Valsarmento

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trasformazioni nel tempo. Dietro al cimitero si possono vedere i Ruderi di un antico Monastero Nella stessa zona affiorano rinvenimenti archeologici dell’età Magno-Greca

La pietra tombale del XV sec. è conservata nel castello oggi sede del Municipio. Raffigura un personaggio maschine dormiente su cuscino. Appartenuta presumibilmente al Sarcofago di Giacomo Fortunato chiamata dai noiesi con il nomignolo di “Jacuvill”. Ai piedi del guerriero una scritta erosa dalle intemperie potrebbe dire secondo il parroco Giuseppe Santulli. Un certo Ionata dedicò questo sarcofago in pietra

al pio Jacopo Fortunato, compianto da tutti i cittadini per la sua bontà e generosità. A pochi km dal paese in località Calorio si trova custodito sulla parete esterna di una casa colonica, incastonato in una nicchia di pietra e tufo, un Cristo del XV sec. In prossimità del torrente Rubbio sono visibili i Ruderi del Monastero Baronale di S. Maria della Saectara, sorto presumibilmente tra il X e il XI sec. Presso di esso trovarono sede in qualità di vassalli i profughi albanesi provenienti dalla città di Corone in Morea.

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