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A.D. MDLXII

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“SIAMO DONNE” (1953): IL SOGNO DEL CINEMA PER CAMBIARE VITA

Relatrice: PROF.SSA LUCIA CARDONE

Tesi di Laurea di: FRANCESCA LOI

ANNO ACCADEMICO 2011/2012


Indice

Ringraziamenti. ....................................................................................................... 1 Introduzione............................................................................................................. 6 Il sogno del cinema.................................................................................................. 8 Il fenomeno del divismo, il cinema e le aspiranti attrici. .................................... 8 Noi donne: il progetto zavattiniano. .................................................................. 12 Noi donne: il soggetto. ...................................................................................... 13 Siamo donne (1953): il film................................................................................... 18 4 attrici 1 speranza. ............................................................................................ 19 Alida Valli. ........................................................................................................ 22 Ingrid Bergman.................................................................................................. 23 Isa Miranda. ....................................................................................................... 25 Anna Magnani. .................................................................................................. 27 Conclusioni ............................................................................................................ 31 DĂŠcoupage. ............................................................................................................ 34 Bibliografia. .......................................................................................................... 35

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Ringraziamenti.

Ed eccomi alla fine! Ho immaginato tantissime volte questo momento: scrivere i ringraziamenti significava aver concluso il mio percorso universitario ed essere ad un passo dalla laurea che in questi anni sembrava allontanarsi sempre più da me invece che avvicinarsi… Però metterli su carta, sinceramente, non pensavo che fosse così difficile! Mi ricordo come se fosse ieri il giorno in cui mi sono immatricolata, ho chiamato mamma e le ho detto: «Ma sono la matricola 30013 e qualcosa». Ma come se fosse ieri mi ricordo molte altre cose. Le prime persone con cui ho palato, le prime lezioni, le prime volte (disastrose!) ai fornelli, le colleghe, i pomeriggi trascorsi per i negozi a Sassari, quelli invece più faticosi passati sui libri, i lunghi viaggi in treno e in pullman e tante, tantissime altre avventure che non dimenticherò mai e che mi hanno aiutata a crescere, ad essere più responsabile e indipendente. Certo la strada non è stata sempre tutta in discesa, anzi. Durante questi anni quanti problemi ho affrontato! Crisi… Mi volevo ritirare, ma stringendo i denti sono andata avanti. Ne sono venuta fuori da un bruttissimo incidente che forse più di tutto mi ha segnata ma che con l’aiuto delle persone care sono riuscita a oltrepassare. Durante questi anni ho perso persone che oggi sarebbero orgogliose di me, altre che invece non credevano che riuscissi a portare a termine gli studi e forse, grazie a queste, oggi sono più forte e determinata. Il grazie più grande e immenso a chi lo dovrei se non ai miei angeli custodi? Mamma e papà, le persone che faccio disperare da quando sono nata! Mi siete stati sempre vicino nonostante io, spesso, non ho ricambiato nel migliore dei modi i sacrifici che avete fatto per me. Ho di frequente rimandato esami, mi sono rifiutata di darne altri e voi sempre lì, pronti ad incoraggiarmi, a non lasciarmi comunque mai da sola; mi avete fatto capire che dovevo credere più in me stessa, mi avete spronata, vi fate in quattro da una vita per me. E se io oggi sono riuscita a diventare qualcuno, se sono riuscita a combinare qualcosa, se oggi sono meglio

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di ieri, lo devo a voi che, se anche non ve l’ho mai detto, vi amo! Spero oggi di regalarvi una gioia che vi avrei voluto far vivere prima… spero che siate orgogliosi di me! Da due anni sei arrivato tu poi… Cristian, amore mio! Motivatore personale e anche abbastanza rompi scatole. Hai portato quella serenità che mancava alla mia vita, hai portato gioia, allegria. Hai fatto quello che nessun altro mai ha fatto per me. Nonostante la distanza ti ho sempre sentito qui. Hai cercato di farmi capire quanto valgo, coprendomi di complimenti e se qualche sera mi sentivi triste ti mettevi a fare lo scemo al telefono per farmi ridere e ci sei sempre riuscito. Ti ringrazio amore per essere stato così paziente. Altre tre persone fondamentali in questo percorso sono state Ilaria, Elena e Serena. Ila, la coinquilina migliore del mondo, sorella maggiore con cui confidarmi e confrontarmi. Quante pizze giganti mangiate dopo aver fatto mille sacrifici in palestra; quante risate il sabato sera a vedere a letto insieme la Corrida; sempre presente ogni volta che avevo bisogno di parlare o di sfogarmi. Grazie per essere entrata a far parte della mia vita. Ele, grazie a te ho trovato il coraggio di andare avanti in questo percorso, mi hai scossa e fatto capire che non dovevo mollare assolutamente. Mi sei stata vicina in ogni momento e ti sarò sempre grata per questo. Sere, la collega più dolce che potessi incontrare, la ragazza con cui diventare amica per la vita e alla quale non si rinuncerebbe mai. Grazie per tutte le volte che ti ho cercata e tu eri lì, pronta ad ospitarmi, ad ascoltarmi… e a fare shopping! Un grazie va pure a tutte le altre colleghe e colleghi che ho incontrato in questo percorso, alle ragazze e ai ragazzi con cui ho condiviso ore di attesa e ansia prima degli esami, passate ad incoraggiarci a vicenda. Grazie anche a tutte le fanciulle che sono state per giorni, mesi o anni mie coinquiline, da ognuna di voi ho imparato qualcosa. Grazie mille anche a tutte le abitanti di Villa Cartzedda e di via dei Mille. Nominare ora tutti i parenti sarebbe assurdo! Siete quasi milioni… un grazie speciale a nonna, agli zii, ai cugini, a tutti voi, vicini e lontani, che con abbracci, parole e piccoli gesti mi avete sempre fatto sentire una grande! Grazie anche a

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tutti gli amici che mi hanno sempre sostenuta durante questo percorso, in particolare a Massimo sempre disponibile e dolce con me. Grazie di cuore a Luca, Lucia e Pietro per i mille passaggi che mi avete dato e per le chiacchierate durante il viaggio da Milis a Sassari. Grazie a tutti i clienti del negozio che a vostro modo mi avete incoraggiata in ogni momento. Grazie a tutte quelle persone che anche solo con un sorriso in questi anni hanno dimostrato di volermi bene. Grazie alla professoressa Lucia Cardone che con i suoi suggerimenti e consigli, con la sua puntualità e disponibilità, mi ha guidata nella stesura di questo elaborato e non mi ha mai fatto sentire un numero o una ragazza tra le tante, ma “signorina Francesca”.

E ora grazie a me… Non so come ma ho sempre trovato la forza di andare avanti, non so da dove in certi periodi bui ho trovato il coraggio di affrontare tutte le sfide; sono riuscita a conciliare studio, lavoro e giornale e sono fiera di questo. Sono orgogliosa di quello che sono diventata in questi anni, sono felice di essere arrivata al traguardo e il mio percorso, nonostante tutto, non lo cambierei con quello di nessun altro. Rifarei tutto nello stesso modo… e il mio sogno di diventare dottoressa, finalmente è arrivato!

Francesca

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A mamma e papĂ

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Introduzione. Da sempre sono stata attratta dagli argomenti che ruotano intorno alla figura della donna: femminismo, emancipazione, diritti, divismo. Giungendo al termine del mio percorso di studi, ho iniziato a pensare ad un argomento che potesse meritare la mia attenzione per sviluppare un elaborato che mi coinvolgesse. Terminata da poco la lettura di alcuni libri che parlavano di cinema, donne, gioventù italiana e simili, ho deciso che, anche questa volta, avrei voluto approfondire un aspetto che riguardasse in particolare il femminile. Sotto suggerimento della professoressa Lucia Cardone, ho guardato il film Siamo donne del 1953 di Cesare Zavattini; ciò che mi ha colpito è il modo in cui lo sceneggiatore ha deciso di raccontare le attrici protagoniste del lungometraggio. Le dive nei quattro episodi in cui si divide il film interpretano se stesse e svelano allo spettatore qualcosa della loro vita privata: un fatto particolare, una loro debolezza, un rimpianto. Ai quattro racconti è anteposto un prologo in cui viene documentato un concorso indetto dalla Titanus attraverso il quale si cercano nuove aspiranti attrici da far recitare al fianco di quattro grandi dive: Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda e Anna Magnani. Attraverso il découpage, strumento che consente di realizzare la descrizione su carta di un film «registrando con estrema fedeltà tutti i materiali (visivi e sonori) che lo costituiscono»1, analizzerò tutti gli aspetti fondamentali del lungometraggio e approfondirò la mia conoscenza sulla struttura degli episodi e sul loro svolgimento. Il découpage mi aiuterà inoltre ad esaminare più a fondo le storie, a cogliere le sfumature caratteriali delle attrici e di come si raccontano, a riconoscere alcune tecniche proprie di un regista, utilizzate nelle riprese del film. Successivamente stenderò l’elaborato: nella parte iniziale esporrò l’argomento centrale al quale ho deciso di lavorare, analizzerò la figura della donna negli anni immediatamente

successivi

a

quelli

della

Seconda

Guerra

Mondiale,

collegandomi al Neorealismo; descriverò i passi che le donne hanno compiuto per 1

D. BRUNI, Il cinema trascritto, Strumenti per l’analisi del film, Roma, Bulzoni Editore, 2006, p. 15.

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conquistare un nuovo ruolo nella società; farò riferimento alle interpretazioni che le figure femminili mettono in scena sui grandi schermi e a come le attrici diventano delle icone a cui ispirarsi e identificarsi. Infine tenterò di guardare al film che ho scelto per descrivere il fenomeno del divismo e l’attrazione delle donne comuni rispetto al mondo del cinema: riporterò a analizzerò prima il soggetto iniziale di Noi donne, ciò che aveva ideato Zavattini ma che muterà profondamente nel tradursi sullo schermo, per arrivare a parlare di Siamo donne che è stato l’esito finale del lungometraggio, del suo significato e di quello che si è voluto comunicare attraverso questi racconti.

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Il sogno del cinema. Il fenomeno del divismo, il cinema e le aspiranti attrici.

Dal dopoguerra a oggi la condizione femminile in Italia è profondamente cambiata. Negli anni delle guerre, e in quelli immediatamente successivi, le donne hanno raggiunto un riconoscimento sociale, politico e giuridico grazie alle battaglie che per anni hanno combattuto per l’affermazione dei propri diritti. Colei che doveva prendersi cura della casa, della famiglia, del marito e dei suoi figli, inizia a sostituire l’uomo che, partito per la guerra, non può adempiere al suo lavoro. La donna esce di casa, si emancipa, cambia il suo ruolo all’interno della società, prende coraggio e lo fa, probabilmente, attratta e incoraggiata dai modelli che le vengono proposti dai nuovi mezzi di comunicazione di massa. Riviste, cartelloni pubblicitari e soprattutto il cinema dimostrano come le donne si prendano il loro spazio all’interno di un nuovo mondo; mondo in cui, se riesci a sfondare, puoi cambiare vita. E questo diventa un sogno per milioni di ragazze e di donne che bramano il cinema, che fantasticano immaginando un’esistenza diversa, ricca di denaro e di successo; si immedesimano con le dive che rappresentano le nuove donne emancipate e si riconoscono in alcune di loro. Il divismo è un fenomeno che nasce nel XX secolo e consiste in un processo di “divinizzazione” di un individuo; l’immagine del divo diventa un’icona altamente simbolica presente nella vita di tutta la gente comune, che prende la stella come esempio, imitandola. Il fenomeno acquista maggiore forza con la nascita dei nuovi media che, con la loro diffusione, permettono al divo di entrare nelle case di tutti e di renderlo popolare davanti ad un pubblico vastissimo. Il cinema in particolare è il mezzo che più degli altri attira, e le giovani e le donne sono coloro che maggiormente si identificano in ciò che viene proiettato sui grandi schermi.

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Le «locandine e manifesti forniscono, oltre che i volti dei divi più amati, un efficace modello comunicativo da seguire»2. A partire dagli anni Quaranta, in Italia, assistiamo ad una maggiore visibilità di volti femminili presenti nei lungometraggi. Siamo negli anni del neorealismo e negli schermi si riconoscono e rintracciano con facilità i luoghi della vita: immagini reali che rappresentano l’Italia del dopoguerra che cerca di riprendersi dai traumi subiti, uomini che tornano al lavoro, che cercano di rincominciare, donne diventate più coraggiose che non sono disposte a lasciare ciò che di nuovo hanno conquistato; donne in cui tutte si riescono facilmente ad identificare e nelle quali «si possono rintracciare […] gli indizi del nuovo divismo femminile destinato a fiammeggiare sugli schermi del dopoguerra»3. I film creano desideri e suscitano emozioni, si assiste alla messa in scena di modelli che possono essere rifiutati o accolti con piacere e riprodotti nella vita quotidiana, dando il via a processi di cambiamento individuale (cambiare qualcosa di sé per assomigliare ad una diva) e collettivi (si pensi ai balli sfrenati che nascono in questi anni, proiettati sugli schermi e che poi si propongono nelle feste tra i giovani). Ma ciò che si imita non sono solo i comportamenti: le donne e i giovani copiano anche i modi di vestire, si indossano articoli o capi d’abbigliamento simili a quelli dei divi, si cerca di avere la stessa forma fisica delle stars per assomigliare sempre più a loro; «il cinema quindi come dispositivo che raccoglie, interpreta, propone e diffonde gli ingredienti materiali e simbolici con cui è articolata una nuova percezione di sé»4. Il cinema nel dopoguerra era uno dei passatempi preferiti. Le sale cinematografiche aumentarono notevolmente, diffondendosi anche in paesini piccoli di provincia. Andare al cinema era quasi un rito; ci si recava nelle sale cinematografiche non solo per vedere i film ma anche per incontrare amici, fidanzati e fidanzate e per condividere insieme quell’esperienza. Andare al cinema 2

L. CARDONE, Con lo schermo nel cuore. Grand Hôtel e il cinema (1946-1956), Pisa, Edizioni ETS, 2004, p. 51. 3 L. CARDONE, Dive nuove e aspiranti attrici: Siamo donne (1953), «Agalma», n. 122, ottobre 2011, p. 72-77. 4 E. CAPUSOTTI, Gioventù perduta. Gli anni Cinquanta dei giovani e del cinema in Italia, Firenze, Giunti, 2004, p. 32 ss.

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voleva anche dire accedere ad un mondo aureo e dimenticare i problemi di tutti i giorni. Inoltre il cinema offriva nei suoi film varie tematiche, molte delle quali facevano appunto identificare gli spettatori negli attori e nelle attrici. Si proiettavano pellicole inerenti a «numerose tematiche che appartengono alle trasformazioni del dopoguerra: i concorsi di bellezza; le opportunità lavorative offerte; i desideri proiettati sul cinema come strumento per una rapida ascesa personale e sociale; lo spazio sempre maggiore che i mass media occupano nella vita delle donne e nella riformulazione della soggettività femminile»5. Uno dei motivi dominanti del dopoguerra resta quello delle donne: le giovani spettatrici più di tutte si immedesimano nelle dive, giudicano i loro look, reinterpretandoli. Certe dive appaiono molto simili alle donne comuni, altre rimarranno irraggiungibili. Le immagini delle stelle arrivano alle donne non solo attraverso il cinema ma anche attraverso i cartelloni cinematografici, le insegne pubblicitarie e le immagini stampate nei rotocalchi che in questo periodo, anche loro, cambiano aspetto. Il loro successo in particolare è dovuto al fatto che entra come presenza costante nelle riviste la narrativa ad immagini dove emerge il fattore visivo più che quello testuale. «Il rimando alle icone del cinematografo, in particolare alle levigate epidermidi delle dive, si rivela lo strumento più convincente e sicuramente il più utilizzato per indurre le lettrici al consumo»6. Quindi anche sulle riviste il cinema prende il suo posto che viene affiancato da un altro tema importante: quello dei concorsi di bellezza, attraverso i quali si cercavano volti nuovi per il grande schermo. Il cinema diviene il tema centrale pure nelle rubriche di posta. Le lettrici scrivono al giornale per chiedere consigli per come fare per diventare attrici, per esprimere le proprie ambizioni, per proporsi; scrivono meno per ricevere informazioni che riguardavano lavori comuni o temi riguardanti la cura di sé. Le risposte però le mettono in guardia, cercando di spiegare loro quanto la vita dell’attrice sia dura e fatta di sacrifici. «Si consiglia benevolmente (ma con energia) di dedicarsi allo studio, di aspirare ad un lavoro più modesto»7, spiegando che quello dell’attrice, è un lavoro faticoso e che è riservato solo a chi 5

Ivi, p. 47. L. CARDONE, Con lo schermo nel cuore. Grand Hôtel e il cinema (1946-1956), … p. 35. 7 Ivi, p. 118. 6

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possiede doti particolari. Si cerca di incoraggiare quindi le lettrici a vivere una vita normale, fatta di cose semplici e di desiderare una famiglia di cui prendersi cura, stando alla larga da ciò che il mondo delle illusioni promette invano. Ciò a cui le donne dovrebbero ambire è, quindi, l’affetto dei propri cari e niente di più anche perché spesso la vita delle celebrità è caratterizzata da una finta felicità o da una felicità e notorietà che possono durare veramente poco. Nonostante si cerchi di scoraggiarle, il sogno delle donne degli anni del dopoguerra rimane comunque quello di entrare a far parte del mondo del cinema; nessuna è esclusa da questo desiderio. Questo avviene perché «le donne raccontate sugli schermi chiamano in causa quelle sedute in sala, in un guardare che è anche riconoscersi»8; il voler trasformarsi in attici famose e ricche è dato dal fatto che molte ragazze vivevano in situazioni di povertà e il diventare dive del grande schermo sarebbe stato per loro una sorta di riscatto personale e di rivincita alla vita. Le dive italiane di questo periodo, proprio come quelle del muto, «delinearono l’esistenza di una nuova figura di donna: erano bellezze particolarmente fotogeniche lautamente remunerate dalla nascente industria cinematografica per le loro performance spettacolari»9; sono donne che affrontano temi all’epoca contemporanei, che sfidano la vita e i problemi che incontrano ed è per questo che vengono viste dalle donne comuni come nuove, senza paura ed emancipate. Anche la loro fisicità è cambiata, i corpi delle nuove dive sono «maggiorati», in riferimento ai seni prosperosi, al fisico prorompente come il loro erotismo. Il corpo diventa un mezzo per arrivare in alto, al sogno. Sono sempre più numerose le competizioni di bellezza alle quali le migliaia di ragazze decidono di partecipare «attraversando le passerelle dei concorsi, sperano di emanciparsi dalla propria condizione di origine e raggiungere fama, successo e benessere»10. Tutto è

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L. CARDONE, «Noi donne» e il cinema. Dalle illusioni a Zavattini (1944-1954), Pisa, Edizioni ETS, 2009, p. 95. 9 C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, Venezia, Marsilio, 2007, p. 41. 10 E. CAPUSSOTTI, Gioventù perduta. Gli anni Cinquanta dei giovani e del cinema in Italia, … p. 160.

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possibile visto che dive come Mangano, Bosé, Pampanini, Lollobrigida e Loren sono giunte al cinema tramite la partecipazione ai concorsi di bellezza.

Noi donne: il progetto zavattiniano. Sogno non di certo delle sole ragazze contemporanee, quello di entrar a far parte del mondo del cinema o dello spettacolo. Già dagli anni del dopoguerra assistiamo al fenomeno sempre più diffuso del concorso, dove tantissime ragazze comuni sfidano le loro coetanee per aggiudicarsi un posto sul grande schermo. Si cercano volti nuovi per il cinema, per affiancare attrici e attori già affermati o per il varietà. Vincere il concorso significherebbe cambiare vita. A questo fenomeno e a quello del divismo si rifà il film di Cesare Zavattini Siamo donne uscito nelle sale cinematografiche nel 1953; «nel soggetto presentato alla Direzione Generale della Cinematografia, intitolato Noi donne lo scrittore circoscrive il racconto attorno alle figure di cinque attrici italiane. Le protagoniste non hanno né volto né nome, sono segnate da un anonimato di stretto rigore alfabetico, e tuttavia attorno alle loro vite si dispone la struttura del film»11. Il progetto di Zavattini è quello di creare un di film di confessioni, dove le attrici raccontano qualcosa del loro privato allontanandosi dalla loro immagine di dive. Un film dunque dove dai racconti delle grandi attrici emergono le loro debolezze, la loro umiltà, le loro fragilità e perché no, le loro passioni e i loro desideri, cercando di scoprire qualche indizio in più dell’essere femminile; insomma entrare nel loro quotidiano, lontano dai riflettori e dai set del grande schermo. Il risultato del film è ben diverso da quello che era il progetto zavattiniano: il lungometraggio doveva essere composto da cinque episodi, ognuno assegnato ad un’attrice; mentre gli episodi dedicati alle dive nell’esito finale del racconto sono uno in meno. Il quinto Zavattini decide di dedicarlo a «una cornice-verità sui

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L. CARDONE, Dive nuove e aspiranti attrici: Siamo donne (1953), «Agalma», n. 122, ottobre 2011, pp. 72-77.

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concorsi, cioè sui provini cinematografici a premio, che suscitano il suo interesse a partire dal 1942»12. Diverso è anche il titolo che da Noi donne diventa Siamo donne. Ogni episodio poi ha un titolo a sé: il primo, dedicato al concorso, si intitola 4 attrici 1 speranza, i restanti quattro prendono il nome dall’attrice che lo interpreta che sono, in orine alfabetico, come i titoli di apertura del film precisano, Ingrid Bergman, Anna Magnani, Isa Miranda e Alida Valli.

Noi donne: il soggetto.

Come già detto, il film inizialmente era diviso in cinque episodi; ognuno sarebbe stato interpretato da una diva famosa del cinema italiano. Le attrici dovevano raccontare non un fatto immaginario, ma un fatto realmente accaduto nella loro vita in cui loro stesse erano le protagoniste. «Con questo atto di sincerità e di umiltà, esse intendono testimoniare la loro presenza nel mondo di oggi»13 e, magari, con questo racconto di vita quotidiana, volevano riuscire a dimostrare al grande pubblico di avere anche loro un’esistenza normale. Nel primo episodio, l’attrice A sta girando un film e quindi si trova sul set cinematografico. Durante una pausa, tra una ripresa e l’altra, l’attrice si siede per riposarsi e si mette a lavorare a maglia circondata da curiosi e da alcune donne con le quali parla del punto del lavoro ai ferri. Arriva ad un certo punto un uomo sui trentacinque anni che ha a tracolla una macchina fotografica e cerca di fotografarla. L’attrice ride e scherza con le donne vicino a lei, ma appena si accorge del fotografo e delle sue intenzioni, si copre istintivamente il viso. Il fatto è interrotto dalla voce dell’altoparlante che annuncia il ricominciare delle riprese e il direttore di produzione stesso caccia via il fotografo. Si riprende quindi a girare. Il racconto continua ma cambia ambientazione: l’attrice si trova sulla scalinata di Trinità dai Monti in un pomeriggio di sole che lei stessa, con la sua voce 12

C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 120. C. Zavattini, Noi donne. Soggetto cinematografico, Archivio Cesare Zavattini-Biblioteca Panizzi (Reggio Emilia): Za Sog R 53/4-7. 13

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descriverà. E’ lì con il suo bambino e si sta godendo quel momento in cui si sente molto felice. Improvvisamente però, si accorge che sulla scalinata c’è il fotografo pronto a scattare delle foto. L’attrice non vuole essere fotografata e in particolare in quel momento dov’è in compagnia del suo bambino «il suo piccolo figlio non c’entra col suo mestiere. Quel giorno, quell’ora piena di sole deve essere tutta per lei: col suo mestiere non c’entra»14. L’attrice decide quindi di fuggire via ma il fotografo continua ad inseguirla; per fortuna per la strada passa un taxi che l’attrice riesce a prendere sfuggendo all’assedio dell’uomo. Cambia nuovamente ambientazione: l’attrice ora è nella sua casa di Santa Marinella, sentendo un rumore si affaccia alla finestra e vede il fotografo che la spia dal muro della villa. A niente serviva uscire dalla porta secondaria della sua casa, l’uomo rimane sempre lì ad aspettare finché un giorno decide di suonare il campanello. Al rumore di questo i cani dell’attrice cominciano ad abbaiare minacciosamente avvicinandosi al cancello e riuscendo a spaventare l’uomo che finalmente scappa via col suo motorino. Al termine dell’episodio l’attrice confessa «sento ancora l’eco di quel motore -dice la grande attrice A- e vorrei che voi mi aiutasse a dimenticarlo»15. Notiamo quindi come l’attrice ricerchi la tranquillità, in un pomeriggio sereno a passeggio col suo bambino ma che non la riesce a trovare accerchiata dal fotografo che a tutti i costi vuole riuscire a fotografarla. La diva, in quel momento semplice donna, cerca di difendere il suo bambino dalla curiosità dell’uomo e al termine del racconto sembra chiedere aiuto allo spettatore per cercare di dimenticare quell’episodio infelice che l’ha turbata. Il secondo episodio si apre con la descrizione che la grande attrice B fa dell’ambiente che circonda la sua casa, un ambiente caratterizzato da rumori di voci di bambini che giocano, ci sono pure degli orfanelli che stanno dalle Suore Bianche. Con la donna vive la sua domestica, Nunziata, con la quale la diva condivide tutto della sua vita; un giorno litigarono e, quella litigata, dice l’attrice, ebbe una certa importanza nella sua vita. La diva B stava girando un film e Nunziata le preparò la valigia dimenticando però di metterci dentro uno scialle 14 15

Ibidem. Ibidem.

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che l’attrice doveva indossare durante una ripresa. Mandarono quindi qualcuno a recuperare lo scialle ma Nunziata non era in casa. Questo fatto provocò la lite tra le due donne: «La scacciai. Prima, lei cercò di difendersi con le buone. Poi, siccome fra le tante accuse e ingiurie, le diedi dell’egoista, si ribellò e cominciò a dirmene di tutti i colori»16. Dalle parole furiose che Nunziata urlava contro l’attrice, la diva scopriva tante cose di sé e incoraggiava la domestica a continuare, tanto quelle frasi le sembravano rivelazioni. Nunziata le disse che era una donna egoista perché pensava solo al suo lavoro, ai giornali, alle foto e che per questo non aveva voluto avere bambini e che quindi si sarebbe meritata una vecchiaia solitaria e infelice. L’attrice si rendeva conto che forse le parole della sua domestica erano vere. Squillò il telefono, era il marito dell’attrice che preannunciava il suo rientro. La diva si mise ai fornelli per preparare la cena e per dimostrare che lei non aveva bisogno di nessuno; Nunziata nel mentre preparava la valigia. Le due donne poi si sedettero al tavolo per fare i conti prima della partenza di Nunziata: la donna ad un tratto si mise a piangere e di seguito pure l’attrice «restammo lì ferme, senza dire più niente..»17. Così termina l’episodio dell’attrice B che, riflettendo sulle dure parole che durante la lite le gridò la sua domestica, capì che veramente per il suo lavoro aveva trascurato la sua vita e che per questo probabilmente un giorno sarebbe rimasta sola. Il terzo episodio, dell’attrice C, si apre con un incidente: la diva doveva recarsi agli stabilimenti di doppiaggio perché doveva doppiare un film che aveva appena girato; era presto, quindi la donna decise di fare un giro per Roma. Felice, ascoltando delle canzoni alla radio, schiacciò il piede sull’acceleratore e non riuscendo a prendere le misure tra lei e un piccolo muro, urtò ad un carretto portato a mano da un uomo, «continuai la mia corsa, ma mi voltai un attimo e vidi l’uomo a terra e un immediato accorrere di gente da tutte le parti»18. L’attrice arrivò allo stabilimento di doppiaggio tremante e convinta di aver commesso un omicidio tanto che non riusciva a lavorare e si fece accompagnare in una camera d’albergo per rimanere sola. La madre andò a cercarla per andare ad un 16

Ibidem. Ibidem. 18 Ibidem. 17

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ricevimento dove l’attrice cercava di divertirsi per non pensare all’accaduto. Ma il pensiero dell’incidente e la curiosità erano troppo forti tanto che la diva chiamò un taxi e si fece portare sul luogo dell’incidente. Arrivati sul posto, l’attrice insieme all’autista cominciarono a chiedere se sapevano cos’era successo; si parlava di una disgrazia. Ma il disastro a cui si riferivano tutti era un altro: un vecchio si era tagliato il piede con una falce, l’incidente invece era finito bene: l’uomo

era soltanto

caduto

senza riportare danni.

L’attrice

si

sentì

improvvisamente felice e soprattutto libera, senza colpe. Si fece indicare la casa dell’uomo con cui ebbe l’incidente per andare a scusarsi ma una volta lì alla diva le venne chiusa la porta in faccia perché l’uomo e la moglie dovevano andare a letto perché il mattino seguente si sarebbero dovuti svegliare presto per andare a lavoro. Ciò che caratterizza questo episodio è quindi il senso di colpa che perseguita l’attrice, che non le permette neanche di lavorare. Ma tutto si conclude nel migliore dei modi. Anche il quarto episodio, interpretato dall’attrice D, è caratterizzato dal senso di colpa: una domenica la diva passeggiava per i prati di Villa Borghese. Era una bellissima giornata e i parchi erano affollati da tantissime persone. La donna si sentiva felice e aveva intenzione di godersi in tranquillità quella giornata soleggiata tanto che decise di sdraiarsi e magari dormire un po’. Presto si accorse però che vicino a lei c’era un uomo che la guardava con insistenza e alla fine si avvicinò a lei, si presentò e incominciò a parlare e non la finiva più. L’attrice non lo stava tanto ad ascoltare, rispondeva ogni tanto con qualche parola. Passò di lì un fotografo ambulante che insistette per scattare una fotografia ai due, «ero esasperata, c’era gente che guardava, e quando, malgrado tutto, il fotografo si preparò a scattare la fotografia, mi alzai bruscamente e con un secco “buonasera” li lasciai in mezzo al prato»19. In quel momento passarono in macchina degli amici dell’attrice che la invitarono a salire; questa si voltò verso il prato vedendo l’uomo e il fotografo uno accanto all’altro. La donna decise di rimanere e si diresse verso il prato per fare la foto, ma basto così poco perché l’attrice si ritrovò sola con il fotografo e triste per aver negato all’uomo quella fotografia. 19

Ibidem.

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Nel quinto e ultimo episodio recita l’attrice E che «vive la sua mancata maternità attraverso un oggetto sostitutivo, vale a dire la cagnolina Miscia, cui riserva cure e attenzioni filiali, ancorché patetiche»20. All’inizio dell’episodio l’attrice ci descrive i suoi due cani e l’affetto che nutre nei confronti della sua cagna Miscia che teneva sempre vicina a sé per paura che qualcuno le potesse fare del male. Capì presto che però per questo suo atteggiamento nei confronti della cagna non le faceva vivere un esistenza felice «bisognava darle marito. Volevo una cosa ben fatta, regolare. Volevo rimediare all’ingiustizia che, per colpa mia aveva subito»21. L’attrice cominciò a cercare un cane con cui poter far accoppiare Miscia e, dopo tante ricerche, trovò il marito per la sua cagna: era il cane di un ex colonnello. Il momento di coniugarli arrivò questo e provocò all’attrice una grande ansia, era molto emozionata come lo si è di solito per il matrimonio di una figlia. Il colonnello avvertì il nervosismo della donna e così cercò di distrarla mettendosi a suonare il piano; così termina l’ultimo episodio del film. Dopo aver letto il soggetto cinematografico ci accorgeremo subito di quanta distanza ci sia tra Noi donne e Siamo donne. Il risultato finale del film è ben diverso da quello che Zavattini aveva previsto: come già detto, gli episodi intitolati alle attrici famose sono quattro e non cinque, il primo episodio viene dedicato alle donne comuni che vogliono entrare a far parte del mondo del cinema e lo si fa accompagnando tante ragazze ad un concorso per la scelta di un attrice che reciterà al fianco di Isa Miranda, Ingrid Bergman, Alida valli e Anna Magnani. E, nonostante si cercasse di dimostrare, attraverso i racconti delle grandi dive, come anche loro siano persone normali, non in tutti i racconti questo è riuscito anzi, in certi casi, si è enfatizzato ulteriormente l’immagine divistica dell’attrice e la «valorizzazione della “normalità”, si riduce ad un artificio narrativo, ai loro racconti di voice over che contribuiscono paradossalmente a potenziarne il fascino spettacolare»22.

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L. CARDONE, Dive nuove e aspiranti attrici: Siamo donne (1953), …, pp. 72-77. C. Zavattini, Noi donne. Soggetto cinematografico, Archivio Cesare Zavattini-Biblioteca Panizzi (Reggio Emilia): Za Sog R 53/4-7 22 L. CARDONE, Dive nuove e aspiranti attrici: Siamo donne (1953), …, pp. 72-77. 21

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Siamo donne (1953): il film. Siamo donne, come già detto, esce nelle sale cinematografiche nel 1953. Prodotto dalla Titanus, il film è composto da cinque episodi, un concorso di bellezza come prologo e quattro episodi dedicati ognuno a una diva. Le celebrità scelte sono attrici molto note al pubblico in quel periodo: Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda e Anna Magnani. Non fu certo semplice far accettare a tutte queste attrici di condividere lo stesso cartellone cinematografico e in particolare alle due rivali Anna Magnani e Ingrid Bergman. Tra le due attrici non c’erano ottimi rapporti, anzi. Questa rivalità nasce quando a Ingrid Bergman scade il contratto settennale che la legava al produttore David Selznick. L’attrice voleva «liberarsi della sua immagine stereotipata, legata esclusivamente a ruoli romantici, e scrisse lettere a registi quali Frank Capra, Elia Kazan e Rossellini»23; quest’ultimo, la invitò a recarsi a Roma. Bergman nella sua lettera aveva chiaramente proposto a Rossellini di lavorare insieme. Quello che accadrà dopo questo incontro diventerà noto a tutti: «uno scandalo di proporzioni planetarie; il divorzio dell’attrice dal marito Petter Lindstrom; l’annullamento del matrimonio di Rossellini con Marcella De Marchis; la fine del legame tra il regista e Anna Magnani»24 e le nuove nozze tra il regista e la diva avvenute nel 1950. Era chiaro quindi che Anna Magnani non avrebbe mai accettato di farsi dirigere da Rossellini. E’ per questo motivo che Zavattini decise di affidare la direzione di ogni episodio a un regista differente: così l’episodio di Alida Valli venne affidato alla direzione di Gianni Franciolini, Roberto Rossellini diresse Ingrid Bergman, Isa Miranda venne seguita da Luigi Zampa e l’episodio di Anna Magnani lo diresse Luchino Visconti. L’episodio con cui si apre il film, 4 attrici 1 speranza, venne diretto da Alfredo Guarini.

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http://it.wikipedia.org/wiki/divismo, 3 maggio 2012. E. DAGRADA, Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini, Milano, LED, 2005, p. 7. 24

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Tutti gli episodi, tranne quello di Ingrid Bergman, hanno come denominatore comune la tematizzazione del cinema. In quello dell’attrice svedese invece il cinema non verrà mai direttamente preso in considerazione. La voce di ciascuna diva «introduce e commenta l’accaduto dichiarandolo vero»25, anche se il tutto è frutto di un’idea di Cesare Zavattini che chiese alle attrici di raccontare un episodio reale o inventato della loro vita. Le parole delle interpreti guideranno lo spettatore per l’intera durata degli episodi attraverso le loro voci over. Anche l’episodio 4 attrici 1 speranza è indirizzato dalla voce over di Anna Amendola, una delle due vincitrici del concorso. Tra un episodio e l’altro scorreranno i titoli di apertura che introdurranno la nuova attrice e il racconto. Sullo sfondo si alterneranno cartelli cinematografici che riguardano la celebrità protagonista della vicenda.

4 attrici 1 speranza.

L’episodio di apertura intitolato 4 attrici 1 speranza non era nelle intenzioni di Zavattini come mostra il primo soggetto, analizzato nei paragrafi precedenti, dove la vicenda non compare. Da dopo il 1942 il regista, come già detto, comincia ad interessarsi di concorsi di bellezza e quindi decide di contrapporre agli episodi delle attrici famose un racconto in cui dimostrare come le ragazze di quel periodo fossero attratte dal mondo del cinema e volessero entrare a farne parte. E lo fa nel modo più semplice: «la Titanus indice un vero concorso»26. Il racconto si apre con una lite tra la protagonista, Anna Amendola, e sua madre che dice alla ragazza «devi scegliere. Devi cominciare una vita di lavoro. Quello non è lavoro. Sei un’illusa, tu perdi degli anni. Vuoi andare? Vai se vuoi andare ma bada che qua non metterai più piede»27. Riusciamo a capire facilmente

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C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 120. Ibidem. 27 Siamo donne, 4 attrici 1 speranza, Alfredo Guarini, con Anna Amendola e Emma Danieli, 1953. 26

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il motivo per il quale la madre cerca di scoraggiare la figlia; ma il sogno per Anna è talmente grande che decide di andare per la sua strada e si reca negli stabilimenti Titanus dove si teneva un concorso che cercava nuovi volti. La vincitrice avrebbe recitato in un film con quattro attrici famose. L’intero concorso è guidato dalla voce dell’altoparlante, voce over, che guida le aspiranti attrici per tutte le prove. Allo stabilimento si sono presentate tantissime ragazze, da tutte le parti d’Italia e questo è testimoniabile dai loro diversi accenti e dai loro stessi racconti, come quello di Bellucci che racconta di essere arrivata da Napoli quella mattina all’alba. La prima selezione consiste nel passare davanti ad una giuria man mano che si sente il proprio nome; ai “sì” sono affidate le speranze delle concorrenti, unica parola pronunciata dal segretario della giuria che dà l’esito del primo esame. L’altoparlante invita poi le ragazze prescelte a recarsi al teatro numero uno per partecipare al pranzo durante il quale avverrà la seconda selezione. Le concorrenti entrano in una sala con lunghi tavoli apparecchiati; l’altoparlante chiede alle ragazze di non avere paura e di essere naturali. Si abbassano le luci e la macchina da presa, seguendo un riflettore, effettua delle carrellate sulle giovani. Qualcuna intimorita, qualcuna più sicura di sé, ma tutte con lo stesso obiettivo. Finita la selezione l’altoparlante chiama le ragazze che sono state scelte dalla giuria per sostenere il provino e le invita a dirigersi al reparto numero quattro dello stabilimento dove verranno preparate e truccate per sostenere la prova. Iniziano così i provini: il regista Guarini comincia a fare domande alle ragazze, chiede qualcosa della loro vita privata, chiede il motivo per il quale vogliono fare cinema e scherza con loro. Quello che colpisce particolarmente sono le risposte delle giovani. Ecco per esempio cosa risponde Cristina Fanton alla domanda del regista:

Regista: “Signorina cosa conta di fare se farà l’attrice?” Fanton: “Fare un po’ di film, guadagnare parecchi soldi, sposarmi, comprare una casetta e fare tanti putei..bambini.” 28

28

Cfr. infra, Découpage, seq. VI, Le ragazze iniziano i provini e rispondono alle domande del regista, inq. 52.

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Maria Grazia Jacomelli invece sembra essere la più pessimista del gruppo, dice che c’è ne sono tante più belle di lei; c’è chi sogna di fare cinema e pure canto; anche Luciana Gallo, che abita alla Garbatella, e dice di starci bene, sogna però la villa; c’è ancora chi non si accontenta di fare i fotoromanzi e vuole passare sul grande schermo. Il provino più lungo è quello di Emma Danieli che deve far finta di chiamare al telefono il padre e raccontargli le sue impressioni su Roma che è la prima volta che visita. Arriva alla fine il provino di Anna Amendola, l’unica che dice «studio, sto a casa e vorrei fare l’attrice possibilmente»29. Anna non dice di sognare la villa, non dice di non accontentarsi di fare i fotoromanzi, la sua risposta colpisce perché attraverso il suono della sua voce sembra venir fuori il suo desiderio più grande, quello di fare l’attrice possibilmente. Terminati i provini tutte tornano a casa, tutte tranne Anna che si fa ospitare da un’amica. Il giorno dopo le giovani aspettano con ansia il verdetto della giuria. Le ragazze che sono state prescelte alla fine sono due: Emma Danieli e Anna Amendola che si rappacifica con la madre. Attraverso una diretta radiofonica il regista Guarini trasmette l’esito del concorso. Le due giovani ragazze parteciperanno al film Siamo donne dove quattro attrici note racconteranno un episodio della loro vita privata. Così si chiude il primo episodio, attraverso il quale riusciamo anche noi spettatori a vivere quell’esperienza che 4 attrici 1 speranza riesce a documentare, mostrando come in quegli anni il sogno del cinema fosse comune a tantissime ragazze e molto diffuso. Negli anni successivi le ragazze in cerca di notorietà aumenteranno sempre più, «le audizioni di massa, i concorsi cinematografici e i concorsi di bellezza si moltiplicheranno negli anni. […] Emma Danieli, la vincitrice del concorso 4 attrici 1 speranza, sarà fra le prime Signorine Buonasera degli esordi della televisione italiana e in seguito interprete di una serie di popolarissimi sceneggiati televisivi»30.

29 30

Ibidem. C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 122.

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Alida Valli. Il secondo episodio è quello di Alida Valli diretta da Gianni Franciolini. La vicenda inizia con la voce-giuda dell’attrice che sembra avvertire lo spettatore su quello a cui sta per assistere: «Questa è la storia di una cattiveria. Non avevo nessuna voglia di raccontarla per la verità. Queste confessioni non si fanno mai volentieri, credo sia così anche per voi. Ma una volta all’anno si può essere sinceri»31. La macchina da presa inquadra l’attrice sdraiata e la sua cameriera Anna che le fa un massaggio. Alida cerca di imparare un discorso che quella sera dovrà ripetere durante un ballo dove ci saranno tanti personaggi importanti del mondo dello spettacolo. La diva è visibilmente scocciata, non vuole andare a quella serata che immagina come tutte le altre: noiose e monotone. Quella stessa sera si svolgerà la festa di fidanzamento di Anna che invita l’attrice ad andare a casa sua invece che al ballo. Alida entusiasta promette ad Anna che farà proprio così: non andrà al ballo per andare anche lei a festeggiare i fidanzati. Ma, alla fine, prevale l’interesse professionale e Alida va al ballo che si rivela come lei immaginava: ricevimenti inutili, tutti uguali e con lo stesso cerimoniale. Ed è per questo che a metà serata Alida sceglie di andare via e, visto che era ancora in tempo, decide di andare alla festa di fidanzamento di Anna. Arriva così a casa della sua cameriera dove si respira tutta un’altra aria: musica allegra di fisarmonica accompagnata dalle risate divertite degli invitati che ballano, odore di dolci appena sfornati, gente semplice che si vuole divertire. Inevitabilmente Alida viene accolta come una vera diva: tutti incominciano a sfilare davanti a lei per presentarsi e per farle i complimenti; ma lei vorrebbe una serata normale, tranquilla e per questo motivo si reca in cucina con la madre di Anna perché vuole aiutare a preparare i dolci. Franco, il fidanzato di Anna, invita la diva a ballare, si recano poi sul terrazzo da dove si vede una stazione, passa un treno. Un insieme di emozioni portano l’attrice a desiderare tutto ciò che in quel momento la circonda, una vita semplice, un ragazzo gentile, umile e tanto innamorato, tutte cose estranee alla sua quotidianità. L’attrice inizia a giocare con Franco, comincia 31

Siamo donne, Alida Valli, Gianni Franciolini, con Alida Valli, 1953.

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a sognare, ad immaginare che lui possa innamorarsi di lei e sempre più si abbandona a quel gioco, dove lei stessa sta cadendo in trappola. Tornata Anna nella sala, comincia a ballare con Franco ma Alida non riesce a smettere di guardare il ragazzo che ricambia gli sguardi intimidito; fin quando Anna inizia ad intuire qualcosa nel loro modo di guardarsi. In quel momento Alida si vergogna terribilmente e per far sparire ad Anna ogni sospetto, l’attrice dice che deve tornare al ballo e così, dopo aver salutato e ringraziato tutti, scappa via dalla festa. Termina così l’episodio di Alida Valli in cui racconta quanto in certi momenti avrebbe voluto condurre una vita normale e semplice senza gli obblighi del suo lavoro ai quali deve sottostare, dovendo anteporre sempre la sua carriera a quelli che invece sono i suoi veri desideri.

Ingrid Bergman.

Nel terzo episodio, diretto da Roberto Rossellini, recita Ingrid Bergman. La vicenda è ambientata al mare in una casa a Santa Marinella. La particolarità dell’episodio, e di come questo si apre e si sviluppa, è che l’attrice racconta in prima persona la storia rivolgendosi direttamente allo spettatore, guardando dritta nella macchina da presa, interrompendo più volte la narrazione. La vicenda sicuramente è più leggera della precedente: «Ingrid Bergman si rivela in privato una ladra di polli totalmente inadeguata al suo ruolo»32. Il racconto inizia con l’attrice che spiega, col suo italiano stentato, che il posto dove si trova lo ha comprato dalla signora Annovazzi, vecchia proprietaria di quella casa, ma che ancora vive lì per terminare i bagni di sole. Ingrid dice di aver sistemato lei la casa che era in disordine e di aver abbellito il giardino con delle piante di rose che lei ama e di cui si prende cura. Un giorno Ugo, un aiutante dell’attrice, comunica ad Ingrid che le sue rose sono state tutte rovinate; da quel momento la diva cerca di capire chi sia stato a ridurle in quello stato. Non sono 32

C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 120.

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stati i bambini, non sono stati i suoi cani e all’attrice tutto questo le sembra molto strano. Diverse volte però la donna vede gironzolare vicino alle sue rose il pollo della signora Annovazzi, «quel pollo mi fece nascere molti sospetti […] Cominciai a sorvegliarlo. Vidi varie volte gironzolare in giardino…l’ho sorpreso varie volte vicino alle rose»33 e su di lui cominciano a ricadere tutti i sospetti dell’attrice, fino al giorno in cui non lo vede zampettare tra le sue rose. Ingrid non riesce neanche più a godersi i momenti di tranquillità con i bambini visto che sta sempre a sorvegliare le sue piante. L’attrice va quindi a lamentarsi con la signora Annovazzi, le dice di fare in modo che il suo pollo non entri nel suo giardino. La donna nei confronti dell’attrice assume sempre un atteggiamento abbastanza altezzoso, sicura di sé, le corregge spesso la pronuncia e ne sottolinea continuamente gli errori di lessico e di grammatica. Una sera la diva apparecchia la tavola, quando si accorge che il pollo è sull’uscio della porta lo cattura, gli taglia il filo a cui è legato per una zampa e chiede al suo aiutante Ugo di portare in casa il suo cane Logiacono. Le intenzioni dell’attrice appaiono chiare: vuole dare il pollo in pasto al suo cane che però, una volta arrivato in casa, si intimorisce davanti all’animale. Nel frattempo arrivano in casa degli ospiti e Ingrid, presa dal panico, nasconde il pollo nell’armadio. Cerca di accogliere gli amici con aria serena ma presto l’animale comincia a schiamazzare e gli ospiti si accorgono che dentro l’armadio si nasconde qualcosa. A far precipitare la situazione è la signora Annovazzi che arriva infuriata e che dice di non trovare più il suo pollo e si dice convinta che qualcuno lì glielo abbia rubato. Anche lei sente gli schiamazzi del pollo provenire dall’armadio. A quel punto ad Ingrid, imbarazzatissima, non rimane altro che aprire il mobile, prendere l’animale e consegnarlo alla sua padrona che andando via l’accusa davanti ai suoi ospiti di essere una ladra di polli. L’episodio si chiude con l’attrice che, rivolta allo spettatore, guardando fissa nella macchina da presa, quasi si giustifica e si scusa dicendo che non voleva far mangiare il pollo al suo cane; scocciata poi dice che quella storia non l’avrebbe voluta raccontare perché sapeva che era ridicola e voltandosi va via camminando velocemente. 33

Siamo donne, Ingrid Bergman, Roberto Rossellini, con Ingrid Bergman, 1953.

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Le particolarità su cui soffermarsi in quest’episodio sono diverse: il montaggio del racconto con cui l’attrice si rivolge direttamente agli spettatori guardando dritta nella macchina da presa, cosa che nessun’altra diva farà nel film. Inoltre il racconto «è anche l’unico in cui la protagonista accetta per davvero di confessare l’inconfessabile. L’unico in cui l’attrice osa raccontare qualcosa che svela veramente una sua debolezza come donna, mettendo in luce un aspetto imbarazzante di sé»34, al contrario di ciò che fanno le altre attrici che non raccontano episodi della loro vita di donna ma della loro vita di attrice. Quello che Ingrid Bergman rivela è un fatto di vita quotidiana e normale che potrebbe accadere a chiunque. L’originalità dell’episodio sta anche nell’essere girato come se fosse un filmino amatoriale, di quelli che si girano in famiglia, da tenere per sé come quelli che realmente all’attrice piaceva girare. La diva arriva in Italia con una grande voglia di liberarsi dell’immagine che le era stata data durante gli anni di lavoro nello studio system americano: in America era una stella di primissima grandezza, «Ingrid rappresentava sullo schermo e nella vita privata un modello di perfezione»35, immagine che, dopo l’unione con Rossellini, il regista stesso provvederà a rovesciare. I ruoli che l’attrice interpreta prima del suo arrivo in Italia e quelli dopo sono completamente diversi tanto da disegnare una profonda frattura. Bergman da star acclamata diventa un’attrice molto criticata tanto che il suo consenso viene meno. La donna viene de-divizzata dal marito rappresentando «un esito inaspettato del divismo»36.

Isa Miranda.

Il quarto episodio è quello che vede come diva protagonista Isa Miranda diretta da Luigi Zampa. Anche il suo racconto si apre con la voce over dell’attrice che ci 34

E. DAGRADA, Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini, …, p. 258. 35 C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 115. 36 Ivi, p. 121.

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guida alla scoperta della sua casa-museo: «Abito all’ultimo piano di una casa isolata quasi in fondo a via Nomentana. Qui ricevo la gente del mio mestiere»37; parte la lista di nomi di pittori che l’hanno ritratta, tanti da creare una piccola galleria d’arte; la macchina da presa con una carrellata inquadra poi tutti i giornali e le riviste in cui si parla dell’attrice; su un tavolo ci sono tante foto tutte uguali della diva pronte da dare agli ammiratori che le domandano; al suo fianco un album di foto, ognuna delle quali ritrae l’attrice in un ruolo che ha interpretato nei film che l’hanno vista protagonista; sul muro appesi vediamo diplomi, premi e medaglie e infine in una libreria tutti i copioni che ha dovuto imparare a memoria. La voce over di Miranda continua a guidarci nel racconto e ci spiega come passa le giornate: la ginnastica, i lavori con i truccatori, le prove degli abiti, dei gioielli e infine l’ingresso sul set. L’attrice infine confida allo spettatore che tutte le cose che l’avrebbero potuta distrarre dal suo lavoro se l’è negate ed è per questo motivo che non ha voluto avere figli. Dopo questa premessa inizia il racconto vero e proprio della vicenda che l’attrice decide di narrare. Un giorno, al termine delle riprese, la donna decide di fare un giro per le vie della periferia di Roma prima di rientrare a casa. Guidando per una strada assiste ad un’esplosione e quindi ferma la sua auto per vedere che è successo. Lo scoppio lo ha provocato un gruppo di bambini che giocavano col carburo; nell’esplosione è rimasto ferito un bambino di nome Giancarlo che l’attrice soccorre e porta in ospedale. Notiamo subito come Isa si affeziona a Giancarlo, si prende cura di lui e, dopo che il dottore lo ha medicato, decide di accompagnarlo a casa. Arrivati nell’abitazione la donna incontra le sorelle e il fratello di Giancarlo e viene a conoscenza del fatto che i bambini si trovano a casa da soli perché la madre è andata a portare la cena al padre che quella sera rimarrà a lavoro. L’attrice sceglie allora di restare a prendersi cura dei bambini fin quando non rientrerà a casa la madre. In quest’arco di tempo la donna mette a letto Giancarlo, fa mangiare i bambini e comincia a giocare con Paola, la sorella minore. Il modo in cui la diva si prende cura dei bambini è bellissimo e dolce. Abbraccia Paoletta, si fa dare i baci, si trova subito a suo agio in quella casa in mezzo a quei bambini. Più tardi arriva la madre di 37

Siamo donne, Isa Miranda, Luigi Zampa, con Isa Miranda, 1953.

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Giancarlo che, come vede il figlio a letto con la fasciatura della medicazione nella mano, si precipita al suo capezzale disperata. L’attrice cerca di spiegarle con calma quello che è successo e che il bambino sta bene. Le due donne cominciano a parlare come se fossero amiche, la madre dei bambini le racconta dei suoi figli e chiede all’attrice se anche lei ne ha. Da questo momento in poi il viso di Isa Miranda si farà serio, malinconico: la invade la tristezza quando deve abbandonare l’abitazione e salutare i bambini. Il suo ritorno a casa è molto triste, la musica poi enfatizza il momento di solitudine che prova la donna. Ciò che caratterizza l’ultima scena, con la quale si chiude l’episodio, è che, nonostante l’ambientazione tra il primo scenario e l’ultimo sia la stessa, l’atmosfera cambia totalmente: durante la descrizione iniziale della casa dell’attrice, l’abitazione sembrava essere ricca, piena. Ora non è così, anzi appare l’esatto contrario, c’è solo l’attrice, tutto il resto, le sue medaglie, i suoi premi e riconoscimenti, il suo lavoro, sembrano perdere valore. Anche in questo episodio dunque si parla di aver sacrificato qualcosa per il lavoro che viene anteposto a tutto, e più in particolare l’attrice racconta che ha rinunciato ad avere figli per non avere distrazioni; l’accaduto dimostra però come il desiderio di maternità fosse forte nella donna.

Anna Magnani.

L’ultimo episodio, con il quale termina il film, è quello di Anna Magnani diretta da Luchino Visconti. L’attrice qui interpreta se stessa all’epoca di quando si presentava nel teatro di rivista. E la diva «non mette in scena solo se stessa ma anche il personaggio di se stessa, con annessi e connessi caratteriali negativi, certo, che però appartengono ormai alla sua consolidata mitologia di attrice, imperiosa e volitiva»38. La vicenda si apre, come nei precedenti episodi, con la 38

E. DAGRADA, Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini, …, p. 258.

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voce over della diva che introduce il racconto; «anche Visconti prevede per la Magnani una voce narrante che si rivolge al pubblico più apertamente di quanto non lo facciano Alida Valli o Isa Miranda, chiamando addirittura in causa lo stesso regista come primo destinatario dell’episodio che sta per rievocare»39:

«Adesso tocca a me. Sono Anna Magnani. Vedete quel taxi laggiù?! Ci sono io, sto andando a teatro. Dunque mi hanno chiesto di raccontarvi un episodio della mia vita. Io sono sicura che se non vi racconto una lite voi rimanete tutti delusi, non è così?! Non so perché quando si parla della Magnani, effettivamente ogni tanto per la strada mi sento dire “Lasciala sta a quella te risponne male sai”. Ho raccontato questo piccolo incidente a Visconti, gli è piaciuto e insieme adesso cerchiamo di raccontarlo a voi.»40

La macchina da presa con una carrellata segue il taxi che porta Anna in teatro; è una bellissima giornata e visto che è ancora presto la diva decide di farsi lasciare a piazza di Siena per poi continuare a piedi con la sua cagnolina fino al teatro. Scesa dal taxi la donna chiede al tassista quanto deve pagare. L’uomo risponde che il conto è di quattro e cinquanta più una lira di supplemento per il trasporto del cane. E’ così che inizia la discussione tra i due e che caratterizzerà parte del racconto. L’attrice chiede il motivo per il quale deve pagare il trasporto del suo cane visto che prende sempre il taxi e per il suo bassotto non le hanno mai fatto pagare. L’autista, mostrandole il tariffario, le risponde che per l’animale deve pagare perché è un cane che supera la taglia prevista e quindi non è considerato da grembo. Magnani ridendo le dice che lei è disposta a dare una lira in più all’uomo ma come mancia e non per il cane perché non gli spetta. Fino a quando la discussione sembra farsi più seria e i due decidono di andare a cercare una guardia; certa di trovarne una, l’attrice indica all’autista di andare al Quirinale. Qui trovano un agente al quale la diva spiega ciò che è accaduto: il risultato è che Anna si ritrova a pagare una multa perché il suo cane non ha la medaglia nel collare. La questione della lira di supplemento non viene risolta e l’agente le suggerisce di andare alla tenenza dei carabinieri in via della Dataria. Si arriva così alla parte più divertente del film in cui «Anna Magnani gioca con se stessa 39

Ibidem. Cfr. infra, Découpage, seq. XXVIII, inq. 334, Inizia l’episodio di Anna Magnani. L’attrice introduce il suo racconto. 40

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sfoggiando una spiccata autoironia»41. La caserma sembra trasformarsi nel set di una commedia comica. La diva arriva col fiatone, stanca di raccontare l’accaduto per l’ennesima volta prima ad una sentinella che non le risponde e che per questo crede sorda, ignara del regolamento militare, poi al brigadiere e dopo al maresciallo trascinandosi dietro una processione di carabinieri che la seguono divertiti. La questione si risolve con la consultazione di un vocabolario per leggere la definizione della parola grembo che sentenzierà che il bassotto dell’attrice è un cane da grembo e che quindi Anna ha ragione e non deve pagare la lira di supplemento. Contenta l’attrice saluta tutti coloro che nella caserma hanno preso parte a questo simpatico siparietto e si fa accompagnare in teatro dall’autista che si scusa dicendo di essere «in buona fede…magari ignorante, ma in buona fede»42. Nel frattempo al teatro è il caos: sono disperati perché si è fatto veramente tardi e Magnani non arriva; è giunto il momento in cui tocca a lei andare in scena ed esibirsi ma non c’è. Il direttore di scena per recuperare del tempo manda sul palco il numero che doveva essere successivo a quello della diva. Quando arriva finalmente l’attrice, già abbastanza furiosa, viene rimproverata dal regista che le dice che le avrebbe messo una multa per il ritardo. Magnani è proprio un terremoto, mette a tacere tutti e si prepara velocemente per salire sul palco. E’ arrabbiatissima ma allo spettatore non rimane che ridere nel guardare la scena interpretata dall’attrice con naturalezza e con battute per metà in dialetto romano come nel resto del film. Dopo aver indossato il vestito ed essersi aggiustati i capelli in pochissimi minuti la diva è pronta per fare il suo ingresso sul palcoscenico ed esibirsi nel suo numero in cui interpreterà La fioraia del Pincio uno dei pezzi tra quelli portati in scena da Magnani più apprezzati in quegli anni. Si abbassano le luci, comincia la musica e Anna inizia a cantare Come è bello fa l’amore quanno è sera canzone del 1939 di Martelli, Neri e Sini. Visconti qui propone una serie di inquadrature che sottolineano l’interpretazione della canzone da parte dell’attrice: appena Anna entra in scena viene inquadrata con un totale dall’alto con il suo vestito nero, un fazzoletto al collo e un mazzo di 41 42

http://www.annamagnanisito.com, 2 giugno 2012. Siamo donne, Anna Magnani, Luchino Visconti, con Anna Magnani, 1953.

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fiori; appena inizia l’esibizione la macchina da presa inquadra la diva attraverso un piano medio che ne mette in risalto la gestualità; il regista continua a stringere l’immagine, da piano medio diventa primo piano e poi primissimo piano per evidenziare il viso, lo sguardo della donna nel punto in cui l’interpretazione diventa più intensa43. Con la sua uscita dalla scena e con la chiusura del sipario termina l’episodio e il film. In questo racconto dunque Anna Magnani «svela l’arte dietro la costruzione divistica: ama recitare nella vita quanto appare vera sul palcoscenico»44 e si mostra una grande artista con tanto talento, spontanea, interprete ideale in quella stagione del cinema italiano caratterizzato da ambientazioni popolari di storie neorealiste.

43 44

Cfr. infra, Découpage, seq. XXXVII, inqq. 404-409, Anna Magnani si esibisce. C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 120.

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Conclusioni

L’importanza che riveste il mezzo cinematografico all’interno della società italiana è immensa. Oggi come ieri, o forse più di ieri, le giovani e le donne fanno di tutto per guadagnarsi un minimo di celebrità e al giorno d’oggi il sogno sembra essere più a portata di mano. I concorsi di bellezza si sono moltiplicati, milioni e milioni di ragazze si presentano ai casting per farsi conoscere, per dimostrare quello che sanno fare o solamente per mostrarsi. Anche la moda ha seguito l’evoluzione della donna nel corso del Novecento attraverso la semplificazione dell’abbigliamento e la liberazione del corpo che è diventato lo strumento di realizzazione per eccellenza. Il fenomeno si è ampliato negli ultimi decenni con la spettacolarizzazione della moda e la nascita della top model che diventa anche lei un’immagine a cui ispirarsi, spesso negativamente visto che le modelle, che non sono più tali, sono di frequente ragazze magrissime con problemi alimentari. La modella non è quindi colei che indossa le creazioni degli stilisti, ma una vera e propria icona, che di volta in volta diviene un modello di riferimento per il pubblico di massa come in passato lo erano le grandi attrici che lanciavano tendenze e le donne e le giovani cercavano di adattarsi ai nuovi canoni estetici. Oggi si punta «sul corpo femminile e sulla sensualità per aumentare gli indici d’ascolto»45; nei programmi del panorama italiano sono sempre presenti veline, letterine, meteorine che con i loro “stacchetti” in mini abiti attirano l’attenzione tra un servizio e l’altro, tra un quiz e un gioco; immagini di questo tipo sono presenti anche nei film per i ragazzi, nei cinepanettoni o in lungometraggi dove si cerca di riprodurre la realtà attraverso la «diffusa convinzione che l’unico modo

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DANIELLE HIPKINS, Who wants to be a showgirl? : audition, talent and taste in contemporary popular Italian cinema, in corso di pubblicazione, traduzione mia.

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per essere accettati socialmente e per riuscire nella vita è corrispondere a modelli veicolati dai media»46. Per fare questo, tutto è lecito. Il fenomeno del divismo è cresciuto in maniera esponenziale ed è legato soprattutto al cinema hollywoodiano. Le più grandi celebrità di oggi sono contese come testimoni dalle più grandi multinazionali di pregio; «La star cinematografica del nuovo secolo è un testimonial costoso quanto infallibile nell’incarnare il potere seduttivo degli oggetti di lusso, i più desiderati e in grado di simboleggiare lo status sociale elevato dei loro possessori»47. Le persone comuni diventano curiose, vogliono sapere tutto dei loro attori preferiti. A placare questa loro curiosità, ci pensano le riviste di gossip e pettegolezzi che riportano tutto ciò che ruota attorno ai divi del momento o a quelli che riscuotono maggior successo tra la gente. Il business attorno a queste icone, dunque, cresce sempre di più. Le raccomandazioni che nel secondo dopoguerra venivano impartite alle ragazze desiderose di trasformarsi in attrici, che in parte possono essere condivise anche oggi, mettono in evidenza i tratti nobili del mestiere. Si afferma dunque, su riviste e rotocalchi, che ciò che dovrebbe premiare un’artista è il suo talento, le emozioni che trasmette attraverso la sua recitazione. Fare l’attore è un mestiere che comporta sacrifici, studio e preparazione; chi sale sul palcoscenico deve saper comunicare con lo spettatore a cui si rivolge senza imbarazzo, bisogna restare umili. Essere attori non significa mettersi in mostra, avere un bel viso o un corpo armonioso e questa professione non la si deve scegliere per arricchirsi in maniera veloce. Recitare significa calarsi all’interno di un personaggio dimenticandosi di essere se stessi e del pubblico, cosa che non succede nel film Siamo donne in cui «Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda e Anna Magnani sono “attrici di se stesse”, partecipano alla propria radioscopia»48. Il film-confessione di Zavattini si rivela un documento di enorme valore dove grandi attrici come Valli e Miranda rivelano 46

Ibidem. C. JANDELLI, Breve storia del divismo cinematografico, …, p. 174. 48 S. PARIGI, Fisiologia dell’immagine. Il pensiero di Cesare Zavattini, Roma, Lindau, 2006, p. 338. 47

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una loro debolezza, Bergman una goffaggine che mai avrebbe pensato di rivelare e Magnani dimostra che ama recitare nella vita quanto nel suo lavoro. ChissĂ quali dive oggi avrebbero il coraggio di compiere un gesto simile davanti alla macchina da presa e quante ragazze si presenterebbero ad un concorso dove la vincitrice reciterebbe in un film con altre attrici famose. Questo per dimostrare che oggi, come ieri, il desiderio di fama, dello spettacolo e del cinema rimane un sogno per cambiare vita.

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DĂŠcoupage.

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SEQUENZA I Inqq. 1 TITOLI DI APERTURA: INIZIA IL FILM. INQUADRATURA

1. Da 0′ 00″ a 1′ 44″ Durata 1′ 44″

VISIVO Dissolvenza in apertura. Inizia il film e compaiono i titoli di apertura. Leggiamo: Una produzione TITANUS COSTELLAZIONE GUARINI Realizzata a totale beneficio dell’erigenda Casa di Riposo degli Artisti Cinematografici Italiani I titoli cambiano sempre attraverso una dissolvenza incrociata tra le parole. Compare il titolo. SIAMO DONNE Dissolvenza incrociata tra le parole. Un film ideato da CESARE ZAVATTINI Dissolvenza incrociata tra le parole. Con la collaborazione delle attrici (in ordine alfabetico) INGRID BERGMAN Dissolvenza incrociata tra le parole. ANNA MAGNANI Dissolvenza incrociata tra le parole. ISA MIRANDA Dissolvenza incrociata tra le parole. ALIDA VALLI Dissolvenza incrociata tra le parole.

SONORO Musica: colonna sonora del film.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO e dei registi (in ordine alfabetico) GIANNI FRANCIOLINI ALFREDO GUARINI ROBERTO ROSSELLINI LUCHINO VISCONTI LUIGI ZAMPA Dissolvenza incrociata tra le parole. e delle aspiranti attrici che hanno partecipato al concorso 4 ATTRICI 1 SPERANZA Dissolvenza incrociata tra le parole. Commento musicale di ALESSANDRO CICOGNINI EDIZIONI NAZIONALMUSIC MILANO Dissolvenza incrociata tra le parole. Produttore delegato ALFREDO GUARINI Dissolvenza incrociata tra le parole. Stabilimenti di produzione TITANUS Sviluppo e stampa TECNOSTAMPA Dissolvenza in chiusura. Dissolvenza in apertura. Compare il titolo: “CONCORSO 4 ATTRICI 1 SPERANZA” Dissolvenza incrociata tra le parole. Direttore della fotografia OTELLO MARTELLI A.I.C. Collabor. alla sceneg. LUIGI CHIARINI Aiuto regista

SONORO

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO NICOLO’ FERRARI Montaggio MARIO SERANDREI

SONORO

Dissolvenza incrociata tra le parole. Direttore di produzione ELIO SCARDAMAGLIA (A.D.C.) assistito da VICO VACCARO GIANCARLO CAMPIDORI Dissolvenza incrociata tra le parole. Le vincitrici del concorso ANNA AMENDOLA EMMA DANIELI Dissolvenza incrociata tra le parole. e CRISTINA DORIA CRISTINA FANTON MADELEINE FISHER LUCIANA GALLO MARIA CRISTINA GRADO MARIA GRAZIA JACOMELLI DONATELLA MARROSU GINA MELLUCCI MARA TODISCO Dissolvenza incrociata tra le parole. Diretto da ALFREDO GUARINI Dissolvenza in chiusura.

SEQUENZA II Inqq. 2-7 ANNA LASCIA LA CASA PATERNA PER IL CONCORSO CINEMATOGRAFICO. 2. Da 1′ 45″ a 2′ 24″ Durata 1′ 19″

Dissolvenza in apertura.

Anna Amendola: “Io non voglio!”

NOTE


INQUADRATURA

3. Da 2′ 24″ a 2′ 33″ Durata 9″

4. Da 2′ 34″ a 2′ 45″ Durata 12″

5. Da 2′ 45″ a 3′ 14″ Durata 1′ 9″

VISIVO Inquadratura frontale: mdp fissa sulla porta.

SONORO Madre: “Devi scegliere. Devi cominciare una vita di lavoro. Quello non è lavoro. Sei un’illusa, tu perdi degli anni. Vuoi andare? Vai se vuoi andare ma bada che qui non metterai più piede.”

Piano medio: la porta si apre, esce Anna e la madre si richiude dentro sbattendo la porta.

Rumore: porta che si chiude e passi di Anna. Musica di sottofondo.

Raccordo di direzione del movimento: dall’immagine fissa della ragazza, rimasta un attimo appoggiata alla porta, la mdp segue la giovane che inizia a camminare fino ad uscire dall’abitazione. Esterno giorno. Campo medio: Anna esce e cammina sino ad arrivare sulla strada da dove chiama un taxi che passa.

Voice Over: “Il motivo delle liti con mia madre era sempre lo stesso. Ma questa volta, forse, la porta di casa mia si era chiusa dietro me per sempre.”

Campo medio: arriva il taxi dove sale la ragazza e riparte.

Camera car: la mdp è lo sguardo della ragazza che seduta dentro il taxi vede all’esterno una fila interminabile di ragazze che si dirigono verso lo stabilimento per andare a fare il provino.

Portiere: “Buongiorno signorina,” Rumore: i passi della ragazza, il taxi che si ferma, musica di sottofondo. Anna: “Taxi.” Rumore: arriva il taxi frenando. La ragazza apre lo sportello e lo sbatte per richiuderlo. L’auto riparte. Voice Over: “Quella mattina si svolgeva in uno stabilimento…” Voice over: “…cinematografico un concorso per la scelta di nuove attrici e anch’io avevo deciso di parteciparvi.” Rumore: voci di ragazze che parlano tra di loro. Auto che avanza e suona il clacson. Altoparlante: “Attenzione, attenzione. Le partecipanti al concorso ′Quattro attrici e una speranza′…”

6. Da 3′ 14″ a 3′ 18″ Durata 4″

Inquadratura dall’alto: arriva la macchina davanti allo stabilimento facendosi largo in mezzo alla folla.

7. Da 3′ 19″ a 3′ 24″ Durata 5″

Inquadratura in piano. Piano americano: si apre lo sportello del taxi da dove esce Anna. Richiude lo sportello una volta scesa, si guarda intorno e paga il taxista.

NOTE All’inizio la voce di Anna e della madre sono voci off che si sentono attraverso la porta chiusa.

Altoparlante: “…sono pregate di non accalcarsi ai cancelli e di presentarsi al tavolo di…” Rumore: voci delle ragazze. Altoparlante: “…controllo secondo l’ordine della chiamata. Attenzione…” Rumore: portiera del taxi che si apre e che si chiude. Voci di ragazze.

La voce dell’altoparlante è una voce off.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO

SEQUENZA III Inqq. 8- 22 LE RAGAZZE SI PRESENTANO AL CONCORSO. 8. Da 3′ 25″ a 3′ 32″ Durata 7″

Inquadratura dall’alto: il taxi torna indietro per ripartire cercando di farsi spazio tra la folla.

9. Da 3′ 33″ a 3′ 34″ Durata 1″

Inquadratura dall’alto: la mdp inquadra ragazze sedute che chiacchierano.

10. Da 3′ 34″ a 3′ 35″ Durata 1″

Campo medio: la mdp inquadra le ragazze sedute insieme ad aspettare di essere chiamate. Un fotografo davanti a loro scatta delle fotografie. Piano americano: la mdp inquadra le ragazze allineate che aspettano il loro turno.

11. Da 3′ 35″ a 3′ 37″ Durata 2″ 12. Da 3′ 38″ a 3′ 40″ Durata 2″ 13. Da 3′ 41″ a 3′ 46″ Durata 5″

Inquadratura dall’alto: la mdp inquadra le ragazze che aspettano e chiacchierano tra di loro. Campo medio: la mdp è alle spalle delle ragazze che aspettano.

14. Da 3′ 47″ a 3′ 49″ Durata 2″

Inquadratura dall’alto: la mdp riprende le ragazze in fila che si accalcano.

15. Da 3′ 50″ a 3′ 52″ Durata 2″

Inquadratura dall’alto: la mdp è sopra e dietro le ragazze.

16. Da 3′ 53″ a 3′ 57″ Durata 4″

Campo medio: la mdp segue le ragazze che salgono per una strada.

17. Da 3′ 58″ a 4′ 09″ Durata 11″

Inquadratura dall’alto: la mdp è lievemente spostata sulla destra; le ragazze man mano che vengono chiamate passano davanti ad una cattedra dove è seduto un uomo. Le ragazze fanno dei cenni come per salutare. Campo medio: la mdp inquadra le ragazze che salgono su per una salita.

18. Da 4′ 10″ a 4′ 12″ Durata 2″ INQUADRATURA

Altoparlante: “…attenzione. Le partecipanti al concorso ′Quattro attrici e una speranza′ sono pregate di non accalcarsi ai cancelli.” Rumore: voci delle ragazze, taxi che riparte. Altoparlante: “Signorina Maria Grazia…” Rumore: voci delle ragazze. Altoparlante: “…Jacomelli, Elena…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…Ghireda, Luciana Gallo…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…signorina Giovanna Rocchi…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…Marisa Bianchi, Lucilla…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…Solivani. Non accalcatevi..” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…non accalcatevi ai cancelli…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…calma signorine. Anna Amendola…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…Donatella Marrosu, Rossana Galli, Emma Danieli, Iliana Mais, Madeleine Fisher, Angela Scoppelliti…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…Anna Maria Mauriello…”

NOTE


VISIVO 19. Da 4′ 13″ a 4′ 18″ Durata 5″ 20. Da 4′ 19″ a 4′ 28″ Durata 9″

21. Da 4′ 29″ a 4′ 47″ Durata 18″

22. Da 4′ 48″ a 6′ 00″ Durata 1′ 52″

Campo medio: la mdp fissa filma da dietro le ragazze che arrivano da destra e salgono su una salita. Campo lungo: la mdp fissa inquadra un paesaggio. Ogni tanto passa qualche ragazza che sale la salita da sinistra verso destra. Passa Anna Amendola che si ferma e guarda il paesaggio, va verso di questo. Dopo poco torna indietro e riprende a salire. Raccordo di direzione del movimento: la mdp segue le ragazze che salgono su una salita per arrivare nella terrazza dove c’è la giuria. La mdp si muove prima da sinistra verso destra e poi da destra verso sinistra. Campo medio: la mdp inquadra le ragazze che sono disposte in fila e aspettano che vengano chiamate una per volta. Il segretario comunica loro se sono state prescelte oppure no.

Bellucci non è stata presa e si lamenta con il segretario che è seduto spalle alla macchina da presa.

Scoppellitti non è stata presa e si ferma a chiedere spiegazioni al segretario.

SONORO Rumori: voci delle ragazze e rumore dei loro passi. Altoparlante: “…Rosa Giovannini, Marisa Funaro…” Rumori: passi delle ragazze. Altoparlante: “…Attenzione, attenzione. Attenzione, attenzione. Presentatevi nell’ordine al tavolo della giuria sulla terrazza..” Rumori: passi delle ragazze. Altoparlante: “…e sfilate lentamente davanti ai giudici. Per ultimo il segretario vi consegnerà il foglietto con il risultato delle votazioni della giuria. Renzini, Brioschi, Favero, Giovannini, Carozzo, Prenza…” Altoparlante: “Stornia” Segretario: “No” Altoparlante: “Bellucci” Segretario: “No” Bellucci: “Ma comm?Vengh’e Napoli. Stong’ca da stamattina ‘e sei e non mi facete manc’o provino?” Segretario: “Eh signorina..” Bellucci: “I non me mov’acca. Voi me l’a ite a fa” Segretario: “La giuria ha deciso così, prego andate.” Altoparlante: “Mariani” Segretario: “Sì” Altoparlante: “Storia” Segretario: “Sì, auguri” Storia: “Grazie” Altoparlante: “Bedda” Segretario: “No” Altoparlante: “Scoppellitti” Segretario: “No” Scoppellitti: “Ma perché?” Segretario: “Eh perché.. perché signorina lei ha più di 25 anni.” Scoppellitti: “Va bene.. ma una brava può fare le parti di una giovane anche se non è giovane. E’ l’arte che conta, non l’età” Segretario: “Beh capisco, ma questi sono i termini del

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO concorso, prego.” Altoparlante: “Gallo” Segretario: “Sì” Gallo: “Grazie” Altoparlante: “Carozzo” Segretario: “Sì” Carozzo: “Grazie” Altoparlante: “Fisher” Segretario: “Andiamo, avanti signorina.. sì, è contenta?” Fisher: “Non lo so” Il segretario ride. Altoparlante: “Ristori” Segretario: “Sì” Altoparlante: “Pirenza” Segretario: “No” Altoparlante: “Amendola” Segretario: “Sì” Altoparlante: “Marrosu” Segretario: “Sì” Altoparlante: “Bresciani” Segretario: “No” Altoparlante: “Jacomelli” Segretario: “Sì” Jacomelli: “Mamma mamma è sì!” Segretario: “Eh.. aspetta, c’è ancora del tempo, c’è ancora la seconda selezione”

NOTE

SEQUENZA IV Inqq. 23- 40 INIZIA IL PRANZO DURANTE IL QUALE AVVERRA’ LA SECONDA SELEZIONE. 23. Da 6′ 01″ a 6′ 41″ Durata 40″

Campo medio: la mdp inquadra Anna Amendola, Bedda e Mariani sedute attorno ad un tavolo. Passa un giovane che chiede di Funaro poi va via. Bedda si alza per andare via. Dopo che l’altoparlante comunica a chi ha passato la prima selezione di recarsi al teatro numero 1, Amendola e Mariani si alzano. Tutte le ragazze si alzano e si dirigono verso il teatro.

Altoparlante: “Funaro” Ragazzo: “Senta è lei?” Altoparlante: “Prodo” Bedda: “No no, io sono stata scartata” “Beh, io me ne vado” Mariani: “Mi dispiace che t’abbiano scartato” Bedda: “Che vuoi, sono sfortunata. Passo da tua sorella e le dico che ti è andata bene..” Mariani: “No no non dirle niente, è ancora troppo presto” Altoparlante: “Attenzione, attenzione. Le signorine che sono state prescelte alla prima selezione sono invitate a recarsi al teatro numero 1 per partecipare al pranzo durante al quale

Bedda si rivolge prima al ragazzo che passa, poi a Mariani ed Amendola.


INQUADRATURA

VISIVO

24. Da 6′ 42″ a 7′ 01″ Durata 59″

Campo medio: la mdp è posta su un angolo dello spazio ripreso. E’ dentro un teatro. Dalla parte opposta della mdp si apre una porta da dove cominciano ad entrare le ragazze che chiacchierano tra di loro.

25. Da 7′ 02″ a 7′ 08″ Durata 7″

Campo medio: la mdp è fissa e inquadra le ragazze che arrivano ad una tavola apparecchiata nella quale cominciano a prendere posto. Totale: la mdp riprende le ragazze con i loro parenti e amici che prendono posto attorno ai tavoli apparecchiati chiacchierando tra di loro.

26. Da 7′ 09″ a 7′ 16″ Durata 6″

27. Da 7′ 17″ a 7′ 28″ Durata 11″

Totale: la mdp inquadra le ragazze che continuano a sedersi nei tavoli. Si siede anche Anna Amendola guardando le ragazze sedute vicino a lei.

28. Da 7′ 29″ a 7′ 33″ Durata 4″

Inquadratura dall’alto: la mdp è rialzata sulla scena e posta in un angolo sulla destra da dove inquadra le tavolate con sedute le ragazze, parenti e amici che parlano tra di loro. Tra le tavolate passano i camerieri. Inquadratura in piano. Totale: la mdp riprende ad inquadrare le ragazze da vicino che cominciano a mangiare man mano che i camerieri servono loro le pietanze. Dopo che lo speaker augura buon appetito e richiama la musica, si abbassano le luci. La mdp mantenendo lo stesso piano, comincia una carrellata da destra verso sinistra seguendo una luce forte che punta ad una ad una le ragazze

29. Da 7′ 34″ a 8′ 18″ Durata 1′ 24″

SONORO la giuria procederà alla seconda ed ultima selezione per i provini. La giuria ringrazia tutte le altre delle quali conserva fotografie e indirizzi” Voice Over: “Stavamo per passare un nuovo esame, ciascuna pensava soltanto a sé…” Voice over: “…non avevano neanche dato un’occhiata alle escluse che se ne tornavano malinconicamente alle loro case. Devo confessare che in quel momento non pensavo più neanche a mia madre.” Rumori: voci delle ragazze, rumore dei loro passi. Rumori: voci delle ragazze, rumore dei loro passi. Altoparlante: “Attenzione, attenzione…” Altoparlante: “…potete prendere posto e sedervi dove volete, anche i parenti, anche gli amici che hanno l’invito si seggano” Rumori: voci delle ragazze, rumore dei loro passi e di sedie che si spostano. Altoparlante: “Durante il pranzo la giuria procede alla seconda ed ultima selezione per i provini. Siate semplici, Naturali. Non preoccupatevi.” Rumori: voci e risate delle ragazze, rumore di passi. Altoparlante: “Non abbiate paura dei giudici. Fate come se…” Rumori: voci delle ragazze. Altoparlante: “…non ci fosse nessuno che vi osserva. Auguri. Auguri a tutte. Buon appetito. Musica!” Musica: comincia un motivetto allegro.

NOTE


INQUADRATURA

30. Da 8′ 19″ a 8′ 26″ Durata 7″

31. Da 8′ 27″ a 8′ 29″ Durata 2″

32. Da 8′ 30″ a 8′ 36″ Durata 6″

VISIVO che mangiano e che chiacchierano tra di loro. Piano medio: la mdp continua ad inquadrare le ragazze. Due ragazze parlano tra di loro mentre il cameriere le serve e passa su di loro la luce della giuria. Piano medio: la mdp si sofferma su una ragazza che si fa bella guardandosi allo specchio e come passa su di lei la luce della giuria si abbandona a questa. Piano medio: la mdp inquadra due donne: madre e figlia e la prima aggiusta le trecce alla seconda.

SONORO Ragazza1: “Accidenti quante siamo!” Ragazza2: “Stai zitta, arrivano quelli della giuria.” Musica: di sottofondo. Musica: di sottofondo.

Jacomelli: “Mamma ma tanto è inutile c’è ne sono tante di ragazze.” Madre di Jacomelli: “Ma tu hai gli occhi”

33. Da 8′ 37″ a 8′ 43″ Durata 6″

34. Da 8′ 44″ a 8′ 48″ Durata 4″

35. Da 8′ 49″ a 9′ 14″ Durata 22″

36. Da 9′ 12″ a 9′ 14″ Durata 2″ 37. Da 9′ 15″ a 9′ 17″ Durata 2″ 38. Da 9′ 18″ a 9′ 21″ Durata 3″

Piano medio: la mdp si sofferma su altre due ragazze che parlano tra di loro. Si preparano all’arrivo della luce della giuria: una mangia, l’altra, più convinta, si aggiusta l’abito. Piano medio: la mdp inquadra altre due ragazze che mangiano e parlano.

Piano medio: la mdp inquadra Anna Amendola. Piano piano la mdp effettua una carrellata all’indietro. Finito questo movimento la mdp si ritrova in un punto più alto rispetto a quello di partenza. E’ un’inquadratura dall’alto e dall’angolo destro rispetto alla scena. Dal buio si ritorna alla luce piena. Piano medio: la mdp inquadra Danieli che, dopo che sente il suo nome, si alza incredula. Piano medio: la mdp inquadra Doria che, dopo che sente pronunciare il suo nome, fa sbocciare sul suo viso un grande sorriso e si alza. Piano medio: la mdp inquadra tre ragazze: quella centrale, Gallo, dopo che sente il suo nome si alza sorridente.

Musica: di sotto fondo. Ragazza1: “Speriamo la giuria sia imparziale” Ragazza2: “Già..speriamo!” Musica: di sottofondo. Gallo: “Per male che vadi il pranzo l’abbiamo avuto.” Ride la ragazza a cui Gallo si rivolge. Musica: di sottofondo. Altoparlante: “Attenzione, attenzione. Diamo i nomi delle signorine che la giuria ha prescelto per i provini. Le signorine nominate possono quindi recarsi al reparto numero 4 dello stabilimento per essere preparate e truccate.”

Altoparlante: “Danieli.”

Altoparlante: “Doria.”

Altoparlante: “Gallo.”

NOTE


INQUADRATURA

39. Da 9′ 22″ 9′ 32″ Durata 10″

40. Da 9′ 33″ a 9′ 46″ Durata 13″

VISIVO Piano medio: la mdp inquadra altre tre ragazze: le prime due nominate si alzano felici, la terza abbassa la testa e man mano che sente gli altri nomi, e non il suo, si rattrista. Inquadratura dall’alto: La mdp è posta in alto sull’angolo destro. Riprende i tavoli e le ragazze che si alzano quando sentono i loro nomi. L’ultima ad essere chiamata è Anna Amendola. Tra i tavoli i fotografi scattano fotografie alle ragazze scelte.

SONORO Altoparlante: “Fisher, Fanton, Solivani, Lodisco, Ristori, Pireda, Jacomelli…”

NOTE

Altoparlante: “…Mazzarini, Maes, Mariani, Amedola. Le altre concorrenti possono andarsene. Un momento, un momento. Grazie a tutte per la cordiale partecipazione e auguri per l’avvenire.”

Dopo “possono andarsene” a prendere parola è un altro speaker più gentile del primo che ringrazia le ragazze.

Rumore: voci delle ragazze.

SEQUENZA V Inqq. 41- 46 LE RAGAZZE VENGONO PREPARATE PER I PROVINI. 41. Da 9′ 47″ a 10′ 06″ Durata 59″

Totale: la mdp inquadra le ragazze che in fila passano davanti a lei; poi le inizia a seguire spostandosi verso sinistra dove c’è il truccatore che dice loro cosa devono fare. La mdp continua a seguire le ragazze poi verso destra che si dirigono nei camerini.

42. Da 10′ 07″ a 10′ 21″ Durata 14″

Totale: la mdp riprende Anna Amendola che con Doria e Fisher entra nel camerino. Anna si siede e osserva le altre due ragazze facendo tra sé considerazioni su di queste. Doria si leva la maglia e si rinfresca ad un lavandino.

43. Da 10′ 22″ a 10′ 32″ Durata 10″

Primo piano: la mdp inquadra Doria che si lava e che si guarda allo specchio. Noi vediamo il suo viso attraverso lo specchio su cui è fissa la mdp. Le ragazze poi sentono delle voci provenire dall’esterno e la mdp abbandona l’immagine riflessa sullo specchio iniziando a muoversi verso destra fino ad arrivare davanti ad una finestra aperta da dove provenivano le voci. Si vedono arrivare all’esterno due ragazze. Piano medio: la mdp inquadra Doria e Fisher che si affacciano alla finestra e ascoltano senza però rispondere a ciò che le due ragazze scartate stanno dicendo sul loro conto. Poi vanno via.

44. Da 10′ 33″ a 10′ 42″ Durata 9″

Rumore: passi delle ragazze. Accompagnatore:”Ceccarelli questo è l’elenco.” Truccatore: “Accomodatevi nei camerini e presentatevi al trucco via via che sarete chiamate.” Gallo: “Posso fare una telefonata?” Accompagnatore: “Prego si accomodi.” Voice Over: “Mi avevano assegnato un camerino con altre due ragazze: una era sicura di sé, l’altra meno. Anch’io del resto cominciavo a sentirmi un poco smarrita, sola e allora pensai a mia madre.” Rumore: acqua che esce dal rubinetto. Voce off ragazza1: “A Ti’…” Voce off ragazza2: “Che c’è?” Ragazza1: “Viè qua viè…Aaah.. a voi v’hanno scerto eh.. bella robba! Er cinema è tutta una camorra.”

Voce off ragazza2: “E si vede che ce sapete fa eh.. vi viene facile. Per fortuna che ci sono altri mestieri cchiù puliti!” Voce off ragazza1: “Ma viè via.. che stai a da retta a queste?! Stamo a perde tempo qua!”


INQUADRATURA

45. Da 10′ 43″ a 11′ 36″ Durata 1′ 33″

46. Da 11′ 37″ a 13′ 03″ Durata 1′ 06″

VISIVO Piano americano: la mdp segue Anna Amendola che esce dal camerino e si dirige verso il telefono da dove Gallo sta chiamando il padre;. Anna rimane ad ascoltare la telefonata e come Gallo finisce la conversazione, prende lei il telefono e chiama la madre che però non è in casa. Dal viso di Anna capiamo che la voglia di sentire la madre era tanta e che quindi, non trovandola, rimane delusa. Passa vicino ad Anna Fisher che rivolgendosi a lei le dice che è arrivato il loro turno e che devono essere truccate. La mdp segue Fisher che si dirige verso il trucco da destra verso sinistra e si siede. Totale: la mdp fissa dalla destra Danieli, Fisher e un’altra ragazza che stanno al trucco. Le ragazze parlano tra di loro fantasticando sul loro futuro.

SONORO Gallo: “Scusi sa ma sono andata a chiamare papà lavora lì vicino, sa è un bar questo e alla Garbatella ci sono pochi telefoni.” (rivolgendosi ad Anna) “Papà papà, sì sono io!Sì, tra poco mi fanno il provino. Certo papà. Senti, c’è gente che deve telefonare..Sì papà telefono dopo. Ciao papà ciao, grazie.” (rivolgendosi al padre) Anna: “Pronto Maria? C’è mamma per favore? Sì, sono Anna. Ah.. non c’è..” Fisher: “Tocca a noi!” Truccatore: “Si accomodi signorina.”

Ragazza1: “E’ che mio padre è ufficiale in Africa e allora dovrei andare giù anch’io, ma di lasciare l’Italia..non mi va proprio.. Dovrei vincere il concorso e allora potrei rimanere qui!” Danieli: “Certo sarebbe bello.. in un film dove ci sono la Bergman, la Magnani, la Miranda, la Valli e Danieli..” La ragazza 1 ride. Danieli: “Sarebbe bello no?!” Fisher: “Sì sì”

SEQUENZA VI Inqq. 47- 70 LE RAGAZZE INIZIANO I PROVINI E RISPONDONO ALLE DOMANDE DEL REGISTA. 47. Da 12′ 04″ a 12′ 18″ Durata 14″

48. Da 12′ 19″ a 12′ 20″ Durata 1″ 49. Da 12′ 21″ a 12′ 44″ Durata 23″

Totale: la mdp inquadra da dietro tutte le ragazze sedute. Il regista chiama Doria. La mdp segue la ragazza da sinistra verso destra che si alza e si dirige, con una camminata abbastanza atteggiata, verso una scrivania dove si siede nella sedia vicino. La mdp effettua uno zoom sulla ragazza sino a diventare un primo piano. Primo piano: la mdp inquadra Anna Amendola che guarda, forse un po’ spaventata, il provino di Doria. Primo piano: la mdp inquadra Doria pronta a fare il provino. Prima di iniziare con le domande il ciakista batte la clachette sul ciak che dà inizio al provino. Il regista fa una

Regista: “Signorina Doria.” Voice Over: “I provini non erano come io mi ero immaginata. Il regista non ci faceva recitare delle scene ma ci interrogava sulla nostra vita.” Regista: “Non si preoccupi, le farò delle domande e lei mi risponderà come un amico.” Voce off del regista: “Motore!”

Ciakista: “Ciak provino Doria.” Rumore della clachette che viene battuta sul ciak.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO domanda che Doria non si aspettava e la ragazza ride poi inizia a dare la risposta. La ragazza è sicura di sé e sempre sorridente.

SONORO Regista: “Che cosa ne pensa degli uomini?” Doria (ride) : “Non so..” Regista: “Come non sa?!” Doria: “Ner senso sì me piacciono?” Regista: “Sì” Doria: “Certo l’ommini me piacciono, ma danno troppo fastidio, non se po’ uscì in pace, te seguono come poliziotti, te dicono certe parolacce.”

50. Da 12′ 45″ a 12′ 46″ Durata 1″ 51. Da 12′ 47″ a 13′ 04″ Durata 57″

Primo piano: la mdp inquadra Anna Amendola che ride. Primo piano: la mdp inquadra Doria che continua a fare il provino.

Rumore: risate delle ragazze.

52. Da 13′ 05″ a 13′ 16″ Durata 11″

Piano americano: dopo la battuta del ciak la mdp si sofferma sull’immagine di Fanton che sorridente fa il suo provino.

53. Da 13′ 17″ a 13′ 36″ Durata 19″

Piano americano: la mdp inquadra, leggermente da destra, la ragazza che risponde alla domanda del regista.

54. Da 13′ 37″ a 14′ 01″ Durata 1′ 4″

Piano americano: la mdp inquadra, leggermente da destra, Jacomelli che, appoggiata al tavolo e un po’ impacciata, sostiene il suo provino. E’ abbastanza negativa nonostante il regista, facendole dei complimenti, cerchi di incoraggiarla.

Doria: “Dio mio non è mica tutta colpa loro, ma..noi che c’avemo.. me posso esprime liberamente?! Ebbè noi che abbiamo un po’ di.. seno, non potemo uscì de casa, e allora? che dovemo fa?” Ciakista: “Provino Fanton. ” Rumore della clachette che batte sul ciak. Regista: “Signorina cosa conta di fare se farà l’attrice?” Fanton: “Fare un po’ di film, guadagnare parecchi soldi, sposarmi, comprare una casetta e fare tanti putei.. bambini.” Ragazza: “Io stavo lì sotto il sole che sudavo, cercavo di asciugarmi e più mi asciugavo il sudore e più sudavo. Poi a un certo momento hanno aperto i cancelli e c’hanno fatto mandare su al piazzale. C’era la giuria e c’era anche lei.” Regista: “Ahahah.. già!” Ragazza: “Ad un certo momento fanno adesso si mangia. Tutti sono..meno male che si mangia, almeno c’era il pranzo.” Jacomelli: “Io invece credo che oggi sia proprio un tentativo inutile perché..” Regista: “Perché? Sei carina..” Jacomelli: “..no affatto!C’è ne sono tante più belle di me, che sono..” Regista: “Sorridi, sorridi un po’..” Jacomelli: “Non posso! Ho l’apparecchio!” Regista: “Hai l’apparecchio? Se hai dei denti bellissimi, a che serve?” Jacomelli: “E’ per raddrizzarli!”

NOTE


INQUADRATURA

55. Da 14′ 02″ a 14′ 14″ Durata 12″

VISIVO Piano americano: la mdp, sempre leggermente da destra, riprende Marrosu che risponde alle domande del regista.

56. Da 14′ 15″ a 14′ 24″ Durata 9″

Piano americano: la mdp inquadra la ragazza che fa il suo provino.

57. Da 14′ 25″ a 14′ 36″ Durata 11″

Piano americano: la mdp, leggermente spostata sulla destra, inquadra Gallo che fa il suo provino.

58. Da 14′ 37″ a 14′ 48″ Durata 11″

Piano americano: la mdp inquadra, leggermente spostata sulla destra, la ragazza che con molta sicurezza espone il suo pensiero e risponde al regista.

59. Da 14′ 49″ a 15′ 07″ Durata 58″

Piano americano: la mdp, lievemente spostata sulla destra, inquadra la ragazza che fa il suo provino.

60. Da 15′ 08″ a 17′ 24″ Durata 2′ 16″

Totale: la mdp inquadra l’intera scena: in primo piano c’è un tavolo con sopra un telefono e vicino una sedia. La ragazza arriva da dietro dopo che la chiama il regista. Danieli si mette al fianco del tavolo e comincia a rispondere alle domande del regista. Il regista poi fa sedere la ragazza e la mdp segue questo spostamento da sinistra verso destra. La mdp effettua poi, molto lentamente, uno

SONORO Ciakista: “Provino Marrosu.” Rumore della clachette che batte sul ciak. Regista: “Dov’è nata signorina?” Marrosu: “A Roma.” Regista: “Ha preparato qualcosa per il provino?” Marrosu: “Sì, avevo preparato un pezzo di Scampolo, ma me lo so scordato.” Ragazza: “Beh io vorrei fare cinema e canto.” Regista: “E ha già studiato un po’?” Ragazza: “Sì, sette mesi. Ma poi non avendo più possibilità, non ho studiato più.” Gallo: “..e vorrei abitare in una villa.” Regista: “Dove abita adesso?” Gallo. “Ecco io abito alla Garbatella” Regista: “E non ci sta bene alla Garbatella?” Gallo: “No, anzi..mi ci trovo benissimo..però sogno la villa.” Ragazza: “Sono sicurissima che arriverò..non so quando, potrei metterci un mese, una settimana, degli anni, non ha importanza, so che arriverò però!” Regista: E’ giovane..” Ragazza: “Sì, posso perdere tempo..” Regista: “E lavora nei fumetti?” Ragazza: “Sì i fotoromanzi finiscono sempre in bene” Regista: “E adesso lei vuole far del cinema?” Ragazza: “Sì è proprio perché..vede, il fotoromanzo, quando poi escono sui giornali, non..non sono molto belli come quando si vedono nei provini.” Ciakista: “Provino Danieli” Rumore della clachette che batte sul ciak. Regista: “Venga avanti signorina.” Rumore dei passi della ragazza. Regista: “Di dov’è lei?” Danieli: “Di Mantova.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO zoom sulla ragazza fino ad arrivare ad un primo piano su di lei che manterrà sino alla fine del provino.

SONORO Regista: “Mantova Mantova?” Danieli: “No, di Buscoldo.” Regista: “E allora perché dice Mantova?” Danieli: “Perché è un po’ più importante.” Regista: “Cosa fa lei a Buscoldo?” Danieli: “Studio.” Regista: “Bene, si accomodi.” Danieli: “Grazie.” Rumore dei passi della ragazza. Regista: “E’ mai stata a Roma?” Danieli: “No, è la prima volta che ci vengo.” Regista: “E cosa l’ha colpita di più?” Danieli: “Tutto. Al papà ho scritto che è stato il Colosseo quello che mi ha fatto maggiore impressione.” Regista: “Cosa fa suo padre a Buscoldo?” Danieli: “Mio padre prima aveva i cavalli. Adesso ha comprato un camion col quale trasporta la merce che c’è dalle nostre parti: la paglia, il fieno, il vino, tutto quello che gli capita insomma.” Regista: “Vuole provare a telefonare a suo padre? Sì, faccia finta di essere in una cabina telefonica. Lì c’è il telefono..” Rumore del telefono come la ragazza alza la cornetta. Danieli: “Ma io non so che cosa dire..” Regista: “Avanti, provi..” Danieli: “Papà, papà sì sono io Emma.. senta è troppo difficile, io non c’è la faccio..” Regista: “Provi su provi..provi..” Danieli: “Papà.. è stata una meravigliosa impressione papà.. anche la mamma sì, anche la mamma era come me.. abbiamo camminato tutta mattina e non ci siamo mai stancate.. una cosa era sempre più bella dell’altra. Sai alla mamma la cosa che è piaciuta di più è stata Villa Borghese perché ci sono le panchine per sedersi e perché c’è il verde come da noi.. come da noi papà.. sì.. papà.. voglio tornare a casa papà.. voglio tornare papà.. oh no, non preoccuparti papà.. è stato soltanto un momento di nostalgia. No..non è

NOTE Notiamo come Emma Danieli rispetto alle altre ragazze parli un italiano più corretto e senza usare regionalismi o un accento marcato particolare.


INQUADRATURA

VISIVO

61. Da 17′ 25″ a 17′ 28″ Durata 3″

Piano americano: la mdp per la prima volta inquadra il regista di fianco ad una grossa telecamera piena di luci che, finito il provino di Danieli, si spengono. Il regista poi, girandosi per chiamare la prossima ragazza, da le spalle alla macchina da presa. Totale: la mdp inquadra Anna Amendola seduta in mezzo a tante sedie rimaste vuote. Anna si alza e si dirige verso il centro della scena dove c’è il tavolo col telefono e la sedia. Anna si siede.

62. Da 17′ 29″ a 17′ 41″ Durata 12″

63. Da 17′ 42″ a 17′ 43″ Durata 1″

65. Da 17′ 47″ a 17′ 48″ Durata 1″ 66. Da 17′ 49″ a 17′ 50″ Durata 1″

Totale: la mdp inquadra un operatore che aggiusta e prepara una luce per il prossimo provino. Piano medio: la mdp inquadra Anna Amendola che guarda gli operatori che preparano intorno a lei la scena. Totale: la mdp inquadra l’ombra di un operatore che prepara una luce. Piano medio: la mdp torna su Anna Amendola che continua a guardarsi intorno.

67. Da 17′ 51″ a 17′ 53″ Durata 2″

Totale: la mdp inquadra le luci accese del teatro.

68. Da 17′ 54″ a 17′ 56″ Durata 2″

Totale: la mdp inquadra degli operatori, poi un uomo e una donna seduti ad un tavolo che parlano tra di loro e scrivono, un altro uomo passa poi dietro il tavolo. Campo medio: la mdp torna su Anna Amendola che continua a guardarsi attorno. Compare il ciak e dopo il via parte il provino.

64. Da 17′ 44″ a 17′ 46″ Durata 2″

69. Da 17′ 57″ a 18′ 05″ Durata 8″

SONORO che non mi piace fare del cinema..” Regista: “Va bene grazie..avanti un’altra!”

Voce off da uomo: “Anna Amendola” Voice Over: “E finalmente venne il mio turno. Ora ero io davanti a tanti occhi. Io sola.” Rumore: passi di Anna, voci degli operatori. Comincia una musica di sottofondo. Rumore: voci degli operatori. Musica: di sottofondo. Rumore: voci degli operatori. Musica: di sottofondo. Rumore: asta della luce che si abbassa. Musica: di sottofondo. Musica: di sottofondo. Voice Over: “Ma a poco a poco spariva tutto..” Musica: di sottofondo. Voice Over: “..restavo io e la macchina da presa.” Rumore: voci degli operatori, rumori degli oggetti di scena. Musica: di sottofondo. Voice Over: “Io e la macchina…” Rumore: voci degli operatori. Musica: di sottofondo. Voice Over: “..nella quale vedevo riflessa la mia faccia.” Ciakista: “Provino Amendola.”

70. Da 18′ 06″ a 18′ 32″ Durata 26″

La mdp effettua uno zoom. Inizialmente si vede il regista affianco alla cinepresa e dietro questa

Rumore: la clachette che batte sul ciak. Regista: “Signorina che cosa pensava che fosse il provino? Si è preparata qualcosa? Qualche scena?”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO l’operatore. Lo zoom ci porta piano piano dentro l’obiettivo della telecamera dove, dal buio, compare riflessa l’immagine di Anna che sta rispondendo alle domande del regista. L’immagine di Anna diventa sempre più nitida finche dall’inquadratura scompare l’obiettivo e nel buio rimane solo lei. L’inquadratura si conclude con una dissolvenza in chiusura.

SONORO Anna: “Sì, ma non so..ora preferirei che mi chiedesse qualcosa lei.” Regista: “Va bene, parliamo di lei.” Anna: “Mah..non so. Studio, sto a casa e vorrei fare l’attrice possibilmente” Regista: “E che cosa ne penano a casa?” Anna: “Beh..lasciamo stare..”

NOTE

SEQUENZA VII Inqq. 71-72 DURANTE LA NOTTE ANNA SI FA OSPITARE DA UNA SUA AMICA MA NON RIESCE A DORMIRE. 71. Da 18′ 33″ a 19′ 16″ Durata 1′ 23″

72. Da 19′ 17″ a 19′ 23″ Durata 6″

Dissolvenza in apertura.

Musica: di sottofondo.

Totale. Notte. La mdp inquadra un letto dove dormono Anna e una sua amica. Anna si sveglia, accende la luce, guarda che ore sono e spegne la luce. La ragazza si rigira nel letto finche non si alza e si avvicina alla finestra. La mdp segue la ragazza da sinistra verso destra. Anna apre le tende della finestra e guarda fuori. Raccordo di sguardo: la mdp riprende ciò che vede Anna dalla finestra. Campo medio: la mdp inquadra una strada in discesa da dove scende qualcuno in bicicletta.

Voice Over: “Ero andata da un’amica che abitava di fronte a casa mia. Da mia madre non me l’ero sentita di tornarci. Per farmi perdonare avrei dovuto rinunciare per sempre alla speranza di fare del cinema. Mia madre mi aveva fatta cercare qui e io avevo fatto dire che non c’ero, come lei. Pensavo alla mia vita, al concorso, al mio avvenire insomma, non sapevo bene…” Voice Over: “…ma ormai era questione di ore , in giornata la giuria avrebbe preso la sua decisione.”

Dissolvenza in chiusura.

SEQUENZA VIII Inqq. 73-83 LE RAGAZZE SONO FUORI DALLA SALA DI PROIEZIONE E ASPETTANO I RISULTATI DEI PROVINI. ESCE UN RAGAZZO SUL PIAZZALE E CHIAMA EMMA DANIELI E ANNA AMENDOLA. 73. Da 19′ 24″ a 19′ 40″ Durata 16″

Dissolvenza in apertura.

Rumore: risate delle tre ragazze.

Esterno giorno. Campo medio: la mdp segue tre ragazze da sinistra verso destra che, da un muretto, si dirigono verso la sala di proiezione passando per un giardinetto dove ci sono dei tavoli con sedute le altre ragazze che aspettano l’esito dei provini.

Ragazza1: “Andiamo in sala di proiezione?” Ragazza2: “Sì, andiamo!” Musica: di sottofondo. Rumore: passi delle ragazze e del chiacchierio delle persone sedute nei tavoli. Voice Over: “Il grande momento era arrivato, il momento veramente decisivo..”


INQUADRATURA

74. Da 19′ 41″ a 19′ 50″ Durata 9″

75. Da 19′ 51″ a 19′ 52″ Durata 1″ 76. Da 19′ 53″ a 20′ 06″ Durata 13″

VISIVO Campo medio: la mdp inquadra Anna Amendola seduta al suo tavolo da sola con un calice sul tavolo.

Totale: la mdp inquadra due ragazze che sono davanti alla porta chiusa della sala di proiezione. Piano americano: la mdp inquadra le due ragazze da dietro che aprono la porta della sala di proiezione dove la giuria in quel momento sta guardando il provino di Emma Danieli. Arriva da dentro un ragazzo dicendo alle ragazze di aspettare e si richiude dentro.

SONORO Musica: di sottofondo. Voice over: “…tutte nascondevano la loro emozione ma erano come me, piene di ansia. Lì a pochi metri da noi, da ore e ore stavano esaminando i nostri provini.” Musica: di sottofondo.

Musica: di sottofondo. Rumore: porta della sala di proiezione che si apre, voce di Emma Danieli riprodotta dentro la sala. Ragazzo: “Un momento ragazze tra poco ci saranno i risultati.” Ragazze: “Bene.” Rumore: porta che si chiude.

77. Da 20′ 07″ a 20′ 21″ Durata 14″

Campo medio: la mdp inquadra Doria seduta al tavolo circondata da quattro giornalisti che le fanno delle domande

78. Da 20′ 22″ a 20′ 27″ Durata 5″

Campo medio: la mdp inquadra Jacomelli con un’altra ragazza sedute ad un tavolo che parlano. Campo medio: la mdp inquadra Emma Danieli con la madre e un’altra ragazza sedute ad un tavolo che parlano e aspettano il verdetto della giuria.

79. Da 20′ 28″ a 20′ 43″ Durata 15″

80. Da 20′ 44″ a 20′ 57″

Campo medio: la mdp inquadra una ragazza

Ragazza1: “E io aspetto qui!” Giornalista: “Dica signorina se lei riuscisse con che attore vorrebbe recitare?” Doria: “Se fosse un attore americano Gregory Peck e se fosse italiano Warter Chiari.” Giornalista: “Come un attore drammatico e un attore comico!?” Doria: “Sì sì sì io me sento tutte le corde” Jacomelli: “Sai ho paura delle trecce, io volevo tagliarla ma la mamma è un po’ antica e ci ha fatto una tragedia.” Danieli: “Si sente male signorina?” Ragazza: “No, no, non è niente.” Madre di Danieli: “Ha bisogno che le vado a prendere qualcosa?” Danieli: “Che cosa vuole signorina?” Ragazza: “No niente grazie..è che fanno aspettare, fanno morire ad aspettare così.” Danieli: “Sì è vero..noi abbiamo perso tre treni. Si voleva partire col fresco e invece…” Compagno della ragazza: “Ma la giuria poteva fa le cose

NOTE


INQUADRATURA Durata 13″

VISIVO seduta al tavolo con quattro uomini che parlano. Si capisce che quello seduto alla sua sinistra è il suo compagno. Aspettano l’esito della giuria.

81. Da 20′ 58″ a 21′ 02″ Durata 4″

Campo medio: la mdp inquadra diverse ragazze che aspettano. Dalla porta di fronte esce un ragazzo che richiama l’attenzione e chiama Emma Danieli. Campo medio: la mdp torna al tavolo di Emma Danieli che sorridendo si alza e va verso la sala di proiezione.

82. Da 21′ 03″ a 21′ 10″ Durata 7″

83. Da 21′ 11″ a 21′ 47″ Durata 36″

Campo medio: la mdp riprende Anna Amendola seduta sola al tavolo. Arriva da destra una macchina da dove scende la madre che si avvicina ad Anna. La macchina da presa effettua uno zoom e si avvicina alle donne inquadrandole dalla vita in su. Le due donne parlano fino a quando Anna non viene chiamata per recarsi in sala di proiezione. Madre e figlia si guardano e si sorridono. La mdp segue Anna da destra verso sinistra che entra in sala di proiezione. La mdp si sofferma sull’uomo e sulla gente che lo circonda.

SONORO più giuste. A certe la hanno fatto il provino così lungo.” Uomo1: “Ma a te, te conviene che perde perché se vince quella te diventa ‘na diva e te lascia al porticciolo.” Ragazza: “Eh..quando c’è l’amore.” Uomo2: “Ma sì te saluto.” Compagno della ragazza: “E fatti l’affari tua.” Uomo1: “E capirai.” Rumore: chiacchierio di ragazze.

NOTE

Ragazzo: “Attenzione signorine. La signorina Emma Danieli…” Rumore: voci di ragazze. Ragazzo: “..è pregata di presentarsi in sala di proiezione. Signorina Emma Danieli.” Rumori: voci di ragazze, motore dell’auto che arriva, sportello che si apre e che si chiude, passi della madre di Anna. Anna: “Mamma.” Madre: “Dove sei stata stanotte?” Anna: “Da Pina.” Ragazzo: “Signorina Anna Amendola. La signorina Anna Amendola è pregata di presentarsi in sala di proiezione. Attenzione, attenzione. Tutte le ragazze ammesse ai provini potranno partecipare alle riprese del film” Uomo: “’A buffoni!”

Inizialmente la voce del ragazzo è una voce off.

SEQUENZA IX Inqq. 84-89 IN UNA DIRETTA TELEVISIVA, DAGLI STABILIMENTI TITANUS DI ROMA, LA GIURIA PROCLAMA EMMA DANIELI E ANNA AMENDOLA VINCITRICI DEL CONCORSO “4 ATTRICI 1 SPERANZA”. 84. Da 21′ 48″ a 22′ 00″ Durata 12″

85. Da 22′ 01″ a 22′ 17″ Durata 16″

Campo medio: la mdp segue Anna che entra in sala di proiezione. Passa davanti al tavolo della giuria, attraversa la sala e va a sedersi vicino a Emma Danieli. Campo medio: la mdp inquadra la giuria seduta intorno ad un tavolo: tre persone sono sedute al centro del tavolo, in piedi c’è il regista e alla destra del tavolo, in piedi, c’è il presentatore.

Rumore: passi di Anna.

Presentatore: “Amici ascoltatori, buona sera. Vi parliamo dagli stabilimenti Titanus in Roma da dove vi trasmettiamo l’esito del concorso ‘4 attrici 1 speranza’. Il microfono al regista Guarini.” Regista: “Dopo lunghe discussioni la giuria ha deciso di


INQUADRATURA

VISIVO

86. Da 22′ 18″ a 22′ 23″ Durata 5″

Piano americano: la mdp inquadra le due vincitrici del concorso.

87. Da 22′ 24″ a 22′ 27″ Durata 3″ 88. Da 22′ 28″ a 22′ 38″ Durata 10″

Primo piano: la mdp inquadra il presentatore che riprende la parola. Primo piano: la mdp inquadra da destra le due vincitrici che si guardano sorridenti.

89. Da 22′ 39″ a 23′ 24″ Durata 1′ 25″

Campo medio: la mdp inquadra le due ragazze da sinistra che si alzano. La mdp le segue per poi alzare l’inquadratura e riprendere uno schermo. La mdp effettua uno zoom su di questo dove cominciano i titoli di apertura del primo episodio del film “Siamo donne”, quello con Alida Valli. Si legge: ALIDA VALLI Diretta da GIANNI FRANCIOLINI Cominciano a scorrere sul video i nomi di: direttore della fotografia ENZO SERAFIN A.I.C. collab.scenegg. GIORGIO PROSPERI aiuto regista MARCELLO DI LAURINO montaggio ADRIANA NOVELLI direttore di produzione MARCELLO D’AMICO assistito da GIORGIO RIGANTI E PIETRO NOTARIANNI Sotto tutti i nomi scorrono una dopo l’altra delle foto, articoli e locandine cinematografiche dell’attrice dell’episodio.

SONORO proclamare vincitrici non una, ma due concorrenti…” Regista: “…Emma Danieli e Anna Amendola. Auguri signorine.” Presentatore: “Così queste ragazze, visibilmente commosse, entreranno nel mondo del cinema e racconteranno…” Presentatore: “…la storia del loro esordio, partecipando al film ‘Siamo donne’ dove quattro attrici illustri narrano un episodio della loro vita privata. Avvicinatevi al microfono signorine. Questa è la prima intervista della vostra carriera.” Parte la musica.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO Dissolvenza in chiusura.

SONORO

NOTE

SEQUENZA X Inqq. 90-94 INIZIA L’EPISODIO DI ALIDA VALLI. L’ATTRICE NELLA SUA CAMERA DIALOGA CON LA SUA MASSAGGIATRICE ANNA. 90. Da 23′ 25″ a 24′ 08″ Durata 1′ 23″

Dissolvenza in apertura. Primo piano: la mdp è spostata lievemente sulla destra e inquadra Alida Valli distesa a pancia in giù su un letto con la schiena nuda. Legge un fogliettino ripetendone il suo contenuto. Zoom indietro: la mdp inquadra ora l’intera stanza dove si svolge la scena. Nell’inquadratura ora vediamo anche la massaggiatrice e una fotografa che gira intorno al letto e scatta delle foto. Passa dietro il letto una cameriera con un vaso di fiori in mano.

91. Da 24′ 09″ a 24′ 11″ Durata 2″

92. Da 24′ 12″ a 24′ 13″ Durata 1″ 93. Da 24′ 13″ a 24′ 17″ Durata 4″

94. Da 24′ 18″ a 25′ 44″ Durata 1′ 26″

Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli che si gira per farsi fotografare. La massaggiatrice sul lato destro dell’attrice le dice qualcosa. Primo piano: la mdp inquadra la fotografa che si porta vicino agli occhi la macchina fotografica per scattare una foto all’attrice. Campo medio: la mdp inquadra l’attrice che parla e sorride guardando verso di questa che in quel momento diventa la macchina fotografica. Alida Valli toglie con la mano una fascia dalla testa che le conteneva i capelli che lascia cadere sul viso e poi tira indietro con la mano. Campo medio: la mdp è nuovamente posta lievemente sulla destra e inquadra Alida Valli che si ristende nel letto e la massaggiatrice riprende a massaggiarla. Squilla il telefono e da dietro arriva la cameriera che risponde al telefono. L’attrice dice alla cameriera che se la telefonata fosse stata per lei, doveva dire che non c’era. Ma la telefonata è per Anna. La cameriera tiene la cornetta ad Anna che parla con il fidanzato. Nel frattempo Alida Valli

Rumore: mani della massaggiatrice che sbattono sulla schiena di Alida Valli. Musica: motivetto allegro di sottofondo. Voice Over: “Questa è la storia di una cattiveria. Non avevo nessuna voglia di raccontarla per la verità. Queste confessioni non si fanno mai volentieri, credo che sia così anche per voi. Ma una volta all’anno si può essere sinceri. Quel giorno non ero di buon umore. Ero tornata dall’America dopo una lunga assenza per girare un film. Avevo lasciato i miei figli a Los Angeles e li avrei rivisti solo dopo un mese, due mesi, tre mesi. Era questo distacco certamente che mi metteva in uno stato..” Musica: motivetto allegro di sottofondo. Voice Over: “..d’animo di continua scontentezza. Anche il mio lavoro..” Musica: motivetto allegro di sottofondo. Voice Over:”..mi sembrava..” Musica: motivetto allegro di sottofondo. Voice Over: “..insopportabile e ne vedevo solo i sacrifici e le finzioni insomma.”

Musica: motivetto allegro di sottofondo. Rumore: squillo del telefono. Alida Valli:“Hai finito?” Anna: “Non ancora Alida.” Alida Valli: “Uff..Rina rispondi tu.” (rivolgendosi alla cameriera Rina) “Vediamo se riesco a imparare questo io. Non ci sono per nessuno eh..” (nuovamente riferendosi a Rina)


INQUADRATURA

VISIVO continua a ripetere il suo discorso. Nella parte destra dell’inquadratura, sul divano dietro al letto, vediamo sedersi la fotografa.

Piano americano, frontale: Anna finisce di parlare al telefono e inizia a dialogare con l’attrice.

Alida Valli si alza dal letto. Anna l’aiuta a infilarsi la vestaglia. La mdp segue lo spostamento di Alida Valli che dal letto va verso destra arrivando davanti a un caminetto per poi tornare sulla sinistra davanti al letto dove c’è Anna. Riprendono a parlare e dopo che Alida Valli promette ad Anna che parteciperà alla festa del suo fidanzamento si abbracciano.

Dissolvenza incrociata.

SONORO Rina (riferendosi all’attrice): “Va bene signora.” (poi risponde al telefono): “Pronto chi parla?” Alida Valli (ripete il suo discorso): “Siamo lieti di partecipare..” Rina: “Non è per lei, è per la signorina Anna.” Anna: “Per me?” Rina: “Sì.” Anna: “Pronto?! Ah..sei tu. Sì sì va bene sì. Ciao. Fra un’ora sì, ciao. (parlando al telefono) “Grazie. ” (rivolto a Rina) Anna (rivolta all’attrice): “Scusi signora era..” Alida Valli: “Sì, ho capito.” Anna: “Sa, stasera ci fidanziamo..” Alida Valli: “Ma come?! Ti fidanzi e non mi dici nulla? E perché non mi hai invitata?” Anna (ride): “Tanto lei non sarebbe venuta.” Alida Valli:”Cosa ne sai tu?” Anna: “Davvero? Allora venga! Si figuri a casa mia sarebbero tutti contenti.” Alida Valli: “E’ stasera?” Anna: “Sì, stasera.” Alida Valli: “Ma c’è il ballo stasera. Ho il discorso da imparare. Vedi che non riesco a ricordarmi niente?! Aspetta..come dice questo benedetto discorso? «Noi del cinema siamo lieti di partecipare alla manifestazione» ecco e mi fermo lì! Figurati che cosa me ne importa..ma è mai possibile che non si possa passare una serata tranquilli?!” Anna: “Eh..signora Alida io non mi lamenterei nei suoi panni.” Alida Valli: “Sì ma..non posso mai fare quello che voglio. Capisci?! Quello che mi piace. Anna, sai che cosa faccio?!” Anna: “Eh..” Alida Valli: “Io al ballo non ci vado questa sera. Vengo da te!” Anna: “No?!” Alida Valli: “Sei contenta?” Anna: “No?!” Alida Valli: “Vengo da te eh?!” Anna: “Sono contentissima! Sì, magari.”

NOTE

Alida Valli vorrebbe partecipare al fidanzamento di Anna ma per quella sera ha già un impegno del quale però non è per niente interessata. Infatti, stufa dei soliti eventi mondani, promette ad Anna che non sarebbe andata al ballo per partecipare alla sua festa di fidanzamento.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO

NOTE

SEQUENZA XI Inqq. 95-102 ALIDA VALLI E’ AL RICEVIMENTO MA NON E’ FELICE. 95. Da 25′ 45″ a 25′ 56″ Durata 11″

Dissolvenza incrociata: precedente scompare in inquadratura.

l’inquadratura questa nuova

Totale: la mdp inquadra delle coppie che ballano. 96. Da 25′ 57″ a 26′ 16″ Durata 19″

97. Da 26′ 17″ a 26′ 28″ Durata 11″

98. Da 26′ 29″ a 26′ 58″ Durata 29″

Carrellata: la mdp effettua uno spostamento da sinistra verso destra e inquadra tutti i componenti del gruppo che suonano e il loro cantante. Totale: la mdp inquadra delle coppie che ballano.

Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli che balla con un uomo e chiacchierano tra di loro. Come finisce la musica arrivano dalla destra dei giornalisti che cominciano a fare domande all’attrice e all’uomo con cui ballava.

Musica: motivetto allegro. Voice Over: “Invece andai alla festa perché..diciamo pure, prevalse l’interesse professionale. Non è facile sottrarsi agli obblighi del proprio mestiere.”

La musica delle inquadrature precedenti continua come musica che fa da sottofondo al ballo. Scopriremo poi che è suonata da una piccola orchestra.

Musica: canzone.

Musica: motivetto di sottofondo. Voice Over: “Dovetti ballare a lungo con un produttore straniero. Ballava con la stessa monotonia con la quale parlava. Nei suoi discorsi ricorrevano cifre di migliaia di dollari.” Musica: motivetto di sottofondo. Voice Over: “Parlava, parlava continuamente e siccome non ascoltavo che in parte ciò che diceva, ogni tanto gli sorridevo. Dentro di me era il vuoto. Sentivo l’inutilità dei ricevimenti obbligati. Tutti uguali, tutti con lo stesso cerimoniale. Mi lasciavo trasportare come un automa.” Rumore: applausi appena finisce la musica.

99. Da 26′ 58″ a 26′ 59″ Durata 1″ 100. Da 27′ 00″ a 27′ 36″ Durata 36″

Piano medio: la mdp inquadra cinque fotografi che con in mano le loro macchine fotografiche scattano delle foto. Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli e l’uomo con cui ballava e intorno a loro dei giornalisti. Quello alla sinistra dell’attrice fa delle domande con in mano un microfono. Un altro giornalista tra Alida Valli e l’uomo traduce in inglese ciò che viene detto anche lui

Giornalista: “Ed ecco Alida Valli, l’abbiamo trovata finalmente.” Giornalista:”Bentornata dall’America..”

Giornalista: “..Alida. Puoi essere così gentile di dirci le tue impressioni su questa magnifica festa?” Alida Valli: “Noi del cinema siamo molto lieti di partecipare a questa festa e..” Giornalista: “Grazie, grazie Alida non ti chiedo di più. Volevo sapere un ultima cosa: qual è il tuo prossimo film?”

Appena Alida Valli inizia a parlare la sua voce è sovrapposta da quella di un giornalista


INQUADRATURA

VISIVO con in mano un microfono.

Nella confusione l’attrice viene chiamata dalla destra (questa voce non si sente) e Alida Valli si allontana dal gruppo.

101. Da 27′ 37″ a 27′ 55″ Durata 18″

102. Da 27′ 56″ a 28′ 05″ Durata 9″

Raccordo sul movimento: Alida si allontana dalla massa dei giornalisti con cui parlava e arriva in un altro ambiente dove viene fermata da un ragazzo che tiene in mano un telefono ma l’attrice gli fa cenno di no. Poi un giornalista inizia a farle domande ma Alida lo scarica subito andandosene. Totale: la mdp fissa. Dalla sinistra entra nell’inquadratura Alida Valli che percorre il corridoio allontanandosi fino a non vedersi più.

SONORO Alida Valli: “Mm..il mio prossimo film sarà girato parte in Francia, parte in Ispagna e..” Giornalista: “Grazie Alida. (poi, rivolgendosi all’uomo che ballava con l’attrice) “Ed ecco mister Ferbunson, figlio di un noto produttore americano. Cosa ci può dire mister Ferbunson? A lei il microfono.” Mister Ferbunson: “I’m very happy that to see you miss Alida Valli. I’m just try the Rome and I like very much. I hope a very long time.” Giornalista: “Mister Ferbunson ci ha detto..” Rumore: le voci si sovrappongono e diventano confuse tanto che non si capisce ciò che si dice. Voice Over: “Mi chiamarono al telefono. Era Anna..” Musica: con accenti particolarmente marcati. Voice Over: “..che mi ricordava la promessa. Istintivamente dissi al ragazzo «Non ci sono». In quel momento un giornalista mi domandò a brucia pelo «che cosa penso del neorealismo» esitai un momento. Lui insisteva «E della crisi dei soggetti»? Ci fanno sempre tante domande alle quali è difficile rispondere lì per lì. Bisogna sembrare..” Musica: non tanto armoniosa. Voice Over: “..intelligenti a tutti i costi. Avevo deciso di andarmene!”

Dissolvenza incrociata: questa inquadratura scompare nell’inizio della seguente.

SEQUENZA XII Inqq. 103-106 ALIDA VALLI ABBANDONA IL RICEVIMENTO E SI DIRIGE ALLA FESTA DI FIDANZAMENTO DI ANNA. 103. Da 28′ 06″ a 28′ 27″ Durata 21″

L’inquadratura si apre con una dissolvenza incrociata.

Rumore: fischietto. Musica: motivetto di pianoforte allegro e movimentato.

Campo medio: la mdp inquadra Alida Valli che esce dalla porta. Il fattorino saluta l’attrice, scende le scale e fischiando chiama un auto. Arriva la macchina, il fattorino apre la portiera e l’attrice, dopo aver sceso le scale, ci entra dentro. Il fattorino richiude la portiera e l’auto

Voice Over: “Ad un tratto pensai ad Anna. Mi pentii di aver mentito con lei. Sarei andata a casa sua. Ero contenta della mia decisione un po’ per mettere in pace la mia coscienza, un po’…forse molto perché mi annoiavo.” Rumore: il motore dell’auto e la portiera che si apre e che si

NOTE che traduce le parole in inglese.

sue


INQUADRATURA

104. Da 28′ 28″ a 28′ 34″ Durata 6″

105. Da 28′ 35″ a 28′ 48″ Durata 13″

106. Da 28′ 49″ a 29′ 04″ Durata 55″

VISIVO parte.

SONORO chiude.

Dissolvenza incrociata con cui si chiude l’inquadratura. Dissolvenza incrociata con cui si apre l’inquadratura.

Musica: motivo allegro e festoso di fisarmonica che proviene dall’interno della casa di Anna.

Campo lungo: la mdp è posta leggermente in basso sulla destra. Dall’angolo sinistro in basso entra nell’inquadratura l’auto che si ferma davanti a casa di Anna. Piano medio: l’attrice scende dall’auto. La mdp con una carrellata da sinistra verso destra segue Alida Valli che sale le scale ed entra in casa di Anna chiudendosi il portone alle spalle. Questo non si chiude completamente e quindi riusciamo a vedere l’ombra dell’attrice che sale le scale. Carrellata a seguire: la mdp è posta tra due rampe di scale. Inizia a seguire l’attrice che sale le scale con un’inquadratura dall’alto che poi diventa in piano per finire ad essere un’inquadratura dal basso dopo che Alida Valli è salita su per le scale ed entra nella porta della casa di Anna.

Musica: motivo allegro e festoso di fisarmonica.

Musica: motivo allegro e festoso. Rumore: Alida Valli bussa alla porta della casa di Anna.

SEQUENZA XIII Inqq. 107-147 FESTA DI FIDANZAMENTO DI ANNA. 107. Da 29′ 05″ a 29′ 16″ Durata 11″

108. Da 29′ 17″ a 29′ 19″ Durata 2″

Raccordo sul movimento: l’attrice entra in casa di Anna attraversando la porta nella quale era entrata nell’inquadratura precedente. Piano medio: la mdp segue l’attrice che attraversa l’ingresso della casa e lo fa con una carrellata da destra verso sinistra. Alida Valli sorride nel sentire quella musica e nel vedere le persone ballare. La carrellata termina con l’attrice inquadrata di spalle che osserva le persone ballare scatenate davanti a lei. Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli che sorride mentre guarda ballare le persone davanti a lei.

Musica: motivo allegro e festoso.

Musica: motivo allegro e festoso. Rumore: mani che vengono battute a tempo di musica.

NOTE


INQUADRATURA

109. Da 29′ 20″ a 29′ 22″ Durata 2″ 110. Da 29′ 22″ a 29′ 25″ Durata 3″ 111. Da 29′ 26″ a 29′ 29″ Durata 3″

112. Da 29′ 30″ a 29′ 55″ Durata 25″

113. Da 29′ 56″ a 31′ 07″ Durata 1′ 51″

VISIVO Piano americano: la mdp inquadra le coppie che ballano e altre persone intorno a loro che guardano. Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli che sorride guardando ballare le persone davanti a lei. Piano americano: la mdp inquadra nuovamente le coppie che ballano e tra di queste spunta un giovane che, passando tra i ballerini, si fa strada procedendo in avanti. Piano americano: la mdp inquadra il giovane, Franco, il fidanzato di Anna, che va incontro all’attrice e si presenta stringendole la mano. I due entrano nella sala dove prima ballavano le coppie. Franco chiama Anna che arriva da un’altra stanza con un vassoio pieno di bicchieri in mano che, dopo averli passati a qualcuno, stringe la mano all’attrice. Anna poi le presenta Franco abbracciandolo con un gesto affettuoso. Franco le dice che si sono già conosciuti. Anna poi riprende la mano dell’attrice che la conduce in un’altra stanza. La mdp segue questo spostamento da destra verso sinistra, poi si ferma restando fissa sulle persone che seguono la ragazza con Alida Valli mormorando tra di loro forse sorpresi e increduli per la presenza dell’attrice alla festa.

Piano americano: la mdp inquadra Anna e Alida Valli che entrano in una stanza. Anna fa alzare una signora da una poltrona per far sedere l’attrice. Anna comincia poi a presentarle parenti e amici che cominciano a sfilare davanti a lei stringendole la mano e facendole complimenti. L’attrice non smette un attimo di sorridere e di ricambiare i saluti.

SONORO Musica: motivo allegro e festoso. Rumore: mani che vengono battute a tempo di musica. Musica: motivo allegro e festoso. Rumore: mani che vengono battute a tempo di musica. Musica: il motivo si abbassa. Rumore: le mani smettono di battere come finisce la musica. Musica: il motivo allegro continua ma come sottofondo. Franco: “Buona sera signora.” Alida Valli: “Buona sera.” Franco: “Io sono Franco, il fidanzato. Venga, entri.” Alida Valli: “C’è Anna?” Franco: “Anna, Anna. Siamo contenti di averla fra noi. Anna, vedi chi c’è?!” Anna: “Oh la signora Valli, buona sera..scusatemi.” Alida Valli: “Come stai?” Anna: “Bene signora e lei? Sono contenta che sia venuta. Le avevo telefonato, avevo paura che non venisse. Questo è Franco.” Franco: “Ci siamo già conosciuti.” Anna: “Venga signora, venga che la voglio presentare a tutti.” Rumore: mormorio delle persone invitate alla festa che seguono Anna e Franco in compagnia dell’attrice. Voice Over: “ Tutti furono molto gentili, meno una signora che costrinsero a rinunciare alla poltrona per colpa mia. Anna mi presentò il padre, la madre di Franco. Un invitato voleva che la sua bambina recitasse una poesia. Tutti facevano ressa intorno a me e cominciò la sfilata.” Uomo: “Piacere signora.” Rumore: mormorio di voci. Anna: “Questa è la signora Montagnoli.” Signora Montagnoli: “Piacere signora.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO Anna: “E il signor Montagnoli della Tevi.” Signor Montagnoli: “Complimenti signora. Ho visto tutti i suoi film. Brava, mi compiaccio.” Alida Valli: “Grazie.” Anna: “Questo è mio cugino venuto da Foggia.” Cugino: “Piacere.” Anna: “Questa è mia cugina e questo è suo marito.” Marito della cugina di Anna: “Tanto piacere.” Anna: “E questo è un nostro amico, Giovanni.” Giovanni: “Molto lieto.” Anna: “Questa è Franca.” Franca: “Molto lieta signora.” Anna: “E questi sono tutti i miei amici.” Amico 1: “Lieto di conoscerla.” Amico 2: “Fortunatissimo.” Amico 3: “Signora un autografo.” Alida Valli: “Magari dopo.” Musica: comincia un motivo calmo di sottofondo.

114. Da 31′ 08″ a 31′ 17″ Durata 9″

115. Da 31′ 18″ a 31′ 21″ Durata 3″

116. Da 31′ 22″ a 31′ 23″ Durata 1″

Piano americano: la mdp inquadra le persone che passano davanti ad Alida Valli, qualcuno arriva con in mano carta e penna per far firmare un autografo all’attrice ma quest’ultima fa cenno come per rimandare a più tardi quel momento. Dall’altra stanza arriva un giovane che suona una canzone con la chitarra. Primo piano: la mdp inquadra l’attrice sorridente che però alla vista del ragazzo che suona la chitarra si fa seria in viso per poi riprendere a sorridere. Piano medio: la mdp inquadra il giovane che suona la chitarra. Intorno a lui ci sono Anna, Franco e altri invitati.

Voice Over:“Mi sarei alzata tanto volentieri da quella poltrona. La poltrona e quel mio vestito mi facevano apparire come una statua.” Musica: motivo suonato con la chitarra. La canzone è di un film dell’attrice. Voice Over: “Un giovanotto con la chitarra venne avanti suonando il motivo di un mio film.”

Musica: motivo suonato con la chitarra. La canzone è di un film dell’attrice. Voice Over: “Questo finì per farmi sentire ridicola.” Musica: motivo suonato con la chitarra. La canzone è di un film dell’attrice. Voice Over: “Capii per la prima volta quanto sia sproporzionata..”

NOTE


INQUADRATURA

117. Da 31′ 24″ a 31′ 30″ Durata 6″

118. Da 31′ 31″ a 32′ 07″ Durata 1′ 16″

119. Da 32′ 08″ a 32′ 51″ Durata 43″

VISIVO Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli seduta sulla poltrona e sorridente circondata da invitati alla festa.

Piano americano: la mdp inquadra Alida Valli seduta sulla poltrona e circondata dagli invitati bel mentre che il ragazzo suona con la chitarra per lei. Dalla stanza vicino arriva improvvisamente la madre di Anna che la saluta e le fa dei complimenti. Alida Valli si alza e rivolgendosi agli invitati li invita a riprendere a ballare. Si toglie il copri spalle e va con la madre di Anna in cucina. Ma gli invitati le seguono mentre qualcuno rimane in quella stanza a parlare e la signora che prima dell’arrivo di Alida Valli era seduta nella poltrona si risiede.

Piano americano: la mpd inquadra Alida Valli, Anna, sua madre e Franco entrare in cucina. Anna presenta all’attrice la signora che abita al piano di sopra. Arriva poi una donna con una bambina ma Franco le manda via. Alida Valli si dirige poi verso la finestra. L’attrice si affaccia alla finestra dalla quale si vede una stazione ferroviaria. Torna poi indietro verso Anna e la mdp la segue con un movimento da sinistra verso destra. L’attrice si toglie i guanti e con Anna mettono lo zucchero sui dolci. Alida Valli quando sente il fischio del treno provenire da fuori si dirige nuovamente verso la finestra ma noi non vediamo questo spostamento in quanto la mdp rimane fissa su di Anna.

SONORO Musica: motivo suonato con la chitarra. La canzone è di un film dell’attrice.

NOTE

Voice Over: “..veramente sproporzionata l’ammirazione che la gente ha per noi del cinema.” Musica: motivo suonato con la chitarra. La canzone è di un film dell’attrice. Voice Over: “Nessuno si accorgeva che ero intimorita più di loro. Per fortuna arrivò la madre di Anna.” Madre di Anna: “Quant’è bella, quant’è cara signora. Vorrei abbracciarla ma ho tutte le mani sporche di farina.” Alida Valli (rivolta agli invitati): “Ma voi stavate ballando, non state lì fermi, continuate a ballare.” Madre di Anna (rivolgendosi alla figlia): “Quant’è stata carina a venire, davvero molto buona.” Alida Valli: “Io vado..vado in cucina ad aiutare la mamma.” Madre di Anna: “Ma no, ma ci mancherebbe altro.” Alida Valli: “Ma sì signora, mi fa piacere.” Madre di Anna: “No no..ma se proprio vuol venire.” Musica: Riprende a suonare la fisarmonica la canzone “Luna rossa” di Renato Carosone. Rumore: mormorio di voci. Musica: Riprende a suonare la fisarmonica la canzone “Luna Rossa” di Renato Carosone. Madre di Anna: “Questa è la cucina, è un po’ in disordine, sa signora ma noi siamo gente semplice.” Alida Valli: “Che bello veramente.” Anna: “Questa è la signora Ronchetti del piano di sopra.” Signora: “Dì la poesia alla signora su svelta dì la poesia (rivolgendosi a sua figlia). Franco: “Dopo signora dopo adesso non è il momento.” Alida Valli: “Dio mio cos’è?! Ma è formidabile, formidabile. Ah che meraviglia. (guardando fuori dalla finestra). Anna fammi fare qualcosa, io voglio aiutare.” Anna: “No no si sporca signora, no si sporca.” Madre di Anna: “Mettere lo zucchero sui dolci.”

In questo momento le voci di Alida Valli e della madre di Anna si sovrappongono.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO Anna: “Ah sì, ecco! Mettiamo lo zucchero sui dolci, venga.” Ragazzo (che si affaccia in cucina cantando): “La luna rossa me parl’e te..” Alida Valli: “Che bello chi l’ha fatto?” Anna: “Un’amica di Franco.” Voice Over: “Tutto era simpatico, naturale qui e dissi ad Anna che la invidiavo. Anna e la madre credevano che io scherzassi, invece la invidiavo davvero.” Rumore: fischio di un treno.

120. Da 32′ 52″ a 32′ 53″ Durata 1″

Primo piano: la mpd inquadra Alida Valli che è affacciata alla finestra affascinata dal passaggio del treno.

121. Da 32′ 54″ a 33′ 00″ Durata 6″

Campo lungo: la mdp inquadra il treno provenire da destra.

122. Da 33′ 01″ a 33′ 03″ Durata 2″

Campo medio: la mdp inquadra Alida Valli incantata a guardare passare il treno. Dalla stanza vicino vediamo entrare in cucina Franco e chiamare l’attrice. Piano americano: la mdp inquadra Alida Valli che rientra in campo andando incontro a Franco che l’invita ad andare a ballare. L’attrice vorrebbe stare ad aiutare in cucina ma anche Anna l’invita ad andare. Allora Alida Valli e Franco si dirigono nella stanza vicino.

123. Da 33′ 04″ a 33′ 12″ Durata 8″

124. Da 33′ 13″ a 33′ 20″ Durata 7″

Piano americano: la mdp inquadra Alida Valli e Franco che entrano nella stanza dove gli invitati ballano. Il loro arrivo viene accolto da un applauso infatti le coppie smettono di ballare

Voce Off di Alida Valli: “Sembra che entri in casa. Oh mio Dio starei sempre alla finestra a vedere passare i treni.” Madre di Anna: “Noi non lo..” Musica: la fisarmonica suona la canzone “Luna rossa” di Renato Carosone. Madre di Anna: “..sentiamo più ormai, ci siamo abituati.” Musica: la fisarmonica suona la canzone “Luna Rossa” di Renato Carosone. Rumore: il treno che passa. Musica: la fisarmonica suona la canzone “Luna Rossa” di Renato Carosone. Franco: “Signora..” Musica: la fisarmonica suona la canzone “Luna Rossa” di Renato Carosone. Franco: “..signora. Venga di là a ballare. Sente che musica. Venga.” Alida Valli: “Ma no io volevo aiutare Anna.” Franco: “Ma no, lasci stare qui.” Anna: No signora vada vada si diverta, vada.” Rumore: stoviglie. Musica: La fisarmonica smette di suonare. Rumore: mormorio di voci. Franco: “Tino, Tino..suona, suona!”

NOTE


INQUADRATURA

125. Da 33′ 21″ a 33′ 24″ Durata 3″

126. Da 33′ 25″ a 33′ 44″ Durata 19″

127. Da 33′ 45″ a 33′ 50″ Durata 5″ 128. Da 33′ 51″ a 34′ 01″ Durata 10″

VISIVO contente dell’arrivo dell’attrice. Franco invita il musicista di proseguire con la musica. Piano americano: la mdp inquadra due uomini: uno seduto che suona la fisarmonica, l’altro in piedi alla destra del primo che suona la chitarra. Davanti alla mdp passa qualcuno. Piano americano: la mdp inquadra Franco e Alida Valli che con il riprendere della musica iniziano a ballare facendosi spazio tra le altre coppie. L’attrice sorride divertita.

SONORO

Piano americano: la mdp inquadra nuovamente i due suonatori. Davanti alla mdp passano le coppie ballando. Totale: la mdp, con un’inquadratura dall’alto, inquadra le coppie che ballano. Sulla sinistra c’è una portafinestra aperta che dà su un balcone. Da fuori arriva il rumore del fischio del treno. Alida Valli smette di ballare e si dirige verso il balcone con Franco.

Musica: la fisarmonica e la chitarra suonano un motivo allegro.

NOTE

Musica: Riprende a suonare la fisarmonica e la chitarra un motivo allegro.

Musica: la fisarmonica e la chitarra suonano un motivo allegro.

Il sorriso dell’attrice notiamo che questa volta è più naturale rispetto al momento in cui sorrideva agli invitati durante le presentazioni.

Musica: la fisarmonica e la chitarra suonano un motivo allegro. Voice Over: “Anche il fidanzato di Anna mi parve così semplice, così diverso da tutti gli altri uomini del mio ambiente.” Rumore: fischio del treno che arriva da fuori.

129. Da 34′ 02″ a 34′ 06″ Durata 4″

130. Da 34′ 07″ a 34′ 11″ Durata 4″ 131. Da 34′ 12″ a 34′ 20″ Durata 38″

Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli e Franco da dietro che arrivano sul balcone e che vedono arrivare il treno. I due poi si girano e sono uno di fronte all’altro e messi di fianco nei confronti della mdp. L’attrice è affascinata da ciò che vede. Campo lunghissimo: la mdp inquadra la stazione ferroviaria. Da lontano, da destra verso sinistra, arriva un treno che si ferma. Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli e Franco che parlano sul balcone. Sono di fronte alla mdp e dietro di loro c’è il treno fermo nella stazione.

Voice Over:”Ad un tratto corsi sul balcone..” Musica: la fisarmonica e la chitarra suonano un motivo allegro. Voice Over: “..com’era bello!” Alida Valli: “Dio è un treno!” Franco: “Tutte le sere si ferma.” Musica: continua ma si abbassa. Rumore: treno che si ferma alla stazione. Musica: continua ma si abbassa. Rumore: treno fermo nella stazione. Voice Over: “Lui mi disse che era ferroviere, guidava una littorina quella da Roma a Firenze. Io gli dicevo che avrei

I fischi del treno e la musica di sotto fondo continuano per tutta l’inquadratura.


INQUADRATURA

VISIVO

132. Da 34′ 51″ a 34′ 56″ Durata 5″

Inquadratura frontale: la mdp inquadra il primo vagone del treno da dove esce il fumo dai motori. Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli e Franco sul balcone. Alida Valli è di spalle, Franco al fianco sinistro dell’attrice e risulta essere lievemente di lato nei confronti della mdp. I due parlano ma non sentiamo quello che si dicono; notiamo che nei loro sguardi c’è un po’ di imbarazzo. Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli. Il suo sguardo è un po’ turbato. Si gira verso Franco e gli sorride. Primo piano: la mdp inquadra Franco che sorride all’attrice e la guarda imbarazzato.

133. Da 34′ 57″ a 35′ 05″ Durata 8″

134. Da 35′ 06″ a 35′ 15″ Durata 9″ 135. Da 35′ 16″ a 35′ 18″ Durata 2″ 136. Da 35′ 19″ a 35′ 32″ Durata 13″

137. Da 35′ 33″ a 37′ 00″ Durata 1′ 27″

Piano americano: la mdp inquadra Alida Valli e Franco uno di fianco all’altro. I due sono strani in viso, un po’ turbati e imbarazzati. L’attrice invita poi Franco a ballare e rientrano in casa. Piano medio: la mdp inquadra Alida Valli e Franco che arrivano nella stanza dove c’è la musica e tra le altre coppie iniziano a ballare. I due ogni tanto si guardano imbarazzati, Franco quasi irrigidito dalla situazione. L’attrice, sognante, avvicina il suo viso a quello del ragazzo lasciandosi guidare nel ballo. La mdp segue i movimenti dei due ma ad un certo punto da una porta sulla sinistra arriva Anna con in mano un vassoio. Alla sua vista Alida Valli e Franco si staccano e l’attrice invita i fidanzati a ballare insieme e dopo che Anna porge il vassoio ad una ragazza, i due iniziano a ballare.

SONORO voluto fare un viaggio vicino al macchinista che era sempre stato il mio sogno fin da bambina. Gli domandai tante cose sui treni e lui sapeva tutto. Giocavo e fui sul punto di cadere io stessa nel gioco. Quell’ora, quei treni, quel paesaggio mi riportavano a un’epoca lontana, quando anch’io sognavo una vita semplice con un ragazzo come lui.” Rumore: fischio del treno. Musica: si sente meno rispetto al fischio del treno. Rumore: fischio del treno. Musica: si sente meno rispetto al fischio del treno. Rumore: finisce la musica e parte l’applauso.

Rumore: applausi e rumore del treno che riparte.

Rumore: il treno che riparte. Musica: riprende la musica, si suona lo stesso motivo di prima. Rumore: il treno che riparte. Musica: motivo allegro. Alida Valli. “Andiamo a ballare.” Franco: “Andiamo.” Musica: motivo allegro. Voice Over: “Ormai ero quasi fuori dalla realtà, anch’io fidanzata. Tutto rincominciava con i suoi sogni, le sue speranze. Mi piaceva interpretare quella parte, in quell’ambiente e se la vita avesse preso un’altra svolta avrebbe potuto essere mio. Ma lui no, non recitava..era emozionato, faceva, forse con il suo silenzio, nascondeva l’imbarazzo. Io invece continuavo ad abbandonarmi sempre di più al mio sogno. Fu la vista di Anna che mi riscosse.” Franco: “Oh Anna..” Alida Valli: “Anna balla tu con..Franco.” Anna: “Grazie.”

NOTE


INQUADRATURA

138. Da 37′ 01″ a 37′ 03″ Durata 2″ 139. Da 37′ 04″ a 37′ 08″ Durata 4″

140. Da 37′ 09″ a 37′ 10″ Durata 1″

141. Da 37′ 11″ a 37′ 16″ Durata 5″

142. Da 37′ 17″ a 37′ 20″ Durata 3″

143. Da 37′ 21″ a 37′ 24″ Durata 3″ 144. Da 37′ 25″ a 37′ 28″ Durata 3″

145. Da 37′ 29″ a 37′ 31″ Durata 2″

146. Da 37′ 32″ a 37′ 35″ Durata 3″

147. Da 37′ 36″ a 38′ 40″

VISIVO Arriva poi dalla sinistra un uomo che invita Alida Valli a ballare, lei accetta, ma ogni tanto guarda verso Franco e lui ricambia gli sguardi. Primo piano: la mdp inquadra Anna e Franco che ballano. Anna balla con la testa appoggiata alla spalla di Franco e lui guarda Alida Valli. Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli ballare con un uomo. L’attrice però è presa da altro: capiamo che sta guardando nella direzione di Anna e Franco. Primo piano: la mdp inquadra Anna che guarda Franco e capisce che ha il viso rivolto verso Alida Valli. Allora si gira anche lei nella stessa direzione in cui guardava Franco e sorride all’attrice (anche se noi non la vediamo). Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli che si sente osservata da Anna e poi le ricambia il sorriso cercando di nascondere il fatto che lei guardava Franco. Primo piano. La mdp inquadra Anna che sorridente riappoggia la sua testa sulla spalla di Franco. Franco guarda in direzione di Alida Valli. Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli che guarda in direzione di Franco. Primo piano: la mdp inquadra Anna che riguarda Franco e si accorge che sta ancora guardando Alida Valli. Si gira anche lei verso l’attrice cercando di capire che stava succedendo tra i due. Primo piano: la mdp inquadra Alida Valli che, dopo che si accorge che Anna ha capito che lei guardava Franco, abbassa lo sguardo cercando di nascondere quello che stava avvenendo. Primo piano: la mdp inquadra Anna che con un viso triste guarda Franco e si riappoggia sulla sua spalla. Piano americano: la mdp è leggermente in alto

SONORO Signore (rivolgendosi ad Alida): “Signora permette?”

Musica: motivo allegro. Voice Over: “Questa era la realtà.” Musica: motivo allegro. Voice Over: “Sì, era proprio invidia quella che sentivo. Anna si..” Musica: motivo allegro. Voice Over: “..accorse che lui guardava me e vide che io guardavo lui.” Musica: motivo allegro. Voice Over: “Mi affrettai a sorriderle..” Musica: motivo allegro. Voice Over: “..eppure volli continuare quel gioco.” Musica: motivo allegro. Voice Over: “Lo guardai ancora.” Musica: motivo allegro. Voice Over: “Ad un tratto lo sguardo spaurito di Anna mi..”

Musica: motivo allegro. Voice Over: “..diede una vergogna improvvisa come se lei avesse scoperto il mio sentimento.” Musica: motivo allegro. Voice Over: “Avrei fatto qualunque cosa per far sparire da Anna ogni..” Musica: il motivo allegro termina.

NOTE


INQUADRATURA

Durata 1′ 04″

VISIVO rispetto alle figure. Le coppie finiscono di ballare come termina la musica e tutti applaudono. Alida Valli lascia l’uomo con il quale ballava e va da Anna per dirle che doveva andare via. Intorno a loro si forma un cerchio di persone dalle quali spunta la madre di Anna che chiede all’attrice di rimanere. Alida Valli con una faccia dispiaciuta spiega che deve andare via.

Arriva dall’altra stanza una donna con il copri spalle dell’attrice e glielo poggia sulle spalle. Alida Valli la ringrazia. L’attrice ringrazia tutti e li invita a non smettere di ballare e festeggiare. Alida Valli comincia ad indietreggiare salutando, ringraziando e mandando baci con le mani agli invitati. Le coppie rincominciano a ballare. Alida Valli rimane dietro ad osservarle. Franco prende Anna per ballare ma lei, con un viso un po’ serio, rifiuta, gli prende la mano e si spostano da destra verso sinistra dell’inquadratura.

SONORO Voice Over: “..sospetto.” Rumore: applausi al termine della musica. Voice Over: “Improvvisamente dissi che dovevo tornare alla festa. Insistettero tutti che restassi ma..credo quella volta di essere stata un’attrice molto convincente. Così vidi a poco a poco tornare la fiducia negli occhi di Anna.” Madre di Anna: “Non se ne vada..rimanga ancora un poco.” Alida Valli: “Signora cara mi dispiace moltissimo, lei è stata così gentile, così cara.” Madre di Anna: “Dovere signora.” Franco: “Signora resti.” Alida Valli: “Ma proprio non mi posso fermare di più.” Madre di Anna: “Davvero.” Alida Valli: “Grazie signora non si scomodi” (rivolgendosi ad una signora che le porta il copri spalle) Madre di Anna: “Oh come mi dispiace.” Alida Valli: “Grazie..ma non interrompete nulla per me, continuate a ballare, suonate, continuate a ballare. Anche tu Anna balla, continuate a ballare.” Madre di Anna: “Arrivederci.” Alida Valli: “Arrivederci a tutti. Tanti auguri a tutti. Grazie. E’ stata una bellissima festa. Grazie, arrivederci.” Rumore: mormorio di voci. Musica: riprende la musica con un altro motivo allegro.

SEQUENZA XIV Inqq. 148-150 ALIDA VALLI ABBANDONA LA FESTA DI FIDANZAMENTO DI ANNA E FRANCO. 148. Da 38′ 41″ a 38′ 59″ Durata 18″

Carrellata a seguire: la mdp è posta tra due rampe di scale. Inizia a seguire l’attrice che esce da casa di Anna. Per le scale ci sono persone che la salutano. L’attrice scende le scale velocemente, come se fuggisse. L’inquadratura è dal basso che poi diventa in piano per finire ad essere inquadratura dall’alto. Scesa la prima rampa di scale dei bambini le chiedono un autografo, ma l’attrice continua a

Musica: motivo allegro. Rumore: porta che si apre, mormorio di voci al passare dell’attrice, rumore dei tacchi delle scarpe dell’attrice che scende le scale. Bambino: “Signora un autografo.”

NOTE


INQUADRATURA

149. Da 39′ 00″ a 39′ 10″ Durata 10″

VISIVO scendere svelta le scale come se nemmeno li avesse visti. Campo medio: la mdp inquadra l’attrice uscire dal portone di casa di Anna, scendere i gradini e salire in macchina. La mdp effettua poi uno zoom in avanti come se volesse entrare dentro l’auto. Alida Valli parla al conducente dell’auto ma noi non sentiamo che gli dice.

SONORO

Musica: motivo allegro. Voice Over: “Io sentivo solo il bisogno di scappare via.” Rumore: passi dell’attrice che scende i gradini. Voice Over: “Era proprio una fuga da quel luogo dove stavo per compiere una cattiva azione.” Rumore: portiera della macchina che si apre e che si chiude.

150. Da 39′ 11″ a 39′ 27″ Durata 16″

Piano medio: la mdp inquadra dall’interno dell’auto dei bambini con in mano carta e penna che chiedono un autografo all’attrice. Come l’auto parte i bambini inseguono la macchina correndo ma questa prendendo velocità fa smettere ai bambini di inseguirla quindi si fermano e tornano indietro.

Voice Over: “Avevo voglia..” Voice Over: “..di piangere. Non so se era il rimorso o la malinconia.” Rumore: auto che parte, mormorio di voci che inseguono l’auto chiedendo un autografo all’attrice, fischio del treno.

Dissolvenza in chiusura.

SEQUENZA XV Inqq. 151-160 INIZIA L’EPISODIO DI INGRID BERGMAN: L’ATTRICE RACCONTA UNA VICENDA DELLA SUA VITA. 151. Da 39′ 28″ a 39′ 60″ Durata 32″

Dissolvenza in apertura. Inizia l’episodio di Ingrid Bergman. Scorrono i titoli e leggiamo: INGRID BERGMAN Diretta da ROBERTO ROSSELLINI Direttore della fotografia OTELLO MARTELLI, A.I.C. Collab. Scenegg. LUIGI CHIARINI Aiuto Regista NICOLO’ FERRARI Montaggio IOLANDA BENVENUTI Direttore di produzione MARCELLO D’AMICO Assistito da GIANCARLO CAMPIDORI Dietro i titoli appaiono cartelli cinematografici riguardanti l’attrice.

Musica: colonna sonora del film.

NOTE


INQUADRATURA

152. Da 40′ 00″ 40′ 10″ Durata 9″

153. Da 40′ 11″ a 40′ 12″ Durata 1′ 154. Da 40′ 13″ a 40′ 24″ Durata 11″

155. Da 40′ 25″ a 40′ 27″ Durata 2″

156. Da 40′ 28″ a 40′ 48″ Durata 20″

VISIVO Dissolvenza in chiusura. Dissolvenza in apertura. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che parla rivolta alla telecamera. Si gira poi e comincia a camminare da destra verso sinistra e la mdp segue questo spostamento. L’attrice urla al suo cane che è in mezzo ai fiori. Inquadratura leggermente dall’alto: la mdp inquadra il cane che è in mezzo ai fiori e che scappa quando la padrona lo sgrida. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che parla guardando dritta nella mdp. Raccordo di sguardo: l’attrice, girandosi, guarda e indica qualcosa con la mano. Raccordo di sguardo: la mdp inquadra un viale con una casa che Ingrid Bergman stava guardando e indicando nell’inquadratura precedente. Piano medio: la mdp con una carrellata da destra verso sinistra segue Ingrid Bergman camminare leggermente di spalle. Raccontando, l’attrice, ogni tanto si gira a guardare verso la mdp fino a che smette di camminare e si mette a parlare davanti a questa.

157. Da 40′ 49″ a 40′ 51″ Durata 2″

Campo lungo: la mdp inquadra il mare di cui parla l’attrice.

158. Da 40′ 52″ a 40′ 54″ Durata 2″

Campo medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che parla rivolta a questa.

159. Da 40′ 55″ a 40′ 57″ Durata 2″

Campo lunghissimo: la mdp inquadra la casa di cui parla l’attrice in riva al mare.

160. Da 40′ 58″ a 41′ 27″ Durata 29″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che continua a raccontare davanti a questa. Poi l’attrice si gira e ricomincia a camminare da

SONORO

NOTE

Ingrid Bergman: “No. Ma non so, non so che cosa dire. Eh..ma che volete?! Che volete che vi racconto. Non so che cosa possa interessare. (rivolta alla mdp, come se parlasse allo spettatore) Sesy vai via..” (rivolta al cane) Musica: inizia un motivo allegro. Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “..dai fiori!” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “Ecco. Mi ricordo, qui mi è successo qualcosa. Troppo ridicolo. Troppo stupido. Fu il primo anno qui. Vede..” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “..la casa lì infondo, lì abitava la..” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “..signora Annovazzi, ex proprietaria di questo posto. Quando..quando ci ha venduto..qui, mi chiese di rimanere ancora qualche giorno per finire di fare i bagni di sole..non dico che cosa mi ha fatto passare. Io amavo subito questo posto..” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “..il mare, questo bel mare azzurro.” Musica. Motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “Vede questa è la nostra..” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “..casa lì e lì infondo si vede dove abitava la signora Annovazzi.” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “Il giardino non era così, era tutto in

L’attrice parla in italiano ma ha un accento straniero e ogni tanto sbaglia qualche parola o sembra essere incerta sulla sua pronuncia.


INQUADRATURA

VISIVO destra verso sinistra e la mdp segue nuovamente Ingrid Bergman nella sua camminata fino a quando si riposiziona davanti ad essa.

SONORO disordine, ma io mi messo subito a lavorare perché ho una grande passione per i fiori. Dunque..qui avevamo piantato le tende, i ragazzi, il cani, il cavallo..tutti i bambini, i miei nipotini..una tribù. Un giorno..l’aria cominciava già a rinfrescarsi..io stavo sul terrazzo leggendo..”

NOTE

SEQUENZA XVI Inqq. 161-182 INIZIA IL RACCONTO DI INGRID BERGMAN: L’ATTRICE CERCA DI SCOPRIRE CHI ROVINA LE SUE ROSE. 161. Da 41′ 28″ a 41′ 53″ Durata 25″

Tendina: la nuova inquadratura spinge la precedente da sinistra verso destra. Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman seduta su un dondolo che legge un libro. Sulle sue gambe è appoggiato il cane. Dalla porta dietro arriva la cameriera e dice all’attrice che c’è Ugo che le vuole parlare. Ingrid Bergman le dice di farlo passare. Arriva così Ugo che dice all’attrice che le rose che ha piantato si sono rovinate tutte e la invita ad andare a vederle. L’attrice posa il libro e un bicchiere sul tavolino, si alza e i due entrano nella porta.

162. Da 41′ 54″ a 41′ 59″ Durata 5″

163. Da 42′ 00″ a 42′ 07″ Durata 7″ 164. Da 42′ 08″ a 42′ 45″ Durata 37″

Totale: la mdp inquadra, da un angolo a destra, una stanza. Passano per la stanza Ingrid Bergman e Ugo che si dirigono in fondo dove c’è una porta che Ugo apre ed escono seguiti dal cane. Campo medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman e Ugo che escono dalla casa, scendono giù gli scalini e vanno a vedere le rose. Il cane li segue. Figura Intera: la mdp inquadra Ingrid Bergman e Ugo che arrivano nel giardino. Ugo mostra all’attrice tutte le rose rovinate e cercano di capire chi sia stato a ridurle in quel modo. La mdp segue i movimenti dell’attrice. Ingrid

Musica: termina il motivo di sottofondo che era presente nelle inquadrature precedenti. Rumore: i passi della cameriera. Cameriera: “Signora c’è Ugo che le vuol parlare.” Ingrid Bergman: “Ah, va bene.” Cameriera: “Lo faccio passare?” Ingrid Bergman: “Sì sì.” Cameriera: “Ugo.” (rivolgendosi all’uomo) Rumore: passi di Ugo. Ugo: “Signora.” Ingrid Bergman: “Sì.” Ugo: “Le rose che ha piantato lei han guastate tutte. Se vuole venire a vedere..” Ingrid Bergman: “Noo..sì vengo! Ma..ma..” Rumore: l’attrice chiude il libro, lo posa sul tavolino davanti al dondolo dov’era seduta. Passi dell’attrice e di Ugo. Ingrid Bergman: “Ma chi è stato? Chi lo sa.” Ugo: “Che peccato..che disastro signora!” Rumore: passi dell’attrice e di Ugo. La porta che si apre. Ugo: “Venga, venga signora.” Rumore: passi di Ingrid Bergman e Ugo. Rumore: passi di Ingrid Bergman e di Ugo. Ugo: “Ma guardi, guardi le han mal ridotti signora. Lei aveva fatto un così bel lavoro.” Ingrid Bergman: “Ma guà..”


INQUADRATURA

VISIVO Bergman scende nel viale, ora è più vicina alla mdp tanto che l’inquadratura diventa un piano medio. L’attrice domanda ai bambini, che non sono in campo, se sono stati loro a rovinare le rose ma loro rispondono di no. Ingrid Bergman si gira e rientra in casa. La mdp segue questo spostamento.

165. Da 42′ 46″ a 42′ 52″ Durata 6″

Totale: la mdp è posta in un angolo in una stanza nella quale entra Ingrid Bergman da una porta in fondo. L’attrice si avvicina alla mdp diventando un primo piano. Ingrid Bergman chiama dei bambini che non sono in campo. Campo medio: la mdp inquadra una veranda con un balcone. Esce fuori Ingrid Bergman da dove chiama dei ragazzi. Campo medio: la mdp inquadra una piccola barca in riva al mare con seduto dentro un bambino e fuori un ragazzo aggiusta qualcosa. C’è anche un terzo bambino vicino alla barca. I primi due guardano verso l’attrice rispondendo alla sua domanda. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman affacciata al balcone che parla con i bambini. Campo medio: la mdp inquadra il ragazzo e un bambino seduti nella barca che rispondono all’attrice. Campo medio: la mdp inquadra un bambino, Robertino, che gioca con delle pietre.

166. Da 42′ 53″ a 42′ 55″ Durata 2″ 167. Da 42′ 56″ a 42′ 58″ Durata 2″

168. Da 42′ 59″ a 43′ 00″ Durata 1″ 169. Da 43′ 01″ a 43′ 02″ Durata 1″ 170. Da 43′ 03″ a 43′ 07″ Durata 4″ 171. Da 43′ 08″ a 43′ 10″ Durata 2″ 172. Da 43′ 11″ a 43′ 15″ Durata 4″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman affacciata al balcone che cerca Logiacono. Figura Intera: la mdp inquadra Robertino che gioca tirando dei calci alle pietre che finiscono in acqua.

SONORO Ugo: “Ben piantate..” Ingrid Bergman: “Ma che è succ..” Ugo: “Guardi qua, guardi qua.” Ingrid Bergman: “Ma che è successo?!” Ugo: “Ah non so..non capisco!” Ingrid Bergman: “Che può essere?” Ugo: “Forse i cani.” Ingrid Bergman: “Ma no, questo sta sempre con me, gli altri stanno lì, laggiù..non capisco forse sono i bambini. (parlando con Ugo) Ehi voi, bambini. Siete voi che avete rovinato questi fiori?” (rivolta ai bambini) Voce off dei bambini: “No, non siamo stati noi.” Ingrid Bergman: “Ah..adesso vedrò.” Rumore: passi dell’attrice. Ingrid Bergman: “Bambini.”

Rumore: passi dell’attrice. Ingrid Bergman: “Ragazzi.” Voce off di Ingrid Bergman: “Siete stati voi che avete rovinato le rose?” Ragazzo: “Quali rose?”

Ingrid Bergman: “Davanti alla casa che ho piantato ieri.” Ragazzo: “No, non siamo stati noi..”

Voce off del ragazzo: “..non ci andiamo noi di là.” Voce off di Ingrid Bergman: “Allora avete aperto i cancelli ai cani. Chi è stato?” Ingrid Bergman: “Dov’è Logiacono?!” Voce off del ragazzo: “Era qui.” Rumore: calcio di Robertino alle pietre che butta in acqua.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

173. Da 43′ 16″ a 43′ 17″ Durata 1″ 174. Da 43′ 18″ a 43′ 24″ Durata 6″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman affacciata al balcone che cerca Logiacono. Figura intera: la mdp inquadra Robertino che continua a giocare con le pietre e risponde nel mentre alla domande dell’attrice.

175. Da 43′ 25″ a 43′ 27″ Durata 2″ 176. Da 43′ 28″ a 43′ 30″ Durata 2″ 177. Da 43′ 31″ a 43′ 41″ Durata 10″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman sul balcone che si domanda dov’è Logiacono. Figura intera: la mdp inquadra Robertino che continua a giocare. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che sul balcone cerca e chiama Logiacono.

178. Da 43′ 42″ a 43′ 44″ Durata 2″

Campo medio: la mdp inquadra la barca in riva al mare: il ragazzo e il bambino si dicono qualcosa. Campo medio: la mdp inquadra l’attrice che esce dalla casa in cerca di Logiacono. Prima lo chiama con tono arrabbiato poi in modo più affettuoso perché il cane si faccia trovare. La mdp segue Ingrid Bergman nel suo spostamento da sinistra a destra nel mentre che cerca Logiacono.

179. Da 43′ 45″ a 44′ 22″ Durata 1′ 17″

180. Da 44′ 23″ a 44′ 24″ Durata 1″ 181. Da 44′ 25″ a 44′ 26″ Durata 1″ 182. Da 44′ 27″ a 44′ 35″ Durata 8″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che si affaccia da un muretto e sorride perché trova il cane. Inquadratura dall’alto: la mpd inquadra Logiacono che mangia dei rifiuti. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman affacciata sul muretto che parla a Logiacono. Contenta poi di vederlo, odora la rosa che ha in mano e se l’infila nel taschino della camicia e va via.

SONORO Voce off di Ingrid Bergman: “Ma Robertino stai attento!” Ingrid Bergman: “Ma dov’è adesso?” Voce off di Ingrid Bergman: “Robertino hai visto dov’è Logiacono?” Robertino: “Sì!” Voce off di Ingrid Bergman: “E dov’è?” Robertino: “E’ fuori.” Voce off di Ingrid Bergman: “Dove?” Robertino: “In mezzo alle macchine.” Ingrid Bergman: “Dove?! Avete lasciato il cancello aperto!” Voce off di Ingrid Bergman: “Ma dov’è adesso?! Adesso è uscito. L’ho bloccato per lasciarlo..” Ingrid Bergman: “..chiuso. Come mai. Non fate mai attenzione. (rivolta ai bambini) Logiacono vieni qui. Logiacono. Logiacono vieni qui. Vieni qui Logiacono. (rivolta al cane) Ragazzo: “E’ proprio una mania per queste rose.”

Ingrid Bergman: “Logiacono. Logiacono vieni qui subito. Vieni qui. Logiacono. Dove sei?! Vieni qui subito! (rivolta al cane) Oh scusate, ho dimenticato di dirvi che questa cara non ascolta così. Ascolta solamente quando si parla con una voce molto amorosa, così. (rivolta alla mdp) Logiacono vieni qui Logiacono. Logiacono vieni qui Logiacono mio carissimo. Vieni, vieni, vieni. Logiacono dove sei Logiacono. Vieni qui.” (rivolta al cane) Ingrid Bergman: “Logiacono sì!”

Rumore: onde del mare. Ingrid Bergman: “Povero Logiacono. Non ti interessano i fiori eh..”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO Dissolvenza incrociata.

SONORO

SEQUENZA XVII Inqq. 183-194 I SOSPETTI DI INGRID BERGAM. 183. Da 44′ 36″ a 45′ 14″ Durata 1′ 18″

Dissolvenza incrociata: l’inquadratura precedente finisce nell’inizio della nuova inquadratura. Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che zappa intorno alle rose. Posa la zappa, aggiusta la terra con le mani, prende l’annaffiatoio e comincia ad innaffiare le rose. Improvvisamente l’attrice sente un rumore, alza la testa e vede qualcosa.

184. Da 45′ 15″ a 45′ 17″ Durata 2″

Raccordo di sguardo. Raccordo di sguardo.

Musica: motivo allegro. Rumore: colpi di zappa sulla terra, annaffiatoio e rumore dell’acqua che esce da questo. Schiamazzo del pollo. Musica: si sente un accento improvviso che sottolinea lo sguardo improvviso dell’attrice quando vede il pollo.

Musica: con accenti forti e particolari.

Frontale: la mdp inquadra un pollo che procede in avanti. Piano americano: la mpd inquadra l’attrice che alla vista del pollo posa l’annaffiatoio e con dei gesti cerca di cacciarlo.

Rumore: l’attrice che posa l’annaffiatoio.

186. Da 45′ 23″ a 45′ 24″ Durata 1″

Frontale: la mpd inquadra il pollo.

Musica: con accenti forti e particolari. Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: con accenti forti e particolari.

187. Da 45′ 25″ a 45′ 26″ Durata 1″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che con dei gesti cerca di far scappare il pollo.

Ingrid Bergman: “Via..” Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: con accenti forti e particolari.

188. Da 45′ 27″ a 45′ 28″ Durata 1″

Frontale: la mdp inquadra il pollo che spaventato inizia a girarsi.

Ingrid Bergman: “..via..uh..” Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: con accenti forti e particolari.

189. Da 45′ 28″ a 45′ 29″ Durata 1″

Piano medio. la mdp inquadra Ingrid Bergman che va verso il pollo.

Ingrid Bergman: “Uh..” Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: con accenti forti e particolari.

185. Da 45′ 18″ a 45′ 22″ Durata 4″

Ingrid Bergman: “Sh..sh..”

NOTE


INQUADRATURA

190. Da 45′ 29″ a 45′ 37″ Durata 2″

191. Da 45′ 32″ a 45′ 50″ Durata 18″

VISIVO Inquadratura dall’alto: la mdp inquadra l’attrice che insegue il pollo che scappa. Di Ingrid Bergman vediamo solo le sue gambe. Tendina. Tendina: l’inquadratura nuova spinge la vecchia da destra verso sinistra. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che parla rivolta a questa.

192. Da 45′51″ a 45′ 52″ Durata 1″

Campo medio: la mdp inquadra il pollo passeggiare tra le rose.

SONORO Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: con accenti forti e particolari, passi dell’attrice.

Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “Quel pollo mi fece nascere molti sospetti. Era il pollo della signora Annovazzi. Avete visto che faccia aveva?! Orgogliosa, piena di arie. Cominciai a sorvegliarlo. Vidi varie volte gironzolare in giardino..l’ho sorpreso qualche volta vicino alle rose.” Musica: motivo di sottofondo. Ingrid Bergman: “Sh..sciò.”

193. Da 45′ 53″ a 46′ 02″ Durata 9″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Campo medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che va verso la signora Annovazzi per dirle che il suo pollo le rovina le rose.

194. Da 46′ 03″ a 46′ 57″ Durata 54″

Campo medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman arrivare da destra verso sinistra. Si avvicina man mano alla mdp e l’inquadratura diventa un piano americano. L’attrice arriva vicino alla signora Annovazzi che era seduta su una sdraio al sole dalla quale si alza. Le due iniziano a parlare del pollo. Ingrid Bergman dice alla signora Annovazzi di stare più attenta al pollo. Questa sembra abbastanza scocciata di ricevere quel rimprovero.

Musica: motivo di sottofondo. Rumore: passi dell’attrice. Ingrid Bergman: “Sh..signora Annovazzi.” Signora Annovazzi: “Sì.” Ingrid Bergman: “Il suo pollo mangia tutte le mie rose!” Signora Annovazzi: “Il mio pollo?” Ingrid Bergman: Sì, vede..” Rumore: passi di Ingrid Bergman. Ingrid Bergman: “..da dove viene.” Signora Annovazzi: “Saranno stati i suoi cani.” Ingrid Bergman: “No signora Tina, li teniamo chiusi in cortile.” Signora Annovazzi: “Sfido io stavano per sbranarmi. Allora saranno stati i bambini.” Ingrid Bergman: “No è il suo pollo io l’ho visto adesso che beccava le mie rose proprio lui.” Signora Annovazzi: “Allora mi dispiace.” Ingrid Bergman: “Sono rose molto rare, fioriscono due volte all’anno, costano una gran fatica, adesso fra un mese saranno maturi.” Signora Annovazzi: “Maturi si dice per le pere e non per i fiori.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

Quando finiscono di parlare, l’inquadratura finisce con Ingrid Bergman che lascia il campo da destra.

SONORO Ingrid Bergman: “Signora la prego di evitare che il suo pollo faccia, faccia danni di questo genere.” Signora Annovazzi: “Che cosa mi consiglia di fare?” Ingrid Bergman: “Non lo so.” Signora Annovazzi: “Vuole che lo rimproveri?” Ingrid Bergman: “Lo tenga lì, in casa.” Signora Annovazzi: “Ah..anche in casa, siamo diventati dei prigionieri. Da quando ci siete voi non ci si muove più.” Ingrid Bergman: “Signora dopo la vendita lei doveva stare per qualche giorno.” Signora Annovazzi: “Ah, mi rinfaccia anche un poco di ospitalità? Bella cortesia davvero.” Ingrid Bergman: “No no no no. Io la prega di di di badare al pollo.” Signora Annovazzi: “Ma sì, stia tranquilla farò anche la guardiana di polli.” Ingrid Bergman: “Ho chieduto un piccolo piacere.” Signora Annovazzi: “Chiesto signora, chiesto.” Ingrid Bergman: “Chiesto.”

SEQUENZA XVIII Inqq. 195-203 NELLA CASA AL MARE ARRIVA UN CAVALLINO. 195. Da 46′ 58″ a 46′ 59″ Durata 1″

Campo medio: la mdp inquadra un cavallino che galoppa. La mdp segue questo movimento.

196. Da 46′ 59″ a 47′ 08″ Durata 9″

Primo piano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che parla attraverso una grata alla mdp.

197. Da 47′ 09″ a 47′ 10″ Durata 1″ 198. Da 47′ 11″ a 47′ 12″ Durata 1″ 199. Da 47′ 12″ a 47′ 13″ Durata 1″

200. Da 47′ 14″ a 47′ 15″

Piano americano: la mdp inquadra un ragazzo che si muove con in mano un frustino. Campo medio. la mdp inquadra il cavallino che galoppa da sinistra verso destra. La mdp segue questo spostamento. Piano americano: la mdp inquadra due bambini insieme a una signora che, attraverso una grata, guardano il cavallino (che non c’è nell’inquadratura). Piano medio: la mdp inquadra un bambino che

Musica: motivo allegro di sottofondo. Ingrid Bergman: “Il cavallino era stato regalato..” Musica: motivo allegro di sottofondo. Ingrid Bergman: “..da un amico nostro. Che piacere dei bambini. Il tennis era tutto sotto sopra allora, allora abbiamo usato come un rodeo, un piccolo far west.” Musica: motivo allegro di sottofondo. Rumore: passi del ragazzo. Musica: motivo allegro di sottofondo. Rumore: trotto del cavallino. Musica: motivo allegro di sottofondo.

Musica: motivo allegro di sottofondo.

NOTE


INQUADRATURA

Durata 1″ 201. Da 47′ 16″ a 47′ 28″ Durata 12″

202. Da 47′ 29″ a 47′ 34″ Durata 5″ 203. Da 47′ 35″ a 47′ 45″ Durata 10″

VISIVO saltella. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman attraverso una grata che parla dritta alla mdp ogni tanto girandosi verso sinistra per controllare le rose. L’attrice poi arrabbiandosi sembra si voglia aggrappare alla grata. Campo medio: la mdp inquadra il cavallino che galoppa dentro il campo da tennis. La mdp segue il cavallino. Campo medio: la mdp inquadra l’attrice, una ragazza di fianco a lei e due bambini che, attraverso la grata, guardano il cavallino ( che non è nell’inquadratura). Da dietro arriva una cameriera che chiama Ingrid Bergman che prima di allontanarsi dice alla ragazza di guardare i bambini.

SONORO Rumore: passi del bambino. Musica: motivo allegro di sottofondo. Ingrid Bergman: “Che gioia vedere i bambini così felici. Ma con un occhio sorvegliavo sempre le mie rose. Quel pollo era diabolico! Non lo avevo mai preso sul fatto.” Musica: motivo allegro di sottofondo. Rumore: trotto del cavallino Musica: motivo allegro di sottofondo. Ingrid Bergman: “Ah ti piace il cavallo? Ah?” Cameriera: “Signora se vuol telefonare sono le tre e mezza.” Ingrid Bergman: “Va bene.” (rivolta alla cameriera) “Guardalo.” (rivolta alla ragazza che era lì con lei). Rumore: passi.

SEQUENZA XIX Inqq.204-219 CHI ROVINA LE ROSE DI INGRID BERGMAN E’ IL GALLO DELLA SIGNORA ANNOVAZZI. 204. Da 47′ 46″ a 47′ 55″ Durata 9″

205. Da 47′ 56″ a 47′ 57″ Durata 1″ 206. Da 47′ 58″ a 48′ 04″ Durata 6″ 207. Da 48′ 05″ a 48′ 07″ Durata 2″ 208. Da 48′ 08″ a 48′ 09″ Durata 1″

Campo medio: la mdp, con una carrellata da sinistra a destra, inquadra l’attrice che percorre un vialetto. Sentendo poi il verso del pollo si ferma a guardare. Frontale: la mdp inquadra il pollo fermo tra le rose dell’attrice. Figura intera: la mdp inquadra l’attrice che piano piano si dirige verso le sue rose dove c’è il pollo. Frontale: la mdp inquadra il pollo che si muove tra le rose dell’attrice. Piano americano: la mdp inquadra l’attrice che passa tra le sue rose cercando di far scappare il pollo.

Rumore: passi dell’attrice, schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore. schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: passi dell’attrice. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Ingrid Bergman: “Tu vai via..”

NOTE


INQUADRATURA

209. Da 48′ 10″ a 48′ 11″ Durata 1″

210. Da 48′ 11″ a 48′ 13″ Durata 2″

VISIVO Frontale: la mdp inquadra il pollo fermo tra le rose dell’attrice.

211. Da 48′ 13″ a 48′ 14″ Durata 1″

Figura intera: la mdp inquadra Ingrid Bergman che cerca di acchiappare il pollo che stava in mezzo alle sue rose. Inquadratura leggermente dall’alto: la mdp inquadra il pollo che scappa.

212. Da 48′ 14″ a 48′ 15″ Durata 1″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che corre.

213. Da 48′ 15″ a 48′ 17″ Durata 2″

Frontale: la mdp è posta all’altezza del pollo e delle gambe dell’attrice. La mdp inquadra Ingrid Bergman che cerca di acchiappare il pollo. Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che corre veloce cercando di acchiappare il pollo. La mdp segue questi spostamenti veloci. Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che cerca di acchiappare il pollo e si guarda intorno per cercare di vederlo. Frontale: la mdp inquadra il pollo che scappa.

214. Da 48′ 17″ a 48′ 22″ Durata 5″

215. Da 48′ 23″ a 48′ 27″ Durata 4″ 216. Da 48′ 28″ a 48′ 29″ Durata 1″ 217. Da 48′ 29″ a 48′ 33″ Durata 4″

218. Da 48′ 34″ a 48′ 44″ Durata 10″

Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che vede il pollo e lo insegue girando intorno ad una pianta per cercare di acchiapparlo. Campo medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che rincorre il pollo in giardino e si sposta velocemente seguendone tutti i movimenti. Dietro una pianta poi trova la signora Annovazzi (l’inquadratura diventa un piano medio in quanto l’attrice si avvicina alla mdp dove c’è la signora Annovazzi). Ingrid Bergman comunica alla signora che il suo pollo

SONORO Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Ingrid Bergman: ..tu.” Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo e passi dell’attrice. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo Musica: accenti particolari che tendono a sottolineare quel momento. Rumore: schiamazzi del pollo. Ingrid Bergman: “Ah, signora Annovazzi! Il suo pollo..pollo ha fatto ancora dei guai. Adesso ha mangiato un’altra pianta di rose.”

NOTE


INQUADRATURA

219. Da 48′ 45″ a 49′ 38″ Durata 53″

VISIVO ha fatto altri danni. Primo piano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che parla alla signora Annovazzi che però non è in campo. L’attrice è affaticata dalla corsa e arrabbiata perché il pollo continua a rovinare le sue rose. Ingrid Bergman fa poi due passi in avanti ed entra così in campo anche la signora Annovazzi. Le due donne vicine incominciano a parlare. La signora Annovazzi vuole avere ragione e con un comportamento un po’ da superiore, marcando con la voce certe parole, corregge gli errori della pronuncia di Ingrid Bergman. La signora Annovazzi poi fa dei passi in avanti verso la mdp e guardando in basso dice a Ingrid Bergman che legherà il pollo. L’attrice si gira e va via.

Dissolvenza incrociata.

SONORO Ingrid Bergman: “Certo mi farà morire tutto se lei non ci mette rimedio.” Voce off della signora Annovazzi: “Ma non esageri signora..non esageri.” Ingrid Bergman: “Io ho pregato solo di legare questo pollo..e basta! Lo leghi con una corda!” Signora Annovazzi: “Anzi con una catena! Pensi lei invece a legare i suoi bambini! Con il loro fracasso ieri non mi hanno lasciato dormire. Tutto il pomeriggio a gridare sotto le mie finestre, lo facevano per dispetto!” Ingrid Bergman: “Non è vero signora. Li ho avvertiti, adesso non succederà più. E poi sono bambini..” Signora Annovazzi: “E il pollo è il pollo!” Ingrid Bergman: “Scusi signora ma per lei abbiamo rinchiuso le cani giù in cortile, abbiamo proibito i bambini di fare chiasso in giardino, abbiamo proibito le donne a venire a chiacchierare al canto alla vasca. Insomma abbiamo cercato di evitare tutto quello che dava fastidio!” Signora Annovazzi: “Ma insomma cosa vuole che lo uccido?!” Ingrid Bergman: “Ma non ne faccia una dramma.” Signora Annovazzi: “Io..io non faccio un dramma! Va bene, va bene..legherò il pollo!”

SEQUENZA XX Inqq. 220-244 LA CATTURA DEL POLLO. 220. Da 49′ 38″ a 49′ 46″ Durata 8″

221. Da 49′ 47″ a 49′ 48″ Durata 1″

222. Da 49′ 49″ a 49′ 54″ Durata 5″

Dissolvenza incrociata.

Rumore: delle stoviglie e del vento.

Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che apparecchia una tavola. Ad un certo punto sente lo schiamazzo del pollo e si gira verso destra.

Voice over di Ingrid Bergman: “Era un giorno di vento, il mare era cattivo. Stavo aspettando degli ospiti da un momento all’altro quando..”

Raccordo di sguardo Raccordo di sguardo. Inquadratura leggermente dall’alto: la mpd inquadra il pollo davanti alla porta della casa. Primo piano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che guarda il pollo, si rigira, pensa e poi lo

Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: accento particolare. Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: accento particolare.

Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: accento particolare.

NOTE


INQUADRATURA

223. Da 49′ 55″ a 49′ 56″ Durata 1″ 224. Da 49′ 57″ a 50′ 08″ Durata 11″

225. Da 50′ 09″ a 50′ 16″ Durata 8″

226. Da 50′ 16″ a 50′ 17″ Durata 1″ 227. Da 50′ 18″ a 50′ 19″ Durata 1″ 228. Da 50′ 20″ a 50′ 52″ Durata 32″

229. Da 50′ 53″ a 51′ 22″ Durata 29″

VISIVO riguarda. Frontale: la mdp inquadra il pollo entrato in casa fermo davanti alla porta. Totale: la mdp inquadra Ingrid Bergman che piano piano cerca di avvicinarsi al pollo chiamandolo per non farlo scappare.

Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che cerca di avvicinarsi al pollo. Arrivata alla porta, la chiude sbattendola forte e veloce in modo tale da far rimanere il pollo dentro casa. Inquadratura leggermente dall’alto: la mdp inquadra il pollo che fa un piccolo sbalzo quando l’attrice sbatte la porta. Primo piano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che ha appena chiuso la porta. Totale: la mdp inquadra Ingrid Bergman che taglia il filo legato alla zampa del pollo. Chiude velocemente tutte le porte che portano nella stanza in cui c’è lei con il l’animale e poi piano piano cerca di acchiapparlo e ci riesce tirando il filo che il pollo aveva legato nella zampa. L’attrice tira il filo verso di lei e lo prende. Ingrid Bergman in questo momento sembra indecisa sul da farsi. Totale: la mdp inquadra l’attrice con il mano il pollo avvicinarsi alla finestra che apre e chiama Ugo e gli dice di mandarle in casa Logiacono. Richiude la finestra e mette l’animale sulla poltrona.

SONORO Musica: accento particolare. Musica: accento particolare. Ingrid Bergman: “Vieni qui bello..vieni, vieni, vieni piccolo pollo.” Rumore: schiamazzo del pollo. Rumore: schiamazzo del pollo, la porta che sbatte. Musica: accento particolare.

Rumore: porta che si chiude e schiamazzo del pollo. Musica: accento particolare. Rumore: schiamazzo del pollo. Musica: accento particolare. Rumore: schiamazzo del pollo e porte che si chiudono. Musica: marcata da accenti forti.

Musica: marcata da accenti forti. Rumore: schiamazzo del pollo, finestra che si apre. Ingrid Bergman: “Ugo..Ugo..mi mandi Logiacono per favore?” Voce off di Ugo: “Dove?” Ingrid Bergman: “Qui dentro..grazie.” Rumore: finestra che si chiude.

230. Da 51′ 23″ a 51′ 29″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman

Voce off di Ugo: “Sì, subito.” Musica: più calma rispetto alla precedente.

NOTE


INQUADRATURA

Durata 6″

231. Da 51′ 30″ a 51′ 31″ Durata 1″ 232. Da 51′ 32″ a 51′ 33″ Durata 1″ 233. Da 51′ 33″ a 51′ 54″ Durata 1″ 234. Da 51′ 34″ a 51′ 42″ Durata 8″ 235. Da 51′ 43″ a 52′ 22″ Durata 39″

VISIVO che raccoglie il filo rotto del pollo da terra, esce e chiude la porta alle sue spalle. Raggomitola il filo. Frontale: la mdp inquadra il filo teso che era legato alla zampa del pollo. Primo piano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che tiene il filo teso e poi lo lascia. Frontale: la mdp inquadra il filo che torna indietro come se fosse un elastico dopo che l’attrice lo lascia. Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che, dopo aver lasciato il filo, si pulisce le mani e rientra dentro casa chiudendo la porta. Totale: la mdp inquadra Ingrid Bergman che rientra in casa e prende il pollo. L’attrice poi sente delle voci provenire da fuori la stanza. Ingrid Bergman risponde a chi c’è dall’altra parte della porta dicendo che vuole essere lasciata in pace. Poi sempre attraverso la porta si sente la voce di Ugo che avvisa Ingrid Bergman che le ha portato il cane. L’attrice apre la porta e lo fa entrare. Le sfugge però di mano il pollo che salta sulla tavola apparecchiata . Ingrid Bergman lo riprende. La mdp segue l’attrice in tutti i suoi spostamenti.

SONORO Rumore: porta finestra che si apre e si chiude.

Musica: calma di sottofondo. Musica: calma di sottofondo. Musica: calma di sottofondo.

Musica: calma di sottofondo. Rumore: porta finestra che si apre e che si chiude. Musica: calma di sottofondo. Voce off: “Bambini si può sapere perché avete chiuso la porta? Aprite!” Rumore: schiamazzo del pollo. Ingrid Bergman: “No no, non sono i bambini, sono io!” Voice off: “Ah, è lei.” Ingrid Bergman: “Sì.” Voice off: “Ha bisogno di qualcosa?” Ingrid Bergman: “No, niente lasciami in pace! Ci penso io, sì!” Voice off di Ugo: “Signora..ecco il cane.” Rumore: porta che si apre. Ingrid Bergman: “Logiacono..vieni qui Logiacono. Eeeeh sì.” Rumore. porta che si chiude. Ingrid Bergman: “Guarda Logiacono..vieni.” Rumore: il pollo salta sui piatti messi sul tavolo. Ingrid Bergman: “Logiacono vieni..”

NOTE


INQUADRATURA

236. Da 52′ 23″ a 52′ 26″ Durata 3″ 237. Da 52′ 27″ a 52′ 38″ Durata 11″

238. Da 52′ 39″ a 52′ 40″ Durata 1″ 239. Da 52′ 41″ a 52′ 48″ Durata 6″

240. Da 52′ 49″ a 53′ 04″ Durata 15″

241. Da 53′ 05″ a 53′ 30″ Durata 25″

VISIVO Frontale: la mdp inquadra Logiacono seduto nell’angolo di una porta che si alza. Totale: la mdp inquadra l’attrice con in mano il pollo davanti a Logiacono che sembra lo inviti a mangiare l’animale. Ma il cane indietreggia quasi impaurito.

Frontale: la mdp inquadra Logiacono di nuovo vicino alla porta quasi impaurito. Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman con in mano il pollo. Ad un certo punto si sente la tromba di un clacson di un auto. L’attrice disperata si porta una mano in testa. Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman col pollo in mano aprire l’anta di un armadio, metterci dentro il pollo e richiudere. Si sente poi la voce di Ugo che chiama l’attrice che si sistema e diventa sorridente in viso. Totale: la mdp inquadra Ingrid Bergman che va verso la porta, l’apre e dà il benvenuto ai suoi ospiti: entra per prima una signora a cui stringe la mano, per seconda Maria alla quale stringe la mano e per ultimo entra un signore. Le due signore iniziano subito a fare complimenti all’attrice per la casa. Ingrid Bergman apre una porta e dice a qualcuno di portare il te. Poi si avvicina dai suoi ospiti e chiede a Maria se le piace il giardino. Lei le risponde che i fiori sono sempre stati la passione dell’attrice. Col signore parlano invece della casa e della distanza tra questa e Roma. Poi Ingrid Bergman aiuta l’altra signora a togliere la mantella.

SONORO Musica: calma di sottofondo. Ingrid Bergman: “..vieni, hai visto..” Musica: calma di sottofondo. Rumore. schiamazzi del pollo. Ingrid Bergman: “..che bel pollo. Hai visto Logiacono. Vieni. Vedi, è tutto per te questo. Prendilo Logiacono prendilo. Sh, sh..vieni..” Musica: con accenti. Rumore: schiamazzi del pollo. Musica: con accenti. Rumore: tromba di un clacson e schiamazzi del pollo.

Musica: con accenti. Rumore: schiamazzi del pollo, anta dell’armadio che si apre e si chiude. Voce off di Ugo: “Signora! Sono arrivati gli ospiti da Roma!” Musica: finisce il motivo dagli accenti particolari. Rumore: porta che si apre. Ingrid Bergman: “Benvenuti.” Voce off: “Ciao cara.” Ingrid Bergman: “Entra.” Voce off: “Ben trovata Ingrid.” Ingrid Bergman: “Ciao Maria.” Signora: “Oh com’è deliziosa questa vostra casa Ingrid.” Maria: “Che amore.” Signore: “Eh sì dà il senso dell’intimità” Maria: “Sì.” Ingrid Bergman: “Porta il te:” (riferito a qualcuno che sta in un’altra stanza) “Vi piace il giardino?”(riferito ai suoi ospiti) Maria: “I fiori sono sempre stati la tua passione.” Signore: “Poi siete a meno di quaranta minuti da Roma.” Ingrid Bergman: “Lo so ma la casa è piccola per tutti noi, è

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

242. Da 53′ 31″ a 53′ 45″ Durata 14″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman che si avvicina a Maria. Rivolgendosi poi alla cameriera l’attrice le dice di servire il te in salotto. Carrellata da sinistra verso destra della mdp che segue Ingrid Bergman che si avvicina ai due signori. La signora si siede. Ingrid Bergman risponde alle domande degli ospiti ma guarda in basso davanti a lei ed esce di scena sgridando il cane.

243. Da 53′ 46″ a 53′ 51″ Durata 5″

244. Da 53′ 52″ a 54′ 30″ Durata 38″

Totale: la mdp inquadra Ingrid Bergman che sgrida il cane e lo spinge via da davanti all’armadio dove era nascosto il pollo. Piano medio: la mdo inquadra Ingrid Bergman che torna vicino al signore e alla signora un po’ imbarazzata. Chiede cosa vogliono da bere. La signora vuole del te, lui del whisky. L’attrice ordina alla cameriera di preparare il whisky e chiede poi a Maria che vuole. Anche Maria vuole il te. La cameriera poi si sta dirigendo verso l’armadio dove c’è nascosto il pollo per prendere il whisky e l’attrice spaventata che possa scoprire tutto la ferma e le dice di andare prendere il whisky da un’altra parte. Si sente poi un rumore all’improvviso e la signora seduta dice che c’è qualcosa nell’armadio. Ingrid Bergman ridendo dice che c’è un topo e la signora si impressiona. Fuori campo poi si sente la voce della signora Annovazzi che cerca l’attrice. La mdp segue tutti gli spostamenti dell’attrice.

SONORO scomoda, la vera casa non è ancora finita. Ma levati la mantella.” (riferito alla signora) Maria: “E’ sicuro di come si divertono i bambini con..” Maria: “..tutto questo giardino.” Ingrid Bergman: “Prendiamo in salotto il te. Servi di là nella’altra camera” (riferito alla cameriera) “Su andiamo.” (rivolto agli ospiti) Signora: “Ma non disturbarti cara, stiamo benissimo anche qui e poi proseguiamo subito.” Signore: “E quanto pensate di stare ancora qui voi?” Ingrid Bergman: “Oh..non molto credo, comincia già a fare un po’ di freddo.” (rivolto al signore) ”Logiacono..”(rivolto al cane) Signora: “Eh..noi andiamo dove..” Ingrid Bergman: “Vai via, vai via subito..ah!” Rumore: scivolata del cane spinto dall’attrice e dei suoi passi. Rumore: passi dell’attrice. Ingrid Bergman: “Beh..come volete il te?” Signora: “Con il limone grazie.” Ingrid Bergman: “E tu caro?” Signore: “Per il mio stomaco è molto più adatto un po’ di whisky.” Ingrid Bergman: “Ah va bene..un whisky per il signore.” (rivolto alla cameriera) “E tu Maria che prendi?” Rumore: di stoviglie. Maria: “Te col limone grazie.” Ingrid Bergman: “Aspetta un momento, dove vai?” (rivolta alla cameriera) Cameriera: “A prendere il whisky.” Ingrid Bergman: “Non c’è niente lì.” Cameriera: “Sì ne ho messo io quattro bottiglie questa mattina.” Ingrid Bergman: “No no è vuoto, non c’è proprio niente. Va nell’altra camera.” Cameriera: “Ma di là è finito signora, non c’è ne più.”

NOTE

La voce della signora è sovrapposta da quella dell’attrice che sgrida il cane.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO Ingrid Bergman: “Eh..EH..dà, dà, da retta a me va nell’altra camera, prendilo nel bar.” Cameriera: “Va bene signora ma se non c’è ne più.” Rumore: colpo improvviso. Signora: “C’è qualcosa nell’armadio.” Ingrid Bergman: “Un topo..” (ride) Signora: “Un topo?!” Voce off della signora Annovazzi: “Voglio parlare con la signora, dov’è? Dov’è la signora?”

SEQUENZA XXI Inqq. 245-250 LA SIGNORA ANNOVAZZI SCOPRE CHE IL POLLO E’ NASCOSTO NELLA CASA DI INGRID BERGMAN. 245. Da 54′ 31″ a 54′ 34″ Durata 3″

246. Da 54′ 35″ a 54′ 55″ Durata 20″

247. Da 54′ 55″ a 54′ 58″ Durata 3″

248. Da 54′ 59″ a 55′ 10″ Durata 11″

Primo piano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che si porta una mano in viso spaventata perché la cerca la signora Annovazzi; alla destra dell’attrice c’è Maria. Piano americano: la mdp inquadra la cameriera che entra nella stanza dove c’è l’attrice con i suoi ospiti. Di seguito arriva la signora Annovazzi che cerca il suo pollo convinta che qualcuno della casa dell’attrice lo abbia preso. Si sente improvvisamente il pollo da dentro l’armadio . Carrellata della mdp da sinistra verso destra che segue l’attrice che si dirige verso l’armadio, apre l’anta e prende il pollo. Frontale: la mdp inquadra la mano dell’attrice che apre l’anta dell’armadio e prende il pollo.

Piano americano: la mdp inquadra Ingrid Bergman che dà il pollo alla signora Annovazzi. Carrellata da destra verso sinistra: la mdp segue la signora Annovazzi che arrabbiata dice all’attrice che l’indomani sarebbe andata via e lascia l’abitazione.

Silenzio.

Cameriera: “Signora, c’è la signora Annovazzi.” Voce off di Ingrid Bergman: “Che vuole?” Signora Annovazzi: “Il mio pollo è sparito.” Ingrid Bergman: “Ah che piacere la signora..” Signora Annovazzi: “Lo spago è stato strappato.” Ingrid Bergman: “E allora?” Signora Annovazzi: “E allora è chiaro, il pollo è stato catturato da qualcuno qui. Rumore: schiamazzi del pollo. Signora Annovazzi: “Sentite.” Rumore: passi dell’attrice, anta dell’armadio che si apre, schiamazzo del pollo. Rumore: schiamazzo del pollo e rumore delle sue ali. Signora Annovazzi: “Bella roba prendersi il pollo. Sì me ne vado! Me ne vado domani perché sono stanca di tutte queste angherie che mi fate.” Rumore: passi della signora Annovazzi. Signora Annovazzi: “Ladri di polli!”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

249. Da 55′ 11″ a 55′ 16″ Durata 5″

Piano medio: la mdp inquadra Ingrid Bergman di spalle che chiede ai suoi ospiti come vogliono il te. Il signore chiede all’attrice sorridendo se ora gli può dare il whisky.

250. Da 55′ 17″ a 55′ 57″ Durata 40″

Piano medio: la mdp inquadra fissa l’attrice che parla dicendo che quello che ha raccontato è una storia ridicola e poi arrabbiata si gira e va via.

Dissolvenza in chiusura.

SONORO Rumore: porta che si apre. Rumore: porta che si chiude.

NOTE

Ingrid Bergman: “Allora col limone?”(rivolta alla signora) Signora:”Sì grazie.” Signore: “Adesso mi dai questo whisky?” Musica: bassa di sottofondo. Ingrid Bergman: “E questa è la storia. Vi pare una bella storia? Mah..veramente vorrei giustificarmi perché non era che volevo ammazzare il pollo. Pensavo che Logiacono poteva dare uno spavento. Capisco c’era il pericolo che il pollo morisse di colpo di cuore..e allora per Logiacono..in fondo un bel pollo grosso poteva anche piacere. Ma che cosa sto dicendo?! Eh..ve l’ho detto che era una storia ridicola!” Rumore: passi dell’attrice.

SEQUENZA XXII Inqq. 251-271 INIZIA L’EPISODIO DI ISA MIRANDA. L’ATTRICE CI RACCONTA COME TRASCORRE LE SUE GIORNATE E CI DESCRIVE LA SUA CASA-MUSEO. 251. Da 55′ 58″ a 56′ 29″ Durata 31″

Dissolvenza in apertura. Inizia l’episodio di Isa Miranda. Scorrono i titoli e leggiamo: ISA MIRANDA diretta da LUIGI ZAMPA direttore della fotografia DOMENICO SCALA A.I.C. collab. scenegg. LUIGI CHIARINI aiuto regista GIOVANNI LOY montaggio ERALDO DA ROMA direttore di produzione MARCELLO D’AMICO assistito da GIANCARLO CAMPIDORI Dietro i titoli scorrono cartelli cinematografici riguardanti l’attrice. Dissolvenza in chiusura.

Musica: colonna sonora del film.


INQUADRATURA

252. Da 56′ 30″ a 58′ 51″ Durata 3′ 21″

253. Da 58′ 52″ a 58′ 56″ Durata 4″

254. Da 58′ 57″ a 59′ 04″ Durata 4″

VISIVO Dissolvenza in apertura.

SONORO Musica: colonna sonora del film in sottofondo.

Totale: la mdp inizia l’inquadratura con una carrellata da sinistra verso destra. Siamo all’interno dell’appartamento di Isa Miranda e la sua abitazione, come lei stessa la definisce, sembra un museo: i muri sono tappezzati di quadri che la ritraggono. La mdp prosegue con la carrellata passando tra una stanza e l’altra. Vediamo una libreria dove sono conservati con ordine tutti i giornali e le riviste che parlano dell’attrice. Vicino c’è un mobile dove ci sono foto tutte uguali dell’attrice pronte da dare ai suoi ammiratori. A fianco c’è un album che una mano (probabilmente dell’attrice) comincia a sfogliare: in ogni pagina c’è una foto che rappresenta Isa Miranda nei vari ruoli che ha interpretato. La carrellata prosegue inquadrando un muro con dei diplomi appesi e un mobile con premi e medaglie. In un’altra libreria ci sono invece tutti i copioni che l’attrice ha dovuto imparare per recitare nei suoi film. Squilla un telefono e da una porta a sinistra esce l’attrice che si dirige in una camera da letto. Si siede sul letto e risponde al telefono ma noi non sentiamo la sua voce.

Voice over: “Abito all’ultimo piano di una casa isolata, quasi in fondo a via Nomentana. Qui ricevo la gente del mio mestiere. C’è una piccola galleria dei miei ritratti: Mafai, Sadigno, Guttuso, De Chirico, Pirandello, De Pisis, Bartoli, Scialoia e tanti altri. Sono tutti di pittori a me cari, anche se mi hanno visto a loro modo, qualcuno con evidente ironia. E sono io, sempre io. Un tempo ero una brava impiegata e con la stessa cura ora tengo in ordine tutti i giornali e tutte le riviste che parlano di me. Ho sempre pronte decine di fotografie per gli ammiratori che le domandano. Conservo gelosamente le fotografie dei miei film: La signora di tutti, Passaporto rosso, Diario di una donna amata, Il fu Matia Pascal, Nina Petrowna, Adventure in diamonds, Hotel Imperial, E’ caduta una donna, Malombra, Zazà, Le mura di Malapaga, La ronde e tanti altri. Diplomi, premi, medaglie, insomma come vedete la casa di un’attrice può anche rassomigliare a un museo. Poi tutti i copioni che ho dovuto imparare a memoria: migliaia e milioni di parole, di immagini buone o cattive di tanti personaggi di una volta e di adesso.” Rumore: telefono che suona.

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata.

Voice over: “Il telefono è un po’ il nostro padrone, ma io sono sempre pronta come un soldato. Qualche volta porta un po’ di letizia, spesso scontentezze e fastidi, ma non se ne può fare a meno.” Musica: di sottofondo.

Totale: la mpd inquadra Isa Miranda stesa per terra fare ginnastica.

Voice over: “Appena alzata, con la ginnastica, comincia la disciplina della nostra giornata..”

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata.

Musica: di sottofondo.

Piano americano: la mpd inquadra Isa Miranda seduta di spalle e un truccatore alla sua sinistra le sistema le sopracciglia. Noi vediamo tutto

Voice over: “..alle otto il truccatore comincia le grandi manovre sulla mia faccia. E’ convinto che la sopracciglia destra deve essere più arcuata.”

NOTE La voice over dell’attrice descrive quello che la mdp inquadra all’interno della sua casa.


INQUADRATURA

255. Da 59′ 05″ a 59′ 08″ Durata 3″

VISIVO riflesso nello specchio dove si riflette l’attrice. Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Piano americano: la mpd inquadra Isa Miranda seduta di spalle e un truccatore alla sua sinistra le sistema le sopracciglia. Noi vediamo tutto riflesso nello specchio dove si riflette l’attrice.

256. Da 59′ 09″ a 59′ 11″ Durata 2″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda seduta con alla sua destra il truccatore che le sistema ancora le sopracciglia.

257. Da 59′ 12″ a 59′ 18″ Durata 6″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda che prova delle collane.

258. Da 59′ 19″ a 59′ 22″ Durata 3″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. La mdp, posta leggermente sulla destra, inquadra il disegno di un abito disegnato come se fosse un bozzetto.

259. Da 59′ 23″ a 59′ 26″ Durata 3″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Piano americano: la mdp, posta leggermente sulla destra, inquadra Isa Miranda che prova dei capi. Due donne, una a destra e una a sinistra, l’aiutano e le aggiustano il vestito.

260. Da 59′ 27″ a 59′ 29″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata.

SONORO

Musica: di sottofondo. Voice over: “Alle dieci la sopracciglia è arcuata.”

Musica: di sottofondo. Voice over: “Alle undici invece è tutto da rifare.”

Musica: di sottofondo. Voice over: “E poi prove su prove. Gioielli veri o falsi..”

Musica: di sottofondo. Voice over: “..abiti o costumi. Si passa da una mano all’altra per..”

Musica: di sottofondo. Voice over: “..farsi..arredare. Ore e..”

Musica: di sottofondo.

NOTE


INQUADRATURA

Durata 2″

261. Da 59′ 30″ a 59′ 33″ Durata 3″

VISIVO Totale. La mdp inquadra, in una stanza piena di abiti e manichini, Isa Miranda con indosso un abito. Un uomo alla sua sinistra le aggiusta l’abito. Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata.

SONORO Voice over: “..ore.”

Musica: di sottofondo.

Piano americano: la mdp inquadra Isa Miranda che si aggiusta l’abito che indossa e controlla i vestiti che hanno i manichini vicino a lei. In basso alla sua sinistra una donna le aggiusta l’abito.

262. Da 59′ 34″ a 59′ 37″ Durata 3″

263. Da 59′ 38″ a 59′ 42″ Durata 4″

264. Da 59′ 43″ a 59′ 46″ Durata 3″

265. Da 59′ 47″ a 59′ 55″ Durata 8″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Totale: la mdp inquadra Isa Miranda pronta a recitare nel set di un film che sta girando. Totale: la mdp inquadra tutte le cineprese e le luci adoperate nel set. A sinistra è seduto il regista, a destra una donna. Tra i due c’è la macchina da presa con dietro l’operatore. Il ciakista con in mano il ciak batte la clachette e il regista dà il via alle riprese. Totale: la mdp inquadra il set con Isa Miranda pronta a recitare. Parte a camminare verso sinistra e apre una porta. Raccordo sul movimento. Raccordo sul movimento. Totale: la mdp inquadra Isa Miranda che esce dalla porta ed entra sulla scena del set. Scende dei gradini e un attore, seduto sulla destra, si alza e le va incontro. L’attrice si inchina davanti a lui e gli bacia la mano.

266. Da 59′ 56″ a 1h 00′ 1″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata.

Musica: di sottofondo. Voice over: “Alla fine arriva il momento di girare. Le giornate..” Musica: di sottofondo. Voice over: “..di ansia e di preparazione sono bruciate in pochi metri di pellicola.”

Musica: di sottofondo.

Musica: di sottofondo. Voice over: “Questa è la mia vita. Qualunque cosa poteva distrarmi dal mio lavoro , me la sono negata. Per questo non ho voluto figli.”

Musica: di sottofondo.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO Campo medio: la mdp inquadra da sinistra lo stabilimento “SA TITANUS”. Sulla sinistra si alza la sbarra ed esce una macchina.

Durata 5″

267. Da 1h 00′ 2″ a 1h 00′ 7″ Durata 5″

Camera car: la mdp è lo sguardo dell’attrice che guida l’auto. La macchina prosegue dritta poi gira a destra, passa una moto per la strada. Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata.

568. Da 1h 00′ 8″ a 1h 00′ 14″ Durata 6″

Camera car: la mdp è lo sguardo dell’attrice che guida l’auto. La macchina prosegue dritta per una strada con ai lati colonne monumentali. Davanti c’è una macchina e sul lato destro della strada delle persone che camminano a piedi.

569. Da 1h 00′ 15″ a 1h 00′ 18″ Durata 3″

270. Da 1h 00′ 19″ a 1h 00′ 21″ Durata 2″

271. Da 1h 00′ 22″ a 1h 00′ 24″ Durata 2″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Camera car: la mdp inquadra il paesaggio che si vede dal finestrino della parte sinistra dell’auto. Si vedono campi e passa una macchina. Camera car: la mdp inquadra il paesaggio che si vede dal finestrino della parte destra dell’auto. Si vede un cavallo che galoppa in un campo. Camera car: la mdp inquadra una collina nella parte sinistra della strada dove c’è un trattore che lavora.

SONORO Voice over: “Un giorno uscivo dallo stabilimento di posa un po’ stanca..” Rumore: l’auto che passa. Musica: di sottofondo. Voice over: “..ma felice come tutte le volte che lavoro, mi piace certa periferia di Roma..” Musica: di sottofondo. Voice over: “..dove anche quello che c’è di monumentale riesce a prendere un suo aspetto molto umano, di tutti i giorni.”

Musica: di sottofondo. Voice over: “Questi campi, questi prati, mi..”

Musica: di sottofondo. Voice over: “..ricordano un poco il mio nord, la mia Lombardia.” Musica: di sottofondo.

SEQUENZA XXIII Inqq. 272-276 L’ATTRICE, DOPO LO SCOPPIO, SI FERMA PER VEDERE CHE E’ SUCCESSO E SOCORRE GIANCARLO. 272. Da 1h 00′ 25″ a 1h 00′ 28″ Durata 3″ 273. Da 1h 00′ 29″ a 1h 00′ 30″ Durata 1″

Camera car: la mdp è lo sguardo dell’attrice che guida l’auto. Sulla destra avviene un’esplosione. Campo medio: la mdp inquadra la macchina dell’attrice che frena bruscamente e si ferma. Isa Miranda cerca di capire che cosa sia successo.

Musica. di sottofondo. Rumore: dell’auto e di uno scoppio. Rumore. frenata brusca dell’auto e rumori che provoca l’attrice muovendosi dentro la macchina.

NOTE


INQUADRATURA

274. Da 1h 00′ 31″ a 1h 00′ 36″ Durata 5″

275. Da 1h 00′ 37″ a 1h 00′ 59″ Durata 22″

VISIVO Campo medio: la mdp inquadra un bambino che risale da un campo su per la strada tenendosi il braccio. Nel campo si vedono scappare altri bambini e risalirne altri verso la strada. Campo medio: la mdp inquadra Isa Miranda che scende dall’auto, va incontro a Giancarlo che entra in campo da sinistra. Arriva dalla strada, sempre da sinistra, un uomo in bicicletta, dalla quale scende e la lascia cadere a terra e si avvicina anche lui al bambino ferito. Da sinistra entrano in campo altri due bambini che dicono all’attrice che è scoppiato il braccio a Giancarlo. L’attrice chiede dove abita e se lì vicino c’è una farmacia, ma l’uomo suggerisce a Isa Miranda di portare il bambino ferito in ospedale e prendendolo lo mette in macchina di fianco all’attrice (che è salita nell’auto) e le indica la strada per l’ospedale. Giancarlo non vuole andare all’ospedale e dice di voler andare a casa. L’auto parte verso destra.

SONORO Giancarlo: “Oddio, oddio, oddio, oddio.” Rumore: passi di Giancarlo. Rumore: l’attrice scende dall’auto. Isa Miranda: “Che hai fatto? Che hai fatto?” Bambino: “Signò je scoppiato er braccio.” Rumore: arriva un uomo in bicicletta dalla quale scende e la lascia cadere. Isa Miranda: “Dove abita?” (rivolta ai bambini) Bambino2: “Sta lontano, al Trionfale.” Isa Miranda: “C’è una farmacia qua vicino?” (rivolta all’uomo) Signore: “Signò ma questo ha bisogno de portarlo all’ospedale.” Isa Miranda: “Mi aiuti lei:” Signore: “Sì, subito.” Giancarlo: “Non ce voglio venì.” Signore: “Zitto bello zitto.” Giancarlo: “Non ce voglio venì, voglio ‘na a casa.” Isa Miranda: “Dopo ti porto a casa.” Giancarlo: “Ohia, oddio.” Signore: “Lo porti all’ospedale de San Filippo, giri la prima a destra.” (rivolto all’attrice) Rumore: sportello dell’auto che si chiude.

276. Da 1h 01′ 00″ a 1h 01′ 05″ Durata 5″

Campo medio: la mdp inquadra da dietro e leggermente dall’alto l’auto che prosegue nella strada. I due bambini stanno a guardare. L’uomo si gira e raccoglie la bici. Dissolvenza incrociata.

Giancarlo: “Oddio.” Isa Miranda: “Grazie.” (rivolta all’uomo) Giancarlo: “Oddio, oddio.” Rumore: dell’auto e del clacson.

NOTE Il bambino si chiama Giancarlo.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO

NOTE

SEQUENZA XXIV Inqq. 277-285 ISA MIRANDA PORTA GIANCARLO IN OSPEDALE DOVE VIENE MEDICATO. 277. Da 1h 01′ 06″ a 1h 01′ 13″ Durata 6″

278. Da 1h 01′ 14″ a 1h 01′ 26″ Durata 12″

279. Da 1h 01′ 27″ a 1h 01′ 53″ Durata 35″

280. Da 1h 01′ 54″ a 1h 02′ 16″ Durata 21″

Dissolvenza incrociata. Camera car: la mdp è lo sguardo dell’attrice che guida l’auto. Arriva davanti all’ospedale di San Filippo e un uomo apre il cancello. Totale: la mdp inquadra da dentro l’ospedale la porta d’ingresso. Fuori, da sinistra, arriva Isa Miranda in macchina. Due medici aprono lo sportello e fanno scendere Giancarlo. Anche l’attrice scende dall’auto e segue i medici che col bambino entrano in una stanza a sinistra.

Totale: la mdp inquadra i due medici con Giancarlo seguiti da Isa Miranda che entrano in una stanza. I dottori prendono il bambino che continua a lamentarsi per il dolore e lo stendono su un lettino. Il medico chiede cos’è successo e l’attrice gli risponde che è scoppiato un barattolo e che lei passava lì per caso. Giancarlo dice che faceva l’idrocarburo. Isa Miranda è visibilmente preoccupata e il medico le dice che c’è troppa confusione.

Primo piano: la mdp inquadra, leggermente posta dalla parte sinistra, Isa Miranda che si mette di lato al lettino, vicino a Giancarlo. In modo molto amorevole gli parla e cerca di tranquillizzarlo. Però il dottore le ha detto di uscire dalla stanza ma Giancarlo, aggrappandosi all’attrice, le chiede di rimanere. Il medico (che

Rumore: dell’auto e del clacson.

Rumore: arriva l’auto, sportello che si apre. Giancarlo: “Oddio, oddio. Oddio, oddio.” Rumore: sportello dell’auto che si chiude, passi dei medici, del bambino e dell’attrice. Rumore della porta che si apre. Giancarlo: “Oddio.” Rumore: passi dei medici e di Giancarlo. Giancarlo: “Oddio, oddio. Oddio, oddio. Dio..oooh..oooh..oooh...” Dottore: “Che cos’è stato?” Isa Miranda: “E’ scoppiato un barattolo. Io passavo di là per caso..” Giancarlo: “Oddio, oddio..oooh..” Dottore: “Una bomba inesplosa?” Giancarlo: “No facevo l’idrocarburo.” Dottore: “Prepara l’antitetanica.” (rivolto a un medico) “Occorreranno tre o quattro punti.” Giancarlo: “Oooh..ohia..” Dottore: “Signora per favore ho appena mandato via la moglie di quello là. (indicando un altro paziente) Giancarlo: “Oooh..oddio, oddio.” Dottore: “C’è troppa confusione qui.” Giancarlo: “Oooh..oooh..” Giancarlo: “Oddio, oddio.” Isa Miranda: “No no, no sta buono il dottore non ti fa male, non avere paura.” Giancarlo: “Oddio, oddio.” Isa Miranda: “Dopo ti porto a casa. Ti aspetto di fuori eh.” Giancarlo: “No non te ne andà.” Isa Miranda: “No caro no.”

Giancarlo, nel mentre che Isa Miranda gli parla e cerca di calmarlo, continua a lamentarsi.


INQUADRATURA

281. Da 1h 02′ 17″ a 1h 02′ 19″ Durata 2″

282. Da 1h 02′ 20″ a 1h 02′ 28″ Durata 8″

283. Da 1h 02′ 29″ a 1h 02′ 43″ Durata 14″

284. Da 1h 02′ 44″ a 1h 02′ 51″ Durata 7″

VISIVO non è nell’inquadratura) rivolto a Giancarlo gli dice che se fa il bravo l’attrice può rimanere e lo medica.

Primo piano: la mdp inquadra il medico con a fianco un assistente che guardano in basso verso il braccio del bambino che stanno medicando (ma che non è nell’inquadratura). Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda vicino a Giancarlo che parlandogli cerca di tranquillizzarlo. Vediamo l’attrice appoggiare il suo viso alla testa del bambino. Con una mano tiene la mano di Giancarlo e con l’altra gli accarezza dolcemente i capelli. Primo piano: la mdp con una carrellata da sinistra verso destra segue un uomo che si avvicina al lettino dove è steso Giancarlo per chiedere i suoi dati. Vediamo Isa Miranda prendersi cura di Giancarlo con amore.

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Piano americano: la mdp inquadra un paziente che si avvicina a Isa Miranda e le chiede un autografo. L’uomo viene rimproverato dal medico. L’attrice firma e con il bambino va via proseguendo da destra verso sinistra.

SONORO Giancarlo: “Oddio oddio..oddio oddio.” Rumore: strumenti che utilizza il dottore per medicare il bambino. Dottore: “Se stai fermo non mando via la signora eh..” Giancarlo: “Oddio oddio.” Isa Miranda: “Ecco, non vado via, no..” Giancarlo: “Oddio oddio.” Giancarlo: “Oddio, oddio.” Isa Miranda: “No no caro..”

Giancarlo: “Oddio, oddio.” Isa Miranda: “E’ finito, guarda! Guarda è finito.” Giancarlo: “Oddio, oddio.” Isa Miranda: “E’ finito vero?! Sì, ecco, guarda è finito.” Giancarlo: “Oddio, oddio.” Isa Miranda: “No no caro no.” Voce off di Giancarlo: “Oddio, oddio.” Voce off di Isa Miranda: “E’ finito!” Rumore: passi di un uomo. Signore: “Come se chiama?” Isa Miranda: “Giancarlo.” Signore: “Gian-car-lo.” Giancarlo: “Frontanesi.” Signore: E’ suo?” (rivolto all’attrice) Giancarlo: “Oddio.” Isa Miranda: “No.” Giancarlo: “Oddio, oddio.” Signore: “Fron-ta-ne-si.” Paziente: “Signò che me fa n’autografo per favore?” Dottore: “Guarda questo disgraziato è vivo per miracolo e pensa agli autografi.” Paziente: “Grazie.” Isa Miranda: “Prego.” (rivolta al paziente) “Vieni caro.” (rivolta al bambino)

NOTE


INQUADRATURA

285. Da 1h 02′ 52″ a 1h 03′ 07″ Durata 15″

VISIVO Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Frontale: la mdp è posta sull’auto. Davanti a noi vediamo sulla destra Isa Miranda che guida e di fianco sulla sinistra Giancarlo che le indica la strada di casa.

SONORO

NOTE

Isa Miranda: “E adesso? Dove andiamo?” Giancarlo: “Sempre dritta.” Isa Miranda: “Benissimo! Dammi gli ordini e ubbidisco!” Rumore: dell’auto. Isa Miranda: “E poi?” Giancarlo: “Lì in fondo.” Isa Miranda: “Benone, giù in fondo.”

SEQUENZA XXV Inqq. 286-320 ISA MIRANDA ARRIVA CON GIANCARLO A CASA SUA. L’ATTRICE SI PRENDE CURA DI LUI, DELLE SUE SORELLE E DEL FRATELLO. 286. Da 1h 03′ 08″ a 1h 03′ 23″ Durata 15″

289. Da 1h 03′ 40″ a 1h 03′ 41″ Durata 1″

Campo medio: la mdp con una carrellata da destra verso sinistra segue la macchina arrivare e fermarsi. Scendono dall’auto Isa Miranda e Giancarlo. L’attrice chiede al bambino dov’è la casa e lui gliela indica. I due lasciano il campo camminando verso sinistra. Totale: la mdp inquadra una bambina che va sull’altalena. La mdp effettua poi uno zoom all’indietro ed entrano così in campo un bambino seduto per terra che dà dei colpi di martello a qualcosa e una bambina seduta di spalle a un tavolo. Dalla parte in fondo a sinistra entrano Giancarlo tenuto per mano dall’attrice. Primo piano: la mdp inquadra una bambina con in mano una penna che come vede il fratello con l’attrice (non nell’inquadratura) entrare in casa si alza e domanda a Giancarlo cosa si è fatto al braccio. Figura intera: la mdp inquadra la bambina che si dondola sull’altalena.

290. Da 1h 03′ 41″ a 1h 03′ 43″ Durata 2″

Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda che chiede ai bambini se sono in casa da soli.

291. Da 1h 03′ 44″ a 1h 03′ 48″ Durata 4″

Primo piano: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo che risponde alle domande dell’attrice e poi chiede al fratello (che non è

287. Da 1h 03′ 24″ a 1h 03′ 36″ Durata 12″

288. Da 1h 03′ 37″ a 1h 03′ 39″ Durata 2″

Rumore: dell’auto e della sua frenata. Isa Miranda: “Dove?” Giancarlo: “Lì al primo piano.” Rumore: urla di bambini. Rumore: colpi di martello.

Rumore: colpi martello. Sorella di Giancarlo: “Ma che hai fatto al braccio?”

Rumore: colpi di martello. Voce off di Isa Miranda: “Non è niente, non preoccuparti.” Rumore: colpi di martello. Isa Miranda: “Ma…siete soli in casa?” Rumore: colpi di martello. Sorella di Giancarlo: “Mamma è uscita.” (rivolgendosi


INQUADRATURA

VISIVO nell’inquadratura) cosa gli è successo.

292. Da 1h 03′ 49″ a 1h 03′ 51″ Durata 2″

Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda ascoltare il fratello di Giancarlo.

293. Da 1h 03′ 52″ a 1h 04′ 13″ Durata 21″

294. Da 1h 04′ 14″ a 1h 04′ 15″ Durata 1″ 295. Da 1h 4′ 16″ a 1h 04′ 17″ Durata 1″ 296. Da 1h 04′ 18″ a 1h 04′ 19″ Durata 1″ 297. Da 1h 04′ 20″ a 1h 04′ 50″ Durata 30″

Totale: la mdp inquadra Isa Miranda che chiede a Giancarlo dove dorme e si dirigono insieme verso il letto seguiti dalle due sorelle. La piccola comincia a disfare il letto, l’attrice la prende e, spostandola affettuosamente, le dice che prima avrebbe spogliato il fratello. Isa Miranda si siede e comincia a spogliare Giancarlo coinvolgendo Paola come se stessero giocando.

Primo piano: la mdp inquadra la sorella grande di Giancarlo che gli dice che la madre lo ha cercato. Primo piano: La mdp inquadra Giancarlo che risponde alla sorella. Primo piano: la mdp inquadra Paola che dice a Giancarlo che la madre l’avrebbe picchiato. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda che spoglia Giancarlo. Paola si aggrappa al fratello giocando e l’attrice ride e la coinvolge passandole gli stivali che toglie a Giancarlo.

SONORO all’attrice) “Ma si può sapè che ti è successo?” (rivolta al fratello) Rumore: colpi di martello. Voce off del fratello di Giancarlo: “E’ da stamattina che sei in giro, te presenti a buon’ora.” Isa Miranda: “Non è niente.” Rumore: colpi di martello. Isa Miranda: “Adesso lo mettiamo a letto e domani sarà meglio di prima, vero? Dove dormi?” Giancarlo: “Di là.” Isa Miranda: “Ah, vieni che ti accompagno.” Rumore: passi dell’attrice e di Giancarlo. Isa Miranda: “Ma aspetta tesoro prima lo spoglio eh. Adesso lo spogliamo e poi lo mettiamo a nanna, va bene?” (rivolta a Paola) Paola: “Sì, intanto preparo il letto.” Isa Miranda: “E allora prepara il letto tu.” (rivolta a Paola) “Vieni caro che ti spoglio.” (rivolta a Giancarlo) Sorella di Giancarlo: “Lo sai che mamma t’ha cercato?”

Giancarlo: “E che je posso fa?” Paola: “Lo sai che mamma te dà un sacco de botte?” Isa Miranda: “Piano..piano..ecco fatto!” Rumore: l’attrice ride perché Paola cerca di aiutarla. Isa Miranda: “La rivoltella perché te la sei nascosta?” Giancarlo: “Perché..er nemico me la pijava.” Isa Miranda: (ride) “Il nemico te la prendeva. Adesso..” Paola: “Vieni..vvvvv..” Isa Miranda: “Ma sì ma sì ma sì..oplà..tieni. Tieni piccola..uno.” (rivolta a Paola) Paola: “Uno.”

NOTE

La sorella piccola di Giancarlo si chiama Paola.


INQUADRATURA

VISIVO

298. Da 1h 04′ 51″ a 1h 04′ 52″ Durata 1″ 299. Da 1h 04′ 53″ a 1h 05′ 22″ Durata 29″

Primo Piano: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo che ride per le cose che dice Paola. Piano americano: la mdp inquadra Isa Miranda seduta davanti al letto di Giancarlo, che ha appena finito di spogliare, e si infila sotto le coperte. Nella destra dell’inquadratura ci sono le due sorelle di Giancarlo. Isa Miranda prende Paola e si mette a giocare affettuosamente con lei.

300. Da 1h 05′ 23″ a 1h 05′ 24″ Durata 1″ 301. Da 1h 05′ 25″ a 1h 06′ 07″ Durata 42″

Primo piano: la mdp inquadra Giancarlo che è a letto. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda, Paola e l’altra sorella. Paola è in braccio all’attrice e si vuole affacciare alla finestra ma l’attrice cerca di distrarla facendole delle domande sulla sua mamma. Vediamo che Isa Miranda assume un atteggiamento amorevole e affettuoso con i bambini facendosi abbracciare e baciare da Paola. Poi guarda verso Giancarlo (che non è nell’inquadratura) e lo sgrida perché ha in bocca la pistola giocattolo.

SONORO Isa Miranda: “Adesso un altro. E due.” Paola: “E due.” Isa Miranda: “Ecco fatto..adesso togliamo i pantaloncini.” Paola: “Maaa..tira su quelle mutande che non lo posso vedè.” Voce off di Isa Miranda: “Ah..già fatto già fatto.” Isa Miranda: “Come ti chiami tu?” Paola: “Pauuuooolaaaaaaaa.” Isa Miranda: “Ooooh che bella voce che hai. Senti un po’ Paola quanti anni hai?” Paola: “Mi sono fatta male alla gamba.” Isa Miranda: “Ah sì? Oh che peccato!” Paola: “Mi so..mi sono fatta male qui, qui, qui, qui.” Isa Miranda: “Ma tutto ti fa male allora?” Paola: “Mi sono fatta tutti i botti qui mi sono fatta.” Isa Miranda: “Oh noo..ma davvero? Dai che do un bacino. Un bacino. (l’attrice bacia la mano di Paola) Paola: “Qui.” Isa Miranda: “E qui.” (l’attrice bacia la gamba di Paola) Voce off di Isa Miranda: “Senti, Paola, come si chiama..” Voce off di Paola: “Vuoi vedere da lì..” Paola: “..la finestra:” Isa Miranda: “La finestra? Ci andiamo dopo alla finestra Paola. Senti una cosa Paola. Paola hai visto che bello. Dimmi vuoi vedere quando torna la mamma. A proposito quando torna mamma?” Sorella di Giancarlo: “Tardi.” Paola: “Tardi.” Isa Miranda: “Ah sì..e perché dov’è andata?” Sorella di Giancarlo: “E’ andata a portare la cena a papà perché fa la notte.” Paola: “E’ andata a portare la cena a papà perché fa la perché fa la notte.” Isa Miranda: “Ah sì? Paola, e tu vuoi bene a mamma? Sì? Mi dai un bacino grosso grosso come se tu lo dessi a tua mamma. Paola mi dai un altro bacio? Sì.” Rumore: baci che Paola dà all’attrice.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

302. Da 1h 06′ 08″ a 1h 06′ 31″ Durata 23″

Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda seduta davanti al letto con in braccio Paola e al lato destro dell’inquadratura la sorella. Nel letto c’è Giancarlo. L’attrice gli chiede se vuole riposare così lo salutano e Isa Miranda con le bambine si allontanano dal letto lasciando l’inquadratura da destra.

303. Da 1h 06′ 32″ a 1h 07′ 18″ Durata 46″

Piano americano: la mdp inquadra Isa Miranda che con i tre fratellini di Giancarlo percorrono un corridoio e arrivano in una camera da letto con davanti un tavolino e delle sedie. L’attrice fa sedere i bambini invitandoli affettuosamente a non fare rumori perché Giancarlo riposa. Dà ai bambini dei giornali con cui giocare e lascia il campo andando verso destra.

SONORO Isa Miranda: “Senti Paola. Guarda..” (rivolta a Paola) “Ah no no eh il revolver no!” (rivolta a Giancarlo) Isa Miranda: “Adesso devi riposare devi stare tranquillo.” (rivolta a Giancarlo) Paola: “Oooh la coperta come la mia..” Isa Miranda: “Hai la febbre? Senti che hai la febbre..” (rivolta a Giancarlo) Paola: “La coperta come la mia!” Isa Miranda: “Come la tua sì.” (rivolta a Paola) “Vuoi stare tranquillo? Vuoi dormire?” (rivolta a Giancarlo) Paola: “Vuoi dormire?” Isa Miranda: “Sì?! Lo lasciamo dormire?” (rivolta a Paola) Paola: “Vuoi stare tranquillo?” Isa Miranda: “Sì adesso lo lasciamo dormire eh..dagli un bacino.” (rivolta a Paola) Paola: “Un bacino.” Isa Miranda: “Ecco fatto.” Paola: “Bello mio.” Isa Miranda: “Bello mio.” Isa Miranda: “Bello mio..piano piano.” Rumore: passi dell’attrice e della sorella di Giancarlo. Rumore dei baci che Paola dà a Isa Miranda. Isa Miranda: “La mia bella Paoletta, la mia bella Paoletta. Fai piano, fai piano. Aspetta eh. Ecco qua, Paola è apposto! Tieni tesoro, tieni.” (rivolta a Paola) “Vieni qua, vieni qua bello.” (rivolta al fratello di Giancarlo) Paola: “Ho fatto eh.” Isa Miranda: “Hai fatto, brava. Ecco qua su vicino a lei. Fai piano, fai piano.” (rivolta a Paola) “Uh tieni tieni qua.” (rivolta al fratello di Giancarlo) Rumore: della trombetta con cui sta giocando Paola. Isa Miranda: “Ssh..guarda cosa c’è qui dentro. Tieni, tieni Paola, guarda che belli.” (rivolta a Paola) “E anche tu guarda che bello..guarda che bello.” (rivolta al fratello di Giancarlo)

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

304. Da 1h 07′ 19″ a 1h 07′ 29″ Durata 10″

Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda che torna a sedersi vicino al letto dove c’è Giancarlo e lo accarezza. Si gira poi per guardare i bambini.

305. Da 1h 07′ 30″ a 1h 07′ 31″ Durata 1″

Raccordo di sguardo. Raccordo di sguardo.

306. Da 1h 07′ 32″ a 1h 07′ 38″ Durata 6″

Totale: la mdp inquadra da lontano i bambini seduti al tavolo. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda seduta vicino al letto dove c’è Giancarlo.

307. Da 1h 07′ 39″ a 1h 07′ 40″ Durata 1″ 308. Da 1h 07′ 41″ a 1h 07′ 42″ Durata 1″ 309. Da 1h 07′ 43″ a 1h 07′ 44″ Durata 1″

Inquadratura dall’alto: la mdp inquadra un pentolino dove dentro bolle del latte. Piano americano: la mdp inquadra Isa Miranda che si alza. Totale: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo e Paola correre quando sentono bollire il latte.

310. Da 1h 07′ 44″ a 1h 08′ 37″ Durata 53″

Totale: la mdp inquadra Isa Miranda che arriva in cucina entrando in campo da sinistra. Spegne il gas e toglie il pentolino dal fuoco. Arrivano anche i bambini. La sorella di Giancarlo aiuta l’attrice. Isa Miranda chiede se i piccoli devono mangiare, si toglie il soprabito, lo appende, prende i bambini e li fa sedere a tavola. Paola fa capricci e non vuole mangiare. L’attrice giocando cerca di farle mangiare qualcosa. Si siede a tavola anche l’altra sorella di Giancarlo e Isa Miranda.

SONORO Rumore: dei giornali. Isa Miranda: “Fate piano eh, piano.” Musica: di sottofondo. Voice over: “Mi sentivo a mio agio in quella casa..”

Musica: di sottofondo. Voice over: “Ripensavo a quando ero bambina a Milano..” Musica. di sottofondo. Voice over: “..nel casone di Porta Genova.” Rumore: pentolino con dentro il latte che bolle. Rumore: pentolino con dentro il latte che bolle. Rumore: pentolino con dentro il latte che bolle e corsa della sorella di Giancarlo. Musica: inizia una musica allegra di sottofondo. Rumore: corsa delle bambine. Musica: allegra di sottofondo. Isa Miranda: “Oh il latte..che guaio, guarda, si è sparso tutto, come si fa?! Asciughi?! (rivolta alla sorella di Giancarlo) “Brava. Ma voi dovevate mangiare?” Sorella di Giancarlo: “Loro due sì.” Isa Miranda: “Ah sì?” Dovevate mangiare la pappa. Allora la pappa. Ecco fatto. Adesso mangiamo la pappa.” Paola: “Aiuto, aiuto. A me fa male la gamba.” Isa Miranda: “Ti fa male la gamba? Adesso vediamo tesoro adesso vediamo subito, ecco qua.” Paola: “In questa sedia qui c’è il buco.” Isa Miranda: “C’è il buco nella sedia? Ma ti diamo questa bella di sedia perché devi mangiare la pappa adesso. Aspetta, aspetta che ti fa male la gamba. Là uno e uno due.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO Paola: “Non me va, non me va, non me va, non me va niente. Non me va non me va, non me va, non me va.” Isa Miranda: “Come sarebbe a dire signorina non me va, non me va, non me va, non me va? Non vuoi mangiare la pappa?” Paola: “No.” Isa Miranda: “No, adesso vediamo.” Rumore: tazze che vengono messe sul tavolo.

311. Da 1h 08′ 38″ a 1h 08′ 39″ Durata 1″

312. Da 1h 08′ 39″ a 1h 09′ 02″ Durata 23″

Primo piano: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo che dice qualcosa a Paola (che non è nell’inquadratura). A fianco a lei è seduto il fratello. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda e Paola sedute davanti al tavolo. L’attrice versa il latte nella tazza e giocando cerca di far mangiare la piccola ma lei non ne vuole sentire.

Isa Miranda: “Adesso vediamo.. pochino dai poco poco.” Paola: “Mmm..no.” Isa Miranda: Per piacere Paola.” (quasi cantando) Paola: “No! No, no, no, no.” Paola: “No!” Sorella di Giancarlo: “Che fai rincominciamo da capo?”

Isa Miranda: “Adesso mangiamo la pappa.” Paola: “Uh l’ha buttato tutto addosso a questo!” Rumore: latte versato. Isa Miranda: “Oh scusami tanto. Ecco qua. Un po’ di zucchero. Brava.” Rumore: tazza che viene appoggiata al tavolo.

313. Da 1h 09′ 03″ a 1h 09′ 06″ Durata 3″

314. Da 1h 09′ 07″ a 1h 09′ 12″

Piano medio: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo e il fratellino seduti al tavolo. La bambina parla all’attrice (che non è nell’inquadratura) e taglia del pane a pezzi che mette nella tazza del latte. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda e

Paola: “No ma io ce lo metto.” Isa Miranda: “E adesso è già messo. Allora, facciamo l’aeroplano? Vuoi provare? Sì..vvvvvvvv.” (l’attrice imita il rumore dell’aereo). Paola: “Mmmm am.” Isa Miranda: “Ah, ah, ah..allora. Rincominciamo da capo.” Sorella di Giancarlo: “Signò questa è una lenza fa sempre così quando deve mangià!”

Isa Miranda: (ride) “Una lenza.” (ride) “E’ vero?” (riferito

NOTE


INQUADRATURA

Durata 5″

315. Da 1h 09′ 13″ a 1h 09′ 17″ Durata 4″

316. Da 1h 09′ 18″ a 1h 09′ 24″ Durata 6″ 317. Da 1h 09′ 25″ a 1h 09′ 26″ Durata 1″

318. Da 1h 09′ 27″ a 1h 10′ 03″ Durata 36″

VISIVO Paola sedute al tavolo. L’attrice ride per quello che ha detto la sorella di Giancarlo e domanda a Paola se le cose che dice sono vere. Paola risponde di sì con la testa. Piano medio: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo e il fratellino seduti al tavolo. Lei continua a parlare a Isa Miranda (che non è in campo) e taglia il pane a pezzi che mette nella tazza del latte. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda e Paola sedute al tavolo. L’attrice ride e parla con la bambina. Piano medio: la mdp inquadra la sorella di Giancarlo e il fratellino seduti al tavolo. La bambina prende la zuccheriera che passa all’attrice (che non è nell’inquadratura). Raccordo sul movimento. Raccordo sul movimento: nel lato sinistro dell’inquadratura si vedono le mani della bambina poggiare sul tavolo la zuccheriera. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda e Paola sedute al tavolo. Paola prende un cucchiaio e comincia a versare lo zucchero nel latte e l’attrice ride perché ne sta mettendo tanto, infatti la sorella maggiore la sgrida. L’attrice però le permette di versare il terzo cucchiaio di zucchero e ridendo, comincia a girare il latte. Isa Miranda prova nuovamente a far mangiare la bambina ma lei apre la bocca e poi la richiude girando la testa e sembra che scende dalla sedia ponendosi al limite dell’inquadratura dalla parte sinistra.

SONORO a Paola) “E perché?” (riferito alla sorella)

Rumore: cucchiaio che gira il latte dentro la tazza. Sorella di Giancarlo: “Vuole un altro cucchiaio de zucchero ma mi madre non je vuò dà sennò s’abitua male.” Isa Miranda: (ride) “Noo, adesso glielo diamo un altro cucchiaio. Lo vuoi? Tanto zucchero?” Isa Miranda: “Dai Paoletta.” Rumore: zuccheriera che si posa.

Isa Miranda: “Ancora un po’ di zucchero.” Rumore: tappo della zuccheriera. Isa Miranda: “Benissimo un po’ di zucchero. Che fai lo metti da te? Sì..” Paola: “Sì.” Isa Miranda: “Brava.” Rumore: cucchiaio che prende lo zucchero. Isa Miranda: “Uno..due..quantooo..” Voce off della sorella di Giancarlo: “A Paolè che te credi che ‘o zucchero se trova per terra.” Isa Miranda: “Ancora questo no, solo questo, solo questo. Sì sì sì ancora questo tesoro. Dammi, dammi uuh che grosso, quanto.” (ride) “Brava. Brava. E adesso mangi la pappa.” Rumore: cucchiaio che mescola il latte. Paola: “Ecco è mezzo finito!” Isa Miranda: “Hai visto? Adesso bisogna mangiare la

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

319. Da 1h 10′ 04″ a 1h 10′ 09″ Durata 5″ 320. Da 1h 10′ 10″ a 1h 10′ 14″ Durata 4″

Piano medio: la mdp inquadra Giancarlo che si rigira nel letto. Piano medio: la mdp inquadra Isa Miranda che cerca di far star buona Paola che scende dalla sedia. L’attrice le dice di fare silenzio perché Giancarlo ha la febbre e chiede a Iole* se in casa c’è un termometro.

SONORO pappa, zucchero non c’è n’è quasi più. Prova un po’.” Paola: “Aammm.” Isa Miranda: “Ancora un pochino vieni qua tesoro.” Paola: “No.” Rumore: lamenti di Giancarlo che si rigira nel letto.

NOTE

Isa Miranda: “Iole* vedi se a Giancarlo gli è aumentata la febbre.” Paola: “No no..” Isa Miranda: “Ssh che Giancarlo ha la febbre zitta.. (riferita a Paola) “Avete un termometro in casa?” (riferito alla sorella di Giancarlo)

*Non si capisce bene con quale nome l’attrice chiama la sorella maggiore di Giancarlo. Sembra comunque che la chiami Iole.

Dissolvenza incrociata.

SEQUENZA XXVI Inqq. 321-330 TORNA A CASA LA MADRE DI GIANCARLO. ISA MIRANDA LASCIA L’ABITAZIONE. 321. Da 1h 10′ 15″ a 1h 11′ 24″ Durata 1′ 09″

Dissolvenza incrociata.

Musica: calma di sottofondo.

Piano medio: la mdp inquadra Giancarlo e letto e le mani dell’attrice che mettono sulla fronte del bambino un panno. Comincia uno zoom all’indietro ed entra nell’inquadratura pure Isa Miranda che chiede a Giancarlo come sta. Il bambino risponde che sta meglio. L’attrice gli prende la mano e gliel’accarezza con affetto. La mdp procede con un ulteriore zoom all’indietro e ora tutta la stanza è nell’inquadratura. Si apre la porta in fondo a destra ed entra in casa la madre di Giancarlo che si precipita verso il letto appena vede il bambino coricato. La madre preoccupata chiede che è successo. Isa Miranda si alza dalla sedia e cerca di tranquillizzare la madre di Giancarlo raccontandole cosa è successo e che ha detto il medico. L’attrice poi mostra alla donna il braccio del figlio spiegandole che non è nulla di grave. La mdp effettua uno zoom in avanti e nell’inquadratura rimangono solo Giancarlo e sua madre. Questa rimette il braccio del figlio sotto le coperte, si siede vicino al letto e accarezzando il bambino gli chiede se ha dolore; Giancarlo risponde di

Isa Miranda: “Come stai?” Giancarlo: “Meglio.” Isa Miranda: “Stai meglio?” Rumore: porta che si apre e passi della madre di Giancarlo. Musica: sottolinea la preoccupazione della madre di Giancarlo appena vede il figlio. Madre di Giancarlo: “Che c’è? Ma che hai fatto Giancà? Madonna mia ma che è successo?” Isa Miranda: “Si calmi signora, stamattina con dei ragazzi si è fatto male ad un braccio mentre giocava col carburo.” Madre di Giancarlo: “Dio mio, ma c’ha fatto fijo mio, c’ha la febbre forte?” Isa Miranda: “No ma non è niente, è la reazione della puntura. L’ho portato io al pronto soccorso.” Madre di Giancarlo: “Ah sì.” Isa Miranda: “Sì allora in questi casi sempre per evitare un’infezione fanno la puntura.” Madre di Giancarlo: “Ma quando è successo? E all’ospedale che hanno detto? C’è qualche cosa de rotto?” Isa Miranda: “No no no signora si calmi. Guardi: ecco qua. Ma domani si può alzare il dottore l’ha detto.”


INQUADRATURA

VISIVO no.

322. Da 1h 11′ 25″ a 1h 11′ 41″ Durata 16″

Primo piano: la mdp effettua uno zoom sul volto di Isa Miranda.

323. Da 1h 11′ 42″ a 1h 12′ 23″ Durata 41″

324. Da 1h 12′ 24″ a 1h 13′ 05″ Durata 41″

Piano medio: la mdp inquadra Giancarlo a letto e le madre seduta vicino a lui. La mdp effettua uno zoom all’indietro e così entra nell’inquadratura anche Isa Miranda che si siede anche lei vicino al letto. Arriva da destra Iole che si mette in piedi tra le due donne sedute. La madre di Giancarlo chiede alla figlia se ha dato da mangiare ai fratelli; lei risponde di sì, che le ha dato da mangiare l’attrice. La madre di Giancarlo chiede a Isa Miranda se ha figli. L’attrice abbassando la testa e con un tono dispiaciuto risponde di no. Le due donne poi cominciano a parlare di Giancarlo.

Piano medio: la mdp inquadra Paola che si alza. La mdp effettua uno zoom all’indietro mostrandoci dove sta andando la bambina che arriva dalla madre dove c’è pure Isa Miranda e

SONORO Madre di Giancarlo: Fijo, non c’hai dolore?” Giancarlo: “No, non c’è l’ho.” Madre di Giancarlo: “Non ce l’hai. T’ha fatto proprio male er dottore?” Giancarlo: “No, non m’ha fatto male.” Musica: di sottofondo. Voice over: “Io non sapevo neppure muovermi per la paura di interrompere quella meravigliosa intimità. Mi pareva veramente per la prima volta di capire che cosa sono una madre e un figlio. Mi sentivo esclusa da tanta tenerezza.” Musica: di sottofondo ma diversa dalla precedente, più dolce. Madre di Giancarlo: “Eh ma se metta a sede signò.” Rumore: passi di Iole. Madre di Giancarlo: “Sto fijaccio me da più pensieri de tutti gli altri messi assieme. Je dato da magnà?” (rivolta a Iole) Iole: “Sì un po’ de latte ma..” Madre di Giancarlo: “Ah..” Iole: “Glielo ha dato la signora.” Madre di Giancarlo: “Lei c’ha bambini?” Isa Miranda: “No.” Madre di Giancarlo: “No?” Ida Miranda: “No.” Madre di Giancarlo: “Je ho fatto perde un po’ de tempo signò.” Isa Miranda: “No. Che classe fa?” Madre di Giancarlo: “La seconda, è ripetente, ma capisce tutto è che non c’ha volontà. A dì la verità c’ha due, tre amici che me piacciono poco.” Isa Miranda: “Sono ragazzini.” Madre di Giancarlo: “Bisognerebbe menaje..con sta mania del carburo..” Madre di Giancarlo: “..dove va se mette a fare i botti.” Rumore: passi di Paola.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO Iole. La madre fa sedere la figlia sulle sue gambe e le chiede che vuole. Lei le risponde che vuole un bicchiere d’acqua. La madre manda Iole a prenderlo. La madre di Giancarlo comincia a raccontare dei particolari sul figlio all’attrice. Torna Iole con il bicchiere d’acqua e Paola beve.

Isa Miranda chiede a Giancarlo se le cose che sta dicendo la madre sono vere e lui risponde di sì con la testa.

325. Da 1h 13′ 06″ a 1h 13′ 10″ Durata 4″

Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda.

326. Da 1h 13′ 11″ a 1h 13′ 38″ Durata 27″

Piano americano: la mdp inquadra Isa Miranda che si alza, prende la mano di Giancarlo, lo saluta e gli dice di telefonarle per farle sapere se è guarito. Si alza anche la madre con Paola. L’attrice prende la bambina in braccio, l’abbraccia e la saluta. La madre di Giancarlo dice a Isa Miranda che le telefoneranno. Iole prende una penna e segna il numero di telefono che l’attrice le detta nel mentre che si infila il soprabito.

327. Da 1h 13′ 39″ a 1h 13′ 40″ Durata 1″

328. Da 1h 13′ 40″ a 1h 13′ 43″ Durata 3″

Totale: la mdp inquadra l’intera stanza con le bambine appoggiate al tavolo, Giancarlo a letto e la madre che gli prepara il termometro e gli dice di metterselo. Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda arrivare vicino alla porta che guarda nella

SONORO Paola: “A ma finalmente sei tornata.” Madre di Giancarlo: “Che voi ne?” Paola: “Un bicchiere d’acqua.” Madre di Giancarlo: “Un bicchiere d’acqua. Vai a prendere er bicchiere d’acqua. E..noi semo de manica larga, che vò signora questo ce le ha avute tutte: morbillo, orecchioni, tosse convulsa e…e lui se ne approfitta. E poi su padre torna a casa stanco morto da lavoro e io non lo voglio snervà di più per dirle quello che ha combinato. E poi lui c’ha sempre pronta la cojonella pe su padre. Quando vede le brutte je comincia a fa le domande sur partito.” Isa Miranda: “Hai sentito cosa dice mamma? E’ vero?” (rivolta a Giancarlo) Madre di Giancarlo: “Eh..altro che. E poi guarda, guarda come te sei ridotto er vestito. Ma mò che je dico io a tu padre. A voja stavolta a parlargli de Tojatti.” Voce off di Giancarlo: “Basta can un je dici der carburo al resto ce penso io.” Musica: parte una musica di sottofondo. Musica: di sottofondo. Isa Miranda: “Ciao Giancarlo. Telefonami. Dimmi se sei guarito. Ciao Paola.” Rumore: passi dell’attrice. Isa Miranda: “Ciao tesoro.” Madre di Giancarlo: “Segna er numero de la signora. Je telefonerà Giovanna perché lei è bona a telefonà.” Isa Miranda: “Otto otto zero..quattro..otto zero quattro tre sette.” Rumore. passi dell’attrice. Musica: di sottofondo. Madre di Giancarlo: “Tiè mettite er termometro..” (rivolta a Giancarlo) Musica: di sottofondo.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO direzione del resto della stanza (che non è nell’inquadratura).

329. Da 1h 13′ 44″ a 1h 13′ 47″ Durata 3″

Primo piano: la mdp inquadra nuovamente la stanza. La madre dice a Giancarlo di ringraziare l’attrice e poi si scusa perché non l’accompagna alla porta.

330. Da 1h 13′ 48″ a 1h 13′ 56″ Durata 8″

Primo piano: la mdp inquadra Isa Miranda vicino alla porta che saluta Giancarlo, esce e chiude la porta. L’attrice sembra essere triste.

SONORO Madre di Giancarlo: “..scusi signora che non l’accompagno eh..” (rivolta all’attrice) “Giancarlo che fai e saluta la signora..” Musica: di sottofondo.

NOTE

Madre di Giancarlo: “..ringraziala.” Giancarlo: “Grazie signora.” Madre di Giancarlo: “Grazie tanto sa signora, a rivederla..” Musica: di sottofondo. Voce off della madre di Giancarlo: “..a rivederla.” Isa Miranda: “Ciao Giancarlo. Telefonami.”

Dissolvenza incrociata.

SEQUENZA XXVII Inqq. 331-332 ISA MIRANDA TORNA NELLA SUA CASA SOLA E IMMERSA NEL SILENZIO. 331. Da 1h 13′ 57″ a 1h 14′ 59″ Durata 1′ 02″

332. Da 1h 15′ 00″ a 1h 15′ 22″ Durata 22″

Dissolvenza incrociata. Totale: la mdp inquadra Isa Miranda entrare a casa sua, chiude la porta alle sue spalle e procede in avanti lentamente. La mdp comincia una carrellata all’interno della casa da destra verso sinistra. La casa è vuota e silenziosa. La mdp poi procede in avanti con uno zoom soffermandosi sulla camera da letto. L’attrice rientra in campo da destra: cammina lentamente guardandosi intorno, entra nella camera, lancia i guanti sul letto, toglie il soprabito che lancia anche questo sul letto e si siede su di questo. Piano americano: la mdp inquadra Isa Miranda seduta sul letto. Si toglie una scarpa che lascia cadere sul pavimento. Inizia a squillare il telefono. L’attrice appoggiata con i gomiti sulle gambe rimane seduta a guardare in basso.

Musica: di sottofondo. Rumore: porta che si apre e che si chiude. Musica: si fa in questo momento più alta poi si riabbassa. Voice over: “Tanti pensieri mi si affollavano dentro. Pensieri che molte altre volte mi si erano affacciati alla mente durante la mia carriera, ma che non avevano mai potuto prendere una forma precisa perché, spinta dall’amore per il mio lavoro, venivano sempre cacciati indietro. Ora venivano avanti con una forza ed una crudeltà che non avevano mai avuto.”

Musica: di sottofondo. Voice over: “E mai come quel giorno la mia casa mi è sembrata così vuota.” Rumore: l’attrice si toglie una scarpa e la lascia cadere per terra. Squillo del telefono.

All’inizio dell’episodio la casa sembrava ricca e piena. Al contrario, in questa inquadratura, la casa sembra vuota.

Anche in questa inquadratura possiamo notare una grande differenza rispetto all’inquadratura numero 252 dove l’attrice diceva che allo squillo del telefono lei era sempre pronta a rispondere come un soldato. Ora invece lascia squillare il


INQUADRATURA

VISIVO Dissolvenza in chiusura.

SONORO

NOTE telefono come se non le importasse niente.

SEQUENZA XXVIII Inqq. 333-337 INIZIA L’EPISODIO DI ANNA MAGNANI. L’ATTRICE INTRODUCE IL SUO RACCONTO. 333. Da 1h 15′ 23″ a 1h 15′ 52″ Durata 29″

Dissolvenza in apertura. Inizia l’episodio di Anna Magnani. Scorrono i titoli e leggiamo:

Musica: colonna sonora del film.

ANNA MAGNANI diretta da LUCHINO VISCONTI direttore della fotografia GABOR POGANY A.I.C. collab. scenegg. SUSO CECCHI D’AMICO aiuto regista FRANCESCO MASELLI montaggio MARIO SERANDREI direttore di produzione ELIO SCARDAMAGLIA A.D.C. assistito da VICO VACCARO GIANCARLO CAMPIDORI Dietro i titoli scorrono cartelli cinematografici riguardanti l’attrice.

334. Da 1h 15′ 53″ a 1h 16′ 23″ Durata 30″

Dissolvenza in chiusura. Dissolvenza in apertura.

Dissolvenza incrociata Dissolvenza incrociata.

Voice over: “Adesso tocca a me. Sono Anna Magnani. Vedete quel taxi laggiù?! Ci sono io, sto andando a teatro. Dunque mi hanno chiesto di raccontarvi un episodio della mia vita. Io sono sicura che se non vi racconto una lite voi rimanete tutti delusi, non è così?! Non so perché quando si parla della Magnani, effettivamente ogni tanto per la strada mi sento dire ‹Lasciala sta a quella te risponne male sai›. Ho raccontato questo piccolo incidente a Visconti, gli è piaciuto e insieme adesso cerchiamo di raccontarlo a voi.” Musica: colonna sonora del film di sottofondo.

Campo medio: la mdp inquadra delle persone che attraversano una strada da sinistra verso destra. Dal fondo arriva il taxi che procede in

Voice over: “Dunque..dieci anni fa..ahimè..dieci anni fa. Dunque dieci anni fa, facevo la rivista “Quattro Fontane”, erano i primi successi, adoravo il mio lavoro, cercavo di..”

Campo lungo. La mdp, con una carrellata da destra verso sinistra, segue un taxi percorrere una strada. Lo fa abbastanza da lontano. La mdp è situata in un parco dove ci sono molti alberi. Nei prati ci sono persone che passeggiano, che giocano e che prendono il sole.

335. Da 1h 16′ 26″ a 1h 16′ 32″ Durata 8″

Musica: colonna sonora del film di sottofondo.

La voice over di Anna Magnani ci informa del fatto che dentro il taxi ripreso dalla mdp c’è lei. Noi però non la vediamo. Il “parco” dovrebbe essere i giardini di Villa Borghese.


INQUADRATURA

336. Da 1h 16′ 33″ a 1h 16′ 52″ Durata 19″

VISIVO avanti per uscire dall’inquadratura dalla parte sinistra. Sul taxi vediamo l’autista e qualcuno nei sedili posteriori ma non si vede chiaramente che è l’attrice. Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani seduta nei sedili posteriori del taxi. Ha in grembo il suo cane che accarezza. Indica poi all’autista la piazza in cui si deve fermare.

SONORO Rumore: motore del taxi.

Musica: colonna sonora del film di sottofondo. Voice over: “..essere sempre puntuale ma per una ragione o per l’altra, non ci riuscivo quasi mai. Avevo un bassotto, si chiamava Mavà, eccolo lì. Fu lui quel giorno la causa di tutto. Ma adesso lo vedrete da voi.” Rumore: motore del taxi.

337. Da 1h 16′ 53″ a 1h 17′ 13″ Durata 20″

Campo medio: la mdp inquadra il taxi arrivare da sinistra e poi fermarsi. L’autista apre lo sportello all’attrice che scende dall’auto e si aggiusta il vestito.

Anna Magnani: “Presto è..autista?! Sentite fermatevi vicino a piazza di Siena che scendiamo..facciamo due passi a piedi. Grazie.” Rumore: motore del taxi e della sua frenata. Cinguettio di uccelli. Voice over: “Mi davo tante arie con quelle due volpi. Erano dure come due salami. Dio com’ero grassa a quell’epoca! Non è possibile!” Rumore: sportello del taxi che si apre, passi dell’attrice.

SEQUENZA XXIX Inqq. 338-345 INIZIA LA DISCUSSIONE TRA ANNA MAGNANI E L’AUTISTA DEL TAXI. 338. Da 1h 17′ 14″ a 1h 17′ 36″ Durata 22″

Piano medio. la mdp inquadra Anna Magnani vicino al finestrino del taxi dal quale è affacciato l’autista. L’attrice ha in braccio il suo bassotto e chiede quanto deve pagare. L’autista le risponde che il conto è di quattro e cinquanta più una lira di supplemento per il cane. I due quindi cominciano a discutere perché Anna Magnani dice che il suo bassotto è un cane piccolo e quindi non deve pagare; l’autista invece dice che deve una lira di supplemento perché il cane non è da grembo.

Rumore: motore del taxi. Anna Magnani: “Autista..quanto pago per favore?” Autista: “Quattro e cinquanta.” Anna Magnani: “Quattro e cinquanta. Dio che giornata meravigliosa!” Rumore. auto che passa. Autista: “Più una lira de supplemento.” Anna Magnani: “Per che cosa scusate?” Autista: “Pe er cane signò.” Anna Magnani: “Perché paga questo cane?” Autista: “Hanno sempre pagato i cani.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

339. Da 1h 17′ 37″ a 1h 17′ 38″ Durata 1″

Primo piano: la mdp inquadra l’autista del taxi dall’esterno del finestrino che spiega ad Anna Magnani che i cani da grembo non pagano mentre gli altri sì. Primo piano: la mdp inquadra (da dentro il taxi) la testa e la spalla destra dell’autista e dalla parte esterna del finestrino Anna Magnani. I due discutono sulla taglia del cane dell’attrice.

340. Da 1h 17′ 39″ a 1h 17′ 45″ Durata 6″

341. Da 1h 17′ 46″ a 1h 17′ 48″ Durata 2″

342. Da 1h 17′ 49″ a 1h 17′ 48″ Durata 9″

343. Da 1h 17′ 59″ a 1h 18′ 00″ Durata 1″ 344. Da 1h 18′ 01″ a 1h 18′ 25″ Durata 24″

Primo piano: La mdp inquadra l’autista del taxi dall’esterno del finestrino che tira fuori e mostra all’attrice il tariffario con i prezzi sui cani. Primo piano: La mdp inquadra (da dentro il taxi) la testa e la spalla destra dell’autista e dalla parte esterna del finestrino Anna Magnani che legge il tariffario. L’attrice poi chiude il foglio del regolamento e dice all’autista che lei pensa che lui non sappia cosa sia in realtà un cane da grembo. Primo piano: la mdp inquadra l’autista del taxi dall’esterno del finestrino che parla all’attrice. Primo piano: la mdp inquadra (da dentro il taxi) la testa e la spalla destra dell’autista e dalla parte esterna del finestrino Anna Magnani. I due cominciano a discutere in modo più animato. Dietro l’attrice vediamo che arrivano e si fermano ridendo tre giovani marinai.

SONORO Anna Magnani: (ride) “Paghi tu?” (rivolta al cane) “Sentite io prendo il taxi tutti i giorni, per questo cane non ho mai pagato. Mi dispiace.” Autista: “Se vede che v’hanno fatto un trattamento speciale pe quello.” Anna Magnani: “Se vede che siamo simpatici, no?” Autista: “A signò solo i cani da grembo nun pagano.” Rumore. cinguettio di uccelli. Anna Magnani: (ridendo) “Da che?” Autista: “Da grembo!” Anna Magnani: (ridendo) “E dico..più de grembo de questo lo volete eh?” Rumore: cinguettio di uccelli. Autista: “Questa è la tariffa e leggetevela!” Rumore: fogli del tariffario che si aprono, cinguettio di uccelli. Anna Magnani: “Ma che me importa a me de legge el regolamento. Lo so..ecco qui..trasporto dei cani da grembo, come dite voi, è obbligatorio..sì ma la questione non è questa eh. Ho idea che voi non sapete nemmeno che vo dì cane da grembo!” Rumore: cinguettio di uccelli. Rumore: cinguettio di uccelli. Autista: “E che so? Signò.” Anna Magnani: “Oooh se vede per carità. Sentite famola finita per favore perché, non è per la lira, io ve la do, ve la regalo de mancia, perché me siete simpatico, ma nun me venite a dì che ve spetta de diritto perché nun ve spetta. Questo è un cane da grembo va bene?” Autista: “A signò a me er regolamento me dice che questo nun è cane da grembo. E lo so bene io quello che vor dì.” Anna Magnani: (ride) “Andate piano che ve straffogate sennò. Si nun è cane da grembo da che è questo?” Autista: “E che ne so io.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

345. Da 1h 18′ 26″ a 1h 18′ 58″ Durata 32″

Campo medio: la mdp inquadra Anna Magnani a fianco del taxi che discute con l’autista. Vicino a lei, sulla destra dell’inquadratura, ci sono tre giovani marinai. Ne arrivano poi altri quattro da sinistra che guardando la scena si fermano e si mettono a parlare ridendo. Arrivano ancora altri due giovani da dietro il taxi. La discussione tra l’attrice e l’autista continua e decidono di andare a cercare una guardia. Anna Magnani poi si gira verso i giovani e li rimprovera perché stanno ridendo. La mdp effettua uno spostamento da destra verso sinistra alzandosi e inquadrando dall’alto. Anna Magnani sale sul taxi, un ragazzo chiude lo sportello dell’auto e la macchina parte. I giovani iniziano a camminare per andare via.

SONORO Anna Magnani: “Allora me volete proprio fa arrabbià adesso insomma.” Autista: “No.” Anna Magnani: “Allora annamo a cercà na guardia.” Autista: “Annamo a cercà na guardia.”

NOTE

Rumore: cinguettio di uccelli. Rumore: cinguettio di uccelli e macchine che passano. Anna Magnani: “Ma dico se questo cane non è da grembo da che è allora?” Autista: “Che ne so io.” Anna Magnani: “Ah non lo sapete no.” (ride) “Non lo sa poverello eh..” (rivolta ai giovani che sono arrivati) “Volemo sentì na guardia?” Autista: “Sentimo sta guardia.” Rumore: arrivano altri giovani che iniziano a parlare. Anna Magnani: “E annamo a sentì. Me vado a.. pe na lira. Mò devo andà fino da una guardia, a cercà na guardia. Io un romano più impunito de questo ancora lo devo incontrare. Eh..che c’avete da ride voi. Annatevene per i fatti vostri no?!” (rivolta ai giovani marinai) Rumore: risate dei giovani. Taxi che accende il motore, sportello dell’auto che si chiude.

Dissolvenza incrociata.

Musica: riparte la colonna sonora del film.

SEQUENZA XXX Inqq. 346-361 ANNA MAGNANI CON L’AUTISTA SONO ALLA RICERCA DI UNA GUARDIA CHE POSSA AIUTARLI A METTERE FINE ALLA QUESTIONE. 346. Da 1h 18′ 59″ a 1h 19′ 12″ Durata 13″

Dissolvenza incrociata.

Musica. colonna sonora del film.

Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani seduta nel taxi con in braccio il suo bassotto. Parla ad alta voce e dice che non ha mai pagato il supplemento per il suo cane e fa intendere che neanche questa volta lo pagherà.

Anna Magnani: “La lira. So anni che pijamo il taxi noi due e la lira nun l’avemo pagata mai. Mò arriva lui..la lira de supplemento. .che bellezza. Non va do vinta nooo. Ma pensò che non va do vinta. Rumore: motore del taxi.

Dissolvenza incrociata.


INQUADRATURA

347. Da 1h 19′ 13″ a 1h 19′ 40″ Durata 27″

VISIVO Dissolvenza incrociata. Piano medio: la mdp inquadra il taxi. Anna Magnani, seduta sul sedile posteriore, vede e indica all’autista una guardia e l’invita a fermarsi. L’autista non si ferma e dice all’attrice che quella guardia e lì e non si può muovere. Come passa il taxi vediamo anche noi, attraverso i finestrini, una guardia ferma che non fa nulla. Anna Magnani si affaccia e vede che la guardia non sta facendo niente e glielo dice all’autista ma quest’ultimo continua a dire che quella guardia non si può muovere perché è lì per fare i segnali e che se si fosse fermato gli avrebbe messo la multa. Anna Magnani allora arrabbiata dice all’autista di andare al Quirinale perché lì sicuramente una guardia l’avrebbero trovata.

348. Da 1h 19′ 41″ a 1h 19′ 48″ Durata 7″

349. Da 1h 19′ 49″ a 1h 19′ 55″ Durata 6″

350. Da 1h 19′ 56″ a 1h 20′ 05″ Durata 9″

351. Da 1h 20′ 06″ a 1h 20′ 07″ Durata 1″ 352. Da 1h 20′ 08″ a 1h 20′ 24″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Primo piano. La mdp inquadra, da dietro, l’autista che guida il taxi e nel mentre canta. Frontale: la mdp inquadra il tassametro. L’autista poi si affaccia dal finestrino (è inquadrato da dietro) come per guardare il tassametro che scatta a sette lire e dieci. Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Campo medio: la mdp effettua una carrellata da destra verso sinistra seguendo il taxi che si ferma nella piazza del Quirinale dove c’è una guardia. Piano americano: la mdp inquadra una guardia che procede in avanti. Dietro di lui il palazzo del Quirinale. Piano americano: la mdp inquadra Anna

SONORO Musica: colonna sonora del film. Rumore: Motore del taxi. Anna Magnani: “Autista:” Autista: “Sì.” Anna Magnani: “Eccola qua una guardia, fermatevi!” Autista: “Quale?” Anna Magnani: “Quella lì, quella lì.” Autista: “Quella lì nun se può move, c’ha da fa.” Anna Magnani: “Ma come c’ha da fa?” Autista: “Ma che me vo fa fa la contravvenzione?” Anna Magnani: “Ma chi l’ha detto che c’ha da fa quella lì? Eccola lì. Sta ferma impalata!” Autista: “A signò.” Anna Magnani: “Sta senza fa niente abbiate pazienza.” Autista: “A signò che me vo fa la contravvenzione? Quella sta lì per fa i segnali.” Anna Magnani: “Sentite non andate più al Quattro Fontane. Andiamo al Quirinale va bene? Lì la troviamo la guardia.” Autista: “E annamo al Quirinale.” Rumore: motore del taxi. Autista: (cantando) “Faccetta nera, bella abissina, aspetta e spera che già l’ora si..” Rumore: motore del taxi. Autista: (cantando) “..avvicina. Quando saremo vicino a te noi vi diremo viva il duce viva il re.”

NOTE

La canzone che canta l’autista è una canzone fascista che si intitola Faccetta Nera. Gli ultimi versi che canta l’autista non sono corretti come possiamo vedere se leggiamo il testo della canzone.

Rumore. del taxi e della sua frenata.

Rumore: passi della guardia.

Rumore: sportello del taxi che si apre.

I camion che passano


INQUADRATURA

Durata 16″

353. Da 1h 20′ 25″ a 1h 20′ 32″ Durata 7″ 354. Da 1h 20′ 33″ a 1h 20′ 34″ Durata 1″ 355. Da 1h 20′ 35″ a 1h 20′ 36″ Durata 1″ 356. Da 1h 20′ 37″ a 1h 20′ 42″ Durata 5″

VISIVO Magnani che scende dal taxi sempre con il cane in braccio. L’autista si gira e da sinistra arriva l’agente che saluta. Anna Magnani spiega alla guardia che è nata una discussione sulla taglia del cane e chiede se secondo lui il cane è da grembo o no. L’agente chiede il libretto all’autista; l’attrice gli dice che il libretto non centra ma la guardia risponde che lui deve fare il suo dovere. Anna Magnani dice che ha fretta perché deve andare in teatro.

Campo medio: la mdp inquadra tre camion che passano carichi di bambine che cantano una canzone fascista. Primo piano: la mdp inquadra Anna Magnani che guarda passare i camion con sopra le bambine che cantano. Primo piano: la mdp inquadra l’agente . Sulla destra le spalle di Anna Magnani. La guardia come passano i camion si gira a guardare. Primo piano: la mdp inquadra Anna Magnani con in braccio il cane. L’attrice chiede alla guardia se il suo cane deve pagare.

357. Da 1h 20′ 43″ a 1h 20′ 44″ Durata 1″ 358. Da 1h 20′ 45″ a 1h 21′ 00″ Durata 15″

Primo piano: la mdp inquadra l’agente che chiede ad Anna Magnani se il cane è suo. Primo piano: la mdp inquadra Anna Magnani con in braccio il bassotto; sulla sinistra di spalle vediamo l’agente che chiede se il cane ha la medaglia. L’attrice comincia a cercarla ma non la trova e dice alla guardia che ce l’aveva.

359. Da 1h 21′ 01″ a 1h 21′ 04″ Durata 3″

Primo piano: la mdp inquadra l’agente che dice all’attrice che se il cane non ha la medaglia è costretto a farle la multa.

SONORO Anna Magnani: “Scusi agente.” Agente: “Dica signora.” Anna Magnani: “Ho bisogno d’un favore. E’ nata una discussione. Secondo lei questo cane è da grembo o no?! Perché lui dice di no. Che cos’è un po..un lupo..che cos’è?” Agente: “Libretto di circolazione.” Anna Magnani: “No guardi il libretto non centra.” Agente: “Lasciate stare signora, faccio il mio dovere.” Anna Magnani: “Ho capito ma io devo andà a recità a fa teatro.” Coro di bambine che cantano: “Fischia il sasso, il nome squilla, del ragazzo di..” Coro di bambine che cantano: “..Portoria, e l’intrepido Balilla, sta gigante nella storia..” Coro di bambine che cantano: “..era bronzo quel mortaio..” Anna Magnani: “Tu guarda ste fanatiche come se sgolano.” Coro di bambine che cantano: “..che nel fango..” Anna Magnani: “Roba da matti.” Coro di bambine che cantano: “..sprofondò, ma il ragazzo fu d’acciaio..” Anna Magnani: “Senta agente ho bisogno di un favore. Mi dica solamente se a norma di regolamento questo cane paga la lira, va bene?” Agente: “Piuttosto dite un po’ signora è vostro il cane?” Anna Magnani: “Sì è mio perché?” Agente: “Guardate un po’ che manca la medaglia.” Anna Magnani: “Che je manca?” Agente: “La medaglia.” Anna Magnani: “N’do l’hai messa la medaglia mo? c’è l’aveva sa.” Agente: “Ne siete certa?” Anna Magnani: “Come sarebbe a dì?Si je dico che ce l’aveva la medaglia.” Agente: “Vedete signora se il cane non porta la medaglia sono costretto a farvi contravvenzione va bene?!”

NOTE trasportano delle bambine che cantano Fischia il sasso, una canzone fascista.


INQUADRATURA

360. Da 1h 21′ 05″ a 1h 21′ 51″ Durata 46″

VISIVO Piano americano: la mdp è posta dentro il taxi e inquadra Anna Magnani e l’agente fuori dall’auto. L’autista è seduto al posto di guida ma è girato verso l’attrice e la guardia. L’agente mette la multa ad Anna Magnani perché il suo bassotto non porta la medaglia e le chiede quindi le sue generalità domandando poi se pagherà subito la muta. L’attrice chiede l’importo e dopo che l’agente le risponde, l’autista scoppia a ridere. Anna Magnani mette il cane dentro il taxi, prende la borsa e paga la multa, saluta la guardia e sale nell’auto. L’agente le chiude lo sportello salutandola e ricordandole la via della tenenza dei Carabinieri dove poter andare a risolvere la questione del cane.

SONORO Anna Magnani: “E ma santo Dio la paghiamo la tassa noi sa.” Agente: “Non lo metto in dubbio. Per la questione dell’autista vi potete rivolgere qui, in via della Dataria alla tenenza dei Carabinieri.” Anna Magnani: “Va bene, grazie tante.” Agente: “Nome prego.” Anna Magnani: “Anna Magnani.” Agente: “Anna Ma-gna-ni.” Anna Magnani: “Magnani sì.” Agente: “Paternità.” Anna Magnani: “Di Marino.” Agente: “Ma-ri-no. Dove siete nata signora?” Anna Magnani: “Roba da matti! A Roma so nata.” Agente: “Roma. La conciliate subito?” Anna Magnani: “Che vor dì la conciliate subito?” Agente: “Se la pagate subito.” Anna Magnani: “Quant’è?” Agente: “Quattordici e cinquanta.” Rumore: all’autista parte una forte risata. Anna Magnani: “Quattordici e cinquanta. Fatte n’altra risata frescone. Te faccio ride io dopo. Quattordici e cinquanta ecco. No ce n’è uno de più scusi eh.” Agente: “Prego.” Anna Magnani: “Grazie tante allora alla Dataria.” Agente: “Alla Dataria sì.” Anna Magnani: “Va bene. Grazie eh.” Rumore: sportello del taxi che si chiude, motore che si accende. Anna Magnani: “Arrivederci. Arrivederci.”

361. Da 1h 21′ 52″ a 1h 22′ 11″ Durata 19″

Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani seduta nel taxi con sulle gambe il cane a cui

Musica: inizia un motivo allegro. Musica: motivo allegro. Rumore: motore del taxi. Anna Magnani: “Te menerebbe. Tu guarda pe na lira dove

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO parla.

SONORO annamo a finì. Quattordici e cinquanta me sei costato.” (sospira riferendosi al cane) “Quattordici e cinquanta. Vedemo dai Carabinieri. Capace pure che me mettono in galera, hai visto mai?”

NOTE

SEQUENZA XXXI Inqq. 362-376 ANNA MAGNANI E L’AUTISTA ARRIVANO NELLA CASERMA DEI CARABINIERI E CERCANO DI RISOLVERE LA QUESTIONE DEL CANE CON L’AIUTO DEL MARESCIALLO. 362. Da 1h 22′ 12″ a 1h 22′ 25″ Durata 13″

363. Da 1h 22′ 26″ a 1h 22′ 34″ Durata 8″

364. Da 1h 22′ 35″ a 1h 22′ 40″ Durata 5″

365. Da 1h 22′ 41″ a 1h 22′ 54″ Durata 13″

366. Da 1h 22′ 55″ a 1h 23′ 01″ Durata 6″

367. Da 1h 23′ 02″ a 1h 23′ 05″

Campo medio: la mdp inquadra due carabinieri che escono dalla caserma. Arriva da destra il taxi che si ferma. Scende dall’auto Anna Magnani con il cane in braccio e sbatte lo sportello. Entra in caserma. Piano americano: la mdp inquadra Anna Magnani procedere in avanti e fermarsi davanti ad un carabiniere che noi vediamo di spalle sulla destra dell’inquadratura. L’attrice chiede aiuto alla guardia per la questione nata tra lei e l’autista del taxi per via del cane. Piano americano: la mdp inquadra un giovane carabiniere che ascolta Anna Magnani che espone il suo problema. L’attrice è di spalle sulla sinistra dell’inquadratura. L’agente dopo aver ascoltato Anna Magnani si gira verso sua sinistra e chiama il brigadiere. Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani che dice al carabiniere (di spalle) di non chiamare il brigadiere ma di uscire fuori a controllare la tabella del taxi e di vedere se il cane è o no da grembo.

Primo piano: la mdp inquadra sulla sinistra il brigadiere seduto alla scrivania. In fondo vediamo Anna Magnani che continua a parlare col carabiniere che richiama il brigadiere. Questo si gira per vedere chi lo chiama e si alza. Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani

Rumore: motore del taxi e della sua frenata. Sportello che si apre e che Anna Magnani sbatte quando lo richiude. Voci lontane di persone.

Rumore: voci lontane di persone, cinguettio di uccelli. Anna Magnani: “Scusi tanto. Guardi lei dovrebbe essere così gentile da aiutarmi a risolvere una questione che..che ho con un autista che sta qui fuori a proposito di questo cane.” Rumore: cinguettio di uccelli. Anna Magnani: “Quando sono andata per pagare voleva una lira di supplemento perché dice che questo cane non è da grembo.” Carabiniere: “Brigadiere.” Rumore: cinguettio di uccelli e voci lontane di persone. Anna Magnani: “Non chiami il brigadiere per l’amore di Dio sennò n’do annamo a finì qua. E’..è semplice: lei esce fori un momentino se fa dà la tabella vede il cane pecchè l’occhi ce l’ha vero?” (ride) “Mamma glieli ha fatti, lo vede el cane che è piccoletto e la risolviamo, me manda via pecchè io devo anche andà a teatro.” Rumore: macchina da scrivere. Carabiniere: “Brigadiere.” Anna Magnani: “Ma che lo chiama a fa il brigadiere, non me lo può dì lei? Ha capito de che se tratta?” Rumore: cinguettio di uccelli, voci lontane di persone.


INQUADRATURA

Durata 3″

368. Da 1h 23′ 06″ a 1h 24′ 21″ Durata 1′ 15″

VISIVO che parla al carabiniere (di spalle). Il carabiniere non risponde all’attrice quindi questa pensa che il ragazzo sia sordo. Figura intera: la mdp inquadra il brigadiere che esce dalla caserma e che dice all’attrice che non si può parlare con la sentinella. Sulla sinistra dell’inquadratura c’è un agente. Arriva poi da destra Anna Magnani che si scusa con il brigadiere. L’attrice comincia a spiegare anche al brigadiere la discussione nata con l’autista del taxi in merito al suo cane che vuole capire se è da grembo o no. Il brigadiere fa cenno all’agente che stava sulla sinistra dell’inquadratura di andare e di seguito passa pure un altro carabiniere. Il brigadiere dice che dovrebbe informarsi. Anna Magnani spiega al brigadiere che non è che non vuole pagare la lira, è che all’autista non gli spetta e quindi, siccome non le piacciono le ingiustizie, non paga . Il brigadiere dice all’attrice che magari poteva riuscire a mettersi d’accordo con l’autista che arriva entrando nell’inquadratura da destra. L’attrice si gira, lo vede e gli domanda se riescono a risolvere la questione. L’autista risponde che ha ragione lui.

SONORO Anna Magnani: “Oddio dev’essere sordo questo. Me sente che.” Rumore: macchina da scrivere. Brigadiere: “Signora non si può parlare con la sentinella. Me lo dica a me.” Anna Magnani: “Ah, scusate tante ma non lo sapevo.” Brigadiere: “Prego, prego.” Anna Magnani: “Per questo sto poverello rimaneva così impalato.” (ride) “Senta signor brigadiere.” Brigadiere: “Dica.” Anna Magnani: “Io ho avuto un incidente con un autista che sta qui fuori, ma non si impressioni perché si tratta soltanto di un cane. Si tratta di questo: quando sono andata per pagare l’autista mi ha chiesto una lira di supplemento per il cane perché secondo lui questo cane non è da grembo. Ora io mi domando e dico: guardatelo, guardatelo quant’è piccolo..è da grembo o non è da grembo?” Brigadiere: “Capisco signora vede, chi applica il regolamento si fa appello al buon senso. Io non so, però possiamo informarci subito se esiste una precisazione, diciamo così, di misura.” Anna Magnani: “De che?” Brigadiere: “Di misura.” Anna Magnani: “Ah perché adesso dobbiamo misurare er cane.” (ride) Brigadiere: “Andiamo dal maresciallo.” Anna Magnani: “Eeeh..addirittura?! Non ne vale la pena signor brigadiere. Guardi non è per la lira perché io all’autista gliel’ho detto, io ve la do la lira ma di mancia, non mi dite che la dovete avere perché non vi spetta. Io le ingiustizie non le sopporto signor brigadiere.” Brigadiere: “Capisco signora mia, vede tante volte con un po’ di buona volontà ci si può mettere d’accordo. Ma poi signora mia eh..come si dice? Chi ha più prudenza l’adoperi, no?!” Anna Magnani: “Ho capito, allora solo io devo essere prudente? Perché questo non molla. Io se avessi tempo e non ave..e non fossi già in ritardo andrei fino in fondo a

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

369. Da 1h 24′ 22″ a 1h 24′ 31″ Durata 9″

Piano medio: la mdp inquadra a sinistra il brigadiere, a destra, leggermente di spalle, l’autista e tra di loro con il cane in braccio Anna Magnani. L’autista continua a dire di avere ragione e questo suo comportamento fa arrabbiare l’attrice. Le persone che passano dietro di loro si girano a guardare. Piano medio: la mdp inquadra al centro della scena l’autista. Di spalle a sinistra c’è Anna Magnani e a destra il brigadiere. L’autista dice di aver perso la voce.

370. Da 1h 24′ 32″ a 1h 24′ 37″ Durata 5″

371. Da 1h 24′ 38″ a 1h 24′ 51″ Durata 13″

Piano medio: la mdp inquadra sulla sinistra il brigadiere con a fianco Anna Magnani. Nella parte destra dell’inquadratura, leggermente di spalle, c’è l’autista. L’attrice ora è veramente arrabbiata con il conducente del taxi in più è in ritardo.

372. Da 1h 24′ 52″ a 1h 24′ 59″ Durata 7″

Piano medio: la mdp inquadra al centro l’autista. Di spalle, sulla sinistra Anna Magnani e a destra, leggermente di spalle, il brigadiere. Adesso anche l’autista comincia ad arrabbiarsi dicendo che non si è mai approfittato di nessuno. Piano medio: la mdp inquadra a sinistra il brigadiere, al suo fianco Anna Magnani e davanti a loro, leggermente di spalle, l’autista che dice che ora lui non ha fretta e che vuole risolvere la questione.

373. Da 1h 25′ 00″ a 1h 25′ 15″ Durata 15″

SONORO questa questione.” (da adesso rivolta all’autista) “Eccolo qua. Dite un po’ che volemo fa? Volemo risolvere questa cosa della lira qua eh?” Autista: “Però ho ragione io eh.” Rumore: macchina da scrivere. Anna Magnani: “Lo vedete quant’è indisponente eh..come fa a dì che c’avete ragione se il brigadiere ancora deve parlà mm?” Autista: “E’ tanto chiaro.” Anna Magnani: “Insomma ne sapete più di lui?” (ride) “Metteteve al posto suo allora!” Rumore: rumori che provengono dalla strada. Autista: “A signò io c’ho perso pure la voce.” Anna Magnani: “Ah..io me ne frego scusate signor brigadiere.” Brigadiere: “Prego, prego.” Anna Magnani: “Sa perché avete perduto..” Anna Magnani: “..la voce perché so tre quarti d’ora che mi state facendo perde tempo. Si tratta di stabilire che non avete ragione. La lira non vi spetta è inutile e se voi insistete io prendo il numero del vostro taxi e la faccenda non finisce qua. Perché io ho fretta adesso, me ne devo andare.” Autista: “Ah pure?” Anna Magnani: “Pure, pure..” Autista: “Adesso io non ho premura. Ma che stamo a scherzà?! Te danno del ladro, dell’approfittatore. Io..che non me so mai approfittato de niente e che sono..”

Autista: “..incensurato e un altro più incensurato de me n’do lo andate a trovà.” Anna Magnani: “Non se trova per carità s’è perso lo stampo. Ah.” Autista: “A brigadiè voi state per testimone. Io non ho parlato mai, ho chiesto soltanto quello che m’aspettavo e adesso non vorrei che me dì famola finita perché io voglio ar soddisfazione.”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

374. Da 1h 25′ 16″ a 1h 26′ 12″ Durata 57″

Piano medio: la mdp inquadra un gruppo di carabinieri che sentono le urla di Anna Magnani e si affacciano nel cortile dell’edificio dove va ad inquadrare la mdp. Vediamo dall’alto l’attrice, l’autista e il brigadiere che cominciano a salire le scale. La mdp comincia a muoversi verso destra fino ad arrivare ad inquadrare le scale. Altri carabinieri salgono e scendono. I tre arrivano quasi su in cima e l’attrice fermandosi riprende il cane in braccio. Anna Magnani comincia a dire al brigadiere che da tre quarti d’ora l’autista non si vuole convincere sul fatto che il suo bassotto sia un cane da grembo. Interviene l’autista dicendo che i cani che non pagano sono i cuccioli e che quello dell’attrice è un cane piccolo perché non è cresciuto. I due si rimettono a litigare e, finendo di salire le scale , il brigadiere li invita ad andare dal maresciallo.

375. Da 1h 26′ 14″ a 1h 26′ 19″ Durata 5″

Totale: la mdp inquadra un ufficio. Il maresciallo si mette il cappello e va verso la porta per uscire.

376. Da 1h 26′ 20″ a 1h 26′ 38″ Durata 18″

Campo medio: la mdp inquadra venire dal fondo Anna Magnani, il brigadiere e l’autista. Da destra entra nell’inquadratura il maresciallo che tutti salutano. La mdp effettua uno zoom su Anna Magnani, sul brigadiere e sul maresciallo che è leggermente di spalle. L’attrice si siede perché dice di essere stanca e comincia a spiegare al maresciallo cos’è successo. L’attrice

SONORO Anna Magnani: “E noi ve la diamo soddisfazione allora.” Rumori: dalla strada Anna Magnani: “Senta signor brigadiere son tre quarti d’ora, non c’è niente da fare. Vogliamo chiarire subito? Chiariamo subito, siamo qua a posta. Io non lo so.” (riferita al brigadiere) “Su su Mavà..su che sei stanca su su su su su su.” (riferita al cane). Rumore: persone che salgono e scendono per le scale. Anna Magnani: “Si è stancato anche il cane. Pensa che roba. Chi me l’avesse detto oggi che ce metteva paura..su su ninni sì te te te te suuu.” (riferito al cane) “Oh mio Dio. Se sapesse quello che sto soffrendo da tre quarti d ’ora signor brigadiere è una cosa da matti. Non c’è stato niente da fare. Questo per lui non è un cane da grembo. Ma insomma ma che ce vuole la laurea de veterinario per capire che questo è un cane da grembo. Questo è un cane da grembo come lo volete un cane più piccolo de così è un neonato quasi.” Autista: “Ecco qui te volevo. Er cucciolo non paga. Questo è piccolo ma perché nun è cresciuto.” Anna Magnani: “Come sarebbe a dì è piccolo perché nun è cresciuto?” Autista: “E ne capisco pure io ne capisco.” Anna Magnani: “Ma fateme er favore..stateve zitti, che ce fate ride voi.” Brigadiere: “Andiamo..andiamo dal maresciallo.” Anna Magnani: “Ma smettetela. Non sapete più quello che dite adesso.” Rumore: voci che si confondono tra loro di altre persone. Rumore: passi di Anna Magnani, dell’autista e del brigadiere. Anna Magnani: “Non capisco più niente nemmeno io..buongiorno signor maresciallo.” Brigadiere: “Scusi maresciallo c’è la signora che vuole un chiarimento..” Anna Magnani: “Ecco!”

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO abbassando lo sguardo guarda l’orologio, vede che ore sono e pensa a cosa succederà in teatro visto che lei ancora non è arrivata.

SONORO Brigadiere: “..de un incidente che le è accaduto in taxi.” Anna Magnani: “Sì, se permette mi metto a sedere..” Maresciallo: “Prego signora si accomodi.” Anna Magnani: “.. perché sono stanca morta. Adesso le racconto di che si tratta. Son trenta volte che lo racconto ma me deve scusà. Dunque io ho preso un taxi, ho preso un taxi..oddio..oddio chissà che succederà a teatro.”

NOTE

SEQUENZA XXXII Inqq. 377-385 IN TEATRO ASPETTANO CON ANSIA L’ARRIVO DI ANNA MAGNANI. 377. Da 1h 26′ 39″ a 1h 27′ 04″ Durata 25″

378. Da 1h 27′ 05″ a 1h 27′ 09″ Durata 4″

Piano americano: la mdp inquadra il dietro le quinte del teatro dove doveva già essere arrivata Anna Magnani ma ancora non c’è. C’è il caos: un uomo informa il direttore di scena che l’attrice ancora non è arrivata. Questo allora disperato va nel camerino di Anna Magnani dove c’è l’assistente dell’attrice che dice al direttore che di solito arriva in tempo. Ma il direttore è disperato perché sono in ritardo. Ogni tanto passano correndo davanti alla mdp uomini e ballerine. Il direttore da gli ordini poi ferma una ballerina di nome Helen e le dice di andare a cambiarsi perché farà lei il numero di Anna Magnani visto che lei ancora non è arrivata. Helen ha paura di non fare in tempo a cambiarsi e corre via uscendo dall’inquadratura da destra. Il direttore continua a dare ordini.

Totale: la mdp inquadra il dietro le quinte del teatro da dentro il camerino di Anna Magnani che ha la porta aperta. Vediamo il direttore ordinare a delle ballerine di andare in scena. Poi venendo in avanti si ferma sulla porta, incrocia

Rumore: applausi. Assistente: “Non è ancora arrivata.” Direttore di scena: “Come non è arrivata? Sei sicuro?” Assistente: “Il portiere ha detto che non l’ha vista ho già chiesto io.” Direttore di scena: “Falli cambiare..” Assistente: “Sì.” Rumore: porta che si apre, passi di persone che passano. Direttore di scena: “Ma che fa?” Adele: “E che ne so io.” Direttore di scena: “Come che ne so, hai telefonato almeno?” Adele: “No.” Direttore di scena: “Come no?” Adele: “Arriva sempre in tempo.” Direttore di scena: “See arriva in tempo quando è finito. Arriva in tempo figurati! Sipario, sipario! Helen, corri a cambiarti!” Helen: “Come faccio? Non faccio in tempo!” Direttore di scena: “Dai che non c’è la Magnani! Devi fare tu il suo numero, dai fai presto!” (rivolto alla ballerina) “Soffitta, soffitta. Porta via il fondale bianco. Cala quello celeste sveltii. Avanti fuori!” (rivolto ai tecnici) Rumori: passi delle ballerine. Direttore di scena: “..in scena. Cosa fate qui? Andate in scena svelte dai che attacca l’orchestra. E adesso che facciamo?”

Adele è l’assistente di Anna Magnani.

Helen è una ballerina.


INQUADRATURA

379. Da 1h 27′ 10″ a 1h 27′ 11″ Durata 1″ 380. Da 1h 27′ 12″ a 1h 27′ 15″ Durata 3″

381. Da 1h 27′ 16″ a 1h 27′ 23″ Durata 7″

382. Da 1h 27′ 24″ a 1h 27′ 26″ Durata 2″

383. Da 1h 27′ 27″ a 1h 27′ 30″ Durata 3″

384. Da 1h 27′ 31″ a 1h 27′ 32″ Durata 1″

385. Da 1h 27′ 33″ a 1h 27′ 37″ Durata 4″

VISIVO le braccia e rivolgendosi ad Adele (che non è nell’inquadratura) chiede cosa potrebbero fare. Piano medio: la mdp inquadra Adele seduta che cuce. Risponde alla domanda del direttore di scena e dice che lei non sa cosa fare. Piano americano: la mdp inquadra il direttore di scena sulla porta del camerino di Anna Magnani che chiede disperato ad Adele se sa dove sia l’attrice. Ma Adele (che non è nell’inquadratura) non lo sa. Il suo atteggiamento è molto più tranquillo rispetto a quello dell’uomo. Sulla porta si affaccia una ballerina ad ascoltare. Piano medio: la mdp inquadra Adele seduta nel camerino di Anna Magnani che suggerisce al direttore di mandare un altro numero prima di quello dell’attrice così nel frattempo Anna Magnani arriva e si prepara per andare in scena.

Piano americano: la mdp inquadra il direttore di scena che guarda l’orologio. Sulla porta vicino a lui c’è una ballerina. Piano medio: la mdp inquadra Adele che cerca di tranquillizzare il direttore.

Piano americano: la mdp inquadra il direttore di scena arrabbiarsi.

Piano medio. la mdp inquadra Adele che continua a cucire. Risponde al direttore arrabbiato facendogli capire che alla fine la ragione se la prende Anna Magnani perché è una donna tosta.

SONORO

NOTE

Adele: “E che ne so io quello che facciamo?!”

Direttore di scena: “Come che ne so!! Ma non sai dov’è andata?” Voce off di Adele: “E sarà andata a farsi un giretto..è bella giornata.” Direttore di scena: “Un giretto? Ma se tocca a lei adesso!” Musica: melodia di sottofondo. Musica: melodia di sottofondo. Adele: “Embè mandate un altro numero.” Direttore di scena: “Ma non posso! Deve andare in scena lei!” Adele: “Embè quando mandate su un altro numero arriva lei, in cinque minuti è vestita. Che voi da me?” Musica: melodia di sottofondo. Direttore di scena: “Sì in cinque minuti, li conosco i cinque minuti.” Musica: melodia di sottofondo. Adele: “E io intanto sto preparando già il caffè. Quando viene, prende il caffè, si veste e viene in scena.” Musica: melodia di sottofondo. Adele: “..va bene?!” Direttore di scena: “Il caffè?! Glielo do io..” Musica: melodia di sottofondo. Direttore di scena: “..il caffè quando arriva! Col cicchetto glielo do il caffè.” Voce off di Adele: “Ma che cicchetto d’Egitto. Mi sa che ve lo dà lei il cicchetto.”

SEQUENZA XXXIII Inqq. 386-392 CON L’AIUTO DEL MARESCIALLO SI RISOLVE LA QUESTIONE DEL CANE: IL BASSOTTO DELL’ATTRICE E’ UN CANE DA GREMBO.


INQUADRATURA

386. Da 1h 27′ 38″ a 1h 28′ 31″ Durata 53″

VISIVO Piano americano. La mdp inquadra Anna Magnani seduta con intorno a lei sette carabinieri. Il maresciallo al suo fianco ha in mano un dizionario e legge ad alta voce la definizione della parola grembo. Man mano che il maresciallo legge l’attrice ride perché la definizione della parola dà ragione a lei. La mdp effettua poi uno zoom all’indietro e così entrano nell’inquadratura altri carabinieri che sono fermi davanti all’attrice. Anna Magnani domanda a quel punto cos’ha nel grembo dove tiene il suo bassotto. Questo sta a significare che il suo cane è da grembo. L’attrice comincia a fare battute spiritose e tutti i carabinieri ridono. Anna Magnani si alza, ringrazia il maresciallo e saluta tutti. Si sente a questo punto la voce dell’autista, che non è nell’inquadratura, che dice all’attrice che lui era in buona fede e che forse l’errore si è verificato per la sua ignoranza. L’attrice fa un’altra battuta e tutti si mettono a ridere.

SONORO Anna Magnani: “Gre..gre..grembo.” Maresciallo: “Grembo.” Anna Magnani: “Grembo.” Maresciallo: “Grembo. Sostantivo maschile dal latino gremium. La parte del corpo tra il principio del ventre e le ginocchia..” Rumore: Anna Magnani fa una specie di risata ironica. Maresciallo: “..in quanto stando la persona seduta è atta a ricevere e a tenere in sé chicchessia. E dicesi specialmente di donna una madre col bimbo in grembo. E’ chiarissimo.” Anna Magnani: “Maresciallo grazie. E’ questa la frase che volevo io. Ah. Io che cos’ho nel mio grembo? Eh?! El cane. Allora questo è un cane da grembo. Avvocato mio abbiamo perso la causa che volete che ve dico.” Rumore: tutti i carabinieri ridono alla battuta dell’attrice. Anna Magnani: “Grazie infinite. Non so come dirvi grazie. Vi ho fatto perdere tanto tempo. Grazie infinite di tutta la sua gentilezza. Ah già che non se po dà la mano, me scordo sempre. Arrivederci, arrivederci a tutti.” Autista: “Signò io ero in buona fede..magari ignorante..ma in bona fede.” Anna Magnani: “Ma voi siete tutti ignoranti ma non è colpa vostra.” Rumore: tutti i carabinieri ridono.

387. Da 1h 28′ 32″ a 1h 28′ 33″ Durata 1″ 388. Da 1h 28′ 33″ a 1h 28′ 39″ Durata 6″

389. Da 1h 28′ 40″ a 1h 28′ 53″ Durata 13″

Inquadratura dal basso: la mdp inquadra dei carabinieri affacciati a delle finestre che ridono alle battute dell’attrice. Piano medio: la mdp inquadra l’autista appoggiato a un muro. Ha in bocca una gomma da masticare; cerca di spiegare qual’era la sua idea di grembo. Piano medio: la mdp inquadra un carabiniere seduto su un muretto che ride alle battute di

Anna Magnani: “Arrivederci, grazie.” Rumore: risate dei carabinieri.

Rumore: risate dei carabinieri. Autista: “Io stavo con l’idea der grembo..come dire..appena scavato..” Rumore: risate dei carabinieri.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO Anna Magnani dalla parte sinistra. Nella parte destra dell’inquadratura, invece, più lontano, c’è una finestra aperta dove sono affacciati cinque carabinieri che anche loro osservando la scena ridono.

SONORO Autista: “..me so spiegato?” Anna Magnani: “Ma voi ve siete spiegato benissimo.” (rivolto all’autista) “Arrivederci, scusate tanto. Scusate dell’invasione. Arrivederci, arrivederci. Grazie, grazie.” (rivolta ai carabinieri) Rumore: i carabinieri salutano Anna Magnani tutti insieme e le voci si sovrappongono mischiate alle risate.

390. Da 1h 28′ 54″ a 1h 28′ 55″ Durata 1″

391. Da 1h 28′ 56″ a 1h 28′ 58″ Durata 2″

392. Da 1h 28′ 59″ a 1h 29′ 26″ Durata 27″

Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani in un gruppo di carabinieri. Saluta tutti e si scusa per aver fatto perdere loro del tempo. Esce dall’inquadratura, seguita dai carabinieri, camminando verso sinistra e chiama l’autista. Inquadratura dal basso: la mdp inquadra l’edificio della caserma e in particolare tre finestre dove sono affacciati i carabinieri che ridono. Campo medio: la mdp inquadra Anna Magnani scendere le scale con il brigadiere e una processione di carabinieri che li seguono tra cui l’autista cerca di farsi spazio e passare davanti. La mdp, man mano che il gruppo scende, si mette di lato effettuando uno zoom all’indietro. Anna Magnani chiama l’autista che saluta il brigadiere ed esce dall’inquadratura camminando verso sinistra e mettendosi il cappello. L’attrice continua a salutare e, guardando verso la caserma e sentendo le risate, vede quanto i carabinieri siano divertiti da quella scenetta. Poi si ferma, saluta il brigadiere che va verso sinistra. Anna Magnani si dirige verso il portone d’uscita poi però si ferma, torna indietro e si mette davanti alla sentinella che saluta prendendolo un po’ in giro.

Voce off di Anna Magnani: “Autista, andiamo?” Rumore: risate dei carabinieri.

Rumore: risate dei carabinieri. Voce off di Anna Magnani: “Mi hanno rovinato oggi per una lira e per un cane..” Rumore: risate dei carabinieri, passi di Anna Magnani e dei carabinieri che scendono le scale e camminano. Anna Magnani: “..se io lo racconto non ci crede nessuno. Mi dispiace per l’autista poverello..” Autista: “Permesso, permesso.” Anna Magnani: “..autista dove sei?” Autista: “Eccomi, eccomi.” Anna Magnani: “Viè che dopo famo pace.” Brigadiere: “Finalmente ci siamo messi d’accordo eh signora?!” Anna Magnani: “Lo vedi come sono divertiti eh..Arrivederci, arrivederci..e grazie eh..” Brigadiere: “E prego signora s’immagini.” Anna Magnani: “Siete stati tutti molto gentili.” Autista: “A rivederla brigadiere.” Brigadiere: “Auguri signora.” Anna Magnani: “Arrivederci e grazie.” Brigadiere: “S’immagini.” Anna Magnani: “Eh..arrivederci. Ah! Grazie anche a lei. Ah già che non può parlare. Arrivederci lo stesso.” (rivolta alla

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO sentinella) “Arrivederci.”

NOTE

SEQUENZA XXXIV Inqq. 393 A TEATRO, ASPETTANDO ANNA MAGNANI. 393. Da 1h 29′ 27″ a 1h 29′ 33″ Durata 6″

Totale, inquadratura dall’alto: la mdp, leggermente spostata sulla destra, inquadra il dietro le quinte del teatro dove ci si prepara per andare in scena. Il direttore dice alle ballerine che escono da una porta in fondo, di fare in fretta; queste escono dall’inquadratura andando verso destra. Ordina poi di far scendere la scena dalla soffitta.

Direttore di scena: “Svelte ragazze, svelte! Soffitta cala. Svelte, svelte!” Rumore: passi delle ragazze che corrono e delle attrezzature che ci sono dietro le quinte.

SEQUENZA XXXV Inqq. 394-398 ANNA MAGNANI ARRIVA A TEATRO. 394. Da 1h 29′ 34″ a 1h 30′ 01″ Durata 27″

395. Da 1h 30′ 02″ a 1h 30′ 05″ Durata 3″ 396. Da 1h 30′ 06″ 1h 30′ 13″ Durata 7″ 397. Da 1h 30′ 14″ a 1h 30′ 31″ Durata 17″

Campo medio: la mdp inquadra le mura del teatro Quattro Fontane con affissi diversi cartelloni pubblicitari dello spettacolo di Anna Magnani e della lotteria di Tripoli. La mdp si sposta sulla destra e si vede arrivare il taxi che si ferma davanti alla porta del teatro. L’attrice scende dal taxi e chiede all’autista quanto deve pagare. L’autista risponde quattordici e cinquanta più una lira di supplemento per il cane. L’attrice tira fuori i soldi e paga mandando l’autista a quel paese. L’autista ride e le chiede un biglietto per un suo spettacolo ma Anna Magnani entra in teatro senza considerarlo più. Inquadratura dal basso: la mdp inquadra la platea colma di gente che applaude perché inizia lo spettacolo. Piano americano: la mdp inquadra l’ingresso del palco: sulla sinistra delle luci, sulla destra una guardia. Escono ballando quattro ballerine. Totale: la mdp inquadra Anna Magnani percorrere un corridoio del teatro e avanzare verso la mdp. Viene fermata da un uomo che la rimprovera perché è in ritardo e le dice che le ha messo la multa. L’attrice arrabbiata gli risponde che lei la multa non l’avrebbe pagata e

Rumore: frenata del taxi, sportello che si apre, motore dell’auto che si spegne, passi di Anna Magnani che scende dalla macchina e sportello che si chiude. Anna Magnani: “J’avemo fatta eh..quant’è?” Autista: “Quattordici e cinquanta.” Anna Magnani: “Quattordici e cinquanta? Va bene eh..” Autista: “E la lira de supplemento.” Anna Magnani: “De che?” Autista: “Der cane signò.” Anna Magnani: “Sentire annate a morì ammazzato che è ora! Pijateve sti sordi..sto cinese bollito..stronzo!” Autista: (ridendo) “A signò che me regala un biglietto che la vengo ad applaudì?” Rumore: applausi. Musica: inizia un motivo allegro. Rumore: applausi. Musica: motivo allegro. Musica: motivo allegro. Anna Magnani: “..sto teatro..” Signore: “Ah..ci siamo eh..mezzora di ritardo signora! Le ho messo la multa va bene?!” Anna Magnani: “Che m’ha messo lei?”

L’uomo dovrebbe essere il regista.


INQUADRATURA

398. D a1h 30′ 32″ a 1h 30′ 44″ Durata 12″

VISIVO da all’uomo il suo cane dicendogli che le fa perdere tempo. Prosegue verso destra passando di fronte a tre uomini che saluta; i tre ricambiano il saluto. Anna Magnani entra in una porta e comincia a chiamare Adele.

Piano medio: la mdp inquadra il direttore di scena all’ingresso del palco che guarda l’esibizione delle ballerine. Arriva da destra un assistente che gli dice che è arrivata Anna Magnani. Il direttore allora si muove verso destra incrociando delle ballerine alle quali dice di prepararsi perché è arrivata l’attrice.

SONORO Signore: “La multa.” Anna Magnani: “Beh me la leva la multa va bene?! Perché non la pago! E me tenga er cane che me fa perde tempo! Avanti..” (riferita al signore) “Buongiorno!” (riferita a tre uomini seduti nel corridoio del teatro) Tre uomini: “Buongiorno signora.” Anna Magnani: “Adele..Adele presto!”

NOTE

Rumore: passi dell’attrice, borbottio dei tre uomini seduti nel corridoio del teatro. Musica: motivo allegro. Rumore: applausi. Assistente: “E’ arrivata la signora Magnani.” Direttore di scena: “Porca miseria era ora! Fai calare il sipario tu.” (rivolto all’assistente) “Siete pronte? Brave preparatevi che è arrivata la Magnani.” (riferito alle ballerine) “Fai presto con le bandiere.” (riferito a un operatore)

SEQUENZA XXXVI Inqq. 399- 403 ANNA MAGNANI SI PREPARA PER ANDARE IN SCENA. 399. Da 1h 30′ 45″ a 1h 31′ 12″ Durata 27″

Piano americano: la mdp inquadra Anna Magnani con Adele che le allaccia il vestito sulla schiena. L’attrice sembra essere scocciata e sgrida la sua assistente. Anna Magnani si siede poi davanti allo specchio e comincia a pettinarsi i capelli. Bussano alla porta. L’attrice domanda chi è. Il direttore di scena risponde da fuori la porta e chiede se è pronta e se può far preparare il suo numero. Anna Magnani risponde che è pronta e il direttore gli risponde che tra poco sarebbe toccato a lei e le spiega in quale scena si sarebbe esibita aprendo la porta e affacciandosi nel camerino. La mdp segue poi verso sinistra Adele che prende il fazzoletto dell’attrice. Tornando verso destra glielo ricorda all’attrice che innervosita le risponde di aspettare.

Musica: motivo allegro. Anna Magnani: “Non te fa tremà le mani sempre che me mandi sempre in scena sbottonata!” (rivolta ad Adele) “Guarda qui che furia che so.” (guardandosi allo specchio) Rumore: bussano alla porta del camerino. Anna Magnani: “Chi è?!” Voce off del direttore di scena: “Io. Volevo sapere se posso preparare il suo quadro.” Anna Magnani: “Ma certo che lo po preparà che stamo a fare qua?! Mmm!” Voce off del direttore di scena: “E allora fra tre minuti tocca a lei, va sul quadro della pioggia.” Anna Magnani: “De che?” Direttore di scena: La pioggia. Le due ragazze..” Anna Magnani: “An..vabbè. Dai vengo subito.” Direttore: “Va bene, va bene.”

Anche se Anna Magnani è arrabbiata e cerca di imporsi, il tutto è molto comico.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO Rumore: porta del camerino che si chiude.

NOTE

Anna Magnani: “Che vita..” Adele: “Signora il fazzoletto.” Voce off di Anna Magnani: “Un momento. Un momento me te magno guarda se nun me lasci sta.” 400. Da 1h 31′ 13″ a 1h 31′ 24″ Durata 11″

401. Da 1h 31′ 25″ a 1h 31′ 44″ Durata 19″ 402. Da 1h 31′ 45″ a 1h 31′ 56″ Durata 11″

403. Da 1h 31′ 57″ a 1h 32′ 21″ Durata 24″

Piano americano: la mdp inquadra il palco visto dalla porta laterale per accedere a questo. Sul palco si esibiscono due ballerine. Sulla sinistra dell’inquadratura un uomo di spalle guarda l’esibizione. Totale: la mdp inquadra il palco dove ballano due ballerine che indossano un impermeabile trasparente e lo tolgono rimanendo in costume. Piano medio: la mdp inquadra le due ballerine che si esibiscono sul palco. Dissolvenza incrociata. Dissolvenza incrociata. Totale: la mdp inquadra Anna Magnani che esce di fretta dal camerino. La rincorre Adele che le dà il fazzoletto. Si ferma aspettando che tocchi a lei salire sul palco. Arriva il direttore con i fiori che l’attrice dovrà portare in scena e glieli consegna. Sulla sinistra dell’inquadratura un operatore lavora con delle funi. Passano vicino ad Anna Magnani le due ballerine che hanno appena finito il balletto. L’attrice fa in tempo a fermare solo la seconda rimproverandola perché non ha salutato, la ballerina le fa allora una specie di inchino. Arriva poi l’uomo al quale l’attrice aveva lasciato il cane e le domanda che deve fare. Anna Magnani rimproverandolo lo manda via. Il direttore dà l’ok all’operatore e lui tirando una fune apre il sipario (vedremo il sipario aprirsi nell’inquadratura successiva a questa).

Musica: motivo allegro.

Musica: motivo allegro.

Musica: motivo allegro. Rumore: applausi come finisce l’esibizione delle due ballerine. Rumori: applausi. Anna Magnani: “Adele! Il fazzoletto! Pachiderma pure te, se rimbambita. I fiori!” Direttore di scena: “Eccoli signora!” Anna Magnani: “Andiamo su!” Rumori: passi del direttore e delle ballerine. Anna Magnani: Viè qua te! Come se saluta? Mmm..vabbè. N’amo va..” Signore: “Signora il cane.” Anna Magnani: “Senti si nun te ne vai con sto cane mo magno stasera..se ne vada per favore!” Uomo: “Va bene.” Direttore di scena: “Orchestra, primo.” Musica: inizia una melodia. Anna Magnani: “Accidenti, tutte a me devono capità oh..”

L’uomo dovrebbe essere il regista.


INQUADRATURA

VISIVO

SONORO

NOTE

SEQUENZA XXXVII Inqq. 404-409 ANNA MAGNANI SI ESIBISCE. 404. Da 1h 32′ 22″ a 1h 32′ 38″ Durata 16″

405. Da 1h 32′ 39″ a 1h 33′ 37″ Durata 58″

406. Da 1h 33′ 38″ a 1h 34′ 23″ Durata 45″

407. Da 1h 34′ 24″ a 1h 34′ 51″ Durata 27″

408. Da 1h 34′ 52″ a 1h 35′ 37″ Durata 45″

409. Da 1h 35′ 38″ a 1h 35′ 52″

Totale: la mdp inquadra il palco dove si aprono le tende. Esce dalla sinistra Anna Magnani illuminata da un proiettore di luce. Procede verso destra ponendosi al centro della scena. Totale: la mdp inquadra Anna Magnani al centro del palco che inizia a cantare.

Piano medio: la mdp inquadra Anna Magnani che interpreta la canzone.

Primo piano: la mdp inquadra Anna Magnani che interpreta la canzone.

Primissimo piano. La mdp inquadra Anna Magnani che interpreta la canzone.

Totale: la mdp inquadra dal retro del palco

Musica: melodia. Anna Magnani: “Aaah che giornata oh..” Musica: melodia. Anna Magnani: “Nun se rimedia na lira per Roma, macchè..se spendono le lire..” (inizia a cantare) “Quante macchine venivano la sera, quanta gente qua affacciata a sta ringhiera. Quanta festa de maschiette e de gagà, quante radio nelle macchine a sonà. Nun scennevano le coppie innamorate, se ne stavano abbracciate a pomicià, er barista je portava la guantiera, co la bira er cor caffè che al’ora c’era..” Musica: melodia. Anna Magnani: (cantando) “..ogni topolino me pareva un separè, ogni mazzolino arimediavo a lire e tre, c’è scajavo sempre specialmente coi taxi con le macchine ciddì. Sempre attenta ar pizzardone, che a cavallo era imponente come un re, la terrazza era un salotto ed ogni sera, me pareva na stellata bomboniera, mo la gente de la mejo società, resta a casa, e gioca ar bridge o ar baccarà..” Musica: melodia. Anna Magnani: (cantando) “..e quell’omo che puntava er cannocchiale, poveraccio puro lui mo sai che fa? nun potenno arimedià cor firmamento, resta a casa e s’accarezza lo strumento..” Musica: melodia. Anna Magnani: (cantando) “..ma che luna..ma che luna c’è stasera..vedo er monno chi s’affaccia a sta ringhiera, da San Pietro all’artre cupole laggiù, fino ar mare più lontano sempre più, che m’importa se quassù nun c’è nessuno, che m’importa si nun trovo da scajà, mo sti fiori li regalo a Roma bella..” Musica: melodia.

La canzone che canta Anna Magnani si intitola Come è bello fa l’amore quanno è sera di Martelli, Neri e Sini del 1939.


INQUADRATURA

Durata 14″

VISIVO Anna Magnani che canta. Davanti a lei la gente seduta nel teatro che l’ascolta. L’attrice finendo di cantare salutando esce dal palco verso sinistra. Si chiude il sipario.

SONORO Anna Magnani: (cantando) “..che li porti ad un sordato in sentinella.” Rumore: applausi.

Dissolvenza in chiusura.

SEQUENZA XXXVIII Inq. 410 FINE DEL FILM. 410. Da 1h 35′ 53″ a 1h 36′ 37″ Durata 44″

Dissolvenza in apertura. Compare un cartello cinematografico di Alida Valli. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Ingrid Bergman. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Alida Valli. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Ingrid Bergman. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Isa Miranda. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Ingrid Bergman. Dissolvenza incrociata.

Musica: colonna sonora del film.

NOTE


INQUADRATURA

VISIVO Compare un cartello cinematografico di Isa Miranda. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Ingrid Bergman. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Isa Miranda. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Anna Magnani. Dissolvenza incrociata. Compare un cartello cinematografico di Isa Miranda sul quale compare il titolo del film SIAMO DONNE che scompare ingrandendosi, avvicinandosi e salendo verso l’alto. Dal basso invece sale la scritta FINE.

Dietro continuano a comparire cartelli cinematografici delle quattro attrici difficili da identificare. Dissolvenza in chiusura.

SONORO

NOTE


iskire.net


Bibliografia. BRUNI DAVID, Il cinema trascritto. Strumenti per l’analisi del film, Roma, Bulzoni editore, 2006.

CAPUSSOTTI ENRICA, Gioventù perduta. Gli anni Cinquanta dei giovani e del cinema in Italia, Firenze, Giunti, 2004.

CARDONE LUCIA, Con lo schermo nel cuore. Grand Hôtel e il cinema (19461956), Pisa, Edizioni ETS, 2004.

CARDONE LUCIA, «Noi donne» e il cinema. Dalle illusioni a Zavattini (19441954), Pisa, Edizioni ETS, 2009.

DAGRADA ELENA, Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini, Milano, LED, 2005.

JANDELLI CRISTINA, Breve storia del divismo cinematografico, Venezia, Marsilio, 2007.

PARIGI STEFANIA, Fisiologia dell’immagine. Il pensiero di Cesare Zavattini, Roma, Lindau, 2006.

Altre fonti: Film: Siamo donne, di Cesare Zavattini, con Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda, Anna Magnani, Anna Amendola e Emma Danieli, Italia, 1953.

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Articoli: LUCIA CARDONE, Dive nuove e aspiranti attrici: Siamo donne (1953), ÂŤAgalmaÂť, n. 122, ottobre 2011, p. 72-77.

DANIELLE HIPKINS, Who Wants to be a showgirl? : audition, talent and taste in contemporary popular Italian cinema, in corso di pubblicazione, traduzione mia.

Sceneggiatura: CESARE ZAVATTINI, Noi donne, Soggetto cinematografico, Archivio Cesare Zavattini-Biblioteca Panizzi (Reggio Emilia): Za. Sog. R 53/4-7.

Siti Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/divismo, 8 maggio 2012. http://www.annamagnanisito.com, 2 giugno 2012.

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"Siamo donne" (1953): il sogno del cinema per cambiare la vita  

Da sempre sono stata attratta dagli argomenti che ruotano intorno alla figura della donna: femminismo, emancipazione, diritti, divismo. Giun...

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