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Mauro, smessi i panni dell'avvocato Caldiroli, aveva preso la direzione del Pratello, era entrato nell'osteria di Sante e si era seduto ad un tavolo. Da solo e con un birra media. Era in anticipo di una mezz'ora sull'orario previsto, ma mandare giù quella prima pinta l'avrebbe aiutato ad affrontare i discorsi. La porta si aprì più o meno mezzo litro di birra più tardi e i tre ragazzi che l'avevano ingaggiato per scoprire cosa fosse successo al loro amico Daniele entrarono nel locale. Ordinarono quattro birre e si misero a sedere allo stesso tavolo in cui Mauro stava faticosamente tentando di ritornare l'avvocato Caldiroli. Attaccando la seconda birra si rese conto che non ci sarebbe riuscito. Più guardava i ragazzi e più gli ricordavano un se stesso più giovane e più magro. «Ragazzi, vi avevo promesso che questa sera vi avrei dato una risposta, dopo aver cercato di capire se potevo darvi una mano. Voglio aspettare fino a domani...» «Perchè fino a domani?» chiese Luchino. «Perchè domani dovrebbe essere pronto il referto dell'autopsia o comunque dovrei riuscire a trovare un modo per scoprire cosa hanno trovato nel corpo... sì, insomma, che cosa è risultato dalle analisi, quello, in qualche modo lo faccio saltare fuori.» I ragazzi lo ascoltavano in silenzio obbligandolo ad un comportamento professionale che avrebbe voluto togliersi di dosso con le birre: «I casi sono due» breve sorso di birra «il primo: trovano tracce di una droga qualsiasi nel corpo di Daniele, anche se oggi ho parlato con Silvia che mi ha assicurato che in tutta la serata non si erano fumati neanche uno spinello, e chiudono lì la storia dando la colpa agli stupefacenti, mettendoci una pietra sopra, senza creare polveroni e senza dare il caso in pasto alla stampa. In questo caso non avete bisogno di me. Badate che ho detto se trovano tracce di droga, che potrebbe voler dire che l'hanno aggiunta quando facevano le analisi per togliersi dai casini e non pensarci più, ma se anche così fosse, cosa possiamo farci io e voi?» Sorso di birra più lungo. «Il secondo?» chiese ancora Luchino.

Il giro di basso di My Sharona  

di Marco Pasquini - Narrativa

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