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La Voce

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della Bassa Bresciana WWW.LAVOCEDELPOPOLO.IT

MENSILE D'INFORMAZIONE

ANNO II - MARZO 2011

Editoriale

Urago d'Oglio. Un convegno sull’infrastruttura e sul suo impatto nella Bassa

Brebemi per il lavoro? Chi dice sì e chi dice no Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BS

Mentre i cantieri avanzano, diverse realtà locali si interrogano su quelli Il servizio che potranno essere vantaggi e svantaggi di un’opera di grandi dimena pag. 9 sioni che, insieme ad altre, ridisegna in modo consistente il territorio Inchiesta

Campi energetici La ricerca di nuove fonti energetiche (fotovoltaico e biomasse su tutte) sta portando numerosi cambiamenti anche nella Bassa, terra da sempre vocata all'agricoltura. Non mancano le voci critiche

Il servizio a pag. 2-3

Azzano Mella

Economia

Polo logistico: tutto sospeso sino al 26 ottobre

Sorelle Cò La professionalità a servizio della bellezza

ttpag. 13

tt pag. 19

Là dove c'era l'erba... di Adriano Bianchi

Qualche decennio fa Adriano Celentano si domandava, in una celeberrima canzone: “Perché continuano a costruire le case, e non lasciano l’erba ? – e concludeva sconsolato – Là dove c’era l’erba ora c’è, una città”. Triste realtà quella dell'urbanizzazione delle campagne, anche bresciane, che negli anni si è sempre più aggravata fino a giungere (l’abbiamo scritto anche da queste colonne) a costruire case che ormai restano vuote solo per fare cassa negli enti locali e “far girare”, più o meno l’economia a scapito del territorio . La novità degli ultimi mesi sembra però un’altra. Non più case, ma pannelli fotovoltaici, non più granoturco, ma biomasse che servono da carburante alle centrali per la produzione di energia elettrica. Chiariamo subito: ciò che si fa per promuovere le fonti rinnovabili di energia è sempre positivo. Sappiamo che il tema è cruciale per il nostro futuro, ne è prova il dibattito di questi giorni sull’opportunità di un ritorno al nucleare. C’è pure da dire, però, che Brescia, e la Bassa in particolare, ha dato, anche per merito degli incentivi statali, una adesione veloce e convinta ai temi del fotovoltaico e delle biomasse, ma alcune questioni restano aperte. Che fine ha fatto la tipica vocazione agricola dei nostri territori? È possibile trovare un equilibrio tra conservazione dell'agricoltura e salvaguardia dell'ambiente? Questi i temi che l'inchiesta di “Voce” ha tentato di approfondire in questo numero ascoltanto i protagonisti, le loro opinioni e i problemi in campo. La speranza e che possiamo sempre godere, anche nella Bassa, di bei prati, respirare un’aria salubre e pulita e scaldarci, magari come in questi giorni, con i raggi di un bel sole primaverile.

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La Voce della Bassa bresciana marzo 2011

Sito: www.lavocedelpopolo.it

Primo piano

Cambiamenti tra opportunità e criticità Anche la Bassa si sta misurando con il tema delle energie rinnovabili. Un impegno non di poco conto. Pensare a nuove forme di energia per allentare la morsa di un costo sempre più pesante come quello del fabbisogno energetico è azione meritevole di attenzione. Anche in questo caso, però, è necessario trovare la giusta misura perché il rischio, anche per questa parte di territorio bresciano, è di eccedere nel senso opposto. Come documentano queste pagine è in corso nella Bassa un vero e proprio cambiamento di prospettive. Una quota sempre più importante di territorio sino a poco tempo fa destinato all'attività agricola viene riconvertito alle nuove energie. I problemi non mancano...

Energie alternative. Cambiano i paesaggi della Bassa, terra agricola che scopre una vocazione innovativa

Dove cresceva il granoturco spuntano i pannelli fotovoltaici La conversione di una parte sempre più ampia di territorio all’installazione di impianti o per la coltura di biomassa vegetale sta modificando, non senza passaggi critici, la Bassa di Francesco Uberti

Girando per le strade della Bassa è sempre più frequente potere osservare lo spettacolo di pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti delle case, di fabbricati e di edifici pubblici. Non è raro nemmeno trovare interi appezzamenti di terreno coperti con queste installazioni; insieme agli impianti che producono energia a partire dalla biomasse, siano esse di origine animale o vegetale, rappresentano nel territorio le modalità di produzione di energie rin-

novabili più diffuse. Sono il risultato di una recente politica energetica a livello nazionale che ha permesso di raggiungere gli obiettivi fissati dalla conferenza di Berlino (il 20% del fabbisogno energetico prodotto a partire da energie rinnovabili) con 9 anni di anticipo rispetto ai tempi previsti. Grazie a incentivi governativi, infatti, privati e imprese hanno installato gli impianti, producendo

corrente poi rivenduta all’Enel. Sembra un meccanismo perfetto, che coniuga il rispetto ambientale e il profitto economico, in realtà ha pesanti conseguenze sul sistema agricolo della provincia. Consultati in merito all’argomento, infatti, sia Ettore Prandini, presidente provinciale di Coldiretti, sia Gian Franco Tomasoni, assessore provinciale all’agricoltura, sottolineano tutte le contraddizioni che il

sistema porta in sè: “Il fotovoltaico va benissimo su superfici già coperte – afferma Prandini – mentre è assolutamente ingiusto che sostituisca nei terreni le coltivazioni. Le aziende, inoltre, sono portate ad investire in questo campo con la spinta degli incentivi, temporanei e già in calo”. Nemmeno il biogas è esente da conseguenze, anzi richiede grandi superfici per alimentare con la biomassa vegetale impianti anche solo di 1 MegaWatt di potenza. “Questo comporta un aumento dei prezzi dei terreni in affitto – continua Prandini – e anche dei costi per il mangime animale, con grande danno soprattutto per la zootecnia bresciana”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore Tomasoni: “Il biogas va bene solo se gli impianti sono tarati sulle dimensioni dell’azienda; inoltre il sistema dei contributi statali fa sì che, alla fine, a pagare siano i cittadini”. Questi i problemi, insomma, che insidiano un settore già in precario equilibrio, per cui sarà forse necessario ponderare meglio le scelte finora intraprese

Offlaga. Punto della situazione su un progetto contestato da molte parti e fermo da più di un anno

Tutto tace sul fronte della discussa centrale termoelettrica Il progetto di nuova centrale termoelettrica a ciclo combinato costituita da due unità da 380 Mw e che le società Asm spa-Ansaldo ed Energia spa-National International Power Ltd intendono realizzare nel comune di Offlaga è fermo da più di un anno. Dopo tanti sì, no e forse ad oggi, questo progetto sembra essere stato abbandonato. Infatti circa la realizzazione di questo impianto non si è più sentito nulla. La vicenda risale a circa dieci anni fa, quando venne deciso che questo territorio era stato destinato alla realizzazione di una centrale a turbo-

gas da 800 mw elettrici. Da quel momento tutti i comitati ambientalisti del luogo si riunirono in un comitato della Bassa contro la centrale di Offlaga. Con loro, Legambiente Bassa bresciana, che predispose uno studio di impatto ambientale. Nel 2002 ad Offlaga si è fatta anche una consultazione referendaria: l’87.5 % dei votanti dichiarò, in quella sede, di non essere d’accordo con la realizzazione di questo progetto. Contrari anche i Comuni di Manerbio, Leno, Pavone Mella, Brandico, Barbariga, Verolavecchia, Verolanuova. Parere contrario alla realizza-

zione dell’impianto lo sottoscrissero in un documento anche i 35 Comuni dei Distretti Socio sanitari n° 8 e 9. Non solo. In quella circostanza il consiglio comunale di Offlaga approvò una delibera in cui si disponeva l’impegno alle dimissioni di tutti i consiglieri in caso di autorizzazione da parte del Ministero della mega centrale. L’idea di fondo della delibera era soprattutto una: difendere e tutelare la salute pubblica, e le attività esistenti, in particolare quelle agricole particolarmente numerose nelle zone limitrofe alla centrale. (mtm)

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Un provvedimento dalla Provincia? Troppi gli impianti già realizzati e troppo numerose le richieste per installarne di nuovi. La Provincia, per voce degli assessori all’Ambiente Stefano Dotti e all’Agricoltura Gianfranco Tomasoni (nelle foto a fianco), è intenzionata a mettere mano a un protocollo di regolamentazione per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra. Preservare il paesaggio rurale locale e tutelarne la vocazione agricola le ragioni dell’eventuale provvedimento che andrebbe a colmare un evidente vuoto legislativo e che, a oggi, ha permesso l’installazione di un numero considerevoli di impianti. La provincia di Brescia è seconda in Italia per potenza installata, e prima per numero di impianti.

Orzinuovi. Un’amministrazione che ha scelto di investire con convinzione nel campo del fotovoltaico

Sui tetti di scuole e caserme crescono gli impianti solari In questa pagina vengono presentati due esempi di scelte lungimiranti in termini di energie rinnovabili: quelle operate dal comune orceano e da quello monteclarense

di 50, 9 e 31,8 kw/h. Gli impianti sono stati installati entro i tempi previsti e si attende solo l’allaccio dell’Enel per la produzione a pieno regime. I pannelli, oltre che a soddisfare completamente il fabbisogno energetico degli immobili, produrranno energia da vendere al gestore. Il Comune sta inoltre studiando altri posizionamenti sulle scuole medie, sulle tribune del nuovo stadio e sugli alloggi di via Cavallotti. Si tratta di un investimento importante per la cittadina orceana che finora ha impiegato 418.607 euro per la realizzazione del piano fotovoltaico, un grande impegno finanziario compensato però da un risparmio significativo sulla fornitura elettrica. I tempi di rientro dell’investimento sono valutati intorno agli 11 anni, conteggiando sia il risparmio energetico, sia il contributo Gse. L’acquisto e l’installazione dei pannelli sono stati possibili grazie al ricorso ad un leasing, estinguibile in 20 anni, ma che potrà essere coperto dai finanziamenti per il rispetto del termine dei lavori. L’impegno nel campo delle energie rinnovabili è segnato anche da un piano d’azione, in corso di elaborazione da parte del Comune, per lo sfruttamento delle biomasse.

di Elisa Bassini

Molti comuni della Bassa sono diventati capofila nel campo delle energie rinnovabili e, nonostante i bilanci congelati dal Patto di stabilità, stanno investendo ingenti risorse sul fotovoltaico con l’installazione di pannelli sugli immobili pubblici. Nel dicembre 2010 anche a Orzinuovi ha preso il via la prima fase operativa con il posizionamento di pannelli solari sulle scuole elementari, sulla caserma dei Vigili del fuoco e sulla sede della Croce Verde, dove i dispositivi hanno una potenza rispettivamente

Montichiari. Le scelte dell’amministrazione comunale in materia di energie rinnovabili

Zampedri: “Fotovoltaico? Sì, ma con un occhio all’ambiente” Il tema del fotovoltaico, una delle energie rinnovabili più diffuse in Italia, interessa anche a Montichiari dove il Comune si sta facendo promotore di diversi progetti. Ne parliamo con l’assessore all’Ecologia ed Ambiente Sandro Zampedri (nella foto). “Non è una novità – afferma – che l’amministrazione comunale sia attenta alla questione delle fonti rinnovabili, basti pensare al Centro Fiera del Garda dove abbiamo voluto espressamente un impianto di 4000 mq con potenza installata di 230 kW posto sul padiglione “Verona” ed è allo studio l’installazione di pannelli fotovoltaici

su un’altra struttura dello stesso polo fieristico”. Quanto all’ambito più strettamente comunale Zampedri ricorda che “stiamo vagliando diversi progetti di aziende che operano nel fotovoltaico”. Ma c’è già un’idea che si sta facendo strada ed è quella di installare il fotovoltaico, tramite la costituzione di pensiline, nella zona posta tra il velodromo, il PalaGeorge, Montichiarello e la palazzina Asl così da servire il vasto comprensorio di impianti sportivi presenti in loco. Si tratta, quindi, di un investimento che vedrebbe il coinvolgimento di 3 soggetti: Comune di Montichiari, azienda

ospedaliera e azienda privata. “Quanto agli impianti a terra, per tutti quelli con potenza maggiore di 20 kW – conclude Zampedri – l’autorizzazione è di competenza della Provincia, per cui il Comune può solo esprimere un suo parere, non vincolante. Stiamo, in ogni caso, studiando il nuovo decreto inerente le energie alternative per poter poi intervenire nel concreto. Di certo al nostro Comune non piace il fatto che nei campi crescano pannelli solari: il territorio monteclarense, più esteso di quello della città di Brescia, è ancora vocato all’agricoltura ed è per il 90 % verde”. (f.m.)

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Ultimi giorni per la mostra di Canini

La parola ai lettori

Dionigi Canini è nato il 29 agosto 1946 a Verolanuova. Dal padre, abile e rinomato falegname, eredita la passione per la lavorazione del legno, dimostrando fin da subito notevoli capacità. Solo nell’età della maturità, intorno ai 50 anni, scopre l’arte. Apre uno studio nella sua Verolanuova e partecipa a numerose mostre nella provincia di Brescia e Cremona. In molte opere, soprattutto quelle più recenti, il vero protagonista dell’immagine è il colore che, distribuito con pennellate grosse, cariche di materia e a tinte fortemente contrastanti, ritma la composizione del quadro. Un saggio dell’arte di Canini è visibile sino alla fine del mese di marzo presso il Bar Portici di piazza Libertà a Verolanuova.

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IL MEGLIO DELLA BASSA

Fondi per il Capirola L’amministrazione comunale di Leno si appresta a votare il bilancio di previsione 2011. Significativa la parte (oltre 4 milioni euro) dedicata agli investimenti. Tra questi spiccano i 500mila euro che il Comune mette a disposizione per la realizzazione di nuove aule presso l'Istituto di istruzione superiore Capirola. Si tratta di un contributo: il resto della spesa sarà sostenuto dall’amministrazione provinciale. Dell’ampliamento della struttura scolastica lenese di parla da tempo. Con lo stanzimento del mezzo milione di euro il Comune fa il suo passo in attesa della Provincia.

LETTERE

Una situazione incresciosa Non è mia intenzione scrivere queste note per polemizzare tanto per il gusto di farlo. L’intenzione vera è quella di esporre una civile e pacata critica per fare meglio le cose in futuro, una “fraterna” correzione insomma… L’associazione “Humana” che a Palazzolo gestisce la raccolta di indumenti usati (puliti e in buono stato di conservazione) per distribuirli alle persone bisognose di casa nostra o di paesi lontani, dovrebbe svolgere la propria “mission” con maggiore zelo e amore. Il cassonetto giallo posizionato all’inizio del lungo Oglio presenta da anni un buco nella struttura attraverso il quale persone sconsiderate estraggono il vestiario in esso contenuto. Fatta una sommaria cernita del materiale impropriamente prelevato, sottraggono quanto interessa a loro lasciando il rimanente alla mercé delle intemperie, inoltre lo spettacolo di disordine e di degradi è da immaginarsi. Magliette, intimo, pantaloni, gonne, scarpe… tutto materiale rovinato, sporcato, strappato, bagnato e alla portata degli animali randagi. Penso alle persone che generosamente hanno conservato e curato quel vestiario per donarlo a persone meno fortunate nella vita affinché lo possano riutilizzare. Invece tanto ben di Dio viene sprecato assieme a tante buone intenzioni dei donatori. Chi fa del volontariato lo faccia bene e al meglio delle proprie possibilità, altrimenti non lo faccia, si iscriva a un corsi di ballo sudamericano o a un circolo sportivo. Così facendo non si fanno danni al “pensiero collettivo”, non si offendono i principi etici di nessuno e non si spingono persone generose verso l’indifferenza. È così che succede, quando le buone intenzioni vengono umiliate e tradite, ci si chiude ai bisogni degli altri. Durante le ferie natalizie ho riparato quel buco, visto il disinteresse di chi doveva intervenire per dovere, con una lamiera piegata ad angolo, silicone, rivetti e trapano. Non lo segnalo per sentirmi dire “bravo”, lo dico perché ero stanco di vedere tanto spreco e lassismo. Purtroppo esistono anche poveri materiali che sono anche poveri di cervello, dei miseri (solitamente i poveri sono ricchi di valori umani), dopo poche

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IL PEGGIO DELLA BASSA

Quote rosa tutelate L'inserimento fra il “peggio della Bassa” non suoni offensivo per la comunità di Ghedi. Tutt'altro. Deve suonare semmai da monito perchè il tanto annunciato rispetto delle quote rosa in politica diventi una prassi piuttosto che un semplice esercizio teorico. Il Tar nelle scorse settimane ha infatti accolto la richiesta di 11 cittadine di Ghedi contro la decisione del sindaco di sostituire l’unica donna presente nella sua giunta con un assessore uomo. Il Tar ha accolto le ragioni sottoposte alla sua attenzione e ha imposto al primo cittadino Lorenzo Borzi l’inserimento in giunta di una donna entro il 19 aprile.

Giornali della comunità

Radio Voce “100% Brescia” è la trasmissione in diretta dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15 dedicata al mondo delle Rondinelle. Oltre al Brescia Calcio, segui ogni domenica con “Diretta Sport” l’intero campionato del Montichiari con collegamenti dal Menti e in trasferta. Spogliatoi anche di Rodengo Saiano, Lumezzane e Feralpi Salò oltre al Brescia.

settimane quella lamiera è stata parzialmente strappata e lo scempio continua. Per assurdo ho dovuto rimuovere il riparo perché era diventato un pericolo per i passanti, penso ai bimbi e agli anziani che candendoci sopra potevano seriamente ferirsi. Concludo dicendo ai responsabili dell’associazione “Humana” di svolgere bene il loro servizio se vogliono essere di utilità pubblica. Scusate se posso essere apparso arrogante o uno che vuole dare lezioni di comportamento. Così non è e mai avrei voluto scrivere questa lettera di segnalazione, comunque ognuno sia libero di e pensarla come vuole. Se la situazione non cambierà, la mia famiglia non metterà più niente in quei cassonetti… Sergio Belotti

Liberarsi dai bisogni “La Badia”: è il titolo del giornale della comunità di Leno. La copertina del primo numero del 2011 è dedicata alle celebrazione con cui ogni anno la comunità lenese ricorda gli anniversi di matrimoni delle famiglie della comunità. Nelle pagine interne trova spazio la vita della parrocchia.

fm 88.3 88.5 Brescia e Provincia

Sempre più persone sono pronte a degradarsi pur di raggiungere un risultato. L’uomo davvero libero non considera se stesso come un insieme di bisogni da soddisfare. Darsi delle mete e perseguirle, in questo risiede la dignità dell’uomo. Se no, è un oggetto inutile. Lettera firmata

Quanto viene pubblicato in queste pagine è da attribuirsi unicamente alla responsabilità dei firmatari delle lettere. Nelle lettere è necessario indicare in modo leggibile nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di chi scrive per renderne possibile l’identificazione. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare, senza alterarne il senso, i contributi ritenuti troppo lunghi (massimo 1500 battute). La pubblicazione di una lettera non implica la condivisione del suo contenuto da parte della direzione del giornale. Non saranno pubblicate lettere già apparse su altri organi di stampa. Scrivete a “La Voce della Bassa bresciana”, via Callegari, 6 - 25121 Brescia o via mail a bassabresciana@vocemedia.it.

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E-mail: bassabresciana@vocemedia.it

Flero Foto Archivio per il “come eravamo”

Flero

La memoria collettiva, affidata alle fotografie. È in sintesi il progetto “Flero Foto Archivio”, voluto dall'amministrazione comunale in sintonia con il Gruppo Fotografico Click. Lo scopo è chiaro, raccogliere le vecchie foto di famiglia e trasferirle in una sorta di banca dati comune di “come eravamo”. Le foto raccolte finiranno nello spazio web, probabilmente affidate a un sito internet apposito. Basta portare al Gruppo Fotografico Click, in via Umberto I, 60, ovviamente a Flero, il proprio materiale o nella sede del Comune, in piazza IV Novembre. Non c'è nemmeno il rischio di perdere i ricordi. Le vecchie immagini saranno scannerizzate e poi restituite.

Flero. Una comunità vitale in cui l’aratro incontra abitualmente il computer

Non è un luogo comune a cura di Roberto Barucco

Flero, anticipo della Bassa alle porte della città, primo assaggio d’una campagna piatta come un biliardo, scolpita nel dna della sua gente antica e nuova, come la nebbia della pianura, interrotta appena nella sua prospettiva da un dosso nella terra: quel Montenetto dove la natura ha corrugato la fronte, giusto per innalzarsi a rango di collina ed oggi, di Parco. È l’anomalia geografica di questa terra, dove la vocazione alla vita contadina ha ceduto il passo al computer e la campagna si avvia a divenire un luogo comune, spinta all'oblio dai capannoni e dai centri commerciali, vecchi e nuovi. Flero, resipiscenza dell’arcaico Freores, Frear, sorgente, luogo di fontanili, oggi non smentisce il suo toponimo, con le piogge che ingrossano ancora le surgive, nel sottosuolo. Tanto care al territorio da fornire il nome anche al nuovo centro commerciale ormai prossimo, a sud del paese. È l’acqua, l’anello di congiunzione tra passato e futuro della comunità. L’acqua che spinse qui i più antichi insiedamenti, dai Romani ai Galli Cenomani e poi Longobardi, Carolingi: ecco che i secoli trascolorano tra mulini ad acqua e fornaci, i campi segnati dal passaggio delle messi. Ecco che l'industria divie-

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Gente di Flero riunita nella parrocchiale

ne realtà concreta, spariscono i bachi da seta, allevati con pazienza mandarina e crescono le imprese. Oggi Flero è realtà forte di numeri e cittadini. Se le imprese sono più di duecento altrettanto in crescita è la popolazione, avviata verso un non improbabile “quota 10mila”: questione di anni, non molti. Nuovi insediamenti residenziali, circa trecento appartamenti e villette, completano il quadro di sviluppo. “Non è un paese dormitorio e non lo sarà”, diceva Lorenzo Prandelli, sindaco uscente (tra un paio di mesi a

Flero si vota) che ha seguito per due mandati le sorti del suo comune. Un bel traguardo raggiunto, il suo, a emulare uno storico sindaco, Bruno Barbaglio, che resse le sorti di questa piccola patria per più lustri, un primato che a Brescia appartenne invece al sindaco per sempre, Bruno Boni. Flero, allora, dove nonostante le contraddizioni e il confronto, acceso, quasi guareschiano per alcuni versi, si vive comunque bene e dove l’identità di luogo baciato dal sole e fecondato dai fontanili non è ancora stata svenduta.

Quando il tempo scorre lento Da una contrada all’altra è questione di pochi metri. Contegnaga, Onzato, Pietra del Gallo, il vecchio borgo. Eppure, la rivalità, bonaria, è accesa. Qui ci sono ancora antiche cascine dalle mura alte e tradizioni da difendere in incruente corse nei sacchi o sfide a calcio, nei campetti della parrocchia o in quello comunale. Anche questo calore umano, che ritroviamo nelle feste di piazza e nella partecipazione alla vita sociale, è parte di Flero. Pensiamo alle attività della Pro Loco, che lavora instancabile, ai volontari, agli Alpini, alle associazioni. Sono molte, tanto che la Casa delle Associazioni è una realtà viva, come le sfilate dei carri allegorici o i mercatini di Natale o i momenti corali, sempre partecipati, sia quelli organizzati dal Comune, sia quelli organizzati dalla Parrocchia, particolarmente attiva, come il suo oratorio. Flero vive e cresce, dicevamo. Di piazze, come la nuova San Paolo, sorta sulle ceneri delle Acli, di fronte alla parrocchiale, o di rotonde, che negli anni non sono certo mancate e piste ciclabili. Elenco lungo, quello dei lavori pubblici, il municipio rimesso a nuovo, l'ampliamento del magazzino comunale, la messa a norma dell'isola ecologica, le tante sistemazioni di marciapiedi e vie, la realizzazione di nuove aule e servizi igienici nella scuola dell’infanzia Nascimbeni. Succede anche questo, nel paese dove si promuove, grazie alla partecipazione di una grossa azienda, l’apertura di Confindustria in Bosnia, dove Andrea Pirlo, ricordate i mondiali vittoriosi, non quelli sudafricani, è l’idolo degli sportivi ed ha pure il campo da calcio intitolato a suo nome e dove, nonostante i computer, sedersi in piazza consente ancora di “sentire” il tempo scorrere lento.

Comunità. Dalla vittoria ai mondiali di calcio del 2006 alla commemorazione di mons. Giambelli

Il suono delle campane che scandisce la quotidianità Chissà quante storie sussurrate dal Mella che scorre abbastanza vicino, nel corso del tempo potrebbe raccontare la primeva cappella di San Paolo. C’è spazio anche per un rimando alle campane di Flero che hanno salutato ore felici e chiamato la gente a raccolta nei momenti difficili furono al centro dell'attenzione della cronaca. Tuonarono a martello nei Mondiali (la Coppa rese indissolubile il rapporto tra Andrea Pirlo e i fleresi), ritornarono, dopo la messa a pun-

to, nel loro storico alveo. Salutate da un paese in festa e dalla restaurata chiesa parrocchiale, riconsegnata, dopo una sosta forzata, causa lavori in corso, con la Santa Messa celebrata per mesi sotto il telone che fu dei terremotati del Garda. Fu un giorno speciale, comunitario e vivo, come è stata intensa la recente cerimonia di commemorazione di monsignor Michele Giambelli, vescovo di Bragança do Parà in Brasile, scomparso il 26 dicembre del 2010. Una storia umana lumi-

Mons. Michele Giambelli

nosa, quella del Vescovo scomparso, iniziata a Flero, il 23 marzo del 1920, nella cascina della Breda, una di quelle che abbiamo citato, dove il papà Paolo Giambelli e la mamma Palmira Gabusi, iscrivono nel registro di nascita e battesimo Michele Nicola, ultimo di sei figli. Il terzo nome, quello di Maria, verrà aggiunto con la professione religiosa. Sarà l’allora parroco, don Francesco Maestrini, a battezzare il futuro vescovo e a consegnare Michele Giambelli, Dom Miguel, agli uomini.

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La Voce della Bassa bresciana marzo 2011

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Bassa occidentale

Tanti numeri per 62 chilometri Quali sono i numeri della Brebemi? Dati che vengono impugnati come armi, a sostegno della propria tesi, da detrattori o favorevoli alla nuova infrastruttura. Dati che, in ogni caso danno conto di un’opera pensata in grande, che cambierà per sempre l’organizzazione del territorio. Si tratta di un tracciato lungo 62 km, che interessa il territorio di ben 43 comuni. Ad esso verranno sacrificati tra i 600 e gli 800 ettari di terreno solo nella Bassa Bresciana, 2000 in tutta la Lombardia, come lamentano gli ambientalisti e i coltivatori. Una grossa ferita, certo, ribattono i sostenitori, ma che farà risparmiare, secondo i loro calcoli, ben 8 milioni e mezzo di ore sui trasporti.

Urago d’Oglio. Un convegno sulla Brebemi, infrastruttura che fa discutere

Autostrada per il lavoro? di Franccesco Uberti

Autostrada per il lavoro. Con questo titolo si è tenuto nelle scorse settimane a Urago d’Oglio un convegno dedicato alla Brebemi, l’ormai notissima autostrada, attualmente in costruzione, che collegherà Brescia, Bergamo e Milano. Esponenti della politica e delle associazioni maggiormente interessate alle conseguenze che l’importante infrastruttura porta con sé si sono riuniti per analizzare da diversi punti di vista l’impatto di Brebemi sul territorio e sulla sua economia. L’incontro è stato organizzato a Urago d’Oglio dall’associazione culturale “Terre di Lombardia” la cui presidentessa Anna Maria Rivadossi ha fatto gli onori di casa. Dopo gli interventi introduttivi del consigliere provinciale G. Luigi Raineri e di Stefano Belotti, rappresentante del consorzio dell’Oglio, la mattinata è entrata nel vivo con l’intervento dell’assessore provinciale all’agricoltura Tomasoni, che ha invitato a valutare i costi e i benefici dell’opera anche per l’agricoltura bresciana, auspicando inoltre che i rimborsi ai proprietari espropriati avvengano nel modo più veloce e completo possibile. L’onorevole Romele, vicepresidente provinciale, ha poi parlato di un’opera fondamentale se non si vogliono fare dei passi indietro nella competitività

Le proteste nel giorno del convegno a Urago d’Oglio

del sistema economico, richiamando ad una condivisione nella progettazione del territorio, aspetto chiarito in seguito dall’architetto e urbanista Mauro Salvadori. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della camera di commercio Bettoni. Eugenio Massetti di Confartigianato ha portato il parere degli impiegati nel settore, a cui viene dedicato un apposito uno spazio più ampio in questa pagina, mentre molte perplessità sono state sollevate da Ettore Prandini: il presidente di Coldiretti Brescia, infatti, ha parlato di

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un’opera inutile, almeno finché non si metterà mano al collo di bottiglia rappresentato dalle tangenziali di Milano, ribadendo la maggiore importanza della Pedemontana, senza dimenticare altri problemi per lo sfruttamento del suolo agricolo, rappresentati dal proliferare di poli logistici. Il valzer di pareri e valutazioni, insomma, non accenna a fermarsi, anche in vista dell’expo del 2015, in occasione della quale la nuova autostrada dovrebbe essere inaugurata e rappresentare la vetrina del nostro territorio.

C’è chi dice il suo no C’è chi dice no. Chi non si unisce ai discorsi celebrativi e trionfalistici che si possono ascoltare in molte sedi istituzionali. Chi dice chiaro e tondo che un’altra decisione si poteva e si doveva prendere. Nel convegno di Urago d’Oglio si sono fatti vedere e sentire: fuori dalla biblioteca comunale che ospitava il convegno, infatti, si era radunato un folto presidio di militanti e simpatizzanti di Legambiente. Le loro armi striscioni con slogan del genere “Brebemi = sterminio terreni”, megafoni e volantini distribuiti a quanti entravano in biblioteca per partecipare alla conferenza. Che cosa li ha spinti ad uscire di casa in una fredda mattinata di metà marzo per far sentire la propria voce? Molti, secondo quanto afferma il comunicato da loro fornito, i motivi di scontento: innanzitutto la perdita quasi 800 ettari di terreno per il solo tracciato autostradale, senza contare poi le opere che potrebbero sorgere intorno ad esso, dai capannoni ai centri commerciali ai poli logistici. Viene giudicata negativamente anche la scelta di far correre paralleli i tracciati di Brebemi e Tav: secondo l’associazione ambientalista si tratta di un espediente che consentirebbe di utilizzare i finanziamenti pubblici destinati a quest’ultima per sostenere la realizzazione della prima, sin dall’inizio concepita in project financing, cioè con la quasi totale copertura dei costi a carico dei privati. Ora che i lavori sono avviati, la battaglia degli ambientalisti è tesa soprattutto a contrastare le speculazioni edilizie che potrebbero sorgere intorno all’autostrada. A tal proposito Gabriele Pellegrini, presidente del locale circolo di Legambiente, dichiara: “Vogliamo misure rigorose per la tutela degli spazi agricoli, i piani provinciali devono tagliare le unghie agli appetiti della speculazione immobiliare”.

Pareri. Il giudizio degli autotrasportatori, principali fruitori dell’arteria in costruzione nella Bassa

La voce di chi ogni giorno viaggia sulla strada Al convegno c’erano anche loro, gli autotrasportatori, quelli che sulla strada ci lavorano. Quelli che maggiormente sarebbero interessati dal cambiamento portato dalla costruzione della nuova autostrada. Sanno bene che cosa vuol dire attualmente muovere merci e persone sulle strade del Paese, e non solo, e perciò possono richiamare l’attenzione su alcuni aspetti più minuti che forse sfuggono ai non addetti ai lavori. Nelle parole del presidente provinciale di Confarti-

gianato Eugenio Massetti, presente al convegno di Urago d’Oglio, c’erano anche i loro rilievi: “La prima cosa da sottolineare – afferma infatti Massetti – è la carenza di infrastrutture che rende difficili le condizioni lavorative degli artigiani i quali, pur duramente provati dalla crisi, non hanno rinunciato a lavorare sul territorio. Detto questo però, oltre che alla realizzazione dell’autostrada, bisogna vigilare che nel settore trasporti non si vada a incidere sugli standard di sicurezza in strada”. A margine del convegno, inoltre, è

Eugenio Massetti

stato possibile raccogliere anche i pareri di alcuni titolari di ditte di trasporti. Il signor Saini di Orzinuovi, per esempio, rileva come sia importante che si tenga conto delle esigenze degli autotrasportatori: “Bisogna prevedere degli spazi nelle aree di sosta in cui sia facilitata la manovra dei mezzi pesanti. Le stesse aree inoltre dovrebbero essere piuttosto frequenti per facilitare la fermata di quanti abbiano raggiunto il limite di ore al volante”.

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Chi è Danilo Gariboldi Specializzato in igiene tecnica ospedaliera, Danilo Gariboldi (al centronella foto) inizia la sua storia professionale nel settore pubblico come ispettore sanitario all’ospedale dei Bambini, dove matura l’esperienza di direzione sanitaria tecnica. Dopo 6 anni all’ospedale Buzzi di Milano, passa nel privato per altri 6 anni, per poi tornare nel pubblico nel 2000 come direttore sanitario-aziendale al San Paolo di Milano. Dall’1gennaioscorso è il nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera “Mellino Mellini”che gestisce gli ospedali di Chiari e di Iseo e gli stabilimenti di Rovato, Palazzolo e Tribardi Pavoni di Orzinuovi.

Chiari. Il progetto del direttore generale della “Mellini” Danilo Gariboldi a quasi tre mesi dall’insediamento

Una azienda vicina alla gente di Michele Compagnoni

Conferire l’impronta organizzativa di azienda ospedaliera globale, perseguendo il progetto di razionalizzazione e integrazione tra i vari presidi”. Questa la mission del neodirettore generale Danilo Gariboldi, dall’1 gennaio scorso alla guida dell’azienda Mellino Mellini di Chiari. Il progetto era già stato impostato dal suo predecessore Russo. Si erano allora compiuti passi avanti attraverso importanti investimenti; ciò che Gariboldi ha voluto stimolare una volta insidiato è l’implementazione di un modello per intensità di cura. Il manager della sanità dell'Ovest bresciano ambisce a dare vita alla sua visione di un’azienda ospedaliera sempre più a contatto con i pazienti secondo un’organizzazione per cerchi concentrici a intensità di cura diverse, partendo da Chiari come punto

Federalismo e risorgimento all’autodromo Hanno preso il via il 21 marzo presso la sala congressi dell'autodromo di Castrezzato gli incontri del ciclo “Federalismo e Risorgimento” promossi dalla locale amministrazione comunale in collaborazione con il Comune di Chiari, la Provincia e la Regione Lombardia. Gli incontri proseguono lunedì 28 marzo (“Piemonte e LombardoVeneto nel Risorgimento”, relatori Andrea Rognoni, docente di materie letterarie e direttore

di ArteNord e Davide Lovat, teologo della politica), il 4 aprile (“Il federalismo nel 150° dell'Unità”, relatori Giuseppe Reguzzoni, docete di Ermeneutica alla Cattolica di Milano e Stefano B. Galli, docente di Storia delle dottrine dell'Università degli studi di Milano). Ultimo incontro, domenica 10 aprile, sul tema “Scenari per un’Italia federale” con i parlamentari Caparini, Mazzatorta e l'assessore regionale Rizzi.

centrale per la gestione dell’acuzie ed estendendosi verso la periferia del territorio. Parallelamente, altro lodevole obiettivo è quello di enfatizzare ad Orzinuovi lo sviluppo delle cure intermedie, in hospice e palliative, queste ultime seguendo persino i pazienti a domicilio. Tutto ciò nell’ottica di porsi a servizio del territorio e di conquistare la fiducia dei pazienti, tentando sfatare quella sorta di pregiudizio secondo il quale si preferirebbe l’ospedale di città. Un discorso a parte il dott. Gariboldi lo riserva al distaccamento di Iseo, il più “isolato” poiché distante quasi 30 chilometri da Chiari. Il suo bacino d’utenza persone lo imporrebbe, secondo l’auspicio del direttor Gariboldi, come ospedale di riferimento di quella zona con chirurgia e medicina fiori all’occhiello, auspicio che implica investimenti tecnologici per l’area radiologica, al fine di creare un modello quantomeno sovrapponibile al corrispettivo reparto clarense con Tac Pet ed ecografi.

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Orzivecchi: il 10 aprile gita a Pavia La Biblioteca di Orzivecchi in collaborazione con gli “Amici della Disciplina” organizza una gita alla città di Pavia. L’appuntamento è fissato per domenica 10 aprile. La proposta è legata al progetto “Conosciamo la Lombardia” ed è stata pensata per far conoscere alla gente di Orzivecchi le bellezze del territorio lombardo. Per qualiasi informazione è possibile contattare la Biblioteca Comunale al numero di telefono 030/9460670 durante i giorni di apertura (mercoledì dalle 14.30 alle 16.30, il giovedì dalle 20.30 alle 22 e la domenica dalle 10.30 alle 12).

Orzivecchi. Due incontri promossi dal locale assessorato ai Servizi sociali

Incontri Age a Roccafranca

Un aiuto contro l’ansia di Francesco Uberti

Un aiuto contro l’ansia e lo stress, problemi sempre più acutamente avvertiti nella società del tempo attuale. È questo il senso dell’iniziativa organizzata dall’assessorato ai Servizi sociali del comune di Orzivecchi. Un intervento in due tempi: prima di tutto l’informazione, con la conferenza tenutasi il 14 marzo insieme alla dott. sa Alice Bruschi, psicologa in neuroscienze cognitive, dedicata proprio a questi disturbi e all’illustrazione delle metodiche psicoterapiche atte a fronteggiarli. Non solo parole, però. In questo campo in particolare è quanto mai necessario fornire un aiuto concreto, per questo motivo verrà attivato a partire da lunedì 28 marzo un corso di rilassamento. Si articolerà in cinque incontri della durata di un’ora ciascuno, dalle 20.30 alle 21.30; il calendario previsto occuperà, oltre al 28 marzo, i primi tre lunedì di aprile, mentre l’ultimo incontro si terrà gio-

vedì 21. Il taglio scelto non poteva che essere di tipo cognitivo-esperienziale, un modello cioè in cui il lavoro per piccoli gruppi permette ad ogni persona di acquisire fiducia e confidenza con gli altri partecipanti, in modo da rendere fruttuosa la collaborazione, raggiungendo un senso di sicurezza

ed un equilibrio emotivo. L’obiettivo, insomma, è quello di aiutarsi a vicenda, per difendersi dalle pressioni che troppo spesso sembrano insostenibili, particolarmente in questo periodo di grande insicurezza economica e sociale, per godere di una vita più tranquilla, più serena, più umana,

Il presupposto sta tutto nel titolo: “Ci vuole un’intera città per far crescere un ragazzo”. È questo, infatti, il principio che ha portato alla messa in programma a Roccafranca di un ciclo di incontri di formazione e informazione dedicati ai genitori. Si tratta della nuova iniziativa promossa dall’Age, l’Associazione dei genitori, da poco rinnovata nel direttivo e nei componenti. Nell’ambito del progetto “Age-iamo! Per i genitori, per il territorio” essa punta a ritrovare il proprio ruolo nella comunità di Roccafranca, promuovendo momenti di formazione, di animazione e di aggregazione. Dopo l’ottimo esito della Festa di Carnevale, viene il momento di questi incontri che sottolineano l’importanza di una sinergia e di una condivisione tra i diversi enti educativi e il sostegno ai genitori che si sentono soli nella propria azione educativa. Si comincia giovedì 31 marzo, quando a proposito de “L’adolescente: corpo ed emozioni” la dott.sa Sutera darà alcuni suggerimenti in merito al dialogo con i figli sulla sessualità. Giovedì 14 aprile sarà la volta de “I nuovi universi comunicativi dei nostri figli”: i pericoli e le possibilità di Internet e dei Social Networks spiegati dal dott. Guatta e dal dott. Marini. Martedì 27 aprile toccherà al dott. Polidori presentare il delicato argomento dell’abuso di sostanze stupefacenti tra i giovani, a partire dai risultati di un lavoro portato avanti nelle terze medie del paese dagli educatori dalla cooperativa “Tornasole”. L’ultimo appuntamento sarà giovedì 12 maggio, il dott. Poli parlerà di regole e autorevolezza nel rapporto con i figli.

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Bassa centrale

Dello: Un bando per la “Dote scuolaâ€? Anche il Comune di Dello, come altri Comuni della Lombardia, ha emanato il bando per accedere alla “Dote scuolaâ€? per l’anno scolastico 2011-2012. Il contributo, calcolato in base all’Isee della famiglia, è destinato agli allievi delle scuole statali primarie, secondarie di primo grado e secondarie superiori. Per quanto riguarda i requisiti per poter accedere alla dote, il bando indica tre condizioni indispensabili: la famiglia deve essere residente in Lombardia; la scuola statale frequentata deve essere in Lombardia e, inďŹ ne, l’Isee della famiglia deve essere inferiore o pari a 15.458 euro. La domanda dovrĂ  essere presentata all’ufďŹ cio protocollo del Comune entro il 2 maggio.

Leno. Scuole cittadine protagoniste di una pubblicazione storica di carattere locale

Alla scoperta del volto del passato di Lina Angelli

Esprime con efďŹ cacia un pensiero forte Giuseppina Pelucchi, responsabile del Servizio archivistico comunale di Leno dicendo che l’orizzonte nel quale ci specchiamo, e il luogo immutato e indulgente che ci attende, è la storia. Il concetto è ripreso nell’ ultima pubblicazione del Comune “Alla scoperta del volto storico di Lenoâ€?: raccolta del lavoro di numerose scolaresche coinvolte lo scorso anno scolastico nel progetto storico-didattico “Dal manoscritto al testo. Dall’archivio, alla scuola, al territorioâ€?. Si tratta di un agile libretto – una cinquantina di pagine – distribuito a tutte le famiglie perchĂŠ, come spiega il sindaco Pietro Bisinella, si possa con piacere prendere atto della serietĂ  e della meticolositĂ  del metodo adottato, della vivacitĂ  dei temi e dei contenuti, della generositĂ  espressa in termini di impegnoâ€?. E cosĂŹ, la storia, cioè quel “luogo indulgenteâ€? che non penalizza e permette

Il sindaco di Leno Pietro Bisinella

Capriano: approvato il consuntivo Dopo il bilancio di previsione, approvato circa due mesi fa, in questi giorni Capriano del Colle ha approvato il bilancio consuntivo del 2010. La scorsa settimana il consiglio comunale, retto dal sindaco Alberto Lussignoli, si è riunito per l’ultima volta: infatti Capriano del Colle è una delle amministrazioni comunali chiamate alle urne a maggio. Due i punti importanti all’ordine del giorno: l’approvazione del bilancio consuntivo e l’approvazione del

nuovo Piano del governo del territorio. “Siamo orgogliosi – ha esordito il sindaco Alberto Lussignoli – di aver approvato questo tipo di Pgt, nel quale non abbiamo inserito alcuna area nuova. In questo documento c’è la chiara intenzione di puntare alla riqualiďŹ cazione dell’esistente per salvaguardare il nostro territorio. Anzi, se possibile con questo documento puntiamo ad elevare lo standard di qualitĂ  del territorioâ€?.

comprensione, dĂ  spazio al volto di una comunitĂ , tradotta poi, didatticamente, in cartelloni, plastici, trattati, riproposti con suggestive titolazioni. C’è “L’anello di Porzanoâ€? per dire la spazialitĂ  circolare della frazione lenese, o “C’era una volta un reâ€?, che era re Desiderio: tutto da bimbi di cinque o sei anni e dalle loro maestre. Anche, “I mulini perdutiâ€? dalle elementari, o “L’evoluzione storica dell’architettura leneseâ€?, per i geometri dell’Istituto Capirola. Il progetto, iniziato lo scorso anno scolastico, a valenza pluriennale, condiviso con le dirigenze scolastiche locali e con l’UfďŹ cio scolastico provinciale, presenta la storia locale partendo dalle fonti d’archivio con l’incipit di visite guidate con la dott.ssa Giuseppina Caldera che ha curato il riordino dell’archivio storico comunale. “C’è stata passione ed entusiasmo – sottolinea Giuseppina Pelucchi –. La concreta possibilitĂ  di trovare nei testi antichi le radici della propria identitĂ  vorrebbe rafforzare la consapevolezza di un’appartenenza, tradotta poi in vero esercizio di cittadinanzaâ€?.

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Azzano Mella. Dopo la sentenza del Tar il progetto della struttura oggetto di polemiche è stato bloccato

Polo logistico: tutto sospeso sino al prossimo 26 ottobre La sospensiva lavori emessa dal tribunale amministrativo ha accolto le ragioni dei comuni di Capriano, Dello e del parco del Montenetto di Maria Teresa Marchioni

Si farà il polo logistico ad Azzano Mella? Non si sa. Il dato certo è che, fino al prossimo 26 ottobre, il progetto è congelato. Lo scorso novembre le ruspe erano entrate in funzione in un’area limitrofa alla zona dove dovrebbe sorgere il futuro polo logistico. Solo qualche giorno dopo, però, i lavori erano stati sospesi. Le ruspe, che avevano incominciato a tracciare la strada che dalla provinciale Quinzanese dovrebbe entrare nella futura zona di urbanizzazione collocata in prossimità del polo logistico, erano state fermate da una sentenza del Tar. A suo tempo il Tar, dopo aver analizzato le richieste di sospensiva avanzate dai comuni di Capriano, Dello e dal Parco del Montenetto, aveva emesso la “Sospensiva dei la-

vori” fino al 15 dicembre. In quella circostanza i sindaci di Capriano e Dello avevano espresso soddisfazione. “Siamo molto soddisfatti di questa prima risposta del Tar – avevano riferito Alberto Lussignoli ed Ettore Monaco, sindaci di Capriano e Dello – perché questa decisione la dice lunga sulla bontà di questa operazione edilizia, che il comune

di Azzano vorrebbe far partire senza aver predisposto una Vas”. Successivamente la sospensiva venne prorogata fino al 26 ottobre. Dunque, al momento, tutto è fermo. Se ne riparlerà fra circa 7 mesi, quando il Tar entrerà nel merito della questione. Il progetto risale a due anni fa circa. Interessata alla realizzazione di questa grande piatta-

forma, che, ricordiamo, prevede la cementificazione di 560 mila metri quadrati di terreno agricolo (pari a circa174 piò bresciani), con una volumetria di 2 milioni e mezzo di metri cubi pari all'incirca a quella di 6000 villette da 400 metri cubi l'una (8 volte il Bennet di Cadignano), è la ditta Safer. Nei mesi scorsi anche Legambiente Bassa Bresciana ha fatto la sua parte, per evitare che il progetto del Comune di Azzano Mella andasse a buon fine. Fra le iniziative promosse ci sono state (e ci saranno) molte assemblee pubbliche informative e la raccolta di firme con tanto di banchetti nelle piazze dei paesi prospicienti la Quinzanese che subiranno massicciamente gli effetti nefasti dell’opera. Ad oggi questa raccolta ha superato le 8000 firme. “Il Comune che potrebbe avere effetti devastanti – si legge in una nota di Legambiente – è Dello. Il territorio dellese sarebbe a rischio esondazione perché è attraversato da due grosse rogge: la Manerbia e la Quinzanella. E poi non ci sono da sottovalutare i grossi disagi alla viabilità sulla Quinzanese. I mezzi pesanti che la attraverserebbero ogni giorno andrebbero inevitabilmente a creare lunghe code sia per chi va verso la città, sia per chi si dirige verso Quinzano”.

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Bassa orientale

Ragazzi e poesia: il concorso di Carpenedolo Ragazzi protagonisti al secondo concorso di poesia e narrativa organizzato dal ritrovo di Carpenedolo in collaborazione con la Pro loco e l’associazione culturale Il megafono. Le premiazioni, tenutesi nei giorni scorsi nel teatro parrocchiale, hanno visto salire sul podio Matteo Cagliari, Laura Irma e Alessandro Scovoli per la categoria poesia, Giovanni Durosini, Michele Siritanu, Claudio Andrei, Yassine Zahir e Ilaria Perini per la categoria narrativa. Assegnato anche il premio Simpatia a Luca Castellini mentre una menzione speciale per il testo è andata a Noemi Zaniboni. fondatore e direttore della corale polifonica Ars Nova.

Montichiari. L’impegno benefico della associazione Davide Rodella

La solidarietà della onlus di Federico Migliorati

136mila 563 euro: questo è l’importo complessivo di fondi che l’associazione Davide Rodella onlus di Montichiari ha destinato, nel solo 2010, ad attività di solidarietà. Oltre 1 milione e 300mila euro, invece, sono le erogazioni effettuate nei 13 anni di vita del gruppo. A beneficiarne sono stati enti di volontariato, sodalizi locali, parrocchie, scuole, ospedali e ancora gruppi missionari per sostegni a progetti nel Terzo Mondo, realtà culturali e sportive. “Tredici anni fa, con l’incoraggiamento dell’allora Vescovo ausiliare di Brescia Vigilio Olmi, è nata la nostra associazione – ha dichiarato il dottor Antonio Rodella, fondatore e vicepresidente del sodalizio cittadino – il cui desiderio era di portare, in memoria di mio figlio Davide, solidarietà e contributi in moltissimi campi. In questi anni è stato un susseguirsi di idee e di realizzazioni che ci hanno condotto a raggiungere risultati soddisfacenti”. Tantissimi sono i progetti che il sodalizio porterà avanti nell’anno in corso: un posto di rilievo lo occupano le iniziative per il Terzo Mondo, dal Sud Sudan, dove verrà realizzato un centro per la formazione degli insegnanti nella diocesi di Rumbek, all’Albania dove i contributi sono destinati al sostegno ai ragazzi nella lo-

Un'assemblea della Fondazione

ro crescita scolastica e formativa. In Etiopia i fondi serviranno, invece, per consolidare e rafforzare il Progetto Donna nella lotta al prolasso uterino, una patologia che in quel Paese uccide ogni anno migliaia di madri. Un importante sostegno sarà offerto a Raphael per la costruzione del centro oncologico Laudato Si di Rivoltella nonché all’ospedale di Montichiari (anche grazie alla “Davide Rodella”, lo ricordiamo, il nosocomio si è dotato recentemente di un centro di Dialisi e di Nefrologia oltre ad un servizio di

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chemioterapia) per arrivare a dar vita ad un centro di rianimazione e all’attivazione di un reparto di cardiologia. Consistenti saranno anche gli aiuti per le diverse realtà associative presenti in zona, per le parrocchie ed il mondo sportivo con un’attenzione particolare che sarà rivolta alla disciplina della pallacanestro, la quale, a Montichiari, coinvolge oltre 250 ragazzi. “Il tesoro che lasciamo è il bene che facciamo”, recita la scritta sui labari dell’associazione Davide Rodella: mai slogan fu più rispondente al vero.

Un sistema efficiente “È tempo di bilanci e di progetti per molte associazioni ed anche la Pro loco di Carpenedolo, tra le più attive sul territorio provinciale, non è da meno e si sta preparando all’assemblea annuale in programma domenica 3 aprile. In quest’occasione verranno approvate la relazione del presidente sull’attività sociale del 2010 e su quella programmata per il 2011 oltre al consuntivo finanziario e preventivo con la relazione dei revisori dei conti. Il 2010 è stato un anno particolarmente intenso per il sodalizio presieduto da Mario Ferrari, sia per le numerose iniziative organizzate (pensiamo solo alla Fiera di San Bartolomeo, alla Fiera del Torrone, a Non solo Novello ed al recente Carnevale) sia per il numero di soci raggiunto, ben 1023. “La nostra Pro loco – afferma lo stesso numero uno dell’associazione – è servita a vivacizzare un paese dinamico e ricco nell’ambito del volontariato ponendo sul tavolo un programma sempre più intenso a tal punto da diventare un laboratorio interessante e punto di riferimento per molte altre realtà. All’interno della comunità della cittadina dei carpini siamo riusciti a coinvolgere tutta la comunità con un’azione capillare. Il lavoro di promozione, il rilancio delle antiche tradizioni, la grande fantasia innovativa nel predisporre nuove iniziative sono stati portati avanti con molta determinazione ma nel medesimo tempo con grande rispetto e nessuna invadenza verso altri gruppi, anzi si è cercato di essere loro vicini dando un supporto nella loro azione”. L’assemblea di domenica 3 aprile, dunque, si prospetta di rilevante importanza per il futuro di questo sodalizio che ha saputo raggiungere in sei anni di lavoro risultati invidiabili: risultati che costituiscono solo il punto di partenza per un futuro ancora più ricco e vivace di iniziative.

Cultura. Si recuperano due edifici storici nella cittadina monteclarense ma servono le risorse necessarie

Museo delle armi e chiesa del Suffragio: cercasi sponsor A fine anno il Museo delle Armi e la chiesa del Suffragio, due storici edifici cittadini che condividono la stessa sede, torneranno a nuova vita: ma per fare questo, vista anche la spesa necessaria, il Comune e la Parrocchia di Santa Maria Assunta cercano uno sponsor munifico. Per il Museo delle Armi, il cui patrimonio di oggetti e suppellettili è stato sistemato, pulito e trasferito a Palazzo Tabarino, si tratta di intervenire affinché vi sia un riciclo d’aria poiché, non essendovi finestre apribili ed essendo il

locale molto alto, l’umidità s’insinua spesso nelle superfici, specie tramite il tetto, sino ad arrivare all’interno del complesso. Quanto all’adiacente chiesa del Suffragio, di epoca seicentesca e che fino a pochi giorni fa ospitava le celebrazioni liturgiche domenicali per i bambini, la chiusura si è resa necessaria a seguito di infiltrazioni d’acqua nel tetto con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica e l’edificio in sé. L’auspicio del sindaco Elena Zanola e dell’abate mons. Gaetano Fon-

tana è trovare uno sponsor, “magari un’azienda del luogo che sia così sensibile da venirci in aiuto. La generosità dei monteclarensi – affermano – è risaputa e crediamo che salvaguardare e mettere in sicurezza due edifici così belli come il Museo delle Armi e la Chiesa del Suffragio sia fondamentale. Noi aspettiamo con fiducia, ma ho buoni motivi per pensare che entro fine anno troveremo soluzione al problema”. Per il resto è bene affidarsi alla Provvidenza, che spesso aiuta in maniera generosa. (f.m.)

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Ghedi: in festa per il 46° dell’Avis L’Avis di Ghedi compie 46 anni. Per festeggiare con tutti gli onori questo traguardo l’associazione, presieduta da Antonio Ferrari, ha organizzato per domenica 10 aprile una manifestazione che prevede la cerimonia di premiazione dei donatori benemeriti. L’appuntamento è alle 10.15 nell’auditorium della Bcc Agrobresciano. Prima delle premiazioni, alle 9, in parrocchiale è invece prevista la celebrazione del 20° anniversario della morte del dott. Luigi Bonazza, il primo direttore sanitario della sezione Avis di Ghedi, a cui è intitolata la sede di via X giornate. La giornata commemorativa prevede anche il pranzo sociale.

Ghedi. Quattro appuntamenti pensati dalla parrocchia come cammino di preparazione verso la Pasqua

“Arte e religiosità” dal 30 marzo di Maria Terersa Marchioni

Gianni Calvi

Tempo ritrovato a Montichiari È “Il tempo ritrovato” quello di Montichiari: si intitola così, infatti, la rassegna di eventi culturali che ha preso il via nei giorni scorsi. Il coinvolgimento è generale e riguarda i principali poli culturali cittadini: dal Museo Bergomi al Palazzo dell’Archeologia e della Storia del Territorio sino alla Pinacoteca Pasinetti e al Castello Bonoris. Appuntamenti sino in programma ancora per i 29 marzo. Martedì 6, 13 e

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In occasione della Pasqua la parrocchia Santa Maria Assunta di Ghedi ha organizzato quattro incontri per riflettere e per preparare i fedeli alla Quaresima e alla Pasqua. Il ciclo di incontri, che si raffigura con il logo di “Arte religiosità”, cultura e arte intorno al mistero pasquale, prende il via mercoledì 30 marzo e si conclude giovedì 14 aprile, poco prima dell’inizio della Settimana santa. Il primo appuntamento, mercoledì 30 marzo, si terrà in sala consiliare alle 20.30. Il prof. Gianni Calvi, presidente del coordinamento dei Sacri Monti piemontesi e del Sacro Monte di Crea, terrà una relazione sul tema “Ad similitudinem Sanctae Jerusalem: i Sacri Monti”. L’appuntamento successivo è stato calendarizzato per lunedì 4 aprile. Al cinema Gabbiano verrà proiet-

20 aprile, dalle 20,30 alle 22, sarà invece la volta di un corso di manualità e saperi rurali in 5 lezioni dal titolo “Impagliatura delle sedie. Impariamo a riparare le sedie dei nostri nonni con il carice”: sarà presente Flavio Pizzocolo, artigiano impagliatore. Le iscrizioni, in numero massimo di 12, hanno un costo di 50 euro per partecipante. Per ulteirori informazioni: 030/9650455. (mtm)

tato il film drammatico “Uomini di Dio”, del regista Xavier Beauvais. Prima della proiezione del film, ci sarà una presentazione curata da don Italo Uberti, rappresentate di Voce Sas di Brescia. L’ingresso è liberto. Giovedì 7 aprile, alle 20.30, in sala consiliare il prof Livio Bosio relazionerà sul tema “Crucifix:iconografia della croce”. Nel corso della serata ci saranno anche letture animate con la collaborazione di Silvia Rovati ed Erminia Lombardi. Con loro, la soprano Sonia Piccioni e la pianista Loretta Battaglia. Ultimo appuntamento di questo ciclo di incontri è previsto per giovedì 14 aprile, sempre in sala consiliare alle 20.30. L’argomento della serata sarà “Mater dolorosa:la pietà dal vangelo alla storia dell’arte”. Relatrice, la prof. Margherita Sommese. Anche in questa serata verrà riproposta la lettura animata con accompagnamento musicale. Questi momenti di riflessione sono aperti a tutti.

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Montichiari. Nelle parole del direttore del polo espositivo i cambiamenti imposti dalla crisi

Ezio Zorzi: dalle difficoltà nuovo modo di concepire le esposizioni Sembra vedersi la via di uscita alla recessione iniziata nel 2008 che ha inciso anche sulle modalità di realizzare gli eventi fieristici. Il programma 2011 di Maria Teresa Marchioni

Dopo un triennio di difficoltà, iniziato con la crisi del 2008, per il mercato fieristico i primi mesi del 2011 si annunciano decisivi in un anno che si prevede cruciale per la ripresa del settore. “Dopo la crisi del 2008, il comparto fieristico ha dovuto affrontare una fase critica che ha richiesto cambiamenti profondi nel modo stesso di concepire le fiere spiega il direttore Ezio Zorzi. Oggi registriamo un perdurare dello stato di generale difficoltà dell’economia, ma chi ha saputo mettere in campo una strategia per la ripresa oggi comincia a raccoglierne i frutti”. Nell’ultimo triennio, la crisi ha coinvolto indistintamente tutti i settori chiave delle produzioni e del commercio, con ripercussioni dirette sugli eventi fieristici, da sempre la cartina

Il Centro fiera del Garda di Montichiari

al tornasole della salute dell’economia. “Si tratta di una fase di difficoltà che, dal 2009 ad oggi, ha accomunato tutti i principali eventi fieristici nazionali ed internazionali, continua Zorzi. Gli enti fieristici, sia a livello nazionale che internazionale, hanno dovuto far fronte ad una contrazione della domanda, che si è tradotta in una riduzione della superficie media

venduta e in una generale perdita di appeal che ha coinvolto anche fiere storiche, dalla tradizione consolidata”. In tale situazione, ogni ente fieristico deve essere in grado di valorizzare i propri punti di forza, investendo negli eventi più in sintonia con le esigenze del territorio. “Le fiere che stanno dando i migliori risultati sono quelle che operano in ambito lo-

cale e, al tempo stesso, investono in specializzazione – spiega Zorzi –. La fiera, in questi casi, diventa lo strumento più adatto per presidiare il mercato domestico, con bassi costi ed alte rese in termini di costo/contatto”. Il Centro fiera di Montichiari può contare su un calendario fieristico ben diversificato, con fiere business, consumer ed eventi aziendali. “Per alcune fiere business, si registra una contrazione in termini di superficie espositiva, poiché, in una fase di incertezza, la tendenza della aziende è quella di confermare la partecipazione riducendo però la dimensione media degli stand. Sull’altro versante, le fiere consumer hanno mantenuto e in molti casi incrementato sia il numero di espositori che quello dei visitatori, a conferma di come, in settori chiave, le fiere continuino a richiamare un pubblico molto numeroso”. Il Centro fiera di Montichiari, come in questi ultimi anni di crisi, propone anche per il 2011 un calendario di eventi con 23 fiere rivolte al pubblico degli operatori e dei consumatori, una decina di eventi minori, oltre all’attività convegnistica e gli eventi aziendali. “Pertanto – conclude Zorzi – grazie a questo nutrito e diversificato programma di attività, per il corrente anno si prevede la conferma di un buon volume d’affari, pur in presenza del notevole e perdurante stato di crisi dell’economia”.

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Economia L’incontro

Le sorelle Cò Titolari della Maison Cò di Brescia

La professionalità a servizio della bellezza Creatività e intrapredenza: questa la ricetta vicente Marta e Maria Cò

di Elisa Bassini

Le sorelle Marta e Maria Cò hanno fatto della loro passione per la bellezza una professione e grazie all’impegno, alla creatività e alla loro intraprendenza sono diventate un vero e proprio marchio di stile. Negli anni Settanta, le Cò aprono la loro boutique di parrucchiere a Capriano del Colle che rimane tutt’ora la sede storica. I primi anni di attività sono segnati dai viaggi che Marta e Maria intraprendono per l’Europa, soprattutto a Parigi, dove studiano i look del celebre salone delle sorelle Carita. “Erano le nostre icone e i nostri punti di riferimento. Andavamo da loro per copiare i tagli, li sperimentavamo” racconta Maria Cò. “Fin da subito abbiamo avuto voglia di provare sempre nuovi tagli e servizi per i clienti. Il nostro spirito imprenditoriale sta nell’innovarci continuamente: basti pensare che negli anni Settanta il nostro negozio aveva già un angolo di estetica e di accessori per soddisfare il benessere della persona a 360 gradi. Siamo sempre state appassionate del lavoro a livello artigianale, ma la ricerca della novità ci ha fatto fare il salto di qualità”. Grazie allo spirito intraprendente e alla creatività, le sorelle Cò, oltre alla boutique di Capriano, hanno aprono altri centri in città. Nell’84 viene inaugurato il primo punto vendita in via Bronzetti a Brescia, ma è la piccola maison

in via Bulloni che, grazie alla sua posizione, dà visibilità al “marchio” Cò. In questa sede, Marta e Maria continuano ad ampliare la rosa di servizi che, nella concezione di bellezza

totale, non può limitarsi alla cura dei capelli, ma arriva fino ai trattamenti specifici per viso e corpo. La continua ricerca di innovazione e la necessità di un servizio completo alla persona spingono le so-

Una storia iniziata a Capriano del Colle La storia di Maria e Marta Cò inizia nei primi anni Settanta a Capriano del Colle dove le sorelle aprono il primo negozio. Da subito l’attività si configura non come un semplice servizio da parrucchiere, ma come uno spazio dedicato alla bellezza e al benessere completo, costantemente aggiornato alle novità provenienti dal mondo della moda. Nell’84 le Cò approdano a Brescia con un primo punto vendita in via Bronzetti e nel ’91 viene inaugurato lo spazio in via Bulloni. Questo negozio all’angolo di via XX Settembre, con le sue cinque sfavillanti vetrine, è il punto che dà maggiore visibilità alla maison e dove Marta e Maria possono ampliare il ventaglio dei servizi al cliente, non solo con trattamenti per capelli, ma anche per viso e corpo.

Inoltre, in corso Cavour viene aperto un altro punto vendita dedicato ad un servizio veloce. “Nonostante l’apertura di questi negozi non ci sentivamo ancora soddisfatte. Il nostro sogno è stato quello di creare una maison nostra, con un parcheggio e un giardino, un posto dove il cliente potesse trovare tutto” racconta Maria Cò. Così nel 2006 viene inaugurata Maison Cò, una nuova elegante struttura che riunisce in sé tutti i punti vendita dislocati in città. Il nuovo spazio, elegante gioiello di design contemporaneo situato in via Rodolfo Vantini, non si può chiamare propriamente negozio. Oltre allo spazio dedicato alla cura dei capelli, ci sono diversi corner dedicati all’estetica, al benessere, con un lounge bar e un angolo degli acquisiti.

relle Cò a cercare una nuova, unica sede: la scelta della location cade su un edificio storico di via Rodolfo Vantini. “Nel 2006 abbiamo inaugurato questa nuova struttura: si tratta di una zona importante, nota come Campofera, che a partire dai primi del Novecento vede nascere la Brescia imprenditoriale. Il vecchio edificio era la casa dedicata al dopolavoro. Noi vogliamo mantenere lo spirito di aggregazione e di intrattenimento della struttura originaria. Ecco perché, oltre che ai nostri servizi di base, abbiamo voluto creare in questa casa un’area di ristoro. Siamo stati i pionieri della rivalutazione di questa ex zona industriale e dal punto di vista economico è stato un passo importantissimo”. Definire la Maison Cò come un negozio di parrucchieri è riduttivo, perché oltre alla zona capelli, ci sono diversi corner dedicati all’estetica e al benessere con strumentazioni di ultima generazione come radiofrequenza, cavitazione e luce pulsata. La maggiore novità è data dal lounge bar, un angolo di ristoro dove, ad ogni ora del giorno è possibile gustare cibi a base di preparati naturali, così come spiega Maria: “Questo è il plus che ci fa fare il salto, inserire una cucina sicuramente è un progetto impegnativo e ambizioso. In un momento di crisi come questo, la nostra forza è stata quella di innovarci continuamente e rimanere sul mercato. L’attenzione alla persona resta però al primo posto: prima di un taglio facciamo moltissima consulenza ed è questo che fa la differenza”.

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Tempo libero. Una passione che sta contagiando un numero sempre maggiore di appassionati

Alla scoperta del mondo quad per viaggiare in piena libertà Derivati da mezzi di trasporto progettati negli anni Settanta del secolo scorso per viaggiare su terreni accidentati, sono diventati una vera e propria moda a cura di VoceMedia Pubblicità

Quella dei quad è una moda sempre più diffusa. Sono sempre di più, anche nel Bresciano, gli amanti di questi veicoli a quattro ruote, figli di speciali mezzi di locomozione agili e compatti, costruiti a partire dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso per procedere su terreni particolarmente difficili e per essere impiegati anche su brevi tratti di navigazione. Concettualmente derivati proprio da quei mezzi, anche i moderni quad sono pensati per il trasporto di persone e cose su percorsi fuoristradistici particolarmente difficili e accidentati, quali mulattiere o greti di torrenti. Rispetto ai loro progenitori i quad hanno perdute le caratteristiche anfibie, guadagnando però in leggerezza e maneggevolezza sul

Un quad in azione

terreno. I quad odierni si possono dividere in due grandi categorie, quella dei quad sportivi (prodotti dalle maggiori aziende di moto presenti oggi sul mercato) e quella dei quad utility. C’è inoltre un'altra sottocategoria che rappresenta i mezzi ibridi o anche detti Sport-utility. I quad sportivi possono avere la trazione solamente sulle ruote po-

steriori ed essere dotato di un tipo di trasmissione che è solitamente a catena. I quad appartenenti a questa categoria sono inoltre dotati di cambio manuale e sono adatti per terreni sterrati veloci o asfalto. I quad utility, invece, si differenziano da quelli sportivi per avere la trazione sulle 4 ruote (inseribile) marce veloci e ridotte, il tipo di

trasmissione più usato è quella a cardano perché ha bisogno di meno manutenzione rispetto alla trasmissione a catena, la maggior parte degli utility è inoltre dotato di blocco del differenziale anteriore al 100% sia manuale che automatico, il differenziale posteriore al contrario è sempre bloccato. Altra importante differenza con i quad sportivi sta nelle sospensioni che negli utilty sono su tutte e 4 le ruote indipendenti, mentre la maggior parte degli sportivi hanno solo le sospensioni anteriori indipendenti.C’è, infine, una terza categoria per questi mezzi di trasporto. Si tratta di quad nati per soddisfare le esigenze di chi non disdegna ne lo sterrato veloce ne l'offroad medio-difficile, hanno la trazione sulle 4 ruote (inseribile) alcuni hanno anche le ridotte. La trasmissione può essere a cardano o a catena, la cilindrata va dai 450cc agli 800cc. La diffusione sempre crescente degli appassionati di quad è testimoniata anche dal numero di pagine web a questi dedicate. Oltre ai siti delle diverse case produttrici (tutti i maggiori marchi hanno messo in produzione propri quad, ndr.) abbondano sulla rete forum di appassionati che si scamabiano pareri e opinioni sul complesso mondo quad.

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Tempo libero. Anche nel Bresciano cresce il numero di chi ama la vacanza in libertà

Voglia di camper: sulle orme di Garibaldi e dei suoi Mille In Italia è nata addirittura una associazione che tiene insieme le maggiori aziende produttrici del Paese. Una singolare iniziativa per ricordare il 150° dell’Unità d'Italia a cura di VoceMedia Pubblicità

Sino a qualche anno fa era un fenomeno tipicamente straniero. In Italia gli amanti dei camper, anche per i costi non indifferenti d’acquisto, erano una minoranza degli italiani appassionati di vacanze in piena libertà. Con il passare del tempo, però, anche in Italia il fenomeno ha preso piede, anche grazie alla nascita di una rete commerciale che propone il noleggio del camper solo per il periodo della vacanza. Reso più accessibile il mezzo anche il numero dei camperisti è andato crescendo e le autostrade italiane, ormai, sono percorse ogni giorno dell’anno da un grande numero di camper. Per chi ne possiede uno ogni occasione per partire è buona. Ponte o fine settimana, primavera, estate, autunno o inverno, fa poca differenza. Basta salire sul proprio mezzo e met-

Un camper

tersi in viaggio. Negli anni sono andati aumentando in Italia anche i servizi per questa nuova categoria di vacanzieri. Sulla rete autostradale nazionale sono state ampliate le aree di sosta e di servizio per i camper. Le mete turistiche grandi e piccoli e tutte le città d'arte si sono dota di spazi appositi in cui far sostare i camper. Nel contempo sono andate aumentando anche le

fiere e i saloni dedicati al settore. Recentemente è nata anche l'associazione Produttori Caravan e Camper che raccoglie le oltre trenta aziende che in Italia operano nel campo dei camper. Obiettivo dell’associazione è la promozione del camper style presso l’opinione pubblica e la stampa nazionale, le attività di sensibilizzazione volte a far conoscere alle istituzioni centrali

e locali il turismo all'aria aperta oltre alle strutture ricettive ad hoc per il plein air (o aree di sosta comunali), al fine di potenziare i flussi di turisti itineranti in entrata nel Paese, migliorando e differenziando le politiche e le formule di ospitalità nei confronti dei camperisti rispetto ai turisti stanziali. Fre le iniziative promozionali lanciate dall'associazione una è particolarmente interessante. Si tratta di “In camper sulle orme dei Mille”, una proposta di viaggio pensata in questo 2011 in cui si ricorda il 150° dell'Unità d'Italia per ripercorre in camper le tappe della storia unitaria del Paese. La partenza è fissata da da Torino, culla del Risorgimento e prima capitale d’Italia, per visitare i suoi meravigliosi monumenti e le grandi mostre allestite in questo anno particolare. Seconda tappa Genova, dove salparono i garibaldini, dando inizio alla Spedizione che unificò il Paese da Sud a Nord, a partire da Marsala, luogo dello sbarco dei Mille. Sempre dietro alle camicie rosse, si passa poi dalla Sicilia al Continente, percorrendo in camper la linea del Volturno, lungo cui Garibaldi e i suoi respinsero la controffensiva borbonica. Punto d’arrivo Bezzecca, il lago di Idro, la Valle di Ledro e Rovereto, teatro delle ultime battaglie dell’Eroe dei Due Mondi, durante la Terza Guerra d’Indipendenza.

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Una crescita che interessa la Lombardia Farmers’ market, boom di consumatori. Il rapporto di Coldiretti Lombardia sul primo trimestre 2011 stima che il numero di visitatori sia triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando dalle 250 mila presenze del 2010 alle 750mila attuali, con un incremento regionale del 200%. Mentre le giornate di apertura dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono salite del 70 per cento. Sempre nei primi tre mesi del 2011 – stima Coldiretti Lombardia – gli 84 farmers’ market sparsi nelle diverse province hanno generato un movimento economico di oltre 800 mila euro, in crescita del 6 per cento rispetto al del 2010.

Agricoltura. Si moltiplicano anche nel Bresciano i mercati agricoli promossi dall'omonina fondazione

Piace e cresce Campagna amica a cura di VoceMedia Pubblicità

Cos’è un Mercato di Campagna Amica (l’iniziativa promossa in tutto il Paese dalle diverse federazioni di Coldiretti) cosa lo rende speciale? Innanzitutto è un mercato degli agricoltori (o in inglese “farmer’s market“), cioè un mercato in cui i produttori agricoli vendono direttamente ai consumatori i propri prodotti. I mercati degli agricoltori possono essere gestiti direttamente da Comuni, organizzazioni professionali agricole, associazioni, ecc. Generalmente si svolgono periodicamente (uno o più giorni a settimana o al mese). I produttori agricoli che fanno capo a Coldiretti, e che aderiscono al Progetto Campagna Amica, hanno scelto di aderire ad un regolamento disciplinare volontario che prevede: che i produttori interessati ai mercati agricoli (farmer’s market) si associno per la realizzazione delle attività di vendita; che la vendi-

In piazza Garibaldi a Orzinuovi Anche la Bassa, da questo 2011, ha il suo mercato di Campagna amica. Grazie alla sezione di Orzinuovi di Coldiretti la cittadina orcenana è diventata sede dell’apprezzata iniziativa di vendita diretta dei prodotti della terra bresciana.È piazza Garibaldi, ogni martedì dalle 8.30 alle 13 e ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 19, a ospitare il mercato che nelle sue prime edizioni ha incontrato il favore di un buon numero di per-

sone che, grazie alla presenza di produttori locali possono acquistare non solo frutta e verdura ma anche salumi e formaggi senza l’intermediazione del sistema distributivo. La merce posta in vendita passa dal campo alla tavola della gente nel giro di 1-2 giorni, si evitano dannosi passaggi nelle celle frigorifere e rincari di prezzi che in tempi di crisi come quelli attuali non sempre sono graditi al grande pubblico.

ta avvenga con un preciso controllo dei prezzi praticati (meno 30% sui prezzi giornalieri rilevati dal sistema sms consumatori www.smsconsumatori.it); che l’associazione per la gestione del mercato controlli i requisiti di ciascun produttore. Il progetto della costruzione di una filiera agricola tutta italiana ha l’obiettivo di realizzare un grande sistema agroalimentare che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità e a un giusto prezzo. Quando tutto questo viene applicato i produttori possono utilizzare l’insegna “Mercato di Campagna Amica” ed i consumatori possono trovare all’ingresso del mercato la tabella con i prezzi praticati. A sostegno della filosofia che gudia i mercati c'è anche la Fondazione Campagna Amica che intende tutelare gli interessi di cittadini, consumatori, produttori agricoli intorno ai temi dell'ambiente e del territorio, della qualità dei consumi e degli stili di vita.

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Le due facce della stessa medaglia La definirtiva approvazione del Piano d’area e la risoluzione della vexata quaestio degli assetti societari sono due questioni che riguardano l'aeroporto D'Annunzio di Montichiari. Come affermato a più riprese dal presidente della Provincia Daniele Molgora non si tratta di questioni che possono correre su binari paralleli. Sono due vicende complementari, due facce della stessa medaglia perchè se gli attori sono in parte diversi, unica è la meta finale: quella di lanciare definitivamente una infrastruttura che sino a oggi ha rappresentato soltanto un peso. Dalla soluzione delle due vicende devono uscire risposte per fare dello scalo una risorsa.

Montichiari. La Provincia ha presentato nelle scorse settimane il Piano d’area

In quattro per lo scalo di Franco Armocida

La Provincia di Brescia ha presentato (dopo averlo annunciato nel corso della seduta che la commissione territorio della Regione aveva tenuto ai primi di febbraio al D’Annunzio) nelle scorse settimane il Piano d’Area per l’aeroporto di Montichiari che, trascorsi i tempi tecnici necessari, potrà trovare applicazione con la fine del 2011 dopo l’approvazione della Regione Lombardia. “Dopo otto anni il piano di sviluppo vedrà la definitiva approvazione, perché – ha illustrato il vice presidente provinciale Giuseppe Romele – alla luce dei provvedimenti che si sono susseguiti nel periodo richiamato emessi da Regione Lombardia, Provincia di Brescia e dai Comuni direttamente interessati dal piano, quali Montichiari, Ghedi, Montirone e Castenedolo, nonché dagli enti che, a vario titolo, hanno avuto competenza in materia, si è giunti ad un documento che

L’aeroporto D’Annunzio

indica le soluzioni percorribili per il corretto utilizzo dell’area interessata. Ora, grazie anche al principio della perequazione, i tecnici spiegheranno che si traduce in equilibrio tra i vantaggi (economici) e gli svantaggi (impatto ambientale ed altri) equamente ripartiti tra i quattro comuni

richiamati, fatto che ha costituito uno degli ostacoli più difficili da superare, ha aggiunto Romele, si è fatta chiarezza sulla destinazione delle varie aree, che, ai vari livelli d’intervento, si possono quantificare complessivamente in una quarantina di chilometri quadrati.

Cargo: scelta ormai assodata Con il posizionamento per la fine dell’anno di questo tassello nel complesso mosaico, potranno essere avviate tutte quelle opere – e qui Giuseppe Romele ha ‘calcato la mano’ – che sono nelle mani dell’imprenditoria, perché quanto in ambito di insediamenti industriali, commerciali, alberghieri, logistici e quant’altro ancora, è legato a chi oggi ha il coraggio, la forza e la volontà di credere nel futuro aeroportuale per il nostro territorio, che può diventare, per certi aspetti, il nodo strategicamente più importante non solo per Brescia, ma per il nord d’Italia e per il sud d’Europa. Non va trascurato – ha aggiunto Romele – che per Montichiari passerà la Tav del Corridoio 5, che unirà l’Europa da ovest ad est, così come il previsto raddoppio dei binari che scendono dal Brennero agevolerà i collegamenti nord-sud tra Europa ed Italia e la nuova BreBeMi, i cui lavori sono già avviati, costituiscono fattori che non potranno che aumentare il traffico, di ogni tipo, sull’intera area”. Al pronunciamento della Provincia in merito alle sorti del Piano d'area, che, come ricordato anche dallo stesso Romele, potrà valersi di infrastrutture importanti come la Brebemi e la futura alta velocità ferroviaria che dovrebbe transitare proprio in prossimità dello scalo aeroportuale, si sta affiancando il dibattito su quello che sarà il destino futuro dell'infrastruttura monteclarense. Non che gli scenari futuri si discostino più di tanto da quello che senza eccissivi giri di parole il presidente del Catullo aveva affermato ai primi di febbraio.

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Sanità. Procede il progetto “Care” messo in campo dall’unità operativa di medicina generale di Montichiari

Impegno e dedizione per la cura integrale del paziente ricoverato L’équipe diretta dal dott. Ottavio Di Stefano, dopo un anno di preparazione, ha messo in campo una progettualità che ha comportato la creazione di mini gruppi di lavoro di Mario Garzoni

“L’Unità operativa di medicina generale del presidio ospedaliero di Montichiari svolge tutte le attività assistenziali tipiche della medicina interna”. Così inizia la presentazione del reparto il dott. Ottavio Di Stefano, direttore dello stesso. Sono altre, però, le specificità dell’unità operativa da un decennio affidata alla sua direzione sottolinea. L’intero gruppo di lavoro (10 medici, 22 infermieri, 18 operatori tecnici e una segretaria) sta lavorando, dopo un anno di intensa preparazione, al progetto "Care" (cura). “Una progettualità - ricorda Ottavio Di Stefano - cha comportato un ribaltamento del tradizionale metodo di lavoro all'interno dell'unità operativa”.

Con il progetto Care, infatti, l’u.o. di medicina generale del presidio di Montichiari ha attuato il passaggio da un lavoro per comparti alla creazione di mini équipe composte da medici, infermieri e operatori tecnici che si prendono in carica singoli pazienti. “Si tratta di una progettualità – ricorda ancora il direttore – che altrove trova già

concreta applicazione e che nella nostra unità è stata assunta come una vera e propria sfida”. Sfida che tutto il personale dell'unità operativa ha assunto con grande impegno, dedicando alla preparazione della stessa tempo e risorse anche ben oltre i turni di lavoro. “Quella assunta – continua ancora il dott. Di Stefano – è una sfida ancora in

corso” perché se è vero che la costituzione delle mini équipe è un passaggio ormai assodato è ancora in corso il passo che prevede la presa in carico da parte del personale infermieristico del singolo paziente anche per aspetti che vanno oltre il momento medicosanitario. “Una volta che il progetto sarà a pieno regime – afferma Di Stefano – ogni infermiere si prenderà cura del paziente seguendolo in tutti quelli che sono i momenti che vanno dal suo ricovero al momento delle dimissioni”. Insomma, per l’unità operativa di medicina generale del presidio ospedaliero di Montichiari che, come quello di Gardone Valtrompia, fa parte dell’azienda Spedali civili di Brescia, il lavoro non manca, tenendo conto che ogni anno segue qualcosa come 2800 pazienti tra ricoveri (54 i posti letto), day hospital (3 posti letto) e ambulatori. “Certo – sottolinea ancora il dott. Ottavio Di Stefano – i problemi non mancano, anche se l'azienda si sta dimostrando attenta”. Personale medico sempre al limite e difficoltà strutturali sono compensate dalla dedizione che l’équipe guidata dal dott. Di Stefano mette in campo ogni giorno per garantire quella attenzione che ogni persona che si rivolge alla struttura ospedaliera merita.

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Secondo festival di dialetto “Ure de macc”

Cultura

Dopo la prima edizione del festival dialettale bresciano che si è svolta a Palazzolo nel giugno scorso è aperto il bando per la seconda. Il fine settimana scelto per l’edizione 2011 è quello del 17, 18 e 19 giugno giorni in cui 3 piazze dei paesi saranno il teatro delle rappresentazioni teatrali delle compagnie che avranno superato la selezione. La gente potrà spostarsi da un luogo all'altro a piedi, con facilità, vista la vicinanza dei luoghi nello stesso comune. Le proposte di partecipazione al festival devono arrivare secondo le modalità riportate nel bando entro il 16 aprile. Il bando e la domanda su www.vocesas.it

Sale della comunità “Sono il numero quattro” del regista David J. Caruso

La programmazione

Il nuovo eroe è alieno

IDEAL-CASTENEDOLO Manuale d'amore 3: sabato 26 marzo ore 21; domenica 27 marzo ore 21.00; I fantastici viaggi di Gulliver: domenica 27 marzo ore 17.00 IL GABBIANO-GHEDI Tron Legacy: sabato 26 marzo ore 21.00; domenica 27 marzo ore 15.30; Sono il numero quattro: sabato 2 aprile ore 21.00; domenica 3 aprile ore 15.30; Uomini di Dio: lunedì 4 aprile ore 21.00; Rango: sabato 9 aprile ore 21.00; domenica 10 aprile ore 15.30 GLORIA-MONTICHIARI IL discorso del re sabato 26 marzo ore 21.00; domenica 27 marzo ore 21.00; lunedì 28 marzo ore 21.00. Le avventure di Sammy domenica 27 marzo ore 15.00; La Gioconda di Amilcare Ponchielli opera lirica dall’Arena di Verone: mercoledì 30 marzo ore 20.00; Il Grinta sabato 2 aprile ore 21.00; domenica 3 aprile ore 21.00; lunedì 4 aprile ore 21.00; L’orso Yoghi domenica 3 aprile ore 20.45; La figlia del Faraone balletto di Cesare Pugni dal Bolshoi : mercoledì 6 aprile ore 20.00; Rango sabato 9 aprile ore 21.00; domenica 10 aprile ore 15.00, 21.00; lunedì 11 aprile ore 21.00. AURORA-PAVONE MELLA The green hornet sabato 26 marzo ore 20.45; domenica 27 marzo ore 15.30, 20.45; Sono il numero quattro sabato 2 aprile ore 20.45; domenica 3 aprile ore 20.45; Gnomeo e Giulietta: sabato 9 aprile ore 20.45; domenica 10 aprile ore 15.30, 20.45; Il Grinta sabato 16 aprile ore 20.45; domenica 17 aprile ore 15.30, 20.45.

di Mauro Toninelli

Alieni che tornano sulla terra e, ovviamente, al cinema. Il nuovo film, forse la pellicola fantascientifica più attesa della stagione, alla regia è targato Davd J. Caruso (regista di “Disturbia”) ed è tratto dal romanzo bestseller “I am number four”, primo di una saga di sei libri firmati da Pittacus Lore (pseudonimo della coppia Jobie Hughes e James Frey) e che è stata paragonata alla saga di “Twilight”. Al centro della vicenda il numero quattro, un giovane alieno, interpretato da Alex Pettyfer, che è fuggito con altri otto dal sua pianeta, attaccato e distrutto dalla razza ostile dei Mogadoriani, che, come si vuole da copione, sono scesi anche sulla Terra per eliminarli. John Smith, questo il finto nome che il numero quattro si dà, si camuffa tra gli adolescenti di un liceo e proprio qui scoprirà l’amore per una ragazza, Sarah e la bellezza, per la prima volta di sentirsi a casa. Il film inizia con la morte del numero tre. Ciascuno dei nove ha un guardiano che li protegge perchè hanno dei poteri particolari che li rendono unici. Fuga da un pianeta distrutto, poteri, eroi, l’amore per la bella di turno, con cui non ci può stare per la sua sicurezza, problemi di iden-

Alex Pettyfer e Dianna Agron in una scena del film

tità: non sembra un canovaccio del tutto nuovo in fondo, ma la traccia che resta dietro ad un buon film d’azione con effetti speciali targati Industrial Light and Magic è quello, non tanto nuova ma sempre attuale, del rapporto con il diverso, del tutto simile a noi, ma che viene da un altro paese e che ha una cultura e un passato sconosciuto. La raccolta delle paure e delle richezze legate al tema di tutto il genere umano. David J. Caruso ha dichiarato riguardo agli effetti speciali “Quando cresci so-

gnando di fare film di fantascienza e ti ritovi a lavorare con la Industrial Light and Magic hai l’impressione di essere dentro al tuo sogno”. Questo sogno “Sono il numero quattro” regala 110 minuti di emozioni e lascia un finale aperto come prevede il romanzo iniziale di una saga. Resta ancora da vedere se questo sogno, filmico, sarà in grado di essere come i parenti vampiri e divenire un fenomeno o scomparire come “Jumper” o altri tentativi.

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Manerbio. Il 2011 è un anno particolare per il corpo musicale diretto dal maestro Arturo Andreaoli

“Santa Cecilia” in festa: compie 150 anni come l’Italia unita Molte le manifestazioni con cui, nel corso dei prossimi mesi, il complesso musicale manerbiese festeggerà un compleanno tanto significativo di Elisa Bassini

La civica banda “Santa Cecilia” di Manerbio è nata con l'Italia unita. In questo 2011, infatti, compie 150 anni e in occasione di un anniversario così significativo ha presentato un fitto cartellone di eventi. Il consueto concerto di Primavera, in programma sabato 16 aprile, sarà una celebrazione dell’Unità italiana e della fondazione del gruppo con l’esecuzione di brani musicali storici. Particolare spazio verrà dato, tra maggio e giugno, alle giovani leve con i saggi della scuola di musica “Lorenzo Manfredini”, il V Concorso di esecuzione under 15 e l’esibizione della Juniorband, tre occasioni importanti per i nuovi strumentisti che si affacciano alla musica. L’evento più significativo dell’anno sarà la manifestazione “… e le Bande stanno a suonare”: dal 21 al 26 giugno le bande di Pontevico, Leno, Gambara, Zocco di Erbusco, Borgosatollo e Manerbio si alterneranno sul palco, continuando il lavoro di aggregazione già sperimentato con “I concerti della nebbia”. Il concerto più atteso è quello di mercoledì 22 giugno con l’esibi-

La banda di Manerbio

Giornata del Fai nella Bassa bresciana Anche quest’anno ritornano le Giornate di Primavera organizzate dal Fondo Ambiente Italiano. Domenica 27 marzo, nella Bassa verranno aperti due beni poco noti al pubblico: il borgo di Monticelli d’Oglio (frazione di Verolavecchia) e il maglio di pianura di Pontevico. Durante tutta la giornata, dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18, ci sarà la possibilità di effettuare visite guidate gratuite alla scoperta di due piccoli gioielli. Monticelli d’Oglio, ricostruito nel 1600, mantiene ancora oggi le forme

originarie con la sua piazza a corte porticata attorno alla quale si articolano gli altri edifici del borgo. Il visitatore potrà ammirare il palazzo seicentesco della famiglia Provaglio, antichi proprietari di Monticelli; il percorso continuerà nel castello e nei suoi sotterranei. . L’altro bene aperto nella Bassa sarà il maglio di Pontevico che, dopo un attento recupero, è diventato un museo aperto alla didattica delle scuole. L’ultimo artigiano, Gesualdo Ramera, mostrerà al pubblico l’arte di forgiare il ferro.

zione della Wind Ensemble della Stanford University di Palo Alto (California), diretta dal maestro Giancarlo Aquilanti. Sarà l’occasione per apprezzare la qualità esecutiva di un gruppo di professionisti di livello internazionale e un’importante scambio culturale, perché 15 ragazzi dell’ensemble verranno ospitati presso le famiglie degli strumentisti manerbiesi. La settimana della banda, come sottolinea il maestro Arturo Andreoli, “sarà fondamentale per la valorizzazione delle nostre bande territoriali, intese come gruppi che abbiano un maggior peso sociale. La banda, con il suo percorso educativo, è una attività che richiede molto spirito di sacrificio e che ha la funzione importante di formare il senso civico dei futuri cittadini”. L’impegno dei componenti della banda si protrarrà anche a luglio nei due finesettimana, dall’8 al 10 e dal 15 al 17 luglio, con la “Festa della musica”, un appuntamento nato qualche anno fa per far conoscere alla cittadinanza non solo la realtà bandistica, ma anche altri gruppi e band di giovani che ruotano intorno alla “Santa Cecilia”. Dopo la pausa estiva, il programma concertistico riprenderà il 3 settembre con l’esibizione della banda comunale “Domenico Alaelona” di Montegiorgio (Fermo), nel gemellaggio già iniziato nel giugno scorso. Le celebrazioni del 150 esimo anno di attività si concluderanno nel mese di novembre, venerdì 11 con la presentazione del libro della banda e il 25 e il 26 con i concerti di Santa Cecilia con il Brixia Chorus.

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Calcio Serie D. La Verolese retrocede

Sport

Con sei giornate d’anticipo la Nuova Verolese saluta il campionato nazionale dilettanti per tornare in Eccellenza. La società bassaiola, dunque, festeggia nel peggiore dei modi i cento anni di fondazione (1911-2011). Il verdetto è arrivato domenica 20 marzo dopo l’ennesima sconfitta in campionato: 5-0 sul campo del Fiorenzuola e retrocessione dopo tre stagioni in serie D. D’altronde la classifica (girone D) parla chiaro: appena sei punti conquistati (una vittoria e tre pareggi ottenuti tutti nel girone d’andata) e un lungo calvario societario che – nonostante il passaggio di testimone – non è riuscito nell’intento di salvare la categoria o, quantomeno, provare a farlo passando per i play out.

Premio Leonessa. Dalla lotta al rugby, passando per il pugilato allo sci nautico fino alle bocce

Cinquina tutta al femminile e la Bassa si tinge di rosa di Mario Ricci

È la cinquina tutta in rosa che fa sognare la Bassa. E recentemente ha ricevuto dal Comune di Brescia il premio Leonessa per i meriti sportivi conquistati nel 2010. Dalla lotta al rugby, passando per il pugilato allo sci nautico fino alle bocce. Andando in rigoroso ordine alfabetico si comincia da Liliana Belloni della Bocciofila Ghedese. Nell’ultima stagione ha ottenuto il secondo posto a squadre alla Coppa Lombardia e un primo posto nella gara a staffetta guadagnandosi la categoria B femminile. E pensare che la passione per questa disciplina era cominciata per caso, per far passare il tempo. Dalle bocce al pugilato, rappresentato dall’Accademia Monteclarense. Fra le punte di diamante, spicca Elisa Cumini. Titolare della maglia azzurra della Nazionale femminile, l’atleta bresciana aspira a conquistare il pass per le Olimpiadi di Londra 2012 rappresentando così la prima donna pugile italiana. Nel 2009 di-

Le atlete del Cammi Calvisano

venta campionessa regionale, l’anno scorso – invece – ottiene il secondo posto ai Campionati italiani categoria Assoluti. Ma la Bassa è terreno florido anche per lo sci nautico visto che a San

Gervasio opera il Water Ski. Il Premio Leonessa è andato a Marialuisa Pajni che da dieci anni si allena nelle acque bresciane prima a San Paolo poi a San Gervasio. Ricco il suo palmares: dalle medaglie di bronzo agli

Europei Under 17 a quelle d’argento ai Campionati italiani assoluti nella specialità Figure e Salto sempre nel 2009. Fino all’alloro nell’ultima stagione agli Europei Under 21. A proposito di successi internazionali, che dire della lottatrice Laura Resconi? Tesserata per il Gruppo Sportivo Lograto, si è messa in evidenza recentemente per terzo posto ai campionati assoluti. Per tre volte è salita sul podio della Coppa Italia, primeggiando al Trofeo Internazionale Fucci. A chiudere il quintetto delle meraviglie, ci pensa Beatrice Serioli del Rugby Calvisano. Un settore, quello femminile, nato da pochi anni ma già a buoni livelli sfruttando l’onda della prima squadra maschile e di un’impiantistica fra le migliori sul territorio nazionale. La passione per la palla ovale scatta giovanissima nel 2008. Considerato l’elevato numero di mete messe a segno durante il campionato ed è titolare dell’Italia Under 18 femminile. Il suo sogno è partecipare al Torneo Internazionale delle Sei Nazioni che si disputa ogni anno e destinato alle rappresentative di Italia, Francia, Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda.

Paraciclismo. Al velodromo solo un argento per l’Italia. Dominio inglese con diciotto medaglie

Mondiali: undici volte record sulla pista di Montichiari Si sono chiusi domenica 13 marzo i Campionati mondiali di Paraciclismo tenutisi al Velodromo Fassa Bortolo di Montichiari. 27 nazioni presenti con oltre 250 atleti si sono contesi le vittorie nelle varie categorie con ben 11 record mondiali registrati. Quanto al medagliere, a classificarsi al primo posto finale è risultata la Gran Bretagna che si è portata a casa ben 18 titoli (nove primi posti, otto secondi posti ed un terzo piazzamento) seguita a ruota dalla Cina con 10 medaglie e dall’Australia con 8. L’Italia, a distanza siderale, non ha dato parti-

colare spettacolo vincendo solo un argento, conquistato da Fabrizio Macchi nella prova ad inseguimento individuale, battuto solo dal cinese Gui Hua Liang che già in qualificazione aveva fatto registrare il record del mondo della specialità. Macchi era al suo quinto mondiale su pista della carriera ed aver ottenuto tale piazzamento davanti al pubblico di casa ha rappresentato un ulteriore sigillo nel suo percorso sportivo. Il prossimo appuntamento al Velodromo è in programma nel mese di giugno con la Coppa Italia selezione Giro d’Italia Dilettanti. (f.m.)

Una delle premiazioni a Montichiari

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Calcio. Presentata la mostra del Centenario mentre la squadra lotta per evitare la retrocessione.

Il neonato Fc Roccafranca dal 2003 a servizio dei giovani di Francesco Uberti

La società è nata lo scorso anno quando sette persone che condividono la passione per il calcio e l’attenzione alla crescita dei giovani e dei ragazzi si sono uniti per rilevare la squadra di calcio già esistente, portando una ventata di entusiasmo e di voglia di divertirsi giocando a pallone, il tutto ripartendo dai ragazzi. Siamo a Roccafranca, piccolo comune della bassa occidentale, e questa è la storia dell’FC Rocca 2003, la squadra di calcio del paese che all’inizio della stagione ha visto rivoluzionato il proprio organigramma: in società, infatti, sono entrati Gian Marco Uberti come presidente, Fausto Rivetti suo vice e Germano Ferraresi come segretario, insieme a Mauro Ferraresi, Fausto Coccaglio, Marino Turla e Ivan Gazzara. Non pensiate che sono tipi attenti a queste cose, anzi: ciò che conta per loro è questa nuova avventura, la responsabilità di continuare ad offrire ai ragazzi la possibilità di crescere grazie allo sport. Di questo sì, parlano volentieri. Fausto Rivetti, per esempio, ha accettato di rispondere ad alcune nostre curiosità. Prima di tutto qualche numero. Quanti atleti sono tesserati per l’Fc Rocca 2003?

La squadra dei Pulcini dell’Fc Rocca 2003

“In tutto i tesserati sono 102, suddivisi in quattro categorie a seconda dell’età. I nati dal 2002 al 2005 imparano a tirare i primi calci al pallone alla scuola calcio, mentre le classi 2000 e 2001 fanno parte dei pulcini. Si passa poi agli esordienti, categoria in cui si trovano le classi 98 e 99, fino ad arrivare ai più grandi, i giovanissimi, delle classi 96 e 97”. Una grande attenzione ai più piccoli, dunque. Come giudicate finora la scelta di ripartire dalle categorie giovanili?

“Il bilancio finora si può considerare molto positivo, anche perché è aumentato il numero dei tesseramenti sia nella scuola calcio sia nei pulcini. Per l’allenamento ci avvaliamo della collaborazione con la società Prostaff, costituita da laureati in Scienze Motorie particolarmente preparati dal punto di vista educativo e pedagogico per lavorare con i più piccoli”. Qual è il messaggio che intendete trasmettere ai vostri giovani tesserati? “Il proposito della società è quello di

far passare e condividere uno spirito allegro e di divertimento. Cerchiamo di evitare l’ossessione della vittoria a tutti i costi, perché il calcio è e deve rimanere un bel gioco. Da questo punto di vista è fondamentale il coinvolgimento dei genitori, perché condividano questi principi. Su troppi campi da calcio, infatti, ci si rende conto che proprio gli adulti sono i primi a veicolare isterismo ed esasperazione”. Coinvolgimento degli adulti che recentemente si è concretato in un’iniziativa che sembra riscuotere molto successo… “Già. Da metà febbraio abbiamo aperto un bar nei locali sotto le tribune. Viene tenuto aperto durante le partite in casa dalle mamme dei ragazzi. È solo uno degli aiuti che abbiamo ricevuto: sia da parte dell’amministrazione comunale, sia da parte di molti privati c’è stata molta generosità ed interesse intorno a questa squadra, segno che rappresenta per la gente di Roccafranca qualcosa di importante e meritevole di essere sostenuta”. E c’è da credergli, facendo un giro dalle parti del campo sportivo il sabato pomeriggio: molta gente, mamme, papà e anche nonni che in tribuna e a bordo campo assistono alle partite delle squadre. È anche l’occasione per ritrovarsi e scambiare quattro chiacchiere. Il calcio come vorremo che fosse, sempre.

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ORARI delle SANTE MESSE (Prefestive e Festive) ORARI SANTE MESSE ACQUALUNGA S. Maria Maddalena: Festivo 10 ALFIANELLO Ss. Ippolito e Cassiano: Pref.18.30; fest. 8-10.30-18.30 AZZANO MELLA Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo: ore 18.00; Festivo 7.30-10-18.30 BAGNOLO MELLA Visitazione Maria Vergine: 18.30; Festivo: 7.30-9-10-11.30-18.30 BARBARIGA S. Vito, Modesto e Crescenzia: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7 – 10.30 – 18.30 BARGNANO S. Pancrazio: Prefestivo 19.00; Festivo 10 BASSANO BRESCIANO S. Michele Arcangelo: Prefestivo 18; Festivo: 8 – 10 – 18 BORGO PONCARALE Purificazione di Maria Vergine: Festivo: 10 - 18 BORGO SAN GIACOMO S. Giacomo maggiore: Prefestivo 18.00; Festivo 7.30-9.30-11.00-18.00 BORGOSATOLLO S. Maria Annunciata: Prefestivo: 19; Festivo: 7 – 8.30 – 9.45 – 11 – 18.30 BRANDICO S. Maria Maddalena: Prefestivo: 18.00; Festivo: 8 – 10.30 – 18 CADIGNANO Ss. Nazaro e Celso: Prefestivo 19.30; Prefestivo 10.30 - 18 CALVISANO S. Silvestro: Prefestivo: 18.30; Festivo: 8 – 10 – 11 – 18.30 CAPRIANO DEL COLLE S. Michele Arcangelo: Festivo 10.30 – 18.30 CARPENEDOLO S. Giovanni Battista: Prefestivo: 18.; Festivo: 7.15-8.30-9.45-11-15.30-18 CASTELCOVATI S. Antonio Abate: Prefestivo 18.30; Festivo 7-8-9.30-11-18.30 CASTENEDOLO S.Bartolomeo Apostolo: Prefestivo 19; Festivo 7 – 9 – 10 – 11 – 18 CASTREZZATO Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo 18; Festivo: 8-9.30-11-18 CIGOLE S.Martino: Prefestivo: 18; Festivo: 7.30 – 10.30 CIZZAGO S. Cuore di Gesù e S. Giorgio: Prefestivo 18; Festivo 8 - 10.30 – 18 COMELLA S. Maria Annunciata: Festivo 16 COMEZZANO Ss. Faustino e Giovita: Prefestivo 18; Festivo 8 - 10 – 18.30

CORTICELLE PIEVE S. Giacomo: Prefestivo 18; Festivo 10 - 17 CREMEZZANO S. Giorgio: Prefestivo 20; Festivo 8.30 – 11 – 18 DELLO Giorgio: Prefestivo 19; Festivo 8 – 11 – 19 FARFENGO S. Martino: Prefestivo 18; Festivo 10 FENILI BELASI Ss. Trinità: Prefestivo 18; Festivo 8 – 11 – 18 FLERO Conversione di S.Paolo: Prefestivo: 18; Festivo: 7.30 – 8.45 – 10 – 11.15 – 18 FRONTIGNANO Ss. Nazaro e Celso: Prefestivo 18; Festivo 11 – 18 GAMBARA Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7.30 – 9.30 – 11 – 18.30 GHEDI S. Maria Assunta: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7.30 – 9 – 10 - 11 – 18.30 GOTTOLENGO Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo 20.30; Festivo 8 – 9.30 – 11 - 18 ISORELLA S. Maria Annuciata: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7.30 – 10 – 18.30 LENO Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo 18.30; Festivo: 7.30 – 9 – 10 – 11 – 18.30 LOGRATO Ognissanti: Prefestivo 18; Festivo 7.30 – 9.30 - 11 – 18 LUDRIANO S. Filastio: Prefestivo 18.30; Festivo 8 – 11 – 18.30 MACLODIO S. Zenone: Festivo: 8 – 10.30 – 18 MAIRANO S. Andrea apostolo: Prefestivo: 18.30; Festivo: 8.30 – 11 – 18.30 MANERBIO S. Lorenzo: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7 – 8.30 – 10 - 11.15 - 18.30 MEZZANE DI CALVISANO S. Maria Nascente: Festivo: 7.30 - 10.30 . 18 MILZANELLO S. Michele Arcangelo: Prefestivo: 18; Festivo 7.30 - 10.30 - 18 MILZANO S. Biagio: Prefestivo: 18; Festivo: 8 – 10 – 18 MONTICHIARI S. Maria Assunta: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7 – 8.30 – 10 – 11 – 18.30 MONTIRONE S. Lorenzo: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7.30 – 9.30 – 11 – 18.30 NOVAGLI S. Lorenzo: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7.30 – 9.30 - 11.15 – 18.30 OFFLAGA S. Imerio: Prefestivo: 18; Festivo: 8 – 11 ORZINUOVI S.Maria Assunta: Prefestivo: 18; Festivo: 7 - 8.30 - 9.45 - 11 - 17 - 18

ORZIVECCHI Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo 18; Festivo: 7.30 – 10.30 – 18 PADERNELLO S. Maria di Valverde: Festivo 18 PAVONE MELLA S. Benedetto Abate: Prefestivo: 18; Festivo: 8 – 10 – 18 POMPIANO S. Andrea Apostolo: Prefestivo 18; Festivo: 8 – 9.30 – 11 – 18 PONCARALE Ss. Gervasio e Protasio: Prefestivo: 18; Festivo 9 – 10.30 PONTEVICO Ss. Tommaso ed Andrea Apostoli: Prefestivo 18; Festivo: 7.30 – 9.30 11 - 18 PORZANO S. Martino: Prefestivo: 18.30; Festivo 8 – 10.30 – 18.30 PRALBOINO S. Andrea Apostolo: Prefestivo: 17.30; Festivo 8 – 10 – 17.30 QUINZANO D’OGLIO Ss. Faustino e Giovita: Prefestivo 18.30; Festivo: 7.30 – 9.30 – 11 – 18.30 REMEDELLO SOPRA S. Lorenzo: Prefestivo 18.30; Festivo: 8 – 10.30 – 18.30 ROCCAFRANCA Ss. Gervasio e Protasio: Prefestivo: 18.30; Festivo: 8 - 10 - 18.30 RUDIANO Natività di Maria Vergine: Prefestivo 18; Festivo 7.30 – 8.30 – 9.30 – 10.45 – 18 SAN GERVASIO BRESCIANO Ss. Gervasio e Protasio: Prefestivo: 18.30, Festivo: 7.30 – 10.30 – 18.30 SAN PAOLO S. Paolo Apostolo: Prefestivo: 19; Festivo: 7.30 – 10.30 – 18.30 SCARPIZZOLO S. Zenone: Prefestivo: 18; Festivo 9.30 SENIGA S. Vitale: Prefestivo: 18; Festivo 8 – 10.45 TRENZANO S. Maria Assunta: Prefestivo 18; Festivo 8 – 9.30 – 11 – 18 URAGO D’OGLIO S. Lorenzo: Prefestivo 18; Festivo 7.30 – 9.30 – 11 –18 VEROLANUOVA S. Lorenzo: Prefestivo 18; Festivo: 7.30 – 9.30 – 11 – 18 VEROLAVECCHIA Ss. Pietro e Paolo Apostoli: Prefestivo: 18; Festivo: 7.30 – 9.30 – 11 – 18 VIGHIZZOLO S. Giovanni Evangelista: Prefestivo: 19; Festivo 8 – 10 – 18 VILLACHIARA S. Chiara: Prefestivo: 18; Festivo 11 - 18 VISANO Ss. Pietro e Paolo: Prefestivo: 18.30; Festivo: 7.30 – 10.30 – 18.30

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La Voce della Bassa Bresciana 2011 03