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«Il secondo: non trovano niente. Nessuna droga e nessun motivo concreto per la morte di Daniele. In questo caso sono io che ci devo pensare bene se mi voglio occupare di questa storia...» «Ma perchè?» chiese Marco con un'espressione stupita dipinta sul volto. «Perchè i casi come questo, se non vengono chiusi in modo banale, è perchè dietro c'è un gran casino e quando dietro c'è un gran casino non sai mai dove puoi andare a finire e a chi puoi andare a pestare i piedi. Non voglio che voi ed io finiamo in un gioco più grande di noi cercando di scoprire che cazzo è successo quella notte.» «Ti fai spaventare da queste cose? E noi che ci fidavamo di te! Quando Marco ci ha detto che sei stato a Genova e che hai collaborato con il gruppo di legali che sostiene i ragazzi arrestati e picchiati, pensavamo... » «Senti Marcello, forse non ci siamo capiti. A Genova ci siamo difesi con le telecamere. Tante, troppe telecamere perchè potessero fare quello che volevano. Si sono dovuti rintanare a Bolzaneto per fare... per fare quello che hanno fatto. Per noi Bolzaneto potrebbe essere dietro ogni angolo se le cose stanno come temo...» «Cosa vuoi dire?» chiese Marco. «Non voglio dire niente, almeno per il momento, vediamo se domani riesco a recuperare il referto e poi ci sentiamo per telefono.» Mauro fece per alzarsi, ma lo fermò la voce di Marcello che chiedeva: «Ma davvero anche tu sei stato a Genova?» Mauro non rispose, adesso non era più l'avvocato, ma piuttosto il fratello maggiore, si fece dare un'altra birra da Sante e poi: «Sì a Genova ci sono stato e ho avuto paura, come tutti gli altri che c'erano» non aspettò la risposta, gli bastava l'aria perplessa dei ragazzi. «Sentite ragazzi, voi siete giovani, forse di certe storie non ne avete mai sentito parlare e quando vi raccontano che sessanta anni fa qui c'era la guerra a voi sembra una cosa lontanissima. Provatelo a chiedere a chi ha più di sessanta anni che cosa vuol dire nascere durante i bombardamenti e crescere sulle loro macerie.» Altro sorso di birra. «Di questa guerra ne potete trovare ancora traccia nei libri di storia, mi riferisco a quella che si è conclusa il 25 aprile 1945, quella che festeggiamo ogni anno per la "liberazione". Quello che non c'è scritto nei libri di storia, però, è che i fascisti furono praticamente tutti amnistiati per poi ricominciare con nuove regole democratiche, in un nuovo paese. Guardate che molti di questi erano fascisti per comodità, però fascisti

Il giro di basso di My Sharona  

di Marco Pasquini - Narrativa

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