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poteva farsi pure una riga di coca, magari in bagno, non lì tra i tavoli, non lì davanti a tutti. Ma non era per nessuno di questi motivi che Marco si guardava intorno. «Hai visto Daniele?» chiese a Luchino ripassandogli il bicchiere. «Prima era con una sbarba, mora piccolina, neanche troppo carina, ma era andato. Non so quante birre si fosse già bevuto!» «Dai non penserai adesso che Daniele non riesca a reggere qualche birra? Allora all'Oktoberfest cosa ci andiamo a fare? A mangiare i wurstel?» i due ragazzi risero, ma poi Marco si mise alla ricerca di Daniele. Erano le tre e ormai era ora di andare. Magari non a casa, ma era tempo di muoversi da lì. C'erano rimaste poche persone, quasi tutti troppo fatte. Si rischiava solo di litigare per un motivo banale come una spinta sulla pista e le ragazze che erano ancora lì erano già tutte abbracciate a qualcuno, con le lingue attorcigliate e le mani alla ricerca del piacere. Marco girò tra i tavoli con un'aria un po' stonata e un po' stanca. Aveva una espressione poco rassicurante e dopo qualche occhiata di sfida ricevuta dai ragazzi che pensavano che stesse puntando la loro donna o le borsette, decise che lo avrebbe atteso in una zona più illuminata. Dopo un po' di chiacchiere sulle ultime uscite discografiche e le mode di Londra con un disk jockey che aveva lasciato la consolle ad un altro, dopo un giro di acqua naturale per smaltire un po' di alcol con una pisciata prima di mettersi al volante e dopo un'altra chiacchierata con uno dei gestori del locale, nella speranza di scroccare una bevuta, Marco radunò Luchino e Marcello per andare a cercare Daniele. Cazzo, erano le quattro e ormai erano andati tutti via e se la morettina non gliel'aveva ancora data, il tempo a disposizione era scaduto. Dato che non si era fatto ancora vivo si sarebbe arrangiato andando a casa con lei! La musica era ormai solo un sottofondo per le ultime coppiette, i molto scoppiati e i camerieri che cercavano di dare una parvenza d'ordine al macello che ogni sera lasciava quell'orda di barbari. In una zona appartata dietro agli alberi, nella quale venivano portati i sacchi neri dei rifiuti, si creò un po' di movimento, con un viavai di persone piuttosto concitate. Marcello pensò che probabilmente avevano trovato Daniele che scopava con la morettina, ma poi, raccogliendo un po' di lucidità, si rese conto che i gesti delle mani portate alla testa esprimevano inequivocabilmente altre sensazioni. Qualcuno era stato male? Proprio Daniele? Tutti e tre gli amici pensarono che se era lui, allora era il caso di andare a recuperarlo e di aiutarlo a smaltire la cassa...

Il giro di basso di My Sharona  

di Marco Pasquini - Narrativa