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A.D. MDLXII

U N I VE RS I T À D IPARTIMENTO

DI

D E G LI S TU DI D I S AS S A RI S CIENZE U MANISTICHE E S OCIALI ___________________________

CORSO

DI

LAUREA

IN

MEDIAZIONE LINGUISTICA

E

CULTURALE

PER IL

TURISMO

IL TURISMO SOSTENIBILE E SPORTIVO NEL MONDO ISPANICO. TRADUZIONE ED ANALISI DI BRANI SCELTI.

Relatrice: PROF.SSA MARTA GALIÑANES GALLÉN

Correlatore: PROF. GAVINO MARIOTTI

Tesi di Laurea di: FEDERICO P IERO A RRU

ANNO ACCADEMICO 2011/2012


Indice Introduzione.........................................................................................................2 Capitolo I........................................................................................................ 4 Collocazione spazio-temporale del concetto di Turismo Sportivo, dall'antichità ai giorni nostri........................................................................... 4 I.1. Evoluzione del rapporto tra sport e turismo.................................................. 5 I.2. La domanda Turistico-Sportiva................................................................... 11 I.3. L'offerta Turistico-Sportiva......................................................................... 16 I.4. Il turismo sostenibile................................................................................... 18 Capitolo II..................................................................................................... 24 Storia e tipologie della traduzione ............................................................... 24 II.1. Significato e storia della traduzione...........................................................25 II.2. I tipi di traduzione......................................................................................35 II.3. La traduttologia..........................................................................................38 Capitolo III....................................................................................................39 Proposta di traduzione.................................................................................. 39 III.1. Traduzione del Testo "Il piano di Turismo Sostenibile in Uruguay"........40 III.2. Traduzione del Testo "La sostenibilità socio-economica nelle installazioni sportivo-municipali di Alcobendas e Alcorcón"................................................89 III.3. Nota alla traduzione dei due testi analizzati............................................. 98

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Introduzione La decisione di cimentarmi nella presente tesi sul turismo sostenibile e sportivo nel mondo ispanico deriva sia dalla natura intrinseca del mio corso di studi sia dalla mia passione per lo sport. Infatti, mentre il corso di studi in “Mediazione Linguistica e Culturale per il Turismo” mi ha orientato verso l’argomento da trattare, la passione per lo sport mi ha indotto ad affrontare il tema dal punto di vista della sostenibilità della pianificazione e dell'offerta turistico-sportiva. Entro nel dettaglio illustrativo della tesi. Nel Capitolo I ho cercato di collocare temporalmente il Turismo, parlando prima dell'evoluzione del rapporto tra Turismo e Sport per passare poi, dopo aver raccolto alcuni cenni storici inerenti al contesto, ad analizzare brevemente il trend della domanda turistico-sportiva, grazie all'ausilio di dati statistici e all'analisi dei profili del turista sportivo. Successivamente, ho introdotto l'offerta turistica elencando quali sono le tipologie di turismo sportivo e sottolineando l'importanza della competitività tra i professionisti dell'offerta turistica. Nell'ultimo paragrafo del capitolo ho riportato la definizione di Turismo Sostenibile partendo dall'importanza che questo ha acquisito negli ultimi anni e passando, poi, a riferire sulla nascita ed affermazione dello sviluppo sostenibile nella cultura dell'industria turistica. Il Capitolo II è dedicato alla storia della Traduzione, ai vari tipi di traduzione ed alla definizione di Traduttologia, quella scienza che si occupa della teoria del tradurre

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L’argomento, per quanto completamente diverso rispetto a quello oggetto del primo capitolo, mi ha fornito utili elementi per la stesura del Capitolo III, quello conclusivo. Lo stesso contiene la traduzione di due documenti ufficiali scritti in lingua spagnola aventi rispettivamente il tema del Piano di Sviluppo Sostenibile negli anni 2009-2020 in Uruguay e lo Sviluppo Sostenibile nelle realizzazioni sportive di due Comuni Spagnoli all'avanguardia, siti nella provincia di Madrid. Nell'ultimo paragrafo del capitolo ho riportato le difficoltà incontrate durante la traduzione dei predetti argomenti.

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Capitolo I

Collocazione spazio-temporale del concetto di Turismo Sportivo, dall'antichitĂ ai giorni nostri

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I.1. Evoluzione del rapporto tra sport e turismo Sin dall'antichità, viaggi e sport venivano considerati come opportunità di arricchimento culturale e sociale. Il viaggiare per prendere parte o per assistere a delle manifestazioni sportive risale già al secolo VIII a.C. quando i Greci, in occasione dei primi giochi Olimpici del 776, si spostarono per assistere allo spettacolo sportivo. 1 Con il trascorrere del tempo fino ad arrivare ai giorni nostri, il collegamento tra sport e viaggi è divenuto sempre più intenso anche a seguito di una maggiore disponibilità di tempo libero conseguente all'evoluzione dei ritmi di lavoro. Dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, infatti, la riduzione delle ore lavorative e, quindi, della durata giornaliera del lavoro, il riconoscimento del riposo settimanale e delle vacanze pagate hanno comportato maggior tempo libero e contribuito allo sviluppo dello svago.2 Nell'antichità, il tempo libero, era una prerogativa che riguardava solo le classi superiori. Nella Grecia Classica riguardava il tempo dedicato alle occupazione liberali e alla quieta riflessione, così come nella Roma Imperiale, l'ozio costituiva una nobile occupazione.

1 La storia dei Giochi Olimpici, nella pratica agonistica delle antiche civiltà. http://www.treccani.it/enciclopedia/olimpiadi-antiche_(Enciclopedia-dello-Sport)/, [visualizzato il 20-08-2012]. 2 Il cambio di abitudini portate dalla Rivoluzione Industriale. http://www.treccani.it/enciclopedia/rivoluzione-industriale_(Enciclopedia-delle-ScienzeSociali), [visualizzato il 20-08-2012].

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Nella cultura Cristiana, invece, si trovava una sorta d'ambiguità nel tempo libero, inteso come valore positivo quando si trattava di una pratica riflessiva, in contrapposizione all'accidia (non attività) fonte di perdizione e di degrado morale.3 Un avvicinamento a quello che diventerà per noi il tempo libero si può invece considerare quel tempo riconosciuto come trasgressione dalle norme vigenti concesso al popolo in occasione di alcune feste (come per esempio il Carnevale). Alcuni storici hanno cercato le origini degli sport e dei divertimenti moderni nelle pratiche ludico-sportive e nel gioco del XVII-XVIII secolo. Altri hanno invece individuato nel Gran Tour settecentesco ciò che ha preceduto il turismo di massa e, 4 nell'aristocratico trasferimento stagionale in villa, il modello da cui le nuove classi medio borghesi prima e popolari poi hanno derivato l'idea della villeggiatura ai mari e ai monti. La cultura dello sport e del turismo sono elementi che rispondono ad esigenze molto recenti, dettate dai nuovi spazi e dai nuovi intervalli di tempo a disposizione. Il connubio sport e turismo si è fatto sempre più solido, diventando una notevole risorsa economica per tutti coloro che operano in entrambi i settori.

3 Nozione di tempo libero, http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/419.htm, [visualizzato il 20-08-2012]. 4 Nozione di come si trasforma l'idea di viaggio, http://grandtour.bncf.firenze.sbn.it/racconto/tradizione-del-grand-tour/i-tempi-del-grand-tour, [visualizzato il 23-07-2012].

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Oggigiorno, pare difficile non scindere le attività di viaggio e di sport in quanto il turismo sportivo è sicuramente un settore in fortissima crescita tale da rappresentare per molte città e paesi una notevole possibilità di sviluppo locale.5 Dal punto di vista storico, i primi documenti riguardanti i temi di sport e turismo furono trattati nei seminari e congressi a partire dal 1971, quando The International Council of Sport Science and Physical Education, 6 si riunì ad Helsinki.7 La prima pubblicazione scientifica, invece, fu il Journal of sports Tourism risalente al 1983. La prima conferenza mondiale su questa tematica fu organizzata nel 2003 dalla collaborazione tra l'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) ed il Comitato Internazionale Olimpico di Barcellona (CIO).8 Il concetto di Sport e Turismo è apparso su documenti letterari abbastanza tardivamente. Colin Michael Hall nel suo libro del 1992, affermò che: sport tourism falls into two categories, travel to partecipate in sport and travel to observe sport. Therefore, sport tourism may be defined as travel for non-commercial reasons, to partecipate or observe sporting activities away from the home range.9

5 H. Bausinger, La cultura dello sport, Roma, Armando editore, 2008, pp. 9-37. 6 ICSSPE, è un'associazione internazionale che contribuisce alla salvaguardia della qualità dello sport, e all'attività fisica in generale, sempre attraverso dei concetti di sviluppo sostenibile. http://www.icsspe.org/about/history-intent, [visualizzato il 19-08-2012]. 7 Informazione raccolta nel libro di J. Standeven e P. De Knop, Sport Tourism, Leeds, Humain Kinetics Europe, 1999, p. 6. 8 "The World Tourism Organization is the United Nations agency responsible for the promotion of responsible, sustainable and universally accessible tourism" http://www2.unwto.org, [visualizzato il 13-09-2012]. 9 C. M. Hall, Hallmark Tourist Events: impacts, management, planning, Londra, Belhaven Press, 1992, p. 147.

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Nel libro Sport Tourism Development, di T. Hinch e J. Higham, è riportata la seguente tabella che raccoglie varie definizioni sul turismo sportivo:

Dimension Definition and source Sport Tourism

Travel for non-commercial reason to participate or observe sporting activities away from the home range (HALL, 1992) An expression of a pattern of behaviour of people during certain periods of leisure time-such as vacation time-wich is done partly in specially attractive natural settings and partly in artificial sports and physical recreation facilities in the outdoors. (RUSKIN 1987) Holidays involving sporting activity either as spectator or participant (WEED & BULL, 1997) Leisure-Based travel that takes individuals temporally outside of their home communities to participate in physical activities, to watch physical activities or to venerate attractions associated with physical activity (GIBSON, 1998) All forms of activity and passive involvement in sporting activity participated in casually or in an organized way for non-commercial or business/commercial reasons, that necessitate travel away for home and work locality (STANDEVEN & DE KNOP, 1999)

Sport Tourist A temporary visitor staying at least 24 hours in the event area and whose primary purpose is to participate in a sports event with the area being a secondary attraction (NOGAWA, 1996) Individuals and/or groups of people who actively or passively participate in a competitive or recreational sport, will travelling to and/or staying in places outside their usual environment (sport as the primary motivation of travel) (GAMMON & ROBINSON, 1997)

Tourism Sport

Persons travelling to and/or staying in places outside their environment and participating in, actively or passively a competitive or recreational sport as a secondary activity ( GAMMON & ROBINSON, 1997)10

10 Tabella visualizzata nel libro di T. Hinch e J. Higham, Sport Tourism Development, Trowbridge, Channel View Pubblications, 2004, p. 19.

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In letteratura, le proposte che meglio definiscono il concetto di turismo sportivo sono quelle degli autori J. Standeven e P. De Knop, della docente H. Gibson e del professore C. Pigessou le quali si differenziano in base al principio organizzativo scelto. Standeven e De Knop, nel loro libro Sport Tourism, definiscono il fenomeno come: all forms of active and passive involvement in sporting activity, participated in casually or in an organized way for noncommercial or business/commercial reasons, that necessitate travel away from home and work locality.11

H. Gibson, nel 1988, propose la definizione: Leisure-Based travel that takes individuals temporally outside of their home communities to participate in physical activities, to watch physical activities or to venerate attractions associated with physical activity.12

11 J. Standeven e P. De Knop, Sport Tourism, Leeds, Humain Kinetics Europe, 1999, p. 12. 12 H. Gibson, Active Sport Tourism: who partecipates?, Londra, Leisure Studies, 1998, p. 49.

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C. Pigeassou, invece, definisce il turismo sportivo in base alla destinazione e al tipo di attività. Secondo il suo punto di vista, si può parlare di turismo sportivo solo nel momento in cui lo spostamento, la destinazione e le modalità di soggiorno siano funzionali alla partecipazione ad eventi sportivi intesi come espressione pratica di attività fisica e/o di manifestazioni culturali. Afferma inoltre che si può parlare di turismo sportivo solo se lo spostamento in un determinato luogo è frutto della volontà di praticare o partecipare ad un'attività sportiva e non se quest'ultima rappresenta invece un'attività accessoria e complementare ed in qualche modo sostituibile.13 Oggi, nonostante lo sviluppo della categoria Sport e Turismo, l'Organizzazione Mondiale del Turismo non lo considera come un mercato autonomo, collocandolo invece nella categoria “tempo libero, relax e vacanza”.14 Con questa impostazione non è facile chiarire ed approfondire la conoscenza del fenomeno e la riflessione sull'argomento non porta risultati soddisfacenti se esso viene concepito unicamente come sviluppo dello sport all'interno di un turismo più dinamico.

13 C. Pigeassou, Sport and Tourism: the emergence of sport into the offert of tourism. Between passion and reason. An overview of the French situation and perspectives, Journal of Sports Tourism, Taylor & Francis Group, 2004, pp. 20-36. 14 La classificazione dell'OMT sui motivi della visita, si basa su 6 gruppi per il turismo: 1) tempo libero, relax, vacanza; 2) visita parenti-amici; 3) affari e motivi professionali; 4) missioniriunioni; 5) trattamenti medici; 6) pellegrinaggi. Questa classificazione non ha subito cambiamenti dalla sua origine, e cioè da più di 60 anni. Fonte: World Tourism Organization http://www2.unwto.org/, [visualizzato il 13-09-2012].

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I.2. La domanda Turistico-Sportiva La società del turismo di massa standardizzato è in fase di superamento e le tipologie della domanda turistica sono mosse e caratterizzate da molteplici motivazioni che continuano a mutare nel corso del tempo.15 Sulla domanda pesa lo stile di vita della persona, influendo sulla scelta della destinazione e della tipologia di viaggio. Il lavoro è un fattore determinante in quanto orchestra gli intervalli e i break vacanzieri del singolo. Il turista rappresenta la figura chiave di questo mercato. È il denominatore comune a tutti gli elementi del sistema turistico in quanto soggetto attivo che, anche grazie alle nuove tecnologie, risulta spesso essere in grado di muoversi con naturalezza nel campo dell'offerta turistica e di varare la soluzione più consona in poco tempo. 16 Alcuni dati offrono la dimensione della crescita e delle trasformazioni subite dal turismo e dallo sport che confluiscono in una crescita sociale ed economica del fenomeno per l'intera comunità mondiale. Il turismo in generale attraversa fasi alterne mentre quello sportivo è un settore in forte crescita. Nel 2008, in Italia, gli italiani hanno speso per una vacanza di turismo sportivo 7,3 miliardi di euro, con un incremento del 18% sul volume dei viaggi rispetto all'anno precedente. 17

15 A. Savelli, Turismo, territorio, identità. Ricerche ed esperienze nell'area mediterranea, Milano, Franco Angeli, 2004. p. 45. 16 Lettura di Psicologia del Turismo, a cura del Dottor A. Mereu. http://www.studioliberamente.it/psicologia-del-turismo/, [visualizzato il 10 agosto 2012]. 17 Dati dell'Osservatorio Econstat sul Turismo Sportivo, nella sezione news "I numeri del Turismo Sportivo del 2008". http://www.econstat.it/_vti_g1_1.aspx?rpstry=1_, [visualizzato il 12-082012].

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Osservando le singole discipline sportive, si assiste ad un boom dello sci che copre ben il 29% dei viaggi, e ad una buona crescita degli sport acquatici, con il nuoto in testa, che ne coprono il 24%. L'indotto economico dello sport si aggira intorno al 2,5% del PIL, con un giro d'affari orientativo superiore ai 30 miliardi di euro. Tra gli sport degni di nota per la mole di turismo che sviluppano va menzionato il Golf che, nel 2006, ha fatto stimare un dato record di venticinque milioni di turisti-golfisti. Un altro esempio positivo di turismo sportivo, consolidato da anni, è rappresentato dal cicloturismo. I praticanti hanno esigenze specifiche, supplementari alle esigenze standard di ospitalità, che

riguardano il

trasporto, la manutenzione della bicicletta, l'esistenza di percorsi dedicati o protetti e integrati nell'ambiente. Sempre secondo dati Econstat,18 il 21% dei turisti sportivi ha tra i 18 e i 20 anni mentre il 52% ha meno di quaranta anni. Il dato da sottolineare è il notevole abbassamento dell'età se consideriamo la domanda sportiva legata al settore agonistico internazionale mentre in un contesto di turismo sportivo amatoriale, l'età sale con un aumento degli over 50. In Italia gli impiegati nel settore sportivo in senso stretto sono settantamila unità mentre l'intera filiera di manodopera si stima tra le ventisettemila e le trentaduemila persone, per un totale che può sfiorare le quarantamila persone.

18 Vedi nota 13, nella sezione "Nasce l'osservatorio Econstat sul turismo sportivo". [visualizzato il 12-08-2012].

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È importante dire che in questi ultimi anni, il numero di persone che pratica uno sport è cresciuto notevolmente, arrivando a sfiorare i quindici milioni di persone con un indotto economico dello sport che costituisce circa il 2,4% del PIL. Il 29 marzo 2010 è stata presentata l'indagine “Viaggi e Vacanze in Italia e all'estero” condotta dall'Istituto Nazionale di Statistica, l'ISTAT, dalla quale è emerso che tra le motivazioni che hanno permesso l'aumento di partecipanti all'attività motoria vanno presi come spunto vari fattori quali il cambiamento demografico italiano, l'affacciarsi agli sport da parte di fasce sociali dapprima escluse e l'aumento del quadro motivazionale che guarda con interesse alla ricerca del benessere e al buon rapporto con l'ambiente. 19 È bene sottolineare il fatto che i dati sul turismo non vanno circoscritti intorno ad un periodo specifico dell'anno. Il fenomeno del turismo sportivo si arricchisce di motivazioni e di caratterizzazioni legate ad un pubblico variegato rispetto al passato, sia per le modalità che per gli scopi, costituendo così una sorta di destagionalizzazione del fenomeno. 20 I comportamenti del viaggiatore, possono essere identificati secondo l'individuazione di tre tipologie di Turismo Sportivo: il turismo sportivo d'azione, legato alla pratica sportiva; il turismo sportivo di spettacolo, legato agli eventi sportivi; il turismo sportivo di cultura, legato alla storia dello sport.

19 Dati visualizzati nel sito internet dell'Istituto Nazionale http://www.istat.it/it/archivio/36757, [visualizzato il 10-09-2012]. 20 Lettura della [visualizzato

pagina del sito internet il 10-09-2012].

di

Statistica

http://www.touringsport.it/archivio.asp?ID=8,

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In base alla dimensione del tempo, la durata della visita determina le seguenti categorie: l'escursione, ossia visita di una giornata; il soggiorno breve, ossia il soggiorno tra le 2-3 notti; le vacanze, il soggiorno con un minimo di 3 notti al massimo di un anno solare. Riferendosi in particolare alla dimensione sportiva, la ristrutturazione del settore è stata contraddistinta da un mutamento dei rapporti tra gli attori, da una crescita della domanda, dalla diffusione e diversificazione delle infrastrutture e dalla moltiplicazione delle forme e delle occasioni di pratica. Il profilo del turista sportivo può comprendere quattro sotto-categorie che meglio possono inquadrarlo e descriverlo quali: attivo amatoriale, attivo professionista, passivo amatoriale, passivo professionista. 21 Il turismo sportivo, come detto, offre la possibilità di abbinare al proprio relax la pratica di uno sport, il quale condiziona la scelta della meta turistica, anche dal punto di vista delle strutture ricettive. Il turismo sportivo di loisir, comprende i turisti che praticano lo sport a livello amatoriale, che si spostano per partecipare a piccole gare locali e nazionali; va citata, per esempio, la Maratona di Roma, che registra annualmente una crescita del 15-20% di atleti amatoriali. 22

21 Per la stesura inerente alle tipologie di turismo sportivo, la classificazione della visita secondo il tempo ed in particolare alla dimensione sportiva, ho fatto fede nella lettura dell'articolo scritto da R. Ciampicacigli, S. Maresca, Due metalinguaggi si intrecciano: Sport e Turismo, Bologna, Clueb, 2004. Fa parte di Symphonya, emerging issues in management. Università degli Studi di Milano – Bicocca. 22 Dati statistici raccolti dalla visualizzazione di http://www.maratonadiroma.it/?p=it-p127-c24itmaratona-storia, [visualizzato il 19-08-2012].

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Il turismo sportivo di Business riguarda l'aggiunta della motivazione lavorativa-professionale

a

quella

strettamente

sportiva;

gli

atleti

professionisti, remunerati per le loro performance sportive, possono essere inseriti nella categoria di turisti sportivi semplici in quanto si spostano per svolgere le loro attività fisiche ma anche in quella del business in quanto la gara e la competizione sono il loro mestiere. Il turismo sportivo di spettacolo, infine, è un settore in grado di generare un indotto economico sul territorio e riguarda gli spettatori che si spostano globalmente per assistere a specifici eventi sportivi.

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I.3. L'offerta Turistico-Sportiva L'incalzare dell'interesse per il connubio tra sport e turismo si concretizza in una forte competitività tra i professionisti dell'offerta turistica al fine di accattivare e soddisfare i bisogni degli sportivi in viaggio. In base alla suddivisione fatta precedentemente relativa alla domanda turistica, anche l'offerta turistica può suddividersi in varie tipologie. 23 Il Turismo Sportivo d'Azione: è legato alla pratica dell'attività sportiva e si rivolge a tutti gli amatori che si spostano per partecipare a gare locali e nazionali, ed è in continua espansione. Questi avvenimenti attraggono coloro i quali sono disposti a muoversi verso mete tradizionalmente turistiche, invogliati principalmente dal desiderio di praticare dello sport. Questa tipologia di turista alloggia comunemente in alberghi e/o in villaggi sportivi. Il Turismo Sportivo di Spettacolo: riguarda principalmente l'offerta sportiva correlata agli eventi importanti, capaci di richiamare numerosi spettatori. È un settore molto interessato nel generare una ricaduta economica diretta sul territorio ed una buona opportunità per i tour-operator di tutto il mondo che si vedono protagonisti nell'organizzare, spesso, pacchetti turistici che offrano al turista il meglio dal punto di vista dello spostamento, del soggiorno e dell'evento sportivo cercando di andare incontro alle esigenze del viaggiatore.

23 La classificazione che segue è stata riportata dal libro di M. Di Marco, G. D'Intino, S. Oronzo, Manuale del Turismo Sportivo, Franco Angeli, 2006.

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Il Turismo Sportivo di Cultura, si concentra su quella che può essere considerata la storia dello sport, in particolare quel che riguarda l'impiantistica sportiva e i musei che si pongono come dei templi di attrazione per questo settore. L'offerta sportiva rispecchia la complessità del suo mercato, testimoniata

dal

dato

per

cui

l'attività

turistica

è

caratterizzata

dall'indivisibilità della fase in cui i soggetti che praticano sport possono essere considerati sia produttori sia consumatori del prodotto stesso. I produttori di sport sono sia gli amatori sia gli atleti ed entrambi offrono sport alla società e all'economia. 24 Le singole autorità che governano e coordinano lo svolgimento di attività, possono considerarsi i produttori dell'offerta pubblica di sport in quanto forniscono servizi necessari alla pianificazione ed organizzazione di manifestazioni. Al giorno d'oggi è l'iniziativa privata a prendere il sopravvento sulle altre. Per iniziativa privata si intende l'offerta di beni e servizi relativi allo sport, messi sul mercato con la finalità di produrre un profitto. L'universo privato dell'offerta sportiva presenta un rinnovamento radicale riconducibile a tre tendenze principali: la prima è il passaggio dalle società sportive alle società per azioni; la seconda ha importanti implicazioni anche per quanto concerne la concorrenza tra organizzazioni sportive e riguarda esclusivamente le grandi società; la terza è relativa allo snaturamento ludico della competizione sportiva. 24 Lettura dell'articolo scritto da R. Cafferata, Governance e Management nell'economia dello sport. Milano, Istei, 2004. Fa parte di Symphonia, emerging issues in management. Università degli Studi di Milano – Bicocca.

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I.4. Il turismo sostenibile É da sottolineare l'importanza acquisita dall'industria turistica, sia perché è una componente fondamentale di vari stati sia perché agevola l'incontro tra popoli di diverse culture a mezzo degli spostamenti di massa. 25 Dato tale contesto, è evidente che le infrastrutture e le strutture ricettive destinate all'uomo esigano una pianificazione che rispetti le norme riguardanti uno sviluppo sostenibile in grado di non degradare l'ambiente. Il turismo è un campo che produce una molteplicità di effetti, sociologici, economici e materiali che difficilmente possono essere previsti. Da qui le difficoltà di fissare norme che consentano di affrontare i problemi conseguenti all'ampliamento del fenomeno. Nel trattato di Roma del 1957 non venne fatto cenno al campo del turismo, ma la Comunità Europea ha poi progressivamente adottato alcune normative che lo riguardano.26 La prima conferenza generale delle Nazioni Unite, con tema riguardante il territorio, fu celebrata a Stoccolma nel 1972, segnando l'inizio di una nuova forma di contemplazione dei problemi ambientali. In quello stesso anno si registrò l'inizio della crisi dell'energia e venne reso pubblico il primo atto informativo riguardante i limiti di sviluppo consentiti.

25 Informazioni raccolte nel sito internet http://www.puretourism.it/impattieconomici/limportanza-del-turismo-e-gli-impatti-economici, [visualizzato il 10-09-2012]. 26 Informazioni raccolte dal sito internet http://europa.eu/legislation_summaries/institutional_affairs/treaties/treaties_eec_it.htm, [visualizzato il 25-08-2012].

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Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, per esempio, ha stanziato prestiti per la costruzione di hotel, aree di vacanza e campeggi ed ha previsto vari aiuti a fondo perduto. Sono stati concessi prestiti a basso tasso di interesse per la promozione dell'attività turistica sovvenzionati dall'organo finanziario dell'Unione Europea. Nel 1987 venne utilizzato per la prima volta dalle Nazioni Unite, il concetto di Sostenibilità nel rapporto chiamato Our Common Future, meglio noto come Rapporto Bruntland. Questa la definizione riportata nella versione originale del rapporto: “sustainable development as development that meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs”. Nel 1987, quindi, abbiamo la prima definizione di sviluppo sostenibile: ”uno sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.27 Il nuovo concetto che iniziava a farsi strada traeva la sua originalità nel tentativo di fondere due termini antitetici: sviluppo e sostenibilità. Lo sviluppo è stato il cardine della società industriale capitalistica orientata alla creazione di benessere per realizzare le aspettative della società e per creare, in questo modo, una realtà migliore. Questo modello, tuttavia, ha portato alla inevitabile creazione del degrado ambientale e all'alterazione degli equilibri ecologici. La sostenibilità, d'altro canto, pretende la conservazione ed il mantenimento delle condizioni esistenti pur di non produrre degrado. Con lo sviluppo sostenibile ogni cambiamento dovrebbe essere intrapreso all'insegna del miglioramento economico, ambientale e sociale. 27 Definizione tradotta dall'inglese, acquisita dal sito internet facciamo/turismo-sostenibile/definizioni/turismo-sostenibile.html, 2012].

http://www.pnab.it/cosa[visualizzato il 26-08-

19


Nella conferenza di Rio del 1992, viene istituzionalizzato il concetto di crescita sostenibile e sostenibilità con la promozione di politiche adeguate per uno sviluppo sostenibile.28 La Carta Europea per il Turismo Sostenibile,29 approvata a Lanzarote nel 1995, fu il primo documento ufficiale in materia con carattere mondiale, che

rispecchia

le

priorità

mondiali

ed

europee

espresse

dalle

raccomandazioni dell’Agenda 21 e adottate durante il Summit della Terra a Rio nel 1992 e dal 6° Programma Comunitario di Azioni per lo Sviluppo Sostenibile. Gli scopi fondamentali della Carta Europea per il Turismo Sostenibile furono: aumentare la conoscenza e il sostegno per le aree protette europee come parte fondamentale del nostro patrimonio da preservare per la fruizione delle generazioni attuali e quelle a venire; migliorare lo sviluppo sostenibile e la gestione del turismo nelle aree protette, rispettando i bisogni dell’ambiente, dei residenti, delle imprese locali e dei visitatori. La Carta Europea per il Turismo Sostenibile manifestò la volontà delle istituzioni, che gestiscono le aree protette, e dei professionisti del turismo di favorire un turismo conforme ai principi dello sviluppo sostenibile.

28 Informazioni raccolte nel sito internet http://www.ecoage.it/conferenza-di-rio-del-1992.htm, [visualizzato il 25-08-2012]. 29 Per la stesura di tutta la parte riguardante la Carta Europea del Turismo Sostenibile, mi sono basato sulla lettura del documento trovato su internet. http://www.wwf.it/UserFiles/File/WWF %20Turismo/Dossier/Carta%20europea%20del%20turismo%20sostenibile%20nelle%20aree %20protette_Europarc.pdf, [visualizzato il 13-09-2012] .

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La Carta impegnava i firmatari ad attuare una strategia a livello locale in favore di un turismo sostenibile, definito come: qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette.30

L’attuazione di un turismo così concepito necessita di una riflessione globale concertata e di un rafforzamento di tutte le interazioni positive fra l’attività turistica e gli altri settori del territorio. Il turismo sostenibile, insomma, ha l’ambizione di rispondere alle aspettative delle nuove clientele europee restituendo un senso al viaggio. Il dedicare del tempo alla scoperta e all’incontro di altre persone, di altri luoghi, e di trarre ricchezza da questo contatto, in uno scambio reciproco. L'Unione Europea non ha mai tenuto un corpo normativo in ambito turistico nonostante regoli, in qualche maniera, alcune materie connesse come l'ambiente, l'ecologia, le agenzie di viaggio, la sicurezza e l'ergonomia delle strutture ricettive, attaccando le politiche di sviluppo abusive e la competenza sleale nell'ambito della politica comunitaria sul turismo.

30 Vedi

nota

26 .

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La commissione dell'UE, nell'aprile 1996, ha inaugurato un programma pluriennale di sviluppo turistico sotto il nome di Philoxenia,31 che iniziò il 1° gennaio 1997 con una durata di 4 anni. Gli obbiettivi basici del programma furono: migliorare le conoscenze in ambito turistico sviluppando le dovute informazioni e studiando i vari settori che abbracciano il turismo; migliorare il livello legislativo e finanziario del turismo stringendo la cooperazione tra stati membri, specialmente nel campo dell'economia; migliorare la qualità del turismo europeo promuovendo il turismo stabile e sopprimendo gli eventuali ostacoli; incrementare le affluenze dei turisti provenienti da stati stranieri all'UE, promuovendo gli stati membri come destinazione turistica; fomentare la crescita economica e la creazioni di impieghi nei paesi dell'UE nel settore turistico. Nel 1997, in Spagna, continuò a consolidarsi l'idea del turismo sostenibile in relazione con l'ambiente e la crescita sostenibile di questo, sul quale si sono sviluppati numerosi seminari al fine di educare soprattutto le zone costiere mediterranee. Nella Penisola Iberica hanno tentato la destagionalizzazione del turismo contribuendo alla sostenibilità anche durante la bassa stagione con offerte per soggiorni a persone della terza età.

31 Philoxenia è il Primo Programma Pluriennale a favore del Turismo Europeo (1997-2000), il cui scopo è quello di innovare sia in termini di metodi che in termini di contenuti l'azione comunitaria, intervenendo in modo appropriato per affrontare problemi specifici relativi al turismo e per incrementare l'efficacia e l'impatto di tutte le altre azioni comunitarie che hanno relazioni con il turismo. http://stampaeuropa.it/press-releases/philoxenia-il-primoprogramma-pluriennale-a-favore-del-turismo-europeo, [visualizzato il 12-09-2012].

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Le contromosse legislative prese in materia di turismo sono state svariate in Spagna a partire dal 2000. Le amministrazioni pubbliche hanno realizzato uno sviluppo medio-ambientale dei piani e dei programmi che prevedevano di iniziare nel settore dei trasporti per poi estendersi ai settore dell'energia, della gestione dei rifiuti, della gestione dei corsi idrici, dell'industria, delle telecomunicazioni e del turismo. Tutti i progetti avevano come fine quello di realizzare dei lavori specifici nel campo agricolo ed in generale nel settore paesaggistico, all'insegna del rispetto della fauna, della flora, del suolo, delle acque, dell'atmosfera, del clima, del paesaggio ed anche del patrimonio culturale di un territorio.

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Capitolo II

Storia e tipologie della traduzione

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II.1. Significato e storia della traduzione Che cosa vuol dire tradurre? La prima e consolante risposta vorrebbe essere: dire la stessa cosa in un'altra lingua. Se non fosse che, in primo luogo, noi abbiamo molti problemi a stabilire che cosa significhi “dire la stessa cosa”, e non lo sappiamo bene per tutte quelle operazioni che chiamiamo parafrasi, definizione, spiegazione, riformulazione, per non parlare delle pretese sostituzioni sinonimiche. In secondo luogo perché, davanti ad un testo da tradurre, non sappiamo quale sia la cosa. Infine, in certi casi, è persino dubbio che cosa voglia dire dire.32

sul vocabolario della lingua italiana, edito da Treccani, troviamo: “volgere in un'altra lingua, diversa da quella originale, un testo scritto o orale [...]”.33 La traduzione è un'azione o meglio un'attività atta a comprendere il significato di un testo, producendone uno nuovo, equivalente a quello di origine, in un'altra lingua. Sono tanti i processi inclusi nell'attività di traduzione, che si manifesta in vari concetti. Come emerge nell'opera Terminologia della traduzione, la traduzione è considerata un'opera di trasferimento interlinguistico e interculturale che consiste nell'interpretazione del senso di partenza e nella produzione di un senso di arrivo, con l'intento di stabilire una relazione di equivalenza tra i due testi, secondo i parametri della comunicazione e nei limiti dei vincoli imposti dal traduttore.34

32 U. Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2010, p. 9. 33 Definizione presa dalla pagina internet http://www.treccani.it/vocabolario/tradurre/, [visualizzato il 16-09-2012]. 34 J. Delisle, H. Lee-Jahnke, M.C. Cormier, Terminologia della traduzione, Milano, Hoepli, 2002.

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La “conclamata” fedeltà delle traduzioni,35 per esempio, non è un criterio che porta all'unica traduzione accettabile. La fedeltà è piuttosto la tendenza a credere che la traduzione sia sempre possibile se il testo fonte è stato interpretato con appassionata complicità, è l'impegno a identificare quello che per noi è il senso profondo del testo, e la capacità di negoziare ad ogni istante la soluzione che ci pare più giusta. Oggi tradurre è una costante della nostra vita, un'operazione cui molti di noi, spinti da esigenze e motivi di diversa natura, sono volontariamente o involontariamente sottoposti. La esercitiamo passivamente e non ci soffermiamo su quelle che possono essere le sue origini e la sua natura. Se ci si ferma a riflettere, però, ci si rende conto di come la traduzione sia una delle professioni artigianali più antiche del mondo. Tradurre, per iscritto, in greco antico, si dice metafero (trasportare), mentre nella lingua latina si dice vorto (copiare), a testimonianza di quanto questa attività non sia considerata creativa. Cicerone fu tra i primi ad occuparsi specificatamente di traduzione, ammettendolo nella sua opera: ho tradotto da oratore, non già da interprete di un testo, con le espressioni del pensiero, con gli stessi modi di rendere questo, con un lessico appropriato all'indole della nostra lingua. In essi non ho creduto di rendere parola per parola, ma ho mantenuto ogni carattere e ogni efficacia espressiva delle parole stesse.36

35 U. Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2010, p. 364. 36 M. T. Cicerone, Libellum de optimo genere oratorum, in A. Gnisci, Letteratura Comparata, Milano , Mondadori, 2005, p. 157 .

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La storia della teoria della traduzione, come detto, risale alla classicità latina, ed i primi traduttori, oltre al già citato Cicerone, furono Livio Andronico, Plauto ed Ennio con lo scopo principale di romanizzare, all'epoca, quanto il più possibile il testo. 37 La traduzione ha lo scopo di affinare e ed arricchire la lingua latina attraverso l’imitazione dei modelli greci, e il modo per ottenere tale risultato è una rielaborazione molto libera in cui l’originale diventa a volte solo lo spunto iniziale.38 Nel Medioevo bisognava distinguere i rapporti tra le lingue, distinguendo le lingue di pari prestigio, i volgari, tra le quali la traduzione è orizzontale da quella verticale tra il nobile latino ed il volgare. In quest’epoca la Chiesa svolge un ruolo di forte controllo per cui si dà grande importanza al valore sacrale della parola come verbum dei; così la traduzione non è più considerata un’arte ma un surrogato dell’originale. Importante non è più la bellezza del testo di arrivo ma unicamente la fedeltà al testo di partenza. Il traduttore deve perciò trasportare le parole dal testo originale con minuziosa esattezza deformando, spesso, la lingua d’arrivo.

37 Livio Andronico compose commedie e tragedie secondo il modello greco e influenzò profondamente la cultura romana con la riduzione in latino dell'Odissea di Omero. Le commedie di Plauto sono delle traduzioni in latino di commedie greche, pur non essendo molto fedeli agli originali greci. Ennio rappresenta il primo poeta filologo, elegante cultore della parola, l'unico capace di stare alla pari con la raffinata cultura greca. http://www.lerotte.net/download/article/articolo-56.pdf, [visualizzato il 10-09-2012]. 38 Questo concetto ed altri che seguiranno, sono stati presi dal libro facente parte della collana "Traduttologia" di B. Osimo, Manuale del traduttore, Milano, Hoepli, 2003.

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Sarà poi lentamente che ci si avvierà verso un periodo di forti mutamenti grazie a diversi fattori: la diffusione delle lingue romanze, l’irruzione delle lingue asiatiche e africane, l’espansione dei centri di traduzione. Jean de Meun, poeta francese del tredicesimo secolo, realizza il primo tentativo di traduzione accettabile, che fu facilmente comprensibile per la cultura ricevente. Boccaccio, che fu un grande volgarizzatore, teorizza la traduzione libera utilizzata dal poeta francese. All'inizio dell'Ottocento, viene aggiunta una prospettiva inedita al mondo della traduzione, con il tedesco Schlegel il quale sottolinea l'importanza dell'incomprensibilità del testo, affermando che uno scritto classico non dovrebbe mai essere inteso interamente. Negli anni Venti del Novecento si sviluppano

le riflessioni di

Benedetto Croce e Walter Benjamin, di grande interesse sul piano filosofico. Croce sostiene la varietà irriducibile delle forme espressive, sintesi estetiche delle impressioni: ogni atto linguistico è senza precedenti. 39 L’intraducibilità è la vita del discorso, l’impossibilità la natura della traduzione. Ogni traduzione deforma e sminuisce l’originale poiché è creazione di una nuova espressione, nata dalla fusione dell’espressione originale con le impressioni del traduttore: tradurre vuol dire in questo senso, accumulare irripetibilità. L’unica possibilità, anche se relativa, di traduzione si fonda sulla somiglianza delle espressioni. 39 B. Croce, Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale: teoria e storia, Bari, G. Laterza, 1922.

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Una buona traduzione è quindi un’approssimazione che ha valore originale d’opera d’arte, una propria autonomia. Il problema della traducibilità viene discusso in relazione ai vari generi: tradurre testi scientifico-filosofici, sostiene Croce, è più semplice poiché essi si basano su una terminologia stabilita, su un’unificazione dei segni, mentre è impossibile tradurre poesia. Negli stessi anni Benjamin scrive un testo sul compito del traduttore di tutt’altro orientamento, breve ma denso di significato, di difficile lettura e interpretazione, in cui propone di inquadrare la traduzione come un genere particolare e autonomo, intermedio tra filosofia e produzione letteraria. Egli esordisce rifiutando la centralità del problema della ricezione: in un’opera poetica, quindi anche in una traduzione, l’essenziale non è la comunicazione. Ciò che conta è l’essenza dell’opera, e la traduzione ha il compito di cogliere questa essenza e di farla sopravvivere. 40 Pirandello paragonò il concetto di traduzione al lavoro dell'illustratore e a quello dell'attore affermando che: illustratori, attori e traduttori si trovano difatti, a ben considerare, nella medesima condizione di fronte all'estimativa estetica. Tutti e tre hanno davanti a sé un'opera d'arte già espressa, cioè già concepita ed eseguita da altri, che l'uno deve tradurre in un'altra arte; il secondo, in azione materiale; il terzo, in un'altra lingua.41

40 W. Benjamin, Die Aufgabe des Übersetzers, Francoforte, Suhrkamp, 1961, pp. 56-70. 41 L. Pirandello, «Illustratori, autori e traduttori», in Saggi, Milano, Mondadori, 1939, pp. 227246.

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Secondo Heidegger,42 la traduzione è un movimento tra due lingue che deve essere reciproco: “un andare oltre e tornare indietro da una lingua all'altra” mai a senso unico. Continua affermando che: “una traduzione è fedele solo se le parole parlano il linguaggio della cosa in causa”. Secondo Humboldt ogni lingua ha il suo proprio genio, ed ogni lingua esprime una diversa visione del mondo. 43 Quine, afferma che l'indeterminatezza della traduzione è dovuta al fatto che così come noi parliamo sensatamente della verità di una asserzione, solo entro i termini di qualche teoria o schema concettuale, così noi possiamo sensatamente parlare di sinonimia interlinguistica, solo nei termini di qualche sistema particolare di ipotesi analitiche. In generale si pensa che la traduzione, interlinguistica, sia uno dei mestieri più antichi al mondo, e già la Bibbia è un esempio di traduzione in azione, tanto è vero che che le versioni più antiche comprendevano parole in aramaico, ebraico ed anche in greco, nella parte dedicata al Nuovo Testamento. Nonostante questo fino agli anni ottanta, non esisteva una disciplina che si occupasse specificatamente della traduzione e dei suoi problemi.

42 M. Heidegger, Che cosa significa pensare?, Milano, SugarCo, 1979, p. 151. 43 U. Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2010, pp. 37-38.

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Con l’adozione del termine Translation Studies,44 venne indicato il vasto campo di studi interdisciplinari sottesi allo studio della traduzione. In questa nuova fase non si intende più fornire istruzioni pratiche su come tradurre né proporre modelli, bensì partendo dal testo tradotto, si apre una prospettiva più generale. Ci troviamo di fronte a un rovesciamento: una teoria induttiva basata sulla pratica, sull’osservazione, sull’analisi e sulla descrizione di ciò che rende tale una buona o una cattiva traduzione. Il tradurre non viene più considerato come un processo ‘meccanico’, mero passaggio da una lingua a un’altra, ma come un processo creativo non accessibile a tutti; e lo studio della traduzione non è più relegato a una branca della linguistica o della stessa letteratura comparata poiché l’importanza che viene data ora ai fattori extra-linguistici consentono una visione molto più ampia. È un'idea ormai accettata quella che considera una traduzione come non solo un passaggio tra due lingue, ma tra due culture, o due enciclopedie; un traduttore, per questo, non deve solo tenere conto di regole strettamente linguistiche, ma anche di elementi culturali, nel senso più ampio del termine.45 Al giorno d'oggi, la traduzione, dunque, è ormai vista come una delle forme centrali della comunicazione interculturale: non fatto semplicemente linguistico ma operazione che coinvolge un ambito molto più vasto, interazione tra culture. 44 Relazione sugli studi della traduzione, nati come disciplina intorno al 1976, con André Lefevere, eminente teorico della traduzione del nostro secolo. http://www.culturalstudies.it/dizionario/lemmi/studi_sulla_traduzione_b.html, [visualizzato il 14-09-2012]. 45 U. Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2010, p. 162.

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Nel mondo globalizzato in cui viviamo, la traduzione ha un ruolo centrale nella conoscenza e nella valorizzazione delle specificità umane, linguistiche e letterarie, e quindi nella formazione ed evoluzione delle culture. La traduzione è strumento di apertura, di innovazione e di rivitalizzazione delle letterature nazionali più chiuse, ed è tramite dell'integrazione tra mondi e tradizioni differenti, in uno scambio interculturale che favorisce la costituzione, almeno di una prospettiva umana cosmopolita. La storia della traduzione costituisce un eccellente via di accesso alla disciplina. Di fatto ci permette di conoscere i grandi traduttori del passato, la loro visione della traduzione, gli scrittori, le ragioni che portarono a tradurre un'opera piuttosto che un'altra. La storia della traduzione sta alla traduttologia come la storia letteraria sta alla letteratura: offre un panorama critico, informativo e documentato della disciplina. La storia della traduzione proporziona, a chi investiga, la flessibilità intellettuale necessaria con il fine che possa adattare le proprie idee a nuove maniere di pensare, per riflettere sulle relazioni con la lingua, sul potere, sulla letteratura. Permette una maggiore tolleranza con le diverse tipologie di presentazione dei problemi di traduzione. Sarebbe sbagliato pensare che sempre si è tradotto nella stessa maniera durante i secoli.

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Come succede nella letteratura, anche nella traduzione ci sono state molte scuole, alcune mode, delle correnti, concentrate nel riscontrare quale fosse il miglior metodo di traduzione. La storia della traduzione rappresenta un mezzo, quasi unico, di disciplina tra passato e presente, che mostra i paralleli e le coincidenze che esistono tra le tradizioni di pensiero e le pratiche divergenti. La traduzione, nel corso del tempo, ha avuto varie funzioni storiche, che si aggiungono alla funzione strumentale e di mediazione: la funzione genetica, ha riguardato i traduttori che hanno contribuito a modellare una lingua ancora in fase di gestazione, come nel caso della nascita delle lingue vernacolari nel Medioevo. Nella funzione stilistica, i traduttori contribuiscono ad arricchire i mezzi di espressione di una lingua, introducendo nuove strutture sintattiche, nuovi effetti mimetici con l'altra lingua. La funzione letteraria, riguarda i traduttori che importano generi letterari sconosciuti alla letteratura d'arrivo. La funzione interpretativa riguarda le traduzioni successive di una stessa opera, che rivelano ogni volte nuove sfaccettature, in quanto un autore straniero è spesso considerato come la somma di tutte le sue traduzioni passate, presenti e future. La funzione formatrice di nuovi saggi che ha permesso a tanti autori di formarsi nel percorso di scrittori; la funzione identitaria riguarda l'opera collettiva dei traduttori in un'epoca prestabilita della storia, in un determinato luogo, che aiuta la collettività a creare un'identità propria, risvegliando il fervore nazionalista e sviluppando il patriottismo.

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La funzione democratica, la traduzione si è rivelata sempre come un efficace mezzo di volgarizzazione della conoscenza, come fu nel caso dell'epoca Medioevale, quando la traduzione in lingua volgare contribuì a rompere il monopolio del clero e a minare i suoi privilegi. Qualunque sia l'angolo dal quale analizziamo la storia della traduzione, non possiamo descriverla indipendentemente dalla storia degli imperi, delle culture, delle religioni e delle letterature. La disciplina della traduzione fu praticata in città e in paesi nei quali confluivano più culture, come ad esempio ad Istanbul, città nella quale San Jeronimo, considerato il patrono dei traduttori, realizzò le sue prime traduzioni. Questo esempio ci serve per cogliere quanto sia importante studiare la vita di un traduttore, in quanto è essenziale conoscerne la biografia per comprendere meglio la lettura delle sue opere, sottolineando la posizione dell'autore che rappresenta il legame vivo tra il testo originale e la sua reinterpretazione creativa in un'altra lingua. Raccogliendo i pensieri di autori come Berman e Meschonnic, collochiamo la storia della traduzione in una posizione privilegiata nel concetto di traduttologia, in quanto questa mette in evidenza tutte le nozioni teoriche e offre una miglior protezione contro le spiegazioni semplicistiche, le definizioni corte, le conclusioni piuttosto frettolose. L'esplorazione storica facilita la concettualizzazione del campo traduttologico e la classificazione dei fatti relazionati alla traduzione e alla sua pratica. Attuando una ricerca nei testi scritti da traduttori di ieri, lo storico non può non scoprire tracce di coloro i quali Vinay definisce gli universali della traduzione riferendosi a Cicerone e San Jeronimo. 46 46 J. P. Vinay, in J. Delisle, nella Rivista di Linguaggio e Cultura del 2003,

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II.2. I tipi di traduzione Due studiosi francesi, Vinay e Darbelnet hanno classificato i passaggi di significato da una lingua all'altra in sette tipi fondamentali. I primi tre rappresentano procedure dirette: la non traduzione o prestito linguistico; si può decidere di non tradurre, di conservare cioè la parola o l'espressione straniera così com'è. Si definisce prestito linguistico una parola, una struttura sintattica o un fonema che entrano a far parte del patrimonio di una determinata lingua e provengono da una comunità di lingua diverse, in seguito al contatto tra culture diverse. Un'altra tipologia riguarda il calco che può essere semantico o morfologico: il primo riguarda la creazione di una parola può semplicemente consistere nel dare un nuovo significato nuovo ad un termine già esistente; il secondo invece riguarda una parola composta che può essere creata a partire da una combinazione di elementi sconosciuta nella lingua di arrivo. La traduzione letterale, consiste nel tradurre parola per parola da una lingua all'altra senza trasferire il senso dell'originale; è la situazione ottimale, ma purtroppo non si verifica sempre. Vi sono poi quattro procedure indirette di traduzione, le quali vengono poste in atto per risolvere le resistenze che il testo oppone ad una traduzione diretta. La trasposizione, la prima procedura, consiste nel conservare il contenuto semantico della lingua di partenza ma mutando la struttura morfologica e/o sintattica.

http://www.colegiotraductores.org.uy/Historia_de_la_traduccion.pdf, [visualizzato il 27-08-2012].

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La modulazione si ha quando la frase di partenza non è confrontabile direttamente con la frase di arrivo: il significato rimane identico ma muta il punto di vista. L'equivalenza consiste nel rendere l'enunciato di partenza con un enunciato di arrivo che né formalmente né semanticamente ha alcun punto di contatto col primo. L'ultima procedura riguarda l'adattamento e consiste nel sostituire una situazione tipica della lingua di partenza con una situazione tipica della lingua di arrivo, capace di produrre un effetto uguale o analogo su chi riceve il messaggio. Nell'esaminare alcune opere, capita di trovare traduzioni che arricchiscono splendidamente la lingua di destinazione e che, in casi che molti ritengono fortunati, riescono a dire di più degli originali. James Joyce, nell'opera Finnegans Wake,47 non ha esitato a riscrivere, a concepire nuovamente e radicalmente il proprio testo, modificando il principio fondamentale e dominante dell'opera; questa ha così perso ogni rapporto con le sonorità tipiche del testo inglese, ed ha invece assunto un tono toscaneggiante. Anche Rabindranath Tagore si è trovato davanti ad un rifacimento di un'opera: egli, non solo cambiava lo stile dell'originale, ma anche il tono della lirica, l'insieme delle figure, il registro del linguaggio, piegandosi alle esigenze della poetica della lingua d'arrivo. 48 La traduzione specializzata riguarda qualsiasi testo non poetico e qualsiasi testo chiuso. 47 U. Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2010, pp. 303-304. 48 U. Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2010, p. 313.

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Può trattarsi di specifiche tecniche, normative o contratti, manuali di istruzioni, articoli scientifici e divulgativi, elenchi telefonici, orari ferroviari. In questo tipo di testo si può parlare di interpretazione corretta e di interpretazione scorretta. Il residuo, può essere ridotto molto tenendo conto dell'assenza dei comandi connotativi, in quanto non ha una struttura poetica di cui il traduttore debba tener conto.

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II.3. La traduttologia La traduttologia è la disciplina che riguarda la dottrina e la teoria del tradurre. L'operazione del tradurre dai testi scritti può non dare luogo ad un testo d'arrivo scritto: può essere fatta mentalmente da chi legge per capire un testo. Tuttavia è soprattutto la produzione di un nuovo testo scritto o recitato che pone problemi ed ha dato vita, intorno alla metà del XX secolo, alla cosiddetta traduttologia, studio prevalentemente linguistico del processo traduttivo, per quanto riguarda la Scuola di Lipsia, 49 con O. Kade, A. Neubert, G. Jager, e negli anni settanta al diffondersi dei Translation Studies, più attenti al condizionamento culturale del processo produttivo. La maggiore possibilità di confrontare opere di diverso genere è offerta dai corpora testuali (collezioni di grandi dimensioni di testi orali e scritti), l'accresciuta commistione dei generi testuali creati dalla cultura digitale richiedono una traduttologia che sfrutti tutti gli approcci. 50 A. Berman, riteneva che gli studi che parlano di teorie funzionali, e che descrivono i fattori e gli elementi che caratterizzano la traduzione, facessero parte di un campo d'indagine chiamato Traduttologia. La intendeva come: “una teoria della traduzione intesa come sapere obiettivamente ed esteriore, l'articolazione cosciente dell'esperienza della traduzione”. Aggiungeva inoltre, per spiegarla meglio, che si trattava di: “una riflessione che la traduzione fa su se stessa a partire dal fatto che essa sia un'esperienza”.51

49 M. Morini, La traduzione. Teorie, strumenti, pratiche, Milano, Sironi, 2007, p. 19. 50 Definizione presente sulla pagina internet http://www.treccani.it/enciclopedia/traduzione-elingua_(Enciclopedia-dell'Italiano)/, [visualizzato il 20-07-2012]. 51 R. Berman, La traduzione e la lettera o l'albergo nella lontananza, traduzione italiana di G. Giometti, Macerata, Quodiblet, 2003, p. 16.

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Capitolo III

Proposta di traduzione

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III.1. Traduzione del Testo "Il piano di Turismo Sostenibile in Uruguay" Nel 2008 il turismo si manifestò con un ingresso nel paese di 2 milioni di turisti, milleventinove milioni di dollari, raggiungendo, insieme al turismo interno, il 6% del Prodotto Interno Lordo, ed ha generato 125 mila impieghi diretti. In questo quadro il 2 giugno 2009 si ottiene l'approvazione del Piano Nazionale di Turismo Sostenibile 2009-2020 da parte del Consiglio Nazionale del Turismo (Conatur), 52 culminata con una serie di istanze di partecipazione alla quale furono convocati, durante 10 mesi, tutti gli attori del settore turistico, dalle maggiori imprese fino alla centrale sindacale, che ha permesso di raggiungere risultati molto positivi. 53 Sottolineiamo che, prima di discutere si svilupparono le cinque giornate regionali di sensibilizzazione che, attraverso un corso di quattro giorni separato in due settimane, procurarono un aggiornamento delle informazioni riguardanti l'ambito nel quale si svolge l'attività turistica e l'adattamento dei concetti sui quali si fondava la discussione. Più tardi si succedettero i dibattiti regionali, più tardi le riunioni settoriali e, finalmente, l'analisi del documento previo all'approvazione, in tutte le capitali dipartimentali. 52 La definizione deI Consiglio Nazionale del Turismo in Uruguay, è stata presa dalla pagina internet del Governo Uruguayano, il quale ci offre i dati riguardanti la sua installazione nel 2005, ed il suo funzionamento nell'orbita del Ministero del Turismo e dello Sport, nel tentativo di intregrarsi in un ambito di partecipazione e interazione tra il settore pubblico e quello privato. http://archivo.presidencia.gub.uy/_Web/noticias/2005/08/2005081808.htm, [visualizzato il 13-08-2012]. 53 Per la stesura dell'intero paragrafo mi sono basato sulla lettura e sulla traduzione, da me svolta, del documento riguardante il Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020 in Uruguay. Il programma di miglioramento della competitività dei luoghi tuiristici strategici nazionali, redatto dal Ministero del Turismo e dello Sport, nella pagina internet http://vidasilvestre.org.uy/wp-content/uploads/2012/07/Plan-Nacional-de-TurismoSostenible_MINTURD.pdf, [visualizzato il 10-08-2012].

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In questo processo, tutti abbiamo fatto un ricco sforzo per pensare cosa avremmo desiderato per l'Uruguay Turistico del 2020 e che cammino avremmo seguito per raggiungerlo e, quello che consideravamo come un obbiettivo quasi impossibile, è stato raggiunto. L'approvazione del primo Piano Nazionale costituisce un'innovazione nella storia del turismo uruguayano, ed è stato possibile grazie all'appoggio materiale del prestito finanziato dal Banco Interamericano di Sviluppo, unito allo sforzo delle squadre tecniche del Ministero e del Programma che hanno pianificato, promosso e orientato la preparazione del Piano. Con obbiettivi simili a quelli che articolano il Piano, abbiamo fatto circolare un documento intitolato “Compromesso Nazionale con il Turismo” che ha ottenuto, parallelamente, l'adesione di tutti i pre-candidati, gli ex ministri del Turismo e le associazioni impresariali e lavorative, dall'ambito accademico alla Commissione del Turismo del Parlamento ed il Congresso delle Imprese Dipendenti dello Stato. Sicuramente, entrambi i documenti faciliteranno lo sviluppo futuro del settore. Il Ministero del Turismo e dello Sport promuove e rende leader l'elaborazione del Piano Nazionale del turismo sostenibile 2009-2020, come una guida necessaria per un settore fondamentale nella crescita economica e nello sviluppo socio-culturale del nostro paese. In un contesto di grandi cambiamenti economici e sociali, la pianificazione pone un'opportunità per la riflessione collettiva e una visione strategica del settore turistico.

41


Dalla costruzione partecipativa, è stata tracciata un'attività turistica a fondamenta che permetta la continuità per le nostre generazioni future e dei nostri principali valori naturali e culturali, promuovendo lo sviluppo sostenibile degli individui e delle località. Come guida strategica, il documento è orientato a promuovere un'attività turistica pianificata, nella quale tutti gli interessati siano protagonisti e decidano sullo sviluppo. Per questo, è necessaria la promozione degli ambiti lavorativi che facilitano l'articolazione e l'impostazione degli obbiettivi comuni tra i diversi attori del settore. (pubblico-privato, pubblico-pubblico, privatoprivato). Col il Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020 si propone di camminare fino allo sviluppo turistico equilibrato che promuova l'equità sociale nelle regioni ricettive, con un uso sostenibile delle risorse, offrendo anche un'opportunità per mitigare il cambio climatico, con gestione turistica responsabile. In questo quadro, è fondamentale promuovere un'attività collocata sulla capacità e professionalità continua degli attori coinvolti per stimolare i protagonisti, impegnati a raggiungere lo sviluppo desiderato.

42


Il Ministero del Turismo e dello Sport, opportunamente ha pianificato un insieme di obbiettivi riguardanti la gestione quali: generare impieghi qualificati, aumentare la ricezione di introiti, incrementare il guadagno turistico e l'ingresso di turisti stranieri,

promuovere i processi di

redistribuzione degli ingressi turistici, migliorare la qualitĂ della vita e la qualitĂ  ed il profitto generale delle infrastrutture. Ha proposto inoltre una bozza delle aree nelle quali si dovrebbe focalizzare lo sviluppo turistico. Un insieme di iniziative hanno avanzato la consolidazione degli obbiettivi prefissati: il funzionamento regolare del Conatur, il dialogo pubblico, i vincoli con gli organismi internazionali, gli investimenti nelle infrastrutture e nell'Impresa di consulenza aziendale del Programma MinturBid, i programmi di collaborazione con l'Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale e Sviluppo (AECID), l'incremento delle risorse per la promozione, gli studi sul Posizionamento, il Turismo Sociale, il Turismo Interno, i lavori per l'elaborazione del Conto Satellite del Turismo, il piano di accessibilitĂ  turistica, la strumentazione del centro di informazione e del Registro dei documenti, la partecipazione in un numero importante di feste nazionali, tra gli altri. Un nuovo quadro di integrazione istituzionale permette che il settore turistico faccia parte dell'agenda pubblica attuale propiziando uno scenario favorevole, che promuova istanze di coordinazione con gli altri settori produttivi.

43


All'interno

di un

nuovo contesto

nazionale

che

scommette

sull'innovazione attraverso di importanti strumenti come l'ANII, spiccano all'interno del settore turistico i processi di lavoro associativo, dati attraverso delle conformazioni dei gruppi: Colonia, Punta del Este, Rocha, Salto e Montevideo. Queste piattaforme d'innovazione hanno permesso lo sviluppo di una massa critica applicata all'associatività nei relativi programmi e alla gestione delle destinazioni turistiche. La

pianificazione

dell'attività

turistica

storicamente

è

stata

caratterizzata dai suoi scarsi raggiungimenti di obbiettivi, considerato che nonostante i buoni propositi prefissati a livello nazionale, i quali sono stati scarsi e discontinui. La discussione con i diversi settori delle attività ha confermato che la pianificazione e lo sviluppo della professionalità devono caratterizzare la gestione dipartimentale e nazionale, pubblica e privata del settore turistico del nostro paese. La costruzione del Piano è stato il risultato di un processo di partecipazione, costruito sulla base del consenso, concepito come aperto e dinamico; ha integrato al settore pubblico, attraverso dei governi dipartimentali e i ministri vincolati, il settore privato, il settore accademico e la comunità. Il piano 2009-2020 cerca di proporre una serie di innovazioni della gestione turistica, prospettando un modello turistico ispirato alle necessità, ai valori e alle aspirazioni dei distinti attori dell'attività.

44


Il Piano come guida strategica, offrirà le grandi linee d'azione, stabilendo le priorità e lasciando aperte le modalità di applicazione, promuovendo piani e programma turistici locali. Gli obbiettivi e le proposte del Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020 conducono a: contribuire ad una guida per lo sviluppo turistico sostenibile e competitivo, mediante la cooperazione tra le iniziative pubbliche e private, nella quali tutti i partecipanti si trasformino in responsabili della sua messa in opera. La realizzazione del Piano Nazionale del turismo sostenibile 20092020 è stato il risultato della partecipazione degli attori protagonisti lungo tutte le tappe di disegno del Piano. Si è cercato di promuovere la riflessione sull'attualità e sul futuro dell'attività turistica del paese con gli attori vincolati direttamente ed indirettamente, incentivando il consenso delle visioni, obbiettivi e strategie pianificate, per raggiungere il coinvolgimento e la futura concretizzazione dell'accordo. Nella prima tappa l'obbiettivo pianificato fu la redazione del documento base, il quale è stato creato con il proposito di facilitare la discussione del disegno del Piano. Per questo si realizzarono le Giornate di Sensibilizzazione nella Pianificazione e Gestione dello Sviluppo Turistico in tutto il paese (in sette regioni del paese, da agosto ad ottobre del 2008), alle quali hanno partecipato 182 attori turistici, il 58% appartenenti al settore privato e per il 42% a quello pubblico.

45


Ci furono istanze di assimilazione della concettualizzazione ed informazioni sull'attività, come preambolo della considerazione delle problematiche di avvicinamento al Piano. Nella seconda tappa, dall'agosto al dicembre del 2008, attraverso le Giornate Regionali del dibattito, vi è stata la redazione della prima copia momentanea del Piano Nazionale, con la partecipazione di più di quattrocento attori turistici pubblici e privati vincolati alle attività turistiche del paese, proporzionando i progetti, gli obbiettivi e le strategie dei diversi attori partecipanti. Nella terza tappa, dal marzo al maggio 2009, sono state realizzate le riunioni

settoriali,

alle

quali

hanno

partecipato

centoquarantadue

responsabili per i vari enti partecipanti. Il percorso di consultazione ha finalizzato una presentazione della brutta copia del Piano nei 19 dipartimenti, alla quale hanno partecipato 270 persone. Con ognuna di queste consultazioni si è tentato di ottenere l'opinione, il consenso ed il compromesso degli attori del settore, nell'elaborazione del Documento finale del Piano, culminato con l'approvazione del Conatur del 2 giugno 2009. Il turismo affronta nuove sfide attorno al degrado dell'economia globale, ciò nonostante, a dispetto dell'instabilità, può arrivare ad essere uno dei fattori chiave che contribuiscono a superare le difficoltà economiche, inoltre gioca un ruolo vitale, nello sviluppo di quella che viene definita l'economia verde, un'attività rispettosa del medio-ambiente.

46


La tendenza dell'economia mondiale e dei cambi repentini che si stanno verificando in tutti gli ambiti, riguarderanno in maniera significativa lo sviluppo dell'attività turistica: l'incremento negli anni di vita salutare degli esseri umani, il cambio climatico, le innovazioni nei trasporti, lo sviluppo delle Società di Gestione Diretta, il commercio su Internet, le buche nella distribuzione della ricchezza, come esempio, delineeranno il nuovo scenario per il turismo del 2020. Continuando si presenta una breve rassegna sulle tendenze a livello internazionale e regionale delle attività turistiche. Il turismo si è trasformato in uno dei fenomeni economici e sociali più importanti del XXI secolo. A dispetto di quello che si considera, l'Europa continuerà ad essere la principale destinazione turistica, ed il turismo attuale, si caratterizza per la sua forte espansione generale e per la crescente tendenza dei turisti a visitare nuove località, al quale si aggiunge la diversificazione dei prodotti turistici e l'aumento della competenza tra le località. Data la decelerazione delle grandi economie, le previsioni per il breve periodo sono di ristagnamento o di lieve contrazione. Anche nei primi mesi del 2009, l'America del Sud fu l'unica zona, Africa esclusa, nella quale ha resistito la tendenza discendente. D'altronde, l'OMT riafferma il messaggio nel quale il Turismo è un settore dell'economia notoriamente resistente che tornerà a sperimentare una forte crescita quando la crisi economica finirà. Anche se l'evoluzione del turismo negli ultimi anni è stata irregolare, le predizioni per il lungo periodo si mantengono, prevedendo 1600 milioni di arrivi internazionali per l'anno 2020.

47


Il turismo si è convertito in una delle attività economiche che genera i maggiori ingressi a livello internazionale. Assume un'importanza uguale o superiore alle esportazioni di petrolio, a quelle dei prodotti alimentari, o a quelle delle automobili. La maggioranza di questi ingressi proviene dall'Europa seguita poi dall'Asia e dal Pacifico, le Americhe, Medio-Oriente e Africa. Il turismo è un potenziale strumento per la distribuzione equa dei benefici dello sviluppo, che contribuisce economicamente e socialmente alle comunità locali attraverso la generazione dell'impiego diretto ed indiretto. Attualmente, non solo è la principale fonte di impiego in molti paesi, ma permette anche l'ingresso al mercato di lavoro per i settori che hanno difficoltà d'inserimento lavorativo, come i giovani e le donne. A partire dalle pratiche turistiche, diverse attività (industriali, agropastorali, artigianali, edili e altre) si vedono interessate dalla crescita economica, propiziando uno scenario favorevole per i provvedimenti delle piccole e medie imprese. Lo sviluppo pianificato e strumentato dalla partecipazione degli attori e dell'attività turistica, capovolge gli ingressi verso destinazioni e settori sociali depressi, contribuendo con indicatori palpabili alle politiche di attenuazione della povertà. Nel dimensionamento nel quale l'attività si converte come motore dinamico delle economie, si propizia un quadro per la stimolazione, la sensibilizzazione e l'appoggio per la protezione dell'intorno naturale e socio-culturale.

48


Negli ultimi 50 anni il turismo non solo ha sperimentato una grande crescita, ma ha anche assunto una marcata tendenza alla diversificazione. Dagli anni '80 il turismo internazionale si è caratterizzato per la sua concentrazione nelle zone costiere e marittime, e durante le estati con la motivazione di ricreazione e riposo legati al prodotto mare e spiaggia. La tendenza sta cambiando. Da un lato i turisti sono più informati ed esigenti, con maggior disponibilità a viaggiare e il conseguente frazionamento delle vacanze, con una certa flessibilità lavorativa, e con un incremento negli anni di vita salutare, e una maggiore rendita economica disponibile per i viaggi. Dall'altro lato il mercato procura nuove destinazioni, aumentando la diversificazione dei prodotti turistici offerti e le destinazioni emergenti, come l'Est Asiatico e il Pacifico, il Sud Asiatico e il Medio Oriente, che stanno competendo per maggiori porzioni del mercato. Ciò nonostante, queste regioni tendono ad essere più vulnerabili rispetto alle destinazioni tradizionali, per la loro situazione politica, economica, sociale e per la gestione delle risorse naturali. L'Europa e l'America del Nord continuano ad essere le principali regioni ricettive del turismo anche se la Cina emergerà sostanzialmente. In generale ci sarà più competenza e più destinazioni emergeranno nel mondo. La condotta del consumatore, come abbiamo già menzionato, è cambiata in risposta alla crescita economica generale e alla maggiore disponibilità di tempo per viaggiare. Il modello di domanda turistica sta cambiando verso vacanze più corte, più frequenti e più intense. In più, è probabile che la pressione lavorativa faccia delle vacanze una necessità vitale. Si devono riconoscere alcune tendenze:

49


Settori popolari con disponibilità economiche, ma non di tempo, e altri con disponibilità di tempo ma non di denaro.

Crescente domanda di prodotti turistici alternativi ai tradizionali.

La tendenza turistica nell'America è simile a quella del mondo in generale, in quanto esiste una forte dipendenza del turismo regionale. Bisogna sottolineare lo scarso peso relativo all'America del Sud, nonostante la potenzialità delle terre, dovute principalmente ad una posizione svantaggiata in termini di prossimità ai principali mercati emissori, accessibilità, e a minori risorse disponibili per la commercializzazione e per il marketing. I dati OMT mostrano che negli anni 2000 e 2005 l'Uruguay ha ricevuto il 13% dei turisti internazionali al suo interno. Nel 2008 il numero si posizionò al 13,6%, mostrando un recupero della quota di mercato. La spesa media per turista nel 2008 è stata di milleventiquattro dollari. Per le Americhe lo stesso raggiunse la cifra di milleduecentosettantotto dollari,

mentre

per

la

regione

dell'America

del

Sud

furono

novecentoventotto dollari, molto differenziati dai millequattrocentosedici dollari dell'America del Nord e dai millecentocinquantotto dollari dei Caraibi. Negli ultimi vent'anni l'Uruguay ha sperimentato numerose variazioni nell'ingresso dei turisti. Dal 1988 al 1997, si osservò una tendenza all'aumento di ingressi. Più tardi, con l'inizio della crisi economica regionale cominciò un periodo di decrescita culminata con il punto più basso nell'anno 2002.

50


A partire da questo momento si sono manifestati miglioramenti significativi, come il blocco del ponte Fray Bentos, il minimo degli ingressi si recuperò, registrando nell'anno 2008 praticamente 2 milioni di turisti, il che significò piÚ del 6% del PIL.

51


ANNO

TURISTI

VARIAZIO NE

1988

1035980

-1,00%

1989

1240431

19,70%

1990

1267040

2,10%

1991

1509962

19,20%

1992

1801672

19,30%

1993

2002543

11,10%

1994

2175457

8,60%

1995

2176930

0,10%

1996

2258616

3,80%

1997

2462532

9,00%

1998

2323993

-5,60%

1999

2273164

-2,20%

2000

2235887

-1,60%

2001

2136446

-4,40%

2002

1353872

-36,60%

2003

1508055

11,40%

2004

1870858

24,10%

2005

1917049

2,50%

2006

1824340

-4,80%

2007

1815281

-0,50%

2008

1997884

10,10%

52


Tabella: Ingressi Turisti in Uruguay e variazione del totale rispetto all'anno prima [Plan Nacional de Turismo Sostenible 2009-2020]

Nel quadro del programma dal nome Mejora de la Competitividad de los Destinos Turisticos Estrategicos,54 nato con l'obbiettivo di migliorare il Sistema Nazionale d'Informazione Turistica e il Conto Satellite del Turismo nel paese, cercando di identificare il reale apporto dato dal turismo agli impieghi totali. L'investigazione è stata portata avanti dalla squadra di investigatori della facoltà di Scienze Economiche e Amministrative dell'Università della Repubblica. Con i dati dell'inchiesta dell'Istituto Nazionale di Statistica emerge che la partecipazione dell'impiego, esclusivamente per hotel e ristoranti, ed il totale dei posti di lavoro a scala nazionale sono incrementati negli ultimi sette anni, passando da un 2,2% nell'anno 2001 ad un 2,7% nel 2008. In quello stesso anno l'attività turistica ha generato, nel suo insieme, cento venticinquemiladuecentoquaranta posti di lavoro, comprendendo impieghi nei servizi di alloggio, ristoranti, trasporti, agenzie di viaggio, servizi culturali, nello spargimento e negli altri servizi turistici. Si osservò un incremento nella partecipazione dell'impiego turistico di un 7,78% nel 2006 e di un 8,01% nel 2008.

54 Piano di azione per il miglioramento della competitività dei luoghi turistici strategici in Uruguay, http://www.iadb.org/es/proyectos/project-information-page,1303.html?id=ur-t1008, [visualizzato il 10-09-2012].

53


Se consideriamo le caratteristiche socio-demografiche del settore possiamo visualizzare che, il totale delle persone che lavorano nel settore turistico, il 64% degli impiegati sono di sesso maschile, soprattutto nelle attivitĂ vincolate ai trasporti. Riguardo l'etĂ  dei lavoratori il 24% ha un'etĂ  compresa tra i 28 e i 37 anni e il 21% tra i 18 e i 27 anni. Il 65,34% dei lavoratori percepiscono un salario privato, seguiti dai lavoratori in proprio che compongono il 14,87% del totale. Nel campo del miglioramento dei procedimenti di raccolta, processo e analisi dei dati, si realizza l'analisi del turismo interno. Nel'ECH (Encuesta Continua Hogares) si applica un modulo del Turismo Interno, mostrando un campione di quattromilacinquecentottantuno famiglie che hanno effettuato qualunque tipo di viaggio, in un periodo compreso tra l'agosto del 2007 ed il luglio del 2008. Prendendo in analisi le principali destinazioni turistiche e senza considerare gli escursionisti, emerge che il 28% delle persone intervistate compiono almeno un viaggio durante l'anno all'interno del paese, ed il 52% di questi lo realizza in un periodo compreso tra dicembre e febbraio. L'inchiesta discrimina i viaggi regolari da quelli irregolari. I primi implicano uno spostamento per un motivo che non renda che si ritorni nello stesso luogo sempre o con una frequenza maggior rispetto ad altri luoghi, mentre negli altri viaggi irregolari lo spostamento sarĂ  associato al turismo.

54


Se consideriamo la destinazione, le persone che realizzano viaggi regolari si muovono principalmente in direzione di Montevideo e periferia seguiti dalle località della costa Atlantica, mentre nei viaggi irregolari la meta più ambita risulta essere la costa Atlantica. I viaggi regolari sono caratterizzati da viaggi corti, mentre il tempo di soggiorno degli irregolari è più variabile, ed il 43% rimane per più di 5 giorni. Il principale motivo dei viaggi regolari è la visita a familiari o amici, seguiti dalle vacanze, mostrando una situazione inversa a quella dei viaggi irregolari. Il principale mezzo di trasporto nei viaggi regolari è l'auto propria seguita dall'autobus, mentre per i viaggi irregolari si incrementa l'uso dell'auto familiare o di amici, e se si somma questa quantità a quella di coloro che viaggiano con l'auto propria, quelli che la utilizzano in generale raggiungono il 51%. Il 63% delle persone che realizzano viaggi regolari spendono tra i 50 e 300 dollari, mentre la spesa di coloro che realizzano viaggi irregolari è superiore, infatti il 62% di questi spende tra i 100 e gli 800 dollari. Quanto minore è la spesa, minore è l'affitto di alloggi e di prenotazioni in hotel e maggiore è l'affitto di alloggi per famiglie o gruppi di amici in alloggi propri, e questa situazione si ha con minor percentuale nei viaggi irregolari. Nel momento dell'elezione di una destinazione nei viaggi irregolari, la principale fonte di informazione è l'esperienza anteriore.

55


In base al processo di elaborazione del Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020, si è rilevata l'esistenza di punti di forza e di punti deboli del settore turistico uruguayano, che si traducono nella seguente analisi.

Le risorse turistiche I punti forti sono: •

La prossimità delle principali destinazioni ai due più importanti centri emissori del Sud-America (Buenos Aires, San Paolo).

L'ospitalità, il buon livello culturale della popolazione, il contesto socio-culturale diversificato ed equilibrato.

La tranquillità della terra caratterizzata da un clima temperato, contraddistinto dall'assenza di catastrofi climatiche, dall'assenza del terrorismo, da un governo politicamente stabile, con garanzie giuridiche. Nell'America Latina si trova nelle prime posizioni tra i paesi con il minor indice di percezione della corruzione.

In termini relativi alla scala regionale, presenta buoni livelli di sicurezza pubblica.

Vi è una buona qualità delle rete idrica ed alimentare.

Le spiagge sono di sabbia bianca e fina di buona qualità. La rete costiera e quella fluviale favoriscono la navigazione, ed inoltre vi è la presenza di acque termali.

Le risorse naturali e culturali diversificate tanto quelle urbane quanto quelle rurali, per sviluppare il prodotto turistico durante tutto l'anno. 56


È un paese perfetto per una seconda residenza a livello regionale e mondiale, potenzialmente eleggibile per captare investimenti immobiliari.

È sede e capitale amministrativa del Mercosur,55 e di altri organi internazionali.

I punti deboli del settore sono: •

Un'offerta turistica poco diversificata, concentrata territorialmente con l'assenza di attrazioni di livello internazionale.

Le proposte turistiche che non raggiungono sufficientemente le espressioni culturali proprie.

Le difficoltà nella protezione e nella messa in mostra delle risorse del paese.

La non conoscenza del patrimonio culturale uruguayano all'estero e l'alta concorrenza con Argentina e Brasile.

La stagionalità di alcune località turistiche, con la conseguente saturazione durante l'alta stagione, che comporta un rara soddisfazione ed una scarsa sostenibilità della domanda.

55 Il Mercato Comune del Sud, da cui deriva l'acronimo MERCOSUR, nato ad Asunción, capitale del Paraguay, integra i mercati di Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela, i quali condividono dei valori comuni . http://www.mercosur.int/t_generic.jsp? contentid=3862&site=1&channel=secretaria&seccion=2, [visualizzato il 17-08-2012].

57


I segni del deterioramento ambientale in alcune zone costiere, come conseguenza dell'urbanizzazione eccessiva e dell'assenza di una pianificazione territoriale attualizzata. E l'equilibrio sociale e la capacità ricettiva compromessa in alcune località sovra-sfruttate.

I problemi e le difficoltà nella gestione e nel mantenimento delle acque termali.

L'assenza di comunicazione ed integrazione nazionale e regionale, al livello di organizzazione dei circuiti turistici, di programmazione ed organizzazione di eventi sociali, culturali e sportivi. L'inesistenza di un calendario nazionale di eventi, spettacoli e di riunioni.

La debole conoscenza dei prodotti turistici da parte della popolazione locale.

L'offerta turistica alberghiera I punti di forza sono: •

Le migliorie incentivate, nella capacità e nella qualità dell'offerta: ostelli, case e appartamenti in affitto e altri, soprattutto in alcune località costiere.

La presenza di catene internazionali.

Gli investimenti significativi nelle seconde residenze.

I punti deboli riguardano: •

Tassa di occupazione alberghiera stagionale in alcune località. 58


L'insufficiente offerta nelle zone rurali del paese.

L'assenza di piccole catene alberghiere.

La bassa qualità dell'offerta nelle zone interne del paese.

La scarsa installazione di sistemi di qualità.

L'insufficiente apporto tecnologico per le informazioni riguardanti il settore alberghiero del paese.

L'offerta complementare I punti di forza sono: •

La crescita dell'offerta turistica specializzata.

La nascita di proposte del turismo idiomatico.

Il notevole miglioramento dell'offerta gastronomica.

L'esistenza di centri commerciali.

I punti deboli riguardano invece: •

L'insufficiente offerta delle attività come prodotto turistico nelle destinazioni.

La debolezza organizzativa e le insufficienti infrastrutture per il posizionamento dell'Uruguay nel turismo di eventi e convenzioni.

La scarsa proposta di ricreazione per le varie classi d'età.

59


L'insufficiente proposta culturale articolata che inquadri la destinazione.

La limitata offerta commerciale.

Le risorse umane e l'abilitazione I punti di forza sono: •

l'alto livello di sviluppo umano raggiunto nel paese.

La popolazione con un buon livello di formazione basica ed il relativo

buon

accesso

alle

tecnologie

di

informazione

e

comunicazione. •

L'esistenza di centri educativi specializzati nel settore, in tutti i livelli: tecnico-professionale, diplomi e lauree.

Il crescente volume di lavoratori capaci nel settore.

I punti deboli invece riguardano: •

La scarsa coscienza della trascendenza sociale della prestazione dei servizi.

La limitata professionalizzazione e l'imprenditoria nel settore.

L'insufficiente sistematicità delle investigazioni nel turismo, come fondamenta per lo sviluppo del settore.

La scarsa coscienza dell'importanza del turismo nell'economia e nella società.

60


Le difficoltà per l'inserzione lavorativa del personale abilitato al settore.

La bassa qualità dell'impiego che condiziona l'abilitazione continua che rende difficoltosa l'affermazione del talento nel settore.

La debole sindacalizzazione del settore turistico.

Il quadro istituzionale I punti di forza sono: •

Stabilità istituzionale e politica del paese.

Crescente posizionamento del turismo a livello statale, come settore rilevante dello sviluppo.

L'esistenza di un Ministero del Turismo e dello Sport.

Integrazione del Ministero del Turismo e dello Sport nelle differenti commissioni di coordinazione pubblica.

Crescente

professionalizzazione

nelle

direzioni

del

turismo

dipartimentale. •

Sviluppo di Conglomerati turistici nelle differenti regioni del paese.

Miglioramenti nell'informazione statistica.

Legge sugli investimenti con benefici fiscali e decreti regolamentari semplificati. Protezione degli investimenti e garanzia del libero trasferimento all'estero di capitali e utilità in valute di libera conversione.

61


Esistenza della legge dell'Ordinamento Territoriale.

Prossima implementazione della normativa senza tasse per il turista straniero.

Il Conto Satellite nel processo di costruzione.

I punti deboli riguardano invece: •

La mancanza di un quadro normativo attualizzato e sufficiente.

La limitata assegnazione preventiva e la scarsa dotazione di personale abilitato per il Ministero del Turismo e lo Sport a livello delle Direzioni Dipartimentali.

La scarsa coordinazione tra i diversi attori del settore, pubblicoprivato, pubblico-pubblico, privato-privato. Le difficoltà nella creazione di una proposta mista di promozione pubblico-privata.

I bassi investimenti del settore nel campo di Investigazione, Sviluppo e Innovazione.

La disparità dei sistemi di pianificazione territoriale.

La dispersione di proposte turistiche.

L'insufficienza degli studi sull'impatto dell'attività turistica e sulla nelle applicazioni di valutazione dell'impatto negli investimenti.

62


Le infrastrutture e l'accessibilità I punti di forza sono: •

Una buona qualità nei porti e negli aeroporti, ultimamente rafforzati dalla costruzione di nuovi terminal passeggeri nelle città di Carmelo e Punta del Este e migliorie nell'aeroporto di Carrasco e nel porto di Colonia.

Le nuove rotte aeree favoriscono una prevedibile crescita negli ingressi, con Panamà e Lima, e l'aumento delle frequenze con San Paolo e con Santiago del Cile.

Una buona rete di comunicazioni stradali verso i principali punti di interesse turistico;

Miglioramento delle infrastrutture per i croceristi.

L'aumento della connettività e delle tecnologie di informazione.

I punti deboli invece sono: •

La revisione dei regolamenti nel trasporto stradale.

Le difficoltà delle infrastrutture e della gestione degli ingressi dalle frontiere, dai porti ai ponti.

La scarsezza delle connessioni aeree dirette, soprattutto per quanto riguarda i voli a lungo raggio.

L'elevato costo delle tariffe aeree interne, che presentano spesse tasse alte.

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La bassa qualità nei servizi di trasporto e la precarietà del servizio ferroviario.

L'assenza di un'adeguata segnaletica turistica uniforme a livello nazionale.

I mercati I punti di forza sono: •

Buon posizionamento all'interno del mercato argentino, e la crescente espansione nel suolo brasiliano.

L'importanza crescente del turismo interno, sviluppo del turismo sociale, crescita del turismo crocieristico, l'aumento dei livelli di spesa per turista.

Opportunità di differenziazione, attraverso dei nuovi prodotti e nelle nuove nicchie del mercato.

L'incremento delle azioni promozionali pubbliche, da parte di operatori privati.

La possibilità di integrarsi ai circuiti regionali Argentini e Brasiliani.

I punti deboli del mercato sono invece: •

La vulnerabilità per la forte dipendenza dal mercato argentino, che si sofferma sul turismo balneare, con la conseguente stagionalità.

La scarsa conoscenza ed immagine nei paesi della regione sudamericana (eccetto Argentina) e a livello internazionale. 64


La scarsa penetrazione all'interno del mercato brasiliano, secondo mercato emissore.

La dipendenza dei tipi di cambio dei paesi limitrofi.

La scarsa diffusione di operatori turistici che pubblicizzino pacchetti rivolti al turismo ricettivo.

La scarsa presenza sulle guide turistiche internazionali e nei cataloghi dei principali operatori turistici internazionali.

Il prodotto del consenso dei partecipanti nelle distinte tappe per la elaborazione del Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020, si è potuto elaborare una visione in comune per il Turismo uruguayano con obbiettivi al 2020: “Uruguay, un paese turistico riconosciuto internazionalmente per il suo compromesso con lo sviluppo sostenibile, competitivo, accessibile, amichevole e sicuro. Con servizi di qualità, attori capaci e la massima articolazione tra i diversi protagonisti delle attività”. La visione strategica che riguarda il Piano di Sviluppo 2009-2020, ha costruito le proprie fondamenta su alcuni punti fondamentali,

che si

sviluppano nel capitolo seguente.

65


L'orientazione strategica si basa nelle seguenti linee chiave di attuazione: •

Il modello turistico sostenibile, economico, ambientale e culturale.

La ricerca dell'innovazione e della qualità per creare un impulso verso la competitività.

L'incremento delle capacità d'impiego, e delle qualità richieste, nel campo del turismo.

Un marketing adeguato a promuovere ed ampliare la domanda turistica.

Utilizzare il turismo come strumento per l'integrazione sociale, territoriale e politica, cosciente nella diversità.

Tenendo conto della visione e dell'orientazione strategica, le forze e le debolezze del settore turistico uruguayano, e le tendenze internazionali, si sono sviluppate le cinque linee strategiche che dovranno abbracciare il sistema turistico uruguayano per approssimarsi alla visione compartita dell'Uruguay turistico con orizzonte il 2020.

66


Il primo punto Modello turistico sostenibile, economico, ambientale e socioculturale. Orientare lo sviluppo turistico perché i residenti locali beneficino delle attività, mediante l'uso responsabile ed equilibrato delle risorse naturali e culturali, l'ottimizzazione dei benefici per gli investimenti e l'attenzione alle necessità dei turisti, garantendo così lo sviluppo del settore nel lungo periodo. Gestione delle località turistiche. •

Il rafforzamento istituzionale del Ministero del Turismo e dello Sport e le direzioni del Turismo Dipartimentale, con la dotazione di un personale specializzato pronto ad affrontare le responsabilità nella gestione turistica.

Il pianificare lo sviluppo turistico, partendo dalla conoscenza delle risorse culturali e naturali; considerando specialmente le aree nazionali protette ed i siti con un ricco patrimonio.

Studiare l'impatto degli investimenti nel turismo sull'economia, sull'ambiente e sulla società. É bene identificare l'impatto degli investimenti degli altri settori produttivi nel turismo.

L'acquisizione

della

consapevolezza

dell'importanza

della

pianificazione e della gestione del turismo, specialmente per la popolazione giovanile, e promuovere nel turista l'uso responsabile delle risorse.

67


È bene regolare gli investimenti ispirandosi all'uso sostenibile, attraverso una gestione turistica rispettosa delle capacità ricettive delle zone turistiche.

Propiziare un utilizzo delle fonti rinnovabili e delle tecnologie che possano non essere nocive per l'ambiente circostante, appoggiando le imprese che coscienti delle proprie responsabilità sociali investono in questo.

Preservare la sicurezza delle zone turistiche, puntando su una strategia di qualità che funzioni da attrattiva verso il turista straniero.

Elaborare e coordinare gli strumenti per il miglioramento dell'organizzazione e della gestione ministeriale e la coordinazione con le amministrazioni dipartimentali, così come con gli organismi pubblici esecutivi e legislativi, che in una maniera o in un'altra hanno competenze nel settore.

Propiziare le condizioni per la redditività e la creazione di impieghi, promuovendo lo sviluppo locale. •

Facilitare l'accesso a crediti e benefici fiscali, mostrando l'entusiasmo per le attività relative allo sviluppo del settore.

La promozione di investimenti privati nel settore, attraverso la captazione di capitali nazionali ed internazionali al fine di promuovere lo sviluppo locale.

Rendere dinamica la gestione amministrativa, per stimolare la concrezione dei progetti da un punto di vista della sicurezza giuridica.

68


Approfondire la regolamentazione della Legge di Investimento cercando di generare incentivi per l'attività turistica.

Fomentare i prodotti turistici capaci di operare lungo la durata di un anno al fine di creare impieghi duraturi.

Promuovere normative legali che generino uno spazio opportuno per l'attività pubblica e privata.

Generare una struttura legale adeguata per permettere il registro di differenti tipologie degli operatori turistici.

La sostenibilità come qualità nell'esperienza turistica. •

Essere sicuri che un turista responsabile associ la qualità delle destinazioni alla sostenibilità nel processo di formazione dei prodotti turistici.

Promuovere lo sviluppo ed il consumo di prodotti turistici, dall'espressione di autenticità e singolarità culturale, propiziando l'appropriazione collettiva del patrimonio materiale e immateriale delle località.

Incentivare le pratiche turistiche nelle quali i benefici che genera l'attività si riversino nella popolazione.

Approfondire i meccanismi di valutazione e gli studi degli impatti socio-culturali, nello sviluppo delle proposte turistiche.

69


Il secondo punto Innovazione la qualità, impulso della competitività. Sviluppare un sistema turistico competitivo in risposta al contesto economico globalizzato, ad uno sviluppo tecnologico vertiginoso, alle nuove tendenze della domanda, e ai nuovi modelli di affari, propiziando nuovi investimenti turistici competitivi. La scommessa di una crescita qualitativa sulla crescita quantitativa, costituisce la sfida di attrarre nuove tipologie di clientela, per i quali il paese dovrà realizzare proposte innovatrici che anticipino le necessità della domanda e rinnovino costantemente l'offerta.

Propiziare un modello di innovazione turistica che dia impulso alla complementarietà. •

Incentivare la creazione di nuove forme associative di turismo come piattaforme di innovazione e collaborazione tra le imprese e le organizzazioni del settore e dei settori connessi.

Dare continuità agli sforzi sviluppati intorno alla promozione degli investimenti turistici.

Fomentare gli investimenti per l'investigazione, lo sviluppo, l'innovazione e la coordinazione interministeriale e municipale, incentivando la realizzazione di progetti diretti alla creazione di nuovi modelli di prodotti, di gestione e di commercializzazione turistica.

70


Aumentare l'efficienza della gestione turistica, appoggiando lo sviluppo degli strumenti tecnologici specifici per il settore.

Stimolare lo sviluppo imprenditoriale attraverso la coordinazione e la

comunicazione

delle

diverse

forme

di

cooperazione

internazionale. Principalmente in quei progetti che implicano un certo grado di innovazione nel campo tecnologico associato alla prestazione dei servizi turistici, alla creazione di prodotti e alla gestione delle località. •

Migliorare e rinnovare, in forma continua, i supporti web, al fine di favorire la comunicazione, la promozione e la commercializzazione.

Promuovere la qualità turistica. •

Attualizzare le normi vigenti, in materia turistica, al fine di stimolare l'applicazione di norme di qualità.

Considerare la necessità di unificare i criteri a livello nazionale d'accordo con i parametri internazionali esistenti.

Sancire le condizioni per la creazione di un Sistema di Qualità Turistica dell'Uruguay, sotto l'intervento e la coordinazione dei diversi organi pubblici e privati.

Garantire un Sistema di Qualità turistica, integrata attraverso degli strumenti metodologici, quali norme e protocolli, considerando nell'approccio di qualità, l'impatto economico, ambientale e sociale.

Riconoscere

ed

incentivare

l'applicazione

degli

strumenti

metodologici per la qualità. 71


Regolarizzare, nella legislazione turistica, i requisiti basici della qualità del settore, assegnando una categoria effettiva ai servizi turistici e alle strutture.

La diversificazione dell'offerta. •

Diversificare e specializzarsi nella creazione di nuove offerte affiancando un maggior valore a quelle già esistenti, al fine di generare una crescita qualitativa basata sulle nuove tendenze della domanda.

Stimolare la creazione di reti che vincolino e facciano cooperare le proposte culturali con quelle turistiche.

Integrare i prodotti e le destinazioni turistiche a livello regionale e nazionale, generando dei circuiti, basati sui valori culturali mettendo in luce la storia, l'arte, la gastronomia, la produzione e i valori naturali.

Individuare le opportunità, identificando le destinazioni, ed i circuiti turistici attuali e potenziali.

Stimolare lo sviluppo delle località attraverso prodotti e servizi turistici, associati alle festività ed agli eventi culturali.

Attrarre l'organizzazione di eventi e congressi internazionali usufruendo della varietà del paese.

Associare le distinte attività produttive con le attività turistiche.

Stimolare il consumo dei prodotti locali per i visitanti e i fornitori turistici.

72


Il terzo punto L'incremento delle capacità, la qualità degli impieghi ed il compromesso degli attori del sistema turistico. Intendere l'abilitazione non come un costo ma come una forma di investimento che possa promuovere la qualità, l'innovazione e la diversificazione necessaria per il raggiungimento della competitività dei prodotti turistici e la soddisfazione dei lavoratori e dei datori di lavoro.

La professionalizzazione del settore basato nell'abilitazione e nella formazione permanente alla qualità dell'educazione. •

Identificare i requisiti professionali del settore affinché siano tenuti in conto nell'offerta educativa.

Promuovere la generazione di un impiego di qualità nel settore turistico, attraverso ingressi previ di formazione.

Riconoscere ed incentivare le imprese che promuovono l'inserimento di personale qualificato e permanente.

Propiziare gli investimenti in formazione e professionalizzazione permanente in tutti i livelli del settore, scommettendo sul miglioramento della qualità del servizio, e facilitare la formazione delle persone già inserite nel mercato del lavoro.

Caldeggiare la partecipazione in corsi post-universitari e in investigazioni sul turismo; generare reti di conoscenza professionale a livello regionale.

73


Scommettere su un'educazione che promuova attori ed imprenditori preparati.

Responsabilità sociale impresariale che caldeggi lo sviluppo professionale e umano nel settore attraverso uno stimolo per lavoratori e benefici per la comunità. •

Incentivare sin dalla gestione impresariale l'intromissione di un personale capace e la formazione permanente a tutti i livelli.

Propiziare e migliorare l'inserimento di studenti nella pratica lavorativa in orbita della qualità dell'impiego.

Fomentare la partecipazione della comunità ricettiva nell'impiego turistico.

Il quarto punto Marketing e promozione per ampliare la domanda. Migliorare

la

posizione

del

mercato,

come

risultato

della

coordinazione di tutti gli attori coinvolti, attraverso sforzi di promozione e generazioni di valori per il turista. Migliorare l'offerta turistica. •

Superare la connettività creando nuove infrastrutture e migliorando quelle esistenti al fine di facilitare l'accesso alla circolazione, il rispetto della rete stradale, fluviale, ferroviaria, aerea, scommettendo sul trasporto di qualità.

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Propiziare le forme associative al fine di sviluppare una maggior offerta commerciale diretta alla domanda turistica.

Analizzare le strutture legali per l'installazione di iniziative innovatrici negli spazi delle manifestazioni culturali, negli spettacoli, nelle sale-giochi e nei centri commerciali.

Adeguare le normative d'ingresso al paese mediante procedimenti che facilitino il flusso lungo le frontiere.

Attualizzare, diffondere e monitorare le strutture normative.

Generare uno scenario favorevole per gli investimenti nelle sale congressi e di eventi.

Migliorare le infrastrutture esistenti e crearne altre necessarie per i diversamente abili.

Il posizionamento a livello internazionale. •

Attualizzare in maniera permanente di Piano di Marketing strategico ed operativo.

Sviluppare l'immagine turistica dell'Uruguay nei mercati potenziali.

Coordinare gli sforzi di promozione tra le istituzione pubbliche, private, dipartimentali, nazionali.

Creare una rete di uffici turistici di promozione all'estero attraverso un'azione congiunta tra il Ministero del Turismo e dello Sport, e le Relazioni Estere.

Posizionare l'immagine del paese all'estero attraverso prodotti con la denominazione di origine controllata. 75


Generare un piano di promozione che sfrutti le tecnologie per favorire la commercializzazione turistica del paese.

Migliorare le tecnologie d'informazione per la promozione e la commercializzazione turistica del paese.

Il quinto punto Il turismo come uno strumento per l'integrazione sociale, territoriale e politica, cosciente della diversità. Analizzare ed operare meccanismi di decentralizzazione che permettano la partecipazione degli attori delle differenti scale territoriali nelle diverse competenze, richiedendo il compromesso nella gestione, cercando esperienze di associazioni ben riuscite. Nonostante non tutto il territorio sia turistico, è necessario prestare la giusta attenzione, tenendo conto le differenze nelle condizioni attuali e potenziali in ogni zona, definendo e rendendo prioritarie determinate azioni. L'Uruguay dovrà offrire a tutta la popolazione, la possibilità di usufruire del turismo come attività ricreativa, formativa ed integrativa. La decentralizzazione della gestione e la partecipazione degli attori, come protagonisti responsabili del settore. •

Mobilitare ed incentivare la partecipazione degli attori locali, supponendo lo sviluppo delle attitudini imprenditoriali.

Promuovendo la leadership, da parte dei governi locali, si arriverà ad un maggiore produttività e ad alla generazione di nuovi impieghi.

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Adeguare la struttura ed il funzionamento del Ministero del Turismo e dello Sport così come quelle delle direzioni del turismo municipale alle realtà attuali come a quelli potenziali, tenendo in conto la decentralizzazione.

Coordinare ed incentivare le azioni di decentralizzazione dei dipartimenti che hanno esperienza turistica.

Trasformare il funzionamento del Conatur perché raggiunga una rappresentatività nazionale.

Decentralizzare gli aspetti di gestione e controllo nelle officine del turismo dipartimentale.

Sviluppare un sistema d'informazione turistica coordinata tra i municipi ed il ministero del turismo e dello sport.

Fomentare una maggiore coordinazione orizzontale dentro degli organi pubblici con incidenza nel settore turistico.

Incentivare la pianificazione locale e dipartimentale partendo dalla diffusione e dall'applicazione del Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020.

Integrazione del territorio nello spazio turistico. •

Creare una rete di promozione interdipartimentale di benefici per gli investimenti turistici, rafforzando le reti regionali inter-municipali.

Sviluppare le campagne pubblicitarie e promozionali che abbraccino le destinazioni emergenti.

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Approfondire in politica tributaria i differenziali per promuovere le zone turistiche depresse.

Coordinare temi di infrastrutture e di mantenimento tra gli organismi pubblici dipartimentali e nazionali per migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei visitatori.

Promuovere i circuiti e le rotte che legano i territori permettendo l'inclusione di località normalmente escluse dall'offerta turistica.

Comprensione e soddisfazione del diritto umano al turismo e alla ricreazione. •

Sviluppare delle forme associative miste che permettano la creazione di nuove offerte turistiche e pratiche de commercializzazione con fini sociali.

Promuovere, diversificare e posizionare il turismo interno come prima opzione del turista uruguayano.

Approfondire l'elaborazione delle offerte, sia per il turismo giovanile sia per gli adulti, ampliando il parco delle offerte.

Scommettere sullo sviluppo delle proposte turistiche destinate al turismo degli adulti.

Ampliare le azioni turistiche sociali, favorendo la possibilità che i residenti con minori risorse, possano godere di vacanze all'interno del territorio nazionale.

Promuovere le attività ricreative ed educative, accessibili a tutti i cittadini, migliorandone lo spazio di residenza e l'hinterland. 78


Stimolare la responsabilità delle imprese sociali rispettando la soddisfazione del diritto all'ozio ed al turismo, dei lavoratori.

I Piani Locali e Dipartimentali in Uruguay. Colonia Nel quadro del programma PACC si realizzò il programma di rafforzamento della competitività per il conglomerato del turismo di Colonia.56 Come prodotto di questo processo si è ottenuta l'elaborazione del piano di rafforzamento della competitività, realizzato dalla presenza di tutti gli attori chiamati in causa nell'anno 2007. Il

Piano

presenta

una

caratterizzazione

della

destinazione

dipartimentale, un'analisi dei mercati attuali e potenziali, l'analisi delle catene di valore dei diversi settori dell'attività turistica. In seguito si elaborò la visione delle linee strategiche e il Piano d'Azione. “Conseguire che il dipartimento di Colonia e della sua capitale, Patrimonio Culturale dell'Umanità, si posizionino nel mondo come una destinazione inevitabile nel Rio della Plata. Aspiriamo ad essere riconosciuti per la nostra storia, per la diversità culturale, per le risorse naturali e per un'offerta di intrattenimento varia in un'ambiente amabile, tranquillo e sicuro.

56 Colonia, città dell'Uruguay sud-occidentale, è considerata patrimonio http://www.coloniaturismo.com/, [visualizzato il 11-08-2012].

dell'umanità

79


Lo otterremo lavorando contemporaneamente nel settore pubblico, privato e nella società civile, invertendo, preparando la nostra gente, per renderla una destinazione sostenibile, innovatrice e di qualità, che sia di beneficio per la comunità”. Per ottenere questo si è creata una Associazione Turistica la cui missione è: “la gestione turistica del dipartimento di Colonia coordinerà il settore pubblico e privato, per migliorare la competitività turistica del dipartimento, appoggiando la creazione del prodotto turistico, elaborando un piano di marketing che includa un marchio turistico denominato Colonia e che caldeggi la modernizzazione del settore attraverso dei piani di miglioramento della qualità e l'incorporazione di tecnologie di informazione e di comunicazione”. Le direttive strategiche sono: •

Rafforzamento del sistema di gestione turistica della destinazione.

Pianificazione e sviluppo territoriale e settoriale.

Miglioramento delle infrastrutture turistiche.

Sviluppo del tessuto impresariale.

Sviluppo della formazione e dell'abilitazione professionale del settore turistico.

Creazione del prodotto turistico.

Promozione e commercializzazione della destinazione turistica e dei suoi prodotti.

Miglioramento della qualità dell'offerta turistica.

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Aumento dell'impulso delle tecnologie di informazione nel settore.

È da sottolineare che tra le azioni del Piano si è messo in evidenza il confronto sistematico con le città patrimoniali spagnole, costruendo il marchio “Colonia incontro magico”, si creò un sito web e una guida di servizi per ottimizzare la promozione turistica della destinazione, si realizzarono azioni di preparazione alla lingua inglese e alla conoscenza della località per il personale turistico.

Rocha Nel novembre del 2007 si è intrapreso un processo di collaborazione tra il programma Pacpymes e gli attori locali con una metodologia di lavoro sviluppatasi in varie tappe. In un primo momento si è realizzata una diagnosi nella quale i membri del Cluster del turismo di Rocha,57 insieme alla squadra tecnica di Pacpymes, realizzarono un'analisi sulle forze, opportunità, punti deboli e minacce per Rocha come destinazione turistica, oltre ad un'asse strategica sulla quale lavorare. Sia la considerazione di Rocha come destinazione turistica, sia il Piano di Azione stabilito, furono il risultato del lavoro dei diversi attori turistici di Rocha: i rappresentanti del settore pubblico e privato. “Rocha impegnata nell'equilibrio della sua diversità, organizzata e partecipativa,

genera

opportunità

di

sviluppo

competitivo.

Rocha...destinazione turistica mondiale”.

57 Pagina internet http://www.rochaenelmundo.org.uy/circ, [visualizzato il 11-08-2012].

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Le linee strategiche sono: •

Fomentare la creazione e la professionalizzazione dei servizi e dei prodotti turistici per assicurare un'offerta innovativa, diversa ed attrattiva che riguardi il territorio tutto l'anno.

Concepire ed articolare l'insieme delle azioni dirette a posizionare Rocha come una destinazione turistica nel mercato mondiale.

Costruire una cultura collettiva del turismo.

Rinforzare e/o creare gli ambiti di partecipazione e i meccanismi di coordinamento inter-istituzionale pubblico-privato.

Punta del Este Attraverso del Pacpymes hanno creato il Conglomerato del Turismo di Punta del Este.58 È stata realizzata una forte caratterizzazione della destinazione. Il progetto e le linee strategiche sono state stabilite nel maggio del 2008. “Punta del Este è una città e destinazione turistica, modello di qualità di vita e di sostenibilità”. Relazionate all'idea del progetto sono state stabilite tre linee strategiche: •

Il disegno e la creazione degli strumenti governativi per la realizzazione del progetto.

58 Punta del Este, è una delle località turisistiche più note dell'Uruguay. www.ciudadestino.com,

[visualizzato il 11-08-2012].

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L'identificazione e la valorizzazione delle attrattive delle località.

Il fomentare dei valori culturali e delle attività relazionate.

Come linee strategiche si identificarono: •

La mobilitazione delle risorse esistenti e inattive.

L'accumulazione delle nuove risorse.

Il recupero e la ristrutturazione delle forti relazioni con il contorno territoriale.

L'asse d'azione: •

Preservare e valorizzare le risorse che sono alla base del bagaglio competitivo di Punta del Este.

Incrementare e diversificare la gamma di prodotti di Punta del Este, passando ad una gestione della destinazione.

Completare le azioni per la creazione di nuove risorse, specialmente umane, e promuovere una differente visione impresariale in relazione alle azioni pubbliche.

Nell'attualità in base alle orientazioni strategiche si incontrano tappe di messa in moto e commercializzazione, prodotti turistici nuovi che si sviluppano durante tutto l'anno, non solo durante la stagione estiva bensì cercando di rompere con la stagionalità turistica, tentando relazioni con i valori storici e culturali e con e risorse naturali di Punta del Este e della sua zona d'influenza.

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Montevideo Nell'ottica del Programma PACC si formò il Conglomerato del Turismo di Montevideo.59 A partire dal marzo 2009, il Conglomerato fa riferimento al Piano Strategico. Il Piano include la caratterizzazione della destinazione Montevideo e una valorizzazione dei suoi elementi funzionali, oltre ad un confronto sistematico con le principali località regionali. É stata costruita anche una matrice di segmentazione e dei mercati, focalizzandosi sui segmenti degli affari, delle vacanze corte, culturali, idiomatiche, crocieristiche. “Essere la destinazione di riferimento nel Rio de la Plata per il turismo d'affari ed i soggiorni corti, a partire dall'aumento dell'offerta culturale e di tempo libera della destinazione e dei suoi valori in evidenza come la sicurezza e l'ospitalità della gente; offrendo un bagaglio turistico diversificato che soddisfi il mercato regionale ed internazionale, potenziato a partire dall'arrivo di visitatori uruguayani residenti all'estero. Il raggiungimento del progetto sarà possibile partendo dalla partecipazione coordinata dall'insieme degli attori del Conglomerato”. Il Piano strategico stabilisce le seguenti linee d'azione: •

Valorizzazione delle attrattive della destinazione.

Sviluppo dei prodotti turistici.

Azioni di commercializzazione e promozione turistica.

59 Montevideo, capitale dell'Uruguay, pagina http://www.diprode.opp.gub.uy/pacc/Conglomerado_ %20TURMVD/Conglomerado_TURMVD.htm, [visualizzato il 11-08-2012].

internet

84


Rafforzamento della catena del valore turistico.

L'assicurazione della competitività turistica locale.

Salto Nella cornice del convegno di cooperazione tecnica e rimborsabile firmato il 20 febbraio 2006 tra il BID ed il Centro Commerciale e Industriale di Salto, si diede luogo alla costituzione del Cluster del Turismo di Salto, 60 con la partecipazione dell'Intendenza Municipale di Salto ed il Ministero del Turismo e dello Sport e di operatori privati. L'obbiettivo generale: “L'obbiettivo generale del progetto è quello di migliorare gli ingressi e gli impieghi nelle imprese integrate al Cluster del Turismo di Salto. L'obbiettivo specifico è di migliorare e ampliare la qualità dell'offerta dei servizi turistici di Salto, così come rendere sostenibile la domanda diversificando la sua origine, diminuendo la sua stagionalità e aumentando la spesa media per turista, attraverso una pianificazione sensata delle attività collettive, per ottenere dei risultati individuali superiori a quelli attuali”. L'entità esecutrice: L'organismo esecutivo del Programma è il centro Commerciale e Industriale di Salto, che costituisce l'unità esecutiva attraverso le risorse umane, materiali ed informative. L'Unità Esecutiva segue una parabola organizzativa da 100 anni con circa 700 soci.

60 Salto, cittadina del nord-ovest uruguayano, la seconda più popolosa dello stato. clustersalto@adinet.com.uy, [visualizzato il 12-08-2012].

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I componenti del progetto: •

Studio e pianificazione strategici.

Capitalizzazione.

Articolazione impresariale.

I beneficiari sono 140 imprese integrate al Cluster del Turismo di Salto, autorizzati dalla città di Salto. Il beneficio sperato consiste nella generazione di ingressi addizionali attraverso un flusso positivo di turisti, cercando di superare lo sviluppo spontaneo attraverso la pianificazione con gli obbiettivi compartiti. Il progetto non ha un effetto particolare nel medio-ambiente, bensì nella dimensione sociale, in quanto è un importante generatore di ingressi, di impieghi e di possibilità di sviluppo per un settore della popolazione con scarse opportunità di impiego. Attualmente l'80% dei lavoratori degli hotel di Salto ha meno di 30 anni e si trovano radicati nei comuni di Salto, Belén e di Constitución.

Chuy-Chuí All'interno del programma delle politiche di frontiera del Ministero dello Sviluppo Sociale si realizzò un convegno con l'Università Cattolica di Pelotas per adempire un Piano basato sulle articolazioni di un gruppo di Turismo di frontiera nella regione Chuy (Uruguay) – Chuí (Brasile). 61 61 Chuy-Chuí, città di confine con il Brasile, appartenente al dipartimento di Rocha in Uruguay e fiorente centro commerciale. Pagina internet turismochuychui@adinet.com.uy [visualizzato il 12-08-2012].

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I principi del piano furono: •

Turismo sostenibile.

Sviluppo regionale.

Partecipazione attiva della popolazione.

Rafforzamento dell'identità.

A partire dalla caratterizzazione dell'area è stato definito il progetto: “La frontiera Chuy-Chuí dovrà rappresentare l'intersezione culturale tra i gauchos e gli uruguayani mediante lo sviluppo di una rotta turistica denominata Campi neutrali, come forma di riscatto e valorizzazione della cultura di frontiera. Il turismo dovrà rappresentare un vettore di sviluppo sociale, economico ed ambientale garantendo una maggior qualità della vita per le popolazioni coinvolte. Nel futuro speriamo che l'offerta turistica possa essere pienamente qualificata ed organizzata, catturando l'interesse del turista al fine di prolungare la permanenza in queste località e di usufruire delle sue attrattive e dei suoi servizi”.

Sono state definite le seguenti macro-strategie: •

Sviluppare il concetto di turismo integrato in base alla rotta turistica denominata Campi Neutrali.

La qualificazione permanente dell'offerta turistica a tutti i livelli.

Il potenziamento dello scambio di politiche internazionali per le regioni di frontiera.

Realizzare azioni d'accesso ai mercati. 87


•

Ampliare la permanenza dei turisti nella regione di frontiera.

Queste macro-strategie si strutturano in 6 programmi che tenteranno di mettere in atto gli obbiettivi prefissati.

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III.2. Traduzione del Testo "La sostenibilità socio-economica nelle installazioni sportivo-municipali di Alcobendas e Alcorcón" La problematica dello sviluppo sostenibile, la quale aveva preso forza nell'ultimo decennio, acquisisce ora tutta la sua efficienza a causa delle profonda crisi finanziaria che ha colpito il pianeta durante l'anno 2009. La definizione che meglio definisce lo sviluppo sostenibile, derivata dal documento Brundtland del 1987, stilato dalle Nazioni Uniti e riproposto anche nella dichiarazione di Rio del 1992, affermava: “il soddisfare delle necessità presenti non deve mai compromettere le necessità delle generazioni future, e si divide concettualmente in tre ambiti: ambientale, economico, sociale”. L'aspetto sociale, al quale viene spesso data poca attenzione si presta causa l'attuale crisi ad assumere importanza capitale, tenendo in considerazione la sostenibilità nella relazione tra il benestare sociale con il medio-ambiente e con il boom economico. La sostenibilità sociale delle città, la quale incide con la coesione sociale o nella sua integrazione, e che comincia con la pianificazione urbanistica, non ha pensato, in generale, ad adattare la città ai cittadini, bensì sono i cittadini che devono tentare di adattarsi alla città, a partire dal territorio circostante, considerando la fluidità del traffico, gli interessi delle imprese, le relazioni tra le persone, sviluppando un contesto vivibile. Questo spiegherebbe come si è persa, nelle varie municipalità, la partecipazione dei cittadini alla vita sociale, e come si sono persi gli spazi di relazione ed anche i numerosi centri civici e culturali che erano stati precisamente pensati per le relazioni sociali.

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Alla fine degli anni '90 si è pensato di costruire delle installazioni sportive che potessero essere oggi sia un punto di riferimento in Spagna, la Città Deportiva Valdelasfuentes di Alcobendas,62

come un modello da

seguire, un esempio di sviluppo sostenibile nel sociale, nel campo economico e ambientale, che supponesse una contesa con l'aerea urbana ed economica della località. Con l'area Urbanistica in quanto non capivano che un'area sportiva avrebbe potuto condizionare il piano urbanistico con l'installazione di un nuovo quartiere, e con l'Azienda Economica in quanto ritenevano inconcepibile un investimento di 30 milioni di euro nell'anno 2000, costituendo l'investimento più grande della storia di una città che non arrivava a 100 mila abitanti, e che aveva già un altro grande complesso sportivo considerato da tutti come il più importante presente in Spagna a livello municipale. Tornando allo sviluppo sostenibile, prima di approfondire l'argomento della cittadella di Valdelasfuentes, è giusto ricordare i valori che lo sport condivide con lo sviluppo sostenibile, ben spiegati nella Carta Verde dello Sport Spagnolo e nella Strategia Nazionale dello Sport e della Sostenibilità: •

Lo Sviluppo Umano, migliora la salute pubblica ed il benestare, che fa parte dell'educazione.

Lo Sviluppo Sociale, promuove la stabilità, la tolleranza, l'integrazione, l'uguaglianza dei sessi e la coesione sociale.

Lo Sviluppo Economico, che stimola gli investimenti e gli impieghi.

62 Per l'intera stesura di questo paragrafo mi sono basato sulla traduzione, da me svolta, del documento tratto dal sito, per la parte riguardante lo sviluppo della zona di Alcobendas, http://www.bizkaia.net/home2/Temas/DetalleTema.asp?Tem_Codigo=2069, [visualizzato il 14-08-2012].

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Lo Sviluppo Politico-Istituzionale, il quale fomenta la pace ed il rispetto delle regole democratiche.

La prima idea, la prima riflessione che ispirò la realizzazione della Cittadella di Valdelasfuentes, nel 1997, fu quella di sviluppare un equipaggiamento sociale, di ozio, di salute e sport per tutti i cittadini, che potesse essere capace di garantire un servizio pubblico di qualità eccellente. Si trattava di costruire un nuova struttura sportiva in una nuova zona della città che ospitasse dodicimila nuovi alloggi, che avrebbe portato ad una crescita approssimativa di venticinquemila abitanti. La proposta consisteva nell'utilizzare gran parte del suolo a disposizione per costruire non solo un complesso sportivo (165 mila m²), ma dotarlo di una grande varietà funzionale dal punto di vista sociale, nel quale potesse svilupparsi lo sport convenzionale ed abituale, un complesso di piscine termali e ricreative, con un centro Spa, una sala da fitness ed una palestra di grandi dimensioni, oltre al centro culturale e a quello civico. Questo provocò il cambiamento dell'urbanistica, con la modifica di varie vie, per rendere possibile a più di 20 mila cittadini di accedere alla cittadella in meno di dieci minuti di passeggiata, accettando un investimento di 30 milioni di euro e non dei 15 ai quali aveva pensato il Comune. Fu faticoso includere un centro civico e culturale nello stesso complesso, dotato di una grande piazza e di una hall con accesso unico che ha dato al complesso una poli-funzionalità straordinaria.

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La proposta fu quella di compiere un investimento doppio rispetto al previsto per realizzare una struttura all'avanguardia mai vista in Spagna, che fosse in grado di raccogliere circa 15 mila abbonati in 5 anni e che fosse capace di auto-finanziarsi negli anni, che fosse sostenibile economicamente nel tempo, che provocasse un livello di partecipazione e di soddisfazione molto elevato tra i cittadini, che avesse costi accessibili per tutti i servizi (30 euro al mese). Tutto questo garantendo una grande innovazione tecnologica, generando un enorme patrimonio municipale, creando circa duecento nuovi posti di lavoro ed un miglioramento della qualità di vita dei cittadini indubitabile. Pensarono che si trattasse di una scelta azzardata. Raccontare delle difficoltà interne per raccogliere il benestare del progetto non è facilmente spiegabile ma si tratta di un qualcosa facilmente immaginabile. L'apporto del sindaco di Alcobendas del 2007, José Caballero, e la forte volontà mostrata nella credibilità del progetto portarono la squadra governativa all'approvazione del progetto. Ci eravamo sbagliati in quanto i calcoli fatti al principio, invece di avere 15 mila abbonati in 5 anni si raggiunse la quota di 18500 sin dal primo anno, che fruttarono introiti ben superiori a quelli previsti. Questi dati, che spiegano esclusivamente il ricavo economico e sociale dell'installazione, non sono i più importanti. Il sentimento d'appartenenza che provano ora gli abitanti della zona verso la Città Sportiva di Valdelasfuentes per i cittadini di Alcobendas è paragonabile, rispettivamente, a quello che i parigini provano per la Tour Eiffel ed i madrileni per Cibeles.

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Un progetto simile, nonostante fosse più globalizzata come città, è stato realizzato ad Alcorcón con il Parco Municipale di installazioni sportive, che porterà ad un salto qualitativo straordinario con il piano di installazioni in via di realizzazione, con un investimento previsto di circa 237 milioni di euro nel periodo 2009-2015. Vorremmo conseguire la modernizzazione delle installazioni sportive, convertendoli in innovativi complessi sportivi di ozio, di ricreazione e salute; che siano in grado di aumentare la pratica sportiva con attività ricreative e salutari rivolte a tutti i cittadini; cercando di arrivare ad un livello di soddisfazione molto elevato tra gli utenti, offrendo una struttura con moderni servizi, di qualità, con il benessere fisico e salutare come obbiettivo; inoltre si vorrebbe arrivare ad un futuro economicamente sostenibile, dal punto di vista sociale ed ambientale, capace di generare impieghi ed innovazioni tecnologiche. Il progetto più importante della città di Alcorcón è la nuova Città Sportiva Santo Domingo. Santo Domingo nasce dalla necessità di ampliare le installazioni per le attività emblematiche di Alcorcón, come il nuoto, il calcio a cinque, l'hockey, il basket, il triathlon e la ginnastica artistica per i quali si è designato un primo programma di investimento che superava inizialmente i 75 milioni di euro. È chiaro che un progetto di questo tipo non appartenesse propriamente alla sostenibilità economica promessa nel progetto iniziale, anche se dal punto di vista sportivo si sarebbe potuto parlare di un paradiso.

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Abbiamo trasformato l'idea iniziale in un progetto da 216 milioni di euro al fine di renderlo sostenibile. Abbiamo approfittato dell'enorme varietà funzionale permessa da un'area di 352 mila m² per creare un grande parco sportivo, ricreativo, sociale, commerciale, di ozio e alberghiero. Alle installazioni necessarie per i club sportivi, che non sono stati trascurati, si è aggiunto un grande Acquasport (un edificio con piscine termo-ludiche, con fitness e wellness), un centro commerciale, un centro per il tempo libero e un hotel. L'investimento sportivo pubblico è stato garantito dall'apporto di un investimento privato commerciale, al quale si aggiunge un apporto municipale che non supererà i 50 milioni di euro. La strumentalizzazione sportiva non comprenderà alcuna spesa pubblica, in quanto il disegno è stato pianificato per accogliere 40 mila abbonati, anche se lo studio di viabilità è stato fatto calcolando circa 25 mila abbonati, con ingressi per 12 milioni di euro ed una spesa di 8 milioni di euro. L'esperienza dei progettatori ha reso indiscutibile la sostenibilità economica e sociale del progetto in quanto avevamo già vissuto esperienze simili non solo in Spagna, ma anche in Germania e anche in scala minore ad Andorra, e per quanto riguarda la sostenibilità ambientale si può affermare che la Città Sportiva Santo Domingo incorporerà le tecnologie più all'avanguardia di auto-produzione di energia, del trattamento e riciclaggio dell'acqua, del trattamento dei rifiuti, nella sicurezza e nel controllo degli accessi, così come la tele-gestione delle installazioni.

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Per quanto riguarda il livello energetico, il progetto della Città Sportiva Santo Domingo ha previsto la costruzione di un sistema trigenerativo, un sistema di energia solare termica e un sistema fotovoltaico, capaci di produrre tutta l'energia elettrica, caldo e freddo necessari per tutto il complesso, esportando alla rete elettrica l'energia eccedente prodotta dal sistema. La nuova Città Sportiva Santo Domingo appare come un sogno che trasformerà la città, e che unita al Centro di Creazione delle Arti di Alcorcón, e alla Città Sportiva dell'Atletico Madrid, agli altri due grandi progetti dei prossimi anni, trasformeranno Alcorcón in una località referente dal punto di vista culturale e sportivo a livello nazionale. Nessuno aveva compreso che la Città Sportiva Santo Domingo senza rimodellare e modernizzare gli altri complessi sportivi di Alcorcón, il Polisportivo Los Cantos e il Polisportivo La Canaleja, con il fine di convertirli in moderne ed innovative installazioni, disegnate per il tempo libero, per lo sport e la salute, con concetti ludici e salutari, avrebbe migliorato la qualità della vita ed il benestare della popolazione locale. Entrambi i progetti, finanziati dal Piano E e conclusi all'inizio del 2010, incorporano il fitness ed il wellness con attività ricreative e salutari per tutte le età e per tutta la collettività, con un programma di spazi sportivi che include piscine termali, spa, sale fitness, palestre, massaggi e fisioterapia, caffetteria e ristorante e piste di pattinaggio e tennis. Per il 2010, avrebbero dunque rimodellato i due complessi sportivi della città con l'obbiettivo di fornire servizi a tutti i cittadini, migliorando la qualità e la soddisfazione degli utenti garantendo la sostenibilità sociale ed economica degli stabilimenti. 95


Come ultima cosa, non meno importante, hanno trasformato

una

piscina di Campodón, un quartiere del centro di Alcorcón, in un piccolo Centro Fitness e Wellness all'interno del Centro Civico che verrà costruito dal Comune di Campodón, risultando un magnifico progetto che ospiterà inoltre una piscina, una zona termale, spa, sala fitness e una palestra all'interno di un edificio culturale, assicurando una sostenibilità sociale ed economica che in altro modo sarebbe stata impossibile, per di più generando dei servizi e delle attività per i cittadini molto più ampie ed attrattive. La città di Alcorcón, pertanto, cambierà pelle nel campo delle installazioni sportive. Continuerà a coccolare i suoi Club ed i suoi sportivi, ma soprattutto creerà una crescita qualitativa nei servizi sportivi al cittadino entrando di diritto nell'Europa del benessere attraverso lo sport con installazioni pubbliche sostenibili che miglioreranno lo sport locale in tutte le sue dimensioni: la qualità dei servizi, la pratica sportiva, l'impiego, la crescita economica, gli aspetti medio-ambientali. In conclusione, il nuovo sfondo globale, in continuo cambio ed un sistema economico finanziario carico di incertezze e vittima di perdite di fiducia, si richiede che le innovazioni nella sostenibilità ambientale, sociale ed economica siano qualcosa di più concreto che solo dei buoni propositi. D'altronde, le Corporazioni Locali, senza un sistema di finanziamenti adeguati ai servizi che prestano, soffrono di un indebitamento radicato. L'amministrazione pubblica, e nel concreto l'amministrazione locale, deve avvicinare i doveri insoluti e disegnare una strategia, un progetto che garantisca i servizi pubblici attuali senza mettere a rischio il sistema da un punto di vista economico.

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Le voci più liberali mirano a ridurre la mole di lavoro delle amministrazioni, lasciando che il mercato consegua quello che possa sopravvivere da solo. Tra questi servizi ci sarebbero quelli sportivi. Senza dubbio il mercato crescerà significativamente nel prossimo decennio, ma per questo sarà necessario un servizio pubblico sportivo moderno, innovativo e di qualità, che gestisca la situazione come se ci fosse una crisi permanente. Lo sport municipale, il servizio pubblico, continueranno ad essere i garanti della crescita della pratica sportiva, il garante dell'inizializzazione e dell'educazione sportiva dei bambini, e per questo saranno il miglior strumento per far si che il mercato continui a crescere. Questo si potrà ottenere con installazioni più pianificate e più sostenibili.

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III.3. Nota alla traduzione dei due testi analizzati Ho deciso di contemplare nella mia tesi la traduzione di due documenti ufficiali, disponibili su internet, aventi entrambi il tema del turismo sostenibile, con specifico riferimento uno all’Uruguay l’altro ai Comuni di Alcobendas e Alcorcón. Ho proceduto, dapprima, alla lettura dei documenti in lingua originale cercando di comprenderne i contenuti attraverso le mie conoscenze linguistiche ed extra-linguistiche. Entrambi i testi presentano un registro formale ed un linguaggio non di tipo specialistico, atto ad essere compreso da una pluralità di persone. Il primo documento riguarda il Piano Nazionale del Turismo Sostenibile 2009-2020 in Uruguay, presentato dal Ministero del Turismo e dello Sport Uruguayano nel contesto del Programma di Miglioramento della competitività delle Destinazioni Turistiche strategiche, risalente al giugno del 2009. La prima parte del documento riporta alcuni dati che collocano il fenomeno turistico nel paese sud-americano. Inoltre, viene motivata la scelta del Piano per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile e si dà spazio all'elencazione delle numerose iniziative portate avanti per il conseguimento dell’obiettivo. Segue la schematizzazione delle tappe che hanno portato alla realizzazione del Piano poi una riflessione sulle tendenze turistiche a livello internazionale ed infine un'analisi sul paese uruguayano.

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L'obiettivo del documento è quello di informare e di esporre il programma di sviluppo sostenibile per il paese, con orizzonte il 2020, nel tentativo di sensibilizzare la popolazione locale ad intraprendere determinati atteggiamenti, mettendo in evidenza quali siano i punti cardine dai quali partire per arrivare ad un miglioramento sociale in Uruguay. Infatti, la scelta dei sostantivi e dei verbi è riconducibile ad una volontà chiaramente espositiva ed informativa e non vi è mai alcun riferimento che implichi una compartecipazione del potenziale lettore. Nella parte introduttiva i verbi utilizzati sono presentati spesso in forma impersonale come nel caso di “es necesaria la promoción de ámbitos de trabajo...” o nel caso di “es fundamental promover una actividad...”. I tempi dei verbi utilizzati in questa prima parte variano tra il presente ed il futuro. Va sottolineata la presenza di numerosi verbi all'infinito, che servono ad indicare quasi sempre delle azioni da seguire come nel caso di “caminar hacia un desarrollo...”, “mejorar la calidad”, “generar empleos...” ed altri esempi. Le scelte verbali presenti nella prima parte del testo vengono riproposte anche nelle altre parti, e la ridondanza di dati statistici e di concetti già ripetuti mostra l'intenzione di far apprendere al meglio i concetti espressi. Non sono presenti esempi che tendano a spiegare meglio un concetto, e la scelta del linguaggio utilizzato risulta sempre tendere verso la concretezza e l'immediatezza.

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Nella parte riguardante la diagnosi dell'attività turistica uruguayana i punti che descrivono le qualità e i difetti del mercato sono semplici e chiari, come nel caso di “buena calidad del agua y de los recursos alimenticios” o come in “dificultad en la gestión y planificación del manejo de las aguas termales”. Da qui in poi tutto il testo segue una linea meno discorsiva rispetto alla fase iniziale, ma ben più semplice e concisa e continuamente schematizzata. Il secondo documento tratta la Sostenibilità Socio-Economica delle installazioni sportive municipali ad Alcobendas e Alcorcón. Si tratta di un testo scritto in castellano, proveniente dalla penisola iberica, usufruendo dei dati qui mostrati dal Direttore Generale dello Sport del Comune di Alarcón ed emersi, poi, nel Congresso Basco dello Sport durante il giugno 2009. E’ un testo espositivo ed informativo che analizza sin da subito la problematica dello sviluppo sostenibile. Attraverso una cronistoria viene introdotto il concetto di “turismo sostenibile” e di sostenibilità sociale delle città e si continua criticando la pianificazione urbanistica fatta fino a quel momento per introdurre successivamente quello che sarà poi il nucleo del testo cioè l'installazione di strutture sostenibili nell'ambito sportivo e sociale nelle due municipalità spagnole in questione. Nella lettura del testo si evince il tentativo di coinvolgere il potenziale lettore attraverso la simulazione di domande alle quali l'autore stesso si occupa di rispondere, mostrando così la natura dialogica del testo, completamente assente invece nel testo riferito all’Uruguay.

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La domanda retorica “Qué pretendemos conseguir?” aiuta l'autore a stendere un insieme di azioni da intraprendere al fine di conseguire lo scopo desiderato. All'interno del testo ho notato la presenza del pronome soggetto Noi, utilizzato come soggetto allargato aldilà della persona stretta che sembra poter designare una collettività di persone definita al gruppo di lavoro che ha partecipato alla realizzazione del progetto; viene espresso numerose volte come nei casi di “cómo lo hemos hecho?”, e di “nuestra experiencia nos hace...”. L'obiettivo che il testo si pone è quello di informare su quali benefici economici, ambientali e sociali sia in grado di portare alla popolazione di una determinata località un'installazione di strutture realizzata seguendo il concetto di Sviluppo Sostenibile. La strategia traduttiva da me utilizzata è quella di una traduzione orientata al testo di partenza, che resti il più possibile fedele al testo originale, ma con una propria autonomia, come affermava Benedetto Croce, nel qualificare una buona traduzione. Per entrambi i testi si è trattato di una traduzione più semantica che comunicativa e ho scelto di non riassumere i concetti largamente espressi nei testi. Ho optato per questo metodo di traduzione in quanto considerato più corretto per questa tipologia di documenti, instradato dai dettami degli apprendimenti del mio corso di studi.

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Il fatto che i testi da me tradotti fossero documenti ufficiali in lingua formale ha precluso la presenza di espressioni idiomatiche che, con gli eventuali utilizzi di eufemismi metafore e metonimie, avrebbero potuto crearmi numerosi problemi. Il testo riguardante l'Uruguay non è articolato, non presenta periodi lunghi e complessi ed è per questo che ho utilizzato un procedimento di trasferimento

linguistico

orientato

verso

una

traduzione

approssimativamente letterale dei termini, come nei casi di “mejora de la calidad de la oferta turística”, o in “ausencia di una señalética turística uniforme a nivel nacional” o in ”limitada oferta comercial”. Mi è sembrato spesso che il linguaggio utilizzato fosse in qualche modo disarticolato come, per esempio, in “Innovación y calidad, impulso de la competitividad” che ho preferito tradurre “La ricerca dell'innovazione e della qualità per creare un impulso verso la competitività”. Per questo ho effettuato una rimodulazione del periodo al fine di renderlo più comprensibile nella lingua di destinazione. È il caso di “tierra de tranquilidad, seguridad, clima templado, ausencia de catástrofes climáticas, de terrorismo y políticamente estable, con garantías jurídicas. En Latinoamérica se encuentra entre los primeros puestos con menor índice de percepción de la corrupción” che ho tradotto con “La tranquillità della terra caratterizzata da un clima temperato, contraddistinto dall'assenza di catastrofi climatiche,

dall'assenza

del

terrorismo, da

un governo

politicamente stabile, con garanzie giuridiche. Nell'America Latina si trova nelle prime posizioni tra i paesi con il minor indice di percezione della corruzione”.

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Il secondo testo presenta una struttura più discorsiva e per nulla schematica con periodi più lunghi ed articolati rispetto al primo. Senza distaccarmi troppo dalla traduzione concettuale del tema esposto, anche qui ho incontrato dei casi nei quali ho applicato una sorta di riformulazione della frase, allontanandomi dalla traduzione letterale del testo e trasformando “Pensaron que nos habíamos vuelto locos, que me había vuelto loco” con “Pensarono che si trattasse di una scelta azzardata” optando quindi per una scelta che si allontanasse da quella che sarebbe potuta essere la traduzione letterale con l'espressione “pensarono che fossimo diventati pazzi, che io fossi diventato pazzo”; in altro modo si sarebbe trattato di una locuzione che in lingua italiana avrebbe difficilmente trovato spazio all'interno di un documento ufficiale. La domanda retorica trovata nel testo “¿Qué pretendemos conseguir? Modernizar las instalaciones deportivas...” ho preferito tradurla direttamente con il concetto che segue la domanda e che spiega quelli che sono gli obbiettivi prefissati “Vorremmo conseguire la modernizzazione delle installazioni sportive...”.

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Anche il concetto successivo espresso con “Hemos transformado esa idea inicial en un proyecto de 216 millones de € para hacer- lo viable, para hacerlo sostenible. ¿Cómo lo hemos hecho?. Hemos jugado con la enorme promiscuidad funcional que permite una parcela de 352.000 m2 para crear un gran parque deportivo, recreativo, social, comercial, de ocio y hotelero” ho scelto di trasformarlo attuando una leggera rimodulazione del periodo con “Abbiamo trasformato l'idea iniziale in un progetto da 216 milioni di euro al fine di renderlo sostenibile. Abbiamo approfittato dell'enorme varietà funzionale permessa da un'area di 352 mila m² per creare un grande parco sportivo, ricreativo, sociale, commerciale, di ozio e alberghiero”, evitando di riproporre la domanda retorica del testo originale che avrei potuto tradurre letteralmente in “come lo abbiamo fatto?”. Per quanto riguarda la difficoltà nella traduzione dei termini incontrati cito il caso della parola “zafralidad”, incontrata nel testo uruguayano. Questo è stato l'unico termine che non sono riuscito a trovare in alcun volume cartaceo a mia disposizione, sia nel monolingue “Diccionario Lengua Española Secundaria” (edizione Anaya Vox) sia nel bilingue “Diccionario Italiano-Español” (di C. Calvo Rigual e A. Giordano, edizione Herder), né in alcun traduttore presente in rete. Ricercando però la parola sul motore di ricerca Google, l'ho trovata all'interno di un testo, nel periodo “la zafralidad implica la existencia de un patrón estacional de oferta y/o demanda de un determinado producto”; questo mi ha permesso quantomeno di inquadrarla all'interno di un contesto. Successivamente ho trovato un altro testo che è servito a chiarirmi completamente le idee in quanto ha definito la zafralidad come “formas contractuales informales”. 104


Quasi del tutto assenti, o comunque non degni di nota, i termini tecnico-specialistici. É innegabile che il primo testo, quello sullo Sviluppo Sostenibile in Uruguay, sia stato più difficile da tradurre in quanto la poca discorsività di alcuni punti e l'essenzialità degli obbiettivi espressi mi abbiano portato ad una ricerca più approfondita sui vocabolari a mia disposizione. Più che difficoltà nella traduzione di singoli termini ho incontrato dei problemi dal punto di vista strutturale del testo, a causa di frasi e periodi organizzati diversamente da quelli che ho regolarmente trovato nella lettura di testi in madrelingua spagnola. I vocabolari che ho utilizzato, citati prima, mi sono stati utili per una buona riuscita della mia traduzione ma non sono bastati per dare un'interpretazione corretta al testo sin dal principio. Ho dovuto perciò ricorrere anche alle mie conoscenze extra-linguistiche e alla dinamicità del testo per evitare di incappare in ridondanti ripetizioni, che ho sostituito appositamente con dei sinonimi, soprattutto nel primo testo tradotto.

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iskire.net

Il turismo sostenibile e sportivo nel mondo ispanico. Traduzione ed analisi di brani scelti  

La decisione di cimentarmi nella presente tesi sul turismo sostenibile e sportivo nel mondo ispanico deriva sia dalla natura intrinseca del...

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