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Nelle ultime luci di un tardo pomeriggio che stava lentamente diventando sera, il sole salutava ormai da dietro le colline che separano l'Emilia dalla Toscana. L'ispettore di polizia Gandolfi spense il motore della sua auto quando arrivò nel parcheggio del Parco di Villa dei Mandorli. C'era già stato qualche giorno prima e non vi aveva trovato nessuno. L'area era stata dissequestrata, ma ancora non era stata concessa la riapertura del locale, però il gestore stava predisponendo tutto per l'imminente evento. Aveva pensato che sarebbe potuto essere utile fare quattro chiacchiere con lui. Scorrendo il taccuino degli appunti aveva trovato tra i nominativi di coloro che aveva sommariamente interrogato, quello di Osvaldo Bo, legale rappresentante della società che aveva inventato quel divertimentificio e anche quelli di qualche altro barista che era al lavoro la sera della morte di Daniele Massari. Aveva trascritto in modo distratto i nomi e le loro risposte, ma senza ritenerle particolarmente importanti, convinto com'era che l'autopsia gli avrebbe tolto le castagne dal fuoco. Invece l'autopsia non aveva tolto un bel niente e ora le castagne bruciacchiate se le ritrovava lì in mano che scottavano. "La polizia brancola nel buio" avrebbero scritto negli anni sessanta, ma i tempi erano cambiati, la stampa veramente libera non esisteva più e questo evitava figure di merda in situazioni del genere. Uscivano articoli edulcorati in cui si esaltavano le capacità della scientifica nel trovare gli indizi più nascosti, utilizzando preparati quasi magici che facevano risplendere tracce di sangue infinitesimali come se fossero pepite d'oro, ma questo non toglieva che non erano stati in grado di spiegare che cosa aveva ucciso Daniele Massari. Ora che sapeva come era morto, era necessario scoprire che cosa l'avesse ucciso e magari anche in che modo. E se per questa morte ci fossero dei colpevoli. L'ispettore Gandolfi estrasse dalla tasca il distintivo di polizia e chiese dove poteva trovare il signor Osvaldo a un gruppo di ragazzi, che stava caricando su un camion fusti di birra e di bibite, casse di alcolici e bottiglie di vino. Gli risposero di girare intorno alla costruzione. Probabilmente lo avrebbe trovato con una persona, ma che poteva essere tranquillamente disturbato.

Il giro di basso di My Sharona  

di Marco Pasquini - Narrativa