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«E allora?» chiese l'ispettore che non capiva dove andasse a parare il discorso del dottore. «Be' vedi, il ragazzo è morto per soffocamento a causa di un rigonfiamento delle vie respiratorie interne. È come se avesse subito uno shock anafilattico. Come se un calabrone lo avesse punto sulla lingua...» «Ma non c’è nessun segno di puntura di insetto, giusto?» concluse il poliziotto. «Lo so a cosa stai pensando. Non risulta che avesse allergie particolari, almeno non tali da motivare una reazione del genere, così rapida e non ci sono droghe che abbiano effetti di questo genere. – poi prendendo fuori un tabulato aggiunse – comunque abbiamo fatto una serie di prove tossicologiche. Marijuana, cocaina, eroina ed altri oppiacei, anfetamina, ecstasy e qualche altra droga sintetica, ma niente, tutto negativo. Nello stomaco abbiamo trovato solo birra.» «E l’avete fatta analizzare?» «Sì – poi con un sospiro ed un'alzata di spalle, aggiunse – è birra...» Gandolfi passò mentalmente al setaccio tutte le possibilità che aveva per uscire da quella situazione, poi chiese: «Quanto tempo abbiamo prima di rendere pubblico il rapporto?» «Non molto. La famiglia vuole il corpo per fare il funerale, poveretti, e non ci sono motivi per tenerlo qui. Potrei darti un altro giorno, al massimo...» L'ispettore ragionò velocemente. Non era quella la via da seguire, non sarebbe servito ritardare il momento in cui il rapporto dell’autopsia sarebbe stato reso pubblico. Se le cose stavano come diceva il dottor Cavicchi, bisognava andare a cercare i motivi di quella morte da qualche altra parte, così disse: «Non importa. Lunedì puoi dire alla famiglia che possono fare il funerale.»

Il giro di basso di My Sharona  

di Marco Pasquini - Narrativa