi due mesi in cui disponevamo di maggior tempo; curando molto l’ordine e la pulizia che assai contribuivano per

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una buona disciplina; studiando i miei bimbi uno per uno; portando la vita nella scuola; migliorando la mente e soprattutto il cuore; aprendo e destando alla vita le anime dei bimbi affidatimi ho assolto il mio compito e ho cercato di non tradire la fiducia che i miei bimbi e le loro famiglie avevano riposto in me. Premio ambito alle mie fatiche è stata la rigogliosa fioritura spirituale dei mie alunni, il loro affetto, la gratitudine loro e delle loro famiglie. Sassari, 9 – VII – 1931 – a IX.

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D. Teodora Masala.

Classe seconda maschile 1930/1931 della maestra Teodora Masala Inscritti

35

Frequentanti

32

Presenti a fine anno

30

Promossi

20

Balilla

14

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

16

Sussidiati dal Comune

24

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

4

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31 Ottobre 1930. Ho iniziato le lezioni il 13 ottobre nell’aula che avevo l’anno passato in via Masia. Mi sono stati assegnati tutti i miei alunni di 1ª e altri privatisti o ripetenti. In complesso 34 inscritti, ma che ancora non si sono presentati tutti. Dell’aula parlai a lungo nella cronaca dell’anno passato: sarebbe inutile ripetere gli stessi apprezzamenti. Ad ogni modo ci siamo messe d’accordo con l’altra insegnante che vi fa scuola, per rendercela meno brutta, portandovi qualche quadretto per adornare le pareti e curando soprattutto che sia sempre pulita. 15 Novembre. È stata una quindicina poco buona, questo per la frequenza dei bambini. Sono in giro malattie contagiose: dei miei bambini e delle persone di famiglia, nessuno è stato affetto, ma qualche bambino rimane a casa per misura precauzionale. Si è proceduto alla disinfezione dell’aula. Un bambino si è trasferito a Cagliari con la famiglia, dalla Direzione gli è stato rilasciato il nulla-osta. 24 Novembre. Mi sono stati allontanati – perché affetti da tracoma – 4 alunni. La frequenza comincia a ridiventare buona. La maggior parte dei bambini mi segue bene, specialmente in aritmetica. La lettura non posso farla ancora sui libri perché mancano, ma giornalmente scrivo e faccio poi leggere un raccontino sulla lavagna. Questo esercizio di lettura giova molto. Degli errori più gravi di ortografia gli alunni si vanno a mano a mano correggendo. Insomma, come profitto non mi posso lamentare. Di alcuni debbo lamentare invece la poca pulizia e sopratutto la condotta. Mi astengo dall’allontanarli per un sentimento – forse troppo spinto – di pietà, perché sono bambini di strada, dove rimangono tutta la mattina abbandonati a loro stessi, mentre le mamme sono a lavorare. Per la pulizia, riparo in parte, facendoli lavare in scuola. Per la condotta, mando a chiamare le mamme di sera all’uscita di scuola e raccomando loro che li correggano e li curino. Ma la correzione a che cosa si riduce? A una bastonata. È meglio in fondo compatire e cercare di migliorare un pochino questi bambini con pazienza e amore. 6 Dicembre. Sono stati trasferiti alla mia classe, tre tracomatosi guariti. Gli alunni sussidiati non ànno avuto quest’anno ancora niente di oggetti scolastici. Quasi tutti ànno comprato dai venditori ambulanti quaderni a buon mercato, (1 lira circa la dozzena) molto ordinari con la rigatura semplice, senza interlinee: bisogna contentarsi. Gli alunni non sussidiati hanno comprato il libro di testo e così si può andare avanti nella lettura. 17 Dicembre. Oggi si è presentato per la prima volta un nuovo alunno, così mi ritrovo, così in ritardo perché era ammalato. Mi è parso di buona volontà. Un altro invece non si è ancora presentato: ha cambiato casa e non si conosce il nuovo indirizzo. Ho mandato il suo nome in direzione. 23 Dicembre. Per le vacanze di Natale e Capodanno ho assegnato diversi esercizi e una poesia a memoria. Ho parlato della Mutualità, della nuova tessera dei Balilla, delle pagelle. Nelle vacanze i bambini raggranellano qualche lira e la portano volentieri. Un altro alunno lodevole per condotta e sufficiente per profitto, si è trasferito con la famiglia a Tiesi.

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11 Gennaio. Per la Befana Fascista ho distribuito 18 biglietti ai sussidiati che avranno così diritto ad un dono. Domani si farà la distribuzione dei doni. Ho sorteggiato i 6 libri di testo che mi hanno mandato dalla Direzione, fra i sussidiati che profittano. 23 Gennaio. È arrivato il materiale didattico per i sussidiati, buono per qualità. Ho consegnato l’importo delle pagelle che mi sono state pagate (22 lire) di due tessere di Balilla (10 lire) e quote della mutualità (14 £) alla segreteria. Domani farò la consegna di tutti gli atti scolastici ad una collega perché lascerò la scuola, per frequentare a Roma il corso Montessori che si terrà in quella città dal 29 corrente al 29 giugno. 25 Gennaio. Stasera è venuto a scuola il Sig. Direttore. Ho voluto vedesse alcuni quaderni e ho fatto leggere sul libro di testo alcuni bambini. Inoltre mi ha chiesto informazioni di diverso genere sulla scuola e sugli accordi che avevo preso con l’insegnante che mi dovrà sostituire. Questa era già passata da me, subito dopo l’ingresso, e l’avevo informata su quanto poteva interessarla. I bambini rimasero molto stufati al veder comparire una nuova insegnante che presentai come la nuova maestra. All’uscita li salutai e feci in particolare a tutti qualche raccomandazione. 26 Gennaio. Inizio il mio insegnamento in una classe che sarà mia in tutto quest’anno. È una 2ª maschile con 34 inscritti e 32 frequentanti. Sono oggi presenti 27 maschi. Sono per la massima parte bimbi bel popolo, poveri bimbi sudici, trascurati dalle mamme oppresse dalla miseria, ma inconsce dei doveri altissimi che la maternità impone. Chiedo informazioni ai piccoli delle loro famiglie, m’interesso della loro povera vita, cerco di dissipare quel senso di disagio e di diffidenza che il cambio di un’insegnante porta. Compio prima un atto d’amore: voglio che si stabilisca fra me e i miei piccoli quella corrente di scambievole simpatia che alleggerisce e ci rende bello il nostro lavoro e attutisce negli scolari quel senso di ribellione che ogni mia pretesa potrebbe più tardi far sorgere. Gli alunni mi danno l’impressione d’essere indisciplinati e penso che dovrò reprimere cattive abitudini, impormi con la forza dell’autorità, dopo che sono riuscita a vincere la ritrosia delle loro anime con l’amore. Anche il lato igienico dovrò curare in modo particolare. Grembiuli sporchi e strappati, scarpe slacciate e sudice, capelli lunghi e disordinati, tutto mi dice che dovrò compiere un lavoro lungo e paziente per arrivare la dove l’incuria e la miseria delle mamme non giunge. Sarò inflessibile nelle mie pretese dal lato disciplinare ed igienico, e questi miei primi giorni di lezione saranno quasi esclusivamente dedicati allo studio accurato dei caratteri dei singoli scolari, per essere in grado di reprimere o meglio di prevenire tendenze e abitudini dannose. L’aula è quanto mai infelice: un magazzino più che una scuola potrebbe definirsi. È umida, fredda, mai rallegrata da un benefico raggio di sole, più adatta certo a deposito di materiale ingombrante che ad aula scolastica. Come potranno i bimbi amarla questa loro scuola così brutta, come potranno sentire quel senso di pace riposante, di rispetto e di ordine che una scuola gaia e bella porta? Anche l’educazione del senso estetico scapita notevolmente. Supplirò a questa deficienza, sempre che sarà possibile, conducendo i bimbi all’aperto improvvisando quindi le mie

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lezioni. Per oggi non mi è possibile parlare delle condizioni in cui trovai la scolaresca nei riguardi del profitto. 2 Febbraio. Lo scolaro Solinas Antonio, trasferitosi poi dal dicembre con la famiglia a Tiesi, riprende la regolare frequenza in questa scuola. Mi sono ormai familiarizzata con i miei piccoli, li conosco uno per uno, incomincio a comprenderne il carattere, so ormai quanto valgono. Come ho già detto più sopra, sono per la massima parte figli del popolo e manca quindi quasi completamente la cooperazione delle famiglie. Tutto è appreso dal fanciullo nella scuola e fuori di essa, delle volte, a contatto con la dura realtà del suo ambiente, egli dimentica quelle nozioni di sapere, quei principi di ordine, di disciplina, di amore che con tanta cura noi abbiamo cercato di dettare nella sua anima. È troppo forte la suggestione dell’ambiente che li ha visti nascere, son troppo poche le ore che i bimbi rimangono nella scuola perché tale dolorosa realtà non si verifichi di frequente. A tale scopo cerco di compiere opera di persuasione anche presso le famiglie e conosco ormai quasi tutte le mamme, alle quali ho richiesto con grande calore la loro cooperazione. Gli scolari hanno bisogno d’essere avviati negli esercizi di lettura corrente, esercizi che finora sono stati necessariamente trascurati anche per la mancanza dei libri di testo. Presentemente ne mancano ancora pochi, ma ho cercato di rimediare all’inconveniente, dando ai piccoli – a titolo di premio – dei libretti che poi farò scambiare fra loro perché tutti possano leggerli. Anche nelle altre materie resta ancora molto da fare, specie per quanto riguarda gli esercizi di lingua. Durante tutto questo mese ripasserò le parti del programma che risultano svolte, insistendo su quei punti in cui troverò più gravi lacune da colmare. 5 Marzo. Conduco i bambini a passeggio sino al santuario di S. Pietro. 9 Marzo. È venuto in classe il Sig. Direttore. Ha pregato gli scolari affinché si inscrivano all’O. G. B., illustrandone le finalità. 21 Marzo. Finalmente – dopo tanto – sono arrivati i libri di testo e li distribuisco agli alunni che li accolgono con la gioia schietta. Speriamo che l’entusiasmo continui e che possano migliorare negli esercizi di lettura. Gli alunni inscritti all’ O. G. B., da tre che erano quando io presi in consegna la classe, sono saliti a 13. Parecchi altri vorrebbero inscriversi, ma le tristissime condizioni di famiglia rendono impossibile l’attuazione del loro desiderio. 1-6 Aprile. Vacanze per la ricorrenza della Pasqua. 28 Aprile. Quasi alla fine dell’anno ci sono state consegnate finalmente le pagelle, che oggi distribuisco agli alunni, dopo aver letto le qualifiche e aver dato gli opportuni consigli. I piccoli accolgono con gioia quest’importante documento della vita scolastica che avvicina la scuola alla famiglia, ma che per raggiungere gli scopi desiderati, dovrebbe essere regolarmente distribuito alla fine di ogni trimestre. Per ordini superiori licenziamo oggi la scolaresca alle ore dieci per andare a teatro a vedere una conferenza del Prof. Luridiana sulla tubercolosi.

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4 Maggio. Si presenta un nuovo scolaro che proviene dalla scuola di Napoli. 8 Maggio. Conduco gli scolari al teatro “Verdi” per assistere alla rappresentazione dell’operetta “Pinocchio”. Le vicende del burattino, così bene umanizzate e vivificate dall’immortale Collodi; balzano vive agli occhi dei bimbi, che seguono con la massima attenzione lo svolgimento dello spettacolo. Il loro entusiasmo indefinibile ed è necessaria in qualche momento tutta la forza della mia autorità per frenarne gli spiriti. E veramente la recita, organizzata dalle nostre scuole, curata con amore nei minimi particolari, può dirsi riuscita sotto ogni aspetto. 23 Maggio. Commemoro oggi la fausta ricorrenza della nostra entrata in guerra. Accenno agli atti di valore compiuto dall’esercito Italiano, parlo delle figure più rappresentative degli eroi, che il libro d’oro della storia tramanderà ai posteri: ricordo la necessità di citarne gli esempi, quando questa nostra Patria il cui riscatto è un’essenza di grandezza e di gloria. 1 Giugno. Rievocazione della figura di Giuseppe Garibaldi. 6 Giugno. Festa dello statuto che si celebrerà domani. 13 Giugno. Lezione eccezionale sul centenario della morte di S. Antonio di Padova. Qualche miracolo scelto fra i più significativi. Devozione al fran Santo. Santuari a lui dedicati, celebre quello di Padova, meta di pellegrinaggi da parte di cattolici di tutto il mondo. 10 – 17 Giugno. Operazioni di scrutinio. In tutta questa settimana sono presenti 30 scolari sui 35 inscritti, di cui 2 non si presentarono mai e 1 fu trasferito ad altra sede. Il risultato è abbastanza buono poiché sono 20 gli scolari promossi, 8 rimandati ad ottobre e 2 all’anno venturo. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Le lezioni regolari furono iniziate dall’insegnante Masala il 13 ottobre 1930 e terminate il 17 giugno 1931 da me, che ebbi l’incarico di reggere la classe il 26 gennaio. Il numero delle lezioni impartite è di 175, su 35 inscritti, 32 frequentanti al 31 marzo e 30 presenti alla settimana di scrutinio, si ebbero 20 promossi, 8 ammessi all’esame di riparazione e due rimandati all’anno venturo. Degli alunni non frequentanti due non si presentarono mai ed uno fu trasferito ad altra sede. Gli altri due si assentarono nell’ultimo mese di scuola. Gli alunni sussidiati dal Patronato Scolastico furono 16, quelli inscritti alla mutualità 4 e alle organizzazioni giovanili 14. L’aula, situata nella via Masia, è in condizioni assolutamente incompatibili con le più elementari norme d’igiene e di decenza. Fredda, umida, presenta l’aspetto di un grande magazzino, reso più indecente e insalubre dalla ubicazione della ritirata (porta nell’interno dell’aula) le cui esalazioni, specie durante le ore del pomeriggio, rendono insopportabile la permanenza. L’aria e la luce entrano da due finestre, che essendo però situate al piano terreno, non illuminano e arieggiano sufficientemente l’ambiente. A questo aggiungesi che gli scolari sono distratti continuamente dal traffico della via e spesso i monelli disturbano le lezioni fermandosi dinanzi alle finestre troppo

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basse. Nel compito collettivo “la mia scuola” assegnato alla fine dell’anno come esercizio di lingua, gli alunni concordi dichiararono che la loro è brutta e uno aggiunge che desidererebbe un’aula al primo piano perché gli scolari delle altre classi non potessero disturbare le lezioni. Fortuna che, fra tanti inconvenienti abbastanza deplorati, la scuola dispone di acqua potabile, mentre manca però di qualsiasi mezzo di riscaldamento. L’arredamento è appena sufficiente, ma non molto decoroso. La pulizia è abbastanza curata. Parlare di decorazione dell’aula parrebbe fuori proposito dopo quanto ho detto. Tuttavia l’insegnante della prima, che usufruisce della stessa aula, ha fatto del suo meglio per abbellirla con quadri murali, che riuscivano a dare all’ambiente un aspetto meno squallido e triste. La frequenza degli alunni è stata saltuaria nel periodo invernale e nel periodo della primavera, in cui si verificano gravi epidemie di scarlattina prima e di parotite più tardi. Per la pulizia degli alunni, tutti generalmente provenienti da famiglie poverissime, ho ottenuto abbastanza. Il programma, prescritto dalle vigenti disposizioni ministeriali, è stato svolto integralmente almeno per quanto riguarda le materie essenziali. Per forza di cose, avendo iniziato tardi il mio insegnamento e trovandosi gli alunni in condizioni non troppo buone, ho dovuto trascurare qualche materia secondaria, quali ad esempio il lavoro manuale, la recitazione, il disegno; discipline per cui si richiede notevole impiego di tempo. Anche le passeggiate ginnastiche, specie quanto ho detto a riguardo delle condizioni dell’aula, avrei voluto fossero state molto più frequenti. Per la parte disciplinare il compito è stato quanto mai gravoso e difficile. È mia abitudine, all’inizio del lavoro scolastico, seguire il sistema di prevenire anziché reprimere, cercando anzitutto di conoscere le anime dei piccoli affidati alle mie cure con uno studio accurato dell’indole e delle tendenze dei singoli. Qui, tuttavia, in un primo momento, mi trovai di fronte ad abitudini dannose da troppo tempo contratte ad una libertà, che , non essendo quella sana che genera la vera disciplina interiore, dovevo assolutamente reprimere per evitare conseguenze dannose. In parte ci sono riuscita. Molte anime sono venute a me spontaneamente, assecondando il mio lavoro di penetrazione: ho potuto così cogliere il lato buono del carattere, che non manca mai neppure nell’animo più difficile di un fanciullo, scoprire le piccole deficienze e, forte di queste conoscenze, sono riuscita a sopprimere cattive abitudini, ad alimentare slanci naturali di bontà. Nel complesso non potrei lamentarmi di poca rispondenza da parte degli alunni, che, in generale, hanno secondato i miei sforzi; tuttavia ho ragione di credere che se avessi potuto seguirli sin dal principio dell’anno il risultato finale sarebbe stato più confortante. Sassari 16 luglio 1931.

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E. Antonietta Pinna.

Classe seconda maschile 1930/1931 maestra Antonietta Pinna Inscritti

41

Frequentanti

31

Presenti a fine anno

29

Promossi

25

Balilla

29

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

20

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

1

Condizioni delle famiglie Povera

24

Agiata

18

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23 Settembre. Oggi siamo richiamati in servizio e dobbiamo metterci a disposizione del Sig. Direttore per il turno delle iscrizioni. 27 Settembre. Son chiamata da oggi per il servizio delle iscrizioni: io sono stata incaricata delle iscrizioni della 1ª femminile. 11 Ottobre. Si comincia la distribuzione dei cartellini di assegnazione. Io distribuisco quelli dalla classe a me affidata, 2ª maschile. 13 Ottobre. Oggi, con orario pomeridiano per le classi maschili, hanno inizio le lezioni. La classe 2ª maschile, affidatami dal Sig. Direttore è costituita da alunni di prima dell’anno scorso e di ripetenti. Gli iscritti sono 42, ma se ne sono presentati solo 20. 25 Ottobre. Vacanza per le nozze della principessa Giovanna col Re Boris III di Bulgaria. 28 Ottobre. La Marcia su Roma. Ieri, nel dare la vacanza, ho fatto una sommaria biografia di Mussolini. 5 Novembre. Si ritorna a scuola dopo quattro giorni di vacanza per la festa dei santi, la commemorazione dei defunti e l’anniversario della vittoria. Non manco di parlare ai piccoli di queste date significative. 8 Novembre. Gli alunni che il primo giorno di scuola non si erano presentati, si presentano mano mano. In attesa faccio il ripasso del programma di 1ª classe, fermandomi sulle parti che presentano qualche difficoltà, in modo da poter aiutare gli alunni e poter iniziare lo svolgimento del programma di 2ª su solide basi. 19 Novembre. Il medico della clinica oculistica ha visitato gli occhi dei miei alunni: solo uno ne ha trovato sospetto di tracoma e devo mandarlo in clinica per una visita più accurata. 2 Novembre. Una nota per parlare degli elementi che compongono la mia classe. Su 42 inscritti, solo due non si son presentati, gli altri frequentano tutti. La classe è formata di 26 nuovi, il resto di ripetenti. I ripetenti son quasi tutti veterani della 2ª perché la maggior parte è formata di ripetenti di tre anni, per conseguenza sono alunni di 10 e 12 anni refrattari allo studio. Prevedo fin da ora che, nonostante i miei sforzi per portarli avanti, avranno molte difficoltà. 1 Dicembre. Da oggi le classi maschili seguono l’orario antimeridiano. (9-13) 3 Dicembre. Il Sig. Direttore ha tenuto nella Direzione un’adunanza degli insegnanti delle classi maschili col seguente ordine del giorno: – commemorazione della collega Martina Pisano deceduta nei giorni scorsi; saluto ai nuovi colleghi assunti in seguito all’ultimo concorso; tesseramento dei Balilla; Mutualità; disciplina degli alunni fuori di scuola.

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5 Dicembre. Si è fatto il controllo degli inscritti in 2ª classe. Della mia classe rimangono 42 inscritti. 6 Dicembre. La frequenza si mantiene buona. Dei 42 inscritti 38 si sono già presentati. Al mio richiamo per i non adempienti, mi è stato risposto che non vengono perché vanno a lavorare. 23 Dicembre. Da oggi sino al 1° gennaio cominciano le vacanze di Natale e di Capodanno. 2 Gennaio. Iniziando con oggi le lezioni del nuovo anno, debbo constatare come passano rapidamente i giorni di scuola senza che i libri di testo vengano consegnati agli alunni beneficiati è inutile parlare del danno che ne deriva se si pensa che gli alunni non possono esercitarsi nella lettura. 9 Gennaio. Anniversario della morte di Vittorio Emanuele 2°. Ricordai con opportuna lezione svolta il giorno 8, il Padre della Patria, narrando della vita e delle gesta compiute dal gran Re dall’inizio del regno sino alla morte. 13 Gennaio. Parlo della Mutualità e distribuisco i foglietti di propaganda. 24 Gennaio. Ritorno a scuola dopo dieci giorni di assenza perché malata d’influenza. La frequenza degli alunni è scarsa poiché ci sono, fra i ragazzi, molte malattie infettive. 28 Gennaio. Trasmetto al Sig. Direttore l’elenco degli alunni bisognosi che possono godere del beneficio della refezione, mediante il versamento di £ 0,10 per razione. 14 Marzo. Ritorno da scola dopo un mese di assenza per la nascita della bambina. Mi ha supplito la Signora Guinaldi. Nonostante la buona volontà della supplente sia per mantenere la disciplina, sia nello svolgimento del programma, posso dire di aver trovato i miei alunni mutati. Non sono più i ragazzi buoni e studiosi di prima, ma hanno una certa irrequietezza, e un’apatia per lo studio, che mi danno molto pensiero. Voglio sperare di rimetterli sulla giusta via e di riprendere il mio lavoro ordinato e sistematico. 24 Marzo. I ragazzi tornano alla scuola e la frequenza ritorna buona. Tre alunni ripetenti si son ritirati e penso che si ritiri, anzi si trasferisca. Anche uno che abita il campagna. 1° Aprile. Cominciano la vacanze Pasquali. Gli alunni sono abbastanza irrequieti, un po’ per la primavera che giunge, un po’ per le vacanze. Si ritorna a scuola il 6. 12 Aprile. Frequenza sempre ottima. Continuo lo svolgimento delle varie materie. Desidero affrettare l’insegnamento prima che giunga il caldo e quindi la svogliatezza. 20 Aprile. Domani si celebra il Natale di Roma. Il solo nome di Roma, la città eterna, la città dei Cesari, la capitale del mondo, faro luminoso e maestra di civiltà in ogni tempo, basta a riempire il

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cuore e la mente di ogni italiano di un tanto orgoglio. Parlo quindi della suggestività di tale ricorrenza. 8 Maggio. Accompagno gli alunni al teatro Verdi per assistere alla rappresentazione – Le avventure di Pinocchio – fatta da alunni delle 5ª classi. I ragazzi si sono veramente divertiti perché la rappresentazione è stata fatta con vera arte e l’operetta ha avuto un’interpretazione perfetta. 23 Maggio. È la vigilia dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia. Il Sig. Direttore di fare a scuola la commemorazione per ricordare le gesta e l’eroismo dei nostri padri dei quali oggi, domani e sempre dobbiamo esser degni. I ragazzi si sono molto entusiasmati, e fra l’entusiasmo abbiamo chiuso la lezione coi canti del “Piave”. 10 Giugno. Oggi comincia la settimana degli scrutini. Nonostante conosca già la capacità dei miei alunni, pure esorto i negligenti a studiare promettendo loro che se in questa settimana faranno bene, saranno anch’essi promossi. 17 Giugno. Si è chiusa la settimana degli esami con i saggi di componimento e di dettato inviateci dal Sig. Direttore. Alcuni alunni che erano nell’incertezza di passare, hanno mostrato in questa settimana buona volontà e facilmente potranno essere promossi. 21 Giugno. Oggi ho dato l’esito agli alunni che si sono mostrati soddisfatti. Su 30 presenti a fine d’anno, 23 sono stati i promossi, 5 gli ammessi alla seconda sessione, 2 i rimandati definitivamente. L’esito è stato soddisfacente se si pensa alle assenze che ho dovuto fare durante l’anno, 48 in tutto. Gli alunni hanno lavorato volentieri e hanno assecondato le mie fatiche. Prima di finire queste notizie della vita di scuola, voglio dare il resoconto delle somme versate dagli 8 alunni mutualisti, di cui 6 al corrente coi pagamenti. Somma versata alla direzione £ 63. Alunni inscritti Balilla: 19. 30 Giugno. Consegna di tutti gli atti scolastici. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Quest’anno mi è stata affidata una 2ª maschile di 42 inscritti, formata dagli alunni mie promossi dell’anno passato e di ripetenti. Ad eccezione dei ripetenti (quasi tutti di due o tre anni) conoscevo bene l’elemento è senz’altro mi posi a lavoro fiduciosa in una buona riuscita. La frequenza, che in un primo momento sembrava buona, verso la metà dell’anno difettò un po’, specie fra i ripetenti. La ragione principale è dovuta alle condizioni economiche delle famiglie che avevano bisogno dell’aiuto materiale dei ragazzi. Alla fine dell’anno le assenza furono più frequenti da parte di quelli che non speravano nella promozione, tanto che alla fine presenti erano 30. Ho svolto ampiamente il programma in tutte le sue parti, nonostante tale svolgimento sia stato un po’ turbato dalle assenze che dovetti fare in febbraio per la nascita di una bambina. Ho corredato il programma di numerosi esercizi, specialmente di dettatura e di lingua. Curai molto le nozioni varie che mi

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erano di valido mezzo per trarre esercizi di dettatura, componimento e di disegno. A questo esercizio gli alunni mostravano speciale predilezione, specie nel disegno spontaneo, delle buone attitudini che andavo mano mano incoraggiando. La condotta a inizio anno lasciò un po’ a desiderare specie da parte dei ripetenti; usai perciò molta severità per frenare la loro vivacità. Mi valsi per questo e anche per il profitto, della cooperazione delle famiglie con le quali conferivo spesso. In generale però gli alunni furono diligenti, puntuali e forniti del necessario per la scuola. Devo dire che le famiglie hanno sentito il dovere di coadiuvare il mio lavoro, per cui, l’esito finale, davvero soddisfacente, è stato il migliore compenso alle mie fatiche. Ho lavorato anche per seguire le direttive del Governo Fascista per quanto riguarda le Organizzazioni Giovanili e ho avuto inscritti 19 Balilla. Non ho trascurato la mutualità scolastica, però quest’anno non ho ottenuto l’esito dell’anno scorso, perché gl’inscritti sono stati solo 8 di cui 6 in regola con i pagamenti. I risultati sono stati i seguenti: su 30 presenti agli scrutini, 23 sono stati i promossi, 5 i rimandati alla 2ª sessione, 2 rimandati definitivamente. Non nascondo che il risultato è stato per me soddisfacente perché ha compensato le fatiche mie e degli alunni. Sassari, 4 luglio 1931.

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F. Fulvia Ricci.

Classe seconda maschile 1930/1931 della maestra Fulvia Ricci Inscritti

35

Frequentanti

34

Presenti a fine anno

32

Promossi

32

Balilla

25

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

10

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

17

Condizioni delle famiglie Povera

12

Agiata

13

Semiagiata

10

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13 Ottobre. Inizio oggi le lezioni. L’orario per i primi tre giorni è limitato a due ore pomeridiane. 16 Ottobre. Da oggi l’orario è di tre ore. I miei alunni di prima classe son tutti presenti. Oggi i frequentanti sono ventisette. 22 Ottobre. Dato che io ho solamente 34 inscritti, mentre la collega vicina d’aula ne ha molti di più, le cedo la mia aula ed io occupo l’aula vicina che è meno ampia. 28 ottobre. Commemorazione della marcia su Roma: vacanza. 30 Ottobre. Il numero dei presenti è diminuito a causa di alcune malattie infettive. 22 novembre. La maggior parte dei bambini è fornita del libro di testo. Con entusiasmo vien sfogliato e vengono osservate le illustrazioni colorate. Mi ha fatto piacere che gli alunni, spontaneamente, abbiano rilevato alcuni errori nelle figure, ad esempio: i colori della bambina disegnata a pag. 24, son mal disposti, e al posto del rosso vi è un arancione. 10 Dicembre. Oggi la classe è al completo. Tutti gli inscritti son presenti. 22 Dicembre. Da domani la scuola rimarrà chiusa per le vacanze di Natale. Si ritornerà a scuola il 2 gennaio. 7 gennaio. La notizia del brillante esito della transvolata effettuata dalla nostra flotta aerea, diffusa rapidamente, ha portato nella città un’insolita animazione. Per festeggiare il glorioso avvenimento, dopo aver raccolto in classe gli alunni e parlato con semplicità della nuova vittoria delle ali italiane, per ordine del Sig. Direttore congedo la classe. 16 Gennaio. Bella giornata di sole. Conduco gli alunni verso San Pietro e li faccio giocare nell’ampio piazzale davanti alla chiesa. 19 gennaio. Procedendo con calma e gradatamente, i miei alunni hanno fatto capienti progressi nelle diverse materie d’insegnamento. Pochi, pochissimi sono quelli che ancora non riescono a costringere la loro mente a ragionare. L’esiguità del numero dei ritardatari mi prova che sono sulla buona strada e mi fa ben sperare. 21 Gennaio. Arriva a Sassari l’on. Scoga. Le scolaresche e gl’insegnanti sono invitatati ad assistere alla visita che il luogotenente passerà nella piazza d’Italia ai temi giovanili di combattimento di tutta la provincia. 7 febbraio. Ha luogo oggi il tesseramento dei Balilla. Su 34 alunni 10 han pagato la quota d’iscrizione. 9 Febbraio. Noto una frequenza molto irregolare dovuta all’inclemenza della stagione e a molti disturbi influenzali.

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7 Marzo. Uno scolaretto ha ricevuto in classe, in occasione del suo compleanno, un piccolo grammofono. In seguito al mio permesso lo ha portato a scuola e tutti han goduto nel gustare le semplici e pur graziose suonatine. 23 Marzo. È l’annuale dei Fasci di combattimento. In classe vien festeggiata la ricorrenza con la distribuzione delle tessere ai Balilla. 7 Aprile. Si riprendono le lezioni. Son presenti tutti gli inscritti ad eccezione di tre sprovvisti di scarpe. 10 aprile. Oggi tema in classe: giunge la primavera. Veramente inaspettati gli svariati avvolgimenti tutti improntati di spontanea e genuina poesia. Non luoghi comuni, niente reminiscenze, e il massima parte corretti nella forma e nell’ortografia. 21 Aprile. Natale a Roma. Vacanza. 28 Aprile. Oggi componimento in classe su tema libero. Quanti svariati temi son venuti fuori! Il mio gattino. La mia mamma. I miei desideri. Le mie monellate ecc. Ho notato che lasciati liberi trovano argomenti e li colgono meglio che con il tema obbligato. 8 Maggio. Conduco i bambini Verdi, dove assistono alla rappresentazione dell’operetta “Le avventure di Pinocchio” rappresentato da alunni di altre classi. Si divertono moltissimo e tengono un contegno lodevole sotto tutti gli aspetti. 11 Maggio. I bambini hanno capito benissimo la distinzione tra le voci verbali ho, hai, ha, hanno, è, e le parole o, a, ai, anni, tuttavia qualcuno sbaglia per poca attenzione. Faccio degli esercizi speciali per abituare questi pochi a pensare prima di scrivere. 13 Maggio. Non ho parlato di numeri decimali, che fanno parte del programma di terza classe. Tuttavia è stato necessaria una piccola anticipazione dato che molti hanno imparato a leggere i prezzi osservati nelle diverse vetrine. 23 Maggio. Poche parole sulla guerra mondiale e sul nostro vittorioso intervanto fanno si che ogni Balilla sia orgoglioso d’essere Italiano. 10 Giugno. Ultimo giorno di scuola. Domani comincerà la settimana esame. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Terminato un anno di lavoro scolastico, svolto un nuovo ciclo di vita spirituale, chiamo la mia più alta e pura coscienza umana per esaminare e giudicare il mio operato, e volgendomi indietro domando se tutto è stato fatto e come è stato fatto. Iniziate regolarmente le lezioni verso la metà di ottobre, la frequenza procedette uguale da parte di tutti gl’inscritti e solo verso la fine di maggio due alunni si allontanarono per malattia. Rimasero così presenti a fine d’anno trentadue scolari e

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tutti meritavano la promozione alla terza classe. Quest’anno i miei scolari non erano più i bimbetti impacciati e spesso intontiti dello scorso anno, ma, cresciuti, eran diventati dei piccoli uomini che galoppavano per le vie del sapere. E il sapere ho fatto in modo che fosse una conquista loro, e ho vissuto con essi non per rimpinzarli di scienza, ma rifacendo con essi il mio sapere, guidandoli e forviando gli espedienti per facilitare questo bavaglio impercettibile e penoso. E ho cercato d’avvicinarmi all’animo di ciascuno perché non si sentissero soli, perché nello sconforto come nella gioia nell’assillo tormentoso e nella vittoria sapessero che c’era chi sapesse capirli e tradurre e interpretare tutti i loro palpiti. L’aula, piccina in verità, era occupata in massima parte dai banchi e ben poco spazio rimaneva libero. Bellina però nella sua semplice decorazione: su una parete la maestà de Re, la maschia figura del Duce, la Croce di Cristo Redentore e la bella immagine di Umberto di Savoia, simbolo della giovinezza d’Italia; nelle altre pareti manine, campagne, giuochi infantili, mensole con vasetti e fiori freschi. In u ambiente così fatto gli scolari han potuto lavorare con serenità e profitto. Ben preparati dalla prima classe, poco abili da faticare per ottenere la correttezza ortografica; al contrario molto richiese l’arrivamento al comporre. Per far acquistare agli alunni l’abitudine d’esporre con ordine e chiarezza le loro idee, dedicai ogni giorno un po’ di tempo per le narrazioni. Riassumere le lezioni del giorno precedente, un brano letto, una leggenda, riferire su un fatto accaduto, su un’illustrazione contemplata o su altro. Così ogni giorno ognuno ha sentito il desiderio d’essere ascoltato e, quasi senza rendermene conto, ha migliorato il linguaggio e la capacità di riflessione. Abituati a parlare i bambini han trovato facile il comporre e i pochi pensierini furono spontanei e ordinati e con un minimo di strafalcioni. La narrazione spontanea portò negli scritti degli scolari una varietà e una ricchezza d’aria spirituale da meravigliare. Cure continue richiese pure la lettura. Pretesi che sempre la lettura fosse fatta a voce alta e chiara e misi cura particolare per far comprendere il valore della punteggiatura. Cercai d’interessare l’alunno alla lettura, promossi gare e il risultato fu che la maggioranza degli scolari non davano a fine d’anno in chi li ascoltava leggere, quell’impressione di pensosa insufficienza a tutti ben nota. A far amare la lettura molto ha contribuito il libro di testo, libro adatto ai nuovi tempi, scritto con spirito forte e intonazione calda e fervida di patriottismo. Patriottismo che non è quello delle parole, languinoso e sdolcinato, ma quello dell’azione ardente che cura gli spiriti degli Italiani di domani, di un popolo che saprà conquistare il suo posto nel mondo. Ben a posto è, nei semplici raccontini del libro di lettura, l’esaltazione di quei valori morali – coraggio, disciplina, gerarchia, volontà, sagrifizio, onestà, prestanza fisica e morale – che soli possono condurre un popolo sulle vie di un grande avvenire. Non altrettanto adatto mi è sembrato il testo nella parte delle letture religiose. Troppo carico e pesante in alcune parti, per spiegare le quali bisogna far della teologia o per lo meno della dottrina vera e propria. Ho perciò alleggerito e ridotto in questa materia, senza con ciò diminuire l’efficienza didattica educativa dell’insegnamento religioso che solo può elevare il punto di vista spirituale dei nostri ragazzi e rafforzare moralmente l’azione della scuola. Per intero e bene sono stati svolti i programmi di aritmetica e di nozioni varie. Molti gl’inscritti alla Mutualità Scolastica e alle Organizzazioni Giovanili: i Balilla raggiungono il

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numero di venticinque, numero ben alto se si tiene conto che undici alunni appartengono a famiglie poverissime e sono sussidiati dal Patronato Scolastico. Sassari, 29 giugno 1931.

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G. Elvira Satta.

Classe seconda maschile 1930/1931 della maestra Elvira Satta Inscritti

45

Frequentanti

42

Presenti a fine anno

41

Promossi

26

Balilla

23

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

19

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

7

Condizioni delle famiglie Povera

15

Agiata

26

Signorile

4

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Ottobre. Dopo le vacanze, gli alunni della mia classe, sono venuti a scuola pieni di gioia e desiderosi di imparare; ed io, lieta di poterlo fare, mi sono confusa fra loro per cominciare il nuovo lavoro col solito affettuoso interessamento. I miei alunni sono 45 e quasi tutti provenienti dalla mia prima classe dell’anno scorso, 3 sono ripetenti e 5 provengono da scuola privata. Li ho trovati piccoli uomini affettuosi e diligenti e perciò ci siamo subito riaffiatati. In questo primo mese ho fatto intendere ai miei bambini quanto desidero da loro: buone volontà; massima cura nel compiere il lavoro, disciplina, amore reciproco, rispetto ecc. Io intanto comincio a rendermi conto del grado di capacità di ciascuno di loro. Facciamo numerosi esercizi di ortografia, di auto dettatura e di ripetizione per eliminare le deficienze individuali. Novembre. Studiamo una per volta le quattro operazioni: impariamo ad eseguirle con i numeri in colonna usando i termini appropriati e basando il calcolo sulla scomposizione dei numeri in decine e unità. Noto che gli esercizi di copiatura in bella scrittura giovano a fare acquistare ordine e a facilitare il sicuro possesso di una buona ortografia e perciò non tralascio questa parte dell’insegnamento. Dicembre. Essendosi verificati in città molti casi di scarlattina con esito qualche volta mortale, il numero dei frequentanti è sensibilmente diminuito. Questa diminuzione è dovuta al fatto che molti genitori cercano di allontanare il più possibile i loro figli dai contatti con gli altri bambini. Dei miei alunni se ne è ammalato uno solo con esito felice. Potrà ritornare nel prossimo gennaio. Natale! Capodanno! Epifania! Queste belle feste ci fanno ricordare, desiderare e fare nuovi proponimenti. E questi sono per noi altrettanti beni per i nostri esercizi. Gennaio. I miei alunni fanno spesso, oralmente, una specie di descrizione e di commento su quanto hanno osservato e sentito sulla giornata precedente. Ogni tanto faccio fare per iscritto questo esercizio. I bambini ne traggono molto giovamento. Febbraio. Impariamo a conoscere il valore delle parole spesa, ricavo, guadagno e a sapere i loro rapporti reciproci. Marzo. La scolaresca è quasi al completo. Essendo il periodo della scarlattina i piccoli sono ritornati alla loro scuola. I frequentanti sono 42, dei tre assenti due sono ammalati e uno, dopo la morte della mamma, non è più ritornato alla scuola e non ritornerà più per quest’anno. Notiamo le caratteristiche del mese e osserviamo quanto la natura offre d’inverno, d’interessante e di bello per farne oggetto del nostro lavoro. Aprile. In attesa della Pasqua parliamo della Risurrezione di Gesù e del rinnovarsi della stagione. Cerchiamo nella contemplazione della terra che risorge a nuova vita, nelle cose, nell’anima nostra, il senso delle parole di Gesù – io sono la risurrezione e la vita – perché germogli un più consapevole sentimento di felicità e di amore.

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Continuiamo gli esercizi metodici di calcolo mentale: ci prepariamo a risolvere i vari quesiti e a fare con sicurezza questa o quella operazione. Maggio. È stata rappresentata nel teatro Verdi da alunni delle scuole elementari, a beneficio del Patronato Scolastico, l’operetta “Le avventure di Pinocchio”. La mia classe è intervenuta quasi al completo per godere del bello e divertente spettacolo e contribuire ad aiutare gli alunni più bisognosi. Giugno. Abbiamo terminato le nostre lezioni. Ora facciamo continuamente conversazioni sulle cose che abbiamo appreso durante l’anno sul mondo scolastico e famigliare e sugli avvenimenti che man mano si succedono. Io faccio del mio meglio perché le lezioni di questi ultimi giorni,riescano utili e piacevoli e lascino nell’animo dei mie alunni, alla vigilia di lasciare la scuola per il riposo delle vacanze, un ricordo grato della fatica di quest’anno, fatica fatta di amore e di fede. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. La seconda classe da me diretta quest’anno contava 45 inscritti, 37 provenienti dalla mia prima classe dell’anno precedente, 5 da scuola privata, e ripetenti. Ragazzetti in massima parte di 7 anni, graziosi, buoni, affettuosi, intelligenti, volenterosi, desiderosi di imparare. Questo è confermato dall’esito finale 26 promossi, 10 ammessi alle prove di riparazione 5 rimandati su 41 presenti a fine d’anno. I cinque alunni esclusi hanno frequentato e profittato molto poco perché malaticci. Per ciò non ho potuto usar con loro l’indulgenza di ammetterli agli esami autunnali perché hanno realmente bisogno di ripetere la classe. Fra quelli ammessi alle prove di riparazione alcuni sarebbero potuti essere fra i promossi; ma ho voluto imporre loro l’esame di riparazione per obbligarli ad esercitarsi durante le vacanze avendo concluso, durante l’anno, meno di quanto avrebbero potuto. Da quanto ho esposto ho motivo di rallegrarmi del profitto della mia scolaresca e della soddisfazione che a me e alla maggior parte degli alunni è venuta dal lavoro compiuto nell’intero anno con amore e letizia. Dei 42 alunni frequentanti, 23 si sono iscritti all’O. N. B. devo far presente che tutti erano desiderosi di iscriversi e che lo avrebbero fatto se le condizioni economiche delle rispettive famiglie lo avessero permesso. Sassari 30 giugno 1931.

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H. Maria Solinas.

Classe seconda maschile 1930/1931 della maestra Maria Solinas Inscritti

56

Frequentanti

42

Presenti a fine anno

38

Promossi

22

Balilla

6

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

28

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

7

Condizioni delle famiglie Povera

29

Agiata

18

Benestante

4

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26 Gennaio. Mi è stata assegnata una scuola che sarà mia per tutto l’anno. Lo desideravo da tanto, ma non ne ho provato nessunissima gioia; anzi! … … Per la prima volta, ho una classe maschile e per giunta numerosissima: 52 frequentanti. Quando la signorina Solinas, dopo avermi fatto la consegna di tutto, mi ha lasciato, mi son trovata smarrita. I bambini hanno chiacchierato quanto hanno voluto: sono sgarbati e maleducati tanto che io ho dovuto farmi forza per trattenere le lacrime. Come vorrei poter pensare che questi bambini dovrò tenerli per poco! Forse, avrei un po’ più di forza e minor disperazione. Non posso far altro che affidarmi al Signore e sperare nel suo animo. 4 Febbraio. Non conosco ancora bene la capacità intellettuale di tutti i bambini, dato che non faccio che due ore e mezza di lezione. Però mi sono accorta che alcuni scrivono bene e che sono abbastanza ordinati. Nell’aritmetica, piuttosto, sono indietro un po’ tutti. Molti leggono ancora sillabando e quasi tutti non osservano la punteggiatura. Alcuni parlano in dialetto, senza neppur tentare la traduzione; e questi naturalmente, fanno ridere beatamente gli altri e mettono a dura prova la mia pazienza. In generale, la pulizia è poco osservata ed ho dovuto mandare indietro parecchi bambini, schifosamente sporchi. Spero di riuscire a ottenere se non la pulizia perfetta, almeno la decenza. 7 Febbraio. È successo, oggi, cosa che non avrei immaginato in una seconda, nonostante alcuni bambini abbiano già 13 anni. Ho sequestrato una letterina … … amorosa e … … piena di strafalcioni. 16 Febbraio. In questi giorni, i bambini assenti sono molto numerosi. Non me ne meraviglio dopo che son giorni di festa e le stesse assenze son lamentate in tutte le classi. Mancano i bambini che meno sanno e più disturbano; sicché io posso occuparmi, con un po’ di calma, dei presenti e ripetere loro tutte le spiegazioni già fatte. Quando tutti son presenti, è così difficile far degli esercizi alla lavagna! 7 Marzo. Quanto più conosco i bambini, tanto più mi sgomento. Quanti ragazzacci! Mi umilia essere costretta a vedere e sentire certe cose. Non hanno un briciolo di innocenza e le loro parole con i loro atti mi disgustano e mi meravigliano tanto che non so come comportarmi. Non si pentono di nulla e tante volte, mi pare stupiscano del mio sdegno. Se poi non arrivo a capire ciò che han detto, o scritto, o disegnato, come mi stizzisce il loro sorriso di trionfo! Come saranno le loro mamme? Certi giorni, me li mandano così sporchi che se ne risente, non poco, anche il mio naso. La miseria è grande, si, ma non scusa tutte queste cose. Finalmente abbiamo avuto il tanto sospirato libro di testo. Ho detto che lo darò ai bambini buoni e mi pare che questo me li trasformi un pochino. Ma quanto durerà questa trasformazione? Non basta un premio a risanare un’anima. 30 Marzo. Ho dato il libro a tutti, per non dovermi sorbire le lamentele delle mamme, che son troppo pettegole. I bambini sono rimasti molto contenti e mi han promesso di tenerli con cura. Hanno grande mania di leggere, ma leggono molto male. Negli esercizi di lingua, noto qualche

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miglioramento; però hanno sempre molta necessità del mio aiuto. La tavola pitagorica è lo scoglio di tutti anche dei più intelligenti e perciò non voglio correr troppo. 10 Aprile. La primavera ha portato un po’ di gioia dappertutto, ma non nella mia scuola. Sono già così stanca! Forse, se non avessi due scuole e lavorassi un po’ meno, non mi lascerei vincere dal disgusto che mi ispirano le parole di questi bambini e, forse, saprei trovare il modo di correggerli. Invece, me ne sento troppo incapace e continuo a venir nella mia scuola con a tristezza più grande. In quante scuole sono andata e rimasta volentieri! Ho trovato bambine buone, educate, affettuose ed era così bello lavorare con loro! Anche nella mia scuola c’è qualche bambino caro, qualche fiore fra tanto fango, devo stare bene attenta perché gli altri non li rovinino e quasi non sento la gioia che mi dà il loro affetto. 8 Maggio. Oggi ho condotto al Verdi 27 bambini, per la recita del Pinocchio. Poveri piccoli, come ne son rimasti felici! Mi pare di non averli sentiti mai, come stamani, tanto vicini a me. Mi divertivano le loro esclamazioni, il loro entusiasmo e le domande di qualcuno. Avevo con me i più piccoli, che son sempre i più cari e, di essi, solo due o tre erano già stati a teatro. Avrebbero voluto rimanere sempre li ed anche io sarei stata ben contenta di far continuare la loro gioia e di sentirli sempre come in quei momenti. 15 Maggio. Comincio a disperarmi. Mi pare che i bambini siano troppo indietro, specialmente nell’aritmetica. La divisione pare non vogliano capirla. Certi bambini la fanno bene, ma altri non ne hanno capito proprio nulla. Certe sere, il caldo insopportabile concilia il sonno e se anche riesco a tenerli desti, lavorano malvolentieri. Non vedo che visi bagnati di sudore e, sui quaderni, le impronte delle mani sporche e sudate. Non bastava il loro disordine! 30 Maggio. Le scuole stan per finire, però mi accorgo che i bambini non sono più molto asinelli. Certo, quelli che mi han seguito sono pochi, ma mi basta osservarli per sentire che non potevo ottenere di più. Hanno imparato la divisione e risolvono benino anche i problemini. Ne ho fatto fare molti alla lavagna ed alcuni sul quaderno. Risolvere un problema, per loro, è una gioia, specialmente quando non hanno necessità del mio aiuto, come so soddisfatti quando fanno bene! Ma quanta indifferenza in quelli che sbagliano! 5 Giugno. Oggi il Sig. Direttore ha visitato la mia scuola. È rimasto scontentissimo e a me è molto dispiaciuto, perché ho lavorato e sofferto. Ho bambini che passano in istrada le loro giornate, bambini che non hanno più niente da imparare, bambini che mi osservano in un modo che mi umilia, mi urta e mi fa ribrezzo. Ma occupata, si, me ne sono, perché questo era il mio dovere e anche per non dover sempre arrossire. Potevo io, in quattr’ ore, togliere dalle loro anime il fango che vi si è accumulato in una intera giornata?

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10 Giugno. Oggi son finite le lezioni regolari; venerdì comincerà la settimana di scrutinio. Voglio dimenticare tutto, anche ciò che mi ha fatto soffrire in questi giorni, nonostante le promesse fatte dopo la visita del Sig. Direttore. 17 Giugno. Allo scrutinio eran presenti 38 bambini. Ne ho promosso 22 ed escluso quattro. Dei dodici rimandati alla seconda sessione, penso che la metà possa superare l’esame. Finito tutto: lascio i bambini senza nessun rimpanto. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Primo anno d’insegnamento a Sassari! L’avevo tanto desiderato e sognato, perciò la realtà mi parve più amara, resa più viva dalla crudezza del contrasto. Non ebbi una classe di bambine, ma una di maschietti: una seconda di 52 scolari non più piccini, perché in massima parte ripetenti, appartenenti a famiglie rozze e ignoranti. Forse, se la classe fosse stata mia sin dall’ottobre, avrei anche potuto dominarla, ma essa mi fu affidata verso la fine del gennaio, quando la titolare, signorina Solinas, partì per Roma. Cominciai col non riuscire ad ottenere quella perfetta disciplina che caratterizza le classi in cui l’insegnante conosce perfettamente ogni alunno ed è da essi perfettamente conosciuto. Inoltre, fin dal principio avvennero certi fatti per cui il mio cuore si chiuse. Troppo grande è la differenza tra la scuola teorica e la scuola pratica, la scuola vera, quella che gli insegnanti novelline non abbiano mai conosciuto. A chi per la prima volta s’accinge a salire un’asta faticosa, l’ascesa sarà certamente difficile. Che dire, poi, se essa è tale da far perdere “la speranza dell’altezza?” Forse, se avessi avuto una classe mia, meno numerosa e … … … un pochino meno rozza, sarei pienamente riuscita. Mi si dirà che l’arte dell’insegnante si vede nelle difficoltà; ma la più elementare teoria ci insegna che le difficoltà devono essere graduate, ne può pretendersi che un’insegnante che è alle prime armi sappia usare tutti quegli espedienti che sono frutto della buona pratica. Data la eccessiva miseria dell’annata, molti bimbi si ritirarono non potendo affrontare l’intenso freddo dell’inverno con lo scarso vestiario e l’ancor più scarso cibo. Altri s’ammalarono di malattie infettive (che, ben si sa trovano larga diffusione negli ambienti poveri e sporchi) e in seguito si ritirarono. Così i frequentanti, al maggio, rimasero in numero di 42, poi si assottigliarono ancora, e allo scrutinio ebbi 38 presenti, di cui 22 furono promossi, 4 esclusi e 12 rimandati alla 2ª sessione. Il programma fu svolto e riepilogato. La scolaresca non rispose che molto parcamente alle mie richieste in favore dell’Opera Nazionale Balilla e delle opere assistenziali post-scolastiche. Ebbi solamente 6 bambini iscritti tra i Balilla e 7 mutualisti di cui solo 2 al corrente con i pagamenti. Ciò si spiega molto bene, se si pensa alle infelici condizioni finanziarie dei miei scolari. Avrei voluto che anche i mie poveri scolari godessero dei benefici della biblioteca scolastica, ma non potei avere nessun libro. Ciò aggravò naturalmente le condizioni intellettuali (già in felicissime) delle scolaresche e, per colmo di sventura, i libri di stato arrivarono con enorme ritardo, per cui i 28 sussidiati non poterono, si può dire, fare esercizi di lettura, quindi maggiormente si disarmarono dello studio, per quanto io cercassi di attirarli con la lettura del Pinocchio e di vari giornalini che distribuivo ottenendone solo temporanei

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miglioramenti. Non può dirsi ch’io non facessi del mio meglio per attirarli, anche con mio personale sacrificio, ma la terribile nemica della scuola, la strada, demoliva ogni mia opera ed infiacchiva nei bimbi ogni slancio di bene. In fondo, essi mi destavano una grande pietà e avrei voluto dare il sorriso dell’innocenza alla loro infanzia dolorante. Ma la purezza infantile, la freschezza che fa dello sguardo d’un bimbo uno sguardo d’angelo, non sono che rarissimamente prerogativa delle classi misere in cui ogni idealista si spegne e di fronte al mistero di tante abbandonate anime di bimbi, non si può che piangere e pregare … … …

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I. Martina Pisano. Francesca Sotgia.

Classe seconda maschile 1930/1931 maestra Martina Pisano/Francesca Sotgia Inscritti

36

Frequentanti

30

Presenti a fine anno

29

Promossi

20

Balilla

16

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

13

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

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9 – 2 – 1930. Mi viene affidata oggi la scolaresca della collega Martina Pisano. Morta lo scorso novembre. Essa aveva consacrate le migliori energie al bene della scuola ed in essa, dopo vari mesi dalla sua morte, pare regni un senso di tristezza che mi ha subito colpita. I fanciulli sono calmi e disciplinati e ciò è consolante per me. Vorrei far molto per questi piccoli, vorrei che essi corrispondessero alle mie fatiche e che il mio lavoro non fosse infruttuoso. L’inscritti sono 34, i frequentanti 32. Cerco di conoscere sempre più i miei scolari. Il cambiamento delle insegnanti influisce non poco sul profitto della scolaresca, onde è necessario rifare la parte del programma già svolto per conoscere il noto di ciascun fanciullo prima di andare avanti. 23 – 2. È necessario insistere molto sulla scrittura perché, in generale, i fanciulli sono poco ordinati, né osservano affatto le righe ed il margine. Anche gli esercizi di lettura alla lavagna e sul quaderno devono essere molto frequenti perché molti leggono stentatamente. Parecchi fanno benino la dettatura e gli esercizi di lingua, qualcuno confonde i diversi suoni. Quasi tutti gli alunni hanno versato i danari per la pagella. I Balilla, i quali hanno pagato la tessera, sono 4. Molti vorrebbero inscriversi all’organizzazione ma sono privi di mezzi. Un solo scolaro è sprovvisto del grembiulino nero, ma solo pochi hanno il colletto. 2 – 3. Mi son dovuta assentare per motivi di salute dal 25 febbraio al 1 marzo. Oggi ho fatto ritorno a scuola. Gli alunni presenti sono pochi. 7 – 3. In questo periodo, parecchi fanciulli si sono assentati per motivi di salute. Durante questo mese, ho cercato di conoscere bene i miei scolari e, finalmente, posso giudicare la capacità intellettuale di ciascuno, la volontà dimostrata nello studio e nell’adempimento dei propri doveri. Non posso lamentarmi della condotta della scolaresca perché, sino ad ora, non ho avuto da deplorare atti di indisciplina. Non mancano gli alunni svogliati, i quali si presentano a scuola poco puliti e non si curano di eseguire i compiti assegnati a casa. È necessario insistere molto sull’ordine, sulla pulizia. Ho cercato di convincere i genitori ad inscrivere a Balilla i propri figli. Parecchi hanno versato la quota, altri hanno promesso di versarla, non pochi però hanno dichiarato di trovarsi nella impossibilità di fare tale spesa. Spero però di riuscire ad ottenere che il numero dei Balilla aumenti. 12 – 3. Il numero dei Balilla aumenta e ciò mi fa molto piacere perché mi denota che i mie sforzi non sono stati vani. Continuerò l’opera di persuasione presso i genitori degli alunni e mi auguro che essi riconoscano come dovere l’inscrivere i fanciulli alle organizzazioni femminili fasciste. Quasi tutti giorni qualcuno si presenta per chiedere chiarimenti e coloro che si trovano nell’impossibilità di pagare la tessera si mostrano dolenti e si augurano di poter presto adempiere al dovere di Italiani e di Fascisti. Certo, se la classe mi fosse stata affidata dal principio dell’anno avrei ottenuto molto di più dalla mia opera di propaganda e sono sicura che a nessuno dei mie piccoli sarebbe mancata la tessera di Balilla. Qualcuno dei non sussidiati che, poco tempo fa, nell’agiatezza, si presenta spesso senza l’occorrente e ciò perché non pochi risentono i tristi effetti

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della disoccupazione che costringe molte famiglie a vivere nella miseria. Cerco di rimediare come posso a tali inconvenienti e premetto che i fanciulli non profittino per questi motivi. Non mi mancano le penne di riserva ed i quaderni, e i fogli vengono distribuiti in caso di necessità. 18 – 3. Con soddisfazione, constato che molto si è fatto in poco più di un mese. Ciò perché i mie fanciulli sono disciplinati, volenterosi e frequentano la scuola con onore. 24 – 3. Il numero dei Balilla da 4 è aumentato a 12. Molti fanciulli, che prima erano sprovvisti del collettino bianco ora lo posseggono e, non lo dimenticassero a casa, la divisa scolastica sarebbe sempre perfetta. Certo non mancano gli indolenti, i quali si presentano con le orecchie ed il collo sudici, ma non riescono inutili gli avvertimenti che loro rivolgo. Insistendo continuamente, si ottiene molto. È stato trasferito a questa scuola l’alunno Stivari. È un fanciulletto disciplinato e diligente ed i compagni gli hanno fatto festa. Due alunni, che sino al mese scorso frequentavano, si assentano per motivi di salute. 28 – 3. I miei scolari continuano a mostrarsi disciplinati ad eccezione di due o tre che in certi momenti, si mostrano irrequieti e distratti; gli altri hanno un contegno lodevole. Le ore trascorse a scuola sono veloci e quando la campana suona per l’uscita riconosco che tanto si sarebbe ancora potuto fare. Il grave inconveniente che nuoce moltissimo al profitto della scolaresca è l’orario limitatissimo. Quasi sempre, supplisco nella classe di qualche collega ed i mie scolari invece di quattro ore di lezione ne hanno 3. Come è possibile fare tutto ciò che vorrei con l’orario limitato a tal punto? Sono riuscita ad ottenere maggiore accuratezza nella scrittura e maggiore sveltezza nel calcolo e nella esecuzione delle operazioni. I fanciulli non leggono stentatamente, come una volta, perché tutti i giorni non tralascio gli esercizi di lettura. 31 – 3. Incominciano da oggi le vacanze pasquali. I ragazzi sono più irrequieti del solito. Li rende tali il pensiero della libertà che godranno per 6 giorni. Oggi l’uscita è alle ore 16. 7 – 4. Abbiamo fatto ritorno a scuola dopo 6 giorni di vacanza. Parecchi alunni sono assenti. Ho interrogato i miei scolari nelle lezioni che dovevano studiare a casa, ma ho constatato che la scuola si dimentica, quasi completamente, nelle vacanze. Ho licenziato la scolaresca alle 11 perché, essendosi verificati vari casi di scarlattina verranno disinfettate le aule. 12 – 4. Gli alunni assenti hanno fatto ritorno a scuola. Constato che nei pochi giorni di vacanza i fanciulli hanno dimenticato cose. Parecchi trovano difficoltà nelle operazioni e non pochi fanno male il dettato. Stento a riconoscere i miei scolari, che prima erano tanto disciplinati e mi davano tante soddisfazioni. Mi chiedo come sia avvenuta tale trasformazione, in pochi giorni di assenza dalla scuola, e studio il mezzo migliore per far ritornare i miei scolari buoni come li lasciai prima delle vacanze. 14 – 4. Ho iniziato la distribuzione dei francobolli a beneficio della lotta antitubercolare. Il libretto è stato esaurito oggi stesso.

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20 – 4. Ho parlato oggi del Natale di Roma. Con quale attenzione e con quanto entusiasmo i fanciulli hanno ascoltato la leggenda riguardante la fondazione dell’eterna città! Domani i Balilla parteciperanno al corteo che si formerà per la celebrazione del 21 aprile. 7 – 5. Fervono i preparativi per la recita che i fanciulli delle scuole elementari faranno al Verdi la notte del 4. Quanto entusiasmo manifestano i mie scolari per il burattino di legno, del quale conoscono ed amano tanto la storia! Quanto è vero in loro il desiderio di vedere l’operetta e chissà che farebbero per assistere alla rappresentazione. 8 – 5. Oggi ho condotto i miei scolari al polite atro Verdi per assistere all’operetta Le avventure di Pinocchio. Quanta gioia nei piccoli in questo giorno! E si sono presentati a scuola più presto del solito puliti ed ordinati. La novità di recarsi al polite atro insieme con la maestra ed i compagni per vedere il burattino tanto a loro caro, li rendeva raggianti. Tutti hanno assistito con vivissimo interesse all’operetta, la quale è terminata alle 12 e mezzo. 15 – 5. Parecchi alunni in questo periodo non frequentano perché si recano in campagna. Non ho cessato di insistere per l’iscrizione a balilla, nonostante si avvicini la fine dell’anno, e spero che alcuni riusciranno, a poco a poco, a versare i soldi per la tessera. 23 – 5. Ho celebrato nella mia scuola la ricorrenza del 24 maggio. I mie scolari hanno partecipato con vivo interesse alla lezioncina. 30 – 5. Alla presenza del ministro Aurbo alle ore 22 c’è stato il saggio ginnastico degli alunni. La piazza d’Italia offriva uno spettacolo imponente. In essa erano schierate le alunne dell’istituto magistrale, le piccole italiane e i balilla, gli scolari delle scuole elementari. 3 – 6 – 931. Altri 8 Balilla hanno avuto oggi la loro tessera. Con quanto entusiasmo essi l’hanno ricevuta! 3 – 6. Nelle ore 18 il Sig. Direttore ha riuniti gli insegnanti. Dopo aver manifestato il duo vivo compiacimento per la buona riuscita della recita dell’operetta “Pinocchio” e del saggio ginnastico, ha avuto parole di lode per l’opera compiuta dagli insegnanti per l’iscrizione degli alunni alle organizzazioni giovanili fasciste. Il numero degli inscritti è soddisfacente perché esclusi i sussidiati, esso raggiunge quasi quello dei frequentanti. Il Sig. Direttore ha letto in seguito il regolamento riguardante gli scrutini e gli esami ed ha fatto varie raccomandazioni al riguardo. 13 – 6. Il Sig. Direttore ha inviato il tema “La mia scuola”. I miei alunni lo hanno svolto quasi tutti bene e con la massima accuratezza. Ciò è una grande soddisfazione per me che ho lavorato tanto, valendomi delle pochissime ore che potevo dedicare alla mia classe perché quasi tutto l’anno dovetti supplire in altre scuole.

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17 – 6. È questo l’ultimo giorno di scuola. Quanta irrequietezza nei mie scolari! Quante cose essi hanno da dire! Coloro i quali sono certi della promozione non possono contenere la gioia, gli altri sono ansiosi e tristi. Chissà in quali condizioni faranno ritorno

questi scolaretti l’anno venturo! Di certo

dimenticheranno molto nelle vacanza. Chissà se potrò averli in 3ª! Temo di no. Prima di separarci, forse per sempre, abbiamo rivolto un pensiero ed una preghiera alla buona maestra morta. Gli alunni presenti allo scrutinio sono 28. Di essi 20 sono i promossi, 8 i rimandati alla 2 sessione. L’alunno privatista è stato promosso. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi fu affidata la classe il 2 febbraio. Gli alunni inscritti, compresi i trasferiti entro l’anno da altre scuole, risultano 36, i frequentanti 30, i presenti alla settimana di scrutinio 28 più uno privato, i promossi 20 più uno privato. Trovai la scolaresca disciplinata e a buon punto nello svolgimento del programma. La Maestra Martina Pisano, che l’aveva bene preparata alla classe 2ª, morì all’inizio dell’anno scolastico, la scolaresca fu affidata ad un’altra insegnante. Io l’ebbi quindi a metà d’anno; ma ciò nonostante, i risultati ottenuti sono soddisfacenti. Non essendo molto numerosa, ho potuto conoscere bene gli scolari in pochi giorni e mi è stato facile interessarmi di tutti. Certo, il cambiamento delle insegnanti ha influito non poco nel profitto. La scolaresca, durante l’anno, non poté avere l’orario completo perché quasi tutti i giorni, dovevo recarmi in altre classi per supplire. Dovetti perciò lavorare non poco per ottenere frutti soddisfacenti, valendomi delle ore limitatissime, di cui mi era dato disporre. Il programma delle diverse materie è stato interamente svolto. Sono riuscita ad ottenere una certa correttezza nel dettato e negli esercizi di lingua, insistendo in special modo nella distinzione dei vari pensieri e nella punteggiatura. A fine d’anno, i miei scolari hanno potuto presentarmi dei compitini accuratamente svolti, tali da rendermi soddisfatta. Molto insistetti, sin dal principio, sull’ordine, sulla pulizia, sulla scrittura, riuscendo ad ottenere un grande miglioramento. Di sicuro, i fanciulli dimenticheranno molto nelle vacanze e, nella terza classe, sarà bene insistere ancora e molto sulle operazioni e sulla tavola. Gli esercizi di lettura sono stati fatti tutti i giorni durante l’anno, ma ho raccomandato agli scolari di leggere molto nelle vacanze per vincere quella stentatezza, di cui dovetti lamentarmi, nonostante i continui esercizi. Molto interesse prestò la scolaresca alla conversazioni ed alle lezioncine di religione. Non tralasciai di insegnare canzonette patriottiche e varie. Certo, i frutti sarebbero stati molto più soddisfacenti se avessi potuto dedicarmi esclusivamente alla classe affidatami ma dovetti esplicare l’opera mia in varie classi. La settimana di scrutinio si svolse dall’11 al 17 giugno. Dei presenti, 8 furono rimandati alla seconda sessione.

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J. Luigia Fichina.

Classe seconda maschile 1930/1931 maestra Luigia Fichina Inscritti

39

Frequentanti

36

Presenti a fine anno

36

Promossi

24

Balilla

20

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

14

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

6

Condizioni delle famiglie Povera

20

Agiata

4

Modesta

14

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12 Ottobre. Oggi primo giorno di scuola. Si presentarono in classe parecchi dei miei alunni: un diciassette in tutto. Siamo nell’aula del piano superiore, pulita, ampia, luminosa; a finestra spalancata entra tanta aria e tanta luce da sentirsi ritemprar lo spirito. Notai subito nei ragazzi un senso di soddisfazione. Tale quale io lo provai. Rimanemmo a scuola per il periodo di due ore, lungo abbastanza, considerando che si dovette stare inoperosi, giacché gli alunni si presentano con il solo cartellino d’iscrizione e in classe si era perfino sprovvisti d’un po’ di gesso. Non ci rimase che conversare insieme, io l’interrogai sugli svaghi delle vacanze e sulle loro occupazioni giornaliere. Sono scolari miei del passato anno che io conosco abbastanza, ma dopo una confidenziale chiacchierata mi parve conoscerli meglio. 15 Novembre. Oggi venne in classe il sanitario per la visita medica. Riscontrò tracomatosi due alunni che avevano frequentato la prima classe con me nel passato anno. Mi dispiacque, i due piccoli mi erano affezionati e per giunta profittavano delle lezioni con visibile compiacenza delle famiglie. Riscontrò pure un alunno iniziato all’infezione tracomatosa, ma per quello il sanitario mi ingiunse di tenerli in classe raccomandandomi di mandarlo giornalmente all’ambulatorio per una quindicina di giorni. Adesso il numero dei frequentanti è ridotto a 36 e il numero degli inscritti a 39. 25 Novembre. Ho notato che nella mia classe parecchi alunni sono malarici e a giorni alterni vengono colti da brividi, mi affretto a mandarli a casa prima che la febbre sopraggiunga al brivido. Vanno tutti all’ambulatorio per la cura contro l’infezione malarica e spero che il disturbo febbrile cessi per sempre. Batto e ribatto sulla necessità della cura continuata, senza interruzione e pare che questa necessità sia penetrata nella coscienza dei ragazzi e delle famiglie perché sottostanno alla cura con regolare precisione. Nella scorsa settimana anche due alunni s’ammalarono di scarlattina, ma ritornarono dopo parecchi giorni col certificato medico in buone condizioni di salute e non si verificarono altri casi. 4 Dicembre. Il Sig. Direttore tenne in questi giorni un’adunanza trattando vari argomenti; in modo speciale della disciplina degli alunni, della puntualità alla scuola (nonché di quella dei maestri) e del buon indirizzo che dobbiamo dare alla scolaresca per far acquistare abitudini d’ordine personale, d’igiene e d’educazione. Trattò pure il rinnovo della tessera dei Balilla per l’anno 1931 e delle assicurazioni dei Mutualisti. Mi affrettai il giorno dopo a richiamar le mamme per principiare il pagamento delle quote degli alunni già tesserati dall’O. N. B. e per incitare altre ad inscrivere i loro figlioli alla suddetta associazione e ne ebbi delle promesse vaghe. 16 Dicembre. Mi si chiese dall’associazione dei fasci – per il tramite della direzione – una nota degli alunni più poveri da proporre al dono della Befana. Inviai l’elenco comprendendovi tutti gli alunni appartenenti a famiglie disagiate, che già proposi al Patronato per il sussidio del corredo scolastico.

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2 Gennaio. Mi mandarono dalla direzione i bigliettini per gli alunni ammessi al dono della Befana Fascista: sono 13, quanti io ne richiesi. È l’opera più bella che si possa fare offrire un dono a questi poveri piccini che hanno per balocchi bottoni, vecchie scatole, chiodini e simili pasticci. Se poi il dono sarà di pratica utilità tanto meglio, le famiglie ne riconosceranno il maggior valore e sarà vantaggio per i piccoli. 10 Gennaio. Ieri si ebbe la soddisfazione di veder comparire in classe la bidella coi tanto attesi libri per gli alunni poveri. Fu un lampo di gioia che brillò negli occhi degli interessati, ma poi guardando bene ed ammirandoli all’entusiasmo subentrò un senso di sgomento e di penosa attesa. I testi erano infatti 5 e i sussidiati sono in numero di 13. La circolare della direzione consigliava di sorteggiare i nomi degli alunni poveri sprovvisti di libro; così feci e fra l’attesa generale i nomi dei 5 fortunati vennero fuori e 8 rimasero delusi e imbronciati e veramente scontenti infondo all’animo. Oggi ricevetti proteste e proteste dalle mamme, confessioni di miserie da destar pietà. Qualcuna minaccia di non continuare il pagamento della Mutualità per comprare il libro, altre mi assicurano che non possono e non potranno comprarlo in seguito prospettandomi un quadro di tribolazioni e di miserie: mariti disoccupati, famiglie numerose, necessità di pane più che di libro. Io ho una mia opinione in fondo all’anima ed è questa: non promettendo aiuti ad alcuno a quest’oggi tutti gli alunni sarebbero provvisti del testo, anche a costo dei più duri sacrifizi da parte delle famiglie. 24 Gennaio. Oggi una circolare inviata dalla direzione annuncia che – i fasci femminili – intendono dare la refezione agli alunni più poveri proposti dall’insegnante della classe; però, tale benefizio si concede mediante il pagamento d’un soldo giornaliero da parte di ciascun scolaro. Partecipai la nuova ai ragazzi, accennando in particolare alla quota giornaliera, pregandoli di darmi una risposta favorevole per il giorno dopo. Le risposte furono vaghe, nulla di preciso. Breve; preparai un elenco di tutti i sussidiati con la noticina: “Non assicuro che il soldo venga consegnato”. Si capisce che la refezione non verrà data a quelli che non pagano e ho mezza convinzione che nella mia classe non verrà consumata che da pochissimi. 2 Marzo. Oggi (dietro richiesta della direzione che ci fa obbligo di insistere presso le famiglie degli alunni affinché aumenti il numero degli inscritti all’O. N. B.) inviai alla suddetta direzione un altro elenco di soli tre alunni, non più, con le relative tasse d’inscrizione. Adesso in tutto sono 9 i Balilla della mia classe e per quanto mi sia interessata presso i genitori per ottenere l’adesione all’inscrizione, mi fu inutile, il maggior numero (e sono i più) si rifiutano decisamente per mancanza di soldi. 15 Marzo. Una circolare della direzione lamenta l’esiguo numero degli alunni inscritti all’associazione Balilla e chiede che si procurino nuovi inscritti incitando la scolaresca, coi nostri migliori mezzi persuasivi , ad inscriversi possibilmente al completo. Confesso che ho fatto del mio

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meglio e sono appena riuscita a convincere altri tre alunni, cioè le famiglie per loro. Adesso, in tutto, nella mia classe i Balilla sono 9, non più. 31 Marzo. Per la giornata del Fiore sono già in vendita i francobolli per la propaganda antitubercolare. La festa ricorrerà il giorno di Pasqua, giorno di pace e d’amore e in cui dovrà pur manifestarsi il senso umanitario per i fratelli sofferenti verso cui è riferita l’opera risanatrice. Io inviai già i soldi raccolti tra gli scolari alla Direzione. 9 Maggio. Ieri mattina passata al teatro verdi con la scolaresca. Si rappresentava l’operetta “Pinocchio”. I miei alunni conoscevano bene la storia del burattino per averla sentita leggere da me a scuola e fu con maggiore entusiasmo che intervennero. Tutto li interessò e li entusiasmò e tanto maggiore fu il loro interesse in quanto fu naturale e vivace la parte sostenuta dai piccoli attori. Gioia per gli occhi di tutti fu la parte coreografica, ravvivata e resa più bella delle diverse variazioni di luce, e avvincente fu per l’anima infantile la dolcissima musica e le fresche voci che si accompagnavano al canto. Una mattinata indimenticabile per tutte le scolaresche e non c’è maggior gioia che loro si possa dare di quella di fargli assistere a si belle rappresentazioni. 20 Maggio. Il numero dei Balilla nella mia classe era limitatissimo: nove in tutto. Non poteva essere diversamente date le lagnanze fattemi ripetute volte a ogni mio richiamo dai famigliari. – Con le cinque lire che occorrono per avere la tessera comprerò il libro al ragazzo – così mi rispondevano le mamme degli alunni sussidiati poi, a quelle provviste dei biglietti per la cura gratuita, era inutile rivolgere alcun appello. Trattandosi che i loro figlioli non avevano ancora avuto il testo, la risposta, pronta alle mie richieste era la solita. – Se avessi cinque lire comprerei il libro al ragazzo e non aspetterei la carità degli altri. Di fronte a tale realtà, dico il vero, non insistetti più oltre e mi contentai di nove alunni che s’inscrissero spontaneamente. Ma il giorno 16 corrente, il Signor Direttore, m’indirizzò una lettera particolare facendomi capire essere esiguo in numero dei Balilla nella mia seconda classe, fare quindi in modo d’aumentarlo, nel limite del possibile. confesso che la lettera mi turbò e mi fece rimanere quasi perplessa, il dubbio di non riuscire mi dette per un po’ un certo tormento. Ma subito mi rianimai e mi misi all’opera; richiamai mamme e mamme, parlai un’altra volta della necessità dell’inscrizione Balilla,

dell’utilità,

dell’obbligo

e

della

bellezza

e

bontà

delle

varie

all’Opera

provvidenze

dell’organizzazione e finalmente le mamme, riluttanti in principio, rimasero convinte (intanto la scusa del libro non esisteva più, che ormai tutti gli alunni ne sono provvisti da un pezzo) e aderirono all’inscrizione promettendo, alcune, di pagare la quota in due rate, altre pagandola intera nel momento. Brevi: in tutto undici inscritti nuovi, e coi nove precedenti venti Balilla. Inviai subito l’elenco al Sig. Direttore promettendo di fare il versamento della somma complessiva tra una settimana. 23 Maggio. Per domani, anniversario della grande guerra, diedi alcuni cenni oggi, ai miei alunni. Parlai delle gesta gloriose di loro padri, dei loro fratelli, alla grandezza mostrata in guerra da tutti

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gl’italiani per dare alla patria l’unità compiuta. Accennai al sacrificio di madri, di spose, di giovani vite stroncate, di gloriosi mutilati, di orfani di guerra. Feci rilevare quindi la necessità di essere tutti piccoli soldati della patria come il glorioso Balilla genovese. 17 Giugno. Ultimo giorno della settimana di scrutinio. Fatti gli opportuni accertamenti per via d’interrogazioni e di lavoretti eseguiti in classe mi risultano promossi 24 alunni e 12 rimandati a ottobre. I 36 frequentanti furono presenti giorno per giorno durante la settimana. L’esito, per ordine del Sig. Direttore verrà comunicato agli alunni il giorno 21 alle 9. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Anno scolastico 1930 – 31. Inizio delle lezioni: 13 ottobre. Mi venne affidata una seconda classe maschile di 41 inscritti; 28 alunni della mia prima dell’anno precedente e 13 ripetenti provenienti da varie seconde. Si presentarono 38 alunni; tre non comparirono in principio d’anno perché ammalati delle malattie infettive di cui c’era epidemia all’inizio dell’anno scolastico, né li vidi comparire in seguito. Nella prima quindicina di novembre si ricevette in classe la visita del sanitario che riscontrò tracomatosi due dei miei scolari del passato anno e un terzo iniziato al tracoma, ma per quest’ultimo, il sanitario, mi ingiunse di tenerlo in classe con raccomandazione di mandarlo giornalmente nell’ambulatorio per una cura di quindici giorni. Il numero degl’inscritti – dopo i due trasferiti a classe tracomatosa – si ridusse da 41 a 39 e i frequentanti a 36. I 36 alunni frequentarono quasi regolarmente l’intero anno scolastico; il maggior numero delle assenze si verificò tra i tipi malarici che a giorni alterni

specialmente all’inizio dell’autunno e della

primavera, venivano colti da brividi. Frequentarono, dietro mio consiglio, l’ambulatorio per la cura profilattica contro l’infezione malarica e finalmente l’eccesso febbrile venne vinto e i 36 frequentanti del principio d’anno rimasero fino all’ultimo giorno di scuola. Preparai, subito dopo le prime settimane di frequenza, l’elenco degli alunni sussidiati: 14 in tutto, che, muniti del libretto del comune per la cura gratuita e dovevano pur essere ammessi

al sussidio del patronato

scolastico. Piuttosto, non fu facile ottenere subito il materiale occorrente, come i testi, i quaderni e altri oggetti di cancelleria. Così, i più poveretti, le cui famiglie non potevano che provvedere gli oggetti di assoluta necessità mostravano miracoli d’ordine e di precisione, usufruendo d’un solo quaderno per eseguire i vari esercizi sia di aritmetica che di lingua, come pure di disegno e di calligrafia. La cose cangiarono quando si poté provvedere a tutto, e ogni alunno ebbe al completo il suo corredo scolastico. I libri, è vero si fecero attendere più di tutto il resto, e vennero distribuiti in due tempi: 4 nel mese di gennaio, con suggerimento del Sig. Direttore di sorteggiarli tra i sussidiati, con scontento e broncio di quelli che rimasero senza, e vive recriminazioni da parte delle famiglie; e nove vennero distribuiti nella seconda quindicina di marzo. Da notare: i genitori di due scolari visto il ritardo nella distribuzione dei libri, pensarono d’acquistarli a proprie spese, quindi i testi distribuiti furono in tutto dodici. Opera benefica venne fatta a tutti i sussidiati in occasione della Befana Fascista con distribuzione d’indumenti per l’inverno. Pur con tutti questi benefici non fu facile cosa, da parte delle famiglie, l’inscrizione all’O. N. B.; in principio nove

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soltanto furono gli iscritti, in seguito, dietro mie reiterate richieste se ne aggiunsero undici, e in tutto 20. La miseria generale della massa dei lavoratori (i miei alunni in generale erano figli d’operai e di contadini) spiega la resistenza dei genitori alle richieste dell’insegnante, quando trattasi d’inscrizione ad organizzazioni educative come ad assicurazioni provvidenziali. Quanti gl’inscritti alla Mutualità nelle mia classe? Non più di sei, e di questi quattro soltanto completarono il pagamento, due, al contrario, non aggiunsero un centesimo alle prime quote consegnate a principio d’anno. E la giustificazione di tale morosità ne è la disoccupazione dei babbi, la buona volontà di assicurare dei figlioli vien meno di fronte alla reale mancanza di mezzi. Le maggiori soddisfazioni io l’ebbi dalle famiglie in questo senso: quando saggiamente coadiuvarono il mio lavoro presentandosi di frequente in classe per avere notizie del profitto dei figlioli e conformandosi ai mie suggerimenti nell’indirizzo da dare in famiglia, sia per ottenere nei ragazzi abitudini di disciplina e di studio come pure per ottenere abitudini d’ordine e di pulizia personale. l’anno passò tranquillamente in attiva opera serena, le lezioni ebbero termine il 17 giugno. Di 36 alunni presenti allo scrutinio, 24 furono approvati e 12 rimandati a ottobre.

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Appendice 3.

AS, SS, Scuola S. Giuseppe. Classi terze, anno scolastico 1930/1931. A. Maurizia Cubeddu.

Classe terza maschile 1930/1931 maestra Maurizia Cubeddu Inscritti

41

Frequentanti

37

Presenti a fine anno

30

Promossi

22

Balilla

24

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

19

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

9

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13 – 10 – 1930. Riapertura della scuola. Mi è stata affidata la direzione di una 3ª classe maschile. L’aula un po’ piccola non contiene il numero dei banchi necessari per i 42alunni che mi sono stati assegnati. Riprendo tutti i miei alunni promossi dalla 2ª e parecchi ripetenti. 27 – 10. Oggi ho parlato agli alunni della Marcia su Roma. La scolaresca ha dimostrato molto interessamento ai fatti che hanno determinato la necessità di tale avvenimento ed entusiasmo per il Duce. 18 – 11. Ho profittato del bel tempo per condurre la scolaresca in campagna, per fare una lezione di geografia sui punti cardinali. 24 – 11. Oggi ho fatto la prima lezione di storia, sullo stato dell’Italia nel 1848. In questa materia devo andare molto lentamente per la mancanza dei libri. 5 – 12. In occasione dell’anniversario del gesto del Balilla ho parlato ai miei piccoli del detto gesto e di un episodio che ricorda l’origine del nome dato alla più grande organizzazione giovanile fascista, cui appartengono quasi tutti i nostri scolari. 13 – 12. Passeggiata scolastica per abituare gli scolari a marciare. 3 – 1. Ho continuato la propaganda per l’inscrizione degli scolari a “Balilla” e alla Mutualità Scolastica. Molte mamme hanno risposto col no, accompagnato da un compassionevole quadro di miseria; altre hanno promesso di inscriverli, altre, e sono in minor numero, hanno versato a quota della tessera dell’organizzazione Balilla. 14 – 11. Il numero degli inscritti finora alla Mutualità scolastica non raggiunge la decina, nonostante la mia viva propaganda. Spero, con amorevole insistenza,di farne inscrivere ancora, ma saranno pochi. 25 – 1. Gli inscritti alla organizzazione giovanile Balilla sono appena 20. Gli altri s sono rifiutati perché non possono pagare la quota. 11 – 2. Ricorrendo domani l’anniversario del concordato tra lo stato Italiano e lo stato della chiesa, ho letto e spiegato agli scolari, il capitolo del libro di testo intitolato “La conciliazione” e l’ho assegnato come esercizio di lettura. Il Direttore Ginnico dell’O. N. B. ha riunito, i una sala dell’istituto magistrale gli insegnanti delle III-IV-V classi m. e f. per dare loro le istruzioni sul programma di E. F. che si dovrà svolgere nelle dette classi per il saggio finale. 11 – 4. Ho fatto richiamare 4 alunni che da parecchi giorni si sono assentati dalla scuola. Uno è ammalato; due si vergognano di venire scalzi e la famiglia, che si trova in condizioni misere, non può provvedere loro le scarpe; il quarto è andato ad abitare fuori dalla città.

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15 – 4 Continuo la propaganda per il tesseramento degli alunni a Balilla. Solamente altri 4 hanno deciso di inscriversi pagando la quota settimanale di 50 centesimi. 18 – 6. Ho completato il versamento delle quote della Mutualità Scolastica. 25 – 6. Oggi si è chiusa la 1ª sessione degli esami. Dei 30 alunni presenti 22 sono stati promossi, 6 sono stati rimandati alla II sessione e 2 esclusi. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Il 13 ottobre cominciai le lezioni regolari nella IIIª classe maschile, e le terminai il 20 giugno. Dei 41 inscritti se ne presentarono 37. Durante l’anno scolastico, con giustificati motivi, se ne allontanarono 7. Dei 30 presenti a fine d’anno e agli esami, 22 furono promossi, 6 rimandati alla IIª sessione e 2 esclusi.

Il programma didattico lo svolsi completamente. Non trascurai

d’interessarmi della condotta che tenevano gli alunni fuori di scuola. Lodavo e incoraggiavo quelli che si comportavano bene, rimproveravo e castigavo i monelli e quando lo credevo opportuno, ne informavo le famiglie. Durante l’anno feci delle passeggiate scolastiche, per lo svolgimento del programma di nozioni varie e di quello di educazione fisica. Nonostante la mia ottima propaganda per la Mutualità Scolastica si inscrissero solo 9 alunni, dei quali una non continuò a pagare la quota, perché il padre era disoccupato. La mia propaganda per il tesseramento degli alunni alla Organizzazione Giovanile Balilla fu intensa, ma pure non riuscii ad inscriverli tutti come era mio desiderio. Proposi pure l’inscrizione a rate settimanali di £ 0,50 e non ottenni che l’inscrizione di soli 24 alunni. La causa della mancata adesione di alcuni genitori è stata la miseria, in cui li han buttati la disoccupazione e la carestia delle olive, che nell’inverno sono di grande aiuto alla popolazione rurale, alla quale appartiene il maggior numero dei miei alunni. Sassari, 2-7-1931 IX

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B. E. Lai.

Classe terza maschile 1930/1931 maestra E. Lai Inscritti

36

Frequentanti

28

Presenti a fine anno

28

Promossi

19

Balilla

20

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

8

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

6

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10 – 1 – 1930. Le lezioni regolari cominciarono il 19 ottobre. Fin dai primi giorni si presentarono molti alunni. Nei primi di novembre, la classe era al completo. Durante il mese ebbero luogo, però, molti trasferimenti, sicché il numero dei frequentanti fu ridotto a 30. Mi risultarono, inscritti definitivamente 36 alunni. Di questi, però, uno (figlio di un ferroviere) risiede in altra città. Gli altri cinque, per quanto ripetutamente richiamati, non si presentarono mai a scuola. Agli ultimi del mese di ottobre, furono disinfettati i locali scolastici, essendosi verificati alcuni casi di malattie infettive. Nella mia classe, fino alla metà di novembre, nessun alunno si ammalò. Nella seconda quindicina di novembre e nel mese di dicembre, si ammalarono quattro scolari, dei quali uno solo di malattia infettiva (scarlattina). L’alunno non si è ancora completamente ristabilito, ma ritornerà tra breve. Durante il primo trimestre, curai molto l’apprendimento e l’osservanza, da parte degli alunni, delle norme igieniche atte a impedire la diffusione delle malattie contagiose. Nella seconda quindicina di dicembre, furono distribuiti agli alunni poveri, i libri di testo, dei quali si sentiva grandissima necessità. Disgraziatamente, però, il numero dei libri fu insufficiente; (3 su 10 alunni sussidiati) e molti ne rimasero privi. Alcuni, facendo dei grandi sacrifici, riuscirono a comprarselo dopo qualche settimana, ma ve ne sono ancora due, poverissimi, i quali non potranno assolutamente acquistarlo. È inutile dire di quanto danno all’insegnamento, sia stata la mancanza del libro di testo, specialmente nella mia classe (una terza) ove le materie di studio cominciano ad essere abbastanza numerose. 20 – 2 – 1931. Fortunatamente, durante il mese di gennaio, fu distribuito il materiale scolastico agli alunni poveri, i quali, da un po’ di tempo, ne sono assolutamente privi. È venuto, così, a cessare l’inevitabile disordine, che si notava nei quaderni dei più poveri, i quali, si riducevano a scrivere lezioni e compiti di varie materie in un solo quaderno. Anche l’insegnamento, oltre la pulizia , ne risentì un grandissimo vantaggio. Durante il mese di gennaio, parlai lungamente agli alunni, dei numerosi vantaggi che procura l’iscrizione all’O. N. B., e alla M. S. Infatti , 11 alunni si inscrissero all’O. N. B., e 4 alla M. S. molti altri avrebbero voluto inscriversi, ma le condizioni finanziarie delle famiglie, non lo permisero in modo assoluto. 15 – 3 – 1931. È stata fatta una seconda iscrizione all’O. N. B. Tutti quegli alunni che finanziariamente hanno potuto iscriversi l’han fatto. Risultano ora, nella mia classe, 19 Balilla. Gli altri alunni sono molto poveri e infatti tutti sussidiati dal Patr. Scol. per il materiale scolastico. 1 – 6 – 1931. L’8 maggio ebbe luogo, al Teatro Verdi, una rappresentazione delle “Avventure di Pinocchio” a beneficio del Patronato Scol. I miei alunni si divertirono un mondo alle monellerie del burattino, e applaudirono entusiasti, alla fine di ogni atto, i piccoli artisti che interpretavano tanto bene l’operetta. L’indomani mi presentarono, in classe, un bel compitino, ricco di osservazioni e di particolari. La sera del 30, gli alunni delle classi elementari eseguirono il Saggio Ginnastico, nella piazza d’Italia, alla presenza di S. T. il ministro Acerbo. Gli alunni cercarono di fare del loro meglio nell’esecuzione degli esercizi; non mostrarono alcuna stanchezza benché l’ora

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fosse un po’ tarda e sfilarono in perfetto ordine. Furono poi riaccompagnati a scuola, dove si sciolsero per ritornare a casa. 30 – 6 – 1931. Le lezioni regolari, nella mia classe terminarono il 20 corr. Il 22 cominciarono gli esami, i quali durarono alcuni giorni, e, terminarono il 27. I risultati furono abbastanza buoni. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Gli alunni inscritti, nella mia classe, in principio d’anno, furono 37. Da informazioni assunte, mi risultò in seguito, che uno degli inscritti frequentava regolarmente la scuola di Cagliari: per conseguenza lo cancellai dal mio registro e il numero degli inscritti risultò di 36. Di questi, cinque non si presentarono mai a scuola, per quanto fossero stati richiamati ripetutamente da me e dalla direzione. Fino al gennaio frequentarono regolarmente 29 alunni. In seguito se ne ritirarono tre: uno perché doveva trasferirsi con la famiglia alla Maddalena, un altro fu dalla famiglia messo in Convitto, un altro fu messo a lavoro per le condizioni disgraziate della famiglia. Rimasero allora 26 alunni, ai quali, nel marzo se ne aggiunsero altri due: uno proveniente dalle classi tracomatose e l’altro dalla scuola di Civitavecchia. Frequentarono regolarmente sino alla fine dell’anno 28 alunni. Gli stessi si presentarono agli esami. Su 28 ne furono promossi 19 con buona votazione, l’unico respinto fu l’alunno proveniente dalle classi tracomatose il quale nonostante la sua e la mia buona volontà non era riuscito a mettersi alla pari con i suoi compagni; otto furono rimandati alla seconda sessione, molti con una sola materia, non perché non meritassero la promozione in modo assoluto, ma perché, essendosi trascurati un po’ in fine d’anno, ho voluto, nelle vacanze, costringerli a tenersi in esercizio, per poter fare un buon esame e, in seguito, un’ottima quarta.

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C. Elisa Oggiano.

Classe terza maschile 1930/1931 maestra Elisa Oggiano Inscritti

41

Frequentanti

34

Presenti a fine anno

33

Promossi

21

Balilla

16

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

9

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

1

Inscritti alla mutualitĂ

9

Condizioni delle famiglie Povera

30

Agiata

10

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13 Ottobre 1930. Primo giorno di scuola. Mi è stata assegnata una 3ª maschile, formata da tutti i miei alunni della seconda e da un discreto numero di ripetenti. 25 Ottobre. Oggi vacanza per le nozze della Principessa Giovanna. 31 Ottobre 1930. Da vari giorni circolano insistentemente, per la città, vaghe notizie di malattie infettive, che pare stiano mietendo molte vittime fra i bambini, ciò ha allarmato molte mamme le quali ne hanno profittato per prolungare ancora di qualche giorno le vacanze dei loro figli. Nella mia classe, fortunatamente, tutti i bambini sono sani e anche quelli che non sono ancora venuti non sono, che io sappia, affetti da alcuna malattia infettiva. Intanto, dovendosi per misura precauzionale procedere alla disinfezione delle aule, oggi abbiamo avuto solo un’ora di lezione e così abbiamo iniziato le vacanze per le varie ricorrenze di questi giorni. 19 Novembre. Oggi è venuto il medico per visitare gli alunni ed allontanare i tracomatosi, ma non n ha trovato neppur uno; e ciò mi ha fatto veramente piacere perché ai miei alunni, che pure sono birichini e qualche volta anche cattivi, io sono affezionata e mi sarebbe dispiaciuto perderne qualcuno. 4 Dicembre. Da vari giorni ho parlato ai miei alunni dell’O. N. B. invitandoli a tesserarsi; sino a questo momento, però, ho ottenuto poco; quest’anno la miseria è grande e le famiglie non possono sostenere la spesa della tessera, spesa non indifferente se si considera che in molte famiglie i fanciulli che frequentano la scuola sono tre o quattro e anche di più. 27 Gennaio. Da parecchi giorno ho parlato ai mie alunni della Mutualità scolastica, istituzione che essi già conoscono dagli anni precedenti. Sino a questo momento si sono inscritti solo nove fanciulli, ma spero che il numero aumenterà in seguito, man mano che potrò parlare con i genitori e convincerli dell’utilità di questa istituzione. Intanto ho già ottenuto un sussidio per un ammalato, e spero che ciò serva di incitamento a qualche altra mamma. È vero che molte famiglie, anche volendo fare un sacrificio, non possono, perché quest’anno c’è molta miseria e a molti manca anche il necessario. 7 Febbraio. Si chiude oggi il tesseramento dei Balilla; nella mia classe hanno acquistato la tessera dodici alunni; non sono molti, ma non ho potuto fare di più. 30 Marzo. Nonostante la grande miseria, quasi tutti i miei bambini hanno dato volentieri la loro piccola offerta per la lotta contro la tubercolosi, acquistando il francobollo chiudilettera. Io ho colto l’occasione per parlare di questa terribile malattia, dei mezzi più adatti per controllarla, e delle provvidenze del Governo nazionale in favore dei poveri tubercolosi. 10 Aprile. Le O. N. B. ha inviato oggi una circolare per invitare quei Balilla che ancora non hanno fatto la Comunione pasquale, a recarsi domenica, inquadrati, ad adempiere a questo loro dovere.

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Ottima iniziativa, che certamente contribuirà a far si che il nostro popolo, profondamente religioso, apprezzi sempre più l’azione educativa svolta dall’Opera Nazionale Balilla. 8 Maggio. Giorno di festa e di letizia, per i miei fanciulli. Siamo andati al Teatro Verdi per assistere alla rappresentazione dell’operetta “Le avventure di Pinocchio” data dagli alunni delle nostre scuole, a beneficio del Patronato Scolastico. Il teatro era gremito di fanciulli; quasi tutte le mamme, nonostante la grande miseria, avevano fatto il sacrificio di sborsare la tenue somma del biglietto, pur di procurare una gioia ai loro bimbi. Le gesta dell’immortale burattino hanno avvinto tutti i fanciulli, strappando loro esclamazioni di meraviglia e di ammirazione. È stato un vero godimento, per i piccoli e anche per noi maestri. 20 Giugno. Oggi abbiamo chiuso le scuole e lunedì incominceranno gli esami. I fanciulli non sono affatto impressionati, io, invece, lo sono moltissimo,come se l’esame lo dovessi sostenere io. E in fondo, l’esame degli scolari non è anche esame della maestra, della sua opera, della sua attività, della sua capacità? Almeno questi bambini facciano un po’ d’attenzione e ci si mettono proprio d’impegno, che, se vogliono, possono far benino! 30 Giugno. Sono finiti gli esami ed io sono finalmente un po’ tranquilla. L’esito, se pur non può dirsi brillante, non è stato così brutto come io temevo; i fanciulli ci si son messi d’impegno e han cercato di fare del loro meglio. Erano presenti agli esami 33 alunni; ne sono stati promossi 21, ne sono stati rimandati 11 alla seconda sessione e uno solo è stato riprovato definitivamente. Io son certa che, con un po’ d’esercizio durante le vacanze, parecchi alunni potranno esser promossi negli esami della 2ª sessione. Oggi sono andata a scuola per comunicare l’esito agli alunni e per salutarli. È stata una giornata triste, questa, per me, perché è l’ultimo giorno che ho trascorso con i mie alunni: l’anno venturo con molta probabilità, farò ancora la prima, e questi fanciulli non li avrò più. Parecchi, quasi tutti, anzi, li avevo con me dalla prima; erano venuti a me piccoli, timidi,che appena sapevano parlare; li ho guidati pian piano, li ho visti giorno per giorno crescere, diventare più grandicelli, più giudiziosi, più buoni: ho visto la loro mente schiudersi ed apprendere tante cose belle e buone. Qualche volta mi facevano inquietare, è vero, ma io li compativo e li amavo ugualmente. Ed ora, al pensiero di lasciarli per sempre, di non vedermi più attorno quei visi noti, mi sento triste, molto triste. Mi vien quasi da piangere. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Con mio grande piacere, quest’anno mi fu affidata una 3 classe maschile composta dei miei alunni dell’anno precedente e di undici ripetenti, compressivamente quarantun alunni. Quelli che frequentarono, però, furono solo trentaquattro: gli altri erano tutti ragazzi già grandicelli , che erano stati inscritti d’ufficio ma che nemmeno nello scorso anno avevano frequentato; due, avendo già da parecchio oltrepassato il 14° anno d’età, erano esentati dall’obbligo scolastico; gli altri, quasi tutti sui 13 anni, già lavoravano per aiutar la famiglia e, nonostante le insistenze ed i richiami, non riuscii ad ottenere che frequentassero. Le scuole si aprirono il 13 ottobre, ma sino al

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novembre non fu possibile avere la classe la completo; e ciò per vari motivi: anzitutto, come avviene tutti gli anni, perché molte famiglie trascorrono il mese di ottobre in campagna, per attendere alla vendemmia ed a altri lavori; inoltre verso quell’epoca cominciavano a diffondersi in città molte malattie infettive, specialmente la scarlattina, e, sebbene le superiori autorità non abbiano ritenuta necessaria la chiusura delle scuole, pure molte famiglie, allarmate, si astennero dal far frequentare la scuola ai loro figliuoli in quel periodo. Per tutti questi motivi, solo dopo la prima settimana di novembre potei avere in classe un discreto numero di alunni. Nello svolgimento del programma dovetti superare non poche difficoltà. Il programma della 3 è molto vasto e difficile e richiede da parte degli alunni molta buona volontà; io, invece, durante tutto l’anno dovetti lottare contro la grande svogliatezza e l’indifferenza degli alunni e dovetti faticare molto per destare nei loro cuori un po’ d’amore allo studio. Un’altra difficoltà la trovai nella mancanza di libri di testo; si pensi che le prima copie arrivarono in dicembre e le ultime in aprile, e che parecchi alunni non potevano acquistarlo. D’altronde il libro mi fu poco d’aiuto perché scritto in forma molto difficile e poco adatto alla mentalità dei fanciulli. Per la lettura non mi servii solo del libro di testo, ma anche di altri libri, specialmente di quelli della bibliotechina scolastica, che i bambini leggevano con molto piacere. La materia che mi costò maggior fatica fu il componimento, soprattutto a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana, dopo che quasi tutti miei alunni a casa parlano il dialetto. Più facile, invece, mi riuscì l’insegnamento dell’aritmetica, materia per la quale i miei alunni dimostravano sempre molta disposizione e nella quale potrebbero fare ancor meglio sé, anziché fidarsi della loro intelligenza, studiassero un pochino di più. Ma non fu l’istruzione quella che più mi preoccupò; più che nello svolgimento del programma, trovai le maggiori difficoltà dal lato dell’educazione. I miei alunni appartengono quasi tutti a modestissimi famiglie del popolo; gente molto spesso ignorante, che non sa e non può dare ai figliuoli una buona educazione: i bambini vengono lasciati per la maggior parte della giornata nella strada, dove apprendono cose e parole poco belle; ed anche a casa, molte volte, ricevono dai genitori stessi cattivi esempi; così si avvezzano male, diventano disobbedienti, prepotenti, poco rispettosi, non hanno nessuna delicatezza di sentimento. Ed allora il compito della maestra non può limitarsi allo svolgimento del programma, ma deve abbracciare un campo ben più vasto. Mio costante pensiero fu, quindi, quello di ingentilire questi fanciulli, di destare in loro sentimenti di bontà, di amore. Per raggiungere tale scopo cercai di avvicinarmi ai loro cuori, di farmi amare da essi, perché con l’amore si ottengono molte cose che non si ottengono con le imposizioni; e mi valsi anche, e soprattutto, della religione, potente mezzo di formazione morale. È certo, però, che con certi alunni la dolcezza non vale a nulla, perché essi la credono debolezza e tentano di abusarne; con questi fanciulli, fortunatamente pochi, fui costretta ad usare maggior severità e non ebbi a pentirmene perché in tal modo riuscii a ridurli all’obbedienza e al rispetto, se non proprio all’amore. Considerando che l’educazione data dalla scuola poco o nulla vale se non è continuata dalla famiglia, cercai anche quest’anno, di ottenere la collaborazione delle famiglie, sebbene, per i motivi che ho già esposto, ci fosse poco da contare sul loro aiuto. Certi genitori ignoranti credono di aver compiuto tutto il loro dovere per i figliuoli quando per ogni colpa, grande o piccola, li

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battono, e qualche volta li battono esageratamente anche con danno dell’organismo dei fanciulli. Ed io, pian piano, riuscii a convincere questi genitori che quello delle battiture continue non è il metodo migliore per educare i figliuoli; che molto di più si ottiene con la pazienza, con l’amore, col buon esempio, con l’evitare davanti ai fanciulli parolacce, espressioni e discorsi poco buoni; soprattutto col toglierli dalla strada, dove apprendono tante sconcezze. Mi valsi dell’aiuto delle famiglie anche per ottenere una maggiore pulizia nella persona e nelle vesti; e non trascurai di dare utili consigli riguardo alle norme igieniche da seguire sia per evitare e prevenire le malattie contagiose,sia per far crescere i fanciulli più sani e più forti. Fin dal principio dell’anno la presidenza dell’O. N. B. si rivolse a noi insegnanti per raccomandarci di svolgere opera di persuasione presso le famiglie, al fine di ottenere che tutti i fanciulli acquistassero la tessera di “balilla”. Non trascurai di fare tutto il possibile, sia entusiasmando gli alunni e facendo loro amare questa bella istituzione sia rivolgendomi direttamente alle famiglie. Ma quest’anno la miseria era grande, più che negli anni passati, e molte famiglie, pur riconoscendo e apprezzando l’opera di bene che l’O N. B. svolge in favore della gioventù, ed i vantaggi che conseguono gli inscritti, non poterono pagare la tessera; così mi fu possibile far tesserare soltanto 16 alunni. Anche quest’anno parlai agli alunni ed alle famiglie, di un’altre bella ed utile istituzione: la Mutualità scolastica; ma, date le misere condizioni economiche a cui ho già accennato, non ottenni nuove inscrizioni: si inscrissero soltanto nove alunni, già soci negli anni precedenti, e tutti riuscirono a pagare interamente la quota. Dei 34 alunni frequentanti solo uno si ritirò nel maggio, perché gravemente ammalato; gli altri 33 furono tutti ammessi agli esami;: ne furono promossi 21, ne furono rimandati 11 alla seconda sessione, ed uno solo fu definitivamente bocciato. Credo che parecchi dei rimandati, con un po’ di esercizio durante le vacanze, potranno far benino ad ottobre e passare anch’essi alla classe superiore. L’esito non è stato, certo, troppo buono, ma a me sembra ottimo se penso a tutte le difficoltà che ho dovuto superare; difficoltà che non tutte possono essere elencate nelle poche righe di una relazione; difficoltà create dai fanciulli, dall’ambiente, e (perché non dirlo?) anche dalla mia inesperienza. Ora ho lasciato i miei alunni, ed il distacco è stato triste, più triste degli altri anni, per il dubbio, che è quasi certezza, di non poterci trovare ancora riuniti nel nuovo anno scolastico. Sassari, 6 luglio 1931, IX

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D. Lorenzina Pilo.

Classe terza maschile 1930/1931 maestra Lorenzina Pilo Inscritti

44

Frequentanti

36

Presenti a fine anno

36

Promossi

29

Balilla

35

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

29

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

14

Condizioni delle famiglie Povera

20

Agiata

17

Semiagiata

6

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13 Ottobre. Inizio oggi le lezioni. Gli alunni inscritti sono 44 ma se ne presentano solamente 38. Sono gli stessi miei bambini dell’anno passato ai quali si aggiungono pochi ripetenti. L’orario è limitato per tre giorni a due ore pomeridiane. 25 Ottobre. Oggi vacanza in occasione delle nozze della Principessa Giovanna col Re Boris. 27 Novembre. Mi metto d’accordo colle famiglie per le iscrizioni dei loro figliuoli alle Organizzazioni giovanili fasciste. Parecchi di essi sono già iscritti, altri hanno promesso d’inscriverli. Credo che anche i più poveri verseranno un po alla volta la quota richiesta. 3 Gennaio. Una insolita animazione ha portato nella città la notizia del brillante esito della trasvolata atlantica effettuata dalla nostra flotta aerea. Per festeggiare il glorioso avvenimento riunisco in classe gli alunni ai quali parlo con semplicità della nuova e magnifica vittoria delle ali italiane. 21 Gennaio. Arriva a Sassari l’Onorevole Scorza. Le scolaresche e gl’insegnanti sono invitati ad assistere alla rivista che il Luogotenente passerà in Piazza d’Italia ai fasci giovani lidi combattimento di tutte le province. 14 Febbraio. M’interesso perché le famiglie iscrivano i loro figliuoli alla Mutualità scolastica. Noto in molte della diffidenza che cerco di allontanare facendo loro intendere gli scopi ed i vantaggi di essa. 21 Aprile. Vacanza per il Natale di Roma. 8 Maggio. Oggi si conducono gli alunni al Teatro Verdi per assistere alla rappresentazione “Le avventure di Pinocchio” rappresentata da alunni di altre classi. Gli alunni si divertono moltissimo e tengono tutti un contegno esemplare. 24 Maggio. Ricordo agli alunni la data memorabile del 24 Maggio 1919, e ricordando quel giorno con cui s’iniziò un tempo di ansie, di trepidazioni, di speranze e di dolori, raccomando che esso risplenda nella loro memoria e che viva nel cuore di tutti perché inizia un periodo che si chiude con la vittoria d’Italia. 20 Giugno. Oggi ultimo giorno di scuola, il 22 avranno principio gli esami. Nuove raccomandazioni agli alunni ed alle loro famiglie. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Nell’anno scolastico 1039-31 mi fu affidata una 3ª maschile formata dai miei alunni della 2ª ai quali si aggiunsero parecchi ripetenti. Fin dalle prime lezioni mi accorsi che moti avevano dimenticato molte nozioni apprese l’anno precedente segno che durante le vacanze avevano completamente abbandonato libri e quaderni. Confesso che provai sul principio un senso di

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sgomento, ma in seguito, consigliando, correggendo affettuosamente e serenamente, incoraggiando gli alunni mediocri e scadenti e infondendo in tutti l’amore alla scuola, il piacere e la soddisfazione dello studio, raggiunsi in poco tempo quanto avevo desiderato. Continuai l’opera dell’anno precedente: conoscere l’ambiente in cui i miei alunni vivevano, le loro buone e cattive qualità, le loro tendenze, i loro bisogni, quindi correggere i difetti, incoraggiare le buone volontà, scuotere i pigri, domare con energia e insieme con amore i forti ed i ribelli, compito che mi venne facilmente dalla cooperazione delle famiglie le quali avevano riposto in me tutta la loro fiducia. Mi curai moltissimo della puntualità e della frequenza nonché della pulizia facendo giornalmente visite accurate alla persona, alle vesti, alla cartella, e se mi risultava qualche alunno sudicio, allora esso, da solo o con l’aiuto di qualcuno dei più grandicelli doveva far pulizia a scuola. Cercai di intensificare la propaganda presso le famiglie dei mie alunni per l’inscrizione di essi alla Mutualità. Trovai molta diffidenza e poca disposizione a versare la quota quantunque io mi adoperai per far comprendere il fine altamente educativo della Mutualità, e quelle poche famiglie che riuscirono a capire il bene che i loro figli fossero educati fin d’ora alla previdenza ed al risparmio, trascurarono di tenersi al corrente coi pagamenti. Così la mia classe che contava un discreto numero di Mutualisti si ridusse a 8. Mi curai ancora dell’inscrizione degli alunni alle Organizzazioni Giovanili Fasciste, e contentandomi del versamento frazionato, riuscii ad inscrivere ai Balilla tutta la classe meno uno. Il programma fu svolto in tutte le sue parti. Dei 44 alunni iscritti, solo 36 frequentarono, gli altri non si presentarono o si assentarono per giuste cause. I promossi furono 29. Rimandati alla seconda sessione 7.

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E. Maria Pioletti.

Classe terza maschile 1930/1931 maestra Maria Pioletti Inscritti

36

Frequentanti

27

Presenti a fine anno

27

Promossi

16

Balilla

8

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

13

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

3

Condizioni delle famiglie Poverissima

12

Povera

19

Agiata

1

Semiagiata

4

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13 Ottobre 1930. È il primo giorno in cui ho iniziato le mie lezioni. È una classe terza con 36 inscritti dei quali 23 sono gli alunni promossi nella mia seconda dello scorso anno e 16 ripetenti provenienti da altre terze. È anche quest’anno una classe di deficienti e di anormali che mi daranno un gran da fare tento per il profitto come per la disciplina. 31 Ottobre. Si sono già presentati 29 alunni. I non presenti sono trattenuti ancora in campagna dalle famiglie molte delle quali debbono ancora ultimare e sistemare le faccende del raccolto. Spero verranno tutti nel prossimo mese. Non ho lasciato passare inosservata la data del 28 ottobre giorno in cui si celebra dappertutto l’anniversario della Marcia su Roma. Ho spiegato il significato di essa e ho rivolto con gli alunni un pensiero di ammirazione e di gratitudine al nostro Duce che tanto vigila sulle sorti della nostra Italia. Novembre. Anche della festa della Vittoria celebrata il 4 novembre parlai nella mia classe. Lessi e spiegai il Bollettino della Vittoria e conclusi esaltando l’eroismo di tanti valorosi che tutto sacrificarono per la grandezza della Patria. Giorno per giorno in questa prima quindicina si presentarono parecchi degli alunni inscritti. Sono già 33. All’inizio della seconda quindicina si è fatta la visita medica per il tracoma. Su 33 frequentanti risultarono 4 tracomatosi che vennero in seguito trasferiti nelle classi dei tracomatosi. 7 Gennaio 1931. Anche nelle nostre scuole si è fatta oggi vacanza in segno giubilo per la buona riuscita della transvolata atlantica compiuta felicemente dalla squadra aerea italiana guidata dal generale Italo Balbo ministro dell’Aereonautica militare italiana. Dopo la vacanza, nel riprendere le mie lezioni, ho anzitutto sentito il dovere di segnalare agli alunni l’eroismo del grande e bravo Ministro e di quanti con lui presero parte alla difficile impresa coronata così felicemente da un si grande successo. Maggio 30. Saggio ginnastico. Alla presenza dell’O. Acerbo e di autorità scolastiche cittadine e militari, alle 21, nella Piazza d’Italia, sfarzosamente addobbata e illuminata a giorno ebbe luogo un saggio di ginnastica eseguito dagli alunni e dalle alunne delle classi elementari inferiori e superiori delle nostre scuole. Assisteva al saggio anche molta folla che calorosamente applaudiva. Giugno 20. Ultimo giorno di lezione e col 22 si iniziano le prove scritte di esame. Su 27 alunni presenti 16 furono promossi, 8 furono rimandati alla seconda sessione di esami e 3 furono rimandati definitivamente. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. La mia classe fu quest’anno una 3ª maschile con 36 alunni iscritti, due dei quali, per quanto richiamati anche dalla direzione, furono irreperibili, quattro furono trasferiti ad altra classe perché riscontrati tracomatosi e tre dei più grandi (uno aveva già compiuto i 14 anni) non frequentarono più dal febbraio: le famiglie conoscendo nullo il loro profitto pensarono meglio di occuparli a lavorare. Come già dissi in cronaca, la mia classe era formata di alunni quasi tutti deficienti,

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malaticci e anormali privi delle cure famigliari e alle volte anche privi del necessario sostentamento perché appartenenti, la maggior parte, a famiglie di condizione molto misera. Il profitto durante l’anno era infatti scarsissimo e per quanto io mi adoperassi con ogni mezzo ad interessarli alla scuola ed a esortarli allo studio, ogni mio sforzo riusciva inutile. L’esito degli esami fu infatti quale io lo prevedevo: sui 27 frequentanti e presenti agli esami, 16 furono i promossi, 8 i rimandati alla seconda sessione e 3 i rimandati definitivamente. Vi fu anche nella mia classe, un numero molto esiguo di inscritti all’O. N. Balilla e alla Mutualità Scolastica. Solo 8 furono i tesserati e 3 i Mutualisti: tale esiguità fu dovuta soprattutto ai pochi mezzi delle famiglie le cui misere condizioni sono state maggiormente aggravate, in quest’anno, dallo scarsissimo raccolto delle olive che, a Sassari specialmente, è uno dei principali cespiti di lavoro e di guadagno per la popolazione. Sassari 7.7.1931. IX

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F. Anita Usai Vannuccini.

Classe terza maschile 1930/1931 maestra Anita Usai Vannuccini Inscritti

41

Frequentanti

39

Presenti a fine anno

36

Promossi

22

Balilla

36

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

18

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

2

Inscritti alla mutualitĂ

3

Condizioni delle famiglie Poverissima

10

Povera

17

Agiata

12

Ricca

3

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14 Ottobre. Con vivo entusiasmo salutiamo il nuovo anno scolastico. I nuovi venuti partecipano ai lavori di revisione dei compiti eseguiti nelle vacanze, molti assegnati da me alla fine della 2ª, molti spontanei. Sono tutti contenti di riprendere lo studio fra le pareti della scuola, resa bella da piante e quadri artistici. 4 – 11 – 930. Ho commemorato il dodicesimo anniversario della Vittoria. Il programma di storia non l’ho ancora iniziato. Ricorderò questa data, alla fine dell’anno scolastico, quando giungeremo al 1918 con la Grande guerra. Ho abbracciato tutto questo periodo storico (1815-1915-18) ed a grandi tratti credo di aver dato un’idea di ciò che particolarmente dobbiamo studiare e della formazione della nostra Italia. 11 – 11 – 1930. Ho parlato del nostro Re e della data per cui oggi è vacanza. 20 – 2 – 931. Le malattie infettive si accentuano, colpiscono grandi e piccoli e pare imminente la chiusura delle scuole. 6 – 3 – 931. Se le malattie infettive seguitano rimarrò a metà programma anche nel giugno. Penso di prender nota dei bambini assenti per singole lezioni. Aggiornando così le spiegazioni ho un quadro più chiaro di ciò che da capo dovrò rifare man mano che gli alunni riprendono il corso regolare delle lezioni. 1 Maggio. Ho condotto gli alunni all’aperto per una prova del saggio ginnastico. Fanno benino. 6 – 5 – 931. Riprendo lo svolgimento del programma d’igiene ed intensifico le mie lezioni per la propaganda anti-tubercolare. Praticamente ho illustrato la circolare 12 ottobre 1928 per la lotta contro le mosche. 20 Maggio. Fra un mese le scuole avranno termine. Ci sembra così lontano quel giorno! I bambini se ne meravigliano quando lo comunico loro. Diamo uno sguardo al passato: abbiamo lavorato e siamo contenti. Uno sguardo ora al più prossimo avvenire: i più scadenti si rianimano e sperano in questo ultimo squarcio di far progressi. 26 Maggio. Abbiamo quasi finito tutto il programma. Sabato siamo giunti, in quello di storia, all’entrata in guerra dell’Italia (24-5-915). Non poteva esservi occasione migliore per la commemorazione di domenica. 2 Giugno. Giornata dedicata a Garibaldi. Completo lo studio sulla Sardegna, iniziato con tanta simpatia anche dai più piccini. 17 – 6 – 931. Le malattie non hanno ancora abbandonato i bambini di Sassari. Temo per l’esame che qualche mio alunno ora assente, non possa in quei giorni frequentare.

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RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. La chiusura dell’anno scolastico porta insieme al desiderato riposo la più grande delle soddisfazioni, quella di vedere quasi tutti i miei scolaretti passare alla 4ª classe, cogliendo così il frutto del lungo e paziente lavoro. Sono trascorsi lenti questi ultimi giorni d’esame, dopo dei quali staremo lungo tempo senza vederci e li abbiamo vissuti, maestra ed alunni, con vera trepidazione, perché fiduciosi che la fine avrebbe coronato l’opera. Infatti non fu diversamente. Di 34 presenti all’esame, 32 promossi, 9 ammessi a settembre e 3 esclusi. La percentuale e di per se stessa soddisfacente ma non è questo che mi di gioia quanto il ripensare alle brutte vicende attraversate dalla mia classe e che potevano portare un non lieve squilibrio nella scuola. Molte malattie infettive hanno infatti, infuriato quest’anno, rendendo in molti periodi la scuola deserta, ora priva di questi o di quegli elementi. Il caso è da generalizzare a tutte le scuole. Molti sono stati allontanati per ingiunzioni della Prefettura, avendo dei familiari ammalati e sono rimasti fuori dalla scuola anche cinque settimane. Sulle prime temevo che date le particolari condizioni della scolaresca, il mio insegnamento sarebbe stato poco proficuo, ma non volli desistere da fare quanto era in me per evitarlo. Non mi stancai di ripetere le stesse lezioni sì che i migliori le afferravano meglio e i peggiori e gli assenti non si trovavano nell’impossibilità di seguire lo svolgesi regolare del programma. Ci fu una vera collaborazione fra maestra e alunni e i più bravini passarono i loro quaderni e i compiti ai compagni ammalati a cui erano particolarmente affezionati e che cercavano di aiutare con molta costanza. La scolaresca poté subire così dei brutti trapassi senza risentirne gran che e quando riprese il corso normale tutti avevano acquistato nuova volontà di apprendere. Un’altra piaga della scuola fu poi il ritardato arrivo dei libri di testo per cui alcuni poterono averli solo alla fine di maggio. Anche nella distribuzione dell’occorrente per la scuola ci fu da parte dell’ente scolastico un ritardo che provocò piccoli inconvenienti con recriminazioni delle famiglie dei sussidiati. Ciò nonostante riuscii però a svolgere tutto il programma oltrepassando quello di aritmetica e rimanendo un po’ indietro nella storia. Conoscevo bene i miei alunni per averne portati molti fin dalla prima classe ed ho potuto constatare il rapido e progressivo miglioramento negli esercizi di lingua e sui componimenti illustrati, dovuto specialmente alla costante osservazione ed alla lettura dei libri della bibliotechina scolastica. Non rispondente allo scopo mi è sembrato invece il libro di testo che vorrei più agile, sciolto e meglio adatto alla coscienza infantile. La frequenza, salvo nei periodi delle malattie, è stata tutto l’anno buona e di ciò non mi faccio alcun merito non avendo escogitato alcun mezzo speciale ma avendola ottenuta spontaneamente per la fiducia delle famiglie e l’amore dei bimbi. Per ottenere questa collaborazione tra famiglia e scuola ho chiamato più volte i genitori dei fanciulli in adunanze spiegando loro la necessità che la scuola trovi nella famiglia il suo validi appoggio essendo anche essa forza morale creatrice della personalità. Della pulizia poi della scolaresca posso essere in un certo modo orgogliosa, giacché non ebbi mai motivo di lagnarmi. Molto invece mi è dispiaciuto il caso di due bambini, i migliori esponenti della classe, che si sono ammalati proprio al momento dell’esame. Di questi uno riuscì a farlo benché febbricitante, l’altro non poté che parzialmente e

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con vero rincrescimento non riuscii ad ottenere per esso e per altri ragazzi che versavano nelle stesse condizioni una sessione straordinaria. Spero tuttavia che a settembre faranno tutti bene, compreso un caro bambino che non poté prestare l’esame perché chiamato in colonia marina dalla Provincia. Se i superiori accogliessero il mio desiderio, l’anno venturo vorrei avere la quarta classe e promuovere i mie alunni con un altr’anno di vita comune nuovi entusiasmi per opere fattive. Sassari 1 luglio 931.

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Appendice 4.

AS, SS, Scuola S. Giuseppe. Classi prime, anno scolastico 1932/1933. A. Maria Accardo.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Maria Accardo Inscritti

61

Frequentanti

36

Presenti a fine anno

35

Promossi

22

Balilla

21

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

35

Sussidiati dal Comune

35

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

59

Agiata

2

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16 Dicembre. Oggi primo giorno di scuola per me, in questa 1ª maschile tracomatosa, dico per me, non per i bimbi che fino ad oggi hanno avuto un’altra maestra che doveva tenere più di cento fra bimbi e bimbe alternandoli ogni due ore, io dal mio canto ho avuto fino ad oggi una classe in Monte Rosello, una seconda maschile formata dai miei promossi di 1ª dell’ano passato. L’impressione che ho provato entrando in questa scuola è stata pessima. Quale differenza fra questi e i bambini che ho lasciato! Questi sbrindellati, sudici, scalzi, quelli puliti, ordinati nella loro graziosa divisa, questi turbolenti indisciplinati, quelli tanto buoni! Il cuore mi si è stretto dolorosamente, mi ha assalito prepotente il bisogno di correre dal Sig. Direttore per pregarlo calorosamente di rendermi i miei bimbi, non ho pensato neppure un istante che la scuola di Monte Rosello era ben lontana dalla mia abitazione. Piano, piano mi son fatta forza, ho osservato bene i bambini affidatimi, essi sono in generale scolari di nove dieci anni, veterani della 1ª classe, abituati malissimo, di una indisciplinatezza che ha del fantastico. Essi vedendomi non si sono scomposti, hanno ascoltato in un silenzio molto relativo le parole che la maestra ha detto loro prima di andarsene e poi per tutte le due ore in cui sono stata con loro hanno continuato i loro discorsi i loro giuochi poco o nulla curandosi della nuova insegnante. Mi sono, vedendo questo ben triste stato di cose, proposta di dare tutta la mia buona volontà per riuscire a mettere a posto questi piccoli e spero se non in tutto di riuscire almeno in parte a migliorarli. 7 Gennaio. Sono riuscita ad avere un buon numero di bambini in divisa e sono contenta, lo sono assai più quando potranno averla tutti, i loro abiti sono così sbrindellati che il grembiulino scolastico è per loro proprio prezioso. Poveri bimbi che le mamme abbandonano nella strada un po’ per incuria, un po’ perché spronate dalla miseria, debbono abbandonare la casa per guadagnare quel tanto che permetta loro di vivere. 14 Gennaio. Oggi ho avuto 20 biglietti per la Befana Fascista da distribuire fra i mie numerosi alunni. Quante mamme stasera sono venute a raccomandarmi perché i loro piccoli non fossero dimenticati. Ò provato uno struggimento grande, perché mi sentivo impotente a contentarle e capivo che la necessità della richiesta era vera. Ho scritto una lettera alla Delegazione del Fascio Femminile per avere un supplemento di biglietti, ma, inutilmente, così tolti i dieci biglietti dei tesserati, ho sorteggiato gli altri dieci fra 27 alunni. Quale felicità per il prescelto della sorte e quale tristezza per chi vedeva bianco il suo foglietto. Cari bambini quanto mi sono sentita triste per voi e quanto avrei fatto per vedervi tutti felici … 2 Febbraio. Proseguo instancabile a far propaganda presso le famiglie per ottenere l’iscrizione dei miei bimbi all’O. N. B. fin’ora tre soli hanno finito di pagare le cinque lire, altri promettono, altri ancora mi dicono che non possono assolutamente fare quel sacrificio. Sono troppo poveri i miei bambini! Qualcuno potrebbe pagare e non lo fa se non ha particolare promessa di un buon beneficio. Io intanto non dispero. Sono certa che per la fine dell’anno saranno molti gli inscritti.

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4 Marzo. Oggi ho condotto 22 dei miei bambini al Verdi per assistere all’Operetta “La piccola olandese”. Descrivere la gioia di tutti è impossibile. L’operetta è piaciuta assai, i costumi le luci i canti, li hanno veramente incantati. Al ritorno molti canterellavano i facili motivetti che avevano uditi. 20 Marzo. Oggi ho potuto distribuire a quattro alunni poveri i sandali che ho potuto avere dal Patronato scolastico. Quanto erano contenti i piccoli beneficiati e le loro mamme. Molte mamme sono venute ad implorare ugual beneficio ed io ero tanto dolente di doverle rimandare a casa senza speranza. Avrei voluto dire a tutte che anche i loro bimbi avrebbero avuto le scarpe, ma non era possibile, le ho potute un po’ consolare promettendo la refezione che presto si distribuirà presso l’O. N. B. 30 Marzo. La propaganda per l’iscrizione all’O. N. B. comincia a dare benefici frutti, 21 alunni sono inscritti all’organizzazione,altri sette hanno oggi finito di pagare. Spero poter acquistare altrettante tessere alla fine del prossimo aprile. 20 Aprile. Oggi ho distribuito a tre tesserati la divisa di Balilla. 24 aprile. Oggi ho avuto 12 cartellini per la refezione. Posso dire che i mie 21 inscritti hanno goduto di benefici concessi dall’O. N. B. 30 Aprile. Oggi ho versato l’importo per altre otto tessere. Ad oggi dunque, i tesserati sono 18. Considerando la condizione disagiata in cui versano la maggior parte dei miei scolari posso dire di aver raggiunto un numero non inferiore a quello di molte classi sane e di scolari di condizioni economiche migliori. Le famiglie hanno capito l’importanza dell’inscrizione e hanno fatto sacrifici non lievi per pagare la tessera ai propri bimbi. Spero alla fine di Maggio di acquistare le tre tessere mancanti, in quanto le mamme hanno formalmente promesso di finire il pagamento nel suddetto mese. 30 Maggio. Con domani si chiuderanno le iscrizioni all’O. N. B. i tre bimbi che avevano iniziato a pagare la tessera, hanno finito e così 21 restano gli inscritti di quest’anno. Date le tristi condizioni in cui versano i più, questo risultato mi soddisfa. Anche come profitto, ho notato in questo ultimo periodo, un certo miglioramento, nella scrittura e nella lettura sono divenuti più spediti e più sicuri, così certamente un discreto numero riuscirà a passare in seconda. Oggi ho quasi dimenticato la fatica di questi mesi di scuola, fatica non lieve, se considero l’elemento che mi è toccato in sorte, oggi dico, ho dimenticato e non penso che al discreto risultato che riuscirò ad avere. Questo per me è il compenso migliore, è la soddisfazione grande, d’avere malgrado il grande scoraggiamento che mi vinceva spesso, fatto sempre serenamente il mio dovere.

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RELAZIONE FINALE. DELL’INSEGNANTE. Ò iniziate le lezioni in questa 1ª tracomatosa il 16 dicembre ma, già dal cinque del suddetto mese avevo una seconda maschile a Monte Rosello. I mesi che ho passato in questa scuola sono stati una continua delusione. I bimbi affidatimi erano per lo più ripetenti anzi veterani della 1ª classe, bimbi della strada, appartenenti alla classe misera del popolo, bimbi che, devo dolorosamente constatarlo, non hanno acquistato nella scuola, neppure l’abitudine di lavarsi al mattino. Tutti i giorni almeno si perdeva una buona ora di lezione per lavare. Tutte le mie buone lezioni giornaliere, quelle che credevo dovessero ingentilirli un poco, venivano distrutte dalla strada dove essi passavano tutte le ore del dopo scuola. Quale differenza fra questi ed i miei bimbi dell’anno passato, anch’essi erano figli del popolo, ma di quel buon popolo che pure vivendo in grande povertà, vuole che i suoi bimbi, siano buoni e rispettosi con tutti. I bimbi inscritti erano 61 ma solo 49 si presentarono alla scuola, di questi a Maggio erano presenti solo 35 e allo scrutinio 29. 22 furono promossi, 4 ammessi a 2ª sessione e 3 esclusi. Data la grande miseria in cui vivevano, solo 21 furono inscritti alle organizzazioni giovanili: tre ebbero in dono dall’O. N. B. la divisa quattro le scarpe dal patronato scolastico, 13 poi godettero della refezione scolastica e così quasi tutti gli inscritti ebbero assistenza e aiuto. Mi facevano troppa pena poveri bimbi abbandonati e avrei voluto fare per essi tanto di più, avrei voluto che tutte le nozioni che insegnavo con amore allignassero nei loro animi, ma, vano era il mio lavoro, perché appena mi lasciavano, l’ambiente in cui erano costretti a vivere demoliva intera l’opera mia. Per questa tristezza non vorrei avere quella seconda l’anno venturo!

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B. Maria Campus.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Maria Campus Inscritti

44

Frequentanti

34

Presenti a fine anno

33

Promossi

24

Balilla

22

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

2

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

24

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Ottobre. Riapertura della scuola. Presenti 13 scolari. Il numero dei frequentanti aumenta giorno per giorno. Constato che la scolaresca è formata in prevalenza di alunni poveri: parecchi sono scalzi e colle vesti a brandelli e poco puliti. Chiamate le mamme e interrogate e esortate ad osservare la pulizia e la decenza mi rispondono che per il momento non potranno accontentarmi per la disoccupazione dei mariti che da origine alla mancanza delle cose più indispensabili. Dicembre. I bambini hanno avuto la visita medica agli occhi 10 alunni sono stati trasferiti perché tracomatosi. Cinque alunni si sono iscritti Balilla. Sarà difficile indurre altri a fare altrettanto per le condizioni di miseria cui ho già accennato. Gennaio. L’O. N. B. ha mandato 20 biglietti perché altrettanti alunni bisognosi possano godere del dono della Befana Fascista. Ed è stata proprio una provvidenza perché molti alunni sbrindellati si son potuti presentare a scuola in abito più decente. Febbraio. È venuto l’ufficiale sanitario per accertarsi se la mancata frequenza di qualche alunno è dovuta a malattia. Gli alunni continuano per l’incessante incitamento a passare nei ranghi. I genitori che capiscono sempre più l’importanza di farlo mettono insieme il valore della tessera anche a soldini mettendo certe volte a seria prova il bilancio di famiglia (così affermano molti genitori). Maggio. Per il 21 Aprile Natale di Roma quattro alunni hanno avuto in dono la divisa di Balilla. Continua l’iscrizione a Balilla pagando sempre la tessera a piccole quote. Cinque Balilla hanno goduto della refezione gratuita. Giugno. Si fa il ripasso della materia svolta lungo l’anno. Gli alunni dimostrano una maggiore sicurezza nelle cognizioni apprese. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Le lezioni ebbero principio il 15 ottobre e il loro corso procedette regolarmente per tutto l’anno. Non tutti gli alunni obbligati frequentarono, quali per malattia e quali per essersi trasferiti altrove. Venti alunni ebbero ad usufruire dell’assistenza del Patronato Scolastico, ventidue alunni si iscrissero Balilla e cinque di essi ebbero la refezione gratuita e la divisa pure gratuita, nonché le calzature. Per il buon governo della scuola cercai di svolgere e sviluppare negli alunni il sentimento del dovere in un alto spirito di libertà del quale mi valsi guidando le loro menti al ragionamento che guida le azioni le quali non possono deviare in alcunché il riprovevole se l’alunno riesce ad aver l’idea chiara di ciò che è bene e di ciò che è male. Dal ragionamento retto

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derivano le libere azioni che per conseguenza saranno informate a principi di verità. Di ciò si avvantaggerà la disciplina della scuola e il profitto della scolaresca. Il programma didattico venne svolto in ogni sua parte con profitti soddisfacenti da parte degli alunni. Non fu trascurata alcuna delle materie d’insegnamento. In principio d’anno il medico specializzato per la cura agli occhi allontanò dalla mia classe dieci alunni riscontrati tracomatosi.

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C. Maurizia Cubeddu.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Maurizia Cubeddu Inscritti

53

Frequentanti

38

Presenti a fine anno

35

Promossi

35

Balilla

22

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

27

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

28

Agiata

7

Misera

8

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15 – 11. Finalmente mi è stato assegnato il locale scolastico e oggi ho potuto iniziare le lezioni nella mia 1ª classe maschile. Ma quale sorpresa ho avuto nell’entrare nella bella scuola assegnatami! 11 banchi a 2 posti. Dove sedere i 53 bambini che mi sono stati affidati? Il pensiero, che, dietro una mia richiesta le Autorità avrebbero provveduto, mi ha confortata e con serenità ho dato inizio al mio lavoro. I bambini si sono presentati accompagnati dai parenti. Io ho avuto una carezza e una parola affettuosa per tutti i bambini, e ho fatto ai parenti le dovute raccomandazioni. 5 – 12. Il prof. Saba, assistente della clinica oculistica, ha visitato gli alunni e ne ha riscontrato 5 tracomatosi. Ho iniziato da qualche giorno, la propaganda per il tesseramento degli alunni alla organizzazione giovanile “Balilla”, ma non spero di ottenere la totalità, perché quasi tutti i miei alunni appartengono a famiglie molto povere e alquanto numerose. 15 – 2. Con mio sommo rincrescimento, debbo dichiarare che non sono riuscita a far inscrivere un alunno alla mutualità scolastica, nonostante abbia insistito presso le famiglie. 20 – 2. L’O. N. B. ha dato due biglietti per la refezione scolastica e ne ha promesso degli altri. Ciò mi ha procurato il tesseramento di tre alunni. 28 – 4. Alla Direzione ho inviato £ 4 raccolte fra gli alunni per l’acquisti di 4 libretti di francobolli chiudilettera. 2 – 5. Alcune mamme informate che l’O. N. B. avrebbe gratuitamente distribuito le divise ai tesserati poveri, si sono affrettate a versare le 5 £ per la tessera. 18 – 6. Nei 5 giorni assegnati per lo scrutinio e cioè dal 12 al 17, furono presenti 35 alunni e 1 privatista assegnatomi dalla direzione. Negli ultimi due giorni, 16-17, se ne assentarono 4, tra i quali, uno per motivi di salute. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. La scuola si riprese il 19 settembre, ma le lezioni nella mia classe iniziarono il 15 novembre. Nel tempo intermedio ebbero luogo gli esami della seconda sessione e le iscrizioni e dopo questi non cominciai le lezioni per mancanza di locale scolastico. Mi fu affidata una prima classe maschile nel locale Porta Nuova, con 53 inscritti, dei quali 10 non si presentarono mai, sebbene li abbia fatti richiamare. Al principio dell’anno tre alunni cessarono di frequentare la scuola per ragioni di salute e durante l’anno se ne allontanarono ancora 2, sicché i frequentanti furono 38. Alla fine dell’anno chiusosi il 17 – 6, secondo i risultati dello scrutinio, dei 35 presenti furono promossi 31 alunni, ammessi alla seconda sessione 2 e respinti 2. Appena ricevetti l’ordine dalla Direzione Didattica, iniziai intensa propaganda per il tesseramento degli alunni alla Organizzazione Giovanile Balilla, propaganda che continuai tutto l’anno, ma non ottenni la totalità degli iscritti, per la solita causa della miseria, nella quale versa la maggior parte dei miei alunni. E questo lo

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posso assicurare per accertamenti fatti personalmente. Alla Mutualità Scolastica non si volle iscrivere nessuno, sebbene mi sia molto adoperata pure per questa iscrizione. Seguendo scrupolosamente il programma particolareggiato, già noto e approvato dall’Illustrissimo Direttore, ho dovuto soffermarmi maggiormente sulla lettura e scrittura. Ma ho superato tutte le difficoltà e nonostante il pochissimo aiuto delle famiglie, ho condotto un buon numero di alunni a leggere e scrivere pure le parole più difficili. Pure nelle altre materie sono riusciti a fare bene. Spero e mi auguro che l’opera mia sia proficua agli alunni e soddisfacente ai miei Superiori e alle rispettive famiglie.

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D. Antonietta Foddai.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Antonietta Foddai Inscritti

59

Frequentanti

46

Presenti a fine anno

40

Promossi

36

Balilla

24

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

29

Sussidiati dal Comune

29

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

12

Condizioni delle famiglie Povera

33

Agiata

16

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15 Ottobre. In questo primo giorno di scuola si sono presentati pochi alunni. Sempre la solita apatia delle famiglie! Non sanno che i primi giorni di scuola sono veramente proficui, perché ci si incomincia a conoscere, si prendono gli accordi, si fanno i preliminari per la possibile serena vita di tutto l’anno scolastico. Invece, niente di tutto quanto si dovrebbe avere. Aule non imbiancate, banchi insufficienti per gli inscritti, gli alunni che vengono con comodi. I giornali, il banditore hanno fatto conoscere a tutti la data di riapertura della scuola, eppure la classe completa tutti gli anni si ha dopo una quindicina di giorni e dopo che la maestra ha ripetute volte richiamato i ritardatari per esortarli alla frequenza. 21 Ottobre. La miseria quest’anno ha impedito la sollecita presenza alla scuola. Molte mamme mi dicono che i figli mancheranno di qualche cosa per presentarsi in modo decente ed aspettano di guadagnare qualche cosa colla raccolta delle olive per provvedere. Noto però che molte han fatto l’abitudine a chiedere; li hanno abituati a ricevere; promettono troppo e chiedono senza arrossire. Ci sono trentaquattro sussidiati che hanno la cartella dei poveri e di molti son rimasta meravigliata. Piano piano, con arte e pazienza cerco di indurre le mamme a fornire il grembiule ai loro piccoli. Noto che le sciattone e le meno povere fanno orecchie da mercante, perché aspettano; sanno che chi la dura la vince;; che alla fine se grembiuli o scarpe saran dati, i loro figliuoli, perché sprovvisti li avranno. Io faccio notare ai bimbi stessi quanto stanno bene i compagni col grembiule, il collettino bianco, la cravatta e le scarpe pulite. Sembrano signorini dicono, e ne hanno tanta voglia di averlo anche loro. Novembre. In questo mese lo specialista ha visitato gli alunni per allontanare i tracomatosi. Il tracoma è meno diffuso ora, grazie alla cura che se ne fa; ci sono quattro ammalati fra cinquanta e più presenti. A mano, a mano che se ne presenteranno dei nuovi bisognerà, ha detto lo specialista, mandarli all’ospedale per la visita e non si dovranno accettare se non hanno il certificato che li dichiari (se lo sono) immuni. Io ho pensato che sarebbe bene non fidarsi di certe mamme e so che l’anno scorso si sono verificati parecchi imbrogli, ma non c’è nel locale una bidella incaricata per accompagnare gli alunni all’ospedale. Le bidelle sono irreperibili quando c’è da fare qualcosa; han sempre tanto da fare, sono poche … 2 Gennaio 1933. Ò saputo dagli alunni che il 31 dicembre è morto un loro compagno che era stato assente tutto il mese. Un altro è venuto a dirmi che vanno a stabilirsi in campagna ed andrà alla scuola rurale di là. Due altri sono sempre ammalati; uno è venuto due volte sole, quattro sono stati trasferiti in altra classe e sono rimasti quarantotto frequentanti. In questo mese, nonostante tutti gli assenti devo insegnare la prima consonante; speriamo che tornando si possano mettere alla pari. 5 Gennaio. Ò consegnato l’elenco e i soldi degli alunni che han pagato la tessera dell’O. N. B. Sono 19 che l’hanno pagata totalmente; altri tre che mi han dato quasi la metà. Strano: parecchie mamme son venute a farmi tante raccomandazioni perché non mancassi di dare il biglietto della Befana Fascista, a dirmi che la maestra degli altri figliuoli l’aveva loro promesso. Io ho detto:

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“Non so nulla di Befana Fascista e non prometto nulla. Quando riceverò gli ordini da chi di ragione saprò come comportarmi. Le cinque lire pagano la tessera, non il biglietto della Befana Fascista”. 14 Gennaio. Stasera, all’ingresso son venute tante mamme; m’han detto che la mattina avevano dato i biglietti della Befana Fascista, che stessi attenta a non privarne i figliuoli. Una mi à detto che il lunedì mi avrebbe dato 10 lire quando passavo davanti a casa sua per la tessera dei suoi due figliuoli; un’altra mi à raccomandato di fare il suo nome alla segretaria, che di certo sentendo il suo nome non avrebbe fatto a meno di darglielo. Che presunzione! Ho risposto come si conveniva, garbatamente all’una e all’altra; ò detto a tutte che avrei aspettato i biglietti e gli ordini, ed avrei fatto quel che era giusto, se i biglietti fossero stati sufficienti; avrei tirato a sorteggio se pochi. Desiderabile sarebbe per un altro anno, si potesse dare qualcosa per tutti i sussidiati almeno. 10 Febbraio. Ho fatto imparare le parole dell’inno Balilla e stamane ho cominciato a far cantare. Molti sanno il motivo, perché ormai è popolare. Piace molto: ho anche ricordato chi era “Balilla” perché ne avevo già parlato. 10 Marzo. In questo mese nuovamente assenze continue; parecchi sono malati di morbillo; d’influenza, mi mali di gola. Mi toccherà andare a rilento perché non voglio si trovino poi molto indietro quelli che ora sono malati. Quattro o cinque sono assenti da parecchio, due si ritireranno per fare una cura (ché hanno la testa malata). 19 Aprile. È piaciuta tanto hai piccoli la leggenda della fondazione di Roma. È rimasto loro molto impresso l’aratro tirato da un bue e da una giovenca che ha il solco sul quale dovevan sorgere le mura della città. 29 Aprile. L’entusiasmo dei piccoli, che hanno potuto assistere alla proiezione del film sonoro e parlato “Camicia nera è stato grande”. Sono veramente fascisti e amano il Duce. Quanti alalà e battimani quando compariva la figura sullo schermo! 7 Giugno. In questa settimana abbiamo avuto la ispezione di un canonico per l’esame di religione. I ragazzi hanno risposto bene sulle cose imparate: preghiere, vita di Gesù. Ànno anche esposto qualche parabola. Sono rimasta soddisfatta. 17 Giugno. Si è finito il lavoro della settimana di scrutinio. Ho avvertito gli alunni vengano il 24 per conoscere l’esito, e accompagnati, così potrò informarmi dell’indirizzo preciso di alcuni che hanno cambiato abitazione. C’erano durante questa settimana quattro alunni provenienti da scuola privata. Ho notato che quelli provenienti dalla scuola pubblica ci guadagnano sempre nel profitto: sanno tante cosette di religione, aritmetica e nozioni varie, che se anche non sono del programma, hanno avuto occasione di apprendere durante l’anno. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE.

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Gli inscritti, cinquantanove, accanto ai frequentanti a fine d’anno, quaranta, fanno un assai stridente contrasto. Giudico errato fare l’iscrizione dai giornali di classe di alunni che non si sono mai presentati. Bisognerebbe accertarsi se effettivamente esistono, se abitano ancora in città. Nella mia classe, dieci non si presentarono affatto, e non furono rintracciati dalla bidella; se per un altro anno verranno inscritti si farà un’aggiunta inutile nei registri d’inscrizione nei giornali di classe. Dei quarantanove che presentarono il cartellino uno si ammalò dopo il secondo giorno di scuola e non si fece più vedere; due si trasferirono alle scuole rurali, in campagna: un altro andò fuori di Sassari con la famiglia; due li feci allontanare perché malati di una grave malattia al cuoio capelluto ; un altro si allontanò pure per malattia, sicché verso l’aprile i frequentanti erano quarantadue. Nel maggio si assentarono altri due che avevo tirato su a furia di fatica; erano triennali e uno sarebbe riuscito a cavarsela. Le mamme, che andavano fuori casa a lavorare li trattenevano per custodire i fratellini. Allo scrutinio erano presenti quaranta. Quasi tutti sono ragazzi del popolo, poverissimi e sussidiati; da principio ero quasi scoraggiata. Erano sporchi, stracciati, scalzi, rozzi; mi è costato assai renderli scolari decenti. Il Patronato dovrebbe essere più provvisto di mezzi per procurare fin da principio dell’anno scolastico, specie nelle prime classi, il grembiule e le scarpe ai bisognosi. Ho richiesto un po’ di sacrificio dalle famiglie; ho aiutato con tanti mezzi e son riuscita a far avere il grembiule a tutti, se non nuovo, almeno presentabile, e qualche paio di scarpe. Per tre alunni ha provveduto il Patronato scolastico, dopo che ho fatto fare la domanda al Presidente, perché informata da una mamma che in alcune classi avevano dato le scarpe. Questa maniera di fare in segreto, non è da lodarsi. Fin dal principio dell’anno scolastico ci si era richiesto il numero degli sprovvisti di scarpe e grembiule facendo presupporre un provvedimento che non è mai arrivato, e se non mi fosse stata data la notizia da quella mamma, quei miei tre scolari sarebbero rimasti scalzi fino alla fine dell’anno. L’abito non fa il monaco, ma lo distingue, e gli scolaretti miei, figli del popolo rozzo e ignorante, che fa vita sulla strada, sembravano diversi col grembiule. Non son riuscita a drizzarli tutti; quattro son rimasti turbolenti, sono stati la croce della maestra e dei compagni fino alla fine; sarebbero voluti allontanati dalla classe dei normali. Li avevo fatti inscrivere alla scuola di ripetizione tenuta dalla signora Biosa, e non frequentavano quasi mai, come seppi dalla maestra. Le mamme avvertite da me, asserivano che uscivano da casa con la cartella, poi si seppe che andavano a gironzolare, magari rubando qualche cosa dalle fruttivendole, o finivano alla Tanca dei puledri a giocare con la palla. Uno di questi negli ultimi mesi sapeva fare il dettato e leggere benino; se si eserciterà durante le vacanze potrà essere promosso alla seconda sessione. Ce ne erano veramente sveltini ed intelligenti che si faranno buoni scolari nelle altre classi; alcuni non hanno la scrittura ben formata per mancanza di esercizio, perché durante l’anno si verificarono periodi di epidemia fra i piccoli: orecchione, influenza, morbillo, e fecero molte assenze. Ho svolto il programma di tutte la materie. I promossi sanno far bene il dettato; quasi tutti leggono senza sillabare come li ho abituati; sanno scrivere i numeri fino a cento e fare le quattro operazioni entro il venti. I promossi sono trentasei. Ho lavorato, ma son soddisfatta del risultato, che davvero non mi aspettavo, perché ripeto, da principio esco scoraggiata per l’elemento rozzo e turbolento. 22 giugno 1933. A XI

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E. Elisa Lorenzoni.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Elisa Lorenzoni Inscritti

48

Frequentanti

38

Presenti a fine anno

38

Promossi

34

Balilla

22

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

25

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

17

Agiata

12

Modesta

3

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Ottobre. Oggi si sono riprese le lezioni. Quest’anno mi è stata assegnata la prima classe maschile ne lo stesso locale S. Donato dove insegno già da sei anni. Conosco dunque l’ambiente scolastico e la condizione de gli alunni; so che in maggior numero saranno i poveri e i sudicelli, che dovrò lavorare molto molto per l’istruzione, ma ancora più per l’educazione dei miei alunni. Ma questo pensiero non mi spaventa. Per chi comprende bene, il nostro compito è una missione di amore e di luce. Siamo noi che forgiamo le tenere anime e che buttiamo in esse i primi germi di bene che poi, ne gli anni venturi, daranno i buoni frutti. Siamo noi che instilliamo nei teneri cuori l’amore di patria, l’idea del dovere e del sacrificio. E le parole buone, pietose, consolatrici, incitatrici che diciamo noi oggi ai piccoli che la scuola ci affida, essi non le dimenticano, ma le riudranno un giorno come un monito nei momenti di bisogno e d’incertezza. Si, non mi rincresce che i miei alunni siano poveri e sudicetti: io sarò per loro un’altra mamma amorosa e la scuola sarà per essi un’altra casa più bella, più sana di quella oscura e triste dove abitano: udranno parole buone, impareranno che l’acqua e il sapone sono due amici nostri; il rispetto ai superiori, l’affetto ai compagni. Verranno festosi a la scuola che li accoglie sorridente e materna e le ore passate fra i banchi saranno belle e desiderate e la letizia di codeste ore passerà anche ne le loro case e vi porterà un raggio di luce e di poesia. Intanto oggi, essendo al primo giorno di lezione si sono presentati pochi alunni. Sono, come li immaginavo io, sorridenti e fiduciosi. Mi guardano con occhi sereni e mi parlano de la loro vita. Uno ha il babbo in America, disoccupato, che scrive raramente. Vive con la mamma che sta tutto il giorno a lavorare fuori di casa e lui per lunghe ore rimane solo. È proprio un caso pietoso. Povero bambino! Sento già di volergli bene e mi occuperò molto di lui. 2 Dicembre. Oggi si è avuta la visita medica per allontanare dai sani i bambini tracomatosi. Ne la mia classe furono riscontrati tre e fra qualche giorno, appena fatto il biglietto di trasferimento, andranno con un’altra maestra. Saranno curati tutti i giorni e potranno guarire da questa terribile malattia che purtroppo tanto largo sviluppo ha ne la nostra città. L’insegnamento procede lento ma sicuro e vedo con piacere che gli alunni mi seguono tutti, tranne uno, che mi sembra deficiente. Non prende parte a nessuna conversazione, non parla neppure coi compagni. Anche il timbro de la sua voce è speciale pare che faccia uno sforzo a dire qualche parola. Mi guarda incantato e quando mi rivolgo direttamente a lui mi fa qualche cenno vago con la mano. Nient’altro. Quando gli comincio la pagina e gli prendo la manina guarda trasognato avanti a sé e non appena lo lascio per rivolgermi ad un altro chiude il quaderno e lo conserva. Forse il suo cervello non è ancora maturo. Ho parlato con la mamma che me là tanto raccomandato. Anche lei ha osservato nel figlio qualche cosa di anomalo e lo attribuisce al fatto che il bambino non ha mai avvicinato nessuno, è vissuto solo solo in casa come un recluso. Forse ha ragione. 10 Dicembre. Alcuni alunni cominciano a fare molte assenze, ma, per dire il vero, non per colpa loro. Infatti cinque sono ammalati; uno non ha scarpe; un altro ancora, causa un forte colpo d’aria, ha una grave infiammazione a gli occhi. Io sono molto, molto spiacente di questo stato di cose anche per il fatto che ne la prima classe le assenze numerose apportano più danno che ne le altre

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classi ed è più difficile metterli al corrente. Ad ogni modo io non mi stanco di ripetere e di fare esercizi e di mandare giornalmente i compagni che abitano vicini a chiedere informazioni su la salute de gli ammalati. Così le famiglie sanno che la maestra attenda, che non si dimentica, che s’interessa loro e non appena si rimetteranno li farà tornare. 17 Novembre. Ho parlato ai bambini della bela istituzione fascista de l’O. N. B. mi hanno ascoltato con gioia, ma poi non tutti dopo averne parlato hanno potuto dare la desiderata adesione. Soltanto tre hanno pagato subito la tessera; undici hanno cominciato e pagheranno poco per volta. Alcuni pagano con qualche soldo che guadagnano facendo dei servizietti, ma sono contenti e quando me li consegnano i loro occhietti brillano di soddisfazione. La maggioranza non ha risposto a l’appello né io ho insistito perché vedo e so che sono poveri, che mancano delle cose anche più necessarie e non voglio imporre dei sacrifici che, apprezzati e lodevoli quando sono volontari, riescono pesanti ed odiosi quando sono imposti. E poi in questi giorni c’è anche il pagamento de la pagella che, per quanto quota minima per parecchi è un aggravio e infatti non tutti hanno pagato e mi hanno detto che pagheranno quando il babbo lavorerà. 10 Gennaio. Da molto tempo ci sono stati consegnati i libri da dare a gli alunni sussidiati, ma non li ho ancora distribuiti perché trovo giusto che ne la prima classe l’insegnante per diversi mesi faccia a meno dei libri di testo e si serva invece molto de la lavagna sia per la lettura che per la dettatura. Troppo spesso si osserva che i bambini leggono a cantilena, anzi a memoria sul libro di lettura e poi fatti leggere saltuariamente o a la lavagna rimangono zitti. Così non ho dato i libri perché non avrei avuto altro risultato che di vederli sciupati, ma tutti i giorni faccio scrivere parole e pensierini a gli alunni su la lavagna, occupandomi specialmente di quelli che mi sembra tentennino. Tutti i giorni si fa anche la lettura: oggi legge un gruppo di alunni, domani un altro ché ad interrogarli tutti occorre molto tempo e i bambini si stancano dato che la loro attenzione non può rimanere troppo tempo fissa su un dato oggetto, ma ha bisogno di essere sempre desta e vigile su diversi oggetti. Così le lezioni si alternano con piacevoli conversazioni su argomenti per essi interesanti e nuovi, con la lettura, dettatura, facili calcoli, canto, ginnastica. Le ore de la scuola passano veloci e i bambini sono contenti che tutti i giorni imparano qualche cosa di nuovo. 14 Dicembre. Domani si celebra la festa de la Befana Fascista, festa tanto attesa e desiderata dai nostri piccoli molti dei quali vedono purtroppo passare il Natale e il Capo d’anno senza un dono, senza un dolce. Da l’inizio delle lezioni molte mamme sono venute a raccomandarsi per avere il biglietto; se dipendesse da me io vorrei poter dare a tutti, ma è necessario pensare ai più poveri, ai più bisognosi, a quelli che tremano dal freddo e qualche volta anche per la fame. Poveri bambini! Pensare che tanta gente spende il danaro in cose superflue ed inutili, mentre loro mancano di tutto e che quel danaro buttato tanto indifferentemente da gli uni, per gli altri sarebbe la vita! Ne le prime classi abbiamo avuto venti biglietti da distribuire, quindi ho potuto accontentare molti bambini. Con quale sorriso riconoscente mi hanno ringraziato, povere creature! Io ero commossa e contenta di poterli in qualche modo aiutare ed ancora una volta mi sono convinta che si prova

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maggior piacere a fare il bene che a riceverlo. Voglio notare un episodio gentile! Uno dei miei alunni, non ricco, al quale avevo dato il biglietto perché Balilla, vi ha rinunciato spontaneamente in favore di un compagno più povero e siccome il buon esempio trascina, altri due bambini hanno regalato il loro biglietto ai compagni più bisognosi. 25 Febbraio. Il tesseramento quest’anno è, mi sembra, abbastanza soddisfacente. Per quanto la maggior parte dei mie scolaretti non siano ricchi, sono tanto contenti di esser Balilla, di essere inquadrati che ben venti hanno iniziato il pagamento e sono certa che finiranno di pagare la tessera. Qualcuno fa dei sacrifici, ma lietamente, certi che godranno dopo dei benefizi, non ultimo, per i più bisognosi, di avere le scarpe e la refezione scolastica. 6 Marzo. Giorni fa è venuto in classe il sig. Direttore per avere notizie esatte sul tesseramento e su la frequenza de gli alunni. È rimasto contento de l’uno e de l’altro. Infatti la mia classe, fra le parallele del locale S. Donato dove insegno, è la più numerosa. I frequentanti sono 38 su 48 inscritti e passeranno a la seconda classe 34. Dei quattro che dovranno ripetere uno è un bambino deficiente e gli altri, per quanti sforzi abbia fatto non mi è riuscito portarli avanti. Il sig. Direttore mi ha detto che si aprirà un dopo scuola per gli alunni rimasti indietro ai compagni onde vedere se è possibile metterli al corrente. L’idea è molto buona e proficua sarebbe se i bambini frequentassero regolarmente e cercassero con la buona volontà di corrispondere almeno in parte a la premura e all’interesse di chi pensa a loro con tanto amore. Ad ogni modo io ho di già avvertito i mie alunni che frequenteranno il dopo scuola raccomandando caldamente di stare attenti e buoni. 15 Marzo. Ho saputo indirettamente da altri colleghi che in alcune classi sono state date le scarpe a gli alunni più bisognosi. Sono rimasta meravigliata come mai non tutte le maestre siano state avvertite e si siano fatti (a dirla in lingua povera) due pesi e due misure. Forse che in tutte le classi non vi sono alunni poveri per i quali un paio di scarpe sono una vera benedizione? Perché escludere alcuni dal benefizio? Perché questo mistero? Ad ogni modo ho seguito ne l’interesse dei miei alunni l’esempio altrui e ho scritto al Presidente del Patronato scolastico chiedendo tre paia di scarpe per gli alunni scalzi de la mia classe. Sono tre: speriamo che la mia domanda venga accolta benevolmente. 8 Aprile. Fin da quando si è iniziata la refezione scolastica quattro fra i balilla più poveri hanno avuto la refezione e non so dire quanta sia la gioia e quante mamme sono venute a raccomandarsi per i loro bambini. Povera gente, se fosse possibile accontentare tutti! Riguardo a le scarpe, poi, non ho avuto alcuna risposta e diverse volte sono andata in cerca del Presidente del Patronato scolastico senza riuscire mai a trovarlo. Finalmente ho avuto la fortuna di parlargli ieri e dopo molte insistenze mi ha dato due buoni per i due bambini. Oggi stesso li ho consegnati e li ho resi felici, poveretti! E anch’io sono stata felice de la loro gioia. È proprio vero che c’è maggior piacere nel fare il bene che nel riceverlo.

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12 Aprile. Oggi è venuto in classe il comandante de la centuria a la quale appartengono i miei alunni Balilla per consegnare ai tre tesserati più poveri il buono per la divisa gratuita come dono pasquale. Sono tanti i poveri che la scelta mi è stata un po’ difficile, ma credo di aver dato i biglietti a quello che più la meritavano. Anche questo regalo è stato accolto con molta gioia dai bambini che ringraziano con vero cuore i buoni che pensano a loro proteggendoli, aiutandoli, cercando di farli crescere sani, forti e buoni. 24 Maggio. Oggi in Piazza d’Italia a le ore 19 c’è stato il saggio ginnastico dei Balilla, avanguardisti, piccole e Giovani Italiane. La piazza era affollatissima e presentava proprio un bel colpo d’occhio. Tutti i partecipanti al saggio sono stati molto applauditi e veramente lo meritavano perché hanno lavorato bene. Bella è stata la sfilata lunghissima e graziosissimi i Balilla col passo di parata. 27 Maggio. Oggi è venuto in classe Mons. Filia accompagnato dal Sig. Ispettore per la visita di ispezione di religione. I bambini interrogati hanno detto molto bene le preghiere, seri, con le manine giunte sembrano proprio degli angioletti. Monsignore è rimasto contento; dopo essersi trattenuto pochi minuti ha proseguito il giro d’ispezione. 2 Giugno. Oggi, dato che si avvicina il tempo di andare ai bagni, due bambini hanno acquistato la tessera. Ad uno, veramente, l’ho regalata io. È tanto bellino e intelligente, e tanto povero. È il figlio maggiore di una famiglia già numerosa, non ha grembiulino, non ha pagato la pagella, non va mai in campagna, non ha mai visto il mare. Io gli voglio tanto bene e ho voluto regalargli al tessere per vedere i suoi occhietti furbi illuminarsi di un sorriso. Mi ha ringraziato tutto contento, stava sempre a guardare la tessere che aveva riposto fra i libri. Almeno, povero bimbo, potesse godere di qualche giorno sereno su la via del mare, dei giuochi innocenti dei compagni, del sole, del cielo. Un altro bambino acquisterà la tessera lunedì. Saranno così 24 Balilla. 12 Giugno. Oggi sono principiati gli scrutini. I bambini che frequentano sono tutti presenti. Ai miei scolaretti è stato aggiunto un privatista, che, interrogato ha risposto chiaro senza falsi timori e che ha fatto anche benino il dettato. Osservo però che i bambini cominciano a sentire un po’ di stanchezza nonostante il tempo si mantenga fresco. Sono anche elettrizzati dal pensiero de l’esame, dicono loro e mettono una cura speciale nel fare la loro paginetta. Fanno mille propositi per le vacanze; chi sa poi se li manterranno! RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi fu affidata la prima classe maschile nel locale di S. Donato. Dopo il controllo, la visita medica, e qualche trasferimento ad altro locale, gli alunni inscritti rimasero definitivamente 48 dei quali si presentarono 43. Non tutti però frequentarono regolarmente; 4 vennero soltanto per poco tempo, ed ora, di ciascuno di ciascuno di essi darò la ragione.

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1) Marongiu Giovanni, bambino molto debole e malaticcio, presentandosi alla scuola con molto ritardo, frequentò soltanto per pochi giorni avendo quasi sempre la febbre. 2) Pinna Giuseppe, già ripetente, veniva molto saltuariamente; faceva numerose assenze quando per una cosa, quando per l’altra e col febbraio smise definitivamente. Un giorno ebbi occasione di parlare con la sua maestra de l’anno precedente la quale mi disse che ugualmente si era comportato con lei. È un peccato che in famiglia lo trascurino tanto perché è un bambino già grandetto e che non manca d’intelligenza. 3) Pintus Antonio. Anche questo frequentò per pochi giorni; poi, ammalatosi gravemente di gastro enterite non ritornò più. Dimostrava di essere volenteroso e ordinato. 4) Fontana Antonio fu l’unico fra i miei alunni che si allontanò senza motivo. Per il breve tempo in cui mi fu dato studiarlo potei avere il concetto che appartiene a la schiera di quegli alunni indisciplinati e negligenti che mettono lo scompiglio ne le classi. Frequentanti fino al giugno furono 39, in generale la frequenza fu buona. Ci furono degli alunni che non fecero un’assenza in tutto l’anno, altri che ne fecero pochissime. Qualcuno invece mancava quasi per mesi interi, ma sempre per malattia, come risultava da informazioni che assumevo. Ne la prima quindicina di Aprile si assentarono certi Soro e Sechi e rimasi di entrambi molto dispiacente perché facevano benino. Specialmente Soro era tra i migliori. Entrambi si allontanarono con vivo rincrescimento e per cause più forti della loro volontà. Soro, rimasto orfano di padre, andò a stare con la mamma a la fondazione Brigata Sassari dove essa era a servizio e Sechi, anche lui, andò a stabilirsi con la famiglia, in una campagna lontana. Perciò non poterono più frequentare. Dopo la Pasqua di Resurrezione ritornò a scuola un alunno assentatosi fin dal Gennaio. Era stato gravissimamente malato di pleurite; appena rimesso volle tornare fra i suoi compagni. Si può immaginare come fosse indietro, pure, con una straordinaria forza di volontà riuscì a mettersi a la pari e ad ottenere la promozione. Gli alunni scrutinati furono 36, promossi 34, due rimandati alla 2ª sessione. Due rimasero assenti proprio durante la settimana di scrutinio e quindi penso che dovranno ripetere l’anno. Ad ogni modo erano entrambi insufficienti. Osservando questi risultati, mi sembra che l’esito ottenuto sia lusinghiero e che gli alunni abbiano corrisposto bene a le mie fatiche tenuto conto anche del fatto che in generale essi appartenevano a famiglie povere, ignoranti. A casa non venivano curati e aiutati, ma spesso anche occupati in lavori superiori a le loro piccole forze e tutto il loro patrimonio intellettuale era formato unicamente da ciò che apprendevano a scuola da la viva voce de la maestra. Poveri piccoli. È stata per me una grande gioia sentirmi amata dal loro cuoricino innocente, vedere con che piacere venivano a scuola puliti e ordinati e come erano contenti d’imparare ogni giorno cose nuove. Poveri piccoli! Io spero che veramente il primo anno di scuola rimanga ne l’animo loro come un sorriso di luce e di poesia nel ricordo de l‘infanzia forse non lieta. Sassari 29 giugno 1933.

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F. Antonietta Pinna.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Antonietta Pinna Inscritti

39

Frequentanti

29

Presenti a fine anno

25

Promossi

18

Balilla

23

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

28

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

17

Agiata

12

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17 Ottobre. Primo giorno di scuola. Ho i cartellini di cinquanta alunni inscritti alla 1ª classe, solo 13 però si sono presentati. Verranno tutti? Dubito che quelli che hanno già compiuto i dieci anni non vengano, come pure non frequenti qualcuno dei più piccoli perché ancora timidi e con la mente poco sviluppata. Quest’anno il Sig. Direttore mi ha affidato una 1ª maschile e, se devo proprio dire la verità, non sono stata molto contenta. Ho dovuto lasciare con rimpianto i miei alunni dell’anno passato che sono stati assegnati, perché in 4ª ad un maestro. Essi mi hanno seguito per tre anni con diligenza e con affetto. Avrei voluto seguirli fino alla soglia delle scuole medie e raccogliere completo il frutto del lavoro che ho condotto per tre anni con entusiasmo e buona volontà. Erano tanto affezionati a me e io mi ripromettevo per la licenza un esito brillante. 24 Ottobre. Decennale della marcia su Roma. Per volere del Duce da oggi fino al giorno 6 novembre le scuole resteranno chiuse per festeggiare il decennale della marcia su Roma. Con parole facili, adatte alla loro capacità, ho raccontato ai piccoli della marcia su Roma, dell’opera del Fascismo, dell’affetto del Duce per i bambini d’Italia ed ò parlato pure dei Balilla tanto cari al Duce. Li ho invitati a parlare alle famiglie del tesseramento anche portando l’importo delle quote in diverse volte. 8 Novembre. Frequenza. Molti alunni che non erano presenti, oggi, primo giorno dopo le vacanze, compaiono in seguito al mio richiamo. Sono una trentina e intuisco che la maggioranza di essi appartiene a famiglie povere perché sono malvestiti e pallidi. Poverini! Per essi il lavoro di scuola sarà molto faticoso! Prevedo che dovrò faticare molto anch’io per ottenere la pulizia e la diligenza. Molti hanno il babbo disoccupato e per conseguenza la mamma, per sopperire ai bisogni della famiglia, sta fuori di casa a lavorare. I bambini restano così abbandonati e incustoditi. Mi propongo fin da ora di curare molto questi bambini così poco fortunati e di far loro sentire meno l’abbandono in cui sono lasciati. 13 Novembre. Alunni sussidiati. Ho trasmesso all’ufficio della Direzione l’elenco degli alunni poveri che dovranno essere sussidiati dal Patronato Scolastico. Essi sono 22 provvisti di cartella di povertà e 5 che hanno il babbo disoccupato, numero rilevante in rapporto al numero dei frequentanti. Essi avranno il necessario per la scuola e le famiglie, che vengono alleggerite di questa spesa, manderanno i loro bambini più volentieri alla scuola. 22 Novembre. Visita medica degli occhi. Oggi due specialisti delle malattie degli occhi hanno visitato i bambini e fra tutti solo uno è stato riscontrato affetto da tracoma per cui è stato trasferito alla sezione dei tracomatosi. 30 Dicembre. Tesseramento. Rimetto oggi all’ufficio della direzione l’elenco e l’importo degli alunni inscritti all’O. N. B. Le quote complete sono soltanto 11, numero esiguo in rapporto ai frequentanti, ma rilevante in rapporto all’età dei bambini e alle condizioni economiche delle famiglie le quali fanno questo sacrificio solo per i ragazzi che frequentano classi superiori. Tuttavia mi sto adoperando attivamente perché col 28 febbraio, scadenza del tesseramento per

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l’anno XI, possa avere un considerevole numero di tesserati. Le famiglie mi hanno promesso che faranno di tutto per acquistare la tessera ai loro piccini. 14 Gennaio. Befana Fascista. Ho distribuito 20 biglietti per la Befana Fascista e grande è stata la gioia dei bambini poveri che domani verranno beneficiati mediante la distribuzione di indumenti che li riparino dal freddo di questa rigida stagione. La Befana Fascista, fra tutte le opere di gentilezza, di solidarietà e di beneficienza che il Fascismo va perseguendo con amorosa cura, è la più soave e senza dubbio quella che mira a donare sorrisi e gioie alla fanciullezza diseredata. Domani, quei bimbi che dormono in case umide e fredde, che non possono avere il conforto di un indumento di lana che li difenda dall’umidità e dal gelo, avranno, per virtù del Fascismo la meritata protezione. Ormai si sa che per migliorare la sanità della razza, il miglior mezzo è quello di proteggere l’infanzia dalle malattie che possono derivarle quando è malnutrita e malvestita ed il Fascismo ne è il supremo tutore. 4 Marzo. Recita. Stamane ha avuto luogo al teatro Verdi una recita straordinaria per le classi elementari maschili de: – La piccola Olandese – a cura del teatro educativo dell’O. N. B. Gli alunni, pur essendo piccoli, hanno dimostrato d’interessarsi del lavoro e di divertirsi. 28 Aprile. Lotta contro la tubercolosi. Ho parlato della 3ª Campagna Antitubercolare, ma gli alunni, che sono troppo poveri, non hanno potuto rispondere al mio appello come io desideravo. Hanno acquistato fra tutti solo 20 francobolli chiudilettera, il cui importo di £ 2 ho versato alla Direzione. 29 Aprile. Film “Camicia nera”. Per iniziativa della Federazione Fascista è stato proiettato il film “Camicia nera” che traccia, in sintesi magnifica, la storia della guerra e documenta, in modo luminoso, le opere del Regime nel 1ª decennale della Rivoluzione. 1 Maggio. Tesseramento. Ho versato ieri alla Direzione £ 45 quale importo per 9 tessere di Balilla. Con questi ho 23 tesserati, cifra non indifferente se si pensa al numero dei tesserati (29) ed alle condizioni economiche delle famiglie. Posso dire di aver lavorato molto facendo opera di persuasione per acquistare la tessera. 12 Giugno. Con oggi devo lasciare la classe perché incaricata di assistere agli esami di ammissione alla 1ª Magistrale Inferiore. Ho accettato volentieri questo delicato incarico, senza grande preoccupazione per la mia scuola, poiché dal 31 maggio terminai lo svolgimento del programma. Sono certa che la supplente mi terrà gli alunni in esercizio fino alla settimana degli scrutini. 24 Giugno. Esito finale. In seguito agli scrutini, oggi sono stata a scuola per dare l’esito agli alunni che è il seguente: su 25 alunni scrutinati, 18 sono stati i promossi, 6 i rimandati alla 2ª sessione, 1 escluso. Pochi sono stati gli alunni scrutinati, ma la frequenza in quest’ultimo periodo lasciva a desiderare. Parecchi di quelli che non seguivano, hanno creduto bene di rimanere a casa

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ed io veramente non ho fatto molta pressione richiamandoli. Posso dire che non sono rimasta contenta di questa classe che, sia per il numero dei trasferiti, sia per le malattie infettive che hanno avuto gli alunni, si è tanto assottigliata da avere a fine d’anno un numero troppo esiguo di frequentanti. Mi auguro che nel prossimo anno scolastico gli alunni che mi saranno assegnati, siano sani e capaci di seguire con profitto il mio insegnamento. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. L’anno scolastico ha avuto inizio il 15 ottobre e mi è stata affidata la 1ª maschile nel locale di S. Donato. Gli inscritti d’ufficio erano 50, ma di questi tre sono stati trasferiti subito ad altra scuola, 8 non si sono mai presentati, per conseguenza il numero degli inscritti veramente è di 39. Questi hanno frequentato fino a metà d’anno, ma poi due sono stati trasferiti alla Colonia Campestre ed uno a Terranova, sette si sono ammalati di malattie infettive: tigna, rogna, pertosse ecc., così sono arrivati alla fine dell’anno in numero di 22; di questi 4 si sono ritirati prima della settimana di scrutini e gli scrutinati sono stati 25. Devo dire quindi che quest’anno ho avuto una classe sfortunata perché formata di ragazzi poveri, malati e trascurati dalla famiglia. Nonostante le mie premure per avere la collaborazione delle famiglia, non riuscii che in pochi casi nel mio intento. Le famiglie della classe povera, si disinteressano troppo dei figli e questi, abbandonati a loro stessi, trascorrono le ore fuori di scuola nella strada e di questa acquisiscono quanto ha di più basso, distruggendo i vantaggi dell’opera educativa dell’insegnante. In quanto allo svolgimento del programma, posso dire di averlo svolto in tutte le sue parti, corredandolo di numerosi esercizi, specialmente di dettatura, per facilitare le non poche difficoltà che via via gli alunni dovevano superare. Non sono mancate verso la fine dell’anno le gare di lettura e di recitazione alle quali gli alunni si sono molto interessati. Per l’insegnamento dell’aritmetica mi sono valsa di materiale vario e del pallottoliere e gli alunni, sotto forma di giuoco, contavano rapidamente. Ho lavorato pure per seguire le direttive del Governo Fascista per quanto riguarda le organizzazioni giovanili ed ho avuto 23 Balilla quasi tutti con divisa. I risultati, alla fine dell’anno scolastico, sono stati i seguenti: su 25 scrutinati, 18 sono stati i promossi, 6 rimandati alla 2ª sessione, 1 escluso. Così ho chiuso l’anno scolastico. Non sono però soddisfatta perché il mio lavoro è stato ostacolato dalla scarsa capacità degli alunni e soprattutto dalle loro tristi condizioni di salute. Mi auguro che nel prossimo anno scolastico possa avere una classe elementare migliore dal punto di vista fisico ed intellettuale. Sassari, 27 giugno 1933-XI

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G. Amelia Tedde.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Amelia Tedde Inscritti

47

Frequentanti

27

Presenti a fine anno

27

Promossi

22

Balilla

14

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

30

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Carrettiere 7 Contadino 13 Bracciante 9 Picca pietre 1 Negoziante 1 Autista 1 Ortolano 1 Venditore ambulante 1 Guarda municipale 1 Muratore 2 Calzolaio 1

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7 Novembre 1932. L’anno scolastico è cominciato in ottobre, ma per me è stato oggi, 7 novembre, il primo giorno di scuola, perché prima mi era stata assegnata una terza maschile al Monte Rosello, ove non avevo ancora iniziato le lezioni per insufficienza di aule, e poi mi è stata affidata una prima maschile in San Donato. Da un lato ne sono contenta perché questa prima è in un locale scolastico vicino a casa mia e sono così terminate le faticose ascese al Monte Rosello, dall’altro sono dolente perché la nuova classe è formata di alunni affetti da tracoma e quasi tutti ripetenti. Pazienza, anche questi infelici fanciulli han diritto di avere una maestra e di imparare, anch’essi debbono esser guidati nella via del bene e del vero. Mi son recata con entusiasmo a scuola e con piacere mi son trovata tra questi sfortunati bambini, pochi veramente in confronto al numero degli inscritti. Erano presenti nove, i soli comparsi fino ad oggi , perché in questa classe vi era una supplente; essi erano tutti occhi nell’osservarmi, pareva che mi volessero dir tante cose, ma rimanevano muti ed immobili; anch’io li scrutavo attentamente, e non ho parole per esprimere i sentimenti ed i pensieri che invadevano in quel mentre il mio animo e la mia mente: ho fatto il confronto fra i miei scolaretti del Monte, che pur appartenendo a famiglie povere erano coperti e ordinati, ed i nuovi, rilevando le tristi condizioni di questi ultimi che, oltre ad essere vittime inconsapevoli del terribile tracoma debbono lottare certamente con la miseria e con la fame, come dimostrano i loro piedi nudi, le loro vesti a brandelli, i loro visi pallidi. Per l’aula nessun rimpianto; anche l’aula nuova, come del resto tutte quelle del caseggiato di San Donato, è grande ed igienica, inondata d’aria e di luce, e sebbene molti lavori restino da fare per renderla migliore e più cara alla scolaresca, mi sembra già bella animata dalle voci e dai sorrisi dei bimbi. Oggi stesso ho pensato a richiamare gli alunni che non si sono ancora presentati, così spero di poter cominciare presto a svolgere regolarmente il programma. Cercherò di adempiere coscienziosamente il mio dovere nel limite del possibile, perché i nuovi alunni a me affidati abbiano a progredire nelle via del bene e del vero e siano degni del nome di scolari. 26 Novembre. Il Professore oculista ha visitato gli alunni delle prime classi di S. Donato e ne ha riscontrato alcuni affetti da tracoma. Questi alunni sono stati trasferiti alla mia classe ed oggi hanno cominciato a presentarsi. Tra essi uno che non ha ancora compiuto i sei anni, il quale non voleva venire, né rimanere nella mia classe e piangeva perché non era in compagnia del fratello gemello. È venuta a consolarlo anche la sua prima maestra, ma il piccolo non sapeva darsi pace e invocava disperatamente il fratellino. À pianto tanto e poi gli è venuto fuori sangue dal naso. A tale vista il piccolo si disperò maggiormente; i compagni si sono commossi. Oh, come si impressiona facilmente l’infanzia alla vista del sangue! Dopo tanto si è calmato, ma per tutta la sera ha sospirato e mi pregava di lasciarlo tornare dal fratellino. 30 Novembre. In questa settimana altri alunni dichiarati tracomatosi in seguito alla visita dell’oculista si sono presentati: così il numero dei miei alunni è aumentato di molto. Ciò mi fa piacere, ma sono già preoccupata per gli alunni che, sebbene siano stati richiamati, non sono ancora comparsi, poiché nella mia aula non ho più posti disponibili e non si possono aggiungere altri banchi.

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20 Dicembre. Sin dai primi giorni di scuola ho fatto opera persuasiva presso gli alunni e le famiglie perché pagassero la pagella scolastica, e molti a costo di sacrifici, poiché i miei alunni giacciono nella più squallida miseria, hanno portato la lira necessaria. Dalla Direzione m han pregato di versare la somma raccolta fino ad oggi, in tutto £ 30. Continuerò ad insistere con quei pochi, fra i più poveri, che non hanno ancora versato l’importo necessario per l’acquisto della pagella. 5 Gennaio. Sin dall’inizio dell’anno ho fatto seria propaganda fra gli alunni perché si inscrivessero fra i Balilla, parlando loro, e direttamente anche ai genitori, dei numerosi vantaggi che apporta questa benefica istituzione. Finora però parecchi non si sono decisi, date le ristrettezze finanziarie in cui versano le loro famiglie a causa della scarsezza di lavoro, e gli undici alunni che a costo di sacrifici hanno acquistato la tessera, hanno versato l’importo necessario a soldo a soldo. Oggi ho dovuto presentare alla direzione l’elenco degli alunni tesserati e versare la somma corrispondente alle 11 tessere. Altri tre bambini hanno cominciato a pagare la tessera ed hanno promesso che finiranno di pagarla appena i genitori lavoreranno. Farò in seguito un secondo versamento. Ma fin da ora dubito di poter aumentare il numero dei Balilla della mia classe poiché molte famiglie dei miei alunni al presente hanno, per la generosità dell’Ente Opere Assistenziali, lo scarso pane quotidiano. 14 Gennaio. Inaspettati, sebbene da tempo molto desiderati, ho ricevuto oggi dalla Direzione 20 biglietti della Befana Fascista da distribuire agli alunni più poveri. Molte mamme sono venute a pregarmi perché non privassi i loro bambini di questo premio di consolazione. Come avrei voluto contentare tutti! Ma 20 biglietti erano insufficienti perché nella mia classe quasi tutti i frequentanti sono muniti della cartella di povertà e i cinque che ne sono sprovvisti sono in condizioni misere quanto i primi. Ò distribuito i biglietti prima agli alunni sussidiati che hanno pagato la tessera e i rimanenti agli altri non tesserati più bisognosi, nella speranza che i dono della Befana Fascista sia costituito da un indumento personale, perché i miei alunni hanno bisogno di essere riparati dal freddo. Alcune mamme, all’uscita di scuola, hanno protestato perché i loro figli non hanno avuto il premio, e qualcuna se n’è andata inquieta, non convinta che io ero stata imparziale. 4 Marzo. Oggi è stata fatta una rappresentazione diurna dell’operetta “La piccola Olandese” per gli alunni delle scuole elementari. Della mia classe solo pochi alunni hanno partecipato alla simpatica e graziosa rappresentazione, quelli che hanno potuto pagare la lira necessaria per l’ingresso al teatro, più due premiati per il profitto, ed altri cinque che ho condotti a mie spese perché meritevoli anche essi per la diligenza. Essi hanno seguito con molto entusiasmo la rappresentazione, provando mille meraviglie, per cui non riuscivano a frenare la lingua e si sono fatti richiamare più volte al silenzio. Nel pomeriggio poi, a scuola, hanno raccontato ai compagni le meraviglie che avevano ammirato e più volte hanno esclamato:!Quanto era bella!”

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3 Aprile. Ho ancora parecchi alunni scalzi, senza contare quelli che possiedono un paio di scarpe in condizioni veramente pietose poiché lasciano vedere l’alluce e il tallone, ed avendo saputo che i Patronato Scolastico va incontro ai bisogni degli alunni meno abbienti che sono provvisti della tessera di Balilla mi sono interessata perché mi venissero concesse alcune paia di scarpe per i miei piccoli. Me ne sono state concesse colo due paia, che ho dato oggi a due Balilla scalzi, poverissimi e meritevoli di aiuto per la diligenza e l’assiduità con cui frequentano la scola. Oh, come avrei voluto vedere tutti gli altri scalzi con le scarpe! Ma per quanto abbia ripregato il Presidente del Patronato non mi è stato possibile ottenere altre paia. 23 Maggio. Domani, ricorrendo il diciottesimo anniversario della grande e gloriosa ultima guerra per l’Indipendenza Italiana, si farà vacanza. Ò ricordato agli alunni la storica data e le eroiche vicende della guerra vittoriosa. Essi hanno ascoltato con vivo interessamento, molti erano orgogliosi perché il loro babbo è stato in guerra. 30 Maggio. Oggi è venuto in classe il Sig. Direttore con un Sacerdote per l’ispezione di religione. Il Sacerdote ha fatto recitare individualmente agli alunni le varie preghiere insegnate, e poi ha voluto sentire una canzonetta religiosa. 12 Giugno. Oggi si è iniziata la settimana di scrutinio. Ad onor del vero debbo dire che ho notato un grande progresso nella lettura e nella scrittura in quest’ultimo tempo, mentre mi dolgo ancora di non aver ottenuto quanto desideravo riguardo alla pulizia personale. ma sono riuscita ad ottenere compitini puliti e ordinati anche da certe manacce che temono l’acqua e il sapone, a far leggere e scrivere benino questi alunni in maggioranza veterani della prima classe, e ciò mi soddisfa. Spero che gli alunni che han dimostrato di conoscere tutte le letterine nei saggi di dettato fatti finora facciano bene anche queste ultime prove. 17 Giugno. Ultimo giorno di lezione! Gli alunni che avevano dimostrato di seguirmi hanno fatto bene anche i saggi finali. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. L’anno scolastico è cominciato in ottobre, ma per me in novembre; mi è stata affidata una prima maschile nel rione di S. Donato, e per di più formata di alunni affetti da tracoma e quasi tutti ripetenti, anzi veterani della prima classe, molti dei quali venivano lasciati quasi tutto il giorno in balia di se stessi e della strada. Dei 47 alunni inscritti se ne presentarono 38 e di questi solamente 27 furono gli assidui frequentanti e presenti a fine d’anno. Quasi tutti furono ammessi all’assistenza scolastica, essendo provvisti della cartella di povertà; purtroppo essi, oltre ad essere vittime inconsapevoli del terribile tracoma, lottavano con la miseria e con la fame, come dimostravano i loro visi pallidi, le loro vesti a brandelli, i loro piedini nudi. Tutti, ad eccezione di tre fra i più poveri, acquistarono la pagella a costo di sacrifici per farmi contenta, e 14 si inscrissero fra i Balilla, numero che non mi è stato possibile aumentare perché le famiglie dei miei

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alunni a stento riuscivano a procurarsi il pane quotidiano. Però ho dovuto constatare, non senza amarezza, che in generale da parte dei genitori vi era una deplorevolissima trascuratezza, una profonda apatia per la scuola; molti mandavano mal volentieri i figli alla scuola dei tracomatosi perché erano sicuri che avevano gli occhi sani, e se ammettevano un principio di tracoma avevano il pregiudizio che gli occhi curati si ammalassero seriamente. Ò dovuto sprecare molto fiato per convincere certe mamme del risultato della visita medica, della necessità e dell’utilità della cura, ed insieme perché mettessero in pratica i più elementari principi d’igiene e mi mandassero i loro piccoli meno sudici e meno sbrindellati; non ho ottenuto quanto desideravo riguardo la pulizia personale, ma sono riuscita ad ottenere compitini puliti ed ordinati anche da certe manacce che temevano l’acqua e il sapone, son riuscita ad avere tutti gli alunni col grembiulino, sebbene con mille rattoppi, e col collettino, son riuscita a farli leggere e scrivere benino, son riuscita ad ingentilire un poco i loro animi che solo in quelle poche ore di scuola erano sottratti dai cattivi esempi della strada, e ciò mi soddisfa. Dei 27 frequentanti presenti allo scrutinio 22 sono stati promossi alla seconda classe e gli altri 5 possono fare gli esami di riparazione. Quest’anno scolastico è finito; ho lavorato coscienziosamente, ho fatto tutto il possibile per questi infelici fanciulli, considerando che anch’essi avevano diritto d’imparare e dovevano essere guidati nella via del bene e del vero, e vorrei che non dimenticassero tutto ciò che ho insegnato con amore e con pazienza; ma ho provato più amarezze che soddisfazioni specie per la indolenza delle famiglie, perciò m’auguro di non avere questa seconda tracomatosa nel prossimo anno. Sassari, 28 Giugno 1933. XI

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H. Luigia Fichina.

Classe prima maschile 1932/1933 maestra Luigia Fichina Inscritti

42

Frequentanti

40

Presenti a fine anno

28

Promossi

30

Balilla

25

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

16

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

4

Condizioni delle famiglie Povera

116

Modesta

11

Benestante

14

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Dal 14 Ottobre al 31. Il giorno 17 riapertura delle scuole. Mi è stata affidata una prima classe. La mia aula, posta in via Cavour al piano terreno, se non ha un aspetto ridente, ché la luce vi è scarsa, è però discretamente ampia e sufficientemente lunga e bene arredata di banchi per accogliere quasi un numero di 50 alunni. Dotata di tre lampadine elettriche, prevedo subito che alla deficienza di luce solare si potrà viare molto bene con la luce artificiale. Tre cartellini alle pareti con i primi elementari esercizi di lettura e un pallottoliere sono tutto il sussidio didattico alla portata di mano. Noto con piacere che gli alunni si presentano molto puliti, provvisti tutti del grembiule, con candidi collettini, nonché coi rispettivi fiocchetti rossi. Pare che quassù le mamme, anche quelle di povera condizione abbiano un rispetto speciale per la scuola e si vergognino di mandare i loro figli in condizione di miseria e di trascuranza. Infatti la nota più bella nell’aula , sono gli alunni, tutti lindi e rosei, sfoggianti bei grembiuli neri lucidi e collettini candidi. Al 31 ottobre gli alunni presenti sono in numero di 32 e l’elenco degli inscritti è ben più superiore. 22 Novembre. I 38 frequentanti diminuiscono giorno per giorno. Le malattie infettive minano la debole costituzione dei fanciulli, oggi uno si ammala di morbillo, domani a un altro si sviluppa l’infezione malarica, chi ha l’influenza con la pertosse. Oggi sono presenti in classe 30 alunni. Il sanitario, che ieri l’altro si presentò in classe per conoscere le condizioni generali di salute della scolaresca mi raccomandò di farmi rilasciare da ciascun ammalato, un certificato dal medico curante a guarigione completa e mi pregò inoltre di prender nota dei casi di malaria. 4 Dicembre. Gli alunni guariti ritornano, la scuola si ripopola, ora i frequentanti sono in numero di 40. Dalla Direzione scolastica m’inviarono i fogli per l’inscrizione della scolaresca all’O. N. B. Ne parlai ai piccoli, prospettando i vantaggi che i fanciulli godono quando appartengono a questa simpatica organizzazione e entusiasmandoli con la visione delle belle squadre dei Balilla quando nei giorni di festa civile sfilano per la città bene inquadrati come piccoli soldatini. Alle mie parole, splende, negli occhi degli alunni un raggio di gioia e d’orgoglio e tutti mi fanno sperare che diventeranno Balilla. 17 Dicembre. A tutt’oggi ho già ritirato parecchie quote per l’inscrizione all’O. N.B., ma devo interrompere per farmi portare da ciascun alunno la lira per l’acquisto della pagella. 23 Dicembre. Ho ritirato quasi al completo le quote per le pagelle. £ 36 tra 20 frequentanti, li han portati tutti, quasi senza difficoltà, anche i sussidiati, quattro soltanto no, assenti da un pezzo per malattia. 29 Dicembre. Inviai il foglio degl’inscritti all’O. N. B. alla direzione scolastica. Quindici in tutto che pagano al completo la quota di £ 5, gli altri pagano a piccole quote di £ 1 e spero sarà un altro buon numero che verrà inscritto in seguito. 14 Gennaio. Per la Befana Fascista m’inviarono dalla Delegazione dei fasci 15 biglietti da distribuire tra gli alunni più poveri e tra i Balilla più bisognosi. È un po’ difficile la scelta e

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finalmente mi pare di averli distribuiti con giusto criterio ma i Balilla di condizione agiata che ne rimangono senza mi dimostrano troppo chiaramente il loro scontento. 28 Gennaio. Siamo ad anno inoltrato. Quanti i Balilla nella mia classe a tutt’oggi? Quindici, e pagarono ciascuno d’essi la quota al completo, ne ebbero senz’indugio le rispettive tessere. Altri 10 alunni principiarono il pagamento a piccole rate e spero tesserarli tra breve, in tutto sarebbero 25 gl’inscritti all’O. N. B. 12 Febbraio. L’epidemia del morbillo continua. Il numero dei presenti si riduce, oggi, a trentadue, dieci gli assenti, e tutti ammalati, chi d’influenza, chi di morbillo. Si è già provveduto alla disinfezione dell’aula, perché il sanitario del comune e a conoscenza dello stato di salute di qualche alunno della mia classe che viene curato dal suddetto sanitario. 26 Febbraio. Il Signor Direttore ci richiama per via di circolare al dovere dell’inscrizione degli alunni alla Mutualità Scolastica. Richiamai in classe le famiglie e cercai far capire l’importanza di si provvida istituzione, prospettando i benefici che ottiene ciascun inscritto. Le famiglie bisognose si lasciano facilmente sedurre dal miraggio di provvidenze in caso di malattie, all’avvenire assicurato in parte con la tenue pensione, pensano meno, perché l’avvenire è lontano. Le famiglie benestanti, poi, non approvano, in nessun modo quest’assicurazione per i loro figlioli, per i quali sognano tutta una carriera di studi che dovrà un giorno, renderli indipendenti e sicuri. Breve, non riuscii che ad ottenere la promessa formale di sole quattro mamme che mi verseranno la prima quota verso la fine di febbraio. 29 Marzo. La classe si è ripopolata, gli alunni assenti per malattia sono ritornati completamente guariti e provvisti del certificato del medico curante. Adesso i frequentanti sono 38, considerando l’assenza d’uno dei più assidui che insieme alla sua famiglia si trasferì a Usini. 29 Aprile. Oggi rappresentazione al teatro Verdi della cinematografia : – Camicia nera – le classi intervengono con le loro insegnanti, io con la mia scolaresca. Ci passa dinanzi la visione dei fatti gloriosi dal 1911 al 1932 comprese le opere del regime. Quadri di scene gloriose che appassionano insegnanti e scolari. 21 Maggio. Anche questa prima classe s’inscrisse compatta all’istituzione della Croce Rossa. Raccolsi a suo tempo, quando ricevetti circolare dal Signor Direttore, la quota di £ 10, sufficiente per l’inscrizione della scolaresca alla detta istituzione. Con circolare inviata pel tramite della direzione scolastica, ricevetti giorni scorsi il ringraziamento, (non solo per me, ma per tutte le insegnanti che si adoperano in prò della provvida istituzione) il ringraziamento di quelli che vi stanno a capo. Oggi mi venne inviata la Crocettina rossa da unire al diploma già conferitomi per il passato anno. 6 Giugno. Siamo agli sgoccioli, l’anno sta per finire, gli alunni frequentanti sono in classe giornalmente presenti, il programma svolto lentamente e esaurientemente se lascio lacune negli

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alunni che trassero dall’insegnamento il maggior profitto, queste vanno man mano scomparendo. Sono, questi, giorni d ripetizione, di prove e di riprove. Dal 12 al 17. Settimana di scrutinio, la classe al completo, 38 presenti, in più 7 privatisti, 45 in tutto. Giornalmente si svolgono le operazioni di scrutinio, esercitazioni scritte e interrogazioni orali. Il giorno 16 gli alunni fecero il saggio di dettato, prova inviata dal Signor Direttore. Il 17 lezione nel pomeriggio e chiusura dell’anno scolastico. 24 Giugno. Giorno fissato dal Signor Direttore per dare l’esito agli alunni. I piccoli trepidanti me li trovai tutti presenti un po’ prima delle nove. Breve: 30 i promossi, 3 i rimandati a ottobre e 5 dovranno ripetere la classe. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Il 17 Ottobre, anno 1932-33, primo giorno delle lezioni. Mi venne assegnata una prima classe e l’aula scolastica sita nella via Cavour a piano terreno. Alunni inscritti regolarmente nel giornale di classe: 42, di cui 40 si presentarono fin dall’inizio delle lezioni e 2 nel mese di gennaio. I 42 si ridussero ancora a 40; perché verso la fine di gennaio 2 alunni si assentarono per malattia né più ritornarono. La media dei frequentanti fu fino al marzo di 40, nel detto mese un altro alunno, in seguito a diversi disturbi non frequentò più, e un altro ancora nel mese di Aprile si trasferì alla scuola di Usini per cambiamento di domicilio della famiglia, i frequentanti si ridussero a 38 e tali rimasero fino alla fine dell’anno scolastico. È da notare che la scolaresca fu in generale colpita dalle diverse epidemie che infierirono nella stagione invernale; nonché nelle altre stagioni. Morbillo, pertosse, orecchioni, catarri e simili, a giorni la classe si riduceva a un numero di 28 alunni, ma appena ristabiliti, gli assenti, si presentavano in classe muniti di certificato medico, si, ma di una gran dose di svogliatezza. Però i ragazzi se curati si rimettono presto, ai miei, dopo pochi giorni, ritornava la buona voglia di progredire e stimolati da me riacquistavano in breve il tempo perduto. Pur con le frequenti assenze la scolaresca non si disorientò troppo e il massimo dei frequentanti mi seguì con notevole profitto. Notevole in senso d’ordine e di pulizia nella classe in generale e posso dire che senza insistenze da mia parte, gli alunni si presentarono fin dal principio molto puliti, provvisti tutti di grembiuli con candidi colletti nonché con abbondanti fiocchi rossi. Taluni, poveri, si ( parecchi i sussidiati) ma la povertà velata da buone abitudini d’ordine e da una apparente decenza. Anche il numero dei tesserati Balilla (25 in tutto) non è indifferente considerando il numero non esiguo dei sussidiati (16 in tutto) e tenendo conto che le famiglie, ordinariamente, non sono disposte a pagare, per i piccoli di sei anni, la tessa di £ 5. Però le provvidenze che oggi i piccoli Balilla hanno, sono un buon esempio d’incitamento, quasi un allettamento per le famiglie più riottose e spero, col nuovo anno, d’indurle tutte all’iscrizione dei loro figlioli. Pochi i mutualisti, 4 soltanto, ma pagate le quote al completo. Inscritta pure la classe alla Croce Rossa, gli alunni, molto volentieri contribuiscono con una tenue quota a formare la somma di £ 10 per l’iscrizione alla Istituzione benefica. L’anno scolastico si chiuse il 17 giugno

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dopo la settimana di scrutinio. Presenti 7 privatisti e tutti furono ritenuti idonei al passaggio alla seconda classe. Dei miei 38 presenti 30 i promossi. Sassari 26 giugno 1933.

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Appendice 5.

AS, SS, Scuola S. Giuseppe. Classi seconde, anno scolastico 1932/1933. A. Antonietta Cocco.

Classe seconda maschile 1932/1933 maestra Antonietta Cocco Inscritti

42

Frequentanti

40

Presenti a fine anno Promossi Balilla

26

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

24

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

22

Agiata

15

Disagiata

7

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24 Ottobre 1932. Si sono riaperte le scuole, e ritrovo la mia classe non più nel locale scolastico Margherita di castità, ma in quello di Seminarietto. L’aula è vasta è bene arredata; illuminata da due grandi finestre che guardano sopra un cortile. Ci troviamo bene. 30 Ottobre. Ho dovuto sloggiare a malincuore con la mia classe dall’aula dove ci trovavamo tanto bene, per cedere il posto alla 5ª Panzina. La nuova aula è buia, ci piove dentro e fra un banco e l’altro si vede spesso far capolino qualche topo. Il cambiamento è causato dal fatto che i banchi dell’ altra aula sono più alti di questi, e quindi più adatti agli alunni della 5ª. 10 Novembre. Da una quindicina di giorni ho iniziato il tesseramento dei Balilla. Ve ne sono alcuni che hanno già versato la quota di £ 5; altri che promettono da un giorno all’altro, altri ancora che dichiarano di non potersi tesserare. Ho già chiamato diverse famiglie per fare opera di persuasione e di propaganda e spero di giungere ad un risultato soddisfacente. 23 Novembre. Le difficoltà per il tesseramento sono più gravi di quel che non mi aspettassi. Appena nove hanno versato la loro quota. È da notare però che su 40 frequentanti ben 24 sono sussidiati , e tra questi molti hanno il padre disoccupato. Ho invitato i bambini appartenenti a famiglie agiate di aiutare i compagni più poveri nel pagamento della tessera. 29 Novembre. Ho raccolto la somma di £ 80 e cioè ho avuto 16 tesserati. In più ho ritirato quote rateali ed offerte di bambini di condizione agiata per una somma complessiva di £ 12,50. Altri hanno promesso di pagare nel prossimo mese di Dicembre. Domani farò il primo versamento all’ uff. della Direzione. 4 Dicembre. Ho ritirato e consegnato le tessere di Balilla ai 16 che avevano versato la quota completa. Ho spiegato il significato di tessera e ho cercato di accendere un Santo orgoglio nel cuore dei fanciulli per il titolo di “Balilla”. Si sono quasi tutti entusiasmati e hanno promesso di fare dei piccoli sacrifici, pur di riuscire a ragranellare la piccola somma, per avere l’onore di appartenere all’O. N. B: 14 Dicembre. Incontro gravi difficoltà anche per avere la lira occorrente per l’acquisto della pagella. Sono riuscita ad avere soltanto 19 £. 23 Dicembre. Prima delle vacanze Natalizie ho invitato gli alunni di condizione agiata, di ricordarsi dei compagni poveri nei giorni di festa. 30 Dicembre. I bambini di condizione agiata hanno versato complessivamente £ 3,75 per il tesseramento d’un Balilla povero. Hanno promesso di completare la somma con altre piccole offerte. 10 Gennaio. Ho in classe un ritratto di Mussolini sgualcito e logoro. Ne ho richiesto uno nuovo.

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12 Gennaio. Ho ricevuto in ritardo i biglietti delle Befana Fascista per gli alunni più poveri e li ho subito distribuiti. Gli alunni beneficiati sono stati molto contenti. Molti altri avrebbero desiderato il biglietto. 19 Gennaio. Giornata di grandi avvenimenti. Oggi è venuto in classe il Sig. Direttore con la signorina di canto, la quale ha fatto cantare agli alunni gl’inni della patria, accompagnandoli con l’armonium. L’aula è stata dotata di un nuovo ritratto di Mussolini. Gli alunni ne sono rimasti molto contenti. 28 Gennaio. Ho raccolto diverse quote per completare il tesseramento di sette balilla; più £ 7,50 complessivamente per il tesseramento dei bambini poveri. 5 Marzo. Ieri gli alunni delle scuole sono stati invitati ad assistere alla recita della commedia intitolata “La piccola Olandese” data dalle Piccole Italiane e dai Balilla, a cura dell’O. N. B. a benefizio del Patronato Scolastico. La rappresentazione ha riscosso il plauso e l’ammirazione, non soltanto dei piccoli, ma anche degli insegnanti che vi hanno partecipato. 12 Marzo. Sono assenti diversi alunni perché ammalati d’influenza. Fra i presenti parecchi hanno la tosse, ed ho chiamato le madri perché provvedano a curare i propri figlioli e a presentare un certificato medico, il quale mi autorizzi a tenere in classe i fanciulli affetti di tosse. 2 Aprile. Il Capo Centuria dei Balilla della mia classe, vuole istruire i miei alunni negli esercizi di marcia, nel passo di parata, per prepararli al saggio ginnastico che avrà luogo il 21 Aprile prossimo. In giorni determinati gli alunni, nel pomeriggio devono trovarsi ai giardini pubblici, dove il capo centuria, insieme ad altri Balilla, li istruirà convenientemente. Gli alunni sono molto contenti di queste lezioni di ginnastica, impartite da un Capo Centuria. 15 Aprile. Ben 28 Balilla si sono provveduti della divisa per poter partecipare alle lezioni di ginnastica. 22 Aprile. Ieri non ha avuto luogo il saggio ginnastico, ma una bella cerimonia commemorativa, alla quale hanno partecipato anche i Balilla della mia classe. Il saggio ginnastico avrà luogo il 24 maggio. 29 Aprile. Oggi le scuole elementari sono state condotte al cinema Teatro Verdi per assistere alla proiezione del film intitolato “Camicia Nera”. 30 Aprile. La proiezione della “Camicia Nera” è stata un vero trionfo! Per quanto i piccoli non abbiano potuto capire tutta la bellezza e la grandiosità del magnifico lavoro che raffigura in modo chiaro e preciso il quadro storico del periodo antibellico fino ad oggi. Mettendo in rilievo l’aspetto del fascismo e la sua opera nei diversi tempi, anche i bambini si sono molto interessati alla storia del figlio del combattente, che sorretto dalla fede del fascismo, vincendo difficoltà ed ostacoli, ritrova il padre suo.

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4 Maggio. Il film “Camicia Nera” continua ad essere il soggetto di conversazioni istruttive ed educative. Oggi gli alunni svolgono un tema su tale argomento. 26 Maggio. Il saggio ginnastico è riuscito benissimo. I miei scolari sono molto contenti perché la centuria alla quale appartengono era una fra le più numerose ed ordinate. 31 Maggio. L’anno scolastico volge al termine. Il programma è quasi svolto. Gli esercizi di lettura e quelli di aritmetica alla lavagna s’intensificano, per dare agli alunni la sicurezza necessaria, e la speditezza nella lettura. 18 Giugno. La settimana di lezione esame è terminata ieri. Il 24 gli alunni ritorneranno per conoscere l’esito.

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B. Anita Castiglia.

Classe seconda mista 1932/1933 maestra Anita Castiglia Inscritti

45

Frequentanti

32

Presenti a fine anno

32

Promossi

22

Balilla

7

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

9

Sussidiati dal Patronato Scolastico

15

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualità

0

5 – 12 – 1932. Da stamane ha avuto inizio l’anno scolastico 1932-33 sia per gli alunni della II mista in rione Baddimanna, sia per me. Questo è il mio primo giorno di lezione non essendomi stata mai affidata prima di oggi alcuna supplenza. Prima ancora che i bimbi si presentassero, ho avuto modo di osservare l’aula di soli 3° posti, piccola, incapace di contenere il numero degli alunni inscritti nel mio elenco. Circa un’ora è volata via fra rassegna per la pulizia, assegnazione dei posti, presentazione di bimbi da parte dei genitori. Per oggi, degli alunni inscritti nel mio

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elenco, se ne sono presentati soltanto 7, di cui quattro bimbi e tre bimbe. Oltre 23 bimbe, che non ho rimandato indietro in attesa di una definitiva assegnazione, erano invece inscritte per il turno del pomeriggio (II femminile). Intanto, osservando gli scolari presentarsi questa mattina, ho avuto modo di constatare che, in generale, sono bimbi di famiglie bisognose. La pulizia della persona e delle vesti lascia, purtroppo, molto a desiderare. Solo una piccola parte della scolaresca si è mostrata, fin da oggi, osservante della pulizia. Ò lodato apertamente i bimbi che sono venuti puliti alla scuola, incitandoli a continuare l’osservanza all’igiene e raccomando agli altri di seguire l’esempio di quei pochi. Per dare un esempio pratico fin dal primo giorno, ho anche fatto lavare sotto il rubinetto, di cui ogni aula è provvista, quelli che più ne avevano bisogno. Dopo ciò ho voluto, innanzitutto, ricordare ai bimbi i doveri verso la scuola, i compagni, i genitori dei compagni, l’insegnante, i superiori. Anche sull’igiene è stata fatta una piccola conversazione nella quale ho fatto notare ai fanciulli come costi tanto poco la pulizia che, invece, è fonte di salute e di rispetto da parte delle persone civili verso chi l’osserva. Intanto ho indicato rapidamente, ma col proposito di ritornarci più in particolare, come va fatta la pulizia dei capelli(pettinatura tutti i giorni, col pettine fine e grosso), del viso, collo, orecchie, delle mani e delle unghie, dei piedi e delle gambe. Chiamando poi il maggior numero possibile di bimbi a scrivere sulla lavagna, ho osservato che, in generale, ricordano tutte le lettere e sanno comporre le sillabe. Anche la calligrafia è discreta. Ma accanto a questa maggioranza, vi è un numero non trascurabile di alunni che hanno ancora la mano incerta e che, nel lungo periodo delle vacanze, hanno dimenticato qualche lettera. Mi è impossibile però, da adesso, pronunciarmi sulla capacità dei bambini. Le loro difficoltà verranno mano a mano eliminate durante la ripetizione del programma di 1ª classe. Non posso ancora pronunciarmi neppure sulla disciplina. Ho notato però che, durante l’arrivo di nuovi bimbi e la presentazione dei genitori, che mi impedivano di tenere perfettamente l’ordine, vi è stata un po’ di confusione, ma poi, quando ho tenuto gli scolari occupati in conversazioni e nello scrivere alla lavagna, l’ordine si è ristabilito. 17 Gennaio. Da oggi, con entusiasmo delle bimbe, che hanno dimostrato in ciò buona volontà di lavorare, abbiamo cominciato i lavori a maglia (uncinetto o ferri). Faremo prima delle piccole fasce perché le fanciulle acquistino la padronanza dei ferri o dell’uncinetto e sappiano fare la maglia più semplice (diritto, punto basso); in seguito faremo delle utili applicazioni. I bimbi, intanto, hanno fatto lavori di pieghettatura e lettura dal libro di testo. 30 – 1 – 1933. Anche il mese di gennaio è terminato. Domani termineranno le interrogazioni su tutto il ripasso del programma svolto fino ad ora e dal primo di febbraio potremo cominciare quello del nuovo mese. Ormai conosco perfettamente le capacità e la tendenze di sciascun alunno per cui posso dare di tutti un giudizio adeguato, più adeguato certo, di quello del mese di dicembre che si ridusse a soltanto quindici giorni di lezione. Dei bimbi provenienti dalla prima classe molti sono intelligenti ed attivi (alcuni superano gli stessi ripetenti) ma ve ne sono altri con i quali occorre una pazienza e un tatto speciali perché proprio non possono seguire. Ne ho una, specialmente, che non è riuscita, con quanti dettatini ed esercizi siano stati fatti fino ad oggi, a

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mettere insieme due sillabe. Non fa che piangere e macchiare il quaderno mentre gli altri scrivono. Non è neppure capace di copiare due righe di una stessa parola senza sbagliare e senza macchiare; per lei occorrerebbe ricominciare dalle prime lettere. Gli altri hanno già imparato tutti i digammi e hanno quasi superato le difficoltà del c e del g. coll’esercizio continuo e con le continue correzioni dei dettatini potranno, alla fine dell’anno essere padroni delle maggiori difficoltà ortografiche almeno, spero, in buona maggioranza. 25 – 2 – 1933. Continua il brutto tempo; in questi giorni è caduta la neve e molti bimbi, specialmente quelli che abitano in campagna, sono restati a casa. Stamani circa la metà della scolaresca era assente. All’altra metà che aveva tanto desiderio di parlare della “novità” e che era più irrequieta del solito, forse a causa del mal tempo, ho spiegato in parole, diciamo così povere, in modo cioè da render accessibile l’idea ai fanciulli, come si formino la pioggia, la neve e la grandine, dopo aver fatto bene un dettatino d’attualità che riassumesse le principali difficoltà ortografiche. Ho chiesto anche a tutti le tabelline del 4 e del 5 che avevo assegnato per oggi come ripasso. 4 – 3 – 1933. Stamane tutti gli alunni delle scuole elementari sono stati condotti al teatro Verdi per assistere alla rappresentazione dell’Operetta “La piccola Olandese”. Soltanto quattro alunni hanno potuto pagare la tenue somma richiesta per lo spettacolo. Gli altri hanno dovuto rinunciarvi per causa delle disagiate condizioni economiche della famiglia. Ho pregato alcune allieve per la buona condotta e per il meritevole profitto dimostrati fino ad ora. Qualche bimba, di quelle che prendono ogni cosa come ingiustizia fatta a sé stesse, ha fatto un po’ di broncio, ma poi hanno finito per riconoscere tutti che la scelta era proprio dovuta al merito delle due brave bambine. Osservandoli tutti durante la rappresentazione ho constatato che, naturalmente, capivano pochissimo lo svolgimento dell’azione, mentre hanno goduto immensamente nell’osservare gli scenari ed i costumi e nell’udire le delicate melodie dell’operetta. Una bimba, all’uscita espresse cos’ il suo giudizio: “Come erano carini quei bambini che avevano l’ombrello!” Ed aveva ragione perché quei due piccoli artisti erano veramente graziosi e con le loro mossette armoniche e disciplinate e con le loro vocine perfettamente intonate. Lunedì prossimo gli alunni che hanno assistito alla rappresentazione racconteranno agli altri il pieno godimento spirituale provato questa mattina. 23 – 3 – 1933. Oggi è vacanza perché ricorre l’anniversario della fondazione dei fasci di combattimento. 10 – 4 – 1933. Stamane, appena entrata in classe, ho notato subito un fatto nuovo: il Santo Crocifisso, il calendario e i pochi quadretti appesi alle pareti dell’aula erano ornati di rami di ulivo benedetto. Per un pensiero segretamente comune, tutte le bimbe avevano creduto di regalare alla scuola una parte dei ramoscelli che la mattina avanti erano, secondo il mio consiglio, andate a far benedire durante la Santa Messa. Anche sul tavolo erano depositati parecchi rami d’ulivi ed altri continuavano ad essere portati. Troppi, in verità; tanti da suscitare le più disparate esclamazioni di

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meravigli a tutti gli alunni. Non potei fare a meno di intervenire ringraziando le bimbe per il loro pio e gentile pensiero ed augurando che veramente la benedizione del Signore scenda su tutti così copiosa quanto numerosi erano i rami d’olivo benedetto portati dentro la nostra piccola classe. Dopo di ciò ho promesso ai bimbi di raccontare la storia della Passione e Morte di Gesù poiché da oggi ha inizio la settimana Santa. (Parte di programma, del resto, che devo svolgere, ma che, presentato in tal modo, ha destato l’entusiasmo dei fanciulli). In tal modo, prima che comincino le vacanze pasquali avrò finito di parlare della Santa Pasqua, festa solenne della nostra chiesa. 12 – 4 – 1933. Mi dispiace di dover segnare sulla cronaca di oggi un fatto non certamente piacevole. Eppure, fino ad ora, non ho voluto mai le prodezze della bambina di cui sono costretta a tracciare il nome su questo foglio; ma non l’avrei certo creduta capace di tanta finzione, pur avendo avuto molte prove sulla cattiva disposizione d’animo di lei. Erano assegnate, per oggi, delle operazioni da eseguirsi a casa che tutti dovevano presentarmi. L’alunna Piu Maria si avvicinò al tavolino mi disse di aver lasciato a casa il quaderno dove aveva fatto il compito. Conoscendo la fanciulla da altre prove, che sarebbe troppo lungo raccontare. La invitai a recarsi a casa per portarmi il quaderno. Dopo poco ella ritornò in classe piangendo con un singhiozzo molesto e forzato che solo altre volte avevo inteso da lei in circostanze simili, per dirmi che dal quaderno le era stato stracciato proprio il foglio su cui aveva tanto faticato ad eseguire il lavoro assegnatole. Presi e guardai quel povero quaderno che era invece intatto e vedendole vere lacrime cadere dai suoi occhi le dissi bonariamente: “Piu, Piu, sei sempre la stessa! Non è bello recitare così questa commedia fino in fondo; ti sarebbe costato di meno dire francamente dire tutta la verità ed io non avrei avuto altro a rimproverarti che la poca voglia di lavorare. Va a posto e non far più queste commedie!” il tono di rimprovero racchiuso in queste parole non colpì per niente la bimba che, invece, credendo di averla scampata bella, come lei stessa esprime, andò al posto tutta rasserenata come se avesse compiuto una bella azione. Tante volte l’ho sentita piangere così dopo aver molestato qualche compagna (la quale, naturalmente, ha invocato la protezione della maestra) accusando invece l’altra che era stata da lei offesa o battuta, di averle detto o fatto qualche cosa! Oggi, poiché questa è una delle tante marachelle da lei combinate, ho potuto constatare come quel pianto, che disturba spesso la pace della classe, si perfettamente finto. Forse la bimba ha una scusante nel fatto che non sia perfettamente sana ma, certo, non ha animo buono perché disturba spesso le lezioni impiantando pettegolezzi che riguardano non solo le compagne, ma anche le loro famiglie e mettendo così in subbuglio tutta la scolaresca. Presa con le cattive, presa con le buone, presa in tutti i versi, è sempre restata la stessa eppure la mia coscienza non può rimproverarsi di avere avuto fino ad ora poca pazienza con lei. Vorrei sperare ancora, però, che alla fine dell’anno voglia calmare il suo turbolento carattere almeno il tanto da lasciare indisturbati i compagni. Ho assegnato per martedì 18, giorno in cui si riprenderanno le lezioni dopo le vacanze Pasquali, il racconto “Sabato Santo” da leggere bene, circa venti operazioni da eseguire nel quaderno fra addizioni, sottrazioni, divisioni e il ripasso di tutte le tabelline.

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10 – 5 – 1933. Molte bimbe mi hanno portato oggi i fazzolettini orlati da loro con orlo semplice, altre non sono ancora riuscite a finirli eppure, quando sono stati incominciati i lavori avevano dimostrato un grande entusiasmo! La voglia di lavorare, specialmente in alcune, è sempre grande ma ancora le manine sono inesperte e i punti vengono lunghi e dritti anche se “Piccolini sono più belli”. Ma, basta per ora, ammirare la buona volontà; i punti si faranno più piccoli di mano in mano che le manine cresceranno. I maschietti, durante l’ora dedicata ai lavori hanno letto dei raccontini dal libro di testo. 18 – 5 – 1933. È stata sospesa oggi l’alunna Piu Maria perché durante un saggio di aritmetica si è permessa di dare uno schiaffo alla compagna Simola Anna. Rimproverata della brutta azione commessa ha disturbato tutta la classe, occupata ad eseguire il compito, col suo pianto molesto e con grida ed attestazioni di scuse non risultate vere, tanto che sono stata costretta ad allontanarla dalla classe per la pace di tutti gli scolari. Voleva sostenere che Simola le aveva detto una bruta parola mentre tutti i vicini di banco hanno affermato che ciò non corrisponde al vero. Lo schiaffo a quanto pare, è stato dato perché Simola non ha voluto regalare alla Piu un quaderno che ella voleva a tutti i costi. 23 – 5 – 1933. Ho voluto commentare oggi, vigilia dell’anniversario della dichiarazione di guerra dell’Italia contro l’Austria, la data memorabile del 24 Maggio, spiegando come, dopo la vittoria che tanto sacrificio costò alla nostra Patria, l’Italia sia diventata finalmente dall’Alpi al mare. Per il 26 è stato assegnato il racconto: “24 Maggio”. 12 – 6 – 1933. Stamane, secondo quanto comunicava il quotidiano “L’Isola”, ho atteso più di un’ora che fosse mandato il foglietto col dettato e il tema per il saggio finale; dopo è invece venuta la circolare che stabiliva il saggio per il giorno 16 corrente. I bimbi erano stati, erroneamente, da me che non portassero il libri, ma non si dimenticassero l’occorrente per scrivere, e, in principio, ci siamo trovati un po’ male per la mancanza del libro, ma non si è perduto tempo ugualmente perché si è fatta la correzione del compito di aritmetica del giorno 9, ripasso della tavola Pitagorica, piccoli temini sulla lavagna e racconto di favole, da parte dei bambini, come esercizio di lingua. 17 – 6 – 1933. Il mio primo anno d’insegnamento ha avuto termine con la lezione di stassera. Ultimo giorno di scuola! Eppure, benché non avessi avuto certo una classe modello, perché è composta in maggioranza di ripetenti (di cui alcuni per la terza o quarta volta) e pur avendo faticato molto a mantenere la disciplina, sia per la mia quasi assoluta inesperienza, sia anche per l’elemento, proveniente da molti insegnanti, mi dispiace lasciare questi bimbi ai quali mi sono affezionata e di cui conosco le inclinazioni, i difetti, le possibilità! Sono ragazzi, senza alcuna eccezione, di famiglie disagiate i quali non potranno essere, da grandi, che lavoratori della terra od umili operai; oppure qualcuno, per intelligenza e volontà, potrebbe riuscire qualche cosa di più nella vita! Tanto per portare un esempio, fra gli altri, vi è un bimbo di dodici anni, il più alto di tutti, il quale quando viene a scuola è già stanco di maneggiare la zappa; ciò nonostante ha sempre

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studiato le lezioni e fatto i compiti assegnati per casa. A scuola sta attento e composto e capisce subito anche le lezioni più difficili; con i compagni è buono finché non gli fanno male, ma se lo accusano di colpe non commesse o se gli prendono qualche cosa, allora protesta ad alta voce e si adira; difende anche la sorella più piccola, che è nella stessa classe, con un’aria di cavalleresca protezione. Anche la sorella di lui è brava e buona, soltanto, perché più piccola d’età, ha meno esperienza nella vita ed è disposta a meravigliarsi di ogni cosa più del fratello. Stassera, dunque, ha avuto luogo l’ultima lezione dell’anno; abbiamo per l’ultima volta, riletto qualche racconto del libro di lettura, cantando l’inno al Piave, l’inno dei Balilla e l’inno delle Aquile; abbiamo scritto, come saggio di calligrafia una letterina alla mamma, con buoni propositi per le vacanze, poi uno degli alunni migliori in disegno ha tracciato sulla lavagna un castello che gli era ben riuscito sul quaderno. In ultimo ho restituito i quaderni di bella copia e i compiti a tutti gli scolari, poi ho detto poche parole di saluto raccomandando a tutti che, durante le vacanze, leggano e studino almeno un’ora al giorno per non dimenticare ciò che hanno imparato durante l’anno scolastico e che non facciano esasperare i genitori con capricci e disobbedienze, ma cerchino, ogni giorno più, di renderli contenti mantenendosi buoni. Già dal principio della settimana ed anche dagli ultimi giorni della precedente, ho interrogato tutti gli alunni almeno due volte ed anche tre, sul ripasso di tutte le materie per lo scrutinio finale e noto con soddisfazione che qualcheduno di quelli che sono stati piuttosto poltroni durante l’anno, ha veramente migliorato nelle materie in cui era scadente. I saggi scritti (dettato e componimento) si svolsero ieri (venerdì 16) con risultato, pressa poco, come io l’aspettavo. Mi rincresce che la prima della classe, che molti compagni hanno lodato nel tema di saggio: “Parlate di un bimbo o di una bimba che conoscete” abbia fatto diverse cancellature nel suo compitino, benché non vi abbia fatto alcuno sbaglio d’ortografia. Credo che il numero degli alunni promossi si aggiri fra il 20 e il 22. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi è stata affidata quest’anno, per la prima volta, una 2ª mista in rione Baddimanna. Gli alunni inscritti erano 45, di cui 22 maschi e 23 femmine; i frequentanti al primo marzo, però, sono ridotti a 32 (12 maschi e 20 femmine) perché 12 degli inscritti non si sono mai presentati, mentre uno si è ritirato dal mese di gennaio perché affetto da pertosse in forma grave. Una bimba, poi, si è trasferita in una scuola al centro per aver cambiato abitazione verso gli ultimi di gennaio, ma, ai primi di aprile, è stata sostituita da un bimbo, il quale è passato dalle scuole del centro a quelle del rione Baddimanna, pure per cambiamento di abitazione. L’aula, larga m. 5; lunga m 4 ed alta m. 3 era piccola, di cubatura insufficiente per l’agevole respirazione delle persone che doveva contenere, tanto che la finestra rimase aperta sempre, anche nelle giornate più fredde. Il numero dei posti per gli alunni era insufficiente poiché entravano a fatica nell’aula appena 15 banchi francescani a due posti; quando tutta la scolaresca era presente due bimbi dovevano servirsi, per non restare in piedi, delle seggioline e dei tavolini adatti per i piccoli del giardino d’infanzia, ed erano costretti a collocarsi in due zone limitatissime di spazio libero donde potevano vedere a mala pena ciò che si scriveva sulla lavagna; a disposizione dell’aula era allora tale che la circolazione

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fra i banchi veniva molto inceppata. Nonostante ciò la piccola aula dove trascorsi il mio primo anno d’esperienza magistrale non si cancellerà facilmente dalla mia memoria. Le lezioni cominciarono il 5 dicembre 1932 e terminarono il 17 giugno 1933; mancai in gennaio due giorni di seguito perché colpita da leggera forma influenzale ed un giorno in maggio per dolorosa circostanza familiare. Nonostante il ritardo con cui cominciavano le lezioni, il programma è stato svolto interamente, sebbene un po’ affrettato per le nozioni varie e per la religione, con più calma, invece, e maggior impiego di tempo per l’ortografia, la lettura, l’avviamento al comporre, l’aritmetica. Un po’ trascurati sono stati anche i lavori femminili, sia per il tempo troppo limitato, sia per il fatto che la mia classe era mista e che i maschietti si sbrigavano più presto nei loro lavori di pieghettatura e non potevano essere uditi, mentre leggevano, per le frequenti interruzioni delle bimbe, che, lavorando, dovevano chiamare l’aiuto dell’insegnante. Le bimbe hanno imparato le varie maglie coi ferri e con l’uncinetto e i più facili punti di cucito (orlo semplice, filza, impuntura) ma non hanno certo quella perfezione che avrei desiderato ma che richiede molta pratica, per la quale c’è mancato il tempo. Per l’educazione fisica mi sono limitata agli esercizi ordinari fra i banchi e fuori dall’aula, alle flessioni e rotazioni del busto e della testa, alla spinta delle braccia, alle marce e contromarce ecc., come scritto in programma, senza insegnare gli esercizi collettivi che si fanno dalla terza classe in su. In fatto di disciplina, e anche di pulizia, non ho certo a lodarmi con la mia classe. Per la disciplina devo ammettere, prima di tutto, che l’elemento non era fra i migliori, avendo avuto una classe in maggioranza di ripetenti (alcuni dei quali anche per la 3ª o 4ª volta) e un insieme d’alunni provenienti, non da un medesimo insegnante, ma da più classi dirette da diversi maestri; bisogna aggiungere a ciò anche la mia assoluta inesperienza prima di quest’anno. Molti erano i fanciulli irrequieti e disturbatori per natura, per i quali occorrevano un’autorità e un tatto speciale al fine di ottenere un po’ di disciplina; una bimba, fra le più grandi e le più turbolente, è stata sospesa il 18 maggio perché toglieva la quiete a tutta la classe, occupata in un compito d’aritmetica. Per la pulizia posso notare, se faccio un confronto fra i primi giorni di scuola e gli ultimi, un miglioramento abbastanza rilevante, ma neppure soddisfacente, ciò è da attribuirsi però, in massima parte alle condizioni non agiate di tutte e famiglie degli alunni, senza, quasi, nessuna eccezione. I due saggi scritti (dettato e tema) si svolsero il venerdì 16 giugno, vigilia della chiusura delle scuole, ma già dal principio della settimana, anzi dagli ultimi giorni di quella precedente, avevo cominciato a interrogare gli alunni su tutte le materie per poter dare un giudizio equo ed esatto su ciascuno di loro. Presentai ai saggi e alle interrogazioni erano 30 alunni, di cui dodici bimbi e diciotto bimbe; una delle bimbe mancava, perché ritiratasi dopo la meritata sospensione, un’altra si era pure ritirata dai primi di maggio; ciò nonostante sono state entrambe scrutinate. Il risultato delle interrogazioni e dei saggi è questo: 5 alunni sono stati esclusi dagli esami della 2ª sessione; altri 5 sono stati rimandati (uno solo per il dettato, gli altri per due materie); 22 sono stati promossi alla 3ª classe.

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C. Michelina Desole.

Classe seconda maschile 1932/1933 maestra Michelina Desole Inscritti

44

Frequentanti

44

Presenti a fine anno

43

Promossi

30

Balilla

39

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

14

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

2

Condizioni delle famiglie Misera

23

Agiata

21

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10 Dicembre. Oggi sono stata a scuola per la prima volta. Ho accolto con gioia l’avviso che il Signor Direttore mi ha mandato a mezzo della bidella, tanto che, preparatami in fretta, mi sono recata subito a Baddimanna, per sostituire l’Ins. Accardo nella seconda classe maschile. All’entrare nell’aula ho provato una sensazione piacevole e spiacevole ad un tempo. Piacevole: perché ho notato che la scolaresca è formata da bambini provvisti, ad eccetto di uno, della piccola divisa; ordinati e puliti. Spiacevole: perché a causa dello scarso numero dei banchi, i bambini sono costretti a sedere sulle seggioline dell’asilo e alcuni a stare tre in un banco. L’insegnante dopo avermi dato informazioni circa gli alunni e ciò che ha svolto, ha lasciato la classe, dispiacente. Il piccolo Piredda ha pianto per il distacco dalla maestra; gli altri sono rimasti un po’ perplessi e mi chiedevano se dovevo essere la loro maestra per tutto l’anno. All’uscita molti mi hanno dimostrato il loro piacere esclamando: – Signorì, io vengo sempre sempre a scuola, con lei! – ciò mi ha dato un senso di soddisfazione. 2 Gennaio 1933 XI°. Dal primo giorno di scuola l’orario continua ad essere molto ridotto: appena due ore di lezione. Speravo che dopo le vacanze natalizie esso fosse cambiato, ma non è stato possibile, poiché le altre aule non sono ancora pronte.

Ciò mi dispiace perché i bambini

continuano a perdere molto e, d’altra parte, molte famiglie, naturalmente ignoranti, si lamentano che a scuola si fa poco. Un altro inconveniente è quello della scarsezza dei banchi. I bambini, stando stretti e quindi scomodi, non possono stare ne attenti come desidererei, ne scrivere bene, quantunque ne mette tre o quattro a tavolino al momento della scrittura. E speriamo che al più presto si provveda. 16 Gennaio 1933 XI°. Ieri, nel cortile del Palazzo del Governo, si è tenuta la Befana Fascista alla quale hanno preso parte 20 dei mie alunni. Oggi essi son venuti a scuola più lieti del solito, chi con una maglietta, chi con una blusa nuova di lana; tutti doni della provvida Befana Fascista. Quest’avvenimento è stato di maggior impulso per l’acquisto della tessera, di cui ancora molti bambini sono sprovvisti. È stato inoltre, come ogni anno, il riconoscimento dell’amore che l’Italia Fascista ha per i suoi teneri figli. 18 Aprile 933 XI° A. Dopo cinque giorni di vacanza ecco di nuovo a scuola insegnante e scolaresca: ma che mutamento! Il riposo e lo svago hanno spezzato il filo che teneva uniti i bambini alla scola e occorreva qualche giorno perché esso possa essere ricongiunto saldamente. Alcuni hanno avuto il coraggio – dopo le vacanze – di venire senza il grembiule (perché la mamma deve ancora lavarglielo!), senza collettino o il nastro. A questi signori trascurati non ho fatto altro che rimandarli dalle loro mamme affinché queste provvedessero ad aver maggior cura dei propri figliuoli. In quanto allo studio, poi, con sommo dispiacere, mi sono accorta che hanno trascurato tutto. Ora bisognerà dare nuovamente vita al sapere che in questi giorni si è smorzato nella mente di molti bambini per poter riprendere serenamente il lavoro interrotto.

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19 Aprile 933 XI° A. Oggi ho tenuto alla mia scolaresca un breve e semplice discorso celebrante il “Natale di Roma”. Tutti hanno prestato la massima attenzione e si sono entusiasmati ai nomi di Romolo, del nostro Re e del nostro Duce. Per mezzo delle vedute di Roma, ho fatto osservare ai ragazzi le parti più belle e più grandiose della città eterna. 29 Aprile 933 XI° A. È stata ottima idea quella di condurre i bambini a teatro per assistere al film “Camicia nera”. Il piccolo protagonista, vero figlio e vero patriotta, li ha tenuti attenti dal principio alla fine della rappresentazione. I soldati, le fanfare, la guerra hanno scosso e fatto fremere i loro piccoli petti d’italiani e di balilla. Hanno seguito con occhio instancabile e con grande entusiasmo i diversi episodi della guerra. Hanno gioito all’annunzio della vittoria per cui hanno battuto freneticamente le mani. Hanno assistito alla rivoluzione fascista e, ristabilitasi la calma nel periodo storico, hanno potuto ammirare i reparti dei giovani fascisti che sfilavano per le vie della città fra il suono e il canto degl’inni fascisti. Oltre al resto, questo spettacolo continuerà a formare nei piccoli la coscienza nazionale. 22 Maggio 933 XI°. Siccome posdomani, 24 Maggio, ricorre il diciottesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, oggi ho parlato ai bambini su tale argomento. Mi è stato di grande aiuto il ricordo che essi hanno tenuto del film “Camicia nera” infatti la mia spiegazione riusciva loro più accessibile mediante la rimembranza dei diversi episodi visti a teatro. Alcuni hanno ricordato i racconti del loro babbo sulla guerra. Qualcuno ha esclamato con gioia ed orgoglio: – Mio padre ha vinto due medaglie nella guerra! – oppure: – Mio padre è stato ferito: è mutilato di guerra! – C’è stato qualcuno che ha gridato: – Signorì, quando vado io alla guerra, li ammazzo tutti gli austriaci e i francesi! – Bisogna vedere come questi piccoli Balilla si entusiasmano a udir parole d’Italia, del Re, del Duce. E speriamo che queste piante nascenti la Patria possa trarre in seguito maggiori frutti possibili. 12 Giugno 933 XI°. Per ordine del Signor Direttore oggi sono terminate le lezioni nelle classi Iª IIª IVª. Il programma che mi ero proposta di svolgere, è completamente terminato, perciò ho accolto serenamente la notizia della chiusura delle scuole. Anche alla fine, come per tutto l’anno scolastico, la mia scolaresca è composta di 44 alunni, il qual numero corrisponde esattamente a quello degli inscritti. Tranne qualche bambino, quasi tutti hanno frequentato assiduamente la scuola, molti anzi con entusiasmo, anche perché io, fin da principio, inculcai nel loro animo un certo spirito di emulazione con piccole gare su ciascuna materia di studio. Da oggi, fino a sabato 17, si faranno le prove scritte e orali per lo scrutinio finale. 17 Giugno 933 XI°. Oggi sono terminate le prove di scrutinio. In genere son rimasta soddisfatta dell’esito di molti alunni, però da alcuni è proprio dai migliori, mi aspettavo di più nelle prove scritte. Le interrogazioni sulla religione e l’aritmetica mi hanno dato ottimo risultato, compensando così pienamente il mio lungo ed intenso lavoro. L’esito è stato il seguente: su 44 scolari: 30 sono stati promossi; 12 rimandati alla 2ª sessione, 2 esclusi.

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RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. L’anno scolastico ha avuto inizio il 5 dicembre 1932 XI° con 47 alunni inscritti diretti dall’insegnante Maria Accardo. In seguito al trasferimento della suddetta insegnante alle scuole di S. Donato, il giorno 16 dello stesso mese la classe fu affidata a me. Sul principio i ragazzi, abituati e affezionati alla prima maestra, tennero un contegno piuttosto timido, ma io ben presto, avvicinandomi molto a loro con le parole e gli atti, stabilii una certa corrente di simpatia, di intima corrispondenza e di affetto. Due degli inscritti non vennero mai; un altro frequentò soltanto per una quindicina di giorni, poi fu costretto ad assentarsi per sempre in seguito all’infezione di un piede. L’alunno Sechi Andrea nel mese di Gennaio si trasferì alla scuola di S. Donato. La scolaresca così si ridusse a 43 alunni ai quali nel mese di Aprile uno scolaro proveniente dalla classe della signora Marcellino, al Colle Cappuccini. Da allora alla fine dell’anno gli alunni inscritti e frequentanti furono 44. Riguardo alla frequenza non ho affatto da lamentarmi, poiché i ragazzi hanno dimostrato un’assiduità sorprendente fino alla fine dell’anno. In febbraio alcuni bambini furono colpiti da tosse e, siccome si verificarono tre casi di pertosse, i tre ragazzi infetti furono da me allontanati per alcun tempo dalla scuola. Uno degli alunni infetto da tigna è dovuto stare assente per circa un mese e mezzo. Tolti questi casi eccezionali di assenza, come già dicevo, tutti gli scolari frequentarono assiduamente la scuola. In quanto alla disciplina e alla nettezza dei bambini riuscii ad ottenere molto. Il programma è stato completamente svolto in tutte le sue parti. Ho curato molto l’insegnamento della religione e più che per istruire la mente dei ragazzi su fatti religiosi, l’ho curato per coltivare nel loro animo la fede, l’amore, la bontà, l’ubbidienza ed altre virtù. Le altre materie di studio non sono state meno curate, in special modo delle divisioni col dividendo di due cifre e della tavola pitagorica. All’aritmetica ho dato più che altro un carattere vivo e piacevole per mezzo di giuochi e indovinelli aritmetici. Il giorno 12 giugno sono terminate le lezioni regolari ed ha avuto inizio la settimana di scrutinio. L’interrogazione sommaria fatta negli ultimi giorni, mi ha accertato maggiormente dell’ottima attenzione e preparazione di molti alunni durante l’intero anno scolastico; come è valsa anche a dimostrarmi pienamente l’indolenza e la deficienza di alcuni. Sono contenta che il mio lavoro mi abbia dato buoni risultati, infatti tra 44 bambini inscritti e frequentanti, 42 sono stati scrutinati, dei quali 30 promossi e 12 rimandati alla 2ª sessione. Per tutto l’anno dovetti deplorare l’insufficienza dell’arredamento scolastico, giacché nella mia aula mancava ciò che mi era strettamente necessario. Speriamo che si provveda nel prossimo anno scolastico.

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D. Emilia Franco.

Classe seconda maschile 1932/1933 maestra Emilia Franco Inscritti

51

Frequentanti

46

Presenti a fine anno

43

Promossi

26

Balilla

32

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

24

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

5

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20 Ottobre 1932. Il 15 Ottobre ebbero inizio le lezioni. Nella seconda classe che mi fu assegnata per l’anno scolastico 1932-33, gl’inscritti finora sono 62 e i frequentanti 56. Dei dati che ho composto appare subito quanto la mia classe sia numerosa e gl’inconvenienti che derivano dal dover insegnare e mantenere la disciplina mi comporti di una numerosa scolaresca composta da elementi con la provenienza in genere dalle classi popolari, completamente digiuni dei primi elementi di educazione, d’igiene e di correttezza. Per ben valutare in quali difficoltà devo svolgere il mio insegnamento, aggiungo che l’aula scolastica ed il numero dei banchi sono insufficienti a contenere la massa degli alunni, di guisa che, diversi ragazzi devono seguire le lezioni rimanendo fuori dei banchi, in piedi. In tali condizioni il fare osservare la disciplina rappresenta un problema arduo, che mi cagiona preoccupazioni e affanni. 21 Ottobre. I miei alunni hanno subito oggi la visita dell’oculista, il quale ha riscontrato solo due casi di ragazzi affetti da tracoma. La scuola è stata anche visitata dall’Uff. San. Che ha accertato che tra i mie alunni ve ne erano diversi malarici. 23 Ottobre. Da domani avranno inizio le vacanze per le feste della ricorrenza del decennale della Marcia su Roma. Ho convenientemente lumeggiato tutta l’importanza del grande fatto storico, ed in una brave sintesi, con argomenti adatti alla mentalità dei ragazzi, ho passato in rassegna gli avvenimenti e le opere pubbliche compiute dal regime in Sardegna, con particolare riguardo alla nostra città, ed ho rivolto agli alunni un caloroso appello perché conservino nel loro cuore la più viva riconoscenza per il Duce a cui è dovuta la rinascita della nostra Patria, ed in modo particolare della nostra isola. Ho inoltre parlato della ricorrenza della Vittoria, dei fascisti che essa è costata e del culto che tutti gli Italiani devono avere per gli artefici umili o illustri del grande evento, che ha coronato un secolo di lotte e di guerre per il raggiungimento dell’Unità della Patria. 10 Dicembre. Il tesseramento per l’O. N. B., che ho iniziato da diversi giorni procede alacremente. Sono nel mio compito facilitata dal fervore dei ragazzi, a cui non ho trascurato d’illustrare la bellezza e l’utilità di questa grande istituzione del regime. Parecchi hanno già pagato per intero la tessera, altri, per le condizioni economiche delle famiglie, hanno iniziato il pagamento rateale. Compresa della necessità di assicurare il tesseramento totalitario spiego tutta la mia attività per raggiungere tale fine, e nei riguardi dei meno abbienti procuro di concedere tutte le possibili facilitazioni per il pagamento rateale della tessera. Le famiglie in genere, ormai edotte dell’importanza dell’istituzione, assecondano la mia opera, e solo quelle veramente povere e numerose non corrispondono alle mie richieste, assillate da preoccupazioni economiche, e già soggette ad altri contributi del genere, per l’appartenenza all’O. N. B. di altri figli più grandetti. 23 Dicembre. Gli alunni sussidiati nella mia classe sono 24. Di questi soltanto 18 hanno ricevuto il libro di testo. Sono stati esclusi i ripetenti perché lo ebbero l’anno scorso. Di questi ultimi coloro che lo conservano ancora in condizioni buone sono pochi. Qualcuno ne è privo, e altri l’hanno ridotto in tali tristi condizioni da renderlo inservibile. Nei riguardi di questi alunni non ho mancato

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interessare le famiglie, affinché acquistassero il libro di testo ai loro figliuoli e ne vigilassero la tenuta. 16 Gennaio. Ieri si è svolta la cerimonia della distribuzione dei doni per la Befana fascista, attesa con comprensibile ansia specialmente dai ragazzi a cui avevo consegnato il biglietto per ricevere il regalo. Il numero di 20 biglietti assegnatimi, e che ho distribuito tra i Balilla più poveri, è stato esiguo, ove si consideri che nella mia classe vi sono 24 sussidiati, e parecchi degli altri appartengono a famiglie di condizioni economiche disagiate e numerose. I beneficiati, che ricevettero in dono una maglia di lana, si sono presentati oggi in classe molto lieti del dono ricevuto. 10 Febbraio. Sugli scopi della Mutualità scolastica ho ripetutamente parlato agli alunni, illustrando, con argomenti ed esempi adatti alla loro mentalità, i benefici che da essi si traggono. Considerano indispensabile fare opera di persuasione anche tra i genitori, di volta in volta che se ne offriva l’occasione interessavo questi ultimi, affinché assicurassero i loro figliuoli. Scarso è stato, debbo confessarlo, l’interesse dimostrato, sia dai famigliari, come dagli alunni a tale forma di previdenza, di cui non è ancora penetrato nelle masse popolari il convincimento della utilità. Sino ad oggi gl’inscritti sono due e altri hanno promesso di versar le quota. 12 Aprile. Per sopperire alle necessità dei più bisognosi mi sono stati consegnati dal Patronato Scolastico tre buoni valevoli per ottenere altrettante paia di scarpe, e altri tre buoni per altrettante divise di Balilla. Ho potuto così soddisfare l’aspirazione di tre dei miei alunni che, per le particolari condizioni d’indigenza delle famiglie, non possedevano ancora la sospirata divisa. Inoltre, per opera del Patronato scolastico, funziona la refezione. Essa avrà la durata di un mese, con due turni di 15 giorni ciascuno, e ne usufruiscono dieci alunni di ciascuna classe, cinque per turno, scelti tra i balilla, in possesso della divisa e tra i più poveri. 29 Aprile. Ho accompagnato un gruppo di alunni al polite atro Verdi per vedere la proiezione del bel film – Camicia nera- che tanto giustificato interesse ha destato in tutto il mondo. A scuola poi ho tratto occasione dell’avvenimento per illustrare brevemente gli episodi più salienti, che si riconnettono alla storia del fascismo. 29 Maggio. Accompagnato dal R. Ispettore scolastico, oggi un canonico della nostra diocesi ha visitato la mia classe per rendersi conto del profitto che i ragazzi hanno tratto dall’insegnamento religioso. Ha interrogato vari alunni su alcuni episodi del Vecchio Testamento. I ragazzi, sebbene alquanto turbati dalla presenza del sacerdote e dalle domande che esso rivolgeva, hanno risposto abbastanza bene, dimostrando una sufficiente conoscenza del programma che si svolge nella seconda.

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RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Nell’anno scolastico testé chiuso gli inscritti nella mia classe furono 51, di cui solo 24 provenivano dalla mia prima dell’anno scorso. Durante l’anno la media dei frequentanti raggiunse il numero di 46 alunni, ed i presenti, alla fine, furono 43. Per il tesseramento dell’O. N. B. ho dovuto superare notevoli difficoltà, derivanti dalle disagiate condizioni economiche delle famiglie dei ragazzi. Tuttavia per l’opera svolta, intesa a facilitare l’acquisto della tessera, il numero degli alunni regolarmente tesserati fu ragguardevole, e precisamente 32 ragazzi riuscirono ad avere l’ambita tessera d’inscrizione. Poche invece furono le inscrizioni alla Mutualità Scolastica. Solo cinque alunni pagarono l’intera quota d’inscrizione. Risultato davvero scarso, se si considera l’attività da me svolta per illuminare la mente dei ragazzi e delle famiglie sulla provvida istituzione. Ragioni prevalentemente economiche, diffuso scetticismo nelle classi popolari su benefici di tale forma di assistenza sociale, ostacolano enormemente l’opera di persuasione che svolge l’insegnante in tale campo. Lo scrutinio si è chiuso con i seguenti risultati: 26 promossi; 12 rimandati alla prova autunnale, di cui due in una sola materia; 5 respinti. L’esposizione dei soli numeri non può dare la dimostrazione esatta dello sforzo da me compiuto durante l’anno scolastico per conseguire i migliori risultati possibili. Con una classe numericamente pletorica e qualitativamente scadente non era possibile conseguire risultati più soddisfacenti. In una classe di alunni provenienti quasi tutte da famiglie rurali, disagiate ed incolte, l’insegnante ha, oltre i normali doveri, un duro lavoro da compiere: quello cioè di supplire, nel miglior modo possibile, correggere e rendere innocue tutte le deficienze della scarsa educazione e del mal costume della vita domestica. Non occorre che dia una dimostrazione di tale concetto, che per la sua evidenza, può considerarsi assiomatico. Chiudo con l’affermare con tranquilla coscienza che ho curato, con la passione che mi proviene dall’amore alla scuola, l’educazione e l’istruzione dei ragazzi affidatimi, con l’unica preoccupazione di riuscire a migliorarne i costumi, avvicinarli al sapere ed accendere nei loro animi l’amore alla Patria, onde avviarli a servirla degnamente in pace e, qualora fosse segnato dal destino, in guerra. Sassari, 28 giugno 1933. XI.

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E. Antonietta Lamberti.

Classe seconda maschile tracomatosa 1932/1933 maestra Antonietta Lamberti Inscritti

34

Frequentanti

26

Presenti a fine anno

24

Promossi

16

Balilla

12

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

21

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Carrozziere 1 Erbivendolo 1 Contadino 10 Macellaio 3 Carrettiere 2 Muratore 3 Falegname 2 Giardiniere 1 Facchino 1 Carbonaio 1 Conciatore 1

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Ottobre 15. Primo giorno di scuola. Mi viene assegnata una classe 2ª di alunni tracomatosi. Ritrovo parte dei mie scolaretti di 1ª molti, troppi ripetenti, alcuni dei quali addirittura veterani. La classe non è molto numerosa: dovrebbero essere 34 gli inscritti, ma, in questo primo giorno non se ne presentarono che pochissimi. Porgo il mio primo saluto, il mio primo sguardo d’intesa; cerco d’attirarmi l’amore, la confidenza di questi piccoli diseredati, affinché, in seguito, possa riuscire appieno nella mia opera d’istruzione e di educazione. Tracoma significa, per la massima parte, miseria e vizio, ed è molto difficile compiere la nostra missione attraverso questi ostacoli. I piccoli alunni che oggi si presentano portano chiari i segni esteriori dell’ambiente dal quale provengono: abiti strappati, capelli lunghi e disordinati, mani sudice, piedi scalzi ecc … Comprendo le difficoltà che mi attendono e non so vincere oggi, in questo primo giorno di scuola, una sensazione di scoraggiamento profondo. Novembre 5. Vacanze per la “Marcia su Roma” ed i Santi. Colgo l’occasione per fare delle lezioni illustrando le due ricorrenze. Non è possibile fare una vera commemorazione della Marcia su Roma perché gli alunni sono ancora troppo piccoli. Novembre 22. Visita dell’Ufficiale Sanitario che richiede il nome degli alunni che abbiano precedentemente sofferto di eccessi malarici. Segnalazione di due alunni affetti da tigna che – dietro suo ordine – vengono allontanati dalla scuola. Gennaio 14. Mi vengono consegnati 20 biglietti per concorrere ai premi per la befana fascista. Gli alunni accolgono con gioia l’omaggio gentile e volgono un grato pensiero a chi – con cuore materno – concede questo giorno di gioia alla loro infanzia triste e grigia. Marzo 4. Conduco pochi bambini a teatro per la recita della “Piccola Olandese”. È incredibile che solo 4 alunni riescano a portare la tenue quota di £ 1. È troppo significativo questo fatto: il fanciullo che non riesce a procurarsi una lira per assistere ad una rappresentazione di bambini a teatro, mostra troppo chiaramente lo stato miserrimo della famiglia da cui proviene. Marzo 16. Avevo assegnato la giornata d’oggi come ultimo termine perché i bambini portassero il loro contributo per inscrivere la classe alla “Croce Rossa”, ma nessuno mi ha portato un centesimo, nonostante ne avessi parlato varie volte in questo periodo di tempo. Aprile 3. Consegno le pagelle con le medie del secondo trimestre. Viene il Signor Direttore per raccomandare d’intensificare la propaganda per le inscrizioni alle organizzazioni giovanili. Sono pochi, troppo pochi gli alunni inscritti, ma occorre ch’io ripeta qui quanto già dissi in una delle precedenti puntate circa le condizioni misere delle famiglie dei mie alunni. Aprile 29. Conduco gli alunni alla proiezione del “Camicia Nera” che seguono col più vivo interesse e col più schietto entusiasmo.

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Giugno 12 – 17. Settimana di scrutini. Questa settimana di scrutini è stata notevolmente turbata dagli esami delle classi quinte, che si sono svolti in questo stesso periodo di tempo. Nei primi giorni abbiamo avuto solamente qualche ora di lezione. Il risultato è stato discreto: su 26 frequentanti solo 24 erano presenti agli scrutini e di questi 16 sono stati promossi. Trattandosi di una classe di alunni tracomatosi, il risultato può dirsi soddisfacente. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Classe 2ª maschile tracomatosa. Le lezioni regolari ebbero inizio il 15 del mese di ottobre 1932 e termine il 17 di giugno del 1933. Su 34 inscritti, 26 frequentanti e 24 presenti alla settimana di scrutini, si ebbero 16 alunni promossi, 5 ammessi ad ottobre e 3 respinti all’anno venturo. Degli alunni non frequentanti, 1 che ha già 13 anni d’età, non si presentò mai, per quanto l’abbia fatto richiamare anche dalla Direzione; 3 furono allontanati per ordine medico perché affetti da tigna.; gli altri si allontanarono verso la metà dell’anno per ragioni varie. Gli alunni sussidiati dal Patronato scolastico furono 21, quelli inscritti alle organizzazioni giovanili 12. Per quanto abbia insistito, coadiuvata anche dal Sig. Direttore, per l’inscrizione totalitaria all’O. N. B. non sono riuscita nell’intento date le condizioni troppo misere della mia classe. Sono 21 gli scolari sussidiati dal Patronato scolastico, ma dovrebbero essere tutti senza eccezione, perché tutti provenienti da famiglie veramente misere. Da alcuni non sono riuscita ad ottenere in tutto l’anno il grembiulino di divisa, altri ho dovuto eccezionalmente accettarli scalzi per non far loro perdere le lezioni. Sono riuscita ad ottenere verso l’aprile due paia di sandali dall’O. N. B., ma di fronte ai bisogni della mia classe, rappresentano una goccia d’acqua nel deserto. L’aula, situata nell’edificio scolastico di S. Donato è ampia, ben illuminata ed arieggiata. Con la cooperazione degli alunni ho curato la decorazione, costituita da una striscia in cui è illustrata e raccontata la storia di un gatto. La frequenza degli alunni è stata saltuaria nel periodo invernale, in cui si sono verificate delle epidemie di morbillo, buona nella primavera e nell’estate. Il programma previsto dalle vigenti disposizioni ministeriali è stato svolto integralmente. Per la pulizia e l’ordine degli scolari, tutti provenienti da famiglie poverissime, ho ottenuto quanto era umanamente possibile. per la parte disciplinare il compito è stato quanto mai gravoso e difficile: l’ambiente dal quale i bimbi provengono, le loro condizioni fisiche, l’assoluta indifferenza delle famiglie ostacolano quanto mai l’opera educativa della scuola. Qualche anima è venuta a me spontaneamente, altre invece si sono tenute ostinatamente chiuse ad ogni soffio di bontà.

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F. Cesira Mondula.

Classe seconda maschile 1932/1933 maestra Cesira Mondula Inscritti

47

Frequentanti

41

Presenti a fine anno

41

Promossi

24

Balilla

22

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

24

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

4

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Dicembre. Soltanto in questo mese, la mia classe può dirsi sistemata. Dei 28 alunni ch’io promossi dalla 1ª, tre hanno disertato. Uno è partito per Cagliari, gli altri due – cambiando di domicilio – hanno chiesto ed ottenuto di frequentare altro locale scolastico. Sono presenti ora, dei miei figlioli spirituali, ventiquattro ché il venticinquesimo non è ancora comparso, ma probabilmente verrà. A costoro però vennero aggiunti altri 22 fanciulli, alcuni ripetenti (ohi! Dolenti note!!) altri provenienti da diverse prime. Osservo i foglietti d’iscrizione: l’elemento è sempre quello: figli di muratori, conciatori, carrettieri, qualche falegname … senza lavoro, qualche calzolaio, o meglio ciabattino. L’impresa è sempre ardua. Non disprezzo, no, la povertà, l’umile condizione ma … mio Dio, qui c’e tutto da fare: istruzione, educazione, amore alla pulizia. Perché non si può negare che appena fuori dalla scuola, questi bambini avranno per la maggior parte della giornata, per casa la strada, per letto il cielo. E cercheranno il ricovero soltanto nell’ora degli assai frugali pasti e del riposo. “Maggior merito” si dirà; oh! si; ma quanta

maggior fatica!!!

Inchiniamoci riverenti al Dovere (con la D. maiuscola) e aguzziamo il nostro modesto ingegno per fare di questi stradaioli dei bambini presentabili e soprattutto dei bambini puliti. L’intelligenza non fa, no, in gran parte, difetto fra questi figli del popolo; ma che posso pretendere se fuor dalla scuola l’intelligenza non è aiutata a coltivarsi; se per la maggior parte questi bimbi appartengono a famiglie analfabete? Gennaio. Mi si era fatta intravvedere la speranza di un aiuto dal Patronato. Qualche paio di scarpe da distribuire a certi piedini ricoperti di ciabattine … sfondate; qualche grembiulino per sostituirne altri, qualche biglietto per usufruire della calda minestra. Ma purtroppo è rimasta speranza, soltanto speranza e forse … vana speranza. E il freddo si avvicina e i piedini diventeranno violetti e i visini impallidiranno sempre più per l’assai scarso nutrimento. Quanti babbi disoccupati ahimé; quanta miseria! Se tutte le maestre fossero ricche, quanti dolori lenirebbero! Ma già … se fossero ricche non sarebbero maestre! Verrà l’aiuto del Patronato? Fidiamo nella Provvidenza. Di 46 alunni, soltanto 16 hanno potuto – e alcuni con sacrifici – disporre di 5 lire per diventare Balilla. Nelle mie lezioni ho sempre insistito a parlare dell’amore verso il prossimo, della carità fraterne, dell’aiuto scambievole fra compagni. Non sono tutte andate perdute le mie parole e ne ho avuto la prova nell’occasione della Befana Fascista. I biglietti distribuiti per ottenere qualche indumento atto a proteggere dal freddo le deboli membra dei miei scolaretti – quasi 20. Come fare per sovvenire a tanta altra miseria? Mi rivolsi al cuore dei mie piccini e dei Balilla fra i meno disagiati; cedettero il biglietto cui avrebbero avuto diritto, a pro dei più poverelli. Ognuno ha scelto da sé il compagno da beneficiare e ho potuto notare che l’atto gentile era accompagnato da una grande soddisfazione che si dimostrava col dolce sorriso e col vivo splendore degli occhi. Cari figlioli! Come li avrei volentieri abbracciati! Ma non è mancata loro la mia buna parola di lode e il mio vivo ringraziamento. Marzo. Ai 16 Balilla se ne sono aggiunti 5 che, a furia di stenti e di sacrifici hanno potuto, pian piano, raggranellare le 5 lire; son così ora 21 i Balilla e c’è pure un avanguardista.

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Aprile. Due fra i mie Balilla, hanno ottenuto la divisa. Fra tutti (venti presenti) soltanto undici – compresi i due ai quali è stata regalata – hanno la divisa. Spero però che un altr’anno i mie alunni siano tutti balilla e tutti (o quasi) abbiano la divisa. Le famiglie incominciano a capire che le cinque lire da loro sacrificate per l’iscrizione, non sono perdute. I bambini hanno molti vantaggi: assistenza medica, sussidio in caso di malattia, ammissione alle colonie marine o montane, a seconda della costituzione fisica; perciò sono sicura che nel venturo anno non si faranno pregare a munirsi della tessera. Non succede invece così della mutualità: di sei inscritti, soltanto uno finirà di pagare. Dato che i vantaggi attuali sono gli stessi (per quanto mi affanni a far capire il vantaggio futuro, non riesco a convincer nessuno) preferiscono tutti l’inscrizione dell’O.N.B. a quella della Mutualità. Quindi sono certa che dovrò restituire tutte – o quasi – le tessere. 30 Aprile. Ieri, proiezione per gli alunni di “Camicia nera”. Molto entusiasmo fra i piccoli, condiviso dalla maestra. Gli alunni – son venuti parecchi – sono stati abbastanza buoni; ma, poverini erano tutti ammassati in un palco e soffrivano abbastanza. Al nostro arrivo al teatro – abbiamo lasciato la scuola nel tempo prescritto – non c’erano più posti vuoti. Certo: S. Donato è lontano. Pazienza, sempre pazienza! Maggio. Ai 21 Balilla se n’è aggiunto un altro. E pensare che questo Bambino , alquanto ribelle continuava a dire: Io non mi farò mai Balilla, mai, mai, neppure in terza, mai, in nessuna classe. E io tranquilla e sorridente rispondevo: Oh in terza sarai obbligato! E un bel giorno, ha portato le 5 lire, le ha messe sul tavolino e m’ha detto: Queste sono per farmi Balilla, mi faranno, signora? Vedremo, ho risposto; se ti faranno, domani stesso ti porterò la tessera. E non gli ho ricordato le parole di prima per non irritarlo o per non umiliarlo. Eccone dunque 22 e 1 avanguardista. Non c’è poi tanto male, mi pare! RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi furono consegnati, all’apertura delle scuole, 51 cartellini di assegnazione, ma 5 dei fanciulli che avrebbero dovuto impersonare i rispettivi cartellini, non si presentarono mai. Ebbi così, in principio, 46 frequentanti che nel mese di gennaio si ridussero a 41; quasi tutti disertarono per ragioni di salute, solo qualcuno per negligenza. Nell’aprile uno dei buoni alunni – Murgia Enrico – buono, in confronto alla moltitudine di ritardatari e svogliati, venne trasferito, per cambiamento di domicilio, alle scuole di Monte Rosello. Me ne dispiacque, in compenso venne a me dalla colonia campestre, un altro alunno ugualmente buono, ugualmente volenteroso. Nonostante la miseria e la disoccupazione dei padri di famiglia riuscii ad inscrivere 22 Balilla e un avanguardista (in seconda!!!) ma non mi fu possibile ottenere uguale esito con la mutualità. Di sei che avevano acconsentito ad inscriversi, solo uno riuscì a pagare l’intera quota; tre perdettero i soldi che già avevano versato e li perdettero perché pretesero i tagliandi corrispondenti; agli altri due potei restituire i pochi centesimi che avevano raggranellato. Credo che ormai di mutualità sia addirittura superfluo parlare poiché – come già dissi in cronaca – l’O. N. B. offre tutti i vantaggi assicurati da

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quella istituzione e forse qualcuno in più. E le condizioni economiche – come ho già detto – degli alunni del mio rione, non permettono una doppia spesa. Per quanto si riferisce al programma didattico devo confessare che, nonostante i miei sforzi, non ottenni il successo che avrei desiderato, forse per la scarsa intelligenza di gran parte dei miei alunni, forse per la loro ancor più scarsa forza di volontà. Pochi erano i fanciulli che studiavano con amore (di tre o quattro soltanto ebbi a lodarmi) gli altri o non studiavano affatto o lo facevano perché costretti, quindi per forza. E la differenza è così grande! Che potrò aspettarmi in terza da simile elemento? Dio me la mandi buona! L’esito fu quale io prevedevo. Dei 41 frequentanti, soltanto 24 furono promossi, due dei quali – troppo pochi in verità – con lode; pochissimi altri raggiunsero il secondo posto e la maggioranza, la grande maggioranza non ebbe che la sufficienza. Forse che io esiga troppo dai miei fanciulli? Non mi pare; credo che lo scarso rendimento dipenda dal fatto che la maggior parte dei mie piccoli poveri alunni è costretta già a lavorare per metà della giornata e l’altra parte è troppo trascurata dalle famiglie le quali non si prendono neppure la briga di chiedere ai loro figliuoli che cosa fanno alla scuola. Oltre i 24 promossi, rimandati 12 all’esame con la speranza che nelle vacanze aprano qualche libro; 5 poi li esclusi addirittura perché assolutamente insufficienti. Io mi domando con terrore che profitto faranno in terza – se pur passeranno – questi scolari, dato che continuino nella loro testardaggine. Che Dio veda e provveda! Sassari 28 giugno 1933.

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G. Lorenzina Pilo.

Classe seconda maschile 1932/1933 maestra Lorenzina Pilo Inscritti

38

Frequentanti

37

Presenti a fine anno

37

Promossi

23

Balilla

37

Avanguardisti

0

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

14

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

17

Agiata

5

Semiagiata

16

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15 Ottobre 1932. Oggi primo giorno di scuola. La 2ª classe a me affidata si compone di 38 alunni: i miei del passato anno, tre privatisti, cinque ripetenti. Non si presentarono però tutti, sono solamente 12. 19. Gli alunni sono 25, ne mancano ancora, parecchi sono in campagna, altri sono malati. 22. Per ordine ministeriale si fa vacanza fino al 7 per la celebrazione del Decennale. 14. Raccomando agli alunni di portare per la lotteria dell’O.N.B. un piccolo dono, un oggetto anche usato. Mi fermo sullo scopo di detta lotteria. 24. Si consegnano i doni all’O.N.B. Sono 27 escluso il mio. Gli alunni sono soddisfattissimi della raccolta ed io li ringrazio per tanto interessamento. 30. Mi adopero perché anche quest’anno i miei alunni si iscrivano ai Balilla. Molti sono sicura non tarderanno a farlo: dubito però delle famiglie più bisognose. Non mi perderò d’animo, farò di tutto per convincerle a versare anche in più riprese la quota necessaria per l’iscrizione. 3 Dicembre. Incomincia a pervenire qualche quota. Riprendo le raccomandazioni già fatte. Raccomando anche ai bambini che coi loro soldarelli piglino parte alla grande lotteria dell’O.N.B. 3 Gennaio 1933. Sono assenti parecchi alunni. Dalle informazioni avute mi risulta che sono ammalati. 4 – 8 – 9. Continua l’iscrizione a Balilla. Sono già tesserati 23 alunni. Spero che man mano anche gli altri seguiranno l’esempio. 14. Consegno a 15 Balilla dei più poveri i biglietti per la Befana fascista. Somma contentezza nei piccoli beneficiandi che conservano come un tesoro ciò che può loro fruttare un oggetto necessario. 1 Marzo. Si commemora la morte del Maresciallo Armando Diaz, duca della vittoria. Raccomando ai bambini di nutrire nel loro cuore affetto e riconoscenza verso il valoroso scomparso che ci lascia in memoria il collettino della vittoria firmato da lui. 21 Aprile. Vacanze per il Natale di Roma. 17 Maggio. Il programma è quasi al termine. Noto con grande piacere il miglioramento della maggior parte della scolaresca; non mancano ben inteso, gli svogliati ed i negligenti per i quali sono inutili rimproveri e castighi. 23. Ricordo agli alunni la data memorabile del 24 Maggio 1915 che segna l’inizio dell’ultima grande guerra che si chiuse colla vittoria d’Italia. Parlo dei sacrifici immensi dei nostri soldati, del

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loro grande valore e del loro eroismo e raccomando loro di rivolgere in quel giorno il loro pensiero ai caduti ed agli eroi che, pur non cadendo, diedero all’Italia la parte più bella del loro corpo. 29. Finalmente sono riuscita ad avere nella mia classe il completo tesseramento. Dico finalmente perché ho dovuto lottare non poco con parecchie famiglie, che in condizioni disagiatissime, pure piene di tutta la buona volontà, non potevano versare, anche frazionata, la quota richiesta. 5. Il programma è stato svolto in tutte le sue parti. Si fa il ripasso generale. 12. Oggi incomincia la settimana d’esami. 17. Ultimo giorno di scuola. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Nell’anno scolastico 1932-33 mi fu affidata una seconda maschile formata da quasi tutti i mie alunni dell’anno precedente e parecchi ripetenti. Somma mia cura fu quella di far osservare dai miei alunni la pulizia della persona, delle vesti, degli oggetti scolastici e la frequenza assidua alle lezioni mettendomi in collaborazione alle famiglie anche per il profitto, la disciplina, la puntualità. Mi adoperai perché anche le famiglie più povere inscrivessero i loro figliuoli alle organizzazioni giovanili fasciste, e contentandomi del versamento frazionato riuscii ad inscrivere ai Balilla l’intera classe. Il programma fu svolto in tutte le sue parti. Dei 38 alunni iscritti, 37 frequentarono, uno si allontanò per malattia. I promossi furono 23, rimandati alla seconda sessione 14.

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H. Anita Usai Vannucci.

Classe seconda maschile 1932/1933 maestra Anita Usai Vannucci Inscritti

42

Frequentanti

40

Presenti a fine anno

40

Promossi

29

Balilla

37

Avanguardisti

1

Piccole Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

18

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

24

Agiata

18

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Note riassun. Ottobre – gennaio. A chiusura d’anno avevo vivamente raccomandato agli alunni e rispettive famiglie, nel saluto di commiato, l’osservanza scrupolosa dei consigli da seguire nei mesi di vacanza. Osservanza all’igiene del bambino studio metodico, ecc … ecc … puntualità nel ripresentarsi alla riapertura della scuola ecc … ecc … Potei nelle vacanze, sorvegliare un po’ alcuni bambini, che ritrovavo tratto tratto per le via di Sassari. Ma la più grande delle sorprese mi attendeva il primo giorno di scuola perché tutti gli alunni miei promossi alla 2ª classe, si presentarono puliti, in grembiulino uniforme, in collettino, con cartella e occorrente all’ordine, compreso il calamaio. Il primo giorno di scola scrivemmo. Io dovevo però passare di sorpresa in sorpresa, in tutto il tempo che seguì i così belli primi giorni di scuola. Nella verifica dei compiti assegnati per le vacanze, notai scrupolosa esenzione, ad eccezione di alcuni; e quando iniziai la ripetizione del programma della prima classe, dovetti pur dire che: ritrovo i miei alunni in uguali condizioni di come li avevo lasciati. Questa la mia impressione. Anche fisicamente li trovai diversi e con una mentalità non più infantile. Idea questa mia, e non illusione. Le belle e care vacanze, si sa, fanno dimenticare molte cose apprese durante l’anno scolastico, le vacanze che assopiscono il fanciullo per tutto ciò che dispiego di discipline scolastiche, avevano invece operato secondo un fine, al quale non miravo con certezza. Già … i bambini hanno più pervida memoria di quel che generalmente si può credere. Sin dal novembre io potevo iniziare il programma della 2ª classe. Mi soffermai a causa dei ripetenti e dei nuovi alunni venuti pure dalla prima classe, ma per trasferimento o perché privatisti. Ebbi così, con taglio netto, i molto bravi, qualche mediocre e gli scadenti. Intrapresi con entusiasmo l’opera di ricostruzione e negli ultimi di Dicembre, giungevo al componimento scritto, all’esposizione filata, alla lettura sensata, spedita, allo svolgimento sistematico del programma di nozioni varie, all’intenzione di problemini sulle quattro operazioni, al calcolo aritmetico oltre confini. E per disciplina? Quando il bambino è contento e lo si tiene occupato, tutto procede bene. Certo è, che spero le brutte abitudini incontrate nella vita della strada, turbano quella della scuola; ma … la maggior funzione di essa, credo che stia proprio qua. L’inverno forse (proprio lui?) doveva recarmi malumori, intralciando il regolare funzionamento della scuola. Malattie infettive colpirono anche i miei bambini; assenze su assenze. Occorse ripartire sempre da capo, per chi dopo settimane e settimane di isolamento, riprendeva la scuola. Vacanze volute dal calendario scolastico e sulle quali non mi soffermo, ma che essendo eccezionalissime in numero per il 193233, portarono lo sgomento in chiunque. Come procedere di questo passo? Niente svolgimento di programma didattico nel mese di Gennaio, ma ripetizione in quei pochi giorni, del programma svolto nei mesi precedenti. 13 Febbraio 1933. Seguitano le assenze per malattie. Ricevo quattro ingiunzioni dall’Ufficiale Sanitario in base alle quali quattro alunni vengono allontanati dalla scuola. Due di essi per morbillo in forma grave, e due perché fratelli di bambine malate. Ad oggi; alternativamente, ho avuto metà scolaresca passata al crivello o del morbillo o dell’influenza. Il tempo freddo, le giornate veramente invernali, pare che sgomentino con tutto il rimanente di incidenti che vengono

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a turbare la mia serenità a scuola. L’aula vicina, è deserta quasi. Su oltre quaranta alunni vedo che frequentano 13 o 15 al giorno. Altre classi son decimate. Al confronto non posso lamentarmi e proseguirò ridente coi miei 30 o 36 alunni. 5 Maggio. Io non ò gran memoria della mia infanzia e prima fanciullezza per tante cause e circostanze ma in certo qual modo la rivivo o meglio me la immagino, attraverso la vita dei bambini coi quali vivo. Una persona che non amasse l’infanzia e quindi non la comprendesse, non giustificherebbe gli effetti delle lezioni su quella parte del programma delle nozioni varie dell’aprile: la natura ed il suo primo risveglio, i fiori, insetti ecc … comunità d’insetti ecc … le formiche!!!!! È ammirevole come si sviluppa lo spirito d’osservazione e di riflessione nel bambino! Io finirò per mettere … punto e basta su questi argomenti, , tanto ne parlano e scrivono e disegnano anche a casa, per compito spontaneo. Appena il Maggio si affermò con giornate di sole, sarà necessario che argomenti nuovi abbiano a sopraffare, nelle loro impressioni ed interessamento, quelli sino ad ora trattati. Forse il mare? Le barche? Dovrò pensarci bene. 20 Maggio. Ho quasi la totalità degli alunni tesserati. Su quaranta frequentanti, 36 sono Balilla, anzi 35 ed 1 avanguardista. 2 Giugno. È pervenuto l’ordine di chiamare a raccolta gli alunni Balilla, alla sede dell’O.N.B. per la visita medica onde ottenere la cura gratuita dei bagni di mare. I quattro alunni, non tesserati, sono poverissimi. Io mi chiedo: saranno esclusi dal beneficio di una così salutare cura? 5 Giugno. Un altro alunno ha oggi terminato il pagamento della tessera Balilla con l’unico scopo di poter godere della cura balneare o montana. 9 Giugno. Ho qualche alunno influenzato e due con pertosse. Questi ultimi non frequenteranno la settimana esame, ma gli altri, attualmente disperati, verranno per timore di veder compromesso l’esito finale. Mi fa piacere questo interessamento, quasi esagerato, in bambini di sette anni. Possa il tempo non cancellare tanto amor proprio ed aumentare l’entusiasmo per lo studio e per la scuola. 19 Giugno. Chiudo l’anno scolastico con 40 presenti su 42 inscritti. Presenti a fine d’anno 40. Promossi 27 + 2 privatisti. Rimandati alla 2ª sessione 9. Esclusi quattro. (cioè da ripetere) Alunni tesserati 38 e due non tesserati perché poverissimi. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. L’anno scolastico mi sembrò terminato per adattamento d’idee e non perché fossero esaurite le risorse mie e degli alunni, nel scrivere la lieta vita della scuola. Terminai il programma didattico stabilito nella prima quindicina di maggio e nel ripasso ebbi occasione di colmare lacune involontarie o specificatamente volute; di tirar su, scolari arenati a mezzo, di ampliare cognizioni su gli svariati argomenti del programma di nozioni varie, di dare più chiare e precise idee sul programma di aritmetica. Invaso quello della terza classe, non sapevo staccarmene, invogliata

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dalla capacità egli alunni. Quanti miracoli a fine d’anno, proprio a fine d’anno! C’è chi stanco pare rinunzi a scrivere e rimanga là, al banco, vero simbolo d’indolenza. Sono i tre deficienti, malati, della classe ed il terzo svogliato e sempre smarrito anche se chiamato per nome. C’è chi raggruppate con supremo sforzo ogni … virtù, pare voglia gareggiare coi migliori di tutto l’anno e compie miracoli, e fa e lavora. C’è infine (e sono i più) chi segue la maestra, baldanzoso e fiero. Il tempo, coi suoi mali, venne a turbarmi. Nei mesi precedenti, lamentai assenze per morbillo ed ultima la varicella. Ora ho alunni influenzati od affetti da pertosse. A fine d’anno si dimenticano le soste forzate dei primi mesi di scola, quando ci si rifà del tempo perduto; ma gli inconvenienti finali lasciano un senso di scontentezza che svanisce, con l’inoltrarsi delle vacanze. Uno sguardo al passato: ho lavorato sempre contenta, ed ho ottenuto frequenza, profitto, disciplina, pulizia. Chiudo con quaranta frequentanti e quaranta presenti a fine d’anno, su quarantadue inscritti. Alunni che dovranno ripetere la classe, quattro. Alunni rimandati alla seconda sessione, nove. Alunni promossi 29 compresi due privatisti.

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Appendice 6.

AS, SS, Scuola S. Giuseppe. Classi terze, anno scolastico 1932/1933. A. Mariangela Barria.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Mariangela Barria Inscritti

44

Frequentanti

30

Presenti a fine anno

28

Promossi

20

Piccole Italiane

27

Giovani Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

21

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Povera

37

Semiagiata

7

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19 – 9 – 32. Data di riapertura della scuola. Iscrizioni. 15 – 10 – 32. Inizio delle lezioni. Si sono presentate soltanto sei alunne perciò non si segue ancora l’orario completo. 18 – 10 – 32. Oggi sono presenti 24 scolare. Il numero delle iscritte è di 44; 20 ripetenti circa e 24 provenienti dalla 2ª classe fra le quali 22 mie scolare dello scorso anno. La classe non è molto numerosa, poiché otto delle alunne ripetenti non frequenteranno più la scuola, essendo già avviate ad un mestiere perché poverissime, ed anche perché hanno già raggiunto l’età di 12 e 13 anni. 21 – 10 – 32. Le scolare oggi si presentano in bell’ordine tanto nel vestito come nella persona. Non tutte ancora indossano il grembiule nero, ma la maggioranza, poiché sono le mie stesse scolare dell’anno scorso hanno già capito che non c’è tempo da perdere. Sono piuttosto le ripetenti le più refrattarie alla disciplina e allo studio. Ho fiducia però che non tarderò ad uniformarle al mio metodo. 4 – 12 – 32. Festa delle organizzazioni femminili. “La giornata del Balilla”. Nella nostra città è stata celebrata solennemente la giornata del Balilla. Nella mattinata tutte le forze giovanili del regime perfettamente inquadrate sono state passate in rivista dalle autorità. Dopo aver reso omaggio alle lapidi che ricordano i caduti, si sono ricordate al teatro Verdi dove il prof. Fasti ha commemorato l’eroe giovinetto al cui nome s’intitolano la lezioni della nuova giovinezza d’Italia. 15 – 1 – 933. Festa della Befana Fascista. Ala gaia cerimonia hanno presenziato tutte le autorità cittadine e sono stati beneficiati circa tremila bambini poveri della nostra città fra cui venti mie scolare appartenenti quasi tutte all’organizzazione giovanile. 22 – 1 – 33. Sono stati mandati nella mia classe i libri a quattro alunne che ancora non lo possedevano per mancanza di mezzi. A volte si hanno casi pietosi di fanciulle che pur non risultando fra le sussidiate dal comune, perché le loro famiglie sono sprovviste della cartella di povertà, hanno bisogno di aiuto e d’incoraggiamento. Di questi sentimenti si è reso interprete il consiglio del patronato scolastico che gentilmente ha dato i libri anche a questi scritti della fortuna. Finalmente tutte le scolare possiedono il libro ed io potrò curare meglio l’insegnamento della lettura che in realtà lascia molto a desiderare. 28 – 2 – 33. In questo mese le assenze delle alunne sono state molto numerose per motivi di salute. In certi giorni la scuola era quasi spopolata. Tre alunne sono state colpite da parotite. Le altre tutte da influenza. È inutile dimostrare come le condizioni di miseria e di disordine delle famiglie delle mie scolare le obblighino ad assentarsi spesso e con troppa facilità dalla scuola. Anche da parte delle altre alunne la frequenza è sempre irregolare. Si nota specialmente la scarsa frequenza nelle belle giornate e dopo i giorni di vacanza.

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23 – 3 – 33. Annuale della fondazione di fasci di combattimento. Si è svolta la grande adunata dopo le dieci in piazza d’Italia. Le lezioni degli Avanguardisti e dei Balilla, il Fascio Giovanile, i goliardi fascisti, il Fascio di Sassari, tutte le organizzazioni sindacali, le Associazioni combattentistiche, sono convenuti nella piazza d’Italia ed alle ore undici in corteo si muovono per riunirsi al Teatro Verdi, sfilando davanti alle autorità. Il Segretario del Partito ha letto il messaggio del Duce. Dopo canti ed evviva al Duce la folla ha lasciato il teatro ed ha avuto termine la cerimonia. 22 – 4 – 33. La celebrazione del 21 Aprile. Con una grandiosa adunata di forze giovanili si è celebrata ieri nella nostra città la VII leva Fascista. Dopo i concentramenti rionali di fascisti si è avuto il grandioso corteo che ha raggiunto piazza d’Italia, ove alla presenza di tutte le autorità cittadine si è svolto il rito della leva. L’Opera Nazionale Balilla ha partecipato alla cerimonia con 5000 organizzati: dopo la cerimonia i reparti hanno sfilato in parata davanti alle autorità in via Roma. 29 – 4 – 33. Oggi 12 scolare, le quali hanno potuto pagare la tenue quota di £ 0,60 hanno partecipato alla rappresentazione cinematografica “Camicia nera”. 25 – 5 – 33. La celebrazione del 24 Maggio. Sassari ha celebrato solennemente il diciottesimo anniversario della storica data dell’intervanto. Alla cerimonia hanno partecipato, con i reduci della guerra le associazioni giovanili fasciste. Il corteo con musica ha attraversato la città recandosi in piazza d’Italia, dove c’erano le autorità. Alle undici circa il corteo ha sfilato davanti le lapidi dei caduti ove furono deposte alcune corone. Quindi resi gli onori alle lapidi si è recato a teatro Verdi dove l’oratore incaricato, ha celebrato l’annuale. Il saggio ginnastico dei Balilla. La manifestazione ha avuto inizio alle 19 del pomeriggio alla presenza di tutte le autorità. Ha seguito lo sfilamento in parata dei 3200 organizzati provocando ripetuti applausi. A questo spettacolo di salute, di giovinezza e di grazia, non hanno purtroppo partecipato le nostre alunne le quali per essere tracomatose sono state scartate anche dal partecipare al saggio. Nella mia scuola sono tesserate 27 P.I. non senza sacrifizi da parte delle famiglie poverissime, ma l’ironia della sorte anche in questa circostanza, ha procurato lo sdegno e il rammarico delle mamme tracomatose … … Alle domande delle scolare : – Perché a noi non ci vogliono? Ho dovuto rispondere: – Perché siete tracomatose … … Potrebbe sembrare di lieve importanza il rilievo fatto da me a questo riguardo, ma la scarsezza del numero delle organizzate per la resistenza da parte delle famiglie, è dovuta a molte ragioni e principalissima quella di vedere spesso i loro figli (perché poveri e malati) allontanati da ogni parata … In questo caso a me pare che le nostre scolare dalle terze in su almeno, avrebbero dovuto assistere allo spettacolo, invece soltanto qualcuna perché accompagnata dai genitori è intervenuta.

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RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi venne affidata la classe terza femminile tracomatosa con quarantaquattro alunne inscritte, composta dalle mie stesse scolare dell'anno scorso e da altrettante ripetenti. Delle inscritte a principio d'anno circa una decina non si sono mai presentate nonostante i ripetuti avvisi; se ne presentarono circa trentasei in principio, e non tutte frequentavano regolarmente la scuola. Svolsi con molta lentezza il programma a causa delle assenze numerose da parte delle alunne, ho dovuto spesso ripetere le nozioni già impartite. Riguardo alla pulizia, all'ordine e alle puntualità delle scolare. Dovetti faticare molto e ottenere ben poco. La mia classe presentava in apparenza un aspetto decente ma in realtà la pulizia delle teste lasciava molto spesso a desiderare. Come ebbi a dimostrare altra volta, una forma d'assistenza igienica (nei casi più disgraziati) apporterebbe tanto vantaggio alla serenità della scuola e al profitto stesso delle alunne. Ebbi cure speciali per gli esercizi scritti di lingua e cercai con graduati esercizi di abituare le alunne ad esprimersi sempre correttamente e con proprietà di linguaggio. Però non trovai adatto per la mia scuola, il libro di testo, perché le lettere si riferiscono più agli scolari anziché alle scolare, e perciò letto con poco trasporto ed interessamento dalle alunne ritardò la speditezza nella lettura ed anche l'espressione. Dovetti pure semplificare le nozioni di storia e geografia con riassunti preparati da me e poi dettati, per renderli accessibili alla scarsa mentalità delle mie scolare e facevo studiare solamente sul libro i capitoli più facili. Feci molto dettature ortografiche ed ideologiche, per arricchire di nuove cognizioni la mente delle alunne. Per l'insegnamento dell'aritmetica, feci molti esercizi orali per abituare le alunne ad eseguire con facilità i problemi prima di una e poi di due operazioni. Per il sistema metrico non trovai molta difficoltà perché l'insegnavo praticamente. L'insegnamento della religione riuscì facile perché fatta quasi sempre occasionalmente ed anche perché il libro il libro di stato riporta la parte del programma con semplicità e chiarezza. Per l'insegnamenti artistici potei far poco per l'assoluta mancanza di tempo per queste scuole speciali per tracomatosi una buona parte dell'orario viene sottratta alle lezioni per la cura agli occhi delle alunne nell' annesso ambulatorio. In complesso perciò i risultati sono stai soddisfacenti: di ventotto alunne presenti all'esame ne sono state promosse venti, rimandate alla seconda sessione cinque, e non approvate tre.

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B. Maria Cocco.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Maria Cocco Inscritti

54

Frequentanti

40

Presenti a fine anno

40

Promossi

26

Piccole Italiane

30

Giovani Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

23

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Poverissima

2

Povera

33

Agiata

13

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Dicembre 5. Sembrerebbe la data di un qualunque giorno dell’anno scolastico: è, invece, la data del primo giorno di scuola. La mancanza di locali a cui, veramente, si sarebbe dovuto provvedere in tempo, è stata la causa di questo grande ritardo. L’apertura ritardata non à certo giovato alla bellezza dei locali. L’aula ove mi trovo è piccola e buia perché male illuminata da una finestra che sta proprio alle spalle delle alunne, con quale pericolo per la loro salute è facile immaginare. La lavagna, poi, poggia quasi sulla porta dello spogliatoio,costituendo un grave inconveniente. Bambine presenti 27. Fortunatamente, perché non avrei saputo dove metterle se ne fossero venute appena un po’ di più. Dicembre 12. Oggi è venuto il Signor Direttore, al quale ò chiesto alcuni banchi perché le bambine che non hanno posto possano star comode. Ma il Sig. Direttore non può soddisfare il mio desiderio perché … i banchi sono ancora in costruzione. Febbraio 15. La storia è appassionante per le mie bambine. Il racconto delle prepotenze e delle crudeltà straniere, degli eroismi e delle sofferenze dei nostri, le entusiasma e le esalta; accende in esse, inavvertitamente, la prima scintilla d’amor proprio. Io godo intimamente ne vedere i volti infantili protesi in un’attenzione intensa e i limpidi occhi accendersi, scintillare, velarsi a volte di commozione. Ho la percezione, in quei momenti, che l’immagine dell’Italia, che è in loro come avvolta di lontananza e di nebbia, lenta si schiarisca per apparire più limpida, più sicura e più bella. Ch’essa vi s’imprima nella mente così, grande, forte, fiera, circondata dalla corona dei suoi martiri come da un serto di fiori porpurei e che abbia tutto il vostro amore e tutta la vostra dedizione, o piccole bimbe che oggi per la prima volta ne subite il fascino e ne sentite la grandezza. Marzo 29. L’insegnamento della lingua mi diventa sempre più difficile. È incredibile come riesca arduo a queste bambine fermare sulla carta i pensierini più semplici, le espressioni più comuni. Chi fosse uno studioso dei diversi dialetti dell’isola, indovinerebbe rapidamente a quale provincia e paese appartiene ciascuna delle mie alunne (ne ho quasi di ogni parte della Sardegna) leggendo semplicemente i brevi compitini. Le diverse espressioni dialettali vi sono camuffate da una quanto mai primitiva forma italianizzata che costituirebbe per un indifferente copiosa materia di spasso, da ché è per me fonte di scaramenti continuamente superati e rinnovati. Sono proprio pochine quelle che riescono bene e che sono desiderose di fare sempre più e meglio; per le altre ci vorrebbero le intere tre ore che devo invece spezzettare fra le diverse materie. Aprile. Oggi una simpatica novità: le mie bambine hanno assistito, nel cortile del locale scolastico di San Donato, alla prima delle numerose audizioni che si è pensato di iniziare per i bimbi delle scuole elementari d’Italia. I cori e i canti della Patria sono stati gustati immensamente dalle alunne, mentre hanno potuto capire poco il dialogo fra sacerdoti e pastori, rievocanti il Natale di Roma, anche perché le voci erano troppo chiare.

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Aprile, 22. Alla proiezione della pellicola “Camicia Nera” hanno assistito molte delle mie alunne, ma non tutte potevano disporre della tenue somma di una lira, necessaria per assistere alla rappresentazione. E qui mi sia permessa un’osservazione. Perché mentre tutti gli inscritti al Partito, hanno potuto ammirare gratis la bellissima, interessante e significativa pellicola che da un così vasto e profondo senso di quello che sia stato tutto il movimento rivoluzionario, salvezza di una nazione quasi in isfacelo , ciò non è stato consentito ai bimbi e alle bimbe che sono in grandissima maggioranza, anche Balilla e Piccole Italiane? 17 Maggio. Metà Maggio! Come fugge terribilmente veloce il tempo! E pensare che, se le ore di cui dispongo, fossero raddoppiate, non basterebbero ancora a svolgere interamente il programma. Per di più le bambine sono, in questo periodo, di una distrazione massima. Il saggio ginnico imminente occupa tutte le loro facoltà: non di rado mi devo interrompere nel mezzo d’una lezione perché ora l’una, ora l’altra delle alunne, è intenta a provare movimenti di qualcuno degli esercizi che non ha ancora sufficientemente imparati. Se il 24 fosse domani! Maggio, 25. Il gran giorno è venuto e passato. Lo spettacolo di cui ho goduto mi ha entusiasmata e commossa e ho scordato, mentre ammiravo l’armonia dei movimenti delle Piccole italiane, allineate superbamente nella vasta piazza, la fatica sostenuta nel periodo della preparazione. Molto bene anche i Balilla, e meravigliosamente bene le Giovani Italiane: maluccio, per attenuare la brutta impressione, i canti che hanno tutt’altro che deliziato le orecchie del foltissimo pubblico. In ultimo la sfilata superba manifestazione di disciplina, di forza, di giovinezza. Giugno, 23. Gli esami sono finiti. I risultati sono stati migliori di quanto supponevo: su trentanove alunne presenti agli esami, ventisei sono state promosse, nove ammesse a ottobre, quattro escluse. Sassari 30 Giugno 1933 – A XI. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Alunne inscritte 54; frequentanti 40; presenti agli esami 39; di cui 26 promosse; 9 ammesse a ottobre, 4 escluse. I risultati degli esami sono stati soddisfacenti se penso alle difficoltà che ho quest'anno dovuto affrontare, se non tutte superate. Riepilogo: la stessa classe mi fu affidata 2 anni fa agli alunni di Aprile eppure, nonostante l'anno scolastico volgesse al termine le bambine (in prima allora) conoscevano solamente le vocali e due consonanti. Naturalmente non mi fu possibile svolgere il programma, lo stesso anno, ma lo completai l' anno dopo dando cosi inizio con notevole ritardo al programma di seconda che ultimai , senza però approfondire con numerosi esercizi le nozioni importanti. Quest'anno poi, per la solita questione della mancanza di locali, si cominciarono le lezioni con notevole ritardo e precisamente il 5 di Dicembre. Fui costretta cosi ad impiegare un tempo prezioso per riempire le lacune che 5 lunghi mesi di vacanze avevano paurosamente aperto nelle testoline delle mie alunne, mentre il lungo programma da svolgere avrebbe richiesto una immediata applicazione. Si aggiunge a tutto questo stato di cose poco

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piacevole, l'insufficienza dell'orario ridotto a sole 3 ore giornaliere, essendo la classe divisa in 3 sezioni. Per tutti questi inconvenienti, se mi fu possibile svolgere completamente il programma di aritmetica, di lingua, di religione, e di geografia, fui costretta a trascurare parecchio il disegno, la bella scrittura, il lavoro femminile e in queste materie infatti quasi tutte le mie alunne, all'infuori di poche, riportarono, durante gli esami, la solo sufficienza. Non potei, poi, sempre per gli stessi motivi, svolgere in tutte le sue parti il programma di nozioni varie, mi limitai solamente alle parti piÚ importanti. Ad ogni modo, le bambine dimostrarono di sapere tutto quel poco che mi fu possibile insegnar loro e di questo sono soddisfatta. Spero, al prossimo anno, di potere lavorare in migliori condizioni di ambiente e d'orario. 30 – 6 – 933

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C. Maria Demontis.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Maria Demontis Inscritti

51

Frequentanti

47

Presenti a fine anno

44

Promossi

27

Piccole Italiane

46

Giovani Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

18

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Agiata

5

Disagiata

28

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Ottobre 15. Oggi si sono riaperte le scuole e le mie scolare, (dico mie avendole fin dalla prima) si sono presentate quasi tutte perché sapevano di ritrovare la loro maestra. Esse, infatti, appena entravano in classe, mi sorridevano contente ed io ricambiavo il loro sorriso con tenerezza ed affetto, perché le amo tanto le mie scolare. Mi par di vederle ancora quando si presentarono a scuola il primo giorno. Erano piccoline, alcune, quando videro andar via la mamma, si rattristarono e piansero e altre mi guardavano timide, quasi spaventate. Si comportano quasi tutte così le scolarette che vanno per la prima volta a scuola! Il loro turbamento, la loro soggezione, svanirono subito quando io parlai loro affettuosamente. Allora i visini oscuri si rasserenarono e le loro boccucce si aprirono al sorriso. Andammo perfettamente d’accordo e la mia classe non tardò a diventare una vera famiglia. Quindi non esagero se dico che oggi ho riveduto le mie scolare con grande piacere. Anche quest’anno spero di acquistarmi tutta la stima e l’affetto delle mie scolare ed eccomi al lavoro educativo, piena di fede e di entusiasmo. Ottobre 22. Una circolare del Signor Direttore, comunica che il ministero dell’Educazione Nazionale, ha disposto che per la celebrazione del Decennale, sia data vacanza in ogni ordine di scuola dal 24 Ottobre al 5 novembre. La data fatidica che rievoca la marcia epica delle Legioni Fasciste su Roma immortale, è stata oggi commemorata da me nella mia classe, con parola semplice ed infiammata. Semplice per farmi comprendere dalle scolare, entusiasta per destare in esse ammirazione e devozione per Benito Mussolini, l’artefice della nuova aurora d’Italia. Le mie parole sono state ascoltate dalle mie alunne, con grande attenzione. Novembre 14. Le mie scolare hanno tutte il grembiule e il collettino e quindi la mia classe, riguardo all’ordine, è al completo. Novembre 19. Dalla visita dell’oculista è risultata affetta da tracoma una sola delle mie scolare. Novembre 25. Con la bontà, con la generosità, con le affettuose cure che prodigo alle mie scolare, sono riuscita a rendere docili alcune alunne di carattere scontroso e caparbio. È proprio vero che l’amore è l’eterno fondamento dell’educazione! Le scolare che amano la maestra, hanno fiducia in lei, le aprono il loro cuore e quindi è facile penetrare in essi e nei loro sentimenti. Dicembre, 3. Ho parlato dell’iscrizione delle alunne al gruppo “Piccole Italiane” illustrando gli scopi e i benefici vantaggi di questa bellissima istituzione. Le alunne hanno mostrato grande entusiasmo e sono certa che tutte, dietro il consenso dei genitori, s’inscriveranno. Dicembre, 5. Come avevo preveduto, quasi tutte le mie scolare hanno chiesto con vero entusiasmo, di essere inscritte fra le “Piccole Italiane”. Parecchie hanno già versato l’intera quota,altre hanno già cominciato a portare qualche cosa. Gennaio, 13. Consegna importo tessere Piccole Italiane. Inscritte 33.

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Gennaio, 14. Distribuzione dei biglietti per la Befana Fascista. Domani le “Piccole Italiane” grazie al solidale spirito d’amore e di carità che anima i componenti del fascio di Sassari, riceveranno il pacco dono, contenente indumenti. Febbraio, 24. Delle 47 alunne frequentanti, 40 sono già inscritte alle “Piccole Italiane”. Marzo 15. Con vero entusiasmo le mie scolare hanno contribuito alla iscrizione della classe alla Croce Rossa Italiana; tre hanno chiesto l’iscrizione individuale. Le mie scolare rispondono sempre con slancio quando si tratta di far del bene. Marzo 22. Gara di lettura. Molte hanno letto veramente bene. Aprile 20. Domani, 21 Aprile, sarà vacanza. Ho parlato alle mie scolare della data storica che unisce, in una sola significazione, la ricorrenza del Natale di Roma eterna e la festa del lavoro. Il Duce ha voluto legare a questa festa il ricordo delle origini di Roma, perché la santità del lavoro non sia disgiunta dalla religione della Patria. Aprile 24. Oggi ho iniziato le lezioni di ginnastica per la preparazione al saggio che si farà nel prossimo maggio. Aprile 29. Al cinema Sassari è stato proiettato il film “Camicia Nera” il poema bellissimo che canta l’epopea fascista, per le alunne delle scuole elementari. Maggio 8. Su 47 alunne che frequentano assiduamente la scuola, 46 sono inscritte alle “Piccole Italiane”. Maggio 24. La fatidica data del 24 Maggio, è stata quest’anno celebrata con l’annuale saggio ginnico dell’O.N.B. Oltre 3000 giovani parteciparono alla superba manifestazione di forca e di bellezza. Gli esercizi furono eseguiti con ritmica precisione fra l’ammirazione delle maggiori autorità e del popolo che applaudirono entusiasti. Maggio 17. Oggi è l’ultimo giorno di scuola e siccome dopo domani incominceranno gli esami, raccomando alle scolare di stare attente e di far bene. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Nel corrente anno scolastico insegnai in una terza classe femminile composta di 47 alunne, quasi tutte mie scolare dell'anno passato. Piena di fede e di pazienza , mi accinsi al lavoro educativo con vero entusiasmo. Siccome conoscevo già l'indole e i sentimenti delle mie scolare, avendole fin dalla prima, non faticai per la disciplina; puntualità, ordine, nonché maniera. Per acquistarmi sempre di più la stima e l'amore delle mie scolare, e specialmente delle nuove, le trattai tutte ugualmente, fui con loro sempre gentile ed affettuosa, ma non troppo accondiscendente, tenni sempre alta la mia dignità, che è quella che serve a formare il rispetto, la sommissione delle

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scolare. Mi mostrai risoluta nel voler rispettata la disciplina scolastica, la quale, fondata sull'amore e sulla libertà mi fu feconda di buoni frutti e promesse di buon andamento della scuola. Riuscì infatti a far acquistare alle mie scolare l'assiduità alla scuola, il raccoglimento durante le lezioni, il mutuo rispetto e la benevolenza tra compagne, l'obbedienza pronta e spontanea per la maestra. Incominciai sempre la mia giornata scolastica con la preghiera che eleva l'animo a Dio, sommo bene, e col canto religioso che, bene scelto e ben fatto commuove il cuore, lo educa e lo ingentilisce. Per il comporre mi servii delle nozioni varie, degli argomenti tratti da tutto e, l'insegnamento dell'osservazione diretta sugli episodi della vita scolastica e famigliare. L'aritmetica la indirizza a scopo pratico: spese o risparmi di famiglia, bisogni delle alunne, ecc. Il programma fu svolto da me in tutte le sue parti per la frequenza della scuola cercai di far nascere una corrente di simpatia e di affiatamento tra insegnante e scolare, fra scuola e famiglia. Per la frequenza non ho che a compiacermi perché di 51 inscritte si presentarono alla scuola 47 alunne. Di queste alla fine dell'anno se ne assentarono 9 per malattia. Il profitto ottenuto fu soddisfacente: di 44 alunne presenti agli esami,27 ottennero la promozione e l'ammissione alla seconda classe. 30 Giugno 1933

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D. Silvia Galeazzo.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Silvia Galeazzo Inscritti

35

Frequentanti

35

Presenti a fine anno

35

Promossi

35

Piccole Italiane

28

Giovani Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

10

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

1

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Poverissima

1

Povera

19

Agiata

17

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14 Ottobre. Oggi è il primo giorno di scuola. Ho la stessa aula dell’anno scorso in via Canopolo e le mie scolare più nove ripetenti. 7 Novembre. Continuo il ripasso del programma di seconda perché le fanciulle durante le vacanze hanno studiato poco. 15 Novembre. Ho mandato al Sig. Direttore l’elenco delle alunne sussidiate (19) appartenenti a famiglie povere. Tra l’altro il materiale i cancelleria non è ancora arrivato, per cui i genitori son costretti a fare sacrifizi per comprare i quaderni. 8 Dicembre. Continuo a far propaganda per la iscrizione delle P.I. Ho potuto constatare che molte alunne appartengono a famiglie poverissime per cui non possono pagare la quota. 9 Dicembre. Sette alunne hanno versato la quota di Piccole I. 15 Dicembre. Frequentano tutte le inscritte meno una che è gravemente ammalata. Il profitto lascia un po’ a desiderare per gli esercizi scritti di lingua: quasi tutte in famiglia parlano il dialetto per cui scrivono scorrettamente. Faccio fare molti esercizi d’ortografia e grammatica. 19 Dicembre. Ho ricevuto tre buoni per vestire tre alunne povere a P.I. 29 Dicembre. Ho mandato alla direzione £ 50 per 10 tessere di P.I. Parecchie alunne continuano a portare piccole somme. 12 Gennaio. Il Signor Direttore ha inviato una circolare raccomandando l’insegnamento degli inni patriottici e della rivoluzione nota che feci all’inizio dell’anno scolastico. 14 Gennaio. Ho distribuito 15 biglietti par la Befana Fascista fra le scolare più bisognose. 26 Gennaio. Ho parlato della utilità di iscriversi alla mutualità scolastica, i vantaggi che si traggono da essa. Domani cercherò di persuadere i genitori. 29 Febbraio. Altre sette scolare hanno portato la quota di piccole italiane, che consegnerò alla Direzione. 11 Marzo. In seguito a circolare ricevuta, ho parlato alle alunne della importanza sociale e filantropica della Croce Rossa, di tutto il bene che questa ha fatto durante la guerra e dopo, del dovere che abbiamo di contribuire anche finanziariamente a questa nobile istituzione; anche modestamente dai nostri risparmi. 4 Aprile. Ho mandato in direzione £ 40 per altre otto tessere di piccole italiane. 22 Aprile. Quattro delle scolare più povere hanno ricevuto la divisa di P. Italiane e cinque il buono per la refezione.

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25 Aprile. Oggi prima lezione di canto nelle Monache Cappucine per l’insegnamento degli inni della rivoluzione. 29 Aprile. Siamo andate al cinema Sassari per vedere il film “Camicia Nera”. Le alunne si sono molto interessate nell’ammirare la bella pellicola e tutte le opere del regime. 21 Maggio. Alle 7 antimeridiane tutte le classi hanno fatto la prova generale di ginnastica e canto in piazza d’Italia. 24 Maggio. Oggi in piazza d’Italia ha avuto luogo il saggio ginnico dell’O.N.B. alla presenza delle autorità e di un folto pubblico. Gli esercizi eseguiti da 3000 partecipanti, entusiasmarono la folla che applaudiva spesso. Vennero poi cantati gli inni della Patria. Altre due scolare hanno portato la quota per la tessera. Sono inscritte 28 le altre 7 non possono versare la quota perché appartengono a famiglie poverissime. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Riferisco alla S.V. Illustrissima intorno all’insegnamento impartito nella 3ª classe femminile che mi fu affidata nel decorso anno scolastico. Le alunne inscritte furono 35 delle quali 14 ripetenti a me sconosciute, e che sono di solito la zavorra della classe, indolenti e disamorate; 15 vennero promosse in tutto, le altre rimandate in una o due materie. Alla vigilia degli esami ebbi la grande sventura di perdere mia madre, per cui dovetti assentarmi dalla scuola. Le colleghe che mi sostituirono buone e gentili, ma le mie scolare, non vedendo la loro maestra, rimasero confuse, timide, per cui l’esito non fu quale io aspettavo. Svolsi l’intero programma dando però maggiore importanza al comporre e all’aritmetica senza trascurare le altre discipline. Nelle lezioni seguii l’ordine dell’orario particolareggiato; qualche volta però, o per l’assenza di parecchie alunne, o per ragioni disciplinari o psicologiche, dovetti investire l’ordine delle lezioni o rimandarle. Fin dai primi giorni di lezioni studiai le mie scolare cercando di guardarle più con l’affetto che con la severità, parlai il linguaggio del cuore e riuscii a farmi amare e rispettare da esse. Per la disciplina non ebbi mai ad infliggere castighi severi. Cercai la cooperazione delle famiglie e mi misi in relazione con i genitori delle alunne o facendoli venire in classe, o andando io stessa a trovarli. Però misi in pratica ogni arte per non offendere la loro sensibilità e attirarmi la simpatia e la fiducia nel dare consigli igienici e morali. Per il comporre feci molti esercizi di preparazione, facili domande sulla vita pratica delle fanciulle, conversazioni, letture, dettature ortografiche e ideologiche e lezioni oggettive. Abituai le scolare a esprimere facili pensieri e a parlare correttamente. Diedi la preferenza ai temi di osservazione più atti a risvegliare la riflessione e ai temi soggettivi in cui le alunne parlano di cose loro accadute. Di gioie o dispiaceri provati ecc. Per l’insegnamento dell’aritmetica, oltre ai numerosi esercizi di calcolo mentale applicato, feci fare esercizio di calcolo mentale astratto sulla numerazione progressiva e regressiva. Assegnai problemi orali e scritti dando la preferenza a quelli di carattere pratico e familiare. Nella dicitura

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dei problemi cercai di essere chiara e concisa sulle domande e nelle lezioni, cercai ogni mezzo per interessare la scolaresca e ottenni buoni risultati. Per l’insegnamento delle nozioni varie preparai con l’aiuto delle scolare, e con giusto criterio, il materiale adatto alle singole lezioni volta per volta. Le lezioni di nozioni varie mi servirono (pratiche ed utili) negli ordinari esercizi scolastici. Insegnai pure con racconti occasionali e con lezioni pratiche la storia del risorgimento italiano con la vita di grandi patrioti. Le nozioni geografiche facili e comuni riguardanti la Sardegna e l’Italia. L’insegnamento della religione fu una forza morale capace di eccitare e migliorare le alunne e la influenza della quale fu benefica al governo della scuola. Il disegno dal vero mi fornì un mezzo portentoso per sopperire alla scarsità del materiale scolastico e coadiuvò molto l’insegnamento delle nozioni varie e della lingua. Feci copiare oggetti da me disegnati sulla lavagna, oppure disegno libero lasciando che riproducessero animali e cose vedute. Per il canto insegnai gli inni della Patria e diedi al canto corale molta importanza, badando che cantassero con dolcezza, intonate, senza gridare. So di aver fatto scrupolosamente il mio dovere, di aver lavorato con tenacia ed entusiasmo per il bene della scuola, e specialmente nell’ultimo periodo dell’anno scolastico ebbi delle grandi soddisfazioni morali che mi ricompensarono di tante lotte e fatiche. La S.V. Illustrissima giudichi benevolmente, e se come spero, la mia modesta opera troverà il suo favore mi tenga nella dovuta considerazione che sarà il miglior premio alle mie fatiche.

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E. Vera Monne Casu.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Vera Monne Casu Inscritti

44

Frequentanti

35

Presenti a fine anno

33

Promossi

20

Piccole Italiane

27

Giovani Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

0

Condizioni delle famiglie Guardia notturna 2 Falegname 3 Calzolaio 1 Muratore 4 Contadino 4 Negoziante 2 Conciatore 2 Carrettiere 4 Ferroviere 4 Impiegato 1 Panettaro 1 Disoccupato 1 marmista 1 Aviatore 1

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19 Settembre 1932. Oggi si riapre il nuovo anno scolastico 1932-33. Si faranno subito gli esami di riparazione e le iscrizioni alle varie classi. 15 Ottobre 1932 – XI. Primo giorno di scuola. Mi è stata affidata una terza classe femminile. L’elemento è composto in gran parte dalle alunne che l’anno passato furono da me promosse in seconda classe. Mi è stato assegnato il locale scolastico S. Apollinare, con una bella aula al primo piano. Da oggi, e fino al giorno 18, l’orario (antimeridiano) sarà limitato alle prime due ore di lezione e si uscirà quindi alle undici. 24 Ottobre 1932. Il Ministero della Educazione Nazionale à disposto che, per la celebrazione del Decennale del Fascio, sia data vacanza in ogni ordine di scuole dal 24 ottobre al 5 novembre. 7 Novembre 1932 XI. Torniamo a scuola dopo due settimane di vacanza per il Decennale dei Fasci. Ho solo 27 alunne presenti. Ritiro i compiti eseguiti in casa (è un componimento). Li osservo ad uno ad uno e, prima di correggerne lo svolgimento, richiamo l’attenzione della scolaresca sull’ordine, sulla scrittura, sul rispetto del margine, sul disegno che qualche volta manca ed è eseguito alla peggio ecc. faccio notare che il primo requisito di un compito è che si presenti bene, ordinato e pulito. In compiti fatti con calma ed attenzione, saranno meno numerosi anche gli spropositi. Analogamente procedo per gli esercizi di aritmetica che, oggi, eseguisco io stessa alla lavagna, allo scopo di richiamare alla mente la forma delle cifre, l’impostazione delle operazioni e il modo di usare per esse la carta a quadretti. Ritengo necessarie queste cure minuziose e particolari proprio nei primi giorni di scuola, prima che le cattive abitudini mettano radici, tanto più che, insieme con le mie alunne dell’anno scorso, ò parecchie ripetenti e queste presentano i compiti più disordinati. Esigo inoltre atteggiamento composto durante la lettura e la scrittura e contegno corretto durante la distribuzione o raccolta di quaderni e di compiti. Una volta gettate le basi di una buona disciplina, ho fiducia che il mio lavoro sarà facilitato e che otterrò buoni risultati nella educazione e nello studio. 18 Novembre 1932 XI. Sono state visitate dall’oculista le mie alunne e tre di esse sono state dichiarate tracomatose. Tengo isolate dalle compagne queste bambine, in attesa di nuovi cartellini d’assegnazione. 10 Febbraio. Domani sarà vacanza per l’anniversario della Conciliazione della Santa Sede col Regno d’Italia. Faccio una lezione occasionale di storia per spiegare il significato della ricorrenza. Leggo poi e commento due interessanti capitoli del libro di testo che trattano appunto della Conciliazione. Il più breve di essi sarà dalle alunne letto in casa e studiato per lunedì. 25 Febbraio. Domani 26 corrente, alle ore 16 precise, nel cinema della scuola di arti edili e fabbrili (piazza azuni) verrà proiettato un film educativo, a beneficio dei ciechi adulti, per gli alunni delle scuole. Il prezzo del biglietto è fissato in £ 1. Il provveditore agli studi, pur confermando le disposizioni riguardanti il divieto delle sottoscrizioni, consente che gli alunni siano

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lasciati liberi di acquistare il biglietto, senza che però si abbiano a fare pressioni. Raccolti i denari portati a questo fine dalle alunne, li mando all’ufficio di Direzione per l’acquisto dei biglietti in parola. 1 Marzo. Tutte le alunne si sono procurate un grosso uncinetto e un po’ di lana colorata per eseguire una piccola sciarpa da collo. Il programma prescrive d’insegnare l’uso dell’uncinetto per la catenella, la maglia bassa e la maglia alta. Questi punti verranno applicati nel lavoro traforato della sciarpa che verrà eseguita. È superfluo notare la gioia delle bambine nell’apprendere questi simpatici lavori, tanto utili ed ora tanto in voga per bimbi e per grandi. 9 Marzo. Il Provveditore agli Studi desidera che sia dato il più vivo incremento per l’anno scolastico in corso alla patriottica e umanitaria istituzione della Croce Rossa italiana a traverso il sorgere delle unità locali Se. Re. I. G. con iscrizioni collettive e di classi e con quelle individuali di alunni abbienti. La iscrizione di ogni singola classe può farsi mediante versamento di £ 10. L’alunno che volesse personalmente iscriversi pagherà la quota di £ 3, nonché £ 1 per il distintivo. Le iscrizioni non devono essere effetto di una insistente richiesta di denaro da parte degl’insegnanti alle famiglie degli alunni, ma il risultato di piccole economie e delle attività degli alunni stessi, i quali in tal modo vengono allenati al risparmio e al senso della cooperazione. Non appena si saranno raccolte le quote si invierà la somma alla direzione, che provvederà per la immediata trasmissione al Ministero della Educazione Nazionale. Letta alle alunne ed illustrata la circolare di cui sopra, le alunne stesse hanno preso nota per iscritto delle idee più importanti, allo scopo di parlarne in famiglia. Spero di ottenere buoni risultati. 14 Marzo. Il Provveditore agli Studi visita gl’insegnanti affinché sia data, nel modo più efficace e più ferrido, la più larga diffusione a tutte le forme di previdenza e di risparmio, facendo particolare opera di propaganda, senza che peraltro, abbiano ad esercitarsi pressioni sugli alunni e sulle famiglie, a favore delle Assicurazioni Popolari, che sono gestite dall’Ente Assicurativo di Stato, l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Le sottoscrizioni e le somme che saranno eventualmente raccolte saranno consegnate all’ufficio di Direzione, che le verserà alle cosiddette agenzie o ai loro rappresentanti. 22 Marzo. Domani 23 corr. Anniversario della Fondazione dei Fasci di Combattimento, si farà vacanza nelle scuole elementari. 24 Marzo. L’ufficio di Direzione comunica agl’insegnanti che la Casa Editrice “Stamperia di Roma” à iniziato la pubblicazione di una collana di quaderni di propaganda fascista per la gioventù italiana. Il primo di tali quaderni di cui è autore l’Onorevole Melchiorri Alessandro, si intitola: “La Rivoluzione Fascista” e contiene una rapida sintesi della Storia della Rivoluzione Fascista, dall’entrata in guerra fino alla celebrazione del primo decennale. Il volumetto è scritto in forma piana, facilmente accessibile e sarà posto in vendita al prezzo di £ 2 la copia. Il nome dell’autore, la sua competenza e la sua passione per il Fascismo, rendono certi della particolare importanza ai

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fini educativi di tale pubblicazione, che gl’insegnanti nel miglior modo diffonderanno nelle loro scuole. Le richieste di esemplari nel volumetto saranno dirette per il tramite della direzione alla predetta casa editrice, che ha stabilito anche di spedire ad ogni scuola copie dello stesso, per la distribuzione gratuita agli alunni meritevoli che non abbiano possibilità di acquistarlo. Per invogliarle mie scolare all’acquisto del volumetto in parola, ho detto che la lettura di tale libro si farà anche in classe e i vari brani saranno spiegati dall’insegnante. 27 Marzo. L’O.N.B. à disposto che, a partire da oggi, venga data la refezione calda ai Balilla e alle Piccole Italiane che appartengono a famiglia molto povera e appariscono denutriti. Fra le mie allieve sei Piccole Italiane fruiscono della provvidenziale assistenza. 24 Aprile. Durante il corrente mese, in ottempreranza a circolare della Direzione, ho tenuto nella mia classe replicate lezioni secondo lo schema preposto dalla Federazione Nazionale Fascista per la lotta contro la tubercolosi. Oggi l’ufficio di direzione invita insegnanti ed alunni ad acquistare i libretti da £ 1 di francobolli antitubercolosi chiudilettera. Ho parlato alle mie alunne dello scopo altamente benefico di questo mezzo di propaganda il quale deve portare alla raccolta dei fondi necessari per intensificare l’assistenza sanitaria ai tubercolotici poveri. Qualche bambina ha pensato di offrire per l’acquisto di un libretto i suoi personali risparmi. 28 Aprile. Domani 29 corrente sarà proiettato per gli alunni e le alunne delle scuole elementari il film “Camicia Nera”. La proiezione si svolgerà alle ore 11 ant. Per le alunne delle classi femminili, nel grande cinema Sassari. Il prezzo del biglietto è fissato in £ 0,60 e dovrà essere consegnato all’ufficio di Direzione insieme con l’elenco degli alunni che interverranno alla rappresentazione entro la giornata di domani. Oggi l’insegnante ha facoltà di aggiungere due alunni i quali, pur non avendo da pagare la tenue quota del biglietto, si distinguono in classe per lo studio e per la condotta. 24 Maggio. Le mie alunne, istruite con opportuna lezione, sul significato della ricorrenza odierna, hanno partecipato con perfetta disciplina al saggio ginnastico eseguito alle ore 19 in Piazza d’Italia, da tutti gli inscritti alle organizzazioni giovanili fasciste. Per venerdì dovranno narrare le cose viste, in un compitino, e dire le loro impressioni. 19 Giugno. Oggi sono incominciati gli esami. La mia classe eseguirà le varie prove nel locale scolastico Margherita di Castità. Le alunne, stamane, hanno trovato facile il tema di composizione ed hanno lavorato discretamente, secondo la loro capacità. Domani mattina avremo i saggi di ortografia, di disegno e di bella scrittura. Mercoledì 21 corr. di mattina si farà la prova di aritmetica scritta, nel pomeriggio si farà la prova di lavori femminili. 30 Giugno. Ancora una volta insegnante ed alunne ci siamo incontrate a scuola, nella nostra aula. Le alunne hanno appreso con soddisfazione l’esito dei loro esami e le rimandate non hanno dimostrato alcuna sorpresa. Nessuna di queste ultime è stata esclusa dall’esame di riparazione. A

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tutte le alunne in generale ho dato schiarimenti sugli esercizi da eseguire durante le vacanze, congedandole, con affettuose parole. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Le lezioni regolari ebbero inizio il giorno 15 ottobre 1932 X. Le inscritte furono 44 e le frequentanti 35. Le alunne che non frequentarono erano quasi tutte ripetenti, di età intorno ai tredici anni, già occupate come sartine e adibite ai lavori casalinghi. Tutte le alunne in genere frequentarono regolarmente le lezioni ed osservavano con puntualità l’orario scolastico, seguendo l’esempio dell’insegnante. La mia scolaresca era composta da elemento eminentemente popolare. Più di una ventina di alunne appartengono a famiglie ammesse a fruire delle cure gratuite del medico comunale ed altre, figlie di operai, non erano meno povere di esse, per avere il padre temporaneamente disoccupato. Veramente provvida fu quindi la distribuzione gratuita dei libri di testo e di un po’ di corredo scolastico fatta dal Patronato. Appunto per le misere condizioni della classe, incontrai difficoltà nell’iscrizione delle alunne alle Organizzazioni Giovanili Fasciste. Riuscii, tuttavia, ad avere 27 Piccole Italiane tesserate su 35 frequentanti. Solo otto furono le non tesserate. Per tutto l’anno la disciplina fu ottima, resa più facile ad ottenere dal numero moderato delle alunne. Insegnai ad usare con tutti urbanità di maniere ed a tenere contegno corretto in scuola e fuori di scuola, specialmente all’entrata e all’uscita dall’aula e dal locale scolastico. Ottenni pure una diligente pulizia della persona. All’inizio dell’anno scolastico, nel locale di Sant’Apollinare, avevamo un’aula ariosa e bene illuminata, che le alunne ed io cercavamo di abbellire con piante, fiori freschi ed interessanti vignette disposte attorno alle pareti. Ai primi di dicembre, per necessità di servizio, la mia classe venne trasferita nel locale scolastico Seminarietto, in un’aula spaziosa, ma poco illuminata. A principio d’anno fu mia premura redigere il programma didattico particolareggiato per gruppi di lezioni e compilare l’orario settimanale, tenuto presente il quadro d’orientamento. Durante l’anno seguii l’orario stabilito, talvolta, alle necessità della classe. Il programma didattico fu svolto completamente così come era stato preparato e venne poi ripetuto con ordine. Nell’insegnamento delle varie materie riuscii ad interessare sempre le alunne alle lezioni, ottenendone tutto il profitto compatibile con le condizioni fisiche ed intellettuali della scolaresca. Per brevità tralascio di parlare particolareggiatamente delle varie materie d’insegnamento. Noterò solo che l’educazione morale, religiosa, civile e patriottica ispirò sempre tutte le varie lezioni. Il libro di testo fu ottimo sussidio all’insegnamento, sebbene le letture fossero più adatte per scuole maschili che per scuole femminili. Avrei preferito un testo di storia più conscio e un testo di geografia più completo. Anche nel testo di religione notai qualche lacuna. Chiare ed efficaci le mie spiegazioni alla lavagna. Durante l’ultimo mese di scuola, mentre si faceva il riepilogo generale del programma svolto, potei constatare che i risultati ottenuti nel profitto, pur non essendo troppo brillanti, erano tuttavia abbastanza buoni, dato l’elemento che componeva la mia classe. Ritengo, d'altronde, che la mia assenza di due mesi abbia veramente nuociuto alla scolaresca. Le lezioni regolari ebbero termine il giorno 17 giugno 1933 XI e gli

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esami si svolsero dal 19 al 23 giugno incluso. Su 35 frequentanti, 33 furono presenti agli esami e fra queste 20 furono promosse alla quarta classe. Sassari 30 giugno 1933 XI.

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F. Colomba Porcu.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Colomba Porcu Inscritti

44

Frequentanti

44

Presenti a fine anno

42

Promossi

36

Piccole Italiane

43

Giovani Italiane

1

Sussidiati dal Patronato Scolastico

0

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

10

Condizioni delle famiglie Agiata

21

Disagiata

24

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15 – 10 – 932. Primo giorno di scuola. Le alunne, dopo il lungo periodo delle vacanze estive, ritornano sempre a scuola con piacere. Sanno di trovare la maestra, che è per loro una mamma. Le compagne che sono come tante sorelle. Anche le mie alunne sono tutte presenti. Sul loro viso e sui loro occhi si legge il piacere di aver ritrovato la stessa maestra e le stesse compagne. Mi guardano sorridenti, mi raccontano come hanno trascorso le belle vacanze, mi promettono di studiare di più dell’anno scorso, di essere più buone. Commovente l’incontro con le compagne: uno sguardo, un sorriso, un abbraccio specialmente per la vicina di banco, per la compagna preferita. Vi sono anche delle ripetenti, sono entrate un po’ piccole e incerte, ma incertezza d’un attimo perché io le ho accolte con un sorriso, con una parola di incoraggiamento e le compagne altrettanto. Sono molte quest’anno le ripetenti: undici. Ancora non sono venute tutte mentre le altre, le mie alunne dell’anno scorso, sono tutte presenti, tutte al loro posto, già tranquille e disciplinate come se la scuola fosse già aperta da un mese. 22 – 10 – 932. Per festeggiare degnamente il 1° Decennale della Marcia su Roma, vengono concessi dal Ministero dell’Educazione Nazionale, quindici giorni di vacanza in ogni ordine di scuola. Lascio le mie alunne non senza averle prima illuminate sulla grande importanza dell’odierna ricorrenza destando in loro sentimenti di riconoscenza, di devozione e d’affetto verso l’Artefice della grande rinascita spirituale e morale della nostra Patria. 7 – 11 – 932. Si ritorna oggi a scuola con l’animo riboccante di dolci e cari ricordi che faccio rivivere fra le pareti scolastiche per ricavarne quegli utili ammaestramenti che solo la scuola fascista sa dare. Rivolto il pensiero agli eroi e ai martiri della rivoluzione fascista, mando un riverente saluto ai Caduti della grande guerra, agli orfani, ai sussidiati ed invalidi e al Milite ignoto che assomma in sé tutti gli eroismi, tutto il valore, tutti i sacrifici dei 500000 morti per la grandezza della patria. 14 – 11 – 932. Oggi è stata passata alle mie alunne la visita medica oculistica. Nessuna è stata dichiarata tracomatosa. Sono contenta: contenta per le alunne le quali sono esenti da un male lungo, seccante, doloroso; contenta per me che mal volentieri avrei tollerato l’allontanamento di una sola dalla mia classe. 18 – 11 – 932. Ò inviato oggi alla Direzione Didattica l’elenco delle alunne che dovranno essere sussidiate dal Patronato Scolastico sul corrente anno scolastico. Sono molte quest’anno : sedici, ma parecchie hanno già il libro e mancano solamente dei quaderni che mi auguro possano essere presto distribuiti. 4 – 12 – 932. Con solennità ed entusiasmo è stata oggi commemorata la ricorrenza dell’eroico gesto di Balilla, il coraggioso fanciullo genovese. La commemorazione venne tenuta al Teatro Verdi dal Presidente dell’O.N.B., alla presenza dei Balilla e delle Piccole Italiane in divisa e delle autorità locali. I fanciulli, entusiasti e felici, dettero un bellissimo spettacolo di forza e di fede.

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5 – 12 – 932. Per le “Piccole Italiane” assenti ieri alla cerimonia per mancanza della divisa, ho rievocato oggi a scuola l’eroico gesto del Balilla destando in tutte il più grande amore per l’Italia nostra. 22 – 12 – 932. Quattro “piccole italiane” molto povere, hanno potuto stringere fra le loro mani la divisa nuova, fiammante, che l’O.N.B. con pensiero gentile, ha voluto loro regalare. Della loro gioia è stato fedele interprete il diario, ove registrano gli avvenimenti più importanti della loro vita scolastica e famigliare. 31 – 12 – 932. Un anno che si chiude e un nuovo ano che sorge. Pochi pentimenti ma molte promesse sincere e fugaci! 5 – 12 – 933. Ho distribuito oggi le tessere alle quarantadue alunne inscritte fra le “Piccole Italiane”. Una, per tutte, ha ripetuto le parole del giuramento con fede ardente nei destini della Patria. 15 – 1 – 933. La Befana Fascista ha beneficiato anche quest’anno le mie alunne più povere portando loro un indumento di lana. La gioia e la riconoscenza di queste piccole è la ricompensa migliore per l’Ente delle Opere Assistenziali che dedica le sue migliori energie per provvedere ai bisogni e lenire le sofferenze dei diseredati dalla fortuna. 4 – 2 – 933. Oggi anche le mie scolare hanno svolto il tema inviato dalla Direzione: “Perché sono Piccola Italiana”. Ho trovato degli svolgimenti graziosi ed originali. Il migliore domani lo consegnerò in Direzione. 22 Marzo 933. Ricorre domani l’annuale della fondazione dei Fasci di combattimento. Richiamo l’attenzione delle alunne su tale ricorrenza spiegandone l’alto significato. 4 Aprile 933. Già da parecchi giorni preparo le alunne al saggio ginnastico che avrà luogo il 24 Maggio. Per mancanza di palestra sono costretta fare eseguire gli esercizi in classe. Perché non pensare anche ad una palestra per le scuole elementari? 20 – 4 – 933. Domani si celebra il Natale di Roma. Richiamo alla mente delle mie alunne l’antica leggenda della sua fondazione ed espongo in breve sintesi la storia della sua grandezza inneggiando alla città eterna, alla città dei Cesari, alla capitale del mondo, faro luminoso e maestra di civiltà in ogni tempo. 29 – 4 – 933. Oggi quasi tutta la classe ha partecipato alla proiezione del bellissimo film “Camicia nera” che ha destato in tutte vivo interesse e commozione profonda. 24 Maggio. Il saggio ginnastico è ormai un fatto compiuto. Le nostre alunne nella loro divisa di “Piccole Italiane” hanno offerto al pubblico uno spettacolo di grazia e di bellezza strappando infiniti applausi.

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5 Giugno. Ò già terminato l’intero programma e inizio oggi un ripasso generale. 19 Giugno. Inizio oggi gli esami: 42 alunne sono presenti. 29 Giugno. Comunicherò domani l’esito finale: 36 promosse, 6 rimandate ad ottobre. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Mi venne affidata sul corrente anno scolastico una terza classe femminile composta dalle mie stesse alunne dell’anno scorso e da un buon nucleo di ripetenti. Tutte le inscritte frequentarono regolarmente la scuola fino alla fine dell’anno e nonostante gli elementi più disparati per età, per condizione sociale e per preparazione, riuscii, dopo alcuni mesi di lavoro assiduo, ad ottenere una classe molto affiatata, ben disposta ad apprendere ed a trovare profitto dall’insegnamento. Fin dai primi giorni di scuola ho redatto il programma didattico annuale e mensile che mi fu di valido aiuto nello svolgimento delle varie materie. Ebbi cure speciali per il comporre e cercai con graduati esercizi di abituare le alunne ad esprimersi sempre correttamente. A tale scopo feci anche molte dettature ortografiche prendendo lo spunto dagli errori che gli alunni compiono frequentemente nei componimenti. M’interessai perché tutte si dedicassero con amore alla lettura di buoni giornalini, onde poter arricchire la loro mente di nuove cognizioni. Curai l’insegnamento dell’aritmetica e del sistema numerico decimale ottenendo buoni risultati. Curai in special modo l’insegnamento della religione tendendo soprattutto a sviluppare il sentimento e a rafforzare la fede. Svolsi completamente il programma di storia e di geografia e le piccole lezioni furono seguite con interesse e studiate volentieri. Anche il disegno, il canto, la bella scrittura, la lettura espressiva e la recitazione furono curate particolarmente. M’interessai della preparazione delle alunne al saggio ginnastico al quale presero parte quasi tutte in divisa di Piccole Italiane. Ottenni il tesseramento completo delle alunne nelle organizzazioni giovanili, l’iscrizione della classe alla Croce Rossa giovanile e dieci inscritti alla Mutualità scolastica. Quasi tutte le alunne frequentarono con assiduità e seguirono con profitto lo svolgimento del programma. Su 44 inscritte e 44 frequentanti 36 furono promosse e 6 ammesse a ottobre.

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G. Camilla Spano.

Classe terza femminile 1932/1933 maestra Camilla Spano Inscritti

48

Frequentanti

45

Presenti a fine anno

40

Promossi

26

Piccole Italiane

45

Giovani Italiane

0

Sussidiati dal Patronato Scolastico

21

Sussidiati dal Comune

0

Sussidiati dal Comitato pro Orfani di Guerra

0

Inscritti alla mutualitĂ

4

Condizioni delle famiglie Povera

31

Semiagiata

7

Agiata

6

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15 – 10 – 32. L’anno scolastico s’inizia con una bella novità: la mia classe è stata trasferita al locale scolastico di S. Donato. L’aula è spaziosa, allegra, bel illuminata, soleggiata e risponde a tutti i fini didattici. Da uno sguardo d’esplorazione anche laggiù nell’orizzonte, per ammirare il bel verde della nostalgica campagna e il mare infinito: scorgo una scogliera, senza dubbio è quella di Portotorres, d’indelebili e care reminiscenze … Comincio la lezione, alliettata dalle più belle speranze. Anche le piccole alunne, godono del felice cambiamento ed esclamano subito: Signorina, che luce! Come si vede bene alla lavagna! C’è qualche eccezione, alcune alunne si saranno trasferite, per la lontananza del locale. Concludendo, posso dire che la totalità della scolaresca mi segue e molto volentieri; me lo hanno assicurato le stesse mamme, che, poco fa, hanno accompagnato le loro piccine. Che è mai dunque, un matematico punto nero, una piccola amarezza, di fronte all’ondata di luce che mi consola? 22 – 10. Parlo alla scolaresca, già quasi compatta, delle grandiose e imminenti feste del Decennale, si sospenderanno le lezioni per quindici giorni. Dico alle alunne che la lunga vacanza significa chiaramente la solennità del grande avvenimento. Parlo della partenza per Roma delle diverse organizzazioni fasciste di Sassari. Detto e correggo un brano d’occasione, che le ragazze devono studiare e termino (come al solito, in tali occasioni) col raccomandar loro di non abbandonarsi al dolce far niente, ma di leggere, di studiare, da piccole fasciste, che prendono viva parte ai lieti avvenimenti della Patria ed imparano ad amarla con animo virile, perché ne intendono le alte finalità. 28 – 10 – 32. Malgrado le numerose partenze per Roma, nella nostra città si nota oggi un movimento straordinario. Le Organizzazioni Fasciste della provincia son largamente rappresentate e tutti, esultanti di gioia celebrano la festa del Decennale con quella solennità, con quell’entusiasmo sincero, che caratterizza la nobilissima isola nostra e i suoi prodi figli. 19 – 11 – 32. Visita medica agli occhi: tre alunne sono dichiarate tracomatose; esse frequentavano la mia scuola fin dalla prima classe; ma il tracoma è un male terribile e non si può transigere! D’altra parte le alunne erano troppe e si stava a disagio per difetto dei posti. 20 – 11 – 32. Ho mandato alla presidenza dell’O. N. B. i doni graziosi che le ragazze portarono spontaneamente, per la benefica lotteria, l’incasso della quale servirà per l’acquisto delle divise delle P.I. Ho contribuito anche al dono che si manderà al’Op. stessa a nome delle insegnanti di S. Donato. 14 – 12 – 32. Ieri, all’ultim’ora, si ricevettero i libri di testo per le alunne sussidiate. Ne sono stata soddisfattissima, per il miglior profitto che certamente la scolaresca farà nello studio. Anche le alunne hanno accolto i libri con festa, peccato, però, che la nuova edizione sia un po’ differente dall’altra. Ciò reca disturbo per la lettura, tanto più che non soltanto le ripetenti hanno la vecchia edizione, ma anche molte delle altre, a scopo economico.

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14 – 1 – 33. Ricevo dall’O.N.B. venti biglietti, che danno diritto al dono della Befana fascista: non sono pochi e c’è da essere soddisfatte, ma relativamente al numero delle alunne frequentanti e a quello delle tesserate … sono insufficienti. In questo rione le alunne sono quasi tutte povere e per conseguenza insoddisfatte nei loro infantili desideri. Tuttavia il grande beneficio arriva a proposito. Domani venti delle mie alunne stringeranno fra le braccia il pacchetto provvidenziale! 4 – 2 – 33. Il comitato dell’O.N.B. ha bandito un concorso a dieci premi ai migliori componimenti delle terze classi elementari (maschili e femminili) e successive. Il tema delle classi femminili era il seguente: “Perché sono Piccola Italiana” e si è svolto nel pomeriggio di oggi. Le mie alunne in generale hanno lavorato benino, tre hanno meritato il lodevole. 10 – 2 – 33. Parlo alle scolarette della solenne ricorrenza di domani, cioè del trattato Italo Vaticano del quale ricorre il quarto fausto anniversario. Descrivo la dolce figura del Santo Padre Pio XI e quella energica del capo del governo: parto dal loro incontro un anno fa; riepilogo in brevissima sintesi, gli immensi vantaggi che dal detto trattato sono derivati dall’Italia e il grande merito degli autori di esso. 10 – 3 – 33. Le alunne che l’anno scorso, nella classe seconda, presentarono il lavoro alla seconda mostra fascista, ottennero il diploma. Grande fu la gioia delle piccole alunne, che ebbero un bel compenso alla loro fatica, e più grande fu la felicità dei genitori. Presi occasione per far intendere alle alunne e alle loro famiglie, quanto sia benefica e ordinata la disciplina fascista; dissi che le organizzazioni del Regime a tutto provvedono e a tutti pensano. Ottenni anch’io un diploma con medaglia di bronzo. 15 – 3 – 33. Faccio una propaganda ancor più intensa, per il tesseramento delle alunne all’organizzazione delle Piccole Italiane. Conferisco con le famiglie; spiego in modo evidente come l’opera nazionale fascista propenda a piene mani i benefici sul popolo tutto. Dimostro come sia sacrosanto dovere dare il nostro nome a duna Organizzazione tento benefica e come il contrario dimostri ingratitudine imperdonabile. 20 – 3 – 33. La raccolta a beneficio della Croce Rossa Italiana è stata lusinghiera: si è raggiunta la somma per l’iscrizione della classe alla detta istituzione e inoltre due alunne si inscrissero individualmente. 23 – 3 – 33. Oggi le Piccole Italiane si riuniscono nell’istituto magistrale di Castelvì e poi in una superba adunata in Piazza D’Italia ove per trasmissione radiofonica, udiranno il vibrante discorso del Duce. 29 – 3 – 33. Da oggi, in un primo tempo, le Piccole Italiane, di condizione molto povera, avranno la refezione gratuita e per quindici giorni contini, le povere piccine avranno il necessario ristoro.

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21 – 4 – 33. Gli alunni e le alunne appartenenti alle Organizzazioni fasciste e aventi la completa divisa, in piazza d’Italia, prendono parte alla grande sfilata per i festeggiamenti del Natale di Roma. 29 – 4 – 33. Accompagno le alunne al cinema Sassari, ove si proietta il dramma: “Camicia Nera”. Tutto è storico, tutto è commovente, tutto è riprodotto dal vero. Le scene gentili ed emozionanti, riguardanti le sofferenze dei nostri eroi, in mezzo ai nemici stranieri, per quanto poco intese dalle menti infantili delle scolarette, anche per la fugacità con la quale si presentano, hanno fatto, però, una profonda impressione nei loro cuoricini. La visione delle Piccole Italiane, anzi di tutta l’infanzia d’altri paesi, fascisticamente organizzata e in modo speciale quella del Duce, che parla, fa andare le piccole alunne. 30 – 4 – 33. Acquisto per le alunne, le ultime tessere, cioè ancora quattro e … si arriva felicemente in porto! Ormai tutta la classe, al completo, è tesserata. In questo rione non si poté ricorrere all’espediente degli altri rioni, dove gli alunni e le alunne abbienti vanno in soccorso del gruppo indigente. Qui l’orizzonte finanziario è omogeneo. Ma come è grande la soddisfazione delle piccine per aver raggiunto l’ideale vagheggiato per tutto un anno! Chi può dire il cumulo dei sacrifici che si nasconde in quelle cinque lirette, raggranellate a soldo a soldo! L’altro ieri, con lo sguardo carezzevole, dissi alle ultime tesserate: Il Duce ama lo spirito di sacrificio e il coraggio e voi l’avete obbedito: brave! Siate degne di essere Piccole Italiane. 24 – 3 – 33. È il caso di dire, come nelle grandi occasioni: È giunto il gran giorno, atteso con gioia e al tempo stesso con misterioso timore. Ma oggi ogni ombra d’ansia scompare dal viso delle giovanissime reclute. Sino a pochi giorni fa, parecchie alunne erano ancora in lotta con la famiglia, per l’acquisto e la confezione della divisa obbligatoria. Si temeva anche che il tempo subisse una qualche perturbazione e che in conseguenza fosse rimandato il saggio, come l’anno scorso. Ma ormai tutti i timori si sono dileguati; le prove sono andate bene; e … il più caro dei loro sogni non è più sogno. E il giovane gruppello, composto di trenta alunne, con la simpatica divisa fiammante, mi accoglie con festa “Mia mamma me l’ha terminata stamane!” mi dice Cossu. Rivolgo alle ragazze parole di compiacimento e carezzo la piccola Cossu Virginia, la quale, da poco convalescente d’una grave broncopolmonite influenzale, in pochi giorni ha imparato i due ultimi esercizi che durante la sua assenza si provarono ripetutamente nella palestra del Dopolavoro farroviario. Date le avvertenze del caso, si parte e si arriva presto in Piazza D’Italia. L’inquadramento dura a lungo; ma la mia classe è chiamata fra le prime … Ormai squillano le trombe, arrivano le Autorità e le nostre care giovanissime reclute si lasciano in buone mani. Che bel quadro! Ascolto con compiacenza i commenti del pubblico civile, che applaude teneramente in modo speciale ai giovanissimi. In realtà essi lavorano tanto benino! 7 – 6 – 33. Il M. S. Canonico, accompagnato dal Sig. Direttore, viene per esaminare la scolaresca sul programma di religione. Precede un canto relativo alla materia: le vocine intonate non

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mancano; ma il canto sarebbe più d’effetto se le piccine non tremassero per l’emozione … … Nel congedarmi, il Canonico, dice alle alunne: Perché tremare dinanzi ad un Sacerdote e al vostro Direttore? Ma è l’eterna questione! Il carattere si può modificare ma non mutare. Concludendo mi conforto al pensiero che è da preferirsi una fanciulla che arrossisce e trema ad un’altra sfacciata e spavalda! Tuttavia continuerò a lavorare sui cuoricini che mi sono stati affidati, acciò essi diventino virili e lo dimostrino con la relativa serenità in tutti gli eventi e anche nelle contingenze della vita. 17 – 6 – 33. È l’ultimo giorno di scuola e anche può dirsi la vigilia degli esami, dei quali parlai alle alunne fin dall’inizio dell’anno scolastico. L’emozione della fine della scuola insieme con l’incubo degli esami imminenti scuote tanto le ragazze! Esse vorrebbero parlarmi di tutti i loro timori e di tutte le loro care e rosee speranze e desidererebbero che dicessi loro una parlata decisiva. Ma io, dopo aver dato esaurientemente le avvertenze del caso, faccio lezione come al solito. 27 – 6 – 33. Si fa l’ultima adunanza con i membri della Commissione esaminatrice, per il controllo delle promozioni; si firmano gli atti e … Tutto è finito! L’esito, però, si comunicherà alle alunne venerdì, 30 corr. a norma della circolare della direzione. RELAZIONE FINALE DELL’INSEGNANTE. Il corso incominciato , continuò: ebbi la mia classe, cioè la terza femminile, ma il numero delle nuove alunne tre … il terzo incomodo! Le lezioni s’incominciarono (15 ottobre) nel caseggiato di S. Donato, ove fui provvisoriamente trasferita e ritornai al mio caseggiato di S. Apollinare il 7 del successivo Dicembre. Conseguentemente ebbi la zavorra delle ripetenti del vecchio e del nuovo rione. In totale le nuove alunne furono 18; numero non esiguo, se si considera la deficienza dell’elemento, specie nelle due discipline principali componimento e aritmetica. I primi mesi furono veramente angosciosi, oltre le difficoltà didattiche, ve n’era un’altra, che pareva insormontabile: correggere o almeno migliorare il carattere irriducibile d’una alunna. Tuttavia l’ideale, la poesia della scuola, che mi animò fin dall’inizio dell’insegnamento, non venne mai meno e fu a questa salutare sorgente che andai ad attingere il coraggio per proseguire intrepida sulla buona via. E vinsi e trionfai anche del suo carattere, piccola, che mi amareggiasti le ore più belle della vita di scuola, ma che finalmente ti arrendesti volutamente al mio affetto! … Le care alunne sono ormai lontane da me … la scuola è deserta, tra due giorni comunicherò l’esito degli esami e do uno sguardo di compiacenza al mio lungo e arduo lavoro. Come l’agricoltore si volge indietro e sorride ai campi biondeggianti, così io godo al miraggio della vittoria ottenuta: potei svolgere per intero il programma in tutte le varie discipline ed ebbi la dolce soddisfazione di constatare che il maggior profitto fu nelle due materie principali: lingua e aritmetica. Negli ultimi mesi di scuola, le alunne stesse mi pregavano per le consuete gare e non dovetti insistere molto neanche per lo studio della tavola pitagorica. Raggiunsi la meta, a riguardo della lingua, per mezzo del diario orale degli avvenimenti che più si prestarono allo scopo, con le conversazioni familiari e

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specialmente col riepilogo, fatte a casa dai libri della biblioteca scolastica. A riguardo dell’aritmetica giovò molto il far comporre dalle stesse alunne i problemi con l’operazione reciproca a quella degli altri già risolti. Meno profitto, in tesi generale, vi fu per le nozioni varie, perché le alunne occupate quasi tutte dalle sarte o al servizio, non avevano, a casa, il tempo necessario per studiare seriamente. La frequenza alla scuola fu veramente regolare. Le alunne promosse furono 26 su 40; cioè i due terzi delle esaminate. Dato l’elemento ultra deficiente di quest’anno, non ho da lamentarmi. Debbo inoltre aggiungere che due alunne furono bocciate solamente nelle nozioni varie. Si direbbe una crudeltà, ma invece, oltre la giustizia, fu l’amore che spinse la commissione a questa severa lezione. Infatti che cosa trarrebbero le alunne anzidette, nella classe quarta, ove si richiede uno studio particolare di molte discipline? Le due alunne inoltre, non appartengono alla classe indigente; fu la pigrizia che le fece cadere ed io voglio inculcare nel cuore delle ragazze da me dirette, la religione del dovere, voglio che tutte le mie alunne intendano che la vita è seria cosa e che la scuola è palestra di bene e di fatica insieme. Sassari, 22-7-1933. XI

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Appendice 7.

AS, SS, Scuola S. Giuseppe. 1. Classe terza, anno scolastico 1950/1951. Ritorno a scuola. 34 iscritte: 34 frequentanti; 2 ripetenti; 32 provenienti dalla mia seconda dello scorso anno. Ci ritroviamo dopo la sosta estiva, animate dai migliori propositi per il nuovo anno. I libri di testo adottati: “Mamma” […] e “L’Avvio” […] sussidiario. 30 – 11. Dal principio la provvida assistenza del Patronato e la refezione alle alunne bisognose. 12 – 12. Visita del medico oculista, un’alunna apparentemente sana, viene dichiarata tracomatosa. È con me dalla prima e non vuole allontanarsi. La mamma non ammette la diagnosi e la conduce in clinica per la visita del primario. 15 – 12. La mamma e la bimba si consolano: il professore ha dichiarato che, con quindici giorni di cura, l’alunna potrà rientrare in classe: commovente è la premura dell’una e l’attaccamento dell’altra alla scuola e all’insegnante. 20 – 12. Due alunne orfane […] riceveranno dal Patronato le scarpe. 8 Gennaio. Una circolare del Ministro esorta gli insegnanti all’attuazione del programma di educazione fisica: lo sviluppo armonico delle facoltà del fanciullo lo richiede; ma coi nostri orari ridotti al minimo, si può fare ben poco. 25 – 1. Una circolare del Direttore ci esorta alla disciplina nell’osservanza dell’orario; alla vigilanza degli alunni che vanno ai gabinetti. 15 – 2. Due alunne povere ricevono dal Patronato la stoffa per il grembiule. 19 – 2. Riceviamo cartoline e opuscoli di propaganda dell’Opera Maternità ed Infanzia. Nel consegnarli alle alunne, che, alla loro volta, li diffonderanno in famiglia, illustro in forma piana la storia dell’Ente, e le sue finalità altamente umanitarie. 2 – 3. Cinematografo educativo a cura del Patronato Scolastico. Vediamo sullo schermo: “Vita ed emigrazione degli uccelli” che desta tanto interesse fra i nostri bimbi. Segue un documentario su New York. 8 – 3. Tre alunne […] svolgono un tema sull’Opera Maternità ed Infanzia: i migliori vengono consegnati alla direzione.

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3 – 3. Cinematografo educativo a cura del Patronato: viene proiettato un documentario sull’allevamento del bambino ed un altro sugli aiuti alla Sardegna. Le alunne si interessano e riferiscono le loro osservazioni in una animata conversazione. 4 – 4. La dottoressa procede in classe alla vaccinazione anti-vaiolosa. 23 – 4. Il 6 maggio sul colle di Medea sarà inaugurato il monumento alla fraternità umana: zolle di terra e pergamene recanti i nomi dei Caduti, saranno prima portate da ogni paese nella cattedrale della provincia; il 3 maggio saranno inviate a Roma, di dove, dopo una prima sosta a S. Maria degli Angeli ed un’altra sull’altare della Patria, verranno trasportate sul colle di Medea. Con un viaggio immaginario sulla carta geografica, illustro in classe lo storico avvenimento. 12 – 5. Giornata del Patronato Scolastico: le alunne contribuiscono efficacemente portando fiori freschi acquistando cartoline e riviste illustrate. 15 – 5. Una lezione di storia alla presenza delle allieve. Dopo la lezione, e come riepilogo della medesima, la bancata di sinistra siede sullo scrittoio dei banchi a simboleggiare l’Avventino, ed una delle scolare più vivaci ripete il famoso apologo. 25 Giugno. Eccoci alle fine: 34 inscritte; 34 frequentanti; 34 presenti all’esame; 30 promosse; 4 rimandate; classifiche della commissione assai più elevate di quelle date abitualmente dall’insegnante di classe. Terminiamo la nostra fatica con buon rendimento e soddisfazione comune. Buone fu la cooperazione delle famiglie all’opera della scuola durante l’anno e gli esami. Di grande aiuto fu il testo di lettura “Mamma” che, coi suoi racconti belli, brevi e facili, mi consentì molti esercizi di lingua e brevi riassunti che, a suo tempo, diedero buoni frutti nei componimenti. Scientificamente esatto, ma difficile nell’esposizione, poco adatta ai bambini di 3ª, riuscì invece il sussidiario. Maestra e scolare abbiamo solo da lamentare la brevità dell’orario che ci ha portate spesso a lavorare con poca serenità: l’anno venturo avremo finalmente la mezza giornata scolastica coi due turni in un’aula.

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2. Classe quarta, anno scolastico 1951/1952. 16 Ottobre. Primo giorno di scuola. Ritornano liete e cinguettanti dopo le lunghe vacanza. Le presenti sono già 31: le promosse dell’anno scorso, tutte; manca l’unica ripetente. 22. Un atto di fraterna solidarietà. Dietro richiesta di due colleghe di 3ª, le alunne offrono 16 sussidiari dell’anno scorso agli scolari più poveri di quelle due classi. 5 Novembre. Circolare n. 1067. Ambulatorio del medico scolastico: tutti i giorni feriali escluso il venerdì dalle 11 alle 12; pomeriggio: martedì, giovedì e sabato dalle 16,30 alle 17,30. 7 Novembre. Nella chiesa di S. Giuseppe inaugurazione dell’anno scolastico: messa e discorso di esortazione agli alunni. 12 Novembre. Riceviamo dal Patronato Scolastico due sussidiari per le due alunne più povere della classe; le compagne più abbienti hanno voluto contribuire con piccole offerte, all’acquisto del libro di lettura. 21. Festa degli alberi alla quale le mie alunne non hanno partecipato. 5 Dicembre. Visita del medico oculista: nessuna tracomatosa. Gennaio. Al ritorno a scuola una novità: un pesante plico contenente 18 letterine: le alunne di una quarta di Sesto Cremonese, paese agricolo della pianura padana, chiedono la corrispondenza interscolastica allo scopo di meglio conoscere la Sardegna e i sardi. Le letterine vengono consegnate a 18 alunne scelte fra le più diligenti, le quali, guidate dall’insegnante che suggerirà loro di volta in volta l’argomento da trattare, risponderanno alle compagne lombarde. 27 Gennaio. Abbiamo ultimato una raccolta di cartoline illustrate

sui paesaggi alpini e

appenninici, ottimo ausilio didattico per lo studio della geografia. Incominciamo la raccolta di quelle riproducenti monumenti e edifici delle belle città italiane: le ordineremo per regione e ne faremo un grosso album. 20 Febbraio. Una circolare ci annunzia un concorso di disegno per illustrare alcune novelle di Andersen. I migliori lavori degli scolari italiani, raccolti e classificati dal Centro Didattico di Firenze, verranno poi spediti in Danimarca. Una mia scolara Bianca Pitzorno, concorrerà alla gara. 10 Marzo. Da alcuni giorni si hanno cattive notizie sulla salute dei nostri bambini: io ho già quattro assenti sospette di scarlattina. Riceviamo la visita della dottoressa la quale mi chiede notizie delle alunne assenti. Poco dopo un ordine dell’Ufficiale sanitario impone la chiusura temporanea della scuola per misure d’igiene. 19 Marzo. Rientriamo finalmente dopo nove giorni di vacanza. In città le condizioni sanitarie dei bambini sono migliorate. Non posso dire altrettanto delle alunne della mia scuola, dove 12 sono le

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assenti: 6 ammalate di scarlattina e 6 le cui madri, timorose del contagio, non vogliono farle rientrare. È un dolore per me dover rallentare il ritmo consueto dell’attività scolastica, in attesa delle assenti: le ammalate purtroppo non potranno rientrare che dopo quaranta giorni, cioè dopo le vacanze pasquali. 16 Aprile. Rientrano le alunne timorose del contagio; le altre pur essendo guarite, devono attendere il certificato medico dell’Ufficiale sanitario. 17 Aprile. La dottoressa mi ha consegnato le compresse per la cura antibiotica da farsi giornalmente in classe. Le scolare guardano titubanti i flaconi: le ho invitate a far la cura insieme a me, e ogni esitazione è scomparsa. 4 Maggio. Circolare n. 518: concorso indetto dall’I. N. A. L. e dal Provveditorato per una mostra provinciale di disegno. Bianca Pitzorno e altre due alunne […] parteciperanno al concorso. 16 Giugno. Ultimo giorno di scuola; diamo uno sguardo al lavoro compiuto: 32 inscritte; 32 frequentanti; 32 presenti a fine d’anno; 25 promosse; 7 rimandate. Le alunne provengono dalla mia terza dell’anno precedente, solo una era ripetente, e una venuta da Torino. Fu buona in generale la cooperazione delle famiglie all’opera della scuola. Le alunne attente, puntuali nell’osservanza dell’orario hanno seguito con interesse e profitto lo svolgimento del programma cui è stato di valido aiuto il libro “Mamma”, e particolarmente, il sussidiario “Luce” chiara e dilettevole esposizione sulle varie discipline, arricchita di molti esercizi e di buone illustrazioni. Un’epidemia di scarlattina che ha serpeggiato in città dal febbraio all’aprile determinando la chiusura della scuola per nove giorni, mi ha costretto a procedere con lentezza nel secondo trimestre: parecchie scolare sono state colpite e han dovuto star lontane dalla scuola per quaranta giorni; qualcuna delle più deboli è perciò rimasta indietro soprattutto nello scritto d’italiano che dovrà ripetere agli esami della 2ª sessione. Ben venga dunque l’utile sosta delle vacanze estive e sia per tutti apportatrice di nuove energie.

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3. Classe quinta, anno scolastico 1952/1953. 16 ottobre. Primo giorno di scuola: tornano così visi sorridenti e il cuore pieno di liete speranze. Sono già numerose: 23 presenti tra 29 iscritte. 29 Novembre. Inaugurazione dell’anno scolastico: cerimonia religiosa nella chiesa di S. Giuseppe. 29 Marzo. Giornata del Tricolore e della fraternità: la scolaresca partecipa ad una cerimonia religiosa nell’Istituto “Brigata Sassari” e, insieme agli orfani di guerra, ad una manifestazione patriottica nell’atrio del Palazzo del Governo. 3 Marzo. Nell’ambulatorio il Medico scolastico procede alla rivaccinazione antivaiolosa di tutte le scolare: utile come misura profilattica, e necessaria per ottenere il certificato dell’Ufficiale sanitario richiesto per essere ammessi a sostenere gli esami per la scuola media. 15 Aprile. Invito della Superiore Autorità Sanitaria alle famiglie per un’indagine medica con la tubercolina allo scopo di accertare le alunne predisposte alla tubercolosi. Comunico l’invito alle famiglie: solo due mandano l’adesione ; la altre si scusano col dire che non intendono esporre le bambine ad una reazione fisica che le disturberebbe in vista dei prossimi esami. 31 Maggio. 29 inscritte – 27 presenti a fin d’anno, 24 presenti agli esami – 23 promosse, una rimandata; 22 candidate agli esami d’ammissione: 5 ammesse coll’esonero totale, 9 col semiesonero, solo una respinta. Lascio quella che fu per cinque anni il campo del mio lavoro: i risultati furono buoni per il profitto intellettuale espero che, anche nella formazione morale, l’opera dell’insegnante sia feconda di frutti; ma nessuna lode o ambizione appagata, può colmare il vuoto del mio cuore nell’abbandonare quelle che ho ricevuto bimbe, e mando fanciulle incontro alla vita.

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