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Successo TOSCANA MAGAZINE AGAZ GAZINE ZINE Periodico eventi e curiosità sità in in TOSCANA e nel MONDO DO

EVENTI GIÀ SUCCESSI MODA & CROCHET LOUIS VUITTON GUIDA La nostra guida di Roma ma

LA PIAZZA DEL LUSSO Portocervo rvo

SORRISO & SALUTE VIAGGI NEL MONDO

FOTOGRAFI DEL MONDO EMERGENCY

Rispetto dei diritti diritti umani umani

Special Locman FIRENZE

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Cavalli club Circo nero

Giugno 2010 copia omaggio autorizzazione del tribunale tribunale di di Arezzo Arezzo n° n° 977/07 977/07 VG VG

Diego Venzo Foto: Marcinho Albiani

onne Solo donne

Cos’è successo Periodico gratuito semestrale di Regina Nobrez nato in Toscana nel Dicembre 2007. Esce in Italia e nel mondo: Firenze, Roma, Torino, Barcellona, Florianopolis... per raccontare, bellezza, arte, moda, sport, viaggi, interviste, progetti globali, libri, natura, gente famosa, locali famosi, eventi e feste già successi con successo!

Se io parlassi la lingua degli uomini Se io parlassi la lingua degli angeli Senza AMORE... Io sarei il nulla... (Luis de Camoes)

Direttore Amministrativo: Regina Nobrez Direttore Responsabile: Alessandro Forni Direttore Editoriale: Teresa Tracchi Graphic e Foto Editor: Teresa Tracchi e Regina Nobrez Redazione: Regina Nobrez, Teresa Tracchi, Marco Cezar, Riccardo Tartaglia, Lucia Balocco, Andrea Strella, Cinzia Lo Russo, Giovanni Tracchi. Hanno collaborato a questo numero: Lapo Chirici, Cinzia Lo Russo, Roberto Corti, EMERGENCY, Mariangela Mutti, Alessia Vani, Filippo Bruni, Circo Nero, Cavalli Club, Daniele De Lauria. Fotografie: Kalone Kienda, Roberto Corti, Lapo Chirici, Marcinho Albani, Paulinho Ferrarini, AF comunication, Giovanni Orlandi, Leonardo Fanini. Foto in copertina di Marcinho Albani /modello brasiliano Diego Venzo Stampa: TAAR Roma Per pubblicità, contatti, e per ricevere la rivista a casa contattateci sul sito internet: www.cosesuccesso.com La redazione non si assume alcuna responsabilità per notizie, foto, marchi, slogan utilizzati dagli inserzionisti. Il materiale non viene restituito, è vietata civilmente e penalmente ai sensi della legge sul diritto d’autore, ogni forma di riproduzione dei contenuti di questa rivista, compresi gli spazi pubblicitari, senza autorizzazione scritta dall’editore.

Sommario pag.5

MODA STYLE crochet artigianale brasiliano di Jeanne Vieira

pag.7

EVENTI GIA’ SUCCESSI CON SUCCESSO Mamy Rock Lucio Antonucci Haute Couture Santa Esmeralda Circo Nero al Cavalli Club Get Dancin’ Art Cafè Rieti Onelove tobacco’s

pag. 17

DAY STYLE

pag. 19

Special FIRENZE Foto di Marcihno Albani I signori della notte fiorentina Cinzia Lo Russo Daniele De Lauria

pag. 29

IL LIBRO

pag. 31

LA GUIDA Louis Vuitton city guide 2010

pag. 32

LA PIAZZA DEL LUSSO

pag. 33

SALUTE

pag. 39

I FOTOGRAFI Paulinho Ferrarini Kalone Kienda

pag. 47

VIAGGI...SOLO DONNE! tra amiche per la filantropia per passione per l’arte

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Il magazine...di mano in mano...in giro per il mondo!

Il magazine...di mano in mano...in giro per il mondo!

Jeanne Vieira Moda crochet

Foto Paulinho Ferrarini - Modella Cristina de Vicenzi

Import - Export - vendita e info contattare: jis_9@hotmail.com

Jeanne Vieira Moda crochet

Eventi...

Santa Esmeralda In concerto all’Otel di Firenze per lo XENON Remember Party

Mamy Rock dj al Luxury Lounge di Firenze Una special guest di estrema singolarità è arrivata a Firenze lo scorso Aprile. Ospite della one-night «Superdolly» nella sua prima data italiana la richiestissima 69enne dj inglese consacrata come il fenomeno più chiacchierato delle consolle internazionali: Ruth Flowers, in arte “MamyRock”.

Lucio Antonucci Haute Couture Firenze Tutto Sposi, la fiera in programma le prime settimane di Novembre alla Fortezza da Basso coinvolge ogni anno oltre 150 espositori da tutta Italia selezionati tra i principali operatori del settore wedding. Con l’obiettivo di soddisfare i più svariati desideri delle future coppie, la fiera si prefigge di offrire soluzioni organizzative dalla A alla Z senza mai perdere di vista l’aspetto economico. Ad aprire i defilé le collezioni dello stilista Lucio Antonucci Haute Couture. Un evento nell’evento per esaltare il ricercato atelier fiorentino ed il suo stile fantasioso rivalutandone nel contempo l’artigianalità sartoriale. Lucio Antonucci Haute Couture racconta di ragazze che passeggiavano negli antichi giardini di Firenze con grazia ed allegria, attraversando la luce del pomeriggio e parlando sottovoce di amore, amori e sogni. Una collezione dall’aria semplice ma ricca di poesia, espressa in colori pastello molto anticati, con tessuti speciali trasformati artigianalmente per sembrare già vissuti. Bustier e gonne vaporose, piccoli top all’americana con gonne fluide e abiti quasi monacali nel loro rigore. Spesso foglie, petali, piume e antichi pizzi definiscono il suo romanticismo.

Circo Nero al Cavalli Club Firenze

Get Dancin’ Firenze… e volano gli anni ’80 con i Presta Bros Il primo di una serie di eventi dedicati interamente alla disco music quello presentato lo scorso Gennaio all’Obikà di Firenze in occasione della 77esima edizione di Pitti Immagine Uomo. Si chiama “Get Dancin’”, un marchio che rievoca lo slang dei club newyorkesi degli anni ’70 e ’80 all’epoca in cui imperversava la disco dance, ma anche le feste nelle cantine di una Firenze in fermento e sempre ricettiva verso le nuove avanguardie. Riproporre 35 anni di “MESTIERE” dietro la consolle. Questa l’idea nata dai fratelli Presta dopo una notte nella loro cantina-studio a rispolverare quei 45 giri con i quali un tempo facevano ballare generazioni di giovani. Dietro il progetto “Get Dancin’” alberga infatti il ritrovo di tre fratelli di sangue ed il loro infinito amore per la musica di quel periodo. Da lì la volontà di riproporre e presentare questo concept in un marchio che potesse identificare un ciclo di eventi itineranti in cui a turno saranno ospitati djs e band culto (come Imagination, Santa Esmeralda, Delegation) simbolo di quel ventennio musicale. «L’ispirazione per il nome ci è venuta ascoltando il mitico 45 giri “Get Dancin’” appunto, dei Disco Tex and the Sex O Lettes, formazione nata negli anni ’70 nel cuore del Bronx di New York per volontà di Sir Monti Rock III» - affermano i tre.

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Inaugurazione tabaccheria

...Eventi 16

Day Style...

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MILANO PARIGI NEW YORK LONDRA

SCARPE SAN GIOVANNI V.NO (Ar) Via Giovanni da S. Giovanni TOSCANA

E Z N E R I F l a i c e Sp fotografo Marcinho Albani

www.flick.com

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I signori della notte fiorentina

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Circo Nero

Locman

Vernissage di Adam Sabhan

cavalli Club

Il Team della notte fashion fiorentina è composto da: Filippo Bruni e Alessia Vanni (AF COMMUNICATION) Mettono passione in quel che fanno, non organizzano semplicemente, seguono il cliente,lo consigliano, lo aiutano, lo affiancano nelle scelte. Facciamo un giro insieme a loro in questo circuito fashion, moda, arte, musica, cinema, design, location, serate in questo paradiso chiamato firenze. Hanno organizzato eventi come: l’inaugurazione del nuovo Meyer …. 60° Ferrari@Ponte Vecchio, Party di Carnevale al Cavalli Club per 2 anni consecutivi, presentazione Audi R8, Vernissage Brutalmente di Adam Sabhan, Dj al Museo presso Museo Stibbert, Cocktail per Locman, Burton Movie Tour, Forte bel Vedere Louge, Circo Nero.

AF Communication ha l’ esperienza richiesta per pianificare ed organizzare ogni tipo d’evento: dalle feste aziendali agli incontri d’affari, dalle sfilate di moda al lancio di prodotti, dalle cerimonie di premiazione alla raccolta fondi, dalla presentazione di nuovi dischi o premiere dei film alle cene di gala. Dal branding, al marketing, alla produzione eventi, inoltre è il canale migliore per “essere inseriti”, ”guidati”, nella realtà FIORENTINA. Ad oggi collaborano con i seguenti locali: Oibò Caffè il giovedi’ “ Pharmacy,”, house night! Dalle 20.00 aperitivo, delizioso e ricco buffet, cameriere vestite da infermiera Kill Bill style, cocktail e shot in provette di plastica e dalle 22.00 fino alle 1.30 Dj House Doctor Alex Cappelli!

pharmacy

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Rooms

Il venerdì al Colle Bereto, “ l’Aperitivo V.I.P “, dalle 20 aperitivo lounge fino alle 23, curato e gustoso buffet mediterraneo, belle e brave barman, accompagnate dal Dj Andrew Cherino. A seguire dalle 23.30 “Rooms Club” solo x i soci, un esclusivo club di 400 metri quadri, nel cuore di Firenze all’ombra del Piazzale Michelangelo, stiloso particolare, suddiviso in 3 zone: Inferno, Purgatorio e Paradiso … tante stanze dedicate allo stile e alle emergenze creative in tutte le sue forme. Un locale dove è possibile fare semplicemente due chiacchere in compagnia, o una semplice bevuta, o ballare, con i vari Dj set che ogni settimana si alternano, le feste a tema sempre nuove e stravaganti e la strepitosa animazione.

Rooms

Il sabato organizzano One Night come: “Superdolly” ……………. Solo pochi giorni fa ospite del Superdolly in esclusiva in Italia la 70 enne Dj più richiesta d’Europa : Mamy Rock. “ Get Dancin’” per coloro che amano gli anni 80, questa è la serata giusta … ospiti del calibro di Gazebo, in occasione dell’ultima edizone di Pitti Immagine di gennaio presso Obikà in Via Tornabuoni, e l’ultima con ospite Dan Arrow presso Villa Montalto. Presto news sulla prossima festa … Inoltre collaborano con “Drystore” in Via de’ Ginori 20R, , negozio d’abbigliamento dallo stile ricercato urbano e molto attento al design, stesso stile di camicie, t-shirts, polo, felpe, giacche, jeans scarpe, cinture, borse, cappelli, occhiali firmati Superdry, il brand inglese di grande successo internazionale . Curano per il negozio gli eventi, come l’inaugurazione del 12 marzo, e “ Coccole e Cioccolato” ,degustazione di una grande varietà di delizie al cioccolato, proprio qualche giorno fa.

Drystore

Un lavoro dinamico e frizzante quello di Filippo e Alessia. Grazie per il giro...

...in punta di pennello dall’Eden Indaco del Cuore, ...da Firenze con Amore. Tanti ruoli, tanti diversi IO. “Cominciamo così, con una specie di fatto condiviso, tanti giochi tra bambini. Gli adulti invece, non sanno più giocare o quasi, e se lo fanno sono “giocatori” pericolosi, perché rompono spesso le regole del gioco. Ma l’estasi che annega la Ragione nella pura Emozione è un lusso riservato ai grandi mistici ed ai grandi peccatori, a coloro che sfregano le pietre della carne su quelle dell’anima fino a sprigionarne scintille”. Immagina di percorrere un viale di notte con le fronde degli alberi che smossi dal vento sembrano fantasmi ululanti e minacciosi ...e là d’improvviso ti appaiono le colonne bianche di un tempio interiore, che danno inizio ad un percorso grigio-azzurro,violetto,indaco, luce; oltrepassi il confine, ma sei vivo-a e cammini nel luogo che ti svela passo dopo passo tutte le tirannie vuote dell’umanità. Un luogo mistico, un luogo di comprensione, un museo psicologicamente attivo e vivo, dove i pensieri diventano materia,dove le malefatte dell’uomo ti vengono presentate come opere alle quali senti l’impulso irrefrenabile di dare la tua opinione. Oltre la poesia sentita vi è la pittura, e Firenze ne è la Madre, come si può parlare di Firenze immaginandola senza Arte? ...impossibile!!! Firenze è un tempio antico, un luogo mistico dove rinascono gli animi di poeti, artisti, musicisti. Nel contemporaneo una fucina instancabile di “geni” uomini semplici che donano il cuore, un vero artista è un altruista, è uno che vive il proprio pathos per donarlo all’umanità. Facciamo così in questo articolo, diciamoci le cose con Verità, Firenze dovrebbe essere l’altare dell’Arte, perchè ciò non accade? perchè tutto il mondo viene a vedere Firenze “in punta di piedi” come un luogo di culto?, e perchè, invece gli Artisti che la popolano vengono visti, apprezzati, ma non ascoltati, non vissuti?....chiediamoci se c’è qualcosa che non và,... pensiamo a cosa escogitare per “dare a Cesare quel che è di Cesare”. Firenze non deve vivere di solo passato, Firenze ha bisogno di svelare al mondo il Nuovo Rinascimento. La forza d’amore che solo l’Arte può iniettare. Cin Lo Russo 27

Regina Nobrez incontra l’architetto Daniele Lauria, direttore artistico del Festival della Creatività a Firenze

...senza creatività non c’è futuro!

R.N. “Lauria, sul web ho visto le immagini dei tuoi lavori in Italia e in Brasile, progetti di urbanistica e architettura, lavori per interior design e recupero edilizio; poi si scopre che sei anche il direttore artistico del Festival della Creatività. C’è una relazione?” D.L. “La relazione sta nel progetto, nella passione di dare struttura alle visioni, di organizzare non solo i segni e i materiali di cui è fatta l’architettura ma anche i suoni, le immagini e i colori di quella dimensione performativa della vita fatta di occasioni di incontro ed emozioni. Non solo, credo che i miei progetti di architettura risentano molto della ricerca che sta alle basi delle operazioni culturali che dirigo e viceversa.” R.N. “Vuoi dire che il Festival della Creatività è anche un progetto di architettura?” D.L. “In un certo senso: un evento è fatto di spazi, luci, sensazioni come, del resto, lo è una casa. Quest’anno, poi, il Festival della Creatività si svolgerà nella città, in più luoghi e sarà prima di tutto un progetto di urbanistica.”

R.N. “Ci racconti il tuo incontro con il Brasile?” D.L. “Quasi per caso, una sera di due anni fa, incontrai a Sao Paulo l’architetto Mauro Munhoz. In realtà non sapevo che fosse architetto ma che fosse “solo” il direttore del FLIP, festival di letteratura di Paraty. Il giorno dopo mi portò sul suo cantiere del Museo del Futebol e parlavamo già di collaborazioni professionali. Da allora ho scoperto altre città fantastiche come Rio de Janeiro, dove ho proposto di realizzare uno spazio dedicato all’incontro tra la cultura paulista e quella toscana, e luoghi di grande fascino come lo Stato del Parà. Qui ho iniziato a lavorare sulle mie idee di architettura bioclimatica e ne sono nati progetti sorprendenti come le bromelie, ombrelli rovesciati che raccolgono l’acqua piovana e diventano elementi di urban design.” R.N. “...un eccesso di creatività?” D.L. “Credo che la creatività sia davvero un presupposto dell’innovazione e non solo pura capacità espressiva, per questo penso che senza di essa non può esserci futuro.” Il progetto delle “bromelie” a Belem (Parà, Brasile), a lato le immagini dello show “voglio vivere così” all’Ewerk di Berlino (in alto) e del progetto per il centro direzionale Bassnet a Firenze (in basso)

Un’immagine del padiglione progettato da Lauria per l’Internet Fiesta del 1999 in piazza della Signoria a Firenze.

Daniele Lauria (1971) si laurea in architettura a Firenze nel 1995. Successivamente, per due anni, si occupa dei progetti di recupero urbano coordinati da Leonardo Benevolo e Renzo Piano per il Comune di Firenze e nel 1999 apre il suo Studio. L’opera di esordio, un padiglione espositivo in piazza della Signoria, viene presentata alla Biennale d’Architettura di Venezia del 2000. Da allora caratterizza la propria attività professionale nel segno dell’innovazione e della creatività occupandosi anche della direzione artistica e del management di grandi eventi. Dal 2008 lavora in Brasile con progetti di recupero urbano ed edilizio.

www.studiolauria.net

Il libro che abbiamo scelto

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Una storia singolare, trascinante come una marea, ricca di espressioni scaturite dal cuore, di riflessioni che ti fanno riflettere. Con straordinaria naturalezza Barbara Paoletti coinvolge e accompagna il lettore in un percorso affascinante e inconsueto: giorni, settimane e lunghi mesi vissuti nell’attesa di un meraviglioso evento. Tra le righe si sente il vento che gioca negli ulivi, si ammirano cieli stellati, si gode un raggio di sole dopo una pioggia bizzosa, si percepisce il profumo dei fiori e si assiste al rincorrersi delle stagioni.

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La guida che abbiamo scelto

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Da Burberry a Hermès, da Bottega Veneta ad Alexander Mcqueen, la moda internazionale ha un nuovo indirizzo nel cuore di Portocervo in Costa Smeralda (Sardegna): la piazza del Principe ideata da Daniela Fargion, Cavaliere del Lavoro, presidente e titolare del primo Luxury Mall in Italia

La piazza del Lusso 32

Sorriso & Salute Con l’ottimismo la vita migliora. Einstein diceva che “è meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che essere pessimisti e avere ragione”. Dall`intuizione dello scienziato alle conferme degli psicologi il passo è breve: secondo uno studio statunitense essere ottimisti fa vivere meglio e più a lungo. La ricerca, presentata al congresso annuale dell’American Psycosomatic Society, ha notato che chi “pensa positivo” ha minori rischi di ammalarsi di cancro, di cuore o di morire prematuramente. Il bicchiere mezzo pieno - L’autrice dello studio, Hilary Tindle, ha cominciato dal 1994 a passare al setaccio le personalità di 100 mila donne ultracinquantenni. Otto anni dopo si è accorta che tra le pessimiste i decessi legati al cancro erano stati superiori del 23% rispetto alle ottimiste. Ma non solo: le “entusiaste” avevano il cuore più forte, tanto da ammalarsi di disturbi cardiovascolari un terzo di meno delle coetanee. Più forti nelle avversità - Come spiegare il legame tra ottimismo e salute? Secondo gli studiosi è possibile che gli ottimisti reagiscano meglio allo stress o seguano più attentamente i consigli dei medici. Inoltre “le donne ottimiste – ha spiegato Tindle – adottano tendenzialmente uno stile di vita più salutare: è meno probabile che fumino, sono di solito più attive e hanno spesso un indice di massa corporea più basso. Questi sono tutti fattori che influiscono su lunghezza e qualità della vita”. Gli altri studi - Gli irriducibili del “c’è poco da stare allegri” possono tornare sui propri passi dando un’occhiata anche ad altri studi che confermano gli stessi dati. Secondo una ricerca olandese, ad esempio, il rischio di attacco di cuore e ictus si abbassava del 77% tra gli ottimisti, mentre secondo un’équipe di scienziati del Minnesota, i pessimisti hanno un tasso di mortalità del 19% superiore alla media.

SIAMO PIU ottimisti PER UNA VITA MIGLIORE”

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Chirurgia Dott.sa Giulia Lo Russo è nata a Firenze il 14 Novembre 1970. Iscritta nell’anno accademico 1989/1990 alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze si è laureata con il massimo dei voti e lode. Specializzata nel luglio 2002 in Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1 novembre 2002 ricopre il ruolo di Ricercatrice Universitaria in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Firenze con compiti di didattica, ricerca ed assistenza presso la S.O.D di Chirurgia Plastica. È docente di Chirurgia Plastica nel Corso di Laurea in medicina e chirurgia, in Odontoiatria, in Podologia, in Ortottica. Nel 2003 ha partecipato alla Missione Umanitaria di Interplast in Perù, durante la quale ha svolto attività didattica e chirurgica. E’ madre di due figli. “Considero la chirurgia estetica una disciplina chirurgica di altissima qualità, la ricerca dell’armonia e del miglioramento dell’aspetto estetico di una persona è frutto di una particolare attenzione dell’aspetto interiore e psichico dell’individuo, con peraltro un importante risvolto sociale. Tecnicamente la ritengo una complessa e affascinante disciplina chirurgica: richiede una ottima preparazione, un continuo aggiornamento, una ottima mano ed una buona dose di creatività e senso estetico. È un vero peccato vedere il far west di chirurghi impreparati, la chirurgia low cost, i medici improvvisati che per interesse economico si dedicano a questa disciplina con un atteggiamento superficiale e molto pericoloso. Il risultato è la mercificazione della chirurgia estetica, i brutti risultati, le aspettative esasperate delle persone mal informate, il fenomeno di massa dei corpi perfetti, delle donne senza età e senza dignità che invade quantomeno la nostra televisione e tutte quelle catastrofiche sequele e complicanze che affollano i nostri studi medici sia in ospedale che privati Sono contraria alla medicina estetica esasperata, all’uso dei prodotti non sicuri, dei materiali non riassorbibili che vengono usati per gonfiare le facce e deformare il volto anziché migliorare delicatamente le rughe come è giusto fare con i pochi filler sicuri garantiti e riassorbibili. Sono in disaccordo con un uso smodato del botox: quei volti pietrificati, le sopracciglia forzatamente ed innaturalmente sollevate, spesso purtroppo asimmetriche, mentre mi piace usarlo ad arte, poco, solo a rendere un volto meno segnato e meno affaticato. Sono in disaccordo con le bocche ferme, piene, gommose; mi piace un piccolo ritocco che spiana le piccole rughe del contorno, che magari rende simmetrico un labbro che è asimmetrico, un prolabio più pieno rende per me la bocca più bellina….ma non si deve notare. Poche gocce e la paziente si sentirà dire: come stai bene, sei più riposata… Considero possibile anche una sorta di prevenzione nel trattamento antiaging, ossia credo sia meglio trattare una ruga leggera a 40 anni con poco filler o con il botox, piuttosto che aspettare che diventi troppo visibile e dover ricorrere magari ad un intervento di face lifting a 50. Però al tempo stesso penso che sia bello un volto segnato da delle belle rughe se non creano nessun problema se esprimono serenità e forza. Per me è importante poter comprendere e guidare il desiderio della persona che ho di fronte e che mi chiede di fare qualcosa per lei. Mi piace che le mie pazienti tornano, magari spesso per piccole cose. Loro sono confortate dalle mie attenzioni e non richiedono mai risultati esagerati o troppo duraturi perché sanno che quelli sono più notevoli e quindi più volgari e pericolosi. Credo che essere donna sia un vantaggio in questa professione. C’è maggior empatia, maggior attenzione all’individuo, alle sue motivazioni. Io stessa ho provato un trattamento con filler che propongo alle mia pazienti o mi sono sottoposta ad un intervento chirurgico e quindi comprendo meglio sia le motivazioni che spingono all’intervento che il coinvolgimento fisico che ne consegue. Non proporrei mai qualcosa che non mi farei fare, (e certamente non proverei tutto per poter meglio comprendere!!!) Cerco di guidare nella scelta chirurgica, ma ascolto bene le richieste e sempre troviamo un armonioso punto di incontro. Questo sia nella chirurgia ricostruttiva che estetica che nella medicina estetica. Cerco di avere del tempo libero tra lavoro e bambini, ma è sempre una lotta contro il tempo. Progetti futuri? Stò sperimentando un trattamento rivitalizzante con i fattori di crescita piastrinici autologhi. Ho chiesto di partecipare ad una nuova missione umanitaria, questa volta in Africa (il piccolo ha già 4 anni!) Non vedo l’ora che arrivi l’estate!!!” 35

Mostra di Franco Mioni per Emergency A Roma nella GALLERIA TARTAGLIA ARTE si dimostra l’intesa di collaborazione con “Emergency” e la decisione dell’artista di devolvere eventuali introiti della mostra all’associazione umanitaria di Gino Strada che ha contribuito a salvare migliaia di vite umane nei luoghi più disastrati del globo. Promoter: Magazine Cos’è Successo.

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“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”. Riconoscere questo principio “costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”. Dichiarazione universale dei diritti umani Parigi, 10 dicembre 1948, Art.1 e Preambolo

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Paulinho Ferrarini era già un fotografo professionista, quando si trasferì a Florianópolis. Nei suoi 50 anni, ha pubblicato quattro libri. Il primo è stato “I loro occhi”, a vantaggio dei ACIC (Associazione di Santa Catarina per l’integrazione dei non vedenti). “Il testo del libro era solo il risultato di un problema che ho avuto all’occhio sinistro a causa di stress, quindi ho espresso la mia curiosità di sapere com’era la vita per una persona non vedente”. Poi Paulinho ha scritto “Florianópolis, My Friends, My Greatest Moments”.Il terzo è stato “I Live Floripa”, uscito in favore della Scuola e Movimento per la Vita nel 2006, anno in cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Florianopolis. Poi venne “Ritratti di Santa Catarina, con immagini di 70 città dello stato visitato dal fotografo. Paulinho ha riunito per noi foto di donne di varie età e tipi di corpo. Il concetto di VINTAGE che permea le foto - in pose, colori e oggetti utilizzati negli scenari recupera stili del 1920, 1930, 1940, 1950 e 1960. “Le pinup, icone della cultura pop del XX secolo sono incluse in tale epoca ombrello”, dice il fotografo, che si definisce come un “nostalgico”. Paulinhoferrarini@uol.com.br

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Paulinho Ferrarini

Paulinho Ferrarini

Paulinho Ferrarini

Gabriela Ribeiro Paulinho Ferrarini

Vanitè

di Mancini Loredana

via Lucio Papirio 99 - Roma

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Sunshine International Museum - 10/9/2010 Beijing,China

Viaggi ... solo donne!

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... tra amiche

Siamo partite in 4 amiche io Marina Oliveira/ Janaina Lismeyer /Ana Boing e Fernanda Crippa per divertirsi, per conoscere, per trovare altri amici e famiglie che vivono in Europa. Partenza: 10 dicembre per Barcellona, ci siamo rimaste alcuni giorni, tanto da renderci conto di quanto bella e affascinante sia questa città, piena di persone sempre allegre e sorridenti ad ogni angolo della strada. Poi siamo andate in Italia, a Torino, dove abbiamo trascorso il Natale, come di consueto, con la mia famiglia e con la famiglia italiana del marito di mia sorella. Dopo i festeggiamenti di rito, li abbiamo lasciati per iniziare il nuovo anno a Parigi. In mezzo al freddo e alla neve abbiamo scoperto una città molto particolare, affascinante e romantica, dove abbiamo trovato i migliori posti. La tappa successiva è stata Londra, una città diversa dalle altre, con luoghi molto giovani e moderni, piena di posti da visitare. A causa di molti voli annullati per la neve, abbiamo deciso di andare ad Amsterdam dove abbiamo avuto due giorni per fare le turiste in questa città indimenticabile. Roma è stata la nostra ultima tappa, ma certo non la meno importante. Prima però siamo passate da Firenze (la città di Michelangelo) dove siamo andate a feste fashion e chic. Il nostro viaggio è durato esattamente 45 giorni. Quarantacinque giorni !!!! Ogni giorno che passava mi sentivo sempre più felice e in ogni posto mi sentivo “a casa” ed è stato triste per noi dover tornare, ma il tempo era quello. Quarantacinque giorni in cui la voglia di conoscere e di incontrare il nuovo era l’unico sentimento che ci animava, non c’è stato spazio per la stanchezza o lo scoraggiamento. Sono sicura di parlare a nome di tutte le ragazze che ringrazio per la bella esperienza che abbiamo fatto insieme. Il mio consiglio per tutti coloro che leggeranno questo mio breve resoconto è: niente nella vita vale più del tempo trascorso viaggiando e, per me, meglio ancora in Europa. Indimenticabile è poco, non c’è nel dizionario una parola per descrivere questa esperienza. 48

51 Rio Sao Francisco - Brasil - www.saldelatierra.org.

... per la filantropia

Claudia Figus 26 anni Che fai nella vita? Studio Cooperazione Internazionale allo Sviluppo alla Sapienza di Roma Faccio lavoretti saltuari per mantenermi Cosè il viaggiare per te? Il viaggio è una dimensione del sè imprescindibile. Fonte di scoperta dell’altro, dell’ignoto che contribuisce alla comprensione del vicino. Da soli ed in compagnia, il viaggio assume sfumature diverse. I compromessi a cui si scende in gruppo vengono completamente abbandonati quando si scopre qualcosa da soli. Si interpretano ruoli inediti ed impensati, ci si abbandona ad un contesto nuovo. Il gruppo, la compagnia, d’altra parte regalano una dimensione diversa, in cui la condivisione diventa il fulcro di ogni minimo passo. Ogni viaggio deve essere modellato ad hoc secondo il taglio che gli si vuole dare, secondo l’esperienza che si vuole vivere. Anche se poi ovviamente il prodotto serberà le sue sorprese... Facciamo un viaggio con te? dove? il piu bello che hai fatto? Mettere in una scala di valore i viaggi è quasi impossibile. Come, al ritorno, rispondere di getto alla domanda: “allora cosa ci racconti?”. Come dice Meyrovitz nel suo “Oltre il senso del luogo”, a seconda del pubblico il racconto del viaggio si veste di un abito diverso. A nessuno si mente, si mettono in evidenza selettivamente punti di vista differenti. Il ricordo è selettivo allo stesso modo. Il viaggio in Brasile è quello che mi segue passo passo in quello che faccio, in questo momento della mia vita, poichè ha intrecciato nelle sue maglie molteplici sfaccettature. Dalla scoperta di ataviche tradizione dell’uso delle erbe medicinali, portato avanti negli orti urbani a Rio de Janeiro; verso il sapore sincretico del Condomblè di Salvador de Bahia; per arrivare ai Popoli Indigeni del Nord-Est che lottano per il loro diritto alla Vita (fisica e spirituale) contro il progetto governativo della Trasposizione del fiume Sao Francisco; passando per gli ori di Minas Gerais e un tuffo nell’acqua gelida dell’oceano al ritmo del maracatù. Un viaggio oltre i circuiti della sicurezza turistica per addentrarsi nei meandri della foresta, per viaggiare mano nella mano con la storia e la cultura rifuggendo dalla patina delle verità da esportazione. La lezione che il popolo dell’antica pindorama mi ha insegnato è di rompere la bolla di sapone che ci custodisce quando viaggiamo per immergerci nel nuovo. Sporchiamoci le mani, barattando le nostre certezze per qualche dubbio in più.

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... per passione Nome? Mariangela Mutti. Età? 51. Professione? Collaboratrice galleria d’arte. Hobby? Viaggi, cinema, teatro. Residenza? Roma. Viaggi spesso? Appena posso, due o tre volte all’anno. Il tipo di viaggio? Possibilmente senza nessuna organizzazione, oppure cerco associazioni che concepiscano il viaggio come contatto diretto con il paese in cui ci si trova. Preferisci da sola o in compagnia? Preferisco il viaggio in compagnia, è un modo per condividere emozioni, colori e sapori, atmosfere diverse dalla nostra quotidianità ed è anche un modo per scoprire cose che magari da sola non vedrei o non noterei; non è forse vero che tanti occhi vedono meglio di due? Comunque, non è facile per me trovare compagni di viaggio perché spesso le persone hanno paure e preoccupazioni a causa di luoghi comuni che io ritengo, la maggior parte delle volte, ingiustificati. Sono tuttavia paure comprensibili in quanto, credo, siano determinate dalla non conoscenza. Se riflettiamo sulle nostre ansie e analizziamo le nostre paure, la quasi totalità delle volte scopriamo che esse riguardano cose o persone che non conosciamo e non sappiamo come affrontare. Qual è il viaggio che ha segnato la tua vita? Senz’altro il viaggio in Africa. Ci sono stata con persone con le quali ero in perfetto accordo sul modo di viaggiare. Siamo partiti in macchina senza nessun tipo di accompagnatore. Ci puoi raccontare da dove sei partita, quanto è durato il viaggio, in quanti eravate, quanto è stato speso, i pericoli, i problemi? Siamo partiti in tre dalla Sardegna con la nave, siamo sbarcati a Barcellona e abbiamo percorso circa 7.000 Km attraversando Spagna, Marocco, Mauritania, Senegal e Mali. Tutto questo in 15 giorni. Questa mia prima volta in Africa è stata entusiasmante, ho ammirato vari paesaggi: il deserto, la folta vegetazione dei parchi, il fiume Zambia e, soprattutto, i villaggi e i mercati coloratissimi e profumati di spezie, che atmosfera! Ci siamo divertiti a chiacchierare, a bere tè e a contrattare. In Africa non si può acquistare un oggetto, anche il meno significativo, in cinque minuti, serve tempo. Il contrattare, là, è “l’arte del vendere”, l’impegno dei venditori, i loro sorrisi, i loro gesti sono affascinanti e coinvolgenti quanto lo può essere un’opera d’arte. Ho sentito emozioni intense, alcune non le avevo mai provate, e credo siano state rese così speciali da questi paesi estremamente semplici dove l’essere supera di gran lunga l’apparire. Abbiamo conosciuto persone gentili e premurose, abbiamo mangiato cibi buonissimi. Un momento molto toccante è stato in una scuola di Bamako, abbiamo avuto la possibilità di visitarla e quando siamo entrati nelle classi, i bambini erano molto divertiti e curiosi nei nostri confronti, che bello vedere quegli occhietti intensi ed espressivi seguire ogni nostro gesto.

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E’ stata un’esperienza, d’altro canto, anche faticosa: ogni giorno abbiamo percorso centinaia di Km con una temperatura di circa 30 gradi su strade a volte veramente difficili, tanto dissestate e polverose da essere costretti a procedere a passo d’uomo. Spesso è stato difficile trovare l’acqua calda per lavarsi, ma, a parte questi disagi, comunque sopportabili, non abbiamo avuto nessun problema; anche le estenuanti ore di attesa sotto il sole alle varie frontiere sono state un’occasione per osservare e conoscere o per fare una chiacchierata con qualche doganiere. Ci dice con le sue parole, perché la passione di viaggiare? Il viaggio per me è un’ esperienza di vita e una fonte di conoscenza. Sono molto attratta dai diversi modi di vivere che l’essere umano è riuscito a creare. Ogni volta che visito un paese cerco di capire più che posso, spesso inondo di domande qualche abitante per capire meglio quello che sto vedendo e respirando. Ciò mi permette anche di confrontarmi con me stessa attraverso gli altri. Forse il segreto per affrontare i viaggi è il non crearsi delle aspettative, il non programmare tutto ciò che si dovrà visitare, mangiare, annusare, ma partire con la volontà di guardare con la mente sgombra, accogliente ed assetata di novità; è fondamentale portare con sé tanta curiosità sapendo che ogni giorno ci sarà qualcosa di nuovo da scoprire. Due parole per le donne che amano viaggiare, ma non sanno da dove cominciare? Sono stata in paesi abitualmente considerati pericolosi, soprattutto per le donne, come Iran o Siria, senza avvalermi dell’organizzazione di un tour operator. Non mi è mai successo niente, ho sempre trovato persone desiderose solo di scambiare qualche parola con degli stranieri, anzi, in alcuni casi c’è chi mi ha invitato a pranzo nella propria casa. Sono convinta che i paesi pericolosi siano in realtà pochi; come ho detto prima, l’importante è come ci si rapporta con i luoghi e con le persone. Io riesco ad immergermi nel luogo dove sono e, di conseguenza, ho un atteggiamento psicologico molto rilassato che, di rimando, mi fa gustare il sapore dell’essere ben accolta. Quindi consiglio alle donne che amano viaggiare di essere molto curiose, tuttavia, allo stesso tempo, ritengo si debba avere una buona dose di prudenza senza dimenticare di osservare le regole del posto, non siamo a casa nostra, siamo ospiti, quindi, comportiamoci come vorremmo si comportasse un ospite in casa nostra. Un abbraccio a tutti con l’augurio di poter vivere e condividere viaggi meravigliosi.

... per l’arte Nome? Dirce Körber anni?48 anni la sua professione? pittore hobby? Giardinaggio dove vive? Florianopolis, Santa Catarina Island viaggi?Attualmente uno o due all’anno che tipo di viaggi? Per lavoro.,per le mie mostre. preferisce da sola o in compagnia ? Se accompagnata. da qualcuno che abbia interessi comuni. Per viaggiare con me, si ha la necessità di godere di arte, musei, spettacoli musicali , teatrali e amare la fotografia. A volte voglio fermare il viaggio per non perdere una buona foto. Deve essere flessibile a cambiare idea. Deve essere curioso di uscire dai binari ordinari e cercare di conoscere percorsi alternativi. Deve essere dinamico e altruista, optare per le cose semplici, con poco bagaglio per camminare a piedi. Con le sue parole, perché la passione per i viaggi? quale la piu bella? E ‘stato un viaggio in Europa nel 2007. Accompagnata da due amici, per 39 giorni visitando musei e gallerie. Ad Amsterdam dove abbiamo partecipato all’apertura di un’esposizione e inaugurazione di una mostra nella Galleria “Paint a future” e poi al museo Van Gogh . Siamo partiti dall’Olanda in treno per la Germania, dove abbiamo visitato la Documenta di Kassel e alcune città storiche con castelli sul fiume Mosel. Poi seguire per Rully in Francia, dove si partecipa al progetto sociale Artistico Paint Future.

EVEN - San Giovanni Valdarno

MARINA BAY SANDS - Singapore

TETERIA SALTERIO - Barcellona

MELOGRANO - Roma

ESTETICA NEUSA San G. Valdarno

BAR DELLA STAZIONE San G. Valdarno

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