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45 «Fai un po’ troppe domande, soldato», tagliò corto l’ufficiale. «Adesso riposati e concentrati sull’attacco di domani. Al resto penseremo in seguito.» «Sì, signore. Mi scusi.» l’uomo si avvicinò alla candela per scaldarsi un poco le mani. A quel punto Martini lo riconobbe. «Ma tu sei l’alpino!» esclamò sorpreso. «Posso sapere il tuo nome?» «Alpino Carminati Giovanni, signor tenente», rispose il soldato. «Finalmente ti conosco. Quanti altri alpini ci sono con noi?» «Siamo in sei, signore. E tutti dello stesso paese.» Il giovane rimase colpito da quella rivelazione. «Incredibile… Allora sarete come fratelli.» L’alpino sorrise. «Sì, siamo una piccola banda di scapestrati. Io sono il più vecchio tra loro e quindi faccio un po’ da caposquadra.» All’improvviso il suo volto si fece cupo. «Ho promesso alle loro madri che li avrei riportati indietro sani e salvi, ma in questo carnaio di ritirata… non so se ne sarò in grado. Per questo ho paura per l’attacco di domani.» «So bene cosa voglia dire mantenere una promessa», disse Martini. «Anch’io ne ho fatta una a voi.» «E sarebbe?» «Ho promesso di portarvi alle linee italiane, ovunque siano.» «Beh, signore… a quanto pare abbiamo entrambe un bel fardello sulle spalle», osservò l’uomo, ritornando sereno. «Speriamo che almeno uno di noi due riesca a farcela.» Martini trasse un lungo respiro, e si sforzò di rispondere. «Domani i tuoi uomini non moriranno», disse con voce rotta dall’emozione. «Non morirà nessuno.» Carminati accettò quella sorta d’incoraggiamento, pur sapendo che difficilmente ciò si sarebbe avverato. In una battaglia, anche se condotta magistralmente, c’erano sempre perdite tra i due schieramenti. Eppure qualcosa lo portava a credere che il giovane ufficiale avesse ragione; forse era davvero l’unico in grado di portarli via da lì, nonostante la ferrea avversione del sergente per quel piano spericolato. Spense la candela con un soffio e si sdraiò per terra, tirando la coperta di lana fino al mento. «Buonanotte, signore.» «Buonanotte, soldato.» Martini si raggomitolò su se stesso, in cerca di calore. Non aveva nemmeno una coperta, e maledisse se stesso per aver gettato la mantellina di panno tra i rovi il giorno prima. Raccolse la paglia che giaceva sul pavimento e se la mise addosso, creando un rudimentale riparo contro il freddo. Quando riuscì ad acquistare un po’ di tepore, si distese completamente,

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La fuga dei vinti  

di Marco Baggi, avventura

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